Diurnali detti del Duca di Monteleone

Nella primitiva lezione da un testo a penna

著者
不明
編者
Nunzio Federico Faraglia
初版
1895年
引用サイト
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MONUMENTI STORICI SERIE I. CRONACHE SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIANEWYORK PUBLICLIBRARY ASTON, LERPA AND TILDEN FOUNDATIO DIURNALI DETTI DEL DUCA DI MONTELEONE PUBBLICATI A CURA DI NUNZIO FEDERICO FARAGLIA NAPOLI PRESSO LA SOCIETÀ, PIAZZA DANTE 93 Mdcccxcv Societa BWI SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIA Naples. MONUMENTI STORICI SERIE PRIMA CRONACHE MODERATURAMORS PATRIAE NAPOLI 1895. A Edizione di 275 esemplari numerati Esemplare N.º 90. DIURNALI DETTI DEL DUCA DI MONTELEONE NELLA PRIMITIVA LEZIONE DA UN TESTO A PΕΝΝΑ POSSEDUTO DALLA SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIA PUBBLICATI A CURA DI NUNZIO FEDERICO FARAGLIA T NAPOLI R. TIPOGRAFIA FRANCESCO GIANNINI & FIGLI 1895 THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY 9443B MAS, LENOX AND NON FOUNDATION 1039 1 PREFAZIONE I. Ragione di questa pubblicazione.- II. I Diurnali sono una compilazione del secolo XIV. III. Dell'edizione muratoriana.-IV. Ordine della nostra pubblicazione I. Nell'anno 1868 il Prof. Bernhardi pubblicò uno studio, nel quale dimo strò la falsità dei Giornali attribuiti a Matteo Spinello da Giovinazzo , e di questa falsificazione non dubito di attribuire la colpa ad Angelo di Costanzo, che era stato il primo a fare menzione di essi 1). Aggiungeva poi, che aveva anche dubbii intorno all'autenticità dei Diurnali del Duca di Monteleone, ignoti a tutti prima del detto storico napolitano, e promise a questo proposito di fare uno studio speciale; ma pare, a quanto ci è noto, che lo studio promesso fino ad ora non sia venuto alla luce. Le conclusioni del Professore berlinese intorno ai Giornali dello Spinello in Italia, e in Napoli specialmente, furono molto discusse, combattute e difese: aspettandosi poi l'altro studio promesso da lui, fu lasciata da parte ogni controversia intorno alla sospetta autenticità de' Diurnali del Duca. Quando però nel 1876 fu istituita in Napoli la Società di Storia patria, vi rivolse l'attenzione il Consiglio direttivo di essa. In effetto il nostro ch. Bar tolommeo Capasso , studiando le fonti della storia delle provincie napolitane , notò , che v'erano alquanti codici mss. dei Diurnali con un testo più antico, genuino e completo di quello edito dal Muratori nella raccolta R. I. S. 2). Dipoi fra i libri della biblioteca del sig. Cangiani, esposta in vendita in Na poli, fu scoverto e comprato per la Società di St. patria un altro codice car 1) Matteo di Giovinazzo eine Faelschung des XVI Jahrhunderts. 2) 1. Bibl. Naz. di ParigiMs. 10485 (759 fonds it) cartaceo in 8. della fine del sec. XVI. II. Bibl. naz. di Napoli Cod. cart. in fol. XIII. Aa. 16 della fine del sec. XVII. III. Bibl. Barberini. Cod. notato dal PERTZ. Archiv. IV. 541. IV. Bibl. di S. Martino di Napoli cart. più recente ed incompleto di carte 43 in fol. CAPASSO. Fonti etc. Arch. Stor. nap. I. 597 e seg. VI taceo, in 8.°, di importanza grande, perchè dalla scrittura appare , che possa attribuirsi agli ultimi anni del secolo XV , o ai primi del XVI , ed è quindi il più antico dei mss. conosciuti col testo arcaico dei Diurnali. In conse guenza, essendo di un'epoca anteriore ad Angelo di Costanzo, al quale pare, che il prof. Bernhardi volesse attribuire la falsificazione, svanisce ogni dubbio intorno all'autenticità di una delle più importanti fonti della storia del regno ; e a questo effetto il Consiglio direttivo della Società di Storia patria deliberò di doversene pubblicare per le stampe il testo. D'altra parte, facendo gli studii intorno a questo argomento, io trovo, che il libro del Duca era noto nel secolo XV , perchè se ne avvalse il Buonin contro nella compilazione de' suoi annali, nei quali apparisce evidentemente, che l'autore l'ebbe innanzi, trattando delle cose di Napoli, ne siegue tutto l'or dine del racconto, e, se talora abbrevia o aggiunge qualche notizia, non fa meraviglia, poichè egli se ne serve solo al suo scopo. É facile cosa di con frontare nei Diurnali e nel Buonincontro l'ordine stesso di certe narrazioni, tali p. e. sono nell'anno 1371 la spedizione di Ambrogio Visconti, l'appari zione della cometa, la morte di Filippo di Taranto, i malandrini, l'assedio di Teano, ' invasione dei Guasconi 1). Talora non solo la narrazione, ma fin i nomi delle persone si seguono nell'ordine istesso, come scorgo nel racconto de' fatti di Carlo III di Durazzo, quando venne contro Napoli, difesa da Ottone di Brunswick 2), e qualche volta il Buonincontro traduce i Diurnali del Duca in latino, se non alla lettera, seguendo il testo molto da vicino 3). 1) R. I. S. XXI. BUONINCONTRO 19. 20. 21. Diurnali Ediz. nostra 7. 2) Ivi 40 Talora, facendo il confronto, appare qualche inesattezza delBUONINCONTRO, ma forse il testo è guasto. Eccone una prova ovvero ricorda l'autore, « que no se nombra ». ZURITA III. lib. XV & XXII. 286 t. lib. LIX 226 t. XI L alla morte di Alfonso primo d'Aragona e l'altro allunga la narrazione dei fatti fino alla congiura dei Pazzi 1). Il lavoro è stato evidentemente rifatto nel se colo XVI , e sparito ogni segno d'antichità non a torto si destò il sospetto che il Libro del duca fosse apocrifo 2). 1) Nella Biblioteca. Casanatense, vi ha un cod. 695 (X. IV 17) cartaceo del secolo XVI di m. 0.305 0. 203, intitolato Libro di cose antiche del regno estratto da un libro antico del sig. Hettore Pignatello primo duca di Monteleone. Contiene il testo rifatto con altre giunte, che allungano il racconto fino alla sommossa dei baroni. A carte 206 r. finisce con le parole: < Antoniello era stato di vilissima conditione figlio di un venditor d'insalate et lo Re l' havea fatto secretario con tanta autorità , che havea fatto dui figli conti con più de XX m. ducati d'intrata et data una figlia per moglie a Paolo Orsini Conte di Manoppiello signore stimatissimo. Etc. < E 10 ZURITA : Por esto viendo Reyner tanta costancia y fe in aquel peublo , solo , de « noche y de dia, o con pocacompañia discurriapor todala ciudad proveyendo alo necessario: hasta mandar sacar el trigo que havia en el castillo para repartirlo entre la gente popolar... Lib. XV, & IX, p. 272 t. Nel nostro testo p. 121 , il racconto è più completo e ampio. Una prova più evidente è questa. Lo ZURITA, Lib. XIV, 8 44 invece di Jacopo Zarolo pone Jacopo Sannazaro, come si legge nel testo mura toriano. 2) Ed. Gravier T. IV. 3) DI COSTANZO Istoria. Ed. Gravier T. II. 269. Il DI COSTANZo ai patrizii di Portanova aggiunge Car luccio Scannapiecoro. XV vera ui ad 10 cert agna: vato rtoat ne di carattere recente : CRONACA DEL REAME DI NAPOLI DAL 1264 AL FINE DEL 1457 OPERA del Duca di MONTELEONE. Il Codice cartaceo della Nazionale è di fogli 271 e misura centimetri 19×25. Il titolo è questo: I. M. I. LIBRO ANTICO TROVATO IN CASA DEL DUCA DI MONTELEONE NEL QUALE SONO AN egli for not | NOTATE LE COSE SUCCESSE DALL'ANNO 1262 SINO ALL'ANNO 1457 D. O. M. EX LIBRIS MS. PETRI POLLIDORIS FRENTANI I). La scrittura è del secolo XVI inoltrato 2). E poichè anche il Ms. della Bibl. di S. Martino , se bene incompleto e di scrittura molto più recente degli altri , presentava alcune varianti molto acconce alla correzione e alla intelligenza del testo prescelto , se n'è tenuto conto pei confronti. Abbiamo quindi nelle note delle varianti indicato con le lettere B. N. quelle del Codice della Biblioteca nazionale di Napoli, ed S. M. le altre offerte dal Codice della Biblioteca di S. Martino. Importa di notare altresi , che si è fatto conto delle varianti più importanti per ortografia , per forma dialettale , per correttezza o anche per qualche singolare divario col testo tolto per esemplare. E poichè il libro è dato alla luce per uomini dotti, abbiamo conservato, quando si è potuto, fedelmente il testo senza fare novità o mutamenti , onde ognuno possa interpretarlo liberamente a modo suo. Le brevi note poste in piedi delle pagine hanno solo lo scopo di fare qualche confronto, di dichiarare il testo , le voci dialettali , o arcaiche e specialmente di accertare le date. Due amplissimi indici alfabetici delle persone e dei luo ghi nominati nell'opera, ed un piccolo glossario chiudono il volume, che spe riamo torni utile allo scopo pel quale fu pubblicato. 1) L' Abate Pietro Pollidoro fu dotto abruzzese, e di lui sono spesso citate le opere inedite : De an tiquitatibus frentanorum, Istonium, De Episcopis Istonij. Il BINDI negli Artisti Abruzzesi pubblicò tre dissertazioni del POLLIDORO riprodotte poi dal BELLINI nelle Notizie di S. Giovanni in Venere. 2) Il segno di fabbrica della carta del Cod. non è sempre lo stesso : cerchio carico di tre gigli f. 262. scudo carico di tre gigli . 36; targa carica di quattro stelle . 231; in altri fogli v'è il circolo carico di cinque mezze lune riversate. La carta mi pare di Fabriano. Cfr. Le marche principali delle carte fabrianesi e dichiarate dal Can. AURELIO ZONGHI. Fabriano 1888. DIURNALI DEL DUCA DI MONTELEONE Papa Urbano fu francese, concese a Re Carlo primo, frate che fu di loise Re di francia lo reame di gerusalemedi Sicilia. Questo papab fè la Cro ciata contra Saracinj, dove furono tutti i Signori di Cristianitade: Il qual reame di Gerusalem all' hora teneva e reggeva Re Manfreda figlio d di federico barba rossa Imperatore, non legitimo e questo Re Man freda fu morto in battaglia à Benevento: et a Carlo restò tutto il reame intero: e 'ncapo di duo anni Re Carlo fe venire la mogliere, la quale venne nel anno . 1264: de la 7ª Indittione in Napoli: Et in Napoli s'impregno et in questo anno nasce nel Castello nuovo Carlo secondo figlio de Re Carlo primo. In questo anno fu morto Papa Urbano quarto il quale stette al papato anni tre, e mese uno Et dopo si fece Papa Clemente f, il quale fu provenzano,costui & profetizo in concistoro publico che Corradino nepote del'Imperator Fe derico prosumia d'aver lo reame di Sicilia etsarà morto, et cossi sarà distrutto tutto h suo exercito e cosi fu che nel anno i 1283 XIII indittione Corra dino venne allo reame per acquistare, et vendicare la morte de Rè Manfreda suo fratello, e Rè Carlo fu di tanto chel sconfisse in Campo , e lo piglio pregionek, e li fe tagliare la testa nel Mercato di Napoli. a BN. Urbano quarto E nel anno 1285. XV Indittione 1 venne in Na poli la Imperatrice che fu matrem di Corradino, et fece fare l' ecclesia del Carmino, et la Croce che sta allo mercato, al quale loco della Croce fu ta gliata la lesta à Corradino, ad futuram rei memo riam, et post'inde portò il corpo di suo figlio alla Magna. Papa Clemente vixe nel papato anni tre, mesi otto e di 21, et po si fece papa Gregorio, et fu lombardo dela Cita di Piacenza homo santo et justo che dede tutto lo suo proprio per dio , et stette nel Papato anni quattro et po fo morto in Avignone. Et po se fece Papa Innocentio burgognione , e fò de l'ordine de predicaturi, et in tempo di questo Papa Rè Carlo dede mogliere allo figlio Carlo secondo, et pò in tempo di questo Papa Rè Carlo primo fo morto, et resto Carlo secondo con la mogliere, la quale fo figlia del Rè de Ungaria, et questa donna fece fare la chiesa di santa maria donna Reina sopra Carbonara, et la Madalena et la Gizziaca, et de fora de Napoli santa croce. Et questo Rè Carlo primo fo morto in anno Domini 1289 ° 4. indittione alli 23 d'Aprile, et questo papa Innocentio incoronato Rè Carlo secundo lo quale Rè fe fare casa nova lo palazo de casa sanaP, et santo pietro martiro et santo Dominico in Napoli b BN. questo papa in suo tempo f BN. Chimenti Domini MCCLXIJ i BN. Et cosi fo che in capo de anno Domini in presone et feli tagliar la testa allo Mercato etc. c BN. foro d BN. figlio che fu g BN. il quale in sua vita profetizzo j SM. anno 1268 XI ind. e BN. Anno h BN. Subito invece di tutto k BN. sconfisse il campo et appelo XII ind. venne etc. chefu n BN. et poi sende porto lo corpo nova et santo pietro etc. 1 SM. E nell' anno 1269 o BN. 1288 SM. 1274 2 ind. m BN. matre p SM.fefare lo palazzo de Casa 4 et hebbe in suo tempo 13 figli legittimi tutti, novi mascoli, et quattro femine , loco et tempi lo sa perite. Appresso morio Papa Innocentio in anno Do mini 1287 12. Indittione regno Papa anni sette mesi 5 et giorni 2 et in questo tempo Napoli era subietta de Ungaria et pagava le colte come ogni Villa de lo reame et era conte Camerlingo messer Gugliermo Siconolfi de lo segio capuano, lo quale tenne modo che levò Napoli d' ogni angaria et per sua virtù la fece a fare franca. 8. Et da po se fece Papa Joanne Spagnuolo et stette allo papato anni 15 et mesi 2, et in questo tempo Re Carlo aveva 13 figli, 9 mascoli et quat tro femine l'una fo Santa helisabet l'altra Madam b Joanna lo mascolo fo lo primo santo luise, ma et lodovico, et Roberto che fo morto alla batta glia de francia, et Berderamo ello penuto Joanne et Ambrosino, et in questo mezo fo morto Re de Ungaria per la qual morte Re Carlo cimandò lo figlio che lo reame succedea allui per parte de la mogliere, lo quale figlio fo lodovico, et questo Papa Joanne li mandò la corona et questo Re Carlo havendo mandato lo detto figlio inUngaria all'hora partio lo Reame alli figliuoli a Raimondo diede d lo principato de taranto Berderamo fece Duca de durazo, santo loise ch'era primo genito non volsi niente, perche piglio ad servire Jdio, Roberto fo venne la compagnia deli baveri, li quali Rè Carlo per denari li caccio da lo reame. Anno domini 1330 de la 5 indittione se fece Papa benedetto fo lombardo de la Citta di verona et fo d'ordine de li predicatori, et morto questo Papa Benedetto si fece Papa Clemente francese et chattolico homo, et in questo Rè Carlo secondo fece una grossa armata de galei 37. ustri. X. het scontraose con l'armata de Catalani et combat tendo fo rotta et sconfitta l'armata de Rè Carlo et fonce pigliato esso et lo figlio Ducade calabria, et portandolo in catalogna ad Rè de Ragona, lo quale Rè de Ragona lo mese a stare con sua figlia citelli tutte doe, et da po fo in concordia Rè Carlo con Rè de ragona per unaparentezza che fero insiemi, et cossi lo Duca venne in Napoli con la mogliere figlia de Rè de ragona la quale se chia mava madamma Cianza 1. Et loise figlio de Carlo fo in catalogna con lo frate Roberto et lui se resto in quelle parte, et vestiose del' ordine de san francisco et dapo m con lo Papa in Avignone, et Papa clemente lo fe Archipiscopo de Marsiglia et llà fo morto, et que sto anno fo morto Papa Clemente in Avignone. Anno domini 1322 seconda indittione se fece papa gioanne che fo francese, et in questo anno fo duca de Calabria, et à tutti l'altri figli dede pro vintie allo reame , et in tempo suo de questi 13 figlioli ne foro morti quattro. dui mascoli et doi femine. In questo anno fo morto Papa Joanne spa gnolo et stette nel papato anni 15 et mesi 8 et questo Papa incorono Rè lodovico de lo reame de Ungaria, lo quale fo figlio di Re Carlo secondo et questo Papa trapasso in anno domini 1312. 13 indittione et po se fece Papa Nitano et fo de Ro magna lo quale sediò nel papato anni dece et mesi setti et di uno et quando trapasso fo nel anno do mini 1323 7 indittione. Dopo fo Papa Celestino et fo de reame de sicilia de lo contato de cerrito de la Citta de Morrone , et questo papa renuntiò lo Papato et non lo volse. Et morto questo Papa Celestino ne l'anno domini 1329, de la 9ª indittione fo fatto PapaBonifatio de la citta di darlaghes, et in tempo di questo Papa, et deCarlo secondo in questo reame a BN. fe b BN. Madonna c BN. pentito papa fino a 7 indit. manca nel testo BN. morto Rè Carlo secondo et resto RèRoberto signore de lo reame ,etincoronato perlodettoPapa gioan ne de lo reame de sicilia , et canonizo San Tho mase d'aquino, et santo Lodovico de franza frate de Rè roberto, et in questo di fo nato ad Rè lo figlio che fo Duca di Calabria. Et havendo la Reina Ciancia fatta fare la chiesa di santa Chiara de Napoli si meseº cinque Can pane grosse sopra li poleri : et questo comincio ad principiare lo campanile et dotò la Ecclesia riccamente et in questo mezo Rè Roberto insorò lo duca de calabria suo figlio et dedele per mo gliere la figlia de lo duca de Borbona, una pere grina Creatura et havea la Citella piu tempo de lo marito et fo quando venne la nora ad Rè Ro berto anno domini 1333. 3ª indittione. Et in questo anno Rè Roberto fatta una grossa armata , perche havea trovato che questo anno dovea pigliare sicilia , et havealo P trovato per negromantia, et armo. 52. galee, et nave, et usteri assai, et se mese campo a la piana de milaczo et stettence misi cinquo et una matina fo pigliata una dBN. dede f BN. 1328 dela VIIIind. 36usteriX iBN. scontrasse j SM. Manca esso BN. ipso e SM. Nicolao. Tutto questo tratto g SM. d'Anagne BN. di Oranges kBN. parentela nBN. reame di Sicilia: manca incoronato etc. fino a Sicilia o BN. ci mesi 1SM. e BN. Ciancia p BN. havendo. et po se fece h BN. galei mSM. dopo 5 femina poverella et fo portata ante Rè Roberto, 0 et adimandata come se chiamava le disse che si chiamava Sicilia, et Rè Roberto audendo questo 2 subito levò campo, et vennesende con le trombe allo sacco. 528 e : In questo tempo nascio a lo Duca de Calabria una figlia a ala quale posse nome gioanna, et po in capo de l'altro anno li nascio unaltra figlia, et chiamosi Maria, siche fin qua lo Duca ha due figlie gioanna et Maria et questo Duca fo mastro Justicieri facendo bassai justificate iustitie che non l'haveria perdonato ad suo figlio, et questo Duca fo tanto saputo che li fiorentini lo pigliaro per lloro Signore et per suo gran sapere la signo rizzo piu et piu anni. Anno domini 1333. 3. indittionedmori lo Duca de calabria et atterrose a santa chiara de Napoli honoratamente. hanno restato le doe figlie gioanna et maria, el padre Rè Roberto, lo quale mandò allo frate in Ungaria che havea lo figlio andrea, et eradi uno tempo con la nepote gioanna et cossi venne andrea che all' hora era d'anni undici in dudici et cosi era la moglie de un tempo con lui. Et po si fece Papa Andriano , et fo genoese, et sede nel Papato mesi otto et di uno, et morto questo Papa si fece Papa Benedetto et in tempo suo nascio lo pronepote a Rè Roberto figlio de andrea et gioanna , et chiamasif Carlo martello et come fo nato cosi fo portato all'avo in unga ria et questo anno fo morto Rè Roberto et resto Rè Andrea, et la mogliere Regina gioanna, et lla sore madamma Maria , et questo anno trapasso lo Princepe de taranto che fo frate à Rè Roberto et lassò quattro figli, tre mascoli et una femina, lo primo fo l'Imperatore Roberto primogenito, lo secondo philippo , lo terzo loise de taranto che po fo Rè de sicilia, et & madamma Margarita de taranto, et h prese per marito lo Duca de Andri per amore. In questo tempo questi signori Reali erano no legendo apresso lo troverai, et lo principio fo che lo duca di Durazzo simise sotto madamma Maria ad forza, et levò la mogliere ad Rè de Ungaria etpo fo lui lo principio mezo et fine ad fare morire Rè Andrea. Et tanto lo portaro che l'occisero ad Aversa et strangolarlo dentro santo pietro ad mayella, et po lo dirroparo per lo gaifo morto, ora è in comenzata mala danza per lo Reame et per li si gnori per questa facenda. Et como fo morto lo Rè Andrea, messer loise de taranto si mosse per consiglio deli frati et pi glio la Regina gioanna per mogliere. Et questo anno medesimo si inzorò l'Imperatore Roberto, et prese per moglieuna donna de franza de casa de San Paulo. Et questo anno venne lo Rè de Unga ria allo reame de sicilia per devengiare ¹ la morte de Rè Andrea et meno sissanta milia cavalli; et all'hora Rè loise fuggidaNapoli con la mogliere et giosenem à Provensa , et cossi Rè d' ungaria prese tutto lo reame et fece gran Justitia et intra l'altre fe tagliare la testa allo Duca de Duraczo ad Aversa dove fo morto proprio Rè Andrea, et da quello gaifo fe gettare lui donne fo get tato Rè Andrea: Et fe tenagliare lo conte de Terlizo sopra un carro et tre capane et l'altre squartellare , et po prese tutti li signori zo fo l'Im peratore Roberto et lo frate messer philippo de Taranto, messer loise de Duraczo, et altre et sen de li porto inUngaria, et Junti lla nde le mando in dereto tutti in Napoli et questo anno messere loise de Durazzo prese per mogliere la figlia de messere thomasi de la Padula, de casa de san se verino et Rè de ungaria lassò in questo reame lo vicerè che fò º fra moliare provenzano et stava alo castiello de Aversa. adiman Et all'hora tutta Napoli incontenente daro loro signori Rè loise e la Regina gioanna la quale tornaro in Napoli con gran festa, et in questo mese fo morto Papa Benedetto de la Citta vei lo primo era il Rè andrea, la mogliere et la cainata : de casa de taranto , quattro de durazo dui de casa de balso , et erance Carlo martello ch'era in Ungaria conlo Rè i de ungaria lo quale non havea mogliere , et fo le data per moglie rek madammaMaria sore de la Regina Joanna la quale donna fo principio della morte d'assai, a BN. figliola staro le doi figliole b BN. fanno i BN. erano vivi con lo avo fBN. chiamosse de pavia et sede alo papato anni novi etmesi tre, et po si fece papa Clemente, et fo francese , Et questo Papa incorono Rè loise di taranto , et la Regina gioanna Prima dello Reame de gerusalem et sicilia et incoronarsi alle Correies, et per questo Rèloise et la Reginagioanna fecero fare santa In coronata ad memoria lloro, et delloro Coronatione. e BN. et re c BN. manca iustificate j SM. lo quale etc. g BN. et fe madamma etc. nBN. dove q SM. zio che fu k BN. moglie o SM. sopra uno carro et tutte l'altre squartolli. d SM. mancano anno ed indizione h BN. et questa prese 1 BN. levengiare s B.N. manca r BN. incommune BN. et l'altri squartolli t B.N. ferno. SM. che prese m SM. e BN. giusende p BN. et altri si partio 6 Et havendo havuto Rè loise tutto lo reame in tero, et signorizatoli bene et allo meglio stare venne Rè d'ungaria unaltra volta et Rè loise sende a fuggi da Napoli con tutta la mogliere e con quat tro nepoti figli che foro de lo Duca de Durazzo b con quattro galei, di queste galei era capitano lo Conte di Avellino, lo quale volea tradire Re loise d et volealo dare ad Re de ungaria esso e la mo gliere et madamma gioana che era mo Duchessa, la quale dava allo figlio e facealo Duca diDuraczo et tutti l'altri tenea ad sua volonta. Et lo Rè sapendo questo dice ali patroni de le galee andamo aGaeta et llapigliarrite la paga, et come foro giunti, lo fe ammaczare in mezo la piacza de gaeta. Ora tornamo à Rè d'ungaria che prese tutto lo Reame, venne alo castello novo et havea pro miso ali Ungari la robba di Napoli mandò ad chia mare li capi di Napoli se recattassero la robba li quali mandaro a lo Rè de ungaria otto dinapoli et lo primo fo messer gioanne barrile, messer Barto. lomeo carrafa, et messer Roberto arrimina, messer Andrea de thora, messer philippo Coppula, messer Nardo farrillo , Magistro liardo et Magistro Lonar do tarricciano f et tutti otto foro con Rè d'ungaria, et andato lo parlare suo incontinente tornaro et fero l'imbasciata insto modo a lo seggio lloro dicendo come Rè volea ne recatassimo la Robba nostra, Perchè l'avea promesa alli Ungari et pre stamente fo armata tutta Napoli per tal modo che Rè deUngariapiglio tantapagura che sende andò i che mai piu non ci venne. Et come Rè d' ungaria fo tornato in Ungaria subbito fo mandato per Rè loise, et la Regina gioanna, et tutti tornati in Napole et alo castello d'Aversa era anchora fra moliare alo quale Rè loise chiamando messer Jannotta standardo et as sediandolo in poco tempo l'hebbe. Et in questo anno venne in questo Reame una compagnia di cavalli, et appiedi et conducevanoli dui capitanei l'uno fo corrado Lupo et l'altro Bertanio de la Motta con 35 miliad'acavalloj, et a pede, et Rè loise cavalcò con tutta Napoli et foro da otto milia persone et inscontrandoli presso à Napoli otto miglia dove erance attisi lo Rè con li Napolitani forok per tal modo che tutti foro¹ rutti, strutti, morti, et presoni. Et in questo anno Rè loise fe la compagnia a BN. sene ferno b BN. Aversa h BN. in questo c SM. delle qualı i BN. se gio et mai pio non de lo Nudo, et ando in florentia , et li florentini lo recepero per signore et lo Duca de Milano cio e, messer Bernabo li mando presente, et mandole cercando lo nudo, lo quale li lo mando, et cossi foro in lega del nudo insembla. Et in questo anno Rè loise torno aNapoli et fe una grossa armata, et andò in sicilia et fo inMes sina con voluntate de Missinisi et stettence per signore uno anno etdopo se ritorno in Napoli. Anno domini 1362m fo morto Rè loise de ta ranto in Napole in lo castello novo fo alli 5 de Junio lo giorno dela ascencione, et in questo anno fo morto il gran senescalco fiorentino d'aczarolin, et po la regina gioanna dede l'offitio pure alo frate pure de casa Aczaroli et di Rè loise restaro dui frati et una sore, zio fo lo Rè Roberto et l'Im peratore philippo et la Duchessa de Andria,et lo corpo di Rè loise fo portato ad P monte Vergine. Et in questo mezzo trapasso Papa clemente francese, et sede alo Papato anni XI etpo se fece Papa Innocentio spagnuolo et questo fe la crociata contra francesco de forlino , et po contra turchi, et in questo anno fo morto l'imperatore Roberto frate di Rè loise et resto l'Imperatore philippo et la signora Duchessa de Andre q. Et questo anno la Regina gioanna prima maritò doe nepote, le quale foro la Duchessa de Duraczo, et dedelaa messer loise de novarra frate che fo de Rè deNovarra,et l'altra fu Madamma Ciancia che la diede allo gran Cane de la Schala, et la mando, ma poco stette che poi torno vidua in Napoli ala cia Regina gioanna et cossi trova una sore morta madamma chimenta et la Duchessa et Madamma Margarita. Et in questo anno la Regina gioanna andò in Roma per comandamento de lo Papa, lo quale fo Papa Innocentio tramontano narrando la con. pagnia che portava et altro essendo alo Papa li fo concesso zo che volea, et cosi torno in Napoli contenta et che hebbe la rosa e la beneditione , del Papa. Et qua fo bisogno notare tre cose insieme d'un tempo primo la figlia de lo Duca d'Andre prese marito lo Rè de sicilia et questa cita mo se chia mava la ReginaAntona ello marito cimandò quat tro galere, et andosende in sicilia ad suo marito. Et questo anno la Regina gioanna prese ma rito et fo catalano frate de Rè di Ragona et chia eBN.ferillo d BN. ipso nge venne j fBN. terracciano BN. con 35 de cavallo forno, etc. manca rutti. m BN. 1361 n BN. Arardi. o BN. c. s. p BN. a. k BN. fero q BN. Andria s BN. Giu. t BN. Duca Andrea. r BN. Manca. gBN. 1BN. 7 , mosi Rè giaymea infante di mayorca, et venne la prima volta in Napoli per mare et po volse andare in catalogna in la conquesta , et fo pre sone, et la Regina lo riscosse 60 milia fiorini, et cosi retorno in Napoli fo ricevuto dala Regina et napolitani alo Palio, et essendo Rè giaimob in Na pole venne la sore ad vederlo et fo la Marchesa de Monferrato et in soa Compagnia nce adusse intra l'altre vinte Citelle belle come angele. Et questo anno 1' Imperatore philippo andò in Ungaria ad pigliare la mogliere, la quale fo Ne pote de lod Rè d'Ungaria figlia di Stephano et con esso porto lo conte de Montori suo serivitore et un di lo Rè chiamo l' Imperatore philippo in camera secretaf et llo conte de montorio che le dasse la Regina gioanna in mane, et in questo non fo altro che ipsi tre, et lo conte de Montorih in continente lo scrisse ala Regina gioanna tutto lo fatto come stava, et la Regina scrisse arreto alo Rè de Ungaria et lo detto Rè fe pigliare lo conte De Montorio et felo morire honestamente In que sto anno genoa fe una grossa armata per mare de nave, galee, et andò in Cipri etpigliaro famagosta etpigliaro presone lo Rè de cipri sua mogliere et figliuoli et portoli presone in genua, et possero ad saccho la Maistra 1 Citta de Cipri. k m La detta sore de Rè giaymo stette in Na poli piu d'uno anno, et po si partette de Napoli et ando in suo paese anno domini 1368°, et po di questo anno Rè giaymo P se partio da Napoli et andò in catalogna ad fare sua conquesta et lla si fo morto che non torno piu in Napoli *. Anno domini 1368 venne in Napoli l'Imperatore de costantinopoli con quattro galee ad intentione di pigliare per mogliere madamma Margarita de Durazzo et non monto nientes sua venuta, perche madammaMargarita se contratavat darse ad altro, et cossi l'Imperatore se partio da Napoli excluso. Et questo anno messer Carlo de Durazzo prese per mogliere madamma Margarita de durazzo sua sore consubrina scesa da doi frati carnali, et mo messer Carlo era inUngaria et la mogliere in Na poli et la Regina gioanna nde fo molto contenta de tale parentezza, et cosi la Regina gioanna nde la mando honoratamente in Ungaria per mare come appartene ad reale, et piu nc'era sua nepote car nale de donne et signori de Napoli et de lo Reame. In questo anno se incomincio la briga intra genoesi et venetiani , et fo per una nave de ve netiani d'un gran valore de più de un Milione de docati et foronce mortihomini assai del'una parte, et dell'altra. Anno Domini 1370*. fo sconfitto aa messer Am brose bb con sua compagnia, la quale fo de 12. milia cavalli et Pedone sine numoro , lo quale messer Ambrose cc fo figlio alo Duca de Milano non legi timo et passò in puglia con tutta queste gente, La Reginagioanna mando messer gioanne malatagli dd per capitanio de suo exsercito et lipugnando lo sconfisse, et prese presone lo detto messer Ambro sio et minole inNapoli ala Regina gioanna. In questo anno apparse la Cometa, et in que sto ee fo morto l'Imperatore philippo allo Reame f deUngaria et non nde resto figlio nullo si non la sore che fo mogliere delo Duca d'andre con due figlie, la Regina de Sicilia et un figlio piccolo che havea, et questo anno fo morto Papa Innocentio Ultramontano quale sede in lo papato Anni dece. Et po si fece Papa Urbano quinto et fo francese, et li genoise, li quali facevano guerre con li vene tiani pigliaro favore de Rè d'Ungaria et portavano SO soe Bandere. Anno Domini 1371. XI indittione fo morto Rè giaymo gg come, e, detto in catalogna per conqui stare suo Reame de mayorica, et laRegina nde fece lle exequie in Napoli, et in questo mezo trapasso Papa Urbano francese, et po si fece Papa Grego rio provensano et questo Papa maledisse fiorensa et tutti fiorentini fe cacciare per tutto l'univer hh mundo et suo comandamento fo exequito in ogni parte. Questo anno apparse la cometa inNapoli e fo ali 15 de Junio in anno Domini 1371. XJ. indit tione ii et questo di fo morto lo piu possente Rè de christiani ciò fo lo Rè d'ungaria che in suo tempo conquistò cinque Reami d'infideli et tutti li fe fare christiani. Et in questo Anno si comenzo una guerra per tale modo che fo male per tutto lo Reame la quale briga per uno castello de casa de Sansoverin a BN. Raime b BN. Raimo c BN. Monfred lo quale Re prego lo imperatore et lo conte de monsan k SM. mesero 1 BN. maesta r SM. manca in Napoli xBN. consunse yBN. conti m BN. Raymo s BN. et non fo manco niente z BN. 1360 e BN. un h BN. monsano n BN. partia t BN. contentava d BN. monsan aa BN. constretto ffSM. manca allo Reame Malatacca ii BN. XII ee SN. e SM. questo di jj BN. manca. i BN. ο ΒΝ. 1378 bb BN. Antonio gg BN. raimo f BN. scr.do manca. p BN. Raimo u BN. scisa cc BN. abrosio gBN. c. s. j BN. montano q BN. giu v BN. fratelli dd SM. hh BN. manca universo 8 con lo Duca d' Andre, et casa de sansoverina la possi in mani de lo consiglio de laRegina gioanna, et lo Duca all' hora non nde fo contento, donde a BN. sanudrin nde fo strutto, et stette da fora de loReame piu d'otto anni. b BN. donda for strutti et scorti da for etc. A nno Domini 1371. XJ. Indittione incomenzo ad rompere tutto lo Reame ad malandrini. tanto chenullo buon homo potea andare che non fosse preso da malandrinia, et Jnter l'altri si era uno Caporale Mariotta,lo quale fu uno potente, et valente malandrino, et sempre gia con la rosa rossa, et questo correa tutta puglia, et Capitinata, et lo contado de Molisi, Valla beneventanabet terra de lavore tanta havea possanza de compagnuni, et sempre si reducea allo terreno dello conte di San t'Angelo perche nde era favorito 1).Hora vengamo c alla briga delo Duca d'Andre con casa de sanso , verino ma la casa de sanseverino d presero lo braccio della Regina gioanna , la quale Regina mando ad chiamare lo Duca d'Andre per l'accor dar con casa de sanseverino, et lo Duca non ce volse andare . Et laRegina nce mando un altra volta una imbasciata de cavalieri, et ancora non ce volse andare f, et ultimamente & la Regina lo fe chiamare ordinariamente et non venne ne esso ne altro da sua parte, et cosi li fo fatto lo processo bannuto condennato, e sposseduto de tutto suo bene, et dopo la Regina lo fe bannire per Napoli che ogni homo havesse francesco de lo bauzo h per ribello, et la Regina incominzo ad mandare lo campo ad Tiano che all'hora era (de) loi Duca. a SM. da quelli e BN, gire b BN. manca f BN. e SM. manca da et la Regina Anno Domini 1373 3º Indittionis aprilis 2) lo campo andò ad Tiano etforo de appede, et d'ac cavallo 12 milia persone de lo quale campo et gente de arme fo Capitanio messere gioanni Mala tacca, et fonce tutto lo sforzo de casa sanseverino, et de casa demarzano, et l'altri signori de Reame de Napoli¹ 3). Et intro tiano era il Duca d'Andre et la mogliere et presto foro fatti tre trabuchi che trahevano notte et giorno dentro Tiano, et un di che dedero un fiero assalto che tutti li Napo litani andarom fi dentro le porte, et questo di nce fo Tunno de milano frate che fo de goffreda et de lo Monaco de milano, et ad fra Martino 4), et per mantenere questo campo convenea venire la grassa una giornata intorno Tiano, donde per questo in Napole era una gran caristia et ancora era per mariotto malendrino che tenea la bocca de tutto lo Reame. Et qua si pone, et dice, che lo detto Duca d'Andre sempre happe mala intentione verso la Regina et da lo tempo de Rèloise de taranto secun do suo marito. EtlaRegina sempre hebbe buona intentione allui , che si puro una volta havesse mandato ad dire alla Regina dicendo che havea fatto male, la Regina l'haveria perdonato 5). Et da mo si forza lo campo di fare cave, et trabucchi, c BN. vegnaто gSM. manca j BN. del k BN. de aprile gio 1 SM. manca d SM. quale prese BN. ma casa de sanseverino persero h BN. ogni homo lo tenesse per etc. m BN. gero q BN. fatto dire r SM. manca. 1) Mariotto o , come è chiamato da altri Margotto , era capo della banda addimandata della rosa rossa , e non già della testa rasa come leggesi nel testo MUR. Trovo notizia d'una compagnia della Rosa formata in Provenza a questi nBN. manca o BN. hebbe i SMmanca p BN. happe 2) Al mese di aprile 1373, risponde l'indizione XI. 3) ANTONIO DI BUCCIO scrive , che anche gli aquilani col tempi. RICOTTI, St. delle Comp. di Ventura, T. II, 135. Cfr. CAPASSO , Due scritture riguardanti la storia di Napoli etc. Arch. st. nap. an. VI, 320.-DE BLASIIS, Cronicon siculum 27, n. 5. Conte di s. Angelo eraNicola de Janvilla. Capasso, ivi. conte di Montorio andarono contro Teano. A. I. M. Æ. VI. st. 264, 265. 4) Nel testo MUR. è ridotto così questo brano: « E questo dì ci fu Fumo di Milano fratello che fu di Giovanni e dello Monaco ». 5) Tutto questo brano è molto abbreviato nel testoMUR. A. 1373 10 et bonmarde mai non finaro, el Duca era dentro Tiano, et como sentio che si faceano le cave d'ogni lato dela terra all'hora fecepensiero d'abbandonare Tiano et all'hora fe chiamare tutto Tiano in co mone et si dice a lo Populo, et a tutti l'altri si gnori et gentilhomini della citta de Tiano figliuoli et fratelli miei, e fidelissimi vaxalli Io vi pregho da parte de Dio, etmia che vi sia recommandata la Duchessa vostra Donna naturale sopra tuttel'al tre cose, et po ve recommando vostra citta , et cosi lo Duca piglio licentia da tutti piangendo esso et li vassalli fortemente. Ali X di decembro 14.Indittione lo Duca d'An dre uscio de tiano, et ando in Montescaglioso in puglia sua terra 1), et dallà sene andò in Avi gnone a Papa cio, e, ad Papa Urbano quinto 2), et era francioso, lo quale li fece grande honore, et dopo ando verso Provenza a soi amici, et po fo in lombardia, et in l'altra parte per fare soi fatti , et in lombardia acconso una compagnia de.... che foro 12 milia cavalli tutti buona gente. Ali 23 del detto mese de decembro 3) si ren dio Tiano ala Regina gioanna et cosi sende levò lo asseggio , 4) et lo Meraglia5) de marsano com pero sessa 25dmilia fiorini, et lo conte de alife com parò Tiano 15 milia fiorini, et po per servizio che l'haveva fatto messer gioanne malatacca si li dono la Città de compsa ad ipso et ad sua heredi. Et in questo tempo la Regina tenne modo colo conte de Sant' Angelo che hebbe Mariotto Ma landrino, et fe l'impiccare et cosi fece comanda mento ad tutti libaroni de lo Reame che dovonca sentissero Malandrini per lo paese lloro fossero presi et mandati à Napoli et cosi fo fatto, et cosi la Regina f quante nde veneano tutti li facea im piccare, tanto che de moltitudine non faccia men tione piu. Anno Domini 1363 $ 14. Indittione ali 20 de Jen naro 6) vennero in Napoli vinti galei de genoesi etandate h verso li mari de Venetia, et tutte por a BN. manca da et in... h SM. andaro 1 SM. 1373 n BN. piu et più volte dicendo b BN. 28 c. BN. assedio i BN. allegrata j SM. mettesse o BN. donna nostra pBN. esci. 1) Cr. siculum, 26. Cfr. Ravizza, Collezione di dipl. e doc. chietini I, 171. 2) Pp. Greg. XI. Questo racconto è ridotto nel testo MUR. 3) Nel testo MUR. settembre. 4) Assedio. 5) Ammiraglio. Cfr. BUONINCONTRO, R. I. S. XXI, 22. 6) 1373: indizione XI. Ist. Ven. R. I. S. XIII. 1056. 7) La compagnia di guasconi e brettoni condotta da Gio vanni Maléstroit, Silvestro Bude, Bernardo della Sala ed altri A. 1374 tavano l'arme della Regina et po in capo di que. sto detto mese venne in Napole 18 galei de ve. netiani, et presero refriscamenti a Napoli, et po andaro verso ponente ora si comenza forte caldo la briga de questi doi cossi grande , et possente per mare. Et in questo mese venne l'imbasciata alla Re gina gioanna per novella d'ungaria come adCarlo de la pace era nata la figlia femina , la Regina gioanna nde fo molto allegrai, et mandole unbel duono, et mandole dicendo che sende venesse in Napole. In questo di se raggionava che lo Duca deAn dre scendeva a lo Reame con una grossaBrigata de gente d'arme 7), et cosi fe comandare alo paese che ogni uno se ponesse alo forte per questo Duca d'Andre suo ribello. Ali 28 de giugno 14. Indittione anno Domini 1374k 8) venne lo Ducad'Andre in terra de lavoro con piu de 15 milia¹ persone da cavallo et ad pede et meseall'hora tutta lagente dentro Aversa, et Capua, et lo Conte Camerlingo suo cio era al l'hora à casa lucem, lo quale subbito mandò per lo Duca chevenesse allui, lo quale venne subbito, et Junto conlui li disse piu, e piu parole Anpollose , dicendo maledetto da Dio foste tu natoper farebri gogna à tale casa, quale, e, la nostra, per certo non si naturale di casa de bauço, considerando à tanta crudelitate, quanto in te ha regnata, et regna ad non volere obedire la Regina Joanna Donna naturale, et poi hai fatto come lo diavolo che sempre e, destinato ad far male, cosifai tu, che primo fa cesti l'uno et mo hai fatto l'altro, et come malvaso huomo sei appellato traditore che veni contra la Donna tua, et da quest' hora innante non te ap pellare de casa de bauzo. Ora ensi tosto da mia fortellezza, et non me te fare piu vedere. El Duca d' Andre vedendo che suo zio dicea la raggione, et pensava che soa mogliere era in mane de la Regina gioanna 9), incominzo ad la d BN. 28 eBN. manca k BN. 1473 f BN. manca gBN. e m BN. manca 1 BN. 16 milia capitani, guidata da Roberto cardinale di Ginevra e mandata da Gregorio XI per reprimere le terre ribelli di Romagna e domare la Toscana. BUONINCONTRO, 1. c. Cron. Misc. di Bologna R. I. S. XVIII, 505-AMMIRATO, ivi XIII,695. Cron. Siculum,28. 8) Indizione XII. 9) Leggesi nel Cron. Siculum , 26 , che dopo la resa di Teano la moglie di Francesco del Balzo si ridusse alla soggezione di Giovanna I e col consenso di lei andò ad abitare in Napoli. Cfr. ANTONIO DI BUCCIO, st. 269. 11 A. 1374 chrimare teneramente et lo Conte vede lo piangere Insembla con lui, et lo Duca disse zio mio sacciate ch'io non haggio a altra speranza si non à Dio , et ad Vui di questo fallire, che ho fatto, vedete, che volete che io faccia, perche io hagio prome so à questo Capitano, de darli il soldo, come era a 1o Reame, et darle decedotto fiorini per lanza elo Conte dice, et dove troverai tanti denari ? Ora fa à mio consiglio, levale da terra de Lavoro, et por tale in puglia: et come sono in puglia una notte tende fugge ad monte scagioso, et po non fare fit ta 1) alo Reame, vattende in provenza alo papa ch'e, nostro parente finche Dio ti leva questa for tuna da dosso. Et lo Duca dice, faro zio mio vostro coman damento et cosi prese licentia, et lo conte li diede denari et vaxellame d'argento, et cosi lo Duca si parte et passò in Puglia, et per lo camino facea lo meno male che potea fare eccetto alo ti nimento de casa de sansoverino. Et come gionse alloco 2) per fare soi fatti, si parte una notte , et andò sende adMontescagioso et poi si partio puro de notte, et andosende per soi fatti 3). Et li capitanei et campo vedendo che erano gabbati, incominciaro ad tenere modo de vivere, et in questa compagnia sincerano deli com pagni di messer Bernardo de la sala, li quali erono Gascuni , et bertuni , et taliani 3) et li loro capi erono messer Bernardo de laSalanepote de mes ser Bernardo : l'altro si era Angelo aymone, Ri naldo de capo spata', loise panzardo, et la gran Burdo et herrigo de guascogna, et assai altri capi, et gentilhomini * 4). a BN. ho de naldo de capo spata b BN. decedotto milia c BN. ando g SM. manca h BN. gero m BN. bisognerà n SM. manca o SM. visse pBN. manca. 1) Fare fitta-badare, porre mente. Modo vivo in qualche dialetto abruzzese. 2) A quel luogo , là , illo loco. Vocabolo vivo nel dia letto napolitano. 3) Il BUONINCONTRI , 1. C. 29, non bene dice, che France sco del Balzo < Reg. Ang. 358, f. 156 t. A. 1375 Et prestamente andaro questa gente d'arme et combattero una terra per forza, puro in Puglia et pigliolla alla luce de la luna, et questa terra era de laDuchessa de Durazzo, e guardava lla un ca valeri Napolitano che si chiamava messer Mar cello arcamone5),etperdela perImbriachezza che quella sera s'imbriacò et non fece fare le guar die per la terra , et havea l' Inimici à tre milia, et da questa hora fece sacramento mai vino non bevere piu. Et laRegina gioanna vedendo che lo Duca era fuggito, et lassato lo campo, all' hora se accordò con la gente d'arme per 60 milia fiorini et inse ro * da lo Reame, et fero patto per nullo tempo venire alo Reame, et parterosi 6). Et in questo venne la novella a la Regina gioanna come madamma margarita de Duraczo era prena de figlio mascolo; et la Regina le mando à dire che sende venesse in Napoli che sarà meglio servuta de tutte cose che bisognam. In questo anno fo morto Papa Urbano quinto et fo francese , et grande amico del Duca d'an dre et cosi subitamente se feci Papa Gregorio provensano amico assai anchora delo Duca d'an dri", et questo Papa Gregorio fece scomunicare per tutto lo Mondo fiorentini per lloro difetti, et que sto Papa fo vivo anni doi mesi tre, et giorni de cesette et se ragionava che madamma Margarita de Durazzo venea tosto in Napoli, et cosi fo. Anno domini 1375. 15 Ind. Pali 15 de Julio 7) venne inNapoli madammaMargaritadeDurazzo 8), et era prena di tre mesi et adusse con lei la fi glia Joannella che era all' hora d'anni cinque, e d BN. territorio e BN. compagnoni f BN. angelo simon i BN. VIII j BN. X milia k BN. usciro 1 BN.ferno 1382-5 aprile-Il Re conferma una convenzione fatta fra Giovanna di Durazzo e Moncello Arcamone: questi po teva vendere i castelli predetti , a patto di prelevarne dal prezzo mille oncie per comprarne feudi a favore di Luigi suo figliuolo. Ivi, f. 192. 6) Leggesi nella Cronaca di ANTONELLO CONIGER ap. PEL LICCIA V. 9, che nel 1378 « essendo nemico lo duca Fran cesco de Baucio Duca d' Andre colla Regina , con suo fa vore vennero li abortuni (brettoni) in Pullia, delli quali una gran parte venuti a Lecceli Liccisi esseru (uscirono) e fero uno brusciamento et rupperoli in loco nominato Ta pugnano , dove delli a poco anni nde foro ammazzati una gran parte ». 7) Il mese di luglio della ind. XV risponde al 1377. 8) Il Cron. sicul. 28 pone la venuta di Carlo e Marghe rita nel luglio 1376, XIIII indizione. A. 1375 la Regina la prese cara come figlia soa, et all'hora lo marito messer Carlo 1) era in campo capitanio generale del Rè de ungaria a lo soldo de genuesi , et stavano intorno ala citta de chyogia, et erano all' hora 15 milia cavalli, et questa Chiogia sta dentro terra, et salsince per mare per una grossa fiumara , ala quale li genuise mesero per questa acqua 20 galee , et cosi chiogia stava assediata per mare et per terra dala quale non de potea uscire persona. Et all' hora vedendo questo Venetiani che la loro citta stava in tale pericolo de non sepossere succorrere, pigliaro una nave, et affondarola ala bocca de la fiomara, et cosi le galee non pottero ne piu intrare, ne piu insire, et foro perdutiqueste vinte galee. In questo medesmo anno 1375dela 15.Ind.2) fo morto lo conte camerlingo 3), lo quale fo de casa de bauzo scese daReale, lo quale fece lo castello de casa luce appresso ad Aversa uno miglio et fo morto delo mese d'Augusto, et fo atterrato à santa chiara de Napoli. Et cosi fo fatto conte camer lingo Jacobo de Capra 4) ala intrata de settembro, et puro sideterminava de havere marito la regina gioanna, ala quale fo trovato messer odo de bro soych uno todisco, lo quale fo Reale et de sua casa nde erano stati per lo passato Imperatori assai 5). Ede contenente foro acconciate quatto galee de questo Reame de si mandare per messer odo et parterose da Napole de lo mese de febraro , in le quale galee nce andava per adducere lo marito ala Regina lo Conte de Caserta, lo Conte di santo a BN. soli dieci mesi f BN. et qua то g BN. seque ipso 12 A. 1376 angelo , lo Conte de cerrito et Roberto de Nola, et molti altri cavalieri de Napoli in numero de quaranta et gero fin ad Aste 6) che lla era messer Odo. Et questo anno si fuggio dalo castello del'ovo messer ambrosio con uno famiglio de lo castello per dinari , etgiusende ad Milano 7) sano etsalvo à suo padre et poco durò, che la matre lo fe mo rire per invidia 8). Et la Regina facea grand'honore ad madamma Margharita imperoche stava da giorno in giorno per figliare, et po figlio ali 13ª de Jennaro anno domini 1376dela 4. indittione et qua non parla f più de questo garzone lansalao, ma apresso se quitera de esso * 9). In questo anno medesimo 1376. ali 25 de Marzo et fo la festa dela Annontiata venne messer Odo marito de la Regina gioanna in Napole,et pigliato con lo palio, et portato in castello novo, et lla fo inguadiata 10) , et la notte messer Odo dormi con la mogliere. Et da mo messer Odo se acconsa de andare ad Aste ad vedere soi Nepoti, et fratelli, et cosi foro acconsati 11) quattro galee de lo Reame , et que sta volta dicese messer Odonde porto 16 barrile de moneta, et partiosi ali 18 de Juglio et andò per soi fatti. Ali 26 de augusto torno messer Odo con le galee in Napoli, et aduxe con esso uno suo frate et chiamavase messer Baldasar, lo quale prese per mogliere la disposta figlia del conte de fundi 12). Et in questo anno passo lo gran mastro de Ro do 13) contraturchi, et partiosida Napole de questo b SM. mancano anno ed ind. BN. V Ind. h SM. manca i SM. manca 1) Cfr. GATARO Ist. di Padova R. I. S. XVII, 318. 2) Indizione XIII. 3) Raimondo del Balzo, conte di Soleto , morì il 5 ago sto 1375, come si legge nell'iscrizione del suo sepolcro ri ferita dal SUMMONTE, ed. BULIFON, II, lib. III, 451. d BN. 14 eBN. 3 c BN. per mare j BN. SM. dispota. 7) Cfr. Cron. Siculum. 21. Secondo il CORIO, Hist. Milan. 559. Ambrogio era già libero sulla fine di maggio 1370. Chr. San. R. I. S. XV. 195. 4) Iacopo Arcuccio conte di Minervino e d' Altamura. TUTINI, Della Varietà della Fortuna, 16. Questa notizia manca nel testo Mur. 5) Raccontano, che quando morì Iacopo di Maiorca , fu domandato ad un astrologo provenzale , che avrebbe fatto la regina Giovanna I. Alio, rispose questi, maritabitur alio. Questa parola è composta delle iniziali dei quattro mariti di lei : Andrea, Ludovico , Iacopo , Ottone.- PAPON, Hist. Gen. de Provence, III, 224. 6) Cfr. BENVENUTO DA S. GIORGIO, Ist. di Monfer. R. I. S. XXIII. 594 e seg. 8) Nel testo Mur. mancano le circostanze della fuga age volata da un famiglio de lo castello e della morte. 9) Ind. XIV. 10) Sposata. 11) Messi in ordine: testo Mur. 12) Baldassarre di Brunswick sposo Iacobella figliuola di Onorato Gaetani conte di Fondi: il contratto delle nozze fu fatto il 12 gennaio 1379. Carinci , Doc. scelti dall' Arch. Gaetani. La voce disposta, che negli altri codici confrontati e nel testo Mur. è mutata in dispota, pare a me debba in tendersi nel significato di disposita , ben conformata, avve nente. 13) Rodi. A. 1376 mesede settembro, et da Napoli andaro con lui molti fleri et altri assai ad soldo, e questo gran mastro era Catalano, et essendo in campo con li turchi perdero et fo presone lo gran Mastro de Rodo a con tutta la sua compagnia, che poco nde camparo. b 5 Ali 19 d'ottobro delo detto anno venne la no ** vella ala Regina come messer Loise era morto ala Citta de gravina, per lo quale la Regina nde fe reale exequie 1). Inquesto anno medesimo l'Imperatrice vechia d atterrose ad santa Croce fora de Napole 2). Et in questo Anno la Regina dono lo Princi pato de taranto ad suo marito, lo quale nce posse Capitanio, et Castellano ad sua posta. Ali 13 de Marzo dello detto Anno venne in Napole messer Roberto dartoys , marito dela Du chessa de Durazzo, et fesende una gran festa 3), et la Regina in questigiorni dono la Cerra con tutto lo contato ad messer Odo, et po messer. Odo andò * unaltra volta ad Aste, et presto ritornò per certe novelle che sentea de Napole che Papa Gregorio : : 13 A. 1378 inNapole in Anno papati 1376. ali 26de junio a 7) venne però che è morto Papa Gregorio ch'era tra montano che la regina le desse sua voce che po era tardato tanto ad farse che li Romani erano posti in grida che non voleano Papa Ultramontano ma taliano , et per questo foro occisi molti Ul tramontani ,et lo collegio vedendo questo per sa tisfare ala voluntà de Romani fe jettare lo manto sopra ad Papa Urbano, ma non che restasse Papa ma per acquetare la furia de Romani , si disse lo Collegio che e fatto lo Papa Italiano, et cosi Ro mani acquetaro lloro ira, et po dicono fatence ve dere lo santo padre, et cosi fo mostrato lo Papa con lo manto vestito in dosso, et come à Papa fe la benedittione , et cosi tutta Roma nde fe festa delo Papa Italiano, et dapo lo Collegio requese lo Papa che voleano intrare et ordinare de si fare per elettione lo Papa lui dice io so Papa, et so digno et cosi gabbo tutto lo Collegio et resto Papa *. EtlaDuchessa d'Andre era all'hora in mano de la Regina et lo Duca suo marito era in Roma, laRegina all'hora¹ udendo che havea tutta la Signoria integra delo Papato, all'hora mando,messer Odo in Roma in era morto 4). Et questo anno venne in Napole lo Cardinale Ursino, et la Regina lo recepe honoratamente alo castello novo, et questo cardinale fo frate ad mes ser Raimundo ursino 5). Anno domini 1377 die 7º Aprelis fo fermato Papa Urbano de Napole, et fo del seggio de Ni do6), et stette ad farse questo Papa circa decemesi, et fermato la Regina lo fe ad sapere à tutto Na pole ch' ogn' uno sende contentasse. Et perche avante havemo detto che lo Cardinale Ursino venne a SM. manca b BN. 18 ancora l'imperatrice vecchia etc. per questo etc. compagnia de Napoletani assai, et altre gente, lo Papa lo recipi honoratamenteet ineffetto per quel lo che gio lo Papa non nde fece niente, cha volea la Corona de lo Reame et messer Odo sende torno indereto m ali quattro d'augusto et da mo inco n minzo l'errore intra la Regina et lo Papa, lo quale fo destruttione da tutto lo Reame, perche in questa guerra nde mori la Regina gioanna, et po Re Carlo li levò lo Reame 8). c BN. manca de lo detto anno e SM. manca j SM. manca da fejettare lo manto... d BN. la imperatrice vecchia morsi etc. SM. Mori g BN. ce nefe f BN. Dancois k SM. manca resto Papa. n BN. tre. 1) Luigi d'Evreux conte di Beaumont, fratello del Re di Navarra , s'era sposato a Giovanna di Durazzo , nipote di Giovanna I. Nel Cron. Siculum 32, leggesi, che morì a Trani nel mese di agosto 1376. 2) Non so intendere di quale imperatrice parli il croni sta. Il titolo di vecchia farebbe supporre, che si volle indi h BN. 17 iBN. manca et 1 BN. vedendo m BN. dietro 6) Bartolomeo Prignano napolitano, arcivescovo di Bari, fu eletto pp. il dì 8 aprile 1378. IlDI COSTANZO, Istoria del regno Ed. Gravier, lib. VI, 243 afferma, che nacque in Na poli alla piazza degli orefici secondo alcuni dicono di padre pisano: ed il PANVINIO : Romani Pont. 241 , scrive « natus care Maria di Borbone vedova di Roberto di Taranto; ma essa morì nel 1387, nè v'è memoria della sua sepoltura in s. Croce. 3) Roberto d' Artois conte d' Eu sposò Giovanna di Du razzo vedova di Luigi di Navarra. Il Cron. Sicul. 32, nota, che venne a Napoli martedì 6 di aprile 1378. 4) Gregorio XI morì la notte seguente il 27 marzo 1378. Vita Greg. XI, R. I. S. p. II, T. III, 674. 5) Questo paragrafo manca nel . Mur. in platea Vindi , in loco , qui vulgo infernus appellatur ». Questa piazza era fuori la porta detta del Pendino. Nel luogo detto l'Inferno stanziavano i chiavettieri. Cfr. Sum MONTE lib. III. 453. La narrazione delle turbulenze avvenute in Roma e le agitazioni dei cardinali pel conclave riferite confusamente dal nostro A. è trasandata nel t. MUR. 7) Il 31 luglio secondo il Cron. Sicul. 33. 8) Cfr. TEODORO DI NIEM Commenta de Schismate. lib. I. c. 6. RAYNALDO ad an. VI, 333. A. 1378 Ali 23 de Magio anno domini 1377 2ª indit tione 1) messer Nicola de Jovenazzo 2) ditto de Napole convitò la Regina alo suo steri 3) adnido, et questo giorno fo fatto lo Consiglio di si fare un altro Papa, la quale cosa non fo bona per laRe gina che perdio lo Reame, et fonde morta; et fo determinato che lo conte de fundi venesse ala Re ginaet andonceda parte delaRegina messer Nicola de Napole con una galea, etunogaleone. Et alli 23 de Junio venne lle doe fusti da fundi con lo conte, et messer Nicola de Napole in tutto fo deter minato farsi lo Papa à fundi, et cosi mandaro doe galee in Avignone con detto Nicola,et Conte de Ca serta 4) per adducere lo cardinale de Genefra 5) et otto altri cardinali, li quali otto cardinali co mo videro la Resia ad Roma cosisi partero da Roma, et gerosende in Avignone, li quale fero in bassata diligentemente, et po sende tornaro in Na. e poli ' ultimo de Julio d senza li Cardinali. Et lo Papa de Roma come vede partuti li otto cardinali, incontinente nde fece deci altri , et po mando per tutti signori delo mundo significando como lui era vero Papa et li Cardinali erano fug giti da Roma, et erano in Avignone , etinquestidi fo morta laDuchessa d'Andri inNapole et fo sep pellita honoratamente per messer gioanne galeoti. Qua fo notitia dele doe galee che tornaro d'A vignone con li otto Cardinali et arrivati ad fundi ali 12 de decembro 6), et como fo sentuto es a BN. hosteri b BN. sette dafero l'imbastata fino ad Avignone k BN. 18 q BN. mo c BN. reina g SM.gionti 1 BN. era in soldo in ienua dBN. manca l'ultimo de Iulio hBN. 11 iBN. comeforo sentuti essere arrivati etc. m BN. territorio r BN. lo duca 1) Nel t. Mur. leggesi: « Alli 23 di Maggio del 1379 , Messer Nicola Spinello di Giovinazza... convitò la Regina alla sua casa a Nido ». Il riduttore dei Diurnali corresse ' anno secondo l' ind. 2.a, che risponde a quell' anno; ma poichè il fatto del convito dato dallo Spinelli precedette l'elezione dell'antipapa Clemente VII, la quale avvenne il 20 settembre 1378, sono d' avviso, che il testo della nostra Cro naca debba correggersi a questo modo: Ali 23 de magio anno domini 1378, 1.4 ind. etc. 2) Nicola Spinelli era Cancelliere del regno. Nell'editto di Urbano VI contro gli autori dello scisma, fra gli altri sono nominati questi < iniquitatis filii Honoratus Gaytani olim comesFundorum,Antonius olim comes Casertanus, Fran ciscus de Vico olim praefectus urbis, Ioannes de Malastret, Nicolaus Spinellus de Neapoli, Silvester Bindo , Bernardus de la Saya, Petrus de la Sala olim milites, et Guitometus de la Sala domicellus etc. RAYNALDO ad an. VII. 363. 3) Steri, osteri, ostello, ospitium. A. 1378 sere aggionti ad fundi, presto vede venire Archie piscopi, episcopi, Abbati, et previti de ogni paesi, che pochi giorni fo adfundi, fo piu gran Collegio che in Roma, et la Regina sapendo che li Cardi nali erano ad fundi mando prestamente permesser Odo ch' era ala Abatia de san germano, fando guerra alle terra della ecclesia. Et a li 19 de Novembro tornò messer Odo in Napole con tutta la gente d'arme, inpero che si volea fare lo papa ad fundi, et lo conte mandò à dire ala Regina quando li piacea che si facesse lo Papa all'oro arbitrio, et cosi lo fecero. Et in qui sto messer Carlo de Durazzo era ad soldo de ge n noise¹ et gia in campo ad Trivisi alo terreno de Venetiani 7). Ali 24 de decembro 8) fo fatto lo Papa ad fundi, et ali 25.fo fermato in tutto, et questo Papa fo lo Cardinale de Genefra, et po si chiamo Papa chimente, dove foro assai signori de lo Reame et cavalieri Napolitani alo collegio in Fundi, ella vo. live 9) inpetrare archiviscopati episcopati, abatie comendatorie, et priorie che maistri Usteri, 10) et chi una cosa, et chi unaltra et come si facea ad fundi , cosi si facea à Roma, et l'uno Papa sco monicava l'altro, et cosi chi pigliava benifitij tanto dall' uno, quanto dall' altro P. r Et come lo papa de Roma fe venire messer Carlo de Durazzo ad Roma et si lipromeseinco ronarlo di questo Reame 11), et cosi all'hora erain e BN. venuto f SM. manca j BN. preti n BN. XXIII o SM. de pBN. tanto da uno Papaetc. 4) Luigi Antonio de la Rath. 5) Roberto card. della Basilica dei XII apostoli venuto già in Italia con le bande guascone e brettone. 6) Deve leggersi settembre, perchè in questo mese fu e letto a Fondi l' antipapa Clemente. Simili correzioni biso gna fare nei paragrafi, che seguono. Il MANSI nelle noteap poste al RAYNALDI notò queste inesattezze dei Diurnali. 7) In questo anno contro i veneziani fu fatta una lega tra il Patriarca di Aquilea , Francesco di Carrara e Ludovico re d'Ungheria: il Carrarese assediò Treviso ed il re d'Uu gheria mandò in soccorso dilui Carlo diDurazzo condieci mila cavalli seg. GATARO Ist. di Padova R. I. S. XVII. 317 e 8) Ho già notato, che l'antipapa Clemente fu eletto il20 settembre 1378. 9) Intendi: e là volevi etc. 10) Uscieri, magistri ostiarii. 11) Cfr. GATARO. R. I. S. XVII. 323. 14 A. 1379 lo patrimonio una persona compagnia de Sangior gi 1), la quale lo Papa soldorigio 2) et da mo mes ser Carlo ritorno in lombardia puro ad fare guerra intorno Trivisi, et damo in Napole si ragionava che messer Carlo era stato in Roma et devea ve nire a lo Reame. In quello tempo in Napole era Archiepiscopo Bernardo et era tramontano, et era ad fundi con 1o Papa etlo Papa de Roma fece Archiepiscopo de Napole lo Vuczuto; et questo Archiepiscopo Voc zuto si stava occultamente in sua casa ad Capuana per paura dela Regina 3). Et ali 5 de Aprile Papa Chimento mando lo cappello a messer linardo de Gifoni , donde la Regina nde fece gran festa 4). Et in questo tempo era si forte tutto lo paese de malandrini, che non potive gire ad parte nes suna, et la Regina fece Capitanio all' hora de terra de lavoro messer Raimundello de Nola sopra li malandrini . Ali 20 d'Aprile messer Raimundello fe gire un bando da parte de la Regina, et parte sua che qualunque Malandrino volesse perdonanza havesse termino otto giorni, et che nullo Villano dovesse ca valcare in sella con speroni, si non ad pannello de lana 5) con la briglia in mano senza spada, et così come insio messer Ramundello trovo Sabatino d'Ar none ad Cavallo con speroniin sella con la per donanza in petto, et con tutto cio l'impese 6). Ali 28 de Magio venne Papa chimente in Na pole alo castello dell'ovo con tutto lo Collegio et discesero con le galee sotto l'arco delo Castello, a BN. a santo linardo de iffoni 15 A. 1379 et illo era reparato tutto Realmente et coperto sutto, et sopra deDrappe, et da canto lo thalamo ad alto con la seggia triumphale, et lo Papa asset tato, et lla era messer Odo la Regina giovanna mes ser Roberto artois, et la Duchessa sua mogliere, et doe sore madamma Margarita et madamma A gnesa et Donne et signori assai, et tutti basciaro lo pede a lo Papa, et qua fo la gran festa 7). Et la festa era alo castello d et per Napole si gia susurrando, videte ch'ha fatto la Regina, che ha fatto venire lo Papa alo castello dell' ovo et non, e, Papa, che, e, lo Papa delo Carnevale. Et questi erano quelli dela parte de Papa Urbano et uno maistro philippo de Cingene 8) a la piacza de la Sellaria incominciò ad parlare de questi fatti contro la Regina, et lla si trovò uno Andrea ravi e f gnano 9) gentilhomo, et audendo questo bestiale parlare, et non lo possette sufferire represelo de parole, tu dice , et fai male àparlare contro ad tua Donna, et lui respose peggio , et lo detto Andrea le dede lo digito ali occhi per tale modo che de quell'occhio non nde vede mai piu,Et questo mai stro philippo havea uno nepote, lo quale se chia mava lo Birgante , et era cositore, et como seppe de suo zio all'hora se mosse dala Scalasia ™ gri dando fino ala Sellaria viva Papa Urbano, et al l'hora fo persequitato da uno granpopolo de quelli dela Sellaria, Et questo Brigante con tutto questo Populo giero gridando per tutto Napole viva Papa Urbano, Et conquesta furia cursoro lo Episcopato Santo Pietro ad Ara, Santo Severino. Santo Eloy", Imperoche, tutti queste case erano de Tramontani, b BN. manca tutto il paragrafo e SM. de lo ne vedde f BN. davignone 1 BN. brigante g BN. con h BN. dicendo tufai male m BN. scala gia n BN. santo loya. 1) Papa Urbano aveva assoldato la compagniadi s. Gior gio condotta da Alberico daBarbiano per contrapporla alle bande de' guasconi e brettoni. Cron. di Pisa, R. I. S. XV, 1074. Cron. Sanese, Ivi, XV, 264. Cron. miscel. di Bologna, Ivi, XVIII, 520. 2) Assoldò. 3) Bernardo Rodhez era l'arcivescovo scismatico ricono sciuto dalla r. corte: Ludovico Bozzuto era stato ordinato da pp. Urbano. c BN. speroni et spada i BN. peio j BN. allocchio d BN. castiello kBN. non onde Carlo di Durazzo il 24 febbrato 1382 fece contro di loro un bando , che fu affisso ai portici del Castel nuovo , alle porte del vescovado e della Magna Curia. Egli ordinò a tutti di perseguitarli per esterminarli « in quorum gra viorem penam exterminiumque pariter illud signanter vi dimus annectendum quod in defectu personarum eorum ad dirucionem domorum incisionem, et extirpationem vinearum et possessionem nec non captionem in exilium uxoris et fi liorum eorum ad aliquam Insulam vel alio extra regnum ne radicitus pullulent per officiales ipsos irremisibiliter pro 4) Questo paragrafo manca nel t. Mur. Leggesi nel Cron. Siculum 34 che giovedì 27 gennaio della II. ind. l'Antipapa a richiesta della reginaGiovanna mandò il cappello di Car dinale a Leonardo de Gifone generale dei frati minori. 5) Sella e speroni erano riservati ai militi. 6) Le ordinanze di Giovannanon ebbero effetto e le com pagnie dei malandrini seguitarono ad infestare il regno, cedatur ». Reg. Ang. 1381. F. n. 358. 17. t. 18. 7) Il Cron. Sicul. nota , che l' Antipapa venne in Napoli martedì 10 maggio.- Cfr. Ist. di Pad. cit. 262. Vita Cle mentis antip. cit. 8) Nel t. MUR. leggesi < ad un maestro di regno nella piazza etc. » Nel Cron. Siculum 36 « Philippum Frenarium ». 9) Andreas Ravagarius. Cron. Sicul. ivi. A. 1380 Et da po con questa furia questo Populo misero l'Archiepiscopo Vuczuto in possessione a lo Archie piscopato suo, et de tutto fo capo lo Brigante co sitore, licet ala fine nde fo ben pagato. Et come Papa chimente , et la Regina foro chiaro de questo nde hebbero gran doglia, et lo Papa prestamente montò in galee, et giusende ad fundi con tutto lo Collegio, et dopo alidui de Ju gno se parti da fundi, et andosende in Avignone, et mai piu non venne in queste parte 1). Et in questo tempo erano per tutto lo paese de terra de lavoro tanta Malandrini , che non si potea andare fino a lo Ponte de la Madalena, et specialmente in fore fiumo 2) , che lla since ta gliavano li huomini como cocozza, et lle femine a perte per ventre, ch'era una crudelitate. Et la regina havea doglia de piu cose, l'una del Papa, l' altra pero che le novelle si accerta vano di messer Carlo; et l'altra per li Malandrini, et all'hora la Regina fece uno capitanio sopra que sti, lo quale capitanio ne presi uno di questi Malan drini, che si chiamava Paschale Vurrello de fore fiumo, crudele homo che havea spaccato lle femine de sua mano, per ventre et fo inpiso alo ponte. Et come la Regina vede acquietato lo romore per piu, e piu giorni mando per lo Archiepiscopo Vuz zuto et non lo potte havere per che stava recelato occultamente à Capuana. Et la Regina vedendo non lo possere havere in mano, si li mandò ad fare lo guasto ad soi possessioni, et primo mando a formello alla possessione dela Rota 3) , tutta la gente d'arme ad farla tagliare, et come la taglia vano, cosi si li huomini di Napoli insero insino ad formello armati, et per questo ce fo una fera sca a BN.forno chiari bBN. postea 16 A. 1380 ramozza intra li homini de Napole,et liTodischi gente d'arme. Et all'hora lo Castellano de Castello Capuana messer Jacopo Citrolo 4) incomenza a gettare Vertuni dalo Castello infavore de li to dischi et questo guasto fo ali 4 de Junio. Et ali otto de Junio la Regina fece abbattere tutte le case delo detto Archiepiscopo, che so in capo la Sellaria, et quelle de lo Pendino , et le Buczarie alo Mercato 5), et dovoncha nde havea, et po fece a battere l' hosteri suo proprio, etnon nce andò altro ad questo si non mastro Stefano Regente, con sua famiglia, et mo tutti quelliaffet tavano Papa Urbano stavano mali contenti per paura de la Regina 6). Et ali 26 deJunio si partimadamma Marga rita de Napoli con doe sue figlie, uno mascholo, et una femina et giusende al morcone 7) impe roche sapea certamente la novella de suo marito messer Carlo si aspettava in Roma da diin di, et mo di questo mese la Regina fe gettare un banno che tutti li casali sfrattassero et mettesserose allo forte, Imperò che messer Carlo dovea venire a lo Reame 8). Ali 4 de Julio messer Odo se cazo in campo con tutta gente d'arme, et mesise ala Fraola, et à Jugliano 9), che puro se ragionava che Papa Ur bano havea coronato messer Carlo de lo Reame, et ch'era in Roma con gran gente d'arme et do vea venire alo Reame, et questo durò fine al'in m suta d'augusto anno domini 1380. Ali 4 de settembro 4. Indittionis messer Odo raduno tutte soi gente, et andosende in puglia, et piglio la possessione de lo Principato de taran to 10). Et accertata la Regina gioanna de messer c SM. et lefece aprire vive etc. dBN. Vurtello g BN. vertunda m BN. uscita h BN. 25 i BN. manca morcone n BN. SM. manca anno domini j BN. manca gettare o BN. manca. 1) L' antipapa giunse aNapoli il martedì 10maggio parti il giorno 13 e pervenne a Marsiglia il JO giugno secondo il Cron. Sicul. 36. eBN.fonsello k BN. avea da fBN. uscirno 1BN. caccio 7) Nel t. MUR. RomaperMorcone. SUMMONTE II. lib.III. 461. 8) Giovanna I come si fu allontanata Margherita, il 20 2) Di là dal Sebeto. 3) Nel testo MUR. mandò a dare il guasto alle sue pos sessioni e primo mandò a Formiello al Ponte de la Rota a farlo guastare ». Formello è presso Porta Capuana e la chiesa di s. Caterina conserva il nome. 4) Nel t. MUR. « allora Messer Jacopo Zurlo Castellano di Capuana cominciò a tirare verrettoni. 5) « Alli 8 di Giugno la Regina fece abbattere tutte le case dell'Arcivescovo, che sono in capo dis. Maria e quelle del Pennino, e della Bucceria del Mercato ». T. MUR-Buc. ceria, buczaria, beccheria. 6) TEODORO DI NIEM lib. 1. c. 2. giugno 1380 adottò per erede Luigi duca d'Angiò. LUNIG C. I. D. II. 1141. BALUZIO V. Pap. Aven. I. 501. Ella lo stesso dì concesse a Luigi il titolo di duca di Calabria, ed il dì 8 luglio seguente fece la procura al suo segretario Ange luccio de Furno di Ravello, perchè si fosse muto nell' anti papa in Avignone per ottenere da lui denaro ed armi, per fare guerra a pp. Urbano. Marthene et Durand Thes. Anecd. I. 1580. PAPON. Hist. de Provence III. 146. 9) Afragola e Giugliano terre presso Napoli. Nel . Mur. manca tutto ciò che segue. 10) Il nostro Cronista non fa menzione del rumoresorto fra i patrizii dei sedili avvenuto a quei giorni e sedati da Ottone. Cfr. SUMMONTE lib. III. 457. A. 1381 Carlo ch'era incoronato, de lo Reame 1) presta mente mandò in Avignone alo Papa, et alo Duca de Angioy fandoli sapere tuttolofatto de messer Carlo, Etpuro ancora erano li Malandrini d'ogni lato per terra de lavore, et li piu erono de Morcone 2) per parte de madamma Margarita con la quale era lo Conte de sant'Agata , e Guglielmo dela le C gonessa. Ali 21 de febraro se tornò inPuglia contutta la gente d'arme, le quali erono tre milia et du gento Cavalli de bona gente.. Et lo Conte deNola3) sentendo che messerCarlo era incoronato, et era con la Regina alo castello, all' hora cerco licentia ala Regina in questa forma che si volea fare heremito et commese questa malitia, imperò che havea all'hora con messer Carlo dui figlioli , l' uno era messer Roberto , e l'altro messer Ramundello. Ali 12 de marzo la 4 Indittione 4) la Regina scrisse per tutto lo reame ad soi amici, et fe deli vassalli significando loro come messer Carlo era ad Roma incoronato de lo Reame, et dovea pre stamente venire ch' ogni uno se acconciasse sua robba et dopo la regina mandò à chiamare tutti li Napolitani in lo castello dell'ovo , et se li signi , fico la incoronatione de messer Carlo e po con lacrime all'occhi li pregò dicendo succuritimi mo à questo bisognogrande perdare allegente d'arme, et diquesto novi forzate che vi sea troppo tedio, o gn' uno faccia cunto perche a voi e poco ed a me èassai, et lo cunto si fece in spatio d'unmese, et dederlo ala Regina, la quale fu la disfattion sua perche incrodelesce lo Conte 5) adtutta suaparte. Et ali 14 Magio messer Odo si parte da Na a SM. manca de lo reame b SM. Sant'Angelo 17 A. 1381 pole sentendo messer Carlo a Roma con tutti soi Capitanei et gente d'arme, Et questo di fo una grande tempestate d'acqua, e di vento, et andò fino ala Abbatia de san germano ,etlla hebbe novella de messer Carlo, et cosi messer Odo si subverno fino ala insuta deJunio alle terre dell'Abbatia6),et sentendo messer Carlo sinde venea 7),all'hora sende venne inArienzo et llà si meselo campo, aspettan do l'inimici, et lla era all'hora messer Jacobo Stan dardo , Prestamente lassò presentemente messer Odo in Arienzo et vendesende ad Aversa, et ali vint'otto de Junio la gente de messer Carlo ferero alo campo de messer Odo de manera, et de tal modo che li fero levare campo al' impressa, per donde nce perdero robba assai, et piu de vinti cavalli: et cosi messer Carlo sende venne a Nola, et la fo pigliato come à signore, et lla se refrischo più di sei di con sua gente d'arme. Ali XI de Julio, et fo lo giovidi la Regina fe chiamare tutta Napoli , et significoli questa no vella, et po fo determinato de si gire per Napole con le bandere de la Regina, etla Domenica ca valcò con le bandere et fo ali 14 de Julio 4.° Indittionis et queste bandere foro spezzate et git tate per terra 8). Et essendo messer Carlo a Nola con tutta sua gente stimata', et messer Odo era apresso allui, et questo fo lunidi ali 15 de Julio, et lo martedi ale 15 hore messer Carlo fo sopra lo ponte de la Magdalena, et messer Odo a laRota de casa nova 9) con li battaglioni in ordine l'una parte et l'altra ™. Et quafabisogno mentovare tutti li signori tanto, d'una parte, come d'un altra et primo de messer Carlo fo lo cardinale de sanguine Legato, et lo Duca d'Andre, elo prencipe nepote c SM. Gurello BN. Borello f SM. Castello novo k BN. uscita gBN. manca 1 BN. manca stimata 1) L'incoronazione avvenne più tardi. Carlo giunse a Ro ma sulla fine dell'anno e fu fatto senatore. Il 13 novembre 1380 Urbano VI spedi bolle alle università di Sulmona e Chieti, con le quali dichiarava Giovanna decaduta dal re gno e invitava i cittadini a favorire Carlo- FARAGLIA Cod. Dipl. Sulmonese 228. Ravizza Collez. di dipl. etc. I. 99. Cfr. i BN. ando errando h SM. la Corte BN. lo cor m BN. manca da in ordine etc. e BN. mando d SM. due j BN. San geronimo 6) TOSTI St. della Bad. di Montecassino Lib. VIII. sul prin cipio. 7) Il Pp. aveva investito Carlo del regno il 1.0 di giu gno 1381, ed il dì seguente l'aveva coronato re: RAYNALDO ad an. 420. Cron. di Pisa R. I. S. XV. TEODORICO DI NIEM Cron. di SER GURELLO R. I. S. XV. 849 e seg. NERI DONATI Annal. Sen. ivi 267. DE BLasius note al Cron. Sicul. 47. 2) Morcone terra di Madama Margherita. t. Mur. 3) Nicolò Orsini. 4) Alli 4di Marzo ». T. Mur. 5) Nel nostro MS. lo Conte fu sovrapposto il vocabolo corte. Questo è abbreviato nel t. Mur. lib. II. c. 22. Carlo entrò nel regno il dì 8 giugno. RAVIZZA o. c. I. 74. 8) Le bandiere furono accolte con onore secondo il Cron. Sicul. 38. , 9) «Messer Carlo stava in Nola coll'esercito eMesser Odo li stava vicino, ed alli 16 di Luglio alle 15 ore il re Carlo si presentò al ponte della Maddalena e Messer Odo alla volta di Casanova. T. MUR. Carlo entrò in Nola ai 21 luglio secondo il Cron. Sic. 38. 3 18 A. 1381 del Papa messer Carluccio de mont'alto 1) mastro Justiciero: messer Roberto de Nola , messer Jacovo gaitano: Carretta dela leonessa, messer loise de gesualdo , messer loise de Capua, messer Roberto de capua 2), messer Jacovo dela Candida, messer Jannotta protho Jodice , messer francischello de licta 3): messer Palamedes vuczuto, messer Vac carella dentice 4): messer Marcuzo ayosso, et lo figlio lo paone ayossa 5), et lo storto Caracciolo, messer Angelo Pignatello: messer Benedetto strin garo 6), messer Paulo Stassi de li straneri fo lo Primo lungaro 7), messer Joanne banno * 8) : lo Conte ammerico 9): messer Marsilio de Carrara : Villanuzzo, et doi nepoti, messer Bartolomeo de Sansoverino , et lo figlio Berlando de racanata con lo nepote Dominico de Sena 10): Gove¹ de Sena francesco americo : messer Joanni de Racanata , messer Marsilio Confaloneri 11), Barone de lo for tero 12), Fiola Citrulo 13): Nofrio Pesce: Cola mo stanok 14) et altri assai 15). Hora dicimo tutti li Signori che foro con mes ser Odo, lo primo fo messer Roberto artoys, mes ser Baltassar de Bronsuych: 10 Marchese de Mon ferrato 16), lo frate liuzo sprovieri, messer Ber nardo de la Scala¹ 17)(messerAngelino: messer lu m scano 18),etlo frate figlio de lucente sbergo: mes ser Jacovo Zurlo con dui nepoti, messer nicola maccaroni de Crape 19), et molti altri gentil'homini n de Napoli 20); Et stavano questi doi Capitanei a BN. manca de Nola A. 1381 che l'uno vedea l'altro , et messer Carlo sopra lo ponte, et l'homini deNapole insevano alo pon te, et portavano li frutti ali capuzzi 21), et erano assai : et messer Carlo diceva ali homini de Na pole chesi tornassiro dentro, che aspettavano la battaglia d'hora in hora: Dio glorioso sia quello che ce dea vittoria: Etquelli de Napoli tutti sta vano armati alo Mercato, et lla stava all'horalo Regente messer Stephano et li Capitanij deNa pole messer Andrea de pento, et Napole all' hora era de tre voglie, l'una era de Papa Urbano , et l'altra era de la Regina, et l'altra de messer Carlo, che puro stava sopra lo Ponte, et stettece da le 15 hore per fine ale 18; puro aspettando battaglia, et vedendo che non ci respondea persona all'hora si mosse messer Palamides Vuzzuto et messerMar cuzzo ayossa con una gran brigata de gented'arme, et vennero ala porta, et trovarola inserrata, et cosi andaro ala Conciaria 22), etda lla intraro allo Mercato 12),vivaRè Carlo, etlihomini deNapole resposero viva " Rè Carlo.Et audendo questo lo Re gente , et lo Capitanio et altri tutti fugero verso lo castello, et tutti abandonaro lo mercato, et all'hora vedendo messer Palamides, et li altri che per lo Mercato non ci era persona che contra alloro re spondesse si gero , et apersero la porta de lo Mercato , et fo de Martedi Anno Domini 1381 de la 4ª indittione, et prestamente venne Rè Carlo, et ale 19 hore trasi 24) la porta de lo Mercato, et b BN. mancano i tre precedenti f BN. scassidato 1 BN. Sala g BN. l'ungaro forbanno m BN. lo scavo h BN. sansoneri n SM. BN. campi s SM. gridando viva viva etc. BN. viva viva c BN. de lectera i BN. giove o BN. uscivano t BN. trometti (trombetti) v SM. de Napoli x BN. manca da et all'hora. 1) Monoaldo. Carluccio Ruffo di Montalto T. MUR. 2) Manca ivi. 3) Franceschiello di Lettere. ivi. 4) Marciello Dentice. Il nome era Naccarella. ivi. 5) Ivi. manca il nome. 6) Ivi. Serignario. dBN. Naccarella j BN. fortor e BN. stingaro k SM. mustarj rBN. gero p BN. manca qBN dio u SM. viva viva BN. viva viva Rè 18) Ivi. lo Schiavo. Manca et lo frate... 19) Capri. Ivi. di Cropa. 20) ANGELO DI COSTANZO Ist. cit. Tib. VII, 251, aggiunge Pietro Macedonio e Goffreduccio Gattola. 7) Ivi manca. 8) Ivi manca. 9) Ivi. Alberico l'ungaro. 10) Ivi. Bernardo di Recanata , e il nipote Domenico, Cione da Siena. 11) Ivi. Conselonieri. 12) Ivi. del Sestiere 13) Ivi. Florio Citrolo. 14) Ivi. Cola di Martone. 15) Fra i seguaci di Carlo bisogna porre Braccio da Mon tone, quasi adolescente, che militava a capo di nove militi. BUONINCONTRO Ann. c. 40. 16) Ivi Monferrato : Giovanni Marchese di Monferrato. 17) Ivi. de la Sala. 21) Il nostro testo è difficile ad interpretare, e probabil mente deve esserci qualche mancanza, o errore di vocabolo. Nel testo MUR. poi leggesi , che <> che ne morì il due maggio 1383. Probabilmente deve leg. gersi marzo per maggio. Cfr. Cron. sicul. 48. Forse per la morte del Conte non si parlò più della sfida fra Luigi e Carlo. È pure a notare, che in questo anno molte regioni d' Italia furono travagliate da una moria, cui si davail nome di peste. BUONINCONTRO 44. 11) Pierre de la Couronne? 