Notizie amministrative, storiche, artistiche relative a Ferrara

ricavate da documenti ed illustrate da Luigi Napoleone Cav. Cittadella, Vol. II

著者
Luigi Napoleone Cittadella
発行
1868年
引用サイト
Google Books

Cittadella Ital.85 te 1 1 <36629086330014 <36629086330014 Bayer. Staatsbibliothek S 1 NOTIZIE RELATIVE A FERRARA NOTIZIE AMMINISTRATIVE, STORICHE, ARTISTICHE RELATIVE A FERRARA RICAVATE DA DOCUMENTI ED ILLUSTRATE DA LUIGI NAPOLEONE CAV. CITTADELLA BIBLIOTECARIO VOL. II. PARTE TERZA FERRARA TIPOGRAFIA DI DOMENICO TADDEI M DCCC LXVI11 BIBLIOTHECA REGLA MONACENSIS L' Editore si riserva la proprietà della presente pubblicazione. PREFAZIONE . CAMPORI March. GIUSEPPE Una vittima della Storia- LucreziaBorgia. Gioiò che accade nell'ordinario corso,della vita, e nelle appartenenze della Storia, lo vediamo accadere anche relativamente alle Belle Arti. Una lunga tradizione non impugnata e ripetuta da secolo a secolo, da scrittore a scrit tore, ci fa credere bene spesso a ciò che non è veramente, sia per l'epoca di un monumento, di una scultura o di una pittura , sia riguardo al nome dell' architetto, dello scultore, o del pittore. Avviene altresì di frequente che, ove ci si presenti un qualche oggetto artistico finora ignoto, noi presumiamo di trovarne assolutamente l'autore per entro la ristretta cerchia delle an tiche nostre conoscenze , quasichè non potess' essere vissuto fra noi alcun pittore, o scultore, od architetto, fuori di coloro, de' quali avemmo ad impa rare i nomi sulle nostre istorie, talvolta compilate senza quella sana critica, della quale, a dir vero, son condite generalmente le opere moderne. Chi potesse, impiegando moltissimo tempo, improba fatica e pari pazienza scuotere la polvere di antichi archivi , e farvi minute investigazioni , racco glierebbe forse tal messe di materiali che , vinta la non lieve difficoltà di ordinarli, e di sceglierli con sana critica ed intelligenza , potrebbe con essi correggere molti errori, e rettificare false tradizioni ; si verrebbero a cono scere molti nomi oggi del tutto ignoti nell'Artistica Storia, dacchè sparirono coi lavori, e specialmente gli affreschi, anche le memorie della loro esistenza. VI Non pochi si accinsero all'impresa e n'ebbero felici risultati; e degni di ono revole ricordanza sono in Italia un Molini per la Storia, e il Gaye, il Milanesi, il Guasti, il Campori, l' Angelucci, il Gualandi e il Giordani rispetto alle Belle Arti, dei quali giudiziosi raccoglitori e dotti illustratori si hanno alle stampe pregevolissime raccolte. In quanto alla nostra Città, io pure volli cimentarmi a simile assunto, e nel 1864 pubblicai le mie Notizie relative a Ferrara ecc., ove sono raccolti moltissimi documenti, che si riferiscono in parte alla Storia civile, in parte alle Arti: ma troppo rimane a scuoprirsi e a sapersi. Diffatti, se per esempio tentai di comprovare che i Corali esistenti nella Comunale Biblioteca non possono essere di Cosimo Tura, non potei d'altronde sugge rire il nome di quell' esimio artefice che li alluminava. Nè mi sarebbe forse difficile anco di escludere che la bellissima Porta del Palazzo Castelli-Sacrati ora Prosperi fosse architettata da Baldassare Peruzzi (come disse il Lanzi per primo dopo tre secoli); ma quale altro nome potrei sostituirvi? Chi mi dirà con sicurezza quali fossero i pittori della gran sala nel Palazzo Schifa noja , di quello dei Diamanti , e della così detta Palazzina ? chi dipinse le cappelle nella Chiesa interna di Sant' Antonio in Polesine ? chi operò i do dici Apostoli , che veggonsi nella nostra Pinacoteca ( che io però ritengo di Bongiovanni di Geminiano Benzoni)? e chi fu l'antichissimo autore delle pit ture in Sant' Andrea dietro la cappella dalla parte dell' Epistola , che sem brano della mano od almeno della scuola di Giotto, come benanco ne suona la fama per antica tradizione ? Ma lasciamo al tempo e meglio alla fortuna il grato incarico di sciogliere tali quisiti; e giacchè mi ſu questa favorevole di non poche altre scoperte , io verrò a farne quella migliore illustrazione , che per me si possa. Troveremo in copia nuovi pittori, ed anche scultori ed architetti , ab benchè non ci sieno rimaste le opere loro: del che la colpa non è nostra. Ma è nostra bensì che non siasi fatta sinora tale una raccolta di pitture da costituire una serie continuata e regolare di opere de' nostri Artisti dal ri sorgimento dell' Arte sino al presente , vale a dire , parlandosi di Ferrara , da Gelasio della Masnada sino a noi (1). Avremmo imitata per tal modo 1) Nel tempo in cui visse Gelasio, e nel nostro territorio, l'appartenere ad una Masnada non equivaleva ad essere vero servo, o schiavo, nè servo della gleba, ma vassallo di qualche feudatario , o di superiore ecclesiastico o monastico , cui erasi VII l'Accademia Fiorentina, e moltissime altre , cosicchè potremmo avere nelle ampie sale della Pinacoteca una completa istoria progressiva e parlante della ferrarese pittura. E per vero dire, noi vi cerchiamo indarno il detto Gelasio, un Alberti, un Cossa , un Grandi , un Baldassare da Este , un Cotignola , un Ramenghi, e poi un Camillo ed un Cesare Filippi , un Bastarolo , un Cal zolaretto, un Chenda, un Brescia, un Bambini, uno Scannavini, un Avanzi, un Cattanio , un Ghedini , e finalmente un Dalla Valle , un Gio. Battista Bassi , un Gio. Monti, un Leopoldo Cicognara. Come altresi non possiamo gloriarci di un bel Galasso, di un bel Tura, di un bel Costa ecc. Speriamo che tempi di maggiore tranquillità, e di maggiori mezzi pecuniarii, ci sieno abbastanza in avvenire propizii da poter vedere avverato il nostro desiderio, ed il nostro voto, anche ad evitare che i posteri ci avessero a darci rimprovero di avere trascurata in epoca di sì vantato progresso una delle maggiori glorie della nostra Patria. tenuto di prestare omaggio , e dare anche per la guerra un contingente « facere masnadam ». Vuolsi che derivi da Mansionata, da Mansi, e Masse, da cui poscia i Massari delle Ville, e delle Contrade. Abbiamo ancora sul ferrarese dei luoghi detti Masi o Mansi , Dossi , Correggi , Mensole ora Mesole. Credesidi Gelasio un dipinto a tempera, ch' era nella Chiesa di Santa Caterina Martire, poi Ospital Mili tare Austriaco, in questa Città; dipinto presentemente posseduto dal Cav. Prof. Giu seppe Saroli mio antico maestro in disegno, e rappresentante G. C. Crocifisso, con le tre Marie a piè della Croce. Non so poi comprendere come prima d'ora si potesse credere e scrivere che Gelasio sia stato discepolo di Giotto , se è vero, come pre tendesi, che già del 1242 dipingesse in Ferrara sua patria, mentre poi Giotto vuolsi nato non più indietro del 1266, ma certo in quel torno, perchè troppo è noto che fu contemporaneo ed amico di Dante. 1379. Famiglia dei pittori Turola, o Belli. Cinque furono i pittori Turola di padre infiglio, cioè Bartolomeo seniore, Giacomo seniore, Bartolomeo juniore, Giacomo juniore e Pietro. Ne parlai nella prima parte ( pag. 560 e 561) e feci conoscere che del primo io avea trovato memoria nel 1379 , nel 1397, e nel 1401 ; che il secondo sino dal 1451 avea fatto legittimare il proprio figlio Bartolomeo; che questi era vivo eziandio nel 1479; che l'ultimo Giacomo , portato all' Estimo sino dal 1504, nel 1515 non era più vivo. Aggiunsi ancora essermi nato dubbio che il vero cognome di famiglia fosse de Bej o de' Belli, dacchè rinvenni essere scritto in un rogito del 1379 Bartholomeo pictore quondam Turolae de Beis, ed in altro del 1414- filius quondam Turole de Bellis; il che equivale a figlio del fu Turola di cognome Bei o Belli, come si disse (1). Nė altrimenti vorrebbe significare il Turola se non Venturola, diminutivo di Ventura. Nel che tanto più mi confermo in quanto che in un rogito del 1487 sta scritto un Antonio filius magistri Bartholomei Venturolle Ora dirò di quanto ebbi a rinvenire ulteriormente. pictoris ecc. Sul cognome, ne trovo la conferma in altro atto pure del 1379, a rogiti di Nicola Pedermilli del 14 Giugno- presentibus testibus Bartholomeo pictore quondam Turole de Beis-, e dice Turole in ge nitivo , e non Turola, per cui devesi qui assolutamente intendere la (1) Anche in un rogito del 19 novembre 1344 si trova Bonmatheus fil : May nardini de Beis quondam dominiBartholomei Rubei: non saprei dire però se fosse un Rossi detto posciaBej o Belli, od un Bej il cui padre fossedetto il Rosso, come potrebbesi anche supporre. 2 paternità di Bartolomeo. Di lui trovo memorie nel 1393, e nel 1403 lo veggo pagato di alcuni lavori, come apparisce da un libro di spese dei PP. Domenicani esistente nell' Archivio delle MM.di S. M.di Mor tara ( ora in quello del Demanio )- 1403 die sab. xviij mensis Au gusti, dedi Magistro Bartholomeo pictori pro cantinellis locutorj pingendis, pro colore et colla , et calcina alba lib. 1. sold. 5 die Item-- eodem Dedi Mag. Bartholomeo pictori qui fecit de mense Januarj pre terito viij alas angelorum ad omnes suas expensas ecc. — Sua moglie fu Francesca figlia di Michele da Vienna, come si ha dal testamento della madre di lei, in data del 1° Agosto 1405, a rogiti di Rainiero Jacobelli- Quapropter domina Catarina filia quondam Magistri Petri de Perfia, et uxor Michaelis de Vienna, de contracta S. Agnetis Civi tatis Ferrarie ecc.- Item reliquit dicta testatrix jure institutionis ecc. Domine Francisce ejus filie, et uxori Magistri Bartholomei Turole picto ris, libras quinq. ( sic, forse quinquaginta ) jubens, et mandans eamdem dominam Franciscam esse tacitam et contentam sua legitima ecc., la sciando poi erede il marito , indi i nipoti Bergo e Lucia figlia della fu Tisia altra sua figlia, e moglie di Domenico Bergo (1). E l'ultima volta che lo vegga nominato è nel 1419 in un rogito dello stesso Jacobelli, del 29 Maggio, col quale si rinforza l'argomento del co gnome- Magister Bartholomeus de Bellis pictor, filius quondam Tu role ecc. de contracta sancte Agnetis ecc. Nel 1447 incontro Giacobo il seniore, e negli anni 1449 e 1450 vedesi annotato nei libri delle spese Ducali nell' Archivio Palatino di Modena. Egli nel susseguente anno 1451 manco di vita ; e ciò è comprovato dall' istrumento 26 Novembre di Giovanni Agolanti , col quale si dice Cum sit quod de anno presenti decessit et mortuus sit quondam Magister Jacobus Turola pictor filius olim Magistri Bar tholomej- ed Elisabetta vedova e figlia di Maestro Pietro varotaro ( mestiere e non cognome, cioè venditore o fabbricatore di pelliccie d' armellino ) addice alla eredità del marito. Il che poi viene vieppiù confermato dagli atti del citato Archivio , dove al Memoriale O. del 1452 a carte 302 è scritto Heredi de Jacomo Turolla et compagni che foreno del dicto Jacomo loro padre, tuti depintori, per conto de uno loro credito ecc.- Egli avea fatto testamento, ma non rinvenni (1) Della famiglia Persia, e di Antonello della medesima, pittore, si parla altrove in questa seconda parte. 3 che il codicillo in data del 5 Luglio 1451 agli atti di Giovanni Ago lanti, con cui lascia eredi i suoi due figli legittimi Giovanni Battista, e Bernardino , mettendo però a parte de' suoi averi anche il figlio naturale Bartolomeo, legittimato nello stesso giorno ed ai rogiti stessi da Bonaventura de' Pellipari ( ora Giglioli ) , e figlio di lui Giacobo conjugato , e di Giovanna soluta. I quali Giovanni Battista e Bernar dino si trovano in atti del 1469 e del 1479, come sino dal 1459 appariva, quale testimonio, un altro figlio non nominato nel codicillo, ma forse memorato nel testamento,- Petro pictore filio quondam Jacobi Turole pictoris, de contracta S. Agnetis ecc. ( rog. di Orfeo Ve scovi 17 Gennaio ). Quindi abbiamo anche in Pietro un altro pittore, come lo dovevano essere gli altri due figli di Giacobo , dicendolo quella partita già menzionata del 1452 tuti depintori (1) —. Bar tolomeo fu legittimato appena fuori dell' infanzia, e se ne fece tutrice la Elisabetta madre de' suoi fratelli, come da rogito delli 8 Gennaio 1452 di Giovanni Agolanti. Mori prima del 1515, perchè in detto anno, al 30 Decembre, si videro essere suoi commissari e conduttori della eredità di lui i causidici Leonardo Novelli e Pietro Cappellini ; ma sino dal 1488 con rogito di Giovanni Dal Bove del 22 Settembre aveva comperato una casa da Lodovica figlia ed erede del pittore Maestro Malatesta, pagandola con lo prezzo di altra casa venduta a Nicolò Mascarino in contrada di S. Clemente presso la Via Grande, e quella delle Volte. Non saprei dire di quai costumi fosse Bartolomeo; ma è certo che si rese reo della uccisione di un altro pittore nella persona di Giovanni Trullo ( che già comprovai nella prima parte (pag. 574) essere la stessa persona del pittore Giovanni Bianchini). E nel 9 Agosto del 1491 agli atti di Giovanni Miliani , la vedova Antonia , coi figli Alberto, Giacomo , Lodovico e Francesco, gli fanno la pace per le offese, ingiurie, e ferite fåtte da lui al loro padre Giovanni de quibus vulneribus ipse Mag. Joannes superioribus mensibus deces-- sit (2).- Egli lasciò un Jacobo pure pittore, ed un Antonio sacerdote, (1) Bernardino nel 1477, quantunque civis Ferrariensis de contracta Sancte A gnetis , abitava in civitate Veneciarum, ma nunc trahens moram Ferrarie, forse perchè o vi era tornato, o eravi venuto a stipulare l'atto notarile, dal quale ricavai questa memoria. (2) Giovanni Bianchini alias Trullo pittore, fu figlio di Antonio pittore, ed i suoi figli Alberto e Francesco furono pure pittori , ai quali ora posso aggiungere altro figlio Alessandro eziandio pittore. 4 dei quali nessun' altra memoria ci resta, fuorchė Jacobo nell' anno 1515 era già defunto. Jacobo seniore lavoro anche per gli Estensi, e da un documento che qui riporto per intiero, del 1447, ci risulta ch' era pure figurista, e si veggono le condizioni ed i prezzi dei lavori. Belli , o Bei Turola ( Venturola , o Ventura) Bartolomeo pittore m Francesca di Michele da Vienna Jacobo pittore m Elisabetta di M. Pietro.... varotaro Pietro pittore Bartolomeo pittore Giambattista pittore? Bernardino pittore? naturale di Giovanna Jacobo pittore m Barbara di Tomaso Camerlengi alias Cazoli Antonio sacerdote Atti di Dulcino Dulcini 1447 fra il 22 Aprile e il 4Luglio. Scripta hec infrascripta data fuit mihi Dulcino per inf. virum Johanem de Blanchinis alterum factorem (Estense) registranda Questo e quello che vole fare M. Jacomo turola DEPINGTORE et compagni per depingere tutti li lavorieri che se fano per lo Illmo S. , cioè li prezii de cantinelle , capselle , cornizotti, merli, fresi, camini, de ogni condition per quello modo come qui de soto se contene: Videlicet Cantinelle ad penello de luna (per ciascuna) L. 0. soldi 1. denari 4. Cantinelle dozinale de luna . Capselle ad più modi de luna (ad più modi vuol dire ch' erano dipinte in più maniere Cornisotj de più ragion cipaliadi (?) cum fioriti de zinabro et de stagniola de luno Cornisotj dozenali de luno Merli cum lo friso de soto facti ad divise (cioè gli stemmi ) . » D » » » 0. » 0. D 5. D 0. 0. 0. 0. » » » 0. 4. 3. 5. 》 » 6. 4. -- 5 Merli cum due frisi cioè luno de sopra laltro D L. 0. soldi 8. denari 10. 0. » D desota de luno . Merli cum la antena et frisi desota Camini depincte cum quatro divise deluno . Camini depincte cum le arme et divise de luno, metando el campo de azuro ad tute sue spese Sel dicto n. S. volesse fare depinzere figure de ogni qualità Sancti et sancte in che champo se volesse, el terzo meno de quelo che α 0. D 15. « 0. D 18. « sarano estimade-- De ogni lavoriero che fosse sta per l'assazo de galeotto de la sassino cioe stendardi , penoni de trombe , penoni de tela de ogni qualitade laxo el terzo meno de quello che se sono pagade per lo passato ; capsole pizole grande et de ogni ragione, caxete et ogni altra coxa che mi depingesse laxo el terzo meno de quello che se usado de pagare. Sel dicto n. S. volesse che io andasse de fuora ad depinzere che lui sia tenuto de farne fare le spese a mi et ali compagni cum questo che se lo lavoriero fosse che mi et compagni non lo potessero fare, chel ne sia tenuto fare comandare di altri maestri pagandoli mi. Tuti li coluri, oro, azuro che me sia de bisogno farmeli dare al fontego et schontarli in li lavorii ; et questa se intenda camere, sale et frisi. Nui volimo ogni mese essere stati satisfati de la rata che nui aremo meritado et vogliamo essere absolti de la dicta obligatione con stip. perche nui femo al piacere de lavorar per avere quello pocho che nui meritaremo purchel nostro bene pure non ne sia nochuo. de .... 1424. Famiglia dei pittori Costa da Vicenza. Fra i più valenti pittori ferraresi noi contiamo un Lorenzo Costa, che fu detto Mantovano, ed anche Bolognese, forse pel soggiorno che fece in queste due città, nella prima delle quali moriva nel 1535 di settantacinque anni, lasciando figli e nepoti pittori essi pure , come puossi vedere dalle note del Boschini alle Vite ecc. del Baruffaldi, e dalle Serie di Documenti orig. ital. pubblicate dal ch. Michelangelo Gualandi bolognese. Ma io non intendo qui di parlare nè di lui, nè della sua famiglia mantovana; bensì di un' altra originaria, come 2 pare , di Vicenza, che diede a Ferrara molti, benchè pur forse me diocri, ed in parte sino ad ora ignoti pittori. Di due di essi trovasi memoria nelle citate note del Baruffaldi ; l'uno è Michele, che del 1507 trovavasi fra i pittori salariati da Lu crezia Borgia nostra Duchessa , unitamente a Tommaso Carpi padre di Girolamo ; l'altro é Francesco, che al 1597 vedesi annotato come proprietario di una casa nel Compendio di tutte le case per tener netta la città, esistente nell' Archivio del Comune. Nell' altr. part. pag. 567 venni io stesso a far menzione, oltre ai suddetti, di altri quattro , cioè Bernardino di Domenico , Domenico di Bartolomeo , Giambattista e Gerardo, ai quali ora posso aggiungerne altri tre, cioè Barlolomeo, Andrea e Sperindio (1) ; cosicchè di questa famiglia avemmo in Fer rara, qualunque essi si fossero, nove esercenti la pittura. Ed anzi di Andrea e di Michele puossi assicurare che furono in qualche modo distinti, dacchè Michele fu compagno al succitato Tommaso Carpi ai servigi estensi , l'altro, come vedremo, dipinse nel palazzo Pendaglia nel 1438. Di tutti questi artisti, e di altri della famiglia, potei for mare due brani d'albero genealogico , che non mi fu poi dato di congiungere per mancanza di sicuri documenti all' uopo , abbenchè mi risulti ch' erano d' una stessa parentela ; i quai brani porrò alla fine di questo articolo, limitandomi qui a citare qualche documento, che comprova la loro affinità e discendenza. La prima memoria , che io m' abbia, è di Andrea, del 1424 ; in un rogito di Pietro Landi del 27 Novembre Domina Dominica filia quondam Bartholomej, et uxor Antonj Septamare ( forse il suo cogno me provenne dai Settemari della nostra Padusa ! ) obligando se fuit contenta et confessa, in concordia cum Magistro Andrea de Vicentia pi ctore , filio quondam Gerardi, cive et habitante Ferrarie , in contracta S. Gregorij , et herede, ut asseruit, q. domine Catarine filie q. Jacobe Ziponarj, et uxoris quondam Magistri Georgii de Costantinopoli pictoris, ex testamento ipsius rogato per Ser Rainerium de Jacobellis notarium ecc. (2).- Dipinse con compagni e con scolari , ciò che fa prova (1) Anche di questi però io diedi cenno, ma senza il cognome , che allora non erami noto ; bensi sotto la denominazione di Andrea e Sperindio da Vicenza. (2) Di questo pittore Giorgio da Costantinopoli feci parola nell' altr. part. a pag. 562. In quanto al testamento sopraccitato, non si trova, non essendovi nel l' Archivio Notarile gli atti di Rainiero Jacobelli Seniore. 6 7 del suo merito, nei palazzi di Bartolomeo Pendaglia, tanto in Ferrara, quanto in Consandolo nel distretto ferrarese; e ciò fu nel 1438, come dall' assoluzione che ei fa del suo avere, con atto del 15 Febbraio del notaio Dulcino Dulcini- Magister Andreas de Vicentia pictor, filius q. Girardi, civis et habitator Ferr. in cont. Sancti Gregorij, p. se et suos heredes, absolvit et liberavit Ser Joannem de Dalaris notarium presentem et recipientem nomine et vice spectabilis et egregii viri Bar tolomej filii quond. egregij et honorandi viri Ser Gabrielis de Pendaglis, de contracta S. Romani ecc. ab omni eo et toto quod dictus M. An dreas habere debeat ab ipso Bartolomeo pro picturis factis per ipsum, et suos Magistros et discentes, in domo de Ferraria dicti Bartolomej, et pro cofanis et picturis cofanorum, et pro omnibus et singulis canti nellis, et cornisotis, tam pro domo Ferrarie, quam pro domo Consan duli dicti Bartolomej , pictis per ipsum Magistrum Andream , et suos Magistros et discentes, et generaliter ab omni alio eo et toto ecc. Nel 1457 Andrea era già morto, e figurava Gerardo suo figlio, come da atto 27 Ottobre di Giovanni Magnanini- Mag. Fulchus faber promisit Magistro Gerardo pictori filio quondam Magistri Andree de Vicentia pictoris, civi Ferrarie ecc. Gerardo nel 1475 si fa me diatore presso la duchessa , onde un Antonio di Luca dell' Assassino ( Tolomei ), degente in carcere, al sortirne non abbia ad offendere un M. Zoja di Napoli sartore della duchessa succitata; nel 1497 a rogiti di Anton Maria Fiessi del 15 Luglio, riceve in dono dallo zio Jacobo del fu Antonio Menegatti de Zazarinis de la Costa, rettore di S. Giorgio di Bergantino, diocesi ferrarese, i suoi beni mobili ed im mobili da godersi però dopo la morte del donatore. La moglie fu un' Anna di cui s'ignora il cognome Magister Gerardus pictor filius q. Mag. Andree de Vicentia, de cont. S. Gregorij, obligando se et in concordia cum Joanne et Bartholomeo fratribus ...... (manca) nomine et vice Dne Anne eorum sororis, uxoris ipsius Gerardi, se habuisse in dotem, tempore eorum matrimonij L. 400. marchesanas ecc. ( Atto di Giovanni Agolanti, del 14 Novembre 1471, dal quale si vede che già erano sposi da qualche tempo ) —. Ebbe da lei Gerardo numerosa prole, come vedremo all' albero genealogico ; ma fra essi nominerò Sperandio pittore, e marito a Violante di Aliprando Marchi nel 1483 (1), (1) Dalle ricerche , riescite infruttuose , che io feci intorno a questi pittori detli da Vicenza, soltanto seppi che un Andrea da Montecchio maggiore ebbe due figli 8 e quella Pasia che visse lungo tempo concubina di Francesco Castelli, nel cui palazzo de' Leoni abitava pure Gherardo , e che lo sposava nel 1509, legittimando cosi due femmine, e quell' Alfonso che con tinuò la famiglia (1). Nell' altro brano d' albero troviamo un Domenico pittore, figlio di Bartolomeo , ed un Giovanni Battista pittore di lui figlio , testimonj al testamento di Maestro Gasparo fu Miniato da Firenze , fornajo in Ferrara , rogato ad atti di Giacomo Aventi nel 10 Febbrajo 1450 ; il quale Domenico si rinviene pure nel 1462 , con menzione di altro figlio di nome Bartolomeo come l'avo suo. Ed un altro figlio di Domenico fu Gerardo ( o Bernardo ) pittore, che abitò in Bergantino, dove possedeva fondi. Fu egli quello fra i due Gherardi pittori , che nel 1473 lavoro col fratello Gio. Battista nel carroccio, e negli appa rati fatti sulla piazza per l'entrata in Ferrara di Eleonora d'Aragona sposa di Ercole I d' Este ; fu egli che dipinse un bucintoro estense ; fu egli che lavorò nel Palazzo di Schifanoja, e nella Certosa; che o però un palio da corsa per la festa del nostro protettore S. Giorgio. Bartolomeo di Domenico moriva nel 1484, ed i fratelli Giovanni Bat tista e Gerardo, avendo qualche dissenso in causa di sua eredità, fanno un compromesso, con atto del 13 Ottobredi Bartolomeo Codegori, nel causidico Giovanni di Spagna. Giovanni Battista nel 1469 , a rogito di Aristotile Rossi dalle Guaine del 5 Maggio , facea contratto col merciajo Calzetta Romano, per alcuni anni, per dipingere capsetas, et anchonas cum stagnolis ecc. In quanto poi a Bartolomeo padre di Domenico , fu pur esso pittore : e ciò si rileva da due rogiti pure di Gregorio e Leonardo, viventi nel 1459, nel quale anno erano già privi del padre (Abecc. pitt. del S. Macca). Fuvvi anche colà uno Speranza, che lavorò nella se conda metà del secolo XV sino al 1500 ; ma oltrechè difficilmente si potrebbe con fondere con Sperindio, dello Speranza non si ha la paternità, ed egli viene ordina riamente chiamato de Pangeribus, o de Pajentibus. ( 1) Di ciò parlo anche all' Articolo « Palazzo Castelli nel quale Gerardo di pinse , e forse non fu pagato; dacchè suo figlio Domenico aveane intentata lite ai tutori di Alfonso Castelli, devenendo poi a convenzione, come vien detto nell'Articolo suddetto. Che poi Gerardo abitasse colla figlia in questo palazzo, risulta dall' Inven tario del 1511, in cui dicesi In Camera Residentie Magistri Gerardi Coste ecc. Ciò poi che non mi viene spiegato è che colla famiglia Castelli nel 1481, cioè prima della erezione del palazzo succitato, abitava un Giovanni Costa del fu Corrado di Alemagna pittore, che al certo fu della stessa famiglia, ma che non saprei come detto deAle mania, se già della famiglia stessa rimontano le memorie in Ferrara sino al 1424 ! Aristotile Rossi dalle Guaine ; il primo del 23 Ottobre 1459 per un affitto Mag. Dominico Coste pictori filio quondam Magistri Bartholomej pictoris de cont. S. Gregorij , il secondo dal testamento , che il detto suo figlio fece nel 15 Novembre del 1467 Coste pictoris Testamentum Dominici Prudens vir Mag. Dominicus Costa pictor, filius quon dam Magistri Bartholomej Coste pictoris de contracta S. Gregorij ecc. I suoi figli li ho annotati nell' albero.  Da Gio. Battista ne vennero un Domenico, ed un Michele pittore, i quali sposarono due sorelle, cioè il primo una Giovanna, e l'altro una Beatrice, figlie di Buonmercato Ballotta; con questo però che Michele rimase vedovo assai presto, e si uni in seconde nozze con Laura so rella di Guido Franceschini. Beatrice fece testamento nel 1507 a rogiti di Antonio Baliardi del 5 Ottobre,nel quale atto è detta Nobilis et ho. nesta mulier ecc., e forse moriva poco dopo; ma fu seguita poco ap presso dalla sorella Giovanna, dacchè in un atto di Bartolomeo Codegori del 26 Giugno 1512, trovasi- Mag. Dominicus de Costis maritus olim Joannæ fq. bonmercati de Ballottis sororis Doctoris Dominici ecc.- Se non che come dissi, Michele si riammogliava, e ciò fu nel 1513, co me da rogito del 1 Luglio di Bartolomeo Silvestri Prudens vir et Magister Michael Costa, filius q. Joannis Baptiste, pictor, et civis Fer rariæ , confessus est ad instantiam eximii Artium et Medicinæ doctoris Guidonis Franceschini habuisse nomine et vice honestæ duæ Lauræ so roris dicti d. Guidonis , Libras quingentas marchesanas ecc. Fece testamento nel di 11 Aprile 1536 ad atti di Bartolomeo Franchi, dal quale si rileva che non lasciò prole, avendo istituita erede la moglie Laura in usufrutto, ed in proprietà il fratello Domenico. Questi ebbe a figlio un Francesco pur esso pittore, il quale sposo Girolama figlia di Gio. Andrea Giraldoni, o Girardoni buono scultore esercente in Fer rara, del quale faccio non breve cenno all' Articolo intorno ad alcuni scultori e lapicidi- Consignatio illorum de Costis Mag. Jo. Andreæ, et Magistro Mapheo de Girardonibus ecc. Cum providus vir Mag. Mi chael fq. Mag. Jo. Baptistæ de Costis, pictor, et civis Ferrariæ, tempore contracti matrimonii inter Franciscum Costam ejus nepotem , et Dnam Hieronymam filiam inf. Magistri Joannis Andreæ , habuit, et recepit in dotem et pro dote ipsius dnæ Hieronymæ libras septingentas ecc. Atto di restituzione di dote in data del 16 Febbrajo 1527 a rogito di Giammaria Agolanti, dal quale apparisce che il matrimonio ebbe luogo nel 1525, per cui la unione durò per soli due anni. 9 10 Equi pure mi rimane il desiderio di trovar modo almeno di riu nire insieme, e con la dovuta istorica verità i due frammenti d'albero genealogico , che non è menomamente a dubitarsi non sieno di una sola ed estesa famiglia. 1. 1424. Gerardo da Vicenza- già morto 1424. Andrea pittore in Ferrara 1 1457. Gerardo pittore m Anna ...... Beatrice 1508. Pietro Andrea Domenico m Matteo Agostini barbiere Sperindio pittore m Violante di Aliprando Marchi Pasia m Francesco D. Castelli (Bernardo) o Gherardo pittore abitante in Bergantino di 2.voto ..... 1507. Michele pittore m Antonio sacerdote 11. M. Bartolomeo pittore m 1450. Domenico pittore 1. 2. Domenica Nastasia m Bartolomeo barbiere 1." Beatrice Ballotta 2. Laura diGuido Franceschini | Gio.Battista pittore di 1. voto D. Egano medico che nel 1466 chiede di agire contro il padre, per separarsi, onde evitare scan dali; ma Eganus f. Gerardi pictoris , non dicendo da Vicenza, potrebb' essere figlio di Gherardo Fiorini pittore fer rarese dell' epoca stessa. Bartolomea Bartolomea m Fabbri Cristoforo 1508. Domenico m Giovanna Ballotta Francesco pittore m 1525. Girolama di Giannandrea Giraldoni scultore di 2. voto Orsolina m Scarabelli Nicolò di Venezia -- 11 Corrado di Alemagna pittore m Dorotea di Federico d' Alemagna 1481. Giovanni Costa 1429. Famiglie dei pittori Bonacossi e dei Bonacorsi–Romani o Finalti pittori. Io non so se si debba credere al Baruffaldi quando ci dice che il pittore Ercole Bonacossi appartenne alla nobilissima Famiglia tuttora esistente in questa città. Me ne dissuaderebbe il non trovar menzione di esso , nè de' suoi ascendenti o discendenti od affini , nell' albero che vidi nell' Archivio de' Signori Conti di questo cognome , e del quale deposi una copia nella Comunale Biblioteca: ma d' altronde, il vedere che Ugo nel suo testamento è chiamato figlio del commendabile uomo Federico ; che abitava nella Parrocchia di San Gregorio dove già la nobile famiglia trovavasi avere dimora anche nel 1428 ( chè nel 1407 stava nel sesto di San Romano ) , cioè un anno prima del suo testamento ; e che nel 1429 , sebbene parrocchiano di San Gre gorio, abitava nonostante in Borgo della Pioppa, seorsum a patre suo, qual officiale del Marchese Nicolò d' Este in una di lui Fattoria , mi inducono a sospettare che veramente appartenesse ad uno stesso casato. Cinque pittori io trovo della famiglia , cioè Ettore di Ugo , i suoi figli Lodovico e Federico, Ettore di Lodovico ed Ettore di Antonio altro figlio di Ettore seniore ; oltre ad un sesto, Ercole, di cui in seguito. Sembra che Ugo non avesse altro figlio che Ettore, come da suo te stamento , che fece tuttora vivente Federico suo padre, nel 2 Luglio 1429 a rogito di Paolo Simone da Verona, celebrato nella Chiesa di Santo Spirito , che appunto trovavasi allora nel Borgo della Pioppa-Egregius vir ser Ugo filius commendabilis viri Federici de Bonacossis de contracta Sancti Gregorij, et ad presens habitator in contracta Burgi Plope, habitans seorsum a patre suo, et officialis dni n. Marchionis Ni colaj Estensis in Factoria ecc.