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Bayer. Staatsbibliothek
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NOTIZIE
RELATIVE A FERRARA
NOTIZIE
AMMINISTRATIVE, STORICHE, ARTISTICHE
RELATIVE A FERRARA
RICAVATE DA DOCUMENTI
ED ILLUSTRATE
DA
LUIGI NAPOLEONE CAV. CITTADELLA
BIBLIOTECARIO
VOL. II.
PARTE TERZA
FERRARA
TIPOGRAFIA DI DOMENICO TADDEI
M DCCC LXVI11
BIBLIOTHECA
REGLA
MONACENSIS
L' Editore si riserva la proprietà della presente pubblicazione.
PREFAZIONE
.
CAMPORI March. GIUSEPPE
Una vittima della Storia- LucreziaBorgia.
Gioiò che accade nell'ordinario corso,della vita, e nelle appartenenze della
Storia, lo vediamo accadere anche relativamente alle Belle Arti. Una lunga
tradizione non impugnata e ripetuta da secolo a secolo, da scrittore a scrit
tore, ci fa credere bene spesso a ciò che non è veramente, sia per l'epoca
di un monumento, di una scultura o di una pittura , sia riguardo al nome
dell' architetto, dello scultore, o del pittore. Avviene altresì di frequente che,
ove ci si presenti un qualche oggetto artistico finora ignoto, noi presumiamo
di trovarne assolutamente l'autore per entro la ristretta cerchia delle an
tiche nostre conoscenze , quasichè non potess' essere vissuto fra noi alcun
pittore, o scultore, od architetto, fuori di coloro, de' quali avemmo ad impa
rare i nomi sulle nostre istorie, talvolta compilate senza quella sana critica,
della quale, a dir vero, son condite generalmente le opere moderne.
Chi potesse, impiegando moltissimo tempo, improba fatica e pari pazienza
scuotere la polvere di antichi archivi , e farvi minute investigazioni , racco
glierebbe forse tal messe di materiali che , vinta la non lieve difficoltà di
ordinarli, e di sceglierli con sana critica ed intelligenza , potrebbe con essi
correggere molti errori, e rettificare false tradizioni ; si verrebbero a cono
scere molti nomi oggi del tutto ignoti nell'Artistica Storia, dacchè sparirono
coi lavori, e specialmente gli affreschi, anche le memorie della loro esistenza.
VI
Non pochi si accinsero all'impresa e n'ebbero felici risultati; e degni di ono
revole ricordanza sono in Italia un Molini per la Storia, e il Gaye, il Milanesi,
il Guasti, il Campori, l' Angelucci, il Gualandi e il Giordani rispetto alle Belle
Arti, dei quali giudiziosi raccoglitori e dotti illustratori si hanno alle stampe
pregevolissime raccolte. In quanto alla nostra Città, io pure volli cimentarmi
a simile assunto, e nel 1864 pubblicai le mie Notizie relative a Ferrara ecc.,
ove sono raccolti moltissimi documenti, che si riferiscono in parte alla Storia
civile, in parte alle Arti: ma troppo rimane a scuoprirsi e a sapersi. Diffatti,
se per esempio tentai di comprovare che i Corali esistenti nella Comunale
Biblioteca non possono essere di Cosimo Tura, non potei d'altronde sugge
rire il nome di quell' esimio artefice che li alluminava. Nè mi sarebbe forse
difficile anco di escludere che la bellissima Porta del Palazzo Castelli-Sacrati
ora Prosperi fosse architettata da Baldassare Peruzzi (come disse il Lanzi
per primo dopo tre secoli); ma quale altro nome potrei sostituirvi? Chi mi
dirà con sicurezza quali fossero i pittori della gran sala nel Palazzo Schifa
noja , di quello dei Diamanti , e della così detta Palazzina ? chi dipinse le
cappelle nella Chiesa interna di Sant' Antonio in Polesine ? chi operò i do
dici Apostoli , che veggonsi nella nostra Pinacoteca ( che io però ritengo di
Bongiovanni di Geminiano Benzoni)? e chi fu l'antichissimo autore delle pit
ture in Sant' Andrea dietro la cappella dalla parte dell' Epistola , che sem
brano della mano od almeno della scuola di Giotto, come benanco ne suona
la fama per antica tradizione ? Ma lasciamo al tempo e meglio alla fortuna
il grato incarico di sciogliere tali quisiti; e giacchè mi ſu questa favorevole
di non poche altre scoperte , io verrò a farne quella migliore illustrazione ,
che per me si possa.
Troveremo in copia nuovi pittori, ed anche scultori ed architetti , ab
benchè non ci sieno rimaste le opere loro: del che la colpa non è nostra.
Ma è nostra bensì che non siasi fatta sinora tale una raccolta di pitture da
costituire una serie continuata e regolare di opere de' nostri Artisti dal ri
sorgimento dell' Arte sino al presente , vale a dire , parlandosi di Ferrara ,
da Gelasio della Masnada sino a noi (1). Avremmo imitata per tal modo
1) Nel tempo in cui visse Gelasio, e nel nostro territorio, l'appartenere ad una
Masnada non equivaleva ad essere vero servo, o schiavo, nè servo della gleba, ma
vassallo di qualche feudatario , o di superiore ecclesiastico o monastico , cui erasi
VII
l'Accademia Fiorentina, e moltissime altre , cosicchè potremmo avere nelle
ampie sale della Pinacoteca una completa istoria progressiva e parlante della
ferrarese pittura. E per vero dire, noi vi cerchiamo indarno il detto Gelasio,
un Alberti, un Cossa , un Grandi , un Baldassare da Este , un Cotignola , un
Ramenghi, e poi un Camillo ed un Cesare Filippi , un Bastarolo , un Cal
zolaretto, un Chenda, un Brescia, un Bambini, uno Scannavini, un Avanzi, un
Cattanio , un Ghedini , e finalmente un Dalla Valle , un Gio. Battista Bassi ,
un Gio. Monti, un Leopoldo Cicognara. Come altresi non possiamo gloriarci
di un bel Galasso, di un bel Tura, di un bel Costa ecc. Speriamo che tempi
di maggiore tranquillità, e di maggiori mezzi pecuniarii, ci sieno abbastanza
in avvenire propizii da poter vedere avverato il nostro desiderio, ed il nostro
voto, anche ad evitare che i posteri ci avessero a darci rimprovero di avere
trascurata in epoca di sì vantato progresso una delle maggiori glorie della
nostra Patria.
tenuto di prestare omaggio , e dare anche per la guerra un contingente « facere
masnadam ». Vuolsi che derivi da Mansionata, da Mansi, e Masse, da cui poscia
i Massari delle Ville, e delle Contrade. Abbiamo ancora sul ferrarese dei luoghi
detti Masi o Mansi , Dossi , Correggi , Mensole ora Mesole. Credesidi Gelasio un
dipinto a tempera, ch' era nella Chiesa di Santa Caterina Martire, poi Ospital Mili
tare Austriaco, in questa Città; dipinto presentemente posseduto dal Cav. Prof. Giu
seppe Saroli mio antico maestro in disegno, e rappresentante G. C. Crocifisso, con le
tre Marie a piè della Croce. Non so poi comprendere come prima d'ora si potesse
credere e scrivere che Gelasio sia stato discepolo di Giotto , se è vero, come pre
tendesi, che già del 1242 dipingesse in Ferrara sua patria, mentre poi Giotto vuolsi
nato non più indietro del 1266, ma certo in quel torno, perchè troppo è noto che
fu contemporaneo ed amico di Dante.
1379.
Famiglia dei pittori Turola, o Belli.
Cinque furono i pittori Turola di padre infiglio, cioè Bartolomeo
seniore, Giacomo seniore, Bartolomeo juniore, Giacomo juniore e Pietro.
Ne parlai nella prima parte ( pag. 560 e 561) e feci conoscere
che del primo io avea trovato memoria nel 1379 , nel 1397, e nel
1401 ; che il secondo sino dal 1451 avea fatto legittimare il proprio
figlio Bartolomeo; che questi era vivo eziandio nel 1479; che l'ultimo
Giacomo , portato all' Estimo sino dal 1504, nel 1515 non era più
vivo. Aggiunsi ancora essermi nato dubbio che il vero cognome di
famiglia fosse de Bej o de' Belli, dacchè rinvenni essere scritto in un
rogito del 1379
Bartholomeo pictore quondam Turolae de Beis, ed
in altro del 1414- filius quondam Turole de Bellis; il che equivale
a figlio del fu Turola di cognome Bei o Belli, come si disse (1). Nė
altrimenti vorrebbe significare il Turola se non Venturola, diminutivo
di Ventura. Nel che tanto più mi confermo in quanto che in un rogito
del 1487 sta scritto un Antonio filius magistri Bartholomei Venturolle
Ora dirò di quanto ebbi a rinvenire ulteriormente.
pictoris ecc.
Sul cognome, ne trovo la conferma in altro atto pure del 1379,
a rogiti di Nicola Pedermilli del 14 Giugno- presentibus testibus
Bartholomeo pictore quondam Turole de Beis-, e dice Turole in ge
nitivo , e non Turola, per cui devesi qui assolutamente intendere la
(1) Anche in un rogito del 19 novembre 1344 si trova Bonmatheus fil : May
nardini de Beis quondam dominiBartholomei Rubei: non saprei dire però se fosse
un Rossi detto posciaBej o Belli, od un Bej il cui padre fossedetto il Rosso, come
potrebbesi anche supporre.
2
paternità di Bartolomeo. Di lui trovo memorie nel 1393, e nel 1403
lo veggo pagato di alcuni lavori, come apparisce da un libro di spese
dei PP. Domenicani esistente nell' Archivio delle MM.di S. M.di Mor
tara ( ora in quello del Demanio )- 1403 die sab. xviij mensis Au
gusti, dedi Magistro Bartholomeo pictori pro cantinellis locutorj pingendis,
pro colore et colla , et calcina alba lib. 1. sold. 5
die
Item--
eodem
Dedi Mag. Bartholomeo pictori qui fecit de mense Januarj pre
terito viij alas angelorum ad omnes suas expensas ecc. — Sua moglie
fu Francesca figlia di Michele da Vienna, come si ha dal testamento
della madre di lei, in data del 1° Agosto 1405, a rogiti di Rainiero
Jacobelli- Quapropter domina Catarina filia quondam Magistri Petri
de Perfia, et uxor Michaelis de Vienna, de contracta S. Agnetis Civi
tatis Ferrarie ecc.- Item reliquit dicta testatrix jure institutionis ecc.
Domine Francisce ejus filie, et uxori Magistri Bartholomei Turole picto
ris, libras quinq. ( sic, forse quinquaginta ) jubens, et mandans eamdem
dominam Franciscam esse tacitam et contentam sua legitima ecc., la
sciando poi erede il marito , indi i nipoti Bergo e Lucia figlia della
fu Tisia altra sua figlia, e moglie di Domenico Bergo (1). E l'ultima
volta che lo vegga nominato è nel 1419 in un rogito dello stesso
Jacobelli, del 29 Maggio, col quale si rinforza l'argomento del co
gnome- Magister Bartholomeus de Bellis pictor, filius quondam Tu
role ecc. de contracta sancte Agnetis ecc.
Nel 1447 incontro Giacobo il seniore, e negli anni 1449 e 1450
vedesi annotato nei libri delle spese Ducali nell' Archivio Palatino di
Modena. Egli nel susseguente anno 1451 manco di vita ; e ciò è
comprovato dall' istrumento 26 Novembre di Giovanni Agolanti , col
quale si dice
Cum sit quod de anno presenti decessit et mortuus
sit quondam Magister Jacobus Turola pictor filius olim Magistri Bar
tholomej- ed Elisabetta vedova e figlia di Maestro Pietro varotaro
( mestiere e non cognome, cioè venditore o fabbricatore di pelliccie
d' armellino ) addice alla eredità del marito. Il che poi viene vieppiù
confermato dagli atti del citato Archivio , dove al Memoriale O. del
1452 a carte 302 è scritto
Heredi de Jacomo Turolla et compagni
che foreno del dicto Jacomo loro padre, tuti depintori, per conto de
uno loro credito ecc.- Egli avea fatto testamento, ma non rinvenni
(1) Della famiglia Persia, e di Antonello della medesima, pittore, si parla altrove
in questa seconda parte.
3
che il codicillo in data del 5 Luglio 1451 agli atti di Giovanni Ago
lanti, con cui lascia eredi i suoi due figli legittimi Giovanni Battista,
e Bernardino , mettendo però a parte de' suoi averi anche il figlio
naturale Bartolomeo, legittimato nello stesso giorno ed ai rogiti stessi
da Bonaventura de' Pellipari ( ora Giglioli ) , e figlio di lui Giacobo
conjugato , e di Giovanna soluta. I quali Giovanni Battista e Bernar
dino si trovano in atti del 1469 e del 1479, come sino dal 1459
appariva, quale testimonio, un altro figlio non nominato nel codicillo,
ma forse memorato nel testamento,- Petro pictore filio quondam
Jacobi Turole pictoris, de contracta S. Agnetis ecc. ( rog. di Orfeo Ve
scovi 17 Gennaio ). Quindi abbiamo anche in Pietro un altro pittore,
come lo dovevano essere gli altri due figli di Giacobo , dicendolo
quella partita già menzionata del 1452
tuti depintori (1) —. Bar
tolomeo fu legittimato appena fuori dell' infanzia, e se ne fece tutrice
la Elisabetta madre de' suoi fratelli, come da rogito delli 8 Gennaio
1452 di Giovanni Agolanti. Mori prima del 1515, perchè in detto
anno, al 30 Decembre, si videro essere suoi commissari e conduttori
della eredità di lui i causidici Leonardo Novelli e Pietro Cappellini ;
ma sino dal 1488 con rogito di Giovanni Dal Bove del 22 Settembre
aveva comperato una casa da Lodovica figlia ed erede del pittore
Maestro Malatesta, pagandola con lo prezzo di altra casa venduta a
Nicolò Mascarino in contrada di S. Clemente presso la Via Grande,
e quella delle Volte. Non saprei dire di quai costumi fosse Bartolomeo;
ma è certo che si rese reo della uccisione di un altro pittore nella
persona di Giovanni Trullo ( che già comprovai nella prima parte
(pag. 574) essere la stessa persona del pittore Giovanni Bianchini). E nel
9 Agosto del 1491 agli atti di Giovanni Miliani , la vedova Antonia ,
coi figli Alberto, Giacomo , Lodovico e Francesco, gli fanno la pace
per le offese, ingiurie, e ferite fåtte da lui al loro padre Giovanni
de quibus vulneribus ipse Mag. Joannes superioribus mensibus deces--
sit (2).- Egli lasciò un Jacobo pure pittore, ed un Antonio sacerdote,
(1) Bernardino nel 1477, quantunque civis Ferrariensis de contracta Sancte A
gnetis , abitava in civitate Veneciarum, ma nunc trahens moram Ferrarie, forse
perchè o vi era tornato, o eravi venuto a stipulare l'atto notarile, dal quale ricavai
questa memoria.
(2) Giovanni Bianchini alias Trullo pittore, fu figlio di Antonio pittore, ed i suoi
figli Alberto e Francesco furono pure pittori , ai quali ora posso aggiungere altro
figlio Alessandro eziandio pittore.
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dei quali nessun' altra memoria ci resta, fuorchė Jacobo nell' anno
1515 era già defunto.
Jacobo seniore lavoro anche per gli Estensi, e da un documento
che qui riporto per intiero, del 1447, ci risulta ch' era pure figurista,
e si veggono le condizioni ed i prezzi dei lavori.
Belli , o Bei Turola ( Venturola , o Ventura)
Bartolomeo pittore
m
Francesca di Michele da Vienna
Jacobo pittore
m
Elisabetta di M. Pietro.... varotaro
Pietro pittore Bartolomeo pittore Giambattista pittore? Bernardino pittore?
naturale di Giovanna
Jacobo pittore
m
Barbara di Tomaso Camerlengi
alias Cazoli
Antonio sacerdote
Atti di Dulcino Dulcini 1447
fra il 22 Aprile e il 4Luglio.
Scripta hec infrascripta data fuit mihi Dulcino per inf. virum
Johanem de Blanchinis alterum factorem (Estense) registranda
Questo e quello che vole fare M. Jacomo turola DEPINGTORE et compagni
per depingere tutti li lavorieri che se fano per lo Illmo S. , cioè li prezii
de cantinelle , capselle , cornizotti, merli, fresi, camini, de ogni condition per
quello modo come qui de soto se contene: Videlicet
Cantinelle ad penello de luna (per ciascuna) L. 0. soldi 1. denari 4.
Cantinelle dozinale de luna .
Capselle ad più modi de luna (ad più modi vuol
dire ch' erano dipinte in più maniere
Cornisotj de più ragion cipaliadi (?) cum fioriti
de zinabro et de stagniola de luno
Cornisotj dozenali de luno
Merli cum lo friso de soto facti ad divise (cioè
gli stemmi ) .
»
D
»
»
»
0. »
0. D
5.
D
0.
0.
0.
0.
»
»
»
0.
4.
3.
5.
》
»
6.
4.
--
5
Merli cum due frisi cioè luno de sopra laltro
D
L. 0. soldi 8. denari
10.
0.
»
D
desota de luno .
Merli cum la antena et frisi desota
Camini depincte cum quatro divise deluno .
Camini depincte cum le arme et divise de luno,
metando el campo de azuro ad tute sue spese
Sel dicto n. S. volesse fare depinzere figure de ogni qualità
Sancti et sancte in che champo se volesse, el terzo meno de quelo che
α
0. D
15.
«
0. D
18. «
sarano estimade--
De ogni lavoriero che fosse sta per l'assazo de galeotto de la sassino cioe
stendardi , penoni de trombe , penoni de tela de ogni qualitade laxo el terzo
meno de quello che se sono pagade per lo passato ; capsole pizole grande
et de ogni ragione, caxete et ogni altra coxa che mi depingesse laxo el terzo
meno de quello che se usado de pagare.
Sel dicto n. S. volesse che io andasse de fuora ad depinzere che lui sia
tenuto de farne fare le spese a mi et ali compagni cum questo che se lo
lavoriero fosse che mi et compagni non lo potessero fare, chel ne sia tenuto
fare comandare di altri maestri pagandoli mi.
Tuti li coluri, oro, azuro che me sia de bisogno farmeli dare al fontego
et schontarli in li lavorii ; et questa se intenda camere, sale et frisi.
Nui volimo ogni mese essere stati satisfati de la rata che nui aremo
meritado et vogliamo essere absolti de la dicta obligatione con
stip. perche nui femo al piacere de lavorar per avere quello pocho che nui
meritaremo purchel nostro bene pure non ne sia nochuo.
de
....
1424.
Famiglia dei pittori Costa da Vicenza.
Fra i più valenti pittori ferraresi noi contiamo un Lorenzo Costa,
che fu detto Mantovano, ed anche Bolognese, forse pel soggiorno che
fece in queste due città, nella prima delle quali moriva nel 1535 di
settantacinque anni, lasciando figli e nepoti pittori essi pure , come
puossi vedere dalle note del Boschini alle Vite ecc. del Baruffaldi, e
dalle Serie di Documenti orig. ital. pubblicate dal ch. Michelangelo
Gualandi bolognese. Ma io non intendo qui di parlare nè di lui, nè
della sua famiglia mantovana; bensì di un' altra originaria, come
2
pare , di Vicenza, che diede a Ferrara molti, benchè pur forse me
diocri, ed in parte sino ad ora ignoti pittori.
Di due di essi trovasi memoria nelle citate note del Baruffaldi ;
l'uno è Michele, che del 1507 trovavasi fra i pittori salariati da Lu
crezia Borgia nostra Duchessa , unitamente a Tommaso Carpi padre
di Girolamo ; l'altro é Francesco, che al 1597 vedesi annotato come
proprietario di una casa nel Compendio di tutte le case per tener netta
la città, esistente nell' Archivio del Comune. Nell' altr. part. pag. 567
venni io stesso a far menzione, oltre ai suddetti, di altri quattro ,
cioè Bernardino di Domenico , Domenico di Bartolomeo , Giambattista
e Gerardo, ai quali ora posso aggiungerne altri tre, cioè Barlolomeo,
Andrea e Sperindio (1) ; cosicchè di questa famiglia avemmo in Fer
rara, qualunque essi si fossero, nove esercenti la pittura. Ed anzi di
Andrea e di Michele puossi assicurare che furono in qualche modo
distinti, dacchè Michele fu compagno al succitato Tommaso Carpi ai
servigi estensi , l'altro, come vedremo, dipinse nel palazzo Pendaglia
nel 1438. Di tutti questi artisti, e di altri della famiglia, potei for
mare due brani d'albero genealogico , che non mi fu poi dato di
congiungere per mancanza di sicuri documenti all' uopo , abbenchè
mi risulti ch' erano d' una stessa parentela ; i quai brani porrò alla
fine di questo articolo, limitandomi qui a citare qualche documento,
che comprova la loro affinità e discendenza.
La prima memoria , che io m' abbia, è di Andrea, del 1424 ; in
un rogito di Pietro Landi del 27 Novembre
Domina Dominica filia
quondam Bartholomej, et uxor Antonj Septamare ( forse il suo cogno
me provenne dai Settemari della nostra Padusa ! ) obligando se fuit
contenta et confessa, in concordia cum Magistro Andrea de Vicentia pi
ctore , filio quondam Gerardi, cive et habitante Ferrarie , in contracta
S. Gregorij , et herede, ut asseruit, q. domine Catarine filie q. Jacobe
Ziponarj, et uxoris quondam Magistri Georgii de Costantinopoli pictoris,
ex testamento ipsius rogato per Ser Rainerium de Jacobellis notarium
ecc. (2).- Dipinse con compagni e con scolari , ciò che fa prova
(1) Anche di questi però io diedi cenno, ma senza il cognome , che allora non
erami noto ; bensi sotto la denominazione di Andrea e Sperindio da Vicenza.
(2) Di questo pittore Giorgio da Costantinopoli feci parola nell' altr. part. a
pag. 562.
In quanto al testamento sopraccitato, non si trova, non essendovi nel
l' Archivio Notarile gli atti di Rainiero Jacobelli Seniore.
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del suo merito, nei palazzi di Bartolomeo Pendaglia, tanto in Ferrara,
quanto in Consandolo nel distretto ferrarese; e ciò fu nel 1438, come
dall' assoluzione che ei fa del suo avere, con atto del 15 Febbraio
del notaio Dulcino Dulcini- Magister Andreas de Vicentia pictor,
filius q. Girardi, civis et habitator Ferr. in cont. Sancti Gregorij, p. se
et suos heredes, absolvit et liberavit Ser Joannem de Dalaris notarium
presentem et recipientem nomine et vice spectabilis et egregii viri Bar
tolomej filii quond. egregij et honorandi viri Ser Gabrielis de Pendaglis,
de contracta S. Romani ecc. ab omni eo et toto quod dictus M. An
dreas habere debeat ab ipso Bartolomeo pro picturis factis per ipsum,
et suos Magistros et discentes, in domo de Ferraria dicti Bartolomej,
et pro cofanis et picturis cofanorum, et pro omnibus et singulis canti
nellis, et cornisotis, tam pro domo Ferrarie, quam pro domo Consan
duli dicti Bartolomej , pictis per ipsum Magistrum Andream , et suos
Magistros et discentes, et generaliter ab omni alio eo et toto ecc.
Nel 1457 Andrea era già morto, e figurava Gerardo suo figlio,
come da atto 27 Ottobre di Giovanni Magnanini- Mag. Fulchus
faber promisit Magistro Gerardo pictori filio quondam Magistri Andree
de Vicentia pictoris, civi Ferrarie ecc.
Gerardo nel 1475 si fa me
diatore presso la duchessa , onde un Antonio di Luca dell' Assassino
( Tolomei ), degente in carcere, al sortirne non abbia ad offendere
un M. Zoja di Napoli sartore della duchessa succitata; nel 1497 a
rogiti di Anton Maria Fiessi del 15 Luglio, riceve in dono dallo zio
Jacobo del fu Antonio Menegatti de Zazarinis de la Costa, rettore di
S. Giorgio di Bergantino, diocesi ferrarese, i suoi beni mobili ed im
mobili da godersi però dopo la morte del donatore. La moglie fu
un' Anna di cui s'ignora il cognome
Magister Gerardus pictor
filius q. Mag. Andree de Vicentia, de cont. S. Gregorij, obligando se et
in concordia cum Joanne et Bartholomeo fratribus
......
(manca) nomine
et vice Dne Anne eorum sororis, uxoris ipsius Gerardi, se habuisse in
dotem, tempore eorum matrimonij L. 400. marchesanas ecc. ( Atto di
Giovanni Agolanti, del 14 Novembre 1471, dal quale si vede che già
erano sposi da qualche tempo ) —. Ebbe da lei Gerardo numerosa
prole, come vedremo all' albero genealogico ; ma fra essi nominerò
Sperandio pittore, e marito a Violante di Aliprando Marchi nel 1483 (1),
(1) Dalle ricerche , riescite infruttuose , che io feci intorno a questi pittori detli
da Vicenza, soltanto seppi che un Andrea da Montecchio maggiore ebbe due figli
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e quella Pasia che visse lungo tempo concubina di Francesco Castelli,
nel cui palazzo de' Leoni abitava pure Gherardo , e che lo sposava
nel 1509, legittimando cosi due femmine, e quell' Alfonso che con
tinuò la famiglia (1).
Nell' altro brano d' albero troviamo un Domenico pittore, figlio di
Bartolomeo , ed un Giovanni Battista pittore di lui figlio , testimonj
al testamento di Maestro Gasparo fu Miniato da Firenze , fornajo in
Ferrara , rogato ad atti di Giacomo Aventi nel 10 Febbrajo 1450 ; il
quale Domenico si rinviene pure nel 1462 , con menzione di altro
figlio di nome Bartolomeo come l'avo suo. Ed un altro figlio di
Domenico fu Gerardo ( o Bernardo ) pittore, che abitò in Bergantino,
dove possedeva fondi. Fu egli quello fra i due Gherardi pittori , che
nel 1473 lavoro col fratello Gio. Battista nel carroccio, e negli appa
rati fatti sulla piazza per l'entrata in Ferrara di Eleonora d'Aragona
sposa di Ercole I d' Este ; fu egli che dipinse un bucintoro estense ;
fu egli che lavorò nel Palazzo di Schifanoja, e nella Certosa; che o
però un palio da corsa per la festa del nostro protettore S. Giorgio.
Bartolomeo di Domenico moriva nel 1484, ed i fratelli Giovanni Bat
tista e Gerardo, avendo qualche dissenso in causa di sua eredità, fanno
un compromesso, con atto del 13 Ottobredi Bartolomeo Codegori, nel
causidico Giovanni di Spagna. Giovanni Battista nel 1469 , a rogito
di Aristotile Rossi dalle Guaine del 5 Maggio , facea contratto col
merciajo Calzetta Romano, per alcuni anni, per dipingere capsetas, et
anchonas cum stagnolis ecc. In quanto poi a Bartolomeo padre di
Domenico , fu pur esso pittore : e ciò si rileva da due rogiti pure di
Gregorio e Leonardo, viventi nel 1459, nel quale anno erano già privi del padre
(Abecc. pitt. del S. Macca). Fuvvi anche colà uno Speranza, che lavorò nella se
conda metà del secolo XV sino al 1500 ; ma oltrechè difficilmente si potrebbe con
fondere con Sperindio, dello Speranza non si ha la paternità, ed egli viene ordina
riamente chiamato de Pangeribus, o de Pajentibus.
( 1) Di ciò parlo anche all' Articolo « Palazzo Castelli nel quale Gerardo di
pinse , e forse non fu pagato; dacchè suo figlio Domenico aveane intentata lite ai
tutori di Alfonso Castelli, devenendo poi a convenzione, come vien detto nell'Articolo
suddetto. Che poi Gerardo abitasse colla figlia in questo palazzo, risulta dall' Inven
tario del 1511, in cui dicesi In Camera Residentie Magistri Gerardi Coste ecc. Ciò
poi che non mi viene spiegato è che colla famiglia Castelli nel 1481, cioè prima della
erezione del palazzo succitato, abitava un Giovanni Costa del fu Corrado di Alemagna
pittore, che al certo fu della stessa famiglia, ma che non saprei come detto deAle
mania, se già della famiglia stessa rimontano le memorie in Ferrara sino al 1424 !
Aristotile Rossi dalle Guaine ; il primo del 23 Ottobre 1459 per un
affitto Mag. Dominico Coste pictori filio quondam Magistri Bartholomej
pictoris de cont. S. Gregorij , il secondo dal testamento , che il detto
suo figlio fece nel 15 Novembre del 1467
Coste pictoris
Testamentum Dominici
Prudens vir Mag. Dominicus Costa pictor, filius quon
dam Magistri Bartholomej Coste pictoris de contracta S. Gregorij ecc.
I suoi figli li ho annotati nell' albero.
Da Gio. Battista ne vennero un Domenico, ed un Michele pittore, i
quali sposarono due sorelle, cioè il primo una Giovanna, e l'altro una
Beatrice, figlie di Buonmercato Ballotta; con questo però che Michele
rimase vedovo assai presto, e si uni in seconde nozze con Laura so
rella di Guido Franceschini. Beatrice fece testamento nel 1507 a rogiti
di Antonio Baliardi del 5 Ottobre,nel quale atto è detta Nobilis et ho.
nesta mulier ecc., e forse moriva poco dopo; ma fu seguita poco ap
presso dalla sorella Giovanna, dacchè in un atto di Bartolomeo Codegori
del 26 Giugno 1512, trovasi- Mag. Dominicus de Costis maritus olim
Joannæ fq. bonmercati de Ballottis sororis Doctoris Dominici ecc.- Se
non che come dissi, Michele si riammogliava, e ciò fu nel 1513, co
me da rogito del 1 Luglio di Bartolomeo Silvestri
Prudens vir et
Magister Michael Costa, filius q. Joannis Baptiste, pictor, et civis Fer
rariæ , confessus est ad instantiam eximii Artium et Medicinæ doctoris
Guidonis Franceschini habuisse nomine et vice honestæ duæ Lauræ so
roris dicti d. Guidonis , Libras quingentas marchesanas ecc.
Fece
testamento nel di 11 Aprile 1536 ad atti di Bartolomeo Franchi, dal
quale si rileva che non lasciò prole, avendo istituita erede la moglie
Laura in usufrutto, ed in proprietà il fratello Domenico. Questi ebbe
a figlio un Francesco pur esso pittore, il quale sposo Girolama figlia
di Gio. Andrea Giraldoni, o Girardoni buono scultore esercente in Fer
rara, del quale faccio non breve cenno all' Articolo intorno ad alcuni
scultori e lapicidi- Consignatio illorum de Costis Mag. Jo. Andreæ, et
Magistro Mapheo de Girardonibus ecc.
Cum providus vir Mag. Mi
chael fq. Mag. Jo. Baptistæ de Costis, pictor, et civis Ferrariæ, tempore
contracti matrimonii inter Franciscum Costam ejus nepotem , et Dnam
Hieronymam filiam inf. Magistri Joannis Andreæ , habuit, et recepit in
dotem et pro dote ipsius dnæ Hieronymæ libras septingentas ecc.
Atto di restituzione di dote in data del 16 Febbrajo 1527 a rogito
di Giammaria Agolanti, dal quale apparisce che il matrimonio ebbe
luogo nel 1525, per cui la unione durò per soli due anni.
9
10
Equi pure mi rimane il desiderio di trovar modo almeno di riu
nire insieme, e con la dovuta istorica verità i due frammenti d'albero
genealogico , che non è menomamente a dubitarsi non sieno di una
sola ed estesa famiglia.
1.
1424. Gerardo da Vicenza- già morto
1424. Andrea pittore in Ferrara
1
1457. Gerardo pittore
m
Anna ......
Beatrice
1508. Pietro Andrea Domenico
m
Matteo Agostini
barbiere
Sperindio pittore
m
Violante di Aliprando Marchi
Pasia
m
Francesco D. Castelli
(Bernardo) o Gherardo
pittore
abitante in Bergantino
di 2.voto
.....
1507. Michele pittore
m
Antonio sacerdote
11.
M. Bartolomeo pittore
m
1450. Domenico pittore
1.
2. Domenica
Nastasia
m
Bartolomeo
barbiere
1." Beatrice Ballotta
2. Laura diGuido Franceschini
|
Gio.Battista
pittore
di 1. voto
D. Egano medico
che nel 1466 chiede di agire contro il
padre, per separarsi, onde evitare scan
dali; ma Eganus f. Gerardi pictoris ,
non dicendo da Vicenza, potrebb' essere
figlio di Gherardo Fiorini pittore fer
rarese dell' epoca stessa.
Bartolomea Bartolomea
m
Fabbri Cristoforo
1508. Domenico
m
Giovanna Ballotta
Francesco pittore
m
1525. Girolama di Giannandrea
Giraldoni scultore
di 2. voto
Orsolina
m
Scarabelli Nicolò
di Venezia
--
11
Corrado di Alemagna pittore
m
Dorotea di Federico d' Alemagna
1481. Giovanni Costa
1429.
Famiglie dei pittori Bonacossi
e dei Bonacorsi–Romani o Finalti pittori.
Io non so se si debba credere al Baruffaldi quando ci dice che il
pittore Ercole Bonacossi appartenne alla nobilissima Famiglia tuttora
esistente in questa città. Me ne dissuaderebbe il non trovar menzione
di esso , nè de' suoi ascendenti o discendenti od affini , nell' albero
che vidi nell' Archivio de' Signori Conti di questo cognome , e del
quale deposi una copia nella Comunale Biblioteca: ma d' altronde, il
vedere che Ugo nel suo testamento è chiamato figlio del commendabile
uomo Federico ; che abitava nella Parrocchia di San Gregorio dove
già la nobile famiglia trovavasi avere dimora anche nel 1428 ( chè
nel 1407 stava nel sesto di San Romano ) , cioè un anno prima del
suo testamento ; e che nel 1429 , sebbene parrocchiano di San Gre
gorio, abitava nonostante in Borgo della Pioppa, seorsum a patre suo,
qual officiale del Marchese Nicolò d' Este in una di lui Fattoria , mi
inducono a sospettare che veramente appartenesse ad uno stesso casato.
Cinque pittori io trovo della famiglia , cioè Ettore di Ugo , i suoi
figli Lodovico e Federico, Ettore di Lodovico ed Ettore di Antonio altro
figlio di Ettore seniore ; oltre ad un sesto, Ercole, di cui in seguito.
