Le vite di Paolo II di Gaspare da Verona e Michele Canensi

著者
Gaspare da Verona、Michele Canensi
編者
Giuseppe Zippel
初版
1904年
引用サイト
Internet Archive

RERUM ITALICARUM SCRIPTORES RACCOLTA DEGLI STORICI ITALIANI dal cinquecento al millecinquecento ORDINATA L. A. MURATORI + + f NUOVA BDIZIONE RIVBDUTA AMPL/ATA B CORRBTTA CON LA DIRKZIONE DI GIOSUE CARDUCCI s VITTORIO FIORINI TOMO III.- Parte XVI. LK V1TE DI PAOLO II DI GASPARE DA VERONA E CITTA DI CASTELLO COJ T/PI DELL' BDITORB S. LAP/ • • • M . DCCCCIV LE VITE DI PAOLO II DI Gaspare da Verona e Michele Canensi A CURA DI GIUSEPPE ZIPPEL 4 , , » m \* Z • * "'-"J " • • » CITTA DI CASTELLO COI TIPI DELL'EDITORS S. LAP/ ••• M.DCCCCIV 5. profribtX lbttbraria PREFAZIONE I. La storiografia fafale nel secolo XV. — Paolo JJ e gli studi storici. Jl De gestis tempore Pauli Secundi di Gaspare da Verona. — Ilibri fcrdtUi del De gestis. — G. A. Camfano e altrt. ERRATA-CORRIGE Pag. xvi, lin. i: „ xxt, lin. i : , , I'latinn 14SS xxxvi, note, lin. a 1 Pofclo xu, note, lin. 34: verso rer.* stnra „ xuit, lin. 33: , Narratmr 12, note, lin. 1 „ . 19, tin. 1 19, Hn. 1 m a6, note, lin. 31 » 45, , Iln. 3$ » 5a, . lin. 4J 57- . »n. 77 Bolia quaerens Platin\ 141S qucsfo Pmpx Torqucruadji A3, vxrinnti, iln. \ : rose;dclfaufore (Wr. C*nen«i . n-esciuto 1480 vrrto «t« Narrantur Balla quereni Canknsius 14A8 Ui quwto pnpn CwrajaJ rosfO, daltantare — come Papato; e dopo utto finita, parve e sorgeva a nuova del Liber Pontifi ta veste letteraria, dello stile di Ci ino gli scrittori di ora assumono per itura, la struttura :he pontificie del ori biografici, nei penna di rinomati zione ad un trat trato generale di Storia dei Papi, che non si fara attendere lungamente, e sara l'opera 20 di Bartolommeo Platina, nella quale gli intendimenti critici e Io studio dell'uomo, ol tre che del pontefice, segnano un grande progresso in confronto delle antiche Raccoltc dei cronisti medieval!. Ai biografi quattroccntisti dei papi non mancavano, oltre ai modelli antichi pre feriti, Plutarco e Svetonio, esempi di composizioni di questo genere nella letteratura 25 contemporanca italiana. Una scienza biografica, che all'arida enumerazione di fatti notevoli sostituisce la descrizione deiruomo e cerca di misurarne il valore in rapporto all'ambiente storico, era gia nata in Italia coi grandi Trecentisti e fiorita mirabilmente 1 L. Duchksnk, Lt*Libtr PoiUificalis tomo II, Pa- Immecmso IV, e«n uma brtvt intrsdmtiont nulla ittoriografia fx 189J, p. u mti tecoti XIVe XV, In Arckirio J. Soc. Roman* di tfa- $ * F. Paoxotti, Xiecoli da Calvi e la sua Vila di ria fatria, XXI, 139S, p. 7 sgg. VIII PREFAZIONE per opera degli scrittori del secolo seguente 1 ; quando la storiografia pontificia produceva il primo esempio di biografia umanistica con la Vita di Nicolb V di Gian nozzo Manetti, una ricca produzionc di Vite isolate e di raccolte biografiche scelte col criterio del valore individuale, non piu con quello dell'ordine dinastico o delle serie gerarchiche, era gia sorta, illustrando i fatti dei principi e dei capitani piu co- 5 spicui vissuti nella prima metk del Quattrocento. Ambizione di gloria da una parte, c dall'altra avidita di potenti protezioni fanno si cbe spesso il principe promuova o gra disca 1' opera dello storiografo che ne tramandi alia posterita, lui vivente, le gesta, come accaddc di Alfonso il Magnanimo, di Francesco Sforza e di altri sovrani e con dottieri; sia che il letterato adotti il genere e lo stile di Livio, o quello di Plutarco 10 nell'esaltare le imprese del suo mecenate, o ricorra all'arte poetica per celebrarle in lunghissime serie di esametri, come fecero, per tacere d'altri, il Filelfo e il Porcellio. E se si tien conto del largo favore che, a cominciare da Eugenio IV, trovarono gli umanisti alia Corte dei papi, si potrebbe trovare strano, che la storiografia si sia eser citata quivi scarsamcnte, in confronto alia produzione biograftca che, sotto forme diverse, 15 fiorl largamente in codcst'epoca presso altre Corti d'Italia. Ma non bisogna dimen ticare, che nella Corte di Roma, a differenza delle altre, la morte di un principe soleva involare con se il mondo de' suoi familiari e cortigiani, per cui la glorifkazione del sovrano scomparso avrebbe assai di rado trovato grazia sotto il successore : onde l'opera del biografo aveva spesso bisogno di un movente troppo raro nel maggior nu- 20 mero degli umanisti, la gratitudine disinteressata, qualora lo scrittore vi si fosse accinto ti/icalis*. quando il suo eroe non era pii in vita. Ne di biografie di papi composte e pubblicate durante la loro vita abbiamo csempi nel secolo decimoquinto, prima di Paolo II; benche l'usanza di consacrare nelle memorie scritte del Papato il ricordo delle imprese di ciascun ponteficc, lui 25 vivente, fosse invalsa fin dal secolo settimo, ad opera dei continuatori del Liber pott La Vita del Manetti fu scritta certamente dopo morto Papa Nicola, du rante il breve pontificate di Callisto III. Di quest'ultimo abbiamo soltanto la bio grafia che ne scrisse a distanza di mold anni il Platina, per la sua raccolta delle Vitae pontificunt. Quanto al successore di Callisto, Pio II, e noto come provvedesse 30 splendidamente egli stesso a raccogliere i ricordi delle vicende del suo governo con quei mirabili Commentary che sono insuperabile esempio di letteratura autobiografica e fonte preziosa per il giudizio de' tempi, e degli uomini che vissero intorno al grande papa senese; ai quali Commentari s'aggiunsero, qual complemento, le opcrc del Campano e dell'Ammannati, composte dopo la morte del Piccolomini a sodi- 35 sfazione dell'animo riconoscente degli scrittori e a gloria della memoria del loro be nefattore. Gli storiografi pontifici contemporanei sorgono invecc al tempo di un papa, 'I. Burckh.vrjt, La riviM del rinascimento in Ita- DUCCI, rrrfauonr nil* presentc Raccolta, p. lia, a* edit, toI. II, 1'lrcnzp. ifjoi, p. 61 igg. V. Kos si, II %*xitr*c**to, MUsno (1897), p. hi sgg. — C. Cak * DucHEi-NK, 0/. tit., torao I, p. Ccxxxm. 8g. PREFAZIONE IX che non fu tra i piu benemeriti dell'incremento dei nuovi studi nell'eta del Rinasci mento, vale a dire il veneziano Paolo II. * * * Che Pietro Barbo nbn fosse un nemico dichiarato della scienza in generate, e in 5 particolare dei nuovi studi umanistici, e opinione oggi accettata generalmente ; anzi, per naturale reazione alle accuse lungamente ripetute contro questo pontefice, prevale al presente la tendenza ad attribuirgli mcriti forse esagerati verso il rinnovamento letterario ed artistico del secolo suo. Lo spirito del Rinascimento non animb in realta Paolo II se non per quanto riguarda le arti, delle quali il vanitoso cardinale e pon 10 tefice si valse non solo per sodisfazione dello smisurato attaccamento al fasto e alia magnificenza della vita, ma anche per impulso di nobile amore del bello. Quanto alia letteratura, non ci pare giusto dedurre, dalle scarse testimonianze del suo favore per i dotti e per I' incremento degli studi, gran lode di mecenate a questo papa, che saliva alia suprema dignita della Chiesa in un tempo, che sarebbe ormai stata vana ogni 15 opposizione al movimento di studi gia prevalenti nella Curia Romana. £ tuttavia no tevole la predilezione del Barbo per gli studi storici ; i suoi biografi sono concordi nel constatarla, e le atTermazioni di costoro trovano conferma in quello che particolarmente si conosce degli atti di papa Paolo in favore degli studi. Gli unici documenti di spesc fatte dalla Camera apostolica per la libreria di Paolo II, che a noi fu dato di 20 rintracciare, si riferiscono a un esemplare di Dionigi d'Alicarnasso fatto copiare e riccamente rilegare per ordine del Pontefice *. Cosl, fra le poche traduzioni di autori greci a lui dedicate, va ricordata quella della Ciropedia, oflerta a Paolo II da Fran cesco Filelfo, il quale ne otteneva lauto compenso e altre versioni di storici, come Appiano e Diodoro, progettava e imprendeva per lui, nella fiducia di gratificarselo *. 2b Si sa, inoltre, che fra i rari volumi della Biblioteca Vaticana appartenuti al papa ve neziano, oggi esistenti, sono due codici della Cronaca di Damaso, il noto continuatore del Liber Pontijicalis*. Tale predilezione del Barbo per gli scrittori di storia, la quale ben si accorda con la sua passionc senza limiti per le raccolte di antichita, specialmente per quelle 30 numismatiche, spiega come in lui potesse sorgere, fino dall'assunzione alia tiara, 1 Archivio di Stato Romano, IXversormm Pamli * Cf. Franc. Pkiltlpki Bpittottu, Venetils, 1503, 15 //, rj6$-tx), c. 169a: Solvatur etc. Antonio dominlei de cc aoi b, 3ioa, aion, ida, 317 a etc. Toflia fl. 3 pro clus salarlo unius menlis die X presen * tls mens, decembris finiti, occasione laborerll quod faclt * Sono 11 Vatic. 101.3163 e 11 Barbrrim. XII, r? (cf. Duchesne, of. est, II, p. xm) del secolo XV, recant! am 5 In teribendo certos llbroa Istorlarum pro a.mo d.no n.fo „ bedue lo atemma dei Barbo, sorraontato dal cappdlo car (2 gennaio 1469). Divtrtor. cit., /469-70, c. 178 b: paga- dlnallzio: rimane perclo il dubblo se eaal abbiano ap- 30 raento alio stesso di fl. 10 * pro reslduo et completa (sic) partenuto a Paolo II, o al suo nlpote card. Marco Barbo. * operis Dionisii Alicarnaael per eum script! , (33 gen- Pare pert che si debba attrlbuSre a Paolo n U Vatic, la nalo 1470). /Mversor. /470-71, c. 38 a: pagamento dl tino 3763, il quale reca, dl mano dello stesso coplatore !» fi. 3 bol. 36 Francisco Flni de Florentia librario pro del codice, la poatiUa seguente, a proposlto dl una cap ' etus salario ligature unlus Ubri DlonissU Alicarnazei pella della basilica Vaticana : * modo restaursta per s. 35 * nuncupati, pro s. d. n. papa, (1 ottobre 1470). Cf. Pa- *d. n. Nicolaum papain Qulntum , (c. 164 b). In quel sToa, Gackielu ilrr Pitfsle stit dtm An$gasttjt ties Alittet tempo era cardinale Pietro Barbo, non II nlpote. tiurs, toI. II, a* edU^ Friburgo, 1894, p. 335 sg. X PREFAZIONE il desiderio di avcre uno storiografo che descrivesse i fatti del suo pondficato, nel quale il carattere ambizioso e mondano del nuovo papa si manifesta ben presto, ac canto al fermo proposito di instaurare nella Curia e ncllo Stato l'ordine e la disciplina che avevano sublto sotto il rilassato governo precedcnte non lievi offesc, e alia tendenza di rivolgere all' accrescimento del dominio temporalc, piu die al vantaggio spirituale 5 della Chiesa, l'alto suo ministero di capo della Cristianita. Benche nessun docu mento ci assicuri che Paolo II abbia manifestato il proposito di assicurare alia postcrita, lui vivente, la memoria della sua opera e dei fatti del suo regno, ci pare lecito supporlo conoscendo il carattere di lui e sapendo che dentro e intorno alia sua Corte sorsero ben presto gli scrittori che ofirirono al Papa i servigi della loro penna o si 10 accinsero addirittura a raccogliere i materiali per la storia del suo pontificato. Primo fra costoro fu il grammatico Gaspare da Verona, che da gran tempo professava in Roma il magistero delle lettere e aveva goduta l'amicizia e la protezione del Barbo prima dell'inalzamento alia suprema dignita della Chiesa. II Veronese si mise al l'opera fin dai primi mesi del nuovo governo e, forse per il desiderio di accapar- 15 rarsi al piii presto l'approvazione e il favore del Papa, pubblicb la prima parte dei suoi Annali dopo soli sei mesi di regno di Paolo II. Qucsto primo libro del De gestis Fault Secundi, il meglio ordinato e il pib accurato dei tre libri che ci sono rimasti, ha veramente carattere di biograiia. L'A. espone la vita del Barbo dalla nascita fino all'assunzione alia tiara; ne esalta quindi le qualita morali, la liberalita, la clemenza 20 e la giustizia, illustrandole con fatti del suo governo, e nc descrive la figura esteriore parla della famiglia pontificia con abbondanza di particolari carattcristici intorno ai personaggi, anche agli umili, della Corte papale, e chiude con un violento attacco contro un poetastro innominato (il Porcellio) che aveva tentato di conquistare il favore del nuovo pontefice. 25 Nel libro secondo, che abbraccia gli altri sei mesi del primo anno, la figura del Papa ha parte affatto secondaria. L'A. premette, quasi a riparare ad una omissione del libro precedente, ampie lodi di tre letterati, cubiculari di Paolo II: il bolognese Leonoro Leonori, il fiorentino Leonardo Dati e Cristoforo da Piacenza. Si occupa quindi di un fatto gravissimo occorso in codesti mesi, la morte del potente e dovizioso 30 cardinale Lodovico Scarampo, la quale aveva dato occasione a proccdimenti del governo 1465 '. di Paolo II, che avevano sollevato nella citta papale mold commend e abbisognavano di giusdficazione ; il resto del libro e dedicato a brevi elogi dei cardinali che vivevano in Curia, antichi colleghi del Barbo, o da lui elevati alia porpora nella sua prima, recente crcazione di cardinali. Anche questo secondo volume del De gestis fu dal Veronese 35 pubblicato non appena spirato il breve termine di tempo a cui si riferiva : ne fa prova il ricordo del cardinale D'Albret, che qui appare come vivente, e mori il 4 settembre L'A. si proponeva, del resto, di completare la sua cronaca degli ultimi sei 1 Vedl p. 37. II pontificato dl Paolo n ha prtn- aettembre, data della incoronaalone. ciplo dal 30 agotto 1464,' data della elexlone, o dal 16 i _ — . . . , — ; PREFAZIONE —. , XI . mesi nel terzo Hbro, poiche il secondo gli era riuscito troppo difruso; e prima di chiudere quest'ulttmo enumera gli argomenti che ancora gli rimanevano a trattare 1 , relativi al governo del Barbo in questo periodo. Ma il terzo volume degli Annali di Gaspare c oggi sconosciuto e forse perduto irremissibilmente. In easo l'A. deve 5 avere discorso, oltre che delle materic accennate di sopra, dei fatti dell' intero anno se condo del pontiflcato di Paolo, mentre il libro quarto, l'ultimo a noi pervenuto del l'opera del Veronese, comprende gli awenimenti dell'anno terzo, a cominciare dal settembre del 1466. Nel libro quarto il carattere biografico dell'opera vien sempre pifi affievolendosi, 10 e prevale la cronaca varia e viva dei fatti che accaddero a Roma, dentro e fuori della Curia papale, durante il periodo sopra accennato. Non pare che l'A. racco gliesse le notizie piii rilevanti del giorno mano mano che si presentavano, e venisse cosi componendo il suo volume, poiche in esso Pordine cronologico non e rispettato e troviamo, ad eserapio, il ritorno del cardinalc Carvajal dalla legazione a Venezia 15 registrato prima della morte di Nicol6 Galli, avvenuta un mese innanzi che il por porato ponessc termine alia sua arabasceria 8 . Si pu6 anche osservare che con codesta data (17 settembre 1467) e con qualche altra* si esce, ma di ben poco, dai limiti del terzo anno di regno del papa Barbo. II Veronese imprese a notare, supponiamo, quello che doveva servirgli per il quarto libro de' suoi Annali sul principio del 1467, 20 poiche ai primi mesi di codesto anno appartengono gli awenimenti con cui comincia la sua narrazione; e sul finire del settembre diede assetto ai materiali raccolti, di sponendoli ora a capriccio, ora secondo un ordine ideale piuttosto che dietro un rigo roso ordine di tempo. Qua e lk la cronaca e interrotta per dar posto a brevi di gressioni intorno alia persona del Papa: quel tanto che era necessario per giustificare 25 il titolo del volume e per non offendere la suscettibilita del patrono. La varieta della narrazione e la schietta semplicita della forma rendono la lettura di questo libro quarto singolarmente attraente, come gli conferisce particolare importanza la novita dei fatti che vi sono riferiti e giudicati: spesso troviamo qui la fonte piu antica, talvolta l'unica finora conosciuta, per lo studio degli stessi. La sincerity e la 30 originalita delle osservazioni (dove non occorra di adulare), c la copia delle notizie racchiuse nei brevi volumi sono, del resto, i pregi maggiori di tutta quest'opera ; che, per esscre assai piu vicina alia cronaca che alia vera storia e alia biografia di classico stile, andrk collocata in quel genere lctterario speciale del Quattrocento che fu desi gnato col nome di Commentari, e del quale Gaspare Veronese aveva dinanzi a se * 35 piu modelli cospicui, ma sopra tutti degno d' imitazione quello che aveva lasciato il predeccssore di Paolo II, Enea Silvio Piccolomini. Come Enea Silvio, anche Gaspare, 1 p. 41 ag. Altai accenni al contenuto del Ubro III * Cfc innantl, p. 57, n. 3, I. 76 ag. (dore h ttara al troraao in queato ateaao Hbro IT, p. 41, 1. 4-5. In pato erroneaencnte Torqutmada Inrcce di Carvaj'af), a principio del IV pol (p. 43, I. 7) l'A. ai rlferUce alia nar- p. 63, n. a. razione delle pcripczlc dl Giorgio Trapczunzio, fatta J Ct p. 55, n. 1. ^ nei libro precedentc* XII PREFAZIONE che gli rimane molto al disotto per Parte e per l'autorita e genialita dei giudizi, tiene viva l'attenzione col lettore del rapido alternare degli argomenti e dei personaggi; e, benche non si tratti per lai di un'autobiografia, non sa resistere al desiderio di far co noscere a tutti le vicende e le aspirazioni delta sua vita. Quanto al valore de' suoi Annali come fonte storica, essi sono senza dubbio pregevolissimi quale narrazionc 5 immediata di testimonio oculare, e quale specchio della opinione dei contemporanei. * * * La cronistoria del Veronese non si era arrestata all'anno terzo del pontificato di Paolo II; anche del quarto anno egli raccolse i fatti piu notevoli in un volume, che si conservava, fino al secolo scorso, fra i manoscritti della libreria Magliabechiana 10 la quale fa parte, al presente, della Biblioteca nazionale di Fircnze. L' inventario ma noscritto del fondo magliabechiano, compilato nella seconda meta del Settecento, porta la seguente descrizione del codice, segnato XXXVII\ ioj: * De tcmporibus clementissimi pontifkis Pauli II Quintum volumcn per Gasparem Ve roncHsem; cod. chart in-4°, 6Cr. saec. XV, eerico rubro tectus. In adversa tituli parte se- 15 * quentes versus adnot&ti sunt Sunt deleta meis quaedam, derosaque chartis: Magnatum imperium, qui sic voluere, peregu * Incipit: Cum ob suspicionem pestis [a. 1468] Roma abire statuisscm, diuque cogitasscm * mecum quo locorum me conferre comntodius possem, tandem in earn ivi sententiam, ut satins 20 " mihiforet Sermonetum proficisci, ubi mensibus duobus et medio magna voluptate laetitiaque * permansi. Quart, cum vel apertissime viderem Honoratum [Caietanum] eius oppidi domi * num unice a Paulo Secundo amari, et Paulum Secundum amari ab eo, institui Utteris man * dare quae vidi eo toco celeberrimo; nee enim ilia rephrensione dignus ero, si in vita Ponti *jScis summi inseruero quaedam poene singularia, quae in ea rcgione cognovi, etc.; fa un'Isto- 25 * ria naturale e una descrisione topografica di Sermoneta. Dice d'avere scritto in altro libro «appoeta la vita del Cardin. di S. Sisto 1,. Disgraztatamente, il manoscritto b da lungo tempo scomparso dalla Biblioteca, e non e improbabile che esso abbia fatto parte dei codici sottratti da Guglielmo Libri 8 . Ma, se la supposizione e giusta, quel prezioso cimelio non fu compreso nel 30 fondo dei manoscritti italiani, venduti dal Libri a Lord Ahsburnam, ed oggi riven 1 GloTangi Torquemada, cardinale dal titolo di San Sitto, morto il 36 lettembrc 1468. Di un'opcra del Veronese attorno al dotto porporato non r'e notizia; torse I'A., narrando nel V llbro la morte del Torque mada, si rlchiaraara sempUcemente agll encoml che gli aveva consacrati nel precedentl Ubrl del De gestis (cL Jnnanzl, pp. 36 e 53). ' I.a constataxlone umclale della mancanxa del co dice awenne solo nel 1883, quando fu fatta la revlilone dei mss. del fondo magliabechiano : e non appare che to 11 nostra manoicxttto fosse tra quelll atportatl durante la Rlvoluzlone Francese, dei quail la Nazloaale dl Flren se conscrra I'elenco. Non h qulndl da escludcre la sup posislone che esso sla scomparso nella prima meti del se colo XIX, per opera del Libri, assal arveduto nella acelta 15 degli oggetti delie sue sottraslonl; cf. L. Dklisle, Noiic* dts mss. dmfonds Libri cotuervli i la Lamrtmtitnnt, in No tic** ti tutraiis dts mannscriis, XXXIII, Parte I, p. 1 sgg. 5 PREFAZIONE XIII dicati all' Italia e custoditi nella Laurenziana. Ne ci fu possibile rinvenirne traccia nei cataloghi di biblioteche straniere, dove qualche parte del tesoro trafagato dal Libri andb a finire ; non sara quindi facile, nemmeno per6 impossibile, che il qninto volu me dell'opera del Veronese ritorni alia luce *. Perdita in verita deplorevole; special 5 mente perche in codesta parte de' suoi Annaii Gaspare avra senza dubbio trattato d'uno dei fatti del pontificato di Pietro Barbo, che maggiormente interessano la storia del Papato e quella dclla civilta italiana nel Quattrocento, vale a dire la congiura degli accademici Pomponiani contro Paolo II, avvenuta nella primavera del 1468, per la quale la luce scaturita dai document! flnora conosciuti e tutt'altro che cornpleta. Lo 10 stesso distico apposto dall'A. nel foglio di custodia del codice sembra accennare a gravi fatti da lui denunciati nella sua opera, e in seguito attenuati per 1' intervento di potenti personaggi, forse i protetton dei numcrost letterati che ebbero parte nel rxiovimento ostile al Papa e furono, a ragione o a torto, da lui perseguitati a . II manoscritto fiorentino del libro quinto del De gestis sari stato assai proba 15 bilmente Pesemplare di dedica, come fanno supporre la descrizione della forma del codice, che abbiamo riferita, e il distico del foglio di custodia allusivo alle altera zioni del testo : parimente, PA. aveva scritto di sua mano, di fironte al titolo del libro, due esametri allusivi all'opera propria nel codice di dedica nel libro secondo, che si conserva nella Vaticana. Ora si presenta la domanda: in che tempo e per 20 quale ragione questa parte dell'opera di Gaspare scomparve, assieme al primo e al terzo libro, dalla Biblioteca papale ? Quanto al tempo, possiamo affermare che i tre libri esularono ancora durante il pontificato di Sisto IV. Nei registri del bibliotecario della Vaticana sotto questo papa, Bartolommeo Platina, troviamo l'annotazione se Rev. pater Leonardus Chriphius habait commodo a me Platyna bibliothe guente : :5 * cario libellos duos Gasparis Veronensis de rebus gestis Pauli II, die 22 junii 1475 „ s . Sono appunto i due codicetti di dedica, che oggi rimangono, del fondo vaticano-la tino, contenenti il secondo e il quarto libro, che descriveremo piij innanzi e che erano fin da allora le sole parti dell'opera di Gaspare conservate nella libreria pon tificia, come lo prova anche il fatto, che le copie del De gestis tratte nei secoli 30 successivi dagli originali della Vaticana non comprendono altro che i due libri suddetti. Meno facile b lo stabilire la causa della scomparsa dei tre libri. Potrebbe es sere stata negligenza di chi, avuti i volumetti a prestanza, non ne curb la restitu 1 Non h da «dudcne che us ne potsa trovare una copU nella Biblioteca. o nell'Archivlo dell* famlglla del OctanI, duchi di Scrmoncta, aJLa deacrlaione del cul do minio Gatpare arera dedicata una parte dl qucato libro. j Ma a noi aoa fa dato dl fare la rlcerca; *olo pottlamo dire, che In una nota dl manoacrittl Caetanl (nel ced. 10 vatic. Ottohon. Att.j/4S, cc. 97 igg.) intereaaanti la storia del Papato, offerti In yendlta a Clemente XII nel 1738, U D* fttit non ngura. * Neila lntroduxtone al libro IV (p. 43), I' A. affer mara l'lntenzione dl oecuparsi nella conUnuaslone dclla •ua opera anche dei poeti, * de quibua — acrlveTa — no * atro tempore vita degenUbut aequeatl libro non panca 3 M&ntz etFaaiw, LaHbtU&qn* dm Vatic— anXVm' 1 *iMtt Paria, 1SS7, p. 371. 01tre al Grin, neUo atetm anno rlcercTa In preatlto I'opera dl Gaaparc Pomponio Leto, e rllaaciara la rlcevuta aeguente: * Ego Pompo "niua accept librora hiat Gaaparli Vcr. de rebus geatia " per Paulum, ex membr., In rubeo, alne tabulit, die 7 20 • oct 1475 „ (#/. at, p. 37»). Uno del due codicetti dl dedica (cf. p. xu, n. 5) h appunto rllegato In rosso. I XIV PREFAZIONE zione * ; ma piii verosimilmente la sparizione fa volonta di qualcano che aveva interesse a togliere dal dominio del pubblico (in codesto tempo la illuminata liberalita di Sisto aveva aperto a tutti gli studiosi i tesori della Biblioteca) quelle parti della cronaca di Gaspare, dove erano allusioni o attacchi contro cospicui personaggi del vario mondo di letterati e di curiali che si agitava nella cittk papale. Lo stesso Platina, creato 5 appunto nel 1475 bibliotecario della Vaticana, che ebbe da lui nuovo ordinamento, pote essere indotto a togliere di 11 quegli scritti, come il quinto libro del De gestis, nei quali il panegirista del papa Barbo non avrk certo risparmiato il letterato cre monese che fu la principale vittima dell'accanimento di questo pontefice contro gli Accademici. E quanto fosse sciolta la penna del Veronese nel maltrattare i suoi 10 nemici lo dimostra la fine del primo libro, dove Gaspare, dopo un accenno non benevolo al Platina, scarica addosso a Giannantonio Pandoni, detto il Porcellio, una serqua d' ingiurie atrocissime. * * Non appare che il nostro grammatico abbia proceduto oltrc il quinto libro nar- 15 rando i fatti del pontificato di Pietro Barbo: segno che la sua opera non ottenne presso il papa veneziano il favore che si riprometteva FA., o almeno questo favore non dur6 a lungo, forse in causa delle intemperanze di linguaggio di cui Gaspare aveva dato pi6 di una prova ne' primi libri de' suoi Annali. Ed ecco un altro let terato, d'ingegno e di spirito assai meglio dotato che il Veronese, Giannantonio 20 Campano, farsi innanzi per offrire a Paolo II Fopera propria di storiografb. II favo rito di Pio II, di cui aveva emendati i Commentari per volonta dello stesso autore, e narrata poscia la vita, dirigeva a Paolo una lunga epistola che e prezioso docu mento delle idee che FUmanesimo aveva maturate intomo al concetto della gloria e alia necessith dell'opera dello storico, che ne assicuri la durata. II Campano, pre- 25 messe ampie lodi e proteste di devozionc al Papa, espone quali devano essere i pregi della storia e quante sono le difficolta che lo storico deve superare. Esalta quindi il governo di Paolo II e lo esorta a non lasciar cadere nelFobllo fatti si degni d'essere tramandati : tanto pib, che la storia dark retto e spassionato giudizio di quei procedi menti del suo governo (come le feste e gli spettacoli largiti al popolo, gli aiuti 30 prestati alia lotta contro i Turchi) che al presente vengono tanto diversamente giu dicati. Reca esempi di principi e di grandi uomini che raccolsero essi stessi o cer carono chi consegnasse alle carte le memorie delle loro imprese ed atti virtuosi, da 1 In questo tempo appunto SUto IV eraaaava ae- * rerara quaa tu gcttlitl quosque gesturua m scribeada verl ordlnl per rlavere 1 Ubrl preatati e non reatltulti. " rum , ; e finlsce, mutUa, con le parole * Ego tantum 10 SI noU anche, che alia morte di Paolo la biblioteca pa- « hoc powum praeetare, ut hablturua sis, al non idoneum pale pare ai troraaae in ict&to di abbandono. Cf. Pa- * acrlptorem, non loctipletlasimum teatetn rerum a te 5 stor, n, p. 548 ag. * gostirum „ . . ., alle quali 1'edltore ha agglunta I'oaaer ' /. A. Cam/am Ofera omnia, Venetllt, per Bern. Tailonc: pauca dcficlunt Vercelleniem [149s], Efitt. Kb. V, 1 (cc. 35 11,-37 n). Inc. La lettera appare, dal con tetto, tcrltta alcun tempo dopo che il gorerno della Chie- 15 * Magnam inlecistl mlhi cuplditatem, maxlmc Pontifez, sa era passato nelle mani del Barbo. I XV ; PREFAZIONE gli Argonauti a Traiano, agli Evangelisti, a papa Clemente I che inizib gli Atti dei martiri. Le statue, i trofei, le monete e le medaglie (esclama Giannantonio, con evidente allusione alia passione del Papa per tali oggetti che ricordassero gli splen dori del suo regno temporale) durano bensl a lungo : ma non mutano posto e scom 10 5 paiono per I'azione distruggitrice del tempo, mcntrc l'opera dello storico si diffonde in ogni tempo e in ogni luogo, e pib invecchia, pin diventa salda e pregiata. E con chiude, esortando il Pontefice ad affidarc a lui la narrazione u di tutti i suoi fatti * e i suoi detti „, promettendogli di dcdicarsi con tutte le forze dell' ingegno a riu scire degno espositore di gesta gloriose. La eloquente epistola del Campano non pare abbia ottenuto l'efletto desiderato, poiche non risulta affatto che il biografo di Pio II diventasse storiografo del nuovo papa. A questo dedic6 Giannantonio due epigrammi*, ne' quali traspare dalle lodi quella sottile, garbata ironia che rendeva caro il poeta napoletano a Enea Silvio; e quando Paolo II mor), il Campano (che stava in Germania col suo signorc, il cardinal Fran 15 cesco Piccolomini) non ebbe una parola di rimpianto per la scomparsa dell'uomo, di cui aveva tentato di conquistare, adulando, la fiducia. In quella curiosissima epi stola mista di prosa e di versi, ch'egli diressc al principio di autunno del 1471 a Gentile da Urbino 9 , tutta piena di ricordi della vita romana e degli amici e bene fattori cola lasciati, si allude al pontefice defunto con le frasi seguenti, le quali fanno 20 ritenere che lo scrittore non si sentisse legato alia sua memoria da debito di ricono scenza : u A Roma vi saranno molte novita, di cui attendo da te 1'annuncio : mi riu * scirh molto grato quanto tu mi avrai scritto a partire dalle calende di agosto, o * tre giorni prima 8 . Vorrei anche sapere quanto si mostri feroce in quest'ora il Pla * tina : se pcrdoni ai Mani e non pensi al rogo; oppure abbia calpestate e disperse 25 * al vento le ossa strappate al sepolcro. E per verita, chi non perdonerebbe al suo d sdegno ? Ma convien perdonare ai morti; chi ne dice male, mostra di non saper * lottare contro sentimenti che ripugnano „. Del resto, Paolo II aveva, fin dai primi anni del regno, trovato nella sua Corte e fra' suoi propri congiunti chi si assumeva 1'ufficio di tramandare ai posteri le im jO prese del suo pontificate, nonche i fasti della cospicua casata da cui egli discendeva. Ce lo apprende lo stesso Gaspare da Verona nel libro quarto del De gestis, dove loda Giovanni Barbo, studioso giovinetto che viveva in Roma presso lo zio papa, e stava allora (1467) scrivendo " vitam prosapiamque pontificis , *. Opera, anche questa, rimasta fino ad oggi nascosta alle ricerche degli eruditi o, forse, perduta per sempre 5 ma che avra ccrtamente servito ai biografi del pontefice veneziano che vennero dopo, 1 Cmmfmi Of*ra, dt, cc. 38 a e 41 a. n prlmo secondo h inapirato dalla difficolta con cui Paolo accor nppre*eata 0 Papa che Implora plangendo, neHa chleaa dava udlenze ed eaaudlra 1 patent!. ikUa tlnerva, l'aluto dlvlno contro 1 Turchl: at notI, * Cam/am Optra, cit., cc. 35A-37D: * Campantn 10 per romprendere 1*Ironia, che U Barbo era assal facile "in Germania Gcntlll too,; t. d. Sulla legazlone del ; iDe Ugrime, e Plo II gli areva ambbtato, per queata Piccolomini cf. Past'ik, n, p. 413 tg. eaoaa, fl aoprannome * Santa. Maria plctoaa , (Giornatt * Paolo II era morto U iS luglio. ii Patio If, in «./. Vatic. Uriim. fat. 1639, c 469 a), n * Vedl lnnanti, p. 56, 1. 3 igg. XVI PREFAZIONE sopratutto al Platina che nellasua Vita Pauli Secundi dedic6 alia « prosapia „ del Barbo un'estesa e accurata trattazione. * * Erano appena trascorsi tre anni dalla morte del papa Barbo, quando Bartolommeo Platina compieva la sua maggiore opera, le Vite dei papi, dedicate a Sisto rV. La 5 biografia di Paolo II, in esse contenuta, non deve essere oggetto di esame per parte nostra, poiche altri ne curera la edizione, assieme a quella di altre opere del Platina, per questa Collezione. Noi osserveremo soltanto come l'antico nemico del pontefice veneziano non dimenticasse, scrivendone la vita, le persecuzioni sublte per lui, e ad esse consacrasse una gran parte della narrazione, nell' intento di affermare la propria 10 innocenza mettendo in evidenza l'animo sospettoso e vendicativo del Papa ; per quanto non senipre lo scrittore si sia lasciato guidare ne' suoi giudizi dallo spirito di ven detta, di cui lo accusarono la maggior parte degli storicit . Questa Vita fu giudicata tolommeo ; una * caricatura , ; e la qualifica pu6 essere accettata, nel suo vero significato di esa gerazione di aspetti meno buoni e meno degni che si manifestarono nel carattere e 15 nell'opera di questo pontefice, per altri rispetti benemerito del Papato e della civilth. Ma non ci pare di poter consentire, quando a tale giudizio si appoggia l'accusa di menzogna e di calunnia; e convien credere che nemmeno il successore di Paolo avrebbe accordato al manuale storico del Platina, che godette subito il favore del pub blico, l'egida e gli auspicii del proprio nomc, qualora avesse riconosciuto nella bio- 20 grafia del suo predecessore 1'opera di uno sfacciato mentitore *. Difensore della memoria di Paolo II dalle offese del Platina fu Michele Canensi da Viterbo, se h giusta la congettura, che esporremo piu innanzi, con la quale asse gnamo la sua Vita Pauli Secundi all'anno 1478, vale a dire dopo la pubblicazione del manuale storico delle Vite dei pontefici del bibliotecario di Sisto IV. Vero e, 25 che nella biografia scritta dal Viterbese non appare alcuno accenno all'opera di Bar ma sarebbe pur facile rilevarvi certa insistenza nell'esaltare, con ricchezza sproporzionata di particolari, quelle virtii, come la clemenza e la sensibilita di cuore, che il Sacchi si era mostrato ben lungi dal riconoscere, nonche la durezza del giudizio su quegli Accademici colpiti dalla severita del Papa, della quale il letterato cremo- 30 nese si era vendicato senza ritegno con la penna. Si potrebbe anche supporre che Guglielmo d'Estouteville, il fastoso cardinale Ostiense, a cui Topera del Canensi era 1 CL F. RocqtrjLiN, La Cour de Rome tt Pafrit dt questo e PA. erano passati. Ne le correslonl che 11 riformt avant L*tk*r, rol. Ill, Pari*, 1897, p. 386, n. 1. Platina arreco all'esemplare ©flerto al Ponteflce, delle * Non poealamo accordarcl con l'opinlone, espreata quail lo steaso lUustre storico si ocenpd nella Quiddei a questo proposlto dal Pastor (Gciciickit, TI, 559), che kistorisek* Zeittehrift del 1893 (p. 316 sgg.) palesano, sc Sisto abbla preso cognizione soltanto di quella parte bene considerate, I' Intento di attenuare le accuse mosse 10 delle Vitat, che si rlferlra al proprio pontiflcato : cl «cm- a Paolo IL Al papa Delia Rovere non sarebbe, del re bra InammlsslbUe che egll non fosse »lnto subito dal ito, mancato nemmeno In seguito 11 modo dl far mo deslderio dl conoscere quanto 11 Platina arcva scrltto dificarc l'opera del letterato cremonese, che rlsse tempre, del suo predecessore, sopratutto per I rapporU che fra suo protetto e famlllare, nella Curia dl Roma. PREFAZIONE XVII dedicata, avesse promosso qucsta riabilitazione della fama del Pontefice, che fin dal cardinalato gli era stato amicissimo. Giova qui osservare come 1'opera di Michelc da Vitcrbo sia pervcnuta a noi in due diverse redazioni, ambedue dovute, come abbiamo ragione di ritenere, alia penna dell'A., il quale, non sodisfatto dell'opera 5 propria, nc compie, prima di offrirla all'Estoutcville, un sostanziale rifacimento. L'edi zione del Muratori riproduce la Vita Pauli nella sua prima rcdazione, mancante del rultima parte e scnza la lettera dedicatoria al Cardinale (cosl trovasi nei codici che descriviamo piu oltre); mentre il veneziano Angelo Maria Quirini, avendo scoperto nella biblioteca degli Agostiniani di Roma il manoscritto che fu probabilmente pre 10 scntato dallo stesso Michele al porporato francese, pubblicava, quale documento pre cipuo d'una retorica apologia del papa suo concittadino, pochi anni dopo il Muratori, la biografia nella sua integrita e nella nuova forma ed ampiezza che le aveva date l'A. II confronto fra le due redazioni, che verremo istituendo nella nostra edizione, met tera in evidenza il lavoro compiuto dall'A. il quale rifece in molta parte l'opera 15 propria, sia per inserirc altre notizie di fatti e di personaggi, sia per correggere er rori corsi nella prima redazione, sia per meglio coordinare i fatti narrati alia sue cessione dei tempi, o per dare alia figura morale del Pontefice maggiore evidenza c lumeggiarnc piii vividamente gli aspetti, che piCi avevano soflerto del biasimo dei :o contemporanei. La Vita del Canensi e, fra le biografie contemporanee del papa Barbo, la piii compiuta ed importante. L'A., il quale si e inspirato ai modelli dell'antica lette ratura e dei biografi italiani suoi contemporanei, ci ha dato un'opera diligente e so Ienne, in cui, premessa la introduzione sulla famiglia e sulla vita del Papa prima del pontificato, che abbiamo teste ricordata, egli espone le vicende di questo, con ampii-5 ragguagli sugli avvenimcnti politici d' Italia nci quali ebbe parte Paolo II e special mente sulle impresc di guerra con le quali il Barbo allarg6 i dominii dello Stato della Chiesa. La trattazione non rivela, per vero dire, singolari doti di storico e di letterato nello scrittore, che talvolta sacrifica all' abbondanza dei particolari c alio I' studio dell'imitazione classica l'armonica proporzione delle parti del suo lavoro; ncl 30 quale la mancanza di logico nesso oflendc talvolta, e l'arte dello scrittoie si mostra inferiore ad altri esempi di letteratura biografica di cui fu ricco il secolo dell'Umane simo, sopratutto la dove il Canensi tenta la pittura del carattcre del Pontefice. Con vien per6 riconoscere all'A. il pregio della ricchezza e accuratezza della informazione, nonche quello della dignita dello stile e della ornata forma latina; e benche in tutta 35 questa biografia l'intcnto apologetico risalti evidente, non si pu6 ad essa negare, per il caratterc delPA. e per la facilita di esatte informazioni, che a lui non poteva mancare, importanza di fonte storica di primo ordine. Le due Vite di Gaspare da Verona e di Michele da Viterbo, lungi dal costituire nel complesso una duplice narrazionc di fatti medesimi, si completano a vicenda: la prima e una preziosa relazionc in W torno alia societa romana e al vario mondo vaticanesco del tempo di Paolo II, T. in, p. xvi — B. XVIII PREFAZIONE c interessa pifi che altro la storia della letteratura c del costume, mcntre la Vita del Canensi illustra specialmente la storia politica del Papato, ed essendo una compiuta biografia, serve a riempire piii di una lacuna, che i libri perduti dal De gestis Pauli Se cundi hanno lasciato nell'opera del Veronese. Prima di chiudere questo capitolo intorno alle fonti biografiche del pontificato di Paolo II, ci corre Pobbligo di accennare ad un'altra biografia, che si conscrva inedita in un manoscritto urbinate della Vaticana *. II codice, la cui scrittura appar tiene alia fine del secolo XVII, contiene relazioni di giustizie fatte eseguire dai papi del Quattrocento, da Martino V a Paolo II; e alle giustizie di ciascun papa e pre- 10 narrazione ; messo il Giornale, ossia un succinto schizzo biografico, ricavato da antiche Vite, senza perb che l'A. (certamente vissuto nel Seicento, e probabilmentc lo stesso scrittore del codice, della cui mano sono 1c numerose correzioni) determini le fonti della sua accontentandosi di invocare ogni tratto l'autorita dell' " Istorico „ in ge nerate. Esaminando la parte di quest'opera che riguarda Paolo II, vi abbiamo trovato 15 nuovi particolari di fatti conosciuti, e parecchi nuovi fatti della vita di questo papa, per i quali lo scrittore secentista deve essersi giovato dell'opera di qualche biografo contemporaneo del Barbo o di qualche cronista della citta di Roma, rimasto a noi sconosciuto; specialmente importante e quello che nel Giornale si narra intorno al l'opera con cui il Pontefice si sforzb di reprimere i mali costumi del clero, il lusso 20 e 1' usura nella citta papale. Anche nelle giustizie, non mancano notizie pregevoli per la conoscenza della vita e dei tempi di questo papa; c sono spesso in contradizionc con quello che il Canensi racconta a prova della mitezza d'animo di Paolo II. Ma noi non possiamo, nella ignoranza dei materiali storici che servirono all'A. per la sua narrazione, pronunciare un giudizio sull'attendibilita di essa. Ricordiamo soltanto, 25 come si atFermi che autore di una storia dei papi, non pervenuta fino a noi, fu anche il dotto cugino di Pio II, cardinalc Iacopo Ammanati, del quale e nota la onesta fran chczza nell'apprezzarc i modi di vita e di governo di Paolo, lui vivente; ma che a una talc autorevole fonte abbia attinto l'A. del codice Urbinate noi non abbiamo modo alcuno di accertare. 1 Co I. Vatic. UrHn. tut. 1639. I-a parte rlguardante I'aolo II occupn le carte 469-490. I.c giustizie (c. 477 sgg.) ' Averao dcll'AngiiUlara „. L'eti del manoacritto, e U 30 :'rontcsplxlo a stampa nella prima carta fanno aupporrc »ono quattro: dl * un monaco dctto P. Arigo che aeguiva che csso provenga da compcra fatta a Roma, posterior- 10 "la falaa setta dcgll Oiltl „; dl * uno Implccato e del raente al traiporto della Urbinate. Cf. C. Stornajolo, "condannati alia galcra et 11 Platlna llhberato . ; di * un Codti. Vaticani Urbinatcs latim, tomu* I, Romac, 1902, " notaro per fabiti dt teatamcnto „ (del card. I.. Sea- p. viu, .win. rampo); la quarta b intitolata " Del aucccsio del Contc PREFAZIONE n. XIX Ccnno sulla vita di Michele Canensi. — Gaspare Veronese. Nascita; prints sttuii; relazioni coi Parcari e can Ambrogio Traversari; vita manasiica. — Stto ritorno al secolo c a Roma; rapparti con iVicolb V c col Tortclli. — Rapporti con CaUisto III e Pio II, e Paolo II. Degli autori delle due Vite che vedono nuovamcnte la luce in questo volume, ben scarse notizie sono state finora tramandate nelle memorie della storia dei papi e della lettcratura. Sulla vita di Michele Canensi 1 da Viterbo, canonico della basilica romana di San Lorenzo in Daraaso e poi vescovo di Castro, getta qualche luce una sua 10 breve oratio a Nicol6 V, l'esistenza della quale fu di recente segnalata da Ludovico Pastor 8 . L'operetta fu composta sul finire del 1449, poiche l'A. vi descrive il giu bilo dei Romani per il ritorno del Ponteflce, che era fuggito dalla citta a cagione della peste, e inneggia alia composizione dello Scisma, di recente avvenuta. II Canensi era allora in eta giovanile; l'amore alle umane lettere e la speranza del favore del papa 15 letterato aveva indotto lui, come tant'altri al tempo suo, a lasciare la patria per cercare tortuna a Roma. Soccorso e protetto da un Cesarini 8 , protonotario apostolico, il giovine letterato aspirava alia protezione del Pontefice per potersi dedicare tutto agli studi; e nella orazione suaccennata, dopo avere tributato a Nicol6 V l'omaggio di sconfinata lode e ammirazione, gli espone i propri bisogni e quelli della sua famiglia e 20 lo supplica di aiutarlo. " Attirato dalla fama della tua liberalita — ho " abbandonato la patria dilettissima e tutti i mici cari ; elargire aliquid, quo tot continuis * lucubrationibus circumventus animus reficiatur interdum et in it/is prosequendis acrior — egli esclama 14 insistat „; e offre al Papa, quale saggio di codeste u elccubrazioni „, alcuni piccoli e insigniricanti carmi latini in onore di San Nicol6, coi quali si chiudc l'opuscolo. 25 il Le speranze del giovine viterbese nella muniricenza di Nicolb V non saranno rimaste deluse, poichfe sappiamo che il Canensi, il quale trovb poi in Roma lo sta bile e comodo posto agognato nel canonicato di San Lorenzo, sciolse nell'eta matura debito di gratitudine alia memoria del papa mecenate, scrivendo di lui una bio 1 II cognome di mesaer Michele suona * Canensi* „ e ' Canenslus „ nel coclice citato nella nota seguente, e nel due codlcl del sec. XV della Vita Fault J*CM»di, che de icrlrUmo piA avanti ; la forma volgare corrlepondente 5 sari * Cancnsc o " Canenii „ come trovaal nella cro naca contcraporanca, citata nella paglna segucntc. La forma " Cannesio ,, usata da alcuni scrittori modern!, appare onche nello itorico viterbese del Settecento Fell cUno Buasi (*edi paglna «g., n. 6), forsc derlvata da ana in logia col norae della caaata, da cui use) il famoso cardi nalc Egidio Cannialo da Vltcrbo. « Michatlis CajKmsis ,U Viterhia a,i S'iriola*m $Hi» Um oratio, nel cod. Vatic, lot. 3697. II codlcetto (membr., secolo XV, dl mm. 150X 130 e cc. 16), ornato di InUlall dorate, b probabilmente l'esemplare dl dedlca. Cl. P.v- 15 STOR, Gesckickte, I, 31a. s Cod. clt., c. 13 B:.... * humanlasimi patris do * mini mei Protonotarll de Ccaarinia, cuius quidein plc " tatc fotus ct adintus rictu etc. „. Potrebbe csserc quc stl 11 dotto Giovanni Ccsarlnl, Intorno al quale of. in- so nanil, p. 64, 11. 3. 4 c. 13 b: "Tito me conaucto plcntissimoquc am "plexarc auxllio mmma cgestale summa facultntum lno "pia laboraritem. Mcas, oro, allqiiando tu, qui cuncta •solus potes, fortunaa secundato, cut nihil patrii auxi- 15 "111, nihil favoris rellqul est. Orbatus cnim paterna XX grafia, rimasta a noi sconosciuta PREFAZIONE Ne gli manc6 la protezione di Paolo II, il quale gia durante il cardinalato teneva fra' suoi familiari il Viterbese, come questi affer maa , e nel 1469 lo raetteva a capo della diocesi di Castro e Acquapendente, che il nuovo vescovo fece probabilmente amministrare per piu anni da altri, rimanendo egli nella Curia Romana. A tale supposizione ci induce un passo della dedica, con cui 5 Michcle offriva al cardinale d' Estouteville la Vita di Paolo, dove aflferma di averla composta " inter cetera literarum studia his proximis contractioribus noctibus. . . . dum u a frcqucnti Curiae sollicitudine, ac nostra superata ambitione, ad ecclesiam meam " Castrcnsem tamquam ad queradam tranquillum amoenumque portum declinassem n *. E 1'anno di codesto suo ritiro (non sappiamo se temporaneo o definitive)) dall'agitata 10 vita romana dovrebb'essere il 1478*, che PUghelli, forse male interpretando autentici dooumenti, assegnava al principio dell'episcopato del Viterbese. Questi avrebbe, adunquc, goduto anche la protezione del successore di Paolo, Sisto IV, vivendo per sette anni presso la Cortc di questo pontefice di cui si proponeva, come lasci& scritto egli stesso, di descrivere parimente i fatti del pontificato ' ; ma di quest'opera non ci fu 15 dato di rinvenire altre notizie. Della fiducia accordata dal papa Della Rovere al vescovo di Castro abbiamo, del resto, una esplicita testimonianza nella Cronaca del viterbese Cosimo di Giovanni di Iuzzo, il quale narra che mentre fervevano le trat tative che precedettero il conflitto del 1482 tra Sisto IV, alleato dci Veneziani, e il re di Napoli, il Pontefice atfidava a messer Michele l'esazione delle imposte straor- 20 dinarie, con le quali si provvedeva allc necessith della guerra imminente; e che il ve scovo seppe eseguire felicementc il difficile cdmpito fl . In codesto tempo doveva pero * duoruru carisslmorum fratrum consolatlonc ct adiu $ lo •incnto, scncsccntls iam genltrlcU, sororuni atque In * Until gentmni cura opprcssus, te unum in mcia ma " gnls laboribus Intucor ttc. n. 1 Sella Introduzione alia Vita di Paolo II («/». at., V- 4) egli dlchiara di acclngcrsi a scrireria con fiducia di successo, * maximc cum ca, quae dc Nicolao V pont. " max. omnium bonarum artlum ac virtutunt patrono ' " splcndidlssimo scripsi, grata Icgcntium anlmls ac iucun da esse intcltigam „, Parrcbbc quindi trattarsi dl un'o pcra dl poco anterior* alia blografia del papa Darbo. » Vita Pauii 11, edls. Quirinl, p. 16. * Of. at., p. j. La data accertata delta elezlone del Cancnse al 15 I'rpiKOpato c 11 8 agoato 1469; cf. Gams, Scries Efi icafotHM, e Kuinx, //nr.trctin catk. M. Aevi, II, 135. L'ttiHEUU, Italia Sacra, I, 581, dava Panno 1478, tullA fede delle carte (non dice quail) AclVArciivio della Dichtrna di Siena, io 5 In fine alia Vita Pauli SreumJi (p. 104) e lodato il rcgnante pontefice, * dc cuius ponlllicatu scribore inci " pie111us, IK'o projiitio^; e che al proposlto scgulsse I'elfctlo, p irrcbbo dovcrsi arguirc dalVexflicit dcila Vita M l'a,li (.;! codice dl dediivi, rhfi verra defter!ttn piu a 5 ;una m ) il q'.ialc suoiia cost: Kxpj.ujt Paclus II Pont. Max. Incipit Smtus IIII Post. Max. t*a«j (sic). II QiiRixi (of. at., p. 104, nota), avera espressa l'opinlonc che la blografia di Sisto scritta dal Canenai fosse quell* che U Muratorl Insert nella sua raccolta (tomo III, par te II, col. 1045 agg.) attribuendola al Platlna. Ma oggi 30 ^ provato lumlnosamcnte che aveva rettaracnte gludl cato 11 Muratorl; cf. Pastor, II, p. 618, 1». J. * U pasao della cronaca (rlferito nell'opera del Bus si (u Gli uamim illmstri di Vittrte, rns. nella Bibtioteca comunalc di Viterbo, p. 147, e a noi comunicato gen- 35 tllmente dal slg. cav. Ceaare Plnzi) h il teguente: "Nel * detto tempo si facera molte pratiche tra lo Papa e la * Lega c:oc Re Ferrando, Duca de Mllano et Florentini, et la Signoria de Venetia a lega col papa, et lo papa * per expedlre le cose avta da fare, impuse la decitna 40 " tra prcti ct fr.iti, Ospltali, gludel et Official!, et R Com « mlssarlo misscr Michele Canenai vescoro dl Castro, lo " quale opcri con dillgentla ,. Gil arvenlmcnti qui rl fcriti non si possono assegnarc ad epoca anterlore al 1 481 (cf. Pastor, GescMickte, II, 538 sgg.); infattl, 11 45 cronlsta viterbese, contlnuatore deH'opera del padre Gio vanni di Iuzzo, autorc dl una Cronaca di Viterbo fioo al 1479. vi aggiunsc I fattl del due anni seguenti (cf. S. ClAuri, Crovacke e Slatmti di Viterbo, Fircnzc, 1S72, pp. xui c KLiv), 50 . XXI PREFAZIONE il il Canensi aver fatto rinunzia del suo vescovado, poiche gia nel noverobrc del 1485 Papa aveva nominato il successore di lui nella Chiesa di Castro * * * Ben piii rimarchevole figura che Michele Canensi, nel quadro della dotta societa 5 che operava e prosperava nella Citta Eterna verso il mezzo del secolo decimoquinto, e Gaspare da Verona; ma nemmeno intorno a lui, il cui nome b solo fuggevolmcnte ricordato dagli storici in grazia de' suoi Anna2i del pontificate di Paolo II, la erudi zione e la critica moderna si sono atfaticate, per ricercarne l'opera e le vicende della vita, ed assegnargli il posto che gli spetta nella pleiade dei rappresentanti della 10 cultura italiana nel Rinascimento. Obllo immeritato, dal quale ci pare doveroso cd opportuno di toglierlo, con gli aiuti che lo stesso irrequieto e loquace grammatico Veronese ci offre ne' suoi scritti. L'anno della nascita di Gaspare non ci h noto : ma, da quello che verremo espo nendo intorno alia vita di lui, alia sua famiglia, al tempo della sua morte, si pu6 15 ragionevolmente congetturare ch'egli venisse alia luce verso il principio del secolo decimoquinto. Della sua origine, che par bene sia stata plebea, c della puerizia, ch'egli deve aver trascorso in patria, nessun ricordo egli Iasci6 ne' suoi scritti; nei quali non manca tuttavia, ove gli accada, di vantare i pregi del paese natlo, come la bellezza dei greggi e dei pascoli 9 , la eccellenza dei panni tessuti di lana8 , o 20 di narrare qualche particolarita dei costumi veronesi*. Non e improbabile quindi che attingesse egli pure alia scuola del piu celebrato maestro di letteratura che fosse in Italia nella prima eta del Quattrocento, il suo conterraneo Guarino, il quale tenne scuola pubblica e privata di Rettorica in Verona per dieci anni di seguito a comin ciare dal 1419; benche ne' suoi scritti il nostro grammatico ricordi spesso, a cagion di 25 onore, Guarino Veronese con gli appellativi u Guarinus meus „ , " compatriota meus „, 1 EtTBSL, ef. tit., H, U successor* fu Tito Vol tri. L' Uohbuj, T, 581 dara inveee an " Bernardus , eletto nel 14S4; ma costui narcbbe il veacoro delta dloceal di Castro in Sardcgna, Bernardo lorer, cf. Eubkl, /«•. «"/., ; e Gams Stria, 659, 836. Si notl che II cronUta vl terbeae (red! nota preced.) chlama ancora U Cancnsl * reacoro dl Caatro „, forae per vecchla consuetudlne. * Conunento alia Satlra VI dl Glorenalc, nel cod. Ca MM/n»,S97ic. a8a: " . . . . nam ores Ule preclpuae aunt lo «ut noatrae, hoc eat TCroneae; veronei enim campi * herbaa mlttunt oribua aptaa . . . „ 3 CoJ. at., c. 48 a : " • . . . mellorea aunt lanae re " ronensea et angllcac, quam florcntlnae et bononlenscs, uua, Italia illustrata, ed. Basil., 1556, p. 376. * Cod, cit., c. 77 b: * Et ego rldl quoadam acnlorea " In territorlo seu agro patriae noatrae, hoc eat Veronae, * rusticoa quidem, si quia amislsset aslnum vel cquuni, * preaagiebant ct ridebant statira uhl reset res amlasa, 20 * et dlctis verbis et aacris suls perfcctls videbatur en- 25 * derc stella quaedam certo loco, in quo ecrta res quae * rebatur et tandem inrcnicbatur. Semel ex his quidara. * dutn cascnt turbutcntlsslma tcmpora, tonitrua, fulgu * ra, imbrea, pronosticatus est fulmen fore de sublto et "caaurum in cacumen culusdam montls, atque Ha fult-jo * ut predixerat. Agcb.it homo octogeslmum annum, iJ * licet Florcntlni lanaa dc longinquo allataa artlfitloae ct i- * mire componant atqoc exercendo laborent: at quoti ' die peiua fiJant, texunt, auunt L'lndustria dei pan ni teneva U prlmo poato fra le Induatrie veronesl nel secolo XV: redl C. Cipoixa, Nott di Uoria varemtte, In Xmove Arckivio Ventto, \\, parte I, p. 185, ecf. Dlon " lcteratum ct indoctum „. — I,c crcdcnzc supcratiziose dell'A. non faranno meraviglia, chi penai come ne fos sero ottenebrate le nientl p'.ti colte dl qucll'cti; In altro luogo del suo commento (c 77 a) Gaspare loda grande- 3 mente 11 cardlnale Domenlco Capranlca dl aver mandato al rogo una donna accusata di strcgoncrla " quae in agro * pcrualno cam detestabilem artera exercebat XXII tt PREFAZIONE ma non lo chiami in alcun luogo, per quanto a noi consta, col titolo di maestro. Certo h invece che Gaspare frequentb l'Universita di Bologna; ce lo apprende egli stesso nel seguente ricordo, inserito in un suo commento a Giovenale1.: " Cum lego " quidpiam de Fabiis, semper evado raemor Nicholai Fabii i philosophi bononiensis, * limitati quidem doctoris et egregiis moribus artibusque praediti, eo tempore a me 5 * auditi, quo florebat Iohannes Asparensis*, qui tamen Romanus dicebatur; qucm qui * dem Iohannem omnes magis accademicum quam peripateticum iudicabant, nam turn " hoc turn illud nitebatur. Florebat quoque Ugo Scnensis *, qui mcdicinalis scientiae a subtilissimus fuit et claro quidem ingenio philosophus, presertim phisicus. Florebat " et Paulus Venetus 5 , ordinis heremitarum frater, omnium arrogantissimus homo quos 10 unquam noverim, philosophus tamen non ignobilis simul et theologus, lector cathe ' drac compositissimus. Crescebat turn nomen et gloria Baverii Imolensis e , nunc ce " lcberrimi medici vitam honoratissimam degentis apud dominum nostrum Nicolaum " Quintum. Antea ceperat gloria eiusdem domini Nicolai Quinti, qui ea tempestate " Thomas dicebatur Sarazanensis, omnibus admirabilis; celeberquc tunc erat Philippus 15 * Mcdiolanensis* vir optimus et medicinae peritissimus, nunc ad Curiam ab eodem u summo pontifice advocatus, memori beneficiorum et amoris ipsius Philippi erga se "quid enim pretiosius est gratitudine? Efflorescebat tunc Bernardus Venetus9 , qui * tempore meo duxit uxorem earn, quae antea fuerat Antaldi Bononiensis; de quo " Bernardo deque eius ingenio et mansuetudine vix satis possem diccre quae dicenda 20 " forent, quern quoque idem dominus noster arcessivit ad Curiam virtutibus hominis " maxime motus. Ego autem rudis tunc cram et logicae philosophiaequc auditor sub u Iohanne Fornasa 6 Gaspareque Sancti Iohannis 10 et sub doctrina Nicolai Fabii bono " niensis, imprimis doctissimi viri „. 1 Cod. Vatic. lot. »710, c. 35 A. * Nicolo di Plctro da Romegla, soprannomlnato *de Kaba , o'de Fabbls „ , Icttorc dl loglra c di filoaofia mo rale e naturale a Bologna dal 1407 al '39 (Datxari, / 5 Rotuli dei lettori 1UII0 Studio hotognne, Bologna, 1S88, toI. I, pp. 9, 11, u), anno In cui mort (Tixauosciii, Gaspare : Storia d. lett. italiana, 3» edlz.t vol. VI, parte II, p. 196). 1 Questo professore dorctte essere conterraneo di Asfaro e piccolo illaggio nel Comunc Veronese ,f di Ccrea. Di lul non ahbiarao altre notizie; se pur non b lul quel * magistcr Iohannes de Verona „ che fu medico dcU'lnipcratore Fcderlco III (cf. S. Maffri, Verona illu strate, parte II, Milano, iSsj, p. 139). 4 Ugo Bcnzl, 11 famoso filosofo c medico •5 (Voleit, Risergimento dcll.t antickitA classics, I, 547 sg., Fiorentino, ItifOrgimeuto jilosofico nel Quattrocento, 243 sg.). Si sa che Insegno In varic unlrcrsita, e lunga mente a Ferrara, ma non i nolo 11 tempo in cul fu let tore dello Studio bolognese; cf. la nota 7. so i II celebre agostiniano Paolo Nicolctti da Udlnc, chiamato comunemente Puolo Vencto; rcdi A. Sbga rizzi nel commento al It* laudibu* Patavii dl Mlchelc Savonarola, in qucsta Cottnione, p. 36. II giudizlo che I'A. eaprlmc sul carattere di Paolo c confermato dalla faroosa disputa che quest! ebbe a sostenerc a Bologna 35 con NIcol& l'ava e con Ugo Benzi ; cf. Tikauosciii, of. r vol. cit., p. 387 sg. * BftTcrio Bonetti da Imola, chiamato a Roma dal Parentucelll appena quest! fu saiito ai pontlficato; rcdi Marini, Arckiatri Pontificii, I, 14S sgg. * Fllippo PelUcclonc; egil era ancora lettore di mediclaa a Bologna nel 144S, anno sccondo del papato dl Nicolo V. (Marini, loc. cit.'\. * Bernardo Garzonl, laureato nel 1420, marito di 30 Tommasa Zambeearl vedova dl messer Antaldo degli 35 Antaldi; cf. il Faxtuzzi, Scrittori bolognrsi, IV, 7$, il quale Inglustamcnte, come qui si vede, ncga quanto avc va affcrmato l'Alidosl, che Bernardo era figllo di un Vcnczlnno, 9 Giovanni dalle Fornaci; si sa che professava an- 40 cora nello Studio bolugncse nel 143S. Alidosi, Profts sori drllo Studio di Bologna, p. 90. 10 Gaspare Sighicclli, che divenne poi vescovo d'Imola. Vcdi il Famu/zi, V, 11;, c la biografia di Vkspasiaso i»a Bisticci, Vru oro d' Imola. .5 PREFAZIONE XXIII La mancanza dei roiuli de' professori dello Studio bolognese per gli anni dal 1408 al '38 rende difficile lo stabilire il tempo in cui Gaspare vi seguiva gli stud! di logica e di filosofia; ma se questi parla, nel ricordo surriferito, degli uomini insigni che vivevano nella dotta citta quand'egli vi stava, potrcmo affermare che fu scolaro 5 a Bologna prima del '26, nel quale anno Toramaso Parentucelli, il futuro papa Ni col6 V, ne parti assieme al cardinale Albergati, per recarsi a Roma. Che il Vero nese trascorresse una parte della sua studiosa gioventu anchc a Firenze, nel tempo del maggior fiorire della societa letteraria del primo Quattrocento nella citta dell'Arno, ci pare lecito supporre dalla dimestichezza, che egli dimostra di avere avuto coi mag 10 giori rappresentanti dell* umanesimo fiorentino in codesto periodo; quivi probabilmentc Gaspare fu conosciuto e apprezzato da messer Stefano Porcari, quando questi vi resse per un anno, dal 1427 al '28, Pufficio di capitano del popolo, c strinse pre ziose rclazioni nei circoli letterari di Firenze specialmente con Ambrogio Traversari, dei cui rapporti col nostro giovine letterato dobbiamo ora tenere parola. Gaspare 15 veniva scelto dal dotto cavaliere romano per precettore del proprio fratello Ma riano, e seguiva i due Porcari al Ioro ritorno a Roma, donde Mariano si recava nuovamente, fra il 1429 e il '30 a Firenze, per attendervi agli studi letterari, special mente del greco, sotto la guida di fratc Ambrogio e di Francesco Filelfo. Una let tea del Veronese al Traversari, dalla quale traspare V affettuosa intimita dei due lct 20 terati, e dedicata al giovinetto romano, che era affidato alle cure del Camaldolesc. " Est practerea apud tuam humanitatem — scriveva Gaspare —Marianus Portius, de quo * quum isthuc se contulit meis in quibusdam Iitteris 8 mcntionem feci ; quidnam igitur hoc * tempore gerat sane ignoro. Iam perstudiosus atque modestus esse solet, vel quum " sub mea preceptione ipse sibi moderatur : laxas impraesentia habet habenas, nisi tua 25 " doctrina refrenat. Praeceptori enixissime parebat quom Romae Iitteris operam da " ret: longe studiosior impraesentiarum esse debet, idquc praesertim, nam a fratre Am 6 brosio accipit disciplinary quod est humanitatis speculum in quo Marianus sanctissimam vitam ac facillimos mores cernit. Tua aspergatur farina necesse est, quippe qui * tuum prope pistrinum habitat „ . £ continua raccomandando al monaco, anche a nome 30 di messer Stefano, la tutela del giovinetto contro i pericoli delle male compagnie, e la 1 Vedi innanxi, per 1 rapporti con Carlo Marsup pint c col Bracciolini. Notevolc e il paaao soguente del commento di Gaapare alia Satira VI di Glovenale (axl. CaumatcMse c. $5 b) dove egli esprlme 1'altisalmo 5 concetto che aveva del ralore letterario del Bruni: .... 1 Leonardum Arretinum, qui temporibu* noatris rlxlt, ct * obivit diem suum, quo a quingentia annls citra nemo 'latiniua nec ciccronianltre conscrlpstt: licet lingua pa ' rum valeret et aspectu tche : E in altro luogo, parlando :o delTopera propria dl lUustratore delle satire glovenale " Neque enlm prodero Guarrlno compatrlota (sic) * meo, nec Carolo aut Iohannl Aretlnit, aut Leonardo, * homm principi , (W. Vatic /at. ;««, c. 126 b). E §u perrtuo osaervare, come Gaspare abbia potuto atrlngere j 5 relatione con Leonardo anche fuori dI Firenze, durante H lungo aogglorno delPAretlno a Roma. 1 Cf. la lottcra dl frate Ambrogio al Porcari, nel lib. V, n. 15 delle sue Hfistolae: * Marlanum ccrtc no " strum turn ex tula, turn ex Gasparis doctlaslml vlrl * preceptorU sui literia, tunc precipue ex merlto auo 30 " magna charltatc tuscepl „- (senxa data). Nello ateiao libro V aono due lettcre (18, 19, JO, »9) del Traversari a Mariano, cho dimostrano 1'aHctto nutrito per 11 gio vinetto patrlzio dal dotto monaco, il quale nel 143$ it adoperava per la nomlna dl lul a protonotarlo apostollco 25 (cf. Bfitt., lib. I, 30). II Porcari ottenne lnfattl tale digniti, come apparc da un cplgramma del Horccllio (cod. Magtiab., Corn: offresi, /, /X, 10, c. 05 ») dedicato * Domino Mariano Porclo prothonotario apostollco „. XXIV PREFAZIONE sua istruzione ne' principii e precctti della morale religiosa. " Illud non praetermitte „ gli ripete, * ei legis praecepta propone et articulos fidei cum operibus miscricordiac 4 et sancti Spiritus donis. Argumentum horum ipsi mehercule commostravi turn * christianae religionis turn parvuli nostri Mathei, qui haec aliaquc complura perccpit La lettera e data da Tivoli, dove il nostro umanista trovavasi, adunquc, assieme a 5 Stefano Porcari, che a lui aveva aftidato la educazionc del fanciullo Matteo 9 , nel quale crediamo poter ravvisare un altro congiunto, forse un figlio, o un fratello deH'illu stre cavaliere Ma la lontananza di Mariano dalla famiglia non dur6 a lungo; che nel 1432 tro viamo lui col maggior fratello e col precettore, lontani da Firenze e dall' Italia, nella 10 lunga peregrinazione nell'occidente d'Europa, della quale trovasi negli scritti di frate Ambrogio un fuggevole cenno, mentre il Veronese cc ne ha conservato meno scarso ragguaglio nei ricordi delle vicende della sua vita, ch' egli amava intercalare alle disquisizioni intorno ai versi giovenaleschi. In un luogo, lodando i panni di Aries, osserva che sono cosl chiamati " ab Atrebato urbc Galliac, ubi iiunt: quam 15 " vidi ubiquc fui cum Stephano Porcio cive romano compositissimo, attamcn in pa " tria male cognito ac remunerato, quamquam audio modo sibi cocpta dari premia a " sumrao et clementissimo pontifice maximo Nicolao Quinto*„. Altrovc, esponc ai suoi discepoli: "Britannia ipsa est ubi Gallia et Scotia et quacdam aliae partes; est " oceani insula, quae a maioribus appcllata est alter orbis torrarum. Est autcm in 20 " semptentrione, ut gcographi dicunt, et ego illam peragravi cum clarissimo equite romano Stephano Portio B „. E di questo viaggio in Inghilterra, che si compiaceva dt vantare spesso dinanzi alia scolaresca 6 , narrava anche un episodio, un naufragio da cut egli e i suoi compagni furono minacciati, a concussione navis quae percussit ter " ram, et pene tota referta est aqua, et iam praesto paratique eramus natare „. L'acci- 25 dente era successo tt in hostiis Thamis fluminis Londoniatum, prope Cantauriam, ubi " vidi lapillos pretiosissimos sepulcri sancti Thomae „ 7 . II viaggio avvenne prima del gennaio 1432, nel qual mese il Traversari assisteva al ritorno della comitiva a Roma. Quale nc fosse stato lo scopo non sappiamo: forse, il Porcari compie la lunga peregrinazione come inviato del papa Eugenio IV, 30 1 Akciiiv-io di Stato Fiorentino. Carte Stroz rtanc, aerie I, filra 136, c. 5. Com.: * Fratri Ambroiio * Caspar reronensia salutem. Hac tempestatc longinquui " ad te nunquam aut certc rarisstme scrip*! „1 fin. : * Ilaud * tcrocre loquor. Vale Tlbure, tcrtlo nonas septembrea A tergo: * Fratri Ambrosio religiosiwlrao atque erudl " tisalmo riro, Florentlac, in tancta Marin da 11 angell „. * DI un Matteo Porcari, al aerrigl del card. Colonna e dl Calllato III, h racmorla nelT Inkbssuha, Diarie, cd. Tommaalni, p. 60. Va anche ricordata una lettera (di cui conscrvasi l'autografo nel cod. Vatic, tat. 3908, c. 177)1 cne dirigeva a Gaspare * preceptor! «uo obaerran do „ un giovine che si sottotcrire * Matthcus „ , che •tara ailora a Vlcovaro al lerrlgio dl un prelato di Cu ria, c che potrebbe esaere lo ateaao Porcari. La lettera 15 manca dell'anno, ma 4 ccrtamentc anterlore al 1450. 3 In una lettera di Stefano a frate Ambrogio ( J'rav. Epitt., XXrv, 2S) con la data " Romae, kal. Martia* „ che dcr'esserc del 1429 (lo scrlvcnte si rallegra delta prossima venuta del Kilclfo a Flrenxc), il Porcari parla 30 di Gaapare Veronese, "qui apud me dcglt,, c dci co muni studi lettcrarl. 4 Cod. Cataial., S97, c. lSu. i Cod. at., c. 23 A. * Un altro acceiino a questo viaggio nel CW. cit., a.S •• nb. 7 Cod. Vatic, /at. tyio, c. 142 A. PREFAZIONE il quale si valse deH'opera di lui durante tutto il pontificate XXV E ci par lecito sup porrc che fosse del pari conseguenza di una missione del Papa il viaggio attraverso la Puglia, che il cavaliere romano compieva, assieme al grammatico Veronese, negli anni anteriori al 1448". 5 Non ci e dato di seguire le vicende della vita di Gaspare nell'anno che segul al suo ritorno dalF Inghilterra ; ma e assai probabile ch'egli non abbandonasse la famiglia dei Porcari, e che con essi si recasse a Bologna, quando Stefano vi fu chiamato, sul finire del 1432, a reggere 1'ufficio di podesta, che questi tenne per un anno fra 1' in fierire delle lotte civili in quella turbolenta citta, della quale il nostro precettore serb6 10 poco lieto ricordo. Quivi, durante il soggiorno di Stefano e di Mariano, il Vero nese si decideva (non sappiamo per quali cause, ma delle tendenze ascetiche di lui e prova la lettera su riferita a frate Ambrogio) ad abbracciare la vita monastica ed cntrava nel convento bolognese dei Camaldolesi. La notizia ci e data dal pio Traver sari, gia allora assunto al governo generale dell'Ordinc, nel suo Odoeporicon, dove 15 narra come prima di lasciare codesta citta e i due amici romani (ci6 che avvenne alia meta di maggio del 1433), visitasse tt vetcris amicitiae iure et officio pictatis Gaspa * rem nostrum, nuperrime religionem ingressum, atquc ex philosopho saeculi militem " Christi factum, 8 ; c di lui scrive poscia al comunc disccpolo Mariano, parimente ral lqirandosi che Gaspare sia divenuto * ex prcceptore saeculi, Christi alumnus „ 4 . L'ac 20 quisto di un tale soggetto alia rcligione Camaldolesc doveva essere, infatti, ragione di conforto per il dottissimo Generale, al quale le cure e le ambizioni dell'alta dignita non fecero dimcnticare gli studi prcdiletti della classica letteratura, ch'egli promuo veva anche nei chiostri posti sotto il suo governo. Gaspare diventava il frate di fiducia del Traversari, quando questi aveva bisogno di dotte ricerche nelle biblioteche di 25 Bologna *; una volta, che nel convento del Veronese entr6 e vestl l'abito un neofito di nazione greca, frate Ambrogio s'affrettd a raccomandare a Gaspare che ne traesse profitto pe' suoi studi ellenistici • Nel settembre del 1434 il nuovo monaco visitava a Firenzc Ambrogio e i due fratelli Porcari, venutivi da Siena (dove Stefano era po ' Cf. innanzi, p. to, n. jf. Effetto del soggiorno dl Gaspare o del suo patrono in Inghilterra sono forse i rap port! ch'essi ebbero in seguUo con gli Ingle*! resident! a Roma. Nel commento alia SalIra VI di Giorcnale, Ga * spare aDerma che ne areva fatfa la esposislone * nonnuliis • ItaUs atque Britannia » (coil. Casanat. tit., c. I a); in una lettera del 1449 (cod. Vatic, tat. J9°S, c. 138) narra di un inglese (« anglicus quidam „) che gli areva truf fato cinquanta scudi, 'qui cum Stephano Porclo annos 10 * septem vlxerat „. * Cod. Casanat. a'/., c. 23 n: " Canuslum est in • Apulia ; quod ego vidi dum pronciscerer cum Stephano • Porclo eqnite romano, altisslmi consilil vlro, Tranum 15 • atque Barolum 3 A. Traversari, Odotporicon, Florentine, 16781 p. 26 sg. * Travtrs. Efitt., VII, 45. * Efitt. clt., IX, IO, 11. « Bfist. cit., XII, 47 : raccomanda a frate Agoatlno che II neofito "Joseph, imparl le lettere latlnc, «ct Ga- 20 * sparem doceat grecas „. Non fu questi il solo, ne il prlncipolc maestro di grcco del Veronese, il quale cita piu Tolte, ne' suo! Commcnti glorcnalctchi, a propoaito di questioni k-astcograiichc o grummatlcali, 1'autoritii di Pictro Calabro, al quale si rlconosce debltore delle sue 35 cognlzionl dl lingua grcca (eoi. Casanat. /07, cc. 41 b, 68 b, 69 a). Disccpolo del dotto, ma UUgloso abbatc dl Grottaferrata (questa pecca del suo carattcre vlene no tata anche dal nostro A., cod. cit,, c. 41) sara stato 11 Veronese durante I suol soggiornl a Bologna; poiche 30 della presenxa e dell'attivlta dldattlca dl Pietro in code sta citta si ha prora non dubbla in una lettera (cltata p!6 Innanzi. p. 22, n. 3) dl Leonoro de' Lconorl c nci reral seguentl, con cul finiscc un breTc carme lndtriz »to dal retorc fcrrarcse I.odorico Carbone al Calabro 35 (nel cod. I'atic. Ottob. lot. 11S3, c. joi a)i XXVI PREFAZlONE desta) per trattare la riconciliazione dei Romani col profugo pontefice Eugcnio IV; e pu6 essere che a tali negoziati non rimanesse del tutto estraneo il Veronese, che era stato esortato a presentarsi al Papa dallo stesso Traversari *. L'epistolario di quest'ul timo contiene, nelle lettere dirette a' priori dei conventi dove Gaspare trascorse questo periodo della sua vita, non dubbie prove dell'atfettuosa premura e indulgenza con cui 5 cgli guidava gli atti del giovane frate, spesso ribelle ai rigori della regola claustrale, e cagione di afflizionc al pio Ambrogio 9 . Finchc questi vissc, il Veronese rimase fc dele al proponimento di rinuncia alle cure mondanc : uno degli ultimi scritti episto lari del Carnaldolesc (morto il 20 ottobre 1439) si chiude con csprcssioni di vivo tt interessamento per Gaspare, * quia revera — scriveva egli — diligimus ilium plu- 10 rimum „ 8 . E Gaspare conserv6 sempre grata memoria del suo protcttore *; ma la vita claustrale, scomparso l'uomo che aveva sorretto il suo vacillante fervore asce tico, non deve aver tardato a riuscirgli insopportabile. * * • Quando fu che il Veronese abbandonb la quicte del chiostro per ritornare al sc- 15 colo? A noi consta soltanto ch'egli si era nuovamente stabilito a Roma nel 1445, nel quale anno giungeva nella citth papale, raccomandato al " dottissimo Gasparo da Verona „ con una lcttera di Girolamo Agliotti6 , un letterato che doveva raggiungere, sotto la protezione di Nicol6 V, ben piii rapida c maggior fortuna del nostro gram matico: Giovanni Tortelli d'Arezzo. E ncll' amicizia dell'Aretino, che pochi mesi 20 dopo 1' inalzamento alia sovranith della Chiesa di frate Tommaso da Sarzana entrava a far parte della famiglia del Papa, riposc anche il nostro A., come tant'altri let terati, ogni speranza per conseguire il favore di questo pontefice, che con si larga illuminata liberaltth. dispcns6 tesori per 1' incrcmcnto dei nuovi studi. II Tortelli, come e ben noto, fu il piu autorevole c assiduo consigliere di Nicol6 V ncll'opcra 25 da questi spesa in pro delle lettere; creato cubiculario segreto nel '49 e ncll' anno segucntc subdiacono e bibliotccario papale, divenne ben presto l'oracolo della dotta Atqmt ttlinam vidtat mt /aeta Bonoma tecum Cumque tuo lictat vivere Virgilio (f) Cms ttulec est wow, cui est dulcinima virtus, IngtmiuMj mores nobilitate farts. S Erra qulndt U Mandai.ari, Pietro Vitali Calabro ccc., Roma, 1S87, p. 16 sg., do»e afferma che U glure comulto Paolo Peruglno non path csscre discepolo del Vitali, ac non a Grottafcrrata, essendo questi dlrenuto abbatc di quel monastero gia nel 1433. Gaaparc Vero 10 nese sperava anzi dl vcderlo chiamato da Nicol6 V alia cattedra dl grcco nella ijapicnxa dl Roma, quando osser Tava ncllcaue interpretazionl dl Giorenalc: * Dominus " quaginta aurcoi impenderet, qui legeret atque doceret "llnguam grccam, aino cuius cognitlone male sclmus "latlnam, etc. (Cod. Vatic, lot. tjio, c 118 a). ' Cf. Travtrs. Efist., IX, tj, 16. * Cf. Efist. clt^ XII, 36, 43, 44. Jo » Efist. cit, XII, 48. * In un luogo del commento alia Satira VI dl Gio renale {cod. Casetnat. clt., c. to u), acritto nel 1440, egll dedtca al Traversari questo elogio: * .... fult temporibus * meia generalIs Camaldullnl coetus, graeel laUnlque scr- 35 * monis pracditisslmus, a me slngulariter dilectus s //. Aliotti Efistoiae et ofuscula, ArreUI, 17O9, p. 143. • noater pracmlo digno afficcrct domlnum Pctrurn Cryptac " ferralae abbatcm multo digniiaintum. si quotannis trc 15 "centos florcnos more roraano, hoc est centum et quln — Del suo aoggiorno In Roma durante U pon tlficato dl Eugenio IV (1431-1447) attesta il Veronese anche nel citato commento a Giorenalc {cod. Casan^ 30 397, c. 47 b). PREFAZIONE XXVII societa romana, per la invidiata posizione presso la Curia e per la vasta e profonda cultura. In codesto tempo Gaspare teneva una scuola privata, la quale doveva go dere singolare riputazione, se la frequentavano i giovani parenti dei piu ricchi e potenti prelati, come Gabriele Marcello, congiunto del cardinal Pietro Barbo, e Ro 5 drigo Borgia 1 ; ma Pambizione del letterato non poteva essere sodisfatta, ne fatta tranquilla Tesistenza del precettore privato, se non con l'ufficio di pubblico profes sorc della Sapienza. Alcune lettere del Veronese 8 al potente amico arctino rivelano l'aftcttuosa intimita ira i due letterati e gli sforzi del primo per ottenere l'agognato posto dalla bencvolenza del Papa, al quale verso il principio del 1449 Gaspare offriva, 10 con una lunga dcdica riboccante di encomi in prosa e in versi, il suo commento alia satira sesta di Giovenale a . In codesto proemio l'A. narra distesamente di una lunga peregrinazione da lui compiuta nell'estate precedente nel Lazio c ncl Regno di Napoli, e soggiunge che, tomato dal viaggio alia citta papale " tabe ac pcste laborantem „, aveva preso a sten 15 dere in iscritto la interpretazione della satira famosa contro le donne, la quale era stata argomento delle ultime lezioni alia sua scolaresca italiana e straniera; e dedica a Nicol6 V il suo libro, pronto a continuare 1'opera faticosa commentando il resto delle satire giovenalesche, o ad illustrare altri autori latini, se il Pontefice gliene avesse dato l'incarico. E qui evidente l'aspirazione del letterato alia cattedra della Sapienza; 20 ma i suoi voti non erano ancora csauditi nell'estate, quando Nicol6 vagava assieme alia sua Corte, fuggendo la peste, per lc citta dell'Umbria, e il Veronese, reduce da un nuovo viaggio ncl Reamc, si rivolgeva al Tortelli, che stava col Papa4 , solleci tando una decisione di quest' ultimo in proprio favore, che gli permettesse di rima 1 Se il Borgia, nato verso il 1431, veniva mandato nel 1455 dallo xio Callisto III alia Universtta di Bolo gna (Pastor, II, 631) £ orrio ammettere che egli abbia avuto per precettore il Veronese negli annl precedent!, «, intorno al 1450. * Autografe, nel cod. Vatic, lot. 3908. Della itlma professata da Gaspare per 11 Tortelli c prova anche 11 passo scgucntc dl una icttera che 11 letterato perugino Siraone di Angelo dirigeva, verso il 1449, al Tortelli: to ' DUigebam et observabara te plurlmum antes, propter * ea quae audlveram et ab ailis complurlbus et imprl * mis a clarisatrno viro Gaspare Veronensi dc tc ferri * ct praedicarl : is cnim semper quoeumque Incidcrat de * tc mlrabilitrr ct loqucbatur ct scnticbat , (pr. VermI 1; OLIoLl, Alemorie di /acofo Antiquario, Perugia, 1830, p. 263 sg., cf. p. 166). * L'esemplare dl dedica si conserva nella Casana tense; h U codice scgnato jo7, membranacco, dl carte 84 num. (mm. 375X194) con due inixlttli miniate. A e. 1 a, ^ il titolo O'as/arit Veroueniis in luvenalis Sa/yram V/; segue la dedica a Nlcol6 V, e a c. 3 a incomincla 11 com mento. La scrittura e calllgrafica; nel marglnc s'lncon tranoqua elabrcvi annotaaionl, che sono Indubbiaracntc dl mano dell'Autorc, il quale ha pure aggiunto dopo j. Ve*//idt (c S4 n), con inchiostro rosso: inter/rctatio Ga sman's Veronensis. La stessa opera, con qualche plccola rarlazione di forma, trovasl pure nel cod. Vatic, lot. »710, che verremo esamlnando in scguito. — U tempo della composlzione si deduce dal luoghi scgucntl : A c. 3 11 [cod. Casanat. cit.), elogiando 11 Pontefice, Gaspare os- 30 serva che " iam fere actus est secundui elus pontlftcatus " annus „ (Kicolo V fu cletto U 6 marxo 1447); a c. 10 b parla del giubiico, * quod ad annum omnes christian! " oppcriuntur „; a c. a8a dice, a proposito delle virtu papa: "intra mllle quadringentos et quadraglnta octo 35 * annos res huiuscemodl visa ncc audita ncc lecta qul " dem est „. 4 Dev'estcre stato in codesto tempo che giunse al Tortelli la falsa notizia della morte dell'aralco Veronese, come qucsU narra ne' suoi commenti giovenaleschl (cod. 4 Vatic, lat. »7/0, c. 140 n): * Iohannes Arretlnus Torqua * tcllus , .... * cum essct Fabrlani audlssetquc de morte * mea f.cta, rcscUccns tamen tneram vcrltatem laetua ad * me scripsit cpistolam multo gravissimam plenamque dul "cedine, amore, carltate, laetitia; et inter quam pluria 4S * his paucnlis usus est: Itaque, mi Gasfar, maxima ego * ajfectus laetitia arnicas franter coiunetudinem adii et diem * dulciorem froprio naiali micii coustitui, vitamque tuam " smmmo fontifici significavi, qui moieste mortem tuam, licet * sa/vam, frius quoqut tulerat „. .Q PREFAZIONE tt XXVIII nere decorosamente a Roma. « Namque — egli scrivc — alibi vitam ducerem quam Romae, ubi vel scriba seu cancellarius forem, vel poetas magno commodo perle * gerem; attamen magis ero contentus in Urbe remanere (dico de anno proxime " venturo) quam alio pergere, et sub Nicolao Quinto aequissimo liberalissimoque ' pontifice maximo ero contentus parvo. Nam, quae est in me ingenii, scientiae, 5 eloquentiae, prudentiae vis ac copia, ut magna praemia quaeritem? Velim scias, u mi Ioannes, me nullum quaestum facere prorsus. Elementa prima arris litterariae * nolo tradere; dialectices et oratoriae aut poeticae his temporibus quis erit auditor? " Conduxi domum ad aureos sexdecim; vinea nulla mihi est; muneribus publicis pe 44 nitus careo „ 10 Pare che 1' aspirazione del pedagogo alia cattedra nella Universita romana non tardasse a venire sodisfatta per opera del papa umanista e del suo bibliotecario, se cosl ci e lecito arguire da un'altra epistola di Gaspare al Tortelli", scritta verso il 1451, con la quale il Veronese, recente possessore di una villa nei dintorni di Roma in vita Tamico a vtsitarlo e a godere le delizie della campagna, dove Gaspare si ripo- 15 sava un poco dalle fatiche dell'insegnamcnto, che lo costringeva ad esser pronto di buon mattino " ante Minervae campanam „ , a spicgare Terenzio e Virgilio, gli Etici e gli Aristotelici 41 centum viris, fere omnibus barbatis „ *. In codesto scritto, che rt vela nella scherzosa intonazione Io stato lieto e tranquillo di chi e libero dalle angustie della vita materiale, il grammatico parla anche della sua donna, sposata da poco tempo, 20 che gli doveva fra breve procurare le gioie paterne*. Felicita di corta durata, che la consorte gli moriva ben presto ; lo apprendiamo da una missiva di Gaspare, del 26 marzo 1452, al Tortelli8 , dalla quale appare anche un'altra sventura che aveva col » Cod. Vatic Ut. 3908, c. 138 b. La letter* e data " Romae, XIV kaL julius Lo scrlttore •' intrattiene a descrlrere le meravigtie oascrrate durante il rii»Kgio In quella parte d'Italia 'quam fere totam anno aeto 5 * ridlaae aentel nequaquatn contentus ful: lmmo, ml co * lcndisslme Ioannes, sccundo rldl et tcrtio rerldere • pcrcupio „. La sua ammirailone e specialmente rivolta nl dintorni dl Napoli, pienl dl ricordl della classics an tichiti; rammenta anche le blblloteche, * quas per oppida 10 * regni desertaa vldl „. Che il Veronese complesse que ste lunghe percgrinasioni per proprlo dilctto e a proprle spese, apparirebbc da quest'altro passo delta epistola: " Impcndi, modo agltur annus integer, impendl Inquam "in mensibus duobus equea aureos viglntl. Laos dec. 15 * bene sunt profecto impensi ' Nel cod. n't., c. 139a; l'abbiamo pubblicata in un opuscolo nuzlale dal titolo Un nmaoiita in villa, Pl stoia, Florl, 1900, pp. 13-16. Esaa manca affatto di data; ma e certamente posteriore al mano 1450, poi ao die II Tortelli vl h chUraato tubdiacono del Papa (cf. Sabbadini, Cronologia dtlla Vita di L. Valla, Flrense, 1887. p. 127) e anteriore ad altra lettera dl Gaspare (cod. d/., c 1 38B) del 26 marzo 1453, nella quale si ac cenna alia morte recente della moglie. »5 * Zippsl, of. cit^ p. 15, doye i stampato borbario Invcce di barbatis, per un errore dl lettura dell'originale, del quale ci ha avvertitl il prof. Remiglo Sabbadini, alia cul grande dottrina e gentllesxa andiamo debltorl dl altrl suggerlmenti per questo schlzzo blografico. * Del preparatlvi per qneato matrimonio al parla 3° in altra lettera del Veronese (cod. «/., c. 137a) anch'easa senza data. L'Arctlno era stato U compare; ed ora Ga spare lo invitava a tenergli a battesimo 11 nasclturo (" eria compater re „). Queato figlio, che non arri co nosciuta la madre (redl la nota aeguente) potrebbe esse- 3S re quel " nobllls vir magister Franciscus quondam magi *strl Gasparis de Verona,, che 11 23 marso 1484 rin colava come pegno dotale, con atto notarllc, una sua casa in Roma, nel rione Pigna (vedl 1 Tomographic* mrbis Ro nnie dl G. Amati nel cod. jo© della BlbL Aleaaandrina 40 di Roma, ad annum), — II nostro grammatko passi poi a nuove nozxe; c quando morl, lasciava la moglie e pa rccchl figli. Vodl Marinl, Arckiatri, I, p. 1775 e cf. l'e pigramma del Cantaliclo a Gaspare, nei Camnna illl. foratar. italor., Ill, p. 136, in cul al parla del flglluoli del 45 Veronese, ch'erano quattro, un maachlo e tre femmlne. 5 Cod. eit.y c 137 • e firmata * Gaspar tuua plus quam putes Lo scrivente rlngrasia U Tortelli che gli avera inriato parole di conforto * de obitu commatris • tuac „. so , PREFAZIONE XXIX pito il nostro grammatico: la pcrdita, o almeno il raffi-eddamento deiramicizia del potcnte bibliotecario di Nicolb V. II Veronese si lamenta che l'Aretino sia con lui in collera e lo abbia abbandonato, e non crcda alia sua devozione, la quale rimane inal terata malgrado i dissensi che un falso amico aveva cercato di creare fra di loro 1 ; 5 costui sara forse quel Pietro della Luna, intimo familiare del Papa", che Gaspare in codesta sua epistola prega, in tuono amaro, il Tortelli di salutargli, u si placuerit „ e che era stato, in altri tempi, fra i migliori suoi amici •. * * E da dubitare che il favore di Nicol6 V non sia venuto a mancare al Veronese 10 qualora abbia perdurato la rottura con P intermcdiario fra il papa e il pedagogo ; ne gli avranno p*er certo giovato, agli occhi del sospettoso e irascibile pontefice, i rapporti di lui con Stefano Porcari, che Gaspare non abbandonb nella sventura, come non mancb poi ai doveri dell'amicizia verso i superstiti del disgraziato cospiratore. Giomi piu lieti sorsero per Gaspare quando, alia morte di Nicolb ncl 1455, sail alia 15 suprema dignita della Chiesa il cardinale Alfonso Borgia, che prese il nome di Cal listo III. Infatti il nuovo papa, che aveva affidata in passato al Veronese l'cducazionc del nipote Rodrigo, gli conferiva, appena cletto, 1'amblto e lucroso ufficio di sccrctario papale: e Gaspare prcstava il 31 di maggio, quindici giorni dopo il breve di clc zione, il giuramento di fedelta ed entrava nella Curia, seguito ben presto dal suo 20 prediletto discepolo Falcone Sinibaldi La nomina dei due letterati, cui tennc die tro quella del Valla, di Enoch d'Ascoli 6 e di Iacopo Ammanati, starebbe a dimo strarc che la ostilita del papa spagnuolo contro i letterati, di cui fu accusato, non fu senza eccezioni. Sotto il successore di Callisto, Pio II, il nostro grammatico ot tcneva, come afferma egli stesso, la cattedra di Rettorica nella Universita, per i buoni 25 uffici deU'Ammanati, congiunto e favorito del Pontefice. Ch' egli abbia mantcnuto anche il posto nella Curia non appare ; sappiamo invece che I' irrequieto umanista, adescato dalla speranza di afferrare la fortuna, prese parte a csplorazioni e scavi nei monti della Tolfa allorquando, circa il 1461, Giovanni de Castro vi scopriva i gia cimenti dell'allume, che dovevano rccarc si cospicuo contributo alle risorse del tesoro 30 pontificio7 . Ma nemmeno qui trovava il Veronese la ricchezza, ne ebbero, egli e il suo compagno Domenico Zacaria da Padova, il conforto della approvazione del papa 1 *Cave ab amico — acrive II Veronese — quern * tibi amlclssimum pntas Is te Inqult furatum a Do * rnlnlco Arretino [il Bandlnl?] ortographlam tuam. Ila * beo testes locupletUalmos, ego autcm testis oppositus * sum. Homo ille plurimum obest famae ruae, et tu non * credU „. * Ct Majiciwi, VitadiL. Valla, Firenxe, 1891^.286. * Cod. CatanaJ, 397, c. 84 B. * Inttmita di rapporti non pare cl sia «Uta mal fra 10 i due; polchi ii Veronese stesso confessava.ln uno scrltto postertore al 1449 {cod. Vat. tat. 2710, c. 14OB; cf. lnnansi, p. xxxv) : « Raro ego rldco summum pontlfcem s Cf. Rtgg. Vaticc. 46s, cc. 46 b e 137 a ; 467, c. 131. * La notltla data dal Marini, I, 111, intorno alia quale fu roosso qualche dubbio (V. Ro&si, La giwinttta 15 di Giovanni di Cotime d*' Mtdid, estr. dal Rtndiconti dei Lineri, Roma, 1893, p. 39, n. 1) rlsulta dal Reg. Vatic, 467, c. 133 a: "Die 39 septembrls 1455 domlnus Enoch " de Esculo iurarit officiura secretariate etc. „ ' Cf. innansi, p. 7, U 13 sg».; p. 53, I. 16 sgg. »0 5 XXX PREFAZIONE senese ; onde dai ricordi, chc ncgli Annali di Paolo II Gaspare dedica al predecessore di lui, traspare un mal celato risentimento verso quest' ultimo. Altre cause vi saranno state del mancato favore di Pio II per il nostro umanista; e fra queste, pote forse l'attaccamento, che il grammatico ebbe costante alia famiglia dei Colonna, nemica di Enea Silvio, e spccialmente al cardinale Prospero 1 , tenerlo lontano dalla fiducia c 5 dalPintimita di codesto papa. Ma e d'uopo qui avvertire, come nell'apprezzare i giudizi sul pontificato e sulla famiglia di Pio II sparsi nell'opcra, chc Gaspare de il dicava alia gloria del papa Barbo, convcnga tencr conto dei sentimenti che ispira vano lo scrittore cortigiano, intcnto a cattivarsi il favore di colui che allora domi nava, c che non era stato amico del Piccolomini. Dei rapporti del Veronese con Paolo II nulla sappiamo in particolare. Che il Barbo, quand'era cardinale, onorasse il nostro umanista della sua fiducia c gli venisse in aiuto nclle necessita, appare da piu luoghi del De gestis Pauli Secundi, l'opera per cui Gaspare avra certamcnte sperato ricompensa adcguata all'abbondanza delle lodi tributate al suo protcttore. Ma che la speranza non fallisse, noi non siamo in grado 1 di accertarlo ; anzi, ci indurrebbe a credere il contrario la mancanza di qualsiasi do cumento, negli atti della Cancelleria e della Camera Apostolica nonche nei registri di conti privati di qucsto papa, da noi potuti consultare, della sua gcncrosith verso pcdagogo: di concessioni di utftci o di sovvenzioni pecuniarie, che pure ricorrono 10 frequenti, in codesti libri, a favore di letterati e sopratutto di artisti. E tuttavia pro- 20 habile che durante il pontificato del Barbo il Veronese mantenesse la cattedra nclla Sa* pienza, da lui occupata anche nei primi anni del papato di Sisfo IV, e chc da Paolo II venisse inoltre impiegato nella scuola, che la munificenza di questo pontefice mantcneva presso la residenza papale, e di cui abbiamo notizia dallo stesso Gaspare8 . Quegli stu diosi giovanetti romani, che I'annalista ricorda e loda in fine del quarto libro della 25 sua opera, erano certamente, oltre chc protctti di Paolo II, discepoli dello scrittore, 1 Cf. Un nmamita in villa, clt. p. 14-15; cod. Ca anat. 397, c. 84 A. Giora a qucsto proposlto rlportare qui la scguente letterlna dl Gaspare a Nlcodemo Tran chedlni, 11 ben noto ambasciatorc mllanese presto la 5 Corte di Roma c protcttore dei letterati, al quale il no stro umanista aveva ricorso per una racconiandazione al Papa: 'Respondit Camerarius se habulsse opposition " In mandatis elus quod tua mihi hutnanitaa pracdlxcrat. « Rquldem puto eum nb omni vero longius abirc; ncc 10 " cnim unum tibl dixissct pontifcx sumnius, allud Ca * tnerarlo. Nolo ampliui claborarc frustra, Dominatio " tua non qulvit habere intcgre quod cuplebamus : semper " laua Deo habeo, tibi vero gratiaa, vir prudentissiinc. •Alias sol fulgebit mlhl ct amicls mcis; nunc patitur 15 " eclipsim. Rldco roeam insUbilltatera et fluxum rerum * humanarum. . . . [lacuna ili due righe\. Eml herl mlhl "pannum roseutu pro toga ct caputio; non adibo noso " conilum aut, ut plane dicam, hospitaie, licet comparem * mlhl vestetn novam; quamvis s:m lam inter paupires jo • numcrandus. Non sum ego factiosus, nec nunquam fa "cUones Gaspari placuerunt; Dcua summus illis Igno ' scat, qui lllas inscquuntur. Credo habeas quod mihi " Tcllm. Araurl cardinalem Columnium, virurn optimum " et mihi beneilcuni: alios nuraquam odl. Vale, Romac " ScJto me tibl deditisslmum „. La data della Icttera (che 35 sta nei cad. Riceard., 834, c. 1 80 b) i postcrlore al marxo 1463, chc raori 11 Colonna (Kuur.i., Hicrarckia ecel. Aledii Aevi, II, p. 6); e sarebbc anterlorc al mario del '65, sc sia da idcntlt'tcarc 11 * Camerarius „, di cui si duolc Ga spare, con Luigi Scarampo, che fu earuinule Camerlcngo 30 sotto Pio II, c alia cu] mcmoria U nostro A. non rispar ml6 blasinil accrbi (cf. innanxl, p. 24 sg.). In codesti anni il 'i'ranchcdinl fu plu volte a Roma (Pastor, II. passim). II posto che il docuracnto occupa nclcodux, contencnte Ictterc del corrispondenti del Tranchedinl al 35 quale II manoscrltto appartennc vcrUImllmente, non cl aiuta a fissarc la data; polche c prccedtito da un'eplsto la del 1467 e sogutto da un'aitra del '66, 1 Vcdi innanzi, p. 54, 1. 2 sg. PREFAZIOXE XXXI e non e improbabile che formassero la schiera che veniva istruita per le cure par ticolari del papa Barbo. Morto il quale, non tard6 il nostro umanista ad abbando nare la citta dove aveva trascorsa tanta parte della sua vita, per ritrarsi nella vi cina Viterbo. La notizia ci e data da un decreto1 del cardinale camerlengo Latino 5 Orsini, dei 31 gennaio 1473, con cui si concede a Martino Filetico la cattedra di Rettorica nella Universita romana, tenuta fino allora da Gaspare, • cum vir doctus * magister Gaspar etc., iturus sit Viterbium „. Si accingeva il vecchio pedagogo a continuare il duro ufficio della scuola nella citta allora fiorente di industrie e di studi, oppure inseguiva ancora una volta il fantasma della ricchezza, che egli aveva 10 sperato in alrri tempi dai tesori nascosti nei monti vicini della Tolfa? Certo e, che l'attivita dell' irrequieto Veronese venne ben presto a finire, insieme con la vita. In due lettere di Agapito Porcari 8 , scritte da Bagnorea prcsso Viterbo a un saccrdotc di nome Ansuino e a Battista Moroni da Rieti verso l'autunno del 1474, e annun ciata la morte di Gaspare in termini di vivissimo affetto e rimpianto: Agapito, cui 15 pareva di aver perduto, con la morte del suo antico precettore, " il padre, la famiglia e gli averi „ raccomanda ad Ansuino di recarsi a consolare la vedova e i figli (forse rimasti a Roma) dcll'cstinto e di pregarli in suo nome " ut me in alterum suscipiant filium, et amor qui inter nos mutuus crat, inter uxorem et filios adhuc permaneat „ s . L' estremo tributo di affetto di qucsto personaggio della illustre famiglia romana alia 20 memoria del maestro richiama alia mente il tempo che Gaspare aveva trascorso sotto la protezione di messcr Stefano, compagno degli studi prediletti e amoroso pre cettore del giovinetto Mariano; cd bella lode del carattere del Veronese, fedele aU'amicizia e ai doveri della gratitudine fino alia tomba. HI. 23 Opere grammaticaU di Gaspare Veronese. Lc Regulae grammaticales. — / Commenti a Giovenale. — Attivila pedagogica e lelteraria e carattere di Gaspare. La produzione letteraria di Gaspare da Verona, a noi conosciuta, c costituita dal trattato grammatical, dai commentari alle Satire di Giovenale e dal De gestis Fault*. • Presto U Marimi, Arckiatri, II, J07 sg. — Pare che fino all'ultimo della sua dimora • Roma 11 nostro Gaspare attendesse anche all' Insegnamento prlrato ; cf. la letters del cardinale Iacopo Ammanatl (faeoii Pa 5 fUmtii Epitto/ae et Commentaria, Mcdiol., 1521,0. 351 a) ai nlpotc Cristoforo Piccolotnini, dlsccpolo del Verone se, dei 39 marzo 1473. * Agapito di Kllippo Porcari «artlum et medlc!nac doctor „ appare come testimone in un atto nobirilc fatto in a Roma ii 14 aprlle 1470, negli SfOfii cit. dcll'AMATI, (cf. sopra, p. xxvui, n. 4). Nell185 rcniTa animesso a far parte della rtnomata Cotnpagnia del Salratore ; cf. O. Toumasini, Dotmmeati reJativi a Stefano Porcari, in Arci. d. Soc. Romana di storia /atrsa, III, p. 130. J * Nl faUor — sogglunge 11 Porcari — nostra actatc 15 * nemo doctior rlxlt ; ct non solum doctrlna resplendult " sed Integrltate vitae moribusque^sanctls, ducens lrre * prehensibilcm vitam „. La letters e riferita dal Ma KUfi, I, 177 n., il quale aflerma dl arerla trorata, assu me au'altra dlretta al Moroni, In un rarissimo opuscolo 20 contcnente died lettere di Agapito dl Kllippo Porcari, che 11 Marinl ritlcne scritte probabilmentc poco dopo l'agosto del 1474 e stampatc nell'anno stcsso, forse a Pe rugia. A noi non rlusc) dl scorarc II prezioso incuna bolo ncllc bibliotcchc romane, nc trorasl csso reglstrato as nel repertori bibllografici. 4 It Maffki, Verona illastrata, clt., parte II, p. »33, attrlbulsce al nostro graminatico la descrUlone del PRKFAZIONE ; : XXXII Di quest' ultima opera si h discorso ampiamente ncl primo capitolo dclla presente introduzione ; resta che informiamo il Iettore intorno alle altre due, fino ad oggi troppo trascurate dai ricercatori della storia letteraria e della produzione rilologica del Quattrocento. Dclte Regulae gramiuaticales diede un sommario giudizio, a proposito degli scritti 5 grammatical! di Guarino da Verona, it Sabbadini l , rilevandone V importanza ncl Popcra cvolutiva con cui gli umanisti ricondussero a poco a poco gli studi gramma ticali dai sistemi medievali, di cui fu massimo rappresentante Alessandro di Villedieu, al metodo di Prisciano. U Veronese, che in altri scritti si scaglia contro i maestri di gramraatica " stolti e ignoranti „ de' tempi suoi', si mostra nel suo trattato men ligio 10 del suo grande contcrraneo alia tradizione medievale; mentre conserva, su per giu, lo schema delle Regulae guariniane, ha piii abbondanza di esempi tratti direttamente dagli autori antichi e da miglior sviluppo alia esposizione 8 . II tempo della compo sizione di questo trattato e senza dubbio il pontificate di Nicol6 V. L'A. ricorda, in un escmpio delle sue Regulae, il papa sarzanesc come vivente c come dcpulsore 15 dello Scisma: esse dovrebbero quindi collocarsi fra il 1449 e il 1455, anno che morl Nicol6. Ma di trattati grammaticali da lui composti parla Gaspare in un'opcra an teriore all'anno dclla composizione dello Scisma; onde e da arguire ch'cgli altri ne abbia pubblicati, oppure che la citazione su ricordata sia stata introdotta pi& tardi, nell'esemplare delle Regulae che si conserva in un codicc della Casanatcnse, e che par 20 bene derivante dallo stesso autore 4 . Certo e che l'opera grammaticale del Veronese subl varie, notcvoli alterazioni. Cosl, in un codicc Ottoboniano della Biblioteca Vaticana ' esso si presenta pressochc I'lngretso In Brescia della regina dl Cipro, rlcordando che dl quest' opera parla Matteo Bowl lodandone assai 1'autore, * amicus admodum nostcr Caspar grammati cus „. Bastl osserrare che lo acritto In questlone del 5 Hons! {Efi'to/arum fars Urdu, Vcnetiis, per Bern. Ve nctum, 1501, cdlzione senza numerazione di carte) e del 1500 e in esso Gaspare e rlcordato come vlvcnte, e che l'lngresso di CaterIna Cornaro a Brescia avrenne nel 1485. Questo omonimo del nostro grammatico sara o forse quel Gaspare (Broaspini ?) da Verona, Iodato ncl pocmctto Actio Panhtea, che lacopo Glullari scriveva ncl 14S4. (TlRAROscill, Lttier, ila/., VII, II, J83; G. B. GlVLlARl, Letter. Veronese, pp. 6, 17, 5a). 1 La scnola t gli stud iii Guarino Guarini Vero 15 nest, Catania, 1896, p. 44 sgg. * Corf. Caianai. S97, cc 6a A e 6a n. AltroTC si vanta di aver scoperto ben duecento errori ncl Doctri nate dl Alessandro (Sahuadinl, of. at., p. 46, n. 2), c moltl ne rlleva con compUccnza negli scritti di Uguc ao clone (»./. tit., c. 11 u, 571», 67 A). a Sabbadini, 0/. at., p. 45. 4 t il cod. t&S (cartacco del sec. XV, mm. HJX 113), quclio stesso che fu esamlnato dai Sabbadini. II trattato princlpla a c. a a ; In cima si legge il distico scgucntc, 35 che serve dl tltoio: flute fraectfta dtdit rudibtu, qui grammata distant, 4m*m Verona tulit Gasfar, in Writ decent poi com.: "Actlvum verbum est quod In o finltur...„. Finisce a c. 61 a con 1c parole " pro arbor* itidem ge " nerc femlnino secundum Ciccronis usum. Finis. „ La 30 scrlttura del codicc (specialmcntc delle rare correzioni marginal!) c aasai simile alia calligrafia dell'A., che si riscontra ncl Commcnto a Giovenale e ncllc lettere auto grafe dclla Vaticana. 1 Cod. Vatic. Ottob. lot. 1347, cartaceo, della fine 35 del secolo XV. II trattato dl Gaspare occupa ic cc. i \ \ 58 a; comincla come nel cod. Casanatcnse cit. ; finiscc *.... et genere fominino tam arborem fructuni slgni " ficat. Reperietur etlam ficnt In secunda declinations ct "genere masculino pro iructu. Finis. Expliciunt Rcgn- ^0 " lac maglstrl Gasparls Vcroncnsis. Deo gratlas Amen. , Lc Regulae sono prcccdutc da un'altra grammatica lati na (cc. 1-10), senza nomc di autore. Anche questa recava in prlnclplo alcunl distici, che la carta corrosa lascia log gcre solo in parte; segue una curiosa lettcra dedicatorta, 4 Jn cui si parla delle condixionl delle scuolc di gramma tica al tempo dl eolui che strive, 11 quale potrebbe an che esserc 1'autorc delle Regulae. PREFAZIONE XXXIII uguale al codice Casanatense nella sostanza ; tna la clistribuzione delle parti b talvolta mutata, modificata qua e la la forma, con qualche aggiunta nella esemplificazione. Ancor maggiori alterazioni si riscontrano nella edizione a stampa, che ne fece nel 1475, a Brescia, Eustachio Gallo. Questo incunabulo assai raro1 (tanto, che non se 5 ne trova menzione nei rcpertori bibliografici dello Hain c del Cooper) non reca al cun titolo in principio: il contenuto e indicato in fondo all'ultima carta con 1c parole Expliciunt Regulae darissimi viri Gaspari Veronensis per me foeliciier impressae MCCCCLXXV: ma Ie Regulae di Gaspare (disposte in ordinc in gran parte diverso da quello del codice Casanatense, e pib vicino a quello del 10 codice Ottoboniano, al quale pin si accostano anchc rispetto alia forma) sono qui pre cedute da un altro breve trattato, il quale h un rifacimcnto e riassunto del De par tibus orationis, che Giorgio da Trebisonda scrisse in gran parte, compendiando Pri sciano, al tempo di Nicol6 V, dedicandolo al proprio figlio giovinctto, e complet6 molti anni dopo, nel 1472, per invito del pedagogo milanese Cola Montano8 . Ma il 15 nome del Trapezunzio non appare in questa prima parte dell'incunabulo, che poteva scrvire di compimento al trattato di Gaspare, specialmente per le regole dei so stantivi; accadde cosl che il nome del Veronese, stampato in fine della pagina dove ha termine il rifacimento del De fartibus, come titolo delle Regulae che incomin ciano nella pagina seguente (34 a), fece ritenere ai raoderni esaminatori che tutto il 20 libro fosse opera di Gaspare. Un esame accurato delle diverse redazioni del trattato del Veronese dovra far parte di uno studio intorno alia produzione umanistica italiana nel campo delle dot trine grammatical!, che non e stato ancora tentato. A noi basti di avere indicato le fonti di questo studio per quanto riguarda il nostro A., il cui manuale si offre 23 airattenzione del filologo anche per Puso frequente di tradurre in volgare parole c frasi latine : caratteristica comune alle grammatiche medievali italiane, in confronto ai 1 Nc parla il GtixiAJU, Delia lelleratura Veronese coc., p. jJ, iJ quale aTverte che 1'uolco esemplarc coao sciuto si conserra nella Bibllotcca Comunalc di Berga mo. DI codesto prezioso cimelio noi potemmo procurar ; ci un'adeguata conoscenza per la grande, pazlente corte sia del dott. G. Albert!, profeasore nel r. Iatituto Tecnlco di iucila dtti, al quale ci profcasiamo assal gratl. L'in :o 1 ; cunabolo e abbondan(entente annotate), di mauo del se colp XV. 1 Georgii TraftjuaHi de partihus orationii e* 1'ri sdano compendium; imprtstum Mtdiolani Kal. /etrnari r47f. La data dclla Icttcra al Montano, jo ottobre 1472, che e stampata in fine della edUlone, fece credere al Sassl {Hittoria typogr. litter. SJeJiolancnsis, col. 155, 456) che codesta aia la data dclla conipoaizione del trattato. Ma, in realti, nd 1472 Giorgio componcra solianto la sc coqda e piu brcrc parte del Compendio; mcntrc la pri ma, che tratta delle quattro parti declinablli del discorso, era »tat* da lui scritta quando suo figlio Andrea era an ;o cor tanciullo, come appare dalia Icttcra * Andrcac filio „ che precede U trattato, nella quale gli raccomanda di itn T. HI, p. xvi — C. parnre a memoria Virgilio c Cicerone per puro escrci zlo mncmonico, non pcrmettendogii l'eti di caplrc gli autori (quod ab ca actatc alicnlssimum est „). Con clo, easendo Andrea Trapezunzio nato erso il 1 437 (c£. In- »5 nanxl, p. 44, n. 1) pare che alia composizione di questa parte del trattato si debba asaegnare una data non poste rior al 1447. SI noti, che nel cod. Casanat., aSj alle Regulae di Gaspare ticn dictro (cc. 62-92) U Compendium del Trapezunzio, scrltto dnlla stessa maao che vergo l'o- 30 pera precedente c che noi rltcnlamo possa csacr quclta dello stesso Veronese (cf. p. xxxil, n. 4). II Compendium (solo in parte traserltto nel codice) reca raric note mar ginall c correzloni dclla atesaa mano, che non apparl scono nella edizione a stampa; nella dedicatoria al ligllo, 35 (c 62 a) alia fraso " dc partibus orationis brevl compen • dlo etc, scribere constitui „ e soggiunto * ct de hia po " tisslmum quae flectuntur, (parole omesac nella edi zione a stampa), cio che conferma quanto abbiam detto di sopra, ehc solo le regole dcllc quattro parti indccll- 40 nabili (cdiz. cit., c. 67 agg.) furono acritte dal dotto grcco ncll'cta piu tardsi. XXXIV PREFAZIONK trattati elementari contemporanei dell'Europa settentrionale *. Le Regulae gramma ticales ebbero fortuna anche fuori della citta dove si svolse l'attivita del pedagogo, co me dimostra, oltre a quella di Brescia, Pcdizione che del trattato fu pubblicata, cinque anni piu tardi, a Milano"; ma non tardarono a cadere nell'obllo di fronte a pia fortu nati manuali che sul tinirc del Quattrocento trovarono larghissima diffusione per mezzo 5 della stampa, come i trattati di Guarino, di Nicol6 Perotti, di Antonio Mancinelli. * * * i In un prezioso manoscritto della Vaticana 8 si conservano gli studi di Gaspare da Verona sul grande satirico aquinate, preceduti da un commento alle satire di Persio. Tutto il codice appare scritto dalla mano del Veronese; ma in codesto libro 10 egli raccolse, oltre alle proprie elucubrazioni sull'opera giovenalesca, i commenti di altri autori. Cos), I' interprctazione di Persio non e certamente del nostro gramma tico, il quale ha apposto a questo commento (dettato per 1'uso della scuola da un umanista*, forse un contcraporaneo di Gaspare, ma non sappiamo chi sia) frequenti postille ncl margine, distinguendole con la sigla del proprio nome, o soggiungendo 15 le parole ut ait, ut dixit Gaspar. Le illustrazioni a Giovenale del Veronese inco minciano al foglio 62 b, con le parole : " incipit scriptum Gasparis Veronensis supra u satyra prima quinti et ultimi libri Iuvenalis „. A questo commento, segue quello della satira famosa contro le donne, del quale si e parlato nel secondo capitolo di questa Prefazione; gli tiene dietro un principio d' interpretazione della prima satira 20 del terzo libro e quindi un ampio commento al libro quarto. II resto del mano scritto 5 comprende interpretazioni di Giovenale, alle quali mancano i caratteri delle precedenti : si tratta per certo anche qui, come nel commento a Persio, di opere d'altri autori che il Veronese trascriveva nel suo zibaldonc, annotando talvolta nel margine, quando l'opinionc del commentatore dissentiva dalla sua o da quella d'altri 25 maestri. Cosl, al primo verso del terzo libro Et sfes ct ratio studiorum in Ccsarc tantum est 1 Ch. Thurot, Xotices etc pour scrvir A Pkistoir* dts doctrines grammaticalcs am moytn Hge, in Notictt tt entraits dts manuscrits, XXII, II, p. 9a. * Cf. Git'LiARt, of. cit., p. 106. L'edlzione mllanesc 5 h, come afterma 11 Glullarl, una rlproduzlone fedcle dl quella brescUna. » Vatic, latino 3710; cart., sec. XV (mm. 300 X 117), dl carte ao6 numerate acrltte su due colonne; mancano le ex. 4*9 c 199-104. Diamo, per comodttik degll itu 10 dioai, la tarola del commenti contenutl nel codice: cc. 3 a-3 a, Sat. a" lib. V luv., intcrrotta a met* della c. 3 a; il reato h bianco, cc. 10 A-62 a, tutte le Satire dl Persio. cc 6a A-69 a, Sat. 1» lib. V luv. 15 cc. 70 a-106 a, lib. II (satira 6*) luv. cc. 106A-107B, Sat. 1* lib. Ill luv. cc. 146 a, Sat. 5* lib. I (" Stemmata quid faciunt,). II commento rimane interrotto nelU stena pagina; le cc. 146 d e 147 blanche. 30 cc. 148 a-164 b, Sat. 1-4 lib. I luv. cc. 165 a-180 a, lib. II luv.; U comm. rimane Interrotto al verso * non est leve scrvare manus immundaa B. cc. 180A-197A, Sat. S* lib. I luv. cc. J97B, Sat. a' lib. IV luv.; il comm. c Interrotto 35 alia c. 19S n. Le rlmanentl carte sono blanche. * L'A. fa precedere 11 suo commento a Giovenale, * qui nobis cxponendus est „, da una introduzione su la vita del poeta e sul genere letterarlo da questl trattato, e conchiudc: * De satyra satis dictum est, de qua etiarn 3« "In libro de Utitutione poetlcha feci mm mentloneni; " principlum hnlus opcrls iam nunc apcriendum , (c. 1 1 A). * Eccettuati due frammentl dl commento, a cc. 2-3 cc. 108 A-145 n, lib. IV luv. e 146, che riteniamo opera dcllo scrittore del codice. ; PREFAZIONE XXXV Gaspare osserva, che la sua interpretazione era diversa e la sostiene con l'autorita di un illustre letterato: 8 Dicebat quoque Laurentius Valla non ironice locutum esse * Iuvenalem „. E un altro luogo dcllo stcsso libro (c. 129 a) ha la postilla: " To 8 turn videbo rectius, nam Guarinus meus aliter sentit, aliter et Carolus Arretinus nec 5 8 non Iohannes Torquatellus itidem arretinus, egoque aliter. Vide quot sententiae sint „. Questa parte, la piu notevole dcll'opera letteraria di Gaspare a noi pervenuta, apparttene al tempo del pontificato di Nicold V. Gia abbiamo visto come a questo papa fosse dedicato il commento alia satira contro le donne, che costituisce il libro sccondo dell'opera giovenalesca ; parimcnte il commento al quarto libro 6 intitolato 10 a Nicolb, * duri depulsor schismatis acer „, dal grammatico Veronese, il quale ricorda I'offerta fatta in precedenza e afferma la sua devozione al Papa, 8 cuius iussu — egli * scrive — aggressus sum hanc operam simul et opus, et quidem spero remunerationem 8 laborum meorum qui haud parvi fuere „! ; ed esprime Paltra speranza, che il favore del Pontclice gli permetta di compiere la esposizione dei rimanenti libri del grande 15 poeta d'Aquino. Quando componeva il commento al libro quarto, Gaspare era quindi stato chiamato all'ufficio di pubblico professore ; poiche questi suoi scritti sono, fuor di dubbio, la riproduzione delle lezioni da lui impartite nella scuola, come egli stesso atferma scrivendo: "Antea (enim) lego auditoribus ca quae post monumentis et scri mpturae trado: posteris enim pro virili planto et sero, quibus meum opusculum erit-'0 u usui et utilitati „*. A questo duplice ufficio afficlato dal Papa all' illustratore di Gio venale ci pare che alludano anche le parole, teste riferite, 8 operam simul et opus „ e troverebbero conferma nella lettera, da noi riassunta piu sopra, che Gaspare diri geva, in codest'epoca dclla sua vita, all'amico Tortelli durante le ferie scolastiche. Ne c' impcdisce di collocarc il nostro grammatico fra i lettori della Sapienza sotto 2b Nicol6 V il trovare, in questo stesso commento al quarto libro, il seguente sfogo: 8 Uti 8 nam aliquando quiescam a magnis Iaboribus cum salute animae et comodo corporis 8 mediocri! Neque enim cupio marcere: si autem hoc tempore felicissimo non fuero 8 adeptus quicquam pro vita senili, actum est de me „ 9 . Qui e l'espressione della aspirazione, comune ai letterati che professavano in Roma, di aggiungere alia condotta 30 nel pubblico Studio qualche ufficio piu stabile e lucroso presso la Curia papale, spc cialmente quello di segretario, che il Veronese riuscl, ma solo dopo la morte del papa Parentucelli, a conquistare, come abbiamo visto. Un esame particolareggiato dei commenti del grammatico Veronese uscirebbe dai limiti che convengono alia presente introduzione alle biografie di Paolo II; cosl, sarcbbc 35 impari alle nostre forze dare un giudizio del valorc scientinco e dell' importanza che hanno le interpretazioni di Gaspare in rapporto agli studi grammatical! e stilistici del 1 Cod. Vatic, lot. rjio, c. 145 b. 1 Cod. c. ia6*. ' Cod ext., c. 141x5 e soggiunge: » At spero na ' ctiuiraua pontUex dominui Nicholnus qulatui, si vlxe 5 *rit, miserebitur Gasparis Veroncnsls slone alia inairerma salute del Papa, dl cul ai duole 11 Veronese anchc nella lettera da noi altrove pubblicata (l/m umanista in villa, p. 13) e attribuita all'anno 145 t quando era generate 11 timore che la calitenza di Nico Si notl l'allu le. V fosse minacciata (cf. Pastor, Oeiekidi, I, p. 514). PREFAZIONK 5 XXXVI secolo decimoquinto. Altri potra dedicarc all'esame di quest'opcra lo studio diligente che permetta di assegnare con sicurezza all'A. i meriti, certamcnte notevoli, che gli spettano in questo rarao degli studi classici: e sara opera assai utile, sopratutto se accompagnata dalla ricerca della produzione letteraria copiosissima, e pressochc igno rata del tutto, a cui diedero occasione gli scritti del principc dei satirici, il quale 5 Quattrocento l , fu, assieme a Persio, tra gli autori prediletti nelle scuole di letteratura in Italia nel prima ancora che la nuova arte della stampa divulgasse, negli ultimi decenni del secolo, in molteplict edizioni i cornmentari giovenaleschi di Giovanni Britannico, del Calderini, del Mancinelli, del Fonzio e di Giorgio Valla, e la tradu zione in rima di Giorgio Sornmariva. A noi basti qui di rilevare, come quello del 10 Veronese sia il piii antico commento, di data e autore accertati, finora conosciuto del Quattrocento; per quanto risulti indubitabile, dalle asserzioni dello stesso Gaspare in questi suoi scritti, che altri umanisti italiani lo precedettero nella interpretazione delle satire giovenalesche, e fra questi Guarino, Carlo Marsuppini e Giovanni Tortelli, alle cui esposizioni si riferisce, in un luogo da noi citato, il nostro Autore. Solo rimanc 1 inccrto, se i loro commenti fossero gia allora pubblicati, o non avesse il Veronese raccolte ne' suoi appunti, dalla viva voce dei maestri, le cose piu importanti*. Quanto al metodo e alia natura dei commenti di Gaspare, essi vorrebbero un'analisi accurata per ricercarne le fonti e mctterne in evidenza i diversi aspetti : specialmcntc il gram matical e lo stilistico, sotto i quali il professore offriva con predilezionc all'attenzione 20 dei discepoli i versi del pocta aquinate, pur dando larga parte a commenti storici, ad osservazioni estetiche, a divagazioni nel campo della poesia volgare, come il Can 1 Vermnicnte notevole c 'il numero dei manoacrlttl del secolo XV contenenti le satire dl Glovenalc o dl Por cio commentate o annotate, che si conserrano nelle bl blloteche dl Roma. Per coraodltl del futuri studios! 5 della fortuna di codesti autori nell'eta del Rinasclmcnto, diamo un cleneo di tali codici, non ancora fattl cono sccrc, per quanto sappiamo, nel campo degli stud! lettcrarl. Nella Blbliotcca Corslniana (ora del Llncci) : 1°) cod. 43, B, 16 (I.c satire dl Giovenale con note margl to nail e interllneari ; in fine la data " d. d. 1443 die 3* * mensis Ian. In hora xvii completus est luvenalis iste per me dSum Nlcolaum AntonU de Roccha de Cornu «de Aqulla,,; a") cod. 43, E, »4 (Le satire dl Pcrslo con note marg. e interl. e gli argomentl In csametrl); 15 ?) cod. 43, B, 38 (Commento a tutte le satire di Glov., preceduto dalla blograna del Pocta); 4°) cod. 43, F, /3, (Comm. alle sei prime satire di Giov., con una intro duzlone sulla vita Pocta c sulla satlra in generale); 5") cod. 43, F, 33 (Le satire dl Glo*., con numerosc note 30 margin, e Interl., di man! diverse, nelle prime 33 tirtc); 6*) cod. 43, F, 4* (Le satire dl Giov., con note margin, 35 e interl. alle cinque prime). — La Corsiniana po»siede Inoltro un codice dl Pcrslo, segnato 43, F, tq, del se colo XIV, con glosse del tempo. Nella Blbliotcca Cascnatense: l") Cod. t-X) (Gio venale c Persio, II prlmo corrcdato di note margin, c interllneari ; la cliua alia c. 1 e scrltto * Alphanl Peru sinl,), 3°) Cod. 8Q3 (Quattordici satire dl Gior. con glosse interl. e qualche brer* nota rnarginale); 30 ) CW. *J*7 (OloTenale, con qualche glossa intcrlineare; seguo- 30 no Pcrslo, incomplcto, e le Epistolc di Orazlo. A c. So \ la data "a. d. 1464, mense raartli, die secundo P). * Quanto al Tortelli, la lunga intirniti in cui vlssc con lul Gaspare a Roma, ci dispensa dall'attribuirgU un'o pera di tal generc, alia quale il Veronese avesse potuto 35 attingcre. A Guarino fu attrlbuito un commento giorc nalesco, ma la cosa non e ccrta (Sabiiadi.si, I.a tcno/a e git stmdi di Cuarino, cit., p. 96). Che il Marsuppini sia autore di un tale commento non rlsulta nftatto: ma qui si puo pensare che Gaspare sia stato scolarc di lui 40 nel tempo che fu a Fircnzc c che vi professava pubbli camentc l'Aretlno (dal 1431 in pol). Che lo studio di Glovennle fosse frcqucntc anchc nelle scuole fiorentinc nel Quattrocento i provato dai numerosi codici dellc Satyrae con note e commenti, che si conservano nelle 45 biblioteche di quella citta: dei quali ci piaee segnalare 11 cod. Riccardiano 663, copiosamcntc commentato, dl cui & autore Pier Fillppo Pandolfinl (lo studioso amlco di Vespasiano da Blsticci), come si pud facilmente arguirc dalle slgle postc In capo alle carte 9 a e 317 a. l"n 50 Glovenalc annotato dal I'llrlfo si trova nel col. Kar bcrivi, IX, 3. ma non sappiamo a qual pcriodo della lun ga carricra didattica del Tolcntinate appartcngn. XXXVII zoniere del Petrarca *, e a nozioni scientifiche le pi£i disparate, cosicche la sua esposizionc e specchio della svariata cultura del maestro, il quale afFermava egli stesso la carattcristica del proprio metodo, scrivendo : " oportet tnulta legisse, audisse, u vidisse eura qui sit Iuvenalera interpretaturus Irt Noi dobbiamo qui limitarci ad 5 osservare, come interpretando le Satyrae il nostro grammatico scendesse assai volen tieri nel dominio dei ricordi personali, degli avvenimenti e personaggi contemporanei, ogniqualvolta i versi giovenaleschi gliene offrissero l'occasione, anche la piu lontana. No viene in cotal guisa a quest'opera un interesse storico che non si sospetterebbe in uno scritto di tale natura ; e noi abbiamo potuto con l'aiuto, principalmente, dei commenti a Giovenalc ricostruire, sia pure in maniera rudimentale, la vita del Veronese e re care qualche nuovo contributo alia conoscenza della societh, in mezzo alia quale egli visse c oper6. Qucsta tendenza a metterc in evidenza la propria persona e stata gih rilevata a proposito del De gestis Pauli Secundi; ma nelle illustrazioni delle satire giovena 15 lesche essa appare ben piii pronunciata, e i pretesti per parlar di se che Gaspare viene ccrcando in quest'opera sono assai piii frequenti e talvolta ben singolari. Cos!, parlando dei due dottori della Chiesa Ambrogio e Bernardo egli prende occasione a ricordare i propri rapporti con due illustri contemporanei, Ambrogio Traversari e Bernardino da Siena 8 ; la somiglianza del nome di una citta, Sulmona, con quello di un pesce :j che allora era rarissimo nei mari italiani, gli da modo di far sapere ch'egli aveva visto e mangiato il salmone sulle rive della Manica 4 ; vantando i pregi delle sue illu strazioni trova modo di raccontare di una malattia che gli costarono le vigilie passate stu diando nella fredda stagione *, o di enumerare i cospicui personaggi della scienza e del clcro romano che gli professavano stima ed amicizia a . Delle quali divagazioni vanitose J5 avranno sorriso gli uditori e i leggitori delle sue dottc Iczioni; ma noi gli siamo grati di averci, involontariamentc, fornito piii di un prezioso elcmento per la storia della cultura italiana nel tempo del suo maggior splendore. * * * L'opera di Gaspare Veronese nel pubblico c nel privato insegnamento a Roma, 30 in un tempo che lo spirito del Rinascimento letterario aveva gia trionfato nella Cortc papale e presso le corti minori dei prelati di Curia 7 , fu certamcnte assai pregiata ' Cod. Vatic, lot. rjio, c. laSa. * Cod. cU„ c. 145 »• 1 CW. Catanat. 397, c. 3 B. * : CW. at., c. 33 n. * Cod. Vatic, lot. 3710; c. 10S B. ' Uno specialmente di tali lnoghl mcrlta dl caaere qui riterlto. Parlando degll amlcl al cul gltidlzlo, sc l'avcaaero chicsto, avrebbc pohito sottoporro II suo corn mento, nc cnumcra alcunl; che sono:.... " Iohannes :o * Campiaim a secretis dominl Tarcntini, Gaspar Vola •tcrranus a secrctis rtomini Bcssarionia: incredlbile cat * quanta, comitate, prudentia acienUaque cirlll valeat. * Non quaeslvit a me Ioannes Arrctlnua quippe qui ne quaquam egeat (utl nec illl quoa modo dixl, ncc rac * compoBuiaae reacicrunt), qui quidem opus orthographlae 1 "magnum ct utiiiasimum nuper compoauit : nec arbitror " utiliorcm rem factam a quingentia annia hactcnua (dico "de operibua litterarum. Non quaeslvit a me Ioannes " Lamola ratlonlbus eladem, non Trapezuntius, non Pe " tnis Luncnais . . . . „ (cad. Catanat. cit., c. 48 u). 7 A queato proposito, mcritano d'eascrc rilevati I Mgueotl brani del llbro XXT dei Commt-n/aria Urbana 3o XXXVIII PREFAZIONE e ricercata. Lo stesso Gaspare non manca di vantare ne' suoi Annali di Paolo II, ove gli occorra, il nuraero c la qualita degli alunni che gli illustri porporati o i papi stessi affidavano alia sua disciplina; e ricorda i nipoti di Callisto III, del cardinal Pietro Barbo, la famiglia intera del cardinale D'Albret e i figli delle cospicue casate romane, cui la speranza di cospicui uffici, oltre che il desiderio di sapere, consigliava 5 gli studi, sempre piu apprezzati, delle umane lettere. A tali attestazioni del maestro fanno bcl riscontro le espressioni di gratitudine e di lode di discepoli che raggiunsero grande fama nella rcpubblica letteraria, come Marcantonio Sabellico Aldo Manuzio *, Battista da Cantalice Nei versi del Cantalicio indirizzati al Veronese, celebranti la dottrina, la ispirazione poetica e le virta morali del maestro con lo smisurato zelo 10 che manifesta l'attaccamento straordinario del discepolo, sono anche allusioni allc ini micizie che procurava a Gaspare 1' invidiabile posizione ch'egli si era conquistata nella citta papale, delle quali noi dobbiamo farci poca meraviglia, se pensiamo alio spirito battagliero degli umanisti italiani e al carattere del Veronese, incline alle vanterie e pronto alia maldicenza. Fra gli emuli del nostro grammatico crediamo si debba 15 collocare Lorenzo Valla, la cui fama letteraria venne attaccata anche dopo la tomba di Raffaele Mattel da Volterra (ed. Basilea, 1559, p. 491): " Eodcm tempore [ci6 e quando fiorivano la Roma 11 " Besaarione, il Perotti ecc.] in Urbc Pomponius I.actus, " Poroelllua et Chalcidlua profitebantur • Chalcidius 5 * graecorum non erat Ignarus, nec impcrltus gramiuati * cus, attamcn Infant ct absque gcnlo. Dioctlonibus im " prlmla invigtlabat, lexiconque condlderat, quod obiiu " ipsius supervenicnte lovlanu* clus disclpulus sibl vin «dica»it.. Non aapplamo chl fosse codesto gramma 10 Uco, che lnaleme a Pomponlo e al Porcclllo teneva II prlmato fra 1 maestri di letteratura in Roma, o dal Vol tcrrano vlen chlamato Chalcidius, che 4 fuor di dubbio un sopronnome, come lo sono Ltto e rorettlio, e co me uaarano generalmente dl'portarlo I lcttcrati romanl 15 della seconds meta del Quattrocento, anche quelli non appartenentl alia fanioaa Accademla. Per ccrto, la sup poaizlonc che costui non sla altrl die Gaspare da Ve rona troverebbe conforto nel gludizlo, che il Mattel da del grammatico; ma nulla sapplamo di un lessico com JO posto dal Veronese, ne di un tuo discepolo dl nome Giovlano (torse 11 Pontano?), che attribul a si stesso I'opera del precettore, come non cl rlsulta da alcun do cument che Gaspare venisac chiamato CaldMo. Vo gliamo tuttavla osservare, come al tempo della congiura •5 del Pomponlani conrro Paolo XI, questl lnviassc al re dl Napoll un tal " Gaspare Ckilico „ per ottcnere 1'arresto di Filippo Ruonaccorsi, sccondo 11 racconto dello stesso l'llippo (cf. ZtlSMiKRO, Die 1'elnistkt Oesckiclssckreibung, p. 351) \ la somigllanza del soprannomc (la cui forma pu6 30 csscrc rlmasta alterata ncllc stampc) di qucsto inviato del P.ipa con Ckalcitlius, c'lndurrcbbe a riconosccrc in ambedue la atessa persona, vale a dire il grammatico Veronese. Si notl pol, che rel.izionl fra Gaspare da Verona c Alfonso II Magnanlmo vi dovetUro csscrc, al 35 tempo del ripetuti viaggl del primo ncl Rcame c a Na poli (vedi sopra, p. xxvi) ; il quale fatto cl fu riconlarc dl quel Gaspare, che vlcn ricordato in una lettera a Fla rlo Klondo dl Lorenzo Valla (Primdfum et illustrium vi vior. Efistolae, Arasterodami, 1644, p. 350; cf. Mancru, Vila di L. Valla, p. 121), 11 quale aft'erma che Gaspare, 4° medico di Alfonso, acrisse ccrti Commcntarii delle irapresc dl lui, non raeno deploreroli riguardo alio stile che inat tendlblll quanto alia verltji del tattl. Ponendo mente a quanto osservlamo plu innanzl lntorno al rnpportl fra II Valla e II Veronese, c alle cognUloni dl mcdiclna rhc 4; costui vantava spesso ne' suol scritti, si potrebbe avan zarc l'ipotesl che chl scrissc I)e gestis Alphomn altri non sla che I'autore del De geslit Pauli Stcundi. E Sc le no stre congetture corrlspondessero alia realtA, potremmo porre il soggiorno di Gaspare da Verona alia Cortc di Na- 50 poll negU annl fra il 1439 c 11 '45 (cf. sopra, p. xxvu), c sapremmo con probability chl fosse quel " Gaspare „, al quale Teodoro Gaza (" Thcodorus grecus ,) inrlava la tradtizlone delle Epistole di M. Bruto, " quas ille homo * romanus grcce laconlco more scripslt pregondolo di 5 raccomandarlo " optimo Rcgi nostro „ (lettera, senza da ta, nel »,/. Barberi*. VIII, uy, secolo XV, c. 74). Le no stre supposUionl e deduzloni mancano, come ognun vede, dl argomentl sicurl per sUbUire la idcntlta del Veronese con gli omonlml surrk-ordatl e col grammatico di cui 60 parlu il Voltcrrano (tanto plii, che vl sono altri perso naggl di nome (las/are, 1 quali appaiono In document] del tempo come apprezzati cuitorl delle lettere o della medl clna); tuttavia non ci c parso inutile ne inopportuno rifcrirle qui succlniamcntc, poiche altrl potri In esse trovarc appogglo per una salda ricostruzione storica. ' Cf. G. MarLSI, Lettera illustrate il Kmvlo Jet f-rofeAsori ecc., Roma, 179", p. */, n. 1. 1 Nella dedU-a a BatCsta Guur.no delle cdlzioni di Tcocrito, Kstodo cd altri pt.cti grccl (Veiietiis, 1495). 3 Nci Carmimt ill.fortar. iialor., tomo III, pp. 118, »36, 137 70 PREFAZIONR XXXIX da Gaspare 1 ; il Valla, che nelP insegnamento pubblico e privato a Roma avcva nel Veronese un molesto concorrente, e probabilmente un tcmibile nemico nella guerra accanita che a tempo di Nicolb V insidiava Lorenzo nella Sapienza e nella Curia 8 . Ci induce a crederlo Pamicizia del nostro grammatico con Parrogante oppositore del 5 Vralla nello Studio romano, Giorgio da Trebisonda e col suo implacabile awersario nella Corte papale, Poggio Brucciolini, al quale Lorenzo ricordava ironicamente, nei suoi Antidoti in Pogium*, Pammirazionc sconfmata per la dottrina di Gaspare, non sonza allusioni che valessero a mettere in sospetto Pumanista fiorentino sulla since rita dei sentinaenti del Veronese verso di lui. Awersario dichiarato del Veronese 10 fu anche il Procellio, che avendo dedicato al rivale pedagogo un assai mordace epi gramma, s'ebbe da qucsti, regnando papa Nicola, una violenta risposta, nella quale Ga spare chiama il poeta romano tt scelestum et improbum hominem, ab ineunte aetate " hactenus blasphemiis, insolentia, pcdicatione, rapinis, homicidiis, talis ac tesseris oble * ctatum, omnium incostantissimum ac invidentissimum . . . . , 6 , e si rallegra che i suoi 15 delitti abbiano indotto il Pontefice a cacciarlo in esilio, assieme al figlio. Ma il Porcellio torn6 a Roma, e la guerra atroce ebbe seguito, come provano le nuove con tumelie che il Veronese scaricb addosso a Giannantonio, nel primo libro del De gestis Pauli Secundi. Di giudizi della critica moderna intorno alPumanista Veronese non e il caso 20 di parlare, poiche questo letterato non aveva finora richiamato Pattenzione degli stu diosi della cultura italiana nel Quattrocento. Egli non ha diritto a un posto singo larmente elevato tra la folia dei dotti rinnovatori della letteratura, che produsse PItalia nel secolo suo; ma non ci sembra che gli si possa negare una parte rilevante nel carapo modesto, ma utilissimo, degli studi grammaticali. Gaspare stesso, del resto, 2b non aveva pretensione di esser considerato dappiu di un grammatico per quanto il Cantalicio lo apostrofasse, ne' suoi carmi, Gaspar ab Alcaica non superande lyra; ma non sono certo i pochi, pedestri distici sparsi nei commenti giovenaleschi e negli Annali di Paolo II (altri versi avra certo prodotti, che noi non conosciamo) quelli che possono assicurargli un nome nella poesia latina del Rinascimento. Ammirevole e 30 invece la vastita delle sue cognizioni delPantica letteratura romana, che si rivela so pratutto nelle interpretazioni del grande satirico d'Aquino, e a cui s'aggiungeva una sufficiente cogntzione della lingua e della letteratura ellenica '; in tale studio non cre Vedi lnnanai, p. 33, L 3 »gg. y 1 * Voiot, Hisorgimemto d. antichiii ctatsica, II, 87 Mamciwi, Vita di L. Valla, p. 245 ig. * Vedi Innanzl, p. 43 »g. * /-. Yalta* Oftra, Baaileae, 1540, p. 3»7- La gran de ttima e I'antlco afletto del Bracclolinl per Gaspare ono attcstatl dalla lettera che a quesU dirlgcva Pog gio (in Poggii Florentini 1listeria de varittate Jortunat etc., Lutetiae. Paria, 1733, p. ai6, data « Roraae, KaL .0 fcbruaril ,) ncgli anni che il Veronese atara con Stefa no Porcarl (cf. aopra, p. xjem ag.). ' Col. Catanat. J97, c 3 *; cf. cod. Vatic, lot. »JlO, c. 71 a, dove lo iteMO brano ree» qualchc leggcra varla zlone dl forma. Nel cod. Cusanatenic, dl fronte alle parole ' rideo hominem, qucm alunt ncaclo quam saty " ram confecisse „ h acritto nel margine, di mano dl Gaspare: " Porccllum credo,. 8 Cod. Vatic, lot. *?/o, c. ij6b: "Sum puaillus * grammatlcut tic „. ' Sono frequentl le citazlonl dl autorl grecl c Ic dUquUUioni auU'origlnc dcllc parole latinc dal greco nei Commenti a Giovmale, e anche ncllc Regular gramma ticalts. Per 1 macalri di cui Gaspare pote valcrsl nel luoi atudi cllenirl, rcdi sopra, p. xxv, n. 6. XL PREFAZIONE diamo, per6, ch'egli arrivasse molto innanzi, che non avrebbc mancato di valersi, come traduttore di autori greci, di un potcntc mezzo per la conquista del favorc, da lui tenacementc agognato, di papa Nicol6 V. Potenza di critico non manifcsta nei com ment! a Giovenale, come non rivela doti ecccllcnti di storico nella succinta cronistoria del pontificato di Pietro Barbo; ne in codesti scritti si mostra accurato stilista, quanto 5 si potrebbc aspettare dalle sue ripetute professioni di fcdc ciccroniana, c dalla sun dottrina grammatical. Ma questo disaccordo fra 1'arte dello scrittore e le teorie del grammatico e difetto comune, come e noto, a molti altri umanisti, ben piu famosr di Gaspare da Verona Caratteristica e invcce nel nostro pedagogo la dottrina mc dica, che egli non manca di vantare e di mcttere a profitto, ovunque nelle sue opcrc 10 gli si presenti l'opportunita 8 ; al quale proposito si devc ricordare come i maestri dello Studio bolognese, che Gaspare ricorda in un luogo da noi riferito pib sopra, parlando de' suoi studi di giovinezza, sieno in gran parte nomi di celcbrati cultori dell'arte di Esculapio: onde e ragioncvolc supporrc che egli attendessc a diventarc un medico, prima di abbracciare gli studi e la camera del retore pedagogo. Le operc lctterarie e 1c epistole familiari del Veronese, cos! ricchc di ricordi pcr sonali e di sfoghi sinceri, come giovano alia ricostruzione delle vicendc dclla sua vita, servono anche a dclincare la sua figura morale. La quale ci appare di uomo d' indole irrequieta e incline alia vanteria, ma di retti sentimcnti, tenace nell'amore alio studio e fedele nelle amicizie. Al pari che in altri piCi grandi umanisti, si rivela in lui po- 20 15 tente, insieme al sentimento della bellezza naturale, il desiderio di allargarc, con la conoscenza di nuovi paesi, le sue cognizioni : fors'anche di cercarc nei viaggi lontani tregua alle amarczze e alle difficolta della esistenza che gli furono spesso compagne. Per allontanarle da se cerc6, adulando senza misura, il favore dci potenti ; peccato, que sto, troppo frequcnte negli uomini del suo tempo c dclla sua condizionc pcrchc dob biamo fame, a proposito di lui, severo giudizio. IV. / codici del De gestis di Gaspare da Verona. — / codici dclla Vita del Caucmi. — Mctodo della fresettle cdizionc. 25 Del libro primo del De gestis Pauli Sccundi il Muratori non ebbe notizia. Esso venne in luce solo nel 1784 per cura di Gaetano Marini, che lo pubblicfc nella Ap- 30 pendicc a1 suoi Archiatri Ponli/iai* traendolo, come egli afferma, " ex codice char * taceo saeculi XV, apud clar. virum Hannibalem Mariottum, artium et mcdicinac a doctorem Perusinum „ 4 , e corredandolo di una seric copiosa di note piene di eru ' ¹ Cf. Sabbadini, *Storia del Ciceronianismo*, Torino, 1886, pp. 17, 19, 25. ² In più luoghi del *De gestis* (pp. 13-14 ecc.); dove sono da notare i giudizi intorno ai medici di Paolo II. 5 Nozioni di medicina e di storia naturale si incontrano * Of. e to/, di., p. 19% n. 1. 10 PREFAZIONE niate : XLI dizione pcregrina K Di qucsto codice, copiato probabilmentc dall'esemplare di de dica esulato assai presto, come abbiamo detto, dalla Biblioteca papale*, non ci fu possibile trovare traccia ne sappiamo che ne csistano copie in altri manoscritti. Pio fortunato de' suoi due compagni, che racchiudevano il terzo e il quinto libro, trov6, 5 prima di scomparire, chi ne assicurava con la stampa la contenenza al patrimonio della storia ; ma non attir6, al pari di essi, Fattenzione dei raccoglitori e copiatori di codici, mentre tale ventura toccb in larga misura ai due libri che si conservarono nella Vaticana. Sono questi i manoscritti del fondo Vaticano latino scgnati coi nu mcri 3620 e 3621; e sono certamcntc ambeduc gli escmplari prescntati dal Veronese iO al Pontefice. II cod. 3621 * contiene il libro secondo, dal titolo De gestis tempore pontijicis maximi Pauli Secundi chmentissimi domini, in lettere dorate. La scrittura e umanistica, calligrafica ma poco elegante ; ha le iniziali dci capovcrsi dorate e mi quella del primo capoverso (c. 2 a) e adorna di un vago frcgio. Reca buon numero di correzioni marginali e interlineari, fatte con inchiostro nero pio sbiadito di 15 qucllo del testo, le quali talvolta appaiono indubbiamente di mano dell'A., taPaltra lasciano incertezza, poiche la scrittura e calligrafica. Nel cod. 362a 6 , contenente il quarto libro, dal titolo De gestis sanctissimi domini Pauli Secundi pontijicis maximi, la forma csteriore si presenta assai simile a quella del precedente. II fregio della prima carta, il titolo e le iniziali dorate e miniate rivelano lo stesso artista che adorn6 il se 20 condo libro; ma la scrittura e di mano diversa, pih line e slanciata che nel cod. 3621. Le correzioni, piii numerose che nel libro secondo, sono fatte in due tempi diversi. Una prima volta l'A. ha corretto, con inchiostro nero pi£1 chiaro, le sviste dell'ama nuense e talvolta modificato il testo (della stessa mano ed inchiostro sono le rubiiche marginali) ; la seconda correzione e fatta con inchiostro rosso, c spesso le parole cor 25 rcttc la prima volta sono ripctute, per maggior chiarczza, nel margine. Ma in qucsta seconda revisione la scrittura e calligrafica, e si rimane perplessi nel giudicare se sia la mano di Gaspare, che si palesa invece chiaramente nelle altre emendazioni ai due codici, condottc senza preoccupazioni calligrafiche, con la medesima scrittura corrente con cui e vergato anche il distico seguente, che sta nel verso del foglio di custodia, 30 di frontc al titolo: 1 Vana foetarum nulla hie fgmenta canuntur, Ast soli annates et gesta Pauli Secundi. Di quesfe note h tenuto il debito conto nella prc urnic cdUiono, e ai citano brevemcnte con la indicuzlone k-l nome deliWore (Marini). * Cf. sopra, p. mil. Che quello posseduto dal Ma ; riottl fosse il codice di dedica non pare, poiche non presenta, della descrizlonc datanc dal Marlnl, i carat teri esteriori del due original! della Vaticana, di cul par liamo piii «otto. Sembra Inoltrc (cf. Marini, «/. ci/., tomo I, p. 181) che nel ms. pcraglno U libro mancasse 10 del titolo, o almeno del nome deU'autore. J A Perugia nc fece cortcicrncnto riccrca, dtctro nostra prcghicra, ma senxa risultato, 11 prof. O. Kcrrini, ben noto Mustratore della carrlcra Icttcrarla del Mnrlottl che fu sclcnziato, storico c pocta dl gTande Ingegno e attiviti; cf. il donate storico /. letter, italiana, XXXIX, l? 1901. p. 167. 4 Mcmbranaeeo (ram. 140 X 202) dl cc so nume rate, plu due dl custodia, pure membranacec, in princi pio e in fine; rilcgatura modcrna In pcrgamcna. Inc. (c. ja) ' Do gest:s tempore „ etc. ; fin. (c. 20 a) " anlmis- 20 " que legcntlum gratiosa vldebuntur. Ti/.cC „. : ' Mcmbranaceo (mm. 1 34 X ioS), di cc \( nume rate. p!fi un fogl'o di runtodia di carta bamlvacina In prlncipio, sul cui verso verso stava il distico sopra ri XLII PREFAZIONE Ma a rendere probabile la supposizione, intrinsecamente ragioncvole, che sia stato l'A. a rivedere ed cmendare l'opera propria cosl la seconda, come la prima volta, concorre anche il fatto, che la stessa stentata calligrafia delle seconde correzioni al cod. 3620 si riscontra nella dedica del Commento alia Satira sesta di Giovenale ncl co lice Casanatense 397, uscito esso pure, ma parecchi anni prima, dalle mani dell'A., 5 come abbiamo mostrato a suo luogo. Gli altri manoscritti dei libri II e IV del De gestis, che si conservano nelle bi blioteche pubbliche romane (non abbiamo notizia che se ne trovino altrove) derivano tutti dai due codicetti di dedica ora descritti: ne discorreremo, quindi, assai breve mente. II piu antico di essi b il Vaticano latino 6168 \ del secolo XVI; e una copia 10 assai esatta dei due archctipi suddetli, con varie correzioni del tempo, derivanti dal confronto con gli originali. Parimente riprodotto dai codici di dedica b il Vatic. lot. 5626 9 , del secolo XVII; ma qui la copia fu meno fedcle che nel precedente mano scritto, c vi si incontrano alcuni degli errori " che ricorrono nell'edizione del Muratori. Un'altra copia assai esatta, tolta qualche rara variazione ortogranca, dei Vaticc. latt. 15 3620 e 3621 e il codice segnato XXXII, 181 * della Biblioteca Barberini, oggi incor porata alia Vaticana. Altre copie possiede la Vallicelliana nei codici seguenti, del secolo XVII o del successivo: cod. /, 36, contenente (cc. 311-328) il quarto libro ri prodotto dall'archetipo vaticano, come b avvertito dall'amanuense (cod. 311 a); cod. I, /3, cc. 1-22, copia anch'essa tratta dall'archetipo, del libro secondo; cod. T, 33, 20 contenente (cc. 365-451) lo stesso secondo libro riprodotto, come b scritto in prin cipio, 0 ex ms. Vallicelliano „, ma pieno di grossolani errori di trascrizione. L'as scrzione del canonico Giuliari che un codice del De gestis si trova anche nella Casanatense, ci b risultata errata. Rimane ora da stabilirc, quale manoscritto abbia servito al Muratori per la 25 sua edizione. II grande erudito, che della esistenza degli Annali di Gaspare aveva trovato notizia ncll'opera dell' Ughelli sui Vescovi d' Italia 8 , pote ottenere la trascri 1 fcrlto, aegulto da questa annotazlonc, di mano del se colo scorso, inuente: * Qucsto h il libro ierzo della Vita *di Paolo a0 stampato a c. 1039 della Raccolta dcgll Scrlttorl Italian! del Muratori, tomo II, parte TI „. Inc. 5 (c. 1 a) ' Dc gestla sanctisslmi dominl , etc. ; fin. (c. 16 a) * Scd fincm facio querto hulc volumini hlstoriae meae ». II codice ha la rllegatura antlca in pcllc roasa. Contiene scritturc diverse, fra cui vari documen ti original! della accondn metA del Cinquecento, Lc cc. 10 89-105 contengono il lib. IV ; segue (cc. 106-1 13) il lib. II. * II IV libro comlncla a c. 1 a (dove i notato: * ex S "cod. Vat. 3631 ,) e finlsce a c 1411; ii II, preceduto dal I'avvertenza ex cod. Vat. 3620 „, occupa le cc. 53 a-66 a. * Per esempio; »/ tmm kistoria (ci. innanzl, p. 43 3). Attxim Matka Martim-l/i (cf. p. 62, L 11). In altri cast 6 invece manifests la indipendenza della cdiz. Mura tori da qucsto codice : cos\, 11 pcrlodo omcsso dal Mura tori (cf. p. 34, II. 10-12) nel lib. II c qui conscrvato, men tre raanca quello relativo alia gucrra contro gli Anguil lara, che nel codice originate e agglunto In raargine, c col- 30 locato a suo posto nclPcdiz. Muratori (ci. p. 41, IL 30-12). * Cnrtaeeo, del secolo XVII. DaiIn numcrazione del fogli, che comincla con la c. 21, appare csscre parte dl altro codice. Anche qui si trova prim* 11 lib. IV (c. 31 38) c poi 11 II (cc. 41-61); Inverslone che si osscrva 35 anche ncgli altri manoscritti, derlvata dalla Invcrsione dei numerl d'ordinc del due codici di dedica. 1 Della tetttratura Veronese cit., p. 53. Del pari errata era la notizia data dal cardinalc Quirlnl al Mu ratori, e da qucstl riferita nella sua Prefazlone al I* 30 /rath, che tutta l'opera del Veronese si conscrvava il un codice della biblioteca Angelica. II Quirlnl aveva invece contexza, e si glov6 del due codici VatleanI 3620 e 362 1 (cf. le sue Vimlieiae Pauli II, pp. xlil, xv, xxix, xxxvii, ecc); ma forae il Muratori fece confusione con 35 quanto U Cardinalc gli aveva notlficato circa la Vita del Canensi. « UomaxiUb, Italia Sacra, tomo V, p. 126 *g. PREFAZIONE XLIII zione dei due libri, il secondo e il quarto, che soli allora si conoscevano, da un co dice della Vaticana, come egli stesso afferma nella Prefazione al De gestis. Ma nesr suno dei codici Vaticani contenenti l'opera del Veronese, che abbiamo descritti, po tremmo con certezza designare come origine della copia che il Muratori ebbe a di 5 sposizionc. Non si trova, infatti, in alcuno di essi la divisione affatto arbitraria del libro quarto in due libri, con la quale solo un copiatore ignorante o disattento po teva pensare di sostituire quel terzo libro ora scomparso, ma della cui esistenza sono prove certe negli altri volumi; non si riscontra, del pari, in ncssuno di essi la muti lazione dell' ultimo libro, di cui pubblicb poi il Marini la parte mancante1 ; ne vi 10 troviamo la mcsse copiosa di errori che si pu6 raccogliere nella stampa muratoriana. E d'uopo per ci6 ammettcre, che la copia procurata al Muratori sia stata ricavata da un manoscritto (per certo derivante dai due codicetti di dcdica) oggi csulato dalla sua sede, o sfuggito alle nostre ricerche nella Vaticana; oppure che essa copia, benche tratta da uno dei codici da noi ricordati, sia stata eseguita assai trascuratamente c 15 nemraeno finita di trascrivere, rimanendo cosl gravemente imperfetta questa, come al tre molte edizioni per le quali il Vignolese era costretto a ricorrere alia Biblioteca papale per vie indirette, causa le note ostilitita della Curia Romana contro il difen sore delle ragioni degli Estensi e dell'Impero nelle controversie ferraresi". * • 20 Delia biografia di Paolo H del Canensi esistono due diverse redazioni, delle quali abbiamo discorso brevcmente nel primo capitolo di questa Prefazione ; di am bedue ci b conscrvato un manoscritto risalente al tempo della composizione dell'opera. La redazionc piu antica e contenuta nel cod. Vatic, lat. 3629 *, che nella veste este riore presenta i caratteri di un eseraplare fatto eseguire dall'A. a scopo di dedica. La 23 prima pagina (c. 2 a) e infatti adornata riccamente con l'arte del minio; nella iniziale appare il ritratto delPA. vestito di semplice tunica c berretto di color rosso, in atto di scrivere; in fondo b dipinta l'arma dei Barbo sorretta da due angeli, sormontata dalla tiara e circondata dalla scritta, in lettere d'oro: A Domino kactum est ili.ud: excltemus et letemur in HUM. Nella pagina di fronte (c. 1 b) sta scritto, della 30 stessa mano del copiatore del codice, il distico segucnte: Hie Pauli vita atque Mustria facta secundt Narratur, fclix fcrlcgc lector oftu. 1 N'egll Arciiairi fontifici, tomo II, p. 104 ig.5 IV ditore si serrl del cod. Valic. lat. j6j/. — LVdixlone del Muratori finlva col dlitici dl Paolo da Vitcrbo rl feritl dal Veronese nclla sua cronaca (cf. innanzl, p. 63), 5 al quail segulra l'annotazlone : "Cetera desunt r {RIt. IL SS„ III, 11, col. 1050). * Cf. Carducci, Pre/axione alia presente Raccolta, pp. xi. c xlvi. — Sulle vlcende dl queata, e della cdl xlone della Vila del Canensi potrl reoar luce VEfisi»~ 10 Utrio del Muratori, che Tien pubbllcando Lulgl Campori ma nel quinto tomo teste usclto (Modena, 1903), dove Incominclano le notlxie Intomo al testl inedltl che il Muratori teneva prontl per la raccolta Ideata (p. 3093, lettera dei 17 novembre 1721) non si parLa ancora delle blografic dl Paolo II. * Membranaceo, secolo XV, mm. 330 v 165, dl cc. 41 numerate; le cc. 1-360 e scguenti sono blanche. II titolo h \7/a Pauli SrcmJi/er Mickaettm Canensium de Vilerhio. Flulsrc a r. 36 A con le parole: "e( debitores * quod Angclo debebant solvere non recusarent „. XLIV PREFAZIONE La elegante scrittura umanistica ben si accompagna alia vaghezza degli ornamenti della prima pagina ; ncl margine l'amanuense ha aggiunta qua c la qualchc sillaba o qualche parola, omessa durante la trascrizione dall'originale. Scnza alcun dubbio proviene dall'A. stcsso il corf. Angelko 1037 l , che contiene la Vita Pauli Secundi nella seconda rcdazione. E qucsto ccrtamente l'esemplare offerto 5 dal vescovo di Castro al cardinale d' Estouteville, che lascib credc, come e noto B , il convento romano degli Agostiniani (al quale appartenne la biblioteca Angelica) della sua libreria. Anchc qui la prima pagina (c. 1 a), dove incomincia la dedicatoria del libro al potente prclato francese, e ornata di ricchi fregi composti di fogliami c pa voni, colorati e dorati; l'iniziale prcsenta pure 1' imagine del Canensi con gli abiti 10 episcopali, in atto di offrire il volume ; in fondo, sorrctto da due putti spicca lo stemma del Cardinale, e sotto di esso leggesi il motto : Virtuti omnia parent. La scrittura b qui pure umanistica, ma non elegante ne accurala come quella del codice Vaticano teste descritto. A c. 31n I'inchiostro diventa piu sbiadito c rossiccio, mentre la mano dello scrittore si manticne la stcssa. II manoscritto mette in evidenza una du- 15 plice revisione del testo: la prima correzione, fatta con lo stcsso inchiostro della seconda parte del testo, consiste nell'aggiunta in margine di parole tralasciate nella fretta dello scrivere, c di alcune poche espressioni e frasi che fanno pensare all'opera dell'A. che rileggendo vuol meglio dcterminare o modincare i suoi concetti 8 ; prodotto dell'altra revisione, che crediamo posteriore, e una serie di correzioni, di errori orto- 20 grafici o di segni abbreviativi, condottc nelle stessc righe del testo con inchiostro diverso da quello delle parole aggiunte nei margini. La mano del correttore si palesa sempre la stessa dello scrittore del testo; ondc non sembrera troppo arrischiata la supposizione nostra, che ci troviamo in presenza di un manoscritto uscito emendato dalle mani delPautore della Vila di Paolo II. Copia fedele del codice Angelico, fatta nel Seicento o nel sccolo segucntc, b il manoscritto della Vila Pauli che si conserva nella Barbcriniana *. Della medesima 25 epoca, e del pari assai diligente, e un'altra copia che sta ncl cod. 62g della stessa Biblioteca Angelica 6 ; qui per6 la Vita manca dcll'ultima parte, e il resto e diviso in capitoli: partizione arbitraria, che non appare nell'esemplare di dedica. Del 30 codice Vaticano teste descritto esiste pure, nello stesso fondo, un apografo del dc 1 Cartacco, sccolo XV, ram. 217 X 186, dl cc. 73 numerate; 1c due ultimo blanche. Son© dorate c mi niate le tnuiali del caporersi a cc. 2 A, 3 u, 5 a, 6 a, 39 A. Xclla faccla interna della eoperta e scrltto, dl mnno del sccolo XVIII: * Ex hoc codlec Card, (Juirinus Vitam Pauli "Secundi desumpsit, qiiam trpia crulgavlt. Hie pag:nit •sexdeeim ante finera codicil racntio fit dc sacra Iraa ""inc nostra Gcrnuncnsi: Tide ibi ; ct mantio hacc non " p:rum profuit pro obtinendo olTulo proprio in me " niorium mirublll* Apparitionls dictac Tmaginls, ul dl " gnosccre potcrls logendo secundam Petitioncm, sen scri « pturam, Impreasam obtlncndl causapraefatum OfficJum„. 1 Vedl innanzl, p. 33, n. I, 1. 41 sg. 3 La piu notcvolc fra le aggiunzloni di questa na ture, c la frase relutira al rapport! fra Pio II e U Barbo 15 (c. 10 a), che fu tralasclata ncll'cdizione Qulrlni. * Corf. Harberin. AAA///, »4. II cod. b parte dl pin ampio volume, come appare dalla numerazionc delle carte. •' Cf. II Catalog dei codlcl dcllWngcllca di E. Nar nucci (Roma, 1S90) p. 272. La I'ita del Cancnsl occupa ao le cc. 91-107 •, e rlmanc interrntta colie parole: *nb Id * quoquc Ipse „ (cf. c. 36 A del coil. Angrl. /OJ7). PREFAZIONE XLV cimosettimo secolo esatta riproduzione dalla quale deriva assai probabilmente l'edi zione del Muratori: lo arguiamo da due lacune dell'edizione stessa, che non appari scono nel codice originale e che corrispondono a due luoghi corrotti o incerti nel Papografo vaticano 8 . Quanto all'edizione Quirini, essa e tratta, come sappiamo, dal 5 codice Angelico di dedica ; e si deve riconoscere che il dotto cardinale adoper6, ridonando alia luce l'opera del Canensi nella sua forma piu perfetta, assai lodcvole diligenza e accuratezza. Pure qualche omissione o alterazione del testo, non sempre occorsa contro la volonta dell' Editore, risulta dal confronto con l'originale, senza dire della ortogralia corretta secondo l'uso piii modcmo; non sara quindi senza vantaggio 10 per la esatta conoscenza dell'opera di Michele Canensi la genuina e fedclc riprodu zione del manoscritto, con cui il Viterbese sottoponeva al giudizio dell' Estouteville la sua lcttcraria fatica. * * Ci rimanc da esporre brevemente il metodo che abbiamo tenuto nella pubbli 15 cazione del testo delle due VUe e nella illustrazione di esso. H lettore che ci ha scguiti fin qui, sa che non potevamo esitare nella scelta dei manoscritti su cui fon darc la nostra edizione, e che questa doveva consistere nella riproduzione dei due codicctti di dedica della Vaticana per il secondo e il quarto libro del De gestis di Gaspare Veronese, e in quella del codice Angelico 1037 per la Vita del Canensi; 2'J poi che i due primi sono senza alcun dubbio usciti corretti dalle mani dell'A., e la stessa cosa si pu6 con molta probabilith asserire dell'ultimo. Per il libro primo degli Annali di Gaspare non potevamo far altro che riprodurre la stampa curata dal Marini, avvertendo delle pochissime corrczioni introdottevi da noi dove abbiamo dubitato di qualche svista del primo editore. Quanto alia gratia, ossia alle interpunzioni, ai segni J5 dei dittonghi e all'uso delle iniziali maiuscole e minuscole, ci siamo attcnuti all'uso nioderno, secondo le normc osservate in questa, c in altre Collezioni modernc di testi critici. Di piu, ci siamo talvolta permesso di indicare i dittonghi anche dove non erano segnati nel codice, in quei casi che la mancanza ci parve inavvertenza dello scrittore; confortati a simili correzioni, riguardo al De gestis, dalla conoscenza del M Portogralia abituale al grammatico Veronese, quale risulta dai molti scritti autograti che di lui ci rimangono. Affinehe dei testi originali, sui quali si basa la edizione, sia fornita al lettore un' imagine quanto piil e possibile fedele e compiuta, abbiamo avuto cura di notare 1 Cot. Vatic. to. s6tS. La Vita del Canensi vl rlempita con le parole Torttni orce, che sono scrittc an occupa le cc. 17-51 ; a c. 17 A i aTvcrtlto che la copla che nel *W. s6;6 (c 47 a), ma poco chlaramcnte. II fa tratta dal Yaiic. lot. 3639. 5 Muratori, il quale non Ha mandato Innanzl a questa Vita * Cf. 1'cdix. Ml-ratori, col. 1010 c 1018. Alia prl- alcuna prcfazionc, nulla nvvcrte circa alia origine delta 10 ma lacuna corriiponde nel cod. 3639 la parola detetu, che iua edizione. nd cod. j6*6 (c 37 a) c mutata In Je.'ati; la second* va XLVI PREFAZIONE tuttc quelle correzioni e modificazioni ad essi apportate, che valgano a mettere in evidenza l'opera degli autori intesa a rendere pia perfetti, nella forma e nella so stanza, i loro scritti. Delle variant! degli altri codici, che sono tutti copie tratte nei sccoli posteriori dagli originali suddetti, era afTatto inutile tcner conto. Abbiarno in vece stimato opportuno il confronto, per il De gestis Pauli Secundi, fra il testo ori- 3 ginale e la edizione del Muratori (trascurando, s' intende, le alterazioni ortografichc, consuete nelle stampe muratoriane e derivate, nel nostro caso, dalla tarda copia di cui si valse l'Editore), alio scopo di mettere sott'occhio al lettore le sostanziali dif ferenze fra la nuova edizione, e quella che fino ad oggi ha servito agli studiosi dclla cronistoria del Veronese. Quanto alia Vita di Michele da Viterbo (la quale sara 10 pubblicata quanto prima, in continuazione a quella di Gaspare, che vede la luce assieme a questa Prefazione), verremo costantemente comparando, nella nostra ristampa, la redazione definitiva della biografia, rappresentata dal codice Angelico, con la prima rcdazione quale ci b conservata dal codice Vaticano latino 3629, registrando nelle note le diversitk di questa, quando non si tratti che di brevi varianti o di omis- 15 sioni, e ponendo a fronte i due testi ogni volta che ci incontreremo in parti inte ramcnte o sostanzialmente rifatte. Nel commento storico a queste Vite di Paolo II abbiarno preso norma della na tura diversa delle due opere. In quella di Gaspare da Verona, dove l'A., in quci libri almeno che sono rimasti, si occupa piii largamente dei personaggi che forma- 20 vano la Corte di codesto papa, nonche dei fatti e degli uomini piJj notevoli del tempo in cui l'opera veniva composta, noi abbiarno specialmente rivolto le nostrc indagini alia illustrazione di tali avvcnimenti e personaggi; riservando alia biografia di Michele Canensi, vera e propria narrazione della vita di Pictro Barbo, un piii ampio commento intorno alia famiglia, alle vicende, alle qualita morali, alle imprese edilizie e agli atti 25 del governo del pontefice veneziano. Roma, nell'ottobre del 1903. Giuseppe Zippel.