12) Nel t. MUR. meglio 3500 cavalli. a A. 1383 Et Rè Carlo vedendo cessato lo Duca d' an gioia de terra de lavore incontinenti mando mes ser Ramundello de Nola in guardia de Barletta con 5. cento lanze, et che faccia guerra ale ter re de lo Duca d'Angioia in quelle parte et uno de li di, lo detto messer Ramundello fe tagliare la testa ad nove homini de Barletta de casa de santa croce , et in questo fo pigliato messer An gelo pignatello, et fo portato alo Duca d'Angioia, Imperò che havea saputo sua fama, et si li disse se tu voi servire me come servi tuo signore et si te faro gran signore et messer Angelo disse salve vostra gratia questo non deve dire a me che io non lassaria mio signore per tutto vostro Reame et llo detto li fe fare pagura delo fare morire, et esso respose signore non, e, tale de vostri pari ad fare morire no mio pari ca vesaria gran d' infamia per lo paese, et cosi passo tutto lo par lare, et tutto questo fo ad Ariano, et mo tutti li casali de terra de lavore erano tornati ad fare 24 lloro fatti. Ali 9 de febraro dell' Anno domini 1383. cor se lo conte de Caserta con 8 milia cavalli ad presso a Napole et prese una gran preda de pre sone , et bestiame, et questo di fo preso Ramun dello , et di questo messer Ramundello dfo fatto cambio con messer Angelo pignatello et cosiforo liberati. Ali 16 de Magio vedendo tutti li casali de Napole che Caserta facea tanto danno pigliaro consiglio insieme de fare una mostra de quanta giomente potessero fare , et peduni armati et si insemblaro 1) una domenica che foro tutti li Jo mentari mille et quattro cento, etlipedune piu de mille , et come si vedeno cosi insemo tanta gente all'hora tutti gridaro dissolutamente et senza or e dine A Caserta A Caserta cha hogi la pigliarimo, et quello fo la meglio & Jomenta sotto che gisse in nante et giro à cavallo insieme meno quelli a piede a BN. manca 5 b BN. otto meglio , che aveva meglio jomenta k BN. uscio 1 BN. restaro p BN. non essere. mSM. della cornia d SM. manca e BN. tre c SM. persone h BN. manca da gisse innante fino a piede f BN. cento i BN. arrivati nBN. manca o d'essere presone o fare partito 1) «Una raccoltadi quanta gioventù potessero.... t. MUR. Questa fu una prova di villani, i quali, anche ora, più che cavalli nelle nostre terre, usanogiomente, cioè pulédre. Poco appresso si parla di giumentari, guardiani di cavalli. 2) Arrivati. t. MUR. 3) Cognome dei conti di Caserta de la Rat. 4) Elmetto. A. 1383 perche una parte de quelli acavallo giva innante et l'altra era direto assai, et cossi li peduni . Et come quelli di Caserta vedino venire tanta gente ad cavallo, et a piede et all' hora non ce era lo conte sinon lo frate Sandalo de la Ratta, et come vede che foro acchigato 2) alo piano, et vede lloro modo, et cognosce lloro bestialitate,subito fece insire d'una porta una inpavisata de trenta fanti con lanze et con balestre, et dedero l'ordine cio che avessero à fare et Sandalo havea all'hora 1 dentro Caserta, et ogni uno conle lanze in mano et lui insio de nante la portagridando racta, racta 3), et percosse sopra lloro per tale modo che tutti voltaro ad fugire quello ch'era meglio à Cavallo et li peduni tutti foro pigliati che poco nde Cam paro ' che le feminepigliavano li presuni etpor tavanoli dentro Caserta. Ali 26 d' Augusto lo Duca d'Angioia se par tio d' Ariano per gire in Puglia , et non potte perche havea poco gente, et li soi nemici erono forti, et come fo a Petracatella fo assediato intorno da gente di Rè Carlo , all'hora messer Pietri de la corona era con lui si vede che loDuca eraad m male partito o, d'essere presone o, fare partito", messer Pietro dice a lo Duca. Signore voi com parite, et noi saremo tutti presuni per ragione che li inimici sono forti, et l'amici ne sono lontani; siche à noi hogi conviene mostrare tutto nostro ardire, et cosi messer Pietro piglia la giornea all' arme del Duca, et mettelo sopra et po femontare lo Duca nel meglio cavallo che fosse in tutta la com pagnia, et cosi diede l'ordine che ciaschuno stesse con le lanze in mano, et l'armette 4) in testa, et per talmodo fero, che foro tutti salvi: et cosi sende gero in taranto, et in taranto dede a messer Pietro l'arme sue intorno intorno fe sue arme 5). Ali 28 di settembre Papa Urbano se parte da Roma 6) et venne à Capua ali 4 d'ottobre et Rè Carlo si parte da Napole con tutte le gente g BN. e SM. lo jBN. uscire o SM. manca 5) Intorno al fatto d'armi di Pietracatella il nostro Cro nista discorda dal Cron. sicul. 49, il quale lo assegna ai 5di aprile. Il dì 20 settembre Luigi fece in Taranto il suo testamento. LUNIG. O. c. II. 1191. 6) Cfr. Cron. sicul. 50. こ : : A. 1383 d'arme, et come lo Ré to co lo Papa adAversa 1), lo Rè alo castello, et lo Papa alo vescovato, lo Rè manda la notte soi sequaci, et fepigliare lo Papa contra sua volontà, et felo venire alo castello, et non lo lasso mai andare mentre non hebbe tutta sua volonta, Et tennelo dentro lo castello cinque di et po lo Papa e lo Rè se partero da Aversa, et vennero in Napole 2). Ali 8 d'octobro lo Papa trasio in Napole con lo palio de panno ad oro et Rè Carlo l'aspettava innante ala porta de Capuana vestito come à 25 d Jacono d'Evangelio, et la corona in testa et pumo d'oro in mano sinistra elgiglio d'oro inmano destra, et se assettaro in segia tribunale, et non se partio disedere , mentre lo Papa non fo con lui, et cosi lo Re si leva da sedere, et ando à basciare & lo pede a lo Papa, et lo Papa lo bascio in fronte: Et po lo Re prese lo freno et a dextro lo Papa per fino ala piazza Capuana, Et come lo Papa fo ali gradi delo Vescovato lo Papa vuole andare dentro : el Rè le dice, non Santo Padre, andamo alo castello et o volesse o non, ando in lo castello , et lo Rè po l'adextrò per fino à Santo stephano ad mercato, et po lo lasso andare, et lui se intro in lo steri de li guinazi et lla¹ si acconso soi panni. Et es sendo lo Papa in Castello novo con lo Re, fece l'accordio de lo Principato de Capuam de lo Ducato d'Amalfa , delo Castello de Nocera et de quello de Scafata et altre citate ", et castelle et per anno 5. milia florini mentre durava la briaP, et lo Papa non si dovea travagliare deniente delo Reame per finche la guerra teneva , et cosi s'accordaro in A. 1384 novo et ando sende alo Vescovato et lla stette uno gran tempo per finche andò alo castello de nocera, et stando lo Papa alo Vescopato all'hora nce " marito doe Nepote l'una la dede alo conte de monte de Riso, et l'altra a Matheo de Celano. Ali 24 de decembro la vigilia de Natale , lo Papa scese dalo episcopato ad Vespra con tutti tredici cardinali, et lo di de Natale ali 25 cantò la messa lo Papa alo altare grande et questo di fo fatto cavalieri fleri (sic) messere Vasile genoese 4), che alo mundo poco cavalieri so stati fossero stati fatti conpiu Triumpho", come fo fatto questo mes V ser Vasile. Imprimo ci fo lo Papa con tutto suo Collegio et et lo gran maestro aa deRodobb, et fonce Rè Carlo con tutti li signori de lo Reame, et de Napole felo Cavaliere lo gran Mastro, et lo Rè license dd la spata, et lo Principe li calzo li speruni lo Nepote delo Papa hor videte Signorisi se fo fatto al mundo un tale ee. Lo primo degennaro del'Anno Domini # 13848g, et fo capo d' Anno, cantò la messa il Papa, et fonce lo Rè et la Regina et tutto Napole : Et questo di si fece la parenteza intra hh lo Nepote del Papa et laNepote delo mastro "Justicieri, cio fo Carluccio de Montalto, et cosi prese mogliere lo Prencipe de Capua: Et questo di lo Papa fece la cruciata 5) à dosso alo Duca d'Angioia come ad heretico ella era la bandera kk dela Crociata et lo Papa la benedisse con tutti quelli che andavano con lui, et lo Rè tenne la mano a la bandera " fin à tanto fo detta la messa. sieme. Ali 26 novembro lo Papa insio dalo castello a BN. manca ad Aversa lo Re a lo castello et lo Papa e BN. destra assettato et lui entro f BN. da sedere g BN. a basar k BN. in lo hosteri deli giumazi SM. Guindazzi o BN. milli p BN. briga v BN. vescovato trionfo fo fatto etc. q BN. di r BN. uscio da x SM. manca ali 25 aa BN. mastro se alo mundo fo fatto tale ffSM. BN. fo Carluzo di etc. kk BN. bannera y BN. uno jenovesi bb SM. di Rodi 11 BN. id. manca Domini mm SM. manca de jennaro. 1) Il dì 28 ottobre il Pp. andò ad Aversa ed il Re era vestito a bruno per la morte di Giovanna I, s'incontrarono nella chiesa di Casaluce. TEODORICO DI NIEM I. e 28 eseg. 2) Di questi fatti vi ha un ampio racconto nel Cron. Sicul. 3) I re di Napoli quando erano incoronati avevano le prerogative di undiacono, e trale altre cerimonie cantavano il vangelo nella messa, Cfr. in GIULIANO PASSARO , Giornali mm Ali 15 de jennaro lo Rè Carlo sapendo come lo Duca d'Angioia era ala Citta de Bari 6), b BN. in c BN. innanzi d SM. et lopumo BN. elpuто h BN. baso 1 BN. illa s BN. piscopato i BN. et cossi non ando in castello m BN. di Taranto et lo t BN. illa z BN. al mondo poco j BN. n BN. cita uBN. manca all'hora nce cavalieri foro fatti con quello cc BN. manca et de Napole gg BN. 1383 hh BN. tra dd BN. le cinge ii BN. maistro ee SM. jj BN. 20 60 l'incoronazione di Alfonso II d' Aragona avvenuta il dì dell'Ascensione 1495. 4) Basilio capitano genovese, ilquale comandava le navi di Carlo. Cron. Sicul. 47. 5) Cfr. TEODORICO DI NIEM. 6) Il Duca d' Angiò entrò in Bari il 19 luglio 1384 se condo il Cron. Siculum. 52. 4 A. 1384 26 et messer Ramundello facea aspra guerra dabar letta ale terre de la banda de lo Duca d'Angioia Rè Carlo in questi giorni fe uno editto a tutti soi a conti, et Baroni, che ogn'uno se metta in punto per questa Primavera che volea gire ad vedere lo Duca d'Angioia suo inimico. Lo secundo di febraro , e , santa maria de la Candelora lo Papa cantò lamessa alo Viscopato de Napole et Benedisse la candela, et desua pro pria mano dede la candela alo Rè, et alaRegina et po à tutti li cardinali, et pò la dede alo Nepote, et po alo cardinale di Ravenna la dede ad tutti f A. 1384 dui figli de messer Jacopo gaitano , messer Ro berto de Nola, messer Roberto de Sansoverino, messer loise Jamvilla , messerLoise de gesualdo messerguillelmo de tocto 3), Carlo pandone, mes ser Francesco de licterat 4),messer thomase pagano, et dui figli. Renso 5) pagano, et lo frate. Et de Napole de Capuana fo messer Martuchello del' au rensana, 6) messer Francischello guindazzo, Carru zo 7) guindaczo ", messer gasparre Cossa, messer Antonio Caracciolo, messer Naccarella dentece , messer Joanne Caracciolo ditto grosso 8), messer altri Signori, et questo cardinale stava allogiato à San Giorgi, et avea due corseri molto belli, delli quali questa notte linde furo levati sette li più belli et ben seppe Rè Carlo dove andaro. Ali 19 de febraro 1) Rè Carlo fe pigliare tutti li panni che foro in Dohana de fiorentini, et pisani, et genoise , una gran frotta de balle tanto che montaro 55 milia fiorini et dedele ale gente d'arme etper li cavalieri de Napole et tutti s'ac consavano da mo che devea andare, et cosi lo Rè fe gire lo banno pertutta Napole¹ ch'ogni persona fosse inm punto per tutto lo mese de febraro ad seguitar lo banno. Ali 4 d'aprile si parte Rè Carlo da Napole per 0 gire ad videre lo Duca d' Angioia et con esso gero questi signori lo legato, lo cardinale mara maldo de Napole et lo gran condestabile 2), mes ser Jannotta protho Judice lo conte de Monopoli, messer Jacovo gaytano, messer Iacopo Standardo, messer thomase de marzano, Conte Camerlingo, et a BN. onne uno b BN. ad c BN. andare Gauteri , messer Tuccillo Cafuore , lo storto Ca razolo, messer Salvatore Zurlo,Cicinello serepando, messer Janello Voczuto, messerNicola viola, messer lisolo menutulo, messerGarino barrile,messer Cola carazolo, messer Antonio baravalle 9), messer Zam pignonde lo freda 10) et lo frateaa messer Ca... 11) minutulobb, messer Joan Cossa,messer Nicola pesce messer Corrado guinnazo, messer Lisolo de Som ma, messerJannotto tomacello dd, messer lorito 12) Caracciolo Stifaxo # 13), Carazolo, lo conte 14) Ca razolo, messer Nicola menutulo, messer PetrilloCos sa, et messer Marino menutolo. Etdepiaza deNido foro questi, messer Angelo Pignatello, messer Tri glione 15)brancazo, messer Galiotta Carrafa , mes ser Francischello carazolo, mess.Nicola de fontanola, et lo figlio messer loise, messer Cistarello hh 16) pi gnatello, lo storto farcinaro, 17) messer Alimanno Caracciolo, messer Marino" brancazo, messerNicola brancaczo, messer Loise de morischo, 18) messer Goriello carrafa, messerGoriello guinnaczon, messer Mattagia tumolo 19), messer Marino tomacello,mes d BN. cannilora di sua etc. gBN. steva 1 SM. manca per tutta Napoli e BN. vescovato f BN. benedisse la cannela h SM. e BN. dece i BN. ne li foro j SM. ali 19 detto BN. ali 18 etc. kBN.jenovesi mBN. a q BN. loise dela mulla Guindazzo BN. manca z BN. et frati r BN. manca messer v BN. macarella aa BN. manca nBN. mancano le parole seguenti Loise de gesualdo s SM. Gurello o BN. jero t BN. di Lettera pBN. connestaulo u SM. Carruzo x BN. mancano i nomi seguenti fino allo Storto Caracciolo bb BN. Lise cc BN. Iammotto macello ff BN. Garaffa gg BN. Cristarello hh BN. Martino ii BN. manca dd BN. Lorenzo jj BN. manca. 1) Nel t. MUR. « alli 29 di febbraio. Manca ». Et tutti s'acconsavano col resto. 2) Ivi. Conte di Manoppello. 3) Ivi. de Tocco. 4) Ivi. di Lettere. 5) Ivi. Revico. 6) Ivi. dell'Aversana. 7) Ivi. Carluccio. 8) Ivi. Manca: detto grosso. 9) Ivi. manca Antonio. 10) Loffredo. 11) Ivi. Carlo. 12) Ivi. Luigi. 13) Ivi. Stefano 14) Ivi. Lucente. 15) Ivi. Tartaglione. 16) Ivi. Ostariello. 17) Ivi. Sarcinazzo. 18) Ivi. Altemorisco. 19) Ivi. manca. yBN. Loise ee BN. manca A. 1384 : ser Ricco tomacello 1), messer Malitia Carrafa, Petro 2) brancaczo, Andrea Capuano, Cera de gentilhomo caraczolo , Arricone Pignatello , An drea daufieri 3) boctufreda 4) daufieri, Fran cischello guinaczo¹, et povero chesia 5) de Mori scho . Et de Piaczade porta nova foro questi An drillo 6) mormile, messer Jacopo Spata in facze 7) messer Martuzo bonifacio,messer Philippo Coppula, messerTarruczo 8) Stagnia Sango , messerPetrillo ferola¹9) messerPietro,messer Lisolode constanzo , messer Alexandro de costanzo, messer Henrico de constanzo 10), messer Inbalia 11), messer Flore monte 12) de legori¹, messer Miliolo 13)Agnese ™, messer Pietro Fellapane, Francischello scanna so race , saraai ° 14) bonifacio, Aniello Rondillo P 15). Et dela Piacza de Puorto foro questi, messer Antonio Aureglia, messer Joanne de dura, messer Lionetta Pappa coda,messer Petro macedonio,mes ser Benedetto stringaro 16). Et li straneri foro questi lo conte albrico, messer Joanne auguto messer Villamuzo et doi nepote, lungaro , et Fe derico, messer Berardo de racanata, messer Lu t brago 17), messer Bartolomeo et lo figlio 18) sanso vrini messer Marsilio de " Carrara, francischino Cane, messer Francesco americo, messer Joanne de V aracanata 19), ciccho de lo Coczo , Marian de Ariete, messer Dominico de signa, Cione 20) de siena. Et in numero tutta lagente che Rè Carlo a BN. Rico g SM. de Moristero Lisolo di Costanzo b BN. Filippo BN. ne morische c BN. manca 1 BN. manca de Liguori in fine sovrapposta a un punto augusto p BN. rongiello s BN. berardino recanata caccolo cozo mandoli y BN. Gioanne ee BN. iuven z BN. de ff BN. farria 11 SM. manca aprile kk BN. convenea 1) Ivi. Martuccio e Marino Tomacelli. 2) Ivi. Filippo. 3) Ivi. Andrea e Goffredo di Oferio. 4) Ivi. Manca. 5) Ivi. Povera Chiara. 6) Ivi. Andrea. 7) Ivi. è aggiunto di Costanzo. 8) Ivi. Pietruccio. 9) Ivi. Ferrillo. 10) Ivi. Mancano Alessandro ed Enrico di Costanzo. 11) Ivi. Imbroglia. 12) Ivi. Ferrante. 13) Ivi. Milibalo. 14) Ivi. Serrapico. 15) Ivi. Ronchetta. 16) Ivi Serignano. 27 A. 1384 hebbe insuo campo innante barletta foro cavalli. 16. milia per cunto senza li Peduni. Ali 12 de Aprileaa, Rè Carlo gionse à bar letta 21) et questo di fe pigliare Ramundello de Nola, et fecelo bb mettere presone alo castello de Barletta et li soi compagni videndo pigliato lloro capitanio subito la magiorparte si partero di Bar letta, et questa compagnia de messer Ramundello tutta era de Bertuni, et Todischi, et taliani, et questo proprio di, Rè Carlo mando lo guanto alo Duca d' Angioia de la battaglia, et lo Duca lo pre m r se de bon core, et mandoli a dire, imperocche è troppo dd giovene , et foriale # troppo affanno ve nire fino 8g qua ad me , ditile ch'io lo vengo ad vedere infine a la porta de Barletta daqua cinque giorni per certo. El Re Carlo sapendo che lo Duca d' Angioia venea, prestamente hh mandò per messer Odo che anchora era presone a Molfetta, et felo venire a Barletta, et Rè Carlo li domando consiglio, dicen do " che te pare de questo mio inemico che me sta a fronte, come ve pare de fare, et messer Odo li dice fa lo venire in stento alcuni di che lui non ce po troppo durare in campo, perche se li con venera kk ritornare, et cossi fo. nn Ali 18 d'Aprile" loDuca fo innante dià mm Bar letta 22) apresso a tremiglia ischerate con tutta soa gente à cavallo, et appiede, et cosi fece Re d BN. difieri h BN. Carluzo e BN. gottafreda da fieri i BN. scanna sague f BN. giunnazo j BN. manca kBN. mancano Pietroe m BN. nicola annese nBN. manca o BN. manca SM. c'è un' a q BN. Et di piaza di porto foro questi m. antonio arringa t BN. bartulo sanseverino aa BN. detto gg BN. fin cqua u BN. manca de bb BN. fello v SM. de recanata cc BN. vedenno hh BN. subito ii BN. manca rBN. x BN. dd BN. manca et jj BN. Odo disse mm BN. fo presso Barletta nn BN. da. 17) Ivi. lo Bravo. 18) Ivi. ed i figli. 19) Ivi. Recanati. 20) Ivi. Leone. 21) Ramondello fu preso a Bari secondo il Cron. Sicul. 52. Il dì di S. Giovanni Battista re Carlo aveva il campo alle vigne di Barletta ed il Duca < in ponte cagnarum>> mezzo miglio discosto. Ivi. 22) Cfr. PAPON III. 252. Il duca «parut à la ête de ses troupes, petitemen abillées , dit Juvenal des Ursins , mais pleines d'ardeur, et assez bien armées. Louis n'avoit qu'une cotte- d' armes de toile peinte, semée, de fleurs-de-lys, seul effet qui lui restât de ses nombreux équipages ». Alle scaramucce combattute presso Barletta presero parte Braccio e « Jacobus Attendolus vix dum adolescenza. Buo NINCONTRO 45. A. 1384 28 A. 1384 Carlo con tutta sua gente, etfece all'hora tre bat- presero Santo Martino, in peselo, et miserolo " a taglie, et po fe venire messer Odo et dissele che ve pare delDuca, e, per stare o no: Et messer Odo sacco. C disse di non, che luinon porria stare incampo piu di tre di per nullo modo ,Et po le disse guardate da battaglia ca non fa pervoi, ca si lapigliate fa per lui, ma pigliate la scaramuzza, et cosi fece. X V Ali 20 d'Aprile se partio lo Cardinale de Ravenna, et ando alo patrimonio per parte delo Papa, che all'hora lo Papa era puro in Napole,et lo Rè a Barletta, et questo di proprio messer Ra mundello de Nola si fugioda presonia daunapri Et questo di ne d fo fatta una fiera scaramuz za , et la meglio parte ne hebbe lo Duca che nce fo preso Carlo pandone de Capua con multi altri huomini d'arme, et più de 60. cavalli. Ali 19. di Aprile fo fatto puro à questo campo corpi de lanza, et fo della banda de lo Ducad'Angioia * uno todischo, et de la banda de Rè Carlo fo uno manescharco che se chiamava Li solo, et questo Lisolo occise lo todischo che li mese unotroncone de lanza in mezo lo Corpo,che presta mentefo morto, et posi prese una fera scharamoza, dela quale nde hebbe la pegio parte lo ™ Rè Carlo, perche perdero 65. cavalli, et a lo terzo di lo Duca levò lo campo, et tornosi a Bari. Ali 22 d' Aprile Rè Carlo fe venire messer Odo 1) imperocche l' havea dato bon consiglio à soi fatti, et se dice messer Odo da hogi avante vata , et andosende alo Duca deAngioia elDu ca aa lo prese charamente, et donole de moltecose, e po lo Duca l'insorò et dedele per moglierela Contessa de lecze con tutto lo contato 6), Etpuro mo Rè Carlo era inBarletta etPapa Urbano era in Napoli, et sapendo hor mai che taleRè volea venir in Napole all' hora pigliò consiglio de sende andare per soi fatti. Ali 25 de Magio Papa Urbano se partio da Napole con tutti soi cardinali , et collegio, pa renti ed amici partero bb à cavallo, et giosende alo CC castello de Nocera 7), et mo si apprestavano22 galee in Napole per andare in Puglia alo Rè ala insuta dd de Magio, et ala intrata deJunioRè andati ad vostra posta dove ve piacera ch'io so troppo contento di te, et messer Odo lo rengratio et da po andava asuaposta in ogni parte et po ando alo Papa àRoma 2), et po sende andò in Si cilia per soi fatti, et Rè Carlo resto in Barletta, et questo di se partio da la compagnia de Rè Carlo, messer Loise orimnia 3)de Napole con una brigata de rampini 4), et lo capo se chiamo Ma rian d' Ariete * 5) et foro sette cento cavalli , et a BN. manca per nullo modo fBN. di capuana b BN. dice gBN. manca altri Carlo era àBarletta, et in questi di amalo multo forte lui, et multi altri soi sequaci d'una malatia, la quale tutti scorticaro come serpe 8) pergrande ayto che lo Rè hebbe fo guarito , etdiquesto male nde fo morto lo grancontestabile messerJannotta protho Judece 9) et poRè carlo dede questo officio alo Conte Alberico. Ali 4 de settembre da Napole se partero 12 galere dele quale non nde ritornaro in Napole # si non 4 perche tutte le altre perero in mare in Puglia 88 per lo mal tempo, et lo Duca puro stava a Bari et mo havea spartuto la gente, et fatto c BN, di h BN. XVIII i SM. gioia 1BN. da r BN. Orimina x SM. ali 29 detto m BN. manca lo s BN. Mariano Areti n SM. manca d'dprile t BN. 108 cavalli y SM. che all'hora stava puro etc. d BN. Et per questo di fo etc. manca di aprile j BN. da la o BN. buon conseglio e BN. manca la k SM. mancad'An p SM. le qBN. onne BN. che all'ora il Papa era in etc. u BN. Santo Martino e poserello ad quale bb SM. BN. per terra gg BN. pesero in Puglia. cc BN. et po seli 1) Nel Cron. Sic. 54. leggesi, che Ottone era prigioniero aMelfi. 2) Andò ad Avignone. Cron. Sic. 54. 3) Luigi da Rimini, 4) Rampini erano detti i soldati della compagnia di Vil lanuccio di Brunforte. 5) da Rimini. 6) Nel t. MUR. « lidiede permoglie la Contessadi Lecce Maria d'Engenio erede di tutto quel contado, dalla quale ebbe due figli maschi Gio. Antonio Orsino del Balzo e Ga briele Duca di Venosa, ed una figlia femmina, della quale poi si farà menzione ». Manca il resto del paragrafo. z BN. privaia dd BN. uscita ee BN. guario ff SM. manca in Napoli v BN. 28 aa SM. 7) Nocera era terra di Butillo nipote del Pp. Cfr. TEO DORICO DI NIEM 1. I. c. 36. 8) Nelli anni 1384 nel mese d'Aprile si comenczò una mortalità de epetigena , che uccide le genti quasi nelli tre di etc. NICOLA DI BORBONA. Cron. Aquil. A. M. AE. VI. 857 9) Ioannotto Protoiudice fu sepolto in s. Domenico di Napoli e sul sepolcro fu posta questa iscrizione: Hic iacet corpus magnifici viri Joannocti de Prothoiudice de SalernoMi litis comitis Acerrarum, magni comestabuli Regni Sicilie qui obiit anno Domini 1385 VIII die mensis aprilis VIII Ind. D'ENGENIO Nap. Sac. 283. : Α. 1384 Capitani et Justicierja, et Vice Re di quelli che lui tenea. Et in questo mezo la cita de Vesceglia era di Re (Carlo), e li citatini non tutti fero un altro trat tato de dare la terra ale gente delo Duca d'An gioia, et fo dentro Vesceglia et ponevanola a saccho et lo Duca sapendo prestamente intrò dentro con uno bastone, et non volse se mettesse ad saccho piu, et quello di affanno per tale modo, che per quella occasione ammalò molto forte,et ali dece d'ottobro lo Duca fo morto et prestamente si ebbe la novella a Napole 1). 29 Ali X de novembro fu la vigilia di Santo Mar tino et la sera si fe la piza 2); e questo giorno Re Carlo tornò in Napole, liNapolitani li fero lo palio , et mo anchora non era ben guarito del male che havea havuto in Barletta, et come fo a Napole sebbe che loPapa era inNucera, all'hora lo Rè mando a lo Papa à saper perche era par tuto, e che tornasse in Napole. Il Papa le mando a dire che mai Papa và ali pede di¹ Rè si no li, e, gran necessita , ma dile da mia parte, che rompa le gabelle de lo Reame 3) si vol stare ben con me, et lo Rè li mando a dire, che nde volea fare altre tante : che lo Reame, e, lo mio et non nde havea fare niente perche me l'hagio conquista tom co la spata in mano et per mio amore faccia fatti soi, et travagliase deli Preiti et non se tra vagli niente de mio Reame : et cossi s'incomincio lo errore intra lo Papa et Rè Carlo per tale modo che mai piu foro amici, et molo Principe zio e lo Nepote del Papa era con esso inNocera. All'hora lo Rè ci mando lo gran contestabile con l'assegio in torno, et con tre trabuchi che tiravano notte, et di come fossero saracini , hora vedite che volea fare lo Papa, esso non facea altro nisi che insia a BN. manca Justicieri A. 1385 la fenestra ", et maledicea lo Rè et tutta la sua gente à sono de campanella, et lintorce 4) allu mate et questo facea ogni di tre, et quattro volte et questo civo 5) dava lo Papa al Rè et à soa gente. Et stando lo Papa assegiato in tale manera, cinque cardinali lo volsero tradire in effetto lo Papa li fe pigliare, et li fe marturizzare molto bene 6), et ultimatim li fe morire ala Citta diPe rosa, et lo Papa stette assediato da lo mese de gennaro fino ala insuta de Julio alo castello de Nocera, che so mesi 7. Ali 15 de Julio vennero in NapoleX galere de genoise , et uno brigantino , et gevano à diletto ogni di per questo mare marizando non toccan do persona alcuna , quando a castello a mare quando a Sorrento, et quando a Pizulo 7), et mai in terra scendevano, et lo Papa stava assegiato all'hora mando per messer Ramundello de Nola, lo quale era in Puglia conuna compagnia deyta liani et Bertuni che erano 7 cento a Cavalli di bella gente. Et ali 5 de Julio venne in Nucera messer Ra mundello de Nola et per questa venuta ce fo una aspra battagliabb, che lo detto messer Ramundello nce fo ferito alopededecolpo delanza:et con tutto cio si intraro dentro lo castello de Nocera con tutta sua gente, et come messer Ramundello fo sanato, all'hora lo Papa fe consiglio di mandare per messer Thomase di sanseverino lo quale erain Calabria, et cossi fo mandato per lui che venesse con tutta sua gente che foro in tutto tre milia cavallie piu de bona gente. Et ali 13 de Julio messerRamundello andò per thomase et fo in concordia con messer thomase dd de ayotare lo Papa et cacciarlo daNocera per dece b BN. non tutti foro una traciata dare etc. ... e BN. si seppe cessano fBN. Piaza k BN. dilli gSM. Napole, dove lo recepero co lo palio 1 BN. me lo ho p SM. altro si no che insire in scala fenestra ... s BN. et felli marturiare yBN. non t BN. ultimamente z BN. assediato m SM. acquistato BN. altro si non che usciva alla etc. u BN. uscita di luglio aa BN. CVIIJ con m di sopra battaglia BN. dd SM. fu in concordia con questo. , c SM. la terra alo h BN. seppe nBN. et non di mio reame v BN. mesi otto dBN. manca molto i BN. del j BN. ne q BN. di tal o SM. manca mo r BN. et in x BN. Xgalee SM. 7 galee bb SM. Et venuto messer Ramundello ne fo un aspra cc SM. andò con tutta sua gente per messer thomase. BN. Andò per messer thomase con tutta sua gente 1) Luigi d' Angiò morì in Bari tra il 20 ed il 21 di set tembre 1384 secondo il PAPON III. 252. Il Cron. Sic. 53 e nella Prima Vita Clementis VII: BALUZIUS Vitae Pap. Aven. I 509 trovasi notato il giorno 20 Cfr. BUONINCONTRO 25. 2) Nel t. MUR. « quando aNapoli si fa la piazza ». Que sta espressione accenna alla raunanze degli eletti. 3) Per le necessità della guerra era stata imposta una gabella di tareni sei e grano uno atomolo di sale, ed un'al tra sul vino: la regina Margherita aveva poi chiesta ai cit tadini una sovvenzione di denari. Cfr. Cron. sic. 54. 4) Le torcie. 5) Cibo. 6) Cfr. Cron. Sic. 55. RAYNALDO T. VII. ad an. 1385. Nel t. Mur. leggesi, che Urbano, dopo d'avere tormentato i Car dinali li fece alla fine morire, quando se ne andò a Gaeta buttandoli a mare dentro cinque sacchi ». Cfr. TEODORICO D1 NIEM 1. c. 7) Pozzuoli. A. 1385 30 milia florini, et cosi vennero insieme et cazaro lo Papa da Nocera, con tutto che lo campo di Rè Carlo l' era innante, et all' hora erano tanta per tanta 1), et portaro lo Papa alo contato de voci nob 2),et lloco fo messo in alto ad quelle dece galere de genoise che foro innante Napole tanta giorni, et mai persona potte sapere di esse si non mo, Et le galere, et lo Papa andaro per loro fatto 3), et messer thomase si ritorno in Calabria et messer Ramundello in Puglia, et cosi hebbe mo Benevento da Papa Urbano et tutto lo contato de lecze a la baronia de flomari. e Ali 4 de settembro x Indittione 4) siparte Re Carlo da Napole con quattro galere per andar in Ungaria, et con lui gio lo conteAlbrico et messer naccarella dentece, et alcuni altri, et non volse portare troppo gente,che si fidava forte ali ungari et l'altra che lassava lo Reame troppo travagliato, A. 1386 garia correvano ogni di per tutto terra de lavore, m et per ogni parte, che mo erano forte. Anno Domini 1385 8) quando fo quello gran signale , che fo per tutto lo mundo che fo uno obscurore per tale modo in Napole che un homo non vedea l'altro, etduro piudemeza hora et fode luni de lo primode Jennaro9) et fo capo de anno, et questo gran signale non possea essere senza gran misteri de alcuno tradimento, et cosi fo che in Ungaria fofatto propria lo consiglio de amacza re Re Carlo et cosi fo. Lo secundo de febraro venne la novella inNa pole de Ungaria che Re Carlo era incoronato Re di tutta l'Ungaria con grande honore, et questo misso hebbe gran dono da ciascuno et cosi laRe gina fe chiamar tutti li segi, et significoli la no vella bona donde nde fo fatta gran festa: et po ma lo pensiero non li rescio cha si penso inco ronare de lo Reame d'Ungaria, et d'essere signore, et po venire con gran gente, et dinari in questo la festa aspetta " lo trivolo che fo in Napole, etpiu in Ungaria ca per questa morte de Re Carlo fo gran guerra in Ungaria perche all'hora era messer Joanne bano guerra servitore de lo Rè, et fe tanto * ▼ guerra alo gran conte lo quale fo principio et fine regno¹ ma l'andata si sebbe, et la venuta no 5). Ali 18 de settembro venne in Napole una nave di venetiani per fortuna carrica de drappe fine, et la Regina Margarita li levo la nave, etla mercantia, et fecese ribello con questo Reame * lo comune de venetia, ma li Venetiani sende pagaro a duplo cha li levo Duraczo etGurfo 6), che mai in lloro vita non lo signorizo¹ piu 7). Et Caserta sapendo mo che lo Rè era in Un- rita con li doi figli cioe Joannella , et Lanzolao afare morire Re Carlo: et po l'hebbe in mano messer Joanne bano et feciletagliare la testa, et ad uno altro conte grande etqueste teste vennero in Napole fatta la festa 10). Et ali 15 de febraro aa per ladetta cagione alle Correi de Napole sifece una magnifica bb etbella Jostra, stando sopra lo talamo la Regina Marga a SM. tanti per tanti b BN. Vuzino g BN. all'ungari SM. deli Ungarj c BN. appe h BN. ponervi ... reame 1 BN. vita la signorezaro piu d BN. di alexi e SM. manca da Napoli i SM. manca in questo regno m BN. manca quando q BN. In lo 2 etc. propria v BN. Ioanni bona guerra n BN. lunedi r BN. come s SM. manca di tutta l'Ungaria j BN. annata o BN. signale t BN. donne nefo x SM. fe prima guerra y BN. l'appe z BN. Bona aa SM. detto: f SM. molti k BN Dallo pBN. manca u BN. aspettava manca de febraro bb BN. per la detta cagione li conti di Napoli fecero una magnifica fera et bella Jostra. 1) Tanti per tanti, cioè erano eguali di numero. 2) Buccino. 3) Nel Cron. sic. 61 è raccontato un viaggio ben diffe rente. Il 7 luglio parti da Nocera passò per l'Acqua della mela presso Sanseverino, e la sera pernottò a Gifoni, dove restò varii giorni: di là si recò a Flumeri, il giorno 8 fu aMinervino ed il 19 in un luogo tra Barletta e Trani dove sali sulla nave. 4) Al mese di settembre 1385 risponde l'indizione IX. 5) Morto Ludovico re d' Ungheria lasciò una figliuola Maria, la quale governò qualche tempo guidata dai consigli della madre Elisabetta di Bosnia e di Tommaso de Gara. I nobili magiari avversi a questo ordine dicose invitarono a togliere la Corona Carlo III di Durazzo. Cfr. TEODORICO di NIEM. 1. 39. M. CROMERI etc. Polonia 234: BONFINIUS de Rub. Ung. Dec. III. lib. II: I. THWROCZ Hist. Car. Parvi scr. R. Ungh. I. 200. 6) Corfù. 7) Per finire ogni controversia per l'occupazione di Corfu i veneziani nel 1402 pagarono a Ladislao re di Napoli tren tamila fiorini. BARONE Appendice alle notizie stor. di re Carlo III di Durazzo. Napoli Morano 1887. 8) 1386. 9) Questa ecclissi reputata presagiodella morte di Carlo III è notata pure dal BUONINCONTRO 47 e dal Cron. sic. 63. 10) Cfr. Cron. sic. 65 : PULICI ap. RAYNALDO VII. 487 nota del MANZI: DE THWROCZ 212. CROMERI 1. C. GATARO 525: BUO NINCONTRO 47. MINERBETTI 85. Ap. TARTINI E MITTARELLI. etc. A. 1386 31 piccolo d'anni setti et stava vestito de velluto russo et celestro a la divisa de lo padre, et questo fo de giovedi de carnelevare , et ad hora di vespera venne la novella da Ungaria come lo Rè era morto de mala morte: et si fo grande la festa, ma, e, b più grande lo trivolo, et cosi la Regina lasso la Jostra et andosende in Castello, et lle Jostre foro lassate da ogni parte e persone et cositutte l'altre feste da ogni parte: et in manco d'una hora non trovasti persona per le correi, et cosi la scalesia da mo incominciato ad fare lo Rè, et laxarolo 1). Ali 18 de febraro fet fo la Domenica a reto de carnelevare ", che venne messer Loise di ge sualdo, et disse che lo Rè era stato ferito, et che non era morto, et che stava bene et in poco di have rete meglio novella, Et per questa novella la re gina si mese scalza con una torcia in mano, et gio ad santa maria de pedigrotta con tutta Napole conle torze in mane et la sera le luminarie per tutta la scalasia, et per questa novella tornaro a la festa, et po tutto lunidi de carnelevare a lo ca stello, che non haveano ancora cavalcati 2): Hora venne la quatragesima et le novelle spissiavano ogni di come lo Rè eramorto, et a la insuta¹de lo mese la Regina fo certa de la morte de suo marito, et incontinente fe pigliare una frotta de Mercanti d'ogni conditione et de Napole assai, et si le mise ad ricapto 3). Ali 26 d' Aprile laRegina et tutto lo Reame fo chiaro de la morte de Rè Carlo, ma la Regina tenea inlistato 4) come a maritata per non dare ad videre che lo marito era morto 5). n Ali 30 de Julio se ribello lo castello de san teramo, et all'hora era castellano messer Thomase pagano, et cosi tutta Napole si armò, et gero a a BN. di carnevali b BN. manca parte A. 1386 lo castello , et mai lo possero havere per nullo tempo. Et la Regina sentendo che scendea mes ser thomasi de sansoverino suo inimico, all'horafo ad pacto, et lassolo stare 6). Ali 5 deAugusto si , e, santa maria de la neve si venne messer thomase con tutto suo sforzo, et mese campo a Giugliano in canto Aversa 2 miglia, et con lui era lo Duca deVenosa et lo gran con destavole, e lo conte de Matera P, et dui figli de lo Duca et uno de messer thomaso, et messer Ber nabo et lo frate et tutti questi erano di sanseverino et po fo lo conte de Conversano, et lo conte de Ariano; lo conte de Caserta, et Sandalo suo frate el bon Joanne aymone 7) Thofalino panzardo 8), messer Petro de lacconne 9), messer Angelio ster licche $ 10), messer lo Monaco baldetta 11), che foro in tutto per mostra IV milia et 6 cento cavalli et pedoni 7 cento " ben armati et stettero a Jugliano piu, et piu di, et ogni di correano fin apresso a Napole et ala insuta de augusto messer thomase levo campo, et tornosendi in Puglia. In questo tempo si fece in Napole lo bon stato et fecesi per tre cose con bone regioni , primo per la mala compagnia dela lloro Donna 12), secundo per li disdegni passati, la terza per pagura de non venire ad peyo; et per queste tre cose fece lo bon stato contro la volontà de la Regina. Et ali 8 de novembre 1386 si fecero VIII gu bernatori che gubernassero Napole cio fo messer Martuzzello de laurensano 13) de capuana, et mes ser Andrea Carafa de nido, messer Giuliano de Co stanzo de porta nova aa, messer Paolo boccatorze bb et messer Tuzillo de Thora per la montagna, et messer Joanne de Dura per porto,etper lo popo lo messer Odo unopisanodd, Stephano machiato 14), c BN. in una persona Zetto: manca febraro g BN. carnevale d BN. incomenzo h SM. Et per questo la Regina e BN. laisarlo i BN. carnevale f. SM. j BN. spisso givano BN. manea ogni di aMatera 1 BN. uscita q BN. amone mBN. 16 nBN. è oBN. che è pBN. manca da et lo gran etc. fino r BN. Perri di larcone cento sette v BN. uscita di agosto Juliano di Costanza per porta nova et stefano etc. xBN. tornondi bb BN. buccatorto s BN. Angelino sterlich t SM. manca per mostra y BN. manca con bone ragioni cc BN. tucillo z BN. SM. 1385 u BN. aa BN. dd SM. chiamato Stefano BN. uno pisano 1) Forse nel testo originale stava scritto « da mo à in cominciato ad fare lo Rè Lanzalao ». 2) Qui manca qualche parola. 3) Tutto questo tratto è molto ridotto nel t. Mur. 4) Cioè la regina si mostrava nella condizione di mari tata enon di vedova. Credo, che invece di inlistata debba leggersi in lo stato. 6 5 Questo paragrafo manca nel t. Mur. Cfr. Cron. sic. 64. AMMIRATO O. c. p. I. 26. Nel testo MUR. questo paragrafo è ridotto ad altro senso. 7) Burgianno Aimone. t. MUR. 8) Fufalino Qassandio : ivi 9) Della Corona: ivi. 10) Angelino d'Osterlich: ivi. 11) Ivi manca. 12) I mali consiglieri della regina. 13) Martucciello dell'Aversana t. Mur. 14) Stefano Marzano: ivi. -- 32 A. 1387 et po fecero li capi per le chiazze 1) de Na- de Caserta , et lo Conte de Cerrito 9) tutti noi poleb. Et videndo la Regina questo atto et tale no vità fatta per Napole mando uno fiorentino ali 8ª deputati che si adonasse 2) bene di tutto et que C e sto fiorentino parlò in questa forma prima disse Napole havere fatto gran male ad fare cosa che non piacqua a nostra Donna: Et li otto deputati resposero che la volevano per Donna, et non per tutrice sino messer Lansalao 3) per signore tutti fiate si Papa Urbano vole 4), et le Regina re spose che fine mio figlio non ", e, d'etate, io voglio esser tutrice et donna , et cosi li Napolitani... et ultima parte più 5). A. 1387 simo , et stamo ad vostro comando , et ciò che voi volite ne mandate a dire et per questo li otto deputati di Napole ordinaro de fare tregua con lo campo, con patto ch' ogni di dovessero in trare in napole ad. 50. et ad. 60. lo di a pigliare forragio , et refriscamento alloro postaP. Et stando la Regina in questi rembatti 6) et rancori di questo bono stato , che niente piacea ala Regina in questo mezo si ragionava de messer thomase, et de messer Odo ch' erano in Puglia, et messer Odo era Capitanio generale et messer thomase de Sansovrino vicerè de tutto lo Reame: et mo era messer Uvo in Franza con lo Re de Franza et con lo Duca d' Angioia 7). Lo primo de Iulio de la Xª Indictione venne messer Odo et messer thomase con tutti li 6 gu bernatori de lo Reame con tutto lloro sforzo da m parte deRe Loise, et misero campo ad aygliulo¹8) presso a Napole unmiglio perche haveano sentuto lo effetto, et l'errore di li homini de Napoleconla Regina, et incontinenti si mandaro proferendo a Napole, dicendo, Noi gubernatori de lo Reame ciò erano questi sei lo primo messer Odo messer tho mase, loDucadeVenosa, lo Conte d'Ariano, lo Conte a BN. piaze b SM. manca de Napole per signore tutta volta si Papa etc. Et la parte de Papa urbano , et de messer Lanzalao sende venne a do.... et questo fo ali 5. de Julio, all' hora si mosse l'Archiepiscopo Guin nazo 10) et l'Abbate santoseverino , et l'Abbate Beneditto de santolo con molti altri chirichi , et andavano predicando per tutta napoledicendo che questi so contra lo PapaUrbano et messerLansalao per dio, siamo tuttiinsieme signori et dicimo viva viva, messer Lansalao, et PapaUrbano, et questi erano stati a Capuana a la montagna, et a Nido, et a Porto, et mo a porta nova, et lla foropi S gliati presoni, feriti et strascinati per terra alloro dispetto. Et questo diad hora di vespera si assemblao " tutta la parte de messer Lansalao armata da ca vallo, et àpede, et vennero a lo Mercato dicendo viva, viva messer Lansalao, et Papa Urbano, et V sentendo gia la parte de Rè loise prestamente si armo, et fo aPorta nova, et porto la brigata dela gente, et tutti questi si assemblaro à la logia di Genoa, et tutti in comone gridando, viva PapaUr bano et lo bon stato, elli diceva viva PapaUr bano et messer Lansalao, et infrade lloro era altro el dire che diceano con la bocca che uno volea per signore el Duca d' Angioia, et Papa chimento c BN. ce mando f BN. finche d BN. con li VIII deputati SM. manca 8 gBN. manca non i BN. stando Napole et la reina m BN. sette miglia j BN. ribatti SM. rebatti nBN. et de continenti stati o BN. farazia k BN. di luglio eBN. h BN. Donna in Napoli, manca il resto 1 SM. a dogliulo BN. ad ygulo p BN. posta s BN. manca mo tBN. illa u BN. aszemblo vBN. manca gia x SM. elli altri. q BN. santaseverina 1) Piazze o Seggi. 2) Adonarsi , e più comunemente addonarsi , nei nostri dialetti vale accorgersi di qualche cosa. 3) « Li Governatori risposero, che essi sono vassalli del r BN. erano a caccia fu sorpreso e fatto prigioniero dalle bande inglesi, e mandato in Avignone. Maria di Blois vedova di Luigi I figlio del Re, Ladislao, e che essa non era se non tutrice, e che doveva essere obbedita come tutrice e non come si gnora » t. MUR. 4) Nel testo manca qualche cosa e deve intendersi: ub bidiremo a Re Ladislao come re, se il Pp. vuole. 5) Nel testo vi ha una lacuna. Cfr. MINERBETTI 102. 6) Dibattimenti. 7) Ottone liberato dalla prigionia si recò a Siena con Bernardo de la Sala. nel 1385. Cron. San. R. I. S. XV. 291, e poi in Provenza. Il PAPON III. 273 narra, che trovandosi d'Angiò, forse per trarlo al suo partito, gli donò la terra di Martignes, Cfr. DURIEU Les Guascons en Italie 140. Ottone poi accettò di mettersi a capo dell'impresa del regno per la parte angioina ed ebbe da Maria di Blois ampli poteri per undici anni. I. DE LEFEVRE ap. PAPON 1. C. 8) Dogliolo. 9) Tommaso Sanfromondo. AMMIRATO : famiglie nob. nap. P. I. 171. 11) Era invece Nicola Zannasio. Guglielmo Guindazzo fu creato arcivescovo di Napoli nel 1388 dall'Antipapa. PARA SCANDOLO Memorie stor. crit. dipl. della Chiesa di Napoli 182. Cfr. MINERBETTI 125. -- A. 1387 et l'altro volea messer Lansalao et Papa Urbano,et come foro alo Mercato l'una parte etl'altra inco 33 A. 1387 Urbano, et trasio per la porta Capuana. et gio per la montagna et fo ala Piacza de Nido conla ban b : menzaro una battaglia mortale, laquale la parte del bon stato vinciò, et di questa parte di mes ser Lansalao ce fo Capo messer Jacopo Cafaro 1) et fonce morto ipso, e lo figlio, et tutti l'altri fu gendo sino alloro terreno ; et fatta questa batta glia all' hora l' homini de Napole , specialmente questi del bon stato, stavano molto in penseri et in continente andaro alo campo a Dogliulo 2), et fo determinato conchiaro patto con questide lo campo, : cio, e, messer odo, et messer thomase con tutta llo ro compagnia, venessero ad alloggiare alle corree , 7 et cosi ali 6de Julio tutto lo campo venne alle Cor ree',et questo proprio di vennero da Provenza doe galereper parte de Rè Loise con 25*. milia fanti cercando lloro gente d'arme, et per ventura li tro varono allogiati in Napole, et con queste galere vennero lo castellano de Taranto, et lo signore de.... tutti dui francise, et vedendo questo madam malaRegina Margherita, prestamente ali 8 de Ju lio si partio dalo castello dell' ovo con queste soe doegalere et disperatamente sende andò à * Gayeta, et lla si stette, 13. Anni, et mo tutta la parte di messer Lansalao, et de Papa Urbano remase ad terra tutta freda , et stavano dentro napole con gran pagura como haveano ragione 3). Et questo di fo fatta napole in concordia et patti co li sei gubernatori de la gente, dexe alloro, 8, milia florini dacqui ala venuta de Rè loyse, et non piu, Et a questo tutta la gente de messer Lan salao, et de Papa Urbano si coniunsero etfecero capomesser Ramundello de nola 4),lo quale venne dentro napole con la bandera" all'arme de Papa ... dera de lo Papa,dicendoviva, viva Rè Lansalao et Papa Urbano, et mora chi contra lui vene, et con questo venne P per fine alle cancelle de santa chiara, et all' hora fo armata l' altra parte del bon stato, lo quale non era all' hora tanto sufficiente à stare contra lloro, et cosi fecero intrare messer odo, et messerthomase co tutto loro sforzo: et cosimes ser Ramundo fo cacciato fino àNido, et in questa battaglia di questa sera nce fo morto messerAngelo pignatello di quelli del bon stato , et era de la Compagnia della nave de Rè Carlo, et feriti as sai, et per questa battagliadi questa sera non si po tettero fornire li capitoli intro Napole, et la gente d'arme, et per questo foro curse case, et levata la roba a la Piacza de Nido 5). et cosi tutta la gente d'arme essendo dentro Napole non si par tero piu, et cosi si allogiaro a la Piacza de Nido, V et foro rutti li capitoli loro deli pati. Ali 14 de Julio cavalcaro le bandereper tutta napole all'arme de Papa Urbano, et " Rè loise, et cosi li Urbanisi foro un poco confortati ma poco durera che restarno * gabbati. Ali 15 de Julio sipiglia ordine et consiglio de si mandare l'imbasciata allo Rè et allo Papa 6) et ordinasse mandare una galera , et po messer thomase de sanseverino Vice Rè fe radunare tutta l'universita de Napole ad santa chiara, et questo di fe giurare humagio iuxtamente in sua mano, aa come a Vice Rè da parte di Rè loise 7) , et fe intrareJnfidelitate de Papa Urbano, et de Rè loise bb, et po la universita insieme con lo Vice Rè determinaro de tutti li sospecti, cioe da quelli c BN. mannaro ... aBN. chimento , et cossi geva l'uno per gabare ' altro et come foro d BN. ad aiulo e BN. terre fBN. terre b BN. comenzo g BN. 15 h SM. fiorini BN. mancafanti j BN. subito presone k BN. in q SM. Ramundello 1 BN. manca il resto r BN. manca nave m BN. tutta n BN. banera s BN. e SM. pottero y BN. manca si o BN. bannera i SM. e BN. trovaro p BN. venne tBN. arse u BN. et di non poco aa BN. in fidelta xduraro che restaro SM. resteranno bb BN. manca da etfe intrare fino a Re loise z BN. et mo messer... cc BN. insebla vSM. e BN. SM. manca de Sanseverino dd BN. manca cioè. 1) Cfr. MINERBETTI 1. c. 2) Nel Ms. da prima era scritto ad Ayulo. La correzione è fatta d'altra mano. 3) Cfr. TEODORICO DI NIEM I. c. 63. Nel Cron. Sic. 70 è scritto, che Margherita si parti venerdì 13 luglio. 4) Cfr. BUONINCONTRO 49 : Cron. Sic. 69. 5) Il sacco duro pure nei giorni seguenti < Spoliabantur enim continue domus multorum civium, et exponebantur prae dae victoribus, adulteria, stupra, et alia multa fiebant mala in civitate, unde in maximo numero cives utriusque sexus ea tempestate terra ac mari ad Trinacriam, Capuam,Gaetam et alias civitates ac loca confugerunt ». TEODORICO DI NIEM I. c. 62. 65. S. ANTONINO III. p. tit. 22 c. § 14. narra, che l'antipapa diede il permesso di vendere gli arredi preziosi delle chiese per pagare gli stipendii alle genti angioine. 6) Ed a Papa Clemente. t. Mur. 7) Cfr. Cron. sic. 70. 5 -34 A. 1388 A. 1387 di Papa Urbano, et di Lansalao tutti foro cacciati Vice Rè et conla universitadeNapole Et sigillati a C daNapole. L'ultimo de Julio si parte da Napole la ga lea che si manda per Papa chimente in Avi gnone et a Rè loise : Et li imbasciaturi foro messer Lisolo Baraballe: lo Conte di cerrito 1), Phiolo Casillo et otto altri. Et mo la parte di Papa Urbano , et messer Lansalao vedendo questo foro tutti ad terra et stavano in gran pensieri : et mo Napole stava senza galere et non havea si non dui bergantini , et all'hora in Napole ad ogni hora erano due ga lere di messer Lansalao, et tutto lo di scaramo zavano con quelli dui bergantini *. Et lo secundo de Augusto Napole per queste doe galere de inimici , armaro doe nave de ca talani ch' erano alo porto de gente d'arme, l'una armò la brigata de Largata, et l'altra li figli de spata in facci 2), et cosi cacciaro fora in pela go ' con li bergantini et altre barche armate. Ali X de ottobro fo determinato de si havere lo castello de Capuana per denare , et cosi fo che intro lo castello era lo vescovo de Cierno 3), et un altro fiorentino, et questi dui foro li tratta turi intra li homini denapole et lo castellano ciofo * Gulino de li grutti, et fò in patto darelo castello per X milia florini, et alzaro la bandera all'arme¹ di Rè Loise, et lui restare castellano: et po omne mese 7 cento florini per expese de lo castello. Et tutto questo facea lo Vescovo di Cierno con lo a BN. Lo ultimo di luglio f BN. brigantini b BN. manca da Napoli g BN. brigantini hBN.fare li patti intra una parte, et l'altracosi prese leban dere et li danari Gulino de ligrutti, et questince era stato castellano da tempo de Rè Carlo. Ali 15 del detto cavalcaro per tutto Napole le bandere , l'una all' arme de Rè Loise , et de Napole et de messer Odo, et de messer thomase et de Golino castellano et andaro alo castello Capuano, et tutte queste bandere foro poste sopra lo Castello Capuano P 4). Ali 22 de otobro la gente d' arme de Na pole presero Posilipo per tratto d'un citadino, lo quale era loco fortissimo , et posserlo a saccho, donde Napole nde receppe gran refrigerio perla Robba et Vittuaglia vitrovo dentro etNapolende avea necessita. S Ali 13 de decembro venne la galera dePro venza 5) con l'imbasciaturi che gero a RèLoise et a Papa chimente et cavalcaro per napole con l'arme de Papa chimente , et adognipiaczandefo X Z posta una bandera", etcosiper li casali. hora ecco quanto duro PapaUrbano che tutti li Urbanisi si carosaro *6), l'ultimo de decembre sipartemesser Perri de murles 7) con una galera et gio inPro venza à portare la novella à Papa Chimente de le bandere come foro recepute caramente per tutta la citate aa Ali 24bb de febraro fo data una lettera falsa in mano de messer thomase Vice Rè continente che alcuni voleano dare lo sperone 8) all' inimici de c BN. Papa urbano i SM. uscero in mare d BN. Fiolo jBN. donare 1 BN. bannera SM. manca all'arme tutto il paragrafo m BN. piscopo SM. detto e SM. manca otto kBN. zofo SM. manca cid n BN. tra SM. da una o BN. 18di ottobre pBN.manca u BN. bannera v BN. et ecco x BN. carusaro 1) q BN. 18 r y BN. lo altro di s BN. 18 t SM. de detto papa z BN. bannere aa BN. città Regni sicilie ammiratus > Cron. sic. 70. nota BUONINCONTRO 49 L' AMMIRATO o. c. I. 171 fa menzione di Nicola non di Bartolomeo. 2) Nel testo MUR. leggesi: ⚫ ed una armò la brigata del l'Argata, ch'era una fratellanza a quelli tempi di assai Ca valieri e Gentiluomini, e l'altra li figli di Spatanfaccia di Costanzo ». bb BN. 23. gem adoravit . Se Benedetto secondo il doc. citato dall'A. ottenne il vescovato di Acerno nel 1389, surrogando Tom maso , bisogna credere , che questi sia stato quel vescovo de Cierno, che trattò la resa del Castel Capuano il 10 ot tobre 1387. 4) Il Cron. sic. 70 nota, cheOttone di Brunswich inalberò la bandiera angioina sul Castel capuano il dì 25 agosto, Cfr. 3) L'UGHELLI nell'I. S. VII. 447 dopo Giuliano trasferito dalla sede nebiense di Corsica a quella di Acerno nel 1363 pone Thomas Clementis VII assecla , senz' altra nota. Dà a costui per successore Benedetto d' Ascoli degli Eremitani di s. Agostino il 31 marzo 1389, che forse era anche par tigiano dell'Antipapa > Idem ad unitatem Ecclesiae receptus a Bonifacio IX, ab eodem traslatus est, ad ecclesiam Castel lanensem anno 1396. Hic magis ad arma pronus contra La dislaum Regem Capuanam arcem in Ludovicum Regem tra sfundendum curavit, deinde relicto Ludovico, LadislaumRe BUONINCONTRO 50. 5) Cfr. MINERBETTI 146. rola dialettale viva. 6) Tosarono: per corruccio o per timore. Carosare è på 7) Marles. .... 8) « Alcunivolevano dare lo sperone, che sta alCar mine, ai nemici ». T. MUR. Forse lo sperone del Castello; nel Cron. sic. 107. però leggesi , che c'era un luogo detto lo sperone. A. 1388 napole, et po dui di passati vennero l'inimici cosi forti, et così nde foro pigliati Antonio imperato et lo figlio et multi altri et marturizati sconsamente. Ali 20 d' Aprile venne in Napole una galera de provensani , et aduxe dinari, et bone novelle a come Rè Loise venera tosto in Napole et alli 25 che fo la festa de santo Marco fu traduta la bastia de Piczofalcone et fo data a la parte de Rèd Lansalao. Adi 4 Junio passaro per nante napole 16 ga lere di Genua, et doe de Pisa, et quatro bergan tini, et andaro alo soldo de Manfreda de chiara monte , et andaro alle gerbe , et si lipigliaro ad petitione de Manfreda 1). Ali 23 de Julio venne la Regina Margarita de Gayeta alo castello d'ovo con 4galere tre ga leotte, et tre bergantini, et inNapole non era sino la galera de Provenza, et una galeotta, et vedendo Napole questo assegio per terra etper marepre stamente mandaro la galeotta inAvignone, et im basciatore Jannuzo de gravino', et all'hora in Na pole era grande affanno de piu cose che lo thu molo delo grano volea à tarix 2), etnon nde tro vavi, et per marenonndepotea venire perpaura de nave et galere de inimici. Ali due d' Augusto in tutto Napole nonsi tro vava sino otto cento thomoladegrano, hora con siderate come stava arrivata Napole dandosi 7 onze de pane per un granom,et davaseunopanelo diinfra due teste3).Et incontinente se parte messer Odocon la gente d'arme, et homini assai delaterra, per la forte carestia. Et ali 7ª giorni messer Odo da la scorta da sansoverino, et adusserograni, fave a SM. manca in Napole b BN. di provensa 35 A. 1388 castagne, formagi, fasuli, salati , et oglio et altre cose4). Ali 28 ° d' Augusto tornaro le galere de ge nua con vittoria , che haveano preso lle gerbe P, elo patrone et capitanija vennero ad parlare alo Vice Rè messer thomase , et con messer Odo et con la universita de Napole alo molo grande et ciò che si dissero non se nde possette scrivere niente; ma con tutto ciò tutta Napole se armo. Et questo di se parte messer Odo con tutta la gente d'arme per grano, et gio fino alo contato d' Ariano, ad Padula et àBenevento, et perche le terre de Gullelmo dela lagonessa, et all'hora Napo le stáva à male partito si non fosse per li frutti 5). Ali 27 d'Augusto " torno messer Odo dala scor ta con tutti quelli che porto , et adusse grano assai fasule, fave , et l' inimici andaro per trova re messer Odo6), ma non si videndo lo partito ca erono forti, restarosi. Et si non fosse per messer Odo che tenea tale partitoNapole stava molto male. Et vedendo la Regina Margarita che per questo non possea aver Napole, havendonde veduto l'ef fetto tutto, all' hora prese consiglio lassare lo ca stello d'ovo, e tornaresende in gaeta *. Ali 28 d'Augusto la Regina Margarita si parte da lo castello dell' ovo con tutta sua armata de galere 7), et nave , et ogni cosa ne porto, et lei, e dui figli Lansalao,et Gioannella de Duraczo, et lasso la sore presone laDuchessa de Duraczo alo castello del' ovo et lassonce castellano messer Maturzo bonifacio che guardasse bene la sore. Et cosi mo tutti li forensiti ªª hebberograndeisfado (sic) t che in questo tratto si credeano intrare in lloro case c BN. Re Carlo f BN. gorbe kBN.manca de nave et galere g SM. 25 BΝ. 28 h SM. e BN. del ovo 1 SM. manca Napole i BN. di gravina d BN. messer Lansalao j SM. manca grande BN. assai e BN. chimenti mBN. manca da dandosi a grano di agosto SM. 18 detto p BN. genti q BN. capi r BN. manca di n BN. VIII ο ΒΝ. 18 s BN. Benevento et per le terre di lo ... Gallo etc. t BN. se nonfussero lifrutti u SM. detto v BN. storta castello del ovo et andosendi in gaeta havendo visto che per questo non posser haver Napole x BN. la regina Margarita se partio da lo y SM. tornare sende a Gaeta come fece alo giorno seguente partendo da lo castello co tutta sua armata de galere et nave... aa BN. fiorentini. 1) Cfr. GIORGIO STELLA R. I. S. XVII. FOGLIETA Gen. Hist. lib. IX ap. BURMAN I. p. I. 492. BUONINCONTRO 53. RAYNALDO ... z BN. Martuzo e Napoli avevano grande carestia di vettovaglie, che un suo forte esercito occupava Aversa, le sue galere chiudevano il ad an. VII 514. 2) Cfr. Cron. Sic. 77. 78. Il tomolo equivaleva a litri 55,55, il tareno a due carlini, cioè a cent. 85. 3) Un'oncia (peso) equivaleva a grammi 27 : il grano (mo neta) a circa 4 centesimi di lira. 4.Il dì 1 di agosto 1387 Ladislao fece sapere all' Uni versità di Sulmona, che Ottone di Brunswick, le sue genti mare.Duedì innanzi queste avevano catturata una nave nemica, sulla quale erano stati imbarcati sedici cittadini suoi parti giani , che Ottone spediva ad Agropoli per ostaggi. FARA GLIA Codice dipl. sulmonese 241. 5) Cfr. Cron. sic. 78. 6) Cron. sic. 78 nota. 7) Cron. sic. 79. -- A. 1388 ma per questa fiata lloro falli, e tutti pigliaro al logiamento per le terre, chi, a, Gaeta, chi, a, fundi chi, a, sexa, chi, a, Capua, chi qua, chi lla. Lo primo de ottobro torno Jannuzo de gra vina da Provenza , et disse come sono inpunto cinque galere, et da di in di li vederete in Na pole facendo gran festa. Ali 18 d'ottobro vennero inNapole le cinque d galere da Provenza,et una galeotta, che li mando Papa chimente con denari assai et venneci lo Sire de mongioia , et mo tornaro tutti li Signori che erano stati con lo Papa et con Re Loise, et cifo messer Uvo, et lo conte de Caserta, et tutti l'altri, ch'erono giuti per imbasciaturi in Provenza. Et questo Anno fo morto delo Collegio uno Cardinale compagno de Papa Urbano che come vedero Papa Urbano elegere cosi questo cardinale con 7 altri si gero in Avignone, et po vennero a Fundi con lo Cardinale di Genefra ella si fe Papa, et questo cardinale che trapassao questo Anno de reto fù lo Cardinale Pietro de casa delo Ceburgo ' de stirpa Reale, et allo trapassare suo fece assai miracoli, et piu et piu cose miracolose, et intra 36 A. 1388 Partuta ' armata da Napole per gire ad ysca ali 21 d'ottobro ", resto in Napole lo siredeMon gioia 3) ch'era ViceRè fatto per Rè Loise lo quale fece requedere a, messer Odo che lo venerdilipia cesse de venire in santa chiara ad audirel'imba sciatade Papa chimente et de Rè loise, Et messer Odolo venerdi ali 12 de decembro si partedaNapo le, et comedebbe andare ad santachiara, lui sendo ando àSantaAgata,etpartuto messerOdoinquesto modo tutti li signori de Napole determinaro de mandare a messer Odo ad saperedaluipercheera partuto daNapole cosi disrottamente etfonceman dato per questa imbasciata messer JordanoPan done et messer Jacopo spata infacce et gero a SantaAgata", et foro ad messer Odo et non fo " in concordia con l' imbasciatori de venire inNapole madeterminaro con messerOdo che losignorede Mongioia andassero ad parlareà caserta tutti dui, et come foro insieme lo signore de mongioia co nosce prestamente lo vitio de messer Odo, etpre stamente torno in Napole: et comejonse fe chiaro tutta Napole che messer Odo era tornato contro Rè Loise. l'altre cose lasso ditto come lo Mundo era et sera in gran travaglio per la Ecclesia de iddio, et cosi e, la veritate¹ 1). Et questa rechiaratione de questi miracoli de santo Pietro de lucenburgo sille vede di questo h Reame questi, videlicet messer Uvo de Sansevrino, lo conte de Caserta, messer Jacopo spata in faccie messer fiolo Casillo , messer Lisolo minutolo, mes ser stephano ganga, et messer Andrullo degrifo *, et tutti l'altri imbasciaturi ch' erano in Avignone, si testificaro de sua santita, et da tando si perse m Napole in ogni parte 2). a BN. allegramente g BN. miracoli et piu cose b BN. le vedeti c BN. fando hBN. era Et all'hora era castellano del Castello Capuano Gulino dele grutti , et sapendo che messer Odo era a Santa Agata all' hora mandò alo signore de Mongioia dicendoli li mandasse quattro milia flo rini cha dovea havere per lo tempo passato : Et Napole all' hora stava in gran travaglio che per questo castello, et per li fatti de messer Odo pa garo 8. milia florini in meno di 8 mesi 4). Et mo messer Odo havea ordinato conGulino per lo castello novo trasire de notte, et pigliare Napole con una bandera all'arme che dicea pace: pace: Et con questoa havea messer Odo radunata d SM. le delte i BN. et cossi, e, lassata e BN. manca lo sire j BN. floro Casillo f BN. Cemburgo kBN. de gisi mBN. poste minaro n SM. detto o BN. manca lo p BN. Et di messer etc. s SM. manca messer Odo BN. terminaro andare etc. q BN. Se ne t BN. derrottamente SM. se n'andò u BN. et gero in facce S. Agata v BN. mancafo x SM. andarse y SM. per lo passato 1) Il cardinale Pietro di Luxemburgo morì con fama di santità. Quando Clemente VII antip. si vide in fine di vita raccomandò l'anima sua a Dio, alla B. Vergine, e al Car dinale di Luxemburgo. V. de Char. VI. par la Moin de s. Den. lib. 18 c. 6. 10. ap. PAPON T. III. 289. BALUZIO I. z BN. Ugulino aa BN. con questo sia messer Odo... 1BN. ad rBN. ter galee provenzali col Montjoie, che Luigi II aveva creato vicerè di Napoli. SOZOMENO R. I. S. XVI. 1139. Di ciò si reputo offeso Ottone, onde, come narra in seguito il nostro Cronista, questo avventuriero mutò parte. Cfr. Cron.sic79 1320. 2) « Questo testificano Messer Ugo di Sanseverino, il conte Il GOBELINO ap. RAYNALDO VII. 507. ad an. aggiunge, che Ottone sperava di sposare Margherita; questa donna accor tissima , quando vide , che aveva disertato dalle bandiere di Caserta, Messer Iacopo di Costanzo detto Spatinfaccia, angioine, con varii pretesti differi le nozze, ed infine affer Messer Lisolo Minutillo , Messer Stefano bagna , e Messer Antinolo Griffo . T. MUR. 3) Nel mese di ottobre 1388 giunsero a Napoli alcune mò, che il Pp. non consentiva, che chi era stato marito di Giovanna I, si sposasse la nipote. Cfr. MINERBETTI. 173. 4) Nove mila ducati. T. MUR. A. 1389 : 37 tutta la parte de la Regina Margarita per fare questo atto, et stette intra lo redire * 1) et lo par lare con messer Odo piu de' tre mesib, et messer Odo pure stava à Santa Agata 2). Ali 19 de gennaro lo signore de Mongioia as sediò lo castello de Capuano per tal modo che alli xij de gennaro d fo restritto d'ogni parte che nonndehaveria possuto trasire ne insire , persona nulla alle bastie ad ogni passo et all'hora fo tutta la parte dela Regina Margarita insemblata & adA versa et fo primo messer Odo, messer Joanne A guto, messer Jacopo Standardo, lo Miraglia 3) et lo frate , lo conte d'Alifi, lo conte de Sant'Agata, messer Roberto de Nola, cione de Sena 4), lo conte allungaro 5) et federico Nepote, che foro de Villa nuzo et assai altri de Napoli che foro in tutto cavalli 4 milia, et 5. cento peduni, et intro Napole erano intra tutticomputati la brigata de de largata cavalli mille et seicento 4). L'ultimo di de febraro venne tutto lo potere de la Regina Margarita, per soccorrere il castello loro et nonpottero venire si nonfino ad casa nova, et lloco trovaro lloro inimici, et loco fo fatta una fera scaramoza dondehebbe lapegio parte quella de la Regina Margarita et cosi questo di sende retornaro adAversa.Et lo castellano vedendo che non era soccurso all'hora fe tregua con Napole de unodi,Ettrasi alo castello messer Canteloctiuno ", et fo àpatto con Golino castellano de havere otto di de tempo, et si lo soccorso venea, ipso era in suto di fede, et si non era soccurso volea altri otto giorni ad concordarse, et cossi foro fermati li patti et cosi fo levata l'offesa da parte in parte,con tutto cio l'uno se guardava dall'altro. a BN. entro l'ordine, et là parlaro... uscire cento BN. cento f BN. et le bastie b BN. tre hore g BN. insebla k BN. la brigata de cavalli o BN. pegior p SM. manca Margarita h BN. lo noraglia 1 BN. duecento q BN. castello SM. manca et cossi etc. 2 SM. castello, quale ali 22 detto alzo u BN. manca et cosi fo etc. v SM. armato aa SM. et stettero loco fi ali 16... gusto si partero ddBN. 20 ee SM. se. 1) Ridire, riferire. 2) 11 24 gennaio 1389 Ladislao avviso i chietini, d' aver fatta concordia con Ottone ed ilcapitano AngelinoBergher. RAVIZZA 1. 79. 3) Ammiraglio. 4) Lione di Siena. T. MUR. 5) L'Ungaro era nipote di Villanuccio. 6) Cfr. Cron. sic. 82. 7) Leggi Firenze. 8) Cfr. MINERBETTI 178. A. 1389 Et Golino prestamente mando ad messer Odo significando tutto lo fatto, et messer Odo venne una matina allalbe ali 12 d'Aprile et venne or dinato con zappe et Ronche et come venne, cosi si torno *. Et ali 13 de Aprile messer Cantellecti trasio alo castello et fermaro li patti se per tutti li 21 d' Aprile messer Odo non li succorrea , lui rendea lo castello 6). Ali 22 d' Aprile lo castello di capuana alzo le bandiere allarme di Papa chimente , et di Rè Loise , et de Napole et trasionce castellano uno francioso, et come messer Odo, et lo conte albrico Z et l'altri sentero questo subito si partero d'Aversa et vennero ad campo a la fraola et stette lo campo fino ad ali 16 magio et po si partero, lo conteAl brico in Puglia ale terre sue, messer Joanne aguto in francia 7) et messer Odo ale sue terre, et mobb in questo si incomenza ad assediare lo castello novo con trabucchi etcon gatti, che andavano infino alo muro et lla lo sire de Mongioia sifece prestamente la torre infino alo molo grande 8). Ali 6 d'Augusto da Napole si partero doi c ca valieri inbasciatori con doe galere dd, ciò fo messer Maione, et messer Remito che andaro in Palermo ad Manfreda de chiaramonte che non facesse la pa renteza con messer Lansalao et la parenteza era fermata. Et Manfreda respose che nonsepuo fare ee hormai ne remanire per nuila manera. Et cosi li detti imbasciatorisende ritornaro in Napole dicendo come la parenteza era fatta, et cossi si fe in pa lermo una grossa armata degalere, et dinari assai per aducere la citella in gaeta 9). Ali 5 de settembro venne la figlia de Manfre da de chiaramonte in gaeta con quattro galere, c SM. e BN. manca de d SM. alli VII detto i BN. manca Cione di Siena lo conte m SM. manca di r BN. cantolotto e BN. j SM. 3 n BN. in castello lo re s BN. uscito da t BN. in parti x SM. parti y SM. 13 detto manca messer bb BN. manca ma cc SM. Ali 6 d' Au 9) Cfr. NOTAR GIACOMO Cron. di Napoli 67 SUMMONTE II 46. IV. 512. Il DI COSTANZO (ed. Gravier) lib. IX. 300ricor dando l'ambasceria mandata in Sicilia scrive: Nel libro del Duca di Monteleone (i nostri Diurnali) trovo nominati que sti due l'uno Majone e l'altro Romito senza cognomi; però Majone credo, che fosse di casa Macedonio, perchè oggi nel seggio di Porto sono alcuni Gentiluomini di tal cognome, che si dicono Macedonii di Majone . Cron. sic. 87 BUONIN CONTRO 1. c. A. 1389 Et ali 12 vennero inNapole cinque galere d'ini mici de Napole ad provedere lo castello assediato. Ali 13 de settembro all' otto hore di notte vennero cinque galere,et tre bergantini et tre ga leotti, et una nave spinaza, et una distrera 1) im barbottata d, et doi Parascalmi 2) imbarbottatide li inimici de Napole per soccorrere lo castello, Dove fo una fiera battaglia ma alla fine roppero la ca e tena, et fornero lo castello de cio che bisognava, el di seguente lo fornero meglio, et po nde por taro la catena fino a Gayeta. Ali 19 de decembro 13 Indittione fo morto Papa Urbano a la cità deRoma 3), et Regno alo Papato anni 13 et piu. Et questo Papa fece Re Carlo de Duraczo, et dedele la corona, Et questo Papa, e, quello Papa urbano de lo quale da qua innante e stato tanto ditto che Rè Carlo lo fece assediare alo castello de Nocera. Et questo Papa rende la benedictione à Fiorentini, perche erano scomunicati 4). Ali 7 de novembro fo fatto Papa Bonifatio à Roma, et fo Napolitano de casa tho macello de capuana 5). Et questo Papa fece 7. cardinali de Napole 6), et d'altra parte et non fo Papa che signorizò cosi Roma come Papa Boni facio et fece lo Jubileo 7) à Roma per uno Anno et in tempo de questo Papamesser Lansalao prese per mogliere la figlia deManfreda dechiaramonte. Et questo Papa mandò lo cardinale de fiorenza fino in Gayeta, lo quale benedisse, et incoronò Re a SM. manca in Napoli 38 A. 1390 Lansalao, et cossi la Regina Costansade casade chiaramonte 8) et po questo Papa le spartè, et questo Papa anchora diede la corona à Rè Lan salao de lo reame de Sicilia. Ali 2 de gennaroAnno Domini 13899). 13ª In dittionem Papa Bonifatio fece lo giubileo allo quale venne tutta la Magna et Ingliterra. Ali xi de magio fo la festa in Gayeta de la 0 coronatione de Rè Lansalao, et de la ReginaCo stansa de chiaramonte fatta per lo cardinale de Fiorenza mandato da Papa Bonifatio , et caval caro Rè Lansalao et lamogliere conla coronain testa per tutta Gayeta, et la sera Rè Lansalao dor mio con la mogliere ". Ali 27 Julio in Napole vennero d' Avignone lettere come Rè loise presto sarà in lo Reame, de Napole che ogni cosa era appunto, etali 4 d'Au gusto si tagliaro li palij deRè loise, et gia eraposto in mare in Marseglia 10). Ali 14 d' Augusto , fo de Domenica fo una gran fortuna de vento, acqua, tronura 11) et de lampeche Rè Loise gionse in Napole per la detta tempestate intro dentro de cenare 12) puro essendo quella tempestate che tutte le fuste sbarruccaro13) per questa fortuna: Et cossi uno Catalano Castel lano de lo Campanile de santa maria de lo Car mino si mando un suo sarayno 14) ad acconciare le bandere che stavano suso lo Campanile de santa maria de lo Carmino, perche lo vento l'havea git b BN. in che modo era assediato e BN. scaramuza c SM. detto d BN. una distreza in barbotta gSM.manca f SM. et questo è quello papa de lo quale etc. BN. et questo papa fo quello de lo quale h SM. manca рара papa l'indizione i BN. et de altre parti m SM. manca anno domini j BN. moglie n BN. moglie k BN. manca cossi o BN. 17 di luglio 1 BN. manca domini e p BN. manca de tempesta r BN. troni s BN.jonsi in Napoli et la matina non possetti dismontare dintro Napoli qSM. gran t BN. sempre tempesta. 1) Destrera nave leggiera. 2) Palischermi. 3) Secondo il SOZOMENO R. I. S. XVI Urbano VI morì il 18 ottobre 1389. Egli fu sepolto inRoma, tuttavolta nella cappella di Francesco Prignano in S. Maria la Nova gli fu posta una bella statua ed un'iscrizione, nella quale leggesi 8) Bonifacio IX per impedire , che il regno fosse occu pato da Luigi II d'Angiò, fautore dell'antipapa, riconobbe re Ladislao, e mandò presso di lui,nella qualità diBalio della S. Sede, il cardinale Angelo Acciaioli. TEODORICO DI NIEM 1. II. C. 14. S. ANTONINO P. III. tit. XXII. c. 3. Il dì 8 marzo 1390 se pure non voglia supporsi, che per errore si trascrisse de cenare in vece di tarcenale o arsenale. Chi raffazzonò il t. Mur. ri dusse tutto il paragrafo per dargli un senso. 13) Il dialetto ha abbarrucare gittare , scaraventare, ecc. Equi il significato sarebbe, che le fuste furono gittate sul lido, dove vennero a rompersi. 14) Saracino. 39 A. 1390 tate : et come lo Sarayno stava in alto venne uno trono et gettallo da lo Campanile et acciselo, et getto un cantone dello campanile con tutte le bandere. Et come un poco ammancò la fortunatutte le galere si accostaro alo ponte in bocca la Mag dalena , et tutte le fuste di remo che adusse Rè Loise foro 21 et 9 naveettre destrere tuttipieni de robba, et cosidismonto ala Magdalena, et monto à cavallo, et gia vestito de una giornea de satani battutj de sue arme 1) et lui armato, et cosi lo cavallo coperto allarme sue, et lla tutta Napole ad cavallo, et appede gridando viva, viva Rè Loise: et cosicavalcaro fin à formello,et lla si mese sotto lo Palio et adusse in sua Compagnia questi Signori. : Et primo fo lo legato lo cardinale de Tolmo 2), messer Roberto de artuso3) messer Loise de Sa voya , messer Pietro de pulres 4) lo santo de la volta 5), messer Giorgi de merulis Capitano de tutta la armata de mare 6), et lo Bisconte de ro vila d 7) cavalcando pertuttaNapole con lo legato avante et fecence 5 cavalieri cio foro messerFiolo cotugno : messer Ciccho Carmignano, messer Ste fano gaga 8), messerJannottaJennaro , et messer Robertodemonda,ettuttiquesti5¹foro delaMonta gna,adNidondefece uno messerJacopo Rummo: ad portanovafece cavaliero messer Gilio ronciello* 9) et messerMargiotta de Costanza 10): ad Porto fece trecavalieri ciofo messerJacopo donne bono,mes ser Petrillo de lo preposto 11), et messerBerardo dem molino et po torno,et scavalco a lo castello Capuano. a BN. c'è una posposizione di parole tugno b BN. jornea gBN. gonga hBN. gennaro i SM. questi s fece cavalieri roccaserba citar mSM. de lo nSM. detto t SM. manca rendiose etc. y SM. manca mese z BN. jurao dd BN. Angelino bianco SM. angelo bolanii o BN. joraro aa BN. juraro u BN. fece lo justiciero lo signore de Mongioia bb BN. manca giuraro humagio ff SM. de li grutti hh BN. Jacopo anzo ii BN. manca caivano ee BN. la marca jj BN. c'è una 1) Una giornea di seta battuta dalle sue armi. t. Mur. 2) Cardinale di Turnone. t. Mur. Era Pietro de Tarego cardinale di s. Susanna. BALUZIO I. 1144. 3) Nel Cron. sic. 95 « Dominus Robertus de Droys. 4) Petrus dePullya Cron. sic. ivi. Pietro de Porles. t. MUR. 5 Manca nel t. MUR. Dominus de la volta: Cron. sic. ivi. George de Murle senescallo diProvenza PAPON III. 292. George deMurle, qui du Conte de Savoyehomme et sub ject estoit Chron. du Comte Rouge cit. 522. 526 e seg. Il visconte de toreglia t. MUR. Dominus Petrus de Volo Cron. sic. ivi. A. 1390 n 0 Ali 19 d' Augusto quelli de Crape giuraro ° humagio a loRè Loise et cosi quelli diNocera el Castellano nominato Cornelio Curial, et assignolli le chiave de lo castello. r Ali 25 d' Augusto lo giorno de santo bar tolomeo giuro humagio à Rè Loise, Capuana,Ni do, et Montagna: porto, et Portanova, Et questo di fo mastro Justiciero lo signore de Mongioia ch' era stato vice Rè da sua parte, et assignoli labac chetta et questo di si ribello à Re Loise Rocca seccha et rendiose alloro signore ¹. Lo primo de settembro 1389. 12)fecel'ingresso lo signor de Mongioia de l'offitio del mastro Justiciero " et questo di giurao humagio fiulo citrolo capo de Z la parte rossa, Et ali XVI deldetto mese giurò humagio tutto lo populo et li mercantide Napole in mano de Rè Loise etgiuraroªªhumagio tutti questi Signoribb Loconte d'Ariano,lo conte de sant'Angelo, lo conte de conversano, lo conte de Cerrito, Cor rado mala tacca, messer Angelino sterletti , messer Cionde Siena, Riccobianco,Angelini bolante dd, mes ser Marcello Arcamone, Riccardo de la Marra ** , Perri de ligotti # 13), et tutti questi signori vennero con mille et cinque cento Cavalli. Et questo Anno fu morto Mattheo de serino et lassao la mogliere et uno figlio piccolo & no minato Jacopo Antonio hh et la donna era sore alo conte de Caserta adSandolo, et à Loise de la Racta et un homo d'arme chiamato Lungaro, lo quale signorigiava serino , et Caivano ", vedendo ch'era morto mattheo de Serino subito se mosse con suo potere et andò de_notte , et scalo dove c BN. illa d SM. vaila j SM. mancafece cavaliere p SM. detto e BN. fenno kBN. rontello q BN. jorno fBN. con 1SM. manca r BN. juro v BN. jurao s BN. xBN. feulo cc BN. sterlich gg SM. figliolo nominato etc. posposizione di parole. 8) Stefano Grange: t. MUR. 9) Ronchella. Ivi. 10) Messer Tommaso di Costanzo detto Mascotta. Ivi. 11) Ivi, mancano Iacopo d'Onnebono e Petrillo de loPre posto. Di COSTANZO Ist. lib. IX pone tra icavalieri Roberto d'Orimini ed invece di Onnebone scrive Dormobono. 12) Leggi 1390. 13) Nel t. MUR. mancano i conti di Ariano e di s.Angelo, e Angelin Bolante: Cione da Siena è detto Lione, e Riccardo della Marra diviene della Marca. Cfr. Cron. sic. 97. A. 1390 40 stava la Donna etpiglio laDonna et lo figlio, et portandele ad Sarno, et per forza li convenne la pigliasse per mogliere ma la Donnahebbe soifrati tuttiper nemici mortali, ma dipo foro amici: dala quale nde fece uno figlio , et cosi fece un altro ho mo d'armenominato messer Domenico de Sena, lo quale scalo lisola, et prese una dele grande Donne di questo Reame de casa de cilano 1), et po al fine nde fo morto che fo cosi scalato lui, et fo in mano deli signori de casa decilano nepotecarnale d di questa Donna, lo quale fero morire con gran stenti et occise lo Paulo de Cilano. Ali 17 de settembro venne in Napole lo Ducha di Venosa : lo frate gran contestabile , lo Conte de Matera: lo Conte de Vocino 2): 1o Conte deMe lito: Loise deMarca messerJordanopandone mes ser Casso staino, messer Matthia de Burgensa, et altri baroni , et cavalieri et fero humagio a Re Loise et portaro mille et ottocento cavalli 3). Ali 16 de ottobro andando una mattina ad ca A. 1391 Ali 19d'ottobro si rende ala fidelita de Rè Loise lo Castello de santheramo et all' hora era castel lano messer Renzo pagano 4) et hebbene¹ sei mi lia florini, et lo Justicierato deli scollari ™ 5), et la gabella de lo vino, et quella dela falanga6) etla baglia de Santo Paulo 7). Ali 28 ottobro messer Uvo fe lo parlamento ad santa chiara, et tutti li signori de lo Reame, et ad tutto Napole, et po fo determinato dare à Rè Loise per li signori de loReame millelanse, et dece galere armate ad guerra finita, et inco minciavano da Marzo avante, et cosi fù mandato ad Avignone ad fare sapere questo consiglio. Ali 25 de Decembro la festa de la nativita de nostro signor si rendio Piczulo ala fidelitate 8) de Rè Loise; perche li era stato lo campo innante piu tempo, e fatta loro scusa ala regina Marga rita non potendo piu soffrire si rendio. r Alo secondo de gennaro anno domini 1390. venne una galeotta d'Avignone con novelle dela valcare a la fontana de formello lo menescala h de lo Ducha de venosa, all'hora vennero li nimi ci, et pigliaro setti corsieri dela detta manescala , et portarli ad Aversa, Et li corsieri foro tali che lle rescosse 600. fiorini, et questo di si sebbe la novella in Napole per una galeotta de Cursari, come Manfredo de chiaramonte era morto in Palermo, et atterrosse come ad reale. Ali X de ottobre venne in Napole messer Uvo prothonotare, et la mogliere, et in sua Compagnia lo conte de Lauria , et giuraro humagio a Rè Loise , et cosi Ramundaczo Caldora , et Liveri * taglieri et altri baroni et caporali deApruczo. a BN. portolli b BN. figliuolo c BN. chilani Regina videlicet matre de Rè Loise et adusse de nari assai. Ali 23 de gennaro, et fo de Domenica asseccò lo mare quaranta passi de suo naturale, et fo me surato da lapetra de lo pesce, et foro " molteper sone vecchie che sende maravigliaro, et per piu V Cautela 9) la gente de Napole gero Jocando ali pastori , et alo citrangolillo 10)videndo questogran signale che mai fo ricordato. Lo primo febraro insio dalo castello novo lo Vice castellano et al l'hora era Castellano de lo detto castello uno Napolitano nominato mormino, et questo vice Ca stellano fo inante de Rè Loise ad fare li patti, et d SM. manca carnale Marca g BN. manca cento h BN. monestalla i BN. monestalla e BN. conestaulo j BN. juraro m BN. sellari reina n SM. manca il paragrafo intero o SM. 19 detto k BN. levieri fSM. e BN. dela p SM. manca per li signori del reame 1 BN. appene qBN. r BN. possendo yero x SM. ale pastora 1) Celano. 