Sembra che Ugo non avesse altro figlio che Ettore, come da suo te
stamento , che fece tuttora vivente Federico suo padre, nel 2 Luglio
1429 a rogito di Paolo Simone da Verona, celebrato nella Chiesa di
Santo Spirito , che appunto trovavasi allora nel Borgo della Pioppa-Egregius vir ser Ugo filius commendabilis viri Federici de Bonacossis
de contracta Sancti Gregorij, et ad presens habitator in contracta Burgi
Plope, habitans seorsum a patre suo, et officialis dni n. Marchionis Ni
colaj Estensis in Factoria ecc.- e dice parimenti- sanus corpore-,
per cui testò non per malattia , come infatti vedremo essere vissuto
ancora per lungo tempo. Ed anche la sua ricchezza m' aggiunge ar
gomento alla già suespressa opinione , dacchè lasciò i mezzi di far
erigere e dotare una cappella in San Paolo , come altresi moltissimi
legati a Chiese, Conventi e Luoghi Pii ; a Domenica sua moglie figlia
di fu Francesco da Venezia ( non dice il cognome) ducento ducati
d' oro ch' ebbe in dote, non che molti altri beni ; a Caterina moglie
di suo figlio Ettore le sue doti; ed erede universale Hectorem picto
rem ejus testatoris filium ecc. Sembra che Ettore premorisse al padre,
e pare che questi , cioè Ugo , sia mancato nel 1468 , perchè i suoi
nepoti ex filio (cioè figli di Ettore) adicono alla eredità avita
diante persona quondam Hectoris ecc.
me
come da istromento di Ari--
stotile Rossi dalle Guaine , del di 8 Giugno- Egregius vir Magister
Franciscus de Bonacossis ciroicus ( chirurgo ) filius quondam Magistri
Hectoris pictoris , suo nomine , et nomine et vice Antonij , Ludovici, et
Federici ejus fratrum , et heredum quondam Ser Ugonis de Bonacossis
eorum avi paterni, mediante persona q. Hectoris ecc.- ; i quali poi
si dividono l'asse paterno , con istromento 8 Febbrajo 1469 del
Notajo sopraindicato. Ettore pittore, che lavorò per gli Estensi, come
da annotazione nei libri delle spese ducali per L. 538 per dipintura
nel Castellodi Finale, vi è accennato figlio di Ugo (1). Ma un Ettore
pure pittore vi era nel 1506, e fu figlio di Lodovico, come risulta da
atto di Nicola Gillini del 10 Decembre
Presentibus testibus Hectore
de Bonacossis pictore, filio quondam Ludovici, cive Ferrarie ecc.
che Lodovico suo padre fosse anche pittore, lo vediamo dall'aver egli
dipinto per le feste qui fatte nel 1473 per la venuta di Madama
Eleonora sposa di Ercole I Duca di Ferrara ( vedi nella prima parte
pag. 215). Che poi anche Federico professasse la stess' arte , lo ab
biamo da una partita dei libri delle spese ducali al 1469 , riportata
nella Cronaca di Ugo Caleffini , edita per cura del ch. Cav. Antonio
Cappelli (a pag. 48), nella quale è retribuito di L. 11. 04 perpagamento
E
(1) Dal testamento paterno noi vediamo che Ettore già era pittore sino dal 1429,
per cui nulla maraviglia che nel 1448 avesse eseguita nella nostra Cattedrale, come
si asserisce, la immagine di M. V. ora della dell'Atrio, e che vi ponesse il proprio
nome: ciò Egli fece anche nel 1430 Hector de Bonacossis pinxit MCCCCXXX
in uno de' due cartelli, che pose appresso al feretro da lui dipinto con sopravi il
Vescovo di Cervia Paolo da Rimini, nella Chiesa Collegiata di Massafiscaglia; pittura
che si vide sino all'epoca al certo del cronista di detta Terra Can. Fabbri (Cenni
storici del Santuario della Corba presso Massafiscaglia , di Don Lugreziano Ma
negatti: Bertinoro, pel Cappelli, 1863, in 8. a pag. 37).
12
--
13
deuno paro de carte da triomphi. Senonché, fuvvi altro Ettore pittore
figlio di Antonio, e ciò apparisce da un rogito di Gio. Maria Agolanti
del di 8 di Ottobre 1522
Magister Hector filius quondam Magistri
Antonij de Bonacossis, et honesta mulier dna Justina de Silvestro, uxor
Mag. Hectoris ecc.- Questo Ettore di Antonio è quello che lavorò
per la Compagnia della Morte , come apparisce da alcune partite di
quei libri amministrativi dal 1490 al 1497 , dove in taluna di esse
partite appunto viene qualificato per figlio di detto Antonio , avendo
operato un Gonfalone, dipinte le carte, cioè le patenti dei confratelli
in dignità , e le teste da morto e stemmi sulle candele dette della
Ciriola. Lodovico sopraccitato filius quondam Hectoris fece testamento
nel 1477 a rogito di Aristotile Rossi dalle Guaine , lasciando le doti
alla moglie Beatrice Coltellini , e il suo patrimonio al figlio Jacobo
Maria. Vi sarebbe finalmente un Ercole Bonacossi memorato dall' an
notatore al Baruffaldi nell' anno 1650, sulla fede del mio zio ab. Ce
sare Cittadella , che nella sua Storia dei pittori ferraresi ne parla al
to. III , pag. 315 , accennando anche ad alcune sue pitture , special
mente copie di alcuni quadri distinti : ma di lui non rinvenni me
moria alcuna. Intanto darò qui in fine il brano d'albero genealogico
risultante dai già citati documenti.
Ora osservar debbo come siensi confusi i pittori Bonacossi coi
Bonacorsi, che io credo fermamente di ben diversa famiglia. Ed in
fatti i documenti relativi a questi pittori accennano alla loro abita
zione in parrocchia di san Pietro, anziché nel borgo della Pioppa, o
nella contrada di san Gregorio ; la loro iscrizione sepolcrale in san
Francesco diceva Bonacorsi, e non Bonacossi; e lo stemma, che vi si
vedeva, era uno scudo tagliato da una fascia, ed avente tre pettuncoli
o conche marine striate, divise da una zóna orizzontale, mentre quello
dei Bonacossi è uno scudo diviso alternativamente da tre zone oriz
zontali. Un Magister Malatesta pictor, filius Magistri Petri Marie Sar
toris nel 1449, vivente il padre, prende a mutuo una somma da
mercanteggiare nell' arte della lana, come da istromento di Giovanni
Agolanti del 28 Gennaio, e poi nel 1457 lo troviamo dipingere nel
Palazzo Estense di Belriguardo, come si ha dai libri delle spese du
cali esistenti nell' Archivio Palatino di Modena ; e cosi un Pietro
Romano pittore, figlio di Malatesta, unitamente alla sua seconda mo
glie Francesca, fa un contratto di vendita nel 1480 a favore di suo
fratello Gian Francesco pittore ; come nel 1474 Venantes filius quondam
14
Magistri Malateste de Roma si conveniva con sua cognata Lorenza
( prima moglie di Pietro Romano) per la eredità del fratello ; ai quali
Venante e Pietro furono pure fratelli un Marcantonio ed un Taddeo ,
come da rogito di Aristotile Rossi Dalle Guaine del 23 Marzo 1473
Petrus Romanus ( allora vivo ) pictor, filius quondam Malateste, suo
nomine, nec non nomine et vice fratrum Marci Antonij, Taddei, Joannis
Francisci, et Avenantis ecc.
risulta da atto che comincia
Che poi anche Venante fosse pittore ,
Transactio inter fratres Jesuatorum ex
una , et commissarios ac exequutores testamenti quondam Venantis pi
ctoris ex altera ecc.-, il quale testamento, citato negli atti di Nicola
Gillini del 12 Febbraio 1485, venne fatto nel precedente anno ai ro
giti del Panizzati ( atto che non si rinvenne )- Cum sit quod de
anno elapso 1484 Venantes filius quondam Malateste de Finaltis picto
ris, civis Ferrarie , suum ultimum condiderit testamentum rogatum per
egregium de Panizzatis ecc.
Una Lodovica, figlia pure di Malate
sta, nel 1488 vendette una casa al pittore Bartolomeo Turola. La
prima moglie di Pietro, che vedemmo chiamarsi Lorenza , fu dei
Zirondi- Magister Petrus Romanus pictor, filius q. Mag. Malateste
pictoris, et domina Laurentia ejus uxor, filia ser Francisci de Zirondis
( atto del Notaio succitato, del 18 Febbraio 1474). — Abbiamo per
tanto un Malatesta de Roma figlio di Pietro , un Pietro Romano suo
figlio , con altri quattro fratelli ed una sorella; come abbiamo da
altra parte un Romano Bonacorsi depintore, che aveva il sepolcro in
san Francesco, e che fu figlio di Bonacorso calzolajo, marito di Mad
dalena fu Francesco di Borgonovo calzolajo, e fratello di un Franesco
pure calzolajo, come dai rogiti 14 Settembre 1483 di Lodovico Por
telli , e 4 Marzo 1479 di Giovanni Olivieri. Suo figlio Angelo Maria
fu medemamente pittore, come da rogito di Simone Gillini del 30
Giugno 1507
Magister Angelus Maria filius quondam Magistri Ro
mani pictoris, habit. Ferrarie in contracta sancti Petri ecc.
ad Angelo qui non è dato il titolo di pittore, gli venne però dato
nella indicazione dell' istromento dallo stesso Notaro--
Che se
Creditum
contra Magistrum Angelum pictorem; il quale Angelo vuolsi morto
nel 1539. Per vedere il collegamento di questi nomi di Romano , e
di Bonacorsi , basterà il por mente che uno dei Bonacorsi chiamossi
di nome Romano , come Romano si disse Pietro figlio di Malatesta ,
che fu detto a sua volta de Roma : e si trovano rogiti di questa fa
miglia , dove si hanno ambidue i cognomi ; lo che più mi conferma
15
in quanto dissi sopra, quale appunto il testamento del 15 Novembre
1484 celebrato in Codigoro dal Notajo Treviso Fallati- Quapropter
Franciscus de Bonacursio de Romano, filius quondam Bonacursij ecc.-,
che io ritengo fratello del pittore Romano, essendo pur esso figlio di
Bonacorso Bonacorsi , com'era marito di una Margarita , e fratello
di una Domenica (1). E solo resterebbe a conciliarsi il cognome dei
Finalti, che trovammo nel rogito Gillini del 1485. Ma siccome questo
è veramente un cognome, cosi è da ritenersi che i precitati pittori
siensi chiamati ora di Malatesta, ora di Bonacorso, dai nomi paterni,
ed ora de Romano , o de Roma, forse dal luogo di origine. Infatti
Romanus Bonacursi era figlio di un Bonacorso di nome , e non di
cognome, ed un Petrus Romanus era figlio di Malatesta de Roma ecc.
Quindi sembra che non solo non abbiansi a confondere coiBonacossi
i pittori sin qui chiamati Bonacorsi, ma che questi col Malatesta , e
coi Romani , non sieno stati che una sola famiglia , e del cognome
Finalti. Ora rimarrebbe soltanto di avere l'anello di congiunzione dei
due brani genealogici, che darò qui appresso. E solo mi farò ad os
servare che fuvvi anche un Pasio pittore vivente nel 1425 , ch' ebbe
un figlio di nome Malatesta, e notajo; ma non parmi che aver possa
relazione coi Finalti, quando non fosse stato un loro ascendente.
Albero Bonacossi
Federico
Ugo
m
Domenica di Francesco di Venezia
Ettore pittore
m
Caterina ..........
Francesco chirurgo Antonio
m
Giovanna Cumi
Ettore pittore
m
Giustina Silvestri
Ercole pittore nel 1650 circa.
Lodovico pittore Federico pittore
m
Beatrice Coltellini
Jacobo Maria Ettore pittore
(1) Un Bonacorso di Bonacorso fu addetto all'arte de' merciai, al finire del se
colo XVI, come dall' elenco che fa seguito ai loro Statuti (Codice in Biblioteca ).
--
16
Albero Bonacorsi-Romani, o Finalti
Pietro Maria sartore
Malatesta da Roma pittore
Marcantonio Taddeo Lodovica Pietro Romanopittore Gianfrancesco Venante
m
1. Lorenza Zirondi
2. Francesca .........
Bonacorso callegaro
m
Maddalena di Francesco Borgonovo
Domenica
erede di Francesco
Romano pittore
1
Angelo Maria pittore
m
Lucia Dall' Oro
1449.
Famiglia dei pittori Fiorini.
Di otto pittori della famiglia Fiorini ebbi a dar cenno nel
l' altr. par. Notizie ecc. , ed ora, dopo l'esame di molti documenti ,
potei compilarne un albero genealogico , col quale questi Artisti
sommano a dieci, non compresi altri due , che ritengo loro affini,
ma che in mancanza di prove all'uopo non potei attaccarvi. L'albero
è fatto all'appoggio di pubblici istrumenti, elo riporterò qui appiedi;
ma intanto vi farò precedere qualche parola di testimonianza.
Il primo atto è del 1449 a rogito di Nicola Cagnacci, del 9 Mag
gio, ed è il privilegio del dottorato di Egano figlio di Gerardo
Cum
igitur vir egregius et scientificus D. M. Eganus filius Magistri Gerardi
pictoris de Florenis , et civis ferrarie ecc.
Fu Egli professore in
1
pittore
pittore
Francesco callegaro
m
Margarita .......
17
medicina nella nostra pubblica Università, come dai Rotoli del 1466,
e come ne fa cenno il Borsetti nella sua Hist. Almi Ferr. Gymnasii
( pag. 49 e 73, Vol. II), sebbene poi di una sola persona facciane
erroneamente due diversi insegnanti della stessa Facoltà. Dal quale
suaccennato documento abbiamo la esistenza nel 1449 di un Gherardo
Fiorini pittore. Suoi figli , oltre ad Egano , furono un Pietro Andrea
barbiere , un Gio. Francesco , un Costantino , ed un Sigismondo tutti
tre pittori. Di Pietro Andrea barbiere trattano due rogiti di Giovanni
dal Bove, del 1488, e 1502, nel primo dei quali è testimonio al te
stamento di un Cristoforo Felloni
testibus ecc.
Petro Andrea
filio quondam Magistri Gerardi pictoris, de contracta S. Gregorij ecc.
dal che rilevasi che in detto anno suo padre Gherardo era già pas
sato ad altra vita.
Di Gio. Francesco e dell' arte sua eccone le prove in un Istro
mento di Simeone Gillini del 14 Febbrajo 1486- testibus vocatis ecc.
Magistro Joanne Francisco pictore filio ser Magistri Gerardi pictoris de
contracta S. Gregorij ecc.-, e qui vediamo che Gerardo suo padre
era per anche vivo , cosicchè la di lui morte è fra i limiti del 1486
e del 1488. Che poi questo Gerardo fosse il Fiorini , lo abbiamo da
altri atti dello stesso Gillini, fra cui uno del 19 Ottobre 1491
Mag.
Joannes Franciscus filius q. Mag. Gerardi de Florenis pictor de contra--
cta S. Gregorij ecc.-, ed ho voluto aggiungere la parrocchia, onde
essendo sempre la stessa , venga sempre più appoggiata la identità
della persona. Gio. Francesco fu padre di un Giacomo Filippo pittore,
che nel 1496, come risulta da Istromento del 14 Marzo di Giacomo
Farina, era minore di anni 25, maggiore di 22; col quale atto, co
stituitoglisi un curatore, vende una bottega da pittore sotto la propria
abitazione , larga piedi 12 e lunga 14, soggetta alla scuola od arte
de' Calzolaj ( ora San Crespino), confinante da un lato colle proprietà
sue, e dall'altro con quelle dello zio Sigismondo ; e tale vendita egli
la fa per dotare una sua sorella, di cui si tace il nome, che va sposa
a .........
figlio di Galamino da Reggio, navicellajo. Nel 1500 Giacomo
Filippo prese moglie e fu Rosa figlia di Antonio Desanti da Baura, vil
laggio nel distretto ferrarese, come si ha da rogito di Nicolò Savana
del 10 Aprile: e con altro del 16 Gennajo 1540, di Antonio Baliardi,
il di lui padre Gio. Francesco dà la dote a sua figlia Pellegrina, che
sposa Simonetto Vivoli da Napoli , abitante in Ferrara , figlio del fu
M. Leonardo; dote consistente in un fondo rustico con casa nel cir
18
condario di Pontelagoscuro. A comprovare poi ch'esso Giacomo Filippo
fu eziandio pittore, ci assiste un rogito del 1528 (se ben ricordo, di
Nicolò Farolfi ), dove dicesi- Magister Jacobus Philippus fil. q. Ma
gistri Joannis Francisci de Florenis, pictor-; nonchè altro rogito dello
stesso Farolfi, e del medesimo anno, in data del 4 Febbraio, dal quale
parimenti apparisce un di lui figlio Gaspare, che fu testimonio al te
stamento di un Lorenzo da Chiavenna asinaro
testibus etc. Gua
spare filio Magistri Jacobi Philippi Fiorini pictoris , de contracta Sancti
Gregorij etc.- Costantino altro figlio di Gerardo, ce lo dicono pittore
moltissimi atti, fra i quali uno del 24 Ottobre 1476 di Giovanni Dal
Bove , ed altro del 23 Maggio 1488 di Bellino Pregostini. Con istro
mento di Benedetto Codegori delli 11 Febbraio 1489, egli riceve al
quanto terreno in Cornacervina, détto la Pioppa, in dote di sua mo
glie Antonia del fu Biagio Zanelli, già vedova di Nicolò fu Francesco
Frisati tessitore di panni, la quale fece poi testamento nel 27 Novem
bre del 1497 a rog. di Nicola Gillini , risultando ch' era senza figli ,
dacchè lasciava la propria eredità alla Chiesa di Santo Spirito.
Costantino però ebbe due figlie dalla prima moglie Ginevra o Gennara
de' Novelli, le quali maritò nel 1494, come dall' assegnazione di dote fat
ta con atto del 29 Decembre, a rog.dello stesso Gillini, ad Alesandra
sposa futura di Giannantonio del fu Francesco Bonasi da Campogal
liano, abitante in Ferrara, e da atto di rinuncia già fatta nel prece
dente 25 Novembre da sua sorella Caterina moglie di Bernardino degli
Imolesi- Discretus vir Magister Costantinus pictor, filius quondam Ma
gistri Gerardi pictoris etc.-, la qual dote di Alessandra consisteva
in una casa in Ferrara ecc.- Sigismondo fu pur esso pittore, e figlio
di Gerardo , come da atto del 27 Agosto 1490 di Girolamo Farina-Sigismundus pictor filius q. Gerardi de Florenis pictoris etc.
Sua
moglie fu Caterina di Albertino Fabbri, già vedova di Bartolomeo dal
Ferro, come da atti litigiosi risultanti da rogito di Francesco M. Gil
lini del 4 Marzo 1504 , e come dal di lei testamento ad atti di Gio.
Maria Agolanti del 15 Maggio 1506. Ebbe due figli, Bernardino ezian
dio pittore, e quel Girolamo pittore e miniatore, che fu Ab. di S. Bar
tolomeo , detto San Bartolo , de' Cisterciensi , a due chilometri dalla
Città di Ferrara. Che Bernardino fosse pittore , eccone la prova in
atto di Giovanni del Bove del 24 Novembre 1505
Egregius vir
Magister Sigismundus f. q. Gerardi de Florenis , et Mag. Bernardinus
ejus filius , pictores , et cives Ferrariæ etc., i quali ricevono da Jaco
19
bo Caligi lire cento , a metà lucro e danno
pro arte et exercitio
pictoriæ , videlicet in emendo , et vendendo capsas, forcierios , aurum ,
colores, et alia ad artem ipsam spectantia, per ipsos debitores facienda
in civitate Ferrariæ , vel burgis , usque ad unum annum etc.; società
che dev' essere durata lungo tempo di anno in anno , dacchè ne
vediamo una rinnovazione anche nel 1510; il quale Bernardino nel
lo stesso anno ed agli stessi rogiti restituisce la dote della defunta
sua moglie Filippa Spinelli alias dal Passo ai di lei fratelli Cristoforo,
Antonio e Folco. Dall'atto poi della eredità di Bernardino si racco
glie che fu marito in secondo voto ad un Angela del fu Lodovico da
Reggio, e che lasciò a figli Ippolito, Lodovico, Francesco, Gio. Maria, e
Girolamo pittore- Cum superioribus diebus decesserit Magister Bernar
dinus Fiorinus filius quondam Magistri Sigismundi ecc. (18 Gennajo 1524
di Giammaria Agolanti ). E che fosse pittore,lo dice un altro atto di
Federico Jacobelli del 24 Marzo 1525, col quale la Cattedrale , ossia
Dominam Angelam olim uxorem providi viri Ma--
il Capitolo, investe
gistri Bernardini de Florenis , pictoris , et civis Ferrariæ , de contracta
S. Gregorij , matrem et tutricem Ludovici , Francisci , Ioannis Mariæ ,
Hypoliti, et Hieronymi, omnium fratrum, et filiorum et Hæredum ipsius
Bernardini etc. (1). — Girolamo, altro figlio di Sigismondo, pittore e
miniatore, e Abate dei Cisterciensi di San Bartolo, come già dissi più
sopra, è quegli che volevasi operasse nel secolo XIV (Ughi e Rio, il
quale lo pone vers le commencement du quinzième siècle ), e che io
ne' miei Ricordi ecc. intorno al nostro pittore Cosimo Tura feci ve
dere che nel 1519 fu nominato confessore e teologo del Cardinale
Ippolito d' Este : ed in fatti egli era per anco vivente nel 1528, nel
quale anno venne fatto da Angela sua cognata uno de' suoi com
missarj testamentarj, assieme ad un Filippo Maria Fiorini pittore, del
quale ignoro la paternità, per cui lo escludo dall'albero , ma certa
mente affine al pari dell' altro : e notisi che dice il testamento ( a
rogito di Deodato Bellaia del 16 Maggio )- Venerabilem Dominum
Hieronymum de Florenis etc.- E da questo ultimo atto di Angela si
rileva pure ch' erano figli suoi un Sigismondo pittore, nonchè France
sca, e Girolama, già Monache nel Convento di Sant' Orsola in Bolo
gna. Ed anzi il frate Girolamo era pur vivo nel 1531 , come da let
(1) Questo Bernardino è il pittore, che dal Baruffaldi fu scambiato perquel Ber
nardino Flori ( che mai non esistè), del quale egli fa cenno al to. I, pag. 337.
20
tera originale negli atti dello stesso Bellaia, diretta a Maestro Hiero
nymo de Fiorini depintore so nevodo carissimo; per lo che verremmo
anche fatti certi che pur suo nipote Girolamo era pittore , se non
ne avessimo ulteriore prova in atto di Gio. Battista Bonacossa del 6
Decembre 1539, col quale vende un cavallo bajo ed una Chinea baja
bertona a Girolamo Perondelli, per iscudi sei d'oro in oro
Hiero
nymus de Florino pictor , et civis Ferrariæ , de contracta S. Gregorij ,
filius quondam Magistri Bernardini
e non di Sigismondo, com'era
il frate , il quale già si trovava in vita monastica anche nel 1487 ,
come da testimonianza in atto di Giovanni Olivieri del 24 Settembre-presentibus testibus etc. Religioso donno Hierolymo filio Mag. Sigi
smundi pictoris , monaco in Monasterio S. Bartholi etc.
Che fosse
poi pittore anche Giammaria fratello di Girolamo, che diremo il laico,
lo prova un istromento di Bonaventura Negrini, del 20 Agosto 1551,
col quale sono testimonj egli e suo fratello Girolamo suddetto, al te
stamento di un Girolamo Grandi
testibus vocatis etc. Magistro Hie
ronymo et Magistro Jo. Maria, fratribus, filiis quondam Bernardini de
Florenis, pictoribus etc.
Finalmente un Ippolito figlio di Sperandio ci apparisce da rogito
di Giovanni Dal Bove,del 23 Giugno 1509 , come testimonio al te
stamento di un Bernardino Bosega- Testibus etc. Ipolito de Florenis
quondam Sperandej pictoris , de contracta S. Ioannis Baptistæ etc.-,
il quale Ippolito potrebb' essere quello stesso che fu Musico di Cap
pella di Alfonso II d' Este , indi della Cattedrale, se non si rendesse
ciò improbabile in cronologia , giacchè se del 1509 era già maggio
renne e capace di fare testimonianza, mentre Alfonso II cominciò ad
esser Duca solo nel 1559 , ne viene che sarebbe nato non più tardi
del 1484, e quindi preso al servigio di anni 75; e meno poi avrebbe
servito successivamente nella Cattedrale. Anche un Lodovico fu pur
figlio del citato Sperandio, come da atto di Pellegrino da Treviso No
tajo ferrarese, del 1510, in cui è pure nominato Ippolito (1). Costan
tino , Sigismondo Seniore , Bernardino , e Giovanni Maria , dipinsero
(1) Potrò forse essere accusato di un corredo troppo nojoso di documenti : ma
( e serva ciò per quest'articolo , pei precedenti , e pei successivi) non iscrivo per
fare la Storia delle Arti , bensi per somministrarne all' uopo quei materiali che ri
sultano dalle mie pazienti ricerche, dei quali per tal modo, chi si farà storico del
l'arte riguardo a Ferrara, potrà giovarsi senza timore d'inganno.
21
tutti, chi più chi meno, per la Compagnia della Morte , e nella sua
Chiesa, ed Oratorio , come rilevasi da quei libri Amministrativi , ope
randovi Sigismondo quaranta quadruni ( s'intende di ornati ) nella
sufitta , i cui rosoni furono lavorati da Domenico ( Paris ) detto dal
Cavallo , genero dal Baroncelli. Bernardino era salariato dalla detta
Compagnia , dipinse le stelle nella soffitta dell' Oratorio , e mori del
1523, venendo sepolto il suo cadavere il 23 Decembre in San Fran
cesco, ciò apparendo dai libri succitati.
Prima poi di dar termine a questo articolo, debbo rimarcare come
lo stesso Bernardino sia stato sin qui battezzato per Flori, o Florio,
non essendo egli che quel desso che , non gia dipinse , ma fu pre
sente nella sua qualità di Amministratore della Compagnia della Morte
al pagamento fatto al Garofalo per l' ancona dipinta in Conforteria
nel Palazzo della Ragione. Io non so come non abbiasi prima d'ora
veduto che le parole originali e sincopizzate presente m. bernardj de
florj accennano a Bernardino Fiorini, e non ad un Flori che mai ebbe
esistenza. Una prova poi di qualche inesattezza del Baruffaldi , si è
questa: che egli riportò la partita con parole che non si trovano nel
Libro : MDXX. Benvegnudo da Garofalo pintore deve avere a di Feb.
lire dodexe per una anchona fatta suxo una tela posta suxo ' altaro
della nostra Stancia della prexone daccordo con M. Lodovico de Ge
rardin nostro Ministro, et Girolamo Carpi so garzon, et Batta de Griffi
figlio di Domenico orefice, ch' era pintore , disse averla fatta loro pre
sente M. Bernardin di Flori pintore daccordo lib. 12.- ( Baruffaldi,
to. I, pag. 336 ); mentre l'originale, oltre di avere molte differenze
nella paleografia , dice massaro , e non ministro , accenna a gnolimo
( cioè Girolamo ) so garzon, ma non vi è il cognome Carpi, sebbene
si possa sospettare che sia desso, e parla di Batta Grifi, senz' aggiun
gervi che fosse figlio di Domenico orefice , e ch' era pintore , sebbene
tanto Girolamo garzone, quanto il Griffi vi sieno più volte nominati.
In quanto poi al Ballo dello Morte , che il Baruffaldi vorrebbe de
gli stessi pittori , veggasi quanto io ne dissi nella prima parte di
quest' opera a pag. 334, e quanto ne soggiungo in questa all'Ar
ticolo
Pitture nelle Chiesa e nel Convento di San Benedetto
3
一.
Gerardo
1449.
pittore
m
Caterina
Costantino
Egano
pittore
1476.
prof.
medicina
di
Leonello
medico
Sigismondo
pittore
1490.
2.
Antonia
Zanelli
Biagio
di
a
vedova
Frisati
Nicolo
di
Gennara
Ginevrao
Ro
di
1.
Novelli
mano
de'
m
Albertino
Caterina
Fabbri
di
Bartolomeo
vedova
Ferro
Dal
di
1
m
.........
|
Pantassilea
Padova
Carlo
1507
da
Alessandra)
Caterina
1494.
letto
1.º
di
(
m
Bonasi
Antonio
|
Gio.
Campogalliano
sartore
di
22
|
Ippolito
Ludovico
m
Bernardino
Imolesi
Bernardino
pittore
1.ª
Spinelli
Filippa
alias
Dal
Lodovico
Passo 2.
Angela
Reggio
da
di
Sigismondo
Girolamo
pittore
pittore
pittore
Maria
Gio.
1
|
m
Pellegrina
Simonetto
Vivoli
de'
Napoli
|
Francesco
1486.
Andrea
pittore
barbiere
Pietro
Gio.
m
m
di
Benedetto
Jacobo
pittore
1488
Griselda
Lanzoni
Gio.
fu
Treviso
Fallati
atti
1504)
del
di
(
m
Femmina
Rosa
Santi
Ant.
de'
di
m
di
m
Galamino
Baura
da
Gaspare
1528.
Girolamo
miniatore
pittore,
Fra
Cisterciense
Ab.
Sperandio
pittore
Ippolito
Fiorini
|
Francesca
Girolama
Francesco
Monache
Orsola
Filippo
pittore
Maria
........
Reggio
di
|
S.
Bologna
di
Lodovico
23
1451.
Famiglia dei pittori Benzoni detti Geminiani.
L' abate Cesare Cittadella nel suo Catalogo dei pittori ferraresi, e
Giuseppe Boschini nelle Note al Baruffaldi, ebbero a nominare un
Bongiovanni Benzoni pittore del secolo XV. Egli è quello stesso che
accennai nella prima parte di quest' opera , qual dipintore di
una cappella in San Giacomo nel 1465 ( pag. 29); di altri lavori
nella Certosa nel 1471 ( pag. 568 ) (1) ; di altri nella Cattedrale nel
1492 ( pag. 53 ), per una cui cappella operò pure li dodici apostoli,
che io ritengo per fermo sieno quelli stessi, che ora veggonsi nella
Comunale Pinacoteca, e che tanto vagamente furono giudicati ora di
Stefano da Ferrara , ora di Panetti, ora di non so quale immaginata
prima maniera del Garofalo.
In mancanza di documenti è ben facile ingannarsi nelle induzioni
per quantunque le più logiche; avvenne ciò a me pure, sospettando
che il di lui cognome non fosse già Geminiani, che tenevasi per cognome
paterno , ma Gabrieli , a motivo che in molti rogiti ebbi a rinvenire
filius Jeminiani Gabrielis etc.; ma ora, con l'aiuto di nuovi autentici
atti , ho potuto conoscere che questa pure era un' altra ascendenza ,
ossia paternità di paternità, convincendomi che appunto il vero co
gnome di famiglia fu dei Benzoni, come chiamossi il Sacerdote Jacobo
figlio del pittore. Qui ne citerò le prove, riportandone poi l'albero
genealogico ricavato dai medesimi documenti.
Già sino dal 1451 si ha memoria del pittore Bongiovanni, il cui
padre Geminiano, pellicciaro, era in allora vivente, procedendo da un
Gabriele, come da rogito di Giovanni Agolanti del 6 Luglio. Da rogito
di Gio. Pellipari del 1476 si ha che Geminiano padre di Bongiovanni
ebbe a genitore un Gabriele , come si ha che un Gabriele pittore fu
figlio di Bongiovanni suddetto- Magister Bonjoannes pictor filius q.
(1) Ciò si rileva dai Libri di spese ducali nell' Archivio Palatino di Modena , e
specialmente in quello segnato BB della Munizione, da cui si rileva che ſece due
quadri, e poi dipinse 800 cantinelle, 5 frontispizi coi torresini, cornici con fregi
sotto i coppi per piedi 786, cammini ecc. (pag. 67 с 119).
24
Jeminiani Gabrielis etc. nominavit suum procuratorem Mag. Gabrielem
pictorem ejus Magistri Bonjoannis filium-. Altro figlio di lui fu Mae
stro Bernardino tappezziere ducale , che in alcuni atti è parimenti
detto pittore; come altro figlio fu quel Sacerdote Jacobus fq. Bonjoannis
de Benzonibus , Rector Ecclesie Sancti Stephani; il qual cognome Ben
zoni viene pienamente confermato anche con altro rogito di Federico
Jacobelli del 5 Decembre 1516, in cui si dice
Divisio inter illos de
Benzonibus : Cum providi viri Mag. Bernardinus, et Mag. Hieronymus
fratres , ac olim filij Mag. Bonhioannis de Benzonibus olim civis Fer
rariæ etc., et M. Bonhioannes filius q. Cabrielis Benzoni olim fratris
ipsorum Mag. Bernardini et Hieronymi etc.-; e cosi viene ripetuta
mente detto in molti atti. Anche un Girolamo , figlio del già nomi
nato Gabriele, fu esso pure pittore, come da istromento di Francesco
Benvenuti del 17 Settembre 1561
Cum sit quod de anno 1557 per
Bernardinum Sbarbaleam facta fuit venditio unius casalis Magistro Hie
ronymo quondam Gabrielis de bonjoanne , pictore et cive ferrariæ ,
emente nomine et vice dnæ Blancæ ejus uxoris , filiæ magistri Julii de
Grossis etc.
Abbiamo dunque una serie di pittori di una stessa famiglia, il cui
cognome fu veramente dei Benzoni, e fra quali il primo nell' arte fu
anche il primo nel merito, conoscendosi molti di lui lavori, abbenchè
non più esistenti. Suo figlio è qualificato egregio anche in pubblici
atti, come in quello a rogito di Federico Jacobelli del 3 Marzo 1513,
in cui si dice- Egregio pictori magistro hieminiano filio q. Magistri
Bonjohannis etc., nomine et vice dnæ Beatricis ejus uxoris, ac olim filiæ
Magistri Ambrosii etc. (manca il cognome). Potrebbesi poi stimare Bon
giovanni qual pittore esimio, se fossevi certezza, come vi ha ogni ben
fondata probabilità, che sieno della sua mano li dodici Apostoli nella
Pinacoteca , dacché poterono essere attribuiti persino ad un Panetti ,
e ad un Garofalo, e perchè se ne vede il pregio da chiunque si porti
ad esaminarli. E dissi fondata probabilità ; sapendosi che il Bongio
vanni Benzoni fece in tavola dodici Apostoli per la Cattedrale verso la
fine del secolo XV, epoca visibile nel fare di quei dipinti; vedendosi
che varii furono i giudizj sui medesimi per non averne rincontro in
altri lavori ; ed essendo tradizione che quei quadri provengano dallo
Scalabrini , che molte cose portossi a casa propria nel secolo scorso
nella circostanza dell' interna riedificazione della Cattedrale suddetta.
Gabriele
1
1
1451.
pelliparo
1451.
pittore
Bongiovanni
nel
già
1504
morto
m Beatrice
fu
Ambrosio
1
1515.
pittore
Geminiano
1524
Antonia
Bongiovanni
m
Bernardino
epittore
tappezziere
m
fu
Matteo
Stefano
Gabriele
Pessoni
Veronica
di
Fr.
Verati
vedova
20
1524
testo
Giugno
Bernardino
.di
arog
Batt
.Saracca
.......
m Jacobo
Bongiovanni
1512
Clemenza
Lorenzo
Agostino
m
Bianca
M.
1
Agostino
poi
Frate
Nicolò
Ambrogio
fu
Grana
Baldassare
.
,di
,26
rog
.1518
Bartol
Gennaro
la
,per
Codegori
Carmelitano
N.
pittore
Gabriele
Giacomo
Girolamo
Abati
pittore
Girolamo
Grossi
1
Anna
nel
1525
testo
Jacobo
.
S.
Rett
Stefano
e
Sacrista
Cantore
nella
Cattedrale
1507-1543
Lodovico
1534
m Girolamo
dal
Zilio
de
Arlotinis
25
dote
--
26
1455.
Titolivio pittore, e compagni.
Titolivio di Padova , pittore dimorante in Ferrara, in un libro di
spese dell' Archivio Municipale viene detto fiolo de Maestro Antonio
depintore; ma è provato dai rogiti autentici ch' ei fu figlio ad un
Antonio da Padova professore di grammatica in Ferrara. Di qual co
gnome si fosse, lo ignoro, ed infruttuose rimasero le mie ricerche in
Padova stessa. Fra i Maestri di grammatica, che si conoscano di no
me Antonio, fuvvi uno de Stalbatis, ma insegnava del 1400 : indi co
nosciamo un Joppo condotto alla cattedra dal nostro Magistrato nel
1461 , ed un Antonio Molini del 1479, ma ch' era di Parma. Nè mi
farei caso che il Joppo fosse confuso con quell' Antonio Toppo mae
stro di Abbaco ( e tali maestri per lo più insegnavano anche Gram
matica ), che esercitava scuola nel 1458. Il Borsetti ( hist. almi ferr.
Gymnasii ) tace la patria del Joppo , il quale , sebbene condotto sol
tanto nel 1461, potea benissimo insegnare privatamente, come faceano
tanti altri, moltissimi anni prima; e questo io dico, perchè di suo fi
glio Titolivio abbiamo notizie sino dal 1453. Meglio ancora si adat
terebbe a Titolivio il cognome di Coltellini , se avessimo la patria di
quello egregius vir Mag. Antonius a Cultellinis professor Grammatice
fg. Mag. Martini de contracta S. Jacobi , che nel 1456 , a rogito di
Aristotile Rossi dalle Guaine notaro ferrarese , nomina tre suoi man
datarj. Ma lasciamo al tempo il vedere se male mi apposi (1).
Dipingeva Titolivio in Ferrara nelle nuove mura, e vi si vide im
piegato nel 1453 e nel 1458, lavorando nelle merlature, e facendovi
fregi. In questo ultimo anno indorava i genietti che stavano ai piedi
della statua in bronzo di Borso , atterrata vandalicamente nel 1796 ;
( 1) Un Titolivio nel secolo XV esisteva anche in Ferrara, od a meglio dire eravi
un Ferrarese , letterato , che chiamossi Titus Livius Ferrariensis de Filonistis , o
de Fralovisiis ; e del quale niuno storico di questa nostra città ebbe a far cenno.