- e dice parimenti- sanus corpore-, per cui testò non per malattia , come infatti vedremo essere vissuto ancora per lungo tempo. Ed anche la sua ricchezza m' aggiunge ar gomento alla già suespressa opinione , dacchè lasciò i mezzi di far erigere e dotare una cappella in San Paolo , come altresi moltissimi legati a Chiese, Conventi e Luoghi Pii ; a Domenica sua moglie figlia di fu Francesco da Venezia ( non dice il cognome) ducento ducati d' oro ch' ebbe in dote, non che molti altri beni ; a Caterina moglie di suo figlio Ettore le sue doti; ed erede universale Hectorem picto rem ejus testatoris filium ecc. Sembra che Ettore premorisse al padre, e pare che questi , cioè Ugo , sia mancato nel 1468 , perchè i suoi nepoti ex filio (cioè figli di Ettore) adicono alla eredità avita diante persona quondam Hectoris ecc. me come da istromento di Ari-- stotile Rossi dalle Guaine , del di 8 Giugno- Egregius vir Magister Franciscus de Bonacossis ciroicus ( chirurgo ) filius quondam Magistri Hectoris pictoris , suo nomine , et nomine et vice Antonij , Ludovici, et Federici ejus fratrum , et heredum quondam Ser Ugonis de Bonacossis eorum avi paterni, mediante persona q. Hectoris ecc.- ; i quali poi si dividono l'asse paterno , con istromento 8 Febbrajo 1469 del Notajo sopraindicato. Ettore pittore, che lavorò per gli Estensi, come da annotazione nei libri delle spese ducali per L. 538 per dipintura nel Castellodi Finale, vi è accennato figlio di Ugo (1). Ma un Ettore pure pittore vi era nel 1506, e fu figlio di Lodovico, come risulta da atto di Nicola Gillini del 10 Decembre Presentibus testibus Hectore de Bonacossis pictore, filio quondam Ludovici, cive Ferrarie ecc. che Lodovico suo padre fosse anche pittore, lo vediamo dall'aver egli dipinto per le feste qui fatte nel 1473 per la venuta di Madama Eleonora sposa di Ercole I Duca di Ferrara ( vedi nella prima parte pag. 215). Che poi anche Federico professasse la stess' arte , lo ab biamo da una partita dei libri delle spese ducali al 1469 , riportata nella Cronaca di Ugo Caleffini , edita per cura del ch. Cav. Antonio Cappelli (a pag. 48), nella quale è retribuito di L. 11. 04 perpagamento E (1) Dal testamento paterno noi vediamo che Ettore già era pittore sino dal 1429, per cui nulla maraviglia che nel 1448 avesse eseguita nella nostra Cattedrale, come si asserisce, la immagine di M. V. ora della dell'Atrio, e che vi ponesse il proprio nome: ciò Egli fece anche nel 1430 Hector de Bonacossis pinxit MCCCCXXX in uno de' due cartelli, che pose appresso al feretro da lui dipinto con sopravi il Vescovo di Cervia Paolo da Rimini, nella Chiesa Collegiata di Massafiscaglia; pittura che si vide sino all'epoca al certo del cronista di detta Terra Can. Fabbri (Cenni storici del Santuario della Corba presso Massafiscaglia , di Don Lugreziano Ma negatti: Bertinoro, pel Cappelli, 1863, in 8. a pag. 37). 12 -- 13 deuno paro de carte da triomphi. Senonché, fuvvi altro Ettore pittore figlio di Antonio, e ciò apparisce da un rogito di Gio. Maria Agolanti del di 8 di Ottobre 1522 Magister Hector filius quondam Magistri Antonij de Bonacossis, et honesta mulier dna Justina de Silvestro, uxor Mag. Hectoris ecc.- Questo Ettore di Antonio è quello che lavorò per la Compagnia della Morte , come apparisce da alcune partite di quei libri amministrativi dal 1490 al 1497 , dove in taluna di esse partite appunto viene qualificato per figlio di detto Antonio , avendo operato un Gonfalone, dipinte le carte, cioè le patenti dei confratelli in dignità , e le teste da morto e stemmi sulle candele dette della Ciriola. Lodovico sopraccitato filius quondam Hectoris fece testamento nel 1477 a rogito di Aristotile Rossi dalle Guaine , lasciando le doti alla moglie Beatrice Coltellini , e il suo patrimonio al figlio Jacobo Maria. Vi sarebbe finalmente un Ercole Bonacossi memorato dall' an notatore al Baruffaldi nell' anno 1650, sulla fede del mio zio ab. Ce sare Cittadella , che nella sua Storia dei pittori ferraresi ne parla al to. III , pag. 315 , accennando anche ad alcune sue pitture , special mente copie di alcuni quadri distinti : ma di lui non rinvenni me moria alcuna. Intanto darò qui in fine il brano d'albero genealogico risultante dai già citati documenti. Ora osservar debbo come siensi confusi i pittori Bonacossi coi Bonacorsi, che io credo fermamente di ben diversa famiglia. Ed in fatti i documenti relativi a questi pittori accennano alla loro abita zione in parrocchia di san Pietro, anziché nel borgo della Pioppa, o nella contrada di san Gregorio ; la loro iscrizione sepolcrale in san Francesco diceva Bonacorsi, e non Bonacossi; e lo stemma, che vi si vedeva, era uno scudo tagliato da una fascia, ed avente tre pettuncoli o conche marine striate, divise da una zóna orizzontale, mentre quello dei Bonacossi è uno scudo diviso alternativamente da tre zone oriz zontali. Un Magister Malatesta pictor, filius Magistri Petri Marie Sar toris nel 1449, vivente il padre, prende a mutuo una somma da mercanteggiare nell' arte della lana, come da istromento di Giovanni Agolanti del 28 Gennaio, e poi nel 1457 lo troviamo dipingere nel Palazzo Estense di Belriguardo, come si ha dai libri delle spese du cali esistenti nell' Archivio Palatino di Modena ; e cosi un Pietro Romano pittore, figlio di Malatesta, unitamente alla sua seconda mo glie Francesca, fa un contratto di vendita nel 1480 a favore di suo fratello Gian Francesco pittore ; come nel 1474 Venantes filius quondam 14 Magistri Malateste de Roma si conveniva con sua cognata Lorenza ( prima moglie di Pietro Romano) per la eredità del fratello ; ai quali Venante e Pietro furono pure fratelli un Marcantonio ed un Taddeo , come da rogito di Aristotile Rossi Dalle Guaine del 23 Marzo 1473 Petrus Romanus ( allora vivo ) pictor, filius quondam Malateste, suo nomine, nec non nomine et vice fratrum Marci Antonij, Taddei, Joannis Francisci, et Avenantis ecc. risulta da atto che comincia Che poi anche Venante fosse pittore , Transactio inter fratres Jesuatorum ex una , et commissarios ac exequutores testamenti quondam Venantis pi ctoris ex altera ecc.-, il quale testamento, citato negli atti di Nicola Gillini del 12 Febbraio 1485, venne fatto nel precedente anno ai ro giti del Panizzati ( atto che non si rinvenne )- Cum sit quod de anno elapso 1484 Venantes filius quondam Malateste de Finaltis picto ris, civis Ferrarie , suum ultimum condiderit testamentum rogatum per egregium de Panizzatis ecc. Una Lodovica, figlia pure di Malate sta, nel 1488 vendette una casa al pittore Bartolomeo Turola. La prima moglie di Pietro, che vedemmo chiamarsi Lorenza , fu dei Zirondi- Magister Petrus Romanus pictor, filius q. Mag. Malateste pictoris, et domina Laurentia ejus uxor, filia ser Francisci de Zirondis ( atto del Notaio succitato, del 18 Febbraio 1474). — Abbiamo per tanto un Malatesta de Roma figlio di Pietro , un Pietro Romano suo figlio , con altri quattro fratelli ed una sorella; come abbiamo da altra parte un Romano Bonacorsi depintore, che aveva il sepolcro in san Francesco, e che fu figlio di Bonacorso calzolajo, marito di Mad dalena fu Francesco di Borgonovo calzolajo, e fratello di un Franesco pure calzolajo, come dai rogiti 14 Settembre 1483 di Lodovico Por telli , e 4 Marzo 1479 di Giovanni Olivieri. Suo figlio Angelo Maria fu medemamente pittore, come da rogito di Simone Gillini del 30 Giugno 1507 Magister Angelus Maria filius quondam Magistri Ro mani pictoris, habit. Ferrarie in contracta sancti Petri ecc. ad Angelo qui non è dato il titolo di pittore, gli venne però dato nella indicazione dell' istromento dallo stesso Notaro-- Che se Creditum contra Magistrum Angelum pictorem; il quale Angelo vuolsi morto nel 1539. Per vedere il collegamento di questi nomi di Romano , e di Bonacorsi , basterà il por mente che uno dei Bonacorsi chiamossi di nome Romano , come Romano si disse Pietro figlio di Malatesta , che fu detto a sua volta de Roma : e si trovano rogiti di questa fa miglia , dove si hanno ambidue i cognomi ; lo che più mi conferma 15 in quanto dissi sopra, quale appunto il testamento del 15 Novembre 1484 celebrato in Codigoro dal Notajo Treviso Fallati- Quapropter Franciscus de Bonacursio de Romano, filius quondam Bonacursij ecc.-, che io ritengo fratello del pittore Romano, essendo pur esso figlio di Bonacorso Bonacorsi , com'era marito di una Margarita , e fratello di una Domenica (1). E solo resterebbe a conciliarsi il cognome dei Finalti, che trovammo nel rogito Gillini del 1485. Ma siccome questo è veramente un cognome, cosi è da ritenersi che i precitati pittori siensi chiamati ora di Malatesta, ora di Bonacorso, dai nomi paterni, ed ora de Romano , o de Roma, forse dal luogo di origine. Infatti Romanus Bonacursi era figlio di un Bonacorso di nome , e non di cognome, ed un Petrus Romanus era figlio di Malatesta de Roma ecc. Quindi sembra che non solo non abbiansi a confondere coiBonacossi i pittori sin qui chiamati Bonacorsi, ma che questi col Malatesta , e coi Romani , non sieno stati che una sola famiglia , e del cognome Finalti. Ora rimarrebbe soltanto di avere l'anello di congiunzione dei due brani genealogici, che darò qui appresso. E solo mi farò ad os servare che fuvvi anche un Pasio pittore vivente nel 1425 , ch' ebbe un figlio di nome Malatesta, e notajo; ma non parmi che aver possa relazione coi Finalti, quando non fosse stato un loro ascendente. Albero Bonacossi Federico Ugo m Domenica di Francesco di Venezia Ettore pittore m Caterina .......... Francesco chirurgo Antonio m Giovanna Cumi Ettore pittore m Giustina Silvestri Ercole pittore nel 1650 circa. Lodovico pittore Federico pittore m Beatrice Coltellini Jacobo Maria Ettore pittore (1) Un Bonacorso di Bonacorso fu addetto all'arte de' merciai, al finire del se colo XVI, come dall' elenco che fa seguito ai loro Statuti (Codice in Biblioteca ). -- 16 Albero Bonacorsi-Romani, o Finalti Pietro Maria sartore Malatesta da Roma pittore Marcantonio Taddeo Lodovica Pietro Romanopittore Gianfrancesco Venante m 1. Lorenza Zirondi 2. Francesca ......... Bonacorso callegaro m Maddalena di Francesco Borgonovo Domenica erede di Francesco Romano pittore 1 Angelo Maria pittore m Lucia Dall' Oro 1449. Famiglia dei pittori Fiorini. Di otto pittori della famiglia Fiorini ebbi a dar cenno nel l' altr. par. Notizie ecc. , ed ora, dopo l'esame di molti documenti , potei compilarne un albero genealogico , col quale questi Artisti sommano a dieci, non compresi altri due , che ritengo loro affini, ma che in mancanza di prove all'uopo non potei attaccarvi. L'albero è fatto all'appoggio di pubblici istrumenti, elo riporterò qui appiedi; ma intanto vi farò precedere qualche parola di testimonianza. Il primo atto è del 1449 a rogito di Nicola Cagnacci, del 9 Mag gio, ed è il privilegio del dottorato di Egano figlio di Gerardo Cum igitur vir egregius et scientificus D. M. Eganus filius Magistri Gerardi pictoris de Florenis , et civis ferrarie ecc. Fu Egli professore in 1 pittore pittore Francesco callegaro m Margarita ....... 17 medicina nella nostra pubblica Università, come dai Rotoli del 1466, e come ne fa cenno il Borsetti nella sua Hist. Almi Ferr. Gymnasii ( pag. 49 e 73, Vol. II), sebbene poi di una sola persona facciane erroneamente due diversi insegnanti della stessa Facoltà. Dal quale suaccennato documento abbiamo la esistenza nel 1449 di un Gherardo Fiorini pittore. Suoi figli , oltre ad Egano , furono un Pietro Andrea barbiere , un Gio. Francesco , un Costantino , ed un Sigismondo tutti tre pittori. Di Pietro Andrea barbiere trattano due rogiti di Giovanni dal Bove, del 1488, e 1502, nel primo dei quali è testimonio al te stamento di un Cristoforo Felloni testibus ecc. Petro Andrea filio quondam Magistri Gerardi pictoris, de contracta S. Gregorij ecc. dal che rilevasi che in detto anno suo padre Gherardo era già pas sato ad altra vita. Di Gio. Francesco e dell' arte sua eccone le prove in un Istro mento di Simeone Gillini del 14 Febbrajo 1486- testibus vocatis ecc. Magistro Joanne Francisco pictore filio ser Magistri Gerardi pictoris de contracta S. Gregorij ecc.-, e qui vediamo che Gerardo suo padre era per anche vivo , cosicchè la di lui morte è fra i limiti del 1486 e del 1488. Che poi questo Gerardo fosse il Fiorini , lo abbiamo da altri atti dello stesso Gillini, fra cui uno del 19 Ottobre 1491 Mag. Joannes Franciscus filius q. Mag. Gerardi de Florenis pictor de contra-- cta S. Gregorij ecc.-, ed ho voluto aggiungere la parrocchia, onde essendo sempre la stessa , venga sempre più appoggiata la identità della persona. Gio. Francesco fu padre di un Giacomo Filippo pittore, che nel 1496, come risulta da Istromento del 14 Marzo di Giacomo Farina, era minore di anni 25, maggiore di 22; col quale atto, co stituitoglisi un curatore, vende una bottega da pittore sotto la propria abitazione , larga piedi 12 e lunga 14, soggetta alla scuola od arte de' Calzolaj ( ora San Crespino), confinante da un lato colle proprietà sue, e dall'altro con quelle dello zio Sigismondo ; e tale vendita egli la fa per dotare una sua sorella, di cui si tace il nome, che va sposa a ......... figlio di Galamino da Reggio, navicellajo. Nel 1500 Giacomo Filippo prese moglie e fu Rosa figlia di Antonio Desanti da Baura, vil laggio nel distretto ferrarese, come si ha da rogito di Nicolò Savana del 10 Aprile: e con altro del 16 Gennajo 1540, di Antonio Baliardi, il di lui padre Gio. Francesco dà la dote a sua figlia Pellegrina, che sposa Simonetto Vivoli da Napoli , abitante in Ferrara , figlio del fu M. Leonardo; dote consistente in un fondo rustico con casa nel cir 18 condario di Pontelagoscuro. A comprovare poi ch'esso Giacomo Filippo fu eziandio pittore, ci assiste un rogito del 1528 (se ben ricordo, di Nicolò Farolfi ), dove dicesi- Magister Jacobus Philippus fil. q. Ma gistri Joannis Francisci de Florenis, pictor-; nonchè altro rogito dello stesso Farolfi, e del medesimo anno, in data del 4 Febbraio, dal quale parimenti apparisce un di lui figlio Gaspare, che fu testimonio al te stamento di un Lorenzo da Chiavenna asinaro testibus etc. Gua spare filio Magistri Jacobi Philippi Fiorini pictoris , de contracta Sancti Gregorij etc.- Costantino altro figlio di Gerardo, ce lo dicono pittore moltissimi atti, fra i quali uno del 24 Ottobre 1476 di Giovanni Dal Bove , ed altro del 23 Maggio 1488 di Bellino Pregostini. Con istro mento di Benedetto Codegori delli 11 Febbraio 1489, egli riceve al quanto terreno in Cornacervina, détto la Pioppa, in dote di sua mo glie Antonia del fu Biagio Zanelli, già vedova di Nicolò fu Francesco Frisati tessitore di panni, la quale fece poi testamento nel 27 Novem bre del 1497 a rog. di Nicola Gillini , risultando ch' era senza figli , dacchè lasciava la propria eredità alla Chiesa di Santo Spirito. Costantino però ebbe due figlie dalla prima moglie Ginevra o Gennara de' Novelli, le quali maritò nel 1494, come dall' assegnazione di dote fat ta con atto del 29 Decembre, a rog.dello stesso Gillini, ad Alesandra sposa futura di Giannantonio del fu Francesco Bonasi da Campogal liano, abitante in Ferrara, e da atto di rinuncia già fatta nel prece dente 25 Novembre da sua sorella Caterina moglie di Bernardino degli Imolesi- Discretus vir Magister Costantinus pictor, filius quondam Ma gistri Gerardi pictoris etc.-, la qual dote di Alessandra consisteva in una casa in Ferrara ecc.- Sigismondo fu pur esso pittore, e figlio di Gerardo , come da atto del 27 Agosto 1490 di Girolamo Farina-Sigismundus pictor filius q. Gerardi de Florenis pictoris etc. Sua moglie fu Caterina di Albertino Fabbri, già vedova di Bartolomeo dal Ferro, come da atti litigiosi risultanti da rogito di Francesco M. Gil lini del 4 Marzo 1504 , e come dal di lei testamento ad atti di Gio. Maria Agolanti del 15 Maggio 1506. Ebbe due figli, Bernardino ezian dio pittore, e quel Girolamo pittore e miniatore, che fu Ab. di S. Bar tolomeo , detto San Bartolo , de' Cisterciensi , a due chilometri dalla Città di Ferrara. Che Bernardino fosse pittore , eccone la prova in atto di Giovanni del Bove del 24 Novembre 1505 Egregius vir Magister Sigismundus f. q. Gerardi de Florenis , et Mag. Bernardinus ejus filius , pictores , et cives Ferrariæ etc., i quali ricevono da Jaco 19 bo Caligi lire cento , a metà lucro e danno pro arte et exercitio pictoriæ , videlicet in emendo , et vendendo capsas, forcierios , aurum , colores, et alia ad artem ipsam spectantia, per ipsos debitores facienda in civitate Ferrariæ , vel burgis , usque ad unum annum etc.; società che dev' essere durata lungo tempo di anno in anno , dacchè ne vediamo una rinnovazione anche nel 1510; il quale Bernardino nel lo stesso anno ed agli stessi rogiti restituisce la dote della defunta sua moglie Filippa Spinelli alias dal Passo ai di lei fratelli Cristoforo, Antonio e Folco. Dall'atto poi della eredità di Bernardino si racco glie che fu marito in secondo voto ad un Angela del fu Lodovico da Reggio, e che lasciò a figli Ippolito, Lodovico, Francesco, Gio. Maria, e Girolamo pittore- Cum superioribus diebus decesserit Magister Bernar dinus Fiorinus filius quondam Magistri Sigismundi ecc. (18 Gennajo 1524 di Giammaria Agolanti ). E che fosse pittore,lo dice un altro atto di Federico Jacobelli del 24 Marzo 1525, col quale la Cattedrale , ossia Dominam Angelam olim uxorem providi viri Ma-- il Capitolo, investe gistri Bernardini de Florenis , pictoris , et civis Ferrariæ , de contracta S. Gregorij , matrem et tutricem Ludovici , Francisci , Ioannis Mariæ , Hypoliti, et Hieronymi, omnium fratrum, et filiorum et Hæredum ipsius Bernardini etc. (1). — Girolamo, altro figlio di Sigismondo, pittore e miniatore, e Abate dei Cisterciensi di San Bartolo, come già dissi più sopra, è quegli che volevasi operasse nel secolo XIV (Ughi e Rio, il quale lo pone vers le commencement du quinzième siècle ), e che io ne' miei Ricordi ecc. intorno al nostro pittore Cosimo Tura feci ve dere che nel 1519 fu nominato confessore e teologo del Cardinale Ippolito d' Este : ed in fatti egli era per anco vivente nel 1528, nel quale anno venne fatto da Angela sua cognata uno de' suoi com missarj testamentarj, assieme ad un Filippo Maria Fiorini pittore, del quale ignoro la paternità, per cui lo escludo dall'albero , ma certa mente affine al pari dell' altro : e notisi che dice il testamento ( a rogito di Deodato Bellaia del 16 Maggio )- Venerabilem Dominum Hieronymum de Florenis etc.- E da questo ultimo atto di Angela si rileva pure ch' erano figli suoi un Sigismondo pittore, nonchè France sca, e Girolama, già Monache nel Convento di Sant' Orsola in Bolo gna. Ed anzi il frate Girolamo era pur vivo nel 1531 , come da let (1) Questo Bernardino è il pittore, che dal Baruffaldi fu scambiato perquel Ber nardino Flori ( che mai non esistè), del quale egli fa cenno al to. I, pag. 337. 20 tera originale negli atti dello stesso Bellaia, diretta a Maestro Hiero nymo de Fiorini depintore so nevodo carissimo; per lo che verremmo anche fatti certi che pur suo nipote Girolamo era pittore , se non ne avessimo ulteriore prova in atto di Gio. Battista Bonacossa del 6 Decembre 1539, col quale vende un cavallo bajo ed una Chinea baja bertona a Girolamo Perondelli, per iscudi sei d'oro in oro Hiero nymus de Florino pictor , et civis Ferrariæ , de contracta S. Gregorij , filius quondam Magistri Bernardini e non di Sigismondo, com'era il frate , il quale già si trovava in vita monastica anche nel 1487 , come da testimonianza in atto di Giovanni Olivieri del 24 Settembre-presentibus testibus etc. Religioso donno Hierolymo filio Mag. Sigi smundi pictoris , monaco in Monasterio S. Bartholi etc. Che fosse poi pittore anche Giammaria fratello di Girolamo, che diremo il laico, lo prova un istromento di Bonaventura Negrini, del 20 Agosto 1551, col quale sono testimonj egli e suo fratello Girolamo suddetto, al te stamento di un Girolamo Grandi testibus vocatis etc. Magistro Hie ronymo et Magistro Jo. Maria, fratribus, filiis quondam Bernardini de Florenis, pictoribus etc. Finalmente un Ippolito figlio di Sperandio ci apparisce da rogito di Giovanni Dal Bove,del 23 Giugno 1509 , come testimonio al te stamento di un Bernardino Bosega- Testibus etc. Ipolito de Florenis quondam Sperandej pictoris , de contracta S. Ioannis Baptistæ etc.-, il quale Ippolito potrebb' essere quello stesso che fu Musico di Cap pella di Alfonso II d' Este , indi della Cattedrale, se non si rendesse ciò improbabile in cronologia , giacchè se del 1509 era già maggio renne e capace di fare testimonianza, mentre Alfonso II cominciò ad esser Duca solo nel 1559 , ne viene che sarebbe nato non più tardi del 1484, e quindi preso al servigio di anni 75; e meno poi avrebbe servito successivamente nella Cattedrale. Anche un Lodovico fu pur figlio del citato Sperandio, come da atto di Pellegrino da Treviso No tajo ferrarese, del 1510, in cui è pure nominato Ippolito (1). Costan tino , Sigismondo Seniore , Bernardino , e Giovanni Maria , dipinsero (1) Potrò forse essere accusato di un corredo troppo nojoso di documenti : ma ( e serva ciò per quest'articolo , pei precedenti , e pei successivi) non iscrivo per fare la Storia delle Arti , bensi per somministrarne all' uopo quei materiali che ri sultano dalle mie pazienti ricerche, dei quali per tal modo, chi si farà storico del l'arte riguardo a Ferrara, potrà giovarsi senza timore d'inganno. 21 tutti, chi più chi meno, per la Compagnia della Morte , e nella sua Chiesa, ed Oratorio , come rilevasi da quei libri Amministrativi , ope randovi Sigismondo quaranta quadruni ( s'intende di ornati ) nella sufitta , i cui rosoni furono lavorati da Domenico ( Paris ) detto dal Cavallo , genero dal Baroncelli. Bernardino era salariato dalla detta Compagnia , dipinse le stelle nella soffitta dell' Oratorio , e mori del 1523, venendo sepolto il suo cadavere il 23 Decembre in San Fran cesco, ciò apparendo dai libri succitati. Prima poi di dar termine a questo articolo, debbo rimarcare come lo stesso Bernardino sia stato sin qui battezzato per Flori, o Florio, non essendo egli che quel desso che , non gia dipinse , ma fu pre sente nella sua qualità di Amministratore della Compagnia della Morte al pagamento fatto al Garofalo per l' ancona dipinta in Conforteria nel Palazzo della Ragione. Io non so come non abbiasi prima d'ora veduto che le parole originali e sincopizzate presente m. bernardj de florj accennano a Bernardino Fiorini, e non ad un Flori che mai ebbe esistenza. Una prova poi di qualche inesattezza del Baruffaldi , si è questa: che egli riportò la partita con parole che non si trovano nel Libro : MDXX. Benvegnudo da Garofalo pintore deve avere a di Feb. lire dodexe per una anchona fatta suxo una tela posta suxo ' altaro della nostra Stancia della prexone daccordo con M. Lodovico de Ge rardin nostro Ministro, et Girolamo Carpi so garzon, et Batta de Griffi figlio di Domenico orefice, ch' era pintore , disse averla fatta loro pre sente M. Bernardin di Flori pintore daccordo lib. 12.- ( Baruffaldi, to. I, pag. 336 ); mentre l'originale, oltre di avere molte differenze nella paleografia , dice massaro , e non ministro , accenna a gnolimo ( cioè Girolamo ) so garzon, ma non vi è il cognome Carpi, sebbene si possa sospettare che sia desso, e parla di Batta Grifi, senz' aggiun gervi che fosse figlio di Domenico orefice , e ch' era pintore , sebbene tanto Girolamo garzone, quanto il Griffi vi sieno più volte nominati. In quanto poi al Ballo dello Morte , che il Baruffaldi vorrebbe de gli stessi pittori , veggasi quanto io ne dissi nella prima parte di quest' opera a pag. 334, e quanto ne soggiungo in questa all'Ar ticolo Pitture nelle Chiesa e nel Convento di San Benedetto 3 一. Gerardo 1449. pittore m Caterina Costantino Egano pittore 1476. prof. medicina di Leonello medico Sigismondo pittore 1490. 2. Antonia Zanelli Biagio di a vedova Frisati Nicolo di Gennara Ginevrao Ro di 1. Novelli mano de' m Albertino Caterina Fabbri di Bartolomeo vedova Ferro Dal di 1 m ......... | Pantassilea Padova Carlo 1507 da Alessandra) Caterina 1494. letto 1.º di ( m Bonasi Antonio | Gio. Campogalliano sartore di 22 | Ippolito Ludovico m Bernardino Imolesi Bernardino pittore 1.ª Spinelli Filippa alias Dal Lodovico Passo 2. Angela Reggio da di Sigismondo Girolamo pittore pittore pittore Maria Gio. 1 | m Pellegrina Simonetto Vivoli de' Napoli | Francesco 1486. Andrea pittore barbiere Pietro Gio. m m di Benedetto Jacobo pittore 1488 Griselda Lanzoni Gio. fu Treviso Fallati atti 1504) del di ( m Femmina Rosa Santi Ant. de' di m di m Galamino Baura da Gaspare 1528. Girolamo miniatore pittore, Fra Cisterciense Ab. Sperandio pittore Ippolito Fiorini | Francesca Girolama Francesco Monache Orsola Filippo pittore Maria ........ Reggio di | S. Bologna di Lodovico 23 1451. Famiglia dei pittori Benzoni detti Geminiani. L' abate Cesare Cittadella nel suo Catalogo dei pittori ferraresi, e Giuseppe Boschini nelle Note al Baruffaldi, ebbero a nominare un Bongiovanni Benzoni pittore del secolo XV. Egli è quello stesso che accennai nella prima parte di quest' opera , qual dipintore di una cappella in San Giacomo nel 1465 ( pag. 29); di altri lavori nella Certosa nel 1471 ( pag. 568 ) (1) ; di altri nella Cattedrale nel 1492 ( pag. 53 ), per una cui cappella operò pure li dodici apostoli, che io ritengo per fermo sieno quelli stessi, che ora veggonsi nella Comunale Pinacoteca, e che tanto vagamente furono giudicati ora di Stefano da Ferrara , ora di Panetti, ora di non so quale immaginata prima maniera del Garofalo. In mancanza di documenti è ben facile ingannarsi nelle induzioni per quantunque le più logiche; avvenne ciò a me pure, sospettando che il di lui cognome non fosse già Geminiani, che tenevasi per cognome paterno , ma Gabrieli , a motivo che in molti rogiti ebbi a rinvenire filius Jeminiani Gabrielis etc.; ma ora, con l'aiuto di nuovi autentici atti , ho potuto conoscere che questa pure era un' altra ascendenza , ossia paternità di paternità, convincendomi che appunto il vero co gnome di famiglia fu dei Benzoni, come chiamossi il Sacerdote Jacobo figlio del pittore. Qui ne citerò le prove, riportandone poi l'albero genealogico ricavato dai medesimi documenti. Già sino dal 1451 si ha memoria del pittore Bongiovanni, il cui padre Geminiano, pellicciaro, era in allora vivente, procedendo da un Gabriele, come da rogito di Giovanni Agolanti del 6 Luglio. Da rogito di Gio. Pellipari del 1476 si ha che Geminiano padre di Bongiovanni ebbe a genitore un Gabriele , come si ha che un Gabriele pittore fu figlio di Bongiovanni suddetto- Magister Bonjoannes pictor filius q. (1) Ciò si rileva dai Libri di spese ducali nell' Archivio Palatino di Modena , e specialmente in quello segnato BB della Munizione, da cui si rileva che ſece due quadri, e poi dipinse 800 cantinelle, 5 frontispizi coi torresini, cornici con fregi sotto i coppi per piedi 786, cammini ecc. (pag. 67 с 119). 24 Jeminiani Gabrielis etc. nominavit suum procuratorem Mag. Gabrielem pictorem ejus Magistri Bonjoannis filium-. Altro figlio di lui fu Mae stro Bernardino tappezziere ducale , che in alcuni atti è parimenti detto pittore; come altro figlio fu quel Sacerdote Jacobus fq. Bonjoannis de Benzonibus , Rector Ecclesie Sancti Stephani; il qual cognome Ben zoni viene pienamente confermato anche con altro rogito di Federico Jacobelli del 5 Decembre 1516, in cui si dice Divisio inter illos de Benzonibus : Cum providi viri Mag. Bernardinus, et Mag. Hieronymus fratres , ac olim filij Mag. Bonhioannis de Benzonibus olim civis Fer rariæ etc., et M. Bonhioannes filius q. Cabrielis Benzoni olim fratris ipsorum Mag. Bernardini et Hieronymi etc.-; e cosi viene ripetuta mente detto in molti atti. Anche un Girolamo , figlio del già nomi nato Gabriele, fu esso pure pittore, come da istromento di Francesco Benvenuti del 17 Settembre 1561 Cum sit quod de anno 1557 per Bernardinum Sbarbaleam facta fuit venditio unius casalis Magistro Hie ronymo quondam Gabrielis de bonjoanne , pictore et cive ferrariæ , emente nomine et vice dnæ Blancæ ejus uxoris , filiæ magistri Julii de Grossis etc. Abbiamo dunque una serie di pittori di una stessa famiglia, il cui cognome fu veramente dei Benzoni, e fra quali il primo nell' arte fu anche il primo nel merito, conoscendosi molti di lui lavori, abbenchè non più esistenti. Suo figlio è qualificato egregio anche in pubblici atti, come in quello a rogito di Federico Jacobelli del 3 Marzo 1513, in cui si dice- Egregio pictori magistro hieminiano filio q. Magistri Bonjohannis etc., nomine et vice dnæ Beatricis ejus uxoris, ac olim filiæ Magistri Ambrosii etc. (manca il cognome). Potrebbesi poi stimare Bon giovanni qual pittore esimio, se fossevi certezza, come vi ha ogni ben fondata probabilità, che sieno della sua mano li dodici Apostoli nella Pinacoteca , dacché poterono essere attribuiti persino ad un Panetti , e ad un Garofalo, e perchè se ne vede il pregio da chiunque si porti ad esaminarli. E dissi fondata probabilità ; sapendosi che il Bongio vanni Benzoni fece in tavola dodici Apostoli per la Cattedrale verso la fine del secolo XV, epoca visibile nel fare di quei dipinti; vedendosi che varii furono i giudizj sui medesimi per non averne rincontro in altri lavori ; ed essendo tradizione che quei quadri provengano dallo Scalabrini , che molte cose portossi a casa propria nel secolo scorso nella circostanza dell' interna riedificazione della Cattedrale suddetta. Gabriele 1 1 1451. pelliparo 1451. pittore Bongiovanni nel già 1504 morto m Beatrice fu Ambrosio 1 1515. pittore Geminiano 1524 Antonia Bongiovanni m Bernardino epittore tappezziere m fu Matteo Stefano Gabriele Pessoni Veronica di Fr. Verati vedova 20 1524 testo Giugno Bernardino .di arog Batt .Saracca ....... m Jacobo Bongiovanni 1512 Clemenza Lorenzo Agostino m Bianca M. 1 Agostino poi Frate Nicolò Ambrogio fu Grana Baldassare . ,di ,26 rog .1518 Bartol Gennaro la ,per Codegori Carmelitano N. pittore Gabriele Giacomo Girolamo Abati pittore Girolamo Grossi 1 Anna nel 1525 testo Jacobo . S. Rett Stefano e Sacrista Cantore nella Cattedrale 1507-1543 Lodovico 1534 m Girolamo dal Zilio de Arlotinis 25 dote -- 26 1455. Titolivio pittore, e compagni. Titolivio di Padova , pittore dimorante in Ferrara, in un libro di spese dell' Archivio Municipale viene detto fiolo de Maestro Antonio depintore; ma è provato dai rogiti autentici ch' ei fu figlio ad un Antonio da Padova professore di grammatica in Ferrara. Di qual co gnome si fosse, lo ignoro, ed infruttuose rimasero le mie ricerche in Padova stessa. Fra i Maestri di grammatica, che si conoscano di no me Antonio, fuvvi uno de Stalbatis, ma insegnava del 1400 : indi co nosciamo un Joppo condotto alla cattedra dal nostro Magistrato nel 1461 , ed un Antonio Molini del 1479, ma ch' era di Parma. Nè mi farei caso che il Joppo fosse confuso con quell' Antonio Toppo mae stro di Abbaco ( e tali maestri per lo più insegnavano anche Gram matica ), che esercitava scuola nel 1458. Il Borsetti ( hist. almi ferr. Gymnasii ) tace la patria del Joppo , il quale , sebbene condotto sol tanto nel 1461, potea benissimo insegnare privatamente, come faceano tanti altri, moltissimi anni prima; e questo io dico, perchè di suo fi glio Titolivio abbiamo notizie sino dal 1453. Meglio ancora si adat terebbe a Titolivio il cognome di Coltellini , se avessimo la patria di quello egregius vir Mag. Antonius a Cultellinis professor Grammatice fg. Mag. Martini de contracta S. Jacobi , che nel 1456 , a rogito di Aristotile Rossi dalle Guaine notaro ferrarese , nomina tre suoi man datarj. Ma lasciamo al tempo il vedere se male mi apposi (1). Dipingeva Titolivio in Ferrara nelle nuove mura, e vi si vide im piegato nel 1453 e nel 1458, lavorando nelle merlature, e facendovi fregi. In questo ultimo anno indorava i genietti che stavano ai piedi della statua in bronzo di Borso , atterrata vandalicamente nel 1796 ; ( 1) Un Titolivio nel secolo XV esisteva anche in Ferrara, od a meglio dire eravi un Ferrarese , letterato , che chiamossi Titus Livius Ferrariensis de Filonistis , o de Fralovisiis ; e del quale niuno storico di questa nostra città ebbe a far cenno. È citato dal Tiraboschi (St. della Lett. It. To. VI, pag. 780) quale autore di una vita di Arrigo V Re d' Inghilterra , sulla fede del Vossio e dell' Oudin. Mi sembra che fosse uno di que' cognomi accademici, ovvero grecizzati, come fecero moltidotti scrittori che in quell' epoca prediligevano l' idioma greco. -- 27 mentre poi nel 1459 fece angeli ed altre figure negli archi ed ap parati costruitisi per la venuta del Pontefice Pio II in questa Città. L'ultima di lui memoria, in quanto a me, è del 1473, in cui prende in affitto alcuni beni in Baura , villaggio del nostro territorio. Ebbe una sorella di nome Lodovica, la quale fu ai servigi del Nob. Barto lomeo Peregrino di Lanzalotto de' Zaffi, che in detto anni 1473 le fa dono di L. 500 in benemerenza dei beneficii compartiti a lui, e sua famiglia , pro famulatu etc. ( V. l'altra parte a pag. 566, е 567 ). E cosi ebbe una figlia nominata Caterina, che pare dimorasse in Na poli , avendo fatta procura in suo marito Costanzo de Morsiis onde vendere ogni sua ragione sopra una casa posta in Ferrara, nella con trada di Sant' Apollinare, ereditata dal padre.