2) Buccino. 3) Cfr. Cron. sic. 96. 4) Il di 11 novembre 1390 Ladislao donò a Raimondo Vulcano i beni sequestrati ai ribelli Renzo Pagano di No cera e Ruggiero de Antimo di Sorrento. Archivio di Stato in Napoli Reg. Ang. n. 361. f. 30. t. 5) Il giustizierato degli scolari. Cfr. ORIGLIA Stor. dello studio di Napoli. I. lib. II. 79. 6) Lafalanga o falangaggio era una gabella, che rien trava nel jus anchoragii: le navi maggiori entrando nel porto pagavano il jus anchoragii, le minori il jus falanca gii, AGETA Annot. ad Decision. Reg. MOLES. I. 268. 2 14. 7) La baglivadi S. Paolo era un tribunale di Napoli, con t BN. paxi s BN. manca domini SM. manca anno domini yBN. escio. u BN. forno v BN. che le competenze proprie dei baglivi, e risiedeva nei tempi an tichi alle Scale di S. Paolo; poi passò al Castel Capuano. Al principio del secolo XVI i proventi di questa bagliva furono per poco tempo posseduti in feudo da Girolamo ed Antonio Carafa principi di Stigliano. Arch. di Stato. Cedole di Tesor. n.º 237 f. 83. 8) Nel t. MUR. la resa di Pozzuoli è assegnata ai 25 di Marzo. 9) Cautela se non vi fu errore nellatrascrizione qui pare debba intendersi nel senso di prova. 10) Giocare apastora vale giocarealle piastrelle alle quali anche ai giorni nostri i fanciulli per le vie sostituiscono le citrangulelle, cioè le arancie. Cfr. BUONINCONTRO 60. 41 A. 1391 a pigliare lo tempo ad mandare à Gayeta alloro donna et signora, ch'erano all'hora lla, et cosi pre sino 18 giorni termino etinquesto mezo lo castello resta puro assegiato che uno ucello d saria intrato ne uscito 1). A. 1392 Ali 24 de Marzo Rè Loise fe dare la provi sione à molti gentilhomini de Napole , ali quali diede la vita et molti prigioni tanto de Capuana non nce Ali 7 de Marzo si rende locastello novo & non per dinari, ne promissione de havere officij et be neficij , anzi lo rende per dretta forza , una per lo essegio ', et l' altra per lo magnare, che non l'havea restato niente. Ali 9 de Marzo si possero le bandere al l'arme de Rè loise, et Papa chimente in alto allo castello novom, et po la sera ce intro Rè Loise ad dormire con gran Triunpho.Et ali 19deldetto si sebbe come messerPietro de la Coronaera ferito per suo difetto da lo figlio de spata in faccie° 2) perche li figli de spata in facci haveano cursoº3) sopra lloro nemici a scafata 4), et haveano fatta preda de bufale et menavanole alloro forte di Somma, et quelli de Scafata sonato al' arme , et messerPietro era adAngri ch'era la soa et havea tregua con lloro et corse prestamente avante a quistoro , dicendo voi havete fatto male che que sti so in tregua come, rendite' la preda, et ditto questo, et dando ad messer Hectore 5) con tutto lo guanto in faccie fo totto uno. Et come l' altro frate 6) vede questo all'hora" cacciò la spata, et dede a messer Pietro de la Co rona in faccia per tale modo che mai non ca valcò piu, che campo sei giorni, et poi si mori7). quanto del altro segio. Lo secondo giorno degiugno se rebello Puc Z aa zulo et converse a la fidelta di Rè Lansalao pigliando presone Capitanio et ogni altra gente de la parte contraria 8). Ali 3 di Rè Loise mando a Puczulo nove gen tilhomini per Imbasciatori per volere sapere l'oc casione perche si era rebellato, etperche teneano la robba ali presuni Catalani et Napolitani 9). Ali 15 de Settembro anno domini bb 1390. 15 Indittione lo Prencipe Raimundozo e... et de ursino mando unpresente: alRèLoiseetfouno gamillo 10), CC tre consuli 11): uno schiavo negro, et uno Turcho bianco, et una tavola d'argento tutta fornita et dui gatti mamoni 12): Et qua siparla, che cosi come fece lo detto Prencipe lo presente a Rè Loise cosi fece lo simile a Rè Lansalao, et cosi messer , Ramundello tenea mano ad dui postidd, si ' uno vincea, con lui se trovava. , Ali 6 de Febraro fu quando si arse lanotte li tetti de la Ecclesiade Santamaria de Donna Re gina che cadio uno travo defoco da cielo, et arse lo tetto solamente de la ecclesia non toccando ad altra parte delMonasterio, et po si sebbe # 13) co me sotto lo tetto era uno grandehavere che po fo trovato lo argento squagliato una granquantita in Anno Domini 1391. XV88 Indittione 14). a BN. in b BN. 18jorni di termini cSM. eBN. assediato dSM. ucello o gatto eBN. stava fBN. Ali 17 di marzo SM. A lafine si rendette ali 7 di marzo etc. j BN. non li era restato gSM. manca castello novο k BN. manca di marzo SM. 9 detto 1 BN. bannere h BN. ditta i BN. assedio mSM. manca in alto allo castello nuovo n SM. manca del detto o BN. fare p BN. li fili di spata in facce lo figlio de Spata in faccieperché questi avevano curso etc. q SM. era ferito per suo difetto da r BN. agni che era la soia redite u BN. manca allora la vita ee BN. si arse lo tetto etc. z BN.junio v SM. manca della Corona aa BN. converti x BN. 29 SM. 24 detto bb SM. manca Anno domini s BN. SM. costoro tBN. yBN. diede la provisione de cc BN. maimoni ff BN. sappe gg BN. manca XV. 1) Nel Cron. sic. 99 leggesi, che Carlo Baya era Castel lano del Castelnuovo per la regina Margherita: egli fece i patti della resa con Giorgio de Marle, da doversi eseguire fra 18 giorni, se non fosse soccorso , e mandò alla regina un bastardo di Andrillo Mormile per significarle questecon dizioni. Il BuONINCONTRO : 60 dice, che castellano era Mar dd BN. parti aggiunge, che i francesi spingevano Luigi a vendicare il prode cavaliere, ma questi,saputa la cosa,diede ragione a' di Costanzo e fece un indulto. 8) Nel Cron sic. 102 è notata la ribellione di Pozzuoli sotto la data del 1. luglio, ed avvenne, perchè Luigi II l'a veva venduta a Pietro Oliverio Catalano. tuccio Bonifacio. 2) Spatinfaccia di Costanzo. 3) Uso dialettale. Erano corsi. 4) Scafati. 5) Ettore di Costanzo. 6) Leonello di Costanzo Cfr. Cron. sic. 100. 7) I1 DI COSTANZO nell'Ist. ed. cit.309 riferisce il fatto ed 9) Nel t. Mur. manca questoparagrafo. 10) Camello. 11) Tres Pulcros equos Cron. sic. 103. 12) Che quasi parlavano » aggiunge il t. MUR. 13) Seppe. 14) Secondo l'indizione seguita a Napoli, i soli mesi da settembre a dicembre 1391 rispondono all'indizione XV. 6 42 A. 8392 Et in questo tempo lo Re Martino signore de la Isola de sicilia prese per mogliere la figlia A. 1193 alberico : lo Vice Rè Cicco delo gazo 6): No frio Pesce, et lo Frate Jurato gentile defrateVa de Rè di spagna, Et questo Rè Martino ando in Catalogna perche lo padreDucha de MolbacheRè de Catalogna era morto 1),et lui mo era Rè de Catalogna, et de sicilia, et lasso la mogliere in si cilia à soi Gubernatori, et lui poco tempo duro et fu morto in Catalogna et la mogliere remase in mano de un vice Rè di Rè Martino in Palermo, et questo ne fece depo la sua morte cio che volse, et de questo fo una gran guerra entro Catalani perche la cosa fetea 2). Ali 27 de novembro venne lo Ducha de ve nosa in Napole et Rè Loise l'intitulo de lo Du cato di Venosa per benche lui lo havea signorizato certo tempo, et chiamavasi puro Duca et mo era piu cha l'havea da lo signore mapoco nde fo si gnore che li nimici li lo levaro et po, Rè Loise li dede Amalfi, et felo Duca de Amalfi 3). Ali 20 de Decembro la Regina Margherita fe venire tutto lo consiglio suo , et lo primo fo lo Miraglia de casa de marzano et lo frate conte di Alifi: messer Jacono standardo, et lo conte de Mi rabella: messer Loise de Capua et lo frate Julio et deNapole: assai, lo primo fo messer Guriello car rafa et messer Malitia suo frate, messer Gurillo Origlia 4), etmesserUrbano suofrate,a messerGual teri caracciolo 5), et messerCarluccio suo nepote: Florido latro : messer Salvatore Zurlo, et suo frate Anichino Zurlo. Et de li straneri nce fo tutto lo consiglio de gaeta , et nce fo lo gran conestabile: lo Conte aBN. moglie b SM. vice Re in etc. lentino 7),Joannedela Turza 8): lo conte de Lau rito , messer Colella gaitano , et lo frate messer christofaro et multi altri. Et questo consiglio fu che Rè Lansalao era ormai homo de 14 anni. All'hora fo tutto lo conseglio disposto che lui cavalcasse per suo Reame et cosi fo determinato. Ali 19 de iennaro 1392. cavalco la gente d'ar me de Rè Lansalao fo lo Vice Rè Ciccho delo toczo co tutto suo potere che foro doi milia et setti cento cavalli et gero a monte corvino etpre serola per forza, et cosi fo recoperato Monte cor vino che l'havea primo preso lo ducadeAmalfi. Ali X d'Aprile fo insieme¹ tutta la gente d'ar me dela parte de Rè Lansalao in puglia a de struttione de casa de sanseverino et fo fatto lo consiglio de andare in Calabria: ad trovare lloro inemici casa de sansoverini,mapo lo trovare male per lloro: Imperoche la magior parte delloronde fo presone in mano del loro nimici, et comecasa de sansoverino vedero , et sebbero che lloro nemici erano forti et voleano venire contralloro, tutti ipsi cavalcaro contro lloro et cavalcaro un' di, et una notte sexanta migliade tratta, che allalbadeldi foro presso delloro nemici atre miglia etlloro nemicidi questononsapevanoniente,etcosi restaroingannati™. Etlinimici foro questimesser Uvo desanseverino et unofiglio delo Duca d'amalfi con cinquefiglimesser Bernabo 9), et lo frate Ramundo: messer Gasparo, lo Conte de Matera, messer Berardo scaglione, lo Conte de Catansano, et messer tristano, cheforoin c BN. lo titulo altro fBN. anche Zurlo SM. manca Zurlo ma po fo male etc. k BN. viddero g BN. gatta 1 BN. septi di d SM. e BN. manca da m. Gurillo a suo frate h BN. manca Montecorvino m SM. gabbati i BN. insebla nBN. manca da m. Berardo. 1) D. Giovanni re d'Aragona mori repentinamente a cac cia sulla metà di luglio 1395: gli successe il fratello Mar eBN. j SM. 3) Il CAMERA Memorie Stor. dipl. etc. di Amalfi T. I. 592. II. 3. asserisce, che Ladislao nel 1398 investi del ducato tino duca di Monblanch. MARIANA lib.XIX C. 15. ZURITA T. II. lib. X. 414 e seg. Il figliuolo di Martino duca di Mon blanch, di nome Martino anch'egli, aveva sposato la regina Maria, la quale mori nel 1402: restato vedovo sposò Bianca di Navarra e morì poi nel 1409, essendo andato a sedare una rivolta nell' isola di Sardegna. Cfr. nella Raccolta etc. del PELLICCIA I. La Cronaca in dialetto siciliano93. 94. E pro babile, che il nostro Cronista, male informato dei fatti di Sicilia, abbia riferito le voci, che correvano, intorno alle di soneste pratiche fra il Duca di Monblanch e la vedova di Manfredi di Chiaramonte, madre della regina Costanza ed offrirono poi a Ladislao uno dei pretesti per ripudiarla. 2) Latino : foetebat. È in senso morale. di Amalfi Vincislao Sanseverino già duca di Venosa, conte di Tricarico e Chiaramonte. È in contradizione col nostro Cronista, che tra poco narrerà la spedizione fatta inPuglia dai partigiani di Ladislao « a distruzione della Casa San severina >. 4) Nel t. MUR. è Garriello Caracciolo invecedell'Origlia, manca Urbano. L'Orilia era razionale della M. Curia. Reg. Ang. 365. f. 37. t. 5) Nel t. Mur. manca 6) Cicco del Cozzo. 7) T. MUR. Gentile d'Acquaviva. 8) Ivi, de la Terza. 9) Ivi, Bernardo. L ! : A. 1393 43 A. 1393 tutto cavalli mille etcinque cento etpedunidoimilia, pendo che la socra era soa garza 6) de lo Duca et poi in questo loco pigliaro questo ordine che debonblanco 7)cosi caccio la mogliere da lui, et tutti li Caporali uscessero b conle lanze inmano, et all'hora la tenea inGaeta inunacasapoveramente, vestiti come à saccomanni, et lo primo fo loDuca Et essendo questa Regina Costansa in questa sua con Lhomini d'arme, et appresso l'altre et gevano casa con una soa mayestra laquale condusse da innante tutti all'altre gente, et come andaro poco sicilia et doi altredammicelle pure siciliane Et vi via scontraro l'inimici, che andavano perherba, et vevano di quello haveano dutto8) da sicilia cha trattò de mandare lo figlio a lo Papa per spar timento di lei 9). Lo ultimo deMagio si partio Re Lansalao da che dereto alloro nce restato messer thomase con per gaeta la Regina non haveria possuto vivere dui battaglioni co 1500Cavalli de bona gente, et l' jorno con sua famiglia: Et poi la Regina Marga ordine fo questo che si ipso assaltavano essi per--rita la faceva figlia de puttana, e da quest'hora secutavano, et cosi fero come incontraro l'inimici cosi andaro speroni battuti dereto alloro, de tal modo che foro insieme alloro allogiamento dove stavamesserOdoetlo Conte alberico tuttidisarmati che non pottero pigliar arme, et cosi lo presero, et questo fo inCapitinata, che mo incomenzavano ad intrare in lloro terreno, Et qua fa bisogno no minare tutti li presuni ch' ebbero in mano: Casa de sansovrino, lo primo fo messer Odo lo ConteAl brico,messer Benedetto de Lazaro 1),el nepote, lo Conte de lo Rito 2), Angelino 3)Bergamo: Luzo sprone , Riccardo de la marra et lo frate Ange lino volanti, Honofrio pesce, Gentile de Acquaviva et piu altri signori et baroni de la Puglia 4). Etperquesta rotta messer Odo se recapito 5) 28. milia florini: Et per questi danari impigno la cerra a messerRamundello denolacon tutta lo con gaeta con quattro galere, et andò ad Roma ad Papa Bonifacio Napolitano adomandando de si partire da sua mogliere Et lo Papa le concesse, sua peticione che mandò àGaetalo episcopo priore de gaeta et fecele levare l' anello da mano delo cardinale de Fiorenza lo quale lo papa Bonifacio e tato che mai tutto suo tempo messer Odo nde fo piu signore et lo Conte Albrico si rescosse 3000 florini in questo patto in termine de. X. anni non venga contro lloro, et cosi fo libero et messer Be nedetto etNepote, si recapto 15000. florini et altri piu denari assai senza conto, Et questo ali XJ di Aprile dela prima Indittione. Hora tornamo à dire di Rè Lansalao, che sa a BN. et essa in etc. b BN. stessero g SM. recaptaro lo trattenea à gaeta 10). Ali 15 de Jugno messer Odo insio da presone da mano de casa de sansoverino, et giosende ad suo principato in taranto, et lla si stette uno, certo tempo; Imperorche havea promesso non andare contro casa de sansoverino per dece anni. Et in questo di torno Rè Lansalao da Roma et venne in Gaeta con denari assai. m Ali 15 de Julio tutta la gente d'arme de Rè Lansalao se assemblata ad gaeta che volea ca valcare verso Apruczo et specialmente à l'Aquila ch'all'hora la tenea Rè Loise, et porto con ipso questi Capitanij et gente d'arme: Primo lo conte Albrico granContestabile lo vice Rè Cicco de de lo Cozzo lo Marchese, lo Conte de lo Reto , lo Conte de Mirabella, etlo figlio 11): messer Colella h BN. Hor tornamo a dir de Re j SM. et a l'ultimo di Magio lo fece partire da etc. c BN. manca da m. Benedetto f BN. mai più n SM. fo k BN. spartire d BN. signori di Puglia SM. Hora tornamo a Re Lansalao 1 BN. manca il resto et venne 1) Manca Lazaro. Ivi. 2) Loreto. 3) Angelino de Sterlich. Ivi Il 10 aprile 1404 Ladislao in pegno degli stipendii non pagati ad Angelino Berger e sue genti d'arme gli diede in pegno la terra di Rutigliano e BN. ricapto i BN. haria mSM. manca da Roma 7) Monblanch. 8) Portato. 9) Divorzio. 10) II BUONINCONTRO 61.62 pone il divorzio nel 1392 е Reg. Ang. N. 367 f. 24. 4) 11 MINERBETTI, 295, pone questa battaglia nel 1392 e tra i prigionieri ricorda Lorenzo ed Uberto Acciaioli. 5) Si riscatto. Ottone aveva pegnorato un'altravolta Acerra per 3500 fiorini e per ricuperarla gli furono pagati dalla r. Corte. 6) La suocera era sua ganza. non bene aggiunge, che Costanza < tam infide repudiata, ad suos in siciliam rediit ». Ella sposò Andrea de Capua. Il nostro Cron. mette in mezzo al fatto anche il vescovo di Gaeta, un tal Pietro, del quale ignoriamo i fatti. UGHELLI I. 542. 11) Nel t. MUR. è aggiunto un messer Gorrello , manca Carlo Carafa. A. 1393 , 44 gaetano messer christopharo suo frate messer Carlo Carrafa messer Malicia suo frate,messerAli mangho thomacello, francesco de cataniaetlo frate Honofrio pesce, Gentile di Santo Valentino Case cavallo passarello, et assai altri, li quali in tutto foro 3600 cavalli de bona gente. Et questo di proprio Re Lansalao si mosse da Gaeta con tutta questa gente d' arme che ora au derite lo modo che tenne quando cavalco lui venne à Gaetade tutti arme alo Viscopato con la madre et la sore à, mano, à, mano, et molte altre Donne b et signori de Napole in lloro Compagnia et come foro ala piacza de gaeta cosi la Regina assigno lo figlio ala gente d'arme,et po disse. signori. sappiate che io si ve assigno et donove inmano ad vostra peticione lalma lo spiritu et la speranza et tutto lo thesoro palese et secreto mio, Però prego tutti che ve sia recomandato: et sempre tenea lo brac cio sopra lo collo de lo figlio sempre piangendo et tutte le Donne, et homini lo vedeano piange vano de pietate vedendo tale atto. Et dopo fatto et detto tutto questo lo viceRè Ciccho de lo coczo,con molti altri cavaleri etfece cavalcare Rè Lansalao, et come fo ad cavallo lo vice Rè li dede lobastone inmano , etpoidisse: Signore meo come à viceRè vostro et da vostra parte io so et hagiove posto lo bastone ale mani, cosi prego lo creatore ve deaf tanta possanza, et potere à voi et à me che io ve possa dare in mano tutto lo vostro Reame, et tutti vostri nemici, et cossi pigliaro licentia, et cavalcaro per lloro fatti et insero da gaeta con grangioia et festa etquesta fo la prima volta cheRe Lansalao insio da gaeta ad Cavallo. a BN. Olimango b BN. vescovato A. 1394 Et ad questa andata Rè Lansalao conquisto l'Aquila 1), et la piu parte del Contato, et come tornao prese lo conte deMonopello 2), ed adusselo in gaeta et come fo in gaeta, subbito cavalco ad Capua et fonce intossicato per tal modo che nde hebbe admorire,et perquesto nde fo morto cola de pasca che nde fe la credenza,et lui ne stette da su per fine lod decembro in fine di morte. Ali 15 de Augusto venne la novella à Rè Loise, come Rè Lansalao era troppo infirmo che non potea campare et era diffidato damedici Et ali 15 d'Augusto tutto morto: Et alixvij venne novella à Rè Loise, come Rè lansalao era morto etnonfo lo vero chaRè Loisenon aspettavaaltro3). Et questo anno era Duca de Genua messer Antoniotto adurno del populo, et vedendola mal vestate de loro genoise si vendeGenua à Rède Franza4): et Rè de Franza nce mando uno invece sua che si chiamavaBuzo caldo 5)Juno sapio et potentissimo homo diguerra, quale redusse tutta' Genua nè potea tenere uno cortello de fellare pane, et chi tenea altre arme pagava de penamille libre d'oro ", et anchorapiu:Et messer Buzo caldo fegireuno bannoperGenua, che si nullo tartaro seu tartara accusasse suo patrone che occultamente tenesse arme in casa fosse francho, et sopra piu havesse de beverazio una libra d'argento, et in questamanerande fo franchi assai: Et cosi Rè de Franza signorizo Genoa 16 anni alloro dispetto. Anno Domini 1393. de la 2ª Indittione 6) Ali 17. d'Aprile si parte messer Pietro de burges uno Magnifico signore francese assai servitore de Rè Loise, et andò ad Gaeta per la parenteza de la sore de Rè Lansalao con Rè Loise, et all'hora era c SM. manca da gaeta a posto lo bastone a le mani, segue: dicendo cosi prego etc. f BN. che vi dia d SM. manca sempre gBN. tuoi i SM. manca subito j BN. per fin al come Re Lansalao era morto k SM. BN. X 1SM. detto m BN. fo tutto o BN. duci del populo messer etc. de Franza r BN. Busa p BN. vedendo la mala estata e SM. manca da in mano h SM. mancada et insero nSM. Et ali XVII detto q SM. mancaet re s BN. uno huomo sapio et potentissimo di guerra v SM. beveraggio BN. veveragio manca Lansalao. x BN. 12. V'è una trasposizione di parole 1) Cred capitano dellaCittàBusone Unghero dei Raffaelli di Gubbio, che poi fu podestà di Pisa. ANTINORI Racc. di memor. istor. degli Abruzzi. III. 109. 2) Nicolò Orsini partigiano di Luigi II. BUONINCONTRO 62. 3) Cfr. Cron. sic. 116. 4) Antoniotto Adorno fece pratiche con Carlo VI re di Francia e per quaranta mila ducati gli vendette la città. STELLA 1. C. 1136 e seg. t SM. manca tutta yBN. vi è una trasposizione u SM. mancad'oro zBN. 5) Giovanni le Maingre deBoucicautmaresciallo diFran cia, degl' italiani Bucicaldo , uomo di grande valore e fer mezza, che reprimendo le fazioni cittadine, conservò Genova al re di Francia fino al 1409, quando fu ucciso. PAPON III. 294. 301. 302. STELLA 1218. 6) L'anno è errato. Al mese di aprile 1394 risponde la II indizione. -- A. 1394 : inGaeta la Regina Margarita madre de Rè Lansa lao et Rè Lansalao et lasore Joannella de Du raczo, et all' hora ci erano in Gaeta tutti li si 45 gnori e gentilhomini de Reame tanto Napolitani quanto Capitanij de gente d'arme. Quando que sto Pietro de burges, venne in Gaeta per la detta parenteza , et monto niente sua venuta, ma seria stata la meglio parte per tutto lo reamesi fosse A. 1395 suo Reame ad conquistare etfare soi fatti, et cosi fece 8. Ali 27 d'ottobro Rè Lansalao se partio da Gaeta , et andò a Roma alo Papa con 4 galere fo recevuto charamente con granhonore et parte de gran doni , et cosi tutti li Cardinali : et spe tialmente lo cardinale de franza 2) lidona quanto stata fatta 1). AnnoDomini 1394.in Gaeta fo una gran mor talita, et Rè Lansalao , la madre, et la sore in sero da Gaeta et stettero ala Trinitate deGaeta et stettero alla chrimare di Gaeta d fore lo burgo, et per doe galere de mori che vennero ad Terra cina et presero cx anime sinde ritornaro dentro per pagura. Ali 9 de settembro in Napole venne lo Duca de Venosa et tutta casa de sansoverino con ca : : : valli 1600, et 400 peduni et in questo mezo ven nero li gascuni li capitani chi teneano lo contato de Molise et foro cavalli 800. et cursero inAversa et presero una grossa preda debestiame et pre suni, che foro estimati 12. milia florini che homo fo che si riscosse onze 200. et all' hora fecero uno gran guasto ad Aversa cha nce stettero in Campo otto giorni et po tornaro in Napole. Et infraquesto mese Rè Lansalao si fa forte per mare, et per terra, et si mando ad chiamare tutti li si gnori de lo Reame, quelli che lui signorizava. Ali 15 d' ottobro in Gaeta vennero lo Mira glia , lo frate covello standardo et da Napole messer Naccarello , messer Joannello buczuto , messer Zampaglione,messer Gorello carrafa, mes ser Malitia : messer Joanne spinello , et li figli, messer Andrea de lo Jodice , et li frati messer Gorello origlia , messer Urbano Annechino Mor mino, et tre frati, messer Petrillo bonifacio et dui frati , et assai altri signori et fecese lo consiglio generale de Rè Lansalao: primo mandare allo Papa ad Roma, et po questa primavera cavalcare per a SM. manca ci erano in Gaeta lo Papa, Et cosi li dede licentia che andasse se cundo lo consiglio dato, et cosi Rè Lansalao torno in gaeta de lo mese de novembro. Ali 19 de novembro. Lo Rè Lansalao torna in gaeta da Roma congrantriunpho,perche erano pagate le galere per lo papa, et cardinale per fino ad Marzo, et cosi subbito mando, et fe venire tutta gente d'arme in Gaeta. Et ali 28 de decembro foro licentiati tutti , havendo havuto tutti danari, et che lo primo de Marzo ogn' uno fosse in campo , et in gaeta non remase se no Ciccho de lo Burgo viceRè ch' era innamorato de la figlia de Petrillo che da po la prese per mogliere 3) l'ordine fo dato ad tutti che la primavera ogn'uno fosse in Campo, et questo di venne inGaeta una galera deGenoise, la quale Rè Lansalao la prese ad soi servitij. Et Rè Loise havendo saputo ciò che Rè Lan salao havea ordinato d'andare in campo, et lui in continente manda in Provensa alo Papa in Avi gnone àdire tutto lo fatto che Rè Lansalao stava àgaeta, et ogni di facea ballare , et cantare bon tempo , et danzare. 268. Et in questi di lo Duca de Milana manda à Rè Lansalaouno bello presente d'arme per sua persona, et per altri,perlui mandauna bellaCoraza coperta di panno d'oro, et una altra scopertapan sere d'azaro : una dozana di spate , et una do zana m de chianetti 4), et dui guarnimenti d'argento molto reale, et vennero alo bisogno. Et per que sta novella tutti li signori inimici deRè Lansalao jnforzava soi paesi: imperoche ciaschuno pensava che lo campo gisse à lui et pero Napole stava b SM. manca da quando c SM. manca Lansalao alla chrimare di Gaeta BN. stettero ala Trinita di Gaeta ala cimmare etc. e BN. cento mancaet cosifece h SM. detto i BN. da lo papa etc. d SM. stettero ala Trinitate f BN. Gianni g SM. j SM. et cosi sende torna etc. chedopo la prese per moglie orlandini fo dello che la prima vero etc. Nel nostro Ms. Orlandini è cassato sopra d' altro k BN. la figlia de Petrullo carattere è scritto : ordine 1 BN. manca il resto: SM. cantare, dare bon tempo etc. 1) Fra le altre condizioni, che Luigi poneva al matrimo nio era questa, che egli e Ladislao avrebbero conservato le terre del regno, che possedevano. Cron. sic. 114. 2) Deve leggersi cardinale di Firenze, cioè l'Acciaioli. mSM. et una de lama dette. 3) Qual era innamorato della figlia di Petrillo , che fu poi moglie di Orlandino » t. MUR. 4) Pianette. A. 1395 sguarnita de gente d'arme, che lloro amici erano a guardare lloro paesi et Napolenon havea si non 200 persuni ad cavallo et 200, fanti, unagalera, una galeotta e dui bergantini. Ali 14 de Marzo Rè Lansalao mando co 46 A. 1395 vantagio et lla stette in campo 36 giorni mentre tutti li grani, et orgi complero et satiati che sende erano le scaramozze follate enfinodentrole porte de Napole et molti volte since facevano scuntro mandamento ad sexa: a la Rocca1): ad Tiano: ad Capua ad Aversa, etad tutte le terre de sua Mae sta che ogni homoche fosse de Napole che deves se seguitare in campo loro signore Rè Lansalaod, et chi nonnce andava era in pena de tutto lo suo, 1 et cosi tutti quelli artisti 2) andaro dereto alo campo con Rè Lansalao. Ali 3 de Aprile Rè Lansalao si parte da Gaeta per terra con tutta sua gente d'arme da cavallo, et appede 3), et perquello di alloggio a la plana de Sexa: et ali 4 gionse ad Capua, et lla stette , et raduno tutta sua gente et descese ad Aversa, et lla stette dui di, et po cavalco in campo anti in Napole. Ali 9 d'Aprile Rè Lansalao' gionse in campo innante à Napole ad anghulo 4) concavalli 4 mi lia et infanti 6. milia et ogni di lo campo si facea piu forte de cavalli et infanti, et essendo lo campo la àdigliulo in quello di venne lo Brocca 5) ad servire Rè Lansalao, et venne Lungaro da Cay vano, 6) et florido latro da Nocera 7) dacavallo, et dapede, et la galera sua per mare et fine qua lo Rè Lansalao¹ havea in campo 5. milia cavalli et 6. milia fanti et havea tre galere, et una ga , leotta in mare et li cavalli 8) stavano bene ad agio che lograno et l'orgio era grande, et po per le padule tanta herbata che licavalli stavano d'a a SM. 200 cavalli il resto g SM. lo re si etc. b BN. SM. 15 cBN. mandao h BN. innanti de lanze. Ali 15 de magio Rè Lansalao si levo da cam po perche per marenonpotea stare con quattro galere de Provenza ch' erano gionte in Napoleet cacciate le soi infino a sorrenti, et allogio la seraad Aversa, et la gente d'arme mando per le stantie et lui sende venne 9) in Gaeta et subito gionto in Gaeta si ordino le Jostre et queste foro le pri me Jostre che fece fareP. Ali 5. de settembro LoDucadeVenosavenne in Napole con messer thomase, che messer Uvo era in Napole con tutti l'altri de casa sansove rino, et determinaro per lloro inico consiglio, et malvaso de dare per mogliere la figlia de lo Mi raglia à Rè Loise 10) et tutto ciofaceano per de structione de Rè Lansalao, et detto fatto cosi lo Miraglia diede per mogliere la figlia à Rè Loise, t el detto Rè ncemandoper inguadiarla lo signore de Mongioia et lo Duca, et assai altri signori de Napole et francisi, et questa Citella si chiamava laReginaMaria infralloro. Ecco come se incomen cio la guerra infra lo Miraglia et Rè Lansalao, ma al fine casa de marzano nde fo destrutta per uno gran tempo. Et per questa parenteza lo Miraglia fece ve nire in suo terreno ben mille cavalli de Rè Loise per correre e dannificare le terre diRè Lansalao Et cosi Rè Lansalao mando " ala Rocca de mon dSM. manca Lansalao i SM. manca re Lansalao 1 SM. manca Lansalao m BN. erbaza SM. herba n SM. manca in campo e BN. artifici j SM. a Dogliulo fSM. manca kBN. l' altro o BN. et sappiati che ogni di erano li scaramozi follati q BN. 15 pSM. in Gaeta et ordino le jostre che foro le prime etc. BN. prime jostre che re Lansalao fece fare r BN. per lo intito consiglio s SM. istrottioni 1) Rocca di Mondragone. 2) «E così ci andarono eziandio gli artisti > t. Mur. t BN. inguagiarlo lo sire u SM. et cosi questa etc. 10) Il Ducadi Venosa vedendo, che le forze angioine man cavano dì per dì, persuase Luigi II a sposare Margaritafi 3) Quattromila cavalli e seimila fanti secondo il BUONIN CONTRO 65. 4)Dogliuolo. 5) Deinde accito Bracha Viterbiensi , qui equites sex centos habebat, ex alia parte Urbem circuibat ». BUONINCON TRO ivi. 6) Da Capua. t. Mur. 7) Cfr. ORLANDO Stor. di Nocera II. 173. 8) Tutto ciò, che segue, manca nel t. MUR. 9) I1 BUONINCONTRO, ivi, afferma, che Ladislao parti daNa poli a mezza estate. gliuola di Tommaso di Marzano, bellissima fanciulla. Così per ambizione Tommaso lasciò le parti di Ladislao. Buo NINCONTRO ivi. Però fu Maria, non Margherita, la promessa sposa. Maria sposò poi il conte di Celano, e, restatavedova, Muzio Attendolo Sforza, e, mortocostui,ilconte diManop pello. Le altre due figliuole diTommasodiMarzano, famose per bellezza , furono Angiolella , che andò sposa di Luigi dei Camponeschi conte di Montorio, e Margherita, che fu molto amata da Ladislao. Cfr. AMMIRATO Fam. nob. nap.P. pr. 188. SUMMONTE, lib. IV. 533, 540. Luigi II poi condusse inmoglie Iolanda d'Aragona. PAPON III. 299. 47 A. 1395 dragone Joanne dela trecca con CX Lanze, le quale ogni di erano alle mane con l'inimici et que A. 1395 et de Dattileche teneadecompriso doimiglia per sta guerra de lo Miraglia con laRoccha de mon dragone durò un certo tempo , et po fero tregua per un anno,et cosi la parentezza si annullo, et Rè Loise non lidede mai aiuto ,et cosi resto l'im presa intra Rè Lansalao et lo Miraglia. Etinquesto tempo era uno Signore in turchia, Lo quale non si trovava ne christiano ne pagano che avesse tanta possanza quanto havea questo chehavea incampo 4 miliuni deTurchi, et havea a suo soldo 6. milia christiani balestreri et chia mavasi lo Muratto , 1) et non andavaadReame ò aterranontanto fosse stata grande che per pa guranon se rendea allui: Et lui fece un editto che ogni gente che si rendia de bona voglia si man tenesse ad sua fede, et non li toccara niente si non sua decima et in questo modo conquisto una gran parte de Pagania et de quello paise d'Ale sandria, et de lo Cayro, et questo durò ben da sei anni et po venne suo paro che lo sconfise incam po per forza de gente: Et questo che lo sconfise fo un signore tartaro chesi chiamavaTaborla * 2) che mese tanta tartari incampo che per nullo si possea contare ne existimare quanta migliara de tartari erano questi et per memoria losuo campo tenea cinquegiornate, tutte piene di tartari¹et lui andava sopra uno carro coperto de drappe d' o ro, et quando fo lo di de labattagliache fo scon fitto lo moratte lo tarburlà * era tregiornate de longo, et cosi li fo presentato inante , quale non lo fe morire anzi lo portava sopra una carretta dentro una gabbia di ferro et portavalo con lui, et cosi mandava soi missi per li Reami, et terre grosse et de tutte le veneano le chiave , E doni grande, hora mando à la citta de Damascho, la citta 1 fe ponta 3) et lui venne innante la citta de Dama scho et in principio fe tagliare tante piede de olive a BN. cento lui BN. fe j BN. Moretto deDamasco b BN. partenza facze4), et po mesefoco et cosi insero li citatini deDamaschoº etaccettarolalorofede,li quali foro in una conclusione che ogn' uno aducaunabestio la, etquella ense 5)meglio daquesto foco si tenga quelle fede. Et cosi li Damascini si tornaro a la citta et per consiglio fo determinato deportare la gatta, et cosi gero et foro ben cento di Damasco li meglio, et portaro lagatta,Etlo Tamburla heb be un'altra bestia,laqualesechiamava ettliva (sic) questa bestia volava da la fiamma, li quali foro jettati tutti doi ad questo gran foco " la gatta e laltra bestia delo tamburla et la gatta presta mente mori, et l'altra sende insio et lo tamburla fece pigliare mantinente tutti quelli cento de Da mascho, et felle tutti gettare a quello gran foco, et po fe combatterela citta et presela per forza, et po la fe tutta schianare per tale modo che nullo haveria saputo dove era sua casa, et po fe met tere ogni cosa à sacco che lo tamburla hebbe in sua parte 60 gamilli de thesauro de perle, et altre gioyelli et cosi fo destruttaDamascho citta bella et si havesse perseverato come principiò haveria conquistato tutto lo mondo , ma non gio piu in nante si ritorno in suo Reame a godere. Ali 16 de decembro² 5ª Ind. Rè Lansalao es aa sendo in Gaetasitratto con suo consiglio demari tare lamogliereªª,etdedelaad unobb Andrea figlio demesser Loise de capua che poi la morte de suo padre fo conte deAltavilla, et questa soamo gliere si chiamava Costanza de Chiaramonte che venne da sicilia, et fo Regina mogliere de Rè Lan salao et mo Rè Lansalao l'have maritatadd, et come madammacostanza venne ad cavalcare alaPiacza deGaeta con suo marito cosi li"disse coram omni populo alo marito , che ogni persona che nc'era laudette hh 6) 0 "Andrea,per mia fe, tu te deverisse tenere lo piu contento homo de lokk mundo, consi c BN. re Loise non le diedi mai sua moglie etc. f SM. manca che lo sconfisse k BN. lo turbula g BN. Tarbolla 1 BN. manca venne h BN. manca migliara m BN.facce et po mesefuego p BN. esci ▼ BN. tamburlano bb BN. messer ffSM. a questo q BN. a lo tamburla SM. manca da la gatta cc SM. et questa come sapete si etc. r BN. appi x BN. uscio BN. lei disse e poi: deverisse tenerte gg SM. manca a lo marito s BN. erniva (?) y BN. persequitato dd SM. manca da etfo etc. hh BN. l'audirite d BN. moretto i SM. n BN. usciro t BN. voleva z BN. de la ii SM. o messer e SM. manca manca tutte etc o SM. manca u BN.fuego aa BN. mogle ee SM. et come questa venne jj SM. manca te kk BN. del. 1) Amurat. Questo paragrafo, manca nel testo MUR. 2) Tamerlano. 3) Resistette. 4) Due miglia di lato. 5) Esce. 6) Lo udi. Α. 1395 48 derando che hai per concubina lamogliere deRè Lansalao, et piangeva molto forte, et affettuosa mente per tale modo che fecepiangere tutti quelli che la videro, et cosi cavalcò. A. 1398 Mongioia da Rè Loise, Lo quale se partedaNa pole et vene in Gaeta con salvo condutto de Rè Lansalao et a Gaeta foli fatto honore et stette in Gaeta setti di, etpo sende andaò a servire lo Ali.... de decembro d venne in Gaeta messer Giovanni thomacello frate de Papa Bonifacio con una peregrina compagnia degentilhomini de Na pole. f A l'insuta de questo mese il primo de gen naro capo d' anno quando cadero li travi de foco 1), et le stelle da cielo che chiunca la ve dea se atterrava de paura, et fo in Napoleet in assai altre parte et in Napoli sende fe gran pro cessione. Ali 26 de gennaro si parte da Gaeta messer Giovanne thomacello fratede lo Papa, et ando à sexa à loMiraglia, et meselo in concordia et tre gua con Rè Lansalao, et tornato in gaeta subbi to siparte, et ando à Roma¹ à la Impressa perche li Romani haveano fatto et trattato de fare mo rire lo Papa et tutti liNapolitani: Et per questo lo Papa nde fe morireben tridici de li meglio de Romachelloro foro trovatile bandere, con lequale voleano levare lo Reame per parte de lo Conte m de Fundi. Et in questo di Gaspar cossa de Napole" 2) armo doe galere del suo, et doe altre de messer 3) à soldo de Papa Bonifacio, et ando à Roma im peroche li Saracini dannificavano assai ale marine de lla et tenevalle 4) per guardia. Ali 4 de magio venne lo Duca de Venosa in Napole per mare,lo qualefece cacciareloSire de a SM. perchè hai la uscita b BN. hai per garza: SM. hai la moglier f SM. manca tutto il precedente da a l'insuta inNapoli j BN. manca in concordia et nBN. manca de Napole k SM. manca subito o BN. manca de messer SN. de messer... lefo ogni honor et vi stette sette di ... s SM. Milano il quale li BN. perchè lo Duca li dava etc. suo piattello u BN. uscita 2 BN. Camberlingo. v BN. allui scandia etc. 1) Cometa , talora fulmine. Qui pare che il Cronista ac cenni ad una pioggia d'aeroliti. Il popolino la notte di S. Giovanni crede di vedereuna trave di fuoco, a cavallo della quale va Erodiade ripetendo una nota nenia. 2) Era figliuolo di Giovanni Cossa e fu conte di Troia. 3) Così nel Ms. 4) Le teneva. 5) Monblanc. 6) Vi è un evidente errore di trascrizione. L'Antipapa Clemente VII era morto il 14 settembre 1394. 7) Il mese di luglio della VI ind: risponde al 1398. 8 Duca deMilano, et lo Duca li dava 500. florini lo mese per suo piattello '. A l'insuta d' Augusto à Rè Loise vennero tre galere con danari assai, et firmaro lanovella come era lo vero de la morte de sua madre et cosi ne fece exequie simplicemente. Et questo di venne la novella inNapole come Rè de Rahona era morto,et perquesta morte lo Duca deBonblanco 5) erapartuto da Palermo,et gio inCatalogna, perche accadeaàlui lo Reame. Ali X settembre anno domini 1397 venne la novella inNapole come nde eramorto Papachi mente, lo quale fo francese, et era fatto lo papa de la luna catalano, et erachiamato Benedetto et fo fatto in Avignone , et questo Papa refermo la corona à Rè Loise 6). Ali X de Julio anno Domini 1399. de la6ª ind. 7) in Napole venne lo Duca de Venosa con lagalera trattando demandare Rè Loise à Taranto et determinaro laconcordia, et trattato de mettere RèLansalao in signoriade loReame8).Et questo fo lo primo messer Uvo.che all'hora era protho notare et messer thomase che eraconteCamerlin go' etfo loDuca deVenosa, etlo Duca de amalfi, et lo frate conte de Matera, messer Bernardo, et lo frate Loise et tutti ' altri de casa sansoverino et lo conte de bucchino, et altri assai. Et però lo Detto Duca de Venosa venne in gBN. cBN. 4 dSM. in detto mese venne eBN.a cascaro h BN. che tutti la etc. 1 SM. si parte per Roma ala p BN. ali mari di illa i BN. manca m BN. Gasparro q BN. teneali r SM. t SM. manca per x SM. venne la nova de la mortede Papa yBN. 1398 8) Accenna alle pratiche fatte per ridare pace al regno eporre fine allo scisma. Già Pp. Bonifazio IX s'era ser vito di suo fratello Giovanni Tomacelli apersuadere Iacopo di Marzano, onde non si fosse allontanato da Ladislao, ed in seguito di queste pratiche il 24maggio fu fatta una con cordia fra Ladislao,Iacopo di Marzano ammiraglio del regno, conte Squillace, Goffredo di Marzano conte d'Alife fratello di lui e grande Camerario, Iacopo Orsini conte di Taglia cozzo e Iacopo Stendardo Maresciallo del regno. L' atto e l'approvazione del Papa sono riportati dal RAINALDO t. VIII. ad an. 37 e seg. Cfr. MINERBETTI 401. A. 1398 Napole innante lo tempo ad ammonire altri de Napole per lo reducere a questo à fare che non si fidavano ipsi solamente fare questo senzaaltri signori de Napole et lo primo fo messer thomase Inbreaco, messer Iuda 1) brancaczo, messer Maf fuzo seresale , messer Jacopo de costanzo detto Spata in faccie et li figli, et altri assai et cosi de terminaro mandare Rè Loise in taranto dandole ad vedere che ha fatto soi fatti, et cosi lo tradero falsamente 2). Et essendo fatta la parenteza de lo Miraglia con Rè Loise lo frate lo conte d' Alifi si trovo all' hora signore in tutto de capua, et si tenea in sua potesta le turre, et lo castello de Capua, et 1o Capitanio stava a sua peticione,lo quale sechia mava Roberto de prata , et all' hora li capuani sapendo questo pigliaro lo detto Capitanio presone, Et intro la Citta era messer Loise de Capua con una Compagnia de gented'arme de Rè Lansalao et incontinente assediaro la torre intorno, et lo Conte d' Alife era ad Alife e non si trovo ad Capua. Et essendo un di messer Loise da fora de Ca pua à fare fare li fossi alle turre de Capua get tando bombarde, et balestre, venne un Colpo de bombarda, et dede alo lato de messer Loise, et acciselo. Et queste turre stettero assediate quattro mesi che infine di questo tempo si rendero à Rè Lan salao ad patti, et cosi resto casa de marzano in guerra con Rè Lansalao per questa parenteza che mai non piu foro amici , et a lafine nde fo destrutta. Et in questo di vennero in Gaeta tutti in sem ble legente d'arme de Rè Lansalao , cio, e, lo Vicere Ciccho de lo burgo et altre, et tutti foro mandati adosso à casa de Marzano. Et essendo in Napole lo Duca, et altri de casa sansoverino, et altri de Napole che sempre trat tavano dela fare a Rè Loise, et videndo che an chora non ci era tempo, all'hora si parte da Napole a BN. maffazo sere de Capua b SM. manca de costanzo f SM. e po si rendero c BN. et lo capitanio lo quale g BN. venne in Napoli Domini BN. manca Domini j BN. novo di luna dove non erano r BN. junio s BN. et itla stetti k BN. e SM. v'è una trasposizione n BN. presuni ne fo uno gapone t SM. e tale adata. o BN. et appena Met cento 1) Nel t. MUR. Guido. 2) Cf. Cron. sic. 118. A. DI COSTANZO , non è disposto a dar fede a questa narrazione. Ist. del Regno : Ed. GRAVIER : lib. XI, 328. A. 1398 ali 28 d'Augusto per mare et andosende per Ca labria in soe terre, et questo di venne l'imbasciata à Rè Loise de lo Principato de Taranto come era morto lo castellano de taranto suo famiglio, et all' hora ci mando Loise de gordi 3). Ali 16 de Decembro anno Domini 1398 7ºind. venne à Rè Loise una inbasciata da lo Papa novo de la luna et si limando 15. milia florini et laproferta, che cioche volea, haverà ad sua volon tate, et sentendo casa de sanseverino , et sapendo chequesti denari erano venuti senza mandare lloro Cancelleri, et hebborrende 8. milia florini et cosi si maneavano queste Reame 4). Ali 8 de gennaro mori la Contessa de Fundi La quale fo de casa de bauzo et la sore delo Duca d' Andre. Ali X. d'Aprile in Napole venne tutta la gente d'arme de Rè Loise: lo Duca de Venosa et altri , et mesero campo ala Citta d' Aversa , et n dentro Aversa non erano m altro che 200. Cavalli Ciccho de lo burgo ViceRè et altriNapolitani de cheundimesserGorello hebbeuna bellaventura, che prese sei homini d' arme con lloro arnesi, che si refeci multo bene, che di questi presuni ncende 5) fo lo gascone che lo mese intaglia, et hebbende 1500. ° florini che all' hora li Napolitani serveano loro signore Rè Lansalao che non havea per epso manco po dare ad altri. Ali 4 de Magio questi signori de sansoverino levaro lo campo d' Aversa, et tornaro in Napole et l'altre sende andaro insieme ad soe terre, et r da po ali 16 de Magio lo Duca de Venosa con tutta sua compagnia se parte da Napole et an dosende ad soe terre. Ali 6 de giugno Re Lansalaose parte daGae ta per mare con una galera, et gio infine a la Roc cha de Mondragone, et lla discese et trovò tutta la gente d' arme soe , et cosi sende venne infine ad Capua et l'andata de capua fu per spossedere lo conte d' Alife de tutto lo suo, et cosi fo. d BN. presero h SM. Ligordo BN. de le gotti 1 BN. etfo p BN. pe dar altri 3) Luigi delli Cordi, t. MUR. e SM. manca i SM. manca anno m BN. Aversa q SM. 16 detto 4)... e così si mangiavano Re e Reame » t. Mur. 5) Ce ne. 7 49 A. 1398 Ali 4 de settembro venne in Napole lo Duca de Venosa con tutta sua casata. et foro incon siglio et determinaro in tutto che reLoise andas se in Puglia , et a taranto, et cosi Rè Loise lo promesenonne potendo fare altro,etcosi loman daro da fore Napole per mandare ad effetto lo tradimento ordinato de dare la Citta deNapole à Rè Lansalao fo signore de Napole et de tutto lo Reame cacciato Rè Loise 1). Et in questo mezo lo frate deRè Loise devea venire in Napole questa primavera , lo quale se chiamava Carlo 2), et cosi se ragionava, Et mo si parte reª Loise da Napoleet ando a Taranto che mai piu a Napole non torno. Ali 8 de Febraro si parte da Napole Rè Loi se con una peregrina compagnia de gentilhomini francisi Napolitani et signori de lo Reame per andare in Taranto et gionto in Taranto fo pi gliatohonoratamente a lo Palio come lloro signore naturale et stette in Taranto paricchi mesi, et all'hora era uno messer Ramundo daNola che si gnorizava una gran parte diPuglia etanco Beni vento, et la citta d'Acerra con Marigliano co tutti l'altri casali intorno che all'hora messerRamundo era un gran signore de casa Ursina figlio delo conte de Nola et po Principe di Taranto 3). Et lo primo de lo mese de Junio venne inNa poli con tutta sua casata con denari assai, et con tuttalagente d'arme,et messerCarlo lassò in Na pole et nonloportaro ad suo frate Rè Loise dan a BN. possendo b BN. manca tradimento che poco tempo fo signore del reame et caccio re Loise 50 A. 1399 doli àvedere che meglio era restare in Napole che andare in Puglia per lloro stato, et cosiresto et lui come fo da fore de Napole mando a messer Carlo, a loqualenonera restato si nonuno Collaro de gioye che valeabendue milia florini,etlo Du ca de venosa lilo mando cercando, cha li denari che haveva reciputo non bastavano per la gente d'arme. Et cosi messer Carlo nonnde potendo far altro li lo mando,et lo Duca sende ando ad soe terre in Calabria per ordinare, et mettere in e xequtione lo malvaso tradimento, et si lo mese in effetto. Lo 2º de Julio 4) Rè Lansalao fo in Calabria con quattro galere, et tutto suo consiglio con lui ad parlare con lo Ducas, et foro in concordia de li dare Napole et cosi, lo Duca venne in Napole con l'altri signori de Napoli lo dedero à Rẻ Lan salao, lo quale cosi hebbe Napole. Ali 9de Juglio fo fatto loconsiglio deRè Lan salao, cioe, messer Guriello origa¹5) de Napoli et altri signori con lui, et tuttaNapole ad parlare dentro santo pietro martire ad determinare,etfer mare li patti che cercavaNapoleetcon tutto ciò Re Lansalao stava con legalere inGaeta aspet tando la nova de la terra et cosiforo in concor diala parte de Rè Lansalao con Napole etquesto fo lo Mercordi ad hora di sexta , et questa sera Rè Lansalao se stette ingalera, ma hebbeda terra gran presenti, et cosi questa sera foro fermati li patti che napole volse 6). c SM. et cosi fo che poco tempo paxo che re Lansalao BN. et cosifo d SM. et mo lo re si parte e SM. dove giunto BN. etjonto in f SM. Ramundello ... gSM. intorno et era de etc. Lansalao et lo Duca et altri foro k BN. et cosi re che Napoli volse. Lansalao etc. h SM, dieci mila 1 SM. origlia i BN. possendo 1) Cfr. Hist. de Charle VI par le moine de S. Denis. I. 427. 2) Carlo du Maine , al quale Luigi II diede il titolo di principe di Taranto. 3) Ladislao andò ad assediare Taranto con 4000 cavalli emolta gente a piedi, e il dì 9maggio 1399 creò principe j BN. con lo Duca ad re m SM. magiore n BN. manca 4) Ladislao si trovava in Calabria da qualche mese in nanzi. Il dì 20 giugno 1399 da Castrovillari confermò il feudo di Curello a Nicola Fasanella. Reg. Ang. n. 364f.68. 5) Origlia. di quella città Ramondello del Balzo Orsini, che era andato a rendergli omaggio. È da ricordare, che Ladislao con di ploma dato in Gaeta il dì 8 marzo 1399 aveva promesso quel principato a Ramondello , se fosse morto Ottone di Brunswick, il quale lo aveva ottenuto da Giovanna I. Reg. Ang. n. 364 f. 63 t. Cfr. MINERBETTI 403: RAYNALDI VIII. 57. 58. Indizii dei fatti di Ladislao di questo anno si tro vano nelle Notizie raccolte dai Reg. di Cancelleria di re La dislao del sig. BARONE. Arch. Stor. Nap. an. XIII. 6) Il dì 7 luglio 1399 dal Castel dell' Ovo spedì un di ploma a favore di Francesco Toccio, il quale fu incaricato di coniare lamoneta nella zecca diNapoli, e di fare iconii. Reg. Ang. n. 364f. 43. II DI COSTANZO lib. XI. 326, 327 narra, che in quel tempo la città fu in tumulto, ed il duca diVenosa, sapendo, che il conte Alberico gran contestabile di Ladislao era ad Afra gola, temendo per se e per i suoi,proposedivenire a patto. I napolitani scelsero perciò dieci deputati: Giovanni Fac ciapiecoro, Andrea Faella, Guido Brancaccio, Maffucio Ser sale, Spatinfaccia di Costanzo, LuigiDentice, Leone di Gen A. 1399 51 302. Lo giovedì ai X. Rè Lansalao fo, et prese la possessione de Napole in tutto , et scese in terra con grande allegrecza, et all'hora havea. 5. galere et doe galeotte, et messer Carlo vedendo lo trattato, all'hora se mese dentro lo castello novo, et poRè Lansalao se parte ali XI da Napole con quattro galere, et le galeotte, et torno in Gaeta 1), et inNapole lasso lo Vice Rè suo con una galera floridasso l'altre de Napole et incontinente ven nero inNapole tutto lo paese sapendo che Napole era de Rè Lansalao et prestamente si rende lo Ca stello de Capuana 2) ala fidelita de Rè Lansalao , et cosi Floridasso mese l'assegio alo castello novo in lod quale stava dentro lo frate de Rè Loise, et tutti lloro servitori con multi Francisi et Proven zani, et fece venire lo trabucco d'Aversa et meselo ale corree. Ala insuta de Juglio , et l'intrata d' Augusto essendo Rè Lansalao in Napole si incominciò à gire per tutto l'universo mundo li Bianchi 3) et po fo una crodelissima mortalita che foro morti in Napole piu de 16. milia personi, et perquesto Rè Lansalao, la madre et la sore sende andaro à Gragnano 4), et po a Sorrento , et po de set tembro che era cessata sende tornaro in Napole a lo castello Capuano, et stettece fino a lo mese de gennaro delo anno Domini 1402de la Xª ind, et po sende andaro a Salerno. Et Rè Lansalao a BN. floridasso latro e BN. alli correi b BN. si presenti fBN. uscito g BN. M. mila k SM. manca da che mai fino a reame c BN. manca da et prestamente fino a Lansalao h BN. assegiar 1 BN. uscio mori SM. sende mori pBN. appe q BN. seppero m BN. eppella naro, Covello Veneto, Gregorio Sciatta a Marco d'Apenna, e li mandarono a Gaeta, dove era il re , per trattare l'ac cerdo. Il fonte storico dal quale egli dice tolta questa no tizia è la Cronica di Pietro Umile sin'ora ignota a tutti. Or è a notare , che Alberico da Barbiano da gran tempo era lontano dal regno. RICOTTI St. delle Comp. di ventura n. 203 e seg. IlMINERBETTI, 406, narra, che il 13 agosto 1399 giunse in d Firenze unambasciatore di Ladislao per far sapere ai Priori ed ai Capitani della parte Guelfa, come era già signore di tutto il regno di Puglia, salvo Castelcapuano, che sperava ' avere prestamente. 1) Il 22 luglio 1399da Gaeta Ladislao assegnò 12 oncie diprovisione al suo chirurgo Lollo di Tossicia. Reg. Ang. n. 364 f. 66. 2) Ladislao il dì 10 di novembre 1399 assegnò 20 oncie annue ad Antonio Risoli di Provenza per i servigi resigli nell'occupazione del Castelnuovo. Reg. Ang. 366 f. 28. A. 1400 nce stette tre mesi,etinnante che fosse tutto questo fece assediare lo castello novo 5) et hebbelo, et j dentro era lo frate de Rè Loise messer Carlo , et Rè Loise era a Taranto. Essendo Rè loise in Taranto , et sapendo che suo frate era assediato, all'hora si parte da Ta ranto con nave et galere, et venne infine à Capre et fo in concordia con Rè Lansalao de li dare lo frate , et cosi le diede messer Carlo et andaro sende ambedue per lloro fatti et foro sposseduti de lo Reame che mai piunon l'hebbero che am bedui morero , Et in poco tempo Rè Lansalao hebbe tutto lo Reame *. Et la prima volta che Rè Lansalao insio in campo da po hebbe Napole sende ando a le terre de lo conte de Fundi 6), et incomensò da scaule, et hebbela prestamente. Et per questa novella come lo Conte de Fundi la n sappe per la grandoglia se mori ,etpo hebbe Traietto et lo garigliano, et come li vaxalli seb bero che lloro signore era morto cosisi tennero tutti perduti, et cosi Rè Lansalao hebbe tutto lo Contato in potere suo in poco tempo , et facea guerra à tutto lo paese 7), et chiamavase la di sposta ,che nante quasta disposta fo viva Rè Lan salao non potte avere mai ne Ponticello ne Por tella passo de lo Reame. Et Rè Lansalao havendo havuto lo contato de Fundi all' hora torno in Napole et po sende d BN. a lo quale i SM. manca il resto j NB. insino ad Capua n BN. come lo Conte la sepре o BN. doglia r BN. eppe s SM. disposta. 3) Nel t. MUR. « cominciarono ad andare per tutto il mondo li granchi . Erano invece le compagnie dei Bianchi, che andavano per le città gridando pace e misericordia. Vedi MURATORI ad. an. 4) Il dì 7 novembre a Gragnano il re ordino, che si an nullasse il procedimento giudiziario contro il medico Paolo del Giudice di Somma Reg. Ang. 364 f. 15 t. 5) Cfr. SUMMΟΝΤΕ 529. 6) La spedizione contro il contediFondi fu fattanella pri mavera del 1400. Il di4d'aprile il re dal campo di Traetto spedì un diploma per i maestri dell'ospedale di S.EligioReg. Ang. 366 f. 19. Il giorno 7 trovavasi a Capua e vi restò tutto il mese Ivi f. 57 t. BARONE O. c. Il25 maggio dal campo presso Fondi assegnò 250 oncie di provisione a Cicco del Borgo conte di Monte Oderisio per i servigi resigli. Reg. Ang. 364 f. 102. Cfr. RAYNALDI VIII 31. 7) Jacobella Gaetani. V. n. 12p. 12. Manca qualche parola. A. 1401 ando à Salerno, et in questo mezo Rè Lansalao hebbe tutto lo Reame che po nde resto, et stando in Salerno fece fare de le Jostre assai et lo Rè tenne tavola. Ali 26deJennaro lo Rè Lansalao torno inNa pole et fece lo editto chetutti li signori devessero (venire) per lo mese deAprile, anno domini 1403 de la X ind. et tutti vennero eccetto lo Conte de catansano: Lo conte de Sant'Agata, etRestaynuzo catalano et la contessa de conversano, et la Contes sa de Santo Angelo, che lo Conte era morto in quello anno, e, lo Miraglia , et lo conte d'alife frate, et quelli de casa de li gottide terra d'otranto et fo fatto lo parlamento ad santa chiara de Napole . Ali 3 ' Aprile Rè Lansalao¹ si parte da Na pole et gio à Salerno, et aduxende la madre et la sore et gionsero in Napole aliXde Aprile et portondele a lo Castellonuovo alo quale era Ca stellano messer Antonio de Salvo. Al insuta d'Aprile Rè Lansalao cavalcò con tutta la gente d' arme in Calabria et conquisto tutta Calabria eccetto Cotrone et Rigio che le tenea lo conte de Catanzaro , che mai non volse vedere Rè Lansalao, et cosi lo Rè tornò in Na pole et lasso in vece sua lo Brocca, et po lo Conte innante dede tutte queste terre à Rè Loise, che a Rè Lansalao, et cosi vennero inCalabriagalere, et nave et francisi assai etlo Conte diede Rigio, et Cotrone ali francisi, et lui sende ando in franza 52 A. 1403 à Rè Loise et ala fine Re Lansalao nde cacciò li francisi et hebbe ogni cosa 1). Et questo anno Rè Lansalao penso di consu mare casa di Marzano, et fello, et tenne questo modo per la disfare : Per benchè questo anno mori lo Miraglia , et lo modo fo questo che Rè Lansalao sapea piu operare che direipso feceun figliolo , e si lo diede ala figlia de lo conte di Alife, che lo Conte non nde havea altro per lele vare llo suo, et cosi li levo primaAlife, Trano2), et altre cose assai che lui fece venire adAversa. Et lo figlio si fece Principe de Capua et fe cende " una gran festa, per la quale fe cavalcare per la Citta de Napole come a Principe con lo clavo 3) in testa, et le bandere sopra la testa allar me de la ecclesia et de lo Papa et de lo Princi pato, et po l' arme lloro per tutto et cosi levo Sexa a lo figlio delo Miraglia et prese presone esso et la madre et doefigliole femineche l'altra havea lo conte deCilano per mogliere et in que sta manera strusse casa de Marzano 4). Et questo mese proprio si mando per la mo gliere de Rè Lansalao , per la quale ando uno sapio signore de la citta de Napole lo quale fo messer Gurello de tocti5) de la Piacza capuana figlio che fo de lo Conte Martino, et partiose da Napole con sua galera, et fo mandato alo Rè di Cipre per la sore, et cosi lo Rè de Cipre le diede la sore: Et questo messer Gorello sihavea li fratri a BN. po ne SM. poco b BN. giostre c SM. manca Lansalao fBN. muraglia Ig BN. di Taranto k BN. ad Castellonovο h SM. manca de Napole d SM. manca anno domini e SM. venessero i SM. manca Lansalao j SM. manca de aprile 1 BN. ala uscita SM. et a l'insuta di detto Re o BN. manca a Re Loise p SM.manca Lansalao qBN. diffidar m SM. manca Lansalao r BN. muraglia nBN. mancatutte s BN. unofiglio u BN. fece v BN. moglie xBN. moglie di Re L. SM. per la mogliera de lo Re. 1) Cfr. Diario Anonimo Ap.PELLICCIAI, 112. SUMMONTE 532. Inun diploma di Ladislao del 4 aprile 1404leggesi.< Pro Marchioni Cutroni de confirmatione omnium immunitatum gratiarum factarum eidem per Regiam Maiestatem... Nuper si quidem pro parte spectabilis et magnifici viri nicolai t SM. Tiano 5) Se vede in una scrittura della Zecca de l'anno 1404 in Registro Regis Ladislai 1404fol.9 come essendosi Casato il Re Ladislao con una sorella del Re di Cipro mandò Gu glielmo de Tocco figlio diPietro Conte diMartina a spo Ruffo de Calabria Marchionis Cutroni et comitis catanzarii consiliarii et familiaris nostri dilecti nuper fuit expositum reverenter quod quondum clare memorie dominus Karolus Tertius dictorum Regnorum et eius heredibus nec non subditis et vaxallis non nullas gratias provisiones conces siones officia beneficia Indulgentias Immunitates moratoria privilegia et gratia fecit et fecimus > etc. Segue la conferma. 2) Deve leggersi Tiano. 3) Bandella. Vi ha un solo esempio inDUGANGE. V. Clavis. 4) Cfr. SUMMONTE, 1. c. sarla, e condurla in Napoli. E nello Diurnale del Duca di Montelione si legge che quando questo Guglielmo de Tocco figlio di Pietro Conte di Martina della Piazza di Capuana fu mandato a Cipro per condurre laRegina, visitò li soi fratelli, iquali erano Duca di Leucate, et Conte dela Cefalonia, et signoriggiavano una gran parte della Romania dalli quali suoi fratelli fu ricevuto molto caramente ». Conclusione del Sedile di Capuana per la reintegra nel sed. stesso di Giovanni de Tocco Despota de Romania. A 1600. RICCA: La nobiltà delle due Sicilie, III 275. Il tratto dei Diurnali, come si vede, è stato ampliato e accomodato al proposito. A. 1404 53 : signori deRomagna, et siera lo Duca de la licata : : : et leonardo de toccho, et erano all'hora tre frati che signorizavano una gran parte de quello paese diRomagna et messer Gorello l'ando ad videre et fo pigliato molto caramente da soi fratri. Ali 12 de Febraro gionse in Napole lab mo gliere de Rè Lansalao, la quale fo sore allo Rè de Cipri, et havea nome Maria et era detempo d'anni 20°, la quale fo una gratiosaDonna et sa pead, et con lei addusse uno suo, con lo qualefo lo signore de lo Trech et con lei meno una pe regrina, et bella compagnia de Citelle Cipriane, et cosi un medico Judeo,lo quale se cemento cqua et fecese Cavaliere et chiamavase messer Angelo. Etcosi lo Rè Lansalao la prese charamente fando fare festa et Jostre per uno mese con grande ma gnificenza. Ali 4 d'ottobre. 13. indittione fo morto Papa Bonifacio ne la Citta de Roma,lo quale fo de Na pole de Casa thomacello et signoriczo instato lo Papato, et Roma in sua petitione anni 14, et mesi XI. et giorni 6. et insuo tempo fece lo Jubileo 1). Ali 18 d' ottobro fo fatto Papa lo Cardinale de Bologna, et fo de Sulmona et chiamavese mo Papa Innocentio et questo di foro fatte le exequie a Napole honoratamente de Papa Bonifacio alo Episcopato dove foro li fratelli, et tutta Napole honoratamente come ad Papa', et lo Rè non ce fo che era ad Roma dove stette fin se fece l'altro papa et torno inNapole ali12.deNovembro. Et qua se nota come questo Anno arreto Rè Lansalao maritò la sore 2), et dedela a lo Duca de sterlich 3), et cosi se parte daNapole " con ga lere et accompagno lasore per fine in Scavonia, et lui remase a la cita deZadara 4)con la gente a BN. Duca de la città et contato de etc. anni d BN. savia e SM. 18 detto f SM. i BN. in alemagna j SM. zio de sua mogliere b SM. la detta etc. A. 1406 d'arme, et mando la soreala magna a lo marito, et porta in sua compagnia lo Duca de Venosa conquattro figli, et loDucad'Atride casa de acqua viva: lo signor de lo treche frate de Rè de Cipri Zio de la mogliere de Rè Lansalao', etpiu signori de lo Reame, et gentelhomini de Napole de Ca puana: Nido, et d'altri paesi de numero 60. tutti signori notati, et altri gentilhomini assai de diverse terre de Capua: Aversa: Gaeta. Et Rè Lansalao porto tutti questi signori in Scavonia 5) et non ce fece niente, et lassonce suo vice Rè lo Signore de Barua m et Antonuzo de l'Aquila 6). Ali 4 de settembro trapaxo la Regina Maria mogliere de Rè Lansalao sore de lo Rè de Ci pri et stette con suo marito Rè Lansalao dui anni et poco piu: et ali7. de novembro nde foro fatte le exequie a lo castello novo honoratamente con due palij d'oro l'uno alo letto et l'altro so pra lo corpo, et fonce tutta Napole mascholi, et femine, et tutti l'ordini de li frati, et Parrocchie, archiepiscopi: Episcopi, et Abbati et atterrosse ad Santo Dominico de Napole et l'occasione de sua morte fo per le medicine che piglio che si volea imprenare 7). Ali 5. de Novembro fo morto Papa Innocentio in Roma 8), lo quale fo de Sulmona, et vixe in Signoria del papato anno uno , mese uno et giorni 18. et de questo Papa ne resto questo suo Nepote marchese uno fraudolente homo, che intra l'altro inganna Rè Lansalao de 35. milia florini, et piu, et piu de sue mano fece 9). Ali 26 de Decembro si fece ' altro Papa ad Roma 10), et chiamossi Papa Gregorio, et fo Ve netiano et fo " uno sapio, et iustificato homo, lo c SM. Lansalao et avea nome Maria et era de 20 manca honoratamente etc. k BN. piazze che stette o SM. manca Lansalao p BN. sopra g SM. manca da Napole 1 SM. lo Re porto q SM. manca de Napole u BN. manca etfo. 1) Bonifacio IX morì il 10 ottobre 1404. 2) Giovanna. 3) Guglielmo Duca d'Austria. 4) Zara. 5) L'A. accenna all'andata di Ladislao inUngheria, morta la regina Maria,per incoronarsi re. Tolse la corona il 5 ago sto 1403 , ma dai baroni, che sostenevano Sigismondo di m BN. Barut r BN. ad s SM. 13 h BN. fino ad n SM. Maria t SM. 15 mila NIEM lib. II c. 17 18. MINERBETTI 476. RAYNALDO ad an. 1403. Istoria di Chiusi R. I. S. (TARTINI) II. 968. 6) Antonuccio dei Camponeschi. 7) Cfr. SUMMONTE IV. 536. 8) Morì il 6 novembre 1406. Poco prima di morire venne Boemia fu costretto a partirsi, onde come dice il cronista tornò in Napoli senza aver fatto niente Cfr. TEODORICO DI apatto con Ladislao, che nominò difensore della s. Sede e gonfaloniere della Chiesa. LUNIG, II. 1226, 1226. 9) Il nipote di Innocenzo VII fu Ludovico Meliorato mar chese dellaMarca d'Ancona, poi signore di Fermo. 10) Gregorio XII fu eletto il 30 novembre 1406. -- A. 1406 quale per lo tempo passato era stato, et mo pure 54 A. 1407 regrina compagnia de gente d'arme che ogni di k erano dui Papa, et era durati anni 28, et mesi, et lui penso nella sua mente de lo acconsare, et mando per tutti li Signori et al'altro Papa d' A. vignone , che ello volea renuntiare lo Papato et facesse ' unione che fosse uno Papa, et cosi fo determinato da tutti li Signori , et convenne che si facese alla Cità de Lucca, et questa determi natione stette ben dui anni a pigliare lo tempo, hora lassamo stare mo Papa Gregorio 1). Ali 17º de Jennaro, et fo lo di de Santo An tonio et fo del Anno 1405 de la14 indittione fo morto lo Principe de Taranto 2) de casa d' Ur sino figlio che fo de lo Conte de Nola,et questo principato lodede Rè Lansalaod, et de questo Prin cipe nde restaro tre figlioli una femina e dui ma scoli 3) che po lo hebbe Rè Lansalao ogni cosa mobile et stabile hora audite lo modo che Rè Lan salao tenne. Ali 4 de Marzo Rè Lansalao fe l'ordine de andare in Puglia, et si mando per mare5.galere et 3 nave grosse de. et Rè Lansalao ando per terra con 7 milia cavalli, et infanti senza nu mero, imperoche sebbe che lo Prencipe era morto, et in questajuta 4) lo Rè Lansalao hebbe tutte le terre de Principato , eccetto Taranto , alo quale era dentro la Principessa con una compagnia de Signori nemici de Rè Lansalao, cio, e, de casa de Sansoverino et per questa volta nonpotte havere Taranto et tornesende in dereto in Napole¹. Hora cqua si nota, che per questa andata che fe Rè Lansalao conquisto tutte le terre et ca stelle de Puglia, che so assai, et fo à patto con la Contessa de conversano, et con quella de San currevano fine a le porte de Taranto con assai scaramoze che dentro Taranto erano tutti li figli de lo Duca de Venosa et tutti ' altri, il frate di messer Barnabo un sapio guerriere¹5),chequesto anno in dietro Rè Lansalao havea fatto morirelo Duca de Venosa, messer thomase et lo figlio, et gaspare, et tutti questi foro de casa de Sansove. rino incarcerati in una volta 6), et in un di, et po le fe atterrare alle casaline ™7)de Santo Pietro a Castello. Ecco la fine che fero questi quattro Si gnori che foro dati a mangiare ali cani. n Essendo lo Duca andato a la fiomara de Ta ranto, venne ali 29 de Marzo et fo lo primo de Pasca de resurrectione et da Taranto uscio una peregrina compagnia de gente d'arme, et ferero a lo campo et hora hebbero tale rotta, et presa ca lloro fo levato la redutta de la Citta, che la piu parte de la gente si gett in mare, et foro piu de cento sexanta , et prisi assai, dela parte de Rè Lansalao non nde fo morto reser vato uno gentilhomo Napolitano che se chiamava Masello fella pane 8) de lo segio de portanova. Essendo Rè Lansalao in Napole li vennelano vella , che suo "cainato 9) lo Duca de sterlichera morto, et esso subbito mando per la sore, etcosi venne in Napole ali 16 de Jugno 14Indittione, et stette maritata ne la Magna con suo marito , anni due et mesi ..... X et questo mese sende venne lo Duca d' Atri con la gente d'arme da Taranto. Ali 8 de settembro de la 15Indittionefo am maczato lo Duca d'Atrida soi Vaxalli a la Citta to Angelo che erano soi nemici , et lassò a la frontera de Taranto lo Duca d'Atri con una pe de Teramo, per sdegno fece ad uno suo vaxallo et tanto foro forte nella sua Citta de parenti assai che tennero la citta aa con ogni persona un certo b SM. morte c BN. 6 d SM. lo Re etc. BN. ad Re etc. a SM. erano quattro nave grosse et Reetc. Napole BN. indietro ad Napoli g SM. 3 nave grosse di ... j SM. manca peregrina et ipso ando etc. k BN. per insino e SM. manca Lansalao h BN. con mille 1 BN. gengniero n SM. manca peregrina lo Re ito etc. o BN. che allor. p BN. indutta t SM. nova u SM. che lo v BN. ipso r BN. feronne morti q BN. butto x SM. luglio y SM. manca con suo marito fBN. i SM. tornesende in mBN. alli casalini s SM. Et essendo settembre 15 Ind. aa SM. manca da de parenti. 1) Cfr. RAYNALDO ad an. 1407, 166. 2) Il mese di gennaio della XIV ind. risponde al 1406. Nel Diario anon. ap. PELLICCIA I. 112 leggesi: Eodem Anno (1409). Morì lo Principe di Taranto ». Era Ramondello Orsini. 3) Ramondello lasciò oltre la figliuola i figli Giovanni Antonio e Gabriello. z SM.Ali 4) Andata. 5) La Principessa affidò la difesa di Taranto a Bernabò Sanseverino secondo il SUMMONTE lib. IV 536. 6) Cfr. Il Diar. Anon. cit. 113. 7) Voce vivanel dialetto abruzzese, vale casadiruta. 8) Cfr. BUONINCONTRI 97. 9) Cognato: vocabolo vivo. -- 55 A. 1407 A. 1407 tempo, ma ala fine tutto accattaro caro che ala 3 degiugno ¹,laquale intro con quello honorecome fine lo figlio nde fece la vendetta 1). Ali 4 de Marzo Rè Lansalao si parte daNa pole con tutta la gente d'arme con li Signori de lo Reame et de Napole et de straneri che saria longo a, contare uno per uno,et fece una armata per mare de 7 nave de convento et sei galere, et tutti gero inTaranto: all'hora Rè Lansalao havea 7 milia Cavalli in campo, et fanti senza numero, et cosiTaranto sta assediato permare et per terra. à Regina con lo Palio sopra la testa con tutta Napole da cavallo, et da piede et tutti li Seggi et le Piacze facevano gran festa, et all'hora lo Rè r non era venuto inNapolequando lamoglierevenne, et cosi la Regina fo portata ad scavalcare a lo castello novo. Ali 19 de Junio lo Rè venne inNapole adhora de Vespera facendo per li Napolitani gran fe こ : Ξ mava Gentiledemonterano,et questogentilemese in executione l' imbasciata, che la Princepessapi gliasse lo Rè per marito,etlo trattato fotale, che alo terzo giorno Rè Lansalao trasio addormire con la mogliere, et mo si chiamavaRegina',et questo fo ne lo di de san giorgi ali 23 de Aprile 3). EtRè Lansalao™ stette conla mogliere dentro Taranto uno mese, et piu mentre acconcio tutto quello paese et po nde mando la mogliereetlui resto in Puglia, et la Regina si partette da Ta ranto ali 24 de magio 4) et gionse in Napole ali a SM. manca a la fine b SM. lo Re uscevano pitano chiamato sta, et come giunse lo Rè subbito cacciò Anto nio " de Sarno dalo Castello novo et erance' stato setti anni Castellano, et per lo figlio ne fo cacciato * et Rè Lansalao all' hora tenea la mogliere alo Castello novo con due amice, cio, e , La Contes Et la Prencepessa 2) essendo dentro Taranto poco cunto sed facea di quelli stavano de fora, et ogni di insevano le gente d'arme ad scaramoczare per mare, et perterra: et Rè Lansalao era stato un meseet vinti giorni in campo , et non havea fatto niente : Et la Città de Taranto poca stima si facea de lo ditto campo: all'hora lo Rè fece con siglio di pigliare la Prencepessa per mogliere , et prestamente nce mando uno capitanio che sechia sella 5), et la figlia delo Miraglia de marzano 6) et alo Castello dell' ovo tenea madamma Maria Guindacza 7). Etvenuto Rè Lansalao da Taranto nce lassò ca stellano Andrea fornaro di Piczuloaa,loJuliovenne Presso a Taranto l'armata et lo soccurso bb ch'era CC venuto ala Princepessa, lo quale foro 5.galere et sette navi grosse et veneance per capo lo Conte de la Murtia 8) con intentione dipigliare la Prin cipessa per mogliere ma li falli cha non monto niente sua venuta, et come venne e cosi sene gio indietro. ee All' insuta dd de settembro se parte Rè Lansa lao da Napole conuna peregrina compagnia de Signori et de gente d'arme, per mare nave et ga lere per andare in Ungaria, et essendo lo Rè ala dSM. manca se e SM. manca stavano c BN. che all'hora g SM. lo Re era h SM. manca in campo iBN. niento con tutto questo j BN. moglie kSM. un ca fBN. 1 BN. reina qBN. alli 4 di luglio m SM. manca Lansalao r BN. appedi nce era stato s BN. et scavalcata BN. BN. et eranci stato septi etc. n BN. moglie entro t BN. Jonse o BN. reina u BN. cavo Anzo di Sarno x SM. nde fo cacciato BN. ne fo cavato p BN. si parti v SM. dove y BN. dui amiche zoe SM. con due amiche cioè uscita z SM. E a Taranto ee SM. manca peregrina. ran aa BN. Pezulo 1 AndreaMatteoAcquaviva fu lasciato all'assedio di Ta to, quando Ladislao andò ad incontrar la sorella Giovan bb SM. de soccurso cc BN. venneci dd BN. 2) Maria di Brienne. 3) Cfr. SOZOMENO R. I. S. XVI. 1090. BUONINCONTRO 1. c. Cron. di Bologna R. I. S. XVIII. Diar. Anon. cit. 113. Mr del na, chetornava vedovadiGuglielmo d'Austria. Ai 5 di agosto 1407 trovavasi però a Napoli. ANTINORI Raccolta di me mor ie istoriche III, c. I. 2 20. Di là passò nell'Abruzzo e fuuc cisc in Teramo il 17 febbraio 1407 sull'alba per opera dei Melatini. PALMA Storia Eccl. e civ. della Regione più settentrio nale del Reg. di Nap.II.89. Cfr. SAVINI, Isignori di Melatino.317. Nel Diario anon. cit. I 113 leggesi: Eodem anno 1407 fu ucci so il Duca d'Atri in Teramo per quelli de Melatinis ... Eodemanno (1408) Herrigo de Melatini con dui figli foro tagli ati a pezzi entro Teramo a romore de popolo , e Ro bert ches ela de Melatini suo frate fo portato in mano dela Du a sora del Duca d'Atri, la quale fece arrostire tenagliare diare il detto Roberto Ivi. NERBETTI, 568. CAMERA Mem. della città di Amalfi I. 595. 4) Ladislao il 10 maggio 1407 spedì in Taranto un pri vilegio per Andrea di Sulmona pittore. FARAGLIA, Cod. Dipl. Sulm. 274. 5) Margherita Cotugno. SICOLA, Nob. di S. Aspreno 573. 6) Margherita di Marzano. 7) Maria d' Engenio di Brienne principessa di Taranto aveva sperato di far buon partito sposando Ladislao, ma presto si disingannò. Da questo pare abbia avuto origine il motto dei popolani, fare u guaragno e Maria Vrenna (di Brienne). 8) Giacomo della Marca. A. 1407-- 56 Citta de Zara in scavonia, et gionse a lo tempo che si incomenzava ad vendignare et per le uve nde foro morti piu de 20 homini zadarisi etma rinari de le galere de Rè Lansalao . Et per que sta occasionela città di Zadara si blasmo 1) alo Rè fieramente et parlaro molto chiaro, et dissero, si voi non castigati Vostra gente noi semo de tanto che le casticheremo noi, et cosi loRè le promese fare cosa che piacera à tutta la citta et acquietò 1o Reamed: et perquesto, et per altri Romoriche succesero intra li homini del Rè et zadarisi, et ancora per le male parole che usavano quellide Zadara, con lo Rè la vendio a, venetiani per lloro dispetto, et havendola venduta subbito sende torno A. 1408 do avuto lo castello nde fece castellanoRiccardo * desanto Jacovo 3). Et questo florentino castellano stava per parte de Papa gregorio et po lo Re las so à Roma per senatore Jannone torto4), et que sto nce fece assai giustitia con Romani. Ali 20 de giugno Rè Lansalao torno in Na pole perche era stato dentro Roma uno mese5, et che Romasi tenea per ipso perchehavea tutta la signoria in sua potesta, mapoco dureraetstette Jannon torto in questo officio quattro mesi , per che Paulo Ursino si volto contro lo Rè et prese Jannon torto presone, et Francesco de Catania et altri homini d' arme assai, et ad Roma nce fo morto Francesco de Catania. in Napole 1). Ali 27 de Marzo prima Indittione Rè Lansa lao se parti da Napole et gio a Roma con un bello exercito de 15 milia Cavalli et fanti senza numero et per mare seigalere et nave grosse as sai , le quale gero tutte carriche de biscotto: le gname : vino: salato, formagio, et altre cose de vita d'homo, et cosi lo Rè fo d'avante a, Roma, et mese campo, et intro a Roma, era all'hora Paulo Ursino con dui milia cavalli et stette in Campo lo Re da fore Roma à 14giorni, et po fo in Con cordia con Paulo Ursino, et cosi hebbe Roma in sua potesta 2). Ali 25 d'Aprile fo lo dide san Marco Rè Lan salao intro in Roma come a signore et come a Imperatore con lo Palio honoratamente con tutti li signori de Roma, et gio fino a lo Palaczo , et lla desmonto, et all'hora era castellano de lo Ca stello de santo Angelo uno fiorentino lo quale fo in concordia con Rè¹ Lansalao, et dedele lo Castello ne le mano: et lo Rè li dede lo contato de qua rata et paricchi migliara de florini et lo Rèd haven a BN. accomenzava ad venegnare rumore e BN. contra k SM. messer Riccardo b SM. manca homini fSM. lo Re 1 SM. et lo florentino q BN. allo hostero g BN. legume Et come lo Rè fo giunto in Napole cosi ordi no de maritare la sua figliastra , et dedela à lo figlio che fo lo Duca d'Atri, che mo era Duca lui e per questa festa lle Jostre non finavanno ogni semana et ogni mese, cheduro da Julio per tutto lo mese de settembro de la 2ª ind. et alli8 d'ottobro , et alli 9.° si fe la festa a lo castello nuovo de la figliastra, perche si assigno à lo Duca suo marito, et questa Citella per tutto Napole... et lo Duca nde fece gran festa alosteri suo a, Porta d' Don urso, 6) et da mo fo levato l'offitio a lo Conte deNola, che era mastro Justiciero de lo Reame de Sicilia et fo dato a lo ContedeCilano7). Ali 13 de ottobro lo Conte de Celano ma stro V Justiciero fece l'ingresso del'offitio suo alo castello Novo, lo quale preseper mogliere lafiglia fo " de lo Miraglia de marzano, imperoche in tem po de lo patre la dede per mogliere à Rè Loise per consiglio de casa de sanseverino. Ali 26 de decembro fo la festa di santo ste phano la notte ale tre hore fo lo tremoliccio 8) per tale modo che tutta Napole gio arremore et li BN. morti passa 20 Zavarisi h BN. illa c SM. de lo Re dBN. i SM. con lo Re m BN. 23 de iugno n BN. che fo del Duca r SM. manca de lo reame de Sicilia p BN. cavalcò per etc. t BN. moglie u BN. mancafo vBN. manca imperoche x BN. moglie y BN. ad rumore. j SM. manca lo Re o BN. manca et alli g s SM. lo detto conte mastro... 1) Cfr. ANDREAE NAUGERII. Hist. Venet. R. 1. S. XXIII 1079: A. DANDULI İVİ XII. 522. 2) MINERBETTI 577, 578, 584. INFESSURAR. I. S. III. p. a.118. 3) Riccardo di Sangro secondo il DI COSTANZO lib. IX 340 seguito dal SUMMONTE 539. 4) Giannotto Boccatorto secondo il SUMMONTE ivi. Tutto il racconto trovasi nel Diar. romanum R. I. S. XXIV 990 991,nel quale leggesi: et ascendit SenatorproDomino Rege Capitolium Dominus Joannottus Torti e a c. 1002 < de Tortis ». 5) Altri scrittori affermano, che Ladislao restò inRoma fino al 23 giugno Diar. anon. 113. 6) Presso s. Pietro a Maiella. Cfr. SUMMONTE 540. 7) Nicola Conte di Celano. TUTINI De sette officii del Re gno. I 75. 8) Terremoto. A. 1409 57 A. 1409. fratri de santo Augustino, et de santo Laurentio che ebbero pagura sende andaro ad santa maria de piede grotta. Alo 2 de Marzo lo Re Cavalco con tutto suo potere con cavalli 18 milia et infanti infiniti et gio infino à costanza 1), et per questa andata fe ungran fatto che conquistò lo contato deCeda et de Certo, et altre castelle ,et citate de Toschana, et tutto ciò facea per havere la signoria de Fio renza et Fiorenza per questo ne hebbe granpen siero et cosi lo Rè stette in lo terreno de Toscha na tre mesi e giorni, Et po lasso omni cosa or R dinata et vendesende a, Napole. Ali 24 de Junio con questa vittoria, et cosi b cazo tutti Fiorentini de Napole et da tutto lo Reame 2) Et vedendo questo lo collegio de l'uno Papa et l'altro che lo Rè Lansalaod havea sigran Potentia che erano venuti infino in Toscana et al 1'hora lo collegio era à Pisa, et che lo Rè nonvolea essere ala unione ante volea et si odea (sic) Papa Gregorio incontinente lo Collegio fece un Papa. lo quale se chiamava frate Pietro de Candia 3), et in continentemandaroper lo Ducad'Angioiacongran Provisione de fiorenza, et del Papa ch'era fatto et tutto lo Collegio mo Contene . Ali 26 d' Augusto lo Rè se parte da Napole con una Compagnia de gente , et andosende ala Abbatia de SanGermano et ad Monte casino et prese labbates et dui fratri et po gio à Sora et prese li dui fratri de Papa bonifacio, etla madre et levoli tutto lloro mobile et stabile, et questo lo bon merito li rendio 4). Ali 16 de Settembro de la 3ª ind: venne lo Duca d' Angioia alo Papa et tutto lo Collegio, et tutta la lega de Fiorenza et trasero à Roma con gran triunpho, el Duca d'Angioia stette in a BN. Et certi altri castelli b BN. manca così Roma otto di, et ali 24 de settembro detto Duca se parte da Roma, et torna in Fiorenza che a Roma non facia niente 5). Et qua se nota che si Gentil de montarano6) havesse voluto, et non si havesse partuto da le pertinentie de Roma,come li havea Comisso suo signore Paolo Ursini primo non si haveriavoltato dalaparte contraria contro Rè Lansalao et lo Duca d'Angioia con lo Papa, et lo Collegio non foriano venuto àRoma ansi sim lasso lo paese de Roma, et venne in Napole. Ali X d'ottobro de la 3ª ind: et come gionse in napole prestamente se parte senza fare nullo mutto a, persona nulla, et giosende ala citta de Padula , et illa se inforzo d'avanctagio cha ben sapea che havea a fare. Et lo Rè sentendo che Gentil era venuto et partutosi da Napole senza licentia lo mando à chiamare, et lui li mando à dire non potere ve nire per mo: et lo Rèle mando adire conun suo grande amico ciò fo cola d'alagno , et non mon to niente, et da lo detto Cola sebbe tutta sua mala intentione , et puro per lo reducere nce mando messerBenedetto dazaroli 7) etAnnichino mormile, et non pottero fare niente, Et vedendo lo Rè che Gentile era suonemico ce* mando la gente d'arme per metterli Campo, et lo Rè Lansalao ' l'haveria havuto da tando, ma haveaaltro pensiero, et cosi lasso Gentile, a Padula. et per questo fatto de Gen tile et " per lo Duca d'Angioia ch'era cosipresso V lo Rè per paura scazio da Napole da Capuana et da ogni segio molti gentilhomini, non per lloro di fetto, anzi per gran paura ch' havea lo Rè 8). Et in questo mezo Rè Lansalao mando 4. ga lere per Papa Gregorio et gionse per lo addu cere messer Benedetto de azaroli *9) messer Loise c BN. caccia pronissione 1SM.fosse rBN. di zarlo g BN. labatia fBN. contenne m SM. Roma che si s BN. sence h BN. manca lo n SM. manca dela za ind. t SM. manca Lansalao d BN. di Re SM. manca Lansalao i SM. et lo j SM. 24 detto p BN. non posser o BN. Paula u BN. et po per... ySM. manca re Lansalao z BN. e SM. Azarol. 