È citato dal Tiraboschi (St. della Lett. It. To. VI, pag. 780) quale autore di una
vita di Arrigo V Re d' Inghilterra , sulla fede del Vossio e dell' Oudin. Mi sembra
che fosse uno di que' cognomi accademici, ovvero grecizzati, come fecero moltidotti
scrittori che in quell' epoca prediligevano l' idioma greco.
--
27
mentre poi nel 1459 fece angeli ed altre figure negli archi ed ap
parati costruitisi per la venuta del Pontefice Pio II in questa Città.
L'ultima di lui memoria, in quanto a me, è del 1473, in cui prende
in affitto alcuni beni in Baura , villaggio del nostro territorio. Ebbe
una sorella di nome Lodovica, la quale fu ai servigi del Nob. Barto
lomeo Peregrino di Lanzalotto de' Zaffi, che in detto anni 1473 le fa
dono di L. 500 in benemerenza dei beneficii compartiti a lui, e sua
famiglia , pro famulatu etc. ( V. l'altra parte a pag. 566, е 567 ).
E cosi ebbe una figlia nominata Caterina, che pare dimorasse in Na
poli , avendo fatta procura in suo marito Costanzo de Morsiis onde
vendere ogni sua ragione sopra una casa posta in Ferrara, nella con
trada di Sant' Apollinare, ereditata dal padre.- 1485 , 29 Octobris
( rog. di Evangelista Massa ) Cum in venditione per Sebastianum de
Sicherio facta Fino de Adriano civi et notario ferrariensi de contracta
S. Apollinaris de Ferraria, preter jura domus etc. fuit actum quod li
bre centum m. dentur M. Constantio de Morsüs de Padua , et domine
Caterine ejus uxoris pro resto sue dotis, et ut ex Instr. rogato per Ja
cobum de Co..... Idcirco Mag. Constantius de Morsiis de Venetiis (prima
dicesi de Padua), civis Ferrarie, fq....., tam suo nomine quam uti ma
ritus et procurator persone Caterine sue uxoris, et filieMagistri Titiliviü
pictoris, et procuratorio ipsius nomine ad infra stipulandum etc. rogato
per Raymundum de Ponte notarium , munito solemnitatibus civitatis
Neapoli, stipulato anno presenti, die 20 Augusti etc.
Se avea garzoni sotto il suo Magistero , e se faceasi direttore di
lavori come nel 1459, o capo di compagnia, come diremo appresso,
bisogna indurne che avesse non poco valore artistico. Nel 1456 lo
trovai avere un Rosso , che non esiterei a crederlo quel Domenico
Brasoni detto il Rosso, del quale fo parola a parte ; e nel 1458, era
sotto di lui un Jacomo Panizzato. Nel 1455 a rogiti di Agolanti Gio
vanni del 28 Gennajo conviene con la Nob. Camilla de' Contrarj per
dipingere il nuovo suo palazzo, avendo a compagno un Alessandro di
Bartolomeo da Quartesana (territorio ferrarese), e nel Documento N. I
ne vedremo in genere la qualità dei lavori ed i corrispondenti prez
zi : e nel Documento N. II, rogito del notaro Jacopo Mella , vedremo
come al detto Alessandro , scioltosi dalla società , succedessero i fra
telli Uguccione e Leonello da Porto ( Maggiore territorio pure di Fer
rara ) , figli di un Nicolò. Di questi due , e di Alessandro che li
precedette nel lavoro , nessuna memoria potei rinvenire se si eccet
tuino alcuni contratti, fra i quali uno del 21 Agosto 1475 a rog. di
Giacomo Vincenzi , con cui Uguccione vende terreni ai Nob. Muzza
relli, ed altro a rogito di.Bellino Pregostini, del 24 Ottobre 1481, col
quale lo stesso Uguccione civis et habitator Ferrarie si confessa debi
tore verso le MM.di San Guglielmo per rate decorse di affitto di un
casale in Cogomaro ( Lacucumario- a latere Conæ). Non credo poi
che possa ritenersi per quello stesso Uguccione dipintore, detto dal
l'oro, o de Orio (cognome di famiglia ferrarese), che trovasi al 1522
avere fatto un pegno presso gli Ebrei di alcuni suoi effetti ; perchè
dal 1458 al 1522 v' ha troppa distanza, per cui tale supposizione non
sarebbe di molta probabilità. Nicolò padre di Uguccione e di Leonello
pittori fece testamento nel 1467, lasciando eredi i suoi quattro figli,
cioè li predetti due artisti , ed un Alessandro e un Geminiano. Del
Rosso , dissi crederlo il Brasoni : ed in quanto all' altro garzone Ja
como Panizzato, quantunque nell' altr. part. Notizie ecc. (pag. 69 е 566)
ne facessi una persona diversa dall' altro Jacomo Panizzato che dipinse
le cornici della libreria de' Canonici del Duomo nel 1490 (1), debbo
confessare non vedervi difficoltà che possa essere quello stesso, che
del 1490 lavorava da se come Maestro dell'Arte, e che trentadue anni
prima era garzone; e garzoni si chiamavano tutti coloro che lavora
vano sotto la direzione di altri, sino a che, resi capaci, fossero ascritti
all' Arte, o Corporazione cui appartenevano a seconda dell'arte o me
stiere. Di un altro Giacomo Panizzati parla il Baruffaldi , e lo dice
scolaro dei Dossi , e morto circa il 1540 : ma del seniore trovasi
cenno entro i Libri di spese dell' Archivio Palatino di Modena al
l'anno 1466 ; nè sarebbe a farsi caso che fosse stato fratello di
un Nicolò Panizzato pittore, che fin qui restava ignoto , il quale nel
1447 lavorava pure in Lugo , ed in Ferrara nella Chiesa di S. M. di
Belfiore, e nel Palazzo di Belriguardo ( a 10 chilometri da Ferrara ).
Questi era figlio di Bartolomeo, e fu padre del notajo Filippo, come da
testimonianze ad alcuni rogiti fatte da esso Filippo nel 1458, fra quali
uno di Antonio Gillini del 23 Marzo
testibus vocatis etc. Philippo
Panizzato notario filio quondam Magistri Nicolaj Panizzati pictoris, de
contracta S. Gregorij Civitatis Ferrarie etc.-, dal quale atto scorgia
mo che Nicolò, gia vivente nel 1440, più non lo era nel 1458.
(1) Nel Baruffaldi questo Panizzati del 1490 è detto erroneamente Tominaso.
28
--
29
I.
Agolanti Giovanni
1455. 28 Januarii.
Pacta illorum de Contrariis cum Allexandro et Titolivio pictoribus
Ferrarie, in domo illorum de Contrariis etc. presentibus etc.
Magister Tituslivius PICTOR filius Mag. Antonj de Padua , emancipatus a
patre ut dixit, de cont. S. Petri, et seorsum habitans a patre, major ann: 25,
et Alexander fil. Barth. de Quartexana cum presentia dicti sui patris, et o
bligando se etc. promiserunt Mag. Dne Camile de Contrariis tutricis et tuto
riis nominibus Mag. DD. Nicolaj et Ambrosii de Contrariis facere infrascripta
laboreria pro infrs pretiis pro palatio suo quod edificatur de presenti, et sic
ipsa promisit dare laboreria ipsa infra non aliis videlicet
cantinelas tarsia
tas pro denariis octo qualibet; cantinelas ad vitem pro denariis decem pro qua
libet ; cantinelas ad campanelam denarj sexdecim pro qualibet ; caselas cum
armis et straforatas pro denariis octo pro qualibet ; caselas ad foramina et
cum armis denarj sex pro qualibet; cornisotos ad modernum soldos quatuor
pro quolibet ; caminos duplos cum armis pro soldis triginta pro quolibet ;
caminos simplices cum armis pulcros ad modernum soldos viginti pro quo
libet , merlos pictos ad instar merlorum civitatis Ferrarie, cum armis, frisiis
cornisiis , et omne aliud laborerium quod comprehendatur cum illis ad ci
merios, soldos quindecim pro quolibet ; de omni alio laborerio de quo non
fiat mercatum in hoc istromento promiserunt relinquere soldum unum pro
libra de eo quod extimabuntur.
Et renuntiaverunt etc.
II.
1458. 2 Giugno.- Mella Jacopo.
Societas Titilivj pictoris cum illis de Porto. Ferrarie in domo inf. Titilivj
sub porticu ipsius domus presentibus testibus etc.
Tituslivius pictor filius Magistri Antonj de Padua grammatice professoris
dicens et protestans ac jurans se esse maiorem annis XXV, et esse emanci
patum a dicto suo patre ex istr. emancipationis rogato per Orpheum de
Episcopo notarium, ex una, Ugutio et Leonellus fratres filj ser Nicolaj de Porto,
cum presentia et consensu dicti sui patris ibidem presentis volentis et con
sentientis et parabolam etc. Dicte partes et utraque ipsarum fecerunt, con
traxerunt et formaverunt societatem insimul usque ad annos quinque prox: fu
turos inceptam in Kal. mensis maij proximi preteriti in arte pictorie fienda
--
30
et exercenda per ipsos socios in Civit. Ferr. et ejus districtu ad dimidium
lucri et damni et expensarum in omnibus infr. videlicet collorum et aliorum
rerum spectantium et pertinentium ad ipsam artem, intelligendo, quod dictus
Tituslivius solvat dimidium expensarum, et similiter habeat dimidium lucri,
et dicti fratres solvant dimidium expensarum et habeant dimidium lucri ,
pactis infrascriptis semper salvis videlicet
Quod dictus Tituslivius sit Magister principalis dicte apotece et legitimus
administrator dictorum fratrum, quem dicti Ugutio et Leonellus fratres habeant
obedire per ea omnia que spectabunt ad dictam artem et societatem
Item
quod dictus Tituslivius sit exactor totius lucri et pecuniarum et rerum con
consequendarum et consequendi ex dicta arte et merchato , cujus lucri , et
quarum rerum et pecuniarum sic exactarum per dictum Titumlivium, dictus
Tituslivius teneatur et debeat reddere et consignare bonam idoneam et suf
ficientem rationem dictis fratribus pro dimidia , eamque sibi consignare ad
omnem ipsorum requisitionem et instantiam.
Item quod dicti fratres te
neantur et debeant solvere et numerare ipsi Titolivio libras decem m. quas
ipse Tituslivius solvit Alexandro de Quartexana olim etius sotio in arte pi
ctorie , in laboreriis Mag. de Contrariis , ut ipse Alexander dirimeret ipsam
societatem , et cessaret ab ea, ad hoc ut loco ipsius Alexandri dicti fratres
succedent in dicto laborerio dictorum de Contrariis , prout sic solvere pro--
miserunt.
Hoc tamen pacto , quod ipsi fratres sint ad partem laborerio
rum proventorum et proveniendorum ad manus ipsius Titilivj , videlicet ad
pingendum et similiter murorum et meniarum civitatis ferr. et aliorum etc.
et sic etc. et renuntiaverunt etc. sub pena etc.
1473.
Brasoni Domenico detto il Rosso, e Bartolomeo suo figlio,
pittori.
Di un Domenico detto il Rosso, pittore , si ha memoria sino dal
1473, anno in cui riceve la dote di sua moglie Paola Camatoni, con
atto del notajo Giovanni Dalbove in data del di 11 Gennajo
domo infrascripte Ursoline etc. Ferrarie etc. Egregius vir Dominicus ,
dictus Rosso, pictor, filius quondam Magistri Bartholomej , de contrata
S. Marie de Vado etc. confessus fuit in concordia cum domina Ursolina
In
de Gattis filia q. Bartholomej, et uxor olim Mag. Mathei Camatoni mu
--
31
ratoris, se ab eadem habuisse L. 10 pro resto et complemento dotis do
mine Paule filie dicte dne Ursoline et uxoris ipsius Dominici, ex instro
mento dotis rogato per me anno proximo preterito die 24 Aprilis-;
col quale ricevette L. 130 (1).
Ma questo pittore era figurista ; e la prova l'abbiamo dai due
documenti che riporterò per intiero, l'uno del 1484 contenente i
patti , e l'altro del 1485 che li conferma con solenne stipulazione,
per dipingere una instoria a lui data per mostra da un certo Battista
d' Argenta ; la quale istoria, che non risulta cosa debba rappresen
tare , dovea servire per un altare con sue colonne, cornici, ed altri
ornamenti dorati. Ritengo ancora che Domenico altro non sia che il
Brasone, il cui figlio Bartolomeo esercito pur l' arte paterna. Ciò posto,
ammetter dovremo la morte di Domenico al 1486, nel mentre che il
figlio era tuttora minorenne , giacchè all' atto di ripudiare la eredità
del padre, fu chiamato pupillo, e fu assistito dal più prossimo suo
parente, come da rogito di Giovanni dal Bove del 20 Aprile-Bar
tholomeus pupillus filius quondam Dominici Brasoni pictoris , cum pre
sentia et consensu Bernardini filii q. Francisci Zenarij pictoris , ipsius
pupilli proximioris attinentis a latere paterno etc.
Di lui parlò il
ch. Marchese Campori nel suo Catalogo degli Artisti stranieri negli
Stati Estensi , e ci raccontò che fece testamento nel 1509 , lasciando
erede la moglie Giovanna Occelli ; ma che allora non moriva, dacchė
lo avea nuovamente trovato vivo nel 1514 ; in cui fece un crocifisso
per la confraternita di S. Maria di Correggio. Aggiunge che abitava
in Modena. Queste notizie ci mostrano come anche Bartolomeo fu
pittore di figure ; e lo conferma una partita a suo favore per depin
zere uno Christo per adoperare in prexune quando se fa justitia fe M.
Bartolomej etc. Aggiungerò pure com' egli non moriva se non nel 1517,
come si ha dal libro di quell' anno della Compagnia della Morte
Per il corpo de Bortolamie braxon depintor, et fu sepulto in S. M. del
Va, marj de una nostra sorella--
cioè consorella della detta Com
pagnia. Infatti nel 1518 sua moglie adice alla eredità di lui, come da
(1 ) La stessa Orsolina che nel 1472 avea data Paola al nostro pittore, nel 1471
diede l'altra figlia Domenica, nel 28 Decembre, a M.º Tommaso Pasiloca, dolandola
di una casa in Ferrara. Io credo poi che il nostro Domenico detto il Rosso sia
quello stesso che nel 1457 lavorava col pittore Titolivio ( Vedi l'altra parte a
pag. 566 )- A Titolivio depintore soldi 15 de m. quisti per lui al Rosso depin
tore, portolli quisti m. zoana sua madre.
--
32-
rogito del succitato Giovanni dal Bove in data del 4 Marzo
superioribus mensibus Bartholomeus Brasonus pictor fq. Magistri Domi
nici decesserit , prius condito suo testamento etc. quapropter D. Joanna
ab Occellis uxor et hæres agens cum præsentia et consensu Mag. Bona
Cum
venturæ ab Occellis ejus proximioris parentis etc.- (Giovanna era fi
glia di Benvenuto). Che poi morisse nel periodo summenzionato, viene
accertato dalla circostanza che nello stesso anno 1518, ma nel 13 De
cembre, sua moglie Giovanna fu investitita di uno stabile in Ferrara.
Ed in Ferrara dovea essere già tornato suo marito, perchè, sebbene
rilasciasse ricevuta della mercede del crocifisso di cui sopra nel 6
Aprile 1514, non pertanto lo trovai qui dimorante nello stesso anno
1514, nel quale ai rogiti del Dal Bove fece un altro testamento : ri
sultando eziandio da questo che non avea figli, dacchè dispose che
la sua eredità, in caso di morte della moglie , passasse a Giovanna
maritata in Francesco Belcari (1).
Bartolomeo fu cognato del pittore Giovanni Maria Aventi, e lavorò
molto nei primi anni del Ducato di Alfonso I anche insieme con
Tommaso da Carpi ( della famiglia Sellari). Ebbe a fratello un Giro
lamo, ma non è noto ch' esercitasse l'arte della pittura.
Che se io mi fossi per avventura ingannato nel ritenere Bartolo
meo Brasoni figlio di Domenico detto il Rosso, a fronte delle favore
voli circostanze di epoca e di paternità, rimarrebbe in tal caso a
vedersi di qual cognome fosse il Rosso, ma nonostante avremmo sem
pre due pittori da inscrivere nel catalogo dei nostri.
1485.
10. Sept. Joannes de Bove
Confessio pro Magnifico Baptista de Argenta per Magistrum Dominicum
Rubeum pictorem.
Ferrarie in domo habit. inf. Magnif. Baptiste, sita in contracta S. Gre
gorii, present. testibus etc.
Magister Dominicus quondam Bartholomei dictus rubeus , pictor ( dunque
il rosso non era il vero cognome , ed infatti al 1486 vedesi un Bartolomeo
(1) Se nel testamento di Bartolomeo fosse stata nominata la madre , e avesse a
vuto il nome di Paola, in tal caso saremmo stati certissimi della identità del Rosso
col Brasone , ossia che il Rosso fosse dei Brasoni , giacchè vedemmo che sposò
Paola Camatoni.
33
Brasoni di Domenico , pittore , che ritengo esser questo, e che mori un anno
dopo, come si ha da atto di ripudio ecc), civis Ferr: de cont. S. M. de Vado,
obligando se, et ad instantiam et petitionem eximii Artium et Med: doctoris
Magn. Baptiste de Argenta f. q. Franc: de cont: S. Gregorij , presentis ,
stip: et recip: per se etc., confessus fuit se ab eodem Magnif. Baptista in
pluribus vicibus habuisse et recepisse libras decem et soldos decemseptem
m. pro parte mercedis sibi Mag. Dominico debende pro pingendo unum
quadrum de lignamine ad historiam per eundem virum Baptistam sibi Mag.
Dominico datam ; quod quadrum pingere promisit pro ducatis quinque in
monetis, et duo in pignolato (specie di pannolino per vestiario), vel in aliis
rebus , et pro ut apparet supra quadam ( manca la parola scriptura ) pri
vata manu mei notarij etc., ad quam habeatur relatio, si opus fuerit, pro
narratione. Et quod quadrum dictus Mag." Dominicus dare , tradere , et
0
consignare promisit dicto Magnif. Baptiste expeditum pictum et fulcitum
aureo et coloribus et omnibus aliis necessariis per totum mensem Octobris
proximi futuri , omni juris et facti except: remota. Et ex adverso dictus
Magnif. Baptista solvere promisit dicto Mag." Dominico ressiduum dicte sue
mercedis convente supradicte; Renuntians etc.
pena lib. x. m. etc.- Ego Joanes a Bove
( segue la scrittura )
1484. Die 28. Aprilis
0
Que omnia etc.
Sub
Sia noto et manifesto a cadauna persona che lezera la presente scripta
como a di et mill. suprascripto Magistro Dominico di Bartolomeo dicto
Rosso , depintore, obligando se et suoi beni promete a lo spectabile et exi
mio doctore di medicina Mes. Baptista de Argenta, de depinzere et dare
depicto uno quadro de ligname che fu dato per il dicto Mes. Baptista al
dicto M. Dominico, secondo et per quello modo che sta la Instoria a lui
data per monstra , mettando dicto M. Dominico li colori boni fini et suffi
cienti, et promettendo quello dare et consegnare a dicto Mes. Baptista neto
depincto et fornito in giesia on vero in caxa soa. Da l'altra parte dicto
Mes. Baptista oblig: se et suoi beni promette al dicto M. Dominico de
darge et consegnarge peze 200 de oro , on vero quello più et meno che
andara circha lo ornamento de esso quadro si in cornice in columne et
diodeme de sancti , che se farano in dicto quadro. Item etiam promete de
darge per soa mercede , oltra dicto oro , ducati cinque in moneta , et uno
ducato in pignolato, on vero in altre robe, remossa ogni exceptione de rag.
et de facto. Et cussi 1 una parte a laltra , et laltra a laltra prometono de
attendere observare adimplire et non contravenire etc. pregandome che
dele predicte cose ne dovesse fare questa nota
e
Ego Joanes de Bove
Notarius de predictarum partium consensu predicta scripsi.
34
1474.
Famiglia dei Marsigli o Fini pittori.
Fino e Bernardino fratelli Marsigli da Verona, figli di Domenico,
nel secolo XV si stabilirono in Ferrara, e vi operarono nell'arte loro
della pittura. Si volle peraltro che altri due omonimi pittori esistessero
di cognome Fini, e quattro perciò fossero contemporaneamente gli
artisti. Lungamente parlai di loro nel mio libretto Documenti ed illu
strazioni ecc., ed altre cose vi aggiunsi nell' altr. part. di quest' o
pera , dimostrando come fosse sommamente improbabile ch' esistes
sero altri due fratelli pure pittori , pure figli di un Domenico, e
pure della stess' arte nell' epoca stessa ; ma il ch. Cav. Amico Ricci
nella sua Storia dell' Architettura in Italia ( tom. 3 cap. 21 p. 170 ),
non ammettendo il mio dubbio che potess' essere corso errore od
equivoco in qualche atto, disse che essendo i due primi oriundi Ve
ronesi , e gli altri di Ferrara , veniva meno il dubbio , e doversi cre
dere che non due, ma quattro furono i pittori aventi il medesimo nome
(nota 77 a pag. 186). Ora, in seguito a novelli documenti si è ve
duto che gli stessi Marsigli erano detti alias de Fino, e quindi rimane
sciolta la questione col ridurre a due soltanto gli artisti suddetti. Ne
porterò qui le prove ; ma nel frattanto parlerò di tutta la famiglia
loro, e di un loro scolaro. E riassumendo il già detto nel citato mio
libro, veniamo a vedere che i fratelli Fino e Bernardino figli di Do
menico erano de' Marsigli da Verona , e cittadini ferraresi, che Fino
ebbe a figli Jacobo, e Sigismondo ; che Bernardino ebbe in Baldassare
un figlio dottore ; che nel 1505 Fino era già morto , mentre pare
che Bernardino mancasse alla vita circa il 1527.
Domenico Marsigli, padre dei due pittori Fino e Bernardino, era
forse ridotto alla miseria, dacché sua moglie Maddalena
figlia Antonia si accordano a ricevere gli alimenti da essi loro, e tale
accordo fu fatto con presenza e concorso dello stesso Domenico, me
diante atto del notaio Bartolomeo Codegori del 24 Marzo 1488, e
e sua
......
forse perchè i figli non convivevano col padre, essendo già ammo
gliati sino dal 1484, come dall' istromento dotale del 25 Ottobre a
rogito di Giacomo Savana, dal quale apparisce che sposarono due
35
sorelle, cioè Fino la Pellegrina , e Bernardino la Tarsia, figlie ambe
due del fu Francesco Solari. Ed è in questo atto che dicesi Egre
gius vir Jacobus Solarius filius et heres Mag. Francisci, promisit dare
ecc. Mag. Fino et Bernardino fratribus de Fino pictoribus etc.
Che
se mi si opponesse che in questo luogo sono detti solamente de Fino,
potrei soggiungere trovarsi poi in altri rogiti la identità delle mogli
dei due Marsigli: ma più di tutto ne danno conferma un rogito del
1508, in cui dicesi Baldassar filius Mag. Bernardini de Fino legum
professore (1), cive ferrarie ; altro del 21 Novembre 1509di Benedetto
Lucenti, ove sta scritto Prestans vir Bernardinus fq. Dominici de Mar
siliis, alias de Fino, pictor ecc , ed altro di Giacobo Zipponari del 17
Settembre 1518, che dice Testibus vocatis etc. egregio jurisperito Bal
dassare de Marsiliis filio Ser Bernardini alias de Fino, civis ferrarie etc.,
avendosi per tal modo li due cognomi uniti nella stessa famiglia, e
confermandosi quanto già ebbi a dire superiormente che due e non
quattro furono i pittori. Vediamo ancora dal sopraccitato atto che
Baldassare fu giurisperito ; ed aggiungerò che ne' suoi primi anni
eragli stata conferita la tonsura, come gli furono conferiti gli ordini
minori, con rogito del 19 Decembre 1489 di Obizzo Arquado. Andò poi
a stabilirsi a Napoli, giacchè non solo risulta ch' egli moriva colà nel
1528, ma sappiamo ancora ch'egli eravi da molti anni, mentre sino
dal 1524 di colà scrivea lettere a Madonna Teodora Angelino, parente
dei Paleologi di Costantinopoli , e che abitava colla famiglia Villa di
Ferrara, nel cui archivio ( purtroppo disperso fra i salumai ) ebbi a
vederne in parte le corrispondenze. Dissi che Baldassare moriva in
Napoli , ed eccone le prove
Cum sit quod spectabilis jurisperitus
D. Baldassar de Marsiliis, civis et causidicus ferrariensis, filius quon
dam providi viri Magistri Bernardini, de contracta S. Salvatoris, men
sibus elapsis, vitam cum morte commutaverit in civitate Neapolis, re
licto post se vivo et superstite dicto M. Bernardino ejus patre, et ipsius
hærede ab intestato ; et qui Magister Bernardinus paulo mortuus fuit
et est, suo prius ultimo condito testamento rogato per exercitatum et
valde ingeniosum notarium ser Antonium filium q. alterius Antonij de
Gillinis, in quo post mortem comendabilis mulieris domine Tarsia uxo
ris suæ instituit universalem hæredem suam Violantem ejus filiam , et
(1) Non apparisce dalla Historia almi Ferr. Gymnasii ch'egli avesse cattedra
di legge in Ferrara, nè dall' opera del Mazzetti che l'avesse nella vicina Bologna.
--
36
uxorem egregii viri Sigismundi de Costabilis alias de Guarnaciis; cum
que ipse Dna Tarsia mortua fuit et sit , et proinde dicta domina
Violans etc.
Dunque in pochi mesi nel 1528 ( dacchè questo ro
gito di Gio. Palmieri è del 3 Gennajo 1529 ) morirono Baldassare ,
Bernardino suo padre, e Tarsia sua madre, di modo che rimase erede
la detta Violante, ch' erasi maritata nel 1514, come dall' istromento
dotale del 4 Novembre a rogito di Gio. Battista Saracca Segretario
e Cancelliere Ducale. Suo marito Sigismondo Costabili era figlio del
fu Zanino, ed in quella epoca del suo matrimonio era minorenne,
cioè non contava per anche venticinque anni.
Venendo a Fino, trovai che suo figlio Sigismondo fece testamento
nel 24 Ottobre 1511 a rogiti di Francesco Maria Gillini seniore , la
sciando erede la sua madre Pellegrina Solari, la quale a sua volta
testò nel 1514 a rogiti di Bartolomeo Codegori ; e così che Costanza
figlia eziandio di Fino , e moglie in primo voto di Gian Francesco
Salani , ed in secondo di Giovanni Sellari orefice, testo nel 16 Mar
zo 1529 agli atti di Gio. Battista Dal Pozzo, lasciando erede l'ore
fice Giovanni Fabbri , e dopo la di lui morte , il proprio fratello
Jacobo, che allora era passato ad abitare a Venezia. Tale disposizione
testamentaria farebbe credere che non amasse il marito, o ne fosse
separata, dacchè non risulta ch' ei fosse morto. Un altro figlio di Fino
fu Jacobo già nominato, che nel 1512 era maggiore degli anni 20,
e minore de' 25, il quale divenne ' erede di suo fratello Sigismondo,
che già conosciamo. Se non che, anche Jacobo segui le orme del
padre , esercitando la pittura , come vedesi da un atto del già citato
Bartolomeo Codegori , del 22 Maggio 1515
Providus vir Jacobus
filius quondam Magistri Fini de Marsiliis pictor etc.-, non dicendo
pictoris cioè il padre, ma qualificando per pittore lo stesso Jacobo.
Ma un altro pittore fu Antonio Marsigli figlio di Jacobo : nè può
esserlo di quello stesso Jacobo pittore or ora nominato, che vedemmo
nel 1512 fra li 20 e 25 anni. Diffatti, quando ancora ne avesse con
tati 24, non avrebbe potuto avere un figlio già pittore nel 1514, cioè
di anni 26. È certo che costui era della stessa famiglia , perchè lo
vediamo testimonio ad una stipulazione fatta da Jacobo di Fino nel
1514 20 Febbrajo ( rogito di Gio. Battista Dal Pozzo ) assieme a Bal
dassare di Bernardino. A corroborare l'asserzione che non possa es
sere figlio al detto Jacobo di Fino, oltre alla eccezione già data della
età , vi si aggiunge che nel mentre questo si costituisce all'atto di
--
37
stipulazione, Antonio era detto filius quondam Jacobi, e quindi di un
Giacobo già morto. Ma è pure da aggiungersi che questo Antonio era
già pittore fino dal 1496, per cui rimane tolto affatto ogni dubbio
Antonius de Marsilio pictor fq. Jacobi, hab. Ferr. in cont. policini
S. Antonij ( rog. di Nicola Gillini del 25 Aprile ). Lo troviamo poi
nel 1515 (Deodato Bellaja, 3 Giugno)- Magister Antonius q. Jacobi
de Marsiliis pictor de contracta policini S. Antonij
( nè vi si dice
Jacobi pictoris ) ; nel 1522 (Farolfi Emiliano, 23 Gennajo) testibus etc.
Magistro Antonio de Marsiliis pictore etc.
e nel 1531 ( Dal Pozzo
Gio. Battista , 11 Gennajo ) rileviamo essere già morto, ed avere un
figlio di nome Francesco
Constitutus Magister Franciscus filius quon
dam Magistri Antonij de Marsiliis pictoris et olim civis Ferrariæ de
cont. policini S. Antonii, cintarius et minor ann. 25, major 14 etc.-,
al quale viene fatto un curatore per adire alla eredità paterna , con
assistenza dell'avo materno maestro Biagio fu Domenico de Modiana
callegaro , e padre di Maria già moglie di Antonio, la cui morte per
ció devesi stabilire alla fine del 1530, o negli undici giorni già scorsi
di Gennajo del 1531. Finalmente chiuderò per Antonio con ciò che
avrei dovuto dire in principio, cioè ch' egli era già pittore sino dal
1486, come da istromento di Nicola Gillini del 25 Aprile, in cui com
parve quale testimonio
Testibus etc. Antonio de Marsilio pictore fi
lio quondam Jacobi, habit. Ferrarie in cont. policini S. Antonii etc.
Fino e Bernardino Marsigli furono anche distinti, dacchè vennero
adoperati a servigio pure degli Estensi, e più dev' essere stato Fino
(forse il più vecchio), perchè lavoro col Brasone, e col Giovanni da
Imola per dipingere relativamente alle commedie , che si recitavano
alla presenza de' Principi suddetti. Altra prova del valore artistico di
Fino, in mancanza delle opere che o non restarono o non sono note,
si è il vedere come altri andassero a porsi alla sua scuola. Fra questi
vediamo un Giovanni Francesco del fu Nicolò Peccenini da Verona ,
che vi si alloga per cinque anni , cominciando dal 1474 come dal
l'atto che darò per intiero.
Io non saprei dire se il Peccenini formasse famiglia in que
sta città ; so che nel 1526 fuvvi un Agostino , e nel 1547 e 1562
un Sigismondo, ambidue di questo cognome, ambidue pittori. Ne rin
verni le prove in documenti, e pel primo un rogito di Pietro Bettini
del di 8 Giugno 1526
Dna Lucretia filia Magistri Dominici quon
dam Antonij Turbidi , et uxor Magistri Augustini Pezinini pictoris ,
4
38
agens cum consensu Mag. Jacobi Philippi filii q. Jo. Francisci de Flo
rino pictoris, ejus dnæ Lucretiæ proximi attinentis a latero paterno etc.
dà la dote di L. 350 al marito, ch' era figlio di Francesco fu Giovanni
guainaro. Potrebb' essere che questo Giovanni fosse l'avo di Agosti
no , vale a dire quel Gio. Francesco, che si colloco nel 1474 presso
Fino Marsigli , essendovi la distanza di cinquantadue anni , e quindi
possibile a due generazioni. Agostino fece testamento nel 7 Maggio
1542 a rogiti di Aurelio Roiti , essendo sanus corpore , lasciandosi
sepolto sotto il portico esteriore avanti la porta delle MM. di S. An
tonio in Polesine , restituendo le doti alla moglie , e facendo eredi i
suoi fratelli Girolamo, Cesare, e Giovanni. E nel 24 di Ottobre dello
stesso anno, ed agli stessi atti, fa testamento sua moglie, che nomina
erede il marito. L' altro rogito è di Lorenzo Tristani del 21 Febbrajo
1562, col quale
Prudens vir Magister Sigismundus de Pezeninis
pictor, et civis Ferrariæ de cont. policini S. Antonij- fa il suo te
stamento a favore della moglie Costanza del fu Sante Missoli, e dopo
di lei , lascia ai fratelli di esso testatore , ch'erano Francesco , An
selmo , ed Alfonso. Non essendovi la paternità di Sigismondo , non
potrebbesi fare induzione alcuna , cioè se appartenesse alla famiglia
istessa dei prenominati. Egli dipinse per la Compagnia della Morte
nel 1547, e specialmente nel sepolcro figurato, che ogni anno faceasi
nella Chiesa della Compagnia suddetta. Un Luca Peccenini nel 1600
era indoratore , ma non saprebbesi dire se fosse anche pittore, seb
bene queste due arti allora andassero per lo più unite.
I fratelli Fino e Bernardino lavorarono anche in San Francesco.
nel 1504, anno in cui andava sorgendo la nuova Chiesa, ove ora non
v' ha reliquia di tai lavori : ci resta però un cenno di essi, ove scor
gesi che non erano limitati a sola decorazione , ma si estendevano
eziandio a parte figurativa; e prova ne dò in un documento che in
copia qui riporto per intiero, esistente in rogito di Benedetto Lucenti
del 2 Decembre di detto anno, nel quale aveano pur eseguito un qua
dro , ed alcuni altri dipinti nella casa di Biagio Rossetti Architetto
di quel Tempio.
39
Domenico
vivente nel 1488
m
Maddalena ..........
Fino pittore
m
Pellegrina di Fr. Solari
Costanza
Antonia
Jacobo pittore Sigismondo
m
1. Gianfr. Salani
2. Gio. Sellari
orefice
abit. in Venezia
nel 1529
Giacobo
Antonio pittore
m
Maria Modiana
Francesco
I.
Bernardino pittore
m
Tarsia di Fr. Solari
1
Baldassare
giurisperito
morto aNapoli
1528
Violante
m
Nob. Sigismondo
fu Zanino Costabili
alias de Guarnacis
1474. ( manca il mese e il giorno ) Dalla Sala Antonio.
Joannes Franciscus fil. q. Nicolaj Peceninj de Verona et habitator ad
presens cum Fino inf. obblig. se etc. promisit stare ed habitare cum Fino filio
M. Dominici de Verona depintore hab. Ferr. in cont. S. Antonj usque ad
quinque annos proxime futuros et finituros de 1479 in fine mensis Octobris
dicti anni, his pactis intra dictas partes appositis videlicet; Quod dictus Finus
teneatur et obligatus sit docere artem depinture dicto Jo. Francisco, et facere
expensas pro victu suo et vestitu de omnibus panis sempis , calcis et camisis
et aliis necessariis et per dictos quinque annos et completos dictos quin
que annos quod dictus Finus teneatur, et obligatus sit dare et solvere eidem
Joanni Francisco ducatos duos auri , et justi ponderis ; et casu quo dictus
Jo. Fr. infirmaret inter ipsos dictos quinque annos, tunc dictus M. Finus
teneatur et obligatus sit tenere dictum Jo. Fr. in ejus domo et eum custo
dire de omnibus ei necessariis cum hoc quod tempus quo dictus Jo. Fr.
sit et erit infirmus, quod pro illo tempore quo erit infirmus teneatur stare
tanto plus ultra dictos quinque annos cum dicto M. Fino, quod supleat
tempus ejus infirmitatis. Et juraverunt etc. Sub pœna L. 20.
40
11.
1504. 4 Decembre
Coram etc.
Lucenti Benedetto
Copia scripture
1. Io Fino etBernardino fratelli del Marsilij depinturi dovemo havere da
M. Biasio Roseto L. centosessanta m. per havere a soa instantia depinto
capelle octo et cube octo cum figure assai, farsi dal mezo in suxo nele dicte
cubole et capelle et de fora de dicte capelle in su la via maestra, figure
octo integre più grande del naturale com soi adornamenti per ciascaduna
figura et poi cornixe et frixo grando , et per il lungo di fora via de dicte
capelle, e questo e stato ala giessa de frati Minori de san Francesco in Fer
rara etc.