- 1485 , 29 Octobris ( rog. di Evangelista Massa ) Cum in venditione per Sebastianum de Sicherio facta Fino de Adriano civi et notario ferrariensi de contracta S. Apollinaris de Ferraria, preter jura domus etc. fuit actum quod li bre centum m. dentur M. Constantio de Morsüs de Padua , et domine Caterine ejus uxoris pro resto sue dotis, et ut ex Instr. rogato per Ja cobum de Co..... Idcirco Mag. Constantius de Morsiis de Venetiis (prima dicesi de Padua), civis Ferrarie, fq....., tam suo nomine quam uti ma ritus et procurator persone Caterine sue uxoris, et filieMagistri Titiliviü pictoris, et procuratorio ipsius nomine ad infra stipulandum etc. rogato per Raymundum de Ponte notarium , munito solemnitatibus civitatis Neapoli, stipulato anno presenti, die 20 Augusti etc. Se avea garzoni sotto il suo Magistero , e se faceasi direttore di lavori come nel 1459, o capo di compagnia, come diremo appresso, bisogna indurne che avesse non poco valore artistico. Nel 1456 lo trovai avere un Rosso , che non esiterei a crederlo quel Domenico Brasoni detto il Rosso, del quale fo parola a parte ; e nel 1458, era sotto di lui un Jacomo Panizzato. Nel 1455 a rogiti di Agolanti Gio vanni del 28 Gennajo conviene con la Nob. Camilla de' Contrarj per dipingere il nuovo suo palazzo, avendo a compagno un Alessandro di Bartolomeo da Quartesana (territorio ferrarese), e nel Documento N. I ne vedremo in genere la qualità dei lavori ed i corrispondenti prez zi : e nel Documento N. II, rogito del notaro Jacopo Mella , vedremo come al detto Alessandro , scioltosi dalla società , succedessero i fra telli Uguccione e Leonello da Porto ( Maggiore territorio pure di Fer rara ) , figli di un Nicolò. Di questi due , e di Alessandro che li precedette nel lavoro , nessuna memoria potei rinvenire se si eccet tuino alcuni contratti, fra i quali uno del 21 Agosto 1475 a rog. di Giacomo Vincenzi , con cui Uguccione vende terreni ai Nob. Muzza relli, ed altro a rogito di.Bellino Pregostini, del 24 Ottobre 1481, col quale lo stesso Uguccione civis et habitator Ferrarie si confessa debi tore verso le MM.di San Guglielmo per rate decorse di affitto di un casale in Cogomaro ( Lacucumario- a latere Conæ). Non credo poi che possa ritenersi per quello stesso Uguccione dipintore, detto dal l'oro, o de Orio (cognome di famiglia ferrarese), che trovasi al 1522 avere fatto un pegno presso gli Ebrei di alcuni suoi effetti ; perchè dal 1458 al 1522 v' ha troppa distanza, per cui tale supposizione non sarebbe di molta probabilità. Nicolò padre di Uguccione e di Leonello pittori fece testamento nel 1467, lasciando eredi i suoi quattro figli, cioè li predetti due artisti , ed un Alessandro e un Geminiano. Del Rosso , dissi crederlo il Brasoni : ed in quanto all' altro garzone Ja como Panizzato, quantunque nell' altr. part. Notizie ecc. (pag. 69 е 566) ne facessi una persona diversa dall' altro Jacomo Panizzato che dipinse le cornici della libreria de' Canonici del Duomo nel 1490 (1), debbo confessare non vedervi difficoltà che possa essere quello stesso, che del 1490 lavorava da se come Maestro dell'Arte, e che trentadue anni prima era garzone; e garzoni si chiamavano tutti coloro che lavora vano sotto la direzione di altri, sino a che, resi capaci, fossero ascritti all' Arte, o Corporazione cui appartenevano a seconda dell'arte o me stiere. Di un altro Giacomo Panizzati parla il Baruffaldi , e lo dice scolaro dei Dossi , e morto circa il 1540 : ma del seniore trovasi cenno entro i Libri di spese dell' Archivio Palatino di Modena al l'anno 1466 ; nè sarebbe a farsi caso che fosse stato fratello di un Nicolò Panizzato pittore, che fin qui restava ignoto , il quale nel 1447 lavorava pure in Lugo , ed in Ferrara nella Chiesa di S. M. di Belfiore, e nel Palazzo di Belriguardo ( a 10 chilometri da Ferrara ). Questi era figlio di Bartolomeo, e fu padre del notajo Filippo, come da testimonianze ad alcuni rogiti fatte da esso Filippo nel 1458, fra quali uno di Antonio Gillini del 23 Marzo testibus vocatis etc. Philippo Panizzato notario filio quondam Magistri Nicolaj Panizzati pictoris, de contracta S. Gregorij Civitatis Ferrarie etc.-, dal quale atto scorgia mo che Nicolò, gia vivente nel 1440, più non lo era nel 1458. (1) Nel Baruffaldi questo Panizzati del 1490 è detto erroneamente Tominaso. 28 -- 29 I. Agolanti Giovanni 1455. 28 Januarii. Pacta illorum de Contrariis cum Allexandro et Titolivio pictoribus Ferrarie, in domo illorum de Contrariis etc. presentibus etc. Magister Tituslivius PICTOR filius Mag. Antonj de Padua , emancipatus a patre ut dixit, de cont. S. Petri, et seorsum habitans a patre, major ann: 25, et Alexander fil. Barth. de Quartexana cum presentia dicti sui patris, et o bligando se etc. promiserunt Mag. Dne Camile de Contrariis tutricis et tuto riis nominibus Mag. DD. Nicolaj et Ambrosii de Contrariis facere infrascripta laboreria pro infrs pretiis pro palatio suo quod edificatur de presenti, et sic ipsa promisit dare laboreria ipsa infra non aliis videlicet cantinelas tarsia tas pro denariis octo qualibet; cantinelas ad vitem pro denariis decem pro qua libet ; cantinelas ad campanelam denarj sexdecim pro qualibet ; caselas cum armis et straforatas pro denariis octo pro qualibet ; caselas ad foramina et cum armis denarj sex pro qualibet; cornisotos ad modernum soldos quatuor pro quolibet ; caminos duplos cum armis pro soldis triginta pro quolibet ; caminos simplices cum armis pulcros ad modernum soldos viginti pro quo libet , merlos pictos ad instar merlorum civitatis Ferrarie, cum armis, frisiis cornisiis , et omne aliud laborerium quod comprehendatur cum illis ad ci merios, soldos quindecim pro quolibet ; de omni alio laborerio de quo non fiat mercatum in hoc istromento promiserunt relinquere soldum unum pro libra de eo quod extimabuntur. Et renuntiaverunt etc. II. 1458. 2 Giugno.- Mella Jacopo. Societas Titilivj pictoris cum illis de Porto. Ferrarie in domo inf. Titilivj sub porticu ipsius domus presentibus testibus etc. Tituslivius pictor filius Magistri Antonj de Padua grammatice professoris dicens et protestans ac jurans se esse maiorem annis XXV, et esse emanci patum a dicto suo patre ex istr. emancipationis rogato per Orpheum de Episcopo notarium, ex una, Ugutio et Leonellus fratres filj ser Nicolaj de Porto, cum presentia et consensu dicti sui patris ibidem presentis volentis et con sentientis et parabolam etc. Dicte partes et utraque ipsarum fecerunt, con traxerunt et formaverunt societatem insimul usque ad annos quinque prox: fu turos inceptam in Kal. mensis maij proximi preteriti in arte pictorie fienda -- 30 et exercenda per ipsos socios in Civit. Ferr. et ejus districtu ad dimidium lucri et damni et expensarum in omnibus infr. videlicet collorum et aliorum rerum spectantium et pertinentium ad ipsam artem, intelligendo, quod dictus Tituslivius solvat dimidium expensarum, et similiter habeat dimidium lucri, et dicti fratres solvant dimidium expensarum et habeant dimidium lucri , pactis infrascriptis semper salvis videlicet Quod dictus Tituslivius sit Magister principalis dicte apotece et legitimus administrator dictorum fratrum, quem dicti Ugutio et Leonellus fratres habeant obedire per ea omnia que spectabunt ad dictam artem et societatem Item quod dictus Tituslivius sit exactor totius lucri et pecuniarum et rerum con consequendarum et consequendi ex dicta arte et merchato , cujus lucri , et quarum rerum et pecuniarum sic exactarum per dictum Titumlivium, dictus Tituslivius teneatur et debeat reddere et consignare bonam idoneam et suf ficientem rationem dictis fratribus pro dimidia , eamque sibi consignare ad omnem ipsorum requisitionem et instantiam. Item quod dicti fratres te neantur et debeant solvere et numerare ipsi Titolivio libras decem m. quas ipse Tituslivius solvit Alexandro de Quartexana olim etius sotio in arte pi ctorie , in laboreriis Mag. de Contrariis , ut ipse Alexander dirimeret ipsam societatem , et cessaret ab ea, ad hoc ut loco ipsius Alexandri dicti fratres succedent in dicto laborerio dictorum de Contrariis , prout sic solvere pro-- miserunt. Hoc tamen pacto , quod ipsi fratres sint ad partem laborerio rum proventorum et proveniendorum ad manus ipsius Titilivj , videlicet ad pingendum et similiter murorum et meniarum civitatis ferr. et aliorum etc. et sic etc. et renuntiaverunt etc. sub pena etc. 1473. Brasoni Domenico detto il Rosso, e Bartolomeo suo figlio, pittori. Di un Domenico detto il Rosso, pittore , si ha memoria sino dal 1473, anno in cui riceve la dote di sua moglie Paola Camatoni, con atto del notajo Giovanni Dalbove in data del di 11 Gennajo domo infrascripte Ursoline etc. Ferrarie etc. Egregius vir Dominicus , dictus Rosso, pictor, filius quondam Magistri Bartholomej , de contrata S. Marie de Vado etc. confessus fuit in concordia cum domina Ursolina In de Gattis filia q. Bartholomej, et uxor olim Mag. Mathei Camatoni mu -- 31 ratoris, se ab eadem habuisse L. 10 pro resto et complemento dotis do mine Paule filie dicte dne Ursoline et uxoris ipsius Dominici, ex instro mento dotis rogato per me anno proximo preterito die 24 Aprilis-; col quale ricevette L. 130 (1). Ma questo pittore era figurista ; e la prova l'abbiamo dai due documenti che riporterò per intiero, l'uno del 1484 contenente i patti , e l'altro del 1485 che li conferma con solenne stipulazione, per dipingere una instoria a lui data per mostra da un certo Battista d' Argenta ; la quale istoria, che non risulta cosa debba rappresen tare , dovea servire per un altare con sue colonne, cornici, ed altri ornamenti dorati. Ritengo ancora che Domenico altro non sia che il Brasone, il cui figlio Bartolomeo esercito pur l' arte paterna. Ciò posto, ammetter dovremo la morte di Domenico al 1486, nel mentre che il figlio era tuttora minorenne , giacchè all' atto di ripudiare la eredità del padre, fu chiamato pupillo, e fu assistito dal più prossimo suo parente, come da rogito di Giovanni dal Bove del 20 Aprile-Bar tholomeus pupillus filius quondam Dominici Brasoni pictoris , cum pre sentia et consensu Bernardini filii q. Francisci Zenarij pictoris , ipsius pupilli proximioris attinentis a latere paterno etc. Di lui parlò il ch. Marchese Campori nel suo Catalogo degli Artisti stranieri negli Stati Estensi , e ci raccontò che fece testamento nel 1509 , lasciando erede la moglie Giovanna Occelli ; ma che allora non moriva, dacchė lo avea nuovamente trovato vivo nel 1514 ; in cui fece un crocifisso per la confraternita di S. Maria di Correggio. Aggiunge che abitava in Modena. Queste notizie ci mostrano come anche Bartolomeo fu pittore di figure ; e lo conferma una partita a suo favore per depin zere uno Christo per adoperare in prexune quando se fa justitia fe M. Bartolomej etc. Aggiungerò pure com' egli non moriva se non nel 1517, come si ha dal libro di quell' anno della Compagnia della Morte Per il corpo de Bortolamie braxon depintor, et fu sepulto in S. M. del Va, marj de una nostra sorella-- cioè consorella della detta Com pagnia. Infatti nel 1518 sua moglie adice alla eredità di lui, come da (1 ) La stessa Orsolina che nel 1472 avea data Paola al nostro pittore, nel 1471 diede l'altra figlia Domenica, nel 28 Decembre, a M.º Tommaso Pasiloca, dolandola di una casa in Ferrara. Io credo poi che il nostro Domenico detto il Rosso sia quello stesso che nel 1457 lavorava col pittore Titolivio ( Vedi l'altra parte a pag. 566 )- A Titolivio depintore soldi 15 de m. quisti per lui al Rosso depin tore, portolli quisti m. zoana sua madre. -- 32- rogito del succitato Giovanni dal Bove in data del 4 Marzo superioribus mensibus Bartholomeus Brasonus pictor fq. Magistri Domi nici decesserit , prius condito suo testamento etc. quapropter D. Joanna ab Occellis uxor et hæres agens cum præsentia et consensu Mag. Bona Cum venturæ ab Occellis ejus proximioris parentis etc.- (Giovanna era fi glia di Benvenuto). Che poi morisse nel periodo summenzionato, viene accertato dalla circostanza che nello stesso anno 1518, ma nel 13 De cembre, sua moglie Giovanna fu investitita di uno stabile in Ferrara. Ed in Ferrara dovea essere già tornato suo marito, perchè, sebbene rilasciasse ricevuta della mercede del crocifisso di cui sopra nel 6 Aprile 1514, non pertanto lo trovai qui dimorante nello stesso anno 1514, nel quale ai rogiti del Dal Bove fece un altro testamento : ri sultando eziandio da questo che non avea figli, dacchè dispose che la sua eredità, in caso di morte della moglie , passasse a Giovanna maritata in Francesco Belcari (1). Bartolomeo fu cognato del pittore Giovanni Maria Aventi, e lavorò molto nei primi anni del Ducato di Alfonso I anche insieme con Tommaso da Carpi ( della famiglia Sellari). Ebbe a fratello un Giro lamo, ma non è noto ch' esercitasse l'arte della pittura. Che se io mi fossi per avventura ingannato nel ritenere Bartolo meo Brasoni figlio di Domenico detto il Rosso, a fronte delle favore voli circostanze di epoca e di paternità, rimarrebbe in tal caso a vedersi di qual cognome fosse il Rosso, ma nonostante avremmo sem pre due pittori da inscrivere nel catalogo dei nostri. 1485. 10. Sept. Joannes de Bove Confessio pro Magnifico Baptista de Argenta per Magistrum Dominicum Rubeum pictorem. Ferrarie in domo habit. inf. Magnif. Baptiste, sita in contracta S. Gre gorii, present. testibus etc. Magister Dominicus quondam Bartholomei dictus rubeus , pictor ( dunque il rosso non era il vero cognome , ed infatti al 1486 vedesi un Bartolomeo (1) Se nel testamento di Bartolomeo fosse stata nominata la madre , e avesse a vuto il nome di Paola, in tal caso saremmo stati certissimi della identità del Rosso col Brasone , ossia che il Rosso fosse dei Brasoni , giacchè vedemmo che sposò Paola Camatoni. 33 Brasoni di Domenico , pittore , che ritengo esser questo, e che mori un anno dopo, come si ha da atto di ripudio ecc), civis Ferr: de cont. S. M. de Vado, obligando se, et ad instantiam et petitionem eximii Artium et Med: doctoris Magn. Baptiste de Argenta f. q. Franc: de cont: S. Gregorij , presentis , stip: et recip: per se etc., confessus fuit se ab eodem Magnif. Baptista in pluribus vicibus habuisse et recepisse libras decem et soldos decemseptem m. pro parte mercedis sibi Mag. Dominico debende pro pingendo unum quadrum de lignamine ad historiam per eundem virum Baptistam sibi Mag. Dominico datam ; quod quadrum pingere promisit pro ducatis quinque in monetis, et duo in pignolato (specie di pannolino per vestiario), vel in aliis rebus , et pro ut apparet supra quadam ( manca la parola scriptura ) pri vata manu mei notarij etc., ad quam habeatur relatio, si opus fuerit, pro narratione. Et quod quadrum dictus Mag." Dominicus dare , tradere , et 0 consignare promisit dicto Magnif. Baptiste expeditum pictum et fulcitum aureo et coloribus et omnibus aliis necessariis per totum mensem Octobris proximi futuri , omni juris et facti except: remota. Et ex adverso dictus Magnif. Baptista solvere promisit dicto Mag." Dominico ressiduum dicte sue mercedis convente supradicte; Renuntians etc. pena lib. x. m. etc.- Ego Joanes a Bove ( segue la scrittura ) 1484. Die 28. Aprilis 0 Que omnia etc. Sub Sia noto et manifesto a cadauna persona che lezera la presente scripta como a di et mill. suprascripto Magistro Dominico di Bartolomeo dicto Rosso , depintore, obligando se et suoi beni promete a lo spectabile et exi mio doctore di medicina Mes. Baptista de Argenta, de depinzere et dare depicto uno quadro de ligname che fu dato per il dicto Mes. Baptista al dicto M. Dominico, secondo et per quello modo che sta la Instoria a lui data per monstra , mettando dicto M. Dominico li colori boni fini et suffi cienti, et promettendo quello dare et consegnare a dicto Mes. Baptista neto depincto et fornito in giesia on vero in caxa soa. Da l'altra parte dicto Mes. Baptista oblig: se et suoi beni promette al dicto M. Dominico de darge et consegnarge peze 200 de oro , on vero quello più et meno che andara circha lo ornamento de esso quadro si in cornice in columne et diodeme de sancti , che se farano in dicto quadro. Item etiam promete de darge per soa mercede , oltra dicto oro , ducati cinque in moneta , et uno ducato in pignolato, on vero in altre robe, remossa ogni exceptione de rag. et de facto. Et cussi 1 una parte a laltra , et laltra a laltra prometono de attendere observare adimplire et non contravenire etc. pregandome che dele predicte cose ne dovesse fare questa nota e Ego Joanes de Bove Notarius de predictarum partium consensu predicta scripsi. 34 1474. Famiglia dei Marsigli o Fini pittori. Fino e Bernardino fratelli Marsigli da Verona, figli di Domenico, nel secolo XV si stabilirono in Ferrara, e vi operarono nell'arte loro della pittura. Si volle peraltro che altri due omonimi pittori esistessero di cognome Fini, e quattro perciò fossero contemporaneamente gli artisti. Lungamente parlai di loro nel mio libretto Documenti ed illu strazioni ecc., ed altre cose vi aggiunsi nell' altr. part. di quest' o pera , dimostrando come fosse sommamente improbabile ch' esistes sero altri due fratelli pure pittori , pure figli di un Domenico, e pure della stess' arte nell' epoca stessa ; ma il ch. Cav. Amico Ricci nella sua Storia dell' Architettura in Italia ( tom. 3 cap. 21 p. 170 ), non ammettendo il mio dubbio che potess' essere corso errore od equivoco in qualche atto, disse che essendo i due primi oriundi Ve ronesi , e gli altri di Ferrara , veniva meno il dubbio , e doversi cre dere che non due, ma quattro furono i pittori aventi il medesimo nome (nota 77 a pag. 186). Ora, in seguito a novelli documenti si è ve duto che gli stessi Marsigli erano detti alias de Fino, e quindi rimane sciolta la questione col ridurre a due soltanto gli artisti suddetti. Ne porterò qui le prove ; ma nel frattanto parlerò di tutta la famiglia loro, e di un loro scolaro. E riassumendo il già detto nel citato mio libro, veniamo a vedere che i fratelli Fino e Bernardino figli di Do menico erano de' Marsigli da Verona , e cittadini ferraresi, che Fino ebbe a figli Jacobo, e Sigismondo ; che Bernardino ebbe in Baldassare un figlio dottore ; che nel 1505 Fino era già morto , mentre pare che Bernardino mancasse alla vita circa il 1527. Domenico Marsigli, padre dei due pittori Fino e Bernardino, era forse ridotto alla miseria, dacché sua moglie Maddalena figlia Antonia si accordano a ricevere gli alimenti da essi loro, e tale accordo fu fatto con presenza e concorso dello stesso Domenico, me diante atto del notaio Bartolomeo Codegori del 24 Marzo 1488, e e sua ...... forse perchè i figli non convivevano col padre, essendo già ammo gliati sino dal 1484, come dall' istromento dotale del 25 Ottobre a rogito di Giacomo Savana, dal quale apparisce che sposarono due 35 sorelle, cioè Fino la Pellegrina , e Bernardino la Tarsia, figlie ambe due del fu Francesco Solari. Ed è in questo atto che dicesi Egre gius vir Jacobus Solarius filius et heres Mag. Francisci, promisit dare ecc. Mag. Fino et Bernardino fratribus de Fino pictoribus etc. Che se mi si opponesse che in questo luogo sono detti solamente de Fino, potrei soggiungere trovarsi poi in altri rogiti la identità delle mogli dei due Marsigli: ma più di tutto ne danno conferma un rogito del 1508, in cui dicesi Baldassar filius Mag. Bernardini de Fino legum professore (1), cive ferrarie ; altro del 21 Novembre 1509di Benedetto Lucenti, ove sta scritto Prestans vir Bernardinus fq. Dominici de Mar siliis, alias de Fino, pictor ecc , ed altro di Giacobo Zipponari del 17 Settembre 1518, che dice Testibus vocatis etc. egregio jurisperito Bal dassare de Marsiliis filio Ser Bernardini alias de Fino, civis ferrarie etc., avendosi per tal modo li due cognomi uniti nella stessa famiglia, e confermandosi quanto già ebbi a dire superiormente che due e non quattro furono i pittori. Vediamo ancora dal sopraccitato atto che Baldassare fu giurisperito ; ed aggiungerò che ne' suoi primi anni eragli stata conferita la tonsura, come gli furono conferiti gli ordini minori, con rogito del 19 Decembre 1489 di Obizzo Arquado. Andò poi a stabilirsi a Napoli, giacchè non solo risulta ch' egli moriva colà nel 1528, ma sappiamo ancora ch'egli eravi da molti anni, mentre sino dal 1524 di colà scrivea lettere a Madonna Teodora Angelino, parente dei Paleologi di Costantinopoli , e che abitava colla famiglia Villa di Ferrara, nel cui archivio ( purtroppo disperso fra i salumai ) ebbi a vederne in parte le corrispondenze. Dissi che Baldassare moriva in Napoli , ed eccone le prove Cum sit quod spectabilis jurisperitus D. Baldassar de Marsiliis, civis et causidicus ferrariensis, filius quon dam providi viri Magistri Bernardini, de contracta S. Salvatoris, men sibus elapsis, vitam cum morte commutaverit in civitate Neapolis, re licto post se vivo et superstite dicto M. Bernardino ejus patre, et ipsius hærede ab intestato ; et qui Magister Bernardinus paulo mortuus fuit et est, suo prius ultimo condito testamento rogato per exercitatum et valde ingeniosum notarium ser Antonium filium q. alterius Antonij de Gillinis, in quo post mortem comendabilis mulieris domine Tarsia uxo ris suæ instituit universalem hæredem suam Violantem ejus filiam , et (1) Non apparisce dalla Historia almi Ferr. Gymnasii ch'egli avesse cattedra di legge in Ferrara, nè dall' opera del Mazzetti che l'avesse nella vicina Bologna. -- 36 uxorem egregii viri Sigismundi de Costabilis alias de Guarnaciis; cum que ipse Dna Tarsia mortua fuit et sit , et proinde dicta domina Violans etc. Dunque in pochi mesi nel 1528 ( dacchè questo ro gito di Gio. Palmieri è del 3 Gennajo 1529 ) morirono Baldassare , Bernardino suo padre, e Tarsia sua madre, di modo che rimase erede la detta Violante, ch' erasi maritata nel 1514, come dall' istromento dotale del 4 Novembre a rogito di Gio. Battista Saracca Segretario e Cancelliere Ducale. Suo marito Sigismondo Costabili era figlio del fu Zanino, ed in quella epoca del suo matrimonio era minorenne, cioè non contava per anche venticinque anni. Venendo a Fino, trovai che suo figlio Sigismondo fece testamento nel 24 Ottobre 1511 a rogiti di Francesco Maria Gillini seniore , la sciando erede la sua madre Pellegrina Solari, la quale a sua volta testò nel 1514 a rogiti di Bartolomeo Codegori ; e così che Costanza figlia eziandio di Fino , e moglie in primo voto di Gian Francesco Salani , ed in secondo di Giovanni Sellari orefice, testo nel 16 Mar zo 1529 agli atti di Gio. Battista Dal Pozzo, lasciando erede l'ore fice Giovanni Fabbri , e dopo la di lui morte , il proprio fratello Jacobo, che allora era passato ad abitare a Venezia. Tale disposizione testamentaria farebbe credere che non amasse il marito, o ne fosse separata, dacchè non risulta ch' ei fosse morto. Un altro figlio di Fino fu Jacobo già nominato, che nel 1512 era maggiore degli anni 20, e minore de' 25, il quale divenne ' erede di suo fratello Sigismondo, che già conosciamo. Se non che, anche Jacobo segui le orme del padre , esercitando la pittura , come vedesi da un atto del già citato Bartolomeo Codegori , del 22 Maggio 1515 Providus vir Jacobus filius quondam Magistri Fini de Marsiliis pictor etc.-, non dicendo pictoris cioè il padre, ma qualificando per pittore lo stesso Jacobo. Ma un altro pittore fu Antonio Marsigli figlio di Jacobo : nè può esserlo di quello stesso Jacobo pittore or ora nominato, che vedemmo nel 1512 fra li 20 e 25 anni. Diffatti, quando ancora ne avesse con tati 24, non avrebbe potuto avere un figlio già pittore nel 1514, cioè di anni 26. È certo che costui era della stessa famiglia , perchè lo vediamo testimonio ad una stipulazione fatta da Jacobo di Fino nel 1514 20 Febbrajo ( rogito di Gio. Battista Dal Pozzo ) assieme a Bal dassare di Bernardino. A corroborare l'asserzione che non possa es sere figlio al detto Jacobo di Fino, oltre alla eccezione già data della età , vi si aggiunge che nel mentre questo si costituisce all'atto di -- 37 stipulazione, Antonio era detto filius quondam Jacobi, e quindi di un Giacobo già morto. Ma è pure da aggiungersi che questo Antonio era già pittore fino dal 1496, per cui rimane tolto affatto ogni dubbio Antonius de Marsilio pictor fq. Jacobi, hab. Ferr. in cont. policini S. Antonij ( rog. di Nicola Gillini del 25 Aprile ). Lo troviamo poi nel 1515 (Deodato Bellaja, 3 Giugno)- Magister Antonius q. Jacobi de Marsiliis pictor de contracta policini S. Antonij ( nè vi si dice Jacobi pictoris ) ; nel 1522 (Farolfi Emiliano, 23 Gennajo) testibus etc. Magistro Antonio de Marsiliis pictore etc. e nel 1531 ( Dal Pozzo Gio. Battista , 11 Gennajo ) rileviamo essere già morto, ed avere un figlio di nome Francesco Constitutus Magister Franciscus filius quon dam Magistri Antonij de Marsiliis pictoris et olim civis Ferrariæ de cont. policini S. Antonii, cintarius et minor ann. 25, major 14 etc.-, al quale viene fatto un curatore per adire alla eredità paterna , con assistenza dell'avo materno maestro Biagio fu Domenico de Modiana callegaro , e padre di Maria già moglie di Antonio, la cui morte per ció devesi stabilire alla fine del 1530, o negli undici giorni già scorsi di Gennajo del 1531. Finalmente chiuderò per Antonio con ciò che avrei dovuto dire in principio, cioè ch' egli era già pittore sino dal 1486, come da istromento di Nicola Gillini del 25 Aprile, in cui com parve quale testimonio Testibus etc. Antonio de Marsilio pictore fi lio quondam Jacobi, habit. Ferrarie in cont. policini S. Antonii etc. Fino e Bernardino Marsigli furono anche distinti, dacchè vennero adoperati a servigio pure degli Estensi, e più dev' essere stato Fino (forse il più vecchio), perchè lavoro col Brasone, e col Giovanni da Imola per dipingere relativamente alle commedie , che si recitavano alla presenza de' Principi suddetti. Altra prova del valore artistico di Fino, in mancanza delle opere che o non restarono o non sono note, si è il vedere come altri andassero a porsi alla sua scuola. Fra questi vediamo un Giovanni Francesco del fu Nicolò Peccenini da Verona , che vi si alloga per cinque anni , cominciando dal 1474 come dal l'atto che darò per intiero. Io non saprei dire se il Peccenini formasse famiglia in que sta città ; so che nel 1526 fuvvi un Agostino , e nel 1547 e 1562 un Sigismondo, ambidue di questo cognome, ambidue pittori. Ne rin verni le prove in documenti, e pel primo un rogito di Pietro Bettini del di 8 Giugno 1526 Dna Lucretia filia Magistri Dominici quon dam Antonij Turbidi , et uxor Magistri Augustini Pezinini pictoris , 4 38 agens cum consensu Mag. Jacobi Philippi filii q. Jo. Francisci de Flo rino pictoris, ejus dnæ Lucretiæ proximi attinentis a latero paterno etc. dà la dote di L. 350 al marito, ch' era figlio di Francesco fu Giovanni guainaro. Potrebb' essere che questo Giovanni fosse l'avo di Agosti no , vale a dire quel Gio. Francesco, che si colloco nel 1474 presso Fino Marsigli , essendovi la distanza di cinquantadue anni , e quindi possibile a due generazioni. Agostino fece testamento nel 7 Maggio 1542 a rogiti di Aurelio Roiti , essendo sanus corpore , lasciandosi sepolto sotto il portico esteriore avanti la porta delle MM. di S. An tonio in Polesine , restituendo le doti alla moglie , e facendo eredi i suoi fratelli Girolamo, Cesare, e Giovanni. E nel 24 di Ottobre dello stesso anno, ed agli stessi atti, fa testamento sua moglie, che nomina erede il marito. L' altro rogito è di Lorenzo Tristani del 21 Febbrajo 1562, col quale Prudens vir Magister Sigismundus de Pezeninis pictor, et civis Ferrariæ de cont. policini S. Antonij- fa il suo te stamento a favore della moglie Costanza del fu Sante Missoli, e dopo di lei , lascia ai fratelli di esso testatore , ch'erano Francesco , An selmo , ed Alfonso. Non essendovi la paternità di Sigismondo , non potrebbesi fare induzione alcuna , cioè se appartenesse alla famiglia istessa dei prenominati. Egli dipinse per la Compagnia della Morte nel 1547, e specialmente nel sepolcro figurato, che ogni anno faceasi nella Chiesa della Compagnia suddetta. Un Luca Peccenini nel 1600 era indoratore , ma non saprebbesi dire se fosse anche pittore, seb bene queste due arti allora andassero per lo più unite. I fratelli Fino e Bernardino lavorarono anche in San Francesco. nel 1504, anno in cui andava sorgendo la nuova Chiesa, ove ora non v' ha reliquia di tai lavori : ci resta però un cenno di essi, ove scor gesi che non erano limitati a sola decorazione , ma si estendevano eziandio a parte figurativa; e prova ne dò in un documento che in copia qui riporto per intiero, esistente in rogito di Benedetto Lucenti del 2 Decembre di detto anno, nel quale aveano pur eseguito un qua dro , ed alcuni altri dipinti nella casa di Biagio Rossetti Architetto di quel Tempio. 