1) Cortona , come ben leggesi nel t. MUR. Cfr. MINER BETT1, 602. 2) 1409. Eodem anno Re Lansilao fece fare un bando, che tutti forestieri dovessero uscire fora il reame a la pena v BN. Mongioia e BN. k BN. lo q BN. seppe x BN. cacchio bandiere aveva posto il motto: « Io son povero Re, amico 3) 4) de lavita etc. Diar. anon. cit. 113. Alessandro V. Fu eletto papa il 15 di giugno 1409. Cfr. TOSTI, Storia della Badia di Montecassino: Ed. 1843, III, 1 60. Di là il Re passò a Roma il dì 30 marzo. Sulle t. MUR. 6) Gentilis per ea tempora aBraca Comite Neocastri 8) Cantelmo. 9) « Al che consentiva Cola Grande de Aversa il figlio di Gavarretta del Castiello t. MUR, 61 A. 1412 コン del olivito, imperoche lo detto Conte era revoltato da la banda de lo Duca d'Angioia et non nce es sendo lo detto Conte ala citta del olivito , quelli dela citta presero partito, et cosi lo Rè si levo dacampo, et gio adCiprano et mesedadsaccho de robbaet ' ogni cosa. Et questo di se accordo sforzaconRè Lansalaoº 1), et foro insieme alaCitta A. 1412 se partio Rè Lansalao daNapole con quattro ga lere et gio per videre la madre che era allhora fatta inferma et ando per mare fi à Castello à mare° et po sende venne per terra dove era la madre et come gionse cosi lamadre (spirò) , et fo ali Xde questo mese et cosimorta fo portata a santo Francesco de Salerno et venne in Napole et da de Solmona con dui milia Cavalli de bonagente po lo Rè se parte da Salerno etvenne inNapole d'arme. Et questo anno prese Sforza la citta d'A life, et mesela a' saccho de roba et de ogn'altra et de subito ordino la exequie dela madre le quale foro molto honorate come à Reale sua para et 104. cosa ,et cosi fo preso lo castello et la citta dayrola , et tutte queste tre terre foro a sacchomanno poco l'una innante l'altra. Cam T : : : Σ : Ali 5. de magio de la 5.ª Ind: lo Rè mando a lo prefetto ad Civita vecchia 7 galere, et dui u sceri, l'uno carrico de Cavalli, et l'altro carrico de vita d'uomo imperoche Braczo era alo terreno de detto prefetto con tutta la lega de la Unione, et de Fiorenza et lo prefetto non havea a lo canto altro che tartaglia che nge havea mandato lo Rè. Et cosi questa armata fo alo Reame de lo Pre fetto, et de Tartaglia, et de tutte, imperocche heb bero da mangiare lloro, et li cavalli, ethebbero cavalli fresoni, che Tartaglia ne havea bisogno, che tutti l'erano stati morti sotto ala scaramocza. Ali 16 de Julio de la 5.ª Ind: * laRegina Mar garita madre de Rè Lansalao cade malata, et al. l'hora in Salerno era una grande mortalitade¹, et cosi sende ando per pagura alacqua de la Mela verso sanseverino, et mesese à stare a una maxaria strana et lla stette dui misi poco meno , et ogni di impegiorava del suo male de che tutti li medici di questo Reame nce foro, et diceano che si dalla si move seramortam, mapure more lla et nonpotte pigliar lo Corpo de christo. lo suo corpo resto a san Francesco predetto 3). Ali 16 d' ottobro se bandi la pace in Napole intra Rè Lansalao et lo Papa, et lo Rè nde hebbe da lo Papa cossa per questo accordio 80. milia florini et cosi lo Rè libero lo frate li nepoti, la madre , et la mogliere de messer Pietro Camisa barrile , et all' hora era in Napole lo Cardinale brancaczo trattatore de questa pace che nde rende laude a Dio 4). Et po ali 26 d' ottobro ' piglio licentia da lo Rè et ando a lo Papa à Roma, lo primo de no V vembro 6ª Ind.'lo Conte deNola si ribello contra Rè Lansalao ", el Rè chiamando lo Campo multo forte a Nola , et cosi perde la tripalda et altre cose, et in questo fo morta soa mogliera, el detto Conte havea un frate nominato Algiasi, lo quale fefare uno bergantino intro de Nola et con le carra lo mando per terra per fino ala annuntiata de sca fata et lla fu posto a mare, Et cosi questo Algiasi sende ando con questo bergantino ad un suo castello nomine Astante che sta alo terreno de Roma et lasso lo frate assediato a Nola, et lo Conte vedendo che non potea haver altro che male, chiamo tutta Nola in mezo la piacza et fece parlamento, et in effetto disse che non volea la Ali 9settembro del anno Domini 14102)6ªInd. destruttione de li vaxalli fratelli miei io ve vo a SM. manca detto f SM. a sacco, et cosi fo... mainare b SM. Conte al olivito g BN. Claiola c SM. terra d BN. misilo h SM. ali s magio lo Rè etc. e BN. con lo Re manca Lansalao i BN. floreto k SM. manca dela sa ind. 1 SM. moria m SM. è morta o SM. si parti lo Rè da Napoli per vedere la madre aon quattro galere colle j BN. impero appero da n SM. manca Anno Domini e in BN. domini quali ando sino a Castel a mare p SM. cosi la madre spiro XI ind. q SM. intro lo Rè et ecc. u SM. contro lo Ré: manca Lansalao r BN. lo frate et la madre v BN. l'altra palda 1) 1412. Sforza andò ali servitij deRe Lansilao ». Diar. Anon. cit. 114. BUONINCONTRO 106. < Mensis Maij dieJovis 19,discessit Sforza capitaneus gentis armorum a servitio sancte Matris Ecclesiae etc. » Diar. Rom. s SM. 26 detto x SM. Astura. t SM. manca l'ind. BN. 3) Sul sepolcro, opera del Babocio, fu posta una iscri zione, dalla quale risulta che Margherita morì il dì 6 agosto : SUMMONTE lib. IV. 550. cit. 1030. 2) 1412. 4) 11 RAYNALDO ad. an. 1412 p. 344riferisce da un Diario Veneto, che la pace tra Ladislao ed il Papa fu fatta il 15 giugno. TEODORICO DI NIEM in Joh. XXIII , afferma , che Giovanni comperò la pace per 160 mila fiorini. 62 A. 1412 glio abbandonare per alcuno tempo per fugire l'ira de Rè Lansalao et tutto questo dicea pian gendo et similmente piangevano li vaxalli et cosi A. 1414 nce fece Castellano lo Re uno gayetano chiamato Riccardo. fo in concordia de lasciare Nola al Rè et insire fore del Reame. Ali 26 de Marzo cavalco Rè Lansalao con tutto suo potere et havea alpresente 15. milia ca valli et infanti sined numero et gio et posse campo de fore Roma appresso ale mura et dentro ncera Papacossa, eteranceuna peregrina compagnia de doi milia Cavalli et li Capitanei erano, lo Conte deNolaGian Colonna messer christofaro gaytano, et Francesco Ursino et questi quattro erano li gubernatori de Roma, et stando cosi a campo piu de meczo mese, si ordino de pigliare Roma per forza et l'ordine, et lo fatto fo tutto uno che fece rompere da lo muro piu de quattro canne et da l'altro intro a forza che non nge & fo fatta nulla difesanisi un poco messer christofano gayetano che poco valse che tutti fugero, et cosi fugi Papa cossa con soi seguaci et lassaro la robba. la piu parte per la pressa, et abbandonaro Roma, et foro ala volta de fiorenza, et ali 18 d'Aprile fo questa in trata per la quale foro presi multi persone et lo Papa se n'ando in fiorenza con lo collegio ettutti soi parenti 1). Et Rè Lansalao remase dentro Roma con sua gente in tutto signore de lo temporale et spiri tuale 2) et all' hora lo castello de santo Angelo se tenea per Papacossa et erande Castellano uno fiorentino, et RèLansalaotennek tale ordine etmodo ch'ebbe lo castello, 3) et dede alo Castellano lo contato de quarata inPuglia et questo Castellano poco nce¹ signoriczo alom contato che nce fo ta gliato a peczi , et alo Castello de santo Angelo a SM. del Ré et b BN. uscirfuor BN. Gioanne g BN. vi fo 1 SM. Puglia dove poco etc. p SM. manca ali 3 dejugno h SM. con El Rè torno in Napole ali 3 de Jugno con tutte le gente d'arme, et lasso Senatore a Roma uno de casa malatesta, et sforza lasso alo patri monio con tutta sua compagnia, et mo Rè Lan salao adusse 60 Romani presoni delimeglio de Roma, et havendo presone inNapole piu dealtri et sende martoriczaro paricchi inNapole: et mo lo Rè Lansalao era in tutto signore de Roma. X Ali 16 de settembro anno Domini 14114)" 7Ind. Rè Lansalao fece questo Questore(sic) tutti soi cortisciani et altri signori à chi tenea denari a chi vendea terre a chi Castella à chi ville a chi ca sali et non si infingea de vendere doe fiate lacosa, et da questo mese de Settembro et per tutto lo mese de dicembro non fe se nondenarierescat tare tutti li romani che n'ebbe paricchi migliara de florini. Ali 10 de Gennaro 14125)Anno dominib 7e Ind. tutti li romani foro liberati per danari, et moRè Lansalao ha piu denari ch'ebbe mai et davase buon tempo. Ali 9 d' Aprile Rè Lansalao dd cavalco daNa pole con tutto suo potere et ando à Roma, et essendo in Roma tenne modo dahaverePaulour sino a suo soldo ipso et urso de monte retundo et Paulo et Urso vennero ala gratia de Rè Lansa lao con " bona plegiaria et securta88 6). Et in questo anno era lo fundamento de se fare lo Papa, et l'imperatore era stato in Genua con poco gente, et mo, è, andato in Franza in con cordia de Rè Lansalao con loDucadeBertagna, hora tornamo a Rè Lansalaohh. Ali 4 de Magio Rè Lansalao " si parte da e SM. una compagnia c SM. lo Rè con dSM. senza tutto lo mBN. lo i SM. Et lo Re remase n SM. Et alo Castello nce etc. q SM. et mo lo Rè adusse j BN. erane fSM.et Gain k SM. et lo Re tenne o SM. Et po sende torno BN. Et il Rè r BN. haveane prigioni s SM. artirizzorono BN. marto rizaro t SM. lo rè era non se nefingea Ind. con... z SM. cc SM. lo re ha gg BN. sicuritate u SM. manca Anno D. tutto decembro ▼ SM. manca Lansalao x SM. e BN. manca questo yBN. bb SM. ali 12 di gennaio 1412 7. ind. BN. 1412 della 7. aa SM. molte dd SM. manca re Lansalao hh SM. e BN. manca hora etc. 1) Addì 7 giugno il Pp.abbandonò il palazzo apostolico ed andò a quello domini comitis Manipelli , Addi 8 giu gno: le genti del Re rupperoil muro a s. Croce, ilPp. fuggì aViterbo, Ladislao occupò ilpalazzo pontificio. Diar. Rom. 1938. 2) Addì 4luglio 1413 fu levata la bandiera di Ladislao sul campanile di s. Pietro. Diar. Rom. 1039. 3) Lunedì 23 ottobre. Era castellano del Castel s. Angelo ee SM. et torno à Roma dove tenne modo ii SM. lo Rè. ff SM. de lo Re pel Papa Lazzaro di Pistoia, che morì il dì 3 novembre 1413. Diar. Rom. 1039. 4) 1413. 5) 1414. 6) Die Mercurij 14 mensis Martij horavesperorum Domi nus Rex Vincislaus venitRomam, et intravit perPortam san cti Johannis de Laterano..... Diar. Rom. 1040. Cfr. Buonin CONTRO 107. A. 1414-- A. 1414 63 Roma con Paulo ursino et tutti l'altri el Rè fece * fare pace Paulo et sforza, et basarose in bocca, et cosi cavalcaro insieme infine alo patrimonio , et intra lo patrimonio et toscana venne l'imbasceria à RèLansalao de Fiorenza, et de Siena,de Luccha, deAsia 1) de Bologna offerendose à lo Rè de d denari ethavereet adussero lecte⚫ (sic) presente , Et puro questo di de la domenica la sera se chiamo la sore et se le disse sai che voi fare fa mo mo morire Paulo che si no lo fai morire te cacciaro da lo Reame, et si non, e, morto fa telo morire avante di me et la Sore li dice , e, X morto Paolo ", et cosi lo Re si poso, et po fo et tutti questi comoni haveano gran Paura deRè Lansalao et sua potentiaet haveano gran pensieri et Rè Lansalao gia' vertigiando per lo terreno fd こい : = de Toscana perfino ala intrata deJuglio et aspet tava l'airo frescho che volea passare piu avanti. Et in questo mezo casco malato, stando pure à Campo fecepigliar Paulo ursino et urso de monte retundo fonde grande Romore per quelli signori che haveano pigliato Paulo che voleano sapere la causa perchè era stato pigliato paulo , et lo Rè Iloro dice non vi curate che Paulo non farrà piu tratti che mò me volea tradire 2). Et cosi lo Rè impegiorava ogni di et cosi si torno in Roma, et come ando per terra mo se ne torna per mare conle galere lo secundo d'Au 1 gusto 7. ind: Rè Lansalao™ gionse in Napole conle galere cha non potte cavalcare per terra per la malatia et adusse presone Paulo ursino et Urso de monte rotundo con lui in le galere, et stando lui in poppavolse chePaulo ursino dismontasse in nante de lui à terra et disse à mastro berto 3) guarda benquesto traditore, et cossi lo Rè discese apresso ale 22hore et fo de giovidi. Et essendo lo Rè à Castello novo la sera che venne mando che Paulo fosse morto , el venerdi lo Rè Impegioro et lo sabbato et la domenica puro peximo, et puro dicea, e, vivo Paulo a ducitelo qua che lo voglio occidere con le mei mani. a SM. altri e fece fare b SM. a lo Rè g SM. vestigiando BN. vestizando subbito disperato et da questa hora trase a lo transito de la morte. Ali 6 d'Augusto che fo festa de lo Salvatore et fo de lunidi si spirò Rè Lansalao alle 11 hore de questo di**4) et la sera po si porto bb à san Joanne a Carbonara come un tartaro de not te senza nulla persona dereto cha cosi volse la sore Giovanna de Duraczo che dahogi se chiama Regina Giovanna secunda , et per questa morte deRè Lansalaoco uno corriero fo presto àportare questa novella in Fiorenza et per tutto lo como ne, lo quale hebbe gran beveragi da ciascuno et tutti nce fecero grandd festa. Et essendo remasta herede de lo Reame la Re gina Gioanna secunda de lo mese de Augusto 7 Ind. delAnno ** 1412.5) et havendo tutta la Signo ria de lo Reame all'hora diede l'offitii a soi ser vitori et intra l'altri servitori ne#havea uno che era maniscalco et la Regina li diede tutta la signo ria s in mano. Et laReginabh era all'hora vidua, et senza marito, et questo si chiamava Pandolfello Episcopo de Napoli et era de tempo d'anni 26, et era uno polito homo 6). Ali 8 de settembro 8.ª Ind. Papa cossa es sendo alo terreno de Fiorenza si partio con tutto suo collegio , et ando a la Magna à la Citta de costanza , et all' hora l'imperatore non era à la Magna ch'era alo Reame de Franza, et papa cossa trovo tutti inbasciatori de tutti li signori del" mon do, e li collegij de l'uno et l'altro Papa : c BN. Assia h SM. manca più 1 BN. Cossi mo 9 SM. manca lo Rè m SM. manca rè Lansalao r SM. manca lo Rè n SM. s BN. però ... dSM. in i BN. uno gran Napole che non t SM. cacciarà manca lo Re BN. manca cosi x SM. po lo Rè yBN. fo la 1 hore de la mattina bb BN. portao ff SM. manca servitori BN. servitori sende 1) Assisi t. MUR. cc SM. manca Lansalao gg SM. tutto lo potere e BN. lesse j SM. manca mo f SM. et lo Rè gia k BN. manca et cosi o SM. manca per terre p BN. messer u BN. dice che Paulo é morto z BN. disperò vSM. aa BN. alle due hore SM. ale dd SM. una gran ee SM. manca del Anno hh SM. manca la Regina ii BN. de lo. la lettera , con la quale Giovanna II. avvisava il capitano delle terre della Badia di Montecassino , che Ladislao era morto die VI mensis augusti prima hora diei». m GA 2) Cfr. Diar. Rom. 1044. 3) Messer Betto. t. MUR. 4) Cronisti e storici sono discordi circa la data della rte di Ladislao: esatta è quella del nostro Cronista. Nel TTOLA Ad. Hist. Ab. Cass. Access. II. SII , è pubblicata 5) 1414. 6) E si dice che avevano secreto commercio insieme > aggiunge il testo MUR. -- A. 1414 Et stette in Costanza piu et piu di et l'Impe 64 ratore venne ali X d'ottobro et come vede Papa cossa cosi lo fece pigliare et mandollo dentro la Magna cinque giornate appresso de Costanza ad A. 1415 vao lo Conte de la Marza marito de laRegina accompagnato da li signori de lo Reame5). un castello senza cardinali con tutto cio non sta va asua liberta. a Ali XI de gennaro la Reggina Giovanna dede dui offitii cha fece conte Carmelingo Pandolfello episcopo et fe cancelleri messer Marino Loffo 1). Et essendo pandolfello in signoria del contato si fe pigliare sforza come lui venne per denari et no fo pigliato per nulla difficolta , ma si fece per paura non sforza gesse ad Capua Et cosi erano insieme presuni li doi Capitanij Paolo et Sforza. Et qua se nota che questa Reggina Giovanna i remase sola alo Reame ch'era a lei restato , et era all' hora vidua et de tempo più de 46. anni. et in tutto Napoli erano tre imbasciatori de tre signori lo primo lo frate del Rè de Ingliterra l'altro de Rè de Raona, et l'altro de lo prencipe frate de lo Rè de Cipri , Et questo principe era all' hora in Napole et tutte queste parente ze sconzava lo Conte Pandolfello, et cosi pole fo menato lo conte de la Marza 2) et cosi et fo fatta prestantemente all'hora alo castello novo era presone Paulo ursino et sforza, et lo Conte Pan dolfello diede la Nepote per mogliere ad sforza et per questaparenteczafo liberato et prese mo gliere et fo ali 16 de Juglio che sforza fece festa de la mogliere et dormero insieme3). Et laRe gina mando per tutti li signori de lo Reame che tutti andassero ad fare compagnia alo marito. Et cosi se parte daNapoli sforza ali 25 de Juglio de la 9 ind. 4) et gio dalla deBenevento et tro n a BN. stetti in Napoli erano... j SM. manca et cosi BN. 8a Ind. b SM. manca Giovanna e BN. tre imbasciati kBN. da presone et p BN. con qBN. inguagio Camerafino ad escero etc. y SM. manca regina c SM. difetto f BN. la prima 1 BN. Junio u BN. et da mo z SM. haveano Lo Martedi ali X d'Augusto 8 ind. 6)adhora de vespera trasio lo Conte de la Marza marito dela Regina a Napole come à Reale, con lo Pa lio sopra la testa de panno d'oro à cavallo ac compagnato per tutta Napole de tutti li signuri de lo Reame et deNapole et cosi mercatanti;Et gionto alo Castello novo lla trovo la Regina ap. parecchiata, et accompagnata de donne et signori assai , et come lo Conte fo in Castello con la Regina l' ingaudio , et misile l'anello et inconti nente lo marito piglia la Regina per la mano et dixe andame mostra lo vostro alloggiamento etmi voglio discaricare seu disarmare, et sende andaro insieme inCamerasoli etpigliato diletto insiemepoi t insero a mano amano, et all'hora la Reginadice Signori da mo innante questo, e, lo Signor mio et per fino à mo, e, stato chiamato Conte et seiolo chiamo da mo innante Rè", cosi lo chiamatevoi et fo chiamato da tutti Rè Jacobo. Et quasinotache come sforza se affronto con lo Conte de la Marza in Campo dalla de Bene vento quando venea a Napoli con l'altriSignori ac compagnato si lo fe pigliarepresone, et inquello fo pigliato Pandolfello a Napole et posto presone. Anchora da quello tempo da quella prima Joanna nepote de ReRoberto, et perfin à questa Regina Gioanna secunda che datando inquaali Xanni 7) si haveno mutati inquestoReame 7Rè, lo primo Rè Loise de Taranto, etReGiaymo Cata lano Reccardo Todischo: Rè Carlo de DuraczoRè Loise de Franza,Rè Lansalao De Duraczo RèOdo thodisco, et mo Rè Jacobo d'Herbona 2ªde franza. Et como , e, fatto lo numero de li Ri cosi fa BN. di falsa g BN. di Re m BN. moglie d BN. Napoli volse che pigliasse marito, et h SM. manca principe n BN. Jugno i BN. parentele o SM. manca dela 9 Ind s BN. manca discaricare seu r BN. mostrame lo innante lo chiamo Re aa BN. Nerbona. 1) Marino Boffa. 2) Giacomo della Marca. 3) 11 MINUTI, Vita diMuzio Att. Sforza, riferisce, che Pan dolfello liberò Sforza nel mesedi marzo 1415, e diedegli in moglie non la nipote , ma la sorella Caterina , o Catella. Cfr. Diar. Anon. cit. 114, BUONINCONTRO 110. 4) Al mese di luglio 1415 risponde l'ind. VIII. 5) Nel t. Mur. è aggiuntaopportunamente una notizia, che t BN. mancada in v BN. manca che x SM. con lo Re incampo nel nostro MS è posta appresso: « E sforza ancora andò ad incontrarlo di là da Benevento, per suo ordine fu preso prigione per la mala relazione che li fu data di lui ». 6) Pare che debba leggersi XI de settembre. Cfr. MINUTI 186. NOTAR GIACOMO 69 : TOMMASO CATANIA Cron. Antiquiss. in PELLICCIA I. 32 : Diar. Anon. 114 CRIBELLIO 665. etc. 7) Con giudizio il compilatore del t. Mur. ha tralasciata questa rassegna poco esatta di Papi e di Re. A. 1415 deli Papa daquello tempo de Papa Chimente che incorono Rè Loisede Taranto, et laRegina Gioanna prima so stati fino à mo à Papa Martino Romano deCasaColonna 13 Papa boniet Rej mapuro Papa : : こ : son stati chiamati: hora tornamo à la Regina Gioan na prima (sic) et suo marito Rè Jacobo ch'allora tutta Napole ne facia festa. Et intro l'altri famigli che Rè Iacobo adusse da Franza con lui, che foro dui gentilhomini signori l'uno fo messer christofano dde chiaramonte et l'al tro messer Lordomo 1), et modo Rè Jacobo hormai la signoria perche havea la piu parte de licastelli deloReame in mano de Fraciosi, cosi mando lo conte Pandolfello et sforza presoni alo castello del l'ovo et fo ali 8 de settembro, et cosi fe pigliare lo frate et nepote de Pandolfello presoni et lo Conte Pandolfello et sforza foro martorizzati de avanta gio a lo castello del'ovo, et cosi Pandolfello fo sen tentiato a morire, et sforza resto presone alo Ca stello dell'ovo. Lo primo d'ottobre fo lo Martedi matino Pan dolfello fo mandato a la Corte de la Vicaria et lla si lasso lo processo fatto à lo castello del'ovo , et cosi ad hora di vespera fo mandato a morire à lo mercato a cavallo, et àlo talamo li se taglio la testa et resto a lo talamo, et lo corpo fo strascinato a lo porto et lla fo impiso , hora de questo Conte Pandolfello ne foro fatte tre Justitie la testale fo tagliata come à Conte et strascinato comeatradi tore, et impiso come latrone. Et damo RèJacobo incomenza a tenere la Re gina come adsua infantesca, et facea tutto ad sua volonta. Et inzorò messer Tristano 2) et dedele la figlia 3) de la Regina Maria figliastra che fo de' RèLansalao et questa Citella fo figlia de lo Prin cipe Ramundo de Ursino principe di Taranto, Et per questa parenteza fo liberata la detta Regina Maria, et l'altri figlioli, et foli renduto tutto suo patrimonio terre et castelle, et cosi sende ando la a BN. Chimente de franza e BN. delo Pandolfello si po f SM. manca resto j BN. Margarita o BN. possiate b SM. manca Gioanna prima g SM. manca delovo k BN. manca a chi si fidava q BN. ascio pSM. G. C. de Capua t SM. Et tutti incomenzaro a dire Signor u BN. che è 1) Lordino di Saligni creato gran Contestabile del regno durante f. 355. 406. 2) Tristano di Chiaromonte. la prigionia di Sforza. Reg. Ang. A. 1417 Ν. 374 A. 1415 detta Regina in Puglia con soi figlioli, et Genero messer Tristano. Et la Regina vedendose assai male partito che lo marito ' havea levato ogni potestate , et soi servitori tutti et faciala servire da francesi et ha vea la Regina da parte de lo marito uno guar diano che se chiamava Joanne berlingere che si la Regina volea andare a fare suo uso questo lo volea vedere, et de questo si blasfemava con al cuni servitori quando l'incontrava a chi si fidava*. Et ali 4 de decembro 9 ind. m tutto Napole ando a lo Castello per vedere la Regina, et lo detto Joanne berlingere insio de nante a lloro et disse che monon li si puo " parlare che, e, in camera con lo Rèet lloro risposero che aspettaremo,etnonpar teremo infino a tanto non vedemo nostra donna, et detto Joanne pur dicea che forte sara che que sta sera la possite vedere peroche ogni volta che, e, in camera con lo Rè fa cosi che non esce fino non, e, notte, ormai fate a vostro signo 4). Et questo di proprio messer Julio Cesare P 5) che havea mandato un suo secretario perche avea sentito la compagnia che facea lo Rè a soa mogliere. Et vedendo lo Rè questa importunita di tutti in ge nerale, esso insio da Camera voi siate li benvenuti " la Regina have mo dafare che vole dicinare 6), dici telo a me et po nce venerite un altra volta che la vederite: et tutti in comone dissero Signor noi vi pregamo da parte de Dioche voifacciatebona compagnia a nostra donna come à donna Reale come, e, et mentre tenete lei cara , voi da soa parte serite tenuto caro da noi, et da tutto lo u Reame: El Rè rispose che l'ho fatto et faro per vostro amore, et cosi silicentiaro per questa sera. Et questo Secretario se nde ando à messerJulio Cesare et narrolle cio che havea inteso. Et messer Julio venne inNapoli à li 8de Jen naro et mando suo Secretario à la Regina non possere suffrire tanto dispetto quando intendo che c SM. manca suo marito d SM. e BN. christiano i SM. manca h BN. et a lo talamo si taglio la testa 1 SM. 4 decembro m BN. dela 9.4 ind. n BN. non s BN. po ce venite r BN. voi liberi venite v SM. se ne andò. 3) Cfr. BUONINCONTRO 111. 4) Senno. 5) Nel margine è aggiunto de Capua. 6) Desinare. 65 9 A. 1415 66 patite. Et però fate tanto che possa esser con la maesta nostra ch'io hagio speranza a Dio de dare A. 1416 naturale de toi tradimenti, vedi che senza teha rimedio a li fatti vostri: et la Regina dice ch'io son contentache venga mo etcosifo messerGulio conla Regina, et determinaro d'occidere Rè Jacobo ala Camera, et tutto questo audette 1) Rè Jacovo da l'altra Camera", et cosi fo pigliato messer Julio et prestamente Rè Jacovo lo mando ala Corte de la Vicaria et lla dedero sententia de morire. Ali 8 de gennaro fu portato messer Julio à ca vallo à tagliarse la testa 2), et con lui lo suo se cretario et le teste restaro sopra lo talamo et lo corpo si atterro à Santa maria Annuntiata. Etin capo dei dui mesi lo vento gitto in terra li detti capora et li cani se le mangiaro. d Ali 12 de magio de la 8 ind. in Napoli ven ne la novella come lo duca d'Angioia era morto de bona morte in soa casa, et po un altra novella come lo DucadeBurgogna havea pigliato tre figli de lo Duca d'Angioia in suo guberno, imperoche erano soi cosini 3). Etpo come lo ducade Burgognia predetto era intrato dentro Parisi et havea ammaczato lo Conte da rimignach con tutta sua gente et foronce mor ti 8 milia personi 4). Et lo duca de borgognia e mo havea la signoriadePariseintutto imperoche Rè de Franza era paczo 5). Et questo di indereto Rè Jacobo scapulo Pau lo Ursino, et urso de Monte rotundo, et lo ditto Paulo se nde ando à Roma e lla trovo una gran parte de sua Compagnia et do po sende gio ad Apruzo perche l'era obligato dipiudinari et cer candoli li fo resposto da Tartaglia de Lavello et dissele o Paulo tu nonpoi faresi non, come, e, tuo a BN. manca da ala Camera etc. b vemo rotti nostri nemici in campo. Et all'hora se mosse uno nemico de Paulo ve dendo cosi dire a Tartaglia, lo quale era dicasa Colonna che Paulo altre volte lo havea dispiaciu to et mesele uno stocco per li fianchi et tante li nde dede , che lo finio et in questo modo fo morto Paolo 6). Ali 13 settembro de la X.ª Inditione laRe gina trattò de gire a mangiare la sera à lo mer cato ad un giardino de un fiorentino 7) et lla fo determinato che la Regina non tornassepiu inlo castello et mangiato che ebbe laRegina cosi folo romore in mezo lo mercato dicendo viva madamma la Regina et lla all'hora tutta Napoli armata, et la Regina vedendose forte dixe Signori per dio no me abbandonate, ne fatime trattare cosi damio marito, et lla all'hora era messer Ottino et tutti lifrati amici 1 mormorano et etiam de lo Populo assai, etpre sero laRegina et minatala a laviadelo Pendino de santo Augustino et cosi la Regina fece pigliare 8), et tutti l'altri fugero, et per questa sera la Regina se nde ando a lo vescopato, et lo Conte Camer lingo con lei et questa sera proprio la Regina hebbe lo Castello Capuano in suavalia, et lunedi seguente la Regina se nde ando a lo castello de Capuana 9) et appresso hebbe lo castellode san theramo. Et ali 22 de settembro lo Ré Jacobo insio da lo Castello novo, e gio a lo castello del'ovo, et al l'hora la Regina havea in Napoli doigalere incon tinente fece assediare lo castello novo, per mare et per terra che non potesse entrare nulla cosa dentro lo castello °. SM. et prestamente fo mandato BN. ali VIIII di gennaro d BN. corpora c SM. et alli 8 detto fo portato a cavallo e SM. manca et lo duca de Borgogna h BN. dispiaciuto i BN. tanta ne li diedi j SM. Paolo Orsini f SM. era facto gBN. indietro k SM. mercato in casa de un etc. 1BN.mormo ravano nulla cosa. SM. manca mormorano et etiam m SM. hebbe quello de 1) Audivit, udi. 2) Cfr. NOTAR GIACOMO 69 in nota: G. PASSARO pone la morte di Giulio Cesare de Capua a' 16 ottobre; TOMMASO Catania Cron. Antiq. cit. nota il dì 6 dicembre 1416. 3) Cugini. Luigi II. d'Angiò morì il 29 aprile 1417: LE COY DE LAMAHCHE Le Roy René. I. 33. n SM. a quel del o SM. potesse entrarvi dentro 7) Agostino Bongiani, NOTAR GIACOMO , 69, pone il fatto a' 14 di settembre 1416: GIULIANO PASSARO, 11, « ali 13 di settembre 1416 de Domenica > : DE MINUTI, 192, non bene anovembre 1417. Agostino Bongiani per ricompensa il di 4) Armagnac. 5) Cfr. DE BARANTE Hist. des Ducs de Borgogne: Jean Sans Peur. I. 4. 6) A 5 agosto 1416 : Diar. Rom. 1057. 6 ottobre 1416 fu fatto notaio credenziere delfondaco mag giore e dogana di Napoli. Reg. Ang. n. 374 f. 336. n. 372. f. 285. 8) Manca qualche cosa. 9) I1 19 settembre già la Regina si trovavaal Castel Ca puano. V. il diploma per Bettode Principato nel Reg. Ang. A. 1416 : 67 Et ali 16 d'ottobro X. Ind. la Regina Gioanna hebbe lo castello Novo in soa valia , et lo Rè era dentro lo Castello del' ovo, et lo Regina ha vea presone lo Conte Camerlingo,francesco , et d questo Conte meseconcordia intra la Regina et Rè Jacobo: et cosi lo Rè venne alo castello novo a la Regina et lo castello dell'ovo rimase in mano de' francesi. Et essendo Re Jacobo inmano dela A. 1417 mo dui mariti vivi lo quale altro marito era lo figlio de lo Marchese frate che fo de Papa Boni fatio thomacello de Napole lo quale dormecon lei piu notte ma foro Citelle. Ali 6 de Gennaro laRegina fo in concordia con Rè Jacobo et lo castellano 7) de lo castello de Regina per ogni modo volea il castello del'ovo ..in sua potesta, et Rè Jacobo la menava per pa role non ce essendo l'effetto et all'hora la Regina restrense suo marito in Camera con belle guar : die dicendole chiaramente che se non me dai lo castello de l'ovo se te mandero in loco che tende¹ pesera dicendolii con grandeira. Et mo la Regina have adiriczata tutta sua corte et Consiglio de Jtaliani cacciando tutti li Francisi, et cosi sende ando messer Lardino grande Contestabile et lo Conte Camerlingo in lloro paesi 1). Et ali 16 de decembro la Regina fe scapolare sforza 2) lo quale fece gran condestavole et cosi sforza raduno tutta soa compagnia et fece la Re gina retornare tutti li scaczati da Napoli et fece scapulare lo Conte de Matera che era de casa San soverini¹ et era stato presone deci anni3). Et in questomese dedecembrom laRegina fece gran se nescalco messer SirJoanneCaracciolo4)et fece mes ser Marino boffo5)et questo diprese per mogliere la figlia che fo de Jannotta Standardo nominata Joannella standarda , et questa Citella 6) havea a SM. Et cosi ali 16 ottobre Xa ind. l'hebbe in soa valia mese e SM. quale venne f SM. questa per etc. l'Ovo et la Regina li diede 5. milia florini et man donce lo castellano et compagni, et lo castellano prese li denari et mandonde ' altro castellano in dereto mandando à dire alaRegina che voleapas sagio per andare a soi paesi etquesta restaro in concordia, et cosi stettero per fino " ali Xde Marzo, et vedendo la Regina tanta longatione mando à dire a lo Castellano li dealo Castello et lo Ca stellano rispose pero fino non vede la signoria soa libera non lo rende mai. Et la Regina audendo questa rispostafece assidiare permare et per terra lo detto Castello et in questa manera stettero as sediati per fino a magio et cosi foro in concordia et hebbero tre milia altri florini et fero li patti per fine la nave che le portava et la regina hebe li stage et cosi la Regina mando alo Castellano da soa parte con 12 compagnia, et cosi venne una navede Catalani, et carricaro tutta loro robba et gero per lloro fatto 8). A, 17 de Juglio bb fo morto Papa Gregorio à una terra che si chiamava Frigoli º 9), et de volunta de questo Papa si principio la unione che fosse alo mundo uno Papa che esso dd renuntiava lo suo Papato . c SM. mancafrancesco g BN. j SM. dicendocelo k SM. ipso o SM. manca Stendardo 1 SM. era delli Sansoverini p SM. e BN. manca de Napole b SM. preso di parole h BN. e SM. te mandero m SM. manca de decembro q BN. et con lo d SM. et questo i BN. e SM. te n BN. efe cancillero messer r SM. a chi dede t SM. mando z SM. hebbe ipso u BN. in fino SM. fino v SM. longitudine aa SM. compagni da sua parte ee SM. manca lo suo papato. bb BN. junio 1) Cfr. DE MINUTI 194. 2) Il DE MINUTI 216 ed il CRIBELL10, 669, pongono la libe razione di Sforza nel dì di s. Leonardo, a 6 novembre. Il ; primo di questi Autori scrive, che s. Leonardo comparve a Sforza in sogno e gli promise la libertà per la sua festa. Sforza pose quel nome ad un figliuolo. 3) Cfr. S. AMMIRATO Delle famiglie nobili nap. Ι. 29. s BN. mandolli y SM. et questo rispose x SM. le desse BN. le dia cc BN. si chiama Frioli ..... dd SM. ca esso BN. che Che cresciuti in corte ed allevati Si son con noi da teneri citelli-ARIOSTO,Orl.IX, st.37. 7) Manca il nome. 8) In un diploma del 17 giugno 1417 la Regina dichiarò che pochi giorni innanzi aveva dato a Lorenzo Trenta di Lucca quattro mila ducati d'oro da pagarsi al Castellano 4) SerGianni fu fatto gran Siniscalco più tardi. In un diploma del 16 settembre 1417 è detto solo milite consi gliere 5) M 6) fedele. Reg. Ang. A. 1417 n. 374 f. 29. Canca: gran giustiziere. ..... io scelgo dai fratelli di quel tempo Leonetto da Siguyens per la resa del Castello dell' Ovo , col patto , che se Artaldo de Lavereto, al quale doveva assegnarlo, non voleva renderlo,Lorenzo sarebbe te nuto a restituire il denaro. Artaldo si dinegò e la Regina fece arrestare il Trenta. Reg. Ang. 1417. A. n. 374, f. 286. 9) Gregorio XII morì il 19 ottobre. A. 1417 68 Ali 22 deJuglio per comandamentodelaRegina sforza 1) gran condestavole si cavalco per gireà Romacontutta soa gente d'arme et signanter, delo Reame che la Regina havea comandato che tutti dovessero persequitare le bandere e, lo gran con destabile , et cosi si mese in campo aspettando l'altri Signori a Petra mala. El bon sforza consi dero de disfare primo questi doi Signori anted se partesse per gire à Roma cio, e, Jacobuczo Cal dola ello contede Monte de Riso, li quali Signori faceano compagnia insembla senza nullo difetto, et si mando à dire à laRegina che lidettiJacobuzo, et conte non voleano obedire sua Maesta et la Regina respose facciase ad suo modo. Et cosi sforza li mandò chiamando che venessero à lui. Et cosi lo Conte de monte de Riso lo primo di d'Augusto Xh inditione andò ad sforza accavallo ad uno moletto disarmato puramente et cosi sforza lo fece pigliare presone, et senza tardare montò ad cavallo con sua gente et andò dove eraJaco vuczoCaldora: Et perche stavasproveduto, et senza nullo dubio lo prese presone et come foro presi questi doi presoni Signori in campo, cosi la Regina fece pigliare in Napoli lo Conte de Viseglia 2). Et la Regina si penso farelacroce,et cacciosi l'occhio¹ à farepigliare questi tre Signoriper allevare sforza, et reducendosem sforza queste doe compagnie adse j s'ando à Roma all'hora era dentro Brazo, et volea lo castello de Santo Angelo che stava apetitione dela Regina et Brazo lo tenea assediato, et sforza A. 1418 tione 5)torno sforza inNapole et adusseJacobuczo caldora presone in Napole et lo conte de Monte de riso ad Gaeta in mano de Gaetani. Lo primo de Decembre la Regina fece pigliare Annichinmormin uno de liboncitadinideNapole et levoli mobile et stabile senza nulla difalta et prestamente fece persecutare tutti li soi etmesser Francesco mormino fratre delo dicto Annichin era ineboli, et laReginance mando lo campo etpoco cunto sende faceano,EtpigliatoAnnechin mormino' presone fo pigliato anchora Joannello de lupulo et mides " et Joannello de pettorano, et tuttitre foro martorizati in puplico ala corte de la Vicaria etcosi fo lo SignorAnnechinch'era preso e, laoccasionesi fo che diceano che haveascritto a loDucad'Angioia et laRegina mostrava la cedula calunniosamente per levarle lo loro ,et anchoraperpiu,etpiuocca sione lo fece martoriczare a lo castello novoche dicesse alcuna cosa per fortemartorio,etluisempre costante, et dementia ogni persona per la gola6). X Ali 18dedecembre 7) fo fatto Papa Martinode aa casa colonna deRoma et fecese a laMagna nela città de costanza dove foro tutti tre li collegij 8) in sembla, et fonce presente l'imperatore de la Ma gna quando si feceche lui fo principio mezo et fine à farlo farebb. Etpoiche foro tutti l'imbasciati de tutti liSigno rie temporale de christianita et spirituali et l'im basciate de tutti li Signorie commone et durato à fare X anni daquando si fece Papa Gregorio à Ro * et da lui insioda questa unione, et mo, e, venu trasio dentro Roma, et caccio Brazo da fore, et cosi sforza hebbe la vittoria, et recupero lo Ca stello de Santo Angelo, et forniolo de cioche li bisognava et po venne in NapoleP 3). Ali 16 settembre 4) anno Domini 1416º XI Indi- dinale in Napole de casa Carbone de Capuana et ma to a suo **fine Deo gratias amen. Ali 4 de Magio anno domini 1417 Xinditione9) Papa Martino mando lo cappello et fece uno car a SM. Ali 22 detto BN. ali 22 de junio Candoluzzo Candola j BN. pigliati reducendose etc. f SM. li quali si faceano k SM. manca presoni b BN. conestabile c SM. e BN. seguitare dSM. n'ande h BN. dela Xa etc. g SM. li detti non etc. 1 BN. et cavossi uno occhio SM. et si cacciò l'occhio o BN. recuperao n BN. caυό r BN. diffalta BN. 1417 x BN. ne mentia onne etc. s BN. la Regina ci y SM. 18 detto p SM. bisognava, et torno a Napole t SM. manca Mormino u BN. mindes z BN. fecese in alamagna SM. fecero ala magna magna bb BN. fine ad farlo cc BN. manca a Roma dd BN. uscio ee SM. manca suo. i SM. manca cosi m SM. sforza il quale q SM. manca anno Domini eBN v SM. le loro robbe aa SM. manca a la 1) Con diploma del 17 luglio 1417 la Regina diede am plissime facoltà a Sforza per questa spedizione. Reg. cit. 374 f. 287. f. 2) Conte di Bisceglie era Federigo diBronfort. Cfr. Reg. 374 f. 342. DE MINUTI Cap. XXXIV. 205. 3) Cfr. CAMPANO Vita Brachii R. I. S. XIX. 546 Diar. Rom. cit. 1061. DE MINUTI Cap. XXXI. 194. BONINCONTRO 112. 4) Decembre secondo DE MINUTI C. XXXIII. 202. 5) Il mese di settembre 1416 risponde alla X indizione. Èerrato l'anno. 6) Cfr. SUMMONTE lib. IV. 572. AMMIRATO O. c. р. II. 321. il giorno 21. 7) Papa Martino fu eletto il dì 11 novembre e coronato 8) Collegi di Cardinali, seguaci de' tre Pontefici. 9) Deve leggersi 1418 XI indizione. 69 A. 1418 a questo di ando pontificale con lo cappello per tutta Napole * 1). A. 1418 Ali 13 de Settembre la Regina mando lo Ne pote de loPapa in dereto etperlasoa imbasciata nce mando doi dottori cio fo messere bernardo C Ali 12 demagio la Regina fece chiamare tutta Napole et significolle come lo Papa in poco tempo li mandera la corona et farla dincoronare de lo Rea me de sicilia, et lo fratre delo Papa havea laRe gina fatto Duca de Amalfi etdi Venosa et lo Nepote Conte camerario . Ali20 de Magio fo calata la campana de Santa Chiara da li poleri 2) etposta suso alo campanile dele marmore, et havea che fo fatta questa cam panaanni92 et fecela fare laRegina Ciancia & mo glie che fo de Re Roberto et fo Catalana et questa donna fece fare la Chiesa¹ de Santa chiara et havea che fo fatta et complita anni 18 et perfine a que sto di la chiesa era complita ante si facesse la campana anni 16 ecco lo tempo che fo fatta la chiesa, et la campana de Santa Chiara de Napole 3). Ali 21 d'Augusto venne in Napole lo Nepote de Papa Martino lo quale se chiamava Antonio Co lonna, Et la Regina li si fe assai honore perche l'havea à dutta4) la bolla del Papa laquale fece legere coram omni populo la quale contenea che lo Papa era legato con lei ad morte et ad vita del'uno a' jutare (sic) laltro contra ogni persona5). Lo 2 de Settembro 12 Inditione venne l'imba sciata in Napole a la Regina Joanna' da lo Duca de Borgogna 6) et si li mando a dire che facesse honore a' suo marito et obtenesse li patti fatti intra loro et si questo non volite fare mandatilo qua cha lui et soi cusini so da tanto che loro non lo faranno stare presone, et considerate da mo che vostro marito e del fiore deli Signori del mondo et da questa 7) parte nde havete carestia. a SM. per tutta la città b SM. 12 detto Crispano de Capuana et messer Francesco caruso et questo di sforza dede la figlia 8) per mogliere a' Lionetto de Sansoverini et per questa parenteza si levo da campo da lo mazone de le rose et gio 0 con lo gennero in principato ad acquistar soe terre et castelle de voluntate dela Regina 9).Et qua si nota che lo gransiniscalcho havea fatto doe Paren teze de doe sue sore l'una havea dato alo conte de Nola per mogliere et l'altra alo conte de Sarno 10) et per questa parenteza sforza fo a gran mala voglia con lo gran seneschalco et a lo Conte de Nola (per) questa partenza le nde fo dato l'officio che hebbe lo patre che fo maestro Justiciero , lo quale conte deNola venne inNapoleperdoiprin cipal cose 11). Ali 22 de Settembre 12 inditione lo Conte de Nola fe lo ingresso delo maestro Justicierato et ali 25 porto la mogliere à Nola, et mo sforza era a l'acqua dela mela à subvernaret,et questo di la sera la Regina fe chiamare tutto Napole et signi ficoli come sforza era suo mortal nemico pregan doli tutti facessero bone guardie de notte et de giorno et reparare à li nemici dove fosse bisogno. Et Napole respose come madonna ne havete in gannati di questo fatto de sforza perche piu et piu volte noi veneamo a la maesta vostra per quello noi vedeamo di sforza et mo al presente voi ne dicite questo noi faremo quanto si puo. Et ali 28 de settembre la matina * venne lo detto sforza et prese lo mercato, o, volesse la Re gina o , no et adusse con lui Francesco mormi c SM. et dissele d BN. etfaralla SM. tempo mandarà a farle etc. e SM. Sicilia, mentre havea fatto lo fratre de lo Papa duca de Amalfe et lo nepote etc. BN. et lo nepote Conte Camerlingo f SM. Ali 20 detto fo la calata de la etc. k SM. manca contro etc. g BN. chiancza 1 SM. manca in Napole e Joanna P SM. manca per mogliere h SM. manca donna m SM. 13 detto q SM. l'offitio de mastro Justitiero ch'hebbe lo patre i BN. ecclesia n BN. dietro r SM. 22 detto j SM. life o BN. conquistare s SM. lo detto Conte fe t BN. ad sogiornare u SM. et questa sera v BN. diceamo 1) Il PARASCANDOLO, Chiesa di Napoli 32 pone Nicola II. di Diano. 2) Pilastri. 3) Cfr. FARAGLIA Le Memorie degli artisti nap. Arch. Stor. nap. An. VII. 347. 4) Addotta. 5) Il dì 9 settembre 1418 la Regina deputò Nicola di Somma commissario in Terra di Lavoro e Molise per l'esa zione della colletta per l'incoronazione: MINIERI RICCIO Sag gio di Cod. Dip. II. p. I. 51. x SM. et ali 28 la matina yBN. volse. 6) La Regina il dì 8 dicembre 1418rilasciò un salvacon dotto per gli Ambasciatori del Re di Francia, del Duca di Borgogna, del Re di Navarra e del Duca di Savoia. MINIERI RICCIO ivi 55. 7) Codesta. 8) Elisa. 9) Cfr. DE MINUTI 223. AMMIRATO o. c. р. І. 19. 10) Al fratello del Conte di Sarno. SUMMONTE 576. 11) Il diploma col quale il conte di Nola fu fatto mastro Giustiziero è del 20 ottobre 1418. Reg. Ang. 1415. n. 372, f. 108. Egli sposò Isabella Caracciolo. A. 1418 le nemico de la Regina, lo quale la Regina non ne volea patto nullo, si non per morto etall'hora lo detto Francesco era signore de Trivoli 1) etde tutto quello paese, et come foro a lo mercato cosi dicea viva, viva la Regina et morano li tiranni, et lo falso Consiglio, et con questa scusa messer Francesco se nde venne a la casa soa a Porta nova, messer Nocella scanna sorici famiglio de la Regina 2) et diceli messer francisco tu sei stato la disfattione de casa nostra ma per amor de lialtri de lo segio lo lasso andare. Et fatto questo sende ando con sforza a le Correi 3) sempre dicendo viva madamma la Regi na et mora lo falso Consiglio, et essendo sforza et Francesco alle Correi da lo Castello l'erano a gettati bombarde et vortuni 4) da terza in fine a Vespera, Et cosi li homini de Napole insero in fino a lo Campo dele Corree bene armati et fecero una fera battaglia, et a la fine Sforza fo rutto, che perde le gente, cavalli, et robba assai, et perdero la strata che non pottero tornare d'onde * vennero, ante presero la via de chjaja et della grotte con gran disperatione et come foro incapo dele grotte 5) corsero alcune taverne de llà,et cosi fecero a chiaya 6). Et in questo di se ragiona come lo gran se nescalco havea fatto parenteza co lo figlio dela Regina Maria mogliered, che fo di Rè Lansalao et davali la figlia, et in dotalo Contato de la Cerra, et levalo a lo figlio de lo prothonotario Origa 7) et laConte consentio .Et si la onion si facea de settembro lo conte non si partia da Napole 8). Lo 2º d'ottobre 12 Ind. sforza torno appresso a Napole a 5. miglia a laFragola piena de ogni bene, et sforza stando lla ogni di facea come a ne mico, che correa et facea tutti li mali del mondo, a BN. buttati b BN. usciro c dove 70 A. 1418 et stando sforza ala Fragola; e lo Conte de Ca yaza a la Cerra si se mesecongrandisperatione et dede la Cerra a sforza 9), et cosi sforza hebbe Pumigliano et ottaiano et tutti l'altricastelli che ha vea a' signorizare li figli de loprothonotario Origa et tutto questo faceano in dispetto del gran se nescallo. m a Ali 5. d' ottobro tutto Napole sera fora " santo Augustino, gentili et populani et ligarose, et fecero Instrumento de tutti in Comone esserno uniti insieme a morte, et a vita, etsentendo laRegina questo nce mando messer Benedetto Azaroli 10), et unaltro messer Goffreda comandando da sua parte che questa unione non se facesse mentre a Madamma non piacque: Et tutti in comone gri daro che vole madamma hora mai è fatto viva, viva madamma e l' unione che questa unione , stato et gloria soa, e nostra. et cossi questi Ca valieri resposero ala Regina. Ali 6 del predetto mese tutto Napole si ra duno a santo Augustino , et tutti juraro secondo l'instrumento contenea et cosi fecero 20Guberna notori,X gentilhominietX. de lo Populo , et como foro fatti questo di proprio mandaro a sforza che li piaccia lassare " la guerra et stare in pace fino a tanto parlate con li Gubernatori di Napole:et sforza fo molto contento dicendo volere fare quan to Napole vole, et cosi lo misso torno con la re ferenda: Ecosi li ditti vintiGubenatori andaro ala Regina, et debotta dissero l'imbasciatache sforza l'havea mandato a dire, et come lloro voleano andare a sforza et sapere che errore, e, intra la Maesta vostra et lui, et laRegina sende contento, et dice che per lei non resta d'ogni accordo che sforza vole da me, et dopo dice la Regina al loro ch'io voglio vedere l'istromento ch' havete d BN. moglie SM. Maria che fo de Re e BN. lo sentio se lamore non sefacia lo figlio g SM. Ali 2 octobro 1 SM. questi si facea in etc. h BN. Fraola mSM. 5 detto i SM. manca Sforza n BN. se repone j BN. manca si o BN. volea fBN. et kSM. pSM. e BN. è stata gloria sua lassar q SM. 6 detto v BN. questo r BN. ferno s BN. manca X gentilhuomini etc. x SM. gloria con la etc. y BN. dicono t BN. prossimo u BN. piacqua z SM. et dopo le dice la Rigina di voler vedere etc. 1) Eboli. 2) Manca lo incontro, o qualche cosa di simile. 3) Piazza fuori le mura innanzi il Castelnuovo. 4) Verrettoni. 5) La grotta di Pozzuoli. 6) Cfr. GIULIANO PASSARO 11. NOTAR GIACOMO: DE MINUTI 228. CRIBELLIO 690. 7) Origlia. 8) Il matrimonio fu fatto più tardi. 9) Racconta DE MINUTI 229, che Sforza, rotto alle Correje, corse a Casal di Principe e là trattò col conte di Caiazzo, che gli diede Acerra. 10) Nel testo MUR. è mutato un' altra volta in Benedetto Sannazaro. A. 1418 fatto di questa Unione, lo quale li portaro et la Regina dice ch'io medesimo voglio essere alla vo- stra Unione, et cosi la Regina entro ᵃ a la Unione con Napole. 1) Ali 9 d'ottobro ᵇ tutto Napole determinaro de mandare ᶜ a sforza et si foro dece de li deputati cinque de li gentilhomini, et cinque de lo Populo et in effetto sforza fo contento fare che volite tutta via ᵈ che madamma me vole obtinere questi patti, et cosi li Deputati presero questi capituli seu pacti, li quali foro 13 ᵉ, lo primo Capitulo ᶠ fo che sforza volea tutta la robba soa che perdio alle Corree che montava 24 milia florini o vero la robba ᵍ l'altro capitulo ʰ che lo gran senescalco, et tutto lo consiglio de la regina fosse da fore, l'altro che scapulasse li presoni et suo marito Rè Jacobo et Annechin mormin et l' altri, ' altro che volea tutto li denari de lo soldo per lo tempo passato et forono de doi anni, et che lo gran senescalco fosse in tutto et per tutto da fore lo Castello : Donde li detti deputati foro da tanto che in poco giorni misero in concordia la Regina con sforza, et cosi sforza volle essere a la unione Et la Re gina non volea et fonde assai dire piu giorni et questo di si scapolo Annichino lo frate et lo fi glio e lo Conte de visiglia et tutti l'altri,Et alli 20 dicembre si bandi per Napole la pace intra sforza et la Regina 2). 1 Ali 28 d' ottobro venne in Napole ala Re gina Antonio Colonna nipote de lo Papa Martino, 71 A. 1419 Ali 2 de decembro venne la novella in Na r pole come Genua stava amalo partito che lo si gnore de Milano l'era intorno 3), et di questo di lo detto signore de Milano havea fatto tagliare la testa a soa mogliere per gran diffalda 4). Ali 13 de Novembre si parte lo gran sine scallo da Napole con doe galere assai honorata mente con ben 15gentilhomini de Napole et CX famigli et laRegina lo mando imbasciatore a Papa Martino perche non possea stare in Napoli " che sforza non volea stesse in castello 5) et con lui sende ando lo Nepote de lo Papa Antonio Co lonna. Et come lo gran seneschalco fo a Roma come a signore assigno lo Castello de santo Angelo a lo nepote de lo Papa , et all' hora a Roma era lo legato che venea in Napole per incoronare la Regina, et all'hora lo Papa era venuto fino a la citta de Mantoa in Lombardia. Et assignati lo gran senescalco lo castello, et Ostia , et parlato con lo legato si parte da Roma. Ali 25 de decembro vennero in Napoletre im basciarie tutti insiemelaprimadel Papala 2ª dello Duca de Burgogna: et la 3.ª de lo Rè de Na varra, et tutti queste tre imbascerie concludeano una cosa cio e, che laRegina liberasse Re Jacobo suo marito da personia et la Regina all'hora non devolse 6) fare sa niente, et cosi l'imbasciatori sen loqualeuna"insieme con liDeputati acconsaro con la Regina che sforza fosse in l'unione", etde po lo detto Antonio una con li Deputati andaro a la Cerra et fecero jurare sforza et ' altri Caporali et compagni soi de servire lealmente laRegina. a SM. et cosi entro f SM. manca capitulo j BN. tutti for de lo b SM. 9 detto de ritornaro indietro bb. Ali 24Gennaro trasio lo legato in Napole man dato da lo Papa per incoronare la Regina Joanna dd, in sua compagnia adusse lo frate de lo Papa messer Jordano, et lo Nepote de lo Papa, et molti altri signori Romani de lo Reame et fo receputo ho noratamente con lo Palio 7). c BN. determinano l'andare g BN. manca da soa etc. fino a robba d SM. manca tuttavia h SM. manca capitolo k BN. visella o SM. manca soi p SM. de novembro 1 BN. 27 di ottobre SM. 28 detto q BN. lo ditto m BN. manca una e BN. foro VIII i BN. tutti li presoni r BN. manca lo detto Signore de Milano tBN. manca de Napole e segue: et cento famigli y BN. lo castello, lo ostello et hostia u SM. manca da perchè etc. z SM. et tutti concludevano v SM. et lo etc. aa SM. e BN. non ne volse fare naro SM. indereto cc BN. XXIII de Jennaro dd SM. manca la Regina Joanna. 1) GIULIANO PASSARO 11 non bene riferisce, che l'unione fu fatta il dì 11 di novembre. n BN. alla unione s SM. 13 detto x BN. perfin bb BN. si tor stenere le parti degliAdorni, Montalti e Guarchi contro Tom maso Campofregoso. STELLA An. Gen. R. I. S. XVII. 1277. 2) Il dì 21 ottobre 1418 la Regina teneva avvisata l'Uni versità di Napoli, che tra i capitoli fatti con Sforza ve n'era uno di questo tenore: « Item la dicta Majestae contenta evole e comanda che la Universitate de Napoli prometta e fassa securitate ad ipso gran Conestabole etc. « Reg. n. 372 f. 257. 3) Filippo M. Visconti aveva mandato un esercito per so 4) A Beatrice di Tenda fu tagliata la testa la notte del 13 settembre 1418. CORIO Hist. diMilano Ed. Venetia MDLXV. p. IV. 728. 5) DE MINUTI 231. 6) Non ne volle. 7) Era il cardinal Mauroceno. Cfr. GIULIANO PASSARO 11 . A. 1419 Ali 14 de Febraro 12 Ind: liDeputati et lo legato , et lo frate de lo Papa andaro insieme a la Regina per la liberatione deRe Jacobo et tanto dixero et fero, che la Regina lo libero, et cosiRe Jacobo da mo fo insua potesta, et la Reginande volse securta, et cosi tutto Napole linde fo tenuta, et feceronde l'istromento che si volse la Regina. Ali 15 de Febraro insio Re Jacobo da lo Ca C stello, et cavalco per tutto Napole con bella com pagnia et gentilhomini de Napoled,etcome la sera debbe tornare a lo Castello a la mogliere se ri mase a Capuana con sforza gran condestavole et prestamente mando a dire a soa mogliere , che mentre lo Castello non e annettato a sua voglia 1) mai io a questo Castello non trasiro'a mia volun. tate eccetto sia ad forza. Et cosi Rè Jacobo remase à Capuana et hebbe ragione cha era stato presone doi anni, etcinque mesi, et doi giorni. Et li Deputati et tutta Napole in comone vol sero ponere in concordia la Regina con lo ma rito perche ella stava a lo Castello de l'Ovoh 2) et Re Jacobo à Capuana et si andaro a la Regina et dixero Madamma noi simo venuti per doe cose, l'una si volete vostro Marito con voi de annet tare questo Castello de Castellano et de Sorgente, et po haverete con voi vostro marito, et l'altra che lo gran condestavole possa venire à parlare con la Maesta vostra et laRegina all'hora fo con tenta et prestamente fece insire da lo Castello lo Castellano et tutti li sergenti '. Ali 22 de Marzo 12 ind: Rè Jacobo ando a lo Castello uovo a dormire con la moglier tutta fiata con bona securita per pagura non incapasse presone 3) come l'altra volta et per questa paura Rè Jacobo stette à Capuana sette mesi et dudici giorni. Ali 3 d' Aprile lo gran Condestabile si parte da Napole esso la mogliere, et figliuoli con licen a BN. VIIIJ b BN. ne li 72 A. 1419 tia dela Regina et delo legato et ando sende a la Cerra , et lo Duca frate delo Papa con tutti l' imbasciatori de ponente et parterosi in concor m dia dela Regina ad merce de la unione che li fece fare e lo Papa era venuto a Fiorenza. n Ali 2 Magio venne in Napole novella veraper lettera de mercanti come Rè de Rahona facea una grossa armata de nave etgalere. Ali 4 delo detto mese lo Rè Jacobo disse a la Regina che volea andare a santo Leonardo a Chiaya et cosi cavalco con una Compagniadesi gnori Napolitani, et Francesi soi famigli, et essendo a santo Leonardo et fatta la sua oratione fo da po a lo molo, et all' hora disse a Cavallo a Ca , vallo, et tutti si partaro et lui resto a lo molo con poco gente, et all'hora venne un Parascalin4) bene armato et Rè Jacobo salta suso, et conlui ando messer Andreapisticulo5),et messer gioanne galiotto et alcuni altri Et come Rè Jacobo foin alto disse signori io ve rengratio de l'honore che ce havete fatto recomandatime a Madamma la Regina et gio verso la nave. Et all'hora tutti questi gentilhomini de Napole come vedero questo atto tutti restaro stupefatti, et dissero signore non fate questo andare cosi occultamente senza saperlo la Regina, Et lui da mare dicendo arrecomandatime a la Donna mia che io vo per soi fatti, et per li mei,et cosi sende ando su in una nave grande de Genoise. Ali X de Juglio a la Regina venne una im basciata da Taranto da suo maritoRè Jacobo e la continentia fo questa como esso era giunto a Taranto, dove fo pigliato charamente come a Si gnore di che non ve maravigliate de mia partenza che fo si breve cha la venuta miadaqua, e, ben per me, et per voi mo, mentre dio vole che possa stare securo come a mio paro. 3 Et questo di venne le novellacome PapaGioan ne 6) era venuto in Fiorenza ad obedire a Papa c SM. manca Re Jacobo f SM. mai io non trasivo BN. a questo Castello trasirò d SM. gentilhomini assai e SM. dire ala Regina g SM. manca in comone h SM. ella se ne stava a locastello Novo i SM. v'è una trasposizione di parole BN. manca lo castello 1 BN. manca parte da Napole m BN. ad mente j SM. c'è una trasposizione n SM. era tuttora a etc. BN. allora era etc. p BN. del'honore mi 1) q SM. quelli r BN. junio s SM. manca Re Jacobo Finchè dal Castello nuovo non fossero levati li tristi non ci tornerebbe mai T. MUR. 2) Leggi: Castelnuovo. 3) Incappasse prigione. t SM. Papa Cossa. Polischelmo. 5) Piscicelli. 6) Giovanni XXIII deposto dal concilio. k BN. tuttavolla o SM. 4detto 73 A. 1419 Martino, et lui era fatto legato de tutta la Yta lia . Et l'ultimo de giuglio torno quella nave de A. 1420 le canossanze da giorno in giorno fando ciascuno la riverentia ala Regina et po gendo per la terra. Genoise che porto Re Jacobo in Taranto, et po sise a lo molo, la Regina nce mando liDeputati in alto per meglio sapere la cosa come era pas sata, et sapendola fe fare comandamento a la detta nave si devesse levare da lo porto suo ad pena de lo foco et questo era che havea portato suo marito occultamente la nave non prezò il co mandamento et la Regina nde la fece cacciare à forza dale galere soe. Ali 20 di Augusto venne la novella inNapole come era morta la mogliere de sforza era a bi terbo e la mogliere era morta a benevento, etque sta madonna fo de Napole de casadelopoh 1) et lasso tre figlioli 2). Ali 28 d'ottobro de domenica¹ se incorono la Regina Gioannad alo thalamo et la Citella 3) per mane delo legato ciò fo lo Cardinale de Venetia quale era stato in Napole dece mesi , et cinque giorni et fo incoronata de hierusalem, et de Si cilia 4). Et per questa coronatione tutta Napole fece le canossanze* 5) generale et spetiale et ogn'u no gia alo Castello à fare reverentia ala Regina Etquesto di venne la novella in Napole¹ come era stato amaczato lo Duca de Borgogna per sua : 2 こ : diffalta, et fo ammazato lo secondo di d'ottobro, et felo ammazare lo Dalfinom de Vienna suo Ne pote figlio de Rè de Franza 6). L'ultimo de decembro venne la novella in Na pole comePapaGioanne Cossa era morto ad Fio renza 7), et da l'ultimo de ottobre insino a questo di duro la festa de la Coronatione de la Regina e a BN. de Italia b BN. junio SM. de luglio Lo 2º de Febraro venne la novella in Na pole come Jacobo Antonio de serino era morto a lo Campo de laCandida, deColpo de vertone et erance stato in Campo uno mese et vinti gior r ni , et per questo si levo lo campo dalle terre de lo Preite berlingeri. Ali 18 de Giugno 8) (lassando piu cose di sutile a scrivere) questo di sforza also (sic)le ban dere de lo Duca d' Angioya et fo homo suo et fatto guerra contro la Regina 9) et de Napole et stava in campo ad angulo 10) et correvaad ogni parte. Ali 19 d'augusto vennero in Napole dece ga lere con ' arme delo Duca d' Angioia 11), et lo campo era pure innante Napole et erance stato mesi doi giorni quattro " et questa sera tutte le terre che affettavano lo Duca d' Angioia fecero gran luminarie et ali 20del detto mese pur ven nero in Napole sei nave grosse puro de lo Duca d'Angioia, Et tutte queste nave et galere erano la piu parte de Genua cheletenea lo Duca d'Angioia era in alto e chi dice di no , Et questo di le ga CC anna lere, et le nave senza nulla fitta gero a Castel à mare e subbito si rende a lo Ducad'Angioia ªª. Et lla sitrovo lo Capitanio da parte de la Regina Gio bb cio fo Joanne Jennaro et questo Joanne disse la novella in Napole certa come lo Duca d'Angioia era in alto a le nave dd, et lui lo vede, et ali 24 tutta la detta armata torno in Napole et le sei nave se mesero innante Napole a tratto de una bombarda e. c BN. torno in Napole perchè la nave f BN. un di la etc. g BN. donno h BN. lupo d SM. manca da et questo i SM. c'è una trasposizione Vanna k BN. conoscenze 1 SM. manca Napole m SM. d'ottobre per ordine delo Delfino e SM. et j SM. manca Gio n SM. manca in Napole SM. Ali 2 de SM. a Dogliulo p BN. bon campo u SM. stato 65 giorni manca e chi dice di no q SM. in campo cinquanta giorni v BN. aspettavano aa SM. si dede alo duca et to disse di certo che lo Duca era in alto ale nave tiro de bombarda. x SM. e BN. r BN. de ottobre manca pure y SM. cc SM. de Jennaro s SM. che stava genoise z BN. dd SM. et que bb SM. manca Giovana ee SM. la detta armata con le nave torno a metterse innanti Napole 1) Alopo. 2) Cfr. Giovio Vita mag. Sportiae cap. LXI. 3) « S'incoronò la Regina Giovanna al talamo fatto alla Cittadella ». T. MUR. 4) Cfr. NOTAR GIACOMO 50 : GIULIANO PASSARO 11: Cron. Antiquiss. in Pelliccia 33: Diario anon. ivi 115. 5) Cfr. Cron. Sic. 34 nota n. 3. 6) Giovanni Sans-Peur ucciso al ponte di Monterau da Tannegny Duchatel in presenza del Delfino. 7)Morì il 22 dicembre 1419. 8) A' 16 giugno nota G. PASSARO 11. 9) Manca qualche cosa. Cfr. DE MINUTI 248. 252. CRIBEL L10 700. CAMPANO 571. 10) Dogliuolo. 11) Da poi el re Aluisi andò nel reameetgiunse aNa poli a di XV de agosto la festa de l' Assomptione de No stra Donna con V. navi etc >> DE MINUTI 251. G. PASSERO concorda col nostro Cr. 11 : scrive però Duca Ranieri in vece di Luigi. Il Diario Anon. cit. 115 segue il DEMINUTI, come fa pure il CRIBELLIO 793. 10 A. 1420 Et qua si nota tutta questa scesa di questo Duca d'Angioia da tempo di l'altro Duca d'An gioia , vengo bin tempo di Rè Carlo terzo di Duraczo padre di questa Regina Gioanna secun da venne a lo Reame lo duca de Angioia vec 74 a chio con una gran potentia et fonce morto esso et gran parte di soa compagnia in questo Reamed et have che venne questo Duca d'Angioia vecchio avo di questo anni 37: et po morto Rè Carlo re A. 1420 restaro poco cunto si faceano de l'armata de la Regina. Ali 11 de settembro la Regina si assignaro lo castello dell'Ovo in mano de Catalani allorope titione per parte de lo figlio ottivo Re deRaona. Ali 16 de settembro levò sforza Campo da a vante Napole che nce era stato da li 25 deJugno' 13 ind: per fine alo sopraditto di che foro mesi tre et giorno uno et per questo di Napole non mase la mogliere et doi figlioli piccoli uno ma scolo et una femina, cio fo' Lansalao et Gioan nella . Et in questo tempo lloro venne lo figlio de lo Duca vecchio che mori in questo Reame et have che venne a lo Reame anni31: che hebbe Napole et una granparte de Calabria et Puglia, l'aquila , et lo Ducato de Amalfe , et altre pro vincie, Et po venne in tempo di Re Lansalao et cacciallo da lo Reame et giosende per fatti soi Et questo Duca d' Angioia signorizo in questo Reame anni XI : et intro gli 12, et dopo lo Rè Lansalao signorizzo tutto lo reame intero anni 15: et dopo fo morto lui, et la madre, et remase la Regina Gioanna secunda che ha signorizzato lo Reame fino a mo ch'e, venuto lo Duca d'Angioia ad invadere suo Reame anni cinque et lo Duca d'Angioia era in alto alle nave. Ali6de settembro anno Domini 1420. 14 Ind. " stando puro lo Campo , le nave et galere ante Napole levenne lo soccurso a la Regina da Rè de Raona, et foro 12 galere et cinquo galeotti, tutti de catalani, et Spagnoli 1), et all'hora trovaro tre galere de la Regina de lo Reame et foro 20, et horatrovaro innante Napole sei nave et galere de lo Duca d' Angioia , et come le nave le videro cosi sende partero tre, et le galere, et gero a Ca stello a mare , et ' altre tre nave et galere che a BN. festa seu scesa b SM. che venne sappe dove ando sforza,ben sapeano che loDuca d'Angioia era con lui in campo et ali 17 la Re gina fe chiamare Napole come lo Duca d'Angioia et sforza erano ad Aversa che si rendero li di u V a dietro a lo Duca d'Angioia" et cosi lo Castello et tutta la parte de la Regina ch' era dentro fo presa presone 2). Cavalli et infante et all' hora singe 3) trovaro lo frate de lo Duca d' Atri et doi frati de lo Contede Celano , etAgiasi Ursino de Nola 4). Ali 19 de settembro , la Regina Gioanna mese in possessione lo Vice Rè de Rahona suo figliode lo Ducato de Calabria et questo di cavalcoque sto Vice Rè per tutto Napolecongranhonore et triunpho, et lui vestito de drappe d'oro et sopra la testa quattro bandere l'una all'arma de Papa Colonna, l'altra della Chiesa , l'altro per tutta al l'armebb de la Regina con quella de Rè deRahona quartata, et l'altra de lo Reame et per questo sera et per l'altra sera coali 20 si fecero luminarie. Ali 24 de settembroddlaReginaGioanna secunda fece Jurarehumagio a tuttoNapole tanto aligen tilhomini quanto a lo Populo in presentia de lo Vice Rè de Rahona, et lo Jurare fo in questa forma, che mentre la Regina vivea possedesse suo Reame tutto reservato lo Ducato de Calabria, et dopo suamorte fosse tutto 8 lo Reamede suo figlio c SM. lo detto duca vecchio manca vecchio f SM. figlioli piccoli cio è Rè Lansalao BN. in questo reame i BN. di la Puglia g SM. et questa Regina Gioanna j SM. signoizo anni XI Duca era in alto q SM. la quale alli II m SM. manca Domini detto assignò lo Castello n SM. 13 ind. d SM. manca in questo reame e SM. h SM. manca a lo Reame k SM. venuto questo altro Duca o SM. manca de lo Reame r BN. adottivo s SM. luglio t BN. seppe 1 SM. lo p BN. et tre galere uSM. mancad'Angioia v BN. manca presone l'Ecclesia x BN. Conte di clano bb BN. partuta all'arme y BN. 24 etc. SM. 19 detto z SM. manca Gioanna cc BN. manca sera SM. per l'altra si fecero etc. aa BN. del dd SM. 24 detto ee SM. la Reginafece etc. ff BN. tanto gentilhomini quanto lo populo 1) Stando alla relazione del DE MINUTI, ivi, le galere ca talane giunsero a Napoli verso il dì 27 d'agosto ; erano diciotto e portavano « uno messer Raimondo Perilla , uno messr Johanne de Moncada et uno messer Bernardo Sen gg BN. et dopo suo, ma se fosse tutto. FACIO de Rebus gestis ab Alfonso I, ed. Gravier. lib. I, Zu RITA, Anales, T. III, lib. XIII, 140 t. 2) DE MINUTI, 251. 3) Vi si. tilla tutti tre ambasciadori del re de Aragona etc. Il Diar. Anon. 115 nota che le galere vennero » de settembre. Cfr. 4) Due fratelli del conte di Nola. T. MUR. A. 1421 : : Rè de Rahona, et questo Rè de Rahona lo de vea agiutare et defendere contra ogni persona. Ali 5 deMarzo 14ª ind: in Napoli si ragionava come in Sicilia messer Bernardo in Calvera et certi altri gran signori de Sicilia consigliaro a Rè deRa hona e cosi facevano dire a certe universitate che C lo detto Rè non devesse venire a questo Reame dandole molti exempij havea fatto piu tradimenti ali anticessori et alo padre de Rè Loise, et cosi anchora li signori de lo Reame, et per questo to taliter le sconsigliavano che non devesse venire ne forte 1) esso incappasse come so incappati l'altri et per questo la Regina dubitando mando per messer Bernardo Arcamone 2), lo quale era con Rè Loise, che remota ogni occasione dovesse venire lo piu presto che potesse ad parlare con 75 A. 1421 veahavute certe ardue facende per le mano che l'hanno tenuto occupato che non havea possuto venire et anchora per fare danari, ma senza nullo fallo ipso serà prestissimo a vostra Maesta a fare tutte quelle cose saranno grate a vostra Maesta et la Regina per la venuta de questo mastro de montese nde mando a messer Bernardo archamone k excluso, Et depo la dettaRegina mando doe galere con l'inbasciata et resposta alo detto Rè deRaho na pregandolo venisse presto, perche Rè Loise o gni digeva conquistando delo Reame, et anchora de li signori a sua fidelta et l'inbasciatori che an daro da parte de la Regina et de Napole foro questi Francesco ursino, messer Gioanne vuzuto sua Maesta. Et in questo di lo detto messer Bernardo ven ne con volunta de detto Rè Loise ala chiamata de la Regina. Et giunto a Napole la Regina secretamente incomincio a trattare l' accordio in tra la madre soa et Rè Loise per mezzo de lo detto Bernardo perche parea ad essa essere me nata per parole de liCatalani, et cosi tenea le ma ne in doe paste , et stando in questi trattati con lo detto messer Bernardo vennero quattro galere ad isca de Catalani, dove venne l'inbasciatore, lo ma stro de lo Marchese3) daparte de Rè de Rahona, et sentendo questa novella nonvolse venire di tratta in Napole fino a tanto che le barche insero da Napole: e, dissero la novella come intro la Regina et Rè Loise non era accordo nullo, et cosi le dette galere intraro in Napole con gran triunpho e festa dentro lo porto deNapole etdisciso lo detto inba sciatore ando alo castello novo molto magnifica mente, Et fe l'inbasciata da parte de Rè de Rahona ala Regina dicendo a sua Maesta che non se mara vigliasse de sua tardanza perche sua Maesta ha a BN. dela 14 g BN. uscero b BN. consigliavano Arrichello poderico , Et questa fo l'ultima inba sciata che ando da parte de la Regina a lo detto ™ Rè de Rohana et questi foro chi de po l'adus sero 4). Ali 7 Junio venne a lo soldo de la Regina et de Rè de Rahona Braczo de morcone 5) con cavalli tre milia, et come intro in terra de lavore piglio Marigliano et po venne in Napole et stette adygliulo de che la Regina et Napole ne fecero gran festa. Et essendo stato lla due di piacque ala Regina andasse a Castello a mare de stabia. Et pigliolla per forza et mesela a saccho 6). Etinquesto di PapaMartino sentendo cheBraczo era dentro a Castel a mare subito mando Tarta glia de Lavello Capitanio et Jonsesi ad Aversa con sforza, et andaro per trovare Braczo, dentro Castello a mare et detto Brazo sentendo questo si parte di tratto et vennesende innante ygliulo 7), et fo tanto la pressa che al passare de l'acqua de Scafata sence annegaro 13' homini, et ragio navasi " che Tartaglia non Jocava netto ne faceva r lo devere 8). V Ali 25 de Jugno sapendo Rè de Rahona che Brazo era gionto ali servitij dela Regina subito c SM. ipso puro porti k SM. manca Arcamone p BN. e SM. dieci 1 SM. manca alo detto chefecero d BN. lo più stritto h BN. e SM. manca de Napole q SM. per trovare Brazo lo quale sentendo i SM. manca la Regina e BN. permano r BN. manca questo fBN. a due j SM. manca a vostra Maesta mBN. manca alo detto Scafato t BN. 14 u SM. et si diceva v SM. ali 25 detto n BN. manca et questi po etc. x SM. era ali. 1) Per caso. Nel t. Mur. tutto questo tratto è rifatto a nuovo con giunte. 2) Cfr. BUONINCONTRO ad an. 3) Mastro di Montesa, come leggesi appresso. 4) Alfonso da Palermo il giorno 3 di marzo 1421 avviso la Regina della sua prossima venuta. FARAGLIA, Cod. dipl. o SM. di s SM. passar Sulmonese, 300. 5) Braccio di Montone. 6) Cfr. DE MINUTI, 266. 7) Dogliuolo. 8) DE MINUTI, 267. THEINER, Cod. dipl. dominii temporalis n. CIXXII. CCVI. -- A. 1421 a 76 se parte et venne con otto nave, et sidici galere et tra bergantini * et altre fusti che foro 27 , donde la Regina et Napole ne fecero granfesta et lumi narie1), et comegionse stette alloCastello dell'ovo una notte, et la matina si mese inmared, et scese alo ponte, et po trasio inNapolecon lopalio come Rè et cavalco per tutto Napole sotto lo Palio et et po scavalco alo castello nuovo , et fecero re verentia ala Regina, et pigliolo molto charo come figlio 2). Et de lo mese de Settembro lo Papamando in Napole lo Cardinale de santo Angelo legato et lo Cardinale delo fisco 3) adAversa a volere con trattare, et ponere pace entra la Maesta sua et quella de Rè Loise et Rè de Rahona in Napole et stettero certi giorni ad mettere questa concor dia, et per nullo modo non pottero et andaro sende sclusi4) senza nullo accordio, et per questo ne fo pigliato suspetto per sforza et per altri Tar taglia de lavello, siche per questo le ne fo tagliata la testa alla Citta di Aversa 5), etdopo la morte di questo Tartaglia , lo stato de Rè Loise et de A. 1422 ci mando messer Dalmaio 7) di che la Regina, Re deRahona et Napole ne fecero gran festa et lu minarie piu giorni. Ali X di marzo 15 Ind: lo detto Cardinale de santo Angelo et lo fiscopercommissione dePapa Martino fecero assignare in lloro mane lo castello d' Aversa , et castello à mare de scabia 8), et dopo poco giorni l'assignaro a Rè de Rahona dan no parole lo Papa a Rè Loise volendo consare queste cose...... (sic) dove stette per spatio didoi anni in circa, Et poi veduto da Papa¹ Martino con speranza de sende essere tornato aFranza. Et de mese de Aprile venne inNapole una grandemor talita dove la Regina et Rè deRahona certi ™si gnori et tutta la corte sende andaro a Castello a mare per fuga de detta peste , et arrivati à Ca stello a mare ordinaro et posiro Campo alo pia no de sorrento, et hebbero Sorrento et MassaRè de Rahona dicea volerla ipso, etlaRegina la vo sforza ogni di andava impegiorando siche sforza era arragazato che non havea si non circa sei mila cavalli male in ordine. Ali X di Novembro anno Domini 1421 8 15 ind. Brazo con tutta la gente sua et quella de Rè de Rahona andaro a ponere Campo Ad A versa, et stetteronce in campo 25 giorni et por taro le bandere quesse (sic) de Rè de Rahona et haveance rotto una gran telera¹ 6) di muro et all' hora la Cerra steva ad mal partito, et po lo Cardinale de spagna hebbe certo accordio con sforza si rende la cerra in mano de lo detto Car dinale, et dopo in capo di certi giorni lo ditto Car dinale l'assigno inmano de Re de Rahona, lo quale a SM. e tre bergantini BN. et entra Bertagna ragiato f si non fino sei etc. kconsare lui 1 allo Papa gdel anno 1421 mcon certi b BN. 26 hportaronde le bombarde grosse n non partuti. 1) A questo punto termina il MS. della Bibl. di S. Mar tino segnato col n.º 123. Le varianti seguenti sono del Cod. MS. della Biblioteca nazionale. 2) Fra Cronisti e Storici non è concordia circa la ve nuta di Alfonso. Cfr. GIULIANO PASSARO 12: NOTAR GIACOMO 70: Diar. Anon. in PELLICCIA 115 : Chron. Reg. Sic. ivi 96: Cron. antiquis. 33. CORIO 735: ZURITA 1. c.: DE MINUTI 258: SUMMONTE 592. 3) Fieschi. 4) Esclusi? n lea essa. Ultimo restaro à Rè de Rahona. Et qua intra la Regina, lo gransenescalco ser vitore della Regina et Rè deRahona fo unagran divisione et principio de inimititia, et da po sende andaro in Gaeta et lla stettero piu tempo. Et sforza stando in Benivento povero conpoco gente si indusse àparlarecon Brazo de Morcone9), lo quale era all'hora gran Condestabile a marchia nello 10) lloro doi soli , che innante erano stati grandissimi nemici ma partuti dalla foro in con cordia, il ditto Brazo mando lo ditto sforza alla Regina, et à Rè de Rahona in Gaeta, lo quale sforza con gran paura ando ponendosi in mano à Dio, et alla fortuna, et lla stette circa giorni 18 con grandissima sblendidentia, fando grancon viti ogni giorno à tutti quelli signori catalani, et c iunsi det po se mese a mare la matina i tilara de moro 5) CAMPANO 602 : DE MINUTI 270: CRIBELLIO 712. 6) Tratto. 7) Questo nome è aggiunto d'altro carattere. ear jet in 8) Stabia. 9)Montone. 10) Caianiello ? DE MINUTI 274, pone, che Braccio allog. giava alla Preda, o Pietra Vairano. La Selva e le Taver nole di Pietra Vairano erano luoghi dove spesso andavano al campo le genti d'arme. Cfr. BUONINCONTRO 126. Nel t. MUR. Marchianello. A. 1422 ad ogni manera de gente, et era male veduto da Rè de Rahona etda laRegina, et gran senescalco per la supradetta occulta nemicitia de la Regina : に à Rè de Rahona e lo gran senescalco secreta. mente mandavano confortando sforza che sidesse bogna voglia cha 1) lo volea fare venire ad tutto quello desiderava, Et intro questo Rè de Rahona ando à cacciare verso Tranchino *2) et meno seco lo detto signore sforza et intro lo più bello della caccia che tirava quaglie lo Rè de Rahona et casualiter Rè de Rahona casco con tutto lo ca vallo, dove prestamente sforza scavalco, et ayutollo per la qual cosa l'animo de Rè de Rahona se ap * plicò verso sforza. Dopo se parte lo detto sforza con buona licen tia da Gaeta promettendo a la Regina, et al Rè 1. deRahona essere llorod servitore et fidele, et rende-- re in loro fidelta, et reducere tutti signori et ci tade de lo Reame che teneano fideltate de Rè t Loise, che stava all'hora in Roma, et sende ando a Sessa et primo motu accordo lo detto Duca de 1. sexa et piu signori reservato messer Ottino Carac ciolo cancelleri 3) quale tenea matalune, lo Conte de Vocino, lo Conte de Caserta in Calabria An tonello de fiscaldo , Coluccio de lauria, lo Conte de Arena, Castrovilleri , et Cosenza con tutti li casali che erano terre demaniale, el Conte Fran : cesco che tenea all' hora Riggio et era Vice Re : de Calabria, lo quale Conte Francesco fo figlio- de sforza 4) , in terra de bari Rogeri de rotulo che era all' hora Vice Re de Re loise teneve : bare, lo Conte de Rutiliano, lo Conte manfreda, Conte de coperstine 5), che alo detto Conte in poco giorni li ribello copersano 6) et dederosi alo = principe de Taranto, et da po perdetutto lo con a Franchino b detto Sforza 77 A. 1422 tato et le castelle , laurenzo de argula in terra d'otranto , loise de Sansoverino che signorigiava nardo el contato de combertino 7) al'ultimo detto principe delo Cozo 8), in Valla Beneventana se tenne lo conte de sant'Angelo et lo PreiteBerlingeri, et lo protonotario Zurlo e lo Conte de Montoro in Apruczo, lo Conte del'olivito, lo Conte de Populo, lo Conte de Santo Valentino Joan Zurlo, lo Conte darche 9), lo figlio delo Conte de Carrara tennesi crape 10), che po per lo Rè de Rahona fo presa per tradimento, et fo posta ad saccho. h E t tutti li preditti signori stavano sub nube che chi con tregua etchi con guerra passando et as spettando tempo, et taciti la Regina confortava lo ditto sforza che stava in Benivento et imponevale occultamente, che confortassi tutti signori che te neano de la banda de Rè loise, et specialiter lo detto messer ottino cancelleri, lo quale tenea Mag dalune che si tenesse fermamente et non dubitassero et tutto questo si ministrava che Rè de Rahona, non havesse havuto lo Dominio et potestate per la sopradetta pigliata nemicitia. 1 De lo mese de settembro prima inditione Rè de Rahona se parte da Gaeta, et venesende per terra ad Aversa , et la Regina sende venne a Puczulo * 11) per mare temporizando alcuni giorni per finche passasse la detta mortalita a Napole et po lo detto Rè sende venne a Napoli alo Castello nuovo, et in poco giorni la Regina dede fama venir da Puzulo a Napole per mare alo Castello de Ca puana volendo scendere alo Ponte, Et lo Rè de Rahona s'havea ordinato che le galere sue l'adu cessero alo Castello novo, la Regina sentendolo di tratta se leva da Puczulo™, et vennesende per terra et giosende alo Castello deCapuana" 12),Etper que c manca questa ripetizione motu d essere sempre f lo conte de Castrovilleri lo conte de Arena con tutti li casali de Cosenza i Banna j dela prima k Pizzolo 1mancaper m si parti da Pizolo e manca ilprecedente da et primo h manca chi g copressano n Castello Capuano. 