L. 160.
2. Anchora nui predicti fratelli de Marsilij et garzoni depinzan
do al dicto sancto Francesco fussemo conducti dal dicto M. Biasio
a depinzere una zelosia de pietra et frixi nela casa de M. Guar
niero et il dicto lavoriero monta .
3. Anchora dovemo haver dal dicto M.
pintura de uno quadro per sua fiola quale fu
Biasio L. 6 per la de
nuora de M. Alexan
dro Bonleo factole suxo una nostra dona
4. Anchora dovemo haver dal pnom. M. biasio L. 2. p. la
depintura de una .......
0
de relievo
5. Anchora dovemo haver dal p. M. biasio L. 2. p. la depin
tura de dui camini dipinti sopra la cusina dela sua casa sula giara
6. Anchora dovemo haver dal sop. L. quattro p. haver depinto
uno camino, una cornixe, et uno fríxo sopra le
loza dela sua caxa.
dela
.........
7. Anchora dovemo haver dal p. L. 3 p. la depintura de una
spaliera soto la dicta loza
8. Anchora dovemo havere nuj pr. fratelli de Marsilij dal p.
M. Biasio L. 2. p. la dipintura de dui antiporti de tela con le
sue arme .
9. Anchora dovemo haver dal dicto M. Biasio L. 3. p. la de
pintura de banchi tri facti de comesso invernizati
10. Anchora dovemo haver dal sop. L. 1.10 p. haver indora
le cornixe de uno suo quadro facto a figure in la tella
11. Anchora dovemo haver dal pred. Lire dexedoto per la de
pintura de una strena de merli con una zelosia de preda, e que
sto nel cortite dela predicta sua caxa
15.
D
»
P
6.
2.
2.
4.
3.
2.--
3.
1.10
48.
12. Anchora dovemo haver dal prenominato L. una per haver
dato de vernixe a usci sei
L. 1.
0
13. Anchora dovemo haver dal p. L. 2: per una depintura
dela porta del Orto con merli sei, et uno frixo de fora dala via
a la lunga del muro
14. Anchora dovemo haver dal p. m. biasio rosetto L. 3. sol
di 18. per la depintura de merli 13. a soldi sei l'uno, le dicte
sono al muro denanzi dala sua casa dela giara
1493.
Pace cogli uccisori di Rinaldo pittore.
«
2.
3.18
Un Rinaldo pittore trovasi allibrato nell' Estimo dei Borghi di
Ferrara compilato nel 1494, segnato B., nell'Archivio Municipale, per
un casale in Mizzana e Borgo San Giacomo. Costui però mancava di
vita l'anno precedente, essendo stato ucciso nel 1493. Egli erasi
ammogliato sino dal 1484, come da rogito di Nascimbene Grassa
leoni del 23 Luglio- Raynaldus, filius quondam Antonij circhularij,
pictor, de contracta S. Salvatoris , confessus est se recepisse pro dote
honeste domine Agnetis filie quondam Mathej Veronensis texarij, libras
trigintaseptem marchesanas etc.
La quale Agnese, ad attidi Giro
lamo Farina e nell' anno 1493 fa la pace agli uccisori
Honesta
Mulier Domina Agnes filia quondam Mathej Tessarij de Liniaco territorij
Veronensis ( Legnago ) et uxor quondam Raynaldi Circularij (1) mater
et tutrix Lucie , Justine , Francisce, et Raynalde ejus filiarum et dicti
Raynaldi, constituta coram eximio ll. ( legum) doctore domino Jacobo
de Millianis ( Emiliani ) etc. dixit, et exposuit qualiter ipse quondam
Raynaldus interfectus et occisus fuit et est etc..... et dicitur interfecisse
et inculpatos esse Joannem et Bartholomeum fratres et filj Ser Antonij
de Bariano ( villa in Traspadana) habit. in Villa Cenesellorum districtus
Ferrarie etc. ad presens incarceratos propter dictum homicidium etc.
Nel 1495 troviamo Agnese abitare in Mizzana, ove noi vedemmo
(1) Qui dice Circularj , che era il mestiere del padre , e dal quale forse ne
venne un cognome, come accadde di tanti altri.
41
--
42
che suo marito possedeva un casale; il che apparisce da rogito di
Giovanni Battista Ruini del 12 di Gennaio. E nell'Aprile dello stesso
anno la vediamo già passata a seconde nozze con un Giacomo Ma
lavolti , a cui dà la dote ( rogito di Antonio Sivieri )- Dos domine
Agnetis fq. Mathej Tessarj , et uxor quondam ex primis nuptiis Ray
naldi pictoris, et nunc uxor Jacobi Malavolti Mantilarij de Imola etc.
la quale dote viene consegnata da Fru Maurelio eremita dimorante
nell' Eremitorio sul boschetto (1) , e fratello del pittore fu Rinaldo ,
collocando pure le fanciulle Franceschina, Lucia e Rinalda, minori di
sette anni , presso Lazzaro ed Antonio Malavolti cognati di Agnese,
onde le governino e mantengano, e dando loro a tal effetto 100 lire
in mobili, e 200 in danari; il che ci mostra che Rinaldo loro padre
non era povero. Qui non apparisce l'altra figlia Giustina, per cui
devesi ritenere che dopo il 1493 fosse morta.
Ma il cognome
del pittore Rinaldo , e di suo fratello Fra Maurelio Eremitano ,
qual era ? è ignoto, giacchè Circularius devesi ritener per mestiere.
1499.
Pace fatta fra diversi pittori.
I fratelli Maurelio e Giorgio figli di Maestro Giovanni da Modena,
e Maestro Pietro del fu Cristoforo Todeschi dalla Mirandola, tulti tre
dimoranti in Ferrara, nel giorno 29 Aprile dell' anno 1499, con atto
solenne stipulato dal Notajo Benedetto Lucenti , fanno la pace con
Nicolò Cemegini d' Argenta , e con Antonio del fu Jacobo da Verona
garzone con M. Fino (Marsigli), presenti il detto Fino, e il nominato
Giovanni da Modena ; dimodoché abbiamo qui agenti sei persone, che
sellajo.
esercitavano l'arte della pittura, essendo che il vecchio Giovanni era
Io riporterò per intiero l'atto della Pace ; ma non cosi
(1) Sul boschetto ov'era il Lazzaretto degli appestati, stavano pure l' Eremitorio e
l'Oratorio dedicato ai Ss. Sebastiano e Rocco; ed è noto che nel 1492 si assoggetta
rono a Fra Marcello dei Chiari dell' Ordine di S. Girolamo da Fiesole, a Fra Celso
de Berno Visitatore, ed a Fra Onofrio di Cerate, gli Eremiti che allora vi dimoravano,
cioè Fra Giovanni da Bergamo , Fra Lorenzo e Fra Maurelio da Ferrara , come da
Istromento del Notaro ferr. d' Arquato.
43--
potró dare giuste notizie di tutti i nominati, perchè non di tutti potei
trovarne, e quelle che trovai non sono che troppo scarse all' uopo.
Sino dal 1490, con rogito del 19 Gennajo di Simeone Gillini, li
Maestri Maurelio e Giorgio fratelli pittori figli di M. Giovanni da Mo
dena fanno atto di emancipazione innanzi al giudice Dott. Tommaso
Arienti ; e nel 21 Giugno del 1513 agli atti di Gio. Battista Dal Pozzo,
si dividono fra loro. E doveano essere non solo adulti, ma da gran
tempo ammogliati , dacchè Maurelio , con altro rogito del detto Dal
Pozzo in data del 21 Aprile 1512 , avea già collocato suo figlio
Bartolomeo presso Maestro Leonello de' Giacomino fu Giovanni vellu
taro, onde imparasse artem et magisterium velluti; e stabiliva che vi
stesse per diciotto mesi , ricevendo un compenso di L. 12 pei primi
dodici , e di L. 9 per gli altri sei mesi. Ed anche il detto Bartolo
meo non dovea essere di tenera età , perchè, agli stessi rogiti , nel
20 Maggio 1515, prende moglie, ricevendone la dote di L. 350, nella
persona di Ippolita figlia di M. Giacobo fu Zanetto Finotti spinarolo.
In questi tre rogiti, Giorgio, Maurelio, e suo figlio Bartolomeo sono
detti de Sadochis de Mutina , benchè abitanti in Ferrara (1). Moglie
di Maurelio fu Margherita di Pietro Romano Giglioli. Nel 1522 Giorgio
era morto, come apparisce da rogito 4 Agosto (Dal Pozzo), col quale
suo figlio Jacobo riceve metà di un casale dallo zio Maurelio : e questi
moriva negli ultimi giorni del 1525, mentre nel 17 Gennajo del 1526
( rogiti succitati) si viene alla compilazione dell' inventario de' suoi
beni, e vi si dice
cum sit quod de anno proximo præterito 1525
et de mense
........
mortuus sit ab intestato olim Magister Maurelius fq.
Joannis Sadochi , pictor etc.
atto vi si dice
Egli avea dipinto anche nella Catte
drale. Ma ciò che più interessa, si è il rogito 12 Marzo 1529 ( sem
pre del Dal Pozzo), col quale Bartolomeo passa a seconde nozze con
Francesca figlia di M. Jacobo fu Bernardino Pasilocca, giacchè in esso
Egregius vir Mag. Bartholomeus filius q. Maurelij
de Aliotis, alias de Sadochis, vellutarius et civis ferrarie etc.- Dun
que i Sadochi erano prima della famiglia Aleotti di Modena, sapendosi
che l' alias si riferisce non già al passato, ma alla più recente deno
minazione , interpretandosi per altrimenti, ora, ovvero, come vedesi,
(1) In uno di detti atti sta scritto dictus Sadoch; ciò potrebbe far supporre
fosse piuttosto un soprannome in senso di odiosità che altro, dacché Sadoch fu il
capo della setta da lui chiamata de' Saducei.
--
44
cominciando dalle più antiche carte, ove trovasi scritto de Majolis alias
de Sacratis , Dalle More alias de Flaschis , de Pellicciaris alias de Zi
liolis etc., delle quali famiglie riteniamo tuttora gli ultimi cognomi.
Un pittore Aleotti avemmo in Ferrara, del quale si conserva un qua
dro nella Costabiliana, portante il nome di Antonio, e l'anno 1498 :
ma egli era d' Argenta. Noterò infine un' altra cosa, cioè : che Bar
tolomeo vellutaro figlio di Maurelio pittore venne detto Bartholomio
dai Occelli, come dai libri dell' Estimo degli anni 1530, е 1531.
Di Pietro fu Cristoforo Todeschi dalla Mirandola non trovo noti
zie (1), bensi di un M. Annibale pittore, del fu Maestro Giovanni To
deschi , cittadino ferrarese , che nel 5 Febbrajo 1544 a rogiti di Gi
rolamo Terzani Cremona fa un' assoluzione per affitti di casa decorsi.
Nè molto io trovo intorno ad Antonio fu Jacobo da Verona, abitante
e garzone con Fino ( Marsigli ) ; ma a sufficienza per ritenerlo uomo
turbolento, assieme col Cemegini di cui sotto, dacchè anche nel 1502
a rogiti di Simone Gillini vidi altra pace loro fatta nel dì 24 No
vembre da un Geminiano Rizzi, e un Lodovico Dal Pane suo genero,
de omnibus injuriüs , percussionibus, et vulneribus etc. In questo rogito
Antonio è detto pictor, per cui non era più garzone, ma già entrato
nell' arte. Il Marsigli poi, esso pure pittore, appartiene a famiglia o
riunda Veronese , della quale ho già fatto parola a parte in que
stesso libro.
Nicolò Cemegini trovavasi in Ferrara anche nel 1496; come altresi
se ne ha memoria posteriore alla pace, vale a dire nel 1508, nel quale
anno prende in affitto una casa in contrada di santo Apollinare, co
me verrà detto parlando della dipintura del Coro della Cattedrale. Dai
succitati rogiti di pace del 1499 e del 1502 vedesi che fu di patria
Argentano, dicendovisi
Magister Nicolaus quondam Antonij Ceme
gini de Argenta, etiam pictor etc.
(1) Ho motivo di sospettare che il Petrus q. Cristofori Todeschi voglia signi
ficare tedesco di nazione, domiciliatosi alla Mirandola , perchè nel 1512 a rogiti di
Gio. Battista del Pozzo, in data 3 Giugno, trovo un Petrus de la Mirandula pictor
filius q. Cristofori Theotonici civis Ferr. ( perchè forse trasferitosi dalla Mirandola
a Ferrara ) de contracta Sancti Juliani , etc. che riceve investitura anche a nome
di Stefano suo figlio, quale erede della propria madre Giacoba moglie di detto Pietro
Teotonico, cioė tedesco.
45
Lucenti Benedetto.
1499. 29 Aprile.
Pax Antonj de Verona et Nicolaj de Cemeginis a Mag. Petro de la Miran
dolla et M. Maurelio et Georgio de Mutina, omnes pictores, cum fidejussione
de non offendendo.
Ferr. In Apotheca a spitiaria inf. M. Petri et M. Pauli (de Lezulo) etc.
presentibus etc.
Magister Maurelius et Georgius fratres et filii M. Joanis de Mutina pictores
et cives ferrarie de contracta policini S. Antonj , et Mag. Petrus fq. Cristo
fori todeschi de Mirandola pictor et moram trahens in civitate ferrarie: Con
stituti coram sup. testibus et aliis et Not. inf. in dicta apotheca, cupientes
et volentes ipsi M. maurelius georgius et petrus
.......
parcere et amovere in
totum a se omne et quodcumque rangorem (sic) , rixas , questiones , quod
et quas hactenus habuerint et habuissent contra et adversus inf. Nicolam et
Antonium , aspertis causis inf. , et mutuum amorem et pristinam amicitiam
et benevolentiam in eos conservare et manutenere : unanimiter sponte pure
libere et ex certa eorum et utriusque eorum animi scientia non dolo vel
metu , et animo et proposito premeditato et deliberato et consulto agentes ,
obligantes se et omnia eorum et cujuslibet eorum bona presentia et futura
per se et suos, et cujuslibet eorum heredes, fecerunt et quilibet eorum fecit
pacem finem remissionem quietationem et perpetuam concordiam dictis An
tonio filio q. Jacobi de Verona habit. Ferrarie pro garciono in domo inf.
Mag. Fini , et Nicolao de Comeginis de Argenta habitat. etiam Ferrarie et
pictoribus , licet absentibus , et mihi Benedicto notario inf. publice persone
presenti stipul. et recip. nomine et vice dictorum Antonj et Nicolaj et cu
juslibet eorum. De omnibus et singulis et quibuscumque injuriis offensionibus
contumeliis vulneribus verberibus et percussionibus tam cum sanguinis effu
sione, quam sine sanguine, datis illatis dictis factis et perpetratis per dictos
Antonium et Nicolaum in personas dictorum Mag. Maurelij Georgii et Petri,
et maxime per dictum Nicolam in persona et seu in capite dicti Petri pro
pter jactum unius lapidis, et de quocumque insultu impetu et agressura per
dictos Nicolaum et Antonium aspertis factis et cum armis vetitis et ad do
mum etiam habitationis contra dictos M. Maurelium Georgium et Petrum.
Promittentes dicti M. Maurelius Georgius et Petrus obligantes se ut su
pra , sub pena etc. mihi Bened. notario in dicto et inf. publ. p. presente
et ut supra stip. , non offendere nec offendi facere per se vel alterutrum
facto dicto verbo aut opere ipsos Nicolam et Antonium aut alterum eorum
in personas aut in bonis quibuscumque eorum vel alterius eorum quoque
modo ratione vel causa et ex causis sup. et alterius eorum.
--
46
Cessantes et annullantes etc. (segue la formola).
Insuper dictus M. Jounes de Mutina precibus et instantia dictorum M.
Maurelijet Georgij ejus filiorum sponte pure libere etc. (promette di curare
in effetto che non accadano offese).
Insuper etiam Mag. Finus predictus filius q. Dominici de Verona pictor
et civis Ferrarie de contracta S. Salvatoris etc. (si obbliga in solido perchè
Nicola e Antonio non offendano gli altri due).
(seguono tutte le altre formole).
1503.
Domenico Panetti pittore.
È avvenuto non di rado che i biografi de' nostri Artisti hanno do- .
nato a taluni di essi molti anni di vita, mentre molti ne hanno tolto
ad altri ; dal che ne venne una pessima conseguenza, di errare cioè
nei giudizi che si danno sui dipinti, e di far talvolta maestro di un
dato pittore chi forse gli fu scolare, od almeno gli fu condiscepolo, o
soltanto contemporaneo. Cosimo Tura visse molti anni sopra quello
assegnatogli a termine della sua vita; come assai meno di quanto fu
loro assegnato vissero il Dosso e Domenico Panetti.
Di questo ultimo ci racconta il Baruffaldi che nacque in Ferrara
da un Nascimbene circa il 1460 , e finisce col dirci che moriva nel
1530 : ma vedremo che nacque da un Gaspare , e che il suo vivere
non oltrepassò il 1512. Egli prese moglie nel 1503, come dall' istro
mento dotale del 21 Luglio, ai rogiti di Bartolomeo Codegori, e dessa
fu Caterina Marchesi- Honesta domina Bartholomea filia quondam
Magistri Petri Campanarij, et uxor olim Ser Hieronymi de Oratoribus,
habit. Ferrariae in contracta S. Andreae , cum praesentia et consensu
Mag. Antonj, et Mag. Ludovici fratrum de Campanariis, et fratrumdi
ctae dominae etc.; et egregius vir Jacobus filius quondam ser Hieronymi
de Oratoribus etc. , promiserunt Egregio pictori Magistro Dominico filio
quondam Gasparis de Panetis, civi Ferrariae, de contracta Sancti Gre
gorij, praesenti stipulanti etc., et nomine pudicae juvenis dnae Caterinae
ejus Dominici sponsae et uxoris futurae, et neptis dictae dominae Bar
tolomeae , ac filiae quondam Francisci Marchesij dare et solvere libras
ducentas marchesanas etc.
Dissi che Domenico non visse oltre il
47
1512 (1) : infatti , se Caterina era già passata a seconde nozze nel
Febbrajo del 1513, é d'uopo di ritenere assolutamente che fosse già
scorso dalla morte del primo marito un tempo di convenienza. In
ogni modo, è certo che dessa riceve dai parenti del Panetti la resti--
q. ..........
tuzione della dote , a rogito di Federico Jacobelli , del 17 Febbrajo
Præsentibus testibus Mag. Joanne Francisco de Florenis pictore filio
(manca), et Mag. Joanne Francisco pictore
..........
(manca),
filio quondam Francisci etc. In domo habitationis inf. Ludovici Paneti
posita in contracta Sancti Gregorü etc. Providus vir Magister Cæsar a
Vegetibus filius quondam Ser Andrew, civis Ferrariæ, de contracta San
cti Pauli , agens vice et nomine honestæ mulieris Dnæ Caterinæ filiæ
quondam ser Francisci Marchesij et ipsius Magistri Cæsaris uxoris ex
secundis nuptiis , et olim uxoris Magistri Dominici Paneti pictoris , pro
qua promisit de rato etc., absolvit , et liberavit providum virum Magi
strum Ludovicum Panetum callegarium , filium quondam Magistri Ga
sparis, civem ferr. de contracta Sancti Gulielmi, hæredem, et hæreditario
nomine dicti olim magistri Dominici Paneti, ab omni et toto quod dictus
Cæsar consequere possit ab ipso quondam magistro Dominico, et succes
sive ab ipso Magistro Ludovico ejus hærede, mediante persona Joannis
Baptistæ olim filij dicti Mag. Dominici Paneti, tam pro restitutione do
tis , quam pro omni legitima et portione debita ipsa Dnæ Caterinæ in
bonis ipsius olim Jo. Baptiste sui filij ex ipso q. Mag. Dominico.
Dal
quale atto si ricava pure, od almeno deve indursi che Giovanni Bat
tista figlio del pittore fosse premorto al genitore , ovvero al secondo
matrimonio della madre, dacchè non sarebbe stato erede, lui vivente,
lo zio Lodovico. Immediatamente, dopo tale atto di assoluzione, segue
quello della costituzione di dote al secondo marito.
Ma ora io chiederei in qual tempo il Panetti , che vuolsi essere
stato maestro di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, potè cangiare anzi
migliorare i suoi lavori col vedere le opere dello scolaro dopo il ri
torno da Roma? Benvenuto vi fu la prima volta nel 1499, e vi stette
quindici mesi , abbandonando quella città nel 7 Aprile 1500. Poi la
malattia del padre lo chiamava da Mantova a Ferrara , ove lo assisti
per quattro anni sino al cominciare del 1505. Torno alla Città Regina
(1) Nel 1511 fece un Gonfalone per la Compagnia della Morte = a di 5 de
Sept. L. 47. S. 1. M. Domenego Paneto pintore per uno confalone che luj a fato
ola Compagnia nostra dacordo , zoe fato in tela cum una morte da uno lato, et
l'altro una madona etc. =
48
del Mondo nello stesso anno 1505, e vi dimorò per altri due, ripatrian
do nel 1507. Ma se ciò è vero, come poteva conoscervi, ammirarvi e
studiar l' Urbinate, se questi non era chiamato cola se non nel 1508
dal Pontefice Giulio II ? come potevano effettuarsi le amichevoli dimo
strazioni, l'affetto reciproco, e il doloroso distacco dell'uno dall'altro !
Adunque, o non sono veri i fatti esposti dal Baruffaldi, o il Garofalo
stette in Roma per molto maggior tempo, o vi fece ritorno una terza
volta. Ma è certo che, se potè vedere la Cappella Sistina prima del suo
compimento, ciò poteva esser soltanto nel 1511; e quindi, ancorchè fos
se ben tosto ritornato a Ferrara, non potè gran fatto essere ammirato
dal Panetti che moriva nel 1512 , nè questi potè aver tempo suffi
ciente in un anno, o poco più, di darci que' molti lavori, che gli si
attribuiscono fatti dopo il ritorno di Benvenuto. Forse un giorno ver
ranno a scuoprirsi ulteriori documenti , che mettano nella vera luce
ancor questa parte della pittorica nostra istoria.
1512.
Famiglia Benvenuti, e l' Ortolano pittore.
Tutti quelli, che mi precedettero nello scrivere di cose patrie, dis
sero che Pietro Benvenuti fu l'architetto del grandioso nostro Tempio
di san Francesco, e che Giovanni Battista suo nipote fu quel sì esimio
pittore, del quale si conoscono, o per meglio dire al quale si attri
buiscono alcuni pregevolissimi quadri. Ma nelle mie Memorie sul
Tempio succitato provai che ne fu architetto Biagio Rossetti , e nel
l' altr. part. delle Notizie relative a Ferrara ecc. parlai a lungo del
la famiglia dei Benvenuti, cui appartenne Pietro, e feci vedere come
Giovanni fosse suo fratello, anzichè nipote, ed esercitasse l'arte del
muratore : accennai ancora che la famiglia stessa chiamavasi dagli
Ordini, perchè Benvenuto, ed i suoi figli Pietro e Giovanni ebbero
parte nella costruzione del secondo e del terzo dado della torre cam
panaria della nostra Cattedrale ( pag. 539 ). Alla fine di questo arti
colo darò un brano d'albero genealogico di costoro , che forse dal
detto Benvenuto assunsero il cognome, nel mentre che altre famiglie
di egual denominazione già esistevano da lungo tempo ; dal quale
--
49
albero viensi ad escludere che il pittore detto l' Ortolano appartenesse
a quella detta pure dagli Ordini, come sopra.
Venendo poi a questo artista, ebbi a dire come lo stesso Conte
Laderchi nella sua Pittura Ferrarese osasse perfino di esprimersi
colle seguenti parole- io sarei stato mille volte tentato a supporre
che non avesse esistito se non di nome- specialmente in causa della
varietà di stile delle diverse opere , che a lui vengono attribuite. Nè
meno dubbioso fui sempre io stesso sino ad ora, parendomi di potere
in pari tempo far autore de' quadri più belli, come quello dell' ado
razione del bambino in S. Francesco, ed i tre piccoli appesi al muro
del cappellone detto di San Lorenzo o del Crocifisso nella Cattedrale,
l' altro celebre pittore Benvenuto Tisi da Garofalo , giudicandoli dei
primi ma non meno belli suoi lavori. E tanto più mi afforzava in que
sta credenza , in causa ch' io non erami giammai incontrato in do
cumento alcuno, che lo riguardasse, nel mentre che di quasi tutti gli
altri artisti ferraresi, o che qui lavorarono in pittura, ebbi a rinvenire
qualche atto, ancorchè soltanto di testimonianza. Se non che io non
potea porre in mala fede il nostro Baruffaldi, che nella vita dell' Or
tolano ci accenna due documenti; il primo è il libro di ricordi
ov' era scritto
Studio di me Zoane Bapta de Benvegni fatto in Bo
logna suxo le dipinture del Bagnac. e del Sangio da Urbino a li anni
MD.VII et MD.VIII
ma di questo avrei potuto passarmi col suppor
re un equivoco, cioè, che invece delle parole di me, fossevi scritto di
messer in abbreviatura, non essendo facile che veramente vi si dicesse
di me in un'epoca in cui, a senso delle rimanenti parole, avrebbe do
vuto dire de mi. Non cosi era del secondo documento, trattandosi di
lettera dello stesso Giambattista , che il Baruffaldi asserisce colle pa--
role
da me veduta.- Aggiungasi che, sebbene il ch. March. Giu
seppe Campori, nel lungo e pazientissimo suo esame dei libri di Spese
Ducali nell' Archivio Palatino già Estense in Modena , mi assicurasse
non essersi mai avvenuto in quel nome, ma solo in un Benvenuto pittore,
che potrebb' essere il Garofalo, mi soggiungevaperaltro che nel 1588
eravi menzione di un restauro di una Madonna dell' Ortolano , fatto
da Sebastiano Filippi , di modo che potevasene indurre come un ri
cordo fatto nello stesso secolo fosse da apprezzarsi per ritener vera
la esistenza di quel pittore. Infatti , mi occorse opportunamente di
trovare tre rogiti, l'uno del 1512, altro del 1520, ed altro del 1524;
col primo dei quali viene a cadere quanto fu detto dal Laderchi , e
--
50
ripetuto da Giuseppe Boschini nelle sue erudite Note al Baruffaldi
( Tom. I, pag. 168 ), che quegli anni del libro dei ricordi debba
no essere MDXII e MDXIII, perchè vedremo che del 1512 Giovanni
Battista era certamente in Ferrara ; per cui di sempre maggior inte
resse viene a riescirci la notizia.
Procura Joannis Petri de Ferrarüs
Sartoris de Sancto Martino Diocesis Regiensis in personam Joannis Ber
nardi de Ferrariüs
In Christi nomine amen etc. anno 1520, Indit. 8.ª
die 15 Octobris; Ferrariæ in cont. S. Leonardi, in domo Lodovici Bon
signore cognominato ab Anguillis, in atrio dictæ domus etc. præsentibus
testibus vocatis etc. nobilibus viris dno Marco bruno ll. (legum) Stu
dente fq. Francisci ab Anguillis ; Petro Maria ab Anguillis filio S. Si
gismundi notarij ; et Magistro Joanne baptista pictore filio quondam
Francisci de benevenuto ; omnibus de dicta cont. S. Leonardi etc. Ego
Ludovicus Bonsignore alias ab Anguillis notarius etc.
Gli altri due
rogiti del notajo Giambattista Del Pozzo riguardano la persona e la
famiglia del pittore: quello del 1512 è un atto col quale Gio. Battista
dimorante allora nella contrada di San Romano presente e stipulante
per se, e pe' suoi fratelli Paolo e Benedetto, dà in parte la dote a sua
sorella Giacoma, che sposa un Matteo del fu Jacobo de' Zanchi frut
tajuolo ; e qui si vede che Gio. Battista era già maggiore degli anni
venticinque, avendo stipulato senza curatore, ed anche a nome de' suoi
fratelli, uno de' quali, cioè Paolo , divenne sacerdote , e l'altro , cioè
Benedetto , fu calzolajo- 1524 14 Julij.- Absolutio pro Magistro
Joanne baptista de Benevenuto, et fratribus a Matthæo de Zanchis.
Ferrariæ etc. testibus etc. Mag. Matthæus fq. Jacobi de Zanchis fructa--
rolus et civis Ferrariæ etc. obligando se etc. liberavit finivit et quietavit
Egregium virum Magistrum Joannem Baptistam filium quondam Fran
cisci Benevenuto de contracta buccæchanalium, præsentem stipulantem
et recipientem pro se , et nomine et vice venerabilis viri dni Pauli , et
Mag. Benedicti sutoris ejus fratrum , a dote honestæ mulieris dnæ Ja
cobæ suæ uxoris, et dictorum fratrum de Benevenuto sororis de anno
domini 1512 pro parte sibi Matthæo data , et pro certo residuo pro
missa , tam in denariis contantis , quam in bonis mobilibus , ex Instr.
rogato per olim d. Franciscum Gilinum die 2 mensis Novembris
del
quale atto ho già or ora dato conto. Rimarrebbe soltanto a sapersi
come fosse dato al Benvenuti il soprannome di Ortolano ; probabil
mente dal mestiere paterno , dacchè il fratello era calzolajo , ed il
cognato era fruttajuolo.
Pietro
1
da
da
atto
come
suo
figlio
celebrato
a
di
29
Dal
nel
Orfeo
rogito
1458
Vescovo
Marzo
Benvenuto
Battista
,
Capo
che
Mastro
lavoro
Muratore
e
il
con
,nel
padre
dopo
Campanile
m
1.
Lucia
....
1
|
Caterina
Teofilo
..
,
2.
fu
nel
Zanino
Bernardina
1465
Caprili
Antonia
m
m
m
Zacheto
de
'
Zechini
ode
'Capuzzi
Giovanna
Campi
per
dagli
al
Ordini
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lavorato
secondo
.
o
al
del
terzo
dado
ordine
della
Campanile
Cattedrale
il
ne
suo
Forse
nome
venne
nella
cognome
Benvenuti
famiglia
1
m
!
Pietro
Margarita
m
Giacomo
e
del
Ducale
Architetto
Comune
Coracina
Montacchiesi
Lodovica
m Sacrati
Elisabetta
m
Romano
Francesco
20
nel
di
anni
1519
Margarita
19
nel
testò
1330
a
.
di
rog
Deodato
Bellaja
.
.
Gio
Domenico
Franc
Burcolini
Grandi
Isabella
S.
monaca
Guglielmo
1º
letto
Francesco
m
.
fu
Gio
Lodovica
Della
Cabianca
.
4
che
nel
testo
Febbr
1509 arog
.di
Federico
Jacobelli
Violante
S.
monaca
Guglielmo
Alberto
fu
Aromatario
m
nel
1527
reale
famiglia dei Benvenuti detti dagli Ordini.
Daró fino all' Articolo col promesso albero genealogico dell' altra
1º
nel
testo
1529.
Maggio
.
a
di
rog
Bellaja
e
Ducale
Farmacista
di
Fr.
Anna
Campi
Anton
Francesco
di
Valletto
Camera
51
52
1519.
Casa e Testamento di Lodovico Mazzolini pittore.
Io non credo che Mazzolino potess' essere chiamato Malino sia
per vezzo diminutivo , sia per errore di stampa ; nè che fosse vera
mente di cognome Mazzoli. Suo padre bensi ebbe nome Giovanni, e
poteva benissimo esercitar l'arte del bastarolo , ma non potrò mai
persuadermi che sia della stessa famiglia, che un po' più tardi ci diede
l'altro non men valente pittore Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo.
E se l' Ab. Cesare Cittadella mio prozio disse di averne fatta la sco
perta, e se la tavoletta nella Galleria Costabiliana dice Lodovico Mazoli
1511 , risponderò che il primo tacque le fonti donde attinse , nè sa
rebbe il solo questo suo equivoco, e che riguardo al quadretto , può
essere una di quelle frequenti abbreviazioni , che si veggono tuttodi
sulle pitture non solo , ma su moltissime scritture antiche. Famiglie
del cognome Mazzolini ebbi a vederne scritte in molti atti notarili, e
ben prima del nostro pittore, una delle quali anteriormente chiamavasi
de' Lanternoni ; come trovai eziandio una famiglia Malini, apparendo
questa da un rogito di Nicolò Savonarola del di 11 Gennajo 1562 ,
col quale Antonio de' Casiglieri riceve la dote di Giacoma sua moglie
e figlia di Gian Domenico de' Malini Veronese. Vedremo poi che Lo
dovico non moriva nel 1540, ma fra il 1528 ed il 1530, e più pro
babilmente in detto primo anno 1528, anno di pestilenza (1), e come
non fosse sepolto in S. Spirito, ma nel Cimiterodi San Gregorio , e
come anzichè lasciare dopo di sè numerosa serie di figli in tenera età
( Baruffaldi, Pittori, To. I, pag. 120), non ebbe od almeno non avea,
morendo, se non due figliuole.
Con istromento del 22 Novembre 1519, a rogito di Alberghetto
Lucenti , compra una casa nella parrocchia di San Gregorio , che fa
angolo sulle due vie del Cammello e del Carmellino , o meglio della
Tromba , marcata poi col civico N. 3400, ed avente ' ingresso sulla
seconda di dette vie, di pertinenza ora de' signori fratelli Minguzzi.
(1) Negli altri due esemplari delle vite dei pittori, il Baruffaldi avea segnata la
morte del Mazzolino all' anno 1530 ; il che si accostava più alla verità.
--
53
Ferrariæ etc. Ser Luchinus de Curte ete. vendidit provido, viro Magistro
Ludovico Mazolino filio quondam
.........
(di Giovanni, come vedremo)
civi et pictori ferrariensi, de contracta S. Gregorij , præsenti etc. dimi
diam pro indiviso unius domi etc. cum curtili , et cum domuncula a
parte posteriori dicti curtilis , positam Ferrariæ in prædicta contracta,
juxta ambobus capitibus et uno latere vias publicas , alio latere Illm
Dominum Ducem pro quodam granario nuncupato el granaro de San
Gregoro , pro parte, et pro parte hæredes quondam Alexandri Areo
sti etc.
e ciò per L. 500, concedendogli ad uso l'altra metà, che
poi lo stesso Mazzolini acquista pagandone lo prezzo, e ricevendone
le assoluzioni dal detto Da Corte ai rogiti dello stesso Lucenti nel 6
Aprile 1521, e nel 12 Maggio 1522.- La domuncula sussiste ancora,
ma non è della stessa proprietà della casa ; come tuttora sussiste il
granajo , che conserva l'antica sua forma esterna rimontante forse
alla fine del secolo XIV (1).
Lodovico avea preso moglie , impalmandosi a Giovanna figlia di
Bartolomeo da Venezia pittore, e conseguendo una dote di Lire 250 m.,
delle quali dovette riceverne solo una parte ; dacchè n' ebbe il com
pimento soltanto nel 21 Novembre 1521 a rogito di Giovanni Pal
mieri--
Dos dominae Joannae uxoris Magistri Lodovici Mazulini
Ferrariae in domo inf. Magistri Bartholomej pictoris, posita in contracta
S. M. de Bucho, praesentibus etc. Providus vir Mag. Lodovicus Mazu
linus pictor, fq. Mag. Joannis, civis Ferr. de cont. S. Gregorij, sponte,
et ad instantiam et requisitionem providi viri Mag. Bartholomej de Ve
netiis fq. Mag. Filippi pictoris (2), et civis Ferrariae, de cont. S. M. de
Bucho, praesentis et recipientis pro se et vice nomine honestae mulieris
dnae Joannae filiae ipsius Mag. Bartholomej uxoris copulatae praedicti
Magistri Ludovici confessus fuisse ab eodem M. Barthol. habuisse, et re
cepisse in dotes et pro dote et nomine dotis praed. d. Ioannae tempore
contracti matrimonij inter eos L. 187 et solidos octo m. in totis bonis
mobilibus tunc per comunes amicos extimatis, habito respectu quod tota
(1) Vuolsi che vi abitasse Stella de' Tolomei dall' Assassino , che fu madre di
Leonello e di Borso d' Este; ma se ben vi si guardi, mostra tuttora di essere stata
fatta la detta fabbrica per l'uso che le diede il nome,cioè di caneva, e di granajo.