39 Domenico vivente nel 1488 m Maddalena .......... Fino pittore m Pellegrina di Fr. Solari Costanza Antonia Jacobo pittore Sigismondo m 1. Gianfr. Salani 2. Gio. Sellari orefice abit. in Venezia nel 1529 Giacobo Antonio pittore m Maria Modiana Francesco I. Bernardino pittore m Tarsia di Fr. Solari 1 Baldassare giurisperito morto aNapoli 1528 Violante m Nob. Sigismondo fu Zanino Costabili alias de Guarnacis 1474. ( manca il mese e il giorno ) Dalla Sala Antonio. Joannes Franciscus fil. q. Nicolaj Peceninj de Verona et habitator ad presens cum Fino inf. obblig. se etc. promisit stare ed habitare cum Fino filio M. Dominici de Verona depintore hab. Ferr. in cont. S. Antonj usque ad quinque annos proxime futuros et finituros de 1479 in fine mensis Octobris dicti anni, his pactis intra dictas partes appositis videlicet; Quod dictus Finus teneatur et obligatus sit docere artem depinture dicto Jo. Francisco, et facere expensas pro victu suo et vestitu de omnibus panis sempis , calcis et camisis et aliis necessariis et per dictos quinque annos et completos dictos quin que annos quod dictus Finus teneatur, et obligatus sit dare et solvere eidem Joanni Francisco ducatos duos auri , et justi ponderis ; et casu quo dictus Jo. Fr. infirmaret inter ipsos dictos quinque annos, tunc dictus M. Finus teneatur et obligatus sit tenere dictum Jo. Fr. in ejus domo et eum custo dire de omnibus ei necessariis cum hoc quod tempus quo dictus Jo. Fr. sit et erit infirmus, quod pro illo tempore quo erit infirmus teneatur stare tanto plus ultra dictos quinque annos cum dicto M. Fino, quod supleat tempus ejus infirmitatis. Et juraverunt etc. Sub pœna L. 20. 40 11. 1504. 4 Decembre Coram etc. Lucenti Benedetto Copia scripture 1. Io Fino etBernardino fratelli del Marsilij depinturi dovemo havere da M. Biasio Roseto L. centosessanta m. per havere a soa instantia depinto capelle octo et cube octo cum figure assai, farsi dal mezo in suxo nele dicte cubole et capelle et de fora de dicte capelle in su la via maestra, figure octo integre più grande del naturale com soi adornamenti per ciascaduna figura et poi cornixe et frixo grando , et per il lungo di fora via de dicte capelle, e questo e stato ala giessa de frati Minori de san Francesco in Fer rara etc. L. 160. 2. Anchora nui predicti fratelli de Marsilij et garzoni depinzan do al dicto sancto Francesco fussemo conducti dal dicto M. Biasio a depinzere una zelosia de pietra et frixi nela casa de M. Guar niero et il dicto lavoriero monta . 3. Anchora dovemo haver dal dicto M. pintura de uno quadro per sua fiola quale fu Biasio L. 6 per la de nuora de M. Alexan dro Bonleo factole suxo una nostra dona 4. Anchora dovemo haver dal pnom. M. biasio L. 2. p. la depintura de una ....... 0 de relievo 5. Anchora dovemo haver dal p. M. biasio L. 2. p. la depin tura de dui camini dipinti sopra la cusina dela sua casa sula giara 6. Anchora dovemo haver dal sop. L. quattro p. haver depinto uno camino, una cornixe, et uno fríxo sopra le loza dela sua caxa. dela ......... 7. Anchora dovemo haver dal p. L. 3 p. la depintura de una spaliera soto la dicta loza 8. Anchora dovemo havere nuj pr. fratelli de Marsilij dal p. M. Biasio L. 2. p. la dipintura de dui antiporti de tela con le sue arme . 9. Anchora dovemo haver dal dicto M. Biasio L. 3. p. la de pintura de banchi tri facti de comesso invernizati 10. Anchora dovemo haver dal sop. L. 1.10 p. haver indora le cornixe de uno suo quadro facto a figure in la tella 11. Anchora dovemo haver dal pred. Lire dexedoto per la de pintura de una strena de merli con una zelosia de preda, e que sto nel cortite dela predicta sua caxa 15. D » P 6. 2. 2. 4. 3. 2.-- 3. 1.10 48. 12. Anchora dovemo haver dal prenominato L. una per haver dato de vernixe a usci sei L. 1. 0 13. Anchora dovemo haver dal p. L. 2: per una depintura dela porta del Orto con merli sei, et uno frixo de fora dala via a la lunga del muro 14. Anchora dovemo haver dal p. m. biasio rosetto L. 3. sol di 18. per la depintura de merli 13. a soldi sei l'uno, le dicte sono al muro denanzi dala sua casa dela giara 1493. Pace cogli uccisori di Rinaldo pittore. « 2. 3.18 Un Rinaldo pittore trovasi allibrato nell' Estimo dei Borghi di Ferrara compilato nel 1494, segnato B., nell'Archivio Municipale, per un casale in Mizzana e Borgo San Giacomo. Costui però mancava di vita l'anno precedente, essendo stato ucciso nel 1493. Egli erasi ammogliato sino dal 1484, come da rogito di Nascimbene Grassa leoni del 23 Luglio- Raynaldus, filius quondam Antonij circhularij, pictor, de contracta S. Salvatoris , confessus est se recepisse pro dote honeste domine Agnetis filie quondam Mathej Veronensis texarij, libras trigintaseptem marchesanas etc. La quale Agnese, ad attidi Giro lamo Farina e nell' anno 1493 fa la pace agli uccisori Honesta Mulier Domina Agnes filia quondam Mathej Tessarij de Liniaco territorij Veronensis ( Legnago ) et uxor quondam Raynaldi Circularij (1) mater et tutrix Lucie , Justine , Francisce, et Raynalde ejus filiarum et dicti Raynaldi, constituta coram eximio ll. ( legum) doctore domino Jacobo de Millianis ( Emiliani ) etc. dixit, et exposuit qualiter ipse quondam Raynaldus interfectus et occisus fuit et est etc..... et dicitur interfecisse et inculpatos esse Joannem et Bartholomeum fratres et filj Ser Antonij de Bariano ( villa in Traspadana) habit. in Villa Cenesellorum districtus Ferrarie etc. ad presens incarceratos propter dictum homicidium etc. Nel 1495 troviamo Agnese abitare in Mizzana, ove noi vedemmo (1) Qui dice Circularj , che era il mestiere del padre , e dal quale forse ne venne un cognome, come accadde di tanti altri. 41 -- 42 che suo marito possedeva un casale; il che apparisce da rogito di Giovanni Battista Ruini del 12 di Gennaio. E nell'Aprile dello stesso anno la vediamo già passata a seconde nozze con un Giacomo Ma lavolti , a cui dà la dote ( rogito di Antonio Sivieri )- Dos domine Agnetis fq. Mathej Tessarj , et uxor quondam ex primis nuptiis Ray naldi pictoris, et nunc uxor Jacobi Malavolti Mantilarij de Imola etc. la quale dote viene consegnata da Fru Maurelio eremita dimorante nell' Eremitorio sul boschetto (1) , e fratello del pittore fu Rinaldo , collocando pure le fanciulle Franceschina, Lucia e Rinalda, minori di sette anni , presso Lazzaro ed Antonio Malavolti cognati di Agnese, onde le governino e mantengano, e dando loro a tal effetto 100 lire in mobili, e 200 in danari; il che ci mostra che Rinaldo loro padre non era povero. Qui non apparisce l'altra figlia Giustina, per cui devesi ritenere che dopo il 1493 fosse morta. Ma il cognome del pittore Rinaldo , e di suo fratello Fra Maurelio Eremitano , qual era ? è ignoto, giacchè Circularius devesi ritener per mestiere. 1499. Pace fatta fra diversi pittori. I fratelli Maurelio e Giorgio figli di Maestro Giovanni da Modena, e Maestro Pietro del fu Cristoforo Todeschi dalla Mirandola, tulti tre dimoranti in Ferrara, nel giorno 29 Aprile dell' anno 1499, con atto solenne stipulato dal Notajo Benedetto Lucenti , fanno la pace con Nicolò Cemegini d' Argenta , e con Antonio del fu Jacobo da Verona garzone con M. Fino (Marsigli), presenti il detto Fino, e il nominato Giovanni da Modena ; dimodoché abbiamo qui agenti sei persone, che sellajo. esercitavano l'arte della pittura, essendo che il vecchio Giovanni era Io riporterò per intiero l'atto della Pace ; ma non cosi (1) Sul boschetto ov'era il Lazzaretto degli appestati, stavano pure l' Eremitorio e l'Oratorio dedicato ai Ss. Sebastiano e Rocco; ed è noto che nel 1492 si assoggetta rono a Fra Marcello dei Chiari dell' Ordine di S. Girolamo da Fiesole, a Fra Celso de Berno Visitatore, ed a Fra Onofrio di Cerate, gli Eremiti che allora vi dimoravano, cioè Fra Giovanni da Bergamo , Fra Lorenzo e Fra Maurelio da Ferrara , come da Istromento del Notaro ferr. d' Arquato. 43-- potró dare giuste notizie di tutti i nominati, perchè non di tutti potei trovarne, e quelle che trovai non sono che troppo scarse all' uopo. Sino dal 1490, con rogito del 19 Gennajo di Simeone Gillini, li Maestri Maurelio e Giorgio fratelli pittori figli di M. Giovanni da Mo dena fanno atto di emancipazione innanzi al giudice Dott. Tommaso Arienti ; e nel 21 Giugno del 1513 agli atti di Gio. Battista Dal Pozzo, si dividono fra loro. E doveano essere non solo adulti, ma da gran tempo ammogliati , dacchè Maurelio , con altro rogito del detto Dal Pozzo in data del 21 Aprile 1512 , avea già collocato suo figlio Bartolomeo presso Maestro Leonello de' Giacomino fu Giovanni vellu taro, onde imparasse artem et magisterium velluti; e stabiliva che vi stesse per diciotto mesi , ricevendo un compenso di L. 12 pei primi dodici , e di L. 9 per gli altri sei mesi. Ed anche il detto Bartolo meo non dovea essere di tenera età , perchè, agli stessi rogiti , nel 20 Maggio 1515, prende moglie, ricevendone la dote di L. 350, nella persona di Ippolita figlia di M. Giacobo fu Zanetto Finotti spinarolo. In questi tre rogiti, Giorgio, Maurelio, e suo figlio Bartolomeo sono detti de Sadochis de Mutina , benchè abitanti in Ferrara (1). Moglie di Maurelio fu Margherita di Pietro Romano Giglioli. Nel 1522 Giorgio era morto, come apparisce da rogito 4 Agosto (Dal Pozzo), col quale suo figlio Jacobo riceve metà di un casale dallo zio Maurelio : e questi moriva negli ultimi giorni del 1525, mentre nel 17 Gennajo del 1526 ( rogiti succitati) si viene alla compilazione dell' inventario de' suoi beni, e vi si dice cum sit quod de anno proximo præterito 1525 et de mense ........ mortuus sit ab intestato olim Magister Maurelius fq. Joannis Sadochi , pictor etc. atto vi si dice Egli avea dipinto anche nella Catte drale. Ma ciò che più interessa, si è il rogito 12 Marzo 1529 ( sem pre del Dal Pozzo), col quale Bartolomeo passa a seconde nozze con Francesca figlia di M. Jacobo fu Bernardino Pasilocca, giacchè in esso Egregius vir Mag. Bartholomeus filius q. Maurelij de Aliotis, alias de Sadochis, vellutarius et civis ferrarie etc.- Dun que i Sadochi erano prima della famiglia Aleotti di Modena, sapendosi che l' alias si riferisce non già al passato, ma alla più recente deno minazione , interpretandosi per altrimenti, ora, ovvero, come vedesi, (1) In uno di detti atti sta scritto dictus Sadoch; ciò potrebbe far supporre fosse piuttosto un soprannome in senso di odiosità che altro, dacché Sadoch fu il capo della setta da lui chiamata de' Saducei. -- 44 cominciando dalle più antiche carte, ove trovasi scritto de Majolis alias de Sacratis , Dalle More alias de Flaschis , de Pellicciaris alias de Zi liolis etc., delle quali famiglie riteniamo tuttora gli ultimi cognomi. Un pittore Aleotti avemmo in Ferrara, del quale si conserva un qua dro nella Costabiliana, portante il nome di Antonio, e l'anno 1498 : ma egli era d' Argenta. Noterò infine un' altra cosa, cioè : che Bar tolomeo vellutaro figlio di Maurelio pittore venne detto Bartholomio dai Occelli, come dai libri dell' Estimo degli anni 1530, е 1531. Di Pietro fu Cristoforo Todeschi dalla Mirandola non trovo noti zie (1), bensi di un M. Annibale pittore, del fu Maestro Giovanni To deschi , cittadino ferrarese , che nel 5 Febbrajo 1544 a rogiti di Gi rolamo Terzani Cremona fa un' assoluzione per affitti di casa decorsi. Nè molto io trovo intorno ad Antonio fu Jacobo da Verona, abitante e garzone con Fino ( Marsigli ) ; ma a sufficienza per ritenerlo uomo turbolento, assieme col Cemegini di cui sotto, dacchè anche nel 1502 a rogiti di Simone Gillini vidi altra pace loro fatta nel dì 24 No vembre da un Geminiano Rizzi, e un Lodovico Dal Pane suo genero, de omnibus injuriüs , percussionibus, et vulneribus etc. In questo rogito Antonio è detto pictor, per cui non era più garzone, ma già entrato nell' arte. Il Marsigli poi, esso pure pittore, appartiene a famiglia o riunda Veronese , della quale ho già fatto parola a parte in que stesso libro. Nicolò Cemegini trovavasi in Ferrara anche nel 1496; come altresi se ne ha memoria posteriore alla pace, vale a dire nel 1508, nel quale anno prende in affitto una casa in contrada di santo Apollinare, co me verrà detto parlando della dipintura del Coro della Cattedrale. Dai succitati rogiti di pace del 1499 e del 1502 vedesi che fu di patria Argentano, dicendovisi Magister Nicolaus quondam Antonij Ceme gini de Argenta, etiam pictor etc. (1) Ho motivo di sospettare che il Petrus q. Cristofori Todeschi voglia signi ficare tedesco di nazione, domiciliatosi alla Mirandola , perchè nel 1512 a rogiti di Gio. Battista del Pozzo, in data 3 Giugno, trovo un Petrus de la Mirandula pictor filius q. Cristofori Theotonici civis Ferr. ( perchè forse trasferitosi dalla Mirandola a Ferrara ) de contracta Sancti Juliani , etc. che riceve investitura anche a nome di Stefano suo figlio, quale erede della propria madre Giacoba moglie di detto Pietro Teotonico, cioė tedesco. 45 Lucenti Benedetto. 1499. 29 Aprile. Pax Antonj de Verona et Nicolaj de Cemeginis a Mag. Petro de la Miran dolla et M. Maurelio et Georgio de Mutina, omnes pictores, cum fidejussione de non offendendo. Ferr. In Apotheca a spitiaria inf. M. Petri et M. Pauli (de Lezulo) etc. presentibus etc. Magister Maurelius et Georgius fratres et filii M. Joanis de Mutina pictores et cives ferrarie de contracta policini S. Antonj , et Mag. Petrus fq. Cristo fori todeschi de Mirandola pictor et moram trahens in civitate ferrarie: Con stituti coram sup. testibus et aliis et Not. inf. in dicta apotheca, cupientes et volentes ipsi M. maurelius georgius et petrus ....... parcere et amovere in totum a se omne et quodcumque rangorem (sic) , rixas , questiones , quod et quas hactenus habuerint et habuissent contra et adversus inf. Nicolam et Antonium , aspertis causis inf. , et mutuum amorem et pristinam amicitiam et benevolentiam in eos conservare et manutenere : unanimiter sponte pure libere et ex certa eorum et utriusque eorum animi scientia non dolo vel metu , et animo et proposito premeditato et deliberato et consulto agentes , obligantes se et omnia eorum et cujuslibet eorum bona presentia et futura per se et suos, et cujuslibet eorum heredes, fecerunt et quilibet eorum fecit pacem finem remissionem quietationem et perpetuam concordiam dictis An tonio filio q. Jacobi de Verona habit. Ferrarie pro garciono in domo inf. Mag. Fini , et Nicolao de Comeginis de Argenta habitat. etiam Ferrarie et pictoribus , licet absentibus , et mihi Benedicto notario inf. publice persone presenti stipul. et recip. nomine et vice dictorum Antonj et Nicolaj et cu juslibet eorum. De omnibus et singulis et quibuscumque injuriis offensionibus contumeliis vulneribus verberibus et percussionibus tam cum sanguinis effu sione, quam sine sanguine, datis illatis dictis factis et perpetratis per dictos Antonium et Nicolaum in personas dictorum Mag. Maurelij Georgii et Petri, et maxime per dictum Nicolam in persona et seu in capite dicti Petri pro pter jactum unius lapidis, et de quocumque insultu impetu et agressura per dictos Nicolaum et Antonium aspertis factis et cum armis vetitis et ad do mum etiam habitationis contra dictos M. Maurelium Georgium et Petrum. Promittentes dicti M. Maurelius Georgius et Petrus obligantes se ut su pra , sub pena etc. mihi Bened. notario in dicto et inf. publ. p. presente et ut supra stip. , non offendere nec offendi facere per se vel alterutrum facto dicto verbo aut opere ipsos Nicolam et Antonium aut alterum eorum in personas aut in bonis quibuscumque eorum vel alterius eorum quoque modo ratione vel causa et ex causis sup. et alterius eorum. -- 46 Cessantes et annullantes etc. (segue la formola). Insuper dictus M. Jounes de Mutina precibus et instantia dictorum M. Maurelijet Georgij ejus filiorum sponte pure libere etc. (promette di curare in effetto che non accadano offese). Insuper etiam Mag. Finus predictus filius q. Dominici de Verona pictor et civis Ferrarie de contracta S. Salvatoris etc. (si obbliga in solido perchè Nicola e Antonio non offendano gli altri due). (seguono tutte le altre formole). 1503. Domenico Panetti pittore. È avvenuto non di rado che i biografi de' nostri Artisti hanno do- . nato a taluni di essi molti anni di vita, mentre molti ne hanno tolto ad altri ; dal che ne venne una pessima conseguenza, di errare cioè nei giudizi che si danno sui dipinti, e di far talvolta maestro di un dato pittore chi forse gli fu scolare, od almeno gli fu condiscepolo, o soltanto contemporaneo. Cosimo Tura visse molti anni sopra quello assegnatogli a termine della sua vita; come assai meno di quanto fu loro assegnato vissero il Dosso e Domenico Panetti. Di questo ultimo ci racconta il Baruffaldi che nacque in Ferrara da un Nascimbene circa il 1460 , e finisce col dirci che moriva nel 1530 : ma vedremo che nacque da un Gaspare , e che il suo vivere non oltrepassò il 1512. Egli prese moglie nel 1503, come dall' istro mento dotale del 21 Luglio, ai rogiti di Bartolomeo Codegori, e dessa fu Caterina Marchesi- Honesta domina Bartholomea filia quondam Magistri Petri Campanarij, et uxor olim Ser Hieronymi de Oratoribus, habit. Ferrariae in contracta S. Andreae , cum praesentia et consensu Mag. Antonj, et Mag. Ludovici fratrum de Campanariis, et fratrumdi ctae dominae etc.; et egregius vir Jacobus filius quondam ser Hieronymi de Oratoribus etc. , promiserunt Egregio pictori Magistro Dominico filio quondam Gasparis de Panetis, civi Ferrariae, de contracta Sancti Gre gorij, praesenti stipulanti etc., et nomine pudicae juvenis dnae Caterinae ejus Dominici sponsae et uxoris futurae, et neptis dictae dominae Bar tolomeae , ac filiae quondam Francisci Marchesij dare et solvere libras ducentas marchesanas etc. Dissi che Domenico non visse oltre il 47 1512 (1) : infatti , se Caterina era già passata a seconde nozze nel Febbrajo del 1513, é d'uopo di ritenere assolutamente che fosse già scorso dalla morte del primo marito un tempo di convenienza. In ogni modo, è certo che dessa riceve dai parenti del Panetti la resti-- q. .......... tuzione della dote , a rogito di Federico Jacobelli , del 17 Febbrajo Præsentibus testibus Mag. Joanne Francisco de Florenis pictore filio (manca), et Mag. Joanne Francisco pictore .......... (manca), filio quondam Francisci etc. In domo habitationis inf. Ludovici Paneti posita in contracta Sancti Gregorü etc. Providus vir Magister Cæsar a Vegetibus filius quondam Ser Andrew, civis Ferrariæ, de contracta San cti Pauli , agens vice et nomine honestæ mulieris Dnæ Caterinæ filiæ quondam ser Francisci Marchesij et ipsius Magistri Cæsaris uxoris ex secundis nuptiis , et olim uxoris Magistri Dominici Paneti pictoris , pro qua promisit de rato etc., absolvit , et liberavit providum virum Magi strum Ludovicum Panetum callegarium , filium quondam Magistri Ga sparis, civem ferr. de contracta Sancti Gulielmi, hæredem, et hæreditario nomine dicti olim magistri Dominici Paneti, ab omni et toto quod dictus Cæsar consequere possit ab ipso quondam magistro Dominico, et succes sive ab ipso Magistro Ludovico ejus hærede, mediante persona Joannis Baptistæ olim filij dicti Mag. Dominici Paneti, tam pro restitutione do tis , quam pro omni legitima et portione debita ipsa Dnæ Caterinæ in bonis ipsius olim Jo. Baptiste sui filij ex ipso q. Mag. Dominico. Dal quale atto si ricava pure, od almeno deve indursi che Giovanni Bat tista figlio del pittore fosse premorto al genitore , ovvero al secondo matrimonio della madre, dacchè non sarebbe stato erede, lui vivente, lo zio Lodovico. Immediatamente, dopo tale atto di assoluzione, segue quello della costituzione di dote al secondo marito. Ma ora io chiederei in qual tempo il Panetti , che vuolsi essere stato maestro di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, potè cangiare anzi migliorare i suoi lavori col vedere le opere dello scolaro dopo il ri torno da Roma? Benvenuto vi fu la prima volta nel 1499, e vi stette quindici mesi , abbandonando quella città nel 7 Aprile 1500. Poi la malattia del padre lo chiamava da Mantova a Ferrara , ove lo assisti per quattro anni sino al cominciare del 1505. Torno alla Città Regina (1) Nel 1511 fece un Gonfalone per la Compagnia della Morte = a di 5 de Sept. L. 47. S. 1. M. Domenego Paneto pintore per uno confalone che luj a fato ola Compagnia nostra dacordo , zoe fato in tela cum una morte da uno lato, et l'altro una madona etc. = 48 del Mondo nello stesso anno 1505, e vi dimorò per altri due, ripatrian do nel 1507. Ma se ciò è vero, come poteva conoscervi, ammirarvi e studiar l' Urbinate, se questi non era chiamato cola se non nel 1508 dal Pontefice Giulio II ? come potevano effettuarsi le amichevoli dimo strazioni, l'affetto reciproco, e il doloroso distacco dell'uno dall'altro ! Adunque, o non sono veri i fatti esposti dal Baruffaldi, o il Garofalo stette in Roma per molto maggior tempo, o vi fece ritorno una terza volta. Ma è certo che, se potè vedere la Cappella Sistina prima del suo compimento, ciò poteva esser soltanto nel 1511; e quindi, ancorchè fos se ben tosto ritornato a Ferrara, non potè gran fatto essere ammirato dal Panetti che moriva nel 1512 , nè questi potè aver tempo suffi ciente in un anno, o poco più, di darci que' molti lavori, che gli si attribuiscono fatti dopo il ritorno di Benvenuto. Forse un giorno ver ranno a scuoprirsi ulteriori documenti , che mettano nella vera luce ancor questa parte della pittorica nostra istoria. 1512. Famiglia Benvenuti, e l' Ortolano pittore. Tutti quelli, che mi precedettero nello scrivere di cose patrie, dis sero che Pietro Benvenuti fu l'architetto del grandioso nostro Tempio di san Francesco, e che Giovanni Battista suo nipote fu quel sì esimio pittore, del quale si conoscono, o per meglio dire al quale si attri buiscono alcuni pregevolissimi quadri. Ma nelle mie Memorie sul Tempio succitato provai che ne fu architetto Biagio Rossetti , e nel l' altr. part. delle Notizie relative a Ferrara ecc. parlai a lungo del la famiglia dei Benvenuti, cui appartenne Pietro, e feci vedere come Giovanni fosse suo fratello, anzichè nipote, ed esercitasse l'arte del muratore : accennai ancora che la famiglia stessa chiamavasi dagli Ordini, perchè Benvenuto, ed i suoi figli Pietro e Giovanni ebbero parte nella costruzione del secondo e del terzo dado della torre cam panaria della nostra Cattedrale ( pag. 539 ). Alla fine di questo arti colo darò un brano d'albero genealogico di costoro , che forse dal detto Benvenuto assunsero il cognome, nel mentre che altre famiglie di egual denominazione già esistevano da lungo tempo ; dal quale -- 49 albero viensi ad escludere che il pittore detto l' Ortolano appartenesse a quella detta pure dagli Ordini, come sopra. Venendo poi a questo artista, ebbi a dire come lo stesso Conte Laderchi nella sua Pittura Ferrarese osasse perfino di esprimersi colle seguenti parole- io sarei stato mille volte tentato a supporre che non avesse esistito se non di nome- specialmente in causa della varietà di stile delle diverse opere , che a lui vengono attribuite. Nè meno dubbioso fui sempre io stesso sino ad ora, parendomi di potere in pari tempo far autore de' quadri più belli, come quello dell' ado razione del bambino in S. Francesco, ed i tre piccoli appesi al muro del cappellone detto di San Lorenzo o del Crocifisso nella Cattedrale, l' altro celebre pittore Benvenuto Tisi da Garofalo , giudicandoli dei primi ma non meno belli suoi lavori. E tanto più mi afforzava in que sta credenza , in causa ch' io non erami giammai incontrato in do cumento alcuno, che lo riguardasse, nel mentre che di quasi tutti gli altri artisti ferraresi, o che qui lavorarono in pittura, ebbi a rinvenire qualche atto, ancorchè soltanto di testimonianza. Se non che io non potea porre in mala fede il nostro Baruffaldi, che nella vita dell' Or tolano ci accenna due documenti; il primo è il libro di ricordi ov' era scritto Studio di me Zoane Bapta de Benvegni fatto in Bo logna suxo le dipinture del Bagnac. e del Sangio da Urbino a li anni MD.VII et MD.VIII ma di questo avrei potuto passarmi col suppor re un equivoco, cioè, che invece delle parole di me, fossevi scritto di messer in abbreviatura, non essendo facile che veramente vi si dicesse di me in un'epoca in cui, a senso delle rimanenti parole, avrebbe do vuto dire de mi. Non cosi era del secondo documento, trattandosi di lettera dello stesso Giambattista , che il Baruffaldi asserisce colle pa-- role da me veduta.- Aggiungasi che, sebbene il ch. March. Giu seppe Campori, nel lungo e pazientissimo suo esame dei libri di Spese Ducali nell' Archivio Palatino già Estense in Modena , mi assicurasse non essersi mai avvenuto in quel nome, ma solo in un Benvenuto pittore, che potrebb' essere il Garofalo, mi soggiungevaperaltro che nel 1588 eravi menzione di un restauro di una Madonna dell' Ortolano , fatto da Sebastiano Filippi , di modo che potevasene indurre come un ri cordo fatto nello stesso secolo fosse da apprezzarsi per ritener vera la esistenza di quel pittore. Infatti , mi occorse opportunamente di trovare tre rogiti, l'uno del 1512, altro del 1520, ed altro del 1524; col primo dei quali viene a cadere quanto fu detto dal Laderchi , e -- 50 ripetuto da Giuseppe Boschini nelle sue erudite Note al Baruffaldi ( Tom. I, pag. 168 ), che quegli anni del libro dei ricordi debba no essere MDXII e MDXIII, perchè vedremo che del 1512 Giovanni Battista era certamente in Ferrara ; per cui di sempre maggior inte resse viene a riescirci la notizia. Procura Joannis Petri de Ferrarüs Sartoris de Sancto Martino Diocesis Regiensis in personam Joannis Ber nardi de Ferrariüs In Christi nomine amen etc. anno 1520, Indit. 8.ª die 15 Octobris; Ferrariæ in cont. S. Leonardi, in domo Lodovici Bon signore cognominato ab Anguillis, in atrio dictæ domus etc. præsentibus testibus vocatis etc. nobilibus viris dno Marco bruno ll. (legum) Stu dente fq. Francisci ab Anguillis ; Petro Maria ab Anguillis filio S. Si gismundi notarij ; et Magistro Joanne baptista pictore filio quondam Francisci de benevenuto ; omnibus de dicta cont. S. Leonardi etc. Ego Ludovicus Bonsignore alias ab Anguillis notarius etc. Gli altri due rogiti del notajo Giambattista Del Pozzo riguardano la persona e la famiglia del pittore: quello del 1512 è un atto col quale Gio. Battista dimorante allora nella contrada di San Romano presente e stipulante per se, e pe' suoi fratelli Paolo e Benedetto, dà in parte la dote a sua sorella Giacoma, che sposa un Matteo del fu Jacobo de' Zanchi frut tajuolo ; e qui si vede che Gio. Battista era già maggiore degli anni venticinque, avendo stipulato senza curatore, ed anche a nome de' suoi fratelli, uno de' quali, cioè Paolo , divenne sacerdote , e l'altro , cioè Benedetto , fu calzolajo- 1524 14 Julij.- Absolutio pro Magistro Joanne baptista de Benevenuto, et fratribus a Matthæo de Zanchis. Ferrariæ etc. testibus etc. Mag. Matthæus fq. Jacobi de Zanchis fructa-- rolus et civis Ferrariæ etc. obligando se etc. liberavit finivit et quietavit Egregium virum Magistrum Joannem Baptistam filium quondam Fran cisci Benevenuto de contracta buccæchanalium, præsentem stipulantem et recipientem pro se , et nomine et vice venerabilis viri dni Pauli , et Mag. Benedicti sutoris ejus fratrum , a dote honestæ mulieris dnæ Ja cobæ suæ uxoris, et dictorum fratrum de Benevenuto sororis de anno domini 1512 pro parte sibi Matthæo data , et pro certo residuo pro missa , tam in denariis contantis , quam in bonis mobilibus , ex Instr. rogato per olim d. Franciscum Gilinum die 2 mensis Novembris del quale atto ho già or ora dato conto. Rimarrebbe soltanto a sapersi come fosse dato al Benvenuti il soprannome di Ortolano ; probabil mente dal mestiere paterno , dacchè il fratello era calzolajo , ed il cognato era fruttajuolo. Pietro 1 da da atto come suo figlio celebrato a di 29 Dal nel Orfeo rogito 1458 Vescovo Marzo Benvenuto Battista , Capo che Mastro lavoro Muratore e il con ,nel padre dopo Campanile m 1. Lucia .... 1 | Caterina Teofilo .. , 2. fu nel Zanino Bernardina 1465 Caprili Antonia m m m Zacheto de ' Zechini ode 'Capuzzi Giovanna Campi per dagli al Ordini avere lavorato secondo . o al del terzo dado ordine della Campanile Cattedrale il ne suo Forse nome venne nella cognome Benvenuti famiglia 1 m ! Pietro Margarita m Giacomo e del Ducale Architetto Comune Coracina Montacchiesi Lodovica m Sacrati Elisabetta m Romano Francesco 20 nel di anni 1519 Margarita 19 nel testò 1330 a . di rog Deodato Bellaja . . Gio Domenico Franc Burcolini Grandi Isabella S. monaca Guglielmo 1º letto Francesco m . fu Gio Lodovica Della Cabianca . 