1) Che. 2) Terracina. 3) Gran Cancelliero del Regno. Reg. Ang. A. 1415. n.° 3725, 82. 4) Cfr. DE MINUTI cap. XXXVII. « Come il conte Fran cesco andò per vicerè del Re Aluisi predetto in Calabria ». n. 225. 5) Copertino. Questa terra era stata tolta a Ottino de Caris, forse per ribellione. Fascic. Ang. 94. f. 74. 6) Conversano. 7) Copertino. 8) Nel t. Mur. trovasi in questo punto qualche confusio ne. Certo il testo nostro anche è scorretto. Io credo debba leggersi: « ... Loise de Sansoverino che signorigiava nardo el contado de Copertino et a l'ultimo ndelo card ; in Valle Beneventana etc. > Cioè il Principe di Taranto all' ultimo ne lo cacciò, etc. 9) Archi. 10) Capri. 11) Il dì 5 novembre 1422 da Pozzuoli spedì ildiploma citato poco innanzi relativo ad Ottino de Caris. 12) Il 28 dicembre la Regina spedi lettere di privilegio per Nicola de Caprio notaio capuano. Reg. Ang. n. 376, f. 4. -- A. 1422 sto se venne a scoprire la inimicitia et errore loro, et cosi lo gran senescalco dubitando d'andare ad 78 A. 1423 pigliare la Regina alo Castello Capuano, Gaspar Rè de Rahona alo Castello novo volse securita et autentico salvo condutto da lo detto Rè de Raho na, lo quale li lo fece come volse a bulle d' oro. Etra questo mezo lo ditto Rè de Rahona spesso andava ad visitare la Regina allo Castello di Ca puana, et la Regina stava molto bene proveduta per pagura de Rè de Rahona, et lo ditto gran senescalco spesso andava ad visitare Rè de Ra hona alo Castello novo et di questo di se fecero piu giostre, dove Rè de Rahona sempre volea se facessero alle Corree ,Et laRegina volea si faces sero à Carbonara , Et del mese de Aprile 1423 , lo ditto Rè de Rahona ordino una magna etsol lemne giostra , dove fece fare uno Elefante gran dissimo con lo castello di sopra, dove stavano di versi Angeli proprij, et sotto lo detto elefante in sero certi homini con certo magaro 1) et maze de palamari (sic) in mani che stavano ad modo de'tur chi per mostrare de dare terrore a chi haveva lo cor incaminato (sic) 2), quali Angeli stavano con diversi instrumenti cantando, et sonando che pa reano Angeli propii . Et li gentihomini, de Capuana con volunta del gran senesalco in contraversa d 3) fecero doi carra piene di foco , et bombarde, et circa 30 homini jostraturi a cavallo vestiti a modo de diaboli de cannavazzi 4) per affrontare gliAngeli de Rè de Rahona: et si non fosse stata la morte de messer Josue 5), la quale succese quello medesimo giorno seriano affrontati, et saria stata scoporta la sopra detta inimicitia. Ali 22 de Magio presentis anni, lo detto gran gran senescalco andando alo Castello novo con lo detto salvo condutto lo ditto Rè de Rahona lo re tene presone, et ipso presente lla ditto Rè deRa hona se posse in punto et cavalco per andare a a alle corte b manca magna palzano de Fiorenza 6), servidore de la dettaRe gina, et delo gran senescalco occultamente per un suo garzone mando avisando la Regina, et li ser vitori soi, che dovessero stare avisati, et lo gran senescalco era presone, che lo haveafatto pigliare Rè de Rahona, et mo venea adpigliare laRegina, junto Rè deRahona al detto castello de Capuana per volere intrare essendo in mezo deleportele foro serrate le porte in faccie, el Castellano al l'hora de' detto castello vedendo queste coman damento della Regina ad sergentem,et ad ognima nera de gente, che ogni uno fosse presto alle defese contro Rè de Rahona, et soi seguaci dove forogit tate più colpi de petre, et de balestre, el detto Rè de Rahona vedendo che po trasire 7) si re volto indetro et andosende alo mercato". EtNa pole per questo stava tutta sollevata in arme, el detto Rè fe andare uno banno sotto pena della testa, che non fosse persona nulla che simovesse a fare atto nullo , et cosi per questo banno ogni homo posse l'arme, et stettero in pace, etperdoi giorni la Regina non fo obedita in Napole. Et questigiorni vedendose la Regina adtal par tito scrisse, et mando uno speciale misso a sforza suo compare 8),lo quale stava a Benevento, et l'uno misso non aspettava l'altro pregandolo,chedevesse venire ad aiutarla dal ditto Rè de Rahona, El detto Rè de Rahona sentendo questo mando per tutte le terre fidele de sua Maesta, che devessero venire a Napole insieme con l'arme , et venuti si li posse tutti a casa nova con la sua gente d'arme et fanno fare fossi et steccati intorno lo castello che lo detto sforza non venesse ad suc curerli, et li signori delo Reame che erano con Rè de Rahona Francesco ursino et lo frateur sino, Cola de Campobascio messer Cicco Antonio de caris 9). c c'è una trasposizione: Diversi angeli con diversi istrumenti cantando e sonando che parevano angeli proprii e sotto ditto elefante etc. iPulsano j che lo k manca in se revolto indietro allo mercato 1 all'hora che o persona alcuna d In convento era de detto etc. pad mal e manca vestiti m a sergenti q che volessi f27 n Re de I selle porto 1) Stregone. 2) Nel t. Mur. questo brano è ridotto ed abbreviato. 3) D'altra parte. 7) Entrare. gJendo hTinni Ragona udendo questo s d'armefandofare. 8) La Regina aveva tenuta a battesimo una figliuola di Sforza e Catella Alopo. 4) Canavacci. 5) Giosuè Caracciolo. 6) Gaspare Bongiano. 9) Era forse consanguineo di quell'Ottino de Carismen zionato in una nota più sopra. A. 1423 a 1 79 A. 1423 Et in questo giorno uno Janotta pertuso cata lano, lo quale era vice castellano alo castello de aversa, mando a dire a sforza che subbito venesse El penultimo deMagio 1) gionse sforza ad san ta Maria de Adogliulo 2) et lla sentio come Rè de Rahona havea cacciato fora tutta sua gente d'arme quale era in Somma de circa tre o quattro milia persone, intra cavalli et ad piedi, Et sforza non havea se non circa cavalli 5 cento , et circa 200 0 300 infanti male in punto, De che sforza que sto sentendo per ajutare la Regina soa commare si posse volerse mettere intato pericolo de fare de le doi cose luna , o morire o vincere , et ordino soe squadre come se potte de che la gente d'ar me de sforza adomandaro che insignale havemod, ⚫et esso rispose, che feressero ali ben vestiti, etben a cavallo perche loro stavano male a cavallo Ru gilenti 3) et male vestite,et questo fo lo insignale,et da sforza scese a casa nova dove trovo le gente de Rè Rahona che aspettavano et subito sforza fece dare dentro per la prima afficcata4) la gente di sforza hebbero una mala rotta de che sforza vedendose male arrivato, si posse indisperazione et corse, et piglio detto Cicco Antonio per petto, lo quale teneva lo stendardo de Rè deRahonaet in effetto lo prese presone, et levolli lo standardo e lo fatto uno.... (sic) d'arme ultimamente per vi rilita del detto sforza, la gente de Rahona si mese a rotta, et incomincio a fugire de che nde foro pre soni assai di quelli signori catalani, et jtaliani et homini de Napole 5) et forone' per quella giornata morti piu de ducento corseri grossi, et la gente de sforza se refecero de cavalli et de robba, et lla lassaro l'arme rugilente. et pigliaro li politi e secutarli 6) per Napole insino alo castello nuovo et cosi la Regina fo aiutata da sforza et la sera sforza ando a fare reverentia a la Regina la quale prese caramonte et feli grande honore et cosi la Regina ordino con sforza fare intrare li forasciti de Napole cio e quelli che erano con Rè Loise. aAlo b de tre in quattro... hando a visitare la... mano soi c cavalli m. i si deva in mano ad Aversa perche lui li dava lo castello 7), et subito sforza se parte et lassa in Napole messer Francesco mormile, et foschino con infante ad ri paro de lo castello novo, che haveano assediato. Et ali XI deGennaro presentis anni vennero in Napole otto nave grosse, et galere 20 o vero 22 8), et dicease che vennero per volerne portare la Re gina, perche Rè de Rahona non se credea essere Rè signore integro se non havea la Regina en tro sue mano , Et giongendo la detta armata, se trova questa impacciata, et subito Rè de Rahona una con li patroni deli navilij et de le galee, et con lo capitanio ordinaro didarebattaglia a Na pole et cosi fo fatto et liNapolitani vedendo que sta grossa armata , subito mandaro per sforza, quale era ad Aversa, et sforza non credendo che Napole si perdesse non venne per quella sera, ma venne l'altro di matino, et trovo una parte de Napole cioe da piaza de porto perduta, et posta a saccomanno de che tanto li Napolitani, quanto tutti quelli signori li quali erano venuti a fare reve rentia allaRegina cio fo lo Ducade sexa: lo Conte di nola: lo prothonotario Zurlo 9) : lo cancellero, lo Conte de Santo Angelo et certi altri signori stavano in gran paura per l'assentia de sforza : Et venendo sforza et trovando questa impacciata su bito se mese con sua gente d'arme ad la defesa deNapole che haveria" cacciati li catalani se haves sero defisi lealimenti ma non volsero anzi con gran dissimo tradimento fecero perdere la terra et met terla ad sacco et cercavano iuxta llor potere fa rence stare sforza presone 10) ma lo detto sforza sebbe piu de lloro, perche avisandosi delo trat tato sende uscio fore et andosende alo campo vec d che signal havevano . j stavemo e messer fferoni kAli XI de Jennaro de lo presente anno mcio è net haveria. 1) La battaglia di Casanova fu combattuta ai 27 di mag gio. Risulta dal diploma dato pel conte di S. Angelo, che Sforza andò quel giorno in soccorso di Giovanna II. M1 NIERI RICCIO Saggio di cod. dipl. T. II, p. 1. 80. Cfr. NOTAR GIACOMO E GIULIANO PASSARO, 1. c. g più de CV1 1 la Regina in 6) Inseguirli. Nel DE MINUTI , 285, è una lunga nota dei prigionieri fatti alla battaglia di Casanova. 7) Cedeva il castello per astio contro i cittadini di A 2) Dogliuolo. 3) Rugginosi. 4) Affrontata. 5) Cfr. DE MINUTI, 284. versa , e pretendeva , che la città fosse messa a sacco. DE MINUTI, 286. 8) Deve leggersi giugno invece di gennaro. Cfr. GIULIANO PASSARO, 12: NOTAR GIACOMO, 71. 9) Conte di Montoro. Cfr. COLOMBO, Memorie di Montoro in Principato Ultra. 10) Seppe. Α. 1423 80 chio con la sua compagnia et da po l'altro di sequente venne sforza, et caccio la Regina da lo castello de Capuana , et portolla a Nola et lla la lasso, et ipso torno alo Campo vecchio puro A. 1423 ma, et Rè loise mando uno suo cancellero, et ser vitore de sua parte, ad recludere li patti li quali , per dare ordine, et soccorrere lo Castello de Ca puana, alo quale era rimaso castellano uno con destabile de infante 1) con cento paghe, et santo parenti, uno homo darme, lo che detto condesta bile non fece lo devere et ad me non volse ascul tare santo parente 2) che mai non haveria per duto lo castello con tutto che Rè de Rahona, con le bombarde l'havea tutto scarropato 3), et cosi Rède Rahona hebbe lo castello et lo castella no santo parenti sene uscio et gio ad sforza, de che sforza havendo havuta informatione di santo parente, et da altri de questo contestabile castel lano che non havea voluto farlo dovere subbito esso con li soi mani proprij lo impicco per la go la 4),et levosse da Campo, et andosende adAversa ad mettere in esecutionelo trattato principiato per Jannotta pertuso. Et in questi giorni se addusse ad effetto detto trattato, et hebbe lo CastellodeAversa in soemano, et subito nce mando et porto laReginacontutti li Napolitani femine et mascoli che erano usciti da Napole quando sende uscio la Regina et sforza ordinao con la Regina a fare venite Rè loise ad Aversa lo quale era àRoma, et la Reginaunpo co dura, et sforza li diede tanti signori allora, li quali se haveriano rescossi piu de doi milia du cati, li quali presoni foro messer Raimundo peri gliuso, messer Joanne de moncata messer Bernar do santiglia, messer Bardascind, messer Incoglie, messer Gurillo, Ramundo de moncata, messer Fe derico de vinti miglia et lo Conte Herrico et lo Conte Joanne de vintimiglia et piu altri adherenti de Rè de Rahona 5). Ali XI de jugno anno domini 1423 2 ind: * 6) la Regina et sforza mandaro per Rè loise a Ro a certi italiani bgero cgiosende d Baldasari la Reina volea da esso Et Rè de Rahona sa pendo questo mando una solenne imbasciata ad Rè Loise persi voler accordare per ipso Et tutto facea per volerlo gabare , et Rè Loise lo cono scette et piglio lo partito della Regina etpartiosi da Roma 7), et venne ad Aversa et fo recevuto con gran festa, et sollemnita, Et messer de Tro pea 8) lo quale all' hora stava con la Regina, et con sforza fece lo sermone, lo quale nel principio respose: vere filius Dei est iste, et sequi appres so cose assai a laude delo ditto Rè Loise, Et in questi giorni Rè de Rahona piglio Ischa perfor za, et mesela a saccomanno 9). E sapendo Rè de Rahona cheRè loise erave nuto allaRegina, subito mando per Brazo de mor cone, lo quale stava in campo à l'Aquila 10) pre gandolo che dovessi venire con tutta soa gente d'arme per potere riparar ali fatti soi, de che lo ditto Brazo non nce volse venire per nullo modo perche non volse lassare l'impresa principiata, ma le mando all' hora messer Jacovo caldora: Herrico dela tacha, et Berardino della corda, et gionsero lo primo de ottobro 3. ind: et venuta questa gente Rè de Rahona proposse de voler sende andare in catalogna con tutte le nave et galere perche havea trattato de pigliar Marsiglia et volendosi partire lo detto Rè de Rahona, sfor za et Rè Loise con tutta le gente di armi ven nero infino ala Magdalena a mostrare a Rè de Rahona, come Rè Loise era bene in accordio con la Regina, et Rè de Rahona vedendo questo fe ce uscire tutta la gente d'armi soa cioe mes ser Jacovo Herrico et Bernardino et altre genti d'arme catalani, et Italiani , et galioti de l'armata et uscero alo ponte per havere adfarecon sfo za , de che sforza diede dentro ad tutta questa gente di Rè de Rahona,laquale era a duplopiu e Ali XV de giugno del anno 1323 hper vedere. 1) Era Graziano da Faenza. DE MINUTI, 287. 2) Questo tratto è notevolissimo, perchè il cronista di chiara, che ebbe parte ai fatti, che racconta. 3) Vocabolo vivo nel dialetto Scarropare risponde al latino diruere. fLo cacciò gmanca 6) I Indizione. 7) Cfr. RAYNALDO, ad an. 569. 8) Nicola Acciaponia vescovo di Tropea vir potens in opere et sermone » UGHELLI, IX, 467. 9) 11 25 aprile 1420 Ischia era stata data in pegno a 4) DE MINUTI, 288 : BUONINCONTRO, 129: Cron. di Sicilia, R. I. S. XXIV. ZURITA, 1. c. 2 XVIII. CRIBELLIO, 718 : Si ΜΟΝΕΤΑ, 180, 181. 5) DE MINUTI, 283. Ser Gianni. Reg. Ang. n. 375, f. 141. 10) Cfr. CIRILLO, Ann. Aquil. lib. VII. NICOLO CIMINELLO di Bazzano A. M. Æ. VI. ANTINORI III, 197 e seg. etc. A. 1423 di quella de Rè Loise et per forza d' arme le cac cio fino dentro Napole, et ipso sforza posse lo stendardo suo de lo Diamante per fino alo Bur go nuovo 1) di che Rè di Rahona vedendo que sto ne fo in grande pensiero vedendo tanta poco gente cacciare tutto la gente sua per forza d'arme. 81 Eali 15 de ottobro lo detto Rè de Rahona si parte da Napole con tutta l'armata, et ando ª ver so Marsiglia , 2) et lasso in guardia de Napole messer Jacobo caldora: Herrico dela tacca: et Ber nardino , et certi condestabili de infanti che foro circa mille fanti et cavalli mille et doi cento , et giunto Rè de Rahona ad Marca 3) la prese per forza, et possila a sacco magno , ma poi concorse tanta de la gente dalo contato che li cacciaro per forza, et ipsi stissi nce mesero foco, et arseronde una gran parte , et portaronde lo corpo de san Loise de Franza in Catalogna 4). Et in questo di sapendo sforza, che laquila te nea assediata Brazo si se mese inpunto contutta sua potentia, per volere andare ad soccorrerla 5) et partendose d'Aversa con tutta sua gente gionse ala fiumara de Piscara , et volendo passare fece passare certi homini d'arme soi et appresso fece passare uno suo Ragazo , lo quale come fo ala mita della fiomara lo cavallo volto sotto sopra: Et sforza vedendo questo ando per volerlo aiutare et volendolo ajutare se annego l'uno et l'altro et mai de nullo tempo se pottero trovare piu ne vivi ne morti 6). Et per questa morte lo conte de Santo Angelo nce fo capo et volsese accordare conBrazo, lo Conte francesco figlio che fo de sforza , et la mogliere che fo de messerFrancesco, laquale era de casa Zurlo et parente de ditto Contede Santo aEtgio g apperolla b Manno c tutta la hper mare ogni giorno d gio per volere aiutare et annegossi l'uno et altro i trattato j lo infante 1) Forse il Borgo del Carmine, o di S. Angelo all'Are na, or detto Borgo Loreto. 2) DE MINUTI 289. CORIO P. IV, 745. Cron. Antiquiss. 33. CRIBELLIO 722. GIULIANO PASSARO, 12, pone la partenza del re a 15 ottobre. 3) D'altra mano è corretto: Marsiglia. 4) PAPON III , 332. Marsiglia fu sorpresa il dì 9 novem bre 1423. 5) Secondo A. DE MINUTI, 293, Sforza « se parti da Terra de Lavoro a la intrata de Novembre ». 6) Muzio Attendolo Sforza morì a' tre di gennaio. DE MINUTI 300. GIULIANO PASSARO 12 : in una postilla aggiunta aNOTAR GIACOMO, 72, è notato erroneamente il dì 13. Cfr. A. 14.33 Angelo sentendo questo si ordinaro per tal modo, che lo fecero occidere dentro lo letto 7). Anno Domini 1333° del mese de decembre ven ne Guido torello con 7 galere, le quali foro ar f matedeli dinari delo Duca de Milano et di Genua et de RèLoise, et vennece Capitanio Lo ditto Gui da torello, et foronce nave 12 grosse,et doe pic cole 8) donde vennero una gran quantita de lom bardi, valentissimi homini et foro innante Gaeta et pigliarola, donde fo all' hora la exaltazione de Re Loise, et dela Regina, perche ne cacciaro de multi danari, et fatto questo deGaeta, si partero et hebbero Procida et po andaro à Castello a mare de stabia et hebberola dove fo tagliato a pezzi Joanne de valenza, un catalano molto capti vo , et stando la detta armata a castell' à mare vennero li sindici de Sorrento et de Massa et Vi co et giuraro humagio in mano del ditto Guido Capitanio per parte di Rè Loise, et questi giorni la gente d'arme della Regina si assemblo et ven nero inNanti Napole ad Campo, li quali foro que sti, Micheletto, lo Conte Francesco , Lo Duca de sexa, et Loise de Sansoverino, altra gente et fanti assai , et le nave et le galere per mare et ogni giorno faceano scuntri de lanza con Napolitani. Et per questo haveano parlamento insieme et fa ceano trattati de fare intrare Rè Loise, lo fante sentendo et avisandose de questo ordine di pi gliare messer Jacobo con tutta la gente soa , et messer Jacobo lo sente per via de messer Joan * de Moncata, et subbito mando uno suo condesta bile fidato ad accordarse con Guido torello et innante se accordasse nce fo morto in scaramoza messer Mala carne, lo quale era Capitanio dela e 1423 k Giovanni 1 condestabulo. f XII CIMINELLO 992: NICOLADABORBONA 470. SIMONETA 186: BUONIN CONTRI 131: Diario anon. 116 etc. 7) Nel testo deve esserci una lacuna. 8) Fra gli scrittori non è concordia intorno al numero delle navi: erano 14 vascelli, 23 galere, 3 galeotte ed altri legni minori secondo il CRIBELLIO 729: « Giunse contro Na pole l'armata de Genovesi per lo Duca di Milano con navi XVI rostrate , et galee XXVI in soccorso dela Regina >. DE MINUTI 304. « Ali 18 di marzo 1424 vennero 17 galere, 4fuste, et 12 navi de Genoise a campo aNapoli ». GIULIANO PASSARO 12. Anche NOTAR GIACOMO 72, afferma, che le navi furono innanzi a Napoli il 18 marzo 1424. Cfr. CORIO par.IV, 748: STELLA R. I. S. XVII, 1288 : BILLI, ivi, XIX. 65, 66. 11 82 A. 1424 gente d'arme delo Duca di sexa; Et inquesto ac cordio nce foro messer Jacobo conGuido torello de darli Napoli si volse de patto 1), che tutta la gente et la robba de Napolitani fosse salva reser Α. 1424 terra cosi fatta, come e Napole et de tantano bilta si devesse ardere, et anchora Rè de Rahona l'havea lassata in guardia de lo fante , et a tutti vato robba de catalani. Edopo venne lo detto Guido , essendo firmati li patti et presentossi innante Napole Ali 12 d'A prile , et mostrò de dare Battaglia , et lo detto messer Jacobo li aperse la porta de lo mercato et fece intrared, de che vedendo la gente d'arme de Rè de Rahona si mesero in fuga, et chi da Napolitani, et chi da gente d' armi de Guido ne foro presi assai catalani , et intra ' altri nce fo preso messer Joan de calata, che era all' hora capitanio a guerra inNapole lo quale si rescosse e sei milia docati. Et essendo quietato lo romore dedero ordine de combattere lo castello de capuana, el detto ca stello dando la battaglia perche innante di era derrupata una granparte per le bombarde,non possendo resistere si rendero a patti, salvelipersone, e la robba, Et dentro l'altri Napolitani nce erano dentro lo castello messer Joanne vicenzo vuczuto, et lo figlio che haveano perduta la robba lloro che restaro inNapole foli renduta tutta la robba sua et la gratia de Rè Loise, et cosi fo fatto 2). Et appresso ordinaro combattere lo castello novo dove era dentro lo fante 3): Et innante se com battesse lo detto castello de capuana , lo detto infante se disposse totaliter volere ardereNapole. Et per non fare de suatesta se lo misero in con siglio et tutti signori italiani et siciliani si trovaro conforme in uno dire, et tutti dissero, che lo in fante dicea bene che Napole se ardesse, perche megliore valea terra disfatta che terra perduta, salvi doem, li quali restaro dietro " a dire l'uno fo messer Nicola sottile, et fo palermitano, lo quale disse, che per nullo modo ad esso parea che una a in questo si accordò entrare e Giovanni b di Napoli 0 c presentatosi f capitanio de arme a Napoli Giovanni j l'infante terra così fatta ksi li q dello infante 1meglio I venendo mdui s merito 1) Cioè : si volle questa condizione. 2) Cfr. ZURITA lib. XIII. 2 XXVII, 161. DE MINUTI 304: Anon. Fragm. Cron. Sic. R. I. S. XXIV 1095: CRIBELLIO , 729, etc. 3) L' Infante d. Pietro d'Aragona. 4) Ditemelo: forma dialettale viva. voi altri signori che vedendo soa Maesta, et tro vandolaarsa,donde voicredissivo havere meritato credendovi havere ben fatto, forsi haverissivo mal merito et disgratie, Anchora noi aspettamo l'ar mata del signore Rè de Rahona la quale sarà tanta forte con l'aiuto de dio prevaleremo al'ar mata de genuesi. Et messer Jacobo caldola affirmo tutto lo dire de messer Nicola sopraditto agiungendo esso an chora,et dicendo che mai nullo desoiantecessori havea fatta si bella citta et per questo esso per nullo modo sence volea trovare per doi ragioni, l'una per non fare tanta streminio et dammagio, l'altra perche Rè de Ragona meritamente haven do fatto questo lende potria rendere mal merito donde esso l'aspettava bono ma sipuro lo signore infante si dispone delo fare prego ' dicitimilo 4) dui di innante, perche me ne voglio andare, che innante vorria morire che me trovare ad tal de falta, de che lo signoreinfante et l'altri audendo lo dire di questi doi et parendo loro che questi dicessero bene , determinaro in tutto lassare loro male proponimento 5),Et sentendo questi de l'ar mata tale fatto pigliaro partito de se partire, et doi di innante se partessero fero una fera scara moza con quelli delo castello nuovo dove nde foro morti et feriti assai de l'una et altra parte, et dopo se ne andaro " 6). ▼ E mo se nota qua come essendo Brazo all'hora in campo al'Aquila determinato totaliter o morire esso et soa gente o havere l'Aquila et questo Brazo era mortal nimico de Papa Martino et de la Regina Joanna et de Rè Loise, li qualive dendo questo loro nemico tenere campo al'Aquila, si despossero de non volere nullo modo sofferire d le apersi la porta , et mostrò di dar battaglia, et fecelo g innante ne era ndiretro tpeggio h una parte omanca lo quale u sindeyero i castello ci era messer pparea che Napoli una v in questo. 5) La proposta dell'Infante e le risposte di Cola Sottile e del Caldora sono trasandate nel t. MUR. 6) Il Torello si parti, perchè laRegina non aveva de naro per pagare gli stipendii. Pervenne con la flotta al porto di Genova il dì 26 maggio. STELLA An. cit. , ZURITA 1. cit. A. 1424- 83 tale ingiuria, Et lo Papa li manda questo condut tero 1), in lo quale erano mortali nimici de Brazo fo lodovico de micolazo 2), Lionello de perosia, Lodovico Colonna , lo quale era capitanio de la gente del Papa 3), et lla ci mando lo Conti si nasco (sic), Micheletti 4), Loise de sansoverino et messer Jacobo caldora capitanio dela gente de la Regina et affrontosse 5) la gente del Papa con quella dela Regina in Apruzo , et la fecero con siglio et determinaro volere per ogni via soccor rere l'Aquila in dispetto de Brazo: El primo de giugno sende andaro in una montagna sopra ocha 6), et fecero consiglio del modo, che haveano da tenere ad volere pigliare la battaglia con Bra zo , et se incominciaro ad ordinare le squadre, tanto de li fanti, quanto della gente d'arme. EtBrazo sentendo, che questa sopra detta gente veneano per soccorrere l'aquila esso sende fece beffa, ma con tutto questo vedendo la gente or dinarse a la detta montagnia ipso anchora inco mincio ad ordinare la gente soa, et fece sei squa dre 7) de gente de arme, et tutti li fanti & man do ad una montagnia chiamata Santo Lorenzo a guardare comandando loro che nullo mai si de vesse partire de la detta montagna si ben lo ve dessero rutto et morto perche se nullo se movesse da lodetto ordine ipso lo facea impiccare senza misericordia et la matina di messer Jacobo in comenzaro a scendere alo piano , et erano ormai scesa la gente meza et li homini d'arme et licapi di squadre de Brazo consigliaro à Brazo devesse dare dentro perche tutti le pigliavano, et Brazo comando loro che nullo se movesse mentre non fossero tutti discisi per (sic) ipso le volea tutti et nonmezi: Dopo essendo discesa tutta la gente, ordi noh 8) a Nicola pizinino' che9) devesse dare dentro et ipso cosi fece, de che subbito fo rotto et preso, et uno villano l'andava forte tormentando de colpi de a ce manda imanca pizinino n che disse bfinasco cjunio j manca la vita d impero esso k conoscendo atta vedendolo etc. o stando si 1) Questi condottieri. 2) Ludovico Micheletti. 3) Cfr. RAYnaldo ad. an. p chiesa 4) Micheletto degli Attendoli. 5) Incontrossi. qet morto r manca Jacovo 6) Ocre. 7) Furono 15 le squadre di Braccio secondo CIMINIELLO, secondo altri 24. Cfr. CORIO 749: SIMONETA 194. 8) Ordinò è aggiunto d'altro carattere . A. 1424 accetta per volerle levare la vita nonconoscen dolo à che vedendolo uno Napolitano, lo quale se chiamava Galiotto caccia conte, lo quale era can cellero de messer Jacobo, et innante era stato con Brazo, et conoscea se lo¹comincio ad aiutare et se lo levo da mano di quello villano et salvandolo la gente de Brazo se refecero et abbattero lo detto messer Jacobo et Galeotto portandolom Ni cola , ipso Nicola disse ad un homo d'arme pi gliate questo et fo pigliato lo detto Galeotto , et fo portato denante a Brazo, onde lo detto Brazo de presente comando che lo ditto Galeotto fosse impiccato, et se uno non venea, etdisse signore la gente nostra è rotta esso seria stato impiccato, Et cosi Brazo ando a soccorrere la gente soa , giunto subbito che fo abbattuto et ferito a morte et standose si morto in terra incontinente corse lla messer Jacovo il quale era stato aiutato ad mon. tare ad cavallo, Brazo semivivo aperse l'occhio et disse: o signor messer Jacovo io te prego che me habbiate per recomandato , messer Jacovo disse : io farro quello a te che haverisse tu fatto ad me si me havisse havuto presone, voltando le spalle et andosende via: lo detto Brazo intendendo tale risposta o chiusi l'occhi, et mai non parlo piu, uno durante homo d'arme dela compagnia di messer Jacovo fo a battuto, et ferito a morte 10) lo detto Brazo po in processo de hora fo preso,et posto in una ecclesia in canto la via con unJopparello de velluto et una petra in capo tutte l'arme, et vestimenti l'erano stati tolti avenga molti dissero lo ditto Brazo essere stato ferito a morte , conside rati fieri aminazi 11)facea a Papa Martino a messer r Jacovo et tutti l'altri volea squartare, impiccare, et stentatamente fare morire non fo persona non havesse pietanza 12) de lui secretamente le foro intossicate le ferite 13) ad un horade notte finio sua vita si miserabilmente. Et questo fo lunidi * ali ema cum toto hoc fesso ginfanti 1et conoscia Nicola, si lo etc. s fo iniquita. hcomando mportandono 9) C'è un non cassato. 10) Manca qualche vocabolo: nel t. Mur. vi è solo un sunto del capitolo. 11) Minaccie. 12) Pietà. 13) 11 CIMINIELLO scrive, che Francesco Sforza Colle sue mani sci (si) lo medicone. Poco stette il signor Braccio spirone ». Loc. cit. 84 A. 1424 25 demagio 1423 1) tanto fo lo sangue de li ho mini morti, et cavalli morti et feriti che lo sangue correa a modo de fiomara, che tutti foro presi et morti, la matina seguente, Lodovico Colonna capi tanio de la gente d'arme de lo Papa prese questo corpo morto de Brazo, et portollo per presento a lo Papa con core allegro mostro orribile vulto disse; andate ad sotterarlo l'inemico della santa A. 1424 dona ": una altra fiata sei frati minori stando a cantare suso ad uno campanile la zolfa disdigno vedendoli li fe gittare in terra , et cosi captiva mente morero lassando andar l'altre cose enor me fece: vero nel suo mestiere fo liale, et ottenne sempre veritate " ma volea cacciare lo Papa, et Regina Joanna et tutti loro seguaci dal mondo, et questa fo la fine che fece Brazo 5). 0 ecclesia fora Roma 2) alo cimiterio dela ecclesia di Santo Laurenzo, levando una grossissima petra trovaro uno monumento antiquo le sue lettere diceano ce fo sepolto uno deli Imperatori deRo ma et qui fo sepellito lo corpo de Brazo, et per distratio le fo posta una colonna de marmora sopra suo corpo , conche (sic) passa dala sappia il luoco iace il corpo de Brazo, tutti quelli l'odiavano ne fecero uno grandissimo montone de petre per declarare questo Brazo fo eretico poco credente a Dio, mai messa ne altro officio volse audire, Et si abbatteva quando si celebrava l'officio divino, sence voltava le spalle, fo molto crudelissimo , et una delle volte fe gittare uno corriero intra lo pelli cano de viterbo 3) quillo se ricomando a messer santo antonio et mergendo gio suso sopra fo sub bito insito fora senza nullo male , lui comando fosse bottato dentro da piede, et disse io vo vedere se santo Antonio lo potra agiutare, et cosi questa altra fiata fo fora libero et ancho lo fe minare un altra fiata dentro biastemando 4) , vo vedere se santo Antonio te porra aiutare questa terza volta quillo povero homo recomandandose ad sant'An tonio fo libero, volendo pure farlo buttare dentro a pregheri de tanta genti , l'era presente a ve dere tanto miraculo confuso de brigogna¹ li per Et in questi di la Regina sentendo chel'armata de Rè de Rahona devea venire ad invadereNa pole lei prestamente fe chiamare tutti lisignori li quali erano all' hora erenti con lei quali foro questi. lo Principe de taranto con onne soa gente: lo Conte de Caserta con una quantita de soi vas salli, lo Conte de Nola con sua gente, lo Contede Sarno che mando la gente sua, che lui era infer mo, messer Marino offo 6) con assai balestrieri, messer francisco mormino 7) con sua gente: lo Duca di sessa con assaigenti, et multe altre genti dello gran senescalcho 8) et delo domanio venuti tutti in Napole la Regina fece ViceRè lo Conte de Britino et capitanio 9) de guerra, Brictio de sena, १ lo Vice Rè, et capitanio prestamente dedero or dine de mettere la gente per le stantie et cacciare lo castello novo 10) che tenea Rè de Rahona fore. et subito fo fatto fando reparare le marine , et le mura de Napole acciocche venendo l'armata stessero proveduti, et certi altri signori stare alle reparatione d'altre terre de marina. Alli 20 del mesedeJugno siscoperse l'armata, quale venne con grandissimo triumpho et grida, et volendosi accostare ale mura nde foro morti et feriti assai et li catalani vedendo questo se dedero indereto per non recepere morte, et danno, ama monstro corriero in terra intra m lo perdonò bandiate a sotterrarlo allo nemico h pollicano i uscito c sepellito jlo potra agiutare n leale et ottimo sempre vertatiero d soi capo e ci fecero f credetti kad preyeri de tutta la gente o et tutti l'altri seguaci Paragona 1) La battaglia dell'Aquila fu combattuta il 2 di giugno 1424. NICOLO DA BORBONA 872, n. 73. 2) « Braccio havea minacciato di fardir cento messe per un dinaio » a Pp. Martino. CORIO par. I, sul princ. 3) Nel t. MUR. lo bullicame de Viterbo ». 4) Vergogna: voce dialettale viva. Cron. d'Agobbio, Ivi q aragona. guno 1vergogna 961. REDUSIO Chron. Tar. cit. 824. INFESSURA, Ivi III, par. II, 1122. SIMONETA Ivi, XXI, 192 etc. Degli scrittori napolitani il DI COSTANZO (Ed. Gravier 422), ed il SUMMONTE II, 605 si sbrigano del fatto inpocheparole. Fra i Cronisti appena si trova una breve nota nel Diar. 5) Della famosa battaglia dell' Aquila e della fine di Braccio si hanno amplissime notizie. Oltre il poema del CIMINIELLO e gli altri scrittori aquilani NICOLÒ DE BORBONA 872. CIRILLO lib. VII, 62. ANTINORI 1. c. 262 e seg. Cfr. CRI BELLIO 729 e seg. CAMPANO 612. L. GRIPHYI De Confl. Bra chii R. I. S. XXV. BUONINCONTRI 132. ALEARDO Orat. in Fr. Sfortia R. I. S. XV, 381. Annal. Foriliv. R. I. S. XXII, 214. Anon. 116 e in GIULIANO PASSARO 13. 6) Marino Boffa. 7) Manca nel t. Mur. 8) Li parenti del gran senescallo » Ivi. 9) Conte di Buccino. Ivi, mancano le genti del demanio. 10) Forse bisogna leggere: « et cacciare li catalani dallo castello novo ». A. 1424-85 Et le galee vennero per dare la battaglia allo molo piccolo ad una torre che guardava uno Na politano, lo quale fe tale defesa chemai non sence fece accostare galera nulla, et per questo si tor naro indereto, et non volsero fare piu prova, la A. 1427 Anno Domini 1425Papa Martino tenea lo Prin cipato de Salerno 7), et non finava mai cercare ala detta armata stetti dentro lo mare de Calabria. Et questi deNapoli circa 27 giorni vedendo non possere fare niente tennero modo levare l'infante frate de Rè de Rahona dalo castello novo che stava assediato, et portarondelo, lo quale infante lasso vice Rè messer Palmaoº 1) et esso sende andò に per soi fatti. Anno domini 1424 3 Ind: 2) piu volte Papa Martino fe requedere lo Conte de Nola per denari lihavessi piaciuto (sic) noctuno ethostu no 3) el detto Conte per niente modo li lo volea d : : dare salvo selo detto Papa l'havesse fatto dare lo : contato de Sarno et parma 4) , lo quale era del Conte de Sarno, onde la Regina vedendo non po tere fare altro ad petitione del Papa, perche tenea e et haveanele gran bisogno, et ancho volea male al detto Conte de Sarno, subito mando Laorenzo de monticello con certa altra gente de domanio a Campo al detto Conte de Sarno, et altre castelle et cosi lo Papa hebbe Nectuno, et hostuni, et per scambio lui hebbe da la Regina Parma et Sarno. Et in questo medesimo di lo gran siniscalco portando malo animo alo preite Berlingeri 5) li mando lo campo , et conclusive lo conquisto, fo posto presone lo ditto prete intro una fossa al castello d'Aversa , et in processo de tempo con tutto era compare delo gran condestabile et pa rente de sua mogliera mai po non si sappe de che morte moresse, verum sidicea, per tutta Na pole che lo fece annegare a lo fiume de capua 6). a defense f haveande b sende c Dalmao Regina ogni giorno terre et castelle onde le venne voglia volere Evoli Campagna, et lo Castello de l'Abbate, lo quale tenea messer Francesco mormile et Sansoverino lo quale lo tenea lo Conte che la Regina cercava trovare qualche colorata occasio ne sopra questi messerFrancesco et Conte de San Soverino per volere contentare lo Papa¹, et in vista trovatola li mando lo campo ad Evoli8) et stet tence piu giorni et non monto niente et conclu sive mai la Regina ne haveria havuta una petra non forsi che lo conte fo corrutto de la Regina et tradi la lega™ et sansoverino, et cosi la Regina di sfece tutti et dede le terre alo Papa 9). Anno Domini 1427 la Regina et Rè Loise ven nero d'Aversa a Napole 10) et giunti la sera Rè Loise havea gran desiderio vedere Napole et lo gran senescallo per nullo modo volse lo vedesse per paura, che li Napolitani non facessero alcuna novita che li portavano amore al detto Rè Loise. La matina sequente lo fecero calvaccare (sic) et an dosende in Calabria 11)dandole in compagnia dante nani caracciolo 12), lo quale posse tanto amore al detto Rè che voler meglio ad esso che allo gran senescallo che era suo parente , demorando ipso circa dui anni tornandosende in Napole multo ricchamente. Et intra questi dui anni lo detto Rè conquisto 13) tutta Calabria, la quale trovo molto travagliata, et tutti li signori di Calabria l'anda vano ad ubedientia salvo lo marchese 14), che non volse mai andare a sua presentia, excusandosi era malato manon dimeno facea tutto cio che lo detto Rè Luise li comandava comefaceano tutti li altri ".r. dhavessi piaciuto, et ditto conte promette a Noetin modo le lo volea etc. jpreso get conclusivese levare parma et sarno, et altre Castelle kpreite dentro het in qnesti medesimi modi etemea i condestabulo p tornarendi 1 lu papa I come l'altri. 1) T. MUR. Messer Dalmao. Cfr. Hist. Sic. R. I. S. XXIV. 2) La III Ind. comincia a settembre 1424. 3) Nettuno ed Astura. 4) Palma. Cfr. Buonincontro 134. GREGOROVIUS St. di Ro ma IX, lib. XIII, c. I. o volea met era dela lega nlu quali १२० 9) Cfr. Reg. Ang. n. 377, f. 125. 2 marzo 1427, e f. 122 t. 13 novembre. 10) Dal castello di Aversa laRegina il dì 7 ottobre 1427 spedì un diploma per Bartolomeo Mollo di Aversa. Reg. 5) Filippo Filangieri detto Prete. Cfr. Reg. Ang. n. 277, f. 54. 6) Questo avvenne nel 1426. Cfr. Reg. 377, f. 54. 7) La Regina aveva fatto larghe concessioni di terre a Giordano e Renzo Colonna fin dal 3 agosto 1419. Cfr. Mr NIERI RICCIO Sag. di Cod. Dipl. 64. Camera Memorie Stor. dipl. di Amalfi, 1, 604. 8) Francesco Mormile fu dichiarato ribelle il dì 14 ot tobre 1427. Reg. Ang. 377, f. 156. Ang. n. 377, f. 122. Il 4 novembre 1427 dal Castel Capuano di Napoli prov. vide per un reclamo di Giovanni de Fibia di San Severo. Ivi, f. 160. 11) Cfr. GIULIANO PASSARO 13. NOTAR GIACOMO 73. SPANO BOLANO, Storia di Reggio di Calabria I, 220. 12) Giovanni Caracciolo, T. MUR. 13) PAPON T. III, 336 dà gran parte del merito di questi fatti a Pietro de Beauvau. 14) Nicola Ruffo Marchese di Cotrone. A. 1428 86 Et in questo anno lo gran senescallo havendo suspettione de messer Jacovo caldola tenne modo defareparenteza con ipso et ce diede la figlia per mogliere adAntonio Caldola figlio di messerJacovo et cosi parse ad esso venire securo. Et in questi giorni medesimi lo Principe de Ta ranto sentendo questa parenteza nde prese grande admiratione el gran senescallo per tollere via la suspitione si tenne modo de dare l'altra figlia soa à Gabriele ursino frate del detto Principe. Et A. 1432 Colonna docati cento quattordici mila , et fe la truffa et tradimento alo Papa Eugenio che l'ha vea pigliato tanto honoratamente, incontinente il Papa prendendo grande despiacere , et pagura mando pregando la Regina, che li piacesse man dare succurso, et agiuto, onde la Regina ,all'hora ce mando lo conte de sant'Angelo 9) fanti™ delgran senescalco et altri conducturi che foro cavalli mille fatta la ditta parenteza, tanto lo gran senescallo quanto lo Principe vixero d uno bon tempo senza sospetione l'uno de l'altro 1). Anno Domini 1429 fo morto Papa Martino l'ul timo de carnelevare ali 23 de febraro 2) lo quale vixe alo suo Papato anni 14etpiu magnamente et la Regina Joanna subito li fece levare lo Prin cipatode Salerno et altre cose assai,che tenea alo Reame3). In questo medesimo anno ali 7 de marzo4) in Roma fo fatto Papa Gregorio5) quarto venetiano. Etper esso era parte ursina per occasione che lo Cardinal Ursino l'havea fatto carcerare 6) Papa, li colunnisi nde presero grande sospicione, et como debbero essere in favore, et agiuto dela ecclesia sili foro incontra li quali de casa colonna, che fo uno nepote del Papa Martino che si chiamavaAntonio Colonna fo Prencipe de Salerno,alo quale rema sero del detto Papa una grandissima quantita de migliara, et migliara di docati 7) , lo detto Papa Gregorio8) condusse messerJacovo caldola ad soi servigij con tre milia cavalli et mille et seicento fanti, et de primo tratto li fecedare ducati 20milia, et venne e fo reciputo in Roma dal Papa multo honoratamente messer Jacovo caldola dimorando in Roma', per aliquanti discordie et gran guerra era tra lo Papa etAntonio Colonna se tenne mo do lo detto messer Jacovo hebbe dal dito Antonio apartenza rando alcuni giorni b vivere cpartenza j colopna d veppero k Gregorio et fanti assai, de che lo Papa con questa gente et altre che havea rimediato se stette a fronte al ditto Antonio Colonna , et fecero per modo che per quella volta non habbianodanno , ne vergogna.Et in questo mezo si tratto uno accordio intra lo Papa, et lo detto Antonio Colonna stando un certo tem po in pace. Et dopolo detto messer Jacovo gab bo Antonio Colonna et non lo servio lealmente, et lassolo si sapea natare et annegosse ad suo danno per gliuttimento della robbadi questo mon do messer Jacovo venne qui adnon servire nèa Dio ne a lo Diavolo gettandose lavergognadereto le spalle, et reputandose in gran sapere, et honore havere fatto aduno pedecino 10)dui si granditra dimenti; hora aspetta sua fine. Anno Domini 1432 del mesedelJugliojesumun do 11) de casa svevia todisco Imperatore venne con una bella compagnia de todischi, etungariin Roma el Papa Eugenio l' incorono delo imperio con gran festa, et solennita, lo quale stette inRo ma piu de tre mesi et po sende torno in alaMa gna " nonsi recordava inRoma, per homini vecchi essere venuto mai Imperatore ". Et in questo anno lo detto gran senescalco puro stando suspetto de messer Jacovo caldola, et per tenere ad frenello tutti l'altri signori dello Reame contrattò de fare con lui una nova parenteza et fo redutta ad effetto nel'anno 1432 ali 19 del mese de Augusto la quale parenteza fo cossi che lo gran senescalco dede Trojano unico suo figlio à Ma ecarnevale fad suo mfonti u in Alemagna 1 unde la dicta reina plassollo qper non r dietro s gesimundo t suavia 1) Cfr. BUONINCONTRO 135. Reg. Ang. n. 377, f. 320 t. 2) Martino V morì il 20 febbraio 1431. Cfr. RAYNALDO, gdel huno messer n conduttieri v in Roma idimo o non hebbero nè x28. 7) Cfr. MURATORI ad an.GREGOROVIUS St. di Roma VII, 34. 8) Corretto al margine: Eugenio. ad an. 3) Cfr. CAMERA Mem. St. dip. di Amalfi, I. 610. 4) Gabriello de' Condalmieri cardinale di Siena fu eletto Papa il giorno 3 di marzo, e fu coronato il giorno 11. 5) Al margine d'altro carattere è corretto : Eugenio. 6) Sopra è corretto d'altro carattere : creare. 9) Probabilmente manca con, perchè Marino Caracciolo Conte di S. Angelo condusse la compagnia di Ser Gianni. Reg. Ang. n. 477 , fol. 272. Salvo che non debba leggersi: frate del gran senescalco. 10) In una volta. 11) Sigismondo imperatore. : ? 1 87-- A. 1432 damma Maria caldola figlia de detto messer Ja covo , onde fo ordinata una nobilissima festa nel Α. 1423 comando a squadra suo famiglio et servitore todi sco che se l' havea menato dala Magna dove lei sposare, dove lla piu parte de Signori de questo reame foro ne la detta festa de le sposaglie , re servato lo vulpone messer Jacovo chi resto in Apruczo et per fare bona remembranza alquanti di innante questa sposagliadet festa lo gran sene scallo attesto demandare piu volte ala Regina Joanna lo Principato de Salerno ne volea fare Principe Troiano suo figlio, per benche lui signo rizava et eradominus dominantium maper tollera re 1), et havere lapossessione acio nonfossedetto facea de fatto all'hora se possea dire la Regina stava per una schiava, de che la Regina vedendose spogliata de Capua, et del piu bello dequesto Rea me che tenealo gran senescallo non volse fare, lo gran senescallo salio in superbia, et ira et uso dire alcune disconvenevole et dishoneste parole ala don na soa Regina, che l'havea fatto tanto magno, la Regina disdegno grandemente et piglionde multa turbatione et vedendose venire daDonna a serva occultamente con alcuni servitori soi , et nemici delo gran senescallo ordino de lo fare prendere per ammonirlo de soiregugli 2) in quello di 19 de Augusto essendo stata la festa et allegreza gran dissima lo gran senescallo si ando a dormire alo castello de capuana, in una camera dove esso stava per stantia, messer Ottinio carazolo, la Duchessa de sexa 3) messer Francesco carazolo messer Pie tro paglione de Trane 4), et tutti altri hebbero maturo consiglio, si noi pigliamo lo gran senescallo la Regina è donna de poco costantia, liberaralo et induceralo meglio in gratia et noisiamo tutti morti per nostra securanza indicamo sia morto,etferman dose in questo era l'hora iiij denotte venute,ladetta Regina redusse ad executione lo fatto tale modo adonde b bellissima c di le sposalicie era stata maritata dovesse andare ad chiamare lo grande senescalco con dire venesse presto, che la Regina stava male et erali scesa quella gotta da sua testa che solea per altre volte venirle de che lo gran Senescalco comanda a soi camareri deves sero presto aprire la camera per poterse meglio informare, incontinenti lui si posse adergirse, et in pressa 5) a vestirse, in effetto apertala porta dela Camera subbito intro dentro messerPietro palagano de Trani et messer Francesco caracciolo de Na pole Urbano cimino 6) squatra et uno famiglio dela Duchessa de sexa senza altro dire a colpi de m , stocchi et accette lo fornero , et ammazaro la Duchessa de sexa era stata capo pede et princi pio de questa facenda, per quella notte insio " fore delo castello, solea pernottare dentro lo castello come, e, parente dela Regina et andosende a Na pole a suo hosteri messer Ottinio Caracciolo , et messer Marino boffo che era signore de Arienso restaro dentro la corte de lo castello si lo fatto non reuscia proxime fugire 7)et referiti ala Regina,che era morto linde sebbe 8) male, et turbose molto, et indignandosi verso tutti questi resposero,nonsende ha possuto altro fare che lui se posse a gridare, et a defesa po la cosa fatta aliremedij 9) per 10) li soi parenti lo vengono a sapere congregati insie me subbito ordinaro mandare ad chiamaread uno ad uno, de notte stavano per lloro stantie dentro Napole venitisubbito dice lo gran senescalco, che la Regina sta male et more . Et in questo modo andaro tutti, et foro posti presoni, in primis " Tro iano 11) figlio del gran Senescalco messer Marino Caracciolo, Conte de santo Angelo et fratedelo gran senescalco 12) messer Pitignone 13), messerMarino d sponsalicia hmanca so, et i piglione venenendo la detta Reina insieme tet se more j liberarlo mirgirse k indicamo siamo nescio u in prima. o manca è 1) Forse conviene leggere: tollere, togliere. 2) Orgogli. 3) Covella Ruffo moglie di Giovannantonio de Marzano duca di Sessa. Cfr. Reg. Ang. 377, f. 200. 4) Pietro Palagano di Trani. Nel Reg. cit., a f. 362 t. leggesi: < facte sunt ad instantiam domini Petri Palagani de Trano littere de indulgentia pro homicidio commisso per eum et certos alios in persona quondam sir Janni Ca e non lo volse f alcune disoneste glu havea 1 et fermatosi in questo, et alle hore quattro de notte ppossirsende q non sene r ad ofesa s tutti mestiche bisogne. Reg. Ang. n. 277, f. 360 t. 7) Sopra d'altro carattere leggesi: per sene. 8) Seppe. 9) Ricorda il famoso: Capo ha cosa fatta. Cfr. DE MI NUTI, 200. 10) Sopra d'altro carattere: prima. 11) D'altro carattere è aggiunto : Caracciolo. 12) Reg. Ang. n. 377, f. Jazuli etc. ». 5) Fretta. 6) La Regina si serviva di Urbano Cimino in molte do diploma del dì 11 settembre 1432, per Pasquale de Campli. 13) Petricone Caracciolo, che era stato giustiziere degli scolari. Reg. cit. f. 397. -- A. 1432 88 scappuccino carestia con lo figlio 1), Urbano ca racciolo era castellano delo Castello de Aversa, era venuto ala festa, et damiano caracciolo 2)et tutti questi li possero presoni, Et la robba delo gran senescallo del figlio, del Conte de Sant'Angelo de alcuni altri soi parenti foro posti tutti a saccho. A. 1433 chia, et de corta vista, la sconsigliava dello accordo de Rè de Rahona perchè laReginanehaveavo lunta: Et dentro le mese de febraro anno domini 1433 lo re de Rahona accordo lo Duca de sexa La mattina venente la Duchessa de Sexa venne in castello multo allegra disgridando , et dicendo che sepensava questofiglio de putta 3) aparagiarse meco or bene stamo, Et cosi medesmo con tutti quisti altri erano cosa etc. Et stando quello corpo gettato in terra dentro la Camera venendo li frati de san Goanne a Carbonara a petere, et pregare la Regina devesse dare quello corpo dovelui ha vea fatta la Capella et suo sepolcro et cosi fo loro concesso pigliato questo corpo miserabile, et rele gato dentro uno tristo lenzolo lo posero dentro uno letto mortuorum et portarolo ala detta sua Cap. pella et andava conlo braccio nudo scuperto da fore lo letto, et atterrato ala detta sua Capella con quattro frati dicendo piano officio senza messa, et cera consumata d 4). Rè Loise stava nel suo ducato in Calabria, et sentendo questa morte delo gran senescallo se pos se in punto credendose essere chiamato a guber nare la Regina soa matre adottiva, et si medesi mo la Regina havea ordinato, la malegna Duches , sa et messer Joanne cecinello 5) falsamente lo sconsaro per loro possere bene temporigiare. Rè de Rahona sapendo , che la Duchessa la quale era sua servitrice havea il dominio in suo potesta, assai ne fo contento et con chiamata oc cultamente de la Duchessa se posse in punto, et venne insino ad Ischa da Sicilia con uno greve tempo del mese de decembro ali 22 del presente anno del mellesimo, Et non forse perUrbano chi mino che era gran servitore de Rè Luise che tutto il di stava ale orecchie sue et dela Regina la quale come li dicea cosi facea, perche era vec a erano stati cosa Et stando fCimino credendo che tutti ' altri lo sequissero, et non fo neuno altro che havesse prevaricato dela fedelita dela Regina, la Duchessa de sexa vedendo ilDuca suo marito, lo qualehavea per grannemicohavea pigliata la parte deRè del Rahona fortemente se desdigno, et subbito ne venne inimica de Rè de Rahona, Et Rè Rahona vedendo nonpoterepre valere in questo, et stando ad Ischa schernito et beffato piglio partito concluso et fece treguaper X anni con la Regina et andosi per soi fatti in Sicilia 6). In questo anno lo Prencipe de Tarantovenne a la Regina per sua chiamata, lo quale fo rece vuto gratiosamente dala Regina et da tutti, re servato dala Duchessa, che non era amata da neuno, et stando aNapole piu giorni avenne un di volse fare la mostra dentro lo castello de ca puana de certi infanti , Et accadendo andare lo detto Prencipe ad visitare la Regina, et intrato dentro lo baglio delo castello dala bandadefor mello fora la porta si volea la detta mostra, non che 7) venessero li detti infanti ad fare fraude, onde lui prese grande admiratione, non sapendo niente de questo, credendose havesse stato fatto, per es. sere stato pigliato esso assai dubitando,havendose questo 8) messer ottinio caracciolo si disse: signore non dubitate questo si fa si volevedere la mostra de questi fanti ,Et ipso presente,lo ditto messer Ottinio fece venire le chiave, et fece aperire le por te lo detto Principe escio subito fora fandose ve nire li cavalli etprestamente cavalco et andosende alla Cerra sua citade, et non fece bene nonvolere stare ad vedere si era vero o no, si redussi ad loco securo. Vedendo la Regina lo Principe se nd'era andato b corpo misele e religato i et vedendo Re de rahona n volea fare gfè o ipso h divenne p infanti c giva jin Napoli q aprire le porte colle chiave d senza messe e era consumato 1fanti e fino mlubaglio kvolersi r non fè bene. 1) Giovanni Dentice detto Carestia. Reg. 377 , f. 337. 2) Era signore di Calvello. Reg. cit. f. 337. 3) In margine: Ser Gianni Caracciolo. 4) GIULIANO PASSARO , 13. pone esattamente la morte di Ser Gianni < ali 19 de augusto » ma inesattamente aggiun ge, che il corpo fu strascinato per la città ed impiccato a Porta Petruccia. Salvo l'errore dell'anno 1430, NOTAR GIA сомо, 75, è preciso. 5) Giovanni Ciciniello, presidente della Sommaria, fami liare della Regina e consigliero aveva una provisione as segnata sulla gabella delle carni di Napoli. Reg. Ang. n. 377. f. 226. Cfr. TERMINIO, Apologia dei tre seggi illustri 114. 6) Cf. ZURITA lib. XIV. 2 XI. 7) Forse: temendo, che non. 8) Forse bisogna leggere: avvedendosi di questo. A. 1433 in quello modo per lo volere applacare lo mando confortando che non se desse nulla mala voglia, anzi li fe commissione et comandamento devesse N 2 89 A. 1434 renduto, et assignate le terre havea pigliate dali signori de casa de sansoverino de fatto et senza nulla requisitione fatta prius alo Principe, fo ordina to messer Jacovo se partesse daAbruzo,et venesse inPuglia et Rè Loise venesse da Calabria che nce andare a disfare casa de sansoverino, et cosi con tutta soa gente circa tre milia cavalli, et fanti dui milia et foronde disfatti certi de questi signori de sansoverino , et levarole certe terre lo Conti An tonio figlio del Conte Rogierod la matre de conte Antonio era in Napole gran servitrice de la Re gina maravigliandose de questo era fatto alo figlio et ali parente soi recolendo et pregando laRegina subito obtenne che la Regina in contrario coman damento che lo ditto Principe non devesse niente piu seguire ne molestare questi de casa de san soverino, lo quale Principe diligentemente obedio lo mandato de detta Regina. Annodomini 1434,12inditione' 1) RèLoise prese moglie la figliadelo Duca de Savoya nomine Mar garita 2), venendo per mare in lo reame, LaRegina Joanna havea ordinato farla scendere in Napole et mandare venesse Rè Loise che in Napole volea fare fare la festa della sposaglia, messer Joanne reticello 3) la disconforto et sconsigliando laRegina con dirle, che si questo voi fate venerite ad turbare lo stato vostro , et cossi fu fatto, onde la detta madamma Margarita, essendo smarrita del mare prese (sic) a Surrento et qui mando la detta Regina ad visitare et presentarla legeramente. Da po sene ando in Calabria et fo disponsata honorevolmente da Rè Loise con gran festa del mese de giuglio de eodem anno. Giann'Antonio... (sic) de Ursino princepe de Ta ranto lo quali era stato leale, et fidele servitore dela Regina Joanna con loro, et con lo campo, et have sempre defensatala et agiutatola contro ogni per sona, lo Conte de Caserta, messer Marino boffa, Ur bano cimino, et alcuni altri cortisciani invidiosi per chè vedeano la Regina vecchia facendo a loro modo per contaminatione de quel bon spiritu, messerJa covo caldola tanto sappero fare , che la incitaro, che devesse fare lo ditto Prencipe contra Dio, et lo mondo, con falsita,et inderitta occasione non havea a si dovessi in contrario k havia operato b iiij milia f Vl inditione 1 manca le c et infanti mille gmugle mdeRe venne contra sua voglia non le parsemai lo Pren cipe havesse meritato recepere male per bene et havesse operato *, et fatto, finalmente le convenne obedire, da l'altra banda la Regina mando le sue gente, onde venne messerJacovo con tutta la baro niade flumaro, lo Prencipe mandoGabriele ursino duca de venosa in Ascoli con Roffino con circa ca vallimille et Infanti altritanti et lo Prencipe resto in Altamura per stare alle frontere ad Rèm Loise, deche messer Jacovo etla gente dela Regina non posseano nocere niente ale cose delo Principe, et lo Duca de Venosa si parte d'Ascoli et vennesende 0 amunurvino 4), et lasso in Ascoli lo detto Roffino capo de tutte le gente, siche si porto virilemente non passo poco di lo detto Roffino tradi et diede Ascoli con tutte le gente d' arme a messer Ja covo,merito la serenita del Prencipe havea fatto bene, et fattolo grande da piccolino statu il pri mo homo de tutte sue gente, havea all' hora piu di cinque milia cavalli", et infanti senza numero, siche se non fosse stato questo maligno tradimento 1o Prencipe de tutte tre le potentie l'erano ve nute contra non curava, unde la vendetta de chi fa male da tutti po ne fotenuto lo ditto Roffino da poco, et non fo persona che de lui si fidasse, po ademoro ben doi anni ali servitij de messer Jacovo volendo adomandare denare et fare quello era usato messer Jacovo lo fe prendareet impre sonare et levolle l'arme, et licavalli, et a preghere d'altri lo libero, et mandolo via , et cosi tristo sende ando in Lombardia non trovo signore lo volessi vedere andando a pede con la stata (sic) a collo finalmente per gran malanconia et stracchezza si fo morto, como, a tristo. Rè Loise partendo da Calabria racquisto tutte le terre de casa Sansoverino, et venne et hebbe Matera, et cosi lo prencipe sapendo tutte queste d lo conti Antonio figlio, il Conte Ruggiero h lo stato nostro donde la detta madamma etc. n quattro milia o venuti quali non ela Reina mandò iJulio j indiretta p corava , vole la vendetta di chi fa male q sene gio r spata. 1) Luigi sposò Margherita nel 1432 : questa venne nel regno l'anno appresso : XI indizione. 2) GIOFFREDO Storia delle Alpi marit. 1053. Monum. hist. pat. T. II. ZURITA ivi & XIX. 3) Meglio nel testo MUR. Giovanni Cicinello 4) Minervino 12 90 A. 1434 tre gran potentie si deveano ponere insieme cio e, le gente delaRegina che erano 5.milia cavalli de messer Jacobo 3. milia, et quelle di Rè Loise 2. milia et 5 cento, et infantaria senza numero. Α . 1434 Lo castello d'oria, Taranto, Altamura, Minerbino, Lo castello di Gravina, et lo castello de loGari gliano 7) et lo castello de Canosa. Erano tutti circa 14milia persone de pede, et ca vallo de polita gente si parte d'Alta mura, et an dosende a Taranto appresso Rè Loise hebbe la terza 1) et combatti lo castello, et vense per forza fando impiccare doi deli surgenti allogho allo gho 2) franciosi, po sene venne a campo a Ca stelante 3) standoci piu de giorni 14 intro questo messer Jacovo hebbe per tradimento Andre et po venne ad campo ad Altamura. Ponendoce pagura, quelli de Altamurafecero lo devere viril mente, messer Jacovo vedendo nonpossere preva lere se parte et venne innante a Castellante, et pos sise insieme con Rè Luise incontinente ordino dare la battaglia ad Castellanta et vedendo non possere resistere per non essere disfatta se rendio.Dopo sende venne ad campo ad Taranto dala banda deli Palniti 4), onde lo Prencipe con quelli poco gente l'era restati si difese con grande animo viril mente con li Tarantini.Et stando per alcuni giorni, etnon vedendo modo Rè Loise, et messer Jacovo si levaro da Campo, sende andaro in campo ad hoyra 5) et dedero la battaglia et preserola per forza et posserlah ad saccho che nce trovaro multa et grande robba, tutto lo paese vedendo leban dere dela Regina contra lo Prencipe, eRè Loise, et messer Jacovo per tanta crudelitate pigliaro pagura, et gran fremito et tutti mandaro le chiave ad renderse, stimando lo Prencipe tutto disfatto, dopo andaro ad campo ad lezze6) che non se haveria possuto extimare lo gran danno recepero li leccesi, et mai nonde pottero havere parola. le terre, che restaro alo Prencipe sono queste: Leze: Rocca: Galipoli: Ugenti, lo castello di Brindese, a se deviano b quattro milia c vinse d Dui deli fda po g Oyra hposserolla i de Garigliano loro vestinsi tutta ad nativo m et cuntando le bontà et virtute Sopra venendo lo mesedenovembro ello verno Rè loise, sende torno in calabria perchè era de licato, e per fatica havuta in terra de Taranto nde venne assai debile, etnon potea obtenere da messer Jacovo uno castello per soa sanita per stantia convenneandarsende in Cosenza alo castello, in quello male Ayro subito fo arrivato ponendose con sua mogliere, le venne uno accidente de fe bre, dela quale morio ali 15 giorni del mese de novembre 1434 13º Ind: 8) fecese testamento lo corpo suo fosse portato allo Arciepiscopato deNa pole, e lo core andasse inFranza alaRegina Vio lante sua madre, etcosi fo fatto reservato lo Corpo sta ancora in Cosenza, Et per declarare questo Rè Loise spese del suo proprio nel andare fe interra d' Otranto contra lo Prencipe docati cento milia hebbe in dota dalo Duca di Savoya. La Regina Joanna secunda ali 22deldetto mese de novembro sapendo la dolorosa morte, multo sende adoloro, et attristò piangendo, et lacrimando et fando grandissimo corrutto, et vestiose tutta vattivo (sic) gittandose in terra et contando la bontade et virtum et patientiesupporto lo detto Rè Loise, verso lei, Et ogni humana persona, et come l'era stato obediente figliolo, dolendose non l'ha vere honorato, et tenuto ° caro come lui havea meritato, dicendo figlio ecco, che mo so morta, et mentre vivo non saro maiconsolata,et cosi fo che dapo atre mesi si fo morta ,macon tutto questo la detta Regina per consiglio de la Duchessa, et alcuni altri ordeno et feceGioanCassano9)suo Vice Rè de Calaria devesse andare ad pigliare lahere dita de Rè Loise, tutto lo Ducatodi Calabria et reducerlo a suo dominio. sergenti che gridaro allosgos allagos francese j llà venne Rè elo dovere kmorio alli 15 de novembro n non havelo o nè tenuto p serrò 1et q dopo tre mesi fo morta r con consiglio. 1) La Terza, terra. 2) In questo luogo il testo è guasto : potrebbe intendersi, che i due sergenti impiccati in quel luogo là perlà (in na politano lloco, lloco). 3) Castellaneta. 4) Sic: la lettera I però è attraversata da una linea. Forse bisogna leggere Patimischi , nome di una palude presso Taranto. Nel testo BN. leggesi Palmti con lo stesso segno di abbreviazione. 5) Oria. 6) Lecce. 7) Nel t. MUR. Gerignone.Forseconviene dileggereGiur dignano, nome d'una terra presso Lecce. 8) GIULIANO PASSERO 13 nota, che morì il 14 novembre. PAPON III, 343 pone il 24 di detto mese. 9) Cassiano. 91 Α. 1434 Messer Jacovo Caldola poiche siebbe benpieno, destrutto , et devastato tutto lo paese di terra d'Otranto, et de terra de Bari, lasso Dominicuzo del'Aquila 1) lo Conte honorato , et alcune altre gente d'arme in terra d'Otranto, et lui sende ven A. 1435 suo corpo et sepellito lo suo corpo ala Anuntiata de Napole dentro una sua Cappella, s' havea fatto fare essa in piana terra innante ' altare uno se pulcro simplice secundo appare per lettere scol pite de sopra 5). ne ad godere a Bari , Et venutoli la novella di Rè Loise quella mattina lui se vesteunaJoppa 2) di scarlata mostarda(sic) non sende corao niente b lo Princepe de Taranto raduno tutta quella poco gente l'erano restati et se ne uscio da Taranto, et andod avante Brindesi, succurse lo castello, recupe ro la terra. et presence dentro lo Conte honorato Gaytano , con molte altre genti et tutte l' altre terre in meno d'uno mese , le piu parte con le braccia aperte recepero lo Principe loro signore naturale puniti cura voi altri signori la serenita delo Principe, se recupero con la persona sua sola, tutto suo statu in poco tempo considerato lui era bono, et giustificato signore et ogniuno honorava in suo grado, Però le portavano perfetto amore et tutti quelli intendeno questo fare veneno a con e servare bene loro stato. Anno domini 1435die 2º mensis februarij fo la festa dela purificazione dela nostra Donna ver gine Maria: la sera ad una hora de notte lapre fata Regina Joanna secunda trapasso da questa vita, 3) fando Testamento , lassando herede uni versale Ranato secondo figlio de Rè Loise se condo et frate de Rè Loise tertio 4), lasso in¹ Denari, et gioye piu de ducati cinque cento mi lia, et in quello presente fo portata conpiano of fitio, con poca cera et gente ad accompagnare lo a ad godere vari Ali 16 Febraro de lo presente anno dopo quat tro 6) giorni dela morte dela Regina li Napolitani ordinaro , et fecero li 18 dela baglia, 7) una in sieme con lo consiglio a guberno delo Reame et questo di medesmo levaro le banderedela eccle sia de PapaEugenio Rè Rajnere* di Napole et de lo Reame li signori delo consiglio foro questi lo Conte di Nola: lo Conte de Caserta: lo Conte de bucino, messer Ottinio Caracciolo, messer Marino boffa, et certi altri cortisciani , erano stati dela Regina Joanna con li citatini deNapole 8) In qui sto tempo Rè de Rahona, mando in subsidio alo Principe de Taranto lo Conte Gioanni de vinti miglia et allui la commessione delo gran conte stabulato 9) et de questo Reame, lo detto Pren cepe condusse a suo soldo Dominicuzo del'Aquila con piu de mille persone lo falzo condestabule fo de Rè Luise 10) teneale cortaglie11), et subbito hebbe tutta terra d'otranto, reservato, Heudo ™ 12) n et Copertino cacciosi in campo " piglio per forza Joya 13) et possila ad saccho, et po venne a campo et hebe le vice castellane 14),etarringo 15) tutte quelle altre terre. El di dela Anuntiata ali 25 de Marzo 1435 lo detto Principe ando, et preso Turi per forza terra de lo Contato de Cupersano, et possela ad saccho che sence trovo de bona robba. b di scarlato mostrando non sene curare niente voi altri signori f intendendo g vennero m Nardò n cacchiose in campo. 1 cortesani h manca mensis 1) Domenicuccio de Amicis dell'Aquila condottiero di gente d'armi. 2) Giuba. 3) GIULIANO PASSARO, 13. 4) Il testamento fu reputato falso dal Biondo di Forlì, Dec. III. lib. VII: il COLLENUCCIO seguì la sentenza di lui, e manca puniti cura cet escio imanca in dgio j compagnare kde Raniere 8) Cfr. TUTINI Origine e fondatione dei Seggi di Napoli 92. 9) Alfonso creò poco appresso Gran Contestabile il Prin cipe di Taranto. 10) Forse manca qualche cosa. Nel t. Mur. leggesi : « ac cordò al suo soldo Minicuccio dell'Aquila còn più di 1000 ». lib. VI. LO ZURITA istoriografo della casa reale d'Aragona lo reputa autentico , e questa è autorità di grande impor tanza , lib. XIV , XXXII. Angelo di Costanzo , 438, ed. Gravier afferma, che il testamento trovavasi fra gli atti del Notar Fiorillo di Aversa. 5) Cfr. Summonte 618 : D'ADDOSIO Della fondazione e pro gresso della ss. Casa dell'Annunziata di Napoli. 6) Deve leggersi quattordici. 7) Balia. soldati, che fu capitano del re Luigi 11) Grottaglie. 12) Nardò. 13) Gioia. 14) Nel t. Mur. Noci e Castellano, forse Castellaneta. 15) Arringare nel senso di mettersi in punto di combat tere. GIO. VILLANI lib. VII, 8, scrive : « Il Re Carlo veg , gendo Manfredi e sua gente venuti al campo aringati, ebbe suo consiglio. etc. ». Ed è in uso ancora il vocabolo aringo. A. 1435 92 Messer Jacovo mando Antonio, et Berlingieri soi figli lo Riccio de montecharo condestabole et altre a gente che foro 1) in numero cavalli quattro milia et fanti mille et sei cento capo de tutti Antonio Caldola incontra lo Prencipe in Rotiliano unaltro di dapo venne lo detto Antonio caldola ordino et posse tutte queste gente in battaglia, et andosende da longo de Turi uno miglio , che da Rutiliano ad Turi sono piu de quattro miglia, et mando re quedendo 2) lo Prencipe si volea prendere batta glia, Et lo Prencipe volendo volentieri pigliare per 1o Conte Joanne 3), et per Dominicuzo li fo scon sigliato che per modo nisciuno devesse con que sto pigliare battaglia, che non devea ponere soa conditione con dui homini d'arme, come erano li figli de messer Jacovo et cosi lo Prencipe se re sto in Turi, et tutte le gente di messerJacovo si retornano in dereto puro in Rutiliano, et cqua stet tero piu giorni, et mai li basto fare niente po al quanti di lo Prencipe si parte da Turi et anda sende ala Silva de Gravina messer Jacovo stava puro infermo a Bontoto 4), et arragiava 5), ma lo piu che non possea dare de mane alidenari et robba havea lassata la Regina partiose da Bon toto portato ala gura 6), et andosende ad Andre appresso le seguero tutte sue gente et venne come meglio potte 7) inNapole mostrava ogn'hora l'in seva 8) l'anima ecco giunto Barzabuch in l'infer no incomenzo ad toccare debuonidenari, et primo tratto hebbe ducati 40 milia non si curando de morire in Napole che ce era una grande morta lita et pestilentia puro per possere toccare meglio de denari et robba restata de la Regina, et que sto fo de li piu grandi heredi 9) che cossi li passo tutte le doglie havea havuto Messer Jacovo. In Anno domini 1435. 13 ind.del mese de Aprile A. 1435 Rè deRahonahavendo saputo la mortedelaRegi. na et la divisione era nel Reame trovandosi inSi cilia si posse in punto con sette galere , et una nave et vennesende ad Ischa, tutti quelli signori non si volsero trovare alo consiglio diNapole che havea lassato- la Regina subito ne hebbe lingua Rè de Rahonaetferme promissione, le quali foro questi Lo Prencipe de Taranto con tutti soi ad herenti parenti et sequaci: Lo Conte deloRito Lo Duca di Sexa , messer christofaro gaetano, Rogeri gaitano, lo Conte camerlingo fatto per la regina Antonello de la ratta, lo Conte delo li vito 10),et multi altri signori intro questoJoanne de carramanico, ch'era vaxallo del Conte de lo Rito tradio lo castello de capua etdedelo in manodelo Conte de lo Rito. Et seque appressoper inganno et trattato havere le turre de Capua, etcosiCa pua si ribello alo Conte figlio 11), et tutti questiso pra scritti signori mandaro confortandosi devesse cacciare in campo ad gaeta, che tutti lorosepo nevano in ordine de venire, vivere, et morire con sua Maesta, messer christofaro era legato congay tani 12) fece loro a sapere uno mese innante fosse stato de sua intentione, et po ligato , che non ven dero si no quando Rè de Rahona che venne in Campo ali 7 de Magio 13) et da giorno, in gior no , che gionsero per mare, et per terra gente, che lo Campo era fatto sigrosso, si ragionava era no dele persone 15 mila. Sentendo questo lo con siglio di Napole, et vedendo Rè de Rahona si possente , mandao per messer Michele de co tignola et per lo Conte antonio de pontedera, et condussele alo soldo de Rè ranato , et po sto in ordine messer Jacovo lo Conte Antonio con tutte l'altre gente domaniali insero in cam. po ad Capua che la haveano troppo restretta a po alcuni bonne ora fortando Re de Rahona se c onne hora le esciva h legato 1) Cheforo è ripetuto. 2) Richiedendo. 3) Giovanni di Ventimiglia. 4)Bitonto. 5) Arrabbiava. 6) Su la bara leggesi nel t. MUR. 7) Potette, voce viva. 8) Usciva. i tutte le genti 9) Nel testo leggesi her. con la linea di abbreviazione : ma è sottolineato e nel margine si legge di altro carattere remedij. A me piace meglio leggere heredi, perchè a messer e Conte de lorito d junto bazabue jesciro da campo k llà haviano. f consiglio gcon Jacopo toccò buona parte deldenaro lasciato dalla Regina. Nel testo BN. heredi. 10) Alvito. 11) B. FACIO, De rebus gestis ab Alfonso primo, Ed. Gra vier , 65 , assicura, che Giovanni era vassallo del duca di Sessa. Conte di Loreto e Satriano era Francesco d'Aquino. Reg. Ang. n.º 377, f. 188, 193. 12) Aveva relazione coi cittadini di Gaeta. 13) Nel t. MUR. leggesi: « Allora messer Cristofero Gae tani era legato con Gaeta e non disse mai sua intenzione, se non quando il Re Alfonso etc. >> A. 1435 93 che Capua non potea piu resistere , che si ha vesse fatto 1) messer Jacovo lo devere l'haveriano havuta , era la rotta 2) che messer Jacobo la volea esso, et lo Conte non li la volea dare , den tro Gayeta se trovo messer Francesco spinola de Genua mandato per genoisi, Ottolin zoppo man dato per lo Duca de Milano, venne ali guberna ttori de Napole et tutto questo si extimava facesse lo ditto Duca per stendere le mani et pigliare questo Reame, per esso andando una nave gros sa de Gemaldi deGenoa inmercantia, et venendo in Gaeta innante lo campo,che sopra venesse 3) con gente et grassa, che li detti messer Francesco et Ottolino li comandaro da parte de lo Duca etco munita de Genoa in agiuto de Gaeta devesse re stare, et cossi fo fatto che poco annegara la nave ad una ponta4) che nce era necessaria che fo la salveza de Gaeta per bono reparo che fece. Tornamo allo assedio tenead Rè de Rahona à A. 1435 mata sua piu potente de quella degenoise credetti fermamente à le parole le mando àdire lo Duca di Milano, extimando poco l'armata de genoise credendosi l'havere tutta in mano salva de che esso Rè de Rahona con lapiu parte dela gente sua undi si posse suso queste nave et galee che foro in nu mero de 13 milia persone et andò à Ponsaad anda re à scontrare l'armata de genojse che erano 4 milia personi, et ritrovati insieme li genoise mandaro una imbasciata ad Rè di Rahona, che non voleano com battere considerato tra loro era bonapace, et ips erano venuti per soccurrere Gayeta loro terra; Rè de Rahona sende fe beffa et non li si diede nulla audientia, si non respose battaglia, et Biasi de gi ren 6) , lo quale era allevato in casa de messer Francesco spinola era stato notare suo venne capi tanio de questa armata de Genoise odendo la ri e Gayeta per mare, et per terra che non potea en trare ne uscire nesciuno, et Gaeta era venuta in e strema necessita di mangiare , et de altre cose, Quisto messer Francesco et Ottolino, li quali erano savij et providi homini secretamente mandaro alo Duca de Milano, et ala Comunita de Genua loro devessero mandare soccorso non potevano durare ne meno haveano de mangiare ,che regularmente haveano passato, et passavano per fino ala mita d' Augusto d' eodem anno, Dove el Duca de Mi lano et Genoise ordinaro nave 12, Balloneri 2, et galee tre, et una galeotta se trovaro casualmente nelle nave 5). Rè de Rahona sentendo questa armata da Ge noise, che venea contra lui si posse in punto con 14 nave le piu grosse che havea, et galee 13, et secretamente el Duca diMilano propossero si gnorizare, et tenere subiugata Genua, mando con fortando, et dicendo à Rè de Rahona, non timesse pigliare battaglia con l'armata de Genoise che lui ne seria vittorioso, Rè de Rahona vedendo l'ar sposta de Rè de Rahona ordino , et fece salire le germe 7) dele galere et galiotti in nave, Et questo fo in anno domini 1435 13 Ind. die 5º mensis augu stine la festa de santa Maria della neve incomen zata la fiera battaglia di ben matino, li genoisi come homini disperati si vedeano non potere an dare ne innante, ne in detro ogni uno valea per dece de inimici * con bona providentia che ala pri ma affrontata perdero una nave combattendo tutto questo sopra detto di per fine ad vespera, final mente li Genoisi hebbero sapone, olio, et pigna telli petre de calce in polvere 8) , et gettavano sopra le nave de Rè de Rahona da sopra loro gabbie che per lo gran caldo dannificavano gran demente reducendole , che non vedeano se offen deano amici , o nemici et cosi l'armata de Rè de Rahona fo sconfitta , rotta et pigliata nave 13 dela detta armata de Genoise, Le galere de Rè di Rahona con una nave che nce era ' infante Rogiero gaytano si salvaro, et fugero dele nave prese aude 9) maraviglia che mai fo audita tan ta Rè signori et multi altri magni , et nobili homini, mai non se ricordam essere per una volta a messer Jacovo la volea isso, et la Corti non li la volsi dare f mangnare gper posser hnon li diede b Grimaldi i alli s de augusto 1 edocendoli m mai se recorda. 1) Fatto il debito. T. MUR. 2) Contrasto. Cfr. FACIO 73 e seg. 3) Cioè: innanzi, che il campo sopravvenisse. 4) Pare, che debba intendersi e così fu fatto, chè poi affondarono la nave ad una punta etc. 5) Cfr. ZURITA lib. XIV , 2 XXVII , 230. STELLA 1316. BUONINCONTRO 144. c annegaro j gire ne innante ne arreto dfacea e possia k per X inimici 6) Biagio de Assereto. 7) Germe forse. 8) LO ZURITA in questo punto segue evidentemente i no stri Diurnali 1, c. 230 t. Cfr. GIOVANNI CAVALCANTI R. I. S. XXI, 1101. 9) Odi. 94 Α. 1435 pigliati , che mai rete gettata in mare per una volta non foro presi pisci , ne meno ucelli: Pri mo Rè de Rahona, messer Gualtieri de naves 1) Rè de Navarra, lo maestro de San Jacobo: mes ser Francesco de bel viso , messer Gureglia de multi et assai signori et gentil homini Catalani et Siciliani , li signori delo Reame , el Prencipe de A. 1435 presoni, a quelli che liberaro messer Francesco Ottolino, Biase da gireme, con altri padroni de le nave fecero consiglio, et determinaro andare ad pigliare Ischa el castello novo, et quello delovo, li detti messer Francesco et Ottolino restaro in Gayeta, et Biase de gorrei capitanio se parti con tutta l'armata fando mostra di volere ponere ad Taranto gran condestabole. Lo Duca de sexa Angelo gambatesa, Contede Campo basso, messer Francesco pandone, messer Honorato gaytano, Conte de Morcone, Herrico et Jacovo de la lagonosa, Minicuzo delAquila, mes ser Petrozune caracciolo multi et assai altri gen til'homini delo Reame. Lo detto messer Francesco spinola, et Ottolino zoppo et li Gaytani sentendo questa rotta di Rè di Rahona presto arditamente uscero fora de Ga yeta, et assalero alo resto demorava innante Ga yeta che in continenti lo ruppero, che beato era quello, che era bene in gambe a fugire Ricciode monte charo 2)pocodiinnante siera fugito da mes ser Jacovo per pagura desoi defetti commissi con condutta de infanti 7 cento Conte de Fundi, lo Conte de lo Reto, et multi altri signori catalani abandonaro lo campo che hebbero a charo salvato loro persona. Li genoisi havendo havuto tanta vittoria (fo longe daGayeta 7 miglia dentro ma re) lo seguente divennero innante tutti de Gaeta fando grande allegrezza, et festa, etbrusciaro tutte l'altre nave trovaro innanted Gayeta, et alo monte3) foro guadagnate sette grosse bonbarde stavano adririzati a menare continuo dentro Gayeta. Equa si nota, che non si ricorda per nesciuno ' tempo tanti signori et gente per un tratto essere presi, che li genoisi hebbero piu pagura,depo le pigliaro , che innante presto tra loro deliberato consiglio , de capare 4) tutti li homini de cunto et l'altri lassare andare via,che nce foro de boni ddentro e sette bone executione, quello era per loro ordinato , Et ve nendo sopra Ischa tennese opinione Rè de Ra hona havesse contaminato 5) lo Capitano delar mata, et per questo voltò signo, e come debbe an dare a genua , ando a Savonaconlapiupartede questi signori et mando alo Ducade Milano quello le piaccia facesse che era apparecchiato fare soi comandamenti 6) el Duca de Milano audendo tal novella, et offerta fo molto contento, et allegro, et mando, et fece andare Rè deRahona con lo frate el Prencipe de Taranto el migliore deepsi inMi lano , a petitione de Milio pizimumuo¹ (sic) 7) et altri soi servitori che erano nemici delo Conte Francesco sforza 8) le receppe con grande ho nore fando loro grandissima largeza, et doni ogni di da piu ad piu et da queste parte cqua mes ser Giulio da salcera vice Rè per parte de Ré de Rahona mando alo Consiglio che si volearen dere, et darsi per dinari, le castella, lo consiglio extimando havere in tutto vento non ndevolsero intendere niente. Messer Jacovo Caldola come intese la rotta et pigliata di Rè de Rahona subito se levò da cam. po da Capoa, et ando ala piana di Sexascorren dola tutta andando deretto ° a sua utilita, et alla robba , et non fando lo devere, come devea per prolongare la causa, che ben durasse a suo modo. Da quando fo morta la Regina el consiglio, et Gubernatori de Napole mai non finivano scri vere et mandar nuntij in Franza ad Rè Ranato venesse à pigliare il Dominio deloReame de Si a pigliati mai reta jettata in mare non foro presi tanti pesci ggir ad fniuno 1 questo nome è guasto mGilio hgia ad nestimando in tutto vinto 1) Cfr. ZURITA ivi. J. BRACELLI de Bello Hisp. lib. III, 29. SIMONETA R. I. S. XXI, 245. CORIO P. V. 770. 