(2) Di Filippo seniore, Bartolomco (detto Riverenza) e Filippo juniore, si ragiona
a parte in altro articolo, in cui vedremo ch'era di cognome Vacchi, e quindi di tal
cognome anche Giovanna moglie del pittore Mazzolino ( Vedi Di alcuni pillori ecc.
in verbo Venezia (da) Bartolomeo ecc.
5
Ludovici Mazzolini pictoris
54
ipsa dos in totum esse debeat in et de L. 250 m.- Sovraggiunto poi
l'anno 1528 , in cui Ferrara venne infestata dalla pestilenza , ne fu
sorpreso anche Ludovico, il perchè fece il suo testamento nel 27 Set
tembre negli alti di Giambattista Dal Pozzo
quod considerans providus vir Magi
ster Ludovicus filius quond. Magistri Joannis de Mazzolinis pictor , et
civis Ferrariæ , de contracta Sancti Gregorij , sanus Dei gratia mente
sensu et intellectu , sed tamen infirmus peste, timens mortis periculum,
..........
Testamentum Magistri
nollensque intestatus decedere, sed testari volens etc.- si lascia sepolto
nel Cimitero di San Gregorio; vuole che una persona di onesta vita
e fama vada a visitare in ogni Mercoledi per un anno la Chiesa di
San Lorenzo ( disposizione consueta in quel secolo per tutti coloro
che ne aveano i mezzi ); che gli si dicano dieci messe da morto; fa
suoi commissarj Cristoforo dall'Assassino, Giacobo del Bailo, e Fran
cesco figlio di Ventura Mazzolini suo fratello ; lascia Lire 300 per
0
eiascuna alle due figlie Claudia e Cornelia, cioé ducento in denari, e
cento in beni mobili; usufruttuaria la moglie Giovanna; eredi le dette
sue figlie, indi Ventura e Nicolò suoi fratelli. Fra i testimonj appari
scono M. Bartolomeo fu Lorenzo Tristani Muratore ( ed Architetto ),
e Maestro Francesco del fu Tommaso Borsetti pittore.
Non saprei dire se Lodovico morisse di peste , o vi sopravivesse,
come accadde anche dei fratelli Aurelio e Lodovico Lombardi ( Vedi
Famiglia dei Lombardi scultori); ma è certo che nel Decembre del
1530 gia era defunto, perchè ciò risulta dall'Istromento dotale di sua
figlia Claudia , stipulato in atti del Dal Pozzo già nominato , del 22
di detto mese ed anno- Pars dotis dominæ Claudiæ filiæ quondam
Magistri Lodovici Mazolini pictoris- Magister Baptista filius quon
dam Leonelli de Sbarbaleis Callegarius , et civis Ferrariæ de contracta
Sancti Andreæ, sponte etc. confessus est, et bene in concordia cum ho
nesta juvene dna Claudia filia quondam Magistri Ludovici Mazzolini
olim pictoris, et civis Ferrariæ, de contracta S. Gregorij, ejus nuru, et
uxore Magistri Juliani ejus Magistri Baptistæ filij, præsentis etc. se ha
buisse libras tercentas marchesanas in denarijs contantis etc.
Della
quale Claudia trovasi menzione anche nel 1545, in cui fa essa un' asso
luzione, coll' assistenza di M.º Ventura suo zio. Che Ludovico, al ri
cevere il compimento della dote nel 1521 fosse già ammogliato,lo si
vede dalle parole honestæ mulieris invece di honestæ juvenis ; uxoris
copulatæ, invece di uxoris futura; e dalle altre tempore contracti ma
--
55
trimonii; ma è da osservarsi come già dovess'essere marito da molti
anni, perchè la figlia Claudia non avrebbe potuto sposare lo Sbarba
glia nel 1530, quando Lodovico suo padre non avesse contratto ma
trimonio almeno sette od otto anni prima del 1521 ; a meno che
non avesse convissuto con Giovanna prima di sposarla (1).
Guirino
1
Fra Antonio
testò nel 1499
perentrare inRelig.
Maestro Giovanni
Lodovico pittore
m
Giovanna del pittore Bartol.
(Vacchi) daVenezia
|
Claudia
m
Giuliano Sbarbaglia
Cornelia
1523.
|
Riccardo
detto Ventura
cittadino bolognese
eferrarese
Francesco
Nicolò
Famiglia dei pittori Filippi, e Sebastiano Gradella pittore.
Sino dal 1853 comprovai, con un mio scritto dato alle stampe ,
che Sebastiano Filippi, e Sebastiano Gradella, pittori ambidue, furono
due diverse persone, e di diversa famiglia. Infatti, Sebastiano Filippi,
figlio del pittore Camillo , e fratello del pittore Cesare , mori nel 23
Agosto 1602, come si ha dal pubblico Necrologio; e Sebastiano Gra
della era già morto nell' anno 1567, in cui Elisabetta, vedova di lui,
domanda esenzione di tasse , avendo quattro figli , tre de' quali alla
(1) Giovanna madre di Claudia, vedova di Lodovico Mazzolino, avea sposato Bat
tista Sharbaglia padre di Giuliano marito di Claudia Mazzolini sopraddetta, come si
vede da atto citato all' articolo di cui alla precedente nota.
--
56
morte del padre erano piccole figliole. Che poi al Filippi fosse dato il
soprannome di Gradella per avere portato a Ferrara la prima volta
quest' uso di graticolare, come dice il Baruffaldi, è cosa molto dubbia;
ed oserei invece di sospettare che il Baruffaldi suddetto ( primo ad
applicare al Bastianino quel soprannome ), lo chiamasse in tal modo
per non avere conosciuto ch' eravi stato altro pittore Sebastiano , e
per lungo tempo contemporaneo, di cognome Gradella : e tanto più
lo credo, non solo perchè ritiensi che il primo ad usare la graticola
sia stato il Parmigianino , ma bensì ancora in ispecial modo per la
ragione seguente. Baruffaldi ci racconta che trovò nel Libro A della
Società della Morte a pag. 106 avere Sebastiano Filippi dipinto nel
1554 un Gonfalone , ed esservi annotato con ambedue li cognomi :
ma ciò non è vero. Il massaro scrisse
Et de haver lire cinquanta
per altrettanti pagati a M. Bastian Gradella di Filipi pictore etc.-,
e poi cancellò la parola Gradella. Viveano allora e questo pittore ,
ed il Filippi, ambidue dello stesso nome, e quel massaro, avendo er
rato , corresse l'errore con quella cancellazione , e lasciò il Filipi.
Cadrebbe adunque tutto l'edificio della supposizione Baruffaldiana (1).
E non lascierò di aggiungere che il Gradella fece pur egli un altro
Gonfalone per la stessa Compagnia, della quale fu Sotto-Ministro ,
nel 1557 , cioè tre anni dopo di quello di Bastianino ; eppure nelle
partite non vi ha certo il cognome Filippi- Ea di 9 Ottobre
Livere oto a M. Bastian Gradela per parte de pagamento de uno con--
falon che depinze per bisogno de la Compagnia- Ea di 10 dito ,
livere ondese a M. Bastian Gradela per litero (l'intiero) pagamento de
confalon che depinze etc. (Libri Amministrativi della Compagnia).
Dunque ben distinte furono queste partite , l'una del Filippi , e le
altre del Gradella : Bastianino poi fece un terzo gonfalone nel 1600,
e dipinse la Pietà nel paliotto ( Libri cit. ).
Camillo Filippi fu figlio di altro Sebastiano ( e forse da ciò il di
minutivo di Bastianino al di lui figlio ) parimenti pittore , e prove
niente da Lendinara, come apparisce dalla testimonianza fatta ad un
rogito del 19 Decembre 1523 di Battista Saracca, riportato in quelli di
(1) Forse fu la contemporaneità di questi due pittori che fece distinguere il Fi
lippi , chiamandolo M. Bastianin de M. Filippo, come apparisce da memoria nei
Libri della Morte, avendo egli stimato alcuni disegni di chiaroscuro pei quadri della
passione nel sepolcro, che annualmente si rappresentava.
--
57
Gio. M. Calciolari- præsentibus testibus Camillo filio quondam Magistri
Sebastiani de Lendinaria-; e che fosse pittore, lo abbiamo da altro
rogito di Galeazzo Schivazappa del di 11 Gennajo 1530, nel quale
anno Camillo si ammoglia con Lucrezia Mozanega- Petrus Martyr
fq. Mag. Ludovici Facie olim barbitonsoris, pennaccherius, etc.
riceve
la dote di Lucrezia del fu M. Francesco Mozanega già cuoco del
Cardinal Estense, nel mentre che la riceve per Ludovica di lei sorella
Maestro Camillo pittore figlio del fu Sebastiano pittore , di Lendinara
nel Polesine di Rovigo ; dote consistente in fondi nel territorio di
Trecenta presso Bagnolo (in Traspadana). Che poi costoro fossero dei
Filippi, lo dice altro atto di Pietro Bettini del 29 Settembre 1531
Dna Ludovica filia quondam et hæres pro tertia parte Mag. Francisci
Mozanegæ , de cont. S. M. a Vado, consignavit Magistro Camillo filio
q. Sebastiani de Philippis pictori, de cont. S. M. a Vado, ejus marito,
millo
ibi præsenti etc. pro dote etc.- Dunque il pittore Sebastiano Filippi,
che chiameremo Seniore , non puossi confondere col Juniore , dac
chè il primo era già morto nel 1523 , mentre il secondo nasceva
dopo il 1530. Nell' anno 1553 , a rogiti di Maurelio Taurini del 7
Settembre , un Girolamo Ambrosoni fu Gaspare , alias dal Sapone
( perchè ne fu per lungo tempo il fabbricatore ) dona al nostro Ca
dimidiam partem fossati existentis in Villa Vigarani a latere
Manardi, in confine juxta bona ibi posita Mag. Camilli-, e quindi
i Filippi possedevano anche in detto luogo. Fratello a Camillo fu
Don Girolamo, come da atto di Bernardino de Lezulo del 17 Decembre
Venerabilis d. hieronymus filius quon
dam Magistri Sebastiani pictoris de Lendenaria , Capellanus ecclesiæ
1528, al quale fu testimonio
Sancti Apollinaris-, con che viene confermata la qualifica di pittore
anche in Sebastiano il vecchio.
Ora torniamo ai Gradella, del cui cognome vi furono famiglie in
Ferrara sino dal secolo XIV, come n'ebbero il soprannome alcune
altre, fra le quali troviamo al 1548, un Magister Joannes Petrus dictus
a gratellis , filius quondam Zanini de Bertellis , sutor , et civis Ferra
riæ etc.- Sappiasi adunque che un Bartolomeo dalle Gradelle testò
nel 12 Agosto 1555, lasciando erede il figlio Sebastiano (rogito di Lo
renzo Tristani), con usufrutto alla moglie Pasqua del fu Polo ( Paolo)
Cavazza ; e Sebastiano testo nel 1565 ( atto dello stesso Tristani ,
del 16 Ottobre )- Considerans prudens vir Magister Sebastianus fi
lius quondam Magistri Bartholomej aGradellis, pictor, et civis Ferrariæ,
--
et naturalem etc.
58
de contracta policini S. Antonij etc. reliquit Elisabetæ ejus testatoris
uxori etc. Item reliquit Cleopatræ , Sofonisbæ , et Mariæ denominatæ
Victoriæ , ejus testatoris filiabus, libras quadringentas pro qualibet etc.
suum hæredem Universalem etc. fecit Protogenum ejus filium legitimum
mentre poi nel 21 Ottobre , cioè cinque giorni
dopo , si viene al conferimento della eredità. Dunque abbiamo le
prove, non solo che Sebastiano era morto nel 1567, ma bensi ancora
che mori precisamente nel 1565 ; e troviamo quella Elisabetta sua
moglie , che dicemmo avere nel 1567 domandata la esenzione delle
tasse ; come rileviamo essere la verità che avesse quattro figli , tre
de' quali erano femmine.
Quindi è pienamente comprovato che Sebastiano Filippi , e Seba
stiano Gradella, pittori per qualche tempo contemporanei, furono due
diverse persone, e che il Filippi non ebbe il soprannome di Gradella
se non per un errore del Baruffaldi, che fu il primo ad applicarglielo.
Filippi Sebastiano da Lendinara pittore
Don Girolamo
Cappellano di S. Apollinare
Camillo da Lendinara pittore
m
Ludovica Mozanega
Sebastiano pittore
Cesare pillore
Gradella Bartolomeo
m
Pasqua Cavazza
1
Sebastiano pittore
m
Elisabetta
|
1
Protogeno
Cleopatra
.......
Sofonisba
Maria
detta Vittoria
--
59
1524.
Famiglia dei pittori Sellari, o da Carpi.
La vera patria ed il vero cognome del ferrarese pittore del se
colo XVI Girolamo da Carpi , che vuolsi scolaro di Benvenuto Tisi
da Garofalo, furono sino ad ora oggetto di controversia fra gli scrit
tori. Nell'altr. part. Notizie di Ferrara ecc. ( pag. 592 ), esclusi ch'e
gli appartenesse alla nob. famiglia dei Conti Carpi di Ferrara, provai
che Girolamo fu figlio di Tommaso da Carpi pur esso pittore , e ri
dussi la questione al punto da essere sciolta , quando si fosse cono
sciuta la paternità di Tommaso ; chè ove suo padre fosse stato un
Pietro Angelo, addiveniva certezza la credenza di taluni che la fami
glia di questi pittori fosse dei Sellari da Carpi. Ora, i nuovi documenti
ch' io trovai ci assicurano appunto di questo cognome (1). Infatti ,
un rogito di Battista Dal Pozzo del 12 Marzo 1524 ci dice- Egr.
vir S. Hieronymus Scalabrinus etc. quietavit egregium virum Magistrum
Thomam filium q. Angeli de Carpo pictorem et civem Ferrariæ , de
cont. S. Romani
一.
Che se qui non troviamo che la paternità di
Tommaso , il cognome lo abbiamo , con altre particolarità della sua
famiglia, da un altro rogito, che alla fine di questo articolo riporterò
per intiero, donde risulta ch' ei fu veramente de' Sellaj. E con siffatta
testimonianza viene a cadere quanto credettero, sulle parole del Lanzi
(che riportarono) gli annotatori del Vasari alla edizione del Le-Mon
nier, tanto benemeriti per altro della storia delle Belle Arti , ma che
(1) Un Jacopo Sellaro da Cento fu poeta bernesco , e dal Tiraboschi ( Vol. VII,
pag. 1208) posto al parodel Martelli, dell'Aretino, e del Dolce, ma dichiarato di patria
bolognese. Ciò per altro dev'essere errore , dacchè egli stesso si dice da Cento nel
suo Autografo di alcune Satire e Sonetti , esistente nella Biblioteca Imper. di Parigi
(Codici illustrati dall' Ab. Marsand , N. 8143 al vol. II, pag. 230). Le sue rime si
trovano stampate in molte raccolte poetiche , fra cui la satira citata nel Marsand
succitato, che è riportata dal Fantuzzi ( Scrittori bolognesi, to. II, pag. 385). Questo
autore dichiara che il dire il Sellaro ( ch'ei crede Sellajo di mestiere ) da Cento è
uno sbaglio , da che doveasi dire bolognese : ma s'egli stesso ce ne dice la sua
patria , chi erra , l'autore o il biografo ? ai lettori la facile sentenza. Notisi ancora
che Jacopo fu ascritto all' Accademia degli Elevati che tenevasi in Ferrara nell'a
bitazione del celebre Alberto Lollio.
--
Το. ΧΙ) .
60
in mancanza di atti autentici non poteano essi pure se non fondarsi,
benchè meglio e più giudiziosamente di tutti gli altri , sulle indu
zioni , e sui precedenti scritti. Dissero essi ( Nota 5 , pag. 231 ,
Si è dibattuto se Girolamo si avesse a dire da Carpi ,
come fa il Vasari , o de' Carpi, come fa il Superbi. Questioni inutili,
dopo che il Vasari suo amico nol disse Carpigiano , ma di Ferrara ;
ed il Giraldi , nella edizione della sua Orbecche ( 1554) premise che
il pittore della scena fu Messer Girolamo Carpi da Ferrara-
E
questo brano fa testimonianza che Girolamo era ferrarese ; nè qui
punto mi oppongo , sebbene il Canani contemporaneo di lui , nella
prefazione al suo libretto sui Muscoli, le cui figure furono disegnate
dallo stesso Girolamo, chiaramente dica per Hieronymum Carpensem.
Ma gli annotatori stessi poi soggiungono « ch' ei fosse di cognome
Carpi, è confermato dai documenti » ed è ciò di che sempre dubitai,
e dubitai giustamente , come oggi é provato. Non è poi vero affatto
che suo padre Tommaso ( To. XI. pag. 232) fosse pittore di scu
deria , adoperato in bottega a dipignere forzieri , scabelli , cornicioni ,
ed altri siffatti lavori di dozzina. Potrei dire che nei secoli XV e XVI
anche valenti figuristi dipingeano carrozze, come fecero pure i fratelli
Dossi, e inverniciavano scabelli e forzieri un Bonaccioli Gabriele, ed
un Fiorini , i quali avevano dipinte figure l'uno nella cattedrale ,
l'altro negli archi trionfali per venute di Sovrani , raffigurandovi
trionfi con simboli e figure ; ma, limitandomi al particolare di Tom
maso da Carpi , dirò ch'egli , oltre a' fregi intercalati di putti e di
sirene , dipinse le mezze figure de' Santi nelle vele delle due navate
laterali in San Francesco ( come dissi nelle mie Memorie storiche ecc.
di quel Tempio ), ed altre simili in una gran sala del Monastero di
Sant' Antonio Abate in Polesine, pitture ch' esistono ancora; di modo
che non è a farsi caso seTommaso succitato trovavasi fra gli stipen
diati di Lucrezia Borgia, come da note originali da me vedute. Anche
nel 1529 troviamo confermata la notizia del cognome in altro rogito
del nominato Dal Pozzo, in data del 20 Agosto.- Dos dom. Fran
ciscæ uxoris Mag. Francis. Colombi , et nunc uxoris Fr. Galli ; etc.
In Christi etc. præsentibus testibus Dno Antonio de Turi Luxitano et
medico in præs. Illmæ dnæ Ducissæ etc. Honesta mulier Dna Franci
sca filia quondam Magistri Petri Angeli de Selariis de Carpo , et olim
usufructuaria et pro parte quondam domine Malgaritæ olim filiæ suæ,
et olim Francisci Colombi , ex ultimo suo testamento etc. agens cum
--
61
præsentia et consensu egregi viri Magistri Thomæ filii q. Petri Angeli
de Sellaris de Carpo sui fratris et pictoris , ac civis Ferrariæ de con
tracta S. Romani , majoris annis 25 etc. titulo dotis etc. consignavit in
dotem et pro dote sua egregio viro Francisco filio q. Jacobi Galli, de
Padua, ejus marito ex secundo Matrimonio, præsenti etc. unam domum
in contracta sancti Vitalis etc.
Ora sappiamo che Pietro Angelo
Sellarj da Carpi fu padre al pittore Tommaso, e sappiamo che questi
fu padre al pittore Girolamo ; sappiamo che Tommaso si stabili a
Ferrara , ove pare che avesse la sua prole ; conosciamo ancora ( da
quanto dissi nell' altr. part. a pagina 593 ) che Girolamo da sua
moglie Caterina Amatori ebbe nel 1539 un figlio , cui impose nome
Giulio, e nel 1543 un altro che nominò Annibale; ma non sapevamo
che ambidue poi seguitassero l'arte del padre e dell' avo ; sebbene
ci era noto che un Annibale da Carpi ( senza conoscere di quale
provenienza ) dipinse la vecchia facciata dell' Oratorio denominato
della Scala a San Francesco. Un Alessandro Carpi è pure notato fra
gli allievi del Costa , ma per questa sua scuola appunto non potrà
dirsi altro figlio di Girolamo, il quale si ammogliava nel 1538, cioè
tre anni dopo la morte del celebre Lorenzo.
Di Giulio trovai per quattro volte memoria, la prima nei rogiti di
Lodovico Tasselli , al 24 Ottobre 1561, in cui si dice
Constitutus
ser Julius filius quondam Joannis Hieronymi de Carpo pictoris , minor
an. 25-major tamen 14, creavit suum procuratorem Christoforum
Morellum etc.
e ciò colla facoltà del Giudice per essere minoren
ne ; dal quale atto vediamo che suo padre chiamossi anche Giovan
Girolamo , che del 1561 era già morto , e che suo figlio era mino
renne. Le altre tre volte, nei rogiti di Girolamo Bonsignore: la prima
in uno del 5 Ottobre 1565 , in cui egli dà la dote a sua sorella
Maddalena
Honesta dna Maria q. D. Petri Capellini mater Petri
Valentini q. Mag. Antonij gypsarii , ed ad instantiam Magistri Julij
quondam Magistri Hieronymi de Carpo pictoris , et civis Ferrariæ , et
pro dna Magdalena ejus sorore, uxore prædicti Petri ( Valentini ) etc.
confessa etc. se habuisse pro dote bona mobilia inf. valoris L. 146. 71
figlio
ab eo M. Julio etc.-: la seconda memoria è del 5 Febbrajo 1569
riguardante una vendita di diretto dominio ; col quale atto , ove si
avesse potuto dubitare che nel precedente la parola pictoris apparte
nesse al Hieronymi anzichè al Julij , si viene in chiaro dell' arte del
Ferrariæ etc. Præstans Magister Julius filius quondam Magi
62
stri Hieronymi de Carpo pictor, et civis Ferrariæ de cont. S. Gulielmi,
vendidit etc. tantam partem directi dominü bonorum sitorum in Villa
salvadonicæ ; etc.
il che poi viene maggiormente confermato dalla
terza memoria , del 16 Gennajo 1571 , dove si dice
Providus vir
Magister Julius pictor filius quondam Hieronymi de Carpo pictoris, civis
Ferrariæ, et habitator in civitate Mantuæ etc.-; dal quale atto ve
diamo che allora abitava in Mantova, come altresi vi sta espresso che
sua moglie era Anna figlia di Francesco Morari Callegaro. Venendo
ad Annibale , eccoci ad un rogito di Girolamo Cremona Terzani del
17 Febbrajo 1564 , col quale una Barbara del fu Bartolomeo detto
Macrin del Ferro fa il suo testamento, fra i cui testimonij comparisce
un Magister Annibal filius quondam Hieronymi de Carpo, pictor, mentre
poi in altro atto del Notajo Bonsignore precitato, in data 29 Maggio
1570, si dice
Honesta dna Magdalena filia quondam d. Hieronymi
de Carpo pictoris , et uxor Petri Valentini , civis Ferrariæ, minor an
nis 25 major 20 constituta etc.--
e viene assistita per contratto
de bonis acquisitis per d. Andream Furlanum a Magistro Hannibale
ejus dominæ fratre etc.
E finalmente , altri rogiti di Ettore Ri
naldi, del 26 Settembre 1579, e del 17 Maggio 1580, ci dicono An
nibale pittore del fu Girolamo da Carpi,- habitator in plateis novis.
Dopo si bella scoperta del vero cognome dei pittori Tommaso ,
Girolamo , Giulio e Annibale da Carpi , chi mai direbbe che pur
qualche cosa rimanesse a desiderare? Ma è così ; ed alcuni altri ro
giti vengono ad intorbidarci la nostra soddisfazione. Un rogito di
Girolamo Bonsignore, del 21 Ottobre 1569 , ci dice
Ferrariæ etc.
Domina Anna uxor et procuratrix præstantis Viri Magistri Julij pictoris
quondam Hieronymi de Livizanis alias de Carpo , civis Ferrariæ ad
hæc specialiter constituta ex Instromento mandati rogato per D. Clau
dium de Nigris de Guastalla, notarium , die tertio præsentis mensis ,
tenoris seq. etc. In Christi nomine etc. M. Julius filius hieronymi de
Livizanis de Carpo habitator terræ Guastallæ etc. ordinavit suam pro
curatricem D. Annam de Morariis ejus Magistri Julij uxorem absen
tem, tamquam præsentem etc.- Ora, Giulio da Carpi pittore , figlio
di Girolamo , che troviamo a Guastalla , e che nel rogito del 1571
vedemmo a Mantova, non è chiamato de' Sellariüs , ma de Livizanis ;
e per far vedere che anche i suoi avi avevano lo stesso cognome ,
osserveremo un rogito di Adeodato Bellaja , in data del 29 Ottobre
1528 , col quale un Girolamo de Galeriis costituisce suo procuratore
--
63
providum virum Magistrum Thomam de Livizano pictorem , filium q.
Michaelis Angeli de Livizano de Mutina ( è detto Michelangelo , invece
di Pietro Angelo), non senza osservare che fra i testimonii del rogito
stesso eravi hieronymus filius Magistri Thomæ de Livizzano. Le quali
cose ci vengono confermate da un altro atto notarile, con cui Tom
maso ritira la dote della defunta sua figlia Taddea già vedova di un
Luca Valhomorata , che avea sposato nel 1525. Ora , come sarebbe
credibile che ad una stessa epoca e della stessa professione vi fos
sero stati un Giulio pittore figlio di un Girolamo pittore , figlio
questo di Tommaso pittore , e Tommaso figlio di un Pietro Angelo
( per errore detto Michelangelo ) e tutti di Modena, e tutti chiamati
da Carpi ? Bisogna indurne con tutto fondamento che i Livizzani
alias de Carpo pittori non sieno che gli stessi Sellari pittori alias de
Carpo ; tanto più che vediamo conservato in Taddea figlia di Tom
maso il nome dell'Ava, che vediamo Giulio ed Annibale figli di Giro
lamo essere annunciati dai Registri battesimali, e che vediamo final
mente come fra l'avo e i nepoti siavi la giusta cronologica distanza.
Resterebbe soltanto a sapersi quale fosse veramente il cognome di
famiglia se Livizzani, o se Sellari, tanto più che in ambedue venne
usato pluralmente , dicendovisi de Sellarüs , e de Livizzanis. Intanto ,
dal contesto delle premesse cose , ricaveremo un piccolo albero ge
nealogico , come segue , premesso prima il gia citato Istromento del
di 8 Maggio 1524.
1524 die decimo octavo Maj.
Ferr. in domo hab. mei not. inf. etc.
Præstans vir M. Thomas filius quondam PetriAngeli de Sellariis de Carpo
pictor et habit. Ferr. in cont. S. Romani, hæres pro sua quota inf. D. Tadeæ
ejus matris, sponte et non revocando, fecit suum procuratorem et seu suam
procuratricem honestam dominam Franciscam ser Mag. Thomæ sororem , et
filiam dicti Magistri Petri Angeli, et uxorem Magistri Francisci Columbi su
toris , civis Ferr. de cont. S. Andreæ , absentem tamquam præsentem , spe
cialiter et expresse, ad exigendam et recuperandam ab Alovisio de Zimbroxiis
alias de Pace de Carpo , et seu ab ejus Alovisij hæredibus , libras centum
monetæ currentis , et in bonis ipsius Alovisij , et omnia singula damna et
interesses per ipsum Mag. Thomam ex dicta q. Tadea passa usque in præ
64
sentem diem ; in quibus lib. centum dictus Alovisius tenebat et obligatus
erat honestæ q. domincæ Tadeæ filiæ q. Nicolaj de Abbatibus, et uxoris q. dicti
Petri Angeli de Sellariis, et matris ipsius Mag. Thomæ et dictæ duæ Franciscæ
per totidem per ipsum Alovisium habitis et receptis a dicta dna Tadea de
pecuniis suæ dotis ex Instr. rogato per Christof. Martini de Carnevalibus nota
rium Carpensem de anno mill. quadring. nonag. sexto die 11. mensis Aprilis.
Item specialiter et expresse etc.
Item specialiter et expresse ad exigendum et recuperandum a dicto A
lovisio ut supra libras quadringentas monetæ Carpensis , in quibus dictus
Alovisius tenet et obligatus est per restitutionem dotium quondam dnæ Camil
læ olim uxoris dicti Alovisij, et filicæ quondam dicti Petri Angeli de Sellariis,
et sororis ipsius Mag. Thomæ constituentis, et prout in quodam Instromento
dotali rogato per pub. not. prout dictus Mag. Thomas asseruit etc.
Et pro recuperatione etc.
It. specialiter ad substinendum etc.
Dans etc. Promittens etc. Et volens etc.
Ego Alberghettus de Lucentis notarius.
Pietro Angelo
m
Taddea fu Nicolò Abati
Camilla
Zimbroxj
m
Luigi Zimbroxj alias de Pace
Tommaso pittore
Francesca
m
1. Francesco Colombi da Carpi
da Carpi
Taddea
m
Luca di Volhomorala
Maddalena
m
Pietro Valentini
2. Francesco Galli fu Jacobo
daPadova
Girolamo pittore
Giulio pittore Annibale pittore
1534.
Matrimonio di Battista Dossi pittore.
Nell' altr. part. Notizie relative a Ferrara ecc. (pag. 605, e seg.) feci
conoscere che, dei due fratelli, il primo era Giovanni Lutero di Nicolò,
alias de Costantino cognominato il Dosso, l'altro era Battista Lutero,
ambidue pittori, che si confusero insieme, ritenendo che uno fosse Dos
so, l'altro Giovanni Battista. Dissi che il primo manco non più tardi
del 1546, l'altro sul finire del 1548, per cui essendo Dosso premorto a
Battista, cadeva l'accusa contro quest'ultimo di non avere testato a fa
vore del fratello, bensi del Duca. Cadeva pure che Dosso morisse verso
il 1560, e venivasi a rettificare che Marzia Lucrezia e Delia eranofi
glie non di Battista (erroneamente detto Gio. Battista), ma di Giovanni.
Cade pure che i Dossi abbiano lavorato ambidue nella facciata del
Palazzo Ducale di Copparo, se è vera la iscrizione che lo pone co
strutto nel 1547 , perchè il solo Battista vi avrebbe potuto operare ;
come non può sussistere affatto che abbiano dipinto nella così detta
Palazzina, perchè eretta del 1559, non solo per tradizione come dicesi
dallo storico Frizzi, ma per documenti non ha molto rinvenuti.
Non so poi come il Baruffaldi asserisca che il solo Battista entró
nel nodo maritale con Virginia Salimbeni (To. I, pag. 291). Vedemmo
Giovanni lasciare tre figlie, e tutte prendere marito; e la moglie di lui
fu Giacoma Ceccati dall' Abbazia, come viene accennato in un rogito
di Gio. Palmieri del 17 Decembre 1555. Ora vedremo che la moglie di
Battista fu Giovanna detta Livia di Bartolomeo Masseti. Che se pure lo
fosse stata una Virginia Salimbeni, ne avverrebbe che Battista avreb
be avute due mogli ; e se pur Evangelista detto Dossazzo fosse stato
figlio di Battista, converrebbe assegnarlo al primo letto , essendochè
della seconda consorte non ebbe, od almeno non lasciò prole, come
vedesi dal testamento della citata Livia. Giovanni , vale a dire il
Dosso, abito nel Castello attuale, ciò vedendosi da una testimonianza
a rogito di Deodato Bellaja del 22 Febbrajo 1528
Testibus vo
catis ecc. Joanne filio q. Nicolaj de Lutero pictore, habitante in castro
veteri ;- e da qui sembra eziandio che non ancora gli fosse stato
dato il soprannome di Dosso. Nel di 11 Marzo 1534, a rogiti di Bat
tista Saracca Ducal Cancelliere, il ripetuto Dosso assicura sopra una
65
66
sua casa la dote assegnata dal Duca alla futura sposa di suo fratello
Battista- Magister Dossus, fq. Nicolaj de Luthero, pictor , et civis
Ferrariae, sponte , et specialiter obligando unam ejus domum positam
Ferrariae in contracta S. Gulielmi, juxta D. Herculem Pistojam, quam
aquisivit pro libris 500 a Camera Ducali, dixit et confessus est , ad
instantiam , et peticionem mei Notarj uti publicae personae , ac nomine
et vice Dnae Joannae cognomento Liviae , se Magistrum Dossum et
Baptistam habuisse et recepisse in dote, et pro dote , et dotis nomine
ipsius Dominae Liviae ab Illmo D. N. Duce , libras quinquaginta sex
monetarum, et in bonis mobilibus libras tercentas sexaginta sex et soli
dos novem marchesanos etc.
Questa Livia precesse di poco il ma
rito nel sepolcro, dacchè vedesi avere testato pochi mesi prima, cioè
nel di 19 Febbrajo 1548, ad atto di Paolo Gaspare Anguilla- Te
stamentum honestae juvenis D. Liviae uxoris Mag. Baptistae Dossi pi
ctoris etc. Honesta Juvenis dna Livia quondam Bartolomej Masseti , et
uxor Magistri Baptistae Dossi pictoris etc.- si lascia sepolta in S. Maria
della Rosa, e fa erede suo universale il marito, donec vixerit, e dopo
la di lui morte passi la eredità in Rinaldo Masseto suo fratello e
figli, ed in mancanza di questi , pervenga la eredità a Girolama sua
sorella e moglie di Lanfranco Alemanni e figli. Fra i testimonj fu
ronvi M. Camillo del fu Sebastiano pittore ( cioè il Filippi), e M. Lu
dovico figlio di Maestro Geminiano Trivella pittore (1).
(1) I fratelli Dossi lavorarono in Trento nel Palazzo del Card. Clesio, e Battista
fece pure nell' altro del Card. Madruzzo alle Albére bellissimi paesi , ora non più
esistenti . Il Vasari fa menzione di questi fatti ( Vita dei Dossi, Edizione Le-Monnier,
vol. IX , p. 22 ) , e lo dice anche Pier Andrea Mattioli senese nel suo libretto Il
Magno Palazzo del Card. di Trento , descritto in 8. rima ( Ven. Marcolini, 1539,
in 8. edizione estremamente rara, e riprodotta in Trento dal Monauni nel 1858 in
8. per nozze Malfatti-Crippa ). Il detto Mattioli, parlando de' Semidei, dice
< Ciascun per se d'ampio quadro precinto,
< Ornato d'oro e di vago colore
< In vivi gesti è lineato e pinto
<> 60 »
all'anno.
Al resto dei servitori Sc. 500 d'oro
da ripartirsi a cura dei Commissarij.
Ad Antonio Canano , Renato Brasavola , e Cesare Caprile suoi medici , e
Lod. Gillino suo cancelliere, Sc. 100 d'oro ciascuno.
A Madama di Ferrara sua Madre (Renea) uno smeraldo, ch' ebbe da
S. Altezza, come cosa più cara che habbia.
Alla Duchessa di Nemours sua sorella (Anna) un diamante in punta che
è in uno scatolino d' avolio.
Alla Principessa d' Urbino sua sorella ( Lucrezia) un giojello di diaman
tini et rubini piccioli, con una perla.
Al S.' Don Fr. suo zio una coppa col coperchio, et con la sottocoppa, et
con la boccalina d'argento indorato, lavorato in foggia di preda di diamante.
A Sor Leonora sua zia undici in dodici braccia di broccato d'oro et
nero da fare un apparato d'altare, et due candelieri d'altare, et una croce
d' argento, et le reliquie sante della cappellina.
Un diamante che è in un anello ecc. a suo fratello Duca.
Ommissis
( Eredi universali il Duca Alfonso e il Card. Luigi suoi fratelli )
317
Francesco d'Este Marchese di Massa Lombarda testo nel 20 Feb
brajo 1578 ai rogiti di Giacomo Conti ; fece un codicillo nel giorno
21 , e nel successivo 22 passò a miglior vita , lasciando Marfisa e
Bradamante sue figlie naturali legittimate dal Duca , con conferma
del Pontefice. Suoi esecutori testamentarii furono il Vescovo di Fer
rara, il Conte Antonio Bevilacqua, ed Eleonora d'Este: a Marfisa la
sciò una dote di scudi ottantamila , e volle che si avesse a maritare
col consiglio e volontà della detta Eleonora, la quale prima habbi a
ricercare lo signor Duca nostro se vol pigliarla per moglie ecc.
e non volendo S. Altezza S.ª pigliarla per moglie , allora detta Illma
Madama Lionora habbi a ricercare lo Illmo et Excmo Sig. Don Luigi
da Este hora Cardinale da Este (sic) se vuol pigliarla per moglie, il
quale ecc.