IN GASPAR1S VERONENSIS
DE GESTIS PAULI SECUNDI
PRAEFATIO LUDOVICI ANTONII MURATORII

auu II Pontificis Maximl temporibua egreglos Tiros, ob Latinarum praccipuc Literarum culturam laudator Romana Curia alebat, Inter quoa etiam Gaspar Vcroncnsls Opuacoli hujus Auctor nu meratui est, quo praeccptore se usura Aldus Manutlus senior grati animi cauaaa profitctur in I)c dicatorla Carmlnum Theocriti. Xon unura Gaspar Librum scripsit de g-estis Urnfare ejusdem Pom li If verique videtur simile in Prlmo actum fuisse de Pontine* ipso. At latum ego adhuc dcaidcro; ct quod tan tummodo possum, tres subsequentes Libros e MSto Codice Blbliothecae Vat;canae descriptos, in quibua Gaspar i» pracstantl'irea Llteratos Viros aetate sua Romae degentes, ailaque temporibus ils gesta describit. Progressus etiam iult ad Librum Qulnctum, fortassls et ultra, Gasparis labor. Sed ne lsta quidem proferre posse m!hl datum est. Mc taraen per Htteras monult amplisslmus atque Eminentlsslmus S. R. E. Cardinalis et Bibliothecarius, Angelus Maria Quirinus, Episcopus Brixianus, slbi tantum d:llgentlae adhibitum fuisse, ut reliquam etiam partem hujusmodi Librorum in Angelica Augustinensium Bibllotheca detexerit, spe etiam mini facta, omnia sibl evulganda in Vita i J Paul! II Pontificis conterranei sul. Itaque ab ipso Cardinal!, cuius slngularem erudltionem, judkil solldltatem et elegantiam ingcnil, in Llbris jam editis LlCeraria Respublica suspcxit, ubcriusque in dies susplclet, ubi Opera Sancti Ephrcm Svrl, pretioso accedente Auctarlo, ab ipso illustrata In luccm prodibunt, expectet Lector Integrum Gasparis VeroncnsU foetum. Ego Interea quae possum profero. Ad lpsum vero Scriptorem quid attinet, nihil de eo, utpote obscuri nomlnis rlro, mlhl dloenduni succurrit. Ludura literarium Romae aperulsse videtur; haec :o enim habet de Cardinali Vlcecanceliario, qui postca Romanum Pontificatum adeptum Alexandrl VI nomen as sumpsit, atque hcic natiria coioribus plngltur: Hie in bene meritos gratitsimus esse ferncsatur, fraeterquam in Ga sfarem Veronensem olim suum Praecefterem, quern sa»fe ne/rligere videtur, et farvi fender*: qua in re nan forum a via recta secedit. Eundera Gasparis foetum In Bibllotheca Barberlna legit, atque exlnde haustam non levera lacl niam Ughellius intulit in Tomum V Itallae Sacrae. Istius vero honorincam mentionem ride apud Claris*. Mar :j chionem Maffejum, lib. 3 de Scriptor. Veronen., qui etiam monet, adsenrarl Romae in Bibllotheca P. P. Praedi catorum S. M. *d Minerram Commenbuium illlus ad Satrras Jurenalls. GASPARIS VERONENSIS DE GESTIS TEMPORE PONTIFICIS MAXIMI PAULI SECUNDI Mun-vToai, Rtr. Hal, Serif/., Tomo HI, parte xvt, fogUo i. Vatic. tat. 3621 Vatic, tat. 36JO LIBER PRIMUS. 5 P aulus Secundus patria Venetua, antea veto PetTus de sanguine Barbo, non igno bili prosapia, tertio kalendas septembrcs ad Bummum pontificatum accessit post Pii Secundi obiturn, inaolita quidem creatione, et certe divina. Nam cum duo et viginti in conclavi cardinalea adessent, in primo nempc Bcrutinio cuncta tulit j 'uttragia, nemine discrepante, quod antea inauditum fui&se confirmant '. Quae quidem Tea compluribuB ex causis ortum habuisse creditum, acd ea potissima extitit, quod ab illia sine exce ptione unice diligebatur, et solus vieus est tanto apicc dignua. Sciebant etenim ilium omni felle carentem, liberalem atque munificum, splendidum atque magnincum, non verboaum, non l'j sui laadatorem, nec aliorum quidem vituperatorem, factionum inimicum, concordiae et pacis amicisaimum, discordium aptiaaimum reconciliatorem et iratorum pacatorem idoneum. Ac ccdit ad haec caeremoniarum romanae Curiae notitia, et quod rituum summis pontificibus constietorum peritissimus erat, adeo ut in univeraa Curia nemo peritior exiateret Quid dicam quod affabilis aemper, blandus, humanua omnibus videbatur, nec verborum, nec gestuum inso 15 lentiam una scintilla videretur, nec quemquam contemnebat, nec insuavi voce cuiquam ho minum genere loquebatur? Quare gratisaimus et acceptiaaimus universo cardinalium Collegio semper fuit. Taceo quod' egenorum precibus semper misericore eat viaus, et plurimos inopea tain mares quam faeminaa aluisae constans fama ct Veritas est; inconsultia et ambiguia consilio suo semper aubvenit atque direxit. Animo deiectos triatesque verbis amplis atque magnificis, nonnunquan re atque pecunia sua aaluberrime erexit. Novi ego quod suorum codicum largis simus aemper fuit, alienorum vero verecundissimus poatulator, nec non suorum aliis commoda torum lentissimus repetitor: ea erat animi buius domini verecundia atque modeatia. Novi in super quod dapailis erat erat pania, vini, olei cuicumque haec expoatulasset. Univeraa inauper ciritaa romana non ignorat quanta cura et diligentia oleum confici curaverit ex compluribus «5 serpentum generibua, quo inuncti pueri et adolescentea veneno lumbricorum aunt liberati *. 9. aplendldum] Fidi*. Marixi ha 1 "Facta questa electione al mlo parer • uroente, perh6 chc tuttl dicono non easer mal fatto me no che trc scrnptinll acrlrera a qucsto riguardo un 5 '' * unbaacLatorc mantovaoo da Roma; Pastor, II, 185, n. a. Yedl inche Marin1, IT, 198, n. a; e la Ora/io ad Pan •• // di P. Barozzl, nel cod. Mare. Lat., XI, go, c. 34u. del Conclarc dl Paolo n si trovano nel I: Vatic. Ca//on. 160, ex. 51-55 c 57-59; Vetit. Cafpon. /70, c. 223 agg.; V. Emanuel* di Rama pforcn. S. Lorenzo in I.mtima) 1024, c. 51 agg.; Barberin. XXXIII, J4J, c. ia; agg.; e In due codld della Biblio tcca del Gen\ rlcordati dal Novaks, [nlroduciont alle Vitt dei Sommi Ponttfici, Roma 1822, tomo I, p. 281. Quanto al numero del cardinal) chc intervennero al con dare, pare che fonc di venti, anxiche dl ventldue, co me afterma PA.; ma non a'accordano le teatimonlanxe nei noml del due che rlmasero asscnti. CC Pastor, n, 280, n. 2, c Ciaconjus, III, 103a igg. ! La preparazione dl tali medicamentl era affidata ad un tedcaco famlliare del Papa, Giacomo Raw (cf. Ma*., 171 «5 4 GASPARIS VERONENSIS Non praeteribo silentio neminem usquam tam clare, tam suaviter, tam iucunde atque devote sacratissimam missam celebrasse, adeo quidem, ut qui interfuerint nunquam taedio affecti fuerint nullo nec nisi alacres inde discesserint. Nec illud tacebo, quod picturae atque sculpturae elegantissima spectator fuit, et numismatum tam veterum quam recentium cognitor egregius investigatorque assiduus¹, et harum rerum viris benemerentibus largissimus condonator: quae quidem duo et ingenii praestantiam et animi liberalitatem prae se ferebant. Vulgatum temporibus nostris est quot, qualia, quanta miserit sacerdotalia ornamenta Vicentiam, cuius urbis erat episcopus, ut episcopium templumque magnis ornati­bus honestaret, atque magnificaret auro, argento, margaritis abundantibus: misit mitram, planetam, pedum, missale, omnia pastoralia, magna impensa pretioque confecta².  Quanta fuerit Cardinalis prudentia ac diligentia cum esset praefectus templo, canonicis et tori clero" Sanctiaaimi Petri in Tuscia, cum poenitentiariua summua exiateret, nullum aliud testimonium exquiratur quam eorum, quibus is iniunxit aliqua, quos admonuit ac gubernavit, qui cum ad aidera summis laudibua tollunt. Quod autem lectione quotidiana fuerit oblectatus ipse ego pernovi et qui iugiter illo utebantur: quem aaepiasime invenimua bistoriaa lectitan- 15 tem, praesertim aacrarum litterarum, iuriaque pontificii libroa authenticos. Audiverat enim ex Eugcnii Quarti ore se quartum pontificem, post ipsum Eugenium, maximum esse futurum, quem huiua fuisee patruum, vel avuncuram, certiaaimum eat. Is enim, Eugenium dico, quanti pretii ac momenti, quantae virtutis et consilii fuerit alii et scripaerunt et acribent. Quem, de Eugenio loquor, pro certo affirmasse feruflt Petrum Barbum fore quarto loco post se 20 christianae reipublicae et ecclesiae universae praeficiendum : quod quomodo praeaciverit paulo port subiungam, si priua acripaero ab eo, de Barbo loquor, aedificatum commodiaaimum pa latium et undique munitiaaimum, templo aancti Marci contiguum, nec non in eo multum pecuniae impendisae, nec dum tamen abaolrisae ; sed brevi se esRe ahsoluturum apopondit, et eccleaiam pulcherrimam novatorum. Poaaem his addere eura tabulaa et tapetea aulaeaque 25 tam graecorum quam latinorum comparasse, quae non parvi pretii ease creduntur. 10 Cum olim Gabriel Condulmariua, qui poatea Eugeniua Quartua dlctua est, nondum aigno p. 17, a. io), al quale erano pagatl, 11 is luglio 1466, quattro ducati * ad confidenduin crieum acorptonum m (Arch. Rom., Mand. Cam. 1466-68, c. 10a), (II 17 lu glio 1470 cento groeel papall * pro oleo contra rermei S "conficlendo , (Arch, cifc, Com/m/a Cubievlarri rjM-jt, c. 47b). Che Paolo II al dllctfiwse dl medlclna al ar gulrebbe anche dallVtiatenaa dl nn codIce prexloao dl Celao (Ulnatrato dal Sabbadim, to Stmdi Hal. di filtl. cloaca, VHI, p. 8) fatto scriTere da lul, quando era 10 cardinale e rcacovo dl Vlcenaa. 1 Delle colleilonl artlitlchc dl Paolo II durante 11 pontlficato Terra dlscoreo altror*. Ma prima dl eaao, 11 Barbo arera gla caccolto II meraviglloso teaoro dl oggettl d'arte e dl pletre presloae di cut U Mflnti pub is bllco e ffluatr6 1' lnventario; c della sua paaalone per tali collezlonl, nonehe della aua competenza nel gludicarne era dirulgata la fama In Italia. Cf. Pastor, II, 330 eg.; MaRINI, H, p. 19S igg-, chc clta su questo proposlto quat tro letter* dl Malfco Vallaresso nel cod. Barborin. XXIX, ao iS3t aj quail ne ra aggtunta un'altra, nel cod. elt., p. 413; e l'oraxtone tciruta da Lodorko Carbone In Fer rara (1460) Innaaxl a Pio II e al cardlnall, in cul egll saluta. 11 Barbo " rerum omnium anttquarum atudloalaal rnim, (cod. Vatic. Ottatoa. r/fj, c 179*). ' Su Plerro Barbo rescovo dl Vlcenia (1451-1464) red! T. Riccarui, Storia dm Voocavi Victntini, Vicenia, 1786, pp. 164-176. II Barbo t! fee* 11 auo Ingresso so lenne 11 to ottobre 1451 (1* deecrtaione delle feate dtta dlne per tale occaalone pr. Rjccardi, of. tit., p. 169 agg.; a* ne parla anche nel llbro dt L. dusToroLrm e G. 3° Fabris, Mtmorit intone all* ' nut m Vicenxa, 1867, die non potemmo conaultare). Molte notixie auU'amminl atrailone del vescorado ai trovano nel cod. Vatic. 7jSy, che contlene 1 Ubrl dl conto dl Paolo Barbo, II quale amminlatrd 1 beni del fratello cardinale fino al 1460; le 35 ipe*8 per U reaeoTado di Vicenxa cominciano nel mar co 1451 (cf. le cc 9 e 10 del rasclcolo accondo del cod. auddetto, 11 quale manca dl numerazlone), onde parrebbe che Eugenio IV abbia affidata codetta dioceal al nipote au cor prima della morte del reeeoro Mallplero, arTenuta 40 a Venesla 1'8 giugao 1451 (cf. Gams, p. 807, c Riccardi, of. eitn p. 164). II Barbo rlaae, del reato, quaai aempre lontano daUa aede eplacopalc: 11 che non tolae che VI cenaa cdebraaae raaaunzione del auo veacovo al papato con grandl fetteggiamenti, che ton deaerltrJ da France- 45 sco da Lonlgo In una lunga elegia dlretta a Paolo II, nd cod. Akiburn. Loartnxiano, 17oj, cc. 55 A-R8 b. Un al tro Vlcentlno, Bartolomeo Pagello, magnlfico le rlrtd del nuovo Pontefice con un carme, che fu preeentato al Papa, dal auo congiunto meaa. GugUelmo Pagello, inalgne glu reconaulto, che Paolo U predlleaae (redl F. Zordait, Poeoie inodit* di B. Pagollo, Tortona, 1894, p. 18 agg., 333 agg. intorno agU onori e ufficl datl dal Papa a GugUelmo, vedi Marini, II, 174, n. \i\ Reg. Vatic. S4S cc. 10 a, 93 b; Arch. Rom., Diversormm del Cnmer/eng-o, /yo.6p, 5 c 5 A). d by Google DE GESTIS PAULTSECUNDI 5 5 aliquo charactereque praeditua easet, quod ad aacram Ecclcaiam apectaret, Simon eiua frater et Franciscua Fuscarus Orientem versus sunt profecti cum pecuniis collatia et comportatis pro emendis mercibua, qui cum ad locum quendam pervenissent, ubi fama de duobus viris' volitabat, qui de futuria contingentibua prono«ticarentur, nec a veritate discederent, ad illos ambo se contulerunt, et eorum alter reaponsa, tanquam oracula divina, dedit ambobua, qui quaestiones proposuerant Quaesiverant enim Veneti, ex quibus mercibua possent magno cum lucre Venetiaa redire; responsum est, non parum lucri facturoe ai rem albam compararent Secunda vero quaeatio fuisse fertur, an ambo Venetiia, aut eorum alter, aut conaanguinei ad fortunam statumque egregium aliquando essent perventuri; responsum est quod Franciscua 10 Fuscarus princepe admirandua sua in civitate esset evasurua, Simonis vero £rater in Dei Ec cleaia maximus easet futurus inter chriatianoa, Distributia autem et erogatiB aureorum decern et octo milibua Gabriel, fonnoeiaaimua htvenis, frater Ordinis santi Georgii de Alga in insula maritima prope Venetiaa evaait; quae res suspicionem iniecit, ilium aummum pontificem eva aurum esse, uti tandem evaait, quam rem etiam praesagivit eius soror, sanctissima raulier 15 Franciscua autem Fuscarus dux et princeps Venetorum creatus est*. Bombace vero empto, quae res nivea est, et summi candoria, mirum lucrum eifecerunt. Adde hia quod Baptiata Palavicinus, Reginus episcopus, antea vero scriptor apoatolicus, multia pronoeticationibus astrologorum sacrarumque mulierum, nec non virorum, sibi se futurum summum pontilicem persuadebat s ; quod cum referret Paulo Secundo paucis ante mensibus quam pontiiez evaderet, 20 reapondit: • Epiacope venerande, aut tu hunc apicem asaequeris, aut cardinaliB Sancti Marci „. Quern Pelavicinum novi egTegium eroera proaa simul et metrica, et omnes mortales facile supcraase in characteribus latinia conacribendia * ; iam iamque paraverat quos a secretia, quos cubicularios volebat, et nonnulloa cardinalea, inter quos episcopum' Veronenaem *, natione Ve 1 D fatto 4 coniermata da Veapaaiano da Blatleci (Emgr^a IV/"/a, § x): * dette per amor di Dio ducatl * Tcnti mUa Ne tace Invece Jac. Phil. Toma*wus, AmmjJ*i Canonitor. Saecuiarium Sancti Gtorgii do Alga, 5 Uttae, 1641, pp. 3-30, dove narra diffusamente della pleta religion del gtovinetto Condulmer negll anni prece dentl l'entrata dl ltd e de' auol compagni di dcvoxlone nel mooaatero dl San Giorgio (1404). n racconto del To* maainl apiega la eerto modo, rlguardo al Condulmer, la l0 profezia riferita daU'Autore. * Di quanta al racconta qui lntorno al Tlaggio del Foecari e dl Slmone Condulmer (che e chlamato Amnw dal Tomasetos, of. tit., p. 3) non abblamo trovato con bottia Ln altri acrittori. Notlamo loltanto che, trattaa 1- doal Ml 1423 dcil'clezionc del primo at dogado, i BUOi aoatenltori vantavano 1'capcrlenza da lui acquiatata nel mdtl viaggl compluti; Rouaxim, Storia doom, di Vf mttia, tomo IV, p. 06. * Che il Pallavklno (creato veacovo dl Regglo nel jo 1444 da Eugenio IV, e viaauto lungamcate in Corte dl Roma, vedi Aff6, bttmorie degli tcrittorifarmigiani, to mo II, p. 343 agg.), taaae dedito alle superatizlonl astro logiche e magiche, fu afiermato anche da altri acrittori. Quanta aDe prolezie che gll prometteTano 11 papato, eiae jj trovaran fede ln Roma durante Jl tempo del conclave di Paolo II (redl Pastor, U, 381; cadono qulndi 1 dubbi e le obiexloni dell'Arrd, of, tit., vol II, p. 347, ci. vol. VI, p. 197, Lntorno alia rerita del racconto di Gaapare). — Dei rapportl fra Paolo H e la famlgUa dl Battiata, h 30 documento una bolla del 31 marso 1469, con la quale il Pontefice concede ad Aleaaandro del marcheai Palkvl* clno (fratello del vescovo di Reggio, red! Litta, Fami gUa Palla-ckino, tav. IX) l'arcipreabiterato di S. Maria dl Boblano, ricordando che Aleaaandro era ateto auo-familiaria continuua commenaalia, dum in mlaoribua 35 * casomua const!(uti, (R'g. Vatic, n, Sjr, c i8ob). * Agli acritti edltt e inedlti da P., dl cul di no tixta l'Arri (of. tit., voL II, p. 349 agg.) Tanno aggiuntl i carml latinl contenuti net cod. Barbtria. VIII, 41, c 284 agg.; I'epitafio per la nipote Lucrexla edlto dal 40 Saubadihi negll Studt ital. dijUoi. classica,III, 1900, p. 16 l'eplstola, con col Battiata accompagnava l'lnvlo al re tore ferrareae Lodovko Carboae del lungo carme in lod* del fico (ct Aff6, toe cii., p. 350), l'uno e l'altra nel cod. Vatic. Ottobon, lat. itjj, c. 189b agg. (con la daU 8 45 febbr&lo 1459, rod! la acherxoaa riapoata del Carbone, a c. x8]A, e nn auo carme lndlrizzato alio stesso vesco vo, a c. 183 a eg,); nnalmente, 1 verai da lui inaeriti in un antlco codice dl Ialdoro dl Slrlglla (redl Vattasso e PaxNCHi »«' CavALuax, Codtcu Vaticani latini, tomo I, 50 p. 470). A Battiata PaUaviclno aupponiamo foaaero in dirlrzatl gll otto diaticl, un inno alle aue rirtu poetlche, dal titolo Lamroa Palavicim, vati claritnmo (ale), che atanno fra i carmi del Porcellio nel cod. Magliab., Com vtnti Soffrctsi, IX, 10 (c. 88a) della Naxionale dl Fi- 55 renae. lntorno alia ablllta dl Battiata come calligrafo, cul accenna l'A., vedi PazzANA, Storia di Parma, tamo III (Parma, 1847), p. 373; Knb, H, 343. * Ermoiao Uarbaro il Glorane (1410?-1471), creato reacovo di Verona per 1 buoni uffid del cardinal Pietro 60 Barbo (Ackwtuo, Scriiteri Vimtiani, I, 341). Su la vita e le opere di queato dotto prelato vedi oltre, I'AoostQii, loc, cit., Voiot, Roiorgim., II, 38 ag. e Giuuaju, Dtila Ltttt rat. Veromts* ecc., Bologna, 1876, p. 193 ag. j 11 Pastc*, IT, 333, di conto della oratio contrafottas (1455), inedlta, che 65 11 reacovo veroneae dedkava, U 1* aprllc 1455, al Baxbo, 6 GASPARIS VERONENS1S netum, doctissimum horainem, erat creaturns et galero roseo donaturus : quam rem expetiverat scriptor apostolicus Paulus Sarazanensie et Palavicinus largissime pollicitus fuerat. Ex qua quidem re nihil quaestus Sarazanensis erat facturus; verum solo amore atque benivolentia, qua aiTiciebatur in episcopuro Veronensem Ilermolaum Barbarum, cuius fuerat condiscipulus sub Guarino Veronense, quem ambo audierant. Est Sarazanensis litteratorum altor atque bono- 5 rum: talis autem esse didicit ex Senecae epistolis, quae solent unumquemque lectorem bonum integrunique reddere '. IUud addere possum, me testem fuisse et universum romanum populum, Paulum Secundum in palatium sancti Marci magnam argenti vim impendisse ; et facile credibile et versimile est ante pontificatum summum eum aureorum quindecim milia molitoribus et architectis per- 10 solvisse, omni impenaa tamen computata, lapidum, saxorum, calcis et magistrorum cum adiu toribus. In quo quidem robustissimo aedificio nullum lignum comperiri potuisse, praeter tectum, exteriore vero hostia cum fenestris ferratis, quia non videt? Nec ante pontificatum ipsum absolutom est; quin instauraturus est teraplum ipsum paene dimturn et maiori magnificentia palatium amplificaturus. Creditum est in pontificatus inido Paulum Secundum immensa laborare avaritia, a qua semper abhorruh. Verum qui id arbitrati sunt plurimum fallebantur, quin ea tenacitas, seu parsimonia, non sine prudentia fuit. Namque, ut ante dixiraus, grande argentum in sancti Marci palatio in cardinalatu impendit, nec sibi magnam pecuniam reservabat, ct si qui red ditus et proventus ad eius manus accedebant, de repente pars maior in id aedificii' distribue- 20 batur. IUud praeterea non me latet, post obitum Pii Secundi paulo plura quadraginta milibus aureorum esse comperta, quae illustriBsimo duci Christophoro Mauro consilio Pauli Secundi ante pontificatum praebita fuerunt, ut gens Pannonica, haud dubie fortissima ac bellicosissima, 15 in praemium laborum quotidianorum id argenti recipcret *. Itaque non potuit esse in pontifi catus exordio largisaimus, ut eius ingenium expetebat. Verum postea quam undique redun- 25 darunt pecuniae, omni hominum generi coepit esse largisaimus et benignissimus: nec enim thesaurizare proposuit, quae res eius magnanimitatem atque magnificentiam liberalitatemque significavit. Non tacebo quid paulo post assumptionem pontificatus effecerit; nam cum pri mum ad sancti Marci templum redivisset, non parvam misit antiquis pauberibusque vicinis pecuniam, et earn quidem auream, aliis minus aliis plus, prout fortuna hominum exigebat. 30 Memor praetera civium, et marium et foeminarum, qui aliquod in se beneficium contulissent, etiam parvulum, ingratum esse in eos noluit, quibus turn officia publica, turn pecunias erogavit. Nec praeteribo silentio, quod tamen antea narrari decuisset, quod cum anno ante pontificatus eius domus Gasparis Veronensis vicini conftagraret, hora noctis tertia, vigilantissimus cla mantium strepitum exaudivit, et suos domcsticos ad ignem auxiliumque venire iussit: quo 35 iussu pene omnes ministri benivolentisaime accun-erunt, auxilioque fuerunt non parvo. Quorum Guilelmus e Foro-Iulii, adolescens humanissimus atque venuatus, plurimum laboravit; et cum aquas ad extinguendum ignem deportaret, ut plerique bonorum civium etiam faciebant, sae 1 Di questo letterato sono assai scarse le notizie, a noi pervenute. Discepolo di Guarino egli fu certamente a Venezia (1414-1419), dove gli indirizzava una lettera nel 1416 il maestro, quando questi erasi rifugiato a Padova per cagion della peste che infieriva a Venezia (vedi Sabbadini, Epistolario di Guarino Veronese, ms. nella Biblioteca dei Lincei, vol. III, c. 130a). Tre lustri più innanzi, il Sarranese sollecitava da Giovanni Aurispa, del quale pure è probabile ch’egli sia stato scolaro (cf. Sabbadini, Epistolario cit., vol. III, c. 130b), una commendatizia per Francesco Barbaro, lo zio e patrono di Ermolao (vedi Sabbadini, Biografia documentata di G. Aurispa, Noto, 1891, p. 62), e gli chiedeva in prestito un codice di Plauto [1432]. Nella Corte papale trova rasl fin dal 1455, q"»le *»" f« creato secrctario 1 5 apo»toLco da CaUllto Tcrzo (Reg. Vatic. 467, c. 131 n : 'Die xx [junll 1455] dominua Paulua de Sarzana iura " vlt odlclum accretariatua in manlbus domini Viceca * mcrarll, coram dominis de Camera sedentibui et me « G.(crardo] dc Vulterria „; cf. Marixi, ArMatri, I, lai 20 e II, 199). * Dal rendiconto Coale dcltc tpesc per la Crociata Utto dal teaoricre prirato del papa, Nlcoid Plccolomlni, nel settembre 1464, appare Infattl chc 11 17 agosto crano itatl conaegnatl al Doge 40314 ducatl. Gottlob, Ams 3^ ier Camera Afotlolica im XV yakritutiitrt, Innabruck, 1889, p. 306. DE GESTIS PAULI SECUNDI si 7 penamero osculabatur a nobili quadam foemina, cum et ipsa aquam conferees illi occurrebat, scalas asceudens domus propinquae combustae, adeo' tamen prudenter ne quis cernere posset Alii alia praeter aquas effecerunt; sed illud non parum, quod codices omnes et omnia indu mentorum genera nec non cum pecuniis capsulaa custodiverunt ac servaverunt, quae omnia 5 ex fenestra cubiculi Gasparis a duobus iactabatur, cum metus impenderet, ne ignis etiam cubiculum incenderet. Solent enim plerique ad domorum incendia accurrere furandi gratia, modo possint; alii ad opem auxiliumque ferendum, sed hi pauci admodum; nonnulli tantum ut nova videant illuc se conferunt; ex qua quidem re perpetuo devinctus est Paulo Secundo Veronenais, sicut et universae suae familiae. Die, de Guilelmo loquor, cum esset Paulus creatus 10 pontifex in conclavi, cursim eques, habito signo ab humanissimo iuvene, domo advolavit ad eos, qui in Sancti Marci custodia palatiique remanserant " Habemus, inquit, quod concu * pivimus : noster dominus iam summus pontifex evasit ; sit summa laus Deo omnipotenti „. Ne in suo pontificatu posset quia obloqui atque detrahere, quod meritis suis non satis rieret et laborious, noluit in quemquam inoificiosus ingratusque esse, ut ecce. Iohannes Ca 15 strensis Pii Secundi tempestate, una cum Domenico Patavino, astrologo non ignobili, suo compatre, alumen, rem summe necessariam, invenit Verum multo magis elaboravit, maio remque impensam effecit astrologus; quern Pius pollicitationibus quotidianis procrastinando, frustra perduxit ad tempus usque mortis et pontificatus extremum, nec unquam remuneratione altqua in eum usus est; cuius causa foelicissimo tempore Pauli tribus commissa est cardina 20 hbus, Hispano Sancti Angeli, Niceno, et Rothomagensi viris sane humanis, aequis, prudentibus, qui tandem, non dissentiente Paulo Secundo, astrologi merita cognoverunt' et summa aequitate in eum usi sunt, contentumque fecerunt. Natura suapte humanissimus fuit et clementissimus, et, ut utar verbis cardinalis optimi Sanctae Anastasiae, nemo magis sine felle vivit vixitque, neque contumeliam in quemquam, aut 25 verbo, aut re unquam inferre conatus est, et si quam accepit, neglexit ultionem. Nec tamen putandum est in eo tantam fuisse mansuetudinem, ut tamen non habenas presserit; et, ut idem cardinalis Sanctae Anastasiae dictitare solcbat, omnibus mitis dulcisque et affabilis esse videtur, praesertim cardinalibus, quibus tamen non se prorsus dedit atque permisit *, nec aliquid iniusti eorum quisquam exorare potest; ut etiam si pater aut mater aut frater aliquid enorme ab 30 eo contendisaet, minime impetrare potuisset. Haec sub Ianiculo, cum sederemus in vinea prope &ancti Iacobi templum', extulit mini ullo sine arbitro, tunc cum Patriarcham Aquilegiensem multis ex virtutibus dilaudasset seque illi dixisse enarrasset, quod iam laerus viveret, cum non Pius Secundus sed Paulus in sede pontincia sedcret *. Nemo de eius liberalitate, immo ma gnificentia dubitavit, qui primis sex sui pontiticatua mensibus adeo palatium suum complevit oj viris, ut quadringentos aleret, et eos quidem egregios, a qua impensa pracdecessores pontificcs abhorruerunt. Verum extra palatium vix dici posset quot quantosque sumptus efficiat, de quibus alias dicendi locus dabitur; sed prius nonnulla hoc libro primo praenarranda videntur. Nam cum ad Sancti Iohannis die coronationis proficisceretur, incredibile est quot undique populi ad Urbem advolaverint atque confluxerint, videndi causa tanti apparatus, pompae, mul 40 titudinis, splendoris et ordinis, in quibus quidem rebus creditur Paulus Secundus omnes pon tilices superiorum temporum' antecelluiase. Quam rem si ex ordine, praeciseque describere Vale * dfrc, at trc cardinal! Commlwari della Crociala, elettl a tale uffido da Paolo II: Giovanni Car raglal, il Bcasarione c Gugllclmo d' Estoutcvlile. Easi erano parimcntc prepostl alia Depositeria dcgl' lntroitl : deU'Allume. A. GoTTLOli, Camera Apottotica, p. 389. Sul 1'trgomento qui acceanato dall'A., vedl le nostre note al libro IV. ' Si allude, credlamo, alia capitolaxione elettorale, (Upprima. glurata e poi •ottansialmente camblata dal » Poatefice; vedl Pastor, II, 283-193. * San Glaromo al Glanicolo, preMO la porU Setti mlana. La chleaa esiftcva ancora veno 11 1500; e v'cra H presto la villa dl Girolamo Riario, dove aorae piu tardi 11 palaxxo Coralnl (Grkoorovius, rol. IV, p. 391). Dal racconto dcll'A. si puo congetturare che la villa ap- ( 5 partenease, al tempo tuo, al cardinale Tebaldi, del titoio di Sant'Anaataaia. ' Al rapportl del Patriarca (Lodovico Scarampo) con Plo II I'A. accenna anche nel llbro II, laddovc pari* del card. Francesco Piecoloralnl. m*»., iu m»r., im Ma«„ iu 3P s GASPARIS VERONENSIS decrevissem, a mane ipso incipiens ad orturo vesperia clauso die non absolverem. Quid dicam de fratrum repoaitione regularium, qui et Eugenii Quarti pontificis magnanimi tempore in monaaterio aancti Iohannis collocati fuerant, qui tempestate Callisti Tertii in tuitu Romanorum expulsi sunt? Memor igitur Paulus avunculi mi, tiua honorem instauravit; nec tamen quod Callistus effecit abrupit. O miram sapientiam pontiricis, qui et populo to- 5 raano et Eugenianis nec non Callistinis servavit honorem, decua, benivolentiam! Quam rem non solum Romani ', sed omnea populi miria laudibus admirati 8unt: nec enim exacti sunt canonici, quos Callistus instituerat, nec regularibus fratribus locus Eugenianus est denegatua, qui tamen antea abrogates fuerat; nam cum locus sit amplissimus, templum ipsum in parte potisaima fratribus eat redditum, at propc Sancta Sanctorum pars tributa est Thonianis *, ne 10 proraus et iure queri possent: ambabus igitur partibua sapientiasime consultum atque pro viaum est, ut satis abundeque victitare possint \ Verum illud in primis gratissimum fuit multis, quod Timotheus Maffeua Veronensis, vir clariasimua illius Ordinia et vitae servantiaaimua, ei religioni et loco a Paulo praefectus eat 4 ; cuius prudentia et doctrina vix a me idoneia verbis 2 1 ] lacuna ueWedit. Mabixi — 10. redditum] I'tdii. MarinI ha redditut Diversamente narra an altro contemporaneo, il cardinale Egidio da Viterbo {Hifieria vigiuti saecu/orum, in cod. Angelico Jj/, c. 303 a) : * (Paulus) sublato eo Or 5 " dine, quein diximus, Canonicoi Lateranenses Romn * no3 Clvcs tubmovere conatut est; ut hloc Curiam s!bl, * hlncurbem Romam clvesque unlversos aballenatot red ' dlderit ,. * II Marxni, II, 186 aggiunge a quests parola, I'm o parcntcal : * f. CalltstlanU „. » Per Ic vlccnde del canonici Lnteranensi, orn se colnri, ora regolari, vedanal gU autorl c 1 document! citatl dal Mardci, II, 300, n. 12. Oltre al pontcfici ri eordatl dall'A., anche Nicold V ebbe ad occuparsenc, 5 sopprlmcndo 1 canonici regolari con bolla del 1° mag gio 1454 (GaoaoiVB, Vita Xicolai V, Roma, 1742, p. l$S). Paolo II " a dl 8 (novembre 1464) remlae 11 fraticelli In " S. JoannI, ct all! Canonici aaaegno quclla tain, die va * alio Salvatorc; et depd ordin6 die ndlo iuraraento die * fanno U Romani quanno iurano lo oflitio, intra le altrc * coae prometteHcno et iurasieno die mai non si tiovas * slno per aiun roodo ad cacdare 11 dettl fraticelli „ (Imfbssitra, cd. Tommasini, p. 68). Ma appena morto 11 Papa, 11 popolo II costrime nuovamcntc ad andarscne; e Siato IV sand con decreto la espulsione (cf. Bul/arium Lattraueuse, Romae, 1717, p. 177). Grand! favor! ac cordo il papa Baxbo ai fratl da lul rcintegratl e alia chlesa Lateranense. Ai canonici regolari era assegoata c pagata 1' annua provvlslone dl 800 ducat! dl Camera (Arch. Rom., A/and. Cam. /464-66, cc. 15a a, 154A, t7$A; 1466-68, cc. 6 b, 61 b; /466-69, cc. 41 B. 249 b tie.) \ il 21 aprllc 1468 donara loro 50 ducati per rcstaurarc l'orgaoo della chleaa: nello stesao anno v'e ricordo di due figure d'argento da lul regalate alia cappella dl Sancta Sancto rum (Muejttz, L*t arts etc., II, 117), alia quale free una volta I'losigne dono della rosa tforo (Arch. Rom., Ar ckivio di Sancta Sanctorum, m. j, c. 5 b) Anche in favore del canonici Lateranensi di Padova prose questo pon tdlec provvedlmenti; vedi 1 Maud. Cam, 1464-66, c 70a. 4 La vita di questo frate h aaaal poco nota: II GuTtlARl, Delia letteratura Veronese tec. cit., p. 16$, di notlsla di una biograna dl lul contenuta In un cod. Va tlcano, la indicadone dd quale ci e peri rlaultata errata. Fin dal 1447 II Maffei governava II convento dd canonici regolari di Sant'Agoatino nclla sua. patria, come appaxc 4 da una lcttera, data " ci Verona, 6s id. oct. 1447,, ch'cgll dirlgcva agll Anztani della cltti dl Parma, 1 quail avevano sotlecitato da lul la rcstltuzlonc alia famlgHa di un giovinc trate del «uo cenoblo (cod. Vatic, lot. jjj, cc. 140-145). Piu tardi troviamo fra Timoteo a Firense, 50 prolessore In quel pubblico Studio (Tiraboschi, Storia ./. left, ital., tomo IV, parte II, p. 300) e prlore della Badla Fiesolana, la cul mlrablle rlcoatruslone moltlasimo deve, oltre che al gcnlo dl BruneUeaco e alia generoaita di Cosimo il Vecchio, alio ado e all*intdletto d'arte dl 55 queato schietto cultore dd Rinascimento (vedl Vbspasiano, Vrscoro di Raugia, § i ; Gave, Carieggio iuedito cTar tisti, Flrenxe, 1839, III, aoi ; Volor, /Htorgim., I, 295). Da Flrenxe, egU Tcniva chiamato a Roma da Paolo II per soatenere l'asaal ddlcato e difficile complto, e Indi- (n rijtxara al Pontefice un UMlnt fro tcclttia lateraneuti a P. If font. man. camouicis regularibus restituta, che si conserrava fra' mts. oVIU Blljl. Horghcac. oggl dlsper»»; redl Pastob, II, 326, n. 1. Forse lo stesao lira Timoteo tenti ben presto dl ritornarc al tranquillo sogglorno dl 65 Fiesole (vedi ncl cod. Iticcardiano 834, c. 19OA, la lett. • ex castrls Fesulanae Abbatlae, 4» non. Januar. 1466 . che U prlore Nicol6 da Chivasso scriTcva al Tranche dinl per rallegranI che 11 Mafid fosse prosairao a tar ritorno alia Radio, avendolo conceaso II Papa ad Istanza 70 di Piero dc' Medici) ; infattl, nell'aprUe di codesto anno era prlore del Convento dl S. G. In Laterano • domlnus CeUus de Verona „ (Arch. Rom., AW. Cam. 1464-66, c. 175 a), nd quale sari da riconoscerc il dotto cano nlco Cclao Maffei; vedl Mittarklli, Bibl. Ms. S. Michat- 75 lis de Muriano, p. 103; Giuuari, op. cit., p. 96. Ma don Timoteo renne ricniamato a Roma nell'anno stea ao (vedi la sua lett. da Roma a P. de' Medici, dd 15 giu gno, pr. Pastor, II, 699) ; quivl lo troviamo, alloggiato nei Vaticano, al prlndplo ddl'anno seguente (AacH. 80 Rom., Maud. Cam /466-68, c. 97a t mandato al maestro di Palazzo per fare allestirc due letti * pro domino Ti " moteo ord. s.ctl August!nl 14 gennaio 1467). Plu tardi fu inalzato all'arclrcscovado dl Ragusa, come si vedri nel Ubro IV. S5 DE GESTIS PAULI SECUNDI 9 atque sententiis posset explicari : is etenira Ariminensibus annis quatuor calamitates et miserias, quae post fuerunt, praedixit'; is quoque ad Nicolaum Quintum opus mirabile dedicavit, quo vel apertissime probat et claris rationibus argumcntatur , non esse cuiquam hominum generi dedecus crimenque adscribendum, etiam si vitam religiosissimam duceret, operam poetis gen 5 tilibus dare; quo quidem labore opereque non parvia muneribus a Nicolao decoratus abivit». lllud quoque dicendum' esse mihi videtur, quod cum atiquotiens ex sancti Petri sacratissimo templo discederet ad sancti Marci, aut sancti Iohannis Lateranensis, tanta erat eius videndi unicuique cupiditas et ardor, ut esset hominum mirabilts incredibilisque pressura, et tanta laea'tia et gaudium ut nonnulli in fletum solverentur: quod Gaspari Veronensi, illius compatri, 10 et Stephano Enfesario *, iuris peritiasimo, bis accidit. Statura fuit procera et recta, aapectu sereno et laeto, colore candido, plenia membris, sermone affabilis et dulcis; apud quem mox vivit Marcus, episcopus antea Tarviainus, nunc Vicentinus, sororis Pauli filius: quem episcopatum cum Phis in cardinalatu commendatum haberet, Petrua Barbus, mutatione facta, uepoti ex sorore condonavit'. Theodoro vero Veneto, 15 advocato consistoriali et iuris consulto non ignobili, Tarvisinum tribuit episcopatum, cum antea FeltTensis extitisset episcopus1 . Virtutes vero egregias Marci modo praememorati, et eius litteraturam humanitatemque singularem, aspectum perbenignum atque angelicum alias dabitur locus disserendi. Nonnulla de iustitia Pauli referam, quae forte ad saevitiam a nonnullis per unere creduntur: immo alius quivis pontifex asperius processisset, ut ecce *. Fuerat non parva 20 discordia et odium inter Iacobum Alberinum, Iohannis Alberini, ditissimi mercatoris romani, tilium, et Felicem adolescentem alteri aequalem, et Antonii Caffarelli, doctoris egregii, nepotem (quae simuitas ex amoribus cuiusdam meretricis exorta eat), qui se invicem vuIneraverant Aliquot diebus post, vulnerato etiam.Iohanne Alberino a Laurentio, Felicis fratre, expectatus est Antonius Caffarellus ad imaginem prope pontem Molis Hadriani 7 a Iacobo Alberino cum 25 quatuor sui facinoris adiutoribus, qui compluribus ictibus eum percusserunt,' ex quibus mortis periculum imminebat, quod quidem effectum est 1 ; quippe fautor atque adiutor Felicis crede 13. ririt] rtdit. MAXUtl ka ylxit. 1 Del Maffei come predkatore Terra diacorao nd tale ufficlo, cl fa aapere che la sua naaclta avrenae prima 30 libro IV. ; del 1436 (il Tommabini, ft Diane di St. fm/tttmra, In * Trattaal del dialogo, in due Ubri, dal iltolo in Arcmvic d. Sac. Roman* dd ft. /atria, XI, p. 493, aveva uuctam nutidtotrm btttroi imfngnantem (lecondo 11 cod. congetturato l'anno 1440, all' incirca). Vaticano eaamlnato dal Pastor, I, 403) o i* tamctam * Questo paaao ci icmbra corrotto. Non Plo, ma Ttligitmtm titt. im/., aecondo D. RoKZANi, Vtloqnma Paolo Secondo ebbe durante U cardlnalato II vescovado 3$ h tarn Bermardino Ja Sitma, Siena, 1899, p. 15, 11 quale di Vicenza (vedl «opra, p. 4), ed anche dopo che fu ha aTuto sott'occhio resemplare conierrato in un cod. creato da Plo II reaeoro dl Padora ritenne I'eplacopa m Marc:ano; cf. Valkntinklli, BiMott. mt. ad S. Mara to vicentlno in amininlatrazlonc (Fhrraxti, Vtteovi Vrmtiar., II, p. 313 ag. Circa 11 tempo della compoai- di Vietnza cit., loc. cit,; Gams, 804). Parimentl, non tione e dell'oflerta a Nlcolo V ra rlchiamata I'attcnzione fu flgllo dl una aorella del pontefice Marco B&rbo (Intor- 40 tdrarme latino, che un * Valerlua Sanrenantiua „ indi- no al quale redl II llbro IV), bena) del fratello Paolo, rnara, U 9 aettewbre 1434, al Maffei, nell'occaalone * Vcdl Innanzl, p. 13, n. 1. ? che queatl al recBTa a Roma dal Papa (nel cod. Vatic, /at. * La narraxlone del fatto, che eegoe, rroTaai anche, jyoj, c. 198). L'orazione del veacoTO dl Verona, Ermo- ma con minor! particolarl, prewo Platima, p. 398; Can l»o Barbara, contro 1 poeti paganl, che fa tcritta nel- nssio, p. 36 ig.. e IxrassuitA, p. 68, dore la Iczione 45 I' ultimo anno del pontificato dl Nicol6 V (»edl aopra, adottata dal Tommaaini (che mantlcne quclla dell'edlz. ?• S 5). puo cottflderaral come la riapoata di Er- Muratorl) ra corretta, aecondo 11 racconto dl Gaapare tf raHao all'antlco compagno dl scuola aotto Guarino Ve- e 11 cod. Vatic, fijty c«- dal Tommaaini, coal: " .... delli r^eae (Tedl la lett. dl Guarino, gratulatoria per I'inrio- nlpotl dl raesaer Antonio, Rlenao Caffarello et Felice del dialogo, a fra Timoteo, nell'Bfittoiario di C. V„ ed. SA«»ADRn, cit., toI. VU, c. 193). « Caffarello 1 Sul pontc Sant'Angelo eslaterano allora due cap 1 Stefano Infeaaura, faraoao per 11 ruo Diario della pclle che crano state reataurate e decorate nel 1451. dtth di Rum*, ottenne da Paolo II. ad istanza del card. Mubntz, Let arts etc., I, 153, II, 39. Betaarlone, la poteataria dl Sutrl, con brerc del at aet » IJ Platiha, loc. cit., dice aoltanto che meaaer An tembre 1466, In cul h chlatnato "legum doctor, (Reg. tonlo fu taaciato dal feritore « Unquam raortuua,; In- 55 i'tie. J44, c. 134B). Questa data, tennto conto ch'egll fattl egll r.'aac fino al 1470, aecondo U Maaini, II, JOO. dorcra arer cotnpluto 1 treat*annl per poter coprire I Caffarelli furono altra TOlta colnvoltl In lotto cittadlne, Ma»., 117 m»«. i»i 50 10 batur Antonius ab adversario ipso, qui tale i'acinus in Catfarellum patrare ausus est. Cum haec autera sensi&sct iustissimus pontifex, Iohannem Alberinum cum iilio disquiri curavit; qui cum non esscnt inventi, bona tarn mobilia quam atabilia sunt connscata et illius domus con sueta perdita, ac diruta e8t; permissae tamen aunt mu!ieres sarcinulaa suas quo voluerunt deferre. Et iam altera domus non procul ab ea dirui caepit et labefactari : haec autem est e 5 regione domicilii Simonis, cximii medici fratrisque cardinalis Sanctac Anastasiae Retulit au tem pontifex summus hoc suppliclum sumpsisse dc illo, quippe pollicitus fuerat suae SanctitMti pacem habiturum cum Caffarello, idque fecerat tarn pro se quam pro iilio; quaa ob res ma ximum suppliciumjnerebatur *. Kregit enim Gdem tam Antonio quam pontinci, quemadmodum antea duo itidem effecisae, hoc est lidem pacemque fregisse, comperti sunt aliorum pontificum lu praedecessorum temporibus; quibus de rebus totus populus mussabat atque dolebat, cum antea fuerit inauditum pacem induciasque disrumpi. Quas ob rea anathema, aeu maledictio et excommunicato, ut latinc loquar, a summo pontilice non iniuria, aed legitime : nam qui fallit summos pontifices longe magis caeteros quoque fallet, quod iniquitatis et insolentiae vel evidentissimum signum eat, vel saltern imprudentiae stultissimae. Quid non compescebat filium? 15 quid non admonebat? quid non castigabat? Et ante vulnera haec ntrocissima, hoc est bonorum contiacatione; quern aciebat esse lascivum, quique iam ab omtii libidine vacare debebat, cum propediem esset ducturus uxorcm, et paene infamis evasiaset ob merctricios amores; praetcrea m*.., im ilium debuit maximo opere corripere, cum' Paulo Sccundo pollicitus fuisset, ee in Caffarellum nihil patraturum. De eius dulcedine et mansuetudiue non posset tantum scribi atque narrari, quantum re ipsa compertum est. Memor eram me ct Nicolaum Galium \ perspicaci itigcnio iam virum, sed tunc adolescentulum, post necem Stephani Portii, clarissimi equitis romani, profectos esse ad cardinalera Sancli INfarci, qui postea Paulus Secundus est dictus, ct eum intcrrogasse au Laurentius Magdalenus 4 decrevisset canonicatum reslilucre Nicolao Gallo, quem quidem 2: canonicatum Nicolaus Quintus abstulerat Gallo ipsi Romano, amicissimo Stephani Porcii, atque propinquo ; artirmaverat enim per Deum immortalem Laurentius Magdalenus se spopon disse cardinali Sancti Marci resignatarum canonicatum suum. At cardinalis nobis respondit, hominem ipsum nihil hac de re verba fecisse; et cum de Porlio multa prolocutus esset, haec extulit: "credite, inquit, mihi Nicolae Galle et Gaspar Veronensis, credite, inquara, me 30 * nunquam fuisse crudelem et impium; ct si potius ad me confugisset, eum pontitici summo non u detexisaem, at illi persuasissem ut longius abiret B *. Insuper addidit quod nunquam poenas 20 13 J laaaia ueWediz. Marini. appare dalla Oratio Caffarelit (sic) ad RoJertcvat Dcll'opcra splogata da Paolo II per rcprimere 11 i efiscopmm ct catttilantim (ncl cod. Marciano tat. AY, soj, dcllo * vendette , si discorre ncl llbro IV. c. 116 tg.)t In cui 1'autore rende graxle a codesto castel ; * Maestro iacopo de' Tcbaldi, romano; vcdi intor lano dl Castel S&nt'Angelo sotto Paolo II, per 1'uuia- no a lui Makinc, I, pp. 161-164. La sua lamigla appRr- 35 nistimo trattamento usato al padre suo, mentre era cola tencra al Riune di Sant'Euftacliiu; quivl abltavano pro dctenuto * non propter maleiiciuni, scd propter ncccssi- babllmcnte anche i CaUarelli ; cf. Marim, II, 200, n. 1 7. tatcm ct urbls. tumultuatloncs „. Ad Antonio Cafl'arclli, ^ Vedl Marini, II, ioi, n. 18; Pastor, I, 410, 644. che fu dotto giureconsuito 0 avvocato concistorialc (ct". 645. Dl lui parla I' A. dl proposito In due luoghi del ,o Canmrsio, p. 36; Makjmi, II, too sg.),era sUto atlidato llbro IV. da Pio H, U 13 ottobre 1460, 11 c6mplto dl metter pace, Fu protonotario apostolleo, e vennc elctlo vc usando di larghissimi potcri, fra 1 cittadlni di Roma, do- gcovo dl Pcsaro ncl 1479. Marini, II, 201, ' vc crano sortc * pluriinae lnluiicitiae ct dijeordiac , Delia bcncvolcnza di Paolo II verso 11 Porcari, c del suo giudU^o Intoruo a quest' ultimo, qui riierito, non ,. ll (vcdi licg. Vatic. ,177, c. 315 *&)• 1 I due AlberinI venncro dal Pontelicc riehiamati, si h occupato, die noi sappiamo, ncssuno dei numcrosi c, dopo scontato akun tempo di carccre, rcstitulti in stork; ddla iamosa congiura. G;ova qui ricordare, come possesso dei loro beni c In grazia del Papa, come 11 arm mcsscr Stctano sia stuto amico dcllo sio del llarbo, Hu Platina (i'oc. cit.). Intattt, trov;anio chc il-- gen- genio IV, il quale lo onoro dclla sua tiducia fino alia fine naio (471 Giovanni Albcrini ottencva il pagaiucnto di del pontificate: troriamo infatti (e la notula non e aenza v, 17, 3. ao 320 ducati " per eum alias muluatis Camerac Aposto- important, p.nchi nulla si sapeva dclla v.'ta del Por- ^0 Mieac, (Arch. Rom., Mand. Cam. 14-3-71, c. 115»). cari durante gli ultimi anni di regno di tugenio), che DE GESTlS PAULI SECUNDl 11 sumere voluisset de Nicolao Gallo, si pontifex easet, qui filius sororis Stephani fuisset, et in prima adoloscentia conatitutua Stephanoque obsequentissimus : etsi Stephanus PorciuB iniu sliaaime rediisset ad Urbem, cum fuisset Bononiam relegatua, Quod vero superius tetigimus, etiamsi semper bumanissimus extiterit, nunquam tamen potuit in pontificatu maximo ab ulio 5 cardinalium flecti ad aliquid iniustitiae; et mensibus sex a pontificatus initio fuerunt non oulli qui eum tardum et desidem appellaverunt, ignorantes ab illo omnia confici atque tra ctari, adeo ut non nisi recte et probe omnia ab eo fieri dici potuerint: nam vel res erant ambiguae' et investigation edignissimae, nec temere et Bine magno consilio expediendae; aut si iniustae et iniquae erant, omni tacitumitate dignae praeteribantur. Indulgentias vero, quas 10 templo sancti Marci procuravit, universus romanus populua non igcorat : gratum opus et utile cunctis qui in Urbe vitam degunt, qui aalutem animae quaerunt sempiternam '. Qualem vero familiam habuerit, et ante pontificatum et in pontificatu, nostris temporibus non est ignotum. Non tacebo Guilelmum moribus et forma fulgentissimum, qui in pontili catus exordio expiravit. Vellem ne extollendo Marcum episcopum Vicentinum, summi pon i5 tificia nepotem, legentibus non eseem taedio ntmia virtutum eius narratior.e, et raorura admi rabilium: sermoni polito, litteris et studio bonarum artium deditisaimum; cuius vitae conti nentiam et sobrietatera annis viginti idem vultus, eadem dignitaa corporis vel evidentissime indicat. Eius virtutes particulatim conscriberem, nisi vidercr non Pauli vitam Secundi, sed Marci scribere decrevisse; illud sit satis, quod qui illo utuntur in eum maximo amore affi 20 ciuntur, quia solus eius aspectus intuentes afficit atque delectat Hunc ad ae Paulus arceasivit in numerum cardinalium referendum, ut omnes praesagiunt aimul et aperant, cum talem apicem procul dubio mereatur. Venio ad Hippolitum Amerinum *, apud ilium a prima adoleacentia educatum, quern cum curavisset provehere ad statum aliquem mediocrem, inaigniri voluit tempore cardinalatus sui militia Rhodia et cruce pectorali Candida; et cum interrogaretur 25 ab antistite eiusdem Ordinis in Urbe, an vellet servare obedientiam ac castitatcm (obedientiam, inquit, superiori, castitalem vero et continentiam libidinis) in respondcndo haesitavit, nec velle reapondere videbatur. Erat enim apud ae' et pondus animae cogitabat, periculumque salutia aeternae, et mendax ease nolebat. Quas ob res cum'eaaet adeo auapenso animo, vices eiua Cardinalis ipae suscepit, atque' respondit: * faciet quod poterit; Deus omnibus bonis JO 4 opitulatur, nam et alii identidem effecerunt „. Reaponsum sane gravissimo et sapientissimo viro dignum. Quot et quanta munera consequi potuiaset cardinalis et pontifex, si voluisaet! Sed semper ij. non easem] Ftdit. Marini 4« non ease. Stefano faceva parte della Corte quando il Papa mo- rì (vedi il mandato « de vestibus exequiarum domini pontificis », sub d. 4 marzo 1447, nell’Arch. Rom., Mand. Cam., 1443-47, c. 955 b, dove il Porcari figura tra i fa- miliari che parteciparono al funerali, ed ebbero il con- sueto regalo di vestì; cf. l’annotazione nella c. 1 b del Reg. Vatic. 435). Al cardinal Barbo, che fu poi Paolo II, non mancò dunque l’occasione di stringere intimi rap- porti col Porcari, col quale ebbe comune il culto delle antichità artistiche (relazioni in questo campo corsero fra di loro, vedi MUENTZ, Les arts, etc., vol. II, 178), che nella casa patrizia dei Porcari fu vivo anche dopo la tragica fine di mess. Stefano. Un accenno ai rapporti di Paolo II, durante il pontificato, con codesta famiglia, vedi Arch. Rom., Mand. Cam., 1469-70, c. 129 b. Il 24 settembre 1469, Paolo di Battista Porcari, che fu noto poeta al tempo di Sisto IV, prestava giuramento come usciere d’onore del Papa, assieme ad altri nobili gio- vani romani (Reg. Vatic. 545, c. 88 a). 1 SI allude alle Indulgence concesae da Paolo II, confermando quelle accordate da' «uol predecessor!, it 4 gennaio 1465 (Marini, II, 301, n. 19). Le arapl'o aue ceaairamente 11 4 marxo 1467 (Maaixj, tec. cit.) e il i* tn-igglo 1468 (redi Reg. Vatic. S*$, cc. 135, 1360). An- 35 che al canon.'d dl San Marco prorvlde 11 Pontcfice, do nando loro II 13 gennaio 1466 un tcnimento fuori Porta Maggiore, da lui compcrato (19 dicembrc 1465) dal nobll uomo Alesaandro * quoad. IulUai Mancinl de I.uclia „ (Reg. Vatic S39, c 399B agg.). • L*n « Vpolito „ trovlamo costantentente, fra I prov Tigionatl nel Palazio apostolico, nel mandali tamerali di Paolo II; c ai puo rltencrc che ala Ippolito Amerino, bench* nel mandati ala aempre indlcato 11 aolo nomc. Ricordiamo qui " un Pyramus de Nuccia de Araerla „ 35 che fu crcato commUaario dcirAUumiera dl Totfa nel 1465 e caatellano della rocca di Ceprano nel 1467 (Reg. Vatic. J44, c, 177 a e 307 a), come un poaaibile conaan gulneo del glovinc protetto del Barbo. m.«, iw m*«„ i«m 30 GASPARIS VERONENSIS : 12 abhorruit, ne muneribua aliquid aut enorme, aut plus quam vellet facere cogeretur Bed per Deum immortaleml quale fuit cius responsum, cum Caspar Veroneus de Gabriele Mar cello *, eius nepote, quereretur, quod esset mulieroaus, nec se a libidine continent, quae me moriam et ingenium enervat (nam ilium Caspar litteras edocebat); reapondit Paulus (verum turn cardinalia erat) se paucissimos iuvenes ab ea re abhorrentes abstinenteaque vidiese. 5 " Quia est hie, inquit, et laudabimus eum? , Hisque addidit: " Gratiasimum mihi foret si * castissimam et abatinentissiraam vitam Gabriel duceret Erat tamen Gabrieli Marcello ingenium liberaic atque benevolum; sed nemo sine aliquo crimine vivit. Trea Pontifex medicos habuit expertissimos: Christophorum Veronensem*, pace aliorum dixerim, incomparabilem, sive de medicinali cognitione loquamur et eius exercitatione ac 10 praxi, sive de moribus egregiia et mansuetudine. Non improbo caeteros, qui procul dubio non parvas laudes promerentur: hi aunt Iacobus Zocolus* et Sanctus Firmanus4 ; iile Romae 1 Queato princlpio venae dal Pontelke sAggwmen tc uppllcato al suo govemo temporal*. Vedl la bolla del 18 raarzo 1466, cob cui al prolblace al governatori dello Stato delia Chieaa dl rlcevcre doni, * praeter escu * lenta et pocukata quae blduo contuml possunt „ in Bttllarimm Romamim, V, 184 sg. e, con qualche variante, presto P. A. Dc Vaccina, Cotiectio Conttitutiomm etc., Romae, 1733, p. 173? I'originaie col piombo at c©nscr\'a atiVArckivio di Castol Sunt'Amgwlo, arm. IX, cafi. VIII, '5 4o 45 n. 10 (Akch. Vaticano). * Arch. Van., Aoogaria dot Commit, Bella TOr», reg. Et, c. 326 b; * 1448, die 34 octobris. Vlr nobiUs aer " Bartfaolomeut Marcello condam aer Benedict! prcsen " tavit officio aobllem juvenem aer Gabricllem Marcello * aer Petri condam scr Ntcolai, quern intendit acribi fa *cere ad ballotam aureatam pro venlendo de maiorl "consuio In feato Sancte Barbarc, et probabit etatem- annorum decemocto complectorum, alHrmatam per su * prascriptum aer Bartbolomeum Marcello et aer iohaa* * nem Diedo condam aer Petri, qui iuraverunt et hoc * sub pena tie., et affirmarunt predjetum aer Uabrlelem esse ril.ura lcg.timura et naturn ex legitlroo matrlmo * oio ex domlna Clara Gradonlco eiua uxore legltima et * cx ipao ser Petro Marcello tie. Non sappiaroo ac U giovine Marcello, di cui ai parla qui sopra, sla U dlacepo* to di Gaspare : ma non sembra, In ogni modo, chc egli po&sa easere atato nlpote dl Paolo I(, del quale non ap pare che abbla avuto aitre sorelle, cbe EUaabetta Zeno e Nleoloaa MlchieL * Di queato medico conferraneo di Gaspare tace affatto 11 Marin1, e il Mandosio, OBVTPOX i» 0*0 ma minor, ckristiam orbit Poatificum AreMatros P. AI. etc. em'&tt, Romae, 1784, p. 38, aa dire aoltanto ch'egli vlen rlcordato dai Platina. Maestro Criatoforo era ai servigi di Paolo II anche prima del pontificato, poiche ebbe a curarlo anche durante 11 conclave del 1464 (Akciuvio Rom., S/tnditort di Palatto, /464-1466, c 8a). Lo tro Tiamo quindi, coitanlemcdte, nei Mamdati Camorali, fra i prowigionatl nei Palazzo Apostolico, assieme al suo collega Giacomo Gottlfrcdi. 11 13 maggio 1466 il Papa gll concedeva una scrittoria lasclata vacante da Bertrando eletto TtscoTo d'Acqui (o di Acqs; cf. Gams, 544) ac cordandogli le necesaarie caenxloni, easendo Cristoforo queato medico a visitarlo e a confortarlo (Platina, Vita Pauti II, p. 303). Ma poco dopo Cristoforo veniva a morte ; polchi b dl lul certamente che parla 11 card. Am manati, ecrivendo al Papa il 33 giugno 1468: "...nuper * (deceaait peate) mcdicua, qui mane et reaper! reniebat * ad nieaaam (tuam) (CiACuxius, tomo II, cot 1091). In* fatti, dopo questo tempo non a'lncontra pli) il suo norae nei libri di conto dclia Curia. — Cura particolaxe dl " Maestro Criatofalo „ erano gii animal! di ogni specie, anche ferocl, che in grand* numcro si mantenevano ne* gli appartameatl del Papa (Arcuivio Rom., Sftnditort di Palatto, /466*7, cc 167, 174, 183 etc; ct /. A. Cam fami Optra, Venetiia, per Bern. VerceUensem, a. a., C 34A: epigramnia ad Pauium II dc tattlla), Paolo II raccolse pol e mantenae presso di se un ijglio del suo medico (Arcuivio Rom., Mood. Cam. /469-70, c. 175 A * Franciscua cond. domlni Chrlatophori medic! , e fra I "proTTialonaU,; cf. U maodato a c. 34s, maggio 1469}. * Fu quest! il piu iUustre del medlcl dl Paolo II. Figlio di Nardo di Cecco deila famiglia patrisla de1 Got tifredi di Roma (Amayukm, Famigtit nobili romaae, ma. nella Blbl. Casanatense, c. 419) egli era chlamato corau col aoprannome * del Zoccolo , (coal in docum. [buck, Cod. Dipl., Ill, 483; nei documeatl Vaticani e detto quasi costantemente "Jacobus de Zocous. o "de SoccuUs,}. Protetto gli da Callisto in, che lo ere6 scrlttore dclia Penltenslarla (Majuni, II, 139 sgg.), si trova poi fra i prowlgionatl In Palasxo lotto Paolo II, rino alia morte del Pontefice. Questl diedc al suo medico non pochl segni di benevolenxa e di fiducla; nei 1469 lo nominava caacclliere delia citta a lato di Simonc do' Teb U e con eguali oaori (Makimi, u, 174 214 aggi per gli emolument! dell alto uilicio vcdl Arcui II, vio Rom., Mood, Com, 1460-70, c. 35 a e Introitut et Bmtu /47/, c 178a); piii volte gli affidava mlsaloni n. 3; poUtlche (inviato, nell'agosto 1468, ai Signori di Tolfa, vedl Momd. Cam. 1468-60, c. 107a e cf. Majuki, n, 177, altra rolasione " ad certa loca pro negociis D. N. pape, nei luglio 1465, vedl Momd. Cam. /464-66, c 86a). Oltremodo generoso ai mostrava con lul nelle larglsloai 5» 60 6S 70 80 S5 * cum una et vlrglne (ac) conlugatui , (Reg. Vatic S4* c. 134a). Nei 1468, quando U Platina glaceTa malato nelle Paolo II inviava in denaro : nei Comfuta CmUemlarii /468-7/ troviaroo cbe in un solo anno (cc 31a, 30A, 39a, 3911) gli regald Jn pin volte 850 ducatl d'oro; onde il fortunato medico a ragione inacriisc nelle medagtie da lul fatte coolarc, a q^j imitazione del suo patrono, per gettare nelle fondamenta delia casa ch'egli eresse In P.a»a dl Pasquino, come cid (wtimotm So/V. mgA DE GESTIS PAULI SECUNDI suam traxit onginem, hie Firmi genitna est, Romae tamen cum more vitam 13 mo hi et Pontine: et omnibua domeaticia palatinis usui fuerint, si rogarentur qui aegroti fuerunt, reaponderent hoe trea, praesertim Chriatophorum, ant Esculapioa aut Apollinea aut Gallienos' aut Hippocralas esse, aliqni forte Avicennaa ant Almansores aut Mesuas respon 5 derent; ot etiamai nnua aat duo iniquis temporibus et aere diem auum obvissent ob in gentea morbos, non ait illonim inscitiae adscribendum : nec enim semper medicua aanat, nec semper morbus remediis et medicinia expellitur; oportet enim homines mori. Vellem vehementer caeteroa meritiasimoa eius palatii dilaudare, praeaertim epiacopoa, cu btlarioa atque camillos, aeu miniatros, quoa vulgus domicelloa appellat : in primia Theodorum 10 epiacopum Tarviainum ' pluribus virtutibus refertum, et summi pontificis relatorem praecipuum sen, ut utar recentiori verbo, referendarium, cuius utrinaque iuris facultatem, civilia et pon dnai, et non parvam rerum quotidianarum paene infuiitarum memoriam, affabilitatem erga omnes et eius laudes apud cunctoa ai vohiero ad unguem acribere, Ante diem cknuo computet vesper Olymfo \ 15-t) ut carmine poetae utar. Non puto esse praetereundum Stephanum Forolivicnsem archie piscopum Mediolanensem, qui itidem referendarius, seu relator, est, cui et plurima commit tnntur a sanctisaimo domino Paulo, qui ilium optimo aensu consilioque cognovit et moeroris sopervacanei inimicum, quo magia archiepiscopatus honeatatus eat, quam ipse archiepiscopatu nam longe maiora merebatur. Sed de hoc satis. Epiacopum Bergomensem *, iam permutatum in patriarcham Venetum, non tacebo, litte 3. aat Esculapioa] fedit. Marini ia esse aut Esculapioa awenuto Ckristi Pauiique gratia (Amaydrx, lac. at.; Mavdosio, of. Hi., p. 70). — Paolo II protest- an che an fratello dl Maestro Iacopo, quello Stcfnno Got 5 turedl enblculario del Papa (vedi Peg. Vatic. S3', «• ««). ehe divenne veacovo sotto Slato IV (Amayden, lor. cit.). 1 (f. a») Maestro Sante Plocchl da Permo. Non si trova mat, perd, fra 1 * provtsionatl In Palatlo ond'egll aoa sari stato * medico cubiculario „, ma scmpllcemente 10 'accolito, dl Paolo II. Coa tale quallti trovtamo de signato un altro inalgne medico di quel tempi, Giovanni degU Albareaanl da Ferrara, testlmone ad un atto stipu late ia Curia il ao gennalo 1469 (Aacmvio Rom., Di •.trtormm dot Camor/ougo 1467-69, c. 43 a). II Piocchi '5 mod, come al ricava dalla sua iacrizione aepolerale In Aracd!, vlvente Paolo II, a 44 annl " tertio nonis octo bris,-. l'anno non appare (vedi Mandosio, 8KATP0N clt., p. 136). Teodoro Lelll, trevlgiano (vedi D. M. Fkderici, « ^ Mtmorit trrrigiant smile ofert di distgmo, voL I, Vcnc lii, 1803, p. 113 «gg.; U nostro A. lo ehiama vtmetus, red! sopra p. 9, 1. 14, e cf. MAacei, II, aoo, n. 16), era •talo gli, come audltore dellc cause del Palazzo Aposto Ueo al serrlgi dl Pio n, che lo crei vescovo dl Keltre o lo •) trasferl a Trevlao nel 1461 (nel '60 gli aveva concern la preposltura delta Chieaa Curlenae; vedi Rtg. Vatic. 477, - »78a), e al valse dell'opera sua come nuncio In diverse parti (Pastok, II, 3585 PedexicI, of. cit., p. 115; Frame. Phlrff Bfistoiae, Venetila, 150a, c. 186 a) e come glu ¥ rlata In questlonl eceJesiaatlche (Pastob, II, 1 4a, nn. t e 3; 11 auo trattato contra Ga/lomm fagmaticam tamctio nm aache nel cod. Vatic lot. 8090, c. 68 sgg.). Lo rro namo qulndl, nel mandatl earnerall, fra 1 atti In P«J*aao, fin dal prindplo del papato dl Paolo IL 35 La lettera che questl dlresae 1'8 fcbbralo 1466 al duca dl Bavlcra intorno alia questionc ccclesiaatlca boema (vedi Pastor, II, 377 sgg.) h opera del Lelll (vedi II cod. Vo lte- lot. 39*3, c rao sgg., dove lo acrltto la parola i preceduto da una letter* dl Teodoro al cardlnale Amma natl; la letters papale il trova andie nel cod. Corsiniano 9/6, c. J44 sgg.). Per attri acrlttl di qneato reacovo ve di CiACOfrtcs, HI, 1 115. II Lclii morl circa il 31 marxo del 1466 (FoacBiXA, fscritiom II, p. 105 ct Gams, 803), dopo che II PonteAce (il quale gli dovera 1'appogglo deUa sua dottrina nella lotta sostenuta col cardinail rigiiardo I alia capltolaxlooe elettorale, vedi sopra, p. 7, n. a) lo aveva gli deetgnato alia dlgniti cardinaUzia (Pastor, II, 366; Pedbmci, of. cit., p. 113). * VergUii Aentidos, I, 374 * Stefano Nardlnl; se ne dlscorre a] libro IV. 4 Giovanni Barozxl, noblle venealano e consangui neo del papa Barbo (la mndre del Uarozal era figliad*una aoreUa dl Eugeoio IV, e cugfna dl Paolo II) aveva ot tenuto U veacovado dl Bergamo per gli officl dl quc st' ultimo, quand'era cardlnale; da questl egii era stato nearleato dl armare la trireme che attendeva In Ancona, nel 1464, il Barbo per muovere alia Croclata. Dopo 1'lnsuccesso delta quale, inalsato Paolo Barbo al pon tificato, il Baroczi ottenne da lul nel gennalo del 1465 II patriarcato di Venezla, dove ebbe a aoitenere awertlti, le rtglonl del Papa nella conteaa con la Re pubbllca, dl cui »ara dlacorso pid lnnanii. Queste no tliie si rlcuvano dull* Oratio in mori* yoanais fatruifro se froqut lota familia ad Pan/urn Sec*adorn Pout. Max. (nel cod. Marciano Lot. AY, 90, cc 3a B-47 a) acritta da Pietro Barozxl, U futuro reacovo dl Padova, II quale milk 60 (a c. 46a) I favori ottenuti dallo xlo nel breve tempo che vlsae dopo la elealone dl Paolo II: * Tu IPaule] qui haec (oflicia £amtliae nostrae in te] ma Vaa., 1*1 45 So 55 14 m»«., iu GASPARIS VERONENSIS ratisaimum quidem virum, aequitate refertisaimum et illi muneri multo aptissimum. Dicendum est quod existimo de Angelo Faseolo episcopo nunc Feltrense, prius Metonenae, cuius tanta est monim mansuetudo et acumen ingenii, ut omni dignitate magistratuque di^nissimus esse videatur'; quera sum demiratus in aermonibus suia rebuBque geatia. Aliquot diebua cum apud me conquereretur quod eius stomachus male proficeret et ventrem stipticum retineret, ei de 5 improviso quod ipse expertua fueram paratissimum adhibui remedium, ut assaa ficos molles et albas crebro usurparet et vesceretur, et id quidem faceret ieiuno stomacho pro ientaculo, nec quicquam aliud esaet ad horam usque prandii; quam rem efficacissimam ease cognovit, etsi ipse medicorum officio non fungerer publico. Quaestorem seu tliesaurarium in Urbe Laurentium episcopum Spalatenaem* inter caeteros voluit esse domesticum, cui admodum con- 10 iidebat, cum eum accurate et diligenter omnia facere didicisset, cuius inter virtutes splen didisaima est pietas et misericordia; addo liberalitatem, nescio an dicam prodigalitatem : nam ab avaritia procul abest, ut nemo magia, qui in munere suo adeo sincere et recte perambulat, ut in nullo crimine sex his mensibus sui recentis officii reperiri potuerit. At de eo sequen tibus libris alias sermo habebitur; plurtbus enim laudibus dignissimus existimatur, nam de 15 eius fidelitate in summum pontificem grandis oratio quaereretur, nisi modo brevissimi esse proposuissemus. Episcopum vero Savonensem 5 quibus laudibus extollemus? Profecto integer rimus et humillimus inter episcopos solet haberi ; vero eius res angusta domi multis vtrtutibus \iamh in obstat 4 , ut verbis poetae Aquinatis utamur. Nescio quid de Aquilano * aliud scribendum sit episcopo, nisi quod is est, qui rerum multarum usum habet, et in jure utroque perspicacis- 20 aimus rerumque curiaiium longe peritisaimus, et astutissimus; quem ferunt pontificis summi aliquando fuisse pracceptorem. Tirasonensem praeteream, magno sensu et intellectu, verum episcopum dignissimum • ; praetereo Laurentium, cardinalis Ravennatis', pracstantisaimi viri, fratrem, Ferrariensem episcopum simul et datarium, philosophum, medicum, theologum, quae tria in paucisaimis mortalibus reperies \ Taceo quoque episcopum Caatelli », qui nisi pecuniae easet 25 l-J. aptissimum. Dicendum est quod etc.] It Mahini interpungc cost: aptlMlmum * gni te facere ostendisti, vel cuiu Io. Barroclum, creatus " Pontifcx, ad tc per litteraa advocastl; Tel cum adven * tantl famillam tuam et complurea magnae auctorltatis S " viros obviam misistl; rcl cum ad to deductum bis ter * que complexua ei; vel cum el Cardinalls S. Petri ad est, quod tic. 23 aprile 1467, a Iacopo fratello e ad Angelo nipote del patrlarca defunto la confernia di rerti benl appartenenti alia mensa vescovlle di Bergamo, ottcnutl In fendo a tempo del vescovado dl Giovanni {Rtg. Vatie. 3S4, cc. " Vlncula paulo ante defunct! [II tltoio cardinallzio i * errato; al allude forae alio Scarampo, v. 11 lib. II] do " mum, quae palatli tui par* quacdam est, habitandam io « dedisti; rcl cum ex hia qui tibi In publicum prodeunti * asalstunt unum ease luaaiati; vel cum rel I * praefeclstl; vel cum patriarti ei tuam, " tlbl urbium carlaalma eat, nihil tale cogltanti " commislsti ; vel cum pallium Patriarchae dcaignato '5 '(quod hoc aetate aolua Cardioalia Rothomagcnsia as " aecutua eat) Purificationl» bcatae Mariae die solemn! * in aacerdotum, epiacoporum, cardinaiiura et popull ro * mani frequentiaalmo conrcntu mana tua dedisti; vel "cum Venetlaa mlsso negoclorum tuortun privatorum 20 «[cf. Aacil. Rom., Maud. Cam. 1466-68, c. 78a|, publl * corum, pracsentium fitturorumque In toto Scnatus Vc nctl, quod latiaaime latet imperio ruram mandastl ...... L'alfcrmazlone del Cannesio, che Paolo II Io abbla no minate cardlnale (cf. Pastor, II, 366), non pare suaal 35 stente: polche 11 nlpote non avrebbe certamentc man cato dl rlcordarlo, in codesto luogo, al Papa. II Barozzl trovavasl presao la Corte dl Roma an cor ncl febbraio del 1466 (Arch. Rom., Sptndiiore di PalasTt 1464-66, c. 106 n); il 6 di aprlle moriva a Ve y n«ia (Sa.vuuo, Vitc, col. 1183). Paolo II conccdcra, il 1 3S9-291). Intorno a lui vcdl le note al libro IV. * Su Lorenzo Zane, arcivescovo dl Spalatro, vedl il libro IV. 3 Valcrio, o Valcriano Cardcrini, gil vtscovo dl Alacclo e pol di Sagona; trasferito alia dloccsi di Savona nel 1443, c a quclla di Albenga nel 1466. Marini, II, aoi, n. 26. * Cf. luvenaiu Salirae, III, 164-165. * Amico Agulftlo. Lo ritrovlamo nel libro IV, fra 1 rardinall crcatl da Paolo II. 8 I*ietro Fcrrici, vescovo di Taraaona. Vedi U libro IV. 7 Lorenzo Roverella ferrareee, insegno con gran, plauso a Ferrara, a Padova, .1 Parlgl; fu fatto delta cltti natale nel 1410 da Pio II, che speaso al glovd ciella sua dottrina in gravi contingent (red! G. Max cisi-KerkantI, Sioria sacra e folitica di Ferrara, ibid., 1S08, tomo III, pp. 109-115; A. Liuanori, Frrrara d'oro imbrumUo ecc., Ferrara, 1665, parte I, p. 61; Pastor, II, »9». »34)- Paolo II lo tenne semprc rra* auol familiar1 (per lo stlpendlo asscgnatogll red! Arch. Rom., Maud. Cam. 1464-66, c. 34a), e gli affido importantisaimi in carkhi: nel 146S andava nuncio e oratore papale in Boc min, durante la lotta rcliglosa col Podiebrad: vial tro {,itd «C/« S a fmg. ug.) 3-, 4" 45 SO ; 15 DE GESTIS PAULI SECUNDI accumulator, in laudatissimis connumcratus fuissel; quippe qui diligentisaime auum obeat officium custodiendarum vestium paramentorumque summi pontificis, qui plurimis annis eo in munere non sine magno lucro cognitus est permansisse, quique ex sui epiacopatus reddi tibus et mercede Palatii fere nullam impensam exitumque habuit, cum paucissima familia 5 contentus sit; et pompae est inimicus, et forte pecuniam indigentibus erogat. Abbatis Sancti Laurentii de Aversa* nomen non supprimam, qui ex probitate et integritate sua domus magiater a summo pontifice institutus est, quern Graeci appellant architriclinum; cuius prudentiam attentionemque, dum locus erit, magis magisque laudabo. De Iohanne Condulmario *, nunc episcopi Feltrensis socio atque sodali, vellem mihi tcmpus adesset scribere laudes, cuius 10 mores sanguini apprime conveniunt, et inde parvo contentus est: Domini Nostri subdiaconus vitam lactam ducit, cuius est collega universalis ille vir, cuius fama passim volat, Iohannem Aretinum Torquatellinum * dico, cuius non dici potest rerum pene infinita cognitio. Video librum hunc primum nimis case prolixum; itaque iam imponendus est finis, nam in secundo quae erunt magis ardua et legentibus accepta mandabimus litteris et monumentis. 15 Voluissem lubens hoc ipso volumine prudentiam Pontificis aperire, non solum in eligendis epiacopis, verum etiam camillis, seu ministris, ac cubiculariia, quos omnea quiaque novit probos, tideles, humanos, qualemque in primis esse cognovimus Doymum Valvasonensem qui a vertice ad plantas' totus sapit, nec ulla afiicitur insolentia; quo hactenus nemo dominum auum magis : viva anche nel 1471 (Pastor, II, 3S5, 3S7 ; Arch. Rom., Libtr Crudalae 1464-73, e. lSo.\, Lib. Crmcialac 1470-7/, c. ioSb). Durante codetta missionc fu anche presso II it d'L'ngheria (MAScrxi-Fiam.wri, of. cil., Ill, p. 113: Lib. Crucialae citati. loc. cil.). Delia sua perizla nclla raedkina (ci fu medico cubtculario di Nicol& V) pari* !l Maxdosio, OE VTrOS cit., p. 95 sgg. pelit ' (/• *4) H Marini, II, 302, . Jo, alTerma che costui i Giovanni Oiandcroni, II quale fu vescovo di Citta di i" Castello dal 1460 al '7? (Gams. 684) cltando il breve dl Pio II che lo cred. nel quale non abblamo peri rlscon trato akuno acccono all'ufficio presso In Curia, di cui parla J"A. (vcdl Rep. Vatic. 477, c. 17 b). Ma che si tratti qui del Gianderoni tr confermato dai mandati di paga i: mento delta Camera, sotto Paolo II, * pro cantorlbus ca a capo del quali trovlamo semprc " Iohaancra ppiscopum Clvltatls CastcllJ „ con l'asscgno mensite di 10 ducati, e col tltolo dl " sacrlsta „ dclla cappclla pa pale: cf.. p. es., I Mam I. Cam. 1464-66 (Arch. Rom.), c. S5B. La denomlnazione incsatta * eplscopus Castclli „ ill reseorado di Castello, a Venecia, era gla sopprcsso in codetto tempo) si trora anche nella lacrizione acpol r«Je di un successorc del Gianderoni nella stessa dio ccs:: vedi FoRCP.t-t.A. VI, p. 47. 1 : ; '.' Corrado Capece, del Slgnorl di Tramutola, che fa creato da Paolo II arci vescovo di Benevento nel 1467 vedi le notixle che ne di il Marini, II, 303, n. 30. II Rniazzi {.Votixie storiche degli antichi ViccJomimi del 1'a ttiirckio Lateramemut e aV modermi frtfetti del Sacro Pa Y (irt» Afottolico, Roma, 1794, p. 40 sgg.) dice che costui fn 11 secondo del Prefettl di Palazzo, confondendo, cre diamo, la dignlta di * maglster sarrl palatii apostolicl „ the era copcrta sotto Paolo II dal teologo fra Iacopo li F.gldio (Arch. Rom., Mamd. Cam. 1464-66, cc. 17 1», 1611, 60a etc.) con t'ufficio dl " magister sacrae domus "palatii apostoUci , che era tenuto dall' abate Corrado fredl Maml. Cam. cit., c. 18 a; Matt. Cam. 1466-6S, r. 7c a ecc.). Pariroenti fu maestro di casa, non mae stro di Palazzo, 11 mantovano Bartolomeo Maraschi, suc ccduto nel 1469 al Capece (cf. Rknazzi, of. cit., p. 43; 4° Ret:. Vatic. $43* J") * Kotlzla di lui rintraccio U Marini, II, 302, n. 31 in alcune Icttcro dlrettegll da Mafleo Vallaresso dal 14(1 In pot. Lo troviamo pure piesso U card. Barbo in An cona al tempo della Crociata di Pio II (redi letters del 45 Vallaresso, 6 agosto 1464, In cod. Barberin. XXIX, 153, p. 5S1); rimasc poi al servizio del nuovo Pontefice, in quallta di aubdiacono. II 24 dtcembre i486 era incari cato di portarc aUo Scanderbeg, pur allora glunto a Ro ma (Pastor, IT, 341) un primo susaidlo In denaro asse- 5° gnatogll dai Commlasari dcUa Crociata (Arch. Rom., IJ bcr Cruaaia* 1464-73, c. 1 e6 a). Vcnne a morte, per la peste che infierlva netla citta, nel giugno del 1468 (vcdl la lettera da Pienza, 23 giugno 146S, dell'Ammanati a Paolo IT, presso Ciacon-ius, tomo II, 1091); II 16 dello 5S stcaso mese II Papa conferlva al proprt nlpotl Agostlno c Giovanni Barbo I due canonlcati lasclatl vacant! dal riefunto subdlacono nelle Chleae dl Verona e dl Padova (Reg. Vatic. c. 97 Bee. 123 a). s Giorannl TorteUt. Per I rapportl dl lui con I'A, 60 edi la nostra Prefationt. * Questo familiare favorlto dl Paolo II viveva pres so dl lui anche prima del pontificate (vcdl la letters del Vallaresso nel toil. Barberin. XXIX, iSjt, p. 503, del 10 febbralo 1461, in cui h rlcordato un " Dovmus ca mcrariua . del card. Barbo). Appena divenuto Papa, II Barbo conccdeva una scrittorla, vacante per la morte di Maestro Giovanni da Siena {Reg. Vatic, j+t, c. in: breve del 34 settcmbre 1404; Marini, II. 302, n. 34) a measer Dolmo, che fu anche canonlco dl San Pletro In 7° Vatlcano. A lui venne affidata la direztone degll appar tamentl papal! nel palazao dl San Marco; egll rlcereva Passcgno mensile dl ducati 16 per 11 mantcnimcnto pro prio e della " familla Sancti Marcl , (Arch. Rom., MamJ. Cam. 1469-70, cc. 34 b, 89 a, 169 A, ecc.; cf. Ibid. I Com- 75 fata Cmhcmlarii del /46^, c. 13) c in questo palazzo rac mar., uj 16 aegrotaret : GASPARIS VERONENS1S peramavit, cum quo et in conclavi dicitur extitisse '. Verum et Henricus germanus natione *, et facillimia moribus imbutus, a Pontifice eodem tempore non discessit, etai dominus graviter est enim natura auapte benivolus et omnium Gennanorum diligentissimus. Voluia sem quoque Baptiatam * itidem cubicularium et iliia duobua aequevum, dilaudare, non modo aspectu gratiaaimo atque venusto, verum etiam morum mansuetudine ; de quo alias. Probi- 5 tatem Baldessaria ' camilli longum esset explicare, itaque in aliud tempos differendum puto. Carolum etiam non tacuiasem Mantuanum 8 , qui semper apud se esse videtur, non titubans atque vacillana, non verbosus, immo magia aptua rebus atque negociis; nec non Raphaelem* eius conterraneum, gravissimum virum et bene moratum, et Ciceronia imitatorem egregium, ut eius epistolae ad hlium vel apertissime declarant; itidem Iohannem Cremensem \ amore et 10 benivolentia in omnes propensum, sic et beneficiis, quantum eius vires poasunt, apud summum pontificem, quern ipse sum meia in rebus expertus, in quo nondum est arrogantiae ullius visa scintilla, ab omni moerore alienissimus. Priapis* vero silendus nequaquam erat, qui baldusiara* tanta cum armonia pulsare dignoscitur, additis mirandis cantilenis, ut mortales sacpenumero a cibo potuque diatraxerit et mulierea mille impudicas effecerit; quapropter ante musicam 15 exercitationemque instrumentorum et cantuum prudentissimus est: prudentia enim non parva virtus est colse I 'ultimo retplro del Pontcfice, morto improwiia mente (Pastor, II, 634). Un fratcllo di Dolmo, Ricciardo da Valvasone, ottenne dal paps Paolo, a petizlone del primo, 1« caatellanla dl Ronclgllone (Rig. Vatic. 344, S c. in a, 37 aprlle 1469). 1 Arch. Rom., Mamd. Cam. /468-69, c. 65 b (8 lu gUo, 1468): il paghino 35 dncatl 'domino Dovmo (de * Valvaaono) pro totidem per eum de aula proprlls pe * cunlla de mandato S. D. N. Pape expo*ItU pro certla «o * cortlnlt Tlrl(dl)bua oporrunls In conclavi aaaumptlonia « elusdecn S. D. N., que cortlnc port eamdem aaaumptl * onem in eadem conclavi remanaerunt. . Cf. Makini, TI, 303, n. 34. * Dei tre familiar! tedeacht, di nome Enrico, alia »5 Corte dl Paolo H, ricordat! daj Maruti, n, 303, n. 33, cl aembra cho ala qui indicato Enrico Dailman, cubicu lario aecreto del Papa, dal quale ottenne numeroal be ne6ct e ftrori (vedi Marinl, II, 168, n. 3). Sono acrittl di aua mano I Com/ata CaAica/arii aotto Paolo H, che 20 si conservano ncll'Archlvio dl Stato Romano. Denche fornito di numeroal canonical!, e prepoaito de' SS. Apo •toll dl Colonia, non preae gll ordlni maggiori, per dl apenaa accordatagli dal Pontefice (vedl Rig. Vatic J*S, c. 31 a; 317, c. 337 ag.; 333, c 48 agg). Fu atretto 2J d'amlcizla col card. Iacopo Ammanatl. vedl J. Ammo nati Bfistolae, Medlolanl, 1506, c 163b. Mori a Roma nel 1 471, pochl glornl prima del auo aignore (Marixi, loc. at.). » Non Bartlata Colleone, come crede 11 Marini, 30 II, 303. n. 34, ma Battlata "de Caatlilono de Medio lano„, che troriamo fra i " proviaionati , dl Palazzo fin dal prlndpio del papato di Paolo II, dal quale egll otteneva nel 1465 la dogana generale " pecudum . ncl Patrimonlo dl S. Pletro (Rig. Vatic 344, c. 1180). A 35 queato cubiculario eglt affidara, neU'ultimo anno del auo pontificate, 1« cura e la aorvegllajtaa degll amanuensl che atteaderano a coplare libri per ordine del Papa (Arch. Rom., Cemfuta Cabicalarii, 1468-71, cc. 57 B, 59 b, 61 b). * Baldauare da Biandrate, eecondo il MARINI, II, 4o 303, n. 3$, il quale rieorda vari benefict ottenutl da coatul aotto Paolo n. n Biandrate troraai lnfattl nel numero del *provUionati in Paiatlo,, nel llbrl delta Camera Apostolica lotto quetto Papa. 6 Carlo de' Franzonl, chlerlco e noblle mantovano, acudiere del Papa, da cul ebbe frequentI bencficl (vedi 45 Rig. Vatic. 33J, c. iSS»; Marini, II, 303, n. 36; Arch. Rom., Mamd. Cam. /464-66, cc. 83 a, 97a, 138 a) e lnca rlchi di fiducia (vedl Mamd. Cam. cit., cc 66 a; ComfKta Cnticalarii 1468-71, e. 58»). II 22 marso Paolo II eon fermava un accordo Intervenuto fra II Fraftaonl e il mona- 5" atero dl SanfAnattaaia di Verona rlguardo al tettamento dl «quond. Iacoblna, quond. Ollanl de Verona pbialci " muller veronentla vidua „ zia del familiare del Papa (Rig. Vatic. S34, c. 397). Da Roma questl teneva con la marchess Barbara dl Mantova una dlllgeote corrltpon- 55 denaa epiitolare, rlcca di Informazionl politiche, mease a profitto da] Pastor, vol. II, fauim. st i « Secondo U Marini, II, 303, n. 37, aarebbe que Raflaele Brugnoll, che fu pol aecretarlo apoatolico aotto Aleasandro VI. 7 Giovanni Monelli da Crema. Vedi il libro IV. * E questl il aalernitano Briobi de Fuaco (o Brio bisso : tal nomc a'incontra p!u volte in document! del «ecoll XIV c XV; vedi p. ea. Arciivio iter. uafoUtamo, 60 IX p. 316, Archivio di Sac. Ramaaa di st. fatria, X, 65 P- 3S3), «codiero e familiare del Barbo, anche prima del pontificate (vedl il breve dl Paolo II, dei 38 agosto 1460, in Rig. Vatic. 477, c. 210 b, con cul gli si concede un canonicato nella rhEeaa dl Coaenza). Da Paolo II ot tenne vart bencficl nelle dioceal dl Salerno (Rag. Vatic. 70 JJS, e. 117a; 11 ottobrc 1464) e dl Beavenuto (Rag. Vatic. 3*6, c. 351 a; 1 dlcembre 1466). Al tempo delle controversic con gli AnguUlara, Paolo II mandava Brio bisso ambatciKtore al conte Deifobo (Arch. RoMn blapui. Cam. 1464-66, c 41 b: gll al asaegnano ducatl So per le 75 pete aoatenute, 31 dlcembre 1464); U 38 mano 1466, gll concede»a 15 ducatl • pro eiua expenals in eundo ad •certa loca pro recuperanda valetudine aua, (Mand. Cam. cit., c. 163 a). ' Da "baldoaa „ istnimcato da muatca ruttlcana, 8c •econdo il paaao del Morgan!* dt daiia Crusea. n vo cabolo latino non al trova nel Du Cange. 17 Dabitur commodius tempua extollcndae vitae et religionia Fratria Garziae Hispani\ honora tisaimi liberarii', nec non Fratris Modesti Veronei*, litteratissimi' et doctissimi hominia: Gar2das sanctissimi Benedict] Ordinia *, Modestus vero aancti Pauli ease feruntur. Lucam Senenaem & laudare temporibua nostris non est opus: nam cum inter Senenaea in eo Palatio aolua per 5 manserit, vel evidentisaimum iudicium ease creditur, nullas in eo fraudes fuisse, aut in quem quam contumeliam irrogasse tempore Pii Secundi, cum caeteri paene omnea Senenaea, qui Pium Secundum secuti sunt, aufugerint, latuerint, capti aint, poenas dederint *. Bonipertus eques omnibus gratus 1 . . . . splendor quidem et lumen palatii Pontificia esse videtur, magna vir aequitate et benignitate; verum habitum plusquam militarcm semper excoptans, quod animus magnificus 10 excelsusque nempe requirit ut auro et serico admodum delectetur. Petrum Galium * praeter omnes humanum, dulcem, nemini adversum, omnibus dcditum omnique melle aua\*iorem quis ad unguem pro suis mentis dilaudabit ? Iacobum Barbadicum ' plurimarum interpretem lin guarum difficile est praeterire silentio, cum forte unicus ait non solum apud pontificem, qui plurea linguas noverit, sed forte in universa Italia; itaque paene singular! amore a Paulo Se 15 cundo dilectua, praesertim cum nullo vitio scelerato tinctus esse videatur. Voluissem Iacobum Raus M , servientem armorum non infinum, virtutibus suis tollere, cum paucas non habeat, pre sertun cytharae aptissimus, metallorum naturae cognitOr egregius, et Chonradi itidem Teutonici amicissimus, quos qui semel audiret liras tangentes, armonias coelestes esse putaret; qui ideo can Pontifici sunt, quia plus annos viginti in ipsa Curia apud Paulum, cum cardinalia esset, 8 1 ] laatm* tlPtdit. Majuni. Frm Garxia dl Leon, abbate del monaatero dl Santa Maria dl Huerta, nella dloccal dl Sagunto, fu cu biculario segreto di Paolo II (vedl Arch. Rom., Computu • CatitmUrii J 468-71 ', c. 39 a), U quale gU concedeva, 11 t8 genaalo 1467, una commenda e cappellania in Roma {Rtg. Vatic S'S, c 304 b), eUa8 gennalo 1471 gll elar pra 25 dacarJ, * ad defendendas causai et lura ecdeaUe •SaactiJacobl de Urbe , C»mf%ta Cubicularii clt., c 59a). 10 Vedi anehe 11 Mar:si, H, 303, n. 40. ' n rocabolo non e registrato dal Forcelllal, ne dsl Dm Cange. O Marin! annota: Tone librarii„; e dorrs intenderai qui /tbrerimi nel tento di notarial, o di certa digniti ecclesiastics, secondo 11 Dv Camok, tomo '• IV, p. xoj. 1 Non ci accadde dl trovar talc nome nei docu ment!. Forae 4 questo (rate reroneae l'sutore della Efi us!a de marie tCugemi IV (pubblicata dal Muratori, /. ci, tomo Hi, parte II, col. 902 agg.), la quale porta x 1* aojcrixlone 'Modearus mo.... Cublcularlua lpaiua •S.- Pape Eugcnil IV,. 4 Infatti il 30 aettembre 1468 11 Papa concedeva a Frate Garxia * qui prldera monachua monasterll Sanctl * Beaedictl de Valleoleti .... fuerat „ di contlnuare a por ; 5 tar Pablto c a aegulre la regola dl detto Ordine, bench*, come abbate dl Santa Maria dl Huerta, appartenrssc »1 "Ordlne del CUtercenai {Rtg. Vatic, jjt, e. 28a sgg.). * Luea di Nello degli Amedel, acudlere d'onore e itmEiire di Plo IT (Arch. Rom., Mand. Cam., 1464-66 y V c- «5 a) dal quale ebbe altrl lucroal e Important! ufficl (March, n, 303, n, 41); il tuo nome at trova fin dal 1*64 tra quei prowiglonau del Palaaxo apoatollco, chc joderano 1 piu lautl ttlpendl. ' Vedl le oaserrazlODi del MAatSi {tat. ci/.) intorno 15 *Ue pertecuztoni dl cul furono vlttime 1 Seneal dopo la aorte dl Paolo II. Alia Corte dl Paolo troviamo perd qualcbe attro •eneae, oltre 1'Amedel, fin dal prlmo anno T. Ill, p. xvi — j. del auo pontlncato (vedl Arch. Rom., Mand. Cam. 1464 1466, cc. 102 b, iiSb, 164 ecc); e aempre piu largo dl favorI ai moatrd queato Papa ai parent!, al conterranei 40 e al client! del auo predeccssore negli until tegucnti (vedl Rtg. Vatic. J44, cc. 76, 117 per ufficl concetti a' Plcco lominl, c Rtg. Vatic. 345, cc. 48, 49 a e 75 a, per la riammiaalone in officio, nel 1469, di molt! anttcbi cubl cularU dl Pio H). 7 Bonlperto de1 Bonlpertl, U quale mor) durante II pontlficato dl Paolo II, redl Marixi, II, 303, n. 43. Un Dlonlalo de* Bonlpertl trovlamo fra gll acudleii del Papa * provitlonatl In Palatio „; a Dlonlalo, e a Criato foro da Blandrate erano daU, nel lettembre 1465, am- 5° aid! in denaro * pro eundo ad terras drcumvlcinaa pro " auaplclone pestls , (Arch. RoMn Mand. Cam. 1464-66, cc ro3 e 107). * Intorno a lui redl 11 llbro IV. * Ancae dl Plo II 11 Barbarlgo era itato ' Interprea, 55 • ac acutlfer honorla et commenaalla continuus, (Arch. Rom., Div*rs Camera/. /644, cc 35 s» a; cf. Majuni, IT, 164, n. 30); lo trovlamo pal aempre fra 1 familiar! dl Paolo II, che lucraTsno 1 maggiorl atlpendi (vedi, p. es., Mand. Cam. /469-70, c. 157). Questo Papa ebbe a favo- 60 rlre piu peraonaggl dl codetta caaata, del quail cl oc cuperemo Uluttrando la Vita di Paolo II del Canneaio. 10 Queato aoldato muaiclaU, famlllare dl Paolo II (nel document! rien chlamato * commentale contlnuo , e *xamegllo „ del Papa) era di Norimberga; il tuo co- 65 gnome apparc lotto forme dlverae: Raw, Racho, Ran, Rao. II 10 glugno 1466 gll era conccssa dal Papa una vicaria perpctua nella Chleaa Bambergheae {Rtg. Vatic S36, c. 364 ag.)s II 33 aprlle aprlto 1468 pagara al teao rlere pontlficio 1' " annata , per una prebenda della Chie- 70 aa Taurlenae (Arch. Rom., tntroitat rt tmihu /467-68, c. 117 s). Cf. topra, a p. 3, n. a. ma... im 45 GASPARIS VERONENSIS e 18 M*»., 1« perstiterunt, quorum Iacobua longe modestior esse dignoscitur. Postremo, ne omnes dome sticos de8CTibam plurima laude dignissimos, nam et aliquos non novi, et nec quicquam re ipsa et nomine' efficit, praeterito Chri8tophoro cubiculario cuius mens ut nil mali concipit usquam, sic nec oa proloquitur non omnino. Addam tanrummodo signum evidentissimum summae sapientiae Pauli Sccundi, quod cum multa negare possit simul et neget, etiam pessimis 5 hominibus adeo se humane gerit et blande loquitur, ut nemo hactenua non contentus abiverit. Sum quoque raemor Francisci Christiani *, barba oblectati ut vir, non mulier, videatur ' qui rerura maritimarum peritiasimua eat, et licet illiteratu8 agnoscatur, longe tamen melius geographiam pernovit quam, quos novi, multi litterati egTegiique grammatici. Latinaa tamen tiguras pernovit, et urbium et insularum, fluminum et aequorum ct talium rerum, et legere et 10 acTibere non ignorat, pronunciatione dulcis, vultu gravia, in sensu velut anas. Sed de hoc non plura. Ut ecce. Bartholomeus ex pago Mantuanua 4 , gTammaticisaimus, ita dixero, et in scribendo satis ornatua, nonnullas nugas in pontificem prolocutus est, cui tamen omnino pe percit s ; quod ferunt Claudium Imperatorem semper servasse, cum diceret linguae mortalium et mentes se compescere minime posse, abstineat modo manus. Alius * paene eodem tempore 1 Del due camcrleri di Paolo II dt queato noroe, ri rordatl dal Marixi, II, »04, n. 46, crediamo ala qui da In tendere Crlstoforo da Blandrate, che appare fra I * prov visionatl In Palatlo . nel Mnndatl Camcral! a tempo dl $ queato Papa, della cul benevolenza verao dl lit] nbblamo plu prove (Marini, lie. at., e cf. lopra, p. 17, n. 17). * Nulla sapplamo dl queato Intereaaante peraonag glo, ac pure non e quel Franceaeo Malacarae (probabilmen te un Vcncto) dl cul II Platina (Vita Pauli II, p. 310) rac IO conta, come la aua conTeraazlone fosae aaaal gradlta al Pontefice. E che Paolo II, da Veneziano che In glo Tcntu arera preto parte aperegrinazioni marlttlme (vedl cod. Vatic. Urbin. /639, c. 481 a. e cf. Platina, Vita Pauli II, p. 384) amasae le deacrUlonl dl Waggl e gll 'S atudt geograftcl in generale, parrebbe provato anche dal fatto, che a lui renWa offerta da Glorannl Busal la edlzlone princlpe dello Strabone tradotta da Grcgorio Tlfernate (vedl DrxaruklLh, In Mtlangts d'arcbfol. et tPkistoire, XIX, 1890, p. so), e dal frate Nleolo Germano 11 *° Tolomeo con le ta»ole dlpinte con un nuovo alatema da lul Inventato (Ptoiomti Gregrafkia fer Nicelaum Gcr manum, Ulmae, per Ioh. Reger, i486, c 43 ag. 5 cf. Pastor, II, 317, o. 1). Si aggiunga, che qneato Papa mantenne alia aua Corte 11 veneziano Glrolamo Bellavfeta, U quale 2 5 era atato da Plo II Incarlcato dl eaegulre un mappa mondo. al quale lavoro per moltl annl; cf. Muk*tz, Its OreI & SI allude agU attacchl del Platina contro 11 Pon- 45 tefiee, che arcra graremente ofleal gl' Intereaal degli ab breTlatorl della Curia. La protcata minacclosa Inriata da lul, a nome del eompagni, a Paolo II, fu, come narra lo ateaao Platlna, la cauaa della aua prima prlgionla nd Caatel Sant'Angelo, cotnlnclata ncll'ottobre 1464 e durata quattro meal (Pastor, II, 285 agg.). II Gioruale di Poole II (cod. Vatic. Urbin. 1639, cc. 481-484; cf. U noarra Prcfaziome) rlfrr'aee invece, che I'arreato del Platlna fa dovufo all'accusa di avere egll " attaecatl alle porte del * Vatlcano alcunl Infaml mottl aalacl, che furono in mano 'del Papa pervenutl, che laceravano la aua reputation *e renderano acandalo conalderabile, etc. m. n Platina pote dlmoatrare la aua innocenza — aecondo il Giomale — quando al acoprl che l'autore del * motti , era un vl terbeae, iatlgato dal conte Ererao deU'Angulllara (forac dal ngll dl Ererao, 11 quale era morto 11 4 aettembre 1464, appena avrenuta la elexlone del Barbo). La fraae dell'A. " omnino perpeclt , dere qulndl Intenderai nel aenao della Itberazlone del carcerc. * CredEamo dl non aodare errati, riconoscendo In queato poeta, coal maltrattato da Gaapare, G!annntonlo de' Pandonl, detto U Porcellio. Tent& Infattl il Porcel llo, ma Invano, di ottenere il favore di Eugenio IV, lotto II quale ebbe a aublre lunga prlgionla (Tcdl U. Frit TBLLI, G. A. dt' Pandoni dttto il PorctUio, Flrenze, 1900, 50 ss arts ecc, U, p. 11. * Alia acherzoaa allualone dell'A. alia barba di Fran cesco fa rlacontro una lettera dl Gregorlo Correr (nel V cod. Vatic, lat. 3908, c. 1jo) In cul queatl rlferiace un co mlco dialogo da lul tenuto(i45i) con Enoc d'Aacoli, rl tornato barbuto da un vlagglo nell*Oriente, donde gll dentall portavano taleotta la uaanza dl laaclar cre acere l'onor del mento. 35 * Bartoloraco SacchI da Pladena, groaao borgo preaao Cremona, dal quale preae U aoprannome dl Platina. Egli fu annoverato fra gll scrlttorl c/emonetl (Vairawi, Crt mowenjtum monumtnta Roma* entantia, para I, Romae, 1778), ma non fa meraviglia che il noatro A. lo dica raanto 40 vano, etaendo il Platina nato nello .Stato del niarcheai di Mantora, e rlaauto alia loro Corte: in Roma cgll era pure, In queato tempo, al aervigi dl un Gonzaga, U card. Franceaeo. « Platano Mantovano , e chlaraato an che in un documcnto preaao Pastor, II, 702. p. 30 »gg.), e quello dl Niccold V, da cul fu caccfato in narra lo ateaao Gaipare nella Introduzione al a Glovenale (cod. Catanatense 397, c. 3 a) con parole, che par bene alludano al vcral che pubbli chiamo qui aotto. La cauaa dl tanta acredine aara da ricercarai nella geloaia di meatlere, polche ambedue cam pavano In Roma facendo II pedagogo; e gla pin annl innanzl 11 Pandonl avera aggredlto Gaapare con queato 1: Virgiliut did vis alter, it alter 'Otir^C, Et it'H feonias tern malt fostss aquas. Si miki quot freuesis species per inane vagantmr Dixtris, ad votum sic, musa, tuum Hie ego tabefico s/argam tibi sanguine crimes, Stfius inanus vatum de more Lints est: Die modo si fotis *s, sis ne hema, sis ne DE GESTIS PAULI SECUKDI 19 mtrum in modum dolens et quaereus quod cardinalis Sancti Marci summus pontifez evavisset, acceptus est tamen perbenigne ab eius Sanctitate, grateque respondit cum nonnulla carmina, me praesente, frigide decantasset, Buperiori tempore in Pium Secundum, paucis mutatis, itidetn recitata, et bine inde turn ex poetis maioribus turn ex nostria fuere subrepta; quem tamen 5 non ignorabat Paulus hominem esse infamem ab Eugenii Quarti usque temporibus, suppli cationum suppoaitarum auctorem, adolescentum corruptorem, verborum depravatorem, linguae graecae osorem ', sine cuius cognitione' auctores nostri haud recte intelliguntur, quem nec Eugenius, sapientissimus ille pontifex, nec Nicolaus, uec Callistus quidem ad publice legendum ex illius ioscitia et pessimis moribus unquam conducere voluerunt; bonorum carminum su 10 breptorem, mendaciorum compositorem, sui laudatorem, aliorum vero vituperatorem. (CW. Atagliab., Cemv. Sofpr., IX, jo, c. i5 a. n ti tolo dell'eplgramma e: Irriditmr ftdagogarmm frimetft (i. Vrrtmmtis; ne citd due versi 11 Fiuttelli, of. cit., p. 53 sg., che lo erode diretto a Guarino Veronese. 5 Non si diraentichl, per caplre la tatira del Porcellio, che Gaspare era dilettante dl medlclna; ci. la nostra Prrfa Che II Pandonl fosse a Roma anche al tempo dl Calllsto 111, non si pu* aflermare, ma nemmeno esdu io dere; il sa inrecc come egU fosse protetto da Pio H, e insegnassc pubblicamente sotto codesto Pontefice, non amico del nostra annallsta. II farore del nuoro Papa tent6 11 PoreelUo dl conquistare fin da principio, con gran dispetto, si rede, del grammatico Veronese : ne alle ;? aduUzlonl dello scostumato poeta fu sordo Paolo II. Quando, nd 146S, il Pontefice pubblkd la pace d'Italia, 11 Pandonl si feoe innanzl con due carml (vedl Frittkixi, Papa ; tf. ext., p. 74) celebrantl l'avTenlmento e le lodi dei l'aano seguente questl gll mandara per mezzo del m proprlo medico uo snstldio (Arch, di Stato Rom., Com pule Cubicularii 1468-71, c. 12 A: “S. D. N. per manus mag.ri Jacobi de Soccolis largitus est domino Porcello “duc. largos XL”, 3 maggio 1469). Il Pandoni fu inol- tre cantore delle grandi imprese edilizie del Pontefice; vedi i suoi versi sulle fabbriche di Paolo II, pr. MUNENTE, Les arts etc., II, p. 54. Anche il poemetto composto in occasione del trasporto del sarcofago di santa Costan- za da Sant’Agnese alla piazza San Marco (1467) e pub- blicato dal MÜNT (in Mélanges G. B. de Rossi, Rome, 1892, p. 138 sgg.) sarà forse opera dell’umanista romano, buon intenditore di cose d’arte, il quale esaltò ne’ suoi versi i pregi dei grandi artefici contemporanei (cfr. STE- VENSON, in Mélanges d’archéol. et d’histoire, VIII (1888) p. 458; FRITTELLI, op. cit., p. 136). “La ignoranza della lingua greca era stata rinfacciata al Pandoni già da altri; e fu causa della notissima diatriba fra lui e il Basinio, alla Corte di Sigismondo Malatesta. Vedi FRITTELLI, op. cit., p. 52 sgg.; ROSSI, Il Quattrocento, p. 63, 412. o s LIBER SECUNDUS. on pudebit mazimoB viros, quorum mentionem faciemus, si quando hnnc secun dum Iibnun legerint et se sublatos ad ethera splendoribus suis, dignitatibua, hono ribus ease pernoveruat Non pudebit, inquam, me a Leonoro incoepisse, addito Leonardo Datho, illo bononiensi hoc florentino, de quibus priori volumine di cendum fait: nam et hi inter clarissimos viros et doctisaimos homines connumerandos esse censeo, qui non minori Htteratura et rerum plurimarum cognidone atque prudentia valent Ve rum latinis litteris graecas Bononien&is 1 adiecit, atque adeo probe eas perpulcreque novit (de graecis dico litteris) ut aeque graece loquatur ac latine, quod paucos inter Italos novimus esse 10 aaaequutos. Audivit enim Leonorua Theodorum Thessalonicensem eiusce linguae peritiasimum 3. pemovcrunt] pcrnovcrlnt M, — 6. et I Leonoro de' Leonori (o Llanoro de' Llaaori, come e chiamato quasi sempre nel documentl) appartenne alia oj»U bolognese da cul uscira, in codeatl anni, nn ben noto plttore, Pietro Llauori (Burckhaxdt, Dtr Ciceromf, 8* edl*., parte If, p. 624). Dl Leonoro tacdono aflatto 1 modernt icrittorl di ttorla letterarla: solo 11 Voiot, Smta SiMo Piccolomini, Berlin, 1863, rol. HI, p. 611 ig. to rlcorda, riferendo queato paaao deU'A. Come copUta dl codicl greet h mensiouato da P. ok Nolkac, La bi il MiitUqut de Fkfvio Ortim', Parli, 1887, p. 170. Una notizia biogratica, dove sono rarie Inesattczze, gll dedlcd Faxtczzx, Seritlori Bologinri, Bologna, 1786, pp. 54-57. II I-eonorl uscira dalla ecuoU dl GuarIno da Ve 1 : 11 Carbone rlcorda neUa oraxione funebre per Gua Llanomm, utramque linguam egreglc rallentem „ fra gli anttchl dlacepoll dell' Irnigne maestro durante la sua eondotta a Ferrara (1436-1460); redl MOllmkr, Rtdem tmd Brie/4 italicmitcker f/mmanislen, Wien, 1899, p. 97). I suol rapport! con la Curia papale erano taco ,]eteoa e. t a M\n„ 10« Appendice, p. 119) nel Caatello dl Cento, fuggendo la 30 peste che Infierlra a Bologna e In molte parti d'ltalla. In una dl qucste lettere (c. si6, 19 norembre, «v KsiroUitp) at duole di non aver potuto arrlclnare II Papa, per ve dere U quale il era recato con 1'Albergati ad Assist, dove NlcolA V eraai condotto fuggendo, egll pure, la peatUenza 35 (Pastor, I, p. 357): ma U Papa avera promesso a Via nesio dl dargll un ufficio (axptntojfav tivd); c pochi glornl dopo (lettera latlna a c. 313, del 23 norembre) 0 Leo nori annunciara al Tortelll U auo prossimo arrlvo a Roma: * . . . . cuplo enlm non modo cum rellquta amlcia 40 "et cum Laurentio Vallensl mei* dellclia case in Urbe, " ted etiam molestill hulus abbatli Petri Calabrl libe •rari ,. II dotto abbate (redl la nostra Prefaxione), del quale 11 glovlne bolognese parla qui con termini dl bla ilmo vivrsalmo, come d'uomo dl caratterc aflatto intol- 45 lerabUe, hi probabUmente maestro dl Leonoro neUa lin gua greca, neUa quale questl dorera gia allora godere faraa dl proretto, se Giovanni Aretlno gll offirira, in 1 dal tempo dl Nicold V; ne mnno fcde alcune idlrizsate da lnl a Giovanni Tortdli nel 1449 (autograft nel cod. Vatic. lot. 3908, cc. 208, 212, 216; l'anno troraal neUa lettera a c. 112), mentre ttara insle me col nio protertore Vfanesto (certamente 11 bolognese Albergati, protonotario e lubdlacono aposto •otto NlcolA V, II quale visse pol aempre In Curia IT redl Gajumpi, Sagrgi di osttrvazioni, nome dl NlccolA V, dl tradurre U Gmtrra Goticzi dl Pro coplo: incarico, che il Bologni-so si mostrara resUo, per SO modestla, ad accettare (cod. di., cc 203 e 205; lettere del 14 e 20 ottobrc [1449]), ma che port6 pol, aimeno In parte, a complmento, cf. Faktvzzj, p. 57. A quest perlodo dl trattatlre si rlferiscono anche due lettere dl T.eonoro a Nicodemo Tranchedlnl (nel cod. Ricxard. 834, 55 c. 35 b, tenia data) per implorarne l'aiuto, al line dl ot 22 GASPAR1S VERONENSIS et non ignobilem philosophum, a quo multa perdidicit, praesertim in hellenica lingua, quam, ut diximus, Theodoras excellentissime tenet et plurimos edocuit e.ih c.j* At Leonoras in primis eru didssiniu8 noscitur evasisse: scribit enim graece' concinne, quod tamen perdifficillimum est etiam doctissimis hominibus; nam, si comparare voluerimus, longe facilius estgraece sive latine loqui quam scribere. Itaque saepe demirantur magna auctoritate viri, qui ilium non ignorant 5 quonam pacto tempus terat incassum, etsi apud summos pontifices vitam degere constituent Nam post Pii Secundi obitum 1 apud benegnissimum Paulum Secundum vivere statuit, non tamen, quernadmodum prius, in brevibua pontiiiciis conscribendia quae formam epistolarem habent, non enim idem genus laboris insequitur; sed cubicularius iam evasit, et dignior multo quam an tea unquam extiterit perhibetur Posset profecto excellentiori ac prestabiliori re tale et tan- 10 turn ingenium exercere : nec ideo huiuscemodi epistolas quae brevia dicuntur pontifkia un quam contempsi 4 ; verum quaestus gratia is status, ea vita, id exercitium genusque laboris ab illo ante diligebatur fortasse eo animo ut, cum ad ingravescentem aetatem peTvenisset, poetari philosopharique commodius faciliusque et sine mendicitate posset, praesertim ha'bitis aliquibus bonis pinguibusque benefices. Audivit enim saepe dictatissimum proverbium, neminem his, 15 9. multo] Gh) St.; nmto A. — 11. contempal] contemsl M. — u. id exereitium[ ad exercitium At. — 15. di ctatisslmum] doctlssimum At.- proverbium] a am*$ta farola stgmt in A. mm 1 tafmnto. teaere dal Papa uoo stabile collocamento e render vanl gll sforxi dl chi voleva toglierll 11 favorc del Pontefice, che S sarebbe qulndi NlecolA V, preMo 11 quale ai trovava In codesti annl 11 dotto ambasclatore mllanese, e ne godera la confidenaa (cf. Pastor, I, 476, 516, 515 ece. e M. Bor sa, P. C. Dtctmbri t tmmetaesimo in I^fmbardia, Milano, •8931 P- 4* *%&)• Nell'ottobre del 1454 egli, che stars o In quel tempo a Roma, rlslto Plrenxe, dore ancbe prima dell* aua Teauta era nota e amis[rata la sua alngolare familiar!ta con la lingua ellenlca; vedl le lettcre a lui dlrette da Donato Acclaluoli (Kirenie, \* ottobre e 4 no vembre 1454) nel cod. Afagiiabtckia*t VIIt, 1390, cc. 89 u S e 90B (cf. Deixa TORBJI, Stcria d. Accad. P/atonica di Firenx*, p. 348). Nel 1456 ottcneva la cattedra dl greco nello Studio Bologneac, dove inscgnava ancora nel '58; Faxtuzzi, p. 55. 1 Teodoro Gaza tenno dlmora In Roma fin che 20 dur6 il pontificate di Nicold V ; vl fece ritorno, a quanto sembra, verso 11 14S9, e vi ttctte piil aani ; Voiot, Ri torgim,, III, p. 50 agg. La sua prcsenza a Ferrara i ac certata negll annl 1444 e '47 (Voiot, fee. ci/,, p. 51) "1 e pure certo ch'egll rl tenne pubblico insegnamcnto (cf. S le oraaloni del Carbone nel Cod. Otloh. /at. 1133, cc. 100 a, 143 a, 233 agg.); II Leonori sari qulndi stato tuo dl acepolo, come lo fu dl Guarlno, In codetta dtti (cf. ta nota precedente): diacepolo giovanlsslmo, poiche cgll veniva chiamato * adolescent * nclle lettcre di 1). Ac 30 ciaiuoll del 1454, citate nella nota precedente. * Pio II conduaac con «4 da Bologna a Roma, nel 1459, 11 Leonori, come affcrma II Fattuzzi, of. at., p. 55, 11 quale enumera 1 moltl favorl che quest! ottennc dal Pontefice. Nel breve, con cui Pio II gll accordava 35 un'annua penalone tulle rendlte del monattero di Santa Maria di Monteamlata (dato da Siena II 30 agosto 1460, In Reg: Vatic. 477, c. 353 tgg.), Leonoro 4. chiamato * eanonicua bononlentit, famlliaris et commensalla noater " continuus „. ft percld sbagllata l'opinionc del Voiot, 40 Exta Silvio clt, III, p. 61», che II glovlne grecltta fosse tenuto in poco conto dal papa uirmnlsta; 11 quale ap prezzd, Inoltre, c mite a profitto quelle attltudinl del Bolognese agll affari politic!, dl cui in tegulto si g!ov5 largamente Paolo II. * Trovlamo lnfatti II Leonori fra 1 " provlslonatl 45 « in Palatlo „ fin dal prlncipio del pontificate dl Paolo II (Arch. Rom., &fa»d. Cam. 1461-66, c. 14 b, ottobre 1464) con l'asscgno menslle dl set ducatl, che venne plu tardt elcvato a otto (Afamd. Cam. 1469-70, c 157a, I7S*: 1470-71, c. 13a etc.). Dal papa Barbo furono a Leonoro 50 afRdati numerosi e dellcatl ufficl. Nel gennalo 1465 vc niva invlato nunzto «ad regnum Caatellae et Legion is ac alias nonnullas partes „ per comporre gravl dlscordie e sedare dlsordlnl In varle dlocesl dl Spagna (Reg. Va tic. Jia, cc 169 e 170; cf. Rtg Vatic. J34, c. 4J B e 5*7, • c. 119 sgg.); vl faceva ritorno nell' ottobre del 47° create Collettore nei regni Leon e Cattlglla (Rtg. Vatic. c. 77 b). II 29 settembre si ordlnava U pagamento di fiorlnl 300 * ad distribuendum per turn iuxta commla * sionem sibl datarn per & D. N. papam „ (Arch. Rom., U Maud. Cam. j469-70, c 109B); e, il 3S febbralo 1471, quello di fiorlnl 437 bol. 56 * pro elus expensis in eundo * ad Regnum Ispaniae et ad alia diversa loca de man "data S. D. N. papae „ (Afamd. Cam, 1470-71, c. 139s). L'attlvlta del Bolognese In tall servigl per la Sede papalc 6 splegano perchc dl lul non slano rimaste le opere lette rarlc, che Gaspare si rlprometteva dal suo doito arolco. Lo stabile ufficlo di segretarlo pontlficio ottcneva il Leo nori solo nel giugno 1470, In seguito alia morte di Lu dovico da Narnl (Rtg. Vatic. 543, c. S9B), benchi gii venga dato 11 tltolo dl " secretarlus „, aaaleme a quello di • legutn doctor „ anche in attl della Cancclleria an terlorl a codetta data (vedl Reg. Vatic, jtf, c. 169; S34, c 43b), il che tl tpiega ammettendo che egli fosse prima uno de* secretari partecipanti (cf. Fantvzzi, p. 55). II Leonori fu Nunxio e Collettore in Ispagna anchc sottu Slsto IV, c forsc coli An) i suoi giornl; Fantuzm, p. 5. • L'A. aveva perd trovato a ridirc, quando scrive ra il Commento a Giovenaie (cf. la nostra Prtfaxion, ). suli* ortograAa usata dagli scrlttori pontine!, che a lui j parevano preoccuparai scarsamentc della forma letteruria, (vedi cod. Catanat. joj, c. 39). DE GESTIS PAULI SECUNDI 23 quorum fortuna domina est, posse esse felicem ; et illud, satius esse ditari quam philosophari. Nec video hactenus eum a litteris abhorrere: quin nunc longe magis litteris insudabit. Nam, cum datur aliquid ocii, nunc hunc nunc ilium librum libentissime versat, adeoque intente lectitat et tanta voluptate fruitur, sententias tam graecorum quam latinorum accipiena, ut vix cundi ilium unice amantis et magnifacientis 5 ab eorum1 lectione abstrahi possit; et paucis ante diebus paene omnes poetas qui hodie inter Graecos potissimi habentur a me comparavit, et grande iropendium animus eius parvi fecit. Voluissem comitatem et kumanitatem eius mentis laudibus tollere; at virtutes aliorum me Tocant, presertim eius, quem modo dixi : Leonardi Dathi, a secretis pontificis maximi Pauli Se Nam apud hunc beatissimum patrem annis 10 plurimis vitam suam exegit; et cum sit iam senex (de Leonardo Datho dico) annorum quin quaginta, ut coniitio'*, gaudet atque laetatur mirum in modum pontifex aliqua uti in eum gratitudine ac remunerations qua superiori tempore, cum cardinalis easct, uti non adeo licuit Et tamen Dathus, quem tantopere Uudo atque laudabo, suo in officio adeo honeste, adeo liberaliter atque mansuete se gerit in omnes, ut nemo hactenus de eo minimam etiam queri 15 moniam effecerit Servat enim muncris sui inter satisfaciendum sibi consuetudinem; immo minus quam caeteri mercedis solutionisque deposcit. Quid dicam quam egregie, quam ele ganter, quam graviter et soluta et metrica oratione conscribat? Nescio profecto quid addi possit et orationi prosae et metricae eius, quantum ipse censere possim; quam facultatem non sine industria et labore annis multis habito conquisivit. Vellem, nisi essem alia dicturus, 20 exponere quam ab omni insolentia secedat, quam diligens in servendo et obsequendo domino Paulo esse videtur: nec fuit unquam verbosus et gloriae cupidus, se nusquam iactans, immo caeteros extollens nec de ullo oblocufus. Sed iam ad alios festinat oratio. Superest laus nulli crimini connexa, laus, inquam, Christofori Placentini *, cubicularii san ctiasimi pontificis, quem ' omnes dicunt omnium mitissimum eorum, qui palatium summi patris 25 incolunt; itaque ob illi us mansuctudinem ab ipso presertim summo antistitc non parum dilectus est: ea est huius hominis simplicitas simul et bonitas ac integritas. Nec tantum attenta no tataque est eius littcraria facultas, aut etiam quia a secretis fuerit pontificis huius cum car esset, sed etiam et longe magis hominis modestia et mores mire faciles atque suaves. i. fellcem] fellcem A. — 2. lntadabit] insudat M. — 4. fruitur] pcrfruitur M. — 6. potiaaiml] potisslrae M. — 7. tollerej extollere M. — 13-14. adeo llberaliter atque mansuete] tam ltberaliter, tarn mansuete J/. — 4. gerit] gerit A. — 19. poaaim] possum M. — 20-21. obaequendo domino Paulo videtur] A, reca lafarola paulo in alio, nelle i/axio imterlimtare; obaequendo Domino eaae rideatur M. — 24. quem] A. qulm- mitissimum) meritUslmum M. 5 qui] do/o i/qul tegma in A. un i es/nnto — 9. mores ralra facilca atque auaves] morlbns mlro facllls atque luavia M. 1 La piu receate c compluU biogr&fia del Datl h per I quail la Signorla di Flrenie gTlnrlara, 11 22 no quella di F. Flamixi, Leonardo di Piero Dati foeta la- vembre 1465, rlngrazlamentl (Ax.cn. Fior., CI X, DUt. tino del secolo XV (nel Giornale stor. d. letter, ital., I, n. 56, c. 42). Creandolo veacovo di Maata 11 17 set XVI, pp. 1-107; au' suol rapport! col papa Barbo, vedl tembrc del '67, U Papa gll concedeva di mantenere 1 30 ?• 3S *88*)' " Datl troTSTasl a Roma fin dal tempo dl molti benefic! di cui U Datl godeva prima, a Firenae, Kugcnio IV. Da Callisto III ebbe l'ufficlo dl aecretarlo a Siena, a Lucca e ad Arezzo {Reg. Vatic s*7t c 165; apoatollco prima del maggio 145s (cl la lettera dl Maf- per altrl benefici vedl Reg. Vatic, jjj, c. 15911 agg.). tco Vallaresao del 3 di maggio, da Zara, In cui si ralle- Queato farore pare gU foaae contrastato, sul prlncipio gra deti'onore da lui consegulto, in cod. Barbtri». XXIX, del pontllkato di Paolo n, da un altro dotto umanista, 35 *S3 P »94i * f« Flasumi, p. 22). Godette anche 1 fa- Pier Candldo Dec«mbri, che roleva prendere 11 pouto Tori di Plo II (red! Flamixi, p. 22 agg., e Reg. Vatic. dl lui nella Curia; cf. Borsa, P. C. Decembri cit., p. 126. /77, c. 255a); ma fu caro speclalmente a Paolo II, an * II Datl era pcrd alquanto plu vccclilo, ai tempo che prima del pontlficato, come attestano, oltre al noatro che scrlrcra l'A., cssendo egli nato nel 1408; vedi Fla A., una lettera di Carlo de' Medici del 13 marzo 1455 mini, 0/. cit., p. 8, I-'orckixa, Iscrixioni, I, 420. (Aacu. Fior., Carleggio Med. i. il Prindfato, filxa IX, il 1 Non appare qucsto cublculario fra 1 * prorialo n. 133) In cui ai pari* di un beneficio dl San Iacopo che * nati in palatio „ nei Mandati Camerali aotto Paolo II. Barbo ottrnera per messer Leonardo da Nicol6 V, e la Troviamo lnvecc un Crlstoforo da Blandrate, della dlo lettera del Vallaresao (cod. Barberin. cit, p. 10S) in cui ceal di Vcrcclli (cf. sopra, p. 16, n. 1); e un * Chrlsto 11 Datl h chlamato * admodum domesticua „ del Cardinale phoro de Mantua „ (Afcciu Rom., Mand. Cam. 1406-bS, 45 (12 maggio 1457). Innalxato al pontificatoi Paolo II cc. 116, 146 ccc, cf. I Mand. Cam. 1464, c. 14 b), che sempre presso dl se Leonardo e lo colmi dl farori, potrebbe forsc caacrc 11 personagglo qui lodato dsli'A. mu».. ioj» *. s * c 4 « 40 24 GASPARIS VERONENSIS I lis alterifl sex mensibus, de quibus loquimur (nam libro primo de primis scripsimus), dicemue quae nobis vera esse fuisseque visa sunt et quae dignia memoratu acciderunt; quo circa plenior et maior erit hie liber secundus quam prior. Mud tamen servabimus, quod semper a veritate et a rebus ipsis fundamenta historiae nostrae sumemus; nec sit qui nos reprehen muii., 1027 t. 4* t. j » dat quod non numquam immisceamus quae ante pontificatum acta fuere et quae primis mensibus' 5 facta extiterunt, modo veritati innitamur. Inchobimus igitur dicenda a Ludovico Patavino patriarcha Aquilegiensi, cardinali ab' Eugenio creato, quern, ut fama fert constantissima, nemo umquam iam negaverit omnium paene mortalium italorum fuisse ditisaimum ! (posthabids tamen principibus terrarum et Cosmo Florentino), quern quidem Patriarcbam probe Petrus Barbus, nunc pontifex summus atque dignissimus, noverat a vertice ad plantas et sub Eugenio Quarto 10 et post Nam cum Eugenius Florcntiae Curiam collocasset post diacessum ab urbe Ferra ria, illud constat, Ludovicum Fatavinum necem Petro Barbo summis viribus esse conatum: quod cum non successisset ad vota, deinde semper indoluit nec ulla laetitia affici potuit. Verum aliorum tempore pondficum, qui sequti sunt, res atque indignationes discordiaeque . parumper sedatae videbantur; malo etenim in Paulurn anirao et prava mente Patriarcha revera 15 semper fuit et apdsBimus simulator ac dissimulator. Nec ulla alia radone diem suum obiit, quam dolore ingenti atque summo maerore, quod Barbus summus pontifex evasisset. Ille fuit ut gladius quo confossus est, ut medicus et qui ei assistebant apertissime censuerut, quod cardinalis Sanctae Anastasiae Iohanni Aretino subdiacono ponuficio et Gaspari Veronensi non dubitavit asserere *. Cuius facultates (de Patriarcha loquor) cum essent immensae et ultra 20 ducenta millia aurcorem, parvulam pardculam ecclesiia et pauperibus dereliquit, aicut nec in vita indigentibus et inopibus distribuere conatus est Testatus paene omni consilio et radone carens, Scarambos Ludovicum et Nicolaum heredeB instistuit, quos paene a pueritia cducaverat Verum ea cuncta bona Eugenii Quarti fuisse creduntur; quippe apud eum Ludo vicus ipse priuceps exdterat, et Camerarias omnem Eugenii pecuniam pro suo arbitrio per- 25 tractabat: quod non erat huic pondiici summo incognitum. Quas ob res testamentum illud paene irritum fecit et cassum et paene omne abrogavit et ad se fere omnem illam heredi tatem iure contraxit, cum omnium mortalium laude et benedictione non parva*; quam ia. nccecn Petro Barbo] contra Pctrum Barbara Af. — 14. discordiaeque] ct discordiac Af. — 15. prava] falsa A/. — 17-18. fuit ut gladius] fuit gladius Af.; in A. ut i agginnto nelP inUrlinca, di mamo, fare, dmlfautort, — id. UK rere. Cuius] asserere, eius Af. — 22. est. Testatus paene] est, testatus. I'acne Af. — »5-26. pertractans] pertractabat Af. 1 L'A. fa aramontare (vedl Itn. 30) ]e sostanze del ponlnmo, nello stesso palasso Vaticano (Arch. Rom., S Cardlnale a »00 mlU ducatl * ct ultra Ncgll Annalts Sftnditoro di Paiatto 1464-66, c 4S A : spese fatte " al del Bursclll (R. I. S., XXIII, 895) si legge: "orto fo' dil Patriarcha,, 36 maggio 1465; cf. sopra, •Res monstruosa accldit hoc anno: Cardinalis dictus p. 14, note, L 7 sgg.). Gll ultlmi mandatl della Camera 3a * Patrlarca Aquilcglcnsis mortuus rcJiquit post sc seza- fatti In suo some sono del 6 marzo ; gll tuccede quindl, " ginta mllla aureorum: o quam bonus dispensator '. m Ticecamerlengo, Vlanesio Albergatl; vedi I Afandati Ca in La cifra del Borselli, conferrauta da altre font! (cf. Pa- mtra/i 7464-66 (Arch. Rom.), dove, • c. 71 s, i rcgiatrata SToa, II, 371), glusttflca, plu chc quella dl Gaspare, l'af anche la morte del Cardlnale sotto la data 22 marzo (cf. fermazlonc chc lo Scarampo fosse 11 plu rlcco degll Ita- Pasto», H, 370). Hani non regnanti, attcsi i dati chc posscdiaroo intorno alia ricchczza in Italia ncll'etA del Rlnascimento (cf. 15 Burckiiardt, Civi/ta ccc., I, 331 sgg.). * Sccondo l'autore delle Giustixit di Paolo tl (tod. Vatic. Urhin. lal. /639, c. 485 sgg.) II procedlmento del Papa fu provocato dal nlpotl, figll d'un fratello del Pa * Per certo Passunzlone del Barbo, nemico odiatls- triarca, I quail denunziarono la falsi14 del testamento, tissimo dello Scarampo chc gti avrebbe pcrfino insidiata fatto da un notaro ad Istigazione dl Casa Scarsmpa 3* 40 la vita (vedi sopra, lin. IJ, e cf. Platina, Vita Pamii II, II notaro, mesao alia tortura, confesso II delltto: fu 308) dorctte affrettarc la fine dl quest'ultlmo; ma egll impiccato, e coloro che lo avevano Istlgato vennero 20 era gli lnfermo da tempo. Narra l'Ammanatl (Bfittolat condannatl alia galera. Quindi il Pontcfice, narra il cro */ Commentaria, c. 348 b) chc appena arvenuta la clczionc nista, " per non fare partiallta, invece di dare I'eredlta a di Paolo II, qucstl ai rccd oll'abltazionc del Patrlarca * chi toccava, la ritenne per la Camera, c cost prlv6 gll 4S 'qui aeger pedlbus e sella se morere non poterat; com- * uni e gli altrl; se bene poi conceste una parte di detta "plexumque homlnem coruolatus est et bono anltno esse "eredita alTeredl legitlml. E cio fece per 11 strapazzi 25 * Imperavlt „; e 11 nuovo Papa lasci6, Infatti, ncH'antico « fatti al Cardlnale, e con essergU stati tradltorl; sn II uflicio di Camerlcngo lo Scarampo. II quale abltava, sup- « quail rlflessi il notaro fondi la falsifications suddetta £E GESTIS PAttLI SECUNDl 25 pro sua innata humanitate distribuit. Cum autem Scarambi detenti, dc quibas mentio facta est, e custodia se in pedes dedisseot, ne detegerent pontifici Paulo' multum auri et argenti et aliarum facultatum, fugientes capti sunt in Novo Castello ad decimum lapidem aut circiter ab urbe Roma, deinceps arctius detenti et custoditi sunt Interca omne argentum et aurum 5 cum caeteris rebus innumerabilibus, quas Florendam Patriarcha miserst, quo, si vixisaet, iturns fuerat, reportata sunt ad pondiicem, actoribus primariis et adiutoribus Antonio £ugubino 1 procuratore causarum et Fisci acutissimo et Falcone Sinibaldo romano *, Camerae apostolicae clerico dignissimo, qui quicquid expetiverunt a Florendnis ea in re, impetraverunt et summo cum honore et laude Romam cum grandi iUo pondere divitiarum reverterunt pecunia nume 10 rata, indumentis immensi praetii, anulis aureis lapillisque praedosiaaimis paene infirdtis, ta petibua quoque et auleis, labris et lancibus argenteis omnibus et omni denique praedosorum genere, quarum omnium rerum ipse parcus, immo avarus in vita perstiterat De quibus quidem facultatibus satisque superque humanus' liberalisque summus pontifex esse consdtuit ; nec relicta s&ncdssimis ecclesiis denegavit 4 , nec nepotes eius neglexit, nec familiam sprevit; cui quidem 15 familiae septem mibV aureorum dispertivit et plusquam menses duos aluit largiter et benigne. Inopibus etiam, praesertim virginibus roaritandis, et Pannoniis, quos Hungaros vocant, non parvam partem dicitur indulsisse, adversus Turcos, hominum besdale et perfidum genua, pugnantes. Sed interea, postquam sepultum est Ludovici cadaver, insdtuerant canonici quidam San :0 cd Laurentii in Damaso, ut vulgo fama volavit, sepulcrum reserare et nonnullus anulos et alia a. ne detegerent] et detegerent M. — J. captt" sunt] captl M. — 4. urbe Roma] Urbe Romana M. ; in A. te tetter* n a *ono et/ttnlr. — 6. actoribus] auetorlbns Jkf. — 7. procuratore] protector* if. ; in A. i tcritte procurator! » rasnra, aUreviatamente. — (3. perstiterat] extiterat M. — 13. satlsquej satis if.; in A. que e tcritlo in ressa, neUe tfaxit interlinear* — 17, et pcrridum] aggiuntn in margin* A, — 19. quldam] quidem M. 5 *del tcstamcnto, e l'lnganno arcennato ». I noml del doe aipoti dollo Scarampo sono dati dal Cahnbsio, p. 40: Nlcolo e Airiu, figli, forv, di quel NIcold Sea rampo, fratello del Patrlarca, al quale sono dirette al cune elegit dl Naldo Naldl, mi end. Lamren*. XXXV, $4 xo cc 33 agg. (vedi Drlla Touu, Acatd. P/atcnica, p. 671). Un Lodovico (Alvisc) Scarampo accompagnava il Cardi nals ne' auol Tiaggi; redl Pastor, II, 45, 46, 58). Antonio Paafllll daGubbio, che nel 14G0, easendo Eiit • procurator causarum palatil apostoi:ct , ottenera 15 da Plo II 1'altro ufficlo dl procuratore del fiaco, che tenne anche aotto Paolo II con I'aasegno dl 35 ducatl ogni trimeatre (Arch. Rom., Maitd. Cam., fj66-6&, cc 144a, 239 a, etc.). Mori, lasciando fama di eaimlo legista, nel Garampi, Saggi iii ouerratiomi, Appeodice p. 130. jo 1485 ; » Dl lul si parla nel libro IV e nella nostra Pre 1 I due messl del Papa si troravaao a Flreiue U 14 aprile X465, nel quale glorao la Signoria ne Informara rambaaclatore fiorentlno a Roma, Lorenzo Rldolfi : * per 1- * ora non s*e fatto loro risposta, aruto rispetto ne' dl * quail slamo (la settlmana santa) et per caglone che tu ' aal che questa materia riguarda 1'onore deila cltti no ' stra e U contento de' noatri princlpali cittadinl „ (Arch. Fior., Rtgistre di letter* ad ambasciaiori, Clasae X, Dial. jo I, n. 53, c 151). La richlesta Tenne accolta, e 1 Signori ne darano comunlcaslooe ai Pontefice U 34 aprile, con U letters «eguente: * Lltteras tuae SanctltaUs accep.' ' raus, beatiaslme pater, laettsslmlsque aulrals, ut semper * faclmus, Falconem de Slnlbaldls et Antoalum Eugu 35 * b.'enaem mltsos a tua Sanctltate exceplmus. Qui cum * cxposuissent litre idem, quod littcris slgnlocbbatur tuU, * ut res et bona colendiaalmae memoriae card!nails Aqul * legieasls aaservarentur tradereaturque, minime cunctan * dum aut dlsputandum esse rrti, summo consensu om •nium. In primls eorum ad quos ea res potult magIs 40 * pertlnulsse, obtemperatum eat; quamquam cupimus id * a Falcone potlus Antoaloque renuntlarl tlbi, quam co " gaoaci nostrls littcris. Volulmus enlm, quod et semper " florentlnus populus, nunc quoque te praesertim benefi eentlsalmo nobis et human!ttlmo pontlfice obsequen- ^ *. s * ml».. wn e. t 'tlssimos nos fillos apostolicae praebere seals, etc. (Arch, clt., Regutro di Utter* estrrnt, Chase X, Dist T, n. $1, c. 3 a). * Pra queste v'era la Cartedrale di Fireaze, dove to Scarampo era atato arelveecoro. Avuto sentore 1 Con soU dell'Arte deUa Lana, patronl deUa chlesa, che II Cardinale avbra legato a Santa Maria del Flore arredl sacrl, la Signoria ordlnara snbito (38 marao 1465), al proprlo ambaaciatore a Roma di lnrestigare cid che v'era nel teatamento e proTOcare il rilaacio degli oggctti do natl al maggior templo fiorentlno (Rtgittrn di Itttrre ad ambairiatori clt., c. 147); e il 13 scrireva nuoramentc al Ridolfi che sollecitasse la coaaegna de' parament!, * perthe vorremmo In questa Paachua fare dimonstra « tione dl quelli , (Rtg. clt., c. 149). Ma H Papa non 60 a1 aftrettaTa a eaaudlre 1 Florent.'ni reddendo i preiiosl arredi, che nel frattempo erano mlgratl a Roma; tanto che 11 26 ottobre dello stesso anno, la Signoria at rlrol gera dircttamente a Paolo II, scrlreadogll : 'Laudatae * memoriae rererendlasimus Aqullegiens's cardlnalls, Ban- fij "ctissime ac beatissime pater, legavlt testamento suo * Testes onuici sacria aptas, quas Tocant paramsata, "quae habebat, acckslae nostrac rathcdrali Sanctae Ma GASPARIS VER0NENS1S \ 26 «• oh omamenta, cum Ulo contecta, non parvi praetii surripere. Quod cum factum esset simul et rescitum, repo«ita sunt ab eisdem eodem turnulo cuncta, quae abstulerant, ornamenta: nonnulli tamen eorum capti sunt et in custodiam publicam tnisi, poenasque debitas persolvisse feruntur Dum vero haec fierent, Iacobus Ptolemaeus Senenais cum aufugisset tempore mortis Pii Secundi, Spoleti occupatus est. Cupiens autem ex Arce Hadriani effugere, subornatis quibusdam 5 iuvenibus comitibus facinoris sui, paene se dedit in pedes, adulterinis clavibus inventis; quapropter iam arctius incommodiusque detinetur. Existimatur tamen tanta ease summi pontificis' dementia Pauli Secundi, ut absolutus et paene illaesus sit egressurus; nam uni cuique est insitum a natura a morte refugere et incommoda vitare. Quamquam revera ex sua ingenti saevitia tempore Pii Secundi actitata ultimum supplicium mereretur; etsi semper 10 se expurgare videatur, quod quaecnmque fecisset tempestate Pii ad malos plectendos perter rendosque se diceret effecisse, ut urbs Roma iuvenes, ante petuleos et intolerabiles, tandem bonos haberet nec aliquid malarum herbarum usquam relinqueretur in urbe '. Testamentum autem Ludovici Cardinalis praefati non omnino irritum factum est, nam legata religiosa et pia, ut dixi, reddita sunt templis et puellis coniugandis, nulla facta reten- 15 tione a Paulo Secundo: Scarambis tandem et nepotibus Ludovici satis abundeque, laetis abeuntibu8, cum tamen paulo ante nil se assecuturos existimasaent \ 3. rescitum] reatltutum M. — 3. feruntur] fcrunt M. M. — 11. quaecumque] quemquam A. M. — 14. praefati] praedJctl Af. — 17. Vimterlimea dalPautore. * rlae del Flore. Quae etai acicbamua, ldque audieramua " esse voluntatem pontiAcis ut hie retinereiitur, cum * caeterae re» et bona elui, quae hlc erant, ad Sanctlta * tem tuam Romam transmlssae int, tamen noluimua ne " quia ausplcarl poaset ea practcr voluntarera tuam re mlto praeclariua munui ezpecUntea si a etlam pontifice concern ea illl celeberrimo " templo Tldcrcntur »....; e poiche 11 dono apontaneo non era vexiuto, al chledcva al Papa che faceaae conae gnare il teaoro: * Cambinla mercatoribua iatlc noatria, ,- "qui hue ea fideliaalme tranaferrt curent, (Registto di 2', Utter* ttterno cit., c. 37). — A dar raglone della gene roalti del Patriarca rcrao F.rensc come del auo propoaito dl traaferirai cola, ra rlcordato che la RepubbUca arevu tacto dono al Cardlnale del palaxzo, gla confiscate) agU Ardinghellt; e che ncl X441, quando lo Scarampo, che gU UTeva laaclato I'arciveacoTado, abbandonara Firenie, ve 4. Ptolemaeua] Tolomeua St. — 10. mereretur] mc Af. — 12. petuleos] petulcoa M. e A. — 13. usquam] gxlatlmarent A.: la detineuta aaent i * cardlnale degll abiti e gli tolae un rlcco anello che eaao * hareva in deto ; onde 11 notaro (cf. p. 24, n. 3) hebbe * il auo compagno alia forca. ... La gluatiaia al fece in * Ponte; et 11 primo hi 11 notaro, 11 quale andara fra gll 45 "confrati aaaai contrito, e U eocondo fa il aecoiare per ' furto, e per altri furti fatti de' quail reatara accuaato * II Tolomel ebbe la custodla, come TicecaateUaao, dl Caatel Sant'Angelo (del quale era caatellano Antonio Piccolomlni, cf. Pastor, II, 379, 389) fino alia fine del j0 regno dl Plo II (Arcii. Rom., Hand. Cam. 1464, c. 31 a); del proceaio contro dl lul ordinate da Paolo II parla 11 Camnbsjo, p. 38. Esiste in un codice dl Londra una aerie dl lunghlaaimi * capitoli in terxa e quart* rima * fatti dall' infcliclaaimo Giacomo Ptolomei da Siena du " rante la sua priglonia nel Castello dl Sant'Angelo a niva conccaaa la c.ttadlnan» uoreatloa a lul, al fratel auo Glrolamo * quondam egregil artla et medlcinae doctoria * mag.atrl Iltaaii Trerlaanl „, e a Franceaco * olim An " dree dnl Cardinal.a nepoti ex fratre, nonche a tutti 1 loro diaccndcntl mascollnl. La drlibtraxiont, che ^cttit 3* luce aulla orlgine e la famlglla del Cardlnale, ed e rlma ata lgnorata dai blografi dl lul, troraai rlprodotta dal RlCllA, Xotitie iUorickc dell* CH,- Fiorentime, tomO X, Flreaac, 1757, p. 318. 1 11 tatto e narrato anche dal Platina, p. 41 agg., con magglorl partlcolari e In modo direrao. Colperole della profanaxlone del cadarcre aarebbc atato un faml Hare del cardlnale, Antonio da Tocco nell'Abruaao Aqul lano, e 1 Canonlci, accuaatl dl connlrensa, aarebbero atatl dal Papa aaaolutl, mentre Antonio non ebbe ailra punUione, che d'eaaer pr.vato d'una prebenda atata^U conferita dallo Scarampo. A talc racconto contrast* quello che leggeal nelle Giustitie di Paolo If (cod. tit., c. 486) ! fu. . . . carcerato un aecoiare guardiano dl dctta * chleta, II qual di notte, calato nella aepoltura, apoglio 11 * Roma, ad lnatant.a del papa Paolo II „ (Pastor, II, 318, n. 1, dore la priglonia del Tolomei viene rlferlta alia conglura contro Paolo II del 1468). Da un dato della Camera apoatollca, 9 aprUe 1466, per 11 incnto di is ducatl a Paolo dcllo Scuto cittadmo romano * pro totldcm qulbus fuit condepnatua speetabni* rlr do * minus Jacobus de Ptolomcis, per sentcntiam Latam etc. * super quadam differentia pecuniarum Inter eoa ven * tUata „, {Maud. Cam. 1464-46, c. 175 a) ai potrebbe aup porre che in codesto tempo mess. Giacomo arease rlcu perata la liberti; 4 ccrto, peri, ch'egli era detenuto in Castello nel '63. Platima, 304. — Avvertlamo che non e da confondere con coatul quel mess. Giacomo dl Pie tro d'Andrea de' Tolomel, che fu lettore dl dlr.tto civ.le nello Studio Seneac fra 11 1435 e il '43 (vedl Zoekauer, Lo Studio di Siena ml Rinatdmtnto, M.lano, 1894, p. 87) e al quale Pio II aveva aasegnata una provrislone d. 50 ducati al meae (vedl Arch. Rom, Maud. Cam. 1460-6*, cc 130 a, 301 A, 215 u, e cf. ibid., a c. 161 a agg., gll as segai per 11 Tolomei ricecastcllano). » Infattl, U 26 aprile 1465 ai ordlnara dal Camar llngo U pagaraento di mlUe ducati agll eaecutorl 60 0$ 70 75 , 27 . t£ GESTIS PAULI SECtJNDt Non eat omittendum, in chriBtiana republics nullam provinciam remansisse, quae non miserit legatos, nec regem, qui non procuraverit oratores ad aummum pontificem Paulum Se cundum dimittere, obedientiae gratia denunciandae *. Nec defu'erunt crebri Pannonii, qui pro pecuniis saepe in Italiam irent,quibus propellere possent genus detestabile Turcorum Nec 5 tamen satis forent pontificia maxirai pecuniae; verum quotannis illi animosissimi populi a Ve netis adiuvantur. His igitur diebus sexaginta aureorum millia in Pannoniam reportarunt. Qui vero cardinales his temporibus apud summum pontificem vitam ducant subiicendum est; nam de mortuia nulla pacne mentio a nobis net. Integritate igitur vitae et prudentia et omni laude virtutum accumulatissimus Iohannes cardinalis Karvagial, qui Sancti Angeli 10 dicitur, sex annis, aut circiter, advereus Turcos ecclesiastici exercitus dux laudem inauditam est aaeequtus ex incredibili patientia, ingentibus laboribus, diligentia et industria singulari. Id enim fecit, quod alius eiusdem Ordinis hactenus fecisse nescitur, tot mala et incommoda tolerando, aegre ab Ecclesia adiutua, semper egenus, nullo munere ' corruptus,1 dux vigilantis simus, a Germanis Pannonibusque dilectus, immo amatus et cultus, et summo honore a Ca 15 listo Tertio habitus, ad extremum Pii Secundi tempus usque in illia turn sudoribus, turn fri goribus atque vigiliis perseverans; qui nisi vocatus fuisaet in Italiam a Pio Secundo, minime revertisset3 : nam alii, qui in transalpinas regionea cum honore profecti sunt et magistratu, quae effecerint et uti redierint silentio praetereo. Sed quam pudica, quam honesta, quam temperans sit huius cardinalis familia nostris temporibus innotescit, nec seculis futuris nobis 20 aliisque scribentibus erit ignotum. Non sunt apud ilium effeminati iuvenes, non implacidi, 3. dlmltter« obedientiae gratia denunciandae] mittere stnx'a/tr* M. — 5. verum] nisi M. — 6. adiuvantur] adluvarentur M. — 7. subiicendum] dicendum M. — 8. et prudentia] ac prudentia M. — 9. Karvagial] Carvagi.il M.\ la farota i riftUta, earn la imtialc C, in margin* A. — 13. aegre] in A. i scritto egrae in rostra, turret di egregie — 17. sunt et magiatratu] aunt, et in eo roagietratu M. 5 mentari dello Scarampo, per presxo di alcunl vaai e al tri oggettl d'argento * a S.mt domino papa emptorum „ (Muejttz, Lts arts, II, p. 130 sgg.), « success!vamente S3» ducati per altri oggettl appartenuti al Patriarca (tiid., p. 131 ; questo aecondo mandate e sensa data, ma » 10 aegue ad uno dei 30 aprlle '63, vedl Aacn. Rom., Maml. Cam. 1464-66, c. 84 b). La inaggior parte dl queatc ambascerle vennero a Roma fra 11 aettembrc e 11 dlcembre 1464; PASioa, II, p. 391. Quell* del Venexiani il trorava a Bologna, tj diretta a Roma, il 6 novembrc {Itisloria Misccl/a, In R. I. S., X\1U, 778); 11 cardinale di Pavia ne descrlve to spletiJore In una lettera da Roma (/ac. PiccelominA E/ist. citn c. 41 a, dove la data X stftembris va corretta In XnavemMs). II diacorao d'obbedicuza, tenuto da Zac 20 caria Trevlsano, e rlferlto In parte daU'AoosTiNl, Serit tori Vinixiaai, I, 341 sg.; le iatruxloni relative del Sc nato veneziano, in Aacu. Vem., Scerela Sena!us n. it, c. 48 n (20 ottobre). II 21 novembre H Papa dava un convlto agii ambaviatori di Mllano e di Firenxe jj (Mjuunj, II, 170; of. AacH. Rom., Sfcttdilore di Palaxzo /464-66, c 8 a: pagamento al "credenc:er del Comunc, * che 'l dune haver pagato per portar et tornar argento * de mcsser lo cardenal Rothomagcnac, Avinionenae et * Lcbrcto, per to convlto da U MelanesI et Fiorentlnl jo jS novembre '64); e 11 glorno dl Natale (' lo dl del * Salratore «) fu fatto altro convito In Laterano " a tuttl 3; •il signori cardinall, tuti 11 ambasaadorl et algnorottl ' ac trovarono eaaer in Corte alhora S/enditar* di Pa iatxo clt., cc. 14 e 15 b. * Con le promesse, non col denari (ornavano in patria allora gli Ungheresl. Narra II Navaobko, Storia i'enniaia (It. I, A'., XXII), 1125: "Per contlnuare la " guerra col Slgnor Turco fu elctto ncl fine nell'anno * (1465) capitano generate Ser Vittorre Cappello „ . . . " e tpedito Ser Francesco Venier ambasciadore a Mattlas 40 " re d'Ungherla con ducati ij 000, a buon conto de' du "cati 58000 promessi a quel re, accid con le sue geatl " rotnpesse da quella parte „. — Avvertlaroo qui, clie 1'A. adopcra in questo e negll altrt luoghl costantcmcnte la forma Tmrci, invece di 'J'nreae come ha l'cdiz. Murato- 4 ri; al quale proposito ra ricordata la polemica, veraraentc dl attuallta, svoltaai In codesti anni fra 11 Fllelfo e Gior gio Merula, quale dcllc due forme fosse da prefeiire : 11 Fileifo difendeva l'uso di Turd. Vedl Gadotto e Ba uun Cokpauxif.bi, Vila di (V. Mtrula, Alessandria, jo 1893, p. 118 sg. 3 luan de Carvaglal era stato Invlato da Eugenlo IV alia Dleta dl Francofortc pochi mcsl prima delle nomlnn a cardinale, che awenne nel dirembre 1436 (PASToa, I, 273, 296). In segulto egli fu adoperato da Eugenio c 5 da' »uo; succesiorl In frequent! c dlfficli legaxioni in Germanla, L'ughcrla e Bocrnla, dcllc quail sarebbe troppo lungo tencr parola :n questo luogo. Al tempo dl Plo II cgU fcjc ritorno dal paesl transalplnl a Roma nel 1461 (Pastor, II, 166, n. 5; cf. 191); era nuovamcnto legato in Ungherla nel 1463, e i'anno seguente accompagnava 11 Ponteficc In Ancona, propugnatore fervidlsaimo della Croclata (Pastob, II, 233 sg., 257, 261 sg.). Della se verity dl costumi c della Integrity dl vita di queato illu stre prelato, esaltatc dall'A., sono concord! le lodi presao tuttl gli scrlttorU E noto come cgll fosse l'unlco del cardinall, che Paolo II non rluscl a far accettare le mo dlficasionl apportatc a!U capltolaxlone elettore, come narra I'Ammanatl ne'suol Cemmcntari (edlslone cltata, c 351 )• *. 7 • )^ 7 \ 70 Digitized by Googl 28 c s « €.st GASPARIS VERONENSIS atque difficile*, nec habitu sumptuosi ; nec hactenus eorum ullus ebriosus, arrogana, turbarum dens, civibus romanis aut etiam pcregrinis conrumeliosua. Omnes ad unum virtute aliqua praediti, aut litteratura, aut conailio, aut fortitudine viribusve quisque exornatus apparet Ipse vero (de domino loquor) mansuetissimus et tamea mira gravitate fulgens, de omnibus bene meritus, modo possit; iuris consultissimus et pontificii et canonici laborumque patientissimus, 5 ut sum praefatus. Ob quas virtutes et a Pio Secundo et a Paulo' successore res graves et arduae ei commissae sunt: de quo longo temporem dicerem, nisi ad alios quoque properaret oratio, si tamen hunc dominum ab Eugenio Quarto praescripsero ease creatum. Transeo nunc ad Cardinalem Mantuanutn, a Pio Secundo creatum, vix egressum adole scentiam, formosissimum iuvenem, sine dolo malo et omni humanitate refertum, ab uoiversa 10 curia pontificia summe amatum ob facillimos mores suos, quern meruisse honorem cardineum curiales omnes confirmant. Nam cum esset Pii Secundi Curia in urbe Mantua, omnes qui Pium secuti sunt a summo ad minimum adeo benigne tractati sunt, ut unanimes non modo cardinales cum pontifice illo, verum etiam universa curia ad filium domini Mantuani cardi nalem efficiundum fuerint. Omnia abundantissima in ea urbe exstiterunt, frumenta, vina, 15 pulli cum reliquo victu, omni rerum caritate penuriaque abiecta: nulla igitur vox exaudita est a quoquam, qua intelligeretur animus cuiusquam esse obnoxius atque contrarius '. Romae vivit magnifice, ut decet dominos atque principes, ab omni avaritia refugiens, unica menda laborana, qua' et nonnumquam senes infecti sunt, non iuvenes modo: avide puellas intueri. Sed hoc in formoso iuvene non magno vitio ascribitur; tot enim virtutibus fulget, ut haec 20 macula pro nihilo habeatur et penitus contegatur*. Cuius statura et recta et speciosa pro ceraque omnibus est spectabilis 3 . Ab officio suo numquam, dum tempus adcst, desistens, legit, dum licet *\ Paulum Secundum fere quotidie visit, a quo unice diligitur et beneficia non parva in menses et pinguia accipit et copiosa, ut, cum sit extra patriam, queat ample vi ctitare, ne dedecori sit fortunae et statui suo, cum cardinalis sit et principis Mantuani 25 gnatua, ingenuus et liberalis'. 8. it tamen hunc dominum] Hunc tantummodo lnnuam il.- praeacrlpaero etae] Cardioalem esae M. — 19. non luTenea modo: avide puellas Intueri] non luvenes modo avide, aed et puellaa intueri M. — 30. aacribltur) ad aerlbltur M.- 34. acelplt] acceplt M. 1 Francoco Gonzaga, figUo del marcheae Lodovlco, ottoone da Pio II (che arera goduta I'oapltallta del Gonzaga durante U Congrcnao dl Mantova del 1459) U cappello cardinalizio a 17 anal, U 14 dlcembre 1461} ma le pratiche per la elexione duravano dall'anno prece ccdente; vedl Pastor, II, 198 agg. Come Pio, ancha 10 Paolo II cbbe amichevoll rapportl col Marcheae dl Man tova, al quale presto, nel prlnclpio del pontificato, una lngentc aomma (restltuita nel dlcembre 1466, vedl Arch. Roue, Maud. Cam., 1466-68, c. 78 b). * La llcensloaita dl vita del giovlnc cardinal^ era 1 5 notorla, cd e arteatata da molte font! (vedl Luzio-Rkmer, / Filelfo t fumauetima alia Cortt dei Goutaga, in (itam. ttoriro d. Utter. Hal., XVI, p. 136) ; e II Veroneae, che non potera tacerne, cerca di acuaarla. Si noti, come sccondo 1'ediz. Muratori, In questo passo foaae attrlbul 20 to al Gonzaga un turpe Tialo, che non fu purtroppo ram a' anoi tempi, ma che avrebbe rcsa rcramente In aolita e ributtante U difeaa dello acrlttorc. Ci. MAsrcmr, Vita di Lton Battitta Albtrti, Flrenze, 1883, p. 45a agg. 9 Vedl il ritratto del Gonzaga rsrguito da Andrea aj Mantegna nel 146a, acoperto e pubblicato da P. Kristcl i.kr, Manttgna, London, 1901, p. 174. 4 Amlco e protettore delle lettere c del letteratl, 11 card. Francesco ebbe fra' auoi familiarl due umanl •tl, Glan l'ietro ArriTabcnc e 11 Platlna. Su' tuol rap portl con la letteratura vedl Luzio-Rbsisil, of. at., 30 p. 136 agg., 170 agg.; Dec Lvtroo, Flortntia, Firenae. 1897, p. 30a agg. Gian Mario Filelfo lo metteva fra gU Interlocutor! del auo dtalogo De communis Titor cvnti nentia (Akdrbs, Cataloga dei codd. Cafilufi, Mantova, 1815, p. 76 aegg.); stava con lul in corrlapondenza epl- 35 atolare 11 pio e dotto Matteo Boaal (Recmferatienes Fat sola***, Bononlae, 1494, ep. lxxiv). Delle sue collealonl d'arte parla 1) Mcbntz, L* must* dm Cafitole, nella Revue arcktologique, gennalo 188a; vedl anche Luzio-Rbmikr, of. ei/., p. 136. Sulle cene e rappresentazlonl date In 40 coaa del Cardinale a Roma, vedl VArcKvio sior. lomiardo, vol. XV, p. 194. I rapporti del Cardinale con Paolo II, al moreen to dell'aaaunatone al papato, non aembr&no easere atati cordiall (vedi Pastor, n, 394 agg.); ma In aegulto 11 4; Pontefice dlede al Gonzaga frequenti prove di favore. Coal, nel 1466 lo creava ammlnlstratore della dloceal mantovana, con tuttl 1 proventi godutl dal veacovo allora defunto, fino a che aveaae raggiunta l'eti di ventiaette annl; e 11 37 febbralo 1470 gli prorogava detto ufficlo-0 per un quadrlennlo {Reg. Vatic. J38, c 91 11). Nel lu gllo dello steaso anno gll assegnava una penalone annua ul reddltl della Chiesa dl Bamberga (Reg. Vatic $36, c. 34). E uno degll ultlml atti poUtlci dl Paolo II fu la nomlna del Gonzaga a Legato dl Bologna, dell'Esar- 55 DE GESTiS PAULI SECUNDI 29 A Pio Secundo creatus cardinalis episcopus longo tempore Rheatinua tam egregia fama fuit ut superiores episcopoB integritate vitae et morum aanctimonia antecesserit Poet vero cum Piu8 Secundus cum gubernatorem civitatia Bononiae legasset, semper sc sancte' gessit; oec minus, ab eodem pontifice in ordinem cardinalium redactus, modeste, graviter, con 5 tauter se habuit, adeo quidem, ut nullum alium ee velle legatnm eiua civitatis oratorcs exposuerint' Paulo Secundo 1 : itaque multis annis Bononiensibus praefectus, eoe sanctiasime gubemavit. Est enim miraculi loco diu quempiam gubernatorem atque Iegatum apud ilium populum permanere ac peraeverare posse: adeo durum est eiusmodi genus hominum, qui inter se digladiantur et occidunt ut hostes inter se capitales facere consueverunt *. Sive 10 autem ex se et natura sua probe vitam degat, sive cardinalem Firmanum eius fratrem, sa pientissimum virum de industria imitetur, nil vitii ei aacribi potest Nam si inspicitur eius familia, usque ad infimum omnes eum vitae ordine honestateque imitantur. In hoc principe nulla a\ aritiae scintilla hactenus apparuit, nullum furoris signum est visum, immo a vertice ad plantaa humanissimus ab omni hominum genere est iudicatus. Quanto autem honore car 15 dinales urbem Bononiam praetereuntea aut etiam praelatos acceperit, illi dicent simul et dixerunt, qui eo honore aifecti fuerint, adeo quidem ut vel nihil vel certe parum ex huiusce modi legatione pecuniae sit rcportaturus; quod ostendit hominis magnificentiam veramque' stpientiam. Omitto nunc quam doctos, quam solemnes Bononiae in omni facultate viroa ad legendum conduxerit conducatque quotidie, quam litteraa et litteratos amet, quanta doctrina 20 in omni scientiarum genere, praesertim civili et canonico, sit praeditus. Et certe, si de re quacumque ilium tetigeris, satis abundeque dissertabit. Sed de eo satis, si unum illud addi derimus, Paulum Secundum eum probe pemovisse et eius virtutes ad unguem annotasse, et capropter semper dilexiase et in eo magistratu confirmasse et maximis laudibus ad sidera extuhase, si quando de eo absente sermonem habere Incoeptavisset I. tam] cosi corrrtto invee* di instant A. — 3. Bononiae] c*& corrtlis imvtet di bononlenais A. — 4. redactui] redactua caaet Id. * cod. — II. aacrlbl] adacribl M. — a& drill] jure dvlll M. 5 cato e della Roraagna (Rig. Vatic. S43 cc. 133-13$; la tolla ha la data * tertlo noml* Jul11 1471 „ la pin avan ata In codeato Ubro ultimo * offidorum , dl Paolo IT). Sono da rioordare qui due bolle del 1$ ottobre 1467 (Rtg. Vatic. S*7, c. 137» e 193 a), con la prima delle quail al concedera * raotu proprlo „ al card. Francesco il titolo dl San Lorenzo in Damaao col godlmento del ;o palaaao e degli altrl bencfici ad caso pertinentl; e con I'altra, aotto la ateaaa data, 11 Papa aoapendera 1'effetto deua prima, 'cum noa uau et comodltatl palatll sire 'domorum eluadem titull etc. Indlgeamui ad presens » togUendo parlmentl al Gon/aga gli altrl benefial «bene 1 j 'placlto noarro durante,, n Cardinal dl Mantova man teane pol sempre 11 titolo dl Santa Maria Nuova, per qiunto appare dal document! Vatlcanl; ma godette an che. In aegulto, l'uao del palasso che oggl e detto della Cancellerla. Afferma lnfattl il Canxbsio, p. 8a che :° quirt fu oapltato magnlficameate dal Gonaaga II Papa, quando al rec6 a San Lorenzo In Damaso per celebrarc U conduslone della pace d'Italia (33 magglo 1468). ' La noralna dl Angeio Capranlca a cardlnak (5 marao 1460) fu celcbrata con grandl teste dal Bologneal; » »«di Buxsaxu, Asatalet Bene*., c. 893. 11 Juo governo 1« queata cltta durd dal 1458 al 1468. Borskui, cc. 890, S96. — GU acrittori che ne parlano, preaao Pastor, n, '95, . 3. * L'A. rlmprovera anche altrove (p. 33, L 20) la 30 turbolenz» c la i-aparbleta del Bologneal, preaso 1 quail egli aveva fatto, In altrl tempi, lunga dimora (cf, la no itra Pre/axiom) ; il notl che 1 rapportl tra Bologna e Paolo II non furoao cordiall net priml annl del pontifi cato. Un cronlata bologneae reglatrando I* esaltartone del papa Barbo osscrvava che coetul "non era amlco de' 35 " Bologneal, perocche era nipote di papa Eugenlo „ (Hi t/en'a ifitcetla dt., c 778); e 11 aevero contegno che il nuoro pontefice tennc verso l'ambasecrin d'obbedienza (vedi Borsklli, c. 8940) che aollecltava da lul esaudl mento dl detideri della Comunlta, inaaprl gll anlml (Pa- 40 stor, II, 390 ag.). La conferma del prlvllegl conceaal al Bologneal dal tre papl precedents per ia quale era itata ipedita a Paolo un'altra ambascleria (Borsbixi, c 894s), venne aecordata con bolla del 38 norembre 1465, con l'agglunta dl nuore norroe, a cut altre ne furono 45 aggiunte il 31 gcnnalo 1466 (I due documenti in ArcU vio stor. Ha/., aerie 3*, XXXI, p. SO egg. e Tiiawaa, Cod. di/iom., Ill, 441 ag.). Ia qacati decretl (dtatl, a apropoalto, dal La Mamtia, Storia dolla legislation* ita liana, I, Roma, 1884, p. 316; cf. anche Cipolla, Signo- 50 rit, p. 541) 4 evidente 1* Intendlmento del Papa, confor rae al prlncipt che guldarono 11 auo governo temporale, dl rendere plA atretta la auddltanaa dl quella citti, ape clalmente nella parte tortnalc. » Il odebre Domenlco Capranlca, morto nel 1458, 55 che PA. loda anche in altro luogo dl queato Ubro (p. 40, L :6), e dl cut avera goduta la protealone (cf. U Com mento dl Giupare a Gioreoale, ctd, Catanat, 397, c. 84a). m«„ iojo «.9« e. o » 30 c. io a c. to * Cardinalis Senensis aetate iuvenis a Pio Secundo, cuius erat nepos, creatus, moribus senex \ omnibus cardinalibus acceptisaimus semper exstith, praeterquam patriarchae Aquilegicnsi, quern (de Senensi loquor) Ludovicus oculis ceroere minime poterat, non quidem crimine aliquo, verum odio quo in Pium fuerat affectus. Nam revera Pius Secundus Patriarcham numquam dilexerat, numquam laudaverat, numquam recto lumine inspexerat*. Sed redeo ad 5 Senensem cardinalem, qui cum Pius Secundus ab Urbe abeaaet, legatus remansit et cunctis gra'tissimus exstitit atque adeo acceptus, ut nihil supra. Ea fuit viri prudentia, ea iustida, ea mansuetudo, ut nemo ab eo non contentus abierit. In sententiis ferendis non solum gravis, sed ctiam mitis habebatur, neminem perterrefaciens ullo vultus terrore, quo penitus caruit simul et caret, aut ulla sermonis Baevitia, quae profecto ab eius ingenio semota cogcoscitur. 10 Aedificio vebementer est oblectatus, adeo quidem, ut palatium suum prope Campum Florae magno impendio exauxerit s , nulli pecuniae parcena et ab omni avaritia prorsus amotus. Com plura de huius principis, a Paulo Secundo dilecti \ gratitudine scribi quirent in familiam et in benemerentes, quae brevitatis causa reticentur. Cardinalis Sanctae Anastasiae* a Calisto Tertio' creatus est. Frater Simonis medici eximii 15 philosophique praeclari, uno titulo miro laudatur ab omnibus; nam bonus vulgo existimatur, nec docti aliter quam indocti eum autumant, qui ilium diutius experti sunt. Quern nominibus diversis alii probum, alii integrum, alii iustum apeDant, ut si mille aliae laudes huic aacri berentur, ea satis superque esse credatur. Omitto quod omnibus' eat dilectus, nulli invisus, misericors et ab omni duplicitate simulationeque semotus, iuris civilis scienda praeditus; a 20 matre praedictus atque praeviaus, foemina primaria atque sancfissima, praedictua, inquam, epi scopus cardinaliaque, quam rem multi mortales pernoverunt. Capellam in templo sanctae Mariae, ubi olim Minerva colebatur, non parvo sumptu aedificari curavit Illud tamen non S. dilexerat] corrtiU imvtct di dilexlt A. — u. exauxerit] exhauserlt M. — 13. quirent] pouent hi. — 16. uno titulo miro] uno titulo M. — »8. ascrlberentur] adtcrlberentur M. — 33. pernoverunt] pracnoverunt M. to 1 Queato gludlaio delTA. tulla Todeachlal Piccolomlnl i uno degll argo menU a cul al appoggia la difesa che 11 Pastor, III, 557 'S8* ^a ^*tto del coatuml del futuro papa Pio HI contro l'aocuaa del Gregorovlua, 11 quale ebbe 11 torto dl non docuraentare le roe aaaerzloni circa la nlta del Piccolomlnl, che avrebbe laaclato dl dodlcl figliuoll. Peri, che la lode dl Gupare »U esagerata, ci aembra prorato anzitatto da due lettere del Cardlnale (nel cod. Angel. ti Roma m. /077, cc 115 a e 121 a, aprile 1474: aaranno pronlmamente pubbll catc dal dott. Paolo Piccolomlnl), nelle quail egll al dl fendc dali'accusa dl aver fatto TenIre a Roma certe meretrici aavolarde con eaprcealoni, che eacludono la everita di coitumi di cul andava ornato taiuno del suol colleghi nclla digniti delta porpora. Si aggiunga la lettera che gli dirigeva, (nel 1468)? 11 iuo congiunto 30 card. Ammanatl (jfacoti Pafitnsit Efiitotae, Mcdiolani, 1531, c 147 a), nella quale tt allude evldenteraente a galantl del giovlne prelato; e il Diario del no orvletano Ser Tommaao di Silveatro (edix. Fuml, Orvleto, 1891-94, pp. 166 e 30a) il quale parla (come gentllmente ml comuaica l'lllustre prof. Enea Piccolo mlnl) dl un tal Delfebo, che tl dicevA eater figltnolo del Cardinale. 30 1 Clo tpiega quanto I'A. rlferiace nel libro I, p. 7, L 3» IRK 3 II palazso del cardlnale Francesco sorgeva nella Piazza dl Siena (oggi Delia Valle), dove ora atanno la chlcsa di Sant'Andrea della Valle e i'antico Convento del Teatinl; e fu pol donato dal Cardlnale al fratelli Giacomo e Andrea (comunicaxione del prof. E. mini). Sulle vicende e le dlatruxloni che acconda racti del aecolo XV, gli edlfici di codesta parte della citta, vedl A. Michaklis, la yairbuck dti K. dtuttchen archaeol. fnstitmlt, VI, 1891, p. 320 sgg. 4 DeH'attaccamento dl queato nlpote di Pio II ai di lui aarebbe prova il fatto, che ai cardi Fraaceico dedlcava uo'opera in lode di Paolo II Pomponio Leto, come afferma egli itcaso nella tua de ftnsio acrltta nel carcere di Caaiel Sant'Angelo (edix. CardjI, in Notze-Cian-Saffa-Flandinet, Bergamo, 1893, p. 189). Una bolla di Paolo in favore del Plccolominl, retatlva a prlvUegl deUa Chieaa dl Plenxa, nel Reg. Vatic. S30, c JO (IS dicembre 1468). A lui affidava il Papa, nella primavera del 1471, la legaxione in Germa nia per gli aftari della guerra contro 1 Turchi (Pastor, lri 4l3 &*&"•; Arcr. Rou., Comfmta Cmbieularii /468-71, c 6a b, 18 marxo '71: il Papa dona al Legato soo du cati, per compcrarai un cavallo e una caaaa, e un cap pello roeao nuovo, cf. ibid., c 63 b). * Iacopo de' Tebaldl, romano. L'A. lo ricorda 35 45 5° apesjo in quett'opera (vedl pp. 7, 34), e moetra dl aver- 55 ne goduta la confidenxa. Sul fratello dl Iacopo, Maeatro Simone, vedl 11 llbro I, p. 10, n. 3. Canonic0 e camer lengo del Capltolo dl Santa Anastasia (chieaa titoiare del Cardlnale) era un altro congiunto dl quetto prelato, meaaer Francesco de' Tebaldl (cf. Arch. Rom., Dtfca- 60 teria gtntralt della Crociata 1463-64, c 8 »). ' Nelle Memorie lneditc del Tcrrlbllini aulle chleae dl Roma (mat. nella Blbl. Caaanatcnse) h rlferlto, a p. 54 del tomo VIII, queato pasto, aenxa altre notixle Intorno DE GESTIS PAULI SECUNDI 5 31 praetereundum censeo, quod cum cardinalie Aquilegienais esset omnibus cardinalibus odiosus, nee amaret quemquam, hunc unice diligebat. Quanto autem amore semper amplexus princeps hie fuerit a Paulo Secundo vix scribi potest ; quod munera ac beneficia a Paulo ei praestita evidentiseime declarant. At de hoc satis. Cardinalis Theanensis 1 se et suos nobilitasse non dubitatur; nec prosapia ulla ad tanturn apicis umquam pervenisset, at, quod laudabilius est, virtutibus suis ad id gradus aspiravit E«t enim inter mortales quaedam virtus, cui prudentiae nomen est, qua is plurimum floruit, quam diffmlerunt philosophi esse magistram vitae, ut etiam si litte'ratus quis minime foret, tamen si hac insignia esset summis laudibus extolleretur. Sapienter enim se gessit apud prin 10 cipes, praesertim pontifices summos. Cognovit eum Pius Secundus arduis rebus idoneum et rebus ecclesiasticis gubernandis aptissimum, ex quo ilium rubro apice donavit Legationibus non parens insignibusque est functus, semper cum honore rediens et fama percelebri. Non loquax, non detractor; libens legit, praesertim vetusta; a Plauto abstrahi minime potest, ubi latinam linguam dicere consuevit veram antiquamque comperiri. Comoediis Plauti adeo 15 oblectatur, ut etiam illas sit ausus in otio lectitare secum ac interpretari, quae personis adno tatis carere noscuntur; quas quidem paulo ante comoedias inventas esse perhibent, diu amissas, quas nemo publice praeceptor legitat, quandoquidem collocutorum nomina signata minime discernuntur *. De hoc satis sit, si addiderimus eum haud parum diligi a pontifice Paulo Se cundo, virtuturn amatore sincero. 20 Cardinalis Rothomagensis priua, post vero Andegavensis, nobilissimo sanguine cretus, no bi'lissime vivit et excelsum palatium adeo exornavit, ut etiam rex quivis inhabitare honorifice posset; est enim eius domicilium templo sancti Apollinaris contiguum in Urbe \ Hie splen dide quidem omnia efficit, adeo ut templum sanctae Mariae Maioris miris figuris sculptu risque exornari curaverit, nec ullas metitur impensas quotannis illic exponendas simul et :5 expositas. Quid dicam de praeceptoribus grammadcae et musicae, quos et salariis optimis 6. aspirarlt) adiplraTlt M. — 15. tecum] agginmto in margin* doll*autorr, A. — 16. perhib«nt) perhJbct M. — ao. cretus] ortut Af. — ai. lnhabltare] Inhabltate A. «iU coatruzionc delta cappella. In quctta chleaa trornsl, neUa iutiU a alnlatra, la beJJa tomba del Cardinale acolplta, ruoiai, da Glorannl Dalmata e da Andrea Bre gno: la lacrtalone tepolcrale (mort il 7 aettembre 1466) ;rt:»ao Forcblla, I, 419. 1 Niccold Forteguerrl da Piatoia, reacoro dt Tcano, crcato cardinale da Pio II, auo congiunto. il 5 marxo 10 1460. Intorno a qaeato prelate, atle sue attltudint e mlaaionl polltlche e mlllUr, vedl Pastor, II. 19s tag,. e /omot. ; per lc aue benemerenae rerao le lettere e da redere apecialmente S. Ciamfx, Mtmori* eU jV. Fori** gntrri, Piaa, 1813; A. Zanklli, Dtl fuhblico inttgnamtnio '? in Pit/ota ecc., Roma, 1900, p. $9 agg. — Amlco del papa Barbo anche prima del pontificate (cf. Ml'kmtz, Let nrU, II, 189, Jio, n. 6), II Forteguerrl mantennc aotto Paolo II Tannua prorvlslone dl laooducati (Arch. Rom., Comfata CnbitnlarU /468-7/, c. 1 A, 4 A, 9 a ccc), chc gli 20 «Tcva aaacgnata il auo predeccaaorc (Arch, cit., A/and. Cam. /460-&1, c. 2338); il 14 ottobre 1469 papa Paolo gli concede** 11 priorato a vita di San Fabiano dl Prato dell'Ordlne dl Vallombroaa (Reg. Vatic. J33, c. 35). * I.e dodlcl nuoTe commedle dl Plauto (prima ae j; ne conoscevano aoltanto otto) furon portate a Roma dalla Gcrmania, in un codlce acoperto da Nlrol6 Cuiano e arquiatato dal card. Giordano Oraini, nel dicembre del 1439; red! Sabbadxni, La tcuela *gli slmdi di Gna rimo Vtromtu, Catania, »896, p. 10a agg., dove e rlaa tunta la itorla del cod. Orainlano, e degll atudl die dedlcd 30 Guarlno al tetto delle commedle. Moltl altri umanlatl lavorarono alia rocenalona ed emendazlone di qucrt'opera; la quale n'era rimasta a) malconcla, che Giorgio Merula defint le dodlcl fatlche d'Ercole quelle da lul aoatenute per llberare le nuore commedic dalle atorplature arrecate 35 dal lettcratl precedentl, allorquando le pubblic& per le stampe, nel 147J (vedl Gabotto e BAona Confalo xikri, Vita di G. Morula clt., p. 67 agg.). E tuttavia, la forma che 1'opera plautlna ebbc pol (15*2) nclla edi slone del Camerarlo, che at gioro del codicl palatini, 40 rlaulto affatto nuora In confronto di qoella che avera aruto per Ic cure del Merula; cf. Sciiakz, Gosckielt* dor r3miicken IJttratnr, parte II, Mflnchen, 1890, p. 51. — La auppoalzione del Bvrckiiardt, Civilta, I, 197, batata tu quetto paaao, che dal Forteguerrl aia partito U prlmo 45 impnlao alle rappretentazloni dcllc commedle plauttnc. che furono frequentl In Italia nclla seconds meti del Quattrocento, non regge. A Flrcnzc, ^iA ^iel 1450 gli acolarl dl Luca da San Gcmignano recltaTano Plauto; DKLtJk Toru, Accademia Plaionica, 491. * Del palazso del cardinale Gugllelmo d'Ettoutc tUIc non rlmane oggl plu traccla; la chleaa dl Sant'Ap pollinare e gli anneaai edifici furono traaformati aotto Benedetto XIV; M. ARMBU.no, L* Ckitst di Roma, Ro ma, 1891, p. 34$ agg. Del teaorl che al contenevano ^ nella dlmora cardlnallaia aono contervatl gU InTentarl; . 50 n » : 32 ion mur , GASPARIS VERONENSIS et dignitatibus Insigniri eo loco procuravit; organa musica et organistas illic deesse nuflo umquam est tempore passus; 1 canonicos moratissimos doctissimonque in ea eccleaia habere conatus est; praedicatores quoque non ignobilea, praeaertim fratrem Robertum Appulum Ordinis aancti Francisci', principem inter praedicatores', nec non Alexandrum Bononiensem Ordinis Praedicatorum, dote una praeditum praeter omnes, quos vidimus, mortales: nam testamentum 5 vetus cum novo adeo probe pulchreque componit atque connectit, ut nil supra. 1 Huius cardinalia excellentiaaimi cum antea amiciasimus esset cardinalia Sancti Marci, nunc amicior e. it * est atque dilectior in pontificate coosdtutus; nam, ut' saepe diximus, Paulus Secundus bonos liberalesque et sacrosanctae Eccleaiae cultores semper amavit. Hie carnpanas opera atque labore fratris Roberti sonoras, gratas, suaves confici iusait;* denique omnes redditus in rebus 10 honestis laudabilibusque et arduis libentiua impendit, quam possit quis opinari. Hie mire S. mortalea] modo tales Af. — 6. probe pulchreque) pulcre prohequc hf. dltui Al. nil] nihil Af. io Atti del matara cafitaiima Camiilo Beitimiem 1S04, (Arch. Rom.), e furono pubbllcatl, imperfettamen te, dal Mubwtz, Let Arts etc., HI, 285-297. Negli attl suddettl al trova pure 11 testamento del Cardinale, fatto II 14 gennaio 1483 (c. 370 agg.), a cut faono seguito vart codlcUU, l'ultlmo del quail h del 33 gennaio (c 409 a). L' Estouterllle mori la codeito stesso glorno (a c. 4» b e un inventarlo fatto U 32, * In domo quondam rtfnt doml&l Cardinal!*,; cf. c 412 a); rlman coal confermata la data, tpcsio controreria, di quota morte, quale e stablllta dal Pastor, D, 589, n. 7 (cf. Gams, p. vij Uornxu, — io. rcddltus] re dlaegno e alcune mlrablll tculture, liluitrati da I). Gnou, In Arckivio tier, del?Arte, III, 1891, p. 89 agg.; dentro II Clborlo era coUocata la Imagine della Madonna attri- 5° bulta a San Luca, protetta da due aportdll d'argento laTorato con figure (fra ease quella del noatro Cardinale che fee* fare U prezioio ornamento) dl cul cl e conser vata la deacrizione In un inventarlo del tempo (preaso De Angklis, Basilica* S. Marine Maoris descriftio, Ro- 55 mae, 1621, p. 325; a p. 146 »gg. sono descrlttl moltl altrl arredl aacrl donati dal Cardinale). A codestc opere ac cenna certamente il noatro A, con le parole " mirls I. 74 '5 *5 30 35 Nd teatamento delTEatoutevlile (red! la nota pre cedents) aono coal riaasunte le opere compiute e le spese aoatenute da lul per queata Basilica 1 " . . . . Item "aaaerens Idem RcTereadlaimua domlnua ae maxlmoa " sumptus ct impemaa feciaie pro reparatlonc et orna " mento Baalllcae Sanctae Marlae Maioris, videlicet * pro capella Sanctorum MIchaells et Petri ad Vincula; * pro itructura capellae Sancti Antonlnl, ubl EucarlatU * conservatur; pro repaxatlone altarli et lndulgeatlia * concessU capellae Sancti Jeroalml; pro conatractlone * organorum, fenaatrarum et pro vltrls et pro campanla " grosata, et pro campanile norlter facto, et pro acdi " ficlo chort, et pro teatndlnibua et voitia In duabus * alia, et pro varlta paramentla aurela et aerlceia, quae "omnia ascendunt, sicut extimavit, ad summam quindc *clm miUIum ducatomm et ultra; lnauper cum pro " quottidiania dlatributJonibua lnterrenientlbua In dlvl " nit officii* ducato* qulndecim alngulla menalbua de "aula proprlla pecnnlla per multo* annos crogsrerit, "ultra praedlcta erogavit dlctae eccleaiae etc , (AM citarJ, c. 373 a, cf. c. 380 a; acguono numeroai legati alia chleaa e al minlatri dl essa, e apeclall generoae donaxloni alle cappelle da lul edificate). E noto come 11 Cardinale rlrolgeaae, negli ultlml annl dl tua Tita, la (vedI aua mualficaji/a alia ricottruzlone del conveoto e delta chieaa di Sant'Agostlno, per il complmento della quale laaclara morendo una coapicua somma, iegando a quel fratl anche 1 tuol paramenti aacrl e la sua blblloteca Atti clt., c. 371 A; una parte dell'inventarlo del "figuria et aculpturla ,; e rlman coil confermata la di moatrazlone dello Gnoli (af. tit., p. 93 agg.), che Mlno 60 coatruise e scolpl U Clborlo prima del 1465 (e preclaa mente, second© lo Gnoll, nd 1463-64; ma 1'Aoutolft, Ckies* di Rama, clt., p. 176, rlferlsce una iscrizione, 7" 7 accondo cul rEstootevlUc avTcbbe consacrato 11 Clborlo gla nel 1461). Parrebbe ImpoaalbUe che dl al magnlfica 65 opera areata taclato il Cardinale ad pan dd auo teatamento: aupponlamo percid che al del Clborlo, dove h detto della cappella dl Sant'Antonlno * ubl Eucarlatla conaerratur „. Di una cappella iaterale dl tal nome non abbiam trorato mcraoria nel Ubri, ah preaso gli attuall custodl di quella inaigne Basilica. * Fra Roberto da Lecce areva predicato, con im menao auccesao, a Roma nel 1448 e nd '55: redl F. Torraca, Fra /?. da Ltcct, In StMtli di Stori* ma/o/c tama, Llrorno, 1884, p. 173 agg. Nell'inrentario degli arredl di Santa Maria Magglore, preaso Da Angbus, cf. tit., p. 142, figura " unum doxale de relluto paonatio etc. * quod portavit magtater Rubertua predicator egregius " de Ordlne Mlnorurn, cappeUanua in dlcto altar!, nunc " Epiacopua de Aquino, ex Venetila (cf. Torraca, p. 176, 80 " 177) altarl Sancti Hyeroniml 1 Leandro Albert! (D* viris iltmttribms Ordinisprae dicatorum, Bononiae, 1517, c. 145 a) ch'amava questo predicatore * rlrum In acripturi* perltinlmum et In con * clonlbua mis Origeni ralde almlUlinum Era della 85 45 libri preeao Mukktz, III, 294 sg.). — L'opera d'artc piu coapicua, cul ra legato 11 nome deU'Eatoutevlue In Santa Maria Magglore, e I'alUre della eonfeaalone, o 'clborlo „ dl Mlno da Fleaolc, dl cul oggi rlmangono aoltanto un famigila degll Axaoguldl, e mori a Roma rerto il 14791 Echard ST Qufrrrr, Seriftares Ordim1 Praedieatarmm, tomo I, p. 856. 4 Par bene che anche qucst'opera d rlferlsca alia basilica di Santa Maria Magglore. Vedi sopra, n. 1, jo 1. 36 sg. e cf, I'iacridone ndla Canonlca di delta chleaa, riportata da Ciacowic*. II, 914. » DE GESTIS PAULI SECUNDI 33 loquitur italice, cum difficile sane Gallia linguam posse hanc explicare videatur. Is igitur Italus inter loquendum videtur; nam latina oratione haud dubium est eum congrue elegan terque proloqui. Hie cum audivisset Laurentium Vallam de laudibus sanctissimi Thomae Aquinatis orationem habere in templo sanctae Mariae supra Minervam, ilium insanire iudicavit; 3 r.ec a vero iudicio destitit : nam, cum de virtutibus paene incnarrabilibus Thomae Aquinatis Valla easet dicturus, evagatus est atque stulte digressus de exordiorum nature dissertans more rhctorum, qui sic disputare in scholis consuerunt Fuit ergo illius oratio velut pannus consutu8 et ex varietate pannorum confectus ; quamobrem censura huius principis apud omnea valuit plurimum '. Sed de hoc haec pauca sint satis, cum tamen plurima' de tanto *. « 10 principe dicenda forenL Cardinalis Bessarion Nicaenus tempore pontificis Pauli Secundi maxime floret et in praetio non parvo esse pernoscitur *, licet et antea exstiterit, nec immerito: nam literatissimus est et hominibus latinis et graecis multo dilectissimus, praeterquam Georgio Trapezuntio, odio quo dam privato. Hie cardinalis litteratura semper oblectatur et lectione turn graeca turn latina, 15 semper aliquid componit aut transfers Nunc est in eius manibus minim opus de compa ratione Platonis et Aristotetis % in quo sui vires ingenii evidenter ostendit. Nam, bone Deus quanta est intclligentia eius in eo codice atque profunditas (quod tamen nondum absolvit opus), quanta maiestasl Quid dicam de acumine ingenii? quid de elegantia utriusque ser monis? Sic etenim latine proloquitur, ut si ab ipsis incunabulis a latinis musis esset educatus. Grandi consilii vir est; quod vel Bononiae satis eluxit, ubi diu Iegatus homines durae cenricis sapientissime moderatus fuit, et apud Germanos, gentem barbaram et efferam, legatione' fun ctus, apud quos mirum est quam prudenter se gesserit quamque mire ab ets se excluserit atque dissolvent. Eum vero censuit imperator Fridericus, censuit, inquam, saptentiasimum dominum uniceque dilexit. Qui licet in legatos alios amore et reverentia quadam fuerit l'z usus, in hunc maximo cultu primo usus est; secundo vero loco in episcopum Torcellanum, nunc Brixiensem *; tertio in archiepiscopum Sipontiuum Nicolaum Helium *, quern secum Ni #. i. Gallls linguam powe hanc explicare vtdeatur] Gall! Ilnguum hanc ediiccre ridcantur M. — 4. orationem habere] oratorem hlc M.\ in A. habere o agginnto ntll'inlerlinea Jolt'antore, aSbreviatamtnt* (hfe) — 7. coasue funt] conaueverunt Si. — 19. Sic] Hlc M. — 34. dominum] hominuin M. — 16. nunc Brixiensem] mgg. in margint iaWantorc A.- Slpontlnum Nicolaum Helium, quern secum] ha una lacuna dofo Sipontinum Af.\ Helium i agg. in mar gtn e tecum scritta tu rasitra A. 1 Dell'Kncominm tancli Tkoma* Aftu'natit (piu volte * L'opera dl cul parla PA. 4 certamente !'/ ca- 30 stampato) dl Lorenxo Vail* tratta diSusamente II Max- Immniatorcm Platonis, a cui 11 Niceno poae mano appun cixi. Vitm di L. Valla, Firenxe, 1S91, p. 37 »gg- » to oel U&S (Vast, Lt Cardinal Brssarion, Pari*, 1878, qoile si occupa anchc del giudislo dell' Estoutevllle, qui p. 3io), In rlsposta alia Comfaratio Arittotetis tt Platoms : r-ierito da Gaspare. SI avverta clie quest!, collcga del dl Giorgio da Trcblsonda (cf. aopra, 1. 13) U quale era Villa neJla Curia papale e nell* Insegnaniento, non gll fu stata divulgata in codesto stetso anno (cf. PktMfi Epi- 35 «mico (cf. la nostra Prtfarion*), come appare anche da ttolat, clt., c. 17S a). Lo scritto del Cardlnale renne pol qaento rivangare. tant'annl dopo, le critiche del prelato dlffuso per mexzo dclla stainpa nel 14695 vedi DetXA frjncesc ; onde cl aembra soverchla V lmportanza che Tours, Accad. Plato-tea, p. 586. I rapporti del Trape 1: a Mavciot, p. 310, da allc parole del nostro Autorc. * xunxlo duravano da lunghi ann?, ed crano stati un tempo Come e noto, U Bessarlone fu U piu autorerole ecccllenti ; vedi la lettera dl Giorgio, che precede la sua 40 e ardlto difensore delta capltolaxionc elettorale contro P*oio If, che non I'areva rispettata (e a cio allude forse l'A. plo innanzi, p. 34 1. 2); ma in seguito si rlconcilio col ;r, traduzione dl Basilio fatta per IncarUo del Cardlnale, 'n Cod. Vatic. Urhin. tat. J/S,c. 4 a (s. data, ma posteriorc al Conclllo dl Flrenze e anteriore alia morte di Euge Papa c godette prcsio dl lul grandc flducla : Pastor, Hi nlo IV); cf. Vast, op, cit„ p. 160. 193, 371. Eglidcdico a qucsto Pontefice U sua " llbeilus Domenlco dc" Domlnlci, trasferlto nel 1464 dalla 45 * procctsione Splrltua Sancti „ci lui dlrease la « Epi- dioceal di TorccUo a quclla di Bresc a. Delia vita e stoU dc errore Paschatis , l'uno e 1'altra prcaso Zaxbtti, lelie opere di qucsto eminente prelato aotto Paolo Ii, si Latina rt italica Divi Mara Bibliothoca, Venetiis, 1741, parlera nel commento alia Vita del Cannesio. i Nlcol6 Perotti da Sassoferrato (egll solera per& ;- pp.- ggg. e 196 tgg. I** nobile lettera per la tfifcaa lieila CristUnita contro i Turchl, ch'egli indlrlzxo a Pao ch'amarsi fat'te, e a Kano probabilniente vide la luce; 50 lo II il jj agosto 1470, trorasi, confrontata con I'edl- cf. Voigt, Risorgimtnto, III, 49, e Ant. Constanta Fa ilooe a stamp*, nel Mts. Allacci (Bibl. ValliceilUna), nensi, rfigrammainm tiWlus etc., FanI, i.cos, c. 1. 1). E C »"///, n. 30. strano che accanto al nome di questo personagglo, fa T. m, p. xvi — 3. u* 34 mc«„ iom *. //» GASPARIS VERONENSIS caenua iliac ab Urbe abduxit ', consilio et lingua minus. Quam largus munificusque est in eum Paulus Secundusl attamen ea lege servata, ne quid ab ipso praeter bonum honestumque petatur: quod semper servavit Cardinalis, quippe modestissimus est Taceo quantam libro rum linguae utriusque graecae latinaeque multitudinem comparavit; taceo quod pleroaque iuvenes alit et, ut discant, praeceptoribua abunde persolvens. Equidem paucis eum comparo. 5 Hie calculo vescicae renumque ainistime antea laboraverat; nunc sospes. Qualia convivia instruat spectatissimis et clarissimis viris legatisque *, nemo est qui ad unguem describere facile posset Hie' ut dulci et serena est facie vultuque iucundo, sic sermone et moribus humanua; bibliothecam grandem utriusque linguae est aut Romae, aut Florentiae, aut potius Venetiis ad usura publicum dimissurus3 . Romam hie attulit crocodilos duos, detractis visceribus. Hie 10 ab Eugenio est cardinalis, nemine adversante, creatus ex ingenii acumine atque doctrina, adiu tore prudentissimo cardinali Caesarino. 6. Hlc] agg. nelfintertinea datPautore A.- slnistlme] finlstlme M. — 7. ipectatlsslmli] saplentlsslmls il. — 8. Hie ut duld] Hlc dulci M. — 10. Romam etc. viicerlbus.] agg. in margin* dalPautor* A.; mane* M. — li-U. adlutore] et adiutore M. moso gh\ nllora nella aoceta letterarla e ben noto In 5 Curia dl Roma, l'A. agglunga quello (* Hellus „), che e U Dome del tuo fratello nilnore, Ello, che Nlcol6 con tort* e guldd nelle dlfficolta dclla vita (vedi le sue let ter* a Ello, nel cod. Riceard. 907, cc 14, 94 e seg.); che ebbe compagno negll studl (vedi una traduzione da) 10 greco del due fratelll, In un cod. dl Padova descrltto da P. Durazzo, * Orbis terrarum brcvii descriftio „. tt-tto intd. del *tc XV, Mantova, 18S5, p. 5): e dl cui piansc In versl la morte (A*. Ptrotti menadia in obitm /rain's, nel Mts. Aliacd, XC, /J dcUa Bibl. VaUiceUiana). Poi 15 che non coneta che l'arclvescovo Sipontino abbia avutl altrl fratelli, aupponiamo che figliuolo dl Elio foiae quel Plrro Perotti, nlpote aasai diletto a Nlcol6, e conti nuatore dclla tradizlone Ictteraria in codetta famlglla (cf. VoiOT, of. at., I, 570; M. MOMCI, Una biogra/a so intdi/a di N. Ptrotti, PIstoia, 1896, p. to). 1 Dl queato sogglorno del Perotti In Germanla (una lettera del Duea di Mllano, del 34 fcbbralo 1460, * Archiepiscopo Svpontino imperial! eonslllarlo „ preaao Mazzatimti, Afu. italiani dellc Ubliotecke di Francia, p. 35 4S4) tacclono I tuol biografi ; ma *i aa che Fcderlco III aveva colmato di onorl Nlcold in oceaslone del »uo pas sagglo per Bologna, nel 1453 (Voigt, of. at., II, 130). — Per quanto concerns 1 rapportl di queato opcroiisslmo e dottisalmo prelato (su cui aarebbe aaaal utile e desl 30 derato uno atudlo biogrnfico, fatto col sussidlo del moltl material! che glaoclono lneditl) col papa Barbo, rlcor deretno, oltre alle legaxlonl, gla note, da lul affidatcgli (Voiot, II, 131), che Paolo II lo nomlnara, il glorno seguente all'astunzione al papato (31 agoato '64) go 35 vernatore del Patrlmonlo, a petizlone del Beaaarlone (Reg. Vatic S44, c. 115 b; cf. Reg, Vatic. 542, c. 16 n); e che a lul affidava 11 governo dl Spoleto, Narnl ed al tre terre delta Chleaa I'ultimo anno del «uo pontificato (Rtg. Vatic. S4S, c 23a). Una cfistola N. Perotti ai 40 Pauinm Secundum sta nel cod. Vatic, lai. 8090, cc. 26-34. « SuU' « AccademU „ Bessarionea h da vedcrsl la erudlta notizla che ne da il Df.ua Torre, Accad. Pia tonica, pp. ix-16. — Del giovanl, Italian! e grccl, che 11 Cardinale faccra iatrulrc ncllc iettcre (vcdl sopra, 1. 4-5), 45 tratta U Voiot, II, 128 agg., cf. Pastor, II, 373: al av Tcrta, che quel Gaspare da Volterra, scgretarlo del Bes sarlone, del quale era lodata la versatexza nel greco (11 nostra A. ne eaalta altrove la dottrlna latina e greca, redl cod. Catanat. *Sj, e. 84 a), non h gii, come sup pone il Voiot, II, 129, n. 1, Gaspare Biondo, benai Ga- 5° spare Zacchi, che stara col Bessarlone durante la sua legazlone a Bologna (cf. cod. Vatic, lot. 390S, c. 38), c fu creato rescoro dl Oslmo 11 30 agosto 1460 da Pio II, (Reg. Vatic. /77, c. 353 a; cf. Gams, 712), 11 quale git aveva asscgnato una provvlslonc fin dal prlncipio del 5; pontificato (Arch. Rom., Maud. Cam. I4SS~S& c 23 B)* Di un Greco edueato ncllc letterc in casa del Bessarlone, di nome Gregorio da Crcta, al ha ricordo In una let tera, s. d., di Agoatino Patrizi alia Rcpubbllca di Slcna (in CoJ. Angelica /077, c. 13s a), perche facessc arrestare 60 Gregorio, ch'era fuggito da Roma a Slcna presso Costan tino Milico, uomo di letterc, cola dimorante. 1 Nel tempo che scrlveva l'A., il Bessarlone aveva gii fatta donazione dc' suoi Ubrl greel al ruonastero dl San Giorgio Magglore a Venezia, riserrando a si 1'uso 65 dl essi durante la vita; pl& tardi venne nella determina zione di regalare ttitta la sua biblioteca, greca e latina, alia Repubblica dl Venezia, perchfe la diiponesse ad uso pubbllco; c II 6 settembre 1467 Paolo II approrara tale progctto, acloglicndo II Cardinale dall' irnpegno verso 11 7C convento di San Giorgio Magglore. La storla di queste trattatiyo c dl quelle susseguentl lino al trasporto dclla llbreria (ond'ebbe orlglne la Biblioteca di San Marco) a Venezia e atata riassunta da H. Omont, in Revue del bi bliotheqmts, IV, 1894, p. 129 sgg., come Introduzione al- 7i I'lnvenUrlo deUa libreria bessarionea, Ivi da lul pubbli cato. Rllevfanio clic la donazione al convento dl San Giorgio era stata parzlale, e anterlore al propositi e al progctti d! cui parla qui Gaspare, come appare dal breve suaccennato dl Paolo II, presso Omont, p. 140 aeg.; gi mcntre 1'Omont (of. at., p. 30) aflerma 11 contrario, non ponendo mente, supponlamo, che l'A. scriveva due anni appena prima del settembre 1467. B regesto dcgll atti rclativl a codesta donazione trovasi anche nei Libri CommemorioJi d. Rcfnb. di Venezia, ed. PrkorIXI, V, Ve- 8 nezia, 1900, p. 196 sg. — Quanto gelosamente Venezia cu stodisse 11 prczioso deposito, nel sec XV, appare dalla rcla zlone d'un ambasciatore a Lorenzo il Magnllico, pr. Fossi Monum. ad A. Rinncani Vitam, Florentlae, 1791, p. 39 DE GESTIS PAULI SECUND1 35 Cardinaiis Ravennas ' ab episcopatu suo est dictua, Hie ex proaapia Roborella descendit; hie inter primates in Eugenii Quarti palatio et curia apprime cognitus fuit. Nec tamen pro aapia aut sanguine aut aliquorum dominorum precibus cardinaiis evasit, verum pro sacro sancta Ecclesia Romana plurimum laborans apicem ilium est bene meritus. Nec est ambiguum, 5 quod regnum Neapolitanum iam esset sub Gallorum dominatu et Sanctis pontificibus forte inimicum, fusum quoque plurimum sanguinis foret, nisi industria et sapientia intercessioque huius principis affuiaset. Hie flexit vetulum durum ilium principem Tarentinum hie regem Neapolitanum, hie omnes populos Samnites, ,Lucanoe, Brutios suo arbitrio sancte inclinavit; quas ob res' iure ornatus pilleo rubro fuit. Hie etiam in gymnasiis publicis suis impensis 10 alit adolcscentes *: quod pietatis et misericordiae opus esse quis ambigit? Cardinaiis Spoletanus ab epiacopatu dictua, Narniensis est, iuris civilis cognitione mira bilis, nec non iuris canonici. Ipsum rectum virum et opinatus sum et opinor; ab operibus etenim suis cognoscitur et qualis sit optime iudicatur. Cardinaiis hie severua, asper, durua a compluribus habetur. Ego tamen nil habebam praeter auditum; cum tamen satius inte 15 riuaque veatigo, durus est in eos, qui sic merenrur. Pius Secundus hunc cardinalem creavit, qui legationibus nonnullis est functus et semper rectis bilancibus dicitur processisse, a nullo hominum genere perperam flexus, nulla familiaritate concitus nulloque odio stimulates. Nunc sub Paulo pontilfce triumphat; nam hoc tempore plurimum ob suas virtutes amatur ab eo honorificeque tractatur pro suis meritis atque virtutibus 4 . 8. aanctc] agg. netf interliuca dall'an/ore, A.; facile M. — ij. »ic] agg. meWinterlinea da//' anlort, A. » Bartolomeo Rovcrella, create arcirescoTO dl Ra venna da Kicolo V, ottenne il cappello cardinal!zio, col tJtolo di San Clemente, da Plo II il iS dicembrc 1461 , (Pastor, H, 199), durante la riprcsa delta lotta fra An gioinl e Aragonesi nel Reame, alia quale allude qui 1'A. * Gian Antonio Orsinl, princlpe di Taranto, I'anl ma nera di questa gucrra. Alle pratiche fatte dal Ro rerellav, allora Legato papale a Benevento, per indurre 10 all* pace col re Ferdlnando 1'Onlnl, accenna anche Fu %cc\ Paracleto Cnrnetano nel suo poema Tarentina (juib W. da G. Martucci, Un foema latino inedilo del itco le XV, Roma, 1899; cf. p. 57 sg.), che fu scritto pro babrimente a' conforti del Cardinale (Martucci, of. eit.,-.; p. 5). Rilerlamo qui la notlzia di A. Ratti, in AV» diconti do/ R. Ittitnto LomharJo di Sdenxt ecc, aerie II, toL XXIX (1896) p. 393, che in un codlce milanese eii rtono qtiirantadue breri direttl da Pio II al suo Legato c. 600 a), dore clta II Rorerella fra 1 predllettl del papa Barbo, il quale conferira II ta genoaio 1470 a questo Car dinale la legazione dl Perugia e di altre terre viclne {Reg. Vatit. S34 c- it1 *). 4 Cf. Pastor, II, 34, n. 3, lntorao alia considera tions In cul Bernardo Eroli fu tenuto da Plo IL A prova del farore accordato a questo Cardinale da Paolo, clta 40 un brere dl qucst'ulttmo G. Eroli, Miscellanea ttorica Xornose, Narnl, 185 1, roL L, p. 116; un'altra concesalone, 45 relatira a una sinodo tcnuta nella dioccal di Spoleto, In Reg. Vatic. S3», c. iJJBsgg. (7 maggio 1469)1. L'Eroli godette pol, asslecne al cardlnall Forteguerrl, Ammanati e Delia Rovere, la penslone dl cento ducati mensill, che sommlnlstraTa loro Paolo II (Arch. Rom., Comfmta Cn- 50 bicmJarii, cc. 1 a, 4 n, 9 a etc.) non gludlcando sufficientI durante II conflitto surrlcordato (1460-1463). 1 3» Q Roverella, proraotore degU ttudi dl umanlta, era ua antlco discepolo dl Guarino Veronese; lo dice Lodorlco Carbone neJla oraxlone funebre (1460) per il grandc maestro (Mueixncr, Radon und Briefe, c'.X.% p. 76), toggluogendo cbe la sua * erudltio summlque pro a 5 "ecdeaiae Romanae dignitate suscepti labores „ lo fa cevano meriteTolc della porpora. Gii nel 1431 lo rro vUrao a Bologna, al serrizlo del vescovo di Tropea N'iccold Acciap'ccla, occupato a trascrlrere un'opera dl Isocrate tradotta da Bernardo Glustiniani (redl il cai. y, Barbersn. Vfff, //9, c. 61 a, e cf. Gams, 937); plu tardi scgul a FIrenze il dotto rescoro di Modena. Sciplone Mainenti; e qulri, nella Corte papale, si acquisto 11 fa Tore di Eugenio IV (Vcspasiano, Cardinal* di Raven na, i 1). Che abbia goduto anche quello dl Paolo II, e aflermato da Slg'smondo de' Conti nella eratio fro so erotariit a Sltto IV (rod. Vatic, lot. 3934, parte II, vendcra il le rendlte dl codestl prelatl. A ltd, quale commendatarlo dei monastcro dl Sant'Anastaalo " extra muros Urpi* ». papa Barbo, * pro erldeotissimli Camerae « apostollcae dcbltorutu sublevandU », 11 castello dlroccato $$ dl Monteroaoli, nella dloceai dl NepI, col piccolo borgo e le terre dipendenti, per la sommu dl 3 300 ducati (Reg. Vat. J3J, cc. 345 353, 11 diccmbre 1469), Al tempo di questo Ponteficc vissc nclia Curia di Roma un nipote del Cardinale di Spoleto, Carlo 'de Ilerulls „ da Narni, 60 scrittore apostollco (Arch. Rom., Wor Crnciatae1464-71, c. 161); costut ottenera, il giorno atesso dell'aasunzlone dl Paolo II, l'umclo dl tesoriere del Patrlmonio, e pol molte altre carlche nel domlnl della Chlesa. ad istaaza dcllo aio (vedi 11 Hbro dcgll ufliclall di Paolo II, Reg. 65 Vatic. S44 passim.). E certamente dl questo Carlo che parla 1'Eroli, of. at., I, 103, 110, 113, II quale erronea mente lo dice fratello del Cardinale; e a lui I'ospedale di S. Spirlto dl Roma rendeva nel 1479 II castello di Campanara nella diocesi di Kami, per 3800 ducati (vedi 70 Cod. Barborin. XXXIV, *t, C 154 b). 36 GASPARIS VERONENSIS Cardinalia Ursinua\ cuiuB cognominis fuit etiam patruus, qui vixit diu et mortuus eat admo 1. 14 » dum senex*, legatfonibus multia eat functus. Hie nomine' Pii regem Neapolitanum coronavit Piceni legatus, hoc tempore fungitur amplo magistrate, et bonum, immo optimum noraen est hactenuH adeptus, cum iam annum earn provinciam aapientiaaime moderates est*. Hie eat, qui Caliati nepotumque auorum benivolua minime fuit Nam Caliatini Columniae familiae erant 5 amicissimi; Borgiam autem Paulus Secundus, cum cardinalia esset, ex sua pietate protesit mi»., 1034 raaximo cum periculo, non tamen quia factionis ulliua esset amator, at ut bonum decet' chri stianum mediua voluit nepotem tanti pontiiicis tueri et Hostiam versus ilium eat comitates, ut ad Civitatem Veterem, qua donatus fuerat a Calisto, proficiscereter*. De hoc cardinali plurima conacribenda forent, verum Ante diem clauso finiret vesper Olymfo 5 . 10 Cardinalis Sancti Xyxti, ab Eugenio Quarto creates, semper minus optavit maximum pon tjficarum quam caeteri, turn quia dives, turn ad maximas curas effugiendaa, turn ad tutiorem t.,s » aalutem animae. Podager eat et iracundus et difficilis' plus quam credi a quoquam possit; artium liberalium nec non theologiae peritisBimus, cui vix universa Italia parem habet. Quot 15 opera ediderit copia rerum, ingenti profunditate et sententiarum gravitate composite, prae sertim in theologica facultate acientiaque canonica, ostendunt bibliothecae in urbe Roma publicae et aliis urbibus italicis, praesertim super glorioso volumine Gratiani, ubi decreta sanctisaima complectuntur. Taceo opus egregium de Virginia Mariae conceptione, in quo apprime diasentit a aententia fratrum Minorum, qui Mariam Christi matrem ab original] pec- 20 cato proraua absolvunt ,s . Tacco rcliqua non pauca, non abiccta, quae composuit opera, in quibua se fuisse mirandum philoaophum fidelissimumque chri8tianum pracacl'ert. Quam vero ait aeverus quamque durua in fratrea Sancti Dominici monialesque sibi subiectaa, perno vcrunt expulsi simul et expulsae. Claustrum sanctissimae Mariae super Minervam pulcher rimi8 epigrammatibus hiatoriisque egregie exornavit, testudinem templi grandibus impensis 25 . is* abaolvi diligentisaime curavit; quibus ex rebus immortalia futurus' est'. Quod autem sit adeo I. etiam] agg. ntll' intcrlinea, fer aMreviatura A.; ka una lacuna .V. — 1-3. coronavit; Piceni legatus, hoc tempore] coronavit, Piceni legatus. Hoc tempore M. — 4. annum] srguf, una rasura, dovt era scritto et ultra A. — 8. voluit] vellet M.- Hostiam] OstUm M. — 23. quamque] quamquam M. — 24-25. pukherrimis] pucherrl mis A. — 25. templi] in A. irgvt una rasura: v'era sentto magnls. 5 Latino Orslnl, figlio dl Carlo conte di Taglla cozzo, creato cardlnale del titolo del s«. Giovanni e Paolo da Nlcolo V. Cf. F. Saicsovino, Ilittoria di Casa Ortina, Vcnexia, 1565, lib. I, c. 13. Garami*!, Append, p. 173. * II cardlnale Giordano Orsini, fratcllo del conte 10 di TagllacoMO (c^. nota preced.), gran pmtettore e pro motore dcgli studl, morto nel 1438; vedi Pastor, I, «3 »gi Voigt, Ritorgimento, II, 30, 78. * L'Orslnl vcnlva creato " legatus dc latere pro coronatione regis Kcrdinandi , 11 i° diccmbre 1458; Pa 15 stor, II, 31. La legazione nclla Marca d'Ancona, tcnuta sotto Plo II dal card. Francesco Plccolominl, rennc af fidata aU'Orstnl da Paolo II, appena sallto al pontlficato; vedi Sansovtno, Haomini Ulustri J*//a Casa Orsina, Ve nczia, t56j;, cc. 5, 27 sgg., M. Lroparous, Series Rf 30 ctorum Anconitanat Marchiae, Recancti, 1SS4, p, 43 sgg, 1 II fatto arvenne ncll'agosto del 14.57, quando il popolo di Roma, Istigato dagli Orsini, si sollevd contro don Pedro Borgia, fratcllo del cardinal Rodrigo, creato Prefetto della Citt* da Calllsto HI; ed e narrate con 35 magglorl particolari in un dispnecio dell'ambasciatnre miianeae Ottone del Carrctto, rlferito dal Pastor, I, 641. L'Orslnl si mantenne pol, a quanto pare, awersario di Paolo U (Pastor, U, 343);ienche nel pontlficato di que st'ultimo non mnnchino escmpl di favore verso la po tente ensata romana, come a rlguardo di Battista, Maestro 3c dl Rodl (vedi 11 Ilbro I\T ), c dl Paolo Orsini, che ii papa Barbo tcneva, con lauta prowiglone, fra 1 component! la famlglia pontlficla (Arch. Rom., Mand. Cam. /463-69, cc. 1 16 a, 146 a ccc). t noto, inoltre, come Paolo II aresse a' suoi stipendl U valoroso Napoleonc Orsini. * Cf. sopra, p. 13. 0 De) cardlnale Giovanni Torquemada del titolo dl San Sisto, e spcclalmentc de' suoi scritti teologici, tratta Popcra dl N. I.kdkrer, Dor s/anssckt Card. Iok. 3; v. Torquemada, $rin Ltbtn u. stint Schrifttn (cf. Thuo- _y fogiseke ^uartaisekrift, 1 S80, p. 509), che non cl fu pos sibilc di consultnrc. 7 II P. Masctti, hfemorit isloricht dtlla ckiesa di Santa Maria sopra hFinerra, Roma, i8SJ, p. 16, opinava che I larorl fattl esegulre dal Torquemada, intorno at 4 quali non h rlmasto alcun documcnto scritto o scolpito, si fossero compluti fra ii 1440 e il '6o. Quel che narra qui, c pin innanzi (vedi il lib. IV) PA., dimostra invece che » DE GESTIS PAULI SECUNDI 37 asper et difficilis famulorum facit inscitia et podagricus morbus; ea cnim duo ad bilem facile stimulant. Quam iuate universam Sublacus abbatiam et regat et rexerit dici vix posset aut acribi. Scd de hoc satis '. Cardinalis Elibret Hie prudentissimus vir (quod omnes uno ore consentiunt) tanta est 5 rerum prudentia, ut absque tumultu ac turba aliqua familiam suam regat atque gubernet: humanissimus etenim et iustissimus est et ab omni arrogantia semotus. Quam autem tenet regii sanguinis et prosapiae generositatem, animo et moribus hactenus demonstravit; cui profecto est ingeoii acumen et probata rerum plurimarum censura atque iudicium. Solent nonnumquam de heris domestici obloqui atque detrectare: de hoc vero universa familia nescit 10 perperam fari, nescit detrahere ; captant enim recte vivendi exempla a principe suo bene beateque vivente. Dlum ergo iure extollunt et illius virtutes libenter enarrant; hberalitatem spcriunt, iustitiam non occultut, humanitatem et mansuetudinem referunt, iuris utriusque scien tiam eius,' canonici et civilis, reticere non queunt Habet autem apud se adeo suaves, adeo plact- *. it • doa, adeo prudentes iuvenes et senes, ut vix scribi queat, et omnes ad unum litteris oblectantur; 15 immo et coci a Gaspare Veronensi Aristotelis Ethica audiverunt Huius autem prindpis vitam optimam si quis interrogaret florentinum Iohannem e Caaa' * (hoc enim est ei cognomen), mur.. iooj responderet sibt opus fore ore ferreo et aenea voce pluribusque Unguis, cum tamen Ioamies sit vir eloquentissimus et maximis laudibus dignissimus et inter loquendum slmul et inter scribendum paucissimis Florentinis comparandus ; habet enim rectissimum iudicium. Valet 20 hie princeps plurima litteratura, nullaque ducitur insolentia. Postremo non est reticendum, a Pio Secundo hunc clarissimum principem cardinalem esse creatum, non habitum in postremis a clementissimo Paulo Secundo. Cardinalis Constantiensis. Hie est ille vir prudentissimus, antea incognitus, qui una cum Atrebatensi Cardinali pilleum roseum est meridssime consecutus. Hie cum Perusiae et todus 25 iliius provinciae legatus a Paulo Secundo esset effectus, adeo sapiens est cognitus et rectus, ut nihil supra 4 . Tanto valet ingenii acumine in regendis gubernandisque populis, tanta' aucto- #. /* I. Iiucitls] lacuna Af. — 4. Cardinalis EUbret] agg, in margin*, con incMostro rosso, A. — 9. detrectare] cer raione invece di detrahere A. — 10. recte] tcritio su rasara A. — 13. aperlnnt] enarrant Af. • occulant] occultant M. — 13. eius] manca Af.- reticere] lacuna Af. — 15. coci] coqui Af. — 16. optimam] agg. daWautore A. • inter rogaret] tcritio dalfantere topra la farola rogaret A.; rogaret Af. — 17. loannea] agg. ndlHnUrlimta dalfaatore, 5 A. — 31-33. non habitum etc Secundo] parol* agg. dofo, con inchiostrofib ckiaro, A, — 33. Cardlnalla Constantiensis] tcritto im marglue, can inchiostro rosso, A.- una cum] lacuna Af. i'opera non era del tutto finite alia morte del Cnrdlnalc; infattl 11 30 giugno 1474 la Camera Apostolica pagava 333 ducati * Marco de Florcntla muratorl, credltorl bone •o " mem. dominl Iohannls de Turrecremata cardinalis S. * Slxtl, ratlone fabrlce ecclesle beate Marie apud Mi * nerram, quam idem cardinalis de novo construl fe * cit „...." pro rcsiduo ct complemento operU et edificU * per ipsum magistrum in dicta ecclesia lacti , (cdU. 1 5 Zah, in Arc*, star, italiano, scrie 3*, tomo VI, parte I, 173; cf. Mukntz, Let arts ecc, II, 89). Sugli alTreschl cue U Cardlnale fece fare nel chioitro delta Minerva redl 1 Sciimarsow, AteJoito da Forfi, Berlin, 1886, p. 346. D Torquemada fu nominato da Callisto HI am » miaistratore dell'abbada dl Subiaco il 13 agosto 145s, e pochl mcsi dopo Commeadatario. Mirzio, Ckronicon Subtacense, Roma, tS8j, p. 504 Ig. ; cf. Feuekici, I mo nafieri Sublacensi, Roma, I903, Docnmenti, n. 2835* it, * Lodovico d'Albret, crcato Cardlnale dci u. Pietro e Marccllino nel 1461, e morto 11 4 settetubre 1465. Con 1'clogio che ne fa qui I'A. s'accordano le lettcre plene di lodl e di rimplanto che la scomparsa dl qucsto prclato ispird al card. Ammanall (A/c. IHccohmitn Efitt. ti Comm., cc. Sob e 81 b; cf. la risposta dl Goro Loll a c. 80 a) il quale scriveva di lui, riguardo all'opera data 30 agli studi, * studi a mea erant ex suls, sua ex meis „. Polche Gaspare, che dove scrivcre queste rlghe verso il scttembre 1463, non fa alcuna aUuslone a malattia dcl l'Albret, convien dedurae che la morte dl quest! sia avvenuta Improvvlsa. 3 35 Nome sconosduto agli storid dclla nostra lette ratura; ne a not 4 riuscito di troTarno notlzla altrove. Ricordiamo, che in nn atto atipulato a Firenze nd 1474 figura un * Alfonso di Giovanni dalla Casn „ deli'uf flcio del dodici Duonluominl. Libri commemoriali di IV- 4» nczia, dt., voL V, p. 317. 4 Sul governo del Cardind di Costanza (Riccardo OUrkro Longueil, visconte d'Augc) ndl' Umbria, v. Pkl Lixi, Deli' historia di Perugia, Venctia, 1664, pp. 6S0 sg., 686; nel 1466 fu richiamato da Pado II che mandd in 45 suo luogo G. B, Savclli, L'na lcttcra dci Commissari ddla Crociata, 37 fobbraio 1465, d Longueil Legato di Peru gia, In Arch. Rom., Liber Crudatae 1464-"', c. 17 A. II 16 giugno del '69 11 Papa lntimavaal vescovo dl Ca non di non opporsl d pagamcrUo de' 500 ducati annul 38 GASPARIS VEROXEXSIS ritate gravitateque perfulsit, ut potestatem atque licentiam a summo pontetice conceasam bene distribuerit, bene locaverit, bene sit usus; nec quisquam antea credidisset cum tanto sensu intellectuque valere, nec tarn activum rebusque arduis aptum, quam exsririsse cogno vimus. Non ergo sanguine solo generosus, sed eriam re et opere constantiam et animum illustrem evidentissime ostendisse cognoscitur ; hie enim cum Atrebatensi, de quo atarim 5 subiiciam, cardinalis, cum esset in Gallia, designatus eat a ponti6ce maximo Pio Secundo mi/... «»» illius eximiis virturibus moto. Cardinalis Atrebatensis 1 a Pio Secundo creatus pilleoque insignitus, solis virturibus pro motus est Nam cum esset omnibus artibus liberalibus et omni scientia praeditus, praeterca in sacrosanctam Romanam Ecclesiam pius et liberalis, galero rubicundo digniwime donatus 10 est. Quid enim est in artibus liberalibus, quod ille non teneat ? quid in physicis, in mathe t. it • maticis ac metafisicis hie vir clarissimus non intelligit'? Et acute dissertat, copiosissime orat, elegantissime loquitur; ab omni avariria remotus, suos redditus et proventus laeto vultu et alacri fronte pontificibus summis mutuat, tradit libentissime, impendit nullo foenore inde sperato: quod raro caeteri eiusdem ordinis effecerunt. liic pragmaricam summa cum 15 diligentia regi Gallico dempsit *; hie Sesterciensis Ordinis pallio diu indutus incessit. Verum in ordinem redactus cardinalium melioribus honesrioribusque indumentis est usus, quippe galerus rhoseus et cilitium non bene conveniunt nec in una sede morantur; verum pullatis vestibus iure semper incedit. Cardinalis Vicecancellarius ex ea parte Ifispaniae est, quae Valentiae regnum dicitur, 20 immo Valendnus est. Est autem Valenria hodierna luce clarissima urbs, quam Calistus Tertius eiua avunculus cum urbe Roma convenire praedicare solebat*. Verum de nomine loquebatur: nam, ut ipse saepenumero dictitabat, Roma, argolicum nomen, robur et valentiam significat. 1. 17 i Hie ergo ab avunculo in cardineo' numero adhuc adolescens collocatus est una cum fratre, qui Sanctorum Quatuor cardinalis est appellatus. Hie heres Borgiae splendidissimi equiris 25 et fratris amantissimi est relictus, cum diem suum obiisset in Civitate Vetere, quae urbs in litore maris Tyrreni sita est*. Quae quidem hereditas non parum adiumenri palario decoro ac' magnifico praesririt in Urbe et regione ponds condito, quod inter eximia palaria Italiae facile potest connumerari et summis laudibus tolli *. Huic principi cum esset abbreviaturae ablatum ofBcium a Pio Secundo, restitutum est a Paulo Secundo fractusque ac discerptus 30 abbreviatorum ordo ille sexagenarius. Est ergo praefectus, ut olim, abbreviatoribus, quibus supplicariones a pontifice summo signatas pro suo arbitrio distrlbuit et inopes plurimos alit, 4. sanguine etc conslantlam] sanguine »olo se generosum, »ed etlam constantiam At. — 5. enlra] vero At. — 11. phvsicis] tcritto w rostra A. — 11. metafisicis] Mctaphysicls quod At,- Intelligit? Et acute dissertat] intelligat, et acute dissertet? At. — 17. honestiorlbusquc] que maaca At, — 37, maris Tyrrenl] mare tyrrenia, la a t etfamta, A. che aveva asscgnatl, vita natural durante, al Card!nale 5 aui reddlti dl quella raensa vescovile {Reg. Vatic. JS3, *• S9)« — Delle benemerenze dl questo prclato verso la chleaa dl 8. Pletro In Vatlcano dlscorre lo Gnoli, Urn gindixi» di U$a romanila lotto Leone X, Roma, 1891, p. 7. Cf. Ciacosius, n, 995 5g£. 10 1 Giovanni Iouffroy, borgognone, creato Cardlnalc, assleme ai due precedentl, nel 1461 da Pio II, 11 quale nc loda, no' suol Commentari, la vasta dottrtna (cf. Cjaconius, II, 1053). Istruttiva per la vita dl questo prelato e la Invettlva (riprodotta in Ciaconius, II, 1054 sg.) con cut 1 j lo assail, provocate a quanto pare, U card. Ammanati. * Vedi Pastor, II, 103, 105, e cf. Ciaconius, II, 1055. » Dell'alTetto serbato da Callisto III alia Citta e dlocesl dl Valenza attesU una bolla dl Paolo II (1 1 ot tobre 1470), con cui llbcrava dalla glurlsdlzione del ve 30 acovo di Tarrascona dctta Chiesa, * cui fclicis rccorda " tionis Cnlistiu papa III predecessor noster in mliiori * honore praefult, illamque velut eiua sponsam pracdl « lactam In summo Apostolatus aplce constltutus sub sua « protectlonc ad tempua retlnuit; cuique dllcctua filius 25 * noster Rodericus tic. ex dlspensationc Sedls praedlctac * praealdct, ttc. (Reg. Vatic. Jj6, c. 144 agg.). Rodrlgo Bor gia aveva ottenuto moltl benefici In codesta dlocesl dallo zio papa fin dal principle del pontificate; Pastor, I, 633. — Una lettcra deUa Citta di Valenza a papa CaUlsto si 30 trova fra I mss. dclla Marclana dl Venezia; vedi L G. * PiilSSIKR, In Cemtralblatlfur liiWotieHietem, loot, p. 533. Don Pedro Borgia (cf. sopra, p. 36), noorto II j6 settembre 1453 nella rdeca dl Civitavecchia. N. Della Tuccia, Cronaca di ViUrbo, Flrenze, 1876, p. 257. s 0 suntuoso arredamcnto dt quests abltazione vlcne deserltto In una lettcra del card. Ascanio Sforza (1484), prcsso Pastor, HI, appendice n. 3. * La di^nlta c 1'ufficio di vicecancelllcre delia CMcia 35 era stato conferito da Callisto III a Rodrigo Borgia 11 40 *' bus constltutus ac delude cum cardlnalatus fungcrctur i° maggto 1457; ma U decrcto papale era atato pubbll DE GESTIS PAULI SECUND1 39 qui inedia facile deperirent Hie in bene meritos gratissimus esse pernoscitur, praeterquam in Gasparem Veronensem olim suum praeceptorem, quem saepe negligere videtur et parvi pen dere; qua in re non parum a via recta secedit Formosus est, laetissimo vultu aspectuque iocundo, lingua oraata atque melliflua, qui mulieres egregias visas ad se amandum gratior 5 allicit et minim in modum concitat', plusquam magnetes ferrum : quas tamen intactaa dimittere sane putatur. Cardinalis Sanctorum Quatuor vicecancellario comparari minime potest Nam, etsi illius frater sit, non est tamen ea eloquentia, vultu et affabilitate qua vicecancellarius est. Hie Bononiae praeses et legatus fuit, post vero se Romam contulit 1 , inde Valentiam se recepit; 10 nec tempore Pauli Secundi est ad Urbem reversus, maiore pace atque quiete suae domi fruens, pinguibus beneficiis gaudens, praesertim Ilerdensi episcopatu glorioso. Sic vitam pacatis simarn ducit; de quo nunc haud plura. Cardinalis Bononiensis Utrum omnibus visum est, quod tanta probitate sit insignia atque laudabilis hie princeps ? Nam a vertice ad usque plantas rectus, bonus, integer, simplex (non 1-3. pTactcrquam in Gasparem] praeterquam Gasparem Af. — 5. magnetes] magnet Af. — 5-6. quas tamen etc, putatur] farolt aggittnte con imcHottro fiu chiaro, di mono, fare, dtIP am/ore, A. — 10. maiore] major! Af. — it. glorioso] gloriosus Af. — 13. Cardinalis Bononiensis] scritto in margin*, com inckiostro rosso, A. — 13*14* Utrum hlc princeps: At. Tisum est quod etc. hlc princeps ?] Vlr null! vlsus est, qui etc. j cxto, alia presenxa degli scrittori e abbreviatorl della CancellerU papale solo 11 3 di norembre; vedl cod. Bar herim. XXXV, 94, c. 184 sgg., e cf. Pastor, I, 631. Pio II riformo nel 1464, come e noto, U eoUeglo degll abbre viatorl, 11 cui numero fu portato a scttanta (non scs 10 saata, come dice l'A.), sottracndolo quasi del tutto al Pautorita del vlcecancelllere (Pastor, II, 304): provre iimcato annullato da Paolo II poco dopo la sua assun sione, polchi U collegio era gli dlscolto nell'ottobre del '64 (Pastor, II, 305, n. 1). Trascorscro due mesi, du ij rante i quail si agltarono 1 letteratl asplrantl a un collocarnento nella Curia (cf. Borsa, P. C Dectmbrio, cit.t p. 126), e U nuoTO ordinamento venne nnalmcntc decretato ron holla del 3 dicembre \ vedlla pr. Ciampimi, Do aAbroviatorum de parco mmori etc. axtifuo stain, Ro 10 mae, 1691, p. 33. Nello 1 negU antichi dirittl U card. Rodrigo con altra bolla, In col e detto come U Papa affidasse, dopo la morte dl Plo II, al cardlnall Estnoterille, Torquemndn, Eroll e Korteguerri 1'incarlco di esarninare e riferire * quomodo 15 * digniUtl et honor! dUecti nlU noetrl Roderlci *ic. ac ' dilectorum fillorum abbrevlatorum de Parco malorl et * ctixrn scrlptorum Utteramm apostollcarum, qulbus-propter instltutlonera dktl novl officii maxima fiebat * iniuria.... provldcretur „. I quail cardlnall avevano 1 : 30 riferito, " lnstltutlonem dictl officii non fore eldem Cu * rise neccssarlam, ted potius inutilem et scandalotam, " et non solum elsdem vicecancellario, abberevlatoribus * de Parco malorl et scrlptorlbus Utterar. spostollcar., * verum etlam cunctls curialibus et ad ipsam Curiam pro " tempore venientibus maximum afferri praeiudlclum „. Paolo II rlmetteva quindl, " non ad ipslus Roderlci rel * aiterlos toper hoc nobis oblatae petltionis instantiam, *sed honestatit et lustitiae intuitu,, cassati 1 decretl relatlvl di Pio H (vedl Ciampini, op. ciin p. 35 sgg.), la cancel!eria papale nell'antico stato, e 11 Ticecancclllere negli antichi diritti. La bolla (che non abblam potuto rintraceiare nel rcgiarrl ratlcani) si conserva nel tod. aianatenso 189J, del secolo XVII, pp. 94-100. Va no tat© Inoltre, come i'errore della magglor parte degll sto 45 rid (citatl dal Pastor, II, toe. cit.) che affermano svre nuta nel dicembre la soppressione del Collegio, derivl daila data del decretl che restituivano alia Canceller1 a gli ordlnamcntl anterlorl a Plo IL Altrl decretl emanati da Paolo II (1465 e *66) per disciplinare I'attlvita della canceilcria apostolica sono 50 raccolti nel cod. Barbtrin. cit., cc. 303 sgg., 304. — Quanto caro si facesse pagare, anche sotto questo Papa, 11 lu croso uffido dl * scrlttorc „ appare dal Afandati Cam* rati 1466-68 (Arch. Rom.), c. 55 a: «Descrlbi facialis * flor. aurl de Camera 1400 a Ten. vlro domino Reml " glo. .. . [lacuna] lltterarum apostoUcorum scriptore.... pro valore officii dicte scriptorle a S. D. N. papa * emptl Paolo II avera ancor prima del pontlficato dato proTa della sua amlcUla a Rodrigo Borgia e alia faml glia di lui; cf. sopra. p. 36, 1. 6 sg. Del farore che gli di mostrd appena sallto al pontlficato i detto pin sopra, e II card. Rodrigo fu pol semprc annoverato fra i plu affesionatl al papa Barbo. Ne e da lnterpretarsl come segno di dlsgrasla U breve (Rtg; Vatic. JJJ, c 303 sgg.) eon cui Paolo prlvava nel 1470 il Borgia, rlcchisaimo, di una pensione annua dl »oo ducatl sui proventi della vescovile Elborense (in altro Papa concessagll), * attendentes quod dicta * pensionibus huiusmodl gravata exlstlt 1 Luis Iuan Mila, vescovo di Segorbla, fu cletto dallo slo Callisto III govcrnatorc di Bologna il 13 giu gno 14sSi quindl, dopo l'csaltaxione alia porpora cardl nallxla (novembre 1456), fu promosso nel dicembre del 1357 alia digniti di Legato in codetta Citta, dove rl mase fino agii ultiml giornl dl vita dl Caillsto; Pastor, I, 633, 636 sgg., 639, 652. * Filippo Calandrlni, fratello uterlno dl Nicolo V, che lo ere4 vescovo di Bologna nel 1448, e cardinals nell'anno seguente. Godette grande autorltl presso Pao lo II, il quale doveva a lul speclalmente (secondo 11 Platima, p. 384) se NJcolA non lo aveva tenuto In minor conto dell'odiato suo emulo Scarampo. Francesco Fl lelfo, appena saiito al pontlficato U Barbo, si rivolgeva a Filippo perche gli ottenesse II favore del nuovo Papa: 8$ * scio — gil scriveva — te apud 1 t. il » 5S 7o 7S So 40 GASPARIS VERONENSIS tamen simplicitate rustica) et sine felle esse cognoacitur, iuris canonici consultissimus. Ilic procul dubio inter mortales innocentissimus est : qui si magis sedate accurateque loqueretur, nec verba frangeret atque confunderet nimia fandi celeritate, neacio quid vitii ei possit ascribi. Sed illud satis, immo maximum est, quod eius animus atque conscientia pura ac €. it » munda et omni labe libera sit: quae quidem de paucissimis mortalibus dici possunt. ' Frater 5 Nicolai Quinti hie fuit, a quo et creatus fuit cardinalis; qui, ambo SarzaneQaes, matrem admodum annosam viderunt et in Urbe sunt osculati, quae praemortua est 1 ; nec multo post Nicolaus Quintus diem suum obiit Sed longiori vita fuit cardinalis hie, de quo loquimur. Cum esset episcopus, ante pilleum rubeum, civitatis Bononiensis, dignus visus est fratri qui inter cardinales assumeretur. Creditur eum diutuma vita ease futurum et vix moriturum; 10 quippe semel quaque die comedit sine coena et a fluore capitis rheumatico catarroque sit liber. Hie templum renovari iussit pulcherrime sancd Laurentii, ubi olim Iunonem Lucinam gentiles coluerunt*. Sed de hoc satis. Cardinalis Papiensis Iacobus 1 , natione Lucensis, solis virtutibus et industria magnus evasit et inter cardinales collocari meritus est; quem Pius Secundus tali apice dignissimum iudicavit, 15 cardinalium nemine discrepante. Fuerat enim apud Dominicum cardinalem Firmanum dili Mvi., iojt gendssimus a secreds; et tunc cum plurima sibi commhsa prudentissime esset consecutus, turn ob alia eximia multa atque praeclara, censuerunt ilium omnes ad unum' cardinales ma c. 19 m ximos honores bene'mereri. Gratissimus fuit in primis et accepUssimus Calisti tempore Tertii non modo cardinali Firmano, cuius mendonem modo fecimus, sed edam cuncto ordini car- 20 dinalium, praesertim Senensi, qui post Pius Secundus dictus est. Quid dicam de hums lingua latina? quid de sermonis elegantia? quid de acumine ingenii et de in omnes misericordia egenoa et aegrotos? quid dc largitate victus, cum ab omni avaritia aborreat? Lcctissimam vitam ducit, gratissimus in aroicos veteres, praesertim in Gasparem Veronensem, cum ambo Ca listi Tertii secretarii fuissent et summa benevolenria iuncd. Cuius quidem non immemor exdtit, 25 cum apud Pium plurimum posset: curavit enim summis viribus ut publice conductus Gaspar aureos centum quotannis tunc assequeretur poetas et oratores lcclitans4 . De hoc sads. a-3. loqueretur, nec etc. neacio quid] farcle tcritu su rasura, A. — 6. Sarzanantes] Sarrazancnaea M. — ia. tem plum] neil'edir. M. tta defo pulcherrimc. — i$. turn ob alia exlinia multa atque praeclara] agg. im margime 1L1I roMtore, A. — in. Gratiwlrauj] Gravissimui Af. — 33. Lectlaaimam] Laetisaimam Af. — 17. tunc asaequcretur] a»se : St. Coil amckt A.; Jovefieri n-verMfac i stata imdicata dafCamtore con U lettere b e a, uri/te di sofira. S «poaae plurimum, (PHM/i Bfiittolae clt., c 160, cf. c. 161). Agll acrlttl del Calandrini fattl conosccre dai Pastor, I, 648 »gg., II, 183, ! poatono agglungere tre lettere a Nlcodemo Tranchedint (nel cod. Riicard. 8jj, c. so a, 32 febbralo e 18 marzo 1456, e c. 33 a, 18 ot 10 tobre 1466) e un blglictto autografo a papa Paolo (fra 1 le cc. 136 e 137 del Reg. Vatic. J44): I'uno e le altre acrlttl alio acopo dl chieder grazle e favorl per congiunti e protcttl. Questa aflermazlone dell'A. (11 quale late In 15 Roma anche durante II ponriAcato dl Nlcolo V) s ugg) alio Sforza (La fatria, i /arena' t ia giovimna di AVr cath V, in At* d. Acead. Luctkeet, tomo XXIII, 1S84, p. 360 egg.), II quale afferroo chc l'antlata a Roma della madre del Papa h una fiaba. E per la teetimonianza di ao Gaepare (la quale, per quel che diclamo nella nostra Pre faxioae intorao a' luoi rapport! con Nlcol6 V, non pu6 esser mesaa In dubbio) cadono, aseleme alle argomcnta alonl circa 1' impow'billti che la recchla Andrcola abbia vlsltato 1 figll a Roma nell'anno del glublleo, anche le sj ragionl con cul lo «te$io autore (of. a/., p. 536 agg.), cerci d. muttrarc come il scpokro di lei, che troraai a Sarxana, e nel quale e acolpita la tatto, sia una impoerura, e le ceneri sue ripoalno a Spolcto dove ella raorl, ottastenne, nel 1451. * Su queata, e su altre coatrusloni in Roma do Tute al Calandrini, nonche aul auo aepolcro in San Lo renzo In Lucina red! G. Sforza, *fi. est., p. 371 agg., e le note corrlapondenti. s lacopo Ammanatl Plccolominl : noroe (roppo oe lebre nella atorla della Chleaa e della letteratura, perche dobblamo trattenercl a dame qui notlzia. Sui rapport! di lui con Paolo II vedansl lc numerose lettere ch'egli diresae a qucato Papa (faroV Piccolemimti Efisioia* tt Commentaria, Medlolani, 1531, cc. 87 a, 00 n, t03 u. 113 B, 114, u8a ecr.) dalle quail appare come I scntlmentl dapprima oatill dl lacopo rerao II aiicceaaore di Plo II, al mutaaaero un po' alia yolta in aincero attaccamcnto. Egli perceplTa dai papa Uarbo l'aasegno menslie di cento ducat i (Arch. Rom., Computet eubicmlarii /468-yr, cc. 1 a, 4 b, 11 d, ecc.), quello che fu chiamato piu tardi " il piatto " del cardinal porero „ (cf. Da Novaks, Eltmemti, p. 338). * Vedl U nojtra Prtfatitme. o 41 t)E GESTIS PAULI SECUNDI Cardinalis Avenionensis Gallorum optimus, vir procul dubio sine exemplo liberalissimus et in nulla re duplex bonique consilii princeps e3t habitus. Sed hoc uno caeteros creditur anteire, quod nullara rem cito expedibilem producit in tempus, sed aperto ore simul et corde fatetur' hoc fieri posse, illud vero minime: quod utinam cacteri factitarent. Sed de hoc in 5 tertio libro et de eius virtutibus amplissimis disseremus. Cardinalis Zamorensis Ilispanus *, vir longaevus super terra et in Curia Romana usque ad actatem decrepitam otriciis egregiis et dignitatibus vcrsatus, pilleum rubeum est meritus ' et a Caliato Tertio in sublimem apicem devectus. Hie Juris civilis et pontificii peritissimus est, nec quisquam cum duabus his facultatibus creditur antecedere; sed illud in primis eum decoravit, 10 quod in benemeritos nunquam lentus fuit, immo semper promptus adiutor et beneficiorum nunquam immcmor acceptorum. Qui ut aspectu deformis, ita virtutibus et conscientia decorus semper apparuit; de quo in sequenti libro latius scribemus. Voluissem in calce huius voluminis aperire permulta, quae his sex mensibus facta et visa exstiterunt, quae in tcrtium librum differemus, praescrtim Dominicum Zachariam Patavinum, 15 astrologum non ignobilem, non solum Pit Secundi tempore una cum Iohanne Casrrensi allumen prope Tulpham invenisse, sed etiam tempore Pauli Secundi copiara ingentem sulphuris a Do minico solo esse inventam Praeterea castella Deiphobi imprudentissimi hominis olim filii comitis Aversi a Paulo Secundo nullis proeliis et paucis diebus esse revocata atque recepta in corpus bonorum Ecclesiae, cuius ct sunt et fuerunt: in qua quidem re plurimum valuit-0 prudentia Iohannis archiepiscopi Spalatrensis, diligentissimi viri thesaurarii domini Pauli Secundi, tunc illi militiae praefecti *. De annona et omnium rerum fertilitate eo ipso tertio I. sine cxeraplo] agg. neiriiterlinea dall'autore A. — 3. expedibilem] crcdibilcra A. — 13. /« margine i teritto Concluslo A. — 17. Deiphobi] Deiphcbl M. — 19-21. in que quidem re etc. illi militiae pracfecti] farolt agg. in mar^-im* daltamtorc, A. 1 II brctone Alain (* Alaaus Coetiua „, Ciaconius, 5 II, 971 sg.) creato Cardinale da Nlcol6 V. Intorno a lul v. Pastor, I, 336, 580 sg., II, 589 ecc.; P. Fkizo.n, Gal lia pnrfurata, Pariaiii, 1638, p. 503 «gg. * Da un breve dl Paolo II dei 25 marzo 1469 to gliamo U passo seguentc, chc illustra 1 rapporti dl quest 'o Papa col cardinale Zamorcnse: " Dudam slquldem dile *cto filio Iohnnni de Mella canonIco Zamorenii, bonae * memoriae Iohannis tit. S. Laurcntii in Domaso prcsbl *teri cardinalis nepoti, aetatis sexdecim annorum vel * circa contemplatione dicti cardinalis dc simpllci servt '5 " torio beneficio Sanctae Mariae de Ereia etc. provldl * mas; cum autem, sicut nobis innotult, pravltatis alius * Iohannes Gundisalvl clerlctis Zamorensis, quem nos ipsl " Iohannl deMella, quem dc partibus suls cum consensu e. 19 # Muk., 1037 mera Apostolica sotto Pio, nonche in quclli di Paolo 11 (che avrebbe, secondo l'A., riparato alia ingratltudinc del suo predecessore), ne ncl IJhri Cruetatne sotto Si sto IV, chc abbiamo esamlnatl nell'Archlvlo di SUto Romano. Lo rlccrchc fatte per nol negll archlvl dl Pa- 40 dova da due dotti e cortcsissimi cultorl dl storla pado vana, i proflf. V. Lazzarinl c A. Segarlzxi, hanno dato parimenti risultati ncgativi .- il cognome Zaccaria non appare negll Estimi di quclla Cltti, ma solo U nome dl un Zaccaria, medico del sccolo XV. Dl congluntl dello 4$ scoprltore Giovanni da Castro (al quale fu affidata In segulto la parte tecnica dell' impresa) non appariacono, ncl documentl da nol esaminatl, che due fratelli di lul, Gnoone (Arch. Rom., Ub. Crmdatae 1464-73, c. 14$ a) e Lodorico (Inio., Dtpoateria gemtrale della Crociata 50 , gen1toris ad Studium Pcrusii deducl fecimus, ct »0 • nos*rIs expensis in eodem Studio manutcneri in " in praeceptorcm deputaveramus, praefatum Iohanncm " dc Mella dolose et fraudolcnter seduxerlt etc. „ (Reg. Vatic, jjf, c. 184 sgg. : vicne annollata la cessione di dctto beneficio fatta dal Delia Mella al suo precettore).- 11 o Delia sua singohuissima dottrina giurldlca attestava gli contemporaneo Vkspasiano da BistIcci, Cardinale de Mella. Vcdi ora 11 Pa&tor, I, 638. * Anche ncl prlmo libro (p. 7, 1. ij-i6) rileva l'A. il merito, chc 11 padovano DomenJco Zaccaria ebbe nclia 30 scoperta degli allumi di Tolfa (1461), c chc Pio II arrcb be lasciato sensa prcmlo. Ora, h strano chc dl questo "astrologo* compagno di Giovanni da Castro non si trovi notisla nelle diligentl ricerche del Gottlob, Ca mera Afostoiicf, pp. 378-305, sugli Allumi dl Tolfa; ne J5 da aol fu mal Incontrato tal nome ncl librl della Ca /476 8s, c. 15 a). — Forac, il nostro A. errava chla mando « patavlno , l'astrologo, che potrebbe esser stato della famiglla genovese dei Zaccaria, alia quale appar tennero Ic cave d'allume dl Focca; cf. Gotti.ob, p, 278; al deve pcr6 osscrvarc, come piu di un concittadino dl 35 messer Giovanni fosse in codcstl anni Impiegato a Tolfa ; cosi, il 28 ottobrc del 1468 vcnlva eletto Commissario deH'AUumiere tin " Biasi us de Lignamlne padnanus, (Reg. Vatic. J44, c «9 »•). H'8 lugllo '67 era deslgnato ca stellano di ToUanova Boniohannes Lovsii de Padua, 60 (Arch. Rom., Giuramrnti dei castellani 1464-70, c. 52). * Per una svlata (?) l'A. di 11 nome Giovanni all'ar civescoTo dl Spalatro c tcsorierc pontlftcio, Lorenzo Zanc, che dircssc 1*impresa gucrrcsi-a contro 1 figli del conte Everso dcU'AnguiUara, Dcifebo e Francesco (vedl 65 Pastor, II, 389 sg.) La durata della breve campagna e determlnata nel mandato dl pagamcnto di tuttc Ic spese 42 GASPARIS VERONENSIS libro multa referentur; retiqua silentio praetereo, quae latissime ibi explicabuntur : proce deret enim nimium liber hie secundus. Digniora autem tunc et excellentiora animisque legentium gratiora videbuntur. occorae (pubbL da G. Levi In Archvio d. Sac. Remana di sloria fatria, VII, p. 370 agg.), fra le quail t! tono due. 260 alio Zane " pro ezpentla per roa factia in duobua * menalbus et vlginti dlebua, quibua atetlatla In caatria Be S "clctic pro debellandia dlctia tcrrla (quond. Comitls Ever * ai) „ e altrl ducati 350 alio atcaao « pro expenals Teatrls, "Tldellcet 108 dlerum lnceptorum XXIV junil et finite * rum XIV teptembrla, et de VII octobrla per toturn men * sem diet! octobrla, ad rationem c florenorum pro quo 10 "llbet menae „. II aecondo perlodo delta permanenza del I'arciveacoro In quelle terre, qui rlcordato, ayrenne a guerra termlnata; polche gia nel aettembre 1465 11 Papa regolara 1 rapporti £ra U Santa Sede e 1 nuorl audditl (vedi 1« bolle relative, raccolte dal Contelorlo nel cad. IS Barbtrim. XXXIV, at, cc. 119-133, cf. 183 e 184). E 11 13 dicerobre dello ateaao anno veniva create commla aario e gorernatore In terrla Vetralle, RonclUonla, Ca " praiice allorumque omnium et alngulorum caatronun, * terrarum et locornm per dictos filioa comitls Evrrst, ac * etlam terrarum Galleail et Corchlani per prefatum Pau- 3o " lum (Franciacl de Uralnia) detcntorum , 11 dottore di decrcti Fabiano Benzl da Mootepulciano, con bolla pa pale (Reg. Vatic. JjJ, c. 9»), neila quale ti loda gran demente U contegno degll abitantl delle terre auddette durante la apcdixlonc capitanata dallo Zane, e ai aggiun- 35 te a! noml del rlbelli figll di Ererao, quello dell'Orainl, to di queUa EUaabetta dell'Anguillara, che nella re marI dovan» fond6 In Roma una caaa di suore di S. Dotne nico (Altai. Rom., ArcMvi» di Sancta Sanctormm, n. 3, cc. 19 a e 33 a). — Altre notizle «ul rapporti di Paolo II 30 con gll Angulllara recheremo, illuttrando la Vita del , LIBER QUARTUS. ICi1) Mi- . t. t* oc quarto volumine relatu digna minime tacebuntur et certe legentibua non in grata, nec a veritate semota. Est enira hiatoria testis temporum, lux veritatia, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatia, ut Cicero acripait quidem quam graviasime. Nam poetae fingunt atque mentiuntur; de quibus nostro tempore vitam degentibus sequent! libro non pauca scribemua. A Trapezuntio igitur Georgio inchoan dum esse putavi, cuiua tainen factum priore libro antccesait, quod imperfectum quidem et mancum, ita dixero, ibi remansisse videtur. Nam cum fuiaaet menaibua quatuor in Adrian! arce detentus quae sancti Angeli hodie nuncupatur, qui career eat et custodia publica reo 10 rum et quidem paene incxpugnabilis, piissimua dominus Paulus Secundua eum aenem iuasit relaxari, qui olim suus magiater artiaque grammaticae praeceptor exatiterat *, nec minus vir 3. Est enlm hiitoria] Ut haec historia M. * Le cause delta ottura del Trapezuiulo sono etpotte in una letters del castellano dl Castel Saat'An gelo, Rodrlgo Sanchez de Areralo, al suo prlgloniero r Hittory a/tit Pafaey, HI, 49): "Corn audio In quosdam nimmoi pontificea, quo ' rum gloria surama est et memoria in benediction* erlt, 'quo* de te egregie merltoa noeti, vita functos aliosquc 'darissimos maximoaque Tiros verbo et scrlptis male ' dlctia et contumelila rehementer atque acerrtme exar ' tlsse, quorum famae maculam, quoad te- fult, ut alunt, 'addidlsti et, ut breviter agam, os In coelum posueris ' lingua tua transeunte super terrain „ La sua prigio aia dove cominclare prima del aettembre 1466, poiche 11 aostro A. la pone nel secondo anno del pontificnto di Paolo II. Quanto alle peraone offese dal Greco net scrittl e nel diacorai, si pud rttenere che si trat glo cadde presso Klccolo V, verso II 1451; cf. Voiot, II, 136 sg., e vedi la eapoalzione del guai ch'egli ebbe a patlre per opera del Papa umanistn. ad istigaiione di Teodoro Gaza, fatta con Interessanti partlcolarl dallo slesso Trapezunzio nd suo trattato "in frrc*rno**m Pro blematum Arittotttis a (jnodam Tktodore Cage tditam dc dlcato ad Alfonso di Napolf, nel cod. Stuoriano »87 (Bibl. Vltt. Emanuele dl Roma), c 53-54. Dl persecu stonl Inflittegli da Callisto III parla II Voiot, II, 13S: ma crcdiamo si trattl lnrece della pun1x1one subka sot 3S to Paolo II. Nemmen Plo n dorette easere troppo fa orerole al Trapezunzio, poiche no blastmo, nelle sue 40 lettere, 1' opera di traduttore (Pit Secmmit E/itfo/at, Me dtolani, 1487, ep. 95). Queato irrcquteto lettcrato ebbe poi briga con moltl altrl umanlstl ltalianl e grcci, che Tiverano In Roma ; e son celebrl le sue diatribe violente 30 (P* 33' anz!tutto del liniaiioue e delta polemlca per Pla e Arlatotlle, alia quale accennammo pi6 aopra *)• qulndi anche del Perottl (cf. p. 341 a. 3) che avera attaecato vlvacemente Teodoro, In dl fesa del Cardlnale suo patrono (Voiot, Ilisorgimenta H. 137 ; III, 51) e dl Andrea Contrarlo (Agostini, Sent tori Vimr., II, 4» sgg.; cf. Voiot, II, 137, che lo chia ma erroneamente " A. Contarlnl ,) autore, egli pure, dt una invettlva contro 11 «calunniatore di Platone,. Quanto *J papi, alia cul memoria il Trapezunzio avrebbe man cato di rlspetto, 4 da rlcordare la dlzgraala In cul Glor con Poggio e col Gaza ; contro quest' ultimo, oltre che 4j contro 1'Arglropulo, e dlretta la lunga letters ad Alfonso Palentino (11 gennaio 1465) nella quale raesaer Gior gio aspramente biaatmava le traduzlonl dal greco de1 suol due connazlonali (tn cod. Rieeard. 007, cc 115-117, nuo vam. num.). * Precettore di Paolo II sari stato Teodoro a Fl renze, durante il tempo che vl dlmord Eugenio IV con la sua Corte (cf. KutTTK, BtitrHgt tur GtscKckt* u. Li ttratur dor itat. G*l*krt*»r*mri$$a»ct, III, Greitswnld 1890, j0 p. 70 sg.); benchc ancor prima 11 Barbo abbla potuto 55 44 GASPARIS VERONENSIS tutum multarum intuitu, simul etiam habita ratione Andreae filii in patrem pientissimi et apos'tolici scriptoria, non ignobilia ct optimo ingenio adolescentis, qui nonum omnino et vigesimum annum aut agit, aut vix id aetatis transivit l . Sed ut ad Trapezuntium patrem redeam, non sunt in eo tot invcnta facinora, quot de eo praedicabantur; verum, cum custo dia publica esset egressus, ea lege domi mansit, ne iniussu Pontificis umquam pedem efferret nec domo ulla ratione exiret. Quae quidem lex paucis nempe diebus permansit, quam Hum mus pontifex abrogavit; et id quidem legitima causa motus elifecit, cum satis poenarum de Mil UNO di8«et et iam decrepitus esset* ociumque nimium et quics illi offulura foret, cumque magister fuisset eius adolescetitis. Sed iam de hoc graccae linguae simul et latinae pcritissimo viro multorumque voluminum conditore nostrisque hominibus utilissimo fincra scribendi facio. Interea Romae diem suum obivit magister Rhodi magnus Petrus Raimundi Cost 1 , quern suspicio fuit curis et angustia cordis mortuum fuisse; libellos enim suo in syndicatu accepit mordacissimos, tuncque non' pauci exstiterur.t huius hominis inimici, et quidem capitales; adeoque indoluit ac indignatus est ct in tantam bilem incidit, ut nec die nec nocte quidem ullo sopore quiesceret. Itaque eum mori necessarium fuisse omnes et existimaverunt et prae dicaverunt*. Sed hoc satis. Baptista Ursinus, romanae urbis prior Ordinis sancti Iohannia, inter cruciferos eius' reli gionis clarissimus atque dignisstmus, a summo pontifice Paulo Secundo magister magnus insulae Rhodiae creatus est'; nec multo po«t, magna iuvenum caterva comitante, se ad Rhodum 2. non ignobilis] non ignobiU M.- omnino] lam At. — 8. oflutura] affutura Al. icarso : frequentare la acuola di lui, a Venezia, dove 11 Trape runzio InsegnA per moltl anal, e nel 1434 tenne Torn xione fanebre per Fantlno Mlcbicl (nel cod. Vatic, lot. /S6, cc. 151-157 ; cf. Gi Castkixani, in Muovo Arciivio Ventto, XI, parte I, p. io), la famlglia del quale era tretta in parentcla col Barbo. II avorc di questo Papa il litigioio rccchlo dovette eatere anche in seguito Paolo II dara lnearico ad altri di Toltare 10 nuovamente in latino quel llbri della Preparazlone Evan gcl'ca dl Eusebio (vedl la traduzlone, dl anonimo, nel cod. Vatic, tat. 76J6, o cf. la dedica, a c. 4 A, el" expli cit u con la data 16 diccmbre 1468, a c. 19711)1 di cu' il Giorgio aveva gii fatta per Nlccold V la traduzlone, 15 che era stata oggetto dl crltlche per parte dl Andrea Contrarlo (Agostini, of. cit.,H, 431): un letterato, che papa Barbo apertatnente farorira (Arch. Rom., Afaml. Cam, 1464-66, cc 93 a, 1 13 a ecc.; assegai mentili dl 8 ducati * perltlsslmo viro A. C. ,). Contro II Trapesun 20 *lo at scagllava anche Andrea Boss!, nella sua dedica a Paolo n della edlzlone a stampa dl Strabone ; Qvauxi, 1 Vita et vtndidac Pauli II, p. 255. Su Andrea da TrebUonda rcdl Marini, II, 138; Garampi, Saggio di outrvarioni, Append, p. 143; Hody, it Dt GrataJ illustribas, p. 112 sgg. O Garampi e il Ma rini affcrmano che il auo nomc appare nelle soscrlzlonl delle lettere papall fin dal 1447; ma con eld non puA accordant l'eti dl ventlnove annl che gll attrlbulva 1*A. nel '67 ; come non parrebbe adattarsi alia mcdesima per 30 sona la notlzia dello atet*o Garampi, toe. cit., che Andrea (nomlnato secrctario da Callltto III nel 1456, Marini, toe. at.) fu creato abbreriatore aoio nel 1 483. II Giovio (Elogia doctorwm virorum, Baslleae, 15S.6, p. 60) dice perd che Giorgio ebbe un figllo aoltanto. Della grammatica 35 latina dedlcata ad Andrea dal padre si dlacorre nella no atra Prcfaxione. * Plctro Ralraondo Zacosta, oriundo della Caatl glia, Gran Maestro dl Rodl, era venuto in Roma per tenerri il Capltolo generale delTOrdine aotto la sorve glianza dl Paolo II, il quale operd, In tale clrcostanza, con grande energia a aalrare la iatituzione dalla rovlna cul andara Incontro, causa gll enorral debit! da cul era grarata; dell'aslone spicgata dal Ponteficc tratteremo, col sussidio del documcntl Vatican!, illustrando 11 passo rclatiro del Canest-hcs, p. 7». Pochl glorni dopo finlto il Capltolo, 11 22 febbralo 1467, 11 Zacosta mortva; fu se polto In San Pletro In Vatlcano, e gll vennc eretto dal Cavalleri delTOrdine un scpolcro marmoreo, riraoaso nel 1610, quando fu rlfatto il pavimento della basilica (re dUo rlprodotto nel cod. Barbtrim. XXXIV, Jo, e. 393 a). * II Platixa, p. 301, afferma che 11 Zacosta mort "tacdlo anlral et senlo confectus v : egli non vissc pcr6 che 63 anni, sccondo la Iscrlzlone apposta al suo scpolcro (cod. Barberi*. dt., loc. cit.). Male tocI sulla nmmlnl strazlone dell'Ordlne sotto dl lui, eransl sparse in Roma anche plu anni innanzi (Bosio, fSstoria della Rtligione Gerosolimitana, vol. II, Roma, 1630, p. 294 sg.); le re sponsablllta gravlsslrae che gll arrecarono 1 decretl re latlrl alia rlforma dell'Ordlne steaso, emanatl dal Papa lu 15 4; So 55 60 11 14 febbralo (Reg. Vatic. Jjj, cc. 309-312), e la lotta in cul trovavasl, In codesto tempo, col re d'Aragona (Trixcbkra, Codict Aragontst etc., toI. I, Kapoll, 1866, p. 13 sg.), spiegano I'asserzione dell'A. circa le cause 65 della sua morte. * Appenn ebbe la notizia ch'cra morto il Zacosta, Perdinando re di Napotl al adoperA perche la sucreaalonc toccaase a Giambattista Carafa o a Don Giovanni de Cardona (vedi le due lettere, del 36 febbralo, al auo 70 * Il Trapezunzlo era nato verso 11 139S, e mort In Roma 11 11 agoito 1484. Legato in Cortc dl Roma, nel Codict Aragoncs* cit., p. J2 agg.). Paolo II eleggeva lnvecc, U 7 dl roarzo, messcr Battlsta Orsinl, prlore dell'Ordlne In Roma, alia condl zlone dl aottoatare alle rlformc fatte dal Papa e accet Ute dal Zacosta (redi Rig. Vatic. s*7, c. 31 a; 1'orlgi- 75 DE GESTIS PAULI SECUNDI 45 contulit, defensurus pro viribus insulam sibi commissam et Turcos gentem nephandam ab eo loco repulsurus.
 Hoc anno tertio pontificatus Pauli Secundi, procul dubio omnium felicissimi pontificum, qui hactenus fuerunt, Romam profecti sunt legati regis Poloniae ut salutarent viserentque et se sponderent pontifici maximo eius regis nomine, adiecta expurgatione¹; quippe cum alii populi et reges anno primo obedientiam dare consuevissent, ipsi in annum tertium distulissent, multis bellis praepediti.