2) « Quo tempore Riccius Monteclarus olim gregarius miles sed ea tempestate Candolae militans , ab eo defecit, ad idque fastigii postea pervenit, ut viginti octo castella et civitates possideret, in quibus Arpinum et Soram > BUONIN CONTRO 144. 3) Monte Orlando. i li piaceva b manca da signori fino a questo punto jgire o andò dereto. csalvare ket li migliori di Milano 4) Scegliere. 5) Subornato. 6) Savona era tenuta dal Duca di Milano. Cfr. FAC10 89. 7) T. MUR. Nicola Piccinino. 8) «.... y en esto fue gran medianero, y para queelRey fuesse llevado a Milan. Nicolo Picinino que eramuygrande enemigo del Conde Francisco Sforza ». ZURITA 1. C. 232. Tutto questo racconto è molto abbreviato nel t. Mur. Α. 1435-95 cilia come ad herede era restato delaReginaJoan na, et de Re Loise suo frate: Rè Ranato poco innante era stato pigliato presone dala gente del Duca de Bergogna, lo qualeDuca per certe ne cessarie de Rè Ranato, che intro questo fo morto Rẻ Loise, et Carlo frate po nato si havea preso lo Dominio , et tutta l'heredita de Rè Loise, à Α. 1435 Marchese de Ponto 3) et questo pigliasse robba, et denari restate delaReginaJoanna chebenpoco ce ne trovo, et venendo scese inGayeta prenden do Gayeta per lei, et Ottullino Zoppo honesta mente prese presone ch' all' hora si dede mate ria al Duca de Milano de fare quello appresso pregheri de Rè de Franza, lo libero ala fede devesse andare al detto Rè de franza, in processo de tempo soccese la morte dela Regina Joanna andando la inbasciata ad Rè Ranato tutto lo re gno lo chiamaro Rè, devesse presto venire a pi gliarse lo Dominio, Lo duca de burgognia sentendo questo per disturbare non devesse venire presto lo Rè Ranato alo Reame mando requedendo de fe Rè Ranato nante lui se partesse perbene suo de vesse andare a lui lo voleva solvere de fede Rè iP :םי Rainieri de ragione non era tenuto , considerato lui essere stato eletto, et chiamato Rè Et quello era Duca che lui era più delduca, ma credendose ale bone parole, et per observare la sua fede li beramente ando, et come fo intrato dentro del C paese del duca deBurgogna ad una terra se chia ma deiuno 1) quifo restritto presoneche nce stette tre anni, forniti, Et non fo libero fin non pagò du cento milia doble d'oro, Et se vendi et im pegno robba et amici, et cento milia ducati heb be de dota da lo duca de Savoya: Ré Loise an dava a questo Reame, che aspettava da giorno in giorno che venea 2). Et qua si nota, che dice vase essere stato fatto ad istantia,et petitione de Rè de Rahona era caynato delo duca da Bur gogna. Vedendose Rè Ranato incalsato con tante inba sciate, et lettere del Consiglio de Napole et de multi altri signori delo Reame, et stando cossi pre sone ordino et mando la Regina Helisabeth sua mogliere et Loise secondo genito chiamato lo , a necessarii b venisse presto ad c dentro lo legerite. La Regina Helisabeth venne con tre galere, et una galeotta in Napole Ali 18di Ottobro il di de SanLuca evangelista nel anno Domini 14354) 13. ind: 5) li Napolitani et tutti li signori delo Rea me che tenea fedelità de Rè Ranato la recepero honoratamente et ferla honore adextrandola sotto alo Palio et revererola come, e¹, Regina : Lo Conte de Nola ch'era vice Rè de Napole stava sublevato, et sub nube 6), come La Regina ven ne in Napole lui venne in Napole prima juran do humagio presentandola et cavalco quello gior no per tutta Napole accompagnando la prefata Regina demorando piu giorni in Napole tutti al tri ™ signori delo Reame, et de Napole et terre de Domanio mandaro , et giuraro humagio in mano de la Regina Helisabeth, in honore et fedelta de Rè Ranato, la quale Regina Helisabeth con sua virtù, et bonta per tutto questo tempo stette pre sone suo marito Rè Ranato, saviamente " guberno et resse molto bene, dando bona speranza à tutti soi fideli 7). In anno Domini 1435, 14 ind: del mese deno vembre Capua era siforte restretta, etvenuta ap tanta necessita che non havea da mangiare niente lo Conte gioanne de vinti miglia era dentro Ca pua, et tal modo tenne , che corruppe lo Conte Antonio de petrada 8), Et po sapendo lo Conte Antonio ' accordio sequea tra Rè de Rahona el duca de Milano, et piu volendo Capua levare le bandere del Duca de Milano licentiato hospite 9) sende ando in Campagna di Roma, et comincio a d liberato per 14 ind. e et cossi vendè g che era f giva i si dede mano al j manca Domini ksubto lo 1 come ad Reina m l'altri n suavimente pin q tennero r questo è molto scorretto, mancano alcune parole. 1) Dijon. 2) Il senso è confuso, e mancano alcune parole. Cfr. PA PON III, 348. LECOY DE LA MARCHE I. 3) Pont-à-Mousson. 4) Circa questa data non sono concordi i cronisti : nel nostro è notevole la particolarità del di de S. Luca. Con hprese o manca 5) XIV indizione. 6) « Era in aquel tiempo Visorey y Lugarteniente gene ral por Reyner , Ramon Ursino Conde de Nola , y estava muy dudoso » ZURITA, ivi. lui si accorda NOTARGIACOMO, 80. Giuliano Passaro, 13 pone gli otto di ottobre ed è seguito dallo ZURITA lib. XIV, 2 XXX, 234. 7) In questo sono concordi tutti gli scrittori , anche gli annalisti della casa d'Aragona. 8) Pontedera. 9) Inlicentiato hospite. Α. 1435 fare novita ale terre de la santa ecclesia et mes 96 ser Santo Jacovo 1) sende venne in Napole las sando l'impresa et fando la scapula 2) a Capua volendo ad espese dela Corte se racquistasse per esso , non li essendo assentito disdigno a bando, che finalmente se havea 3); Et pur ad cercare di nari et robba restatadela Regina non feneva mes ser Michele fo mandato Vice Rè de tutta la pro A. 1436 mira per calarla alli Ingiuini 6) non si corando niente de la moria stettero fermi, et non se par tero; li Parciali 7) de Re Ranato sende uscero per pagura de la moria , et vennesende a Napole et a Puzulo 8), per essere meglio acconso lo ioco 9) Lancellotto de Agnessa nobile et sapio homo de Napole era officiale inGayeta si morio, et inconti vintia de Calabria et lo Ill. Loise Marchese de Ponte secundo genito, et figlio de Re Ranato ando per mare, dove redusse tutta Calabria, reservato C lo Scillio ala fedelita de Rè Ranato. In questo di lo Ducade Milano uso una gran dissima liberalita, et cortesia, che come hebbe lo presone cio,e, Rè deRahona contutti li altri signori rescuotere et acconciare li fatti de lo Reame et an chora de tutta italia, si accordo con Rè de Ra hona et con tutti l'altri signori et che era in soa potesta, fando insieme uno stretto legame de vo lere agiutare Re de Rahona conquistassedlo Rea me 4). et cosi lo detto Rè de Rahona promese, et obligose agiutare lo duca deMilano, et essere ne mico de soi nemici, dove ilDuca incontinente fer mati tra loro questi patti libero lo Prencipe de Taranto, el Duca de sexa et mandole in lo Rea me: Re di Rahona in questo mando sollicitando l' infante suo frate venesse da sicilia ad sequire la conquesta et guerra in lo Reame, primamente significandoli tutto quello havea pattuito, et ordi nato con lo Duca de Milano 5). Lo infante havuta l'imbasciata fo molto conten to, de subbito si posse in punto congalee XI et vendesende ad yscha, et cqua adimorando per alcuni di incomencio ad pratticare et contaminare alo Reame in Gayeta in questi di che succese unagran moria deRagonesi, li quali stavano cola a dispese b manca Loise cgiva nente tutti li Ragonisi alzaro capo , et mandaro ad yscha a l'infante venesse innante Gaeta, Et venuto non passo troppo giorni lo di de Natale al 25 di decembro 14. Ind: 10). In questo medesimo di li Genoisi, Gaytani si levaro a rumore , et dedero gaeta al' infante ha vea fatto alo Biase de giren 11), che come debbe as signare tutti lipresuni in mano dela communita de Genoa, li dede in mano deloDuca de Milano, es sendo certificato de lo accordio haveano fatto con cluso Rè de Rahona con lo duca de Milano ne foro attristati, et mal contenti, et per questa occa sione loditto messerFrancesco spinola unacontutta la comunitadeGenua silevaro a remore et ribella.. ro contra lo Duca de Milano, tagliando appezi mes ser Puccino 12) era stato gran tempo et eraofficiale de lo Duca de Milano inGenoa, etcosiredussero in soa liberta Genoa, fando lega conRè Ranato, ayutando et faurendo suo stato, che se loro non fossero stati Rè Ranato non potea venire ne stare anchora ad Napole ne alo Reame 13). Die 2 Februarij de eodem anno 1436 14 14) ind. venne in Gayeta Rè de Rahona con lialtri signo ri erano presoni in Milano mandati, et liberati per lo Duca de Milano, che non nce resto in Milano altro che lo mastro de san Jacovo frate de Rèdi Rahona 15), dove Rè de Rahona in questo tempo fece chiamare tutti li signori delo Reame, soi ' fi deli, et piglio ad soi servigij Dominicuzo dell'A d manca da et con tutti... fino a conquistasse 1) Per ironia: Jacopo Caldora. 2) Da scapolare, sciogliere, lasciar libero. Voce viva nei eet contro ferano soi. 9) Intendi: e perchè il gioco fosse più acconcio a favore dialetti abruzzesi. 3) manca qualche cosa. Il riduttore nel t. Mur. interpre ta: « E poichè messer Jacopo non aveva havuto potestà di pigliarsela per se esso pure abbandonò l'esercito ». 4) Corretto nel testo: al conquisto lo Reame. 5) Cfr. ZURITA 1. c. 232 t. CORIO 771. 6) Cioè: stavano col disegno di farla alla parte angioina. La voce calare è in uso ancora neidialetti in questo senso. 7) Partigiani. 8) Pozzuoli. degli aragonesi etc. 10) Se invece di venuto si legge venne il senso è più fa cile. Il mese di decembre 1435 appartiene alla XV indi zione. 11) Intendi: nello stesso tempo che i gaetani si levarono a rumore e diedero Gaeta all'Infante, i genovesi (conoscen do ciò che) aveva fatto Biagio d'Assereto etc. 12) Opicino Algiate. 13) SIMONETA R. I. S. XXI, 247. MACHIAVELLI Ist. lib. V. BUONINCONTRO 247. 14) XV indizione. 15) L'infante d. Enrico. 1 A. 1437 quila con lanze ducento et tutto questo tempo non b fece niente Rè de Rahona succurrendo et venendo da Capua a Gayeta. Messer Jacovo si parte da Napole del mese de Gennaro del presente anno , et fece parlamento con li homini di Napole et disse teniteve per lo mese d' aprile che vene lo sopra sequente che io caccero per tutto Rè di Rahona, et haveremo vin to 1), et Junto messer Jacovo in Apruzo cerco le colte et ponendo in taglia tutto Apruzo che per queste ogn' uno disdigno, et incontinente se ribello Sulmona 2), Civita de penna3), et altre terre et po in capo di tre mesi Sulmona se redusse ala fidelita de Re Ranato standose a gubernare essa che messer Jacovo non ce havesse ad comandare 1. niente, poi sende ando messer Jacovo et posse a saccho Civita de penna del mese deJulio del pre sente anno, Po sende ando messer Jacovo in Pu glia contra lo Principe de Taranto et posse cam po ad Lavello, che per 36 giorni stette in gran pagura, perehe 1o Prencipe stava a Venosa che ogni di dannificava lo campo de messer Jacovo. Et venuta meno l'acqua a Lavello che tutte le bestie gettavano morte per le mura et homini et femine, che foro morte per la sete non possendo durarepiusirendero,Poi messerJacovo sende ando C : ad campo a Barletta, el Prencipe sende venne ad Andre , non ce potendo stare in campo per pa gura delo Prencipe sende ritorno et posse Campo a Venosa non ce fando niente. Ando contraAntoniello de gesualdo che le levo Rubo4), et posselo ad saccho, et poili lo pagarno *- Et equi po ad un altro di li venne lo Conte tro yano, Conte de Avellino, ando subvernando 5), et e devastando li paisi, Dopoi entrò lo mese de Ago a scorrendo h consertaro b lo primo i saliti c 32 giorno j de la banna dGio kgio etfecesi 1) Lo ZURITA in questo ed in altri luoghi traduce il nostro Autore. 2) Cfr. FARAGLIA Cod. Dipl. Sulmonese 325, 327. Vi sono due lettere di Jacopo Caldora il quale si lamenta di certe novita fatte e specialmente dell'alloggio dato a lo Bozo ca pitano aragonese. 3) Cfr. ANTINORI III, 351: PALMA Stor. eccl. e civ. II, 113. 4) Ruvo restò ad Antonio Gesualdo. Alfonso d' Aragona lo donò a Ramondello nel 1453, come castello tornato al demanio per la morte di Antonio. Repert. ai Quinternioni della Prov. di Basilicata in Ruvo. 5) Forse subvertendo, rovinando. 6) Mandorli. 97 Α. 1437 sto del presente anno sende ritorno et posse Cam po al Mudugno in terra de Bari fando fare gua sto ad olive , et amendole 6) per ogni possessio ne, et fando tutti soi forzi mai non nde potte ha vere parola. Vedendo messer Jacovo che questa volunta & 7) non li era venuta fatta come l'altra volta, si levò da campo et per ben quattro giorni si reduxe à Bari, et per pagura fece tregua con lo Prencipe, non fidava possere passare, Berlingeri caldola suo figlio, uno gentilhomo de Bari, chiamato Jacovo de amberta 8) li fece honore, et confortaro in sua casa lo detto Berligeri 9) trayano conte de avel lino, Et Josya 10), lla erano dui belli servitiali 11) del ditto Jacovo d' amberta , li quali Berlingeri contamino, et parimente accordati ordinaro la sera havessero andati tutte tre,et saluti¹ 12)dalabanda dela piaza, su in uno piancatello 13) che erano atti a fare loro volunta, La sera venne, lo detto berlingeri ando et fece portare una scala et sa lendo fo per andare a questi due servitiali, An noto figlio de detto Jacovo de amberta casual mente venendo, et trovando questo salire per que sta scala non lo conoscendo getto uno colpo de petra, et dedele in testa che le roppe molto bene la Coccula 14) del capom, etper vergogna non lo volse revelare ne farse curare da medico. Al' intrata del mese d'ottobro del presente an no Minicuzo et Rizo de monte chiaro intraro una notte, et pigliaro Pischare , che nce pigliaro alo letto Acconsamuro nepote de messer Jacovo et subito se rebbello Civita de chieta, stando tutto Apruzo sublevato messer Jacovo subito de tratta si parte da bari et ali 16 del detto mese d'ot tobro gionse alo guasto daymone 15) detto Berlin e et possi lo pagano 1Amberto f da po intro lo mese mdela capo nda lian'. g volta 7) Credo debba leggersi: volta. 8) Cfr. BONAZzı Cron. di Vincenzo Marsilla sullefam. nob. di Bari. 9) Manca con. 10) Giosia Acquaviva, che dopo di essere stato fatto pri gioniero alla battaglia di Ponza, tornato in Abruzzo s'era messo coi Caldoreschi. ZURITA lib. XIV & XXXIV, 236. 11) Servi. 12) Saliti. 13) Impalcatura. 14) Occipite. In alcuni dialetti è viva la voce coccia. 15) Vasto Aimone. 13 -- Α. 1437 gieri si mori de quella ferita havea havuta de quello colpo di petra in testa a Bari etfatte l'exe quie messer Jacovo con tanto dolore de suo fi glio si caccio in campo a civita de chiete fande 98 A. 1437 lo duca de Burgogna tenea presone Rè Ranato, et non nce era nullo modo volerlo liberare, et videndo lo stato loro andare male più volte generale guasto ma non monto niente , che non la potte havere. Ali 28 d'ottobro del presente anno se ribello lo Conte de Nola, et redusse ala fidelilate de Rè de Rahona, et appresso Lo Conte de Caserta, che era delo consiglio in Napole che cerco licentia ala Regina volere gire a santa Agata per alcuni di, che po retorneria, et non nce ritorno, cosi rebel lo, Rè de Rahona insiod in campo ad marcianisi finalmente l'hebbe, et po ando a scafata 1), et hebbela et dedela alo Conte de Nola, appresso hebbe Castello a mare de stabia, dapo infra lo mese de febraro anni 1437 con gran forte mal 0 tempo de neve, et vento arrivò lo Detto Rè de Rahona a montesarchio , et si quello mal tempo non fosse stato era disposto andare a trovare mes ser Jacovo in Apruzo po se rende a Rè de Ra hona montifuscolo con tutta la montagna et lui sende venne a cippalune 2) et qua stette per al cuni giorni, et lo Prencipe sende venne in Puglia a soe terre. Dentro questo Antonio caldola Vice Rè stando in Napole si parte de tratto , et posse a saccho Ayerola, et dopo sende ando con tutte le gente, et passo l'acqua de scafata, et tutta la valle de san soverini si rendio, et Salerno, et poco di innante era ribellata a Rè Raniere, Et messer Loise ar cella de Napole volendo ingannare urbano cimino castellano del castello de salerno advedendose lo detto Castellano del inganno subito lo fece ad maczare, et questo tratto fo ordinato dalo Con siglio de Napole. scrissero et mandaro in Fiorenza a Papa Eu genio , lo quale ordino mandare uno Joanne vi tellino de Cornito arcepiscopo fiorentino. et pa triarca Alexandrino 3) con cavalli quattro milia, et infanti mille de bona gente, la piu parte de casa ursina. Et per piu aviso questo patriarca uno anno innante havea rutto sconfitto et pigliato in campagna de Roma lo Conte Antonio de ponta j dera nemico dela santa Ecclesia che senza mise ricordia lo fece impiccare, et lo corpo depo ar dere 4) in effetto la Regina, el consiglio deNapo le fero grande offerta et promissione confortando Papa Eugenio devesse mandare lo detto patriar ca , del mese d' Aprile , 1437 142 5) ind. lo pa triarcha intro, et ala prima intrata piglio Cipra no et tolse alcune altre terre a Riccio de mon techaro 6), etde tratta mando alaRegina" etcon siglio tenesse inpunto tutte soigente et esso essen do giunto possa ponere campo à Capua dove sta la persona de Rè de Rahonadovesubito laRegina, et Consiglio dedero alo ConteAntonio 7) viceRè, etadtuttel'altre gente denari 8) et fossero inpunto et andassero ad SosticinoP 9)aduno casale sopra Aversa si trovassero apparecchiati quando lo pa triarcha venesse , lo Conte Antonio havuti li da nari la sera la matina cavalco et ando per soi , fatti ad Carpenone a sua mogliere 9. Lionello a concia mura 10)con tutte l'altre gente de la Regina fecero quanto per la Regina etcon siglio loro fo comandato, el patriarca, giunto in nante Menafra 11) Rè de Rahona posse in punto tutte soi gente et mando Ursino de ursinis , et roppe, et fragasso tutte le gente de laRegina, et La Regina Elisabeth el consiglio sapendo che consiglio de Napole stavano a sucino che ioca a cacchio g bella iunto hhave b ma non manco nienti, che lo potti i inimico j dapo kgran c et redussesi ala fedeltà 1 dovessi m ad Rizzo p che ad tutte l'altre genti fossero in punto e escissero ad sosticino... descio egio nmando la Reina q moglie 1) Scafati. 2) Cepalloni in quel di Avellino. 3) Giovanni Vitelleschi di Corneto < PETRONI R. I. S. Mesticanza 1119. 4) PETRONI, Mesticanza, R. I. S. XXIV, 1114. 5) XV indizione. 6) Accenna allo stato , che s' era fatto Riccio ai confini del regno, composto di ventotto castella e torri, fra le quali rattere. 9) Non è facile determinare questo luogo, salvo pure se non sia errato il nome: appresso legesi Socino, forse Suc civo. 10) Lionello Acconzamuro o Acclozamuro. 11) Venafro. Cfr. BUONINCONTRO, 146. A. 1437 vano a carte et chi ad altro gioco, Et la persona de Lionello si trovo adAversa qui tuttiforo presi, et altri scampati con le spateet speruni in collo1). Vengamo alo patriarcha , sentendo la rotta de le gente de la Regina deNapole Come devea ve nire da quella banda de Capoa verso Sessa pi glio la via d' Alife , piglio Piemonte 2) et santo Angelo arroba canino 3) et vennesende à Na pole fo pigliato molto charo, et fattoledegrande honore et carize , et subbito per le stipendie de soe gente tocco 25 milia docati, dandoli bona spe ranza delo resto de suo pagamento havesse ha vuto pacientia che se remedia et dar ordine et modo lui restera contento. Lo patriarcha per non perdere tempo si parte daNapole et pone campo ad monte Sarchio 4) che levò tutto lo monte et reduttolo a venia d, et male partito, Et intro questo accordio lo Conte de Caserta, Rè de Rahona sparse tutte soigente per defese de soi terre, et lui sende ando in Ga yeta, et tutto lo di mandava alo Prencipe de Ta ranto venesse presto con tutte soi gente ad agiu tarlo da questo prete Patriarcha, de che lo Pren cipe non fe demora, se posse in punto con mille et seicento persone da cavallo , et da piede et venne sende à montefuscolo , Rè de Rahona ha 99 b A. 1437 stando le cose cosi sospese, el Patriarcha tutto de tratta se levo da campo, et vassende, et trova lo Prencipe de Taranto stava allogiato sotto monte fuscolo che innante hebero dati, che fossero stati visti 6) , et sentiti , in effetto ruppero lo Pren cipe, de che lo Prencipe volendose salvare à Mon tefuscolo , Et volendo saltare un fosso lo cavallo le venne meno, et cade subbito gionse ' uno sac comagno con uno stocco fando vista de darle, gridando renditeal signor Patriarcha, vedendo lo Prencipe la furia dele gente delo Patriarcha, che à piu à piu giungeva si se rese alo Patriarcha, et fonce preso messer Pietro palagano de trani 7) con doi soi nepoti Antonio maramaldo deNapole et piu altre gente, Gabriel Ursino Duca de Ve nosa si salvo à Monte fuscolo. Et lo Patriarcha havuta che hebbe questa vit toria fo molto allegro, et fe molto honore et ca rize al Prencipe come quello ch' era lo primo et mayor homo de casa ursina et che si desse bona voglia che la Santita del Papa l'havera per recomandato 8) : Rè de Rahona con tutti soi fideli pigliaro gran fremito et pagura et Rè de Raho na sende retorno in Gayeta spartendo soe gente alle defese de soe terre: Lo Patriarcha mando à pregare la Regina el consiglio l'havessero dato uno loco in terra de lavore che havesse posto lo Pren cipe con altri , et che qualche volta lui havesse havuto dove se havesse possuto receptare¹ foli re sposo che non nc'era nullo loco per esso. Messer Jacovo caldola havendo saputa la vit toria havuta per lo Patriarcha sende venne in vendo saputo la venuta delo Princepe recolse tutte soi gente, et vennesende ala Valle de Vitulano per cogliere in mezo lo detto patriarcha, dove tanto da Regina dal Consiglio de Napole el Patriarcha era sempre sollicitato messer Jacovo venesse pre sto in aiuto, et ponesse una conlo Patriarchaala verita messer Jacovo allo intrinseco havea per ni mico lo patriarca po per perlongare bene la causa a suo modo dava bon parole, et captivi fatti5), Rocca magnolfi 10) accordoli,po à morcone nenti campo a serigino 9), et po venne à Longana et hebbelam per difetto d'acqua, po sende venne ala a questi i ionse b scappati j saccomanno cet stiron (?) d manca a venia k che ad piu piu giongevano e manca tutte 1 dove se potesse rigettare 1) Nel testo manca qualche parola. Il senso è tuttavolta fmanca tutte m appela. gpreyti hsubto 6) Diedero l'assalto innanzi che fossero visti. Nel Diar. chiaro : Alfonso mandò Orso Orsini contro Lionello , che stava ad Aversa con le genti della Regina, le quali furono rotte etc. Mentre la Regina ed il Consiglio a Socivo si da vano buon tempo in giochi di carte etc. 2) Piedimonte d'Alife. 3) Ravascanino. 4) ... ridusse alla fede del Re Renato il Conte di Ca serta e poi assedio Montesarchio ». T. MUR. Il BUONINCONTRO, 146, aggiunge, che Montesarchio era di Jacopo della Leo nessa. 5) È facile di rilevare il disordine ed il senso di questo tratto. Anon. 121 , è notato , che il fatto d' arme avvenne « sotto S. Nicola, casale di Montefuscolo ». 7) De Tarin leggesi nel testo è corretto d'altro carat tere Trani. 8) «Essendo andato lo Patriarca nel reame, molti hanno detto, che lui fosse a battaglia col Principe di Taranto e che lo pigliasse; e molti hanno detto, cheil detto Principe per tornare alla devozione della Chiesa si lasciasse piglia re ». PETRONI, 1119. 9) Sergna, Isernia. 10) Roccamandolfi. 9443B A. 1437 100 monto 1), po sende venne à sanGiorgi dela mo linara 2) con intentione de ponerla à saccho ma uno misso 3), non aspettava l'altro, la Regina, el con siglio, el Patriarcha mandavano ad messer Jacovo che remota ogni occasione per niente restasse non venesse a ponerse insieme con lo patriarcha: C Lo detto Patriarcha havea accordato Montefu scolo li signori dela lionessa, et fatta tregua con lo Conte de Nola, et lui aspettava messer Jacovo add Benevento, messer Jacovo vedendose condut to , et temendo lo contrario ali 16 de Augusto 1437 14 4) ind: se parte , et lassò de ponere à saccho Sangiorgi , et venessende alo Ponte de santo Valentino infra Benevento et Padula, per dui giorni si pratticò messer Jacovo cercava securta alo Patriarcha , el Patriarcha a Lui, et firmati , et capitulati 5) insieme cautamente messerJacovo ando à reverire , et visitare lo prefato Patriar cha fo recivuto piacevolmente basciandolo et pi gliandolo per mano lo meno dentro suo Paviglione et posserose a sedere insieme, et alquanto ragio nando insiemeh lo Patriarcha fece chiamare la Pren cipe de Taranto el Patriarcha se lo posse à se dere appresso a lui et parlaro insieme , lo Pa triarcha sermonizato che hebbe un poco: Respose lo Prencepe dolendose molto, et assai de messer Jacovo che traditamente et falsamente havea sem pre actesato 6) et per lui non era manchato non l'havesse disfatto, che quello havea meritato mes ser Jacovo che havea disservuto la Regina Joanna era loro stata donna naturale, et lui derettamente ben servita havea recercato contra esso Prencipe faremaDio etla verita me have agiutato da te mes ser Jacovo et da tutti l'altri inimici mei, messer Ja covo resto tutto confuso che non sebbe altro che dire, l'havea fatto la ReginaJoannalo Patriarcha nce posse silentio, et fece toccare la mano, et deinde treva ¹per uno anno insieme, dopo lo Conte de tri vento 7) se parte da messer Jacovo etposse campo a santo maximo 8) che non lapotte havere, lo Pa triarcha, et messer Jacovo sende andarom a cancel. a nienti manco b ad san jorgi conne kseppi A. 1437 lo, et per comandamento de Papa Eugenio fo li berato lo Prencipe pacto", etconditione alzasse le bandere dela Ecclesia et cossi lo Prencepe fece, mando lo Duca de Venosa con sue gente aloPa triarcha , et assignoli la citta de Monopoli poco giorni innante l'havea pigliata, messer Pietro pa lagano per soa liberatione assigno Trani, et la Regina Elisabeth li fece assignare lo castello de Trani tenea messer Antonello barone: lo Patriar cha et messer Jacovo andaro et pigliaro Pre senzano et poserollo a saccho, accordaro messer Francesco pandone , et po sendi gero à terra de lavore, et puro tutta via la gran sospetione era tra loro sempre l'uno de l'altro stava de guardia che non se fidavano: El Patriarcha cio checonqui stava pigliava in nome dela Ecclesia et suo siche vedendose deluso et non l'essere atteso quello l'e ra stato promesso sende ando a Salerno, et mes ser Jacovo se nde andò àNapole ad ponereligna al fuoco. Stando le cose in questi termini 1o Patriarcha mando uno messer Stephano decornito suo parente ad requedere et pregare la Regina , el consiglio de Napole loro piacesse adtendere quello per loro l'era stato promesso, et che devesse cacciare da consiglio uno messer Girardo todesco meno seco la Regina Elisabeth in sua compagnia,et che ha vesse per recomandato messer Joanne cicinello, et piu disponesse lo detto messer Stephano che fan do lo contrario lo Patriarcha era disposto andarse per soi fatti , et lasciare lo stato de Rè Ranato como l'havea trovato : la risposta che li fo fatta dal consiglio fo tutta in contrario che innante in tendimo essere de Rè de Rahona, che dela eccle sia messer Jacovo con parole amplosse 9) portan dole villania , intesa la resposta lo Patriarcha fo molto torbato dicease che per inditio de messer Jacovo, Rè de Rahona ando ad trovare loPatriar cha a salerno che l'havea redutto a malpartito, lo Patriarcha vedendose mal arrivato che fugire non potea , ne era sufficiente , ne resistere à Rè din 1tregua quantoetc. q se ne i attessato jaiutato I havessi prevenuto s in. 1) Non conchiuse niente; nel t. Mur. ma non la prese. 2) Della Molara. 3) Messo. 4) XV indizione. 5) Fatti i capitoli. eparti m sene gero fvenessi 6) Attestato ? 7) Antonio Caldora. 8) S. Marco. T. MUR. 9) Ampollose. g plattico n con patto h manca da et al o castiello P -- A. 1437 101 Rahona contrattò et fece tregua con Rè de Ra hona et andandosende a Benevento , all'hora che messer Jacovo sente la ditta tregua tra Rè de Rahona, et andosende 1) el Patriarcha, fece vi sta cavalcare con tutte soe gente per andare ad agiutare lo Patriarcha, et po sende ando a Pa dula mandandose corniando 2) et dicendoli la piu A. 1438 storo s'havessero posto insieme: de messer Jacovo non dubitava non era sufficiente, venuto un cava liero ad Rè di Rahona ad annuntiarli lo Patriarcha, et messer Jacovo venevano ad trovarlo non ne crese 6) niente, et fesendi beffa venne lo secundo, e gran villania si sapesserose, et l'uno si guardava dal'altro come, e, nemico beato questo Reame loro stava in mano. La notte de Santo Nicola ali 5 del mese de decembro 15 ind: 3) 1437 messer Pietro Palagano rebellò Trani, et assediò lo castello : in questo me desimo di Rè de Rahona posse campo adAversa che la havia redutta, che per ogni via pigliasse de renderesi la Regina Elisabeth, el consiglio de Napole mandavano per lo Patriarcha et per messer Jacovo venessero a soccorre Aversa come è quello havea bona intentione non resguardando a quello l'era stato fatto ne a tregua che havea con Rè de Rahona incontinente si fece con messer Jacovo una anima, et uno corpo: la sera dela vigilia de Natale ali 24 de decembro 15 ind: 1437 allume de torze cavalcaro che tanto la parte del Patriar cha , quanto dela banda de messer Jacovo tutti se credevano l'uno andasse a trovar l'altro, po ste insieme con le face allumate tutta la notte ca minaro, et passaro Arienzo lo di dela Nativita del nostro signore Jhesu Christo 1436 (sic) 15 ind: de mense decembris alli 25 vennero ad trovarRè de Rahona non forse per la grande stracqueza del longo camino si setediaro 4) a bevere à Cayvani delegio 5) Re deRahona malfatto ": Rè de Rahona stava qui securo per la gran nemititia era tra lo Patriarcha et messer Jacovo: non se credea que a et andandosendi h cavaliero iietto Pgiosendi q Vixiglia b sene j manca così r cirignola. c manca come è nemico kne lo terzo meno, che meno li crese, venne lo quarto cavallaro ,et disse sacra Maesta ecco lo Patriarcha et messer Jacovo con tutto lo exercito. 7) Rè de Rahona stando ad tavola a mangiare, et cossi tutto lo suo campo getto per terra la tavola, et sub bito cavalco, et piglio la via de Capua, et cosi k tutti l'altri. in effetto la Patriarcha et messer Ja covo dedero dentro le roppuro et fracassarole, che nce pigliaro molti, et guadagnaro tutti car roaggi , et ' Aversanj insero ad guadagnare si milmente et che li seguitaro fine a Capoa ": re tornando trovaro li spiti 8) con la carne arrustu ta, et fatto tutto questo messer Jacovo se ne an do ad Napole 9). Lo Patriarcha mando ad domandare ala Regina et consiglio le dessero una casa in terra de la voro se li era stato respuso male per lo pas , sato, pegio li fo resposo per questa fiata, viden dose cosi desolato prese camino et andosende in puglia ad Andri: Lo Prencipe de Taranto che stava ad Andri lo piglio molto charo , per li , homini d' Andri succese un remore non contra lo Patriarcha : ma lo Patriarcha temendo fosse per lui piglio suspetto et incontinente cavalco, et andosende adBisiglia , dove 10) Laurenzo de cuti gnola lo quale lo receppe benignamente, Lo Pren cipe timendo delo suspetto era entrato lo Patriar cha perfare bene non havesse recevuto malo core nce mando piu Gabriele suo frate Duca de veno sa11), messer Jacovosendevenne adla cidringnola ", donni 1 li aversani escero 1) « .. inRoma fu banditaadi XVII didicembre per tutto il mese di marzo prossimo da venire la tregua fra la Chiesa e lo Re de Ragona ». Petrone, 1119. Invece di andandosende bisogna leggere andosende, se ne andò; e poco appressoando sende è errato, o deve esserci qualche mancanza, o una traspo sizione: all'hora che messerJacopo sente la ditta tregua tra Rè de Ragona, et che elPatriarca andosende, fece vista etc. 2) Dicendo corna, offese gravi. 3) Dicembre 1437 risponde allaprima indizione, secondo e manca et m manca che f1348 nfin capoa g haveria mal fatto o resposto 5) Manca qualche cosa: de legio vale di leggieri , facil mente. Nel t. Mur. « senza dubbio pigliavano il Re ». 6) Credette. 7) Vi è innanzi Re un de cassato. 8) Spiedi. 9) « Del mese di Gennaio a dì otto MCCCCXXXVIII fu bandito per la Città di Roma, come la triegua sopradetta l'uso di Roma, non secondo la consuetudine napolitana. Nel testo BN. leggesi 13 ind. L'errore si ripete anche appresso, e c'è pure uno sbaglio d'anno. 4) La parola è probabilmente errata; il testo è chiaro : si fermarono. fu rotta a di XXV di dicembre neldì di Natale ». PETRONI 1119. Cfr. ZURITA, lib. XIV, 2 XLVI, 249, t. 10) Forse: dov'è. 11) Il testo è errato: « Lo Prencipe timendo de lo su spetto (nel quale) era entrato lo Patrianca (e timendo che) per fare bene non havesse recevuto malo core, (non) nce mando più Gabriele etc. A. 1438 a 102 et stava ad vidersende la festa 1) Lo Patriarcha fece ponta piu volte soccorrere lo castello diTrani che era assediato per mare, et per terra tutto intorno, non monto nienti po posse campo a Jo venazo et a molfetta fando Bando che qualuncha presona per quante Pede 2) de olive havesse bru sciato per ogni pede guadagnava cento giorni di perdonanza , che nce fo fatto uno gran guasto, mai da Jovenazo , ne da Molfetta potte haverse parola po se redusse tutte le gente inBisiglia 3), A. 1438 40milia ducati, Lo ditto messer Jacovo sendeando alo guasto 6) et davase bon tempo 7). Del mese d'Aprile 15 ind. 8) 1438 accertati o gn'uno dela liberatione de Re Ranato havea pa gato alo Duca de bergogna ducento milia du cati et accordato lo duca con lo Re de Franza, et anzi pago cento milia ducati allo Duca de Savoya per le dote dela figlia de Re Loise, et che retto tramite sende venea alo Reame de sici Rubo et Tirlize 4). et non fineva mandare a mes ser Jacovo l'havesse mandato agiutod. Et messer Jacovo respondea, non era atto rompere sua tre gua , lo Patriarcha vedendose arrivato a si mal porto non possea gire innante ne in dietro : Le gente , de arme non posseano piu sustinere: chi sfilazava 5) da qua, chi dalla tamquam persona disperata lasso tutte li gente: et ogni sua robba et con dui soi li piu fideli, et fidati si posse su una picciola barchetta , et andosende in Venetia, po a ferrara , dove stava Papa Eugenio. Qua se nota che mai non se recorda capitanio essere fugito da gente d'arme soi si non le gente d'ar me da loro capitanei sappiate che ne succese per questa disfattione del Patriarcha , Ravenna con tutta Romagna era dela ecclesia et stava con gran timensa, sentendo Lo Patriarca disfatto presta mente si ribellaro contra l'ecclesia. et dederosi alo duca de Milano. Tornamo ale gente della ecclesia lassate per lo Patriarcha a Bisiglia , a Rubo , et a Tirlize, lo Prencipe che havea mandato che l'havea quasi tutti accordati, uno Marino de norza vice duca de Bari , se interposse , et tanto sebbe fare le condusse tutti alo servitio de messer Jacovo et tutte li cavalli, muli, et robba havea lassate Lo Patriarcha messer Jacovo le fe pigliare per se, che mai non la volse rendere che monto piu de apede b abbrusciato c Vixiglia daiuto lia messer Jacovo se posse in punto con tutte soe gente, et ando verso terra de Lavore, et cosi messer Michele cutugnola da Trabia 9). In fra questo mezo et tempo lo Prencepe de Taranto, vedendo la ecclesia inpotente, et havea tanti nemici a lo¹ Reame se redusse ala fidelita de Rè de Rahona et cosi messer Francesco pando ne , et lo Conte de Caserta, Rè Ranato venendo m scese a porto pesano, Et qua lo Conte France sco sforza l' andò a farle reverentia , et offersise in questa manera mandate questa armata nelRea me et laMaesta vostra vengaconmeco per terra, et intramo nel Reame, et ponermone insieme con messer Jacovo et andaremo dove trovaremo la persona de Rè de Rahona, etmai non parteremo in fine non sende vada, o lo pigliaremo, et con quistaremo presto lo Reame, Rè Ranato era per contente ,lo consiglio, messer Jacovo nde vene riastato disdignato de questa facenda; talche s'ha veria revoltato dala banda de Rè de Rahona10). Rè Ranato intendendo taleparole per non scur rocciare messer Jacovo dede parole alo Conte Francesco et ingratiolo scludendolo di tal partito onde lo Conte Francesco mezo schernito, separte mal contento : Rè Ranato se mettein alto etvenne in Napole primo per tutto , onde scese et stette a Puzolo 11). Die Lune XVIIII may prime Ind: anno Domini 1438 Rè Ranato gionse à Napole per mare con ederetro i deliberatione jet anzilo Duca pagò 1) Stava a vedersene la festa. 2) Piedi, piante. 3) Bisceglie. kchiesa 1 inimici per lo 4) Terlizzi. 5) Svignarsela. 6) Vasto Aimone. 7) Nel t. Mur. tutto questo racconto è molto abbreviato. 8) I indizione. 9) Nel t. Mur. Tropea. 10) I1 SIMONETTA 270, non fa menzione di queste trattative. fonni gin htanto sebbe fare ponendosi che m icqua nalreame osuadendo p18mayi. Aquesto luogo il nostro testo è errato. Anche disordinato è quello della Bibl. Naz. 178 t. In esso però invece di per contente trovasi per abbreviato, cont. con l'o sul punto, epoi due volte lo consiglio abbreviato. Potrebbe intendersi < Rè Ranato era (pur contento ?) ma lo consiglio, (pensando che) messer Jacopo etc. Nel t. Mur. è tutto rifatto: IlRe lo ringraziò (Sforza) e disse, che haveria pigliata sua offerta; ma il Consiglioli disse , che saria sua ruina fare questo; perchè subito, che messer Jacobo lo sapesse etc. > 11) Pozzuoli. A. 1438 : 103 galere 12 et galeottiquattro,et dui bergantini, et scese alo ponte de tavole fatte alo burgo de lo Carmino 1). como soleno descendere liReali: poi cavalcò, et ando fora le mura, et intrò lo castello A. 1438 de Jugno del presente anno radunò tutto suo exer cito et sende andò in Apruzo, etDovunqueDomi nico4) passava tutto lo paese racquistava solmona si ribello , et mando le chiave innante che gionse Re de Rahona,Ettutto Apruzo era mosso a ren : de Capuana, et stette fine al Jovidi da che fo lo giorno del Ascentione cio, e, ali 22 de magio et in sio Rè Ranato dalo castello et cavalcò perNapole come Rè, dove fo gran festa et allegreza per tutto Napole et menò con esso Joanne suo primo ge nito Duca de Calabria ch' ogn'uno tenea havere vinto 2), guarda il contrario Napole et questo Reame ne fo sfatto : Questo Rè per si rescat tare venne povero che no po agiutare se ne altro e ogn' uno cambio pensiero che primo tratto per de la reparatione considerato che la poverta è schivata, et refutata da ogn'uno: messer Jacovo caldola posse in battaglia soa gente fora epres so Napole et menonce Rè Ranato, et disseli : Io vostro servitore et povero cavaliero non so al tro che presente fare ala Maesta vostra : cento quarantasetti homini de Arneso. Questo ve appre sento, che mai fui tanto contento quanto hogi che vegio venuta vostra Maesta. Io son vecchio , et non vaglio piu me vo andare a riposare. Lo Re Raniere li rispose,che quanto piu era vecchio tanto piu era meglio , et che attendesse ad far bene, che lui era atto de remunerarlo , et lo voleva per padreetluivoleva essere lo figlio, messer Jacovo lo rengratio et incontinenti ordino, et mandaro quattro galere alo soccurso dello Ca stello de Trani havea pigliato tempo, quando le galere gionsero trovaro lo castello reso in man de messer Pietro palagano de Trani: 3) Et mes ser Jacovo andò , et posse campo a Scafate con tutte le chiurme dele galere et spingarderi: ulti matim la prese, et possela ala fidelita de Rè Ra nato. Rè de Rahona perdisordinare RèRanato ali 21 a per fino allo giovi f manca Raniere buscio derse chi palese et chi ascoso tutte quelle domi niale universita haveano mandato, messer Jacovo era in terra di lavore requese messer Michael 5) in soccurso de Apruzo andasse una con esso, im perocche Rè Ranato era venuto novamente, et non era si presto in punto de cavalli, etde quelle cose li bisognavano portare in campo come a lui ap partene, ma appresso venera messer Michele: re spose che volentieri venero, vero aspetta dui gior ni o vero ve partiti innante che iopossa fare fer rare li cavalli, et provedere a quello me sara ne cessario messer Jacovo indignandose li rispose non vo che tu venghi, vatine ali buoi di Calabria come sei usato, che senza te me potro agiutare da Rè de Rahona, et messer Michele le respose et tu va ale pecore in Puglia, Et partuto de tratto messer Jacovo sende andò con tutte sue gente in Apru zo, et possesi a casa candidela 6) da l'altra banda stava Rè de Rahona con piude dece milia perso ne, et per volunta delo Prencipe de Taranto gran condestabole volse si desse dentro, che cortamente quella era lavalonta che 7) portava messer Jacovo, lo consiglio de Rè de Rahona rispose de no, che si Rè de Rahona perdesse perderia questo Reame, et altro che lo Reame, Et si vincesse, non vince ria altro, che uno homo d'arme: essendo la causa in questo modo stettero piu giorni, Et per que sto tutto Apruzo stava alo videre onne¹ tenea la briglia in mano, messer Jacovo timendo si parte, et venne, et possese innante la porta de Piacen tulo 8) alo piu forte, Et uno misso non aspettava l'altro, mandava a Re Ranato devesse venire ad ayutarlo, tardando alo venire, oy ad vero oy ad g era più meglio c onn'uno tenea haver vinto garola had munerarlo 1) N. GIACOMO 82. e G. PASSARO 23, il Diar. Anon., salvo qualchecircostanza di minorconto, sono concordicol nostroA. i vatindi alli boi d questo Rè si persi per etc. j donde. e reputatione co, la parola precedente Don è acconciata d'altro carattere 2) É notevole la variante del MS. BN. « Onniuno tenea haver vinto la garola ».Garola probabilmentestaper carola, ballo, che ha doppiosenso in italiano e significa pure fatto militare, come ludus inlatino; ludus gladiatorius, ludus Martis. 3) Andò in soccorso di Trani Tommaso Fregoso , ma giunse tre dì dopo, che s'era resa. Facio, 109. 4) Nel testo sono evidenti errori. è sottolineato Domeni in dovunqua. Anche nel testo BN. è scritto : << cioè: pagherà il soldo. (10) 1439. A. 1439 110 de Rè Ranato, si tenea per lo Conte Antonio cal dola figlio de messer Jacovo 1) Rè Ranato non finiva sollicitare lo Conte di Triventi che po la morte de lo padre lo confirmo,duca de Bari, et Raymundo caldola fece Conte Camerlingo deves sero venir ad soccorrerelo Castello d'Aversa, de Salerno et soccorrere lui stava a mal partito a A. 1440 ajutare,sende voleano ritornare indietroàloropae se, et lassare l'impresa de questo Reame:Quando Rè Ranato fe questo parlamento lla era tuttaNa pole, incominciaro à piangere dicendo. signore co me nce abandonate, lui dicea non voler consentir la disfactione vostra et mia,Et cosi questovenne a Napole : loro respondeo non possere venire pre sto che bisognavano denari , lettere andavano , e lettere veneano, lo Duca de Bari, et Raymundo caldola Conte camberlingo vedendo non potere resistere quelle comunitate d' Apruzo, et che piu parte de le gente d' arme non voleano essere con lo Rè per le bone parole davano, et cattivi fatti, b C diceano , volere essere con Rè Ranato , et anco teneano stretta prattica con Rè de Rahona, per loro scusa mandaro a Rè Ranato Ramundo de annicchino con questa imbasciata che lui se ha vesse condutto, et andato in apruzo et in la d metta con la gente d'arme che havia potuto agiu tare suo stato 2), che altra mente lo haveria per se e excusato, che, loro piglieranno partito de Rè de Rahona et questa scusa perche loro erano ben certi la andata da Rè Ranato era impossibile per multe ragione , imperò lui era assediato in Napole et tutta terra de lavore era de Rè de Rahona , Lui non havea gente per acconciare li fatti loro, mandaro, non per tennereza del stato del Rè Renato. Rè Ranato audendo tale imbasciata, ò piglia, ò lassa, come aspettava in suo soccorso le gente si disposse a morire, ò essere presone, andare in A bruzo presto 3), dando fama, et fando ponere robba suso ale doieh nave erano venute, et scarricate che lui con la mogliere, et figlioli sende voleano an dare in Fiorenza a Papa Eugenio l' ajutasse, se l'ajutava sende venne a lo Reame, si non li volea i ain jtornare bet ammantenevano kne 1ad due cplattica dillà ale orecchie de Rè de Rahona, che stava con questa speranza non curava fare, guardare li passi de terra de lavore, como solea fare. Ali 28 del mese de Gennaro à doe¹ hore de notte 3 ind: 1440 non saputo da persona nulla, et eccetto da quattro del consiglio , Rè Ranato fe chiamare una gran parte deli gentil homini, et populani de Napole et tutti li condestabili insie me che cavalli poco nce nd' erano per difetto de strame, et orgio 4) non haveano, Rè Ranato aca vallo con cavalli 40. de soi Franciosi, et secopre sentose Ramundo de Barletta condestabile de In fanti ad pede con alcuni infanti in sua compa gnia, et incomenza Rè Ranato a parlare, et dice cossi : Fratelli, et fidelissimi mei io ve prego ve sia racomandato Napole , mia mogliere, et mio figlio, che come christo se posse in Croce per salvare l' humana generatione , cosi io medesimo mi dispongo mediante l' auxilio divino a morte, et ad vita fare per salvare tutti vui , pigliando conviato 5) toccò de speruni , et partise , et va con dio. Et tutta la notte camina, per la gran scura 6) traversa llà et quà errò la via; che su nell' albe fo innante à Nola , et a giorno chiaro passato per Bayano Casale d'Avella dicendo quelli boni homini deliCasali che gente è questa in quan to puro le conoscevano et per migliore loro 7) fingevano et gridavano, et respondevano Urso Ur so 8) nui havemo trattato che haverimo sub mor ti 9) che non haverimo piu guerra de questeban de, Et cosi Rè Ranato à poco, a, poco pigliando epossuto m manca et nfa fudendo o et come Jesu christo 1) 11 di 20 gennaio Alfonso approvò icapitoli presenta tigli dagli aversani. Arch. di Stato; Repertorio alle Perga mene di Aversa 44. 2) Il testo è guasto. L'imbasciata di Anichino era questa gdegenti'si hdui plo gran scuro. iseneverria 4) Orzo. É facile intendere il senso del testo, se bene tutto questo luogo sia disordinato. 5) Comiato. secondo il nostro A.: o Renato si fosse condotto ed andato in Abruzzo , e là si fosse messo con la gente d'arme , che avrebbe potuto aiutare il suo stato, o i caldoreschi avreb bero preso partito col re d'Aragona. 3) C'è nel testo un poco di disordine , e forse dopo co me bisogna aggiungere un non. 6) Per una grande oscurità. 7) Pel loro meglio. 8) Alludevano agli Orsini, perchè Raimondo Orsini era conte di Nola. 9) Sub morti è manifesto errore per Summonte, unaterra. Nel t. Mur. leggesi: noi andiamo a pigliare Summonte. 111 Λ. 1440 lo piede de la montagna de monte vergine , ta quale stava piena de neve, che almeno nc' era quattro et cinquo palme de neve , como foro su la montagna, la grida loro si levò de retro 1) , intro questo si leva uno fortunale tempo de acqua et neve, Ré Ranato, et tutti dismontoro a piedi per li male passi che non si ricorda dalla mai passare cavalli, dove nce lassaro cavalli, et quat tro hominimorti delo frido et stracqueza 2) de d neve. Questo signore sempre allegro et confortando e ogn' uno che tutti erano recusi non potevano piu 3) per la fretta se parte cosi Rè Ranato non saputo, non fo nisciuno se provedere de pa ne 4) ò qualche fiaschetta de vino , Et piu al cuni gentilhomini non accursero 5) mandare al loro case a pigliare loro cavalli, si partettero a piede dereto à Rè Ranato, recercavah Rè Ranato si nisciuno havesse pane trovò un francioso havea tridici panetti piccoli, et lui con soi mani li spar te comunicando tutti con questo poco pane , et posto abocca la fiaschetta diede a bevere a tutti, cosi confortati discesero la montagnia , durò mi glia dece alta, et asprissima lo Rè Ranato sen de andò dentro lo Castello de Sant' Angelo de scala , et l'altri non posseano più senne andaro a somonte 6) , era puro qui presso, li quali ca stelli tenea messer Ottimo Caracciolo de Napole giunto lo Rè Ranato dentro lo castello , la torre mastra Pizolo loco 7) subito lo castellano fe fare un gran foco. Et spogliato lo Rè era infuso 8) tutto, et pieno di neve, fino ala cammisa et bra che con li panni et camisa del castellano stette fine se asciucao' le soi, che li mutandi 9) et altri panni di vestire lassaro per la via su la monta gnia, hebbero charo havere salvato loro persone, cosi stando presso à lo foco, Rè Ranato con le sue a dismontorno bda illà j uno francioso duce tridici etc. di lo etc. o bivivano pasciuttati ddela cper lo k posto bocca ala fiaschetta epossevano 1 fin che se asciutto q usciro r escero 1) Intendi: dietro di loro si levò un grido. 2) Stracchezza. 3) Qui deve porsi un punto e virgola, ed il senso divie ne chiaro: Renato confortava ognuno , chè tutti ricusavano d'andare innanzi, non ne potevano più. 4) Manca qualche parola: non fo nesciuno, (che ebbe agio de) se provedere de pane ete. 5) Non accursero, pare, che stia nel senso di non si affret tarono. A. 1440 proprie mano, si incomensa arrostirem l'ova, per che era de sabato, quillo di, et lo castellano sfor zandose fare honore à lo Rè Ranato tanto cerco trovò un bicchieri era piccolino. Et sappiate che tutte le gente de quello paese tutti beveno ali urzoli 10), o, vero ali ambole 11), Rè Ranato ve dendo l'usanza de quello paese come lo castellano si andò innante con lo bicchieri piccolino per darle a bevere à lo Rè: 10 Rè disse damme lam bola à me piena de vino, che non voglio gua stare l'usanza de vostro paese: havendose recrea to, et confortato de mangiare etde bevere, asciu cati loro panni subbito montaro à Cavallo, et ti raro verso Benivento : Quelli de la petra pres so à sant' Angelo doi miglia non si credevano , fosse Rè Ranato , credendo fossero alcuni fran ciosi che nce haveano soluti passare altre volte, si possero in punto et insero sopra un passo, et feramente assalero Rè Ranato, Lo Rè non fando fitta 12) puro lui tirava innante uno messer Guido francioso con alcuni altri franciosi si voltaro so pra quistoro, et dedero dentro, rupperole, et ama zaronde uno, et feriti quattro a morte, et piglia ronde cinque et tutti l'altri fuggero, et giunto ad quello de altavilla tutti quelli boni homini insero " à fare honore à lo Rè, per benche si manteneva no per adversa parte, El detto messer Guido pre sentò innante à lo Rè Ranato questi cinque pre soni de la Petra l'impiccasse , Et questi poveri homini posti in genocchiuni in terra innante di cendo santa Maesta noi non ve conoscevamo , perdono et misericordia cercamo, lo Rè loro disse boni homini andati , et ritornative à vostre case ch' io sò Rẻ Ranato, ve libero et mandovende io son venuto per acconciare questo Reame et non per guastare. Et cosi questi sende andaro: a doe fprovide s indinocchione. goccorsero hricerca m se comenza ad rostire inexuno nquello 7) Bisogna intendere, che ilcastello erapiccolo luogo, con sistente specialmente nella torre maestra. 8) Bagnato. Voce vivaneldialetto. 9)Mutande. 10) Orciuoli. 11) Questa voce deriva certamente da ambulla; in molte terre della Provincia di Avellino anche oggi dura il vocabolo per significare un orcio grossolano di terra cotta, verniciato, dal ventre rigonfio ed il collo stretto, ma nella pronunzia è 6) Summonte. sdrucciolo, àmbola. 12) Fingendo di non porvi mente. A. 1440 112 hore de notte lo Rè gionse à Benivento allegro alo archipiscopato tutti li altri restaro fore co me per stracqueza foroli gettate legna, et cosi si fecero foco altramente sariano stati morti per lo fredo. La matina seguente fo de domenica lo ditto Rè vedette la messa alo archiepiscopato et uno frate Antonello dellà de Benevento , che piu volte se A. 1440 mici , mandaro presentando Rè Ranato de doi belli corseri, et de sei tasse 11) de argento, man dandose racommandando, et che si piacea a sua Maestà voleano essere àsoiservitij, Lo Rè receppe lo presente molto charo et la proferta, et diceà quelli, andati, et dite al Bozo, et Russo vengano da me, faro cosa loro piacera, de unaltro giorno havea posto à pericolo per lo stato del detto Rè Ranato 1), Et costui era stato che havea gui dato lo detto Rè come hebbe vista la messa, dice à questo frate Antonello io voglio me recepe in tua Casa, et frate Antonello respose de bona vo glia aviosse innante el Rè Ranato appresso , lo b porto a sua casa et trovo qui un bon foco et alcuni spitetti 2) de carne, et ficatelli 3), havea fatto acconciare frate Antonello per fare honore adalcuni altri de quelli Cortisciani, de botta 4) Rè Ranato se assetto 5) alo foco, et con una picciola tavoletta mangiò, etbeppe6) con tutti li altri, et cosi disse à frate Antonello seid tu mo contento, et frate Antonello respose, sacra Maesta s'io moresse mo non me cureria puro havere voluto7) visitare la povera mia casetta da voi si fatto reale, el Rè rispose io non voglio che tu mori, voglio che tu vivi che te faro bene. Po magniato se ne ando alo Episcopato, et cerco denari imprunto alo archiepiscopo per spendere lo quale li presto 50 ducati , et subbito montò à cavallo, et tirò la via verso Padula. Et come fo ala fiomara 8) licentiò tutti quelli menò seco remandoli in dietro recommandandale Napole: Et entro à Padula, lo Bozo 9), et russo danese stavano à Petra mayore 10), li erano ne a havea stato b manca Ranato c quelli altri Bozo, et Russo vennero à Rè Ranato, et foro ac conci 12) con fanti 300. et lanze 50 et subbito po sti in punto andaro ad accompagnare Rè Ranato ad Nucera 13) de Puglia, giunti qua Rè Ranato con tutti l'altri per lo andare appede, et per la gran neve haveano scalpisata 14) l'infanti tutti li piedi l'infiaro , et gambe stette piu giorni innante si guaressero, Et qui, tutti signori veneano à reve rire sua Maesta. Havendo saputo tal novella, Rè de Rahonande fò molto crucioso , et mal contento , et turbato, et disse ad un ribaldo 15) de Rè Ranato, come tu me hai detto sende volea andare permare, et mo si, e, andato per terra tu me sivenuto a gab. bare, Et voltose et disse à ciascuno Ecco mo me e, scapolato lo leone adosso , ciascuno conviene sia valente ad defenderse, et quello ribaldo se chiamava Provenza non parse 16) mai, ne vivo, ne morto. Tutti signori di casa Caldola, et altri signori et comunita et fideli de Apruzo de Rè Ranato, ven nero à Nocera 17) à far reverentia à Rè Ranato, certissimamente merita questo Re Ranato darli gran laude, ponerse ala morte, et fidarsi de fanti a piede, et de homni de stato legio 18) che s'uno se havesse partuto 19), et andato a Nola * à soi inemici , tutti à mano salva seriano stati presi, dsi in dreto h l'infanti tutti li pedi et gambe le onfiaro etc. e mangiato i voltossi f dall'archiepiscopo j deli infanti 1) Manca qualche parola facile a supplire: lo ditto Re ve dette la messa a lo archiepiscopato, Et ce era uno Frate An tonello etc. 2) Piccoli spiedi. 3) Fegatelli. 4) Subito. 5) Sedette: vocabolo vivo nel dialetto. 6) Bevve. 7)Errore: leggi veduto. 8) Flumeri, terra. 9) Capitano di parte aragonese. Cfr. FARAGLIA C. D. Sulm. k in Nola. g remandandoli 12) Furono assoldati, condotti. 13) Lucera. 14) Pestata. Voce dialettale viva. Tutto questo tratto è tra sandato nel t. MUR. 15) Voce arcaica. Erano i ribaldi soldati raccogliticci edei peggiori. Nel t. Mur è aggiunto, che il ribaldo portò adAl fonso la novella della partenza di Renato. 16) Apparse, fu veduto.. 17) Lucera. 18) Legio, per leggiero, è voce viva in qualche dialetto abruzzese. doc. CCXIVII. 10) Pietra Maggiore. 11)Tazze. 19) C'è lo scambio del verbo ausiliario diuso comune nei nostri dialetti. A. 1440 113 che quanti collui gero tutti lo servero bene, et lialmente, et non fosse per un ragazo stracco suso alamontagniapigliaro loro nemici cosi sebbero 1) la verita Rè Ranato, Io me volto, et dico ò casa Caldola si voi havissivo 2) mandato un famiglio, et promesoli un thesauro ad tanto gran pericolo de Cielo, et de terra, et de nemici non seria ve nuto: Vui nonvolestivo 3) andare a vostro signore appiede, et posto ala morte, Et venuto, et postose in mano vostre , vedere si vole per lo adveniro, che prova farete, ben deveressivo 4) forzare de farle honore, et devere vostro secondo meritamen ted seti tenuti 5). In questo anno il Duca de savoya6), lo quale havea renuntiata la signoria et redutto ad servire e dio e, fatto ante Papa, et få se chiamare Papa Felice, ecco si comenciano le dolorose note etes sere doi Papa, che non deve essere altro che uno dicese volia venire potente per intrare in Roma. Et Patriarcha Alexandrino havea alzata coda, che poco stimava Papa Eugenio, et ogni cosa facea, et disponea ad suo modo, Et che lui si dice ,et intendeva farse Papa subbrevitate 7), Pas sando un di questo Patriarcha con tutte soe gente d'arme da cavallo , et da piede, erano piu che mille persone per lo ponte di Santo Pietro per innante lo Castello de sant'Angelo per passare alo burgo de san Pietro, Essendo passata una parte de soe gente, questo Patriarcha andando in mezo soi gente triumphalmente, come fo innante lo Ca k stelloprega sua paternita l'havesse piaciuto 8) in trare dentro la porta del Cortiglio 9) del castello, che le vorria per la materia lui sapea parlare:Et questo che lo Patriarchapiu volte lo havea tentato, a sappero i se di b de Re c forsarve j ad cavallo k lo castellano prega pche qmanca tutta I cavalca alla Aquila A. 1440 l'havesse dato in soe mano lo castello de sant'An gelo, et questo Castellano non ne havea mai vo luto intendere niente : El Patriarcha essendo as sai desideroso haver lo Castello, subito disse ale gente d'arme , andate , ch' io voglio parlare un poco con lo Castellano , et intrato à cavallo ad una mula, come tenea ordine , lo castellano , fo chiusa et inserrata la porta de reto, et dati ar reto 10) tutti le gente voleano intrare con lo Pa triarcha et subito fo pigliato, et menato dentro llo forte delo castello¹, Et dedeli in mano la lettera l'havea mandato la santita de Papa Eugenio da Fiorenza, devesse™ ingegnarse a pigliare lo Patriar cha, letta, et veduta la lettera lo Patriarcha tra mutò decolore et disse , Qui sit capiendus non est relaxandus, Et lo castellano si affaccia da lo ca stello, et dice ad quilloro quello è fatto, l'ha fatto fare la santitadelloPapa nostro segnore dative bona voglia havereti denari como a terra, Et cossi tutti gridaro viva la santa Ecclesia et Papa Eugenio et requiaro, lo Patriarcha poco giorni stette preso ne, po lo fece morire lo Papa stentatamente et mai sende sebbe novella, ne vivo, ne morto: appresso lo Papa Eugenio hebbe tutte le terre et castelle te nea lo Patriarcha, et disfece tutti soi corniti 11), Et ecco che fine fecelo Patriarcha che totaliter è defunta tutta soa memoria 12). Rè Ranato essendoguarito de gambe etpedi in continente cavalcò per l'Aquila 13) etperApruzo, recogliendo denari tanto de deritto 14), quanto de doni li erano fatti, nonnde potea tante recogliere, quante havesse possuto saturare, lo Duca de Ba ri, Antonio Caldola da poi li cercò Sulmona, Rè Ranato de malavoglia non possendo più le havea efecesi d manca meritamente 1 cortiglio s de po. 1) Seppero. 2) Formadialettale in uso per aveste, come le seguenti vo lestivo, etc. 3) Voleste. 4) Dovreste. 5) Tutto questo apostrofe mancanel t. Mur. 6) Amedeo VIII. 7) Credo debba intendersi a questo modo: « ... et intendeva farse Papa. Sub brevitate (in breve) passando undì questo Pa triarca etc. 8) Fosse piaciuto. B f manca et mmanca devesse gvoglia nmanca lo Patriarca h existimava o dixit 10) Date in dietro, respinte. 11) Cornetani. 12) 11 MURATORI ad an. narra, che il Papa aveva ordi nato adAntonio Redo castellano del Castel S.Angelo d'im prigionarlo e fare il processo; or mentre il Patriarca si par tiva da Roma il 18 marzo 1440 fu assalito presso ilcastello: volle difendersi, ma toccò alquante ferite delle quali morì il 2 aprile. Però Cfr. GREGOROVIUS, Geschichte der Stadt Rom. VII. 74 e seg. Il racconto del testo Mur. è monco. 13) Renato pervenne all'Aquila nelmese diMarzo.ANTINORI III 374. 9)Corte. 14) Denari provenienti da diritti del fisco. 15 A. 1440 114 concessa: li solmonisi sentendo questo per non es sere de casa caldola se levaro ad romore,et retor narose à Rè de Rahona, po fo bisogno à Rè Ranato et adAquilani andare in campo ad sulmona et con patto non fossero de casa Caldola si retornaro àRè Ranato 1): Ecco passare lo mese de marzo,Aprile, et Magio, Rè Ranato si caccio in campo à Trago nara 2) innanteNocera 3) aspettando, et mandando sollecitando dovesse venire lo Duca de Bari, lui A. 1440 venneRiccio 9)chetoccaro quantidenari havea Rè Ranato, Et posto in camino , la matina levaro Campo, et come erano aviati Antonio caldola co manda a tutti li soi che non se partessero , et ogn'uno devesse allogiare da capo, Et Rè Ranato vedendose fare piu volte tal atto sende maravi gliava, et diceva adAntonio caldola, io te pregho che te piaccia far tuo honore andamo , et non m mandava dicendo voleredenari,non potea venire la gente d'arme, guarda bona intentione delo Duca de Bari, o, ingratitudo del bene, Rè Ranato vedendose essere in questo modo menato per parole, si parte lui, et ando verso... (sic) et prese Campanone 4) ad preghere loDucafacesse l'honor suo, et che esso al l' ora non havea denari: Andamo in terra de la vore ad soccorrere lo castello d' Aversa che ve darranno denari in Napoli. Fra questo mezzo Rè de Rahona insio ad cam po ale terre de Troyano Conte d' Avellino che quante terre havea in valle Beneventana tutte pos se à saccho, et bruso 5), et piglio. Et cosiquelle de soi arrecomandati anchora posse a saccho, et ad foco monte falcone , et lo signor Jannotta de monte Falcone era stato sempre liali ala fidelità de Rè Ranato , fe una gran defesa : Po vedendo la poco costantia de soi vaxalli si accordo con Rè de Rahona: Trayano caracciolo era con Antonio caldola suo caynato 6) in campanone 7) Illo sempre sollecitando ò l'havesse fatto andare, o havesse an dato essodAntonio caldola ad agiutarlo e non consentire la sua disfattione. Rè Ranieri vedendo perdere lo tempo e la prestanza havea fatta ala gente d'arme, et terra de Lavore,stando quello diboyano tanto in cità 8) che cacciò Antonio caldola da Campanone, et qua a manca da: po fo bisogno fino a Re Ranato fmanca la . in quello h avanti perdamo tempo Antonio Caldola ampolosse li respondea io voglio denari altramente io non so atto a partirme. n Lo Rè li respondea, sai tu che habbia denari qua, o hagia modo poterli havere che m'ècon venuto andare per tutto Apruzo et Puglia , co gliendo come fosse stato Erario 10) et tutti l'ha veti havuti vui , et mo puro me cerchi dinari andamo in Napole che de bona voglia ve nedarò che resterite contentiP. Ali 29 de giugno la festa de Santo PietroA postolo 1440 3. Ind. Rè de Rahona allogio presso la Pollosa 11), et Rè Ranato dell'altra banda de lo vallone verso Benevento, Rè Ranato mando a dire ad Rè dè Rahona lepiacessi non volere fare disfare questo Reame, mo simo in faccie luno a l'altro : sè tu voi fare da persona ad persona o ad homo d'arme o ad squatra, à squatra o bat taglia generale, quello vincera sia suo lo Reame et l'altro sende vada, et non guastamo lo Reame. 8 Rè dè Rahona non ne volse intendere niente, si non disse, io hagio 12) vinto, non voglio perdere. Rè Ranato udita la resposta all' ultimo degiu gno fece poner in punto tutto il suo campo. Etesso primo incomincia fieramentecongrande animosità assalire, et ferire lo campo de Rè de Rahona , tałe che lo incomenzo à mettere tutto sotto sopra incomenzavano àdislogiare ", et fugire bescio i et onn'uno havessi antonio caldola t incomenza n cquà ò habia u ad dislongare. o puglia, et abruzo 1) Cioè: i sulmonesi si resero conpatto, che non fossero di casa Caldora. Cfr. ZURITAlib. XIV. 226 t. FARAGLIA Cod. D. Sulm. 333. 2) Dragonara. 3) Lucera. c de soi genti seu vaxalli j sene p contento 5) Bruciò. 6) Cognato. ktepiaza q Ali 28 de Junio d ipso 1 perdemo rJunio eaiutarlo m amplandose s isso 7) Carpenone. 8) Manca qualche parola, e probabilmente è qualche er rore nel testo. 4) Deve leggersi Carpinone. Il testo è guasto. Nella ridu zione muratoriana è detto: < e vedendo il Re che non lo pote va muovere per lettere andò esso verso Carpignano (sic) ove ilDuca teneva la casa, sperando muoverlo etc. etc. » Cfr. AN TINORI vol. c. 374. 9) Riccio da Montechiaro. 10) Esigere le imposte fiscali era ufficio dell'Erario. 11) Pelosa. 12) Hagia, abbia. Voce dialettale viva. : A. 1440 tanto piu, che Rè de Rahona era malato, e por tato dentro la guara 1); Riccio mandò a dire ad Rè deRahona stesse fermo, et non dubitasse de niente, stando in questa stretta in besca 2) An tonio caldola tremava de pagura, li dicea Riccio b hogi semo perduti per uno simo nuj li inimici son dece, lo saccio molto bene, Io faria bene fare dare indereto lidnostri,Et cosi Antonio caldola se posse ad ferire et ammazare tuttiquelli subito non lassassiro la battaglia , e cosi li fe tutti voltare in 115 dereto : Rè Ranato dice Duca de Baridamme tutte genti ad me et tu me veni con la spata nuda si me vide voltare in dietro Io te perdono, et voglio che me ammazi: Questa e la nostra giornata de vin cere lassa fare a me, etnon havere pensiero nullo ben conosco io el partito, Antonio caldola respose questi stanno alo forte loro, etsonpiu de noi se nui perdimo voi vende andati à vostri paesi ala vostra signoria et io me ne andero con la can na in mano , io non so disposto per niente, mo con quistoro prendere battaglia, Rè Ranato pro nosticando si gran tradimento non fece piuh dimora subbito si levò, et piglio la via verso Napoli et cosi tutti le gente lo sequero 3): Antonio caldola, et Riccio adomandose che tutte loro genti l'haveano lassati et sequiti lo Rè , loro medesimo fo biso gno sequire loro gente biasfemando dove vai lo Rè à fare affamare Napole et tutti noi Rè de Rahona incomenza a ponere animo a tutte le sui gente, come Rè Ranato fugio per pagura di esso , Et subbito leva campo, et vennesende sot to Cancello, et questo proprio di fo rotto Nicolo picciolino * presso Fiorenza 40 miglia, venea per parte delo Duca de Milano in subsidio de Rè de Rahona da le gente dela Ecclesia et deli Fioren tini non ne scampo si non ipso con circa undici cavalli, et lui menava quattro milia cavalli , che a manca de g ve ne andate retornare in dietro t li dovevi b manca li diceva Riccio hfe' piu i ad farfamar o se ne vinne u su cassa c lo sachio j de ipso p14 de Julio vl'atti. 1) Forse bara, lettiga. 2) Imbesca, mischia. 3) LO ZURITA lib. XIV 2 41 f. 226 t. segue da vicino la narrazione del nostro Cronista; anzi aquesto punto dice di togliere il racconto da un autore : « que non se nombra, ni puede dissimular la afficion tenia ala parteAnjoyna ». 4) Il Piccinino fu rotto ad Anghiari il 29 di giugno. A. 1440 venuto nel Reame Nicolo¹ senza dubbio Rè de Rahona havea vinto 4). Lo primo deGiuglio™5) Re Ranato se ne venne, et allogio ad Igliulo6) contutti soi gente che era no più de 7 milia persone, et fo de venerdi, l'al tro giorno Antonio caldola incomenza a clamare sende volea ritornare in dereto": non era atto ad morire de fame: Re de Rahona sende venne , et possesi con tutte soi genti dentro Aversa come piacque a dio, Lunidi venenti ali 4 de giuglio P ecco apparere le doe nave si aspettavano, et in trare dentro lo molo carriche d'ogni bene , cosi tutte le genti de Re Ranato se comenciaro ad con fortare. Lo mercordi ali 6 Re Ranato fe partire lo cam po da Igliulo et passare alle padule de Napole per piu forteza et assettato lo campo Rè Ranato se meno con esso a mangiare Ramundo caldola: Antonio caldola, Lionello acerza muro 7) Conte de Celano, Troyano Caracciolo, Riccio de monte chia ro, et piu altri signori dentro lo castello de Ca poana, mangiato che hebbero se fe convenire tutti questi signori e suo consiglio dentro una camera lo Re Ranato incomenza a parlare in tal modo: An tonio Caldola voi sapite che me mandastivo 8) chiamando, et io venne in tanto pericolo de dio et de lo mundo a ponereme liberamente a vostre mane , che si uno schiavo o domestico famiglio havessivo mandato ad chiamare non ve saria ve nuto in quella forma: venne io a voi io non come Rè, ma come Erario mi posse a gire rescotendo et scorticando tutta Puglia , et Apruzo et non nde possea tanto riscotere quanto piu ne calava ala canna 9) vostra, et voj come le divive' dare ale genti d'arme le ponive a cascia , po 10) vo levi Solmona che la faciste ribellare tutti , et stratij me hai fatto in Apruzo : po me convenni d in far dar dentro alli kpizulino q se ne andò con ipso 5) Luglio. 6) Dogliuolo. 7) Acclozamuro. 8) Mandaste, forma dialettale. 9) Gola. 10) Dipoi. efar battaglia 1 ditto Nicolò mJulio r accorsamuro f dietro n Se ne volia s Carazolo, Rizo -- A. 1440 venire ali pedi toi , et per la via io comandava, et tu scomandavi et eri obedito: pretermettendo tutto questo dogliome 1)del gran tradimento, me hai fatto che potesti rompere et pigliare Rè de Rahona distilo arreto, et non volesti, io te accerto che son venuto da franza ad essere Rè et signore de questo Reame e non subdito, et famiglio tuo: ma considerero li servitij de tuo patre yo non vo 116 A. 1440 Apruzo, che li fo detto che messer Antonio cal dolaera alo Ponte dela Magdalena deNapolecon la piu parte de sua gente che erano andati a lui: Incontinente Rè Ranieri se armo et posse in tutto punto sue gente et volentieri haveriadato den tro, non forse le fo sconsigliato che lui non si potea fidare de Raymundo , troyano,et Lionello considerato erano stritti parenti de Antonio cal glio conoscer altro, si non che voglio legenti toi in mia potesta, le sapero operare meglior di te : Antonio caldola resto tutto confuso et non sebbe altro che respondere; ad me sacra Maesta non parse lo partito conosco migliore de vostra Mae sta le condidione de Italia : et cossi subbito fo costrecto dentro una camera presone 2). Sapendose alo campo Antonio Caldola essere presone , li famigli una con la piu parte con le gente caldoresche dedero dentro ala gente de Rè Ranato, et dedero in terra soa bandera, et stan dardo, et paviglione, et d'erobbarod 3) Cavalli, ar me, et ogn'altra cosa trovavano , pigliando pre sone homini de Napole. Et andarosende ad Aversa ad Rè de Rahona sentendo Rè de Rahona tale novella ne fo molto contento: do poi insio Raymundo caldola, et chi dava, et chi prometteva et ogni uno stetti in pace, che questo ha fatto Re Ranato, che Antonio cal dola non volea obedire et cosi li acquietò tutti. Lo Venerdi ali 8 de Giuglio con licentia de An tonio caldola tutte le gente d'arme giuraro humagio in mano de Rè Raneri delo servire bene, etlial mente et tutti pigliaro denari: Et cosi la sera Anto nio caldola fo libero con li Cavalli de sua casa che sende andasse in Abruzo ad essere gubernatore et ensi 4) da Napole: et tacitamente mando addire a tutte soe gente che omne fosse sollicitato quan do li manda ad chiamare andassero a lui, Anto nio Caldola sinde ando quella notte ad Igliulo : lo sabbato matino ali 9 degiuglio come Rè Ra neri et tutti se credevano Antonio Caldola fosse passato li passi de terra de Lavore, et andato in a dolgome b considero cmeglio dola, lo detto Antonio caldola timendo presta mente mandò suo trombetta ad recomandarsi a Rè Raneri et quello ha fatto, l'ha fatto per re coperare suo honore, et che non merita andar sende" con lo standardo alo sacco, et che li pia cesse confirmare le gente li lasso suo patre, et che ipso adtendeva ad essere bon servitore , et fare suo devere et per sua securita li daria sua mogliere, et soi figlioli in soi mane: Rè Raneri stava infellonito , et forte irato respose non nde volere fare niente, et che Antonio candola li de vesse attendere quello li havea promesso, che io so venuto da Franza per essere signore non suo subdito: innante saperia lassare ' impresade que sto Reame, et andarmende, ansi che questo vo lere fare: Questo fo una volta, et doe, ala terza mando dicendo che esso non stava dentro loca stello de Capuana che stava alo Ponte delaMagda lena , da poi che luinonmevole pigliare ingra S tia io me nder andero ad Rède Rahona:Rè Ra nieri respose questa pagura ipso et noi5) et che quando me voglio accordare con Rè de Rahona restaro frate con esso et disfaro tutta casaCaldo la: Intro questa Troyano Conte d'Avellino si mos. se, et disse a Rè Ranato come tuttesoe gentesi levano da campo che stavano presso le murade Napole sende " andavano ad Antonio Caldola che havesse piaciuto ad sua Maesta lassarlo andare ad farle ritornare , che dopoi volea ritornare a sua Maesta Rè Ranato respose et disse: io cono sco, tu voi 6) fare come l'altri che non ce tor X naro piu: toccame la mano, et vate 7) con dio. Et cosi Troyano se parte , et andose con dio, et det di arrobar ksoi mente etc. esser buon hIulio P figli 1) Dolgomi. 2) Prigione. 3) Derobaro, rubarono. 4) Uscì. i Matalena q Matalena j giti 1fossi I mene spaura e da po escio mmanca si tcon ipsu usene f luglio get cosi da Napoli tacita nmerta andarsene v da pò volia o intendeva ad xtorni yparti. 5) Il testo è guasto, manca qualche cosa. Il t. Mur. rifa e volge ad altro senso le parole, che seguono. 6) Vuoi. 7) Vattene. A. 1440 lui hebe ragione che tutti soi nemici erano con Rè Ranato. a 117 Retornata la resposta ad Antonio Caldola dice Riccio che ne voipiu,domandamo aRè de Rahona e cosi subbito mando Paulo de sanguine, et An tonello reale ' offerte de Rè de Rahona erano grandissime et questo medesimo di Antonello ba rone cavaliero Regio thesauriero extimando Rè Raneri havere in tutto perduto si levo dalo consi A. 1440 Alli 22 deGiugliolodidelaMagdalena se parte Antonio caldola stava in campo allepaduledeNa pole disfece Napole d'ogni cosa, et andosende ", et como fu a Pomigliano parlo insieme con lo Conte Joanne devinti miglia homo deRè de Rahona: Et intro Arienso , et Arpaya intro uno vallonello 4) non veduto : occultamente con Rè de Rahona et : : giurò humagio in sua mano dicendoli l'anima mia sempre e stata de dio, et lo Corpo de la Maesta vostra 5): como fo allogiato alo Ponte intra Be nevento, et Padula, mando et fece assignare lo castello de Aversa à Rè deRahona, et tocco dece milia ducati, Riccio aa era mo conRè de Rahona,che glio et saglisende 1) suso alo Castello de sant'he ramo, poco giorni innante l'havea dato Rè Ranato, et havealo levato a messer Ciarletta caracciolo , et incomenzo a fare tregua con Rè de Rahona etad pratticare , che a dispetto de Rè Raneri et de tutta Napoli facea venire li nemici inbocca porta Petruccia : Et quanto male potea fare fecea: Rè Raneri si infingeva non conoscere. Vengamo alaltro: Ecco, mo vidive venire li ho nimi de Rè de Rahona a pratticare conAntonio caldola et quelli de Antonio Caldola con quelli de Rè de Rahona et haveano daNapole la gras sa 2), et da tutte le terre de Rè de Rahona: Et mo tenea Antonio caldola lle dui retine in una mano dentro deNapole con RèRaneri erano que sti, Ramundo caldola, lo Conte de Celano, lo gatto Jacovo Zurlo con tutte soe gente, et tenendose questa prattica volere accordare durò piu giorni, dove Antonio caldola fe vista de accordarsemet tutto 3) ben da dui milia ducati:Etquesto duro fino ali 21 de giuglio ", et come hebbe lo compli mento deli denari se fece venire lo salvo con dutto da Rè de Rahona potessene andare per soi fatti: Rè de Rahona de grata voglia li lo mando P come lui volse et tutte le gente stavano inNapole se partero da Napole, et andaro in campo deAn tonio caldola con licentia de RèRaniere in Na pole resto solamenti Francesco de pisa, etalcuni altri condestabili de fanti *. a mandamo g applaticare b manca il cognome Barone debb tratta con tutta sua gente se parte da campo deAntonio Caldola, et andosende à Rè de Rahona, po un di che Antonio caldola mandò à Rè deRa hona lo piglio molto charo come quello havea sa puto misticare 6) le cose: Come foro partuti le gente da terra de lavoro , presto Ré de Rahona sende ce venne à campo in Napole Rè Ranato nde dd mando in Franza la Regina Elisabeth sua mogliere: la nora figlia de lo Duca de Borbona, et mogliere de Ioanne suo primo genito era chiamato duca de Calabria , et molti altri Franciosi portaronde onne Et fece fama mandava ad Papa Eugenio à Rè de Franza , et à tutti soi amici et signori li devessero aiutare con quelle doe nave erano poco innanti venute, et che mandava"per dena ri. Et intro questo trattava accordarse con Rè de Rahona con questi patti, et conditione, lui renun ciare lo Reame de Napole in mano de Rè de Rahona, et po sende andare, Et che Rè de Ra hona pigliasse per figlio adoptivo Ioanne suo pri mo genito , et confirmarlo duca de Calabria, Et sjala morte sua fosse vivo Rè Raneri havesse stato Re delo Reame de Sicilia, et si era morto fosse stato Re Ioanne duca de Calabria 7). Et sentendo questo li Napolitani andaro a Re Ra c salisinde hvidi iplatlicare j haviano dsu alo k manca dentro opotessende ple comandò qgero r Ranato a s infanti e iorni innanti 1 plattica f zarletta caracchiulo mdi accordarli nJulio t alli 22 de Julio lo di dela madalena se parti u giosendi v parla con Re xgiurò y dicendo z sua rone onne, et fe fama mandar. 1) Se ne sali. Dalla voce dialettale saglire. 2) Le grasce. 3) Forse bisogna leggere: toccò. 4) Valloncello. 5) Alfonso conoscendo l'indole del Conte Antonio, per dar gli danaro, impose una tassa ai suoi baroni, come risulta aa Rizo bb et de cc sene dd ne ee porta dal quaderno dei conti diGiacomo Amigo, Reggente della Tesoreria pel mese di settembre 1449. Cedola di Tesoreria numero 3 in fine, fol. viiij. 6) Imbrogliare, mischiare. 