4 che nel testo Febbr 1509 arog .di Federico Jacobelli Violante S. monaca Guglielmo Alberto fu Aromatario m nel 1527 reale famiglia dei Benvenuti detti dagli Ordini. Daró fino all' Articolo col promesso albero genealogico dell' altra 1º nel testo 1529. Maggio . a di rog Bellaja e Ducale Farmacista di Fr. Anna Campi Anton Francesco di Valletto Camera 51 52 1519. Casa e Testamento di Lodovico Mazzolini pittore. Io non credo che Mazzolino potess' essere chiamato Malino sia per vezzo diminutivo , sia per errore di stampa ; nè che fosse vera mente di cognome Mazzoli. Suo padre bensi ebbe nome Giovanni, e poteva benissimo esercitar l'arte del bastarolo , ma non potrò mai persuadermi che sia della stessa famiglia, che un po' più tardi ci diede l'altro non men valente pittore Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo. E se l' Ab. Cesare Cittadella mio prozio disse di averne fatta la sco perta, e se la tavoletta nella Galleria Costabiliana dice Lodovico Mazoli 1511 , risponderò che il primo tacque le fonti donde attinse , nè sa rebbe il solo questo suo equivoco, e che riguardo al quadretto , può essere una di quelle frequenti abbreviazioni , che si veggono tuttodi sulle pitture non solo , ma su moltissime scritture antiche. Famiglie del cognome Mazzolini ebbi a vederne scritte in molti atti notarili, e ben prima del nostro pittore, una delle quali anteriormente chiamavasi de' Lanternoni ; come trovai eziandio una famiglia Malini, apparendo questa da un rogito di Nicolò Savonarola del di 11 Gennajo 1562 , col quale Antonio de' Casiglieri riceve la dote di Giacoma sua moglie e figlia di Gian Domenico de' Malini Veronese. Vedremo poi che Lo dovico non moriva nel 1540, ma fra il 1528 ed il 1530, e più pro babilmente in detto primo anno 1528, anno di pestilenza (1), e come non fosse sepolto in S. Spirito, ma nel Cimiterodi San Gregorio , e come anzichè lasciare dopo di sè numerosa serie di figli in tenera età ( Baruffaldi, Pittori, To. I, pag. 120), non ebbe od almeno non avea, morendo, se non due figliuole. Con istromento del 22 Novembre 1519, a rogito di Alberghetto Lucenti , compra una casa nella parrocchia di San Gregorio , che fa angolo sulle due vie del Cammello e del Carmellino , o meglio della Tromba , marcata poi col civico N. 3400, ed avente ' ingresso sulla seconda di dette vie, di pertinenza ora de' signori fratelli Minguzzi. (1) Negli altri due esemplari delle vite dei pittori, il Baruffaldi avea segnata la morte del Mazzolino all' anno 1530 ; il che si accostava più alla verità. -- 53 Ferrariæ etc. Ser Luchinus de Curte ete. vendidit provido, viro Magistro Ludovico Mazolino filio quondam ......... (di Giovanni, come vedremo) civi et pictori ferrariensi, de contracta S. Gregorij , præsenti etc. dimi diam pro indiviso unius domi etc. cum curtili , et cum domuncula a parte posteriori dicti curtilis , positam Ferrariæ in prædicta contracta, juxta ambobus capitibus et uno latere vias publicas , alio latere Illm Dominum Ducem pro quodam granario nuncupato el granaro de San Gregoro , pro parte, et pro parte hæredes quondam Alexandri Areo sti etc. e ciò per L. 500, concedendogli ad uso l'altra metà, che poi lo stesso Mazzolini acquista pagandone lo prezzo, e ricevendone le assoluzioni dal detto Da Corte ai rogiti dello stesso Lucenti nel 6 Aprile 1521, e nel 12 Maggio 1522.- La domuncula sussiste ancora, ma non è della stessa proprietà della casa ; come tuttora sussiste il granajo , che conserva l'antica sua forma esterna rimontante forse alla fine del secolo XIV (1). Lodovico avea preso moglie , impalmandosi a Giovanna figlia di Bartolomeo da Venezia pittore, e conseguendo una dote di Lire 250 m., delle quali dovette riceverne solo una parte ; dacchè n' ebbe il com pimento soltanto nel 21 Novembre 1521 a rogito di Giovanni Pal mieri-- Dos dominae Joannae uxoris Magistri Lodovici Mazulini Ferrariae in domo inf. Magistri Bartholomej pictoris, posita in contracta S. M. de Bucho, praesentibus etc. Providus vir Mag. Lodovicus Mazu linus pictor, fq. Mag. Joannis, civis Ferr. de cont. S. Gregorij, sponte, et ad instantiam et requisitionem providi viri Mag. Bartholomej de Ve netiis fq. Mag. Filippi pictoris (2), et civis Ferrariae, de cont. S. M. de Bucho, praesentis et recipientis pro se et vice nomine honestae mulieris dnae Joannae filiae ipsius Mag. Bartholomej uxoris copulatae praedicti Magistri Ludovici confessus fuisse ab eodem M. Barthol. habuisse, et re cepisse in dotes et pro dote et nomine dotis praed. d. Ioannae tempore contracti matrimonij inter eos L. 187 et solidos octo m. in totis bonis mobilibus tunc per comunes amicos extimatis, habito respectu quod tota (1) Vuolsi che vi abitasse Stella de' Tolomei dall' Assassino , che fu madre di Leonello e di Borso d' Este; ma se ben vi si guardi, mostra tuttora di essere stata fatta la detta fabbrica per l'uso che le diede il nome,cioè di caneva, e di granajo. (2) Di Filippo seniore, Bartolomco (detto Riverenza) e Filippo juniore, si ragiona a parte in altro articolo, in cui vedremo ch'era di cognome Vacchi, e quindi di tal cognome anche Giovanna moglie del pittore Mazzolino ( Vedi Di alcuni pillori ecc. in verbo Venezia (da) Bartolomeo ecc. 5 Ludovici Mazzolini pictoris 54 ipsa dos in totum esse debeat in et de L. 250 m.- Sovraggiunto poi l'anno 1528 , in cui Ferrara venne infestata dalla pestilenza , ne fu sorpreso anche Ludovico, il perchè fece il suo testamento nel 27 Set tembre negli alti di Giambattista Dal Pozzo quod considerans providus vir Magi ster Ludovicus filius quond. Magistri Joannis de Mazzolinis pictor , et civis Ferrariæ , de contracta Sancti Gregorij , sanus Dei gratia mente sensu et intellectu , sed tamen infirmus peste, timens mortis periculum, .......... Testamentum Magistri nollensque intestatus decedere, sed testari volens etc.- si lascia sepolto nel Cimitero di San Gregorio; vuole che una persona di onesta vita e fama vada a visitare in ogni Mercoledi per un anno la Chiesa di San Lorenzo ( disposizione consueta in quel secolo per tutti coloro che ne aveano i mezzi ); che gli si dicano dieci messe da morto; fa suoi commissarj Cristoforo dall'Assassino, Giacobo del Bailo, e Fran cesco figlio di Ventura Mazzolini suo fratello ; lascia Lire 300 per 0 eiascuna alle due figlie Claudia e Cornelia, cioé ducento in denari, e cento in beni mobili; usufruttuaria la moglie Giovanna; eredi le dette sue figlie, indi Ventura e Nicolò suoi fratelli. Fra i testimonj appari scono M. Bartolomeo fu Lorenzo Tristani Muratore ( ed Architetto ), e Maestro Francesco del fu Tommaso Borsetti pittore. Non saprei dire se Lodovico morisse di peste , o vi sopravivesse, come accadde anche dei fratelli Aurelio e Lodovico Lombardi ( Vedi Famiglia dei Lombardi scultori); ma è certo che nel Decembre del 1530 gia era defunto, perchè ciò risulta dall'Istromento dotale di sua figlia Claudia , stipulato in atti del Dal Pozzo già nominato , del 22 di detto mese ed anno- Pars dotis dominæ Claudiæ filiæ quondam Magistri Lodovici Mazolini pictoris- Magister Baptista filius quon dam Leonelli de Sbarbaleis Callegarius , et civis Ferrariæ de contracta Sancti Andreæ, sponte etc. confessus est, et bene in concordia cum ho nesta juvene dna Claudia filia quondam Magistri Ludovici Mazzolini olim pictoris, et civis Ferrariæ, de contracta S. Gregorij, ejus nuru, et uxore Magistri Juliani ejus Magistri Baptistæ filij, præsentis etc. se ha buisse libras tercentas marchesanas in denarijs contantis etc. Della quale Claudia trovasi menzione anche nel 1545, in cui fa essa un' asso luzione, coll' assistenza di M.º Ventura suo zio. Che Ludovico, al ri cevere il compimento della dote nel 1521 fosse già ammogliato,lo si vede dalle parole honestæ mulieris invece di honestæ juvenis ; uxoris copulatæ, invece di uxoris futura; e dalle altre tempore contracti ma -- 55 trimonii; ma è da osservarsi come già dovess'essere marito da molti anni, perchè la figlia Claudia non avrebbe potuto sposare lo Sbarba glia nel 1530, quando Lodovico suo padre non avesse contratto ma trimonio almeno sette od otto anni prima del 1521 ; a meno che non avesse convissuto con Giovanna prima di sposarla (1). Guirino 1 Fra Antonio testò nel 1499 perentrare inRelig. Maestro Giovanni Lodovico pittore m Giovanna del pittore Bartol. (Vacchi) daVenezia | Claudia m Giuliano Sbarbaglia Cornelia 1523. | Riccardo detto Ventura cittadino bolognese eferrarese Francesco Nicolò Famiglia dei pittori Filippi, e Sebastiano Gradella pittore. Sino dal 1853 comprovai, con un mio scritto dato alle stampe , che Sebastiano Filippi, e Sebastiano Gradella, pittori ambidue, furono due diverse persone, e di diversa famiglia. Infatti, Sebastiano Filippi, figlio del pittore Camillo , e fratello del pittore Cesare , mori nel 23 Agosto 1602, come si ha dal pubblico Necrologio; e Sebastiano Gra della era già morto nell' anno 1567, in cui Elisabetta, vedova di lui, domanda esenzione di tasse , avendo quattro figli , tre de' quali alla (1) Giovanna madre di Claudia, vedova di Lodovico Mazzolino, avea sposato Bat tista Sharbaglia padre di Giuliano marito di Claudia Mazzolini sopraddetta, come si vede da atto citato all' articolo di cui alla precedente nota. -- 56 morte del padre erano piccole figliole. Che poi al Filippi fosse dato il soprannome di Gradella per avere portato a Ferrara la prima volta quest' uso di graticolare, come dice il Baruffaldi, è cosa molto dubbia; ed oserei invece di sospettare che il Baruffaldi suddetto ( primo ad applicare al Bastianino quel soprannome ), lo chiamasse in tal modo per non avere conosciuto ch' eravi stato altro pittore Sebastiano , e per lungo tempo contemporaneo, di cognome Gradella : e tanto più lo credo, non solo perchè ritiensi che il primo ad usare la graticola sia stato il Parmigianino , ma bensì ancora in ispecial modo per la ragione seguente. Baruffaldi ci racconta che trovò nel Libro A della Società della Morte a pag. 106 avere Sebastiano Filippi dipinto nel 1554 un Gonfalone , ed esservi annotato con ambedue li cognomi : ma ciò non è vero. Il massaro scrisse Et de haver lire cinquanta per altrettanti pagati a M. Bastian Gradella di Filipi pictore etc.-, e poi cancellò la parola Gradella. Viveano allora e questo pittore , ed il Filippi, ambidue dello stesso nome, e quel massaro, avendo er rato , corresse l'errore con quella cancellazione , e lasciò il Filipi. Cadrebbe adunque tutto l'edificio della supposizione Baruffaldiana (1). E non lascierò di aggiungere che il Gradella fece pur egli un altro Gonfalone per la stessa Compagnia, della quale fu Sotto-Ministro , nel 1557 , cioè tre anni dopo di quello di Bastianino ; eppure nelle partite non vi ha certo il cognome Filippi- Ea di 9 Ottobre Livere oto a M. Bastian Gradela per parte de pagamento de uno con-- falon che depinze per bisogno de la Compagnia- Ea di 10 dito , livere ondese a M. Bastian Gradela per litero (l'intiero) pagamento de confalon che depinze etc. (Libri Amministrativi della Compagnia). Dunque ben distinte furono queste partite , l'una del Filippi , e le altre del Gradella : Bastianino poi fece un terzo gonfalone nel 1600, e dipinse la Pietà nel paliotto ( Libri cit. ). Camillo Filippi fu figlio di altro Sebastiano ( e forse da ciò il di minutivo di Bastianino al di lui figlio ) parimenti pittore , e prove niente da Lendinara, come apparisce dalla testimonianza fatta ad un rogito del 19 Decembre 1523 di Battista Saracca, riportato in quelli di (1) Forse fu la contemporaneità di questi due pittori che fece distinguere il Fi lippi , chiamandolo M. Bastianin de M. Filippo, come apparisce da memoria nei Libri della Morte, avendo egli stimato alcuni disegni di chiaroscuro pei quadri della passione nel sepolcro, che annualmente si rappresentava. -- 57 Gio. M. Calciolari- præsentibus testibus Camillo filio quondam Magistri Sebastiani de Lendinaria-; e che fosse pittore, lo abbiamo da altro rogito di Galeazzo Schivazappa del di 11 Gennajo 1530, nel quale anno Camillo si ammoglia con Lucrezia Mozanega- Petrus Martyr fq. Mag. Ludovici Facie olim barbitonsoris, pennaccherius, etc. riceve la dote di Lucrezia del fu M. Francesco Mozanega già cuoco del Cardinal Estense, nel mentre che la riceve per Ludovica di lei sorella Maestro Camillo pittore figlio del fu Sebastiano pittore , di Lendinara nel Polesine di Rovigo ; dote consistente in fondi nel territorio di Trecenta presso Bagnolo (in Traspadana). Che poi costoro fossero dei Filippi, lo dice altro atto di Pietro Bettini del 29 Settembre 1531 Dna Ludovica filia quondam et hæres pro tertia parte Mag. Francisci Mozanegæ , de cont. S. M. a Vado, consignavit Magistro Camillo filio q. Sebastiani de Philippis pictori, de cont. S. M. a Vado, ejus marito, millo ibi præsenti etc. pro dote etc.- Dunque il pittore Sebastiano Filippi, che chiameremo Seniore , non puossi confondere col Juniore , dac chè il primo era già morto nel 1523 , mentre il secondo nasceva dopo il 1530. Nell' anno 1553 , a rogiti di Maurelio Taurini del 7 Settembre , un Girolamo Ambrosoni fu Gaspare , alias dal Sapone ( perchè ne fu per lungo tempo il fabbricatore ) dona al nostro Ca dimidiam partem fossati existentis in Villa Vigarani a latere Manardi, in confine juxta bona ibi posita Mag. Camilli-, e quindi i Filippi possedevano anche in detto luogo. Fratello a Camillo fu Don Girolamo, come da atto di Bernardino de Lezulo del 17 Decembre Venerabilis d. hieronymus filius quon dam Magistri Sebastiani pictoris de Lendenaria , Capellanus ecclesiæ 1528, al quale fu testimonio Sancti Apollinaris-, con che viene confermata la qualifica di pittore anche in Sebastiano il vecchio. Ora torniamo ai Gradella, del cui cognome vi furono famiglie in Ferrara sino dal secolo XIV, come n'ebbero il soprannome alcune altre, fra le quali troviamo al 1548, un Magister Joannes Petrus dictus a gratellis , filius quondam Zanini de Bertellis , sutor , et civis Ferra riæ etc.- Sappiasi adunque che un Bartolomeo dalle Gradelle testò nel 12 Agosto 1555, lasciando erede il figlio Sebastiano (rogito di Lo renzo Tristani), con usufrutto alla moglie Pasqua del fu Polo ( Paolo) Cavazza ; e Sebastiano testo nel 1565 ( atto dello stesso Tristani , del 16 Ottobre )- Considerans prudens vir Magister Sebastianus fi lius quondam Magistri Bartholomej aGradellis, pictor, et civis Ferrariæ, -- et naturalem etc. 58 de contracta policini S. Antonij etc. reliquit Elisabetæ ejus testatoris uxori etc. Item reliquit Cleopatræ , Sofonisbæ , et Mariæ denominatæ Victoriæ , ejus testatoris filiabus, libras quadringentas pro qualibet etc. suum hæredem Universalem etc. fecit Protogenum ejus filium legitimum mentre poi nel 21 Ottobre , cioè cinque giorni dopo , si viene al conferimento della eredità. Dunque abbiamo le prove, non solo che Sebastiano era morto nel 1567, ma bensi ancora che mori precisamente nel 1565 ; e troviamo quella Elisabetta sua moglie , che dicemmo avere nel 1567 domandata la esenzione delle tasse ; come rileviamo essere la verità che avesse quattro figli , tre de' quali erano femmine. Quindi è pienamente comprovato che Sebastiano Filippi , e Seba stiano Gradella, pittori per qualche tempo contemporanei, furono due diverse persone, e che il Filippi non ebbe il soprannome di Gradella se non per un errore del Baruffaldi, che fu il primo ad applicarglielo. Filippi Sebastiano da Lendinara pittore Don Girolamo Cappellano di S. Apollinare Camillo da Lendinara pittore m Ludovica Mozanega Sebastiano pittore Cesare pillore Gradella Bartolomeo m Pasqua Cavazza 1 Sebastiano pittore m Elisabetta | 1 Protogeno Cleopatra ....... Sofonisba Maria detta Vittoria -- 59 1524. Famiglia dei pittori Sellari, o da Carpi. La vera patria ed il vero cognome del ferrarese pittore del se colo XVI Girolamo da Carpi , che vuolsi scolaro di Benvenuto Tisi da Garofalo, furono sino ad ora oggetto di controversia fra gli scrit tori. Nell'altr. part. Notizie di Ferrara ecc. ( pag. 592 ), esclusi ch'e gli appartenesse alla nob. famiglia dei Conti Carpi di Ferrara, provai che Girolamo fu figlio di Tommaso da Carpi pur esso pittore , e ri dussi la questione al punto da essere sciolta , quando si fosse cono sciuta la paternità di Tommaso ; chè ove suo padre fosse stato un Pietro Angelo, addiveniva certezza la credenza di taluni che la fami glia di questi pittori fosse dei Sellari da Carpi. Ora, i nuovi documenti ch' io trovai ci assicurano appunto di questo cognome (1). Infatti , un rogito di Battista Dal Pozzo del 12 Marzo 1524 ci dice- Egr. vir S. Hieronymus Scalabrinus etc. quietavit egregium virum Magistrum Thomam filium q. Angeli de Carpo pictorem et civem Ferrariæ , de cont. S. Romani 一. Che se qui non troviamo che la paternità di Tommaso , il cognome lo abbiamo , con altre particolarità della sua famiglia, da un altro rogito, che alla fine di questo articolo riporterò per intiero, donde risulta ch' ei fu veramente de' Sellaj. E con siffatta testimonianza viene a cadere quanto credettero, sulle parole del Lanzi (che riportarono) gli annotatori del Vasari alla edizione del Le-Mon nier, tanto benemeriti per altro della storia delle Belle Arti , ma che (1) Un Jacopo Sellaro da Cento fu poeta bernesco , e dal Tiraboschi ( Vol. VII, pag. 1208) posto al parodel Martelli, dell'Aretino, e del Dolce, ma dichiarato di patria bolognese. Ciò per altro dev'essere errore , dacchè egli stesso si dice da Cento nel suo Autografo di alcune Satire e Sonetti , esistente nella Biblioteca Imper. di Parigi (Codici illustrati dall' Ab. Marsand , N. 8143 al vol. II, pag. 230). Le sue rime si trovano stampate in molte raccolte poetiche , fra cui la satira citata nel Marsand succitato, che è riportata dal Fantuzzi ( Scrittori bolognesi, to. II, pag. 385). Questo autore dichiara che il dire il Sellaro ( ch'ei crede Sellajo di mestiere ) da Cento è uno sbaglio , da che doveasi dire bolognese : ma s'egli stesso ce ne dice la sua patria , chi erra , l'autore o il biografo ? ai lettori la facile sentenza. Notisi ancora che Jacopo fu ascritto all' Accademia degli Elevati che tenevasi in Ferrara nell'a bitazione del celebre Alberto Lollio. -- Το. ΧΙ) . 60 in mancanza di atti autentici non poteano essi pure se non fondarsi, benchè meglio e più giudiziosamente di tutti gli altri , sulle indu zioni , e sui precedenti scritti. Dissero essi ( Nota 5 , pag. 231 , Si è dibattuto se Girolamo si avesse a dire da Carpi , come fa il Vasari , o de' Carpi, come fa il Superbi. Questioni inutili, dopo che il Vasari suo amico nol disse Carpigiano , ma di Ferrara ; ed il Giraldi , nella edizione della sua Orbecche ( 1554) premise che il pittore della scena fu Messer Girolamo Carpi da Ferrara- E questo brano fa testimonianza che Girolamo era ferrarese ; nè qui punto mi oppongo , sebbene il Canani contemporaneo di lui , nella prefazione al suo libretto sui Muscoli, le cui figure furono disegnate dallo stesso Girolamo, chiaramente dica per Hieronymum Carpensem. Ma gli annotatori stessi poi soggiungono « ch' ei fosse di cognome Carpi, è confermato dai documenti » ed è ciò di che sempre dubitai, e dubitai giustamente , come oggi é provato. Non è poi vero affatto che suo padre Tommaso ( To. XI. pag. 232) fosse pittore di scu deria , adoperato in bottega a dipignere forzieri , scabelli , cornicioni , ed altri siffatti lavori di dozzina. Potrei dire che nei secoli XV e XVI anche valenti figuristi dipingeano carrozze, come fecero pure i fratelli Dossi, e inverniciavano scabelli e forzieri un Bonaccioli Gabriele, ed un Fiorini , i quali avevano dipinte figure l'uno nella cattedrale , l'altro negli archi trionfali per venute di Sovrani , raffigurandovi trionfi con simboli e figure ; ma, limitandomi al particolare di Tom maso da Carpi , dirò ch'egli , oltre a' fregi intercalati di putti e di sirene , dipinse le mezze figure de' Santi nelle vele delle due navate laterali in San Francesco ( come dissi nelle mie Memorie storiche ecc. di quel Tempio ), ed altre simili in una gran sala del Monastero di Sant' Antonio Abate in Polesine, pitture ch' esistono ancora; di modo che non è a farsi caso seTommaso succitato trovavasi fra gli stipen diati di Lucrezia Borgia, come da note originali da me vedute. Anche nel 1529 troviamo confermata la notizia del cognome in altro rogito del nominato Dal Pozzo, in data del 20 Agosto.- Dos dom. Fran ciscæ uxoris Mag. Francis. Colombi , et nunc uxoris Fr. Galli ; etc. In Christi etc. præsentibus testibus Dno Antonio de Turi Luxitano et medico in præs. Illmæ dnæ Ducissæ etc. Honesta mulier Dna Franci sca filia quondam Magistri Petri Angeli de Selariis de Carpo , et olim usufructuaria et pro parte quondam domine Malgaritæ olim filiæ suæ, et olim Francisci Colombi , ex ultimo suo testamento etc. agens cum -- 61 præsentia et consensu egregi viri Magistri Thomæ filii q. Petri Angeli de Sellaris de Carpo sui fratris et pictoris , ac civis Ferrariæ de con tracta S. Romani , majoris annis 25 etc. titulo dotis etc. consignavit in dotem et pro dote sua egregio viro Francisco filio q. Jacobi Galli, de Padua, ejus marito ex secundo Matrimonio, præsenti etc. unam domum in contracta sancti Vitalis etc. Ora sappiamo che Pietro Angelo Sellarj da Carpi fu padre al pittore Tommaso, e sappiamo che questi fu padre al pittore Girolamo ; sappiamo che Tommaso si stabili a Ferrara , ove pare che avesse la sua prole ; conosciamo ancora ( da quanto dissi nell' altr. part. a pagina 593 ) che Girolamo da sua moglie Caterina Amatori ebbe nel 1539 un figlio , cui impose nome Giulio, e nel 1543 un altro che nominò Annibale; ma non sapevamo che ambidue poi seguitassero l'arte del padre e dell' avo ; sebbene ci era noto che un Annibale da Carpi ( senza conoscere di quale provenienza ) dipinse la vecchia facciata dell' Oratorio denominato della Scala a San Francesco. Un Alessandro Carpi è pure notato fra gli allievi del Costa , ma per questa sua scuola appunto non potrà dirsi altro figlio di Girolamo, il quale si ammogliava nel 1538, cioè tre anni dopo la morte del celebre Lorenzo. Di Giulio trovai per quattro volte memoria, la prima nei rogiti di Lodovico Tasselli , al 24 Ottobre 1561, in cui si dice Constitutus ser Julius filius quondam Joannis Hieronymi de Carpo pictoris , minor an. 25-major tamen 14, creavit suum procuratorem Christoforum Morellum etc. e ciò colla facoltà del Giudice per essere minoren ne ; dal quale atto vediamo che suo padre chiamossi anche Giovan Girolamo , che del 1561 era già morto , e che suo figlio era mino renne. Le altre tre volte, nei rogiti di Girolamo Bonsignore: la prima in uno del 5 Ottobre 1565 , in cui egli dà la dote a sua sorella Maddalena Honesta dna Maria q. D. Petri Capellini mater Petri Valentini q. Mag. Antonij gypsarii , ed ad instantiam Magistri Julij quondam Magistri Hieronymi de Carpo pictoris , et civis Ferrariæ , et pro dna Magdalena ejus sorore, uxore prædicti Petri ( Valentini ) etc. confessa etc. se habuisse pro dote bona mobilia inf. valoris L. 146. 71 figlio ab eo M. Julio etc.-: la seconda memoria è del 5 Febbrajo 1569 riguardante una vendita di diretto dominio ; col quale atto , ove si avesse potuto dubitare che nel precedente la parola pictoris apparte nesse al Hieronymi anzichè al Julij , si viene in chiaro dell' arte del Ferrariæ etc. Præstans Magister Julius filius quondam Magi 62 stri Hieronymi de Carpo pictor, et civis Ferrariæ de cont. S. Gulielmi, vendidit etc. tantam partem directi dominü bonorum sitorum in Villa salvadonicæ ; etc. il che poi viene maggiormente confermato dalla terza memoria , del 16 Gennajo 1571 , dove si dice Providus vir Magister Julius pictor filius quondam Hieronymi de Carpo pictoris, civis Ferrariæ, et habitator in civitate Mantuæ etc.-; dal quale atto ve diamo che allora abitava in Mantova, come altresi vi sta espresso che sua moglie era Anna figlia di Francesco Morari Callegaro. Venendo ad Annibale , eccoci ad un rogito di Girolamo Cremona Terzani del 17 Febbrajo 1564 , col quale una Barbara del fu Bartolomeo detto Macrin del Ferro fa il suo testamento, fra i cui testimonij comparisce un Magister Annibal filius quondam Hieronymi de Carpo, pictor, mentre poi in altro atto del Notajo Bonsignore precitato, in data 29 Maggio 1570, si dice Honesta dna Magdalena filia quondam d. Hieronymi de Carpo pictoris , et uxor Petri Valentini , civis Ferrariæ, minor an nis 25 major 20 constituta etc.-- e viene assistita per contratto de bonis acquisitis per d. Andream Furlanum a Magistro Hannibale ejus dominæ fratre etc. E finalmente , altri rogiti di Ettore Ri naldi, del 26 Settembre 1579, e del 17 Maggio 1580, ci dicono An nibale pittore del fu Girolamo da Carpi,- habitator in plateis novis. Dopo si bella scoperta del vero cognome dei pittori Tommaso , Girolamo , Giulio e Annibale da Carpi , chi mai direbbe che pur qualche cosa rimanesse a desiderare? Ma è così ; ed alcuni altri ro giti vengono ad intorbidarci la nostra soddisfazione. Un rogito di Girolamo Bonsignore, del 21 Ottobre 1569 , ci dice Ferrariæ etc. Domina Anna uxor et procuratrix præstantis Viri Magistri Julij pictoris quondam Hieronymi de Livizanis alias de Carpo , civis Ferrariæ ad hæc specialiter constituta ex Instromento mandati rogato per D. Clau dium de Nigris de Guastalla, notarium , die tertio præsentis mensis , tenoris seq. etc. In Christi nomine etc. M. Julius filius hieronymi de Livizanis de Carpo habitator terræ Guastallæ etc. ordinavit suam pro curatricem D. Annam de Morariis ejus Magistri Julij uxorem absen tem, tamquam præsentem etc.- Ora, Giulio da Carpi pittore , figlio di Girolamo , che troviamo a Guastalla , e che nel rogito del 1571 vedemmo a Mantova, non è chiamato de' Sellariüs , ma de Livizanis ; e per far vedere che anche i suoi avi avevano lo stesso cognome , osserveremo un rogito di Adeodato Bellaja , in data del 29 Ottobre 1528 , col quale un Girolamo de Galeriis costituisce suo procuratore -- 63 providum virum Magistrum Thomam de Livizano pictorem , filium q. Michaelis Angeli de Livizano de Mutina ( è detto Michelangelo , invece di Pietro Angelo), non senza osservare che fra i testimonii del rogito stesso eravi hieronymus filius Magistri Thomæ de Livizzano. Le quali cose ci vengono confermate da un altro atto notarile, con cui Tom maso ritira la dote della defunta sua figlia Taddea già vedova di un Luca Valhomorata , che avea sposato nel 1525. Ora , come sarebbe credibile che ad una stessa epoca e della stessa professione vi fos sero stati un Giulio pittore figlio di un Girolamo pittore , figlio questo di Tommaso pittore , e Tommaso figlio di un Pietro Angelo ( per errore detto Michelangelo ) e tutti di Modena, e tutti chiamati da Carpi ? Bisogna indurne con tutto fondamento che i Livizzani alias de Carpo pittori non sieno che gli stessi Sellari pittori alias de Carpo ; tanto più che vediamo conservato in Taddea figlia di Tom maso il nome dell'Ava, che vediamo Giulio ed Annibale figli di Giro lamo essere annunciati dai Registri battesimali, e che vediamo final mente come fra l'avo e i nepoti siavi la giusta cronologica distanza. Resterebbe soltanto a sapersi quale fosse veramente il cognome di famiglia se Livizzani, o se Sellari, tanto più che in ambedue venne usato pluralmente , dicendovisi de Sellarüs , e de Livizzanis. Intanto , dal contesto delle premesse cose , ricaveremo un piccolo albero ge nealogico , come segue , premesso prima il gia citato Istromento del di 8 Maggio 1524. 1524 die decimo octavo Maj. Ferr. in domo hab. mei not. inf. etc. Præstans vir M. Thomas filius quondam PetriAngeli de Sellariis de Carpo pictor et habit. Ferr. in cont. S. Romani, hæres pro sua quota inf. D. Tadeæ ejus matris, sponte et non revocando, fecit suum procuratorem et seu suam procuratricem honestam dominam Franciscam ser Mag. Thomæ sororem , et filiam dicti Magistri Petri Angeli, et uxorem Magistri Francisci Columbi su toris , civis Ferr. de cont. S. Andreæ , absentem tamquam præsentem , spe cialiter et expresse, ad exigendam et recuperandam ab Alovisio de Zimbroxiis alias de Pace de Carpo , et seu ab ejus Alovisij hæredibus , libras centum monetæ currentis , et in bonis ipsius Alovisij , et omnia singula damna et interesses per ipsum Mag. Thomam ex dicta q. Tadea passa usque in præ 64 sentem diem ; in quibus lib. centum dictus Alovisius tenebat et obligatus erat honestæ q. domincæ Tadeæ filiæ q. Nicolaj de Abbatibus, et uxoris q. dicti Petri Angeli de Sellariis, et matris ipsius Mag. Thomæ et dictæ duæ Franciscæ per totidem per ipsum Alovisium habitis et receptis a dicta dna Tadea de pecuniis suæ dotis ex Instr. rogato per Christof. Martini de Carnevalibus nota rium Carpensem de anno mill. quadring. nonag. sexto die 11. mensis Aprilis. Item specialiter et expresse etc. Item specialiter et expresse ad exigendum et recuperandum a dicto A lovisio ut supra libras quadringentas monetæ Carpensis , in quibus dictus Alovisius tenet et obligatus est per restitutionem dotium quondam dnæ Camil læ olim uxoris dicti Alovisij, et filicæ quondam dicti Petri Angeli de Sellariis, et sororis ipsius Mag. Thomæ constituentis, et prout in quodam Instromento dotali rogato per pub. not. prout dictus Mag. Thomas asseruit etc. Et pro recuperatione etc. It. specialiter ad substinendum etc. Dans etc. Promittens etc. Et volens etc. Ego Alberghettus de Lucentis notarius. Pietro Angelo m Taddea fu Nicolò Abati Camilla Zimbroxj m Luigi Zimbroxj alias de Pace Tommaso pittore Francesca m 1. Francesco Colombi da Carpi da Carpi Taddea m Luca di Volhomorala Maddalena m Pietro Valentini 2. Francesco Galli fu Jacobo daPadova Girolamo pittore Giulio pittore Annibale pittore 1534. Matrimonio di Battista Dossi pittore. Nell' altr. part. Notizie relative a Ferrara ecc. (pag. 605, e seg.) feci conoscere che, dei due fratelli, il primo era Giovanni Lutero di Nicolò, alias de Costantino cognominato il Dosso, l'altro era Battista Lutero, ambidue pittori, che si confusero insieme, ritenendo che uno fosse Dos so, l'altro Giovanni Battista. Dissi che il primo manco non più tardi del 1546, l'altro sul finire del 1548, per cui essendo Dosso premorto a Battista, cadeva l'accusa contro quest'ultimo di non avere testato a fa vore del fratello, bensi del Duca. Cadeva pure che Dosso morisse verso il 1560, e venivasi a rettificare che Marzia Lucrezia e Delia eranofi glie non di Battista (erroneamente detto Gio. Battista), ma di Giovanni. Cade pure che i Dossi abbiano lavorato ambidue nella facciata del Palazzo Ducale di Copparo, se è vera la iscrizione che lo pone co strutto nel 1547 , perchè il solo Battista vi avrebbe potuto operare ; come non può sussistere affatto che abbiano dipinto nella così detta Palazzina, perchè eretta del 1559, non solo per tradizione come dicesi dallo storico Frizzi, ma per documenti non ha molto rinvenuti. Non so poi come il Baruffaldi asserisca che il solo Battista entró nel nodo maritale con Virginia Salimbeni (To. I, pag. 291). Vedemmo Giovanni lasciare tre figlie, e tutte prendere marito; e la moglie di lui fu Giacoma Ceccati dall' Abbazia, come viene accennato in un rogito di Gio. Palmieri del 17 Decembre 1555. Ora vedremo che la moglie di Battista fu Giovanna detta Livia di Bartolomeo Masseti. Che se pure lo fosse stata una Virginia Salimbeni, ne avverrebbe che Battista avreb be avute due mogli ; e se pur Evangelista detto Dossazzo fosse stato figlio di Battista, converrebbe assegnarlo al primo letto , essendochè della seconda consorte non ebbe, od almeno non lasciò prole, come vedesi dal testamento della citata Livia. Giovanni , vale a dire il Dosso, abito nel Castello attuale, ciò vedendosi da una testimonianza a rogito di Deodato Bellaja del 22 Febbrajo 1528 Testibus vo catis ecc. Joanne filio q. Nicolaj de Lutero pictore, habitante in castro veteri ;- e da qui sembra eziandio che non ancora gli fosse stato dato il soprannome di Dosso. Nel di 11 Marzo 1534, a rogiti di Bat tista Saracca Ducal Cancelliere, il ripetuto Dosso assicura sopra una 65 66 sua casa la dote assegnata dal Duca alla futura sposa di suo fratello Battista- Magister Dossus, fq. Nicolaj de Luthero, pictor , et civis Ferrariae, sponte , et specialiter obligando unam ejus domum positam Ferrariae in contracta S. Gulielmi, juxta D. Herculem Pistojam, quam aquisivit pro libris 500 a Camera Ducali, dixit et confessus est , ad instantiam , et peticionem mei Notarj uti publicae personae , ac nomine et vice Dnae Joannae cognomento Liviae , se Magistrum Dossum et Baptistam habuisse et recepisse in dote, et pro dote , et dotis nomine ipsius Dominae Liviae ab Illmo D. N. Duce , libras quinquaginta sex monetarum, et in bonis mobilibus libras tercentas sexaginta sex et soli dos novem marchesanos etc. Questa Livia precesse di poco il ma rito nel sepolcro, dacchè vedesi avere testato pochi mesi prima, cioè nel di 19 Febbrajo 1548, ad atto di Paolo Gaspare Anguilla- Te stamentum honestae juvenis D. Liviae uxoris Mag. Baptistae Dossi pi ctoris etc. Honesta Juvenis dna Livia quondam Bartolomej Masseti , et uxor Magistri Baptistae Dossi pictoris etc.