  — 5. se sponderent] responderent M. — adiecta expurgatione] atque expurgarent M.
 — 8. multo] manca M.
 ¹ Questa ambasceria è ricordata in una bolla papale del 18 gennaio 1418 (Theiner, Monumenta Poloniae ecc., II, 158) in cui si parla di una petizione «nobis super exhibita pro parte ill. filii nobilis viri Iohannis Smeprencky etc. Kazimiri Regis Polonie oratoris ad nos destinati».

Quibus Paulus Secundus mansuete, eleganter, breviter more suo respondit expurgationemque excepit multo benignissime.
 Hoc tempore Marcellus Angeli Bufali filius, equitis romani a Paulo Secundo gladio militari accincti², Franciscum Iohannis Capuccini filium, non ignobilis civis romani, peremit; qui, Franciscum dico, se adulterium cum uxore Marcelli³ commisisse iactabat passimque gestibus variis atque diversis eum illudebat.

  — 10. peremit] perimit M.
 ² « A dì 11 di novembre [1464, Paolo II] fece cavaliero missore Agnilo dello Bufalo, che in quello tempo era Conservatore »; Infessura, Diario, p. 68. — Di questo personaggio della casata de’ Cancellieri descrive la magnificenza del vivere ed esalta la fama di valentissimo corridore nel palio Marco Altieri, nelle sue Memorie dell’Ospedale Lateranense (Arch. Rom., Archivio di Sancta Sanctorum, n. 3, c. 18). Trovasi più volte fra’ Guardiani della Compagnia del Salvatore dal 1444 al ’66; cf. B. Mulinò, Dell’Oratorio di San Lorenzo nel Laterano, Roma, 1666, pp. 197-199). Il Canensius, p. 37, afferma che il soprannome "del Bufalo", divenuto cognome per i discendenti, fu dato a lui "ob congesta ex buccarum non indecore factura"; e osservarono però, che di un tal "Bufalo de' Cancellieri", si ha memoria in un docum. del 1404, presso Cancellieri, Memorie delle origini di Roma (ms. nella Bibl. Cumanetense), tomo VIII, p. 291.
 ³ Gregoria figlia di messer Antonio Caffarelli vedova di Marco, "domini Angeli Bufali de Cancellarijs", ripeteva nel 1480 dai fratelli ed eredi di Marcello la restituzione della dote e di certi gioielli e vesti preziose, essendo mancato ai vivi il marito, e "successive", il padre di lui, Angelo (Arch. Rom., Rogiti di Ser Camillo Branciforti 1480, c. 247 B; 11 dicembre). Anche il Platina, narrando nella sua Vita di Paolo II di questa vendetta, afferma che il Capuccini "eius (Marcelli) uxori stupium intulerat", (secondo la lezione del codice originale delle Vitae pontificum, modificata nell'edizione a stampa; vedi Pastor, in Zeitschrift f. Geschichtswissenschaft, IV, 1890, p. 352).

Quo homicidio patrato se Marcellus dedit in pedes Ferrariamque profectus est, ubi laetissima fronte a Borsio marchione acceptus est. Cuius quidem pater, Angelum Bufalum dico, in Molem Adriani trusus est et compluribus mensibus detentus, quippe venerat in suspicionem eius homicidii conscium fuisse et id filio penitus persuasisse⁴, nec dum eam custodiam publicam est egressus.

  — 13. ubi etc. acceptus est] manca M.
 — 14. compluribus] scritto su rasura, invece di quam pluribus, B.
 ⁴ La relazione autentica del fatto sta nel brano seguente di un breve di Paolo II a Pietro Cesi Senatore di Roma (Reg. Vatic. 537, c. 279; 9 aprile 1466): "... Siquidem, cum super duos dilecti filii nobilis viri Angeli de Cancellariis equitis romani liberos, Christophorum scilicet et Marcellum, speciali quadam favore prosequentes alterum prothonotarium alterum marcesalium Capitoli officiis in alma Urbe nostra decorassemusi; "discipline publicis muneribus fungentes ad tantum facinus devenerint, ut publicis armis, quibus ad iustitiam ministrandam uti debuissent, etiam post publicationem nonnullarum litterarum nostrarum ut paci et quieti memoratae Urbis consulerent editarum, et quarum non erant ignari, in personam quondam d. filii Francisci de Capucinis conspirantes in eiusque sanguinem classantes, pluribus vulneribus traillentes in ipsum homicidium commiserunt, in non parvum nostrum et nostrorum officialium dedecus et vilipendium, Urbis no-

Et quidem si Franciscus in nale della bolla trovasi nell’Archivio di Castel Sant’Angelo, Arm. X, caps. 3, nn. 2, 3, 4). L’Orsini aveva avuto parte assai notevole nei preparativi per la Crociata a tempo di Pio II (cf. Arch. Rom., Depositeria generale della Crociata 1463-64, cc. 101 A, 104 B, 108 A, 120 B; Liber Cruciate 1464-71, cc. 3 B, 145 B; da Pio II riceveva lo stipendio di 1300 ducati ogni quattro mesi); partì, appena creato capo dell’Ordine, alla volta di Rodi, dove richiamò tutti i Cavalieri, per la difesa contro i Turchi (Pauli, Codice diplomatico di Malta, Lucca, 1737, II, 469). Il 21 gennaio 1458 pagava alla Camera apostolica 1064 ducati «per resto della compositione facta per esso con N. S. per la sua provisione del suo hospitale» (Arch. Rom., Intr. et Exitus 1467-68, c. 64 A). Le esortazioni rivoltegli da Paolo II alla resistenza contro gl’infedeli dopo la caduta di Negroponte (1471) pr. Pastor, II, 715 sg.; si aggiungano i brevi, con cui lo stesso Papa modificava i decreti del 1467 riguardanti il pagamento dei debiti dell’Ordine, allo scopo di facilitare l’opera dei Cavalieri in difesa della Cristianità (Reg. Vatic. 537, cc. 121 sg., 137 sgg., 141 sgg.; 20 gennaio 1471). 5 46 GASPARIS VERONENS1S mcmoria tenuisset summi pontificis monita,' uxorem alienain missani penitus fecisset. Moniti enim fuere adolescentes romani uti virtutibus essent intend, et coram patres ab ore eanctissimi pontificis audivemot et moniti sunt ut filioe bonis moribus insignirent : alioquin delinquentes plecterentur. • Interea cum haec agerentur, Florentinorum nec non Neapolitani regis Mediolanique 5 ducis oratores ad Urbem sunt profecti et raulta cum pontifice tractaverunt. Qui quom foedus et collegationem cum ipso pontitice quaeritarent, sapientissime dicitur illis respondisse non esse pontificum maximorum se immiscere bellis et proeliis et esse factiosoa, verum potius pacem populorum curare et interpretem ac medium fieri ut Christiani sint unanimes et Con cordes iusteque vitam degant; harum enim rcrum se dixit auctorem esse velle pro viribus. 10 Quae autem fuerunt disceptata inter legatos regis Neapolitani et sanctissimum pontificem Mvn., 1041 *. 3 » de censibus* reddendis, longum esset narrare; tandem tamen aper'tissimis rationibus succubue runt, quas in medium attulit sapientia Pontificis. Noverat enim optime quae oppida sacro sanctae romanae Ecclesiae ipso iure forent et quae ablata ab Alphonso patre huius regis Ferdinandi, et quanto tempore census officiosi non essent redditi et cuncta quae a Ferdinando 15 tempore Pii Secundi facta fuerant. Itaque confusi devictique ad regem ipsum redierunt unam conclusionem secum deferentes, quam a pontificis ore perceperunt: nec reges, nec populos umquam fore gratos siimmo Deo nec pontificibus quibusvis, nisi officium peragerent suum censumque debitum quotannis redderent, quin etiam rebus ccclesiasticis se abstinerent nec falcem in messem alienam imponerent 6. quom] quum if. — 8. lmmlicere] il prefitto i seritta iu rasura B. — it. fuerunt] fuerlnt At.% lofra fncrunt } tcritlc dalfoMtort tc! fuerlnt B.- disceptata] maaca At.; agg. im margin; com inktostro ros*o, B. — 13. tamen] tarn At. — 15« et quanto tempore etc rcddltl] mamca At. — 15-16. et cuacU quae etc fuerant] et quanta PU secundi facta fuerant At. — 19. quln] quando At. 5 "strae scandalum ac pads ct rranquillltatis ciusdem " tumultuosam turbationem etc. „. Ordlnava qulndl il P.ipa al Cesi, succeduto nell'umVio a Pletro de' Tebalde achl da Norcia "quatenus processus contra eosdem de " llnquentes per Ipsum Petrum etc. Inehoatos et acta 10 • pendentes, nec non causam huiusmodl in statu ac de * blto fine termlnes et decidas ac cxequaris tam contra * Christophorl et Marcelii prcdlctorum personas, quam " alios quoscumque eonini complices, fautores, Impulso 20 Borso d'Este a Roma (aprilc 1471), Angelo del Bufalo accoglleva In casa propria II norello Duca di Ferrara (vedi ie Mcmorit dell'Altlerl cit. a p. 45, n. 3, tec. cit.). Quanto a Marcello, egli fu riammesso in grazla del Papa 40 ancor prima; il 4 scttembre del '65 lo trovlamo in Cu ria, a prestar gluramento quale "scutifer honoris, dl Paolo II {Reg. Vatic. 343, c. 88 a). — Per II tempo della morte dl Angelo c dl Marcello vedi la nota precedente. Fu probabllmcnte questo nuovo caso di " vendetta , 45 * res, coDSultores et sequaces, oroni appellationc rcmota, 1 5 *prout Ipsius delicti qunlltas exiglt , etc. — La vendetta fu dunque compluta sul prlnciplo del 1466: "nuper, fe detto ncl breve dl sopra, che i dato "anno secundo „ (la Cronolagia del Gigli, ncl cad. lessor. 334. della V. E. dl Roma, c. 16, dove il Tebaldeschl h messo fra' Senatori 30 di Roma sotto la data aprilc 1467, e 11 Cesl sotto il mar so '68, dev'esaerc sbagllata). Che U procedlniento avesse 11 suo corso, e che 11 Papa volcsse ad ognl costo dare una punlzlone escniplarc, h dlmostrato dalla notizia che cl da 1'A., secondo la quale fu catturato 11 padre come 15 responsablle del dclitto commcsso dat figll: prlglonla nsnai lunga, che durava da piu mesl quando scrlveva Gaspare questo IV libro (1467); durava ancora nel I4f8 e '69, al tempo della prlglonia del Platlna in Castcl San t' Angelo (cf. la sua Vita Paali If, p. 303); e finl soltanto 30 nel '70. quando mcsser Angelo otteneva da Paolo II di useire dal carcere " ad aliquot dies „ facendosl nialleva dori dodlci clttadinl, che traacorsl otto glorni sarebbo rlentrato nel Castetlo (vedi I documcnti, 11-13 ngosto. pubbL da A. Gatti, In Studi e doemm. di storia e diritto, 35 VII (1886), p. 74 sg). Ma 11 perdono finale non dove tarsi attender molto; polche si sa che neJla vcouta di fra dttadlnl primaril dl Roma (su qucllo avvenuto nei prlml mesl del pontificate vedi 11 llbro I, p. 9, lin. 19 sgg.) che indusse Paolo II a pubblicare la costltuzlone •contra sumcntes vindictam , del 33 settembre 1466 (in Bullarium Romaaum, ed. Taurln., tomo V, pp. 187-189), 50 docuroento notevollsslmo per la viva dipintura, che vi si fa, del modi con cul si coropievano le vendctte e del disordinc che arrccavano nelLa vita cittadina. II Papa comminava gravissimc penc agli autort e ai fautorl delle aanguinose lotte, e inglungeva che la bolla fosse inserita 5 * de verbo ad verbum „ negli Statutl della Cltta. Essa appare, lnfatti, nella sua Integrity in appendlce alia edl zione pel detti Statutl, che use) per le stampe ncll'ultimo anno del pontificato dl Paolo II (rarlsslma edizione, sensa numcrazlone dl paglnc c senza data di /. ne /.; cf. Au- 60 diftkedi, tomo I, p. 37); e vl precede le norme contro II lusso, anch'esse promossc da questo Papa. 1 Benchc i rapporti fra Paolo II e Ferdinando dl Napoll fossero freddi, causa la renitenza dl quest! a pa gare i rensi dovutl alia Chlcsa, fin dal princlpto del 65 pontificato (Pastor, II, 391), non manco 11 Papa di fare onorevole e suntuosa accogiienza a Kcderleo di Taranto, figUo del Re, quando passo per Roma dlretto a Milano 1 DE GESTIS PAULI SECUNDI 47 Sunt qui arbitrentur Neapolitanum regem non magni facere facultatem, auctoritatem, pote statem summi pontificis Pauli Secundi, quippe in gaaam principis Tarentini incident, magnum profecto theaaurum, ex cuius posse&sionc adaucU» est et paene quosque conte'mnens'. Additur cumulo reruot eum grandem conflasse familiaritatem cumTurco: duo ferunt in causa esse, 5 quod summum p#ntificem minime magni faciat At certe aberrant ab omni recto calle qui sic arbitrantur; qui recte autera aapiunt, veriua sentiunt non solum regem Neapolitanum, verum etiam caeteros reges et populos formidare pontificem Paulum Secundum, et in primis Turcum, cui nihil infestius obiicitur quam potestas huius pontificis. Nec tamen eundum est infidas Turcos praeter pontificem vereri et admodum pavere et contremiscere magnam mari terraque 10 dicionem Venetorum, qui revera hactenua christianam rempublicam pro viribus sunt tutati. Hoc anno tertio Sigismundus Arimini dominus Rosa donatus est, quae non nisi magnis principibus a summo pontifice dono tradi consuevit; qui, Sigismundum dico, Pauli Secundi benivolentiam non parvam meritus est, quippe pro fide Christiana longo tempore adversus Turcos bestiales homines' multa incommoda perpessus est noctesque diesque, qui antea a 15 Pio Secundo odio habitus est *. Sed de his alias. 4 » c. 1 . 3. Tarentini] Tarentl Af. — 3. thcsaurum] thcsaurarlum Af.- contomneni] contemnIt Af. — 4. duo] quae duo if. — 5. quod] cur Af. — 6. autcin] manca Ai.; agg. in margine, con iaciiastro rosea, B. — 8. cui] quum At. — to. qui] quamquam Af. ; a prendcr la sposa destlnata al fratdlo, e qnlvi si trat tennc otto glornl col prlnclpl di Salerno e dl Blaignano e con numerosa comitlra (redi il mandate Camerale dei 24 aprile '65, pubbl. da G. Lavi in Arch. d. Sec. Rem. di st. fatria, VII, 146; cf. Pastor, he. a.-., Caxkssius, p. 50; Tuuuulu, Notabiiia temfomm, 137, 133), nonchfe al to fuo ritorno nel Reamc (Afand. Cam. 1464-66, clt., c. 96 a, spese pro cera confectlooibus et alila rebus oportunls * ad mittendum ad terras Ecclesic per quas faciuat * transitum gentea ser-1 regis Neapolls redeuntea tic. „ 39 agosto '65). Semhra, anal, che la real comitlva fosse 15 aapettata In Roma anche nel ritorno, e si fecero In quest'attesa altri preparatirl nel glugno (cf. Mobntz, Let arts, II, 88). II Ponteficc prcstava inoltre in talc oocaaione al Re "ccrtl drappi dl raso „ che furono adoperaU a Napoli nelle aplendtdc feste nuzlall (N. Ba 10 RO.ve, Lt cede/* di Tesereria deila Cerie Aragenese, In Arch. tier, nafeletane, IX, 32). — Quanto alia controrer ila, di cui parla PA., pare che l'Aragonese non s'lndu cessc a sodis'are nemmcn piu tardl le rlchteste del Papa, poiche nei llbri della Camera Apostolica sotto Paolo 11 :? non apparisce alcuna rlacossione dl trlbutl dal Reame (GoTTtoB, Camera A/est., 303); s'aggiunga, che a nol non accadde di trorare nei dettl librl traccia dl pagamento della aomma, che Alfonso 11 Magnanlmo arcva lasciata a favorc della Crociata, e di cui 11 figtlo aveva veraato 30 a Plo II una parte soltanto (Arch. Rom., De/esiteria general* delta Craetata 1463-64, c. 2on, 34 marzo '64: I'atnbasciatore del re Ferdinando consegna 35 424 ducatl reneaianl, * e sono per parte di laslto che fe' la buona 1 3; ' memoria de Re Alfonso a Sancta Cruclata „). La morte dell'Orsinl, prinelpe dl Taranto (cf. sopra, p. 35, a. 2) avrenne il 14 norembre 1463* Sul l'cntita delle ricchezxe di lul, riputate Immense, e sulle canse che Induaaero Ferdinando a lasciarle credere assai p:a grand! che non fossero, red! Numziantr, in Arc*. 40 tier, nafeletane, XXV (1898), p. 179. Si noti che neUa ediz. Muratorl, II teaoro (" gaza „) di cui parla 1'A. era dlrentato " Gaxa .... magnus thesaurarlus „ * Flnita la guerra mosta da Plo II (1463) al Ma* latcsta, che fu rldotto alia soggeslone al Papa e al pos sesao della sola Rimini come feudo della Chlesa, il rinto 45 tiranno si porta, come 4 noto, nel Peloponneso a com battere 1 Turchl, a' quail toglieTa, nel acttembre del %4, Sparta (Romanin, Storia decern, di Venecia, IV, 333}. L'anno seguente, saputo che Paolo II arcva determinate dl privario anche del domlnio di Rimini, Sigiamondo, 50 come narra 11 Sajtudo, Vite dei Vagi, c. 1183, fee* ri torno in Italia e realstette, con gll aiuti di Venexia, al Papa, 11 quale Io scomunicd; secondo il Tonini, Storia civile e sacra Rimimese, roL V, Rimini, 1883, p. 309, 11 ritorno arrenne Inrece solo nel '66, e 11 Condottlero non 55 ebbe allora alcun contrasto con Paolo IT. Ad ogni mo do, la riconciiiazlone non dorette tardarc, poiche nel 1466 11 MaUtesta era agll stipendl della Chicsa : U 10 lu gllo la Camera apostolica registrara l'uscita dl 1300 du catl " magnlfico dno Sigismundo dc Malate-tia, quos s. 60 * d. n. papa eidera constgnarit ct manualiter tradidit In * deductlone sue provision]* (Arch. Rom., Afand. Cam. 1466-68, c. 6a; altri pagamenti a cc. 103 b tec. 364 n, gennalo i467-genna:o '68, Afan-J. Cam. /468-69, cc. 50 A, 57 » glugno 1468). In codestl anni SIglsmondo tennc 65 quasi sempre dimora In Roma, dure abitava la casa di Giovanni Toscanella, anch'esaa fornltagli da Paolo II (Afand. at. z466-68, cc. 169 D, 253 b; 1468-69, c. 43 a; cf. Tonini, of. cit., V, 310 sgg.). Nel settembre del '67 Sl gtsmondo glacera malato a Rimini, e 11 Ponteflce gli 70 mandara il medico Nlcolo da Rimini (Arch. c:tn Introi tmt et Bxitus, /467-68, c. 141 b); il 9 ottobre 1468 cgii finira I'agltata cslstenza, nella sua cltta (Tokwi, V, p. 324). Alle lodi che gli tributa qui PA. fa riscontro 11 poemetto dl anonlmo autore (pubbl. da. E. Mubntz, in 75 AfManges C. B. De Rem, Rome, 1892, p. 139 agg.), scrltto In coderto anno 1467 e dedicato al Malatesta, al quale si preconisxa: Rtstitaet mentis Panli dementis regnnm 5nod furer arriftdt men HH iur* Pit' (p. 143). 8° 48 GASPARIS VERONENSIS Quam pulchre magnificeque palacium sancti Marci augescat vix dici scribique posset, adeo quidem ut iaxta fundamenta res ipsa futura excelsa atque rairabilia videatur. Nam sancti Petri in Tuscia palatium certe grande et sumptuosum esse atque magnificum non adeo mirum est, quippe plurimi pontilices illud curaverunt atque auxcrunt et eorum quisque haud parvum dispendium efiecit, sicque sensim crevit et magnilicatum est ; hoc vero, de quo 5 in praesenda loquimur, a solo Paulo Secundo et incoeptum est et, ut speratur, perficiendum magnis laudibus et ornatu specieque decorandum. Cui quidem aedifirio architectus ingenio sissimus Franciscus Burgenais 1 praefectus est ; etsi aliquot diebus a praefectura sua reiectua fuerit, delatus summo pontitici quod peculatum fecerit. Qui tandem, datis tamen fideiuaso ribus, innocentis8irauB est inventus et ad odtcium restitutus cum integritatis suae eximiis lau- 10 €. s ' dibus' benivolentiaque Pontificis*. Mores suos hactenus non omisit maximus pontifex clementiae et miscricordiae; neque enim sanguinem mortemque mortalium cupit, nec delinquentes impune tamen abeunt. Publica enim mii, ion custodia,' reorum poena, est hoc tempore felicissimo Moles arx Adriani' carcerque Capitolinua. I. augescat) rlgcacat At.- posset] potest A/. — i. iuxta] agg. da/Pantore B. — 5. dlspcndium] irapendlnra M. • sensim crerit) sursim venlt — 14. feJlcUalnio] fellcissiraa Af.- carcerque Capitolinus] scritU su rostra B. Ma II favorc dl Paolo II xcrso II Malatesta masrhcrava H proposlto dl tcnerlo sotto dirctta sorveglianza : appcna j fu scopcrta la prctesa congiura contro U Papa nel 'f8, si parlo subito dl partccfpazionc ad ewa del turbolrnto Signore (Pastor, II, 313; Mancini, Vita di L. Rattitta Alfxrli, FIrenze, iSSj, p. 35S), del quale son note, per 11 raoronto del suo segretarlo Brogllo (jr. Ton"IM, V, 10 3»'-3tS), le male Intension! verso II Pontciice, quando qticstl mcditava dl mutargli 11 dominio di Rimini con qucllo dl altre torre della Chicsa. » Dacche il Marimj, Archatri, II, 190, rivelo co nic Francesco dal Borgo foa«e uno scrlttore apoalolico, 15 e commissarlo dellc cntrate della Camera di Roma, du b.tando ch'cgll avcuc parte nelI a dlrezlone artistica del palaxao di San Marco, tutti gll storicl dl questa gran dlosa fabbrica conslderarono Francesco come semplicc soprastanle c amministratore dell'opera, quale appare ao anchfl in un contratto ch'cgli faceva In nome del Papa per I'an'pllamento del palatzo, presso ThkInkr, Code* diflom., Ill, 445 sgg. (cf. MCentz, II, p. 23 acg.). A nol pare Invcce clie raffcrmazlone autorcvolc dell'A., il quale chlama c*plrdtamcntc * architectus ingeniosissimus B il i-} Dai Borgo, e plii innanz: ne dUtlngue la duplice qualita di « arcliltctto , c dl « prefctto „ della fabbrica, metta fuori dl dubbio chc coatul fosse pcrlto neU'artc cdlltzia, e permctta dl supporrc clie cgll abbla avuto una quokhe parte nei disegnl dcU'cdllicIo, al quale lavorarono pa 30 receiii archltetti. Messer Francesco hi veramcnte ad dctto, fin dal tempo di Pio II (ci. Arch. Rom., Aland. Cam. 1464-66, c. 3S a), alia tcnuta dei contl della Camera Apostollca, e lncarlcato da Paolo II nel 1465 dlinquiaire sulle gestionl di tutti gll ufficlall deile eotrate di Roma 33 e di procedere contro i negligenti e 1 disoncsti (Reg. Vatic. S41, c. Si b sg ) ; ma non tolgono codeste qualita e attribution! ch'egll potesae esserc cultore dcll'arte e chc 1a profcsnasse. Altri artisti del Rjnasclmento ebbero uffict nclla Canccllcrla papale, fra 1 quail bastl rlcordare r 1' * abbrcvlatorc , Leon Battlsta Albertl ; ed e certamente prova dcli'amore di messer Franceaco per la scienza dcl l'ingegnerla quel bellissirao codlce della VaUcana con tencntc le opcre di Archimede, coplate per ordlne di Francesco dal Borgo (cod. Vatie. UrKu. tal. 161, c. 130», cf. C. StormajoU), CoMcrs Vatican Urbitiatet Jatim, Ro- 45 ma, 190J, I, p. 245), il quale fnceva anche miniare U proprlo nome nel meuo del manoacrltto (cod. at., c. 1: 5 b). 1 I,'allontanamento del Pal Borgo dalla presldenza della fabbrica (nc parla anrhc il CANT.NsifK, p. 74, e S° agglunge che Francesco fu tenuto In carcere piu mesi), dovettc awenlre verso il prlnclplo del luglio 1467: nel giugno dl codesto anno, rccano ancora il suo nome i mandatl d: pagamcnto per i iarori del palazzo, 1 quail vengono in scguito collaudatl da messer Pictro Comes, 55 "die comencio da dl tS di luglio 1467 , (Arch. Rom., Fa^rica di San Atarco. Cofie di mandati l.;66~6~, pp. 1 5 e 29). II 16 novembre 11 Dal Borgo riferiva intorno a certe dcmolbtionl per la fabbrica steua (Reg. Vatic. 344, c. 147 a), donde si argu!sce ch'egll fosse riammcsso ai o servigi del Pontclice; pcr6, quale soprastante all© fab briche papali appare negll annl acgucntl, nei libri di contl rclatiri, mcsacr Antonello d'Albano. A plu alti uflici fu cliliunato messer Francesco dopo 11 pontlncato di Paolo II; una Icttern di Bartolommco Alvlano al Co- 65 mune di Vlterbo (nel Cod. Afarc. Lot. X, /74, c. 96) rcca un poacrltto (3 agosto 4o8) firniato * Franciscus de Burgo, * r. j. dioce»U et Patrimonii locumtencus „. 1 H Castel Sant'Angelo, die era rimasto occupato da Senesl (vedi sopra, p. 16, n. s), anche nel glorni 7o clie scgulron la raortc di Plo II, renira consegnato «1 nuovo Papa solo II 14 dl scttembre; Pastor, II, 2S9. II d\ ae^ucntc ne assumera la custodla Rodrigo Sanche* de ArcTalo, vescovo di Oriedo, e prestavaMlnanzi al Pontcfice e ai Cardlnall 11 gluramento. di cui si conserva 7 la lunga o Intercssante formola nelTAKcu. Rom., dm rantenti dei CaitelLmi 1464-67, c 3 B, I/Arcralo era per6 atato destinato dalla fiducla dl Paolo II a tale uf ficio fino dal giorno della sua esaltaxione al papato, co me nfferma lo stesso Rodrigo nclla sua /listeria hiifarnica go (stampata a Roma, 1470?, da Udalrico llahn), c. 170»: * Illc fellcissimus pontifex qua die apiccm summl pon DE GESTIS PAULI SECUNDI 49 qui publiois pirata fuerat et multa maria peragraverat, inimicua Rhodlorum capitalia, fuit to mari captua Anconitano et Pontificis iussu Rortiam advectus. In Mole vero Adriani plusquam annum hactenua pennanait incommode, misericordiam tamen et clemenciam impetratunia. 5 Hoc tempore Ragusini, cum eorum episcopus permutaretur, ribi Timotheum Mafeum Veronensem canonicum regularem delegerunt, virum maximae prudentiae et eloquentiae, aspectu et moribua facillimum, qua delectione laetatus est minim in modum Pontifex et earn accepit et firraam ease voluit'. Quem (de Timotheo Ioquor) cum interrogarem quid causae subeaaet quod populus ille ita expetivisset ipsum, respondit nu'gaa suas aliquando placuiase 10 .Ilia, cum eo loco praedicasaet Evangelium*. Noluit uti alio verbo quam nttgas, ut ae et sua minueret atque deprimeret Sed lllud mirum eat et magnae bonitatia bonique regiminis argumentum, quod his tribus annia fere nil peatia appaniit in Urbe, quae quotannis tabe pesaima aeris aolet affligi». Hoc m rasnra, B. — 7. faciUlmum] facillimla B.; soft* e scritte di mane delPautore, Tel 5- permutaretur] delcctionej electione M.- 9. quod] cur M.- n-ia. NelCinterlinea i icritto de pontifice, di • tificatua uaumpslt, de ucri collegil awnsu non sine « lingular! confidentU me indlgnum scd fidum pracfc • crura caatellanum caatri Sanctl Angcll de Urbe lnstl • tuit: qulppe qui localia et ccdealae Romanae theaauroa •fidel meae comm alt, etc. Rllevlamo quetta teatlmo nianaa, che prorerebbe come gli allora nella Mole Adria : 5 m al cuetodi'sse il tcaoro dcllo State (cf. F. Csrasoli, Docnm. per !a storia di Cartel Saot'Angeto, in Start e decant, di storia e diritto, XIII. 189J, p. 303); bench*, nella formula au cltat* del gluraroento di Rodrigo. nella quale aono enumerati gll obblghi del caateUano, di teaori non vi b parola, meatre aono caprcaiaraente indicati da cuatodire tutti 1 benl moblli raccoltl nella rocca " ad effectum defectionia „. E nemmeno vi ai accenna alia cuatodia del carcerati ; ma forae le prlgionl pubbllche rennero regolarmeote atablUte nel Castello aoltanto nel m pontificate di Paolo II, durante il quale furon fatte, an che dopo ,1 tempo che acrireva II noatro A., dalla Ca mera apoatolica varie apeae per La " coatrukione dclle car ceri dl Caatclln (M. Boboatti, Caste/ San? Angela in Ro ma, ibid., 1890, p. 87). Anchc le parole del noatro A. * hoc tempore feiiclsaimo . parrebbero convalidarc tale anppoalaione; cf. ancbe aopra, p. 43, 1. 9 ag. 1 La dignita reacorile era atata altra rolta ofterta al Maffei, che la arera rifiutata ; Tedi la aua " renunrla ' tio episcopates medlolanenala ad Nicolaum Q11 ntum , ji pr. Sasbius, Arc*eftseefar. Mediolanen. Series, Medlol., I7S5, toaio III, p. 905 agg.; cf. Mazzatinti, Tnventari d. BibHoteck* d* Italia, n, 119). L'arcireacorado di Ra fusa gli fa lusegnato dal Papa 11 4 maggio 1467 (Ma ana, II, 200, a. 13); ma dl eaaerai indotto a laaciarla 35 qaiete del convento ai penti moltiaalmo, e n'ebbe affrettato U fine deUa tIU (Vbspasiaxo, Veicovo di Rang/a, § a). * Cf. aopra, p. 9, 1. 1 agg. — II Maffei ebbe fama di ecceilente nell'oratorla aacra, In codcsto aecolo rlcco di eeJebri predicatorl; U Da Bisticci (Vtscovo di Ram~ vj gia, I 1) deacrive la caratterlatlca della sua clrjquenza. Dei auccesai riportati dal pergamo in Plrenze nel 1456, »edl QuutliO, Diatriba fraiUminaris ad Fr. Barbari Epi ftalas, Briziae, 1741, p. »33; 11 prlore deUa Badia Fle tolana al raliegrara, died annl pl6 tardl, che foaae reao *; a Flrenaj * talis Chrlatl praeco, culua declamationlbua T. HI, p. XVI — 4. * et apoatolica In se commisaione cbrlatianae rcipubli *cae, hulus fljrentlaalmae clvltatis rebua et Petro (Me * dici) aperamus bene ronaultum . {cod. Riccard. 834, r. 190 a; cf. aopra, p. % n. 4). t noto come Ira T.moteo con la pred'cazione dl quareaima a Bologna nel 14S4 5° ottcncnae dal Legato quel bando contro il luaao delle donne, che d;ede origine a una polemica fra letteratl famoai (cf. Sabbadwi, Episttlari* di Guarito Verantse, ma. nella Bib), del Lincei, toI. VII, c. 19s ; Mamciwi, Vita di L. Valla, p. J97). Non piccnla parte nella pre- SS dicaxione del Maffei, e nella grande atima che di lul fecero 1 papl, arra avato lo zelo nel promuovere la Croclata, per la quale egll Indlrluo plu lettere aolenni ai prin cipi d'lUlia; Tedi e»J. Vatic /at. /046, c. a60 ag. e cod. Vatic. Rsgina 183*, c. 115 agg. e cf. Makixi, II, 359. 60 Una roedagl'a di fra Tlmoteo con la lacrlalone • Del * praeconi insigni,, opera dl Matteo de' Pasti, pr. Hctsa, Let mJdaitieurs de la Renaissance, Parta, 1S93, IV, p. 39. 3 Per rer li, una peatilenza abbastanaa grare a'eb be a Roma nei primi meai del pontificato di Paolo II ; 65 cf. Pastor, II, 398. Scopplo anche neil'auluano deU'anno seguente (1465), e 11 Papa accordara auasldl »' auol fami llari per allontanaral dalla cltti * pro auapiclone peatia , (Arch. Rom., Mand. Cam. 1^64-66, ce. 103 e 107); egll invece al oatinava a non abbandonare Roma quando II 70 morbo mietcTa Tittlme, nei '68, fra gll ateaal auol fami llari, per quanto lo suppllcaasero uom ni autoreroll, come 1'Amraanati (cf. tat, Piceolominei Epist., c. 145 ») a non sli dare 11 pericolo. • Al quale propoalto Va ricordato come In codeati annl ai agltaaae una curioaa dlaputa, ae foaae 75 utile fugglre In tempo di peate, e ae c!6 foaae leclto a chi era prepoato alle cure aplrituali ; e il rard. Amma natt aegulva, a quanto pare, 1' opinions che ci6 al po tcsse fare, aecondo l'eaempio dato da' papi precedent), apecialmente da Nlcold V. Sull'argomento gli dlrigera 80 uno acrltto Domenico de' Domenlcl (Pastor, II, 299); U quale era atato prorocato dallo ateaao Iacopo (Bpistola* cit., e. 14s a) a manifestare U proprio parere a pro poalto dl un libello pubbllcato da Rodrigo de Arevalo (cf. aopra, p. 4S, n. 6), In cul al soatenera la oplnione 8S contraria. II tltolo dell'opera, * an sine peecatn fide--/« tidte fngiant a locis ubi saevit festit , h indicate €. S » 50 GASPARIS VERONEXS1S summus Deus, ut creditur, effecit ut bonorum operum remuneratio aliqua tribueretur Pontifici optimo utque in annos melior foret; et qui futuri pontificea esaent ab hoc discerent aancte gubernare. Sed iam ad alia tranaeamus, praesertim ad familiam huius aanctissimi pontificia. Hac tempestate, ut antea semper, optima familia gaudet beneque morata, humana atque clemente, cui longe dissimilis fuit Pii Secundi familia et universus famulorum coetus aliquo 5 magistrate functus1 . Gorum Senensem * semper excipio (sic enim Gregorium Senensem appellant); hie enim dulcissimis moribus exstitit et multa tractavit, cum a secretis illius pontiiicis essct, apud quem plusquam quinquaginta millia aure'orum lucratus est sine cuiusquam qnerimonia aut aliquo suo crimine In primis maximas meritus est laudes episcopus Vicentinus, qui his diebu8 galerum roseum, concedente summo Deo Pauloquc Secundo, est accepturua, cuius 10 virtutes et litteraturam non facile dicerem ; sed de eo alias diximus et dicemus *. Sed illud in primis evidentissimum est, multis et arduis negotiis summum pontificem ab hoc hactenus esse levatum ; adiuvat enim eum corporis robur, prudentia ingens, memoria non parva, acumen ingenii, exercitatio rerum, vigilia crebra, cibi potusque sobrietaa. Sed de hoc satis. De episcopo vero Feltrensi* satius est tacere quam pauca loqui, qui in omni re non 15 solum accurate et diligenter, sed etiam perbenigne et pie se gerit Quod ostendit multis mensibus carcerera publicum Capitolii * crebro visens ut, nisi eo accessisset, complures ipsa in 6. Gregorium Senensem] Gregorium Senenaes M. dalTautore nell* sua I/is/oria hsfamea, clt., c. »Ji a, e vi si afferma che fu scritto per ordine di Paolo II. II trattato dl Rodrlgo dicde inoltre occaslone ad una epl 5 stola di Pomponlo Leto, scritta dal carcere delta Mole Adriana nel 1468, che sta nel cod. Marciano /at. XI, 103, c. 97 a, e sari quanta prima da noi pubblicata. Scrlvera a questo propoaito Rodrigo do AreraJo 1 (cf. la nota precedents) nella sua Iltttoria lusfamta, 10 c. 170 «in principlo pontificate sui Romanam curiam * omni aimonlae et extorslonls labe sererisslme purga * vit, cunctosque officlalcs et curiales rcformavlt dotnuin * que habult mundliaitnls atque honcstiiaimis viris re 15 " fertaro ». * Goro dl Nlcold Loll, cugino di Pio II e suo se gretarlo e scrlttore durante il pontificate (Garampi, Sag gio di otserrariom, Append., p. 144), ebbe grandlsslma domestlchezza e autorita presso il papa senese (Pastor, II» a4 93i *44)« l^c' suoi rapportl col conglunto card. 20 Ammanati sono documento le numerose Icttcre a Goro Senese, nell' Eplstolario del Cardiaale; un altro parente de' Plccolomlnl, Francesco Patrial, dlrlgeva al LoU la magglor parte deile sue lcttere da Follgno (1461-64) che si contengono nel cod. Barberin. XXXIII, /89. Al po 25 tente favorito di Pio II dedlcava spesso 1 suol versl Giannantonlo Campano (Cam/am Opera, Venetlls, 1495, cc. 12, 13, 16, 17 ecc.) — Nel tempo che F.nea SHvlo era cardinale, mesa. Gregorio fu coinrolto ncllc pcrae ciuioni che ebbero a subire dalla repubblica senese 1 Pic 30 colomlnl (cf. Voiot, Enta SiMo, III, 3s sggO, * I» DaA* dlto dalla patrla : redi la sua lettera da Roma, 31 niarzo 1457, a NIcodemo Tranehedinl (cod. liiccard. 834, c. 1x1 n nnoT. num.) per Implorarc rintcrvento del Duca dl Milano, ' ut ills clritatcm mint et mc clvltati resti 35 * tuat Rlentrd In grazla del governantl di Siena quan do sail al papato il suo slgnore e congiunto (cf. Pastor, II, Append, num. 53), dopo la morte del quale si ritraase a vWerc, onorato, In patria (P. Piccolomtni, Diario d*/ rambasciattt di Gregorio LoH ecc. a Ga/taxzo Sfona ut/ 1468, In Bu/Mtimo Semne di Sfona Patria, VTH, tool, 40 fasc. I); qulrl morWa dl peste nel settembre 1478, co me racconta Slglsmondo Tlalo nelle sue Hittoriae S« nenses (cod. Ckigiamo, G. I, 33, c. 7a A). ' Quests lode non e mcritata, se si ha da credere al Fllelfo, che lo arcusara di arer tenuto per si cento 45 ducatl, del trecento che Pio n are*a regalati a mess. Francesco al tempo del Congresso dl Mantora, nel 1460 (Filr/fi E/itt., c. 196 n; 9 marzo *68); e per quests ca glone lo aveva assallto anche nella Inrettiva contro Leo drislo Crlrelll (Efiit. tit., c 180 a) narrando che in Cor- 50 tc dl Roma correra 11 dctto : * Da rapiendl, da extor * quendi, ut Lollius „. Vero 4, che il Loll non STera. risparmlato 1'umanista Tolentinate, nella difesa della me moria di Pio II contro gll attacchl ad essa rlvoltl da mess. Francesco nel principlo del papato di Paolo II; 55 Ted! le iettere del Loll in lac. Piccolomina Bfitto/ao, CC. 30 8, 33 *i e CL VOIGT, Risor^imrnto, II, 98. 4 Vedi lnnanzl, p. 55, n. 2. * Angelo Fasolo da Chioggia, suocessore dl Teo doro Leli (cf. p. 13, n. 1) nel rescorado dl Fettrc, rlaac 60 costantemente nella famlglla pontificia, come appare dai reglstrl Camerall, sotto Paolo n, e stara al serrigi dl quest' ultimo anche durante 11 cardinalato, come suo rap jirescntante nella dlocesi dl Viccnza (redi Mazzatixti, Inventari, II, 86 e Rtg. Vatic. S3*t «• cf. sopra, 6; p. 4, n. 2). Un cenno biografico da lul acrlsae D. Gro RiATl, in Xmovo Arckivio Vcn*to, XXII, p. I2S «gg.; «ul suo sepolcro In San Marco dl Roma redi Studi t da cmm. di tloria r diritto, VII, (1886), p. 61. * Nel carcere Capitol!no (che dorette essere In code- 7c sto tempo succursale della Mole Adriana, rlgurgltantc dl detenutl sotto Paolo II. cf. Caxbnsius, p. 39) furon fatti esegulre da questo papa rart larorl, attl ad accrcacerne la slcurezza; vedl 1 Mand. Camerali, 1468-69 (Arck. Rom.), cc. 177, 200, 201. In queste priglonl si tcne- y vano anche i " carcerati ad poenam rltae „ (Mami. cit., c 177 a). DE GESTIS PAULI SECUNDI 51 custodia perivissent et pediculis exeai forent; itaque prudentissimus vir remedium adhibuit magna omnium cum laude et benedictione. Alii enim alia de re conquerebantur, aut quod inopes essent, nec solvendo forent, aut quod per'peram carcere essent detenti. Denique, nisi grandi scelere illuc esaent intruai, operam dabat ut quoquo pacto exirent, cum pace et be 5 nivolentia actorum et creditorum. Sed quam sit litterarum et litteratorum cultor ' non facile scripsero, quod ipsa experiencia docet; babet enim' egregiara bibliothecam, optimos codices et perornatoa aimul et multos, legitque lubena, si modo otium habere queat, et pub'ici gym naaii magistris curat quam diligentissime solutiones, quod ex auctoritatc summi pontificis et licentia efficere potest. Sed de hoc satis. 10 • De archiepiscopo Mediolanensi * dicenda nulla mihi videntur, praeterquam ea quae su perioribus libris dicta sunt. De Leonardo autem Dato 3 , primo secretario et iam episcopo Massano, non alia impraeseotiarum narranda videntur ; nec itidem de Doimo 4 optima pru dentia viro et pontine! maximo fidissimo, nec non de Iohanne Cremeosi 4 , omnium mortalium 4- Operam dabat] Operam is dabat M. — 6. quod Ipsa experiencia docet] quamquam ipsa ezperientia id docc it. — io. quam] manca Si. — 13. Doimo] itritlo sm ramra, B. — 13. viro] tuto M. It.- nec non de] nec de M. 1 Sui rapportl dl questo dotto prelato eoi letteratl ehe s! riunivano attorno a Pomponto Leto, vedl Carini, ia Miscellanea nutialt Ciam-Saffa-Flaadnet, Bergamo, 1894, p. 10, e una lettera di Agoatino PatrUI (in cad. Angelica 1077, c. 116 ) sulla cong'ura degli accademlcl roddettl contro Paolo II, che verra da nol quanto prima ia pobbllcata. * Stefano Nardlni da Fori) (cf. sopra, p. 13, 1. 15 »gg.) fa de' pin ablU e dottl prelati che rissero alia Corte di Paolo II. Egli trovavaai in Roma fin dal tempo di Nicold V, cbe si raise dcll'opera sua in controversie 1; piuridiche (Arch. Rom., Maud. Cam. 1447-33, c. 210 a: * Ten. riro drlo Stcphano de N'ardinis clerico Camere pro ' eundo ad provlaciam Patrimonii ad decidendam quan •daro litem certorum confinium,, 17 agosto 1451; a c. 339 A, altro mandato alio steaao * pro expensis snia o ' trkim menaiam faciendis eundo ad ccrta loca pro factis "a. d. pape,, 7 ottobre '51); lo lnvi6 nuncio apottolico in Fraacia (Matt. cit.. c. 168a, 33 marzo 1453 : " fl. 300.... ' pro parte expensarum per lptum faciendarum In dicta 15 * coramlaaione „X c mandava, U 4 febbraio 1453, una Mwenslone in danaro *domlne Iohanne matrl tinl St de * Sard, in lnfinnitate constitute » (Mand. cit., c. 358 b). Degli nffici ottenuti sotto Callisto III e da Plo II, che lo creo arcivesrovo dl Milano nel 1461, trattano 11 Car dcixa, III, 183 sg., II Sassi, Archiefifcofor, metiiolan. 30 Stria, dt., p. 934-39. e il Pastor, II, 189; si arrerta che mess. Stefano non ebbe il protonotarlato da Plo II, co me scrisse 11 Cardrixa, he. dt., polche egli coprlva tale dlgoita gli nel luglio 1457, quando Call sto III lo no mia6 referendarlo (Reg. Vatic. 467, c Sia; in docc. 55 delTaprlle 1455 e ottobre 14S6, In Reg. Vatic, 463, cc. 1 J, 14. 316, h chramato "notarius apostolicu* „). Bene anetto a Paolo II (che appena aalito ai papato aveva nominato custode della rocca di Sant'Arcangelo 11 nlpote ir dt lui, Francesco, redl Reg. Vatic, S44, c. 385), ne so atenne ralorosaracnte le ragloni nella mutazlone della capitolazione elettorale (Pastor, II, 392 sgg.), ed ebbe da hii Iraportantlssime mission! (Sassi e Cardklla, locc. da. ; per le spese e le date della sua leguione in Fran cU nd 1467, redi Arch. Rom., Liber Crmdatae 1464-7S, .5 cc. 169 a, 169 a, 178 a). II Nardlni ebbe la porpora, per ottener 1* quale si era Inrano adoprato a tempo di Paolo e dl Plo II (Pastor. II, 301, 393, 366) aoltanto nel pon t ficato dl Sisto IV; e durante questo complc in Roma 1) suntuoso palas'o, oggi chlamato del Gorerno Vecchio. e fondo 11 rolleglo per i studentl poverl detto la 'Saplenaa 50 Nard na , (Sassi, 0/. cit., Ill, 93S; G. V. Marchk&xus, Vita* viraram illustr. Foroliviemsium, Forol., 1736, p. 70 sg.) collocandola nclla caaa attlgua al suo paiazso, da lui comperata da Pier da Noccto, il favorlto dl Nicolo V ( Cr. il tesUmento del Nardlni negll Atti di Ser C. Re- 55 nimhrm, in Arch. Rom., c. 184 a). Intorno a' suoi rap portl col nlpoti Francesco e P.etro Nard ni, signori dl Castel Ornario, imparentatl con le caaate romane de' Brancalconi e degli Orsinl, vedl gli Atti di C. Bernmkem cit, c. 183 sg„ e R. Lawcia.vj, In Arch. d. Sac. Remama di 60 */. fatria, VI, 1883. p. 464. 3 Vedl sopra, p. 33. 4 Doimo da Valvasone; redl sopra, p. 1$, n. 4. * Cf. sopra, p. 16, IL 10-13. Glorannl Monelli da Crema (un * Paulus Monelios Creroensl* , fo rettore de- 63 gli Artiatl nell'Ateneo di Padova nel 1499; Facciolati, Fasti Oymmatii fatavim, parte II, p. 90) Accra parte della fam'gl a del Barbo durante il cardinalato; nell'estate del '64 stava con lui In Ancona, e veniva mandato dal suo a'gnore ad Oaimo, * mutandl coeli gratia , nell'in- 7° fierlre della peatilenza (letters ai Vallaresso, in cei. Bar berim. XX/X, /jj, p. 579). Il 26 marzo del '65 Paolo H concedera il priorato di San Benedetto di Crema (Reg. Vatic. S*6, c. 106 A) al Monelli, che godeva molta con slderazlone presao questo Papa, come dimostrano le let- 75 tcre dlrette a un fratello di Giovanni, * A. Monellus , , da Agostino Patr'il (In cod. Angelica 1077, cc 1 16 a, 134 a) nelie quail si allude ail'autorevole appogg o pre stato al letterato senese da Giovanni per acqulstare 11 favore del papa Barbo. La descrlzlone della renuta di 80 Federlco III a Roma, dedlcata dal Patrixl a Paolo II (in RR. II. SS., tomo XXIII, col. 305 sgg.), e scritta In forma di lettera a questo famlllare del Pontefice. Per I rap portl di Paolo II col Monelli vedi anche Maud. Cam. /464-66, c. 58 b. — Non crediamo sia da confondere con 8$ Giovanni da Crema quel * Iohannes do Monllla „ che fu fatto abbrevlatore da Pio II nel 146+ (Ciampimi, Abbre Mc-a ., IOU 52 videntur : GASPARIS VERONENSIS humanissimo, cuius vultus moresque affabilitatem et comitatem quandam singularem redolere nec non de Petro Gallo 1 iugiter assistente Paulo Secundo, qui quidem, de Petro *. 7 lo'quor, totus a vertice ad pedea mellifluua est et verbis et aspectu iucundissimus. Pertranaeo eciam Carolum Mantuanum * non inliberalem, non imprudentem, non iniquum, verum aliquan tulo magis credulum quam oporteat. Taceo epiacopum Tirasonensem \ multa iuris doctrina 5 pollentern, numquam a iuatitia pietateque secedentem. Elemosinas vero prosequitur more suo sanctissimus pontifex et in misericordia consueta m egenos perseverat: illud enim firmis simum est et pTOrsus immotum, quod quoque mense aureos centum tradit Alexi Mentaoni civi romano baud dubie optimo et religioso vitae sanctimonia, qui pro arbirrio suo id pecuniae inopibus magna aequitate distribuit. Quas autem pontifex maximua eroget pecunias extraor- 10 dinariaa private atque occulte quis explicabit, quae paucis cognitae sunt? De thesaurario sanctissimi Domini nostri Laurentio archiepiscopo Spalatrensi * semper aliquid melius po test meliusque conscribi, quippe iugiter eum summus Deua adiuvat, quicquid agat Cese t.ih nam est profectus iussu Pauli Secundi, 'ubi plagam illam regit, tuetur atque defenaat sine alicuius querimonia. Ad Tulfam iam eundum est, ubi dominantur optimi viri Ludovicus et Petrua eius loci moenium auctores, qui prius incultus, informia, rusticanus sine muria fuit, et annorum plusquam quinque milibus ea plaga ignota mansit, usque scilicet ad tempora nostra. Tandem, elaborante Dominico Zacharia Patavino magia quam Iohanne Caatrenai, inventa sunt ilia saxa aluminosa et tempore Pii Secundi coepta est dari opera illis silvis et montibus, et res veriaaima intellecta est 20 et quotannia est inderedditus fructua octoginta milium aureorum Eccleaiac Romanae. Pauloquc post cum audiisset Gaapar Vcronensis a Ludovico domino Tulfae, illic esse quaedam signa minerarum auri atque argenti, factus eat Ludovicus Gasparia compater et ambo ex Urbe ml.., 104« abierunt Tulfam' et coepit Gaapar effodere et apertiasime invenit vestigia quaedam optimorum metallorum una cum Iohanne Iurdi Catalano, qui Siculus dicitur, perspicacissimo in his rebus 25 5. — Tirasonensem, Indyta] Trasonensem, mulu At. — 13. melius potest] mellua did potest At. — 13. Iu giter eum summns] iugiter summus At. — 17. moenium auctores] At. lacuna- annorum] annla At. — 3 set] audlsaet At. — 35. Iurdi Catalano] icritta tu rantra, B. viatortt, p. 38; cf. l'eplgramma * In Monlllum S CRASUS Marui.u, AW« et cfgrammala, Fani, 1515, in Mi- (Aland. Comer. 1466-68, oc. 197 a, sta a, 333 b eec). * Lorenzo Zane, pronipote di Eugenio IV, era «tato c. a). Alia caaata cremasca apparterri in»ece llLettore promosto aU'arcWescorado di Spalatro da Nicold V, nel deila Saptenaa aotto Leone X * maglster Caesar Mo- 145a. Callisto III lo crcara ammlnlstratore " eerleaiae nellua,; G. Marini, Lctttra etc. illnstrante il Ruolo dei * lerosolimitanac „ il 31 gennaio 14S7 (Reg. Vatic. 464, frc/tuori deila Safimza n«JPanmo /3/4, Roma, 1797» c lo7) ° nello stesso giorno, commendatario del no lo p. 14. nastero di San Stefano aella dioceai Spalatrense (R*g. 1 Di questo personagglo, che I' A. loda anche nel cit, c 108). Da Paolo II fu creuto tesorlere generale, Ubro I (p. 17, 11. 10-ia) neasuna traccla abblam trorato nci primi giornt del pontificate (egli prestava giura neile memorie deila famiglia romana Galll, intorno a cui mento il 3 settembre 1464; redi R*g. Vatic. S4S, c. 2 a, vedi Innanil, p. 63. 15 1 Carlo Fransoni ; redi sopra, p. 16, n. J. e correggl la data 5 settembre pr. Vitals, Att»orit isto rick* aV ttsoritri gencraJi fantifid, Napoli, 178a, p. 37); * Lo spagnuolo Pletro FerrU (Ferrlci), 11 cui nome e al serrlgi questo Papa, suo consangulneo, face valere compare coetantemente nei MandaU Camerali, fra 1 tc- le sue dot! di guerriero e di uomo di Stato. Si e scorl « provlsonati in Palatlo „ sotto Paolo II. Que- (cf. sopra, p. 43, n. 4) la parte ch'egli ebbe nel sto papa, che gli arerm ottenuto I'ufficio di anditore di la ribelllone degii Anguillara nel '6$ ; poco dopo 11 Pon 30 Rota da Pio II easendo cardinale, lo creava reacoTO di fence lo creara suo commissario In Romagna e Vkarlo Tarasona poco dopo la eaaltazione al pontificato, 11 temporals neila Marca (R*g- Vatic. S*S c. 47 a ; Vitau, 1* dicembre 1464, Ciacohius, III, 57-, Gams, 78. lino- local.). Nel '69 comandava telicemeote I'eserclto papalc stro A. lo loda anche nel lib. I, p. 14, 1. 33. che tolae Rimini a Roberto Malatesta (Sa.tudo, Vitr, * Alessio Mentabona non era, in questo caso, che 11S9); e I'anno scguento lo troviamo governstore dl 35 U procurator* del frato mlnorita Pietro dell'Anguillara, Cesena (redi gli atatuti deli'Arte deila lana di codesta protonotario apoiitollco, e de' suol confratelli del Con- citta, approrati dailo Zane il 35 norerobre 1470, in rento d'Aracdi, a* quali (e per esai talrolta d Menta- Reg. Vatic. c. 361-376). — Lo Zane fu anche let bona) U Papa facera consegnara ognl meae 1 cento ducatl, terato. Discepolo dl Lorenao Valla, egU dlfese srreau* * per eos erogandoa pauberibus et miaerabilibus personls mente con 1* penna, 11 suo maestro, contro gli aasdtl di 30 " secundum instrucionem eis datam per S. D. N. papam t Poggio Bracclolinl; Mamcini, Vita di L. Valla, 347, 396). 15 , 53 DE GESTIS PAULI SECUNDI mjigiJtro et artifice et aurifabro incomparabili ! , qui hoc tempore una cum Paulo Romano ! affa bre fabricat opera summi pon'tificie, et vasa et mitraa et talta; cuius, de Iohanne loquor, inte gritaa praeterit omnem cuiuaque viri bonitatem, et in his rebus parem iudicio meo nusquam faabet Effecit autem illic grandem cavum in monte Gaspar Veronenaia, ubi miras miners* (sic 5 eniffl appellant) invenit Inde prosequti sunt qui nomine pontificura, praesertim pontificis Pauli Secundi, effoderunt aemperque melius meliusque et utiliua invenerunt inventumque iri credantur atque aperantur. Cardinalia Sancti Sixti, cardinalium doctissimus, theologus atque philosophus, templum Minervae, quod antiquum nomen est, hodie vero est sanctissimae Mariae, instauravit egregie, 10 cam antea ruisset, nempe suis impenais conditum ac decoratum. Bibliothecam praeter omnium spem eo loco reliquit, et chorum affabre factum etsi nondum ipso vivo cernatur, oox tamen admirabile cunctis videbitur opus *. Idem antea quam suum obiret diem Subla ceosem abbatiam summo reliquit pontifici °; et nonnulla quibusdam beneficia, volente summo pontifice, in vita dimisit habenda. Nonnulla vero pae'nes se retinuit ut victum, uti cardi *. t • *. t » J. sunt qui] qui manca M. — 6. effoderent] et effoderunt M. — io. nempe] ttriU» m rasura daiPautore, iwm di temper B. — ii. reliquit, et chorum affabre factum etal] reliquit et chorum affabre factum; & »1 M. — 13. opus] *//• in margin* dalTantort B — 14. ut victum] ad victum 1 L'artlita, che U nostro A. roette il di »opra de^U 5 ttri onfid del tempo tuo (vale a dire, nel periodo plu Mice dl quest'arte, sotto Paolo JJ), non figura nel do cument! relatlvl aU'oreficerla e alia gllttica durante 11 ?oaU6cato del Barbo, pubbllcatl dal Musmtz, Let arts, H, 109 igg.; aggiunglamo, che 11 suo nome non ' In to contra fra quelli di artistl beneflcatl da questo Papa, che ixsio ricorrono nei tuoi Camputa Cubicnlarii, conservati oea'Arehivio dl Stato di Roma. Ma quanto afforma 1« I'A. circa la collaborulone del Catalano con Paolo Romano e confermato da un documento del 5 dicembre M73 pubbllcato dallo Zaiin (In Arck. tier. Italiamo, se rt in, t VI, I, p. 191), nel quale * magister Paulut ' Jordan! de Urbe et rnaglster lohannes de Sicllia , sono rieoaoaciutl creditorl della Camera apostolica per 400 du cio, dal tempo di Paolo II. II nome della patrla e U jo ccgnoue dl questo artista A poco noto, fanno ricordare »w a Roma larorasaero preno II papa Callltto III, iptgnuolo, 1 due oreftci catalanl Pletro e Antonio Wcsirrz, I, 307) e come fra 1 convittorl deUa Casa dl Stpieata a Siena nel 1484 vi fosse un * Lodovlcus Iordl ' Cstalanus „ (Zdbkaubr, Lo Studio di Siena nel Rina tamtnte, MiUno, 1894, p. 187). * Paolo dl Giordano da Roma, 1'orafo lnslgne che Uroro per Nicol6 V e Pio II (Mcbntz, I, 177, 31J sg.) ti ebbe sotto Paolo II 11 periodo plu fellce delta sua 35 «ttirlta artUtlca. EgU otteneva dal papa Barbo, assieme tl collega Simone da Firenxe l'ufficlo dl 'sigillatore •mU vtrlficatore del pesl e mlsure nella cltti (cf. Mumtz, " «»9 •*••); »i noU che U breve dl eleslone, del 31 feb bralo »467 (Reg. Vatic. 54*, c. 1S5 b), palcsa 11 cognome, 35 faors Ignorato, delTartefice fiorentlno predlletto da Pao lo P: egU chiamarasi « Simon Iohaanls de Ubertls de ' fWeotla — Va qui ricordato, come aU'orafo romano «ao generalmente attribuite le dodid figure d'argento tt%H tpostoll, che decoravano un tempo la Cappclia pa fj pale, e che U Vasarl aasegno alio scultore Paolo di Ma n*«o Romano (Mubjttx, I, 34S; V. Lsoxardi, Paolo di Mariano marmcraro, ne L'Arte, m, 1900, p. 90) ; e si pu6 osserrsre, come 1'appellatlvo * Paulus Romanus , con cul h chfamato dal nostro A. Paolo dl Giordano, conferml fen-ore del Vasarl, che trovando indicato dal 45 Fliarete col nome dl 'Paolo da Roma, I'autore delle statue dcgli apostoli, lc attribul al plu celebre 'Paolo " Romano „ il marmoraro. 5 La scoperta delle miniere d'allume a Tolfa (cf. so pra, p. 41) aveva destato k concuplscease e le spcranse di 50 trovar nuovi tesorl nascostl nel suolo ; ma di queste sco perte di Gaspare e de' suol compagnl non abbiam trovato aitrc notixie. II 1 7 maggio 1466 la Camera papal? assc gnava quattro ducati " lohannl dc Hosalna, magiitro ct * inventor! mlnerarum pro eius subrentione , (Mand. 55 Cam. 1464-66, c. 193 b). Scoperte dl miniere d'argento e di piombo si fecero nella provincla del Patrlmonlo prima del 1479, allorquando ne fu concesso I'eeerclsio a Giovanni King di Friburgo, 11 quale veniva nominato * primus et generalla magister et ductor s di tutte 1« 60 miniere scoperte e da scoprirsi ncgli Stati della Chiesa, ad cccesione d! quelle dl allurae e dl retrlolo • in Pa * trimonio iam dudum rcperta , (Thkihsb, Coden diflom., IH. 499 »g ) * n coro dl Santa Maria sopra Minerva (cf. sopra, 6S p. 36, 1. 33 sgg.) fu fatto complere da Paolo II, nel 1469; cf. MusjfTZ, Les arts, II, 88. 5 La notlzia manca al Miazxo, Chronicon Smila eense cit, p. 514, dal quale apparirebbe che 11 Torque mada avesse tenuto la commends della celebre abbazia 7° fino alia morte, che nel Chronicon t erroaeameate asae gnata al 20 settembre 1467, mentre arvenne 11 36 set tembro del '68 (Pastor, II, 589, n. 1); si pu& osservare, che dalle espresslonl qui adoperate dall'A., 11 quale scri veva questo libro appunto verso 11 settembre del sembra che la fine del vecchio cardinals s! ritenesss al lora pooo lontana. D nuovo commendatarlo di Subiaco venne creato dal Pontefice solo nel 1471, nella persona del card. Rodrigo Borgia; cf. Miaao, of. dl., p. 516, 75 54 GASPARIS VERONENSIS nales solent, haberet; quamquam ferunt sanctissimum pontiticem aeni et podagro optime consulutsse et providisse, et decentiasimam pecuniam quotannis ei constituiase '. Perseverat optimus pontifex usque in sancto et omni laude dignissimo Opere antea probe inchoato: facit enim ipsius miscricors providentia quosdam adolescentes litteris operam dare sub praeceptoribus longe doctissimis, quibus egregie satisfacit et neceasariis omnes alit *. Sed 5 publice in Urbe legentibus eadem salaria praebet, aut etiam maiora quam consueverit; li teratos enim et eruditos viros amat unice amavitque simul et amabit, si modo boni cen seantur. De amore et caritate Pontificis in cardinales quod attinet dicere, res ipsa cogno scitur et cernitur manifeste: universos quidem diligit ut fratres et ab eia mire colitur, nec quicquam ab eius sanctitate honestum petunt, quod non facile impetrent. De eius more 10 edendi atque bibendi quod opus eat scribere Romania notiasimum est, vixque in horis c « • vigin'ti cibum potumque, et quidem temperatissime, sumit: reficit enim vires instauratque io«j Mu«.( deperditum \ Cum vero nocte quaque pervigilet nunc hos nunc iUoa exaudiena, peropus eat mane quieacere et naturae debitum soporem capere*: hoc enim pacto incolumitatem eerrat atque tuetur. Annates nostri iam iamque deposcunt, ut pontificis summi nepotes conscribamuB, qui ad se Venetiia Romam, aliquam dignitatem habituri, aunt profecti. Iohannea igitur Michael * et Bapuata Zeno', iam protonotarii evaaerunt a summo pontifice Paulo Secundo creati. Ii ex sororibus eiua geniti 8unt, qui vix dici posset quanta humanitate valeant, quanta virtute polleant, quanta litteratura sint decori. Hi protonotariatum ab avunculo acceperunt eo tem- 20 15 pore, quo Marcus episcopus Vicentinua galerum rubeum est adeplus, cum et septem viri i. haberet] habere Af. — a. conaululsse ct providisse] tcri/to w ratara B.; manca ct providisse Af. — 6. pu blice] et publice Af. — 7. enim] mamea Af. — 13. exaudlcns] audiens At.- peropus] opus Af. — 17. Iohannea Igltur Mlchael] Johannes Igitur, Michael Af. — a1. eplscopus] eplscobus B. 1 Paolo II manifesto affetto al dotto prelato an- Lorenzo era morto fra 11 1455 e U '60, come appare dal 3 5 5 che dopo la morte dl queati: con breve del 37 ottobre librl dl conto di Paolo Barbo, nel cad. Vatic, lot. J~*8S 1469 coneedera al fratello dl lul, Pletro, due ntUa ducatl (cf. sopra, p. 4, n. a) fasc. 4, c. 6 e fasc. ultimo, c a. ul proventl del benl ecclesiastici gia appartenuti al Tor- n cognato Cardinale, che avera ass^gn&to a mcas. Lorenzo quemada In Ispagna, 'pro ipsius Cardinalis memorla. ... , duecento ducat) di sovrenzione annua, ebbe curs dellc • cum fuerit nobis exposltum te fu sse germanum bone numerose figliole dl lul poste a custodla In diversl mo- 40 10 * memorie Iohannl» etc., nec esse ita opulentum ut sta- naiteri a Venezia, a Torcello e a Padova (end. dl., fasc turn tuum condigae ducere raleas, rum presertim ha- ult., cc a e 7) e del figliolrtto Giorannl 11 quale abltara " beat duos Alios, Fernandum et Santum, ipsius CardI- in Roma, assleme ai cuglnl Giovanni Barbo e Battlsta * nalis nepotes, quibus uxorem dare intendls etc. m (R*g* Zeno. una casa di Alto del Nero, presso San Marco, fatta Vatic, ,jj, c 99 »). 15 rlfabbricare, a tale uso, dal Papa (Arch. Rom., Afamd. 45 * II ReifAzn, Storia d. Univtrtith di Roma, I, 54 Cam. 1464-66, cc. 89a, 95 a; 1466-6$, cc 14 a, 18 b, 10a d sgg. dlmostra come sotto Paolo II e SIsto IV eslstesse ecc). Nell'ottobre 1466 11 Michlel era gii arcidiacono ancora una Unlverslta Palatlaa, o Sckoia tacri Paiatii, della Chiesa dl Costanza (Arch. Rom., Attmd. Cam. accanto al pubblico Studio dclla Sapienza; ma non pare 1466-6S, c. son); In segu^to il Papa, assal largo distri che vl si peirorreasero sltri itudi all' Infuorl dl quelll di butore di beneficl al nlpotL, carlco di prebende anche 50 ao teologia e di diritto. Che il papa Barbo, a torto giudi- mess. Giovanni (vedl Rtg. Vatic, jrj, c. 399», 331 n, cato da moltl un od'atore della scienza, veni«se volentlerl 308 a; jjS, c. 369 a; jtg, c. 178 a), che ottenne piu tardi in atuto di glovanl des derosi dl ded'ears: agli studl, lo (it novembre 1468) dallo zio La dlgnti card nallzia prova anche il breve da noi citato a p. 41, n. a. Nel Cam- (Pastor, II, 368), e la dlocesi di Verona vacante per la fata Cmhicutarii 1466-71 (Arch. Rom.), c. 49 a. troviamo morte di Ermolao Barbaro (Reg. Vatic. JjS, c. 1 sg., 55 35 che il Pontefice largira 11 10 agoato 1470 cento ducati 17 marzo 1470). a messer Stefano Colonna * ad emendum libros pro * Nato da El'sabetta Barbo e da Nlcold Zeno. Alio suo,. Battlsta si trovara An digll Inlzl del pontlficato dl * AUe ab'tudlni e al gust! di questo papa nel man- Paolo II in Corte dl Roma, assleme al padre, il quale glare e nel bere dedica un lungo passo il Canknsius, mort dl peste nel palaszo Vaticano nel giugno del '65 60 30 p. 90, nella Ulustrasione del quale recheremo varle cu- (Arch. Rom., Sfrnditort di Palatto 1464-66, cc 1 A, 15 A; riose notizie sulla cucina pootlficia sotto Paolo II. a c. 50 A, sotto la data 18 giugno '65 sono notate le 4 Ct. Pastor, II, 1*0, 134; E. Cki.ani, in Arci. spese per il scppcllimcnto del eogna de Nostro S'gnor„ , d. Sac. Ramana rii t. /atria, XIII, p. 364, cf. la letters del card. Ammanati pr. Ciaco.vus, II, 1091). » FlgUo dl Lorenzo Michlel e dl Nicolosa Barbo. Suo figlio rlmase poi costantemente presso lo sio Papa, 65 tE GESTIS PAULI SECUNDI 55 clarisaimi cardinales crearentur: octo enim eimul cardineo honore sunt insigniti notnen eat, quod antca memoratum est, Vicentini cardinalis, quern mavult Pontifex' sancti Marci nuncupari * ; Oliverius archiepiscopus Neapolitanus ex sanguine Caralio secundus est post Marcum Ulo in ordine collocatus 3 ; Amicus episcopus Aquilanus locum tercium obtinuit, 5 quern ferunt aliquando praeceptorem fuisse pontificia'; Franciscus Savonensis*, sancti Francisci quartus exstitit; Theodorua protonotarius Montiaferrati • quintum locum Marcus enim 5 U quale dlede anche a mesaer Battiata molte prove del I'attaocamento viviaslmo che lo legava ai figll dcUo sue Mrelle. Lnnga aarebbe la enumerazlone del bcnefic! ecclesiastic! conceaai alio Zeno da Paolo II, del quail abblam trorato 1 decreti di nomloa net Regetti Vatieani 3*6, cc 13, as4; sn, cc. 106, a/s, W, S*8, cc. 70, 315 *. 9 * dopo la promozlone alia dignlti $5 porpora (Arch, cit., /ntroihu et Emitai /467-68, cc. da, 47 a ecc). Suo rappre»entante presao la Ca mera Apostollca, negli affarl del teaorierato, era II ni pote measer Amico da Rocca Aqullano (gla commlssarlo di Plo II in Campania, per la Crociata ; Arch, cit., Depo- 60 S33 c. 188; S3S, c- » e J38, c. 119. Asticme al cugtno Mlchiel (cf. la nota preced.), con cul ebbe comune la Tits e gli atudt dl giorlnezza (redl lac. Piccolominei 10 Epitt., cit., cc. 136, 137, 151), fu creato cardinal* nel 1 468. Lo Zeno am6 le lettere e protease letterati, co me 11 fioreatlno Bartoloraraeo Fonxlo (V. Marchbsi, B. Delia Fonft, Catania, 1900, p. 65) e U fancse Ottavlo Cleofilo (cf. U Libellus de coetm /oetarmm di OttaWo, ra 15 riaairaa edU. del aec XV a. n. t. ; eaeraplare eaittente nel cod. Sttsoriano 3S7 della V. E. di Roma, c. 163 b). 1 I.a pubblicozlone del nuorl cardinal1 arvenne 11 i3 settembre 1467 (Pastor, II, 366); lo Zeno e U Ml chiel erano atari creati protonotarl con bolla del 1° apri 10 le, ma preatarono il gluramento del nuoro uffido aol tanto U 16 dl settembre (Reg. Vatic. S4S, c. 13 a). * Dl Marco Barbo l'A. teaie le lodi nel Ubro I (p. 9, IL 13-14; p. 11, 11. 14-19) e nel preaente (p. 50, U. 9-14); nol arremo occaalonc dl Wuttrare 1 rapporti 15 dl questo llluitrc prelato con Paolo II nel commcnto alia Vita del Canneslo. * A propoalto di queato cardInale oaaerraTa Raf faeleda Volterra {Comment. Urbama, Baalleae, 1559, p. 518) ch'egii e 11 Barbo furono 1 due aoli prelatl che Paolo II jo promosge alia dignita della porpora per le loro virtu. AUe indlcazionl bibllografiche che da intorno a lul 11 Pastor, II, 367, al aggiunga la notlxia dl R. Lanciaxi, in Arc*, d. Socitta Rtmana di st. /atria, VI, 1883, P- 4«3. relatira alle benemerenae del Carafa verso gll itudi ar 45 }5 cbeologtci. 4 Che Amico Agniftlo foaae (tato precettore del Pa pa, h aftermato dall'A. anche nel Ubro I (p. 14, 1, ai sg.); I'Agnifilo (Amico da Roccadimexco, presto Aqulla) era auto on tempo profeaaore dl diritto canonlco a Bologna 40 (Novaks, Rlementi, V, 333). Egli ebbe probabilmente a diacepolo 11 Barbo In Firenze durante il aogglorno di Eagcnio IV In quella citta, dove aupponiamo si tro Tasac, preaao la Corte papale anche meaaer Amico, creato da lul veacovo di Aqulla nel 1431 (un atto con la data Florentlae , a6° oct. 144a, relatiro ad una commenda conferitagll da papa Eugenio, in Arch. Vatic, Rev. Camera, a. 68 (j8o), c. 80 b). Innalzato al cardlnalato col titolo dl S. Maria in Traatevere, ottenne da Paolo II laute prebende (vedl Reg. Vatic. J34, c a57 a; Reg. 50 Vat. 338, c. 17 b) ; ma fin dagii inizi del pontificato iveva aasegnato aU'antlco suo maestro 11 di Teaorlere delta Marca dl Ancona (Arch. Cam. 1446-66, e. 138 b; cf. UonstLi, to I, 5911 dove lo data relatlva c abagllata), die l'Agnl ttteria generate della Crodala 1463-64, cc 36 a, 37 b, ag.), U quale mod 11 36 aettembrc 1469 a Viterbo, doTe era •tato inviato dal Papa, a petizione dello zio Cardlnale, quale cancelllere del Comune (Rtg. Vatic J44, c 14a a) 5 e crcdlamo che fosse la stessa persona quello " Amicus de Cicchls presblter aquilanus, decretorum doctor „, al *quale Paolo II concedeva nel '6$ un priorato nella dlo cesl dl AscoU (Reg. Vatic jjj, c aas«; cf. Arch. Rom., Introitn* et Bmtus 1467-68, cc. 33 b, 43 a, 43 a etc., dove mesa. Amico *de Rocca , appare quale tesoriere papale In AscoU). Coal, ae costul fu nlpote * ex fratre „ del Cardlnale, sarebbe rlvelato 11 caaato dl questo pre lato, intorno al quale h questione ae fosse di ragguar devole origine, oppure figllo dl un guardiano di pecore, onde ayrebbc preao il nome di Agmfilas (cf. Uohblli, I, 590). Un altro nlpote del Cardlnale, Francesco Agni ftlo, fu veacovo dl Aqulla in luogo dello zio, dal 147a «1 *7S» UoHRtu, I, 591. 5 Francesco della Rovere, 11 future papa Slato IV. SI narra che Paolo II, nomlnandolo cardlnale, dlcesae che si era eletto 11 aucceaaore; FtrtGOsvs, De dictisfactit que memorabilibus, Mcdlolani 1509, I, c. a. Anche il Fllelfo (Bfistolae, c 345 s) rlferisce tale profezia; ma altroTe (c. 363 a) racconta che la steasa cosa era stata detta dal Papa a riguardo dl Stefano Nardlol. Certo e invece, che al dotto generate del franceacani Paolo II fu largo di farori: il 14 maggio 1468 gll dava In commenda, l'Ospedale dl Sant'Andrea di Vcrcelli (Reg. Vatic, c. 385), nell'ottobrc dcll'anno seguente lo eleggera commenda tario del tnonaatero di San Lorenzo *de Cultebona „ nella diocesl dl Fiesole 'per eum tenendum, regendum et etlam * gubernandum „ (Reg. Vatic SS3 c. 1) e 11 33 ottobre 1470 commcndatarlo dcll'arcidiaconato della Chlesa dl Marano {Reg. Vatic. S37, c- J48 *g)- sl aggiunga, che il Delia Royere perceplva dal Papa, asaleme al cardlnall Forteguerrl, Ammanati ed Eroil, la penslone mensile di cento ducatl (Arch. Rom., Com/wta cabicnlarii 1468-71, 65 70 75 80 85 90 95 cc. 16 a, 11 b, 13 b ecc.). Affcrma il Pastor, II, 435, che a Paolo II fu dedicate da questo cardlnale 11 trat tato De sanguine Ckristi, usclto per le atampe nel 1470 100 o nel '71: al che va osservato, che I'edlxlone a stampa, curata da FUlppo de Llgnamlne, e poateriore alia morte dl Paolo II, come dimostra la prcfazlone dell'editore a Slsto IV (cf. AunirraaDi, Cata/ogut, 108 sg.), e die U trattato, ac reca la dedica a Paolo nella stampa e anche In qualche codlce (Valrxtixsxli, Bibl. Ms. ad S. Marci 105 IV»., II, 103), fu perd acrltto aotto Plo II e a lul pre sentato; vedl l'eseniplare del trattato nel cod, Mardano ( Y. mala 6 a fag. Meg.) GASPARIS VERONENSIS e 56 obtinuit; Stephanus archit;pucopus Collocensis Paunonius ! eos consequhur; Thomas archie piscopus CantuariensiB * cum episcopo Andegavensi 1 sunt secuti. Iohannes, Barbo sanguine exortus \ templum, ita dixero, est mansuetudinis, qui una cum Simone Contareno sine dignitate permansit; at Pontificis sapientia eos sine honore minim derelinquet Qui profecto et honestissimi sunt et litteris plurimum dediti, prae'sertim Iohannes, 5 qui lectione saturari non potest et nonnumquam opus aliquod scribit, ut nunc vitam prosa piamque Pontificis. Mm., im» revocari Sive Italorum sit iniquitas et imprudencia sive ultionis cupiditas, sive divina providentia c io • atque permissio, iam iamque Italia universa in anna versa est atque coacta, prae'sertim apud Bononiam, ubi Bartholomaei Coleoni militia sedet 4 ; qui tamen creditur pro Venetis militare 10 et quidem adversus populum Florentinum, qui Venetos apprime exoaus est; nec minus Flo rentines Veneti oderunt. Ad quod beHum confluunt rex Neapolitanus, Bononienses, dux Me diolani cum Florentinis, ad quos sedandos atque pacandos haud parum elaborat elabora vitque iamdudum Paulus Secundus, si modo fructum aliquem parere posset. Undique auteni bella fremunt, at certe Italos adversus Turcos se praeparare longe satius digniusque foret, 15 ut ipse pontifex maximus saepenumero dictitare consue'vit. Est autcm gens Itala cervicis durae, potens et non parum prudens, quam difEcillimum est etiam a siunmo pontifice ad pacem Haec etenim erit tumma laus ct gloria Pontificis, si modo pacatam reddet Italiam; ceterum Italorum reatus grandes grandia supplicia manent. Praeterea nequaquam musca movetur nec vermiculus, nec folium quidem in arbore sine voluntate pcrmiasioneque divina. 20 Sed de his satis. jo » c. Detulit fama his diebus, Xeapolitanum regem ad Paulum Secundum accipitrem simul et equum dono dimisisse : quod quidem munus Paulus renuit simul et iliusit nuntiisque respondit, fabros fabrilia pertractare et aucupes aucupia, sed non esse pontiticum huiuscemodi rebus ver sari, Nec verbum insolens extulit, sed perhumane dicitur respondisse sicque nuntios munusque 25 remisisse, nullam indignationem praeseferens. Sapientiam enim suam gravitatemque vel aper i. Oollocensii] Callocensls At. silt — 4. permanslt] manserunt B. ; t»fra sta tcritto, di mano delPantort., vel per — 8. ultionla cupldlUi) nlmU cupiditas At. — 14. parere] percipere At. — 2J. simul) mamxa At. — 23. re nttlt] teault it. tat., fondo antico, rjj (appartenuto al Beasarione), ch« S termIna cosl: " . . . sub Icio me semper simul et hoc «opusculum correction) sanctlsslmi D. N. Pli secuodl, * ad quem apeetat dellnqueates corrigere ttc. „ parole che nell'edlxlone del De Llgnsmine (c. 1 19 a) sono cot\ niodlficatc: "... subilcicntes nn semper correction! san to *ct sslml domlnl nostri reverendissimoruroque cardlna "lium, ad quos spectat etc.*. Due altri trattati del Delia Rovere, dedicati al papa Barbo, furono ed:ti dal De Llgnamlnc aasieme al Dt sanguine Ckristi (AuotP 5 1 ntaoi. toe. cit.). * (/. JS). Assai scarse sono 1c notiztc Intorno a Teodoro del Monfcrrato: c£. Pastor, II, 368. Una sua letters a Slsto IV e pubblicata da L. G. P^Lissiaa in Centrathlatt fur BihliotktWtten, XVIII, 1901, p. 535. Stctano de Varda, arclvescovo dl Calocsa; cf. 30 Pastor, II, 366. * Tomaao Bourchler, arcivescovo di Canterbury, 9 Giovanni Balue, vescoro dl Angers. * Credlumo sia 11 figllo dl Paolo Barbo, fratello del Papa. Mcntre quesfultlmo era Card nale, Giovanni 35 Barbo assicme al tratello mlnore Agoitlno (cf. Canbn sius, p. 49) segulva gll studi dl umanlta a Vlcenza, neglt anal dal 1456 al '$.9, preaso 11 Veacorado dl cul era ti tolare 11 loro zlo, sotto la gulda dl Prcte Martlno, Maestro Bartolomeo c Maestro Giovanni da Milajio (vedl 1 libri dl conto di Paolo Barbo, cod. Vatic, tat. 7SJJ, faac. 10, 30 c. 13 ag.). II 1J di giugno 1468 Paolo II concedeva a Giovanni un canonical dclla Chics* Padoruna (Reg Vatic. s*) 133 A). » Rtg. Vatic. J3S e. 289*: Paolo II concede a Simone Contarlnl * rlerlco Venetlarura, subdlacono no- 35 "stro.... qui secundum carnem nepos noster ei conso "brina nostra genitus et nobll s Venetus exlsUt , l'en fitcuai dl cert I benl a Tlvoll, appartenentl alia Basilica di S. P'etro di Roma, verso i'annuo canone di 45 ducati (36 giugno 1470). 4o 4 II Collcone aveva traaportato 11 campo da Faenza nel Bolognesc verso 11 principio del luglio 1467; 11 as delto stesso racsc riportava sull'esercito del Duca di Mi lano la rittorta di Mol.nclla. Cipolla, Signorh, $43 ag. 7 SI allude alia "pare d' Italia., cbe U Ponte&ce 45 rlusclva finalmcnte a coocludere nel febbraip dell'anno segucnte. Di csaa e dcgli avvenimenti che la precedet tero, qui accennati dali'A., dl»corrcrcmo lHuatTandc. il passo rcUUivo del CANitswos, p. ox *g. bE GESTIS PAULI SECUNDI 57 tissime deroonatravit ; nec enim bene conveniebant donum donatariusque, nec in ana aede morabantur '. Sancti Angeli cardinalia Iohannea iam aetate ingravescente cum easet Venefias missus, suurn munus diligenter obivit officiuraque peregit; crat enim ardua pertractstums, quae hoc 5 loco mihi tacenda videntur, quaeque arcana prorsus esse debent. Honore autem n et laude ezimia reportata et in coelum a Veneris fama sublata, Romam est reversus, a pontifice Laetissima fronte revisus *. Hac tempestate sanctiasima Romam quidam iuvenea acceaserunt, et ii quidem Teutonid, qui Lactandum Fir'mianum de hominis ofificio, de Dei ira, necnon contra Gentiles mense 10 uno fonnaverunt, et ducentos huiusmodi libros quoque mense efficiebant. Quorum artificium narratu perdifficile foret, sed plurimi omne ipsum cognoverunt, quae fuit magni ingenii invenrio. Sed et Augustinum de Dei Gvitate itidem finzerunt, necnon de Qratore adguintum fratrem et Ciceronis epistolas et vili venumdederunt precio; sicque alios codices sunt formaturi *. 3. Venetiaa] corrttla dal?antart in: di Venetlle B. — 6-7. a lummo pontifice laetiaaima fronte revisua] simun Romam M. 1 Per i rapport! fra Paolo aopra, p. 46, n. 1. II e Ferdio.iado di * Dei litigi fra it papa Barbo e la Repubbllca d* Venexla, comlnciatl prima del pontificate), « durati con poca internuione fiao alia aua morte, tratta il Pastor, II, J45-J49; Tedl la descrlzione dell'aapro conflitto tra I Venexianl e Paolo II meritre era Patriarca Giovanni Barozii, cbe trovasi nel cod. Mare. lot. XI, 90, c 36 ag.t jcritta dal nipote Pletro Barozzl (cf. aopra, p. 131 n. 4, « B. Cbcchstti, La Rp*bbl. di V*»t*ia t la Ctrl* di Roma «cc., Veneaia, 1874, 1, p. 153). NeJ 1466 i rsp '5 35 porti erano teai al punto, che Veaeaia sollevava lo epau raccJiio del Concilio e il Papa minacciava la acomunlca (Pastor, 348). Due question! aopra tutte tenevano fivo U dlaaldlo : quelle deUe decime cbe la Repubbllca eaigtva d«l clero per le apeae della guerra col Turchi, e gU attriti cot Patriarca, che aoateneva le region! dl Roma: II 17 giugno 11 Senato facevn dire per mezzo del iuo ambatcintore, a Paolo di " quod pro magnltudlne grevia simorum perlculorum non solum aostrorum ted totlua * Italie et Chriatianitatia 00a eat empllue tempua standi * In verbis et contentlonibua iatia; led deliberavlmua quod decime preterite a clericia exlgantur iuxta tazam " factam per quondam doura Patrlercham Venetiarum ' fecinuisque interdict fructus et redditus ccclcslaaticorvm ut decime ipae esigantur,, e qoanto al conflitto col Patriarca attuale ai persevereva nei propoaltt, ewertendo- quod potiua nobla et universe urbl aostrc credesdum " eat, quasi duobua aut trlbua qui minus quam bene * roraaoum ppnUncem Informarunt: alque in caatellls et * lociaintlmii consucycrunt pontifices pr.ncipibus ct domi* * nla complacere, longs magia in bac urbe nostra in re lata " sat.sfierl debcre » {Arch. Vrn., San. Srartta n. at, c. 168 a ; cf. a c 150 ladeUberaalone 1 1 aprile '66, rlguardo alle decime). B. lJ «gPfto ji Senato rotava un rlngrazia mento al Papa che eveva ceduto neUa controverala delle decime; ma resplngeva (a propoata di rlchjemere da Ro ma 1'arabaaclatore Bernardo Giuatlnianl (Stn. Stcrtia cit., c. 178 ); Infatti, i disfidt non e.ran tutti appianati, poiche in qnrllo efesso meae 11 cardlnale CarvggleJ era invieto a Vaneaia {St«r*ta pit., c. 1S1 a, 38 agoito: 11 Senato at l'arriro del Legato apoatoUco) con la misslonei a cul allude qui I'A., di condurre piena concordla fra le due parti c impedire ebe VeneaU ai gettaaw dalla parte del Turchi (Pa*tor, 349). La quakcoaa al dkera aTcasero minacciato i Venczlanl; ma 1 coatanU appelll alia concordla par poter dlrlgere gll sforxf comuni alia 50 lotta contro i Muaiulraani, che ricorrono aulle delibcra aioni senatoriaU relative % queate vertenze col Papa (Sterna cit,, c 49 a, 168 a, 178 a, l8a a), ci Canno ritenero cbe foaaero rod infondato, D Carvagial riefvera I'j 1 dl "data i agoito mllle ducatl papall * per auo' proyialoae dell'aa- 55 Vinegla, dal teaorlere delta Croclata, e ugual eomma gll venae corriappvta, con gli atessi toadI, ogol due meal (Axch- Roh., Libar Crucialaa iab^-ys, cc i$i a, 153 , 157 •) durante la legaaioae, dalla quale U Cardl nale era dl ritorno a Roma U 17 aattembre 1467 (Exxnax, 60 Hiararckia catk. Af. Atvi, II, 40). ' Queato paaao, che conUene la plo aatica teatimo ni&nza intorno alia introduxionc della atampa in Italia, richlede akune conalderasioal. Anaitutto ra otaenrato, che I'A. non ha lnteao parlare del traaferimento della 65 atamperla dl Araoldo Pannarta e Corrado Schweinheim da Subiaco a Roma, come ioterpreto 11 PasToa, n, 328, tratt9 In errore, credlamo, dalla lesloue della ed|alone Muratori : 1'ejpreialope "hac teropentatc a«nctl»»ima , e uaata qui nel algnificato di "poptificatq dl Paojp JJ #, 70 come altrove le fraai " hoc tempore feUciafimo , e almill, mentre U cronlaU reroneae adopera fraai piu determi nate ("hoc anno tertio,, " hila diebua , ecc) quando ruote preciaare la data degli avrenlmeotl. Ne aarebbe, In ognl caao, da mettere queato fatto In rejaxlone dl tempo con quallo, narrato prima, del ritorno del card. Torquemada da Venexla, e porre quindi il traaferimento auddetto dopo il 17 ecttembrp 1467, quando il Cardlnale rlentri In puria (cf. Pabtor, (ac. cit.), poiche I'ordine crpnologlco noo 4 pertetto in queato libro, come ab- go biam dimoetrato neUa noatra Prtfasiont; ai notl inoltre, che PA. di notlaia della prima atampa romana del due aoci todeechi, le Letter* famUiari di Cicerone, gH com pluta quando egli acrircra. In queato bjogo Gaapare ha Toluto, eTidentementa, rjcordare che V lutrodualooe della 85 grande invenaione a Roma (eatendendo 11 algnificato dl queata parole anche alia *ielna Suhiaco) i un ranto del *. // a 58 6ASPARIS verOnexsis Interea Franciacus BurgenaU e Burgo Sancti Sepulcri, quod oppidum nunc Florentinorum est, in suspicionem incidit fraudis et peculates. Nam cum esaet ma^nis aedificiU Sancti Marci praefectua atque architectus, plurimas pecuniae a summo pontince accipiens, artifices et adiutorea fallere creditus est, sicque pependerunt opera interrupta minaeque 1 mensibus aliquot; cum interea ndeiussores praestiti sunt de solvendo iudicato, si foret opus, deque non 5 abeundo quo tempore rationes viderer.tur. De quo non nisi bene mub., 1047 tandemque' purus liberque a furto eat inventus: quod antea dudmua. 4. minaeque] mamca Af. — 5. cum] manca if. — 6-7. De quo etc. antea dixlrau»] in B. era scrim prima De quo nlai bene speratur; it rata i aggitmto, con inckiostro rotto, di mano, pare, delfaatore. papato dl Paolo H, in che a'accordano due altri acrlttorl contemporanel, che aaaegnano la renuta di Pannartz e Schvrelnheim all'anno 1465, G. Filippo de Lignamlne {Cronica tnmmormmponHficnm imftratorumcm*, Roma, 1474, c. 1 a) e Raflaele Maflel da Volterra {Commtntaria Ur bama, Baaiieae, 1559, lib. XXXII, p. 771; cf. G. Mux MAJf, Origin** tipograpkicae, Hagae, 1765, vol. II, p. 244). Ed e natural* che l'A. ricordl il fatto In questo libro, anziche nel due priml che trattano del prlmo anno dl pootificato, poichi la importansa della nuova arte do rette apparire e grandegglare man mano che ai dlflbn derano le atampe aublacenti, e apeclalmente quando 1 1 5 tlpografi coralnclarono a lavorare In Roma. RilcTiamo ancora, come l'arere l'A. attribuito agli atesai stam patori delle Ltttere familiari le tre edizioni sublacenal a noi perrenute, metta da parte il dubbio, p!6 rolte aollerato, circa la preaenza del due tedeachl a Subiaco: 20 dubbio coafutato anche con altri argomentt dal prof. Pie tro EgldI In uno studio d'lmminente pubblicazione su Le ttampt tnblacenti, del quale potemmo vederc, per l'amlclzia e corteala dell'autore, le prore dl atampa. E pol pasaato tnosserrato II fatto, che il ricordo della edlalone delle Lettere dl Cicerone In queato libro, il quale ai arrcata alia fine del terzo anno dt pontlficato del papa Barbo, permette dl assegnare a codesto lucunabulo, re cante l'anno 1467, una data piu preciaa, non poaterlore al meae dl aettembre; come pure aembra lecito dedurre dal-„ fatto che Gaipare non accenna ad altri llbrl atampati a Roma,che non al pu6 attrlbulre al prlmo libro uacito daUa officio* romana dl Udalrico Hahn la data del 1466, come taluno ha congetturato (ef. D. Marzi, / Hpografi tedescM in Italia durante il tee. XV, in Festschrift ram JoojSkringen 35 45 So Gebnrtstag* von % Gntemberg, Mainz, 1900, p. 413). Ma la testlmoniansa del Veronese rerrebbe ad ea aere Infirmata dalla queatione tuila cronologla delle atampe aublacenai. Come e noto, fu aemprc aasegnato U primo poato al Lattanslo (non tenendo conto del Do oato " pro puerulls „, libro dl nessuno interease per 1 dottl e forsc nemtnen itanaputu rul wiratteri mobili, che iu il prlmo prodotto dcll'attWlta di P.eS, In Italia), fin ch* CARLO FUMAOALLI (Deiprimi libri a stampa in Italia c speciatmente di nn codiee snblacense impresso avanti il Lattantio, Lugano, 1875) non annuncid la acoperta dl un esemplare del De Oratore recante la poatllla dl un contem poraneo con la data * prldle kal. octobrea MCCCCLXV »; con che il poato tcnuto dal Lattanzio dovevaai aaae gnare al De Oratore, e la data della prima venuta a Roma (o a Subiaco) di P. e S. traaportare conacguente mente al princlpio del 1464, aecondo le argomentazlonl e le concluaioni del Fumaoalli, p. 33 agg., accettate quail generalmente dagli atudloai (cf. MARzt e Eoidi, lot. cit.). A not aembra inrecc che, quanto alia data dell' Impianto della prima atamperla In Italia, non ai poasa uacire dal Umitl del pontificato di Paolo U, per le atteatazlonl del tre acrittori anddetti, Tlasuti in codeato tempo a Roma e tpecialmente per 1'autorita del nostro A., che non po teva cadere in tale errore, facilmente confutablle quan do acrlreva e pubblicaya i auol annail-, quanto alia prio rity del De Oratore, non sapremmo apiegarci perche 11 Veronese (certamente benlaalmo informato intorno alle Ticende della stampcria sublacense, anche per le re lazloni proprie col commcndatarlo dell'abbazia card. Tor quemada, che appariscono da queato libro) avrebbe ri cordato per prlmo 11 Lattanzio, e a propoaito di eaao rilevata la Importanza della invenzlone, qualora 11 prlmo libro stampato diiTuio fra i dottl dl Roma fosse atato invece il trattato di Cicerone; la quale oaservazione va pur fatta rlguardo alia nota supplies del due tipografi a Siato IV (cf. Fumaoalu, p. 35), In cui, enuroerando le edizioni pubblxate, easi pongono 11 Lattanzio subito dopo 11 Donato. Nol Incllnlamo percl6 a ritenere errata U data della postiUa del De Oratore fatta conoacere dal FumagalU; ae pure quelia data non aia atata inrece MCCCCLXVL, e l'ultlma cifra non aia pio leggibUe nella carta, A fortemente lntaccata dal lavorio delle tignuole che alcune parole della postllla steaaa sono in parte scorn parse (cf. Fumaoalli, p. 11 e 11 facsimile della tar. I). — Un'uitima osservazlone va fatta, circa l'aaaerzlone del I'A., che per la compoaizlonc del Lattanzio fu lmpiegato un meae soltanto. Easa toglie dl mezzo, ci sembra, le oble zionl aollovate circa la possibUita che 1 due socl alemanni, enendo in Italia nel 1465, fosscro In tempo a produrre le edizioni del Donato e del Lattanzio prima del noTem brff di codesto anno (il Lattanzio reca la data del 30 otto bre) ; ed e pure argomento decisive contro la suppoaizlone del padre Allodl (nella Prefaaione al Cironicon Sub/acense del Mirzio, dt., p. XVIII) che le atampe aublacenai non sleno state tmpressc col caratteri moblll, benal su tavoie incise, pugina per pag:na (cf. EoiDf, op. dt.): lavoro che avrebbe richieato ben maggiore apazio dl tempo. 1 La parola * mlnae , fu ommeasa dal coplatore del codice, donde traaae la sua edlzione 11 Muratorli Torse perche non ne indorind 11 significato, che der'esaere qui dl " demolition! , di case per dar poato agll edlficl dl San Marco. Di larorl per * rulnare case , o " gitare case per terra , si trova spesso menilone nel documentl del 1466 e del '67 (Arch. Rom., Fabbriea di S. Marco, Copie di mandati 1466-67, p. S, 6, 8 ecc.; Reg. Vatic. S44, e. 147 a). Per 1 fatti qui aceennati daU'A. vedl sopra p. 48, n. 3. 5 5 6S 70 75 85 95 100 $9 ; m GESTtS PAULt SECUtfDt His diebus Nuraini invicem digladiati sunt et eccleaiastici non parva aupplicia dederunt Et cum praescnaiasent Vicecamerarii adventum, ecclesiaaticorum hostes se in pedes dederunt; reaque ad illius accessum satis sedata est, non redituris tamen hostibus Ecclesiae '. Nec ulla delevit oblivio summo pontifici, Nur&inum publics pila ludentem et illam sublime iactantem 5 temere haec verba dixisse: " O utinam sic iactare poasem Paulum Secundum! „ Quod cum audiaset Pontifex, tunc delatori subrisit. De 8ummi pontificis auro atque argento multa atque varia feruntur; omnes tamen in hauc sententiam conveniunt, ut non pauca pecunia ab eo posaideatur, et apertiaaime creditur quod antea fere nulli pontifices tarn divites fuerint lllud tamen Pontifex ipse dicere consuevit, 10 Be censum non aliam propter causam accumulare quam ut necessitate et usu ingruente rei suae et christianae reipublicae subvenire possit, praeaertim adversus Turcoa, gentem detesta bilem atque nephandam. His actis diebus cum et advenae quidam, non ignobiles viri, et cives egregii in Florae Campo romano (8ic enim nuncupatur) invicem confabularentur, verba de summo pontiCce 15 palam effecerunt, cuncti eius virtutea extollentes, nec aliquid auribus hausi quod maiestatem tanti pontificis laederet ac detereret. Verum quacdam eo loco frivola ferebantur, uti quod Ludovicus Petrusque fratres, Tulphae domini, adeo negligerentur, nec eia pars ulla alluminis nullusque fmetus concederetur, sed iam easet frigidua Pontifex atque deaiatena ab eo ati pendio, quod ab initio tribuere his Tulphensibus dominis dignatus fuerat, quapropter in eui 20 pontificatus initio ex ea liberalitate ingentem laudem est aasequtus. Nunc plerique demiran tur quod ita refrixerit, praeaertim cum aeptem natas, fere omne8 nubilea, Ludovicus habeat * nec eo ipsi cardinales nuntiique Pontificis proficiacuntur, quin ab ipais fratribus Tulphensibus magnifice excipiantur, quod sine impendio magno fieri minime poteat Additum praeterea, quod arcium cuatodibus vix satiafieret omneaque clamarent Quibus sic loquentibua ego re 25 apondi' neminem adhuc aut aufugisse aut ullo pacto arcem deseruisse; nam, licet in solvendo nonnulla accidat dilatio, tandem tamen omnibus satisfacere Pontifex ipse decrevit atque pro ponit, illiaque iure satiafacit contentosque reddit ad ultimum. De pictate eius plura conscripsimua, quae cotidie augeacit in melius. Quot inopes alit, quot nobiles iuvatl Trecentos quoque mense aureos adolescentibus olim filiis Despotae* (sic 30 vulgo appellatur) donat, et nunc curat ut Cypricus rex sororem eorum ducat uxorem; pro quo negotio adeo laudabili ac digno in Cyprum se contulit Athanaaius episcopuB Hieracensis *, qui necdum ad noa revertiase videtur, ac eum operimur in dies. e. i » n • *. 4. delevit] deleblt At. — 7-8. in hanc aententiam] in hac sententla M. — 14. confabularentur] con tcrittc tu rasura B. — 15. nec aliquid auribua hausi] nec aliquid ausl At. — 19. fuerat] teritto sm rasura, cam incktaitro raise, dairouter* B. — 33. eo ipal] eo umquam ipsl At,- quln] rostituito a quod-non B, — 14. arcium] Arcls At,- Tlx] minime At. — 36. decrerlt] decernit At. — 30. appellatur] appellantur At, — 33. ac com operimur] ac opperlmur At. 5 1 Cf. CxNwmDS, pp. 7S-77. ° Delia guerre fra i Slgnorl dl Tolfa e Paolo II, fialta con ua accordo e la compera del domlnio per parte del Papa, ai discorrera. nel commento al Caxbnsius, p. 83 »g. Quanto alle tocI raccolte qui dall'A., va no 10 tato che a Lodovico e a Pletro dcUa Tolfa venlva corrl tpotto, col denarl della Croclata, una prorrislone men tile dl cento ducatI, fin dal gennaio 146s (Akch. Rom., Dtfcsileria g***ral* della Crociata 1464-73, c. 141 n); e che 11 16 dello ateasu meae ai pagarano, per mandato del 15 Commiaaari della Crociata, 500 ducati " al aignor Piero * della Tolfa, 1 quail gii danno per marltare una sua *° • flgUuola , (Dtfxuiteria cat., ice. ell.}. Uguale aomma, per to ateato acopo, era *Uta Teraata 11 24 magglo 1464 a Pletro dalla Camera apoatolica (Gottlob, p. 381). * Tomaao Paleoiogo, despot* della Marca, raorto circa 11 magglo 1 465; Pastor, II, 423. La figila dev'es aere la princlpeaaa Zo«, che direnne invece piu tardl (147a) la conaorte dl Iran III dl Russia; cf. Pastor, II, »17, 449. II blxantlno Ataoaalo Cakeofilo, abate dl Santa 35 Maria " de Patiro „; creato vescovo di Gerace da Plo II (Ughblli, IX, 396 j Gams, 882). La sua miisione preaao II Lualgnano durd piu a lungo dl quel che al credera a Roma quando scrlvera l'A.: polrhe 4 certatuente Ata naslo 1'* eplacopus Brracensis , (ac) che Flllppo Buonac- 3° coral, fugglto da Roma dopo la conglura del 1468, trovo a Cipro occupato nelie trattatlve dl matriroonlo, dl cut parla Gaspare, e non 11 veacoTO dl Blsaccla, o di Blaarclo, come ha aupposto G. Uzibxxj, \ Bucnaecorsi • Caliimac* lisptritnt* „ da Sam Gimignane, in Mi.ct//ai»ea ttor. dtlla 35 ValdtUa, VII, 1899, P 9J) " * CrASPARIS VERONENSIS Hia diebus regina Boscinae, quae Pannonia inferior eat, ad Urbem roagnis incommodis et inopia coacta acceasit, occiso a Turcis manto: quam summus pontifex alacri fronte su scepit, earn aliturns Quae quidem magno honore Urbem est ingressa, missis ei obviam nonnullis cardinalibus, episcopis, abbatibus civibusque romanis; quae pullis vestibus ulla sine .a» ml*., imi t. tj » pompa Romam introivit, nisi quam pompam pontifex' ipse constituit Immo et nonnullae 5 clarae mulieres, eiusdem' pontincis iussu, ipsi reginae occurrerunt, praeaertim Florentinorum uxores, feminae primariae, in primisque soror ibi fuit Nicolai Quinti et ipaius cardinalis Bononienais, prudentiasima mulier*. Huic volumini erat addendum tempestate hac quemdam in honore esse, et certe immerito, Dominicum Carvellum*, rusticum et aspectu et moribus, hominemque iniquissimum ac iniu- 10 stissimum pro tribunali longo tempore sedisse et iudicem nonnullis in curiis ius dixisse, immo iniuriam atque iniustitiam servavisse, praesertim apud Vicecamerarium, a quo bis terve expulsus esse cognoscitur. Huius (de Dominico loquor) omnes quas tulit sententias, si quaesita fuit provocatio, revocatae sunt ut inquissimae. Nam simoniae cultor est eximius et cuiuaque sui benivoli gratia et precibus omnem iustitiam torquet iniustitiamque miniatrat, omnibus 15 detestabiUs et cunctis invisus; quin si summus pontifex haec rescisset, procul dubio eum exauctoratum fecisset et eo muncre officioque privasset, dignum pistrino pocius quam tribunali. Non est mihi visum incongruum et open meo ineptum iuvenes aliquos tempore huius pontificia deacribere, qui acutiasimo ingenio valere videntur. Incipiam igitur a Falcone Si nibaldo' clerico Camerae apostolicae, qui mihi non solum iuvenes, verum et seties antecedere 20 3. fronte] anlmo M, — 46, quae] mamca St. — 7. ibi] mane* M. — 7. prudcntisslma mulier] aggiastto dol l' amior* B.; prudenttalma scilicet mulier M. — to, Domlnlcum Carvellum] Domlnlcum* Cardlnalem At. — 10-11. Inlusitsslmum pro] iniustissimum, quem scimus pro At. — 16. Quin li summus pontifex haec rescisset] eor retto daWamtor; in Imogo di Quae si summus pontifex reacisset; Af. ommette si- 17. fecisset et co munere] fecis 5 set «0 manera M. — 17. dignum tie tribunali] dignum postremo potlua suppllcio, quam tribunal! At. — 19. aliquos] aggiastto moifinttrUnta daWamtor*, com imtkiestro rosso, B. Caterlna, reglna-madre dl Bosnia, la cui renuta a Roma daterebbe fino dal 1466 secondo U Pastor, II, 338; che segue 11 Gottlob, Camera Afottolica, 392, il 10 qaale trasM 1 cuol dati sui orrenzlonatl col denari della Crociata dal documents earners]! eslstenti nell'ArchiTlo di Stato dl Roma. Ma, In realti, qulvl appare che la prima aorrensione alia Regina fu erogata 11 i* norembre 1467, per mandato del Commistarl della Crociata, e fu 15 di 3$o ducati papali (Lifter Crmtiatae 146f7S, c. 163 b); seguoao quindl rcgolarmcntc (Liber est., ce. 165 D, 166 At 166 b ecc.) gli asaegni menalll di cento ducati, elevati a 130 dal gennalo 1471 lo poi (e. 183 a). SI dere quindl aromettere che l'lngresso dl Caterlna In Roma sia re 30 ramente arrennto verso la tine del terso anno dl pon tlftcato dl Paolo n. La Reglna ablto dapprlma U caaa dl Glacomo Mentabona, preaso San Marco (Pastor e Gottlob, toe. ei/.), che abbaudono II 3 ottobre 1409 (Li*. Cmciatae 1464-7*$ c. 95 *) 1 dimoro quindl nella citta 35 Leonlna, cf. AnwoLn, La Portica Hi San Pieiro, Roma, i3$9i p. »03» do** * detto erroneamente che Caterina arera pasaato died annl nel palazzo dl San Marco. Nel 1470 e '71 la trovlamo fra I * prov.slonatt In palatlo • apostollco , (Arch. Ross., Mami. Cam. 1470-71, cc. 57 a, 30 7° *» 100 8 ecc-)* Em* mor* H JS ottobre del 1478 (Rew moxt, Gotck. vom Rom, H, 571); e Sisto IV continu6 35 ad elargire aile quattro donne rlmaste deUa sua famlglla la penalone mensile dl cul avera goduto Cater:na (Arch. clt, Dt/onteria gt». dtila Crociata 1476-83, cc 18A, 30 r, 33 • ecc.), la quale «vera I'eroditi del regno dl Bosnia. sla madonna Caterina Calandrlnl * so ' rella che Co' de Papa Nicola V , , vedova dl messer Ce •are de' Noblll che, essendo gorernatore del ducato di Spolcto, fu qulvi assassinate nel 1455; TCdi la Cromsca 40 Perugima pubbl. da O. Scalvanti In Botlottino dtila R. Defuiax. di Storia/atriafer fUmbria, IV, 1898, pp. no, 1 1 5, e cf. G. SpoRza, La /atria occ. di jVicol» V, In Atti d. Aecad. Laeeiese, XXIII, 1884, p. too sg. Simile dl stinta roensione delle gentildonne florentlne e senesl 45 residenti a Roma fa Glacomo da Volterra (Diariam Ro manum, coL 91) descrivendo le oooranxe rese (1471) *d una prlnctpesaa dl Morea, morta nella citta papale. * Nulla sappiam dire dl questo magistrato coal sereramente trattato dall'A. Rileriamo soltanto, che 50 fra gll abbreviated dl Curia aotto Paolo II figure un domlnus Matheus de Carreilia ., canonlco di Gtrgenti, 11 quale prestava giuramento In Curia 11 9 aprile 1468 (Reg. Vatic. 34S, c 80a), e sari stato della famlglla dl mesa. Domcnico. Quel " messer Marino Carrello „ 55 veneaUno, che appare In un doenmento del 1434, preaso Goabti, CommissiomJ di Rinaldo dtgK Albiiti, Flrente, 1869, II, 307, altrl non i, probabllmente, che ser Marino Cararelio, Procuratore dl San Marco (Aoostdo, Serit tori Vim'tiaai, I, 368 ; Sanudo, ViU dri Dogi, coL 968), Co appartenente all'antica casata renealana del Caravelll (cf. le Vite dt, ed. Monticoio, p. 37, n. 14). * Intorno a queeto antico discepolo dell'A. («dl • scipulus iam meua, iuvenis prudentlsaimus , h chiamato in una lettera dt Gaspare del 1449, in tod. Vatic, tat. 65 390S, c. 144) raceolae coploae notUle biografiche il Ga DE GEST1S PAUL! SECUNDI 61 videtur ingenii subtilitate et linguae latinae promptitudine, facetiis ac proverbiis aptissinras ac paratiasimus tarn civium quam advenaram adiutor ac intercessor egregius, non invisus sommo pontifici, immo lumme dilectus, univeraaeqae Curiae acceptissimus, gratissimus quo que in benemeritos, in buob autem beneficentissimus, de quo optime speratnr. Credunt enim qui 5 eum pernoverunt ad magnum apicem perventurum ': ea est viri, licet invenis sit, gratia, more*, facilitas, consilium. Qui cum his diebus esaet ad Galliae regem a Paulo Secnndo legatus, quanti esaet facile ostendit; nec tribua annia legavit quemquam Pontificis prudentia (excipio cardinale's) quo magis gauderet ac laetaretur. Adeo cautus prudensque profectua est et 10 redivit, ut sibi benivolentiam Pontificis magis magiRque conflaverit 1. lam venio ad Nicholaum Galium' legum doctorem, cuius' maiores Immolenses fuiase tra duntur, qui miro acumioe ingenii valere cognirus est, cuius lingua latia Ciceronis videbatur, adeoque compte scribebat (de orationis ornatu loquor) ut qui diceret melius ignorarem. Scribit et ornate Baptista Reatinus * scriptor apostolicus, simul et copiose; sed uter melius, in praesentia reticebo. Nec Cardinalem Papiensem * epiacopum elegantissime latine loquentem istis com 15 parare propono : iudicent qui comparationes doctorum diligentius ezquirunt. 1-2. aptlaalmna ac paratltilmua] aptUairaU, ac paratlaairoU M. — 3. lummo] tumo B. — 4. enim] mamca Af. 5. P*1uOTCrunf] pernoverlnt M. — 13. diceret] mamca Jaf. RAMPl, Soffio di OUtrvationi, Append., 144, 159, 163 »g. Eragia canonlco Lateranensc, allorchc nel 1455 fu crcato S da Callisto III aecretario apoatolico (cf. Arch. Rom., Hand. Cam. /4SS-J6), cappellano e chierico di Camera; Plo II gll confer) un canonIcato In San Pletro In Va tlcano. Tenuto in preglo da Paolo II (cf. innam), n. 3) e da Sltto IV, che gll affido p!6 volte l'ufficio di gover «° natore dello Allumlere di Tolfa (Arch. Rom., Defttiteria #ca. deila Crodaia 1476-8j, cc. 3 b, 33 a, 49 a), fu eletto Teeoriere generate da Innocenxo VIII, e morl in qucato ufficio nell'agoato del 1493. Apparteneva ad antlca e coaplcua famiglia di Roma (Amatdkn, Fam. nab. roman, •5 ma, nella Caaaaatenae, c. $95) ; ebbe due fratelll, Gabriele tcrittore apoatolico che raori nel '67 (Garampi, Append., 163, cf. Reg-, Vatic. S44 «• «S*). « Francesco, egli pure premorto a meaeer Falcone che laaclava eredl delle aue ricche antanae 1 figil di Pranceaco; vedi il tuo tes a 20 mento, 17 agoato 1493, negli AM di Scr Camilla Benim beai 1467-1504 (Arch. Rom.) c. 739 ag.. In cui dlaponera di rner aepolto nella Chieam delta Minerva, nella cappella di San Pletro Martire da lul edificata; e qulvl fu de poato, nel 1493 (cf. Iacovacci, cf. cit. In ecd. Vatic J5 Ottabon. lat. »540, p- 736). Nlpote dl Falcone fu il noto poeta Paolo Porcarl (Reg. Vatic, clt., he. cil.; al concede la dogana del aale al minuto, ad lstanza del cardinal d'AvIgnone, * pro nepote domini Falconla, videlicet Paulo 'Bapttate de Porcarli» „ , 13 agoato 1464). 30 (G. BBVADDUCI, Contribute alia biblxografia di Franc. Filel/», Ancona, 1903, p. 14). Forae e opera aua la poeaia latina. dal tltolo * Falconia carmen ad Paulam nel cod. Vatic, lat. 6»S c- 47- Una aua lettera acrltU da Mllano, dove era Legato papale, 11 14 novembre 1475 45 a Clcco Siraonetta e pubbilcata atW'Arcb. star, lambarda, XVII, p. 56, e in eaaa 11 Slnlbaldl aggiunge, nella aoacrl xlone, al proprio noma la parol* reatimu, con la quale earl Indtcato 11 luogo dl naacita, non gla la patria dclla famiglia di lul (cf. la nota precedente). 1 Pross:mo a raggiungcre la digniti dclla porpora, meaaer Falcone ride troncata queata iperanza dall'aa eunzlone al papato dl Alcaeandro VI; e ne mori dl do lore, come narra 1'lNTttssvRA, Diario, p. 316. j© * Paolo II tenne preaao di ee mcaa. Falcone fino 55 dal principio del iuo pontificato, quando lo creo chierico di Camera (Reg-. Vatic. S4S c 4 a; is dicembre 1464). Sotto queato Papa godette pingul beneficl eccleaiaaticl (cf. ARCH. Rom., Introitms et Btdtat 1467-68, c. 10» a) e fu a lungo e ripetutamente Legato e CoUettore in 60 Francia. Intorno alle eueiegaalonl vedl CAirafsiiw, p. 73. * Dl queato valente giurieta, canonico dl San Ple tro, che fu amiciaaimo di Stefano Porcarl, parla l'A. 1 n Slnlbaldl, aplrito rivace e placcvoltsalmo, come affcrma l'A. anche altrore (G. Zippkl, Urn umamista in villa, p. 14, e cf. M.\.v?n, Vtgtie fiacevoli ecc., Venezla, »763, HI, p. 70) ebbe parte coapicua nel movlmento lettcrario c artiatico dl Roma lotto Innocenxo VIII (vedl 35 Ciax, in Giorn. star. d. Utter, ital., XXIX, 4»3 ag.). Ma anche prima dovette casere il beniamlno del circoli Intel lettuali romanl: fu amatisaimo dal card. Ammanati (aue lettere a Falcone cit. dal Garampi, Append., 163), "dal Campano (Optra, cit., c, 45 »), da Iacopo Volterrano (Ga ao XAMPi, 164); in corriapondenza eplatolare col Filelfo anche a p. 10, L 3a agg. La aua orlglne lraoleae, cul accenaa l'A., doveva riaallre a tempo lontano, polche 65 l'Amayden (Fam. nob. rcmame, cltn c. 404 a) reca prove deU'eatatenza dl queata nobile famiglia a Roma fin dal 1330. Meaaer Nlcolo era Rettore del Citramontani e Let tore dl dlrltto nello Studio Bologneae nel 1450 (Dallari, / Rotuli dello Stadia Bolagmese, II, i8) 5 fu profeMore j0 delta Sapienza dl Roma aotto Paolo II (Marini, Lettera illustrate il Ratio dei fro/etfori ecc., clt, p. 66), dell* cui generoeita verao il Gaill abbiamo prove nel Mand. Cam. T466-'6S, c. 4 n, e pr. CAM«J«rt?8, p. 67. Vedl innanal, p. 63, n. 3. » Battiata Moroni da RIetl, entrato nella cancel lerU papale lotto Plo IT; vedl Marini, Arcmatri, II, 148. * Vedi aopra, p. 40, n. 3. 75 62 GASPARIS VERONENSIS Nec indictus abibit Angelus Iacobinus Nicolai Galli, qui iis dlebiu diem suum obivit consobrinus, qui tanta memoriae profunditate insignitus est, ut pro miraculo habeatur; et ea quidem naturali, non artificiosa, cuius experientiam ipse ego, qui affui ac vidi, non ne gabo mirabilem ; nam omnium psalmorum David maximum ac Iongiasimum, quem numquam legerat, in horis quatuor memoriae mandavit. Sed mansuetudine cunctos mihi videtur mor- S tales superare, adeo ut numquam irasci videatur. Taceo ingeniosissimum Bernardinum Vallensem*, Laelii Vallensis gnatum, fratremque Ber m«... i«4» MU...I0M nardini Nicolaum' longe erudi'tiorem et iam inter poetas connumeratum: de Nicolao * loquor, nam Bernardinus, adolescens ingratissimua, in dies magis magisque proficit proficietque minim in modum, nisi coeptis forte desistat. Non praeteribo eciam Alexim Matthei Marinelli 5 , quietiaslmum adolescentem ac cun ctorum Romanorum studioeissimum et honestatis amantissimum ingenioque promptissimum, sed minus audentem quam et pater et praeceptor concupiscerent. Agapitum *, 10 Quid dicam de Iohanne Baptista ex Capreolis adolescente romano, Alexis aemulo, qui etai non tantopere carmine delectetur, audencior tamen quam Alexis et lingua promptior esse 15 cernitur, quo nemo Romae libencius disceptat et acucius argumentatur? Fratrem vero eius non minus in Uteratura et studiis humanitatis ac pbilosophiae diligentem exstitiase cognovimus; verum mortuo patre studia deseruit et musas seque ad mercaturam, qua pater unice delectabatur, consilio propinquorum, invitus tamen, contulit'. Voluissem acumen in genii proferre Iohannis Sosannae 7 civis romani non in&ni, adhuc pueri, verum omni tem- 20 pestate memorabilia. c is • Laurentium Pauli Viterbiensem, apud Falconem Sinibaldum victitantem, taceri non con venit. Ex quo cum expostulaasem prosapiam suam, ita, quantum memini, respondit meis his versibus: 5-6. mortalft superare] ceA correttc, imv. di ab hoc mortales superarl B. — it. Alexim Matthei Marinelli] Ale xiam Mathel Martlnelll M. — 13. concupiscerent] concuplscit M. — 3. adhuc pueri] adhuc quidem pucri M. mem orabllis] It ultime quattro letter* icritt* tu ratura B. — 33. expostulassem] postulassem M.- respondit meis] mels 1 Nel Rtpertori dello Iacovaccl, t III (corf. Vat. famiglla dt Nicold e Bernardino Delia Valle »edl A, Mi 5 Ottot. Ut. *ise)i lett. 1, p. 35 4 roemorla, sotto l'a. 1483, ckaklis, Rlmiscke SKttenbStker, in lakrb. dee K. dent di mess. Angelo lacoblnl dottore dl leggi e avvocato sckeu archaeot. Institute, VI, 1891, p. 318 sg., e le Me concistoriale ; cf. ibid., p. 36. merit dt. di Marco Alticri, secondo le quali (c. 154 a) 35 * H Galli mori dl pestilenza il 14 agosto 1467 va corretta l'assersione del Michaelis, che meat. Lelio (Amayiucn, of. dt., c. 404 *). Un figllo dl lul, a nome ebbe soltanto 1 due flgli maschi, qui rlcordati ; ad essi *© Carlo, otteneva, II 1» lugllo *68, dl esser promosso agll si agglungono Francesco e Pietro, intorao a cui vedl ordlnl sacri mitlgrado U difetto del natall (eaaendo egU anche II Diarimm dl Giacomo Volterrano, col. 111, 136. * de subdlacono genitos et coniugata ,) per conccssione Non si confonda pol U noatro pocta col suo omonlrao 4° di Paolo II, il quale ordinara. a Falcone Sinibaidi di in- che fu chierlco di Camera sotto Nlcolo V ; cf. Gabampi, qulsire prima * si dlctus Carolus sit ydoneus, nec sit pa- Append., 1 10. 15 "teniae incontlnentiae imitator, {Reg. Vatic. jjS, c. 307). 5 "Alexio Marinello . venlra rlcordato da Marco 1 Scrlve I'Altleri {Memerie cit., c 153 a) che « mis- Altleri ne' auol NupHaii (scrlttl fra il 1505 c il 1509), * ser Bernardino tu cl secondo [de' figli di Lelio della p. 8, fra 1 pin dottl cittadini dt Roma, aasleme a mess. 45 " Valle], porta slngulare et excellentlssimo dottore, et Bernardino della Valle. Un mesaer Giorgio "de Marl " molto dai serenlssimo Kerrando et dal Duca dl Cala- nellis, tacera parte della famiglia del cardinal di San Mar io * bria suo figlio exlstimato, optrandolo in quclla lor co, Marco Barbo (cf. Axcii. Rom., Liter Crmriatae 1464 * Suramaria per confidato et primo consultare „. II Cam ys cc. 164, 165 ecc). pano (Opera cit., £/u/., c. 49A) lamentando, verso 11 1470, che Bernardino e Nicold fossero passati " ad legulclus • Dal Repertori dello Jacoraccl (corf. Vat. Ottob. 50 lat. »S49 PP- 443-445) appare che AgapI to, figllo di An ricordava, assieme alia traduzione di Omero del secondo, tonlo " dc Caprcolia , feoe testamcato il ao giugno 1504, 35 l'opcra poctlca dl Bernardino, che areva mostrato * Crete! e mori prima del 33 gennaio 1506, ncl quale giorno te * partum lovis, igne gigantcs ubsuniptos profugo sects- stara la sua vedora Lodovica; il 31 apr.le 1496 messer " que membra pati , (sic). Agapito arcva (idanzata la propria figlla Glulia con Gre- 55 4 fe quest! 11 noto poeU e traduttore di Esiodo e gorlo de' MarganL di Omero (redl Ptcci, Umamtti met Latio, in Arch. a\ ' Manca questo cognorae nei Repertort dl famlglie 30 Sot. Rom. di st. patria, XDI, 487 ; Pastor, II, 38 sg.), delTAmayden e dello Iacovaccl. Trovlamo per6 In un morto prematuramente nel 1473. Sulla orlgine e la docum. del 1438 (ed. Fvmi, In Boll. d. R. Depataz. di DE GESTIS PAULI SECUNDI Die mihi, quaeso, tuum cognomen, dulcis amice, Et fatriam: nostra hoc foscit et historia; ita infit ergo 10 Qui 1 Ut fatriam nomenque tibi stirfemque renarrem Spes nostri, Gaspor, temporis una iubest Viterbum fatria est, Baianis clarior undis, £t gelidis Sulmo qua minor extat aquis, Ac Laurens nomen tribuit, quod laurea Phoebi, Stirpsqtte nec obscuros Actio monstrat avos. Fcrtur ut Alcides nostras fundassc fenates, Sic genus et nomen fracbet AfoUo 63 rebus duabus insignia semper valuit, valet, valitumque ire speratur ; nam, praetcr humanitatem et mansuetudinem, loquacitatem semper fugit, abhorret, detestatur, nec de quo quam usquam obloquitur. Grammaticae arris et oracionis tam prosae quam latinae facultate 15 egregie praeditus, et Falconi praememorato acceptissimus, cuius amorem facile et iure pro meretur, infutummque non parum boni sperare potest, si modo vita hero suo comes fuerit nam revera nemo unquam domino suo magis paruit placuitque. Est apud Angelum episcopum Feltrensem Iacobus Heliae Sibinicensis Dalmata, iuvenis aspectu angelicus, moribus perhumanus; latine pulcre loquens, a disciplinis non aborrens, adco 20 ut non dalmata sed romanus pocius esse videatur*. Dicerem quoque de Iohanne Borgia, praepositura Valentina insignito, nepote Rodorici cardinalis Valentini, perspicacissimo iuvene et memoriosissimo s . Dicerem insuper de Sigi smundo Fulginate 4 , Leonardi Dathi episcopi Maasani famulo et adiutore in conscribendis napondit At.; reels agg. ntlt inttrUnoa ton incHostro rotso daWouters B.- 3. Ita Infit ergo] It* Inqult At.', in B. ita Infit i scrttto in margin*, con incUostro mro, dalfautor* e»t vi ka aggiunto, con inehottro rosso, g- 7. Et gelldlt] Ex gelldla At. — 12. QuIJ ri/stmto ntt margin*, con iucMostro rotso; dolFautort B. ; quique odit. Majuni- 14. proaae] proae B. latinae] latine «A..Mariwi — 1$. facile et lure] facile lure edit. Marini; et lure agg. naif interUmaa con 5 tnchtostro rotso, da/rautorc B.- 18. HelUe] Helle B.\ Hellaa odit. Majum st. /atria fer rVmbria, VII, 1901, p. 535) un «Petru» to • Cioctl dictu* alias Suaanna „ fra 1 Conscrvatorl della Camera dl Roma; e 11 Foacbixa, Iscrh. d. Chest di /to nus, V, p. 33, rlfertace la lacrizione sepolcralc (1515) dl "Ludovlca uxor Angelotti Susannc, allaa de Ciottls Per U famlglla Ciottl, o «dello Ciotto», vedi Iaco vacci, vol. II {Cod. Vatic. Ottoh. lat. ,S49), p. 1115 agg. • Ignoto agli etorlci deUa nostra lctteratura e que ito giovine poeta, che viveva In Roma al servigi dl Falcone Sinibaldl. Apparteneva, com'egli atcMO afferma ne* suoi Ten!, alia famlglla degll Attl, cospicua casata orlglnaria dl Todl, che ebbe moltc dlramazionl In varie rftta dell' Italia centrale, fra queate In Vlterbo (M. Mo mci, Dei Conti AUi Signori di Sassoftrrato ecc, Ca ttelpiano, 1899, p. 9)- Negl* Istromenti dclTArehlvio no tarlle dl Vlterbo appare (come ci fa cortetemente sa p*re 11 alg. car. Cesare Pinal) aotto la data dei 16 marxo »515 un Ser Emllio del fu Lorenzo degll Atti di Vlterbo, che potrebbe eaaere un figllo del nostro poeta; 11 quale aara forae da Identiflcare con quel "L. de Vi terblo„ che U 1« gennaio 1484 tottosegnara un decreto del Cardinal Camerlengo (Raffacle Rlario); vedl Rk*azct,--a dtWUniversita di Roma, Roma, 1803, rol. I, p. »87. * A queato peraonagglo e certamente dlretto 11 ae —ima del uoto poeta Paolo Porcarl, che trovaal nel cod. Vatic. Oitobon. /6S7, del see XV (c 7«a): Pantos Portias Romanus fotta dnlcitsimo filicitatcm. Tanta, lacabt, tibi virtus s/tandorfuo docnaqn* est, A t« dicandi Jtamina tanta runnt, Quanta olim fnerant fafribus qnos Romafovabat, Ad quorum voces fosmina virou* volat. Diligtris eunctis merito morta/ibns, am tt Laudsbns inmansts stmpor ad astra farnnt; Qtin ttiam nosiris uumeris ie satfo rtfouam. lam valtas long*, gloria Dalmatian. Non sapplamo poi, ae ala coatul quel lacopo cano nico dl Spalatro, per mezzo del quale Lorenzo Zane (cf. sopra, p. 51, n. 5) Invlava da Ceacna, II 10 giugno 1467, una letters all'arclreacoro di Zara, Maffeo VaUaresao (In 45 cod. Barbtrin., XXIX, 153, p. 590). 9 Del due nlpotl del cardinal Rodrigo Boigia, di nome Giovanni, crediamo sla queati Giovanni juniore, nlpote * ex fratre „ U quale ebbe gll ordlnl minor! nel 1444, e 1'arciveacorado di Valenza dopo II '98*. mori verao 50 il 1500 (Pastor, I, 580 n. 4, m, 44a, 45a; Carablla, tomo HI, p. 373). * Slgtsmondo de' Contl da Follgno; al quale alhi deva U Campano in un'eplatola dalla Germanla, dove Mm. ;04 t. IS * 35 40 : 64 GASPARIS VERONENSIS brevibua; qui etri ingenfo Valeat rairabili, tamen Mi more*' ftdmirftbiliorea esse videntur, tanta est affabilitas adolescentis §imul et manauetudo ab omtii in&olentia eemota. Dicerem, si modo non egrederer solvererque in nimiam prolixitatem, de Germano Fulginate, magis pugile quam grammatico, qui socium quemqoe manu una extollebat in aera proculque ferebat, et id qui dem ludi gratia, adeo ut alter Milo Polidamasve videretur; vir benignitate eximia, litteras 5 longe pulchenimas effigens et mediocriter Htteratus, pontifici maximo praedilectus. Tareo modicum Iohannem Cavum Galium, non valde Romanis noturn, iudicio meo* ceteroa medicos antecedentem. Omiseram virum optimum Iohannem Mellinum omni melle suaviorem et ta men gravisaimum iurisque pOntificii peritiaaimum, Curiaeque romanae elegantissimum cen sorem, et tamen linguae suae continentisaimum ; nec non Iohannem Iacobi Cesarinum*, iuria 10 monarcham, ita dixero, Rotae nunc auditorem, virum in hac florenti et iuvenili aetate mi rabilem, a Paulo Secundo unice amatum. De Sigismundo et Dominico', iQo Fulginate hoc ex Monte Divo Sabino, sequenti volumine dicam; qui miria, quamvia iuvenes, virtutibua ful gent, apud Leonardum Datum episcopum Massanum vitam impraesentia degentet et brevibus conscribendis auffragatores pontinciis. Sed finem facio quarto huic volumini historiae meae. 15 t. mod*) modtun tdit. Marini — J. ridtretur] esse riderttur edit. Marini — 6. effingen* et] emngeas, adit, Marihi — ii. monarchamj tcritta tm ratnra, e ripttnto nelTinterline* daifantere B. egli »1 trorava col card. Francesco Plccolominl ncl 1470 e '71 (/. A. Campari Optra omnia, VenetlU, ijoi, Bfitt., 5 c. 49a), lodando I poeti deU'Umbria: Ttrttms «t Mm" nunc St'fitmnndui Haiti Sit ilU tenere vent de/taenfnr mmtru St dmro c/anfmmt horrid* bell* Paolo II mandava «occorsl dl dnnaro, per mexxo IO del Card. Marco Barbo, nel no»crahre 1469 " domino Sl •gitmundo de Fulglneo, scriptori domlni Eplacopi Maa "Mal aegrotaAtl, (Aactt. Rom., Compnia cnbicnlarii, 1*68-7'' ee. «7 * e af ). Degli uffici cha II Conti ebbs dal papl successM, fino a Glullo n, parla U Marini, II, 15 206, n. 5; tulla sua rlta • la sua opera letterarla redl Pastor, II, 614 seg. D cartne da lui recltato nelle esc qule del Platina, In B. Plattka, Vitam Pontificnm, Co lonta, 156a, Appeadictt, p. 95. Vedl anche gll autori cHatt dal Majumi, lac. at. 20 1 OlambattUta MelUnl, che mod Cardinals create da Slato IV e merltd un arapllaalmo eloglo dal Platina; redl CiAComus, III, 58 sgg. Vlaa* In Curia presso Paolo II, che lo nomino referendarlo e datario (Cia cotnus, III, 60; Uohblu, II, 794) e coUettore (Arch. 35 Rom., ManI. Cam. /466-68, c 77 ») e finaimente lo creo Teacoro dl Urblno, U 36 aprUc 1468 (Eubsl, Hitr. cakiol. M. Atvi, II, 385). 1 A queato giurecontulto fu Largo dl farorl Pao lo II. D 19 norembre 1467 concedera * magistro Johan • nl da Caaarinia, reetorl plebano nuncupato ecclealae 30 *S. MichaelIt de Moutecuecoll Flor. dlocesls, utriu " sque luris doctor!, capcLUno nostro, .... cauaarum Pa •latll apottolcl auditorl, facolta dl godimento con temporaneo dl plu benefid (Rtf. Vatic. S-7. c. 2708); in suo farore decldeva una lite relatlTa ad un'altra pre- 35 benda nel '68 (R*f. Vmtic. S*9, c. 260 a); U 39 gen nalo '71 gll aasegnuva la rendlta annua dl cento ducatl sui proventl del monastero del Celestlni dl Arlgnone (Reg. Vatic. SS7 c. 334 sg.). Dl lul fa onorerole men alone I'Altieri (Li tfnptiati, p. u, cf. p. 13), e afferma 40 che tenne l'ufficio dl Audltore dl Camera. Non aappiamo poi ae fosse costul quel " Protonotarlo de' Cesarinl „ al quale 11 Barbo regalara due prcxloal arazzi (Mukntz, Let art*s n, 281, n. 1), prima del pontlflcato; anche in segulto, II Papa ebbe rapporti, per acquiatl dl oggettl dl arte e 4; dl antlchlti, con codetta famigtla (Arch. Rom., Comp. CuHcnlarii T46S-7r, cc. 45 A, J4 a), nclla quale fu aaaal t!to Pamore alle colletlonl di tal genere, nell'eti dd Rlnasclmento (cf. Mubntz, Raphael, ta via etc., p. 59» •« )• ' Domenico Galletti da Monte San Sarino, cano nico di Areiio; lu dl lul redi Marini, H, 306, n. 8. SO

MICHAELIS CANENSII
DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI P. M.
OPUS