...
ed a Bradamante , oltre alle sue doti avute al matri
monio col Conte Ercole Bevilacqua, lego scudi d'oro ottomila. Le se
guenti somme poi comando che si distribuissero ai diversi suoi fami
gliari come appresso, dopo aver disposto anche in donativi non pochi
stabili, non che
col codicillo
a favore di Lucrezia d' Este Du
chessa di Urbino un bichiero col piede d'argento o d'oro, secondo che
si troverà di quelli che ultimamente gli ha fatto ' orefice
Acinque suoi famigliari
Ad altri dieci
.
Scudi d'oro 200 sono Sc. 1000
«
Al Contista Ludovico Orlando .
Ad altri sette famigliari
Ad altro, cioè a Domenico Moscatello
Ad altri 12 .
Ad altri 7
Ad altri 7
Ad altri 5
»
»
150
80
60
50
25
12
»
α
«
»
•
.
.
»
1500
300
560
105
720
350
175
60
che uniti al legato di Marfisa, ed alle sue doti ed a quelle di Bra
damante , non compresi i molti stabili , danno la ingente somma di
scudi d'oro N. 172770.
Ora verró a riportare i nomi degli Estensi , dei quali non parla
rono gli storici e i biografi nostri, per quanto a me consta.
1379. 15 Marzo. Pincerna Pietro.- Ser Jacobus de Beliono nota
rius , nomine Nobilis Militis domini Joannis de domo Estensi , rectoris ,
et legitimi administratoris Ecclesie S. Alexij de Ferr.
Non credo che
possa essere il ribelle figlio di Obizzo II , che fu ucciso nel 1389 e
nominato dal Litta alla Tavola X.
318--
1379. 18 Decembre. Pincerna Pietro.-
Nobilis vir Obizo q. nob.
viri Petri abatis de domo Estensi , de contracta S. Pauli.
Pietro
abate figlio di Azzo VII.è nominato alla Tavola IX , ma senza il
figlio Obizzo.--
Testamento della Nobile
1405. 26 Marzo. Villa Lancellotto.
Mabellona del fu nobile Tebaldo da Camino , moglie di Francesco
d' Este , lascia a Bartolomea sua figlia e moglie del nobile Cav. Ni
colò Obizzi ecc., non che a Guindelerio suo figlio avuto dal fu Lu
chino de' Galluzzi da Bologna già suo primo marito , come pure a
Tommaso suo figlio , che ne è fatto erede universale ecc. Francesco
potrebb' essere il figlio di Azzo , e fratello di Taddeo ( Vedi Litta ,
Tav. IV ) ; ma Mabellona, Bartolomea e Tommaso, mancano affatto.
1437. Gerardo fu Obizzo ; non sono nominati.
1457. 20 Settembre. Castelli Giovanni.
Giacoba già moglie di
Roberto de' Malatesti Signore di Rimini fu anche moglie di Bonifazio
de' Nappi : era figlia di Giovanni di Mezzogoro. Essa ebbe una figlia
dal principe Nicolò d'Este, cui fu dato il nome di Margarita. Tutto ciò
risulta da questo rogito ; nè fu nominata dal Litta.
1466. Il Polidoro di Meliaduse , di cui alla Tav. XI del Litta, si
fece sacerdote, essendo stato dispensato pei natali, ed avendo ricevuto
i primi ordini sacri nel 6 Ottobre , come da rogito di Lodovico Mi
liani. Quindi è a ritenersi che fosse naturale.
1503. 3 Aprile. Codegori Bartolomeo.
Dominus Joannes alias
dictus Janesinus natus quondam Illmi D. Scipionis Estensis , major an
norum 25 etc.-
Vedasi Scipione nel Litta ( Tav. XI), al quale non
fu aggiunto questo figlio.
1507. Altra Mabellona figlia di Tommaso , e moglie di Gio. Gu
glielmo di Colonia, abitante a Rubiera, e la loro figlia Angela ; non
è menzionata.
1513. 20 Ottobre. Gillini Nicola.
Testamento di Ercole del fu
Sigismondo , marito di Angela Sforza ( Litta Tav. 14). Rizzarda e
Laura sue sorelle , Lucrezia di lui figlia, e Gurone pure di lui figlio
naturale , non che Beatrice altra di lui sorella e Abbadessa nelle Be
nedettine di S. Antonio Abate in Polesine, sono cinque persone, nes
suna delle quali trovo nominata in altro luogo.
1514. 8 Aprile. Agolanti Maria.
Alberto di Nicolò (Tav. XI) fa
testamento, e lascia ai figli Borso, Giovanni, Agostino, (che ritengo un
solo individuo con Giovanni, cioè Gio. Agostino) e Francesco : ma in
--
319
questo atto è pure nominata sua figlia Urbana monaca nel detto Con
vento di Sant' Antonio, la quale è accennata eziandio nel testamento
del detto Agostino fatto il 17 Novembre 1516 a rogito di Bartolomeo
Codegori , dove si fa cenno anche di sua moglie Caterina figlia di
Buonandrea Ferrari ; al cui ventre lasciò la eredità. Ma essa partori
dopo la morte del marito, ed al maschio avutone impose il nome di
Pietro Agostino (1517). Urbana, sua cognata Caterina, e Pietro Agostino
ci riescono nuovi
Cum sit quod illustris Dominus Joannes Augusti
nus olim Illmi Dni Alberti Estensis decesserit etc. Quapropter Dna Ca
therina filia q. Bonandreæ de Ferraris ejus uxor etc. Cum postea ipsa
dna peperit filium masculum, et ei impositum fuerit nomen Petri Augu
stini etc. ( Rog. 12 Maggio di Bartolomeo Codegori ).
1521. Cesare del fu Alfonso e Giulio fratelli, erano figli di un Er
cole Estense, e di una Filippa Bonvicini sua legittima moglie, come si
ha da rogitodi Luigi De Nursia del 7 Febbrajo.- Cæsar f. q. Ale
xandri Bonvicini procurator nobilis et honestæ mulieris Dnæ Philippæ
suæ sororis, filiæ q. Alexandri, et matris et tutricis DD. Alfonsi et Julij
fratrum, et filiorum et hæredum quondam illmi dni Herculis Estensi q.
mariti prædictæ duæ Philippæ etc.
1529. 25 Novembre. Dal Pozzo Giambattista--
Soror Paula filia
Illmi Dni Sigismundi, domini Scipionis Estensis , professa nel Convento
di San Vito. Non trovo alcun Sigismondo di Scipione , bensi di Er
cole I. Comunque sia, Paola al certo ci riesce novella.
1554. 7 Novembre. Bellaja Cesare.
Nobilis domina Aldoisa filia
quondam dni Hieronymi de Smagrabobus, et uxor Illustrissimi Domini
Guronis Estensis nob. ferr. de cont. S. M. de Buco, agens cum consensu
Illmi D. Nicolaj M. Estensis ejus filii, majoris ann. 25 suæ ætatis etc.
Non furono annotati dal Litta Aldoisa moglie e Nicolò figlio di Guro
ne, di cui alla Tav. XI. Nè potrebb' essere il Gurone seniore, perchè
questi moriva nel 1484, e quindi trattasi di Guronejuniore (naturale
di Nicolò Abate Comm. di Gavello), cui si dà a figlia naturale quella
Bianca , che fu monaca in S. Antonio , e poi deposto l' abito sposó
Antonio Muzzarelli.
1571. 8 Giugno. Bonsignore Girolamo.- Magnificus ac ill. Juris
utriusque doctor, Clericusque Ferr. Rector Ecclesiæ S. Mariæ Cogomarij
Conæ, Dominus Paulus Estensis, hæres olim Rdi Domini Scipionis Esten
sis Episcopi Casalensis , nobilis Ferrariensis etc.- Questo Paolo non
fu compreso nelle Tavole del Litta.
--
320
rito
1572. Come non vi si trova Isabella Rami moglie di un Francesco
Estense già morto nel 1572 (per cui non può essere il March. di Massa
Lombarda morto nel 1578), la quale fa un' attestazione, a rogito di
Gio. Battista Codegoridel 6 Marzo, che una certa lettera del 29 A
gosto 1558 diretta a Sigismondo Fazino è autografa del fu suo ma
Illma D. Isabella fq. Illmi D. Aloysij Rammi Comitis Sanctæ
Agathæ de Neapoli, et uxor quondam Illmi Dni Francisci Estensis , de
contracta S. Gulielmi etc.
1583. E così di una Flavia, che da un documento vidi essere stata
Abbadessa nel Monastero di Sant' Antonio nell' anno 1583; e di una
Beatrice pur ivi Abbadessa nel principio dello stesso secolo XVI.
Degli altri personaggi de' quali restami a far motto , è scarso il
numero , perchè limitato ai documenti che rinvenni relativamente a
qualche circostanza della loro vita , o della loro famiglia.
Acciajuoli Archelao
Il Borsetti nella sua Storia del Gin
nasio ferrarese fa menzione di lui , non che di Jacobo e di Pietro
Antonio, lodati anche dall' Ariosto, di patria Fiorentini , e qui lungo
tempo ai servigi degli Estensi. Ora è a sapersi che Archelao fu figlio
di Jacobo , che lo fece legittimare in Ferrara assieme alla sorella
Livia da M. Gillino Gillini Conte Lateranese e Vescovo di Comac
chio , come da atto di Giambattista Bonacossi del 19 Agosto 1546-Magnificus Dom. Jacobus Azajolus Sancti Antonii de Carpo Prior, et
Ducalis Cancellarius , filius quondam mag. Dni Petri Antonii , de con
tracta Sancti Clementis etc.
i quali suoi due figli egli ebbe da una
sua concubina nubile. Archelao vedesi firmato quale registratore delle
suppliche , che venivano indirizzate al Duca. Non saprei dire se il
Priorato del Padre importasse la qualità di Sacerdote.
Ariosti Gio. Battista- figlio naturale del gran poeta Lo
dovico , fu Capitano nelle Milizie Ducali, e mori nel 1569. Ebbe una
figlia non accennata dal Litta , come vedesi da rogito del 16 Gen
najo 1570 , di Alessandro Fucci
Tutela honestæ juvenis Dominæ
Virginiæ de Ariostis filiæ quondam naturalis et hæres universalis Ma
gnifici domini Joannis Baptiste de Ariostis olim Capitanei Militiæ pe
ditum Illmi D. N. Ducis Ferrariæ, ex testamento rogaio per Ludovicum
de Jusbertis notarium de anno 1569 , 3 Febbruarij.- Virginia era
maggiore di dieci , e minore di quattordici anni , e figlia di una
Ippolita abitante ( forse domestica ) nella casa di suo padre , dal cui
testamento si ha
--
321
Quapropter nobilis et strenuus vir Magnificus Capitaneus Joannes Baptista
Ariostus Colonnellus millitiæ Illmi D. N. Ducis etc.
...........
Item jure legati
reliquit M. Dno Attilio Ariosto retractum, sive imaginem olim clariss. poetæ
Dni Ludovici Ariosti ejus patris, in præs. in capite sallæ ipsius M. Dni Capi
tanei.
Item, reliquit Dianæ filiæ infrascr. Dnæ Hippolitæ lectulum etc.
It. reliquit Dnæ Hippolitæ habitatrici in domo sua, et matri inf. dnæ Virgi
niæ filiæ naturalis ipsius testatoris , habitatrici in domo etc. Hæredem Uni
versalem reliquit D. Virginiam etc.
Aurispa Giovanni
celebre letterato, raccoglitore di codici,
e Segretario Apostolico , dicesi morto in Ferrara nel 1460. A rettifi
care questa notizia, dirò ch'egli moriva fra il 4 ed il 7 Giugno 1459,
dacchè nel dì 4 egli stipulava un atto notarile, con cui assegnava la
dote alla figlia Mita , e nel dì 7 s' incominciava l'inventario della
sua eredità. Io lo trovai sino dal 1438 in Ferrara ( forse venutovi pel
Concilio qui tenutosi allora) ove si vede professore nel 1450 , come
asserisce il Borsetti
Venerabilis et egregius vir d. Johannes Aurispa
Secretarius Apostolicus, et legitimns administrator Ecclesie, sive priora
tus S. Antholini etc. (rog. Dulcino Dulcini del 6 Giugno 1438); — e
cosi nel 1447 (atto del 30 Gennajo di Francesco Putti)- Venerabi
lis, et egregius vir dominus Johannes Aurispa filius q. Pauli, de Sicilia,
habitator Ferrarie in contracta S. M. de Vado , Commendatarius , et
legitimus Administrator Ecclesie S. M. de Vado predicte etc.
assolve
alcuni affituarj dalle rate di affitto ecc. Sua figlia Mita ebbe a marito
un Nardo Palmieri--
Constituti Nardus de Palmerio de Aversa, filius
Sabadini de Palmerio, et Mita filia quondam Reverendi in Christo patris
Domini Joannis Aurispe Siculi, Secretarii Apostolici, conjuges adulti, de
contracta S. Petri, Heredes dicti q. Dni Joanis Aurispe , ex testamento
rogato per me etc. ( atto di Libanorio da Corlo del 6 Ottobre 1459 ). —
Benci Fratelli
La famiglia Benci o Benzi ( o Guattari ,
come dice il Mazzetti nel Repertorio dei Professori bolognesi ) diede
famosissimi professori. Ugo figlio di Andrea da Bologna passo a Fer
rara , vi fu professore dal 1436 in poi , e vi mori nel 1448. Egual
mente vi furono professori dal 1450 in avanti i suoi figli Andrea e
Soncino ( o Soccino) , ed altri loro discendenti. Il Borsetti dice di
Andrea Ugonis fortasse filius ; ma egli n'era veramente figlio , come
altresi è vero ch'essi due pur insegnarono in Bologna- Eximius
egregius artium et medicine doctor Dominus Soccinus , et eximius et e
gregius utriusque juris doctor D. Andreas, fratres de Bencis, de Senis,
--
322
nati quondam excellentissimi , et preclarissimi artium , et medicine do
ctoris Magistri Ugonis de Senis Physici solemnissimi , cives ferrarienses ,
et habitatores in contracta S. Leonardi Burgi Leonis civitatis predicte
Ferrarie etc.
fanno loro procuratore Bartolomeo fu Chelo di Be
nintendi da Siena per chiedere ed esigere dal Comune di Bologna
quanto è loro dovuto per salarj delle loro cattedre colà sostenute
( rogito di Andrea Olivieri del 4 Marzo 1454). Presso Mons. Antonelli
sta un manoscritto, forse autografo, contenente la vita Ugonis Bentij
philosophorum ac Medicorum Principis a Sozino Bentio ejus filio edita,
che qui deve intendersi per composta perchè poi non fu stampata.
Borgia Angela — Il ch.º Cav. Antonio Cappelli , nella pre
fazione alle lettere di Lod. Ariosto per sua cura non ha molto pub
blicate, parlando ( e forse alquanto acerbamente) degli Estensi, ed in
particolar modo dell' offesa recata dal Card. Ippolito a suo fratello
Giulio, ci dice- non è ancor ben dimostrato chi fosse la donna che
destò la forsennata gelosia del Cardinale. Frizzi la dice una damigella
per nome Angela, la prima tra le molte che Eleonora d'Aragona all'e
poca del suo matrimonio con Ercole I condusse seco da Roma, e che
era ancora sua parente. Il Litta invece afferma che questa Damigella
era Isabella d' Arduino gentildonna Napoletana. — E qui giudiziosa
mente il ch. Cappelli fa vedere come non possa essere nè l'una nè
l'altra, perchè all' epoca dell' affare di Giulio sarebbero state troppo
inoltrate nella età, se vennero a Ferrara nel 1473, per destare tanta
passione e gelosia. E conclude con ottimo criterio poter essere An
gela damigella di Lucrezia Borgia a quel tempo Duchessa di Ferrara.
Egli però soggiunge:- chi poi si fosse quest'Angela prima damigella
della Duchessa , ed ancora sua parente , di cui i cronisti dell' epoca
rispettarono il casato , non crediamo andar lungi dal vero ritenendola
per ' Angela Borgia, che ebbe dono di straordinaria bellezza , e che
sposata ad Alessandro Pio di Sassuolo divenne madre di quel Giberto
che nel 1529 si uni in matrimonio con Isabella figlia naturale del
Card. Ippolito. Cosi al nome fatale di Borgia si legherebbe pur anche
questo empio fatto di sangue.
Il ch. Cappelli colse nel segno, ed
Angela fu la Borgia ; nè d'altronde i cronisti tacquero tutti , dacchè
Bernardino Zambotti contemporaneo , nel suo Diario, all' anno 1502
accennando alla venuta di Lucrezia in Ferrara, pone la Lista de donne
e donzelle de la prefacta Illma Mad. che li son restate , che vennero
con Soa Signoria da Roma
.........
Donna Angela de Borgia sorella del
323
Cardinale de Borgia ( Gio. Lodovico): e riportando in detta sua Cro
naca la relazione fatta delle nozze da M." Filippo di Roccaberty Go
vernatore di Parma ed Ambasciatore di Francia, rilevasi da essa che
fra i molti regali da lui fatti agli Sposi ed alle genti di Corte, diede
alla Illma Angela Borgia elegantissima damigella una cathena sive co
laro d'oro subtilissimo lovorato et de notabile valuta (1). E quest' Angela
nel 1502 forse non contava venti anni , dacchè non ne avea 25 nel
1506, quando nel 23
........
agli atti di Bartolomeo Codegori stabiliva
i patti del suo matrimonio con Alessandro Pio di Savoja Cavaliere e
Conte , con assegnazione di dote di ottomila ducati concordati dalla
Duchessa Borgia , che ne fece la consegna : nel quale istromento il
marito è detto
mes etc.
Alexander Estensis Pius de Sabaudia eques et co
ciò che io non conosceva, cioè che portasse anche il ti
tolo di Estense , dacchè non mi risultava che l'avessero se non le
famiglie Calcagnini, Sacrati , Trotti-Mosti , e Tassoni. Angela è lodata
dall' Ariosto al canto 46, stanza 4.
Ma i Borgia lasciarono anche in Ferrara le traccie della loro sco
stumatezza. Cesare fratello della Duchessa, già Cardinale poi Duca di
Valentinois , detto perciò il Duca Valentino , accompagnò la sorella
sino a Ferrara nel 1502, ed egli gia ammogliato, vi ebbe da donna
pure conjugata una figlia, cui fu imposto il nome di Lucrezia. Fu le
gittimata nel di 8 Agosto 1509 a rogito di Bartolomeo Codegori, da
cui appunto risulta che in detto anno era maggiore d'infanzia, come
dovea esserlo se nacque nel 1503, o sul finire dello stesso anno 1502,
Legitimatio Illme Dna Lucretiæ
filiæ quondam Ill. Dni Valentini Ducis (in fatti il Borgia fu ucciso in
in cui il Valentino venne fra noi
guerra nel 1507) — Ferrariæ, in palatio Ducali, in camera infrascri
ptæ Dnæ Lucretiæ Ducisse Ferrariæ, præsentibus testibus etc. Magnificus
D. Hieronymus de Ziliolis Camerarius Ducalis, et Comes Apostolicus et
Imperialis etc. legitimavit Dom. Lucretiam majorem infantiæ fq. Illmi
Dni Valentini Borgia ( e qui v'è il cognome) Ducis etc. natam ex eo
conjugato, et matre conjugata etc.
Ignoro poi se un Girolamo Borgia, che ad una figlia impose il nome
di Lucrezia, fosse altro frutto d' illegittimi amori dello stesso Valen--
(1) Questa Relazione delle feste per le Nozze della D. Lucrezia Borgia è inserita
neil' operetta
Lucrezia Borgia in Ferrara Sposa a D. Alfonso d' Este ecc.
Ferrara , Taddei 1867.
tino. Sta in fatto che il detto Girolamo e sua moglie Isabella
patricia Ferrariensis, già vedova di Francesco Tibertelli alias de Pisis,
abitanti in Ferrara nella Parrocchia di Sant' Andrea , nel 17 Giu
gno 1562 ad atti di Alessandro Fucci danno la dote alla loro figlia
Lucrezia ( e ne aveano un' altra di nome Ippolita), che va sposa a
Bonsignore di Bartolomeo Oroboni patrizio ferrarese; la quale Lucrezia
nel 1565 era già rimasta vedova, con una figliuoletta di nome Laura.
..........
Carbone Lodovico
fu figlio ad Antonio, e già nel 1453
era poeta laureato (come lo furono Lodovico Ariosto, e Guarino Gua
rini Veronese ) per cui mi penso debba esser nato non più tardi
del 1420 ; e ciò dico in proposito a quanto si sforzo di rettificare il
nostro Giannandrea Barotti nelle discordi asserzioni dei biografi pre
cedenti- Circumspectus vir Siverius de Siverio , fq. Ser Nanis, Can
zelarius Ducalis etc. investivit egregium et eloquentissimum doctorem
(la quale parola forse fece dire al Libanori che Lodovico fu anche
legista) Magistrum Ludovicum Carbonem fq. Antonij, civem Ferrarie
de contracta buccechanalium, poetam laureatum, presentem etc. de uno
casali casamentivo sito in contracta S. Leonardi Burgi Ferrarie etc.
(Istr. di Gio. Agolanti del 29 Aprile 1453).
Io non credo poi che
potess' essere la stessa persona quel Lodovico , che nell'anno stesso
è detto Artium scolaris, sebbene pur figlio di un Antonio
Consti
tuti egregius artium scolaris M. Ludovicus, Jacobus et Franciscus, fra
tres adulti, et filii quond. Ser Antonij de Carbonibus coram etc.,
quali accettano la eredità paterna. Non potrei però neppure negarlo ,
sebbene in questo rogito ( di Evang. Massa) manchino i titoli dati a
Lodovico nel precedente.--
Collenuccio Annibale
i
Visse in Ferrara, fu Sacerdote e fi
glio di quel Pandolfo che lungo tempo visse alla Corte di Ferrara. Egli
era Cappellano dell' antichissima Chiesa Parrocchiale di San Romano,
come da atto di Nascimbene Grassaleoni del 21 Ottobre 1511.
0
Condolmieri- Famiglia — In mancanza sino ad ora di do
cumenti che appoggiassero l'asserto degli storici nostri che Amorotto
Condolmieri, affine al Pontefice Eugenio IV , fosse figlio di Giacomo ,
nel pubblicarsi l'albero genealogico di questa Nobile Famiglia , in
continuazione di quelle del ch. fu Pompeo Conte Litta, gli si assegnò
per padre un Simone. Ora io rinvenni pubblici atti, cominciando dal
1423 in poi , coi quali è comprovato che Amorotto fu veramente fi
glio di un Giacomo, come lo fu suo fratello Cristoforo, il primo nel
324
--
325
1424 Massaro della Città di Modena, l'altro nello stesso anno Cane
varo nella Terra d' Este, ambidue ai servigi dei Principi Estensi, già
abitanti in Ferrara nel 1423, lo che proverebbe non essere qui venuti
all' epoca del Concilio del 1438, ma lungo tempo prima, seguitando
poi, dopo l'esercizio di dette cariche, ad abitare in Ferrara
24 Januarij (Sardi Paolo) Egregii et honor. viri Gabriel de Bendedeis,
et Albertus de Bonacossis , generales factores et procuratores Illmi D.
Nicholaj March. Estensis etc. constituerunt Nobilem virum Cristophorum
quondam Jacobi de Condolmeriüs Civem Ferrarie Caniparium dicti dni
Marchionis in Terra Esti districtus Padue etc. procuratorem dicti do--
mini Marchionis etc.--
1424
e cosi nel 29 Aprile 1424 a rogito di Miliano
Miliani ( cioè Emiliani )
Famosus et egregius artium et medicine
doctor M. Jacobus Antonius de Montagnano filius q. Mag. Jacobi de
Marcolinis olim artis Grammatice professoris etc. actorio nomine etc.
ordinavit discretum virum Amorottum filium Ser quondam Jacobi de
Gondolmeris , de contracta Sancti Gregorij civitatis Ferrarie , et nunc
Massarium Civitatis Mutine pro Illmo D. Marchione Estense presen--
tem etc.
Ed in altri atti del 1448 e del 1451 ambidue li fratelli
vengono chiamati col titolo di Conte. Qui sarà opportuno che io
dia l'albero genealogico del ramo ferrarese come a me risultò in
appoggio ai documenti esaminati dopo la pubblicazione di quello
de' ch. continuatori del Litta , ai quali non è ad ascriversi a colpa
se in mancanza allora di prove nol poterono dare con la desiderata
esattezza
22
segue l' albero
TAV. I.
ALBERO CONDOLMIERI
Giacopo
Ramo di Ferrara
iscritto al Giornale Q del Comune di Ferrara, e in più rogiti ferraresí
Angelo Gio. Francesco
1
m
.
Amorotto
che i continuatori del Litta pongono
figlio aSimone; ma che risultada pub
blici atti del 1423 figlio a Giacopo, cioè
15 anni prima della venuta in Ferrara
diEugenio IVfratellodel detto Simone.
Cristoforo 1424
morto fra il 1448 e 1450: forse
quello che milito sotto Chioggia
nel 1381. E forse fu lo stipite
del ramo Recanatese, da cui
I' Udit. Cristoforo dottorato nel
1657 e Antonfr. suo fratello.
Bartolomea
......
Marinetti Lod.
(1)
Antonia
1466
m
Venceslai
Pellegrino
Jacobo
Dott. di
Decretali
Tommaso
giàmorto nel 1474
m
Taddea de' Carri
Antonio 1487
figlia di Filippo Filippo Tommaso Pellegrino Antonio
1477
Lorenzo Uberto Beatrice
Amorotto
1477
Caterina
pupilli nel 1474
nel 1474 minorenne
Francesco
Silvia Venceslao
Daniele
1
Francesca
1474 adolescente
Leandro
Sindaco alla Sapienza
ossia alla viaUniversită
Gio. Antonio
Alfonso
m
Elena Ferrarini
Carlo Giacinto Barbara
In. 1744
fm. 1737
m. 1769
Giovanni
Sopraint. alle milizie di Ercole II
|
Nicolò
f.º di Gio. di Amorotto come all' Estimo
Matteo
|
Eugenio
Carlo poeta
Giuseppe
m
Casta Azzolini
Don Gio. Agostino
vivonel 1681
Franc. M.°
Margherita
m. 1769
m
Capit. Alfonso Morelli Camilla Bellaja
Anna
m
...... Follegati
(1) Vedi Tavola II. estinzione del ramo ferrarese
.
II
TAV
m
nel
1490
m Domenico
Valenti
1495
di
dei
figli
Amorotto
Continuazione
1
Bartolomeo
o
Bonleo
Mina
Savana
Giuliano
Giorgio
1458
Francesco
1454
m
2.
Bojardi
Costanza
Sigismondo
.di
25
min
anni
1458
Dottore
1531
|
Leandro
1483-1506
Lucia
Gabriele
Francesco
Amorotto
Maddalena
Scipione
1525
Antonio
Arciprete
di
S.
Pieve
Felice
nel
1469
Modonese
Alessandro
lo
forse
stesso
!
che
Leandro
Sisto
Giorgio
Amorotto
Amorotto
Lodovico
m
1.
di
Nicolò
Jacoba
Avogari
)
Giovanni
1474
Estense
famigliare
Orsolina
Cagnoni
Co.
Nicolò
1458-73
m
Bartolomea
fu
Mazzoni
da
.Fr.
rog
del
1478
come
Rossi
Giorgio
1494
Alberto
1494
m
Francesco
Giannola
Avogari
Paola
Eugenio
|
Jacobo
Pellegrino
.
Gio
Borso
.in
Dott
Medicina
Piccinino
1483-1506 .1511
m
1
Argenta
Lodovica
1510
testò
Giovanni
|
Cesare
)Vedi
Tavolaم
.
Lodovico
Girolamo
1486-1506 1475
1580
Marco
Giovanni
Bartolomea
Eugenio
m
4530
.
2.
Girol
Casanova
Margarita
I.
Leonello
figli
|
Alberto
Condolmiero
328
Dal Sole
Vedi Sole (dal).
Faccini Ugolotto- Chi volesse di lui notizie biografiche, e
come e quali relazioni ebbe con gli Estensi di cui era Collaterale ,
ricorra alle storie di Galeazzo Priorato Gualdo. Io voglio dire soltan
to che mori in Ferrara , ove testò il 1 Luglio del 1479 a rogiti
di Giovanni Caleffini , lasciando tre figli , che qui accettarono la sua
eredità. Il suo cadavere fu trasportato a Reggio- Additio heredita
tis D. Ugolotti de Faccinis- Magnif. Ugolottus Faccinus f. q. Magnif.
D. Antonij Faccini de Vicentia, solitus habitare Ferrarie , in contra
cta Sancti Michaelis , decessit die 19 Junij anni presentis , relictis post
se Joanne Francisco, Joanne Aloysio , et Carolo , suis filiis etc. intesta
tus etc.- Si fa l'inventario dei codici in membranis, cioè in perga
mena, indi quello dei debiti ; e fra le spese da pagarsi dagli eredi
figurano le competenze a chi diede l'Olio Santo , la cera , la cassa
mortuaria, il velo pel corrotto (pro vellis corrupti), le esequie fattegli
nella Città di Reggio , e finalmente
Item pro caraterio , pro mer
cede sua conducendi cum quadriga corpus dicti Ugolotti Regium etc.
Ebbe anche una figlia, di nome Lucrezia , che alla morte del padre
era vedova di Lodovico fu Antonio Forni da Modena.
Fucci Maddalò--
Il nostro Frizzi , parlando dei nemici di
Torquato Tasso, pone fra essi un Maddalò Fucci, sul quale già gli e
rano state richieste informazioni dall'Ab. Serassi biografo dell'infelice
poeta. È manifesto che il Magdalaus de Freccis non è che un errore
di stampa , o malamente rilevato dall' originale : ma il Magdalaus de
Fucis f. g. Bonporti notajo già nel 1536 , di che fa cenno lo stesso
Frizzi , dev'essere appunto quello che fu avverso a Torquato (1) :
egli vivea pur anche nel 1569 , e mortogli il padre Boniporto nel
1530 , gli era stato sostituito nella carica di notajo della contra
da o sesto di San Romano , carica esercitata dal genitore per oltre
a 25 anni; ed essendosi assentato per ragioni dipendenti dalle cause
da lui difese come legale, ottenne di porre in sua vece il proprio
fratello Alessandro. Nel 1569 Alfonso figlio di detto Maddalò era mer
cator sérici , vale a dire di seterie. E Maddalo moriva nel 1590, е
(1) Pare che questa famiglia fosse qui trapiantata dal Dottore Maddalò de Fuccis
di Cittàdi Castello, che nel 1461 era Vicario ed Assessore del Podestà di Ferrara ; e
che forse è tutt' uno col Giovanni Magalotti da Castello Podestà nel 1455 e 1456,
dacchè negli antichi atti si trova il Podestà di que' due anni scritto in ambedue i modi.
329--
veniva sepolto il 28 Ottobre alle suore di Nostra Donna, come dicono
i libri della Compagnia della Morte, senza poi spiegare di quale titolo
o invocazione.
Giasone Gaspare- Poeta lodato da Lilio Gregorio Giraldi ,
e del quale si hanno alcuni versi in una raccolta manoscritta di Da
niello Fini. Ma il suo vero cognome fu degli Amati, e la sua patria
fu Adria. Eccone la prova, dalla quale pur si vede com' egli fu Astro
nomo e Matematico
Excellens et magnificus Astronomus et Mathe
maticus dominus Gaspar quondam domini Joannis Jasonis de Amatis de
Adria, et civis Ferrariæ de contracta Sancti Clementis etc.- vende a
M. Angelo fu Giovanni Scutella da Bergamo di Adria una valle dossiva,
e con quore ( atto di Girolamo Bonsignori del 30 Maggio 1551 ),
Omobono Medico
Verso la fine del secolo XIV, trovavasi ai
servigi della Corte di Savoja un Omobono da Ferrara Medico Fisico,
il quale nel 1374 ottenne l'assegno di annui fiorini ducento d'oro ,
da prendersi sull' incasso delle tasse pagabili dai Lombardi abitanti
negli Stati Savojardi , come da patente data in Ciambery in detto
anno. E nel 1377 lo stesso medico fu pagato di altri fiorini 425
dovutigli per arretrati , e presi dalle tasse che pure i Lombardi te
nentes casanas ( cioè gli orefici girovaghi- Vedi Duchange) nel Rossi
glione ed altri paesi di quello Stato doveano pagare al Tesoro. E qui
riporterò il primo dei due documenti estratti dagli Archivi Generali del
Regno dall' ottimo mio amico giá citato Cap. Cav. Angelucci, che me
ne diede copia di propria mano. A me non venne fatto di rinvenire
alcuna memoria dell' Omobono , abbenchè poi nel susseguente seco
lo XV si trovi di frequente negli atti ferraresi qualche menzione
d' individui de boniominis, o de bonomine, che parmi possa equivalere
ad Omobono
Pensio magistri hominiboni phisici,
Librauit magistro hominibono de ferraria physico. Cui dominus, dunı in
seruitio domini et domine insistat et uacabit , ducentos florenos auri annis
singulis abinde in antea constituit donauit concessit et ordinauit de pensione
et prouisione soluendi anno quolibet , uidelicet centum florenos in festo
beati michaelis et reliquos centum in festo pasche , ut per copiam lictere
dominj de constitutione et donacione predictis. Cuius tenor sequitur et est
talis. Nos Amadeus (1) comes sabaudie notum facimus uniuersis. Quod nos
de fide legalitate scientia et industria dilecti Physici nostri magistri homoboni
de ferraria plurimum confidentes , ut ad nostra seruitia nostreque consortis
carissime comitisse , et filij Nostri Carissimi amedei (2) de Sabaudia cete
rorum que nobis carorum et subditorum feruencius annuetur et cordialius
labore , dicto homobono physico nostro constituimus damus concedimus et
ordinamus de pensione et provisione per singulos annos abinde in antea dum
in nostro et nostrorum ut supra servitio insistet et uacabit incohatos die
prima mensis Januarij nuper lapsi, videlicet ducentos florenos auri boni pon
deris (3) sibi solvendos anno quolibet, Centum scilicet in festo beati michaelis
proximo : at Reliquos centum in festo pasche sequenti per nostrum thesau
rarium generalem qui nunc est et pro tempore fuerit, de et super censiuis
nobis per lombardos in terris nostris citra montes habitantes singulis annis
debitis, ut terminis predictis de dicta quantitate solucionem integram absque
deffectu quolibet consequatur. Mandantes tenore presencium dilecto fideli
petro thesaurario Nostro generali quatenus dictam quantitatem ducentorum
florenorum dicto physico nostro uel eius certe nuncio terminis predictis sol
uat etc................ Datum chamberiaci die vicesima quarta mensis maij anno
domini mccclxxquarto ( Computus Andree Bellatruche, thes. gen. Sabaudie ab
an. 1377 ad an. 1382.- Primus. Archivio gen. del Regno , Sez. Cam. Val.
di N. 34. fol. lxxvi e lxxxvij ) .
Pigna Gio. Battista
Giannandrea Barotti , contro il pa
rere di alcuni che vorrebbero il Pigna nato a Fanano nel Ducato
Modonese, ce lo rivendica ferrarese dacchè, quando nacque nel 1529,
suo padre, ch' era da Cortona, già erasi qui domiciliato, e vi teneva
aperta una Farmacia. Ora mi risulta da alcuni documenti la conferma
non solo del cognome e della patria di Nicolò, ch' era figlio di altro
Gio. Battista , ma ben ancora che sino dal 1513 egli qui stava col
proprio esercizio , e vi comprava una bottega per la detta arte. Tro
vo poi che nel 1506 vi era già in Ferrara un Matteo Nicolucci da
Cortona , cittadino ferrarese , e dello stesso esercizio , e nella stessa
parrocchia o sesto di San Romano , dove fu sempre di poi quella di
Nicolò e suoi successori , cioè nella via di Porta Reno detta di San
(1) Amadeo VI il Conte Verde.
(2) Amadeo VII suo successore detto il Conte Rosso.