- si lascia sepolta in S. Maria della Rosa, e fa erede suo universale il marito, donec vixerit, e dopo la di lui morte passi la eredità in Rinaldo Masseto suo fratello e figli, ed in mancanza di questi , pervenga la eredità a Girolama sua sorella e moglie di Lanfranco Alemanni e figli. Fra i testimonj fu ronvi M. Camillo del fu Sebastiano pittore ( cioè il Filippi), e M. Lu dovico figlio di Maestro Geminiano Trivella pittore (1). (1) I fratelli Dossi lavorarono in Trento nel Palazzo del Card. Clesio, e Battista fece pure nell' altro del Card. Madruzzo alle Albére bellissimi paesi , ora non più esistenti . Il Vasari fa menzione di questi fatti ( Vita dei Dossi, Edizione Le-Monnier, vol. IX , p. 22 ) , e lo dice anche Pier Andrea Mattioli senese nel suo libretto Il Magno Palazzo del Card. di Trento , descritto in 8. rima ( Ven. Marcolini, 1539, in 8. edizione estremamente rara, e riprodotta in Trento dal Monauni nel 1858 in 8. per nozze Malfatti-Crippa ). Il detto Mattioli, parlando de' Semidei, dice < Ciascun per se d'ampio quadro precinto, < Ornato d'oro e di vago colore < In vivi gesti è lineato e pinto <> 60 » all'anno. Al resto dei servitori Sc. 500 d'oro da ripartirsi a cura dei Commissarij. Ad Antonio Canano , Renato Brasavola , e Cesare Caprile suoi medici , e Lod. Gillino suo cancelliere, Sc. 100 d'oro ciascuno. A Madama di Ferrara sua Madre (Renea) uno smeraldo, ch' ebbe da S. Altezza, come cosa più cara che habbia. Alla Duchessa di Nemours sua sorella (Anna) un diamante in punta che è in uno scatolino d' avolio. Alla Principessa d' Urbino sua sorella ( Lucrezia) un giojello di diaman tini et rubini piccioli, con una perla. Al S.' Don Fr. suo zio una coppa col coperchio, et con la sottocoppa, et con la boccalina d'argento indorato, lavorato in foggia di preda di diamante. A Sor Leonora sua zia undici in dodici braccia di broccato d'oro et nero da fare un apparato d'altare, et due candelieri d'altare, et una croce d' argento, et le reliquie sante della cappellina. Un diamante che è in un anello ecc. a suo fratello Duca. Ommissis ( Eredi universali il Duca Alfonso e il Card. Luigi suoi fratelli ) 317 Francesco d'Este Marchese di Massa Lombarda testo nel 20 Feb brajo 1578 ai rogiti di Giacomo Conti ; fece un codicillo nel giorno 21 , e nel successivo 22 passò a miglior vita , lasciando Marfisa e Bradamante sue figlie naturali legittimate dal Duca , con conferma del Pontefice. Suoi esecutori testamentarii furono il Vescovo di Fer rara, il Conte Antonio Bevilacqua, ed Eleonora d'Este: a Marfisa la sciò una dote di scudi ottantamila , e volle che si avesse a maritare col consiglio e volontà della detta Eleonora, la quale prima habbi a ricercare lo signor Duca nostro se vol pigliarla per moglie ecc. e non volendo S. Altezza S.ª pigliarla per moglie , allora detta Illma Madama Lionora habbi a ricercare lo Illmo et Excmo Sig. Don Luigi da Este hora Cardinale da Este (sic) se vuol pigliarla per moglie, il quale ecc. ... ed a Bradamante , oltre alle sue doti avute al matri monio col Conte Ercole Bevilacqua, lego scudi d'oro ottomila. Le se guenti somme poi comando che si distribuissero ai diversi suoi fami gliari come appresso, dopo aver disposto anche in donativi non pochi stabili, non che col codicillo a favore di Lucrezia d' Este Du chessa di Urbino un bichiero col piede d'argento o d'oro, secondo che si troverà di quelli che ultimamente gli ha fatto ' orefice Acinque suoi famigliari Ad altri dieci . Scudi d'oro 200 sono Sc. 1000 « Al Contista Ludovico Orlando . Ad altri sette famigliari Ad altro, cioè a Domenico Moscatello Ad altri 12 . Ad altri 7 Ad altri 7 Ad altri 5 » » 150 80 60 50 25 12 » α « » • . . » 1500 300 560 105 720 350 175 60 che uniti al legato di Marfisa, ed alle sue doti ed a quelle di Bra damante , non compresi i molti stabili , danno la ingente somma di scudi d'oro N. 172770. Ora verró a riportare i nomi degli Estensi , dei quali non parla rono gli storici e i biografi nostri, per quanto a me consta. 1379. 15 Marzo. Pincerna Pietro.- Ser Jacobus de Beliono nota rius , nomine Nobilis Militis domini Joannis de domo Estensi , rectoris , et legitimi administratoris Ecclesie S. Alexij de Ferr. Non credo che possa essere il ribelle figlio di Obizzo II , che fu ucciso nel 1389 e nominato dal Litta alla Tavola X. 318-- 1379. 18 Decembre. Pincerna Pietro.- Nobilis vir Obizo q. nob. viri Petri abatis de domo Estensi , de contracta S. Pauli. Pietro abate figlio di Azzo VII.è nominato alla Tavola IX , ma senza il figlio Obizzo.-- Testamento della Nobile 1405. 26 Marzo. Villa Lancellotto. Mabellona del fu nobile Tebaldo da Camino , moglie di Francesco d' Este , lascia a Bartolomea sua figlia e moglie del nobile Cav. Ni colò Obizzi ecc., non che a Guindelerio suo figlio avuto dal fu Lu chino de' Galluzzi da Bologna già suo primo marito , come pure a Tommaso suo figlio , che ne è fatto erede universale ecc. Francesco potrebb' essere il figlio di Azzo , e fratello di Taddeo ( Vedi Litta , Tav. IV ) ; ma Mabellona, Bartolomea e Tommaso, mancano affatto. 1437. Gerardo fu Obizzo ; non sono nominati. 1457. 20 Settembre. Castelli Giovanni. Giacoba già moglie di Roberto de' Malatesti Signore di Rimini fu anche moglie di Bonifazio de' Nappi : era figlia di Giovanni di Mezzogoro. Essa ebbe una figlia dal principe Nicolò d'Este, cui fu dato il nome di Margarita. Tutto ciò risulta da questo rogito ; nè fu nominata dal Litta. 1466. Il Polidoro di Meliaduse , di cui alla Tav. XI del Litta, si fece sacerdote, essendo stato dispensato pei natali, ed avendo ricevuto i primi ordini sacri nel 6 Ottobre , come da rogito di Lodovico Mi liani. Quindi è a ritenersi che fosse naturale. 1503. 3 Aprile. Codegori Bartolomeo. Dominus Joannes alias dictus Janesinus natus quondam Illmi D. Scipionis Estensis , major an norum 25 etc.- Vedasi Scipione nel Litta ( Tav. XI), al quale non fu aggiunto questo figlio. 1507. Altra Mabellona figlia di Tommaso , e moglie di Gio. Gu glielmo di Colonia, abitante a Rubiera, e la loro figlia Angela ; non è menzionata. 1513. 20 Ottobre. Gillini Nicola. Testamento di Ercole del fu Sigismondo , marito di Angela Sforza ( Litta Tav. 14). Rizzarda e Laura sue sorelle , Lucrezia di lui figlia, e Gurone pure di lui figlio naturale , non che Beatrice altra di lui sorella e Abbadessa nelle Be nedettine di S. Antonio Abate in Polesine, sono cinque persone, nes suna delle quali trovo nominata in altro luogo. 1514. 8 Aprile. Agolanti Maria. Alberto di Nicolò (Tav. XI) fa testamento, e lascia ai figli Borso, Giovanni, Agostino, (che ritengo un solo individuo con Giovanni, cioè Gio. Agostino) e Francesco : ma in -- 319 questo atto è pure nominata sua figlia Urbana monaca nel detto Con vento di Sant' Antonio, la quale è accennata eziandio nel testamento del detto Agostino fatto il 17 Novembre 1516 a rogito di Bartolomeo Codegori , dove si fa cenno anche di sua moglie Caterina figlia di Buonandrea Ferrari ; al cui ventre lasciò la eredità. Ma essa partori dopo la morte del marito, ed al maschio avutone impose il nome di Pietro Agostino (1517). Urbana, sua cognata Caterina, e Pietro Agostino ci riescono nuovi Cum sit quod illustris Dominus Joannes Augusti nus olim Illmi Dni Alberti Estensis decesserit etc. Quapropter Dna Ca therina filia q. Bonandreæ de Ferraris ejus uxor etc. Cum postea ipsa dna peperit filium masculum, et ei impositum fuerit nomen Petri Augu stini etc. ( Rog. 12 Maggio di Bartolomeo Codegori ). 1521. Cesare del fu Alfonso e Giulio fratelli, erano figli di un Er cole Estense, e di una Filippa Bonvicini sua legittima moglie, come si ha da rogitodi Luigi De Nursia del 7 Febbrajo.- Cæsar f. q. Ale xandri Bonvicini procurator nobilis et honestæ mulieris Dnæ Philippæ suæ sororis, filiæ q. Alexandri, et matris et tutricis DD. Alfonsi et Julij fratrum, et filiorum et hæredum quondam illmi dni Herculis Estensi q. mariti prædictæ duæ Philippæ etc. 1529. 25 Novembre. Dal Pozzo Giambattista-- Soror Paula filia Illmi Dni Sigismundi, domini Scipionis Estensis , professa nel Convento di San Vito. Non trovo alcun Sigismondo di Scipione , bensi di Er cole I. Comunque sia, Paola al certo ci riesce novella. 1554. 7 Novembre. Bellaja Cesare. Nobilis domina Aldoisa filia quondam dni Hieronymi de Smagrabobus, et uxor Illustrissimi Domini Guronis Estensis nob. ferr. de cont. S. M. de Buco, agens cum consensu Illmi D. Nicolaj M. Estensis ejus filii, majoris ann. 25 suæ ætatis etc. Non furono annotati dal Litta Aldoisa moglie e Nicolò figlio di Guro ne, di cui alla Tav. XI. Nè potrebb' essere il Gurone seniore, perchè questi moriva nel 1484, e quindi trattasi di Guronejuniore (naturale di Nicolò Abate Comm. di Gavello), cui si dà a figlia naturale quella Bianca , che fu monaca in S. Antonio , e poi deposto l' abito sposó Antonio Muzzarelli. 1571. 8 Giugno. Bonsignore Girolamo.- Magnificus ac ill. Juris utriusque doctor, Clericusque Ferr. Rector Ecclesiæ S. Mariæ Cogomarij Conæ, Dominus Paulus Estensis, hæres olim Rdi Domini Scipionis Esten sis Episcopi Casalensis , nobilis Ferrariensis etc.- Questo Paolo non fu compreso nelle Tavole del Litta. -- 320 rito 1572. Come non vi si trova Isabella Rami moglie di un Francesco Estense già morto nel 1572 (per cui non può essere il March. di Massa Lombarda morto nel 1578), la quale fa un' attestazione, a rogito di Gio. Battista Codegoridel 6 Marzo, che una certa lettera del 29 A gosto 1558 diretta a Sigismondo Fazino è autografa del fu suo ma Illma D. Isabella fq. Illmi D. Aloysij Rammi Comitis Sanctæ Agathæ de Neapoli, et uxor quondam Illmi Dni Francisci Estensis , de contracta S. Gulielmi etc. 1583. E così di una Flavia, che da un documento vidi essere stata Abbadessa nel Monastero di Sant' Antonio nell' anno 1583; e di una Beatrice pur ivi Abbadessa nel principio dello stesso secolo XVI. Degli altri personaggi de' quali restami a far motto , è scarso il numero , perchè limitato ai documenti che rinvenni relativamente a qualche circostanza della loro vita , o della loro famiglia. Acciajuoli Archelao Il Borsetti nella sua Storia del Gin nasio ferrarese fa menzione di lui , non che di Jacobo e di Pietro Antonio, lodati anche dall' Ariosto, di patria Fiorentini , e qui lungo tempo ai servigi degli Estensi. Ora è a sapersi che Archelao fu figlio di Jacobo , che lo fece legittimare in Ferrara assieme alla sorella Livia da M. Gillino Gillini Conte Lateranese e Vescovo di Comac chio , come da atto di Giambattista Bonacossi del 19 Agosto 1546-Magnificus Dom. Jacobus Azajolus Sancti Antonii de Carpo Prior, et Ducalis Cancellarius , filius quondam mag. Dni Petri Antonii , de con tracta Sancti Clementis etc. i quali suoi due figli egli ebbe da una sua concubina nubile. Archelao vedesi firmato quale registratore delle suppliche , che venivano indirizzate al Duca. Non saprei dire se il Priorato del Padre importasse la qualità di Sacerdote. Ariosti Gio. Battista- figlio naturale del gran poeta Lo dovico , fu Capitano nelle Milizie Ducali, e mori nel 1569. Ebbe una figlia non accennata dal Litta , come vedesi da rogito del 16 Gen najo 1570 , di Alessandro Fucci Tutela honestæ juvenis Dominæ Virginiæ de Ariostis filiæ quondam naturalis et hæres universalis Ma gnifici domini Joannis Baptiste de Ariostis olim Capitanei Militiæ pe ditum Illmi D. N. Ducis Ferrariæ, ex testamento rogaio per Ludovicum de Jusbertis notarium de anno 1569 , 3 Febbruarij.- Virginia era maggiore di dieci , e minore di quattordici anni , e figlia di una Ippolita abitante ( forse domestica ) nella casa di suo padre , dal cui testamento si ha -- 321 Quapropter nobilis et strenuus vir Magnificus Capitaneus Joannes Baptista Ariostus Colonnellus millitiæ Illmi D. N. Ducis etc. ........... Item jure legati reliquit M. Dno Attilio Ariosto retractum, sive imaginem olim clariss. poetæ Dni Ludovici Ariosti ejus patris, in præs. in capite sallæ ipsius M. Dni Capi tanei. Item, reliquit Dianæ filiæ infrascr. Dnæ Hippolitæ lectulum etc. It. reliquit Dnæ Hippolitæ habitatrici in domo sua, et matri inf. dnæ Virgi niæ filiæ naturalis ipsius testatoris , habitatrici in domo etc. Hæredem Uni versalem reliquit D. Virginiam etc. Aurispa Giovanni celebre letterato, raccoglitore di codici, e Segretario Apostolico , dicesi morto in Ferrara nel 1460. A rettifi care questa notizia, dirò ch'egli moriva fra il 4 ed il 7 Giugno 1459, dacchè nel dì 4 egli stipulava un atto notarile, con cui assegnava la dote alla figlia Mita , e nel dì 7 s' incominciava l'inventario della sua eredità. Io lo trovai sino dal 1438 in Ferrara ( forse venutovi pel Concilio qui tenutosi allora) ove si vede professore nel 1450 , come asserisce il Borsetti Venerabilis et egregius vir d. Johannes Aurispa Secretarius Apostolicus, et legitimns administrator Ecclesie, sive priora tus S. Antholini etc. (rog. Dulcino Dulcini del 6 Giugno 1438); — e cosi nel 1447 (atto del 30 Gennajo di Francesco Putti)- Venerabi lis, et egregius vir dominus Johannes Aurispa filius q. Pauli, de Sicilia, habitator Ferrarie in contracta S. M. de Vado , Commendatarius , et legitimus Administrator Ecclesie S. M. de Vado predicte etc. assolve alcuni affituarj dalle rate di affitto ecc. Sua figlia Mita ebbe a marito un Nardo Palmieri-- Constituti Nardus de Palmerio de Aversa, filius Sabadini de Palmerio, et Mita filia quondam Reverendi in Christo patris Domini Joannis Aurispe Siculi, Secretarii Apostolici, conjuges adulti, de contracta S. Petri, Heredes dicti q. Dni Joanis Aurispe , ex testamento rogato per me etc. ( atto di Libanorio da Corlo del 6 Ottobre 1459 ). — Benci Fratelli La famiglia Benci o Benzi ( o Guattari , come dice il Mazzetti nel Repertorio dei Professori bolognesi ) diede famosissimi professori. Ugo figlio di Andrea da Bologna passo a Fer rara , vi fu professore dal 1436 in poi , e vi mori nel 1448. Egual mente vi furono professori dal 1450 in avanti i suoi figli Andrea e Soncino ( o Soccino) , ed altri loro discendenti. Il Borsetti dice di Andrea Ugonis fortasse filius ; ma egli n'era veramente figlio , come altresi è vero ch'essi due pur insegnarono in Bologna- Eximius egregius artium et medicine doctor Dominus Soccinus , et eximius et e gregius utriusque juris doctor D. Andreas, fratres de Bencis, de Senis, -- 322 nati quondam excellentissimi , et preclarissimi artium , et medicine do ctoris Magistri Ugonis de Senis Physici solemnissimi , cives ferrarienses , et habitatores in contracta S. Leonardi Burgi Leonis civitatis predicte Ferrarie etc. fanno loro procuratore Bartolomeo fu Chelo di Be nintendi da Siena per chiedere ed esigere dal Comune di Bologna quanto è loro dovuto per salarj delle loro cattedre colà sostenute ( rogito di Andrea Olivieri del 4 Marzo 1454). Presso Mons. Antonelli sta un manoscritto, forse autografo, contenente la vita Ugonis Bentij philosophorum ac Medicorum Principis a Sozino Bentio ejus filio edita, che qui deve intendersi per composta perchè poi non fu stampata. Borgia Angela — Il ch.º Cav. Antonio Cappelli , nella pre fazione alle lettere di Lod. Ariosto per sua cura non ha molto pub blicate, parlando ( e forse alquanto acerbamente) degli Estensi, ed in particolar modo dell' offesa recata dal Card. Ippolito a suo fratello Giulio, ci dice- non è ancor ben dimostrato chi fosse la donna che destò la forsennata gelosia del Cardinale. Frizzi la dice una damigella per nome Angela, la prima tra le molte che Eleonora d'Aragona all'e poca del suo matrimonio con Ercole I condusse seco da Roma, e che era ancora sua parente. Il Litta invece afferma che questa Damigella era Isabella d' Arduino gentildonna Napoletana. — E qui giudiziosa mente il ch. Cappelli fa vedere come non possa essere nè l'una nè l'altra, perchè all' epoca dell' affare di Giulio sarebbero state troppo inoltrate nella età, se vennero a Ferrara nel 1473, per destare tanta passione e gelosia. E conclude con ottimo criterio poter essere An gela damigella di Lucrezia Borgia a quel tempo Duchessa di Ferrara. Egli però soggiunge:- chi poi si fosse quest'Angela prima damigella della Duchessa , ed ancora sua parente , di cui i cronisti dell' epoca rispettarono il casato , non crediamo andar lungi dal vero ritenendola per ' Angela Borgia, che ebbe dono di straordinaria bellezza , e che sposata ad Alessandro Pio di Sassuolo divenne madre di quel Giberto che nel 1529 si uni in matrimonio con Isabella figlia naturale del Card. Ippolito. Cosi al nome fatale di Borgia si legherebbe pur anche questo empio fatto di sangue. Il ch. Cappelli colse nel segno, ed Angela fu la Borgia ; nè d'altronde i cronisti tacquero tutti , dacchè Bernardino Zambotti contemporaneo , nel suo Diario, all' anno 1502 accennando alla venuta di Lucrezia in Ferrara, pone la Lista de donne e donzelle de la prefacta Illma Mad. che li son restate , che vennero con Soa Signoria da Roma ......... Donna Angela de Borgia sorella del 323 Cardinale de Borgia ( Gio. Lodovico): e riportando in detta sua Cro naca la relazione fatta delle nozze da M." Filippo di Roccaberty Go vernatore di Parma ed Ambasciatore di Francia, rilevasi da essa che fra i molti regali da lui fatti agli Sposi ed alle genti di Corte, diede alla Illma Angela Borgia elegantissima damigella una cathena sive co laro d'oro subtilissimo lovorato et de notabile valuta (1). E quest' Angela nel 1502 forse non contava venti anni , dacchè non ne avea 25 nel 1506, quando nel 23 ........ agli atti di Bartolomeo Codegori stabiliva i patti del suo matrimonio con Alessandro Pio di Savoja Cavaliere e Conte , con assegnazione di dote di ottomila ducati concordati dalla Duchessa Borgia , che ne fece la consegna : nel quale istromento il marito è detto mes etc. Alexander Estensis Pius de Sabaudia eques et co ciò che io non conosceva, cioè che portasse anche il ti tolo di Estense , dacchè non mi risultava che l'avessero se non le famiglie Calcagnini, Sacrati , Trotti-Mosti , e Tassoni. Angela è lodata dall' Ariosto al canto 46, stanza 4. Ma i Borgia lasciarono anche in Ferrara le traccie della loro sco stumatezza. Cesare fratello della Duchessa, già Cardinale poi Duca di Valentinois , detto perciò il Duca Valentino , accompagnò la sorella sino a Ferrara nel 1502, ed egli gia ammogliato, vi ebbe da donna pure conjugata una figlia, cui fu imposto il nome di Lucrezia. Fu le gittimata nel di 8 Agosto 1509 a rogito di Bartolomeo Codegori, da cui appunto risulta che in detto anno era maggiore d'infanzia, come dovea esserlo se nacque nel 1503, o sul finire dello stesso anno 1502, Legitimatio Illme Dna Lucretiæ filiæ quondam Ill. Dni Valentini Ducis (in fatti il Borgia fu ucciso in in cui il Valentino venne fra noi guerra nel 1507) — Ferrariæ, in palatio Ducali, in camera infrascri ptæ Dnæ Lucretiæ Ducisse Ferrariæ, præsentibus testibus etc. Magnificus D. Hieronymus de Ziliolis Camerarius Ducalis, et Comes Apostolicus et Imperialis etc. legitimavit Dom. Lucretiam majorem infantiæ fq. Illmi Dni Valentini Borgia ( e qui v'è il cognome) Ducis etc. natam ex eo conjugato, et matre conjugata etc. Ignoro poi se un Girolamo Borgia, che ad una figlia impose il nome di Lucrezia, fosse altro frutto d' illegittimi amori dello stesso Valen-- (1) Questa Relazione delle feste per le Nozze della D. Lucrezia Borgia è inserita neil' operetta Lucrezia Borgia in Ferrara Sposa a D. Alfonso d' Este ecc. Ferrara , Taddei 1867. tino. Sta in fatto che il detto Girolamo e sua moglie Isabella patricia Ferrariensis, già vedova di Francesco Tibertelli alias de Pisis, abitanti in Ferrara nella Parrocchia di Sant' Andrea , nel 17 Giu gno 1562 ad atti di Alessandro Fucci danno la dote alla loro figlia Lucrezia ( e ne aveano un' altra di nome Ippolita), che va sposa a Bonsignore di Bartolomeo Oroboni patrizio ferrarese; la quale Lucrezia nel 1565 era già rimasta vedova, con una figliuoletta di nome Laura. .......... Carbone Lodovico fu figlio ad Antonio, e già nel 1453 era poeta laureato (come lo furono Lodovico Ariosto, e Guarino Gua rini Veronese ) per cui mi penso debba esser nato non più tardi del 1420 ; e ciò dico in proposito a quanto si sforzo di rettificare il nostro Giannandrea Barotti nelle discordi asserzioni dei biografi pre cedenti- Circumspectus vir Siverius de Siverio , fq. Ser Nanis, Can zelarius Ducalis etc. investivit egregium et eloquentissimum doctorem (la quale parola forse fece dire al Libanori che Lodovico fu anche legista) Magistrum Ludovicum Carbonem fq. Antonij, civem Ferrarie de contracta buccechanalium, poetam laureatum, presentem etc. de uno casali casamentivo sito in contracta S. Leonardi Burgi Ferrarie etc. (Istr. di Gio. Agolanti del 29 Aprile 1453). Io non credo poi che potess' essere la stessa persona quel Lodovico , che nell'anno stesso è detto Artium scolaris, sebbene pur figlio di un Antonio Consti tuti egregius artium scolaris M. Ludovicus, Jacobus et Franciscus, fra tres adulti, et filii quond. Ser Antonij de Carbonibus coram etc., quali accettano la eredità paterna. Non potrei però neppure negarlo , sebbene in questo rogito ( di Evang. Massa) manchino i titoli dati a Lodovico nel precedente.-- Collenuccio Annibale i Visse in Ferrara, fu Sacerdote e fi glio di quel Pandolfo che lungo tempo visse alla Corte di Ferrara. Egli era Cappellano dell' antichissima Chiesa Parrocchiale di San Romano, come da atto di Nascimbene Grassaleoni del 21 Ottobre 1511. 0 Condolmieri- Famiglia — In mancanza sino ad ora di do cumenti che appoggiassero l'asserto degli storici nostri che Amorotto Condolmieri, affine al Pontefice Eugenio IV , fosse figlio di Giacomo , nel pubblicarsi l'albero genealogico di questa Nobile Famiglia , in continuazione di quelle del ch. fu Pompeo Conte Litta, gli si assegnò per padre un Simone. Ora io rinvenni pubblici atti, cominciando dal 1423 in poi , coi quali è comprovato che Amorotto fu veramente fi glio di un Giacomo, come lo fu suo fratello Cristoforo, il primo nel 324 -- 325 1424 Massaro della Città di Modena, l'altro nello stesso anno Cane varo nella Terra d' Este, ambidue ai servigi dei Principi Estensi, già abitanti in Ferrara nel 1423, lo che proverebbe non essere qui venuti all' epoca del Concilio del 1438, ma lungo tempo prima, seguitando poi, dopo l'esercizio di dette cariche, ad abitare in Ferrara 24 Januarij (Sardi Paolo) Egregii et honor. viri Gabriel de Bendedeis, et Albertus de Bonacossis , generales factores et procuratores Illmi D. Nicholaj March. Estensis etc. constituerunt Nobilem virum Cristophorum quondam Jacobi de Condolmeriüs Civem Ferrarie Caniparium dicti dni Marchionis in Terra Esti districtus Padue etc. procuratorem dicti do-- mini Marchionis etc.-- 1424 e cosi nel 29 Aprile 1424 a rogito di Miliano Miliani ( cioè Emiliani ) Famosus et egregius artium et medicine doctor M. Jacobus Antonius de Montagnano filius q. Mag. Jacobi de Marcolinis olim artis Grammatice professoris etc. actorio nomine etc. ordinavit discretum virum Amorottum filium Ser quondam Jacobi de Gondolmeris , de contracta Sancti Gregorij civitatis Ferrarie , et nunc Massarium Civitatis Mutine pro Illmo D. Marchione Estense presen-- tem etc. Ed in altri atti del 1448 e del 1451 ambidue li fratelli vengono chiamati col titolo di Conte. Qui sarà opportuno che io dia l'albero genealogico del ramo ferrarese come a me risultò in appoggio ai documenti esaminati dopo la pubblicazione di quello de' ch. continuatori del Litta , ai quali non è ad ascriversi a colpa se in mancanza allora di prove nol poterono dare con la desiderata esattezza 22 segue l' albero TAV. I. ALBERO CONDOLMIERI Giacopo Ramo di Ferrara iscritto al Giornale Q del Comune di Ferrara, e in più rogiti ferraresí Angelo Gio. Francesco 1 m . Amorotto che i continuatori del Litta pongono figlio aSimone; ma che risultada pub blici atti del 1423 figlio a Giacopo, cioè 15 anni prima della venuta in Ferrara diEugenio IVfratellodel detto Simone. Cristoforo 1424 morto fra il 1448 e 1450: forse quello che milito sotto Chioggia nel 1381. E forse fu lo stipite del ramo Recanatese, da cui I' Udit. Cristoforo dottorato nel 1657 e Antonfr. suo fratello. Bartolomea ...... Marinetti Lod. (1) Antonia 1466 m Venceslai Pellegrino Jacobo Dott. di Decretali Tommaso giàmorto nel 1474 m Taddea de' Carri Antonio 1487 figlia di Filippo Filippo Tommaso Pellegrino Antonio 1477 Lorenzo Uberto Beatrice Amorotto 1477 Caterina pupilli nel 1474 nel 1474 minorenne Francesco Silvia Venceslao Daniele 1 Francesca 1474 adolescente Leandro Sindaco alla Sapienza ossia alla viaUniversită Gio. Antonio Alfonso m Elena Ferrarini Carlo Giacinto Barbara In. 1744 fm. 1737 m. 1769 Giovanni Sopraint. alle milizie di Ercole II | Nicolò f.º di Gio. di Amorotto come all' Estimo Matteo | Eugenio Carlo poeta Giuseppe m Casta Azzolini Don Gio. Agostino vivonel 1681 Franc. M.° Margherita m. 1769 m Capit. Alfonso Morelli Camilla Bellaja Anna m ...... Follegati (1) Vedi Tavola II. estinzione del ramo ferrarese . II TAV m nel 1490 m Domenico Valenti 1495 di dei figli Amorotto Continuazione 1 Bartolomeo o Bonleo Mina Savana Giuliano Giorgio 1458 Francesco 1454 m 2. Bojardi Costanza Sigismondo .di 25 min anni 1458 Dottore 1531 | Leandro 1483-1506 Lucia Gabriele Francesco Amorotto Maddalena Scipione 1525 Antonio Arciprete di S. Pieve Felice nel 1469 Modonese Alessandro lo forse stesso ! che Leandro Sisto Giorgio Amorotto Amorotto Lodovico m 1. di Nicolò Jacoba Avogari ) Giovanni 1474 Estense famigliare Orsolina Cagnoni Co. Nicolò 1458-73 m Bartolomea fu Mazzoni da .Fr. rog del 1478 come Rossi Giorgio 1494 Alberto 1494 m Francesco Giannola Avogari Paola Eugenio | Jacobo Pellegrino . Gio Borso .in Dott Medicina Piccinino 1483-1506 .1511 m 1 Argenta Lodovica 1510 testò Giovanni | Cesare )Vedi Tavolaم . Lodovico Girolamo 1486-1506 1475 1580 Marco Giovanni Bartolomea Eugenio m 4530 . 2. Girol Casanova Margarita I. Leonello figli | Alberto Condolmiero 328 Dal Sole Vedi Sole (dal). Faccini Ugolotto- Chi volesse di lui notizie biografiche, e come e quali relazioni ebbe con gli Estensi di cui era Collaterale , ricorra alle storie di Galeazzo Priorato Gualdo. Io voglio dire soltan to che mori in Ferrara , ove testò il 1 Luglio del 1479 a rogiti di Giovanni Caleffini , lasciando tre figli , che qui accettarono la sua eredità. Il suo cadavere fu trasportato a Reggio- Additio heredita tis D. Ugolotti de Faccinis- Magnif. Ugolottus Faccinus f. q. Magnif. D. Antonij Faccini de Vicentia, solitus habitare Ferrarie , in contra cta Sancti Michaelis , decessit die 19 Junij anni presentis , relictis post se Joanne Francisco, Joanne Aloysio , et Carolo , suis filiis etc. intesta tus etc.- Si fa l'inventario dei codici in membranis, cioè in perga mena, indi quello dei debiti ; e fra le spese da pagarsi dagli eredi figurano le competenze a chi diede l'Olio Santo , la cera , la cassa mortuaria, il velo pel corrotto (pro vellis corrupti), le esequie fattegli nella Città di Reggio , e finalmente Item pro caraterio , pro mer cede sua conducendi cum quadriga corpus dicti Ugolotti Regium etc. Ebbe anche una figlia, di nome Lucrezia , che alla morte del padre era vedova di Lodovico fu Antonio Forni da Modena. Fucci Maddalò-- Il nostro Frizzi , parlando dei nemici di Torquato Tasso, pone fra essi un Maddalò Fucci, sul quale già gli e rano state richieste informazioni dall'Ab. Serassi biografo dell'infelice poeta. È manifesto che il Magdalaus de Freccis non è che un errore di stampa , o malamente rilevato dall' originale : ma il Magdalaus de Fucis f. g. Bonporti notajo già nel 1536 , di che fa cenno lo stesso Frizzi , dev'essere appunto quello che fu avverso a Torquato (1) : egli vivea pur anche nel 1569 , e mortogli il padre Boniporto nel 1530 , gli era stato sostituito nella carica di notajo della contra da o sesto di San Romano , carica esercitata dal genitore per oltre a 25 anni; ed essendosi assentato per ragioni dipendenti dalle cause da lui difese come legale, ottenne di porre in sua vece il proprio fratello Alessandro. Nel 1569 Alfonso figlio di detto Maddalò era mer cator sérici , vale a dire di seterie. E Maddalo moriva nel 1590, е (1) Pare che questa famiglia fosse qui trapiantata dal Dottore Maddalò de Fuccis di Cittàdi Castello, che nel 1461 era Vicario ed Assessore del Podestà di Ferrara ; e che forse è tutt' uno col Giovanni Magalotti da Castello Podestà nel 1455 e 1456, dacchè negli antichi atti si trova il Podestà di que' due anni scritto in ambedue i modi. 329-- veniva sepolto il 28 Ottobre alle suore di Nostra Donna, come dicono i libri della Compagnia della Morte, senza poi spiegare di quale titolo o invocazione. Giasone Gaspare- Poeta lodato da Lilio Gregorio Giraldi , e del quale si hanno alcuni versi in una raccolta manoscritta di Da niello Fini. Ma il suo vero cognome fu degli Amati, e la sua patria fu Adria. Eccone la prova, dalla quale pur si vede com' egli fu Astro nomo e Matematico Excellens et magnificus Astronomus et Mathe maticus dominus Gaspar quondam domini Joannis Jasonis de Amatis de Adria, et civis Ferrariæ de contracta Sancti Clementis etc.