T. Ill, p. xvi — 5, ABBREVIAZIONI A. B. M. Angclico 1037 = Vatic, lat. 3619 = edlz. Muratorl — edU. Qulrinl ArviRTimt. — £ nottro obbligo far rilevarc al lettore U contradixione fra quanto icriTemmo, or lono quattr'annl, nella Preiaxlone a queete edixloal delle Vlte di Paolo II (p. xtv), e U metodo praticato ntlla premcnte edlilone dell'opera del Caneniit alia atampa del due teati a fronto al e riaunclato, per ragloni tlpografiche, e ii sono rlportate in nota aache le rarianti plu lunghe e noteToll. Quanto alia grafia, abblamo mantenuto, riproducendo nel teato U cod. Angellco {A.), 1 aegal del dlttonghl, In conformity al raetodo aegulto nella Vita dl Gaspare Vero nese, bench* nd codlce i dlttonghl ateaal appalano isgtiati regotarmente e costantemente aoltanto nelle prime carte; mentre abblaroo omeeao qualsUal Indlcazione di dlttonghl nelle rarianti del codicc Vaticano (B,), la cul grafla escludc dl regola ogni segno dl tale natura. Ayyertiamo, finalmente, che i rlchlami nel margtne aono riferltl alia edlzlone Qulrinl, non a queUa del Muratorl, perche queata non corriaponde al codlce Angellco, seguendo Inrecc 11 codiee Vaticano; e che al codlce Vaticano al rlferlacono, dl conseguenza, le rarianti deJla edlilone Muratorl. I numerl dl queate rarianti (Af.), rlchiaroano perd& alle llnee del teato quando mo concorda con B., e alle ltnee delle riantl quando B. al scojta da A. , nel *condo caao, U numero e accompagnato dalla lettera B. Ad colendissimum in Christo patrem et dominum, dominum Guilielmum miseratione Q"1"- 1 DIVINA S.R.E. Cardinalem, Hostiensis et Rothomagensis ecclesiarum antistitem DIGNISSIMUM, MlCHAELIS CAKENSn VTTERBIENSIS, DECRETORUM DOCTORIS, DEI GRATIA CASTRENSIS EPISCOPI PRAEFATIO IN VITAM PAULI II PONT. MAX. FELICITER INCIPIT. joNSUKVKRUNT rerum scriptores, Guilielme pater et domine colendissime, eorum lucubrationes et studia litterarum illis praecipue conscribere, quorum virtute ac dignitate maior operi insurgeret auctoritaa et quibus eorum suaceptoa litte rarum labores gratos iri existimarent. At vero mihi sacpe animo reputan'ti, qua generis nobilitate, qua doctrine, quibus naturae donis quibusve amplisaimis virtutibus inter 10 caeteros praeclaros nostrae aetatis senatorii ordinia patres prefulgeaa, nemo magis ydoneus convenientior'que visus est, cui meas has lucubrationes carissimosquc litterarum labores con acriberem, quam tua colendissima dominatio: praesertim cum praecipua quaedam tuae ca ritatis affectio erga omnes litteratos bonarumque artium studiosos semper extiterit, quos pro tempore fovea, adiuvas et dignis donas muneribus. Accipies igitur, colendissime pater et 15 domine, hoc opus, quantulumcumque fuerit, tuo dignissimo nomini dedicatum, quod inter caetera litterarum studia his proximis contractioribus noctibus a me lucubratum est, dum a frequenti Curiae sollicitudine ac nostra superba ambitione ad ecclesiam meam castrensem, tanquam ad quendam tranquillum amoenumque portum, declinassem. Quod etsi forte mi nus floridae minusque gravis et condecentis Orationis fuerit, quam tua promereatur dignatio, 20 tamen plane confido pro varietate ac veritate rerum in eo descriptarum pergratum iri tuae colendissimae domination!, si ad id legendum aliquantisper animum adhibueruit; ad quod qui dem iam nunc nostrum scnbendi festinat institutum. Finis Praekationis. A : . feUclterl fellclter Q.: 8. At] Et — 17. superba] «ipmta qum.,3 «. /» Michaelis Canensii vtterbiensis decretorum doctoris, Dei gratia Castrensis epi scopi, de vita et pontificatu pauli ii pontiftcis maximi opus inciptt. jcRiPTURUs vham moresque ac pontificatum Pauli Secundi pontificis maximi, non alienum fore ab institute meo arbitratos sum si, antequam rem ipsam dicere aggrediar, professus fuero, me hoc scribendi munus accepisse potius rerum di cendarum veritate ductum, quam aliquo orationis splendore aut ingenii elegantia conhsum. Talia enim existnnt, quae descripturua sum, ut aut in illia ipse interfuerim eadem que perspexerim, aut fida collectaneorum eius et hominum quidem digniaaimorum relatione ilia didicerim. Quae mihi res non minorem ad prosequendum incoeptum opus fiduciam prae 10 stat, quam caeteris cxcellentiiwimi ingenii viria summua orationia ornatus dicendique maiestas impartiri consueverunt At si forte mei ariditate ingenii plerisque legen'tium minus satisfe cero, utcumque tamen erit, iuvabit me in parte negotiorum meorum hoc potissimum assum psisse, ex cuius aperta et Integra veritate amplissimus scribendi campus ingensque materia inaurget his, qui plurimo verborum ornatu, dignaque orationis maie'state sua scripta conte 15 xere aoliti sunt; maxime autem cum ea, quae de Nicolao V pont. max^ omnium bonarum artium ac virtuturn patrono splendidissimo perstrinxi grata legentium animis ac iucunda esse intelligam. Verum quia idem pontifex Paulua, cui ante electionem ad apostolatua cul men Petrus nomen erat, de nobilissima Barborum familia ortua eat, consentaneum esse vi detur, ut ab ea primordium incoepti operis aasumam, quo magis legentibua innotescat dignio 20 rem in eo exitum ex dignis initiis prodiisae. Barborum familia Venetiis' magna ac nobilissima est, quae turn magnificia gestia, turn etiam caeterarum virtutum muneribus, domi forisque, terra ac mari semper effloruit. Huius A.: 16. patrono Q. i-2. Michaells He inelplt] Dlrl Pauli pont. max. rita per Mlchaelem Canenjium de Vlterblo decretorum do inemlcum Sancti Laurentll et Damasl compilat* feliclter Inelplt — 6. dueturn mamca — 7. confiaum] ductum — 8. collectaneorum] coectaneorum — 11. Impartiri] Impertlri — 19-xo. dlgnorem In eo exitum] dlgnlor In eo exltua B. : Mlchaelis tie. Inelplt] Dlrl Paull p. m. rlta per Mlehaelem Canenalum de Vlterblo- 16. patrono manca — 19-JO. dlgniorem in co exltura] dlgnior In eo 1 Cf. la nostra Prelatione, p. xx. ' II Sanudo {Vii* luto al prlnclplo del Dngento, o Pancratio, no padre M Degi, edtz. Montlcolo, p. 19, (E. Stkfaxi, nel Litta., Fam. Barhe, tnv. I), Lafonte 15 L 11) fa derlrare 1 Barbo dal BarMani, e 1 gencalogl- dlretta del Sanudo fu (come gentlhnente cl comunlca il ti del aecolo XVI Indlcano addlrlttura come antore dl prof. G. Montlcolo) la cronaca rcnetlana anonlma del queata mutaxione dt cognome un Pletro Barbolanl, vl»- aecolo XV che •! conaerra nel cod. Marciano It. VI/, »034, j «•. *» Qvi»., 70 c qun., s MICHAELIS CANENSII autem familiae originem a vetustiasimis Aenobarborum romanis profectam esse, ex multis ac variis' rerum monumentis accepimus et consentiente hominum haud vulgarium fama tra ditum est. Qui quidem Aenobarbi a L. Domitio ob novitatem miraculi in eo repente ap parentia aummamque animi virtutem in aenatorium ordinem adscripto principium traxerunt; eorumque plerique consulates varioaque Urbis ac militiae dignos magistratua summa cum 5 laude ac gloria egerunt, etiam per multa tempora post Neronem Claudium imperatorem, ex ea gente progenitum, de quo rerum acriptorea multa ac diversa commemorant. Sed ea Barbomm gens, veluti certia accepimus documentis, fuit ex colonia Romanorum in Parmam demiasa cum plerisque ' aliis ingenuis familiia, quarum adhuc usque aliquae in ea civitate supersunt; ubi cum diversa* factiones inter cives exortae iam essent, Barborum familia sa- 10 e. j» nior ac potior aliquandiu extitit, rexttque feliciter consilio et auctoritate rempublicam. Cuius quidem familiae dignitatem ac praecipuos in ea civitate honores adversae partes molestis sime ferentea, collecta ex insperato ingenti hominum multitudine factoque in civitate tumultu,' Barbos vi Parma eiecere; qui multo antea nobilitatem venetae urbis, situm amoenissimum rerumque opulentiam conspicati, illuc se receperunt magna cum omnium accolarum gratia et 15 benivolentia. Dehinc intereiecto parvo temporis decurau, perspecta eorum virtute animique magnitudine, in aenatorium ordinem a patribuB adscripti adnumeratique ac multis honoribus digniaque magistradbus turn in toga, turn etiam in bello per quasque familiae successiones ornati fuere. Atque inter caeteros noatrae memoriae propinquiores Iohannes Barbus 1 bello, quod aenatus venetus adveraus Philippum Mariam ducem mediolanensem gessit, factua est 20 dux exercitus; in quo belli negotio tantum prudentiae ac maturitatia oatendit, ut hostium Q.: io. factioaea] factlonum partes — io-ii. eanlor] Mnior — la. quidem ma*ca; ea mamem — 14. amoenlati mum] amoenua — 17. In aenatorium tie. adnumeratique] adscripti aunt a senatu veneto la aenatorium ordinem — 19. fuere] sunt — 21. maturitatia] magnanlmitatla B. : 3. baud rulgarlum Maaea — 6. ac] atque — 8. veluti tic documeatla manca — 10. facttones] factlonum parte* ratkrae] adscripti aunt a aenatu Teaeto In aenatorium ordinem — 19. fuere] aunt — «. maturitatia] magnantmltatl» M. : 4. traxerunt] traxerlt — 18. quasque] culusque dove, a C. 49 B, 1 Barbo YCngono rapprcacntati come deri vantl dai Barbolanl e prorenlentl da Parma; mentre 10 net Ckronicon luttimiajti (nel cod. Afara'ano Lot. X, JO*, c 184 b), compoato verso 11 1358, 1 Barbo aono dlstlntl dai Barbolanl, pur esaendo anche qui aflermata la loro origlne parmenae. II Ckronicon Aitimatt, Inrece, nella redaxlone originarla della prima meta del aecolo X (cf. 15 Momumtnta Gttmtmtmt kiitorica, Seriftorti, vol. XIV, p. 27) rlcorda non i Barbo, ma aoltanto 1 Barbolanl, e 11 rappreaenta provenlentl da Parma. Non aapplamo pol quale ralore si poaaa attrlbulre all'oplnione del padre Ireneo deUa Croce, U quale nella aua Hitioria di Tritstt ao oplna *che 11 Barbl patrltll romanl, paaaatl con le colonle * In quelle dtte, al traafertseero pol a Venezia, et awa " lore quests aua oppinlono con l'apportare rarll marml *et lnacrlttlonl che anche dl preaente al redono In 'quelle parti, (coal II Cappsllakj, CamfidogUo vomto, 15 ma. neUa Blbl. Marclana dl VenexU, vol. I, Fam. Bar**; a not non fu dato dl consultare 1'opera del padre Delia Croce). Concordando 1 cronlatl nell'aaaegnare la cltti dl Parma, quale lnogo dl origlne, ala al Barbo che al Barbolanl, al preeenta probabUe l'antica derirazione del 30 la famlglla Barbo da quest* ultima caaata. S cl pare rogiooerole la Ipotesi dello Stefan! (loc. dt.), 11 quale vorrebbe apiegare la origlne di tall cognorai con l'uto, non comune nel medioevo, dl portare la barba, da cul traise origlne II nome dl altre famigUe veaeaiane » I Barbaromana, i Barbaf«lla etc. I documentl plu antichl, 35 aoti alio Stefanl, rlcordantl peraonaggl dl tal nome (del prlml decennl del aecolo XIII) reeano le due forme Barba e Barbo. t certo, comunque, che la pretesa origlne dal romani Aenobarbi, dl cul parla I'A., non ba altro fon damento che la amanla del aecolo del claaatcismo, dl 40 collegare le origin! dl clttl e dl famlglle con la atoria romana (rodl BtntCKauurr, La dvilth dot Rineucimtmio in Italia, P, p. 314). 1 Nato da Nlcolo Barbo itBianco, Giovanni ii Pro curator* fu frateUo dell'avo paterno dl Paolo II; quest! 4* donava nel 1453, easendo ancor cardinale, 50 ducatl a " ser Polo Barbo de miser Andrea fo del Procurator , promeaslgll per aecaaare la sorella Bianca (spoaata ad Albano Sagredo nel 1451, cf. Arch. Vbh., MatHmoni dei ncMU vntti, c. ao8a), come appare dal cod. Vatic 5° lot. jS»St taac. 3*, c. 33. Ser Glorannl reggeva II do gado nel 1379, quando U doge Andrea Contarlnl avera aaaunto U comaado dell'armata contro I Genoveal; da codesto anno In pot, 1 documentl della atorin veneilana reglatrano apeaso 11 nome dl tut, cblamato a coprlre altl 5; ufficl In pace ed In guerra, fins al 1415, anno in cul depose il Procuratorato di San Marco. 1 DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 7 copias persaepe diffregerit et ex duro ancipitique certamine victor evaserit*. Pari laude ac splendore se habuit in aliis bellicis rebus, quibus ex senatus consuito praefici contingebat Item et in urbanis actionibus et magistratibus ita virtus ehia praestans sem per enituit, ut omnium opinione, ac totius populi senatusque consensu,' Francisco Fo'scaro in 5 principatu praepositus fuisset, nisi susceptam dudum beati Marci procurationem senex iam deseruisset, indignum ratus, ipsum Franciscum contra leges patrias moremque vestustum fuisee deputatum Thommae duci coadiutorem, et ante Thommae veneti ducis obitum mors eundem Iohannem occupasset*. Verum silentio non est omittendum, quod imperator con stantinopolitanus, qui superioribus Barborum proavis vicinior fuit, pro eiua familiae virtute 10 ac magnificis gestis aurea linea ex transverso albi leonis ad perpetuum familiae decus in eorum insignibus deferenda Barbos donavit qui, ut praefati sumus, ex Aenobarbis, corrupto ciutT., 6 vocabulo, Barborum cognomentum acceperunt, quod Venetiis ac per omnem Italiae Oram percelebre atque honoratissimum viget. Sunt etiam, qui aiunt, hanc familiam prodisse a Germanis, et viria quidem dignis atque ingenuis, qui Venetias profecti, virtute ac rebus in cam 15 rempublicam ab eis bene gestis, in sanatorium ordinem a senatu veneto adscripti adnu meratique sunt, perseverasseque iugiter eos Venetiis summa' cum laude ac dignitate. Ad dunt quoque id maxime ad hanc eorum opinionem, quod in ea Germaniae regione non igno bile oppidum extat, Barbum appellatum, cuius quidem dominus divum Fridericum impera torem Romam coraitatus est ipsius Pauli pontificatu et ab ipso Caesare ex equestri ordine in Q. : A.: 7. rcnetl aggismto not margin* dalla siesta i. autem] etlam — 3. actionibus et] factlonlbua ac — 6. patrlaa] B. : 1. autem] etUm — 3. et] ac — 5-8. nisi tie. occupasaet] nlal ante obitum tuperioria duels morsloan 1 nem Barbum eundem confectum senJo occupasaet — 16-p. 7a, 1. a. Addunt tic. eflfectua manca — 19. 5 ordine] equeetrla Scrlre 11 Platlna (Hist. Idanimaaa, lib. IV, In « town frocmrator quamdo si /ari, e tuttl U prometeTa, AX. II. SS., XX, 789), a proposlto della guerra com- 'dlcendo mo» namcka *Jm» froasraior cotlmi trocar*. battuta da Venesia, in soccorso del Mantovanl. contro * Undo fato ben la soa procura ando a la slgnoria e foze Gian Galearzo Vlaconti nel 1397, come Glorannl Bar- * meter una parte, che aer Zuan Barbo procurator per 40 10 bo, "vlr ea tempeatate insignia, fosse preposto alia * la gran eta havia, voleva refudar la procuratia; perho flotta che mlse In rotta 1 Milaneal presso Borgoforte. " 11 primo gran conaelo aia deto uno procurator, In loco II Sanudo (VUo, eoL 812 a) esalta la vittoria ottenuta da « iuo, con queato, II Barbo In vita sua habbl la mlti dll lui, capltano dell'armata sul Po, aopra 1 Ferrareal (otto- * aalario e 11 ducatl 30 per fito dl la caxa, et poi la bre 1404), dopo la quale Nlcol6 d'Este fu coatretto ad * morta aia soni le campane come procurator. Et preaa 45 abbandonare la causa del Carraresl (Litta, loc. cit, Sa- * la dlta parte, a dl 17 saner 1415 fu fato procurator U iruoo, of. dt., 8ao c, 829 b). E da ritenere che 11 noatro ditto ser Francesco Foscarl, qual vene dopo; e non A. confonda qui il duca Fillppo Maria con Gian Ga- « fu balotato, et rimaae. E conaelo fu fato In aala nuova, leaxxo, ae si considerano gll aonl, rlferltl nella nota pre tore. « fono 991 a conaelo, si che fo procurator coxnpagno dl cedente, della attlviti politlca dl Giovanni 11 Procura- *ser AWIae Loredan. Queato aer Francesco Foscarl fo 50 , et in loco dl sto doxe * Gil storicl e i cronlsti dl Veneaia, da nol con- « lul fo fato; erra dl la contra dl aan Simton propheta„. sultati, nulla dlcono al proposlto dl queato ufBcio dl Q fatto narrato dal Sanuto e confermato dalle Hisioria* Francesco Foscarl, che avrebbe preluao al suo dogato. « dl aer Nlcol6, havla annl 4a Vintto* del Vlaneilo ; cf. Cornaro, Bed. V**., dec XIII, Invece, reca luce sulle circostanze della dimlsaione del parte I, pp. 340, 388 sg. Barbo dal proeuratorato dl san Marco e su auol rap . «» 55 * Le memorle del rapport! dl quests famlglla con portt col Foscari, 11 paaso aeguente delle Vito dH Dogi l'Irapero d'Orlcnte riaalgono al 1216, nel quale anno era dl M. Sanuto {cod. Marc. Itat. VII, 800, c. 437 d), che bailo veneaiano a Negroponte Pietro Barbo (Footot r« manca nell'edizione dl A, L. Muratorl: "E da saper che rum amstriacarmm, parte Q, vol. XIH, 1856, pp. 175, x8o). " aer Francesco Foscarl di eta zovene, ma molto bono- Un Baldovlno B. trovasi fra i testimoni ad un atto ro- 60 rate in quests terra et havea di primI gradl de la terra, gato In Costantlnopoli nel u6o (Ldbri cemmtmoriali di •et uno aer Zuan Barbo procurator era suo grande Voatna, I, p. at). In altro documento del 1300 circa • amico e spesao 1'andava easo Foscarl a vlsltarlo; et {JLibri cit., I, p. ij) h ricordato Pantaleone B., realdente "intesa la sua opplnlon dl voter refudar la procuratia, a Canea; qulvl, nell'iaola, rlaledevano vari peraonaggl • II diase non la rcfudaiao se prima el non ge jarlaaac della casata del Barbo nel 1364, e furono colnvoitl nella f,; • perche el farla meter una parte a auo proposlto1 et lui insurrexione dl Candla contro il dominio venezlano, nv 'contanto. El qual Foscarl ando dlcendo tuttl (sic) /*- vcnuta In codcsto anno (£&r/dt., Ill, p. 33). Rlcordla 72 MICHAELIS CANENSII 1 4 qvi*., ? t. 5 » Quia., » medio pontis sancti Angeli cum plerisque aliis nobilissimiB dominis effectus '. Sed cum huius opinionis certua auctor non habeatur, in ea nos immorandum non' fore iudicavimus; praeser tim cum ilia, quae supra recensuimus, scriptorum auctoritate ac certis monumentis veriora esse probentur. Extat insuper Venetiis iuxta templum beatorum Iohannis et Pauli percelebris vicus ab ea Barborum familia Barbaria nuncupatua, qui ad nostram uaque aetatem dignis ac 5 nobilibua incolitur familiis*. Eius autem Barborum familiae mulli honores, maximi quoque magistrate enarrantur, multae atque in difficillirais rebus amplissimae victoriae in vasto man partae sunt, nec minus terrestri certamine, quemadmodum Venetiis multa et insignia mo numenta passim1 testantur. Multi quoque post superiorem Iohannem Barbum ex ea gente sub secuti sunt, bello paceque insignes. Verum quia divi pontificis Pauli vitam moresque, non 10 Barborum genealogiam hie contexere nobis in animo est, pauca quaedam de ipsius parentibus breviter attingemus; dehinc nostrum de ipso Paulo institutum felicibuB auspiciis prosequemur. Nicolaus igitur Barbus*, qui postremo ab huius familiae optimatibus genirus est, tanta morum honestate, tot tantisque virturum muneribus claruit, ut saepe censoriam potestatem ac decemviratus officium acceperit, atque insuper exercitus veneti apud Veronam proconsul 15 extiterit, in quo quidem magistratu tantum gratiae apud milites et auctoritatis in senatu sibi vindicavit, ut quod inter mortales difficillimum eBt, ab inferioribus plurimum amaretur et a coaequalibus absque invidia honoraretur. Is quinque liberos, mares tres, Paulum.' Petrum et Ioannem, foeminas vero duas * procreat ex coniuge Polixena Condulmaria, matrona Q. : 4. beatorum] sanctorum — 6. autem Barborum] insuper — 8. terreatri] in terrestri — 10. Insignes] riri insignes — n. ipsius] Ullus — 16. senatu] uniTcrso senatu B. : a. non habeatur] non habeatur, nec satis probabiles eluceant coniecturae — 3. rerlora] vera — 4-6. Extat tic. famlUU manca — 16. senatu] unlverso senatu — 19. focralnaa veroj ac feroinas 5 mo, finaJmente, come Nic©16 O., * 11 Blanco m fosse bailo Toneto e anibasciatore del Doge In Nicosia, nel 1397 {Libri cit„ III, p. 348) ; ma nulla sappiamo dl piu strette 1 relazlonl del Barbo con la cortc di Biaanzio, cul sembra alludere l'A. con la parola * vlclnlor m ne cl e noto II 10 norae deU'imperatore chc avrebbe concessa alia cosplcua famiglia Tenezlana la distinzione dl cut si parla, e Intorno alia quale nestuna notlzla offrc I'opera del Uarbaro sugli Stemmi Ventriani, nell'Archlvio dl Stato in Venczia. B superfluo osservare, come la supposta origine 15 gcrmaniea del cognome e della famiglia Barbo sla da relegare nel domini! della fantasia, insieme alia pretesa digccndenzA dagll antlchl Enobarbi, di cul abbiarno toe cato nelle note precedenti. Non, h del resto, iraproba bile la somigliansa fra 11 nome della casata venezlana e ao quello dl qualche famiglia o luogo germanlcl, data I'ana logia della voce "barba, nelle due linguc. * E la via, che si distende tra te parrocchle dl saato Stefano della Vlgna e del santl Gloraanl e Paolo, e porta tuttora 11 nome di Barbaria; ma ben dlvcrsn da quella che afferma l'A. b I'origine dl cssa. La strada ebbe 11 nome (che fu nell'uso sin dal secolo Xtll) dal i'Artc del barblcri. I quail vl ebbero la lor sedc prlncipale; 11 signlficato di tal nome era pcrd sconosctuto ai Vene zlaal del Quattrocento, senza che cut lo attribuissero ,t,o tuttarla alia famiglia del Barbo (vedl Monticolo, Ca filtlari Jtlle Arti Vtmtiant, nel Fonii ptr la SUria P Italia pubbllcatl dall'Istituto storlco Itallano, vol. tl, 1 90S, p. i.xx sg. e p. 430). La tradlzlone raccolta dal Canenai era probabilmente fondata sul fatto che 1 Barbo j- ebbero lor dlmore " a San Polo „ sin dal principio del secolo XIV (Libri Ctmmemoriali, I, 68); bench* si abbla notixla di personaggl dl qnesta casata, In tempi aocor pin remoti, chc abitarono altrove, nella parrocchia di san Pantalone (vedl Corner, Ecclttiae Vnutat, tomo I1 p. 367: Iacopo Barbo cede nel magglo 1122 alia chiesa 4° suddetta il possesso della meta " unius laci..,. secun * dum quod ab auctorlbus et proauctoribus meis .... * posseasa et retenta fult „). I parentl di Paolo II, pol, abitavano nella parrocchia dl san Giovanni In Bragola, c quivi chiamasi tuttora Corlt J»l Pa/a II luogo dove 45 nacque il ponteficc (vedi G. Tassjxi, Curiotith V*ntria*t, 4" ediz., Venezia 1887, p. 61 sg. e 536). ' Nicolo figlio di ser Paolo Barbo ; su lul vedl il Litta, Famiglia Barbo, tav. IV. Eletto del sei consi* glieri durante la vacanza della sede ducalc nel 1400, Nl- 5° col6 tenne In segulto numerosl ufficl per la RepubMica, e per i papi Gregorlo XII, suo zio, e Martino V ; l'ultirao ufficio fu la podeataria dl Marano nel 1419, sccondo 11 genealoglsta del Litta, il quale affenna ch'egli raorl •poeo dopo Per certo, egll non vlveva plik alia fine 55 del 1434: il i* dicembre di codest'anno la sua vedova presentava il primogenito Paolo per rammlsslone al Maggior Conslglio (Arch. Van., Holla aVoro, c. 14a). Del provveditorato dl ser Nicolo al carapo preaso Ve rona non conosclamo altre notlxle; si puo supporre che 60 csao appartenga al tempo della gucrra per I'abbattimento della signoria Scallgera, nel 1405. 4 Ellsabetta e Nicolosa; ambedue ebbero a godere largainente l'aflfettuoM. protezlone del fratcllo, cardlnaie c poi papa. Ellsabetta andava sposa (Arch. Vkn., Av 65 vogaria, Mairim. dei nebili vtaeti, c, 361 a) nel 1 438 a Nlcolo del q. Scr Tomaso Zcno ; dei figli natl da quetto inarrlmonio conosclamo soltanto Battista, che dlrcnnc DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 73 vitaeque sanctimonia [praestantissima; ea fuit ex equestri ordine orta et Eugenii IV pontificis maxirai germana '. Sed Paulus * eonim primo genitus usque cardlnale e di cul d dlri pid. tnnanxi. Nicold Zeno tc nen in affitto, verso 11 canone annuo dt 300 ducati, dal cognrtto cardlnale la rlcca abbazia dl aant'Andrea di Carrara, diocesi dl Padova, della qoalc il cardlnale Barbo 5 era coinmendatarlo perpetuo (cf. cod. Vatic, lot. 7*Sj, fasc. 4*, c. 17; Arch. Vaw,, Procuraiori di Sam Marco; Mutt, buata 306, pergaroena n. 3); egll trovavasl In Corte dl Roma al prlnelplo del pontificate dl Paolo II (Arch. Rom., Sftnditor* di Palatxo, 146*46, c. 1 a), e to qulvi morlva veno la meta del glugno 1465 (Sftndi tor* di PaJaoto dt, e. Soa : a dl 18 glugno (1465), nota di speae per aeppcHlre "to eorpo del cogna de nostro "signor,; cf. la letters dell'Amroanati, del 23 glugno 1468, In Jacohi Piccolomimei Efistolao, c. 1450). Rl 15 masta vedova, Eliaabetta riceveva, inaleme alia so rella Nicoloaa, coapicui assegai aulle rendlte ipettantl ai fratello pontellcc nel Dominio venexiano, amniini strate dall'abato dl San Gregorlo In Venesla, Bartolomeo (cf. Arch. Rom., fmtroitut it cnitat1467-68, c 36 b ; Bed. Vtnetat, tomo XIV, p. 411 ig.; Arch. Vat., Intr. et Emitut n. 481, c 177 a). L'attaccaraento dl quest* gentildonna ai potentieslmo fratello splega com'ella risnltaaae la plu comprometaa fra 1 suol con giunti, allorquando 11 governo venezlano procedctte, nel 35 febbraio del 1471, contro I Barbo perch* riferirano a Roma i aagreti di State; Eliaabetta venae ealliata a Capo d'litrla (Maukrro, Atmaii Vauti, In Arck. Stor. ltd,, tomo VII, parte I, p. 601). E noterole, a quest proposito, la acrlttura che precede la copla del teata 30 mento del fratello dl lei, Paolo, (aell'ARCH. Vbn., Pro emratori di Sam Marco dt ct'tra, tottamomti, n. 331) In esaa, la Zeno difende se atesaa c il proprio conglunto cardinal* Marco Barbo, che era atteso fra poco dl r- torno dalla sua legaalone In Ungberla (durata dalle prl 35 mavera del 1472 all'autenno del 1474, cf. Pastor, IP, 408), contro certa " novlti cbe a mi ha fato U Comu nl, a ano Signoria et a ml fioletl, [la quale] per certo 'molto a S. S-rU rev."* dltpLacera, perch* tal noviU •per colori (sic) a ml fate per certo vilipends ' rev.m0 Cardinal w. Ad Eliaabetta, come appare scritturu saddctta, aveva il papa Barbo effidato intera taente U governo della " famela de mlaser Paolo 9 In se guito alia mode del fratello prediletto; nonche la tu teia del figli nati dal primo matrimonlo dell'altra ao 4S rella, Nicoloaa (cf. U breve papale del 1" dlcembre 1470, in Arch. Vatic, Brtvia, tomo 13, c. 44 ag.). Dopo 11 pontificate di Paolo II, la Zeno ricompare nclla citta pa (ct Forccla, fieri*., tomo VI, p. 47, e correggi il QuiRim, Vita tt Vindida*, p. xxxv, 11 quale attribulva a Paolo II la erezlone del aepolcro). Dell'altra aorella, Nicoloaa (il cul noma non figure nclla atori.i di Vcnexla) dlrcrao solo che fu moglle, pri ma dl Lorenzo di aer Tomaso Mlchlel {Matrimaai dei moo. tw»., clt, c. 103 b, anno 1443), 11 quale morlra nel glugno del 1459 (cf. la lettera dell'arclTetcoTO Vallareaio al cardlnale Barbo, In cod. Vat. Barbtr. lot. 1809, p. 403), lasctendo 11 figlio Giovanni, che aari pol elevate alia porpora da Paolo II, e una achiera dl flgllole che venl vano educate In varl monaster! del Veneto (vedl cod. vatic, lot. 7»$5 *»*c ultn c, a) a cura e speae del cardlnale cognate, 11 quale avera altresi larglto al MlchleL mentre era vivo, on aategno annuo dl aoo ducati (Cod. vatic, lot. clt., fasc. 40 , c. 6). Nicoloaa paaad ben presto, verao il 1461, a nuove nosse, con Giovanni quond. Andrea Bra gadln {Matrimcui clt, c. 33 b; cf. Cod. vatic lot, clt., fasc. ult., c. a), reetando nuovamente vedova pochi anni ap presao, come appare da un breve dl Paolo II dei 17 lu gUo 1469, in cul concedeva dl eleggerai un confeatore con UUmltata facolti, e di tcnere un altare in caaa, alle aorelle Eliaabetta Zeno e Nicoloaa * relict* quondam lo 1 " hannia Bragadino vidua , (Rtgtsti Vatic 33a, foL 24 a). Dl questa iUustre gentildonna, nlpote di Grego rlo XII aoreUa dl Eugenio IV e madre di Paolo H, acrlase U CapeUarl (cod. Marciamo at, loc. cit) che * mort in * Roma e fu sepalta in una cappeUa del Vaticano con " degna lscrittlone,; nel Lltte Qoc dt) ai aggiunge l'anno della morte, 1467. Ma 11 non avere trovato menzlo ne alcuna dl lei nel documentl relatlvi al pontificate di 90 Paolo II, dove aasal spesso rlcorrono nomi di parenti del papa visauti in Corte di Roma, e la maacanaa di notUle aul aepolcro, ci fanno dubitare che 1 due genealoglstl, eu cltatl, abbiano acamblato Polissena con la figlla dl lei Eliaabetta, almen per quanto riguarda la sepoltura (cf. 95 la nota precedente). Dobbiamo per& oaaervare, che nel roglti noterill di codest'epoca, neil'Archirlo dl State Venesiano, manca il testaraento della Condulmer-Barbo 11 che pud signifkare ch'eUa mori intoatata, o che finl t. j» 65 70 75 la vita lontano dalla patria. — I documentl Vatican! (/«- too troitas ci Exitu* della Camera apoatollca, n. 400, c. 14 s) atteatano, lnvece, della presenza dl Polissena in Corte papule a Flrenie, a tempo dl Eugenio IV: 11 17 febbraio 1436 al pagavano duecento ducati d'oro * pro expenela * domlnc Pollscene, aororia domlni noatri pape, pro re- ioj * cedendo de Florentia et eundo veraua Venetuu pale, nella quale rlvcva suo figlio, il cardlnale Battlita Zeno; nd glugno del 1478 ie veniva pagato, ani fondl de jC atlnati alia lotta contro 1 Torch1, un aascgno menalle dl Jo ducati • iuxta ordlnationem per D. N. Papam nuper « factam , (Arch. Rom., Defotiteria generdc dalla Cro eiata, r476-8s, c. 13 b). Tale assegno trovlamo rinnovato 11 meae seguente (loc. dt., c. 16 b) e non oltre: cl6 laaeia jj eupporre che la Zeno vcnlaae In eodeato tempo a mo rire. Vero e che la aua laerkdone sepolcrale, nggl acora paraa, nella aagreatia dl San Pletro In Vaticano, recava In fondo la data /4S0; ma questa pud easere la data del l*anno, In cul la pleta del figlio le ereaae 11 monumento Forte fu allora, che venne condotto dalla madre a papa Eu genio U futuro pontefice Paolo II. * Fu queati il piu celcbre, dopo il pontefice Pao lo II, fra 1 personaggl di cas* Barbo. Molt! •critteri 110 parlano della sua fame come uomo dl state e come let terato, e degli importantiaslml servlgl ch'egll rese alia sua Repubblica, In cul ebbe a aoatenere I pin alti e de Ucati ufficl; vedi speclalmente Aqostini, Scritt. Vinitt., I» P-355 »gg-t CicoosfA, Itcritt. Votutt. IH, p. 487, V, 115 p. 27a sgg., Litta, Fam. Barbo, tar. IV (qulvl sono In dicate aleune sue oraxloni, dalle quail convien togllere in morte di B. 74 MICHAELIS CAXENSII adeo litteris ac paterna virtute excelluit, ut multos urbis magistrates multasquc legationes magna cum laude obierit, atque ob id militaribus insignibus ab excellentiaaimo Gallorum Q.: i. multasque] dlgnasque — a. Gallorum] Galliarum B.: i. roultuqae] dlgnasque — a-p. 75, I. 1. ab otc. rege Bubo, vissuto la anal meno del Condottlerr bergama sco), Romaxxm, Sforia doc di Vtnttia, IV, pp. 279, 286, 5 31a, Idbri Comm. di Vonosia, V, pp. 60, 67, 87, 107, tao. Qaando, U t' dlcembre 1434, Paolo Barbo renEra prescntato per rammJaatone al Maggior Conalglio, aren do comptuti 1 18 aunt (Arch. Vbn., Balta TOro, I, c 14a), egli era glA orfano dl padre c capo dalla fa 10 mlglla; delta parte ch'egii eijbe nel gorerno dl Venezla non al hanno per& notUle prima del 1449- Negll annl precedent! 11 Barbo rlase lnfattl lungamente presto lo sio Eugenlo IV, U quale gli nel 1433 arera atscgnato "Paulo et Petro Barbo de Veneclls, domlcellia Castei 15 'lane dlocetla, oepotlbua nostrls* una parte del feudo dl Ragogna nella dloceal dl Aqutleia (/?«/. Vatic, 371, c. 196 a); nel rcgiatri della Camera Apostoltca dal 1436 al 1443, occorre frequente 11 noma dl Paolo Barbo, per •oTTsnxlonl o per rlaarciinento dl apeae da lul sostenuto ao per affiui della santa Sede (Imtroitms tt Bmtut, «. jpp, c 66a; ». 40J, ec. 10a A, 134 b; n. 404, c. 57 a; u. 408, c. 115 a), e da codeste note appare che 11 Papa inslgnl U nlpote della dlguita equeatre rerao U princlplo del 1439. Del serrlgi preatatl dal Barbo alio alo ponteftce nel a$ tempo che queatl era stretto da emlei moltl in Italia, ed eaule da Roma, non troraal piu di an rago acoenno negll acrlttorl (Litta, Aoostuu, locc. citt), i quail al rlferirono, crediamo, ad un fraae del diacorso di obbe dienza degli ambnsciatorl veneziani al nuoro papa Pao 30 lo II, che cltlamo plo innanzl. Notevoli ragguagll of frono, inrece, au 1'opera dl meaaer Paolo quale uomo d'arml due eplatole dl Nlcol6 Barbo (un letterato della lllustre caaata renesiana, congiunto di Paolo) che atanno nel cod. Afarciamo lot. XtV, *J6, cc 36-39 0 60 sg. Sella 35 prima (»crltt» da Venezla 11 30 giugno 1441), Nlcoli al congratula col caraliere per cssere queatl partito "in ' castra Romana, " hocque tibl ex roto et ex dlu « tino deslderio succesalaae , ; al rallegra • preeertlm quo * nlam cum ab alila deaperata ret eaaet, tibl ego non 40 "unit aed pluribua mdi littori• ilgnlficarl te in tantlt "procellia ac fluctlbui benlgno aliquo eluadem fortune * afflatu in quandam non contemnendam tranqulllita "tero posae aliquando devenire,; e gll preconlzxa, per certl aegnl da lul oaserrati, alcura rlttoria. Che coal ar 45 vealsse fa aupporre la aeconda lettera, mandate il 9 set tembre dello stesso anno ali'umanltta Teronese Jacopo Rlsxonl (che atara In codeato tempo, probabilmente, preuo la Curia a Firenze), In riapoita ad uno lcritto di Jacopo, 11 quale due aettlmane Innanzl gll avera an 50 nunciato * preatantlaslmum equltem Paulum Barbum co * raltera Albi factum fulaae et lam plurlnia dlctl conil " tarus oppida in ditionem tuam reciptsee Trattaal dl uno del moltl feudi del Colouna (la contea dl Albi, o Albe, preaao Celano nell'Abmxxo ; cf. A. Corn, He jt merit Colonntsi, Roma, 1855, pp. 168, 17a agg. 19a, 304, aia agg.i Gasooaovitro, Storia, HI', 74a, Thbijikk, Cod. M//„ Ut, 3aa agg.), tolti aUa potente famlglia, nemlca di Eugenlo, dalle arml del cardinal Legato VlteUetchi, del auo aucceaaore cardinale Scarampo e del loro gene ral!, fra 1 quail compare ora Paolo Barbo : a queafultlmo 60 concedera U pontefice Teneslano altreai U domlnio della terra, dando egli pure eaempio (Inoaaerrato ftnora) di nepotismo politico. Dell'alta fortuna, ragglunta nel tem po stesso che auo fratello comegulva la dlgniti della porpora, & memoria anche nel teatemento dl meaaer 65 Paolo (doc. di., c. aAj cf. aopra, p. 73, L 30) dor'egll ricorda la confiaca del benl dl Antonuaxo " de Albi co mltatue Zelanl „ da lul conalgllata e compluta " dum « tempore fellci* recordationis Bugenli IV arunculi mel * essem doctor exercltua et ipalua Antonutlj domlnna, ha- 70 * bena a d. Eugenlo comltatum albenaem In feudum, con " tra Imperlum meum de Albi aufugit. otc. , n domlnio del Barbo sulk contea dl Albi non durd lungaroente oltre 11 pontificate di Eugenlo IV, 11 cui aucceaaore Nlcolo V al aflVettara a relntegrare 1 Co- 75 lonna nel loro feudi. E qulndl erlalmile, che ben presto dopo la morte dl Eugenlo meaaer Paolo abbia rlposto stabile dlmora nella sua patrio, dore atteae al pubbllcl ufflcl, nonche al gorerno della famigiu, ammlniatraado anche i molU benl spettanti al frateUo cardinale nel 80 territorlo della Serenlaslma. Intorao a tale geatlone cl informa U llbro del contl reiatirl ad eaaa, dal 14 ago ato 1447 al a8 marzo 1460, scritto dl mano di Ser Paolo, che conaerraal nella Blblloteca vatI cana (Cod, vatic, lost. 7»Sj), ed h rlcco dl notlale istorno alia famlglia del $5 Barbo e a' suol rapportl col cardinale. Sul sLngolare affetto che stxinae 1 due fratelll insistera anche l'ora tore yeaeslano Zaccaria Treriaanl nel diacorao di obbe dlensa a Paolo II (pr. Mittarbxli, Pthlietk. Sancti Mi ckatlit froft Moriamum, col. 1 160) j e non fa forte ettra- 9° non la memoria del fratello defunto alia jcelta del nome fatta dal cardinale Barbo quando sail al pontlficato. Meaaer Paolo non lament! mai, per sua parte, I'attac camento al minor fratello, per 11 quale ebbe a aoppor tare 1'eslllo dl un anno dalla patrla, nel tempo che 1 Ve- 9s nezlanl erano In fiero contraato col Cardinale, a causa del Teacorado dl Padora (vedl p. 81, nota a); e nella aua ultima Tolonti, egli dlchiarara 11 cardinale Pietro Barbo quale principale fidecommlsaarlo, con ampllaslma auto rlti dl dUporre e ordlnare aenaa 11 consenso degli aitri 100 eaecutori testameatari (Ajicm. Vcn., Doc. cii., 14 novem bre 146a). Nel aegulto delle llluitraxlonl a questa Vita direroo della larga protexlone, che Paolo II accordd alia discendenxa del fratello dopo la morte dl lul: la quale dore eegulre nello ateaao meae in cui fu rogato 11 te- 10s stamento, ae 11 4 dlcembre da Zarn, I'.ircivescoro Val laresso lnrlara al cardinal Barbo una conaolatorta per la perdlta dell'uomo lnalgne (redlla nel cod. Vatic. Barbrr. /at. 1809, p. 546 sg.; e correggl U Litta, loc. cit., che pone la morte dl Paolo Barbo al princlplo del no 1463, e U Corxaro, Beet. Vom., tomo VI, p. a6a, che lo suppone deceduto prima del 1458). o DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 75 rege donatus fuerit '. Demum vero deatinatua a aenatu summa cum omnium ape ad compo nendum bellum, quod tunc etiam gerebatur adveraua Franciscum Sfortiam ducem Mediola nensium, maximeque attriverat Venetorum opes, difficultatibus ac molestiis cunctis exupe ratia, tanturn facundiae ac sapientiae ostendit apud principem ilium, Venetorum aemulum atque acrem inimicum, ut ipaum in eius aententiam attraxerit, bellum atrox amoverit ac diu turnam pacem inter aenatum venetum ducemque Mediolanensium compoauerit. Ex qua qui dem re tantum splendoria et gloriae aibi apud inclytum ilium populum acceasit, ut omnibus quam gratissimua semper extiterit et apud ipaoa aenatua principea magnus ac praeclarus ha bitus ait *. Verum ne plura de eo scribentes, eo prolixitatis incidamus, unde nos Q.: 3. cunctis] turn ilium] Vi — 7. Inclv B.: j-3. ad 5- aerem manca; atrox 1 S 1 —6. Mediolanensium] mediolanentern — 7. incijtum ilium] Gil I' Agostlnl {Scritiori VinUiant, L, 329) rileri i'crrore deil'A.,che attribultce al re dl Francla Lulgl XI il confcrimento delia dignita cquestre a Paolo Barbo, 11 quale 1'arera conscguita da molt! annl (cf. nota precc dente) quando al reco, nel 1461, alia corte francese, am 10 baaciatore della Repubblica lnaieme a Bernardo Giustla ni, ch'era capo della legszlone. Dl queata important!! mitaioae, la quale dovera readere edotto il goserno tc nezUoo tulle Idee e 1 propoaitl del auoro tovrano di Francia rlguardo alia politica Itallana e alia lotte con 5 tro 1 Turchi, ha trattato duTusaraente 11 Perrat, HUtoirt d*s rtlatiomt d» la Frame* avtc V*nke, Paria, 1896, roU I, —9. eo] ipso Vitt, col. 1171); il 39 dello itesso mesegii acrlrera il Val Uresso da Zaru, rallegrandotl . . . . 'qaod sospea gratia " Del ex legatlone Gallics redieria, In qua etiam precln 'rissime te gess!ttl, ut ex tua orations ad regem Gallia * rum decore habits latlua patet (cf. Litta, loc. clt), et * quod atatlm patrlam ea regreitua, munus adTocatorlum * obierit, quod est in clrltete nostra ornatiaslmum et 5° * honorlficam , (cod. cit., p. 530). Questo ufficlo di av :ogadore, coperto da meascr Paolo dopo STere rffiutato quello di Podctta di Verona (Litta, loc clt), fu l'ultimo servigio preatato dall' inslgnc uomo alia patria : tel mesi 60 dopo II rltorao dalla Francla, egll cettaTa dl rivere (vedl p. 363 qui vogllamo aoltanto osserrare, come a torto lo atorlco francese rappretenti il Harbo quale una figura aflatto secondaria nell'ambascerla, di cut il Giu 30 ttinloni aarebbe atato il aolo roerobro autorerolc. Mea ter Paolo godera in patria dl cos} grandc autorltA quale uomo dl atato, quando ebbe l'ufficlo di qucita legaaione (cf. la nota scguente), che non pofera ormai pin toc cargll una parte inalgnlficante nella rappreaentanza del 5 auo Gorerno presto potente forestlere. La causa, che conferiva al Giujtiniani la qualita dl capo della misalli ne, h spicgata dallo stcsso Barbo nella sua soleane ora xione a Luigl XI, tenuta alia corte di Tours 1*8 dicenv bre 1461: *mos enira retus eat Scnatus noitrl publlda « minorcs, quaenmque etiam dlgnitate praedltoi ante!re, • its aetate minorUma turn yel maxime exponendarum " legationum onus Inlungere, (Auoustxni Valxrh, Do ctmiiom* adkibtnda in rdmdi* Ubris, Patarii, lac. Comlnut, 3S 1719, p. 183}. E all'autorlta e alia dottriaa del collega facera omaggio 11 Gluttlnlan, nel rlngraaiare 11 re che a lui, non ancora decorate della dlgalte equestre, con ferlva le Inaegne cavalleresche (aacbe queata oraaione, recltata a Toura il 6 gennalo 1463, fu stempata dal Co 4° mino in appendlee alia citata opera del Valier\ ibid., pp. 194, 198). I due ambasclatori, eletti dal Senate re neziano con deliberulone del »8 agitato 1461 (Pkrkkt, of. cit., I, 36$), ritardarono per oltre un mese la partenia (cf. la lettera delTarcivescovo ValUresso da Venecia, del 45 1* ottobre, che aaluta mctacr Paolo, il quale era in pro ciato di intrsprendere U riaggio ; cod. Vatic. Barber, /at. 1S09, p. 346); esal rientraroao la patria 1'S maggio 146a. Due giorni dopo, Paolo Barbo renlra nominate del Qua 6S nota precedente). * E questo 11 famoso trattato dl Lodl, che porta la data del 9 aprile 1454, tra Frsacesco Sforxs e Is Re pubblica Venetiana, dl cut era plenlpotenxlario 11 Barbo. Ottenuta la bo11a ducale delle credenxiali 0 28 raarzo (vedl Muratori, RR. II. SS., XVI, 1009), measer Paolo recaTasl prima, traststtto da frate minore, a Breacis dove a'abbocco con Frs Slmooetto da Cameriao, II note negoziatore (o 11 principals fra 1 negotiator!) della pace di Q pssso, il 31 dl marso, lntieme con Fra Slmonetto, a Crems dore confer) col duca Francesco; qulndl a Lodi, dore le trattatire al protrsssero pis giorni, finehi 1*8 dl aprile, a due ore di notte, 11 Barbo firmava « buona pace * c aanta , con 1 plenipotenaiari del Dues dl Milan (Soldo, Istoru brtsdamt, presto Muratori, XXI, coL 887 \ Sanudo, Vitt, col. 1151). Dell'opera del Barbo in tale circottanza parla a lungo Pietro Uurozzl nella sua pro lissa Oralio in mortem [0 haunts pairni ad Paul*m itcundum {cod. Marc lot. XI, go, cc. 34 a, 35 s), e la parte sostan xlale della narratJone fu rlprodotta dali'AoosriNi, loc. cit. Lo atesso mcsser Paolo ricordara, neU'atto dl tua eatrema volonti, la parte da lui avuta nel grarltaimo avrenlmento e nella guerrm precedents, con le parole se guent! t 'Item volo, quod in bello proximo contra do * minum Ducem Medlolaal ful tuasor, et nesclo an tl * more ne in futurum huic domlnio posset nocere, rel "amblttoae fecerim at status hulut domlnll 1 " retur magla, haberl super hoc per commiatarios " diligent consilium, an tenear. Et quod In quantum te * nerer, damnum et incertum habltum a subditis utrius *que, redo procurarl a seds apottolies dlspensatioaem, * cum etiam ad pacem fiendam fuertm quantum potui r, (Arch. Vtw., Dt, cit., c. 3 a). 70 75 90 76 Q«rtS., * c. 6» MICHAELIS CANENSII paulo supra profcssi suraus, res Pauli' primogeoiti, militia inclyti, ac Iohannis Barbieiua germani, viri non inferioria, ut sperabatur, splendoris et paternarum virtutum ornatissimi, si eum mors non praeoccupasset in praesenti' loco missas faciemus, ac de Petro, secundo Nicolai Barbi filio, scribere prosequemur. Petrus Barbus, qui postea Paulus secundus cognominatus est, ex patre Nicolao Barbo 5 et matre Polixena Condulmaria septimo kalendas martias anno Christi domini MCCCCXVII, Joanne XXIII pontifice majdmo, Sigismundo imperatore, quem Eugenius IV poatea Romae coronavit, ac Thomma Mocenico duce veneto, natus est; in cuius educationem nutrix ho nesta et prudens in primis adhibita est praecipuo studio ac summa diligentia. Infantulus iam turn existens tantae dilectionis et gratiae apud omnes fuit, ut pleraeque ex nobilibus 10 puellis venelis praegnantibus preces Deo votaque darent, quo filium Petro aasimilem eis pa riendum concederet Puer effectus, honestis moribua ac disciplinis mox a parentibus instru ctus est, quibus apud universos pro'pinquos ac notos ita cams atque benivolus evasit, ut cuncti mirifice gestirent paterno affectu ill! plaudere atque ad loquendum eum interpellare. Et quo niam Polixena mater eius, foemina morum honestate, vitae sanctimonia et summa religione 15 pollens, ecclesias ac pia sanctorum loca quotidianis studiis visere non intermittebat, plane factum est, ut matrem puer subsequens ad huiusmodi religionis studia traheretur. Qui robu stior corpore iirmiorque aetate iam effectus, persaepe suapte sponte adibat ecclesias, colle ctaneorum catervas puerorum secum ductitans, atque inter eos primus ipse ymagines quasdam sanctorum exiguas manibus deferebat,1 illisque tanquam eorum princeps imperitans; quod qui- 20 dem quoddam quasi certum futuri principatus praesagium iam tunc praetendere videbatur. Q.: 8. educationem] educatione — n. asalmilem] — 20~2l. quod tic videbatur] quo ipaiui captari qoeat B.: 6. septimo tic. MCCCCXVII] die. 5 ratus Florentie coronavit — 11. assimllem] — 17. huiusmodi] eiusraodl — 18-19. coUectaneornm] aiua praesagium futuri principatus . .. [lacnnit] februarli — 7-8. Eugenius tie. coronavlt] Eugenius memo neorum — 20-ai. quod tie. ridebatur] quo captarl queat M.: 10. turn] tunc ' slmllem — 17. huiusmodi] elusmodl — 18-19. collectaneorum] coecta quidem quod allud 1 Esaendo questo fratello d! Paolo II mlnore d'eta delpontefioe (l'A. non dice se mlnore anche dctle sorelle), 10 la sun naseita deve porsl dopo U 1417. II gcnealoglsta del Barbo, nel Lltta, lo colioca inrece al primo posto nella discendenza dl ser Nlcold; dl plo., gli attribuiscc tre figll : Giovanni, Andrea e Tolosia, che fu moglic di Andrea Marcello. Ma Giovanni e Andrea Darbo sono 15 rioordati, a propositi) di una pensione loro accordata dallo sio papa, in un documento del 1468 pubblicato dal Cormaro, Reel. Vtn., tomo XIV, p. 433, in cut e detto espllcltamente ch'essi erano figll dl Paolo Barbo benche mess. Paolo non abbla Jasclato un nglio dt none 10 Andreas, e debbasi qulndl redere In quest'uttlmo nome un errore di trascrlxlone del documento, Invcce dl Au gutti***. Cos) si chlamava, infatti, uno de' figlluoll dl mtfjer Paolo, doi quaji avremo ad oecupare! in segulto; e vlveva preaao la Curia papale Insieme al fratello Gio 25 vannl. — Quanto a Tolosia, cssa h detta bens! figlla dl Giovanni quond. Xlcol6 Barbo (Cicoojta, Tterit. Vtntt., II, p. 290); ma nel padre dl lei erediamo si debba ri conoscere Giovanni * 11 Procuratore „ (cf. la tavola ge neakgica In Appendice), non 11 fratello di Paolo II. In 30 fattl, Tolosia Barbo, morts nel 1462, era mogiie ad un personaggio, 11 Marcello, che per avere coperti gravi ed lmportanti uffici nella Repubblica gia fino dal 1456 (cf. la letters dell' arclvescovo M. Valiaresto nel cod. Vatic. Barb. lot. 1809, pp. 9° e 92), doveva essere in eti mstura quando perdette la moglle : 11 che fa leclto dl supporre 3$ che anche costol nascesse troppo presto, perche possla mo accettare la paternita assegnatale dal Lltta. Se poi Tolosta Barbo-Mareello fu, come supponlamo, la madre cf. di quel Gabrleile Marcello, consangulneo di Psolo II (Gaspare Veronese lo chlama, Inesattamente, suo nipote; 40 sopra, p. 1it n. 2), che rlveva a Roma sotto la pro textone del Barbo, quando questl era ancor cardlnale, la data dells naseita dl Tolosia eadrebbe necessariamente nello stesso decennio, in cut deve aver rlsto la luce il nostro Giovanni. A costul devonsl, in ogni caso, to- 45 gllerc 1 tre iigli attrlbultigli nella genealogla del Lltta. Questo fratello dl Paolo II dev*essere morto (come ap pare anche dal rlcordo che gll dedica 11 nostro A.) prima dl avere rsggiunto la maggiore eta; per eld non si trova 11 suo nome nel reglstrl della Balla d'ora (per I'ammli- 5° sione al Magglor Conilgllo, compiutl I 18 annl), non perche, secondo l'oplnlone del genealoglsta nel Lltta, egll fosse vissuto lungl da Vcnezia, presso lo xlo Eugenlo IV. Infatti, 1 reglstrl Vaticani Introitut *t Etdtus durante U pontiftcato dl Eugenlo, non fanno mat menztone dl Glo- 55 vannl, mentre vl sono frequent! (cf. p. 74, note, 11. 20 sg. e p. 78, nots i, 11. 14 sg.) i rlcordl dl spese a favore de' suol fratelll Paolo e Pletro, dimorantl presto la Curia DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 77 Pueritia igitur per honestae documenta disciplinae peracta, litterarum studiis adolescentulus traditus est, a quibua si quando eum vacare contingebat, aut optimi genitoris vestigia seque batur, aut honesti sodalis lateri adhaerena, ad ipsaa ecclesias frequentiue divertebat; uteba rurque turn praecipue Philippi' Barbarici 1 collectanei sui societate, quem ipse postea dignis 5 beneficiis ornavit. Iuventutem ingreasus, tali probitatis studio cuncta illiua spatia exegit, ut ab imbutia honestatis moribus nunquam declinasse cognitus fuerit; immo usque adeo laudabili modestia et honestate ae ipsum moderabatur et comprimebat, ut nulla vanitate seu aliis lasci viae fomentis, sicut ilia aetaa suadere consuevit, adnotatus sit. Dum vero Nicolaus Barbus optimus eiua genitor apud Veronam proconsul in exercitu veneto etiam acgrotans persevera 10 ret, ne quid perperam minusque utile reipublicae suae immoderata militum licentia commit teretur, iamque corporeis viribus imminutus esset, magna cum memoriae sinceritate ac reli gione usque ad ipsam animae exhalationem tandem obiit: quo factum est, ut rei familiari pro pensius intentue, diligentior in omnibus ac maturior efficeretur. Nam solus domum regere, cuncta domi forisque impigre disponere, omnia diligentissime riraari sedulo studio nitebatur; 15 in qua quidem re plurimum gratiae apud Paulum' germanum et Polixenam sanctLssimam geni tricem sibi vendicavit. Proinde matrem dilexit' multum et summo semper honore veneratus est; quam in multis diligenter observavit, ita quidem ut inter caetera bonitatis opera inter pellatis quadragesimae diebus, pane tanturn et aqua contentus, cum ea religiose ieiunaverit Inter cives autem et graves viros usque adeo comiter ac laudabiliter se habuit, ut praecipuam 20 omnium benivolentiam et amorem sibi vendicaverit Sed enim dum talibus se probitatis studiis ageret et avunculus eius Eugeniua Quartus pontiiex maximus pro infidelium reductione Graecorum Ferrariam profectus esset, give con A.s io. licentia] Hcenttam Q. : 7-8. nulla ttc. fomentis] nusquam per vaaltatem perque alia laeclvlae fomenta — 8. adnotatus] dlatxactus — 9. veneto etiam manca- 10. suae Immoderata ma*, a — 11-13. iamque ttc. ad Ipaam) tandem corporeia viribus immlnatos ad — ». tandem mcatca — 16. multum] plurimum — 17. quidem mamca; booltatls] pletatls — 17-18. S interpellatis] lnterpolatia B.: 3-5. utebaturque ttc. ornavit maxca — 7-8. nulla tic. foment!*, com* in — 8. adnotatus] distractus 1 a. Ipaam mamca; tandem manca — 17. quidem manca — 17-18. interpellatis] Interpollutls If.: 8. Adnotatus] diitrictus 1 In queato amico d'lnfanala del nostro poatefice, to lodato anche pli innanzl dall'A. (pp. 19 e 69 edla. Qulr.) crallimo si deva riconoscere uno del minor! poetl ve nesiaal del Quattrocento, quel PUlppo Barbarigo noto alia storia letteraria par alcunl sonetti In volgara pub bUcati da Lud. Fratx nel 1903 (cf. Giornaalt ttor. dtlla t$ Utt. ital^ XLVII, p. 45). A coatul acrlveva una lungn cpistola l'umanlsta vlcenttno Nlcolo Volpe (eta nel Cod. Vatic, lot-, S99, cc. 114-118, senaa data, ma fa scrltta fra U 1450 e II 1455); In eaaa II Volpe si rallegra con i'antico amlco per avere rtsoluto dl fugglre I pertcoll 20 del aecolo aegnendo "Christl vexUtura,, ma gll duole che 11 Barbarigo abbla nbbandonato le lettere e 1 vorsl, col quail cantava un tempo * rem cupldlneam aut hi storian rulgari carmine 9t e che il Volpe paragon* aBe poeste del toe aomml FiorenUnl. n Volpelodava altreal J5 grandemente la perizia dl Flllppo neue lettere latlne. Per i rapportl del Barbarigo con Paolo n, ricordlamo *nxitutto che un Iacopo Barbarigo viveva nella Corte papal* sotto Eugenio IV (Arcs. Vatic, Imtroitus *t BMtus »- 408, cc. 136 a, 139 a, 143 a etc) e che un suo omo nlmo (ferae la stetsa persona) era Interpetre e scudlere 30 dl Plo II (Arch. Rom., Divartor. Camoralium /464, cc. 35 b, 51 a, 65 a etc.). Quanto al compagno d* infan zla dl Paolo II, aembra che queet'oltlmo non sla stato troppo solleclto nell' innalsare Flllppo a cosplcui gradl nella Curia. Nel 1465 gll conferlva la eommenda del 35 monastero dl Santa Maria della Plev* (Comrsuus, Bed. Tore*liana*, p. 306, dove e da correggere la data 1461)) ma solo nel 1469 trovlamo la etexlone " pro Philip * po Barbarico preabltero veneto , a notaio apostollco (R*g. Vatic S43t *3: VII Id. febr., anno sexto). 40 Promosso qulndi protonotario, egll teneva ancora I'alto ufficlo nel 1480, nel quale anno erlgeva a se vlvente 1 sppolcro nella chleaa romana dl san Francesco a Rlpa (cf. Forcklla, Itcritiom, tomo IV, p. 386). Notlamo In fine, che nel regtstro della D*fo*iteria gemtrnie delta 45 Credata, 1463-64 (Aacn. Rom.) trovasl ricordato, sotto la dftta del 4 febbralo 1463, messer Fellppo Barbarigo- decano dl Feltro supponlamo sla l'amlco dl Pio II, U quale coprlva gta la cartca dl arctprete nella dlocesl dl Vicenza, quando ebbe daJ papa la eommenda, dl cut topra. 50 c t c ?» Qut»., ii MICHAELIS CANENSII e 78 sueta avunculi pietate, seu altissimo Dei consilio, in earn urbem ab eo accirus eat 1 ; ubi mox habitu immutatus clericalique caractere accepto, se per omnia virum graviorem exibuit Et quo literarum studiis et clericorum institutis perfectius imbueretur, ei sunt adhibiti viri doc trina virtuteque omni probatiaaimi *, inter quoa fuere inprimis Antoninus de Aglia 5 florentinus, Q.; 4. Aglia] AliU B. : 4-p. 79, 1. 3. Inter etc. ordlnarlt manca 1 L'A. confonde la successions delle varle scdl delta Curia papale dopo la fuga dl Eugenlo IV da Roraa 5 a Firense (1434) 1 U pontefice partiva da Firense U 18 aprl le 1436 per recaral a Bologna, dove rlmaae also alia fine del 1437 ; net febbralo dell'aaao eeguente era a Ferrara, donde torn6 nel 1439 a Flreaae. E dunque da rltenere che a Flrenie, non a Ferrara, fo«se chlamato d&llo zlo 10 papa U glorlnetto Pletro Barbo, che nel '34 complera appena 17 anal; intatti, 1 regtetxi della Camera Apoeto llca durante U togglorno dl Ferrara, nel quail figure peaso II nome del Barbo per ovTenzlonl diverse (Arch. Vatic, Imtraita* et Beites, *. 40», ce. 134 a (17 marxo '5 1438), 135B, 148a; m. 404, c. 55 b; m, 406, c. 119 a), questl e aln dal prlndplo designate col tltolo dl protonotario apottollco, dignita ottenuta a Bologna, come narra plu lnnanzl l'A., quando egll ateva gU da tempo prcsso la Curia. Prima del 1438 cl mancano, del reato, attesta ]o xloni documentate del farore accordato da papa Eugenlo al nlpotc Pietro (ae ne togU l'assegno sal feudo dl Ran gona, In comune col fratello Paolo, cf. sopra, p. 74, note, 3 *gg*) t polche non e certamente U futuro Paolo II quel Pletro Barbo che del 1433 reggeTa l'ospedale dl »5 Santo Spirlto in Saxla a Roma, come at e creduto fin qui (cf. Pastor, II», p. 338). Coatuiera atato eleTato gia nel febbralo del 1431, essendo prete della dloceai di Ca atello, a tale ufficlo da Eugenlo IV {Reg. Vatic. 371, c 43), 11 quale rlcereva da lul la spontanea (?) rlnuncla 3° all* importante carlca e lo compensava col prlorato del monaatero dl aan Glullano (dloceai dl Verona) ndl'ot tobre del '33 (Reg. Vatic. 37*, c. 318 a nuora numera alone); codeate date, confrontate con quelle della naacita del noatro Pletro e del auo lngresso nella mlllsia clcri 3S cale possono bastarc a disslpare I'equiroco. Quel Pletro Barbo, rettore dl Santo Spirlto in Saxla, sari da Iden tlficare con Pletro di Marco Barbo,11 quale era fin dal 1430 abbate dl San Zeno a Verona e fn pl6 tardt Inutilraente propoato dal Senate Venezlano per le dloceai dl Trevlso AO e di FadoTm (cf. Lxtta, Famigtia Barbo, tar. I). Egll non era congtunto dl Eugenlo IV; dl fatto, oei due brevl aopra cltati, che a lul al rlferlacono, non al trora la " ceptores, nec tamen ob actatern admodum profecit, quoi 55 " omnea praeter Rldonem, dnm pontlfexjeseet, dlgnltate •et facultatfbus honestiores reddidit, ostendens per eos •non stetiase, quo minus doctlor eraderet,. L'umanl sta Teronese Jacopo Rlsaonl (cf. su di lul A. Ssoajuzzi, in Giorm. star, d. hit. itaJ., XLHI, p. 45), dl cul tace U 60 Cancnsi, sarebbe, adunque, »tato 11 prtmo maestro di let teratura del Barbo; per6 1« enpresaione * Ucet lam adul • tua . (11 Barbo non avers ancor 13 annl quando auo xlo dirento papa), fa aupporre che il Barbo abbando naase gll affari per gll atudt letterari aolo qualche anno 65 dopo la creazione dl Eugenio IV. Che 11 Rlsaonl vl vease e insegnasse a Veneaia, non conata; aappiamo inrece ch'egll Tlsse a Firense (una sua lettera a Clrlaco d'Ancona, data en Floremtia,fridie mom. madij, in un co dice dl Volterra, h regiatrata dal Mazzatikti, Imvemtari, 70 II, sal ; forse e la stessa, di cul riporte an brano il Menus, Trover*. RfUt., I, p. xxvn). Qulvi rlsac lun gamente 11 Barbo nel tempo che rl rlsiede la Curia aotto jiapa Eugenlo; e presso la Curia a Firenxe stava II Rixxo nt per lo raeno dal 1441, come al deduce daila lettera che 75 a lul scriveva da Vcnezla, nel scttembre dl codesto anno, Nlcolo Barbo (cf. p. 74, 1. 3a) pregaadolo di raccoman darlo «rer."» domino mco d. Cardinaii „ che sarebbe ap punto 11 noatro Pletro (cod. Marc. lot. XIV, »56, c.6ia). Dal aettembre del 1458 in pol trovlamo il nome del Riz- 80 aonl fra 1 redattorl degU attl della CanceUerla papal (cf. Reg. Vatic. *. 31J, ce, 47, 171, 333 ecc); ae quarto ufficlo egll doTcsae alia gratitudine del auo anttco dlace polo, allora cardinal*, non aappiamo. Risulte inrece dal documeotl, che sotto Paolo II il Rlsaonl teneva l'eaatto- 85 ria delle tease delta Abbreriatorla de parco madori (Arch. Vatic, Divert. Camer., tomo 33, c. 161 B); e che questo papa concedera nel quarto anno del suo poatlficato * dl • rlatorl et famillari nostra • leeto Alio Jacobo de Rlzonlbus clerlco reronensl abbre di contlnuaro ad eserci- 90 tar l'ufBdo * la Caacellerla apostolica de comtuetu nun qualifies dl * conaanguineui ac nepoa pape „ coetente menfa aggiunta, negU attl pontlflci, al nome dl Pletro 45 di NleolA Barbo. * Secondo U racconto del Platlna (Vita*, p. 396), Pletro Barbo era la proctnto dl lmbarcaral per tram care In Oriento, quando l'annunclo della eleaione d! Eu genlo IV (febbralo 1431) lo lnduase a rimanere in pa 50 tela e prepararsi eon gll atudt alia carrlera ecclealastlca, a cul lo destiaara lo do pontefice t "Uteris, licet lam * adultus esset, operam dedlt, — eogglunge U Platlna — * praeceptor* uaua Jacobo RlclonJo, qui dlllgentlam ho « minis in re laudare conauererat. Habuit et alios Prae • cupatura , anche dopo che arra ceduta o renduta la sua carlca dl acrlttore e abbrevlatore de /area matori, arendo egll gli eaercitato * per aorem annos vcl circa , i'uffielo de ceemietu(Reg. Vatic. S*T, c 130 ») Sfortuna- 95 ta eaiatenxa fu la sua, ae a lul al rlferlace U iscrlxione (secolo XV) che i nipoti dl un Rlsaonl poaero aul sepokro, oggi scomparso, dello zio in Sant' Agostino dl Roma: • omnibus laboribus, qui mortaii contlngere poasunt, pe • ractis, (pr. Forcella, Itcriticmi, V, p. ii.doveestempa- 100 to y#. Rixoede per errore, forse, inrece di Ja[cabo\ Ritom'e. 3 Measer Antonio di BelUnclone degll Agll, nato da antica casata dl Flreaae rerao 11 1400, canonlco fio rentlno fin dal 1438 e rettore del celebre aantuarlo del ITmpruneta, fu poete e letterato dl graade dottrina; redi 105 F. FLAtmn la Gierm. iter. d. lett. ital., XVI, 1890, p. 38. DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 79 quern ipse vulterranae ecclesiae praefecit, Va'lerius 1 ianuensis patriae, quem ecclesiae albenga nensi, et Amicus 1 aquilanae ecclesiae antistes, quem cardinalem in titulo beatae Mariae in Transtiberim ordinavit Cum autem, succedente temporum curriculo et causa orthodozae fidei optime diifinita, idem Eugenius ex Ferraria Bononiam rediens, in ea aliquandiu demoraretur, 5 ac Petrum nepotem, licet adhuc aetate iuvenem, naturae tamen docilitate probisque moribus et gravitate praeditum certa fide inteUigeret, ipsum tunc apostolicum protonotarium et archi diaconum bononiensem effecit ». Qualem vero in huiua'modi protbonotariatus officio atque in iDo temporum decursu ipse se gesserit ex eo maxime coniectari licet, quod non minus arnabatur ab omnibus inferioris ac mediocris conditionis viris, quam veneraretur, et ipsi sacri 10 senatus patres eum acceptissimum haberent atque illi certatim complacere haud segnitercu perent Reverso deinde Eugenio in Florentiam urbem, interiectisque nonnullorum curriculis annorum, cum pro victoria in Nicolaum Picininum parta 4 , qui earn civitatem gravi bello con Q. : i-a. Valerius tic antlstes] Valerius Calderlnus Ianuensis patrla, quem ecclesiae aiblganensia, et ariatenils; et aquUaaae ecclesiae antlttet — a. beatae] lanctae — 4, diffinlta] definite — 6. tunc manea — 7. efteclt] Ullc or dinavit; qualem] quale — 8. quod] quia — io. complacere hand segnlter] obseqol — 11. Florentiam] FlorentUrum 5 B.: 10. complacere baud segnlter] obwqui — k. nonnuUorura] multorum Alio opere dl lul ricordate dal Mastucchblli, ScriHari TItalia, I, 1S6 (cf. anche 11 Pastor, Is , 474), sggtunga ana cronaca Dt tancto Antontno tfitcofo fiortmtiae; red! G. Mono, & Aaiommo t la ri/crma eattoliea ntl ttc XV, 10 Flrenxe, 1899, p. 19 e Appendlce. Vespaslano da Blstlccl, che dedlcd all'Agll un brere ricordo blografico, dice chc egll * fu maestro dl papa Pagolo, nel tempo c'era papa • Eugenio in Flrenxe e lnnanxl che fusse cardinal* , (Ve tcovo di V<trra, § 1); con che a'allude, probabUmente, *S al primo tempo della residents di Eugenio IV a Flrease, 1434-36. Deilo aelo dl messer Antonio negli studt let terart al tempo della Curia papale in Flrenxe e docu mento lnteressante una letter* dl frate Ambroglo, edita da F. P. Luiso, Riordinamamto dtirtpiUtlario di A. Tra 10 vortari, IT, Flrenxe 1890, p. 8. Fin dal prtnciplo del suo pontificate Paolo II ebbe presto dl se I'antfco maestro (Arch, Rom., Divortor. Pamli II 1464-66, c. 80 a: man date dl pagamento " culdam librarlo , dl Flrenxe per rUegatara di un libro del papa * Ibidem laboratl ex ordi JS • natlone d. Antonll de Aleit, capellanl s."'1 d. n. pape , ; 1465, sprite 30); al quale concedeva, con brere del a6 maggio 146$, la dispensa necessarU per conserrare la digniti e ie rendlte dl plevtno dell'Impronetae di de cano della Chlesa fiorentlna {R*g. Vatic JJS, c* 6 ). 3° Gla sul finlre deilo stesso anno gll conferlra la dlocesl dl Ragusa (Dalmasla); la data della eieslone h 11 34 dl cembre, secondo VSvwmx., Hitrorckia eattoliea, II, 343, ma gla 11 7 deilo stesso mete la Signorla di Flrenxe lnvlava axfonl di graxte al Pontefice " quod Antonium 35 * Allium, Tirum plane bonum, relltgioaum, prudentem • et summa eloquentia taplentlaque epltcopatus honore • inslgnlreris , (Arch. Fioa., CI. IX, Dist. I, «r. sb, c. 47 a). Dall'arclTescoTado raguslno, dore non voile recarsl, con dlspetto del Papa, come narra U Da Blstlccl 40 (loc. dt, § iXJ'Agli venlva tratferito, 11 4 maggio 1467, al vetcovado dl Fiesole (mantenendo tuttaria, In com mends, 11 canonlcato fiorentlno e la ricca plevania del I'lmprunete, vedi Rtg. Vatic n. jij, c. 33 a), e da questo nnorameate alia dlocesl dl Volterra (Euan., of. 45 tit., H, 170, 397) U 30 aprile del '70. Messer Antonio tra cesl : scorse, del resto, quasi sempre la rite In Flrenxe, tenia troppo curarsl degrinteressl e del bltognl delle sue dlo lo attests, lndlrettemente lo atesso Vespaslano (loc clt., } 3) e, plu chlaramente, 11 cardinal Ammannati nella ana letters gratulatorla per la trailazione dell'Agll alia 5° Chlesa Tolterrana (JA9. Picoolomhtri Bfi*tolat,c 187 a)f dalla quale apparc altreti come 11 letterato fiorentlno fosse ritenuto protsimo sd ottenere la porpora dal fa rore del suo antico discepolo (cf. perd Vkspasiano, loc. clt., § 1). — Intleme con messer Antonio, Paolo II 55 accoglieva nella sua corte, fin dagli Inixl del pontificato, un congtunto dl lui, Pellegrtno AgiL, cultore anche questl delle letter* e delle mute (red! F. Flamini, Ptllegrimo AI1U, umaMutafotta * com/letsft d*l Fid*e, Pita, 1893 (per Noxze), p. 31 sg.) e nel 1466 gll confer!va un prlo- 60 rato nella dlocesl di Siena-, vedi Reg. Vatic SIS, cc 173 a, 174 a. Un altro personsgglo della cotplcua casata fio rentlna, Pietro Agli, ebbe ufficl nello Stato pontificlo da Paolo H; cf. Gottlob, Camera Afattolka, p. 343. 1 II genorese Vsierlo CalderinI, lnalxato da Huge- 6$ nlo IV alia digniti episcopate nel 1438, renlva tratfe rito dalla dlocesl dl Sarona a quella dl Albenga il 5 no vembre 1466; fu dotto glureconsulto, morl net gennalo del 1473 (Evbkl, II, 89, 95, 350; Uohxlli, tomo IV, 740 sg.). Psolo II lo creava nel 1466 gorematore di 7° Orrleto, la quale cartca fu tenuta dal Calderlni fino alia morte dl questo papa (G. Paroi, StrU daisufrtmi magittrati tie. di Orcdtte In Bolt. d. See. Umbra ditto ria fairia, I, 1895, p. 413. * Amlco Agnlfilo, intorno al quale vedi sopra, 75 p. 55, nota 4. 1 L'arcldlaconato e la primaria digniti del Capl tolo di San Pietro (Duoroo); ad esse andara unite la digniti di CanceUlere maggiore deilo Studio Bolognese. GumiciMZ, Cat* motohili di Bologna, toI. IV, Bologna, 80 * 1873, p. 166. La ceJebre batteglia dl Anghlarl, del 39 glugno 1440. Cf. gll Additamtnta alia Vita di Eugenio IV di Tolomeo da Lucca, presto Mukatori, ED, 11, col. 871, note (6 «. *• q«m.. u 85 80 «. ** Qun., ij c. q* #. #» MICHAELIS CANENSII tra ipsius voluntatem ac mandata' urgebat, et pro augendo sacro cardinalium scnatu novos ipse cardinales esset creaturus, plerique ex aacri senatus patribus extitere, qui suapte sponte •• atque animo libero Petrum, talia minime tunc reputantem prorsusque inacium, ab Eugenio cardinalem fieri petereut. Quod cum pontifex tandem in aacro patrum senatu honestius ac tanquam remiasius proponeret, cuncti simul in ilium repente consenserunt ac firma certatim 5 vota pTaestiteninL Quod quidem ubi divulgatum est inter pontifictos curiales atque ipsos flo rentinos cives, ingenti omnium animos laeticia pariter affecit, ita equidem, ut a crebris con gratulantium accessionibus vix ei locua quiescendi daretur. Accepto igitur in urbe fiorentina tarn digno et amplissimo rubei pilei munere ac praecellenri cardinalatus dignitate ', nunquara ae alicui per insolentiam elatiorem immodestioremque praestitit, Immo humanior multoque fa- 10 cilior erga omnes factus est. Domi benigne cunctos advewentes, ac laetanti animo susci piebat; foris vero infle'xas omnium salutationes rutilantis pillei sublevatlone seu reverenti ali quo signo' praeveniebat, atque ita laudabiliter se in omnibus exhibebat, ut eum univerei col laudarent magnopereque diligerent Quin etiam pro Iaudata apud omnes ipsius bumanitate ac summa venusti corporis pulcritudine atque decentia, qua parte vi-irum iter agebat, omnes 15 cuiusquam sexuB et aetatis per vicos perque altas domorum fenestras certatim se festivi ad ilium proficiBcentem conspicicndum ingerebant; nam dignitatem cardineam et ceteras virtu tum partes raira corporis venustas multo acceptiores apud omnes efficiebat. Multa turn pa trocinia in complures, tarn curiales, quam Florentinos praestitit, alios dignitatibus, alios aliis officiis attolli faciens *. Demum Eugenio in almam Urbem magno cum omnium desyderio, in- 20 genti civinm plausu ac summa cum laeticia reverso, usque adeo brevi temporis decursu ipse romanos cives benignitate assiduisque patrociniis sibi devinxit, ut non minus romanus quam venetus putaretur; atque ob id magnae romanorum praelatorum et cuiusque egregii civis ad eum accessiones crant et quotidianae omnium' salutationes. Ex his enim alios aliis di gnitatibus condignisque ofBciis honestari fecit, multis item religiosis ac pauperibus interventu 25 suo commode a pontifice Eugenio subventum est, plerosque etiam capitali sententia damnatos Paribus insuper officiis apud caeteros Eugenii successores erga om qsu.. 14 liberos dimitti optinuit nes usus est; postquam enim idem Eugenius piissimus pontifex suo' functus est fato, vitam que in melius ad coelestia commutavit, ita sese omnium sequentium pontificum moribus accom modavit, ut parem fere gratiam et ab eis reportaverit; ac profecto nulla unquam fuit 30 tarn ardua tamque difficilis res, quam, cum operam diligenter navare volebat, plane non sit assecutua. Cuius quidem rei opinio usque adeo apud pontificios curiales invaluit, ut frequen tissimum illud inter curiales extiterit: oportere deferri ad Petrum cardinalem venetum, si quid qnispiam optasset illico ac recte curatum optinere. A.t 7-8. congratulantium] congratulatium Q. : a. Ipse '•mm; plerique mamea — 4. peterent) petierunt — 5. certatim matea — 6. praeetlterunt] praestarunt — 7. quidem mane* — 7-8. congratulantium] congratulatlooum — 12. pilleiJ pilel — 15. qua] ipse qua; riorum manea 5 — 27. erga] ia — 38-29. T'tamque In mellui ad caelestla] rltam in raellua — 30. parem] parilem- profecto m*mci B.: 3. lpae mornc* — 5. certatim mane* — 6. praesttterunt] prestarunt • quidem mm — 6-7. floreutinos mane* — 9. rubei] rubri — 15. qua] lpae qua • Tiarum mane*- cuiuaquam] cuiusque — 38. enim] rero — 39. ad coeiestia mamea — 30. parem] parilem ; profecto manca — 32-33. frequentiasimum] frequentstinlmum M.: ' 30. parem] partlaiem La nomioa avrenne U i« luglio 1440; 11 4 dello 10 stetio raeie aeguira la cerimonia deJl'apertura delLa boc ca, Euatx, II, 27. * Del «uo soggiorno in Firenzc attestara il Barbo, dlrcnuto papa, la grata memoria in due brerl ai Flo 15 rentlni; ct Pastor, II, 387, noU3 e la nostra App., VI, 4. » Delia predllesione e del farorl goduti presso Eugenio IV dimoatrd 11 Barbo grato rlcordo, facendo costrulre, nel 1451, neDa basilica Vaticana un allare, oggi scomparso, In memoria dallo xio pontefice; e do tando, nel 1456, un altro altare da lul eretto nella ties sa chiesa, per 11 suffragio perpefuo dell'anlma dl Euge- 30 nio. Forcblla, Itcrisieni, VI, p. 37 ; Torwoio, Graft* Vatican, Roma, 1639, p. 386 sg. DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 81 Apud Nicolaum V pont max., qui Eugenio primus in pontificate successit tantae gratiae' atque dilectionis semper fuit, ut ei nulla unquam in petitione defuerit nunquam ilium publica Beu in privata confessione conspexerit sive allocutus fuerit, quin sereno ac subridenti vultu prosecutus sit, veluti nos quoque inter alios saepe factum observavimus. Apud Callistum quo 5 que III et Pium II pontifices maximos eadem fuerunt virtutis et optimae ipsius naturae mu nera, sicut ex multis ac maximis rebus per eum ab illis consecutis plane dignovimus; quam quam Pius severiori erga eum animo fuerit \ Ordinem Iocumque diaconalem, qui ab Eugenio inter sacri senatus patres ei datus est, perdiu tenuit, cuius misteria ' tarn apte tamque solerter execurus est, ut omnia commodissime ac polite admodum perageret Presbyter dehinc ordi 10 natus ad titulum bead Marci *, brevi tempore cuncta sibi eo in ordine incumbentia didicit ac summa diligentia et observatione administravit Saepe enim in ea ecclesia celebrare, iugiter divinum in ea officium' laudabiliter et canonice observari facere, illam privilegiis magnisque indulgentiarum gratiis attollere *, parochianorum quoque patemam' curam habere, eos sacro A.: 6-7. quamquam tit. fuerit aggiunto met margin* dalla siesta mano Q.: 1. pontlficatu] pootificatum — 2. unquam mane* — 3. conspexerit] aspexerit — 4. factum m«m — 4-5. quo que mama — 6-7. quamquam tic. fuerit manca — 8. misteria] minUteris — it. ea] ipsa — is. in ea officium) offi cium recitare dlvinumque cultum In ea — 13. qooque manca B.: 1. pontlficatu] pontificatum — s. unquam manca — 3. conspexerit] aspexerit brare dlvinumque cultum In ea laudabiliter — 13. M.: 6-7 B. dirinumque] dirlnum 1 N'aturale fu la grande bcnevolenza dl Nlcolo V 10 per il nlpotc dl papa Eugenio: a quest'ultlmo doveva il PareatucclU la raplda fortuaa che lo condusse al tro ao pontificio, e col Barbo egU ebbe comuno l'entusla imo per l'Arte, apecialmente per la edlllxla. A propc ito dl codesta benevoleaza, notiamo come Klcolo V, a Vlm , pctlzlone del cardlnale dl Venezia, creaase il consangui neo dl lui Leonardo quond. Pletro Barbo (cf. Arch. MairtMoni dti nobiii vtneti, sub anno 1406) ab bate dl Santa Maria del Pero, nella diocesl dl Trevlso 4. factum manca — 4.5. quo no; cL Litta, Famiglia Barbo, tar. £L Anchc la per secuzlone dl Paolo II contro gll abbreviatori pontine!, creature del suo predecessnre, sembra attestare dlsap provazione degli atti del papa seneae; mentre nella no ta, paasionata opposizione fatta a Paolo II dal cardinale Iacopo Ammanati, dcvotlsslmo alia mcmorla dello zio pontefice, pare si debba parimentl ravvlsare l'effetto del l'arverslone eslstlta fra Pio II e Pletro Barbo. 3 Delle mansion! aflidate al Barbo nel tempo che fu cardinale dlacono di Santa Maria Nuova, cl e nota 10 come II 18 lug (bolla del 27 glugno 1449, in Rig. Vatie. 4JO, c. 39 b); desw al pingue commcn '•Mi di dlnalo stesso la tic 40b, c. 244 b); c come dal mcdesimo pontefice abbla probabilmente ottenuta Pictro Barbo un'altra coromen da, quells del monastero camaldolese dl santa MarU di ss Kolllna (cf. CewWKLlUS, Eeel. Torctllamae, parte IL 364), nel cul ArchlTio la prima menzione dl lul come abbate conunendatarlo trovasl sotto la data del 144$ (Mitta kjoxi, Am—It* Catnalduleststs, VII, p. 336). Da quealo papa ebbe, finalmente, 11 Barbo U cosplcuo episcopato 30 rlcentino. * Di gravl dlsaidl scoppiati tra Pio II c il Cardi nal di Venezia ai narra nel Commmtarii (edlz. dl Fran coforte, 1614, p. 37 ag.) dallo stesao papa Piccolomlnl, il quale cercd poi di riconciliarsl il Barbo asscgnando 3$ gli il plngue rescorado dl Padova {Commtniarii clt., p, 44), che fu Invece la origlne dl gravissime molcstle per 11 cardinale c per i suoi congiunti, a causa della op posizlonc moasa dal governo Venezlano a tale elezione (Pastor, II3 , 366; cf. aopra, p. 74, nota). SI attribui 40 rooo a Pio II mottl satiricI contro 11 prelato venezla T. UT, p. xvi — 6. aoltanto quella dl camcrlcngo del sacro Colleglo, 1445 46 (Eobbl, II, 30). Gli uificl dl arciprete di San Pletro c dl penitenziere maggiore, dl cul paria Gaaparc da Ve rona (p. 4, 1. 11 ag. ; cf. Torrigio, Grottt Vatican* clt., p. 38s sgg.) non poterono csser copertl dal Barbo prima 55 ch'egll entrasse ncll'ordlne dei preti. * II 16 glugno 145 1 (Eubbx, II, p. 33). * A petlslone del Barbo, Calllsto m accordava con bolla del 5 magglo 1458 certe lndulgense a chi fa Torissc P opera dl ricostruzione della basilica di san 60 Marco, semidlruta quando ne ottenne 11 tltoio il futuro Paolo II (Mujttz, Lts arts, II, p. 74; Pasioh, II», p. 353, nota J). Le provvldcnxe dl quest'ultimo continuarono dopo Passunzione al papato. Nel diccmbre 1465 agll compereva dal nobil uorao Aleasandro quond. Glullano 65 Mancinl un tenimento fuorl Porta Maggiore, e ne fa ceva donaxione al canonicl di San Marco {Reguti Va tic. S39 c 399 b sgg.). La bolla della lndulgenza pie naria conccssa da Paolo II alia basilica nel 1 466 h scol pita nel msxmo, ndPatrio della chlesa eretto dallo stcsso 70 pontefice: Tcdlne U teato anche nei Regetti Vatic. J3&, a c. 12$, con un'aggiunta del 1* magglo 1468, a c. 136 o. c. toa c. /«» 45 So 15 MICHAELIS CANENSII 82 sancto eucharistiae pabulo in ecclesia propriis interdam manibus religiose reficere, cereos item benedictos de more in ipsa ecclesia parrochianis ceterisque adventantibus elargiri, eis paterna caritate consulcre ac plerumque ipse subvenire minime neglexit, quarum quidem renim vix pauca in paucis eiusdem ordinis et dignitatis memorari possunt. Anniveraariam sacrae eucharistiae solemnitatem in ipsa beati Marci ecclesia magno rerum apparatu dignisque ce- 5 rimoniis et diligenti cura quotannis peregit, atque inter alios domeaticoa in ecclesia medius ipse consistens, longa virentis myrti serta et caetera eiusmodi rerum ornamenta disponere, aliud aliis faciendum ostendere, ineffabile eucharistiae sacramentum per ecclesiae parrochiam omnemque ritularem illius ambitum ordinatissima cum sacerdotum lustratione reb'giose subsequi solituB est '. Domum insuper iuxta ipsam ecclesiam magnis impensis testudineoque aedificio 10 funditus construxit; cuius quidem fundamenta cerimoniali cum bencdictione atque aliquanta auri argentique numi&ma'tici depositione, ut saepe in magnis dignisque aedificiis fieri assolet, optimis auspitiis iecit *. Interiecto autem aliquot annorum curriculo, cum ecclesia vicentina, dignitate opibusque praefulgens, suo esaet pastore destituta, illius praesul electus ac deputatus est, cuius 8ollicitudinem' diligenter accepit et iugi studio exercuit*. Quam cum pro officio 15 boni pastoris tandem reviseret, praecipua univerai cleri magistratuaque vicentini, ac civium auri «tc. assolet] auri argentique depositione, ut ex sacrls lnstttutis moa eat M.i 3 b. depositione] dispositions — if. deputatus] designatus — 16. rerlseret] inrlseret 1 Vedi 11 nostro artlcolo Per la itoria del PaJasio $ dl Ven**ia Delia rlrlsta Auseaia, anno II, p. x 14 sgg., 1907, * In quests usanxa, che U card. Ammannatl e, plo tardl, 11 Platina rimprorerarono al Barbo, come on omag glo alle costumanze del paganeslmo, U Burckhardt (Ci viUh,Ul , 3»8) rarrlaara un eaemplo delle pratlche iu 10 pcrstUlosB seguite dagl'Itailanl del Rlnaaclmento ; alia quale oplnione si accosta P. L. Rambaldi, // canto XX deW'Inferno t, estr. dagll AM oUOa R. Accademia Vir giliana, Mantova, 1904, p. is. Cf. le nostro osserva zionl al passo citato del Burckhardt {edit. «'/.), e quello 15 che annotlamo piu innanzt (p. 95) lntorao alia pas atone di Paolo C per la numlsmatlca: ci par leclto rl tenere, che nessun rapporto sla eslstlto (nella Intcn zlone, almeno, del Barbo) fra lc credenze del tempo nella raagla e la profusione di medagUe nellc fondamcnta e nel oopra, p. 4. Nel Hbrl dl conto dl mesaer Paolo Barbo {cod. Vatic, lot. 7*$S f*sc. 3*, cc. 11-13) *°BO notate le 40 spese fatte In codesta oecaslone dal fratello del CardI 30 murl delle fabbrlche dl queato papa, L'uaanza era, del reato, segulta anche sotto 1 pontefici suol prcdeceasorl (per es„ a tempo di Callisto III, cf. Dklla Tucwa, Cro mxca 4/ Viterbo, edls. ClampI, p. 353)1 soltanto, fu II primo Paolo II, probabllmente, a aostltulre le medaglie 35 espressamente conlate alle monete papali. 5 La elczlonc del Barbo a rescovo dl Vlcenza ar Tcnne, non plu annl dopo la traslazlone dl lul al titolo prcsbitcrlale dl san Marco, come afferma PA., benal lo stesso giorno 16 glugno 1451 (Eobkl, II, p. 393; cf. so 30 pra, p. 4, nota 3). Negll undid anni precedentl (rale a dire, dal tempo delta sua ammEsslone nel Colleglo car dlnallzlo) egll avcra tenuto In ammlnlstrazlone la dlo cesl dl Cerrla (Euorl, II, p. 14«) ; dell'eplscopato ri centlno prese possesso poco tempo dopo la eiexlone, coroc 35 apparc da una Iettcra gratulatorla che gll indlrixzara da Zaxa, il 15 agosto, 1'arclrescovo Marfeo VallarcMo {cad. Vatic. Barbtri*. lot. iSog, p. 315); ma U solcnne In gTL-sta nelle dloceai avrennero soltanto U 10 ottobre (cf. nale, fra le quail, * ducatl so per la spesa del baldachin e la coperta del caralo fata per 1' Intrar de Montignor In reschorado a Vlcenza appare altreal da codestl librl che in allora (14S1) Pletro Barbo dimord anche a 4S Venezia, nella ca»a paterna, e che fu a risltare Padora, e 1'abbazla dl Carrara dl cui era commendatario • che si trattenne a colazione a Mira ecc. Nella lertera, su ci tata, del Vallaresso h finalmente parola dl un vlagglo che il Cardlnale lntendera fare a Zara, dov'egll posse- 50 dcra la ricca abbazla dl san Crlsogono. Non credlamo por6 ch'egll siail spinto fino in Dalruazin; solo nel no rcmbre arrenne la sua partenza da Vlcenza per Vcnazla (Riccakoi, Storia da vescovi vicentini, Vlcenra, 1786, p. 170), e il J dlcembre egll era gia tomato a Roma, 55 * renlens de partlbus Venetlarum , (Edbkl, II, p. 33). Alle notlzle suil'eplscopato rlcentlno dl Pletro Barbo, date piu sopra (p. 4), aggiungiamo la Indicazione dl due bolle dl Nicold V, dell'agosto 1751 {Reg. Vatic. 397, cc. 1-4), con le quail si concedeva al nuoro rescoro fa- 60 colt* di riordlnare la dioceai e procedere contro le mal Teraazloni e I furtl commessl durante 11 regime del ve scoTo precedents ; a codeste bolle fa rlscontro un'altra, del 35 magglo dello stesso anno (Rtg. Vatic, joo, c. 355 sg.), relativa ad abusi nelle dlocesl dl Padora, Vlcenza 65 e Verona, la quale reca U titolo " Llttera supra modo " impetrandi beneficla vacantia etc., quam expedirlt Car • dinalls sanctl Marci Venetus r Essa cl conferma nella suppoalzlone di un interrento del Barbo negll affarl deila diocesl rlccntina anteriormcnte alia sua elezlone; sup- 70 poslzlone da noi accennata a p. 4, dore 11 lettore arra avrertita la srlsta, per cut ai parla dl Eugcnlo IV, al l'anno 1451, lnroce che di Nicol6 V. DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 83 plauau et laeticia susceptus est Venetias tamen et in paternos lares antea profectus, ubi tam immensa honorificentia et apparatus maiestate illustrissimus ille senatus et omnis Venetorum nobilitas eum suscepit, ut nihil prorsos ultra habere visa sit, quod in eo ornando tunc amplis sime non effecerit. 5 Verum ut ad propria naturae dona redeamua, memorandum illud profecto in eo est et praecipua laude dignum, quod insignis praesul, dignus ac nobilissimus cardinalis ingentique pracfulgens magistratu, tam facilis atque humanus inter omnes atque inter ipsius domesticos semper extitit, ut consotium potius quam dominum crederes. Aegrotantis familiae ita sedulus ac diligens adiutor ex'titit, ut nequaquam satis actum fore putaret, diligenter providiase, 10 ne quid aegrotanti omnino deesset, nisi et ipse infirmum coram viseret paternisque verbis cohortaretur ac propriis interdum cibaret manibus, sicut ab eodem Philippo cuius supra meminimus, multisque aliis comitantibus in aegrotantis usque cubiculum persaepe conspe ctum est; alteri quoque ex famulis sedulam infirmi curam et iugem adsistentiam demanda bat, neque cibum ante capere solitus est, quam de infirmo intellexisset Quam quidem pie 15 tads curam in ipso etiam pontificate nequaquam omisit, sed tanto frequentius atque habun dantius egit, quanto amplior' erat conditio aegrotantis. In gravi valetudine Theodori* eccle siae tarvisinae antistitis, viri literatissimi virtutumque omnium refertissimi, cum ipse pontifex in eius cubiculum profectus intelligent a medicis ilium non posse ampUus medicinis iuvari, quoniam omnia instantis signa mortis concurrebant, tam exccllentis viri obitu vehementer 20 indolens, abstinere nequivit quin in ipsos medicos, tanquam in humanarum ignaros' infirmita- ' c /«« turn, exclamaret et quod in tam diutina eius viri curatione veram infirmitatis causam exquirere non valuissent Pari quoque animi molestia tulit Agapiti Cincii * romani, ecclesiae camerinae praesulis, obitum, quern ipse pontifex pro gumma eius doctrina ac bonitate referendarium A.: 8. dominum] dominium 1 Q.: I. Venetias tic. tam] Dclnde Venetias et In paternos lares profectus, tam — 9. extltlt] fult — 13-13. specturn est] con»pecturn est, ac nos Inter alios suos famUlare* Ilium persaepe conapexlmus — 13. quoque B. : 5 xa — 14-15. pietatis manea — 17. ipse pontifex wutuca — 33. pontifex 1. Venetias etc. tam] Delnde Venetias et in paternos lares profectus, tam — 7. omnes atque Inter — 11-13. »lcut conspectum eat] slcut nos inter alios, suos famlilarea Ilium coraltantes in cubiculum persepe conspeximus — 13. quoque mamca — 14-15. pletatls mamca — 17. ipse pontifex aa-p. 84, 1. t. Pari etc. deputaverat manca 1 Qucato trionfalc ingresao nella aede episcopate, chc ne apprezzava 1c doti di poeta e dl letterato. Del 10 che dalle parole dell'A. ('cum.... tandem rerlaeret ,) 1'opera dl Agapito potc valersi ben poco tempo 11 pon sembrerebbe arrenuto molto tempo dopo la elezlone a tefice Paolo II, polchc U Rustic! mod poco dopo 1'osaJ dl Vlcenxa, sari lnvece quello di cut parliamo tazlone del Barbo, al prlnclpio dl ottobre del 1464. 1451. Fu aUora, lnfattl, *A quest! dl — scrlve 11 9 ottobre un corrispondente 35 che ii Barbo, si reed anche nella sua citta natale; dove * del Gonzaga da Roma — mod messer lo vescoro di 15 non consta che rltornasse ncgli anni segueatl, nel quail "Camerlno „ e narra che II Papa lo aveva vlsltato du ebbe a sostenere lunghl e gravi confllttl con la Repub- rante la malattia (Pastor, LP, 341); 1'S dello stesso raeae blica. I libri di conto di messer Paolo Barbo (cod. Va- era gia nominato 11 successore dl lui nella dloccsl ca tic. clt, fasc. 3°, c 5) parlano bensl, sotto la data j8 feb- merlnese (Eubbl, II, 130). Ma 1 rapporti del Barbo con 40 braio 1458, dl prcparativi " per la venuta che doveva far messer Agapito dovevano riaaUro al tempo che ambedue ao * (a Vcnexia] 11 prefato Monslgnor per legato . ; ma non seguivano papa Eugenio nel suo esllio a Flrenze, a Bo appare chc tale legazlone abbla avuto luogo. * Filippo Barbarigo; vedi sopra, p. 70. ' Teodoro Lelll, redl sopra, p. 13, nota 1. logna e a Ferrara (Lkiixkrdt, ep. ext., p. 313); dopo la morte dl Agapito continuarono le relaxloni della Curia, sotto Paolo II, con la famiglia del Rustici, specialmente 45 4 Agapito del Rustic!, talrolta confuso In una sola con MarccUo di Ccnclo (egli pure cultorc dclle umanc a; persona col padre Ccnclo (cf. M. Lshxbrdt, Cemcio and lettere c antieo aecretarlo pontlftclo ; cf. Wili.mans, op. Agapito de' Ruttici in ZrittcMft f. vtrgUicktnde Li/*- dt.t p. 8a; Arch. Fior„ Carteggio Medicto av. il prim ratmrgeseJUci/e, vol. XIV, 1900, p. 389 sgg.; A. Wnx- ripato, fitsa XII, n. 374) U quale prcstava alia Camera hams, Ctmrimj Romtinui in Ttvt&XUc*.?* turn Buttmannstagt, Apostollca grosse somme di denaro (Arch. Vatic, /*- 50 Berlin, 1899, p. 65 »Kg.) appartenne .ilia Curia pontiflcia troitut et Exitus a. fSj, c 334 b), di cul dorctte cssere 30 lino dal tempo di Eugenio IV; fu tra 1 favorltl di Plo Q, largamente fornlta codesta Ulustre famlglia romana. Cf. . m Out... 17 84 MICHAELIS CANENSII ex Pfi pontificis familia praecipuum sibi deputaverat. Decedentium vero familiarium funera pro eorum conditione honorilice peragi curavit, paterno interdum affectu ea subsequent, car dinalia adhuc persistens; sed in ipso summo pontificate locatua, univeraam familiam suam quam decenter ad ea honoranda destinavit. In familiarium quempiam nunquam ita graviter excanduit, quin brevi horae roomento suapte natura placaretur, atque iU toto quietus anirao 5 fieret, ut nunquam ilium commotum fuisse crederes. Tulit tamen molestisaime inconstantiam e. /j» it t. is* a*., 19 eorum ac levitatem, et accerrime arguit; obtrectatores autem pacientisaimo semper anirao pertulit, ac ceteroa item ei graviter infensos, quorum in nullum, cum per opportunitatem posset,' unquam ultus est. Quam maxime autem delectatus est indulgere iniuriarumque obbV visci; mul'tos quoque eorum, qui sibi hactenus infensissimi fuerunt, rerum summam adeptus, 10 non solum in gratiam recepit, sed honoribus variis et dignitatibus honestavit. Adulatorum figmenta et plausibiles hominum affatus plurimum aapernatus est et vel faceta verborum in terlocutione succidit, vel gravi vultu contractisque superciliis incoeptum adulationis sermonem deseri compulit; quod etiam in ipso summo pontificatu pari animo contempsit et ne ultra in huiusmodi adulationibus instarent, cum res accidebat, admonuit. In rebus vero agendis cam prudentiam maturitatemque semper adhibuit, ut omnes fere 15 conatus felici auspitio concluserit; atque inter cactera illud ei non ad mediocrem acceasit laudem, quod apud Eversum Anguillariae comitem ', dominum quidem oppidis multis, magna et opulenta terrarum ditione, arrais potentem et opibus, Nicolai V pontificatu officiose ac laudabilitcr egit Is enim cum ab ipso pontifice Nicolao occulta inimicida dissideret, ac iustam' 20 advenras se pontificis indignationem veritus, clam anna et milites undique pararet, usque adeo litterarum adhortationibus et auctoritate apud Eversum effecit, ut armatorum exercitum di miserit et tandem pontifici Nicolao devotus factus sit et benivolentissimus. Verum ut memo ratae indignationis in Eversum causa plenius innotescat, paulo supra repetendum est. Nursi norum siquidem oppidum, vulgo Nursia nuncupatum, amoeno ac ford situ, acdificiis atque 25 ampla circumstantium castellorum ditione magnum ac magnificum est; quod lon'go iam tem pore diversarum pardum factionibus aestuare consuevit et continuis fere dissidiis atque ac colarum odiis turbari, ac frequend civilium bonorum proscripdone crebrisque hominum non infimorum exiliis innovari solitum est Ea lempestate Stasius 1 et Garganus 1 alterius partis pri Q.: i. familiarium] famulorum — 4. quam decenter manea — 6. commotum] commotul — 7. eorum ac] eorumque — 15. hulsmodl] elutmodl — 16. .earn] talem — ai. adversus] in • arma et milites undique pararet manea — 37. partiurn factionibus] partlbus factionum — a8. clvillum bonorum] civium et bonorum B.: 3-4. familiam tte. dettlnarit] famllie aue congregatlonem destlnavit ad ea honoranda — 7. autem manea — 5 13. Tel manea — 13-14. vel etc. compulit mamca — 14. quod] quaa — 1$. adulationibus] termonlbus — 16. earn] talem • maturitatemque] ac marurltatem — 17. concluierit] concloserit ct ab omnibus parem reportaverit gratiam — 18 19. quidem tte. oplbua] oppidis prepotentem et opibus — 21-13. arma etc. bcnlvolentlsslmus] armatorum exerci tum prepararet, tanturn apud eundem comitem suis Uteris crebrisque lnternuntlls effecit, ut Eversus preparata ar ma deposuerlt exercltumque dlmlaerit et tandem pontifici amicus et obaequens faetus sit — 35. siquidem tte. sit] 10 oppidum situ — 36. longo] a longo — ay. partium factlonlbus] partibus factionum — a8. cirUlum bonorum] ci rium et bonorum — 39. solitum eat manea 1 M.: 13. quaa] quos — 39. exUlls laaorari solitum est] exiliis.... [lacuna]- Garganus] Gargarlus la lettera su cltata deU'Arcbivio fiorentino, in data 33 marzo 1458, rdativa ad un deposito di piu migliaia 15 dl ducatl, fatto sul Monte dl Flrenze da Cenclo de' Ru stlcl, e rltirato dopo la morte dl queatl da' auol figli Marccllo, Agaplto o Paulo ; cf. anche Jac. Piccolomini, Efistolae, c. 346 n, dove si narra dl terre tulte da Plo II ai Sarelll c vendute al suo secretarlo Marcello del Ru 30 stlcl (cf. Thbwsb, III, p. 439); gll Inlroitus tt Britns dtatl, 1. 449, c. 31 b, per una grossa preatanza fatta alia Camera auddetta, a tempo di Plo II, da Paolo ' dominl Clntll Roman! , ii quale appare ancora fra I creditor! della Camera, fin dal tempo dl Paolo IT, In un documento • Sull'eplsodlo, qui narrato, dclla vita, agitata dl Everso doll'AngulUara, potentlsslmo fra 1 slgnorotti del Parrlmonlo circa la met* del sccolo XV, vedi Vitto RWA Sora, / Comtf delPAnguillara, In Archivio delta Sac. Rom. di tttria fatria, XXX, 1907, p. 73 ag. * Stagto di Guldo Barattani, noblie norclno, ln vlato dal suo Comune, nei 1443, ambasclatore a Nlcold Plcclnlno; nd 1444 mandava da Roma notlxic c sug gerimentl al consoll dl Norcla, circa 1 rapportl fra la 30 Comunita auddetta o Engenlo IV. F. Patrki-Forti, Me- 35 3J del 1474 (Arch. Vatic, Divert. Comer., n.$7, c. 373 a). morie ttoricke di Aloreia, ibid., 1S09, pp. 34$, 357. ' Galgano di Cola, esnle dal 144;, Inaieme al Ba rattani, In segulto a senteasa emanata dal podosta dl DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 85 mores, viri qnidem agrestes ac ferociasimi, summam reipublicae nursinae tenebant, quorum quidem arbitrio plures viri egregii atque militaribus ornamentis et literarum studiis insignes, Nursini patria, exules facti sunt; fueruntque inter exules' Benedictua medicos tota Italia cele berrimus et eques Iacobus legum doctor praeclarus, qui senatorium magiatratum magna cum 5 laude in Urbe saepius egit, atque item miles', ac multi quoque caesarei iuris et pontiikii diversarumque disciplinarum doctores haud vulgares, qui pari animo earn rerum nurainarum sortem indolentes, armis ac militum vi patriam laresque proprios repetere tentarunt, quando quidem aliter eis reditus patere non poterat Igitur Nursini omnes inito cum Spoletanis, Cas sianis Ceretanisque ac caeteris finitimis populis nursinae patriae infensis certo conailio de 10 ipsa NuTaia aggredienda, statuunt nursinam patriam destinato bello adoriri; foedus in primis inter sese iaciunt omnesque in nursinum oppidum certatim coniurant et quonam pacto victorea evadant maturius decemunt. Turn Eversum communi omnium pecunia et stipendio cum quinque electorum equitum cohortibus quingcntisque et eo amplius pediribus clam conducunt, rem ipsam bellicam brevi sese pro voto confecturos arbitrantes. Gregarios insuper milites' e.tjt qww., w 15 ex omnibus eorum locia electoa addunt et diem' postremo statuunt, quo in nursinum agrum *. t** omnes armati conveniant. Ka res ut primum nurainis accolis cognita est, gravis ac formidolosa vebementer accessit, praeaertim cum ex inaperato ac subito tam ingens ac praeparatum bellum Q.: i. quidem wtanea — 6. nurainarum manea — 7. laresque proprios manea — 8. quidem mane* — 9-10. de ipsa Nursia aggredienda manea- adoriri] aggredi — 13. equitum] militum B.: 3-4. mcdlcus etc. et eques] medicua et miles tie. — 4-5. Iacobus *tc atque item miles] Iacobus miles tie. — 5-6. ac multl etc. rulgarca] ac multl dtrersarum insuper legum et disciplinarum doctores — 6. nurainarum manea — 7. laresque proprios manea — 8. quidem manea — 9. Ceretanisque ac ceteris] ceterisque — 9-31. de ipsa Nursia tie. decernunt] statuunt patriam destinato bello aggredi — 13. equitum] militum- clam] clauculum — 14. rem *tc arbi trantes] rem brerl se confecturos arbitrantes- Gregarios] Gargarlos — 16. nurslnls accolis] oppldanis nurslnis — 17-p. 86-1. 8. ac subito etc. ostendunt] quam cito bellum prepotentisslmum Incumbent et magna nursini popull M.j 16. formidolosa] formldosa — 8d. 10 Xorcla Dloneo degli Adimarl da Flrenae (Patrizi-Forti, I'esule qui rlcordato col nome dl Giacomo. II Tebaldeachl 40 */. cit., p. 370) contro buon numero dl faxlosl cittadini, fu reramente un inaignc pcrsonagglo del tempo. Dottore cbe averano tentato dl abbattere 1 nuovi ordlnaraenti In leggi, renlra creato cavalier* nel 1443 da Eugenlo IV del Coraune, sancitl da Eugenlo IV. Dl codesta lotta {Rag. Vatic. 361, c. 330b), dopo dl arcrc, l'anno pre cirUe h trattato diffusamenbe in una boUa dl Nlcol6 V cedente, retta come ricario la suprema magUtratura nel 1 5 {Reg. Vatic. 406, cc. 309-311)1 U quale tentd la pacln- comune dl Roma: " alme Urbla ricesenator, h detto in 45 cazlone del turbolento Comune cancellando tutte le pene un documeoto del 7 gennalo 1443, presso G. Giou, Cro innltte ai colperoll: fra gll amnlstlatl trovansi appunto nologia dm' magiitrati ecc. di Roma nel cod. Setsoriano {Reg. cit., c. 3ii a) "Staslus Guldi, e «Galganus Cole 334, della Blbllteca V. E. dl Roma, c. 336 a). Col fa * Petri „ sul quail pesara la sentenza della pena capi- vore dl Francesco Srorsa, che lo arera gia implegato ao tale e dl una multa dl 500 ducati. 1 In alti uffici nel suo dncato messer Pletro ottenera nel 50 Benedetto de' Riguardatl, medico famoso, pre- 1456 U senatorato da Plo II (A. Cappblu, Un senator* dlletto dal duca di Milano Francesco Sforxa; vedi B. di Roma net T436, in Miscellanea di Stndi o Document! Fklictanoki.I, in Giorn. s.'or. delta litter, ital., XLT, 1903, offitrta ai Congretso storico internazional* Jalia Soct'eti p. 312 sg. Sccondo una let(era scrltta dal Riguardatl storica-lomharda, Milano, 1903, p. 69 sgg. ; cf. E. Sts 3$ al duca Francesco 11 39 marzo 1453 da Pcsaro (presso vbnson, Statuti dell* Arti d*i mera'ai * della tana di $5 P. Giacosa, Magistri Salernitani nondnm editi, Torino, Roma, Ibid., 1893, p. 340, nota 1); questo papa nomi 1901, p. 691) egll era stato * cacciato et licenziato dell ; nara altres) 11 Tebaldeacht suo *rero domcstico e fa * terre proplnque ad la tua patrta „ per rolonta dl Nl miliare, {Reg. Vatic. s*S 54 b, III id. octobr. 1458; colA V, cbe pure gll arera dato poco prima, In Roma, nella boUa messer Pietro h chiamato " miles, comes feila 30 erldentl prore di benerolenza. Cl6 Usela credere, che " timu, et legum doctor „). Per la terra voltn egll copri 60 11 pontefice Tolesse anche allora impedire i tentativi de- la suprema carica nel 1467: benche Paolo II sospendesse, gll csull norclnl per rlentrare in patria. nel febbralo dl detto anno * ccrtla honestls causis , l'en * Giacomo Sllrestrlnl da Norcla fu senatore nel trata In ufflclo del Tebaldeschi e gll 1457-58; cf. A. Vitale, Storia diflomatica dei ttnatori di a casa i moltl Norclnl che qncsti arera condotti con 3$ Roma, p. 433, Roma, 1791. Ma non para che 11 Sure- ac 'pro officlallbus et mlnistrls In dlcto officio senatus, 65 atrlnl esercltassc piu di una rolta tale ufficio: ondc sup (Arch. Vatic, Divert. Camer., tomo XXXII, c. 395 u), poniamo che I'A. abbla, nel rlcordare I piu autorevoll rxa messer Pietro renne pol aramcsso ad esercitare il sena gll esull norclnl, confuso costul con Pietro de' Tebaldc- torato, e la carica gll fu confennata anche per U scme schi, in cul possono rarrisarsl le quallta attribulte al- stre seguentc (Vitalb, of. cit., p. 459). 86 *. '#» Quti... 3i . is* MICHAELIS CANI eis affore timeretur; atque insuper magna nursinorum accolarum manus aenter adversabatur primoribuB factionis simulque intelligebant, ipsos oppidanos plurimum inter se dividere: alios quidem exules intra moenia et in pateraos lares recipi volentes, alios autem extrema omnia satius pad malentes, quam illos in oppidum admitti. Itaque ut certhu incumbenti periculo providerent, Nursini destinatis ad Nicolaom V pontificem oratoribus, rem omnem ei aperiunt 5 supplicantque uti otius favore atque auxilio tantae turbationi occurrat, quam Eversus cum exulibus et coniuratis in nursinum agrum annatus descendat; ac non minus idem periculum caeteris Ecclesiae locis, quam ipais Nursinis imminere ostendunt Pontifex autem ea rerum novitate commotus, oratores in primis' benignis recreat verbis ac summa spe confirmat, se asseverans praecipua dilectione nursinam patriam prosequi, nec pad posse quicquam mole- 10 8tiarum adversus earn a quoquam inferri, hortaturque omnem animis timorcm excutiant, con stanter et animose agant, si quid illi iniussu suo in Nursinos agere auderent: quod nequaquam diutius prosequi valerent, quandoquidem ipse oportuna Nursinis praesidia dimissurus esset, nec ulla eis' in re defuturus. Dehinc ad Eversum itemque ad commemoratos supra coniu ratos pontifex litteras dat, vehementer se mirari Bignificana atque indolere, talem inopinad 15 belli praeparadonem ab eis fieri eo inscio, ac praeter ipsius voluntatem adversus fidelem sedis apostolicae populum nursinum, quandoquidem semper ipse paratissimus sit cuique iustitiam expeditius exhibere, si quid dampni aut iniuriarum inter eos emerserat, admonetque ab incoeptis desistant ac praecipue ut Eversus exercitum et arma deponat Turn ad Spoletanos item que Nursinos et omnem illam coniuratorum' patriam destinat Georgium Caesarinum 1 protono- 20 tarium apostolicum, virum quidem bonum ac circumspectum, cique dat in mandatis, ud eos cogat ab armis discedere ac novitatem componat et omnes inter eos difficultates abscindat. Sed Eversus, ne acceptam a coniuratis pecuniam restitueret, contra pontificis mandata exer citum cum exulibus et coniuratis in nursinum solum, ut pactus fuerat, traducit. Nursini e contra animose resistere, conductos in ipso oppido pedites pro locorum oportunitate di- 25 sponere, praesidia militurn in plateis ac triviis locare, omnia denique intus forisque impigre agere studebant Sequenti autem die, instmcds magno ordine hostium aciebus praemissisque plerisque peditum turmis ad oppidum invadendum, ac reliquis gregariorum militum et bali B. : A.: 25. In lpio] in in Ipso Q.j 15. pontifex maaca — 22. omnea] omnem- difficultates] difficult*tern — 44. fuerat manca multitudo in Ipso oppido a primorlbua factionla dlaaideret, turn summa exulum neceaaltudlne, turn etlam conaanguinitatc impulsa. Itaque Nursini deatinatia ad Nicolaum Quintum oratorlbus rem omnem el denuntlant, ' 5 auxlUum ab optlmo pontifice ac iusto iudice poatulant, oatendentea idem periculum non magia Ipaia Nuralnla, quam allia Eccleale locia finltlmla incumberc — 10-ti. nec etc. Inferri ma*ea — 13-14. «i quid etc. defuturus] nihil re rente* tumultuoaum et non diuturnum mallrolorum inaultum, polllceturque nulla in re Nuralnla ae defuturum — 15. pontifex lltteraa dat] litteras deatinat- significant m/mea — 16-17. ab eia etc. nurainum] a aula aubdltia adver aua fidelem Bccleaie populum nurainum abaque aui acltu ac Toluntate factam ease — 17. sit] erat — 19-p. 87, 1. 5. 10 Turn ttc. Nursini vero] la vero, ne grandem pecuniarum aummam a conluratla acceptam reetltueret, ai, ut cum coniuratis antea pactus fuerat, cum exercitu In nursinum agrum non descenderet, contra pontine! mandata exer citum omnem cum plurima militum gregariorum turba et ipaia coniuratorum primoribua in nurainum agrum tra ducit. Sequenti die, inatructia magno ordine aciebus, aaalatentibus undlque pro lateribua cunctla peditibus, oppidum Ipaum magno militum ciamore ac summa yl aggreditur, dlfluala ex omni parte clrcum muroa peditibus, qulbua Id c 11 m 15 munua demandatum fuerat.' Nursini e contra » Dl queato peraonagglo, che vlvera ancora al delta morte, 1475 (presto FoacratA, herMoai, VI, p. 4»), principlo del pontlflcato dl Paolo II, parla l'Ammaonatl e il ricordo dl altrl due peraonaggl della noblle caeata 25 no' suoi Comraentari (lac. Piccoloiuni, Efiit, et Comm., roroana, al quail Paolo II dlmostrd U auo favore : Ia c. 346 b). Sari qulndi coatui quel *protonotarlo de* Ce- copo, creato podesta dl Perugia 11 18 maggio 1467 (red! so * sarlnl „ amlco del cardinale Pletro Barbo, di cui du- 11 decreto papale di nomlna in Aaca. com. di Perugia, bitammo aopra, p. 64, nota a, non potest eaaere Invcce Regittro tcrxo d*i brevi etc.,c. 19 a), c Giuliano, deputato Giovanni U giurcconaulto. AUe notixie del quale Gio- del papa a curare i'eaccuxlone dcllo statuto auntuario di 30 vanni, csposte nel luogo citato, aggiunglamo qui la data Roma (vedi Statuti di Roma, edlz. del 1471, c. penult.). a DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 87 starum cohortibus undique ipsis equitibus pro latere assistentibus, oppidum Nursinum magno omnium clamore ac summa vi Eversus ag'greditur. Turn caeteri militum, quibus id munus Qui«., » demandatum fuerat, illico circum oppidi muros diffusi,' alii scalis in oppidum ipsum aditum facere, alii muros ferro quatere, nonnulli balistis Nursinos configere, alii autem illos a mu 5 rorum defenflione, quibus poterant machinarum tormentis deterrerc conabantur. Nursini vero, alii forti animo militibus occurrere, cominus hastas vibrare, strictos enses inimicorum ensibus contendere, equos hostium lanceis transfigere, alii per muros dispositi telis, sagiptis, bumbardis *. ij* atque ingentibus saxis inimicoa propiua accedere audentes fugare, plerosque incautiores iuxta muros occidere, nihil proreus commodi concedere, ut nursinis muris hostes adhaererent, summo 10 conatu nituntur, atque utrinque acris pugna committitur: ab aliis siquidem, ut hostes infcstos a moenibus propulsent, ab aliis autem ut in ipaum oppidum armis ac vi aditum faciant Quod profecto ita evenisset, nisi idem Georgius Caesarinus forte tunc Nursiae moras traxisset, desti natus a pontifice Nicolao ad earn remm novitatem comprimendam, ut paulo supra recensuimus, et Everso turn maxime obstitisset. Nam dum Eversus in apcrta valle, quam Sabinellam 1 ap 15 pellant,' non longe a Nursia mille passus, suas equitum cohortes parat turmasque peditum diaponit et gregarios milites instruit, Caesarinus, ne tumultua in oppido nursino excitaretur, accepto Ecclesiae vexillo, omne id oppidum illico circumlustrat universo populo subsequente Ecclesiaeque nomen pariter acclamante. Quo quidem specta'culo cuncta adversae partis con silia turbata sunt, compressi animi et immutata sententia, pracsertim cum intuerentur undique 20 in oppido praesidia ex Cae&arini diligentia esse disposita validiusque firmata. Cognitis autem his, quae per Caesarinum in nursino oppido gesta sunt, Eversus rem secus atque arbi tratus erat evenisse conspicatus, cum perdiu acriter utrinque atque cruente decertatum esset, Eversus suos omnes a praelio revocat, ac signo classico dato bellandi finem facit castraque paulo semotiu8 ab ea valle collocat, ratus interiecto parvo admodum temporis decursu efii 25 cere, quod primo aggressu consequi nequivit. Caesarinus vero de his, quae per Eversum acta sunt, illico pontificem per occultos nuntios certiorem facit; quae ubi pontifex intel lect, cunctas ipsius copias, per stationes iam dimissas, in unum repente convocat et in Ever sum inobedientem destinat cunctosque viarum aditus, unde illi fuga sperari poterat, obsideri mandat At ubi ea, quae pontffex paraverat, Everso nota fuere, mutato consilio castra inde 30 de repente submoveri iubet; ipseque raro equite, sed condenso praepetum peditum balista rumque agrnine circumseptus, clam a Nursino solo se subtrahit ac per occulta et asperrima montium abrupta ignorus insperatusque declinans, tandem ad portam Reatinam praeter om nium opinionem descendit, traiectoque amne tyberino et insidiis adversariorum declinatis salvus atque illaesus ad sua oppida rediit*. Turn dimissos equites caeterosque milites pau Q.t 7. hostium mamea- sagiptis, bumbardis] saglttls ac bombardIs — 10. hostes Infcstos] lnimlcos — II. «u tera mamea- ipsum mamea — 13. lupra] superius — 15. suas manca- turmasque] turmas — 18. partis] factlonls — so. In oppido] in ipso oppido — aa. B. : 6. hastas] hostlas 5 Ire —7. hostium mamea- lanceis] lanclis — 8. atque ingentibus saxis mamea- accedere] — 9. muros] menla- nursinis mamea — 10. hostes Infcstos] inimicos — 11. autem mamea- ipsos manca — 12-14. ni»' obstitisset] nisi Georgius CesarInus apostollcus protonotarlus In eas partes ad huiusmodl rerum noTltatem comprlmeodara a pontifice destlnatus, Brerso turn maxime obstitisset M.: 15 a (fag. frtced.). e contra] etlam contra- 4s. lanclis] lanceis 1 11 rocabolo Saklntlla non e conserrato nella to 10 p'igr»ua, tth nella tradlzlonc presso i Norclnl : ma corri virro (Vcnezla, 1564s, p. So), U compito dl chludcre la rltirata al conte Brerso era stato atfidato dal papa al sponde cortamente aU'attuale Piano di tamta Seoltutica, capitani Plctro da Somma (che l'anno precedente stava ao la sola Talle aperta „ che si distends neile Tlcinanxc dl agll stipendl dcU'Anguillara ; ei. A. Cbccarbu.1, Hutori quella cltta. L'antlca denomlnaslone b forse In relazlone di Casa Momaldtsca, Ascoll, 1580, p. 144), Angelo Ron alla localita detta Savtlti, nel Piano summentovato; cone e Bartolomco deH'Aqulla. DeU* Insuecesso della 15 presao la quale furono dl recente esumati scheletrl co- irapresa acemtd la pena 11 Roncone, che, soipettato dl pertl da armature mediersll. tradimento In farorc dl Everso, suo aftlnc, rcnlva fatto 35 le HUUrU dl Citriah Mankntu da Or- decapltare da Nlcolo V ; Sora, tit., p. 72. . a* Qu«.. a *. /6» 88 : i7» MICHAELIS CAN! latim ad sese rcvocat' et undecunque potest maiorem in dies exercitum congregat, at, si quo quo modo expediret, facilius queat adversus se pontificis arma propulsare; quae quidem belli futuri et armatorum praeparamenta per eum adhuc cardinalcm existentem, ut paulo supra recensuimus, magna cum diligentia et ingenti cura compressa amo'taque sunt. Sub Calisto III pontifice maximo in Campaniam profectus, aestivam Urbis intemperiem 5 e. n» ai declinatures, plerosque populos acri odio et inimicitia simul dissidentea perpetua pace atque amico foedere coniunxit. Ex Campania vero in Urbem revexsus, ab eodem Calisto rursus ad ipsum Eversum destinatus est, quo eum ab armis amoveret; nam cum idem Eversus ma ximis turn inimicitiis adversaretur illustrissimae Ursinorum familiae ob comitatum Talliaco tianum, ad quod quidem quisque eorum succcssionis ius praetendebat ', decrevissetque armis 10 ac bello eum comitatum vendicare, atque Ursini ex adverso magnanimiter obsistere, tanto ambarum partium periculo sese prudentissime opposuit exasperatumque supra raodum Eversi animum a furore compressit. Cum enim idem Eversus in ipsa pontificates Calisti celebritate Romam devenisset, pleriquc Ursinorum militum Romae domum Eversi bellica manu invasere, ilium domi incautum comperire finemque liti atque inimicitiis eo die imponere arbitrantes. 15 Sed cum Eversus forte in Laterano adesset, ubi Calistus pontifex tunc agebat,' conatus eorum frustratus est ac res absque tumultu et armis acta' est. Verum autem Eversus, de his certior factus, vehementer apud pontificem maximum atque ipos sacri senatus patres tarn insperatum tumultum tamque acrem adversus se iniuriam illatam esse questus est, praesertim cum tanta in novi pontificis solemnitate omnes tumultus cunctaque arma civilia et simultates subtrahi, 20 cunctaque pacata et feativa esse debeant *. Demum paucis post diebus, inito per Eversum A.: 1-3. quoquo modo] quo quomodo Q. : i. sese] se B. : — 3. quoquo modo) quomodo — 3. adhuc cardlnalem exJitentem] ante quod] quem — 11. Urtini] Ursinls — 17. autem manta — 19. acremJ instgnem 6. almul ma»ca — 7. ninui wtanea — 8. quo] ut — 8-17. nam tie. Eversus] nam maximla inimlcltlU 5 turn adversabatur lllustrlsilme Ursinorum famlUe ob successlonem comltatut Talllacotlanl, ab Iptli Ursinls occupataro, ct armis ac bello earn successlonem rendicare atatuerat. Exaiperantt Intuper odium et lnteatlnum Eversi rancorem in ipaoa Urslnoa, quod plerlque militum eorum magno ct hoitlll lmpetu domum Eversi Rome Ipsa Calisti pontificatus celebritate, oplnantes Eversum domi Incautum comperire finemque liti atque inimicitiis cruento ferro imponere. Sed quum Eversus penes Callstum pontificem in Laterano turn esset, conatus eorum fru to stratus est et nihil, preter animorum furorem, consecuti aunt. Ast Ererun — 19. acrem] lnslgem- illatam esse manca — 19-31. tanta tie. debeant] in tanta Pontificis solemnitate omnia civilia arma omneaque simultates qule 1 scere debeant — 21. port] M.i 9 b. turn] tunc — 17. de his] dc hoc Le pretese dl Everso alia eredlti della contoa di due tregue, di sei mesi clascuna, da lui conchlusc prc S Tagllacozao erano fondatc sul raatrlmonlo del 8gilo cedentemente tra 1'Oralni e 1'AnguUlara, c la proroga suo, Delfobo, con 1'unlca figlia dell' ultimo Orslni, del * In tertlum semestre del 3 aprlle, fatta per medlasio ramo dl Tagliacozzo, Giovanni Antonio. Ma l'inimicl- ne del cardlnale Pletro Barbo e notlficata al due con- 35 zia tra l'Angulllara e Napolcone Orsini del duchi dl Gra- tendenti da Gentile della Salat alia quale proroga non vina (il quale pretendeva, quale congiunto, alia succea- avendo le due parti obbedito (U comune dl Vlterbo de 30 slone dl G. Antonio), non ebbc origlne dalia mortc dl libcrava, lnfatti, al 14 d'aprUe, dl chiedere al pontefice quest' ultimo (come mostra di credere V. Sora, of. cii., soccoral, essendo * prop* oriturum certamen et belJum p. 76), essendo essa awenuta alia fine del 1456 (dlcem- " Inter Neapullonem de L'rslnis et co. Eversum, hulc 4° bro? cf. Dklla Tuccia, Cronaca di Vittrbo, p. 351), * civitatl circum vlclnum , (Arch. Com. Vitkrb., Rifor quando glA da due anni ferveva la dlscordia fra Everso me, tomo XV, c. 70 bj cf. Sora, p. 76) si intima alle 35 e Napoleonc, come e narrato nel seguito della presente stease di osservarla e dl comparire, prima del 15 maggto succcssivo, dlnanzl ai cardinal! Domenlco Capranica e biogrnfiA. * L' Incoronazionc di Calisto III arvenne il 20 apri- Antonio de la Cerda, iacarlcatl dal pontefice di senten- 45 le 1455: 11 fatto tumultuoso qui accennato e narrato con ziaxo sopra ie dlfferense tra Napoleonc ed Everso (Tru iiiagglori partlcolari dai cronisti.cLSoRA, of. tit., p. 75 nkr. Cod, difl.. Ill, p. 394 sg.). La bolla non ottenne 30 Intorno all'opera paclficatrke del papa Borgia c'lnfornia l'effetto deslderato, polche Calilsco III si rlvolgera ! la sua bolla del 19 aprile 1456, in cut si ricordano le cesslvamente al conte dl Tagliacozxo e dl Albe, G. Ant DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 89 cum Columnensibus societatis et amicitiae foedere Ludovicus patriarcha Aquileiensis, car dinalis m titulo sancti Laurentii et Damasi, ne quid grave aut bellicose curialibus aut locia Romae convicinis per Ursmorum Eversique inimicitiae et bella exoriretur, inducias per aliquot menses inter eos firmat. Quibus quidem induciis ipso Calisti pontificatu exactis, ipse pontifex 5 Paulus, turn cardinalis, rursus eas in semestre tandem distulit, compresso furentis Eversi animo, qui ab bella manus conferre ardere videbatur. Cum autem sub Pio II pont. max. induciarum tempus rursus esset inter Ursinos et EverBum' iam finitum, atque hinc Eversua, inde Uraini per quotidiana praelia romanum agrum circumstantiaque Ecclesiae loca magnis incommodis ac devastationibus afficerent, neque iter viatoribus nec peculium colonis tutum esset pro in 10 sidiis peditum undique passim Hcentiose vagantibus, iterum ab ipso Pio sacroque senatu ad id malum tollendum destinatus est. Apud quos quidem sua prudentia et auctoritate tanturn effectt, ut omni labore ac temporum asperitate supcrata, rem bellicam amoverit et xxx men sium indutiaa in'ter eos aanciverit ac frementia in ipsis Urbis faucibus arma compressorit, metum Romania, insidias viatoribus aliaque horrenda facinora cunctis ademerit ac denique 15 annonam, quae memorata in Urbe carius invaluerat, abunde dilatari fecerit \ Interpositis dehinc A.: 11. tanturn (tm) i frtctduto da tamen, tsfmmt» Q.: 5. rurius manca- furentis manca — 9. ac devastationibus manca — 10. licentiose manca B.i 1. societatis] perpetuo societatis — 1-4. Ludovlcus ttc. firmat] atque etlam poatea firmatli Inter eum et Urslnoa per Ipsum pontificem ac Ludovicum ' patriarcham aquilelensem, cardinalem la tttnlo sanctorum Laurentii 5 et Damaal Indutlts, ae ad propria receplt — 4-6. Ipao ttc. vldebarur] In Ipao Caliatl tempore Urn exactla, ipse In v-mestxe eaa tandem distulit, compresso Eversl furentis anlroo, qui armls ac bcllo cum hostlbus congrcdi ardere rldebatur — 8-10. per quotidiana *te. vagantibus] quotidiants Incursionlbus ac prellis sese confllctaatea Romano* clrcumstantiaque Ecclesie loca magnis incommodis afii-erent, nec pro crebrls vagantium undique peditum insidiia Iter viatoribus neque peculium colonis tutum esset — to. ipso mnnca — 11-13. Apud ttc. ac frementia] Qui se 10 iterum ac denuo ad utraqne adreraantlum partes non absque magna corporis defatlgatlone conferens, tall prudentia et auctoritate rem bellicam conduslt, ut xxx menslum Indutias inter eos aanciverit, quo pax Inde facUius retur, frementia — 14-15. «c denique tic Invaluerat] atque annonam panlo ante In Urbe ingruv M.: 4B. Ludovicum manca — 8 b. ragantlum] bacchantium — 11 b. conclusit] incluslt Orslnl, affinche adopraase la sua attivlta per comporrc dalle due parti, venae pubbticata da Callisto III II 30 3s 15 U dlssidlo e Impedlre *ne in bac patrla Urbis ailquid aettembre (In Rtg. Vatic. 461, c. 63 sg.; cf. Pii II Efi * scandall exoriatur,, imponendo la pace fra Napoleone ttolat, n. 33$). Neiutnen questa efficace, se 11 Piccolo U conte Everso, cho 1 contendenti arrebbero dovuto mini notlficava il 22 dicembre 1457 all'Imperatore (E/i osservare, sotto pena di $0000 ducati dl multa a chl *t.t n. 296) che * L'rslnl et comes Eversus adhuc ia vlolasse (R'ST- Vatic. 458, c. 160 sg. ; la bolla e data * se exant „: ma dubitiamo che codesU data sla lne- 40 1$ * apud s. Marlam Malorem, anno MCCCLVT, pontlficatus satta, poiche nella lettera stessa e riferlta come recente " anno stcando „, vale a dire, dopo 11 20 aprfle) ; ne valse la notlzla della sconfltta del Turchl a Mltilenc, arrenuta la Intromlsslone del conte dl Tagliacoxzo, la cui morte, nell'agosto preccdentc (cf. Pastor, I*, 634). arrenuta poco dopo (cf. nota precedente) aggrar6 inrece 1 I.'A. sembra aflcrmare che i'allcansa dei Colonna la dlscordia. Nel 1457 11 Patrimonlo e ii terrltorio di sostencase Ererao s;n dagl: in it della lotta contro gll 45 so Tiroli (dove Orsini e Anguillara si contcndcTano il ca- Orslnl. II none del prlmi non compare nelle bolle re stello dl Montlcelil) furono teatro dl lotta cruenta (Sura, laUre alle treguc fra le due fasioni, prima della tregua p. 77; Della Tuccia, p. 251, Pii II Rpistotae, nn. 257, del 30 settembre 1457, dl cul alia nota precedente: bensl, 358, 269, 370), In onta alia tregua blcnnale Indetta dal potevano 1 Colonna csscre corapreai tra gli * adhercn S papa al prlnclpio dl codeato anno (19 febbraio; red! tea,, dei quail h parola anche negli accordl anterlorl. j0 V*&c. 446, c. 32). Pare anal che Callisto inter- Anchc E. S. Plccolomlni, scrivendo 11 4 luglio del 1457 venlaae nel confiltto, invlando ralllxle contro gli Orslnl; da Roma ai csrdlnale Carvajal lntorno alia gucrra tra lo stesso cardInale Latino Orslnl abbandonava Roma, EversanI ed Orsinlanl, avvertlra : * Columncnsc*, qui per tlmore dl rappresaglte del papa contro la sua per- " hactenus qulevcrc, novlssime se bello misoucrunt , sona, e 11 colleglo cardlnalizio mandara a lul 11 Barbo (Efitt., n. 264). L'anno scguente al cardinale Prospero 55 30 'qui eum apostolice pietati reconcillet , e " ut, si pos- Colonna e a* suol fratclll si unirano, nella lega con gll * slblle eat, contrororste componantur „ (lettere dl E. S. Anguillara, anche 1 Caetani ; vedl G. B. CakTscX, Dacn Plccolomlnt all' Imperatore Federico c al cardinale Car- mtnti icetei da/fArciivia delta tccjna famiglia Caetani vajal, deglt u aettembre 1457, nn. 278 c 282). Una di Roma, Ibid., 1846, p. 144. tregua, che doveva durare un anno, accettata • La tregua fu conchiusa 11 30 settembre 145S 60 c. is* Quia.. 2» L it I 90 i. ttt, MICHAELE CANENSII aliquot annis, cum idem Pius in Gentilem1 nobOem urbevetanum, sinistra plebeiorum sugge stione, stimulante invidia, ad oppidum Ficulli, ubi turn demorabatur, exercitum destinasset et Gentilis adversus malivolos 'Urbevetanos copias Iacobi Piccinini convocare statuisset, qui per ea tempora non multum longe exercitum habebat; ipse pontificis ac sacri senatus con silio ad memoratum Gentilem se contulit, quern usque adeo in pontificis voluntatem deflexit, 5 ut mentem onimumque ad prosequenda bella paratum deliniverit et ipsi Pio paruerit sup plexquc factus sit*. Amicos autem non inferiori pietate in adversis, quam secundis rebus fovit ac prosecutus est. Nicolao siquidem V pont max., qui literatorum ac virtuturn omnium amplissimus portus et facilis aura fuit, ab huius vitae caligine revocato, germanum eius Philippum antistitem 10 bononienBem 1 et cardinalem in titulo sancti Laurentii in Lucina cum sua et pontificis extincti familia praecipuo amici officio ingentique cbaritate complexus est et in quoquo rerum ne gotio ac plerumque ad multam noctem illi semper adstitit ac favore immenso succenturiatus est. In Calisti quoque III obitu memorandum illud erga illius nepotes facinus exhibuit; V'ggl 'oam cum cx insperato acres et apertae inimicitiae 'UrsinorumP. Alvisio Borgiae, pontificis 15 extincti nepoti, delatae iam essent ob ea quae Borgias, dum militarem Ecclesiae regeret exercitum, adversus Ursinos hostiliter agere tentarat, ingenti sollicitudine ac vigilanti cura tam grave inimicitiarum discrimen, magnanimus ac prudens amicus, abstulit. Nempe ipse cum Rodorico, Borgiae memorati germano, cardinali diacono ac vicecancellario, multisque aliis digais praelatis, ductore insolitarum viarum Georgio Caesarino, de quo supra recensui- 20 mus, nocte intempesta, dissimulato itinere, per pontem Milvium viamque Flamineam, ac per Q.: a. Ficnlli] Flcullil 11. sancti] beatl — 3. adversus] non Pontificl, scd adversus — 8-9. ac prosecutes est manca — — 14. Ulud] Ulud aralcitlae — 15. P. Alvislo] Pctro Alovislo — 19. Rodorico, BorgiaeJ Ro dorico Borgia — 20-a1. de receosulraus manca B.t z. aliquot] paucls- sinistra] iniqua — 3-7. et GentUls tie. ait] et GentUls non pontificl, aed malivolls 5 plcbels urbevetanls potlus reslstens, InI mica arma In agrum urbevetanum convocare statulsact, ipse ad Gentilem lassu pontificis accedens usque adeo in eius voluntatem adduxlt, ut GentUls nihil ultra tentaverit ac Pio obse quens supplexque factus sit M.: 3. Ficulli] Flcullls — ai. Intempesta] intempettiva S (Sora, cf. cit., p. 77), alio sptrare del termine assegnaio 10 a quella pubblicata dodici mesl Innansi da CsJUsto III (cf. sopra p. 88, nota a). Sara qulndl del patto del 30 settembre 1458 che si narra nella cronaca del Della Tuc ClA, p. 355, benche questl ponga 1'avvenimento sotto la data della met* d'aprlle dello stesso anno. 1 Gentile del Monaldeschl della Vipera, chlamato * della Sala , dal nomc del castello della Sala che, In sieme col beni posseduti dalla sua famiglia in Ficullc, aveva lasciato a qucsto rlottoso suddito orvietano 11 pa pa Nicold V, per lntercesslone del cardlnale Barbo (Ma ao nkxtb, Hittori* elk, II, p. 75 sg. * Pio II si era, ne' prlml annl del pontificate, glo vato deli* opera dl Gentile, che nel 1459 cooperara col capltani delta Chiesa a rlcuperare Vlterbo, occupata dal Magonzcai e dagll Orslnl (Mahentji, op. at., II, p. 89); 35 c nel 1460 era comralssario del papa nella Marcs dl An cona (cf. Arch. Vatic, Intr. *l Exit**, torao 447, c 149 a). Per6 11 pontefice, suggellando nello stesso anno 1460, In Orvleto, ta pace fra le parti della Irrequieta citta, man teneva l'csllio per 11 solo Gcntilo « persona dealderosa 30 « dl novita c tlrannlca . (Manbote, p. 90)3 questi tentd nd 1461 dl oocupare per sorpresa Onrieto, ondc 11 papa fece prendere e abbrudare 11 castello della Sala. II fatto e narrato dal Mankmts, p. 91; vl accenna lo stesso Pio II {Commtntarii, pp. 303 sg.), sogglungendo che 11 tlrannello ventva da lul relegato In Francis. Agli av- 35 venlmenti del 1461 sembra olludere qui l'A, parlando della Intromlssione del Barbo per ottenere da Gentile la sottomlssione al papa. * Fillppo Calandrinl da Serxana, frateUo dl Nlco lo V (redl una bolla di questo papa in favore del Ca- 40 landrlnl, in R*g. Vatic. 397, c. 335 s). Alle notlsle date plu sopra, p. 39, nota a sulla protezlone accordata al cardlnale o a' suol conglunU suddetto da Paolo II, ag giunglamo che easa fu contlnuata dal favorito di que it' ultimo, il cardinal Marco Barbo, come dlmostra la 45 lettera, data * ex Roma, die x mail 1477 „, che 11 Barbo scriveva a Lorenzo U Magnlfico lnvocandone I buonl uffici, affinche non fosse impedito * messcr Zuan Mateo * nepote della bona memorla del Cardinal di Bologna , di entrare in possesso dl di certe stale et case che 50 aooo in Sarxana , (Arch. Fior., Carttggb Med. av. U P., filza 39, n. ia8). DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 91 insperatos urbis vicos trepidantem Borgiam ad id loci salvum incolumemque deduxit, unde per Tybris alveum ac deiade per altum aequoris ad Civitatis Vetulae arcem tutua enavigavit Et quamquam ipse turn maxime defatigaretur multis insolitarum viarum anfractibus, duri iti neris asperitate atque obscurae noctis molestia, tamen pro eius consuetudine parum adhac aibi 5 videbatur effecisse, nisi etiam ipsum Borgiam paratam triremem ascendentem fraterno affectu cohortaretur et animos adderet, ne fortunae advcrsae impetu' frangeretur, quoniam ei nulla un Quod quidem Roderici ac Borgiae patrocinium Ursini gra vius aequo accipientea, vehemens odium adversus eum concitarunt', quo tamen ipse nunquam quam in re ipse defuturus esset retardatua est, quin susceptum illorum patrocinium magnifice atque indefesae prosecutus sit. 10 Neque vero se alium exhibuit erga inferioris conditionis' amicos; nam et Gentilem supra me moratum cum suis liberis ob civiles factioncs domo paterna profugum inter alios eiua dome sticos familiares domi tenuit, aluit et quibus licuit modis non dissimulate fovit3 . Item Iohannem Baptistam et Marianum de Sabellis eorumque germanos, ab Eugenio supra memorato oppidis paternaque didone privatos, magna in parte ab eodem restitui obtinuit alterumque eorum domi IS aluit5 et Iohannem Baptistam protonotarium apostolicum' mulds dignisque magistratibus omavit. Q. : 3. Ipse tuna mama — 6-7. nulla etc. ipse] nullo unquam In tempore — 10. supra maaca — 13. eorumque] B.: 1-2. Insperatos etc enavigavit] lnsperatas Urbla rial profectus, crebras Urilnorum lnaidlaa decllnavit atque Ilium tandem deduxit illeetum, unde triremem ad arcem Clvitatls retulae aacenaurua erat — 4-9. tamen 5 etc. prosecutus alt] tamen Ipae nunquam ae a Tlberlno llttore subtraxit, quoaduaque Borglaa tutua vela trlremlbua dart luaait aeque eiua conapectu dlmovlt. Quam Borgle tutelam ac salutem Uralnl gravlus equo accipientea vehement odium acreaque mlnaa adrersus eum concitarunt; que Ipae parr! exlstlmant susceptum amid patroci nium magnlnce prosecutus est, Rodorlco Borgle germano ceterlsque affinlbus contUlo ac faTore semper aaalatena — 10. amicos] benivoloe — 11. cum etc. profugum] domo paterna cum aula profugum — n-u. domestlcos mane.a — 10 is. domi etc foTit] aluit et fovit, quo caritatia officio multos etiam commendathsimos habuit, eoaque In gra vissimla rebus tutatue eat — u-is- Item etc. ornavlt ma»ca M. : J d. Borgias] 1 Cf. sopra, p. 36, L 6 igg. cul dlmora In Roma atara preaso U palazzo papale dl 1 Cf. aopra, p. 36, nota 4, e la lettera del cardl- aan Marco; Mukntz, Let arts, U, p. 37), viaae aempre i$ nal AmmannaU a Paolo II, che lo aveva rlmproverato dl sotto la protezlone del papa Barbo, che gll concedeva parteggiare per gll Oraint (Ia& PxccotoMWai, E/ist., frequentt faTori e locarlchl dl fiducia (cf. Aacn. Rom., 4S c. 109 a). Divertor. PomU If, 1464-66, cc 61 b, 73 b, 1466-69, c. 35 b; » L'amlcizla del Barbo veno Gentile della Sala Arch. Vatic, Divert. Corner., tomo XXXII, c. 6a n; eertamente origine durante 11 aogglorno del prlmo Arch. Soc. Rem. di ttoriafatria, XXX, 418), finche lncon jo In Orvleto, quando egll era abbate commendatarlo dl tro la morte, combattendo nell'esercito papale alia bat San Serero (red! Innanzi, p. 93, nota j), e II Monalde- taglln dl Molinella nel 1467 (Maxknte, op. cit., p. 101). So vhl tenera il domlnlo nella cltta (Ccccarklli, Hitto- II ilgllo dl lui, Pier Antonio, riconciliato con la con ria di Ctua Monaldttca, p. 134 agg.). Delia protezlone trarla fazlone orvletana del Monaldeachi della Cervara goduta da Gentile durante 11 cardlnalato del Barbo non (Mamrwtb, Joe cit.) per opera di Paolo II, ne gode pari jj conoaciamo prora; ma che In questo tempo, c dopo la mentl la proteslonee la flducla (cf. Arch. Sou Rem., loc. cacciata del fiero aignorotto dalla aua patria, non man- cit., Aaca. Rom., Compttta cubicularii, 1468-71, cub), 55 c&cse a lui talvolta 11 favore della aanta Sede, rlaulta * Cf. Pastor, I3 , pp. aio, 306. * A Mariano Sareill, 11 cul nome figura apeaso tra dall' ufficio dl commlasarlo papale nella Marca d'Ancona tenuto da Gentile aotto Pio II (Arch. Vatic., fntr. et i condottieri atlpendiati dalla Chiesa nella aeconda roeta 30 Bmtmi, 447, r. 149 a: ai pagano 50 ducatl al d. S. «ln del aecolo XV, era affidato U comando delle mlllale che * deductioncm aue provvialonls „ 11 39 novembre 1460), guardavano il palazzo papale a tempo della congiura 60 malgrado che questo pontefice si mostraase in altre oc- del 146S (Arch. Vatic., fntr. et Exithi, 471, cc. 334, caalonL, come abblam detto, Infleasihlle contro II ribelie, 319, 145); ai aervlgl dl Paolo II compare, fra i capitanl al quale si pud credere abbla gtorato II patrocinio del stlpendlati, lino alia fine di codesto pontlficato (Intr. jj cardinal di San Marco. AU'astunztonc di quest'ultimo et Exit**, 486, passim; Arch. Rom., Divers, del Camer alla lovranlta della Chiesa, 11 Gentile sperA dl rlentrare lenge 1967-/969, c. 30 agg.). Rlteniamo da cottul quel 65 in posse sso dc' suoi domlnt e della slgnorta orvletana-, Mariano dl lacopo Savelll, che alia morte dl Pio II ten II, proTTedendo alia paclficaxlone deUe parti td rlcupcrare, con la vlolcnza, le castclla toltc da quel in Orrieto, ne tenne lontano il della Sala *boo compa- papa a suo padre ; ed ebbe Impunlta preaso 11 nuoro 40 re » (Maxkkte, Hittorie, p. 98}, che prcae inrece agll pontefice (Iac. Piccolomujei, Comm., c. 346). stipend! della Chiesa. Da questo tempo Gentile (la * Glan Battlita Savelll fu gorernatore dl Perugia 70 . /•» Quip., 2» 92 MICHAELIS CANENSII Non minus insuper amicis vita iam functis integra benivolentiae iura servavit; nam eorum teatamenta et legata inviolabili fide praecipuaque diligentia executus est, eiquidem cuncta ipse c m defuncti amici soler'ter conspicere, omnia bene disponere atque in omnibus ipse intervenire. Funns Iohannis ecclesiae Metensia antiatitis, cardinalis in titulo sanctae Sabinae ', aolemni pompa et raagno honore peregit atque ipsius teBtamentum officiose implevit Itidem effecit 5 in funere ac testamento Petri Brixiensis ecclesiae epiacopi 1 ; ac etiam testamentum optimi amici Nicolai cardinalis in titulo sancti Petri ad vincula pari diligentia et iugi solUcitudine adimpleri demandavit, cum iam ipse pontiticiam apoatolorum principis sedem adeptus easet Simili cura exequi curavit testamentum Iohannis ecclesiae zamorensis epiacopi, cardinalis in ti tuli sanctorum Laurcntii et Damasi, cuius quidem familiam ingenti caritate suscepit et pro 10 im„ 29 c tob cuiusque merito atque conditione cunctos mercede ' beneficiisque ecclesiaaticia remuneravit *. Liberalite autem ac munificentia erga omnes supra modum per quoaque aetatatia auae graduB uaus eat. Adolescentulus, ita absque delectu sodalibua profuse liberalis fuit, ut a domestico et ab optimo sodali Philippo Barbarico commonitus, quatenus deaisteret, ipse nihil minus egeriu Demum post aasumptam clericalis militiae pro'feasionem et acceptis iam cardinalatus insigni- 15 bus, tantae liberalitatis extitit, ut ad omnium petitiones semper facillimua fuerit et peraaepe ipse ultro pro rerum atque hominum conditione ae munificum exhibuerit, quo factum est ut, pos sessionum cenau non conrespondente, pleriaque amicorum in multa pecunia obnoxiua fuerit *. Inter caetera liberalitatis officia id maxime dignum memoria eat, quod erga eundem Nicolaum Q.t i. benlTolcntlao] amlcltlae — ix. cuiusque merito atque] cuiuaquam merito ac — 16. B.: 1-3. siquidem etc. interrentre] cuncta Ipse conspicere, omnia bene dl»ponere atque in omnibus ipse — 9-IX. Slmlli etc. remunerarlt mamca — is. per] Ita per — 13-14. Adolescentulus tic. egerlt] ut adhuc adolescentulus, quum allquando rcdargucrotur a collectaneo et condisclpulo honesto ac noblll quod Ipse plusculum 5 daret, quara decens videretur, responderit: Quoniam unde id faclam a meis accept, quos ego munificos cooapiclo; cum Tero non affuerit quod elargiar, abstinebo consociia mels esse munificus — 15. assumptam] aditam • lam x6. semper mamca — 17-18. quo tic. fuerit] Quo factum est, ut lnterdum non modlca pecunia pleriaque obnoxlus ertiterlt M.: 5-6 B. Quoniam tic. munificus] .... [lacmma] unde id faclam. . .. [lacuna] amicis esse munificum — 8 n. extt 10 terit] existeret (cf. aopra, p. 37, nota 4) 0 di Bologna (Arch. Vatic., dinall dl Sant'Angelo (Carvajal), di San Marco (Barbo) Divert. Comer., tomo XXXV, c. 1 10 a) sotto Paolo II, e dl Santa Sablna (Eroli). La morte dl Nlcold Cusano il quale lo areva altresi designato alia dlgnlti cardlna- arrenne pochi glornl prima deU'lnnalsamento del Barbo 11» la, come narriamo p!6 Innansl. 1 15 Giovanni de Primis, cardlnale del tltolo dl santa Sablna dal 1446 al 1449, anno in cul morl. al pontificatej cf. p. 93, nota 4. * Cf. sopra, p. 41, nota a. 5 Alia gcneroslti rerso gll amici, si dere agglun * Del rapportl di Pletro del Monte, rescovo di gere la passione del liarbo per il lusso e prr gli oggctti Brescia, col cardinal Barbo, tratta A. Zankuu, Pittro preziosl; e si comprendcra faciimcnte come a tali ten- 41; /Ml Monte, p. 101 sg. (estr. AaXYArekivio tier, lomiar- dense non potcssero dare sufficient* alimento le sue so so do, »nno XXXIV), Milano, 1907. Non pare ch'essi fos- stanse Di un grosso prestito da lul contralto col Gover scro animati da slncera amiclsia; si ruole ansi, che la no della sua patrla h notisia nel contl di ser Paolo Barbo morte del Del Monte (awenuta 11 11 gennalo 1437) renisse suo fratello {cod. Vatic, tat. jStSt issc. a*, c. so); alle affrettata dal dolore dl non arer consegulta la dlgnlta dlstrette flnanslarle del Cardlnale in Ancona (1464) sot- jo cardinalizia. n ragionc dcllc menc del Ilarbo. Se e rero venIra 11 suo fedele Maffco Vallarcsso (cf. Appendlcc I, jj do, la causa pui cercarsi nella grande deTosione dimo- 4). Del numerosl debit! lasciati da Paolo II aliasua morte strata dal tcacovo dl Brescia per Lodorlco Scarampo, h prova, che 11 successore Sisto IV trovA opportuno dl odiato emulo di Pletro Barbo (cf. la letters del Del creare un'apposlta commisslone di Cardinal! (il Bessa Monte a Francesco Capodlllsta, auila elevasione dello rlone, Angelo Capranlca e Francesco Gonsaga) " deputati 55 Scarampo alia porpora, in Cod. Vatic, lot. 3694, c. 237 a). " super solutlone debltorum fe. re. dni Paull pspe II „ jo II fatto, die 11 Del Monte afnaara al Barbo l'esecusione la quale funsionara ancora ad un anno dl distanza dalla della sua ultima rolonta, dlmostrerebbe tuttaria, che i morte del Barbo; (cf. Arch. Vatic, Divert. Camer., rancor! fra quest! due prelati non durarono quanto la rl- tomo XXXVII, c. 1 a, tomo XLII, c. 3 b). Molte sltre ta del primo. notlsle sulla slngolare negllgensa dl questo papa nei 60 3 Cf. il teatamento del Cusano (presso Ukbiwokr, soddisfare at propri lmpegnl pecuniar! si troreranno 35 Zttr Ltbtnsgttchicktt dtt iV. Cutanut. in Histor. Jakrbuck, nel document delle Appendici V e VIII al presente XIV, 1893, p. 557), che nomtnara suol esecatorl I car DE VITA ET P0NTIF1CATU PAULI SECUNDI bevetano *, 93 cardinalem in titulo sancti Petri ad vincula praestitit Is enim cum Brixinensis ecclesiae praesul esset et iura ecclesiae eiusdem gravi tyrannide diu oppressa legittime tueretur, neque ulla duels Sigismundi mioarum obprobriorumque aspcrirate a suscepto ecclesiae patrocinio de sisteret, tandem a saevissimo barbaro Sigiamundo brbrinensi duce per insidias in ipso itinere 5 captus, horridi careens squalore attritus est et cunctis ecclesiae emoluments enudatus 1 ; quam quidem duram amici sortem ipse, adhuc cardinalis existens, consueta pietate levare non ne glexit. Cum enim illi esset coenobium nobUissimum beatorum Seven ac Martyrii in agro ur quo sanctus ille pater aestivabundus declinare consueverat,' nulla peculii commo ditate aut vernantis ' loci amoenitate ' retardatus, illud ei non solum libere dimiait, sed omnem 10 litterarum apostolicarum impensam prosolvit, ac prius huiusmodi cessionis literas et nuntium ad loci possessionem accipiendam habuit, quam quicquam earum rerum ipse Nicolaus cardinalis * Pari quoque liberalitatis officio functus est erga Aeneam, turn ecclesiae Q,: a. eiusdem] ease — 4. In ipso Itlaere mamea — 5. emolument!*) 9, omnem] omncs — 10. Impensam] impensu- prosolrit] persolrlt- huiusmodi] B.: 3. — 8. declinare] proficisci — — 4. Slglsmunoo brtzlnensl duce tnanca — 5-12. cunctis etc. resclsceret] tan dem occaslone praestlta lade effagleos, cunctis Eccleale alimentia enudatus est Quam amid sortem consueta pie 5 tate ipse adiurit, quoad elus conditio et facultas turn suadebant, elargtto Ills monaaterio beatorum Sererli ac Mar trrli, sito in agro urberotano, quo sanctus ille pater estlvabundus proficisci consueverat. Quod quidem factum ob id max]me lllustratur, quod Ipse sua sponte aulaque Impensls 1111 Insclo omnia ezpedlta destlnarlt, que ad pos — u. quoque] 1 Nella longs e complicata contesa fra Siglsmondo 10 d'Austria, conte del TLrolo, e 11 cardlnale Nicold da Cusa per II vescovado dl Bresaanone (cf. Pastor, IP, 235 »g-), parte prlnclpale 11 Barbo, a cut Plo II affidava la del proceaao avvtato daUa santa Sede contro il Duca e i suol aderenti. Clo aweniva nel 1462, se condo lo Iaeqbjl, Dtr StrtH dtt Card. N. cm C.*sa nut cUm 11triage SitftmnJ von Otsierreick, toI. II, p. 167 sg., Insbrurck, 1861; ma rlsulta che Pletro Barbo ai oc cupava del procciwo fin dagll Inlxl del contrasto, da ana 1462 il Comtine orrletano, ottenuto da costoro la re stituzlooe di rarle terre, fra cul la * Torre dl San Se rero „ eoncedora quest'ultima "alia badla detU dl San * Serero, per ognl bene che a essa fusse stato ocenpato r (C. MAHBtrra, Historic cit., p, 95 ag.). * Narra 11 Manente (Hutorie cit, p. 98) che Pao lo II prose sotto la sua protesione Orrieto, * conoscendo $0 * il blsogno dclla cltti, per esser In quella In sua glo " rentu dimorato „; e allude probabilmente alsoggiorni estlri nella badia suburbans. Pletro Barbo, renuto in 5S nota deUa Camera apostolica del 39 gennalo 1461 (Arch. Vatic, Intreilmt *t tm'tut 447, c. 185 ), per 100 ducati * soiuti r. m" d. Car." S. Marcl, pro certla expensls con * tra Siginmundum de Austria faclendls,. * Da un codlcetto dl Mtmerit deUa parrocchia dt Csn.ile (comune dl Orrieto), del secolo XVIII, che con jo 55 serrasi netl'archlvlo delta parrocchia suddetta, rileraal (c. 9) che I'antlchlatJraa abbazia del aantt Severo e Mar tlrio erasi per la cattlva ammlnlstraslone del monad oliTctanl (sostitultl nel 1424 da Marttno V al Premostro tenai) ridotta In rovina, quando Eugenio IV la Ittltul in commenda e ne cre6 abbate commendatarlo perpetuo sno nlpote, II cardlnale dl Santa Maria Nuora Pietro Barbo. A 13 dl agosto 1449 li Cardlnale, per regit© dl ser Gelaslo lias dl Magonsa nominara Marco Barbo " elus carisslmum Consangjlneum , suo procuratorc per 11 gorerno dell'abbasla-, un anno plu tardl Nicolo V au torlzzara 11 Cardlnale a far fare 1'inventarlo del benl dl easa (bolla del 30 agosto 1450; copla nell'Axcu. com. di Oavirro, Abiatia dt San Severo, n. 2). Codesti benl si accrescerano allora del castello detto " Torre dl San 40 ' Serero , con sue pertlnenie, restltulto all'abbate da Cor rado dl Paolo Monaldeschi, e ne prendeva solennementc possesso Marco Barbo U 7 ottobre dell' anno stesso (Arch, cit., Protocol!* di Dattitta di Maitea 74(0-1464, c. 26a); aembra perd che la 'Torre, ricadessc poi 45 neUe manl del Monaldeschi deila Cerrera, poiche nel della Torre e sue pcrtinenaa che un tempo ave ospltato oltre cento coloni, e non ne ricettarano piu di sedlcl al tempo della rcatituzione dcil'abbazia, al era propotto " Turrlm, quam paulo ante recupcravcrat, * tarn colonls et habitatorlbua quam alils teraporaiibus 60 * instaurare, reformare et ad statum pristinum reducerc „, ottenendo da Nicolo V per 1 coloni del castello la esen ziooe da ogni onere e prestazione ecclcsiastica, cccetto quello del sale (cf. la bolla di Callisto III, del 30 mag gio 1455, che conferma le esecuzlonl concesse dal pre- 65 decessore; copla nelle Memori* mss. della parrocchia di Canale dtata nella nota precedente). * SI trattera di ceaslonc ddi'usufrutto. non delU commenda, che pare sla rlmasta a Pletro Barbo finche questi, dlrenuto papa, non l'ebbe trasferita al nlpote, 70 cardinal Marco (cf. la serle del Commendatarl dell'ah bazia, nolle Memorie cit, c. I ). II Cusano profitt6 lun gamente dctla liberallta del Barbo; le Icttere di lul, re lative alia contesa col duca S!g!smundo, dal glugno 1462 al luglio del 1463 (prosso Pastor IP, 243, nota 2, Iaisom*, 75 0/. cit., II, 300, 302 sgg.) sono tutte datate * ex Urbere teri „. Nell'ottobre del '63 egli trovarasi prcsso la Cor te papale dove rlmase fino alia morte, che segul 1' 1 agosto dell'anno seguente (Iakgu, II, 411 sgg.). — Per le rxerche d'archirio intorno aU'abbazIa del santi Se- 80 rero e Martlrlo, cl professlamo gratl all'erudlto orvle tano sig. Peride Peraii dclla sua 94 MICIIAELIS CANENSn scnensis antistitem et cardinalem in titulo sanctae Sabinae, qui deinde, Pius II appellatus, me morato Calisto successit Siquidem cum idem Aeneas in ipso cardinalatu perexiguos census haberet, eius paupertati compatiens, coenobium beatae Mustiolae 1 in solo senensi situm, quod perdiu ipse possederat, Aeneae postuland liberaliter habendum dimisit Item et Iohanni eo clesiae metensis antistiti, cuius supra meminimus aedem beatae Agatae* cum insigni viridario 5 in declivo Suburae 4 sitam liberalis amicus resignavit. Munera ipse nunquam nisi a familiarissimis et ea modica esculentaque accepit, caetera c */» quii... ji €. * t. iou vero destinata remisit et ne amplius afferrentur prohibuit. Et quoniam neper se scribendum offert, nequaquam silentio praetereundum est quod Nicolai V pontificatu, cum Philippus' de Levis 1 nobilis gallicus ad ecclesiam auxitanam vel maxime ipsius opera promotus esset ac per 10 procuratores suos munus ei pro consuetudine condecens elargiri curaret valoris tercentorum aureorum et eo amplius, ipse semper pertinacissime renuit, nec quicquam omnino oblati mu neris accipere voluit; quam quidem animi continentiam etiam in ipso pontificatu iugiter et accurate servavit Cum enim soli'tum sit in ipsis pontificatus initiiB pontifices a principum civitatumque oratoribus certatim donari, ipse adlata dignissima auri argentique et caeterarum 15 nobilissimarum rerum munera constantissime ab omnibus recusavit, laeta fronte iucundaque voce asseverans, eis se rebus nequaquam opus habere, sed integra fidelitatc atque obedientia crga se sanctamque sedem apostolicam *. Convivia amicis frequenter mediocrique sumptu cxhibuit, caeteris autem rarius diligend praecipuoque apparatu dedit. Iubilaei tempore Ni colaum V pont. max. magna cum sacri senatus parte honorificentissime summaque cum re- 20 rum omnium copia die uno ac nocte domi suscepit Solitus est edam in ipso' anni decursu aliquem ex cardinalibus, seu dignis principum oratoribus convivam habere, una adhibids pie risque non vulgaris auctoritatis praelatia ac viris docris; exponebatque magnam diei partem in ipsis conviviis peragendis, turn pro diversorum ordine ferculorum, turn etiam, cxacto con vivio pro iocalibus elegantissimisque aliis rebus ostentandis. Privatis vero amicorum coena- 25 culis, aliisque secessionibus rogatus saepissime intervenit, iucundus cum omnibus ac fesdvus. Spectaculis publicis si quando eum interesse contingebat, remotiori atque honestiori spectaculi Q. : 3. beatae] sanctae — 4. perdiu] diu — 10. galUcun] gallua — »4. Com enim] nam cum- Ipsis] prlmit — 17. oU le rebus neqtiaquam] se his mlnime — ai. copla die uno] affluentia die- Ipso manca — »7. ipectacuU manea B.' 1-4. ld?m tic dlmlslt] Ipse Eneas pro cardinalahis noTitate rerum quasi ponurla ' laboraret, cenoblum bcate Mustlole In *olo senensi situm, quod diu ipse possedlt, Enee postulantl summa animl alacritate dimialt S — 4-6. Item tic. reslgnarlt manca — 13. animl mamea- etiam manca — 14-18. Cum tie. apostolicam] Nam In pri mis pontlficatiw lnltlU munera ceteris antece«soribui largirl consueU per dlrersorum principum ac clritatum oratorea ipse constantissime recusavit, se his minlme opus habere asseverans, sed persererantl fidelitate atque obe dientia erga sedem apostolicam opus esse — at. die uno ac nocte] die ac noctu — aa-as. dignis ttc ostentandis] exceilcntibus oratoribus maximum dlel partem cxponens In convirlo peragendo pro varla electorum elborum appo 10 sitlone — 87. spectaculi mnm.-a 1 L'cremo dl santa Muttlola, sorto net secolo XIII, al quale Tentva unlta da CallLato III nel 1455 l'antica abbazla dclTArco presao Siena. Luni .', AVatiaram Ita lia* brevis natitia, Romae, 1693, P- 3^3 15 * CL sopra p. 9», nots 1. » Sant'Agata • de' Gotl. o S. A. « alia Suburra , : red! Laubunti, Storin dtlla Jiaconia eardinaUtia tec. di Sant'Agata alia Sabarra, Roma, 1397. Nella serie del Cardinali cho furono diacomi, titolari o eanlinali di qnerta ao chiesa, 11 Laurestl ricorda, per 11 secolo XV, soltanto Francesco Gonzaga, 11 quale 1'ebbe in commenda da Pio II nel 1461 (of. ei/., p. 75) e la tenera ancora nel 14S1 {JDiario Romano di G. da Volikrra, edlz. Carusi, p. 36). II Barbo godette, qulndl, la commenda antcrlor 35 mente al Gonzaga. 4 Luogo dl dellzla, ampllato e abbeDlto dal cardl nale Gonzaga; cL 11 Diaria del Volterrano, loc clt, Aoinolpi, Roma ntWEta aV m*uo, VI, p. 96 sg. * Scoondo I'Eubsx, Hi*r. calk., I, 75, 134, II, 105, nel 1 454 succedeva nell'eplscopato dl Auch a Pilippo de 30 Levis (che lo tenera fin dal 1435) un aKro Fllippo de Levis, protonotarlo apostolioo. 1)1 quest' ultimo parla 11 nostra Autore. ' Scrlvera (is gennalo 1471) Paolo II al re di Por togallo, 11 quale gll aveva Invlato in dono un anello pre- 35 zioao, che lo accettavm per le Insistence dell'ambasclatorc, arendolo dapprima rifiutato "secundum morem nostrum,; e rlcainbl.tva 11 dono con altro gioiello (Akcii. Vatic, Bm-ia, tumo XII, c 71 a; cf. Appendice IV a). Del suo costume dl non accogllere donl, « nisi quae cram potumve 40 , 95 : DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI parte cum aliquo ex sacri senatus patribus et plerisque dignis praelatia ee ad conspiciendum Iocabat. Omnium quidem vetustatum exacdssimuB perscrutator extitit atque aureas Caesarum imagines alteriusque metalli tarn probe in ipsis numistnatibus dignovit, ut primo aspectu illico Caesa'ris nomen exprimeret:' proinde Caesarum summorumque pontificum tenacissimam me 5 moriam habuit. Hypocritas ac nefarium simulatisaimorum hominum genus semper exhorruit acerrimeque insectatus est Cum autcm idem Pius II adversus efferam Turchorum perfidiara sanctam illam expedi tionem per omnem christianorum orbem in urbem Anconem convocassct, eum illuc ipse fer ventis aestatis tempore subsecutus est, quo factum est, ut ardenti solis aestu itinerumque 10 defatigatione delicatum ipsiua corpus adversa valitudine correptum fuerit *. Sed Pius paucis post diebus cum Ancone obiisset et sacer patrum senatus pro eligendo extincti pontificis successore in almam urbem rediisset, ipse quoque febre adhuc gravatus, inter postremos sui ordinis patres Pii cadaver subsecutus est *, qua quidem febre usque adeo est corporis debi Q. i. et plerisque] alllsque — 5. ac nefarium] atque pestUentiaslraum — 7. Turchorum] coaetn] Anconam — 9. aestatis] aetatls- solla] wlU — 11. Ancone] * B. : 1. et pleriaque] allltque — 3. quidem matea — 5. ac nefarium aimulatiaalmorum] atque pestilentiaalmum si.nulatorum — 6. insectatua eat] taaectatua eat. Adulatorea ac plausibllea assentatores aftatus gravlter audirit 5 linpoaitoque aermone fuccidlt; quod etlam In summo pontliicatu pcrscTeranter eglt, atque aevero vultu contractl s]uc sup-rcilils adulatorea lntuitus in alio verba decllnare cogebat, que preter adulatlones proeecuturl erant-- 8. In urbem Anconem coavocaaaet] concltaaset — 8-p. 96, 1. 5. cum etc. patres] eum in Anchonem subsecutus est tain ardentis sub aoila exuatlone Itinerumque defatigatione, ut delicatum corpus adversa ralitudlne correptum fuerit. Plus cum paucis diebus Anchone exactia lbl tandem obiisset et sacer patrum senatus pro eligendo extincti ponti M.: 8b. adulatlones] * habeant „ parla l'Ammannati In una lettera, rtprodotta dal Mokwtz, Let Arts, U, p. 133; qulrl pure (p. 131 sg.) e pAaroa, n3 , p. 358, altre prore della rilutUnxa dt Paolo II ad accettarc regalt. Anehe agll ufficlall dello Stato delta 1$ Chleaa avera questo papa severamente prolblto, iln dal prlndplo del auo pontificate dl rlcerere donl 'praeter * esculenta et poculenta quae bicluo consuml potsnnt (Bailor. Roman., V, p. 184 sg.; 1466, marao 18). 1 Cf. aopra, p. 4, nota 1. * Delle medaglle.... egU 10 *ce n'e una careetla meravlgUosa per rlapetto dl queato « monalgnore dl S.* Marco , scrirera da Roma, nel 1456, Carlo de» Medici al frateUo Giovanni dl Coalmo (V. Rossi, Vindole ecc. di Giovanni di C. de' Medici, in Remdlcemti d»' Umem', II, 1893, P- x3°) • 1u&'e * care ts atia „ durava nel prlnclplo del pontificate del Oarbo, Tornabuonl ragguagliuva il Magnlfico troppe dl queate medagte antlche chc buonne „ (Roma, 3 febbralo 1465 ; Arch. Pior., Car/. Med. a. i. P., f. XX, 1 14). La collezlone delle meda 3» glle poaiedute dal Barbo prima del pontlflcato, e deacrltta nell'InTentarlo del 1457, pubblicato dal Mubmtz, Let art*, II, »65-179. L'Inrcntarlo ateaio porta molte ag glunte posteriori doTUte, osaerra il Muntz (p. 138), ad 000 acriba II quale aentlra i'influenza del Cardlnale nu 3$ miamatico. Not rltenlamo che codeate poatille, da cut al ha la miaura della erudlzlone numlamatlca del Barbo esaltata dal nostra A., derirlno dlrettamente dal potess aore delta coliezione. L'orlglnale deU'Inrentarlo (Arch. Rom., Inventano de! Card, di S. Marco /4*7) porta nel 40 terto del fogllo anterlore dl guardla la nota aeguente * zxx die marcll 1460, feci litteram cambil Antonio de * Vico Venedl (tic.) de due. 310, ad peticlonetn Baldaaarls * de a. Sevcrino, quam summam hie SenIs recepi, quam " litteram direri prcsbltero lo. de Marostlca, cum dila " clone soluclonis duorum mensium cum dlmldio,. Que- 4S ste rlghe, che sono erldentemente una memorla perso nals del Cardinal di San Marco, scrltta durante I suoi sogglornl In Siena al aegulto dl PIo II, nel 1460 (cf. Pal tra postilia, a p. 333 dell'edialone MQntz, e Pastor, IP, pp. 41, nota 1, e 79) appalono della ateaaa mano che vergo 5° le poatille dl commento all' Inventarlo. Si oaservi lnoltre, che le postlile suddette sono di una mano sola, ma dl tempi dlversl (cf. quella a p. 316 dell'edlzione, dove h rl cordato come defunto mesaer Paolo Barbo, II quale vlase Quia.. 11 t. »j* — 8. An fino al 1463) ; che In si rlcorda II possessore delle ar- 55 tlstkhe collezloni col sempllce nome cardimalit U Marti, senza il predicate reveremdittimus: tutto eld farebbe conclu des che le annotazionl dcll'Inventario sono da attribulre alio stcaso Cardlnale. Come il Barbo peraegulsse l'antica pasatone per la numlamatlca anche durante 11 papato, redl 00 In una lettera dcll'Ammannati del 1468 al segretarlo pon tificlo L. Dati, in Jac. PiccoLOMnri, Efhtolae, c. 167 a. * Al sogglorno del Barbo In Ancona nel 1464 al rUeriscono le lettere, che dl 11 Indirlzzara un segretario del Cardlnale all'arclveacovo dl Vallaresso, e cite sono 65 pubblicate in appendlce a quest* Vita: esse offrono in teresaantl notizie, oltro che sul cardlnale Barbo, sulto state d'anlmo del curiall alia vlgllla d' lntraprendere la apedlzione, per la quale il Barbo avera armato una galea, che al trovd pronta nel porto di Ancona e venne, dopo 7° U morte dl PIo II, ceduta at Venezlani (cf. VOratio in mort* fatrmi etc. dl Pietro Barozzl, col. Mare. /.at. AY, 00, c. 34 b). 9 Una tradlzione, raccolta dal poeta contemporaneo 96 c Jt» MICIIAELIS CANENSII litate confectus, ut post exactas de more defuncti pontificias exequias, in ipsum conclave paene ultimus lectica delatus sit '. Verum autem cum in ipso conclavi, rite peractis quae in tam ar duo rerum negotio agenda erant, ad successoris clavigeri Petri Christique vicarii electio nem' sacer ille patrum aenatus iam devenisset, tam cottformis de eo omnium electio fuit et consona nrmaque in ipso vota extitere, ut ipsi senatorii ordinis patres admirarentur et cae- 5 tera hominum multitudo divino quodam numine id actum esse confirmaret: quandoquidem in Quia., jj . ut tam eximia divini vicariatus electione per multos saepe dies alias elaboratum sit et plerum que non cor'respondentia eligentiura vota scu tantam molem in longum tempus, seu in alium non quidem speratum traxerint. Huius vero elcctionis mirum ordinem eligentiumque nobili tatem ac praestantiam et conformia omnium vota, atque electi pontificis non mediocres vir- 10 tutes Iacobus, papiensis ecclesiae andstes et cardinalis in titulo sancti Grisogoni, copiose orna tiasimeque descripsit*. Pontifex autem, quod turn minime rebatur, ubi ae uno omnium consensu electum intel lexit, ipaos senatorii ordinis patres pro more affatus, congruas agit gratiaa eumque digni tatis locum, ad quern ipsi eum deputarant, ingends esse molis ac suis imparem viribus pro- 15 feaaus est, sed in praepotentis Dei suffragio coniisus onerosissimum curarum ma'gistratum cum humilitate obire paratus erat. Turn, ut mos est, Pauli sibi nomen imponi atque appellari voluit. Fuere nonnulli graves viri, doctrina quoque ac prudenda praestantea, qui ut primum Pauli II pontificis assumpti nomen audivere, compensata eius longa rerum experientia, integro et excellend animo caeterisque virtutum muneribus, e vestigio eum fore vigilem eccleaia- 20 eticae ditionis ac libertatis propugnatorem, sanctae quoque disciplinae directorem atque acrem malorum correctorem praedixerunt *. Atqui ut primum huiusmodi elecdo palam innotuit, ma il. : I. defuncti manca — 3-3. cum etc. ad successors] cam ipto coaJcnrl rite peractis, quae In tam arduo negotio agenda erat, cum ad succoaaoria — 4. omnium mamca — 5. ipso] eo- extitere] extltcrunt — 6. actum] factum — 7. alias manca — 9. trazerit] extraxerit — 17. doctrina quoque ac prudentla] doctrina prudentiaque B.: flcis tucceaaore In almam Urbem redllaaet, lpae febre adhuc gravatua lectica Inter postremoa sul ordinis : is* $ patres Pll cadaver aubaecutua est; qua quidem febre usque adeo eat contritus,' ut post ezactas de more pontificis exequias in Ipsum conclave pene ultimus lectica delatus sit. Celebrata lgitur sacra cucharlstie oblatlone In eodem conclart, Invocatoque sancti splrltus auxlllo (sicuti mos eat in tam arduo fidei negotio) usque adeo conform'n de co electio fult et consona ac firma In eum rota extiterunt, ut ipsi sacri scnatus patres — 6. confirmaret] affinu&ret — 7. dlvlnl vtcarlatus] unicl tcrrarum pastorls ac domini- electione manca — 8-9. seu etc. traxerint] tantam ction1 10 tnoletii seu in longum tempus seu In allarn personam traxerint — 9-13. Huius tic. descripsit] De cuius quidem ele 1 mlro ordine deque eligenttum nohilitate ac preatantia et de uno omnium voto atque egreglis electi pon tificis vlrtutlbua Iacobus antlstet papiensis, cardinalis in titulo sancti Grisogoni, vir maxlmi lngenll ac summe facundie, et copioae et ornatissime scripslt — 14. quod etc rebatur manca — 14-18. Ipsoa tic. volult] (quod ipse meriJbat) illxo albi ex Petro Pauli nomen imponi ac vocarl voluit- 16. graves etc. praestantea) doctrina et pru 15 dentia viri preetantes — 19. longa] ampllsslma — 30. muneribus] dlgnlsslmls partlbus — 31. ditionis etc. propu gnatorem] ditionis pugnatorcm- quoque mamca — 2j. malorum] malefactorum • Atqul etc. Innotuit] Eiusmodi autem electio quam primum Innotuit M.i 3. sit] fult — 4. fuit manca — 8 b. eum] eo- afliroiaret] afllrmarent — 19, Integro] Integrltate UattisU Spagnuoli, vuole che 11 Barbo nel ritomo da jo Ancona a Roma interrompesse U viaggio per implorare, nel santuarlo dl Loreto, la guarigtone, che la Verglne gll accordava mlracolosamente : onde il cardinsJe avrebbe detcrmlnata la costruztone dclla suntuosa basilica laurc tana, di cul sarcbhe, quindl, doruta la origine alia gra »5 titudlnc del futuro pontcfice (cf. Hor. TuRSti.UMUS, ///' storia Lamretama, Romac. 1S97, p. 63 sgg.). Scmbra in vece accertato che 11 dlscgno del grandloso edificlo rl salga ad epoca anterlore (Schmarsow, Me/otto, p. 124 c c"e Paolo II ne abbla soltanto favorito la ro 30 struztone con ic Indulgence, ncll'iiitirao anno del suo pontlficato (I, A. Vooax, De cedctii* Rtcanattnsi et Law retana, Reclnetl, 1859, toino II, p. 315 sgg.; cf. Arch. Vatic, Brevia, toruo XII, c 84 sg., Divert. Camer., to mo XXXVIII, c 33s n). Ma al consegulmento di grazle speclall sembra alludere lo stesso papa in una bolla (preaao 3S Voobl, of. cii., II, 3iS), dove aiTcrma di caserc stuto " ultra communem mortallum modum semper devotlssi * mus et affectIssimus , alia Madonna di Loreto. 1 " 11 39 nov. 1464 al pagava certa somma a mae * stro Antonio speclale prcsso la stalla di san Plero, per 40 " xertc medeaine dc' a nostro Slgnor, slando In conclavi , (Arch. Rom., S/enJitore di Palatto, 1464-1466, c. 8 a). * Vcdl Iac. Piccolomlnki, Efist. et Comm., c. 345 sg. » Scrlvera Pletro Baroaxi nella oratio ad Pa*Urn If DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 97 ximo gaudio et laeticia expectantium populorum animos explevit. Turn omnes, uno simul ore, verum sibi patrera patriae, fundatorem quietis amatoremque iusticiae coeutus da'tum con clamare; torn per vicoa perque plateas Romani et accolae omnes certatim mirifice exul tare, festos in triviis focos agere, vota ac preces Deo optimo pro tali pastore servando, fau 5 staque verba concinentes passim in Urbe frequentare. Quod equidem haud minim fore' «. na cuncti asseverabant, cum permultum differat inter eum, quern ducem hominum rerumque dominatorem non homines, non ambitio, non praecatus, non factio, non congestae opes,/kion denique formidolosa potestas, sed quern naturae bonitas, ingens erga omnes pietas et ille su premua rerum moderator et dignitatum dispensator Deus, hominum corda dignoBcens, fecisset 10 et ad regendam divini piscatoris naviculam deputasset Divulgate mox in finitimas ac deinde in longinquas regionea talis de Paulo II electio, pari gaudio ac laeticia christianorum prin cipum ac populorum animos affecit, quemadmodum Caesaris Federici III imperatoris, re gum atque diversarum provinciarum et dominorum varii et excellentissimi oratores publico in consistorio demonstrarunt , quibus ipse praecipua modestia et humanitate amplissime aatia 15 fecit. Legationes autem omnium principum gumma cum honorilicentia excepit condignisque muneribus donavit; private quoque omnes pro rerum exigentia saepe ac patienter audivit, gratus et liberalia ad cunctorum petitiones. Fuit insuper' aliquanto profusior in omni honoris ac largidonis munere exhibendo erga magnam Gallorum regis legationem et excellentissi mam, licet ob' quotidiana adversus ducem Burgundorum bella posterior esset : quae quidem 20 amplisflimum erga se devoti regis affectum publico in auditorio expoauit, ipsum et opes et «. »*» a Quia., 36 regnum ad eius beneplacita offerens*. Ut vero mox pontificias regere occoepit habenas, taoto rerum moderamine cuncta disponere et agere studuit, ut nihil omnino praetermitteretur, quod ad optimum pontificem, optimum patrem patriae spectare videretur. Populis autem in eius pedum oscula confluentibus, ut mos est, illud laeta fronte ac iucunda voce dicere aolitus 25 est et persaepe, dum expedire intelligebat, repetiit, ut scilicet omnes bono essent animo, quo niam et pacem et amplam rerum copiam iusticiaeque exhibitionem omnes a se habituri essent B.t a. coelltus] desuper — 5. passim In Urbe ntmca — 5-6. minim ttc. asseverabant] mlrum fait — 7. factio] factlones — 8-10. pietas etc. deputaaaet] pietas, quem bone arte*, virtus inclrta et quern Ule supremus rerum artlfex Deua, hominum corda dlgnoscens, feclstet et ad regendam divlnl plscatorls naviculam pontificaJeque mi niaterlura pertraetandura elegisset, irnroo election] demonatraaaet — 1 1. longinquas] i 1 — IS- autem manca- condignisque] quarum fere omnea condlgnls — 16-17. private ttc. omnes patlenttsslme sudlvlt et ad cunctorum petitiones gratus ac liberalia fuit — 17-11. Pult etc. — 31. Ut vero mox] Atqut ut mox — as.et agere] agere et adrnlnUtrare- praetermitteretur] pretormltteret — 33. opti mum patrem patriae spectare vlderentur] ac verum patrera spectarent — 34-26. confluentibus etc. essent] confluen tibus Iliad sepe repetiit, sereno vultu benlgnlsque verbis eos aUoquens, bono omnea essent animo : 1 to pacem, amplam rerum copUm et Intrepldara iustitle admlnrstratlonem ab ae habituri erant in mart* /caMMt's fatrmi (cod. Marc. /at. Xf, 00, c 35 a) : del pontificate dl Paolo II inducers li cardlnale Camer "Tu.... cal Petri a baptlamate, Paull ab eiectlone dl- lengo a nomlnare, II 17 dlcembre 1464 un commUsarlo 3° * vino, ut arbltror, nutu nomen indltum fult, duorum per reqtilslre nelle terre delia Chlesa fieno e strame, quonlaro prcter omnium exlstimatlonem magna feni et * Inter apostolos facile prlnclpem, vltam mores sanelta 1$ * temque lmltatus beilum multo sanctlus, multoque pon- " stramlnU In alma Urbe peniurla supervenlt, ac pro ' tlfice maximo dlgnius adversum vicia, adversum homl- * multis Arabassiatoribua allisque domlnls et peregiinis nes improbos, adrenui princlpea tenebrarum gerere * ad lpsarn Urbem contlnuo adrenlentibua et In eadem 35 * malulstl ttc. „. Peri, U Barbo scegUeva U nome di * Urbe commorantibus pro eorum equls nutriendla sit Paolo (In omaggio, forse, alia memorla del fratello pre- * necessarlo provldendum , (Arch. Vatic, Dh*r$. Cn 30 dlletto, morto due annl Innanzl, cf. sopra, p. 73, nota 3) mtr., tomo XXXII, c. 63). Un altro decreto del Ca dopo che gli era stato sconsiglUto di aasumere merlengo, del 15 marso 1465, prowedeva a fare amulre qneJlo dl Formoso, in cul potevasl scorgere un'alluslone alia citta pspale vettovaglie d'ognl specie, da tuttl 1 4° alia venusta dcli'aspctto del nuovo pontefice; e quello luogfal delta Chlesa, * ne curiales et sill peregrinl ad dl Marco, che In un papa renextano poteva esiicre In- " lpiani Urbem venientes tiecessarlis carefint victuolibus, 35 dixlo di parelaJe benevolensa verso la Repubblica di San (Divert, cit., c. 96 ). Marco (Iac. Piccolo*u*ej, Bfitt. it Comm., c. 34s a). 1 * II credeaslere del papa (Arch. Rom., Sftnditor* Vcdl sopra, p. 17 ; Pastor, II, p. 290 sg. La fre- di Palasno 1466-67, c. 185 a) registrars sotto le date 36, 45 dl ambascerie e dl peUegrinaggi net prlml meal 37 e 33 febbralo del 1467 ie « spexe fatte per io convlto T. HI, p. xvi — 7. 9S s» MICHAEUS CANENSn Annonam 1 rei frumentariae in primis Romae cunctis patentera instituit frumentumque, quod multo carius iam invaluerat cariusque venum exponebatur, brevi temporis decursu ad* aequam pretii taxam redegit et diversis urbis locis ad vendendum deferri mandavit *, romanis civibus prius acriter increpitia, qaod paterentur earn urbem frumenti penuria insolenter defa B.: i-p. ioi, 1. 5. Annonam etc. rolult] Annonam rei frumentarie Rome in caropo Flore cunctis patentem ln •tltutt. Et quum granl prctlum Immoderatius ingravescent minusque frumenti per Romaaoi venum exponeretur, convocatls prlnmm ad ae romanls civlbua, qui agriculture operam Impendebant, Ita eos alloquitur : * Inter ceteraa animl noatri sollicltudlnes, ea quoque nobis cordl eat, ut diJectlsilma urba nostra Roma, M. : 41 * alii ambasaladori del re de Fransa „. Queata notlzia conferma la osaervazione del Pastor, Gesciickte, IT*, 291, 3, chc codesta lcgazione non pote arer luogo che la fine del 1466: anal, come apparc dalle note del 1 5 3.5 15 4 5 SO « 10 credenziere, al prlnciplo dell'anno seguente. L'arabaacc ria d'obbcdlensa dol duca di Borgogna era venuta gla nell'autunno del 146s; cf. in Arciiivio cit., Divers. Poult II, 1464-66, c. 134 a, 11 mandate dl fl. 33 per le spese " pro convlvio faciendo dorainls oratoribus ill. d. " duds Burgundie „ del so ottobre 1465. La narrazlone del provvedlmenti annonari dl Paolo IT, piuttosto ampia nella prima redazlone di que ata Vita, fu dall'A. rlasaunta In poche parole nella re dazlone del cod. Angelico. L'argomento, assal Iropor 30 tante per la storla economlca dello Stato eccleslaatlco, e stato scarsamente studlato: la modema critlca non ha finora rivolta I'attenzlone alia politica annonarla nei tempi anterior! al pontificate di Slsto IV, del quale e tamos* la bolia (3 agosto 1476) con cul si proeedera contro I'abbandono del terrenl coltlrablll nel patriroonio e nella campagna e raarittima, assegnando ai lavoratorl del campi incoltl, la proprleti dl un terzo del fondi, apparteneasero questl ad entl ecclesiastic), a eomunl od a priratl {Stainta nobilti artis agricnlturae Urbit, Romae 1 $95, p. $92 sg.). Da questo momento atorlco, incomln cia lo studio documentato di U. Brnioxi, Di* Getreide felitik der Pllfste, Berlin [1S98], 11 quale combatte le accuse mosse al papl, dl arcre subordinate. 1'lnterease delTagrleoltura e del commercio generale dello Stato al benesaere della capltale, e dl arere tollerato o £avorlto gravl abusl nell'ammlnlstraalone dell'Annona (cf. Rivi sta interims. di sdense seciaU, XX, 1899, p. 592). L'lntervento dello Stato per lmpedlre la csporta zlonc del cereal1, quando poteva derivarne penuria al 40 l'lnterno, specialmentc nei tempi che erano frequentI e gravlssime le carestie, rorrlaponde ad una concezlone economlca diffusa universalmente nel medloevo: per l'lta lia bastl citare i'esemplo del maggiorl statl come Na poll ( Yvkr, L* commerce et Its marchands dans fItalic meridionals etc., Paris 1893, p. 107 sgg.), Venezia (Cao CUKTT1, Cnriositi Venetian*, in Arch, rentto, XXIX, 280 sgg., 302; XXX, 32s sg.) e Firenze (Salvrmiwi, Magnati a fc-ftlani in Firenue, p. 134 sgg.). Special! maglatratl erano adibitl, ftno dal aecolo XIU, a proTTedere, pcrcht alia citta non mancaase 11 grano nccessario e foasero evltatl i dannl della spcculazione incettatorla ; e il grano si vendeva al prlvatl per conto del comune. A Roma, la lstltuzlone serabra che datl dal 1284, quando Martl no IV creava U tafitanens grasciat, ufCcIale ch'ebbe plu ss tardi 11 tltolo dl fras/eefs annonae e fu poato alia di papale (Rouocanachi, Lea cor derations ouvriires a Heme, vol. I, p. 69). Special! de legati dal camerlengo vlgilarano, nelle direrae provlncie dello Stato " ne fruraentum er tenia eceleale extrahatur , (Arch. Vatic, Intr. et 449, c. 167 b, anno 1462). La 60 vlgilanza, In cul toccorso I papi interrenlrano anche con le pene spiritual! ai contrarventorl, non aveva sol tanto lo scopo dl orviare alle careatle nell'interno e specialmente a Roma; ma quello, Inoltre, dl asshurare alia Camera 11 pingue provento della Impoata sulla trat- 6; ta, che pare fosse dl '/, ducato per mogglo all'Incirca, nella varleta delle misure dl capaclti Indicate nel docu ment! e nella dlversa misura della tassa stessa secondo gli annl e le personc. Per ca., nel maggio 1463 la Ca mera riceve 1950 dueati per la tratta di 4100 aalme di 70 grano {Intr. et En. 433, c. 81), nell'aprtlo del "63 un mercante perugino paga 50 ducatl per la tratta di 100 moggi (ibid., c. 63 a), mentre nello steaao roeae del '62 una socleta aenese ne paga 75.0 per xooo moggi e il re dl Napoll solo 500 per la tratta della stessa quantiti 75 {Intr. et Em. 449, cc 72 a, 61 a); nel 1473 un mercatante mllaneae, creditore dl due. 100 bol. 23 rem la Camera apoatollca, ottiene in compenao la faeolta di estrarre dal patrimonlo 301 moggi di frumento, « dlmUsa el deblta « tracta . (Arch. Vatic, Divers. Corner., tomo XXXVIT, 80 c. 59 b). Talvolta U papa condonava la met! della tassa al re Ferdlnando {Intr. et Em. 449, c. 76a); simlli age rolazlonl concedeva al cardinall {ibid., c 48 a); i parentl dl Slato IV eaportavano grano roraano in Llguria aenza Hmltazione dl quantiti e senza pagamento di alcon onere 85 alia Chtesa (Divers. Comer, clt, cc 60, 109, anno 1473). Al reddlto della tassa sulla tratta al aggiunga U provento della vendita dl grandl partite dl frumento, fatta dalla stessa Camera {Intr. et B*. 449, cc. 30 a, 34 a, 73 a ecc); e si comprendera come l'ammlntatraztone del- 90 l'Annona desse al papl I mezzi per combattere la culaalone degll Incettatorl in Roma In tempo dl e per garantire sulla 'habundaotla Urbls „ grossl debltl contrattl dalla Camera con le socleta bancarle e com raerelall (cf. Intr. el En. 449, c 7 b; 4SS c« 153 b' 44*, 95 cc. 137 A, 143 a, 144 a). Tl govcrno pontlfido eaercltava, In tal modo, un limitato monopollo del grano ; del quale ahblarao altrl eaempl in Italia, come nel vlclno regno delle due Slcllie, fin dal tempo della dominazlonc nor manna (Yvkr, of. at., p. 125). 100 ' La carestla, onde furono proTOcati gll energlcl proTTedimentl di cui paria PA., dev'essere quella che tra vagllo lo stato della Chleaa nel 1467 e 1468; alia quale al riferiscono I due decreti del cardinal Camerlengo, chc pubbllchiamo In Appendice (V, nn. 3 e 3). Essa era lc5 resa pith grave dalla pestllenza, a cagione della quale gU abitantl delta campagna al rifiutavano dl portare a » ; 99 DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI bus1 tigari, cum satis frumenti ipsi haberent et illud in abdito detinerent Carnibus item et pisci certam ac moderatam pretii taxam praefixit, quod vendentium avaritia nimis indecenter Q.: a-p. 100, L. i. quod etc fuerat] quod nlmU Indecenter aurtum fuerat B. : rerum penurla gravetur, ted preclpue firamento redundet pro dl-ltum ac pauperum commodltate. Quod autem »M pro vestra utllitate atque urbls neceasarto utu ' non exhlbeatis granum publloe vendenduro, gravlter mo* alt : if strque ferlmus, quandoquldem rot non minus •tudere debeatla, ut In hac urbe saltern granl copia pro vcatro ho* 5 nore ac nottri coateinplatlone, qui omnium commodltati prosplcere cupimus. Requlriraus igttur vos et hortamur, ut quiaque pro elus decentia et facilitate granum pnbllce rennm exponat, quod nobli ob omnium consolationem pergratlssiroum Set ,. Quum autetn llloa ad id exequendum tepidiorea Intelligeret, alluaque aliam excusatlcmem causaret, qua cogebatnr pro aua fainilia nutrienda frumentum potiua emere quam ceteris venumdare, tandem ipse Qnamquam multa dlzerltls ad suadendum nobis frumentum In Urbe apud civet venale nequaquam esse, to tamen addud nequlmns ut credamui in hac urbe nostra tantum granl non ease, quod ultra ctrlum necessitatem hole publlce indigentle satisfacere non posslt, prescrtim cum agcr romamis etlam In Ipsa frugure raritate afque lntemperle supra ceteros fertlllsslraus alt, ac magna ex parte cJvea nostrl romanl agriculturem sequantur*. Nos vender- le (rrasce dentro la cltti; cf. II decreto del Ca merlengo, del ao lugllo 1468, In Divert. Comer., XXXIII, «5 c 151 d sg. AUe prowidenze complute In codesH annl da Paolo II e lnsplrata anche la enfatlca orazlone dl measer Glacomo da Udlne, 11 quale rirolge in nome del popolo romano le lodl pin entuamstiche al pont-fice; orazlone dl cnl abblamo trovato un eaemplare ma. del o secolo XV in ana miscellanea della Blbl. Angelica, e che pubbllchlamo (App. V, n. 1) per rinterease che In rssa offrono alcunl partlcolarl rlflettenti le condlxionl ettremamente angustiatc, a cut la speculaaione a-eva ridotto U mcrcato granario In Roma. II preno del-S grano raggiunsc la roassima altez-a nel dicembre del 1467 (cf. la Oratio, P U. 35 e 40); in virtu del prov--edlroentl dell'Annona papale esso dlscese rapldamente, in proporzlone da 28 a 7, Glacomo da Udlne rlferfeee queste clfre alia unit* dl mltura del *rubrum „ (rub 30 bio — 93 kgr.) e alia moneta del " nummus ,, In cul dorremmo rav-isare U ducato d'oro U nnmmu$ aureus del latino umanlstlco. Se cost e, la careatla aarebbe stata veramente spaventevotei si consider! che 11 rubblo di grano si comperava a Roma dalla Camera apostolica IS nel 1458 a due. 3'/, (fmtr. et E». 441, cc. 137 a, 14a a, 144 a), e nel 1471 ad un preno presso poco nguale (fl. 614 per aco rubrl; Intr. et En. 486, c. J03 a); nel 1473 Bettuccio ViteUeschl da Corneto offrlva U grano all'Abbondauaa di Roma, per a ducatl 11 moggto (Divers. 40 Co-Mr., tomo XXXVn, c. 17a a). Pin basso era tl prc-zo nell'anno 1466, in cul la Camera comperava as rubbi dl frumento per due. 36 boL. 8 (Divert, clt, XXXII, c aoa a); p!6 vile ancora nell'inverno 1458-59 quando la Camera lo vendera a poco pl6 d'un ducato (Intr, tt 4$ E*. 441, cc 137 a, 14a a, 144 a). L'esecutore della poll tica papale In si grave contingenza fu, come scrlve l'Udl nese, 11 prefetto dell'Annona Glacomo Soro (da Sora ?) * La grande fertilita del tcrritorio lotomo a Roma, affermata sella allocozione papale, e vanlata anchc sella bolla famoaa di SJsto IV 50 (cf. aopra. p. 9*, no(a 1) ; nia quel suolo venlva adiblto, del me* dioevo. di preCeren-a al pascoll,- aoltanto verso b fine del quattro. cento .i compicva la Irasforma-ioiie 1» lerreno a colttira. di cul e indice ancbe la trajformaziome della corporation- medievale tomana del bootl^r, in an agricnltunu C'-*« (cf. 0. Rlvci, La • mnivtnitat al wo nome va agglunto quello dl un altro dottore di 55 '^gi. Giovanni Poterl da Narnl, j?ia adoperato da Pao lo n in mission! fuorl d'Italia (Dh*r,. Corner., XXXII, c. 17a a), 11 quale prealedeva alia requisiztone del grano nelle provlncie (App. V, n. 3; cf. Arch. Rom., Deftsi ttria generate della Crociala c. 33 a; Arch. Va- 60 Tic, Divers, clt., XXXIII, c. 171 a sg.). A rendere pld ardua la lotta contro U carestia del 1467-68 stavano 1 rapport! ostlll di Paolo II col re gno Napoletano, dove credlamo al trovaase in codest'e poca grande abbondanza dl frumento, se nel 1467 ve 65 n'era tanto sul mercato di Napoll, che 11 preszo era ri dotto a 15 grama 11 tumolo (nel 1454 si vendeva a 36 gr., nel 1401 a 31), e pur restava invenduto; cf. N. F. Fa RAOtXA, SttHa deifreiti a JVafoli, Ibid., 1878, p. 7a sgg. In compenao, 11 pontefice venesiano poti ricorrere al- 7« 1'aiuto della sua patrla. Due lettere del Senato Vene ziano al papa, del 37 settcrabre e del 16 ottobre 1468, ci informano che quella Repubblica aveva acconsentito che navl venezlane tosacro adibite al trasporto dl grano da Ancona a Roma, per quanto una legge antlca vie- 75 tasae al clttadlni e al suddltl dl Venexla dl trasportare cereal1 dalle splagge del Golfo Adrlatico altrove, che a Venezla; e aveva Inoltre offerto dl sovrenlre al blsogno del Roman! con 1 deposit! dl frumento dello Stato ve ncto (Arch. Vbn., Secreta Sen,, reg. 33, cc. 13a A, 139 b). 80 II trasporto di grano dalle Marche a Roma per via di mare si faceva In oltre medlantc noleggi anconitanl; cf. U pasaaporto, in data ao settembre 1468, per la nave padronegglata da Francesco e Oddone degll Agll, * mer 'catores apud Anchonam laquale doveva carlcare gra- 85 no c biada " in lltore Marchle Anconltane m per I'Ab bondansa di Roma (Divert. Corner., XXXIII, c. 158). 1 Arch. Vatic, Divert. Comer., tomo XXXII, cc aoH-ai; esaendo II papa informato 'quod ex frau tobacltnernm Urbis . in Archimo d. Sot. Mom. di ttoria fotna, XVI, qq 893, p. 13S 9RR.J. L'eitenajone della induatria agrlcola nel Paul mouio. In soatilutione deirallcx-amento del bestiamc, ai conipicva Kil per opera dl Paolo It (11 quale reaolo ajtresl con special I provvcdl C»mpaRna dl Roma; cf. A. Com, Dtnotiv iepn U fituuue dt Ao- 95 ma nei stcoli di mttxo, Roma, 1&47, p. 19 sg.), come apparc dal de c o» 100 Qwm., is MICHAELIS CANENSn que auctum fuerat: aed cam ob earn pretii limitationem macellarii romani diu cunctarentor ac recu8arent carries vcndere, ipse, ut ostenderet se facile posse urbem quocumque tempore' necessariis rebus lautisaime abundeque absque Romanis alere, tot diversorum greges peco rum brevi dierum intervallo in agrum romanum et ad circumstantia loca deduct fecit ex ora maritima, ut erectis per diversa urbis loca atque plateas novis macellis, ingentem carnium 5 copiam cunctia effecerit '. Huiusmodi autem rei negotium demandatum fuit Lucae de Amideis r. ,im B.t autem coram consuetudlnem non Ignorantea, tali dlligentia aliunde pTovideblmua, ut nullua occultatione scu tarditate grant vendeodi preter honettatem locupletarl quest, sed omnibus par emendl frumenti copla tit, decenti pretio ad Id statute,. Dehlnc, ut materia* tale negotium ageretur certlorlque rel frumentarte praeparatione firmahim eaaet,' urbem omnem per regienee perque singula* eccleaiarum parochiaa viritim exqulrl fecit, atque examinata neees 5 aaria frumenti preparations fadenda, taatum grant ex clrcumstantibus locls brerl temporif ipatio Romara deportail fecit terra et marl, ut non solum frumenti, sed faiine* ac paais amplisslma emendl copla omnibus facta lit Re pletls Insuper horrels grano, quod in campo Flore pro annona servanda deputaverat, prestltaque omnibus maxiiu M.: is. consuetudlnem] consuetudines — 4a. viritim] unltius " dlbus que commlttuntur in cottumandls venalibus pi 10 "scibus, qui ad banc al. urbem deferuntur, gabella da« " mnlficatur, grassia plurlmum dlmlauitur ac incommoda * plurima Ca.™ ap." clvibusque et cortlsanls subsecun " tur „ ha ordlnato di nominare 11 nobil uomo Francesco "ex marchlonibua de Pratella * (un " Francesco de Pra »S "tella, maestro di casa di Monalgnor di Bologna, net 1463, h rtcordato In Arch. Rom., Lhfosdleria gtneral* dttla Crodata 1463-64, c. 19 ) "in cottumatorcm pro " Ca. ap.°* qoorumcumque plsclum venallum, qui ad * hanc al. Urbem de cetero portabuntur, con I'obbllgo so * insplcendi, examinandl, Intelllgendi et cottumandl, ac * eo quo foro meilori fieri poterit dimlttendl et rela * xaadl ac deliberandi „ restando vietato ai pescatorl, pescivendoll e cottimatorl " ne de cetero de huiusmodi "piscibua Tenalibus cottumandls sine tua rel alteriua 35 "per te ad hoc deputati licentia *tt. emere audeant vel " presumant, sub pena xx flor. aurl He . (to ottobre 1464). Nel 1460 la Camera apostollca al proponeva dl auraeatare 1 prexsl del peace cho giungeva a Roma dal Traslmeno, come appare da un decrcto camerale, coa 30 ml si anauiiavano le mtsure prese dal Camerlengo del coraune dl Roma coatro 1 pescivendoll per avere questl creto di questo pontefiee in Cavore degl! agrlcoltori di Barbarauo. che pubbllchiamo in Appendlee (V, 4). nel quale nono notevol1 after, mazlnni riguardo alia polities economira del papa Barbo. Ma ancbe 35 nci tempi anterior! a queste tiforme. lo atatn delta Chleaa produceva violate 11 calmiere del peace.. . t * cum nos rationalibut de * cauala conceaserimus licentiam onlversia pescirenduli* * al. Urbis, ut non obstante tabula pretii plsclum ia ipsa " L'rbo Tcndcndorum, quam similiter bonli de causia in allqua parte immutare volumus, poaslat per proxime 60 " preterltam quadragealmam vendere places, ratios et Un * chas perualnl lacus uno quatrlno plus quam sit taxa " turn In tabula predicts, pro qual. libra , (Drotn. dL, XXXIV, c ana; ia aprlle 1469). Sul mercato del peace In Roma nel medloero, vedl lo studio dl B. Capooaosn- ( S Guam*a, nel Buo»arroH, serle II, vol.XH, 1878, p. 431 igg. Ad Invlgilare sul mercato delle carnl In Roma, sopratutto ad impedire la frodl contro II daslo I»po«ro al vend!tori, la Camera apostollca manteoera un appo site Inquisitors super gabella carnium „5 cf. 11 decreto 7° del Camerlengo (dlccmbre 1464) con cul tale ufficio e concesao, per mandate dl Paolo H, a Giovanni di Bar tolorneo Mannuccl da Lucca, " amoto cxinde quollbet * alio lnqulsltore, cum emolumeatia *tc. conauetU, Arch. Vatic,, Diwrt. Corner., tomo XXXII, c 36a). 1 Dl tall provredlmeatl troviamo piu document! ne gll atti Ctimerall, II 20 settembre 146$, si concedera dal Vicecamerlengo, " de mandate a,"" d. n. pape super "5 " et non ultra .. I preizi dovevano esarr fiaaati dalla Camera a norma del prezto del grano, eomputatc le apese " per lo vectore, ado, »• 9° litore et »|iesie de casa et factorl, inteao chel gnadagno non powa p. 183 cerealI In grand* abbondanza. Nella gravlaalraa carartia che amiaae I' Italia aettentrionale e la Pmvenja oel IJ73, te lerre delI a Chleaa furono In grado di «odinfare, oltre al biaogno delle popnlazioni dello SUW. qualcona delle richieate di grano fatte al papa da molt! pan! 4* foresllerl (L. Minor. La fueUum dm bU dan, la rupture enlre Flo. rtner et le S. SUgr In MiUutgn d'arcktol. el tTHist., X\'I. 1H96. Rienrdiamn, cone a tempo dl Pio II. la Camera papale fonilise gran qoantita di frnmento al re dl NapoH (cf. nota prrre dente); e come nci mommti dilficili dell'autunno 14SB, Paolo II po 45 «e»»e concedcre ai VHerbesi la edrazinne dl 500 some di (rrano dal Patrimonio (SkTIOMOMi. L'Airhwio di I'ittrbo In Arrktvio it. Sac. /torn, di ttoria fialria, XXX, 1S97, p. 39). * L' "Abboadanxa della farina. In Roma pare fane istitnzione creata, o almeno rlnnovata da Paoln II, Ne abbiamo notlzla dal ca SO pltoli di una cemvemione itipulaU il 5 marzo 14*6 tra la Camera aportollea e Antonio »de Aburaa de VenetiU.; il quale »1 oMvllgava di tenere per la dnrala dl Ire anni • in Campo di fiore o Inoco qolvl "vicino uno pubblico fundioo overo potega aperta. hen formata, de • buona et rcclplente farina, et oinne tempo et horn vendere de qu-Ila •czcedere pin che dlece bologninl per rubto.. Durante il tempo dell'appalto, non ai aarebbe conceaao ad altrl di tenere aimile *(oo * daco dl farina , In Roma : libero per6 a cbiunque di dare farina per merccde *a auoi operal et povere persone., e a" magna! dl vendere °i la merce uacita dal loro molinl. Potra lnoltre ngni pcranna • de foore •de Roma, entrare In ctlta e vendere farina •nelll Inoghi pubblici. (non pin di 500 rnbbi all'anno) previa dennncia "a lo luogko de lo • fnndko e dlcU habundantia de farina, e decto Antonio o «10 robal * Into «Ja tenoto tener boon conto, et non poter iolare decte vendue,. 9° All'appaltatnre venczlano era fatto obbligodi ricevere qaanla merce gli fo«Be cooaegnata dagli ahitanti della citta, c quella vendere per loro conto, verao la prowiaiotic di aei bolognlni per un rubbio- Egll era aatorizzatn a trar grano dalle terre delta Chieaa aenza gabella doveva tenere il fondaco coslantemenle provvlato dl almeno 100 mbbi 95 di farina ; ma per evitare il danno poaaiUle di avarte della merce a longo glacente, gli era eoncea» dl aprire • fino In qaattro laoghl •e banchl de pane vendilale. in quelll luoghl ehe plil ad epso pia • cer* ,. La Camera at obbllgava finalmcnte dl conaegnare ad An tonio • uno luogo nl fiumc Tevere auificiente . per piantarvt due too mote da molino (Aklu. Vatic, Divert. Camer., tomo XXXIV, ix. 69-; »)• DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 101 scnensi, viro diligentiasimo atque prudenti, qui Nicolai V pontificatu domestica negotia fere omnia solas obibat et in multis quoque magnisque rebus' laudabiliter probates est 1 . Vecti galia nova deferentibus in Urbem aedos venalea, carbones lignaque ad aediiiciorum structuras necessaria, imponi passus est: et quamvis ad exiguum nummum praetium esset portitoribus 5 limitatum, tamen quia ex ipsis census pontificis augebatur, ea usque etiam pereeverare voluit*. Q.: 2. magnisque] magnincla — 3. ad aedlficlorum] ad varlaa aedlficlorum B.i granl habendl focultate, tot per diversas Urbls partes horrca fruniento esplcvit *, ut etiam scquentis anni aterlUtatem comprimere potuisset. Granum rero, quod antea trlbus et eo ampliua aureis vix emendum comperie batur, Ipse nno ac dimldlo aureo, minus quoque trlbus dcnarila argentels rennm omnibus dari fecit. Carnibus Item 5 et pisclbus ad equam normam pretinm restrlnxit, quod rendentluali araritia ladecenter auctam erat. Cum delnde macellarloa in vendendls carnibus obstinatlores Intelligent, quo magls osteaderet, posse se Urbem oranl tempore omnlbusque necessarlls rebus lautlaaimc abundeque absque romanls merclbus aiere, tot dlrersorum pecorum greges brevl dlerurn interrallo in agrum romanum ac circumstantla loca deduct fecit, inluncto negotlo Luce de Amadcls senensi, Tiro diligentiasimo atque prudenti, at erectis In dlrersia urbls locia ac frequentatls platels noria macellls, 10 lngcntem caralum coplam eunctls efiecerit1 Vectlgalia nora adrectoribua in Urbem edos Tenales, carbonea ligna que medlocra ad Tarfas edlBciorum structuras necesaaria imponi passus eat; et quamvia ad pauciasimoi denarioa pretium eaut portitoribni Umitatum, tamen, quia ex his reditus maxlme augebatur, ea usque contlnuare Toluit 6-7». omni tempore omnlbusque] quocumque M. : advehentibua- edos venalea, carbones] Tenales carbonea 1$ * hoc Tire rocia oraculo nobia facto „ al mercante ro mano Giulio Francesco Giunta plena facolta dl corape rare 'extra territoria a.1*1 d. n. pape et a, Ro. cccleale * animalia cuiuscuraque generis „ e dl condurll a Roma •tubs libera et impune, ad effectum habundantle huius so * alme Urbls, (Divert. Camer., tomo XXXII, c. 175 a). Nel meae aeguente (Divert, dt., c. 137 n) «1 commina Tano grarl pene alia comunlta dl Cltta di Caatello, che arera lmpedito U llbero transito agll animali "spect. "Tiror. Iohannls Petri Manart et sociorum de CMtate sj *Castelli, Tenientium ad dohanam Ca." ap.** . . *quam * Tia per lltteraa ap.«" a,"1 d. n. pape . {cf. P. A. Da Vaccms, ColUctio constitution** etc. rtmanorum fntifi emm frt- bono regimint etc., Romae 173a, p. 3), "alt omni * boa et aingulla comunltatlbua et offlclallbus generaliter 30 *lnhlbitum, quod pro anlmallbua culsciimque generis tc 'nlentibus ad pascuandurn in dobanls CaV* ap**, in ve " nlendo transeundo et redeundo nulla fieri debeat exatlo * pretextu paaaagii tbI gabelle etc II 19 luglio 1466, Costanzo Tomagoanl da Verona ottenera aalTacondotto 35 per la durata dl un anno, intendendo egll * pro grascla macelll alme Urbls et rOT. Curie, de partibus Lombar * die ad banc ipaam al. Urbem traducere sen traducl fa * cere nonnullaa animalium Taccinarura quantitatea cum 'eorum aatls , (Divert, clfc, c. 341 a). Anche all'abbon 40 danaa delle carni da caccla prorvedeva un deereto del cardinal Marco Barbo, commissario del papa (Arch. Rom., Divers, del Camerlengo 1467-69, c. 6s a; 21 no Tcrobre, 1468), 11 quale avendo inteso come nei territorl dl Corneto e dl Vlterbo gll ufficiall pontlficl lmpedlssero 4j di cacciare libernmente • faslanos, pcrdlces et alias agre * stes aTea , abrogava tall proibisioni ch'erano dannoae * copie et ubertati dictarum aTium in alma Urbe Luca dl Nlcol6 Amedei da Siena, troTaraal alia 1 * Secondo l’A., e secondo la Oratio di G. da Udine (App. V, 1), sarebbe dovuta a Paolo II la istituzione di depositi e spacci di grano in diversi punti della città, oltre ai magazzini principali situati in Campo di Fiori, dove la casa dell’Abbondanza esisteva anche prima - 10a, Vectlgalia] Ut Tectlgalia- udTectorlbus] Corte dl Paolo H, addetto al pontlficla, fin dagll inlzl del papato del Barbo, come ap pare daJla lung* nota dl credltl verso questo pontefice, 55 presentata dopo la morte dl Paolo alia Camera apoatc llca, che pubbllchlamo In Appendice (VTI) ; ed e presu mlblle che quest' uomo dl fiducla dl Nlcol6 V fosse rl masto presto la Curia anche durante 11 ponticcato del tenet© Plo U. Luca di Nlcolo (chlamato anche * Luca 60 •dl Nello, negll attl della Camera apostolica) tenera fra 1 ' proTiaionatt in palatlo apostollco , sotto Paolo II un posto cotpicuo, se si puo gludlcare dailo ttlpendlo per cepito (Arob. Rom., Divert. Panii I/, T46S-69. c. 116 a; 1469-70, c. 157 etc.). Nel 1466 egll fu preposto (cf. 65 totto, note *) airammlnlttrazione dell'Abbondanza dl Ro ma, durante la qual gestioae TenlTa condannato, 11 13 giugno 1468, a rlsarclre la Camera per la mala pesa tura dei gran) sbarcati a Rlpa Grande (Arch. Vatic, Divers. Comer., XXXIII, cc. 40 a, job); ma non per- ?o dette la fiducla del papa Barbo, che lo creava Rettore del Patrtmonlo. In tale ufficio mcsscr Luca fu confer mato da Sltto IV, appena aatunto alia tOTranlta della Chleaa (Divert. Camer., XXXVI, c. 6 a) ; lo teneva an cora nel magglo del 147s (Divers. Camer.. XXXVII, c. 77 a). II s8 mano 1476 al ordlnaTa la confisca di tuttl 1 benl appartenutl nel Patrimonlo "bo. me. Luce Kico * ial de Amldeis de Senlt „ essendo 11 dctto Luca morto debltore * de magna tumma pccunlarum , Terso la Ca mera papale, per cul conto egll area commerctato groase ^ partite di grano (Divert., XXXVIII, c. 175 a). Che l'abl le mlnlttro dl tantl papl fosse uomo danaroto, h provato dalle ingentl aomme ch'egli anticlp& per la famlglla di Paolo C (cf. Appendice VII). * Che le materle prime introdotte in Roma fot- 8, dl di qoato ponUftcato (Aaen. Vatic, Mr. et F.r., m. 447. cc. uja e 145 a : paganenti per dipintura di ctemmi papali * in docno hahan * dantie in Campoflorc m ; novembrc X460}. Paolo crcava, nel c«nnAio r46j, I'uffido di coropotisxa ckirAbbondaiua, affidasdolo a Matteo 9° . «» e. itt 102 MICHAELIS CANENSII Civiles simultates ac scelestas brigarum conventiones ingenti cura et pertinaci animo ex urbe abstulit, omnesque in ea Te opttmates et amicos pari conditione habuit. Antonium Cafarellum, utriusque iuris doctorem excellentissimum, advocatum quoque consistorialem et Ioannem quoque Alperinum nobilem romanum, ei non mediocri benevolentia coniunctos, capitali inimicitia dissidentes, post notabiles poenaa utrisque illatas propter exsuscitatas vi cissim brigas, ita apud Romanos appellatas, tam diu in arce romana detinuit, quoad eorum obduratos animos ad foedera pads deflexit Cum autem plerique Ioannis affines pro eo li Qum.,sr t. *» berando ipsi Pon'tifici supplicarent, innatam eius benignitatem, clementiam et multa insuper beneflcia erga ipsum Ioannem hac'tenus impensa commemorantes, ipse Pontifex non minus gravitcr, quam prudenter respondit, eos scilicet de se vera in Ioannem impensa narrasse, sed reputandam esse rerum temporumque conditionem, ac se hactenus Ioannis advocatum fuisse, nunc vero esse se ipsius omniumque iudicem, qui cunctis iusticiam exhibere intendat '. An gelum Bubalum, equestris ordinis virum, cui ob congestas ex bubalorum opera non medio cres opes cognomen obvenit, quia necis Francisci Capoccini, minus honeste se habentis in eius familiam, conscius fuisse dicebatur, in arcem roraanam detineri suaque illi illaesa con* Q.i 4. el) ac — 14. Capoccini] Capucclnl B. t 1. conventlonee] portente — 3. quoque mamca — 4. quoque manca- ei] ac — 5-6. propter tic. appe lates mwtea — 7. obduratos] obduratiaaimoa — 7-9. Cum etc. non minus] Quum vero quldam ex prlmorlbus Urbis, Ioannis affines, pro eo aupplicarent, commemorantes Innatam pontlficls benignitatem, clementlam et multa Insuper beneficla erga ipsum Ioannem hactenus per eum Impensa, ipse non minus — 10. eos etc. narrasse] eos dc se vera In Ioannem narrasse — u-p. 103, L 8. Angelum etc censebat] Angclura Bubalum mllltem romanum, qui ob con do buballs acceplt, quern Ipse pontifex mUItari honore instgnirerat. Plo II, umbra prorate dallo Statute delle gabelle del 1459 (cf. S. Malatrsta, GU StatmH dell* Gohette di Roma in JO «5 '5 30 Bibhottcu d. Accad, storico-giuridico, rol. V, 1886, p. 77), come h certo che eatstevano gabcllc sopra. la c&lee, le tegole, II legname da coitruilone, e sopra le carnl da macello e le carnl da caccia d'ognl specie, neli'antlco Statute del 1398 (Malatrsta, of. at., pp. 104, 114 eg.). I registrl Caraerall, da nol consultatl, non danno no tlzle dl inasprimento dl dazl sui material! da fabbrica durante II papato del Barbo: bensl, recano provvedlmentl per Irapod!ro frodi nella mtsurazlonc della legna da fuoco (Divert. Comer., XXXII, c. 43 a) e per assleurarne l'ab boadaasa nella Cltta, appaltandone la veadlta e prescrl vendone 11 prexzo {Diver*. Camer., XXXIV, c. 38 b ig.), e parlmentl a rlguardo de' venditor! dl calce, a' quail 1 proibiva (13 magglo 1466) di " rendere alcuna quan * tltl dl calce quantunque plchola, conducta In Roma per * terra o per aqua, senza menaura „.... * et j * uaato che 11 venditor! dl decta cake, per ' tenutl a mlsurare decta calce paghavano In ragione dl * cinque per cento,, si revocava tale pagameato maa tenendo soltanto la * gabella coniueta , {Divert., XXXII, c. 330a). L'anermaslone del Canensi parrebbe tuttavla confermata da un breve che Sltte IV iavlava U 4 feb bralo 1476 al duca dl MUano, per tolto dalla bolla * In coena Domini, 'circa dacla, pedagla et alia libertatem eodetlattlcam 3? rte Magislris da Novum (Ihverl. cil., XXXII, c. 56 a: •Cum in loco * habundantle alme Urbis expedlat habere olficiateni computatorcin •et dlstribotorem omnium et singularum quantitatum grani, frumenti •et alteram bladorum tic.,): I'aono seguente creava Luc» Amedei, del quale trattiamo piu sopra, * wlmlnirtratorcni et rcctorem fotulkl • Abundaatie pro coatmodltate Curie romane et populi alme Urbis,, presso dl lul. quale "10101500. il De Magistri* (ftwri. s, graves admodum rlpristlnando le nor me contonute aeUe bolle di Martino V *ot allorum pre * decessomm nostrorum „ (Maxtkxk et Durand, Viler. Seriftor. am//. Colltetio, II, i$5). 