(3) Secondo il Cibrario (Econom. Polit. tom. II, pag. 180) il fiorino d'oro di
buon peso valeva in quel tempo 12 grossi ed un obolo, equivalenti ora in metallo a
L. 11, 24, e di valore vero in formento L. 19. 56. 88.
330
--
331
Paolo- Egregius vir Magister Matheus de Nicoluciis de Cortona civis
et aromatarius Ferrariæ de contracta Sanctæ Agnetis etc. in apotecha
infr. Mathei posita in contracta sexti Sancti Romani etc. ( Codegori Bar
tolomeo, 12 Settembre 1506). — L'atto del 1513 è di Federico Ja
cobelli del 1 Febbrajo, che contiene una vendita fatta da Tommaso
d' Arezzo Procuratore del Rev. Donato de' Marinelli da Arezzo agli
speziali M. Tomaso de' Visconti da Lucca del fu Lazaro, e M. Nicolò
de' Nicolucci da Cortona figlio del fu Gio, Battista, ambi Aromatarii
( cioè speziali ), abitanti in Ferrara, di una bottega, con alcune ca
mere unite, posta nel sesto di San Romano nella via di San Paolo,
dove già esercitavano, e che era detta della Pigna, da cui il successivo
cognome dei Nicolucci e del nostro storico e segret. Ducale Gio. Bat
tista. E che aromatario equivalga a speziale, ce lo prova un rogito di
Giovanni De Bonis Nursis del 18 Agosto 1519
Præstans vir Magi
ster Nicolaus de Nicolutiis de Cortona Aromatarius, seu speciarius, filius
quondam Jo. Baptiste, habitator Ferr. de contracta Sancti Pauli etc.
Rena Antonio Fu professore nella Università di Ferrara ,
come lo fu pure un Domenico de Torres, il primo nel 1545, e l'altro
nel 1544. Non essendo essi accennati dal Borsetti nella sua Historia--
Almi Ferr. Gymnasi ho io voluto qui farne menzione. Da due rogiti
di Bonaventura Negrini se ne ha l'assicurazione, avendovi essi servito
in qualità di testimonii. In quello del 1544 vi si dice- præsentibus
testibus domino Dominico filio Domini Didaci de Torres legum profes
sore de præsenti in gymnasio ferrariensi,- e nell' altro del 1545 sta
scritto- præsentibus testibus Dno Antonio Rena nobili Mediolanensi,
legum professore in gymnasio ferrariensi, et Petro Sancto ejus filio etc.
Sardi Alessandro
Letterato ferrarese , figlio dello storico
Gaspare, fece testamento ad atti di Giovanni Alberto Della Pigna nel
di 24 Marzo dell' anno 1588, ed avendo disposto a favore del Duca
e di varie persone della sua Libreria, e de' proprii suoi manoscritti ,
qui se ne porge in copia l'estratto da me rilevato dall' originale e
sistente presso il ch. Mons. Can. Giuseppe Antonelli
Ommissis
lascio al Ser. S. Duca tutti i miei libri manoscritti di autori antichi,
le scritture di mio padre et mie appartenenti alla Historia della Ser. Casa
Estense, et del dominio: le piante et dissegni del già m. Gig. Alfonso Corno{
--
332
et ogni altra qualità di scritture , et di libri , che in effetto l'Altezza sua
volesse dei miei , si ben di loro fusse disposto altramente. Ai padri Cap
puccini di Ferrara, o del borgo di S. Luca, a loro disposiz. dò in prestito
perpetuo irrevocabile tutti i volumi delle Bibbie, che io ho, con le opere dei
Theologi antichi, mezani e scolastici, et tutti i sermonarj,homiliarij et altri
miei libri di sacra scrittura. Lascio al S. Ant. Montecatino consigliere i due
volumi delle opere di Cicerone in folio coperto di sommacho. Al S. Hip
polyto Bonacossa Dottore le pandete fiorentine in due volumi et il Codice
Theodosiano. Al S. Claudio Bertacciuolo Dottore le altre opere di Cicerone ;
l'Indice di Virgilio dello Erithreo, il calepino et il lexicon greco tutti apostilati
da me; et i libri legali, che egli volesse del mio studio.Al S. Gio. France
sco Seraglio medico le opere d' Hippocrateet di Oribasio, Plinio de re me
dicinali, la historia naturale di Plinio appostilata da me, il Commento sopra
lui di Stephano Aqueo,et le lettioni manuscritte del Maggio, del Guarino, et di
altri miei precettori, legate alla romana in tre volumi in quarto. Al S. Julio
Mosto il libro delle antichità del Mondo in majuscole in folio, Fulvio Orsino
delle medaglie, le estratte fatte da me di ammendue essi libri, i tre volumi
dei viaggi stampati in folio dal Giunta, la descrittione dei Paesi Bassi fatta
da Lodovico Guicciardini, i due Furiosi stampati in Ferrara del 1516, e del
1532, ogni altro libro vulgare , che egli volesse del mio studio ; i tre libri
manuscritti in quarto intitulati Eccleta commentaria et tutte le opere tra
dotte et composte da me: acciocchè di essi libri manuscritti et de esse o
pere egli faccia quello ch'egli sarà in piacere
.... ......
AM. Gio. Alberto et
a M. Sigismondo della Pigna fratelli, et ai discendenti da loro, lascio tutte
le scritture notaresche esistenti appresso di me ecc.
Ommissis
Sole (dal) Francesco , ed altri
Francesco fu oratore,
grammatico e poeta, e stando al Borsetti comparirebbe ancora quale
eccellentissimo Aritmetico, Cosmografo, Astronomo, e Matematico. Infatti
scrisse e diede in luce colle stampe Istruzioni e regole sopra il fon
damento delle alme scienze d' Abaco , e di Aritmetica , di Geometria ,
Cosmografia e Matematica ecc. Un suo discendente, Alessandro Dal Sole,
fu quegli del quale si ha la tanto celebrata un tempo piccola Gram
matica , detta appunto Del Sole dal suo autore. Francesco fu di ori
gine francese, ma qui abitante e fattovi cittadino, e qui avente fami
glia. La prima memoria di lui la rinvenni nel 1539 in un rogito di
Nicolò Lavezzoli
Præstans vir Magister Franciscus filius quondam
Ludovici, francigena, præceptor librorum, et civis ferr. de contracta S.
333--
Romani etc.
monio--
poi nel 1553, atto di Lodovico Canani, a cui fu testi
testibus Magistro Francisco a Sole gallo Magistro Abachi,
cive ferrariense etc.
Indi nel suo testamento dal quale ne abbiamo
anche la patria e la prole ( Bellincini Alfonso not. )- Ferr. 6 sept.
1558-Mag. Franciscus q. Ludovici a Sole, civis Ferrariensis, de Ca
stro Teodorici Francicæ etc.- Egli si lascia sepolto in Sant'Anna (ora
non più esistente), e fatto un legato a Domenica sua moglie con re
stituzione della dote in L. 1150 marchesane, nonchè un' assegnazione
alle figliuole Anna ed Elisabetta , fa eredi i figli Antonio , Giovanni ,
Francesco, e Vincenzo. Nel 1570 essendo morto Giovanni , il fratello
Francesco , già Carmelitano in San Paolo col nome di Virginio , ri
nuncia la sua parte di eredità al fratello Antonio ed a Maria di lui
moglie , e loro figlio Luigi ; e tutto ciò risulta da rogito di Girolamo
Bonsignore del 28 Giugno. Virginio fu buon teologo , ed anche let
terato ; Antonio mori nel 1583 , e fu sepolto nel 23 Ottobre in San
Domenico. Ignoro se appartengano a questessa Famiglia un Dal Sole
Francesco notajo dal 1530 al 1569, ed un Camillo pure notajo dal
1573 al 1574. In quanto ad Alessandro , non v'ha altra notizia a
mia conoscenza se non che nel 1683 stampava in Ferrara la sua
Grammatica per la decima volta, com' egli stesso lo dice Ai lettori.
Vivea pure nel 1574 un Pietro Dal Sole, che nel 23 Marzo a ro
gito di Ettori Rinaldo fece testamento. Fu figlio di Guglielmo, e lasciò
due figli Alfonso e Fabrizio , e due figlie Margarita e Diana. Forse
allora non mori, ma testo per pericolo di cecità: è detto gallus ( per
cui lo ritengo della stessa famiglia degli altri ) et pectenarius , oculo
rum lumine nondum orbatus, sed ad cæcitatem properans. Non saprei
dire se vi appartenesse quel Tommaso di Giovanni di Antonio di Tom
maso, che fu dell'Arte de' Merciaj, come dall' elenco posto presso gli
statuti de' medesimi , che si conservano nella Biblioteca ; codice del
finire del secolo XVI.
Torres (de) Domenico
Vedi Rena Antonio.
--
334
AGGIUNTE E CORREZIONI
∞
Pag. X Prefazione.
Fra gli uomini degni di onorevole ricordanza quali raccoglitori e
illustratori di memorie artistiche va pure numerato il ch. Conte Carlo
D'Arco, già noto per lavori pubblicati di grande utilità ed erudizione.
Pag. 11, lin. 2.
Ercole Bonacossi- leggasi Ettore Bonacossi,
All' Albero poi
di questa famiglia (pag. 15) aggiungasi Anna che fu figlia di questo
Ettore seniore , e moglie di Aliprando fu Gregorio Gasparino carto
laro ( atti di Fr. Imolesi 28 Gennajo 1482 ).
Pag. 13, e seg.
Bonacorsi-Romani , o Finalti pittori- Sul timore di non essermi
abbastanza chiaramente spiegato intorno al ritenersi i Bonacorsi pit
tori non solo diversi dai Bonacossi , com'è già comprovato , ma di
una stessa famiglia coi Romani, e del vero cognome Finalti , mi è
d' uopo di aggiungere alcune parole. Pietro Romano pittore fu figlio
indubitatamente di Malatesta da Roma pittore, per cui devesi ritenere
che il Romano applicato a Pietro sia la patria sua originaria, o quella
del padre ; ma è altresi indubitato pei documenti già esposti che Ve
nante pittore fu fratello di Pietro Romano, e figlio pur esso di Ma
latesta. E siccome da altri documenti già citati Venante è detto col
cognome de' Finaltis, cosi anche Malatesta e Pietro Romano debbonsi
conoscere pel cognome de' Finaltis, sebbene dalla patria paterna si
dicessero anche Romani. E tutto ciò, risultando da atti autentici, non
può incontrare opposizioni.
In quanto al cognome di Bonacorsi, fu applicato alla stessa fami
glia nelle persone dei pittori Romano e suo figlio Angelo Maria; ma
ritengo fosse loro dato soltanto , perchè Romano fu figlio di un Bo
nacorso. E dissi applicato alla stessa famiglia, perchè sebbene io non
335--
trovassi il collegamento de' due brani dell' albero genealogico , com
provai però con atto autentico che Francesco callegaro , fratello di
Romano pittore e figlio di Bonacorso , chiamossi pure Franciscus de
Bonacursio de Romano , e quindi col proprio cognome e con quello
col quale chimavansi Malatesta, Pietro e Venante. Trovatosi poi, come
dissi , il vero cognome essere Finalti, parmi questo applicabile agli
uni ed agli altri.
Gio. Francesco del fu Malatesta ebbe anche un fratello di nome Gio.
Battista, insieme al quale e coll'altro fratello Pietro Romano fece lite
col Principe Pino degli Ordelaffi di Forli per certe bardature da ca
valli non somministrate a tempo debito, e non della pattuita qualità
( Imolesi Francesco 31 Decembre 1480). Il detto Gio, Francesco sposó
nel 1481 Francesca figlia di M. Marc' Antonio di Montegandolfo ter
ritorio riminese , ricevendo cento Lire in dote ( sudd. 11 Aprile). E
Romano di Bonacorso nel 29 Novembre 1490 (Imolesi sudd. ) collocó
il proprio figlio Bernardino presso l'orefice Girolamo Beltrami ad im
parar l'arte.
Sono poi da aggiungersi all' albero de' Bonacorsi i seguenti indi
vidui , cioè Antonia moglie di Venante pittore, ed il loro figlio Mala
testa, che chiameremo juniore, non che i figli di questo Malatesta, i
quali furono Marcantonio, Pietro Romano , Tacto , Gianfrancesco , Ve
nante, Costanza , Antonia, Lodovica, e Bonacorsa; nome che sempre
più mi conferma nel collegamento di questo brano con quello di Bo
nacorso callegaro (atto di Jacobo Della Mella del 4 Ottobre 1472).
Pag. 57.
Alla quarta linea di questa pagina 57 leggasi Ludovica invece di
Lucrezia. Vedemmo poi che moglie a Camillo Filippi pittore fu Lodo
vica del q. Francesco Mozanega già cuoco del Cardinale Estense. Ora,
trovando del 1501 ( 25 Maggio, atto di Giacomo Zipponari) un M." An
tonius a Vasallis de Mozanega cuoco ducale che fa testamento , mi
sorge il dubbio che potess'essere il padre del cuoco Francesco, e che
perciò Mozanega fosse la patria e Vassalli il cognome, non ostandovi
neppure l'epoca, dacchè la figlia di Francesco si marito con Camillo
Filippi nel 1530.
Pag. 71.
Ai pittori di nome Lazzaro nominati alla suddetta pagina è pure
da aggiungersi l' allora vivente Grimaldi.
--
336
Pag. 76.
Vedemmo ivi un Lodovico di Bartolomeo de' Nozi da Brescia con
trattare nel 1531 l' intaglio in legno delle portelle nanti l'altar mag
giore della nostra Cattedrale. Ora potrebbesi aggiungere come deb
basi riconoscere in lui quel Lodovico di Bartolomeo da Brescia detto
Tich-tach , che da giovine studio pittura nella scuola o bottega del
Francia, e non riescendo abbastanza diedesi all' arte della tarsia. Egli
è ricordato dal Malvasia; ed è noto che nel 1507 fu citato a com
parire nanti il Podestà di Bologna per avere preso le armi a favore
dei Bentivoglio , per cui fu bandito , sebbene poi assolto nel 1510.
Tich-tach è un termine tecnico appartenente alla Milizia ( Vedi Voca
bolista bolognese di Gio. Antonio Bumaldi, cioè Montalbani ; Bologna,
Monti, 1660, pag. 242).
Pag. 77.
Anche in Bologna il Palazzo Bentivoglio e il casamento di contro
vennero adornati di pitture , fra le quali Carlo Magno circondato da
suoi Paladini, e sembra che ciò avvenisse fra il 1478 ed il 1483, con
correndo al lavoro pittori bolognesi, modonesi, e ferraresi. E trattan
dosi della pittura eseguita sulla facciata di San Crespino in Ferrara nel
1544, dissi che forse non fu se non una ripetizione di quanto avesse
fatto raffigurarvi Ercole I nel 1473 quando abbelliva in molti luoghi
la Città, ove attendevasi sua moglie Eleonora d'Aragona sposata nel
1472 : cosi il nostro dipinto avrebbe preceduto quello di Bologna.
Pag. 96.
All' albero genealogico del pittore Nicolò Roselli si aggiungano A
gnese e Giovanna sue sorelle , e Giacomo, Francesco, Biagia, Laura e
Chelavidia , tutti suoi figli ; ( Rog. di Rinaldo Ettori del 28 Febbrajo
1589 ). In quest'epoca Francesco era maggiore di anni 23, minore di
25; Jacobo aveva anni 25; e Laura era maggiore di 20 , minore
di 25. Aggiungasi pure un Ercole figliodi Girolamo, cioè nipote del
pittore Nicolò, abitante in Bologna.
Pag. 112.
S' aggiunga ai pittori un Amorotto Boninsegna , il quale con atto
di Francesco Imolesi del 29 Maggio 1486 fu collocato ad apprender
--
337
l'arte per un quinquennio presso Sigismondo Fiorini
Nobilis vir
Lucas Maria de Boninsegna filius q. Jacobi, civis Ferrarie etc. concessit
Amorotum ejus filium etc.
Pag. ivi.
Bosio M. Andrea pittore al servizio del Card. Luigi d'Este in Roma,
come si ha dalla nota dei debiti lasciati da questo, unita al testamento
ch' ei fece nel 25 Febbrajo 1585 in Roma, di cui si ha copia negli
atti di Ettori Rinaldo nel nostro Arch. Notarile: ed al pari del Bosio
vi hanno partite di credito gli altri pittori pure allo stipendio Estense
Compagni M. Battista , e da Valle M. Ippolito , il quale dipinse una
trabacca : pittura importante scudi ottocento.
Pag. 121.
Il pittore Antonio Maria Finotti figlio di Ventura, e di Giovanna
e suo fratello Gianpaolo nel 1572 fanno la pace a Floriano Lolli uc
........
cisore del loro fratello Giambattista. V' intervennero anche Giovanna
loro madre , ed Elisabetta loro sorella ( atti di Bonifazio Vincenzi del
7 Giugno).
Pag. 126.
Griffi Albertino pittore lasciò eredi i due suoi figli Bonaventura e
Maria, e pare che mancasse del 1540, dacchè nel 3 Luglio a rogiti
di Maurelio Jacobelli si fa la tutela ai detti suoi eredi.
Pag. 127.
Lodovico Maccanti pittore che fu figlio di Jacobo testo a rogiti di
Bonifacio Vincenzi nel di 4 Gennajo 1575, e lasciò le doti a Marga
rita sua moglie, e la eredità alle figlie Laura ed Isabella ; ed in caso
di loro mancanza a Battista, Michele,ed Antonio , Maddalena e Co
stanza tutti fratelli e sorelle di esso testatore, non che agli eredi della
fu Laura altra di lui sorella. Però non mori si presto , perchè nel
1576 fu testimonio ad un atto del soprad. notajo.
Pag. 132.
Aggiungasi ai pittori un Giulio Cesare de Passatori del fu M. Fran
cesco, come da atto di Borso Costabili del 10 Maggio 1582.
338
Pag. 135.
Francesco Valides pittore, che nominai parlando di Marco Preudi,
era figlio di Maestro Andrea. Un Andrea Valides era pittore , e la
sciava nel 1571 la figlia Giulia maggiore di anni 20, minore di 21 ,
la quale rifiutò la eredità del fratello. Non può essere questo Andrea
se non un figlio di Francesco col nome dell' avo, tanto per ragione
cronologica , quanto perchè era nipote di un Nicola Leoni , mentre
Francesco era appunto marito di una Leoni.
Pag. 137.
Nominai Bettino da Rimini e suo figlio Ambrogio pittori. Di loro
parla con qualche dettaglio il ch. Cav. Tonini negli Atti di Storia
patria per l' Emilia ( anno II , pag. 159). Un magnifico quadro di
Bettino è nella Chiesa del Monastero di San Giuliano in detta Città ,
lodato anche dal Lanzi, portante scritta l'epoca del 1409. Dagli atti
di Benedetto Ciacconi ( 12 Novembre 1398 ) si rileva che fu olim de
Faventia, nunc Arimini hab.; era figlio di Francesco, e ricevea la dote
di sua moglie Agata fu M. Benedetto De Scholis riminese, mediante
terreno del valore di L. 160. Suoi figli furono Ambrogio, Bittino , e
Taddea ; del qualeAmbrogio parla pure un atto di Fr. Paponi- pro
vido viro Ambroxio pictore filio q. mag. Bictini de Arimino.
rimasta vedova, sposó in seconde nozze un Gio. di Benedetto vedovo
pur esso. Lo stesso Ambrogio ebbe a figli Camillo, Orazio e Lattanzio,
Agata,
il quale ultimo fu condiscepolo di Tiziano alla scuola di Giambellino,
e poi Consigliere del Comune riminese nel 1509, vivente ancora nel
1524, lasciando sue pitture in Venezia e in Perugia (Tonini succit.).
S' ignora per altro anche in Rimini il cognome di questa famiglia ,
non essendo apparso neppure in altri atti che il lodato Cav. Tonini
ebbe a trovare posteriormente a quelli pubblicati , e che con molta
cortesia mi ha comunicato. Si scorge da questi come Ambrogio pren
desse a moglie nel 1444 quella Parisina del fu M. Francesco da Fer
rara , che ho nominato io pure alla detta pagina 137 relativamente
all'anno 1459 , per cui sembrerebbe doversi ascrivere a questo ma
trimonio la venuta di Ambrogio in Ferrara , se non vi si opponesse
il risultato di altro atto , dal quale si vede ch' egli acquistò in Ri
mini una bottega nel 1448, in qua exercet artem pictoriæ, sub domi
--
339
bus M. Santolini aurificis etc. Un altro rogito ci mostra in Lodovica
Cinarini riminese la moglie di Lattanzio del fu Ambrogio nel 1522 ;
un altro ci dice che Lattanzio , Camillo e Orazio nel 1479 erano
maggiori degli anni 25 ; e finalmente un altro del 1437 ci assicura
come Bettino figlio del pittore Bettino fosse frate Agostiniano, al quale
poi venne affidata nel 10 Giugno 1453 dal Vescovo locale la dire
zione dell' Ospedale di S. M. del Montirone. Ambrogio poi avea con
tratta conoscenza con Gerardo pittore del fu Andrea da Vicenza pit
tore, per cui lo nominò procuratore di sua moglie ad esigere, pren
dere possesso ecc. in Rimini , mediante l'atto che accennai alla so
praindicata pagina.
Pag. 137.
Da aggiungersi ai pittori anche M. Bartolomeo Ruini, come da alto
di Rinaldo Ettori del di 8 Febbrajo 1577.
Pag. 144.
Albero di Benvenuto Tisi da Garofalo.- Marito ad Antonia figlia
di questo pittore fu Alfonso Pardi che ne rimase anche erede, come
dal testamento di detta Antonia del 3 Ottobre 1596 ad atti di Borso
Costabili. Benvenuto nella figlia rinnovò il nome della propria madre.
Pag. 158.
Da aggiungersi fra i ricamatori un Poli Alessio abitante nella via
de' Cappuccini, come da atto di Rinaldo Ettori del 28 Decembre 1587.
Pag. 198, lin. ult.
detto alias Lambardi- leggasi Lombardi.
Pag. 229.
L' Articolo di Lazaro (de) Giacomo da Vinegia finisce con queste
parole
Castorio ebbe un figlio di nome Gio. Andrea = le quali pa
role sono fuori di posto, e doveano susseguire immediatamente il do
cumento relativo ai Giraldoni, alla cui famiglia Castorio appartiene.
Pag. 237.
Intorno ad Innocenza Annichini sorella di Francesco, che il Masini
dice figlia di Andrea, annoto come del 1473 vivea appunto un An
--
340
drea Annichini figlio del fu Annichino Annichini. Soltanto sarebbe a ri
marcarsi che ove la suddetta fosse figlia di questo , o non sarebbe
stata sorella di Francesco , o Francesco non sarebbe stato figlio di
Lorenzo, come vorrebbe il Baruffaldi in contraddizione al Masini suc
citato. In quanto a me, dissi di convenire con quest' ultimo che In
nocenza fosse figlia di un Andrea , dacchè fuvvi questo pure e della
stessa arte di scultore di gemme: ma ora debbo rettificare la cosa os
servando ch'errai nel dirne più conciliabile l'epoca, dacchè l'Andrea
artista fu posteriore a Francesco ; per cui vista ora la esistenza di
altro più antico Andrea, parmi doversi la detta Innocenza ritenere
figlia del medesimo che forse, anzichè Lorenzo, fu padre di Francesco.
Pag. 253.
Agli intagliatori si aggiunga Bernardino fu Stefano Oroboni, scul
ptor lignaminum, come da atto di Giacobo Dalla Mella nel 19 Novem
bre 1473. Non saprei indurmi a credere che si potesse confondere
con altro Bernardino fu Stefano intagliatore di legname, che fece te
stamento nel 10 Decembre delle stesso anno agli stessi rogiti, perchè
quest' ultimo si vede accennato col cognome Donnabona.
Pag. 255.
Articolo
Di Biagio Rossetti, e di altri architetti.
Di San Francesco e di Santa Maria in Vado parlai nella pri
ma parte alle pag. 27 e 30 , e della prima ne scrissi e diedi alle
stampe una dettagliata monografia nel 1860, ristampata nel corrente
1868. Ed in questo libro dissi che il Rossetti fu l'architetto del Tempio
di S. Francesco per intiero, e dell' altro di S. Maria in Vado per la
parte principale, stantechè si credette sinora che Bartolomeo Tristano
lo fosse stato per la nave traversale. Per la storia del primo potei
ricavarla in gran parte da documenti, donde si conobbe essere opera
del Rossetti, anzichè del Benvenuti, cui era stata sino allora attribuita:
ma per S. Maria in Vado , io dovetti appoggiarmi alle Guide nostre ,
dicendolo con esse cominciato nel 1475, e terminato nel 1519; e ciò
ridissi a pag. 255 della parte presente. Se non che ora soltanto, vale
a dire dopo stampato l'Articolo sul Rossetti, rinvenni alcuni documenti
dai quali vengo fatto certo che vi si diede principio soltanto nel 1495
341
( come rettificando sè stesso disse anche lo storico Frizzi all' appoggio
della Cronaca Zerbinati , pag. 177, To. IV, seconda ediz. ) ; che ne
diede il disegno il celebre nostro pittore Ercole Grandi; che ne furono
architetti ed assuntori Biagio Rossetti nella qualità d' Ingegnere Di
rettore , e Bartolomeo Tristano quale capo-mastro ; e che Antonio di
M. Gregorio ( Campi) ne fu lavoratore dei marmi, come si ha da un
rogito di Nicolò Zerbinati del 10 Ottobre 1495, col quale i frati di
S. Maria in Vado, annullando il primo contratto in causa di avvenuti
contrasti , fanno una scrittura per le opere di marmo bianco e rosso ,
che farà M. Anton de M. Gregoro , da eseguirsi dignamente al antiga
segondo il disegno dara M. Hercule di Grandi depintore ecc. Qui poi
riporto la convenzione fatta coi Rossetti e Tristano sempre in base ai
desegni de M. Hercule depinctore ; convenzione che trovai in minuta
sincrona negli atti di S. Maria in Vado giacenti nell'Archivio de' Re
sidui alla Capsula XV, Mazzo C 1.° N. 11. Dalla medesima ora veniamo
a scorgere di qual tempio trattava il frammento di scrittura parlante
della navata di mezzo, e di pilastrelli da farsi col disegno di un M.
Ercole pittore (parte preced. a pag. 589). Se non che da essa cono
sciamo pure come il Grandi dovess' essere architetto, quando ancora,
come fu forse, non avesse somministrato che il disegno; ma veniamo
parimenti a togliere al Rossetti il concetto di uno di que' sontuosis
simi Templi che gli erano stati attribuiti. Non pertanto anche il solo
sviluppo di quel concetto o disegno non sarà per lui di poco merito;
come gli rimarrà sempre il merito grandissimo di tante altre opere ,
fra le quali primeggiano i Palazzi dei Diamanti e Scroffa-Calcagnini,
ed il Tempio di S. Francesco.
(1495)
Conventione pacti et compositione facta firmati stabelliti et conclusi tra
li frati de M. Sancta Maria del Vado cioè el veu. frate
e
da una parte, et m. biasio Rosseto olim Muradore et al presente Inzigniero
de lo Illmo N. S. da Jaltra parte per la fabrica de la sua Giesia de M."
Sancta Maria del Vado, per la quale fabrica le dicte parte se sono convenute
dacordo insieme per lo muodo infrascripto, como appresso videlicet
Prima el dicto M. Biasio obligando si et soi bieni promete a dicti frati
de far on sia far fare dicta Giesia et fabrica a tute sue spese de priede cocte,
calcine , tagliamenti, et altre cosse infrascripte et ut infra facendola et seu
23
--
342
dovendola far fare diligentemente et bene pulita bella et de ogni laude degna
ad arbitrio de cadauno homo da bene , et secundo li desegni de M. Hercule
di Grandi depinctore visti più volte per lo dicto M. Biasio , et per lo infr.
M. Bartholomeo de Tristano muratore , e per loro insieme et cadauno da
per si examinati et molto bene intesi : li quali desegni sono al presente a
presso el ven. padre frate Jacomo de Signorelli da Ferrara Vicario et Sin
dico del Monastiero de li dicti frati in Ferrara, cum pacto expresso chel dicto
M. Bartholomeo de Tristano lavori sempre personalmente a dicta giesia quando
se ge lavorara, et maxime in mettere in opera li tagliamenti et tute le cosse
sutile ch' andarano a dicta fabrica, et etiam in tute quelle cosse ch' impor
tano si in le cosse substantiale como in li adornamenti per quanto al per
tiene el mestiero suo.
Et che per cadauno migliaro de le priede cocte nuove ch' andarano in
dicta fabrica messe in opera a tute sue spese de palificare, murare, armare,
tagliamenti et maxime in la fazata denanti , la quale ha da essere tuta de
priede cocte tagliate cum piedi de stallo , bassamenti , colunne , architravi ,
cornise, et altre belle cosse secundo el desegno de epsa fazata denanti, facto
per lo dicto M. Hercule depinctore, lire cinque e soldi cinque de marchesane
et cussi dicti frati etc.
Ommissis
Et etiam perchè dicto M. Biasio dice che lui non intese quando se fece
dicto accordo a la presentia del prefato N. S. che dentro da la Giesia li
andassero tanti tagliamenti de prieda cocta , et maxime in le fazate de la
nave de mezo , quanti lui ha visto dopo per uno desegno de una sponda de
dicta nave de mezo , facto per lo dicto M. Hercule , in lo quale sono li soi
cingimenti de cornise, et cussi anche in le meze colunne de prieda cocta che
vanno in tuta la dicta Giesia, et in li quadri che vano a li cantuni, et etiam
le capellette che sporzeno alquanto fuora al tondo in mezo cum li suoi
cingimenti de cornixe, secundo un altro desegno de dicto M. Hercule facto de
dicte capellete, per le quale cosse non dicte, cioè tuta la fazata verso Schi
vanoglia etc.
Ommissis.
Pag. 277. linea 12.
Dove fu alloggiato Giovanni Bentivoglio- leggasi Annibale di
Giovanni.
FINE
--
343
Indice delle Materie
Dedica
Prefazione
Famiglia dei pittori Turola, o Belli
Famiglia dei pittori Costa da Vicenza .
Famiglie dei pittori Bonacossi, e dei Bonacorsi-Romani o Finalli .
Famiglia dei pittori Fiorini
Famiglia dei pittori Benzoni detti Geminiani
Titolivio pittore, e compagni .
Brasoni Domenico detto il Rosso, e Bartolomeo suo figlio, pittori.
Famiglia dei Marsigli o Fini pittori
Pace cogli uccisori di Rinaldo pittore
Pace fatta fra diversi pittori .
.
Domenico Panetti pittore
Famiglia Benvenuti, e ' Ortolano pittore
Casa e testamento di Lodovico Mazzolini pittore
Famiglia dei pittori Filippi, e Sebastiano Gradella pittore
Famiglia dei pittori Sellari o da Carpi
Matrimonio di Battista Dossi pittore
Arrigoni Camillo pittore preparatore di tele da quadri
Dipintura e cattedra nel Coro della Cattedrale .
Facciata di San Crispino
Pitture nella Chiesa e nel Convento di S. Benedetto, e stalli del coro
Quadri degli altari nella Chiesa della Certosa
Altare e quadri nella Cappella di S. Domenico nel Tempio titolare
Di alcuni pittori, e ricamatori, e di alcuni artisti di varie specie.
Pittori
Appendice.
Ricamatori
pag. v
IX
»
»
D
1
5
» 11
16
23
26
D
D
"
»
«
«
«
α
D
»
.
D
30
34
41
42
46
48
52
55
59
65
67
69
77
79
91
99
107
108
155
456
--
Artisti di varie specie
Coramari d' oro
Fabbricatori di carte da giuoco
Incisori
344
Coniatori di stampi da monete.
Coniatori di medaglie, ed orefici
Vetrai, e finestrai
Stuccatori, e scagliolisti
Arazzi del Duomo
Di alcuni miniatori .
Monumenti di Guarino Veronese, e di Gio. Romei.
Monumento della Gruamonti in Sant' Andrea
Famiglia dei Lombardi scultori, e Girolamo Usanza scultore
Allievi di Girolamo Lombardi
Monumento di Giovanni Sadoleto in Modena .
Sculture in San Francesco
Monumento di Lodovico Ariosto
Di alcuni scultori e tagliapietre
Degli Annichini intagliatori in gemme .
Di alcuni intagliatori in legno
Di Biagio Rossetti, e di altri Architetti
Palazzi Castelli, e Roberti.
Di alcuni fabbricatori di organi.
Pietrobono citarista
Andrea Belforte stampatore, ed altri
Aldo Manuzio seniore stampatore
Appunti sugli Estensi, ed altri personaggi.
Aggiunte, e correzioni
»
pa
g. 158
ivi
159
ivi
D
D
D
D
D
»
α
»
»
D
»
»
»
D
α
»
D
D
»
161
ivi
162
163
164
174
182
185
189
204
205
208
215
220
236
240
255
279
287
290
295
304
314
334
345
INDICE ALFABETICO
DEGLI ARTISTI
Abaisi o Baisi- varij
Abati Pier Antonio
Abraam
«
Agusolli Vincenzo
Alemagna (di) Antonio
(di) Corrado
(di) Giorgio
(di) Giorgio
(di) Giovanni
(di) Giovanni
2
(di) o da Modena Martino,
e Nicolò
Aleotti o Sadochi
»
Antonio .
intagliatori- 240-42
intarsiatore- 243
intarsiatore- 242
pittore- 108
pittore- 155
pittore- 8, 11, 108
pittore- 155
miniatore- 172
pillore- 155
intagliatore- 242
miniatori- 172
pittori- Vedi , Modena (da) Giorgio,
Giovanni, e Maurelio
pittore- 44
Gio. Battista detto l' Argenta architetto- 215, 218-19, 265
Alghisi Galasso
Amadei- varij
Giorgio .
Ambrogi o Ambrosi
Ambrogio
Ambrosi Filippo
Ambrosini Bartolomeo
architetto- 96
coniatori- 161
ricamatore- 156
Vedi, Drudi o Drusi Ambrogio
scultore- Vedi, Pietro Martire
pittore- 108
architetto- 272
Anfranchis (de) Giacomo d. Barbante gessajo- 186, 188
»
(de) Gio. Battista
Anguillara Luigi
Annichini Andrea, Callisto, Francesco,
e Luigi
Ansuisio Francesco, e Roberto
scultore- 188-9
pittore- 108
incisori in gemme- 128, 236-9, 539-40
pittori- 108
--
Antonello .
Antonio
Antoniollo
Arcangeli Gio. Battista
Arduini- varij
Argenta (d') Antonio
D
»
(d) Jacomo
(d ) Jacomo Filippo
Argento (dall') ( Dianti ) Antonio
«
346
pittore- 108
pittore- 67
pittore- 108
architetto- 266
ingegneri- 266
pittore- Vedi, Vighi Jacomo
pittore- Vedi, Vighi Jacomo
miniatore- Vedi, MediciJacomo Filippo
pittore- Vedi, Vighi Jacomo
pittore
(dall') Gio. Ant. d. Sansone
(dall') Gio. Francesco .
Arivieri Stefano.
Armani Francesco .
Armati Armato .
Armenico Fra Antonio
Arrigoni Camillo detto Socio
Attavanti Attavante
Aventi Gio. Antonio
«
Gio. Maria
o Da Vento- varij
Aviato .
.
Azzali Baldassare, e Gio. Battista.
Azzolini Vincenzo
Bagnacavallo (il)
Balduini Giovanni
Ballarino Andrea
Banchi o Banci Antonio
0
Barbazza Sebast. da Monselice (Bon
martini)
Barbetti
Barigozzi Lodovico .
Barilli Antonio
Baroncelli ( Nicolò )
α
Giovanni
Barozzi Jacopo da Vignola
Baroni Cosimo
Baseggio Massimino
Bei, o Belli varij
109, 117
pittore- 109
pittore- 109
intagliatore- 242
scultore- 220
scultore- 220
pittore- 67
miniatore- 172
pittore- 109
pittore- 31, 109
scultori- 220-1
pittore- Vedi, Cento (da) Ercole
intagliatori- 242
intagliatore- 242
pittore- Vedi, Ramenghi
vetrajo- 162
incisore
159
pittore- 110
architetto 146, 266-8
intagliatore- 240
scultore- 226
intagliatore- 240
scultore- 21, 221
scultore- 221
architetto- 271
miniatore- 172-3, 180
intagliatore- 100
pittori- Vedi, Turola
--
Benati Benato, e Lodovico
Benincasa e Giacomo .
0
347
Benvenuti Gio. Battista d. l'Ortolano
»
Pietro, e Giovanni, detti dagli
Ordini
Benvenuto da Garofalo
Benzoni- varij .
Bergamo (da) Fra Damiano .
Bernabè (de) Maurelio
Bernieri Paolo
Bertano
Bianchi Francesco detto Frari .
Girolamo
α
Giulio
Bianchini o Trulli- varij
Bigino Lodovico
Boccaccio Antonio .