- vende a M. Angelo fu Giovanni Scutella da Bergamo di Adria una valle dossiva, e con quore ( atto di Girolamo Bonsignori del 30 Maggio 1551 ), Omobono Medico Verso la fine del secolo XIV, trovavasi ai servigi della Corte di Savoja un Omobono da Ferrara Medico Fisico, il quale nel 1374 ottenne l'assegno di annui fiorini ducento d'oro , da prendersi sull' incasso delle tasse pagabili dai Lombardi abitanti negli Stati Savojardi , come da patente data in Ciambery in detto anno. E nel 1377 lo stesso medico fu pagato di altri fiorini 425 dovutigli per arretrati , e presi dalle tasse che pure i Lombardi te nentes casanas ( cioè gli orefici girovaghi- Vedi Duchange) nel Rossi glione ed altri paesi di quello Stato doveano pagare al Tesoro. E qui riporterò il primo dei due documenti estratti dagli Archivi Generali del Regno dall' ottimo mio amico giá citato Cap. Cav. Angelucci, che me ne diede copia di propria mano. A me non venne fatto di rinvenire alcuna memoria dell' Omobono , abbenchè poi nel susseguente seco lo XV si trovi di frequente negli atti ferraresi qualche menzione d' individui de boniominis, o de bonomine, che parmi possa equivalere ad Omobono Pensio magistri hominiboni phisici, Librauit magistro hominibono de ferraria physico. Cui dominus, dunı in seruitio domini et domine insistat et uacabit , ducentos florenos auri annis singulis abinde in antea constituit donauit concessit et ordinauit de pensione et prouisione soluendi anno quolibet , uidelicet centum florenos in festo beati michaelis et reliquos centum in festo pasche , ut per copiam lictere dominj de constitutione et donacione predictis. Cuius tenor sequitur et est talis. Nos Amadeus (1) comes sabaudie notum facimus uniuersis. Quod nos de fide legalitate scientia et industria dilecti Physici nostri magistri homoboni de ferraria plurimum confidentes , ut ad nostra seruitia nostreque consortis carissime comitisse , et filij Nostri Carissimi amedei (2) de Sabaudia cete rorum que nobis carorum et subditorum feruencius annuetur et cordialius labore , dicto homobono physico nostro constituimus damus concedimus et ordinamus de pensione et provisione per singulos annos abinde in antea dum in nostro et nostrorum ut supra servitio insistet et uacabit incohatos die prima mensis Januarij nuper lapsi, videlicet ducentos florenos auri boni pon deris (3) sibi solvendos anno quolibet, Centum scilicet in festo beati michaelis proximo : at Reliquos centum in festo pasche sequenti per nostrum thesau rarium generalem qui nunc est et pro tempore fuerit, de et super censiuis nobis per lombardos in terris nostris citra montes habitantes singulis annis debitis, ut terminis predictis de dicta quantitate solucionem integram absque deffectu quolibet consequatur. Mandantes tenore presencium dilecto fideli petro thesaurario Nostro generali quatenus dictam quantitatem ducentorum florenorum dicto physico nostro uel eius certe nuncio terminis predictis sol uat etc................ Datum chamberiaci die vicesima quarta mensis maij anno domini mccclxxquarto ( Computus Andree Bellatruche, thes. gen. Sabaudie ab an. 1377 ad an. 1382.- Primus. Archivio gen. del Regno , Sez. Cam. Val. di N. 34. fol. lxxvi e lxxxvij ) . Pigna Gio. Battista Giannandrea Barotti , contro il pa rere di alcuni che vorrebbero il Pigna nato a Fanano nel Ducato Modonese, ce lo rivendica ferrarese dacchè, quando nacque nel 1529, suo padre, ch' era da Cortona, già erasi qui domiciliato, e vi teneva aperta una Farmacia. Ora mi risulta da alcuni documenti la conferma non solo del cognome e della patria di Nicolò, ch' era figlio di altro Gio. Battista , ma ben ancora che sino dal 1513 egli qui stava col proprio esercizio , e vi comprava una bottega per la detta arte. Tro vo poi che nel 1506 vi era già in Ferrara un Matteo Nicolucci da Cortona , cittadino ferrarese , e dello stesso esercizio , e nella stessa parrocchia o sesto di San Romano , dove fu sempre di poi quella di Nicolò e suoi successori , cioè nella via di Porta Reno detta di San (1) Amadeo VI il Conte Verde. (2) Amadeo VII suo successore detto il Conte Rosso. (3) Secondo il Cibrario (Econom. Polit. tom. II, pag. 180) il fiorino d'oro di buon peso valeva in quel tempo 12 grossi ed un obolo, equivalenti ora in metallo a L. 11, 24, e di valore vero in formento L. 19. 56. 88. 330 -- 331 Paolo- Egregius vir Magister Matheus de Nicoluciis de Cortona civis et aromatarius Ferrariæ de contracta Sanctæ Agnetis etc. in apotecha infr. Mathei posita in contracta sexti Sancti Romani etc. ( Codegori Bar tolomeo, 12 Settembre 1506). — L'atto del 1513 è di Federico Ja cobelli del 1 Febbrajo, che contiene una vendita fatta da Tommaso d' Arezzo Procuratore del Rev. Donato de' Marinelli da Arezzo agli speziali M. Tomaso de' Visconti da Lucca del fu Lazaro, e M. Nicolò de' Nicolucci da Cortona figlio del fu Gio, Battista, ambi Aromatarii ( cioè speziali ), abitanti in Ferrara, di una bottega, con alcune ca mere unite, posta nel sesto di San Romano nella via di San Paolo, dove già esercitavano, e che era detta della Pigna, da cui il successivo cognome dei Nicolucci e del nostro storico e segret. Ducale Gio. Bat tista. E che aromatario equivalga a speziale, ce lo prova un rogito di Giovanni De Bonis Nursis del 18 Agosto 1519 Præstans vir Magi ster Nicolaus de Nicolutiis de Cortona Aromatarius, seu speciarius, filius quondam Jo. Baptiste, habitator Ferr. de contracta Sancti Pauli etc. Rena Antonio Fu professore nella Università di Ferrara , come lo fu pure un Domenico de Torres, il primo nel 1545, e l'altro nel 1544. Non essendo essi accennati dal Borsetti nella sua Historia-- Almi Ferr. Gymnasi ho io voluto qui farne menzione. Da due rogiti di Bonaventura Negrini se ne ha l'assicurazione, avendovi essi servito in qualità di testimonii. In quello del 1544 vi si dice- præsentibus testibus domino Dominico filio Domini Didaci de Torres legum profes sore de præsenti in gymnasio ferrariensi,- e nell' altro del 1545 sta scritto- præsentibus testibus Dno Antonio Rena nobili Mediolanensi, legum professore in gymnasio ferrariensi, et Petro Sancto ejus filio etc. Sardi Alessandro Letterato ferrarese , figlio dello storico Gaspare, fece testamento ad atti di Giovanni Alberto Della Pigna nel di 24 Marzo dell' anno 1588, ed avendo disposto a favore del Duca e di varie persone della sua Libreria, e de' proprii suoi manoscritti , qui se ne porge in copia l'estratto da me rilevato dall' originale e sistente presso il ch. Mons. Can. Giuseppe Antonelli Ommissis lascio al Ser. S. Duca tutti i miei libri manoscritti di autori antichi, le scritture di mio padre et mie appartenenti alla Historia della Ser. Casa Estense, et del dominio: le piante et dissegni del già m. Gig. Alfonso Corno{ -- 332 et ogni altra qualità di scritture , et di libri , che in effetto l'Altezza sua volesse dei miei , si ben di loro fusse disposto altramente. Ai padri Cap puccini di Ferrara, o del borgo di S. Luca, a loro disposiz. dò in prestito perpetuo irrevocabile tutti i volumi delle Bibbie, che io ho, con le opere dei Theologi antichi, mezani e scolastici, et tutti i sermonarj,homiliarij et altri miei libri di sacra scrittura. Lascio al S. Ant. Montecatino consigliere i due volumi delle opere di Cicerone in folio coperto di sommacho. Al S. Hip polyto Bonacossa Dottore le pandete fiorentine in due volumi et il Codice Theodosiano. Al S. Claudio Bertacciuolo Dottore le altre opere di Cicerone ; l'Indice di Virgilio dello Erithreo, il calepino et il lexicon greco tutti apostilati da me; et i libri legali, che egli volesse del mio studio.Al S. Gio. France sco Seraglio medico le opere d' Hippocrateet di Oribasio, Plinio de re me dicinali, la historia naturale di Plinio appostilata da me, il Commento sopra lui di Stephano Aqueo,et le lettioni manuscritte del Maggio, del Guarino, et di altri miei precettori, legate alla romana in tre volumi in quarto. Al S. Julio Mosto il libro delle antichità del Mondo in majuscole in folio, Fulvio Orsino delle medaglie, le estratte fatte da me di ammendue essi libri, i tre volumi dei viaggi stampati in folio dal Giunta, la descrittione dei Paesi Bassi fatta da Lodovico Guicciardini, i due Furiosi stampati in Ferrara del 1516, e del 1532, ogni altro libro vulgare , che egli volesse del mio studio ; i tre libri manuscritti in quarto intitulati Eccleta commentaria et tutte le opere tra dotte et composte da me: acciocchè di essi libri manuscritti et de esse o pere egli faccia quello ch'egli sarà in piacere .... ...... AM. Gio. Alberto et a M. Sigismondo della Pigna fratelli, et ai discendenti da loro, lascio tutte le scritture notaresche esistenti appresso di me ecc. Ommissis Sole (dal) Francesco , ed altri Francesco fu oratore, grammatico e poeta, e stando al Borsetti comparirebbe ancora quale eccellentissimo Aritmetico, Cosmografo, Astronomo, e Matematico. Infatti scrisse e diede in luce colle stampe Istruzioni e regole sopra il fon damento delle alme scienze d' Abaco , e di Aritmetica , di Geometria , Cosmografia e Matematica ecc. Un suo discendente, Alessandro Dal Sole, fu quegli del quale si ha la tanto celebrata un tempo piccola Gram matica , detta appunto Del Sole dal suo autore. Francesco fu di ori gine francese, ma qui abitante e fattovi cittadino, e qui avente fami glia. La prima memoria di lui la rinvenni nel 1539 in un rogito di Nicolò Lavezzoli Præstans vir Magister Franciscus filius quondam Ludovici, francigena, præceptor librorum, et civis ferr. de contracta S. 333-- Romani etc. monio-- poi nel 1553, atto di Lodovico Canani, a cui fu testi testibus Magistro Francisco a Sole gallo Magistro Abachi, cive ferrariense etc. Indi nel suo testamento dal quale ne abbiamo anche la patria e la prole ( Bellincini Alfonso not. )- Ferr. 6 sept. 1558-Mag. Franciscus q. Ludovici a Sole, civis Ferrariensis, de Ca stro Teodorici Francicæ etc.- Egli si lascia sepolto in Sant'Anna (ora non più esistente), e fatto un legato a Domenica sua moglie con re stituzione della dote in L. 1150 marchesane, nonchè un' assegnazione alle figliuole Anna ed Elisabetta , fa eredi i figli Antonio , Giovanni , Francesco, e Vincenzo. Nel 1570 essendo morto Giovanni , il fratello Francesco , già Carmelitano in San Paolo col nome di Virginio , ri nuncia la sua parte di eredità al fratello Antonio ed a Maria di lui moglie , e loro figlio Luigi ; e tutto ciò risulta da rogito di Girolamo Bonsignore del 28 Giugno. Virginio fu buon teologo , ed anche let terato ; Antonio mori nel 1583 , e fu sepolto nel 23 Ottobre in San Domenico. Ignoro se appartengano a questessa Famiglia un Dal Sole Francesco notajo dal 1530 al 1569, ed un Camillo pure notajo dal 1573 al 1574. In quanto ad Alessandro , non v'ha altra notizia a mia conoscenza se non che nel 1683 stampava in Ferrara la sua Grammatica per la decima volta, com' egli stesso lo dice Ai lettori. Vivea pure nel 1574 un Pietro Dal Sole, che nel 23 Marzo a ro gito di Ettori Rinaldo fece testamento. Fu figlio di Guglielmo, e lasciò due figli Alfonso e Fabrizio , e due figlie Margarita e Diana. Forse allora non mori, ma testo per pericolo di cecità: è detto gallus ( per cui lo ritengo della stessa famiglia degli altri ) et pectenarius , oculo rum lumine nondum orbatus, sed ad cæcitatem properans. Non saprei dire se vi appartenesse quel Tommaso di Giovanni di Antonio di Tom maso, che fu dell'Arte de' Merciaj, come dall' elenco posto presso gli statuti de' medesimi , che si conservano nella Biblioteca ; codice del finire del secolo XVI. Torres (de) Domenico Vedi Rena Antonio. -- 334 AGGIUNTE E CORREZIONI ∞ Pag. X Prefazione. Fra gli uomini degni di onorevole ricordanza quali raccoglitori e illustratori di memorie artistiche va pure numerato il ch. Conte Carlo D'Arco, già noto per lavori pubblicati di grande utilità ed erudizione. Pag. 11, lin. 2. Ercole Bonacossi- leggasi Ettore Bonacossi, All' Albero poi di questa famiglia (pag. 15) aggiungasi Anna che fu figlia di questo Ettore seniore , e moglie di Aliprando fu Gregorio Gasparino carto laro ( atti di Fr. Imolesi 28 Gennajo 1482 ). Pag. 13, e seg. Bonacorsi-Romani , o Finalti pittori- Sul timore di non essermi abbastanza chiaramente spiegato intorno al ritenersi i Bonacorsi pit tori non solo diversi dai Bonacossi , com'è già comprovato , ma di una stessa famiglia coi Romani, e del vero cognome Finalti , mi è d' uopo di aggiungere alcune parole. Pietro Romano pittore fu figlio indubitatamente di Malatesta da Roma pittore, per cui devesi ritenere che il Romano applicato a Pietro sia la patria sua originaria, o quella del padre ; ma è altresi indubitato pei documenti già esposti che Ve nante pittore fu fratello di Pietro Romano, e figlio pur esso di Ma latesta. E siccome da altri documenti già citati Venante è detto col cognome de' Finaltis, cosi anche Malatesta e Pietro Romano debbonsi conoscere pel cognome de' Finaltis, sebbene dalla patria paterna si dicessero anche Romani. E tutto ciò, risultando da atti autentici, non può incontrare opposizioni. In quanto al cognome di Bonacorsi, fu applicato alla stessa fami glia nelle persone dei pittori Romano e suo figlio Angelo Maria; ma ritengo fosse loro dato soltanto , perchè Romano fu figlio di un Bo nacorso. E dissi applicato alla stessa famiglia, perchè sebbene io non 335-- trovassi il collegamento de' due brani dell' albero genealogico , com provai però con atto autentico che Francesco callegaro , fratello di Romano pittore e figlio di Bonacorso , chiamossi pure Franciscus de Bonacursio de Romano , e quindi col proprio cognome e con quello col quale chimavansi Malatesta, Pietro e Venante. Trovatosi poi, come dissi , il vero cognome essere Finalti, parmi questo applicabile agli uni ed agli altri. Gio. Francesco del fu Malatesta ebbe anche un fratello di nome Gio. Battista, insieme al quale e coll'altro fratello Pietro Romano fece lite col Principe Pino degli Ordelaffi di Forli per certe bardature da ca valli non somministrate a tempo debito, e non della pattuita qualità ( Imolesi Francesco 31 Decembre 1480). Il detto Gio, Francesco sposó nel 1481 Francesca figlia di M. Marc' Antonio di Montegandolfo ter ritorio riminese , ricevendo cento Lire in dote ( sudd. 11 Aprile). E Romano di Bonacorso nel 29 Novembre 1490 (Imolesi sudd. ) collocó il proprio figlio Bernardino presso l'orefice Girolamo Beltrami ad im parar l'arte. Sono poi da aggiungersi all' albero de' Bonacorsi i seguenti indi vidui , cioè Antonia moglie di Venante pittore, ed il loro figlio Mala testa, che chiameremo juniore, non che i figli di questo Malatesta, i quali furono Marcantonio, Pietro Romano , Tacto , Gianfrancesco , Ve nante, Costanza , Antonia, Lodovica, e Bonacorsa; nome che sempre più mi conferma nel collegamento di questo brano con quello di Bo nacorso callegaro (atto di Jacobo Della Mella del 4 Ottobre 1472). Pag. 57. Alla quarta linea di questa pagina 57 leggasi Ludovica invece di Lucrezia. Vedemmo poi che moglie a Camillo Filippi pittore fu Lodo vica del q. Francesco Mozanega già cuoco del Cardinale Estense. Ora, trovando del 1501 ( 25 Maggio, atto di Giacomo Zipponari) un M." An tonius a Vasallis de Mozanega cuoco ducale che fa testamento , mi sorge il dubbio che potess'essere il padre del cuoco Francesco, e che perciò Mozanega fosse la patria e Vassalli il cognome, non ostandovi neppure l'epoca, dacchè la figlia di Francesco si marito con Camillo Filippi nel 1530. Pag. 71. Ai pittori di nome Lazzaro nominati alla suddetta pagina è pure da aggiungersi l' allora vivente Grimaldi. -- 336 Pag. 76. Vedemmo ivi un Lodovico di Bartolomeo de' Nozi da Brescia con trattare nel 1531 l' intaglio in legno delle portelle nanti l'altar mag giore della nostra Cattedrale. Ora potrebbesi aggiungere come deb basi riconoscere in lui quel Lodovico di Bartolomeo da Brescia detto Tich-tach , che da giovine studio pittura nella scuola o bottega del Francia, e non riescendo abbastanza diedesi all' arte della tarsia. Egli è ricordato dal Malvasia; ed è noto che nel 1507 fu citato a com parire nanti il Podestà di Bologna per avere preso le armi a favore dei Bentivoglio , per cui fu bandito , sebbene poi assolto nel 1510. Tich-tach è un termine tecnico appartenente alla Milizia ( Vedi Voca bolista bolognese di Gio. Antonio Bumaldi, cioè Montalbani ; Bologna, Monti, 1660, pag. 242). Pag. 77. Anche in Bologna il Palazzo Bentivoglio e il casamento di contro vennero adornati di pitture , fra le quali Carlo Magno circondato da suoi Paladini, e sembra che ciò avvenisse fra il 1478 ed il 1483, con correndo al lavoro pittori bolognesi, modonesi, e ferraresi. E trattan dosi della pittura eseguita sulla facciata di San Crespino in Ferrara nel 1544, dissi che forse non fu se non una ripetizione di quanto avesse fatto raffigurarvi Ercole I nel 1473 quando abbelliva in molti luoghi la Città, ove attendevasi sua moglie Eleonora d'Aragona sposata nel 1472 : cosi il nostro dipinto avrebbe preceduto quello di Bologna. Pag. 96. All' albero genealogico del pittore Nicolò Roselli si aggiungano A gnese e Giovanna sue sorelle , e Giacomo, Francesco, Biagia, Laura e Chelavidia , tutti suoi figli ; ( Rog. di Rinaldo Ettori del 28 Febbrajo 1589 ). In quest'epoca Francesco era maggiore di anni 23, minore di 25; Jacobo aveva anni 25; e Laura era maggiore di 20 , minore di 25. Aggiungasi pure un Ercole figliodi Girolamo, cioè nipote del pittore Nicolò, abitante in Bologna. Pag. 112. S' aggiunga ai pittori un Amorotto Boninsegna , il quale con atto di Francesco Imolesi del 29 Maggio 1486 fu collocato ad apprender -- 337 l'arte per un quinquennio presso Sigismondo Fiorini Nobilis vir Lucas Maria de Boninsegna filius q. Jacobi, civis Ferrarie etc. concessit Amorotum ejus filium etc. Pag. ivi. Bosio M. Andrea pittore al servizio del Card. Luigi d'Este in Roma, come si ha dalla nota dei debiti lasciati da questo, unita al testamento ch' ei fece nel 25 Febbrajo 1585 in Roma, di cui si ha copia negli atti di Ettori Rinaldo nel nostro Arch. Notarile: ed al pari del Bosio vi hanno partite di credito gli altri pittori pure allo stipendio Estense Compagni M. Battista , e da Valle M. Ippolito , il quale dipinse una trabacca : pittura importante scudi ottocento. Pag. 121. Il pittore Antonio Maria Finotti figlio di Ventura, e di Giovanna e suo fratello Gianpaolo nel 1572 fanno la pace a Floriano Lolli uc ........ cisore del loro fratello Giambattista. V' intervennero anche Giovanna loro madre , ed Elisabetta loro sorella ( atti di Bonifazio Vincenzi del 7 Giugno). Pag. 126. Griffi Albertino pittore lasciò eredi i due suoi figli Bonaventura e Maria, e pare che mancasse del 1540, dacchè nel 3 Luglio a rogiti di Maurelio Jacobelli si fa la tutela ai detti suoi eredi. Pag. 127. Lodovico Maccanti pittore che fu figlio di Jacobo testo a rogiti di Bonifacio Vincenzi nel di 4 Gennajo 1575, e lasciò le doti a Marga rita sua moglie, e la eredità alle figlie Laura ed Isabella ; ed in caso di loro mancanza a Battista, Michele,ed Antonio , Maddalena e Co stanza tutti fratelli e sorelle di esso testatore, non che agli eredi della fu Laura altra di lui sorella. Però non mori si presto , perchè nel 1576 fu testimonio ad un atto del soprad. notajo. Pag. 132. Aggiungasi ai pittori un Giulio Cesare de Passatori del fu M. Fran cesco, come da atto di Borso Costabili del 10 Maggio 1582. 338 Pag. 135. Francesco Valides pittore, che nominai parlando di Marco Preudi, era figlio di Maestro Andrea. Un Andrea Valides era pittore , e la sciava nel 1571 la figlia Giulia maggiore di anni 20, minore di 21 , la quale rifiutò la eredità del fratello. Non può essere questo Andrea se non un figlio di Francesco col nome dell' avo, tanto per ragione cronologica , quanto perchè era nipote di un Nicola Leoni , mentre Francesco era appunto marito di una Leoni. Pag. 137. Nominai Bettino da Rimini e suo figlio Ambrogio pittori. Di loro parla con qualche dettaglio il ch. Cav. Tonini negli Atti di Storia patria per l' Emilia ( anno II , pag. 159). Un magnifico quadro di Bettino è nella Chiesa del Monastero di San Giuliano in detta Città , lodato anche dal Lanzi, portante scritta l'epoca del 1409. Dagli atti di Benedetto Ciacconi ( 12 Novembre 1398 ) si rileva che fu olim de Faventia, nunc Arimini hab.; era figlio di Francesco, e ricevea la dote di sua moglie Agata fu M. Benedetto De Scholis riminese, mediante terreno del valore di L. 160. Suoi figli furono Ambrogio, Bittino , e Taddea ; del qualeAmbrogio parla pure un atto di Fr. Paponi- pro vido viro Ambroxio pictore filio q. mag. Bictini de Arimino. rimasta vedova, sposó in seconde nozze un Gio. di Benedetto vedovo pur esso. Lo stesso Ambrogio ebbe a figli Camillo, Orazio e Lattanzio, Agata, il quale ultimo fu condiscepolo di Tiziano alla scuola di Giambellino, e poi Consigliere del Comune riminese nel 1509, vivente ancora nel 1524, lasciando sue pitture in Venezia e in Perugia (Tonini succit.). S' ignora per altro anche in Rimini il cognome di questa famiglia , non essendo apparso neppure in altri atti che il lodato Cav. Tonini ebbe a trovare posteriormente a quelli pubblicati , e che con molta cortesia mi ha comunicato. Si scorge da questi come Ambrogio pren desse a moglie nel 1444 quella Parisina del fu M. Francesco da Fer rara , che ho nominato io pure alla detta pagina 137 relativamente all'anno 1459 , per cui sembrerebbe doversi ascrivere a questo ma trimonio la venuta di Ambrogio in Ferrara , se non vi si opponesse il risultato di altro atto , dal quale si vede ch' egli acquistò in Ri mini una bottega nel 1448, in qua exercet artem pictoriæ, sub domi -- 339 bus M. Santolini aurificis etc. Un altro rogito ci mostra in Lodovica Cinarini riminese la moglie di Lattanzio del fu Ambrogio nel 1522 ; un altro ci dice che Lattanzio , Camillo e Orazio nel 1479 erano maggiori degli anni 25 ; e finalmente un altro del 1437 ci assicura come Bettino figlio del pittore Bettino fosse frate Agostiniano, al quale poi venne affidata nel 10 Giugno 1453 dal Vescovo locale la dire zione dell' Ospedale di S. M. del Montirone. Ambrogio poi avea con tratta conoscenza con Gerardo pittore del fu Andrea da Vicenza pit tore, per cui lo nominò procuratore di sua moglie ad esigere, pren dere possesso ecc. in Rimini , mediante l'atto che accennai alla so praindicata pagina. Pag. 137. Da aggiungersi ai pittori anche M. Bartolomeo Ruini, come da alto di Rinaldo Ettori del di 8 Febbrajo 1577. Pag. 144. Albero di Benvenuto Tisi da Garofalo.- Marito ad Antonia figlia di questo pittore fu Alfonso Pardi che ne rimase anche erede, come dal testamento di detta Antonia del 3 Ottobre 1596 ad atti di Borso Costabili. Benvenuto nella figlia rinnovò il nome della propria madre. Pag. 158. Da aggiungersi fra i ricamatori un Poli Alessio abitante nella via de' Cappuccini, come da atto di Rinaldo Ettori del 28 Decembre 1587. Pag. 198, lin. ult. detto alias Lambardi- leggasi Lombardi. Pag. 229. L' Articolo di Lazaro (de) Giacomo da Vinegia finisce con queste parole Castorio ebbe un figlio di nome Gio. Andrea = le quali pa role sono fuori di posto, e doveano susseguire immediatamente il do cumento relativo ai Giraldoni, alla cui famiglia Castorio appartiene. Pag. 237. Intorno ad Innocenza Annichini sorella di Francesco, che il Masini dice figlia di Andrea, annoto come del 1473 vivea appunto un An -- 340 drea Annichini figlio del fu Annichino Annichini. Soltanto sarebbe a ri marcarsi che ove la suddetta fosse figlia di questo , o non sarebbe stata sorella di Francesco , o Francesco non sarebbe stato figlio di Lorenzo, come vorrebbe il Baruffaldi in contraddizione al Masini suc citato. In quanto a me, dissi di convenire con quest' ultimo che In nocenza fosse figlia di un Andrea , dacchè fuvvi questo pure e della stessa arte di scultore di gemme: ma ora debbo rettificare la cosa os servando ch'errai nel dirne più conciliabile l'epoca, dacchè l'Andrea artista fu posteriore a Francesco ; per cui vista ora la esistenza di altro più antico Andrea, parmi doversi la detta Innocenza ritenere figlia del medesimo che forse, anzichè Lorenzo, fu padre di Francesco. Pag. 253. Agli intagliatori si aggiunga Bernardino fu Stefano Oroboni, scul ptor lignaminum, come da atto di Giacobo Dalla Mella nel 19 Novem bre 1473. Non saprei indurmi a credere che si potesse confondere con altro Bernardino fu Stefano intagliatore di legname, che fece te stamento nel 10 Decembre delle stesso anno agli stessi rogiti, perchè quest' ultimo si vede accennato col cognome Donnabona. Pag. 255. Articolo Di Biagio Rossetti, e di altri architetti. Di San Francesco e di Santa Maria in Vado parlai nella pri ma parte alle pag. 27 e 30 , e della prima ne scrissi e diedi alle stampe una dettagliata monografia nel 1860, ristampata nel corrente 1868. Ed in questo libro dissi che il Rossetti fu l'architetto del Tempio di S. Francesco per intiero, e dell' altro di S. Maria in Vado per la parte principale, stantechè si credette sinora che Bartolomeo Tristano lo fosse stato per la nave traversale. Per la storia del primo potei ricavarla in gran parte da documenti, donde si conobbe essere opera del Rossetti, anzichè del Benvenuti, cui era stata sino allora attribuita: ma per S. Maria in Vado , io dovetti appoggiarmi alle Guide nostre , dicendolo con esse cominciato nel 1475, e terminato nel 1519; e ciò ridissi a pag. 255 della parte presente. Se non che ora soltanto, vale a dire dopo stampato l'Articolo sul Rossetti, rinvenni alcuni documenti dai quali vengo fatto certo che vi si diede principio soltanto nel 1495 341 ( come rettificando sè stesso disse anche lo storico Frizzi all' appoggio della Cronaca Zerbinati , pag. 177, To. IV, seconda ediz. ) ; che ne diede il disegno il celebre nostro pittore Ercole Grandi; che ne furono architetti ed assuntori Biagio Rossetti nella qualità d' Ingegnere Di rettore , e Bartolomeo Tristano quale capo-mastro ; e che Antonio di M. Gregorio ( Campi) ne fu lavoratore dei marmi, come si ha da un rogito di Nicolò Zerbinati del 10 Ottobre 1495, col quale i frati di S. Maria in Vado, annullando il primo contratto in causa di avvenuti contrasti , fanno una scrittura per le opere di marmo bianco e rosso , che farà M. Anton de M. Gregoro , da eseguirsi dignamente al antiga segondo il disegno dara M. Hercule di Grandi depintore ecc. Qui poi riporto la convenzione fatta coi Rossetti e Tristano sempre in base ai desegni de M. Hercule depinctore ; convenzione che trovai in minuta sincrona negli atti di S. Maria in Vado giacenti nell'Archivio de' Re sidui alla Capsula XV, Mazzo C 1.° N. 11. Dalla medesima ora veniamo a scorgere di qual tempio trattava il frammento di scrittura parlante della navata di mezzo, e di pilastrelli da farsi col disegno di un M. Ercole pittore (parte preced. a pag. 589). Se non che da essa cono sciamo pure come il Grandi dovess' essere architetto, quando ancora, come fu forse, non avesse somministrato che il disegno; ma veniamo parimenti a togliere al Rossetti il concetto di uno di que' sontuosis simi Templi che gli erano stati attribuiti. Non pertanto anche il solo sviluppo di quel concetto o disegno non sarà per lui di poco merito; come gli rimarrà sempre il merito grandissimo di tante altre opere , fra le quali primeggiano i Palazzi dei Diamanti e Scroffa-Calcagnini, ed il Tempio di S. Francesco. (1495) Conventione pacti et compositione facta firmati stabelliti et conclusi tra li frati de M. Sancta Maria del Vado cioè el veu. frate e da una parte, et m. biasio Rosseto olim Muradore et al presente Inzigniero de lo Illmo N. S. da Jaltra parte per la fabrica de la sua Giesia de M." Sancta Maria del Vado, per la quale fabrica le dicte parte se sono convenute dacordo insieme per lo muodo infrascripto, como appresso videlicet Prima el dicto M. Biasio obligando si et soi bieni promete a dicti frati de far on sia far fare dicta Giesia et fabrica a tute sue spese de priede cocte, calcine , tagliamenti, et altre cosse infrascripte et ut infra facendola et seu 23 -- 342 dovendola far fare diligentemente et bene pulita bella et de ogni laude degna ad arbitrio de cadauno homo da bene , et secundo li desegni de M. Hercule di Grandi depinctore visti più volte per lo dicto M. Biasio , et per lo infr. M. Bartholomeo de Tristano muratore , e per loro insieme et cadauno da per si examinati et molto bene intesi : li quali desegni sono al presente a presso el ven. padre frate Jacomo de Signorelli da Ferrara Vicario et Sin dico del Monastiero de li dicti frati in Ferrara, cum pacto expresso chel dicto M. Bartholomeo de Tristano lavori sempre personalmente a dicta giesia quando se ge lavorara, et maxime in mettere in opera li tagliamenti et tute le cosse sutile ch' andarano a dicta fabrica, et etiam in tute quelle cosse ch' impor tano si in le cosse substantiale como in li adornamenti per quanto al per tiene el mestiero suo. Et che per cadauno migliaro de le priede cocte nuove ch' andarano in dicta fabrica messe in opera a tute sue spese de palificare, murare, armare, tagliamenti et maxime in la fazata denanti , la quale ha da essere tuta de priede cocte tagliate cum piedi de stallo , bassamenti , colunne , architravi , cornise, et altre belle cosse secundo el desegno de epsa fazata denanti, facto per lo dicto M. Hercule depinctore, lire cinque e soldi cinque de marchesane et cussi dicti frati etc. Ommissis Et etiam perchè dicto M. Biasio dice che lui non intese quando se fece dicto accordo a la presentia del prefato N. S. che dentro da la Giesia li andassero tanti tagliamenti de prieda cocta , et maxime in le fazate de la nave de mezo , quanti lui ha visto dopo per uno desegno de una sponda de dicta nave de mezo , facto per lo dicto M. Hercule , in lo quale sono li soi cingimenti de cornise, et cussi anche in le meze colunne de prieda cocta che vanno in tuta la dicta Giesia, et in li quadri che vano a li cantuni, et etiam le capellette che sporzeno alquanto fuora al tondo in mezo cum li suoi cingimenti de cornixe, secundo un altro desegno de dicto M. Hercule facto de dicte capellete, per le quale cosse non dicte, cioè tuta la fazata verso Schi vanoglia etc. Ommissis. Pag. 277. linea 12. Dove fu alloggiato Giovanni Bentivoglio- leggasi Annibale di Giovanni. FINE -- 343 Indice delle Materie Dedica Prefazione Famiglia dei pittori Turola, o Belli Famiglia dei pittori Costa da Vicenza . Famiglie dei pittori Bonacossi, e dei Bonacorsi-Romani o Finalli . Famiglia dei pittori Fiorini Famiglia dei pittori Benzoni detti Geminiani Titolivio pittore, e compagni . Brasoni Domenico detto il Rosso, e Bartolomeo suo figlio, pittori. Famiglia dei Marsigli o Fini pittori Pace cogli uccisori di Rinaldo pittore Pace fatta fra diversi pittori . . Domenico Panetti pittore Famiglia Benvenuti, e ' Ortolano pittore Casa e testamento di Lodovico Mazzolini pittore Famiglia dei pittori Filippi, e Sebastiano Gradella pittore Famiglia dei pittori Sellari o da Carpi Matrimonio di Battista Dossi pittore Arrigoni Camillo pittore preparatore di tele da quadri Dipintura e cattedra nel Coro della Cattedrale . Facciata di San Crispino Pitture nella Chiesa e nel Convento di S. Benedetto, e stalli del coro Quadri degli altari nella Chiesa della Certosa Altare e quadri nella Cappella di S. Domenico nel Tempio titolare Di alcuni pittori, e ricamatori, e di alcuni artisti di varie specie. Pittori Appendice. Ricamatori pag. v IX » » D 1 5 » 11 16 23 26 D D " » « « « α D » . D 30 34 41 42 46 48 52 55 59 65 67 69 77 79 91 99 107 108 155 456 -- Artisti di varie specie Coramari d' oro Fabbricatori di carte da giuoco Incisori 344 Coniatori di stampi da monete. Coniatori di medaglie, ed orefici Vetrai, e finestrai Stuccatori, e scagliolisti Arazzi del Duomo Di alcuni miniatori . Monumenti di Guarino Veronese, e di Gio. Romei. Monumento della Gruamonti in Sant' Andrea Famiglia dei Lombardi scultori, e Girolamo Usanza scultore Allievi di Girolamo Lombardi Monumento di Giovanni Sadoleto in Modena . Sculture in San Francesco Monumento di Lodovico Ariosto Di alcuni scultori e tagliapietre Degli Annichini intagliatori in gemme . Di alcuni intagliatori in legno Di Biagio Rossetti, e di altri Architetti Palazzi Castelli, e Roberti. Di alcuni fabbricatori di organi. Pietrobono citarista Andrea Belforte stampatore, ed altri Aldo Manuzio seniore stampatore Appunti sugli Estensi, ed altri personaggi. Aggiunte, e correzioni » pa g. 158 ivi 159 ivi D D D D D » α » » D » » » D α » D D » 161 ivi 162 163 164 174 182 185 189 204 205 208 215 220 236 240 255 279 287 290 295 304 314 334 345 INDICE ALFABETICO DEGLI ARTISTI Abaisi o Baisi- varij Abati Pier Antonio Abraam « Agusolli Vincenzo Alemagna (di) Antonio (di) Corrado (di) Giorgio (di) Giorgio (di) Giovanni (di) Giovanni 2 (di) o da Modena Martino, e Nicolò Aleotti o Sadochi » Antonio . intagliatori- 240-42 intarsiatore- 243 intarsiatore- 242 pittore- 108 pittore- 155 pittore- 8, 11, 108 pittore- 155 miniatore- 172 pillore- 155 intagliatore- 242 miniatori- 172 pittori- Vedi , Modena (da) Giorgio, Giovanni, e Maurelio pittore- 44 Gio. Battista detto l' Argenta architetto- 215, 218-19, 265 Alghisi Galasso Amadei- varij Giorgio . Ambrogi o Ambrosi Ambrogio Ambrosi Filippo Ambrosini Bartolomeo architetto- 96 coniatori- 161 ricamatore- 156 Vedi, Drudi o Drusi Ambrogio scultore- Vedi, Pietro Martire pittore- 108 architetto- 272 Anfranchis (de) Giacomo d. Barbante gessajo- 186, 188 » (de) Gio. Battista Anguillara Luigi Annichini Andrea, Callisto, Francesco, e Luigi Ansuisio Francesco, e Roberto scultore- 188-9 pittore- 108 incisori in gemme- 128, 236-9, 539-40 pittori- 108 -- Antonello . Antonio Antoniollo Arcangeli Gio. Battista Arduini- varij Argenta (d') Antonio D » (d) Jacomo (d ) Jacomo Filippo Argento (dall') ( Dianti ) Antonio « 346 pittore- 108 pittore- 67 pittore- 108 architetto- 266 ingegneri- 266 pittore- Vedi, Vighi Jacomo pittore- Vedi, Vighi Jacomo miniatore- Vedi, MediciJacomo Filippo pittore- Vedi, Vighi Jacomo pittore (dall') Gio. Ant. d. Sansone (dall') Gio. Francesco . Arivieri Stefano. Armani Francesco . Armati Armato . Armenico Fra Antonio Arrigoni Camillo detto Socio Attavanti Attavante Aventi Gio. Antonio « Gio. Maria o Da Vento- varij Aviato . . Azzali Baldassare, e Gio. Battista. Azzolini Vincenzo Bagnacavallo (il) Balduini Giovanni Ballarino Andrea Banchi o Banci Antonio 0 Barbazza Sebast. da Monselice (Bon martini) Barbetti Barigozzi Lodovico . Barilli Antonio Baroncelli ( Nicolò ) α Giovanni Barozzi Jacopo da Vignola Baroni Cosimo Baseggio Massimino Bei, o Belli varij 109, 117 pittore- 109 pittore- 109 intagliatore- 242 scultore- 220 scultore- 220 pittore- 67 miniatore- 172 pittore- 109 pittore- 31, 109 scultori- 220-1 pittore- Vedi, Cento (da) Ercole intagliatori- 242 intagliatore- 242 pittore- Vedi, Ramenghi vetrajo- 162 incisore 159 pittore- 110 architetto 146, 266-8 intagliatore- 240 scultore- 226 intagliatore- 240 scultore- 21, 221 scultore- 221 architetto- 271 miniatore- 172-3, 180 intagliatore- 100 pittori- Vedi, Turola -- Benati Benato, e Lodovico Benincasa e Giacomo . 