1 Aile notizle date piu sopra, p. 9 sg„ intorno a questa * vendetta , e al castigo iaflltto dal papa agll au torl dl easa, posaiamo ora aggiungere alcuni datt cro nologlci. I.'aggressloae al CaJTareJli era arrenute rerso il norembre del 1464: dlfatti, e del 2 ottobre di code sto anno un contratto stipulate da Giovanni Alberlnl col conte Deifobo dell'Anguiltara per l'uso dl certi pa scoli sppartencnli a qnnfultlmo, e dell'8 dicembre suc cessivo i'ordtne di scquestrare in Nettuno * omnia et * singula animalla culuscumque generis ad lohannem de 'Alperlnls elusque Wlos, elves romanos, quomodolibct * spectantia, que propter execssum per eos in personam " egregll doctorls djii Antonll de Caflarellis, adrocati " consistorlalis, super commlssum Camerc ap.M seque * strata tie., (Arch.Vatic., Divers. Comer., tomo XXXII, c. 35, cf. c. 66 a). II 15 gennalo 1466, si lnglungera al 1' Inquisitor* della Camera dl curare la restltuxlone dl tutti i beni sequestrati agli Alberlnl, avendo il papa coal decretato alio scopo dl ricondurre pace e concor dla fra Caftarelli e Alberlnl, e loro compllci, * ut In llt * terls ap.cl« sub d. ix kal. septembrla, auno primo [1465], •nlenina eontlnetur , (Divert, cit, C. I94B Sg.). XXXIV, c. ins). L'alla sorvefrlianxa della istttuiione era riser vata al 'pracfeetus Annonae a. al quale officio il papa Barbo aveva icelto dapprima il vescovo Giovanni Barnixi (cf. sopra. p. tj, nota 4) e inorto costoi, lacopo Soro, di cui si parla nelle note precedrnti. Intaroo ai jtraiuyt: Urbu. ricordali negli Slatuti di Roma del 1469, vedi Gaaooaovius, Stotia iUUo cilti di Roma, II», p. 81S sg. 10 15 AS So 55 65 DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 103 servari, ac tandem reddi fecit Horum autem intestina odia gravi edicto acribusque poenis iam pridem pontifex ipse sedaverat, quae rursus per ipsum Franciscum exasperata, infelicem ei aortem tandem attulerunt '. Romanos quoque iuvenes vagos ac facinorosos nullo alio ani madversionis genere frequentius punire solitus est, quam ipsius arcis romanae maceratione pro 5 cuiusque scelere atque conditione. Ob id quoque saepe per iocum ipse inter domesticos ro manos gloriatus est, se tali correctione ac disciplina effraenes et insolentes ro'manos iuvenes ad modcstiam honestatemque plane reducere, quali nemo alter bonus magister efficeret; quam ob causam eorum parentes tali magistro plurimum obnoxioB fore censebat. Ut autem cuique ius suum expedi'tius exhiberetur, in primis sui pontificatus initiis Romae plerosque virOB graves 10 ac perdoctos deputavit, qui omnium causas summatim audirent ac terminarent, graviora vero negotia ad se deferrent: neque equidem quempiam damnari passus est, ipsius causa prius non discussa et convicto iudicio. Iacobum Ptolomaeum senensem, pontificatu Pii custo dem arcis romanae, ingenti crudelitate et iniustitia accusatum, ex itinere, quo Senas clan destinus properabat, Romam redire coegit et cunctis pro debito satisfacere *, deputatis ad cau 15 sas contra eum deducendas iudicibus maturis et probatissimis. Adversus quern cum Roma Q.: 4. frequentius mamca — 9. Romae mamas — IJ. convicto] convictum , B.: quia fillis consensisse affirmabant In mortem Frandscl de CapodnU, minus honeste se habentls In faniiliam ad quorum bonorem conaervandum pontifex Interna odla Urn pridem concept* grarl cdlcto magnisque peni» Brtiarerat, cum eius filioa habere nequlret, in aroom romanam deponl fecit ruaque bona fiaco adiudlcavlt, ut et credite 5 rlbus fadiius satisfieret et debitorea quod Angclo debebant solvere non recuaarent (qmeste bramo trovaii,fmari dif\isto, im Jim* del cod., cc.330-360) — 9. suum mamca — 9-12. exhiberetur etc. Indlclo] minlitranctur, tam Rome quam in ceteris ditionis sue locls, ad omnium causaa viros graves ac doctiislmoa deputavit, nullnnque damnari passus est, prius eius causa non discussa et convicto luditio — 12. senensem] nobllem senensem- PU] Pii II — 13. ingentl etc. accusatum] lngentls crudelitatls atque Inlustltle coram ae accusatum — 14-15. et cunctis etc probatissimis] 10 eumque compulit universls pro lostitta satisfacere H: is. affirmabant] affirmabatur. Tutto quests bramo (Angelum Bubalum etc. non recuaarent) trovasi /mors di fosto, come im B., all* cel. lots, im fim* della Vita — 7». sue mamca 1 Vedl sopra, p. 4$ sg. n 18 marxo 1467 la Ca- " atque alias civitatcs, terras ct loca S. Ro. Ecclesle su mera apostollca provvedeva affinche * omnes et slngule * blecta deputatis quam plurlml se in administrationem i j "cuiuscumque generis casejr quantltates, de bonis spect. " dlctorurn officioruni etc quam plurlma fraudolenter et 'militia d.*1 Angell de Bufalls civls ro., propter quod- " vlolenter egerint,, e dato incarlco a ser Nicolo da Luc filios elusdem domlnl Angcli in ca, chlerico dl Camera, e Nlcold da Cittadella, abbre- 45 • personam quond. Franclscl de Capotiia lllatum , se- vlatore, dl slndacare l'operato dl tuttl 1 castellanl e uf dalia Camera suddetta, fosaero affidatn per la ficlalt predettl, * et de piano, sine strepitu et figura so conservailoae a una o due persone, previa cauzione dl * ludlcil, sola factl verltate Inipecta In predictIs proce mille ducatl d'oro (Aacm. Vatic, Divers. Canter., tomo 'dendl ludlcandl sententlandi condepnandl mulctandi XXX, c 6a, ct. ibid., c. 65 a, per altre notixie sul benl "liberandl etabsolvendl, (Akcr. Vatic, Divers. Corner., 50 rural1 dl measer Angelo). La parte prlneipale In que- tomo XXXII, c. 176b sg.). Paolo II aveva trovato, a ata " vendetta , Vebbo Marcello del Bufalo (cf, p. 45, quel che sembra, grave disordlne nclla atnmlnlstrazione 3 e 4), U quale at trovava anche piu tardi coin- dello State, quando saliva al trono papale: e fra 1 prtrol volto In un processo per omlddlo (Divers. Comer., to- attl del suo pontificate (16 ottobre 1464) la noraina di mo XXXVIU, c. 121 b: U 5 ottobre 1473 si ordina al Girolamo de' Gigantl a commlasarlo * ad inquirendum, jj costode delle munlzlonl della Camera apostollca di re- * Inrcstigandum , cxigendum, rccupcrandum, quidquid stltuire a messer Marcello aleune vest! e un lluto, * dum- * Camera ap." debeturv, determine;a dalle continue frodi yy *modo tamen prius constat eundem Marcellum absolu- e dilapldazionl del redditl della Camera, che si commet • turn esse a reatn homicidii, cuius pretextu bona ipsa tevano in Roma e fuorl (Divers, clt., c 59 a eb). Quanto reeepta fuerunt tamquam sequeatranda al Tolomel, delle cul perlpezle durante U pontificate del $Q * II procedlmcnto a carico dl questa creatura di Barbo cl slarao occupatl piu sopra (p. 26), egll rlebbe Flo II era efletto dl un provvedlmento generate adottato 11 favore della santa Sede presto dopo la morte dl I'ao 3j dal nuovo ponteficc contro la cattlva amralnistraalone lo II; cf. II salvocondotto del 10 gennaio 147a, * dll. del castellanl e governatori dello State pontlftcio sotto * fillo Iacobo de Ptholomeis. .. . ut ad almam Urbem ce ll papa precedents. CL 11 decreto del Camerlengo del 3 * terasque nostras et Ro. Ecclesle civitatcs et terras ac- 0 ottobre 1464 : * cum ad a.™1 domtnt nostrl etc. audltum « cedere in elsque tute, llbere et impune versarl valeat , " cotidie pervenlat, quod ex castellanls et officiallbus (Arch. Vatic, Brevia, tomo XIV, c 185 »). •o « tempore fe. re. domlnl Pii pape II per almam Urbem »6* -. 104 t. ir « MICHAELIS CANENSn nus quidam inquillinus acrius coram se instaret, iustitiam contra Ptolomaeum clamitana, de truncatumque brachium oatentans, quod ipse Ptolomaeus ei' troncari fecerat, tandem ipse Pontifex clamanti respondit, se Ptolomaei causam optimis iudicibus examinandam commi sisse, qui et sibi pro iniuria, ai qua irrogata fuisset, et cunctis satiefacturi essent. Sed cum in ipsa hominum muldtudine ille importunius clamitaret iusticiam sibi ministrari, ipse Pon- 5 tifex gravi ac faceto responso eum tacere compuUt, " forte „ inquiens * non expediret hanc * tibi iusticiam ministrari, quandoquidem reliquum brachii tibi abscindendum foret, si, ut petis, iti8n f lfl uDJ rninistrflTcvur ff . jntcucxcriit crum lnun. iTit.c nmnus iioecifuoiicm itscissi? linppruni in Ptolomaei famulos ante portam subianicularem dum ad arcem foenum deferrent aunt., 3» ,-. t?t Iusticiam vero tanta dementia et misericor'dia temperavit, ut delinquentes levioribus poenis 10 semper mulctari maluerit; et si quando de alicuius capitali sententia ac iudicio coram se propo nebatur, vultum animumque exasperaverit et haud dissimulate indoluerit. Ac profecto Ulnd ab eo inter domesticoe saepius non temere dictum recolitur, quoties capitolinam audiebat' campanam sonantem pro sumendo supplicio de aliquo reo, turn illico sibi cor vehementer affligi mirumque in modura palpitari sentiebat. Cum autem ipse nullius omnino necem pad IS posset 1 , tarn ingens reorum multitudo servata est, ut omnes fere publicae custodiae illis repletae essent Solitus est quotannis complures ex reis liberos relaxare a , turn in solennhate nativi tads Chrisd domini, turn etiam in assumpdone beatae Mariae Virginia: sed nullam homi cidis, aut quam rarissimam liberadonis gradam fecit 4 . Reclamandbus vero officiorum prae fectis, carceres omnes * reis esse supramodum repletos, nequivit omnino adduci ut in alicuius 20 Q. : is. cxaspcrarertt] exacerbaverit Br. t. coram sc manca — — 16. lUti ma»ct iustitiam etc. grarl] ostentans brachium, quod ei Ptolomeus truncarl fecerat, iustitiam contra ilium clamltans, ipse pontifex till tandem respondit, se optimis ludiclbut rnimam Ptoloruel exami nandam commlslsse, qui omnibus iuste satisfacturl essent. Cum autem importunius clamaret iustitiam sibi ministrari, 5 grarl — j. ut petis manca — 8-9. fecisse etc. deferrent] impetuosum tumultum in famulos Ptolomet fennm deportan tes ante portam subianicularem fecisse — 10. rero manca — 1 1. semper mulctari maluerit] nrultari Toraerit — 1». exa cerbarerlt tic. indoluerit] exaspersTcrit et permultum Indoluerit — u-p. 105, 1. 30. Ac profecto etc. yoluerlt m.mca M. • 1 6. Inquiens] Inqnit La porta Settimhuia, o * sotto Glano ,, cbe sorge 10 ts il pledi del Gianicolo, tra le parte San Pancrasio e Santo Spirito; Adijtolfi, Roma nelFEta dimetso, I, p. 73. '' Queste parole potrebbero fardubitare che sotto Pao lo II non si avessero eaecusioni capitali in Roma: anchc rAmmanatl scrirera dl questo papa, cbe * humanum 15 'perhorrens sangulnera In reos etiam gmvlsstmoruiu "criminum soils carceribui rindi care sathabult. (Iac. PiccoLoicnrn, Efitt. et Comm., c. 350 a) ; ed Egidlo da Vltcrbo affermaTa nella sua IliHoria XXtaecuJorum (cod. Angel. 3S1, c. 306 a) che Paolo II fu * tarn clemena, ut 30 *nerainem occldi passus sit 1 exitla, peeeata paulo post * donabat magna Tenia, ad triremes aut ad carceres con " demnabat .. Si sa perd dl plu dl una *giustlila„ esegulta durante questo pontiflcato (cod. Vatic. Urb. lot. /6J9, c. 473 sgg.; cf. sopra, p. 34, nota 3); si cono JS scono anche 1 nomi del uiaglstrl lustltiarum Urbla „ succedutial dal 1464 al 1471, che furono Carlo da Na poll, Ollriero Gualtieroni da Galera e Sebastlano Palco nlerl da Pisa {.Reg. Vatic J44, c. 165). ' Dl llberasioni dl prlgionleri per ordlne del papa 30 Barbo (oltre a quelle rituall in epoche aolennl stablllte, in nso presso tutte le corti e 1 Gorerni), non sono rari 1 document!. Talrolta 11 pontefice fa scarcerare 11 col pevole prima del termlne della pena, computando la tortura iaflittagll nella prlgioni * In poe&itentlam delicti , (Arch. Vatic., Divert. Cantor., tomo XXXIII, c 154 *); 35 piu spesso U liberaaione avriene dietro pagamento dl causioni, talrolta asaal riierantl, o per altra utUibi deUo State Per ea^ U 37 aprile X467 Paolo II llberara 11 venezUno Francesco dl Pletro ob auapltioaem homi " eld11 detentum in dicto Castro [S.ti AnKeli] 9 arendo 40 cestui offcrta, oltre alia causlone dl 350 ducatl, l'opera propria dl minatore, per due anal continul, * ad fodi « nam argenU nuper spud Tolfam repertam , (Divert. clt, c 10a; cf. ArckMa d. Soc. Rom. di ttoria fatria, XXX, 1907, p. 33, nota 4). Vedl anche Divert. Comer., 4; tomo XXXII, cc. 168 e 343. Della mitena di Paolo II verso 1 prlgionleri pu6 attestare altresl 11 cap. CXXIX del llbro III degli statntl di Roma del 1469 (edls. romana del 1471), riformatl per ordlne dl questo papa. « "Chi facera fraude — scrlre l'autore del Gior- 50 ' naU dl Paolo n (Cad. Vatic. Urb. cit, c. 473 n) — o " rlteneva o rubbara o uccldeta sensa occasions di ra " t,'lone, o per causa dl furto, era dannato alia forca * senza rlmesslone Un breve del 1471 (Akch. Vatic, Brevia, tomo XII, c 106 ) mostra 1'energla dl questo js pontefice per ottenere che non restassero impunlti gli omicldl nello Stato Ecdeslastlco. » Del numeroai lstitutl carcerari ch'ebbe, traverso DE VITA ET PONTIFICATU PAIJLI SECUNDI deacenderet ; 105 sed ne iusticia subtrabi videretur, novum animadversionis genus conqui sivit. Siquidem oranes mortis reos absque delectu ad taxatum usque tempus pro cuiusque facinore triremibus damnavit prius tamen illarum patronis admonitis, ne eos intollerabili ali quo onere premerent, aut morte afficerent. Turn triremes ipsas biscotto pane expleri, cen 5 tumque aureos cuique patronorum adnumerari fecit per Bartholomaeum Marascha, pontificiae domu8 praepositum, quo sese humaniores erga reos ill09 exhiberent. Cuidam ve'ro liberius dicere audeuti, passim in vulgus conqueri, quod nominee mortis rei non punirentur, respondlt • Hah, parum ne putas hominem morti tradere, quern per tot labores ac tot per annoe humana " societas sibi ad urJlhatem comparavit, tamque excellent! ac miro opificio Deus creavit?, Fuit 10 insuper tarn lenis ac pii animi, ut non solum homines occidi, sed ne ipsa quidem alia altc rius generis animantia coram se interfici aut ad mortem trahi pati posset Pullos aliasque avea vivas nunqnam coram se occidi voluit, imo plerasque e familiarium manu ereptas, vi vas illaesasque abire permisit*. Romae autem e domus suae fenestra macellarium quempiam trahentem vitulum ad macellum conspicatua, illico ad se macellarium acciri iubet, discusso IS que vituli pretio, integre illud macellario adnumerari fecit rogavitque, quamprimum ad gre gis armenta vitulum vivum deduceret ac servaret Per Sutrinam quoque nrbem pertransiens viaam capram inter macellarii manus ad occidendum comprensam, macellarium ab eo officio' retraxit eique quantum petierat illico tradi, capramque illaesam dimitti ac servari fecit. Hornicidaa ipsos tarn acriter exhorruit et insectatus est, ut publico edicto eos propria eorum 20 patria et sua ditione perpetuo subtraxerit omnibusque officiis ac dignitatibus carere voluerit'. 1 aecoli, la Roma papale (cf. A. BratToLorn, L*frigiani di Roma mei oecoli XVI, XVIIt XVIII, estr. dalla Ri vista di diodflina careerart*, anno XX, 1890) troriamo 1 S menaionate net documentl del pontificato di Paolo II le career! del Caatel Sant'Angelo, del Campldogllo (cf. so pra, p. 50, e Arch. Rom., Fabbrica di Sam Pittro 147J, c. 98 •) e dl Tordlnona (cf. ArcMvio stor. Ual., aerie III, VI, p. 173) dipendenti, riapettlTamente, dal caatel 10 lano dl Caatel Sant'Angelo, dal Senatore c dal Soldano. Che 1 condannati per gravmiml delltti foasero dl regola eaclual, in codaata epoca, dalio scontnre In pena nelie galerc, h atteatato da un contratto dl appalto, atl pulato nel 1476, per l'armamento e l'eaereixlo dl stazlo 15 narl aulla costa Romana : II papa si obbliga dl provve dere acche l'appaltatore posaa "reclpere ex qulbusria 'carceribus cirltatum et terrarum a. Ro. Eccleaie quo scunique captlroa, condeninatoa ex delicti! capitallbua * aut corporalem punltlonem requlrentibua ad tenendum Jo * In predictla galcia armandia, pro modo delictorum per aingulos comissorum et arbitrlo clus Sanetitatla, ita * tamen quod non poaalt reclpere aliquoa voluatarlos * homicidas aut aaaaaalnoa rel predatores atratarum, aut * mtiltum notabllea et famoaoa hires, Tel reos leae male 25 * statls, aine ezpreaaa llcentla a.™' dominl nostrl aut " rer."' Cameraril, (Arch. Vatic., Divert. Comer^ to mo XXIX, c. 77 b). II provvedimcnto, dl cui parla U Canenal, appartlene, aecondo U Giomalt di Paolo II(Cod. Vatic. Urb. clt, c 472 s), al teno anno del ponUftcato 30 dl Paolo n. * Delia prediiezione dl queato papa per gll animall e prova u grande nuraero dl bestie d'ognl specie ch'egll te uera lntorno ase, e del quail era aiTtdata la cura al medico iavorlto dt Paolo IT, Glaoomo Gottifredl (cf. aopra, p. 13). JS I llbrl dl conto del crcdenxlere papale regtitrano frequent! apeae per 11 mantenimento del pappagalli (Arch. Row., S/omditort di faiaito 1464-66, cc 3 A, 7 a, 8 a, 43 a, 47 a ecc; 1466-67, cc. 174 A, 191 a), del numeroai 'cagnolli * ct gatfe plccole, (Sfomditore dipalatto 1466-67.ee. 183 b, 184 b ag.) c dl una " gatta grande , altrove chlatnata 40 "gatta muschlata , e "gatta d'India „ che si tenera legata con la catena, e cuatodita dentro un gabblone (Sptmdi/or* dt., cc 167 a, 185 b, 19a a). Anche nel re glatri della Camera apostoilea (Arch. Rom., Intr. et Bi. 1467-68, cc. 1 b, 173 a) a'lncontrano note di apeae per 45 " la ehabia de li ucelli ata a S.co Pletro La morte dl una gattina, cui non erano giorate le cure amorosc del papa e di maatro Criatoforo, lsplrava un epigramma a G. A. Campano (Cam/ami Ofera. Venetila per Bern. VercelL, eplgramm., lib. VIII, n. 3), che amabilmento So achenca suila paaalone del Barbo per gll animall. Che qucati amasse tenerll presso di si anche prima del pon tificato, i prorato da una nota del fratel auo Paolo Barbo, che nel 1451 gll niandava da Vencsia a Roma 11 "seme de papagall , (Cod. Vatic lot. 7*Sj, fasc. a", 55 c. 3i); manifeataxionc, anche queata deiralleramento dl animall rari e foreatleri, di uno aplrlto superiore di oa •ervaslone, caratteristico di quells colta soclcta, 11 BVRCKHARDT, Gviiti II1 , p. 13 ag. 3 Si allude probabllmente alia cos jstltiulone • contra Ao *' aumentea rlndlctam , del 1466; red! aopra, p. 45, nota 4. Ricordlamo qui, che 11 Paprmcorot, GeschichU dor Sladt Rom im Atitttiaitor, Paderbon, 1857, p. 488, nota 3, parla dl una apeclale maglatratura, i factrii Urbit (in caricatl della etecnaione del decretl papal! riguardantl 65 composlalonl dl llti fra cittadlnl), del quail non ab biam trovato menxione altrove. I /aeorii, dl cui 11 Papencordt, sono nominaU In del 1463. c at* Quw.. -.«*» 106 Qtaiu, 4i t.*9* MICHAELIS CANENSII Nicolaum eiuaque germanum AJvisium Scarampa, Ludovici cardinalis supramemorati cubicula rios, pro' occultata non raodica gemmarum aurique copia, quam idem Ludovicua moriena dimi serat, proque foeda fuga contra pontificis imperium noctu acceptata, tam leviter humaniterque caatigavit, ut beneficium potius quam speratam poenam habuiase ae profiterentur. Siquidem e09 e via iam ad carceres publicos retractos brevi dierum intevallo liberari fecit et duo milia 5 aureorum et eo amplius ex opibus memorati Ludovici illis dono dedit '. In causa vero An tonii de oppido Toccho * in Aquilana regione sito, ita iusticiara executes est, ut clementiani noti praetermiaerit. Nam cum idem Ludovicus cardinalis in titulo sanctorum Laurentii et Damasi inter multa alia beneficia canonicatum memoratae eccleaiae Antonio de Toccho fa miliari suo contulisset, et Ludovicus iam extinctus in ipsa eccleaia tumulatus' fuisset, idem 10 Antonius familiaris, acceptorum immemor beneficiorum, Ludovicum cardinalem patronum ho noratissimis vestibus, quibus cadaver amiciebatur, et anulis enudaase fertur, iocum quoque addens scelesto facinori " heus „ inquiens " Domine, totiens ego tibi reverentiam exhibui, tu * nunc parem mihi reddes vicem , simulque, ut multorum relatu didicimua, cum his verbis novissimam ex eius capite infulam exemit atque cadaveroso Ludovici capiti suam attritiorem 15 imposuit Dehinc propalatum aacrilegium obtegere studens, extincd patroni sepulchrum nocte diffregit foetensque cadaver subtractatis vestibus induit, violati sepulchri reus iam eifectus '. Qut« , 43 Quae quidem etsi caeteris canonicis nota extiterint et ad ea consensisse in iudicio agitatum fuerit, tamen canonicos omnes benigne ad eorum' canonicatum restituit, ipsum vero Anto nium nulla alia beneficii dignitate atque emolumentis ecclesiasticis submovit, quam eo ca- 20 A.: IO. fulsacnt, aggiunto in margin*, di ngmal mono * inchiostro B. : i. cardinalis manca- suprarnemortl] memorati — 2. non modica gemmarum] maxima gemmarum aurique — 2-3. quam etc. dlmlserat matea — 3. foeda fuga] fuga lam abrepta ex Urbe- noctu accpetata manca- humanlter 5 que mamca — 4. habulsae se profiterentur] acceperint ~ 5. eoa etc. Interrallo] non aolum eoa publlca recluaos custodla in hreviialtno dierum cpatlo- et] aed ctiam — 6. ex oplbua etc. dedit] Iptls doaarit ex bonli, que Ludoricua patronut teatamento lrgarerat: quod quidem teatamentum bonesta ac luita ex causaa Pontlfex abo lerl lrritarique fecit- rero manca — 7. de oppido Toccho] de Toccho, oppidulo — 8. Idem manca- In titulo] In titulo eccleale — 9-13» inter etc. sodesto] qui eum tamquam de atercore ac Tilissin-.a condition? ad dlgnu etm 10 opulentum aortia eventum crexit, inter multa alia beneficia canonicatum In eadem eccleaia el contulerit, et tamd em Ludoricuj mortuua in eamdem eccleaiam delatua fuerit: Idem Antontua, tantorum immemor beneficiorum, patronum defunctum suia honoratiaalmla reatlbus atque anulla enudarit, addena derisum aceleato — 13. totiena] to tlea- exhlbul] feci — 14. aimulque] aimul- ut etc. didicimua mamca — 15-16. noriaalmam etc. Imposuit] norlaalmum ex eiua capite blrreturn exlroeni ac auo imponena — 16. obtegere atudena] aubtegere cuplens- extinctl mamca- nocte 15 manca — 17- aubtractatla] aubtractli- lam mamca — 18. quidem etai] quamquam — ift-p. 107, 1. 3. nota etc. dele garit] ante noatram in ea eccleaia Inatltutlonem nequaquam Ignota eaaent, tamen quia is Antonius in patronum M.: // bramo rtlativt ai nifoti del card. Scaritmfi (i-6) si trova in Af. e in B. daft il brnno eke traita di An tonio da T'cco (6-p. 107, I. 6). Alle notlzlc Illustrative di queato fatto, narrato 20 nella Vita dl Gaaparc da Verona (p. 24 agg.) agglun giamo qui la Indicaalone dl due lettere di Giovanni Tor nabuoni, da Roma, a Picro dl Coaimo de' Medici (Arch. Kior., Carttggio MeJ. in. »1 P., filza XVI, n. 180 e n. 184), In cul al parla dclla queatlone della eredlta dello 25 Scarampl, e della fuga de' due nlpotl, e delle glolc se questrate. SI reda anche 11 Novaks, Elemtnti, V, p. 107 ag., dove e narrato che Paolo U avocd alia Camera apo atollca aoltanto 1 benl moblll del cardlnale; mentre quelll ttabill * In breve tempo furono dlaalpati flno alia men 30 « dicita da un fratello e da un nlpote suol eredl , (cf. opra, p. 24, nota 3). Queat'ulttmo, potrebbe easere Bartolomeo Scarampo, morto in giorane eta a Roma, nel 1468 (Tac. Piccolomini, Efistolat et Comm., c. 16] b). * A dl la dlcembre 1463, 11 tesoriere della Crociata riceve ducatl 5 grossl 3 * da mlaacr Antonio da Toccho, 35 * rectore dl Sancto Andrea delll Acharlcarl de rlone dl « Ponte, et per una capclla posta in Sancto Stefano In * PiacloTola nel rlone di Parione „ (Aacn. Ron* Defa Scarampo fc siteria gen. d. Crociata, 1463-64, c. 5 b). 1 Cf. sopra, p. 26, nota 1 ; red! anche Filippo 45 Bbroomatk, Smfflenuntum CkronUnran (Venetlla, 1483), p. 174, doTo U fatto della Tlolaxione del cadavert delio mcaao In relaxione con i'approprlazione do' auol tcaori per parte dl Paolo IL Digitized by"Google DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 107 nonicatu, in quo tarn impie in beneficum patrouum persistens deliquerat. Cuius quidem pri vationis causam probe discutiendam Stephano Nardino mediolanensis ecclesiae antis'titi, Pe tro tyrasonenais ecclesiae, ac Theodoro tarvisinae ecclesiae praesulibus 1 delegavit. Ligur quidam per insanae mentis stimulos cum famosos quosdam minusque decentes codicilloe ei 5 obtulisaet, satis habuit eum in arce romana aliquot menses detineri, ac deinde sanioria men tis effectum ipsum illaesum dimitti voluit '. Sacrae religioni divinisque officiis non mediocriter deditua fuit, cui ante adcptam summi pontificatus dignitatem ea potiasimum religionis studia extiterunt, dignum aliquod Dei tera plum diebus festis visere, persaepe in Quadragesima stationales ecclesias adire atque aliis 10 anni solennitatibua, nunc ad lateranensem ecclesiam, modo ad aedem principis apostolo rum Petri se conferebat, patienter devoteque divinis officiis assistens. In aede beatae Ma riae ad Aram Coeli frequentius convenire solitus est, ad extremum usque divinorum officio rum perdurana, ubi ad continendos psallentium libros religiosorum archam Ugneam varia ac politissima tbarsiac structura propriis impensis in chori medio erigi fecit '. In cultu 15 quoque divino splendidissimus ac caerimoniosissimua extitit; multa insuper ac varia eccle siastici ministerii atque' usus ornamenta' et cardinalis existens et in ipso pontificatu effecit Quippc ad ornatum ecclesiae Vicentinae, cuius ipse, cardinalis adhuc, antistes erat *, mitram episcopalesque veates ac pluviale cum plerisque libris sumptuoso et mirifico opere fecit, quarum artifices domi ad exequendam operam habuit; et si quando otiosus erat, inter eos la 20 borantes facetus asaidebat. Pontifex vero iam effectus, quamplura tali tantoque magistratu condigna multo omatius multoque magnificendus et innovavit et addidit, ac multa varii ge neris et magnitudini8 vasa argentea deaurata confecit, quorum pleraque in solcmnioribus cooviviis 8 , alia vero in sacris misteriis habuit. Fuere inter ea vasa argentea duo in Q.: 14. In cultu] Sle In cultu — tft. aumptuoao] ac tun B.: beneficum implis manlbua omnia meraorata patrare ausui est, atque ob id multlaque allls ex lustit capl tibus tarn atrox faciaut longe grarlus In co damnandum erat, exlgua pena Iptum punlrl Toluit. Nam ceteris canonlcla ad eorum canonicatum benigne reatitutia, universa que Antonius poaaidebat integra et Intacta ei dlmiiU, $ preter eluainodi canonicatum, quo a ludicibua in ea cauaa' deputati* prlratut fuerat — 4. minusque decentes] cootumelloaoa — 5-6. ac etc. volult] deinde ad aanlorcm mentem deductum ipsum illesum dimitti — 7. non me diocriter deditua] deditua admodum — 8. ea potiasimum mamcu- dignum] precipuum — 10-11. modo etc. assi atens] nunc ad Ipaam principis apoatolonim Petri aedem (cuius Ipse arehlpresbrter erat) aese conferebat, dirials officiis non minus derotua quam patlens assistens — it-12. In aede etc. Coeli] in cIItoso ad Aram Cell templo 10 — 13. perdurana] demorarua- continendos] retlnendoa- religiosorum mamca — 14. tharslae atructura] structure ornatam- In chorl mattca — 15. quoque wtanca- extitit] fuit — 15-23. multa etc. deaurata confecit] ita quidem, Stefano Nardlni, Pietro Ferris e Teodoro Lelll ; mento del tetto della chlesa (Mukxtz, of. tit., IT, 87 ag.). cf, aopra, pp. 51, 53 s 13. 4 Cf. aopra, p. 4, nota 3. 1 Che si alluda a Bartoiomeo Platlnar Vedl so •S pra, p. 18. 1 Dl raseJlarae prezloso pare fosse poco fornito 11 palazzo apostolico nei priml annl del poatlficato del » Nel conrento d'Aracoell tenne talrolta Paolo II Barbo, U quale dovera rlcorrere al cardinali per ador la sua residents, e rl areva un proprlo appartamento. name le mense nei aolenni conrltl (cf. aopra, p. 27, no Dal reglatrl del credenslere di Palazzo (Arch. Rom., Is i; fra le spese del eonvlto agli ambaaciatorl dl Fran- 35 Sfctditorc di faiatto 1466-67, cc, 192 a, 197 a) appare cla, cltate a p. 97, nota 2, ve n"e 'per fare portare ar 30 cbe nel marso del '67 al fecero raric apeae per arredare * gento de caxa de cardlnalll Tale penuria pare non •la camera e la cuclna secreta dl noatro Signor In Ara- ealsteaae pio nel febbralo del 1468, quando 11 papa spediva • ceU » e *per una aeratura faze fare in Arcelll la aeptl- In custodia al goTernatorc dl Todl una casta * in qua aunt " mana santa alia canlpa aecreta per comandamento del * rasa argentea numero octuaginta, duo malora mlno ' maestro de caxa Kella chlesa suddetta renIra pub raque „ (Arch. Vatic., Divers. Comer., XXXIII, c 90a). 35 bllcata la * pace d'Italia , del 1467 (Pastor, II3 , 363). SI noti, cbe 11 Barbo posaedeva, easendo cardlnale, una Ottre cbe alia cornervazlone del libri corali, di cul parla I' rlcca tuppellertlle dl argenteria prolana nel auo palazzo A. (cf. Murntz, Lex art.ll, p. 87, nota 2). Paolo II pror- dl aan Marco, 11 cul valore rlaulta di circa 5300 ducatl redera al reatauro deU'ediudo e apeclalraentc al rlnnora- dall'inTcntario preaao MuawTa, Let »rt, II, p. 213 agg. 45 «. * r. 30a Quia., «5 c. tot 30 108 c jjb MICHAELIS CANENSH amphorae magnitudinem atque mensuram elaborata, quorum quodque viginti et §eptem me tretularum, quas vulgo boccalia nuncupamus, mensuram accipiebat; pondus vero centum, decern atque octo librarum fuit. Tyaram quoque, mitram aeu regnum appellatam, qua pubnce, ut roos est, coronari debebat, tanto auri gemmarumque sumptu ac decore confecit, ut omnium antecessorum pontificum industriam et im'penaam evicerit 1 . Dein primis pontificates annis 5 qui*., «4 2i a decursis, aliam tyaram triplici aureo torque circumdatam, magnificentiori opere maiorique impensa fecit, demandata opera Paulo Iordano roraano, aurifici praeclaro, in qua quidem tantam gemmarum et unionum diversorumque lapidum msignium consuetae nobilitatis ac magnitudinis congeriem adiecit, ut centum et octingenta * milia aureo'rum praetium eauperave rit: inter eos siquidem lapides plerique fuere, qui viginti duo milia aureorum, nonnulli 10 quindecim milia, aliqui duodecim milia, reliqui vero lapides quinque milia aureorum praetio, aut paulo minus, empti sunt; gemmarum autem praetium pro quarumlibet elegantia ingens ad modum fuisse idem Paulus aurifex asseverabat. Cum Pontifex in aedem Apostoli Petri die natalis Christi domini pro more sacrificarurus descenderet, earn mitram capite gestans, ple Q.: j. decern] «t decern — 9. octingenta) octoginta — 10-11. nonaulll etc aureorum mamca B. : ut et cardinalis cxiatcni multaa sanctorum reliqalaa devotlssimasque imagines nrgento ornart, plures sa cerdotale* ac serlcoas Testes et mitram episcopalcm multls genimis atque Ingenuo opere conficl Ubrosquc eeclesla •ticl mlstcrli multo ornamento escrlbi focerit; ot pontifex summui eflectus quamplura summl pontiiicatus magl S stratu condigna multo ornatlus multoque magnl'ficentiu* addlderlt Qnlppe multa rarii generis atque usus argente* vaja auro deauper llnita, rastae magnitudinis ac mensurae confecH — 1. elaborata mamca — a. pondus vero] pon dns vero amborum — 3-4. Tyaram etc. conieelt] Tyaram quoque, quam mitram seu regnum appeUamua, tain ingeati auri gemmarumque elect Isslmorum sumptu ac splendore conieelt — 5-p. 108, L S. Dein etc fulasent] Dehlnc primae trarae ponderosltate graratus, alteram gestatu leTlorem capltlque aptlorera fecit, demandata opera Paulo 10 lordani romano, aurifici clarlssimo; In qua tantam gemmarum dlTcrsorumque lapidum Inslgnlum ac margiriiarum tncredibilis fere magnitudinis congeriem adiecit, ut centum et octlgenta mllla aureorum, atque eo ampUus pretlum M.: 1. amphorae] ampliorem — 3D. escrlbi] conscrlbt — 10a, lordani] Iordano — 11 a. octingenta] octoginta 1 Questa tiara fu adoperata la prima volta dal papa nella festa dl Pasqua del 1465 : un ambasclatore mlla 15 ncse la stlmara 60000 ducatl; un altro, 30000 soltanto (Pastor, IP, p. 76). Se st osservi, che la mltria ponti neale dl Eugenio IV fu Impegnata per 40000 ducatl (E. Mtnurrz, La Hart pontificate da V/If am XVI tihclc. In Mhmeire* tU PAcademic du inseri/tiem et bell** Uttrtt, ao tomo XXXVI (1897), parte I, p. aoi), dorri ritenersl esatta U sUma del primo, per questa tlura dl Paolo II chc I'A. afferma superlore In valore a tuttc le precedent!. Notlamo qui, che nei document! del secolo XV troransl «5 usatl indliterentemente 1 rocaboll mitria e tiara. 1 Questa clfra coloaaale (900 mlla ducatl) fu cor retta in " centum et octoginta mlllla a cosl dal Muratori come dal Qulrinl: quest'ultimo editore oraise pol arbl trariamente, con lo scop© erldente dl mettere d'accordo la clfra del valore compleaslro della tiara con quello In 30 dlcato dall'A. per 1 slngoll glolellt che la adornavano, una parte deUa enumerazione dei prezzt dclle plctre pre aiose; e la correalone sembrerebbe eaaere richiesta si dalla enormita della somma (chc rappreaenta il valore delle entrate dl plu annl dello Stato della Chlesa In 35 quel tempi), come dalla aflermaxtone chc segue Imme dlatameote nel testo, essere stato attrlbulto dal cono scitorl al triregno dl Paolo II il valore dl J00 mlla du catl. Se non che, U trovarsl in ambedue le redazloni della Vita la stessa disione " centum et octingenta mil 40 "Us., segulta dalla specificailono del ralore delle nu merose giole che coprivano il triregno, non permette, a parer nostro, dl attrlbulre ad error* dl chl scrisae U cod. b e dl chl coplo la posterlore redaslone dell'opera nel cod. a (che fu probabllmente lo stesso autore, ci. la Prefaaionc, p. xux), la clfra dl 900 mlla. Conrerra 45 (juiadl ritcnerc che I'A. parlando della tiara stimata 300 mlla ducatl, abbia Inteso di aliudere al prlmo triregno dl Paolo II, descritto da lul piu sopra. Che 11 papa Barbo splngesse la sua mania di raccogUtore dl pletre e gemme presiose fino ad accumulare nel triregno un 50 tesoro talmente straordinarlo, non puA fare meraylglia, se si pensl che egll avern offerto, second© una tradIziti ne raccolta dai cronlstl, al eomune dl Tolosa, posses sore dl un famoso cammeo, 50 mlla ducatl e un ponte dl pletra, In camblo del raro gloiello (Mdshtz, Let arts, 55 II, p. 33, nota s); che alia morte Paolo n, II CoUeglo cardtnsliaio dava In pegno aI rappresentantl dl rarie case bancarie florenttne, creditrlcl del defunto pontefice, " quandam gemraam magnl vajoris et precii m , esigendo perd dal credltorl, sopra 11 pegno auddetto, un altro pre- 60 stlto dl quattromlla ducatl per le urgent! necesslti del la Camera apostoliea (Arch. Vatic., Draft. Calmer., XXXVI, c 4; 6 agosto 1471, stde vacate). Che se plft tardl II triregno del Barbo enira ralutato lao ducatl soltanto (lac. PlOCOLoatnrsi, Comment., c 350 A), si pud 65 penwe che si trattl dl un'altra, fra le rarie tlare fatte eaeguire da questo papa. . DE VITA ET PONTIFICATU PAUU SECUNDI 109 rique fuere, quibus huiusmodi lapidum gemmarumque usus notior erat, existimantes eius tya rae valorem supra ducentomm milium aoreorum '. Solitus est frequentisaime diebus solen nioribus earn tyaram deferre * atqae ad altare deductus, coasueta adoratione per'acta, illam in ipsum altare deponere aliamque episcopalem capiti imponere, quoad usque sacra abao 5 luta fuissent. Aliam insuper mitram, quam quotidianis actionibus deferre consueverat, tanto lapidum pretiosorum, gemmarum et unionum omamento effecit, ut quinquaginta milia aureo rum praetium excesserit Addidit argenteam crucem ante se publice deferri solitam ad imas usque longi stipitis partes usquequaqne deauratam, dignissimi operis et ingentis praetii; pondus autem illius fuit triginta et eo amplius librarum argenti puri. Sacrificia Eucharistiae, quas 10 vulgo missas dicimus, solemui apparatu perraro ipse egit, caetera vero pontificia munera fre quentisaime atquc ingenti cum diligentia et maiestate executes est. Sacras insuper caerimo nias supra modum novit, accuratissime observavit et pleraque in eis magnificentius ac di gnius adiunxit: siquidem1 mitras,' quae olim a cardinalibus caeterisque praelatis pari modo in divinis officiis deferri consueverant, iuxta cuiusque ordinis dignitatem distinxit: nam sa » •. qui«., u 15 cri senatorii ordinis patribus sericeas albi colons, rcliquis vero inferioribus praelatis absque delectu coe'eineas, ut hactenus, adiudicavit Ipsis quoque aacri senatus patribus, ut pileum, ita infulas rubeas equorumque suorum, quibus deferrentur, pallium rubei colons gestandum concessit, singulisque sacris patribus infulam et pallium rubei colons elargitus est, edicto prohibens, ne quis extra senatorium tali infularum ac paludamend genere deinceps uteretur *. Q.j io ipse manca — ix. cum] cura B. i adiudlcatum fuerlt. In qua quldem tjrara multl lapidum elegantlsslmorum alllgati sunt, quorum plerique vl ginti duo mllia, nonnulll qulndocim mllia, altqul duodedm mllia, reliqui vero lapides, quorum Ingens prefer clectis simaj gemmaa numerua erat, quinque milia aureorum commuol extlmatlone valebant. Cum autem Ipae In natall die 5 secundum humanltatem salvatorla mundi aolennla missarum pro aua conauetudlne celebraturua ' In templum apoatoli Petri descenderet, eandem traram caplte gestans, quam malt! fuere, quibus lapidum gemmarumque usus notior erat, qui pro tantorum excellentla lapidum atque gemmarum Ipaam traram ducenta mllia aureorum et eo ampltua eatlmarent. At rero cum ceterl pontlficea vl* semel in annl decurau tyare usu delectatl tint, ipse primus pro rerum ac dignitatis conditions frequentlus atque Id solennlorlbua annl diebus earn magna cum venustate deferre io eonaucTlt — 9. quas] que — 10. egit, caetera] sire ne Ipaos patres asslatensea longlorl mox tedio ac molestla grararet, sire longam succl plenl corporis defatigationem perotesus in Ipso sacrlficlo peragendo. Caetera — '3*p no, 1*6« Siquidem etc. extulit] Siquidem aacri senatus patribus rubeas Infulas equorum ac paludamentum elusdeni coloiis defcrenda concessit, suamque singulis patribus Infulam ac pahidamentum elargitus eat, edicto prohibens ne quia extra senatorium ordlnem tall genere Infularum atque paludamentl deinceps uteretur. Ipse autem serlcam 15 infulam allquanto auro contextam a duobus lateribus caadidi aut rubei colorls pro exigentla temporum gestavlt;' 1 Cf. F. Mtrnrrz, La Hare pontifical* cit, p. 394 " pontificalia, quod de novo facere lntendebat per ma tgg. I documcntl meaal In luce dal Munta dimestrerebbero " nus vestras , (Arch. Vatic, Divert, Camer., XXXVIII, cbe non Paolo dl Giordano fu, come asserisce 11 Canensl, c. 339 a). fautore della seconds tiara, bona! 1'orcflce ftorentlno SI * Narra l'Ammannatl (Epitt. et Comm., c. 350 a) jo mone dl Gloranni (cf. sopra, p. 53, nota 1) della cul che Paolo introdusse l*uso dl portare "mltram, quae trt- 40 opera si era servito anche Pio II per la sua tiara (Arch. * bus educta coronls Regnum appellatur, atque a pontl V'aticv, Intr. ,t Em. 444, c. 119 b: 19 settembre 1458, si 'flclbus multla ante saecull desita erat gestarl,; anche pagaao fl. 100 a maestro Simone e maestro Andrea Egidlo da Viterbo (IHttoria XX laeculorum, im cod. Am * Vegerll „ per maalfattura "thlare regnum nuncupate, : get. jjf, c. 310 A, aflferma che * regia gaxa comptus atque j$ questo documento cl reca la prima notbria sul triregno " Instructus Incessit primus Paulus,: si dere intendere 45 del p*p» Plccolomlnel, dl cul non troraraal altrove si- l'uso dl portare 11 triregno nelle aolennlta religiose, men cura menzlone, cf. Mosntz, op. tit., p. 394). A Paolo tre per lo innansl I papl se ne servlrano dl regola soltanto di Giordano sarebbe Invece da attrlbuire la prima, plo per la cerlroonla della Incoronazlon*. Scrisse Inoltre II tiara. Non contento del suntuosisslmo trlre- cardlnale Egidlo neila sua Jliuorkt (clt. in Moro.vi, to jo gno, Paolo II pensava, poco prima dl morire, a tarsene mo LXXXII, p. 5») die 11 papa Tlarbo sostltul per il 50 fare uno nuoro dallo stesso maestro Simone: cul Tenne prlmo la parola " regnum „ II vocabolo antlco * thiara pol lnglunto, U 10 noTembre 1471, dal cardinal Camer- ma II MQnts (of. Hi., p. 357) ne ha portato eaempl an lengo dl tenere a dlsposlzlone della Camera 1 100 ducatI tertorl d'aasal al pontlficato dl Paolo II. •quos few re. d. Paulus papa II paulo ante obltum suum * Cf. Iac. PiccoLostmai, Epist. *t Comm., c. 350 a: JS « robls solvit pro parte et in deductionem facture regal « Cardinalibus, qui sacris lndutl vestibus praelatis Infe- 5s *. a» c nh c »« 110 MICHAELIS CANENSir Ipse autem pro dignitatis maiestate sericeam infulam aliquanto a lateribus auro contextam candidi aut rubei coloris pro exigentia temporum gestavit; itidem et eorumdem colorum se ricea toga, quara capam dicunt, amictus est absque aliqua proreus auri textura. Omnium vero religionum illam maxime amplexus eBt et excoluit, quam dux noster et coelestis magister Chri qoiil, «6 stus eiusque vicarius Petrus apostolus instituit; eius quoque profes&ionis viros dignos pro 5 virtute magistratibus ac dignitatibus adornavit et extulit Sed lateranensem ecclesiam, cathedralem pontificis sedem, institutis ac profesaione ca nonicorum augustinenaium praenotavit ac regi voluit, subtractis inde primi ordinis sacerdoti c s" bus, quoa' canonicos saeculares vulgo appellamus. Id autem ob earn causam factum fuisse cre ditum est, sive quia hi religiosi ecclesiasticis negotiis diligentiores et* ecclesiae utiliores esse 10 putarentur, sive ut avunculi sui Eugenii supra memorati parem voluntatem idemque factum sequeretur et approbaret, qui huiusmodi religioni affectus, iusta occasione accepta, canonicos A.i 3. capam dicunt, aggiunto in margin*, con uguai mono imckiostro Q.i 3. prorsus moJtca — 9. vulgo manea — 11. Eugenii B. : Itidem et eorundera colorum sericeam cappam absque ulla alia rerum textura amictus eat. Mitral Insu pcr, quae ollm a cardlnallbus cetertsque prelatls pari modo diverals officii* deferebantur, tuxta culusque ordinia S dignitatem distinxlt: nam senator!1 ordJnls patrlbus serlceas albas, rellquli vero Inferiorlbus praelatls absque [ratnra] coccineas ut hactenus adludlcavit. Ex omnibus sacre rellglonls professionlbns. Warn Christ! Iesu apoito lorumque Ipslus profeaalonem et inatltutum maxime amplexus est, ac viros In ea dlgnos pro virtute ad malora extulit — 7. cathedralem pontificis sedem] pontifidam ipalua sedem — 8. praenotavit] slgUlavlt — 9-10. Id autem etc. credltum est maaca — xo-11. sive etc. esse putarentur] sire exlatlmani prlmam elus sedem tall rellgiosonim pa 10 trum continua asslstentla et multo dillgentlori sacrarum rerum exequendarum solicltudlne sanlus ac feliclus gubcr nari — ia«p. 113, L 10. qui etc. gravlsslmo] qui Eugenlus huiusmodi religlosos Lateranensl ecclesle prefecit atque Instituit, ab ea destituens canonicos seculares, quos delnde Callstus III rogatu preclbusque roraanl popull ad eam dem ecclesiam revocavit et lustltult, fugatls a populo augustinensibus, quos Ipse In ea rerum turbatlone tall cura * riorum ordlnura preterquam loco non noscebantur, 15 * mum mltrae serlceae damaacenl operls rubraque capl " tia Indulsit, quibus soli Antistitcs Roman! ante aute * bantur La rlforma, dl cul parlano I'Ammannatl e il Canensl, fu ordinate da Paolo II nel priml met! dalla sua assunslone. fc del u gennalo 1465 l'edltto centra 20 for/antes birtxta rubra (Arch. Vatic, Dinort. Canter., XXXII, c. 54 a), d! cut riferiamo la parte aostanzlale: * Ut secundum gradui et ordlnattones dlgnltatutn ha " bltus varietur cxterne, et litis qui In ecclesiastics ye * rarchia celslorl dignltate prehemlnent decentlorl cultu »5 *et ornatiorl amictu prefulgeant; cura etiam legalis "dictet auctorltas quod ex habitu quern geatat quisque * recognoscltur et tails esse presumltur, quails exterlorl * hubltu esse probatur; ac propterea sma* in Chrlsto pa *ter et domlnus noster d. Paulus div. prov. papa II In 30 "ter rellqua Insignia et ordinamenta dignitatis ven.t"H " fr.b,u suls s. Ro. Eccl. Cardlnallbus, qui In EccIesU del " special! honoris prerogativa (unguntur, concesserlt nt " slngull eorum In signom preclpue dignitatis sicut pll " lets et capellls rubels, ita etiam biretls rubei coloris 35 "utantur; ne ex abusu et Insolentla quorumdam, qui * passim ea que maioribus debentur slbl arrogant, ut « proraiscula habltibus dlgnitatum turbentur officii „, era proibito a chiunquc persona, sotto pena di so ducatl, exceptis Ttt*. mU a, Ro. EccL Cardlnallbus, quibus In spe ao " clalem prerogattvam et velut instgne quoddam dtgnl * tatls sm,a domlnus noster Indulait in hac alma Urbe * et romana curia, ublcumque Ilia fuertt , dl portare in capo " blrctura rubrum auriculare In modum biretl cle "rlcalls*. A proposlto delta "porpora, cardinallsia (c£. Moroni, Dirionario tti tmdii. eccl., V, 156 egg.) e 45 degll abusl nello abbigliamento del prelati in codest'e poca, va rleordata I'ardlmentosa esortazlone dl Fratc Arabrogio Camaldolese a Eugenlo IV, durante 11 Con clllo dl Flrease, perche richlamasse a pin modesti co stuml gllaltl sacerdoti...: " Audlvi ego plerosque, cum 50 " dicerent se grave scandalum pati In pompa Ista vestl " tus tic Alunt colorera rubrum soil conveslre pontl * Scl servatumque Id esse ad tempora fenne sacerdotli 1 •tul, ut nullus ex domlnia cardlnallbus rubeam clamy «dem ferret, (Travbrsari, SfUtelat. lib. I, n. 3»). 55 Pare hittavia che i'uso della veste purpurea del c&rdl nall rlsalga al secolo XIV (Moroni, of. cit., LTV, p. 143). Non aapremmo con certezza afTermare a quale ordlne o corporazlone religlosa sbbia roluto qui allu dere l'A. Sarebbe da pensare sens'altro all'ordlne del 60 Canonlcl " rcgolari „ o « lateranensl „ di cul lo steaso sanfAgoatlno, 11 quale dledc ad casi la regola, serine doversl ravvlsarc la prima origtne nella comunita dl Cristo e de' suol compagnl; e che Plo V chlamo " or * dine afottolico „ venerando per loro fondatore san 65 Pietro (Moroni, tomo VII, p. 253 sgg.). Ma la parti eella avveriatlva con cul prtnclpla 11 perlodo segueate, dove si tratta appunto del Canonlcl regular!, aembra esdudere che l'A. Intcnda qui parlare della medestma congregazione: forse, 11 Canensl alluse Invece all'ordi- yQ ne del Gcsuati, che fin dal secolo XHI esisteva, come fraternlta lalea e col nome di " soclctas servorum lehau * Chrlsti „ in Flrenxe (R. Davidsohn, Forschnngtn znr DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 111 saeculares inde destituit et amovit, atque augustinenses ei loco praefecit ac deputavit. At Calisto III, cuius supra meminimus, in pontificatu post Nicolaum V succedente, roroanus po pulus earn ecclesiam liberis suis restitui supplicavit et rursus canonicos saeculares in ea de putari optmuit, augusdnensibus inde amotis. Cum vero ipsi Augustinenses praeter pontificis 5 Calisti voluntatem a populo per insolentiam et furorem e Laterano fugati essent, eos ingenti crura et pietate iuvit ac circumfovit; conanti ei populum in Augustinenses irruentem aver tere, ne quid caedis illis inferretur, fuit, qui aperto gladio minitaretur, nisi desisteret ab eorum patrocinio. Tumultu autetn furentis populi magis magisque' invalescente, trepidantes Augustinenses secum deducit, consulens satius fore irae ac furori turn esse cedendum, iura 10 tus, si quando facultas afforet, illos per ignominiam a Laterano fugatos honorifice et, ut vulgo aiunt, processionaliter in earn ecclesiam se revocaturum ac repositurum. Eorum autem domi multos, plures in coenobio beatae Mariae Novae, nonnullos in monasterio beatae Mariae ad Aram Coeli locavit et quotidiano victu aluit, quoadusque tuti e Roma abiere. Ut autem ipse ad pontificiam sedem evocatus est, Augustinenses in primis, quemadmodum1 iuratus fue 15 rat, magno cum honore ac solemni cum processione in lateranensem ecclesiam revocavit. insignivit Canonicos vero saeculares ad basilicam beati Laurentii ad Sancta Sanctorum deputavit uni versaque emolumenta, quae hactenus habuerant, ipsis integre reservavit, quoad inde canonicos ad alias ecclesias honorifice subtraxit aut episcopali gradu pro eorum merito et conditione Augusdnensibus autem quolibet mense pro victus necessitate centum aureos tandiu 20 elargiri non intermisit, quoad eis census ad necessaria aliunde suppetentes assignaret*. Q.j 13. et tuamca — 16. baslllcam] basilica* — 1$. honorifice manea B. : et pietate clrcum forlt,' ut inter popularem tumultum quidam ei gladio mlnaretur, nisi desisteret. Verum magis magisque inralescente tumultu furentis populi, censult furori cedendum esse, iuratus, si quando facultas adesset. augustinenses per lmpetum atque Ignominiam a Laterano effugatoa honorifice ac processionaliter in ipsam $ ecclesiam se revocaturum. Dehlne illos trepidantes ac vitac dubios ipse plerisque dignlssimls prelatis coraltatus secum lliesos Inde subtraxit, partem ad Aram Cell monaatertura, partem In cenobium beate Marie Nore, par tem rero eorum in elus palatium adducens, cunctlsque tarn diu opportune prospielens, quoad eorum quUlbet ab Urbe dlflugit Eos atttem in sul pontincatua Initio, quemadmodum protestatus fuerat, in Lateranensem eccle siam solemn! cum processione rcvocavlt atque Institult, serTato tamen honore ac prlstinls emolumentia canonlco 10 GetthicU* FUremt, IV, p. 408 sg.). Ai Gesuatl, I qoall si disaero anche cltrid afastolid, a caglon delta vita apostolic* ch'esal meuavano (Hsxyot, Dictionmair* dts ttdres riUgUu*, tome H, Paris, 1863, p. 6«) arevii ap partenuto U renexiano Antonio Correr, conglunto del 15 pop* Kugcnio r\r , protettore anche quest! delta Congre ga/.ione (vedl una bolla dl Engenlo, degli 11 agosto 1436, In favore di « nonnulli pauperes, lesuati nuncupati, Ve • rone commorantea „ In Reg. Vatic. S7* c. 125»). Paolo II, deroto cultore delta meraoria dello zio ponte »0 (ice, avra rerialmllmente protetto I Gesuati, che a tempo suo posaedevano In Roma chlese e raonasterl: sappiamo dl an Antonio Betlni, eppartenente a codest'ordlne, adoperato dal Barbo per ana legazione al duca di Ml lano(P. Morigia, 11 Paradise dt' Getuati, Venezla, 1583, 1 '5 PP- »57 *g-, 9») Cf. sopra, p. 8; G. Rohaxst db Ft.kury, /.« tran an moytn Age, Paris, 1877, p. 115 sg. ; Arch. Rom., ArcAMo di *Sancta Sanctormm „ n. 3, c. 5 b (elogio dl Paolo II, scritto da M. Altleri). AUe uotlzlo, recate ptu 30 sopra, delta liberalita, dl questo papa verso 1 canonlcl regoUri e la chlesa lateranense, h da agglungere che cgll prowlde altreal alia costruzione del coro delta chlesa sud detta, fattscente gli al tempo dl Martino V (cf. Rkumont, GescticAte der Stadt Rem., Ill, 513). II 18 norembre 1465 si stlpulava 11 contratto fra la Camera ap." c maestro 3$ Egidio di Andrea da Tocco, il quale prometteva dl co strulre in tre meai " raurum quera S. d. n. papa de novo "fabricare facere intendit prope capdlam aanctl Salva * toris laternncnii*;, pro coro caplrull canonicorum la * teranensium dicte ecclesle noviter construendo „ : pro* 4° mlmore In nome del papa Francesco dal Borgo, archl tetto maestro Doraentco da Pirense (Aacn. Vatic, Di vers. Camer., XXXII, c. 18J a). • Nella prima redazione delta Vita (cf. variant!), 1'A. nomina espressamente Ie rendlte del castello di Fra- 45 scat! fra ! beneficl assrgnatl da Paolo II al canonlcl regolarl. La notlzla e confermata dal Copp:, Memarie Celenntsi, Roma, 1855, p. «6, H quale oeserva che Pra scati feudo del Colonna a tempo dl Eugenlo IV, com pare In atti del 1465 come possesso dlretto deUa Chlesa. 50 Ad essa era immedlatamente soggetto questo castello anche nel pontlficato di Pio II (Arch. Vatic, fnir. et B*. iff, c 17s a, per un assegno " presbitero Angelo •Iacobl, ollm gubernatori castrl Frascatl, pro comple « mento salaril slbi dcbltl , (1460); cf. Pastor, IP, p. 99) ; 55 e probabllmentc ancor prima, fin dal tempo dl Nicrolo V (cf. G. Tomassew, Camfagna romana, in Are*, d. Soc. Rom. di ttt'ria fatria, IX, p. 1 15). ErroDoaraentc iutcr pret6 questo passo D. Skoiibtii, Mtmtrie siorieht di Tu . j*t Qw»., 47 112 €.3j* MICHAELIS CAN! Ad christianae tidei defensionem adversus cnideli&simos Turchoa Christophoro Mauro duci senatuique veneto relaxavit quinqoaginta millia aureOram, quae memoratus Pius II in eius obitu dimiserat et ea sacer patrum tenants, antequam ex Anchone Romam ire pararet, apud illos deposuerat Adiecit insuper quotannia ad certiora stipendia pro orthodoxa fide pugnantibua centum millia aureorum, qui ex minera aluminis ei proveniebant, nuper a Ioanne 5 Castrensi iuxta Tulfae oppidum pontificate Pii II reperta. Cuius quidem rei negotium tri bus ex sacri senatus integerrimis patribus diligenter curandum demandavit, Bessarioni ec cleaiae Sabinensia antistiti, cardinali Nicaeno nuncupate, Gulielmo eccleaiae Hostienaia prac suli, cardinali Rothomagensi, et loanni ecclesiae Portuen&is episcopo, cardinali sancti An geli appellato et inter hos Antonio Forolivienai, clerico apoatolicae camerae, viro gravissimo *. 10 qum., « (. jjh In obsignandia autem litteris,' quas bullas trito sermone nuncupamus, novo ac magnificentiori plumbationis genere usus est et quidem non dispari magnitudine a priori bullatione, sed fuit multo artificioris dignio'risque operis ac sculpturae Ecclesiastical dignitates nec subito neque ullis alicuius precibus, sed libero ipaius animi iudicio, pro cuiuaque merito ac virtute contulit, multosque pracstantes viros diversis ecclesiis 15 inscios et absentes praefecit Rebquos vero magistrates alicuius senatorii ordinis supplica tione interdum sigillatim concessit; frequentiua autem ipse, aut pristinae amicitiae, sire no bilitatis aut virtutis gratia annuatim eos dedit, omnesque magistratus absque delectu magnia A.: jo. Porolirenal] Follvenal Q* ! 4* certiora] cautlora B. : rum secularium, quos ad servltlum baslllce ad Mileta sanctorum deputarlt. Augu$Unen«lbus vero pro eorum victu centum aureoi quollbet men»e dlu dare perseveravlt, quoad ex fmctibus castrl FrascatJ atquc aliunde com S modina el* certi usque provldlt. Ceterura ad orthodoxe fldel tutelan adversus perfidissimoa Turcot ab Ipals pon tlftcatus ml prlmordlia centum millia aureorum quotannia contribult, quas quidem pecnnlarum summa* ex mIntra alumtnli iuxta oppidum Tolfe novlssime compert* nccipiendas constgnavlt. Quoque dUigenUus atque accura tius' Ilia In tam aancta expedltlone dlspensarentur, trlbus ex aicri aenatua integerrlinli atque gravlsalmis patrtbui eluamodl negotium demandavit. — ia-r.3, dlaparl tic. aculpturae] dlaparl a magnitudine prforum plnmbarlonom, io sed multo artincioalorl dlgnioriqae opera atque iculptura — 14. ullla alicuius] ulliua, etlam maxlrae auctoritatia virl- ipsius rnanca — 15. merito ac manxra- multosque) Immo lnrogatus multoa — 16. vero] autem- senatorii or dinis] cx sacrl senatus patribus — 17. autem] vero- pristinae manca — 18. annuatim mkd — x8-p. 113. I »• omnesque etc. acclpcrcnt rtumco tcolt antico * move, Roma, 1891, p. 24$, afTermaado, 15 aulla fede del nostro A., che Paolo H aveva asscgnato ai Canonic! la sovrenaione menaile di 100 ducatl sulle rendito del caatello di Frascatl; cf. sopra, p. 8. Da un breve di questo papa a Ferdlnando di Napoll (Arch. Vatic, Brrvia, tomo XII, c. 56 b) si apprende che nei ao 1470 furono da lu! concesae ai Canonici regoiari Late* ranensi le commende dell'abbaxia di santa Maria " de gloria , c del priorato di santa Maria " de Blinearis , neUa dloceal dl Mlleto. Sull'opera di Paolo II in pro della lotta contro 1 »5 i Turchl, vedl Pastor, II', p. 336 sg. e gli autori ivi cltatl In un breve ai Florentlnl (1468, magglo 165 vedilo la Appendlce, VI, 4), 1 quali aembra lo aveaaero accusato dl tiepldo zdo per la Crociata, il papa rlspondeva di avere speso, In meno di quattr'anni 200000 ducati per 30 tale causa: assai meno, qulndi, di quanto affenna l'A. ' Cf. G. ZlPPBL, L'altumt di Tcl/a « il 35 w com mtcU, in ArcMvU d. Soc Rom. dittoria/atria, vol XXX, 1907, p. 4«6 sgg. 1 Zippf.i , 0/. di., p. 420, not* 4, e p. 449. 4 Dal tempo dl Grrgorio VII in poi, 11 fiombo del papi rccava da una parte le teste del due Apostoli, dal i'altra 11 nome del pontefice; Paolo LT fece rappreaentare nei recto il papa col trlregno, assUUto dai cardinali, che di udletua al popolo genuflesao; nei verso le figure dl aan Pletro e di san Paolo sedenti una di froute al- 40 l'altra (G. LsLLZ, Dtsttrtaxtone sofrm i fiomhi ftnti/th in Atti d. Accademic, Romana VArcktelogin, tomo I, l8Jl, P- 3^7 «gg.; 11 diaegno del fiombo dl Paolo H t ripro dotto da G. Grlmaidi nei cod. Vatit. Bttrhtr., XXXIV, 50, c 186 a, dove si osserva che 1'anOco modelio fu ben toato ripristinato dal «uccesaore Slato IV). n Barbo nor. si servi di altra forma di plombo che questa, pin ricca c pomposa, la quale veniva descrltta gla in una letters del 3 ottobre 1464 da Roma (presto Pastor, IP, p. 757)i e fu forse in attesa delPopera artlatlca, che solo ai prima P di ottobre si invlavano le boile solennl annuncianti 1'u sunslone del nuovo pontefice. Cosi, mentre troviarno che Til di settembre Paolo II notifiesva ai Florentlnl la sua elezlone, scusandosl che la lettera avesac appesa "bullam plumbeam sine nominls nostrl impresslone, Si (Arch. Fior., Carttggio, rosfontivr, cofiari u.j, c. x»4a); apprendiamo da una lettera gratulatorla al nuovo pon tefice del Senato Venesiano, degll 8 ottobre, come in codesto glorno fosse gluato a Venezia I'annunclo della \ 113 , DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI interminationibus ac poenis monuit, nequid in obeundis corum officiis simoniace agerent aut quicquam muneris practer esculentum poculentumqae a quoquam acciperent *. Primus ipse inter summos pontifices extitit, qui praecipuas quasque arces ac loca discriminoaa prae latis aut dignis clericalis profesaionis viris custodiendas assignsvit, quo fidelius in omnem 5 sortis eventurn pontificibus sedique apostolicae praeservarentur Fuit autem in peragendis negoliis excellentis prudcntiae altissimique consilii, ac tarn summae taciturnitatis, ut nullus etiam maximae securo familiaritatia aut auctoritatia vir plene intelb'gere potuerit, quae ipse inter sacri senatua patres egisset, aut agere destinasset. Fa miliares quoque suos domi coram se taciturnos ease admonuit, niai prius ipsi' interrogaren 10 tur, cavitque ne quis eorum cuiuspiam supplicationem aut codicilloe afferret, nisi tantum hi, quos ad huiusmodi munus deputaverat Familiaribua vero et consanguineis licet tardus re munerator videretur, tamen pro cuiusque conditione inrogatus, et dum minus ipsi A.: 3. acciperent 1 tegm'to da paribus, etfwto Q.: 13. pro one] pc B. : 3. Ipse] Insuper- summoj manea — 3-5. arces tic. preservarentur] ac discrtmlnosai arces prelatis ec dealastlraque beneflcla hahentibus custodiendas assigniirit, quo tuttus ac fiddlus omnt temporum eventu aposto j lice aedi conserrarentur — 7-8. nt etc destinasset] ut quod predecrsnonim temporlbua indecentcr inolevcrat, nullus etlam maxlmc famtliaritstla, rei condltlonls, quicquam eorum, que acturus esset, lntelligere potuerit — 9. prlns manea — 10. carKque tie. afferret] neque cuiuspiam supplicationem porrlgerent — 11. huiusmodi] Id — 11-p. 114, L 1. Famlllartbus etc. extulit] Et quamquam tardlusculus vlderetur pro eorum roluntato In ipse pro sua meritum, dum minus spcrabant, illis deccntcr proridit M.: 6 b. nullus tie. condltionls] 15 esset maximae iumliisxitatis aut condltlonls, qui asaunzlone, munlto delis * bulla plumbea » dl sua San tita, e come fosse quests la seconds volta che tl Srnato rispondera alia notlficaslone rlpetutamentc fatta (Arch. Vsjc, Stf. Seereta, reg, mm, c. 43 b). 1 Qucsto papa complc, come e noto, una generale ri forma del serrlzl ammlnistratlvl dells Curia e dello Stato cccleslsstlco. " In prlnclplo pontlficatus sul , — scrlreva 11 vescoro Rodrlgo Sanchez dc Arevalo {fflstoria ITufanLa, Romse, per Udal. Galium, s. a*, a 170 d) — 20 • romanam curiam oranl simoniao labe icrerlssime pur * garit cusctosque curlales reformavlt domnmque habult Per * mundlsslmls atquc honestisslmis vlrls refertam la rlforma dells Cancellerla, redl soprs, p. 38, nota 6, M. Taxol, DiefSftiHchi KanxMordttungen vom 1*00-1300, JS Innsbruck, 1894, p. 188 agg. e Biblioikhjt de Ptcolx des claries, tomo LXIII, 1902, p. 479 sg.; per quells deU'uffi cio del Camerlengo cf. Mllangm tParcktol, *t tPhistoire, XXIV, 1904, p. 382 sgg. 1 altre costltuslonl e bolle 1 funxionarl dl Curia e di Stato, In Bmttarium 30 Romaamm, V, pp. 183, 1S5 e Da Vaccina, CelltcHo Con stiftiontm romamerum foatificnm etc. fro bono regiminr, soprs, p. 96, nota 6). ' Con tale innorazlone Paolo II esegulra uno del pattl dl quells capltolaalonc elcttorale, che fu causa dl 45 grave dlssldlo fra il nuovo papa e i cardlnall (cf. Pa stor, II, 307), e in cul era prescrltto al pontcfice * ar " clum custodes lurelurando vadtmonlljque adigerc, de " lis sede vacante collcglo reposcentl trsdendls; eas quae essent moment! maiorls soils derlds, qui tamen suae 50 a cognationls non essent, commlttere , (Iac. Piccolo minki, Comment., c. 350 b). La formula del gluramcnto adoperata 11 15 settembre 1464 nell*Inscdiamento del nuovo castellano dl Casrel Sant'Angelo, Rodrlgo Sanchex de Arevalo, con cul s'inlziara il pcrlodo del casteHani 55 veicovi dells Mole Adrians (cf. P. Paoliucchi, J casteI /am di Caste! SanfAngtlo, Roma, 1907, voL I, p. 2), cl c conserrata nel reglstro deU'ArchWio dl Stato Ro mano, G/nramenti del Cattel/aai, 1464-70, c. 3 b, dal quale appare come 11 papa Barbo osservssse costantcmente la 60 norma di preporre dignltarl eccleslasHcl slle princlpall forteszc dello Stato. Ls formola citata dorcva scrvire p. 173. Cf. anche soprs, p. 94. * Nelia "forma luramentl quod praestatur ab of * ficlallbus Urbts sub Paulo II „, lntrodotta fin dai primi 35 giornl del pontlfkato (" anno primo, IV fcaL julli „ in Arch. d. Soc Rom. di aorta fatria, IV, p. 377) era com presa la obbligazlone dl non ricever donl " ssIto cosa ' da manglare et da berere, recerendoie modcratamento * secondo la dlsposlsione dclla natura „. Talc prolbi 40 alone fu qulndl cstesa a tutti gli ufficlali dello Stato, e preclsata la quantita dcUe offorte di vettovaglle, che do in due o tre giornl (cf. T. Ill, p. xvi- 8. per I gluramentl dl tuttl I castellani dclla Chiesa (cf. ARCn. Vaticw, Divert. Comer., XXXIII, c. 40: 1467, febbralo 24; il nuoro castellano dl Arquata, * ser Am- 65 " broslus Montis clvls Fercntlnas , glura socondo la for mula del glurameoto prestato dal presents castellano dl Castel Sant'Angelo • quando primum intravlt ofSclum „). Un codlec di proprleti prirata, contcnente lc formule del gluramentl del Senato roraano, degll ufficlalt del 70 Papa, deila Chiesa romana e della Cltta sotto Paolo II h doscrltto in ArcHvio d. Soc. Rom. di ttoria/atria, IV, 1880, p. 368 sgg. : 114 curia MICHAELIS CANENSII tandem providit et extulit. Nepotes suos ex sororibus progenitos 1 tam urbane ac modeste in publicum prodire voluit, ut acriter inter domesticos aliquando exclamaverit, alterum eorum intuitus magna adequitantium caterva sociatum, quandoquidem nondum eo dignitatis provectus erat, ut tali fastua ambitione intumesceret. Pari quoque censura quemdam ex ipaius affini bus insolenter superbientem, praecipuumque dignitatis honorem ambientem comprcssit, nequc 5 cum quamquam doctum aliquo dignitatis honore quam exiguo ultra dignatus est ': alium vero c 34* pro conditione subdiaconum apostolicum instituit,' quae dignitas non mediocris est in romana Nepotes tandem cardinales publicavit tertio eius pontificatus anno ; sed Marcum Bar bum priori ante eos anno cardinalem fecit in titulo beati Marci cum plerisque dignissimis viris, quorum mentionem subsequenter faciemus*. Cum autem ipse maxime diligeret Augustinum, ID Pauli Barbi germani filium, cunctatior fuit in eo extollendo pro aetatia conditione; sed an cle ricum, an illustri aliquo matrimonio ipsum adiunctum extolleret dubium diuque cunctantem qw*., so repentina mors occupavit, eoque factum est, ut cui plus honoris et dignitatis impen'dere af fectaret, minus omnino ipse exhibuent *. A.: 13. plu* i frecedato da plurcs, OMfunta B.8 1-14. Nepotes etc. exhibuerlt manca 1 Cf. sopra, p. 54 sg. * Sappoaiamo che at alluda qui a Giovanni, bgllo $ di icr Paolo Barbo. EgU stava preaao la Corto papalc, lnsieme col cuglnl G. B. Zeno e Giovanni Mlchlel, lino dagll Inlal del pontlficato dl Paolo II (cf. sopra, p. 54, nota s) ; lo troviamo fra I * provisional In palatlo apo « stollco „ con 1'assegno mentilc dl 20 dncati, nel rc 10 glstrl camerali alno alia fine di codeato papato, e U auo nome non h mal accompagnato da tltoli dl dlgnlta, ma eolo della quallfica * a, d. n. pape ncpoa , (cf. Arch. Rom., Divert* Pamti II, t+jo-ji, c. 208 a). A lni si riferira U breve dl Slsto IV (Arch. Vatic., Brevia, XJV, c. 136 n), 15 dato 11 10 febbraio 1472, col quale si lngiungeva • dl lecto filio Iohanni Barbo, dl tottoatare alia tutela del cardlnale Marco Barbo, a cui 11 papa areva affidato la gestlone del benefid appartcnenti a Giovanni. Pare, invece, che non ala 11 nlpote dl Paolo II quel Giovanni 30 Barbo, che ebbe dal papa nel 1467, essendo canonlco a Padova, la conceasione dl una casa per sua abltaslone In quella cltta (Reg. Vatic, jji, c. 133); mentre 4 ve roslmUe che sla II nlpote quel Giovanni, eletto canonlco della steasa Chlcsa padovana nel 1468 (cf. nota seguente) 35 si avrerta pol, che nn Giovanni Barbo, chlerlco, con giunto ma non nlpote dl Paolo II, vlveva in codeatl annl, ed era frateUo del letterato Nlcol6 Barbo (cf. so pra, p. 74, I. 33 sg.), come apparc dalla lettcra del Val * Sari costul quel Giovanni Condulmer, che tro vlamo tra 1 famlgllarl del card. Barbo prima della sua ansunslone al pontlficato (cf. Appendlce I, a). II 13 no- 45 verabre 1467 Paolo II proscloglleva, II Condulmer, " ca * nonlcus paduanus, famlllarls et continuus commen 'sails. dalTobbllgo dl dare ognt anno ft. 70, del redditl deU'abbaila benedcttlna dl Sant'Andrea del Bosco, dlo cesl dl Ceneda, da lul tenuta In commenda, a certo 5° Zaccarla dl Natale, chlerlco vencxiano, avendo queitl abbandonatl gli studI per darai alia vita marinaresca {Reg. Vatic 51$. c. 32). B Condulmer morlva verso II gtugno del 1468 (cf. Lac. Piccolominei, EpUtolae, c. 145 » e le bolle del 15 glugno 1468, In Reg. Vatic.519, cc 123 a 55 e 178 a, con cui si concede I'arclpretura della clilesa dl Garda, dlocesl dl VeTona, e un canonlcato della cttta di Padova rimastl vacantl per la morte * in Rooiana Curia , dl Giovanni Condulmer sthdiacono afcttotico, al chle rlco vencziano Giovanni Barbo). ** 4 Cf. innansi, Quir., 101. 5 Era queati U mlnore del figU dl ser Paolo Barbo. Dal librl dl conto dl ser Paolo (cod. Vatic, lot. 7*SS, fasc 10', c. 13 sg.) appare che Agostlno stette, lnsieme al magglor fratallo Giovanni, per plu dl tre annl (cf' »J laresso " ad venerabllem virum d. Iohannem Barbo „ 3° consolatoria per la morte del frateUo dl quest'ultimo, in cod. Vatic. Barbtr. lot. 1&09, p. 537. — Pariroentl Incerto \ per noi, a quale dl codosti omonimi si riferisca la notlzla conscrvata presso Cornelius, Ecclciiae Vcnt toe tt TerccUanae, tomo VIII, p. 175, rlgaardantc la 35 rinunzla fatta nel 1479 da Giovanni Barbo all'abbazia dl Santa Maria del Pero, dlocesl dl Trevlso, da lul tenuta In commenda; cf. anche Cicoona, [tcriziom Venetian; IV, »6», 3x9. Notlamo lnflne, come l'accenno dcll'A. alia dottrlna dell' lnnomtnato congiunto del papa arva 40 lorl la Identlficazlone da nol proposta dl codesto perso nagglo col figllo di ser Paolo Barbo, se si ponga in rela tione con quanto oaservlamo plu sopra, a p. 56, 11. 3-7. sopra, p. 56, nota 4) in Vlccnza (vescovado appartenentc alio zlo cardlnale), attendendo agll studi sotto la gulda di parecchl maestri: pre' Colantonlo, pre' Martino, mae Bartolomeo e maestro Giovanni da Milano-, e cheal nto e all'educaxlone del due glovlnettt prov- 79 11 futuro papa Paolo. Dl Agostino troviamo menxlone la prima volta, nei document! vatlcanl, nella bolla del 15 glugno 1468, con la quale 11 papa concede * Augustino Barbo, clerico Vcnettarum, qui nostcr *e * cundum carnem nepos existIt , un canonlcato a Ve- 75 rona, rlmasto v&cante per la morte dl Giovanni Con dulmer (Reg. Vatic. Sty, c 97 n; cf. sopra, p. 74 no{t I. 86 sgg.). Alia Corte papale pare ch'egll venisse sol tanto nel 1469, polchi il suo nome non figura nei reglstrl della Camera apostolica prima di qucsto anno (cf. A»c«- So Vatic, Divers. Pauli II, 1469-70, cc. 69 d, 75 a, Hi *j 338 b, 346 u; spese per forniture dl vest! e suppeUettUl . DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 115 Federicum regis neapolitani filium, principem tarentinum, Mediolanum tendentem ad Ilyppolitam ducis Francisci filiam, germano dus Alfonso, Calabriae duci, nuptam adducen dam, primo Romam ad se venerandum profectum, honorifice suscepit cique auream rosam elargitus est, quae per id tempos 1 ex sacris cerimoniis a pontifice magnae auctoritatis viris 5 donari consuevit, etimdemque euntem 'ac rcdeuntem per omnem eius ditionem summa hono rilicentia et rerum omnium necessariarum abundantia recipi curavit, deputatis in illius societate c }i, plerisque dignissimis praelatis et aliis gravibus viris *. Caeterum populis ecclesiasticae di tionis atque aliis item univenritatibus publica debita in primordio sui pontiticatus magna ex parte relaxavit, neque fuit quispiara, qui ab eo prorsus inexauditus absccderet. Romania 10 ludos praemiaque ludorum exauxit': ut enim omnis hominum conditio et aetas, quibus res i A.: io. exauxlt] erauslt Q.: 3. Federicum] Frlderlcum — 6. necesaarlarum] humanarum B.i i-p. 117; I. 3. Federicum etc. solltus eat] Fredericum regis Sicull filium, principem tarentinum, profici acentem Mediolanum pro adducend* ducia filla germano elus deaponamta, Romamque ad ae ipaum pontlficem vene 5 randum accedentem, raagno cum honore sosccplt et humanlaairoa audivlt, elargito UI1 amplltslmo auree roac nu nere, que per Id teropus a pontlficlbua donari conauevit; eundemque ad proprios larea cum ducis mediolanenala fill* ac maxima prlncipum et nobilium pompa redeuntem pari honorificcntla per omnem lpsius ditionem tra ctari fecit, deputatla in huiuamodi rerum preparattone dlgniislmlt prelatis virisque alilt drcumipectisslmis- Poputis atque untversttatlbus publica debita magna ex parte in sul pontlflcatus Initio relaxavit; publicos careercs quo 10 tannii In predpuis solenltatibua omnibus fere captivls vacuare aolitns eat, preterquam homlcidls aut inslgnl de licto publico convletla. Romania iudoa ac premia ludorum auxlt: ut enim omnea ex qulbua respublica romaaa coalescerc videbatur ludos suo* premiaque ludorum sortlrentur, primum hebrels, turn aduleacentibua, dchlnc adul doraestiche " pro nobillsslrao viro (Lno Augustino Barbo, 'a.«* d.ol n.rl nepotl „ lugllo 1469-agosto 1470). D°po 15 la morte dello do pontefice, Agostlno at dedlc6 alia car riera eccleslastlca, come apparc da an breve di Sitto IV del 17 glugno 1473 (Arch. Vatio, Brroia, tomo XXV, c 390 b, cf. l'aitro brere, ibidem, c. 371) conocrnente l'ab bazia benedettlna dl Vallalta net Bergamasco, data In 10 commend* da queato papa ad Agoetino, U quale fu lo dato dal ravennate Pier Tommaal nel suo trattato sulla memorla ortifizlale, aecondo aflerraa l'Agoitlnl (SeriOeri Vintziami, tomo I, p. 334). Egll mori poco prima del 1533, ae e dl lul che parla II Cfcogna {Iscririom Vent' 35 tutwi, tomo V, 359) dove ricorda I'eleslone dl un cano nico a Padova II 1» gennaio 1533, In luogo *dd de * funto Agoatino Barbo,. 1 La benedlslone della *roaa d'oro, (cf. Pastor, P, p. 331) avrenlva nella quarta domenlca dl Quareslma, 30 MoROja, Dixionario, LIX, p. 116. La Pasqun radde 11 14 aprile nelTanno 1465, di cul qui al tratta. ' Federico prlnelpe dl Taranto ai trattenne In Ro ma, aasleme ai prlnclpl dl Salerno e dl Blslgnano e a numerosa comltlva, otto glornl nell'andata a Milano per 35 prenderri la spoaa del fratetlo duca dl Calabria; in tale ocrasione la Camera papale pagava 1843 ducatl, per spese fatte in questo primo sogglorno (Arch. Rom., Divert. Panft If, 1464-66, c. 83 bt mandate del 34 aprile 1465). n ritorno a Roma, che non pote farsl per la via dl VI 40 terbo, causa lo stato dl gnerra del Patrlmonlo (cf. Sora, / cent! di Amgnillara cit., p. 91), ai doveva eflettuare nel glugno per la rla d! Perugia (Ajtcn. Rom., Inir. et Bx. t-pbSt c 13 a: mandati fl. 300 * dandis de mandate *d.nl pape nonnnllis prelatis pro cundo obvlara filie * Ui.Bl d. duds Medlolani „ e fl. 500 * exponendis per d. 45 "Theaaurarium Peruslt Ibidem, pro honorantla dicte •fill© „ **c; 1465, glugno 18). Se la spoaa giungesse nel glugno fin© a Roma non sapplamo : certo e che il viag gio alia yolta di Napoll fu afiora lnterrotto, d'ordinc del duca dl Milano, per la causa che eaponiamo plu in- j0 nansi (p. 137, nota i) e che Isabella con il cognate 0 il aeguito rUttraversavano, dopo non breve dlmora a Siena, U terrltorlo dello Stato pontificlo neU'agosto sue cesalro (cf. sopra, p. 46, nota 1). * Sul carnevale romano neli'eti del Rlnaadmcnto, 55 In particolare a Roma sotto Paolo IT, vedl U Burckhardt, Civilth, n*, p. 185 agg. Dalle rubrlche 79-88 del tcrao llbro degli Staiuti di Roma dd 1469 (edlx. romana del 147 1), contenentl le nonue per le feste carnevdesche, appare che le innovation! lntrodotte da Paolo II con- ^ sistevano essenzidmcnte nell'avere aggluntl "ex petunia * Camcrae sex bravia: unum pro iudeis currentlbus die " Iunae ante domlnlcam carnlaprivii, diud pro puerls crl * stlanis martIt, diud pro luvenlbus crlstlanls die mer * curil sequent!, diud pro antlquis sexagenariis die vc- (jj * nerls, diud pro aslnls die lunae carnisprivti, diud * pro bufdls die mercurii carnlsprivii „ (rubr. 86 : cf llbro U. rubr. 54; e cf. Inpcssura, Diario, p. 69, dove h detto che la corsa degli aalnl si facera il martedl, e quella del bufali 11 lunedl prima ddle Ccncrl). Prima y0 dl Paolo II si correvano soltanto 1 tre palli (conscrvati anche in aeguito; Infissura, loc cit.) dell' ultima dome nlca dl carnevale ; a la spesa per essl venlva sostenuta dalla Camera del Comune (Arcil Vatio, Divert. Comer,, XXXII, c. 115s: 1465, aprile 5; slordlnadla * Camera 7j * Urbls , di restltulre a Girolamo • de Capo de regtone 116 Quit., 51 c Jit MICHAELIS CANENSn publica florere atque coalescere videbatur, aliquid muneris sortiri videretur, caique suum concessit ludi praemium. Primum quidem hebraeis turn adulescentulis, dehinc aduldoribos, postremo senibus pedestres ludos praemiaque ludoruin diatribuit; addidit insuper asinorum et ultimo ludicrorum die bubalonim cursum ac diversorum pallia colorum. Ipsa vero pallia ad rquorum cursum hactenus statuta, raulto magnificentioris pretii ac texturae dilargitus est1 . 5 Post diem Agonalium convivia romanis magistra'dbus et universo populo ante aedes, quas ipse construxerat' iuxta basilicam bead Marci, quotannis exhibuit, interdum electissimis pi scibus, aliquando autem exquisitis undiquc opdmis carnibus; vina quoque varii generis, albi nigrique colons elecdssima adhibuit In quibus quidem conviviis tantus omnium reruin ac servientium mensis ordo taciturnitasque fuit, ut nihil prorsus a quoquam impertincnter ct in- 10 commode factum dictumve fuerit. Ipse autem Pondfex, exactis conviviis, ad maiorem erga Q.i 3 c. 24* e. 24 b B. : tlorlbus, postremo senibus ' pedestres ludos premlaque radornm adelldlt. Pallia vero hactenus currenttbu equli In premium darl consueta, multo amplloris pretil nobUioriaque texture dilargitus eat; et quo featlrum populo cunctla ludicrorum dlebua spectaeulum exiberet, allud aequentl die currentlbus paUlum condecena adlunxit. Con 5 rtria quoque ante edee, quaa tpae luxta basilicam beat) MarcI construxerat, publice romanis magistratibus et out verso populo post diem agonalium exhibuit, Interdum electlaalmls placibus, aliquando autem conqulsltls undlque diversaruru rolucrum quatrupedumque optlmla carnibus Ipsos coavlvas depascena. In quibus quidem conviviis tanta rerum omnium exculentarum et rint varil generis atque colorls exbuberantla fult, ut post maglstratuom po puliqoe refectionem maxima rerum apposltarum copla superfuerit, quanquam turba pauperum post suplnam cm 10 nlum repletionem alii lances, nonnulll clfos, plerique seutellas plenas deportarlnt. Pult autem In lpsis convlvil* tantus ordo ac tadturnltas, ut nihil prorsut In eo factum dieturnto Incommode sit Preterea Marcus Barbon, Ecdesle vlcentlne antistes, humanlsslmus plurlmeque litterature, cum ceteris pontlficils prelatia discumbentea clr cumlustrahant, cttrtatim exhortantes uti se ex appositis optime reficerent, quod asset pontlficl quam gratUsimum;' M.i in. currentibus] allud sequentl die post equorum '5 — 9». quanquam] quam — ion. clfos] eeiphoa ' , due. soda lui net caroevale del 146a, « non * ficlentlbua pro feato Carntsprivil celebrando, ad requl * altlonem d.riorum Conscrvatorura ,). Altra innora *° stone del papa Barbo fu di trasferlre 11 campo delle corse, cbe per lo Innanzl si Ivolgevarto insieme con le altre teste tradUlonall cameraloache presso 11 Teatacdo (cf. A. Copri, in SaggitUore, anno I, rol. T, p. 83 sgg.), auHa rla cbe fu poi detta " del Corso e facera capo si pa 5 lasso papale dl san Marco. Che 11 Barbo si faccsse promotora di pubbllche feste anche prima del auo tnnal zamento alia tiara, aembra potersl dedurro dolla deacri slone dl due araxxl che adornavano la dimora del Car dlnale (neH'Inrentarlo pubbllcato dal Munrrz, Letttrtt, 30 II, j8i): « magnl, pares, novl, et elusdem (tie) hystorto *de bono opere, sire torneamenti smi eodem fatrono * (vldeL 4«* rm.m0 cardinal! Sancti Afarc/]f*c*i kominmm * et mnUermm „. 1 Sulla partecipasione degll ebrei al carnerale dl Roma sotto Paolo II, redl Vogelstbin wjtd Riegbx, GctMcktt der Juden in Rom, vol. H, p. 17 sg. ; E. Ro docanachi, Le S. Sftpe et let fni/t a Rem*, Paris, 1895, s p. 15s sgg. T/oplnione del Rodocanachl, cbe la parte etpazlone degli ebrcl, introdotta dal Barbo, non aresae dapprlnclplo per eostoro 11 carattere dlsonorante e cm dele che assunse di poi, pare tanto pid. probabile, se si che questo papa lnterrennc per riprlstlnare e aslnls, allud autem buballs aitero die curreo trepaM uf 1 prowedlmcntl pros! gla da Martino V (cf. Majuni, Arckiatri, n, 73) alio scopo di aoilcvsre gU IsraeUtl dl Roma nel pagamento del xiya ducatl ch'esii 45 dorerano, per antica coasuetudlne, versare ognl anno per le spese del ludi carneraleschl. La bolla di Paolo II, del 13 novembre 146S (In Reg. Vatic^ c. 319 a sg.), Corner., confermata da Sisto IV nel 1479 (Arch. Vatxc, Divert. XXXVI, c 77 a), atabillva che a pagare la torn- 5° ma suddetta dOTessero concorrcre gU Ebrei dl Bologna e Romagna con 350 ducatl, quelll della Marca con 150, quellI dl Perugia e Ducato apoletano con 100 e quelll del Patrlmonlo con 75, restando all' Unirerslta israell tlca di Roma 1'onere dl soli 555 ducatl. Si notl anco- 5 ra, che l'attltudine della santa Scde verso gli ebrei In generate fu, nella seconds mett del secolo XV, assoluta mente benevols; cf. M. Stern, Urtundlick* Beilrllge Sier die Sttlhmg der PUftte ru den Juden, Kiel, 183, p. 33 »gg * Arch. Rom^ Divert. Pamii TT, ijjo-jr, c. 143 n: 60 1471, marso 33; mandato per fl. ijj bol. $6 den. S a SUnone del Giogantl * pro totldem per eum exposltfs in « octo pallia datls more sollto in feato Carnlsprlvit pro *xlme preterm, videlicet pro serico, tcUa, taffeta, fran * glIs, bochaxlno, nsstrls, fodrls palii cremoslnl, nocnon 65 " manlfactura dlctorura octo pallorura ac par unlusca "llgarura et unlus berectl, (per slmlll spese dl calae e berrette, che si davano al fanclulll corridorl, ct II do dell'Appendlce VII). DE VITA ET PONTIFICATU PAUL! SECUNDI 117 romanum populum benivolentkm animique hilaritatem oatendendam e domus fenestra, unde secrete convivantem populom prospicere poterat, nommos argenteos in omnem multitudinem diffundere solitus eet Enimvero sicnt ipse in omnes beneficus, piua et clemens pontifex extitit, ita quoque 5 acrem se ac pertinacem adversus contumaces rebcllesque subditos cxhibuit, quorum alios alio correctionis ac supplitii genere insectatus est absque ulla prorsus amicitiae aut digni tatis praeservatione. Deiphebus eiusque germanus Franciscus, filii memorati Eversi, licet ve tusta amicida et bcnivolentia ipsi pontifici coniunctissimi ' essent, tamen cum eiua mandato inobedientes ac repugnantes persisterent, non minus tamcn severe in cos animadvertit; quod 10 ut clarius iunotcscat, paulo scriosius rem ipsam rccensendam fore iudicavimus. Siquidem extincto Everso in primordiis pontificatus ipsius, sununa diligentia curavit inter Ursinos et Eversi fitios inducias* firmare, quo et utriusque eorum ac suis circumstandbus populis cuncta pacadora succederent; eadem induciarum lege utriusque partis complices colligavit *. Ursinis A.: 4. quoque] queque — 13. eadem i frteedmtt da earum, erfunto Q.j 7. eiusque germanus] germanoaque elns B.! cetera vero pontifici* famllla dcputatls mense locis hjlaris dillgensque deservlebat. Sed postquam magi strates civesque romanl probe refectI sunt, turn in omnem plebem tragegmata, que dlscumbentlbus superfuere, ab 5 ipsis pontlficlis mlnistrls dlspersa sunt. Ipse autem pontucx ad maiorem erga romanum populum benirolentlam atque animi bvlarltatem ostendendam nurnmos argenteos passim in omnem populum diffudlt — 4. ipse manea; clemens] humanus — 6-7. prorsus tie. praeservatione] amicitle aut pristine necessitudlnls et dignitatis reservatfone — 7. memorati] supra memorati- licet] quamquam — 8. benlvolentia ipsl] et splrltuall baptismatls nexu — 8-9. ta men ere. persisterent, manea — 9. in eos] In eos dcUnquentcs — 9-10. quod etc, ludicavlmus, manea — 10-p. Hi, L 3. Si lo quidem tie. ncqulTerunt] Everso enlm mortuo In primordiis pontificatus Pauli, ipse pontifex gumma diligentia curavit, quo fillis llllus cuncta pncatlora csient, Indutlas nd multos annos inter eos et Ursinos compllccsquc am harum partlum firmare. Uralnorum vera parti Securansa et Menelaus, elus germanus, vlri bello Insignes, natu M.: 4B. tragegmata] fragmenta — 9. severe] aev. 1 La prima menxloae dl quettl bancbettl al popo 15 lo, altra Innovaxlone carnevaleaca coa cul U papa Uaxbo ritornava alia tradlslone dl Roma pagana, trovasl lotto U data del febbralo 1466, nelle note del credenslere pon ttficio (Arch. Ross., Sftndittrt dl Palaxto, 1464-66, c 107 A), che scgnava specificatamente le spese " per la 30 " collatione generale fatta In plasxa de San Marco „. L' uao fa mantenuto negll annl seguentl del pontificato dl Paolo 11« sottanto, 11 convlto si tennc plu taxdl nel giardimc (oggl chlamato 'Palaxxotto dl Veneala,), an iless al grandioso palaxzo fondato daJ Barbo cardlnale, 35 asslche nelia plasxa di San Marco, e nel giorno dl lunedl, onzichl' nella domcnica precedento le Ceneri (cf. 1 passl della Crcmaea dl Benedetto di Cola dello Mastro, cltati In Clkmknti, ft can—volt romano, Roma, 1899, p. 69). Al banchetto sari stata ammesta una rappresentanxa del jo clttadiai romanl, non gii, come scrlve l'A., turto 11 po polo: alia plebe (narrava lo stesso Caneaai nella prima redaxione dl questa Vita, cf. variantl) venlvano pol get tat! gil avanxl delle mense. Per il convlto carnevale sco la Camera apostolica versava ognl anno una somma 35 conslderevole, la quale varla, nel document! da not con sultatl, dal 329 ai 376 fiorlnl d'oro (Arch. Rom., Di vert. Paali It, /468-69, c. 196*1 r4t9-70, cc 14s b, 217 a); chc U Papa annettcsse a codesta manifestaxione della sua pomposa llberaliti singolare Importaoxa, h pro 40 vato dalle medaglie ch'egli fece conlare apposltamcnte per talc solennlta, con la scrltta Romanum COmvivtum fubKcmm erga fopolum (la medaglla c rlprodotta in Lrr ta, Pamtglim Barbo, tav. ult, ru 15) : altra medaglla com memoratlva della teste carncvaleache svolgentisl sotto gil ausplct dl questo pontefice dovette essere queila cite 45 porta la Ieggenda llilarilat fnbttta (Litta, loc. clt., n. 21). Oltre al cardlnale Marco Barbo, che 11 nostra A. rapprcsenta come preposto al aolenne convlto, erano adlbiti, come scriase Marco Altiert (Li NufHali, p. 115), « alia difficile, laborioaa et dUplacevU cura de quelU epult 50 * pubbllci „ 1 noblli clttadlnl Stefano Francesco de* Cre scenxi, Marcello Capodiferro, Alto del Negro, Alesslo Boccacct, Giovanni dl Branca e Giovanni Marcellini. ' Sulla caduta della slgnorla degli AnguUlara nel Patrimonio, vedi specialniente Pastor, IP, p. 411 sg., 55 e V. SoaA, / uiA' UITAngulilara clt., p. 78 Sgg. Gil lstrumentl della tregua, di cul parla 11 nostro A., ci sono conscrvatl nell'Archlvlo vaticano {Divers. Corner., to mo XXXII, cc 5, 15, 16, 17 a, 18 b). Polche da esal vlene notevolmente chlarita la atorla del rapport! tra i 60 feudatarl della santa Sede nel secolo XV, e insleme do cumentata l'opera paclficatrlce dl Pletro Barbo, 11 rlas sumiamo qui brevemente. " Cum sit quod inter nobiles et magnlfioos domi * nos Antonlum de Colupna, alme Urbis prefectum, elus- 65 *que uepote* cx una, Napoleonem de Ursinis comitem « Tagllacoil ex alia, Delphebum de Anguilaria comllem , I 118 MICHAELIS CANRNSII adhaerebant Menelaus ac Securansa germani, viri bello assueti et non inertes, filii illegittinu olim Iacobi praefecti vicani, quem Iohaaaes Vitellensius cardinalis ac patriarcha alexandrinua, legatus apostobcus, Eugcnii pontificatu omni ditione ac vita privavit Securansae ac Menelao unum tanturn ex oppidis paternae ditiooia relictum fuerat, quod Caprarolam vocant Id est t. *s* B.: rale* fill! Iacobi prefectl Vtcani adheserant, qui ex plutimis paterae ditionia oppidis tanturn oppidum Caprarole, sltum' In rcgione Faleriarum, a laeu Vlcano clvltatcque Nepcsina duo mllia * eluaque fratcr cz alia, et Alios quond. tnag.ci Francisci "de Urslnls alme Urbia prefect! ex alia partibua bine 5 *inde inter ae dlverslmodo retroactis tcmporlbus vlgue "rlnt dlacordie, ditaeaslonea et inimkitie, ex quibua * guerre et mala plurlma alnt hlnc Inde partibua sub aecuta , e rolendo 11 papa ricondurre fra esse parti concordia e unione; 11 si aettembre 1464 Paolo II, alia 10 preacaxa del sopradettl, nonchi del cardinali Eatoute vllle, Latino Orsinl, Cusano e B. Roverella e dclTarcl Tcscoro dlTaranto Marino Orsinl, "indlxlt treguas ipaii ' eorumque filiis fratribua et vassallls, adherentlbus et * sequcntlbus, a preaentl die et usque ad decennlum, et 15 " ultra ad beneplacltum aue S."' duraturam comml nando al slngoli cotravventorl la pena dl ventlmlla du cati, da applicant meta alia Camera apostollca, meta alia parte leaa, e lngiungendo a Marino arclveacovo, Antonio Colonna, N'apoleone Orslni e Delfebo dell'An 30 gulllara dl fare ratiocarc la tregua dal Ioro conglunti e uttlnentl " ad quoa pertinet „ e dlchlarare chl aono i loro * adherentes, complices et sequentea „ entro it ter 3" mlne dl jo giorni (c. 5A e b). — II 30 aettembre suc cesalvo, 11 dottore e cavalicre Francesco " de Sanguine!* 35 "de Urbe. dlchiara, per procora del Colonna, quali aderenti alls tregua * d. Antonium prefectum predictum ' et nepotes, d. Doiphebum de Anguilaria et Franciacum elus fratrcm, d. llonoratum [CaeUni] de Scrmone * ta, d. Stefannm de Columna, d. co. Domlnicum et co. Ursum de Angulllarla [cf. Sora, ' 1 35 eU., p. 98J, * d, Franciacum Cavetanum, d, Petrumpaulum deUa Scul * curl [Sgargola ?] et djios de Rocha Siniball! , (a 5b). Nello atesao giorno meuer Paolo "Vannis,, procura tors dl Delfebo dell'Angulllara, dopo arete dJehlaratl gU ftessi aderenti dl cui sopra, protestara la nome dl Delfebo, Francesco, Domenico ed Orso dell'An guillara cbe, nel caso avessero 1 fratelll Latino, Gio vanni, Napoleone e Roberto 'quond. Caroll de Ursl •nia fratres, dlchiarato quail aderenti 1 fratelli Ma 40 rlno, Battlsta c Giovanni Oraloi, figU "quond. Fran « else! prefect! [Urbia] , e 1 fratelll Securansa e Mene lao dl Vico, in tale caao gli Anguillara non lntende rano ammcttere costoro nella presentc tregua, "attcnto 'quod per manus djli Rectoris i'atrlmoull, videlicet 45 " d.ni Andree de Fann, procurator!* apoatoitci, cum eia « dera SecurantU et Menelao slnt obbUgati de per ae et * in alia tregua „ cd eesendo parlmentl obbligati con 1 tre Orsinl prcdetti " in alia tregua per manus et de roandato S.m. d. n. pape, cum ipsi d.nl Comites de An 50 "gullarla non debeant esse quadniplicl tregua aut du "plicl vinculo obbllgatl , (c is a o b). II 5 dl ottobre vengono prcaentate al notalo delta Camera dal cancel Here dl Napoleone Orsini due pubbllche ratl6che della tregua. La prima, fatta nel palazto Orsinl a Vlcovaro 55 II 3° scttcrabre, t di Giovanni Orslni arclvcscovo dl Tranl; l'altra, dl Roberto Orsini, contc dl Tagliacozzo e Albe "et armorum capltaneus „ h data " anno 1464, * die 1» octobris, apud Castrum Podll Pillppl, in sals •auperlorl Curie lnfrascrlptl ill"' d." ComiUs, regnante * ser.°" d.n° d. Ferdinand© tie ambedue aderlaeono ai patti stipulati dal proprl fratelli Antonio e Napo leone (c. 16a e a). Perprocura dei auddetti quattro fra telll Orsinl, mcaser Giovanni Salomonl "de Urbe, dl chlarava, 11 6 ottobre, gli aderenti aeguenUj "d. Ange •lus de Urslnls; d. Comes de GaUeslo, hiuc fuit a dlcto • procuratore reservatua locus [cf. innanii, Qoib., 68]; d. Petrua Angelua de UrslnU; d." Elena de RaffiuMUo; • d. Franciscus de Alvlano [cf. Qui*., 73] ; d."' de Tolfa •[Quia., 83]; d. Robertus de Cere [cf. So**, of. dt., *p. 97); d. SccuranUa de Vico etfrater; Cola Colonna, «hu:c fult tie. rcservatus locus; d. Iohannes de licenza; " d. de Vlvario, d. de Arsolis et d. Archlepiscopus de *Comltlbua fratres, nils fult ttc reservatua locos, (c. i6b). In pari tempo 11 Salomonl protestara contro 1'inciuslone nella tregua dei flgll «comltis Dulcis de * Angulllarla (Domenico e Orso gla nomlnati), quia ha "bent [gli Orslni] cum lpsi pacem allter inter ipsos "confccUm per S.n",m d. n. papain, dum esset In mlno * rlbus , (c. 17 a). II 7 di ottobre vengono dichlaratl ade rentl, per 1 Colonna, Fillppo Iacopo " de Marerlls, pre "seatem et acceptantem cum castrls suis vldcl. Marsl • telli, Sigattl et la Screva „ e G. Battlsta * de Mareriis, " prescntem et acceptantem cum sua Rocca Slniballi (c. sopra) ; 11 16 ottobre, ' honorabllls d. Luca de Vimla «nU de Ferentino, (C.17A). Segue {MJ.) una dichla taxione al notalo della Camera dl Renxo da Cerl, dclU tamiKUa degll Anguillara, U quale arendo inteso dire d'essere stato nomlnato dagll Orsinl fra gli aderenti, non accotta «senomlnarl per allquem In dicta tregua, quia *lpae nullam habet lnlmictlam cum allqua ex partibus *ibi nomlnatls,; finalmente, Giovanni " de Comlte . arclvescovo di Cosenxa, ratluca, nel nome proprlo e in qucUo dl Andrea, « lpaius sui germani, nominationeni de els factum pro parte dominorum Archleplacopl Tra "neasis. Napoleonis et Robertl de Urslnis in tregua 'etc., (c. 18 a). • Dopo la esecuslonc dl Giacomo, 1' ultimo del Pre fettl della casa dl Vico (a8 aettembre 1435), rcstavano dl lul tre bastardl, Sicuranxa, Menelao e Francesco, che furono liberatl dal carccre, raentre 1 castelli della loro casa vennero dlvUl tra La Chlesa, il comune dl Viterbo e I conti dell'Anguiilara (C. Causse, / Prefetti di Vico, in Are*. Sec, Kem. di storiafatri*, X, 415 sg.; G. Pimzi Sitria tUf/a Otth di Viltrbo, vol. Ill, Roma, 1S95, p. 617)! DI Francesco non abbiamo trorato ricordo altrove, bensl dl Slracuranza c Menelao, I quali non vjssero del tutto • oscurl „ come affcrma il Plnzl (loc. clt.). Nel lugllo del 1457 Menelao toglieva al conte Everso U casteUo d' So 105 DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 119 situm in regione Faleriarum iuxta lacum vicanum duo millia passuum et ab urbe Nepesina septem distana milliaria; cuius quidem oppidani a Securansa et Menelao gravi ' admodum ser vitute oppressi, ab eis deficere molientes, primum ad Andream Fanensem protonotarium apo stolicum, provinciae patrimonii tunc praeaidentetn ', nuntios clam dcstinant, unam omnium 5 conformem voluntatem exprimunt, optare sese in Pontificis ditionem recipi, quandoquidem ultra labores et quotidianas aerumnas tolerare nequirent, quibus eos illi premebant. Andreas vero Fanensis, nequid inconsulto Pontifice perperam ageret, Caprarolensibus nuntiis verba certa in ea re nequaquam respondet, sed bona, quoad poterat, spe recreat Verum, ubi apud An dream nihil effecisse oppidani caprarolenses intelligunt, mutato consilio, ut Securansae ac 10 Mcnelai insolentiam et intollerabile imperium declinarent, sese Eversi ffliis dedere. Hi autem induciarum foedcre minime praepon'derato * oppidum ipsum accipiunt, exules omnes in gratiam et intra oppidum recipi iubent atque ingentem cunctis rei frumentariae copiam faciunt. Se Q.i 5. sese] te B.t ct In saxosl colli* parte atque in altlsaimis ruparum appendldbua condltum. Id oppldnm lege indu tianim ab omnl bellorum lnsidiaxumquo feritate co tutlua esse decebat, quo lummi pontificis auctorltate Ipae tndutle firmate erant. Verum superba ambitio cecaque habendl cupidltaa, qne multos mortalea exagttat, anlmos fillorum Ereral usque adeo Inraslt, ut caatrum lpsum Caprarole contra lus fasqne In eonim ditionem uaurparlnt, quamquam rea ab iptis oppldania acta fulsse visa fuerlt, qui caatrum ela tradidere aed foraan id qulpplam appa rentis rerltatls habere potuiaaet, niai Ull auoa armatoa mllitea ac peditea ad oppidum inradcndum premlslssent. Qua quidem re audita pontlfex llllco ad Eversi fliloa litteras deitinat, ae moleatiaslmam habere acribena, alquld 10 tiaa per eoa adrersua oppidum Caprarole bellicose ralnusque pacific* geatum esset, quandoquidem Ipse tall federe tndu ut et partlum complices et eorum bona tuta ac aalra ess If. : J b. ruparum] rupium — 3 u. aeraque] caecaque Caprarol* (Dklla Tdccia, Creaaca di ViUrbo, p. 353), uno del domlnt della casa dl Vlco occupatl dagll Angull lara; di qut contract! tra I Vlco ed E»er»o, male aedati da una tregua segnata a mezzo aprlle del 1458 fra le due polche nel lugllo delJo stesso anno il contc aa te Caprarola, dove pare che 1 figll dl Croclata (Arch. Rom., Dej«tit*ria generate della Crcciata, 1476-8J, c. 99 a). — Caprarola venlva ricevuta sotto il domlnio diretto della Chicsa con boUa del 33 ottobre 1465, nella quale il Papa confermava a quegli abitanti gll antlchl statutl e prlvilegl, e conccdeva II possesso del territorl dl Vico, Caaale e Casamala, statl usurpatl da Ererso dell'AngulIlara (Reg. Vatic. S*S c- 33) 1 20 Giacomo Prefctto steasero aotto la protezlone dl Pio II, da poco aucceduto a Calllsto III (cf. Dklla Tdccia, pp. 355, 359). Agll atlpendi dl quel pontefice troTlamo Securansa e Menelao * armorum ductores, negU annl 1 460-1464 (Arcu. Vatic, Intr. et E*. 444, c 1455 447, cc 19, 33; 453, cc 156. »$8. 184, 186); finche con 1'ar vento di Paolo II non furuno cacclatl nuoramente per j- opera degli Aoguillara, come h narrato dall'A., dal lorn feudo che passo, quindl, in diretta aoggezlone della Chiesa. Ambedue 1 fratelll militarano ncU'cscrclto pa pale durante la brerc campagna del 1465 contro gll ETCrsani; red! 11 Diario Ntftsino, p. 149. A Slcuraoza, ir) che compare fra gll stlpendiati dell'eserclto papalc anche al principlo del pontificate- di SIsto IV (Arch. Vatic, IHver*. Camar., XXXVI, cc. 99 b e 107 b) il papa Barbo areva assegnsta un'annua penaiono (Intr. et En. 48J, e. 99A: 147i, gennalo 15 ; mandato dl ft. 169 *magnl " fico Securanze dc Vlco, videlicet fli. 69 pro reslduo sue * penslonis annl proxlme prcterltl 1469 et ft. 100 pro * parte sue penslonis presentis anni ,); e dopo la 1 dl lui, che avrenne circa II 1471, conserro la an Leonards, tin assegno annuo dl too ducatl (Divert, cit., Andrea de' Pill da Faoo. Troravaal nella corte papale, acudlero di Eugenlo IV, fin dal 1440 (Arch. Vatic, Intr. tt E*. 406, cc. 99 a, ioj b, 107 b etc.; 408, cc. 130 a, 133 b, 137 a etc; cf. A. Zanslli, Tomaw Pen tano, in BtlletHno delta regia Defut. di ttoria /atria per rUmhria, XI, 1905, pp. 57, 73 eg.) ; t1 rimase anche duran te U pontificate dl Plo II (cf. Reg. Vatic, jij, c. 4). Es sendo Rertoro del Patrlmonlo, conchiudeva In oome del papa, poco Innanxl al tempo dt qucsta guerra, una tregua 45 So tra gll Angulllara c 1 Vico, di cul vedl sopra, p. 118, note, 1. 49-53. Paolo II lo crc6 governatore dl Citta dl 60 CasteHo (cf. la Cronaca ili t*r Guerriero da Gmbbio, p. 84); una sualetters da Citta di Castello, del I* dlcembrc 1466, a Lorenzo II Magnlfico, tU nel Carttggia Mediceo ar. il P. (Arch. Fior.), filza 30», n. 365. Alia morte del vescoro Rodrlgo Sanchez de Areralo (cf. sopra, p. 4S, nota 3), gll era affidata dal pa;m Barbo la custodia del Castcl Sant'Angelo, con bolla del 33 ottobre 1470 (Rig. Vatic. S44, c. 175 b). Verso questo tempo II Pill (ef. Carlcggio Mediceo cit., doc. cit), doveva far parte della XXXVII, c. 153a, XXXVIII, cc 174 a, »83 a). Plu a Itmgo rlsse U fratello Menelao, che nel lugllo dd 1435 da papa S'sto, sul proventi 65 •famlglla , dl Paolo II, polche compare fra 1 •proTrl- 70 « slonatl in Palatlo » (Arch. Rose, Divtrs. /470-71, c. 13 a). * Cf. nota preccdcntc. 120 c $t» utriaque pollicetur MICHAELIS CANENSH curansa ct Menelaus tam gravem iniuriam et iodutiarum foedus violatum apud Pontificem questi, auxilium adversus Eversi filioa ab eo implorant. Pontifex' autem ubi ea intellexlt, gra viter molesteque tulit atque illico ad Eversi filioa literaa dat, molcatissimo animo ae accepisse signiiicans, quae ipai abrupto induciarum foedere in Caprarolam egerant. Proindc admonet ab incoeptis deaistaat idque oppidum Securansae ac Menelao reddant, et si quid contra eos 5 iuste agendum habuerint, cauaam ipaam iuridice agant, aeque promptum iuaticiae executorem Mi vero accepds Pontificia litteria respondent, ae id oppidum et sua simul omnia ad Pontificia iussum tenere, nec 8e aliquid commisissc oppinari, quod ei molestiam es set allaturum, oppidumque ipsum non vi, non bello, aed aponte ab accolis oblatum accepisse atque ab eia accitoa suoa militea destinaase ad id conservandum potius, quam perturbandum, 10 ac oppidanoa illoa omnibus iam exhaustos rebua re frumentaria et quibus poterant praeaidiis iuvisse. Rursua Pontifex Uteris ac nuntiis apud Eversi filios instat, uti Caprarolae oppidum quih.. S4 Securansae ac Menelao reddant eantque Romam acturi contra eos, si quam habeant causam, c j7» quam brevi inter eos ipse tranquille componeret. Sed superba ambitio caecaque ha'bendi cupiditas, quae multos mortalea exa'gitare consuevit, usque adeo animos eorum invasit, ut et 13 Pontificia litteras et nuntios parvi extimarent, atque oppidum ipsum nec magis redderent: quin potius illud rebus bello ac pace oportunia munire Caprarolenaeaque benevolia verbis hortari, custodiaa frequentiores adhibere et alia agere atuderent, quae ad oppidanorum ani mos attollendos neccaaaria fore videbantur. Ut autem Eversi filios obstinatiores Pontifex in telligit, statuit in eos vindicare, turn ad castigandam eorum obduratam inobedientiam, turn 20 etiam operae pretium se facturum reputans, si ipse in eos tandem conficeret quod nonnulli A.: 4. abrnpto i frtteduto da op, osfnnio — 10. accltoa] aedtura — 18. et i tcritto sofra ad, Q.: 16. B. : raouet eos ab Inccptls dcsUtant castrumque, uti hactenna poaaldebant, lpsl Securansc ac Menelao dimlttant; et slquld contra eos petendum habuerint, causam lurldlce agant aeque promptum iuitltle executorem pollicetur. Illl t. *s* c tbo $ rero, lltterls pontificia acceptla, oppidum nec minus dlmtttunt,' sed diaslmulato anlmo respondent, castrum ad pon tificia ittsaum sc*e teaere, ac nihil eoa conunlalaae quod tlbl molestiam eaaet allaturum, neque oppidum Caprarole aut oppidanoa allquo belli genere turbaaae, aed rocatoa ab eia mlalase auoa militea ad Ipsornm tutelam ac re fru mentaria ceterlsqun ad vltam oportunls eoa adluvlsse. Dehlnc perversa mente agltatl castrum ipsum Caprarole aliaque eorum oppida frumento rebusque omnibus bello ac pace necesaariia communiunt, frequentiores custodial io adbibent et oppidanos benlTolla Terbls hortantur, uti bona essent ape, nihil verentes, si quid foraan dictu aut factu durum aflerretur, quandoquldem lpsl els oportune subvenlrent et cuncta slmul adversa, al qua tandem Infer r, brevi propulsareat. Pontifex autem ea non ignorans, rursus illos admonet, castrum paclfice reddant Ro reniant, earn causam composlturl; qnod cum llll pertlnacl anlmo cxequl contetnpnerent, tanto gravius anlmum pontificia exacerbarunt, quanto propensiorta erga eoa benlvolentic erat. Itaque statuit in cos vindicare, 15 turn ne in futurum per impunltatem malefactorum graviora inferre auderent, patria Eversi consuetudlnem Imltatl, qui multia superloribus pontulclbus ob eius improbaada faclnora esoaus atque Infestna admodum fult; turn etlam 1» ceteromm exemplum opere pretium se facturum exlstlmans, si Ipse In eos' conficeret quod nonnulli predeces sorum lpslus maguo astu iagentlque conatu In Everaum patrem facere noqulvenint. 1 Gii a tempo del conte Everso, il quale avera U castello. Queata la narrazione deU'Ammannati (Iac. 30 fatto regolaxe compcra di Caprarola nel 1440 dal papa PiccolomInsI, Epitt. et Comment., c. 354 a), avverslssi (cf. TosiAsse-rn, In Studi * docam. di storia e diritto, XJX, mo agll Anguillara, II quale giustifica pienamente U 35 p. 318), I due fratelJl tentavano di rivendicare a ae 11 procedlmento del Papa contro 1 figll del conte Everso possesso dt questo castello; ma allora Caprarola fu da (cf. 1 dlstlcl dell'AmmannaU in mortc del conte Everso, Calllsto III avocata alia Chlesa e data al proprlo nlpotc pubbllcati da E. Carnal nella sua edIIIone del Diario di 25 Ludovlco Borgia, prefetto di Roma, e 1 da Vico pote- J. Ghcrardl, p. 76). In realti, Paolo H cercava un pre rono Impadronlrai della terra aoltanto dopo la morte di testo per aprlre la guerra dl stermtnlo contro 1 potent! 40 Calllsto (cf. sopra, p. 118, nota 1, c Sora, / comti di Am- e malfidi feudatari, secondo un piano prestabilito d'ac guillara clU, pp. 61, 79 »g-i 89). La questlone del possesso cordo con Ferdlnando re dl Napoll (cf. Platima, IV cra qulndi controversa; e gll stessl fratelll Anguillara tatfontificum, c. 350), complcndo un' Impress a cui gii 30 avevano invocato da Paolo II I'intervcnto del tribunate Pio II aveva posto mcntc, c avrebbe dato esecuxionc, se dl Rota: ma, ncl tempo chc Sicuranza stava In Roma non lo avesse prevenuto la mortc (cf. Iac. Piccolomi- 4j dinansi al trlbunalc, gll Eversanl occupavano dl sorprcaa nm, of. dt., c 353 b). xl by Google DE VITA ET PONTIFiCATU PAULI SECUNDI 121 superiorum pontificum in Eversum eorum patrem magno aestu ingentique conatu efficere ne quiverunt. Igitur quo res ipsa cautius ageretur, captata occaaione ac divulgate iam fama parandi exercitus in Ferdinandum regem neapolitanum turbantem arcem Guglielminam rem Caprarolae nihil curare dissimulat, et tamen milites equitesque undecumque potest, sub ea 5 omnium opinione parat ac plerosque iu confines Ponds Corbi et arcis Gulielminae1 destinat. E contra rex Ferdinandus, Deiphebo capitaliter infensus ordinatissimas acies suas ad duo mi lia passuum iuxta collocari facit, quo aimul omnes utriusque exercitus, captata temporis op portunitate, in Eversi filios facilius conveniant. Quin Pontifex, ut omnem prorsus ab eis su spitionem adimeret, ipsum Deiphebum per domesticos nuntios tentantem conduci ad eius 10 stipendia quam maxime benevolis verbis ac summa spe al'licit, suspensumque animo tenet sti pendiorum deputatione. Interim Pontifex, ubi exequendae rei commoditatem adesse intelligit, partem exercitus in agro romano, partem in provincia Patrimonii congregari iubet. Sed per id tempus Iacobus Piccininus, dux belli magnanimus atque praeclarus, a Francisco Sforda, Me diolanensium duce, ad tuendas regis Ferdinandi partes destinatua, undique sdpendio milites 15 conducebat, ratus bello fore a rege in quempiam decertandum, cuius ipse, rerum ignarus, exitum conspecturua non easet. Dum Piccininus, exercitus regii dux effectus, bello, quod instare videbatur, invigilare atque intendere studet, Deiphebus per occultos nuntios1 condi tionem a Piccinino accipere tentat. Piccininus, bellica Deiphebi virtute perspecta, ei stipen dia amplissime pollicetur, foedusque perpetuandae inter sese amicitiae per eosdem ipsos nun 20 tios simul iaciunt: quae quidem res pertinaciorem Deiphebum efSciebat in pctitione augendi 8tipendii, adeo equidem, ut indecenter et aperte coram Pontifice per ipsos nuntios proteststus sit, habere se paratos, qui maiori sdpendiorum mercede ipsum conducturi essent, si ad pe tita Pontifex non assentiretur. Inter haec Piccininus a rege Parthenope capitur et in car A.: t. aeatu] acta B.: a. iam manca — 3. in tic. neapolitanum] in regem slculum — 4. dissimulat] pontifex dissimulat — 4-10. milites etc. stipendlaj nib ea omnium opinione anna implgre ex conviclnii regionibus parat, ac milites sues ea ttatlonibus revocat eoruraque nonnullos cam plerlaque millturn turmlt luxta confine! Pontls Corbatli atque 5 Arcis Gollelmine destinat, a quo quidem loco circitcr duo milia passuum dittanies nonnullas electorum mllltum aciea idem rex collocari fecerat, Quin vcro, ut Eversi filils omnem prorsus susplcioaem pontifex adimeret, Dei phebum per domeitlcoa tentantem conduci stipeadlis ipslus — xo-it. stipendlorum] salarli statuendl — zi. Pon tifex etc. intelligit matica — 13. Sed mamca — 14. Ferdinandi] sicull • destinatua] destinato — 14-p. xaa, 1. a. un dique etc. statult] magls, ut asserebatur, dolo quam eius extollendl gratia, magno stlpendiorum premlo cooductus 10 Partiienopc apud regem dcmorabatur, milites etiam ipse undique ad bella preparans que, Ignarus rerum CTcntus, futura sperabat.' Dum rex ac Piccininus bello, quod maxime instate videbatur, intendunt, Deiphebus per occul tos nuntios conditionem a Piccinino studet accipere, ac multls hlnc inde inter utrosque contractatls, tandem iedus perpetuandc amlcitle clam Inter scse iaciunt Cuius quidem rei causa Deiphebus pcrUnacior erat apud pontificem If.: 40. Corbatli] Corbarll — 6 b. Quin rero, utj Quo rero —8 b. destinato] deattnatus 1 15 La ' Rocca Gugllelma » o * Gugllelmina „ 11 plu forte del castelli appartenutl alia casa degll Splnelll, fautorl accan!tl della parte Angioma, renne In potere della Chleaa ncl 1463 per opera dl Napolcone Orsinl, in sieme alle altre terre degli Splnelll, che avevano ricono 30 scluto per loro slgnore feudale 11 Papa larece che 11 Re dl Napolt. II fatto c narrate dItluaamcnte net Commtn tarU dl Plo II (pp. 577, 6ai), fedelmente seguiti dal Svmmontk, Hittoria della citth t regno di Napsli, ibid., l643. P- 3Si sg.; i capltoU della resa, • ex felldbus eastrls 15 "apud turrim molendlnl Roche GulUelral, die 39» junll " 1463 „ In Arch. Vatic, Divers. Corner., tomo XXXIV, c.73. 11 16 gennalo Z465 Paolo II nominara ccrto *Pau «lonus Antonlnl de Ferentlno, amminlstratore dl tuttl 1 benl raobili e immoblll spettanti alia santa Sede * la * Arplno Sora, Brocho, Insula, Costellutio, Casalmerio 30 *Insulecta, sancto Iohanne In Carrico, Pontecurro et •Rttm GuUUtmi. (Divers, ctt., tomo XXXII, c 57 s). La rocca, di cut non restano che scarsl ruder!, sorgera nel clrcondarlo dl Sora, dlocesl dl Gaeta (Amatz, Ditto Maria cor0graftco d' Italia, tomo VI, p. 1059). * Deifobo, d'accordo col prlnclpe dl Rossano, arera tcntato dl assasalnare II re Ferdlnando, traendolo in agguato, durante la guerra con Glorannl d'Angld, nel Z460. Cf. Sora, of. eit., p. 80, e la narraslone del fatto presso V. da Bzstzcci, Vita di Piero de? Paxti, § 4, do- 40 tc sembra sla aflcrmata la eompllcltl del duca Glorannl nell'attentato. c. it* *»., ss r. *»» 35 122 notuit 1 MICHAELIS CANENSH , cere obiisse brevi admodum dicrum intervallo palam divulgatum eat; quod ubi Pontifici in aperte iam in Eversi filios agere statuit. Igitur ipso die ante solemnitatem aposto lorum Petri et Pauli, vesperis de more celebratis, sacro patrum senatu cum caeteris inferiorum qui.., 56 ordinum praelatis ac romano magistrate,' multisquc item aUis dignissimis viris adstantibus Pontifex litteras palam legi facit, quibus Everai filios ob contumaciam ac rebellionem et 5 e. 39» ob ea, quae adversus oppidum Caprarolae contra ius fasque contra'que eius mandata, et ob multa insuper alia gravia eorum facinora excommunicato* declarat hostesque apostolicae ditionis iudicat et omnibus in eos ulciscendi licentiam facit. Et quoniam romani cives, ut fieri assolet, in contraria studia divisi, alius aliud de tarn vicino ac subitaneo bello mussita bant ac tanquam minus commodum minusque utile tali recoUigendarum frugum tempore 10 dannabant, et praesertim qui eorum erant beneOciia obnoxii aut Eversi partes sequebantur, Pontifex ratus oportunum fore animos omnium bona spe confirmare factiososque compri mere, lectia bis Utteris, de quibus paulo supra diximus, rum ita exorsus est * "Facile credimus pro vestra omnium devotione, dilectjsaimi filii, vos existimaturos ea, ' quae paulo ante legi audivistis, tali nos ratione fecisse, ut absque ullo vestro discrimine, 15 " absque iactura, utilltati omnium ac paci consulamus et nostrae sedis apostolicae servemus c 39* * honorem, quae plerumque ad cobercendam unproborum' audaciam et inobedientium perti "nariam castigandam, ac pro exibitione etiam iustitiae, tali cogitur animadversione subditos A.: 13. Doft exorsus est frovast, tcritto in rot*, it tilth t Oratlo pontlficis ad Romanos Q.! x-i. quod tie. statuit manca B. : la petitions augend) stipend!!, indecenter et aperte lam per nuntios protestatus, ae habere paratos qui el stipendla maxlme aucturi essent, si pontifex nollet augere; quod multo quldem acriui pontlficis anlmum adver 5 sua eos condtavlt, quamquam ipse minus Id ostenderet. Inter bee Plcclainus a rege capltur, brevlque dlerum patio lnteriecto Ulum In caresre obiiaae divulgatum est; quo audito pontifex adversus filios Eversi multo ocius accelerat — 2, Ipso die] pridle — 3*7* cum tic hostesque) Inferioribua prelatorum ordlnlbos assistentlbus, cun ctlsque Urbls maglstratlbus ct multls slmul primarlls clvibus Jntervenlentlbua, pontifex literal publlce legi facit, qolbns Eversi filios ob ea, que adversus oppidum Caprarole contra ius eontraque ipslus mandata fecerant, et ob 10 contumaciam ac rebellionem multaque alia indlgna facinora cxcoraunlcatos et hostea — 8-13. Et quoniam tic lectls) Sed dum ab Initio bellnm per legatum perque lpsos pontlficis commissaries undlque in tcrrls fillorum Eversi ge ritur, romani elves, ut fieri sasolct, In contraria studia dlvisl ailus altnd de tam vicino ac subitaneo bello mus sitabant, ac tamquam minus commodum minusque utile tall tempore damnabant, presertiraquc hi, qui lllorum beaeficlis erant obnoxii, aut eorum partes sequebantur. Igitur pontifex, ratns oportunam rem se factumm, si ani root M.: 11-13 b. mussltabant] mussltabat 1 Generate era l'oplnlone, quando Glacomo Pic cinino fu catturato a tradlmcnto dal re Fcrdinando a Napoll c quivl venne poco dopo soppresso, che delle In 10 sidle dell'Aragonese contro II Condotticro fosse com plice 11 Papa (cf. C. CajfttTTA, La titerIt del com/n Iacemo Picrimtno, in Are*, itor. lomhardt, IX, 188a, p. JS7 «g ). II Platlna, Ussendo la blografia di Paolo II osscrvo, a proposlto della fine mlscranda del Plceinino, che " fuerc 15 * etiam qui diccrent id quoque Pauli pontlficis artibus * factum esse (, e talc accusa mantennc anche nelia nota revisionc dell'opera sua (" prius a Paulo pontlficc sclrum 'fore,-, cf. Ia nostra Prefasione, p. xvi); anche U car dlnale Egldlo da Vlterbo lascU trasparlrc, nclla Hititri* 30 XXtateulorum, 11 suo convinclmento dl un accordo fra il re o 11 pontefice, a cui era somniamente invlso Gla como come quegll che sosteneva la oltracotanza dcgli Kvcrsanl-, e nITerma che Fcrdinando vantd grande bene merensa presso II papa Barbo per averlo liberato dalla incomoda presenza del Condottlero (cf. Appendice II, 3). 35 Non ci fa nemmcno persuaderc della innocenza dl Pao lo II, la protests dl questi contro le accuse che a tale proposlto gll aveva mossc il duca di Mllano, per la strana vlolensa dl llnguaggio con cui II pontefice si era allora scagionato (cf. Ia letters dell'inviato milancse al Duca, 40 da Roma, 8 luglio 146c, presso Canktta, of. «/., p. 366 sg.). A buon conto, & fuor di dubblo che Paolo II avevs fatto catrurare a Fermo U figllo dl Glacomo Plceinino, nel tempo che quest' ultimo stavn prigione In Napoll (Cajvbtta, p. 361). E si comprendc facilmente come U 45 Papa, voleudo dare 11 colpo di graxla alia signoria degli Anguillara nel Patrlmonlo, avease sommo lnterease a togllcre anzitutto di mono il loro potente difensore. ! Lo stato dl guerra nel Patrlmonlo era partico larmente terouto dal Romani a caglone degll ingentt 50 Intercast che vl avevano 1 numerosl cittadlnl possessor! dl bestiame; cf. la orazione tenuta da Plo II net 1460, Google DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI tt ** 123 corrigere, quali nunquam aliter uti vellet Bellum adversus Everei filios vetusta nobis be " nivolentia et interna caritate conhractissimos inviti coactique indiximus, culpa, inobedientia, * rapinis ac rebellione ipsorum nos provocantibus,' quae quidem eo nobis molestiora fuere, " quo nos maiori eos dilectione prosequebamur, illique minus obedientiae erga nos exhibue 5 "runt et nostri apostolatus honori vehementius obstiterunt. Verum tali parente filii proge * niti, quid aliud, quam paternam consuetudinem imitentur ? Ipse enim pater eorum Eversus "aanctac memoriae Eugenio avunculo et praedecessori nostro, Nicolao, Calisto, ac demum " Pio subsequentibus pontifidbus ob eius apertam tyrannidem multaque alia nefanda facinora * molestus, infensus, ezosus fuit, adversus quern per eorum plerosque acriter vindicatum fuis 10 * set, nisi nos partes nostras favorabiles apud eosdcm pontifices inter posuissemus, consulentes * potius tunc expcdisse statui sedis apostolicae' ac romano populo, nobis peculiarissimo, talem * hominis insolentiam tolerari, quam aliter rem eo tempore agi; ac tandem diversis temporibus * inter ipsum Eversum et ipsius adversarios magnis nostria laboribus, multis quoque molestiis " atque impensis indutias firmavimus. Sed ne mortuo maledicamus, Deiphebus ac Franciscus 15 "patre Everso defuncto in paternam ditionem successerunt, quorum noa quieti ac statui pro " spidentes, iterum in primordiis nostri apostolatus miniaterii multo in longiora tempora indudas inter eos atque Ursinos et utriusque partis complices sancivimus. Verum ipsi huiuamodi in * dutiis infectis, oppidum Caprarolae, quod lege indutiarum tutum esse decebat, contra hone * statem, contraque omne ius fasque occuparunt, Menelaum et uxorem Securansae 1 cum libe 20 * ris ac familia inde profugantes, qui Ursinorum parti adhaerebant Cum 1 vero hi apud nos Quia,, m * iusticiam adversus Eversi filios suppliciter efflagitarcnt, illico ad eos paterno affectu scripsi * mu3, hortati sumus ac demum admonuimus, uti castrum id Secaransae ac Menelao redderent, *memores indutiarum' per nos iam inter eos compositarum; et si quid ipsi adversus eos c ** * agendum habuerint, Romam venirent, quo magis expeditam utrisque iusticiam ezequeremur. 25 * At ipsi nostrorum contemptores mandatorum et omnis prorsus honestatis immemores, nihil * eorum, quae repetitis vicibus ad eos scripaimus, egerunt, sed, quod multo gravius est, rebel "les nobis jam effecti, contra nos sedemque nostram apostolicam stipendia-tentarunt acci Quia- sr c «oa * pere, dum nos in Ferdinandum regem neapolitanum hira sedis apostolicae, si quoquo modo A.: 6. consuetudinem] consuetudlne — 10. Inter i agginnto in margint, eon inckioitre scire sterll] mlsterU — 18-19. contra honestatem agg. in margine, con inckiattro fik tcmro — 31. efllagltarent i frectdm/o — 16. mlnl da efflatareat, es/nnio — 34. utrlsque, corr. eon imcMosir* fin genre, imvec* di utrlusque Q.: 3. fuere] faerunt — 9. vlndlcatum] vtadlcatus — 18. decebat] debebat — si. suppliciter 5 4-5. Illique €tc. obstiterunt] illique erga aos minus observance habaerunt atque indecentlus nostris iustls mandatls nostrique apostolatus honori obstiterunt, quos vel mazlme nobis obsequentes ac modestiores In orontboa B. : fore confidebamus — 11. tunc] eo tempore- nobis peculiarIsairao manca — 11. quam etc. agl mamca — 13-13. diver si* etc firmavimus] In diversis temporibus firmantes indutias Inter Ipsum Eversum elusque adversarios multis no stril laboribus, magnis molcstlls atque impensis — 16. apostolatus minister!!] pontlficatus- multo In longiora] In 10 longa — 17-10. Verum tie. Cum vero hi] Qolbus quidem lndudis brevl temporls Intervallo per eos Infectis, op pidum Caprarole contra voiuntatem nostram, contra honestaten, preter omne Ius fasque occuparunt, diversa nostra mandata contempnentes, ac per ignominlara Menelaum cum fratrls Securense more atque universa famllLa e pacific* oppldi possessions cxpeUentee, qui Ursinorum parti adherebant, et ob Indutias per nos dictatas tutl iam facti erant. Qulcum — 31. Eversi filios] illos — 33. castrum id] castrum Id Caprarole- redderent] dlmltterent 15 —34. Inter eos manca — 33-34. et si «fc. quo magls] et honestatis, Romamque venirent, si quid cum tills luste agen dum habebant, quoniam — 35-36. At etc. egerunt] Ipsi autem obduratls anlmis, nostrorum contemptores manda torum omnlsque Immemores honestatis, nihil prorsus eorum, que repetitis vielbus ad eos scripaimus, agcre cura rerunt — 38. neapolitanum] slculum U] In analogs clrcostanza ai Romanl, evverel ad un'axlone dl Paolo II contro 1 figll dl Everso una ddlc cause dclla o guerresea del pontefice contro Everso dell'AngulUara lmpopolarlta dl queato papa, la quale condusse alls pre (Dklla Tuccia, Cren. di Viltrba, p. 363). II Pastor, sunt* conglura del 1468. P- 3»5 «ede ravvisare nel malcontento per la gucrra Cf. sopra, p. 119, nobs, L 36 sgg. 15 124 MICHAEUS CAN! " expediret, tucri studeremus: quin aperte coram nobis per nuntios profess! sunt, se habere " paratos pro eorum voto ad bellorum stipendia conductores, si nos eis pro aaimo eorum ioi*~ if •huiusmodi stipendia non augeremus, veluti minis ac terrore compulsi eorum immodestiae " annuere deberemus. Nos vero, ut rapinas multaque alia perversissima eorum facta omitta * mus, tot flagitiis tantisque inmriis commoti decrevimus ea castigatione illos corrigere, qua 5 * eos dignos iudicavimus, ne per malefactorum impunitatem gravius ilK in futurum delinquant c 4 • •et ut eorum' castigatio caeteris in exemplum cedat. Igitur nos adversus eos copias nostras " deputavimus pro exequenda iusticia, pro tuendo nostrae sedis honore, ac vel maxime pro * firmiori nostrorum subditorum securitate ac pace: idque hoc potisairaum tempore aggrcssi " sumus, quando minus agi ' sperabatur minusque adversarii parati erant, et ipsi oppidani 10 * subito urgentique bello undique oppressi otius nobis adhaereant. Demum pro certo vos ha * betote, nihil incommodi aut damni ex hoc fore accepturos, pro diligenti cura per nos in * cunctis adhibita: quamobrem plurimum vos hortamur, uti omnes bona sins spe, atquc omnem t. «» QtiH , •vestris mentibus haesitationem abiciatis, quandoquidem brevi dierum spatio bellum ipsum * cum victoria confectum iri confidimus ac Deo propitio cuncta illorum oppida in nostra 15 u fidelitatem ac ditionem accessura aperamus. Proinde, sicut amplissime remuneraturi sumus * bene ac viriliter pro nostro ac sedis apostolicae statu agentes, ita quoque acriter, si quos "per insolentiam quippiam temere ausos dictu factuque intellexerimua, puniemus,. Postquam' dicendi finem Pontifex fecit, turn omnes alter ad alteram ora conversi Pon tificem laudant, recte ac iustc fecisse affirmant, prudentiam et animi virtutem in coelum 20 extollunt, atquc ipsos Eversi ftfios et eorum malefacta damnant ac detestantur. Praeterea illico Romanorum in sententiam Pontificis immutati sunt animi, iustum ac legitimum bellum comprobantium ; factiosis vero tantum timoris incussum est, ut nihil ultra dictu aut factu pcrperam tentare auderent Turn Pontifex ad Nicolaum Fortiguerram, cardinalem in titulo sanctae Caeciliae, antiatitem theanensem, eo tempore Viterbii demorantem, literas dat quibus 25 eum in hujuamodi expeditione legatum facit adversus Eversi filios, euisque vindicationis cau w Bam Berio per Htteras exprimit Quibus quidem' littcris magno in hominum conventu perlectia, A.I 9. K ) frtcedato da ato, tafmrnto — 35. Caeclllae] ilcUIac Q. : 35. demorantem] morantem B.: a. ad bellorum stipendia] tlpendlorum — a-3. pro anirao eorum huiusmodi] pro voluntate — 3-4. eorum ira modestiae annuere] anlmla eorum iiiimodeitit satisracere — 4-13. Nos tU. quamobrem] Nos vero, ut rapinaa mul S taque alia perverslaslma eorum facta omlttamus, tot Inlurlia tantiaque aceleribua commoti, decrevimus ca casti gatione Illos corrigere, que In subditos Ita delinquents condlgna visa est, cetcrlsque in exemplum accessura csset, neve tills malefactorum impunitaa gravlorem delinqucndl materlam In futurum prcstarct Ea propter gentes no stras adversus eos destinavlmus, him pro exequenda luatitla proque nostre sedis honore tuendo, turn etlam pro firmiori subditorum nostrorum pace ac securitate. Atquc id hoc potissimom tempore aggressl sumus, quando 10 minus agl credebatur minusque 1111 parati erant, et ipsi oppidani urgent! bello oppressi minus reslsterent facllius que nobis adhererent. Demum vos nihil Incommodi ex hoc accepturl estts pro diligenti cura In cunctis adhibita: quare — 13. omnem manca — 16. Proinde] Ceterum — 17. ita quoque acriter] Ita — 18. dictu factuque manca puniemus] acrl eos correctlone nos punlturos — 19. turn omnes] omnes circumstantes- ora manca — ao. laudant manca- affirmant] dlcunt — 31. Ipsos manca — 31-34. Praeterea etc. auderent] ipslque Roman! cuncti simul anl 1 5 mis lmmutatt sunt, bellum lpsum legitimum iustumquc comprobantes, quod prlus dampaarant, factiosis vero tantum timoris Incussum est, ut ne vcrbum quidem minimum perperam proloqui aus; fucrint — 24. Turn pontifex] Atque — ss. antlstltem theanensem mama- eo tempore] turn — 35-p. ia6, l. J. literas etc. mandavcrlt] consimiles pene literas M.: Sb. turn] turn etlam — 13 a. punlturos] punlturos sclatls 1 Come Gaspare Veronese (cf. sopra p. 41) ascrl- deratore delta Imprcsa: questl voile, infatti, chc del suo ao veva all'arclvetcovo Lorenso Zane 11 principal merlto trloufo sul figll dl Everso fosse etcrnato II rlcordo an della fulmlnea campagna contro gll Angulllara, cosl 11 che net proprio sepolcro (Fobcsiaa, ftcritumi, II, p. 35). »5 Canensl esalta il cardinal Forteguerrl quale sommo mo- Ambedue 1 blografi, forse ncll'lntcnto dl esaltare 11 va DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 125 Iegatus se ad Pontificis mandata diligentissime exequenda paratiaaimum pollicetur, ac lega tionis munus debita cum bumilitate atque obedientia accipit; turn ad ipsum bellum feliciter agendum ae accingit. Lltteras ad equitum cohortes per stationes dimissas dirigit ad'monetque uti omnea parati sint, dum ipse aliud agendum iusserit; dein finitimos sollicitat populos, ut 5 viros decernant ad bellum bellique necessaria idoneos, quibua uti queat quando et ubicunque Q,: 4. neceaaarla] munia B.j dat, quibua eum ettam legsturn apoatolkum In ea expeditlone deputat, cuius vtrtua lncljta et lllaitrla facta cum lummo apleadore ac gloria aatis pcrapecta In cunctli memoratl Pit diffietillmis et arduls rebus fortunatum vl ctorioaumque belli erentum pontlfid rtdebantur polllcerl, et contra hostlbus tlmorem ac diffidentlam vthemeoter 5 lncutere. Lectla ltaque bia apostollcia llterla In frequent!sslmo populi Vlterbienais conventu, legatua ad bellum peragendnm ae accingit, milltea In coaviclnla locorum statlontbus conaldentea admonet, uti omnea parati tint cum Ipsa allud agendum lusaerlt, finltlralsque populla Uteraa dirlgit, ut electos gregarios mil!tee dettlnent In rebellea M.: — S». contra] e to lore de' due prelati e la rapida vittorla deile arml pa pall, omettono di rlcordare rinterrento dl Pederlco d'Urblno; all'appreaaaral de! ctd eaerdto scgulva la im medlata caduta del prlnclpall feud! degll Angulllara, se condo I blografi del Montefeltro Drrhardino Baldi, 1; Vitu\ » fatti di Ftdtrieo di Montefeltro, Roma, 1834, vol. Ill, p. 71 ag. e GmoLAMO Mono, Hittoria tWfat ti di Federico di Monttfiltro, In Venetla, 1O05, p. 348 agg.; e secondo II contemporaneo cantore delle gesta dl Federigo, il PorceUlo, che nell'Inedlto poema Ftltria dc JO icriase con rlcchezaa dl partlcolari anche queata impress del grande capitano *. Parimentl Ser Guerrlero da Gub blo, chc nella sua Crortaca (p. So) dA questo prcclso rng guagllo aulla caduta de! domlnlo degll Ereraanls * El ' aig.™ Conte, bauto comandamento dal papa, parti da 35 * Ugublo a dl xxvi de gtugno et audi aoto la Biaclna, * RJproduciamo per Intcro II brano del Libro IV ilella Fellria, ichc Integra e in parte roiTCKjtc lc tarde narnuioni del Baldi e del Mmio), sccoodo il cod. Vatic. Vrb. lal. jfi (cc. 441-45'}: Par rrat m Lalio etc. Sola Eversa domus. vrtrmm de grnte quiritnm, Pturima que m Tuscis patria dilione tenet** Opptda dificilesque arces ft in arma paralos Intermma viros et nan superabtle reenum, que benignum . sen vana superbia /ratmm Causa rrat, meertnm est; ciet agmsna fura per rtepopnlasit. Prrqur ptagas poiixm non prefectnras lotmas. Preterea accelerant IHcenii ex aggerc lurme iVapulrone dure tt belU indicia Uueunnt. F.xcurrunt compos, rapiunt armenla domoique copies ligent predamqne recentem Connectare invat, veclamqne in castra re/erre, Deipkebus contra et /rater Francitcus in asmis Clams, nterquc viris cerlanl knstique resistnnt Frrctasque mlerdnm acirs et castra fatigant. ICcce antem inbar die dnenm. p/u/trensu kerci tnstus adest, nufier dcderal cui signa Rcileut nnllo Cesar superalus at koste. Ilnnc tenene acies cristate et mifle Attriti galeis pedUes volsurxque sagitla. /iat Kapnleo dux obnus, that el ipse 5'. Legatus, row redimitus tempore serto, Qnos faciiis duclor mento veneratur honare; Him sua castra local, belli pacisqne magisler, qufenmane tn picha victor. * et In cinque dl acqnlsto le Infrajcrlpte terre, In qul •ata forma. A dl J dl lugllo ebbe uno caatello nomi " nato Glove. A dl $ Capralola et Carbognano. A dl *6 Roncigllone. A dl acpte, andd el prefato Conte a * Capranlco, el quale ae acordo, et li homtnt preaero " Francesco fratcllo de Diophcbo. Ebbcro la rocca et * libermro Franceaco. A dl otto, ae acordd Vetralla. A " dl noru, ebbe Vledl, dove foro preal Francesco, e '1 "figllolo dl Dlophebo. La notte denanie a'era fuglto " Dlophebo con qoactro caralll dices! porto xn* du " cat! Anche Antonio Lotleri, 11 cronlata nepealno che aaalatette a queatl fattl, mette coatantemente " lo * conte de Robino , a fianco del Legato papalo c 1 Na poleone Orstnl nel aucceaal guerreschi contro gli An gulllara (Diario iVeptiino, p. »49 •8S-)' At Magm fratret papnliqne tn hella frementes smsere dneem nova castra locare. Iforlari ut ventanl optande in pkederr pacts FJ statuant votis Panli parrre Secundt, Ancipili vanai vohmnt sub ptctore euros. Capranide primi venientem et multa mmantem, Horridus ut snmma iam descendebat ab arte. Franciscum ienuere dueem atone ore favebant. EccUsif Fault turn fortia tigna Secnndi ( nm duetore t*acanl Pherctro, aui/edera servet, Ouo sine nulla sui leintent arma quirini ^ j . 1j. en tutnm xwuere tsnerm et — f ±,1 , ... . . . ' Fr ugmutn jrvtru. Hoc Captarola faeit pasUumque. sub arte I 'tanum, Hoe populi mnnmen atque alacris sine lande I 'clr-alla cSec non Kuncilso, vetemm domus alia par-entum. Turn subtto anratam verttut confngil in arcem Deipkebus max inde Pedant, quo tutius omnet Oemmasqme argenlumqne potris congessil et anrum. Hie parol ille equitum turmos peditumque coborles, Que pouent muros tvtari et petlere cives. life ubi/ama t agas populi slillctvit ad anres, Ancipili se mente ferunt, sed dicere mttltctnt Al poslquam imxxus dnttor sua castra nun-ere Phcltrius, et densis ptfcinxil moenia caslru. Turn subitum fratres populi sensere furorrm: Contulto invadunl armis dcmtinosqne tacessunl, (htornm alter tentare fugam el conjtderr plantis, FranciscuM populo tn/ensum parxrumque nepotrm Atque arcem teie Ferclri in dilicme remillunt, {Juot ad tegatnm duci iubet ille relentos. Ipse subil porlas, papulum hortatur et arcts l.ej-tito constgnat opci,- btnc castra petebat. Dei supeit, quanta txt Feretn modciaxlia, vuius etc. c ,1* 65 70 75 85 90 15 100 105 126 #j» MICHAELIS CANENSII ipse mandaverit; demum opes et omnia hoatium occupatoribus lege publica adiudicat et populis in Pontificia fidem accedentibus veniatn cunctonunque anteactorum impunitatem dictat ac aancit. Sed Everai filii, cognitis quae Rotnae ac Viterbii gesta erant, literas ad legatum dant, admirari se narrantea vehementerque indolere quae adversus se indebite dicta factaque referebantur: quandoquidem talia se non fuisse promeritoa, nee tali dignos animad- 5 versione putabant; quin pro vetusta eorum observantia in ipsum Pontificem et pro caeteris bene ac fldeliter geatia, magis sperabant beneficia ab ipso Pontifice, quam damna consequi. Proinde legatum obnixe obteatantur, uti se commendatoa suacipiat et in tali rerum discrimine conaulat, adiuvet Legatus autem his litteria palam lectia, ita illorum nunriia reapondet: Ego "equidem primo indignum cenaeo, excommunicatts ac Pontificia maximi hosubus' respondere 10 Quia., 6i c 4jc Quw., »j * privatia Uteris. Verum voa' illia haec referte, qui voa ad me hue destinarunt, ipsos iuatam "dediase cauaara eorum, quae adversua se aguntur, quandoquidem per inobedientiam ac re * bcllionem Pontificia benivolentia aunt abusi, atque earn ease Pontificia naturam, ne quern iniu "ste damnet, imo invitum ad ultionem trahi; eoaque tanto graviu8 contra se Pontificem con * citasse, quanto ostinatiorea fuere in parendo illiua mandatia: quin non immemorea esse de- 15 " bebant vetustae benivolentiae, multorumque illiua erga patxem eorum et aeae beneficiorum. * Demum quid aliud ei8 consulam, non habeo, nisi ut aeae in Pontificia ditionem libere dedant, * a quo forsan aberratorum veniam consuetamque cleroentiam conaecuturi aunt Quod ai obdu "ratia animis secus agent, brevi me expectent magna cum militum vi multisque bellatorum "praesidiis ac duris cum bumbardis„. Ea vero legati verba poatquam filiia Everai renunciata 20 aunt, uaque adeo eorum mentes animosque turbarunt, ut plurimum rebus auia diffiderent, prae 8ertim cum praeatantem legati virtutem summamque magnanimitatem non ignorarent, quibua ipse pontificatu' Pii II potentissimos illiua pontificia hoatea Iacobum Sabellum ac Sigiamundum Ariminenaium dominum perdomuerat, atque eoa in pontificia ditionem tradere compulerat. Praeterea nullam prorsus in legato apem eia relictam esae intelligebant, itaque tTepidare omnia 25 coeperunt, cunctoa suapectoa habere, oppidanorum fidem iureiurando implorare : nihil fidi aut certi uapiam repu'tare: nunc hie affore, paulo post improvisoa alibi adesse, vagari certatim et ex uno in aliud oppidum featinare, diesque inquietos ac nodes insonnes ducere: omnia denique metu, dolia, auapitione plena habere. Legatus nihilominus convocatis in statutum locum equi tum cohortibua brevique dierum spatio exercitu in unum parato, ipse ex parte una Everai nlios 30 aggreditur acriterque oppugnat; ex altera vero Pontifex Laurentium Zenna \ apalatenaem an tiatitem, cum reliquo exercitu ipsa liliorum Everai oppida obaidere iubct, ac praeparataa regis turmaa * pro rerum exigentia aubsequi facit, ut praesto adaint, 8i quoquo modo expediat. E A.: a. anteactorum off. in margimt, ctm inckiotiro fih tcure Q. : 24. tradere] se tradere — 35. Itaque] atque Ita — 31. Zenna] Zane B. • 1. demum opes et omnia hostlum] turn untrerw hoatlum bona — 2. anteactorum] commlaaorum — 3. Sed Everai full, cognltli quae etc.] Cognitis itaque his que ttt. Everai fill! — 4. dant He. indolere] per nuntloa dant, sesc 5 non absque admlrattone ae aummo anlml dolore intellexlsse- se Indeblte] eos — 5. quandoquidem talia se non] neque talia se — to. primo manca — 11.Uteris] litteris, ne quo Ipse tam horrende censure nexu adatringar • hec] lata — 12. se aguntur] aeae agercntur —IS* quin non] mlnusque — 16. eorum et aeae] atque eos — tS. sunt] easent — 19. mapnn] Ipsos conspecturum magna — jo. bumbardls] bumbardls ceterisque machlnarum munltlonlbus circum fultum- vero legati manea — 21. turbarunt] pertarbarunt- diffiderent] dlffisl slnt — 21-26. praesertlra ttc coeperunt] nec quldnam 10 dlctu aut factu potlus expediret satis Intelligerent. Itaque se dlversis pontlficii cxercltibua undlque clrcumclusos Intuentes, et ex parte alia eorum oppida expugnarl dlgnoscent-s, tanquam iururoruin prescll trepidare omnia raperunt — 37. usplam manca • — 20-p. 130, 1. 6. Legatus tie. detlnerl fecit] Legatus nihilominus convocatis oclus multi bus exercituque parato in ETcrsI filios progrcditur, atque uno die cuncta illorum oppida non longe distantla dls M.: to. equldem primo] quldem — 6 u. ne quo] neque 1 15 Lorenzo Zane; vedl sopra, pp. 41 e 52. * Le achiere, che al fingevano fattc avanzare preaso DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI contra Eversi filii suoa oppidanos hortari, oppida ipsa divisim circumlustrare' ac, dissimulato timore, forti animo resistere conantur. Verutn urgent:bus undique magis ac magia legati ac Spalatensis exercitibus, ncque ullo Everei filiis a quoquam auxilio expectato ct intcrcep tis ducis Mediolanen&ium Uteris ad eos directis, ut magno occursareut animo, quoniam brevi 5 esset ipsis praesidia dimissurus, et usque ad partam victoriam Uteris ipsis suppressis ', Dciphcbus rebus suis iam diffisus, ne in hostium manus deveniret, clam fugam parat, tandemque ex op pido Blerae * perpaucis secum equitibus subsequentibus per insperata et invia itinera incogni B,t partito exercitu obsidet, forumquc Cassil, quod Vetralla* nnncupatur, raulto remotlus posltum, crebrls deputatorum equltuni ac millturn gregariorum incursionibus oppugnart, agros TUstarl tegetesque dlrlpl lubet: lti dern etiam ex parte alia per commlssarios pontlficlos In cetera Itlorum oppida agebatur, turmls regit alcall exercltal pontlficio favore atque auxilio non longe consldentlbus, quod a priinordlo ralnlrac putabatur, quln qaldem utreque* 5 gentei lurtm pontem Corbatlum dlrooraates adveriari atmnl Tidebantur. Mlra equidem rea atque iuTestlgabUe da iudiclum id riaum est, quod quamquam omnia fiilonam Ewil oppida multltudine bominum inhabltantlum, altu M. 4 B. quia quldcm] quando quldem — J B. Co: i cooGnl dello ttato pontlficio contro i'eierclto del Papa of. sopra, p. ' 15 ]. a. Secondo Informaxlonl the Pletro to PuaterU Inrlara da Roma al duca dl Mllano l'8 liigllo 1465 {Arch. tier. Umb., IX, p. a6y), "le gentedarme che " ha preatato 11 Re al papa noa forono ad fare male ad * Deyfcbo, ma ad fare la acorta a vostra flglia contra la * roglla dl V. Excellentla , ; cf. la nota scguentc* \,o Interrento dl Francesco Sfbna In questo con flltto tra II Papa e gll Angulllara va meaao In relaxlonc con la parte nruta dal Duca milanese negli arrenlmcntl che si riferlscono alia tragica fine del Plcclnlno (cf. to pra, p. 123, nota 1). L'accusa moasa dal contemporanet jo alio Sforra, di easere stato consenslente al tradlmento onde fu vlttlma 11 conte Iacopo a Napoll, dalla quale avera creduto dl scaglonarlo G. Cankstriwi, Diseorto sm/Parfe dalla guarra tie., In Arei. *tor. ital., XV, 1851, p. 183 ag., renne rlbadlta dal Buaer, Rtsiehungen drr 15 Madietrr in Framtreici, Leipzig, 1879, p. 117 sg-, da D. Giampibtro, La marl* di Giaeomo Piceintao, In Arc!* sior. ftr U fravtmcit ma/alttane, VII, lR8», p. 390 Sgg., e pin reccntemente da E. Nitmkiamtk, Tfriml Ftrdimaada oTAragena, In Arek. NafoL, dt„ XX1H, 1808, 3" p. 187 sgg. Or sapendosi che Delfbbo dell*Angulllara era stato protetto dal Plcclnlno, e per tal caglone Paolo II dealderaTa la rovlna dl quesfultimo, l'aiuto promesso dal Duca agll Angulllara net glornl della cattura e della raorte del Plcclnlno, aembra a not ana rlprova della 35 sincerity deUe proteste, che lo Sforxa eler6 contro U tradlmento dell'Aragonese e del papa Barbo, dal Duca Rtium] Corbarlnm rltenuto complice del prlmo: alncerlta che h altresl dl mostrata, a parer noatro, dal contegno del papa, deacrltto SS nella lettera (citata alia nota precedente) dell'invlato milanese, nella quale al rlferlsce, tra l'altro, che Paolo II area rirersata tutta lacolpa su Ferdlnando, chlamandolo * pazso e barbaro ,. Si avrcrta ancora, che nell'agotto e. ^J^ sSt c. del 1465 s'andara rlpetendo nello stato Romano la dl- 60 cerla (raccolta dall'autore del Diario Ncfttina, p. 153), arere ilfigllo del duca dl Mllano assasslnato per rendetta Ferdlnando sopra tl sepolcro della sua vlttlma. Ne Ic istruslonl dello Sforxa a' suol ambasclatori in Napoll (presso Busbr, »/. tit., 419), e le dlscolpe InrUte al Du- 6^ ca dal Re, che per pin meal dore combattere la ostina xlone dello Sforxa a non iasciar procedere la sposa di Alfonso di Calabria alia rolta dl Napoll (presso C. Ca kbtta, of, at , p. 173 sgg.) sembrano potcrsi sospettare dl Gnzionc: onde credlamo che, rlguardo almeno agll av- 7 Tcnlmenti del glugno-luglio 1465, Francesco Sforxa, di cui pu6 rltenersi si fosse cnutato l'anlmo verso U Con dottlero dopo II parentado atretto con questl (11 Plcclnl no ne arera poco prima Impalmato la flglia Drualana), debba easere scagtonato dl arere voluta la morte dl Iaco- 7S po, mentre cl aembra invece assal probablle 1'lntesa dl Paolo II con Ferdlnando d'Aragona nei tradlmento. * Bleda, appartenuta al PrefettJ dl Vico slno al U79, qulndl al domlnlo dlretto del Papl, che l'avevano ceduta In feudo ai contl dell'Angulllara sul finire del &° sceolo XIV; K. Albbrti, Storia di Bitda eitta auticUt tima, Roma, i8aa, p. 114. In quests roec* eraasl rifu • QuMto ronpinin eastellodi'l Pnlrimotiio. Itinpinnenlc eonXr*. •Ulo dall'ultiino rrefeto dl Vico al |n)n Einenio IV (Pinxi, .«^w Hi I'ltrrbo. III. pp. J75, sH(,6oJ sic. ; SaVIOMOHl, // Cr»i«K- .li i f 40 ta::a iecoti XIV r XV. Koioa, pasai. alia mnrtc di Ciiu ^tnio 1( Vico (I4.X51. «o*tn if Hlrt-ttrt •lottillitu delta Chiev^ : non • per "xmpre. come affi-rma 11 SatIononI, op. r,t,, p jwiche s« 11c isi[iailruciHa ben pmlo F\tm drU'Angiiillara. »): ml liraunidi: i Vctrallrti si rlbellarono pnen tempo prima dtla mmw del Cunle 45 il-. ^XKAPISfi, Vffiv/Ia aniica co/znewinata il Futo di CU*io, (kNi. 1^1. p. sg s^.l. ga«ia rihcllione, che II PernfinI (lot. cit.) crrd«t^ potior lefnilmr alia dominaiinne dcgli Ansuillara *u quella Irrra. wn imprdl che Vrtralla fo«ac duroioata ancbe dat 6gli di Evcr »: Dcifoho sou«inc In quella r6Li:a i primi aajulli Wle forxe 'lal 5 ti£cie. c U abhandnnd per II 1rallnicnlu del Vetralleni, che t dcicrittn DaLot, Vita r fatli di l-rdrrigo d't'r+mo cit., p. 71 sj. nc«i llude il Porcellio ("Vetralla slue latule .) nella deacriaiime di questl lalti, da nol riprodulta piu »opr». II 1 ' ncuenilrtc 146} I'aolo II con cedeva ai VcCrallesi. loraati in ot.hedienra della Chles». I wlili pri. vllciti. indulll c aaaoluiiuni. accunlatl alle allre lerre awS£rUalc in •exallo a qnesta Knerra. Ordinava ioollre il Pnpa che al Commie 8j fos»c perme*« dl poascderc due hotnbardc per difc«a della terra : rhe I'nfticlale picposto dalla santa Scde al Rweiiio di VctraJla dnvr^tc caaeti: dl Iuukd divtante almeno \-enli mixlia ; e rhe * captivl eitHdcui • Icrre. de quilm» h^utenus e»artio fticta non fuiuct, lihcre admit " tantur nbsc|Ue alia nulntlofie talearom. et inter eos comprrhendantur • politer loiniuicua dc Vetralla atchipTeshiter Capmlice, sat Man •dn» dc Amelia ct lullanu« dc (allmo, qui retenli fniw «lirnnlur . Vatic. 5J5, c. 3A fg. : per aimiii catturc avvenute in Vetralla durante c«le»ti tort.idi, cf. II /liana Xrfittmo, p. 150 skx I. L)i leni immobili appartejH Titi a Vetralk-ai. r!,« n rrano M»ti ApoRllatl da Ever so deH Angiilllara e da «10 fi)tlio FnuKeacn, e ne rientramnn in po*. »c»o |ier concewlone di lla Camcta apoatollia. dwpo la caduta degli Everaani, si parla ancKc In atti deKtl anni 1471 e 1474 (Aaca. VaTtc^ Own. Cauie, , XXXV II, cc. J6J h c 37iB; XXXIX. c. 376*). 90 95 128 Quia., MICHAELIS CANENSII tua ad Venetoe effugit militarique stipendio ab eis susceptua est *; Franciscus vero paucis admodum post diebus per conditionem sese in legati potestatem tradit'. Mira profecto res m et investigabile Dei indicium, ut tot' munitiasima oppida, tain latum et opulentum illorum im perium absque ulla aanguinolenta ferri acie, absque ullius prorsus internitione, undecimo die in Pontificis ditionem subacta confirmataque fuerint Parta igitur victoria* Francisco in de- 5 A.: 4. internitione, corr. iwo*ct dl Intormlttone Q.: 4. Internitione] Interneclone B.: lociqne nature et tngenlo humano fere InexpugnabUte essent, tamen absque ulla sanguinolente ferri aele nihil nb Illorum dltione fult, quod undecimo dlerum clrrulo pontlflcl non •ubactnm fuerlt atque In etui S ditionem non devenerit, Francisco Krerso cum unlrersa sul ac germenl familla capto et Deiphebo In preruptem fugam dato. [A qmttto Junto trovati nml cod. la marraxiatto dti mwlconttnto dti Romani t dtlla allocution* fafoil*; tvdi oefra,ff. /», /. 8-1x4, 1. »4, * cf. Podis. MuraloH, coll. 10/4 x-iojS K. Comttmua pdmeV, a e. 30 bi] Parte lgitur glatl Deifebo, cacelato dal VetrallesI, e Francesco fug gtto dalte rocca dl Capranl«a e pol da qaella di Roncl 10 glione (cf. sopra, a p. 135, note *, la narraslone del Por celllo; Diario W*friino, p. 150); dopo la fuga del primo e 1* cattura degll altri AnKuillara, Bieda vealya con le altre terre in soggezione del papa che concedeva a quel Comune, con bolla del i» aettcmbre 1465, la conferma IS degll atatuti, 1WdeUe bandlte dl cul I Bledeal godevano •tempore quo lubdltl fulatU prefecto Urbl» nostre.; assolveva Inoltre gll abltanti da tutte le pene lncorse * occ«»Ione quorumcumque Insoltuum et novltatum facta * rum In personal Franclscl et Deyphebl de Angullkrla, o *eorumqne filios et stlpendlatos, tanquam contra nottrot 'ets.ro. Eccleale rebeUes, et ettem quia volebant di * ctem terrain Blede dlrlpere, prout Ipsi et maxlme Fran "cUcoa confess! sunt, (R*f. Vatic. j*s, c. 45). La rocca dl Bleda fu fatta restaurare da Sisto IV nei 1474 35 (Mtnrjrrz, La art$, in, p. aoo). 1 Prima che al Veneslanl, Deifobo ricorse alia pro teslone deUa Ticina repubbllca dl Flrenxe, nelta qual eltti era glunto U 17 lugllo. Ne dar» notlzla i'ambasclatore mllaneae Nicodemo Tranchedlnl (sua lettera del 18 lu 30 gUo, da Flrenae, In Arc*, ttor. lemh., DC, p. 173, edlx. C. Canetta) at duca Francesco, Inrocando 1'lnterrcnto dello Sforxa per la liberazione del congtuntl dl Deifobo. Alio stesso Intento scrlreva, 11 10 lugllo, la Signoria fio rentlna a Paolo II, raccomandando 11 profugo alia pleti 35 del pontefice 'presertlm cum longe adeo a culpa so "esse asserat, ut nihil omnlno supplied In se, In firatres, " In filios deprecetur, sl quid aut In Islam apnstollcam " jedera aut In te.... unquam peccavlt aut attentavtt, •quo ne tentlUum quldem ultlonis et poenarura meritus 40 * rlderi posslt, (Aa.cn. Fior., Lollor* «tttrnt, d. X dlst I, n. $6, c. 17 a). In tall elrcostenxe gloro a Deifebo Pas slstenza di Piero de' Mcdlcl; moltl annl plu tardl egll ricordara al magnifico Lorenzo * quando fill descluuato * del mio stato et persegulteto de papa Paulo, la fellce 45 'memoria de rostro patre con quanto amore me dede * accetto, che non me pare posser river tanto possa sa 'tisfare tic., (lettera di Deifebo al Magnifico, 1470. ot tobre 1, In Carfggio Mtdiceo av. (I Pr., film XXXIV, n. 401). E bench* el non potesse allora trovaro stabile lul che sl conserrano nell'Archirlo fiorentlno. * In una dellberaxlone del senato venealano del gegnalo 1468 (Arch. Vbw., S*». dtcrtta, n. 33, c 93 n) 55 e dctto che Deifebo, stljiendiarto delU repubbllca tc ncte, * comfltto firma tt rtfirma sua se repcrlt Ferrarle " liber; et ad conspectura nostrl dominli mlslt Galcotum * fratrem suum olferens se conducere et scrrlrc nostro * domino tic L'AngulUara era, qulndi, al serrlglo dl 60 Veneste da pi6 anni (nel '67 combattera alia Mollnella col Colleone, contro la lega protetta da Paolo H, (cf. Crfnaca di t*r G, da Guhbio, p. 83), quando chledeva una nuora condotta al Veneslanl (1'ebbe 11 7 aprlle '68, e fu rafifermato nel '70 e nel '73 ; LOri Comw*moriali di 65 Vtnttta, IV, pp. 163, 180, 183) per mesxo dl Gaieotto. Era questi un fratello naturale dl Deifebo (ci Colcttx, Ptrgavun* Anguillara, n. 70) : al tempo che cadde dclla signoria degll Anguillara nel Patiimonio, egll arCTa fatto rlnuncla, dlnanxl al Papa e al Cardlaall, d'ognl 70 suo diritto alia eredlta paterna, ottenendo In compenso da Paolo II una 'scrlttoria, e 600 ducatl, *et qulai " sperat consequl melius a prefato s.m domino nostro * papa . (Arch. Vatic^ Divtrs. Camrr., XXXII. c 181 b 1465, nOTcmbre 19). Inrece, fin} per segulre egll pure, 75 come sl e visto, la vita dell'arral e dell'eslglio con II maggior fratello, e mllltando sotto il suo comando raorl pochi annl dopo, rerso il 1473 (cf. Libri Commmoriali di Vtmttia, IV, p. 183). Assal lunga fu al contrario la esUtensa dl Deifebo; redl Sona, of. dl., p. 96 sg. 3 Sulla prigtonia dl Francesco, durate quanto te vita dl Paolo II, redl Sora, p. 94 sg. Un ambasclatore So mtlanese scrlrera II 34 luglio 1465 (Pastor, II9 , p. 413, note 1) la notUia delta scarccraxlone di lul per laterera tione dl Stefano Colonna, che arcva fatta sicurta al 85 Papa per 100000 ducatl; ma forse lo scrirente equl»oc6 con la llberaztone de' snol figll, arrenute In quel glornl (cf. note seguentl). Trortemo bensl che il 1$ agmto dello stesso anno sl ftrmarano tra Francesco dcll'Anj^iti l.iria e 11 cavallerc Bruno dl Alto de' Contl I capttoll 90 per II matrlmonio dl qucsf ultimo con donna Vannola figlla dl Francesco (Arch. Vatic, Divert. Camer., XXXII, c. 161 b; 11 matrlmonio dorera effettuar nel gennaio dell'anno seguente), senza che nell'atto sl alluda alio stato jo collocatnento presso 1 Fiorcntlnl, al soggiorno dl To scana e alia protcxione del Medici asplr6 fin negll ultlnil anni dl sua rite, come risulta dalle numerose lettere dl di dctenzionc del primo contrnente; ma h pur certo che 95 Francesco rlmasc nel castel Sant'Angelo, finche non lo trasse U \\ Sisto IV (II Platima, Vita* PomAjScmm, c. o ; ; 129 ditionem accepto et Deiphebo a regno effugato, matronas omnes 1 cum Francisci uxore atque universam inermis' familiae gregem ' liberos dimitti Pontifex iubet Franciscique uxori dotem integram sponsalitiaque iocalia integre reddi mandat*; Frandscum vero, neqtdd novitatis mo liretur, in arce romana sub honestissima conditione detineri praecipit Pari quoque animad 5 versione saevitum est in Francisctim germanosque Alviani dominos, Ursinorum parti adhae rentea, qui cum apud oppidum Iuvii pugnando opulentissimaa manubias ingentemque pecorum A. : 4. detineri] delmerl — 6. Iuvll] Ml Q.: 6. apud manea B. : victoria eaptoque Francisco ac Deiphebo fugato, pontifex eorum filioa cum universo matronarum et iner mls farallle grege Uberoa omnea dlmirtlt, dote ac locallbua sposaditiis Integre reddltls uxor! Frandad Eversl 5 ipflum autem In arce romana detineri fecit muito decentlus, quara ceterorum conditio captivorum exposcat. Pari quoqne anlmadveralone puntvlt Franciscum rellquosque consortcs domini Alvtanl, Urdnorum parti adberenres, qui pontificia mandatis repugnantes in reatUnendis predla acceptia ex oppldo Irli uique adeo acrlter la ae pontlfi M.: 6b. domlnl] domlnil — 7 a. Mi] lacuna 350 b, dice ch'egii fu * quinquennlo In Arce Hadrianl re 10 " tentus „), 11 quale git reditu! altresl la * domui transtl " berlna, que alias ad roa spectare aolebat , e gll assegn& una penaione menslle di 30 ducatl (Diver*, clt, XXXVI, c. 103 a; cf. XXXVII, c. 33 b). Ma della rlcuperata liberti egll godette ben poco: nel magglo del 1473 era '$ gia morto (vedl note seguentf, e cf. Sora, loc. dt ; Pa stor, loc. clt). Delia donne della caaa dl Everso dell'Anguillara, viasnte In Roma dopo lo atermlnlo della slgnorla degli I Everaani, sono rieordate (oltre alia raogllc di Franceaco, 20 red! pia lnnand) Elena, sorella dl Everso e vedova del 'ultimo prefetto dl Vico, aua quale Paolo II donava 50 ducatl 11 aS tnglio 1465 (Arch. Rom., Divert. Pauli II if64-66, c. 8; a) e della cut vita vedovlle tesae lodl l'AI tScri nelle sue Memorit de/rOtfeda/e del SaJvaiore (Arcii. Rom., Arck. di Saucta Sancttrrum, n. j, c. 16$ b; 11 teeta mento di Elena, del 30 luglio 1467, prcsso Adisch.pi, La teramo e Via Maggiore, Roma, 1857, p. 139 sg.); ie due figlle di Everso, Vlttoria e Glulla, parlmenti lodate dal I'Altierl (cc. 9 a, 33 a) come bcnefattrlci dl quell'ospe 30 dale j una Agneae dell'Angnlllara, vedova di Matteo Or alnl verso 11 1499, nata aneh'essa da Everso (cf. Arck. di Sancia Sanctorum cit^ n. 2, n. 378 a, ove Agnese e detU • filU in. d. comitts Avcrsae „ Invece dl •Aversl ,). DeDe Agile dl Francesco, abbtamo mrmorla dl Van 35 nola (cf, nota precedente) e dl altre due fancluiic, sile quail at rlferisce un deereto Cameraie del giugno 1473 (Arch. Vatic. Diver*. Comer., XXXVIII, c. 97 a; non e indlcato (1 glorno) con eul venlva asaegnata a Gabrlele Farnese, do e tutore ddlc due figlie " quondam Francisci 40 « de Angulllarla „ la somma dl 1000 ducatl, easendo una delle fanciulle per marltaral, secondo la promcssa del papa di concedere una dote ad anbedue. * « Cum In bello per a,"»» d. n. Paulum pp. II contra Derphebum etc fuerlnt captlvl Inter alios unua 45 ' filloruro d. Devphcb! vocarus .... (lacuna), et duo filll 'castro extrahere et liberare „ U 30 lugilo 146J vlene fatta dal papa la eonsegna dd tre fandulll * magnlficfs * dominls Gabrlell de Farneto, Bruno de Comlte, Stefan * Colupna et Domlnlco de Angullaria , (quest'ultimo appartcneva ad altro ramo della caaa), 1 quail si rendono 55 garnnti dl presentarli ad ognl richfeata dl Paolo II, sotto pena dl 100 000 ducatl (Arcii. Vatic, Divert, Comer., XXXII, c. ij3 a). D nome del figllo, che Deifobo fug gendo aveva laaciato nelle manI dd nemlcl, ci e rive lato da un mandato cameraie del 30 febbralo 1466 (* sol- 60 * vatU noblU vlro Ralnaldo, fUIo mag.1' Diophebi de " Angulllaria, seu mag." d. Stephano Columns pro eo * recipient!, & So quos a. nu d. n. papa el dono darl 'mandat,; Arch. Rom., Diver*. Pauli II 1464-66, e. 158 a). Era quesfo Ralnaldo II prlmogenito dl Del- 65 febo, al dire deil'Ammannatl (Iac. Pxcoolokxxbi, Bfitt. et Comm., €.355 b). Pare che premortsee d padre, pol che questl nel auo testamento del is magglo 1490 (Sora, og. ci/., p. 97) non fa mendone dl lni : oaserriarao pero, che Ralnaldo compare fra gli eredl del cuglno Domenlco 70 dell'Anguillara, sotto la data 4 aprlle 1489 (Cotarm, Pergamene Anguillara, n. 84). * Lucresia figlia dl Ranucclo Farnese, erasl mari tata a Francesco dell'Anguillara prima del 1448 (Sora, of. dt., p. 95, nota 3). Jl 7 giugno 1465 Marco Barbo, 75 cardinale e coromlssario del papa, ordlnava la restitusione del corredo e delle glole appartenentl a Lucreda, e con fiscatl * In terris et locls fillornm Comitls Everd „ . ..s * attento quod promlslt et se obllgavit de reftcendo, si * qua ex bonis predlctls reperlretur pertlnere ad hercdes 80 'quondam mag.** domlne Marie fille q. d.nl Ioh. Anto " nil coraltii Tallacod (cf. aopra, p. 88, nota t) et uzo * ris Deyphebi filll diet! comitls Everd »; la eonsegna h fatta al fratello dl madonna Lucreda, Gabrlele, II qude rfceve Inoltre 406 ducati d'oro, come Interease dl 8$ •d. Frandaci, qnorum malor.... {lacuna), alter minor " Eversos nomlnatur, et cum destlnerentur captlvl una * cum Francisco suprascripto in castro sanctl Angdl * de Urbe, ae a,"" d. n. cuperct prefatos .... (lacuna) $0 * et Evemim parvulos filioa aupranominatos a dict0 T. Ill, p. xvx — 9. tre anal per la dote ddla sorella ; e costel d obbllgava a non chledere plu altro, per usufrutto della dote stesaa (Aacn. Vatic, Divert. Corner., XXXII, c. 33a sg.). Quests non fu adunque rcstltuita, come afferma l'A., da Paolo II nc ordin& 11 pagamento Slsto IV (Sora, loc. clt.), sut no proventi della dogana del Patrlmonio, pagamento plu volte reclatnuto ddla gentlldonna (Divert, clt., XXXVII, 130 MICIIAELIS CANENSII rerumque aliaram praedam excepissent, eoque oppido illico in Pontiricis dcditionem dedito, ut caetera ad itidem agendum facilius inducerentur, omnia ab eis hostili manu subtracta inte gre Iuvianis Pontifex reddi mandat '. At Franciscus et germani cum in reddendis manubiis obstinatiores cssent, nec Pontificis litteris neque nuntiis parere vellent, dimissis in cos pon tificiis copiis, cuncta uno die ab eis oppida ipse Pontifex submovit et in eius ditionem re- 5 degit; ipsum vero Franciscum Alvianensem in eadem arcis romanae custodia detineri fecit'. B.t cem commoverunt,' at uno fere die cuncta eorum oppida ab eis in juam dltloncm amovcrit ct ncquid turbatlonlt oppidanls Inferreat, eadem cum Francisco Everso sorte in Ipsa arcc iiloa cuitodiri mandATit. M.: 3 b. inierrent] tnferretur 5 c. 194 b, atto del 13 maggio 1473, in cut LacrezU e chtamata vedova; c. 368 o, atto del 4 ottobre 1474), la quale fin* nella Indlgeroa la vita. Nell'ottobre del 1494 Alcuandro VI le assegnava una penglone menstle dl 8 ducati, 'quod prefata Luerctla pauperrlma eat et non 10 * habet undo viveret s (Gottlob, Camera Apoiiolica, p. 143 ag.). 1 Partaal dl Glove, attuato nelU Talle Tlberlna, preaso Attigllano. Intorno alle vlcende delta tlgnorla degll Angulllara iu questo cattello (che era itato ren 15 duto nel ll8j da Uftreducclo d'Alvlano agll Spoletinl, cf. Sax&i, Docmmamti star. dell* mtmorie Umhre, Follgno, 1879, p. 49, ma era venuto la possesto alia auddetta casa gia al principlo del Trecento; ci. 11 tettamento dl Pandolfo dell'Angulllara, del 14 aprlle 13»1, In BolUt 30 tino d. Soc di storia farria fer gU Abruizi, XVI, 1904, p. iSj ag., edix. C. Do Cupti) cl iatrulace 11 dccreto del 17 aprile I477 con cul U card. Camerlengo Latino Or ainl reatltulva all'ospedale romano dl aanto Splrlto in Saxla II possesao dl Glove (Arch. Vatic., Divert. Co 35 mer., XXXIX, c. 107). SI apprende da codesto atto, co me il 3 febbraio 1367 Ptetro dell' AnguUlara areaae ven duto per 15 mlla ducati il castello a messer Biagio ' Fernandl de Beliuao ., il quale lo cedera, al 21 dl aprlle dell'anno medcsimo, a Giovanni "domlni Plillippi de 30 * Vicccomltlbus de Oleglo- (11 famoso Giovanni da Olegglo, creduto ngllo naturale deU'arcivetcovo Giovan ni Viacontl, ci. F. Novati, In Arch. ttor. tomb., XIX, 1903, p. 481 sgg.)t come dalla vedova di coitui, Anto nla Benxonl da Crema, lo acquistasse I'Ospcdale sud 3$ detto, per la somnia dl 17 miia ducati, 11 14 marao 1371. L' Ospedale, «1 narra nel documento citato, ne conaerv6 il posscsso fino at tempo dl I'rbano VI, 11 quale *an * no 4" aul pontlficatua, kalendla decembrla, roandavlt * caatrum predlctum conaignarl dicto domino Petro ere 40 "dltorl, ut dlcebatur, Camere (apostolicc) predicte, (cf. Sora, Conti di Amguillara, p. 439, nota 4) ; passA quindl 11 castello aotto II domlnio de* figll del conte Pietro, Dolce (cf. CoLBTTI, i'rrgamcne AngxilUira, n. 48; SoRA */. c/'A, p. 83) ed Ererso, e del Gglio dl quest' ultimo, 45 Delfobo, finchc, In aegulto alia guerra fortunata di Pao lo II, qucsta terra non venne confiscate, insleme agll altrl castclli dcgli Angulllara, dalla Camera apostolica. Al quale proposlto va notato che, mentre la Cronaca dl aer Guerrlvro (vcdl sopra, p. 133, note, I. 59) attri 50 buisce il rucrlto dcU'acqimto di Giove a Federlco d'Ur bino, sotto la data J luglio 1465, appare lnrece da un atto consillare del comune di Amelia (Arch. Com. it Amklia, Riformante, 146s, c. 166: gentile comunica zione dl moaa. B. Geraldlol), che U 1° luglio gti Ame rini aatallvano 11 rlclno cattello, ed entratlvi «per ac- 55 cordlum ,, * una cum eo seguentl die arcem eiusdem In duatrla non vulgarl a. ro. Eccletle et prefato d. n. *Pape anlmoae, atrenue et vlrillter de tlrannorum ma *nibtta ententes, in manlbus d. Stcphani commiasarii * pontlficll, lutsu prefatl pontiucia ate. caatrum cum arte, 60 "homlnlbus et bonis ultro et llberaliailmc posucre „. Paolo II riceveva, con bolla del i° settembre 146$ (in Reg. Vatic, fjf, c. 36) in Immcdlata-oggezione la ter ra, accordandole ample franchigie, e preponeva alia cu stodia della rocca di Glove, lnaieme con quella vicina 05 dl Guardea, un castellano con dieel «paghe, (Arcii. Rom., Giaramunli dei castellani, 1464-1470, c »54, Divers. Pauli 11, 1470-1471, c 18» b). Durante II pontificato di Siato IV, il quale, come b detto nel principio di questa nota, aveva rlconoscluto I dlrltti dcll'ospedalo dl Santo 7° Spirito au Giove, nuove mutazlonl dl domlnio subi qucsta terra, come apparo dal dccreto cameraie del 33 febbraio (Divert. Camtr., XLD, c. »17) che assegnava a Lucrezla vedova dl Pino Ordelaffi, private dclla s gnoria dl For11 (cf. GoTTi.on, Camera Afottolka, p. 337) 75 varl luoglii delta Chicaa, fra cui * Castrum Iovla, Amc * liensts diocesls, quod olim fult lIo-[italis ». Spiritus " In Saxla de Urbe, et per llllus prcceptorem et fratrcs " nuper vendltum nob. viro Laurentio de Iuitlnit de * Clvitate CastelU, quod hodie ex venditlone ipalus do- 60 mini Laurentil ad Cameram ap."*ra legitime pertinet * cum llllus arce, munltlontbus ac bonis ,. Tom6 11 ca ttello, alia roorte dl papa Slsto, neUa manl degll antichi signori: il 36 agosto 1484 scrlveva 11 conte Dolce de}* l'Anguillara (un pertonagglo dl questo noroe, In code- 85 at'epoca, e rlcordato In Coletti, Pergamemt clt., n. 84) a Lorenzo 11 Magnlfico "come all 34 del prcsente fui * con grande amor chiamato da quisti nostri horoinl de * Iovl et da loro sansa alcuna contraditione, pacifica "mente et sansa, scandolo conaegnatocc la terra et roc- 90 * cha- (Arch, Fior., Caritggio Medico av. ilfriocifato, XL, n. 146); ma gll Angulllara furono costretti dopo brevissimo tempo a restltuire Glove alia aanta Sede (So ra. #. at., p. 96). Al tempo dl Paolo II, queato c* stello era sottoposto, insleme con le terre vldne dl Al- 95 viano, Attigliano e Guardea, alia gluriadlzione di un "commltsario . pontlfiolo (Keg. Vatic. 544, c. 314 a). * Corrado, Francesco e Toramaso, flgli di Ugollno : DE VITA ET PONTJFICATU PAULI SECUNDI 131 Imperium Eccleaiae plurimum dilatavit Siquidem duodecim Eversi munitissima et opu lenta oppida, non multum ab urbe Roma disiuncta,' praeter' cactcras eius arces, ditioni apo stolicae addidit; in ora Umbriac et coniinibus provinciae Patrimonii Alvianum cum duobus convicinis oppidis; in extrema regionis Flaminiae parte, quam Romandiolam vulgus appel 44» A.: 3, ora, corr. in?tc* di hora B.t i-a. mlnutlaslma etc. arces] ampla atque opulenta opplda, partiro la provincia Patrimonii, partlm In Mon 1* partlm rero in agro romano** »lta, praeter dtrersas arces — 3-p. 135, 1. 5. in ora etc. extruxlt] in ultimU Umbrle finlbus ac prorincle patrimonii capite Alrlanum cum duobus oppidia; in extrema regionis Fkmlnie 5 parte, quam Romagnlolam rulgo ap M.: mb. partlm in MonUgnola, mawta 5 *5 3" 35 d'Airlano (Litta, tomo VIIT, Famiglia rVAJviato (POr Htto) erano stati costantemente fedell agil Orslnl nclle eontrorersle e neile guerre di costoro con Ererso dell'An guillara (cf. Dslla TcrociA, pp. 351, ass, *S5)i Corra do d'AlTiano compare fra gll stlpendatl dell'eserclto papale sotto Plo II (Arch. Vatic, Mr. tt En. 4J3, ce. 139-189, annl 1463-64). La caglone della dlsgraxla, In cul caddero gll Alvlano presto Paolo II, andrl forae eercata in un tentariTo di east per rientrare nel pos sesso dl qualcuno del dominl tolti agil Angulllara: II Ca stello di Glore arera, infattl, appartenuto a eodesta fa miglU nel Dugento (nota precedento) e al principio del aecolo XIV (Litta, loc. cit.). La caduta degli Alriano non precedctte quella degll Angulllara come narrd II BaldI {Fatti di Ftderico clt., Ill, p. 71), che anil Paolo II al era ralso deU'opera di costoro per abbattcre gli Ever sani (Jac. Piccolominej, Commtnt., c. 3S5 b); ma la segui per certo da rlclno : 4 del 33 aettembrc 1465 la boila con cul •! regolavano I rapportl fra la santa S«;de e gll Im medlati auddltl abltatori della terra dl Alriano • ac * ctiara Castrl Portlani dcstructl,; nella quale boUa Pio II concedera, fra gli altrl prlvlLgi, agil Alvlanesi "ad habendum et possldendum omnes et singula? do * mos que fuerunt dlctorum d.""» [de Alriano] ac mo * lendlnum oler et fdrnnm in els exlstentia, nec non " spatlum sire vacuum quod est Inter murum norum et "antiquum lpalu* terre, except!* taraen domibus quas « ildem dominl Inhabitabant ac domo nora pro real * dentla offitlalla eiusdem terre pro tempore existentis . (itef. Vatic j*S c- 3°)* tre fratellt catturatl do po la rlttorla dolle arml papali, Corrado venne a morte ben presto, come rlsulta da un atto del Comunlta di Todi del 1466 (presso L. Lso.vij, Vita di Bartolomeo 40 (PAMawo, Todl, 1858, p. 140 sg.) concernente la sup plica presentata "pro parte Iohanala Ranald! et Pan * dulphi, fillorum dim Conradi de Alriano . affinche quel Comunc preatatae la cauzlone rlchlesta dal Pontefice per la seareerartone del due figll dl Corrado; parlmenti, 4$ flni durante 11 ponHficato dl Paolo II • SecomJo il Pinii, Staria di Viterbo, 111, p. J75, coo cort«»o nome rrano dultcnall ntt medloevo 1 lastclll dl Valltmno, Vi|{n» ncllo. Cnn.ipina e Captatola, suf mnotl Clmltil : U quale (ienomina zionc %k i vcDtila poi cstendcitdu in gencralc mUc trrrv vicinc a Vi 50 (crbo, Hille fa!lc d»i Cimini. II qualcravftitwU Flavio Diundo illKilrala. Veronae, 14I1 . c. f* Bl «.picea lnvccr II vocah.ilo Afantatytcla *adiacen« ad slrmtmm [della via Cawia, (x-t chi \-a a Rotna] teni ; •Sqlrinm vct»u» coll« c.irtiicaliotwique montkoll. qiilhua dicitur MunUuuola. quae ot aliquot uppidulU lubitala. in ^uia duo sunt Tommaso e di Francesco, trorandosl In un mandalo 55 camerale del 13 ottobrc 1468 menzlone di " Andreas " Thome et alii 6111 quondam domlnorum Thome, Con • radl et FranclscI de Alriano „ (Aacu. Rom., Divert. Fault II, 1468-69, c. Dob; cf. Hid., c. 193 A, Divert. 1469-70, cc. 49 a e 181 a, Divert. 1410-Tt «=• »«9 *t P*r 60 le sorrenslonl crogate dal papa agil Alriano, dc' quail aono rlcordatl, nel 1470 e '71, soltanto Andrea di Tom maso e Panquino dl Francesco). Non si puo quindl ac cettare la idcntificazlone del Litta (loc cit.) e del Leo nlj, che rlconoscono in quel Francesco di Ugollno, dl 65 cul parla qui il nostro A., II padre del famoso condot tiero Bartolomeo d'Alriano. II padre dl Bartolomeo appare come vivente In un documento del 1488 (presso Leoxij, p. 141 sg.), nel qualo sono rlcordatl * mag.0'" * d. Franciscus de Urtim't de Alriano et dd. Barthoto- 7° " roeua, Bernardlnua et Alorslus, fdll dlctl d. Franciaci, ; cd 6 costul certamente quel " Franciscus do Alriano che Slsto IV csorUva, nel priml meal del auo pontili cato, a cessare dalle pcrtecuzloni contro taluol degli abltantl del castello omonlmo (Arch. Vat., Brevia, XIV, 75 c. 191 n, 31 marso 1471*, cf. altrl breri di Siato IV al 1'AlrlaAo, ibid., c. 337 a). Conrcrra ritenerc, che delle terre toltc da Paolo II al figli dl Ugollno d'Airlano ve nlsse InvestI to da Slsto IV (o forse gia dal papa Barbo che non trorasl la r&cca di Alriano fra quelle presldlate 80 dalla Camera apostollca sotto questo pontefice) un Or slnl, subentrando cost all'antlca casa orrletana degll Al riano (cf. Litta, loc. clt), un ramo della potentlsslma famiglla romana: rlniane In tal modo s;iiegat* I'afler maxlone di alcunt scrlttorl (giudicata erronea dal Utta) 8S che Bartolomeo appartenne alia casa degll Orslnl. Quan to alia famiglla sposaessata da Paolo II, ae ne tro»a rlcordo nuoramente in una conrenxione stipulata nel 149S tra 11 comune dl Amelia e 1 nuovl slgnorl di Al riano, i quail ai obbllgarano altresi per 1 figll dl An- 90 rirea di Tommaso, " tarn (Uggi turn) de nobilibus dc Al riano, coosortlbus „ (preaso LaoNij, of. cit., p. 14S). " tittae romanae Ecclnlae intrsxrrfmana fidem longobaMorum tem)w* •riba» wTvaveruiit: Polimartium (ttommartt} et Bleda,: dando al vocattolo siirnificato alquanto dtverao e piu eMeao. Trattaal beti9), pcf |U uno c per l altro wipiiftcato. di lnoabi compreai nella provliKin ilcl l Paliimonio : ond'c spiegato perche I'A. abMa aoppreaw It parole •parllin in MontapwlB „ (arbiirariaroeiit» tralaatlate dal Mutator!) ^ •• Ciwllamo ai alluda al caatello di Monticelli (oggi .MmU aituato nell'eatrema parte otlcntalc della Campafna di Roma, IOO 132 tonoriam ' MICHARLIS CANENSII hit et in prima Galliae Cisalpinae ora vetustam ct opulentam urbem Caesenam civitatcm Jter cum plerisque aliis non mediocribus oppidis; in ipsa quoque Patrimonii provincia magnum Arignani » oppidum supereminenti arcc praemunitum ; item ampUseimum GaUesii4 op A.: i. ora, torr. iuroet di hora Q. : 1-2. Bcrtonorlam] Bertonorlum B. : atque In prlnciplo Gallle cisalpine vetustam oplbusqtie redundantcm clvitatcm Ceaennra clvitatemqtie Bertenorll ac preclpuum Sextlni* oppidum, et alia ultra xim caatra ad Etrurie confines usque porrecta; in 5 memorata patrimonii provincia amplisaimura Artgaol oppidum supcreminenti arcc munltum; item In eadem pro Tincia nobile ac dives Gales11 oppidum; in Campanie bora, non longe a clvitate tlburtina sex millla passuum 1 Alia raorte dl MalatcaU Novello de' Maiateatl, sljrnorc di Ccseaa (so novciubre 146$), il cul stato do veva, glusta I patti da lui atiputati con Pio II, passare 10 alia Chlcsa, tentava inutHmcnte 1) nlpote Roberto Ma latesta di subentrare nel domlnlo dl quelle terrc: Pao lo II le ebbe per spontanea dedlzlone e Tcnne con Ro berto a patti vantaggiosl per qucst'ultlmo; vedi Tonini, Sioria Riminen, V, p. 307 sg. e cf. Thkimsr, Cod. dipt., 15 in, 443 sg. II papa Barbo fece complcre Tedlficlo della riicca dl Cesena, incomlnclaio softo Malatesta Novcllo nel 146$, per opera di Matteo Nucci da Fano, il 'ma " gtster areltrm , dl Paolo II (Murnt*, Lts art*, II, so, 315); a Matteo da Fano succedeva, neila dlrezione della 30 fabbrica, maestro Crlstoforo da Ferrara (cf. 11 breve 3 aprile 1473, con cul »t ordlna II pagamcnto del salario arretrato, dlcembre 1469-gennaio 1470, a maestro Crl stoforo * arcMtectore , e dlrettore della costruslone sud detta, in Arch. Vatic, Divtrt. Camer., XXXVII, c. 188 a ; S e 11 riconosclmento dl crcdito verso la Camera aposto lica agli eredl 'quondam maglstrl Matbel Nutli de Fano * prothomaglstri fabrlcearcis nove illiua clvltatls (Fanl) „ del 9 gennalo 1473» In Dmort. clt., c. 1568). Nell'ot tobre del 1469 vcnlva nomlnato II prlmo castellano dl 30 Cesena, In persona del nobile veneslano e subdlacono apostolico lacopo Vallaresso, nipote di Maffeo arclve scoro dl Zara (Arch. Rom., Giuramtnti clt., /464-70, c. 68 b; cf. Divrt. clt, XXXIII, a c. JJOB, II salvocon dotfb del 19 ottobre, per messer lacopo ad prcsens ca 3S " ttellaous arcls Urblsveterls „ dovendo egU traafcrlrsl *ad provtntlam Romandlole „. * Bertinoro, la seconda per lmportanza dellc terrc di Malatesta Novcllo, venlva ricevntm In immediata dl pendenza della Chleea da! Papa, che prometteva dl non 40 cederla per 1'avvenlre In vicariate, glosta 1 capltoli della spontanea dodlxlone del Cesenatl (vedl la bolla, del 17 gennalo 1466, presso TiuHhsx, Coi. difl., Ill, p. 440 sg.); con precedente bolla (»/. til., Ill, 437 sg.; 15 gen nalo), Paolo II aveva Istituito un * palHo , che si doveva 45 correre ognl anno In Bertinoro I'll dl decembre, annl prestava giuramento 11 castellano papale della rAcca di codeata citta, Mattla Bardella do' Tomaroxal, clttadino romano (Gimramtnti clt, /464-70, c. 166 a) a cul si am dava lo stesso numero dl 25/agio (Arch. Rom , Divers. Fault It, /464-66, c. 1 48 a), come per la rAcca di 'fodi (cf. 60 innanzl, p. 134); come per Todi, fu richlesta piu tardt anche aJ castellano dl Bertinoro I'lngente canzlone di 30 mlladucati d'oro (Giuramtnti clt*, /479-rjoj, c. 58 A). II 35 gennalo venlva nomlnato 11 prlmo potest* pontl ficio dl Bertinoro, nella persona dl Giovanni dc' Santi 65 da Cesena (R*f. Vatic. 544, c. 33 n). 1 Rlgnano Flamlnlo, feudo dci Savelli, dovrebbe estere stata fra lc terre ridotte in lmmedlota soggezlonc della santa Scde da Pio II, casti gatore di quel HottoVi slgnorottl; Paolo II protease lnvccc, come abbiamo gid 70 osservato (p. 91) I Savelli. Par certo ad ognl modo, che Rigaano fosse tenuto dalla Chiesa prima della goer ra contro gll Anguiltara: e del 9 setternbre 1465 11 man date camcrale a dl fl. se • I.udovleo Busceto (Boschettl] "custodi arcis Aregnani, In deductlonem provlilonl» sue 75 • et salariorum pagarum suarum , (Arch. Rom., Dirert. Pauli II, 1461-66, c. 10JA, cf. a c. 1130, U m*ndato per rounlxlonl della r6cca suddelta, del 26 ottobre, al nuovo castellano Giovanni da Cascla). I-a custodla della rAcca venlva affldata, nell'agosto 1466, a lacopo So Bertl da Forll; nel luglio 1469 a Gugllelmo de' Chla ravalleschi da 'I'odl e nel febbraio del 1471 al cavallera Tommaso Ollva da Sassofcrrato, fratello del cardinale Alessandro (Arch. c\U, Giuramcnti dti Catlellan /464 70, cc. soA e a; cf. Rtg. VatU. 544, c. su o. bj 4 Soman importnnzA si annetteva nel secolo XIV alia rAeca di Gallese, tenata dalla santa Sede, per la difesa del Patrimonlo; cf. la Rotation* del V'icario del Patrimonie a Giovanni XXII in Avignon (edlz. M. An ToWBXt-i, In Arch. d. Sot. Rom. di storia /atria, XVIIf), 9» P« 457 ««•• Giovanni XXIII, deslderoso dl conservarc la fedclti del condottiero Paolo Orsinl, erlgeva nel 1410 (ialleae e Corchlano * In perpetuum et nobile feudum „ a favore del figlio dell' Orsinl, Giovanni (Litta, vol. VIII; versarlo della reaa della citta. GU 11 7 gennalo 1466 d1 ^ allc (aide d«i Mooti Coraicolant. Monlecelio, feudo degli Orsinl, die era atato loro tolto da Evereo dell'AiigTiillara nel 1457 (cf. »pn p. S9, mrtc. I. 19 toe.), puab *\ domioio diretto della Chiesa inueine con 1« al«r« «errt d«gli Ang«illar» nel 14*5 (*«• riccoi„ Comm., c. 355 a) e fu pre«diato da miliiie papal! (vedl la serie dei cjutclUni della Ticca di Maoticelll vxtn Paolo II. in Rrg. Vatic. (//. c. 309 A) ; Si %lo ]V ImpcKnA il costellu, con la fAcca e 11 tcriitorio, al cardinale "vntooleville. che gli preMava sclmlla ducatl per la Ciwiala (19 gen 7i; A»ch. Vatic, Divcii. Ctmet., XLU, c. 1« tg.). 55 mi. K Famigiia Ortini, tav. XXI). II rlcupero al diretto do- 95 • II *pliUnatu» Sexlini. cia comprcso fra le Icrre cniict-^ in vicariate da N10I6 V al Iratclli SiKi»roondo e MalitcHa Novell., de' MaUteiti (Tomiwi, Stmia .ft Rimtm. V. append, p. 17.",; , f. Gui«»i;o, J&at font,/., p. m); aollo Innoccnzo VIII fu wde di pulestl oflicioJe pnniificio (.!'.*, if. ."v'r. Ram. rf/ i/oria fait it. X.: p. .jo). Po»to neU'cstrrma vallc scitrntrLOtialc del l-'oglia, prc-s.i .A confine dalla reRione toscan» , Srsl^no pa*^o pi11 tardt a hr partr l.-l ducalodi Uttnau. e venue qnindi 0510.1 iiuo^.r.raio alio Slain ill I 1 icoie (E. Ro&crn, La Romagnu, Milano, i*jt, p. 74j ^.f, IOO DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 133 pidum cum nobilissima arce, Sisti IV pontificatu diruta, et Corchianum * ; item et aliam ar cem non longe a Gallcsio sham * in Campaniae ora; arcea Saraceni ' et Torani * a tyburtiria A.: 3. a Galleslo: /»* i agginnta am imtkiottrt fih scuro; ora, corr. invtce di hora B.: art-em Saracenl loci ambltu atque altiaalmo montls eaeumlne munltlsslmara cum alia ToranJ arc«; omnia absque ulla fcrrea tI, tine ullo prellomm cerUrolne, aed fide populorum ac dedltia anlmU eldem aedl adaiudt. In M.: a. Toranl arce] lacuna 5 mlnio della Chieaa de1 due castelli, per opera di Pao lo II, amrenne poco tempo dopo (cf. Jac Piccolominri, Comment., c. 385 b) che at erano assoggcttatc le terrc degll Angulllara e degll Alvlanoi nel creare, II 13 di» cembre 1465, Fablano Bens! governatore dei domlnt 10 tolti agli Angulllara, 11 pontefice aortoponern a lul al tresi la giurisdlzlone • terrarum Gallesll et Corchlanl , ricordaado la fedelta dEmostrata dagll abttantl di esse " nuper In ezpedltlone nostra contra prefatoa fillos Co " mitis ETer&l et Pauluin Franciscl de Ursinis , (Reg. 15 Vatic. S4*t c 9* *)• AUa rocca di Giillesc renlra Im medlatamente preposto un castellano (Arch. Rom., Di vert. Pauli I/, 1464-66, C. 136 b; U 29 dircrabre 1465 si ordlna il pagamento del salarlo per due mesi * provldo " Tiro Angelo de Balneorrgio, castcllano arcls Gallesll, 30 " ad custodtam dlcte arcls deputato cum paghia duodc * elm a; 11 presidio fu poco dopo, elevate a iS * paglie l| cf. Giurammti dei Castellani, 1464-70, c. a b); mentre la terra ebbe plu tardl un proprio podests, nominate dal papa (Arch, clt, Libra cPobblighi di ofici, 1478-9*, e. 7 a : 3J II 3 glugno 1478 *Iaeobus Guidl clvls ro., potestas Gal " lesll, prestltlt iuramentum dc auo offl-lo cxercendo In " manus r.™' d. CamcrartI „). ' II castello di Corchiano, situate a breee dlstan za da Galleae, nella Teverlna. faceva parte del domlnt 30 degll Orsinl di C-allese (ef. nota prccedente). Ma non appare che la rdeca, caduta certamcnte in potere dclla Chlesa lnsicme con quelle di Gailcsc, fosse presldlata dalle mlllxie papal! prima del 1469 (Giuramenti dei Ca ttellani clt., r. 1 37 a: 'anno 1469, die 10* lulii, in Ca. 35 * ap.1 * Nero de Monaidensibus de Urberetcre, futurns casteltanus arcls Corchlanl, promislt custodire etc.) „• DI essa non rlmanc alcuno aranzo; parrebbc qulndl do vcrsl rifertre a Corchiano la demolizlone, che PA. as serlace essere stata compluta a danno di Gaiiesc al tem 4S 40 po di Slate IV: questo papa non poteva, cl sembra, di sconoscere la Importanza strateglca della rdeca (nota prccedente), la quale sari nel seguente sccolo trasfor raata dall'arte del Sangallo In quel forte e magnlfico pa lazzo, che ancor oggi si aromlra. * Forte, la rocca dl Carcarl (dloc. di Sutrl), che Gre gorlo XI aaaegnara, nel 1377, deBnitiramcnto al comune dl Roma, a cut ne aveva prima contrastato II posses so Francesco di Vlco (M. Antoncllj, La domination* fontificia net Patriinonio ete., In Arc), rf. Sac. Rem. di 50 ttaria fatria, XXX, 1907, p. 38 sg.): c che iroviarno pol fra 1 casteill prestdiaH nel PatTimonio dalla Came ra ap/« sotto II papa Barbo (Arch. Rom., Divers. Pan li if, /464-66, c. 13811: 146;, i' d'ecmbre, pagamento del salr.rlo *prot-. v;ro Stepliarto de 1'orrls de Medio * lano , ; yedl ibid., ce. 154 b, 168 b, 180 a, e Divert, clt. SS 1466-68, cc. 50 a, 83 b etc). La rdeca venne pol fatta demollrc, nd 1470, de Paolo II (Divert, clt. /470-71, cc. 141 a, 166 b, soon, apeae per la demolixlona; ibid., c. 167 b : si pagano fi. 41, bol. 46 « Tartaglie de Vlter bio, ollm castellano arcls Carcarl, pro residuo elus aa- 60 •larll 4 menslum januarll-aprllls preterltornm 1470, 7 maggio). * £ 11 castello dl Saraclnesco, altuato alia sommita dl un eontrafforte del monte Coatasole (Slmburinl) sulla spo-ida sinistra dell'Anlene. PassA nel sccolo XIII dalla 65 faralglla del Contl a Fcderlco d'Antlochia, figllo natu rale di Fcderlco II dl Svevla (P. RidoLa, Federica cfAn tiockia e i tuoi ditcendenii, In Arch. ttor. per U froviucie na/c/etane, XI, 1886, p. 204 sg.); e al dlscendentl dl Fc derlco apparteneva aneora, quando nc prcse possesio 70 Paolo II. Si conserrano ncll'Archlvlo Vaticano (Divers. Camer., XXXIV, c. 76 sg.) gll atti del lodo pronunciato 11 36 marzo 1466 da questo papa nella controrersia fra Mattla e Glovan Francesco " fratres et filll quond. Pe •trutlt de nobtllbus dc Antlochla „ al quail 11 padre 75 arera lasciuto in eredlta indivlsa I casteill di Saraclne sco c di Sambucl (redl Abatc, Guida dellafravincia di Roma, p. 750); Paolo II asscgnava quest'ultimo a Glov. Francesco, e quelIo dl Saraclnesco a Mattla, che faceva lmmediatamcnte spontanea donazione del castello "cum 80 * arce, fortalitlo sulsque omnibus et singulis tenlmentls, «lurlsdltlonlbus et pertlnentils untrersls , alia san'.a Sede e per essa al papa, ottenendo da quest'ultimo, 11 4 di aprile (doc. cit„ c 77 b), la promessa di un'annua pen slonc dl joo fiorlnl * pro recompensatlone donatlonis 85 "castrl Seraclneschi „. Ma sul castello dorcra II ponte fice arer posto le manl gia prima deli'atto dl donazlonc, se 11 aj marzo dello stesso anno la Camera ap.e* ordi nara 11 pagamento dl 30 ducatI « provldo vlro Christo * foro del Sarto dc I'rbe, ad eustodiam arcls Scrrazlne- 90 * scho cum certls paghls deputato etc., cum prlmum ad " custodlendam dlctam arcem se contulerlt, (Akcii. Rom., Divert. Pauli IT, 1464-66, c. 163 a), e II 26 marzo sue ccsslvo si assegnarano a Benedetto da Lucca scudlero del papa 40 ducatl * per eum partim exposltos et czpo- 95 * nendos In certls rcparationibus . dclla suddetta roccu (HiI.; cf. 194 a), per la cul rifabbrica compalono frc qucntl le spese net mandatl camerall dl questo e degll annl scguentl (cf. Muextz, Let arts, II, p. 105 sg.). Oltre al castellano (nel cul ufKclo succcdera al Del Sar- 103 to, nel febhraio 1470, Bartolomco dl mestcr Bontfazlo Marllnelll da Cescna, vedl Arcit. Rom., Gim timrnti dri Castclluni. 1464-70, c. 121), Paolo It tenne nella terra dl SaraciiKj.o un cam:nlssarlo, al quale era altrcsl afHdatn \i'edi not* 4 a fa£. 134 Germani 1 MIC1LVELIS CANENSII urbe sex millia passuum distantes: quae quidem supra raemorata loca sine ulla vi ferrea, absque ullo praeliorum certatnine, sed fide populorum ac deditissimis incolarum animis eidem sedi apostolicae adauxit. In faucibus neapolitani regni magnum ac magnincum sancti oppidum cum plerisque aliiB convicinis oppidis perdiu ipse tenuit, deputato illic t.ts' Qon., »s t. jib ad rerum gubernationem Nicolao Lucenai, viro praestanti, quern postea ecclesiae' mutinensi 5 praefecit *. Insuper plerasque ipse Pontifex suis impensis arces validissimas funditus vasto aedificio construxit, e quibus pcrmagnum ecclesiasticae ditioni praesidium tutelamque attulit. Siquidem in Umbria, cum civitas Tudertina continuis civium discordiis, gravibus factionibus et intestinis odiis aestuare consueverit et contumaci superbaque cervice interdum pontifici bus obsistere,' ad earn rerum fluctuationem tollendam inaigncm in ea urbe arcem ingentis 10 molis mirificique operis funditus erexit*. In regione autem Sanniae, quam trito sermone B.: fauclbua regnl skull ingens ac dnisslmum oppidum saacti Germani cum plerisque alii* castris conricinls perdiu ipie tenuit, deputato 1111c ad rerum gubernationem Nicolao Lucensi, quern eccletle mutinensl pro elui rlrtute prefecit.' Iniuper plerasque Ipse suls impensls elegaatlaslmas arces in dlversis ditionls sue locls funditus ac vasto Inexpugnablllque edificio construxit, quod quidem opus permagnam eccleslastlce dltlonl tutelam ac presidium at tulit. Siquidem In Umbria civitas Tudertina est magna ac magnifica, sed continuis fere atquc intestinis civium factionibus ac discordiis estuans, et plerumque erecta cervice pontificibus rcsistens; ad quam rerum fluctuationem tollendam arcem in ea ingentis molis mirique operis erexit. In regione Satnnle, quam trito sermone aprutlnam la dlrezlone delta fabbrlca della rocca (Divert. Fault II, 1466-68, cc. 14 B, 39 a). Qiianto all' ultimo slgnore feu 10 dale, Mattia d'Antlochia, trov-arao ch'egli visse In Corte dl Roma, fra 1 "provisional in palatlo apostoliro , slno at termine del pontificate di Paolo II (Divers. Pauli II, /468-69, C. 116 a; //00-70, c. 157 d; /470-7/, c. aoft a). Qucste notlzie sul discendenti del ramo * latino „ dl ij Federlco d'Antlochia correggono l'opinione del Rldola (or. cit., p. 240 sg.), chc Saracinesco venisse abbando nato da codesfa faraiglia fin dal tempo della conqulsta anglolna in Italia; e la sua aftcrmazlone (ibid., p. 2S3), che 11 ramo suddetto si fosse rldotto in umile condirionc 30 di famlglla borghesc gia nel secolo XIV. 4 (/• '33) Nrssun ricordo di una terra, o castcllo, cosi denorninnto nelle vlcinanze dl Tlvoll cl fc rlusclto dl trovare. Non pare sia da pensare al " castrum Thorani „ o " Turanl , che appartenne nel secolo XIV alia Contea 35 dl Albe nell'Abruzzo (cf. C. 1)k Curls, Regesto degli Oriiui t degli Anguiltara, in Bollettiuo dilla Socitth di storia /atria fer gll Abruzxi, XVI, p. 2S3, XIX, p. 167) ; ne alia r6?ca di Tarano, situata nclla parte set tentrlonale della Sablna (cf. Arch. Soc. Item, storiafa j0 tria. XXVI, p. 353; Guirai'o, foot fontif., p. 90; un * locus Toranus, de terrltorio Speluncas „, ricordato in docutnentl casslnesl del secolo XII, In Tabuturiam Ca siuease, Monte Cassino, 1S91, vol. II, p. Si, sembra ap pirtenga alia dlocesi di Tcrraclna). Rlmanc la Ipotcsi, 35 che l'A. intenda parlarc di Cavterano, castello chc do mlna, a poche miglla da Tivoii, la valle dcll'Anicne c che nci document! mcdJcvali (I.. Ukuzza, Rfgesto delta Ctirsa di Tivoii, Roma iSSo, p. 140 sgg. ; Au.ODI e t.r.vi, Reget/o SaMaceure JfltWI j.f/fl, Roma, 1885, pp. 5, 12, 40 34i 40 etc.) compare coitantemente nclla forma Caniora num; In tal caso, U Omens: avrebbo altcrato il nomc di qucste rojca con licenz* simile a quelia usata per la rocca dl iiaraeinesco (* .Saraccnum „). Notlamo, chc i Oinra mettidei Castellan!, 1464-70, ne gll clenchi degli • officii 1 "sub Paulo II „, In Reg. Vatic. 54h pl« volte cltati, non sorbano ricordo dl • Cantorano , ne di * Torano „. Snn Germano (appartenenfo alia giurlsdi/lone dcU'abbazla Cassincae) eraal ribellato contro il papa nuovo Commendatario, In nomc dl Ferdinando re dl Napoli; ma Io stesso Aragonese, per evitare on'aperta 50 rottura con Roma, aveva contribuito a ricondurre la terra In potere della Chlesa; Tosti, Storia cit., Ill, p. 149 sg. Di un'analogs sollcvaxlone del Sangermr. nesi contro la Chicsa al tcmpq della ialmtcizia tra Eu genio IV e Alfonso dl Napoli, trovlamo memoria nci 55 registri della Camera apostollca (Intr. et Ex. 408, c. tai 0) sotto la data dei 31 marzo 144», che si davano 10 du cati Mohanni de Modoctla, familiarl Castellan! s^l An * gcli dc Urbe, pro novis que attulit de reductlone ca " strl jxi Germani ad obedlentiam a."1 d. n. pape ,. 00 Alia custodia della rdeca di San Germano ("arx Montis •Casinl») venlva preposlo dal papa Barbo, II so dl cembrc 1470, Francesco dc' Franchl da Lucca (Reg. Va tic. S44, c J04 b). * NlccolA Sandonnlnl da Lucca, creato vescovo di 65 Modcna il 7 glugno 1465, resse In tempi dlfficlll la ba dia di Montecasslno, con San Germano e le altre terre da essa dipendenti, inviatovi da Paolo II, che ne era direnuto abate commendatario in segulto alia morte del cardinale Scararapo (Voimti, II, 13a sg.; Eimzx, If, 7° ilSj Tosti, Storia della Badia di Momtteassino, Roma 1SS9, ill, p. 146 sgg.); e probabilmente U Sandonnlnl quel * N{icolftus?l de Luc* », secrctario del Bessarlone, al quale srriveva il 1° agosto 146s l'aretvescovo dl Za ra M. Vallarcsso, lodandolo * prcpter studla humanita- 75 " tis pontiQciiquc lurle , (Cod. Barber. Vatic, tat., 1S09, p. 533.1. 11 24 diccmbre 146s scrlvcva a Niccolu 11 car dinale Aramannatl (Egistolae, c. 1 70 a), eiortandolo a sop portare II grave pcs del govcrno dl Montecasslno, in attesa di ufilclo plii degno de' suol raerltl ; nei glugno So e ncll'agosto del 1469 Paolo II gl'inviava di urgenza in gentl somme dl denaro (fcrvevano in quel tempo le opc re di dlfesa, in previsionc della guerra con Ferdinando di Napoli} " pro cirtis oportunitatlbus , (Arch. Vatic , Intr. et Et. 477, c. 233 n; 470, c. 156 a). ' La costruzlonc di una rocca papale nclla citli di Todi, tenacemcnte ribelle nl dominto della Chicsa, rl S5 , 135 ; DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 9 Aprutinam dicimus, non longe ab oppido Nursino quatuor millia passuum situm est amplia mum Cassiae oppidum ', eadera rcrum turbatione inquietari solitum ; ad quam quidetn com primendam et pro accolarum quiete praeclaram in eo oppido arcem condidit. In eadera quoque aprutina regionc in oppido Montis Leonis \ ubi eccleaiasticae patet initium ditionis, 5 ad arcendos adversariorum incureus arcem vastissimae molis funditus extruxit Romano populo ob ingentia eius beneficia Pontifici ludos festasque ovationes agere pa ranti quadringentos aureos elargitus est. Ludos' eorum prospexit assidue ac fesdve ex ab dita fenestrae parte, nonnullis sacri senatus patribus una commorantibus ; ludicrorum vero personatus huiusmodi extiterut. Nam gigantum primo personatus ordinatissime incedebant; 10 turn aligeri faretratique Cupidinis, dehinc Dianae equestris, magna nympharum caterva il lam stipante; turn candidatorum iuvenum centum sexaginta et eo amplius, quibus tanquam militiam professis more priscorum singulum numisma sigillatim a praefectis ludorum tradi tum est; dein regum aliorumque ducum a Romanis olim devictorum; turn ambitiosae Cleo patrae ab Augusto Caesare superatae; demum Martis, Faunorum, Bachi et nonnullorum etiam 15 falso deorum a priscis' creditorum turba ingens sequebatur. Subsequebantur insuper plebi scita senatusque consulta sericeis tabulis designata, vexilla immensa aliaque Romanonun in signia bellica ; turn consularis ac senatorius ordo, caeteris Urbis magistratibus circumseptus. B. : dicimus, non longe ab oppido Nursino quatuor mil!a passuum situm eat ampllaslmum Caasle oppidum, eadem rerum turbatione Inquietari aolitum, ubt pro loci conservations atque accolarum qulete Inslgnem arcem condidit Itldera In oadetn aprutina regione, In oppido Montis Leonla, quod eit initium eccleaiaatlce turisdictlonls, ad arcendos adversariorum Incursus necessarian) arcem Tastlsslme molls aedlficavlt — 6. Romano populo] Romanis autem; parantl] parantibua — S-9. Ludlcorum etc. Incedebant] Ludicrorum vero personatus gigantum primo In eedcbant — 10-11. Ulam stipante] comitante — 16. immensa manca — 17. cn*teris] cunctla sale at secolo XIV, negll ultlml anni della sede ponti nela in Arlgnone (M. AntonbLli, La domination* x o tificta nel Patrimonii ecc., in Ardk. Soc. Rom. si. fatria, XXX, p. 316 sg.). Ma h pur certo che importantl larorl vl furon complutl sotto Paolo II (1465, cf. Arch. Va tic, Divers. Comer., XXXII, c. i»8; 1468, cf. /mtr. et — 15. logons Insuper] postea — (Thmner, Cod. difl., ID, 45S »g-) 1 I document! pubbllcati dal MOnta (Let art*, II, 104) moatrano come numerosi maestri lorabardl lavoras '5 25 En. 476, C. IOO»; 1469, cf. /mtr. et En. 477, c. 214 b), 1! quale la faceva custodlre da un castellano con as fa ghe (Arch. Rom., CiaramentidU 1464-70, c. 86 a) ; forse, areva subito avaric durante le tempestose rlcende della cltti net prlmi decenn) del secolo (Guiraud, 6tatfontif., p. 141) codetta forteasza, rhe pare non fosse prealdiata ao da mlllsle papall sotto Plo II (cf. Reg. Vatic. J44, cc. 3cm) a. at a n). L'edlficio non era tcrmlnato alia morte del papa Oarbo: 11 suo cucccaaore Slsto IV * rolens ut fabrica arris Thudcrtlne tandem pcrficlatur, ordlnava * inter cetera, quod omoes pecunle proTenlentet ex con " demoatiooibus maleftclorum illlus clvltatls et dlstrlctus " in dicta fabrica et non in allum usum eiponI debeant (breve del card. Camerlcngo Orsini al Camerlengo della Camera dl Todl, del ai settembre 147a, In Divert, clt., XXXVIit. c. 33a b). La Importanza attrlbulta nel se 30 colo XV alia rocca dl Todl si deduce, oltre che dal nu mero delle mlllsle adibltl alia sua custodia, dalla entlti 35 della cauxlone (30000 ducat!) che era rlchiesta al caitel lanl (Ginramtnli clt., 1479-1SOS, cc. 20 a, 46 a), Al go Terno della cltta di Todl furono prepostI succesalramente da Paolo IT, negll annl dal 1466 al 1471, 1 vcacovl dl Ventlmlglla (Glacomo Fco), del Marsl (Angelo Macca fani, cf. Etrnat., II, 305) e d! Sarslna (Fortunato Pel llcani); mentre prima la cltti s'.ava sotto l'immedlata dlpendenza del c-trdinale Lc^Afo di Perugia (Reg. Vatic. 40 SHt c- M5 *); "el \sf; riformava gli atatull dl quel sero all'edlficlo della rdeca dl Caacia, negll anni 1465 1469. Crediamo per6 che si tratti anche qui, come per 4$ la rocca dl Todl (cf. sopra, p. 134, nota 3), dl amplla mento dl opere fortlficatorle preeslstenti (II as marzo 1467 si pagano as ducati « acr Montano Paid! de terra •Caasie ceterisque clvibua, quorum domus s.™"* d. n. * papa demollrl fecit ob fortlficandam arcem, pro parte S° 'recompense dietarum domonun,; Arch. Rom., Divert., 1466-68, c. 134 b); Infatti, la rocca era custodlta da mi lisie pontlficle fin dal 146J (cf. ibid,, c. 151 b). Da no tare, che alia speta per detta fabbrlca suppllvano le grosse * taglle . pagate dalla vlclna comunlta dl Norcia 55 (Divert, clt., cc. 83 A, 106 a; Divert., 1470-71, c. 107 a, dore appare che 1 larorl contlnuarono sino alia morte dl Paolo II). Per 1 eastellanl di Caacia vedi Cimramemti clt., 1464-70, c. 117. * Terra del Ducato spolelano, altuata a ntczzo del- fa la rla che da Caacia conduce a Leoneasa nell'Abruzzo nella prima mcti del Quattrocento era forse compresa nel contado del comune dl Spolcto (cf. Gvikavu, Etat fontif., p. 187). Non trovail la rocca di Montelconc fra quelle prestdlate sotto Paolo D, nel cltatl Ginra- (,$ menti dci CatteUani\ ma h provnto che quesfo papa ne curava la edlficazlonc da un mandato camerale del 19 gennalo 1469, per 11 pagaroento dl certa somma " ma "glstro Prancic lombardo et Baltramo et aotlls mura •toribus.... pro eorum parte salarit et meroedls ra--0 •ttone fabrlce per cos facte In nrcibus, videlicet Cas sle, Arqmte et Mtnlltlroni* , (Arch. Rom., Divert. /Wi If. //6S 69, c. 174 n t. «» Qua., m 136 MICHAELIS CANENSII Hos autem quattuor ingentis altitudinis currus subsequebantur, varus quidem personaUbus mirisque operibus oruatiasimi; cunctis vero cos currus deducentibus et ipsis quoque' currum consessoribus paria erant laudum cannina, variis vocum modulationibus decantata, pontificem Paulum verum patrem patriae, optimum quietis fundatorem et optimum rerum copiae largitorem. Fuit insuper erga pauperes benignus et munificus crebrioresque elemoainas clanculum 5 Q.: J. ornatlssimi manca; currum] curruum — 5. clanculum] tantulum B.: i. Hos autem] quern — a. ornatisslrai] clrcumornati — 3-4. cunctis etc. largitorera] els autem, qui In Ipsl* curribus assldebant, paria erant in dlrersls rocibus laudum carralna, rerum patrem palrie, optimum quietis fundatorem rerumque coplam largitorem — s-p. 141, 1. a. Fult etc. deputabat] Fult Insuper pauperlbus benignus ac 5 M.: 4 Bcopiowm 1 Dt tiraUl rappresentulonl ugurate allegoricbe Ctrionfl ,) a soggetto pagano non mancano escmpi nella vita Italiana del Quattrocento (cf. Burckiiakot, Croilth, II*, 172 sgg.)( ancbe per gll anni precedentl a questo pon 10 tlficato (per eaempio, a Penmra nell' ingresso di Pio II, et. Mucmtz, /Precmrsori del Rinasdmenie, Flrenze, 1900, p. 184); ma di un •trionfo, rappresentato a Roma In onore e presenza del papa (die ne facera lc spese), e questo 1'esernpio plu antico. Merita anche per cl6 di 15 estere riprodotta la desrrlzlone seguente, che dl esso cl oflre II Cod. Barber. Vatic, lot., XXX, 64, a c ji »g.): •Anno MCCCCLXVI, die a6 mensis aprills, in * ciltus et ill.™"* populus Romanus ordlnavlt, decrerlt "facere condere et ordinare exceUentissimam festlrita ao tem, demonstratlonem et trlumpbum in alma Urbe ad * honored!, statum et gioriam aanctisjiml in Chrlsto * patris et domlni nostrl d. Paull dir. prov. pape se * cundl, anno cius secundo, tempore mangnificor, vlror. * Baptist^ de Archlonibus de regione Montium, d.nl 3$ * IohannU de Buccabclli* scriptoria apjici de regione * Pines et Laurent11 de Barbarlnl* de regione Arennulae, * alme Urbls Conterratorum, In hunc modum et formam, ridel, per plura loca Urbls usque in platen fcci Marci, * et deinde per rlam Mlnerbae, per rlam papalem in 30 * Carapo floris, rolrendo per rlam Auditor!* Camerg in * platen Parlonls, ubl hedlficla reraenterunt; residuum fe " stirltatis rodilt ad Sanctum Marcurn. Prindpinmfesti, * videlicet. * Tublclnes duo continuo tubando ante Tenatio JS * nem, in qua fuenint plura cornua etlara pulsando ; ho " mines portando rasanos, perdices, qualleas et alias arcs * Tiras in magna quantltate, proicientes ares ad fiticjtruj " papae et per alia loca, rolando per tecta, fineatras et * plates* cum rumore maxlmo atquc rlsu ct clamore. Et 40 *i«ta renatlo (sic) condltorcs, ordlnatores et instructo "res homines de regiono Transtiberlm et de regione •Ripae. " Secundum festum et raprescmiantia. Duo tubectae " sonando praecedebant, et post eas brarium serici rel 4$ * lutati coloris eoelestlnl, mensurae et quantitatis qua * tuor cannarum, ordlnatum ad hastllndium, defertum * per unum mllltem armatum armis albls,equo bardato SO "coperto de serlco; ct istud factum et ordlnatum per * homines rcgionis Montium et reglonls Trlvll. " Tertium festum. Tubectae duo praecedebant so * nando, postea sequebantur Glganti duo magni, mlra * biles, armatl arm!* antiquis, faclcs habentes teruibiles: " unus erat colorh nigrl ad instar Aethlopi, alius nostrl * coloris, cum armis fustatit In humeri* et *patui:», clr * cumdatl ab horoinl* (sic) salratlcls et scopettirils con- 55 * tlnuo proilciendo ct bombardando ; et istud ordlnatum " est per homines de regione Colunnae et regione Csmpi " Marti*. * Quart** ftstum. Cupldo alatus nudus et faretra * tus, sagittls ignels, altus In stampls et continuo saglt- Go * Undo et cantando ad laudera Pontificis et sagittando * lgnem. Postea bitter! et s'mphoniae quatuor, post quaa * sequebantur nytnphae numero trlginta, et cum els Dca * Diana: quae njmphae inducbantur reatlbus albls fri " satis aureis, frlxis caplllis aurels, arcu, pbaretra ct sa- 65 'gittis, nee non post terga cornua, et allquae Ipsarum "cum dardi* in manibus; In medio Dea Diana restlta * restc aurea, cum corona vlrglnea; omnes rlrglnes cquls "albia; et cum accederet ad fontem lnrenit lbl Actgo " nem, qui conrcrsus est in cerrum. Post eaa aequcbarv» 70 " tur muliercs Amazonc* restitac dircrsis Tcstitis, ar * mis, arcls, sagittls, pharetrl* et dardls et alii* armis, * numero riglnti. Ad fincstras Papae Diana recltarit "banc orationem, videlicet. * Cum propter tmae Sanctiiatis iugemtes iummmerasque 75 * virtntes, beatinime pater, ipsa consfidam nnliam esse * orbis rtgionem, quae mom libenter tuo st dedat imperio * quaeque smis aequaJia virions mnnera non afarat, princi 'pimm miti visum fuit nam eeulew out alii ipsa quoqm* in « Prfsemtiarum ejfuere. Reiicto igitur cotlo, astriferts locis 80 * xmoeuisqut siivis (Luua emim, Proserpina atoms Diana ° compcHor), nt tarn iustum t^msfitt sanrlnm im/erinm rf * fugfrc vidoar, kmc mc contuli, benignisttme praesui; me * igitur imprimis Masque meas imceatissimas cemites tibide * vovto. Mia age, hnmanissimeprimctps, illis, qnibns omnia gj * soles, bcnifrttii'iwis ocu/is nrs au.