Boccaccino
Bologna (da) Paolo
Bolognesi Battista
Bonaccioli Gabriele detto Gabriletto
D
Girolamo D
Bonacorsi-Romani, o Finalti varij
Bonacossi- varij
pittori- 110
pittori- 110
pittore- 48-50, 175, 340
architetti- 48-51
pittore
Vedi, Tisi
pittori- 25-5
intagliatore- 149
intagliatore- 242
intagliatore- 242
scultore- Vedi, Rizzi Battista
pittore- 71, 120
intagliatore- 242
pittore- 110
pittori- 3, 110-1
pittore- 141
ricamatore- 156, 178
pittore- 156
pittore- 111
pittore- 111
pittore- 60, 69, 289
pittore- 148
pittori- 13-6, 334-5
pittori- 11-5, 334-5
Bonati Giovanni detto Giovannino Pio pittore- 309
Bonato Antonio .
intagliatore- 242
Bonconsigli Giovanni d. Marescalchi intagliatore e pittore- 112, 259
D
Vitruvio
Bondeno (di) Andrea
Bonfaino o Bonfazino
D
Ippolito
Bongiovanni Giulio .
Boninsegna Amorotto .
Bonmartini Sebastiano
»
Bono
Tiberio
D
Borgognoni Ambrogio, e Cristoforo
Borsani o Borzani Francesco
Borsetti Francesco .
Bosio Andrea .
Bottici Tommaso
pittore- 112
pittore- 112
pittore- 70-5
pittore- 72
indoratore- 69
pittore- 336
architetto- Vedi, Barbazza
pittore- Vedi, Vargas
112
pittore
scultori- 211-2, 221-3
ricamatore- 156
pittore- 54, 112
pittore- 337
pittore- 112
--
Brabante (di) Enrico
Bramante ( Donati Lazzaro)
Brandi.Giovanni
Brantano Giampietro, e Stefano
Braschi Giorgio .
348
intagliatore- 248
architetto
72, 278
pittore- 112
scultori- 222, 231
scultore
Brasoni Bartolomeo
«
Domenico detto il Rosso
Brazzolato Ercole
α
Bregni- varij
Brescia Annibale, e Girolamo
Leonardo
223
pittore- 30-32, 109
pittore- 27-33
ricamatore- 157
scultori
Bressani Genesio
222-5
pittori- 113
pittore- 79, 85, 91-2, 143
architetto- 268
Bressano Battista
Brignoni Antonio
Battista
Broccati Giovanni
Brognoni Ambrogio, e Cristoforo
Brugi o Bruzi
Brusoni Tommaso
Buonalberti
Buonarroti (Michelangelo)
Burges (Maestri di)
Busati Donato
Busi- varij
Busoli Bartolomeo, e Giacobo
D
Bartolomeo (altro)
Cabianca Giovanni .
Calabria Francesco
Calcagni Antonio
Calcina (dalla) Bartolomeo
Caminati Baldassare
Campagnola Giulio
Campi- varij
P
varij
Campo Sperindio
Campari Nicolò
Canozj o Genesini varij
Capelli Battista
scultore- 255
intagliatore- 193, 224, 242
scultore
193, 224, 242
intagliatore- 243
scultori- 223-4
pittore- Vedi, Pisa (da) Nicolò
pittore- 413
pittore
Vedi, Surchi
pittore, scultore, e architetto- 160
arazzieri- 164
scultore
:
225
pittori- 113-14
pittori- 114
pittore- 114, 140
ricamatore 157
414
pittore
scultore- 204
ingegnere- 268
pittore- 115
miniatore- 173
intagliatori- 243
scultori- 224-5, 541
pittore- 115, 132
intagliatore- 243
intagliatori- 243-4
pittore- 446
349
Carboni Tommaso .
Cariani Antonio, e Cesare
Cariboni- varij.
Carli Gabriele detto Milano
Carpaccio Vittore
Carpi (da) o Sellari Alessandro, Anni
bale, e Giulio
«
D
0
»
Carrara Battista
Casanova
D
......
Antonio
Girolamo .
Tommaso.
Caseti Anselmo .
Castellani Lodovico
Castelnuovo (da) Guglielmo
Castorio
Cattaneo Francesco Costanzo , Giu
seppe, e Sansone
pittore- 116
intagliatori- 245
scultori- 225, 228, 234-5
pittore- 146
pittore- 72
pittori- 61-63
pittore- 6, 21, 59-65, 85, 124
pittore- 6, 59-64, 155-6
ricamatore- 157
ricamatore- 157
miniatore- 173
scultore
225
scultore- 226
pittore- 116
scultore
Vedi, Pietro Martire
pittori- 116-17
Cavacci o Cavazzi Antonio, Giovanni,
e Vitruvio
Cavallini Annibale .
Cavaria o Cavazza Baldassare, e Ber
nardino
Cavazza Antonio
Cellini Benvenuto
Cemegini
Cento (da) Ercole (Aviato)
Cesena (da) Teofilo
Checchini Peregrino
Chiavenna (da) o Ciavalta, o Zavalla
Giannantonio
Cimigino Nicolò
Cittadella ( Lombardi ) Nicolò
D
Alfonso ,
Coltellini Michele
»
varij
Compagni Battista
Contini Giovanni
Contucci Andrea ( Sansovino )
Convertite (dalle) Antonio
Corbi Giovanni .
intagliatori- 245
scultore- 226
intagliatori- 245-6
intagliatore- 85
scultore
149, 271, 278-9, 291
pittore- Vedi, Cimigino
pittore- 92-3, 97-8
pittore- 117
scultore- 226
pittore- 82-9
pittore- 42-6, 73-4
scultore- 189, 198
scultore- Vedi, Lombardi
pittore- 117
mascheraj- 117-8
pittore- 537
pittore- 118
scultore- 196, 198
pittore- Vedi, Verona(da) Ant. pittore
ricamatore- 157
350--
Corbi Luigi
Cornelio fiammingo
Corno (dal) Gio. Alfonso .
Correggio (da) o Cucchiari Giovanni
Correggioli- varij .
Corte (da)
Cosmè ..
Cospi (dai)
Cossa- varij.
Costa Lorenzo
varij
Costabili Rinaldo
Costantinopoli (da) Giorgio
Cotignola (da)
✓Cremona (da) Ambrogio, e Girolamo
Cremonese Nicolò
Cricchi Domenico
pittore- 99-101, 105
orefice
85
architetto- 269
arazziere- 467
intagliatori- 247
architetto- Vedi, Ruini Gaspare
pittore- Vedi, Tura Cosimo
pittore- Vedi, Sogari Girolamo
pittori- 118
pittore 5, 61, 70-5
pittori- 6-11, 193, 285-5, 559
pittore- 118
pittore- 6
pittori- Vedi, Zaganelli
miniatori- 172-4
pittore- 118
intagliatore- 247
Cristoforo .
Crivelli Taddeo
Cucchiari .
Cuogo (dal)
Cusetti.
«
Dardi Alfonso
Dianti Bartolomeo
o dall' Argento Antonio
Dielaj
Domenichino ( Zampieri Domenico )
Domenico di Bartolomeo .
di Nicolò
Donato Lodovico
Donnabona Bernardino
Doria Alessandro
Dossi Giovanni detto Dosso.
Battista
α
»
Evangelista
varij
scultore
212
miniatore- 175
arazziere- Vedi, Correggio (da) Gio
vanni
pittore- Vedi, Segna Nicolò detto Ni
coletto
pittore- Vedi, Lusetti
pittore- 118
fabbro legnajo 269
pittore- Vedi, Vighi Jacomo
pittore
.
.
Vedi, Surchi
pittore- 108
pittore
149
intagliatore- 240
pittore- 119
intagliatore- 340
ingegnere- 256
pittore
pittore
46-7, 65-6, 74, 84, 165
65-6, 145, 165
pittore- 65-6
pittori
28, 60, 67, 85, 100, 164
351
Dossi Tommaso
Dotti Marcantonio
Drudi o Drusi Ambrogio.
Duodo Agostino.
Duro Pietro .
pittore e scultore- 67
intagliatore- 251
pittore- 119
capo muratore
arazziere- 168
79
Ellero- varij
Erri Camillo .
Ippolita .
Ersel (de) .
Essale (de)
Estense Baldassare.
Evangelista ( Fra) tedesco
Fabrizio
Faccini Annibale
»
Bartolomeo
Girolamo
Fanti Stefano
Fantinanti Francesco
Federzoni- varij
Ferrara (da) Stefano
Ferrari Bartolomeo
Francesco
»
»
Giorgio .
Girolamo
intagliatori
248-50
pittore- 155
pittrice- 153
intarsiatore- Vedi, Ellero
intarsiatore- Vedi, Ellero
pittore- 145
scrittore- 176
pittore
Vedi, Medico Fabrizio
pittore- 120
pittore- 229
pittore- 120, 136
intagliatore- 250
pittore- 120
fabbricatori di cocchi- 250
pittore- 21
ricamatore- 157
pittore- 77-8
intagliatore- 251
pittore- 120
Ferrocci o Ferrozzi Alberto e Ginesio pittori- 120
Filippi Camillo
pittore
»
»
»
Cesare
Ercole
55-7, 66, 92, 98, 113, 116,
169-70, 178, 248, 335
pittore- 55, 92, 98
intagliatore- 251
Sebastiano seniore, e juniore . pittori- 49, 55-8, 66-70, 91-2, 98
pittori- Vedi, Marsigli
Fini.
Finotti Antonio Maria.
Fiorini- varij
Firenze (da) Domenico
pittore
121, 337
pittori- 17-22, 38, 60, 75, 85, 110,
136, 175, 337
ingegnere- 270
---
Flori Bernardino
Foschini Antonio
Francesco.
Francia
Franzino Ercole.
Frisoni Domenico
»
Gabriele
352
pittore- Vedi, Famiglia dei pitt. Fiorini
architetto- 100
scultore- Vedi, Pietro Martire
pittore- 536
pittore- 121
scultore
226, 231
scultore- 226, 256, 259-65, 286-7
Gabriele .
Gaibana (da) Giovanni
Galasini Jacobo .
Gallinari Gio. Battista
Galli Pietro Maria
varij .
Gandolfi
Gaetano
Mauro
Garbanelli- varij
Garisendi- varij
Garofalo (da).
Gasparini Gasparino
Gazzola Francesco, e Ruggiero
D
Geminiani.
α
Gennari, o Zennari Bernardino.
Francesco
Gesulis (de) Giovanni .
Ghirardoni o Giraldoni
Giacomelli Bartolomeo
Giacomo
«
Filippo
Giambellino
Gian Francese
»
Giovanni di Feo detto il Barbecca
fiammingo d. da Correggio
(da San) Guglielmo, e Oliviero
«
»
«
«
D
pittore- 121
miniatore- 175-6
intagliatore- 251
pittore- 121
pittore- 121
intagliatori- 251-2
pittore
99, 106
pittore e incisore- 99, 106
pittori- 121-2
intagliatori- 252
pittore
Vedi, Tisi Benvenuto
pittore- 122
pittori- 122
pittori
Vedi, Benzoni
pittori- 122, 128
pittore- 31
arazziere- 467
scultore- Vedi Gilardoni
pittore- 123
scultore- Vedi, Pietro Martire
pittore- 140
pittore- 338
pittore- 121
Gilardoni o Giraldoni o Ghirardoni-varj scultori- 9, 79-81, 123, 158, 225-9,
286, 339
intagliatore- 240
arazziere- 166-70
pittori- 123
pittore- 124
pittore-Vedi, Paolo, Giovanni, e Simone
pittori- 123
D
Paolo
figlio di Paolo
due .
--
Giraldi- varij
Giraldoni- varij
353
scrittori, e miniatori Vedi, Ziraldi
scultori
Vedi, Gilardoni
Girolamo
Giulio Romano (Pippi)
Giusti
Gradella Sebastiano
Grandi Ercole
D
Roberti Ercole , Girolamo
Polidoro fratelli
Grazzini Giampaolo
Giulio Cesare
Griffi Giambattista
varijמ
Grimaldi Lazzaro
Grua Rinaldo
Grue (dei) Famiglia
Gucci o Gui Baldassare, e Lodovico
Isep (de) Jacobo
Isinardi Ercole
Jacobo detto il Duca .
Lacini Paolo .
Lamberti Luigi
Antonio, e Nicolò.
Lana Jacobo, e Lodovico
Lanzano (de) Paolo
Lanzoni Lodovico
Lavagnini .
Lazari Paris Marino
Lazzaro
(de) Giacomo .
Lendinara (da) Bernardino
D
Leoncini
(da) Desiderato
Leoni Alessandro
Ligorio Pirro
pittore
67
pittore- 167
intagliatore- 240
pittore- 55-8
pittore 220, 341-2
e
,
pittori- 67, 124-5, 243-4
pittore- 82
pittore- 125
pittore- 21
pittori- 126, 537
pittore- 535
arazziere- 166
majolicisti- 166
intagliatori- 252
intagliatore- 252.
ricamatore 157
scultore- Vedi, Tagliapietra d. il Duca
ricamatore 157
scultore- Vedi, Montagnana (da) Luigi
scultori
186
pittori- 126
intagliatore- 193, 242
pittore- 126-7
intagliatore- 240
pillore- 127
pittore- 70-1, 75
scultore
229
intagliatore- Vedi, Canozj
pittore
127
intagliatore- 240
miniatore 180-1
pittore e architetto- 216
--
Livizzanı
Lombardi Alfonso (Cittadella)
«
D
Antonio
Aurelio, e Lodovico
varij .
Gaspare .
.
Lombardo, o Lombardino Cristoforo
354
pittori- Vedi, Carpi (da)
scultore- 189-90, 198-9, 210
scultore- 242
scultori- 54
scultori
190-203, 359
intagliatore- 240, 252
scultore- 211
.
Lorenzi Cornelio
Luca fiammingo .
Lupati Giulio
Luseti, o Cuseti Domenico
Maccanti Lodovico .
Maculani Cesare
Magagnini Gio. Battista
Magni Guglielmo
Magri .
✓ Maineri Gio. Francesco, e Pietro
Majoli Francesco
Malatesta Comm. prof. Adeodato
Malfij o Malpij Andrea, e Gentile .
Malvezzi- varij .
Manetti
Mantegna Andrea
Mantova (da) Gianfrancesco
Manuello, e Parti suo figlio.
Marchetti Domenico
Marchi (de) Francesco
0
•
ricamatore- 157
arazziere- 166-70
intagliatore- 252
pittore- 127
pittore- 127, 337
architetto- 268
pittore- 127
miniatore- Vedi, Ziraldi
miniatori- Vedi, Ziraldi
pittori- 127-8
pittore- Vedi, Sacrati
pittore- 206
scultori
229, 234
pittori- 128
intagliatore- 240
pittore- 70-5
scultore- 187
intagliatori- 240
pittore- 128
intagliatore- 240
architetto- 271, 276
Marescalchi Giovanni d. Bonconsigli. pittore e intagliatore- Vedi, Bonconsigli
刀
varij
Marescotti Antonio .
Carlo, e Giulio
Maresti Cav. Alfonso
Mariani Mariano
D
Maurelio
Marinetti Fra Martino.
Marsigli ( o Fini)- varij
α
»
»
Fino
Bernardino .
pittori- 128
coniatore, e fonditore- 115
pittori- 129
intagliatore- 252
pittore- 129
coramaro 158
miniatore- 176
pittori- 34-9
pittore- 70-5, 115
pittore- 70
L
355
Masacci Lodovico
Masuriza Nicolò
coramaro
scultore- 79
158
Massa (dalla) Bartolomeo
Massari Fra Marco, e Nicolò
Mazzoleni Stefano
Mazzolini Lodovico.
Mazzoni Guido
Mazzuoli Giuseppe detto il Bastarolo
Medace (de) Giorgio
Medici Jacomo Filippo
Medico Fabrizio.
Medina.
Meglioli, o Miglioli
Meleghini Jacopo
Menegatti Alessandro
Meo di Nuto Barna
Mercati Ippolito.
(dei) Venturino
Merighi Gio. Battista
Merlini Orazio
Messina (da) Antonello
Milanati Alessandro
Milano (da) Ambrogio- varij
(da) Ambrogio.
(da) Antonio
(da) Cristoforo
»
»
Milano .
Mille Giovanni
Minelli Giulio
Mirandola (Lodovico) .
Modena (da)
(da) Antonio, e Baldassare
D
D
»
fabbro legnajo- 269-70
miniatori, e scrittori- 176
pittore- 129
pittore- 52-5, 69, 112, 123, 147, 175
scultore- 205-6
pittore- 52
scultore
231
miniatore- 140, 176-8
pittore- 177
orepce- 161-2
coniatore- Vedi, Sperindio Francesco
architetto- 270-6
pittore- 129
intagliatore- 240
scultore- 229
miniatore- 172
intagliatore- 76
intagliatore- 253
pittore- 108
intagliatore- 255
scultori- 286
scultore- 183, 212
scultore- 182-4
scultore- 211-15, 256, 259, 261-2
pittore
Vedi, Carli Gabriele
arazziere- 166-7
pittore- 129
pittore- 84
pittore- 70-1, 75
scultori- 79
(da) Bartolomeo di Tommaso pittore- Vedi, Tommasi
(da) Giorgio, Giov , e Maurelio pittori- 42-6
(da) Lodovico.
: pittore- Vedi, Settevecchie
»
D
(da) Lodovico (altro)
(da) Nicoletto.
Molinari Gerardo
pittore- 84
pittore- Vedi, Segna Nicolò d. Nicoletto
tappezziere- 168
Mondella Girolamo ( e non Galeazzo) pittore e incisore in pietre- 129-50
Monferrato Paolo
Monselice (da) Sebastiano
pittore- 69
architetto
Vedi, Barbazza
--
Montagnana (da) Luigi (Lamberti)
356
scultore- 185-8
Montecchio (da) Gregorio, e Leonardo pittori- 7-8
Morbioli Ambrogio .
ricamatore- 157
Moro Jacobo .
Mosconi Jacobo .
Mutoni Giovanni, e Tommaso
Muzi Antonio
intagliatore- 253
scultore- 222
scultori
231
miniatore- 178
Nani Alessandro
D
Nicolò
Nascimbene
Negrini Gio. Antonio
Negroni Natalino
Nicoletto da Modena
Nicolò .
Novara (da) Gio. Andrea.
Nozi, o Noci Anteo, e Lodovico detto
trich-trach
Olanda (d') Francesco.
Ongaro Giorgio, e Michele
Ordini (dagli)
Oro (dall ) o de Orio Uguccione
Oroboni Bernardino
Orsini Carlo .
Antonio, e Girolamo
Ortolano (1 ) .
Pajentibus (de), o de Pangeribus
Palazzo (dal), o Riverenza
Panetti Domenico
Panizzati- varij
Paolo, Giovanni, e Simone
scultore- 215, 218-9
orefice- 162
pittore- 130
ricamatore- 157
pittore- 130
pittore- Vedi, Segna Nicolò
pittore- 115
capo muratore 96
intagliatori- 76-7, 536
architetto- 276
pittori- 150, 155
architetti- Vedi, Benvenuti Pietro, e
Giovanni
pittore- 28
intagliatore- 340
ricamatore- 157
pittori- 130
pittore- Vedi, Benvenuti Gio. Battista
pittore- Vedi, Speranza
pittore- Vedi, Venezia (da) Bartolo
meo, e Filippo
pittore
21, 46-8, 69, 175, 289
pittori- 27-8
pittori- 131
357
Paris , o Parisi Domenico detto dal
Cavallo
α
Parma (da) Arcangelo
(da) Francesco
Parosch
Parrasio Angelo.
Pasetti- varij
Pasini Battista
»
Pasio
Gio. Battista
Passatori Giulio Cesare
Pastorini Gio. Michele, e Pastorino
Pavia (da)- varij
Pavissen Adriano detto Previsini
Peccenini- varij
Pelizzoni Gio. Jacopo
»
Pellejo .
Gio. Pietro
Pendasi Girolamo
Perdoni Angelo .
Perelli Francesco
scultore- 21, 221
miniatore- 178-9
pittore- 131
fonditore- 200
pittori- 139
pittori- 131
pittore- 131
ricamatore- 131
pittore- 15
pittore- 337
coniatori- 161
pittori- 132
intagliatore- 253
pittori- 37-9
scultore- 229
scultore- 235
pittore- 132
scrittore- 181
intagliatore- 253
pittore- 132
Perfia, o Persia Antonello, od Ottonello pittore- 2, 132-3
Peruzzi Baldassare .
Pesci Galeazzo
D
Girolamo Maria.
architetto- 271, 280-1, 289
pittore
94, 135
pittore- 135
Picchiati Bartolomeo, e Francesco Ant. architetti- 277
Piccolpassi Lodovico
.
Pietro Martire
Piganti Bartolomeo
Pioli Francesco
Pipa (della) Filippo
Pisa (da) Girolamo, e Nicolò
Pistrino (del) Battista .
Piva Agostino
«
Ercole
Poli Alessio
Pomi Antonio
»
:
Onorato, e Scacco o Siacco
Pongia Flaminio
Ponte (da) Paolo
Pordenone (il) Licinio.
24
pittore- 134
scultore- 230
pittore- 134
scultore- 230
pittore- 134
pittori- 70-5
pittore- 134
coramaro 134
pittore- 134
ricamatore- 339
pittore- 134
ingegneri- 134
architetto- 277
pittore- 134
pittore- 164
--
358
Porto (da) Uguccione, e Leonello
Pozzali Sante
Preudi Marco
Previsini
Primezzi Giacomo
Priore (del) Ippolito
Prisciani, o Persiani Nicolò .
Prosperi (de).
pittori- 27-30
pittore- 113, 148, 135
pittore- 135, 338
intagliatore- Vedi Pavissen
intagliatore- 253
pittore- 136
pittore- 136
pittore- Vedi, Tealdi, o Tebaldi
Puttini Francesco, Giuseppe, e Pietro scultori- 99-107
Quaino.
Quartesana (da) Alessandro .
Raes
Raimondi Lodovico.
0
scultore- Vedi, Verona (da) Lorenzo
pittore- 27-30
arazzicri- Vedi, Rossi, o Rost Giam
battista, e Nicolò
scrittore- 179
Ramenghi Bartolom. d. il Bagnacavallo pittore- 49
Rasconi
scultori
Regali Paolo .
Rembrandt Van-Ryn Paolo
Rescle (de)
Revedin Andrea.
Riboni Gio. Battista
Ricami (dai) Amadeo
Ricci Bartolomeo
Riccioli Antonio.
Riccoboni Tommaso
Ridolfi Domenico
Rimini (da)- varij .
Rinaldo
«
Ripa Benedetto
Riverenza .
Rizzardi Pietro
Rizzi Battista, e Bernardino
Roberti Grandi
Vedi, Rusconi
pittore- 136
pittore, e incisore- 159
intagliatori- Vedi, Ellero
pittore- 136
intagliatori- 253
ricamatore- 156
intagliatore- 253
pittore- 136
intagliatore- 253
pittore- 136
pittori- 157, 338-9
arazziere- 168
pittore- 41-2
ricamatore- 158
pittore- Vedi, Venezia (da) Bartolomeo,
e Filippo
intagliatore
scultori
pittori
251
211-15
Vedi, Grandi Roberti
Roncalli, d. il Pomarancio, Cristoforo pittore- 197
Ronconi Marco
•
ricamatore- 158, 228
--
359
Rondinelli- varij
Rosaliba Antonello .
Roselli di Firenze
»
varij
Rossetti Biagio
intarsiatori- 253
pittore- 108
pittori- 93, 96
pittori
architetto
92-7, 336
38 , 40-4 , 69-75 , 226 ,
254-64, 340-42
α
Gio. Battista
Rossi Agostino
D
Andrea
o Rost Giambattista, e Nicolò
Rosso (il) .
Rost
Rosuti Gio. Battista
Ruini Bartolomeo
«
Gaspare detto da Corte
Rusconi o Rasconi Albertino , e Gia
«
»
como
Cristoforo
Russi (de) Francesco
Sabadini Gaspare
intarsiatore- 254, 262
stuccatore- 69
pittore- 137
•
.
•
arazzieri- 167
pittore- Vedi, Brasoni Domenico
arazzieri- Vedi , Rossi Giambattista,
e Nicolò
pittore- 166
pittore- 339
architetto- 277
scultori- 212, 250-4
scultore- 212
miniatore- 175
pittore- 137
Sabadino detto dai tappeti, e suoi figli arazzieri- 167
pittore- 137
Sacrati Francesco (forse Majoli)
Sadochi (Aleotti)
Sagramoro Giacobo
Salesiani Silvestro
•
Salsiti Carlo, e Gio. Maria
Saltari- varij
Sandoni Jacobo .
Sangallo Antonio
Sansone
Sansovino .
.
Sanvito, o Santovito Giovanni
Sanzio Raffaello
Scarponi Cristoforo
Schiatti Alberto
Schisi Mariano
pittori- Vedi , Modena (da) Giorgio,
Giovanni, e Maurelio
pittore- 137
ricamatore- 158
ricamatori- 158
scultori- 234
scultore- 231
architetto- 270-1, 278
pittore- Vedi, Argenta (dall ) Giovanni }
Antonio, e Cattaneo
scultore- Vedi, Contucci Andrea
pittore- 137-8
pittore- 49
scultore- 212
architetto- 69
pittore- 138
--
Sciovino Nicolò .
Sebastiani Bastiano
Segizzi o Sigizzi Stefano
360
intagliatore- 85, 90-1
scultore- 204
intagliatore- 73, 254
Segna Nicolò d. Nicoletto, o Dal Cuogo pittore- 71, 138
D
Bartolomeo
Sellari .
Serlio Sebastiano
Serrati Fra Mattia .
Settevecchie Geminiano, e Lodovico
Setti Geminiano
detto Cecchino
Sforza Vincenzo
Siena (da) Angelo
«
(da) Giovanni
Slot Gerardo
Socio
Sogari Girolamo
Sperandio (Meglioli o Miglioli) Franc.
Speranza, detto de Pangeribus, o Pa
jentibus
Speroni Francesco
Stoporone Bernardino, e Cristoforo
Stuani Leonardo
Succi Gasparino
Paolo
pittore- 138
pittori- Vedi, Carpi (da)
architetto- 268, 271
miniatore- 179
pittori- 82-90
pittore- 83
pittore- 71
intagliatore- 254
pittore- 138-9
architetto- 277
tappezziere- 168
pittore- Vedi, Arrigoni Camillo
pittore- 139
coniatore- 115
pittore- 8
pittore- 139
scultori
205-12
intagliatore- 254
pittore- 139
ricamatore- 158
0
Surchi Gio. Fran. d. Dielaj (Buonalberti) pittore- 439
Tagliapietra- varij
Tani Andrea, e Tommaso
Tappeti (dai)
Tartaglia Gio. Battista
Tedeschi Gio. Battista .
Tealdi o Tebaldi (Prosperi) Giacomo
Filippo, e Paolo
Terzi Terzo
Tesini Andrea
Tironi Francesco
Tisi Benvenuto da Garofalo .
Titolivio
scultori- 220
scultori
234
arazziere- Vedi, Sabadino
pittore- 78, 135
orefice- 462
pittori- 140-1
architetto- 271, 278-9
pittore 441
scultore- 234
pittore- 21-4, 47-9, 59, 116, 141-4,
156, 166-70, 186, 209, 339
pittore- 26-31
--
Todeschi Annibale, e Pietro
Tomasini Giulio .
Tomassoni Alessandro
Tommasi Bartolomeo, e Domenico
»
Roberto
361
pittori- 42-5
intagliatore- 254
architetto- 271
pittori- 145
ricamatore- 158
Torchiarino (il) (Zaccagni Bernardino) architetto- 271
Toris (de) Ambrogio ,
Trinchieri Gio. Antonio
•
α
D
Tristani Alberto, e Gio. Battista
Bartolomeo
Lorenzo
•
scultore- 183-4, 231
scultore- 80-1, 225-8, 234
architetti
80
architetto- 340-2
architetto
Trivella Geminiano
Lodovico
D
Trotti Lodovico .
Trulli
Tura Cosimo detto Cosmè
Turchi Pietro
Turola, ovvero Bej o Belli- varij
Uguccioni, o Uguzzoni Domenico
Ungheria (di) Giorgio
Usanza Girolamo
Vacchi .
Vaceto, o Vacieto Giovanni .
Vaduini Stefano
Valerj Domenico, Giacobo, e Giovanni
Valides Andrea, e Francesco
Valle (da) Ippolito
Valsecchi Simone
Van-Eik
Vani Federico
Vanni dell' Ammanato
Vareschi Gio. Pietro
Vargas o Bonmartini Tiberio
Vecchi Filippo
54
pittore- 66
pittore- 145
intagliatore- 245-6
pittori- Vedi, Bianchini
pittore- 19, 46, 74, 108, 117, 120,
132, 134, 137, 140, 145-6, 165,
474, 473
scultore- 77
pittori- 1-4, 14, 111
:
ricamatore- 158
pittore- 145
scultore
197-201
pittori- Vedi, Venezia (da) Bartolomeo,
•
e Filippo
pittore- 146
intarsiatore- 254
•
pittori- 146
pittori- 135, 338
pittori- 337
scultore- 235
pittore- 108
intagliatore- 254
intagliatore- 240
scultore- 235
pittore- 146
pittore- 146
--
362
Vecellio Tiziano
Venezia (da) Antonio, e Jacobo
(da) (Vacchi)- varij
«
»
«
(da) Antonio, e Girolamo
(da) Bernardino .
(da) Nicolò
pittore
scultori
.
238, 358
189
pittori- 53, 69, 146-7
pittori- 147
intagliatore- 125
«
(da) Francesco, e Giovanni
Verona (da) Antonio
(da) Francesco, e Servadio .
D
(da) Lazzaro di Giacomo.
(da) Lorenzo detto Quaino
Veronesi Vincenzo .
Verzelli o Vergelli Tiburzio
Viari Francesco
Vicenza (da) Andrea, e Gerardo
Vicentino Alessandro
Vico Enea
Vicomercato o Vimmercato Battista, e
Guiniforte
Vighi Jacobo
Vignola (da) .
Villafora Catabene .
Villanelli Bartolomeo
D
Giovanni .
Villani Alfonso
Viola (dalla) Baldassare
Vitali Gio. Battista
Vittoria Alessandro
•
Zaccagni Bernardino
Zaganelli Bernardino , e Francesco ,
detti Cotignola .
Zani Vincenzo
Zavatta, o Ciavatta
Zennari
Ziliberti- varij .
Ziraldi o Giraldi detti Magri
Zunta o Giunta Evangelista
intagliatore- 254
fenestrai- 162-3
pittore- 42-6, 112, 147
pittori- 148
scultore- 339
scultore- 235
pittore
82
scultore- 204
scultore- 235
pittori- Vedi, Costa- varij
scultore
incisore
255
159-60
miniatori- 172
pittore- 140-1, 148-55
architetto- Vedi, Barozzi
ricamatore- 158
pittore- 179
scrittore- 179
fabbricatore di carte da giuoco- 159
pittore- 153
scultore
204
scultore- 235
architetto- Vedi, Torchiarino (il)
pittori- 153-4
pittore- 154
pittore- Vedi, Chiavenna (da) Giannant."
pittori
Vedi, Gennari
intagliatori- 254
miniatori e scrittori- 179, 81
fenestrajo- 163
DVBRIOCHE
STAATS
BIBLIOTHEK
MUENCHEN
363
APPENDICE ALL' OPERA
Non essendo più in tempo di unire le infrascritte notizie alle
Aggiunte e correzioni, le metto qui in fine, parendomi non prive di
qualche importanza.
I.
Feci vedere che il disegno di S. Maria del Vado fu dato dall' e
simio nostro pittore Ercole Grandi di Giulio Cesare , il quale, come
dissi altra volta, dovea pur dirigere la erezione della statua di Er
cole I nella Piazza di Terra Nuova ( ora Ariostea ) ; lavoro che poi
non fu eseguito. Ciò per altro addimostrava come fosse adoperato
in arte dagli Estensi: e il documento che segue ci comprova come
questo nostro artista fosse pur anche bene amato e incaricato da essi
di speciali e delicate commissioni.
(fuori) (1)
Venerabili dilectissime nostre domine Abbatisse Monialium Monasterii
Muratarum Urbis Florentinae
(entro)
Venerabilis et religiosissima dilectissima nostra
Mandando Hercule prestante pictore nostro dilectissimo, presente
exhibitore, a Roma con lo Illmo nostro figliolo, li habiamo ordinato
(1) Dall' Archivio centrale di Stato in Firenze : Archivio delle Corporazioni reli
giose soppresse.
sse. Carte del Monastero della SS. Annunziata delle Murate (Lib. segn.
N. 125). Il figliuolo di Eleonora era il principe Alfonso poi Duca, spedito a quella
dominante a render omaggio al nuovo Pontefice Alessandro VI.
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che ne visiti et referischa alcune cose perparte nostra, secundo che da
lui intenderete. Per la qual cosa ne confortiamo grandemente che I vi
piacia prestarli circa quanto in nostro nome il ve dira, quella fede, che
faresti, se se parlassimo. Et optime in domino Jesu valete.
Ferrariae ij nου. 1492.
Eleonora de Aragonia Ducissa Ferrariae
N. Bendedeus
II.
Di un Bono pittore parlano molti autori, fra i quali l' annotatore
del Baruffaldi , e il Laderchi nella Quadreria Costabili , ove un suo
quadro è segnato- Bonus Ferrariensis Pisani discipulus.
In que
sto libro ( pag. 112) ho detto ch'egli comparisce nei registri delle spese
ducali all' anno 1450 ( Arch. Palat. di Modena). Ora vediamo come
egli abbia pure lavorato ben molti anni avanti nella dipintura delle
vôlte del Duomo di Siena.
1441-1442. M. Buono da Ferrara dipentore die dare infino a di
10 di gienaio 1441 ( 1442 s. c. ) lire sei sol. O seli prestoro per detto
di Misser Giovanni (Borghesi, rettore dell'opera del Duomo) per parte
di dipentura delle volte del Duomo (1).
1461. M. Buono da Ferrara dipintore ecc. (2).
Le sopraindicate cose mi furono cortesemente comunicate dall' e
gregio Cav. Gaetano Milanesi tanto benemerito della Storia dell' Arte,
come già dissi a pag. X. Ora ne riporterò altre da me rinvenute.
Atti del notaro Pietro Pialbene nell' Archivio della Cancelleria Ar
civescovile, che per gentile condiscendenza di que' Reverendi Cancel
lieri potei esaminare.
1393.7 Maij- Magister Jacobus depictor filius q. Andree de Ga
vaceto de Mutina, nunc civis et habitator Ferrarie in cont. S. Crucis,
et Andreas lanarolus ejusdem Mag. Jacobi filius etc.
prendono da
(1) Dall' Archivio dell'Opera del Duomo di Siena , Libro Rosso nuovo dal 1439
al 1457 pag. 32.
(2) Archivio d. e Libro d. a carte 40.
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Francesco Daniele de Militiis una somma a mutuo per mercanteggiare
nell' arte ed esercizio della lana. Forse i suoi discendenti tornarono
a Modena , e forse appartengono a questa famiglia que' tre pittori
modonesi Stefano padre , e suoi figli Camillo e Luigi Gavassetti, dei
quali parlano il Vedriani, ed altri.
Fu puredi Modena quel Serafino Serafini, che colà dipinse nel
Duomo nell' anno 1385 la coronazione di M. V., avendo già operato
in S. Domenico di Ferrara sino dal 1373 nella cappella della famiglia
Petrati. Parlano di lui varii autori, fra quali il Vedriani , e se ne fa
parola nella prefazione all' opera del Baruffaldi, Tom. I, pag. 9 e 21.
È certo per altro che i suoi lavori e la sua vita non furono limitati
al detto anno 1385, perchè lo troviamo stabilito in Ferrara nel 1393.
1393. 10 Januarij
......
Prior S. Agnetis civit. Ferr.
investivit
.......
Magistrum Serafinum pictorem filium q. dni Joanis de Serafinis de
Mutina, nunc civem et habitatorem Ferrarie in contracta S. Gregorij,
presentem etc. de uno casali casamentivo etc. in cont. plobe ( plope )
burgi inferioris prope civitatem Ferrarie , ab utraque parte aggeris
comunis etc.
PAYERISCHE
STAATS
BIBLIOTHEK
MUSHCHEN
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記載日
2025年10月11日