7) LO ZURITA lib. XV, 2 I, 264 t. A. 1440 118 nato à dire et gridare questa , e, la fede nostra havea à vostra Maesta che ne volite dare in mano de nostro nemico , Rè Ranato dice como volite essere disfatti in tutto Io voglio che me consigliate che cosa hagio da fare, et cosi subbito fo pigliato deliberatione mandare à Papa Eugenio, à lo Conte Francisco sforza, che era generale capitanio dele gente venetiane , et à Rè de Franza et ad tutti signori Antonio caldola sentendo la rotta de Nicolo punzino 1) teneb in mano 2) lassando la via de Rè de Rahona, et acconciosse con Papa Eugenio et piglio denari, et posse le gente per le stantie, et gabbo Rè de Rahona. Del mese de settembro 4ª Ind: 1440 Papa Eu genio , Et Conte Francesco scrissero come loro erano disposti à giutare Rè Raniere etNapoleet che se dessero bona voglia et lo agiuto fo de let tere, et non' de fatti, et Rè de Rahona stava puro à campo à Napoles et Napole stava con quella speranza. Dentro lo mese de Novembro presentis anni 4º ind. per tratto deMarino de Norcia era vice Duca in terra de Bare per parte d' Antonio caldola , et piu altri, quali si faceano partiali soi, Lo Pren e cipe de Taranto levò ad Antonio caldola Bare, Rutiliano, Cupersano, et tutto lo Contato, et tutte le terre de terra de Bare, salvo vitonte 3) Et presto assedio lo Castello de Bare et hebbe Mo nopoli, et accordo lo signore de Santo Stefano de casa Pignatello diNapole et posse in pace tutta terra di Bare. Ali 18 del mese de Decembro Rè de Rahona hebbe tratto lo castello de Benivento et appresso hebbe la terra, che lo partito de Rè Ranieri se credea nehaveria venuto bene che dopo non senti si stretta guerra, et questo mostra havesse fatto a manca subbito Botonta b tenne i et per questo c lo Conti j possese le terre qne da na kdapò r si partero si non. d ajutare 1il Duca 1) La rotta d'Anghiari toccata a Nicola Piccinino. 2) Tenere in mano dicesi a Napoli di coloro, che tirano le guide delle briglie per frenare il cavallo. 3) Bitonto. 4) Pare , che il Duca di Milano per allontanare Sforza A.1441 fare, el Duca de Milano per extinguere il Conte Francesco sforza ch'era Capitanio generaledeve netiani suo nemico 4), vedendo tutto questoAnto nio caldola timette, et subito se accordo con Rè deRahona, li facesse rendere Bari dal Prencipe, lo Contato de Cupersano, et Rutiliano, che lo Prin cipe non li lam volse mai rendere ne dare Ante da piu in piu stritto assediò lo castello deBare, che fece saviamente, si levo soi nemici da presso lui. Ala uscita de questo mese dedecembro 4.ª ind. 1441. 5) quattro surgenti 6) delo Castello de san theramo, tradero lo detto castello, et dederlo a Rè Ranato. Ecco mo Rè Ranato ha inmano messer Anto nello Barone con tutti li soi, et robba soa et possile pregione ", Et apertamente lo detto Rè manifesto à tutto Napoli como questo messer Antonello era degno de Morte, et perdonoli la vita, et cac ciollo de Napole. Papa Eugenio, El Conte Francesco sforza Ge noisi et ogn' uno havendo saputo accordata tutta casa caldola , l'ordine haveano dato mandare le gente loro, non loro parse bastante 7). Et Rè de Rahona fieramente diede ale terre de questi de casa Cutinghola8) le terre le trovoP piene como Ovo, che per lo passato nonhaveano havuta mai guerra, ne da l'una parte, ne dal'al tra : teneano li panni à quelli che natavano. Ali 8 de Magio 4 ind. in Napole vennero doe nave da Provenza adussero lettere, et anuntiaro, come Papa Eugenio, lo Conte Francesco Fioren tini et Genoisi erano Capitulati insieme ad morte a destruttione de Rè de Rahona, et che loPapa, Et Conte Francesco deveano mandare le gente per terra et Genoisi l'armata per mare ben potente, et non se partire , fino non havesse conqui fma non g in Napole hBari salvo e Ranato mmanca la npresoni odede addosso pmanca avere il castello, e l'ebbe poco dopo. Cfr. FACIO 136e CORIO Vpar. 707. 5) 1440. 6) Sergenti. dalla Lombardia abbia indotto Alfonso ad occupare le terre sforzesche del regno. Lo ZURITA 1. c. 265 racconta, che il 19 decembre Garzia de Cabanillas, stando di guarnigione a Montefuscolo, fece pratiche col castellano di Benevento per 7) Nel t. MUR.: « Il Papa Eugenio e il Conte Francesco Sforza e' Genovesi vedendo i Caldoreschi accordati colRe Alfonso perderono la speranza di soccorrere il Re Renato, perchè loro si ritrovavano intrigati in altre guerre , e non potevano mandare tante genti, che bastassero ». 8) Cotignola. A. 1441 stato Rè de Rahona et Reame 1): Jn questo me zo Rè de Rahona hebbe Cayaza 2) , et po ac cordo Jacovo carbone de Napole che tenea pa dula: poi se ne ando in Puglia, etfu ante Troya in campo, le gente del Conte Francesco che e rano jute venendo 3) mo uno pezo, mo unaltro, se possero insieme con Lionello acconzamuro, et con l'altre gente de Rè Ranato erano in Pu glia, dedero dentro lo campo de Rè de Rahona che ce fo una aspra battaglia et scaramoza, che ala fine ne hebbe meglio parte lo campo de Rè de Rahona: et ad Rè deRahona li fo forzato levarse da campo 4) et ando a viccarid 5), che era re dutta ad ipso, poco era: Et po erano revoltati ad casa de contignola , donde Rè de Rahona irata mente la fece combattere pigliola, et possila a sacco magno , po Rè de Rahona sende andò ados so de Francesco Buccatanula 6) de Napole ala Baronia de petra catella , et piglio uno castello che se chiamava Collo torto de ben40 case " et non potte fare altro in conclusione le genti del Conte Francesco per questa volta hanno fatto assai ha vere fatte perdere la stagione et tempo à Rè de Rahona. Dentro lo mese deGiuglio eiusdem anni 4Ind. Alixandro de cotingnola frate del Conte Fran cesco con Circa mille , et cinque cento persone era a lo Ducato deAndri7), habbe Prattica ' con lo Castellano de Piscara tradio, et dedila Lo detto messer Alexandro de tratta si mosse da Piscara non fando posa , dede à dosso à Ramundo Cal dola, stava ad campo ad Ortona ad mare , et a cardona b manca con Francesco Buccapianola cet con altri g de ben X le case mhaberlo npreite ogir det gio ad vicari hJulio p offerendoli che Crape le dava CC fanti obligandosi de la vita s preiti. 1) I capitoli della lega fra i Genovesi ed il Papa leg gonsi nel RAYNALDO ad an. 1441 p. 379. 2) Caiazzo. 3)Jute, andate. Cfr. il modo dialettale abruzzese va venendo. 4) L'esercito sforzesco assali il campo aragonese il 10 luglio. Cfr. Diar. anon. ap. PELLICCIA I, 123 : CORIO 797 : ZURITA lib. XV, 267, t. etc. 5) Biccari. 6) Boccapianola. 7) Atri. 8) Cfr. ANTINORI III, 382. 9) Conte di Tagliacozzo era Antonio Orsini, Giovanni Cardinale legato era della stessa famiglia. UGHELLI I. S. VIII, 142. 119 A. 1441 stava securo, et piglio ipso con tutte sue gente ad mano salva con piu de 500 Cavalli, et infanti, li quali stavano longe da Piscara à X miglia per havere Ortone ad mare , scamponde solamente Riccio et Josia à mala pena, et salvarose ad Ci vita de chiete 8). Papa Eugenio in questo tempo mando lo car dinale de Taranto legato delo Papa intra¹ lo reame con piu de dece mila persone, el Conte de tagliacoczo capitanio generale de tutte le gente 9) n 0 Lo primo ingresso fero alo Contato d'Albe , et heberlo ™ Et Ramundo Caldola lo portaro presone alo castello de Fermo, dela Marca, Et stando pre sone un certo tempo fo de po liberato pagò al cuni migliara de fiorini, et levasse le bandere dela Ecclesia et questo fo ali 25 d' Augusto 4. Ind. 1441. Ali 22 de ottobro 5 Ind. un previte torto 10) de Crape partendose da Napole come debbe andare à Crape 11) andò a Rè de Rahona offerendole dan dole. 200. fanti li dava Crape in mano obligandose dela vita : DondeRè deRahonafeponerein punto quattro galere 12) comandando loro devessero fare quanto per lo detto previte loro fosse ordinato, in effetto de notte arrivaro nel Isola, et primo tratto pigliaro donna 13) Crapa, et po ando lo pre vite per alcunipertusiposse dentro Crape li 200 fanti assagliero 14) eodem instante, lo castello, et la terra, et hebbero lo castello et la terra, et es sendo calate piu fuste doveano venireda Cornito et da Calabria carriche de grano per substenta mento de Napole credendo, che Crape stesse per ead sacco manno i hebbi plattica j scampando f adosso alle terre di kmanda q preiti 1 dentro ral 10) Forse di cognome Torto : Salvo che prete torto non voglia intendersi per mal prete. Tutto il racconto dell' im presa di Capri è molto abbreviato nel t.MUR. 11) Capri. 12) Nella Cedola di Tesoreria nº 4. f. CXXXXVI t. c'è un ordine di pagamento spedito il 18 ottobre nel campo di Pon tecorvo da Alfonso a favore di « XXV companyons qui deven anar .... ab les galees de mossen Pedro del busc e mossen Consalvo de Nava ala Ylla de Crapi per cert tractat que lo dit pedro mena ab certs hommes de la dita Illa per que la dita Ylla fos del dit senyor etc. ». 13) Éunmanifesto errore.NeltestoBN. leggesi domno. Po trebbe forzarsi la lettura fino ad interpretare dominio di Capri? 14) Assalirono. A. 1441 a 120 Rè Ranato como steva, fecero capo primo ad Cra pe como soleano fare et per questa prima fiata tutti accapparo 1) carriche de grano che nce foro presoni 40. homini boni de Napole guai 2) Na polepateagrandissimo sterminio che ne comenzaro à cacciare le bocche disutile, et tanto sustentava Napole per quanto se dava lo grano dal castello A. 1442 n rotolo 10) delo pane tari 11)uno, lo tumolo dela caniglia 12) tari tridici : lo ovo grana 2 , 13) non se trovava niente per denari,et piu personi si mo revano de fame.Ettuttipacientemente sustentavano con speranza venessero le nave carriche de vittu vaglia de Genoa, et lo Conte Francesco et Loise de sansoverino da lombardia, et tutti erano con novo. Lo legato Cardinale de Taranto fece tregua con Rè de Rahona, et lui se ne ando a Campagnade Roma, et posse le gente per le stantie, et cosi Rè de Rahona levo le gente soi da li frontere et passi: che fo principio dela perdenza del stato de Rè Ranato: Rè de Rahona se posseimpunto con soe gente et vended in campo in Napole. Ali 14 de novembro 1441 5 Ind. et possese à campo vecchio longo da Napole sette miglia et cqui ordino uno bello bastione. Lo fe scachizare'3) et infossare intorno et possele nome diva dela pace 4) insimilitudine de una città de Rahona, dove lui nascio et qua dentro fece habitatione et pagliare 5), Et tutto lo di alle piu belle sca , ramoze mai havesse visto: Deinde posse Campo à Puzulo con trabucchi , et bombarde , notte e di trahevano dentro la terra finalmente ali 19h de Decembro si rese , et hebbela: appresso posse campo à la torre de lo Greco: ali 26 de decem bro 6) 5. Ind. 1442 salvo lo Castello se tenne per alcuni di per fine lo Castello acconciò li fatti soi. Per nostra reverentia¹ 7) li antiqui dicono da quando fo edificata Napole mainon stette pegio Lo tumolo * 8) delo grano valere ducati9)undici, lo a manca tutti b deli boni c treva fortativi. Ali12 deGennaro 5Ind.° 1442. Rè de Rahona lasso la bastia fornita de gente, et vennesendede l'altra banda de Napole et posse campo à Pizo falcone 14) fortissima bastia stava contra delo Ca stello del ovo, che presto ' hebbe. Ali 17 de Gennaro 5, ind. 1442,lodide Santo Antonio: la citta de Napole era venuta à tanta fame, et inopia, che se venne a pagare in con tanto lo tumolo delo grano per docati dece: et quelli ne faceano pane à venderende caciavano meglio de docati dudici: lo tortanello de onge' 7 se vendia grana 51/2, et li biscottelli 15) de se mola fo extimato (perche se vendeano senzapiso) dalo thomolo cacciarse docati 18; la brenda 16) valea ad docati tre lo thomolo ad modo de seca tura de tavole , Et havese per grande amistate l'ovo ad grana tre; li gralli 17) inseano " dal'uva valiano ducati 2 lo thomolo, et miscolavase alo pane, et fino ala Cennere since miscolava,et tutta mo è scorza, non se trovava niente, che ' homini femine,picculi etgrandi, per la via cadevano morti gettavanose à pascerel'herbe ad modo de bestie, Carne de cavalli d' asini beato chi nde poteva havere a comparare à rotulo àgrana 6 et 7 et dvenne ead fscachiare j quanno k tumono t delo tomolo cacchiarse 1 13 1/2 u esciano m21/2 vseci o VI inditione pmanca de x cadiano morti gettandosi 1) Incapparono. 2) Manca qualche parola. Il senso è chiaro; prese le navi, cheportavano il grano e cominciarono i guai di Napoli. 3) Delle fortificazioni del Campo Vecchio si hanno molte notizie nella Cedola 4. 4) N. S. delaPaz. 5) Pagliai. gdomina hali9 ivostra reverentia q manca se r necacchiavano sunzi yet comperar ad rotulo grana VII. 9) Unducato valeva dieci carlini: il valore intrinseco del carlino risponde a circa L. 1,16. 10) Il Rotolo era di 3 libbre di 12 oncie l' una = circa grammi 1036. 6) LO ZURITA lib. XV 2 1X, 272 t. narra, che il dì di Na tale 1441 (secondo il computo usato da lui 1442),NicolaConte di Arena, Melito e S. Rufo inCalabria, per mezzo di un suo procuratore giurò fedeltà adAlfonso ydentro tres dias se rendieron los dela Torre Octava >. 7) Piuttosto per nostro ammaestramento. 8) Tomolo litri 55,5 di misura ora usata. 11) Un tarì= due carlini. 12) Crusca, voce dialettale abruzzese e puglieseancorviva. 13) Grano, moneta, decima parte di un carlino. 14) Da Pizzofalcone il 21 gennaio 1442Alfonso ordinò, che fosse terminata lasua stanza in Campo Vecchio Cedola 5, f. lxxxiv. t. 15) Tortanello, ciambella, è voce dialettale viva. Un' on cia, peso, rispondeva a circa gram. 28,794. 16) Crusca. 17) Credo, che il Cronista abbiascritto agrilli, voce dialettale viva, che valefidcini o vinaccioli. -- A. 1442 pero le matre, et li patri menar le figlie ad adul terio, et cosi li mariti portare li homini in casa. 121 A. 1442 et, subbito andò à surrento et ad maxam 6) fando C : : : Lo Rè Ranato vedendo la bona costanza et fi delita de Napole non ce havendo lassato grano, et altre cose alle castelle in salvitione de Napole et lui proprio maniava 1) et junta 2) et tutta la notte sulo et poco accompagnato guardavano intorno Napole finalmente vedendo non posser piu substentare è desperato deli soccorsi de le nave de Genoisi sub l' hora delo vespero questo sub scritto di intrato in consiglio 3) dentro lo castello de Capuana, et chiamata tutta Napole con lelacrime al' occhi Rè Ranato incomenzo a parlare in tal modo figlioli, et fratelli mei, certamente li Apo stoli non fecero tanto per dio, quello per me have te fatto, ad quello noi semo hogi ogn' uno de voi lo sente, et pero io intendo vivere, et morire, con e tutti voi io ho ordinato andarme alo castello novo ch'io vegio Napoli non se po piu tenere si vi pia ce teniti tre giorni che io acconciaro li fatti vostri et miei con Rè de Rahona, stando in questo con siglio et parlamento ecco venire quasi udita ve nire dal cielo una voce, Ecco le nave et subito resguardato foro vedute le doie nave ad doe hore de notte intrare dentro lo Molo de Napoli carriche de tutto bene de vita d'homo , le quale nave corsero fortuna 60 giorni che tutti foro de sperati de loro vita et certo teneano Napole es sere perduta, nonforsi alcuni insignali vedettero 4) non voleano entrare, Et cosi parse a Napoli es sere resuscitata da morte in vita. All' ultimo de marzo Rè de Rahona se parte da campo de Napole dala banda de sant' hera mo, dopo hebbe fortificata la bastia de Pizo fal cone 5) et andosende a vico, et per mare fugero 13 galere barche bergantini, et altre fuste in nu mero 80¹ et hebbe vico, che se rese de bona voglia a menaro udita dal cielo b salvacione g le navi generale guasto che si rasone che sorrento etMas sa non dessero mai bene 7). Ali 13 ° d'aprile Rè de Rahona hebbe Maxa, et tenendo strettamente assediata per mare et per terra Sorrento 8): intro questo mezo Antonio cal dola si rebbellò contro Rè de Rahona et accon ciosse con lo Conte Francesco sforza che ala volta dedereto non si trova havere servuto, neDio ne 8 lo Diavolo. In questo mezo, et tempo la Citta de Napole era affamata ad modo de sopra, et davase ogni di per bocca onze sei de pane cio, e , à quelli erano homini de guardia, et di defensa all' altri chi se moria, a sua danno 9),Erano doi mastri acconciava no li condutti venea l'acqua da ygliolo intro li puzi ad Napole 10) li quali mastri mormorato alo con siglio de Rè Ranato voleano piu pane, nonsi po tiano passare con quello poco pane, figlioli, re spose havessero piacentia, non se posseapiu; Que sti dui mastri non possendo durare si fugero " da Napole ala bastia stava avantiNapole à campo vecchio de Rè de Rahona: Era ordine et comanda mento, tutti homini et femine insevano da Napole prestamente fossero presentati innante Rè de Raho na à Capua, ò vero dovonque fosse stato, et cosi fo fatto di questi doi mastri, et perche Rè de Ra hona era stato sempre desideroso havere havuto attitudine 11) poner genti dentro Napole per li condutti intravano dentro Napole: Recepio molto chari li ditti maistri, et informatose del tutto, con grandissima promissione et doni trovo bene dispo sti ditti maistri fare cio che era del signore Rè * de Rahona, Et subbito dato l'ordine ponere ad executione de potere pigliare Napole. Rè Ranieri, et suo consiglio sentendo per pro prio aviso fatto da Napolitani erano con Rè de c et lui proprio con li soi mani ava (sic) et tutta h Lgiorni nragioni x aptitudine Ο14 y receppe p trovava z era de Rè. q sette i segnali rzo è ad j suscitata s possiano kdapo dchiama e chi vido 1 in numero di XXX t haverissivo .u sefugiro 1) Maneggiava. Tutto questo tratto è molto ridotto nel t. MUR. 2) Evidente errore dello scrittore. Leggi: jurno. 3) Il testo BN. è a questo luogo molto guasto. 4) Senon avessero visti alcuni segnali. 5) Nella Cedola n. 5, f. cxxx t. leggesi, che nelmese di feb fquasi m massa v escivano 7) Forse bisogna leggere: non hebbero mai più bene. 8) Qui dev'essere errore, il senso è: Sorrento et Massanon ebbero mai piùbene. IlRe era già all'assedio di Sorrento il 16 aprile. Cedola n. 5, f. Clxxxxiv. braio faceva fortificare con battide Pizzofalcone e Campo vecchio. 6) Massa. 9) Degli altri, chi non ne aveva suo danno . T. MUR. 10) « V'erano due maestri che acconciavano icondotti pei qualiveniva in Napoli l'acqua dai Doglioli dentro i pozzi>>> T. MUR. 11) Modo. 16 A. 1442 122 Rahona come se ordinavano tutto el di deve nire a pigliare Napole.Et dopo piu vedendo fu gire li maistri dali condutti incontinente comando a A. 1442 lo preditto sacchitello havesse parlato, et uscito fora , disse como tutti tre le mura et cancellata stavano bene, Et cossi Ioan Cassano et urbino 5) C ad Ioan cossa et Robino galiota devessero pro vedere, et havere bona custodia ad ogni bocca de d puczi dove andaro , et fecero fabricare di tre muri l'uno innante l'altro dentro lo condutto, Et fatta la cancellata de ferro et per alequantenotte ponessero suso le guardie, poi interlassaro le guar die de farnose : Rè Ranato et tutto suo consiglio non mancavano mai notte , et di de reparare et fortificare Napole: et poste et ordinate le guardie tutte intorno Napole et comandato non fosse per sona nulla havesse veduto morto, o, pigliato Rè Raniere non si devessero partire da loro stantie 1), et 4 squatre dele piu utile devessero andare in torno, et dove fosse lo piu' necessario devessero soccorrere, et per questa occasione la piu parte forno che si nascosiro loro robba ". L'ultimo giorno diMagio fo la festa delcorpo de christo : dove in compagnia, et inhonore dela fe sta Rè Raniere et tutta Napole con gran sollem nità , et allegreza per tutta la città andaro : Lo venerdi venente lo primo de giugno , la sera uno Napolitano affettava 2) lo stato de Napole fugio dalo Campo de Rè de Rahona, et venne in Na pole et disse come havea auduto dire da bocca deRè deRahona che innatesiano 15 hore io seria¹ dentro Napole Rè Ranieridisse, l'ha detto perpo nere pagura: niente dimeno habiate bona curam ale bocche de li puzi: Et incontinente Robino galioto porto uno nomine " sachitello de porta brognia 3) compagno de Francesco de pisa che era de Napole et deli fidati, et calollo dentro la bocca delo puzo, lo quale trova rutte tutte tre le mura, erano fabri cate (ne) li condutti, et la cancellata de lo ferro, Et presumasi 4) havessero trovato alcuni de quelli de Rè de Rahona dentro li detti condutte, con chi a da po b mastri deli per quella notte non ce possero guardie, ne piu se curano, subito lo detto sacchitello si getta da le mura, et andò ad Aversa ad Rè de Rahona, et contolli tutto el conveniente, di che Rè de Ra hona subito se mese in punto con circa dui mi lia persone et vennesende ad secundigliano casale longo 6) de Napole duimiglia, et hebbe li maistri preditti deli condutti, et da San gioanne a Car bonara fece intrare Pierro martino spagnolo con destabile, messer Ioanne carrafa, messer Mazeo de gennaro, et altri Napolitani, et maistri devessero conducere li fanti , foro 650 con le balestre et zaverine 7): per la stretteza deli condutti non po tevano " portare altre armature et arrivati in bocca deli puzi lo tempo nonloro basto poterne uscire piu che 40 dentro la casa de Catello 8). Lo sabbato ali doi del mese de giugno 5 ind. 1442 , ben matino al' uscita del sole Rè de Ra hona secundo suo ordine dato et credendose che tutti li homini posti dentro li condutti fossero in siti dentro Napole comando ogn'uno devesse ar ditamente assegiare Napole et che intrati deves sere ponere ad saccho magno, ne meno fatto atto a nisciuna persona 9): dove virilemente tutti à piedi conle abbracciatore 10) etscale dela banda de San Ioanne àCarbonara,assegiassero , dovede bone spingarde, et balestre nde foro morti dui, et infiniti non si accostando alle mura se retornarob indietro : Rè de Rahona se desperava credendose che tutti li soi de li condutti fossero presi et morti Et andavasende via, li dui maistri remandaro doi dentro li condutti con dire come loro erano tutti salvi , et che la facenda era in punto, et che stesse fermo che lui tenea de havere sua intentione. Tornamo alli 40. homini che erano usciti fora d ad due bocchedi i gero j junio qlo r Sosichino z li abrazatori kodito s l'infanti aa assediassero c cassano 1 serrò efore m habiati bona providenza t furo ducento cinquanta upossiano bb tornaro cc come li 20 erano. 1) Intendi, che nessuno dovesse partirsi dal luogo, ancor chè vedesse Re Renate morto o fattoprigioniero. Nel t. MUR. sono molti mutamenti e giunte. 2) Adfectabat. 3) Tutto questo brano manca nel t. Mur. 4) Presumevasi, che etc. 6) Lontano. 7) Chiaverine. f ilpiù na nome v non basto poter hjorno g nascosero la robba o se havessero xusciti plo ditto yassediare 8) NOTAR GIACOMO 86, dice: mastro Citello cosetore. 9) Senza aver riguardo a nessuna persona. 10) Deve essere un ordegno di guerra, del quale nonsi trova menzione, nel t. Mur. In questo è erroneamente notato 5) Giovanni Costa e Rubino nominati più sopra. il fatto sotto la data 12 di giugno. 1 A. 1442 : 123 A. 1442 mandando ad chiamare ciaschuno venesse ad soc , dentro uno terregno 1),scendendo la figlia de Ca tello 2), et videndo quistoro questi li dedero de mano, et preserola con dire viva la pace, et de mane 3) preserola matre et tutti doe queste te neano requiete , et stando cosi, ecco venire Lio ne figlio di Catello venea de sua stantia per an darse à refrescarese ala casa et di botta apri , la porta, quelli dentro fando forza volerlo pren dere, nonpottero, ne sebbero si ben fare che non loro scappasse : Lo ditto Lione come debbe 4) pigliare la via verso lo castello de Capuana tutto appaurito prese la via de la logia de Ienoa 5) , li homini de Napole videndolo assai smarrito li : ademandavano , et lui respondea che li nemici erano entrati dentro Napole et erano per la casa, et per ogni parte: de mano in mano questo si spase per tutto Napole beato era quello innanti se potea nascondere, et abandonare le stantie. Li prefati homini 40 vedendosi essere scoperti, erano disperati, se insero tutti stritte con speran zavenirealle mura et gittarse fore, Et venendo alo muro trovaro quattro homini stavano , et subito fugerno li Napolitani: vedendo Rè de Rahona non havea possuto fare niente et che havea poco gen te tutti disordinaro , et lassaro le mura : questi essendo arrivati alle mura, et videndo Rè de Ra hona stava fermo loro basto l'animo, et presero la torre di santa Sofia, et parte dele mura et pos sero la bandera suso ala torre: avidendose Rè de Rahona comando a tutta suagente che ogn'uno fosse valente, et non forzati , ne toccati persona nulla et la robba sia la vostra : subito animosamente possero le scale alo muro dove haveano pigliato, et incominciano ad montare suso, Rè Ranieri an dava intorno Napole confortando ogn'uno con ca valli 20. et iunti alo loco dove erano saliti soi nemici: virilmente incomincio a ferire supra loro, a Citello b la cde requieto d sappero correre per lo comandamento haveano havuto se havessero veduto morto ò preso Rè Raniere nesciuno se devesse partire da soe stantie, pero nisciunoh nce volse venire salvo Francisco de pisa ch' era con meza compagnia ala Annuntiata , et la altra era spasa a la guardia de lo bordello. Et posto insieme Rè Ranieri incomencio à fare come un leone , et de primo tratto con sue mane nde ammazzo tre, et reposse la fachina 6) , voltosse , et vede l' altri che pigliavano presoni, lui disse ammazzati et non presoni, trovando un altra fa china, et puro da7)dentro, et Ecco venire un colpo de petra da suso la torre, et daile ala man de stra, che tutta li la tormento 8), stando un poco se parte arditamente et feri 9) che ne ammaczo altri tre , che cosi le inpagurio , che beato era collui se potea menare dalle mura che quasi non nce era stato neuno ch'era ben soccurso da quella banda. Tricento genoisi tutti in coraza * et ben armati guardavano la porta de Santo Gennaro audita la novella : li catalani erano intrati dentro Napole li ditti Genoisi incontinente si possero in fuga, beato era quello innante gionsesse a salvarse alo castello novo , teneano ipsi genoisi , le monache de santa Maria de donna Reyna, haveano parenti da fora con Rè de Rahona, ad videndose deli atti deli ge noisi haveano abbandonato la porta de Santo Gen naro incomenzaro à fare insegnale™ 10), et chiamare uno Marino spiczica caso, un preite , et altri de Napole corsero et presero la detta porta, et ca laro in sarzi et scale 11): Et avistandose ° Rè de Rahona corse in quelle parte de che subbito fo dentro Don Pietro Cardona con circa 500. per suni, et virilmente presto scorse intorno, et trovo messer Carlo brancazo, lo quale abbattero da ca e esciro jera restato kcorazine 1manca incontinente f iettarse m adfar segnali 1) Forse in una stanza terrena. 2) Dai documenti non appare il sarto Catello o Citello, auna donna detta Ciccarella delo Puzzo e una figliuola a omeElena Cfr. CROCE Il pozzo di S. Sofia in Napoli no g neuno dovesse nsarte hnexuno ialtretanti o avvistandose. 5) Antica via di Napoli della regione Pendino ; mette capo alla piazza larga presso gli Orefici. 6) Probabilmente una foggia di spada. La voce non è ri portata dal GRASSI, Diz. Mil. Tutto questo tratto è molto ab lissima 1893. Vol. 2. pag. 125. 3) Probabilmente manca qualche parola; tutto il senso e chiaro:et de mano presero la matre e tenevano quiete tutte e due etc. 4) Poichè deve etc. breviato nel t. MUR. 7) Dà, verbo. 8) Addormentò, intorpidi. 9) Manca forse: si. 10) Segnale. 11) Forse : Sarte et scale. Cfr. NOTAR GIACOMO 1. c. A. 1442 124 vallo, et preserlo . lo prefato don Pietro monto a cavallo et retto tramite sende venne in quelle parte dela torre de Santa Sofia, dove stava Rè Ranieri gridando ala morte, Rè Ranieri vedendo lo ditto don Pietro à cavallo, et con tanta gente stupesce e disse, onde, e, intrato questo à cavallo donque so io traduto , cum toto hoc lui disse ali soi, ogn'uno de bon core dea dentro, che 1) un gen til homo de soi famigli non volendo ferire sopra inimici, Rè Ranieri con sue proprie mani lo amaz zo disperandose, et dicendo ay dio se fosse certo A. 1442 per la pagura erano nascusi, Le tre cose perdono la Maesta de Rè de Rahona àNapolitani, che haviano dignamente meritati7), fo la prima tutti deveano essere morti, et posti in galea, tutte le receppe ingratia collaudando haveano fatto valen temente dicendo attendessero ad fare bene che lui intende ad farli meglio , che da poi hebbe piu cari quelli, che li soi, et neuno accosò 8) loro dire, essere morto non curara 2) ma , io temo essere presone et cosi non potendo piu resistere, sende ando alo castello novo che per dentro Napole an dava dicendo consiglio 3) traditore, Rè de Rahona incomincio à fare rompere la porta de san Gen naro, comunimented4) tutta sua gente intraro dalle mura, et possero à saccho tuttaNapole per spa tio de quattro hore, intrata la Maesta de Rè de Rahona in Napole. Quella clementia uso christo in croce , uso sua Maesta à Napolitani; che tre cose meritaro Napolitani che non recepero, consi derata la morte delo inclito fante frate de Rè Ra hona, li gran dispendij , che si tutte le montagne de Rahona , de Catalogna et sicilia, et de tutto l'altro suo paese fossero stati d'oro, et argento non seria bastato alle spese dela conquesta de questo Reame,li continui affanni, ingiurie et vilipendij au ditose lui con sue orecchie da Napolitani per an ni 20. 1o bon Rè de Rahona rende per male bene à Napolitani incontinente intrato dentro 5) universo banno comando à pena dela forca non fosse per sona nulla devesse ponere piu à saccho salvo quella robba fosse stata innante guadagnata delo banno6) alcuni volendo essere inobedienti con sue proprie mane posse la capeza in canna fando vi sta volerli inpiccare : ogn' uno cesso, prendendo quelle haveano guadagnate, et la citta fo quieta, et tutti li patroni si retornaro alle loro case: che a preserollo b con tutto ciò i iustamente haveano j accusò c dia kse p.a se tu fuste angioyno etc. deventaro come fratelli debbefare ponere a bottino le donne che non ne fo toccata nulla; Tertio debbe tenere, etponere a saccho Napole uno mese, che9) se haveria trovato dela robba, che poco robba sence perdio da uno giorno à altro: Parse Napole non havere havuto mai male che tanta fo la gente concorse, e, la grassa venne à Napole per bon tempo non si recordava tale che parimente tutti Napolitani ha vessero creduti havere trovati tanta gracia ala Maesta de Rè de Rahona, non haveriano substi nuto tanta penuria, et fame: siche de questoven nero 10) li piu contenti homini del mondo. La domenica ale 3 de Giunio 1442. 6 ind. 11) le doe Nave aspettava RèRanieri vennero carri che parte nde scaricaro, et fornero lo castellonovo, et parte ne ritornaro : lo Duca de Rayneri lassò Antonio calvo de Genua gubernatore del Castello novo, et postose su in nave pervenne inFiorenza12) che con Palio, et ogne sollennità fo receputo da Papa Eugenio, etFiorentini,dimorando qui alquanto di, lo detto Papa liconcesse per bulla lo Reame de Sicilia vedendo non havere altro agiuto¹, sende ando in Fiorenza 13): Lo Castello de Capuanase tenne poco giorni, et dopo sirende: stando lo Rè de Rahona per alquanti diinNapole ad ordinare l' assedio delo castello novo , et delo castello de Sant' heramo. Ali 21 deldetto mese degiugnocavalco dalMac zone et sende ando, et posse campo à serghi° 14), et hebbela presto con tutte le gente d'arme erano e infante d quasimenti 1 ayuto 1) Invece di che, credo bisogni leggere et 2) Curara forma dialettale viva abruzzese per curerei. 3) Il consiglio regio. 4) Pare stia nel senso di in generale. 5) Bisogna aggiungere qui con, o qualche altra parola, che valga a dichiarare il senso. 6) Se innante è posto dopo guadagnata tutto è chiaro. 7) Intendi: le tre cose per le quali avevano degnamente meritato pena etc. mFranza f stipendii nalcuni g volendono o seryj. 8) Credo debba leggersi ausò, osò. 9) Perchè molta roba era stata nascosta. 10) Divennero. 11) V indizione. happiccare 12) Ottino Caracciolo, Giovanni Costa ed altri nobili na politani seguirono Renato. FACIO 153. ZURITAlib. XV. 2XI. 13) Bisogna leggere: Franza. 14) Sergna, Isernia. Cfr. CIARLANTI 433. A. 1442 |2 * 125 dentro, po posse campo ad Campanone 1), et per guardia de Campanone et del Castello supra ogne gente era Reale * frate de latte del Conte antonio de trivento , et dentro lo Castello erano piu de 23. milia ducati et multe altre gioye, et robbe de detto Conte Antonio : 10 Prefato Antonio reale per acconciare li fatti soi con Rè de Rahona in capo de doi di ottenne salvo condutto per andare à fare sua excusa ad Antonio Caldola stava con suo campo à sperone d'asino , da longe dal campo : A. 1442 na, et informollo del tutto ,Rè de Rahona se posse inpunto etvenne ordinatamente de venire ad scon trarlo qui sotto sassano, et posse assaifantide reque sto'6) dentro Saxano 7), etde ben mattino incomin cio à fare battaglia, de primo tratto Rè de Rahona perde doe squatre del Marchese de Vintimiglia con uno squatrone era nascuso da la notte innante, dentro lo bosco in una valle,et da dereto dero intro li carroagi, et cosi foro trameczati in mezo et con tutto questo le gente Caldoresche faceano come li sforzi 8), et come anco deprima el ConteAntonio non come Capitanio lui si adoperava si non come uno valentissimo homo d'arme: Et perche le gente Caldoresca stavano per meza, et tutti disdignati con lo Conte Antonio non fo nesciuno facesse di : A : 2 L de Rè Rahona circa miglia cinque, et exposse come lui non se possea tenere: convenia rendere Campanone et lo Castello, si esso non venia a suc correre,Antonio Caldola avarissimo homo costretto de cupidita, non resguardando ultra subito dice alo Conte gioanne frate del Conte Francisco, lo quale detto Conte havea mandato insubsidio de Rè Rana to condue milia personi, et era insembiato con lo detto Conte: Andamo che noi romperemo, etpiglia remo RèdeRahona, cheAntonio reale mohadetto che so tutti gente comandate portassero (sic): Lo ConteGioanne respose à me nonpare ilpartito, ho comandamento dal Conte Francesco mio frate non debia pigliare battaglia con Rè de Rahona, et puro essendo disposto d'andare, io me retornero 2)indie tro: Lo Conte Antonio respose, sappiper certo che si tu nonvieni io te saro nemico Et cosi lo Conte Gioanne per non essere disfatto li convenne farecio che volea Antonio Caldola 3). Ali 28del predetto mese de Giugnio fo la vigilia de santo Pietro anno domini 1442.V. Ind.ª el detto Conte Antonio venne sotto Saxano 4) per venire à trovare Rè de Rahona: et lanotte innante sende fuggio dalo Rè Paulo de sanguine con una grossa squatra de gente d'arme5) et venne a Rè de Raho a era Antonio Reale Joanni respose, etc. ble robbe sue d manca V ind. edi tutto fesa niente, cacciasse spada in continente si viddero tramazati si possero in fuga, subbito lo Conte An tonio, fo preso et lo Conte gioanne sende fugio con cavalli 15 et andosende ala Marca tutta l'altra gente Rè di Rahona redusse in soi servitij 9). Rè de Rahona havendo havuto la supradetta vittoria tutto Apruzo se redusse sotto sua fedelita et retto tramite, sende ando ad campo a' l'Aqui la 10), demorando per alquanti di, Rè de Rahona dubitava delo Conte Francesco et de Nicolao pi zinino, et tanto l'uno, quanto l'altro tutto lo di si mandavano recomandando à sua Maesta mandan dole lo Conte Francesco una sollenne imbasciata a Rè de Rahona volendo sempre essere suo ser vitore 11). Rè de Rahona volendo ponere pagura adNico lo piccolino, lo Conte li adomandava 12) al Rè 40 milia ducati, mostro accettarla et remandolli mes ser Indico 13) con plena potesta , dove lo Conte Francesco giuro humagio, et subbito levata l'of c Antonio reale mo ha ditto che so tutte genti com.ri porta seco , lo Conte f requiso (?) get come feano da prima i in j arrecomandando kjurò. 1) Carpenone. 2) Il testo in luogo è evidentemente guasto; in quello MUR. questo brano è tutto rifatto. 3) Cfr. SIMONETTA 315. 4) Sassano. 5) Cfr. FACIO 153. « Fuggio dalo Re › bisogna intendere fuggì, abbandonò la parte di Re Renato. h subito Abruzo campo contro Carpenone nei giorni 28, 29 e 30 giugno. Fol. 293 t. 292, 290 t. 10) Il Re dopo la vittoriadi Carpinone non andò difilato all'Aquila: il dì 21 luglio fu a campo ad Arielli, il 27 da Capestrano passò a S. Demetrio. Cfr. ANTINORI III, 387, 388: ZURITA lib. cit. 2 XIII 279. SIMONETTA 323. Il dì 3 agosto Alfonso stava ancora col campo a S. Demetrio. FARAGLIA, 6) Di riserva. 7) « Il Re pose una buona banda di gente dentro Ses sano, che stettero a requesta etc. » t. Mur. 8) Sforzeschi. 9) Nella Cedola n. 5 si trovano varie spese ordinate nel Cod. dipl. Sulm. 336, dipl. per l'Annunziata di Sulmona. 11) ZURITA, 1. c. 12) Intendi: poichè lo Conte Francesco Sforza li adoman dava etc. 13) Inigo Guevara. A. 1442 fesa à tutte soi terre tenea lo Conte Francesco nel Reame de che Nicolo temette fortemente et 126 subbito se hebbe accordato con Rè de Rahona come meglio potte unde Rè de Rahona mostro claramente como detto messer Indico non hebbe da soa maesta quella comissione, et cosi lo Conte resto nemico con lo Rè de Rahona 1) : Antonio caldola mostro per proprie lettere come quelli a A. 1443 Anno Domini 1443. La Maesta de Rè deRaho nacon lo carro de triumpho etinsigniodevittoria triumphalmente abattuto una quantita de muro alo mercato dentro Napole accompagnato da tutti signori de lo Reame, essendo stato receputo gra tiosamente da Napolitani, Et da ogni altra gente, la festa allegreza : contenteza, et yoya fo gran de per tutto, et Iostre , et danze per tutto Na erano intimi de Rè de Rahona, li scriveano non devesse venire ala Maesta de Rè che subito li era tagliata la testa, et timendo (pero lui era pre varicato da soa fidelita) et piu mostrando, Como piu signori delo Reame haveano mandato alo Conte Francesco et capitulati, Et per questa occasione li fo perdonata la vita, et redutto in gratia las sandoli alquante picoche 2) inApruzo ne lo mando stesse a reposarse in soa casa: Ré de Rahona à tolte tutte le gente d'arme a ciascuno signore re servato alo Prencipe di Taranto gran condestabole. L'Aquila se rende 3), et Rè de Rahona sende venne in Puglia incontinente hebbe lucera 4) et sanseveri , ettutte leterre del ConteFrancesco che hogi ali di 8 del mese de Decembre 1442. 6 Ind. non ce resto altro che lo Castello de Manfredo nia, el Castello de sant'Angelo del monte assediati strettamente : Lo Conte 5) sta ala Marca restritto intorno dalle gente de Nicolao Piczinino , Rè de Rahona per la fama era per Puglia non ce pos sette durare, e, venuto d à Barletta adimorando per alcuni di po a Trano à Molfetta in Jovenazo, poi se ritorno in Barletta, tutto lo Reame de Rahona ha redutto una casa de pace tenendo ragione à ciascuno, piccoli, et grandi che si la ha sende la porta. Ali 25deDecembro. 6. Ind. 14436) Rè de Ra hona have havuto lo castello novo et lo Castello de sant' heramo castelli de Napole, et cosi Mon tecasino: resta in Calabria ad havere solum Ri gio et Tropea. a mancaper parte de bhavisse c Sansoverini pole 7). La detta Maesta non ha voluto conoscere niente per lo passato, ansi, l'ha premiati, chi era barone, fatto Conte, et chi Conte fatto Duca, et cosi ingranduti ciascuno secondo suo grado dicendo che ciascuno intenda ad fare bene et lo devere che lui lo fara à loro. Lo duca d'Angioia fo in Fiorenza al Papa, et conoscendo sua poverta non nce essere effetto nullo a suo stato, vilimente disse Io non voglio lo Conte Francesco sforza ne altro faccia piu mercanzia de me, et subbito mando Gioanne cossa,et fece* assignare à Rè de Rahona lo Castello novo, et lo castello de sant' heramo in Napole refutando 8), et tutto si excludendo sende retornò con le trom bette alo sacco in suo paese, in Franza: Diro al presente un poco de umbrettatraPapaEugenio, et Rè de Rahona legeramente fanno guerra, la detta sacra Maesta de Rè de Rahona ha fatto duca di Calabria lo Ill. Signor don Ferrando de Rahona unico naturale suo figlio, et tutti li si gnori hanno giurato humagio ad esso, et ad suo figlio, che dopo sua morte sia Rè de lo Reame, et dato ordine ciascun foco delo Reame paghe un ducato 9) se fa summa venga in sommaper anno cinquecento milia ducati rompendo tutte gratie de soi predecessori et che lui avesse fatte. m Anno domini 1443. intro lo mesed'AprileJacovo pizolillo figlio de Nicola piccirillo 10), dela citta de Trano senne fugio , in meno di 14 hore insio dalo Reame, et andosende alo padre subbito Rè de Rahona fe pigliare tutte le gente d' arme, et e la Maestà del Re dvenne ad h Et da ogni altra gente la festa fo grande et iostre i non vegio fAnno preditto j ne altro faza mercantia Iet tutti m pizolillo. 1) Cfr. FACIO 195. 2) Bicocca, casa di poco conto. 3) L'Aquila si accordò il 6 agosto. ANTINORI III 388 gunagran ketfe 7) Cfr. G. PASSARO 23, il quale pone il trionfo addi 26 4) Lucera fu data al Re dal castellano Antonio Dentice, il quale pel tradimento si prese cinque mila ducati. CEDOLA 6 f, CXXXV t. 5) Il Conte Francesco Sforza. 6) È indizione VII secondo l'uso del regno. febbraio 1443. Diar. Anon. in PERGER 126 I. CATANIA Ivi34 N. GIACOMо 88. 8) La Notizia è già data sopra. Da questo luogola Cro naca nostra diviene meno interessante ed accurata. 9) Cfr. Privilegi et Capituli etc. di Napoli I. 12. AGETA An. not. ad Dec. Reg. MOLES. 10) Jacopo Piccinino figlio di Nicola Piccinino A. 1443 127 mandolle à Nicolo suo padre, havea lasciato * suo figlio alo Reame con dire come sua Maesta si ma ravigliava dell'atto havea fatto suo figlio, Nicolo respose io so stato cagion de fare havere lo Rea me à Rè de Rahona: Et io sarò occasione lo perda poiche lui non mi ha atteso quello me pro mese, Primo darme Capua, et Aversa, et la figlia dare per mogliere à mio figlio, et mo l'ha alo figlio del Marchese Ferrara 1) et L. Milia 2) du dati del mio servuto, et in altra manodducato. 18 milia , siche lui si faccia soi fatti che io faro li miei. Poco po stette, puro in questo medesimo tempo Nicolo picciolino si indusse in persona ad venir ad parlare à Rè de Rahona in Gaeta 3), et sub bito fo accordato , Et in poco giorni Rè de Ra hona similmente fo in accordio con la Santità de Papa Eugenio 4), et incontenenti sua Maestà ven ne in Napole et possese in punto con più de dece milia persone, et andosende contra lo Conte Fran cesco sforza ala Marca dancona ,Et uno piu bravo de tutta la compagnia capitanio generale de tutta la fanteria del Conte Francesco sforza l'hebbe ac cordato , et dedele lo passo, et intro dentro la Marca 5), lo Conte Francesco per pagura sende retrasse in dietro à fano , et lasso proveduti de gente ali lochi forti, in breve hebbe chese 6) per tradimento de uno Troylo Gaetano 7) del detto Conte Francesco poco po passata tutta la marca reservato Fermo : Ascoli, La Rocca Contrata, et Fano: per declarare bene il fatto de voltata de questo Troylo , et Perro brunore 8) fo fatto ad arte che cosi essendo il campo ante à Fermo; lo a havia lassato g presoni et dizò k al fratello del principe de. b moglie h cosi piu cet mo la ha data i racquistolla da tempo 1) Nel Diar. Anon. cit. 126leggesi: 1444. A 13 d'Aprile Madama Maria figliuola de Re de Raona andò a marito al Marchese de Ferrara etc. » Cfr. Diar. Ferr. R. I. S. XXIV. 2) Nel testo trovasi L sovrapposta ad M: cinquanta mila. 3) L'incontro tra Alfonso e il Piccinino avvenne a Terra cina. Cedola n. 6 t. 351, 389 t. 398. 4) I capitoli della concordia furono fatti il dì 14 giu gno 1443. RAYNALDO ad an. T. IX. 42. 5) Cfr. ZURITA lib. XV. 2 XVIII, 280. Annal. Foroliv. R. I. S. XXII. Simoneta 320 e seg. 6) Iesi. 7) Leggi cainato, cioè cognato. Lo ZURITA 1. c. scrive: FACIO 185, « fon tana del Chiuppo, tre migliadiscosto daTiano > DI COSTAN zo Ed. Gravier 509. 11) Antonio de Centellas y de Veynte milla ZURITA287. t. 12) Richetta Ruffo. Id. ivi. Era figliuola di Nicola Ruffo e di Margherita di Poytiers. 13) Inigo Davalos. 14) Conserva in petto. Cfr. VIRGILIO Aen. І. 26, 27. 17 -- Α. 1444 e la piu parte dele terre li ha levato , et tenne assediato lo detto Marchese à Catanzaro usque 130 mo 1445 8 ind. 15 februarij verum lui se ha vo luto piu volte rendere , Rè di Rahona lo vole per homo morto, et ad destruttione ipso non aspetta succurso, et ne ajuto nullo da chivelli 1), dio li faccia de bene, imperoche ira reale rompe molte ale. A. 1445 Incontinenti la Maesta de Rè de Rahona si parte da Calabria de questo mese deAprile1445. Et venendosende ad Matera fo ad Altamura , a Trani, in Barletta , et qua si fermo per alcuni di , poi sende andò ad Fogia, et qua ordinò la la caccia de parate de Insartih 8) girava intorno piu che 50. miglia, et qua dentro introdusse una gran frotta de cervi, et postosi sua Maesta con In questi proximi giorni , passato per questa alcuni altri con cani, et cavalli , con balestre, nostra marina de terra de Bare et passato *messer non si ricorda mai tanta cervi essere veduti in Borso fratello delMarchese de Ferrara, et tutte quella pianura de Fogia, Quanto perquesta volta le terre del Ill.º signor Prencipe le so bfatte le sende presero, che ale Castelle de Barletta, etde le spese ad esso, et ad tutte sue gentiet cavalli, Trani nde mando 400. per salare et fare moni per farne certi questo è caynato ala figlia de Rè tione , et donare a soi vaxalli, cortesani et ser C di Rahona et con esso lui porta piu che cento vitori: cavalli, dove nce so cavalieri signori et gentil ho mini grande autorita, falcuni, asturi, sproveri 2), bracchi levreri ultra modo homini tutti gioveni Et passato in Taranto llà lassò tutti li cavalli, et parte de la gente et possesi in alto , e conduce rose in Calabria per abbattere 3) con Rè deRa hona, per ottenere partito. Vengamo admadamma Isabella nepotede loIII. Prencipe de Taranto , et mogliere de ' Ill. Don Ferrante Duca de Calabria in Leccie venne mes ser Incorrigia 9) con una gran frotta de signori catalani a prendere et ad affidare la detta ma damma ysabella, Et condutta àTaranto dentrolo .. 4) armizante, et experto alo mistiero de le arme. Retornamo à Rè di Rahona 5) che lo detto Marchese la sua mogliere et figli d con la Corre gia in canna pretermittendo 6) li gran falli sua Maesta li perdono la vita , et piglio per sua si gnoria tutto el marchesato de Cotrone, et esso con la mogliere, et figlioli neli mando in Napole, dove poveramente conducono loro vita 7). castello in una sera volendose fare à vedere 10) in una fenestra posse lo pede in fallo et casco: si fe male , et specialmente alo vulto, che morò paricchi giorni ad non possere andare, confortata se parte accompagnata dalo Ill. Prencipe de Ta ranto suo zio , et dalo detto messer Incorregia* Triumphalmente e, condutta alla Cittàdelo Duca de Venosa suo zio, anchora in questo mezosuc 1 cede venire novella à Rè de Rahona à Napole a manca et passato de parare de sciarti bfo i incluse c de grande j cavalleri dfiglioli k in Correglia 1) Nessuno. 2) Sparvieri. 3) Nel senso di combattere. 4) Malcano alquante parole « ... Ando atrovare ilRe con disegno di porsi ai suoi servigi. > T. MUR. 5) Anche in questo luogo dev'esserci una lacuna. Lo Zu RITA e pigliossi sua signoria 1alo. fa ggiorni hcacchia guaci della loro Ribellione perpetrata per essi contro detto Re maxime nella provincia di Calabria per ricuperare il loro stato del quale erano stati spogliati dal Re Alfonso primo Padre di esso Rè etc. > Ferrante restituiad Antonio: Cotrone occupata dal Principe di Taranto, Catanzaro, Santa Severina, Misuraca, le Castelle, Rocca Bernarda,Policastro, XXXI. 292 narra, che Alfonso , se ben fosse solle citato dal Duca di Milano a perdonare al Marchese,perchè voleva esser soccorso egli minacciato da Francesco Sforza, condusse innanzi l'impresa fino a che in Catanzaro lo co strinse a cedere. 6) Dimenticando, non tenendo conto. 7) Tutto questo tratto è molto ridotto nel t. MUR. Il Mar chese poi passò ai servigi dei Veneziani. Nei Rep. ai Quin ternioni di Calabria cita et ultra, Colrone, leggesi: « Nell'anno 1463 a 24 giugno in suis felicibus castris prope Cancellum. Re Ferrante indulge , e perdona l'Ill. Antonio de Centellis de Ventimiglia Marchese di Cotrone sua moglie e loro se Taverna, Rocca Salloca e Tiriolo rimaste alla r. Corte;Bel castro, Cropani, Zagarisi, Simigliano, occupatedal Principe di Bisignano, e Muso Barrese ; Cirò Melissa , Castello Me nardo, « cum Mottis seu Serris Montisori, MontisRossi atque Palie Castello Vetere, Roccella, Rosarno, S. Lucido, Mon tebello occupate da Galeotto Baldassino ; Badolato, Motta deli Cucuzzi , posseduti da Luigi Arena; la Baronia del Bianco, Torre Bruzzano, Motta Bubalina, Pandura, Crepa core etc. 8) Sarte. Cfr. SumMONTE III. lib. X. 9) Ximen Peres de Corella. 10) Modo dialettale usitatissimo per darsi a vedere. -- A. 1445 L : : 131 dove ipso era pervenuto, che erano morte doe soe sorelle ,l'una fo la regina de spagna,l'altralaregi na dePortogallo1)donnesapie et de gran excellen tia: sentendo sua Maesta tale novellade tale et tante DonneReale sue sorelle se mosse à tanto grandis : simo corruttoet pianto vestito esso,et tutti soi servi dori et signori de lo Reame che vid erano venuti a la festa della gran sponsaglia, che per modo nullo se possea consolare, ne pigliare conforto; Et stan dose in questo per spatio de paricchi 2) giorni , la detta Maesta fe le grande exequie si delo in A. 1445 dela gran caldura et qua si celebrano le grandi et solenne exequie , et lo corpo suo posto po dentro un thumolo in questa medesima Ecclesia de santo Pietro; et po si fe lo sermone de grande autorita et profundita Complite et fatte le ese quie , la Domenica sequente dela Trinitate fo alli 28 de Magio 9), Rè de Rahona se veste tutto de panno nigro, et cosi tutti li signori et las sato la gran trivolo, lo inclito Don Ferrate unico figlio de Rè de Rahona essendo condutta madam clito infante suo fratello che fo ammazzato in nanti Napole con tutta la cherechia 3), et religio si cavalli coperti , et tutti signori de lo Reame Napolitani, et donne andaro fora de Napole ad Santa Lucia, et allumate le fache 4) infinitietho noratamente preso da entro lo castello dell'Ovo, el tauto 5) dove era lo corpo dela bona memo ria inclito infante de castiglia frate de Rè de Rahona con generale amaro et crudo pianto da tutti: che le lacrime bagnavano la terra, et pi gliato questo tavuto coperto de velluto , et con quattro bastuni relevato in alto per quattro conti portato, et quattro baroni con tale aste ad aiu tare 6) ciaschuno suo Conte: Et condutto ad santo Pietro martiro che tanto era dela cera dentro la Ecclesia fore , et intorno , et suso al' astra chi , 7) che era uno stridore ad videre et lo caldo imposto ogn'uno travenne 8) strangosciato a due sorelle i alle astrache p inimititia. breyna c reyna j in posto onn' uno dche li kin ma Isabella a Napole et Receputa dala Maesta del Rè come a figliola et adestrata con lo palio et circhio d'oro in testa come a Duchessam de Ca labria nelo Archiepiscopato de Napole se la di sponsò con grande et magnifica solemnitate per le quale sponsaglie foro fatte solemne feste, danze, et giostre infinite , et che Antonio Caldola serve de coppa ala detta Duchessa de Calabria: fo mi rabil cosa ad ciaschuno lo sebbe de tanta nemi titia era stata per lo passato tra loro, po fo scu dere de coppa a la excellentia de madamma la Duchessa. In questo medesimo anno la Maesta de Rè de Rahona del mese de Jugno andaroinApruzo 10) in fine ad Atri 11), et illa se fermo, et mando le sue gente, da primo tratto hebbe Ascoli dela Mar ca 12), et amazoronce lo frate dello Conte France sco 13) de inde sequi che finalmente conquisto la magior parte dela Marca ala santa Ecclesia el ffare e manca inclito 1 como figliola g honorabilmente m como Duchessa 1) Addì 8 di febbraio morì in Toledo donna Eleonora regina di Portogallo. Maria regina di Castiglia morì pochi giorni dopo in Villacatin presso Segovia. ZURITA lib. XV nsollennità hdel inclito o lo sappe 9) LO ZURITA ivi 297 scrive , che le esequie furon cele brate unDomingo a treynta del mes de Maio ». Il TERMINIO Apolog. di tre Seggi ill. dl Nap. narra, che il ? XXXIV 294 t. 2) Parecchi. 3) Cheresia. 4) Faci. 5) Bara. 6) «... il cui corpo fu portato in una cascia coverta di una cortina di velluto lavorato a tronconi e fu sostenuta (Secondo il Passaro ) da Francesco Pandone conte di Ve nafra, Americo Sanseverino conte di Capaccio, Alfonso Car dona conte di Regio , Garsia Cavaniglia conte di Troia , Restaino Caldora, Giacomo di Sangro, Algiasi di Tocco et Andrea d'Evoli ». Summonte ivi 60. Nel testo a stampa del Passaro manca questa notizia. 7) Voce viva: terrazze. 8) Et per lo caldo ecc. Il senso è chiaro; ognuno veniva meno pel caldo. Re voleva far seppellire ilfratellonella tribuna di S. Pietro Martire , ma gli fu fatto osservare , che in quel luogo era sepolto Cristofaro di Costanzo Gran Siniscalco di Giovanna 1. e non v'era luogo per altri. Il Re disse allora,Essendo cosa mala ad un Principe far ingiustizia ai vivi, moltopeg gio sarà farla ai morti. E fece deporre altrove ilcorpo ca davere dell'Infante. 10) Cfr. FACIO 191. PALMA II. 120. 11) Il dì 8 settembre il re trovavasi a Campli, il 1º a S. Omero, il giorno 11 ad Atri. ZURITA 297. ANTINORI III. 404. 12) Ascoli y Offida, y otras muchas y gruessas plasas estavan ya reduzidas ala obediencia del Papa » ZURITA ivi. 13) ... A di X del detto (agosto) fu tagliato a pezzi il Signor Rinaldo fratello del Conte Francesco in Ascoli ». Cron. di Rimini. R. I. S. XV. 951. A. 1446 132 detto Conte Francesco per defetto non havea da mangiare, li convenne partirse con tutte soe gente et andarse alo Contato de Urbino fine a que sto di 9 februarij 9 Ind: 1446. la ecclesia have amica la citta de Fermo , et assediato lo chiri a falco 1) che nce sta dentro lo Signor Alessandro frate del detto Conti Francesco lo Rè de Raho na se ne ritorno in Napole 2) dandose bon tempo in caccia et altri dilettevole piacere reali, ed in effetto lo detto Chirifalco in breve lo detto signor Alesandro lo rese, el Papa Eugenio ' ha fatto derrupare da sotto lifondamenti, et in laMarca ce son restati che tiene lo Conte altro che tre terre. A. 1446 et la Maesta de Rè de Rahona ha confirmate tutte le terre sue in Calabria a messer Marino unico suo figlio 4) Anno Domini 1446 Rè deRa hona se parte da Napole et andosente a Tiguli¹ de Roma 5) piu per indutta del Patriarcha che Papa Eugenio l'havea promesso la corona delo Reame de Sicilia, lo quale Rè stette per stantia ad san francesco dimorandoce piu di mesi otto, tra questo el detto Papa se infirmo una & greve infermita et mori 6) et fo fatto 7) Maistro Tho i maso maistro in theologia fo de sarizana 8) citta del contato de be..... nato de Pavia 9), etpovera conditione et natione come è persona straciata se condusse in corte de Roma, et come meglio Poco piu innanti questo tempo lo venerabile frate Bernardino del ordine delo beato Francesco dela povera vita, maistro, et capo de dudicialtri veri lumi de tutta la universa christianita, et ec clesia anno pronuntiato de parola de Dio seminato, bon seme, et posto optimo frutto in vita, fando grandi miracoli revelando lo suo transito, lo di et l'hora rendio santamente la soa beata anima all'altissimo Dio nela famosa citta dell'Aquila, et qua dentro la ecclesia de santo Francisco devotis simamente fo condutto lo santo corpo che conti nuamente non cessa di fare miraculi illuminare cechi, fare audire surdi, li muti parlare, li zoppi andare et da molte diverse infirmitate sanare tutti quelli confessi et contriti con gran devotione vanno ad visitare lo suo thumolo del pretioso Corpo suo santo, sono stati liberati 3). In questo medesimo anno 1445 madamma Co vella contessa de Mont'alto, etDuchessa de sexa (sin come di sopra è narrato) quanto nel mondo fo bona , e trapassata de questa vita presente a manca a b havia amici de sariza cità del contato de be..... nato c subto possette se acconciò per mastro de casa delo Car dinale de santa croce, dopo ne venne 10) intimo servitore del Patriarcha preditto, il quale Patri archa ottenne da Papa Eugenio in conmenda lo Archiepiscopato de bologna onde li bolognisimal contenti supplicaro ad sua santita che havesse or dinato sufficiente, et idoneo Archiepiscopo Et cossi lo detto Patriarcha non potte ottenere in nome suo ottenne dalo Papa in nome de lo detto mai. stro thomase lui ne havesse venuto ad haver la grassa 11), et maistro thomase lo nome meno che meno li detti bolognesi volsero accettare ne re cepere lo detto maistro thomase per loro Archie piscopo : tra questo temporale 12) alamagna et parte de Fransa succese transgressione 13) che¹ Papa Eugenio ordino lo detto maistro Thomase con un altro maistro in teologia, et mandoli da quelle parte, donde tante foro le virtù deldetto maistro thomase che in breve caccio via ogni erro re, et redusse ciascuno sotto obedientia deldetto Papa, meritò de si tanti, et bone operatione nelle dsuo eal ftivili i manca è j de po devenne 1) Francesco Sforza s'era ridotto nel Contado di Urbino, lasciando affidati ad Alessandro suo fratello Jesi e Fermo. il popolo di Fermo si sollevò, ed Alessandro per denaro ce g de una k Ci è unalaguna h infermita Maistro Tomaso 1de che msubto. 5) Il FACIO 202 scrive, che fece questa spedizione nell'in verno. Una completa esposizione di essa trovasinello ZURI dette il Girofalco. MURATORI ad an. 2) Il Re giunse a Venafro a 15 novembre, di la si con dusse a Napoli ZURITA 299. t. 3) Questo tratto relativo a S. Bernardino manca nel t. MUR. Egli morì all'Aquila il 20 maggio 1444 WADDING ad An. Cfr. N. GIACOMO 89; CIRILLO 69 t. 4) Anche questa nota manca nel t. Mur. La riferisce bre vemente lo ZURITA in fine del XXXVIII 299 t. Il SUM MONTE riporta l'iscrizione posta sulla tomba della Duchessa in Altomonte. Lib. V. 64. TA. lib. XV. ? XLVI. Il Re fece le feste del Natale aCer vara presso Anagni. 6) Eugenio pp. IV. morì il 23 febbraio. 7) Qui d'altro carattere è aggiunta la parola papa. 8) Sarzana. 9) Meglio nel Cod. BN. paиса. 10) Meglio nel Cod. BN. divenne. 11) Grascia, utilità. 12) In questo tempo. Cfr. Hac tempestate. 13) Scisma. A. 1447 133 quattro tempora de Natale ordino quattro Car dinali dui palisi , et dui segreti deli quali se creti l'uno fo questo maistro Thomase 1) Et re tornato il detto maistro Thomase in Roma del mese de gennaro anno Domini 1447. trovo papa Eugenio molto piu gravato di quella malatia et subito li fo presentato lo Cappello: finalmente Ali 23 del mese de Febraro X.ª Ind. 1447 trapas sò da questa vita, il papaEugenio: Questo santo patre visse nel suo Papato anni sidici benificò A. 1447 Cardinali intraro in conclavi ala minerva sparti con voglia de doi devisione lo cardinale Colonna con deci cardinali lo Cardinale de Capua che den tro lo presente mese per doglia se more, era con tutti l'altri Lunidi venente ali 6 de marzo X. in dictionis 1448 lo detto Cardinale Colonna haven do dece voce e la sua undici de secreto havea promessa dal detto Maistro Thomase uno altro darse la voce: si levò tra tutti et disse, Ego do 11' Ecclesia et Roma che non si trova neuno di naro, fe coperire tutta la ecclesia di santo Pietro, fe fare quelle porte d'abrunzo * 2) scolpiti tutte le storie de lo apostolo, et la incoronatione delo Im peratoreJesimundo 3) fatta per esso Papa in Ro ma che costaro ducati sei milia, et piu fe venire tutte quelle grossissime petre per reparare et fare fare piu belle quelle ale, et scelle 4) di santo Pie tro fe reparare il suo palazo et scoperire sipo an dare da palazo fino alo castello de santo Angelo per Coppa 5) le mura del detto muro salvo sen za niuno impedimento : fe inpianare multe altre strate in Roma specialmente campo de fiore, fe fondare , et fare santa Maria la nova che stan do6) li frati minoridela observantia: fe reparare santa Maria mayore et santo Joanne Laterano in tutto quello sconcio dove si va ad santa santo rum: maritare orphanelle ,et molti altri beni, che seria longo a scrivere; stando per giorni nove ad celebrarse le sue exequie secondo lassò ordinato: fo sepellito in un sepulcro in piana terra innante la sacrestia dela ecclesia de San Pietro, dove so tre sepulchri; lo primo dice, qua jace Papa Euge nio, lo secundo l'altro Papa Eugenio, lo 3º sepul chro, et l'ultimo Quisto bon papa Eugenio quarto. Die sabbati 4. mensis Martij presentis anni 18f a de brunzo errore b historie i hai lano rendi lo spiritu etc. j pecoro c che stanno d sconso vocem meam ad... bononiensem e lo detto Mai stro thomase cardinale de Valla longa, havendo aperta la bocca per dare la sua voce alo Cardi nale Colonna, sopra venne lo Cardinale de Capua non tanta in pressa 7) aspettamo in fine a do mane, vedendo lo Cardinale Colonna non potere esser esso Papa, accio non fosse Capua dede tutte le sue voce alo cardinale de bologna : ay¹ visto quando uno capo cerro 8) de pecora fanno por ta 9) de passare per uno loco incominciando una, tutte l' altre sequitano si bene se gittassero da una alta ripa cosi fero tutti l'altri cardinali, che non se posseano scrivere le boche 10): Elcardinale de santo sixto piglio il manto de santo Pietro et gittolo adosso , et fo creato Papa Nicola quinto, lo ditto Maistro thomase cardinale de bologna : guarda ventura da tridici mesi da prejte archie piscopo cardinale et nunc Papa 11). Die Iovis x. augusti festum santi Laurentij anno domini 1447 x. Ind. lo Illº. etserenissimo splendi dissimo, et cortese Joan philippo Maria dela bis sa 12), Duca de Milano rende lo spiritu ad Dio suo creatore senza herede legitima descendente de suo Corpo: 13) dicesi havere lassato suo uni versale herede la sacra Maesta de Rè Rahona. Dopo il transito di questo famoso Duca de Mi lano con li denari de Rè de Rahona lo Conte e orfanelli focto g VIJ hcardinale Colonna. È k Joan philippo Maria dela bissa duca de Milano dentro lo castello de porta yerba da mi 1) Tommaso di Sarzana. 2) Mancano probabilmente le parole; nelle quali sono scolpiti etc. 3) Sigismondo. 4) Ale. Voce dialettale viva. 5) Di sopra. Forma dialettale viva. 6) Cioè : dove stanno. 7) Fretta; Sono usati ora nel dialetto i vocaboli pressa e prescia. 8) Capo cerro qui pare voglia significare branco. Il luo go offre un facile confronto coi noti versi di Dante, e me glio coi montoni di Panurgio delRABELAIS. Nelle terre mon tuose del sulmonese ora capo cerro ha altro significato. 9) Probabilmente conviene leggere forza. 10) Voti. 11) Cfr. RAYNALDO ad an. 1447 p. 500. 12) La biscia insegna dei Visconti. 13) Filippo Maria morì ai 13 agosto intorno alle 2 ore di notte. CORIO P. v. 833. -- A. 1447 134 francesco sforza subbito se parte con tutto suo exercito andò, et acconciosse con Milanisi contra venetiani 1). Rède Rahona con uno grande exercito separte da Tiguli di Roma et ando contro fiorentini, in Costantia 2) con speranza de soccurso, dopo lo gabbaro, et trovandose sproveduto, li fiorentini cavalcando lo terreno de Toscana hebe lo Ca Α. 1449 Francesco sforza dede si gran rotta à gente deVe netiani de piu 12 milia persone che non se re corda mai, che non li lasso gente 6), dicease Rè de Rahona scrivea à Milanisi non havessero fatto tanto grande lo ConteFrancesco et che non l'haves sero fatto intrare mai dentro Milano,che per forza havesse fatto signore lloro. Queste lettere recapi taro in mano delo Conte Francesco et letto com stignon de Piscara 3), et pone a saccho alcune castelle sopra venendole l'inverno poco posset te proficere ad suo fatto: piutempo pretense 4) da havere da Raymundo ursino piumbino lo quale era a suo soldo: lo supradetto Raymundo denegandola dare (sic) po lo detto Rè recerco dehaverla con inganno, advertendosende lo detto Raymundo ursino sende ando à Piunbino, et pro vedendosi guardaresilod, finalmente cheposse cam po per mare, et per terra fandonce crudelissimo guasto, la condusse che non ce lasso scorza d'al boro in alto , ne vigna verde dandoce ordinata battaglia che da parti à parte foro morti hono rabile persone passando constremità de magnare de lo Re et loro cavalli , ipsi fiorentini prestando sempre agiuto à Raynaldo ursino, levando a po co a poco lo terreno à Rè de Rahona l'haveano redutto à mal porto, non havea altro se nonun poco de uscita ala marina, continuando per fine alo mese de settembre anni 12 Ind. 1448: et sen tendo si mette in punto Rè Raneri per ponerse in alto da Marsiglia pervenire in favore de Fio rentini contra Rè de Rhaona 5): ultimamente si parte come meglio potte, et venendosende à Na pole tutto disfatto che certamente se lui havea Piumbino , non solamente sottometteva fiorenza, ma tutta ytalia, et llà inNapole sta mal contento della controversia sua, et non li dea voglia fare nienti fino à questo primo di de gennaro 12. Ind. 1449, excetto parabulose si dice volea venire in Barletta, et in Puglia à fare laCaccia. Lo Conte a de darla loro, et cavalli bet advertendosene c se ne ando g 1448 se mettesse in punto prese tutto, le fece chiudere, et mandare a Mila nesi : poi hebbe le risposte de Milanisi , li quali scriveano à Rè de Rahona lui pregando nonha vesse dato tanto agiuto alo Conte Francesco ha vesse stato obstaculo à se: etall'hora queste me desime lettere chiuse, et cosi maistralmente sebbe fare, che ne l'una parte, ne l'altra ne sente niente et per questo il bisogno per si fatta manera che presto si fece inimico ali amici, et inimico deli inimici , et acconciosse con Venetiani tutto de mi gliara et migliara de ducati con patti et condi tione, Venetiani li debbiamo dare ajuto, et favore alle loro proprie exspese si faccia Duca de Mi lano, et in questo vaca. Anno Domini 1449 morto lo Conte de lo Rito messer Ranaldo Caldola, et Troyano Caracciolo Conte d'Avellino. Intro lo mese di Augusto 12. Ind. 1449, e, ban duta la Guerra tra Rè deRahona, et venetiani 7). che mai si recorda venetiani con Reame havere guerra, Ecco mala novella, et specialmente per la provincia de terra de Bari: terra d'Otranto: Ca pitanata, et Apruzo, che ne so partiti tutti mer canti venetiani con ogni loro mercantie , incon tinente venetiani come meglio pottero mesero in punto una armata de navi, et galeremnavigando per tutti li porti de Rè de Rahona , tanto in lo Reame de Sicilia, quanto per altri soi Reame ", de vastando, et brusciando nave, galere, et ogni altre fuste trovaro, tra le quale inMessina brusciaro doe nave grosse de tre milia butti l'una che nce foro d guardarselo h manca mai e lo condosse non ce lasso i per questo bisogno et inimico k spese 1 li venetiani mgalei n quanto per altre parti del suo Reame. 1) Cfr. DECEMBRIO R. I. S. XX. 1018. 2) Forse Cennina. Cfr. MACHIAVELLI, Ist. Lib. VI. NERI DI GINO CAPPONI, Commentarii. R. I. S. XVIII. 1203, 1204. 3) Castiglion dela Pescaia fmangiare de j sefece inimico ali amici, 5) Cfr. FACIO 212 ; BUONINCONTRO 154 POGGIO BRACCIOLINI Hist R. I. S. XX. 422 ZURITA, 2 XLIV. 398 etc. 6) Credo, che l'A. accenni alla battaglia di Caravaggio MACHIAVELLI 4) Pretese Ist. lib. VI. 7) SANUTO R. I. S. XXII. 1134. A. 1449 de molti valenti homini morti , et feriti, se dice 135 A. 1450 no ben compriso costui inogni bontà, et sapientia : : : : havere damnificato de uno inextimabile danno,Et questa providenza per occasione Rè de Rahona non se havesse possuto reparare in danno de ve neciani. Ali 6 de settembre 1449. in la citta de Lezze fo morto messer Jacobo de monte che per parte del Ill. Prencipe de Taranto in terra de Bari era un gran maistro facea , et disfacea ad suo Comando , et voluntà, et tutto l'era accettato 1) Anno Domini 1450. incominciando daldideNatale 25 mensis Decembris.PapaNicola Quinto per tutta ' universa christianita ha fatto publicare l'anno Iubileo, et santo in remissione de peccati andare ala santa Citta de Roma a visitare lilimina deli apostoli Petro, e Paulo, et tutte le altre ecclesie Confessare , et havere la beneditione del santo patre, che libera quella anima, che con bon core fa lo santo viagio , che lo fa in terra de dio, però prego lo exaudisca in celo Amen 2). Tutto questo tempo lo Conte Francesco sforza sempre ha tempestato (i milanesi) ad tal ha redutti adnon piu possere: finalmente de loro proprie et d sforzate voluntate dentro lo mese diFebraro 1445, se l'hanno pigliato per loro signore etDuca, dove con gran triunpho lui con soa mogliere Donna Bianca de la Bissa figlia naturale delo cortese Duca deMilano, et lor figlioli so intrati dentro la Citta de Milano à pigliare la possessione 3) : che voi te dica 4), veramente dico 5) sforza suo patre, lo suo proprio nome fo amenelao (sic), d'una terricciola chiamata Cotignola de la parte deRo magna, portando lo suo patre ad lavorare da fo ra, per qualche fallo felo suo patre fortimente lo battio che in bona hora per lui, che incontinente sende fugio da suo patre, che à quello per sua virtu pervenne. pensano vostre intelligentie l'han a dolo g terra hsende neutrali anno tene b mancafacea et disfacea ad suo comando i layno o venuto j si costui k forsava p manca de Sansoverino 1) Questa notizia, la seguente del giubileo e l'elogio di Attendolo Sforza mancano nel t. Mur. 2) Cfr. RAYNALDO ad an. 1449. f. 543. 3) Nel testo vi è errore di anno. Bianca e Francesco Sfor za entrarono in Milano il 25 marzo 1450. 4) Che vuoi, che ti dica ? 5) Ciò che segue é certamente una giunta posteriore o un'interpolazione. 6) Timore. hagrantempo si po dire essere stato lo secundo Cesare, dalo suo principio ciascuno sforzava *, et tollea all'altri sacco manni lle torze delle fibe (sic), li fo posto nome sforza, la benedetta acqua delo fiumo de pescara lo tolse da ogni affanno et vita: Quistui fo principio de suo lignagio, de lui restaro m molti figlioli legitimi, et inlegitimi, dei quali ne fo questo valeroso Conte Francesco che per le sue virtù , et timensa 6) sempre hà maniato 7) Papa Rè et gransignori de ytalia, et de fora yta lia non se ricorda mai si tributario grande, undi, e pervenuto. Cogitate, quanto, e, exaltato essere lo piu gran signore de ytalia et Duca di Milano. In quisto mese d'Aprile del predetto anno Rè de Rahona ha tolto a messer Pandolfo marra malto lo castello de Barletta havea tenuto circa anni 34 8) al presente Neu 9) taliano tene per n parte de Rè de Rahona forteza nesciuna. 0 Del mese d' Augusto 1450 13. Ind. Rè de Ra hona ha firmata ferma pace et fatta lega con Ve netiani 10): Et quello famoso et Eccellente signor Raynaldo d' ursino è trapassato da questa vita senza herede descendente de suo corpore: et Pium bino è pervenuto in mano de Fiorentini; lo Ec cellente Conte de capaccia Almerico de sansove rino dice essere stato intossicato et morto uno deli piu sapij homini de loro casa de sansoverino P. Rè de Rahona tutto questo tempo è stato et sta ad sollazare con la soa innamorata figlia legitima de messer Nicola da langno de lo segio de Nido, lo quale tene la torre de lo greco 11). Die Sabbati hora tarda 19 mensis decembris 14 Ind. 1450 in Roma fo tanto lo concorso dela genti detuttachristianita che dentro Roma, e da fora non capea, vennece una bella donna todesca nepote delo Duca de bavera, mogliere delo figlio delo Duca di c manca et santo 1 d'onn'affanno d manca et e sono m deli quali inlegittimi q manca l'indizione. f aminelai , n al presente 7) Maneggiato voce, dialettale. 8) Pandolfo Maramaldo era ad un tempo Castellano di Barletta erario e tesoriere di Capitanata e Terra di Bari Cedola di Tesoreria n.º 6 f. 6. Ced. n.º 8 f. 3. 9) Neuno, niuno. 10) La pace fra Re e Veneziani fu fatta il due di luglio pei buoni ufficii di Lionello di Ferrara. 11) Cfr. FILANGIERI. Arch. Stor. Nap. Anno IX 1886, p. 65. -- A. 1450 136 burgogna alo suo retorno essendo dentro la citta darimina 1) Iasmundo " malatesta signore de quello paese de Romagna Compriso d'amore mando et fece pigliare la detta donna: incominzo la piazab, dove a sua defensa foro morti doi cavalieri de li soi, et menata in Castello non li volse consentire dandole de morso dentro lo brazo, quanto nepi glio con denti, ne tiro de carne , tanto sale in ira si caccio, et dedele de una d cortellata inpetto, et ammazolla , li soi, piu de quattro cento menava seco, ne portaro la dolorosa novella: lo Papa su A. 1452 Anno domini 1451. 14 Ind.del mese de Marzo Rè de Rahona stasse a Napole ad pigliarse pia cere con la sua Lucretia una bella figliola , di cese lo Duca de Milano voglia rompere guerra con veneciani, quale e in lega con Fiorenza:Ge nua : Bologna et altre cita 4) Et Rè di Franza per prudetia, et industria deRè Ranieri ha vinto la battaglia 5), et sconfitto, Rè de Ingliterra sta a male partito, tutta la christianitaRegna al pre sente unione, et pace. Anno Domini 1452del mese de Marzo descese bito mando et fecelo assidiare dentro uno suo fortissimo castello: O vergogna, o mancamento de tutta Italia etc. f Questa sera lo Papa fe mostrare lo vulto santo, et viduto la gente retornandose et como foro den tro lo ponte delo castello de Santo Angelo l'altra multidine dele gente venia per andar ad santo Pietro postutto affrontato insieme , tanta fo la calca , et folla , sopravenendo la notte che da qui si salvano sulle mura de lo ponte , che per viva forza cascavano in fiume quei de quelli si affrontaro , che li cavalli andavano per sopra le teste del' homini tra mascoli, femine, piccoli , et grandi: furono morti più di mille anime, et sepel lite ad santo Celso, sende inpio uno puzo, tutti in camisa, et conlebrache, et ad campo santo a la h ecclesia de santo Pietro con le carrette piene le portavano 2), tra li quali nce foro morti de¹ va lenti et nobile personi, uno Antonello de san fra mundo barone del Contato de molise 3), Abbate philippo filimarino del segio di Capuana , uno grande Abate de intrata piu de mille ducati, uno signore de la Marca d'Ancona, un gentil homo paresino signori Francesi, et multi altri non sen de sa numero Dio loro perdona. a Gesimundo f manca ecc. b in mezo la piaza dala Magna lo Imperatore Federico de casa de sterluzo 6), etvenne in Roma et piglio daPapaNi cola quinto la coronadelo imperio:Deinde venne in Napole ad Rè di Rahona con la mogliere im peratrice 7) dove esso Rè de Rahona uso una gran cortesia che da quando insio le porte de Roma trovo terra per terra le stantie apparec chiate come convenea ad tale et tanto Reale si m gnore de cio che le bisogno li eravenuto inNa pole da Rè de Rahona, et tutti altri signori re ciputo come Imperatore la splendidentia de doni petre preciose panni ad oro , velluti et scarlati infiniti che esso", et tutta sua casa, et famiglia dale brache foro mutati de vestiti, con dellicate vidan de, scutelle de zuccaro et fatte tre fonte una de greco 8), la secunda de malvasia, et laterza de guarnaccia, che li aliquanti de quilli todischinon solamente la bocca, ma fino al capo since mer gevano 9) che tale dele volte che per lo advenire essendo in loro paese sende ricordano desiderosa. mente. Poi lo imperatore sende ritorno, et la Impera trice resta , et fo in Puglia ad santo Angelo alo monteoratorio santo 10),in Manfredonia; in Menfre donia se posse in mare et andosende alla citta de c quanto ne tirò con denti tanto ne piglio de carni g retornandosene ad tale nipsi ofontani hinchio p l'altra i dui q se j Jenua Bologna et altre citati r c'e una trasposizione 1) Rimini, cittàdiSigismondo Malatesta.Cfr.SANUTO cit.1137. 2) Cfr. SANUTO 1. c. e MANETTO Vita Nic. v. R. I. S. III. P. 2. 924. 3) Nel 1451 Antonello, Francesco e Cola di S Framondo avevano un piato con Francesco Pandone conte di Venafro per la terra di Boiano. Arch. di Stato Rep. ai Quinternioni di Molise. Boiano. 4) Cfr. MURATORI ad an. 5) Forse accenna alla battaglia combattuta il 17 luglio 1453 a Castillon nel Périgord contro Talbot, onde Bordeaux fu costretta a capitolare. s sene. k stava d diedele una 1uscio efella mmanca 6) Osterreich, Austria. 7) Federico sposò Eleonora figliuola del Re di Portogallo FACCIO 226. Diar. Anon. 126. N. GIACOMO 93.G. PASSARO25 a questo punto cita lo libro del Duca di Monteleone a carta 133. « Nel t. Mur. questo racconto è molto abbreviato. Cfr. ZURITA lib. XVII ? IX T. IV. 9. e SUMMONTElib. V. 132. 8) Specie di vino. 9) Immergevano. 10) C'è qualche disordine nel MS. L'Imperatrice andò al Monte S. Angelo e di là per mare passò aVenezia. SANUTO 1143. L'Imperatore si condusse a Roma e di la aBologna. -- A. 1452 Venetia donde se Conta Rè de Rahona havea 137 expiso in questa venuta delo ImperatoreetImpe ratrice in splendidentia et largezze piu de cento milia docati. Lo Imperatore con grande affanno fo ritornato in la Magna in suo paese per lo Duca A. 1453 AnnoDomini 1454 prime Ind. 9) 15 da Magio per dui anni passati l' Imperatore de Costanti nopoli, Papa, et tutti signori de Christianità con tinuamente sempre ha sollecitato havessero prove de Milano, et altri attesero dispiacerli 1), la Im peratrice fo pigliata in Venetia magnamente con doni inextimabile: Verum che secundo Imperatore et Imperatrice l'avaritia li costregeano piu che la largheza 2): alcuni sapeano che lo ditto Impe ratore lasso molto travagliato lo suo paese, et che li signori de la Magna non lo voleano per signore Et pero fu presta sua ritornata. In questo medesimo anno del mese de Magio, et giugno mando Rè de Rahona don Ferrante suo unico figlio con piu de 12 milia persone da pe de, et da Cavallo, che la Citta de Fiorenza3)fando la via de Cortona , per viva forza piglio fie e yano 4), et doi altre Castelle et lo Castellano postmodum ammazzaro messer Crassia Conte de Troya 5), et multi Catalani, et spagnoli, retor nando a Fiorenza etiam qua so scripti inimici de Fiorentini poco hanno fatto secundo trovaro Fio rentini sproveduti. Anno Domini 1448 prime6) Ind. tutte le gente di Rè di Rahona so tutte per le stantie congran de stremita: Fiorenza ha levato le bandere de Rè di Franza, et che à Napole e, venuta la imbasciata del detto Rè de Franza à Rè de Rahona che non se impaccia con Fiorenza citta sua 7): Rède Rahona dice non ne volere fare niente, et che ipso intende ad seguire sua impresa, et in questa prima vera andera esso inpersona con suo exer cito expugnabile 8) che altro crede ponere pagura ad esso , che esso con effetto ponera pagura ad altri. a et l'altre attesero ad dispiacerli g manca secundo hin o quello li p so indivisi i ipso q veneti b più che larghezza jallui khavesse providuto rfatto mio s sciatamarra 1) Federico non aveva voluto riconoscere Francesco Sfor za come duca di Milano. 2) Più che avarizia fu mancanza di danaro. 3) Alfonso intraprese questa spedizione ad istanza dei Veneziani per staccarsi dalla lega con Francesco Sforza Cfr. SIMONETTA 611. 632. 4) Foiano in Val di Chiana. 5) Garzia de Cabanilla. 6) Anno domini 1453 etc. 7) Francesco Sforza ed i Fiorentini fecero pratiche con Renato d' Angiò onde fosse tornato a sperimentare i suoi m duto darle agiuto, et succurso, aliter se haveria perduto : o che male novelle però, mai havesse havuta Christianità : lo granthurco con potente mano, et exercito infinito venne à Campo avante la Cittade Costantinopoli domandando uno de suo consiglio vecchio, che li parea si devea pigliare, et dare battaglia alla dettaCitta, Collui le respose non li parea , el gran turcho dicea la ragione lo consiglio li respose pero che tuo patrepiglio tale impresa che nce fo morta tanta gente si fossero vivi seria un altro mundo, et hebene poco ho nore: el gran thurco dice ancho altre ragione che questa; el consiglio rispose sentendo che sera soccorso da christiani: el gran turcho dice li christiani indivisi P 10) el consiglio dice, questo non monta niente che si faranno tutti uniti, et in meno de dui mesi lo soccurreranno: et lo gran turcho dice tutti venitis, et in meno de dui mesi lo soccur reranno, et dice in dui mesi haver fatto lo fatto suo , dicendoli passali innante 11), et passando lo prese per la barba, conuna soa scitamarra gli ta glio il capo bottandoli* quanto possette dicendo, vo-. glio che tu ne persona nulla me dica mai piu vada indereto: Uno genoese nomine Nardo longo, con destabile de infanti 1560. " Citatino di essa Citta, guardava la porta puplica verso l'oste de inimi ci, con promissione lo gran turcho prendesse una sua figlia per moglie, tradi et dede la porta. Lo Imperatore 12) videndose tradito, et perduto disse ad soi: Io vi prego che con le mano vostre me occi dite: tutti cominciaro a piangere amaramente: Al l'hora l'Imperatore havea piu di mille persone c intravagliato djunio 1 ha che mala novella t tagliandoli efuyano ufanti mille et V. C. f et cqua mdesoy nparia se dovia vallora che. diritti sul regno contro Alfonso. SIMONETTA lib. XXIII. 