0 347 Benvenuti Gio. Battista d. l'Ortolano » Pietro, e Giovanni, detti dagli Ordini Benvenuto da Garofalo Benzoni- varij . Bergamo (da) Fra Damiano . Bernabè (de) Maurelio Bernieri Paolo Bertano Bianchi Francesco detto Frari . Girolamo α Giulio Bianchini o Trulli- varij Bigino Lodovico Boccaccio Antonio . Boccaccino Bologna (da) Paolo Bolognesi Battista Bonaccioli Gabriele detto Gabriletto D Girolamo D Bonacorsi-Romani, o Finalti varij Bonacossi- varij pittori- 110 pittori- 110 pittore- 48-50, 175, 340 architetti- 48-51 pittore Vedi, Tisi pittori- 25-5 intagliatore- 149 intagliatore- 242 intagliatore- 242 scultore- Vedi, Rizzi Battista pittore- 71, 120 intagliatore- 242 pittore- 110 pittori- 3, 110-1 pittore- 141 ricamatore- 156, 178 pittore- 156 pittore- 111 pittore- 111 pittore- 60, 69, 289 pittore- 148 pittori- 13-6, 334-5 pittori- 11-5, 334-5 Bonati Giovanni detto Giovannino Pio pittore- 309 Bonato Antonio . intagliatore- 242 Bonconsigli Giovanni d. Marescalchi intagliatore e pittore- 112, 259 D Vitruvio Bondeno (di) Andrea Bonfaino o Bonfazino D Ippolito Bongiovanni Giulio . Boninsegna Amorotto . Bonmartini Sebastiano » Bono Tiberio D Borgognoni Ambrogio, e Cristoforo Borsani o Borzani Francesco Borsetti Francesco . Bosio Andrea . Bottici Tommaso pittore- 112 pittore- 112 pittore- 70-5 pittore- 72 indoratore- 69 pittore- 336 architetto- Vedi, Barbazza pittore- Vedi, Vargas 112 pittore scultori- 211-2, 221-3 ricamatore- 156 pittore- 54, 112 pittore- 337 pittore- 112 -- Brabante (di) Enrico Bramante ( Donati Lazzaro) Brandi.Giovanni Brantano Giampietro, e Stefano Braschi Giorgio . 348 intagliatore- 248 architetto 72, 278 pittore- 112 scultori- 222, 231 scultore Brasoni Bartolomeo « Domenico detto il Rosso Brazzolato Ercole α Bregni- varij Brescia Annibale, e Girolamo Leonardo 223 pittore- 30-32, 109 pittore- 27-33 ricamatore- 157 scultori Bressani Genesio 222-5 pittori- 113 pittore- 79, 85, 91-2, 143 architetto- 268 Bressano Battista Brignoni Antonio Battista Broccati Giovanni Brognoni Ambrogio, e Cristoforo Brugi o Bruzi Brusoni Tommaso Buonalberti Buonarroti (Michelangelo) Burges (Maestri di) Busati Donato Busi- varij Busoli Bartolomeo, e Giacobo D Bartolomeo (altro) Cabianca Giovanni . Calabria Francesco Calcagni Antonio Calcina (dalla) Bartolomeo Caminati Baldassare Campagnola Giulio Campi- varij P varij Campo Sperindio Campari Nicolò Canozj o Genesini varij Capelli Battista scultore- 255 intagliatore- 193, 224, 242 scultore 193, 224, 242 intagliatore- 243 scultori- 223-4 pittore- Vedi, Pisa (da) Nicolò pittore- 413 pittore Vedi, Surchi pittore, scultore, e architetto- 160 arazzieri- 164 scultore : 225 pittori- 113-14 pittori- 114 pittore- 114, 140 ricamatore 157 414 pittore scultore- 204 ingegnere- 268 pittore- 115 miniatore- 173 intagliatori- 243 scultori- 224-5, 541 pittore- 115, 132 intagliatore- 243 intagliatori- 243-4 pittore- 446 349 Carboni Tommaso . Cariani Antonio, e Cesare Cariboni- varij. Carli Gabriele detto Milano Carpaccio Vittore Carpi (da) o Sellari Alessandro, Anni bale, e Giulio « D 0 » Carrara Battista Casanova D ...... Antonio Girolamo . Tommaso. Caseti Anselmo . Castellani Lodovico Castelnuovo (da) Guglielmo Castorio Cattaneo Francesco Costanzo , Giu seppe, e Sansone pittore- 116 intagliatori- 245 scultori- 225, 228, 234-5 pittore- 146 pittore- 72 pittori- 61-63 pittore- 6, 21, 59-65, 85, 124 pittore- 6, 59-64, 155-6 ricamatore- 157 ricamatore- 157 miniatore- 173 scultore 225 scultore- 226 pittore- 116 scultore Vedi, Pietro Martire pittori- 116-17 Cavacci o Cavazzi Antonio, Giovanni, e Vitruvio Cavallini Annibale . Cavaria o Cavazza Baldassare, e Ber nardino Cavazza Antonio Cellini Benvenuto Cemegini Cento (da) Ercole (Aviato) Cesena (da) Teofilo Checchini Peregrino Chiavenna (da) o Ciavalta, o Zavalla Giannantonio Cimigino Nicolò Cittadella ( Lombardi ) Nicolò D Alfonso , Coltellini Michele » varij Compagni Battista Contini Giovanni Contucci Andrea ( Sansovino ) Convertite (dalle) Antonio Corbi Giovanni . intagliatori- 245 scultore- 226 intagliatori- 245-6 intagliatore- 85 scultore 149, 271, 278-9, 291 pittore- Vedi, Cimigino pittore- 92-3, 97-8 pittore- 117 scultore- 226 pittore- 82-9 pittore- 42-6, 73-4 scultore- 189, 198 scultore- Vedi, Lombardi pittore- 117 mascheraj- 117-8 pittore- 537 pittore- 118 scultore- 196, 198 pittore- Vedi, Verona(da) Ant. pittore ricamatore- 157 350-- Corbi Luigi Cornelio fiammingo Corno (dal) Gio. Alfonso . Correggio (da) o Cucchiari Giovanni Correggioli- varij . Corte (da) Cosmè .. Cospi (dai) Cossa- varij. Costa Lorenzo varij Costabili Rinaldo Costantinopoli (da) Giorgio Cotignola (da) ✓Cremona (da) Ambrogio, e Girolamo Cremonese Nicolò Cricchi Domenico pittore- 99-101, 105 orefice 85 architetto- 269 arazziere- 467 intagliatori- 247 architetto- Vedi, Ruini Gaspare pittore- Vedi, Tura Cosimo pittore- Vedi, Sogari Girolamo pittori- 118 pittore 5, 61, 70-5 pittori- 6-11, 193, 285-5, 559 pittore- 118 pittore- 6 pittori- Vedi, Zaganelli miniatori- 172-4 pittore- 118 intagliatore- 247 Cristoforo . Crivelli Taddeo Cucchiari . Cuogo (dal) Cusetti. « Dardi Alfonso Dianti Bartolomeo o dall' Argento Antonio Dielaj Domenichino ( Zampieri Domenico ) Domenico di Bartolomeo . di Nicolò Donato Lodovico Donnabona Bernardino Doria Alessandro Dossi Giovanni detto Dosso. Battista α » Evangelista varij scultore 212 miniatore- 175 arazziere- Vedi, Correggio (da) Gio vanni pittore- Vedi, Segna Nicolò detto Ni coletto pittore- Vedi, Lusetti pittore- 118 fabbro legnajo 269 pittore- Vedi, Vighi Jacomo pittore . . Vedi, Surchi pittore- 108 pittore 149 intagliatore- 240 pittore- 119 intagliatore- 340 ingegnere- 256 pittore pittore 46-7, 65-6, 74, 84, 165 65-6, 145, 165 pittore- 65-6 pittori 28, 60, 67, 85, 100, 164 351 Dossi Tommaso Dotti Marcantonio Drudi o Drusi Ambrogio. Duodo Agostino. Duro Pietro . pittore e scultore- 67 intagliatore- 251 pittore- 119 capo muratore arazziere- 168 79 Ellero- varij Erri Camillo . Ippolita . Ersel (de) . Essale (de) Estense Baldassare. Evangelista ( Fra) tedesco Fabrizio Faccini Annibale » Bartolomeo Girolamo Fanti Stefano Fantinanti Francesco Federzoni- varij Ferrara (da) Stefano Ferrari Bartolomeo Francesco » » Giorgio . Girolamo intagliatori 248-50 pittore- 155 pittrice- 153 intarsiatore- Vedi, Ellero intarsiatore- Vedi, Ellero pittore- 145 scrittore- 176 pittore Vedi, Medico Fabrizio pittore- 120 pittore- 229 pittore- 120, 136 intagliatore- 250 pittore- 120 fabbricatori di cocchi- 250 pittore- 21 ricamatore- 157 pittore- 77-8 intagliatore- 251 pittore- 120 Ferrocci o Ferrozzi Alberto e Ginesio pittori- 120 Filippi Camillo pittore » » » Cesare Ercole 55-7, 66, 92, 98, 113, 116, 169-70, 178, 248, 335 pittore- 55, 92, 98 intagliatore- 251 Sebastiano seniore, e juniore . pittori- 49, 55-8, 66-70, 91-2, 98 pittori- Vedi, Marsigli Fini. Finotti Antonio Maria. Fiorini- varij Firenze (da) Domenico pittore 121, 337 pittori- 17-22, 38, 60, 75, 85, 110, 136, 175, 337 ingegnere- 270 --- Flori Bernardino Foschini Antonio Francesco. Francia Franzino Ercole. Frisoni Domenico » Gabriele 352 pittore- Vedi, Famiglia dei pitt. Fiorini architetto- 100 scultore- Vedi, Pietro Martire pittore- 536 pittore- 121 scultore 226, 231 scultore- 226, 256, 259-65, 286-7 Gabriele . Gaibana (da) Giovanni Galasini Jacobo . Gallinari Gio. Battista Galli Pietro Maria varij . Gandolfi Gaetano Mauro Garbanelli- varij Garisendi- varij Garofalo (da). Gasparini Gasparino Gazzola Francesco, e Ruggiero D Geminiani. α Gennari, o Zennari Bernardino. Francesco Gesulis (de) Giovanni . Ghirardoni o Giraldoni Giacomelli Bartolomeo Giacomo « Filippo Giambellino Gian Francese » Giovanni di Feo detto il Barbecca fiammingo d. da Correggio (da San) Guglielmo, e Oliviero « » « « D pittore- 121 miniatore- 175-6 intagliatore- 251 pittore- 121 pittore- 121 intagliatori- 251-2 pittore 99, 106 pittore e incisore- 99, 106 pittori- 121-2 intagliatori- 252 pittore Vedi, Tisi Benvenuto pittore- 122 pittori- 122 pittori Vedi, Benzoni pittori- 122, 128 pittore- 31 arazziere- 467 scultore- Vedi Gilardoni pittore- 123 scultore- Vedi, Pietro Martire pittore- 140 pittore- 338 pittore- 121 Gilardoni o Giraldoni o Ghirardoni-varj scultori- 9, 79-81, 123, 158, 225-9, 286, 339 intagliatore- 240 arazziere- 166-70 pittori- 123 pittore- 124 pittore-Vedi, Paolo, Giovanni, e Simone pittori- 123 D Paolo figlio di Paolo due . -- Giraldi- varij Giraldoni- varij 353 scrittori, e miniatori Vedi, Ziraldi scultori Vedi, Gilardoni Girolamo Giulio Romano (Pippi) Giusti Gradella Sebastiano Grandi Ercole D Roberti Ercole , Girolamo Polidoro fratelli Grazzini Giampaolo Giulio Cesare Griffi Giambattista varijמ Grimaldi Lazzaro Grua Rinaldo Grue (dei) Famiglia Gucci o Gui Baldassare, e Lodovico Isep (de) Jacobo Isinardi Ercole Jacobo detto il Duca . Lacini Paolo . Lamberti Luigi Antonio, e Nicolò. Lana Jacobo, e Lodovico Lanzano (de) Paolo Lanzoni Lodovico Lavagnini . Lazari Paris Marino Lazzaro (de) Giacomo . Lendinara (da) Bernardino D Leoncini (da) Desiderato Leoni Alessandro Ligorio Pirro pittore 67 pittore- 167 intagliatore- 240 pittore- 55-8 pittore 220, 341-2 e , pittori- 67, 124-5, 243-4 pittore- 82 pittore- 125 pittore- 21 pittori- 126, 537 pittore- 535 arazziere- 166 majolicisti- 166 intagliatori- 252 intagliatore- 252. ricamatore 157 scultore- Vedi, Tagliapietra d. il Duca ricamatore 157 scultore- Vedi, Montagnana (da) Luigi scultori 186 pittori- 126 intagliatore- 193, 242 pittore- 126-7 intagliatore- 240 pillore- 127 pittore- 70-1, 75 scultore 229 intagliatore- Vedi, Canozj pittore 127 intagliatore- 240 miniatore 180-1 pittore e architetto- 216 -- Livizzanı Lombardi Alfonso (Cittadella) « D Antonio Aurelio, e Lodovico varij . Gaspare . . Lombardo, o Lombardino Cristoforo 354 pittori- Vedi, Carpi (da) scultore- 189-90, 198-9, 210 scultore- 242 scultori- 54 scultori 190-203, 359 intagliatore- 240, 252 scultore- 211 . Lorenzi Cornelio Luca fiammingo . Lupati Giulio Luseti, o Cuseti Domenico Maccanti Lodovico . Maculani Cesare Magagnini Gio. Battista Magni Guglielmo Magri . ✓ Maineri Gio. Francesco, e Pietro Majoli Francesco Malatesta Comm. prof. Adeodato Malfij o Malpij Andrea, e Gentile . Malvezzi- varij . Manetti Mantegna Andrea Mantova (da) Gianfrancesco Manuello, e Parti suo figlio. Marchetti Domenico Marchi (de) Francesco 0 • ricamatore- 157 arazziere- 166-70 intagliatore- 252 pittore- 127 pittore- 127, 337 architetto- 268 pittore- 127 miniatore- Vedi, Ziraldi miniatori- Vedi, Ziraldi pittori- 127-8 pittore- Vedi, Sacrati pittore- 206 scultori 229, 234 pittori- 128 intagliatore- 240 pittore- 70-5 scultore- 187 intagliatori- 240 pittore- 128 intagliatore- 240 architetto- 271, 276 Marescalchi Giovanni d. Bonconsigli. pittore e intagliatore- Vedi, Bonconsigli 刀 varij Marescotti Antonio . Carlo, e Giulio Maresti Cav. Alfonso Mariani Mariano D Maurelio Marinetti Fra Martino. Marsigli ( o Fini)- varij α » » Fino Bernardino . pittori- 128 coniatore, e fonditore- 115 pittori- 129 intagliatore- 252 pittore- 129 coramaro 158 miniatore- 176 pittori- 34-9 pittore- 70-5, 115 pittore- 70 L 355 Masacci Lodovico Masuriza Nicolò coramaro scultore- 79 158 Massa (dalla) Bartolomeo Massari Fra Marco, e Nicolò Mazzoleni Stefano Mazzolini Lodovico. Mazzoni Guido Mazzuoli Giuseppe detto il Bastarolo Medace (de) Giorgio Medici Jacomo Filippo Medico Fabrizio. Medina. Meglioli, o Miglioli Meleghini Jacopo Menegatti Alessandro Meo di Nuto Barna Mercati Ippolito. (dei) Venturino Merighi Gio. Battista Merlini Orazio Messina (da) Antonello Milanati Alessandro Milano (da) Ambrogio- varij (da) Ambrogio. (da) Antonio (da) Cristoforo » » Milano . Mille Giovanni Minelli Giulio Mirandola (Lodovico) . Modena (da) (da) Antonio, e Baldassare D D » fabbro legnajo- 269-70 miniatori, e scrittori- 176 pittore- 129 pittore- 52-5, 69, 112, 123, 147, 175 scultore- 205-6 pittore- 52 scultore 231 miniatore- 140, 176-8 pittore- 177 orepce- 161-2 coniatore- Vedi, Sperindio Francesco architetto- 270-6 pittore- 129 intagliatore- 240 scultore- 229 miniatore- 172 intagliatore- 76 intagliatore- 253 pittore- 108 intagliatore- 255 scultori- 286 scultore- 183, 212 scultore- 182-4 scultore- 211-15, 256, 259, 261-2 pittore Vedi, Carli Gabriele arazziere- 166-7 pittore- 129 pittore- 84 pittore- 70-1, 75 scultori- 79 (da) Bartolomeo di Tommaso pittore- Vedi, Tommasi (da) Giorgio, Giov , e Maurelio pittori- 42-6 (da) Lodovico. : pittore- Vedi, Settevecchie » D (da) Lodovico (altro) (da) Nicoletto. Molinari Gerardo pittore- 84 pittore- Vedi, Segna Nicolò d. Nicoletto tappezziere- 168 Mondella Girolamo ( e non Galeazzo) pittore e incisore in pietre- 129-50 Monferrato Paolo Monselice (da) Sebastiano pittore- 69 architetto Vedi, Barbazza -- Montagnana (da) Luigi (Lamberti) 356 scultore- 185-8 Montecchio (da) Gregorio, e Leonardo pittori- 7-8 Morbioli Ambrogio . ricamatore- 157 Moro Jacobo . Mosconi Jacobo . Mutoni Giovanni, e Tommaso Muzi Antonio intagliatore- 253 scultore- 222 scultori 231 miniatore- 178 Nani Alessandro D Nicolò Nascimbene Negrini Gio. Antonio Negroni Natalino Nicoletto da Modena Nicolò . Novara (da) Gio. Andrea. Nozi, o Noci Anteo, e Lodovico detto trich-trach Olanda (d') Francesco. Ongaro Giorgio, e Michele Ordini (dagli) Oro (dall ) o de Orio Uguccione Oroboni Bernardino Orsini Carlo . Antonio, e Girolamo Ortolano (1 ) . Pajentibus (de), o de Pangeribus Palazzo (dal), o Riverenza Panetti Domenico Panizzati- varij Paolo, Giovanni, e Simone scultore- 215, 218-9 orefice- 162 pittore- 130 ricamatore- 157 pittore- 130 pittore- Vedi, Segna Nicolò pittore- 115 capo muratore 96 intagliatori- 76-7, 536 architetto- 276 pittori- 150, 155 architetti- Vedi, Benvenuti Pietro, e Giovanni pittore- 28 intagliatore- 340 ricamatore- 157 pittori- 130 pittore- Vedi, Benvenuti Gio. Battista pittore- Vedi, Speranza pittore- Vedi, Venezia (da) Bartolo meo, e Filippo pittore 21, 46-8, 69, 175, 289 pittori- 27-8 pittori- 131 357 Paris , o Parisi Domenico detto dal Cavallo α Parma (da) Arcangelo (da) Francesco Parosch Parrasio Angelo. Pasetti- varij Pasini Battista » Pasio Gio. Battista Passatori Giulio Cesare Pastorini Gio. Michele, e Pastorino Pavia (da)- varij Pavissen Adriano detto Previsini Peccenini- varij Pelizzoni Gio. Jacopo » Pellejo . Gio. Pietro Pendasi Girolamo Perdoni Angelo . Perelli Francesco scultore- 21, 221 miniatore- 178-9 pittore- 131 fonditore- 200 pittori- 139 pittori- 131 pittore- 131 ricamatore- 131 pittore- 15 pittore- 337 coniatori- 161 pittori- 132 intagliatore- 253 pittori- 37-9 scultore- 229 scultore- 235 pittore- 132 scrittore- 181 intagliatore- 253 pittore- 132 Perfia, o Persia Antonello, od Ottonello pittore- 2, 132-3 Peruzzi Baldassare . Pesci Galeazzo D Girolamo Maria. architetto- 271, 280-1, 289 pittore 94, 135 pittore- 135 Picchiati Bartolomeo, e Francesco Ant. architetti- 277 Piccolpassi Lodovico . Pietro Martire Piganti Bartolomeo Pioli Francesco Pipa (della) Filippo Pisa (da) Girolamo, e Nicolò Pistrino (del) Battista . Piva Agostino « Ercole Poli Alessio Pomi Antonio » : Onorato, e Scacco o Siacco Pongia Flaminio Ponte (da) Paolo Pordenone (il) Licinio. 24 pittore- 134 scultore- 230 pittore- 134 scultore- 230 pittore- 134 pittori- 70-5 pittore- 134 coramaro 134 pittore- 134 ricamatore- 339 pittore- 134 ingegneri- 134 architetto- 277 pittore- 134 pittore- 164 -- 358 Porto (da) Uguccione, e Leonello Pozzali Sante Preudi Marco Previsini Primezzi Giacomo Priore (del) Ippolito Prisciani, o Persiani Nicolò . Prosperi (de). pittori- 27-30 pittore- 113, 148, 135 pittore- 135, 338 intagliatore- Vedi Pavissen intagliatore- 253 pittore- 136 pittore- 136 pittore- Vedi, Tealdi, o Tebaldi Puttini Francesco, Giuseppe, e Pietro scultori- 99-107 Quaino. Quartesana (da) Alessandro . Raes Raimondi Lodovico. 0 scultore- Vedi, Verona (da) Lorenzo pittore- 27-30 arazzicri- Vedi, Rossi, o Rost Giam battista, e Nicolò scrittore- 179 Ramenghi Bartolom. d. il Bagnacavallo pittore- 49 Rasconi scultori Regali Paolo . Rembrandt Van-Ryn Paolo Rescle (de) Revedin Andrea. Riboni Gio. Battista Ricami (dai) Amadeo Ricci Bartolomeo Riccioli Antonio. Riccoboni Tommaso Ridolfi Domenico Rimini (da)- varij . Rinaldo « Ripa Benedetto Riverenza . Rizzardi Pietro Rizzi Battista, e Bernardino Roberti Grandi Vedi, Rusconi pittore- 136 pittore, e incisore- 159 intagliatori- Vedi, Ellero pittore- 136 intagliatori- 253 ricamatore- 156 intagliatore- 253 pittore- 136 intagliatore- 253 pittore- 136 pittori- 157, 338-9 arazziere- 168 pittore- 41-2 ricamatore- 158 pittore- Vedi, Venezia (da) Bartolomeo, e Filippo intagliatore scultori pittori 251 211-15 Vedi, Grandi Roberti Roncalli, d. il Pomarancio, Cristoforo pittore- 197 Ronconi Marco • ricamatore- 158, 228 -- 359 Rondinelli- varij Rosaliba Antonello . Roselli di Firenze » varij Rossetti Biagio intarsiatori- 253 pittore- 108 pittori- 93, 96 pittori architetto 92-7, 336 38 , 40-4 , 69-75 , 226 , 254-64, 340-42 α Gio. Battista Rossi Agostino D Andrea o Rost Giambattista, e Nicolò Rosso (il) . Rost Rosuti Gio. Battista Ruini Bartolomeo « Gaspare detto da Corte Rusconi o Rasconi Albertino , e Gia « » como Cristoforo Russi (de) Francesco Sabadini Gaspare intarsiatore- 254, 262 stuccatore- 69 pittore- 137 • . • arazzieri- 167 pittore- Vedi, Brasoni Domenico arazzieri- Vedi , Rossi Giambattista, e Nicolò pittore- 166 pittore- 339 architetto- 277 scultori- 212, 250-4 scultore- 212 miniatore- 175 pittore- 137 Sabadino detto dai tappeti, e suoi figli arazzieri- 167 pittore- 137 Sacrati Francesco (forse Majoli) Sadochi (Aleotti) Sagramoro Giacobo Salesiani Silvestro • Salsiti Carlo, e Gio. Maria Saltari- varij Sandoni Jacobo . Sangallo Antonio Sansone Sansovino . . Sanvito, o Santovito Giovanni Sanzio Raffaello Scarponi Cristoforo Schiatti Alberto Schisi Mariano pittori- Vedi , Modena (da) Giorgio, Giovanni, e Maurelio pittore- 137 ricamatore- 158 ricamatori- 158 scultori- 234 scultore- 231 architetto- 270-1, 278 pittore- Vedi, Argenta (dall ) Giovanni } Antonio, e Cattaneo scultore- Vedi, Contucci Andrea pittore- 137-8 pittore- 49 scultore- 212 architetto- 69 pittore- 138 -- Sciovino Nicolò . Sebastiani Bastiano Segizzi o Sigizzi Stefano 360 intagliatore- 85, 90-1 scultore- 204 intagliatore- 73, 254 Segna Nicolò d. Nicoletto, o Dal Cuogo pittore- 71, 138 D Bartolomeo Sellari . Serlio Sebastiano Serrati Fra Mattia . Settevecchie Geminiano, e Lodovico Setti Geminiano detto Cecchino Sforza Vincenzo Siena (da) Angelo « (da) Giovanni Slot Gerardo Socio Sogari Girolamo Sperandio (Meglioli o Miglioli) Franc. Speranza, detto de Pangeribus, o Pa jentibus Speroni Francesco Stoporone Bernardino, e Cristoforo Stuani Leonardo Succi Gasparino Paolo pittore- 138 pittori- Vedi, Carpi (da) architetto- 268, 271 miniatore- 179 pittori- 82-90 pittore- 83 pittore- 71 intagliatore- 254 pittore- 138-9 architetto- 277 tappezziere- 168 pittore- Vedi, Arrigoni Camillo pittore- 139 coniatore- 115 pittore- 8 pittore- 139 scultori 205-12 intagliatore- 254 pittore- 139 ricamatore- 158 0 Surchi Gio. Fran. d. Dielaj (Buonalberti) pittore- 439 Tagliapietra- varij Tani Andrea, e Tommaso Tappeti (dai) Tartaglia Gio. Battista Tedeschi Gio. Battista . Tealdi o Tebaldi (Prosperi) Giacomo Filippo, e Paolo Terzi Terzo Tesini Andrea Tironi Francesco Tisi Benvenuto da Garofalo . Titolivio scultori- 220 scultori 234 arazziere- Vedi, Sabadino pittore- 78, 135 orefice- 462 pittori- 140-1 architetto- 271, 278-9 pittore 441 scultore- 234 pittore- 21-4, 47-9, 59, 116, 141-4, 156, 166-70, 186, 209, 339 pittore- 26-31 -- Todeschi Annibale, e Pietro Tomasini Giulio . Tomassoni Alessandro Tommasi Bartolomeo, e Domenico » Roberto 361 pittori- 42-5 intagliatore- 254 architetto- 271 pittori- 145 ricamatore- 158 Torchiarino (il) (Zaccagni Bernardino) architetto- 271 Toris (de) Ambrogio , Trinchieri Gio. Antonio • α D Tristani Alberto, e Gio. Battista Bartolomeo Lorenzo • scultore- 183-4, 231 scultore- 80-1, 225-8, 234 architetti 80 architetto- 340-2 architetto Trivella Geminiano Lodovico D Trotti Lodovico . Trulli Tura Cosimo detto Cosmè Turchi Pietro Turola, ovvero Bej o Belli- varij Uguccioni, o Uguzzoni Domenico Ungheria (di) Giorgio Usanza Girolamo Vacchi . Vaceto, o Vacieto Giovanni . Vaduini Stefano Valerj Domenico, Giacobo, e Giovanni Valides Andrea, e Francesco Valle (da) Ippolito Valsecchi Simone Van-Eik Vani Federico Vanni dell' Ammanato Vareschi Gio. Pietro Vargas o Bonmartini Tiberio Vecchi Filippo 54 pittore- 66 pittore- 145 intagliatore- 245-6 pittori- Vedi, Bianchini pittore- 19, 46, 74, 108, 117, 120, 132, 134, 137, 140, 145-6, 165, 474, 473 scultore- 77 pittori- 1-4, 14, 111 : ricamatore- 158 pittore- 145 scultore 197-201 pittori- Vedi, Venezia (da) Bartolomeo, • e Filippo pittore- 146 intarsiatore- 254 • pittori- 146 pittori- 135, 338 pittori- 337 scultore- 235 pittore- 108 intagliatore- 254 intagliatore- 240 scultore- 235 pittore- 146 pittore- 146 -- 362 Vecellio Tiziano Venezia (da) Antonio, e Jacobo (da) (Vacchi)- varij « » « (da) Antonio, e Girolamo (da) Bernardino . (da) Nicolò pittore scultori . 238, 358 189 pittori- 53, 69, 146-7 pittori- 147 intagliatore- 125 « (da) Francesco, e Giovanni Verona (da) Antonio (da) Francesco, e Servadio . D (da) Lazzaro di Giacomo. (da) Lorenzo detto Quaino Veronesi Vincenzo . Verzelli o Vergelli Tiburzio Viari Francesco Vicenza (da) Andrea, e Gerardo Vicentino Alessandro Vico Enea Vicomercato o Vimmercato Battista, e Guiniforte Vighi Jacobo Vignola (da) . Villafora Catabene . Villanelli Bartolomeo D Giovanni . Villani Alfonso Viola (dalla) Baldassare Vitali Gio. Battista Vittoria Alessandro • Zaccagni Bernardino Zaganelli Bernardino , e Francesco , detti Cotignola . Zani Vincenzo Zavatta, o Ciavatta Zennari Ziliberti- varij . Ziraldi o Giraldi detti Magri Zunta o Giunta Evangelista intagliatore- 254 fenestrai- 162-3 pittore- 42-6, 112, 147 pittori- 148 scultore- 339 scultore- 235 pittore 82 scultore- 204 scultore- 235 pittori- Vedi, Costa- varij scultore incisore 255 159-60 miniatori- 172 pittore- 140-1, 148-55 architetto- Vedi, Barozzi ricamatore- 158 pittore- 179 scrittore- 179 fabbricatore di carte da giuoco- 159 pittore- 153 scultore 204 scultore- 235 architetto- Vedi, Torchiarino (il) pittori- 153-4 pittore- 154 pittore- Vedi, Chiavenna (da) Giannant." pittori Vedi, Gennari intagliatori- 254 miniatori e scrittori- 179, 81 fenestrajo- 163 DVBRIOCHE STAATS BIBLIOTHEK MUENCHEN 363 APPENDICE ALL' OPERA Non essendo più in tempo di unire le infrascritte notizie alle Aggiunte e correzioni, le metto qui in fine, parendomi non prive di qualche importanza. I. Feci vedere che il disegno di S. Maria del Vado fu dato dall' e simio nostro pittore Ercole Grandi di Giulio Cesare , il quale, come dissi altra volta, dovea pur dirigere la erezione della statua di Er cole I nella Piazza di Terra Nuova ( ora Ariostea ) ; lavoro che poi non fu eseguito. Ciò per altro addimostrava come fosse adoperato in arte dagli Estensi: e il documento che segue ci comprova come questo nostro artista fosse pur anche bene amato e incaricato da essi di speciali e delicate commissioni. (fuori) (1) Venerabili dilectissime nostre domine Abbatisse Monialium Monasterii Muratarum Urbis Florentinae (entro) Venerabilis et religiosissima dilectissima nostra Mandando Hercule prestante pictore nostro dilectissimo, presente exhibitore, a Roma con lo Illmo nostro figliolo, li habiamo ordinato (1) Dall' Archivio centrale di Stato in Firenze : Archivio delle Corporazioni reli giose soppresse. sse. Carte del Monastero della SS. Annunziata delle Murate (Lib. segn. N. 125). Il figliuolo di Eleonora era il principe Alfonso poi Duca, spedito a quella dominante a render omaggio al nuovo Pontefice Alessandro VI. -- 364 che ne visiti et referischa alcune cose perparte nostra, secundo che da lui intenderete. Per la qual cosa ne confortiamo grandemente che I vi piacia prestarli circa quanto in nostro nome il ve dira, quella fede, che faresti, se se parlassimo. Et optime in domino Jesu valete. Ferrariae ij nου. 1492. Eleonora de Aragonia Ducissa Ferrariae N. Bendedeus II. Di un Bono pittore parlano molti autori, fra i quali l' annotatore del Baruffaldi , e il Laderchi nella Quadreria Costabili , ove un suo quadro è segnato- Bonus Ferrariensis Pisani discipulus. In que sto libro ( pag. 112) ho detto ch'egli comparisce nei registri delle spese ducali all' anno 1450 ( Arch. Palat. di Modena). Ora vediamo come egli abbia pure lavorato ben molti anni avanti nella dipintura delle vôlte del Duomo di Siena. 1441-1442. M. Buono da Ferrara dipentore die dare infino a di 10 di gienaio 1441 ( 1442 s. c. ) lire sei sol. O seli prestoro per detto di Misser Giovanni (Borghesi, rettore dell'opera del Duomo) per parte di dipentura delle volte del Duomo (1). 1461. M. Buono da Ferrara dipintore ecc. (2). Le sopraindicate cose mi furono cortesemente comunicate dall' e gregio Cav. Gaetano Milanesi tanto benemerito della Storia dell' Arte, come già dissi a pag. X. Ora ne riporterò altre da me rinvenute. Atti del notaro Pietro Pialbene nell' Archivio della Cancelleria Ar civescovile, che per gentile condiscendenza di que' Reverendi Cancel lieri potei esaminare. 1393.7 Maij- Magister Jacobus depictor filius q. Andree de Ga vaceto de Mutina, nunc civis et habitator Ferrarie in cont. S. Crucis, et Andreas lanarolus ejusdem Mag. Jacobi filius etc. prendono da (1) Dall' Archivio dell'Opera del Duomo di Siena , Libro Rosso nuovo dal 1439 al 1457 pag. 32. (2) Archivio d. e Libro d. a carte 40. 365 Francesco Daniele de Militiis una somma a mutuo per mercanteggiare nell' arte ed esercizio della lana. Forse i suoi discendenti tornarono a Modena , e forse appartengono a questa famiglia que' tre pittori modonesi Stefano padre , e suoi figli Camillo e Luigi Gavassetti, dei quali parlano il Vedriani, ed altri. Fu puredi Modena quel Serafino Serafini, che colà dipinse nel Duomo nell' anno 1385 la coronazione di M. V., avendo già operato in S. Domenico di Ferrara sino dal 1373 nella cappella della famiglia Petrati. Parlano di lui varii autori, fra quali il Vedriani , e se ne fa parola nella prefazione all' opera del Baruffaldi, Tom. I, pag. 9 e 21. È certo per altro che i suoi lavori e la sua vita non furono limitati al detto anno 1385, perchè lo troviamo stabilito in Ferrara nel 1393. 1393. 10 Januarij ...... Prior S. Agnetis civit. Ferr. investivit ....... Magistrum Serafinum pictorem filium q. dni Joanis de Serafinis de Mutina, nunc civem et habitatorem Ferrarie in contracta S. Gregorij, presentem etc. de uno casali casamentivo etc. in cont. plobe ( plope ) burgi inferioris prope civitatem Ferrarie , ab utraque parte aggeris comunis etc. PAYERISCHE STAATS BIBLIOTHEK MUSHCHEN FINE 1 : 1 1

記載日