-^iuc nstiicert i\'l:s nawit** * in tnorurn snbditornm numero ascribere mom dedigmeris. " Ipsas quoque nvmpha* sequebantur antiquae nrm * phae pedissequae, pedestrea atquc eunuchl rcstltl restl * bus mullcbribus, cum caplllis aparaia, dardi* et lanciot- ao tis, semper apud cas. Reglo Plneae et Campitelli B. La descrUlon-; non si cstende a tutta la grandiose rapprescntajJonc, quale c trattegglata nella blografia del Canensl (mancano, Infattl, nel cod. Barberinl le rapprc sentanxe di alcu.nl Kioai, e si arvcrte in prlndplo die « gll * aedificia B, ossia Ic grandi macchiae, non partcclpa rano all' ultima sfilata del corteo nella piazza dl Ban Marco). CorrUpondente in tutto a quclla dell'A. i, In vece, la narrazlone che ksc!6 M. Antonio Alticrl (Li DE VITA ET PONT1FICATU PAULI SECUND1 137 elargiri summo astu conatus est, professus aliquando inter suoa secretiores, nulla magis in re certius sperare quam in hujusmodi misericordiae opere, quoniam hoc tantum suum fore con fidebaL Verum nos ex multis ipaius commemorandis elemo&inis plerasque referemus, quaB ipse pro diversa hominucn conditione effecit. Bartholomeo Rovarella cardinali in titulo sancti 5 dementis et ravennate antisdte refercnte coram eo, quendam nobilem venetum fortunae varictate ad inopiam devenisse, illique nobilem natam et innuptam esse, illico per eiusdera cardinalis manus quingentos aureos illi dari fecit, quo natam posset honestius nuptui tradere donno Thimotheo, viro in Augustinensium religione praeclaro, aegrotanti quatraginta aureos dari fecit, medicum diligentem' ad eius curam adhibuit et cuncta illi necessaria' subministrari 10 mandavit, quem postea Ragusanae ecclesiae antistitem ordinavit *. Antonius quidam romanus non ignobilis in regione Pineae demorans, ac podagrico morbo laborans, inter alios romanos cives die publicandorum officialium in pontificis conspectum laboriosissime progressus, cum ad eius genua procidisset, miaeratus Pontifex hominis sortem, sublevari eum fecit, ac viginti quinque aureos ei tradidit et oflicialem negotiorum actitandorum in capitolina curia deputavil, 15 ut aegrotantem illius senectutem commodius tueri quiret Nicolao Gallo romano, iuris cae A.: 13. procldlwet) procedissct Q.: 8. donno] Domino — 10. Ragusanae] Rngusinae B : muoiBcui, Ingetique astu conatus est clam elemotinas dare, professus aliquando Inter suos secretiores se non tantum In apertis elemosinis sperare quantum in occultis qua* suas propria* stabllesque divitlas putabat. 5 Verum nos plerasqua referemus ex multis, quas ipso pro diversa horalnum conditiones eJemotinas feciase audit-], raua. Culdam nobUi vencto ad inopiam lam redaeto quingentos aureos dedtt, quo posset honestlus Alias nuptui tradere. Donno Timotlieo, viro In tote augustlnenslum religione prestantl ac facundo' cum eum intelligent Xmftiali, p. 115) dlun trionfo romano in onore del papa Barbo; ma i'AJtieri serabra asscgnargll una data diversa 1 10 da quella del cod. Barberinl, osserTando che la festa era * prcludio , ai solid giuochi earneTaleschl. Crediamo tut tavia che si trattl dl un solo * trionfo „ (forae occasions to dalle recentl vittorie del papa sui signorotti del Pa trifflonio), e che I'Alterl, U quale dettava nella vccchiala 15 ricordl della sua prima eta, abbla mal ricordato, o si sla espresso improprlamente, come talvolta gll accadeva. Un altro contemporaneo, M. A. Altlerl, lodava II papa Barbo "per quel suo ordlnarto de marltere po * vere donselle et in donare occultamente a gcntllhuo* 20 "mini mendlcl et conquassatl da fortuna „ (Arch. Rom., Arch. di 'Smeia SancJtrnm „ noU 3, c. 50): tall affer nmiionl trovano nuracrose confermc nel documentl. Ol tre a quelli rlcordati dal Pastor, II, p. 197, e ie stabili erogaslonl mensill per mezzo del frati di Araceli (vedl *5 P* *K' note 1), troTlamo che II 9 fcbbralo 1461 si pa gavano ducatl 327 per clemoslnc a piu persone d'ordlno del papa (Arch. Rom., Divert , 1464-66, c. s8 d) ; il 10 feb bralo 1466, altrl 100 ducatl "lion, viro Petro luliano *de Urbe, ad erogandum cos pauperibus personU, ee 30 * cundum ordlnationcm et per s. d. n. papam factam „ (Divtr*. elk, c. 1 J4 a, cf. c. 113 a); nolle feste dl Natale del 1470, si crogano ducatl 200, no c 100 a tre persone designate con le sole parole * cuidam nobUi „ (Arch, cit., Comfuta cttbicularii, 1468-70, c. 31 A) ; il 18 magglo 1469, sovrenzloni per donne e fanciulle noblll e indigent!; notUmo, oltrc alia dote per le figlie del signori della 40 Tolfa (cf. ZlPPSL, Atimmt di To/fa, p. 29; GoTTLOB, Ca mera Afottoiica, p. 281) una larglzione di ducatl 300 "pro quadam noblll paupere „ del 3$ settcmbre 1469 {Cc K/eia cit., c. 23 b); un'altra di ducatl 10 consegnatl dal ponteficc, U to febbraio 1470 a Nicold de Palude, 45 oratore dl AJessandro Sforza, "ad tradendom culdam ?"J2'4 "mullerl filie Comltls carmloll , (Hid., c. 35») 5 una dl 38 ducatl (12 gennaio 1471) "ad dlstrlbuendum crrtis " mulleribus vlelnls eccleaie s. Marcl „ {ibid., c. 58 0). Tro viamo altres) nottzie dl sowcnzloni dt questo papa In 50 favore dl uomlni insignl per dottrinai come Sigiamondo de* Conti (cf. sopra, p. 63, note 4); Andrea Contrario (persegultato da Plo II, cf. Pastor, II, 31), U quale ebbc da Paolo II un asscgno mensile di 8 ducatl {Divtrt., 1464 66 cit., cc. 92 a, 112 a ecc.), il fiorentlno measer Angcio yj Accialuoli, al quale II papa donava, il 2 noverabrc 1470, 100 ducatl (Com/nta cit., c. 54 A; per i rapporti dell'Ac ciaiuoll con Paolo If vedi Arch. Vatic, Drevia, XII, c 1S4 * Timotco Maffei; vedl sopra, p. 49. * Nel reglslro degll officiali del Comunc di Roma noml iftti da Paolo II troviamo {Reg. I 'atie. J44, c. 1 52 u) che questo papa concedeva, II 12 novembre 1464, lo * officlum custodie Canccllarte CapltollI, ad vitem, Petro 60 " Cosse dc regione Pinee, ut apparet in elusdem Petri c$ 3j il papa areva consegnato 600 ducatl a Mariano Sareill, "pro quodam noblll „ {ibid., c. 13 a); II 10 agoslo 1470, ne dara 100 • domino Stephano dc Coiumna, ad emcn * dum libros pro 6Iio suo , {Hid., c. 49 a). Quanto nlle " supplicationc manu propria S."' sue signata La sin golarita dl una carlca capitolina vitallzia, e di una con cessione fatte " moru proprlo » dal papa (nel reglslro gll uffici appaiono quasi semprc conccssl a petlzlone dl • 138 c 47» Qvtm., »s diano ; MICHAELIS CANENSII sarei professori non letter aegrotanti petentique confcssorem sibi pro eius voto eligendum dari, cum auctoritate ab omnibus confessis absolvendi, supplicationem lubens manu sua sub scripsit, cuncta petita pro voto concedens et in ea supplicatione viginti aureos reclusos illi destinavit. Audita insuper cuiusdam nobilis romanae inopia, per Antonellum Albanum 1 ca nonicum in aede apostoli Petri centum aureos. ut honeste nuberet, illi dari fecit. Deputavit 5 insuper per quasque urbis Romae regiones certos secrete homines ac mulieres' integerrimae ac probatae vitae, qutbus quidem quolibet mense certas destinabat pecunias inter romanos pau peres pro eorum conditione distribuendas. Inter eos autem fuit Petrus de Anguillaria ' or dinis minorum observantium nuncupatorum, in coenobio beatae Mariae ad Aram Coeli guar preabiter Bonus, rector ecclesiae aancti Stephani in Cac'cho*, Alexius de Mentebona 5 et 10 Catherina de Leis* et plerique alii, quorum nomina scribenda nuper se non offerunt. An A.: to. de Mentebona] de mente bona B. : egrotesse, illico quadraginta aureos dari fecit, queve Torent ad rictum neceiaaria submlnlstrart. Quidani romanu* non Ignobllis, pauper, antlquus ac podagrlcus, cum die publicandorum officlaUum inter alios clve* ad mm iaborlose accesilsset, eunoque pontlfex prospexisset, viglntlquLnque aureos illi tradl fecit, concedena el pro rite sub 5 sldio officium in actis capitollne curie ultra aemeatre agendum. Audita insuper cuiusdam nobilis et honeste ru mane inopla, centum el nummos aureos transmlsit, quo posset decentI us nubere. In Ipsa Urbe per quasque re giones vlros ac mulieres lntegros approbateque rite clam deputavit pecunlasque dedlt, ut pro conditione lnopum qualche protettorc), nonche la natura dell'ufficlo stesso, che corrisponde a quello indicato dal nostro Autore to inegllo degli altrl ufficl capitollnl menzlonati nel rolume suddetto, cl inducono e rltenere che l'anrddoto qui nar rate si rlferisca a Pletro Cossa del rlone Plgna, dl cut 1'A. asrebbe mal rleordato II none. 15 1 Cf. sopra, p. 6», nota 4. * MesserAntoncllo d'Albano; cf. sopra, p. 48, nota 3. s Di Pletro deirAngnlllara, guardiano del convento romano dl Aracoell e teologo autorerole si fa monxione gta nel 1458 (Wadding, Annales minorum, XIII, p. 65) La notixla del nostro A., circa le crogationl del suisitli 30 al poverl in nome del papa Barbo, e conferroata dal llbri Dirortornm Pauli II, neU'Archlvlo dl Stato romano, ne' quail trorasl regotarmente notato, a partlre dal glu gno 1466 (Dittrs. Pauli II, 1464 66, c. 199 a) ogni mese un mandato per 0. 100 " erogandoa per reilglosum vlruro 35 "fr. Petrum da Anguillaria et sotlos suos, amore del " luxte ordlnatlonem el datam per s."""" d. n. papam „ slno alia fine dl questo pontificato: una Tolts, II 11 dl ccmbre 1466 [Divot*. Pauli II, /466-68, c. Sob), la som ma e deitlnata * pauperlbus puellis, amore del, in eubsl 30 dlum dotls carandem puellarum Avvertiamo, che (contrariamente a quanto appare dalta nostra nota 4 a p. 53) non h da confondere questo personaggio con un altro * Petrus de Anguillaria U cut nome ricorre parl mentl ogni mese, a partlre dal 31 loglio 1465 (Divers. 35 Panli II, /464-66, c. 87 b) nel Hbrl suddettl. per una sot Tenzlone menslle dl 10, e pol dl is ducatl al mese, as scgnsitagli dal pontefice: questo Pletro deirAnguiliara protonotarlo apostolico, era figlio del contc Etcno (dl lui troviamo menxlone nel testamento dell'ara paterna 40 Battlsta Ors.'nlo, del 3 sprite 1440, copla nel cod. Vatic. Iat. g6r, c. 18 sg.); appartenevm al clcro, quando fu tra volta la fortuna dclla sua casa (Duxa Tcccia, p. 369) per opera di Paolo II, e non ebhe a patlre, come si vede, persecuzlonl da questo papa, dal quale ottenne invece, 45 ollre al su rlcordaH, non pochl altrl benefici (cf. Aacii. Vatic, Brtvia, XII, c. 46 b; Rojg-. Vatic. S*7, c. 100 a). * L'antlchlssima chlesa dl santo Stefano Ac finea, sttuata net centro delta omonlma reglone dl Roma, de nominate poi del caeca da an clnocetelo eglxio rlnve nuto nelle vlelnanse; era parrocchlale e fillale dl San 50 Marco (ArmklUni, Ciirto dl Rama, 639 sg.). Dei ret torl di questa chlesa nel secolo XV, uno solo si rlcorda, di cul esistera un tempo la iacrisione sepolcrale (presto Forcklla, Itcrittomi, VIT, 491): Norello da Rocca di Papa, morto II 13 aprtle 1474- II * preabiter Bonus . de- 55 r'essere qulndl morto negll anal anteriorl a codeata data. * Cf. sopra, p. 53, 1. S sg. Apportenente a cospicua casata romana ( Amavobx, Famiglic, c. 594; Murntz, in Rtvu* arcktologiqut, I, 1884, p. 307) Alesslo Mentebona (de Mentebona, de Mcntebonls) compare nel registrl came- Oo rail (Dtvor*. Panli ft, /466-68, cc. 197 A, 303 a; 1468-69, ex. 83 b, 105 A, t$4 a) quale proeuratore di frate Pictro dell'Anguiliara, per ricerero In suo nome 1 suisidt de stlnatl da Paolo II ai poveri dl Roma (cf. sopra, no te 3); egii posaedera parecchie case nel press! dl San 65 Marco, nel rlone Plgna, nelle quail abitA la profuga re glna Caterina dl Serbia (cf. sopra, p. 60, note 1). La sua morte arrenne probabllmente neli' anno 1469 (Arch. Rom., Sancia Sanctorum „ cataUi n. a, c. 3S3 A); 11 3 dtcembre 1471 si procedeva da* suol figli Francesco e Gio- 70 Tanni alia dltislone della eredlta paterna (redl gli spogli dl protocolll del notaro E. de Vistuciis, dcli'Amat', In cot. *a6 dclla Bibi. Alessandrlna dl Roma, ad ana.; ivi la descrlxlone delle case appartcnentl ai Mentebona). * L'Amavdcn (Famiglic clt., c. 453), rlcorda, nelle-5 memorie di quests nobilo famlglte romana, parecchie donne di nome Caterina, rlssute nel secolo XV; la ma trons onorata datla fiducta del papa Barbo (dclla cul benevolenxa verso i Lei i prova altrcsl 11 trorare fra gll scudlerl d'onore delia Corte papale nel 1469 un " Petrus go * dc Lels , ; cf. Reg. Vatic J4J, c. SS a) rrcdiamo ala quella * Catharina de Mentabonls, uxor quond. Petri de «I.eis„ che J rlcordata fra i benefattorl dell' Ospedale DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 139 dreae ac Manuelli eorumque sororibus, nntis Thomae Palleologos qui ex Peloponesso caput apostoli Andreae pontificatu Pii II in urbem Romam honoratissime advexit, trecentos aureos singulis mensibus dedit et, ut latinia litteris probe instruerentur, praeceptoretn eis integrum doctumque deputavit \ Paulo Uraino Gallesii comiti, ob eius inmodesdam ab oppidanis cf 5 fugato atque in Romam ab eo recepto, viginti aureos quolibet mense tradidit *. Bernardino A.: i. Palleologos] palleolos; Peloponesso] pelopeno Q.: i. Palleologos] Palaeologi; Peloponesso] Peloponneso B.: In eorutn reglonibus commorantlum culque tubrenlrent. Duobus dlspotl filils, In Urbem post patrls obl tum profectis, ob paternam vlrtutem ac mantis patrii diapoti quam maximum omalque ero memorandum, scilicet 5 caput beatl apostoll Andrea ex Pclopeuo In urbem Romam Plo II allatum, singulis mensibus ducentoi aureot sta tult maglstrumque adblberi mandarlt, qui eoi latlnis Instrueret lllterta ac bonis morlbus lmbueret. [// fcrhdo M.: 5 u Pelopeato] Peloponneso 10 del Salvatore morti nel 1483-1484 (Arch. Rom., "Sancta "Sanctorum „, catatti n, J, c. 3:0 d). 1 Per la venuta dl Tomaso Palcologo a Roma e le ricende del figlt Andrea, Manuele e Sofia (erronea mente l'A. parla d( * plu „ figlle del Paleologo passate con lui In Italia) dopo la sua morte, red! Pastor, II, 3| 7i 536 1 alle fonti quivl rltate agglungi le memorle dl 15 M. Antonio Attlerl, In Arch. Rom., Arcirvio di'Same/a Sanctorum „ catatti, a. j, c. 113 a. La lcttcra del cardi nale Beatarlone al pedagrgo del due glovlnetti (1* *°1* font© sulla educazlone loro in Italia), conserratacl dal cronlata Giorgio Franzes, e plo volte stampata (recente 20 mentc, da £• Lambros nel perlodico JV/o; 'EHirourtjuar V, 190S, p. 20 sgg.) non parla ciprcwamcnte dl an pro feisore dl latino, ma rlcorda 1 noml dl due italianl c. (Lambros, p. 30 sg.) che prenderano a cuore, Inslcme col Besmrione, la sorte degll orfanl princlpeachl : 11 ve 35 scoro dl Osimo (era Gaspare Zacchi da Volterra, ci. Eubcl, IL p. til, undotto alllevo del cardinal Niceno) un {rate * Giacomo del Plceno „, nel quale e facile rl conoscerc II famoio Iacopo della Marca. Alia lettera or rlcordata, 11 Lambros {of. ci/., p. 35 sgg.) ne agglunge 30 due Inedlte, deUo stesao Cardlnale, icTltte II 16 ngosto 1465 da Roma, al tro or£snl che stavano aucora In Anco na, dore 11 nveva lasclatl il padre approdando in Italia. I,a data della loro venua a Roma si rlcava dal rcglstrl deU'ammlnlstrazione della * Crociata , dove troriaroo, a 55 partlre dal dceembre 1465 notata una sovvenstone men sllc di 300 ducati rlscossa In Roma da * Andrea Paleologo * despoto Roraeorutn et fratrlbui elus „ (Arch. Rom., /-'# foriteria generate d. Crociata, 1464-71, cc. 81 a, 82 b, 84 n, 87 b etc.; Id. til., 1468-73, cc 82 a etc., 129 a etc. ; I'ul 40 tlma nota dl pagamento, c. 112 11, del 1* ottobre 1472 conferraa la presenza In Roma dl Andrea e Manuele al tempo che la sorella Sofia Paleologa t1 dlvenlra sposa dello car Ivan HI dl Russia; cf. Pibxlixo, Le mortage uVnn ttar an Vatican, in Revue de$ qucttiont khtcriquet, 4J XLII, p. 360 sg). J Della cacclata dl Paolo Orsinl da' suoi feudi di Gollese e Corchlano, e della avocaslone dl quest! al domlnlo dlretto della santa Sede si parla piu sopra, p. 132 sg. L'Orsint, ridotto a vlverc della clcmoslna del 50 P»P», compare qulndi fra 1 * provisional » nel Palazzo apostollco con un assegno mensile dl trcnta ducati (Arch. Rom., Divers. Pauii II, 1468-69, c. ii6b; Id. id., 1469 70, c. 157 b; Id. id., 1470-71, c. 208 a etc.) sotto Pao lo IJ, 11 quale prorvedeva altresi con straordlnarte elar gizioni al sostentamento dello apotsessato algnorotto 53 (Arch. Vatic, Imtr. et Ex., n. 476, c. 203 b, ». 477, c. 183 b; Arch. Rom., Imtr. et Bi. 1470, c. 339 o). Parve rlsorgere la fortuna dell'antlco slgnore dl Gallese, quan do Slato IV, Intento a rjparare agll effetti della sererlta del suo predecessore Terso 1 feudatarl del Lazlo, con- 60 cedeTa all'Oralnl e a* auol figll « dlspoaltionem ot per * cepttonem tarn portus Galleslt cum Alcella, quam ga * bellarum eiusdem terre, videlicet que Intus et que extra * exlgl consueverunt, ac etlam tenutarum aeu prediorum "Allianl, Vagnoll, Pasculi et Turricclle et Portus, cum 65 * omnibus et singulis eanindem tenutarum, gabellarum « et portus iuribus, lurijdltlonlbui et pertlnentlls, nec « non prediorum et lurlutn quorumcumque In terra Cor * chianl et eius terrltorlo conslstentlum „ pur rimanendo alia immodiata dlpendenza del Papa il governo dl Gal- 70 lese e Corchlano e la custodla delle due rocche (lettera del Camerlengo Orslnl " nob. vlro Paulo quond. Nlcolal de Urslnls do Gallcslo , del 20 marxo 1473, In Arch. Vatic, Divert. Camer., XXXVI, c. 196 b sg.); e potcva allora 11 contc Lorenzo deU'Angulllara (ramo di Cerl) 7J legare a' propri figll la esazlone della dote di Diambra •iro madre " a domino Paolo Urslo de Galleslo , (che sara stato padre o frate11o a Diambra), con ispcranza dl ricupero (red! copla del testamento dl Lorenzo, del 29 maggio 1472, In cod. Vatic, tat. 796/, c 26). Ma le go buone disposition! dl papa Slsto ebbero a mutare ben presto, so 11 13 novembre dello stesso anno, questl In glungeva al Presldentl della Camera dl eslgere senza Indugio " oranci et singulos fructus, redditus et pro " ventus terre Gallesii et caitrl Corchianl, quos alias gj ' ibidem dll. fillus nob. rlr Paulus de Urslnls, ante suam *ab etsdem locls amotlonem, perctplebat n (brere dl Sl sto IV, In Divert, dt , XXXVII, c. I49*)- E Paolo torno a mendtcare 1 sussidl della santa Sede (Divers, cit, XXXVIII, c. 143 a, 10 marzo 1474s "A. 100, Paulo de ^ * I'rs. de Galleslo pro eius et famllle substantatlone ct " vlctu »; c. 2J9n, 13 febbralo 1476, uguale sorvenzlone) che furon largltl a' stiol eredl dopo la morte, dl lui, 140 MICHAELIS CANENSII Guantelmo et gennano eius, ducis Sorani filiis, xx aureos mense quolibct dari fecit; cumque eundem Beraardinum febre gravatum intelligent, centum ei aureos deferri man'davit'. Mul tis inauper aliis principibus regno fugatia pro conditione singulis mensibus subvenit: Cathe rinam Bosnae reginam quoque a Mamettho turchorum rege regno expulsam, honorifice ad sc accedentem humaniterque suscepit ac centum aureos eidem quoiibet mense depulavit'; Aranito Albanensi, nepoti Scanderbech Albanensium principis, ditione sua domoque profu gato, viginti aureos mense quoiibet dedit \ Plerisque autem ex sacri senatus patribus minus pro eorum dignitate familiaeque onere habentibus centum aureos singulis mensibus elar gitus est 4 ; episcopis et caeteris inferioris ordinis praelatis pro conditione quoiibet mense A.: 4. reglnam, agg. in margimt com imckioitro fii Q. i 6. Aranito] Asanlto — 8. tribus ttgutntc trovasi imtarita dignitate ac tamllle- 8. ] honere, I'h t ri, a e. 34 ass a] Moltls insuper ex sacri senatus dedit; ce 5 awenuta prima del 1469 (cf. Arch. Rom., Da/otiteria gam, d. Crociata 1489-90, ce. 3" a, 33 A, 36 A etc., e-gnl roese «I paga tin sussldlo dl 35 ducati • haredibus quon "dam Paull Ursinl, pro eorum subventiono »). Non aari, per cii, da accettare la genealogla del Litta, VIII, 10 FamigUa Orsini, tav. XXI (5f»*r« di Galitu), dove ap pare uo Paolo di Francesco Oralnl, che avrebbc tenuto nella seconds metA del secolo XV, I due feudl, devoluti aoltanto dopo la sua morte (1514) alia Chlcaa: mentrc i noto. che ancbe nd pontificate di Giullo II la Caaa 1 • 5-de' Galled, permass nel baaao atato, In cut 1'aveva gettaU 1' Intraprendeote politico del papa Barbo (cf. M. Altbri, NufHaii, p. xvin). Su Plerpaolo Guantelmo, o Cantelmi, duca dl So ra, vedl Innatui, p. 160, not* 5. Non figll, come scrlve ao 1»A., ma fratelli di Plerpaolo erano i due prlnctpi aov reiuionantl dal Papa; 11 trovlamo fra i • provlsionatl " ia Palatlo apoatolico . nel 1470 (Arch. Rom., Divert. PattH If, /469-70, c. 157 * duobus fratrlbus due!* So " re, ft. 50,), raentre ' nell'anno aeguente compare tol as tanto Bernardino ('provisionally del giugno 1471, In Divert, clt, 1470-71, e. »08 At * Bernardino fratri ducts « Sore, fl. 35 ,), 11 quale continuava a godere l'aascgno menslle di 35 ducatt al principle; del pontificato di Si tto IV (Arch. Vatic, /air. »t Et. 487, c. 161 b). Man 30 cano questl due personaggi alia genealogla del Litta, vol. X, Caniolmi di Xafoli. * Cf. aopra, p. 60, 1. 1 sgg. 1 La genealogla dei Caatrioti principl d'Albania, che lo Hopf (Cromaatt grito-romants imoditu om ftm com 35 mats, Berlin, 1873, p. 530; Gottlob. Cam** apotloHca, pp. 392, 533) desunsc dalle cronache, non rlcorda questo nipote dello Scanderbeg. In una lettera dl G. A. Cam pano da Roma, dei 34 iugllo 1466, si riferiva la voce corsa In Roma dl quel gtorni, che un nipote delPeroe 40 albanese, II quale areva tcntato di tradire al Turchl certe fortczxe del suo paese, era stato lmpaiato dagli stestl Ottoman! per non easere rluacito ncllo intento (Cod. A«g*lice /077, c. 117 11). Sc la ootlzia raccolta dal Cam pano non era, quanto alia morte del principe, eaatta, 4j potremmo rlconoscere in questo rlnnegato Cattriota quel * nepos domlnl de Scanderbeho redeuns ad fidem, et qui " fidem abnegaverat,, a cul il papa Barbo lnrjfva (fi feb braio 1471) 40 fiorlnt "proelus provlsione, (.Yrch. Rom , Comfit* cmbienltsrH, /468-7/, c. 60a) e che dovrebbe es sere II prlncipe Aranlth rlcordato dal nostro A. e creato 50 plo tardl protonotario apoatolico da Slsto IV (Gottlob. p, 193). Ma 1 document! deUa Camera papale rlcordano un altro consangulneo dello Scanderbeg, di nomo Arenlth, la cui famiglia compare in Roma, sotto la protczlone del Ponteficc nel 1469. II ao maggio di detto anno Paolo II 5; donava 100 ducati 'culdaro iuvenl seu puero coasan 'gulneo quoad, d.ni de Scanderbech. (Cam/a/a cit., c. 13 a); poco dopo apparlsce la madre sua * domina ' Desplna albanensis que habet ilium fillum lavenem ve * nlens ad capellam . (MJ., cc. 19a, ao a, agosto 1469), 60 alia quale, " volenti proflsci versus partes infidellum pro * redemptlonc fil forum et fillarum suarum „ Iarglva, il papa, al 19 dl ottobre, too ducati per mano del figllo (Hid., c. aj a), raentre costul rlmase In Roma ortenendo una pensione mensile dalla Camera apostollca {Hid., 6$ cc. 3a a, 35 a, 37 b, 41 a); nel 147a tornava in Italia la madre con gil altrl tigil, come rlsulta da ua breve del Ca raerlengo del 37 giugno di codesto anno, con cul si conce deva * 11]."" d."* Depesine (tie) Coroene, relicte quond. do " mini Arenithl de Albania „ un salvocondotto, * cum ;o " impresentlarum ventura ait cum nllls et iamUiaribus ex " clvitite Venetiarum ad alroam Urbem „ (Arch. Vatic, Divor*. Corner., XXXVIII, c. 360 B, cf. c. 19S b). Si con frontino i document! qui citati con la manchevole ge nealogla dello Hopf, dove h data Deipina Coramcna 75 come moglle d'un nipote dello Scanderbeg, di nome Stan!la, e come madre di due figliole aoltanto, ambedue raarltatc con Italian1. Non sapplamo se magglor luce sulla famiglia dello Scanderbeg port! un artieolo, docu mentato, intorno alia storia Albanese del secolo XV, So comparso nella Zeittchrift f. tlaviieke Pkitologie, XXI, 1898 (cf. Byxaniimuche Zeittekrijt, VIII, p. 703), che non ci fu dato dt consuitare. 4 La istitualonc del * piatto cardinaltdo . eslstcva anchc prima dl Paolo II: nella capitokzlone clcttorale 65 del 1458 Pio II si obbligava di tornire too ducati ognl meae a quel cardinall, le cul rendite non raggiungessvro i 4000 dacati (Gottijjb, Camera Apottolica, p. 73: cf. Moroni. XXI, 3to); lo stcsso feee 11 Barbo con la ca pltolajtlone del 1468 (Iac. Picco».omi.vei, Comm., c. 310 a). 9° DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 141 pecunias dari fecit 1 ; qui vero ad magistrates, aliaque officia obeunda apti erant, pro ingenio et vir'tute ad ea illos deputabat. Gregorio nobili pathavino, familiari Ludovici cardinalis su pra memorati, canonicatum ecclesiae patavinae diu litiganti et ob sententiam contia se a iudicibus promulgatam ad graviseimam aegrotationem deducto, adeo ut de eius sepultura 5 iam ageretur, cum ipse id a familiari suo, cum quo eundem canonicatum litigabat, intelli geret, dignum ac memorabile pietatis officium' impendit: nam indolens tarn modestum et no bilem virum amissione unius canonicatus exdngui, illico ad acgrotantem Gregorium deatt navit, uti bona csset spe, quoniam suo familiari aliud deputaverat beneficium et eum cano nicatum prorsus ei dari statuerat; idque factum non segnius cum pontifice agere studuit, 10 quam pollicitus fuerit. Audito igitur eo canonicatu sibi iam firmiter collato, Gregorius a gra vissima valitudine destitui occoepit, ita quidem, ut brevi dierum intervallo Gregorius non modo pro canonicatu, sed pro vita sibi reddita ipai adhuc cardinali existenti ad genua prc volutus, opimas ageret gratias, atque accepta ab eo Ludovico cardinali licentia, ipsum sem per subeecutus sit *. Philippo Barbarico, nobili veneto, viro studtoaissimo et vitae integrae, 15 febre graviter languenti pecunias ac medici operam subministrare non destitit*. In audiendis populis difficulter se exhibuit et ad multam iugiter noctem, fuitque plus aequo in hac parte remissus 4 , sed facta tandem sui copia, facilem se atque gratissimum omnibus praestitit; longioribus vero diebus publice sui copiam cunctis effecit, statuto' qui dem' tempore ad Roiuanos, ad externosque audiendos. Verum id in primis sui pontificalus 20 unnis diligenter observavit, turn per desuetudinem se paulatim subtraxit. Fuit autem in audiendo patiens ad multarum spatium horarum, sedulus atque hilaris, nullius etiam intirnae sortis personam aspernatus, attrectansque persaepe, ut mos illi erat, capudolum, quod ei ab A.t aa. caputiolum, corr., com inckiottro fik scuro istvtce di capitulum Q. 19. externosque] extero»que — aa. caputiolum] B.: terU vero Inferiorlbus prelatia allis duodecim, allia decern aureoa deputavlt ? pleroaque vero publtcis ina glstratlbus ultra annum prefeclt — a-is. Gregorio etc. deatitit mamca — 17-18. reintssus etc. praestitit] remissus, 5 ilve quia rcrum expediendarum negotla Marco Barbo, cuius aupra memlnimus, qulbusdamque allis integerrimls prelatia audlenda dcrnandarerat,' sive quia ipse varlU gravlorlbusque curia occupatus minus commode sui presen tiam exlbere poterat — 18. cunctls] omnibus- effecit] fecit — 18-19. statuto etc. audiendos] statutla certia diebus ad Romanos tantum audiendos, qulbusdam vero ad exstrernos — 19-ao. Verum etc. subtraxit maxca Dal libro de! computt del cubiculario papale (Aacn. rlnl (cbe compare come canonlco di Padova la un docu «t Rom., Comfuta cubiculari 1468-71, cc t a, 4 a, 4 n, 9 a, mento a marzo 1458), dopo avere lungamente vlssoto in etc.) appare che goderano di tale assegno, sotto Paolo If, I Corte di Roma, create protonotarlo e adoperato in va cardinali Spoletano (B. Eroll), Teanenso (N. Forte- rte legazionl, si ritrasse In patrla e qulvi raori il as ago- 3S Kucrri), Paplense (G. Ammannati) e dl San Pictro In sto ijoa (B. Scardbonius, De antiquitatt urbi* Patavii VIncoll (F. Delia Rorere) ; compalono lnoltre, fro I * pro etc., Basileae, 1 560, p. 14a ; Dondi-Orologio, Serie ere IS "vlalonatl In Palatlo , con too ducatl al mese (Aacn. nologica dei camemict di Padova, Padora, 1715, p. a6). clt, Divert, Pamli II, 1469-70, cc. 146 a, 157 a, 18a ' Vedl sopra, p. 77, nota 1. 7/70-7/, c 208 a etc.) 1 due cardinali nipotl Battista Zcno e Giorannl Mlchlel. * Su la strana abltudine di fare dl notte giorno 40 (plo innansi, Qui*. 98, l'A. la glustifica con lo stato di 1 Nella prima redaslone della sua opera (cf. va- salute, ond*era costretto a far clo Paolo II) e sulla rlluf 30 rlantl), l'A. lndlcava 1'ammontare delle somme menslll tanza In generate, dl questo papa a coucedere udienze, erogate dal Papa a vescovl e arc1vescovl lndigentl: la vedl le tettimonlanae raccolte dal Pastor, 11 p. 310 sg. csattczza di tall dati e comprovafa dai numerosi man- II cardlnale Ammannati lo rlchiamava apertamente al 45 datl per asaegni dl tale specie, che s'incontrano ad ogni dovere dl • partirl noctem et diem ad opus rlclsslm et * quietem, voile suo potlus Incommodo omnium »5 passo nel registrl Camerali aotto Paolo II. 1 Indubblamentc e questi Gregorio Duzzacarlnl, * latur commodls, quam ut unlus qules aliorum parct appartenente all'antlchlsslraa casata padorana, da cul * lnquietudinem „ (Jac Piccot-, EfUtolae, c. 106 a); usciva in codesto accolo quel Francesco, che canto ne' FIllppo Buonaccorsi gll aveva, per tale cagionc, affib- S° suol vertl le lodl degll Zane e del Barozzi, conglontl biato U nomignolo di • luccloln „ (A. Dblla Tomk, e protetti dl Paolo H (cf. G. Coao, Francesco Bmttata- Patio Marsi, p. 138); vedl anche la *Hlstoria XX sae 30 rini focta latino del secolo XV, In Prefngnatore, nuova * culorum , dl Egldlo da Vitcrbo (cod. Angelic. 351, serie, vol. V, parte I, p. 44I sjg.). Grrgorlo Huzzaca- c. 307 a) c la lettcra deil'ambttscktore fiorentlno Ot Quia., »« **• Qui*.. 10 c 4»» c.jjt 142 MICHAKLIS CANENS1I utroque armo ante pectus dependebat; solitus est insuper inter loquendum sales ac face tias pro tempore rerumque exigentia intermiscere. Cum autem inter caetera cuidam plebeio secum loquenti in publica audentia diceret tu nunc vera non loqueris, paitacus qui multa arte instructus circa eum advolabat, accepta huiusmodi Pontiiicis voce, illico clamare occoe pit abigite eum, quia vera non loquitur; ad cuius quidem vocem tantus fuit plebeio homini 5 suffultus rubor, atque ita in eum adstantium ora conversa sunt, ut subito obmutiret nihilque magis, quam inde se subtrahere optaret. t. 49» Qui«., n 3i* Ad regna, praesertim Italiae, pacifice conservanda diligentem ac summam curam adhi buit. Siquidem Francisco Sfortia, Mediolanensium duce, iam defuncto, qui ob insignem eius prudentiam, bellicam virtutem cuncta fe're Italiae regna secunda veluti manu secum con- 10 foederata tenebat, ut primum de ea ducis morte sibi renuntiatum est, ac diversos Italiae prin cipes ad anna moveri persensit, illico ad Ferdinandum regem neapolitanum, ad illustrissi mum Venetorum senatum, ad Galeatium extincti ducis primogenitum et ad caeteros Italiae principes' nuntios cum Uteris desttnat praelatos gravitate ac doctrina praestantes, scribens Q.i 5- »blgite] ablicite B.: a. tempore rerumque] tcmports proque rerum- outer*] eeteni per iocura — 3. secum loquenti manea — 4. huiusmodi manea; llltco] de repente — 6. rabito] illico — 7. optaret] expetcret — 8. luranwn] max!mam — 9. iam mamca; eius prudentiam] rirtutem ac — 10. fere mamca; velutl] quad — 11-u. de ea etc. peraenslt] de illiua morte nuntiui ei adktus eat' presenaltque hinc lode ad arma regtonum principes commoveri et militant exer cltu» quotldle magis pararl — it. neapolitanum] slculum — 13. prlraogenltum] filluin — 14. nuncios etc. prae stantes] Utteraa dat nuntiosque mlttit prelatoa auctorltate dignitateque preclpuos tone Nlccollnl, In Appendlce, VI, 1. Noterole, per co noscere questo lato delta figura morale di Paolo II, e la 10 osserTaxionc die un suo aecrctario, U rescovo di Tre rlso Teodoro Lelli (cf. topra, p. 13, nota 1) faceva scrl vendo al cardlnale Ammannati t " . . . . scls quantum fe "stinandum sit nobis tall Pontificl servientlbus: Is, etal " surus est In expllcandis negotlls proprlls, In commu 15 " elbus tamen, quae roandat solertlam vult solertlMl * mam, ut Ita dlcam „ {tod. Vatic, lot. 39*3% c. taoa). 1 Neila Descritiotu folia Tenuta a Roma di Bert* iVEtU nel /471 (cdts. E. CelanI, In Arch. d. Sou Rom. tteria f•atria, XIII, p. 409) si parta della " adobatiaslma 20 'camera dll papagalio, che ni responde in lengua hu ' mann, a farli feata », dalla quale 11 norello duca pns un Dcll'anticamera papale. Come II papa Barbo »1 dl lcttaue di tenere presso di te papagalli (la cul Introdu sione In Occidente risale per lo meno al secolo XIV, 25 cf. MubatorJ, Dittertatiemi, Milano, 1837, III, 305) anche prima del pontificato, abbiam notato plu topra; qui va richiaraata l'attenzlone del lettore su la usansa comune, nella corte papsle e In altre d'ltalla, di far roostra del 1'csotioo ani male, da cul venne la denominaslonc di una 30 deile sale chc conducevano aU'appartamento del sorrano. Delia * camera del papagalio , nel palaaso Vatlcano trat tano F. Ehhli e E. Stkvkxsok, CU afrtteii drl Piatu ricciio meWAffartamtnto Borgia, Roma, 1897, p. t+ sg., osscrvando come una saja con tale nome eslsteaae nella 35 prima meta del secolo XV anche nelpalauo papale dl Bo -gna,ed eaprirnendo 1'oplnlone ch'ewo nome abbla trat to l'orlglnc da pltture od araxzi rappresentanti papagall'. Ma non v'e dubbio che l'animale vivo faccase sua mostra ncll'appartamcnto pontlScio anche sotto 11 predeceasorc 40 di Paolo II (Mitkstz, Lei arts, I, 303: "maestro Gia •chclto del Papagalio.... die governa il papagalio ct * aciende le torcle la sera nelle camere del panunento-, anno 146a); del tempo del papa Barbo, troriamo un mandato per II pagaraento di la ducatl a Maestro Leo noro da Camerlno * pro valore unius caree plstacbl , 45 (Arch. Vatic, Imtr. ct Em. 470, c. 140s; 18 aettcmbro 1467). Parlmentl e certo che la • camera del papagalio . faceva parte deU'allogglo del papa, ovunquc quest! por tasse la sua resldenza. Vedl Arch. Rom., S/enditore Ji Pa.'aeio, 1464-66, c. 90 a, per la • camera del papagalio , 50 in Santa Maria Maggiore. Alia camera del papagalio nel palasao dl san Marco par bene si riferisca il docu ment©, che II Musntz, of. dt., II, 38, attrlbuisce Invece al palaxzo Vallcano; vedl anche 11 documento citato in Anemia, anno I, p. 131, e Imtr. tt Ex. 479, c. 234 A 1 il 55 a gennalo 147a si pagano 'Francisco Nicolai de Flo rentta, fabro llgnamlnla, fl. 3 pro magisterio certoruni * osttorum et aliarum rerum factarum per eum in came *ra papagall versus glardlnum (11 giardime di Sam Mar * co ,). Vedl Arch. ttor. ita/n serle 5*, I, p. 63, per la 60 "aula papagain . net convento dl santa Maria Novella In Firenxe. rlsledendovi Eugenio IV. — Ma anche fuori della residenxa del papl trovlamo simili esempl: nel 1459, 6 settembre, la Camera Capltollna pagava as ducati a " maestro Plctro Giovcnale dlpintorc, per spese di di- 65 * pintura de la camera del papagalio » (Arch. Vatic, Imtr. *t Ex. 44J, c. 100 b, cf. Aid. , c. 103 B, per 1 lavoi1 nel soffitto delta sala suddetta; si noti che codesto rc glstro appartenne alia Camera del Comune, bench* si trovi confuso con quclli della Camera aposfolica nel- 7° l'Arcbivio su citato); nel 1458, Fcrdlnando re dl Napoli faceva pubblicarc 11 testamento del padre nel Castel Nuo vo, nella " sala del papagalio „ (G. Kilancibrj, Lmcretia tPAlagno, In Aichivio ftar. fer If frevitcie Xafolitainr, Xf, ibs-i, p. 333) 7S ' Digitized by Goo DE VITA ET PONT1FICATU PAULI SECUNDI 143 imprimis esse indolendum obitu tarn excellcntis ac magnanimi principis, tamque devoti erga sedem apostolicam romanosque pontifices ', noa autem quin sperandum sit, ipsum ad meliora pro bene gestis profectum esse, sed quod ipsius nati, quodqae omnes propinqui et amici tanti viri praesidio consilioque destituti viderentur: quibus quidem divina maiestas 5 iugiter suffragabitur, cum ipsi bene agentes in ea confisi fuerint. Verum, quia ea erat omnium communis sore, ut cui nasci contigerat, eidem quoque omnino moriendum esset et princeps ille religiose catholiceque obierat, multos relinquens filios paternae virtutis imitatores, re gnumque pacifice eis dimiserat, curandum erat, ut in eadem pace preservarentur' omnesque complexam jam pacem foverent illibatamque custodirent. Proinde ducis filios hortatur, do 10 lorem abiiciant singultusque refraenent et patris animae piis ad Deum votis precibusque sa tisfaciant; demum se illis offert paratum omni tempore ad ea, quae ad regni pacificam con 8ervationem eorumque amplitudinem tuendam spectarent. Caeteros quoque itidem principes hortatur ad ipsam pacem populorumque quietem continuandam, in qua quidem re ipse ni hilo omnino eis unquam deesset; ipsi vero principes, tam pia eius cura percognita, nuntiis 15 gratissime respondent optimoque Pontifici gratias agunt pro his, quae ad eos sanctissimc scripserat, et se ipsius* mandatis obsequi paratos pollicentur *. Nec minus quidem diligentiae adhibuit in exteris regnis pace componendis; nam, intelli gens Gallorum regem summa discordia a regni principibus diffidere, oratorea praelatos di A.: I. obitu) obiturn — 3. quodque, cerr. com inckiesiro /1* icaro, invect di quoque — 5. aufSragabltur, corr. con imciiostro fin tcmro, iwotct di suffragabatur Q.J 8. preservarentur] pcrsercrarent B.: 1. Imprimli] Inter cetera; magnanimi] chrlatianisalmi — 3-5. sed tic. cum ipal] «ed quod natl quod 5 que omnea propinqui atque amid tanto presidio et consllio deatltutl viderentur, qulbua tamen dlrlna gratia seraper suffragabitur, cum — 5. Verum quia] sed quonlam — 6. contlgerat] contlgerlt; eaaetj ait — 7-11. regnumque etc. pollicentur] cum paclfico domlnlo, non fore ultra alenduro dolorem neque ipso* filios luctul ampllua vacare deberc, sed pro eterna Ulius anlme gloria debitia officiis rogandum. Derailin ae proraptum ac paratum offert in his, que ad pacem conscrvandam atque omnium quietem oportuna fuerint; ad quod eoa etlam mazimopere hortabatur et to auctorltate aua admonebet. Proinde nuntiis alia atque alia verba coram illIs algillatlm enarranda pro pace tam dlu hablta conserranda, ac de armis deponendla excrcituquc comprlmendo' Iniuoglt; qui omnea, IpsU pontificiis nuntiis honorifice eusceptis, llterUque perlcctla, usque adeo libenter huiuacemodi pontinclia exhortatlonlbus panic runt, ut et el grattaa habuerlnt, et omnia undique tranquilla facta sint — 37-p. 145, 1. a. Nec minus tic. subac 15 M.: 1. Indolendum] non dolendum — 5-6b. quod natl quodqae omnea propinqui] quod not! omnes pro pinqui — 10 a. enarranda] enarrando — 11 a. pontlficlls] Pontlficia 1 Intorno ai rapporU tra Paolo II e Francesco Sfona, nel brere tempo chc duro la rita di qucst'ultimo dopo la clesione del Barbo, ra aegnaiata una lettera, acrlt 20 ta 11 3 dlcembre 1464 dal Duca ul suo ambasclatore in Kirenae Nicodemo Trancbedlnl, II quale gli avera an nunclato come la nomlna del nuovo papa fosse rluscita sgradlta al PlorentinI (Bibl. Naz, 01 Pakigi, Fondt Hal., *S98* «• 373): lo Sfona dlchlarava, invece che la acclta 25 del Cardlnale di San Marco, benche fosse vencziano, lo avera aodlafatto {ibid., c. 384; gentile comunlcaalone del prof. P. C. Pellegrini). Un breve dl Paolo II al Duca, del i° settembre 1464, trovasi nello stcsso codicc; cf. Mazzatxxti, ifanoscritti italiani dcllt biblioitcht di Fran 30 tin, II, p. 497). Abbiam rlsto (cf. sopra. p. 27, nota 1) come l'ambaaclata d'obbedlenaa invlata dal Duca al nuo ro pontefice fosse accolta con distintl onori a Roma (redl anche le concession! dl ufficl nello stato pontifi cio, fatta in tale occaalone dal papa a parentl e rac comandatl degll oratorl mllanesl, In Rtg. Vatic. J44, 35 cc. 135 a, 149 a, 184 a); ma le buonl relaalonl al gua atarono l'anno seguentc, a cagtone della tragtca fine del Plcclalno (vedi sopra, p. 127). Lo Sfona morlra 1'8 dl marzo 1466. * Cf. la lettera del Senato venexJano, degll it apri- 40 le 1466, al papa : * Quid post nuatlura Inoplnatl deceasus •HI. Duds Medlolanl, ne quid Intestine turbatlonia paci "Italia inferatur, algnlficavit nobis veatra Beatltudo, 'gratissime intellealmua; quodque Id lpaum erga alios "potentatus fecerit sanctum plumque officlum veatre 45 * dementle, cuius proprlum est curare tranquil11tatem "et pacem, non satis extollere possumus etc. . (Arch. Ven., Stains Secrete, *a, c. 150 a). Del utvore dato da Paolo II alia successlone dl Galeazao Maria nel du cato mllaneae attesta anche 11 Playxna, Viiat, p. 301 ; 50 per la presunta compllclta di questo papa nelle perse cution! del nuoro duca contro 11 cardlnale Ammannatl, «. *» «ui«., n c. 34 , Digitized by Googl MICHAELIS CANENSH I 144 gnissimofl ad paccm componendam illuc dcBtinavit Inter quos Falco Sinibaldus romanus, canonicus in aede apostoli Petri cameraeque apostolicae clericus, vir summi ingcnii magnae que facundiae deputatus est*; cuius integritate ac summa prudentia utrisque,' Pontifici et Gal lorum regi, perspecta, eundem unum deputant ad ardua et secretiora inter sese negotia trac tanda, rursusque ad alium alter ipsum destinat, tanta de eo apud utrosque opinione concepta, 5 ut regem in Pontificis voluntatem adversus hostes cruris attraxerit, atque ex gallico regno pro tuenda republica christianorum septuaginta millia francorum, alias librarum turonnen siutn, Pontifici deportaverit Ad hispanos reges pace confoederandos, iddem oratores de A.: 3. utrisque, etrr., com inchioUro fik $cmro, invt* di utriusque — 5. de eoj dco Q.: 4. unum| vlrum — 7-8. turonnenslum] turonenslum veacovo dl Pavla, vedi Rayhaldus, Attmal., X, p. 434 tg.; cf. ibid., p. 460. Vedremo p!a innanzi (Qont^ p. 91 »g.)» 5 quali fatsero i rapporti fra it Duea e 11 Ponte6ce in mo mentl gravi per la pace d'Italia e per la alcurezza dello stato della, Chicsa, negll annl dal 1467 41 1469; qui scgnaliamo tre leUere dl Paolo II alio Sforza, del 17 e 30 aettembre 1470 (In Arch. Vatic, Brevia, XII, 10 cc. 7, 9) per notiRcargll la lntromlaalone della santa Sede affine dl comporre certa controvertla tra Veneala c Mant ova per la deviazione del Mlnclo; per asortarlo ad aderlre ad una pace generate d'Italia; e per annun clargll 1'lnvlo del gorernatore dl Bologna, G. B. 3a 15 Telll, a trattare in noma del papa * aliqua circa com * muncm atatum tam Italie quam omnium Chrlatlano " rum , (cf. innanzl, Quw., 94). Per le lunglw controversy fra la tanta Sede e Lulgi XI di Francta a tempo dl Paolo II, red! Pastor, 1 »0 IP, 370 sgg.; RocquAm, La Comr dm Ram* etc., rol. Ill, P- 390 »gg. ; Psrrrt, Rflatiom* etc., toI. I, p. 518 sgg. Sapplamo di una legaxlone dell'arclvescov© Stcfano Nar dlnl In Franda, nel 1467 (cf. sopra, p. 51, nota a), la quale durava ancora ncll'eatate dell'anno aeguente (Arch JS Vatic, htr. ct Em. 473, c. 17SA: 11 15 glugno 1468 a! pagano a mesaer Pietro Kardlnl fl. 15 bol. 45 * pro eiut * expenses In eundo ad partes Gallle, ad rev. d. Stcpha * num archiep. Medlolanenscm ,); at Nard'nl it aggiun geva Falcone Slnlbaldi, che parti da Roma alio volte 30 della Francla 11 16 lugllo 1468 (f*tr. et Ex. cit, c. aoa a, cf. c. 198 a), e della cui opera trattiamo nella nota ae guente. Piu aolenne ambascierla fu invlata in segulto al re Lulgt (aculto 11 dissidlo per le Intese dl costul con 1'erettco re di Boemla Giorgio Podlebrad e per la datl ealgevano complesslvamcnte 3700 ducatl 11 i» ot tobre 1470 « pro eundo in Galllam pro ccrtis commis- 50 "slonlbus s. m' d. n. pape, (Intr. H Bm. 48J, c. 150), e lo steaso glorno, S61 ducatl messer Falcone (Intr. et Er. 482, c. 18J b); 11 12 lugllo dell'anno aeguente si paga vano al prlral quattro varie aomme * pro parte expen " aarum factarum In eundo et redeundo de Frantia „ 55 (Inir. it Et. 48a, cc. 197 n, 198 a). ' Dl quest© cotplcuo rappretentante della diploma sla e della coltura In Roma abblamo parlato piu sopra (p. 61, nota 1; vcdl ora 1 nuorl datl sulla famiglla del Slnlbaldi, prcsso EolDl, fftcrelogi, I, pp. 401,446, 511, 60 cf. 348, 1. 5). II cardinale Ammannati (vedl nota pre cedentc) parla dl due legas'onl presto Lulgl XI, che Falcone aveva sostenute prima dl quella del 147a A nol consta ch'egll andi In Francla nel glugno del 146S (nota precedente; cf. Arch. Rom., DefotUrria g*m. d. b% Crtciata, fffS-TJ, c. 86 b); che vl stava ancora un anno piu tardl (Arch. Rom., Comfmta nthicularii, 1468-71, c. 14 n: 16 giugno 1469, " s. mu* d. n. papa dcdlt domino "Carolo de Manclis, canonlco masiillenst, redeunti In «Franciam ad d. Falconem, due 10,); e che II 15 glu- 7° gno 1470 si pagava In Roma al Slnlbaldi • dtdmm in partlbus Gallle ap." Sedls nuntio. certa somraa per rcsiduo dl spese sostenute In tale officio (Arch. Vatic, 482, c. i?jb): non sapplamo sc trattasl dl una sola le gaxlone, durata oltre un anno, o se In codesto periodo 75 di tempo Falcone abbia complute ambedue le mission!, lodate dall'Ammanatl. Lungamente credlamo, egli si trattenne prewo il re franccse anche per la legaxlone, In cui fu 'auriga. del prelatl su rlcordatl, poiche eg] 35 prlglonia del cardinale Balue), compost* dl messl del Papa e del Colleglo cardinalialo : nc parta 1'Ammanatl (Iac. Piccolominw, Comm., c. 4t j a), dicendo che ne leccro parte 11 vcacovo Civltente (Alfonso de Paradules, vescovo dl Cludad Rodngo ; cf. Euhbl, II, 144), 1'audl 40 tore dl Rota Nlcold Ubaldl da Perugia, Paolo Tosca ndla awoeato conc'storiale, e 11 procuratore Lodovt co da San Gemlgnano; "omnibus autcm — aogglunge " l'Amm. — adiunctus est auriga fldlssimus Falco Ro " manua ex Slolbalda familla, qui difficllllmis duabua In 45 ' Gallia lcgatlonibus functus, utramque summa vlrtutc * Impleverat et mlrlficam apud regem Inicrat gratiam I reglstrl della Camera apostollra cl fanno conoscere la durata di qurata leguston.-s : I qu-H.tro dignilarl la rlcor non fee* rltorno In Italia assleme ad essl: questo ap- 80 pare dalla letters che gll scrlveva II 17 dfcembre 147 1 1» stcas cardinale Papienso (Iac Piccolomikki, Efisi., c. :i6 d) per rallegrarsl del suo recente arrivo dalla Gallia. Xumcrosl brcvl dl Paolo II al suo nunxlo, du rante quest' ultima ambascerla, In Arch. Vatic, Rrt- 85 via, XII, cc. 13* R, 134 n, 199, 306, 173 n, »75 A, offrono r«KB«as" »«»« pratK'hc aflidate a Falcone presto la corte dl i'rancia. * Gli nell'ottobre 1467 si lamentava In Francla che l'abrogaxlone della Pragmatlca di Bourges (abrogaxlone 00 decretata da Luigl XI al tempo dl Plo II, e rinnovata ne! 1467) permettcsse alia santa Sede dl trarre enormt tommc dalla Francla (Rocqi;Aix, o/. cit.. Ill, p. 39a). Delle ri acossioni fatte dal Slnlbaldi, ne conoacUmo unadi 16000 DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECIJNDI 145 stinavit diuque propriis impensis eos illic demorari voluit, quoad ex periculoaa diBCordia aliquod pacta foedus subsequeretur '. Petrus Raimundus Catalanus, summus cruce signatoruxn Rodienaium princeps, quern magnum magistrum vulgo appellant, ad componendam discor diam in ea religione exortam cum centum sexaginta eiuadem religionis viris Romam adveniena *, 5 honorifice ab eo susceptua est et locatus in parte palatii apostolici iuxta aedem apostoli Petri, cum adhuc ipse demoraretur in aedibus a se extructis iuxta tempium bead Marci, do navitque eos' multis digniaque muneribus; et quo magis illorum' devotioni ac tractandae causae prospiceret paucis post diebus Pontifex eo se contulit perstidtque usque ad compoaitam pa A.: i. diuque: iu I tcritto tm rostra, con inekiestre fit) tcuro- quoad i frectdnto da quod, tsfumto Q.: 7. dignisque) dignis B.: a-p. 150, ]. 13. Petrua etc. dlgnoaci] Magnum civitatls Rhodlorum magiatrum cum centumaezaginta cruce algnatia Ierosollmltanls In Urbem adrenientcm honorifice ausceplt, elqne partem tut palatii Iuxta templum S beatl Petri inhabltandam concessit multlsquc exculentarum rerum muneribus eoa donarit: qui cum ad celebran duin coram soleime capitulum Romam dcrotionc adductl potiua elegerlnt, quo habundantlut eorum devotionl satis facerent, ipse pontifex paucis post diebus eo se contulit, demoraturua 1111c quoad Udem crnclferl capitulum cele brasjcnt, et ipse pontifex natalitla redemptorls nostri more suo solenniua ageret. Postquam vero pontifex illuc acccssit, sequenti die crucifcros omnea ad se conrocarl iubet, suique presentiam cunctia benlrolam exhlbet, ma 10 gna sacri senatus parte assistcnte. Alio autem die mlasam Spirltus sancti unlrerso ordlne senatorlo atque lpsls cruelferls adstantibus solenntter celcbrari fecit; dehlnc 1111 de lpaoruro contuetudine capitulum rite celcbrarunt. 1 ducati * ex pecunlU decimarum per eum In Ulis parlibus "exactarura m, da lul cons-gnatl " in clvitate lugdunenal * Iullano Zaccarle, mercatorl florentino, correspondent! 15 "latia de Medicls In romana Curia, e rlacoasl dall* Camera papale 11 13 febbralo 1469 (Arch. Vatic., Intr. et &. 417, c 9*)• Aasal Imperfettl rnggtiagli posiodlamo dell'axlo ne eapllcata da Paolo II nelle grarlaslme lotte Interior! 20 cha turbarono 1 regnl dl Castlglla e dl Aragoua durante U suo pontificate* dl tale argomento non si sono occu patl gU storicl modern! del Papato. CI informs l'Am inannati (Iac. Piccolomihbi, Rfitt., r. 54 b) che 1'amba acerla d'obbedlensa del re di Castlglla (" oratores Hlspa 35 *niao „) coroparre dinansl al nuoro pontefice soltanto II 6 magglo 1465: "ea (obedlcntia) nullaa conditioner " peticlonesre habult „. Al prtnciplo dell'aano seguente, mcntre Enrico IV lottara contro 1 tentatWl del fratello Alfonso dl sbalzarlo dal trono, Paolo II mandara In Ca 30 stlglla II nunaio Leonoro de* Leonorl (cf. sopra, p. 32, nota 3, e Ray.vauh.-s, Anmal., X, p. 437) per difenderri gil eccleslastici implicati In quelle contese; net marso 1467 un'altra legaalone venne amdata dal papa al re scoto di Leon (Antonio de Veneris; Ei^il, II, 193), 35 con l'lncarico di sostenere la causa del re Enrico con tro Alfonso, 11 quale Lnvlava 1' anno seguente amba sclatorl a Roma, sensn rluscire, per quanto sembra, a plcgare la lanta Sede in suo favor* (Raykalous, pp. 448, 461; cf. Iac. Piccoi.oatrau, E/tti., c 72 u, lettera senza 40 data, ma che 4 da rlferire probabilmente all'ambascerla auddetta). Come Paolo II agcvolasse 11 matrimonio fra Isabella dl Caatlglia e Perdlnando d'Aragona (ottobre 1469), redl La Fukntk, Hutona general d» Esfa*a, Bar celona, 1888, tomo VI, p. 164. Notevole 6 11 fatto, che 45 durante 11 pontlficuto del Oarbo la santa Scdc ebbe quasi costantemente un suo rappresentante in lapagna, nella persona del Leonorl, le cul lunghe legazEoni (cf. sopra, T. UI, p. xvi — 10. p. 22; R. Hixojosa, Lex dei/ackot de la dlflemaa'afem tijSd* tm Rsfana, Madrid, 1896, p. 40) prelusero alia stabile Nunzlatura dl Spagna. L'ultima rolta che Leo- 50 noro fu inriato In Castlglla da Paolo II (febbralo 1471) quest! gli diede per compigno 11 proprlo familiart mca ser Pletro Agll (Arch. Rosb, Cetletterie CameraN, Sfa gna, i+li'lSt c 44 a); redl le Istruzlonl Inrlate dal papa Barbo al suo nunzio (norembre 1470-gIugno 1471), In 55 Arch. Vatic,, Brtvia, XII, cc. 50-53, 143. — Per I rap portl dl Paolo II col regno dl Aragona, ra rlcordato come quel re, Glorannl II, Inriaste nel settembre 1466 una legasione a Roma per sollecitare 1'appogglo della santa Sede nella lotta da lul soetenuta contro gli in- 60 sortl Catalanl (Zcjuta, Analet de 1« cerema de Aragom, Zaragoza, 1670, tomo II, p. 149) c proteatare contro II culto che in Cataiogna si prestara al defunto preten dente don Carlos (Zurita, p. 150), di cul eras! chiesta a Roma la canonlzzazlone fin dal 1462 (cf. M. Bopakult., S Celeciom de dtcamentat etc. de Aragona, tomo XVIII, p. 478 sg.); come Paolo II lnterrenisse nella decennc solleraalone, che la raorte dl don Carlos determlnb con tro il re Gloranni nella Cataiogna, datail In braccio a Renalo dl Provenza, tentando inrano dl concillare I 70 Barcellonesl col re Aragonese (La Furntb, til., VI, 125 sg.; cf. Ant. Uoparull, Historia critica de Cata Itiia, Barcelona, 1877, VI, p. t86 agg.). I Catalanl rim» sero fedell, come e note, anche dopo la morte del suo figlluolo e luogotencnte Glorannl dl Calabria (16 diccm- 75 bre 1470), a Renato (cf. Bofaruix, Hutoria clt., VI, p. 191), a cut Paolo II scrlrcra II 5 gennalo 1471, pcr chi facesse cessare le ressazionl e ruarcire i dannl che 1 suol ufficiali arcrano arrecato e arrecaraoo agll eccles'.a stlci In Cataiogna (Arch. Vatic, Brtvia, XII, c. 227 n). So * Pletro Raimondo Zacosta; vedi sopra, p. 44. ' Le dlaastrose condlzionl finanslarle dell'Ordine di Rodl nel secolo XV averano determinate l'lnterrcnto 71 MICHAELIS CANENSII \ 146 cifice cauaam '. Celebravit insuper natalitio Christi domini die miasarum solennia pro eius consuetudine, illis assistentibus, in aede apostoli Petri, ubi Gereicum Boemorum regem con victum daznnatumque pernitiosae fraticellorum haereaeos publice haereticum damnarit. Iluius autem haereaeos causa, pontificatu Caliati III cum iam innotesceret, discuti occoepit ac sub Pio II diligenter examinata est, et tandem per cum tribus praeclaria&imis sacri senatus pa tribus commiasa eat mature discutienda determinandaque: Bes&arioni cardinali supra memo rato, Ioanni cardinali Sancti Angeli, de quo et supra scripsimus et Berardo antistiti spo letanae ecclesiae, cardinali in titulo Sanctae Sabinae. Regnum bonaque haeretici Geraici oc cupatoribus adiudicavit, ac demum pecuniae plurimas Mathiae, Hungariae regi, amptissimasque indulgentias adversus haereticum decertantibus dilargitus est Ad purgandam itimunditiis Urbem ' plerosque pontes in diversis urbis locis super Tybria A.: 3-3. convictum, corr., com imckiottre fih scmro, invtce di convlnctum — 3-4. publice htrcticum damaavit. Huiaa autem hereseos I egg. in margin, com incUettre fin tcmro Q.: a. Gerslcum] Gersitam — 7. Berardo] Bernardo — 8. Gcnlcl] Geraitl 14* B.: Pridle autem ante natalltla nostri rcdetnptorit, celebrato de more publico consistorio, in quo rex bohemui S conrictus dannatusque est de nova hereai quorundam pernitioiorum fraticellorum, pontifex cum ' publice ezcommu nlcavlt, nefande hereseos eundem damnant, regnuenque ac bona ipsiua occupatoribui adludlrans: itidem cgit die naUlitlo salvatorls noatri la templo beat! apoatoli Petri, cclebratla mltsarum solennils, ubi pene Innumerable homlnum multitudo convenerat. Ad purgandam InmundltUs Urbem plerosque pontes super tlberlnl fluminls ripa dlversls locis construl fecit. 10 M. : 6 b. itidemI idem dirett© del papi per metter argine alia mlnacclante ro vina dl codetta IsUtuzlone, 6n dai tempo di Eugenlo IV, II quale voile riunito presto di se, in Roma, il Capitolo generate del Cavallerl nel 1446 (Bosio, Hittaria di Mai 15 (1, II, p 334 sgg.). L« rlforme economiche deliberate In quel Capitolo a nulla erano raise, come h aetto in una bolla dl NIcol6 V del 31 aprils 1450 (vedlne l'ori ginale in Arch. Fioa., Pergamene di Sam Donate in Pel fret*, n. 138) con cul questo papa, conslderato 1* Ordine ao * quotldle graviua usuris vezari, introltua vero suos non * in tatltfactionem debitorum ted in malos usus con * rerti „ decretava che tuttl 1 prorentl di esso fotsero dcpotltati nelle man] * Antonll de Paslt et Iacobl de * Mozls et eorum aoclorum mercatorum florentinorum In as * ro. Curia et alibi commorantium Nicold V, anteci pando poi dl due anni la qulnquennale riunione generate c. 165 a); finchi Paolo II voile riunito nuovamente a in Roma II Capitolo generale, di cui parla 11 notlro A., c che dnr6 dal ia dicembre 1466 al 7 febbralo 1467. La atorla di codeato Capitolo h narrata dlffusamente dal Bosio, II, p. 30a sgg.; la bolla papale da noi pubblieat.i 50 in Appendice (V) reca Important! notisie particolari tullo stato economlco dell' Ordine e sugll espedlentl per rlmedlare agll enormi debitl, i quail provvedlmenti erano statl proposti e approval! nel Capitolo tenuto nel pa lazzo Vatlcano con l'asslstensa dl quattro prelatl, dele- 55 gati dal pipa. Come Paolo II Impicgassc ognt mezzo per mantenere In forza 1' Ordine dl Rodl, speclalmente quando la caduta Negroponte ebbe resa plu urgente la difesa della Crlstlanlta contro i Turchi, vedl innanzi, Quia., 9a sg. Go 30 I' del Cavallerl, provocava nuovi rlmedi dl impotte straor dinarie (Capitolo generate del 1449, a RodI, vedl Bosio, II, p. 353 sg.) e provvedeva a che le somras dovute al Ordine fotsero eicluslTamente depotitate al banco dl Cotimo dc' Medici, " ipslus Ilospltalls generalls thetau rariut „ (bolla del 33 dicembre 1450, In Rrg. Vatic, S97, cc. 395-397; altrl decrctl papali per assicurare la riscosslone del prorentl dell'ordlne, sotto la stctsa data, 35 thid., cc. 398-30»; vedl anche F. Kayskr, XHelarn V and dot Verdriagtm dtr TurcMtn, in Hitter, fatrfrncb, vr, 1885, p. 3 16 sg.). SI aggravarono le dlfficolta ocono miche sotto I succeasorl dl Xk-ol6 V, mentre Rodl do veva tottenere la guerra contro gll Ottoman1 e il Sol 40 dano dl Unbllonla (red! i brevi dl Pio II, per la difesa dell'isola, presto S. Pacta, Codiet diflomatice etc. di Malta, Lucca, 1734, II, p. 138 sg. e G. Mukllkr, Do cumenti tulle rtlatioxi di Firenze nelPOriente, Flrcnxe, 1S79, p. 10S, e II sussidio di 3000 ducatl dato all'Or 45 dine net tcbbralo 1463, Ancm. Rom., Intr. et Rx. 433, * L'apertura del Capitolo, indetta per la vigllla dl tant'Andrea, fu difierita al Ia dicembre causa una Indl spotlzlone del papa, che abitava nel palazzo dl San Mar co (Bosio, II, 303). U testo latino della allocualonc pronupclata da Paolo II, lnaugurando I'assemblea, e della 65 rltpotta del Maestro dell' Ordine Ralmondo Zacosta (cf. Bosio, II, 304 sg.) si conserra In Arch. Vatic, Arm. X, ctifta s, n. 5. Parimentl sotto la personate sorvegllanm del pontcficc avvenne la etezlone del nuovo maestro Bat tista Ortinl (etsendo morto poco dope la chlusura del 70 Capitolo il Zacosta, cf. sopra, p. 44; Bosio, II, 309 sg.; VeaTOT, Hhteire de i'Ordre (Us Hosfitaliert, Bruxelles, 1737, II, p. 140) malgrado I tentatlvi del Cavallerl per sottrarvisi; ed 4 manifests, in tuttl codestl provvedl menti del paps Barbo, la sua Intenz'one di sottoporrc 75 1' Ordine a un piu dlretto controllo deli'autorlts papale. * Per la questione rcliglosa della Bocmla e 1 rap port! del re Giorgio Podlebrad con Paolo II, vedl I'am pla trattaztonc del Pastor, Il\ p. 399 sg. * La manutenzionc e la pullsla delle stradc di Ro 80 DE VITA ET PONTJFICATU PAULI SECUNDI 147 ripa construi fecit demandata opera' Ilieronymo de Gigantibua, viro impigro ac solerti *. Sed adnotatus eat aliquanta tarditate in aolvendo operariis atque oflicialibua publicis, quibus perraro ante mensem, aut quintumdecimum diem, solvi contingebat. Sunt qui hanc ipsam tarditatem praepoaitis earum rerum, non Pontifici adscribunt, quod ex hoc facile coniectari' 5 licet: nam, dum id ei cognitum fieret, illico Franciscum de Burgo, qui huiusmodi operibua Q i t. rlpa] rtpam B.: Sed adnotatus eat la tolrendo operariis ac publicis magistratibus lam functls aliquanta tarditate, qood illlt ante declmum et qnintum diem, istia ultra mensem satis fieri non contingebat Quam qoldem tarditatem secretlus no* diacutlente*, comperimai non lpsl pontine!, sed preposltls earum rerum Implngeadam cue, quibus assignavcrat S ex quotldUnit M. i 3 a. quod] quia :o emmmte possent unlcuique ma era affidaUt, nell'sti medlerale, ad una apeciale e cospleua maglatratura, detta del magistri aedijicierum o magistri stratarom Urbis (P, PasBIB, // fib antico do iei * magistri aedificionsm Urbit „, In Afisee/lanea t*r I* /teste Crodomi-Rusctiicni, Roma, 1908, p. 147 sgg. \ nel tempi modem! furon chlamatl maestri delle strode, cf. Moroni, Disiomxrie, XLI, p. a19 »gg ). La nomlna di codeetl ufficiall del Comune, un tempo elctti in nu mero dl tre dal Senate (L. Schiapariuxi, / * magistri amiificioram Urbis „ ntistceli XIII * XIV, In Arcbh'io d. See. Ramama ds tteriafotria, rol. XXV, 1903, p. 10 agg.; cf. L. Halphkn, &tmd— sur radmiiistrotitis d* Rem* am meyen Age, Paris, 1907, p. 80 sg.) dlpende»»e nel seco ao lo XV, e nel aeguentl, dall'autorlta pontlficia: nel rsgi stro degll Official** Urbis elettl da Paolo II (Reg. Vatic. J44, cc. 159 b e 160 a) aono compresi gll officiates ediji cierum et stratum* (notato in margine: solent esse duo) con un metarius diciorum magistrorum. E benche nel re~ 35 giatro auddetto manchi ogni indlcazlone dl persone che abbtano coperto codesti uffiel nel pontificate del Barbo (il magistrate delle strade renne rlorganUzato nel 1480 dal successore di lut, Sisto IV; vedi Mubmtz, L*s arts, toI. m, p. 178 tgg. e cf. Arch. Rom., Defesiteria gen. 30 4. Crociata tfSaygo, cc. 63-65, per notlzie del * magistri larum » sotto II pontificate dl Innocent© VIII) c pur eerto che anche Paolo II, U quale conierroava e ara pliara nel primi glornl del suo pontificato 1c attribu 35 45 50 tion! e 1 poteri del * magistri „ (Moroni, XLI, 22a), non traseuro In segulto la importante funzlone degli edUl in Roma. Un decreto del Camerlengo del 16 ago ato 1465 prolblra aotto gravl penc * prcaentibua et * futeris officlalibus et magistrls edlficiorum alme Urbia, " ne de cetero perralttant edlftcari super rlls publicis, et " airaliiter non debeant capere pecuniae aliquas, nlal qua tenus de taxa et Ucentia nostra pcrmissum fuerit, oc casions dktl officii , (Aacu. Vatic, Divers. Corner., XXXII, c. 164 A; cf. RoDOCA.VAClll, L*s institutions com munaJcs d* Rem* sous lafnfautt, Paris, 1901, p. 1S1 sg.), icttexza delle T:e pubbllche era Inoltre partlcolar prcposto, aotto Paolo II, un effitialis mutdseiamn Urbis (R*g. clt, c. 165 A: "S/rnon falconerlus liabuit * breve [per 1'ufficlo suddetto] ad bencplacituro, die xi * norembrla 1464 »). 1 A tali costruzioal per lo scarlco delle liumon dlsie cridiamo si rlferisca U documento del ao ottobre 1470 (presso Muentx, Lot arts, II, 100), In cul si pari* di Nucclo de Risls da Narnl tupcrstans fabrlcae pon •tlum In qulnto dlstrlctu Urbis,, con lo stipendlo dl 4 ducatl II mese. * II fossombronese Glrolamo de* Gigantl (* de Fo rosemphronii „ e chlaroato In un atto camerale, In Arch. Vatic, Divers. Comer., XXXIV, c. 209 b) so stenne molti e gravi uffiel In servirlo dl Paolo II e di SUto IV, speclalmente In ordlne alia costruzlone e al 60 mantenimento delle strade (Murarrz, L*s arts, II, p. 9$, III, p. 1795 Zahx, Xotitie artistic**, in Are*, star. itaUa ne, serle $*, VI, p. 17a; cf. sopra, p. 103, note 2). II 10 gennalo 1468 egll vcnlva nomlnato commlssarlo * super reparations vlarum ultra pontem Murium Tersus 65 " civitatem Castellanam », lnaieme col magistri riorum Urbis {Divers, clt., XXXJII, c 93 b); U 23 ottobre dello atesso anno lo trorlamo Incarlcato, con la qualifica dl " Camere ap.«* generalla exactor „ dl requlalre nclia Cam pagna e Marlttima II grano necessario all'Abbondanxa 7» dl Roma {ibid., c. 169 b); quale ' notalo . e " lnqulsi tore, delta Camera e " familiars , del papa egll appare negli attl camcralt dal 1469 In pol (Divers, clt., XXXIII, c 255 a; XXXVI, cc. 153 b, 302 a). Dalla faralglia del papa Barbo messer Glrolamo, * forosempronenls et ca- 75 merlnenais ecclealarum canonicus,, passo immediata msnte a far parte, In quailti dl cubicularlo, dl quella dl Sisto IV (Divers., XXXVI, c. 25 b), U quale nomlna Ta, con breye del 7 dlccmbro 1473 (eopla In Divers, clt, c. a10 a; cf. anche c. 314), il Gigantl commlssarlo con 80 picna autorita di sorvegllare la manutenzlone delle Tic e plazzc di Roma, " considerantes quod sl»e per Indul 'gentiam stTe nsgllgsntlam eorum, quibus reparanda * rum publicarum vlarum et platearum Urbis cura de * mandarl solet, pluribus In locis rie plateeque Ipse aor- 90 * dide ac lncompoaite reperiantur II Gigantl mor\ poco dopo codestn nomlna: e del 33 marzo 1474 11 de creto camerale, con cul *I affidava *tco. domino Nicolao * de Glgantlbus [cf. Mtrajrrz, III, p. 188] canonico foro " sempronenst „ la collettorla della 'declma achebreorura 95 * vlccslma , In Roma e nello State della Chlssa, In sosti tuzlons del "quondam d. illcronlmut dc Gigantibu» , (Divers,, XXXVIII, c. J49 u). Sulla ana casa in Ron:a ndia pUzza Sclarra, vedi Aiunolfi, Roma, II, p. 306 , 74 55 143 M1CHAELIS CANENSII praeerat, in carcerem arcis romanae per aliquot menses detrudi mandavit, atque omnibus cre ditoribus per Angelum, ecclesiae feltrensis antistitem, integre satisfieri curavit '. Alexandrum Epyrotarum regem, quem Albanensium sermone Scandcrbeth * appellamu», principem quidem magnanimum armis belloque insignem, qui complurimas Turchorum stra ges quam frequenter egit, venientem ad t*e venerandum honorifice suscepit et in ipsius ad- 5 ventus primordio tricentos eidem aureos dono dedit, turn diversa rerum esculentarum munera iugiter ei subministravit \ Ad quem quidem honoriticentius ornandum, pileum ensemquc mi Q.: 3. Scanderbeth] Scandemberch — 4. Turchorum] Turcarum B.: es»e; Dam It* els satlsfierl mandasset, sicut mcmorato Paulo iordano*, dum slbi centum aureos minus deblto pontlficls cublculariua, lire per locum fire per inadvertentlam dlnuraerasset : quod ut pontifex novit, Ulico centum ci aureos tradl fcclt. \$td I instrite il foriodo, di cut tofra, f. 140 tg.jfoi continua, t. jj a] : Scanderberch alabannen S alum principem magnanimum, armls belloque Insignam, qui muttaa ac magnas Turchorum strage* quam frequenter egit, ad Ipsum pontlfteera Tenerandum Romam profectum horlfice tuaceplt gratantorque audlvit; et a primordio If. : * 3D. alabanneasium] Albanensium — 6b. gratantcrque] grateque A quanto dicemmo pin sopra (p. 4S) intorno a queato personaggio dobbiam qui aggiungere qualche no lo tlsia e rettifica. Francesco dal Borgo, a cul fin dal tempo dl Nicolo V era affidata la cura delle nuorc costruzlonl papall a Roma (MueNTZ, Let arti, II, p. 33 ig.), arcva sublto anche alia morte del papa Parentucclll perlpezie slmill a quelle dl cul parta 1*A«; redI la niiwlva della 15 Signorla dl Firenze al tuo ambaaclatore in Roma, perche raccomandl alia clemenza dl Calllsto III • un Francesco dal borgo, U quale pare cho al tempo ddla recolenda 'meraoria dl papa Nicola admlnlstraase certl conti e 'robe d'esso papa, secondo cl avlsano e* noatri fcdcll 30 * dal borgo (San Sepolcro], si truova preso costa a stan * sa del sancto padre , (Arcil Fior., Signori, Lsgarioni * Committarit, n, /3, c i$3b). Quanto al tempo della sua disgraala presso Paolo H, osservlarao (a conferma del dati riferlti a p. 48) che il nome dl messcr Fran* 25 cesco compare fra t * provriitonati In Palatlo a del meae dl agosto 1467 (Arch. Rom., Divers. PanJi II, 1466-63, c. 198 n); che 11 31 agosto suddetto renlra concesso a rcrto " Stephano do. ... \lac**a), famlllarl d.nl Franciacl * de Burgo ,, II quale temcr* dl essere moletUto " pro 30 • pter casum d.nl Franclsci „ un salrocondotto dl tre mesl, durante 1 quail detto Stefano non dovera essere arrestato, ne* aequeatratl 1 suol bcnl, * quacunque causa * ad nc^otia et coraputa prcfati Franciscl pertinente a (Arch. Vatic, Divers. Camtr., XXXIII, c. 41a); cho 3$ neU'elenco del *prowl«Ionatl„ per l'ottobre 1467 (Di vers. Panli II clfc, c. 314 a) rlcompare il Dal Borgo, a cul si pagano 16 ducatl 'pro eius expensls septembria * proxlme prettrltl ct octobri* present!* , ; e ch'egll con tlnuo a godere detto stlpendlo fino ai glugno 146S (Di 40 vert. Panli II, 1468-69, c. 50 b) e non oltre (In un docu cumento del 10 magglo 1468 measer Francesco figur* qua le dopoaltarlo della Camera capitolina, vedl Arch. d. Sot. Horn, dl ttoria /atria, XXX, 1907, p. 489). La sua morte cade quindt ncl lugllo-settembre del detto anno . e dei 45 js settembre 1468 11 decreto del Cameriengo (Divert. • Cf. sopia, pj.. R.j-i^. Comer., XXXIII, c. 196 8 sg.), con cul si ordina al me dico del papa lacopo Gottlfrcdl, esecutore testamentario del quondam Francesco (cf. Arch. Rom., Arch, di "Sanetu Sanctorum, n. 3, c. 346 A, 1'crogazione dl fl. IOO all'ospe dale del Salratore, da parte del Gotlfredl esecutore del* 50 l'ultlma Tolonti *d.ni Franciacl de Burgo, scriptoria *ap.p| , sepultl in ecclesla sancti Petri,, anno 146S), di pagare fl. »85 e bol. 38 *do bonla eiuidcm hercditat.i „, della quale somma Francesco era risultato debltore del ta Camera In rapporto alle sostanae da in! ammlnlstrato 55 quale presldcnte alia fabbrlca del palazso dl San Marco, Cade percl6 la nostra precedente supposlzione (p. 4^, not* s), che fosse da Identlflcare col dlrettore delle fal brlche dl Paolo II quel Francesco dal Borgo, dottorc dl leggi (cf. Laowj, Vita di B. AMamo, Todl, 1858, 6a p. 144), che nel 14S9 era luogotcnente del Patrlmonio. * Giorgio Castrlota, prlncipe d'Albanla, sopran nominate ScanoUrbtg. II nome Aicssandro, vuuito dall'A., h quello dato al celebre guerriero dal Turchl (Itiander), prcno cul egli era rlssuto nella sua glOTlnesza; e da 6; etao deriri II soprannome. ' Lo Seandcrbeg glungcra a Roma il 13 dlcembrc 1466 (Pastor, II*, 361); reca la data 34 dlcembre 11 man dato dl pagamento dl 350 ducatl papall (— 371 ducatl dl Camera), "che fl. 300 dl papa portd mess. Giovanni 70 * dalla Porta, famliiare dl N. Signore, e fl. 50 mess. Glo * rannl Chondalmario, e per mandate de* deputatl si * gnori comcsarit (della Croclata], per dare al magnlnco " Schanderbech per sua sorenzione . (Arch. Rom^ D*~ fostiera gem. d. Crodata, 1464-73, c. 156 a). Altre, piu 75 cosplcue sorame ebbe lo Scanderbeg dal papa Barbo prima e dopo del suo sogglorno in Roma (redl A. Brrtolottt, In Archivio storico di Roma, III, p. 38 sg.). Dl una lar glzione di 1000 ducatl fatta dal predecessore dl Paolo II In favore dl questo inslgne campions della Fede atte- So tano 1 rcglstrl Camerali (Arch. Vatic, Intr. et En. 447, c. 339 a, 1» R'ugno 14I1); ma dubltiamo che la somma inrlata da Plo II alio S-anderbeg non doresse servlre DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 149 litarem dignis principibus per ea tempora' iuxta sacras cerimonias a pontiiicibua donari con suetum, magno cum totius curiae apparatu dari mandavit Verum praetermittendum non est, quam pertinaciter ipse curaverit ius feudarium regni neapolitani tueri. Nam cum rex Ferdinandus* atatuto tempore pro conaervando iure regni 5 feudario, album equum et conauetum accipitrem Pontitici destinasset, constanti animo ea aspematua est, quod regi integre reduci mandavit, quandoquidem ipse taxatas sexaginta mi A.: s» equum] equm 5 B. : tui adreatua tricentos slbl aureos destinavlt; deinde till dlrem rerum etu electarum munera aepe lar gltu* fuit; et quo el multo plus bonoria impeoderet, pUeuni ensemque mllitarem, • pontiftclbus per Id tempua illustrlbus vlrls tradi consuetum, etdetn condonarit. Verum quia hoc in loco acrlbendum occurrlt, non eat pretereundtnn [preteundum cad.] ailentio, quod ipse iua feudarium regni aicull, quod priorum tempore ponrlncum quam maxlme diminutum ac neglectmn fuerat, ad taxara redeglt. Nam, cum anxlche alia lotta contro la Messaluna, alia guerra che U prlaclpe Albanese sostenera In quel tempo nel Reame, io In dlfesa dl Ferdlnando d'Aragona contro gli Anglolal (cf. Pastor, II*, p. 90). L« partensa dl Giorgio Caatrlota avrenne nella primavara del 1467, e ad essa segul da vlclno la morte dell'eroe albanese: al oaserrl, a propo aito delta qucatlone se coatul ala morto al prlncipio del '5 SO »5 146S, o del 1469, che la data del 17 gennalo 1468 (cf« Pastor, IP, p. 363, nota 4) appare coniermata anche da una dellberasione del Senate Venala.no del 13 feb bralo dello stesso anno, preaa in aeguito all'annunclo ch'era morto io Sc&nderbeg e che gravl dlsordlnl crano scopplatl In Albania per tale cagione (Arch. Ven., St crtia £««,, 13, c. 94 a). 1 Due spade d'onoro furono distribuite da Paolo II nella feata dl Natale del 1466, anzlche una sola, come dl contueto (Muejjtz, Let art*, II, 1161 mandate dl pa gamento per 120 ducatl * maglstro Simonl petri de Flo * rentia auriiabro, pro valore duorum enntuni per eum ' factorum ad dandum eoa more aolito in feato Natlvi " tatla pros, future „ 1° dlcerobre 1466): una delle quali destinava, eridentemente, 11 papa ncU'ultlm'ora al prln 30 clpe d*Albania ch'era in yjaggl© alia Yolta dl Roma. I.'artlsta che lavoro la spada donata alio Scanderbeg e ccctamentc Slmoae dl Gtoranni degli Ubertl (nel do rumento tu citato chlainato per errore Slmone * dl Pie "tro,), I'orafo predlletto del papa Barbo (cf. aopra, 3S 45 5' p. 53, nota a, e Appendlce VII, 5) e autore di numcrose spade d'onore, offerte dal papl a principl cxUtUni, fin dal tempo dl Eugenlo IV ; cf. Mukmtz, L*t tyiet d'hon m-mr dittribuc*s far l*sfap*t£*»d. Itt //*, IS* tt i(f tit' cits, In Itron* da VAri ckritie*, aerie 4s , rol. I, p. j8j sgg. * Cf. aopra, p. 46. II dlaaidlo tra Ferdlnando e Paolo II ebbe origlne nel 1466, secondo Clprian Manen te (Historit, p. 100), che narra come 11 re domandasse ailora al papa * che gll doresse donare 1 trlbutt non pa * gatl per I'annl paasati, mentrc egll era stato in guerra, * c che per 1'aTvenlre gll fuaae dimlnulto quel die ne " pagava, ollcgando che le gentl, che egli dl contlnuo " tcnera, le tenera non solo per blsogno suo, ma anco " dello stato della Ch!esa, e cho non possedera 11 regno «dl Slcllia, ma solo qucllo dl Napoll; e ridomandara " anco alcunc terre che posscdeva le Clilesa dlcendo cs « ser sue,; notcvole fc l'osscrrazlone del cardinalc Egl dlo da Viterbo (red! la nostra Appendicc II, 1), che le rcges slcult quotannis sedi pro regni feudo pretese dell'Aragonese fossero specialmente fondate sul l'aluto da questl fornito l'autunno precedente a Paolo II nel debellare I conti dl Anguillara. Nel gennalo del "67 55 Paolo II temera di nna invaaione del Napoletanl nello Stato della Chlesa (cf. Pastor, LP, Appendlce, doc. 83). Gaspare Veronese regi«tra nc' auoi Annall (vedl sopra, pp. 46 e 56) le trattatire corse In Roma tra gll oratorl napoletanl e U ponteflce e la rlpulaa che costul oppose 60 all'lnrio del sollto omagglo feudale del carallo e dello sparviero: i due fatti sono collocati dal cronlsta nel terso anno del pontlficato dl Paolo II, e 1'ultimo ra as segnato al giugno del 1467, essendo la fcata dl San Ple tro It giorno atabilito per la preaentazione del censo. 65 P16 vlro dlrenta U contrasto nell'anno seguente, e plu Tlelna la mlnaccla dl guerra fra le doe le forse dl Ferdlnando si appresaano a R do nel conflitto tra la aanta Sede e 1 signorl della Tolfa (p. too) e passano qulndl a debellare 11 duca dl Sora, 70 protetto del papa (p. 160, nota 5). *In qulsto tempo , — acrlrera ser Guerriero da Gubbio (Oreuaca, p. 85) — "el " re Ferando che hareva desfacto el duca de Sora, mt " se tucte le gente, che guldava duca de Calarrla, apres* " so a Pontecorbo. Dlceva al papa che lul non rolera 75 "pagare per censo del reame se non commo pagara el * patre, che era uno cavallo et uno sparricro. Item do " mandara che el papa pagasse lx m. ducatl che 11 arera * promessi papa Pto per Io slgnore Glsmondo (Malate " sta) ; et domandara Senegaglia ot el vicariato che papa 80 * Plo bare datl a mcsscr Antonio suo nepote per dota 'de U moglte, figliola del re Ferando „. t a questo momento, assal critico per la pace dello Stato pontlficio, che deresl rlferlre la legaslone del Rorerclla, dl cul par la II Canensl, la quale raise a sconglurare la guerra. gg Ancor plu Imminente apparre qnesta nel 1469, quando Ferdlnando inrlava soccorsi d'arml a Roberto Malatesta In Rimini dal Pontefici (cf. innansi, p. 167); n, che 11 18 magglo dl codesto anno areva stretto formale alleanza oflenjlya contro 11 Re col Venexlanl 00 (Ltirt Commtmeriali, V, p. 178), appenu seppe del pas saggio dell'cserclto napoletano per la Marca, nel Con cistoro de* o agoato ottenesa dal Cardinal! II consenso per rlcorrere anche all'aluto stranlero contro il nemico (Iac. PiccotoMiWEi, Efitt., c. 173 sg.; cf. B. ViTSRBisat- 9S srs, MHerie, loc. clt.). La pace d* Italia del 1470, di cul si dlscorrc pia innanzl (Quia., 94), compose anche II lun t. Slh 150 «»„ is MICHAELIS CANENSII Hum aureorum pecunias, non ea a rege accipere intendebat: * quod (inquiens) si nunc rex per * solvere nequit, aliquando tandem nobis id integre reddet , K Cum autem regii nuntii pertina ciores essent, ut Pontifex ea acciperet, ne, si secus fieret, regis animus indigna'retur, qui, cum statueret Turcho adhaerere, gravem (licet id quam difficulter experiretur) posset calamitatem christianae reipublicae afferre, ipse tandem illis ita respondit: " Ite vos, referte quae diximus, 5 • et si Turcho adhaerere animus HU aliquando fuerit, tam probe providimus, ut et regem regno c $*• "etTurchum Christiana didone profugaturi simus„*. Ac profecto' memoranda ilia eius conti nentia et laude dignissima est, quam in sui pontificates initiis exhibuit; nam, cum ab omnibus Italiae potentatibus certatim obnixeque rogaretur, ud eorum pardbus adhaereret foedusque mutuae colligationis cum eis iniret, quemadmodum caeteri eius antecessores effecere, ipse 10 tam prudenter omnibus satisfecit, ut et oblatas societads conditiones declinaret et cunctis item gratu8 benivolusque extiterit, maluitque ipse unus omnium iudex, quam diversarum par tium fautor dignosci. Nursinos * insolenter ac tumultuose sese habentes tali metu compressit, ut ad praecipuam ac pro ea pecunlarum lumma equum album atque acclpltrem romanit pontlfielbui dare eonsueverlnt, ipse hulusmodi uhuaum feudl, utpote indecentissiraum ac aupra modum dannosum sustullt, recusatli constantjsshnc equo acclpltrcque ad euro desttnatla, atque I plum regem suosque aucccsjorcj in quadraginta mliibus et qulngentii aurela aedl apostollce annuatim solrendls obnoxioa fecit. Nobllem atque illuatrem regis Gailiarum t. j6m legattonem *, que ob quotidJana' cum dues Burguadorum bella postrerao ad pontlficem adrentavit, tanta honor! ficentia et liberalltate auacepit, ut et per unlreraam eius dltlonem omnes lautlsaime Impenala proprlli substenta verlt, et palatlura suum iuxta edem beatl Petri ela Inhabltandum conceaaerit. Sed exhlblta in publico cooaiatorlo, ut morli eat, vera atque lndubitata fillall regla obediential in extrema luculentinine orationla partlcula regtus orator subdidit, regem Galliarum pro aedis apostolice lure tuendo proque Iptlus ponUficis statu servando gasas, xo regnum ac suam insuper coronam, al expedlerit, expositurumt quod nusquam antea ceteris pontlficibus expressing fulase memlnlmus. Ipse autem pontifex tam pertlnenter et coplose oratorlbus respondit, luirlace dilaudana Ullus christlanUslml regis omniumque regum antccessorum conatantissimam ridem, ainceram devotionem filialemque obc dlentlam erga sedem apoatolicam romanosque pontlfkea, ut longe magls omnea eius responsionem adrairarentur, quam dlu lucubratani oratorum orationem laudarent. (Segue il ftriodo Angelum Bubalum etc non recuaarent, ri termina il Ie Vita nel cad. b t nella tditient Muratori). l$ frodatle fit tefra, f. ioj g.; e M.: io. nusquam] numquam — 13. magls] malus go e perlcoloso conflitto fra la aanta Sede e Ferdlnando nei rapportl con quest' ultimo essa ebbe altresl per ef fetto una importante convenslone fra 1 duo statl per il 30 commercio degll allumi (Ziri'BL, Altumt di Tol/a, p. 35). 1 Nella prima redaxione della Vita, 1'A. paria di una rlduslone del censo (da 60 000 a 40 500 ducatl, red! yarlantl), che il papa arrebbe consentlta, seguendo 11 deslderlo espresso da Ferdlnando (cf. nota precedentc). 35 Non pare, ad ognl modo, che ad ud pagamento quatalasl alia Camera apoatollca si Inducesse mat II re (cf. sopra, p. 46, nota 1; Gonxoo, Camera Aposlelica, p. 331), 11 quale fu pol llberato d'ognl obbligo di tal genere dal sue cessore del Barbo, Slsto IV; cf. Pontanus, Ite btllo neafo 30 lilane, Napoll, 1769, p. I30; Gottlob, loc. cit.;e la di chlarazione rcsa 11 39 glugno 1473 da] Camerlcngo La tino Orsinl, che 11 re Ferdlnando areva In codesto gtorno prescntato per mezzo del suo ambaselatore al Papa, * pro satisfactlone obligationis pro precedentc anno „ 11 pala 35 frcno, glusfa II tenore della bolla papale del 3$ febbraio 1 47J che lo obbligava dl pracntare, * pro prcdictl regnl * et terre cltra farum recognitlone verl domlnli , , a sua SantltA * singulis annla in festo beator. Petri et Paul! " apostolorum unum palafreduin album, pulchrura et bo • Quert' ambaicciia i!i olil«lien» del Francml aweniva al prinripto del 1467 ; In mcnaiorn; di e«a i quindi fnori ilcfl'ordine cro iK]c*;icn, in iiuesla prima rc:i;iiioni: dtlh / 'ila, parimcu:i ...mc i! • num et decenter ornatum „ (Arch. Vatic, Divert. Co mer., XXXVIir, c. in). * La mlnaccia dl rlcorrere all'alleanxa del Turehl 45 diventa un luogo comune, nella storla del confllttl tra la santa Sede con Napoll e con Venexla, dopo 1« con qulsta maomettana in Buropa. Nella rlsposta. qui ri/e rlta, del papa aembra vl aia aUusione alle Intese dl Pao lo II col partito Angiolno (cf. p. 149, note, 1. 91 sgg.; 5° il passo, relatlvo a quest! dissldl. della Hisforia dl E. da Vlterbo, in App., If, 3; Psrrbt, Relations, I, p. 530 sgg.). * Norcia, assal potente comune del ducato Spole tano, e celebre coal per U no ficro attaccamento alia U berta come per le lnceaaantl lotte col comunl riclnl, era 55 tirannegglata, al tempo dl Eugenio IV da una fazioae dl gente rozza (« a quibusdatn panels et parve conditio nis homlnlbus ,) contro la quale lnrano Interveniva codesto papa nel 1436 (Guiradd, Ittatfoxtifical, 189 sg.; cf. Keg. Vatic, 406, c. 309 n). L'anno seguente egli In- 60 viava il suo familiarc Giovanni Coccia neli'Umbrla per chi facessc arrcstare quantl clttadlr.l c suddltl Norctnl potesse prendere nclle citti e luoghl « dtctam ciritotem * Nurslnam circumstantlbus t, In puntxlone dl una nuo va rovlnosa incurslo&e dl Norcia contro Cerreto (Reg. 65 pciw, che «CRUe, rclativo a.l AnKelo del Bufalo. I. A. collocovn »ni' holue 1 iMis^i (ti»4ietto il primo in poche parole) al lam luo«o. nella kv.'hU redaxlooe Jcll'opera (vedi ~.pra, p. 97 e ioj). : 151 DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI gratiatn habuerint in eius dementia rfecipi. In qua quidem re Vianisii Albergati bononiensis, protonotari apostotici, qui per id tempus vicecamerariatus officium agebat, praeclara virtu* ingensque prudentia quam maxime enituit. Siquidem acceptum PontificiB exercitum, in quo Sigismundus Malatesta ariminensis aderat, in agrum nursinum e vestigio deducit Turn ad 5 Nursinos nuntium destinat significans, se a Pontifice illuc fuisse missuin nursinae patriae tuendae conservandaeque causa; proin' esse aibi in animo nursinum oppidum ingredi,' ut com modius rebus eorum prospiciat Admonet, ut arma deponant assumptamque animorum feri tatem coraprimant, quandoquidem ipsis adversus semetipsos feraliter saevirent; hortaturque ut suapte sponte agant, quae tandem bellorum vi efficerent, si secus quippiam praesurapserint. 10 Nursini vero, inito una omnium consilio, mature decernunt Vianisio parendum fore, arma de ponenda ipsumque honorifice in oppidum recipiendum; itaque ad exhibendum vehemen tioris obedientiae inditium cuncti simul Nursini, cuiusque aetatis et conditionis, paciferae ramos olivae deferentes, ab ipso oppido circiter mille passus Albergato ovantes occurrunt, magnoque cum honore in oppidum accipiunt. Albergatus autem, intentus ad sedandas op 15 pidanorum discordias stabilique quicte oppidum ipsum firmandum, primo magistratus Nursi norum ac primores interrogat de moribus, de accolarum conditione deque caeteris rebus, quibus ilia respublica nursina facile ac tranquille regi gubemarique queat Quibus quidem de rebus' certior factus, impigre cum illis ordinat, quae pro temporis negodorumque condi t. j*t t. S3* A.: 13. circiter; di qnttt* parol* tono leggibili talc le trt ultimo letter*, it resit i obroso Vatic. 366, c. 394 a; * datum ldlbui augustI, anno 7**)» Come si aioperasv il succcssorc di papa Eugcnio, Nl colo V per aedare net 1447 le dlscordle civill nella citti, plft topra (p. 84, note 3)t U 17 settemore 1449 Inrlava nuor&mente nel ducato spole 10 tano ua commiasarlo per comporre nuove lotto e p&r termlne ad altre devastajloni c stragl perpetrate da Nor cio! e Cerrctani (Reg: Voile. 4/0, c 1J7 a tg.) e Bel 1454 an altro, autorerole legato del papa, Giorgio Ceaa rlnl (cf. sopra, p. 86 ag.) rl ai recara per fare eaeguire la tregua d*un anno, indette allora da Nlcol6 V fra Nor clol e CasclanI {Reg. clt., 4*9, c. 15S a eg.) * u kal. ju "nij, anno 8°,). Il soccenore di Xlcol6, CaUUto III, 1 5 dorera proteggere dalla rendetta del Norcinl gll abltanti dl Merlale e dl Rlofreddo, rel dl avere giurato obbe dienxa al Capltano generale della Chleia, aenxa U per raeaso del comune di Norcte, nel cul contado erano com j.reae codeate terra {Reg. clt., 438, c. 93, bolla del 9 ot 30 tobre 1456); appartiene probabUmente al pontificato di Calllato la legaxlone del rescovo di Sesaa Angelo Ge raldiaI, U quale (e detto nella Vila dl lui, acrltta dal nl pote Antonio e pubblicata da II. Grraldini, in Belltl ti*o Defni. di star/a /atria for P Umbria, II, p. 483) ' Caasiara missus a cardlnall FIrmano (D. Capranlca, • inorto II 4 agotto 1458) clrllea tumultua 3^ •statultque Inter eoa pacem, quam utque ad ' relpublicae innovationem per annum cum medio tenuo " runt. Elua foedere aublato, In nova maglatratuum * partltlone dlientlonlbua exortla, in Paull pontlfkatum " (tie) ad extremum usque ealtlum patrlara perduxe " runt ». Quanta foaae la tranquiUIta del rlbelle Co contro 1 Norclal, dl cul narra qui II noatro A., invlata da Paolo II (U quale fin dal 1466 al era adoperato a dl rimere le controTerale dl Norcia col Ticino coraunc dl Aacoll; redl Tmrihsr, Cod. Di/l., Ill, 447 e cf. Arch. Rom., Brevta, XII, c 14 b) credlamo che ad esaa alano da riferire le due bolle dl Paolo II (Arch, comunalk di PaauoiA, Rtgittri dot Brrot, aw 3, cc. 17 a e 18 a), con la prima delle quail (3a dlcembre 1467) 11 pontefice lanclara 1' laterdetto contro le terre dl Norcia e Ar quata (che al erano rlbeilate all'ordlne dl deferire a lul l'arbltrato nelie loro tangnlnote dlscordle) qualora 1 auoi abltanti non al fosaero sottomcssi. cntro dodlcl glornl, alia Chieea; con la seconda, del I* febbraio 1468, egli decretara 1'ademplmento della censura occleiiattica selle aue terrlblll conaeguense di pene teroporall, inglungendo •unlverala et aingulia„ dl denunelare *dll. fillo magl * atro Vianeslo de Albergatia, noterlo noatro et nottrl * Camerarlatua officium regentl , le confiache dl peraone e dl benl apparten. 1 Norcinl, almeno, al 40 45 5^ ss Che pront«%.cncnt6| ndlc 60 circoatanse narrate dall'A., e accertato da un brere In riato dttUo t«»o papa, il 14 aprlle aucceaaivo, al gover natore di Perugia G. Battlate Savelll (Rtgittri clt^ a. 3, c 18a), perche curasse la liberazione dl tuttl I Norcinl catturatl in aegulto al precedent! decretl, 'abaque allqua * talearum aut pene aolutione, e 11 riaarclmento del danni 6$ da eaal aofferU nelie soatanxe. Sara, percl6, da collocare nella primavera del 1468, tra II febbraio o l'aprlle, la campagna dell'Albergati e del Maiateata nel terrltorio dl Norcia » .5 mune aotto Pio U non aappUmo; solo cl consU che Nor cla pago a queato papa fortl aoirtme per cenao delle terre del proprlo domlnlo (Reg. Valic. 449, c. 3$ 11 ; 433, cc. iiSb, 119 a), e contribu) con 1500 ducatl alle spcac della Croelate (Patriw-Forti, Memtrie tier, di Xorcia, p. 379), onde at pu6 argulre la forxa economlca di queato romunc nel mediocro. Quanto alia apedixlone rn111tare benche 11 Veroneae (cf. p. 59) metta nel terzo anno dl queato pontificato (1466-67) fattl alralll a quelli 70 deacrlttl dal Canenai, cl«s al ripeto»ano facllmente, come aappiamo, in codeato Comanc. Paolo II prorvlde in aeguito a fortificare la rfcea di quclla cltti (redi i man dati per forti aommo pagate a vari maestri " pro /a brica arcli * terre Nuraie,, Arch. Rom., Divert.Pauli II, 7S /466-68, c. 367 a; Arcii. Vatic, f*tr. el En. 4:0, c. 3iob; cf. Mubxtz, Let arts, II, 105). Digitized by Gc 152 MICHAELIS CANENSII tione, proque pacifico oppidi statu opportune fore vicfebantur; dein, ut ea ipsis stabiliora 8uccedant, perauadet uti secum oratores ad Pontificem destinent, quibus ipse nulla promts Quu.. 77 in re deerit. Composite igitur pacifice nursina patrta absque ullo belli certamine, sine ulla alicuius violentia, Nur&inorum oratores ac plerique ex primoribus nursinis, numero circiter quatraginte, cum Al'bergato Romam ad Pontificem eunt, quibus tandem ob ea, quae insolenter 5 tumultuoseque hactenus egerant, tantuB est ab ipso Pontitice timor iniectus, ut Albergato etiam interposito, solum in Pontificis gratiam recipi supplicarint, petierintque omnia ab ipso Alber gato Nursiae ordinata conlirmari. Ea Pontifex Nursinis concedit, et ut eos sibi fideliores obe dientioresque faceret, Nurainos pro eorum delicto quinque milium aureorum poena mulctavit, quos ipse nunquam exegit *. jjh Qut«., 7i Sed idem Vianisius ad Pontificem cum exercitu et Nursinis re- 10 diens, in ipso itinere Hteras ab eo accipit, quibus mandat uti diligenter' curet Pontanum po pulum *, in Cerratanos acriter insultantem, comprimere atque ab eis tumultuantia arma amo vere. Quibus quidem mandatis acceptis, Vianisius Albergatus ad eos populos cum copiis iter deflectit castraque in Vallenarco ' non longe ab utroque oppido duo milia passuum distante collocat, ipsosque Pontanos admonet, ut arma in Cerratanos accepta deponant et in Ponti- 15 ficis ditionem libenter accedant. Pontani vero, quia spoletanae ditioni subdhi, respondent velle se de his ad spoletanum magistratum deferre, ac deinde liberiori aniroo ipsi Albergato respondere. Albergatus vero illico de his pontificem certiorem facit, petitque uti ae admo neat, quidnam in Pontanos decernere debeat. Ad haec autem ipso Pontifice nihil diu re spondente, Albergatus consultius factu exstimans, castra in ipsum Pontanorum oppidum tra- 20 ducit, quamquam situ ac loci natura* fere inespugnabile videretur; quod ubi Pontani factum intelligunt, oratores de repente ad Albergatum destinant, significantes sese paratos esse per c 54 a ficere, quae ipse iuberet. Turn Albergatus mandat, ut se' libenter in pontificis ditionem de dant et ad oppidi custodiam atque administrationem, quem ipse nuntium destinabat, acci A.: 14. Vallenarco] Valenarro — 33. libenter] liber 1 Altra prora dl benerotenza dt questo papa verso 1 Norclnl (1 quail dorettero pur rlsenttrsl deU'energtco gorerno dt Paolo II; cf. sopra, p, 59, 1'anedotto narrato 5 da Gaspare Veronese) sono 1 numerosl ufficl pubblicl da lul conceal a clttadlni dl Norcla. Oltrc al Tebaldcschi creftto Senatore dl Roma (p. 85), rlcordlamo Buonconte de* Buoncontl da Norcla, che fu comerratorc dctla clttA dl Vlterbo fino al mano 1469 (Arcu. comiikalb pi Vi 10 T8RD0, Riformi, tomo XVII, c. 70a; cf. Arch. Rom., Comfuta Cubiettlarii, 1468-71, c. 33 b, per una larglzlonc del papa dl 50 ducatl * Bonconti dc Boncontlbus et allIs • suls soclis de Narsia,, 36 settcmbre 1469); Berardo dl Petrucclo de' Bardelli, a cul Paolo II concesae la ca 15 steUanla dl Sassoferrato il dl i° icttembrc dello stesso anno, • quum trlbus out quatuor altls Nursinis, tunc .-,o •similiter existcntlbus apud t. mvm d. n. papam etiam "coacessa fuerunt ofTicIa , (Ifeg. Vatic. S44, c. 189 11). Non per questo rinunclara 11 tiero Comune alle sue an 30 tlche asptrazlonl dt Indipcndenza (esso avera aderlto alia "pace d* Italia, del 1454 come comune llbero, e al leato del re dl Napoll; cf. Libri Comm. di Ventzia, V, p. I3J), ne alle conauctc lotte con le citti rlclne: git ambascJatorl dl Arquala del Tronto, present! in Roma 35 alia lacoronazionc dl S'sto IV, ebbcro a prorocare dat nuoro pontence rlpciuti rich'aml a minaccc al Norclnl che, senza liccnza del papa e In pregludlzto de' loro vt clnl. coitruivano fortlficaxioni nellc vlctnanzc di Aren dlta (redl i brevi del CnmcrlenEO Orsini, 19 agosto c novembre 1471. In Au-H. Vatic, Direr*. C„.„r., (, XXXVI, cc. ion e ij b). * « Pontus oppidum, a ponte dictum Narem ibl * prope flurlum lungente , (Hlondus, Italia illustrate, Vcnetla, 1481, c. 73 a). La plccola terra, che trasse U sua orlglnc dalla rlclna Cerrcto, c la sua celebrlta dal- 35 l'esscre stata II luogo d'orlglne dl parecchl Insignl let teratl de) secolo XV (Lodorlco, Tomaio, Paolo, Gio vlano Pontani; cf. Blomous, loc. cit.), reolra custodlta nel 1468, dopo la rlttorioaa campagna del legato qui dcscrltta dall'A., da un castetlano papale (Arch. Vatic, V Tnir. et Et. 476, c. 306 A ; 19 dlccmbre 146$: si pagano fl. 64 * lohannl Cole Prancisri de Vlncentia, castetlano * Ards pontls, pro etus provlslone septem menslum finl * torum die 30* noverabrli ,). Par.'mcntt, troviamo che II govemo dclla plccola terra era tenuto da un potosla 45 nominate dal papa, negll ultlml annl del pontificato del Rarbo (Francesco da Cornasano, nomlnato 11 33 feb bralo 1469, per un serocstre; Pletro dl Bartoloroeo "de * geppa de Vallc narcl „ , per un anno, ebbe II brere dl noralna add! 13 novembre 1470. Reg. Valic. S44, c. 136 a). S° J ' Vnlte dl N«rco , chramavasi 11 piu gran tratto della ralle della Nera (IVvlierna • Val Nerlna „), da Vlsso fino a Ternl; cf. L. Iacodh.li, Vilm de' Santi e benti deiriJatbria, Follgno, 1647, I, p. 641. II luogo dove Vianesio poacra I'accampamcnto contro 1 Pontani po- 55 trebbc etsere Vallo dl Nera , (11 • castrum de Vallo " Valilnniirct , del documentl medierall; cf. Guirauii, Ktot fentijical, p. 189), sUualo al punto d'lmbocco dclla strada che da Follgno m?tte nclla Val Nerlna. DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 153 perent. Quod ubi Pontani rite ac sine temporis dilatione effeccre, Albergatus inchoatum lam ad pontificem iter prosecutua est. Vanam ac scclestam fraticellorum sectam, quae in agro Piceno et Assisinatensi atquc in oppido Poli flagitiosissimo ritu pullulare iam occoeperat, diligenter insectatus est eorumque 5 plerosque captos coram iudicibus in ca causa dcputatis aperta ratione convinci voluit; et quamquam ob eorum graviasima scelera ignis eupplicio digni iudicati essent, nihilominus Pon tifex satis habuit nonnullos eorum ab oppido Poli eorumque patria septem annos exulare, annumque publico poenitentium habitu jugiter indui; caeteros vero, in tali delicto rursus con Stephanum de Coraitibus ems haereseos 10 fautorem', ut dicebatur, in arce romana detineri mandavit; oppidum et caetera paternae di victos ac damnatos, Capitolinis carceribus recludi tionis libera filiis dimisit*. Pari quoque diligentia e medio romanae curiae nefandam nonnullorum iuvenum sectam scelestamque' opinionem substulit, qui depravatis moribus asserebant, nostram fidem orthodo xam potius quibusdam sanctorum astuciis, quam ' veris rerum testimoniis subsistere, ac licere IS unicuique pro arbitratu voluptatibus uti, quemadmodum cinicorum mos atque sententia fuit; quin nostram aspernantes religionem, turpis3imum arbitrabantur alicuius sancti nomine vocari, et usurpatis gentilium nominibus, impositum sancti nomen in baptismo supprimere nitcbantur. Huius vero sectae principem ' pro honestate bic nominare minime intendimus, cum in ore Q.t 3. Piceno et Asslslnatenai] Piceno, Ass'alatenai Per II proceaao contro i «fratlcelli , dl Poll e dl altre terre dello jtato ecdeaiaatico vedl Pastor, II, 360 agg. ; ad eaao aocenna anche Egtdio da Viterbo nel S la sua Historia viginti sareulcrnm (cod. Angelic 331, c. 306 b) , " Deprehens* In Equlcolla est hereala negantlnm " verum ease Chrlstl ricarlum, qui a Christ! paupertate * deaciverit ; in eoa qui id acnscrat gravlter, In eos qui * defenderant (cf. nota ag.) grarlua, In eoa qui auetorea 10 "extlterant grarlaaime anlmadTeraum eat,. L'arione dl Paolo II contro tl centre pift vklno dclla ercala, era comlnclatn gli nel 1465 (bolla del 30 aettembre 1465, con cui vleae esortata a aottometteral la comunlta dl Poll, preaao G. Cascioli, Aicmorie ttoriche di Poli, Ro ,- ma, 1896, p. is); 11 proceaao ebbe luogo l'anno aeguen te; la eaecuzlone delle condanne contro 1 numeroat pro ceasati, nel lugllo del 1467 (Pastor, IP, 136, nota 1, Ca scioli, p. 126). Dobblam qui ricordare, che l'anonlmo autore delle Giuttiti* di Paolo 11 [cod. Vatic. Urbin. /at. 30 /636, pp. 477*480), nana dl un altro proceaao avoltosi in codeato tempo (* nel pontificato dl Paolo a", il ae ' condo anno del auo gorerno ,) contro * un certo mo * naco chlamato Arrigo N: . il quale aegulva le dottri ne degli Uaatti e arera fatto moltl aeguaci entro Roma a , ateaaa; descrlre la morte del frate, che fu lmplccato aul ponte Sant' Angelo ; e aoggiunge che * 11 medealmo g'or * no che al fece queata gluatlala, per cause appartencn * ti al S. Offitio furono moltl mandati alia galara In rl « ta, c fu detto ch'era {sic) aeguaci del auddetto, ma che 3o • havean peccato per Ignoranuca e che foaacro atat! su « bornati anche con promeaaa dl costul, perche haveva * intentlone 11 capo, a causa della sua liaclvia, intro * dura! ancora le donne aotto 11 medesiml inscgnament!, * come gll haveva cominclato fare, e colla diaalpatione 3S « del capo al dlaaegnarono tutte lo membra Ignorla mo quale ala la fonte a cui attlnae lo acrlttoro aceente aco (cf. sopra, p. xviil ; L. Fumi, In Boiitttimo Drfut. di stort'a fctria fcr I'Umtria, V, 345, nota 1) che pare poco attendtblle quando parla di eaecus!oni capital!, aiie quail non al accenna nelie narraaloni conteraporanee del pro- 40 ceaao contro gll eretlci: certo e pero, che anche In Ro ma era diffuao allora il movimento fraticeUeaco (cf. gll attl del proceaao contro gll eretlci di Poli, pubbllcatl da Ehrle P., in Arcicv f. Littratur u. Kirchtngttckickte, IV, p. 116). * La complicity dl Stcfano di Iacopo de* Contl e c della aua consorte Svcva rlaulta dalle depoaizloni reae dai * fraticelll , di Poli nel proceaao del 1466 (ediz. Ehrle, in Arckiv. clt., IV, pp. 1 14, 1 15 ag.). Che la prt glonia del Conti nel Caatel Sant' Angelo non duraaac 50 oltre 11 papato di Paolo II (coal aupponcra anche II Pastor, II, 418, nota 1) h provato da un mandato ea rnerale dei 14 ottobre 1471, nel prlml glornl dalTelexto ne di Slato IV (Arch. Rom., Defositeria generate Jtlla Crociata, /468-7/, c 106 a): * aolvatla magnifico domino $5 * Stefano Comltl Segne due. aurl de ca. 300, qua a.""" * d. n. papa e'dera donari mandarit „ (1 Conti dr Poli erano un ramo della famiglla de' Contl di Segnl). ' F. CoNTRLORlus, Gemalogia Jamigliae Comilnm Homaitcrnm, Romae, 1650, p. 28; "Carolus quond. St*- 60 " phanl de Comitlbua, dominua Castrl Poll; condidit * teatamentum, In quo inatltult heredea pro acquali por * tlone Hlcronlmutn epiacopum Maaaanum et lo. Baptl * atam germanoa fratrea de Comitibua; actum Romae, * in camera aoKte habltatlonta, in regionc Montlum dicta 65 " Terr* de Conti, die lS octobrla 14S7 „. Paolo II ebbe coetanteruente a' suol servlgi, nellc mlllzle papall, Gio vanni e Andrea dc' Contl (red! i reglatri fntroitms rt Bxitnt dclla Camera ap. M,^/t.«*/a»); il 16 aprile 1470 egli concedfiTa 11 vicariate dl Collo Sclplone ' Blaslo de Co--o * mitibua dc Vallemontone (altro ramo del Contl di So* *gni), ad auppllcationem d. Prothonotaril Rocha (ani " bateiatore del re Ferdinando) preaentibua allla orato * rlbua llgae „ (Rtg. Vatic. 544, c. 59 a). * Giutlo P.imponlo I.cto (vedl |)h.i.a Torke, of. 75 t. si* Qui*., » 4S t 154 MICIIAELIS CANENSn omnium propalam versetur, qui Romae grammaticam publice edocens, primo nomen sibi commutavit, dehinc certatim discipulorum amicorumque nomina innovabat, gentilium nomina ingerens. Ei adhaerebant plerique non minoris audaciae quam temeritatis, adeo equidem ut de necando pontifice cum Marco romano, quem Asclcfiadcm cum Marino veneto, quern dt., p. S7 sgg.), H ' pontefice massimo , degli Arctde ratcl romani. Q Leto, che tl era r.'tirato da Roma a Venecia circa l'estate dell'anno precedente (Delia Tor re, p. sa), fu consegnato dal Senato renezlano al Papa 5 in aegulto alia dellberazlone del 6 marzo 1468, dl cut diamo il teato nell'Appendlce II, n. 3 (al notl, come In codetta dellberazlone ai parli di Pomponio accusafo da Paolo II dl * ereala non di cospirasione politics). La conscgna del prlglonlero al Gorerno pontlficlo pare fosse 10 fatta dal Vencxlani in Ancona: II 39 marzo 1468 la Te sorerla pontlAcla pagara 40 ducatI d'oro papall * a Fran * ceaco Ferretl do Ancona, da la Sintita de nostro SI " gnore et per sue spese facte a condurre uno Iulio pon 'ponlo de Ancona a qui per comcaslone de noatro S.; ,5 *apar per mandato de dl jS supratcripto , (Arch. Rom., Imtr. et Bo. 1467-68, c. 230 a; cf. Arch. Vatic^ Imtr. et Bx. m. 471, c. 330 a). II penonaggio, a cul era com mcjio di trasctnare II letterato famoao, come acriaie II Platlna (Vitar, p. 310), * per totam Itallam, tamquam 30 "altemm Iugurtham , , dorrebb'essere quel Francesco Ferrettl che coprt le carlehe di podesta In Firetue e dl Senator* a Roma (G. Saracini, Starts di Aatoua, Ro ma, 1675, p. 509) e a cul indirizzava an suo carme i'Au rlspa (ncl coJ. Vat. Pa/at. /at. 607, c. 338 a; cf. R Saii 35 dadint, in Giorm. tier, iettor. Hat., Sufflem. m. 6, 1903, p. 11). Quanto alia durata della prlgionia dl Pomponio nel Cactel Sant'Angelo, queita ebbe termlne per lul, co me per tuttl, o quasi tuttl, gll altrl accademlcl condcte nuti, alio tpirarc del termlne dl un anno dalla loro cat In rapporto al pontlficato del Barbo: Pomponio non rlprese e mantenne dopo la liberasione dal carcere U suo posto nella Saplensa romana, aenza interrompere 1' in- 60 aegiamento fino al 1479, come crede V. Zabugifix, /.'/'* tfgnamentp univerdtario di P. J^te, in Rivitta d*Italia, 1906, II, p. 316; ci accerta del contrarlo una lettera dl Antonio Lepldo {•ex Roma, xxm august! , s. a., nel cod. Rieeardiamo 834, c. 307) a Ntcodemo Tranchedlni, nella 6j quale e detto che 1 due maestri d'un tempo ('praece ptorea ollm mei ,) dello scrlrente, Pomponio e Doralzio Calderlni, erano ambedne lungl da Roma: "quorum alter In Scithiam, ad pireneos alter in Gailiam cum * domino suo Ocssarlone profectus est Ura, si sa che 70 la lrgaslone del Bessarione In Francia (durante la quale 11 cardlnale ebbe compagno II Calderlni, cf. Gabotto Badini, Vita di Giorgio Meruit*, Alessandria, 1894, p. S3) duro dall'aprite 1473 al sertembre 1473: 11 Leto non stava qnlndl in Italia nell'agotto del 1473, o dell'anno 7; seguente ; e dato il favore di cul gll fu largo II succcsso re dl Paolo ir, ai h trattl a supporre che Pomponio fosse Indotto a ragglungerc gli eiuli amid in Orlente presto dopo la fine della sua prlgionia, e prima delta morte del Barbs; cf., per6, Della Torre, p. 108 »g. e 353 sg. 1 11 nomc dl qucsto Accademieo e rlvalato dal Ca nentl; poco o nulla si aa di lui d'altra parte, e sc ne Ignorara finora II casato (Della Torre, p. 100 sg.). Ora, la lettera del Patrlsl, che pubbUchiamo In Appen So dlce, cl da la chiave per penctrare 11 mlatero della sua, 8j 30 tura: lo affermava oltre all* accademieo Platlna (Vitae, c. 306), 11 cardlnale Egldlo da Vlterbo (App. II, 3), e lo confermano 1 seguentl documenU ufficiali. II 17 mar zo 1469, la Camera apottolica * solvit Diometro Guacel " II» {tie) de luca fl. aurl de camera tres, quos a.""" d. n. 35 « papa el darl maadaTlt, ut apparet per mandatum fac « turn die XVI elusdem , (Aacu. Vatic., Imtr. et Ex. 476, c. 176 11; costul e 11 lucchese Demetrlo dc' Guaizelll, l'accademlco * Demetrius Lucenals „ , cf. Dklla Toraa, p. 96); il 35 marzo luccesslvo, "s."** d. n. papa dedlt 40 * Campa.no de babucll egroto, famlllarl d. Eplscopl fcl " tresis (Angelo Fasolo), due. papalcs decern, (Arch. Rom., Comfuta cnhicutarii 1468-7/, c. 73 ; ai tratta ccrla mente del Pomponlano * Settlmulelo Campano,, nato a ttauco negli Ernlcl, cf. Della Torre, 99 sg.); al 15 dl 4- aprlle, II papa * per manua d."' Progne [del contl dl "Polcenlgo] scutlferl largitus est luclo {tic) Pomponio * due. papales 35, (Comfmta clt., c. 10 a); e 11 30 dello stesso mese • per manus d."1 Caroll [FranzonlJ de man * tua scutlferl largitus est culdam dlcto platlna, de fa ro " milla r.Bl d. cardlnalis mantuanI [Francesco Gonzaga] 'due largos 35, (ibid., c. 11 a): ci pare ovvla la sup posizlone, che le suddette erogazloni fossero determina te dclla pieta del pontcfice verso I disgraslatl uscltl dal la lunga roacerazlone nelle Mole Adriana e trattenutl, 55 aneor per qualche settlmana, sotto sorregllanza dentro 1 recintl del Vaticano (Platina, toe. clt.). Un'ultima nolixia possiamo offrire Intorno fllle Ticendc del Leto origine. In codesta epiatola lo acrlttore rlsponde ad A. Monelll Invece dell'amlco • M. Franceachlnus , (1 cul al era rirolto 11 Monelll con la lettera capltata nelle man! del Patrizl), polche 1'amlco era assente; e dal conteato appar ehlaramente che 1'atsente era uno del quattro Ac- 0 cademlcl fuggltl: non pu6 essere qulndi costul altrl che II * Marcus , ricordato nel aegulto dcll'eplstola Insieme con Glauco, con Calllmaco e con I'etreo. Dl un amico dl nomc Marco vi sono accennl in altre lettere dl Ago stlno Patrizl (nel C»d. Angelica /077, oc. 134 A e 117 n); 95 nella prima delle quali, scritta il t" ottobre 1467 alio stesso Monelll, 11 Patrizl si giustificar* del non potcr dare all'amico notla'c tosi dl frequente, come faceva 'Marcus nosier,, mentre nella seconda (de* 34 lugllo 1466, dlrctta a G. Antonio Carapano) si paria dl Marco, to "domestlcus et famlllarls, di Glannantonio. Marco Franceschlni (famiglla romana aulla quale oflfrono noti zle, per il secolo XV, i Rrfcrtori dello Iacoracci, Cod. Vatic. Ottob. la!. 2»S° P« *65). fhe aveva cercato. 00* suoi compagni dl fuga, lo scampo In Orlente, trovo la morte a Sclo prima di uvcro rlvista la patria. Qucsto apprendlamo da un'affettuosa elegia di CaJlimaco (Cod. Vatic Barber, /at. *ojf, c. 89: * Callimaci poete elegia ' ad Marcum achademlcum romanum n), nella quale il poeta lamenta la fine Immatura dell'amlco, fugglto dalla Uo terra natale pcrchi perseguitato * crlmlnlbus falsls „, spento ncll'Isola stranicra, senza il planto dci gen!tori, dclle sorclle e del parent I * consanguinra pompa conii * tantes Altre notlzie sul glovlne sventurato non of J DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI Glaucum1 , 155 cum Petro*, quem Petrciitm, et cum Damiano tusco*, quern Calimacum appellabant, aliquando cogitarent; quae quidem ita nonnullorum mentes adolescentium infecerant, ut nisi diligens* cura illico adhibita fuiaaet, complures etiam ad gravissima Bcelera contraxiasent. Sed eadem conspiratione detecta omnes illico fugam clam arripuere: qui autem Romae comperti 5 sunt, absque delectu in arcem romanam sunt servati. Non multo post tempore 4 instantibua ludicris Agonalibua, quando romana iuventus per licentiam se immodestiua habet, alia adver sus eum pernitiosior conspiratio detecta est, in qua quisque flagitiosus a patria exul, atque aliquo gravi iudicio dannatus civis, aut inquilinus convenerat, cum non mo'dica armatorum .: 3. una /are/a (Inter?), in fart* abrata — 6. ludicris] ludrlcls Q.: 3. quae quidem] quandoquldem 10 «5 35 fre la clegla del Buonaccorai, ne il suo 'epltaphlum * Marcl academic! , {ibid., c. 90 b), ie non quella, che fra i due araid era " aetatls paritas srudilque, (ibid., c. 98 b); c »i sa che Callimaco nacquc il 3 magglo del 1438 (Blue Com. 01 Sax Gemionamo,Zdter attatit, del sccolo XV, ori ginate, c. 13 a: *d. Callmacus plcrl dc bonacursta na 'quo a A\ ij dl magio 1438 cosi va corretta i'erronca lezione di coderto ros. fatta dal Coppl, cf. Zkno, Dit —rtation* Vostiane, II, p. 311, come cl comunlca gen tllmente quel dotto bibllotecarlo comunalc, mons. Ugo Nomi Pesclollnl). 1 Luclo Condulmer (• Lucio de cavo de mare Vene tiano „ ; Dmxa Tokrb, op. cit., p. 91 sg.), indubbUracnte uo congiunto dello stesso papa. I documentl ufficlall pon tlficll non rlcordano il nome di lul; tl sa, inrece, che viveva presso 11 Barbo, quand'era cardinale, Giovanni Condulmer, II quale direnne poscla, In seguito all'assun 20 aione del suo patrono al pontificato, depotltario della Camera apostolica (cf. App. I, 3) e morl pochl raesl dopo gll arvenlraentl di cui trattlamo. In caia di Giovanni Condulmer vlveva uno del glovanl accademlci proces sat! nel 1468, Luddo Faztni (cf. la lettere di G. Bianco, presto Pastor, II, 706: il papa arera detto al Blanco ch: Lucldo * stara con suo parente, ch e qua suo depo " sltarlo »)? e si pu6 rltenere che alia famlgtia del de positario papale appartenwse anche Lucio. Di cottui, tecretarlo del cardinale Ammannati, 30 «I aa toltanto quel che cl avverte qui li Canensl, Tale a dire, che il suo nome di battesirao era Pietro. Dkixa • 35 45 ToRJta, op. eit., pp. 88, 91 ; cf. la Icttera del Patrixl, in App. II, 1. II cardinale Egidlo da Vlterbo (App. II, 1), lo ebbe amlco carlsslmo, bench* Pietro * in nulllus reli glonls verba luraret 3 Fllippo Buonaccorai da San Gcmignano, soprao nomlnato Callimaco Etperient*; su dl lul vedl G. Uziet.. Lt, F, B. da S. Geminiano, in Mitcollanea storica d. Vol dttia, VI, 1 14 sgg., VII, 84 sgg. (1898-99). Agll autorl, che contrlbulrono alia conoscenxa della vita, assal Imper fettamcnte nota, del Buonaccorai, eltati nello studio dcl 1' UxielW, si agglunga S. Wixdakhvvicz, Sar Its manntcritt tontenent* tes poisia d* C. B., in Bulletin international d* tAcademic d** *ei*ne** de Craeovie (Comfta rendu*), 1890, p. 3JS sgg.; 1 verst del suo contemporaneo Glrola mo Bologni, presso G. Pavanbxlo, Un maestro del Qnat trecento, Venexla, 1905, p. 356; Altuai, Li Nuftiati, p. 146, dal quale apprendlamo che 11 poeta gemlnianese professava pubbllcamcnie eloqucnan in Roma prima dcl la sua fuga. Si avverta Inoltre, che 11 oostro Calllma- 50 co non e da confondere col suo omonlmo " Calllmacus "Senensts, (anche 11 Buonaccorai era nato nel territo r\t di Siena), poeta egll pure, dl cui parlano alcune let tere dl Toraraaao Pontano (Co t. Vatic. Ottobon. lot. /077, cc. 68 b, 70 b; cf. A. Zasmxi, in Bell, della r. Dep. di 55 tioria fatria per PUmbria, XI, p. 59 sg.)! costul e Cal limaco • de Bonaglis » (Bonazia) da Siena, ch'ebbe co spicul uffiei nella Marca da Plo II (Ajtcn. Vatic, Reg. Vatic, jtjt cc. 86 b, 331 b*, Intr. t Em. 449, c 60b; cf. la letters, del Teramano G.'rolamo Fortis aU'arcivcscoro 60 Maffeo VaUaresso, In C*i. Vatic. Barber. Iat. jScX), p. 185 sg.). Ed e parimenti da dlstinguere dalP •Esperlcnte , quel Filtppo Buonaccorai " de Perusla „ che fu al serrlgl del duca Francesco Sforsa; cf. Mazzatinti, Manoscritti italiani dtlh Bibliotech* di Francia, II, p. 441 \ Bollottino 65 r. Defntatlon* di storia /atria per VUmbria, V, pp. 717, 7» sg. Quanto alio pseudomlno * Damlanus „, con cut chiama il nostro A. Callimaco Esperiente, non se ne b peranco trorata la splegaslone: a meno che esso non sia forma cotrotla (o a beila posta atterata, come av- 7° venlva per 1 nomi dl altrl accademlci PoraponJanl) del nome " Geminianus . , col quale potcva eatcre Indlcato II cittadino dl San Gemlgnano (coal * Politlanus „ da Mons politlanus ,). Certo h, pero, che con tal norae non trorasi altrore chlamato il Buonaccorai. 4 L'A. sembra qui afiermare che cl fu lnterrallo dl tempo fra la crcduta cosplraxlone dcgll Accademlci e la «upposta spedixtone dl messer Luca e auol corapa gni dl csigllo contro Roma. Sta invece il fatlo, che l'arresto del PomponlanI (arTcnuto negll ultlml gtornl dl 80 carnerale, 35-18 febbraio) e la falsa delaxlone dcl/«i«/o (p*g- ag.) sono contemporaneo: nel prlml glornl dl marzo gia gli ambasclatorl mllsnesl rlferlrano che Pattentafo uttrlbulto al Toxzoll era risultato inms»lstente. Ne corse plu che lo spaxlo di una notte. tra l'arresto dcgll Ac- S5 cademici e la precedento fuga di Callimaco c dc* sunl due compagnl (cf. la Icttera del Patrisl, App. IT, 1). Si notl, per ispiegare le inesattczzc del racconto del Ca nensl, che la sua narraxlonc di quest! faitl (non com paraa nella prima redazlone della Vita, die fu composta 90 probabllmcnte In codesto anno 1468, c certo prima della clcxione delPA. al rescovado di Castro, cf. aopra, pp. xx; xuix e 69, variant! II. 3-3) venne srrltta dopo la morte del papa Barbo, anxl (se corrisponde alia realti la nostra congeltura a p. xx) alia dlstanxa dl dice! annl d.igli av- 9; venimenti qui dcscrltll. *. ss* Quia.. » 75 156 MICHAELIS CANENSII militum manu. Cuius quidem conspirationis auctor duxque aflirmabatur Lucas Tozolus 1 ro manus, iuris caesarei doctor haud vulgaris et apostolici consistorii advocatua, quibus animus erat die cinerum, primordio quadra^esimae, quo Pontifex ad sacra ex more exequenda in templum descendere consueverat, aut ipsum effugare, aut illata vi necare, quemadmodum Andreas romanus de regione sancti Angeli,-pkUosofkus vulgo nuncupatus \ unus ex eis, pu- 5 blico iudicio professus est. Sed postquara ea conspiratio palam cognita est, Lucas de repente e.jjt incognitus' pedibus per silvam vehtrinam ad littus Neptuni devenit, ibique conducta remigia cimba ad loca ditiooemque regis Ferdinandi festinus delatus est: caeteri autem eius factionis consotii, alius alio diffugere. Sunt qui omnino negant eundem Lucam fuisse huiusmodi con scium conspirationis, eumque per id temporis Neapoli mansitasse et propterea Pontificem 10 restituisse ilium pristinis dignitatis honorumque ornamentis, quibus eum paulo ante publice exauctoraverat Pontifex autem in tarn pernitioso negotio usus est magno congtantique animo: nam, veluti eonun nihil actum fuisset, ludos ex more agi mandat epulumque romanis magi stratibus et universo populo lautissime dedit, dispositis tamen per Urbem perque alia oppor quu., ii t. j6» tuna loca necessariis praesidiis. Vetustum ac deforme templum beati Marci politissima arte ipse undique innovavit, fe nestrasque marmoreas vario vitro contextas desuper erexit; sub'tectum splendidissimo ac depicto opere contexuit plumbeisque teguiis desuper totum cooperuit. Addidit insuper aedes iuxta magniuco ac sumptuosissimo opere, cum horto Bimul adnexo; in quorum' quidem opere centum et xvi millia aureorum et eo amplius persolvit, ut ab his accepimus, qui eius operis 20 15 — 19. horto) orto A.: ia Neapoli] Neapollm — io-ii. et propterea Pontificem restituisse, aggiunto in margin* — j$. tegulis] regull* Q.: 7. veHtrlnam] Velitranam- rcmigU] rcmlglo — 15. necessarllsj yarlia 1 Luca Tosolo, o de' Tozzoll, appartcncnte a no 5 bue faralgUa romana (AonroLri, Rama mcWcti di metto, II. P- 34)i con la quale ebbe rapportl amicheToll 11 no stra ponteftce (cf. Murntz, L*$ art*, IT, 119; Reg. Vatic S44, c. 149 a). Metier Luca dottore, carallere e avto cato conclttoriale atara in esilio, probabilmente fin dal 10 tempo di Plo II, polche fu ImpUcato nella aolieraslone repnbblicana dl Roma del 1460 (Pastor, n, 82) e rite nuto colperole dl uoa «rendetta, (Dkxa Tuccia, p. 361 eg.), per la quale II succeasore dl papa Pio non areva maI roluto concedergli il rltorno In patrla (vedl 15 la letter* di Giorannl Bianco ai duca dl Milano, sopra la "conglura, del 146s, preaso Pastor, IIs , 70S). Bens), ottcneva il Tozzoll da Paolo II, gia nel 1466, ad istansa del re Ferdlnando auo protettore, la dcslgnaxlonc alia podestarla di Bologna c a quella di Perugia (Reg. Va ao tie. S44, cc. 24B e 123 a; 1 due uffici, concesal 11 7 lu glio "ad instantlam oratorum d.»l regis Ferdinandi „, che non furon mat eopertl dal T., gli sarebbero npet tatl " post concetslonei allls facta* „. Alia corte dl Na poli cgll trascorsc anche gll annt aeguenti alia morte del * negotlia ad dirertas mundl partes habeftt pcrsonallter 35 « se conferre , (Reg. Vatic. 677, c 367 b; VIU, kal. Oct., anno 13*). Ma pochl glornl dopo measer Luca morlva (30 settembre 1483; G. Pomtami, Maria, p. 16); 11 suo corpo ebbe sepoltura tn Santa Maria d'Aracell (Eoim, Nacralogi * Mri afini, I, p. 4*9). ' Di questo facinoroao deiatore parlano tutte le re* laaloni sul fattl present!, da noi citatc plo sopra. A ce stui arrebbe 11 Papa accordata la sua proteztonc anche 40 In segulto, m i dl lui che «I tratta nel seguente mandato Camerale: 1470, 6 ottobre: * maglstro Alberto sartori 45 " de Noraria ft, 9, boL 3, pro totldetn per eum exposi * tls In faclendo unam Testein et unam duploidam pro * phtlosopho resident! apud Sanctum Marcum, quam S.,nu* d. n. papa el darl mandnvit » (Arch. Rom., Divert. Pam li If, I47a-7i, c 40 a) i ma lo stcaso pervmaggio, in al- 50 tro reglstro (Arch. Vatic. Intr. *t Ex. 48a, c. 258 a) e chiamato quidam phllosophus itfanm In sancto Mar co ,. Ver? b che nel registri Camerall, alia esatteuta delle clfre non corrlsponde acmpre ia prcclsa lndlcaaionc 3^ papa Barbo, in posixione cleratlss'ma (nel 1480 era pre sidente del sacro Consiglio e vlce-protonotarlo del Rea nie; cf. Summon™, Hiitoria di Xa+ott, parte III, p. 4«) j nel 1483 si trorava a Roma in qualita di oratore del re (Pastor, II', 704, nota 7), c fu nllora riassunto ai aervigi della santa Sefie, poiche un breve dl S'lto IV del 34 tettccubre dl eodesto anno gli coiicedeva salra rondotto, "cum dil. Alius Lucas Tosolus miles romanus, « utrlusque lurls doctor et nostrl sacrl Conslstorii ad * vocatus, pro nonnullls nostrls ct saticle ro. Erelrslc delle persone, e 1 noml sono talvolta stranamentc alte- 55 rati. Rlcoed amo, per I'nnalogla del nome, un *Alr;siua « phllosophus „ che trorasi fra gli scopetori segretl , nel r»*U di/amigUa dl Pio III (cdli. P. PiCCoLOMim, In Arch. Soc. Romama it. fatria, XXVI, p. 158). 3 La complcta ostenslonc del Touoll da questl fat- (,n ti dl Roma, c la falsita del racconto del fi/atffe sulla sua. apparUIone nci dintorni dl Roma furono provatc pochi glornl dopo I'arresto del *conglnrati „ , aecondo le eoncordl testlmoniansc degll ambasciatorl e del Pa trlx!, cltate pin sopra. DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDJ 157 compute servarunt A^'gressus est absidem, quam tribunam vocant, iuxta aedem apostoli Petri a Nicolao V magniticentissime inchoatam, ipse suia impensis perficere, in qua supra quinque millia aureorum dcdit Sub id tempus apud oppidum Ienazani, in praenestina dioe cesi situm, ex imagine beatae Mariae virginis complurima et admiranda miracula Deus effe 5 cit*, ad cuius quidem rei examinationem Gaugerium vapicensis ecclesiae praesulem ac Ni colaum farensis ecclesiae antistitem destinavit*. In eodem fere anno, non longe a Viterbio mille paasus, ex altera virginis Mariae imagine pene infinita et ingentia miracula, quae nos quoque prospeximua, facta sunt, quotidieque crebrhis ex longinquis etiam regionibus fieri in telligimus *. Romae insuper, sub capitolino monte alia beatae Mariae virginis ymago pari mi 10 raculorum frequentia venerari occoepit, ad quam quidem intuendam ipBe Pontifex' profectus est maximeque veneratus*. A.: 3. praenestina] penestina — it. reneratus: tegue est, esfmmia 1 La lllustraslone dl querto passo concernente gll cdlfici erettl In Roma per opera del papa Barbo, eari 5 argomento dl un laggto a parte, che pubbllcheremo pros slmanwnte nel periodic© L'Arte, dlretto da A. Venturl. * L'apparUlone delta mlracolosa Imagine della Ver glne In Genasaano arrenne 11 aJ aprlle 1467: Tedl G. Sorxi, Mrmari* di Gemotta»e, Roma 1838, p. 2C9 sgg. 10 81 aparae pol la credent*, che 1*Imagine foiee «tata tra tportata portentoaamente da Scutari d'AlbanU, dopo la caduta dl codesta terra In mano del Turchl, dl qua dai I'Adrlatlco: la quale leggenda (che h da mettere In rap porto, per Identtti dl orlginc, con quelle della trnsla 5 alone della Santa Cata a Loreto, cf. sopra, p. 9$, nota 3) riferiace 11 Senni cit., p. 371) al tempo della morte dello Scanderbeg (alia quale successe la conqutsta turca dell'Albania), ch'egll dice avvenuta nel gennaio del 1 467* Senonehe, quests data h Invece da trasportare, come ve 20 demmo (p. 149, note, 1. 13 *gg.), an anno pla Innanzl. ' Gauthier de Forcalqaler, vescovo dl Gap, e Ni rolo Croct, vescovo dl Lealna In Dalmasla (Bvast., If, 337 e a88); 11 loro visgglo a Gcnnp^zano si comple pri ma del 18 glugno dello stctao anno, come appare dalla 35 nota seguente del deposltarll della Camera apostollca: " A dl dlcto (13 lngllo 1467)} a rev. pa. mesa. N. veacoro " Farente fl. rlntendo bol. LX, per apese facte per lul "el veacoro Vaplctenac In andar a lanaxano, mandatl "da nostro Slgnor, per iuo mandato de d\ snprstcrlpto 30 «(18 glugno), fl. XXII, LX, (Arch. Vatic, fmtr. et Bn. 468, c. 330 b ; cf. Smm, ef. cit,, p. 377). Vedl an che la nostra Prefaslone, p. XLIV nota 1. * Intorno all'orlglne del culto per la Imagine dl Santa Maria della Querela, preaao Vlterbo, e del eelebre 35 Santoario Maorto, Tedl Cappkllbtti, Cittse d"/tafia, toL V, p. 143 *gg.; Busai, ftlorin di Viterbe, p. 378 sgg. C. PlMri, Memerit t d»vm*m& intditi smt/a Basilica di ,anta Maria della fuertia in Viterbe, In Arckivii tlorico doltArt*, III, 1891. p. 300 egg. Moltlpllcandoil 1 ml 40 racoU e 1 pellegrlnaggl nell'eatate del 1467, aorse 11 propoalto dl eoatrulre una cappella sul luogo dove tro varasl 11 slmulacro (CappkLlktti, p. 145). Paolo II concedera la ereilone della " ecclcalola cum humHI cam « panUi „ affidandone la cnstodla al • pauperea Ichtuatl , (cf. sopra, p. 1 10, nota 1) con breve del 37 ottobre del- 45 lo ateaao anno, dlretto a Nlcolo vcacovo dl Modruaaa * Vlterbli commorantl , (Pnrex, p. 305) ; ma I'eaecualo ne degll ordlnl papal! dovette eaaere alquanto dlfferlta, polche nn altro breve dl Paolo, del 19 mano 1468, in glungeva al castellano della rdeca vltcrbese, veacovo dl 50 Auisi, di cicgnlre quanto h cooteauto nel breve al ve acoro Nlcolo, " cam Idem episcopal banc nostram com * miislonem hodle, propter elus a dvltate prefata ab "sentla, mlnlme exequl raleat, ne comnnltaa Ipsa tarn "plo dealderto defraudetur, (Akch. Com. di Vitbrbo, 55 Margarita, tomo I, c. 170 a). L'asalslcnzn del Geauatl renne, del rcato, ben presto sostltulta con qoella del Do menicanl, mentre il primiliro disegno dl una chie»uo!.\ cedera 11 posto al progetto della magnifies, basilica, oggl monumento naslonale, comlndata a eoatrulre sotto gli 60 auaplcl dello stesso pontefice (Pisa, p. 303). La fabbrlca della chiesa "grande., lnlslata net 1470, si coprlva gli del tetto nel 1472 (Pinzi, loc. cit.; cf. Akch. Vatic, Di vert, Corner., XXXVII, c. 32 a: II Camerlengo ordlna al Tcsoricre del Patrimonlo che permetta al Prlore dl San- 65 ta Maria delta Querela di cavare dalle aelve della Ca mera apostolica preaao Vlco "trabea et alia ligna pro "edIBelo eecleale S. Marie de quercu, qnotqnot erunt neceatarta., i* mano 147»). * Cf. IifFBSSURA, Diarie, p. 73; "Eodem anno 70 * ['47°1 • dl 26 dl lugnlo ta Imagine della Nostra Don * na Verglnc Maria, la quale sta penta In una costa dl "muro appresso Santa. Maria delle Gnulc de sotto al "monte dl Campltollo, comlnclo ad fare mlracolo: et * depd perscrerando In nelll dettJ mlracoll a chl dlvo- 7S * tamente si 11 raccomannara, 11 fu fatta la ecclesla, co " me si rede, et fu chlamata la Madonna della Conso * laz.'ona, ct em fu penta da mastro Antonaaao pentore, * et la detta eccleata fu conaecrata eodem anno, a dl 3 dl * novembre E eridente che la data 1470 (• eodem an- 80 no ,) ra rtferlta al 3 dl novembre, gtorno della conaacra slone della chiesa, non al 26 dl glugno, che 1'Imagine della Vergtno comlnclo ad opera mlracoll t Plnfesaura rlunlsce anche altrore sotto la steiaa data arrenlmentl svoltisl nello spaslo di plu anni (cf. ibidem, sub d. 1467, 85 per 11 proceaso contro 1 PratlceUJ, dl cul parllamo pla 158 MICHAEUS CANENSH Praeclarum certe, ac memorandum facinus adoxtus est, quod ipse multa diligentia ac summo ingenii conatu tandem effecit. Nam, cum omnes Italiae potentates urbiumque do qut«„ n minia mutuis odiis dissiderent pararentque bello inter se decertare, ipse, ut' optimi pontificis fungeretur officio, convocatis in urbem Romam omnium Iegatis, pacem inter omnes sanxit ct in Turchoa chriatianae fidei hostes deputatis militum stipendiis praevisisque sub&idiis opor- 5 tunis, anna expeditionemque indixit Ea Italiae pax tanta populorum bilaritate et laeticia cxcepta est, ut Romani omnes atque alii exteri biduo id solenne habuerint, focos per pla teas ac vicos et ovationes passim per urbem agentes, Pontificis etiam nomen in coelum ma gnis laudibus attollentes '. Pontifex vero ad maiorem rei celebritatem ex texnplo beati Marci sopra, p. 153, not* 1). II 36 glugno doTrebb' esscre qulndl rlferito all'anno 1467, In rul el manlfeetarano i mtracoll delle Madonna dl Gennasxano e dl Vlterbo, che l'A. accoata a quelli deli* Imagine romana : da notare, S come 1 prodlgl dl Santa Maria della Querce foatero de termlnati daJla peetllenxa che In codesta «atate tm»« gU6 II Vlterbew (Bussi, Hitttria, p. 169), e non doret le rlsparmlare nenmeno Roma (cf. sopra, p. 49, nota 3). PI portcntl complutl dalla Imagine dl Caroptdogllo, In j 10 rocata apeclalmcnte dal condannati che cran condotti a patibolo al prosiimo Monte Tarpelo, il parla anche per gll annl precedentl; e al aflerma che gta nel 1460 le oflerto del fedelI averano fatto It! aorgere una cappella (O. Pancirou, Tretri »aKttti delPalma dtta di Ram*, 1 5 ibid., 1635, p. 64 ag.; cf. Io. Ajtt. Burtu, Ofera, In Arch Vatic, Miter1I., arm. VI, n, J, c. 395, e eorreggt Ar mrllixi, CMtte Hi Roma, p. $36). Nemmeno I'edlficlo fondato, aecondo 1'lofeaiura, da Paolo II e, del resto, la chics* attualc di Santa Maria della Conaolaalone : una 20 holla dl Siato IV del 5 glugno 147a (presto Forcslla. fuririamf, VIII, p. 334) concedeva Indulge&ae " ut ca * pellara eiusdem glorlose Virginia alme Urbla de con * aolatlone nuncupate, In qua ipalua b. Marie devotlssl " ma Imago mujtia stupcndisquc mlraculli, at accepimus, 25 " merltia et intercatslone lpilua Virginia gtorlose coru * acat, et ad eandcm capellam magna conflult popull * multltudo, congrula honoribu* frequcntetur et in aula " structur.'s et edlAcils amplietur ct conaervetur Che poi nel 1477 eslstetse gfa la chleaa piu ampla, aembra 30 ]rovato dal testamento del * marmoraro , Uonomo del Rione Plgna (cf. Eolui, Xttrotogi, I, 547, 548), fatto II 1 1 aprlle dl codesto anno, nel quale si parla di un cre dito • pro ccultura unlus lapldla marmorei aculti per « cum pro aepultura quondam d."4 Vlolantls uxoris Ga 35 "leatil de regtonc Transtiberlm, aita in ecclesla aancte * Marie Consolation]* » (Arch. Rom., Notari Ca/itttini, Prolactin a. mo, c. 31 a). — Le notlxle qui raccolte ln torno alia origlne della chicsa suddctta, serrano a cor reggere le induz'onl trade reccntemente dal paiso citato 40 dcli'Infessurn, per la cronologia delle opere dl Anto 1 nlaszo Romano (cf. A. Gottsciirwski, Dit Fntitn dt$ A. Romana, Straasburg, 1905, p. 13; G. Bbrxardixi, At cut* oftrt di A. R., in Rattegna a"Arte, IX, 1909, p. 43). La 'pace d'Italia,, detta anche "Pace Paollna,; 45 vcdl Pastor, IP, 417 ag. ; Pbrrbms, Hitttirt dt Florence deftis etc., I, 333; Perret, Rtlaiitnt dt la Franc* avtc Venitt, I, 486 Igg.; Cronaca Ptrugina, cells. O. Scalranti, in Bolttttino d, Dtfnt. di tttria fatria ftr f Umbria, IX, 50 il p. 58 sg. A trattatlve, che al arolgevano In Roma tra papa c i rapprcacnUnti d.-llc potenie iUllanc gik nel 1467, «Hude evtdentemcnte Gaspare Veronese nella sua Vita (p. 56). n tentative compluto da Paolo n, pubbll cando 11 3 febbraio 1468 la pace nella chleaa d'Aracell, con la forxaU prcsensa degll ambaaclatorl (Iac. Picco LOMixKi, Comm., c. 366 a), per troncare con 1'autorlta 55 propria le difficolta delle negostasionl, faUl canaa le pro teste degll statl intereasatl, che al accordarono nel non aceettare le condlsloni imposts dal pontefice e nel rnao daro nuorl ambasciatori a Roma per riprendere le trat tatlve (cf. Mbssbri, Matteo Pitlmitri, in Arch. Star, /to/., 60 serle s\ tomo XIII, p. 31s fgg.; e la nostra Appendlce, VII, 1, 3, 3). Quests Toltagli oatacoll pare Tenlsaero dalla parte del papa, che al plegd alia richleate delle potense solo allorquando 1'oratore del Veneslanl Pietro Moroslni * enm pontifex rem In longum protraheret, dixit ae rece- 6j " piue litterai quod, al pontifex non firmaret pacem. ipsi 'aloe pontifice pacem conficerent* (coal icrivcva I'amba aciatore fioreatlno M. Palmierl, clt. in Mbbsbri, »/. at., p. 310), e la pace venne immodiatamente pubblicata, II 35 aprlle, giorno dl san Marco, nella basilica romana 70 omonima, purallora rcstauraU dal papa Barbo; 11 26 aprl le Agostino Patrixi, da Roma, annuncla a G. Ant Caro pano: * hcri In templo dlrl Marci, re dlvina peracta, pon * tifex max. pacem publicavlt, quam legati In Italia con * tendentlum, Venetorum scilicet et confederatorum, com- 75 " probavere. Legea pacta nulle alle dicte sunt, nisi quod " ablata restituantur; de condltlonlbus alias tractatls rer * bum nullum. Sperant omnes hanc pacem et atablkm et * relpubllce chrlatlane utlllsslmam futuram a (cod. Angtl. 1077, c. 1 17 a ; 11 testo della * pace „ pubblicata In Ara- So cell, presso Raymalous, X, p. 458 sg.; quello del trat tato dcfinltiTo, edlto plu volte, trorasl anche In L4M Comm. di Vtntnia, V, p. 163 sgg^ doTe aono altreal le ra tiflche della potense contracntl e adcsionl di altrl atati; tuttl gll Istromcnt! relativl a questl accordl si conserrano Si nel Liber mhtnt, in Arch. Vatic, arm. IV,tafs. Ill, n. /, c. 40 sgg.). La solenne cerlmonla a cul accenna 1'A^ del dl dell'Aaccaaione (che cadde a! 26 dl magglo nel 1468), av-veniva dopo compluta la codlficastone ufficlale del pattl e II rkoDoscimento del papa quale capo e protet- 90 tore ddla pace, (Pastor, IP, 419; LiM comm. clt, p. 169): U che era arrenuto agll 8 dl maggio, 'inter ' scrtam et septimam horam r, nella, camera del papa in San Marco, parteclpando alia firm* del capitol!, Uulerac con gll ambasciatori degll atatl saddetti, anche Iacopo 9; Trotti per il duca dl Modena e Nicolo Sererinl per la repubbllca dl Siena (Liber rnbtmt clt, cc 41 b, 53 b, 55 a). * PesteggUmenti popolarl al ebbero Sn Roma coal II giorno che U pace fu pubblicata la prima rolta (Aacii. Vatic, Imtr. tt Sx. 470. c. 303 a ; i° febbralo : al pa- 100 DE VITA ET PONTIFICATU PAUL* SECUNDI 159 ad basilicam beatorum Laurentii ac Damasi pedibus, cum ordinatissimis religionum omnium supplicationibus usque quaque profectus est; in ipso autem supplicationum profectu pleriquc hymni decantati sunt, a Leonardo Datho 1 maasano praesule compositi. Sed* inter missarum so lemnia, ut mos est caerimonialitcr, Dotninicus * brixiensis ecclesiae antistites, theologus praeclarus 5 ac facundissimus, iussu Pontiiicis ornatissimam habuit orationem, tantoque spectaculo accotn raodatissimam. Peractis de more sacris, Pontifex in domum Francisci Gonzaghae diaconi cardinalis mantuani, eius tituli tunc praesidentis, dedinavit, a quo quidem magna cum hono rificentia susceptus est, fuitque apud eum subsequenti nocte una cum paucis ex ipsius secre tioribus. Per omne id tempus cardinalis domus omnis et aula ac penu ita omnibus patuere, 10 ut quisque absque delectu habundanter acciperet, quod esu potuque sibi quaereret. Conanti autem Pondfici tarn anxie' pacem ipaam efficere, fuit ex secretioribus qui aliquando diceret cavendum fore, ne huiusmodi pax statui quietique suae ofEceret, quandoquidem armatorum duces exercituum absque bello diutius regi substentarique nequeant Quae quidem verba Pontifex aspernatus respondit, * nos, inquiens, quod nostrum est, pastorale officium exequi vo 15 * luimus; Deua autem, qui rerum moderator et auctor est, quod ei satius visum' fuerit, ipse per " ficiet, '. Militarem exercitum usque adeo restrinxit, ut ad tuendas Ecclesiae res, quam paucis simas equitum turmas habuerit: professus est aliquando inter domesticos, nullam impensam mo lestius agere, quam quae pro armatorum exercitu alendo ab se fiebat. Confecta iam undique pace, ipse totus in pacis otio relaxatus est, intentus ad extruendas aedes hortumque a se fun 20 ditus inchoatos, quorum paulo supra memininus. A. j 19. hortumque] ortumque — ao. Inchoatos] Incohatos Q.j 4. c*erlmonl*llter] cacremontalis — 8. Ipsius] Ipsls C»no a Glrolamo de' Giganti fl. 7 bol. 3a «ad crnen * dura per eum candellai et papiroa pro faclendo luml 5 "narla pro pace eras publlcand* come il glorno delta second* pubblicaslone (Imtr, et En. 4jt, c. 161 b: ugual somma, alio ateaio, 'pro totldcm per eum expojit U *u«que In diem 35 aprills, pro pace tunc publ'cati „), e In quello dell* fe»ta solcnne (ibid., c. 165 a; id. eld., 10 * pro lumlnarlbus factls In fe»to ascens'onls pro fetto * pnbllcatlonli pacia totius Italle ,)\ et Pastor, II\ 419, not* 1. II Sanuto (Vitt dm Dogi, col. 1185) cl fa sa perc, che in memorla del fsusto «vvenlmento Paolo II tece conlare an* monet* d'oro ' dl valuta dl ducatl ao, • 1 5 • chiamata taltnto, nella quale e»o Papa e a aedere con " slstorlalroent* e eon lettere Paul» II fart* Italia*/«* " datori ,\ Tcdil* rlprodotta in Litta, Famiglia Barto. Su Leonardo Datl redl sopra, p. 33. La *pace * d* Italia „ lnaplrara altresi la muaa del Porcelllo, del 20 quale al coaservano In un codice Laurenslano due carml scrittl In tale occasions, come fa aapcre U. Fkittkuj, G. Ami, Paadam dotto it ParetIlit, Fireaxe, 1900, p. 701 •upponlamo che sleno d* Identlflcare con 1* araHo Itali* ad p*dm Pamli II e la retftnsi* Poult, Inaerite nel pocma 25 Ftltria dello ttesao autoro (In cad. Vatic Urbim.lat.3y3, cc. 66-69). Anche nella Mole Adrian*, dove langulvano 1 cosplratorl potnponlant, si ebbe un'eco delle dlscui loni sollevste da quest* pace Paollna, nel due trattatl in contraddltorlo sui beneficl delta pace e delta gucrra, 30 scrittl I'uno dal Platina e l**ltro dal castellano papale Rodrigo Sanchez; e i due autori chlamarono *rbltro nella diiputa 11 cardinal Marco Barbo. Vedi gli scrlttl tuddettl nel cod. Afarciaaa lot. XI, 103, cc. 1-69; 1* let tera In nome del Sanehex e del Platina at airdinaJe Bar bo fu pubblicata d«u" Aoosran, ScriUari Ciwtw, II, 35 430 sgg. * Domenlco Domcnlchl (cf. sopra, pp. 33, 49, no ta 3), uno del prelati dl Curia che, predilettl da Euge nlo rv, ebbero tutta I* fiducia presso il nipote dl lul, Paolo II: queatl creara, appena assunto al pontificato, 4"» il Domcnlchl governatore dl Roma (16 settembre 1464; Tedt Bmllariam Rtmamam, V, 18a). Delia sua Tlta e delle sue opore tratte amplamente I'Aooctimi, Seritt. Vta*ts., II, 386 sgg.; vedl snche Pastor, IP, 7 sg., 1S5 »gg.i VuimtBLLi, Biil. ad Samcti Mara, 11, 324; 45 sulla sua raccolta dl codlcl Ted! R. Sabbadimi, L* ice fieri* d*i eodid latin * grtti m*t tttali XIV * XV, Fl rense, 1905, p. 187. L» orasJone da lul pronunclat* nella festa dell'Ascenalone per la pace d* Italia si consei va In plu codlcl, vedl Agostini, p. 438; lo steaso an- 50 no 1468 U Domenlchl componeva una orazlooe 'pro * summo pont. Paulo aa ad ducem et senalum Venetum, *de non exlgendls declmis a clericis sine llcentia pape et * sedls ap.** , (Aoosrcri, p. 416; cf. sopra, p. 57, not* a). » Questo passo rlspecchla 1* scars* fidueJa che si 55 nutrlva nslla efficacia del trattato conchluso, fra tante difficolts, dal pap*. Anche dopo 1* solenne stlpolazionc dell' 8 raaggio, contlnuarono le Incertczxe, causa le pro teate provocate dalla nomlna degll " adcrenti t alia pace inclual nclle ratiflche che inviarono a Roma, nel giugno 60 aeguente, le slngote potenie contracntl (Lusmig, Cod. Ita lia* dtfl^ III, 8$ sgg.) onde rioascevsno le controversy circa pretese dl sovranIti fra 1 vart statl: specUlmente pericoloso, 1'atteggiamento del due* dl Milano (Raynal dus, X, 459). Lo * lnatrumcnturo nomlnatlonls confe- 65 * deratorum , stlpulato 11 a6 giugno alia presensa del pa «• J« Qu»., m c S7» ; 160 MICIIAELIS CANENSII Tulit equidem graviasime, rem contra oppidum TuLfae 1 aliter sibi ac ratus est succesaisse. Nam aim maxima oppidanorum pais optaret pontificiae ditioni subesse, pollicereturque id oppidum ei absque bello, absque ulla proraus alicuius noxa tradere, in quo Pontifex ius sibt esse asseverabat, et id negotium, quoad quietius fieri poterat, Vianisio Albergato, cuius supra meminimus, Pontifex demandasset, Ludovicua et eiua germanua Petrus, oppidi Tulfae domini, 5 regis Ferdinandi praesidio suffulti, tarn valide animoseque Albergato obstiterunt, ut beHum c si. «« Qum , t. s»* ad longum tempus deductum sit; ac dum regis exercitua ab Etruria in regnum parthe'nopeium rediret et' Ursus de Ursinis dux esculanus ei exercitui turn praeesset, memorati Ludovici co gnatus, non iongeque ab eo oppido cum armatis cohortibus iter ageret, Pontifex, nequid gra vius subsequeretur, copias suas ab oppidi obBidione repente deduct mandat; praesertim audita 10 magni validissimique regii exercitua fama et quod in ipsis fere Urbis faucibus consederat, quodque etiam ad obviandum el nullas ipse armatorum copias comparaverat. Ex quo ita turn animo consternatus est, ut omnem fere nobiliorem supellectilem ac quaeque pretioaiora noctu in arcem romanam deportari fecerit et de sui ab Urbe diacessu cogitaverit, nisi La tinus cardinalia de Ursinis supramemoratus, ex oppido Fonnelli * Romam adveniens, nutantem 15 Pontificis animum bona ape confirmasset et quae antea Romae turbata videbantur, omnia lae tiora pacatioraque illico effecisset. Ursus autem intelligens Pontificem ab oppidi obsidione iam destitisse, exercitum omnem adversus oppidum Balsnrani s iuasu regis traducit Sed inte riecto temporia spatio, Ludovicua ac Petrus' Pontificis indignationem veriti, oppidum ei per conditionem assignant, acceptia tamen antea xvij mib' bus aureorum et eo ampliua trecentis. 20 Capto igitur oppido Balsarani, rex in ducem Sorani \ apostolicae sedi confoederatum, caatra raoveri iubet; cuiua quidem plerisque oppidis vi acceptia *, tandem in eiua partes ire ac iurare A. t 3. noxa] noxla — 4. quietius] quietus (r sfr*to) nueruttu- 16-17. laetlora]- II. consederat] conslderat 13. anlmo consternatus] animor — 17. «ffeciiaet] efEcliaet Q.: i. equtdem] enlm — 11. conslderat] I» e degll arobaaciatorl (Libit rubnu, cc. 80-93), net 5 quale si riassumono le protest* e le riscrve sollerate pre 10 cedentemente, diroottra U precarieta dl questa pace; essa fu messa, d'altronde, in actio perlcolo daUo stesso pon tefice, poehl glofnl dopo, con 1* impress contro I signori di Tolfarecchla dl cui discorrc 1'A. nelle righe seguentl. 1 Sulla campagna contro Lodortco e Pietro slgnorl dl Tolfarecchla (U feudo a cui appartenerano le mlntere famose dcll'allume, scoperte aotto Plo II), vedi Zippsl, AUnmt di T*lf«, pp. 9 sgn 37 sgg., e cf. sopra, pp. 5s c 59. La Tendlta dl Tolfarecchla alia aanta Sede fu 15 stipulate U a glugno 1469, e 11 30 dello stesso mese re nira nominate 11 caatellano papale In qualla rdcca (of. ext., p. 39), mentre U guerra dl cui parlaqnl I'A, si era srolte ncU'agosto dell'anno pr:cedente (»/. Ht^ p. 38, note 3 ; cf. Arch. Vatic, Mr. *t &t. 7», cc. a11 A, 31 3 n 20 474» cc. 336 b, 338 b; 476, cc. 152 n, i77b, 181 b, 183 r, 184 a, per rarie notlzie suite operazlonl di guerra in co desto mesr); di un tumuito accaduto nell'autunno 1468 ncl castello suddetto contro I feudatert e cenno in un decreto del Camerlengo del 34 ottobre, in Arch, cit, 35 Divert. Camirr., XXXUI, c. 169. Per le cause del lungo interrallo fra la campagna dlagrazlata dclle armi pon (lficle, messe In Ucacco dail'Interrento dl Napoleteni e degll Orslnl, e la conclustone del patto dl reodlte, a cui il Papa si arreae In momento dl gravl pericoll per 30 I'lntegrlta dello Steto, red! Iac. Piccolominej, Comm., c. 177 n. I due fratelli abbandonarono, sublto dopo la vendlte suddetta, 1'arito dominlo e lo Steto pontlficlo (Zippitt, p. 39, nota a ; Intr. ei £*. 477, c. 337 a), tra sferendo la lor© dlmora net Reame, dore acqulsterono la contea dl Serlno. S: e quail rapportl corrano frs 35 questa CamlgUa e la caaate dcgli Orslnl della Tolfa eai stentl In Roma nel secolo XVI (Auinolpi, R»mt ecc, !J, 38s, 403) non sapplamo: glora rlcordare, cbe un altro feudo dl Tolfa era eslstlto nelte regione tolfetana ne* secoll precedent!, e appartenera agll Oralal, la * Tolfa 4' nuova , (Ziprau »/. di., p. 31). * Formello, castello della Tuscia alte falda del Sa batlnl, rlclno alle rorlne dl Velo; nella prima meta del secoio questo feudo areva appartcnuto al potente xlo di Latino, 11 cardlnalo Giordano Orslni (Gciraud, &tat 45 fo-tif., p. 113). * Balsorano, castello delta valle del Llrl, a monte della citta di Son, appartenera In codeato tempo a Ro gerone (la Celano, 11 quale compare In un atto del 36 giugno 1468, quale * slgnore dl Balsorano „ , aderento 50 alia pace Paollna {Libri Comm. di Vrmttia, V, p. 174). Rogerone pcrdctte lo stato per arere seguito la parte Angioina contro Fcrdinando di Napoli; cf. Iac. Picco LOMINici, Comm., c. 369 A. * Pier Paolo Guantclml, duca dl Sora. La forma $S * dux Sorani „ inrece di " dux Soranus», o * dux Sorae . adopcrata dall'A., trora rlscontro In un diploma di Fe derico II del 1315, conccrnenta codeste terre da lui con cease in feudo "Rlccardo comltl de Sorano,, presto [St. Boroia], Diftsa d*l domim» ttmforale aWia S*& to Afotioika **Ht Dm* Sicilie, Roma, 1791, p. 364. * II ducato di Sora era steto per la pia gran parte ridotto da Plo II nl Uomlnio Immediate- dalla ; DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SRCUNDI 5 eum Sorani ducem compulit. Turn ad convicina Ecclesiae oppida copias movere rex ipse parabat, alque aperto iam' Marte bellicam rem agere, nisi Pontifex, captato consilio, illico Petrum, eccleaiae tyrasonensis antiatitem, delrinc Barlholomaeum Rovarella, praesulem eccle siae ravennatis, cardiualem supra memoratum, ad ipsum regem destinasset. Sed quoniam huius viri virtus inclyta, summa prudencia et ingens bonitas, per omnes fere Italiae partes perspecta, de ipso Bartholomaeo nos aliqua recensere compellit, ut ad huius modi legationis munus Pontificis de eo electio prudentissime optimeque facta dignoscatur, paulo altius succioctus sermo repetet Eugenio siquidem IV, pontifici maximo, tam cams idem Bartholomaeus semper accesait ut ipsum primo cubicularium, rum1 magnorum secretorumque 10 negotiorum scribam deputaverit, ac demum pro eiusdem virtute atque praeclare ab eo erga sedem apostolicam gestis, ecclesiae ravennati, cuius turn pastor diem obierat, ipsum praefe cerit. Successor eius Nicolaus V pontifex maximus, studiosorum amator et amplissimus vir tuturn excultor, tanta hunc dilectione prosecutus est, ut ad obeunda non levia sedis aposto licae negotia eum ad diversos principes, ultra citraque Italiam, persaepe honorificentissime IS destinarit, ac diversis provinciis praefeccrit; ex quibus quidem ingentem omnium gratiam ac benivolentiam reportavit. Calisto III itidem et Pio II pontificibus maximis pro eius singulari prudentia caeterisque virtutum muneribus non minus carus acceptusque fuit, qui eum in variis apostolicae sedis negotiis digniasinmque magistra'tibus percrebro laudabiliter gloriose que sunt experti. Ac nostra, inter alias Italiae provincias, viterbiensis civitas * omnisque Pa (cf. sopra, p. 140, 00U 1 5 Tosti, Steria di Monttcam no, III, 133 sgg.) ; al Guantelmo aveva per6 U Pontcfice laacJato, com'egli scrlve (P11 II, Comm., p. 314), II pos sesso dl alcune poche e plccole terre. Quail fossero quote non aapplamo; mentre precis* notiile tulle terre aottomesse alia Chlcta «I pojsono rlcavarc dal rcglatro degli introltl ed ealtl del retcoro e governatore papale dl Sora, Angelo de Cavls, deglt anni 1466-1469 (Arch. Vatic, Intr. tt Em. 47S! vedl le cc. 1 a, 22 a; cf. anche Tuzu, Mtmorit Storickt di Sera, cit., p. t 16 ag.). Certo apparisce, che U Guantelmo viveva al tempo di Paolo II nelle Tlclnanxe dl Sora, da una aota del Governatore »5 euddetto 11 quale *add\ 11 de Jenaro 1467 pone haver " datl due. 3 a ter Iohaani suo caocelllerl, che andi a * Roma, perche erano occorse certe coae al duca dl Sora , (fmtr. tt Em. clt., c. 43 b); «1 notl che II duca rkeveva dal papa fortl aovvenaionl in danaro, * pro certis bonis * et Jegiptlmla causis, nel aettembrc del 1469 (Intr. tt Ex. (19, cc. 181 a, 183 a): 11 che dlmostra come Pier 30 paolo foaae rlmaito amlco della aanta Sede anche dopo la forxata sommiaslone alTAragonesc, dl cul parla U no stra autore. Anche piu tardl, passato 11 ducato Sorano In artre mani, durante 11 pontlficato dl SUto IV (cf. Pa stor, IP, 487), Pierpaolo Guantelmo godette la prote 3 j zionc dclla laata Sede, dalla quale rlcevevo, regnando In nocenio VIII, un ataegno menslle dl 50 ducati (Arch. Rom„ DtfotUtria gtn. d. Creciata 1489-90, c. 76 *gg. 1' ultimo assegno, c. 81 n, h per il febbraio 149a); per le successive vlcende dello spossesaato duca, vedl Moroni, 30 LXVII, p. 112. Ad operazloni dl guerra nel terrltorio di Sora, nell'autunno del 1468 (cf. topra, nota 1, con la da ta della campagna intorno a Tolfa) si riferlscono tndub btamente 1 rlpetutl Invii dl cosplcue somme, fattl per rnessi speciall dal papa al governatore di Sora e al con 35 dottlaro Matteo da Canale (cf. Intr. tt £». 476, cc. «67 a, 168 b); fervevano parlmentl In quel terrltorio preparatlvi belllci neU'auno seguente, come rlsulta dal reglstro Intr. at Ex., 419, c. 181 sg., dove si rede comparire quale T. Ill, p. vi — 11. prlncipale fra 1 condottlerl lvi occupati a servigio dal Papa quel Giovanni de' Conti, a cul toccarono, secondo 11 40 Platwa, Vita Si*ti IV, in RR. II. SS-, III, tt, 1058 sg., parecchlo delle terre uppartcnute al Cantelmi. 1 Bartolomeo Roverella (cf. aopra, p. 35, nota 3) compare fra 1 cublculari dl Eugenio IV in un atto ca merale dot 17 aettembre 1441 (Arcii. Vatic, Intr. et 45 Ex. 406, c. 140 a: *&. 30 ven. viro d. Barth.** Roverella S.m{ d. n. cubicularlo, pro ezpensls factIs eundo Senas "pro negotiis s. d. n. m)\ un'altra missions del R. a Siena i ricordata in un atto di pagamento del 9 novem bre successlvo, {Intr. tt li*. 404, c. 81 a; cf. Pastor, I1 , 5° 353, nota 4, per 1 rapportl del R, con codesta cltta). In tale ufficio lo trovlnmo anche ne' due anni seguentl (Intr. etEx.408, cc. 139», 149 a, 165 a; 410, c. 1 a); perd, In una lettera dl P. (Pandolfo?) conte dell'Anguillara a Cosimo de' Mcdlcl, scritta da Roma 11 5 gennalo 1442 55 (Arch. Fior., Carttggio Mrdicto avanti ilprindfai», XI, n. 391) lo * egreglo doctore mlaser Bartholomew de Ro " varella de Rovicho , compare In Rbma (la Curia pa pale stava allora a Flrenze) quale secretario dl un •rev.""' * signore Monsignore lo legato ,, che dev'essere 11 car- 60 dlnale Scarampo, successore del Vitellcschl (costul era morto II 2 aprile 1441) nel governo della clttA papale (of. Pastor, I', 394 sg). Fu lnfattl lo Scarampo — se condo narra 11 cartolaio Vespaslano — che procure- al Roverella II farore del pontefice, prcaso il quale Barto- 65 lomeo venne guadagnando si grande fiducia e autorita, che *chi aveva bisogno della sua SantltA, utava 11 mezzo " di nicsser Bartolomeo , (V. da Bisticci, Cardinal* di Ravenna, § 1 5 cf. Eugtnie IV, § 19). 1 Cf. la lettera del Collegio cardlnallxlo, del 6 di 70 agosto 1465), al Priori dl Vlterbo (Arch. Com. di Vitur »0, Ri/armt, XVI, c. 95 a); neUa quale si annuncUva la osorte, arvenuta nel glorno stesso, di Callltto III, e I' in vlo del nuovo rettore del Patrlmonlo, 11 protonotario apostollco Xlcolft Copranlca, csortando i Vitarbesi "ad 75 * bene, quiete et pacllice vivendum statumque civitatls Qui.., m *. so a «ui«., m \ 162 trimonii provincia aempiterno aevo prudentiam summamque ipsiua probitatcm concelebrabit quae cutn in Cabati memorati obitu, deductis ad arma bellaque inteatina civium factionibus ac evocatis Ecclesiae militibus ad urbis tutelam,' illiaquc magis ad bonorum direptionem, quam civium defonaionem converats, deatinato ad provinciae gubernationem civilemque tumultum se dandum eodem Bartholomaeo a clade civium urbisque vaatatione aervata est; et tempore, quo 5 ei provinciae praefuit, nulla prorsus civium aut bonorum laesione gravata eat. Subtracta a militibus civium bona integre reatitui curavit, laudabilique astutia ingentique prudentia ipsos milites ab afTlicta urbe submovit, asaignatia per couvicina loca cuique militum stationibus Demum vero, cum idem Pius regem Ferdinandum adversus ducem Ioannem, cuiua paulo au pra meminimus, caeteroBque regni adversarios principes tueri vellet, eundem Bartholomaeum 10 ad regni praesidium regiaque salutem deatmavtt ' : qui tanta aollicitudine, vigilantia atque pru dentia ad regium auffragium diea nocteaque exegit, ut multaa ipse urbea a regis defectione atque ab hoatium devastationibua praeservaverit, nonnullas hostili vi acceptas recuperaverit Ml ac plerumque ipaam ex hoatium manibus victoriam eripuerit; Ioannem Antonium ex eadem Urainorum familia,' principem tarentinum, qui ab ipso rege Ferdinando iam defeccrat, et 15 A.: 3. ad urbisj ab urbli — 14. hottlum manibut i scritio due volte; es/amto solo hostium, la ttconda vol/a Q.: 4. conrersU " vestre In fide ed obedientia a, to. Ecclcsie scrrsndum ( (iatorno al tumultl della rita clttadlna In quel momcnto, 5 red! Bvsai, I$toria di Viterbo, p. 259). II to agosto suc ceaiiTO, at decretavano dalla Slgtioria Vlterbese solennl onorl al nuoro gorernatore, per l'onore della Comunlta " hahltoque rcspectu nr."' d."» d. Cardlnall Flrmaoo et * summo penltentiario, domino protector!, fautori ac 10 *benefactorl preclpuo nostre drltatia totiuaqoo prorin * cle, xlano prelibatl nostrl gabernatorls , {Riform* clt., e. 96 a ; 11 cardlnale mentorato h Domenico Capranlca, che morlra U 14 dello atetto dicm, cf. Pastor, IP, 4). ' II Bust], tstoria, p. 260 »g. pone la renuta a VI 5 terbo del Rorerella, legato papale • capo dell'eserclto "tern restram, fuerlt talus totalis in Ipsa ciritate: co " gnoscit amodo particularlum homlnum mores et meri • to, et cum placlto ($ic) aspectu mlrablillcr tlmetur ab omnibus, susplclonlbus amovendis modum dederat: in • tantum ut confidamus Induble, sua paternHate hlc as- 45 • sistente, pretertta malageata nullo mod© posse relterarl • rel contingcre, sicut de hlis habundantlus ab orator! ' bus nostrls V. Sanctltos poterlt lnformarl „ (letters al Papa, s8 marso 1460, in Riformt clt., XVII, c. 323 u). Ma U Papa non esaudl 1 votl del Vlterbesl, preaso 1 50 quail succedera nel rettorato al Rorerella Glacomo Fco (Eunst, II, 294) resroro dl Ventlmlglia (cf. II brere di Plo II, del 13 aprile 1460 "ren. fratrl la. eplscopo Ven della Chlesa che abbatteva la fas'one de' Man^anieal, al settembre 1459, mentre era gorernatore del Patrlmonlo Galeotto degtt Oddi, e aoggiunge che l'Oddl tenera questo ufficlo ancor nell'ottobre seguente. Vedaal per6 (oltre 4o alia not* precedente) 11 baado In farore del clttadlnl non parteclpl della rlrolta, gift aedata, pubbllcato In VHerbo dal *rt*.ml montlgnorl rlcelegato et governs tore del Patrlmonlo, 11 6 settembre, e le iatruzlonl date dut giormi dofo dal Priori all'ambascerla che il Co 35 mune Inrlara al papa per ringraziarlo "de noro gubcr " natore, de cuius IntegrEtate hec patrla roultum indl "gens crat, (Arch, clt, Ri/onme, XVI, cc. 168A, 187 a). * L'affcrroazione del nostra A., circa lo beneme renxe del Rorerella nel suo rcttorato di Viterbo (la sua 3° conotcensa del luoghl e delle personc doveva datare dal tempo cho fu rettore del Patrlmonlo II rescovo Accla plccia, creato a tale ufficlo da Eugenlo IV nel 1434, cf Guiraud, &tat pontifical, p. 87, mentre mcsser Bartolo mco era "famulus, del Vescoro, cf. sopra, p. 3s, no 35 t* 3) i plenamcnte conferroata dall'lnvlo di un'amhascc rla del Viterbcsl spiratl 1 «cl mesl del gorerno di lui, a Pio IT, * ut ad dlctam cirltatcm et provlntlara patrimonii " remtctatur rcr. paler d. Archleplscopus Rarennatea * (cf. sopra, p. 35, nota i), cuius opera, Integrltas et 40 "provlda diligentia in tantum ralult, ut, post Sanctlta • timlllensl, prorincle nostri Patrimonii Rector! „ in Ri/orme elt., c. jij a) : 11 Cardlnale era allora deatinato 55 dal Pontefire a p!6 importante ufficio, cf. la nota seguente. 1 Gli nel marso del 14$9 Pio II arera inrtoto nel Rearae 11 Rorerella, medlatore dl pace tra Ferdinando e G. A. Orslnl prlnclpe dl Taranto (Pastor, II*, 464). Per la legaslone, succcduta al rcttorato nel Patrlmonlo 60 (vedl nota precedente), di cul parla qui t'A., vedl sopra, p. 35, nota 3; NuNHASTe, / frimi amm del regno di Ferdinando d*A., In Arch, itor. mafol., XXIII, p. 170 sgg.; A. Ratti, Qmarattadn* letter* Origimali di Pio 11 ecc. (sono i brcri da noi ricordatl a p. 35, nota 3), In 65 Arch slor. lombardo, XIX, 1903, p. »63 sgg. II primo del brerl suddettl dl Plo II e del »9 magglo 1460, e contlene I'ordlne dl procedere contro il gorernatore di Bcneven to, 1'ultlmo e del 33 aprile 1463: In easl 11 R. b chls mato " ap.M Sedis lcgatua „ o " Commlssarlus noster », ;a o * Benerentl gubernator L' ultima mensione di lui, nel fatti che si srolsero con II suo intcrvento tra I'Ara gonese e 1'Orslnl, h del settembre 1463, presso Nuhzian tr, op. cit., p. 173; d! una sua mlsslone postcrlorc .il giugno 1463, per dirimcre controrersle fra gll Spinclii, ;j feudatari dl Rocca Gugllelmlna ed altre terre nella diocc si df Arplno (cf. sopra, p. 121, nota 1), si parla nel Oivert. Canter. (Arch. Vatic), toroo XXXIV, c. 73 b. II go DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 163 eundem Ursum regi Ferdi'nando reconciliaverit, atque idem Unas regi homagium iuraverit in manibus Bonadei brixiensis 1 , viri solertisaimi ac prudentis, quem idem cardinalis ad earn rem cum eodem Urso pertractandam deputavit Sed effugatis hostibus regnoque partheno peio ipai regi in meliorem statum firmato, Bartholomaeus memoratus in administrationem be 5 neventanae provinciae rediit, cui ipse pontifez Pius eum multo ante praefecerat Ferdinan dus autem rex, non immemor geatorum per Bartholomaeum beneficiique impenai atque una omnium Beneventanorum, magis in dies crebrescente fama praecipuae illius virtutis ac bo nitatis, de his Pontificem certiorem facit, obnixeque per literas ac destinatos nuntios ipsum obsecrat eique supplicat, uti eundem Bartholomaeum cardinalem facere dignetur, ne tanti 10 viri virtus inremunerata in obscuroque sit. Pontifex Pius, cum per ea tempora cardinales novos esset creaturus, licet in Bartholomaeum animum iam turn direxisset, tamen ob ea quae a rege acceperat propensior animo effectus, eundem Bartholomaeum inter plerosque alios dignissimos viros cardinalem in titulo sancli' dementis absentem creat: cuius quidem rei factum, praeter reliquos viros graves ac doctos, ipsum regem regnumque eius ingenti gaudio 15 ac laeticia affecit, atque eundem Bartholomaeum cardinalem rex cariasimi patris loco sem per prosecutua est. Horum igitur omnium pontifex Paulus non ignarus, ex industria Bartho lomaeum cardinalem raven'natem legatum ad regem destinat*: cuius adventum rex ipse per sentiens, Aversam usque, maxima principum ac nobilium pompa comitatus, adventanti legato occurrit; quem quidem tanta animi hilaritate atque humanitate rex suscepit, ac per omnia 20 iugiter tractavit, ut ultra ampliua nihil addi potuerit. Legatus autem iniunctum aibi legationia munua ea dillgentia, maturitate atque gratia peregit, ut cuncta ex voto a rege consecutus sit, in dutiaa inter pontificem ac regem firmaverit et res Eccleaiae prope nutantes in melius atabiliverit. Sub id tempus Fridericus III Caesar Augustus, cuius in eo libro meminimus, quem ad Nicolaum V pontificem maximum edidimus, cum quingentis ferme equitibus electissimorum 25 principum Romam profectus est*; quem Pontifex, indicta publica omnium ordinum ac reli A.t 9. cardinalem facere dlgnetnr, tcritto s* rastua, eon inckiaitro pik teuro — 17. rarennatem] rerno dl quetto prelato nella dtti papale dl Benerento ' Questo pelle^rlnaggio romano, che I'lmperatoro 30 noa at protrane oltre 11 pontlficato dl Plo TI, polche complera per Toto fatto mentr'era auedlato in Vienna trovUmo che Paolo II affidara, sablto dopo la sua eaal- nel 146a (red! Pasto«, IP, p. 430), e ch'era atato dif S taalone, eodesto officio a Nleold AmmannetI da Lucca, fcrlto plu rolte, dorera eflettnarai nella prlmarer* del fratello del cardlnalc dl Parta (R*f. Vatic. S44f c 3* *5 31 agoato 1464). U*7- Scrlrera 11 ao genual0 dl codeato anno Pao lo II ai Florentlnl t • icrlptlt ad noa carlasimua In Chri- 35 1 Era coatul un famigllare del Cardlnale; cf. Arch. *sto fillus notter Federlcua Imperator Romanorum tent Vatic., T»tr. mt Em. 446, c 170 a: II Teaorlere papale * per auguatue, quomadmodum ex rote Romam prope* 10 paga certa eomma " rev.a d. M Archieplscopo Rarennatl, *dlem accedere cuplt; ut autem tutlua Iter auam exU " *eu renerablll rlro Bonadlo de Briria, eiua capellano, *atat, petit aalrum eonductum per vestraa terra*, et "pro eo recipient!, (15 febbraio 1461). «llberum concedi, euro preaertlra elua adrentus ' Iella abliltt polltica del Rorerella *1 era ralao * panel* futurua »!t la no* rogartt ut apnd to* pro eo Paolo II ancor prima, per aedare diacordle fra i comunl * et eiua aocietate, qnae non tranaeendet numerum 300 15 dl Rletl e dl Cittaducale (brere degli 8 giugno 146s a "equorum, procuraremu* v (Arch. Pxoa., Signori, Car Rartoloraeo cardlnale dl San Oemente, presto Tiikinbh, ttggio, rtsftutiv*, n. 3, c. 155 n). Ma delta tua renuta rfri 354)- Delle legazlonl qui deacrltte dall'A. (che *ono gla *1 dubltara a Roma nel febbraio aeguente (Pastor, 45 da aasegnare all'autunno del 146$; cf. copra, p. 149, no- II, 308, nota 1); il 6 ottobre notlficara lo steaao Impe ta a) parla anche 1'Ammannatl ne' auol Commmtarii ratore a' Florentlnl, che gll averano conceeao II salvo. 30 (c 369 a »g.)j ai noml del Rorerella e del tcscoto Plctro condotto, come II rlaggto fotae atato procraatlnato, causa Ferris (p. 161, 1. 3) h da agginngere quello dl un altro la morte dell' Imperatrlce Leonora e la guerra col Boeml prelato che In codetta occatione opero, per mandato del (Carttggio clU, c. 168a). La dlaceta lmperlale arrenne 50 pnpa e con Intento paclficatorr, pre**o Ferdlnando e finalmenlc nell'autunno del 146S, per la ria delle Alpi preaio 11 Duca di Calabria: II veacoro dl Seaaa Angelo Giulie, e traverao la Marc* dl Ancona, dore Federico III 35 Ceraldlni (vedl la Vita, clt., del Veacoro, In BolUttino *o*t6 al santuarlo dl Loreto (Pastor, loc.clt.); mcntrc H. Dtfmt. di tioriafatria f*r rUmhria, II, p. 507: 1'au- 1 Florentlnl, attetolo Inrano, mandarano un'ambascerla tore della Vita non reca la data, ma pone 1'aTrenlroento che lo aapettatae in Roma, gll algnSficaaae II loro dlip:ft. 55 lmmedlatamente prima dl un'altra legazlone del Ger.il- cere del mutato ltlnerarlo (che non II oflendeva perd, dlni, itifi., p. 508, comlnriata nel febbraio 1469). "Inteao la caglone hottest* et religloM ,) e la speranaa Qv«., •? c. tab qui*., h 164 t. bi* Quii., •* MICHAELIS CANENSU gio'num supplicatione, cum ingenti stratarum apparatu summaque cum animi laeticia adve nientem suscepit, cum adhuc ex more ipse in aede apostoli Petri die ante natalicia Christi domini solennia celebraret '. In quibus quidem, post humilem devotamque beatorum pedum osculationem, ipse Caesar iugiter religiosissime ioteresse voluit et Pontificem in cubiculum redeuntem civili cultu dcvotoque animi affectu sociare. Die ipso natalicio domini Salvatoris 3 Pontificem ad sacra peragenda descendentem in teraplum eiusdem apostoli Petri Caesar ct comitari voluit et ex eius manibus sacrosanctam euchariatiam in ipsis mieaarum solenniis religiosisaime assumere; quem Pontifex, absohitis sacris misteriis, manu' tenens ac benivolen tissime in anteriorem usque cubiculi aulam comitatus est: quamquam ipse Caesar multum ac vehementer tale tantumque humanitatis officium recusaverit et ex palatii apostolici parte, qua 1(1 t.ttb c. (»a 90 . eum Pontifex locaverat, rursus ac denuo temptaverit ipsum Pontificem in eius usque cubicu lum associare. Pontifex vero per omne id temporis, quo Romae Caesar demoratus est', com universa familia propriis rerum omnium impensis lautissime aluit; itidem advenientem abeun temque per omnem eius ditionem fieri curavit, admonitis ad id cunctis provinciarum quae storibus. Sed cum pro diei solennitate Pontifex se conferret ad aedem Lateranensem, kalendis 15 ianuariis, agendorum sacrorum misteriorum causa, ipse Caesar illuc eum subsecutus est; ac post exactis ibidem omnibus sacris officiis conspectisque sanctorum reliquiis, volentem Pon tificem palatium apostolicum versus redire equumque paratum conscendere, ipse Caesar de voto animo e terra cum caeteris domesticis sublevare orbemque aureum, quem staffam vulgus appellat, eius pedi subducere conatus est: quod quidem Pontifex laeta fronte benignoque 20 animo fieri recusavit. Turn Pontifex Caesarem ipsum sub eodcm simul pallii umbraculo laetus ovansque adequitare voluit, tanta cum populorum laeticia et hilaritate per vias perque plateas undique assidentium, ut nullum nostra aetas solennius spectaculum conspexerit. In ipsa vero Lateranenai ecclesia, antequam inde receasum esset, novam' bead Georgii religionem Pontifex instituit il'liusque gubernatorem supplicatione Caesaris creavit, cui militare vexillum, 2: rubea cruce medio contextum, vestemque sericeam candidam, pari crucis signo anteriorique A. : 8. nuna tenena] di potergli fare onore tn Flrenie al soo rltorno (Car- 1' aasettamento dellc ttrade dl Roma (Arch. Rom., LH t'ggi* «t., c. 191; latnuionl agli orator! Killppo de' v*rt. Pauli II, ijtA-ty, e. 167 a: aa dlcembre, roanda- 3° Madlel e Ottone Niccolinl, del aa dlcembre 1488). I.'lm- to di fl. 16, per pullrc la via da Ponte Molle 6no at pa peratore entrara nolla Cltta eteroa, per la porta del lasao di aan Marco) e sorregllava personalmente i pre Popolo, la notte della Tlgllta di Natale. paratlrt neU'appartanaento imperiale In San Pietro (Com L'annuncio del proaalmo arrlro di Federico III f»tm cit., cu;ll papa rialU le camere dell' imperatorc • venne recato al Papa it prlmo dl decembre (Iac. Picco- aj dicembre), disponera U ranltoao pontefice acche del L 'i lominui. Comm., c. 301 a; c£. Arch. Rom., Ctm/uta cm- solenne arrenimento fosse conservata la memorla ord • 10 bicularii, 1468-71, c. is: "die nona [dec. 1468!; a,""*' d. n. nando, U giomo precedent* all'cntrata dl Federico II', "largitua cat nuntio d."' lmperatoris, qui detulit nora de al ccrlmonlere papale Agoattno Patriai di notareedc " adrenru aue aerentitatla, due largo» duodeclm „, e II bre- scrlrere mlnutamente le cerlmonte proaalme a arolgersi re, delta atcaaa data, all'lraperatore, preato Chmkl, Regf In quella occaslone: ond'ebbe origine 11 D* cuivntu Ft*- ^ ttaFtdtrici IU, Wlen, 1859, P- $8»). In eodcatl glomt dcHd III imftraloris del letterato aeneae. Queato ap 15 Paolo II prorredera per un onorlftco rlrerlmento del- prendUuno dalla lettera (a. data, tn cod. Amgttif 1077, i'ospite nello Stato della Chieaa; cf. II brere, 6 dlcem- c. 136 a) con la quale U PatrUl invlava al Pontefice bre, al govcrnatorc dl Bologna, preaao Pastor, It1 , 421, e l'opera propria e al scusava di non averla a lui dedicate, la lettera, 8 dlcembre, del cardlnale M. Oarbo a tuttl i "turn propter elua parrltatem, turn propter acriptorh »J rettori delio Stato pontificio, in cui a'annuncia chc U pa " Imperitlam il De advent*, In forma dl lettera a Gtc ao pa invlara " clar.m "»el eloq.n"uo equltem et doctorcm d. vanni Monellt da Creroa (un famlgllare di Paolo II; cf. * Guiilelmuro Patellum, aue S.,u aecrctarlura [cf. sopra, aopra, p. 51, nota 5), fu pubblicata dal Muratorl (RR. " p. 4, nota a] obriara eius Sorcnltatl, cum propter mul- //. &&, XXIII, col. 205 sgg.) ed altrove plu rolte (el. * ta alia, turn prcclpue ut Ipse, qui diu apud eundem d. Pastor, IP, p. 41a, nota 4). Agli intereaaantl raggim- f" " Imperatorem vcrsatus est, ut procercs et famillam an- gll sulle speac sostenute dal papa per 1'otpitallta offerta all' imperatorc e al auo seguito in Roma, pubbllcati 1i.1l 25 " todictam corumque gradtit et condltiones novlt, instrtic " re tos posait ut inter cos discerncrc ct pro eorum gra- Gottlob, Camera AfcUolica, p. 224 sgg., aono da ag •dlbus eos honorarc sine confusionc valeatis» (Arch. giungire nlcune notizic nei Comfmin cnhicularii cit., e. J Rom., Divrrs. Caver., rj&f-ty, c. 5 a). E mcntrc curara sg., c i decretl relatiri a rcqulsUlont dl rettovaglie d'e- 5: DE VITA ET POXTIFICATU PAULI SECUNDI 165 posteriorique ipsius parte consutam, prius ab ipso Pontifice benedictam, tradidit '. Compluri mos eo die ob publica debita, intercedente ipso Catsare, Pontifex carceribua exemit libe rosque relaxari voluit Verum Caesar, cum iam ad pontem iuxta arcem romanam cum ipso Pontifice devenisset, in eius loci medio centum ac triginta equestri ordine viros dignissimos rexit 5 insignivit, nonnullos poetas ac plerosque doctores effecit *. Pontifex autem ad profusissimam rerum omnium largitionem Bericea veste auro undique contexta ad imos usque pedes pro flente Caeaarem ipsum donavit ; caeteros quoque principes ac digniores familiares pro eorum conditione sericeis vestibus et alterius nobilis panni tunicis indui fecit, aureum seu argen teum numiama et agnus Dei Pontificis manu consecratum ' cuique tribuens. Caeterum Pontifex 10 eundem Caeaarem in secretion sacri senatus concistorio' admisit, qui ex more rogatus sen tentiam dixit, votum inter patres dedit, ac postremo, ut caeteri, supplicationes Pontifici por Ipse vero Caesar, ut praecipuas quaaque urbis eccleaiaa ac loca pia cum suis principi bus et sacra etiam sanctorum reliquias devotus conspexit *, in eius regnum redire decrevit 1 gnl specie neJIe terre della Chlesa, in Divert. Pam/i //, clt., c. 73 (cf. Arch. Vatic, Divtrs. Comer., XXXtil, c. 190 u). A. Patricius, D» ofventm, edtz. Muratori, col. 5 313c: * Re dirliM absoluta, antequain Pontifex e folio " descenderet, Cesareae domus magtstrum pincernnnim, " vlrtira doral noblleni «c probum, stgnls milltarlbus do nRTit noTaeque Rcllgionla mllltarls, quam Sancti Geor * git dlcunt, raUitUe et adscrlpalt et praefecit ,. II gran 10 maestro del nuoro ordine caralleretco, ittitalto con bo11a del t* gennalo 1469, data In I^aterano (rf. Ravxaldps Annaile; tomo X, 468 sg.), e Gioranni Siebenhlrtcr, Imperiale conalgHere e maestro delle cudne, a realdefisa del quale yen1 rn dal papa destinato 11 conyento bene 15 dettino di Mllttat in Carinsla; G. Ankrrshofrx, K&rn ten* SUtttt kirckl. AsImAm/m, In IaM»ck d. *. k, Cem trml Committit*, IV, Wlen, i860, p. 88 sg.; cf. Pastor, H't 4°3» not* 3. , * D* advent; c. 315 d: * noblles vlros supra ccn 20 " tnm, German0» fere omnes, milltarlbus Inalgnlbua do " n*Tit Parimentl l'Anunannati (Iac. Piccolominri, Comm^ e. 304 b), dove nam dt queata cerlmonla sol Ponte SaafAngelo, non accenna a lneoronaalonl poc tlche, dalle quail e del resto notorlo, come I'Imperatore 35 facessc In Italia grande aboto (Tiraboschi, VI, parte II, p. 163 sgg.). SI potrebba osscrvare, ehe al tempo dl quota veouta dl Federko III nella Cltta eterna, la 10 clet* poetlca dl Roma era In parte dlspersa. In parte custodlta net careere della Mole Adrlana (cf. sopra, 30 P- 153 *gg.) Per onorlficenie date da Federlco III a cortigiani del papa, redl lananzi, nota 5. * Cf. De ttdvtntu, coL J16 D. Sull'uso degli Ag-nut Dei, dl ml Paolo II arcva rlserrato con bolla del si mar so 1465 al «omrao pontefice 11 dlritto di consacraxlone, 3S redl Pastor, II», 375; Botceard, Liber ttarum, edit Celani, p. 14»; G. Voltrrrano, Diarie, edix. Canisl, p. 14. II papa Barbo fece larga distributions dl tall " sa " cnuaentali „ conslstcntl in tavolc dl cera con 1*Ima gine deU'Agncllo, chiuae in cuafodte dl metalli prcziosl +0 (cf. la bolla, dl ctii sopra,.in Bmllarium Remamm, V, 109), avTolte In Candida bomblce (Arch. Rom., Diver*. Pa» li If, 1464-661 c. 81 B-, Sftnditore di Palaxto, 1464-66, c. 61 a). Per la confexione dcgli Agnut Dei Paolo II si valcra dell'operadi valentl ora6 (cf. Mukntic, Let art*, ^5 II, 119, no; maestro Slmone da Flrenxe nc escgul un gran numcro, * quando Iult hie Imperator „ cf. Zahn, Notitie artittickt, p. 191); la qual cosa, lnsleme con la fede nella virtu della benedlslooe papale, splega come eodestl oggettl fossero In quel tempo assai ricercati dal prlncipl (cf. la letter* dl Francesco Tornabuonl, da 50 Roma, 3 febbralo 1465, al Magnlfico, in Arch. Fior., Cart4ggie Mediceo avomti Ufriutifate, XX, 114, e qnella dl Lulgl XI dl Francis alio stesso, presso Mukntz, Prt curseri e frfmgnoteri dtl Rinattimemt», Flrenre, 1903, p. 133, nota 5). * Intorno agll aflarl trattati In quests, occasions tra I'Imperatore e la santa Sede, red! Pastor, IP, 463 sg. * II Patrlzl (De advent*, 313 b) sogglunge: 'rldit * que etiam dlllgeoter priscorum Urbls adlficlorum rul * nas ,. Nel priml glorni del suo soggiorno a Roma, Co I'Imperatore fu altresr a Tlsitare la Certosa dl san Paolo alle Tre Fontane, ne' dlntornl deu* cltta; cf. Is eopla della boUa imperiale (In Arch. Vatic, Diver*. Comer., 1467-69, c. 81 a sgg.), data " extra muros almc Urbls in * derotisstma ecclesia trium fontium, die 38* mensls dc- C5 "cembrls, anno (a natlvltate) d."1 1469., con cnl era concesso al fratelil messer Crlstoforo, Glrolamo, Progne e Bartolomco « ex comitlbus Pulcenlci „ (la nobllc famiglla friulana del Polcenlgo, largamente protetta da Paolo II) U prtrlleglo dl creare notarl, leglttlmarc bastard! e ag- 70 giungcre l'uquilii blcipite nello stemms comI tale. Un altro abbozso dl diploma Imperiale (Wd., c. 90 b) e diretto * spectabillbua Ieronlmo utr. luris doctorl, archidlacono * Ravennati et ap." Sedb acolrto, ac Gasparl s d. n. * pape secretarlo et reglstrorum sp.™ Camere raagistro 75 "ac custodl, nee non Franclscho et GabrielI, Blondi fla * yll forollTenals, etiam secretarll ap.cl , natls, sacri La * teranensia palatii comitlbus, nee non nostrl et sacri * Imperil fidellbus „. II documento h Incompluto e prlro dl data: ma sta fra altrl atti della fine dl dlcembre 1469 go (anno « a natlrltate ,), e si rifertsce Teroslmllmentc alle onorlficenze largite da Federlco 111 a cortigiani ponti fici in q\iesta oecasione. ' La partensa da Roma ebbe luogo 11 9 gennalo (Pastor, II, 404); II glorno seguente I'Imperatore era sj osplte del Vlterbesl. Vedl Bussi, Hittoria di Viitrho, p. 370, e cf- 11 brere del 31 dicembrc, con cul Paolo II annunclara al Rettorc del Patrlmonlo 11 prossimo pas saggto dl Federlco III per quella proyincla, e git ordi nava * ut sumptibus nostrls slbi et suis de sictu abunde, ^ "comuntcato oonslilo cum dil. Alio Antonio de Noxeto * Istlus nostri prorintie thesaurarlo, cul etiam super hoc «. e*» ss ( ; 166 Qtw., »1 e.tjs MICHAELIS CANENSII Itaque rureus in conciatorium admissus, a Pontifice benedictionem ac Hcentiam et ab ipso aenatorio ordine pro consuetudine accepit, atque ab eo caeteriaque romanae' curiae ordini bus ac romanis magistratibus extra Urbera circiter mille passus honorifice deductus est, ma gna cum omnium benivolentia et gratia. Visit insuper memorandum ac venerabile eucha ristiae sacramentum in Urbe veteri, ac dona contulit '. Sed ad nostrum iam asaumpti operia institutum redeamus. Cum vero Pontifex, veluti supra narravimua, perdiu repugnasset alicui partium italici potentatus adhaerere, tandem in telligens Ferdinandum regem, ducem Mediolanensium ac Florentinoa una colligationis foe dere composites, quotidieque eos maiores parare copies, ut in omnem' sortis eventum cau tius ac validius Ecclesiae res tueretur, Venetorum dominio adhaesit, quod quidem societatis 10 foedus magnis festis et ovationibus Venetiia celebratum est \ Per ea tempora * Robertua Si gismundi Malateata filius illegittimus, ad custodiam Pontis Corbi 4 deputatus, ubi de patris obitu cognovit, oportunum factu arbitratua, si in patris ditionem succedere posset, licentiam a 'ecrlbimua, una prorideatla et prorideri facialle. Placet 'etlam nobis ut Vlterblenaea, Tel alle drltatea eiusdem * prorintle, per quae forte I tuna est, eldem Imperatorl * aula imperial* mnnus allquod condonent dignura et 11 5 *liua malestate et eorum comnnltate , (Arch. Com. di Vitbrbo, Ri/*rwu, XVII, r. 19 a). 1 la Orrieto al tratteane l'imperatorc trc glornI; don6 100 ducatl al Corporate e ere6 diveral cav&Jlcrl (C. Mambmtb, Hiitorit, p. 103). Per l'ltlnerarlo del auo 10 rltomo In Germania redl Manbmts, loe. clfc, Pabtor, II», 404, nota 35 Creaaca di St G. da GmMie, p. 85 BolMtimt d. D*f. ditt.fatriaf«r PUmbritt, IX, p. 58 ag. II 16 gennaio 1469 la Signorla di Kirerue Inrlava l'ora tore Lulgi Gulcclardtnl a Ferrara, per fare om&gglo a 15 Federico III nel auo paseaggto per quelle cltti (ARCH. Fior., Signori; Ltganoni, Cemmusarie, n. 16, c. 194 b; cf. aopra, p. 163, nota 3). « La conrenxione tra la repubblic* dl Flrenxe, U duca dl MUano c 11 re di Napoll per la comune dlfeaa ao contro 11 Papa, 11 duca dl Savola e 1 Venesiaal, fu atl pulata 11 29 glugno 1468, pochl glornt dopo cli'eraa finitl 1 laborloil negoxlatt per la 'pace d*Italia m; il tentA qulndl del federatt, ma aenaa successo, dl far entrare nell'aUoenxa Venezia (Psiikbt, Rtlaliont, I, 490, 516 eg.). 35 La repubbllca dl aan Marco strlngera Inrece una lega col Papa, ma tolo al 18 di maggio del 1469 (redine 11 teito In IMtri Ctrnm. di Vnutia, V, p. 178) quando Paolo II al trorara Impeg^ato nelia guerra dl Rimini (cf. le note acguentl). La lega fu poi pubbllcata in Venezia quattro 30 meal plu tardi, al 30 dl agoato (Sakuoo, Vit; c. u88 ag.), quando gla le milixie della Screnlaslma affrontara no, lnaieme con quelle della Chteaa, l'eierclto del fede ratl In Romagna : codesto patto era atato, del reeto, tenuto celato alio stewo Colleglo cardtnallalo dal Pon 3j teB.ee, TOdl Jac Piccolomixki, Comm., c. 380 a. 1 Marin Saoudo (cf. aopra, p. 47, nota a) e 11 Ma llpiero (Aiuudi, p. 209) attribulrono al Papa Barbo il propoalto dl aTocare al domtnlo diretto della Chleaa Rlmlnl e lo atato di Slglamondo Malateata, fin dai prl 40 ml meii del auo pontlficato, quando eraal aparaa la falaa notlsla della morte del Malateata in Morea. Certo c, per lo meno, che in allora 11 Pontefice «1 preoccupava della potsiblllta, chesu Rlmlnl stendeaae la sua domina xione San Marco: cf. le latruslonl del Senato Venezlano, IS 3° eprlle 146$, agll oratorl prcaso Paolo II (Arch. Vex., 5 Stm, S*er, a. mm, c. 8t a), perche lo raaalcurlno to tale punU, e in pari tempo gll dlmostrlno come laotta Ma lateata non poteaae rimettere in llberti Iacopo del Bor go San Sepolcro, che arera tentato In Rimini una te dlilone contro lo Stato dl auo marlto; per 11 quale la- 51 copo era atata aollecltata la acarcerazioae dal Papa, eeortato a d& fare dal Floreotlnl (cf. Arch. Fior., gmari. L*gas. e Commii., «. t$, c. 193 b). Appare da codes!i doeumentl la geloala delle doe repubblicbe peri reclprocl progreaai In Romagna da una parte, e dall'al- 5$ tra U sospetto dl Paolo II circa le intension! amblaloae dl Venexia e dl Firenae, gekwie e sospettl che riapuataao dopo che fu morto (9 ottobre 146S) Slglamondo, lateI ando la aignoria alia conaorte e al figlio dl cottel, Saituatlo; mentre il figlio raagglore e baatardo, Roberto, mllltaote 60 ai aerrlal della aaata Sede, reolra eacluao dalla auceea elone. Del piano ordito a Roma tra Paolo II e Roberto, affmche queatl prlraeae col tradlmento laotta e SaUuaUo del dominio dl Rlmlnl, che dorera tornare alia Chleta, parlano dlatesamente le memorle eonternporanee del *5 Brogllo (preaao Tonini, Rimini, V, 315 agg.) e del Por celllo, nel poem* PMtria {cod. Vatic, Uri. Ut., 37), c. 74 ag.); cf. Jac. Piccolonisei. Comm.., c 375. Con 1'lnteaa e col denarl del papa eatrava II Malateata in Rlmlnl 11 10 di ottobre (Tonini, V, p. 318)'. ma gil T° allora coatul tnunara la defezlone da Paolo II, come rlsuita uaiia deliberazlone del 13 ottobre del Senato dl Veneala, II quale lnrlara aoccoral a laotta e a Salluatloi considerando che " pro noatro domino non facit ut ci rltas Ilia aliquam faclat mutationem, aed eonaerretur •in preaentl atatn aub noatra protection©, prout eat, •attenta contlnua Intelllgentia quam dux Medlolan! " habct cum Roberto fillo maiore aupraacripti condam * d.ml Siglamundi, et continuls lnaidlla et pratlcia Flc 'rentlnorum. (Arch. Vast., S*m, Seer., m. »3, c 137 a; So cf. a c. 138 a 11 meaaagglo al Papa, relatiro a codcati fatti, dei 14 ottobre). 4 Pontecorro, tolto a Eugenio IV dal re Alfonio di Napoll, era tomato in aoggeilone della aanta Sede nel luglio 1463; Tosti, Sttria di Montrealsine, III, 40agg. S; Paolo II, che tennc costantemente un capltano alia cu atodia dl codetta terra (redl R*g. Vatie, $44% c. 127 a), ne facera rcitaurare le mura, nel 1469 (Arch. Vatic, Intr. it Ex. 479, c. 183 ») e rlcoatrulre la roeca, neU'anno teguente Arch. Rom., Divtrs. P. II1470-7/, cc »3 a, 8Sa). 90 ; 167 ; DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI Pontifice obtinet, novercam Hisottam visendi consolandique causa Turn in arcem Arimini per astutiam ingressus, novercam ac liberos* inde propellit; demum a Pontifice deficient alteri colligatorum parti se adiungit, ampliore ab eis stipendio conductus. Sed Pontiiex, his cognitis, illico in Ariminum copias a Spalatensi 1 et Alexandre Sfortia deduci facit: dein, ubi 5 intellexit regem ad praesidium Ariminensium exercitum destinasse, e vestigio Neapulionem Ursinum eo cum auis copiis dimittit, quern antea octavo sacrosanctae euchari'stiae die mi litaribus oroamentis inaigniverat in aede beati Marci, exercituaque imperatorem effecit ac nobilissima Ecclesiae vexilla, prius ab' eo benedicta, summa cum animi laetitia tradidit*. Co niunctis pontificiis exercitibus, acriter in hostes pugnant. Sed Fredericua comes urbinas, 10 adversi exercitus imperator, locatis iuxta oppidum Ceraaolae castris, hostium audaciam ma gna vi comprimere conatur: itaque pridie kalendas septembris bellum acre cruentumque inter ambas partes coeptum est, Neapulione Alexandroque Sfortia cum plerisque veterano rum equitum id dannantibus. Et quamquam in ipso primo congrcssu Pontificis exercitus superior esset, tamen, cesaante militum ordine militarique disciplina penitus neglecta, a Fre A.: 7. Inaignirerat] in elgnlverat; la faroto signis I 1 Flatoii Roberto dapprima oi trlgna e fedele al fratello Salluatlo, come cdllo (Pk+ttria, In cod. clt., c. 74 b : timilis, adto, mt tmto cm* fanipi* novtrct parre tornata la tranquillita nello atato Malateitlano onde la Signoria renezlana scriverm, U 33 norembre, 10 all'oratoro Giovanni Emo dl prender llcenxa da Itotta e da " arabo I figii „ reatando perd a Rimini * pedttea • noatrl et barcha annate, donee MagnlficentUa predictla " nccesurium vidcarur. pro malorl tutella ct aatiafactio * nc eorum , (Stm. Soer., a. aj, c. 146 b). Roberto al 15 lontanava qutndl laotta, dt aecordo con Salluatlo, a cul offrlva dl condlTldere tl domlnio, per ltbaraxzarat pot ben prcato anchc di quest'ultlmo (redl Pkeltria, c 75 'toman, V, 338 agg.), dopo dl avere rlmandato al Ve nealani I loro aiuti (Clsmextzni, RaeeoUo itCorico dt ao Rama* etc. parte II, Rimini 1637, p. 493. 1 Intendl Salluatlo e Valerlo (queat'ultlmo a torto creduto flgllo dl laotta), suila cul fine red! Towiwi, e Tettoraglle agli axsedlatl e preparando arm! (redl la lettera della Signorla dl Flrenze, 13-32 giugno, al Malatejta e a! Rlmineal, In Rtg. elk, cc. 14a, 17 a, 33 a, e cf. ibid., c. 17 b, la risposta, 33 giugno, a Paolo 4$ II, che al era lamentato del aoccoral datl dal Florentlnl a Roberto). U Papa aollecltav», frattanto, l'entrata In campo del Venealani: ma queaU al acusATano, 11 35 lu gllo, con lui, dl non arere ancora mandate le gentl dl la dai Po : *Id docet experientla annonim preteritorum, 5° * et dux Mediolant palam profeaaua eat, quod al no* gen tej nojtraa trans Padum mittereiiius, ipse quoque suaa * mltteret et rex et florentlnl facerent ; unde Arlmlnl negotium difficultarl facllllme potnlaaet et obsidio aol * rl et Italia etlam grarl periculoaoqne bello impllcarl, 55 * et noa Improviai Impreparatlque reperlrl, tie. , (Arch. Vair., St*. Soer., »4, c 37 a. Fu qoeata realatenaa do' Qu»„ n r. 6j* auol alleatl, me&tre 11 re t'erdinando gli faccva passare l'eaerclto nella Marca, che induaae 11 Pontefice ad otte nere dal Cardinal!, nel coociitoro de* 9 agoato, 11 con- 60 V, 341 agg. e cf. C. Ct-tMSNTDfl, of. eit., II, p. 492 sgg. 1 L'arclreacoro dl Spalatro Lorenzo Zanc, congiun 35 to dl Paolo II, e In allora goveraatore dl Ceaena (cf. aopra, p. 53}. Le operazlonl belllche complute sotto 11 gowho di queato prelato-guerrlero e U condotta dello Sforza, algnore dl Peaaro, ebbero princlplo nella prl mavera del 1469; cf. le lettere delta SignorU fiorenUna, 30 del maggio dl codesto anno, a Roberto Malateata che chledera alutl, In Arch. Fior., Signori, Mittivt, r*g. t * Cancolltria *. 46, cc. 9 a « 11 A. 1/8 dl giugno lo Zanc s'lmpadronlTa, dl un aobborgo dl Rlmlnl, (Tonxmi, V, P- 33« »gg»). atrlngendo U cltta doll'asatdlo, che arrebbe 35 potuto finire prontamente con la vittorla delle arml •entlmento alia ceaaione dl Rlmlnl (ore al Venealani, * quo* hac ape praede non " ptlore animo In aut defenalonem conTolaturos „ (Jac. PiccoLoaUMKi, Eflstn c. 175 a{ lettera del 18 agoato 1469). Le rolllxle della repubblica comparrero infattl, 65 pochl glornl dopo, al campo del pontlficil (cf. la lettera dl rlngraziamento del Papa al Doge, de' 34 agoito, In JJbri Comm. di Vautia, V, p. 179), I quail affrontaTano qulndl, prontamente, le forxe nemiche. 4 Napoleone Orainl, che ancora ntOl'autunno del 70 1468 tenera mlllzle In Romagna, al aoldo della Chican (Arch. Vat., Imtr. et Bx, 476, c. 158b), s'era qulndl guaatato, Inaleme a' tuol congluntl Orainl "dell'agro * Romano „, con Paolo II, a caglone del fatti dl Tol farecchia (cf. aopra, p. 160) ; e atara trattando per una 75 condotta col federatl della Lega, quando al Pontefice riuscl dl mantenerlo a' proprl atipendil (Jac. Piccolo pontlficle, qualora l'avarizia del Papa non aresae lesi nato 1 mezzt per la guerra, e dato tempo al colicgati dl interTcnlre allargando e prolungando la lotta: que ato anermara lo atetao Zanc, aecondo U Platiwa, VUtu, 4Q p. 307. Interrennero, infattl, prontamente 1 federatl dcllo Spalatrense; Inrlando suasidi dl iuxei, c. 377 a). Le dlmoatrazionl dl onore al Con dottlero, di cui parla 1'A. (cf. anche Comm. clt., c 181 a ; e la Pkoltria, del Porcelllo, In cod. cit., c 76 b) arren- 80 nero 1*8 dl giugno (U Corfu domim era caduto II i* dl giugno, ncl 1469); al 3 dello atesso raeao la camera arera pagato n. 30 bol. 33 • a frate Jullano da Florcnsa mi 168 t. t4 » qui*., m MICIIAELIS CAN] derico urbinate reiecti, fugati, capti expilatique sunt, cunctis pontificii exercitus impedi mentis direptis ac Neapulione Alexandroque non leviter sauciis '. At Pontifex, de hia certior factus, imperturbato constantique animo perstetit, secumque reputana, res bcllicaa varias et andpiti sub fortuna agi, illico enudatum exercitum inutaurat, quibua expediebat rebus et numero equitum exauget, Neapulionemque per litteras hortatur, ne fiat inferior animo, nec depreaaior ex adversa belli fortuna, quoniam ipse neque ex hoc per'turbatus sit, nec animo immutatus rem belli susceptam prosequi usque ad recuperatam victoriam. Ex his autem Neapulio caeterique belli duces peT ea loca dispositi animosiores cffecti, et exercitu iam in' staurato, hostes quotidie oppugnant, superant, fugant, atque ipsam Arimini urbem quotidianJs est* ; incursionibus inquietant, afnigunt, devastant *. Sub id quoque temporis gravior pontifici maximo nuntius adlatus est, scilicet atrocisaimum Turchum magna ac validissima clause obsedisse nobilissimam insulam Euboheam, quam trito sermone nigrum-pontem appellamus. Quo quidem nuntio Pontificis animus pene consternatus ac plane dignoscens insulanos illos humano praesidio ob tarn subitam hostium oppressioneni iuvari non posse, iuxta devotissimi pontificis consuetudinem ad divinam opem se totum con vertit, pro qua impetranda ordinatissimas omnium religionum supplicationes, tarn in urbe Roma quam per onines Italiae ecclesias, per litcras publice fieri mandat; ac primus ipse r. *,t cum sacro patrum senatu caeterisque romanae curiae ordinibus supplicationes* ordinatissime, ac devotisaime ad ipsam usque apostoli Petri aedcm ex upostolico palatio nudus pedes toto itineris spacio effecit, ubi multae ac dignissimae sanctorum reliquiae a sacerdotibus depor tatae sunt 4 . Ipse vero praepotens Dominus tantum ex hoc roboria ac virium insulanis illis addidit, ut nisi Iohannis illirici proditione decepti futssent, hostes ab se prorsus propulsas sent; et tandem absque intermissione tribus diebus totidemque noctibus animosissime pugnantes A.: 5. necj nec nec — 14. plane l frcctdmi» dalla fmroia plene, **pu*tn- presidio, corritt* e»* inckiostro id. — a1. fik tcurt, imvecc di presldle — 17. per omnea; il per corrt*Une,co* imckUttrt fii scare, di pro- per litteras id. di perpotens 'nlator, per comprar fogll aooo de oro et fogll 1500 5 *de arfento per depengere certl stendardi da canpo per * lo Signor Neapollone,, e al 31 glugno si ordlnava 11 pageimento di fl. si boL 50 a messer Progne da Polce nlgo * pro ralore unlus selle et unlas testerie federate * rum de alrleo, donatarum Ulustrl d. Napoleon!, capl 10 'taneo Eccleslc, cum uno eqno similiter donate, (fmtr. et Ex. 41$, c. Hi B; 479 c. 16a a). Quanto agli aHri * agTi Romanl Urslnl „ che I'Ammannati {Comm., loc. cit.) sfferma essersl in codest'epoca parimentl riconci ttcelll. llatl col Pontefice, appare da una lettera deilo stesso IS Cardinal Papienar, de' 18 ago1to (Jac. Piccolosuniu, Rfitt., c. 114 a), ch'essl gucrregxiavano tuttavla contro la Chlesa derastando 1 castelli di Palombara e di Mon L,a rlconciliulone sari, quindl, arvenuta dopo il iS ngosto; e fu, forse, in tale oecaslone che agll Or ao sini renne Infeudato II dominlo di Alvlano (cf. aopra, 35 p. 131, note, I. 77 agg.) 1° compenso dl qucllo di Mon ticelll, che 11 papa Barbo, Intento, ad assicurarc la via delI'Anlcne verso il Reame, area volute mantencre al dl retto dorainio delta Chiesa (cf. p. 131, nota**). La battaglla combattuta a Burgaxzano, presso 1 cf. Cerasolo, il 31 agosto 146^ (questa data, indJcata dall'A., e l'esatta fra le varle che s' incontr.ino negli scrittori, Pastob, II », p. 43S) fu mlnutamentc drscrltta dal car dinal Ammannatl (Jac. Piccolominci, Efitf. et Comm., 30 c. 4S4 sgg.? cf. Md., cc. 177 sgg. le lcttere a lui 1 da G. Pietro Arrivabene c Jacopo Minutoli, ncl settem 10 15 20 bre 1471 sullo ateaso argoroento)i vedi anche le descrixio nt del contemporanel Gaspare BropI io (presso Townii.V, 336 sgg.), che pone al 30 dl agosto i raovlraenti dl truppe precedentl la battaglla, e U Porcelllo (Fhtttri*, In cod. 35 cit., cc. 77-84), secondo 11 quale (c*d. clt., c 84 a) du rante II combattimento sarebbero perltl ben mllle uotnini. 1 Lo state dl guerra si trasclno per tutto Panno sogucnte (redi p. 169, nota a). Nella nostra Appendice (VI, n. 5 sgg.) 11 lettore troveri Illustrate le cause e le 4° rlcende delle lunghe ostlllta ondc fu turbata la tranquil lit* della penIsola nel 1460-70. » Le prime nottsle delta Impress dl Maoroetto II contro Negroponte ginnaero a Roma verso la fine di giu gno (1470); cf. Pastor, IT*, 431 sgg., ore trovasl una 45 densa esposixlone dl qucstl fattl. Per I'eco, che la ca duta dl Negroponte (la lugllo) ebbe nella produsione letteraria del tempo, redI A. Mbdin, Storia di Vmexia mclla foiia, Mllano, 1904, p. 308 *gg.; Della Torrk, Push Marsi, p. 175 sgg.; Mazzatisti, hf$t. itat. d. *A 5° bliottcie di Frameia, I, p. 1S8. 4 La proceaslone, a cui fa data solcnnlti Inaudita (cf. Maupiuio, Aimaii, p. 54), sarebbe arvenuta I'S dl lugllo, secondo 1'Infessura, Diari*, p. 71; ma, se furon fattc contomporancamcnte le oflerte del papa al cano- 55 nlcl r.atcrancnsl e alle sante rcllqule portate in pro onae sembra anche dal racconto del dtarlata (loc cit), la data dl csvi sari da trasportare al glorno successlro. Cf. la nota aeguente di Enrico uigmzed by Google _ DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 169 ^— — , ex ipsifl turchis supra decern millia gladio occiderunt, ac tarn acris utrinque cruentaque pugna insurgit, ut destituti christiani ex iugi bello viribus corporeis, ut qui'sque eorum locum pu gnando acceperat, eumdem moriendo occupabat '. Prolapsa igitur christianorum decertantium manu, ferodasimus turchua inclytatn Euboheam totam occupat et ipsas fidelium reliquias, ma 5 res invalidos ac foeminaa absque delectu saevisaime rapit, dilaniat, interficit ; demum ipsam insulam illico instaurat, ne mrsus in christianorum ditionem ire queat, et dispositis in ea va lidis turchorum colonia, ipsam eia incolendam fructuque habendam, rebus pace ac bello neceasariis permunitam tradit. Iam antea coram ipso Pontifice convenerant legati regis Fer dinandi, item Venetorum, legati quoque Mediolanensium ducis et legati Florentinorum pro 10 pace tota in Italia componenda, a quibus quidem cum diu permultumque cunctatum esset, necdum concludi quiret, Pontifex ipse gravi reipublicac ' christianae conditione praeponde rata, rescissis cunctis difficultatibus, pacem inter eos indicit ac sancit'; et ut omnium una ad id conformisque voluntas foret, ipse prior incoeptum ariminense bellum prorsus intermittit, converaus toto animi studio ad comparandos christianorum exercitua adversus efferos turchos 15 atque ad tnodum seriemque perpetuandi belli adhibendum, quo certius imminent! turchorum feritati occurratur \ Turn Franciscum Piccolomineum, diaconem cardinalem ecclesiae sancti Eustachii, in urbem Ratisponensem destinat ad Fridericum imperatorem caeterosque circum stantium regionum principes ad hanc tam sanctam expeditionem prosequendam cohortandos 'et ad eum quoque hominum conventum dissolvendum, qui absque eius auctoritate in illis locis 20 paulatim excreverat ac tali temporum conditione fidei catholicae minus expediebat. Item ad q«i«., m -. 6j» Qm«.. »s A»: I. cruentaque pugna, ri/atto, con imchiottro diverse, sofra una farela illtggibilt — 8. permunitam] pmu nitam; // p rtca ambedme i tegm abbrtviaJivi, di per e di pro — II. gray! eorrttie eon imckiosfre diverto, inveet di grarc — 19. auctoritate; stgvivn «» ra, oiroso Dailman, cameriere segreto del papa, in Arch. Rom., S Ccmftrtm cnbienimrii, 1468.70, c. 46 a t * Die ix Jul11 [1470), a.""* dominus notter dedlt religloni sancti Johannls * Lateranensla de Urbe ducatos papaloa 300, pro eorum * subventions; eodem die, a. d. n. obtulit ed ymagl * nem a.ci SalTatorlt io %jco Joanne Lateran. due. pap. 10 *»S; ead. die, t. d. n. obtulit ad lmaginem s.ce Ma " rie de popolo existentem In s.co Joh. Lat. due. pap. * 35? ead. die, a. d. n. obtulit ad caput a.ci Johannis due. pap. 35 „. Pu nell'occaslone di queata vtslta alia basilica Lateranense, che alia chtesa ateaaa renlra fatta 15 da Paolo If la eonsegna del callce presioso lnrlato da Lulgi XI dl Fraacia (cf. Infbssuba, p. 71 »g.): Intomo al motirl del dono votiro, al Talore del dono e alle cc rlmonle che ne accompagnarono la eonsegna, rcdl la bolla Ti lugllo 1470, con cui «1 prorredera alia corner 30 Tazlone dl esso, In Rtg. Vatic. 34», c 101 a tg. Cre dlamo che aila proceasione luddetta (la quale pereorae con lungo giro la citti, cf. Mattia PalmieRI, Chronica*, edlz. Basil., 1J77, e. 141 a) si liferlsca l'eplgrarama dl G. A. Campano {Ofera, Venetlls, per Bern. Vercellen., s. a., 35 eplgramma I. Vlf, 3), r.ippresentante 11 Pontcfice che implora piangendo, " ubi ad reterts penrenlt tempi* Ml " nerrae , l'sluto divlno contro 1 Turchl. 1 Del tradlmento dl un Albancse, per conaegnare la terra at Turchl, e parola In due cronhti contempo 30 ranei ; ma dl essl 1'uno, Giacomo Rlnsrdo, chlama II traditore Andrea „ l'altro, fraie Iacopo della Castella na, " Giorgio Albancse ,; cf. Dot ritmi etc. interna alia freta di Xegrefonte, ed'x. F. L. Polldorl, In Arch. ttor. italic**, Append. IX, p. 437 ag. 35 « Queita seconda pace Paollna „ fu conchluaa II 33 dicembre 14705 II glorno aeguentc ema rcniva par tecipata al gorernatorl delle prorinde dello stato Ec clesiattlco (cf. Pastor, IP, 43$ agg. 5 l'orlglnale del bre re al cardinal B. Rorerelia, legato a Perugia, pubbll cato dal Luasio, IV, 183. troraal In Arch. Com. di Pa- 40 ruoia, Registrt di bred m, 3, c. 95 a). La solenne sti pulazlone dell* Istromento, avvenuta In Vatlcano alia pre aensa del papa e del saero Colleglo, si comple due gior nl dopo, nellJ feata dl Natale (cf. Libri Comm. di IV netia, V, p. 198); ad essa pare scgul immediatamente 45 (1 gennalo 1471) un'alleanaa tra 11 Papa, VeneaU e 11 re Ferdlnando per la guerra comune contro i Turchl {Libri cJL, V, p. 300 *gg.). ' Sut proTTedlmeatl del Papa per riunlre e dlri gere le tone della Cristlanlta contro I' 1mmInente pe 5° rlcolo muasulmano, redl Pastor, IP, 434 agg., Zippbl, Allume di Tel/a, p. 48 sgg., Mukllxr. Relation!, pp. an, 313. Al brevl dl Paolo II. pubbllcatt dal Pastor, IP, App., nn. 9J, 96, 98, altrl sono da nggfungere, tuttl eon cernenti ia difesa contro la Mezzsluna, specialmente per 55 opera dei Carallerl di Rodl (cf. Boaio, Hiiloria, II, 319 Sg., 333, 337 ; Libri comm. di Venexia, V, p. 304), In Arch. Vatic, Brevia, XII, cc. 85 ag., 93 a, 94 a, u8, 314 A, 341 b, 346 a, 353 b, j86b. Korse, e da rifcrtre a questo anno del pontificalo la roca raccolta da Matte* 60 Boss! {Efist. fatnil. ot teenndae, Mantuae, 1498, ep. 31) che Paolo II voler» grarare 11 clero dl una decima per la Croclata, ma la mlnacclosa profezla dl un frate lo di stolse dal farlo (cf. Imtr, ti Ex. 48a, Ot7 A : al 30 dl luglio 1470, la Camera eonsegna al papa fl. 1137, boi. 39, "ex 65 « pecuutts decime hulus alme Urbis imposlte clem „). * Vedl aopra, p. 30, nota 4. 170 €. is* MICHAELIS CANENSII idipsum exhortandum deputat Ianisium abbatem in coenobio beati Severi Laudensis ad Gallorum regem aliosque circumstantes duces ac principes.