633, SANUTO 1146. ZURITA 1. c. 2 XVI. 19 t. etc. 8) Inexpugnabile. 9) Indizione II. Èinutile porre note storiche al racconto seguente. 10) Divisi. 11) Deve intendersi: dice indue mesi avrebbe fatto il fatto suo, e avendo ordinato a colui, che gli aveva dato il con siglio di passargli innanzi etc. 12) L'imperatore di Costantinopoli. 18 A. 1453 138 in sua difesa disse andamo; et moriamo per l'a mor de Dio : incontinente fo ammazato lo Pa triarcha che stava à loco de Papa: El Impera tore ferito mortalmente se appogio alo muro de quella bella ecclesia de santa Sophia et cade in A. 1455 bris, e, venuto lo Rè Ranieri da Franza in Lombar dia 5) a lo Duca de Milano con4milia cavalli, et primo tratto accorda lo Marchese guigliel. terra, et rende lo spiritu et subbito la bella Città fo presa, salvo quelli de 12 anni in sud tuttil'altri fe gire a bocca de spada: Et intro dentro la ec clesia de santa Sophia la piu gran ecclesia che sia al mundo: Lo gran turcho loquale e de anni 33 prese per mano la figliadequello nardo Ge noese traditore, et sopra lo mayore altare la spu cillo et cognobela carnalmente et fece separare tutte le giovene belle dale laide et vecchie , et tutte per usare: tutte quelle vecchie fece amma zare, et li piccoli mascoli et femine de 12 anni in su tutti li fece traficare 1) dentro la Turchia, acciocche deventano turchi: per un di lo detto Nardo fo signore deCostantinopoli, po lo fe pren dere e come àtraditore lo fe squartare in quattro parte , et ponere su le mura dicendo lo gran turcho , non voglio che ne a me ne ad altro facci piu tradimenti: Ecco po ne ebbe de soipec cati, Et soa figlia la tenne per amica,Ecco come fo destrutta la Città de costantinopoli et quella di Pera li era appresso , Et buttati et spianati le ecclesie et mura. Tra questi tempi morero lo Duca de Borgo gna: Ioanne Antonio de marzano Duca de sexa Lo Duca de sora: Cola Catalano, et Gabriele de Balzo de ursinis Duca de Venosa frate de lo si gnor de Taranto 2). Ali 28 delmese d'ottobre 2 Ind. 3) 1454 se fero le solemne exequie adTaranto ad san Cataldo, et ad Minerbino dove stava lo corpo: Dio nce guarda lo prencipe che la sua vita , e, vita de tutti soi parenti, servitori et vaxalli , et anco de tutto lo Reame. AnnoDomini 14542. Ind.4)DieXmensis octo a ipso ad defesa bet lo c manca bella mo de Monferrata, con lo detto Duca, el piu grande obstaculo havea , Et fermance parenteza, lo fratello ala figlia delo Duca predetto. Et detto Duca li rende tutto lo Alexandrino: 10 Rè Ra nato non attende ad altro se no accordare li vene tiani con lo Duca per potere exquirere *6) la im presa de lo Reame delo Regno de Sicilia: lo Rè de Rahona che era andato da fore de Reame contra Fiorentini , li nacque una intrasa 7) ala cossa , la quale si fe tagliare, che li sopervenne uno accidente de febre che si ragiona che liscope rera ad terzana, Et ritornato in Gaeta, et dicese venire à Napole: le gente son fatte indereto alo patrimonio 8): 1o Duca deMilano si ragionahavere alpresente piu de 30miliapersone, lo Rè Ranato fando lo dovere che ad tutta la Lombardia fece pigliare gran fremito 4): Lo Duca de Milano sotto mano tratto accordo con lo venetiano, impero era scurso et non forsi per Rè Ranato certo sende andato per l'acqua balle 10), gabbò,et non obtenne quello havea promesso, lo detto Rè Ranato ve dendosi deluso, inlicentiato hospite: sende ando in Franza seguendo lo detto accordo : Lo vene tiano con lo Duca, et gabaro li detti venetiani , Rè de Rahona era in lega etspese in loro agiuto più migliara de ducati: Ioanne figlio primo ge nito de Rè Ranato ce stette piu e piu tempo in Fiorenza per loro capitanio de tutta gente d'arme, ala volta dereto 11) sende ando indereto in m suo paese 12). Die lunis veniente nocte ale 7 hore del mese de Marzo 24 eiusdem3. Ind. 1455. Lo santissimo padre Papa Nicolo Quinto in Roma trapasso de questa vita a lo quale Dio perdona 13). Die lunis in albis pasche resurretionis 7 men sis aprilis 3. Ind. 1455 ala minerba li cardinali dda 12 anni in suso 1 subto modo had cio i principe de j con milia k sequire 1) Vendere. 2) A. CRONIGER. Cron. Bibl. Salentina. III, 28. 3) III. indizione. 4) III. indizione. 5) Cfr. PAPON 372 e LECOY DE LA MARCHE I. 6) Forse exeguire. 7) Antrace. 8) Patrimonio di S. Pietro. ma e fe gir ad fronta nluni venenti fera o luni. g 28 9) Cfr. SIMONETTA 656. 660. CRIST. A. SALDO. Ann.Bresciani R. I. S. XΧΙ. 884. 10) Andare in rovina. È in questo senso modo vivo in qualche dialetto delle terre sulmonesi, ire a balle pe l'acqua. 11) In fine, una buona volta. 12) PAPON, 373. 13) Cfr. MANETTI lib. III. 945 RAYALDO ad an. -- A. 1455 139 intraro in conclavio, lo di seguente fo criato Papa lo Cardinale de Valenza homo di eta de 80 anni de bona vita chiamato Papa Calisto tertio 1). Die mercurij 4. mensis Februarij 4. ind. 1456 la Maesta de Rè de Rahona affettuo parenteza con lo Duca de Milano che don Ferrante unico, et primo genito de sua Maesta ha dato lo figlio ala figlia delo Duca de Milano, el Duca de Mi lano ha dato lo figlio ala figlia de Don Ferrante Duca de Calabria 2), et la Maesta de Rè de Ra hona sta in Napole ettriunpha piu hogi che mai, Rè de Rahona con multi altri signori frati reli A. 1456 sa sua mogliere a Taranto. Et ali 21 del mese d'Augusto del presente anno 4. Ind. lo ditto ec cellente signore Conte ha menato madamma Ca therina de ursinis contessa de Cupersano, et sua in Conversano honoratamente, accompagnata con grande allegreza, et festa. AnnoDomini 1456. 5. Ind. del mese de novem bro tutta Italia è in pace, che non se scaczeca 6) una fronda, morero questi infrascritti signori Fran cesco ursino prefetto de Roma, lo Conte de Taglia giosi et preiti, et diverse materie de gente lo pri mo di del mese de Decembro anni 1455. ha pi gliata la Crociata contra infedeli, et specialmente ale terre del gran turcho intermine de mese 18. tutti nce andaro, havera quella indulgentia che lo santo patre nce ha concessa. De mense maij 1458 3) lo prencipe de Taranto gran contestabile ha data la sua figlia nomine Catherina alo eccellente signor giulio figlio del Ill. signore messer Iosia Duca Bare de casa de aquino, et hali dato in dote lo contato de Cu persano 4). Anno Domini 1456 Die XJ ° mensis Aprilis 4. Ind. lo eccellente messer Julio , intro dentro lo castello de Taranto ha sposata la eccellente donna madamma Catherina de ursinis, donde lo Ill. et serenissimo Prencipe de Taranto ha donato al predetto messer Iulio lo cognome de soa Casa de Ursinis et l'arme soe. Etali 20 del presente mese d'Aprile ha pigliato la possessione delo suo contato de Copersano 5), Et remandato la contes a manca homo veli cozo et Ursino de Ursinis de Roma naturale. In lo mese de giugno et giuglio passato ogni sera si appareva una grandissima stella fulgida congrandissimi ragi focanti de sopra, et de sotta, che Astrologi la chiamano Cometa, auderite poi lo suo significato 7). Die sabbati 4Decembris. 5. Ind: anno Domini 1456 fo un grandissimo terremoto cio, e, tremo liccio', molte terre fondaro *, et ruinaro edifitij, Ec clesie, et Castelli et terre roinate per terra: foro morte infinite anime in gran numero , et perduti loro beni come hogi in di appareno le fixure ™ in Napole: Benevento,Apici, tutto Ascoli, Ariano ", per Abruzo per la Baronia non fo Città, ne terra ne Castello non ne sentesse. Quale non so re contare che dal diluvio de Noe in qua non se trova per scrittura Dio havesse mostrato alo Po pulo suo tanto grande miraculo, Et li tremolicci non cessaro pero mai, donde per questo se fanno processione insieme inogni parte et intra le altri Rè deRahona de ordine una tutti i fanciulli de 12 anni in su , piu de trecento con Vescovi, preiti et valenti homini per gubernarli da la Citta de cha bah dato la figlia alo duca de Milano, el duca de milano ha dato lo figlio ala figlia etc. d manca mensis e de bauzo de ursinis nocte alli 11 hore universalmenti fu etc. fjunio et julio j manca cioè tremoliccio g onne sera appareva ksfondaro hfocati i veniente 1 vi è una trasposizione..... numero foro morti mfixure della terra nmanca Ariano 1) Alfonso Borgia fu eletto papa il dì 8 aprile. o raccontare 2) « En el principio de ano MCCCCLVI se celebraron los Pdede q tutti de rgiu. 5) Nel Repertorio ai Quint. di Terra di Bari Conversano leggesi. matrimonios de don Alfonso Principe de Capua , y dona Leonor de Aragon su hermana nietos del Rey, y Hippolyta hija del Duque de Milan, y Sforça Maria su hijo tercero ZURITA 1. c. 2 XXXVII 297t. Cfr. N. GIACOMO 16, G. Pas SARO 37. 3) De mense maij 1456. 4) Meglio lo ZURITA 1. c. 297, t. Juan Antonio deBaucio Ursino Principe de Taranto caso a Catalina Ursino su hija con Julio de Aquabiva hijo primogenito de JosiaDuque de Hadria. Nell' anno 1456 la detta città di Conversano di Terra di Bari si possedeva per l'Ill. Gio. Antonio del Balzo Orsini principe di Taranto col titolo di Conte. Il quale principe avendo in detto anno maritata Caterina sua figlia coll' Ill. Giulio Antonio Acquaviva li donò in dote detto Contato consistente in detta Città di Conversano e nelle terre di Casamassima , Turi e Nuci « cum eius turri et ca sali Castiglione ». 6) Scazzicare nel senso di movere, spingere, è voce viva in alcuni luoghi di Abruzzo. 7) Cfr. Diar. Anon. 127. 140 A. 1456 Fogia infino alo Capo de terra d'Otranto ad santa Maria de leuche 1) che nce si expesero mille du cati 2). Anno Domini 1457 5. Ind. ultimo Decembris et primo et secundo Ianuarij in questa nostra patria, et provintia de terra de Bari tanto ha nevicato, et abondata la neve che, e, alzata piude A. 1457 et porcine morte, Arbori diolive carriche de oli ve, et senza olive, et piu altre generationi de ar bori dalo grosso sende sono andate in terra, Et durata la detta neve a dissolverse piu de un mese et mezo che mai certamente in queste nostre non fo, ne se ricorda mai tanta quantita, et stato tempo a squagliare. Xpalmi, molti bestiami, Iomentine ,bovine, Ovine, ajomenti b nostre parti c tanto. 1) 1456 Re Alfonzo de Ragona mandao certi peniten tiali vestiti de bianco per tutte le perdonancie fino a Santa Maria de Leuche per applicare (sic-applacare ) l'ira di Dio » .-A. CRONIGER, Cronache Bibl. Salent. III, 28. 2) Cfr. GIULIANO PASSARO 26; NOTAR GIACOMO; 97 Diar.Anon. 127; D'ANGELUCCIO Cron. Α. ΔΙΜΑΕ VI. 894. Cfr. Arch. Stor. per le Prov. Nap. Anno. FINIS GIUNTE AL LIBRO DEI DIURNALI DEL DUCA DI MONTELEONE (1458-1478) Dal MS. della Società di Storia Patria delle Provincie Napolitane XX. C. 28 dal titolo : LIBRO DELLE COSE ANTICHE DEL REGNO DI NAPOLI EXTRACTO DA UN LIBRO ANTIQUISSIMO DEL ILLUSTRE SIGNOR HETTORRE PIGNATIELLO PRIMO CONTE ET POI DUCA DI MONTELIONE. La presente copia è stata cavata da un libro che si trova essere stato di Giovan Battista Bolvito con tutte le postille et annotationi del modo che sono in detto libro, ancorche ve si conoscano di molti errori per non alterarlo. Fol. 191 a 202. Nell'anno 1458 morio Re Alfonso al Castello dell'ovo alli 27 di Giugno alle 7 ore di notte. In questi di poco dapoi la morte di Re Alfonso il duca Ferrante di Aragona suo figlio mandai ad Papa Calisto per la confirmatione et investitura del Regno in persona sua. Papa Calisto li diede parole o fosse che volesse il Regno per la Chie sa , ó che volesse partirlo ad sui nepoti , o che ne volesse investire il Re Giovanne de Aragona frate de Re Alfonso che pretendeva che il duca di Calabria como ad bastardo non potesse suc cedere. Anti l' ambasciatori del Re scoversero che il Papa haveva malissimo animo contra di lui. Ma la fortuna disegnando farlo succedere in ogni modo al Regno, volse che mori papa Calisto et fu creato papa Pio 2.° di Patria Senese di casa Piccolomini quale l'anno seguente 1459 man do Latino Ursino Cardinale di santa chiesa ad coronarlo ad Barletta et fatto Signore et Re del Regno legittimamente Giovanni Antonio del Balzo Orsino Principe di Taranto informato come che di ceva che Re Ferrante non poteva soffrirlo tanto grande perche ultra un grandissimo stato de vas salli che possedova como ad Gran Contestabile del Regno se li pagavano de pagamenti fiscali 100 mila docati di oro l'anno per la gente de arme che teneva, cominciò ad stare sospetto et per volere essere più presto cauto con la inimi citia scoverta che vivere in timore del mal animo del Re per l'amicitia finta per avere occasione di diventarlo inimico mosse guerra ad Venosa quale allora era di Pirro del Balzo figlio primo genito del Duca de Andri, marito diMariaDonata Ursina figlia del Duca Gabriele Ursino et essen doli dal Re proibito comincio ad domandare al Rè che dovese restituire ad Giosiade Acquaviva padredel conte Giulio suo genero Andria (sic) et Termine in Apruzzo quali ilRe Alfonso li haveva levato et ad Antonio Santiglia il Marchesato di Cotrone, et il Contato di Catanzaro perchè tene va in animo di darli un altra figlia per nora et essendoli dal Re negato trattò di fare venireGio vannedi Angiò DucadiCalabria figlio diRe Renato qualestavainGenova per ilRe di Francia all'Impre sa del Regno con animo di cacciare il Re Ferrante. Alli 1459, alli 5 de ottobrevenne il Duca Gio vanne de Angiò avanti la città diNapoli con 23. galere sperando di far fare qualche novità dala Citta perocchè il Re allora era in Calabria. La Regina Isabella di Chiaramonte, donna prudente 142 con fare provisione grande operò in modo che il detto Duca se ne tornai et diede ad terra nel Castello ad mare del Volturno, et lla fu honore volmente ricevuto da Marino di Marzano Principe di Rossano et Duca di Sessa, quale ancora che fosse marito di una sorella carnale di Re Fer rante conspirò col detto Duca Giovanne, et ad ca sa ad quelli di li era nato un figliuolo et volse che il Duca Giovanne lo tenesse al battesmo. Alli 1460 scese da Puglia il Principe di Ta ranto et se congiunse col Duca Giovanne et con li altri aderenti alla parte sua et venne ad Sarno. et Re Ferrante con l' esercito et con quello di Papa Pio del quale ni era Capitanio Simonetto del Castello di Pietro l'uscio incontra et fu rotto et fucci morto Simonetto et ferito il cavaliere Ro berto Ursino per Capitanio del Re. Il re sene fugio in Napoli con 20. cavalli. Sono alcuni che dicono che la Regina Isabella di volontà del ma rito andata al Principe di Taranto zio suo in a bito di frate de zoccoli, et selli buttasse allipie di et supplicasse che poiche l'havea fatta Regina, la facesse morire Regina. et che il Principe vin to di pieta nela rimandasse dandoli buon animo che cossi farrebbe et dallora in poi motu proprio comincio ad procedere piu lentamente contro il Re Ferrando , et li diede tempo che si havesse rifatto non volendo consentire che il duca Gio vanne seguisse la vittoria et andato ad tentare Napoli con dire che era meglio andare ad de bellare le terre piccole et alcuni baruni che se quiano la parte del Re. Re Ferrante intertanto con novo aiuto del Pa pa Pio et del Duca di Milano ad poco ad poco ando rinforzandosi et uscio in Campagna, et pat teggiò con Roberto di Sanseverino Conte di Sanse verino et di Marsico et il fece Principedi Salerno perche sequisse la parte sua, et ne spoglio Fe lice Ursino figlio naturale del Principe Ramondo . Al' ultimo del 1462. Re Ferrante ad Troia rup pe il Duca Giovanne et il Conte Iacobo et s'ac cordò col Principe di Taranto quale alla fine del medesimo anno fu strangolato dicono per mano di due servitori suoi corrotti dal Re , uno ne fò Antonio Guidano di Santo Pietro in Galatina et l'altro Antonio di Aiello di Salerno, et fu al ca stello di Altamura , et cossi hebbe la penitentia della sua instabilità. Il Duca Giovanne et il Conte Iacobo veduto accordato il Principe di Taranto se restaro in Apruzzo ove per mezo di Antonio et delli altri altri Caldoreschi intertennero la guerra sino alli 1464. Questo anno more Cosimo de Medici, et suc cesse in Napoli un caso degno dimemoria. Mase Barrese Siciliano per le sue virtù et servitij gran dissimi fatti al Re, creato da S. M. Duca di Ca strovillari venendo ad visitare il Re al Castello novo avanti il ponte trovaich'allora usciva da Ca stello Giovanne Spatafora suo nemico che erapa drone di galere et l'occise.il che dispiacque tanto al Re che li tolse il stato et lo fe morire pre gione non ostante che indiverse battagliehaveva sconfitti tutti li ribelli della Provincia di Calabria et ridottola alla devotione del Re. Alla fine di questo anno fingendo il Re d' an dare ad caccia uscio al mazzone delle rose et la li fa chiamare il Principe di Rossano con il quale si era accordato, et sotto specie che sevo leva ribellare lo fe pregione et su una moletta senza speroni il mando pregione al castello novo di Napoli et de poi hebbe tutto il stato et li fi glioli in mano tra li quali era Gio. Battista di Marzano che nacque alla venuta del Duca Gio vanne, et di cinque anni lo fece ponere prigione insieme col padre. Questo Principe Marino de Marzano fu grandissimo signore perche in Cala bria possedeva il Principato diRossano, Squillace, Castrovillari , Montalto , Cariate , tutte con titulo et altre terre assai, haveva inBasilicata et Pren cipato il vallo de Novi, Tolvi, Cuccaro, il Loio, et Magliano. In Terra di lavore havea il ducato di Sessa Tiano, Carinola, laRoccadiMondragone, di Torre Tramolise (sic-Francolise), Alife, Galluccio, la Baronia di Roccaromana et assai altri belli Luochi. Ad questo tempo il Duca Giovanni vedendosi consumato et accordati col Re tutti li partiali soi, disperato di potere piu vincere l'impresa se par lio dal Regno con fama di valoroso signore et molto da bene. Il Conte Iacobo Piccinino solo con Roggerone Conte di Celano di Casa Acclocciamuro mante neva la guerra in Apruzzo ma fra pochidi s'ac cordai anco esso con il Re et fu per questo fatto Principe di Sulmoni et condotto dal Re ad stipendii sui con 36mila docati l'anno di partito et questo accordio fu fatto per mezo del duca di Milano il quale donò una sua figlia bastarda al conte Iacopo sopraditto. Alli 24. diGiugno 1465. il detto Conte Iacopo et Francesco suo figlio foro fatto pregioni dal Re senza nulla causa onde se disse che l'accordio era stato fatto per coglierlo alla trapola. Isca la tenova Mossen Toreglia marito d' una sorella di Madamma Lucretia d'Alagno, questo 143 sempre si era mostrato nemico delRe, il quale li teneva l'assedio : et venendo Fra Carlo Toreglia Cavalliero di Rhodi fratre del detto Mossen To reglia con un armata ad soccorrerlo fu rotto et perse 7. galere et una fusta alli 6 di Giuglio et alli 26. se accordai et se rendio ad patti Isca et Mossen Toreglia ben ricco delli tesori di Ma damma Lucretia deAlagno sene andò in Catalu gna perchè Madamma lucretia stava in mano sua. Quello di che vennero le galere da Isca fu strangolato il Conte Iacobo et il Re fece dire che era morto per havere voluto saglire ad vedere da una fenestra le galere vittoriose che ritorna vano da Isca et era caduto et si haveva rotto il collo. Il settembro sequente alli 14. entrò la duchessa Hippolita Maria figlia del duca di Milano che venne sposa di Alfonso duca di Calabria primo genito del Re Ferrante et questo di fù l'ecclipse del sole. Nelli 1466. morio il Duca di Milano Francesco Sforza. Nelli 1467. la duchessa di Calabria andò ad ve dere la matre et li fratelli ad Milano ed ando con alcune galere in sua compagnia et ci andò M. Indico Davalos Conte Camberlingo et sua mo glie. partero alli 3 di decembre. Alli 1468 morse Bianca Visconte duchessa di Milano. Alli 1470. morse il duca Giovanni di Calabria in Barcellona. Questo anno fu luttuoso per la per dito di Negroponte che fu preso dal turco. Nelli 16. di maggio ad 13 ore del 1473 entrai in Napoli Sigismondo da Este frate del signor Hercole da Este Marchese di Ferrara et alli 24 meno DonnaDianora figliadi Re ferrante per sposa al detto marchese suo frate. Alli 1474. ReFerrante sapendo che Carlo duca di Borgogna haveva una sola figlia con speranza che il detto duca la donasse per moglie ad don Federico suo secondogenito il mandò in Borgogna con grande pompa et con esso como governatore il Conte Giulio de Acquaviva. Qucsto anno medesimo alli 2.de decembre morse il signor Roberto de Sanseverino primo principe di Salerno. Questo anno ancora il Re che havea pigliato assumpto di collocare le figlie del Principe de Ros sano ne mando una madamma Margarita ad ma rito in Grecia. Ali. 1475 il Re ando ad Roma all'anno santo et l'aprile del medesimo anno ad hore 20. entro in Napole il bastardo di Borgogna. Questo anno il Re accaso Covella di Marzano figlia del Principe di Rossano con il signor Costanzo Sforza figlio del signor Alescandro. Nel medesimo anno del mese di Giugno entrò in Napole l'ambasciatore del Re Mattia de On garia et giurò il matrimonio per il suo Re con Donna Beatrice figlia di Re Ferrante et il novem bre il Re si ammalò ad Carinola dimodo che se disse che era morto. L'anno 1476 venne un altro ambasciatore Un garo ad condurre la Regina Beatrice, quali alli 15. de settembre alle 29. hore uscio da Castello all'Incoronata ove era il Catafalco , et Messer Oliviero Carrafa Cardinale de Napoli la incoronò Regina de Ongaria et il Re uscio dal Castello Novo ad Cavallo con l'habito reale et la corona in testa facendo buttare moneta d'argento sino al Cata falco et poi dilla ad 3. di cavalcò la Regina co ronata per li seggi con grande pompa et alli 2. di ottobre in Manfredonia se imbarcò sopra 4. galere et altri navilij assai et sene andai in Un garia. Il medesimo mese tornai don Federico da Bor gundia et quello di un mercante Catalano nomi nato Salvatore fallio, et avante se pubblicasse il fallire se disperò et andò in una barca al capo de Posilipo et ligatose li piedi sebuttai in mare et se annegò. Il novembro del medesimo anno mori Fra Ia cobo la Marca tenuto per Beato. Questo anno ancora fu ucciso nella chiesa di S. Stephano de Milano il duca Galiazzo et alli 5 de Iennaro del 1477 furotto et morto in Ares il duca Carlo di Borgogna da Squizzari condotti dal duca del Reno et il maggio di detto anno se an negò in Ada Ottaviano sforza fratre del duca di Milano , et il 1° di Giugno seguente d. Dianora duchessa di Ferrara venne in Napoli ad vedere il patre. In questo medesimo anno et mese il Principe di Salerno Antonello di Sanseverino cavalcò per Napoli gran Almirante con grande pompa et in questo se publicò la parentela tra Re Ferrante et la sorella del Re Cattolico de Aragona figlio di Re Giovanni Zio Carnale di Re Ferrante. Il duca di Calabria andò in Catalogna con X galere 3 fuste 2 galiazze 1 nave, et 2 caravelle et in soa compagnia andaro il duca di Andri, il Principe di Salerno, il Principe diBisignano, il duca di Melfi. Il gran Senescalco, et il Conte di Consa. Il Settembre sequente sapendosi che doveva ve nire la Regina sposa del Re ad Napole, venne ad coronarli. 144 il legato mandato dal Papa , il Cardinale Borgia ilpomo de oro et il Principe deBisignano con lo Il Re l'uscio incontra et lo accompagnò fino al vescovato ove allogiò et alli 9 del detto mese et anno arrivò al Castello dell'ovo il duca di Cala bria con ladetta Regina et alli 21 venne dal detto Castello al molo grande et trovaro un bellissimo ponte nel molo riccamente addobbato. Il Cardi nale che l'aspettava insieme con la duchessa di Calabria et tutte le donne di stima della Città con lo pallio et la processione et la detta Re gina et lo Cardinale messi ad cavallo andaro sotto lo pallio per tutti li seggi nelliquali si fecero ad trovare le donne ricchissimamente vestite per ba sciare lle mani della Regina et andaro ad smon tare al Vescovato. Il Cardinale fece oratione et benedisse la Regina et ritornate ad cavalcare an daro ad smontare al castello di Capoana dove se scettro dappoi Messer Anello Arcamone piglio la corona dallo altare et portatala innante alRe disse certe parole et poi la tornai all'altare. Il duca de Calabria dappoi menò un altra volta la Re gina avanti il Cardinale quale la misse la corona in testa et il duca la ridusse allasedia appresso al Re di poi si mosse il Cardinale et andai ad trovare la Regina et li posse il scettro et ilpomo in mano con grandissime cerimonie et poi tornò ad dire la messa et la terza volta il duca pigliò et condusse la Regina avante l'altare dove fece l'offerta et all'Agnus dei un vescovo venne adda re la pace alla Regina et laRegina colla bocca diede la pace alla duchessa di Calabria et alla figlia. Finita la messa il Cardinale diede la benedi tione ad tutti. Il Re fece venti cavalieri et fece ritrovaro tutti l'imbasciaturi de Italia et quelli del Soldano et del Re de Tunnise et ce furo 62 trombetti con altri soni assai et ci furo anco tutti li Signori del Regno et grande quantità di Pre lati. La Regina menò seco il conte di Prades il Mastro Montese con due galere. Alli 14 di settembro andaro al vescovato il di delladomenica et all'entraredella porta ilRe pone l'anello alla Regina avante il Cardinale poi entrano nella Ecclesia et il Cardinale disse la messa del Spirito Santo ad XX hore con grandissime cere monie dove foro piu di 40 Vescovi ed il ducadi Calabria, don Federico et dui figli del duca ten nero il pallio et ci fò tutto lo baronaggio del Regno. Alli 16 poi del detto mesevenneroinsieme con la Regina qual uscio dal Castetlo novo et venne al catafalco che era apparecchiato all'incoronata. Il Re venne ad cavallo ad un cavallo riccamente incordato de broccato de oro , et racamato de Gioie che fu estimato il valore di quello che esso portava sopra et il cavallo 200 mila ducati la Regina venne in trezze de capelli, et ilConte Giu lio de Acquaviva et il duca di Melfe portavano il freno di cavallo et il Conte di Altavilla et al tri signuri et cavalieri in gran numero vennero ad piedi innanti la Signora Regina. Il Cardinale cominciò la messa et prima se disse la letania poi sedero il Re et la Regina in due ricchissime sedie et finito che fo il duca de Calabria et il duca de Andri sealzaro, et andaro con 2 vescovi ad pigliare la Regina et lamenaro innante al Car dinale, che era allo altare il quale la benedisse et l'unsi alla spalla destra et dipoi li fu messa una tonica bianca dappoi venne il duca diVenosa con buttare monete d'argento de piu sorte et caval cati il Re et la Regina et il Cardinale andaro ad mangiare al castello novo con una infinita de si gnori et cavalieri avanti ad piede. Il giovedi si fece una giostra reale all' Incoro nata et tenne tavola il duca di Melfe et il duca deAtri et il duca de Ascoli ben riccamente ad dobbati con cavalli copertati di imbroccato de oro sino ad terra. Comparsero 13 Corritori quali furono , il duca de Calabria frà ' altri quale u scio col cavallo copertato di broccato finissimo ricamato di gioie che pareva assai bello con una sedia intesta per chimera che se ardeva et ruppe 4 lanze et andò acconciamente. appresso venne don Federico che menò attorno il cavallo 16gio vani vestiti di librera con robbette ala Franzese assai belle. In questo medesimo mese il Signor Iacobo quarto de Appiano Signore de Piombino pigliò per moglie la figlia delducadi Amalfene pote del Re. In questo di medesimo figliò madamma Elio nora duchessa di Ferrara allo Castello di Capua na et fece un figliuolo chiamato don Ferrante et poi alli 17 de ottobre s'imbarcò et se ne ritornò in Ferrara et in questo mese ancora il marchese di Bitonto figlio del conte Giulio pigliò per mo glie l'altra figlia del duca de Amalphe. Alli 20 di settembre 1477 tutti li Baruni di volontà di Re Ferrante giuraro homagio al duca Calabria et al Principe di Capua et fu sindico per li baruni Il Conte de Fundi Honorato Caietano. Di questo anno il Re de Ungaria mando 14 cavalli 6 ginetti et 8 Acchinee ad Re Ferrante suo socero et uno gran fiasco de argento apere turo dove erano 12 scutelle, 12piatti, 12 tasse, 12 -- 145 scutellini 12 brocche 6 cortelli 2 candelieri et 4 coppe ben lavorate, 2 Cavalli piccoli al principe de Capua et una carretta molto ricca con 6 ca valli alla Regina. Alli 9 di novembro entro Sforza Maria Duca di Bari in Napoli. Alli 1478 Giovan Paolo Vassallo Vescovo d'Aver sa disse la messa al vescovato per ponereilcappello rosso ad don Giovanni de Aragona, figlio di Re Ferrante il quale cappello portò da Roma Fran cesco Scannasorece. Il Re fu presente alla messa et la Regina et assai signuri. Il detto Francisco Scannasorice se partio da easa accompagnato da multi signuri et venne al Vescovato con il Cap pello in mano et andò ad ponerlo sopra l'altare, un breve del Papa quale fu letto da esso et sot scritto da D. Giovanna. Poi il Vescovo li messe il cappello in testa et Francesco Scannasorice poco da poi ce lo levai et rimesselo sopra l'altare et lla stette fin che se finio la messa. Poi il detto Francesco lo pigliò et portai sino alla porta del vescovato et lla il ri pose in testa al Cardinale et Cavalcaro et an daro via. Al medesimo anno fu occiso Giuliano de Me dici et in Napoli Re Ferrante fece ponere pri gione il Conte de Buccardo, et fe un parlamento ad multi signuri alla torre del ovo et disse che l'haveva fatto carcerare perchè avisava li inimici ove si havea ad celebrare et diede al Vescovo deli secreti suoi. FINIS 19 INDICE I. NOMI DELLE PERSONE (Il numero indica la pagina : la lettera n., aggiunta al numero, vale nota) A Acciaioli Angelo 38 n. « Benedetto 57,70. Lorenzo e Uberto 43 n. Acciapaccia Nicola 80. Acclocciamuro Ruggerone 142. Leonello 98, 99, 115, 116, 119. Acerno (d') Benedetto vescovo 34. Acigni (d') Sire 59 n. Acquaviva Matteo 55 n. Gentile 43. Giosia 97, 119, 139, 141 V. Atri (d') Duca. « Giulio 139, 141, 143, 144. Acuto Giovanni 23 n. 27. Adorno Antoniotto 44. Adorni famiglia 71 n. Adriano Papa 5. Agata (di s ) Conte 17, 23, 37, 52, 60. Agnese Miliolo 27. Agnessa (de) Lancellotto 96. Aiello (di) Antonio di Salerno 142. Aimone Angelo 11 n. Alagno (d') Cola 57, 135. Lucrezia 136. 142. Alberico conte 37, 42. « Ungaro 18 n. Aldemorisco W. Morisco. Alessandro pp. v. 57, 58. Alferi, o Auferi (de) Cola 109. Alife (di) Conte 10, 37, 42, 49, 52. Alopo Pandolfello v. Piscopo. Altavilla (de) Conte 23, 47, 109, 144. Alvito (di) Conte 59, 60, 61, 77. Amalfi (di) Duca 42, 48, 49, 144. Americo Francesco 18, 27. Amicis (de) Domenicuccio dell'Aquila 91, 93, 94, 96, 97. Amigo Giacomo 117. Ammerico, Conte 18. Amone (d') Sabatino 15. « Amurat 47. Andria (di) Duca, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 17, 21, 22, 49, 59, 141. Duchessa 6, 10, 13, 14, 128. Angelino 18 Angelo (di s) Cardinale 76. > (di s) Conte 9, 10, 12, 23, 39, 52, 77, 79, 81, 86, 87, 88. Angelo Medico 53. Angiò (d') Andrea 5. Ambrosino 4. » > > > » « « « « > > > > Carlo I. 3. Carlo II 3, 4. Carlo Duca di Calabria, figlio di Roberto 4, 5 Carlo Martello 5. Carlo del Maine 51. Elisabetta (Isabella di Lorena) 95. 98, 99, 100, 101, 105, 106, 117. S. Elisabetta 4. Filippo 5. Giovanna I. 4. 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16. 17, 18, 19, 20, 21, 22, 25 n. 36, 50 n. 65. Giovanni 4, 5, 7. Giovanni, Duca di Calabria , 103, 117, 138, 141, 142. Ludovico re d'Ungheria 30 n. S. Luigi Vescovo 81. Luigi di Taranto 64, 65. Luigi II. 4, 16 n. 17, 21, 23, 24, 27, 29п., 32, INDICE I. D 148 n. 33, 34 n. 36, 38, 39, 40, 46, 48, 52, 58, 59, 60, 61, 64, 66 n. 68. Angiò (d') Luigi III. 56, 73, 75, 76, 80, 81, 82, 85, 88, 90, 91, 95, 106. Luigi Marchese di Pont. 85, 96. Maria 5. Roberto 13, 15, 19, 21. Artuso (de) Roberto 39. Assereto (d') Biagio 93, 94, 96. Atri (di) Duca 53, 54, 55, 56, 74, 144. Attendoli (degli) V. Cotignola. Micheletto 83. » Maria figliuola di Ludovico re di Ungheria Attendolo Jacopo 27 n. 30 n. Raimondo 4. Auferi (d') Andrea 27. Aurilia v. Origlia. Renato 91, 92, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 102, Austria (d') Duca 53, 54. > 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 119, 120, 121, 122, 124, 126, 136, 137, 138, 141. » Σ Roberto- Imperatore 5, 6. Roberto Re 4, 5, 6, 64, 69, 90 Taranto (di) Principe 5. Violante 90. Anichino (de) Raimondo 110. Antimo (de) Ruggiero 40 n. Antonello frate, 112. Antonia Regina 6. Apenna (d') Marco 51 n. Aquilea (di) Patriarca 14 n. Aquino (d') S. Tommaso 4. « Francesco conte di Loreto e Satriano 92 n. Aragona (d') Alfonso I. 48, 64, 72, 74, 75, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 84, 85, 88, 91, 92, 93, 94, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 114, 115, 116 , 117, 120 , 122, 123, 125 , 126, 127, 128, 129, > « 130, 131, 133, 135, 136, 137, 138, 140, 141. Alfonso duca di Calabria 143. Alfonso Principe di Capua 139. Alfonso II. 25 n. Beatrice 143. Federico 143, 144. Ferrante I. 126, 128, 130 n, 131, 137, 139 , 141, 142, 143, 144, 145. Giacomo Re 7. Giovanni 42 n. 144, 145 Infante d. Enrico 96 Infante d. Pietro 82, 93, 94, 96, 104, 106, 124, 131. Iolanda 46 n. 106 n. Isabella 130, 131. Leonora 139, 143. Maria 127 n. Arcamone Anello 144. « Berardo 23,75. Marcello 11 n., 39. Archi (d') Conte 77. Arena (de) Conte 77, 120 n., 130 n. Argula (de) Lorenzo 77. Ariano (d') Conte 19, 20, 31, 32, 39. Ariete (de) Mariano 27, 28. Arimina (d ) Roberto 6. Armagnac (d) Conte 66. Artois (d') Duchessa 15. Guglielmo 55 n. Aveglia (d') Conte 108. » Avellino, Vedi Caracciolo. (di) Conte 6, 97, 114. Aversa (di) Vescovo 144, 145. Aversana (dell') Martuscello 31 n. Aymone Giovanni 23, 31. Angelo 11. Ayossa Marcuccio 18. lo Paone 19. Azaroli V. Acciaioli. Babocio Abate 61 n. Baldassino Galeotto 130 n. Baldetta (lo Monaco) 31. Baltassar 19. Balzo (del) V. Andria. Bano Giovanni 18. Bar (Renato Duca di) 107. Baraballe o Baravalle Lisolo 34. DICEI. > « » B » « « » » Beatrice 21 n. Casa 5, 10, 12, 49. Francesco 9, 10 n., 11. Giacomo 22 n. Pino 141. Raimondo 12 n. Ramondello 22. V. Orsini e Venosa (di) Duca. « » > > Caterina 127. Gabriele 28 n. Gio. Antonio 28 n , 139, 141, V. Taranto (di) Principe. regina Maria 65. > Antonio 26. Barbiano Conte Alberico 15 n., 27, 30, 43, 50 n. Bardascin, Messer, 80. Bari (di) arcivescovo 13 n. > Duca 110, 113, 114, 115, 118, 145. V. Caldora Barletta (di) Raimondo 110. Barone Antonello 99, 100, 105, 109, 117. Barrese Mase 142. Barrile Garino 26. Giovanni 6. Pietro detto Camisa 59, 61. Basilio genovese 25 n. 149 INDICE I. Baviera (di) Duca 135. > Baya Carlo 41 n. Beauvan (de) Giovanni 23 n. Pietro 59 n., 85 n. Belardo conte 21. INDICE I. Braca Viterbese 46 n. Braccio di Montone 59, 61 , 68 , 75, 78, 80, 81, 82, 83, 84. Brancaccio Cardinale 61. « Belcastro (di) conte 60. Bellecour (di) Maresciallo 23 n. Belviso Francesco 94. Benedetto XI. papa 5. Benedetto antipapa 48. Benevento (di) arcivescovo 112. Berardo tedesco 23. Berderamo 4. Bergher Angelino 37 n. 43 n. Berlingieri Giovanni 65. Bernabò 42. Bernardino (s) da Siena 132. Bernardo Arcivescovo di Napoli 15. Bindo Silvestro 14 n. Birgante cosetore 15. Bisceglie (di) conte 08, 71. Bisignano (di) Principe 130 n., 143, 134. Bitonto (di) Marchese 144. Blois (di) Maria Vedova di Luigi I. d' Angio 32 n. Boccapianola Francesco 119. Boffa Marino 64, 67, 84, 89, 91, 105. Bolante Angelino 39. Bologna (di) Cardinale 53, 133. Boccatorto Paolo 31. Bonblanch duca 43, 48. Bongiani Agostino 66 n. 78 Bonifacio Maturzo 27, 35, 41 n. Bonifacio IX pp. 34, 38 n. 43, 45, 48 n., 53, 57, 67. Carlo 123. Brettagna (di) Duca 62. Enrico 22. « Brienne (di) Maria Principessa di Taranto 55 n. V. Taranto. Brienza (di) Matteo 23. « Brunoro Pirro 127. Brunforte (di) Villanuccio 18, 21, 22, 27,37. Brunswick (de) Baldassar 12, 22. Ottone 13, 14, 15, 17, 18, 19, 27, 28, 32, 34 n., 35, 36, 37, 43, 64. Buccardo (de) conte 144. 145. Buccino (di) conte 40, 77, 84, 91, 108. Bude Silvestro 10 n. Bulotto (di) Marino 105 n. Burdo (lo gran) 11. Burges (de) Pietro 44, 45. Burgenza (di) Mattia 23 n. 40. Busc (del) Pietro 116 n. Butillo v. Prignani. C Cabanilla (de) Garzia 113 n. 118 n. 137. V. Troia (di) conte. Cacciaconte Galeotto 83. Cafuore Tuccillo 26. « Bonifacio Petrillo 45. Borbone (di) Duca 4, 117. Maria 13 n. Borgia Cardinale 144. Borgo (delo) Cicco 45, 49, 59. V. Cozzo. Borgogna (di) Carlo 143. > > il bastardo 143. Duca 66, 69 n. 71, 73, 94, 98, 102 , 136, 138. Bosnia (di) Elisabetta moglie di Ludovico d' Angiò re d'Ungheria 30 n. Bouchage (di) Sire 59 n. Boucicaut maresciallo 44. Bozo (10) capitano 112. Bozzuto o Vozzuto Arcivescovo 15. « « > « > Ciannello 45. Giovanni 75. Gio. Vincenzo 82. Jannello 26. Palamides 18. Guido 49, 50 n. Marino 26. Nicola 26. Pietro 27. Triglione 26. Caiazzo (di) conte 70. Calabria (di) Duca 4, 5. « » « Duca Giovanni d'Angiò 103, 143. Duca e Duchessa 144. Duchessa Isabella 131. Calata (de) Giovanni 82. Caldora Antonio 92, 93, 98, 100, 109, 110, 114, 115, > » « « > « > « 116, 117, 118, 121, 125, 128, 131, 142. V. Trivento (di) conte : Berlingiero 92, 97, 98. Casa 112, 113. Jacopo 40, 68, 80, 81, 82, 83, 86, 87, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 96, 97, 98,99, 100, 101, 102, 104, 106, 107, 108, 109. V. Bari (di) Duca. Luigi 22 n. Maria 87. Raimondo 107, 109, 110, 115, 116, 117, 119 Ramondazzo 21. Restaino 128, 131 n. Rinaldo 134. Calisto pp. III 139, 141. Calvera (in) Bernardo 75. Calvo Antonio 124. Campli (di) Pasquale 87. Campobasso (di) Cola 78. 150 INDICE I. Campobasso (di) Conte 94. Campofregoso Tommaso 71 η. > Camponeschi Lalle 21 n. Vedi Montorio (di) conte. Luigi 46 n. Candia (de) Pietro 57. Candida (dela) Jacopo 18. Carbone Jacopo 110. Cardona Alfonso 131 n. V. Reggio (di) conte. Pietro 123, 124. INDICE I. > Carinola (di) Cola barbiere d'Alfonso 109, n. Caris (de) Cicco Antonio 78, 79. » Cane Franceschino 27. Cantelmo casa 60. Rita 109 n. V. Popoli e Alvito (di) conte. Capaccio (di) conte 135 V. Sanseverino. Capospada (di) Rinaldo 11. Capra (de) Jacopo 12. Caprio (de) Nicola 77 n. Capua (de) Andrea 43 n. 47, 133. « Giulio Cesare 42, 65, 66. Luigi 18, 42, 47, 49. (di) Principe 144. Roberto 18. Capuano Andrea 27. Caracciolo Alimanno 26. « » > > 》 « > > > > > > « > > « > « > Andrea 23. Antonio 26. Berardo 23. Carluccio 42. Cera de Gentilomo 27. Ciarletta 117. Cola 26. Damiano 88. Francesco 87. Franceschello 26. Gianni (Sir) 59, 67, 69, 71, 76, 78, 86, 87, 88, 108 n. Giovanni detto Grasso 22, 26. Giovanni 85 n. Giosuè 78. Gualtieri 42. Gurello 22. Isabella 69 n. Lorito 26. Marino 87. Ottino 59, 66, 77, 88, 91, 111, 124 n. Petricone 23, 87, 94. Stifaxo 26. Storto 18, 26. Troiano 86, 87, 97, 114, 115, 116. V. Avellino (di) conte. Carafa Andrea 31. » Σ 《 « 《 Bartolomeo 6. Carlo 43 n. 44. Galiotta 26. Giovanni 122. Girolamo Antonio 40 n. Jacopo 33. Malizia 27, 42, 44 45. Oliviero Cardinale 143. Caramanico (di) Giovanni 92. Carbone casa 68. Carlino Gilardona madre di Ferrante I. d'Aragina 128 n. > Carmignano Cicco 39. Carrara (di) conte 59, 77. Francesco 14 n. Marsilio 18. 27. » Caruso Francesco 69. Caşerta (di) conte 12, 14 n., 20, 21, 24, 31, 32, 36, 39, 77, 84, 89, 91, 98, 99, 102, 104, 105. V. Ratta (dela). Cassiano Giovanni 90. Cassillo Phiolo 54. Castiglia (di) Infante 105, 106. « regina Maria 131. Catalano Restainuccio 52. Catalogna (di) Re 42, 64. Catania (di) Francesco 56. Catanzaro (di) conte 42. Catello o Citello cosetore 122, 123. Celano (di) conte 46 n. , 52 , 56 , 59 , 60, 74, 115, 117, 142. famiglia 40. > > Matteo 25. Paolo 40. Celestino V. Papa 4. Centelles (de) Antonio 129, 141. « Bernardo 74 n, 80. V. Cotrone Cerra (della) conte 13. Cerreto (di) conte 12, 23, 32, 34. Chiaromonte (di) conte 42 n. > « > « > Costanza 38, 43, 47. Isabella 127, 128, 141, 142. Manfredi 35, 37, 38, 40. Margherita 128. Tristano 65, 127. Cicinello Giovanni 88, 89, 99, 100. Cimino Urbano 87, 88, 89, 98. Cinque (de) Mastro Filippo 15 Cipri (di) Maria 53. > Re 52, 64. Citrulo Fiola 18, 39. Clemente papa 3, 4, 5, 6, 14, 15, 65. Clemente Antipapa 14 n. 21, 22 n. 32, 34, 36п. 37, 47, 48. Colonna Antonio 69, 71, 86. » Cardinale 133. casa 65, 66, 69, 86. Colonna Giordano 71, 72, 85 n. > > Giovanni 62. Ludovico 83, 84. Martino pp. V. 68 , 69 , 74. 75. Renzo 85 n. INDICE I. INDICE I. 151 Condolmieri (de) Gabriello 86. V. Eugenio pp. IV. Confalonieri Marsilio 18. Consa (di) conte 143. Contessella. V. Cotugno 55. Conversano (di) conte 21, 31, 39. D > > contessa 54. Coppola Filippo 6, 27. Corda o Carta (de la) Bernardino 80. Corella (de) Ximen Perez 130. Corneto (da) Stefano 99, 106. Cossa Gaspare 26. Giovanni 48 n., 122, 124 n., 126. pp. Giovanni 58, 59, 61, 62, 63. 72. Petrillo 26. Costantinopoli (di) Imperatore 7, 137. Costanzo (di) Alessandro 27. D « > Cristofero 131 n. Enrico 27. Ettore 41 n. Jacopo detto Spatinfaccia 27,34 п. , 40 n, 41, 49. Leonello 41 n. Lisolo 27. Tommaso detto Mascotta 39 n. Cotignola (di) Alessandro 119, 127. D casa 118. Lorenzo 101. Micheletto 81, 92, 102, 103, 104. Sforza 59; Cotrone (di) Marchese 52 n. 85, 129, 130 n. V. Ruffo e Centelles. Cotugno Fiolo 39. « Margherita 55 Couronne (dela) Pietro 22, 24, 31 п. 41. Coucy (de) Engherrand VII. 23 n. Cozzo (delo) Cicco 27, 43. Crema (da) Cristofero 105. Crispano Bernardo 69. Croce (di S.) Cardinale 132. Croce (S.) famiglia di Barletta 24. D Dalmao, Messer, 76, 85. Danese Russo 112. Davalos Inigo 129 n. 143. Dentice Antonio 126 n. > > « Giovanni Carestia 88. Luigi 50 n. Naccarella 18, 26, 30. Diano (di) Nicola II Arcivescovo di Napoli 69 n. Droys (de) Roberto 39 n. Dreux (de) Roberto 23 n. » > « » D « 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 34, 38, 64, 74. Duca 5, 6. Duchessa 11, 13, 19. Giovanna II. regina 11 n. , 20, 22 , 30, 35, 45, 51, 53, 55 n, 63, 64, 65 , 66 , 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 76, 77 , 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 94, 95, 100. Ladislao , re 12 , 20 , 30, 31 , 32 , 33 , 34, 35, 37, 38, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 70, 74. Luigi 5. Margherita regina. 7. 11 п., 12, 17, 20, 21, 22, 25, 26, 31, 32, 33, 35, 36, 37, 40, 42, 43, 44, 45, 51, 61. Durso, lo Cito 60. E Enghien (d') Maria contessa 28 n., 70. V. Lecce Este (d') Buoso 130. Sigismondo 143. Eu (d') Senescallo 59 n. Eugenio pp. IV. 86, 91, 98, 99, 100, 102 , 110 , 111, 113, 118, 126, 127, 129, 132, 133. Evoli (d') Andrea 131 n. Evreux (d') Luigi 13. F Facciapiecoro Giovanni 50 n. Faella Andrea 50 n. Faenza de Graziano 80 n. Fallamesca capitan di Nave 107. Farcinaro (10 Storto) 26. > Federigo barbarossa 3. III. Imperatore 136. Felice, anti papa 113. Fellapane Masello 54. > Pietro 27. Ferrara (di) duchessa 143, 144. V. Aragona (d') Leo nora. Ferrara (di) Marchese 127, 130. Ferrillo Petrillo 27. Fibia (de) Giovanni di S. Severo 85 n. Fiesco (del) Cardinale 78. « Nicola 19 n. Filangieri Filippo detto Prete 73, 77, 85. Filomarino Filippo 136. Dura (de) Giovanni 27, 31. Durante, uom d'arme 83. Durazzo (di) Agnese 15, 19, 21, 22. > Carlo III. 7 , 11 n. , 12 , 13, 15, 17, 18, 19, Fiorillo Notaio d'Aversa 91 n. Firenze (di) cardinale 38. Floridasso 51. Fondi (di) Conte 12, 14, 20, 48, 51, 94, 144. » Contessa 49. INDICE I. Fontanola (de) Luigi 26. > Nicola 26. Forlini (de) Francesco 6. 152 Gregorio Papa X 3. « « Frammase 23. Framondo (di s.) Antonello, Francesco e Cola 136 n. Francesco (s ) 132. Francia (di) Re 3, 32, 44, 69 n. 95 102 , 108 , 137, 141. Frate Valentino (de) Gentile 42. Fregoso Tommaso 103 n. Frenario Filippo 15 n. Furno (delo) Angeluzzo 16, 21. Fuscaldo (di) Antonello 77. pp. XI. 10 n. 11, 14. pp. XII 53, 54, 57, 58, 67, 68. Grifo (de) Andrullo 36. Grutti (deli) Gulino 34, 36, 37. Gualtiero Alemanno, scultore 109 n. Guarecta o Gavarecta 60. Guascogna (di) Enrico n. 11 . Guevara Inigo 125, 126. > G « Gaeta (di) Riccardo 62. vescovo 43. Gaetani Colella 42, 43. Cristofero 42, 44, 62. Enrico 94. » > Iacopo 18, 26. Onorato 12 n. 14 n., 91, 104, 144. Ruggiero 93. Troilo 227. V. Fondi (di) Conte. Galeota Arrigo 23. > Giovanni 14. Rubino 122. Sante 108. Gambatesa (di) Angelo 94. Ganga Stefano 18, 19, 20, 36, 39. Garo (de) Tommaso 30 n. Gasparo 42. Gatto, capitano 117. Gattola Goffreduccio 18 n. Gaucourt Randolfo 108 n. Gauteri (Messer) 26. Gennaro (di) Giovanni 73. Leone 50 Mazzeo 122. Guidano Antonio 142. Guido Francese 111. Guindazzo Arcivescovo di Napoli 32. Carluccio 26. Corrado 26. Francischello 26, 27. Gorello 26. Maria 55. « > Gurello, messer 43 n., 49, 80, 94. Iacopo (s.) maestro di 94 Iacopo (fra) della Marca 143. Iaille (dela) Tristano 59 n. Iamvilla Luigi 26. Iannotta signor di Montefalcone 114. Imbalia (Imbroglia ?) messer 27. Imbriaco Mase 23, 49. Imparato Antonio 35. Imperatrice (la vecchia) 13. Incoglie messer 80. Inghilterra (d') Re 64, 136. Innocenzo papa 3, 6, 7. Innocenzo VII pp 53. Iodice (delo) Andra 45. INDICE I. I L Lagonessa o Lionessa (della) Camillo 23 n. Gerace (di) Marchese Giovanni ed Antonio Ventimi glia 128 n. Gerardo Tedesco 100. > Luigi 21. Gesoaldo (di) Antonello 18, 26, 97. Gifoni (di) Card. Leonardo 15 n. 19, 20 Ginevra (di) Card. Roberto 10 n. 14, 36 Giovanni papa 4. Giovanni pp. XXIII 58, 61, 72 v. Cossa Giovinazzo (di) Nicola 14. Girardo tedesco 99, 100. Gliulo (de) Andrea 23. Goffredo 70. Gordi (de) Luigi 49. Grande Cola 60. Gravina, (di), Jannuzzo 35, 36. Carretta 18. Guglielmo 17, 23, 35. 1 » Iacopo 99. casa 100, 109. Latro Florido 42, 46. Lauria (di) Coluccio 77. « conte 40, 42. Laurenzana (de) Martuscello 26. Lavanto (de) Artaldo 67 n. Leval (de) Guido 59 n. Lecce (di) conte 10. contessa 21, 28. Lettere (de) Francischello 18, 26. Leucate (di) duca 52 n. Licata (dela) Duca 53. Ligotti (de) Perri 39. 1 153 INDICE I. Liguori (de) Florimondo 27. Lione (di) Catello cositore 123. Lipari (di) Betto 58, 59. V. de Principato. Lisolo menescarco 28. Liuzo Sprovieri 18. Loffredo Zampignon 26. Loigny (de) Luigi 59 n. Loio 142. Londra (di) Adamo arcivescovo 38 n. Longo Nardo 137. Martino pp. V. V. Colonna 75. (fra) 9. re di Sicilia 42. Pietro contestabile 122. INDICE I. > Marzano (de) V. Sessa Gio. Antonio 138. Ammiraglio 10, 42, 46. 48, 49, 52, 55, 56. Casa 9, 49 52. Covella 143. > Loreto (di) conte 43, 92, 94 134. Lubrago (Messer lo Bravo) 27. Lucente Sbergo 18. Luna (de) Pier Antipapa 48, 49, 63. Lupo Corrado 6. Lupolo (de) Giovanniello 68. Luxemburgo (di) Cardinale 36. Giovanni 22. « » Giov. Batt. 142. Goffredo 48 n. Jacopo 48 n. Margherita 46 n, 55 n. 143. Maria 46. Marino 106, 132, 142. Stefano 31 n. Tommaso 26, 46 n. Mattia re d'Ungheria 65, 68, 69, 71, 76, 82, 84, 85 Rodolfo 22. M Maccaroni Nicola 18, 19. Macedonio Pietro 18 n. 23, 27. famiglia 37 n. > Maddaloni (di) Sante 107. Maione messer 37. Maiorca (di) Infante 7. Malacarne 81. Malatacca Corrado 39. > Giovanni 9, 10. Malatagli Giovanni 7. Malatesta Gismondo 136. Malestroit Giovanni 10 n. Manfredi conte 77. Manoppello (di) conte 26 n. 62 n. « > Maramaldo Antonio 99. Cardinale 26. Landolfo 38 n. Pandolfo 135. Marca (della) Giacomo ( Re) 55, 64, 65 , 67 , 72, > 73,74. fra Jacopo 143. (de) Luigi 40. Margherita Madama 6, 15. Maria regina d'Ungheria 42 n. 53 n. Marino di Norcia 102. Mariotta malandrino 9, 10. Marle (de) Giorgio 41 n. > Piero 34. Marra (della) Matteo 21 n. > Riccardo 39, 43. Marsico (di) conte 142. Mastro Liardo 6. Matera (di) conte 23, 31, 40, 42, 48. Martone (di) Cola 18 n. Martina (di) conte 52 n. « > 86, 143. Mauroceno cardinale 71 n. Medici (de) Cosimo 142. Giuliano 144. Melatini (de) Errico 55 n. Roberto 55 n. Melfi (di) Duca 144. Melito (di) conte 40. Meliorati Cosimo 38 n. ) Ludovico 53 n. Morolinis de Gentile 38 n. Merulis (de) Giorgio 39. Mezzavano Bartolomeo vescovo di Rieti 38 n. Micheletti (de) Ludovico 83. Migliarense Stefano 29 n. Milano (di) Duca 6, 7, 45, 48, 81, 93, 94, 96, 103, 118, 128, 129, 134, 135, 136, 137, 138, 142. > Goffredo 9. Minicuccio dell'Aquila. Vedi de Amicis. Minutolo (Carlo?) 26. < « > » Enrico 38 n. Lisolo 26, 36. Marino 26. Nicola 26. Mirabella (di) conte 42 43. Molbache (de) Luca 42. Molino (de) Berardo 39. Monaco Boccetta 23. Monaco (di) Milano 9. Monblanc Martino duca 42 n. Moncada (de) Giovanni 74, 80, 81. > (de) Raimondo 80 Monda (de) Roberto 39. Monferrato (di) Giovanni marchese 18 n. > Marchesa 7, 18, 138. Mongia (de) il Sire 22. Mongioia Vicerè di Luigi d'Angiò 36, 37, 39, 48. Monopoli (di) conte. V. Protoiudice. Monreale (Fra) 5. Montalto (di) contessa Covella 132. V. Sessa. 20 INDICE I. Montaldo Carluccio 18, 20, 25. famiglia 71 n. Montarano (da) Gentile 55, 57, 58 59, 60. Monte Oderisio (di) conte 25, 51 n. 59, 68. Monte rotondo (de) Orso 63, 66. Montechiaro Riccio 93, 94, 97, 98, 114, 117, 119. Montesa (di) Mastro 75. Monticello (de) Lorenzo 85. Montone (di) Braccio 18 n. 27. 59, V. Braccio. Montorio (di) conte 7, 21, 46 n. 77, 105, V. Zurlo. Morcone (de) conte 94. Morisco Angelo 58. Luigi 26, 58 n. Povero che sia 27. « Mormile Andrillo 27, 44 n. « > Annechino e Urbano 40, 45, 57, 68, 71. Francesco 68, 69, 70, 79, 84. Mothe (dela) Bertrando 6. Moroni Cristofaro 38 n. Muiona (di) Jacopo 12. Murle (de) Giorgio 39 n. Muro de Troilo 127. Mustone Cola 18, 19. Naccarello messer 45. N Napoli (di) Abate di Sanseverino 32. Arcivescovo V. Guindazzo 32. Arcivescovo V. Zannasio 32 n. (di) Nicola 14. Nardo Ferillo 6. Nardo cavallaro 23. Nava (de) Gonsalvo 119 n. Navarra (di) Luigi 13 n. 22 n. « » Re 6, 13, 42 n, 71, 69, 91, 94, 128. Naves (de) Gualtiero 94. Nicastro (di) conte Braca 60. Nicola pp. V. 133, 135, 136, 138. 154 Orsini Algiasio 61, 74. > INDICE I. Antonio conte di Tagliacozzo 119. « > « > « » » « « > > > Cardinale 13, 86, 119 n., 141. Casa 50, 54, 98. Caterina 139. Felice 142. Francesco 62, 75, 78. (del Balzo) Gabriello 54, 86, 89, 99, 101, 138, 141. V. Venosa (di) Duca. Giovannantonio 54. Vedi Taranto (di) Prin cipe. (degli) Giovenale 27 n. Iacopo 48 n. Maria Donata 141. Nicola 17 n. Orsino 98, 139. Orso 62, 98, 99, 110. Paolo 56, 57, 59, 62, 64, 66. Raimondo, 13, 65, 110 n., 135, 142. Ramondello 17, 24, 26, 27, 28, 29, 30, 33, 41, 43, 50, 54, 108. Ranaldo 23, 134. Roberto 17, 26, 142. Osterlich (d') Angelino 31 n. 39, 43. P > Padula (della) Tommaso 5. Pagano Tommaso 26, 31. Renzo 26, 40 n. Palagano Pietro 87, 99, 100, 101, 103. Paleologo Demetrio 127 n. « > « > Giovanni Imperatore 127 n. Tommaso 127 n. Pandone Carlo 26, 28. Giordano 23, 36, 40. Francesco 94, 99, 100, 102, 131 п. 136 п. Pappacoda Antonello 59. Baordo 59. « V. Sarzana. Nicolò papa 4. Nola (di) conte 15, 17, 21, 33, 37, 50, 54, 56, 61, 62, 69, 84, 85, 91, 95, 98, 99, 100, 102 , 105, 106, 108, 110 n. 118. V. Orsini Ramondello. > Roberto 12, 18. Odo pisano 31. Oferio V. Auferio. Onne Bono Jacopo 39. Origlia Antonio 27. > > 0 Gurello 42, 45. (il Protonotario) 70. Urbano 42. > > « « Lionetto 29. Parigi (di) Proposto 108. Passarello Casocavallo 44. Perellos (de) Raimondo 80. Pertuso Jannotta 79. Pescara (di) Marchese Cicco del Borgo 59. Pesce Onofrio 18, 26, 42, 43, 44. Pettorano (di) Mides e Giovannello 68. Piccinino Francesco 142. Jacopo 126, 142, 143. Nicola 83, 94, 115, 125, 126, 127, 128, 129. Piccolomini Pio pp. II, 141, 142. Pignatelli Angelo 14, 18, 24, 26, 33. Arricone 27. casa 118. Pinequeton (de) Enrico 59 n. Pinto (de) Andrea 18, 19. Pisa (di) Francesco 105, 107, 117, 122, 123. 1 INDICE I. < Piscicelli Andrea 72. Piscopo Pandolfello 63, 64, 65. Caterina 64,73. Pistoia (di) Lazzaro 62 n. Poderico Arrichello 75. Pol (Saint) conte 5, 23 n. Pont (di) Marchese 95, 96. Pontedera (de) Antonio 92, 95, 98. Ponto (di) 60. Ponzardo Luigi 11. Trofonino 23. Popoli (di) conte 77. Portogallo (di) Eleonora 131, 136 n. Poytiers (di) Margherita 129 n. Pozzuoli (di) Andrea 55. Prades conte 144. Prata (de) Roberto 49. Preposto (delo) Perillo 39. Prignano Bartolomeo 13 n. V. Urbano pp. VI. > > 155 Rodi (di) Gran Mastro 12, 13, 25. Ronciello Gilio 39. Rondillo Aniello 27. Rossano (di) Angeluccio 20 n. « Principe 143. Rotulo (de) Ruggiero 77. Ruffetto (messer) 23. Ruffino (capitano) 89. Ruffo Carluccio di Montalto 18 n. INDICE I. Enrichetta Marchesa di Cotrone 129. D Nicola 129 n. Vedi Cotrone. Rummo Jacopo 39. Rutigliano (di) conte 77. Cangrande 6, 21. S Sabran V. Ariano. Sachitello de Porta Brogna 122. Butillo nipote di papa Urbano VI. 25, 26, Sala (della) Bernardo 10 n , 11, 14 n., 18, 32 n. 28 n., 29. Francesco 20 n. Principato (de) Betto 66 n. V. Lipari. Proto iudice Jannotta 18, 20, 21, 26, 28. Provenza Ribaldo 112. Pullya (de) Pietro 39 n. Q Quarto Jacopo 144. Ramundo 42. R Raffaelli (dei) Ungaro Busone 44 n. Ravenna (di) Cardinale 26, 28. Ratta (dela) Antonio 14 n. D ৫ > Antonello 92. Citella 21 n. Luigi 21 n. 23, 39. Sandolo 21 n., 23, 24, 31. V. Caserta (di) conte. Ravignani Andrea 15. Re, Regina V. Angiò, Aragona, Durazzo Recanati Giovanni (da) 18, 27. Berardo 18, 27. Reale Antonello 117. Antonio frate de latte diAntonio Caldora 125. Redo Antonio 113 n. Remito, messer 37. Reno (del) Duca 143. Riccobianco 39. Rimini (da) Luigi 28 n. Risoli Antonio 51 n. Rodhez Bernardo 15 n. « < « Francesco 11. Guitometus 14 n. Pietro 14 n. 23. Salcera (de) Milio 94. Salerno (di) Principe 85, 108, 142, 143. V. Sanseverino. Saligni (de) Lordino 65, 67. Salvatore mercante catalano fallito 143. Salve (de) Antonio 52. Sanframondo Tommaso 32 n. V. Cerreto. Sangro (de) Cardinale 17. Giacomo 131 n. Paolo 107, 117, 125, 129. Ricardo 56 n. Sannazaro Benedetto 57 n. 70 n. > Jacopo 105 n. Sanseverino (casa) 5, 8, 9, 11, 21, 23 n. 42, 45, 48, 49, 54, 56, 59, 67, 89, 108. V. Trica rico, Matera, Cerreto. Sanseverino (conte di) 195, 142. Americo 135, 108. > D > D > « > Antonello 143. Antonio 89. Bartolomeo 18, 27. Bernabò 31, 54. Leonetto 69. Luigi 77, 81, 120. Roberto 26, 42, 143. Ruggiero 89, Tommaso 29, 31, 32, 34, 35, 42 n, 46, 48. Ugo 19, 20, 21, 23, 32, 36, 40, 42, 46, 48. Vincislao 42 n. (di S.) conte Giovanni 105. Sant'Angelo (di) Contessa 54. 156 INDICE I. Santangelo Ungaro conte di Sarno 11 n. Santo Jacovo (di) Riccardo 56. Santolo (de) Abate Benedetto 32. Santoparente Sforzesco 80. Sarcinazzo (Storto) 26 n. Sarno (di) Angeluzzo 20. Antonio 55. Sottile Nicola 82. INDICE I. Spatafora Giovanni 142. Spatinfaccia Jacopo 27, 34, 41, 49. V. Costanzo (di) Sperone Luzo 43. Spiczica caso Marino 123. Spinello Giovanni 45. Nicola 14 n. > Conte 21 n , 69, 84, 85. Sarzana (di) Tommaso 132. Satriano (di) conte 92 n. Savoia (di) Amedeo VI. 22 n. 23. « « > Conte 19 n. Duca 69 n. 89, 90, 95, 102, 113. V. Felice antipapa. Luigi 39. Margherita 89. Scaglione Berardo 42. Scannasorice Nocella 70. « Franceschello 27, 144, 145. Scappuccino Marino 88. Schiavo (10) 18. Sciatta Gregorio 51 n. Selvaggio Cavaliere 22. Matteo 22 n. Sena (di) Brizio 84. « Buzo 60. Serino 39. » Jacopo Antonio 73. Matteo 39. Spinola Francesco 93, 96, 107. Sprovieri Luczo 20. Squadra famiglio 87. Staino Casso 40. Stagna Sangue Taruccio 27. Stassi Paolo 18. Statano (de) Martino 60. Stefano 7. da Corneto 100. Stendardo Covella 45. > > » Giovannella 67. Jacopo 17, 26, 37, 42, 48 n. Jannotta 67. Stringaro Benedetto 18, 27. Sulmona (di) Andrea pittore 55 n. T Tacca (dela) Enrico 80, 81. Tagliacozzo (di) conte 48 n. 58, 59, 119, 139. Seripando Cicinello 26. Sersale Maffuzzo 23, 49, 50 n. Sessa (di) Duca 79, 81, 82, 84, 87, 92, 106, 107, 138, 142. Vedi Marzano. > Duchessa 60, 88, 90, 94, 132.V. Montalto. Sforza Alessandro 132, 143. Francesco 77 , 81 , 83 , 94, 102, 104, 118, 119, < > > « > « » > 120, 121, 125, 126, 128 , 129, 130 n. 131 , 132, 135, 137 п. 143. Attendolo 63, 64, 65, 67, 68, 69, 70, 71, 73, 74, 77, 78, 79, 80, 81, 135. Costanzo 143. Galeazzo 143. Giovanni 125. Ippolita 139, 143. Maria duca di Bari 139, 145. Ottaviano 143. Rinaldo 131 n. V. Cotignola e Attendoli. Siconolfi Guglielmo, 4. Siena (de) Cione 27, 37, 39. » « Domenico 18. Gove 18, 40. Sigismondo imperatore 86. Signa o Segni (de) Domenico 27. Siguyens (da) Leonetto 67 n. Simonetto capitano 142. Somma (de) Lisolo 26. > Nicola 69 n. V. Orsini. Tamerlano 47. « Taranto (di) Cardinale 119, 120. Filippo 5, 21. « » > Ludovico 19 n. Luigi 5. Margherita 5. Principe 21, 54, 55, 65 , 77, 88, 91, 92, 94, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 106, 107, 109, 126, 127, 128, 130n. 135, 138, 139, 141, 142. V. Orsini del Balzo. Tartaglia di Lavello 61, 96, 75. Tenda (di) Beatrice 71 n. Terlizzi (di) conte 5. Terracciano Mastro Leonardo 6. Thora (de) Tuccillo 31. Tocco (di) Algiasio 133 n. Giovanni despota di Romania 52 n. « Guglielmo 26. 52 n. Gurello 53. Pietro 52 n. Tomacelli casa 53. > > Bonifacio IX 67. Giovanni 48. Jannotta 26. Marino 26, 27. Martuccio 27 n. Riccio 27. INDICE I. Toreglia signore d'Ischia 142 143. Torello Guido 81, 82, 104. Toro (de) Andrea 6. Torto Jannon 56. Tossiccia (di) Lollo 51 n. Trecca (dela) Giovanni 47. Trenta Lorenzo 67 n. Tricarico (di) conte 23, 42 n. Trivento (di) conte Antonio Caldora 99 , 100 104, 110, 125. Troia (di) conte 48 n. Tropea (di) Vescovo 80. Tumolo Mattagia 26. Tunisi (di) Re 144. Tunno (di) Milano 9. Turnone (di) Cardinale 39. Turza o Terza (dela) Giovanni 42. U Uliariis (de) Bartolomeo 38 n. Umile Pietro 51 n. Ungaro 37, 39. Ungheria (di) Re, 3, 4, 5, 6, 7, 14. « « « « Mattia 143. Stefano 7. Urbano IV. papa 3. pp. V. 7, 10, 11, 13, 15. pp. VI, 17, 18, 20, 23 n. 24, 25, 28, 29 n. 30, 34, 36, 38. Urgel (di) conte 108. « Eleonora 108 n. V Vaila (de) Visconte 39. Valentino (di S.) conte 77. Gentile 44. Valenza (di) Cardinale 139. > Giovanni 81. 157 Valle lunga (di) Cardinale 133. , 103, INDICE I. Valva (de) Pietro 39 n. Vasile genovese 25. Vassallo Giovan Paolo Vescovo di Aversa 144, 145. Venafro (di) conte V. Pandone. Venato Covello 51 n. Venezia (di) Cardinale 73. Venosa (di) Duca 31, 32, 40, 42, 45, 46, 48, 50, 53, 54, 99, 100, 101, 130, 138. Ventimiglia (de) Federico 80. Marchese 128. Visconti Ambrogio 7. Bernardo 6. Bianca 143. > « > Giovanni Maria 133. Filippo Maria 71, 93. V. Milano (di) Duca. Vitelleschi Patriarca Giovanni da Corneto arcive scovo di Firenze 98, 99, 100, 101, 102, 102, 113. Volanti Angelino 43. Volta (dela) Sante 39 Vulcano Raimondo 40 n. Z Zampaglione, masser, 45. Zannasio Nicola 32 n. Zarolo Jacopo 106. Zoppo Ottolino 93, 94, 95. Zurlo Anechino 42. casa 81. > « a « Ciccuzzo 23. Francesco 23, 105 n. Giovanni 77. Jacopo 18, 19, 117. Marino 23. il Protonotario 79. Salvatore 26, 42. V. Montorio. INDICE II. NOMI DELLE PROVINCIE (Il numero indica la pagina : la lettera n , aggiunta al numero, vale nota) A Abruzzo 43, 55 n. 66, 76, 83, 87, 89, 97, 98, 103, 105 106, 107, 108, 110, 112, 114, 115, 116, 125, 126, 128, 131, 134, 139. Arcangelo (s.) casale di Napoli 108. Arezzo 21. Ariano 23, 24, 35, 139. Arielli 125 n. Arienzo 17, 87, 101, 105, 109 n., 117. Arpaia 105, 117. Acerra 13, 20 n. 23 43 n. 50, 70, 71, 72, 76, 88, 105, Arpino 98 n. 109. Acqua de la mela 61, 69. Adda 143. Adria (di) regno 22 n. Afragola 70. Agata (s.) 36, 98. Agropoli 35 n. Airola 61, 98, 109 n. Albe 104, 119. Alemagna 3, 38, 68, 87. Alife 49, 52, 61, 99, 142. Altamura 20, 21, 90, 130, 142. Altavilla 111. Alvito 61. Amalfi 108. Ascoli 13, n. 89, 127, 139. > della Marca 131. Assisi 63. : (di) ducato 20, n. 25, 74. Anagri 4. Ancona 127. Andria 92, 97, 101. Angelo (S. De Arena) 105, 106. « > del Gargano 126.. Ravascanino 99. della Scala 111. Anghiari 115 n. Angri 41. Apice 139. > Asti 12, 13. Astura 61, 85. Atri 104, 119, 139, 141. Avella 100. V. Baiano Aversa 5, 10, 12, 17, 19, 20 n., 25, 25 n., 31, 35 n., 37, 40, 45, 46, 49, 51, 60, 79, 80, 85, 98, 99, 101, 107, 108, 109, 114, 115, 122, 127. Castello 6, 76, 79, 88, 110. Monastero di S. Pietro a Maiella 5. Vescovado 25. « Avezzano 105. Avignone 3, 4, 10, 14, 17, 28 n., 32 n., 34, 35, 36, 38, 40, 48. B Baiano, casale di Avella 110. Bari 25, 27 n., 28, 29 n., 38 n, 77, 91, 97, 98, 102, « 118, 128, 130, 135, 140. (di) Castello 118, 130. Aquila 21, 22 n , 43, 44, 59, 59 n , 74, 80,81, 82, 83, Barletta 24, 27, 28, 29, 30 n., 97, 110, 126, 130 n , 97, 105, 113, 125 n. 132. 134, 135 n. 141. INDICE II. Basilicata 142. Beaumont 108 n. Belcastro 130 n. « 160 Casal di Principe 79 n. Casaluce 10, 25 n. (di) castello 12. Benevento 30 , 35, 50, 64, 73, 77 , 78, 99, 100, 101, 111, 112, 117, 118, 118 n, 139. (di) Valle 9, 109. Bergamo 43. Bianco, (del) Baronia, 130 n. Biccari 119. Bisceglie 29, 101, 102. Bitonto 92, 128. Boiano 114, 136 n. Bologna 22 n. 58 n. Bordeaux 136 n. Brindisi, castello, 90. Bucchianico 104 n. Buccino 30, 108, 108 n. 109 n. C Caianello 76 n. Cairo 47. Caiazzo 109, 119. Caivano 39, 46, 101, 107. > Casalsaciano 109 n. Casamassima 139 n. Caserta 21, 23, 24, 30, 36. Castellaneta 90, 91 n. Castelle 130 n. Castel dell'Abate 85. Castelmenardo 130 n. Castelvecchio subequo 104 n. Castelvetere 130 n. Castiglion della Pescaia 134. Castillon del Périgon 136 n. Castrovillari 50 n. 77, 142. Catalogna 4, 7, 48, 80, 81, 108. < Catanzaro 52. 130 n. (di) Contado 141. < Marchesato 130. Caudio (di) Valle 23. Celano 104. Cennina 134 n. Cepalloni o Cepalluni 98. Ceprano 61, 98. Cerra V. Acerra. Cerreto 23, 107. Calabria 29, 30, 42, 49, 50, 52, 58, 74, 77, 85, 88, 89, > 103, 119, 126, 130, 141. Ducato 4, 74. < INDICE II. Contado 4, 107. Cervara 132 n. Chieti e Civita di Chieti 17 n. 97, 104, 119. Calvello 88, n. Campagna 85. > Romana 95, 98. Campobasso 23 n. Cancello 99. 100. Candida 73. Canosa, castello, 90. Capestrano 125 n. Capitanata 9, 43, 134. Capo di Terra d'Otranto 140. Capri 18, 18 n. 20 n. 39, 51, 77, 109. Capua 10, 20, 23, 24, 28, 33 п,44, 46, 49, 53, 87, 92, 93, 94, 95, 97, 98, 99, 101, 106 , 108 n., 121, 127, 129. (di) fiume 85, 109. > > V. Volturno. Masseria della Regina 109 n. (di) Principato 25. Mazzone delle rose 69, 124. Caravaggio 134. Cariati 142. Carinola 142, 143. Castellammare di Stabia 20 n, 61 , 73 , 74, 75,81, 98. > > (di) Borgo 22. Palazzo di Casa Lana 3. del Volturno 142. Carpenone 98, 104, 114, 124. Casacanditella 103. Chioggia 12. Cipro 7. Circello di Molise 109. Cerignola 101. Cirò 130 n. Civitavecchia 61. Civita di Penne 97. Colli 109. Collotorto 119. Comino (di) Valle 104. Conversano 77, 118. « (di) Contado 91, 139. Copertino 77, 91. Corato (di) Contado 62. Corfù V. Gurfo 30 n. Corneto 119. Cortona 57, n. 59 n. 137. Cosenza 77, 90. Costantinopoli (s. Sofia) 138. Costanza 63, 64, 68. Cotignola 135. Cotrone 52, 139. > (di) Marchesato 141. Crepacore 130 n. Cropani 130 n. Cuccaro 142. INDICE II. INDICE II. Damasco 47 Demetrio (s) 125. Dogliuolo V. Napoli. Dragonara 114. Durazzo 30. (di) ducato 4. > Eboli 85 Famagosta 7. Fele (s) 21 « Fermo 119, 127, 132, n. Girfalco 128, 132. Ferrara 102. 161 D E Gravina (di) Castello 90. > (di) Selva 92. Grottaglie 91 n. Guasto V. Vasto. Gubbio 44 n. Gurfo, Corfù, 30, 30 n. I Iesi 132 n. Inghilterra 38. Ischia 22, 36, 58, 80, 88, 92, 96, 142, 143. (di) Borgo 22. s. Restituta 22. F Firenze 6, 7, 37, 43, 51 n. 57, 58, 61, 62, 63, 72, 78, 98, 110, 124, 126, 134, 136, 137, 138. Flumeri 30, n. 112 Foggia 130, 140. Foiano 137. Fondi 12 n. 14, 15, 16, 36, 58. > contado 51. Francia 32, 62, 76, 90, 94. 108, 116, 138. G Gaeta 6, 20 n. 29 n. 33, 33 n. 35, 36, 37, 38, 41, 43, 44, 45, 47, 48, 49, 50, 51, 51 n. 58, 60, 68, 76, 77, 81, 93, 94, 95, 96, 97, 99, 105 n., 107, > 109 n, 127, 138. (di) Monte 94. (di) piazza 44. (di) ss. Trinità 45. (di) vescovado 44. Gallipoli 90. Galluccio 142. Garigliano 51. Isernia 38 n. 99, 124. Italia 73, 116. Lacco Ameno 22. Laterza 90. Lavello 97. Lecce 89, 135. 》 L (di) contado 30. Leuca (di) s. Maria 140. Limatola 109. Liri 59. Liscia d'Orta 109 n. Lombardia 10, 15, 89. Longano 99, 104. Lorenzo (di s) Montagna 83. Loreto 108. Lucca 54, 67 n. Lucera 112, 126. Lucido (s) 139. M Maddaloni 22, 23, 77, 105. Magliano 142. Majorca 7. Manfredonia 136. (di) castello 126. Genova 7, 35, 44, 58, 62, 71, 73, 81, 82 n., 93, 94, 96, Manoppello 44. 109, 120, 124, 141. Germano (di s.) Badia 14, 17, 59, 60 . Gerbe 35. Gerusalemme, reame 3. Gifoni 30 n. Gioia 91, Giorgio (s.) della Molara 99, 100. Giovinazzo 102, 126. Giugliano 31. Giudignano 9 n. Gragnano 51 Gravina 13. Mantova 71. Marca 132. (d') Ancona 128, 129. Marcianise 98. Marco (s.) 99 n. 100 n. Maria (s.) maggiore 108. Marigliano 50, 75. Marles 22 n. Marsiglia 4, 8, 16 n. 38, 58, 81. Martignes 32 n. Martino (s.) 28. Massa 121, INDICE II. > Massa di Sorrento 81. Massimo (s) 100. Matera 89, 130. Melissa 130 n. Melito 108, 108 n. Messina 6, 134. Milano 12, 94, 134 s. Stefano 143. Milazzo 4. Minervino 30 n., 89, 90 Misuraca 130 n. Modugno 97 Molfetta 27, 102, 126 Molise 9. (di) Contado 136. Monopoli 99, 100. Montalto 142. Montebello 139. Montecassino 17, 57, 63 n., 126. V. Germano (s) Badia. > Montecorvino 42. Montefalcone 114. Montefuscolo 98, 99, 100, 118 n. Montesarchio 23, 99. Monte s. Angelo 136. Montescaglioso 10, 11. Montevergine 6, 111. Morcone 17, 99. Morrone 4. Motta Bubalina 130 n. delli Cucuzza 130 n. Muro 21 n. Napoli 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 17, 18, 19, 21, 23, 24, 25, 28, 29, 30, 31, 34, 35, 36, 37, 38 , 40, 42 , 45, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 60, 61, 62, 63, 68, 69, 71, 74,75,79, 80, 81, 82, 85, 87, 89, 91, 92, 97, 98, 99 , 100, 101 , 102, 103, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 112, 114, 115, 116, 117, 119, 120, 121, 122, 123, 127, 129, 134, 136, 137, 138, 139, 142, 143. » « « « « « » Acquedotti, pozzi, 121, 122. Agostino (s.) 19. Annunziata 91. Arcivescovado 15. Bordello 123. Borgo del Carmine 103. Borgo Nuovo 81. Bucceria del Mercato 16 n. Campovecchio 80, 107, 120 n. Cancelle di s. Chiara 33. Capo di s. Maria 16 n. Capuana 15, 15 n. Carbonara 3, 16, 78. Casali 24. 162 Napoli Casanova 17, 37, 79. > INDICE II. Castel Capuano 19, 34, 34 п , 36, 39,51,66, 72, 77, 78 , 80, 82 , 85 n., 103, 115, 116, « > > « > D « N « » α > D « » > > > « « » > « D « 121, 123, 124, 144. Castel Nuovo 3, 6, 12, 13, 19, 25, 37,40,41, 51 , 52 , 55, 60. 63, 64, 65, 70, 72, 77, 78, 82, 84, 85, 107, 108, 120, 121, 124, 126, 142, 143, 144. Castel dell'Oνο 12, 15, 33, 35, 56, 65, 66, 67, 72, 74, 75, 106, 120, 131, 141, 144. Castel s. Elmo 19, 20, 31, 40, 60, 66, 107, 117, 124, 126. Chiesa di s. Agostino 70. s. Angelo de Arena 105, 106. ss. Annunziata 66, 123. s. M. del Carmine 3, 38, 105, 106. > » « « « » « D Campanile 38. s. Chiara 4, 5, 12, 20, 21, 22, 36. Campanile 69. s. Croce 3, 13. s. Domenico 3, 28 n. 53. Donna Regina 3, 41, 123. Duomo 15. n 25, 26, 90. Egiziaca 3. s. Giovanni a Carbonara 88, 122. Incoronata 5, 19, 144. s. Leonardo a Chiaia 72. Maddalena 3. Madonna della Pace 120. s. Maria a Dogliuolo 79. > di Piedigrotta 20, 31, 57. s. Paolo 40. s. Pietro ad Aram 15. a Majella 5, 56 n. Martire 3, 50, 131. s. Severino 15. Molo 121. « < grande 35. piccolo 85. Conciaria 18. Corregge o Correi 5, 19n., 30, 31, 33, 70, 78. Dogliuolo 19, 32, 33, 46, 73, 75, 115, 121, Duchesca 6. S. Eloy 15. Fontana (di) Formiello 40. Formello 16, 16 n. Giovanni (s.) a Carbonara 63. Grotta 70. Incoronata 143. Inferno 13 n. Loggia di Genova 32, 123. Lucia (s ) 107, 131 Maddalena 80, 117. Mercato 3, 16, 18, 22, 33, 69. Nido 14 n, 19. Pennino 16, 16, n. 19, 123 n. di s. Agostino 66. Piazza larga presso gli Orefici 123 n. INDICE II.-- INDICE II. Napoli Piazza della Selleria 15 « dei Vindi 13 n. Piazze o Seggi 6, 16, n. 30, 32, 41, 55, 144. di Capuana 4, 25, 26, 31, 32, 39, 41, 52, 53, 57, 68, 69, 78, 136. di Montagna 31, 32, 39. > 163 Palermo 37, 42, 48. Pandura 130 n. Parigi 66. Pavia 5, 132. Penne (V. Civita di Penne) 97. Perugia 22 n. 29. 129. di Nido 13, 14, 26 , 31 , 32 , 33 , 39, Pescara, città, 97, 107, 108, 119. 53, 135. di Porto 27, 31, 32, 37, 39,79. di Portanova 27, 31, 54. > < D > > del Popolo 31. Pietra del Pesce 40 Pizzofalcone 35, 107, 120, 121. Ponte 22, « D (della) Maddalena 16 n. 17, 18, 19, 39. > Rota 16 n. Porta Capuana 25, 33. « « Donnorso 56. (s ) Gennaro 123. (del) Mercato 82, Nova 70. Petruccia 117. Pennino 13 n. fiume 81. Piacenza 3. Piano di Sorrento 76. Piedimonte d'Alife 99. Pietra (presso s. Angelo della Scala) 111. Pietracatella 24, 119. Pietramaggiore 112, Pietramala 68. Pietravairana 76 n. Pietro (s ) a Castello 54. > > in Galatina 142. Piombino 134, 135, 144. Pisa 44 n., 57. Policastro 58, 130 n. Pomigliano 70, 117. Ponte s. Valentino 99, 100. Ponticello 51. 》 > > « « > > > Posillipo 34. Regione intorno la Chiesa di s. Pietro ad Aram 15. » D intorno la Chiesa di Severino 15. della Scalesia, 15, 31. Sellaria 15, 16. Sperone del Carmine 34. Steri deli Guindazzi 25. Torre Beverella 107 n. 4 « > (s) Sofia 123, 124. (s) Vincenzo 107. Via di Chiaja 70. Vicaria 68. Nardò 91. Nettuno castello 83, 143. Nocera 20 n , 29, 30, 30n , 38,40, 46, 109 n , 112, 114. (di) Castello 25, 28. Noci 91 n. 139 n. Nola 17, 24, 27, 61, 62, 74, 110, 112. Ο Ponza 93. Popoli 104. Portella 51. Porto Pisano 102. Pozzuoli 40, 41, 60, 77, 102, 120, 128 n. Presenzano 99, 100. Procida 58, 81. Provenza 5, 10, 11, 22, 23 n, 32 n., 34, 35, 36, 46, 109, 118 Puglia 7, 9, 10, 11, 17, 24, 28, 32, 37, 43, 50, 51, 54, 55,65, 74, 89, 97, 98, 101, 103, 114, 115, 126, 128, 136, 142. R Ravenna 22 n., 16 n., 102. Reggio (di Calabria) 52, 77, 126. Rieti 38 n. Rimini 136. Rocca (in Terra d'Otranto) 90. 《 < < Offida 131 n. Oria 89. (di) Castello 90. Ortona a mare 119. Ostia 71. Ottaiano 70. « » > P Bernarda 130 n. Contrada 127. Mandolfi 99. (di) Mondragone 46, 47, 49, 142. Romana 142. Salloca 130 n. Secca 39, 59. Roccella 130 n. Roma 6, 13, 14, 15, 17, 24, 38, 38 n. 43, 45, 48, 53, Pacentro 103. Padula 35, 57, 58, 99, 100, 101, 112, 117. Palie 130 n. Palma 85. 57, 59, 61, 62, 66, 68, 77, 84, 86, 98, 101 n. , 136, 144. > (di) Campagna 98, 120. Castel s. Angelo 56, 63, 71, 113, 133 , 136. -- INDICE II. Roma (s.) Celso 136. > « > Chiesa di s. Pietro 133, 136. Minerva 138. Ponte s. Pietro 113. Romagna 4, 10 n. 102. Romania 53. Rosarno 130 n. Rufo (s) 120 n. Rutigliano 43 n, 92, 118. Ruvo 97, 102. 164 Teano 9, 10 n. 46, 52, 143 Fonte delo Chiuppo 129. Teramo 54. 55 n. 141. Terlizzi 102. Terra di Bari 77, 91, 97, 118, 134. « INDICE II. di Otranto 77, 90, 91, 134. di Lavoro 9, 10, 11, 15, 24, 30, 102, 104, 105, 109, 114, 116, 142. Terracina 45, 77, 127 n. Tiriolo 130 n. S « Salerno 51, 52, 61, 86, 97, 98, 99, 100, 108, 110. (di) s. Francesco 61 Sanseverino 30 n., 33, 35, 61, 98. Sardegna 42 n. Sarno 39, 40, 85, 142. Sassano 125. Saviano 19 n. Savignano 19 n. Savona 94. Scafati 41, 75, 98, 103, 105. > (di) Castello 25. Schiavonia 53, 56. Secondigliano 19, 122. Segovia 131 n. Serra Montisfori 130 n. « Montisrossi 130 n. Sessa 46, 52, 94, 99. < (di) ducato 142. Severina (s) 139. Sicilia 5, 6, 28, 37 n., 38, 42, 75, 88, 92. Simigliano 130 n. Somma 20 n., 41, 79. Sora 57, 98 n. Sorrento 20 n, 40 n., 81, 89, 121. Speron d'Asino 125. Spoleto (di) Ducato 22 n. Squillace 142. Tivoli 132, 134 Tolve 142. Toscana 23 n. 57, 63, 134. Torre Bruzzano 130 n. > « « Francolise 142. (del) Greco 120, 135. Ottava 120 n. Traetto 51. Trani 30 n. 87, 99, 100, 101, 102, 103, 126, 130. > (di) Castello 100, 102, 103, 130. Trasacco 105. Treviso 14, 15. Tripergole 23, 60. Troia 142. Tronto 129. Tropea 102 n, 126. Tufara 109 n. Turchia 47. Turi 91, 92, 139 n. V Val di Comino 104. Valentino (di s) Ponte 100. Valle beneventana 77. Vallo di Novi 142. Vasto Aimone 97, 102. Venafro 98, 136 n. Venezia 10, 97, 102, 137. Venosa 97, 141, Stefano (s) 118. Stigliano 40 n. Succivo 98 n. Sulmona 17 n., 35 n., 38 n., 53, 61, 97, 103, 104, 108, > > 113, 115, 142. Annunziata 125 n. Badia di s. Spirito 109. Summonte 110 n., 111. D T Taranto 22 n., 23 n, 24 n., 33, 48, 49, 50, 51, 54, 55, 64, 72, 73, 90, 130. (s ) Castaldo 22 n, 138. Verona 4. Vico di Sorrento 81, 121. Villacatin 131 n. Viterbo 62 n. 73, 84. (di) Bulicame 84. Vitulano 99. Volturno 109. U Ugento 90. Ungheria 4, 7, 10, 12, 30, 31, 55. Urbino (di) contado 132. Z > > (di) Castello 130. (di) Principato 4, 13. Taverna 130 n. Zagarisi 130 n. Zara 53, 56. INDICE III. delle voci arcaiche, dialettali etc. e di alcune cose notevoli (Il numero indica la pagina: la lettera n., aggiunta al numero, vale nota) A Abendava, stava tranquillo, 23. Abrunzo, bronzo 133. Abuccava 105. Acchinea 144. Acchigato 24. Adonaro, avvidero 109. Adonasse, accorgesse 32. Agiutare 103, 114. Alloco, là 11. Almirante, Gran 143. Ambola, orcio 111. Amendola, mandorlo 97. Ammiraglio 46, 47, 48. Amminazo, minacciò 105. Andosende, se ne andò 101. Anchoragij (ius) 40 n. Appe, ebbe 20. Argata, brigata 34, 37. Arreto, a reto, dietro 731. Arrasso, lontano 104. Assemblao, raunò 32. Assetto (se), sedette 112. Assettaro (se) sedettero 25. Astrachi 131. B Bagliva di s. Paolo in Napoli, 40. Baglivi 40 n. Beppe, bevve 112. Bianchi (compagnia) 51. Biasfemando 115. Biscottelli 120, Bombarda grossa, chiamata s. Giorgio 107. Bombarde 80, 82, 94, 105, 106, 107, 120. Bombardella 106. Bon stato in Napoli 31, 33. Brenda (vrenna), crusca 120. Bria, briga 25. Brusò, bruciò 114. Brigogna, vergogna 84. C Ca, poichè 24, 28, 35. Cainato, cognato 54, 60, 95, 114, 130. Caldura 131. Camerlingo, (Conte) 4 , 10 , 11 , 12, 26 , 48, 64, 66, 67, 92, 110. Camisa 136. Cancelliere (Gran) 77, 79. Caniglia, crusca 120. Canossanze 73. Capare, scegliere 94. Capitani di terre 29. Capocerro 133. Carestia 9, 120. Carnelevare, carnevale 31. Carosaro, tosarono 34 n. Casaline 54. Cavalli 144. Cazaro, cacciarono 29. Chivelli, nessuno 130. Ciofo, cioè 34, 39. Citella 7, 37. INDICE III. Citrangolillo 40. Città maistra, capitale 7. Coccula, occipite 97. Colte o collette 4. Cometa 7, 139. Commissario delle esezioni delle collette 69 n. 166 Compagnie di ventura 4. Compagnuni 58. Condestabile (Gran) 20, 26 , 29 , 40, 42, 43, 67, 76, 91, 107, 139, 141. > di fanti 117. e governatori di Napoli (a. 1435) 94. Consiglio regio di Napoli 92, 95, 98 , 99 , 100, 101, 121. Coppa (in), sopra 104, 133. Coppuletta 106. Corniando, dicendo male 101. Coronazione 144. Gabella del vino 40. Gaifo 5. Gamille, camello 41. Giomentari 24. Giomente 24. Giosende, se ne gio 16. INDICE III. G Giostre 20, 30, 46, 52, 53, 56, 78, 126, 128, 144. Giustiziero 25, 29, 69. maestro 39. provinciale 20. Governatori di Napoli 31, 93. Gralli, vinaccioli 120. Grano, moneta 35. Groffole, rantolo 109. Cortiglio, corte 113. Cosetore, sarto 15, 122. Crese, credette 101. Deputati del buono stato in Napoli 32, 50 n. Devengiare, vendicare 5. Deveressivo, dovreste 113. Deverisse, dovresti 47. Dicitimilo, ditemelo 82. Dirroparo, precipitarono 5. Distrera, nave 38. Divive, dovevi 115. Doe, due 11, 115, 121, 124. E Ense, esce 47. Epetigena, malattia della pelle 28. Erance, ci era 5. F Fachina 123. Fando, facendo 99. Fasuli, fagioli 35. Fecence, vi fece 106. Feste 45, 75. Fetea, puzzava 42. Ficatelli 112. Fiorini 11. Fitta 111. Fonce, vi fu 4, 25 33, 44, 99. Fonde, ne fu 14. Forensiti, fuorusciti 35. H D Hagio, ho, 11, 29, 40. Havevano curso, eran corsi 41. Hebberonde, ne ebbero 49. Havissivo, aveste 113. I Imbesca, mischia 115. Infuso, bagnato 111. Ingaudiò, sposò 64. Insarti, sarte 130. Insembla, insieme 37, 68. Insemblaro, raunarono 24. Insero, uscirono 47, 101 . Insevano, uscivano 18, 121. Insio, uscì 19, 24, 25, 40, 44, 47, 51, 65, 84, 87. Insire, uscire 12, 24. Insorò, ammogliò 5, 28. Insuta, uscita 28, 31, 48, 51, 55. Intossicare, attoscare 83. Intrasa, antrace 138. Iocare a carte 99. Iomenta, puledra 24. Iomentine (bestiame) 140. J Jonse, giunse 36. Jopparello 83. Lassonce, vi lasciò 35. Linde, gliene 26 87. L INDICE III. INDICE III. Magaro, mago 78. Magna curia 15 n. Magnare 23. Malandrini 9, 10, 15, 16, 19. Mandastivo, mandaste 115. Manera, maniera 37. Marescallo del regno 48 n. Mastro justicieri 56. Misticare, imbrogliare 117. Misure e prezzi 120. Monete 120. Moria 60, 61, 77. Nante, innanzi 24. Nascuso, nascosto 125. Nave (della) Cavalieri 6, 20, 33. 167 M Quartare 105. Quilloro, coloro 113. > Q R Rechiaratione, dichiarazione 36. Rembatti, dibattimenti 32,. Respuso, risposto 101. Reto (de) indietro 113. (a) ultimo 31. Ribaldo 112. Ricapto, mettere ad ricapto 31 . N Nce, vi 13, 25, 46, 102, 106, 137. Ncende, cene 49. Nde, ne 12, 15, 16, 29, 40, 42, 55, 66, 67 69 120, 128. Nisciuno, nessuno 92. 0 Onza, peso 35. Osteri, casa 87. V. Steri. P Pannello 15. Parenteza, parentado 25. Pastori, gioco 40. Pede (pianta) de olive 102. Peleri, poleri, pilastri 4, 106. Pestilenza 21, 23 n. V. Moria. Peyo, peggio 31. Picoche, casupole 126, Pietanza, pietà 83. Pigliarrite, prenderete 5. Polvere da spingarde 108.. Potte, potette 23, 24, 79. Pottero, potettero, 134. Protonotaio (Gran) 40, 48, 70, 77, 79. Pozzi (mastri dei) 121. Preite, prete 133. Presino, presero 41. Pressa, fretta 87, 133. Prezzi di derrate 120. « emisure 120. S Sapite, sapete 115. Sbarruccaro 38 e 38 n. Scaczeca, move, 139. Schachizare un bastione 120. Scarropato, dirupato 80. Sebbe, seppe 41. Sebbero, seppero 42. Semola 120. Sende, se ne 28, 49, 87, 102. Senescalco (Gran) 6, 67 , 69 , 70, 71, 79, 84, 85, 86, 131 п., 143. Sero, sarò 106. Serrisse, saresti 129. Serviziali, servi 97. Sfilezava, se la svignava 102. Since, vi si 120, 136. Sindico 144. So, sono 115. Soa, sua 41. Socra, suocera 43. Soldorigio, assoldò 15. Spinaza nave 38. Spingarde 108. Spingardieri 103, 108. Spitetti, piccoli spiedi 112. Sposaglia, sponsalizio 89. Squatrigno, scrutinio 104. Steri, ostello 25, 56. T Talamo, palco 15. Tarcenale, arsenale 38 n. Tavuto, bara 131. Telera, tratto 76. Tempesta 38. INDICE III. Terregno, terreno 123. Terremoto 56, 139. Tesoriero 105, 117. Timensa, timore 135. Tortanello, ciambella 120. Trabucco 51, 120. Tramontano, ultramontano 13 . Trasio, entrò 25, 33, 55,75. Travacca 59. Trave de foco, cometa o fulmine, 41, 48. Tremoliccio, terremoto 56 n. Trivolo, corrotto, pianto 30. Tronura, tuoni 38. Tumolo, tomolo, misura, 35. U Uncino, compagnia 21 n. Usanze e costumi 40, 111, 112. Uscieri 4. 168 Vennesende, se ne venne, 115. Vicerè 29, 33, 34, 35, 45, 84, 94, 98. > d'Abruzzo 59. di Aragona 74. Calabria 77,90. Gaeta 109 n. > Luigi III. 77 . « « σ Napoli 33, 95. Vinciò, vinse 33. Vino 58. Volestivo, voleste 113. Ziza, mammella 107. Z INDICE III. V R. STABILIMENTO TIPOGRAFICO FRANCESCO GIANNINI & FIGLI Cisterna dell'Olio, casa propria NAPOLI Si vende presso la Società , Piazza Dante 93 e presso il libraio F. Furchheim, Piazza de' Martiri 59 Prezzo L. 15 9 MAY 291939

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