  A.: 1. idlpsum; ipsum è agg. dalla stessa mano, con inchiostro diverso

 Per idem tempus Borsius, Ferrariae marchio ac Mutinae¹ dux, ingenti nobilium et equestris ordinis frequentia consociatus, Romam ad ipsum Pontificem adventavit¹.

  — 3. ac agg. in margine dalla stessa mano, con lo stesso inchiostro
 ¹ Sulla venuta di Borso d’Este a Roma vedi PASTOR, II³, 439 sgg.; PARDI, Borso d’Este in Studi storici, XV, p. 410 sgg. Il Pardi (op. cit., p. 275 sg.) espone largamente come l’Estense, dapprima trascurato dal papa Barbo, ne divenisse amico e confidente durante le trattative per la pace d’Italia del 1470; cf. il breve indirizzatogli da Paolo II, 12 dicembre 1470, in ARCH. Roma, Brevia, XII, c. 115A (con la data erronea 1471).

Inter caetera autem supra trecentos equos forma et ornamentis conspicuos, ac centum et eo amplius triginta mulorum impedimenta, tegumentis sericeo apparatu ac laneis pannis miro opificio consutis, desuper extensis, secum deduxit; quem Pontifex per omnem eius ditionem summo cum honore ac lautissime cum universa ipsius familia suscipi alique fecit, demandata ad id opera cunctis provinciarum quaestoribus.

  — 8. suscipi allque correzione fatta in margine, e ripetuta sopra la riga, con inchiostro diverso, invece di suscipique.

Adventanti autem Borsio in agrum romanum omnes absque delectu cardinalium familiae aliorumque ordinum praelati et omnis simul romana nobilitas obviam eunt; sed Urbi iam appropinquanti circiter mille passus Marcus Barbus cardinalis in titulo sancti Marci, et Ioannes Michael, diaconus cardinalis tum² sanctae Luciae, Pontificis iussu laeti occurrunt mediumque ad ipsum Pontificem et sacrum senatorium ordinem honorificentissime deducunt, a quibus quidem ingenti cum¹ iucunditate ac benevolentia susceptus est³.

  ² Secondo l’Eubel, II, 76, 77, il cardinale Michiel fu trasferito dal titolo di Santa Lucia in septemsoliis a quello di Sant’Angelo in Pescheria “anno circiter 1470”; secondo il nostro A., invece, il Michiel teneva ancora la diaconia di santa Lucia nell’aprile 1471. Non costui del resto fu inviato dal papa ad incontrare, insieme col card. Barbo, l’ospite principesco, bensì il cardinale Francesco Gonzaga (cf. nota seguente e la lettera di Francesco Ariosti su questo viaggio, ediz. Celani, in Arch. Soc. Rom. storia patria, XIII, p. 405).
 ³ “Magni apparatus magnaeque expectationis — scriberra il 5 aprile Iacopo Ammannati al Campano — Borsii Estensis ingressus. A Flaminia in pontificiam medius inter Aquilejensem et Mantuanum [i cardinali Barbo e Gonzaga] traductus est; in comitatu plurima stomaci tui, non tuorum tamen hoc tempore oculorum. Primo venienti est datus Senatus; oratio eius nulla, laeticia vultus multa; receptus sextum post diaconos cardinales, inde domum dimissus. Adventus huius nondum patuit causa: cum patuerit, scies.” (IAC. PRECOLOMINEI, Epist., c. 204 b). Soltanto due giorni dopo Paolo II manifestava al collegio cardinalizio il suo proposito di conferire all’ospite la corona ducale di Ferrara (Pastor, II³, 396, dove è da correggere la data “1º aprile”, del documento cit. nella nota 5) della quale l’Estense aveva ottenuto dal papa vaga promessa fin dal 1468 (Pardi, op. cit., p. 274).

Tum, interiectis ple'risque dicibus, cum Ferrariae ducem instituit, suppressio in posterum marchionis nomine, ducalemque coronam et sericeam vestem auro undique contex tam suis impensis Pontifex ei tradidit. Venationes quoque publicas in agro romano in eius oblectationem fieri mandavit⁴, ubi, absque alia nobilium pene incredibili multitudine, nonnulli ex sacri senatus patribus intervendere; tantus autem rerum omnium esu ac potu opportunarum apparatus extitit, ut omni multitudine affatim satiata, complures reliquiarum salmae atque optimi vini vegetes superfuerint.

  ⁴ La sontuosa caccia (cf. Pardi, p. 413; Guerr. da Gubbio, Cronaca, p. 88), in cui ricordò Paolo II fece coniare una bellissima medaglia (vedila riprodotta in Litta, Famiglia Barbo, tav. ultima), si svolse, sotto la direzione del cardinal nipote Giovanni Michiel, nel “campo di merlo,” (Platina, Vitae, p. 307), un possesso della famiglia Della Valle ne’ pressi della Magliana (Adinolfi, Roma, I, 61; cf. Abbate, Provincia di Roma, p. 419), che fu poi il campo prediletto delle cacce sotto Leone X.

Ludos insuper Agonales, more vetusto, adhibitis indomitis tauris, in campo Testaceo et splendidissime agi fecit⁵.

  ⁵ Non vi è ragione per mettere in dubbio, come fa il Pardi (op. cit., p. 273), che fosse realmente effettuato questo, fra i vari festeggiamenti offerti da Paolo II all’ospite principesco. Ma non trattasi delle corse al pallio dentro la città (così crede il Pardi, loc. cit.), bensì delle giostre e dei combattimenti coi tori al Testaccio, in occasione dei quali si svolgevano gli sfarzosi cortei degli officiali capitolini, su cui vedi i §§ 72-82 degli statuti di Roma (edizione romana del 1471); G. Ricci in Arch. Soc. Rom. st. patria, XVI, 160 sg.; G. M. Crescimbeni, Santa Maria in Cosmedin, Roma 1719, p. 87 sg. Nella venuta di Federico III imperatore, il papa Barbo gli aveva mandato incontro i magistrati di Roma “habitu quo utuntur, cum ante initium ieiunii quadragesimalis ludi fiant agonales (di piazza Navona), aut in campo quem Testaceum appellant, quem nonnulli hodie ex vulgo putant velarium senatorium gestamen extitisse „ (PATRICIUS, De adventu, in MURATORI, XXII, 206); ora, per il nuovo ospite, amantissimo di caccc e di tornei (PARDI, XVI, 161), egli faceva senz'altro riprodurre il tradizionale spettacolo carnevalesco, e ciò avvenne probabilmente al 17 di aprile, nel qual giorno il duca visitò il " monte degli orci „ (mons testaceus) secondo l'anonimo cronista ferrarese, citato dallo stesso Pardi (XV, 402). Una descrizione vivace dei giuochi di Testaccio, composta nel 1473, trovasi nel Libellus de rebus romanis di Ottavio Cleofilo (ediz. s. a., nè l.; vedila nel cod. Sessor. 287, della Biblioteca V. E. di Roma. c. 172 sgg.). Non sappiamo poi, se con la espressione " more vetusto, adhibitis indomitis tauris „ l'A. abbia alluso a tornei, non incruenti come quelli che si usavano in Carnevale nel Quattrocento, bensì ad uno di quei grandiosi e sanguinosi combattimenti, cui partecipava, nell'età più lontana, il fiore della nobiltà romana, quale fu, ad esempio, il " giuoco del Toro al Coliseo „ tenuto nel 1333, del quale ci lasciò la descrizione Ludovico Monaldeschi ne' suoi Annali, presso MURATORI, XII, 535 sg.

Ante ipsius tandem discessum, ipse suaque omnis familia Pontificis praestanciam liberaliter gratissimeque habuit, cui quidem Borsio Pontifex dignissima elargitus est munera, quae supra octo milia aureorum pretium excedebant; impensae autem pro eo atque eius universa familia exhibitae quatuordecim milia' aureorum capiebant. Ipse quoque dux plerasque gemmas et aulicos pannos ingentis extimationis sericeo aureoque opere undique contextos Pontifici donavit ¹.

  ¹ Altri assai ricchi donativi inviava il duca al pontefice, appena rientrato nella sua città: per i quali Paolo II, alieno dall'accettare doni, lo ringraziava e amorevolmente lo rimproverava, ad un tempo, nella lettera a lui indirizzata il 20 luglio 1471 (ARCH. VATIC., Brevia, XII, c. 176 в; cf. PASTOR, II ³, 778).

Demoratus est autem ipse dux Borsius Romae mensem unum, dehinc magna cum Pontificis ac caeterorum gratia et benivolentia Ferrariam rediit. Quoniam vero hactenus pleraque de multis diverso aetatis ac dignitatis gradu per ipsum pontificem' Paulum gesta recensuimus, nunc ad interiorem ac familiarem ipsius vitam moresque descendamus. Natura siquidem fuit mitissimus, ac tantae erga omnes et praesertim erga inopes pietatis, ut ante pontificatum nullius unquam admissionem ad se precesque sit aspernatus, nulli unquam sui patrocinium abnegaverit et in ipso quoque pontificatu nemo ab eo abscesserit, quin aliquid votorum assecutus sit; pietatem vero ipsam profusius in aegrotantes exhibuit, cuius quidem rei multa · atque praeclara existunt documenta. Sed quoniam pleraque supra recensuimus et sequentia longioris laboris exigunt opus, de his scribendi finem hic' faciemus. Amicorum obitus amarissime tulit et in aliquorum morte, praesertim Prosperi de Colunna ², diaconi cardinalis sancti Georgii ad velum aureum, pene consternatus est.

  ² Morto il 10 marzo 1463 (EUBEL, II, 6).

Subiit varias apud diversos pontifices calumnias, sed esuperatis malivolorum suggestionibus, gratior fuit ac benevolentior apud omnes. In petitione autem ecclesiae pathavinae, suo pastore tunc destitutae, in gravem senatus veneti indignationem incidit; et ob eam rem germanum Paulum ab senatu relegatum ³ quam molestissime tulit.

  A. 1 20. Incidit] In grave cidit; la parola grave è espunta
 ³ Vedi sopra, p. 81, nota 2.

Si quando per otium et occasionem licebat, iucunde admodum faceteque utebatur locutione garrulorum puerorum ac simplicium senum, quos ipse plerumque tacentes ad loquendum interpellare consuevit, aliquibus semper ex eius familiaribus assistentibus; atque id maxime ante pontificatum usurpare solius est. Studia literarum potissime illi fuere circa rerum historias, quarum ipse percuriosus extitit ⁴, ad quae quidem' studia post coenam postque recensita domestica nogotia se exhibebat, ad non mo'dicas noctis horas perseverans.

  — 23. senum corretto della stessa mano, con inchiostro diverso; non si legge la parola ch'era scritta prima, ma cominciava con se
 — 24. usurpare] usurpatur
 ⁴ Cf. sopra, p. IX, l. 16 sgg. e nota 1. Ad Antonio de Toffia, ivi ricordato, il quale era impiegato nel palazzo apostolico come copista di codici (il 18 maggio 1469 si pagano fl. 4 " Antonio de T. familiari et scri" ptori voluminum s.m¹ d. n. pape, pro eius provisione " mensis aprilis „; ARCH. VATIC., Intr. et Ex. 477, c. 216 A), si aggiunga un " Iacobus Damaschi, clericus Tornacen" sis, scriptor voluminum in palatio ap.co „, che troviamo occupato, dal maggio 1469 al novembre 1470, " in " scriptura certarum cronicarum, pro s. d. n. pape „ (Intr. et Ex. 477, c. 217 A; 479, c. 202 в; 482, c. 188 A); vedi anche la nota seguente del cubiculario segreto di Paolo II: " die IX marcii [1469] s.mus D. N. concessit " mutuo r.mo cardinali papiensi, per XX dies, librum de " omissis in cronicis, ut constat scripto ipsius d. car" dinalis „ (ARCH. ROM., Computa cubiculariorum, 1468-70, c. 105 в).

Genus autem eloquendi facile illi fuit ⁵, ac sine ulla rhetorum pompa

  ⁵ Si dovrà intendere della loquacità del papa, la quale faceva scrivere al Platina: " si tibi patuissent fo" res, audire hominem, non audiri ab eo necesse erat;

e. »0» Qct*., »7 t. 61a c. «7» 30 igmzea Dy Google 172 , MICIIAELIS CANENSII verborum, pronunciabatque leni ac proprio quodam oris sono, nulla prorsus arte adhibita. Somni vero paucissimi fuit, ut qui perraro sextam, aeptimam nunquam horam obdormierit, solus semper et cubiculariis prorsus sequeMratis; o£fendebatur enim matutina vigiua, noctemque ad crepusculum usque diei insomnem ut plurimum protrahebat, atque id ex destiaato: nam dormitione nocturna gravius catharro vexabatur. Laboris ante pontiricatum patientissimus 5 fuit, quippe nec imbre neque aestu a publicis seu privatis negotiis peragendis retardabatur verum in ipso pontificatu laboris et exercitii minimi fuit, iugi populorum audienda inter ceptus. Convivium cunctia sacri aenatus patribus ac caeterorum ordinum praelatis die co ronadonis suae ingend rerum apparatu et affluentia publice in palado lateranenai exhibuit '. r.ita Qui*., r. « Dum vero per aliud tempus ei renundaretur, ipsos scnatorii ordinis patres una omnes con- 10 venisse in palado Riccardi cardinalis in dtulo sancd' Eusebii *, \uxta templum apostoli Petri ad convivium testamento ipsius lcgatum, tacitua atque insperatus adveniens, ipse quoque cum eis festivus ac facetus discubuit, collocata sibi sella in uldma mensae parte, prohibuitque eorum quempiam suo amoveri loco. Cibi fuit moderad vescebaturque camibus gros'sioribus, nisi convivae adessent; pisces in- 15 super et vel maxime ostreas avidius ac frequendus comedere solitus est; ficos, uvas ma turas et popones iramoderadus comedit. Aesdvis quoque caloribus, malis granads acribus aliisque agresdbus pomis plurimum delectatus est, ac plerumque expreaso ab illis succo ple num fere craterem ebibit. Lacticinia et recentera caseum in omni mensa libenter accepit; macharones, vulgo ita appellatos, omni tempore, non tamen ad aaturitatem commedit ; vini par- 20 cissimus exddt, maximeque subagrestiori oblectatus est, duabus aquae pardbus super infusis \ In conviviis autem tacentes ipse convivas quadam verborum comitate ad loquendurn inter u pellare assolebat. Familiam habuit modestam semper 4 et ingenuam,' quam duobus anni tem poribus, aestate scilicet atque hieme congruentibus amiciebat vesdbus. Mundidarum, ac lauti ciarum non modo domi, sed in ipsis edam sacris caerimoniis studioaissimus semper exdtit. 25 Modesdam quoque ac maturitatem non modo in agendis negotiis, sed in ipsis ecclesiasdcis benefices dispensandis supra modum exhibuit; in qua quidem re nepotes suos, quamquam nobiles et cardinales, aliosque consanguineos nulla maiori sorte, quam caeteros tractaerit, nec quicquam ecclesiasdcarum rerum cuiquam ex ipsius consanguineis donare voluit Urbem Romam, quantum et tempus et occasio suadere videbatur, excoluit Cloacas et 30 uu«., too aquaeductus jam oblimatos purgare fecit, iniuncta opera ' Hieronymo de Gigandbus, cuius supra meminimus; pontes insupcr plerosque iuxta ipsam urbem et diversos in urbe arcus triumphales prope labentes instaurari fecit*. Paladum vero apostolicum dilatare atque in A-: 4. crepusculum i prtcedmfr da crespm, ttfumto "adeo coplotui In dlccndo habebatur, (Vitae, p. 30$). Ma I» rera eloquensa fcce dlfctto a Paolo II, il quale si guarda»a dalTadoperare la lingua latlna anche nel dl 5 scorsl plu solenui, e talrolta falllra rldlcolmente volen doll improTTisare (cf. la testlmon.'anza dl Parlde de Grastls, presto Pastor, III', p. 93s sg.). 1 I reglstrl camcrali, 1 quail recano 1 document1 dclle spese per luralnarle die si faccrano al 30 dl ago 10 sto e at 16 dl settembre "pro festo Assumptionla „ e pro festo coronation!* , dl questo papa (Arch. Vatic, « 167 n, 173 a ecc.), Intr. ct Ex. 476, c. 150 a; 479» nulla contengono che provl rasscrzionc del nostra A. circa II banchetto In Laterano; mentre vl appare che j- Paolo II spendera ogn! anno 100 dueatl per conrltare 1 cardinal! la vlgil.'a di Natalc {Intr. et Kt. 479, c. 2170; 470, c. 17411; 476, c. 2Ji a; cf. Arch. Rom., Spend*tore, 7464-te, c 15 a; addobbl "per lo aparechlo dc la col • lation de Nadale In Ja salla malore de S. Plero „ dl ,a ccmbre 1464). * Riccardo OHTier© Longuell (redl sopra, p. 37), morto il »0 agosto 1470. II palaazo degll arclprctl delta basilica dl aan Pletro, da lui suntuosamente ricostruito, •errlra 1'anno seguente di dlmora a Bono d'Eite, ospite di Paolo II; Ted! la lettera dl Francesco Arlostl, edit. 15 E. Cclani, In Arei. Sec Rem. a. fatria, XIII, 410. * Alia illustrazlone di questo passo dell'A. concer nente 1 gust! gastronomic! e del papa e della sua fa mlglia, e dedlcata l'appendlce VIII, In fine del volume. * Lode questa, che non levnarono al papa Barbo 3° giudlct sevcrl come Egldlo da Vlterbo {HittoHa.ia cod. clt., c. 308 »), nfc avversarl come 11 Platina ( Vita*, p. 30S). * I documentl pubbllcatl dal Mubmtz, II, 93 sgg. mostrano come Paolo II faeesse compiere important! c coitosi restaurl alia statua di Marco Aurello; spese dl 35 mlnore cntlti, furon dedicate a rlparare gll archl dl Tito c di Scttimio Severo, 1 colossi del Qulrlnalc e la co lonna dclle Tcrme dl Costantlno (cf. Mlbs»t*, III, is), oltre at lavorl di restauro alie porte e alle mura della DE VITA ET PONT1FICATU PAULI SECUNDI 173 signi opere ornare destinarat; primam quoque eius partem inchoatam, nec dum pro ipeius destinatu absolutam, reliquit '. Romania mu'ieribus immoderatum geatandarum unionum gem maruro'que, cingulorum et vestiura usum limitavit ac rcstrinxit; item et dotes et convivii sumptus in ipsis nuptiis peragendos pro cuiusque conditione taxavit, vetuitque publico edicto 5 ipsas mulieres suorum funera extra domum deflendo amplius subsequi*. Cardinales non ante secundum ipsius pontificatus annum effecit, eosque ex approbatarum virtutum, scientiae ac generis nobilitate, etiam absentee et inscios, elegit, numero quidem duo decim: quorum duo ante eorum publicationem obiere, scilicet Laurentius Barozus, quem ipse patriarcham venetum ordinarat, ac Theodorus tarvisinae ecclesiae antistes, paribus quidem 10 virtutum muneribus insigniti cum his, qui supervixerunt 3 . Reliqui vero cardinales fuere Tho mas 4 ecclesiae cantuariensis, Stephanua 5 ecclesiae collocensis, Oliverius Carafa ecclesiae nea politanae, Amicus * ecclesiae aquilanae, Marcus Barbus 1 ecclesiae vincentinae et loannes • ec A. : i. primam quoque, corretto torn inckioitro divorso, imroeo di primaque — n. cantaurlenals] caaturlensis, corrtito com la tirua mono e incbiottro im caaturlensis clttA; vedl anche Arch. Rom., divor*. 1468-69, c. 190 a: mandate di ducati 8 per le epese * in fodi £acicndo ac S "portando cartas vectlnaa rcpertai in Monte Neronia • apud a, Petrum, de mandate a.-1 d. n. pape , (6 feb bralo 1469). Tutto cti con/erma 1' ingiustlala dell'accu aa di aplrlto barbarlco, apesso ripetuta contro 11 Barbo, per avere meaao a contribuxfone gli avanzi riell'antlca 10 Roma nelle iue fabbrichc. Egll non fece che adtblre a tale acopo le rorlne dl antichl cdlficl, seguendo 1' uso del tempi, 1 quail conslderavano delltto la diitrualone di edllicl lntegri (cf. il capitolo do amtiqmit tdifcUs mom diruamdi*, togll Statmti di Roma del sec. XIV, ediz. Ra, 15 Roma, 1SS0, p. 188, conservato augll statutl rliormatl nel 1469 da Paolo II; Alticri, Li Nuftiali, p. 116), non la dlatraslone del frammentl o dalle parti rovinate: Ni coli V, il papa umanlata, accordava alia Cotnpagnla del Salvatore di allenare il materials in roTlna del Coloaseo 30 (Arch. Rom., Are*. 47 Somcta Sanctorum Calasti n. 3, c. 133 a; cf. Adixot.fi, Roma, I, 376) e lo steaso Plo II, autore del note edltto contro 1 violator! delle antlrhita, non al peritava dl fare a vantagglo delle sue costruzloni quello che pratlcd II suo successore (Muisctz, I, 266 sgg.). »5 Poca cura dovette, invece, eascre usata a tempo del papa llarbo per Impedlre 1'eaodo dall'Urbe di oggetti artlstlcl antichl, se gla al terao glorno del pontificate dl Slato IV II Camerlengo Oriinl adottara, d'ordlne del nuovo papa, provvedimantl per Impedlre " ne nullum genua marmo 30 " rla, tarn in algnia et jrmaglnlbae, quam In columnIs aut "quacumqno alia forma per quoscumque cxirahatur aut * educatur, sine exprosaa nostra llcentla (brcvl al Ca steUano di Ostia, al Camerlengo e ai Doganieri del co rnune dl Roma, 11 agosto 1471, in Arch. Vatic, Di 35 vor*. Camor., XXXVI, c 5; cf. Mukntx, lit, 168). 1 Cf. sopra, p. 157, nota 1. • Vedl le Ordimatiomi Uatmti tl ro/ormatiomifacii tofra I* dot* iocaii ovtro aeomti uoeeo rtckdtt* ot tjttqmi, foe** for li imfraterifH tredtci tUadini defmtati for lo 40 comsiglio gtnoralo ad faro lotto lo infratcrifte ordimaiiome. cam avorc foi al eomsemto do la tamctith di N. S„ stampatc in appendice agll statutl dl Roma (edia. romana, 1471), 1 quail furono fattl riformare (1469) e pubbllcare per le stampe dal papa Barbo; sul prowedtmenti contro «5 il luaao dovuU a costel, vedl Narducci, Li Nnftiali di AT. Attitri, p. LX1U sgg. ; E. Rodoca*achi, La/omme ita litmna dam* la Rouaiuauco, Paris, 1907, p« 139 ag. Da notare, che nelle Ordimatiomi cltate rl sono postllle e ag giunte (cc. 311,60 sg.), da cul appare 1'lnterTentO di retto del pontefice per mltlgare la eeverlta delle normc 50 stablllte dal 13 cittadtnl deputati, e clo ' ad eatlafactio • nem clvltatla haec petentis Le ragionl della indol genza qui dimostrata apno splegate dali'iinonlmo autore del GiomaU di Paolo II (cod. Vatic. Urbim. lot. /639, p. 471; cf. sopra p. xvm), dore si parla di una sollc- 55 vazlone delle 'ambltlose e superbc donne della dtta , contro i nuovi provredfmcntl suntuarl; alle quail sMn dusae 11 pontefice a dare eodisfaslone, * per non haver " le avveralta del sesso femmlnlle Di spirtto indul gente verso la vaniti mullcbre ne* suol statl si moatro, 65 del resto, questo papa anche in altre circoatanse: nello steaso anno 1469 egll facera riformare le costituxionl contro il luaso delle donne peruglne, dopo arere pro sciolto daiia acomunica quelle che ad esse leggl erano contravreoute (Arch. Com. di Pbrxoia, Ragitiro di 65 brovi, «r. 3, cc. »6, 35 a, 40 a). Anche a Vlterbo doreva regnare rllassateasa nell* applicazione delle leggi sun tuarle sotto Paolo II (\e cul faatose tendenae non offrl vano per certo esempi da imitare), se testo dopo la sua morte si addirenlra In codesta cltti a proTvedlmenti 70 contro 11 luaso rorinoso delle donne : rcdi la latruttiva relazlone del conslgllo generale tenuto a Vlterbo il l" tnarso I473 e le conferme date alle deliberation! di esso dal rettore del Patrlmonlo L. Zane e del papa Slate IV, in Arch. com. di Vitbrbo, Margarita, m. 1, c. 145 sgg. 75 ci.Arc*ivio d, Soc. Rom. di st. fair/a, XX, p. 30. Slsto IV abort pol le conceaalonl facte dal suo predecessore ; cf. Mukntz, III, p. 380 sg. ' Giovanni Baroaxl (erroneamente chlamato Loren zo doll'A.; cf. sopra, p, 13, nota 4) e Teodoro Lelil 60 {ibid., nota 1)5 vedl Pastor, II', 397. « Tommaao Bourchler; vedl Pastor, IP, 387). 4 Stefano de Varda; vedl Pastor, loc. cit. • Amlco Agnofilo; cf. sopra, p. S5 7 Affermammo piu sopra (p. 91, nota 4) che questo 85 porporato fu nlpote dl Paolo II e figllo dl aer Paolo Barbo: tale paternlta gli asacgnava il genealogista del Litta (Famiglia Barbo, tav. Ill), seguendo l'Agoatlni, Serittori Vimitiami, tomo I, p. 334), mentre tuttl gU acrit torl modern!, da nol consultatl, concordano nel rltener- 9° ml* S o pog. tog.) c boo 174 Qvu., oi c tx» MICIIAELIS CANENSII cleaiae andegavcnais antistitcs, Franciscus Savonensis theologus praeclarisaimus, qui ei in pontificatu succedens Sistus iiij appellatua est, Theodoras ex illustrissimo genere dominorum Montisferrati, Baplista Zeno et Iohannes' Michael, nobiles vened. Fertur insuper voluisse et alios cardinales creare, quos morte eius superveniente publicare nequivit. Usus est autem intelligcndis agendisque negodis opera Marci Barbi cardinalis supra memorad 1 ; in graviori- 5 bus pondlicatus causis, studio ac prudentia Bessarionis antisdds eccle&iae sabinensis, car dinalis, cuius supra meminimus. Sed quae iuris disposidoncm exigere videbantur, ad Iohan nem* portuensds ecclesiae praesulem et cardinalem sancd Angeli nuncupatum et ad Berrar dum ' narnienaem, ecclesiae spoletanae andsdtem, cardinalem in titulo sanctae Sabinae, de ferri mandarat. Adnotatua est autem nimia curiositate in conquirendis emendisque gemmis, 10 unionibus ac lapidibus predosis: quod ea ratione ab eo factum intelleximus, ut talem suc cessoribus relinqueret supellecdlem, qua dignitas et maiestas pontificia in omnem sortis even turn facile iuvari ornarique posset 4 . Graves valetudines duas omnino expertus est Languit aliquando crure sinistro, quod t. 70 • olim iuvenis cum immodesdus scalperet, profluentc sanguine exulceratum est 9 ; et cum' ad id 15 cuTa non esset adhibita, stillanti sanie, cicatricosum diu extidt ac debilius: quod plerique A.: 16. esset * fr*c*d»to da ad, *tf**to lo nipote del papa Barbo. Cc-sl fu chtamato, Infatti, II rardtnale Marco anche del contemporanol, per e*., I'ln fessura (Diario, p. 167), Francesco Ariostl nelia sua re S laxlone del vlagglo dl Bono d'Este a Roma (In Arek. Soc. Ram. it. fatria, XIII, 405), I'oratore estense Iacopo Trottl (Pardi, Bert* d'Este, p. 173); raentre perfino In qualche documento ufAclaJe gll rlese attribulta la qua llflca di * s.*n' domlnl a.'* papae nepoa , (cost, in un con 10 tratto fra la Camera apostollca e gll appaltatori deJle allumlere di Tolfa, del 146$, In Arch. Rom., D»p»dt*rim gem. d. Crcdate 1464-73, c 34 a): onde ci rlsultava oscura e dubbla la testlmoaiaosa dl Iacopo Volterrano '5 JO =5 nel cul Diarlt (p. 118) II cardlaale e detto "Paulum II *pont. max. aola cognatione contingent,. Ma Pultc riore esame dl document! relatlvl al porporato veneslano cl ba convlntl, come foaee Imposalbile la aua dlacendenza da »er Paolo (redl gll attl relatlvl all* eredita dl coatui, ne* quail 11 card. Marco compare quale " coramiaaariaa , del defunto, in Arch. Vrm., Procmratori di Sam Marco, Mitti, busts 306, nn. 1, 35 cf. anche II documento cli. a p. 73, note, I. 30 sgg.), e come fra lui e 11 papa Barbo (bench* in corte dl Roma foeae In nao dl chlamarlo • ni pote ,) non poteaae eaaervl legame dl atretta parentela: dlfatto, nelle lettere pontlficle del tempo di Paolo II, che concernono la carriera eccleslestlca di Marco Barbo, da not eaamlnate, cortul son vlene mal deslgnato quale parent* del papa, nemmeno In quelle (per es , in Br* via, tomo VII, c. 113a) dove 11 none di queato preiato 30 e Introdotto assleme a qiielli del due cardlnaJI, figll delle sorcllc del papa Barbo, al quail c aempre aggiunta la quallfica di * nottcr aecundum earnem nepoa „. Cid sta bilito, cl eluta a trorare quale del moltl persoaaggi dl caaa Barbo, ch'ebber nome Marco, ala 11 noatro preiato, 35 una lettera gratulatorla acrltta da Maffco VaLlaresso, il 30 febralo 1456,8 queat' ultimo, nelia quale sono fortunatl 1 clttadini dl Treviso, "quod felicla * tlonii reT."J patrul reatri, culua aanctltatla fama ad " ethera penetrarlt, raperatltem ac tuccesaorem non 40 * imparrm vlrtutlbua tau iem alnt consecutl , (eod. Vat. Barber, lot. 1S09, p. 78 ; ct. la r.apoata del Barbo, p. 7«;). Marco, il quale ventre eletto veecovo di Treviso alia fine del 1455, fu, adunque, nipote dl quel Ludovlco bo, che lo aveva preeeduto (1537-1543) (cf. Eubsx,!', 273): dobbiamo percIA riconoacere In lul 4S quel Marco dl Marino Barbo, delle diacendenaa dl Pan taleone il vteckio (Litta, tav. I; cf. la nostra tar. geneaJ. In Appendlce, 0 Tabsiwi, CmrUtUa Venetian*, 4* edia., Venexla 1887), lontano congiunto dl Paolo II, e nato da FUippa della RItb nel 14*0 (cf. Arch. Vbjc., Ball* 50 P*r«t II, C 47 a; Matrimom tlei noilli mna', c. 13 a). * f 1 / '73) Giovanni Balue; Pastor, II», 388. Non cl consentlto dalio apaaio di eaporre, do cumentandoll, 1 moltepllcl lmpoitantissiml ulBcl ch'ebbe queato prediletto fra i congiunti di Paolo II nelia Curia 55 papale e le numeroae prove di epecUle favore, che gll prodlgo II papa Barbo. Dl Marco Barbo, lllustre vera meate come preiato, come scrlttore e come appassionato cultore della letteratura e delle artl, tratti dlifusamente 11 Cicoqna, Itcri*i»*i, II, 355 sgg. \ vedi anche le notisie 60 del Garampi, Outrvaritmi, Append., p. 137, dl G. Giu RIATI, In Arek. Vtntto, XXXIII, p. 93 ag. (cf. tomo XV, p. J37), del VALKNTIKKLLJ, Codd. tatvti, V. p. sos, e gll autorl cltatl del CiAconros, II, c. itoj e dal Pastor, II 1 , 366. Per i suol rapport1 con le lettere e con i let- 65 teratl, vedi apeclalmente P. D8 Nolrac, in Milanges dParchtol. tt d'Urt.p VIII, p. 10 sgg.; G. oalla Sajtta, in La Scintilla, IX (Venesia 1905), nn. ice 17; A. Sr oarizzi, In Gior*. *tcr. d. letter. Hal., XLIII, p. 43 ; Dbxla Tours, AccaJemia Platonica, pp. 874, 938. * Giovanni Carvaglal; vedi sopra, p. 37. * Bernardo Eroli ; vedi p. 3;. 4 Sulle raccolte arttstlche del Barbo, e la sua sfre nata passlone per le gemme e le pietre preslose, vedi spccialmeote II Mubntz, Let arts, vol. II. Dl codeste 75 7» collczlonl possediamo I* Inventario (cf. sopra, p. 95) del tempo che Pietro Barbo era ancor cardinale. Come s oontributo alia conoscenxa delle colleziont dl Paolo II, e del movimento artistico alia sua corte, pubblichlomo neU'Appendlce IV una serie di notizic e documentL A quests malattia si allude in una lettera deU'ar So Google y DE VITA ET PONTIFICATU PAULI SECUNDI 175 recte non intelligentes in vulgus protulerunt, eutn morbo lupae gravari. Qua quidem opi nione ductus, nobilissimus ac potena dominus Petrus Lupi de Vaya, hispanus unguentum mira et ingenua arte confectum ad eum per fidum nuntiura destinat, cuius medica'tione brevi sanaturus esset: Pontifex autem, considerata hominis devotione, pro ea re illi gratias agit, S quamquam ei usu non veniat, cum tali non gravetur morbo. In prospera autem valitudine usque adeo medicorum opiniones atque consulta aspernatus est, ut nihil minus quam antea prorsu8 ageret In peragendis negotiis ante pontificatum bis apoplixia laboravit: sed Nico lai V pontificatu gravius ipse autunni tempore aegrotavit, prima noctis quiete oppressus, a qua tandem Laurentii Roncilionensis opera et medicamentis sublevatus est In ipso pon 10 tificatu rursus in eandem incidit valitudinem mense februario, dum Garzias hispanus cubi cularius ei legeret computorum librum, qui ei ex Avenione a quaestore adlatus fuerat *. Sta tura' quidem ingenti, ac palmis fere duobus supra communem eminentiori extitit: forma praestantissima ac per omnis aetatis gradum ita decora et venusta, ut assidenti vel stanti quaedam auctoritas ac maicstas inesse videretur. Vultu quoque sereno atque gratisaimo 15 extitit, colore candido, fronte lata, superciliis arcuatis, nec medio coniunctis, oculis flavis ac pertumentibus, auribus mediocribus, naso insuper oris decentiae correspondenti, ad imum tamen eduction, cervice obesa, capillo raro ac nigro, corpore subpingui ac procero, bra chiis conformibua corporeae proceritati, manu distenta et digitis longis. Mortem autem ipsius alii aliter causantur ac referunt, nec desunt, qui veneno eum extinc 20 turn di'cant; sed constantior certiorque opinio est, quam Valerius Viterbiensis * medicus prae clarus viventi adhuc ei praedixerat, caveret ne subito suffocaretur catarro, quandoquidem nimia corporis pinguedo in eo excreverat, pauxillum exercitii adhibebat et humidissimis ve scebatur cibis. Itaque die post festum apostoli Iacobi cum in orto coenitasset, capite fere iugiter in' ipsa coena detecto, multosque ac diversos fructus et Hem pisces atque postremo 25 caseum comedisset, inter xxiiij et primam noctis horam et, ut plerique aiunt, inter secundam et tertiam noctis horam, subito vehementique catharro extinctus est vti kal. augusti, anno aetatis suae Liiij, pontificatus vero sexto *. Mortuum autem sequenti die in aedem apostoli Petri solenni funeris pompa canonici eiusdem ecclesiae deportarunt, tumulatusque est in Va ticano iuxta sepulchrum Eugenii iiij avunculi sui; adhibitae quoque sunt ei a sacro patrum A.: 3. per, eerretta com Uchiostra dietno, Uvoce di pro — 4. Ml corrclto con inckiotlro diverso imveca di ilia — 7. prorata, corrttte, eon A* liesia mono e inckiettro, invoce di proroua — 11. legeret corrttto eon incJUoitro diverse, invoee di legermt — 35. et primam i prtcedmto da horat, ttfunto clvescoTO Maflfeo Vallareiso a Leonardo Datl, del 12 S maggio 14J7, al quale raccomanda ccrta sua causa presso tin cardlnalet 'quuin r.rau* dominus mens patitur, ut ' aiunt, dolore cruris, credo raroa admittat ad audien * tiam, nisi sint admodum domestic!, quails est tu, nec * Iltteras culusplam pre dolurls molestiam legit » (cod, 10 Vatic. Barter, /at., 1S09, 153, p. 108). II porporato pa trono del VaUarewo e del Dati era Pletro Barbo, come appare ladubblamente daU'eplstolario deU'arclTescoro. Premcsso che U nostra A. suole usare 1'aggettiro 1 iit/a*mt per lndicare 1 direrai paesl iberlci (ci. sopra, 1 5 p. 148, 1. 8). osserriatno che 11 noblle personagglo qui ricordato e forse da ldentificare con * Petrus Lupi, cle " ricus Vllxbonensls miles ralittie acl Iacobi de Spata,, a cul Slato IV concedera ccrta assoluslone per II godl mento di benencl del stto online (bolla de' 16 glugno JO 1480, In Reg. Vatic, 676, c. 98 sg.); costul potrebbe esser figllo dl quel 'Lupus de Baldaja l==Vaya?J de "Vllsbona,, che 11 17 febbralo i486 venira condannato dalla Camera npustotica a reatltuire 4000 ducati, rlcevuti da Pto II per un'lmpresa militare contro i Mori, che il as portoghese non arcra cotnpluta (Ahcu. Vatic, Divert. Comer., XXXIII, c. 124 a agg.j cf. Arch. Rom., Trntr. ei B*. /467-6S, c 79 a). * Suile malattie di Paolo II durante U pontificato vedl Pastor, II*, 443. * Valerlo da Vlterbo, medico e faralgllare del Bes- 3 sarlone; ClAComua, II, 908; Jac. PiccoLominki, Efist., c. 54 a. EgU compare quale testlmone ad attl stlpuiati in casa del cardlnale, a Viterbo e a Roma; redt Litri Comm. di Venetia, V, pp. 196, 197. Da una letters, cho Slsto IV scrlreva 11 34 aprile 147a al Bessarione, legato 3 in Krancia, rallegrandosl per aver saputo buonc notiilf dclla sua snlute da * Thomas notarius et thesaumrius " Valeriusque phtslcas nostri , (Arch. Vatic., Brevia, XIV, c. 232 b), pare che Valerlo sla da annorerare fra gli archtatrl pontlfld: bench* non lo rcgistrl 11 Marlni. 4 4 La morte, causata da apoplessia, arvenne tctso la mcnanoMe del 26 lugllo; redl la relaslone dl Nice demo Trancbedinl al duca dl Miiano, presso Pastor, II, append. CVII, e le testlmonlanzc d'altri scrlttorl, 1*1 cltatc; Tedl anche E. VitkrrIeVsIS, HUioria, in cod. ^ Angel, jjt, c. 309 a; II Giormale di Paolo II, in cod. Va tic. UrNm. lai. t6jg, c. 475 a; A. Bhtolotti, Artitti 176 MICHAELIS CANENSII senatu solenncs honoratiaaimaeque exequiae ac pro virtute miritice a Francisco Hispano * theologo in&igni, regis Hispaniarum nuntio, dilaudatus. Romanus autem populus eum iara extinctum arnarissime deflevit, nec minus ipsi curiales; viri quoque ac mulieres certatim il lico ad oscula manuum pedumque iUius accurrerunt Caeterum ultra memoratas supra im pensas multasque alias, quas hie non adnolavimus, praeterquam tapetoa aulicos et supellectilia 5 pretiosisaimarum rerum, ex auro argentoque et gemmis aliisque lapidibus pretiosis mille millia' aureorum et eo amplius reliquit*, ut Angelus Fasolus eccleaiae feltrenais antistes affirmavit, qui pontificis Pauli computa servabat ; quae quidem post obitum Pauli in arcem romanam de portata conservataque sunt, turn eras successori Sisto iiij pont max. omnia simul consignata fuere, de cuius pontificatu scribere incipiemus Deo propitio, cui est honor et gloria per in- 10 finita saeculomm saecula. Amen. Explicit Paulus II pont. max. incipit Sistus iiij pont. max. TEA.QS Q.: 6. rerum, ex auro etc. pretioait mille millia] reruns ex auro etc. pretioaJa, rollle millia vemtti a Roma, Venezla 1S84, p. it', A. Lvzio, In Gier». stor. /tit. itai., XIX, 88-, E. Motta, In Arch. See. Horn, st. /atria, XI, 354 ag.; M. Pelam, In Arch, dt., XVI, 5 104; G. Pardi, in Stadi storici, XVI, 15s ag-, sulle varle dicerle e Impresslonl intorno a queata morte. Ser Guer riero da Gubblo (Cromaca, p. 88), raccolta la roce che "11 diavoli lo harevano etrangolato „ soggiunge che II cadarerc del papa venne dal palazxo dl s&n Marco " v11 10 " mente portato In Santo Pletro lntendaal di un accom pagno modesto (benc)ie 11 noatro A. lo chtami * aolenne ,), ma non vltuperoao, dacehi 1 canonlcl delta BaaUlca va ticana rlacuotevano, il 16 aettembre 1471, cento ducati d'oro " pro delatione funeria bo. me. i.luI Pauli pape II 15 " de Palaelo usque ad dietam baalltcam , (Arch. Vatic, Imtr. et Bx. 487, c. 135 b). Al 3 dello ateaao mete (Ma\, c. 133 b; cf. Mukntz, Let arts, IL i6) la Camera ave»a 35 pngato due. 4 bol. 4 'pro raJore et portitura lapidta " marmorce, ponende aupra aepulluram fe. rec. d." Pauli 20 * pape II,; al luogo di e»»* sorgera pochl annt dopo, per la pleti munlfica del cardlnale dl San Marco, 11 grandioso monumento aepolcrale, di col rimangono coapicul fram raentl netlo grotte vatlcana (G. 0« Nicola, // lefo/cro di Paolo II, in Bo/iett. TArte, II, Roma, 1008, num. 9). 1 Sulle suntuoae eaequle fatte celebrare In mcmorla dl Paolo II Tedl Plati.va, Vita Si*ti V, In Muratori, III, 11, 1057 ; Pastor, IP, p. 444, nota 3-, Mosim, II, 137, 319; altre notizle oflrono 1 document! in Arch. Va tic, Intr. et Em. 487, cc. 161 b, 163 a, 170, 177*179»-W 30 vers.Camer., XXXVIII, c 158 B. 1 Francesco da Toledo, rcputafo oratorc, creato vo scoto di Coria da Sisto IV; red! Marini, I, p, 158 sg. l'cr I'ambascieria dl Enrico dl Caatlglia a Paolo II, di cui parla I'A, vedl N. Antonius, Bib/iotheca hie/arnica 3- votus, MatrltJ, 1788, tomo II, p. 309. ' Scrlveva 11 Fllelfo (EfitttUt, c. 333 b), pochl glornl dopo la morte del Barbo, al nuovo pontefice Si •to IV 1 « honesta dlllgentla et landabUl parilmonla Paul! aecundl oplbu* abundaa maxlmia, quantIs alius ro. eccl. • pontlfex unquam nullus,; mentre II Platlna (Vita Si- 40 nti IV, in Muratori, IH, ii, 1057) affertna che papa Sisto dore pagare eaorml aomme al cradltorl del auo predecessor*. La clfra coloaaale, dl cui parla l'A., ra quindi rUerlrsi all* maraviglloae collezioni di oggetti artisticl e prezioal (cf. sopra, p. 174, nota 4; Pastor, 45 H*t 39S, 401; V. DA Bjsticci, Cardimale Wicem, § 5); non a denaro contante lasclato dal papa, come tembra avere Inteao 11 Quirtnl, latcrpungendo qucsto p&sao. Sisto IV impegno o Tend*, a prerzo vile, gran quantita dl codeatl oggetti a mercatantl venezianl (A. Vrnturi, S° in Atti e mem. d. deftitae. st. }Uria fer I* froiixcie di He-m igaa, aerie 3', VII, p. 115 ag.) a banchlerl fioren tinl (speclalmente al Medici; Pastor, loc. clt.i Fabro Ntu*, Later. Media's Vita, I, p. 39), al re dl Napoli (MARTfesa bt Dorawd, Vett. Scriftt., I, 1500), diaper- 55 dendo In tal modo la plu rlcca raccolta del genere che foue allora In Europa. Una parte dl esaa (quell* paaaata a Napoll) venne riacattata nel 147s daJta aanta Seda col denarl prestatt dal Fatal dl Flrenae (MuafTX, III, p. 3ss cf. Martkhe et Durand, loc. clt.); un'altra parte, rl- 60 masta miracolosamente Ignorata alia morte del Barbo, enne in luce nel 1484, come racconta PImpbbsura, Dia rto, p. 1^7. Qual toaae pol la raglone, o almeno la glu stlficailone dl Uli provredlmenti del papa Delia Rorerr, appare chiaramente dal titolo « Jocalla Cruclatae », con H cui vengono designate le gioie vendute dalla Camera apostoliea, nel documentl (vedl speclalmente Arch. Vatic, Diver*. Camer., tomo XXXVI, cc. 101, 103, 144, 156, 161, 180 ecc). APPENDICE T, III, p. xvi--M. I I. Il cardinal Pietro Barbo in Ancona (1464) Lettkxs pi Simoke da Raousa a MA«rao Vau-aresso — (CW. Vatic. Barbtrin. lot. tSog) *. 1. S M. Archtepiscopo Hyadrensi presbyter Sy. de Ra gusa capellanus*. Ad xvm mensis hulus Reverendissl mus domlnus meus Intrarit Anconam sospes, del munere, cum famllia. Pontlfex maxlmus postrtdle solentil rlu ac celebrl totius clvltatis, eidem obviantls, pompa, cum hym 10 nU et canticis splritualibus fecit introlturo. Nondum est allqund Consistorium celebratum super facto Cru ciate, ut fieret aliqua declaratio, quo navigaturl siraua expectatur enira III.'"1 " Venetiarum. Dux, quo presente eiusmodl capietur dcllberatio. Interim stubimus hie cx IS pectantcs ipsum Ducera, cuius advenium Pontifcx cura domino oratore Vencto nihil hactenus sollicital; scd ridetur Id eorum rellnquere arbitrio. Credo Pontificl magts placlturum si Dux non reniret, ut et ipse honeste so rctrfthcrc posset *tb Inceplls: turn qui.net Bcutiludo sua in vcrum non omnino bene se linbet, turn quia bmnta 30 instat, ut paulo post ad hibernandum potlus (p. 577) quam ad belligerandum migrare sit necesse. Et ita credo fore, ut res hoc anno in fumum evadat *. R.""" tamen domlnus meus a tribus dlebus patltur febres qtiotldianas: speramus nullum sibi inmtlnere pc- 35 riculum, benlgnitate dci. Herl accepit mcdiclnam, qug opcrata est el optimc. De R.lU dom."* vestra optlme contcntatur; nam et Romg et hie publlee, hoc est co ram tota familla, habuit dicere hulusmodt verba etc. Not! aliud nd scribenduro nihil occurrit. R. D, V. mc 40 humiliter commendo. Ex Ancona, die xxvlll julll [1464]. 2. ao Idem ad eundera. Ut prlmum hue loci adrenlraus, et pro deb!to serritutls meg, quam debeo, et pro sin gular! aflcctlone, quam gero erga D. V. R., statim parare tudui litferas ad eandetn, quibus edocerem earn de appuisu nostro et de rebus occurrentibus, spcrans pre 35 sbiterum An. prope diem hlac recessurum. Qui cum prfter oplnionem raeam, pro bullIs contra sententiara meam expedlendls remanslss^t, lltteras Ipsas, quamquam nihil iraportarcnt, quia tamen erant nonnuJJc allg ad » Vedi p. »5 ag. * II co.lica. Jet »*colo XV. ton numCTaslono moJcrna delle pi-gine. appartenne ecrtamentc «ll'»reivc»to»o dl Zara MatTeo Vul Urc«so, il quale »i coau-rmia la propria coTi«pindents epiitolare, J a eominriare dall'anno 1450, in cui ebhc 1'epiacopato raratmu. II lirolo regeatum littrrarum acrirto in capo alU prima carta, ipia g» 1« freqnenti abbreviature c lacune. volute, che a'lncvntrano »«l odlce. Xella letters appars spsaso I'amicitia ciie lego V Arclveaco »0 al Cardinale, pol papa Paolo II : presao q'leM'nltlmo vivor i in 10 Corte ill Roma, fin !al tempo del cardinalato, no ftatello dl MMf.to, la:opo Vallaraiao (cf. foa\, p. 210), ch'ebba nflici iinportantl da 1M« lo It [faf. Vaiit. S44, c* 1** *; Aacit. Roll., Gtmramtntt Jti «* Htllaai 14*4-70, c. JI8 e divenaa piu tarili vescovo dl Capodi-uu (vadi Cicooma, Ittrutom, I, 146 »g.). SI arrerta, cliv 11 coJlcc, da presbitcrura Sy. pa. els circumilgatc, facta abbatis tan gentcs ob diffamationcm N. paxini per ipsttra abbatcm factara indeblte (p. 577), non putavi tutum fore huiu smodi lltterarum fasclculum prlorls S. Grysogoni * fldel 45 credere et committere. Aliura nemincm liabui, per quern ad R. D. V. scribere po&scm, prfjter hunc, qui est gener Radovani; si quls ex clericts cura hoe ipsa nas-igio re vcrtctur, is crit prcsentlum lator. Itaque, post alteras lltteras ad D. V. R. brcirltcr et extempore scr.ptas, bee 50 cul abblamo apcaao tratto notitie neiriitwatrare queste Viudi Pao~ IS /a //, c da nrl citato, oella prima parte di |uc»to lavoco, con 1« «guatura XXIX, 15S. ch'eiw a»eva prima del pa**a;{io dclla li bretia BarSerina alia biblioteca del Vatlcano. Simone da Itafraaa. cappellaao del cardinal Darbo; vedi la lettera di Si-nonr al Vullarr.sO (R.Mi.a. I.' aeoato J4b3, nello ateuo 10 00J.. p. 556), al qaale n«tj la liuciwolon.a. til tui i fatto Jegtio dal 0uo patrotio. * Cf. nopra p. 95. t. 7 «fg. I.'oplrione cjiii etpreasa dal r,. peltano del llarto Kiti^rctehbe .lans ta^ione a ijacg^l sforic* (cf. MsToa.lt, 74o, out* 1) cbe tun ticdeltrro alia sotieia tW: [m.|o- li tlto di l'io II, li aalpiite da Ancona on l';irmata dti (Jrociait. ' I/all«aiadi aau Crinogotw di /ara, dell» |uale nra luameg. dalurio il cardinal lUrbo; cf. cvJ. I'j/j.. Ut. 7*is, fa*c. 10». c. 16 is. 180 APPENDICE occasionea : febrlum pawui est egrltudlnem, it*, ut et Ipse et no* omnea de lpslus salute spent non opiraam, Immo dubiam admodum habereraus. Dlonjalus 1 statim et tpae egro c tavlt, delude eonraluit; aubaecutua eat cum Hugo cre dentlarius, qui et mortuua eat ex febribus et lassitudine Itinerl*. Paulo post dllectua aoclua meu* Iohanne* Par mcnsis peste correptus, dorao statim exportatus, hcri manl aplrltum exalarit. R.""" d. a febribus liber eva io alt; nudlua tcrtlua medlcinam sumpslr, que protpere *a lubrlterque operata cat el, adeo quod extra oinoe perl culum Invenitur. Consideret R. D. V. In quant:* versatl sumus anxietatibua: convajeseente nunc domino, rcsplrare lam Inclplmu*. Iohanne* Cremenila*, qui straul in una ij camera dormlehat cum ipao Iohanne, mutandl ceH gra tia missus eat ad oppldum Otml. Rellqui omne* (p. 579) recte valemus, in banc usque horam. Ad quartum mentis huiua nuncius R. D. V. prc blter Sjr. ' cum pecunlls [lacuna], scilicet ducatls et literts ]0 elusdem D. V. presto fult in tempore opportune, cum R.m"* d.'» lam conralescere Inclplebat. Statim slgnifi carl ipslu* R. I). de adventu dictl nuncij, deque pecunlls missis. Turn R.»" d. respondlt mihl hpc verba: * Vere "equldem magi* teneor hulc Archlcplscopo, quam cuique 15 « tneorum 5 licet enlm potulsacm faccre fieri ad eum unum * Breve ad contribuendum galce nice, considerans ta * men quod bonua homo, Indeblte vexatus per iilum rlbal * dura, habebat litem In Curia, et rerlslmiliter multas oc * caalone huiusmodl exposuerat pecuniae, duxi exclplen jo "dumlptum; nihllominut idem Arch'eplscopus pro sua 3 « erga mc affectlonc, quod nullua alius fecit, sponte obtu * lit mini due. [lac], quos ego neque acceptare neque re * tpuere toIuI. Ille tamen, volens obiationem suam non * esse rerbalem, violenter intulit m;hi due. [lac] In suo recessu 4 : qui, promitto tibi, feeerunt mihl bonum servl * Hum: quia, ut norlt Dominus, non habebam tune ul * tra due. [lac], quos pro vlatlco reservaram Itineris •hulus; nec fult intent!o mea qulcquam ulterlus recl * pere. Nunc talla siipervenerunt, et egritudo mea et fa 40 'mUlarium meorum (p. 580), et multg alle expenserum 41. hoc €0J. DionUto de' Dooiperfl? Cf. aopra, p. 17, not. 7. • Olovanai Monelli. Cf. eopr». p. Jl. not» S. • Syinon P»«ino«? Cf. pagiM precedeote, I. 41. Scriveva l'o j maniita terameoo Glrolemo FortU uM'iirciTMCaTo V»ll»rt«o, il II dicenbr* 14*2 (»4. clt., p. 310): ' Veraor n« Synton pniMter potet M fte ronta^loiM cslsinlratam ai«ftriiit» velut jni«t« quadsnt rontaml * narl, nl qntpptsm ad reacribat, tie. a. Dal cOnt«ato drlla Ictta ra del Fortla (ppare cht |oc*to piete, aiDonlnio del capptllaoo del 10 Caidlaal Barb* (da IdentlScara eon qneat* nltitito, o col m«no del l'arclve«o«v^ ef. pafloa precedente, nnta J), tiveva a Zara, nella • Intendi, alia itia parteua da Roma per Zara; v.Ji la le» tera del Vallaro», data • Rotne, vin mail l«t ., nello «e»»o cad.. IS P. 573. » Ai II drllii item mew, il cardinal RarSo iiirliriiia?a »1 I'arcUeacovo Vallareaao la leHerina ie|rnen*e: " Pelrm lit. S. Mir. •d preab. cardinalia venelua Maplico »»chiep. ladfenai. Non foh.n, •ad litterai »e-t-e nn«tn,iatl» perhiimani er-rr •„-, rti.^i quare necesae eat mihl et hoa alios [lac] re * clpere. V*enlet quandoque tetnpua, quetnadmodum spe * ro, ut poaslm cumulata mensura debltaa rependere ri * ces „. Ad hpc ego brerlbus respond!, dicena quod K. D. Archieplacopus libera voce continue prolitetur se crea- 4; turam ease R."** D. V., elque in maloribus tenerl ; sura mam autem predlctam libenti anlmo et obtulit et per aolvlt, maloresque obtullsset ac persolvlsiet, si pecunlo slor Invenlretur. Turn lusslt ad ae venire nunclum L. V. R., a quo acceptaa lltteraa vestras legit. Quibus per- 5° lectia, quasi eadem verba ipal nuncio replleavit, que paulo antea dlxerat mihl. Presbjrter Sjr. satis modeste, quemadmodum D. V. slbl iniunxerat, respondIt, adicens quod D. V. de egritudlne ipslua nihil penitua noverat: quod si novij&et, procul dubto ad risltandam earn re- 55 nlsset. R.""1* d. respondlt ei quod non esset opus, ut ae archieplsropua periculo exponeret, ac labori, hue ven'.en dlj delnde dixit: • O, si haberem unum coclcar gelati *np! quanta est aviditas mea elus comedendc! credo me * sublto resanaturum Ad extremum dixit mihl, ut pe- 60 cuniaa capercm et nuncium retinerem contlnuo hospltlo, prout feci 1 , llec omnia R. I). V. narrare volui sub brevitate, resecans multa verba hinc inde dicta (p. 581), ex quibus omnibus llbere concludo, R.«""" d. valdc ac re hemcnter afticl I. V., pro qua rcmuneranda ct ornanda, 6j si sor* acclderct, non dublum quin virllller strcnuc que elaborarct. Habemua nova ex Urbe. Dominus Benevenlanux » Vlcecamerarlus, vita functus, diem oblit extremum. Item d. S_v., raagistcr domus R.'"' d. Nicenl '. Pcstis Romp 70 Invalfscebat; predlctl tamen ex febribus deeessentnt. Nullus R.""" d.''1 " Cardinalturn est In Urbe, prefer d."uiu Zamorcnacm ", qui et ipse propediem erat fugam capturus. HIc locus non est sanus a febrlbu* et perte. Multl quotldie morluntur; *ed nullus magne vel me- 7; dlocris auctorltatis, prefer unum scriptorem apoatollcutn de porls. Ti. nm Crethenais • vicecamerirlatua officlum re sumpslt: Mothonensls nuper advenll; post eum domi nus Io. Condul. H , qui eat In domo nostra. Pontifcx Max. non est sine febribus lent!*, ut au- So • ad id, qitod eadem p."»« ». pro «ua lngenti bontiate et aflectJooe 10 •ilnirularl. qoara nobla continue geeAlt et in prcaentiarnm ferit *oobia contra rotum noetrom inlttere carayit, connnitimiu presen • tlam latori nandoet eapcllnaov. p.*" reftponeionetu, quam ad oc 'corarnqnc d^tfutiui p.11 v. oMtro nomioe faciat; cnlna dictit pro 'bar tIcc Adein aIIllirre velltii indabiain. Pararot ad (rata que- li *qee et litcunda. Valete In domloo. Ei Ancona, die Xlt aagn •»M MCCCCLXIIII. (cod. Valk. Barb, clt., p. JIJ tg ). • Nicolo Piccoloraln!, erciretc. dl Beeerento (EirnL, II, 117). ' II Cardinal Beaearionr. II cardlnale Oiovanni Carvajal. »3 • Girolemo Lando, arcireacOTodl Creta, ehe era In Aacooa per urdinare le forre natali della CroclaU; AooiTIMI. Serillari, I, 17. '• Aneelo Faeoln, eearovo di Medon* (KiaeL, II, JI7). 11 Giovanni Coadulnier. che iria aveva fatto parte della *fa. minlla » dl papa Kufrenio (cf. Arth, Sot. Rom. a/one fatria, XXVII, li 3I7|; vedi aopra, p. 114. |i«r I auoi rapporti can Paolo II. dl cui fa d'p.j-irario c».iirrj:T hn .lul m»n i(,i,iiim is III;. APPENDICK dlrl ex clus medico. Nullum hactcnu* conaiitorium est relebratum, prefer unum, et Ulud brere, taper qutbuadara beneficlorum prortalonlbas in hispanla factla. 111.""1" ;Venetorum Dux dletim ospectatur: quo presente, caplet 181 expedltionis contra Turchoa Inchoate; (p. 58a) que tan nlhU aecidlt, memoratu dignum. Ex j »H MCCCLXIII, festinantiaaime. S pontlfex Mnlorem dellberatlonem In facto Cruciate et Idem ad eundem. — Po*t superiors llttcraa ad R, D. V. scrlptaa, hoc acciderunt. Patr.'archa Venetu* 1 maturu.cn oblit mortem j ambit Landui * Id munut conae* qui, Torecllanus* archiepiscopatum; pro epiicopatu Tor cellano rathi penitua Ignotum eat, qui* magi* contendlt. 1 S 20 R.™" domlnua ob debllitatem nam, que maxima eat, nihil negocll curat, nec poteat. Hoc mane fieri dcbebal Conilstorlum super prorlaionibu* huiuimodl fiendi* : re run heri allate fnerunt littere ill. mi Venctiarum Do mlnli, qoibua auppllcatnr pontlficl ut «uperaedeant ne gocio, et ita fiet. R.»° Vlcecancellarlo 4 nudluatertiu* pettla exhorta eat secundum aurem alnictram; dubitatur de salute ipalus, quamris nsscratur a aul* non esie pestem. Si auperabitur a morbo, pingula rlndemla crit pontificl maxlmo et nepotlbua: dll meliora velint Cardinal!* S. Petri ad (p. $83) vlncula* Tudertl laborat ex febrlbus, 3. n. de culu* vita a auis lam dcaperatum est, ut hert * script** ab eia littcrai rid), ad quaa ct retpondi. R.du* pater d. eplscopus Nonenals 1 fuit hie gratia rlaltandl R."""" dorol num noatruro. Attulit certe honorabUcm proplnam: rltu los, agno*, pulios, oatreorum aacco* et alia nonnulla. Pult bene ri*u*; de R. D. V. fecit ublque relatlonem bonam rercrtitur ad propria, ct cum eo limui presbite» Sy. paxl (nuc) et preabiter An., cul mutuari ducatoavi ad expedira das bullas suaj, quas omnloo volult expedire, contra con (Ulum meurn. Credo earn feciaac impenaara fruttra. Mu tuari et cuidam ex noatris malorcm aummulam, ita quod um abaque pecuniia etc. Allud acribendum non occur rit. Domino Io. me commendari cupio; acriberem omni bua, al mlbi vacaret 5 aed »1 R. D. V. scripsero, sufficJenter puto me omnibua *atlsfcclss-. Calamus tauten nuoquam mlhl ex manlbui excidit etc. Ex Ancona, xn augusti. L\ *CONGIURA , DKGI.I ACCADEMICT POMPONIANI CONTRO PAOLO II *. 35 I. Lettkra di Aqostino Patrui ad Antonio (?) Monklli — (Cod. Angelica rorj). (c. 116 a) A. P. • A. M. ». p. d. Cum nuper apud dixl, quod M.. fratrem tuum cenarem, reddite sunt IUl littere rue eora plures, inter qua* une erant ad M. Franceschlnam 11 In 30 scripte; et quum lile qu:dem adesse non poterat, amid olim vlcem adlmplere »tatul, ex fratrl* tul conallio » ollm 22. Tudertl tod. — 33. amiclc coJ. ' Andrea Rondlfrarlo, m. II » agtwto (RtjBBL. II, 2901. 1 l.'Arclveteovo til Crete; *edl patina precede nola 9. • Doinenlco Dominlcl vaaeoTO dl Torcollo; ancba coatai era ellora In Ancona, al atgvito del Papa Iac. PtccobOMtwnt, c. 3)7 a). La aapiratlonl del Laado, came quelle del Do Comm , minkI, dob furooo enadita dal aacceaaore di Plo II; cf. Kuhkl. II, 277, 290. Borgia; el. Pasto*. I, *J2, not* 2. Resignarl igltur lltteras, legique; et ut amlcitte nostre salisfaclam, quum te nostrarum rerum ignarum video, ittorlam omnem tibl narrandam duxl. Audi Igltur ml pariter etc stul'orum parte del Oollegio degll abbreriatorl aotto Plo II, dl col era cap 40 45 50 20 del 2S 10 15 • La morte aT¥enae quel glorno tteno, II agrjeto, a TodS; cf. Pa»tok, II, 2»7. 1 laoopo Bragndln, Tree, di Nonalu Dalnnitla (Kubul, II, 229). • Vedi aopra, p. IS3 «g^. • Agoetino Patrial. del qnale al cotitcngano pnreccMa leltera in qneato codlca (tadi la daacHslona del codlea In H. NAnoucct. CoJJ. mm. etc. in BiHiotkttB Angelica, Koraaa, 1*91, p. 43»), (ace pcllnniT \ Jitg, Patfr. jrd, c. 278 a); antro qnlodl nalla •faniigli*. dl Paolo II a na divenaa il ceriraooicre; lpdato par la dottrina a I'attaccemento ai Piceolomint, apacialcaenta al cardbiaU tacopo c Pranceaco (Bvickud, Liter notarmm, p. 4; Voiot, S. Sitvio, I, p. 49; IIabihi. IL p. 165). II eonteaato dell blichlamo, a gli aoto per la racanta open dl V. Pomfowio Uto, Roma, 1909, pp. 39, 100, Il quale documento dalle noalra indication! (cf. aopra, p. 91, nota i), roa non identincb II nomc del deallaaUrio dclla letter*, oi qnello dell'acca deralco Marco, par cagion del qaale 11 Patrial acrrrce*. « K coatai certameate 11 creoinaco (Antonio?) MonelU, fratel lo di qnel GioTaned MonelU, farceito di Paolo II (vedi aopra, p. 51, nota 5), a cul II Patrial dedicava 11 eno De merveutm FreeUfriei im* fermteteit (c(. aopra, p. 164, nota I, 1. 44 »(.). Marco Pranceerbinl; red! aopra, p. 194, nota I. 182 APPENDICE ml A., quosdam qui elegantioli, ut iU dicam, habeban tur, ut viderentur doctiores amantioreaque vetustatls, non solum llnguam ac lltterat, aed etlam de finibui bo* norum ac malarum oplniones et de Ipso lumrao deo 5 aententlas non a nostril ulosophls, ut par erat, aed a gentlllbus Ml* priscls sumere consuevlsse; qulbus non satis erat de summo pontlfice ac de omnibus hortodoxe ftdel presuilbus et omnl clero obloqui, sed adrertus re llgionem nostram cornua erigentes, non alttcr de ea inter 10 notos loquebantur, quam de re commcnticla ac fabulosa. Menlnisti, arbltror, quotiens de hac re cum M. loquutl sumus, quotiens ut recte de fide nostra sentlret suasimus, quotiens elus rulnam iiii prcdlxlnuis. Noluit tandem optlmus deus implas superborum mentes dlutlus susti tj ncre, sed, ut grarius punirentur qui diutiua In errore perstlterant, eoa in suspltlonem affectatc In pontificem necls venire permlsit (c. ii6b) Circa igitur kalcndas martiaa paucis diebus, dum baccanaiia ante inltium jeiunll ex more eelefcrarentur, pontificl clam defcrtur ao quosdam esse luvenes in urbe, in eius vitam conspiran teat horum prlncipem esse callimacum. Dum pontifex, nora re perturbatus, reritatem Inquirit, dum accusatoa capl iubet, dum mllitea accinguntur, Callltnacus fugam noctu arrlpit, qui rem presenaerat, secumque fuge comi aj tea duclt Marcum ', Glaueum * ac Petreium \ qui Pa plensis erat famlllaris. Sequentl luce capiuntur pla tyna, Lucldus *, Aug. Mapheus *, frater calllmacl * ct quldam alii; septemulelus Campanus \ inter conscios nominatus, prlmis diebus ab hero suo phcltrensl acrlter 30 defenditur, tandem et Ipse cum aJlla In moleni HadrianI raptua, questlonl subicftur. Varil Interim rumores per 35 Urbem deferuntur. Pontifex edes suas apud Sanctum Marcum, capltolium, moiem ipaam Hadriani et palatium apud Sanctum Petrum norls prealdiis firmat; diacurrunt per urbem per noctem mliites, conspiratoa Inquirentea, veMignntcs; queruntur Kallimacus et socil summa dill- 40 gentia, prrm a inventoribua proponuntur maxima. Vul gabatur enlm, lllos auxllio cuiusdam Luce Toiuli 3 , equltis ronianl, qui Neapoli exullbat, magnam consociorum mi nimi comparasse statuisseque pontificem aggredl In tem plo,dum cvneres In Quadragealme princlplo populo 1m- 45 poncret: hanc Luce mentionem quldam illla diebus ca ptus, qui caplte lam prldem fuerat damnatus, fecerat, itaque timore rcplebantur omnia. Cum tandem qui in careere torquebantur nihil de consplratlone faterentur, et illlus caplte damnatl accuaatio falsa esaet reperta, 50 conspiration^ etlam tlmor et auspitlo pene eranuit: agltur ergo contra male de fide aentientes. Calllroacus, Marcus ct alii, mare ingress!, nusquam reperti sunt; Iutlua pomponius ex Venetiis captivua hue adductus eat, et qul dam Lucilius* ex Plceno, frater Kallimacl et quldam 55 Aqullanua l°, quia minus noxii Tidebantur, dlmiasi aunt; reliqui omnea In mole Adrianl philosophantur Iblque, ut arbitror, tarn dlu macerabuntur quoad vere reaipiscant, discantque mundum regl dlvina provldentia, non caau, et deum omnium que creavit euram gcrere; quod plori- 60 que Illorum negabant. Doleo tamen rices, quod ad hoc insanle dcrenerlnt, cum docti slnt et plurlbua rlrtutibus predltl: si virtus ulla In male de deo sentiente ease potest. DAIXA "HlSTORIA VIOINTI RARCtrLORUM . Dl EolDIO DA VlTKRBO " — (CW. AmgtlicO 3Jl). . . . . (c. 30a a). Sustullt igirur [Paului] eorum ordl exactores sublaturus, rem esse indignissimam summo 65 nem qui Abreviatores •* appellantur, alios omnea pecunlg saccrdote arbitratus, si nihil sine prcclo traddcret, et ». nminer* tod. — S. pleaulitm* toJ. — 10. comentkia t^d. — 12. Mntlr* cod. — It. preiUVrant tod. — 17. tad. — it. Qui taniUm cum tod. — 50. repetila tod — 5*. aducttia tod. — Jl. rculapicant rod. — CI. rirea cod. 5 ' II FVanceachlni. » Lncio Condolmer j p. 155. not* I. » Vadi p. 155, not* 2. * M«rco Loddo Fajini; »etl p. IS5. nota 2; ZAnut;m.N. p. 160 agg. Appartenante alia famiglia padoTaoa ene aeera aer\ito con Ic at.1,1 Kugonio IV (Geleaato e Nlcolo * de Farlnis dc Padua », «tfpendiati delta aanta Sedc nel 1440, TedI Aacii. Vatic, Imtr. tl 10 Rx. 410, ec. 151 11 e 152»; Galrauo (ultra la taa rita In Roma, cf. Artk. Sot. Horn, tloria /ttria XXXI, 1*0). Lnci.lo Paxlni di-enna plu tardi 1* " EpUcopue aigninua,, caro al Poliaiano. * Agoatino MafTei, veroneee; red! Dsi.ua Toaax, P. Marti, **, 222; BuaCKino, Li»tr molarmm, edit. Celant, p. 16*. Serittore 1$ apoatollco Su daglt Intel del ponttficato di Calliato III (MAal.NI, I. 230), fu tatto notaio apa.totico da Siato IV 11 30 rovciubro 147* {Kt£. VoUt. $10. c. 129 a); inort circa I'anno 1497 (EciDl. Nttro Cura cod. — 24. oocti quel 'Francltcm Picriaa rel Honsccurtlua de Sancto Gomtnano „ dl cui ci e ronaervato un carma " aJ Callyraachnm Iratreoi ., oel tod. Vatic. Barter, lat. mji, c. »1 ag. N'alla lettara, aanza data, del fiorenUno OtUvio Calvanl, actitta da Craco.la, nella quale .i 1 parla delta morte recinte e del testa-ucnto di Callimaco. aono ri. cerdati " meaaer l'ranceaco . e an altro fratello del Uuonaccarai, di col non e detto II iwme (tod. til., c. |0S a). Ago*tino Cautpano, faniitlare del ve»rovo di Peltre Angela K»ioto. Vedi aopn, p. 154, nota, 1. 5* *%H. \ la patrla, ii iadlcata da nui. e confermata dal teato, corretto. delta eplgrafe che dctti) per It Campano Potnponlo I.ato, preaao Zamvchik. p. 335, nofa 4*4» A lot aono indirizaatl dnv eplgrammi di Callimaeo (cod. Vatic. t'r~ Ma. lot. Jit, cc. 11 n a St a). Dnrante la prigionta net Oa-lal San fAngeto, Agostino compoae nna onaione in lode di Paolo II. owe cl apprenda un'epiatola del tun compagno dl *,*ntur*. I.ucldo Kaai logi, I, 527 ; tl. la letters di Krdra InKhirami, in tod. F'a/iV. Ut. 3911, c. 110a). II Buonaccorat ('Calllraaco Kiperiente .) ne tusw 20 1e lodi nal anol «tplgrafvTni (in tod. Vntic. (/rh'm. Ut. J6&,cc. 73 d, !(n. »7n, Ma); co«I I'Altiarl nd AV»"'« H'*. Nardocel.p. I43|. Icl »uo amora par 1« artl a Uttaro trattano It Muehts, II, 17* e it S iuBADI.Nt, Sto/trU, pp. 153, 1*0. * Non compare qucato pcr*ona|[irlo n*lle altrr (eutl par la a1o 11 rU .lcllu • coo-iura „ ; cf. ZAiaoiilN, |. 171. Potrebb'antre to«tui ni, acritta nel carcere ateaao (tod. Martiano Ut. XI, 103. c. 113 a). • Vedi aopra, p. 15» a*. • Vedi ZAnuuniN, pp. 170, 175. 10 Zauluuih, p. 171. » Su qaett'opera del rardinate Egtdio Cannlaio da Viterbo. «nl Codice delta Mbliotrre Angelica, clie la conttane, a »ull'autore di eaaa, vadi Pasto*, III, p. IM agg. e gll autori tri cltati. • » Vedi 5opra, p. it, nota 6. ; 183 APPENDICE pere ; quod Ipse acceplsset gratis, non gratia ceteris mortali bus condonaret. Exerculsse se preterea roercaturam: tufB omnia vendidisse preclo; posten r;u«m uteris Inltia tus esset, a mercatorum, vel potiua crasaatorum munere 5 recesaisse. Tota via aberrare, qui la re sacra exerceant niereaturam et qui aria foclsque utuntur ad quaestum. Decere prlneipea omnea populorum tuorun res non ra sacerdotem vero, non modo non rapere altena, sed largirl sua. Que res omnea llliua ordlnls homines in to fenaitsimos fecit: omne in eum maledlcentlg genua, loquendo, damltando, scribendo contlcere, multi homi nls faatum acrttsare, plerlque mores damnare, nonnoUl temerltatem obllcere, quidam etlam cooclltum mlnitarl quaa ob rea in multos est carcere auppllcllsque sevl 15 turn. Nam, cum semper suspectum pontlficibus fuerit et reformidatum concllii nomen, turn imprimis verius extimerl conauevlt, cum a perlUs, erudltls et qui dl ceodl facilitate poUerent, procuraretur. Raptua iecireo In carterem Pomponlus, latlnae llngue atque antlqui 30 tails vesllgator obaerrantlssimus, raptua et Petreius raeus (c. 303 a), tantae lnnocentiae vlr, ut, quamquam in nulllua religion!* verba lurasset, roeeum tamen Cvminioa aaltus lncolere non exhorruerit; raptl Quadrat! fratrea', raptua Lucius, Platina, Demetrius, Marsus et alii quam 35 plurtml. Ad hos capiendoa morlt Paulum, non modo acerbiasimU lltteris signifn-nbantur, sed Inlecta suspicio conspiration!*; quam rem uti commodius nosse liceat, paulo altlus repeteodam puto. Est In preaenti pialmo 30 deprecatio «4 alitnii fare* ttrve t»o; in multos incldlt Paulua ab animo menteqoe sua allenoa, e quorum rcl potentia vel actionibus non parum molestlarum cepit Nam, subiato eo ordiae, quern dlximus, Canonlcos late ranenses, Romanos circa, submovere conatna est *, ut hinc rtt. 35 curiam »lbi, hlnc urbem Romam dvesque unlversos aba Henatos reddldcrlt, lesos commoverit, tafensos excltave Audllt preterea Eplrum allene secte armls vexarl, vasUrl, occupart; Tureas, Imperio constantlnopolltano non contentos, in proxlmss Europe partes terra marlque 40 mcit* ductare; accltos nostras prlneipea prlvatas sedltto nca et usurpandorum vlcloorum cupidltatem publico exltlo anteponere; relpubllce interitu, Chrlstl nomine, verg glorie aplendore mover! neminem. Senslt Aversl comltis et Neapoleonls comitls' odlls slraultatibusque, quas 1111 inter se exercebant, omnia miscerl; senslt la- 45 cobi Plcenini auctoritatem tantarn esse, ut multl ad Uium, contempts eccieslg (c. 403a) auctorltate, confugereat, atque eapropter ludlcem ilium appellatlonum. dlctltare eonsue verat; et quamquam obiit Adrereus, obllt Iacobus a Fer dlnando rege Infide exceptus , nuilis tamen mortallum 50 visus postea, non tamen tcclrco ajienorum anlmorum relatione llberatus est Paulua. Uaua enlm Perdlnandl coplia ad Aversl liberos persequendos, quorum caatella septem redeglt In potestatem, occasionem obtulit Ferdl nando, ut hlla ofllclls et hac opera memlsse se dlceret, 55 ut pendendl tributl opere leraretur, Idque non precario rogarct, sed optlmo lure contendere et omnl studio nlctl videretur. Senslt itaque, cum Iacobi et Aversl molest!;: per Ferdlnandum sublate sunt, non sublatae molestiaa, sed tenues, exiles, tolerabilea in magnas, Ingentea, Into* 60 lerabilaa folate commutataa; tanto odlo insectari ilium Paulum, tam moleste ferre animo cepit s , ut UU, al in Italia deesset, trans alpea esset hostem aceiturus: que res a pontlficibus sepe tentata est, in miserg Italie rul nam. Comparat Interea Ingentem exercltum Bartholo- 65 luetia Bcrgoniatea *, non modo in Florentlnum moturus, sed omnem, ut vldebatur, Itallara occupaturua, nisi lilt Gaieatlus, qni Francisco Sfortig patrl successerat, occur risset et Q. Fabil more Impotum cuactando represaltaet, regis Florentlnorumque copLas ducens. Sed FloreutUm 70 profecto paci* gratia Galeatlo, dux urblnaa In agro Bo nonlensl * cum Bergomatc (c 304 A) conserult: tanto stu dio, tanto anlmorum ardore pugnatum eat, ut nnnquam prius in prello aut malorem contentlonem aut plurea desideratos fuisae prodltum sit. Habeo auctorea, qui id 7S beilura TOlentibus Venetia ad florantinaa opes comml nuendaa gestum prodant, connirente etlam Paulo, qui Ferdinand! debcliandi Spem In Bergomatla victoria col locarcrat Tunc plane Intellexlt Paulus rellglone pon tlficibus certandum ease, non armls; virtute, non ferro; 80 sanctltate, non roboro esse contendendum. Nam prlo ribua conatibua dum Iacobi et Aversl, homlnum medlo crium, vires toilers vlsus eat, in ae regem armavit; in his posterioribus armatum regem dum spollare sperat, II. coniicerent tod, — II. procorarentor tod. — M. potera tod. — Jl. too tod. • Qoeatl frataltl 11 rlcnrda, Sanaa Indicarna 1 noral. ancho 11 Platina; lo ZaaonniN, p. 171. li etcludc dal nomsro del Pomponla ni, crcdianw, » Uxrto. D«IU fantiglla Quatracci, o Qoadracci, co j apfena tr« le caaatc romam (AutxoLri, Roma, I, pp. 71, »7; Gat ti, Slvlmli d. Utrtoulidi Roma, p. M; Ra, SMmli d. CHii di Ko mi, p. J17; Aacu. Rom.. ArtkMo di • Samtti Samciornm., CaUtti m, J, c. IS a), •ono rammcotatl, n«l «rcolo XV. t fraUlli Mario * FrancvKO, di cnl II prima (a dottor* di m«dicln* * lctt«rato, asaai 10 l»Ulo da at. A. Alclcrl (fTuflmJi, p. I»|. • morl varao il U»«, prima di Fraocaaco (cl. Egipi. Nttroiogi, I, 453) : coo qaefft'uHlroo sari foraa da idaatlftfara quel • Pranciacos Quadrantiua avvocato coo ci4!orlal« a poata, cbc era ajvico e corrUpondeote di Enea Silvia Pic toUmlul (Pll II, Efnl., Oall., 15)1, epp. 14, 114, cf. gll aplgraimni * ad Quadratntn m dl B. SIWIo. otlla rue Optr* aaraV/a. ad. Cugnoai, IS pp. 647, &a4). Cottero aaranao prolMibllmcntc I du« Aceadamlcl ri* cordati da Kgldlo Caanlslo; oaarrrlamo part, cba oa atlo Camaral* d«l prnllflcato dl Paolo II, i«»«a data, ricoida nn'altra coppla dl fratelll, della Hon taroiglia: " Gaapar et aioa «rater. filil randan Cola da Squalrarris. cirri rrmani . (Aacu, Rom., Divrrtomm dtl 30 CfmrrlffO, 1407-1464, c. IS*). * Vcll aopra. p. I, noia 3. • Evcrao deirAngalllafa a NapoUone Oratni; aadi p. IS. Vedl p. I». nota I. * Vadl p. 14», nota 3. ' • II Cnllaona. La Uttuglla dl Mollnrlla; «c.li Pasioa, II, p. 417. jj ; 184 APPENDICE rictorem faclt'.... Expertus igitur Paulns human** Tlret Imprimfaque rem bellieam, quf nihil nisi communis est lnlurU generis humaal, s secerdote esse alienaa, agnorit lasiusqae est cnlpam, Mud prescntts prccabuadus 5 repeteus: a* ttlitmit (c 305 a) /ore* trva tut; alierta • mltto, siiena depono; ad mea, expertmento doctus, me * converto; pacem mean do vobis, pacem reitsquo vobis; 'parco Ubens here* tcstatori; ln!eUigo non obtemperan " tes exitium sibi suisque comparatoros Statim ttaquc 10 triua deponere. exercitii.Ti solvere, milltem dimlttere; pacem connVicre, ad oda, ad edlfica, ad sacra cxercenda ss convertere. Edidlt in ea rerum traaquiUitate ludos, prebultautiquo more epulum: est enirn in psalmo tarn auri et gtmmarum, quam etiam ciborum elara raentio; legimus 5 in co aurum et fapideiu preclosum multum, legimus dnlcia atque mel et farum, ut quidera pontifex hoc seculo essct et gcmmaa magne mitre disqtiisiturus * et plebl epulas exhiblturus. Legimus quln etiam oraculo eodem liti ficomttw C9TU: tanU eoim rel In epuJo roluptas vel so In ludii letltia, exhuitatlo, risus fuit in hebreorum, roe retrlcum', senum et segniasimorum animalI um cursus, ut Testlgils populus stare non posset, sed tamquam spl rltu defectus atque exanimatus coUaberetur. Sed quidera deus, qui bella sacerdotum odit, odit insecUturqe to. 35 htptates, dofatque relinqui sese atque in altero ad levam, In aJtcro ad dexteram declinarL Rumor exoritur In media voluptate: consplrasse in pontificem adoiesceates quosdam, duce CaUlmaco; Lucam Totlum,civemromanum Ncapoii exulantea, rege soUIdtante exercitum ducere; 30 risnra ilium In Velitranls aemorlbut, Trepidare (c. 306 a insperato nuncio Paulus; alii fugam arripere, alii ani mum ad res noras arripere, alii multa In rerum pertur bations aperare. Vlaneslus *, cul Urbls cura demandau erat, multorum domos Irrumpere, manos In suspectos 35 inikere, multos ad carcrrem, multos ad scvos cruclatus tradere. Quamobrem factum est ut multos, quos supra comrcjemonvi. partim b'jni partim cruditi, in carceris et suppltclorum calamltatem Inciderint. Bis in psalmo no* ctU, bis dlel raeotio fit: ut ecjue turn diet lux affnlgere, 45 turn omnia ofrundere lucls tenebre eodem sub pontifice rise sunt. Nam, splendor gemroarum et ornaraentorum In sacris et pacate Italie qules mcem, serenttatem, diem denique domi foriaque aJTerre Tiaa sunt, sed noctcm ac tenebras attulere. Ordo sublatus, Canonlcl lateranenses, $0 Romanl elves, efectl, suscepta conlcrationls insperate suspicio: ordo curiam infensam Paulo reddidit, canontel urbem. coniuratio, cum utxoaque, turn maxirae imprimi sque lltteratos. Que res fecit ut Paulus male audlret, lactata stnt; didlcitque eo exemplo humanum genus, cum uolrersura, turn presertim prlndpea, id quod supra ex l latone ntavimus, nunquam impune leci uncratos: quoo quidem hominum genus, ut vettts adagium est, feaum habet In corns. Prolnde erudites magis formidandos 60 esse quam armatos, stUum quam gladios. eloqulum quam quam ; cxercitus; resistI his aliquando (c. 306 a) posse, Ufa nun miners hos afferre honesta, trmporaria, sanabi 11a, illos igaominlosa, eterna, insanabilla; cripere hos opes, agros, urbes, illos dignitatem, iplendorem, eterni- 65 tatem. Erudltos, quos ceperat, coniuratlonfa susp[clo ne purgatos, conteropte relJgionfa scslere accuaabat qulppe cum tnstttaere alios deberent, a religione poclus ac pietate seducerenti male de anlmorum ImmortalItate loqul, In ea re male cum Platone sentlre. lilt mirari 70 se dlccbant, non damnari AristoteJem, sed Platonem, qui unus ad christianam veritatem proxlme accedit, si cre dimus Augustlno, cul uni In his, que ad dlrtna perti nent, in prlmis credendum esse decreturn est. Contra, ' quotusquisque est erudltorura — dicebat Paulus — qui, 75 • nisi reUgionl detrahat, erudltum se haberi spcrare un * quam posse videatur?, Llberat tamen omnes post annum, plerisque etlam pollkitus se otemorein futurum. 3. PoMi-ojno Lrro conskosato dai VxxaziAjn a Paolo II ». (Aaat. Vs».- Conagtit dti Ditd, MM, reg. 17, c. 47 B). Die vii martll MCCCCLXVIII. per suom breve et per litcras ambaxiatoris nostrl, qui Cum summus pontlfex valde deslderat et instantcr ibl est, facta* hulc conailio; et inter cetera que oppo petit pomponium romanum, qui hlc est, slcut habetur nuntur Ipsl pomponlo est crimen beresis ct idolatria;et 2. aiUil ,l tod.- 4. mm tod.- II. eompsrataio* cod.- 45, otrtqoe cod. Srfttooo citation! (1*1 claHlci gT«ct « datla Bfbbla, c la dimottrasion« U1 v«mUO ab alimt. V.ill p. 101. 3 * La testimonUoz* §•! contcmporanel (vedi p. US, nita 3) «B:hiJono ch« net tjinochi dl Cara«val« aotto Paolo tl vi fo*«a ao gjior* no cfl]if«i«atneute deitiaato at1« mtretriei. I.s com d«ll« meretrict «ra( d«l retto, dt uu j^raa'ale nelle fate caraeraleschc in Italiu, duranta 11 iiMdioevo. Cf. A. Zahklli, U • domu tortexi. o tSitoie, 10 la IWHItino ttorieo f,,/o,,;, III, p. 141 * II bolognaae, Vianeilo Albergati (cf. Zxiiuonrx, P. lito, p. tf) traava 1'officio di vlcecamarlrsgx d«lla aanta Sede, al ^aale ullicio era noito, allora, ancha II governo civile della Citta; ct. Got TLon, Cmmira, p. «4 ag. * Vvdl p. 133, nota 1 (dove c stampato errooeamaat* • 6 mir- 15 so e Inrcca dl 7 marso, glomo dalla dtllDoraxlooa praaa dai Di*ci\ 11 docunianto pubttllcato, • a ool ladlcato nall'ArcMvlo dai PVari dai compianto prof, niccardo Pradalll Ml IMS. * or* compano, ntllc parti »c sostaniiali, naU'openi da||0 Zabdowix, p. 100 tff.. APPENDICE per quandam1 , que de roma per paparn raisaa est, de peasi iu et TitioM condlctione hulus pomponij, item per unum Ubrum Inhonestum Inhonestum (tie), sua manu'scriptum, et per suam loquellam varlatara, et cedula predicts, dl e ctus pomponius est suapectus sodmitlj; unde attento, quod ordlnes nostrl rolunt quod hereMet ekntur Inqui »;tori, Item Yolunt quod sodomite oecldtntur: Capita huius conailij, ex una parte rldentea maximum deaide rium lummi pontificU habeadl hunc heretlcum et quan 185 rum contra beretleua, qulbus est ordlnatum quod heretl cl dentur aula superioribtia, complareatur sue Sanctitati et mittatur dictus pomponius heretlcus et idolatra ad 40 papam, sicnt requirit ; et scribatur sue Sanctitati et ora tor! noatro in forma conrenienti, et addatur In Utteris quod caau quo sua Sanctitaa repperiet inaontem, nec di gnum morte, dignotur ilium ad nostrum dominium re routerc ut purgetux de turpi »lclo. 45 10 turn opua eat dominlo et atatui noatro, reapectu tempo rum preaentium, In hac honeata requiationi cue S*n ctitatl complacere, et ex alia parte vident claram iuv plUonem sodomite, que ioqulrenda et purganda est, Vadit para, pro obaerraUone ordlnum nostro propterea : m. De parte — 11. *\nnt u*t prQfontnti In mmTglMi: ser Ioannes Superantlo | ser Domlnicua Mauroceno j capita scr Lodoricua Faletro j Per la Riforma dell'Ordine ii Rodi *. Bolla di Paolo XI, 14 fkrbhaio 1466 — (Aaai. Vatic^ R*g. Vatic, «. jgf). (e. 309 a) Paulus etc. Ad futuram rel memoriam. QuamrU ex commisso nobis celitus reglmlnts pastoralls jo officio pro cuactis rellgiosorum ordinlbus, ut prescrventur a noilU, efficacera operam Impendere teneamur, imprimis tamen circa religioncm hospitalia Sanctil Iohann's Hie roaollmitanl, quia inter fauces infidellum poaita ad re primandam barbarorum gentium feritatem fructum unl 35 arsall Gdei aflert egregium, ut in statu prospero con serretur, sokrtem dillgenUam adhlbere nos convenit, ut dum bene sc gMjerit, dum renim copla abundarerit, ab inutOibusque onaribus aublerata fuerlt, se non solum ab Infidelibus defendendo, sed UJos ultro vlrilltcr oppugnan 50 ccJebratum, dllectls flllis Petro Rajrmundo Z.icoita ge neral! maglstro et fratribua hospltalls predict!, intenre nientibus quoque, ex mandato noatro, In illo Tenerabill bus fratribui nostris Stcphano ' srehiepiscopo Mediola nensl et Marco 4 Vincentlno ac Ntcolao 1 Parent! et Lau- SS rentlo • Ferrarlenal nec non Petro » Tlrasonensl episco pla, circa exoneratlonem debitonun hulusmodl salubriter tenctatum, ac per nos de eorum assensu deliberatum extlttt in hunc modum. Cum enlm facta esset compu torum dietI ordlnis, tam OrlenUs quam Occldentis, dill- 60 gens calculatio et risitatlo, eompertura est quod co munla theaaurua ipslua religlonis usque diem septlmam 30 do citarioribus nationlbus pro vallo sit, hospltalltatera que ac alia dec grata, el Incumbentla, postit facliius agore feUciuaqne proficere, Sane cum a certo tempore prefata rcllgio et comunla Iheaaurus Rhodl variis ex causis tantis torum premeretur oaerlbus, ut malor easet lactura debi litas. Congregates nuper In eorum general! capitulo, quod In palatio apostollco, alme urbfs ex ordinatlone dove e notiaia altreal ill una deliberaaione coBtcmporanea. par la catrara c la conaegaa al Papa (che non arveanero) dl altri Accade mtd rlfufiati In Veneala. Lo Zabngbin loaiate anI contegno in ge aerale (kko rlgnardueo della Repabbllca rerao U papa Barbo, a 1 5 rapporti poco aaucheroll fra la aaata Sade e Veaezia nel momenta preaente, per aoatenere che a Veaezia doeera preetartl leda alia id ce d' Italia coipiraxione pollticadai Poropoalaal. Nol oeeerrramo, el contrario, cba in qael tempo i Venedanl aTeeano aommo Interetu a Boa gna atanl col Papa, mentre farrerano a Roma la mutative per la * pa e the it Conelglb d«i Died ttt etpllclto noll'eecle 1 dm il reato politico dal motlri deila conaegna di Pompoaio al Pa pa. I.' una e I'altra cow rUulu evldeate, ci ecmbre, anche dal pre tente doenmento. Qai h atata Oracle* evldeotaaaente una parola, che eari 15 tedmlmm, coma pno dedniel dal ecgulto della 'parte.. septembria ultlme preteritl, quo maglster Ipse Urbem ve nturua Rhodo dlacesalsset (nam de creatls postea debitla Rhodl, si qua fuerint, cognitlo haberi non potest) obli- 65 gatus est et dare debet dlversis personis, per unlTersum orbem constitutls, summam scutorum aurl cnnel regis Francle dugentonimquadragintaacptem milium, nongen torum Tigtntinorem*, sItc scuta ucXLvnBvunexxvuit, non coraputando debitum ceruualium Lm,aite librarum um , 70 • Vedi eopra, p. 14} ag. • Stafano Nardiol. • Marco Barbo. 4 Klcolo Croci. 20 • Loreoao RoTerella. ' Pletre Ferrla. Nel Capitolo fmenlt dell'Ordlaa. Unutoa Rodl ael I4M. ai era trorato che I debit! aac.nderano a 30*0« acudi, secoodo II Moaio, Ilutorit, II, p. iU aga; Pio II. ne' aaol Commmtarii, di ce io»ece 'ultra docvnU mlI la Bamiaornm aaraornn . (Pn II, Of4- 25 f» imtiilt, ed. Cofaoal, p. S3}). La dlreralta del dati ai poo eple garc, coaipntaado aalla aomiaa ladlcata dal Boalo la gmbclla del vino di Rodi e la apeea par la ntanBteaxlone del Coo»»nto. come aoao Indicate anche nella preaantc bulla. SI coufroatl con qneata ho.la il racconto del Doaio, II. p. M7. 39 186 APPENDICE que faclunt summam scutorum txm vel circa; ct in prefato deblto scutor. u*xi.vn", vim''xxvitii compre hendltur [initio 1 gabelle vlnl Rhodi. Dict» autem lummi debehir in loci* infrascrlptls: in Avlnione scutactxxxvu" j in Angila sc. xiin, ncL, in regno Castelle ac. mi^c. In Rhodo ac. xxxx^uii^Lvnii : summant ac «'xxxxti"» vmipxxvuii. Propterea adlungitur dlcte lumme summa ac. lxxxx™ qui aunt neceaaarii pro manutentione con ventus Rhodi in termlno quinque annoruni, quo dictus to magister assumpsit regimen clvltatis ct conrcntus Rhodi, cui assignata est dicta aumma ex reddltibus dictl or dinis in partibus occiduis. Intuper, pro manutentio ne diet! conventus Rhodi in present! anno ponuntur acuta villi"' colligenda arrcragiis prloratuum Francic, 15 que quidem summe in unura collecte faciunt summam sc. uirxLvii"'vuir"xxvmi, pro cuius quidem summe to tall solutlone et tatlafactlone ordlnamus et Imponimus per preserites super omnibus et singulis prloratibus, Ca stellania Eraposte, preceptorlls, doraibus et beneficUs dicte 30 religionis in partibus Occldentis constitutis dimidias an natas omnium fructum et reddltum eorumdem, pro termlno quinque annorum*; et si In termlno dictorum v annorum solutio hulusmodl fieri non poterit, dlctam impositionem pro uno alio anno, videlicet sexto, facimus; in anno sexto 35 fiat solutio dlmidlarum annatarum pro rata sicuti in alils quinque annis, que quidem solutio dlmidlarum (c. 309 u) fructuum debeat fieri secundum estimationem ultimo factam et portionem ac divisioncm inferius annotatain; quarum quidem dimldiarum annatarum prima solutio 30 infalllblllter fieri debeat in festo sanctl Iohannis Itipti ate, de menae iunti proxlroe futuri. Preterea, ultra pre dlctam impositionem, ad supplendum solution! et satis faction! predicte, volumus arreragia sire resta soivi, ut intra dlcitur, sparJo quinque annorum de dlmidiis an 3j natis, et annotatio arreragiorum talis est, qui fit ad ratio nem scutoruro aurl Francle ratlone et causa computo rura Thesauri Rhodi, in qua quidem annotations nil po nitur de arrcragiis prloratuum Italic, cum dlc'a arrera gia slut asalgnata pro raanutcntlonc conventus Rhodi 40 la anno prcientl. Prioratus Anglle pro qulnqie dinitdils annatis solvet sc. XLUmv°, que summa scutorum toWctur in llbris Anglle, ad rationcm monete currentis in Angliai vldel. xx solid, pro qual. libra Anglle, que sunt in ter mlno quinque annorum, computando dimidias annatas 45 librar. vii'utxxxni, prefer et ultra acuta iium , que sol vontur In libria Anglic ducentlsct vit* cannis panni, quia non sunt obligatl solvere scuta aurl, quorum fit hlc ratio dumtavat computorura ipslus Thesauri causa ; pro arre raglis dictl prioratus solvetur, tarn in pannl cannis vur quam llbris Anglle n°, per fratres Iohannem Veston et 50 Rubertum de Pvchuyn summa scutorum tin"'. Priora tus Francic pro dicto termlno quinque dimldiarum an natarum scut. xxxiiimLXXxvii, pro arrcragiis sc. vum. Prioratus Alvernie pro dicto termlno sc. xxv", pro ar rcragiis sc. ih-iii«l. Prioratus Sancti Egidil 3 pro d. 55 term, scuta xxvmviii'L, pro arrcragiis ac xvi^clxxv, pro arrcragiis nil debet (sic). Prioratus Campanle pro d. t. sc. x-v'lxxxxii, pro arr. sc. ii-v*. Prioratus Tho lose pro d. t. sc. xi", pro arr. M.mr. Prioratus Castelle pro d. t. sc. xxm , pro arr. sc. uim. Prioratus PortugaUic 60 pro d. t. sc. vui", pro arr. m.v*xxx; mllle debet prior dictl prioratus et preceptores lpalus prioratus v' debent. Castellania Emposte pro d. t. sc. xxvm"1 vn ,'L, pro arr. sc. vim'". Prioratus Cathalonle pro d. t. sc. xvi^h'l: de ar reraglls autem diet! prioratus non fit hie mentio causa 65 guerre, quia Ipsa rellglo capiet et colllget quod poterlt. Prioratus Alamanle pro d. t. scuta xviiii^vifL, pro arr. sc. m.u'u Prioratus Navarre pro d. t. sc. MU^L, pro arr. sc. MlirL. Prioratus lilrlande pro d. t. sc. m.vi', pro arr. nihil debet Prioratus Lombardie pro d. t sc. x, pro arr. 7° nil hlhlc ponlt. r, causa lam dicta. Prioratus Venetlarum pro d. t sc. vmvuc , pro arr. nihil. Prioratus Pisarum pro d. t. sc. uum , pro arr. nihil. Prioratus Capue, Baroli et aliarum partium regni Neapolitani sc. vi"ii°l, pro arr. nihil. Prioratus Messlne pro d. t. sc. V", pro arr. nihil. 75 Quequidemsumma partitionis tarn dimldiarum annatarum quara arreragiorum pro dicto tcrmino quinque annorum ascendit ad summam IlfXLlll^llfLXxxmi, ct sic rcstant aolvenda sc. um de dicta total! summa *. lubemusque et dlstrlctlus iniungimus ut omnes secundum dlctam parti 80 tioncm, absque allqua excusatlone, solvere debeant; volen tes et ordinantes quod iili prioratus qui solvcrint ratam et portionem sibl tangentem (c. 310 a), utl superius de claratum est, non sint obligati ullo tempore, nec tenean tur aliquo modo ad solutionem, slve in parte sive in 85 toto, aliorum debitorum, pro rata, per alios prioratus, nec pariformlter ad damna ct interesse ex non facta solutione contingentla, modo soluta portlone et rata supradicta, sint libcri Immunes et quieti de dcbltis pro prestitls concreatis et contractis, sed solum teneantur 90 hoc facto ad solutionem portionls et rata pro manuten tionc conrcntus, et ad alia deblta que de novo concrea rl et contrahl contingct et etlam ad ccn^ualla cathalonle et ad eorura damna et interesse; ordinantes quod pc cunie procedentes ex castellania Emposte ct prloratl- 9 bus Cathalonle ct Navarre mlttantur fratri Odineto La 1 Cf. con I» kama vmi, fttot dieitmr Pif/i»i limile, In an do cument) (rsaeeie M 1407. prc*»r. Du Cahuh. V, 1 IS. • Cf. 1'altra bolls, data li «te«v glorno II tel'bralo e «lirrt 1« *|djl. fiUii Magitlra et ffatribni lioiriinllt nn«ti JohunnU Mlero J • aollmitaii et Convntji Rodl hoipltaila tio«d«m . (In Ktg. P'jtfr. SI7, r. Ill »,r ), \-*\" ruromomUrc ,U. drl.iti « r«l:i iitn- in * dligentj«quiaq.iaj.'lnta mil*a» tloranorjin auri de rnmffra longc m» •gU, iroul per coiapata In genersll capltulo calc ilala, aJ qaod not • refcrlcnu^, «»ldeo'er axnovimu^ apparrre, (c. 311 B); si rlconosce • potiorem tpaorum drbUornm partem ah uturU ct uaararum to'utlo- 10 • ne contractatn ear iilsae „, e « concede all' Ord.n* • morttorlim di " lationem it* m^arqm, a datt* preaentinm cf inrKaiictorMm . (c. 312 a). ' II PrkiruJo di Satnt-Giilea In Provcuu; Homo. II. iOI. ' Can IdiU dl 20 ifennaio HJ1. I'anlo II conce«« pol iaIu ne rriilnohe dcllo nomme. che «000 aiae^nate in quests, da paparc, IS a cia.cun I'.lorato {Ktf. V«tit. SSI, c. 121 •)• APPENDICE raelln in Avinlone, Reeeptorl generalI diet! thesauri, qui ca-i dliponet secundum quod habet in commissi*. Et pecunle prioratuum Castelle et portugallie, cum consilio et consensu prlorum prioratuum dictorum et Capltulo 5 rum sire assemblearum proTlnclaJlum, rcferendo singula singulis, mittantur per vlam CambiJ In brugis, consi gnande eidem fratrl OdJneto. Et pecunle prioratus Ala manle mittantur Gebcnnas, dande etiam cldem fratrl Odlncto. Et pecunle prioratus Hlrlande mittantur Lu 187 si plures con repcrirentur, Instante receptore, eo In casu dicti prlores teneantur ad solutionem di ctorum debltorum prlratorum; et si malesolrentes pri ratos esse declararerlnt ac priratos esse manifestsve rint, sed debits soluta non fuerint, quod In eo casu IO gdunum; in anglla, receptorl prioratus angile. Et ut Receptor©*, qui dictas pecuniarum aummas colllgere de bent, slut magts dilig.ntes, volumus quod habcant an ti....talem pro temiino qulnque annorum, sire sex, exl stendo in partibus occlduis ac si personalem rcsidentlam MCCCCLXU 1 ; 15 facerent in Conventu Rhodl, habeant etiam ena stlpen dla sicuti fult ordlnatum In Capitulo celebrato anno tamen dicta stlpendla capicnt super spo 111s mortuarils, et allter non. Preterea considcrantes, si predicts debite execution! non mandsreatur, lngentla 5 r 55 prioratus, preceptorie, baltuatus et beneficia slnt obli^ata ad soiutionem (c. 310 b) dictorum debitorum. Si ftutem prlores seu Castellanus Emposte neglexerint solvere *, vo luraus quod per capltulum sire assembleam prorlncialem declarentur esse prlrati modo predicto prloratibus, quo rum postea prioratuum collectiones et provisiones derol rantitr ad magistrum et conrentum Khodl et beneficia, sire prioratus, et preceptorie hoc modo per prirationem 60 dictorum, et saltern dictorum prlorum vacantia, retinean tur ad manus communis Thesauri per receptore*. SI autem receptores fuerint negligentes In predictorum ce Ierl executione, aut solvere rccusaverlnt, contra eos 20 huic ordinl perlcula futura esse, Idcirvo ut qu'libct fra tnun predlctorum, absque ullo excus.itionls colore, solrat huiusmodi dimidias annatas pro dlcto termino, ordlna mui ct statuimus quod prlores, Balullrt, proceptores et fratres in huiusmodi ordlne, prioratus (ctj Castcllanie 15 Emposte preceptorls, membra, domus et quecunqtie bune 6dn possidentes, omni tecluaa excusatlone seu contradic tion, teneantur solvere et solrant cum effectu Receptorl bus dicti Thesauri, in pecuniis numerals, medietatem fru ctuum prloratum, Receptorlarum, domorutn et beneficlo 30 rum secundum extlmatlonesn ultimo lactam, idest parti tlonem jdoneam pro term)no prefato qulnque annorum, sire sex, quorum prima solutlo Inclpiet In festo sancti Iohannls bapiste proxlme futurl, ut dictum est ; ad quam quidem dimidlara annatara et arreragla, ut supra deda 33 ratur, satlsfacendum predictl prlores Balulivl precepto res et fratres compellantur omni cura et dlligentia; qui Isl solrerint, quolibet anno in Capitulo general), lapso termino solutionis, prlrati slnt prloratibus Baiullatibus preceptorlls officlls dignltatbus et benefjclia ipso facto, 40 absque alia monltlone, seu citations. Et prioratus Baiu latu* ofticia dignitates preceptorie et beneficia tallum maleaolrentium conferantur per prlores et Capltulum, aire assenibleam provlnclalem, alils fratribus benesolven tibus, debits prlratorum et cetera ordinate adllccntcs; 4j quod si prlores fuerint negligentes In exequando male sic privatos, ac eorum declarando privatlonem, consilio quatuor preceptorum benesolrentium, rel «. hiailande COJ. • Per i prmrveili'timti preai la codetta Capitoto general*, a •nlllevo delle difficolta finanxtari* dairOrdtae. eedi Bos10, 111, p. its. * Malg-fadD le commlnaiorte contanute In quetto decreto. non raancarono I renilentl ; rvdl, p. rt„ la bolla d«i 12 magylo !4o8 al Sf4*atra di Rodi, a cui II Papa eoncedeva plena facclta di coetringera al pniramento delle tonnr doeute al Teaoro coniune, U Priore di Napoll O. B. Carafe (Rtg. Valit. JJO, e. 25*1. Paulo II al loduiw put, la cauta della caduta dl Ncempeate, eel 1470, a delle urgentI procedatur modo et forma predlctis, scilicet prlvatlonls 65 pens, volentcs insuper acriorlbus remedils contra pre dlctos male solventes utl, ne quovls modo solutlo pre dicts Imposltlonls deficlat, Ideo auctorltate preseotlum distrlctius Iniungendo preclplmuset mandamus, sub pena excomunicatlonis omnibus et singulis fratribus homl- yo nlbus et rasaliis et subditis, etiam appaltatorlbus et ar rendatoribus prioratuum, Baiullarum, prcceptoriarum, domorum et bcnenclorum roalcsolventium et prlratorum, quod potsquam prlrati slnt, et declaratlone prlvatlonls facta, ut preralttitur, priratls nullo modo pareant, obe- 75 diant seu de fructibus allquo modo reipondennt: quod si contrafecerint, penam excomunicatlonis late sententle lncurrant, a qua non posaint absolrl, nUi predlctorum saliafactlone facta, vel consentientlbus prloribus et re ceptoribus; In quo casu conservatores prlvilegiorum 80 ipsius ordlnis prefatos absolvere posaint. Cuplentes profecto dictum ordinem hodlerna tempestate msgnls rai seriis ct calamitatlbus oppressum sublerarc, ct nc pre dicts in elus religionls subleratione ordinate et lnstituta rana et irrita censeantur; roientes e medio usurorum 85 roraginem toiler©, que ipsum ordinem hactenua nimium opprcssit opprlmetque In futurum, nisi dc remedio pro rldeatur opportuno; eapropter presentlum serie, aucto ritate plcnaria potestatis decerminus, statuimus ct ordl namus, quod pro termino qulnque annorum sire sex, si 90 qulnque non sufficerint, ut preraittlturf omnia Interesse usure et damna debltorum thesauri dicte religionis slnt rana et suspensa, itaque pro dlcto termino Ipse t aut damna ratlone debltorum necaaajta della dlfeia-lei moodo criadano, a protaagar* U altri due annl II termine dl «el anril, alablllto nal 14*6, par it pag-amrnto del dehitl delPUrdine; vedi le dee bollo la data IS g-ennaio 1471 (*xm kal. (ehrnarlaa, anna VII .) In Rig. Vmltt. JJ7, c. IJ7 »gr- fe facile eomprvndera, cha ai'Tatti proevediment i nan baatarooo a rl4olleTar* le rinante del Glovaanitl; cf. il brere dl Slato IV al Cav*Heri, 1] aprile I47S, per e«orurli ait etcogltara nttova eta di alma proaiintD Capitolo generate (I'avji.I, CoJ. Jiflom,, II, p. 14J). 188 APPENDICE eonsequi non poaslt, nec creditors recarobla aut inte resse quoTia modo querere aeu petere a dicta rellglone possint, tub pen* excomunicationis late sententle, quam eo facto Incurrant; et nlhllomlnut ca conaequl non 5 raleant, volentes et ordlnantea quod creditor** diet! or dinls, cxiiuscunque condition!* aut statu* fuerint, prln cipalis debltl dedaratl In Htterts et bulll* Camblorum, aislgnattonnm et obligatlonura rellglonls predlcte, pro rat* modo quollbat a dlcto Thesauro quintam partem 10 caper* dontazat et reclpere cum effectu debsant, que qulnta para de prlnclpaU deblto, omul reiecto lntereaae, defalcnrl intelJigatur: Inhlbentes orantbna at singulis ludlcibus ordlnarlia, axtraordlnarlia, quacunque aucto ritate aeu dlgnltate fungentes, ne dlrecto aeu indirecte ,j rel allter quoris modo dicto* fratrea, aut Theaaurum prefatum, Tel beneficia dlcte religionia ad inatantiam quorumcunquc crcditorurn, vel alitcr compcllant ad aJi&m solutionem seu satlsfactioncm debitorum, nisi duntaxat qulnte partis anno quoltbet, ut dictum eat ; quod si con trafecerint, penam excomunicationis incurrerc ipso facto censeantur, a qua abaoM non possint, nlal a tali exe cutlone omnlno deslstant. Que quidem omnia et sin gula siipradlcta pro conaerratlone et manutentione et rcleratione dlcti ordinls, nunc pene In exterminlum re- 5° ductl, facimus, inatitulmu* et ordinarylis, Tolentes quod transumpto sub bulla Maglstri, aut rellglonls prefate co munl (c. 311 a) plumb**, Tel sigiUo aliculus persone pu bllce, fides plenarla adhibratur tanquam origlnali. Man daatea ct precipientes unlversls fratribua dlcte rellglonls 55 subditl«iie et vassnlis nc ceteris extra dictam religionem constltutls tie. ne contra presentcs nostras litteras tie. facere Tel renlre presumant tic. Datum Rome, apud S. Marcum, pridle Idus februarUs anno ab inc. domlni MCCCLXVI, pont. nostrl anno tertio. Gratis de mandato d. nostrl papc. F. de Mattel*. Jo. de Tartarinla. IV. NOTIZIR 8U LB COLLEZIONI ARTISTICHR E PREZIOSE DI PAOLO II B GLI ARTI6TI ALLA SUA CORTE '. * Monsignor el Chardlnal JPletro Barbo] dlearerp) 'a dl »s roaalo [1451), scriU in bancho di Bernard! a * aer Nicol6 di Conti, per uno rubino quadro tigato in 35 * uno anelo d'oro, mandato a Roma al prefato Monsi * gnor per Antonio da Bergamo, ligato in una litera, •due. 40, (dal llbrl di conto dl *er Paolo Barbo in c»L Vatic. Imt. 7*SS, faac. *», c. 26*). ' Pagati a Veneala d* mlsser NU0I6 Zeno etc. per 30 "ordene del prefato monsignor, fin da 26 febrer 1451, " a »er Matio de Fior colelier, due. 24, sol. 58, (*'*«/., c. 26a). 60 * Bartholomeo Aibergas mercatori et ioelerlo veneto, al * bl per prefatum s. d. n. papam solutos pro residao et 65 ' corapleroento solutionis certorum clenodlorum et loca * Jium aue Sanctltati renditorum , (Aacn. Roat^ Divtr ttrmm Pmtii 11, 1466-69, c. 27 a). 1466, die. 28. 35 " Per un sendado torto mandato a Romaa Monsi gnor, due. 40 , (iiidn c sO b). 'A dl 29 marsii 1453, a mlsser Marco Zorzi, per * miner Bernardo, per uno zellon Termegllo a fioronl, ' portd al prefato monsignor conneaso lul quando rondo "a Rom*, OTero retorno, due. 18 „ (ibid., c. 27 a). * A di 13 sugno [14S3] *tc. a acr Nicolo Abraam, 40 * per »cr Zuane, per pagamento de uno tabernaculo de * crestalo, tuand6 al prefato Monsignor, due, 4 „ (ibid., e. 27 b). 1466, agosto 18. — ' Descrlbl faclatis fl. auri pa * pales 1500 (= fi. *u. de camera 1675) a Petro de Mc 45 "dids et socils* de ro. curia, ad exltum vcro hon. Tiro » V«-*!i nopra, p. 107 *g. » Doniemco .11 Pi«.. Ek» vend*, net 145«, a ErctJc d' lisle — SI accreditano fl. di ca. 887, bol. 56, a' Medici e Co., per tantl che csal pagarono **eu 70 ' solrl facere promiserunt per itttera* cambil Venetlis, " Infra medium mensem februarll pros, futurl, hon. Tiro * Luce Paull de Aman de Venetlis, pro realduo et com * plemento 1800 florenor. renetor. aibl debltorum oc " caalone certorum localium ab eo pro a.1"* d. n. papa 75 * emptorum et habltorum , (Divert, cit., e. 86 a ; c. 87 a, pagamento del restanti fl. 1037 bol. 60 alio stesso Luca, 30 die. 1466). 1467, genu. 5. — Pagamento dl fl. dl ca. 1441, bol. 25 " spect. Tiro Dominlco Petri *, cIt! Ttnet]arum, 80 * pro valore certorum jocalium ab eo per eundem a. d. * n. papam emptorum et habltorum » Divert, cit., c. 105 «). 1468, genu. 21. — SI pagano a Piero di Cosimo de* Medici e Compagni, mcrcantl dl Curia, due 18. 1S3 per parte di somma mazor, debono arere da la Camera, 85 per plu gioje datole , (Arch. Rom., Intrtitmf tt Eiitus, 1467146s, c 19S a). motti oKceitl d'att* e giok'Hi, *elie fo de papa I'aulo. (A. Vxxn.ni. L'attc fn-tats/e net xodo d'/iret^c / ti'/:':tf, in Alti e msm. t. l)r /»/. )l.f.ft U A«««j.fH--, VI, p. IISs«.). CI. innand, p. 14, p. 01 % u. APPENDTCE 1468, «gosto ». — Qulctanza del cardinal Marco Barbo a Bartolomco Paruta ', abbate di S. Gregorlo In Vcnexla, per due. 360, bol. s», den. 10, spesi per conto dl Paolo II pro valore certorum Joealium , (Cornaro, 5 Seeletim* Venetae, tomo XIV, p. 431). 189 * torurft lapldum precioBorum emptaruro per suaro Sanct: * tatem ab Ipso nepote B (Ctmfuta clt., e. 19 a). 1469, ottobre 16. — *S. d. n. etc, dedit secretarlo * ser.»l d."' Regis Portugalle et culdara alterl noblll due. " pap. 333, pro duobus baclllbui faetls InPortugalla, to 1469, gennalo 10. — II papa paga, * per manus mei * Henrlcl cublcularli , 1 due. papall 40, per valore " cer * torani agnus del, et pro certU cruclbus et uno cameo * cunt vultu unlut virl , pagatl due. 40 (Arch, Rom., IO Com/ata embiemlarii, 1468-1471, c. 4 a). 5° • tallter intus et extra deauratls, et pro una confecterla sine pede. Bacllla pondcrabant Ubraa 19, confecterla 55 " lib. 13 et dimtdia, et libram unam pro 15 ducatle(?) , (Comfuia, c. 3JA). 1469, febbralo 35. — SI pagano * magfftro Mco de •Fablls 1 aurlfabro, fl. 4 bol. 30 "pro quodara anulo * per cum vendtt(o) .» domino n. pape „ (Arch. Va tic, fair. *t £*., «. 476, c. 160 b). 15 1469, marxo 6. — S."°* domlnu* noiter dedit eldem ' Andre* [de Vlterblo auriBcl) due. largo* 163, ad dan " dum Marco de Veneclls, pro duodeclm anults cum ru * blni* , (Camfata emHeitlarii clt., c 6 n). 1469, aprlle 10. — II papa e la Camera ap." si 30 dlchiarano debltorl "hon." vlro Marco do Tomaslts * merehatori et aoilerlo Veneto „ per 3000 due. papall, * pro realduo et complemento predl et tolutionlt omnium "et sln^ulorum iocalium que Idem Marcus, a mense lunll "annl d."' 1468 prox. pret. usque in hane diem, In dl 30 s 5 * rersls vicious Tendldlt et tradldlt atque dimltlt S."» " d. n. pape,, promettendo dl compiere il pagamento prima dl Ogniasanti e tpotecando i benl della Camera in garanzU del eredlto suddetto (Arch. Vatic, Divert. Camtr., tomo XXXTV, c. 309). »469? rnaggio 3. — " S. d. n. per manus tic. .dedit " Iohannl Speco, civi romano, due. papalc* 40, pro istls * robla, videlicet: pro uno bllasetto, uno zanro et uno " smentldo (d. 10); pro uno safiro busato, uno amatlsto * et quatuor grlsolltis (due. 10); pro uno ntcolo, duobus 35 'camels et uno amatlsto (due. 10); Item pro aptatione 'duorura balassorum (due. to), (Comfuta clt., c. 13 a). 1469, maggio 8. — "S. d. n. largltus eat due. pap. " decern 1UI Ragusino cum barba, qui renerat cum UIo * mercatore, conducente nonnulla vaaa cristalUna et alia 1" "de auro , (Com/mta, c. 13 b). 1469, lugilo 9. — SI pagano * d.no Marco de Tho maslls de Venetlis, juTcllerlo, due. aurl de ca. 3000, pro * parte 4000 almilium duratorum, pro valore certorum * Jocallum per eum datornm s ""' d. n. pa]e „ (Arch. 45 Vatic, IMr. at. JE»., ». 477, c. 343 a). »4&9i «go»to 17. — Pagamento dl due. papall 537 " domino nepotl Domlnlei de Petro de Veneclls etc. in " deducionem majoris summe, videlicet 1387, raclone cer 1 Ammlnuttratorc del tcni dl Paolo II a Vcncjla; vedi ZirraL, AUtune 1, TMja, p. 41. • Enrico Dailman; vedi snpra. p. 16, nrrta 3. • S»r» d» identificarc con I'onrfire chc compare vMo II none J • Menu de Plavll» . in altro dociiownlo, prcwi MtntSTi, II, p. 75. i f. 117; for»e, e parimente la «cw pcrwna qqcl • rukIKct Mcus do •mlnlci aurlfex de Roma, che \»\vtb \m 1'iu II (Ahcii. Vatic, 1469, ottobre 39. — " S. d. n. etc. largitua eat due. 5 culdam fratrl ordlnls ralnorura de Sardinia, qui se pra "ctlcum dlcebat de lapldlbus, et de quo rerbum fecit 60 * s. d. nostro rev.B,u- p. d. episcopus Tiraaoncnsls m (Comfnta, c. 39 a). 1469, dleembre 9. — SI pagano due. pap. »0 * m»gi « stro Bartolomeo de Veneclls * aurificl, pro factum unlus "baclll eroptl ab Ipso Bartolomeo, (Comfmta, c, 39 a). 65 1469, dleembre 35, — SI pagano due pap. 1000 "Dominlco Petri de VeneclU mercatorl, pro jocallbus, "seu in deducionem partis eorura, (Comfuia, c. 30b). gennalo 30. — * S. d. n. etc. dedit Bartolomeo do • Venetlis due. pap. 500, in deducionem maiorls summe, 70 * occaaione certorum joealium emptorum ab ipso Barto " lomeo , (Comfuta, c. 33 a). 1470, febbralo 1. — Pagamento dl due. 500 a Barto lomeo suddetto, in deduzlone c. s. (Comfuta, e. 35 b). 1470, febbralo 10. — Pagamento dl due 500 alio 75 stesso, in dedoxlone c. s. (ibid.). 1470, febbraio 13. — Pagamento di due. 46 ad An drea da Viterbo " pro quadam turchina In anulo , (ibid.), 1470, maggio 35. — d. n. per maous d. Petri " cublcularli dedit d. BaJdaxarl acutifero sue S.** doc. 80 • pap. quadraglnta pro tabulia 1111a eburnets , (Ctm/uta, c. 41 b). »47°i giugno 5. — " S. d. n. per manum d.ni Do • rainci de Petro et Andrec aurlficls solvit culdam mer •catori de Venetlis due. pap. 4300, pro certls gerora:* 83 et lapldlbus preclosls , {Comfuta, c 43 n). M7°i giugno 17. — "S. d. n. dedit magbtro An dree aurlQcl due. largos 1473, pro certls lapldlbus pre "closis, (Comfuta, c. 44 a). 1470, g'ugno t8. — *S. d. n. dedit dominlco geor- 90 " gii de veneclls, nepotl d.nl domlnlei de petro, die pap. " quingentos quloquaginta pro complemento maiorls " summe, occaslo(ne) lapidum preclosoruro et gemma "rum ab eo emptarum; et fuerunt prescntes In nume " raclone Istarura pecunlarum dlctus d. domlnlcua et an- 95 • dreas aurlfex de Vlterblo » (ibid.). Mr. el Ex. 446. c. Ill b) : appare qua] poneaaore dl un mulino iu Roma. Del 147a (Aaeu. til., Divert. Comer., XXJCVII, c. 197«): e quivi tuort vrnu 11 14S1 (EolDI, JVtjrr&Jofi, I. 413). * Cf. Muairrz, II. III. nou 6. II ii cennalo 1475, la Camera ti conniiceva lion, viia nuisiitro Bartliolomco k Tooiasiii de Venetli», •jnellerio. un crexlllodi iOOducali, • u^ne a lemnorlbus fe. rc. du *n:iui P*uli , (Aaci. Vatic, Divert. Comer.. XXXVIII. c. 30» a). 10 190 APPENDICE l 47i giugno 19. — "S. d. n. dedlt per manua inel * Henricl cobicularll Bartolomeo de Monte due. »000, oe ' catlone lapldum prcdosorura et gemmarum ab eo etn " ptorum „ (Comfmta, c. 44n). 5 1470, giugno ao. — «S. d. n. dedlt d. Progne aeu "tlfero S."* sue due. pap. vlglntl quatuor, pro quatuor * pedis rotnadla de argeato , (Ccmfnta, c 45 a). 1470, lugllo a. — "S. d. n. dedlt etc. luliano de * Ceaaiinii due. larg. ao, pro duobui capttlbus „ Comf* 10 ta, c. 4SA). 1470, lugllo 16. — * S. d. n. dedlt etc, magistro Ia * copo de Soculls due. ao, pro uno cameo et uno llbreto , (c. 47 a). 1470, lugllo 17. — "S. d. n. dedit culdam Alama 15 « no, pro certis pedis terre seu mineriU argcntela et "aurels, due. 35, (c. 48a). 1470, agosto 10. — "S. d. n. dedit due larg. 100 "Laueloto atamanno, pro quatuor raclnetls ptu due. 100 alio stesso * pro quatuor JaclntU ,. * Eodem ao * die S. d. n., per nianus Lal Domlnlcl de Petro icripto. * rls apostollcl, dedlt Marco dc Venecili due. pap. 1000, •in defalcaclonem raalorU quantitatli, raclone gemma " rum , (c. 49 d). 1470. agosto 15. — Pagamcnto dl due. 700 "Jjm * Kioto mercatori alamaano, pro certis gemmU ab eo "emptis, (c. 50a). j0 1470, ottobre 0. — * S. d. n. dedit etc. ilU neapo * Jltano, pro norem pecll» jaipldis, due. largoi 30, qua* * peciaa, ut asseruit, portavcrat ex Sardinia, (c. $2 a). 1470, ottobre 19. — Largizlone dl due. 10 fratrl * Marco ex Lombardla, qui solllcitaverat lapides ex Sar «dlnla, (c. S3 a). 1470, noTembre 6. — SI pagano due. S» " luliano " de Ceaarinla, pro uno Hercule et uno alio cameo , ; e 33 due. 39 * Andree de Vlterblo aurlficl, pro certis camels " ab eo emptis ab lUo, qui comueTit stare cum magistro " Sj-raone de Florentla » (c. 54 a). 1470, novembre ia. — "S. d. n. dedit etc. Marco " Veneciarura, Tendltorl tapldum proclosorum, due. lar 40 "got tlorentlnot 1000, In aolucloncm maioria tummt, (c. S5* * et octo unionlbus redlmltara, In qua Inciuaa eat parti "cula lignl salutlfere crucii , (Arcii. Vatic, Brrda, torao XII, c. 71 a). 1471, mano 33. — "S. d. n. dedit Pellpo Martello * in banco de Medlcls due. larg. 100, pro certis Jocalibui " ab eo emptis , (Cem/tta clt., c. 6a b). 147 1, lugllo 1 a. — Si pagano al card. Francesco Gonxaga due. 734, ad Introltum a s."" d. n. papa, pro * ' raJore certi paramentl de setani raao chremoslao uniai • lecti , (Arch. Vatic, Intr. et En. 4S6, c. 197 ). 1 471, ottobre 1. — Cum hon. dr d. Dominlcus Pe * trl de VenetUs, scrtptor ap.c"*, reperiretur ease creditor * ap.'* Camere in et de summa due. 5500 aurl papalium, 65 * ratlone iocaUum fe. re. d. Paul! pape II datorum et * venditorunit prout constat #Yc.? Item etlam reperiretur ' ultra predlctam summam filltie creditor diet! d. Paul! * pape II In et de summa 500 slmilium due., pro pretio * culusdam balasal et certi lapidis lazuli eldem d. Paulo 7 " pro d eta summa ducatorum similiter rendlti, prout * dlcebatur fidcdlgnis testimonlls constare ; cumque idem " d. Dominlcus die 33* mens, septembris proz. pret. dc " jocallbu», que fuerunt eiiisdem fe. re. d. Pault pape II, et que pro solutione et satlstacttone debitorum tam 75 "eius quara fe. re. d. Pll pape II renura exposita fue * runt, de s.*' d. n. pape mandato a r.1"1" in Christo ' patribus et domtnlo d. B(essarione) episcopo Sabincnse * et d. A(ngelo) tit. s. Crucia in Iherusalem presbttero *et d. F(raoclsco) s. Marie nore dvacono, a. ro. Ecclesie Sj cardlnallbua, super dlctorum Jocallum renditionc et debitorum satlsfactlone specialiter tam a predicto s.7"0 « d. n. papa qusm a sacro T. Mara- Cardlnalium CoUegio * deputatla, necnon A. Latino ep." Tusculano, eiusdem * Bccleale Cardinal! de Urslnla, d. pape Camcrario, emia- S; * set septern balassos precio 13so ducatorum; item unum * balnssum planum, subtilem sed magnum precio 1000 "due; item turaragdos et balastos et taffiros numc *ro xxiii, ligatos in auro ligaturia, quas panizolaa vo 1470, dleembre 1. — " S. d. n. dedlt etc. culdam * oeapolitano mercatorl due. ao pro quadam balasso in * tala (?) et uno cameo In annulo ,5 e due. 94 " Neapoll 4« * tano predicto pro perils 33, uno anoulo cum cameo et "uno alio Tidtu in cameo „ (c. SS •) 1471, gennalo ia. — Brere dl Paolo II al Re dl Por togallo: * Reversus norisslme ad nos dll. Alius loanncs * dc Sonta, procurator tuus, attullt annulum aureum ma 50 * gnum, cum uno zaphiro grandl et precloto llgatum, * quern tua screnltas dono mlserat ^ IJ papa rlcambla 11 dono, Invlandogll 'aurcam crucem, qulnque dramantlbus ' luhami.-4 [uuli CatalanuB, qui Sieulus iliotui ., chiamnlo iU C.»^'»f: VcruneK " artifc» cl aun(;tl"jr Incompaiabtlls „ . vcli « 'cant, precio due. SS; item smaragdos septem simi- 90 * liter In panlxolis, precio due 180; item margarltas di * rerte magnitudlnia et qualitatls ac precli, numero 78: * simul oranes precio 3830 ducatorum; lta quod omnium * slmul preclum ascendebat [ad] summam et quantitatera "due. pap. 6830, (il auddetto Domenico dl Pietro si 0; obbllga dl rersare i rimanenti ducatl 830 nelle mani dl frate Antonio Ma«onl, II quale »1 reca?a da « Uason " cassan dominum Turchorum, apud Ponticura mare * commorantem »). Arch. Vatic, Divrt. Comer., to mo XLII, c 3 n sgg. a. GlOVAN.Vl Dl Siciua'. 1469, maggio 35. — 4 S.""" d. n. per manus domlnl " Progne de comilibut [dc PulciniUisJ dedlt magistro i»ra. p. 5J. c i-oiitKisi la ««« I. do\-e i l««o cli« il suo itomc uuti ncotre net CvmfioU (MluUiu. I.'cntiU Jella vmi»». paRiita (»rr too 19 1 APPENDICE "Iohanni de Slcllla aurlftcl ducatos largos xu pro re " atduo solutionis llllus ntltus, quern ipse fecit ad forroam "Tultus a"" d. n.» (Comfmta, clt., c. 13 b). 5 3. SlLVISTRO DAIX'AqUTLA B I NIPOTI . 1468, dlccmbre 19. — • Unirerala Marcus rte., "Silvester de Passis de Aqulla et Baptlsta, Prosper ac * Angelus, eius nepotca, lalci aurifabri in hac alnja Urbe * et Ro. curia commorantes, a plurlbua aanls cltra fuemnt, " prout sunt dc presenti, rerl cortJsanl et romanam se jo • cuti curiam et In ea continue morati et converauti * eorum exercitium et artem aurlfabrle iaudablliter fa * clendo, et pro talibus aunt tentl, habitIti, norainati et * reputatl ,. II card. Marco Barbo ordina al magiatrati del Comune dl Roma di conalderare I quattro suddetti 15 artenci come godenti di tutti i prlrilegi che hanno 1 membrl della Curia papale, dovendo essi stare in g!u dizio (Arch. Vatic, Divert. Camer., tomo XXXIII, c. 19a b). La "llttcra curlalitatis „ qui rlassunta, porta In fine la seguente annotazione del card. Barbo: tran 10 teat, si hod inJrauiXrm facta tit, e net marglne la osser vszlone: mom exftdita, tt sigillum ai%ci*smm. La boss* dl queata lettera, con data lncompleta, in Arcii. RoMn Divert, del CeunerUngo, 1467-60, c. 50 A. 1470, giugno. — "S. d. n. dedit per manua mel Hen 25 * rici cubicularll magistro Angelo * aurificl ducatos lar *goa 6, pro duabus medallis de auro et certis de ar * gento „ (Comfata cmNcmlarii clt., c. 57 A). 4. Cristoforo da Mantova*. 1469, raano a. — S. d. n. dedit ralhi etc. due. pa 30 *pales decern ad dandum Cristoforo de Mantua ad fa * ciendum fragallos seu medallas pro fabrlca sancti Marci, * quo* eidem Cristoforo dedi , (Cumfu/a cmbicutarti clt., c. 6b). 1469, magglo 8. — * Solvl fa iatts hon. vlro Chri residua del pm/o del ritratto di Paolo II, e la esptessione "»d for i"Jm,, fanno ritencre che ti Irani, noo dl una delle numerone riaglle raJSgunwti questo papa, beiisl di un husto; c la mente ricorre Klt'uuico huxto. che si ootiorca, del papa llaibo, quello conservato nel i I'alurto di Veneaia. attribulto dal Vasari »1 Vellano. e dal diveisi * stoforo de Mantua, a."1 d. n. papo faralllarl, fl. au. de 35 " ca. 1000, per cum de commiaaione et mandato sv1" d. n. pape esponendos pro emendo dlreraa rnetalla, pro faciendla splngardls pro muntttone arcium a. Ro. Bc * desle v (Arch. Rom., Divert. PamJi II, 1469-70, c. 3$ o). 1469, magglo j 1, — SI pagano * Cristofero de Man- 40 * hui, J."11 d. n. pape faraUlarl, fl. auri de ca. 1000, expo "nendos c. a., (Arch. Vatic, I*tr. tt B*., n. ^77, c an b). 14^9, lugllo 19. — «S. d. n. dedit etc. Cristoforo * de Mantua due. pap. decern, quorum octo fuerunt in 45 "moncta, et duo In auro ad faciendum medallas pro "fabrica sancti Marci. {Comf-la, c. 17 a). 1469, gennaio 34. — * S. d. n. largitus est per ma * nus Ihoannis de Crema scutifcrl due. pap. decern magi •stro Cristoforo de Mantua, (Cem/nta, c. 33 b). 1469, dlcemre 9. — * Solvl faciatls hon. Tiro Chrl "stoforo de Mantua, a.™1 d. n. pape familiar! et conti * nuo commensal), fl. S98 bol. 58, pro emendo rnetalla * pro faciendla splngardis etc., c. a. , (Divert. Pamli II clt., c. 167 b). 5. Simons da Firbnzb *. 1465, aprlle 9. — Breve dl Paolo II, che concede, * ad lastantiam magiatri Syraonis aurificl , i'esercisio del la Porta Pertuaa in Roma a " lohannes Arditus de Urbe „ (Reg. Vatic, S44, e- »9S) 1470, settembre 3. — «S. d. n. per manua Andrec " Blasii mercatorls misit ad magistrum Svmonem aurl * ficera de Florentia, exlstentem in prorlncia camerinensi "pro cura oculorum due. pap. 100 , {Corneta cuHcularii clt., c. 50). 6. Andrea da Vitanno5 . 1464, sett. aa. —Si concede I'esercisio della dogana delle tratte del sale e del grano In Corneto Tarquinia « secundo», Andrce Nicolai de Monte casuli de Vitcrbio 5° 55 60 65 » rulcl a diverxi aniai che lavorarono per il Rarho. Cf. Vawrual, Sluna dell Atte ilaliana, VI. «87. • Silvcstro lUII'Aquila. Coram che lavorava in cuttt dl Roma gift al tempo dl Eugeoio IV. Cf. Alien. Vatic. Mr. et Ex..*. eoi. i 10 c. •» n (31 gennalo 1*40, paicameuto per fattura dl due «nillt d'ar rcnto • Silvcstro paci dc Aqulla.); a. fo6, c. 101 a (4 fcbbralo l40, l-aKamento c. ». * Iohanni Silveatrl Paci de Aqulla . ; erroiaeainentc, iicct di * Silvcstro Iohanni*,), quest! dociiineiiti, confrontati coll quelli preaao MpaKTJt, II, 01, accertnno che Silvcstro Paci era figlio IS «'i Giovanni, eacladendo, di consegticnza. la IdentitA di Silreatro orafo • i II maestro Silveatro di laropo dall'Aqoila, il raaggiore rappre nlantc della acullura abnuzeae nel (Juatlrocenlo (cf. G. Da Nicola,-^hfiln)dall At*aa. In L'Arte, XI. p. 1 »gg. ; VaNTLBJ. VI. i10 sgg.). Dei tre nlpoti. orafi anch'eaal, non Irovlamo rlcordo altrove. J0 • Annelo Paci dallAquilaf Cf. il docum. pteced. Ln • nwielMer " AngeJiude Roma, aurifcx . ebbe nel 1470 da Paolo II la podestaria di Barbarano {Kef. Vatic, set- c 30 a) ; il 14 loglio I4M, lo slcuo papa I.ineiva 100 dnr. • ni." Angelo de Ancona. (Comfula clt , c. 17 1». • CrUtoforo Geremia (*de leremiis.), paWi dai Krvixi 35 cardlnale 5carampo, morto nel I4»5, a qiielll dl Paolo II, II quale !• tcmie fra I * provvisionati . nclla lamiglia papjih- (.'.cdi Apjieni!. IX;. Sulla sua vita e le *ue opere vedi G. Roaai, in Arxhh io ilorico dsWArtr, I, p. 409 sgg. : PaiKOLABMDBa, Halitniuke Sc»awmun:en drr Rtnaxitance, Berlin, IIBS, p. 121 agg.: VawTvai, VI, 796. Per La data della sua roorte, vedi un decreto del Camerlenj;o papale, del |rj 33 feltbraln 1476, ron rui tti aiMegnano agli eredi dl Cristoforo (rfti mia da Mantova certi credit!. (tia rironnwinti a qaesl'nltirao, verso la Camera (Ami. Vatic.. Mwu. Camrr.. XXXIX, c. Si u). « Sinione di Giovanni deRli Cberti; vedi p. J3, nota 3. p. 10». nota I; Vatcrwiu. VI. 373 aa*. NellUberti aari da rlcoooaeere Par- 3J ti!«la che lavorola grande lajrtra wpolcnte in bronio dcillcaU a Mat tino V. iCgli compare, dal 1443 in poi, custantemenlc occupato il) tavori di oreficeria per i papi Eugenia IV, Nlcco16 V. Plo II e Paolo II (cf. MusNTa. in /(cimc de tart ihtttiex, serie 4», vol. I, p. 213; aiusxrt, In atli, I, p. 3«, II, 109 4«-). topo la mortedel Barbo, 40 la Camera arxntollca ricotiohbc a Slmone liqcentl credit], per lavorl c gtoielli ordinati e non pagati da Paolo II; vedi Aacn. Vatic, Divert. Comer.. XXXVIII. cc. », IM XXXIX. c. J. » Vedi presao MuaMlz. 11, 111. IIS, due document! rleuar danti I'eserriitio dell orelireria in Roma (in dal 146J, |ier opera di 45 questo arli-ita. del quale nun abbiamo rlnvenuto altrove nn4lia. Non potrebb'eaaerc Andrea da Vllerbo (cull appare come 1'orafo prelrrito da Paolo II, net Comp*la cubiculani) ['anlore di qualche medaglia del Barrio, attrihuita nel Seicento al Vellano da Padt.va? Cf. M. Moa aoutv, in Knnila iti yumimraticit, 111. IITO, p. 54° agg, « t'io* dopo r.icRorio Spirit! da Vileibn. a cut eraai Catla la stCJ.1 cor.rvicii'iie il il agtwto MM; cf. irVrf.. carla tit. SO , APPI , 192 'aurifici, cut coacessum est per S. d. n. papam ad duot " annos contlnuos, videlicet unutn annum pro m et unura pro Antonio de Astlgia hlspano, cum quo de « S. d. n. concordarlt, operante d. archJepd S '.cope " Idem Andreas habuit breve rcferme ad " tub data 3 lulil 1467 „ (R*f. Vatic, S44, e 56a). 1464, die 12. — Conreuioae tra la Camera ap." ' et egrcglos Tiros MUUnura Pcrmathci de OralnU de 10 * PulgUieo et Andream NicoiaJ de Vlterblo, magistro* Zecche alme Urbl» a a,"0 d. n. papa speciaJlter depu «tato», (Arch. Vatic, Divers. Corner., tomo XXXIV, c. 3J igg.; Mo\, e 1 tggn '* conrenalone per 1'eaercUio della Zecca dl Roma con i maestri ' Petrus Aloviil et 15 *Petruapaulus Franclscl de la Zecca „ del to aettembre 1464; a c. 189 aggi aKra conTenslone c. s. del J agosto 146S, nella quale e sostltuito ad Andrea da Vlterbo Pler paolo * della Zecca .). 1468, dlcembre 33. — 'S. d. n. dedit etc. magiitro so * Andree aurifici due. pap. 35, in deductlonem maloris " stimme, racione laborum suorum , (Comfuta cuhiculerii dt., c. as). 1469, marzo 6. — * S. d. n. dedit magiitro Andree * aurifici de Viterbo due. pap. 40, in deductlonem e. s. , jj (Comfuta clt., c. 6b). 1469, norembre aft. — 'Die etc. habuit Andreas * surifex, pro ensc faclendo in Nstall, libraj argentis sex, * minus una uncla * (Comfuta clt., c. 35 a). 1469, dlcembre 13. — *S. d. n. per raanus dominl 30 " Progne dedit Andree anrifici due. pap. septem, rlde " licet tres pro ferro cnsls In Natale et quatuor pro auro, * seu smalto, in ipso ense „ (Comfuta, c. 30 a). 1470, raarxo 18. — 'S. d. n. dedit Andree aurifici * due. largos 5 ad facendum unum tabernaculum sd po jc *nendum reliqulas sancti Cristofori pro domino Guillel * mo Coslnot * oratorl regis Francle , (Comfuta, c. 44 a). 1470, norembre 25. — " S. d. n. dedit etc. Andree * aurifici de Viterbio due. pap. 50 ad comprandum nrgen * turn pro ense in Nataii et faciendum ilium, (Comfu 40 ta, c. 55 a). 1471, magglo 16. — 'Commlaalo Andree de VI * terbio aurifkla S.u* rettre, et Iobannls elus fratrla, su * Ipsorum, quam carltate quadsm ductl, licet ex statutis * municlpalibus Viterbiensibus mulleres dotate in bonis S" * nuptam et dotatam In partem succeaslonls ab Intestato 55 " avunculi comunia in certls domlbus admisserunt etc. , (Brevia, XII, c. 378 a). 147$, aprile 1. — Ordine *nob. Tiro Andree de ' Montecasulia de Viterbio, ollm dohane tractsrum grant « et salts proTintie Patrimonii dohanerlo , dl pagare alia 60 Camera ap."* certe somme " de pecunils dohane, quam * hactenus exerculstl , (Divert. Ctmtr,, tomo XXXVUI, e aaa a). 7. Mdtiatori s Ricamatori. 1468, dlcembre 19. — * S. d. n. dedit dono Iullano 65 " mlniatori due pap. xxv , (Comfuta, c. a3). 1468, dlcembre a4, — * S. d. n. dedit magiitro * Pletro alamanno racamatorl due. pap. 5, in deduclo nem laborum suorum , (Comfuta, c. 3a). 1469, gennalo a6. — ' S. d. n. dedit magiitro Petro »0 'alamanno racamatorl grossot papales 50, in partem " solucionls laborum suorum „ (Comfuta, c. 4 B). 1469, fcbbralo 9. — *S. d. n. dedit magistro loachi * no alamanno mlniatori ducatos largos 30, causa clcrao •sine, (Comfuta, c. 5 a). 1469, dicembre 33. — "S. d. n. dedit magistro Pe " tro racamatorl due. pap. decern „ (Comfuta cmHculari cit, c. 30A). 75 1470, settembre 1. — ' S. d. n. largitus est magistro Moachtm mlniatori alamanno 1 due. pap. sex, pro elus Sa " subrentione „ (Comfuta clt., c. 51 a). « 47 «, gennalo 39. — * S. d. n. dedit domino lohanni llaptlste cublcularlo due largos sex ad dandum culdara * mlniatori, ut recederet. Non placebat opera sua , (Com fnta, C. 59). 1470, dlcembre 13. — "S. d. n. dedit etc. Andree * aurifici due pap. 30, in deductlonem laborum suorum , (Comfuta, c. 56a). 1471, genn.-febbr. — II Papa ordlna al govcrna 4S tore dl Vlterbo, di rendere ginstlsta ad Andrea di Nicole da Vlterbo, 11 quale reclamava la restitaslone di 50 du catl dsl frateUo Giorannl BattUta 1471, aprile 13. — "S. d. n. etc. dedit magistro * Pletro racamatorl alamano due largos quatuor, et trl ' bus elus famlllarlbus uniculque unum due. largum , (Comfuta, c. 63 a). 8S 1471, magglo 17. — * SoItI faciatls magistro St- rp * monl de Francis mlniatori fl. auri de camera quatuor, "pro elus mercede [et] miniature certorum llbrorum 4 (Arch. Vatic, Brevia, tomo X1T, c. 33a a). • Slcfano Nardinl. » V«di C0M««T, /-OKU .V/ ft U S- Sugt. p. li. • $ SU 11a un breve del 30 dicembre I4i0 e uDo del IS fcb 1471. Di cwrtui, come RiA drfuiilo. * mcniione in una boll* dl Sisto IV dei J febbralo 14«0 {fist. Vatic. c. 4J) coo la qaahr * pro i."1* d. n. papa , (Arch. Rom., Divert. Pamii II itfc-71, c. 177 a; cf. Arch. Vatic, Intr. et En. 486, e. 168 a). si conccdcva a lacopo flstio di Andrea de Moatcrasalif una capclbuiLa pcrpctua nella chiaia di santa Crocc in Vitertw, appartenuta an tempo a Giovanni. » II J aprile 14*4, Pio II dava » ducali *a Giovachino di Cio- 10 • vanni miniatore. per oiinialura d'uno Stralxmc . (Gottixjs, ufxttolica, p. JOT). APPENDICE V. Prowedimbnti annonarii di Paolo II '. 1. OftAZIOXB DI MKSSUt Jacopo OA t'ulNK* a Paulo It — 193 (Blblloteca Angelica di Roma. Mueellanta VV, 7, a, n. 6). J ^^l^&tt& f^f^^^ ^T^SSfl^i ttd J*@Jti&Ht ^P&tt(t &f(t-tt tif G<R* Nihil habuit Pontlfex Paulut tam plum, tarn bene ficum, tam humanum, tam denlque populare, quam rcipu bllce ct afflictii populJ fortunis frugttm dulcedlne con 10 luluiise, quamquc auxillum la.bora.nt(bus ct victum non habentibus preltitisse: id enim boriorum malorumque iuditlo optimum extiraatur. Nullum studtura In Paulo magi* ; licet ceteris In rebus clarus, in abundantia ta raen preclpue et rnaxime claruit. " Facicmus igitur qui »5 " dero — Tltu* Liriua Inqult — annonc baud Immeritam " grntlam „. Salustlus, * Populua — inquit — Romanus bencficll meraor ease soiet,. Aglmu* igitur, inquam, agimus tibi gratUa (c. I »), et liabemu*, qui priratas tuas facilitates ncglexlstl, ut publics* arupllares; ut salubrem 20 et fruglfcrum totum populum romurium faccrcs, tuum propriura erarium cxtcnuasti. Prima anno pontificates tui, et quarto, fames maxima minabatur populo Romano cx summa carltatc frumentl atquc inopia, adversus cnim annus frugibu* fuerat; famem cultores agrorum timen 35 tea, nil importabant ; aliqui occultabant ut, cogente inopia annone, plurl* vendcrent. Eo res deducts erat, ut ka lendis deccrabribus octo ct vlginti numis liiceperat vcndl. Tu rero, beatissime pater, egre ferens, ut res venit ad aurcs, non dlutiu* passua (ut inquit Ov.dlus, " l'ictas 30 antiqua (c 3 a) labores rcspexit humanos „), non expe ctasti populum clamare, quod rulgus romorcs, querelas augeret; non expectasti quod ex ctritatc frumenti ce tera cariora ilerent, non natas fruges mag's includi, non rabidam et dolentem solltudlnem Civltatis, non cxi 35 gende pecunle gratia Incarceratlones, mavlinas lite*, incxqulsltos dolos; non expectasti quod gravarentur ho mines cum hominlbus. Quam primum mcstc Clvltati succurrendumesseroluistl etad lcvandam public&m curam vigilantiaaime elaborasti; Iacobum Soro fidelem hotul ' Vol. sopra, p. »Kg. • Vedl p. », no«a 3. DeM'atilore df quests onuione non nap j.iaroo dare alcuna notlzla. Ma * da «upporrc th'cgli vivexsc in Rr.ma all'ombta drlla proteziuoe di Paolo il, al pari detfli ailri Friuljuii 5 che il papa Barbo ebhe inlomo a »e numurmi iiel auo cardinaUlo e nvl *uo |K-ntit'ic^to, i)uali iJtnrtiri «la \'aKaHntic( Pru^ne c Cri»lofnra t Dnli di I'olceiiiKn e quel GurIk-Iitio d.il Kriull, a nil i;»paiv da Vi» r.Mia «!clicRva an curinno riroulo iwttli %apra, p. Sf I. 3} *ak.). f-a «., .i/ioiic, rhc |ui puhhlit hUiiin, e iiniu dj tin vutitvtlu taitacro 1« XV, carte 4 nnn numerate. .!. ram. 130 XfO) die »1 truv.i, tia T. Ill, p. xvi — 13. nem et probatum, prefectum annone fecisti et allot quam 40 complurlmos frumcntarlos, dirlsos passim ad frumentum coemendum: frumcnto stipendioque imperato tam (c a n) diligentissime ct summa ope Inservitum est, quantum ho mlnum ingeniis prorideri potucrit acerba inqulsltlonr, cogendo frumenta vendere, propcrando, conrehendo. 45 Quare subllo peregrlnum frumentum ex marl ct terra In magnum numenim Improvisum adest; vlcinl rero, et qui frumenta occultaverant, attonlti, taTh brevl, tam ce leritcr tantat provltlonct esse facta*, etlam ipsi frumen ta portabant, quos oportcbat eodem prctlo vendere, quo 5° sanctitas tua vendebat. Quid pluraf uno momento de octo et xx numis rcntt ad septem et x. Proclama per rl cina Castella ubique ire iussittl, quod vehentes frumenta pro singulo rubro cx crario (c. 3 a) tuo numum unura ac cipercnt. Tanta ictitla cx metu orta, ob primiclas Cereris, 55 ob dulcedincm largitatis: it clamor per urbera grattllan tlum, tc omnes summls lattdlbus, noels honoribus cane rc et iactare ceperunt, tollentes ad sldera palmas: ut inquit pocta, 41 let!* ad sldera nonien roclbu* et piausu ccrtare sonantes „. O frugifcra Cere*, gloria rulgil lice 60 est spe* future et augende multitudinls, hec eacltamenta conlugll, quo nil cariu* humano generi esse potest. Li vius scrlpsit, propter ubcrtatcm terre Romam frequen ter migrassc gentcs. Tantum frumentum advecrum est, sicut Cicero inquit fcclsse Pompeium, ut non necessitatl 0j modo satis, sed omnibus equailtcr et abunde sufficiehat, quantum vi* (c. 3 »)ex summa ubertatc agrorum diuturna pax efficcre potulstct. Ultra XU milia ducatorura dc tuo proprio perdidisti, turn ex tractu Marchie non soluto, turn quodlonge pluris frumentum emeras quam vendlderas, turn 70 cx salario frumcntarlorum. Ncc minus laudandu* cs,quam Cassius olim consul, qui legem agrarlam pronunciavit, qucm populus predlcabat, asserens in co ftiissc dulccdf nem agroric legls; sire Trlbunut Hie plcbit. dives frumen tarius, qui frumcnto tibertateni Clrlbtts dedlt. Si, bca- 7S altri optiwoli tamp»ti. titl dl. volume iniscdtaneo ddl'A;is Ika. • Vvdi soprn. p. W. note. I. «7. • Veii sopta. p. IS tiyia I. Cf. Aacn. V'atic, Pit') '. Ccmrr,, XXX11. c, ^72 11. piovvf'.li'n'.'iili fwri 1 ni!».•» ! i ro Iv^porta/Mue ild ^t.imo dalln Statu Kccloiastn « |.lirenitre Amu. vit.. Hfii.:, XII, 15 : c. 140 11, il brew ilt P.w.lu II An- iiui e al ii-'].u|.v ddla , iti.i di Cfstua. ai 4^uali si (M'la-lrv.i. per uti .Hum ti..l(.uil:t, la i-.;y.i: t'n.nrr ilcl ^raltu " 4lUUU«l|tie VnU|-Till „, *|i1 :tl-*li rieie pat^-c \± tiatta Ji * lol'^-iiiii * jmm (aptlle MJI). pi'rtl:! ^1 If i. ^ s rvtr u-:i1-. . V) 194 APPENDICE tlsslme pater, hoc tarn salubrl rrmedio rel publice noo consuiuerls, iudltlo omnium rubrum ad quinquaginta nu moi asccndissrt, ct ultra. Tunc fames Ingrarescens et tristia cgcsfais compulistet al'quos ad viehim ilbi obsce 5 nlssimum querendum filiarum (c. 4 a), sororum, alilsque turpisalmU modls, quo! honestatli causa preteriraus; alios, quorum opea sunt tenues et lnfirme, qui de »uo su dore ct sanguine rlvtint, qui excldunt brachla ut ae et fa mUiam alere posslnt, durus labor et trlstis cgestas, exarae 10 fauces rlx peremptoa compulissent; alios in earn cohi bulsset desperatlonem, ut furarentur, occidcrcnt, ple raque all* mala perpetrarcnt Usure 1 rigerent, pignora ammlssa renderentur. Titus Lirius scripslt, multos Ca me te prcclpltasse In Tiberijn, inqulens * lam fames quam I J « pestiientia trlstlor erat,; ct alibi "sedate beUo cum * Volscia, aliud multo gravlua malum Lnrasit, Quas ob res, aglrous tibl omncs grattaa palmia. Tu rents rel Romane cultor; tu, non dicamua ri- 50 ctum, sed salutem, ritam prestltisti. O Ingenlta. (c. 4 a) caritas,que suam pecuniam non plurls fecit, quam Abun sidium ! dantlam Ctritatls! Detrlmento tibl ease maiuisti, ne de triment© esset Clvltati. O damcosum lucrum, o utile damnum! Hoc est utile, hoc est sanctum, hoc civile lm- Si pcrium, egestati reipuhllce et pauperlbus subrenlre; o re rus amor, o fructuosa libcralitas, o lnslgne mestis pre Nemo fult alius, qui respexit ad nos, nisi tu unicura et promptissimum subsidium populi romani. Si cut igltur tu communen et optatum fructum nobis at- V tullstl, sic deus tibl optata omnia ferat, et hoc fluxura et terrenum bonum celeste faclat et sempiternum, et in eel is repositam mercedem exsolrat, ubl beat! no gro fruuntur. Per 2. Dkcrkto dkl caxoinal camkrlrngo Marco Uariio, circa 1468, ottobre 37. — (Archlvio di Stato in Roma, Marcus tit. s. Marci presb. s. Rom. Ercleale cardl „, eplscopus Vlnccntinus, nnircrsls prescntcs litteras Inspecturls salutem in domino. Cum propter Bterilifatem hulas anni messis agri Romani minus coplosa fuerlt, aj quam ut sufliccre possit in populi, qui almam banc Ur bem incolit, usum, idcoquc eat sanctisslml domlni nostri pape In ipsa urbc omcina habundantle, in qua frumenta pro dlctl populi necessitate congrcgari et sirut crlt opus dlstribui debeant, ct quedam ordinamenta ad cum finem 30 tendentla edlta slnt; in primls tamcn provldendum sit ut In urbem prefatam quanta fieri possit frumcnti copla undecumque comportctur; id autem nos princlpaliter cx INCETTA DKt. OKAHO STBXtO STATO BELLA. OilUSA *. del CamerltUfO, 1467-1469, c. 19 a). 6; juris utriusque ad prefatam oflklnam habundantle, quanto potcrit cltlus, perforri; aut, si dlctl habltatorcs ct Incolc magis voluc rlnt, cum cis coniponat, ct ipsl se solcmnitcr obligent portare ad hanc almam urbem ct prcscntarc in campo Flore, ante dictam offictnam liabundantlc, ac ibidem rcn dere pro prcllo current!, prout melis poterunt, secundum constitutloncs dicte habundantle nuper editas, eas quan titatcs grani quas corum slngulos posse aut vendcre aut portare, ut premittitur, ipsl domino lohanni videbitur; 7S Volentes provldcre, ut in premlsserum exequitione ab omnibus plene pareatur; de manduto S. d. n. pape, no finitimls urbls locis peti, non solum commodum, remm honestum debitumque cxistlmcmus: mcrito en'm ©nines 35 finltlmc rcgioncs in substentatloncm urbis, a qua in carum necessltatlbus, tainquam a capite membra, prote rt'oncm et tutelam susclperc sollti sunt, quicquld pos Mint opls conferrc debent, accepto presertlm decent1 col In forum prctlo; eaquc rattonc duct:, cum commisscr.'mus 40 renerabili nobis in Chrlsto dllecto domino Ichinni Po (crii J decretorum doctor!, eu'usfidem et prudentlam mui (is experimcntls exploratam habemus, ut ad ciritates ct terras Sutri, Ncp!s, Arlgnanl et Castrinovl se eonferens, dlllgenter investlgct de quantltatibus grani, quas sln 4S gidl ex dfetorum civitntum ct locorum habitatoribus, et nb coram singulis eas qtiantitatcs repcrti granl, quas vi der!t (non) esse nccessarias corum domls pro eorum vlctu presentls anni, cmat pro pretlls illlc comunitcr turrentlbus, faciatque ipsas quant.tates grani %lc cmpti I. Mlubr. cod. ~ 3J. nun.it ' DotU li qursCo papa rt |.i It: • f- fu-uri si path net f.'w/«i«l./f til I'-X•!'- it t '.-.(. I 'jli^. t .*': c. ^1 bis super hoc oraculo vlve vocis facto, et conslllo rer.riaM patrum dom'ni Vianlsil prothonotarii Bononlcns s,S.d. n. prefati vicecamerar:i, ct rcl'quontm dominorum dc Ca- So mcra, fnlvcrsls et singulis clvltatum et terrarum pre dlctarum ofBvialihus, comunitatlbus et particulartbus pcr sonis, quocumque nomine censcantur, harum serie, aub indignatlonis S. d. n. prefati ct atlis pecunlarils penis ab eorum singulis arbitrio nostro, si hulc nostro man- Sj dato non pamerint, cum efTectu auferendls, ct apostollcc Camere appllcandis, districtius preclplcnd:s mandamus, quatenus offit'Bjes et comunitatcs predictis possib les s"bi farorcs, quotiens requisiti fucrint, lmpcndant, in pre missorum exequtlone real!, ipsl domino lohanni. Cctrri on ero, el tarn in vernciter et fidellter ass gnando nuravro salmarum grani, quod habebunt, qu»m ipsum granum ostendendo, et si voluer't vendendo ct tradendo, acce^t^ deblto ibidem current! prctio, aut cum eo, ut supra di ctum est, paciscendo, et in quibuscumque alils, que el o; • \V!i si.pt.v |i. IS 5 Ci. :-oj r.i, j.. 'ii, ,„...- 2, I. .'6 APPENDICE seu innuenda duxcrlt, plene et line uJla pror sus cxceptlone pareant et Intcndant; non obatantibus contrarils quibuscumque. In quorum fidem et testimo nium preKMites litteras, slglUi oiKtii Camerar'atus doml 195 cltas, fieri feclmus. Datum Rome, In palatio apostolico, anno domini 146$, die xxvlt octobria, pontificatua aan- 50 ctlssiml in Christo patrls ct domini nostri, domini dirina provldentU pape Secundl, anno quinto. PaulI S nt pape, quo nunc In talfbus utlrour, 1 chlvlo cit., Marco Barbo «rca n. trasporto dkl guano a Roma, 1469, manto 6 — (Ar Jel Camtritngo cit., c. 29 a). Marcus etc. unlversis et singulis gubernatoribus, 10 potcstatibua, coraunitatlbus et populls, at- allis qulbus libct offitiailbus, per provtntiaa ducatus et patrimonii ac terras Arnulforum, et presertlm ab Interamncnsl civltate ad terrara Malleani Sablnorum inclusive, ubillbct constl tutJs, saiutem in domino. Cum pro commoditate huius 15 atme urbis ct ri-rum habundantle eiusdrm expeditlonc mlttamus venerabllem nobis in Christo dllectum doml nun Hieronlmum do Gigantibua, S. d. n. pape familia rem, ad conducendum acu conduct faciendum ccrtam quantitatcm frumenti ex Marchla provlntia advectl ct :o in clvitatc Intcramncnsc nunc existcntls, ex dicta civl tate ad terrain Malleani Sabinorum, ubi in nnvlbus one rari et indc ad banc almam urbem vcht debet, sltquc futurum expediens, ut xumcnta ad Ipsum frumentum portandum conducat et alia roulta faclat, ordlnet et dia ponat, pro commissi sibi negotii eeleri expeditione-, de mandato S. d. n. pape super hoc nobis facto, unirertl- 55 tati vestre et vestrum singulis prevlplmus et mandamus ut el in omnibus, que ft vobls pctel, efBcad auxtllo assl stentes prorideatis cum effectu, quod omnea et slngull vobU et vestre iurisdlrtloni sublectl sibi In omnibus, que eis mandando vel ordinando, aut ab els parenda, pro 60 predict! negotii eeleri expeditlone dlxerlt, absque ulla morn aut tcrgircrsatione pareant et intcndant. Volumus autcm, ct cidem domino ilicronrrao cxpretse dediraus In mandalis, ut omnibus pro eorura et eorum xumentorura operibus et vecturis debit* satlsraciat. Non obstantlbus 65 confrnrlis qu buscumque; In quorum etc. Datum etc., die rero vi marcii, pontlficatus etc. anno quinto. [1469]. 4. »5 Concbssionj di tkrrk per l'agricoltura Jfw. Patrimokio 1 ; 1468, dicembre 10 — (Archlvio Vaticano, Diverse rum Cameralism, tomo XXXIII, c. 193). Marcus, mlser.tilone dirina etc. D.lectia nobis in Christo unlversis lncolls et habltatorlbus Castri Har baranl 1 salutern in domino. Fult nobis in Camera apo 3° stollca pro parte Unlversltatls vestre cxposltum, qualitcr deo propltlo locus Tester populi frequentia rcpletur, ct cum agrorum fines habeatls angustos, ncc illi ad tos nntrlendos suppetant, per nlienos njjro*, sudorc vestro vlvere possitls, Agrtculturam non dcsfs'ltls exercere: ad 35 quos cum prcter doroinonim roluntatcm acccdcrc non possitls, aut, ea accedcntc, cum tempore congruo ad Mas non pateat vobls acccssus, pauca Novalla seu p.iucas maicsas conficitis, illasquc sterlles; quum tcrre (que) con gruo tempore non arantur, scu rumpuntur, adeo parvam 40 aflerunt utiiltatcm, ut lucrum superetur expensis ct sit labor redditus irritus, cum terre non bene ncc tempore congruo culte vacuus frumento arista? producunt; cx quo cvenit ut frumenti copia in illo vestro loco, qui ad Id coiiscrvandum aptissimu» est, co.ldunari non pos j; sit; ldcjque vobls super eo piovidcri, ut devoti filii, hu niiliter supplicastls. Nos Igitur, cognoxcentcs agricul turara divitinnim matrem, que homlnlbus allmcnta rn'i nlstrat, non mlnorcra camere apostolke alTerre utillta » VcJl »opr», p. 100, In nota. I. 14 *g». tem propter fundorum redditus et tractsrum comraodum fnde resultatis (sic), quam dohana pecudum afferat, cum dohana tanttim pecunias afferat, agricoltura vcro ctiam 7° populorun nanItstern, tranqultlltateiri ac amenltatem con served volcntesque vos equa et honesta pctentes patcr na cartiate amplecti, et in his que vobls utllia ac Rei pubiice commoda sunt favorlbus prosequi generosls, quamvis ex hulusraodl nostra concesslone allquld forte 7S in pascuis dohane incommodum afferri Tldcbitur; cum tamen lllud tollatur utllltate maxima, que ex dicta agri culture reddundat, ac ut vobls commodum utilitatcmque afferatnus, et ut possitls S.'»l domini nostri pape neces sI tat1 bus et huius alme urbis In carltate annonc subve- So nlre in eaque habundanclam facere; harum serie, de man dato S.'"1 d."« n.rl pape, nobis super hoc oraculo vlre vocls facto, ct consilio rer.riuu patrum d.nl Vianesll pro th.ino!ar:i Bononlensls, S.ml d,nl n." prefati Vicecamcra rii ct reliquorum dominorum de camera, ad nostrum «t 85 Sertis ap/" bcneplacitum, quod tanto tempore volumus durare donee de clus cxpressa revocatione constet, vo bls libcram et plcnam concediraus facultatem, ut singu lis annis, ubi fcslura sancti AntonU de mens* Ionuarii allc futde de. Monti Cimioi. , 196 APPENDICE adT«nerit, exercere \grlculturam In omnlbna Camere apoatollce tenimentis, presertim In tenlmentla Tertioll et Montislanc ac aanete Marie Avlnlonla et Montlaro natnl ae Centumcell*rum, ceterlaque allie Camere tenl S mentis ubillbet exlatentibua, que robla tU« fuerlnt expe (11rc, dummodo anno quollbet non ultra terclam partem allcula ex dlctia tenlmentia propter doahne commodum rumpatls, et prlus admoneatla dohanerioa pro tempore exlstentes, arando, acultando, codlccando, aerendo et «o omnia alia et alogula exercendo et faciendo, que agri culture necessatia at oportuna aunt, et que hactenua facer* et exerocre conaucriatla in tenlmentls per tos cultia temporibus fc. re. domlnorum Eugenll, Nieolai, CallxU, Pll at aliorum preterttorum Romanorum pon VI. bua quibuacumque. Mandantes apectabUlbns rlria doha nerilt alme urbit et provlncte patrimonii, pretentions et 40 pro tempore futuris, ae quibuacumque allla officlalibue, quatenua tob omnea et elngulo* predicta facere at exer cere Ilbere permlttant, nec In allquo yoa Impedlant rel molettent, quaradiu ela de prefatl beneplacltl expressa d."1 rerocatlone non conetiterlt, aub pena Indlgpationts S.mt 45 n.rt pape prefatl. In quorum etc. Datum Rome, In palacio apottolico apud aanctum Petrum, anno domlnl MCCCCLXVIII, die rero decima menala decembris, pon Uficatus etc. domlnl Paull etc. pape Secundl anno qulnto. TraaMtt. M. Car. •. Marei. Viaa, U a. Za.ii. Lb paci d'Italia dkl 1468 k dkl 1470'. 1. Lsttbka dill* orators noRCtrriNO prbsso it Papa», Otto**; Nicousi, ai Dibci di Baua; Roma, 1467, aet 6-(ArchlTlo di Stato di Kirenw. Died di Bmlia. Cartrggio, r*tfmiie, ». »3, e. 76). ao Magnifici doraini etc. Scripslrl atamanl, come oggl dowamo eaaere col Santo padre a ore xxi. Slamo a ore XXH, et per anchor* non abbtamo potuto averc au dlentla. Questo solo vl acriro, acci6 non pigliasai ad mlratione, non agendo rala, come yi acripai; et mandovi , ora xxi, 1467 JS questa pel caraJUro che costl passa cum lettere della 50 Gaapar Blondu*. audientta, et dipol domani da sera per uno altro caval laro dellc poate della MaestA del Rc t! acrivcro et daro notitia di quanto ala scguito. Et per ora non diro al tro, solo ml rachomandcro etc. Datum vi acptcmbrls et 55 Maeata del Re; et in questo mexxo aoUeciteremo docta a Paulo II p. m. 30 Dllectl fllll, satutem et apostollcam beuedlctloncm. Plane perapexit derotio vestra quantoperc ex Initio pon tiftcatua noatrl omnl atudlo ac' dillgentia conati sumus, ne pax Itailca turbaretur: perturbata tcto, molcatiam ingentem anlmo caepimus, itaque longe raaiorl conatu OCTO DS NiCHOUJJIS. equea.Meguro doctor et 2. Baavx 01 Paolo II ai Fiorkntihi*; 1468, febbr. J. — (Archlrio cit Signori. Carttggic. Rttfonsivt, eefiari, ». 1, c. 170). prescrtlm palam alt rabldlaaimtim ilium canem immanii almum, ducera turcorum, qui nihil niagis arderc videtur, 6o quam excid.um chriatianae reipublicae, bicnnlo proxi mo bia Albatiiam cum raiidissimo excrcitu pcrsonaliter pctiiaae, regionem Itallac propinquam ac pone in con apectu appoaltam. Praevidentea Igltur apertum pericu Ium, quod ItaJlae lmmincre ridebatur, ai potentatus Ita- 6S llae discordea forent ; cogitantes etiam, composlta pace, In sacrlssimatn iltam beltlam reprimendam oportuna remedia adliibcri posse; ac non Immemorea, quantum ad 3j quaeaivimua, ut pax lata rcintcgraretur atque firmarctur. Pastorale enim officlum nostrum aic monult, et ncceaal taa communis aalutia christianorum conscrrandac, cum *. ituliaado scodlccaado corf. gliorall ; 1 Vetti aofira. p. 151 ag. e p. 147 *x** 1 1 rapporU del Fiorenttoi col Papa crano io questo tempo tni cf- la letters della Sigroria a l-utgi XI dl Krancia, dej;H 5 H irlugno 1467, per rinRrmziarlo de' suoi buoni ufliri prr«o Paolo H : * Pontlfea auteru maxirnu», quutn diuli»ime amliijcuum hnlminius •»umma aoctorlUte lu» ac mi prudenlia, eflecll ui inulto quam an * tea apcrtius nostras panes coinpltctcrthit , (D»»j audins .\. r. tumi, I. p. H9 3*.). • Vcdl PaaaSHS. Hntoire, I. 3JJ ig.: cf. anche, perconoaccrc 10 lc CAUW dCKU ostarotl {rnp]Ms-ti dit Firenzt; alia Cvmclnsione del trnt tato, U Icttcta dcll.l Snftiarin ngli amba.-uMatori fiorentinl in RnmA Antonio Riilolfi r (.t'jvannl CaniKtani. dei 10 gcannio 1461. perchr* rnsislano pit ll ncltimnuc drl Rc di 1'iani'U nci rnpit.ili «Iplla p^rc .Kr.-jmiiidc:, I, p. u« v.i.. ecu 1« data errau '4'-?, "'I' .-ommmf,. 15 APPENDICE vos pertinent, earn curam susclpere, pacem hanc, in qua mailme consulturn credlmus statui uniuicumque poten tate itall, ut bene quietus et secttrus esse possit, adiu tore deo confecimus et aolemnlfrer publlcavlmus, quema 5 dmodum et legere et nosse »estra devotlo poterit. Qua rrjobrem, cum videatis quanti res Ipaa alt, cumque et bonitate poUeatia, hortamur devotionca vestraa et per rltccr* misericordlae dei noatri rogamtia, atque obia ut 197 catholicla vlris inlungimua, ut earn pacem, quae tarn exceUens et commune bonum allatura eat, aatara gratam acceptamque feratis et amplectaralni, aicuti ccrte confi dlmu* roa etae facturoa. Etenlm al secas, quod abait, fieri contingat, vereraur ne omnipotena deua iraacatur 45 et renitentea vlndlcta horribiU et formidanda efficere relit etc. Datum Romae, die u februarll 1468, anno quarto. to Lettera chlvlo cit., DUci aV Mattbo Pai.mibri 1 AI DlBCI Cartfggio cit., c. 3*9). MngrUficl domlnl patrea honorandl etc. lertera circa una di nocte riceretti per Bernardo vostro cavul laro uno aindacato in meaaer Ottho Niccollnl et in me, 15 a quegil effect! rl sono notiaairal; et plu riceretti la ra tificatione et conaentimento de* Signori Bolognesi et del algnore meaaer Taddeo da Imola alia lega dell'anno 14S4. Et ben chon eaae non abbla lettere d'ariao, quando aard a Roma, lnaleme con meaaer Otho uaererao decto sindl ao cato et ratl6cationl In ogni oportunlta ad honor* delta noatra republka; et vol aommamente Baua. Alriano, 1468, febbraio a$.- (Af gll mandatl, che potranno eaaere molto necesaari. Dipol questa nocte a bore 4 per Benlno cavaUaro riceretti let- 50 tera dl credenaa a' Signori Saneal, con lettere d'lstru ctione di quanto abbia a aegulre nella Tlcitaxione ml commettete facela a' prefati Saneai, et coal ubbldlrd a ognl comendamento delle Signorle voatre, alle quail bora et aempre ml racomando. Datum Alriani, die xxv fe 55 bruarii, 1467 [itile nor.], hora XI. Mattheus Palmkrius orator. 4. Breve Dl Paolo II Al FiORK.VTticl », 1468, MAOOIO 16 — (ArcbJrio dt. Signori. CarUggio cit., c. 17a). a Paulo II p. m. a Dllectl etc. Erat quldctn omnia hec Italia, ut ad nos scribitls, ae tpsam intcstinis odita ac amiorum furiis brevi aupcratura, et que semper rirtute ac robore pre atare ceteris nationibus conaucrit, in raiserabliem con ditionera collapaura. Prevldcbaraus autem hec omnia, ct jo vchementcr angebamur, cum prcsertim oranes potentatus Italic utrinquc acies contulissent ct nihil magta, proh dolor." appctere, quam excidlum suum vlderentur; pre terea impiissimna rex Turchorum, qui christian! nomtnia potentisilraus hostis est, in dies yalldiorem exercitum 35 coraparat et ad occupandam Italiam test nat, existimana iam oportunara habere riam explcndis conslliis suia sce leitisslrais. Itaquc ad omnipotcntem deum, nostrum pa trera misericordiarum et deum totiua consolationis, cuius vices, licet immeritl, In tcrris gcrimus, confuglendum case 40 duxirau», ac demara summa ope laboravlrous, ut ctlara ' Su quoin arahoaceria vedi «pccialmente In rtocNo di A. M«s »«1. M. Palmirri, cit. aopra, p. ISS. nou I, 1. 60. • Syrian lopo U ratilica dclla pace d' Italia ; rf- p. I5S, nota 1. • iX anpia, p. 80. In una lettcrn da Roma dei 14 tiovcmbrc 5 14*4, Guglielmo de' Paxzi tlarrava a Lorenzo fl Magaitico le fcitose a.i"*Iicnze tatle ajrli ambasciatori norcitlinJ da Paulo 11. "che ha "dt-tto all' inbaat'iadorl « a moltl di paUxo che c plu riurcitlino che • viuijiatio..... *e che delibetava vcuirc a Mate a Klreinc un atiiiu •aoognl roodu. (A«cn. Pios., Carttgxio MtUo au. it P., til omncs pene insommnea noctca peregcrirrms, n.d frangon daa italicas Iras et anlmos in mutuant gratiam coacillan dos. Tcdebat cnim animam noatram tantorum ante ocu- 6o loa malorum; miserebamur certe florentiaaime urbi vestre, que huic sancto solio devotlsairna esse aolct, ubi adole scentlara summa cosolatlone et benirolentla omnium bo norum clvlum eglmus, ac demum cardlnalatua hooorem susccpimus; cul profecto et nos non minus In omnl 65 cursu ctatis nostre, quasi nobis secundum camera patrla alt, affectisslmi semper fuimus s. Gratias igitur domino deo noatro agimua, qui ct nobis affuit ct liluralnavlt ho rum omnium corda ad eiiciendaa tribulationca, et ad coraratmcm consolationem susciplcndara; vos rero plu- 70 rimum in domino collaudamua et benediclmus, qui ct dillgenter hanc pacem omnlque studio qucrere vldcba mlni, et nunc lpaara letls animis ac omni genere exulta tionls amplexl eitls etc. Ccterum, placet ea excitatio, quam in cake llttcrarum nobis contra immanissimum 75 za XXIII, n. MT). Le vicende delta politics papale tennero inveca 10 I'aolo II in oatiliia qiuui cortante con la Repubblica. come e nolo, e come mculiu appate dal documenli dl questa Appendice VI. L ul timu ulto di tcuveroo del Barho. di cui ci c connervaU mcmorla, c un Breve dei 23 loalio 1471 (due giomi prima dclla mu morte), gra\*ido di ininatrce ctMitro i Kiorentini. per cagion della declm.t da e«ai ini- 15 puvtit al cleru maticrado il divielo intimalo dal Fapa c dal Collegio cardinali'lo all' ambasclaloic dclla kcpubWka. Uonato Acciaiuuti. (Asm. Vatic, Hm-ia, XII, c. Ill »j. 198 APPENDICE Turcborum duccm farcro rldcmini : proficlscl cnim illam acimus ex optimts vcstris ad earn rem animis, quppe qui scraper ad cundem sanctum opus obeundum, ut boni catholici, opem fcrre, pro viribus, parat'ssimi vlsl estls. 5 Scd ut dc nobil loquamur, excitatione aut cohortatlone nequaquam Indlgeraus : quandoquldem ab initio pontifi catus noitrl nihil magIs ardeamus, quara et gregem com miasum ct rcmpubliram christianam a crudeliasima ilia beatia libcrarc, nec solum hoatcm ilium pcrditissimuni ;o reprlmcre, verum etiam profligaxc. ltactcnus cnlm du ccnta mllia tlorcnorum In huiusmodi christlanorura sub aidia crogavimaa, quorum centum et decern mllla caria aimua In Chrlato fillus noiter, rex llungarie illustris, acccpit, rcllquos plcrlque alii, qui a Turchls opprimcrcn tur. Xon calcaribua igitur cquua nottcr, quum Ipsemet currerct, egebat, ncc in posterum (egebit), dummodo vo* ct cetcri potcntatus Stall contribuatls; quod factum non 50 dubitamus: non eaim cam tantara molem humcris no atria sufficimui substlnere. At quidem porum est, evl densque Ingratltudlnis testimonium, pacem hanc recipisse, paccm inter ros habere, ac ferocissimum iptum chriatlani nomlnls lnimicum non radicitus extingucre, ad gloriam jj omnlpoteatia dol et propagationem sancte fidei. Datum Rome, apud sanctum Marcum, aub anulo plscatoris. Die xti mal, 146S. 5. 15 Lettere della Sionoria di Firenzk a Ottowe Nxccolini amoascutorr a Roma. 1468, lagllo 5 e 16 (Archivio felt. L*gari»ni * cemmitsarie; ilcsiem, ittrugitni e Itttrrt, m. it, c. 158). ' 10 Domino Othonl, orator! Rome apud summum pon tificem, post finitum tempua Decern baJic acripte fuerunt Infrascrlpte iittere, rldellcet DIpoi fin) 1'uficlo de Died adl xxvi del pasist.», habbiamo due vostre de* »6 et 97. Rlsponderemo bre vemente. Placed la pace avere avuto, per quelio si do Tea fare eostl, la sua perfectlone, facta la ratificatlone et le nomination! et intlmatlonl Infra e* termini. Et 35 poco stlmlamo la nomlnatlone facta per sancto p. delle terre nostre, perche, come le nostre delle sue non pre gtudicorono mal, ne vollamo che posslno pregludlcare aJle ragionl di sancta chlesa, cos! slamo certi che le sue nomination! non possono, ne la sua Santiti ruole pre 30 gludlcare alle nostre, che slamo veri filloll di sancta chlesa et spetialmeate della Santiti aua. Questa e con suetudine Inveteratissima, et la pace da Lodt, la quale pace si conferral per questa, pud essere exemplo et chia reza a quelio che e fatto hora. Et benche cl placcla il 35 Tostro sa/t'o etc., nlenfe di raeno lo reputlamo al tutto invaoo, et spetialmeate con nol, che volemo, ne vorrc rao sc non salve le ragionl di aancta Chlesa, et salve prima che le nostre proprle, lm!tando 1c vcatigie , dc' padri nostri, che raolte volte hanno dlmostro essere rero 40 con fatti quelio noi al prcsente affcrraiamo In questa lettera, et ofermererao altrimentl, quando blsognasse. La nomlnatlone nostra dl Clti di Caatello 1 , o d'altro, non pu6 vlolare alcuna ragtone dl sancta Chlesa, ne impe dire alcuno aancto proposito o dlsegno della Santiti del 45 somrao ponteflce, perche non h facta ad alcuno fine talc, ma solo s'e segulta la consuetudinc, non lnnovato alcu • CiUi dl C»s»eM«j cm stata lmp-]5fi»», per Jctiaro. i«nr * «0*0, a Kuitfulo IV dalla Kepuhblica fiorcniina, I» .|u*tc lUeiidimi *, SOO I «Uni diriKi di «qVTHIlit». Del mandarr. ir.;ct, !i, IhmtMiioi) da I 11.01; ef. 1! d*:. na coaa. Et come nessuna nomlnatlone nostra Infino a qui raai ha obstato ad alcuno sancto pcnalero pontificale, 60 coal ancora ne questo, ne alcuna cosa che mal sla fatta per nol, tars sc non a sua grandeaa et gloria. Credlarno sara partito :'l commissario suo per le rertituilonl, et acciA che alia pace non manchl questo solo, et per hc nore della sua Santiti auctore della pace, et per slcurti 65 d'essa, che pur non pu& essere che qualcuno non rati sospeso per Inslno a che del tutto le condition! e capl toli non hanno perfectlone, cl place questa deliberations del raandare * della Santiti sua, et speclalmcnte perche vedinrao andarsi per le lunghe sanaa ragtone sufficient?, 7° al parer nostra. Vennc a Ravenna, come dice, I'amba xadorc vlnlxlano raesser Nlcolo da Canale, et acrlpse a nol, come vedrete per la copla della sua lettera, che sari con questa; noi raandarao messer Bernardo Bongirolaral a Rarenna, dove furono chiarite le ragionl dl Perttceta "5 apartcnersl a noi; et nicnte dlraeno non fu facta la re stltutione di Dovadola 1. AnchesI torno messer Nlcolo a Vinegla, dlcendo non havcre commlsaione sufficlente; hora cl scrivono c' ViniUanl, come vedrete per la copla che ancora vl mandiamo, et ncgano pure la restitutione So dl Dovadola, senxa quelle (tic) di pertlceta, In prlstlnum statum. Parci «I partino dalle ragioni, le quail habbiamo »\ chiare, che ne farcmo In c(i)ascuno rtmosslone: et quan do non havcsiimo raglone alcuna, e* 'apitoli delta pace Inscgnano ad unguem quelio s'abbi a segulre. Vol slete In sul fatto : adoperate quanto vi pare sla bene, ad ho nore della citti nostra et perfectlone della pace. Vale. Die v lulil 1468. " Terr* del IcrTitnrio d'lnioU nccupai» r*imo prei-nlrnic lnl 5 CoUeom. the b ink™ reclere ai fnoroKiti fiorrnllni ; iell I'unvs, Iftsl.me, I, iiO. 3o3. tin qti«tu lerapu. I)«™!oU pavio a far pan,: del lr:tltu:io t«tvu:ln»: ItaraTTI, i),swmaiii, II, 41. ; APPENDICE Bidcm. Per l'ultlma rostra Intendemo mm. Domenlco da Luccha oon essere ancora partito per le restitution!, che In reriti sarebbe necessario fossi stato li gia un S pezso, che si taraaal tutl* Italia dl compromise et 199 mani ia torrc dl Pertlceta, per farne pol rnglone come •iaroo certl per vol non 4 restato, che havefe fatto vo stro dcblto In aoUecitare, corao r'h Uto scripto. E sl milmente all'avuta dl questa, ae non sari partlto, solle cltcrete glusta rostra posse i perche, fatto questo, cl parri to vc ne potiete ritornarc con aitlmo pli quleto, perche parri dato interamente perfectione alia pace. IIa»anvl altra volta scripto ', che 11 Santo padre plglasse neiic sue L paresse alia sua Santlta, perche si dicer* questa torre 35 essere cagione perche restarano adrieto le restitution! liamo dl quel medealmo parere ancora, non ai potendo altrimenti fare buona conclus'one. Harete harute le nostre lettere et harete facto rlsposta. Habblamo dato princlpio alia ratlficatlone degli obblighl ultlml co' no- 40 stri collegatl oggl nel consiglio del cento; Infra tre dl hara perfectlonc • et manderenTla (sic) la scriprura, et a Napoli et a MUano, accondo U blsogno. Die XVI lulll 1468. 6. «ra della SiONOHiA 01 FiRBNZg a Luioi GuicciARUiNt AMBASctATORB a M11.ANO. 1469, tettembre »6 (Ar «5 chivlo clt, Ittrmtioai citM n. 16, c. 134 b). Loralo GuIcc(i)ardIno. (c. 334 b) Hlerl »1 scrivemo*, sublfo cho haremo le Icttere da Roma della ostlnatione del (sic) et da mesaer Antonio * delle parole dello anib.re Tenetiano, df die t! 30 mandamo la cop'a. Pol habMamo inteso quel mcdcslmo per lettere della maesti del re a messcr Marino 4 , a chl arrive prollxamente ognl cosa, dl che cl ha detto havere mnndato copla a mesaer lo Turco \ Et domanda parere nostro do] dare Arimino, per qucllo che dice cotesto SI 35 gnore. Non potsiamo stimare In nlssuno modo donde ala questo penslcro, et ae h tanto conslderato che bastl. Cblaro si rede che se Arimino vlene nella potest! del papa, In qualunche modo si renghn, e' Venltlanl haranno quello che vogtono, perche per la lega hanno col papa, 30 et amicitia et necessltudine per la patrla, si rarranno dl quella cltta come fanno dl Furl} et Faenza et Cervla et Ravenna et tutto lo stato della Chiesa, al tempo dl questo pontefice} et quando questo fusil, Imota et Bo ' Cf. *»«/., c. 154 a. la letters della Sigrjoria al Nlccolini. dei T I'lRlio, coo cul Flreoie nnnllcva la questlone del poucaao di Per. »i«:ciu at I'artriirio del Pontefice ; II breve di qoesl ultimo ai Fiorrn tinl, dei 4 ajgoolo, per annuacisre racccuaiioue delt'arbitralo, e l'al. 5 trn breve dei a agosto. ron mi li avvottlva di avert acritto a Dome luiu da Lucca, mm ramigliarc. the prendre In conscgna la lorre auddctla Id Aacir. cit„ S,gnori, Cattgtio, tttfimin f, «^ti, n. /, 76 8 e 177. cc. 1 * Precedono |uc«ic lettere altre due. alio atesso amuascialore 10 (reginlro cit,, cc. 233 n e 34 a). Nella prima (23 selk-mbre) la Sig.io ria. avendo appreaa dal tiuicciardini Ik decisione del Duea di • rl •mellere la delerminatiunc della pace o della Ktierra Delia Macula • del Re (dl Xapoli) la appravn. c nvverte die lia dato ocdlnc a Federico d'l.'rbiotk "di aeguitarc la victoria aecondo qucllo che gli IS * fuiuti ilr«to impendo dnlla Macsli dc! Re . ; nella seconds (35 acttcin bre) at in»iMc perche, vedendo come " il piipa eta in nella pertmaeia "di volne Arimino, et uiHidimeno a'intrnde per le sue parole, tt logna raglonevolmentc faranno o' factl loro. Del che 4$ tutta la lega nostra perderebbe ripntatlone et forta; et noi, per la rlcinlti, molto p!u, et resteremo in fuocho: che fin da hora. pensandovi, non vedlamo come cl potes simo stare sc.url dello stato nostro. Et non dublti punto cotcato S., e co»\ 11 ditc apertamente, quando cos\ se- 50 gulsse, che nol non cl lasceremo condurre a tall perl coli. Ma quando vedessimo usare tall modi et negllgen tia, penacremo In che modo potcsslmo mantenere la re putatlone et la llberti nostra : nella quale, quando la sua S. pensera bene, cl ha tale intercsae, che non vorra con- 5S durci in tall pericoli. Lul ruole la pace, come ancora roglono e* sua collegatl: mai pli full tempo ad averla come horn, ma non colle parole et co' 1 factl usati Insino a qui. Pregatc?, Instate, fate ognl opera, usato ognl In dustrie, ogni arte, ogni Importunlti, che faccl altrl pen- 00 sieri che di dare Arimino et che dl mctterc la lega nostra in perpetua ignomlnU et offannl 1 : et nol spetlaJmente, * Torco Clnclnello. amhuclatore ita|xlitano prewo it Duca. * Ai IS di luglio, il Conaixlio MacRiore ratificava, con voti 157 contro 34, "qiiasdam promi«bione« facta* Rome per domiaum Otho •ncm cunt oratorlbus Regis et Duels , (Arcii. Fioa , Prmvisumi, 30 «. IS9, c. *). ' \'cdi le altre Icttere della Signoria a l.itigi Guicciardini, dei 25 ncttenibre, 6, 17, 25 oltobre e 7 novembrc (i'*«r.. cc. 1)4 a. 335 357 11 »g.). tntle intexc a aventare il pericolo di una pace, a cul pa levs InclinasMTo il ruca e il re Ferdinando, mcnue Fircaac non U 35 voleva « nuo a palto che Rimini. il blllco delle ttwe d' Italia . (c. 35Sa) rlmaneae alia le«a o .1 Malalcata. Vedi anehe le UttU ziooi cc. 240 i43), che la Si«norU invUva ad Antonio Ridolfi, ambaai iulore gorentino prewo il re Ferdinando (5-26 »ettrmbre), pre mendo Mil Rc per una a/iouc vigoro*a dl gnerra. Nelle iatruiionl 40 dell'ottolire sncce««4vo al Kidolft (iAj/.. cc. 243 b-244u, i Fiorentini al motitrano Invecc rawMKtiati ad una |K.lieica di pace. Da parte loro, i Vcneiianl (nd onta dl un grave Incldente occorao ucl novembrr, in • nuilio piu pel (acto cu ae et |er lo vcio della com, che facclendo • la leja il suo dehitn. che si uvrebbe la pace a nkodo nostro et cuti ;© ««rier-bbe»i la fede et acnnsterrhhci.i reput.-itione con II ailri amlcl, •,• le»ereUt*si la spe'anM al VmlJianl di avere A.lm.no., l amba Mialori kulln-lli it Uuca 'a iatc quaklie .lloiwtfjtlojic. di natura •ilie »1 ueda che vogll fate da vero.. 35 • Antonio Ridolfi. amla^iatojt: 6olenlldo a Napoli. 4 Marioo Toroacelll. tmbu«.-i»lutt na|«lilano pre^w i Floren lint. Corte di Roma, fra i plenipn4enxlari di Veneaia e qiiclll dl Mllano, dl cul c ainpia relarione in una miMlva della Slguorla Florentina al ^5 t^uicciardlnl, i*nf.. c. 254;, U\oia\\iuo per riioncillarc lu Sforra con Psr.lo II: vcdi 1« Mimuitii, clic- Veneiia liivlava, II 17 dlcembre dello Me*o anno, al suo »mU«cm(ore Antonio Donatl, perche fatease con vitito II Duca della nece»ita di Inlendet.l col Papa : » ntc tanti re • putauda est materia Arimini. ul pet ram cflendatur mens sm»i.i M " I'onllncis, iura Kreleshtv viulentnr et cum bis malb, pericliletur ellam •otiu... et trauquiimas ltalle. (PsaaaT, Kehitums, II, 3«t). 200 APPENDICE che' per necesaltA c! blsognerebbe fare penslero a' iactl noatri, ie la sua 111."» S. peraerera In questo modo (tie) tanto damnoal quanto pericoloal. Nol scrlvlaroo a la Maesta del re, die lo Tediamo dl buono an!mo faccl In 5 ognl luogho quello che puo; et puo molto. Et alamo certl lo harebbe glA facto, ae non fuaaino 1 modi nottrl, che 1'anno rltardato. Non dl meno di nuoro gli scrl vlamo (c. 335 a), che crediamo fara quaJche grande di nionstratlone; et coil habblamo acrlpto at conte d'L'r 10 blno. Coil b neceaaarlo faecla ancora cotcato lll. m* S. Quando aspettlamo nol alcuraral de* communl nemlcif Qnando rorremo nol mostrare la untra et le force della noatra lega ? Dlo ne ha dato tale oreaatone, che ae oon 50 at fa hora et acqulstasl la pace, perderemo al tucto la speranxa che maI pt6 la posdamo harm, ae non dam no»a et ignomlnioaa. Fate queata noatra coramleaione ardltamente. che non c tempo pld. dl atare In tante per plexita, et diaublto acrivcte la riapoata haTcte apuato ; (tie), acclo poaalamo plglare dellberatlone a« facti noatri. Vale. Die xxvi septcrabrla 1469. 7. Lkttbra dkixa Signoria di Firknzb a Ottonk Niccouni AMBASCIATORK a Roma. 1470, febbralo I (Archtdo clt. litrutioni cit., «. 16, C. 354). 15 Domino Othont Nlcotlno. Pol che rlspondetno alle ventre a dl xxvit, ne hab blamo un'altra de* xxvi, la quale, oltra U notitia delle coae dl Francia et d' Inghllterra, cl place atagularmente Intendere a Sancto padre dlapiacere questa lunghesa della conclusions della pace, la quale displace molto plu a not ao et a* noatri collegati, che Unto tempo aenaa fare alcuno fructo hanno tcnuto costl appresao a la sua Sintit! e' auoi amb." per la pace. Et easl fatto per la nostra lega, et In fatto et In dimoatratione, ognl opera a pace 1 : ne ancora al reata, ah reatera per Infino che s'intendera 15 che da11a parte della noatra lega non e rcatato, et per lnalno che lo Indugio et la aperanaa che non hareaai effecto, non potra nuocerc. Et per venire a qualche ef fecto, perchc- el tempo n't cauaa e necesalta a dorere intendere 1' ultima Intentione del Sancto p. a tempo, che m."1 30 Poi »un fuestmo gluntl sproredutl, e'e pUctuU la de llberatlone de lo 111.111* S. duca dl Milano, che nuova mente ha facta, della quale harete notltta costl pe* aua amb.", et nol re ne mandiamo copia, et della lettcra che acrlre costl et dl quella strive qui a' aua amb.", jj che b In effecto queata concluslone: che parendo alia maeata del re et a nol, allul pare che tutti vol oratori della nostra lega Inaleme unltamente roglate Intendere ae al pu6 havere pace honcata et ragloncrole, et poten doal havere, che al accept!; et non al potendo harere conclualonc aleuna, che al facet drlle altre coae, Insino a levarai dl coatl, quando coal fussi parere unlto de' col legati. Nol adunque, Inteaa queata aua dellberatlone et questo auo aerinone a' sua mag.c amb.", che aono coatl, et che di questo mcdealmo ne i stato dato notltta pel 45 mag." mesaer lo Turco Cincinello alia Maesta del re, att mando che la Maesta sua concorrera a queata medeairoa sententie, vollamo che ancora vol in nome noatro, quando 1 Scrivcva al padre w il IS jeunnl.) H70. il cardinalc Fran tncaiioatutn: ' I" m*», turn avi«a«u per * una via necretisaima, i lie •qucxll Jl Niivlci» iTrancbedinl) de »•!•• fur cum ni.sliu mkh»r, c • iIiim; per pattc del duca • lie I iim si imf:,j»ti* d. Arimliiu. a i-v.:.-i;r-. r»,c non i;e i...vid;ua una-,i*a e l.'m i-.r.. !•' Molliilu man vedrete unltl gli amb." de noatri collegati, coma aempre in ognl caao t! habblamo commeaao, coal ancora In que sto apetialmente concorrtatc et aeguttiata tanto quanto 60 sari dl loro parere unltamente, aanaa altra noatra let tera, o commlaalone. Et perche alamo qui ognl dl richlettl dl parere noatro circa le condltlonl della pace, et nol aempre hab blamo riapoato generalmente che quelle condition! che «5 placcranno a* noatri collcgatl, che aappiamo che tende raano ad honore et sicurti, quelle placcranno aempre a nol et quelle approveremo, hora, fuggendo U tempo et atrlngendoai la coaa, e'e, paruto descender* a qualche partlculare, et apetialmente veduta queata dellberatlone 70 del duca dl Milano. Slamo adunque in queata oplnio ne, che parendo cosl alll amb," de' colleg*ti noatri, che sono coati, col quail prima conferirete tutto et aeguite rcte quanto parri a loro, havendosi a rcnlro a condu alone di pace et a dlchlarattoni dl condltlonl, prlnd- 73 palmente al stla forte che Arimlno con le coae acqul atate Insino a questo glorno reatano .al m."1 Ruberto et a chi appartengono, et In protactlone ddla nostra lega, aecondo lo obllgo et la fede data (c. 354 u). Et quando questo non d poleasl obtenere, si vengha alia seconds cob- So dltioae dl renders U contado dl Fano, et che U aancto Padre laaci al mag."' Ruberto quello che i aqulatato net contado d'Arimlno, et in compenao del contado dl Fano ai dla qualche altra coae d m.e* Ruberto, In modo che 11 contado d'Arlmlno da tale, che quella cltta ai poed 5; uantencre In obedlentla dl sancta ehieaa et a protectio ne della lega nostra. Se ancora questo non fuaal con ceduto dd sancto P., che In quel caao et senza indugio alcuno si volessl Intendere ddla Santlta sua, qud dunque fuaai la pace che vuole dare, et ae al faceaal mentione rp di cambio o d'equivalentc, che a' Intendead che camblo * daln a dire che pel quello puuco che 'I puo, henchc lui non halna el • credito del palre. w forzaranno laxciare (di) inolettaie le iue rasune •da Kindnu. (Couaa-r, 11. M). L'aiuto, che lo Sforja picalAal Papa idle dil-K-iia di questa Kucrra. e ma|{nifii alo in una letters dl Cicco SinKn-ctta, dvl I* Id-btaio 1471. in Art*, St. Rom. li.fiatrw, XI, W. 10 APPENDICE o che equivalents h, come ancora rnai non s'e poruto intendere, acioehe si potent fare per I* 1eg« nostra de termtnatione unlta et eonchluderti la pace. Et quando ni quelle prime condition! volesso acceptare, ne aprlre 5 altrlmenti la sua Intcntlone dello equlvalente, che habbl facto Inslno a qui, ci parrebbe, essendo gla presto a XV dl a la jirlraarcra, et ncl tempo da prcpararil alia guerra, ch! non voleasl essere trovato sproredato, cl parrebbe da preghare la sua Santlta che volesat infra 201 trattata da vol questa materia, come slamo certt che 3$ sarA, et havendo 11 S.t0 p. deslderlo della pace, come ha sempre dlraostrato, che non si llerl via questa tanta lunghesza et faccisl qualche buona conclusione. Questa certamente ne segulri, che o haremo la pace, che h quella che tuttl vollamo, honesta et ragionevole, o nol saper- 40 remo che non si potri havere, et attenderemo a prove to uao certo termine dl vm o x dl, come t! parewl et accordaaalvene, hevervl dlchlarato l'altlma sua volunta della pace, et le condltlonl d'essa; et In quanto non lo faccsaS, che In quel caso per comandamento de' TOftrl signorl rol rttornerete ognuno alia sua patrta, et cos) , s segulre con effecto, quando coal paresai a» nostrl colle gatl. A nol pare che 11 tempo costrlngha a questa de Ubcratlone, et non posslamo credere, che essendo bene so dlmentl nostrl per la nostra difenstone'. Qui h suto fatto mentlone, seguendo pace, della legs universale; et nol vl cl accorderemo, quando fusil cos) U parere de" coUegatl nostrl. II perche re ne hab- 45 blamo voluto dare notltla, che al tempo et come vi pare ne ragtonlate, sempre con rlservo della lega nostra par ticolare, et che a quella In nlssuna parte a* lntenda po tere essere contraflatto. Valete. Die primo februarll MccccLXvnnM'^/f.J 8. Letterk della Sionoria di Firkkzk a Iacopo Guicciardimi e Piermajicesco de* Medici amdasciatori a Roma. 1470, dlcembre 3, n, 16 e »7 (Archlvio dr. Isiruxitmi cit., a. /7). (c. 76 a) lacobo de Gulccardlnls et Petro Franci sco de Medicls oratorlbus Rome *. Per le vostre ultlme de* xxm ct xvi restlamo avl satl dl quello che era segulto inslno allora, et perche 35 non erarate andatl al S.u padre, come a' xxm erl riraastl d'accordo. Aspectiamo hora Intendere quello haranno fatto gll amb.rt venltianl col papa a' xxm et xxv, per che scrlrete vl stettono la nocte, et dipol quello hara concluio el coniistorlo a' xxvI; perche lo ambascadore 30 venitlano, che c qui, dice havere letterc de' xxvu, che cost) erl tuttl d'accordo, che non restava ae non lo sti pulate; et maravlglaal che nol non habblamo questo questo medesimo. Qui a'aspecta con desidcrio tale con clusione, et tiensl per cosa certa che debbl venire. Et 50 nol «applaroo ne havete dato et date ognl favore, et cos) farete per lo advenlre, secondo le nostre comniltslonl. Da Francesco Dlnl s , da Mllano, habblamo lettere che quel d(uca) ha inteso esaerll suto dato caso dl questa lunghesa, ct duolal che, senxa sua colpa, tale carlcho 11 sla dato, af- 55 farmindo che deaidera et ha desiderato questa unlone dl Italia, monatrando haverne mandati arab.rt , datone mandati picnlsalml et ancora condlaccao allaac(i)ar Ge nbva dl fuort, ae questa cagione 1* havesal ad Irapedl re, o allunghare. Dl questa medeslma sententla scrlve 60 una letters a nol, che viene con quella dl Franc/0 Dlnl, et una alia Maesta del re, dl quella medeslma sententla. II perche si gludlca, che per la nostra lega ne alcuno di nol non e restato, ne rests, ne restera, che Italia tutta 1 Lo auto dl perlcolosa Inccrtrisa tX trascino, Invece, per (utto 11 rcsto di codcato anno, fra aoapetli rnoltcplici drlle potenie. Ai prlml dl aprllc, II fallito tentatI vo Or' fuoruacltl fiorentini d'iiapa drnniral di Prato (Maciiiavklli. Stori*, cdix. I*e Monnier, VII, 25 5 27) deatava nel Fiorentini aoapetli dl connlvenia dl Paolo II con jell onliail Nrrorjl. a caittone. apecialmettle, dell'ardveacovo Giovanni Neronl. che II papa Barbo si era ustluato a proceKgerc (cf. Jtlamtv tutni cit.. «t. id, c. 67 «K.), anche dopn la cnapiraiione del I4t» con tro I Medici Vedi le tMratiom della Signoria, del V aprile 1470, a 10 OUone Nicrolini aoihaaciatore della Repnbblica a Roma {Isiruxioni cil . *. /7. c. 35*), perche ottenesae dal Fapa una pnbblica c lolefine amealka alle vocl dl »na partectpaiione alle roeoe del faotaacili ; vedl anche la lettrra. A aprile, dl Lnigi XI al FlorenUni, per aconfoaare le aupposle intelligence col fuoruaciti del aao ambascialurc Gugttelrao 15 Coualnol, cbe atava a Roeia (Dbjjardikb, 1, 152 ag.), Pochlgionil appreaao, minacclava di svanlre lalleania Ira 11 Duca, I Fiorentini e II re Fetdlnatwlo. il quale richUmi I auoi aathaaciatori da Milano e da Firenze (vrdi lettera della Signoria al Nkcolini. 14 aprile. In Ittrw turn, ctl , m.tj, c. 261). idegaalo wpralutlo con Galeaaio Maria Sfona 20 che lenuv-a di arpovulgere la «itoaxione pr.lilica, conlrapponendo la nnlone del Papa con Milano, Flreiue e la Francla, cd altre minori potenrc ilaliane, ad nna lega di Firente cnii Napoll (Buaaa, /Irri rkungru, p. 153); e fraltanlo, Paolo II facesa vanI mforii per coo trapporre aH'AraKoneac e a' »ooi aralci una nuova invaalooe anxluina nella Peni»ola (Pa»di. Rorio d'Eitt, XV. 271 ajr.l. II pronto inter- 2» vento del Fiorentini. oaoia di Lorenzo de1 Medici (cf. RauatoNT, /« U Magni/ko, I, p. 220 ag.). cbe mandAa Re Ferdioaudo, da Roma. I'ara huciatore Niccolini (v«di le leuere e iatnuioni a luf, 14 aprile-4 ajroato 1470. in Ancn Kioa.. Signon kq„ hlmum,. it. cc. JJ-J4; Cin- . tultt t pralirlu, n. 6o. c. 101 a ag.) i'upedlruno la dlasoliuwne della 30 lega Ira Milano, Flreruc e Napoli, cbe venlva rinnovata I'S dl loglio; mentre la conqulata turca di .Vegroponte (vedi snpra, p. Itf) apin geva 1 Venealanl a aolledtare con ogoi inxiateiua (P. MaotaraaTTi, G, At*, tyvrta e la ca4*tttt di Nejrropontt, in Arch, star, lombatdn, XI, 112, 115) alia coneluatone della pace d'ltalia il Papa, oatinato a 35 noo darla viala al Malatcata in Romagna, ma deluao nelle ane ultlme uperanje dalla mortc dl Giovauul d'Anglo, cb'era avvenuta il 16 di cembre 1470. Sci giorni dopo, la pace era linalraenle concluM. » Succeduti a Ottone Niccolini il quale, fatto rltorao fUlla ma legaalone napolluna (cf. nota precedenle) a Roma, qaivi era murto 40 II 2* aettemurc I4J0 {Jstrmttoni cit., c. 33 a). » Ambaaclatore liorcntino preaao il Uuca. 202 5 APPENDICE non tl mlschl et colleghlsi, se altrl rorri condescen ded alle noitre obUgattonl, et da rlmlno et della legs nostra partlculare: tenia le quail alia lega univeriale non al puo venire. El veecovo dl Sinana ttt. Valcte. Die tertU de cembrls, MCCCCLXX". (c. 76 b) lacobo etc. Scrlveraovl ultimamente et rlipondemo alle Toatre lntlno a dl xxvij habblamo dlpol lettere da rol dell'ul to tlmo del pasaato, del prlmo, un* et yi di queato. Non accade rispondere a tutte, ae non commendare la roatra dlllgentla: excepto che all'ultlma, nella quale vedlamo le coae pin rlatrerte per le copie, ne mandate, delle tcrl ptnre daterl in pTeaenrla de' cardinal! dal papa et Venl 15 tianl, le quali no! habblamo con magglor dlUgentia, che Inslno a qua non habblamo facto, examinate et volute lntendere. Et finalmente cl pare che In aroendue quelle scripture seno alcune cose aglunte da loro, da havervi buono riguardo; prlnclpalmente el rUervare tutte le ao lcg(h)e, cl pare coaa sospectosa, non aapendo ne quante 1 aleno, ne di che qualita o condltionl. Nel accondo luo gho, cl pare che ancora si debbl havere somma advertcn tia a quelle che voglono che a'aggiunga, che la riserva tlone della lega nostra partlculare* non dcroghi alia ge 30 !j nerale, perche s' Intrerebbe forse In confusion! et In pc rlcolo, che tale rlaerro non havesst forxa. Preterca, che 'nullum preludlclum vel derogatlofieri velgenerarl debeat * lurlbus, preminentle, honor! et statulecclesle,, :l pare sla contrario al prlncipale capitolo della nostra, che c facta defenslone contra qualunche ofiendentc non lacessito, " etlam al fulgeret supprema dignitate temporal!, vel spl * ritual! r Et potrebbesi facllmente, con queste parole, et dissolversl In gran parte la lega nostra, et venlrsi in pe rlcolo del non poter prestare aruto «111 amid, adherent! et 35 collegati nostrl, aopra di chl la chlesa pretendesat havere ragione. DaccI ancora admlratlone el rlserro delle ra glonl dll stato del domlnlo de' Ven tlanl, che e agglunto alia forma del protexto; no intendlamo a che Ane pos s:no esser postc tali parole. Le quail cose tucte haven fcga partlculare in ognl sua parte et ehlararoente, tenia (c. 77 a) sospectl; delle cose sopra deete concorriatc in sieme co» mag.'1 amb/1 de' collegati alia rlnnovatlone deUa lega universale dl Italia del LV col papa at Veni- 55 Uanl, accondo la forma dal capitolo terio della nostra lega. Et perche la maesta del re, lntendlamo per quello lianno facto et fanno continuamente cottt e' sua mag/1 amb/', vuole queato medeairao, e'e paruto scrlrere alia sua Maesta ct largamente aprlrll U animl nostrl et le nostre sospltlonl per questo indugto, et per queato che ultimamente cl havete scrlpto ; delle quale lettere vl man dlamo la copla, accid che plu chiaramente Intendlatc quello che scrlviamo, et poasUte conferire con cotesti ^5 altrl mag/ 1 orator! de' collegati nostrl. A MUano,a Francesco Din! acrlverremo quel rae deaimo che di sopra scriviamo a vol, che ne nascono {He) per le copie delle scripture che ne mandate, et manderemo la medeslma copla, che scrlviamo, al re, perch* ne possl 70 dare notitia a quello III."* S. Et nondimeno gll com mettlamo, che con ognl modo pin efficace lo confortl addare ognl favore a quella lega universale per la pace et quiete dl Italia: la quale nol aommamente, plu che nessuna altra rosa dealderlamo, per potercl rlpoaare 75 dalle fat.che pessate, et per poter meglo attendere alia difensione dl Italia et soccorrere al pertcolo della Maesta del re et delta relllglone Christiana. Valete. Die xi de cembrls 1470. So Eisdcm. Harete haruta la nostra delll xi? di poi d scrivcte alii viii et mandate copla delle domande del mag.« Hu bert© et rlsporta del papa, delle quail Inslno a qui non havemo notitia, che non c'i al presente smb.™ alcuno pel mag." Ruberto. II perche habblamo havuto caro $S haverle vedutc, ne vi habblamo perclo da dire altre cose circa quests parte, ae non che a quello che a'accordasse mag/* Ruberto, et conte d'urblno et e' nostrl collegati, 40 do bene examinate, cl pare che le dcbblatc conferire con cotettl mag/1 orator! de' collegati nostrl, et dire queste sutpltlonl, che cl nascono per quello cl harete scrlpto, et redere che non al facessl coaa che potessl pregiudtenre ad alcuna sicurta nostra, o maculnre lo 45 honore; et nondlmcno con ognl lndus'.ria, sollccitudlne et studio vostro cl pare debblate attendere alia conclu slone dl questa universale lega, secondo le commission! vostre, che havete havute da no! Inslno a qui, che sono che, acconce le cose dl Arimino secondo che pc' capltoll 50 della nostra lega si dispone, delle quail habblamo buona tpcranxa, perche coal ne scrlvete; et rlscrvata la nostra R;n iorii.ii»!aiiini al Papa In favore ii\ nuvi B«xik-Hi) |» il povuswi li cctli *uc»i benefit!. Vmcuvo (Tom • ijuclla contlusa l'l ii lu*li», vcj: sopra, p. Jul, not. I. ancora noi cl accordereno. Dcslderremo percli quanto fussl possiblle la shurti et lo honore suo: al quale da- 9° rcte farore, inslemc con 1! altrl collegati nostrl, In quello che accadeaal che fuasi rlchleati et che lo potessl aiutare'. Havarao scrlpto questa, quando havemo la rostra de* x, per la quale avlsate (c. 77 d) d'uno terxo modo del riservare la lega nostra, oltra e* due. de' quail a queatl 95 dl ct mandasti scripture. Et nol ve ne habblamo risposto el parere noatro per le nostre dell'xi, le quail harete havute, et come diclamo In quella et habblamo scripto alia Maesta del re, come harete veduta copia. A noi i seropre paruto, et cost pare, che il prlncipale rlmedlo 100 contra 11 pericolo del Turco sla unit* dl Italia, la quale non pu6 esaere In alcuno modo untta, ae alcuna delle • Vcdl sopra. p. 167. nola 3. per Kli nlutl pre*tatl l'antvo pr*cr dnite, nrlla ijurrra contro il Papa, a Roberto Malaiota dai Fioren- 5 vcli »twb- la Mtcra di Roberto alia Sijnoria, del • aamto M70, tilil ; APPENDICE parti principal! reatasil fuor! della unlone: et princlpal mente cl pare debba eseere unlta la lega nostra particu lars, come h ttata lnaino a qui, et come per la gratia di dlo tperfamo che tari: perche, secondo chc intendiamo, 5 liamo tuttl d' uno raedeslmo anliuo, et speclalmente alia 203 cose raglonevoll non si essere dlseostato. Et cost credla mo fara In questo. Et no! non dlmemo ne aiutcreno et scrlverrenoet confortereno (tic), quanto cl tla posatblle. 45 Vnlete. Die xvi decembris 1470. riservatlone della nostra lega particulare, in cli che s' haressi ad concludere per la lega universale. Et a hsbblamo veduto copla dl lettere che scrlve la Maesta del re al tuo mag.c* amb." mess, lo Turco a MUano, per io mexo del mag.""' meM. Marino Tomacello, che i qui, nellc quail nol vedlamo expressa questa scntentla. che la Maesta sua niente piu dcsidera ct plu ha caro, che la units della nostra lega; dalla quale non si Intende in alcuno niodo partire per cosa akuna, chc per qucato ij perlcolo del Turco sla coatretto ad fare con altri. II perche, conalderando nol bene queatc ragloni et ponendo prlmo fondamento la unlta della nostra lega particulare, cl pare che quel reno modo dello stipulare fra noi et prima et poi, et con gturamenti et con fare notltla a ao Papa et cardinal! etc., secondo che scrivete, in modo che dl raglone sla riservata la lega nostra particulare, a[a ad sufficentla ma con questa agglunta sempre, che parimentc da' nostri collegatl sla approvato qucsto me desimo, et che si rada ancora a questo in" modo unl 35 tamente et dl concordla, come Inslno a qui alamo andatl a tutte le altre cose, e speriamo nella gratia di dio che andreno (tic) per lo advenire. Et perche ne richieRglono gll amb.11 della Maesta del re che ne scrirlamo ad Milano et confortlanne quello III."0 S., pel grandlsslmo deslderlo 30 che habblamo In questa lega universale di Italia per moltl rlspett!,et prlnclpalmente pel perlcolo della Maesta, del re, ne ecriverremo a Francesco Dint In buona forma, et darenne ognl aluto et farore: benche Insino a qui habblamo veduto quello III.1"0 S. esserc stato sempre 3$ prompto (r. 78 a) a questa unlone dl Italia, ct dUle Perche la vostra letters de* xxu dl et dl xxu horo cootietic la conclusione dl tutto quello perche andaati, pretermcttiamo el rlspondere all'altre voatre, hamte in- 5° sino a quel dl, allc quail non fussi facto risposta. Noi non haremo potuto havere mngglorc allegreza di cosa nessuna in questo tempo; et habblamo facto ognl dl mostratione, et slm'lmente 11 nostro populo, per dlmo strare dl fuor! quello chc era ne1 chuorl nostri. Et per- 5; che ne' capitoll della lega rinnovata non e certo el dl che s'abbl ad pubblicare, ne ad fare le procession! et l'altre solennltl consuete nelle publication), credlamo ia utile si dlchlarl, et a nol ne sla dato aviso Hab blamo oggi la vostra altra, pur de* xti, con la forma & della stlpulaalone, la quale cl pare sla suta bene consi derate et stia ad unguem, secondo le nostre commission!: che ci ha Interamente cumulato questa grandissima alle greza. Eccl dlsplaciuto chc vi conducessl ad leggere II mandato, a tanta solcnne cerimonla, del quale fussl 65 passato 11 tempo. Pure, vol lo rappezastl bene; ma non vegga : supplirassl con la celerita del ratificare a tutto *. Et perche habbiamo intcso che tu, Plerfranceaco, desl derresti tornare, siamo content! che alia havuta dl questa 70 plgli ltccntla dalla Santlti del papa et con sua buona gratia ti ritorni. Et tu, Iacopo Gulccardlni, tl resteral cosa, per fare quelle commission! che tt daremo », et aipe teral altra volta la licentia nostra. Valete. Die xxvu la nuarll (sic, imvece di * decembris ,) 14,70. 73 VII. NOTA DI CREDITO DI LUCA AmbDBI FAMILIARS DI PAOLO N, VERSO LA CAMERA APOSTOLICA (Archivio Vatlcano, Diversornm Camiralinm, tomo XXXVI, c. 166 sg.) Lattnus, mlseratlone dlrlna Eplscopus Tusculanus 40 etc. noblll viro Luce de Amidels de Senls, sanotisslral domtnl nostri pape familiar!, salutem in domino. Cum hactenus scpe in apostollca camera exposuerls, te tempo con la quale cgli iroplorava laluto dl Rlremc nelle sue diflicolla e diaxrniie (Aacu. Kioa., Stgneri, Carttggio, mftmsivf, eopiari, n. t. c. • M D »K.). Con letter* 2 xennaio 1471. azli »te«i amhnviatori, 1« Sl S gnoria notlficava dl avere ordiiuito le procession! e feslivit* per II 6 (jciniiio, glu«a la volont* del Pan* (.Istnuxmi cit., n, 17, c. 7»»). • II 4 gcntiaio, si luviava acll anib»«:latoti suddettl *la ra •tifna (alia iUI cnmijcli della Repiibbllca d JI» leifa «lipulnlu per vui •a dl xxu et XXII liorc. (litmtwHl ell., c 7» »). 10 • Vedl Ic letlcre della Sltftio.ia (hhutumi clt., cc. 7M2) al ribus fe. re. domlnl Paul! pape II, cuius etiam familia ris continuus commensalls fulstl, et pro Ipso ac de eius commlsslone dirersarum rerum quantitates a dirersis merchatorlbus emisse et receplssc, ac elus propr.'c per r.aicrljrdinl, fino al IS febbraio 1471, rtjruardanll il concorso del Kiurcntini alia OocijU e la declma »ul clero, 1 he costoru volcvano irapurre eon il heneplacllo del Fonleiice. Nell'tiltlma letter*, veniva conceuo a roeswer Incnpo dl (ornare in patria, e »' luviava. In Iooro aim. Donate Aeciaiuoli. ll enl lorun parin.enti v.nl I tmuthi per IS pleK»re il P.pa ai detideri dell» Kepnbblii». Messer l*nalo venne richlamato dal %ao gnverno net rIukiio dello te»u anno {hlmiiam cit.. ••. »6n): ijuale »la uato l altlrao atto di Paolo II. of Mol rap port! Lin Flrrnie. abWam dettu dl sopru (p. 1*7, not* 3). « Vedi ropra, p 101, nota I. J, 204 APPENDICE •one pro malorl parte, et ai:aa, ut in Infraacripta ccdula contlnetur, tradidisse et consigns*Jf, quaruin pretium poitmodum de tula proprlis pecunlis, cum per Ipsum do mlnum Faulum solutum non eaaet, solvere coarrus fuiati 5 instanterque petlverla tlbl pro eo debite aatisfieri, et tan dem petltione tua per rev. patrea dominoa prealdcntes ct clerlcos dlcte Camere dlllgenter dlscussa, cedulaque eiuauiodl assertarura remm per te emptarum et tandem aolutarum, quant In earner* exhibueras, examlnata et rel io verltate quealta, repertum fuit te omnia In ea, quam In fra ad rerbum lnseri feclmua, descripta, stcut in ipsa continentur emiaae et solviate, et per conseqoens fulsse et esse de eorum pretlts predict!* verum apostolice Ca mera creditorem ipsamque Cameram ad debite tlbi satl taffecta cremesi per foderare capucci e capuccini e ber rette, dlppo la prima volta, fl. xxx, bon. xxini. A Gabrleio (c. 166 n) Rosso, per panno fino de lila nero, per dol covertlne et xxu berrette nere, per Nlccno' e San Slxto *y e per tella per calae, fl. xvu. A Iucobo Mntheo dl ptaesa Iudea*, per canne 11« dc perpign&no dopplo dl grana fina, avuro In tre volta 50 (*&), per calxe per nostro Signore, fl. xiiu. A Prospero caUettaro, per factura de pia pare de calse fe* per nostro Se'gnore lo prlmo anno, et la tela s'ebbe da Gabrleio Rosso, fl. int. 45 Al compalgno dl plcclalo, per xx laccl dl seta ere- 55 mesl e d'oro fe a xx Agnus del, che nostro Segnore mando alia sposa del ducha', fl. 111, bon. lxvt. 15 sfacieadum pro ela case obligatam, videlicet. A Giovanni Borromet dl Plrenac, per una pestza di so aaia biancha et uno panno biancho tine si ferono venire da Milano per uao di nostro Signore 1 In prlnciplo, flo rlnl di Camera centodeceocto et bon. Lxiiu. A* Franclotti di Corte*, per canne octo e mesa dl raao cremetl per far capucci, capucclnl e berrette per tua Saactlta nel prlnciplo del auo pontificate, fior. cln quantanore, bon. xxxvi. A Marco de Lazsero, per Ubre u, oncle u tre quart1 3j dl taffecta cremesi per foderare capucci la prima volta, che fu quello tingneva la testa, 11. xxxim. A Glullo dl Giunta, per canne tredeci palml uno di raso cremesi, a dl xvmi de lunlo MCCCCLXV, per una caps di nostro Slgnore, et non bastd, che si com y prd de I'altro, costo fl. xxxxvi. A Francisco Bardella, per canne scl palml m di raao cremesi per fornire dicta capa e capucci e capuc cini, e per foderare capelll dl nostro Slgnore, fl. l. A' Franclotti di Corte, per Ubre cinque, den. xviii 3j di taffecta cremesi per fodera de dicta cappa, lo quale vene a posta da I.uccha, fl. i.x. All! Splnelll dl Corte, per palml doi et mezo dl panno rosato venetlano, per fare capuccini c berrette per noatro Slgnore, fl. ut. ^ A* Franclotti, per Ubre mi, oncle vm, den. xui dl taffecta cremesi, ferono venire da Luccha per fode rare uno mantello dl raso, fl. lxi. A' Franclotti, per Ilbre dol, oncic vi, den. vm dl Cf. Ahcii. Rom., Comfmt* cuhtinlmrii ifM-ji, c. 57*: 11 * Eenoalo 1471. i pagnno 24 d ir. papali * |iru)uaiUm pecla tale *alhe, pro faceodla vealibna pro .** d. noatro; cc aatea quaid bal •nearetur et dtnaretur 1pm pecia cotitfnebat ctoiui xv et palmaa 3 *dna» ». • Intend!, mercantl dl Corte (• romamm Curiam aeqnrntr* „). Giovanni Franccaco Franclotti fu depoaitario delta Camera papale 10 15 •otto Sl*o IV; GoTTLoa, Hi. II Cardinal Heaaarione. * Giovanni Torqueiuada, cardinal* dl San Slato. ' La Pintis girnJtd (preaao II Portico d'Ottaviu), crntro ani mate del comrucrdo cittadino nel medioevo; cf. It. LanlIaNi, in Arch. SM. Roman* si. fat'us, VI, 7M. • L)cl duca i Calabria' Cf. aopra. p. 115, nota 2. ' II 30 apriW U70, ti pagavano fl. II • {rain lullajio (Am* venctano ebbe el nostro Signore, 11 quale Inveto fu molto caro, fl. xxxvn. A Giovanni Llngnatuolo T , per xv scabelll de' al palaxo, de' quail non fu pagato da nostro Segnore, ch'a voluto s'acontentl, fl. «1. A Taddeo• dcplnrtore, per deplnctura de dlctl sca belll, fl. vi, bon. xxxvi. 60 65 A Iannl Bonadles' speilale, per llbre exx di candele benedlcte compro da piu persone, che manchaveno quan do nostro Slgnore le deva, fl. xvit. A Srraonc di Loccha, per man dl Franclotti, per una bocta di vino mesxscane si mine a aan Marco lo 70 primoanno de la festa dl nostro Signore ,0,fl. vi, bon. uiii. Al dlcto, per quatre («'e) botte di groco e una di marsacane si mando a san Marco per la festa dicta, per ordine de nostro Slgnore, fl. xxxvin, bon. lv. A' Franclotti, per tantl ne feron buonl a Nardo 75 Svmeone, per some dnquecentoquarantn dl ficno, con duce a San Marco lo prlmo anno, fl. lxxxvi, bon. xx. A Francesco Porcharo, per some cente di paglla, conduce in dlcto luogo, fl. xira. Al caalngo dl Francesco del Buffalo, per some So LXxxxviti di paglla porto in decto luogho in decto tem po, per roano dl Franclotti, fl. xiii, bon. xj.ii. A SUvesto ser Rlbertl, per some xxxm dl paglla mlsse In dlcto luogo, per mano dl Franclotti, fl. mi, bon. m. A roalstro Stephano, malstro dl stalls, ducati sette, • Sj * del) de Plorentia ft inauittro tchannl de Florcnfia, fabro tie;nant " nia, pro maiufactura, pittnra et deaitratura aniui cathetire, pro *u«a »."' d. n. pap* . (Aacn. Vatic, lair, tl Ea. jit, e. 1*4 b). Amcm. Vatic., Inlr si Ex. ^S.t. 14k a: pagamento 'ma * gnatro Tadeo lohannii plctorl, pro plctura untoe insignU pap* . 30 (noTembr* 1*60); cf. Mfax11. I, Si. 3.4. N*l 14«*, lavorb per I* fcite dell'incoronazione dl I'aolo II • Thadea* Thome plctO'.; MutMTi:, II. 114. • Glotanni Donadiel romano, ricco * aromatario . del rioae dl Poate, II cni nome ricorre aaaai •peaeo nel ducunMntl camerali ; pa- 2$ dre del »*»coiro dl Camerioo Simon* Booadiei (Gams, II. 185) ; mo r\ v*rro il 1491. Veill Iacodacci, FamtglU *obiti romanr, in rod. Vatit. Olio*, hi. tJ*S, p. 409 «£.; E;ini, Ntcrologi. I, «W. 517. • bar* da int«nder«, 1'annlTeiuirlo dolla locaronaxione del papa; cf. p. 172, I. » tg. fi, APPENDICE fl. e a Giovanni Franclso, altro malttro dl stalla, due. w per rlmettere dlcto ficno e paglia, fl. x. Ad nno Cathalano, per prematura dl lecta per lo 'rabaxiadore Vlniriano 1 dorcra venire In caaa measer 5 Thome, fl. n, bon. xlu. A Klcollno spenditore*, et per lui al macellaro di palaazo, per lo manriato del maae de lu-lo MCCCCLXV, exxrm, bon. xum. Al dlcto Nlcollno spenditore ducati cento, II quali 205 Al malttro de casa per aacecchatice xxvi, dei per 45 io di comroendamento dl monvIgnore di Vicenxa 1 li prestai per la festa dl carnarale lo prlmo anno, 0. c. A Paulo Sancta f per ranne dece e mesa di rel lotI de pla color], cloe verdl alexandrlnl e vellutate cre meal, e per canne xi dl panno roaso verdl (tic) e cile 15 atro per 11 palil, fl. ixxxu Alle rede dl Stephano dl Capo per lo pallo dcll'oro, per lo prlmo anno, S. xvn. A Charlo de Rlnl per oncle v den. vin dl tafteeta dl gr.ma, e per oncle mi den. xvim di taffecta verde, to et (e. 167 a) bracla xn dl bocchaclno hebbe Antonio del Satto per II pal!!, fl. v, bon. lxvi. A Iannl di mluer Paulo, per oncle vim den. vi dl frangla dl seta per 11 palil, fl. in. A Antonio Sasto », per manlfactura e aeU et eerto 2 j taffecta mlsse dl auo In diet! palil d'acordo, fl. ill, bon. mi. A Martlno deplntore 8 e compangnl, per deplntura 3j dl dlctl palil e delle bande, che fu roolta deplntura fra le band! (sic) anlmali e persone, fl. mi, bon. xxxvi. Al figtio de malstro Antonio Lanciaro pervm aste 30 per U palil, bon. L. A Phlllppo da MUano, per una berretta rosea per li puttl 7 , bon. xtvnn. A Nocenslo calaettaro, per dol pare dl calae per 11 puttl, In tucto fl. 1, bon. xrim. A Gregorio funaro, per funl li (sic) quali reatorono a palaxzo, fl. xi, bon. xxxvi. A Marco panatlcre, per rughla xxiu doton fra pane c bu:ccUatl e farina, per la dicta cotlazlone dl Carna rale*, fl. xxxiii, bon. xvim. 40 S A Paulo Sancta f per 11 pannl dl quittri palii, ranne xv, di que«-to anno passato, in tucto d'acordo, It. XXX. A Phlllppo dt Nocenalo per la barretta c caizc di palil, fl. 11, bon. xxuii. ' Abch. Row., SftntUlort 4% Ptlmin, tt'fM, c. 13 * : 13 dl crmbrc 14»«. epeta par laateraeei * toltl per mlaaer Zecharla Trirl-- ••», che voleva tarnare a Roma, at ooa toraaado to' dall tit. . ;\:t. Cicooka, htntimi, II, 16). * Nlccoliuo Picerdo.apeadltoredl Palaizo; rail Append. VIII. * II rmrdlnale Marco Barho. 4 Paolo, della fllattre fatniglia ronum dei Santarrore. ' II fiorenttoo Aatoolo dal Saaio, cha travail di freqaeate rlcordato, quale pdttora di ilendardi e simill, 6n dal tempo dl Hlo II 10 (Aacn. VavIc. Intr. tt St. til, e. 1*3 a, 44b, cc. IS*, ISO, 231 ate.); il »00 noma rirorre ueai apeaao, n«i dacammli, fra gll arti.'i .-be laroTAraoo per Paolo II; »rdl inectalracntc Alien. Ko*i., Com •uo comroendamcnto a macellaro, per la Paiqua dl Rc surrexl paetato, fl. c. Al dlcto malstro dl caaa, per lo dl (de) la festa del seeundo anno per Carnarale, cloe cinque vacehe, xi assec chaticce e xxv caatronl, fl. lxxx; et per mogla lxxv et 50 meza dl grano rcsto nverc dl quello prestai al thesau riero per dare a Leonardo dl Monti *, del quale hebbe 1 denari nottro Selgnore, el qualo grano feci buono al ban cho quando part) la compagnia, fl. ccxxvi, bon. xxxvi et per tantl ne feci dare dl bestlame a Galgano maccl- 55 laro dl palaszo per dlcto del malatro de caaa, che alfre mento non 11 arrei facto dare 11 valore de nno bolognino, pcrche era povero; A. cxiill. A Gloranni Paszaglia per commendamento dl monsignore de Vicenaa, fl. xxx, et per tantl chV Fran- 60 clotti ne paj;orono a Antonio de Plramo " commlsurlo a Civitavecchia, fl. u Alii flgll de Glronimo dl Capo per lo pallo d'oro e per lo relluto del palio dl mammoll 11 per Carnarale, pagorono li Spanocchi, cloe per lo aeeondo anno, fl. xxn. 65 Item per Georgio dl Franzo Tolomel, gorernatore e ca stellano stato dl Terracina, fl. clxxxxvi, per resto de so' serrtto in dicta rocha e tpexe facte per esso, et due. rentoclnqaanta reatano in drieto, 11 quali dlcto Luc cha H pagho oltrc all soprascrlpta (sic) centonorentasel, 70 per govcrno de la dicta terra: e' quail non a'accectano al presente. per non harere (c. 167 a) provato la prori slone de suo govcrno sufficientemente. Ma quando Pari prorata, dovera mere creditore di dlctl ducati ct_u , come de li altrl fl. clxxxxvi. 75 Not tue super premlssls Indemaltati in posterum ydonee cause et proridere rolentes, cum nobis de pre miasla ex relatione rer.""" patrum d.ru" preaidentluni et dericorum camere predicte, qulbus ea examlnanda et vestiganda commlseramus, plene constet, presentee eorum 80 omnium testlraonlales litteraa, sigiill nostrl Camerariahis offitll appenslone munitas, tlbl dedlmus coneedefadaa. Datum Rome, apud sanctum Petrum, In Camera ap.r». Anno Domini MCCCCLXXII, indictionequinta, die vero decima mensls dcccmbr.s. Pontifieatus etc. domlni Sixti gj etc. pape quart! Vi«a. Falco. Gaspnr Blondua. fuu tuHnUmrii. tttS-f, cc. J a. Ili.Oi. Cf. niche Muhktz, II, 116. • Pone, qael Hartioo de Contraraa, cha *ir|rilva .in.ili la. 13 vorl dl dreoeaxlooe, net prin.i ual del regno dl SUto IV; vcdl MuaKTi, III, »7. • Traltaal dl ipM per le {ante carnevaleacha ; probabllt«an. la, per U coraa drl faaci.illi. Cf. aopra, p. 113, sola 3. • Vtdl aopra, p. li;, nota I. 1 II aoto raercaola vaneaiano I^onardo dal Monte. " II Pattaglla fu 000 del condotilerl atip«n1iatl da Paolo II. " Pu-anio Nacd da Amelia; vedi Oimmlt t Corrtnomi. 1» IH Ho»!e Matnmolo? (cf. AoiNotn. Romt, I, IK ag.). JQ . 206 per late per una torta la mattna et una 10 la sera, folette S per una somata peso 1. 6 '/« , per b. 5 la libra per para j de mocce per b. 3 lo para, fresche tenia aalle, per frlxere. . 15 per provature 3. una hcrl tera et 3 per torte dl holo per latughe et ramore*; ...... per petrostllo la matina et la aera, per copiatte et per una torta et betule. jo per tordl 9 per la sera, grassI, per 6 qua trfnl 1'uno per L. 5 «t mere de porcho cenglaro, per quatrlnl 6 la 1. 35 30 ...... . per o*a 18 per la matina per l'antlpa ato, per le torte et 16 per cena . per vino cotto per I'antlpasto, unzs 4. per aquaroxe per la torta, unzc 6 . , per pepe, canciia et gcngiDre pesto, cne non harcra noatro spec1ale, et ga roffoll APPENDICE VIII. DAI L.IBRI DI CONTO DE1-LO SpKNMTORB Dt PALAZZO SOTTO PAOLO II '. (Archlvto dl Stato Romano, Sfitndltorc di Palatro, 1464-1466 c /466-1467). 1. Spi A dl »s lenaro [1467]*. per I'anflpasto due. — bol. 24 5 3» 6 6 1- . *- » «3- . 8 — » «7 — » 4 — » 3 per uno ceffalo de mare, I. 3 , per b. 3 la 1 per una L et mere de tarantella . per eaull per la menestra . . . per una provarurr* et score telle, para 3 . . . . per 1. 3 de butiro, per b. 6 la 1. per ova 4 per friteUc, 8 per la frltaglla et S frltellatl . per presutti 4, pesi 1. 41, per b. 3 la 1. per petroslllo, la sera et la matina . per latu;hc, remoratl et sparaxl . . per gambarelll J per In per latarlnl, 1. 3. . . per latte, bochalle uno, per fare torte la matina et la sera per ora per la sera, 8 per la frltaglla S per implre et 8 per la torta per aquaroxe per la torta, un*e 4 . due. 10 4 AO a s IS 5 12 1 3 45 9 5° 6 — „ ^ 6 55 3 Suma due. 3 bol. 41 A dl 9 agoato [1465] Spexl per melonI' per la tarda de nostro scgnor, che to' due. boL 2 pice, t Suma due. 1 bol. 51 A dl 17 aprille [1467] Spexl per uno fiasrho d'acctto de bo due. challl 3 per sus!nl damascene et perl per uno cisteilo de figlii per no stro segnor per uno ceston dl gambarl, die » , — .- . 6 — . 1 . — — bol. 4 35 per L 4 de latartnl tencha marctchana, peso I. 5 et I gliam.i I „ » — ,10 — » 1» ' V«i1l enpra p. 172 I. 15 «uc. — ' due r«Rl«tri. da col to. docuiiitxitt lIw •cptoim, hanno nunniramotn: c^nsevatira. 11 primo e iatitolato, a c. 1 a: * Conto de apcxe diver** hp fate ml * nicolm acndlar et apeadt'or de noatro aiirnor la pupa punli «ectin» 5 M Jo, cornenzando a d) 22 otobre 1464, «cr»ta per man propria, co * mo per man del cabac*o. del qaale de dl in di ho rirtpnto le po lixe et nxon de li danari ha havuto da mi per far le Bp ve ml " ante in parte, etcetera „ (rf. Ancil, i it., CoM/a/d rnHcmlarti, ft, c. 5* n : al 5 di gennaio 1471, 11 Papa fa dare 4 duratl * Philipo 10 * ^aii.-o raba«io, pr, liicenti ad patriam . ; on • Petrm caliu»ia». tr,-,va»a«i ntll . * fatnigtia , di Pio II, veJ. Moaoki. XXIII. 57). 11 nei-ondo comlncia, c. 1J5A: "Cui tarl conlennla le ipeae dt \.i ' coaina arcreta et altre io* pertineote alia prr»ona de la sanll'i do * noatro «igoor, adinioialrata (k) per mi Nkol.no picwdo, smdiar et IS • •penditure de la Sua rentJti ,. Lo Spendiioto di P«la«v rlcareva, — . 7 . tcnera circa 150 . . . . „ per uno splcolo de mare, pesd 1. 14, havl da antonto. . , per 6 sturlone, ha»l de — , 4 — 3 (Dint ap?»rc dal due r-gtitrl, 50 ducati al mctc per le «p«ae ordinari-. fatte Mtto la «orvcgllanta dl anchierico della Camera apoftoiit:a (t f, Sf.inJitvrt, i4bb-67, c. nltiina); le ipeae all' iDgrrofcio dl vino, am; niaietlate, petci eci*., d« aerrlre per tutta la *famiglia n pontifHia, trovaual rr^i.^rato nel libri caincrali dei manjmte e dcgli tsitmj. * Sftniitart, ti6&-&7, c. 17" *. * Sftitditort, i*£i3-6?, it. mi, 4 Nel •edemliro H6B, la Camera pag-an J7 doratl * |ro i. *lor« plurlmaru ii qnantitvi'.uin iraiiiltarorani, pro u«u palatil apottu •litl. (Arch. Vatic, Intr. ,t i. ,t0, a. 2:6 a). 1 SfittJHor,, ntn-M, c. 5$ a. * II 3 ago.to, ai acq ilrtano « melonl 10 per la ta.ola di X. • Signer, (iW., c. 57a); il 5 agoato, altri-meloixl p«r ooatro 5 . • U.o fo »t(« grv»i . (liirf., c. 57 b). etc. La caoaa della n^rte s)i Paolo II fu dal PlaUna attribuita ad on. mdlgestlooe dl poporu. fi :i X 1 207 APPENDICE per ope 400 nostro aegnor, era no grosse per uno luzo de fiumc, pcao I 5, et 5 pane S per clcere ro»sl per la meaeaira de noatro aegnor. « per lntalata et radlxe per la eo due. , m lation de la famela . . . » per hcrrcttc per la menettra dl 10 15 doman „ per laterinl barl da xan piero '. „ aegnor et prelatl bol. . . 2 pic. 8 ' 4 . — . 1 — » 1 » 4 » 8-- 7 Suroa due. (lac**o) A dl it otubre [1465]*. per L 78 de peaae de mare 1 per noatro due. 3 bol. 18 per cape 400 per n. aegnor. . . . . B — »38 per uno nassone de gnmbarl . . . . , — , 50 Si-CSK Ji 25 Ptr il m*„ di maggio 146s B. De contado a ale fach'nl per harer conxato lo forno de caxa, de pato fato per meatro {tic) Domlnico*, per coraandamento del M-* de Caxa d. 1 b. 7 p. — A dl 30 deto apexl per 16 I. de chiodl grossi riroltadl per la foraria a raxon de bol. 4 et mcto la 1. . , 1 , — # — Hem per far portar una botta dc v n 30 Integra de la cunapa coraunc in la accrcta per coraandamento de per I. 4 de butlro freaeo per la aecreta per gflJine 20 a preclo da b. 14 lo paro per polll 18 a b. 8 lo paro * . . . . per ora 804 conpral a b. 3» lo c.» . . per ora 1848 coropral da franceacho da terne, 1 b, } per die roise per noatro aegnor. . . per ova freacbi per n. a. . . . . . per agreata freacha per n. a per inaalat* per la famacia et radbe per n. a per clic roaae per la mencstra di do relchio, chloe pdtro, per repa ratlone de la feneatra tonda de la aalta malore Item contado a la lavandare del tl ncllo, per au' aalario dl queato m«e due. — bol. 36 , 63 1 « — a 3 • 4i J 33 » » — . »% 7 " 40 38 45 SO 13 bol. 61 55 d. » — b. 3 p. 4 3 . — » — Item per la corda dll poxo, pes6 L 59, a bol. 3 '/| la I., pagal per coraan damento dll M." dl eaxa. . . , a , — . 3 Item per do selcchi per lo dlto poazo et do per bagnare la calaina, pa * mlia.boniperto 1 , hnvefachini 12. » — »3,6 35 A dl 24 deto, pagai per zonchl&de 7 a raxon dc bol. 4 la zonchlada due. 3 bol. 68, et per late bo chali 11 a raxon sold: 3 per bo clialc bol. 44; In sunn havuto da dl primo malo In 24 deto . „ A dl 36 deto, ipexl per 1. 6 atugno 60 65 gai per dato comandamento. . , — „ 2 , 7 Item contado al M.4 dl Tedri per com prar certe coiae, como aqua for te da temprare colorl per la fe 4,4. 70 neatra de la gran aalla nello ochlo, et colorl et argento lima to et 3 atanghette de ferro . . , — , 4 » 3 Item contado a m.» Donilnico per co mandamento del M,» dc eaxa . , 1 . 3 , 6 75 1 Sftmjilort, 14O4 64, c. IS A : (dicembra 14*4); * contado a man ' ,'laro macieio della pr.rta d« fef/o, per comprar* uaa rathe da pe-- »chnr ncl 10 Tcvere par n. ie*oor. ognl Aada (oaac rechlaato, doc. I .. « Sftmjhljrt, /1O4-66, c. 70 h. 3 • K..or.ui qaantita di peace «i Mfmrn... dalla f.mlglia pa i^lc. Pare... ncl Mo; Dotnciiico SUfaiielll • Mvi, p««UiMloli .11 Ituma, riMnotceano dalla Camera 3»2 dneaM, * pro talore l:W2 li. * brarum dieeraoniDi pUcium, pro niu palatli apoatollci (habitorutn) a " die 1* raartii oaqne ad dieoi vi mail . (Amu. Vatic, Imlr, tt Km, *° 4/6, c. 152 a. Nal roarxo d«Uo ctcaao anno, ai araao pagati 2*9 do ati • pro Talora librarom M15 piaclaat, habitora.n de uienae febroa--ni pro«imc prelarltl. Abcii. Ro». Divtr,. jj^.vaJ, c. »25 n». * II polltmi per uao d.lla faniiglia papalc ai niaateaeva net pre««l dal Vatlrano; cf. tl mandato Ji p»gamcnto di A, 14 per pen alone d'an anoo di uoa caia, altitlata *ad teneoduin al cwwrnn. 1) •dam pnlloa palatii apottolici, (Aacii. Vatic, Pivtft. /W« II, .460-1*), «. M V«d. inaanai, p. 20«, aota I. « Sf4»JLitar4, 1414s*, c. 45 a. • Doraenico di Kraacetro da Firen/a, cf. Abiii. rtoai. Inlf.tl Ji*., a. 14J1, c. 213»; Dirur$, Pauh It, 1460-70, c. 102 a; compare 20 apeaao il auo noroe, In qncati rafi«tri dcllo Spenditore, con la qua *li6ca di arxhitccto di raaa v. 1 Booiperto de' Bi/oiperti, faroiliare del Papa ; veJi topra, P. i;, nou 7. . 208 5 APPEND1CE Item contado a miss, rlgo 1 cublcula rlo aecreto, per pagar moltl bos toll depentl cum Parma papal), fo (lacuna), et scatole grande, fecc fare nostro lienor per por Ur agnns del a dlreral algnori '. d. a b. 4 p. 2 Item per a cappe de plumbo da dl 10 15 »° *S 30 •tlllar aque de diverse condlclo ne, adopcrate al orto fo d'II pa triarcha per comandamento dl moot, de Tlccnaa peaono L 5 e a bol. 4 UL Item coatado per gangarl 8 per la fer neatra malor de la capella pa pale cqm It aot eerraglie et per U gangari et acrragUe de la fe neatra de la camera plcole(«c) de noatro signor, cum le rae atanghette, peso I. 1 J, per la fe neatra grande, doe 1'oclo tondo 3 , 1,4 dels salla grande, pagal In tutto. , — ,6.6 Item per vedro aniro rerdo et Man cho, soe lncharnato, 1. {lacuna) a boL 6 U 1., et vedro roaao et glallo, lire In tut© 54 .... , 3,3,6 Item per 1. 3 '/, atagno per aaldare, a boL 6 la 1., et argento llmato . » — , 1 Da far color! per la d. fenestra . . » — , 1 A ft ultimo deto pagat per lagnl 30 chlamatl {lacuna), da fare le lc ticre de le camere d' 1 parenti de nostro signor, a bol. 17 lo paro, et per tarole IJ, per comensar 1« • 1- 4 dlte tetlere, a bol. 6 .... , 3 , 16 , — 35 Item per 50 tarole per fornlr le dlte letlere et carlolle, a raxon de a. 34 lo c", et per 16 ptccie de legno per far pled! et pontelll de le dlte letlere et carioie tempo a tre per uno ducato, monta fl. dl camera quarantaotto boL xxiui; iciest tn tuto, como apare nello Ubro d'l dlspensleri diatin ctamente A d) 9 maio pagai per molte opere fate a la elgna* dai u* deto In x deto, eomo apare per la polisa de Albertho da Norara Item per certe coaae neceaaarie a la dita Tlgna, como genesteet una chlaTC , A di as deto per molte opera fate nella dita Tlgna da 10 deto In aa, como apare per polisa del dito Bartbo. , A di ultimo deto, per molte opere fate nella d. rlgna da aa deto in ul llartbolomeo . • S.'cxpcnsarum vlnee per totum malum due. xivi bol. xvm S-* totalis expensarum tarn ordlnarle quam extraordlnarle est due. 490 bol. 39 Contado a dl deto [ultimo norembre] a stefano mulatiero de caxa, che an dd a cerehare pcrsutti in campegna* dai gubernatore et thesaoriero, per spexe deaao et dil mulo diss* ha »ere fato A A\ deto p^r br. xt de tella per fare le fenestre de la camera de nostro segnor in s. marco, conprai per b. 8 lo braia 5° due. 48 bol. 34 , , Per il mas* di novembra 1466'. 1a , 46 — , J3 33 , 13 11 , 8 due. — bol. 43 , I 5 ; 60 • 70 75 , 16 fo per fetuxa braaa 32 a b. 4 per b. 1. . , — , S • . 3 . 34 . ~ 40 Item per altri legnl u a bol. 9 per uno, per lo lator.'ero dl la ca d'il quaternicro per nilgtiari 3 de bolette per le dltte . , — , a8 per una pelle et mesa de castrato Jorene per II canl de nostro segnor, tene maestro chrlstoftalo * a — , 20 gj .... 45 36 . S.* extraordlnarloram d. 34 b. 66 Per carne ha anta per tuto el mexe de malo, fo I. Ia130, a bol. i° per I. de camera centosesantaotto bol. xxxmi. Item per capreti 14s* haruti nel dito due. 178 ' Enrico Dallman? V«dl aopra, p. 16, nota 3. » Cf. aopfa, p. I*S. not. 3. » C"f. »opr», p. 34, aot, 1. p. 34 per altre quatra pelle seraele, da hidrare casse per II can! de n.ro aeg.r , per comandamento de n.ro seg.r , et per coair le dette pelle per catlnl 4 roeaaol de terra, per dare a raansare alii cagnolll et alia gatta d' india, et per do plgnate per dare a beverr Contato a Conto macellaro in plasa zu dea'•, perspesefere a conprare cor , » — , 56 — , »S (j0 cc. 135 », 3», 257 A). At mantMimeato di ooeito luojo di dcliiia era prapoato, a tempo «11 louooenio VIII. on • prelertui rlocrun. |j • II tarJiaalc Marcn Barbo. » CI. Mus*r*. Lei orn, II, 35. ' La vigna preMO II |»al»no VaMcano, nella quale P\a II arera t»t0 «ntrair» tin padigllon, (• p«rillonut .) dai maertri Martina Lombardo • aocl (Aai.il. Vatic, 1%It, el £*. H7, •palatil apoatolici, (Aac.i. Ron., DtfaeHeru, general* delta tre data, JlSj-ieQl, t0 «S.). 7 SftmJilari. ef'i-t;, c. 1U7 • l.a proviniU dl Campagna e Marlctima. • Vedi aopra, pp. IJ, nota 3, 105. nota 2. I. Vedi aopra, p. 201. nota 5. u APPENDICE de per condure le vitelle preaentate alii segnori cardinal! lo sabato san to 1466, per comandamento del mestro de caxa 5 (c 167 b) Perlavatura delll panni delta Spexl per lo convito fatto alll ambassa dorl del re de franza'. due. 1 bol. — 209 1467. A dl (tacuta) febraro *. per contado (a) noitro apeclalle de caxa, per conprar L 15 de ptgnolll . . due. 1 bol. 63 otubre per certe (tic) gangari messl alle feaestre 10 15 ra 8 per bran 34 tella blancha totille, larga per II coal secretI, per coroanda mento del mestro de caxa, a raxon de boL 38 per canna per braza 6 de tella, per fire do finestre alle camere de n.ro aegnor la sen P«o , r , — , 43 — , 6 4 . 10 — »48 per braza 33 fetuza, per le dltte . . . , — m 5 per atamlne de meza lorte, braaa 3 •/,. , — , 31 per braaa 1 '/, de stamina fma .... — , 18 per tagiieri 70 per la credenxa cappata, et 31 per la cozlna, et 8 grandI per la cozlna per plgnate grande, che tonne pia d'uno barUle, fo 4 per plgnate 4 de menore tenuta, a bol. 13 Tuna. per plgnate 4 de menore tenuta, conde acendendo per altre plgnate de plo aorte, cum tutl U aul copertl , „ , , , — , 46 1 , 13 — . s» — »34 55 60 65 — , so 70 ao per mlgliarl 3 de boleHe, per le dltte . ,- , 18 per para do de tenagile geatllle per a.ro 35 aeg.r, hare mitt, pietro . . . . „ — , 14 per braza 5 de tella per forblr 11 eoltelll alia tarola de n.ro seg.r , per bol. 9 lo braaa , per braia 5 de tella plo grosao, da fare iacchl da porter lo pane de n.ro ae gnoredalanplero a urn uiarcho, per — ,45 11 credencllerl, per bol. 6 lo braza . „ — »3° 30 Item per 9 orlnalll per la camara de n.ro segnorej cum le caase, havutl del dito mexe, cum le caase a bol. 3, per orlnalll dopie 35 , — ,37 Item carafle grande dople, per cozer Ta qua de n.ro segaor, havute del ditto men, per bol. 7 l' una, forono 10. » — »7° Item per ampollette 1a, havute In diverse volte, per prorare vtnl, mettere ac ceto et olio per fiaachi 3 per mettere olio et aceto de bochalt 3, et 3 da portare Iatte da! casale, de menore tenuta, et a grande de bochall 3, per portare lo vino de n.ro aeg.1 da aan marcho 45 , — , 6 In tan plero, pagal In tuto. . . , — ,31 Suma extraordlnarlorum totalis est. . due. 13 44 Summa expente Tlctuallum est ... , 51 , 3 Carnea aolute per mandatum, cum aUia carnlbua,auntl. 1055, idealllbreMLV. 50 Caponet 33, pull! 3, receptl ex munltlo ne convlvj domui '. S.» totalla hulua mentis eat due. 64 bol. 46 I Vale a dlr«, dsl p. JOT, acta 4. pollalo d«l PaUuo tpoatolieo; T. Ill, p. XVT — 14. per 4 palle de ferro, cum le sue manl glle, hart de plero de maxlmo ... — .36 per pernlze, para 13 et rueza, pagal boL 68, et 30 per para 3, In soma . , 4 , 16 per fasanl xi, pagal para 3 per karl. 7 lo para, et faaaai 5 per karl. 6 lo para, et, 3 per bpL 53, In suma. „ 3 per plsonl, para 33 Vu P"r paatUU et per roito, a b. 9 lo para „ 48 ^5 3 , 58 per bocaalli 4'/, de Iatte, per le torte. ,- , 18 ^ per L 7 Vt butiro, havl da plero pt cenlno , — ,53 per para 8 de provature, per le torte. , — , 33 per 10mate 5, peso 1. 35 per x' due. (aie), a bol. 5 per 1 , per lengue vestlte, para vin, per bol. 5 lo para per 1. 37 Vt de laxdo, aoe L 8 Vt d« vsi , 1 , 39 85 — »40 chio, per b. 3 la h, et L to, per b. 3. . — ,63 per 3 («'c!) ova freachl, per lo plato de n.ro aegnor. — , u , per UmonI et ponlranzl per lo roato . , — ,10 per poml granatl, per lo biancho man ... — , 5 glar et la peperata, plati 16 per tordl 75, per pattlUl 16 , 1 » 90 3 95 per bochall! 4 d'aceto per L 3 Vt de cucharo de 3 cotto refatto, per la cozlna aecreta per 10 fogll d'oro, de mettere tora ao matte et presutl, oltra queilo dette nostro epecUl per ante 5 garoffolt, unze 3 canella fina, glnglbra unxe 3, pepe longo unze 5, rue 7, per la cozlna 1*66*7, e. »S a. , • Cf. wpra p. W, not* 3. , , , — , 4 — ,40 — ,10 IOO 210 per L i* et mesa de aquaroxa, per 1« co alna ascrcta per granl de paradlxo, una* 5. • • • "~ 5 per came de rttalla de latta, conpral per qoatrlnt $ la 1., fo L 130 . . » a per capretl 8, per bol. 34 fuao, bar. da noatro becharo per era foreatleri per le tort* 170, per , 10 ,j le tort* et paitilll per capon1 53, per boL 34 lo para . . per fare portare argento da caxa de ear dlnillt page! per fare larare le toragile eotille de * a — 8 — n.ro eg.r , Imbratade dal conrito. , — per fare rotare coltelll 1 50 pagal. ... — per fiaachl 10 da portare lo rlno In ta per 1. xi de cucharo de 1'laola, per bol. 34 jo 15 la 1 , per 1. '/, de canell* bol. 15, 1. i» de pep* et i* de ginglbre 34, in itinia. . » per capl 5 de latte, hari da plero plce nloo, per boL 14 1'nno, per I'antl paato" , per una untatura de aedea paitilll, et te fnr APPENDICE •ecreta, pagal In tuto doe. — 47 9 »S s8 4« 4» 60 36 •4 3« 48 49 3o Lacarne ho conprada per la gatta grande, plcholl (afe) et per U cagnolll, da lo terao d) de quarealma etc., 1. IS3 de cartrato per boL 1 la L, tono. doe. a (c. t8$ a) Contado par laratura de 11 pan nide U coatoa eeereta, per lo max* de lenaro per braaa 12 l denza. per catlni 3 per le gatte et cagnolli et per braaa 1* de telle da fornlr 4 eacci de callaea per la coalna eeereta, per fare la aelatlna*, et 3 per clrcum dare la gabla grande de la gatta. per 1* collare per gatta grand* cum la panno da mettexw nella gabla de la gatta la 4 dople, fo braaa 3, per boL 35 lo braaa * maaifatiira de aachi 4 de callaela per la coalna eeereta, da fare la zela be*. 9 yenenQ 37 febraro 1467. ......... /t de telle grotaa per far* ...»..»•«•- . 4» 55 18 40- . «- . »4- 7 — , 13 1 ' oer hjo aamor. .... S.* doc 3 boL 43 ss S.* totioa expenae, tam ordlnarle quam extraordinarie {/tr U m*m H/Mr*i»), eat due. 88, tdeet due 88 bol. 33, S.» dne. 48 bol. 66 1 So ta biancheria e te poeate, adoprate p-r la maaaa papala, el trovmno 1 eegLeuti raggnagll nel Hhro dl aoali a di m*morie del cnblcalario di Paolo II, Enrico Dailmaoa (Aacn, Roat., Comfui* irfin/an'i, ij6S-ft, e. 103): 5 • Die ultima febraarll I***, faarant tradite ea eanera S. M * d. o. tobalia lafraacrlpta d. Xieolao at [al] domino lacobo, ciedei» * ciarila iecrella ana S."". pro tebola toe b(eatltudtnia). "Ileal, pro credeocta Sredite fueroat qninqne tobalie ad po Beadum leporine, at tree ad ponendaia iaferine. * Ham, de mcaae eprilla, ret circitar, 146*, data faarant lpeta 15 * credeaclarlii eervlete ocfto, ad ponendum taper panem. * Die xxriii lulil 146* dati foeroot ipeia cradenciarllt caltalll octo, pro labala S. M d. n. * («. I0S a) Die rn nardi (1*78) faeraat data domino Nteolao * at Milo, credanciarili eecretie S."1 d. n,, par menae reel baarici JO •cnblenlarll, xr aerrictta, aaa tobaUette, ad ebetergendam minui, ProS.-» d. a. * Die am marcU 1470, faarant IncUe eenleta duodecla, ad " ponendaa» aupar raa que dtmantnr. ant mlctnntur {tic) dono „. • Delia gelatine dl peace (par I'eeo cbe aa oa faceea oal ma dloero, a Veaeita. redl B. Caccaam, la Artkitto Vtntta, XXX, IS p. 75) Paolo II era aaeal (blotto. Net Mi, maaerr Paolo Barbo. aao fratello, pagava S decatl a oieaaer Natale, raacovo di Nona ia Daliaaala, per taati cha aaaati arara ipeel * lo oundar a afonal* * gnora Romaarrta aalatlaa . (fOaf. Vmtit. tat. rati, taec. 2*. c. 31 a)i nel I4S7, rardraacoaa dl Zara. Mageo Vallaraaao, laTtara ta daae 3« c placea, quo* gallttlaa caodltoa tribal barillbae aaetra •abliaartitl •mitto. (lettera del Vallaraaao, la co* TslU. Aarfer. Ui. ilK. p. 105) al Cardinal.; 11 qeale. (iaccado malato In Ancona, ncl 1464. okflrava aa caccblalo di gelatin*, pencando eba qaaata t'avrabba fatto rlaanara (vadi aoptn, Appeadlca I, 3). Dnranta il poatlttcato 33 del Barbo, trorlamo cbe la Camera pagava, 11 21 mareo 14ft*, do catl 17 bol. ft peril traaporto "qaataor eelm-irani gelerinc pieciam * de cirilata Ao^iynltenn ed nlmrnni Urbcm, pro nva domaa at fa * mill* palatB apoatolici . (AacH. Hon., DHm. Puli 11, tj6c-63, c. 125a) ; a cbe il 2* laglio 14M, II Papa mwegnara 10 decati al 49 aao 10141810 meaear Prague del conti dl Polceoigo • ad dandam * malleri da Ttbar* faciaall aaleatlaam , (Aaco. dt., Ctrnfmlm cm tUmUrU, c^t fi, c. 17a; ia margiaa: 'pro calecUra que flt Ti bar..). APPENDICE DC La • Fawqlia, m Paolo II1 211 1. CAPTaXLAHl • SCUD1RBJ PSOWIOIOHATI NKL MXSB DI WOVKMBILE 1464. (AjTCHIVIO DI STATO DT R.OMA — Diverse rmm Pamli II, 1464-1466. c. 14«). Ludoricua* etc Lau.* etc. SoItI faclatlt InfraicrlptU *enerablUbua et noblllbna d. n. pape capelUnia et acntlferlt Infrascriptas pec unLamm •annual, videlicet florenoa duoa et bolon. xxl*Ym, pro eorum provialone tertte partis prescntii menala octobrla, ac etuun pro almlll proTtelone menale norembrla proximo futuri, et prlmo videlicet domlala Nlcolao de loca 4 YpoUto so 5 lacobo barbarico Sebaitiano lacobo de Ananla » Benedlcto Pica * Iohanne de tlguli Angelo Stella Petro de PlacentU 1 Petro de Prancia Chrlatofero Petro Alamano Giorgio Uanoro * Cf. aopra. pp. SO, 1. 5; 172. I. 23. I qualtro ordinl dl pnga menlo cbe qui pubblichiamo, trail! dalta serie, pervenuta complete fino a do), dd Mandati Camerali eotto Paolo II, non rappreaentano 11 cosidctlo " rooto dl mmiglla a del Ponte6ce. DI tali raoll, che d I 5 wan mnsrn all dalla mets del Cinquecento is pol, uoo solo oe co noadamo, naora, per II tecolo XV. qvHIo dl Pto II, pubbllcato dal Marin! In Appcndice a' auoi ArtkiatriptmtiJUi(vol. II. p. 1S2 sgg.)i due ordini della Camera per sowenxionj e donativi in occaaione della motie di Eogenlo IV. pubblicati da C. Boeaoi», La '/ami 10 *"'*» • ponlijltia uftlo Eugenie IV, in Ankivto i. Sac. Romana it sterns patHa, XXVII, 1*04, p. 211 aKK- non permettono di dlscernere 1« personc dri component! la famiglia pontificla da quelle dl allri fuuxionarl di Caria e del Comune. Dai Mandati Camerali del poo tincato del Barbo (sono cinque registrl Divers, PaulilT, nell'Arcblvlb IS di Stato Romano) apparc cbe tin aaaetto delinitivo della uunlglla pa pale, in online allc * prowigioni » in denaro percepile dagli official! che la componevano, a'ebbe soltanto nel 14*7. Prima di eodesto anno, non si trnvano che doe soli mandati * collettivl ». ma Ineompletl, per la famiglia di Paolo II, c sono ambedne qui riprodotti (an. 1 e 2); 1467 in poi I libri della Camera regUrano rego l'ordine dl pagamento per i prwviiienati in Noi riproduciamo nno del primI ed uno degll ul timi di tali mandati collettivi e completi, dal quail risuKa quanto aumento rabiseero le speae per la famiglia ponllAda durante il papato del Barbo. Che i 'provisional! in Palatio, non coatilulscano la inters • famiglia m dl Paolo II c fuordi dubbio: mancano i ndl cubi cnlarl Enrico Dailman e fra Garcia (cf. pp. 10 e 17) ; tie sono esclusl 1 lunziooafI di minor conto, ai enI emolumcntl si prowedeva mediante ou Mandalo Camerale Intcstalo al " magisttr hoapftli ., o maggior domo di Palazzo (cf. Divert. PatUi II, 1466*44, c. ItS a : ai paghino al inaggiordomo Corrado, abate di San Lorenzo d'Aversa, fl. SCO "per •ctim csponendoa in bunc modum, videlicet 350 In emendia viclua • libua oportnnla pro familla dlctl palacii. et 150 ad aolvendnm «* • parafrenariis, panecteriis, stabulariis et carrecterila dlcti palatii, pro • eorum provision* roenaia tnaij (14*7) » ; II maggiordomo non petce piva atipendlo dalla Camera, vedi gli Aiditamrxta pro rtgimttne et di ipoiiiitmt ojfkiarwrum m Palatioi, n. ptpt, dclt'anDO 140*. In M/t. dominla Tnrqueto Boniperto pro quoL fl, a, boL 481 pro tcrcla parte AU* lua meaila, et fl. pro novembria , pro quolibet fl. duoa, pro tertla parte bu lus menala, et fl. sex pro menae novem brla , conttltnentea Brloblt Progne Carok) Iohanne de Crema Uartholomco de Alexan Antonio de Noceto Baptlate de.Medlolano Dloniilo * Nlcolino de Francla Raphaele AlioBto de regno et Benedlcto fl. pro quolibet fl. qua tuor, pro tertia par te hulua menala, et xapro menae no vembrla, conatttuont fl. //. ££. Ill, parte n, col. 124 a). SI devono laoltra comaderare quail membri della famiglia pontlfkla, i quaUro 'aalariati in palatio apo B atollco m Alberto da Novara, aarto, Giovanni Negro * ^c Plandria u, vaialo (* petlipariua „). Bartolomeo di Francesco da Pireoae, roerciaio l" merzertua .), e quel Domenico da Ftrenxe 1 archltecto de caaa u (cf. p. 707, nota t). 11 cui uffido e da Ideutlncarc con il * magtster * operom . di cui parlaoo gli AdJUamenla, col. Slf ; per codrati * au • giatrl aalarUtl . vedi Divers. /*04d, c. 167 a, /*6e-AJ, c. 20» *, 14V-V, c *I 77 *. 159a, ecc. ; Moaji-ra, II. 122. SI awerta. inol tre. cbe nei Mandati Camerali citati ai trovano gli aaaegni individual!, per il maestro di Palaixo. (cf. aopra. p. IS) II quale percepiva 10 fl. al meae, e quelll per II maestro, I cappelUni e 1 chlerid della cappella papale (cf. P. Hasml, Beaateint xur MutHtesekuhtr. Ill, Lcipiig. UtS, pp. 41 *g„ 126), separamente dal • provvlaionatl to Palatio., mentre totti costoro compaiono, nel * rnolo v di Plo, fra I membri della 'famiglia.. Si noti. In line, che I noatri elenchl danno i nomi del funzionari di Palazzo che prcstavano eflettivamente servizvo ; mentre lo sleaao umclo era speaao coperto da pin peraone ad no tempo. • Lodovico Scarampo, cardinalecamerlengo : vedi p. 24, nota 3. 1 » ^lacllu^de^Am^nU, ca^eUMUs' »."' d^n. pape. (Divers. I4«f*», c. »3 a) i nel feWvmar»o 146« riceveva sowenzioni In denaro da Paolo II (Aacn. Rom., Computa cubu-ularti, tfU-jt, cc. 5 a, I a). • * Beuedlclus Pica de Gayeta . ; cappellano papale e preai dcote della • aromatarta . : Divert, 146,-66, cc. 10 a, 26 a, 44 n ecc. 1 Don Pletro Luslardo (Llsardo, Laxardo) da Piacenza. cuM cularlo aecreto. Vedi Divert. 1464-66, c. 101 A ; Divers, i*6i-6-t, c. 12a; MvBMTt, Lei,arts, II, 119. ' Leonoro Leooori da Bologna: frequentemeate adoperato in mission! food d" Italia, egli compare dl rado In qaetti clench! del • prowisionati , (cf. aopra, pp. 21, 144). • PotreMVesscrc eostui Dlonisio de' Bonipertl (vedi pp. 17, ISO, nota 1). oppure qPel 'Dlonisina Llbertl, preaWler leodlenala. faml gliarc del Papa, che riceveva, al 22 di magglo 1467, ana soweoxione * pro eondo ad patnam mm, (Divers. 1466-6», c 172a). Uu * Dlo nlslna. compare ira i umlgliari dl Pro II (Maawi, II. p. IJJ). 35 55 6S 1 212 APPENDICE Constituents In toto flor. auri do earners trecento* aeptuagtnta tret, bol. xxni, quoi In nostris comput1 ammlctemua. Datum Rome,la camera apoatollca, die XT* mentis octobrla MCCCCLXIin, lndietlone xn» poutlfl catua S. m In chiiato patrta et domini noetrl, d.*' Paoll dir. pror. ppc •ectandj, anno prlmo. G(erardui) de 5 2. SCUDIERI B SAatlUAJU * PROVXUOKATI IH PALATXO , NaTL MM DI APRILS 1465 (DivtTI. Clt, C 83 B). Vlaaealua 1 etc. Lau. etc, SoItI facialis Infraacriptla acutlferta et ramlUarlbua S.»* d. n. pape, ten boa. Tiro progne 1 , alter! ex dlctia icutlferia, pro ae et alila reciplentl, inrraacrlptaa pecnalarum tumnua, pro alone preaentta mentis aprllia, ct prlmo videlicet 10 Turcheto » et * ft. auri de ea. sex pro quollbct, Boniperto 4 Luce de Senla / conttituentes ft. duodeclm. . . ft x Ypoltto » et \ ft aimtlet trea pro quoL, conati ft aex Iaxotw» et SebaatJano / llbet Iohannl Francisco •* magiatro stabull ft similes qttatuor • fl. VI ft n (tie!) •*•••••• *«s 3V Iscobo Hnrbarlco 7 IS Brlablaao* Progne Caralo de Mantua ' Iohannl de Crema 1 * Bartbolumeo de Alexandria" ao Baptists de Mediolano * B.ildsssari de Tridino •* Dlonlalo de Norarla 14 Nlcolino de Francis u Raphaell de Mantua N et a$ Benedleto de Luca" Stephano etiam magiatro stabull '* ft similes trea , in fl. sira. trea pro quoL » vi ft aurt de ca. qulnque pro quo tea In totum. . ft xt 30 Nlcolino Theotonlco et iacopo Galileo Constltucntes la totum fl, auri de camera nona glnta qulnque, quoa etc. Datum Rome, In Camera ap.**, 3? die ultima mensls aprllia MCCCCLXV, Indlttone xrn* pont S."» In Chrlsto patrla et domlnl, d. Paul! pape n, anno prlmo. G. de Vultcrrls. • Vlaoeslo Albergstl, vice Caroerlcngo ; vedi p. 114, oota 4. • Progne del conll dl Polcenigo ; vtvevs in Cone in Roma di specials fiducia di Psolo II, di cni eta to scaleo (*scutt •fer prseddene.. degti AdJitamenta, col. »U): coa quests qualifies 10 sUva al Psps tngentl aotnme, per li guerrs dl Rom., Comtmtn euHnJarii, tfO-T'. cc. 13, SOa), Indent* b hit ats vano a Roms i uoi fralelli Crktoforo, che Psolo II Domiaav* ca pltano del Campidoglio il 17 ottobrs 1466 (vcdl Reg, Vatic. S44, e. 1*2 a) e Girolamo, crcato casleltsno papale s Monlicelli nell'ot tobre UM {Divert. 14M-&S, c. Ms). Us quarto fratcllo, di none Bsrtolorneo, onorato aaaieroe ai precedenti da Federico 111 Impera tore nclls sus veauts s Roms del 1461, e da not ricordslopla sopra, p. 165. sou 5. • & ano dd pochi (saiilisrl di Pio II (* Turquatus.. • Tur cf. Aaca. Vatic. Mr. et Sx. 4SS- c 1*3A ; ds». c. »4 a) nella tamiglia pontine!* aotlo Paolo II ; aon e coo lo Iacobua Titren» , (famlglia aeneM. dells lofaini)chc Rgsra nel »«010, di Pio ll.presso MasSmi, 11, p. ISS. « BoDipsrto d«" Bonipertl: vadi aopr*. p. 17, oota 7. • Ippollto Nacd d'America; vedi p. II. • Luca degil Arasdd; redi p. 101. aota 1. * Iacopo Bsrbsrigo (vcdl p. 17, oota 3) faceva psrts dells fs papala tn dsl tempo di Bogcnlo IV, cf. Bouaeirr, tit^ (Castigllone d'OlonaT) o anche * de Cssiltono &t Mediolano , (Oivrrt. c. 4* a) ; compare fra gli Kiidieri papal!, con I 'uffido di * pre ' tidente dd canettieri . (Dtvrrt. cit^ cc. U a, 36 s) ed sacbe qoal cin-.niiKMrio papal* sopra la bbbricke di Psolo II, dcatro e fuon di Kocna (Minurrs. II, 33, I04). Vedi sopta. p. 16. aota JL • Mo Baldessr ds Biandri da Trie». Camiglo de la SaothAd* • aostro Sigaor . ; coal Incoaslocia II reguaro (Ancau Bobl, fstenir. ih Sam Marc*, MomUH t4**-*f in cni notava le spese per la tab brica dd palazzo papale di Ssa lfarco a qnesto fitaugliare, che st trave (vedi p. ag.) 6 chtaoulo B«liiA*«rn- da HUndrste. Su ImJ vedi AtAaiwt, II, 304; castdlaao ddla rCccs di Mootkclli nel I46S (redi p. 315, aots II), Bsldssaarr* fees part* dsgii offidali di Pslaaao sjiche si tempo di Ststo IV ; vedi BuacKAsnos. Libtr aitstiM, p. 37, ** DiooUio d«* Boaiparti; vedi p. 313. aota 6, a p. 313, 1. 45. * Nicoliao Picardo, apendiAorc di Pslaazo, e poi spenditare dd Pspa, cf. soprs, p. 306, aots 1. Nd Msadati II *uo amcto, 4 dctto quad armpre • NlcoUm t a Hordain, ad DIpsrtiaMoto del Nord?) •palatli sp.cl provisor. (Dntn. 14*4-*. c. » a). Benedetto da Fa cscchm (dloceal di Laeca) non conapar* ira i " tiovi»ioiiaU I dopo 'anno 1465; an vbat la Carta dl Rons II nasto dl sns vita. Ai 34 dl marso 1470, U Papadoaava 40 dacatl * dosntio Beiiedicto rsseU jtc) » v,llt. It. oota ». • Brioht de Fuseo ds Salerno; vedi p. * Csrlo PnuLzoal ; vedi p. Is, sots S. Giovanni Monelll : vsdl p. SI, oota 5. '» ' Nobilis vir Bartholoineaa de Alexandris , sttcccdiito si Pics (vedi p. 311) nails presidents dells • aromelaria , (Divert. /464-66, ec. IMs, 1*0a). Non ai contonda questo afficio con . I i da Iacopo Vsllall, romsno (cf. sopra. p. 309, I. 54). Negli AdtUla me*ta del 140» (col. 116) ai psris aoltanto di an " msgkster eerse ., preposto slls Ceteris di Pslsxin, che trovianio qui tnuforeusnte nello * Aronutaria», Chi voleste conoacere qosli e qnante spesiede dlrejsa e niedtcins vi wi conAervsuero, oltre slls cera, s tempo di Psoto II, Piters. ij&4^0, c. 44 a, $6 a ; I46A-6B, c. 30s, 67 a etc. » * Nobtlu vir d. Baptists de Mediulano,, o *de Casliliono, •lajfirmo, (Ancn, Rom., Cw*p»ta ctMcmiatii, c. 17 a) : 11 S sprile amseituente. la Camera ortUnsva U psgsmeato ddle spese latte * pre "exequlis ollm BenoJictl de l'uae.-hio, lamiliaris s." d. a. P^;" . (Aacn. Vatic., Mr. et Kz. 4»; c. 153a, cf. c. 336 a). l , vodi Dnrn, ni4-t*\ cc. 13 a. CC p. 104 I. »5 ^ l. 633. il ; tutti gli animal I sdlbitl sll'nso del Pskaiso, 6 ano solo: snche nd lisndsli sotto Psolo II, per gli son! cite scgnono, ns trovismo one aoltsnto. Cli AJthtamtnla, col. 133, swertlvano che le (tslle ai trova vano "eatrfi palstiam m ; cf. Divert. /*6V(V5, c. 280 a : msndsto dl fl. 109 per II Magxiordomo, exponeodos In fsciendo repsrsd, actarl et fs * bricsri quandara pariatem, *ea mursrn, stsbsli spul S. pctrum, renas artma dictl palatli n 213 : APPENDICE " Provisiosati iw palatxo, rb. mbu dx oitomo 1467 (Arctuyio err., Dixtrt. 4466-68, c 119 a). Marcus 1 etc Lau. etc Solvi faciatla lnfraacriptia rev. patritaua eplacopla et capcUanie, ac acutlferia S.™1 d. n. 5 ianll. Et prlmo, Tldelket Rot.41* d.'" M. Eplacopo Vlcentfno * A* FeltrensI' » L. N. P. F. » 1 a a Ferrarlensl 4 Farenal* Tlrasooenal* Tanrlalno 7 nepotibui S 'd.n. pape*, o Io. Grlson Egldlo «° pro fl. A a t tratri o YpoUto Progna BriobU Carolo de Mantua «5 Domino Io. Condulmarlo • Slmonl Contarino Leonardo Datho '* Io. de MUltnla " pro quollbet fl. VI Bartolomeo de lialdaaari pro I Alfonso de Campania Ieronlmo maglatro atabull Criatoforo de Mantua Gobiao Barbltonsorl 3S Io. Bap.** Cubicularlo x* Ia(cobo) ds Zocbolla » Chrlatoforo de Verona 14 Frandaeo de Borgo 11 don Donato 14 Io. de Porta" Io. de Tlbure Angclo de Sutrlo 14 AJoxaadro de NarnU jocrnaruo r errant Petro de Burgundia Auguatlno Fabriclo pro quel. fl. vi fl. pro OJ Conatltucntea In lummt fl. anri de Camera cccaxvx, quos in Teatria computla admlttemua. Datum Rome, In Camera aportolica, die quint* mentis augustl (1467). G(aapar) Blondus. «- Marco Barbo; vedl aopra, p. 174. Angdo Faaolo; vedl p. SO, nota 5. * Lorcnio Roverella : vedl p. 14. nota 7. * Nlcolo Crocl ; vedl fOABAMn), Saggi di I tigHli ecc., Appendlce, p. 146. * Pietro FerrU: vedl p. 32, nota 3. * Francesco Baroui (BvaaL, II, 37), chc credlano (la II fra tcllo di Giovanni, veecovo dl Bcrganto e pol patrlarca vencilano nati ambedue da Benedetto Baroizi c da Franceacblna Barbo, come »i apprende dalla citata aratio di Pietro Baroui In morte del Pa triarca. ec. 33 a, 4J • (cf. sopra, p. 13, nota 4, e Appendlce X). ceaco Baroui godeva nn canonicato a Bergamo, IS 35 II 37 aprlle 144», a auccederc itdl'episcopalo trevigiano a Lelll (cf. p. 13, nota I ; EoiDI, Necrvlogi, I, 441), II quale Io aveva preceduto aache ndralEdo dl referendario preaao II papa Barho. Bench* quod * praclatl referendarlt . di Palaito (cf. Additamenia, c. S12) non compaiano ne1 due precedent! Mandatl collettlvi per i * provvLtlonatl non mancano tattavia, nei regtatri Divertontm, gli awrKnjmttttl pro quatoor prelatis palatii apostollcl a, doe per all arciveacovi L. Zane e Stefano Nardini (vedl lotto, doc. 4) e I veacovi Roverella e Lelli, fin dal principle del pontificate con la prowUione dl 13 ducati roenalti; cf. Divert. 1464*6, c. 34 a (mandate, dd S no I promoaso, a partire da! giugno 14», alia calegoru dd (Divert. 1469-70, c. 51 A). * Glarabattiita da Bologna; vedl aotto. nota 16. « Glacomo Gottifredl, medico dd Papa; vedl p. 13, nota 4. * Medico dd Papa; vedi p. 63, nota 3. ,s Francesco dal Borgo San Sepolcro; vedl p. 143. ' Al 10 gennaio 1467 al aaaegnano ducati 13 * ven. vlria d.** 'donato de Mcdlolano et Iohannia baptiate de Bononla, a.* d. n. •papecnbicBlarii» •ecretia, pro expenila aibl fadendla in palallo ap.co •apod S. petnrai, ibidem ad commorandum deputatis, {.Dnnt, 1466 63, c. 100 a). Don Donato, appartenente al fAgoallno (ef. Divert. 1464-66. c. 101 a), era t di Pio II (vedl AacH. Vatic.. Intr. et Bx„ lit, cc. 60a, 67 a), al acrvigi dd papa Barbo ; I 'ultima mendoac di lul troviamo In an nuutdato camerale dd luglio 1467 (Divm. 1466-M, c. 119 a). ' * lobannea de la porta, a."* d. n. pape et camere ap.ee com * putiata . (cf. Divert. 4466^66, c. 36 a). Compare raltima volta tra I * provisional! . ddl'agoato 1470 (Divert. 1410-71, c. 13 a); e mod poco dopo, coete appare dalla bolla dd 7 ottobrc aucceadvo, con cui Paolo II concedeva ad Antonio ddla Porta I bencfici ddtc dloceal dl Scbcnico e Vicensa, godati gi4 da lobannea de la porta, canooicaa r d commenaalia cootinaua, qd apud '.(*'/. V**. S36, c.3aa A). Dpartenuto qud * Mattbeua de 35 fl. vi 40 e Giovanni Barbo (d. pp. 54, 54). I doe priml banno, net Mandatl a partire dall'ottobre 14*7, la prowiaione dl fl. 30 e la quallfica dl protonotarl apoatolid (Zhvew. 1466-69, c. 334 a), finch* non vengono devati alia porpora (vedl p. *g.) ; mcntre per II Barbo non muta 11 gtado ne remolumento. * Giovanni ConJulmer ; vedi p. 110, nota II. i* Leonardo Dali, fiorentiao; vedi topra, p. 33. tt GiAmhwittistn McUini; vedl p. 64. Creato veacovo dl UrMno al 34 dl aprile 1445, 11 MeiLini rnantienc tcntavl.t ii sua jxnto (re 1 • provialonall In Palatlo, (Divert. 1463-6% cc. 37 A, 50 a etc.); ed e * Porta che troviamo fra gli auditori dl RoU. cappdlani papali, in una bolla del 30 logllo W0 (Keg. Vatic, cil., c. 63a), e Angdo'de "la porta de Venetlli, aueeeduto a Giovanni odl'officio dl compu tista (Divert. 1470-71, c. 73 a). *-Angeloa Stella, archipreabiter ecclcale Satrinc, aromatarle ' palatii ap.d preatdena. (Divert. 1464-66, cc. 133 a. 145 a|; cf. p. 311. ** Agoslino Palrid (la forma di queato cognomc 4 apeeao errata nd Mandatl), U notoletteratoe cedmonicrc papalc (vedi p. 131, nota t). •• Conaiderato cbe queatogrnppo di •provudonatl ., con } due 65 APPENDICE " . . 1 214 * Pkoymiokati or palatio, 4. murndi marzo 1471 1 (Axcmvio dr., Divert. PmUt II, 1470-/47/, c 14S*). Marcua etc Lau. etc SoItI fadatla lnfraaerlptti R.mU domlnU cardlnaltboe et alila protltlonatla In pa pro jetprlnto, S Ret."* d. baptistc Cardlnall Sucte marie In portico * florenot papules centum. . . ft. c Rev.** d. lohanni Cardlnall Sancte lucle * flore not tottdem 9 c 10 tottdem. S. archleplacopo Mediolanenai 1 An. eplacopo tettrenal N. eplacopo farenal P. eplacopo tlraaonenal ij P. eplacopo Tarrlalno Io. eplacopo urblnatl • lohanni barbo, S.B| domini noatrl pape nepotl, ft. almUea ttglntt m 0 eplacopli, pro qD0. llbtt fl. xn „ urxix „ xx Dolmo 7 in aancto marco fl. aim. tredeclm. . ft, im so Francisco do placentlnU ', ft tin. qulnquc. , r II Ito da artiall (cf. It note a) doc. 4), ac noma di coetni a quelto • Egidiua d« Tocco ., archltctto, II quale fa aulvimdmo, In codetta epoca, al nervlglo del Papl : cf- uo pta p. Ill, sou I; Mvcmk. I, 270 «gg., II, Want., til, »0 »K . S 1 Abblano tcelto queato, fra I laaadati per i * provlaionati deu'uluaao anno dl pontificate dd Barbo (I'altimo maodalo « del gtugoo. a c »1 a), perch* d da II mAggior namero dl penooe • U cifra compleaalva plu alU. in confronto al mandatl colletUvi degll altri meal, la queato, c nd tr* document! precedent! aono raceoltl I Slmonl Contarcno* Io. clericl Alexandro de narnia Bernardino ferrarll Progne Carolo de Mantua Iacobo Macerio lohanni de Crema Baldaaaari de Blandrate Ieronlmo magittro tiabull n Crlttofero de Mantua 11 Petro Campt Antonio de Noceto 11 Gobino Tonsori 1* Paolo n (Keg. Vatit. S4*. c. Ma). » pro fl. vi. • » 35 * lacobaa de Medlolano, maxeriue porte ferree palatll apo atolici , (Divert. r^M-to, t. 125 a). SI pno ritenere cbe coatal feme *i II capo dai roaatieri papall (dattl ancba •aervifliiiee irnonn,) aa Uchlaaimo collegH idi famlgllari pootifici (Miaon, Dawnario, XZ.IV, 37 agg.) ; mantra II * Tlllnianae da prima porta caa aegne, to qoeato eleaco, Mmbra appartaaaraalia categori» del nutneroal mtcettn osttarn 0 mlodi deli* peri* del Palaaao apaatollca (et Moaowi. XLI, It3; 53 Addtiamenta cit., col. 322). Sol nw,do coma runalonava, a tempo dl 10 notnl di tattl 1 • proviaioiuul in palatio . durante II papato di Paolo 1 (aalve poaalblll aviate, ncl noalro eaame del regtatri Divertorvm), ad accealone dl • lobannea picti. (PUilf), ch Agure negli eleochi del maggio e del giugno 144* (Divert. 14*9-70. «. Ma, 5* a) ; del veacovl dl Noll (Paolo Gluatiniani ; EuaaL, II, 330) e di Veroli (Clan Paolo IS Ponalaal; BoMi, II, 2)1). I quati al trovano fra i *provlaionati del meat dl gennalo 144* [Divert, cit., c. Ill a) ; e dl Andrea Pill da Kaoo (Overt, cit., c. 31 a an.), cbe divenue pla tardl Caatellano delta Mole Adilana (vedi p. lit). • Battlata Zeoo, vedi p. 54, note S. • Giovanni Michlel, vedi p. 54. noU a. .• • La resina Caterina di Boarda. vedi p. 60, nota I. • Strfaao Nardinl, vedi p. 31. nota 3. • G. B. Mellini. vedi aopra. p. 313. nota I. ' Dolmo da Valvaaoue, friulano, cuatodc del Palauo di San 33 Marco; vedi aopra, p. 15. nota 4. • • Francesco Placentlal da Verona, aecretarlo papalc, figliodi Maeatro Crtatoforo; vedi aopra. p. 13, nota 3, c cf. Hiatal, I, 17*. • II veneilano Simone Contarini, nipotc *ea coBeobrina , di Paolo II ; vedi aopra, p. 56, nota 5. Ai 33 di oovembrc 1443 il Papa 30 dooava IS dacali * domino Srmoni Conlareno pacienti febrent . ( Aaca. Bom.. Cemfitto cmiuvJarii. isM-71, c la); il 17 lugllo 1470, altra aovveniione di 30 ducati alto ateaao. • InGrmo . (Mi., c. 47 a). Delta ateaaa nnblle c**.i* vlveva in Cone di Roma un «magiater Gabriel 33 •palatll apoatollci audllot . ; vedi la bolla dei M lugUo 1470, in Reg. Vatit. sjt. c. *3a). Dcv'aaaere coetni unaipagauolo (Ferrer*); et. la 'Uttcra • teetiiDOnialla da froctihue perci'iiieodia in abeer.tla, pro d. Bernardo * Ferrari, a."* d. n. pape familiar!, caaonico Ttraaoaeaal . (Tareiooa 40 nella Mnrela), in Alien. Vatic, Divert. Caver., XXXII, c. 304 n. Va rlcordato qui nn altro apagnaolo, omoaliao, Bernardo de Rovlra (cf. p. 330, I. 13), cha fu capp*U»° • "dUora dl Paolo U, qnaato. fra I earl «rrld dl Palaaao, vadaal U Intima- lo== del card. Marco Barbo * Priori at aalrereia magtatri ottieriii a.* d. •aoetri papa., del 17 fabbralo I«47, par richlamarli a pio aaaidno a ocnlato dWmpagno del loro aflicio, in Aaca. Vatic, Divert. Camter^ 53 XXIII, c. 303 a. 11 * Hieroaimna de Sevinla de Padua. (Divert, r/da^f, c. 47 al. " Criatoforo Gerrmta, il celebre orafo ; vedi p. 1*1. Egli aveva I'abltAalooe nci Palaaao papalc, Inaleme a quel " magfcater leroed moa de Verona., chc fu no aoclo nell'eaerclaio delta Dogana del tl Palrlmonio; cf. MuarrTa, II, *3 e Aaca. Vatic. Divert. Camer^ XXXIX. c S3 a. P. coatul il • Criatopbonia de Mantua.. di cui par " Oneat'o oognomc compare la prima voJta, tra •provlsio natl.. dellagoato 1447 (Dtvert. //«*-*•. c. US a): dl Pletro Campt t u menaione in an arto cameruit del 1474 (AacR. Vatic, Divert, cit., loc. cit.). Crediamo aia coatui il cublculario •meaaer Petro Kraaao ao., cbe aaalati alia morte improwiaa di Paolo II (vedi la lettcra di b^. Trancbedlnl, preaao PAtroa, II, Appendice, n. 107): qnindi, da Identificare col " Pctru* de Francia . del doc I, fort'ancbe col * I*e- ?0 •truade Burgondla. del doc. 3 (pp. 211 e 212). r* Antonio da Noceto (dioceai di Luni), ben nolo tra I favoriu di Pro II (MaaiMi, II, 144). Flgnra tra i famlgliari di Paolo U no da prindplo del pontincalo (vedi p. 30*); alette poi lungamente 1 VUtfbo, teaoriere papale del Patrtmonio (Keg. fat*. S44. c. Ufa; /5 cf. Aaca. Rom, Otmfmta evtievjarii, cc. *l a-*3b). Siato IV Io confermava nella carica di icudierc d'onore, continao comraetuale, 11 13 luglio 1472 (Aaca. Vatic, *rrwa, XIV, c. 334 »). M aCaeatio Gobino (sullc incombetue e la dignitA del barbaere del Papa, vedi gli Adektamenla del 140*. fit., col. 321) sperimeatara 3) apeaso la muninccnia di Paolo II ; vedi I Computa cminculant di ce. 50 a, 52 A, 37 A, largiiioni 'magiatro Copioo barbilonaori roe Sea •ctitalla.). Mori verao II 14*1; rf. EolDI, Necrotori. I, 51» ('a* •eraterGubinua barberiaa, aepultua In ecdeata a. Apolinaria ,). APPENDICE Bertholomeo Regal 1 Is(cobo) Barbarico Alfon»o 5 Io. epltcojxj Is(e©bo) de Gotttfredli lohannl Bsptlste Iohaaal de Tlbure 4 GnlOefano Robert1 5 io Gabriel! Qulrlao' pro qnoL fl. x. . . . 0. Ancelllao de Caaaiortla" NicoUo Polanl w de Floreati* » Paulo Uralno 215 pro quol. fl, GuldocU 14 m . . fl. is floresos aimllea triginta . . „ xxx Bernardino £ratri ie duels sore florenoa similes pro quoL fl. Calcagnino ' lacobo de Maxano • Iofasnoi Robertl» via 1 nctla Corte papale III, cba Io ivcva craato vaacovo di Barcdlona pocbl gloral prima ll morlrs ; II Regas pent* il vescovado io eegolto dl'as» smniooe di Wo II (Monri. I, It) ; Maaljtl, I, 131 ; BoaaL, II, 115). Sella fsmlglU di Paolo II cell compare fin dal 1647 (mandaio per 1 * provisional! . del meae di agoato, in Lhiteri. jeSo-&5, e. Ilia: *d. * B. Regaa prothonoterio, 8. 10J. A tempo dl Slato IV Io troviamo fra I chtcrici deJU Camera apoatolka; vedl (OanajenJ, Saggi diot tervaxiani, Appeodice, p. 1*7. • NobUls vlr Alfeneaa Hactai (da electo, da lacto) da a. dtaqdete, (ftwrt. 1469-70, e. 135 a), chlamato ancbe • AUoaeae * U Carupagnano. e •Ce.np»gos*ae. {DHftrt. 1469.70, cc 50 a, •5 a. I* a). K certemcnte da ideatlncara eon Io • AHomm da Cam "paala s a lo 'Alfbnaaa da regno a (da Chieti, nel Reanie) dal docc. I a 3 dl qeeeta Appandice. Alfoado de Latto (an qoesta no Wla iamiglia cadedae vedi G. Ravura, Notiai* Horra/UAe deg-U wauai Htuttri aY Chieti, Nepali, 1*30, p. 79 eg.) fa Ire gil ecadlerl dl Paolo II, cbe ne ^odettero m»£glorm«at. le fiduiLa; vedl Le no tJsie dl mlaelod dlOeill a conAdsaddl, sffldalegU dal papa Barbo, In Divert. 1466-6», cc. 31a, 4aa, 134 a; te6f-69.ee. 31a, »3 a, 70 a. • GUnanna il c la : letterato e poeta caro al papa Piccotooiinl. II fra i * provisional! ta palalio, (non, pert, col grado degli allrl veacovl " rdcreodartl ,) a cooiiiKlara dal : del 1444) ; vedl Divert. /flM», c. 144 a. Bench* in qudebe {Divert, dt., cc. lavs a 143 a) ala acrltlo *M. epmcopas I ntrramoenxis OOO V' ha dubbio cbi! tratlaai di Ciiannntoaio, poi cb4 I'altro veacovo * luteramnrnxe . (dl Ternl, JmUremne) fa, del 1443 al 1473. Lodovlco di Antonio (KubbL, 11, 144). So00 ben noU, del reato, I rapportl ddl'emeolala col papa Barbo, dl cut (J. Antonio cerc6 di accaparrani il Csvore fin dal prindpio del pontlflcato (vedi sopra, p. xrv aj.); al as che 11 Cempano stave in Roma ancbe nd 14SS e nel 1*64 (G. Lsaea. G. A. Cam*am, Fontedera. 1192, p. 43 age..). da TiTOU (ef. p. 311. I. 17), compare nel docu i 'veaarabUls, a U quallSca dl •famillarla pane.; Tedl Divert. 1464-66, c. S a; Com/ula cuiunJaru dt., cc. Sa, 4a. • * Docalnaa gulllelmas oil™ magister domoa S. 81»tl. (mag plorjoino del Cardinala dl San SiHo, Giovanai Torqaemsda) COm pen la prime valta, con la tuddetta qaalifica, tra 1 * provlalonatl a dal maggio 1449 (Diwtri. c. 34 a); allrove (ftwrj. 1470-71, c 34a) 4 eniamato •OnUUlmoe de Frantia .: probabllmenta, an congluoiodcl loetoeM Giovanni Robert, cheaeguealul ndlo elonco. • Sanaa dabbto del Quirini. Di qa«to fa.nllUue, e ' ^ gno 1470 (ZJ.'rrr. f*d7«, e. 347 »). ^ la prima menxlone di quevto penooapglo trovaai nel man date collettivo dal marao 1*4* (Divert. ,469.70, c. 30* e); agli 4 eempr* dtalgnato col aolo aonae "Tilimanaea .. 11 9 ottobre dello atcaeo auoo r*aol3 II donava 5 docati * TillminDO dc prima porta, famtliari a." d. n„ InSrmo . (OmtfmU emtiemtara df^ c. 34 n; cf ,,.3l*,aoUlI). Mathie dc Antiochla 17 fl. aim. octo Deslderlo de fabrics » Coaatltuunt la toturn florenoa aurl in auro de camera aeptlngentoa vlglati duoa, boa. xxxvmj, in flo- »5 reals papslibua dcciij, quos etc. Datum die prims men ala msrcli Mccccucxt, pontiflcatua etc. anno septimo. M(arcua) etc. G. (reoedaaor). eha dall'aprila 1471 U pol figora tra I Cappdla papala {Divert. ,470-71, c 130a agg.j c». I lUvu clt, UI, p. 43). a Calcagninaa d« Pnrub, cnblcnlario papala {Comfixta £H&icH.r aru dt,, c. 41 a; cf. Divert. 1469*70, c 347a), * La prima volta 4 cfaiaxaato aempllcemente •lacobui, (Di pert. §470*71, e. 70 b, Maodato per i m provisloaati m id aovambre 1470); aei dec Masdatl aucceailTi 4 detto " laeobas fbrlaaaa. (aieT„ cc. 43 a. 114s); nel sagoenti 4 asmpre cbianiato 'Iaoobaa da Ma • raoo ». Dd vari laogbl ebe portano qneato aome la lulla, aarl «jaeato Marano Laginara, in proviacla dl Udlne; a la taenia rleorre all'aatoce delU arWw pofuU Jlomani ad Pamtnm //, da aol pobbll cata in queata Appandlea, V. I. * * Inhanoci Robcrti, caaonicB* Virdeiemds. compare fra 1 tttttmoal ad nn atlo aUpalato fl 10 glugoo 1*46 nel palasao dl San Marco (Tnawaa, III, 450). II Robert (Robert**, Kooerti) 4 cMa mato "clerical Tallenaii . la oa niandato CSraerale del 7 nctteirjbre 1*63 (Divert. 146446, c. 101 a). Cf. aopra, aota 3. 11 Cf. aopra, p. 313, note 30, Le forme piii freqaeati del noaie, nel maadatl, aoao ' AcrlUno ., • Celiao ., * Icetlino. (de Caaaloua, de Caaalorela, Caaalorglaa). Daniels «de Caaalorsa (de Caaaloreia) Paolo II (Divert. 1466 dJ.ce. 61 A, 77 a ate.; ieM-69, ec 7a, 17 a etc.). Celiao preade it poato, ia qoeitl mandad eoll.trivi, dl Giova.ei Grbon (vedl p. 313, 1. 33), U cd noma pia noo appare dope 0 glagao 1*47. • & eoetal II *pre»blter Nlcoiaaa mlnlator. cbe flgara nel • reolo dl tandglla. dl Pio II; cf. Aacn. Vatic., Mr. et Ex. 4jS, cc 34a, 57 a, dove aooo regiitrata aovrendoai dd papa Piccolo mini (maggio 1*44) a 'prate Nlcolb Poloai (rtc) mlalabore., Arbl trmria eppara ta IdeotHVcazlone di queslo artixta coo on "don NU • cola da Glanova,, prcaeo Mubmtx bt Fasaa. La tittiotkeeue dm Vatican, p. 133. II Polaal (noa rata, come 4 acritto per eirore ael regiatro dl Pio II dtj parrsbba, dal caeare, eeaere 00 veneilano. prediletto dal papa Barbo; aedl Msskts. Let 'arti, U, 31 * Z^vllZ aXa, baurt AmttetmtDeJhmg d. Kirch* undd. Palaxto di Sam Marco, in Der Patatto di Veturia in Horn, Wlea, 1909, p. 57. l* Leaaarda di GaldoccJo, acallora e orefice d aerdgi dl Pao lo II, Sa dal prlociplo del pootlSeato; vadl Moanrs, II, 35, 37, III, 176 ag., 343; ZaBN, JVotieie arttituhe, 17*. * Vedl aopra, p. 133, aota *, •* Bernardino Caalalmo; vedl p. 1*0, note 1. * Vedl aopra, p. 133, aota 3. II franccae Dtdderio d'Albert (A&ertut, de Atierio, AUerli), itaate alia fabbdeka dd palaad apoetoUd; cf. Mtratrri, II. Lo troviamo fra 1 •provisioned . a eomiadara dal febbrdo (Divert. 47o-7t, c. 139 a), cb'egU preade il peeto dl Anto 31 sg. 1471 (Divert. t47o-7t, c. 139 a), cb'egU preade il peeto dl Anto odlo d'Albano (• AatooeUaa de fabric*.; Divert. 1469-70, cc 143 a, 333a etc), dtro preddenta dalle fabbricbe papsll (Mubjitz, II, 30). Dedderio appariaca, qua! famigllare di Baldaeaare da Trino, ca ateUaao di afonUcelll, la on docemeoto ddl'agoeto 1463 (Divert,-, e. Hny. 15 o GIUNTE E CORREZIONI1 /. IX, i. tS tgg. — Alle teetiroonlease, qulrl sd dotte (cf. Mukntz ST Pabkb, La bibHothtqnt du Vat-can, Paris, 1887, p. 133 eg.), sails predilezione dl Paolo II per 5 gll studl atoriei (red! anche Sabbadwj, Scoptrtt, p. 65), e In particolare per la storia del papato, st puo aggiun gere la notlsla dl un Tolurae, appartenuto al Piccolominl, e coi\ descritto dal cardinal Fablo Chlgl, pol papa Ales sandro VII: • lacobl Zenl, eplscopl Patavini, Historla 10 "de Vltis Mmnorara Ponttficum, praefatlo ad Panliun II, • finlt In Cleraente V „ (E. S. Piccolomiwi, Optra ino Hta, edls, Cugnonl, p. 336). Dere parlmenti riferlrsl alia raccolts dl llbrl dl storia, fatta dal Barbo la nota ae gtiente del suo eubicularlo, Enrico Dallman: 'Die xx 15 * marcll (1470) a.""* d. n. concessit r.1-* d. cardinal! Pa "plensl, per xx dies, llbrum de omlssh In cronicfa, ut « constat scripto Ipsius d. cardlnalli „ ( Aror. Rom., Com p*ta cnbtcmlarii 1469-71, c. 195 b). Ancora, xa rlcordato qui chs lacopo Gherardl da Volterra dedlcara certl dl 30 tticl a Paolo II, accompagnando con essl *tabulam per alfabetum In quodam Ubro de Vltls Pontlficum, qnl • Uber est In BibUopotheca (tic) Pontlficla , (cod. Vatic, lot. 391*, c. 30 b); 11 Ubro, per II quale 11 Papa avcva commesao al Volterrano la tarola alfebetice del ponte SS fiel, era la cronaca dl Rlccardo Clanlacense (cf. 11 Dtario del Gnerardl, edls, Carusl, p. xu). Flnalmente, puo rientraro in questo argomento della storlografia pro* mosBA da Paolo II la notisii, da nol data pla soprm (p. 164, nota 1), ehe 11 Do advent* Fedcrid imferatori» 30 dl Agoatlno Patrizi fu acrltto per espresso invito di questo papa. — II codlee dl Dlonlgt d'Alicarnasso, di col pnrllamo nello atesso hiogo (p. ix, nota t), h certamente 11 Vat. lot. litg, riccamente mlniato e tntltolato Diondtii Aticamattti origin** tivo anti^mtata Romnnoritm, del 35 quale e riprodotta la prima pagina, recante 11 rltratto e lo itemma del papa Barbo, nella Rtvhta dtl Colltgio AraUkeo, IV, 1908, p. 135. /. XIX, nota 3. — Cf. p. 86, nota t. /. XX, I- p ig. — Prima dl rltlrarst nella sua sede 40 eplseopale, U Csnensl arera tenuto per ael meal 11 go* nota 3). Vedl in Arch. Rom., Invtntart foil* rScett /476-1484, cc. 36 a e 47, gll atti della preaa dl possesso (31 gennalo 1477) della rocca tudertlna per parte del 45 vescovo Castrense, e della consegna fattane da questl (39 Iugllo) al nnoro castellano, Uccelllno del Carretto. p. XXIV $gg. — Va segnalato, corns attlnente agll studl e all' tnsegnamento dl G. Veronese lntorno a GloTenale, II tod. Vat. lot. /639, che contlene le satire 50 gloxenalcschc, finite dl copiare nel 1468, * mease fc •bruarll, die xxm*, dum In agone Ludl celebrarentur . da certo * lacobus , (c. 85 b) : alia atessa mano appartlene altresl 11 coploso commento delle note marginal! e Interlinear!. Lo acrittore del codlce, nno studloso (come 55 ai pu6 dedurre an^he da una postilla In clma alia c. 100A), trascrlrera nel secondo foglio dl guardla, ratio, La tra duzlone latlna dl alcunl rersl dl Ealodo, fatta dal Ve ronese, al quale sembrano appartenere, parlmenti, 1 Tersl scrlttl in capo a dascuna satire, esprlmenti " roaterlam 60 * et causes aatyrarum m (cf. 11 pruno foglio dl guardla, recto, e la c. 1 a. La nostra attenslone su codesto co dice fu cortesetnente rlchiamata dal chlaro dott. B. No gara, della Vatlcana). — Per 1 commentatorl di Giore nele nel Quattrocento, vedl ora A. Gustarbxi.1, Un com- 6j w-nto umanisHeo intdito [di autore anonlmo] nllt satire di G., In Rivitta Abmxies*, XXIV, 1909, p. 194 agg. /. XXXI. — Sull'uKlmo perlodo del pubbllco In segnemento del Veronese oflre 1 segucntl ragguagll U regl-tro segnato Gabella dello Studio, 1473-74, nell'Ar- 7° chlTio dl Stato Romano (cf. ZAsvoinN, p. aoj). A c. at b: «a dl ix [maggio 1473] fiorint quarantta ro "manl, per mandado de* conserratori e refonnatorl [dello Studio] de' dl xxvim de genaro, a mlssere Ga " spare reronese, conduto a leger In retorlca, per la sua 75 'prima tersarla; contl per lut a mlssere Falcone [Sl * nibaldl] Ac. 33 b: 11 j8 glugno 14;? »1 pagano, per la seconda 'tersarla,, florin! romenl 63 a Martin Plletico 'conduto in greco, et In loco dl M.» Gaspare * Veronese, In retorlca ,. A c. 36 a: U 10 febbralo 1474 80 rerno milltare dl Todl, una delle piu lmportantl plazze fortlScate dallo Stato ecclealastlco (cf. topra, p. 134, Qaattc Gitmt- t comitoul (conpUate uU'ottobr* 1*H) aon coinpfendoao la corretlon» dalls wtltf tlpo-Tafch*, la quala *1 trova si pagano 50 fiorinl romani (pari a fl. dl Camera 34, bol. 34) * Maglstro Gaspari Tcronensl, conducto In rhe " torlca, pro eius prime teraarle Come si rede, Ge U fiae del-olani., Jopo (11 lodlcl. Ci-U psratSM qui dl rlcor. dart, che la praMote «dUloaa fa eaaJndaU a «tampar* ael 1K2, ; 218 GIUNTE E CORREZIONI spare free ritorno da Vlterbo a Roma, e qnlrl ripreae " I'ineegnamento nella Sapienza alia fine del 1473; non conteneodo queato " Uber computum , 1« noto del pnga meatl posteriori elTeprile 1474, ed eesendo scomparsl 5 1 llbrl delta aerie Gabella della Stadb per gU anal suseeguentt, &no al 1481, manca qui la prora, che U pedagngo fini dl rtrere nel 1474, come nol supponiamo. /. 4, I. it. — L'aaserxlone del Veronese, che Ple tro Barho tenne l'utlido dl Penltenriere msgglore, non 10 ha trorato conferma nel rari atudl tulla Penltenxlerla 20 Apoatollca, uacltl In questl ultlml annJ. L'autore plo recente, P. Choust, La eacree PtnUemelere apttUttqme, Lion, 1908, p. 7s (gg., eaclude, al pari degil acrlttorl precedentl, 11 Barbo daUa aerie del Gran PenltenalerL ,5 che al erode cl ila perTenuta complete, per U aeoolo XV. Non potendoal ragionerolmente dubttare delle notUle data daU'AnniilliU dl Paolo II, eupponlamo che coatul abbla retto da cardlnale teroporanemente V alto officio neU'asaenaa da Roma del titolare (per la * reggenza , del Gran Penltenalere redl Choubt, p. 88)» e propen dlamo a credere che c!6 abbla potuto accadere al tempo, che tale dignita era coperta dal cardlnale Domenlco Ca pranlca (1449-1458), e durante 11 pontificato dl Call! •to III preaao 11 quale, come afferma U reacoTO Zeno nella lua orotic ad Poalam II(cf. lotto, p. 322, 1. 1 tgg.), que 3S •t'ultlmo otteane ' primutn auctorltatla et graile locum w (c. 5 a). Fra le dignita del Colleglo cardlnallalo, quelle del Peaitenalere era appunto reputata la prima. In co detta eti (red! la Afalegi* ad Martienm Mayer dl B. j0 Sllrlo Plccolomlnl, la Pu IL Cemmentarii, Romae, 1584, p. 737, e cC 11 MoaoNi, DixiaaaHo, LI, p. 61, che 1 * terao, 1'ufficlo auddetto, per 1 tempi suol). * * f- 9S, f. 4, —Alle teatio», qulrl cltate, aulla paaaloae del Barbo per la jj tlca, agglungl 11 paaao seguente del Commentarlo dlEnea Sllrlo Plccolomlnl al De dtctie el facti* Alfhoaei regis dl Antonio Panormlta, che U Plccolomlnl compoae rerso 11 1456. * Petnil Sanctl Marcl cardinalia, Eugenli quart! * aumml preaulia nepoa, incrediblle eat quatn mulU nu 4o «mlamata reterum conqnialerit lmperatorum et prlncl « pun: amator et hlc retuaUtla eat , (E. S. PiotcjCOmijm, Parallela Al/anttaa trve Afe/kltgmala etc., Hanorlae, 16x1, p. 34). Nelle itauipe compare, reramente, 11 no~ me " Antoniua „ al luogo dl * Petrua ,: ma h erldente 4j I'errore (uno del molt! che rieorrono nelle edialoni del SO ss Parallel* Alfontina: nd caio preaentc, da aplegare forae con un * Antonl riferlto ul Funormlta, rocatiro che al trora rlpetuto In altro luogo deilo ateaao * parallelo „) * gta 11 Foacarlnl, Letteratura Veaetiame, 405, note 1, lo arera rilerato, correggendo gll acrlttorl precedentl, che misero fra gll untiquarl famoal un *Antonio cardl nale dl San Marco,, mat ealatito. /. o, met* 4. — Per la partntela del card. Marco Barbo coo Paolo II, vedl p. 174, nota 4. dl papa Calllsto IH, del so aprile 1455, circa la lite eat atente fra II comune Vlterbeae e *Ypolltua de Nandachi* 6$ * (j**e) de Amerle, preceptor doraui sanctl lohannia et " Victoria extra muroa MontisRaseonensls, hospitalla aan " ctl Iohannls Ieroaollmltanl „ In Abcr. Coat. Virsaa,, Riforme, XV, cue; XVI, c. 83a. La controTersla al traarlnara ancora nell' ultimo anno del papato dl Pao- 70 lo II (cf. 11 breve 32 febbraio 1471, con cul al affidara al tcscoto d'Asalal, castellano della rocea dl Viterbo, la cauaa snddetta * super certis tenlmentis dicte eeclesle In AacH. Vatic, Brevia, XII, c. 336a) ; nd qua! tempo Ippollto tcnera altreai la * precettoria , dl San Glorannl 75 dl Troja presso Foggia (Brevia dt, c. 183 a). larghczza dl Paolo II rerao 1 Naccl abblamo dtrl eaempl, oltre a queili di Ippollto e dl Plramo, 11 quale, prima dl csserc castellano di Ceprano (cC aopra, nota ciL, e Axes. Vatic., Imtr. et Em. 47S, c. 114 a; 4S», ec 17$ a, 356 b) arera ottenuto dal papa Barbo U rlcarlato dl Clriterecchla (Reg. Vatic. J44, C 64 a). Francesco di de* Naccl dl Amelia era creato podesti dl 11 a ottobre 1465 {Rag-, dfc, c. it a); U 4 aettem i bre 1469 Tito dl Plramo, della steaaa famlglla, renlra deatlnato all'uiliclo dl cancdliere dl Orrieto (Hid., c 146 a); 1'8 gennalo 1470 Aleaaandro de* Nacd otte* nera la cancdleria dl Aquapendente (ibid., c 17 a). /. it, nota 1. — II Marinl Uce, nd euo d llbro I della Vila dl Gaspare, d riguardo c Crlstoforo e degll altrt roedlcl dl Paolo H, qui ricordatl, perche ne arera lungamente e dottamente dlscorao In altro luogo de* suol ArcUatri famtifitt (rol. I, pp. 171 183), rirdando altreai 11 cognome dl Crlstoforo, che fu de' PtacenUmi (p. 179), e IdentiBcandoio (ma lenzs argomentl) con II * Crlstophorua Piacentlnui „ dall'AnndlsU plo lnnanal (red! /. mj, I. f. it, neta t. — Gabriele Marcello (h forae coatul U *quidam nepoa d. cardlnall» Sanctl Marcl * che atara In Corte dl Roma alia morte dl Eugenlo IV, 1447;cf. AreUvU Sec Reman* tteriafatria, XXVII, 1004, p. 333) 85 too los /. 11, neta 1. — Ippollto Amerino, appartenente alia coaplcua famlglla Nacci dl Amelia (redi Bubckabo, Liber mtarmm, edla. Celani, p. 37), era famgllare del Barbo e cavallcrc Giorannlta fin dal tempo dl Nicold V; redl la lettera del Priori dl Viterbo, 4 lugUo 1454, al 60 cardlnale dl San Marco, al quale tl promette di trattare •cum d. hIppollto famillari rer.*** D. V. et cum Fran * cisco pernio euo , la cauta ailre sanctorum loliannls * et Victor11, cum bona concord!* et amore „ e la bolla mori giorane. Vedl la bolla dl Cdliato III, del 39 eet tembre 1456 (Reg. Vatic. 446, c. 53 a), con cul licon cedera un canonlcato della Chloaa motoneae, rimaato racante per la morte dl Gabriele Marcello, decano della Chlcsa auddetta, a Nicol6 Marcello chierico rcneslano, " qui etc. dilecti filil nostrt Petri tit. Sanctl Marcl preab. * cardindla nepoa ezlatJa *• Anche per Nlcd6, come per Gabriele, compare la qudifica dl * nipote „ del cardlnale Barbo; mentre aappiamo dl on altro personagglo della nobUe caaata renexiana, Angdo Marcello, creato prlore gerosolimltano dl Veneda da papa Eugenlo nd 1431, ch'egli era figlio di Nlcolo e dl una Condulmer, 'forae * torella dl Eugenlo IV, (G. Somet Picbhardi, Del gram frierate dell'erdine gtreteliwutamo in Vernetia, in AWtw ArcUvie Vemete, IV, p. 147: U Lltta, rol. X, Famiglia Condelmtre, tar. I, ricorda una sola sorella di Kugenio IV, Pollsacna, che fu madre dl Paolo n, cf. so pra, p. 73). Nella madre dl Angelo Marcello sari forae da rarrlaare il legame dl parenteta del Marcello col Bar bo, e la qualiiica di 'nipote. dorri lntenderal In senao largo dl • cohglunto „ come I'abbiam riata uaata a pro podto dt Marco Barbo (p. 173, nota 7). Certo e, che la famlglla Marcello ebbe strertl rlncoli dl amldaU col Barbo1 trorlamo Lorenzo Marcello (tuccessore dl An gdo nel priorato dl Veneda5 cf. Soaoa Picbwarw, loc. GIUNTE E CORREZIONI dt) fr» gU eaecutori testamentarl dl wr Paolo Barbo, II fratello dl Paolo II (Arch. Vbm., Procnratori di Sam Marco dt dtra, ttstamtnti, n. jji, c. 1 a); e Lodorico Marcello, ereafo nel 1471 da Paolo II prlore diSan Glo 5 rannl del Templo In Trerlso, rlcca commend* dell'or dine geroaollmltaro (G. Patamrllo, Urn maestro del 219 medealmo ambaaclatore, proteate a Paolo II, che ancora non ai era plegato alia preghtera del' Fiorentlnl di far 6$ loro riavere 1 aacrl arredi donati dal Patriarca alia cat tedrale dl Santa Maria del Flore (Ltgatiamt etc. cltn ^ottractmt», Veaesia, 1905, p. 165). f. 18, nota 6. — Scrlreramo, aecogllcndo l'oplnlone del Volgt, seguite coraunemonte fia qui, che 11 nome del 10 Pandoni fu • Glan Antonio», e ' Porcelllo . 11 sopr&n nome. Vedl ora G. B. Picotti, Dei Commentori dtl$t condo anno di Porctllio Pandoni (In Arckivio Mnratoriano, n. 6, 1908), p. 391, dore il eaclude che U Pandoni abbla aruto U nome, che gll attribu. 11 Volgt, e a! afterma che 1 j egll tl chlamo dalla naaclta Porcelllo. L'argomentaxlone del Plcottl cl aembra conrincente. Aggiungiamo, che nemmeno a noi occoite m*i d'lncontrare nei documents 11 nome Glan Antonio5 mentre trorlamo che 11 Pandoni h chlamato coetantemente " eximltu poeta domlnua Por ao •celiua. in document! pontificl degll anni 1473-1474, che lo concernono (Arch. Vatic, Divert. Comer., XXXVIII, cc. 01 a, 107 A, 16a a) ; nel teatamento del ftglio auo Lucio (8 maggio 1479, In Arch. Rom., Notari ca/itoHai, Protocols, n. 1 1 10, c 107 ) quest* ultimo h chlamato 3j 'alius quondam egregil riri domial PorcellU Pannonl „ (cl anche sopra, p. 19, note, 1. 33, e Altibju, Nufttali, p. 36) ; parimentl, In un atto ufficlale rlguardante 11 auo inaegnamento nella Sapienza dl Roma, del 13 gennalo 1474, 11 Pandoni rien detto * dominus Porcellus • (Arch. j0 Rom., GaMle delo stadia, 1473-74, c. 3$ a). II nome Porcello , (resaeggiatlro dl Porcio?) era, del resto, nel 1'uao dell'Italia centrale gll nel secolo XIV 3 cf. G. Loz «ato, In Miscellanea nusiale Crocioai-Resetlloni, Roma, 1908, p. 79. 35 . »3, nota 1. — Per 1 rapportl di Leonardo Dati con la Curia papule, il aggiunga, che Calliato III (al quale I Fiorentlnl arerano raccomandato 11 concittadlno per " qualche dlgnlta et beaeflclo aplendldo fin dal raaannalone del Borgia al papato ; vedl Aacii. Fior^ Si 40 JT*«rt- Legariomi etc., Ittrunomi n, 13, c 139 a) gll con ceder*, con balls del 14 gennalo 1457 {Reg. Vatic 446, c. 134 a), la commend* della Piere di San Leonardo dl Cerreto, dloceal di Lucca 5 e che Paolo II (11 quale dee rette, nella aua assnnzionc, le ateate raccomandazlonl 4^ dalla Slgnoria dl Flrenze, vedl Istmsiomi m. 13, c. 126 a) conferir* al Dati, oltre al beneficl gla rlcordati, un'altra commend*, dl cut al parla in Rig. Vatic 330, c. 168. Sara state, probabilmente, un congiunto del prelato fa vorite da Paolo II quel * Bardua Mlchaelis de Dathla, j0 * dvla norentlnna che da queato papa Tonne nominato, U 15 marao 1469, Conserratore della citta dl Viterbo (Arch, comux. vmRB., Ri/ermt, XVII, c. 70 a). sj, molt 3 e 4. — Alle notizle, qulrl riunlte, tulla artenza tra Flrcase e 11 papa per la restlruslone de beni del cardlnale LodoTlco Scarampo ealatenti in Firenae, ai aggiunga, che 11 37 aprile 1465 la Slgnoria acrlrera aU'amba-ciatore fiorcntlno a Roma, annunclandogll dl arcr data piena sodiafaxlone al pontefice nel fatto dei benl dello Scarampo (red! nota 3) nella aperanza ch'egll 6q al Indurrebbe a far salaare I debitl della Camera aposto llca reno 1 mercatantl fiorentlnl (Arch. Fior*, Signori. Legoxioei, Commissarit etc*, a. rj, c. 151 A); e che 11 30 glugno succeastro la Slgnoria rlvolgerA, per mexao del aw tb, c 39 a). E probablle che 11 papa Barbo, come fu aordo a codeata protests, tale at aia mantenuto anche rerao le rinnorate iatanae di quattro meal dopo (rodl 70 nota 4) ; e che 1 prczloal paramenti sleno definltiramente rlmaatl ad arricchlre la presioaa auppellettlle della basi lica ratlcana, o di aitra chies* dl Roma. /. »6, nota 1. — La prlgtonla del Tolomel (cf. E. Rodocakachi, La Ckoieom S. Amgo, Paris, 1909, 7S p. 71 sg.) durd alno alia fine del pontine*to dl Paolo II, come appare da una nota marginale all*tnrentario, fatto il 2$ ottobre 1470, della auppellettlle del Caatello, In Arch. Rom., Imvtntart dtiU rteeit 1436-1470, c 3 A. L'annotatore rleorda, sotto I* data * die (laemma) norera- 80 * bria , , certl larorl 'pro faclenda crata aeu fenestra 'ferrea ad foramen carcerls aeu putel, in quo est do * mlnue lacobua ptolemeua et alii . 31, nota j, — Vedl I'artlcolo dl G. Zaccaoniki, // cardinal di Ttan» mailt Marcat, inBall. *ior,fitiaittty 85 IV, 1902, p. 49 ag., sull'opera del Forteguerrl nella cam* pagna ordlnata da Plo II contro Slglamondo Malatesta. /. 3», nota r. — Per Pincremento dato dall'Eatoute vllle agll edlfizi della Basilica Llbcrian*, redl G. Ferri, Lt earf delfArcUvio Libtriaao, In Area. Sac. Romano 90 tt. fatria, XXX, 1908, p. 163 ag. f. 33, nota $. — Apprendiamo da L. Frati, Di Niccolb Ptrotti, in Giomale ttor. tttt, Hal., LIV, 1900, p. 398, che 1* monodla di mcsser Nicold fu scritta per la morte dl un fratello di nome Severo ; ma, forae, i due 95 nomi * EUo, e «Serero , indlcano la stesaa persona, e aono nomi fintl, aecondo la mod* ciasslchegglante del tempo. Dl un tuo fratello, chlamato Glorannl, che te ner* pubbllco ufiklo in Firenae, p*rl* lo ateaso Nicol6 In una lettera a Frate Antonio de' Medici, del 30 iu- 100 gllo 1468, in Arch. Fior., CarUggio Medico* 1. // P., filz* XVII, n. 380. t.37, to/a3. — Del fiorcntlno Glorannl dalla Caaa, lodato dal Veronese, posaiamo ora oflrire al lettore qualche notlzla. II Dalla C*sa compare tra gll abbre- ioj riatorl nella curia papaie durante I'ultlmo anno del pon tificate di Pio II ; cf. Arch. Rom., Defouttria gtntrala dtlla Crodata 1463-64, c 34 A; egll facer* parte, altreaL di una aocleta commerciale, eaiatente In Roma fin dal tempo di codesto papa, al quale fece preatltl rlleranti, no come appare dal registri dell* Camera apostolic* (Arch* Vatic, latr. tt E*^ 433, cc 1S3 a, 157 a). Ma negli af farl pecuniar! non arrlse fortuna a messer Gioranni, sotto Paolo II; ce lo apprende una lettera della Slgnoria dl Firenae, del 4 maggio 1467, al auo ambaaclatore In Roma, 115 Gioranni Canlglanl, nell* quale si legge: "Scrirecl 11 'papa pel fallimento dl Gioranni dalla Caaa, et racco 'mandacl dl nuoro II credlto dl Mooslgnore dl Roano " [11 cardlnale Eatoutertlle] et dell'arclreacoro di Mllano * [Stefano K*rdlnl]. Noi per fare cosa grata etc. gll ab- 110 * biamo lerato U salTocondotto et fattolo dlatenere dagll * Otto dl ball* etc. , (Arch. Fior., SignorL Ltgaxioni, Commistarit; istrutioni a. 16, c. too a). Ne p*re cn'egll rlprendesac l'esercizio della mercatura a Roma negli annl s^gncnti, poiche un Istrumento rogato nella Camera apo* \it atollca U 15 aprile 1469 c! apprende, come "honorabilia 220 GIUNTE E CORREZIONI « vlr Iohannea ollm ser Lttdoriel de la Casa,ierchator •florentlnm, a!In Rommim curiam sequens, pretendena * sc certii ex cauais casr credltorem ap.°* Camere a tem * poribua fe. re. domlnt PI] pape secundi, In et de libris 5 *mille et centum de Valencia „ con atto ttipulato U 4 novembre 1468 a Firenae, nel popolo di San Slmone, * tamquam sotI as, et pro et rice et nomine rfna sotleta * tti et aoelorom de Roma „ del propri dlrlttl al credlto io suddetto 'prudentcm virum Alexandrum ollm Roggcrll * dclla Caaa, clvem et mercatorem florentlaum, presen * tern et acceptantem , (Arch. Vatic, Divert. Comer., XXXtfl, c. 213 B sg.; cf. Murktz, Lot art$, III, 65). /. 3S, nota 3. — Per 1 beneflcl goduti da Rodrlgo IS Borgia noil* dlocesi dl Valensa, vedl la bolla del 31 mir ao 1448, con cnl Nlcolo V confermava Ludovico di Gio vanni de MUa e Rodrigo de Borja, nipoti del cardlnale Valentino, e Bartolomeo (de) Rovlra " procurator negotlo " ram del cardlnale, nel posseaso dl certl benl ecclesla 30 sticl, In oaaequio alia facolta, conceasa gli da Eugenlo IV al cardlnale Alfonao, dl dlaporre dl benefici della dio ceal Valentlna In favore del auddettl {Rig. Vatic, 4x0, e. 354 ig.) ; cf. I. L. VlLLAjruara, Viagt literario a lm iglttiat de Espagna, tomo IV, Madrid, 1S09, p. »70 tg. »5 30 38 —Dette rlforme Introdotte da Paolo II nella Cancelleria papale tratta amplamente M. Tanol, Di* fiftlUdttn Kantitierdanxgen von I»00-1300, Inns bruck, 1894, p. 188 sgg.; vedl ancbe Mitamgat tPar eJUoUgit tt d'Uitoire, XXIV, 1904, p. 283 igg. /• 45 "ota '• — cMtta notlzia aul tempo dell'am baacerla dl Polonla a Paolo II, dl quella rifcrita in co detta nota (dove leggaai 1468 lnvece dl 1418), ci h for ntta dal mandato per ducatl 50, emeaso a favore dello Spendltore del papa al 4 dl aprlle 1467, • pro expenala 35 " oportunls In convlvlo faclendo per d. n. pstpam * apectablllbua d.*** oratorlbua Uluatrla regis polonle, (Arch. Rom., Divert. 1466-68, c. 151 b). — Nel lugllo del 1471, Paolo II invlava Pablano Bensi da Montepul clano oratore al re di Polonla, per trattare " nonnulla 40 * ardua negotla, que In present! occurrunt.; Arch. Va tic, Brtvia, XII, c. 177 a; cf. Arch. Rom., Divtrt. 1470 Jl, c 311 B. f. 45, nota j. — Delia caaa dl Angelo del Bufalo, a Montecitorlo, tratta tm atto camerale del 16 novembre 45 1471» In Arch. Vatic, Divert. Comer., XXXVI, c. 55 a. La morte dl lul cade verso 11 1479; egll fu aepolto In Sant'Andrea della Colonna, (Egidi, Nccrologi, I, 479. Sulla famlglia Del Uufulo vedl Burocardcs, Liter no tarmm, edls. Celanl, p. 153; Eonu, I, 353, 358,464; P. 50 PAOLtoccin, / Cattollani eU Cattel Sant'Augclo, Roma, 1906, vol. I, p. 63 sg. /. 4S, »ota 4. — Nel liber offichrmm sotto Paolo II (Reg-. Vatic. 344), a c. 15» a, dove sono reglstratl 1 Pronotarl dl CampldogUo, trovasl annotato, accanto al jj none dl Crlstoforo del Bufalo 1 * Quo Chrlstoforo pro * pter bornlcidium prlvato, tubrogatus el fuit lohannea * de Cancellarlls, Inchoando a die bomlctdli et finlendo Francesco Capocclni. D decreto papale del 9 aprlle, da nol citato In codetta not*, dev'essere adunque del 1467 ; 65 el"anno secundo , del RegestJ VaticanI va corretto In *anno tertio B. Su queato aangulnoso episodic, della vtta romana nel quattrocento vedl anche Zabuohjls-, P. Lato, p. 135. La morte dl Marcdio del Bufalo pre cedette dl un anno quella del padre too (vedl gimwtm 70 precedents e cf. Bawl, I, 473); mentre la vedova, Gre goria CaflareUi (cf. f. 43, nota 3), era aneor virente nel 149a; cf. Eaun, I, 513. /. 47, mete, I. rj tgg. — Sugli arazzl prestatl da Paolo II al re Ferdinando per le teste ntudail del 1465, 75 vedl 1 document] preaso Mcwrn, II, 131 sg.; In tale occastone furono Inoltre Invlate a NapoU dal Papa cause dl argenterla (vedl Arch. Rom., Sptn iitori di Pm laerv, 1464-66, c 54 a). Sol panaggio del Principe dl Taranto, nella occasione predetta, attravcrso le terra del 80 Patrtmonlo, vedl Brsai, Steria di Viterio, p. 366 sg. f. 48, m»tm t. — Per Francesco dal Borgo vedl aopra, p. 148, nota 1. /. 36, mete 7. — Paolo II non eoncloae, ma solo tento di lmporre, nel febbraio del 1468, la « pace d'lta- 85 * 11a m; cf. aopra, p. 158. j». 38, mete I. tr tgg. — Lo studio, quivi aanun ciato, tulle Stamft SahlacenM e comparso In P. Eaxat, Netimie ilericke deWAbbaxia Sablacnte mel Medio Bve, Roma, 1904, p. 337 agg. Vedl Ibidem, p. 161 egg., In- 90 tomo al governo dell'Abbaxia tenuto dal card. Torque mada (cf. aopra, 37, nota /). /. 60, motm i, — Che Csterlna Calandrlnl (dl una sua rlalta a Vlterbo, insleme alia vecchla madre, nel 1448, fa mensione U Dblla Tuccia, p. 56) rlaledeaae tn 95 Roma a tempo del papa Barbo, c provato daUa nota se gucnte del 'liber officlorum » di codesto poatJficato, in Reg. Vatic 344, c. 5 a» a dl 8 magglo 1469 D papa con cede nn ufficlo " ad supllcatlonem rev."1 d, cardlnalia ' Rotomagrnsla, aupllcantla nomine mag.'* domlne Ca- 100 * ferine, aororit rev.™1 d. cardlnalia Bonontensla, Tho * maato de Matolla de Ceala, antiquo famUiarl ipelua * domlne Catherine „. La gentUdonna morl verso 11 1474, e fu aepolta nella chleaa dl san Lorenzo In Luclna, dl cul era tltolare II fratello, cardlnale FUlppo; cf. Eoxdi, ,0j Nttrolagi, I, 464. /. 6a, nota 3. — Arch. Rc«Mn Gabtlla dello Studie, *47S-74: U »3 magglo r474 al pagano fl. 4, bol. S "do-. " mlno BernardinodeValle,eonducto ad lecturam extraor * dinariorum [neUa SaplenaaJ, pro elus 1* terciaria /. 6a, nota 3. — Aiesato MarlndU era, nel 1473, pubbllco maestro dl grammatica per 11 Rlone dl Cam pltelll; vedl Arch. Rom., Gabtlla dello Studie, 1473*74, C. 36 B. &3t aota /• — " Laurentlus de Vlterblo 9 com pare fra 1 noUrt della Camera apoatollca In un elenco degli ufficiali della Camera auddetta, con la data t* ottobre 1473, In Arch. Vatic, Divert. Canter., XXXVI, c. soi n. 100 /. 7T, nota 3. — I cronistl veneti attribuiacono al Barbo un'antics anna d'argento, alle bande dl rosso, ac- t ,0 •quando dlctua ChrUtoforu* finJret, si esaet in officio. * Et bulc breve expedltum sub d. 9 martli 1467 Queeto to documento, Insleme all'altro da nol prodotto a p. 103, nota 1, e alle date accertate del aenatorato dl PietTO Te baldeschl (cf. lnnanzl, p. 321, 1. 91 sgg.), tolgono ognl dub bio Intorno al tempo che fu consumata la * vendetta , su costata da due pesci barbl; non e noto U tempo in cul essl sasunsero l'arraa del leonc. Vedl A. Viawklli, Lo ttemma di Paolo II, In Rivista del Collegia Araldieo, IV, 1908, p. 135 sg. / 73, 1. 34 *gg' — 1 1480 4 veramente l'anno della tJj morte di Ellsabetta Zeno; cf. Gkrrarui, Diarie, p. 50. , 221 : GIUNTE E CORREZIONI /• 74* i jo *£• — Per la storl* dell* contea di Albe Tedt T. BrooI, La bfarrica antica, madiavalt afine alPabolition* dai fandi, Roma, 1900, p. 365 sgg., 3B7 sgg. DaJla ninuloae del Brogl (U quale ignore, la parte avuta 5 da Paolo Barbo net contrast! per codesto feudo) appren diamo che quello * Antonaxzo dl Albe „ rlcordato nel te'tamento del Barbo, era atato commUsario generate dl Glacomo Caldora, 11 condottlero predecesaore dl Ser Paolo nella Contea, morto nel noverabre del 1439 (Brooi, 10 P 393X • cne Alfonso dl Napoli al era afirettato a con fcrmare, dopo la fine del Caldora, nel feudo Albenae LIo nello Accroclamura; coatul arera impalmata la vedova del Condottlero, la famoaa Covella dl Celano, apoaa dap prlma a Edoardo Colonna, U quale si era risto togllere 5 dal Caldora la consorte e la contea (au queste lntrica tlaaine Tlcende vedl onche E. Cklani, Una fagina di /tmdalesmo, ClttA dl CasteUo, 189J, p. 11 agg.). Do vremo qulndl conclude**, che 11 Barbo (investlto dal Papa della contea dl Albe contemporaneamente e In opposl ao alone a Llonello, creatura dell'Aragonese nel contra stato feudo) abbla avuto a dlfendere 11 auo domlnio con tro l'Accrociamura, analche contra 1 Colonna; e che II auo ritlro dalla lotta abbia potuto awenlre ancor prima della morte dl Eogenlo IV. »5 /. 77, nota /. — Non *Santa Maria della Pleve (1. 36) ma Santa Maria del Plare (* Sancta Maria de Pla " rl t\ nella dloceal dl Trerlao, chlamast II monaatero rlcordato nel documento, qulvl citato, preaao U Coaxs uus; nel qual documento 11 Barbarlgo e detto 'rector, 30 archipresbvter nuncupatue, parrochlalls eccleale sanctc "Marie Pojane majorla, Vicantine dloeesis,. La aua elezione a protonotario apoatollco arrenne con bolla del 7 febbralo 1470 (Rag. Vatic, J4J, c. 13 b). fi. j8, nata /• — Sulla carriers ecclesiastics del 35 futuro papa Paolo II offre nuovl partlcolart la bolla dl Eugenlo IV, data " Bononle, anno Inearn. dom. mllle * almoquadrlngcnteaimotriceslinoseptlmo, ldus (sic) lu nil, pont nostrl anno aeptlmo con la quale 11 papa dava In commend* * dll. fillo magistro Plctro Barbo, 40 *arehldlacono eccleile Bononienala, notario nostra „ 11 prlorato dl Santa Croce In Venezla, " qui conyentualis * est et a monaaterlo Cluniacensi, Matisconensls diocesls, l'umanista, h confermata dalla nottsla seguente, tratta dagll Anniveraari celebratl dalla Compagnla del Salra- 65 tore In Romat "(anno 1485-86), pro domino Iacobo de * Rlcclonlbus, abrer.'atore In parcho maiori, (sepulto) In "ecclesla aanctl AugjisUnl; soluU fuerunt, due. 100, (EoiDI, Necrolagi, I, p. 498). /. 8r, mata j. — L*aneddoto, rlferito^ dal Litta, 7« che U Barbo fu oggetto del motti satirlcl dl Plo II, & narrato dal Platiwa, Vita*, p. 397. Non pare che la Inimlclsla fra 1 due gorgesse prima della elezione del Piccolominl al papato ; redl la lettera di quest' ultimo al Cardinal dl San Marco, che lo avera aiutato a conscguire 75 l'ufficlo dl camerlengo del sacro Colleglo (Pit II, Efi stolae, Basil., 1551, n. zo6; cf. Eubsl, II, p. 69). St sa, bensi, che 11 Barbo fu concorrente dl Enea Silvio nel conclave del 145S; ma e pure noto che egll, vista la im possibility della propria riusclta, promosse la elezione 80 del Piccolominl, come quest! narro ne'suol Commentarl; redi U Saf/lemantmm ad Commentaries, In O/tra intdita, cdb. Cugnonl, pp. 501-503. Notcrolc, ibid., p. 500, U passo relatlro alle accogllenie fatte dal Cardinall In Roma a Lucrezla d'Alagno, l'amlca dt Alfonso d'Ara- 85 gona, dove 11 Barbo c chlamato da Plo II « non tarn * ceremonlarum magtster, quara favorum aaecularium " scctator egreglus , (per 1 rapport! di Pletro Barbo con Madonna Lucres!* red! 11 nostra articolo nel Fanfulla della Domtnica de] 35 marxo 1906). /. Sj, nota ». — A chlarlmento e complemento dl quanto abblamo osserrato circa 11 Tcbaldeschi Senatore di Roma, ecco quel che rlsulta dal libtr ojficiorum di 00 Paolo II (Rtg. Vatic. J44; cf. Marini, Archiatri, H, p. 169 sgg.) rlguardo al Norcln! che ebbero In concession* gj dal papa Harbo rodesto ufficlo * dependet » (Reg. Vatic374, c. 193 b). II Barbo aveva, dunque, nel glugno del 1437 gia conaegulte la dlgniti 45 dl notalo apostollco e dl arcldlacono del Cap tolo dl Bologna (cf. p. 79, nota 3); 11 che aerabra confermare la Doatra ipotesl, che egll fosse chlamato presso lo slo pontefice nal 1436, prima che Eugenlo lasciasse Klrense per trasferirsl a Bologna (cf. p. 73, nota 1). Durante. 50 » sogglorno della Curl* In quest*ultima clttA Pletro ot tenne altresi un canonlcato a Padova, aecondo I'oplnlone del Dondi-Orologlo, Stria cronologica-ittorica dai canonid di Padova, Padora, 1805, p. 14, che pone tale eleslone nel 1438; 1'anno segiiente, si aggiungeva agU onorl e 55 allc prebende del favorite dl Eugenlo IV la preposltura * Sancti Donatianl Brugensla, Tornacenais diocesls „ conce»s*glt con bolla data Florentle, v ldus mail, anno * nono , (Rig. Vatic. 366, c, 379). c. 149 a: * Die xx septembris 1464. Conceasum est * (de Senatu Urbis) quarto loco, ridelIcet post trca prlmos, * quibus facta est concesalo, domino Petra de Tebaldla "de Nursia, mllltl et comltl pallatlno ac doctor], ad too "instantlam r.ml d.nl cardI nalis Rothomagensls , {molaio in margin*; * babult bullam sub dato 4 kal. febr. 1466, " expedltam 8 martii 1466; lubuit rcfirmam ad semestre, "per brcre sub d. 15 lunlj 1467,). c. 149 a: "die xxi novembrls 1464, qua d. mu d. n. 105 * prandlum fecit oratorlbus Medlolanensihus, et ad sup " plicationem eorundem, conceasum est domino Carolo * militi, fillo ezlmll artium et medicine doctor!s magi "strl Benedlctl de Nursia, videlicet post concesslones allia factas, (cf. sopra, p. 85, nota t). no c. 149 b : * Die xvii novembrls 1466, conceasum eat " domino Marino de Nursia, mlliH et doctorl, de senatu " Urbis, post predictos ^ Non rlsulta da questo reglstro (dove U cubiculario p*pale annotava dlilgentemente quail, fra I raolti per- 115 sonagg! ch'avevano avuta la conceiaione "post altos „ coprivano realmente l'ufficlo) che I due ultlml Norcinl rlcordatl esercltassero 11 Senatorato; e In dd concorda 11 libtr officioruM col document! onde trasse U Vital! la, citata Stria cronologica. Sulla morte e la sepoltura di *o f. J8, nota 9, — Rlguardo al maestro dl Paolo II, (J0 Iacopo Rixaonl, si agglunga, ch'cgli compare fra gli scrit torl apoatollcl a tempo dl Plo II, In Arch. Rom., Do fiotUtria gttraJa dalla Crodata 1463-64, c 31 a, e che ia noatra suppoeUlone (L 95 sg.) circa U aepoltera dci mosser Pietro Tebaldeschi, ved! Eoidi, Ntcrologi, 1, 541. 86 sg, — Per la storla delle controversy tra Everso delJ'Anguillara e la sinta Sede, a tempo di Cal llsto m, ved! Arckivio stor. ital., serie IV, tomo V, p. 439, e A. Sajwi, Saggio di Joc.m.nii imditi trattt daWaraki- 115 «V» dal Comnna di S/a/Oa, Follgno, ,861, p. 37. ; 222 GIUNTE E CORREZION1 y. 04, T04, nf. — Le lodl trlbufate dal Canensl alle quallta morall dl Paolo II trorano perfetto rtacon o ncl j^asro ftCjj^U€n d£fEa 0i?&ft0 T&cq c&f*i t vimf ad Pamlmm ttcnndum f. as., dl cul fI conserra I'de 5 ganto codlcetto dl dedlca nella Vatleana (Ktnie. Arf.,»70*)i " Cul enIra unquara Innocentiorea et puriorea mena, * anlmua manusque fuere, qaam HbL qui In omnl etata *et dlgnltate tu« ale to semper (e. 7 a) mundisalmam "Integerrlmumque aerrmatl, ale ab omnl munere abetl 10 *nendum 1eraper eaae putaatl, ut nunc etiam. In hoc ' cubnlne constitutes, oblata quoque a aubdltla tula, de * blta UUa et consueta pontificates dona magno et lnrlcto * animo respuas ? Quia ceJsitudlnem anlml tal non adml * retur? qui cum humane omnia et hpc temporal!a for *S * tung bona semper in omnl rita tua parrl penderls, * nunc tento magla spernls et negllgis, quanto aublimla * Ule animus tuua. ad apirltualla et (c. 7 b) superna lam * tendene, magla maglaque cum dlgnltate crerit. ut pro * maleatate princlpatua celalor efleetus eat Mlaerlcor 20 " diam rero et pletatem tuam quia satis dlgne laudare * queat? cum Ita per omnea roe Tlte partes In redlmen * dla captMa, oppreaala conforendls. damnatfa a crtic(a " tlbua et Interltu llberandla plus mortallbua omnibus ' Inrlgllaria temper et Inaudarla, ut ad homlnum aalutem »5 "natua fuissc rideare. At clementlara, benlgnltatem, manauetudlnem (c. 8 a) tuam quia dignis preconlla 'efferatf cum ad te accedentea tanta locundltate excl * pUe, patlentor et dulclter audlaa humaniaatmeque tills * respondeaa et raorera geras, ut nemo aba te trlatla, 30 * nemo nisi letua et loenndus abscedat. De Uberalltate * autem et beneficentla tua lnalgnl et alngularl quid dl " cam? quia non illam admlretur et predlret? com ru " ale semper In pauperum elemoalnas et egenornm et * Inopum necessitates facilitates tuas dtaperaerls, eroga 35 «rerla, Irao profuderle, ut quamquam (c. 8 a) ampllaalml "tlbl redditua extlterint, grarlaslmo tamen semper alie * no pre fuerla oneratua (cf. sopra, /. or, I. rs ff-)- Ec * clealasticarura vero rerum rerlmontanunque sacrarum " nullus rlvlt In humanla hodle te doc11 or et perlrlor, 4° *Ita ut, al forattan earum codices lnterlssent, tu eoa er. * Integro reformare et Instaurare quraa .. E plo Innanal (c. iob), II rescoro esaltara la prodlgioaa memorfa (cf. brer* e del 15 ottobre 1460, pochi gtornt dopo II ri torno del Pontefice dal congresso dl Mmtora, neirira- 65 Andrea Santacroce quale paclera In codeatl frangeotl e plit tardl, alia morto dl Plo IT, rlene eaaltata nel poe metto dl Angelo d* Cmrr&at Sabiwis (tie; forae Sabitmi, ossla U noto umanlata Angelo Sablao) Intorno alia 7° strage dl Llegl del 1467, pubbllcato la MAitTtoa kt Doraxd, Amflia. Coll., IV, 1401 ag. Rlmane hittaria Incerto, ae la latlttudone dera la propria origins al papa Plceolomlnl (un trlbunale analogo funifonara gli al tempo del trfbunato dl Cola dl RJento, cf. Grkooro- 75 vius, HI, 371); e Inrece alcuro che 1 faetrii Urbit eal aterano aotto Paolo II (Gkbgokovtps, III, 818 ig.; ct la bolla 'contra aumentes rlndtctam . del 1461, cltata plu sopra. p. 4S, note 4). Parlmente II trorlamo In fun alone aotto II pontificate dl Innocenao VUT, in numero di 80 due, aaalstlti da un notalo (Arcr. Rom^ Dtf*sit*ria ge neral* d*lla Cr*ei"ta, 1480^0, cc. 64 a, 05 A, 98 A, 99 A nel 1400, tale ufficio era affidato 'domino Ieronlmo de Maccaranla, utrluaque lurla doctor!, et Stephaoo de 'Infeaurla, pariter doctorl, elribua romanla „ eon I'an- 85 nuo atlpendlo dl 100 dncatl; ibid., c. 98 a). /. 106, 1. 1 tpjr. — Notificara la Signorla dl Flren ae al auo ambaaclatore In Roma, 11 19 marao 146$ t •E* * al tenne pratlea Infino quando la bona memorla del * rer.m« mona. S. Patrlarcha \\\ card. Scarampo, m. II '° •aa marzol era qui In FIrenae, dl dare per donna una ' ntpote del prestantlstlrao nostro clttedlno meaaer Ltt "ca Plttl a uno suo aerrldore chlamato Lulgt dl Ri " naldo Searamp!, la quale pratlea e durata fino a hora * • finalmcnte conchlusa »; e raccomandara &r Lulgl 95 al Papa ' perche lo tratti come dlroto e fedel aerrldore " e flglluolo r (Arcr. Fior., Sfcwari, Legation!, Cemmlt tarit etc., a. is, c. 147 a). Lulgi e Ntcolo, nlpoti ed eredl del Cardlnale e Patrlarca, furono Inrece fattl ar restare e ehludere nel Caatel Sant'Angelo, come narra U 100 Veronese (cf. sopra, p, as): e pol Hberat! e Indenniazatl dells perduta ereditl dal Papa, come so^Iunse II Ca nentl. L'anno aeguente, aer Lulgl Inrocara 11 patrocl 95, I- 4) d1 c»l «« dotato 11 nuoTo papa. — Per la ralutazione dl eodeata orazlone enromlastlca t» osser 45 rato, che I'autore dl eaaa, 1«ropo Zenn, era rlaauto in grande Intlmlti col Barbo nella eta gioranile, come egll ateaso asaerlsce (oratio, c. s » ss.1: die l'orarione fu scritta poco dopo I'elerazione del Barbo al papato (Hid., c. 16 a), a Roma, dore lo Zeno (che dovera rendere conto al 5o Pontefice delta sua ammlnlstrazione drll'eplaropato pa dorano), dopo avcre atteso un meae prima di easere am meaao alia preaenaa di lul, renne da quest! aceo!to e trat tato aaaal aereramente (redi M. Samuto, Vie*, col. 118a). /. 10S, me/a 3. — II Gregororlus (Storia, III, 8s8) 55 attrlbulace a Pio II la Istltualone del W*W» Urbi*, ma sensa addurre la fonte dl tale notizla. Vedl ora U brere di Plo II (Reg. Vatic. 477, c 2IJa) agll ars-ocatl con clstorlalt Antonio Caffarelll e Andrea Santacroce (cf. Pn II, Comment., Roniae, 1584, p. 305) e a Nieold Piccolo 60 mini, Soldano del papa, 1 quali aono nominatl "pacerll * clrltatis et clrlum alme Urbls ,, dore erano sorte * plurime inlmlcltie et dlscordle,, con ampla poteatd " cogendi et compeUendl tarn dcrlcoa quam laicoa ^ U nlo delta Slgnorla fiorentlna, arendo, egll e II fratello, da regolare aneora I lor contl col papa: cio appare da *°5 una letters del Fiorentlnl a Matteo Palmterl ambaacla tore In Roma (18 lugllo 1466), perche otteneaae dal papa che 1 due Searamp! *compotes fiant sul deslderis „ (.Le gtttioni etc., is. 16, c 32 a); e da quesfaltra commlwione agll Orator! fiorentlnl prceso II papa, de" 10 ottobre sue- no ceaslro: * Nol portiamo aRectlone a Lulgl Scarampa, 11 * quale e afato da noi e narratonc uno caa© loro, del " quale ri dari partlculare notltla cost\ Nicold Scaram po suo fratello. Amendunl per easere nostrl clttadini, et tuttl eaal per la loro nobllta et vlrto cl aono ac- ll5 •ceptlsslroi, et Tolentlerl ad ognt loro honore et utile * concorreremo et daremo fatore. II perche rogliamo •che, Inteao quello ne riehledeva eaao Nicold, suppli * chlate In nome nostro al Sommo pontefice, In farore "d'esa! Scarampl, con ognl atudlo et rehementla, tte. » 1:0 (ibid., c. 74 a). Oltre che al due fratelil auddettL 11 Pa pa asiegnara una isdennlta ad un altro nlpote del Car dlnale, Bartolomeo, da noi gli rleordato (p. 106, note 1); Arch. Vatic, Imtr. *t Eh. 474, c ao6 a: 11 a agosto 1468 la Camera ap. u paga fl. 303 bol. 14 (— aoo doc. uj papall) * a mlsser Bartolomeo dl Mlchele, ollm domlal GIUNTE E CORREZIONI * Cameraril nepotl, U qua! nostro Slgnore, per rigor de " uno breve dlrtsato * roons. dl Santo Marco, de 10 d'a * goato 1466, H ft donar cf. Ajich. Rom., Dtvar*. /464 66, c 90 b. II Gottlob, Camara, p. 76, In note, acam 5 bio coatnl con un preauato Bartolomeo Mlchlel, con glonto del Papa veneslano. 223 del 1468. Per altre notlzle au meaaer Falcone (ct aopra, p. 60 ag.) redl II Ubar natarmm del Burcardo, edlc Ca- 65 LANI, p. 18, nota I, e Arch. Rom, DafasiUriaganaralt d. Crodata 1463-64, c. x$A. /. 107, nata 3. — Con breve del 7 geonalo 1466, Paolo II eoncedera la ro«ti del proventi delta Dogana maggiore del aale ('sale sd grouum „) dl Roma, per la 10 dnrata dl un anno, 'eonventul fratrum, tire aacrlatie "domus de aracelt, {Rip. Vatic. 344, c. 154*) f. J14, mat* », I, MS *gg. — A propoalto dl GIo rannl Barbo fratello dell'mnanlaU Nlcol6 (cf. Sroarizzj. Nitalh Barb*, In Giara. ttar. d. Ittt. Ual., XLITT, 39 sg.) '5 Tedaal un'altra lettera dell'arclveacovo M. Vallnresso, data * Iadre, martil [146a] alio ateaao Nlcolo. In cul •I parla deU'abbaxla dl San Mlchele * extra rouroa , dl Zara, ottennta In commends dal snddetto Giovanni, per 11 favors dal cardlnale Pietro Barbo {cad. Barbtr. lot. JO 1809, P »7»). Quest! due fratelli erano natl da Ser Pietro, figllo dl Nlcolo it Bianco (cf. Skoarizzi, p. 39 e ARCH. Van., Mairimoni dti nobili vantti, c 13 A): qulndl, dell* stessa dlscendensa dell'aro dl Paolo n. Giovanni dl Ser Pietro Barbo iar* da ldentlftcare. cre 35 dlamocol canonlco padoTano, dl cu! al parla nellaateaaa aata, 1. 19 agg. . 1/9, nata 1. — RagguagU sella rita gtoranile dl Andrea Pill at trovano presao P. M. Amiahi, JVmM istorich* daila eUtk di Fan*, Fano 1751, vol. I, pp. 340, 30 405 s *«dl ancha rol. IL pp. 6 sg. 34. Nel 1458 egll era commlaaarlo papale a Follgno; vedl A. Sahsi, Saggia di datum*** inaditi traiH daJt'arcUvia dal Camaua di di Sfaltta, Follgno, 1861, pp. 28, 39 ag., 33. La aua elealone a governatore dl Citta d! Caatello, * cum gu 35 ' bernlo Clterne „ fu fatta con bolla del 7 magglo 1466 (Rrg. Vatic. 344, c 46 a). . r*8, ma/a 3. — Sulla priglonla dl Franceaco del l'Ajigulllara nel Castel Sant'Angelo, red! ora Zabuoiox, P. Lata, p. 137 ng. 40 t- 133» */a *• — Araiul della rocca dl Corchlano aono tuttora vlalbill, secondo V. Aleardi, In Aria « Storia, anno XXVII (1908), p. 166. La noatra suppo aixione, che eaaa fosse demolita da Sltto IV, non regge, almeno per gll anni del auo pontificate fino al 1478, nel 45 quail trovlamo che la lorteaza era presldlata; redl Arch. Rom., Imvtniari dell* rbeck*, 1471-76, c. 433 (per Galleee cf. ibid., cc. 36, 104, 375 »); 1476-84, cc. 14, 88, 97. /• *43» *gg* — II teato del breve lndlrisxato da Paolo II, In eegulto alia morte dello Sforza, al comu 50 ne dl Flrenae " et ad rellquoa Italia potentatua , con la data " xm kal aprilia, anno aeeundo , troraal In Arch. Fior., SigncH. Cartrggi*, ratfaativa, cafiori, n. / (ant. num. 3), c. 143. f. 144, maia a. — Dalle rlcerche del Coararr, */. 55 fit., pp. 71, 83 eg., 84, appare che Falcone Sinlbaldl, U quale era itato rlceruto alia corte dl Lulgt XI,con grandi onorl, 11 10 ottobre 1468, fu a Lions, ad Arlgnone e a Toura durante 1'anno aeguente, e neU'autunno del 1469 torao In Italia accompagnaado I'ambasclatore Gugllelino 60 Coualnot, lnrlato da Lulgt XI al Papa: pare, adunque, che foaae una tola legazione, durata due annt, quella dl cul parllamo sella nota clt.j • che 1'aKra, dl cul parla 1' AmnMtnnatl, aU atata sostenuta dal Sinlbaldl prima 146, I. rr tgg. — All'opera dl Paolo H per la pullala delle atrade dl dl Roma h dedlcato I'eplgramma eguente del Campano: D* rutamratiama fmcfyfa at fmant fniri Ulamint Rama, Paula* He [1. *»«] in rofidat valvar* iataU wjuot. ParHU iern media sard** iaear* aria ^ahita, Candida a* damiao tit aiiaat ilia *m*. (L A. Caxpani, Ofara, eplgr. lib. m, n. 34). /. 13s, * — Document! del pubbllco Inaegna mento dl « maestro Petrejo a Roma, negU annl 1481 83, preaao Zaboohih, p. 337 ag. 7° 75 /. 160, nata 3. — A propoalto della apogllaalone 80 del slgnore dl Balaorano per opera dl Perdlnando, acrl rera II cardlnale Ammanafl (Iac. Pxccolomthu, Comm., 369 a): " Erat In Marsls Rogerlon quldam, assertor ollm, 'contra viduae matrla studla, rerum Andegarenaium. * Is ob earn causam, amltals rellquls, solum BaJzaranum 8S " oppldum, qninto adhue poat finttnm bellum anno, sine * Impedlmento possederat, cum tamen non satis pacato In * Aragonensea etlam tunc anlmo putaretur. Itaque cu •plens Ferdlnandns has quoqoe rellqulas tollere, quo li * berlus aoranla rebua posset Intendere, locum I mproviso 9° * adortua, Intra paucoa opcmgnatlonla dies in deditionem •acceplt, quamquam ex Hi unua Rogerlon esaet, quern ' (I. faat) Pontlfex ad benenclura pacts sue nuper elege * rat ». Qoesto paaso del Paplense rlvela come a Rog gerotto, o Roggerone, conte dl Celano, aposaessato nel 95 1463 della contea che Plo II voile traameasa al proprto nlpote Antonio PIccolomlnl (cf. Voiot, B. Silvio aV Pie e*l*mini. III, 176 eg.), rlmanease qoesto rlfugto dl Balao rano, donde lo snldava nel 1408 l'Aragonese. Non e qulndl esatto U Brogl (Martiea, p. 397 sg.; cf. aopra 100 p. 19, 1. 33i) dove acrive che Roggerone. perduta la par tita nel contrast© con Plo IT, si rltlro In Francia, dl dove fece rltorno nel Reame soltanto nel i486: egll stars In Roma anche dopo la espulslone dal feudo dl Balao rano, godendo, ed era naturale, la protezfone dl Paolo IT «S U quale lo areva lneluso fra* proprt aderenti confede ratl, nel capltoll della pace 'del 146s ('Rogeronem de * Celano, domlnum Baleeranl etc., cum terrls, vassallls et 'subdltls suls Arch. Vatic, I.&*r ruhta* clt, c 8i ); e In segu'to assegnava a lul, come a tant'altrl prlncl- 1,0 pottl spodestatl dalle armt del Ponteflce, o da queue del auo nemtco Ferdinando, una regolare penslone. Vedl Arch. Row., C*mputa embiealarii 1468-71, c IB: 1468, dlcembre 14: " s. au d. n. per manus d. Progne largltus * est domino leronl de balaarano ducatos papales centum 115 * pro elus subventlone , 5 cf. ibid., cc. 7 a, 9 a, 17 a etc. sowensloni dl 50 ducati, ogni due meal, " pro domino "gerono de balaarano,; Arch, clt., Divtrs. 1470-7it mandato di due no " magnlflco d. Rogerono de Celano, " pro reslduo elus provlsionla, usque In presentem diem I30 * (13 febbraio 1471) ^ /. 168, nata j. — Scrireramo dorersl ritenere 11 31 agosto 1469 come 11 giorno della battaglla perduta dal Pontine! presso Rimini, facendo noatra la opinions del Pastor (loc. clt.). Ma ognl dubbio aopra codesta data, »*S 224 GIUNTE E CORREZIONI fin qui cootrorersa, e tolto da un documento dell'Ar chlrio dl Stato in Flrense {Sifnori. Carlegate, fir*fox sire, Cofiari n. a, c. 15), U quale contlene i'annunclo e la soramarla descrlzlone del combattlmento, invlatl 5 da Federtco d'Urblno, la 1era steasa della vittorla, alia Signorla fiorentlna. La lettera porta la data * ex * vlctriclbos castrla serenisslmg llgg, penultima augustl * 1469, prop* Cerasolum „ e comlncla cos! : * El campo * della chteaa te levo quests martin* da Vlnlglano, do 10 *ve loro aono itatl alloggiati p!6 dl, et vcnne qui al •I'tacontro dl no! „; la deacrlzione della battaglla enl ace con le parole et duro el fatto d'arme da le xn ho * re flno ale zvinj „. Le vleende eaposte brevemente 11 dal condottlero aono. In aoatanta, le stesse, che al nar 'S rano nella lettera scritta da Giovanni Pletro Arrlrabene S eettembre, da Roma, al Cardlnale Ammannatl (Iac. Pioooiominu, Rfiti., c. 177), Intorno a codesto fatto d'anni. L'Arrlvabene avvertlva, Infattl: « de clade " ipaa quod magis mlhl corapcrtum exploraturaque est, JO * id exemplum lirtcrarum llanniballa (appellative uma "nltttco del Montefeltro) ad Florentino* faclt, quod * puto tlbL qui proximlor es, innotulsae m. H Cardlnale era In quel tempo a Siena; vl stava pure 11 suo con gtunto card. Francesco Plccolomlnl, II quale areva man aj dato, il giorno stesao della battaglla dl Cerasolo, ad un amlco le seguentl nottxle e impreailonl Intorno al faitI dl queata guerra : * Dux Calabrlae Romandlolam per Pl * eemim transtvtt, cohortes quatuor et vlglntl ubl romltl •Urblnatl rellqult, qui non panels cohortlbus preest; 30 'delnde in regntxm red!It. Adest etlam Robertus San * severlnas, florentinonim ductor; eccleslaatica castra ab « obaldlone dlsceasere, et communis opinio eat pontifl •cero Tiara pacts et concordiae inlturum, datuntmque " allquando dtgnas penas rebellcm ac patrlos morem 1ml 3S * tantem SJgiimundl fillura , (lettera adespota, data * Se •nls, die xxx augustl 1489., nel cod. 1077 della Blbl. Angelica dl Roma, c. iijb). Le prevlslonl ottlmlste del Cardlnale dl Siena ebbero plena smenHta dal fattt. /. /70. I. 1 egg. — Delle pratlche dl Paolo n per 40 Indurre 11 re francees a fare la Croclata tratta 11 Com nxT, Louie XI, p. 93 sgg., J39 sg.; ma non fa eenno delle legasione, dl cut parla il nostro A., che arrebbe peraonaggio fc soatenuta prcaso Lulgi 1'abate Geneslo. Quest' ultimo rlcordato nell'opera dl Defendcnte Lo 45 dl, / MonaoUri del Lodigiano (coraposta nel secolo XVII, ms. nella Blblloteca comunale dl Lodl), p. 71, quale abate del conrento dl san Bassiano 'extra muros,, non gii dl san Severo, come scrlasc II Canenali un mona stero dl tal noroe non ealste nel Lodlglano. n Lodi scrlre dl lul: " Geneslo della Serrarla, dlmandato orHum 50 * doctor et tacrae farinas Oroftisor, in fuo tola virtus * monastorii cont'metur. Dello stesao Geneslo si ha me "morla In una sentensa da lul data nel claustrt del * monaster© dl san Bassiano l'anno 1463. Dopo que •st'anno non appare plu nulla dl questo Abate; e 11 J * suo succeasore, Fllipplno Bonone, lodlglano, al trova . nomlnato nel 1493, mentre era segretario di Ferdlnan "do I Re dl Napoll , (gentile comnnlcaslone del signer Giovanni Agnelli, blbllotecarlo comunale dl Lodl). /. 17a, nota 3. — Delle cure dl Paolo It per la 60 roincrvazione delle mora dl Roma si parla preieo E. Mnasf-rr, Let antiquitH do la villi de Rom, awe XIV, XV* ot XVI* oiielea, Paris, 1886, p. m sg. /• *7Si **** 3 — Su Valerlo da Vlterbo redl Ma riot, T, 184 sg. Negll annl 1457-146$ egil compare nel (,5 Conslgll del comune di Vlterbo (Arch. Vitbho^ Rifor mo, rol. XVI, fassim); 11 Platlna lo pose fra gii Inter locutor! del suo dialog© De viro etfa/so bono (libro III). /. T76, mote, I. 9. — Che U papa Barbo moriaae nel palaaxo dl San Marco, non h dichlarato nelle teati- 7^ montanze del contemjioranel. I-o abblamo suppoato, tenendo conto che Paolo II preferlra, notoriamente, la realdenxa di San Marco al Vatlcano, durante 1 calorl estlvl; che la sera precedente alia notte In cui moA, egll areva cenato (come narra II Canenst) nel glardino, 75 U che fa penaare al pensile glardino clrcondato dl logge, adlacente all' appartaroento papale (oggi Palaaaetto dl Veneala); ma speclalmente perche la prima persona ac corsa all* Improvvlso malore del pontefice fu (vedl Pa stor, II, Appendlce, doc. 107), quel Dolmo da Valva- Sa sone, cul era appunto afRdata la custodla del palazao dl San Marco (cf. p. 314, nota 7). f. rig. — Agglungi: 1470, magglo »0. — «&="» "d. n., per mantis d. baldaaarls de blandrate scutlferl * sue S."*, dedit Antonlaclo de ancooa due. papales vl- S5 " glntl pro quadam Anconeta antiqua parra, quam S.*** * sua dixit non valere quatuor ducatos ,. /. 007, nota 4. — Nel documento qulvl citato si parla del palasxo apostollco • apud Sanctum Marcnm non del Vatlcano; eslstevano, perd, anche le "manslo- y.j nes gallinarum et pullorum palatll ap.cl apud S. Pe trum , (Cf. Mubntz, IL 37). f. ao8, 1. SI — Leggaal, non * Albertho da No vara „ , ma " Bartho(lomeo) da Novara deslgnato con la qualiti di presldens rlnee palarti ap.«« „ In Divot*. 95 Pomli II, /466-68, c. 8j a, etc. (Aacn. Rom). INDICI T. m, p. xn — is AWERTENZE PER GLI INDICI Le Indlcaxlonl In carattcre tvnde rlmandano »1 test! delle cronache, quelle In carattere ctr itvo alle rarlantl o alle note Illustrative, quelle compreae fra virgoUtU alle prcfazlonl o alle apptndlcL II nuniero in carattcrc fiH grand* Indica la pagina, quello in carattere ptik piccolo la riga Nell'INDICE ALFABETICO DEI NOMI E DELLE MATERIE, accanto a elascun nome, ridotto alia forma Italian* plu comtinc nell'uio moderno, sono potte fra parcnte»! fuadre tutte le altre forme sotto le quail esso figura nel tcsto e chc por ragioni oi^ogrnlirhr, dl dlaletto o dl Ungun sono diverse da quella prescelta. 1)1 qucste diverse forme figu rano al loro posto alfabctico ncll* lndice e con richlamo alia forma ltallann prcscclta soltanto quelle nelle cui prime evattro tetter* si rlicontra qualche diflerenza dalle pri me quattro lcttcre dt-lla forma prcacclta. Nell'INDICE CRONOLOGICO si tlcnc conto aoltanto del fatU potttrtori alia nasctta di Crtste. Clascuna data, qualunque sla lo stile sccondo cul e computata nel testo pubbllcato, si trova rlcondotta ncll' lndice alio stile comune o del Calendarlo romnno: ma accanto ad essa, fra parentesl rotonde, c reglstrnta anche quale figura nel testo. Con atterltto sono tegnatc I* date the it foutmo dentmere dot cvntitto del dticorto, sebbene non siano esprossamcnte dichiarate nel tcsto delle cronache. Fra parentesi fuadre sono posts le date errata con richlamo alia data Tcra, la quale a sua volta ha un richlamo alia data errata. Tavola delle frindfali abbreviation* eke s'incontrano negl indict hnprrjitorr arclreacovo i. cap. cap* gen* a. at. c l A /. fr. battaglla capltano, capitanl capltano generate L cardlnale, cardinal! cavallere, cATallcrl citato, cltata cltt* convento confronta del, dello, della, del le, del eletto, elettl fiumc frate, fraU m. «. or. t pod. pep. He v. vest. t mogllc marchesc nota ordlne rcllgloso o carallercsco padre papu o pnpato podeati popolo predctto, predettl preaso rlcordato rcdl, Tedasl vescoTO morto, morte, muore [Abraam-AUhM] INDICE ALFABETICO* Abraam Nicol& «ric, 188, 23 „. Annv77x [Rogio AfrmHua] ric, 35, Ij 135j L Abursa (db) Antonio \Antoniu* do Abursa dc Vonotiis] afpaltatore dtlPAbbondanta di Remit, J00, so *g. Acciatoou Angelo I sussidiato da Paolo II, 137, jj-sb. AccJAItroi.i Donato ambosciatorf fiorentino atff., 197. »ZJ * 203. S„. Acciawccia Nicoi.6 rrc. di Trofta ha at mo rorvitio Bart. Rovcrrlla, 35, *zi crtato rtttoro d, Patrhnooio da Bmgonio IV, 162, 31-31. AOCROCTAMURA LlONELLO * rtC, 221, 11 »gg. Acqrl vrtcovado ric., 12, « Addkari (deou) Dionbo ^ A* tforcia, 85, /0. Armorarbi t. Enobarbi. Aoli Antonio [Antonius do Aglis, do AIMt, Allims] ruc «tro dl Paolo II, ZSi i ! aoOtHe eto /0 rigmardano, 102 v^.: rac. dl Volterra, 79, I» Aot.l Francesco trotforla grama a Roma durante la ea rntin d, 1468, 99, ^-j7. Aou Qodonb ric. atsitme a Francisco, 99, tft7 AoM PbLLRGRTNO i accolto alia eorto di Pio II, 79, s§_ sgg. Aou Pibtro *« State fontificio, 79, Ajj of. rompagna faoaoro Leonori nolla sua mission* in Cd stigtia, 145, j*. A0T.10TTI Girot.amo " raccomanda U Tortelll a Gaspare da Verona, XXVI, U-ll ». A onus Dei, notitie, 165. s*-ss. Aoostino (Santo) ric, 184, 11 ag. *. Ahsiuknam [Lord] *ruol codlet nella blblloteca Lau renzlana. XTT. Sl-XTTT, 1 Aiaccio (vescovi) v. Caldcriai V. Aicf.u.a pr. Gallese, ric., 139, Si. Ai.aono (d1) Lucrrzia *rlc, 221. 15.. Alain Fritz [Alanus Cootius, cardinatis Avcuiosuusis] sua llberallta, 4jj \\ crtato card, da Affcoti V, /j He, 27, »7. Albania 'due rolte 4 amallta dal TurchI, 1%, 62,. Albk (u*) Antoniasezo * ric, 221. 6„. Albenoa (vbscovi) t. Caldtrini Vattrio. Albkroati Rartoi.omro [Albtrgat Bartiolomaeus} ' ric, m, u, At.BBROATl Nioolo (cardinal*) * ll reca da Bologna a Roma (an. 1416),; *rlc. XXIII, 3=9.. Ai.oerqati Vianksio [ frolonotarimt Bomoniensis] frotoao tario o tmddiacono totto Xicolb V. 21. »6; i Invtato com" padAcatore n Norcia, 151. fatstm ; per auo con sfgllo 1 Norclnl mandano un'ambaaclatA a Paolo II per ofteneme II perdono, 152. 3-1: ricere ordlne da Paolo II dl tottomettorc Ponte ehe Infaatldlra I Cerretanl e comple fellcemente I'lmpresa, I0-J4; h Invlato da Paolo II a Tolfa, 160, •camerlengo e gorernatore dl Roma prende mlsure per la aospet tata conglura contro Paolo IT, 181, 33-58 „; sneerd* nrlla carica di Camtrltago alto Scaram/o, 2A* ^lA ric, 2J, 36i «212, 7, 3| »• Ar.BERiNi Giacomo \figlio di Giovanni] sun. Inlmlcixla con Antonio Cafiarelll, 9, io_j g)l sono confbeati 1 benl, 10, I3j i fordomato da Paolo II, /j-i.f. Albkrini Giovanni e ferlto da Lorenzo Caflarelli, 9, S3; gli tono confitcati t t*"t, 10, 102, i fer» donato da Paolo II, n-t.s: Paolo II lancla contro Jul I'anatema, III Paolo II fa ceaaare la sua Inltnlr elzia con Antonio Caffkrelll, 102. 2=1. AtjiRRTi GniaRrPB *ric, XXXTTI, 6^ Alberto [magistor Abortus do ATovaria] * famlllare dl Paolo II, 221, in.; ric, 156j Albert Dksibbrio " famigllare di Paolo II, 215, 21 At.bret (d1 ) Lodovico [cardiaalis EUbrot] * faralglla, XXXVTTI, * „ ; aua prudenza, 32, 3j prosapla, U eloglo, t-30\ create card, da Plo II, Jy atlmato da Paolo II, sua tnortt im/rowiia, st-SJ "X, — (principi) *. CastriaH. At.BANO (d*) Astonkxlo canonico dl San Pletro ric, 138, l: motiHo too to rigmardano, 48, a. i Albaresani Giovanni modico ferramoo accoUto di Pat to II, 13, u. Albk (contra) lotto per la contea, 74, TJO agg. ; ric, 134, ^37 .. ALEssANTtRiA Cda) Bartolombo "famlgllare di Paolo II, 211. JU 212, i*j 213. 40^ 215. i Albssantwio VI 1». Borgia Rodrigo. At^xANDRtNtrs v. VTtolUscbi G. Alponso « famlllare dl Paolo II, 211, 40 ». Alicarnasso (d") Dionioi • codlce, 217. 31 Aunon PAsqtrALR G. N. * ric, XXII, IS AtXIANO «ric, 139, 65». Aujub v. Agli A. ' QucsKo Indlcc 4 M*to cotnpllalu con t'usiitenza dei dottori Tomhaso Sormu-i e Ajrroino Ou Vinoznti. ; 228 At.PI GlULXR somo attravertnt* do/Pimf. Ped*rico III n*l t*mir* in f*llegHnaeg*o a Romui, 163, Jt-.U. Ar.TIKRl MarCANTOIOo: no narration d. triom/o romnno im cmor* di Paolo II, 136, 46 tgg. Alviano da Paolo II h unlto at domlni d. Ch., 131, 3; Paolo II no difondt C dominxo agll OrnJni in com fon» di MonlicrlH, 167, w. *ric, 197, Alviano (sionori di) fedell agll Onlnl, 131, T-10; eadono in disgrotla U Paolo II volendo rientrar» mei fotutti d*g/i Ane*ii'?ara, is tgg.: non »1 possono accrttare le identtficazlonl d. Lltta rlspetto quests tamlglla, •3-tS. Alviano (»•) Bartolomko figlio di Franctseo tie., 131, 67 o fattiM. Alviano(d*)Corradino «Hpendlatoda Paolo IT, 131, 1 MS. Alviano (d*) Fraxcbsco ric. trtgma Colonna-Orslni-A» gmillara, 117, m. a, famrim; Paolo IT Infierlsce contra lul e 1 anol frateOt, 129, 3; e Imprlglonato dopo che a lul e al fratelll furano toltt I castelll per non amre ubbidlto alle letter* pontifical!, nelle quail al tngtungeva dl pagare 1 danarl tratrl dal botHno dt guerre, 130, $-6. Alvrrnia *prlorato dell'or. d. Cav. dl Rod!, 186, 5« „. Alviho \Alritin.ifiilosofkms} tcofaiort t*gr*to di Pi* III, He., 156, 30. Amadu(o Amkdkt) Lhca {Laea dt Amidtit t*m*ntit} flgllo dl Nello familiar* dl Paolo IT, 17. 3: '212, 13.; acudtero dl Plo IT, 16, a, j»; ha da Paolo IT Pln cartco dl prowedlmentl par I'annona, ino-iai; *0~ titie ch* to Hgnardana, 4S Vg.', * no*» verso la Camera apostollca, 203-205 „. Asiadm Nkllo /, di /.««. 17, *#. credlto Amax (db) Lvca m Paolo «rlc, 188, 73 .. Ambrooio (uh) «ric. nelle opere dl Gaspare Verone se, XXXVTT, ls-17.. Ambrooio Camauot.cs« t. Trovrrtari A, Ambdki (droli) Giuliano fioremtme, fr. * fittaro, fami liar, di Paolo TT, 204, ,Sx 213, Amxbu Nkllo t. Amad*i. Amelia (coannnc di) aequista for rasa * etmoogna alft Pnol* II U catttHo di Giovo, 130, j, tgg. — (cittaimni) fr. Amerino, .Yacd. Amiclxa (da) aim Mavdo ric, 127, it. ratfrti cam Paolo II, SJ-4» X Catfar* Veromasa loda la ma atofamsa latina, 61, 14-1SX *»« amertiom* frr gli Angmillara, 120, SS-06', * ftrfgmitat0 da Go haste Maria S/orsa, 143, je tgg.; card, di Pavia, 163, «; ta in fircitito da Paolo lima cronaca, 171, 181, 4i-4&\ * ia p*r f»d*l* ammiratort AgotHno Patriti, rtc. 134, T»; « 182. 3$,. Amaoni (da) Giacomo \lat»hmt do Amamia] « famlgllare dl Paolo n, 211, IS.. Amaxia v. AnagmJ. ASASTASIA (SASTTA) rlC., 30, jt. AtfASTAMA (CARDINAL! DI SAMTA) t. Ttbaldi (dt) lacofo. Ancona, la Marca d'Ancona affidata da Pio U al gover no di Francesco Plccolomlnl, e da Paolo II a Latino Orslnl, 36, 3, is-iox Plo conToea 1 parteclpantl alia Croelata, 95, 7-s; ! rlene II card. Pletro Barbo, che M al ammala, 7-10; vl mnore Plo II, lft-!3: commrrcis d, grama, 99. 7S-«7X * sogglorno d. card. Pletro Barbo e lertere dl Slmone da Ragusa a Maf feo Vallaresso. 179-181 »; «vl entra Paolo TI, 179, 7 vl st tfene no conclstoro per U Croelata, 10-13.; condbrioni d. aahite dl Paolo IT e d. rao segulto In queata c, 180. 1-1» .; • vl convengono Stmone Pax! nna, Glrotamo Tjindo, Angelo Faaolo, Giovanni Condulmer, Domenlco Dominic! ece., 180, fassim Plo TT e colto da febbre, so: * vl e tenuto un con elstorn, 181. i.: rlr.. 27, 43, 112, 3. — (cTTTADrwi) v. Ptrrotti Pramertao, Amtamatta PA. — (marca Dt) vl pani.i Fcderlco ITI neJ venire In pel legrlnaKgto a Roma, 163, to. — (oa) Aifo«.o 'ottirm* tutttdi da Paolo II, 191, tj ,. ANSGGAVRNSIS (CARDINAL!*) KtlOmUttUlt {df) G. Andboavsnsts (rwscopus) v. Bala* G. Andrba (saut*) apovrot.o Toramaso Paloologo ne tra aporta I) corpo a Roma, al tempo dl Plo TI, 139, 1-3. Andrra (SantO drl Bosco Ahbasia Bonedatttma, 114, ##. Andrra \Andrrtu Pomammo] aarebba delatore d. congiura d. Toaolo contro Paolo n, 156, 5-»; natitia cm* to rigmardana, 41-4/0. Anorlt (Sawcti) cARnntALis t. Cartmgial. Anohiari 7^, 1*. Awoio (d*) GlOVAWm rmarra earn Poramamda CAracona. 121, ss-41; AWOlo (i») AMF.RWO V. AW. Amico Aonirilo \Aq*iIam efiscofui] fomlltare dl Pao lo II, M, !»; fu preceHore dl Paolo II, 33; 79, 3; creato cartL, 55, 4; 14, 44: neHHt cka /0 rigmmrdam», 55, s6~rt; creato card, di Santa Marfa In Traate we, 79, i\ 173, U. Ammanwatt NirotA da Lucca PaoU TTpB afida ilr# vtrnatoratt di BenevmXo, 163, *-}. AmmaxtcAn PicCDLOMIxt IaCOPO \cardinaUi Pafttmrii] * suol Commentarl In conHnuaalone e queJII dl Plo Vm, 34-36 m; * i aflermato autore dl una atoiia IT, d. papl, »uol franehl gludlzi su Paolo IT, XVTIT, JS-2J , ; » creato segretarlo papale, XXTX, 31 • ot tlene da Plo II una cattedra per Gaspare Veronese, H-3J * scrlve al nlpote Cristoforo Plccolomlnl, XXXI, 4-7 „; t arnica di Bmrico Dailmam, 16, sj; h creato card, da Plo II, 40, 15; segretarlo d. card. Domcnlco Flrmano, 1«; stio elogio, 31-33; amlco dl Gaspare Veronese, at; MgreUrlo dl Cailisto m, 23 201. 37.. Rbvato ctmomitta la Catalagma, H5, 60 tgg. Anottillara (Contl DKt.T.I (fawiolia) trattamento rke vuto da alcune donne degll AnguTIlaTa da parte dl Paolo II, !?Q, 3, 17-40: tre tlgl! dl Franceaeo e dl Delfobo sono Bbemtt e rtatl In conaegna a Gahrlek1 Farnese, Bruno del Conte, Stefano Colonna, Ponie ntco deD'AnguUlara, 129, 3, *j-r» AtfotmxARA (dm.l*i Aonesk red. di Matioe Ortimi, 129,je, AxotnLLARA (dbll*) Avrrso v. RvtT** dflVA. AtfGun.LARA (dell*) Drirobo \D*ifhtAut f. com. Avrrtt] impreaa dl Paolo II, 41, U-at, m. 4; 122, 3-13; tfta Parnica figtia di Giovanni Antonio Ortimi, 88, I»; e punlta la sua dlsubbldienza da Paolo TT, 117, 7 . fregna eaa gli Ortimi r Colonna valuta da Paolo II. m. n, fioatim.; attentB alU vita dl Ferdlnando d'Ara gona, 121, 6, jt.41'. le ralllsle dl Ferdlnando al unl scono contro dl lul, 7 agg. ; sue trattatlve col Plc clnlni per prenderlo a' suoi servlgl. 18-33•, In un' orazlone dl Paolo IT 1 tortl dl Delfobo verso la aanU Sode rotaana, 122-34; fmgg* dm Bioda, 125, »t ; 229 fAngnillara-Aragona] INDICE ALPABET1CO il lagna col leg. pontificio d. guerre mossagli dm Paolo n, 126, i sgg.; sua trepldulon«, 2£ sgg.I entra al serrigi d. Stato Veneto, 128. l, a. jj prima di ckiedere ainto at Venetians lo ciiod* a FSresut, j6 jj; privato d. suo domlnlo per opera dl Paolo TIt 129. I ; tuojiglie Rainaldo i data in consegna a Ste fan* Colonna, f-n; ric, 16. 74. Anocillara (dell*) Dolce, figlio di Pietro tie., 130, *ja ha di nmovo U possssso J. castello di Giovt (am. 1484)» 4* 'gg Anguillara (bhx1 ) Dombnico ric sella tregua Cofonna Ortini Angmiliara, 117. » 2± passim; ric, 129. Xfc Amgvillara (osix*) Elena tortila di Everso, 129. 20 tgg. Anguuxara (dull') Evb&so [ Evert**, Avertut d» An gMiliaria] sua lnimiclzla con Nicol6 V, 84, 20. sgg.-, 4 preao come comandante dal rlbelll di Norcla, 85. 12. sgg.; c inrltato da Nlcolo V a deporre le 13-19 per non pcrdere II compeneo muoTC armi, l'eeerclto contro Norcla, 23_i assalta Norcla, 87, 2 sgg. ; si ritlra, 21 sgg. ; Nicolb V in cartca Barto lomoo delPAqnila di tagiiargli la ritiraia, 87« *j; si prepara a resistere a Nicol6 V, 88, 1 sgg. ; inlmiclzle con Nlcolo Orslnl, » sgg. ; tut protest sulia eonlta di Tagliacotto, 14-06% Tenuto a Roma per 1'incorona xione di CeWsto III la sua casa e inrasa dagli Or sinl, Ui si lamenta con Calilato III, 12-21; CaJli ste III I* vnol pacificar* con gli Ortini, «7-89. 4J\ si allcft col Colonna al danni dcgli Orslnl, 1-4, gli vitnt to/to il castello di Caprarola da Me «1-59 ; ntion di Vico, 1 18. LM tgg.; cOHtratti con L Vico, 1 1«), /4 gg'! relaxlonl oatHi con la santa Sede, 123; * sue Inimlclxlo con Napolcone Orslnl, 183. 42=11 „ ; t iiL Hi rU- Hi &i tL °r, LLL l Anguillaka (dux') Francesco v. ancke totto Diofebo h punito da Paolo II per Is sua disubbldicnxa, 117. 1; tregna con Colonna-Ortini veluta da Paolo II a. *, passim.; * fatto frigion* a Bioda, 125, 6j; fngg* da Cafranica * da Ronciglion*, 128, *-/«; si conscgna a N. Fortegoerri, l_j Stt/ano Colonna intercede for la sua tcarcerasitnt pr. JHo II, St sgg.; tfota la Jiglia Vanmota a Bruno Alto dt' Conti, »0-0j5 si di prigione a Paolo II, Sj i detenuto nella Mole Adrians, 129. 3-4: h. marito dt Lucretia Fame**, ?j. Amouiixaea (dill') Galbotto fratollo natural* di Dei /060 ric, 128, 66, tgg. Anouillara (dell') Giuua ric, 129, *l. Amoutllara (dux') Lorenzo tpoto di Diambra Ortini, 139. is tgg. Anocillara (dill') Orso rfc. tregue Colonna-Orsini-An guillaro, 117, ». J, passim. AxoiiUXARA (dell') Pirtro vends it Castello di Giovs a Biagio Ftrnando di Belinso, 130. to sgg. Amgiullara (oa) Piktro \Pttms dt Angniltaria] guar dlano d. conr. di Aracoell e lncarlcato da Paolo II Aymoma dl Roma, prowedimcnti presi da Paolo II 9S-I0I, « iq.l.l9o .. An«ali i)l Paolo II r. De Getttt di Paolo II. Ansuino prbtb 'rlcere la notlsla d. f di Gaspare da Verona, XXXI, 12=12.». Aktaldi (degu) Antaldo [Antaldus Bononisnsit] ' ric, XXII, 19, ss Ahtiochia (d') Frderjco entra in potsesso d, easttllo di Saradnetco, 133, ^ Antiociiia (d') Giovam Francesco ric., 133. 74; Paolo II gli atstgna il castello di Satnfiud, 7. Antiochia (d') Mattia ric, 133. re; Paolo II gli atst gna Saracinetco, to. Antiociixa (d') Pibtkuccio ric, 133, 74 Antoniaz/o d'Ancoka * ric, 224. U Antoniazzo Romano, dipinge ntlla ch. d. Consolation* a Ro"ia, I S7, 15S, i$ 'gg. Amtonio da Roma ottiene un ufficio nella Curia capl tollna, 13L Antonio, t/etiat* a Roma, rie., 9^ ^o. Appiano Alkssandrino * sua storia romana tradotta dal FUelfo IX, 21,. Aprutina (reoio) v. Abrutxo. Afvua V. Pugiia. Afulus v. R. da Ltcce. Ao.uapkndr.nts *m t canceUierc Alcssandro de' Nacci, 218. W.. AquiLA (ctrTADXNi) v. Nicolb di Antonio, Amieo Agni Jilo. AquiLA (dall') Anoklo * orefict, 191. 2, »/, to-tj r AquiLA (datx') Bartolombo i incarieato da Xicolb I'di tagliare la ritirata a Everto degli Anguillara, SL tj. AqurxA (dall') Battista * orcfice, 191, 6 „. AqutLA (daix') Prospbro " orefice, 191. 6 AqutLA (DAIX') Silvestro [Silvester de Passis, Pact', de Aauila\ •orcfice, 191, 4,. AqotLANUS * ric, 182. St AquILBOKNSIS (ePIScopUs) v. Scarampo L. AquiNO v. Sam Tomato d1Aquino. Aracona (regno) iotte cot regno di Castiglia al tempo di Paolo II, 145, i^lsL. Aracona (d') Alfonso, il Magnanimo, rb di Napoli " una. biografia, V1H, S „; i agtvotato il tuo matri monii eon Isabella di Castiglia da Paolo II, 145. 4t-*t; togii* a Eugenia IV Pontecorvo, 166. Sj. Araoona (d') Alfonso dues di Calabria sposa Ippollta Sforza, 115, 2. Aracona (a') Frdkrico \frincept tar*ntinms)figlio d. re di .Vapeli, si fermn a Roma accolto onorerolmcntc d. distribuslone dl elemosine, 138. y notitie eke lo riguardano, 16-so. Anouillara (dsix') Pirtro, figKo d. corn's Everto, pro tetto da Paolo II, 138j jo-46. Anouillara (dku.') Kaimaxdo figlio dl Dtifobo i data in tontsgna a Stt/ano Colonna, 129. n-n. Amouillara (dkll') Vansoca spota Brnno U Alto de' Conti, 128, oa-oj; rie., 129, 34. AvounxARA (dill') VjttoriaJigliadiEverto ric, 129, si. da Paolo II nella sua andata a Mllano per prenderri la sposa di suo fratello Alfonso, 115, 1 sgg., a-s. Aragona (o') Ferdinando I rb di Napoli [Ferdinandut res, roM n*apolitanus\ * sua lega col Florentlni e col duca dl Milano (an. 1481) contro Slsto IV e I Ve nezlaul, XX, H-20 .; Pio 11 nianda il card. Orslnl a incoronarlo a suo nome, 3^, 2, uiLi\ Paolo II gli manda ambasciatori per la conserrazlonc d. pace sgg. ; alia f ^ Francesco Sforza, 142. 12 sgg.; si adopra pr. Paolo II forchh tia «t. gran maestro di Itodi il Cardana o il Cara/a, 44, 62, zfl? rapportl con Paolo IT, 46. II ». n. r ; Paolo II rlfluta 11 suo omagglo, 5Jt, 21 si accorda con Paolo II par sttrminart i mat jidi /eudatari, 120, ts; da nole a Rocca Guglielmlna, INDICE ALFABETICO At.Pl Giuuk aJtravortaU dairimf. PtdtHeo III m*l vtnir* in follegHnaggio a Roma, 161 S'-f Altibri Marcawtowio: sua narration* d. trionfo romano m oner* di Paolo IT, 136, *6 tgg. Alviamo da Paolo It * unite at domlnl d. Ch., 13_L 3 i Paolo II n* dif*nd* it domimo agll OrtiH in earn ftnso di MontirtlB, 167, UtS± \ * [Alpi CHuUe-AnguUUr.] r*tp«rti eon Paolo II, 3S-&\ Gatfar* Vtron*** loda la ma oltganta latino, 6J, H-iS\ arrertiom* frr gli Angmillarn, 120, 1.1-*: i. f*rt*gmHaU da Go least* MaHa Sforta, U3, jo 'fg-i * Pa™ 163, «j »a in frtitito da Paolo II **a eronaea, UL 4,-06- • ha f*r f*d*l* ammlrator* Agastino Pntritt, Oil &»• Alviano (siokorj dt) fedeli agll Oraini, 13L. »-»; eadono in diigraHa di Paolo II volendo Hentrar* *H fowtst degli AagHllara, n tgg.; non al poaaono acrrttare le Identtficaalonl d. Lltta rlapetto queat* lamlglla, Aivtaxo (»*) BARTOt oanto figNo di Praneteo He., 13J *Z * faith*. Alviano(n*) Corradiho stlpendlato da PaoloIT, 11L LLdi Alviawo fD*) Frakcbsco ric. trtgma Colonma-Orthi-An guiUars, 117, g, /Mart*; Paolo IT Inflerlace contro lul e 1 mo! fratelU. 125, U * Imprlglonato dopo che a lul e a! fratelll furono tolti I caatelll per non arere ubbldtto all* lettere pontlficall, neUe quail al Inglungeva dl pagare 1 danarl trattl dal bottlno dl guerra. 130. 5-6, Alvbxxia 'prtorato dell'or. d. Car. dl Rodl, 186, 5* „. ALVino \AlHtimtfmlotofhut] ttofator* tgrtto di Pit TIT, He, 156, j». Axadki (o Amkdbi) Loca \Tm° do AmidHt t*n***'\ figllo dl N«Uo famtllare dl Paolo IT, 12, is 1212. •» »? acudlero dl Plo n, 16» 6, s: ha da Paolo II Hn carlco dl proTrodlmentl per I'annona, 100-1 01 : mo HH* eh* lo Hgnardama, *S Vf.t * *"* not* dl CTC,,to vers© la Camera apoatollc*, 2Q3-20S »• Amadbi Nolo di I.nea, 17, at Amah (db) Luca th Paot.o * ric, 188, 73 Akbrooio (raw) ' ric nellc opere dl Gaapare Verone K, XXXVTT, 16-17 .. Akbrooio Camaldolrkr v. TravertaH A. Amrdri (obgtj) Giumano ortnHmt, fr. * fitter*, fami liar* di Paolo rr, 204, is : 213» s*. Ambdei Lcca v. AmadH. Amxdbt Nsixo f. AmadH. Amklia (ooaftnnc di) atoHita far rota * eomtgna miff. Paolo II it eatttlto di Giovo, 130, $' W — (ciTTADim) v. AmoHao, JVacd. AanrUA (da) srk Manoo He., 12L " Amkruto «. JVmeti. Amioo Aarano \Aqtilanus fitcof»} famlllaT* dl Pao lo II, H, in fu pr*cettore dl Paolo IT, «i 25i li create cardn 55. I ; H, mnoHHe eh* lo rignmrdat, 55, jo-r*x ereato card, dl Santa Maria In Traate T«rc, 7_5i !; 173, U. Ammankati NicoiA da Lucca Paolo 11gS affida itgo vtrnaiorat* di Benevenio, 163. t-j. AmmaHT*att PicooLomini Taoofo [coriEnalit Pafirntit] ' iuoI Coromentarl In eontlnuaaione e qudll dl Plo II, VIII, u-M ,; * i affermato autore dl una atorla d. papl, auol franchl gludlzl au Paolo IT, XV1TI, M-m „ ; « ereato acgretarlo papale, XXIX, U »; * ot tlene da Plo II una cattedra per Gaapare Veronese, «-35,; "acrlT* al nlpote Criatoforo Pkcoloralnl, XXXI, tl,; A o«*« rf/ «aWlw Dailmaa, 16, »j; e ereato card, da Plo IL 40, m aegretario d. card. Domcnlco Flrmano, l»i auo eloglo, 31-23; amlco dl Gaapare Veronaae, 34j acgretarto dl Calllato m, 31) HL Amawia r. ^ 13L '182. av iVNAOH! (da) Giacomo \Tacoh* d* Anan.o] famlgllare dl Paolo IT, 21L 11»• AnagH. Amastasia (Sawta) ric, 30, ..„,,.. ^ AltASTASIA (CARDHfAT.! Dl 9AKTA) V. Tohaldt (de) laCOfO. Awoo*a. la Marca d'Ancona affidata da Pio n al «^cr no dl Francoaco nccolomlnl, e da Paolo II a Latino Oratnl. 36j J, is-**' Vlo rl convoea 1 partec'P11 "" alia Croclata, 51 Lli t1 rlene D card. Pletro Barbo, che Wl al ammala, 7jJSi » "uore Plo n, l&dLl eommrreio d. gran*. 5?, rs-*7\ ' aogjclomo d. card. Pterro Barho e lettere dl Simon* da Raguaa a VM feo Vallarea». 179-181 .; 'rl entra Paok. II, \TL I vl at tJene un conclatoro per la Croclata. 10-13 condtilonl d. aahrte dl Paolo n e d. auo aegutto In queata c., 180, 1=11 ! conrenRono Stmone P«xl naa. Glrolamo Lando, Angelo Faaolo, Giovanni Condulmer. Dotnenlco Domlnlcl ecc., 180, fastim Plo n e colto da fcbhre. tin ' r\ e tenuto im con elatoro, IM. I rle.. 2i U2i i — (CTTTAomi) v. FtrrttH Franeeteo, Antomiatso TA. — (marca di) rl paaaa Federlco ITT nel renlr* In pel legrlnagglo a Roma, s* — (db) AvotsI-O * »(H'»* mttidi da Paolo IT, 15L *S .• AHDBOATBTTSIS (CARDIWATJB) BttOOttvitl* (/*0 G' AmdkoaviwkTx (bpiscopiis) r. Palm* G. Awdrba (sA?rr») APO-n-oLo Toramaao Paleologo ne tra aporta II corpo a Roma, al tempo dl Plo II, 1^ ui. Attdrba (SawtO dbt. Bosco Ahhasia Banedottina, ILL fi: Ahdbra T/I^e*. ^»a.«-«l aarehhe delatore d. conglura d. To«olo contro Paolo n. 156, L«j motiH* eh* lo ript,ardnna. 4I-4& Anobu (Saiccti) cardikat.tr v. CmnmgiaL Anohiari *., 7n , **. Awoio (d1) Giovawjti piurra eon Ptrdmamda dAragona, I2L 3S-4*: 20L ?Lai Awoio (dT Rbhato ccmaaitta la Cat*Ug~, Lii faW AwoimxARA (Cown DRt-T.1 (famiot.ia) trattameoto rice Tuto da alcune donne degll AnRuffl*™ da part* dl Paolo II. 125. h n-4*: tre ftgU dl Franceaco e dl Uelfobo tono Hberatl e datl In conaeffna a Gabrielc Farneae, Bruno del Conte, Stefaao Colonna, Dome nlco deTTAnguUlara, 125, 2. 43-9*. AifOnn.uARA (nittt.* Aonubb v*d. di Mattoo Orsimi, 12_5iJ* AwotrrtXARA (natx') Atbrso v. 8v*rio dilVA. Ancud.lara (dbll*) Privobo \D*ifhohut f. com. Acerm] lmpreaa dl Paolo II, 41. 11-31. n. a \22i l^lli ***** r«Hca figlia di Giormttmi Amiomio Orthd, 88. !»i « punlta la aua dlaubbldienaa da Paolo IT, UL L trrgua eoa gli Orsini e Cotomma veluia da Paolo 11 2, fmutrn.; attent* alU Tit* dl Ferdlnando d'Ara gona, 12lj a. sb-4t\ le mtllale dl Ferdlnando al unl acono contro dl lul, I agg. : «ue trattatlro col Plc ctntni per prenderlo a' tuol aerrlgl. IS-U: un' orarfone dt Paolo n I tortl dl Delfobo twjo U aanta Sede romana, 122-34; fmgg* da Bi*da, 125, til [Angulllara-Aragona] jj • INDICE ALFABETICO si lagna col leg. pontlficio d. guerra mossagll da Paolo II, 126. 1 sgg.; sua trepidasione, as sgg.; entTa ai serrigl d. Stato Veneto, 128. 1, n. prima di ekiedtr* ainto ai Vtnexiani to diode a Firtnxe, *0 prjvato d. suo domlnlo per opera dl Paolo H, 229 A^.voma di Roma, prorvedini^nti preii da Paolo [I 98-101; ' 193.1% ,. Anxai.i m Paolo II v. De Gestit di Paolo ll. Ansuxno phktk *ricero la nottzla d. f di Gaspare da Verona, XXXI, Lfexl.. 129. 1; tnoJiglie RaimaIJa I date in consegnaa Ste fano Colouna, jj-rt; ric., 16,. 7t. Anouuxara (dell') Dolce, JigHo di Pietro ric, 130, *j; ha Ji nnovo ilpostotso d. eattello di Giove {an. 1484), td tgg. Anouillara (okll*) Domenico rie. nella tregua Colonna Orsini Angnillara, 117, «. £i passim; rie., 129. 5*. Anguuxara (dbll') Elena toretla di Ever**, 129, 2U tgg. Anouillara (okll*) Evrrso [Bvertnt, Avertns de An guillaria) sua Inlmiclxla con Nicolo V, 84, m sgg. preso come coraandante dal ribelll dl Norcla, 85. u sgg.} e inritato da Nicol6 V a deporre le arml, 86, »»; per non perdere il compenso muore rcaercito eontro Norcia, U± assalU Norcla, 87, 1 sgg.; »1 riHra, 21 tgg. j Mieotb V in carte* Barto iomto dtlFAjaiia di tagliargli la ritirata, 82, *JJ si preparm a realitere a Nicold V, 88, 1 sgg. ; inlrnldzle con Nlcol6 Orsini, l sgg. ; sat pretest rutin ctmlea di Tagliacotto, tt-*6: renuto a Roma per 1' Incorona* aione dl Calllito III la sua casa e inva.ui dagll Or sini, I3J ai lamenta con CallUto III, inn Caili sto 111 to vnol fact/tear* eon gU Orsini, «7-89. *j; 1 allca col Colonna ai dannl dcgll Orsini, 1-«, ; git viene tolto il castetlo di Caprarola da Me ntion di Vice, 118. 101 tgg.; eontratd eon i Vico, 1 19, 14 tgg,; reiaxlonl ostlll con la tanta Sede, 123; " sue inimlclale con Napoleone Oralnl, 183, 43-45 ,; t liL ll? ric' il» *»*' lit 6* UL i Anouuxara (Daw.') Francesco v. aneie lotto Diofebo; h punlto da Paolo II per la aua dlsubbldienza, 117, j. trtgna eon Colonna-Orsini valuta da Paolo ll n. 2± passim.; * fatto prigion* a Bioda, 125, 6j', fugge da Capraniea * da RoncigUene, 128, t-io\ ll conscgna a N. Portegnerrl, 2_j St*fan* Colonna intercede per In sua tiarceranient pr. Pi* II, it tgg.; tfota la jiglia Vannola a Bruno Alto lie1 Conti, Sg-os; si di prlgione a Paolo II, Sj e detenuto nella Mole Adr.aaa, 129, 3-4; i marito di Lexcrexia Fame**, 73. Anouillara (dbll') Galrotto fratotlo natural* di Dei fobo rie., 128. 00, tgg. Anouillara (dell*) Giulia ric, 129, *S. Anouillara (dru.') Lorenzo 1/010 di Diambra Orsini, 139. is *g£ Anqvillara (dbll') Orso ric. trtgu* Coltnna-Orsini-An guillara, 117, u £1 ftuum. AVOIULLARA (DRU.') PlttTRO Vend* il Catttllo di Oiove a Biagio Fernando di Beliuso, 130, mi sgg. AmgivlLARA (da) PikTRO [Petrus de Angnillaria] guar dlano d. conr. dl Aracoeli h lncarlcato da Paolo II d. dlstrlbuxlone dl elemoslne, 138. l_j notitie eke lo t'guardone, ri-jo. AXOCIU-ARA (DUX') PlKTRO, figKo d, COnt* EvtTSO, pTO tetto da Paolo ll, 138, jc-*6. AnguhxaRA (DRLL'J Raotaldo Jiglio di Deifobo i data in tontegna a Stefano Colonna, 129, st-ti. Amcvillara (dell') Vannola tfota Bruno di Alto de' Conti, 128, ea~*j ; rie., 129. a*. AjrounxARA (dbll*) VittoriafigliadiKver*oricn 129,ai. Antaldi (dbgli) Antaldo [Antaldus Bonoaiensi*) * ric., XXII, 19.JJ,. AsfTlocinA (d') Probrico enira in fotsesso d\ catttllo di Saradaesco, 133, Oh Antiochia (d*) Giovan Francssco ric, 133, 74 ; Paolo 1 gli assegna il catttllo di Sambud, ?S. Antiochia (d*) Mattia rie., 133, 74; Paolo II gli asse gna SaracinescO, JO. Antiochia (d' Pietruccio rie., 133, 74. Astoniazzo d'Amcoka " ric, 224. IS „. Avtoniazzo Romano, di/inge nella eh. d. Consolation* a Roma, 157, ft; 158, to sgg. Asrroxio da Roxa otticne un ufficio nella Curia capl tollna, 132, Aktonio, t/etial* a Roma, ric, to. Appiano Alessandri.so " sua storia romana tradorta dal PUelfo IX 21 ,. Aprutina (rkoio) v. Abruxxo. Apuua v. PagHa. Apolus v. R. da Ltcce. Ao.uaprnue.ntr *ne e canceUiere Alessandro de' Xacci, 218. M.. ActUILA (crrTADLNl) v. Mitolb ili Antonio, Amico Agni Jllo. Aquila (dall*) Anoelo * orefice, 191. £j *j, *o-*jt AquiLA (DALL*) Bartolomeo * incaricato da Nieoli V di tagHart la ritirata a Bverto degli Angnillara, 82, n_ AO.VILA (dall*) Battista * orefice, 191. i Aquila (dall') Prospbro * orefice, 191, t AcjUiLA (DALL') SlLVBSTRO [Silvester de Passls, Pad, de Aonila] • orefice, 191, i AquiLANUR • rtc^ 182. 56g, Aqun-ROKN&ls (spiscopus) v. Scarampo I.. Aqumo v. Sam Tomato d'Aquino. Aragona (rbono) lotte col regno di Castiglia at tempo di Paolo tl, 145, ti-lo. Aragona (d') Alfonso, // Magnanimo, rc di Napoli "sua biografia, VlII, 1 m\ * agevolato it too matri menio con Isabella di Castiglia da Paolo 11, 1 5, 41-4*% togtie a Eugenio IV Ponteeorvo, lli, fx Aragona (d') Alfonso duca dl Calabria spoaa Ippolita Sforsa, 115, 2, Aragona (d') Fbdkrico f princefs tarendnus] Jiglio d. re di .Vafoli, sl terran a Roma accolto onorerolmcnte da Paolo II nella sua andata a Miloao per prcnderrl la spoaa di sun fratello Alfonso, 115, 1 sgg., ji-js, Aragona (d') Fkrdinando I re di Napou [FerUinaitthts ren, ran aeapoiitauus] " sua lega col Piorentini e col duca dl Milano (an. 1481) contro Slsto IV e 1 Ve neziaui, XX, it-30 .; Pio II manda il card. Orsini a incoronarlo a suo none, 36, a, Paolo II gli manda ambasciatori per la conserrazione d. pace alia f di Francesco Sforxa, 142, u sgg. ; si adopra pr. Paolo llporchi sia el. gran maestro di Rodi il Cardana o il Carafa, 44, 6£, 70^ rapportl con Paolo II, 46. a. l; Paolo K rlfiuta U suo omagglo, 56, 21 sgg. ; it accorda eon Paolo II par sttrminare i mal jidi Jrudatari, 120, 41\ di noie a Rocca GugUelmlna, Bd by Google 230 1NDICE ALFABET1CO 121, 3; Imprlgiona G. Plccinlno, 33} eontribnisca a ricondurro San Gtrmano in foterc d. Ck„ 134, 30; sua apcdlzlone su Sora, 101», 31 sgg.; prepare una »;cdisdone contro i domlni d. Ch., 161, I; gli sono lnvUtl da Paolo U 11 Ferrlci e B. Roverclla, 3; 11 Roverella e mcdiatore di pace con G. A. Oralnl, [Arayona-Barbarano] ARKlVAJifcKK Giaw PlBTKO familiar* d. card. Gomaga, 28, 39 Ascoli « Paolo II H adofra a dirimtro le sua controvor si* con Xorda, 151, 43 „• Asooi.1 (u') Emuc [Knock do JSoen/o] * creato scgretario papalc (an. 1455), XXIX, 31, 1419 la barbn dEnoch. 162, 10 sgg., «• 3 ; s'adopra pr. Pio 11 pcrche renga creato card. 11 Rovenlla, lb3, 5-1*; va lncontro al RotcIU log. dl Paolo 11, fino ad Aversa, 17-1» ; su* aUeanza col duca di MUano e k Fiorentlnt contro dcstina un eser Paolo 11 c Veneaia, 166, 19, ; clto in aiuto dl Roberto Malntcsta, 167, 5; parte clpa alia pace generale d' Italia promoaaa da Paolo II dopo la caduta di Kubea, 1j9, 1-it; " 199, 39,;« tra ntlCalUania di Paolo II * Vtntsiafor la guorra contro i Turcki, 169, 40-41 i " »ua relatione coo Gla Piccinlno, 183, «» sgg. „; sua «stiilta contro Paolo II, 149, 3 sgg., n. j; 1S3, 61 sgg.; " Luca Toa zolo lo avrebbc solllcitato di alutl contro Paolo II, 184, 39 ,i " Galeazzo Sforza lo vuole arbitro dl pace e li gucrra, 199, 13,; umbra svamrt 1'alUansa tra M, to Sforsa o Firense, 201, it sgg. Paolo II *i tforta di contrafforgti un'invasion* angioma, 13 *', « Lorenxo de' Medlct gli invia l'ambasciatore Nlcco llnl, 201. 27 ? " K11 lono preatatl araxxi presiosl da Paolo II, 220, 74-11 ,; auol rapporti con la spogliazionc d. Slgnorc dl Balsorano, IbO, 17 sgg., S*-33\ "223, »0-131 , ; i aintato da Giorgio Cattriota netta gntrra con gli Angioini, 149, 10; e esonoiato da Sisto IV dal pagare il censo alia Ch., 150, 39 ; minaccia Pao lo II dl allcarsl col Turcbi, 150, 3-7; prologg* Luea Tottsoto, 156, lt ; aluta I.udovico e Pietro signorl dl Toliavecchla neUa cumpagna contro Paolo II, 160, » sgg.; rlc, 35, 7; ric, 126, 33; 156, s: ' 224, S7 .. Aragona (u') Giovanni II imvia uma Ugasion* a Paolo II ftr ott'-ner* aiuto contro gli imtorti Catalans, 145, S» *gg Archlani Battista ric. nol triom/o colabrato in omort di II, 136, u. sue optr* in un tod. YaticoMO, 48, 4s. Giovanni " romano ric, 191, 59». Arbtinus v. Bamlini D., Brum L., Maruffini C, Tor UtU O. Ajucvalo (db) i'. Sanektg Rodrigo. Ankzzo (o' t. Aretinw. — (citta) ri gode bencficl II DaU, 23, 33. — (camcoiiCI) v. Falltiti. Akgihofui-o Giuvanmi ; inimiciti* cou Giorgio da Trcbi toud*, 43, 00. Akignamum v. Rignano. Akihinum v. Rimini. AJUSTOTM-a " ric, 184, 71 Akum» [Atretatuml ' vlsltaU da Gaspare Veronese chc ne loda i paani, XXIV, 14-16 „. Armolpk Terkk [Torrae Arnulfhomm\ " ric, 195, 13». AKPrao, ric, 121, joj controvorua con gli S/imoJH, 162, 7ST7. AnquATA ikl TRO^fT i iulordotta da Paolo II, 151, ; i Muoi amkatciaiori si laj;nano di .Vorcia con Sirto IV, 152, tj-jj. AkHI ATA UKL TROW-TO (CASTKLLANIJ !•. MoUtO A, Arkigo monaco * proceasato a Roma per ercaia aollo Paolo II, XVIII, a.. 18, OS. Aai'AKBMSls v. Asfaro (da) G. Asparo * TUlaggio d. com. di Cerea ric, XXII, 9-10 ». Asparo (ia) Giovanni [lokannes Asfarcutis, Mantes romauut] * proieasore d. studio bolognese, nlosofo ac radcmlco, XXII, »-l , ; congottur* sulla sua idcntita cou Giovanni da Vorona, to-tj M. Asaiai vi ** conduct Nicoib V con VAlbtrgati for fug girt la fottt, 21, 34.; eresia d. Kratlcelli, 153.3; "ric. il reao., 218, 73»; "Francesco Nacci ne c creato pod., M ,. Astiqia (d*) Antonio " ric, 192, 3 ,. Atkruatum f. Aries. Atrbbatbmsu» v. Joujjfroy G. Am Emiuo ui Lurknzo, vitcrbosr, ric, 63, jj. Alii LuRXNZO [Lanrtntius Pauti vitorMentis] k ai acr Tigl di Falcone Sinibatdi, 62, 33; 63, 3, IS; sua atirpe, l-H, tj-st; carattere, 13-U. Aucil ric, 94, sj sgg.; ne e tcsc De Levis Filippo, 94, 9. Auri&pa GiovAMMl i tolitcitUo da Paolo Sartanase di una eommundatisia for /". Barbaro, 6, 4 sgg. Auxitanus v. Vc Lovit P. Avbnuma, torra d. dncalo tpoUtano, ric, 152, tj. Aveu&a; rl si incontra 11 re l erdlnando con U card. KoTerella leg. dl 1'aolo II, 163, 17-19 AvlKSA (AitBAil ui san Loaawzo) v. Corrado Cafoco. AvtRSVk v. Anguiltara Evorso. AviGMONC-, mo*, d. CoUstini, ric, 04, ja/-, " 1'or. d. Car. di Rodi devc una grande somma, 186, 4„; * h tc sorlerc deU'or. d. cav. dl Rod! Lomclin Odineto, 1S7, i«; ric, 175, 11. AVIGNONB (CAROINAUI ol) v. Alain. Azzoguioi A1.BSSAHUR0 [Alruandtr Bononicnsts ordinis Prtdtcatorum\ prcdJca In Santa Maria Maggiore dl 32, Baonokjca * luogo d. Patrimonio ric, XXXI, 13 v. Bagnorua (ia) Amgblo rastellano d. rocca di Galiese, 133, 19. Balkkohkgium v. Bagnoroa, Baldasbakkb 'scudlero rtc, 189, 10; 211, 33; 213, 41 ^ Balsoranu; spedlzlone di Ono Orslni gen. d. re di Na poli, 160, 11 sgg.; notitit rignardanti, 47-34; ric, «223, W-I30». Uaxub Giovanni [ofitcofus Andegaventis] creato card. da Paolo II, 56, 3; 173, 13 sgg.; rur, 144, 33. Bamuekga; Paolo II coitcsU una n'caria ferfetna a Gincomo Raus, 17, 0S\ il card. Gontagt vigodt una ptnstont, 28, 33. Banuini DoMtNlco [ Dominicus Arefy'nus] *• ric, A'A'/.V, '3 .. Barattani Staoio [Statins] capo-fazionc a Xorcla, 84, 39; uotiae cht lo riguardano, j/-j6; i esillato da Norcia, s. Barbadicvs f. Barbmrigo F. e G. Romano [Barbaranum] ' un 1 ; 231 [Barbarigo-Barbo I INDICE ALFARETICO Ins di Romano ka la/odesteria, 191, to-tj . ; "Pao lo II concede agli abltantt terre da coltlvare, 195, 25 sgg. ,. Barbarigo Filippo amlco d* Iniansia dl Paolo II, 77, 4; netitie eke lo rignardano, q tgg.; riraprovera Paolo II per la aua liberalita, 92, W, 4S-63; h eovve nuto da Paolo II, 141, 14; ric, 83, II. Barbaaioo Giacomo [lacebnt Barbadicns] Interprets dl pli lingue, 17, 12; internet,, di Pie IT, 17, JS, vive alia corte di Eugenia IV, 77, tt-tt\ "familiar* dl Paolo If, 211, 11; 212, 14; 215, 2 m Barbarini (ok') Loatxzo ric. net trionfo celebrate a Roma in onore di Poole II, 136, s6. Barbaro Ermolao il Giovanb [./x'jco/kj veronensis] B. Pallavldno lo preconizza card., 5, 33; crtalo vest, dot card, Pieiro Barbo, 5, 30-66; vese. di Verona, dedica at Barbo I' *oratio contra fo?tas,, 6s ; acolaro dl Guarino Veroneae, 6, S; la sua oration* centra i poeti fob considerarsi ana risfotia ad un dialogo di fro1 Timeteo Mafoi, 9, 13-13. Barbaro Francesco • gli i ckittie da P. Sartanese nn cod. di Plant0, 6, 13. Baa00 (faiciglia), origlni e vicende, 70, 1 sgg.; rela tieni con Pimfero d1Orient*, 71, SS17\ 72, j-13; i Barbo aooo Lnslgnltl dl moltl onorl a Venexia, 72, »-10 ; 'geaealogta, 216.; " arma, 220, 1W-IU,. Bamo Agostino nifote di Paolo IT, ka nn canenicate a Verona, 15, js\ *»g— gli stndi di nmanith a Vicenxa, 56, 13: frediloito da Paolo II, 114, 10-14; netitie eke lo rignardame, 6» tgg.; ric, " 216 ,. Barbo Amurba * figllo dl Pantaleone clt, 216 ,. Barbo Axurra 'figllo dl GIoT&nnl c!t., 216,. Baruo Bianca * figlia dl Andrea, m. dl Aibano Sagrcdo clt., 216 Barbo Danibxjc " figllo dl Paolo cit., 216 Barbo Domknico 'figllo dl Francesco clt., 216 r Barbo Eusabktta aorella dl Paolo n, 72, «. 4; s/ota Nicole Zeno, 67 madre d. card. BaUitta Zone cit. * fersegnttata da/la Refubbliea veneta, 73, «1 tgg. mitre netted* do la rignardano, 3* sgg.; 'anno d. aua morte, 220, 115-116,; ric, 12, si; "216,. Barbo Framcrsco " figUo dl Marco ric, 216 ,. Baruo Francesco 'figllo di Pantaloone clt, 216,. Barbo Francesco * figllo dl Andrea dt., 216 ,. Barbo Francesco * Qglio dl Ptetro cit., 216 ,. Barbo Fr-ANCbsckina figUa di Giovanni, m. dl Bene detto Baroxxi clt, 216. Barbo Giacomo "figllo di Giovanni clt, 216,. Barbo Giovanni eL cap. deU'eaerclto veneto contro Fi lippo Maria Vlacontl, 70, 20 agg. ; netitie eke lo ri gnardano, eb-jb-H, 6-00% " Cit, 216,. Barbo Giovanni " figllo dl Paolo, marlto di Francetchlna Condulmcr elf, 216,. Barbo Giovanni «figUo di Andrea clt, 216,; notlzie che lo rlguardano, 223, 12-3$. Barbo Giovanni "figllo dl Pletro clt, 216,. Kiunge di tettettare alia tnteta d. card. Marco Bar be, 13; tarebbe state el. canonic* d. Cb. fadovana (an. 1468), oj-ss. Barbo Giovanmi fratelle d. letterate Niceto ric., 114, 17; 'clt, 216,. Barbo Giovanni canonico a Padeva ottten* una casafor sua aUtatione, 114, ,*-»s\ ' familiar* dl Paolo II, 213, 12; 214, 17,; 'cit, 216,. Barbo Leonardo 'figllo dl Pletro dt, 216,. Barbo Lucrkzia 'figlia dl Paolo dt., 216,. Barno Marco "capoitlplte cit, 216,. Barbo Marco 'figllo di Pantaleone clt, 216,. Barbo Marco * figllo di Paolo cit, 216 Barbo Marco * figllo dl Giovanni dt* 216 ,. Barbo Marco 'figllo di Andrea clt., 216,. Barbo Marco (cardinals) [efiscofns vicentinms, cardioa lis Sancti AfareJ] 'cron. dl Damaso a lul apparte nuta?, IX, n. *,; vlve preaao Paolo n, 9, 12,; veac. dl Trevlgl, 12, n. s; dogio, 11, 14 tgg.; create card, da Paolo n, 50, 10; 54, 31; 114, i-»; 173, 13; ka da Paolo II la conmenda d. Santi Severe e Afartriofr. Orvielo, 93, 60-71 ; *-e decreto per frovvedere Roma di cacdagiont, 101, 40-41', card, dl San Marco, 114, 1-t; frefotto aibancketti carnevalrscM istituiti da Paolo II, 217, 47\ Ja restitnire corrode egiote a Lucrezia Par mete, 129, j3; i ckiamate arbitro nella dis/ala lette raria tra il Platina e Rodrigo Sancket, 159, 31 tgg.; per or. di Paolo II va incontro al march. Bono d'Este che al recava a Roma, 170, 11-13; qnettioni Sulla sua farentela can Paolo II, 173, tj tgg.} fn figlie non di Paolo, ma di Marine Barbo, 174, *-}* » ha uffici da Paolo II, 174, S; *fa parte d. com one creata da Paolo If per la rlforma del missI l'or. d. cav. dl Rodi, 185, jj ,; • auo decreto circa l'incetta d. grano nello sUto d. Ch., 194-195 ,; "auo decreto circa 11 trasporto L grano a Roma, 195 ,; ric, 114, i7 \ '205, 10, W; 208, II; 213, », SO; 214, 3; 215, 3; clt, 216^ Barbo Marirtta "figlia dl Paolo clt, 216,. Barbo Marino " p. dl Marco clt, 216,; ric, 174, 43 Barbo' Nicolo il Bianco 'figllo dl Marco dt, 216,; « ric, 223, 21 ,. Barbo Nicolo « figlio dl Francesco cit, 216 r Barbo Nicolo « figlio dl Giovanni li Procuratore dt, 216,. Uarho Nicolo • figllo dl Pletro marito dl Pellegrini Franeetca dt, 216 ,. Baruo Nicolo 'figllo dl Andrea clt., 216 ,. Barbo Nicolo /. * Paolo II; ha pubbllci uffid, 72, u II, s»-is; saol figll, ll-lv; provvedltore dell'esercito Tenexla.no, 77, Barbo Giovanni fratello dl Paolo II, 72, if; 'clt, 216 ^ Barbo Giovanni nlpote dl Paolo II "auture dl nna blo grafia d. slo, XV, M.; ha il canenicate di Padeva, 15; jl'i non rlceve alcuna dignlta da Paolo ir, 56, 1 agg.; netitie cit lo rignardano, es-js; Paolo II frcna la sua superbla, 114, 4-»; i tra ifrovvisionati d, faiatso afotteiico, *\ am breve di Siste IVgli in. " figllo dl Paolo e marlto di Polla sena Condulmer ric., 216 ,. Barbo Nicolo Ittterato ric, 74, s*; 114, 07. Barbo Nicolosa sorella di Paolo II, netitie cie la ri gnardano, 73, Aj-Jj; * rn. di Giovanni Bragadin e di Lorenso Michiol ric, 216 ,. Barbo Paolo 'figlio di Nicolo il Blanco ric., 216,. Barbo Paolo *figlio dl Giovanni 11 Procuratore clt, 216,. Barbo Paolo " figlio di Andrea clt, 216 Barbo Paolo /ratello di Paolo II; ne amministra i bent fino 011460, 4, js-40, sne elegio, 73, f sgg.; netitie eke le rignardano, 73, too sgg.; il 10 maggio (tjfis) e INDICE ALFABETICO doge, 4»'% compone la pace tn 1 Venesianl « U duca Francesco Sfona, 75, !-,**-*,; clL, 216 „; « Paolo Barbo e U contea di Albe, 221, 1-24 ,. Barbo Pantalbonb "figllo dl Marco dt, 216,. Barbo Pantajlkonb * figllo di Francesco cit., 216». Barbo Pantalbonr " figllo dl Giovanni cit., 216 ,. fBarbo-BJeda] — (arcivbscovi) v. Ca/ec* C, Piccolonuni If. Uknino «cavallaro di Flrenze, 197, SO,. Bbmzi Fabiano * h invlato da Paolo II 01*tore al re di Uaruo Pibtro " figllo dl Nlccold il Bianco cit., 216 r Barbo Pibtro figlio di Xicoti v. Paolo II. Barbo Pibtro ui Marco rotter* deiPosfedat* U santo Sfi rito i» Item; 78, to sgg. i motitie ch* to rsgmardamo, 78, eo~4S. Barbo Poussbna "clu, 216 ,. Barbo Tolobia? nglla dl Gioranni il Procuratore, m. dl Andrea Marccllo " cit., 216 Barbolani it So***,/* Oerrvor. da etsi i Barb; 69, /0-70, «j. Barbolami Pamc&azio tie., 69, tj. Barbum c. d. German1a, 71, il. Barbolasi Pibtro ric, 69, so-ij. Barublla Framcbsco * ric, 204, 31 r Barublla (ub' Touarozzi) Mattia eatttUame dt Btr timoro, 132, jo sgg. Bardblu (or*) Bbrnardo di Petrmccio, ia da Pool* II /a eatUilania di Sassoftrrate, 152, ij-ij. Bakoklu (ob') PkxruccIo /. di Bcrnard«t 152, j. Bari [Baroium\ * vi»ltata da Gaspare Veronese, XXV, U,; * prlorato do1 Car. di Rodi, 186, 1» Bakolum p. Bari. Barozzi (fauioua) celebrata da P. Burntaearimi, 141, so. 11auOKI Amgblo ric, 14, jt m. Barozzi Uknbdstto di Francesco * di Giovanni, 213, o,. Barozzi Francbsco "familiars dl Paolo 11, 21J, II,; " motitie eke /• rignardamo, 7-JJ ,. Barozzi Giacomo ric*, 14, jt. Barozzi Giovanni [epucopms Btrgomansit, patriarch* VemetusJ tamlllare di Paolo II, 13, 20; temtanguineo di Paolo II, jt; dabi biagrajici, Aj-14, jj\ o in/on data la notitia d. Canntmsi citfast* craato card,, mj; e patriarca a VenezU durante il conflitto tra Pao lo il e Veoena, 57, il ; ruuore prima di eaaere pro clamato card, da Paolo JUL, 173, a. Barozzi Lokjcnzo [Lamrtrntims Barnes] orroneamntc e»iatnate, imvecu di Giovanni, 173, 78-80. Barozzi Pibtro cit. * Oratio ad Pamlmm //,, 3, 7; 13, aj-14, *m ; 213, so. Bartolombo l*"^""' ttartotemaees\ ric, 114,««. Bartolombo di Framcbsco t. Fir**** (da) B. Babxnio Basini; sue diatribe col Porceltio, 10, S7 Bavco [Babmtli\ /atria di Agosiino Cam/ana, 154, 40-44. Bavbrius v. BonetH Bavaria. BRUUBO (Ds) I'kkKAKDO ric., 130, at. Bauuao (ib) Uiaoio eomfra da Pirtro Helt'Anguillar* il castello di (iiovr, 130,u ;/occdta Giovanni Viscomti,to. Bbllavibta Girola*«o rut* alia corf di Paol» II, 18, jj; ta incarico da Pio II di iitgnir* mm maffamomlo, sj. Bbltramo \magi*ttr Baltrammi) cstruttore d. rbeca di MonttIcoma, 135, M. Bbmkdktti Tomaiabo * vote, di Sarsaua, ric., 202, 3 Brmbubtto "fanilllare di Paolo II, 211, 40 Pio II orJin* di froemdmrc contro tl smo go~ Db.vbvbnto : varmatoro, 162, 07 sgg.; mo i govcrmator* B. Hove rtlia, r/-l63, *, Polonia, 220, at , ; nominate d*l //. govmrnatoro d. dondni tolti agli AmgmiUara * d. torr* di Gallon e Corctiano (an. J+OJ), 133, // m* Bbnzi Uoo [LTgo ^Va««M(j madico e filoaofo; iuo inac gnamento a Bologna, Ferrara e altrove, XXII, S-V, 14-19; dttfnta con Aieolo Fava, sj-oo. BbMZOMI AKTONIA da Creata, m. di Giovanni Visconti vend* il catullo di Giovt cUi'otfodalt di tanto Spi rit* in Saxia, 130, JJ sgg. Bbkoamo, bibliotcca commnale, VJCX.III, s-j. — (tUoCBSl) abbatia di Vallalt*, ric, 115, it. — (VB4COV1) v. Giovanni Barosti, Ubroamo (os.) Antonio " ricu, 188, 26 UBXMARjil » banclueri di Veneiia, 188, W,. Ubrnaroimo (sanJ oa Sibma- rapport! con Gaapare Veronese, XXXVll, ,. Bbrnakdo "ric, la8, n „. t li-ucNARUu " carallaro di Fircnze ric, 196, 13 , Uerti Iacopo da Ford ric, 132, 4t. UtaiT.sono \civuat B*rto»oria\ e unita ai doniini d. Cb. da i'aolo 11, 13.', I ; sue viemda, m. j, jr-oo. BBR1 KAN00, v*c di Acqui 0 di Acqs, ric, 12, 41. BsfiSARloN* [carJimaMs Aicon*is\ ricono«ce il ralorc d. acoperta aell'aUume, ], w, commi&aario d. Crodata, l-j ; fa ottener* ait'In/issnra la fotestana di Smtri, 9, oj; amicisaimo di Ictlerali latini e greci, ncmico d, I'rapezunzio, 33, 11-14; Ji/tmsore d. capitotattome tlet teraim contro Paolo it, ij-jo ; imoi rapporti con Pao lo II, 19-")\ riapotta alia Comparatio AristoUlis at Platomis d. Xrapozunalo, U, m. j; leg. a Bologna e In Germania, 20-24 ; allctto rerto Uomeaicu Oe' Dominici e Nicol6 i'crotti, 25-3»; munlnceasR dl Paolo U, 34, 1-2; bibliotcca, 2-4 ; ?uol donare la aua biblioteca a Roma, o a Firenae, o a VenezU, 9 ; c create card, da Eugenio IV, if, educa gioTani neila aua casa, 5, SfOs ; dona t'intera sua bibiiottca a Ve naxia, oj-io\ polemua cot Ircbisomda, 43, tS\ i otijfeso dot Perotti, S\J\ s nomiruiio cominiuario tia ilStO IV prr la solmxione d. dobiti di Paolo II, 92, js-jo; creato commisMno da Paolo II per le mlniere dl Tolza, 1 12, 7 ; kafortagretario tViccolb Samaanmini d* Lucca, 134, T*-7J\ ia a cmoro Ctducamiona in liama degti or Jam di T, Paloologo, 135, iv-tj; h glodice deli'ere ia dl Giorgio Podricbrad, 146, a; Paol il »1 vale d. »ua opera in deUcati offiel, 174, 6; taper medico o familiar* Valorio da Vitarbo, 175, 30; * muore in Roma U iuo maestro dl caaa Simone, 180, 70 ,; ric, " 190, J«; 204, 4«,. Ubtini Antonio gosmato, ambasciatort di Paolo II al due* di Aftiamo, 111, 31 Bianora (OA) Bauiazar v, Biamirato B. BlAMURATB (OA) Baloa&barrr [Baldossores de Trvlino, Baldatar da Biamdra da Trine] familiarc dl Paolo il, 16, t ; ric, " 212, 21 ,; " motitie *i* to rignardano, 4S-S** Bianurate (da) Cristovoro caaierierc di Paolo II, 18, 3; ric, 17, 4»\ 23, 43. UlROA \ Virdi, Bloda, offidum Blerae] e frosa da F,de rtgo d'Vrbino, 125, oj; ne fiigge UeUobo degli Ad gulliara, 126, i sgg.; motitie cot ia rigumrdano, 12/, ;agg.; 131, me. [Biondo-Bregnoj INDICE ALFABET1CO Biondo Gasparu figlio di Flavio, matitro d. Camera afostoliea, otlitno intienu eoi frattlli frtvilegi dol /V»/. FeMrico III, 165, * rlc, 1%, jy 205, u; 213, Uj 215, as r Biondo Flavio, da Fori), rie., 165, jb. 233 Bono [/retailer Bonm] rettore di Santo Stcfano h Inca rleato da Paolo II di elargire elemoslne, 138, ifl. Bononk Fiuppino " lodlglano ric, 224. st, „. Bononibnsis v. Boiogma (dtladimi). Borgia Alfonso v. CalUtto III. Biondo Francssko, figlio di Flavio, rie., 165. 76. Biondo Garriklr, JigHo di Flavio, tie., 165, z± Biondo Girolamo, »/1» di Flavio, ric, 165, 7J-74. BtsciNA mtW Umiria, ric, 125, 15. BlSIGNANO (mSGlM Dl) rlc., 115. 23. Blsncct (oa) VuPASIAlTO dedica ad Antonio Agti mm breve rieordo biograjice, 79, //5 ric., 161. its tee. Buuu Ahdrra ric., 191, t\ ,. BLHU d. Bieda. Bobiano (di) Santa Maria; rarcifrrsbiterato i comceuo ad Altttandro 1'allavicsni, 5, . BOOCACOI Alrssio romano rie., 117, jj. UoxMiA; Ugaeione d. Carvajal, 27, j;. Bologna [^*«MiaJ vi i rlitgoto it Porcari, 11. J; »V jieritce la fesie, 21j joj 4a C0*»« /#^. 1/ «rr/. 6t» xa^u, 28, vi e legato il Capranlca, 29, 3j natara d. Bolognesl, fclii; 3A »i rafporti com Paolo II, 29, so-j.fi «» i govtrnaiert Z» A/i/a, 39, £/} tea tro dl gacrra, 56, 111; vi dlmora Eugcnlo IV, 79, «i vi e protonotario e arcidiacono l'ietro Barbo, 79. izl; me k goveruatort Giovan Baituia Havelli, 92, //-, ma i demgnaio fod. Lata TorsoIo, 156^ 19J il govtrnalor* di Boiogma ricev* da Paolo II mm breve ferclu ua accolto magttijicantente Feierieo III, 164. (A egg,; 'Bologna e la pace d"Italia, 197, it, « rlc., 199, a, ; * Indmstria d. lama inferioro a qutlla di Verona, XXI, fit,. — (CARDINAL!) v, Calamdrimi P. — (cittadini) ». Aibergati Vianetio, Amtaldi A., An xogmidi A,, Lnonori L. — (oonvbnti) camaldolese, XXV, li, a, — (LKOATl) v. Cafranica £., Mila Imam Lrnii. — (uniybRsita) professor! lodatl da Gaspare Veronese, XXII, 2-U-, rotoli d. professor!, XXIII, kj^ eattedra di gteco ttnaia da Leonora Leonori, 22, isu — (oa) Giovanni Battista, «cublculario di Paolo II, 213, IT GoHMAtzo [/VfjworftumJ terra d, Patrtmomo, tie., 131,». Bonaccorsius v. BaomaecersL Bomadirs Giovanni " speztale di Roma rlc, 204, 'jb r Bonadirs Simon* vote, di Camtrine, figlio dl Giovanni, 204, ti. BoNADio \Iiona Uut Briwensss] rleere la sottomissione deil'Orsinl a Ferdinando, 163, It nolitie eke lo riguar dano, i-is. BoNOiMAiUo Andrea \fatriarca Vene/ms] * f, 181, H „. Bonbtti Bavuuo [Bavorius imalemsii] medico a Bologna e a Roma pr. Nicold V, XXil, 13-1*, »s-m. Bonoiovannj oa Paoova [BomiObannei Loytii de Patina ric., 41, te. BonoiroLaMi BanNARSO * si Incontra a Ravenna con Nlcolo da Canala, 198, 1A r. Bontpkrto * Ikmillare dl Paolo II, 211, 26 „ Bonxpkkti (db') Bonipsrto cat., 17, l_i * famUUre di Paolo II, 212^ rlc„ 20L 21,. Bonipkkti (dk') Dionisjo * si animala ad Aocona, 180, I «212, «i 214^ ii. « famlUare dl Paolo II, 2U, rit, 17, f»l Borgia (famigua) arnica d. Colonna, s^fauim. Bokoia Giovanni rlc, 63, 3lj 47-si. Boruia l.vu Iuan Mila v. Mila G. L. Borgia Pikk Luigi [Lodevico, Pedro, Petrms Atmsi«t} U card. Pietro Barbo dlrlme le discordie tra lui e gli Urslnl, 90, U-1S; nipotc dl C'alllsto III, 15-U; rieeve da Imi il fossauo d* Ca/raro/a, 120, mh coodotto in salvo a Civitavecchia dal Barbo, u *gg; laacia erede U fratello Rodrigo, 38, as, jj-jj; f a Civita vecchia, Borgia Roorico [eardinalit vieetaneellarimt, Valentines] 'dUcepolo dl Gaspare Veronese XXVII. J-S. t-s .: invato da Caltiito III alio Htmdio bolsgmtse, h creato card, dallo aio Calllsto 111, 38. Ji: erechta dailo zio Pietro, iJj armla il suo palasso, af; gll e restltuita la carlca di capo d. Collegio degli ab breviatori da Paolo II, n-39. 1 ; 38, at-39. mi c grato al maestro Gaspare Veronese, sua venusta, 2-t; conduce in salvo da Roma a Civitavecchia il fra tello P. Luigl, 90, Uj fontejtco auegma mna femtiohc a Lmereiia Formate, 130, *j " e ammalato in Anco na, 181, 17-11»; * benelica la (hoceai dl Vulensa, 420, u-i* . ric, " X.X1X, IJ^ 63, ii. Boroo Sam Skpolcro (oa; Krancrsco [Framcitcut Bmr geuis] b sccito da Paolo 11 come archltetto d. palasso dl san Marco, 48, i ; motit U tui Dal Borgo, ij-07 \ accu sato di peculato e trovato innooente, 10; 58. 1-7 pre posto alio costruzioni papal! t fatto metterc In car cere percbe tardava a pagare gli stipend! agll opera!, 14/, 2 sgg.; alire motitie eke to rignardano, [4H, S-6t. Borgo San Skpolcro (da) Iacopo; Paolo II tolteeiia la tma tcateeraniont fr. Italia Maiatetta, 166. 47-si. Borgogma c. Carlo il Temerarie. Boroogna (di) Pirtro * fanuliare dl Paolo II, 213. 12,. Borromri Giovanni * mercante mUanese a Roma, ric, 204, is, St.. BotfCURXTx LoDovioo [Ladovicm*Batamtms] etutoda d. rocca di Rignano, 132, 74. Bo«NIA v. Caierina [regifta di). Bosnia (ui) Giovanni [lokanmot de Bosnia] maestro mila tere rie., 53j s*. Bossi Anorra critics la traduzlone d'Eusebio fatta da Giorgio da Treblsoada, 44, Jfl. Bua&i Mattuu 8 loda on poemetto su Caterina Cornaro, XXXII, -«,; ric, 28,jfc Bourciiikr Tomaso I Tkomas arehie/iteofno cantnariensis] creato card, da Paolo IL, 56. aj 173. u, BoxaCA v. Bosnia. Bracciouni Poooio • avversario d. Valla, XXXIX, *j diairiba col Irebitomda, 43, u; rk., XXXIII, a,. Bragadin Giaoomo [egiscofns nonemtit] ' viaita In An cona Paolo II ancora cariL, 181_, M-ti ,. Braoadin Giovanni « maiito dl Nlcolosa Barbo cit., 216 .. Branca (di) Giovanni 1 frefoUo ai bancittti fofelari earmtvalatcni di Paolo II, 117, j. Brkg.no Andrea ; nella cMesa di santa Maria delta Mi nerva teal/into lot tomba d, card, Tedaldi, 31^ L. ; [Brwcia-Callisto HI] 234 INDICE ALFABETICO Brescia * visitata (am. 1483} *» Caterima Comoro, XXXII, 1, 1-9; stamp* bresciana nei 400, XXXIII, 4. — (cittauxni) v. Honadio.- (VESCOV1) x.. Del Monto P., Domemco de Domiairi. Hrbssanonr (vrscovi) t». AVeo/*-A» Cnsa. Briobi ob Fusco [Briobisso, Priafis] familiarc di Paolo II, JG, 13; " 212, 15 , ; snonatore di baldota, 16, 10; amhasdatorc a Ddfobo delfAngmillara, 74. Britannico Giovanni, commenUtore di Giovenale, XXXVI, 1 10. Brixia v. Brescia. BroASPINI? Gasparo [G. da Stroma] frobabilmente ou ter, di un foemetto su Cattrina Cormaro, XXXff, 9-tJm Brocco (Bkockum), cas/elte d. Ch., ric, 121, jo. Bhuonou Ravpaklk clccroniano, tamlliare di Paolo II, 10, •; » 214, 24 , ; scgrttario di Alessandro VI, It, jt. BRONUJ.ASCI11 Fuopro ricoatruisce la badia fiesolana, 8, 54. Bruni Lkonakimj [ Leonardo d'Aretto, Leonardos Arcti nns\ * iodato da Gas/are Veronese t sue relation* com id, XXIII, s-sts,. BUBALVS V. Bnfalo. Bvccabbuu (uk'J Giovanni ric. nei irionfo celebrate in Roma in onort di Paolo II, 136, sj. Bwalo (uax) origine d. cognomc, 102, U-U. Bufalo (ua) Anoulo [Angelas Bnbalns do Canceliarii*] 13 »gg- • * ireato car. da Paolo 11, 45, it; e tenuto prlglonc In luogo d. liglio o«ila Mole Adrians, U-u, n. 4; complice neli'uccUionc di Francesco Capuccini, 102, notice ciw lo riguardano, 220, 43-51 BuFAio (drl) Krancksco ' ric, 204, 10 ,. Bupaju (ukl) Marcxllo liglio di Angelo; ucclde Fran cesco Capuccini per vendetta, 45, 10, 44-00; 103,««; tiiggiujtco c ricevuto dal duca Borso di Forrara, 13 i coinvolto in altro onuddio dal quale i assello, ejsi;- altri partlcolari sulla Ute coi Capuccini, 220,js-jj,. IIUONACCORil r'tUPW OA San Gkmionano [CaUimaco Iisferi*ntt\ fugge dopo la conglura d. 1468 ordlta contro Paolo II e li rUugla a Cipro, 59, 30; appar tiene aU'accadcmla pomponlana, 155, 1; netsxie eke to riguardano, jb-7j; * capo d. congiura d. Pompo nlanl contro Paolo II, 182, 21, a,; «4 rlcercato dalla polUia, 40 Buxxtls, Liroovicus v. BottkotH L. CAKSARI24VS CARDINAUS p. CosarM Gintiano. Caktani ui Sbrmonwa famiglia 4 bibiiotcca, XIII, t-o. Caktami rRANCssco ric. tregua Colomna-Ornm-Angmil lata, 117, a. Cabtani Onorato lodato da Gaspare Veronese, XII; ric /regno Ortini-Colomna-Angm'Jtara, lit, n. o, passtm. Caffarelli Antonio [Antenins CafareJIns] xio di Fe lice; inimicixie con Alberini GUcomo, 9, 20; h as saiUto e farlto mortalmeate da GUcomo, 25, m.S; Inlmlcixla con Giovanni Alberini cetwaU per opera di Paolo li, 102, 2-7. Cawarklli Krucb ric, 9, 21, 23, 40, CAvrARKLLi Lorrmzo ucclde Glovutini Alberini, 9, 23. Cahors (vk»covaio) smoi reddUi, 37, 09. Calabro Pirtro \VUaU Pieiro, Pttrn* abbot eryftae ferralav] * myutlro di Goofart Vertmase, XXV, er 37 , ; " carat/ere litigioto, 17-00 , ; • aittvita didattica in Bologna, jo-jo; XXVI, " maastro dl Paolo abate di Grottafarrata, S'9 1\ " Gas/art Veronese lo voltva duamuUo ad insegnare a Roma, e-tS„; i cUa mato inlolierabilt da Leenore Leonori, 21, 4S Cala.vdrini Pakrntucblu Anorbola maclre d. card. Fillppo e di NlcolA V, suo vUggio a Roma, 40, 7; sua t o st/otero, 44-19, Calanorini Catrrina aaslste aU'ingreeao in Roma dl Caterina dl Bosnia, 60, 7; moiitii eke la rigttardano, 37-4» 1 *220, »3-105 Calakurini Fiurro [cardinalis Banoniensis, cardinalit Samxti Lanrentti in Lndna] sua rettitudlne, 39, 3; frateilo uterine di tVicotd V, 77; create card, dm Afi celi V, 7Ji gode itfavor* di Paolo II, to; a lot si rivolge it Fiielfo per aver* itfavor* di Pacta It, ts\ **oi oerttUt 40, b~4i\ h viaitato a Roma daila madre, 6; restaur* 11 templo dl san Lorenzo in Luclna, 12; amato da Paolo II prima d. pontlficato, 90, 10-X4 ; notiti* tulla sua famiglia, jo-ji. Calanwrini Giovanni Mattko, ni/et* d. card. Filiffe, ric, 90, 47. Calcagnino F&rrasuur "215, 12,. Caixbofilo Atanasio [Atianasins etHicepus kieraxensis] « fugge per mare, jt »; " ric., 184, 21 ,; "conaegnato da Vcnexia a Paolo II, «0-185 Uuonaccorsi Framck&Oo [Frani$cus Pterins vet Bonac cursiut do Saneto Gominiamo\ " frateilo di FBippo, conginra contro Paolo II, 182, 27 , ; " e liberato dal carcere, ss ', " '*» carme, to tgg. „. Buonconti (dk1 ) Buoncontb \da Xorda] ceruervatore di Viterbo totto Paolo II, 152, 7-4. Buroaxzano vi ha Uago la 6. tra I'eserdto di Paolo II o qaello di Roberto Alalalotla, 152, raandato da Paolo U a Cipro, 59, 31, jj-jj. Cauikrini Uomrnioo (Dokizio) *commonta Giovenale, XXXVI, ne., 154, tW*. CAUttuuNI Valkrio [Valerius tjiscofn* savenensis] mae stro dl Paolo II, 79, 1 ; vesc di Albenga, 1; notisu eke lo rignardano, bj-47; vesc dl Savona, famiUare dl Paolo fl, 14, It. Caldora Giacomo * ric^ 221, m,. Calumaco Estbriuttr f. Buonoccoru C Calusto III papa 'biografia acritta dal PlatloR, VIII, Bukoknsis Fra.vcjscvs v. Francesco del Borgo. Bussi Fbjciano « sua opera knedita sugli uomlni Ulu Strt di Viterbo, XIX, ; XX, 33-35 ,. Birsin Giovanni oj/re a Paolo It redisiomr /nnd/e di Strabome, 18, Is. BuzzacarXMI Francbsco celebra in vorii gli Zone e i Barotti, 141, e». Buz/ACARim Grkoorio; sue vkende pel canonicato di I'adova, 141, 3-14, tfjr; familiare d. card. L. Sca rampa, 4. 38-2»,; sue gintdri* dcscrltte da un cod. vaticano, XVIII, »-»; • masnla it mfett Rodrige Borgia alia nniversUa di Bologna, XVII,ft.; el. pp. (an. 1455) crea aegretario Gaspare Veronese, XXIX, U-U,; sua condotta verso i canonici di San Giovanni, S, 3 sgg.; lit, I-*; ba fer srgrttario apostolica Paolo Sartattoo, 6, //; jtrotegg* Giacomo Gottifredi, 12, 74; ha Leonardo Dati per segretarlo apoatollco, 23, It; stlraa U card. Carvagial, 27, 15; nonuina it Tor a.cmada amm.nistratore dtiPabbada di SnUuco, 37, 44-tj; suo amorc per Valcnxa, 3S, 21, 17-je; ere* [Cavani-Capece] INDICE ALFABET1CO card. 11 nlpote Luis Iuan Mlla, 25; ha per segreta rio L AmmannatT Piccolomini, 40, 23; crea card, il Uc Mella, 41, t; porsegnita G. da Trobisonda, 43, so-jo: da «#«' a S. Xardimi, 51, 17; da uj/ici a Lo renzo Zone, 52, 34-J7 i crea Falcon* Sinibaldi segre tario apottoHco, 61, j ; si serve deli'opera d. liarbo, 81, S »gg. ; invia G. Cesarlnl contro Kverso dell'An gulllara in lotta con gli Orslni, 88, 7 sgg. ; Evcno 235 Canknu Michkub \Canetio, Canensi*, Cannensis, castrem sis episcopal] da Viterbo } " descrive la prosapia dl Paolo II, XVI, 1-2,; "origine, dupllce redaalone, contenenia e importanza d. sua Vita Paali II, XVI, 22-XVIll, 4 , ; " varie forme d, sno cognome nei codd. e negti scrUteri, XIX, it „ ; studla a Roma protetto da un Cesarlnl e cerca 11 favore di Nlcolo V, XIX, 13-34,; "sua oralio a Nlcol6 V, anno d. composi enuto a Roma per la sua lncoronazlone e asscdiato, 88, 13 ; it pomtejice cerca di pacijicare Anguittara o OrtM,f&%i-4*\ Paolo II si mostra gencroso verso i di lui oipott, 90, 14; aiHda la ch. dl tan Giovanni Laterano ai canonic! secolarl, 111, 1-«; mi rapporti com la ck. di Caprarola, 120, 04; da Caprarota ai mipote Lndovico Borgia, u; procodimcnto contro la eresla di Oiorgio Podiebrad, 146, 4; e pregato dalia Signoria di Firente di rssere clement* verso Franct sco dot Borgo, 148, tj-iD; protegge Mtrial* « lito frtddo dalia vendetta di Norcia, 151, 17; ha caro B. Rovcrclla e »1 vale dell'opera dl lul, 161, ltsgg.; * annunciata la sua morte ai Priori di Viterbo dai Col legia cardinaliste, tosgg.; "e Ira suoi scrittori apo stolic* A. Majfei, 182, is,', 'Heme alia sua corlt B. Hegas, 215,*,; ric^- XXIV, »{ XXIX, «3; XXXVIli, 3,;- ISO, 14,; «218, 34,. Calvani Ottavio " sua Uttera interna alia f di Filippo Buonaccorsi, 182, to j. CaMAUUI.bNs1S v. Tracertari. Cambrino ^vascovi; v. Agaptto dei Unitid, Uonadtes Simon*. Campamara, eastelto mella dioctn di Warm,, ric., 35, 70. Campania (pwihaw okll'gruinu uu Cavaukri di Rom; 187, »»• Campania (01) Altonso \Alphonsu* Electa), d* Ctvitaqnie tr, d* Campania, de regno, do Letto\ " tamiliare dl Paolo 11, 213, 43; 215, 4,. Camfano Auobtino ^ptcmnlde* Campannsl iamillare d. vesc Kaaoll, 154, 4»; "partecipa alia conglura contro Paolo 11, 182, 24,; "durante la prigionia dl Caatel Sant'Aagelo coinpone un'oraslone in lode dl Paolo il, 34-41 Caupano Giannantonio " ana vlU dl Pio II, VIII,; « offrc a i'aoio II la propria opera dl di atoriografo, XIV ,; suoi eplgrammi in vlU e morte di Paolo II, XV,; "sua cpiatola a Gentile da Urbino, XV,; * dedica versi a G. Loii, 50, e$ ; strive am epigramma per la morte di nna gattima di Paolo 11, 105, 09i-familiar* di Paolo il, 215, S ,; « not.de eke lo ri gaardano, jr-jj , ; ric., 158, js. Camfano Srttimuijuo v. Agostino. Campuio Giovanni [lonamnes Computus] lodat* da Ga spare Veronese, XXXVII, o-to. Campisju* v. Campisio. Camps Pistro "tamiliare di Paolo II, 214,34,. CanAPJMA nei momti Cinuni, ric., 131, Canals, net com. di Orvieto, itemorto mo*, d, tma par rocckia, 93, **. Canalk (da) Mattbo condottiero, 161, 35. Canal*; (da) Nicol.6 * ambasciatore veneto a Ravenna, si incontra con i'ambasciatore norentlno Bernardo Uongirolami, 198, 70,. Cancw-Lajuis (dk) v. Canceliiori. CANcnuaal v. Bn/aio {de'}. zlonc (1449), argoincnto, 10-13,; il tod. delt'oraeione daeritto, is-ib , ; " ereato canon.co di San Lorenzo In Uamaso, autore di una biografia di pp. Nicolo, 35-XX, 1 ,; " notUie sulla sua tainiglia, XIX, J2-XX, 4 ,; protetto da Paolo II che lo crea vesc. di Castro, raantcnendolo nella Curia di Roma, 1-9,; "proba blle data d. suo ritiro a Castro, 10-13 , ; * protetto da Sisto V si propone di scrivcrnc la vita, 12-22, *0*J* , i " rinunzia ai vescovado di Castro, 22-XXI, 1-2,-, "codd. d. vita dl Paolo II, XUU, 20-XLV, 12 , ; " redaalone piu antlca d. cod. vatitamo latino " 3039 m XLill, 23-XJL1V, 3, n. 3; scconda redazione cod. Angelica " 1037 „ XLIV, 4-25, n. / ,; "codd. minori, XLIV, 24-XLV, 12 ,; d. Camemti * infomdata la notitia cat Paolo II crtasse Giovanni Baroxti card., 14, ej-os , dedica la vita di Paolo II ai card, d' Estouteville, 07; contpoae la vite di Paolo II nell'eplscopato dl Castro, 17; rlcorda una sua ora zioae a Nicol6 V, 69, 15; eonfonde la suecetsione d. varie s*di d. Cnriapapale dopo lafaga di Kagtnio IV da Roma, 7H,3*gg.; eon/ondtprobabilmente Giacomo SUveatrini eon Pieiro do' Tebaldts**, »5, 30 tgg.; attribnuce si principal morito d. spadittone papale contro gii Anguillara a .V. Fortegnerrt, mentro Ga spare da Verona fattrtimisce a Lorenso Zone, 124, t9 tgg.; OmtUi di ricordare i'intervento di F'oderico d' Urbino neWsmpresa contro gii Anguiiiara, l£,u; perchc da a Giorgio CastnoLa il nonie di Akasan dro, 148, 3, oe-bo; dedica una sua opera a Nicolo V, 163, 23-24; parla d. vjta iaUina c d. costumi dl Paolo II, 1 1, 4 sgg.} si disemte ia sua ajfermasione circa i banchetti ojferti im Laterano da Paolo II, 172, i-M; da erroneamentc il mome di Lorenso a G. Iia rotsi, 173, 7J-*; " altre noLalc di lui, 217, »•«,{ «ric^XXI,3,. CANaNSiUb V. Cancnsi. Cank&xu v. Canensi. Caniulani Giovanni * ambasciatore fiorenttno im lioma, 190, sj, 219, lis,. CANNisio EqiuIu ua ViTttR±io p. Jsgidio da Viterbo. Canosa ICannsiaml "c. vislUU da Gaspare Veronese, XXV, 11-13,. Cantaucio Battista smo epigrammain lod* di Gaspar* Veronese, XXVIII, 40-46,. Cantajucio [Cantaiidas\ plrata, catturato pr. Ancona, c rinchiuso ncl Castel Sant'Angelo, 49, 1-3. Cantaurium v. Canterbury. CanikLmi v. Onantelmi. Caniuuiuky [Camlanrimm\ sepolcro di aan Tomaao ivi visitato da Gaspare Veronese, XXIV, 3t-.7 — (vascovi) t. BoarcUcr T. Canusium v. Canota. Capbob Corrako [abbas Sancti LanrenHi de Averta] mae stro di casa di Pio II, 14, s-«; nottsit che lo rignar dano, 0S sgg. ; 236 INDICE ALFABETICO Capo (di) Girolamo « ric. 1 figlJ, 205, 63 Capo (di) Strrano " ric, 305, 6 Capodifbrro Krancbsoo * iucaricate d. bamtkttti fofo tori cameraletcii da Poole II, 117, 1». Capodiusta Francbsco, ric, 92, tf. Cappbllo Vittork el. cap. gen. contra i TnrcU, 27, S9 Capranica castello d. I'atrlmonlo, ric, 125, 6*. Capranica Anorlo [rheatitnu epitcopnt\ creato card, da Plo II, 1; leg. a Uologna, 3-*; sua cultura, 19-24; nominate committario for la sotmtiono d. dabiti di Patio II da Sisto IV, 93, sj-so. Capramica Domknico \epitcopu* Jirmanus] * manda at rogo una fattncekiera d. contado ptregino, XXI, JJ [Capo-Castiglla] viato In Germanla e Pannonla, 14, 55, *oj cmorato e ttimato da Cailisto III e Plo II, 15; e rlchlamato In ItalU da Paolo II, IS; inviote alia dieta di Pramco fortt da Eugenie IV, jr; nominate net 1436 card., Si; aceompagna Paolo II in Aneoua, 61; mandato a Venecia per rlconcU.are 1 Vencxiani con Paolo II, 57, 3-J, n. j; nominate OSfcutere testament/trio d. card. Cusano, 92, s* igg. ; commlaaario d. minlere dl Tolfa, 1)2, •; esamioa la causa dl ereala dl Giorgio Po dlebrad, 146, 1; « Vunlco card, preseote In Roma nel 1464, 180, 73,; ric, 174, T. Carvajal v. Carvagiai. Carvrlu Domknico [Dominica* Carveltut] gludice In j3 , ; fratdlo di Angelo, 29, JO, *S5-S»,; *feniitm tier* maggiore, 218, tt 9 ; ric, 151, jj; 162, it. Capranica Nicolo e invlato come rettore d. Patrlmo nlo dl Viterbo, 161, 74-*». Caprarola rlmaae unlco posserao dl Menelao « Slcu nuiae dl Vlco, 11S, 4; vitnt ritevuta sotto ii dominie dirotto 4. CM., 119, m sua posurione, 1} i tuol cittadini ai ribellano ai Vlco e si danno ai figli di Everso deu'Anguillara, t-10; sue vicendo itoricbe, 120, 10-40; * conqmtiata da Pederioo di Alonta/eltro, 125, do; ric, 123, 10. Catrioli Aoaiito studloso dl ktteratura e nloiofia, 02, 17) aida alia mcrcatura. It; notai* cho to riguar dano, so-SO Capriou Giovan llArriiTA {/onanist* Bapdsta do Ca prtoii*\ poeta romano, 6.', IS. Capua- priurato delt'or. d. cav. dl Rodi, ISO, 73,. Capuccini Pra.ncrsco [Capeccsni, Franciscus Capuccsnus, Capoctnut, do Cafectis\ e per vondetta ucciso da Marccilo del liulalo, 45, 10, J4-«o; sua moite, 102, 14. Caraka Giovan Uatti»ta} s'adopra Ferdsnando re di jVapvli percie divtnti gran maestro deli'or. d. Cav. di Hod,, 44, 07-/0 •, * i rcnilcnte ai fagameuti delt'or. d. cav. di Rodi, IS;, s ,. Carava Uuviuro [episcopus ncapolitanut] creato card. da 1'aolo 11, 53, 3; 173, li. Caravulu casata vtnexiana, ric, 00, tti. Caravklli MATriio, ric, 00, jj-bo, Carisoomano net Patrimomo b conquittato da Federtco di MonUJcUro, 125, Oo. Carbons kuoovico * Ind.rizza un carmc a Plctro Ca labro, X.VV, 34-30 , ; " nitimi vorti d. carme, XXV, it,; rtsponde a ma cmrma di Bernardo Paitaviano, 5, to-eo. gluato, 60, «-17. Carvelh Mattro [domiuut Matktus de Carvollis] erase nieo di Girgenti, 60, ss Caba (DRLIA) AUUMSAVDRO ' rifc, 220, 10 ,. Casa (drlla) Alposso, ric, 37, jo. Casa (DaLL.\) Giovanni abbreviatore papale e lettermto fiorentino, auo clogio, 37, lt-H; * notixie chtt lo ri guardano, 219, 103 sgg. Casa (d&lla) Ludotico • ric, 220, I sgg. Casa (dblla) Rvoorro • ric, 220, 10 ,. Casamari [Ca*aimorinm\, dosmudo d. Ct. rie^ 121, jo. Casalmrrium v. Casamari. Casalr date da Paolo It in pessesso at cemune di Ca prarola (an. Selds), 119, 4*. CasaijORRUS p. Casaletta. Casaloroiu8 v. Casaletta. Casaloma Ancrluno {Crilino, Ic*Uino, de Qualortis, Casalorgtut] ' taralllare di Paolo II, 215, 15,. CasamaLa, dote da Paolo II in pessesso a Caprarola, 119, 4». Cascia [oppidum Catsiae) tregua con .Veraa indetta da ATieolo V, 151, is; ric, 135, 2, n. t. Cascia (u*4 Giovanni casteilano dl Rlgnano, J32, 7-«. Cascia (ha) Montano v. Montane di Paolo. Cassia v. Catcia. Cassiami si alleano con i rlbelii di Norcla, 85, *. CssiMIRO rb ui Polomia [ Katimirus run Potoniao] sua ambasceria dl obbeuiensa « Paolo II, 45, 3-4. Castbuojovo di porto [Cattrumnovum] rl sono catturaU gU Scarampt, 25, 3; «vi si fa incetta dlgrano, 194,43,. CastrLLO (ClTTA Bl) Vengone comminutegravi pen* alia c. per avert impodito it transsto degli animali, 101, ti tgg.; i data in pegno a Bugomto IV datla Repub CaRCAKI Jorse nmita ai domint d. Ci. da Paolo II, 133, 4Si *** vicendo, n. t, « Sgg. Carbona (ob) Giovanni; Ferdinande si adopra percki Urn ti. gran maestro d. cav. di liedi, 45, 6/-70. Carlo " fatuiliarc di Paolo II, 211, 21 „. Caru it TuMBRARlo [linx Burgunderum\ manda a Pao lo II mn'ambasctria, 78, to tgg.; ric, 97, 10. Carmiolo (ui Contu IComot CarmiotiJ ric, 137, 47. Carrktto (ottL) UccBXUMo"castellanodl l'odi,217,47,. Carrhto (orlJ OrroNt « ambatciatoro nulamtto, 36, 20,. CARVAOLAL GIOVANNI {cardinaiis Uspanut, Sancti Angeli, frattnl Jiedeiiae fortnontu, Carvaiai, Karvagial\ ' ritorna da una kgaxionc a Vcneila, XI ,; rkono scc 1 merit1 d. scoperta dca'ailume, 7-«i; comoiu sario d. crociata, 1-3; card, di vita Integra, 27, 7; ducc dcil'cscr lto crlstlano contro i Turdil, 10; in blica Jiorentina, 198, * ; " Firtnto rivtndic. i tuoi di ritti, «1, i ,i ne h gorernatore Andrea PUl, 223, 34. — (CITTABINI) v. Giuttini L. — (VB&covi) v. Giandereni G. — (OOVRRNATORI) V. Pitt A. Cam-ulluccio ICatteltutium] catttllo d. CM., ric, 121, so. Castioua(rrono) toUa cot regno d'Aragena, 145, is sgg. vi e coltettor* Ltomoro Leouori, 22, *s. Castioua (bi) Alfonso tonta disbattare dot trono it/ra tetto Enrico IV, 145, to. Castiolia (bi) Knrico IV lotta colfrattlto Alfonso do tonta tboJtarlo dot trono, 145, so; manda mn'asnba sceria a Paolo II, 1/6, 33. Castioua (bi) Uabrlla; o agovolato da Paolo /I itno matrimonio con Ptrdinando iTAragona, 145, 41-4*. Castioua (priorato oru.'orduib uki ca^ai-lvki bi Rooi) * 186, J, w, ti, »5,;- 167, passim „ [Castiglione-Colonna] ALFABETICO Castiolioito (da) Battista [do CaitiUono de Mediolano\ cublcalarlo di Paolo IT, 16, 4; torveglio. i eepixtt di Po»h rr, s». Castrbxsis r. Castro (dt). Castriota Aramito prlnclpe d*Albania i toccorio da Paolo ft, 140, 5; noHHe eke lo Hgmardano, 33 sgg. Castriota Pkspina He., 140, 17-71. Castriota Giorgio [Alexander frineefs BjHri, Seander beck, Seanderbetk] principe d'Albania, camplonc d. 237 Ces "irini Giorgio [Georgius CcustiHnms] * protonotarlo apoatolko protegge 11 Catmenal, XIX, 1*, rr-ot; e lnrtato da Nicolo V a aedare le dlacordte dt Hor de, 86, t SRg., ; notitie eke lo Hguardene, 16-31'. raalate a Everso, 87, 14; c mandato dl nuoro eontro Ererao per pretcsc di cosrul anlla contea dl TagliacooD, 88, mandato da Nieolh V a jVoreia forfar esegaire la trtgna tra Noreini e Cetteiani, 151, 10-14. Ckbarini GiovANXi * profondo conoacltore dl dlrltto e CrUtlanlti contra I Turchi, 140, 6 e fastim, 3*-**', fercko dal Cemensi * ekiamato Alestamdro, 148, 6t-66\ c sowentito da Paolo II, 3-T, bo sgg.; va in difeta di perdinando di Aragona eontro gU AngioiH, 149, t~to\ e donato di una «pada d'oro da Paolo II, I, » sgg. Castriota Sawmta He., 140, 76. Castro r Acquapkcdrmtb (diocrsi di) v. Canensi, VeltH T. Castro tic Sardbona (diocrsi di) v. lover B. Castro (da) GlOVAiWI \Manxes Castrensis] 'acoprt l'aUume dl Tolfa, XXIX, M-M „: e premlato d. ana scoperta, 7, 15««.; rtc, 52, It; 112, 5-6. Castrumn'ovum v. Castoinaovo di Porto. Catalamo [Mannet lurdi Catalammt, sica/ns] va a Tolfa, S3, as1 oreflce Incomparabile, 53, I; notitie eke 1« rignardano, 4-t6% *rlc, 191, I „ Catalan© Lodovico v. TortU L. Cataloona iasergt eontro Giovanni IT d*Aragona od h« eulto for it freiendomto defmnto Don Curios, 145, *• *gg' \ si da a /tomato di Prosjerua, 60-70, Catalooha f priorato ru cavauw di Rodi) " 186, M, 19, * 187, fatsim Catbrina rboixA-mAdkk di Bosnia [regina Bestinae] al rtfugla pr. Paolo II, 60, l-H motiHe eke in Hgaar dano, 7-36\ cacclata da Maometto h eoccocsa da Paolo n, 140, J IRK- 1 rlc, 138, «, "214,9,. Cavts (m) Axosjlo govematore pafale dl Sora He* 161, f. CBLANO [Zeiansnn] eontea He., 74, 6». CatAWO (da) r. Reggerene. CkLAITO (DA)"ComtLLA • 221, IJ sgg. Caixmo r. Ceoaiotmm A. Cehtoa fntocau) atiewsa di tan/'Andrea do! Boteo He, 114. s». CftWTO (CASTILLO di) vi sd nfngia Loonoro Uonori for ofnggire la petto ok* inJtoHva os Bologna, 21, so, Ckntockll* [Centnmte/iae] 'tenuta d. Camera p«palc nel Patrtmonto, rlc, 1%, 4 „. CimtAifo " ne h eaetellano Plramo NaccI, 218, TJ „. Cp.rasolo \offidam Ceraselae] ne* tool preaal ha luogo la b, fra l'eaerclto dl Paolo II e quello degll alleatl dl Roberto Malateeta, 167, »? * 2?3, JJ-224, SS ,. CaRK (da) Robbrto He. fregna Coiontta-Orsini-Ang-a7 lara, 117, n. a, fatsim. Crxra com. d. Verontte He., XX7T, 7. CnrrANi at alleano con t rfbellt dt Norcla, 87, ». Ckrrcto (Umrria) ineurtiont d. Norcini, 150, 60-61', In fetrldlra dal Pontanl e •orcona da Vlaneslo Atber Katl Inrlato dl Paolo TT, 152, 10-». Ckrrbto (btocicai di Loooa) 'pleTe dt san Leonardo data In wmmeniU a T^eonardo Datt, 219, 4S S. Ccrtia * rlc, 199, si CUARtm Gucomo p. dt Gtorannl, 64, W? erento fod. di Permgut, 86, #7. uditore d. Ruota, 64, lo-U ,? raptor* eon Paolo IT, ot-so; rlc. «XIX, 30} 86. a ^ Cksarimi Givliaxo • rlc., 190, I, J4 Crsarini Givuano [eardimalit CaasaHnus] faroriece IV aaltazione d. Besaarlone alia porpora, 34, 12. Ccsena [Ut*s Caotena] da Paolo II, vlcne unlta al do mlnl d. Ch., 13^, I; one vieende, t-371 Taeofo Vol laretto frimo castellemo d. Roeca, 00-31: no i govtr natore Lorenso Zone, 167, to-*S', "Paolo II con un brere permette agll analant e al pop. l'esportastonc d. grano, 193, 1«-»,. — (cnrADDfi) v. a. Do Saatt, MarHnelli B. Cftsx Pirtro, tenatore di Roma, rtpHmo le • vendotfo m 45, 4*-46, 1j. Ckiaravrluui (db*) GnoLtet.MO da Todi He., 132, t6. Chirti [Civitatouietit] v. Camfania (de) A. Chjoi Fario *card. deaertm an volume appartennto al Plccotomlnl. 217, « ^ CinvAMO (oa) Nicolo, Orlore delta Badia H Pietote, toe lettere a N. TranekodiH He., 8. 66-ro. CicaxowR "inI grammatical!, XXXII, «-» .; 'stile e llniroa, V7I, 11 ,; atampato a Roma U De Oratoro, 57, 11. ClOTTI v. Susanna. Cipro CRBGWot v. Comoro C, Caleoofilo A. Cittadrlla fnA) Nicolo ) inraHeato da Paoio TTdi tin dacarr Po+rrato d. Cattetlani, 103, 43. CittX di Castkllo, v. CasteOo (Citth di). CrTTADtTCALR Paolo TT eerea mtdare lo $ne diteordto eon RieH. 163, ts-'S. CnmAD Rodrioo rte., 144, 30 CtvTTAaptTrrrT« *». Cktett. Ctvttas Vrtula v. CMtaveeeVa. CrrTTAVFCcmA [Cfritat Votuta} • ne c commlaaaHo Pl ramo NaccI, 205. t2 218. SJ.? 36, 7; 91, 9. — fcTTTADTm) f. N". (do^ ATomaldeani. Clbmbntr T papa. Inlita glt Attt de' Martlri, XV. CuntKNTB Xn papa, codlct Caetanl offerttgtl In ven dlta, XTTT, a. /. Clkrici ApoaTOT.iot v. Getaatt. CLtrjriACRirtR Riccardo "ana eronaca, 217,«^ Coccia GiovAwn A inriato da RugtHo TVa TToreia for fnnire i dttadini iaeorH eontro Cerreto, 150, 61-63. Cot.A DI GaT.GAKO \GargaHn*\ capofastone dl Norcla, 84. »• notitie eat lo Hgnardano, je sgg.; e eallUto da Norcla, 85, S. Cof.AWTOWtO fPRCTR He., 114. 6», CotLR ScrpiONTt, vteaHato d. Ck., 153, 70. Collkokr Bartolomro [Bartkolomeas Coleomts] le aue mDlzle stanno pr. Bologna, 56, W; * prepara un irraade eaerctto, sue Impreae contro Flrenae, 183. »J agg. „ t * ocMrpa DovadoJa, 198, * ». CoLOHiA (cawootct) v. Dai/man S. Coloitna (pamioua) i HentagraU no/la ttmiea dl AU« INDICE ALFABETICO da Nicafb y, 74, ys\ odoHoe* alia trtgna eon gU AnpmiUaTa-Orsitii per opera di Paolo TT, 117, «. »\ anilcl del Borgia, sft, passim. Colowna Antonio He. ntlla tregua Anc-niUara-Ceionna Ortim, 117, «r. t, passim. Colonna Cola He. nella tregua Angmllara-Colonma-Or *M, 117, n. t, Colonna Edoardo • rlc, 221, II „. fColonna-Cryptal Conti (de') Giovaiot condottiero mlla gaorra di Sora, 161, 0% Cojm (or») Nicolo 'rtcn 188, 43 w Conti {dr*) Sioisitowoo da Follgno, lodato, 63, a, 6tsgg-.; smssidiato da Paolo TT, 137, S'-So. Colowna Oddonk t.. ArVrrf»» f. CoLOWNA Prospkro fProsprrus de Colnmna, diaronns car dinal Saneli Georgi ad Velum Anrrum\ * amato da Oaaparo Vpronear. XXX, 5, 23-».: 'data a\ sua mart*, to-rr . • "la iua morte addolora grandemente Paolo TT, 171, 14-17 „. CotoifwA Strpano Aonrfeato da Paolo 11, 54, #js 137, 36; V inierpene pr. Paolo TT par la searcerasione di Francesco dolPAnimillara, 1 "8, J/ yf.; *« /• gaada Paolo TT Raina'do delPAngnillara, 129, ss, 37-71', tie., 137, 37. Combs Pirrao profetto dell* fahbHck* fooHM* totto Paolo II, 48, ft. COKITW (OR) V. Conti. OMDIR.MARHH p. Condulmer. Conditlmkr Franccsc-uina * m. dl GIoTannl Barbonl, Coxdut.mrr Garrtkt.k v. P.ugtH* TV. CoHTiur.MRR Giovanni [Manuel Condutmarins, eptieoput /eltrensis] famlHare dl Paolo IT. 15, I: "213, is » . notisie Hograficho, 41-30'. "lene nomlnato auddlacono da Paolo II, 114, 7: notirie eke lo Hgnardano, 43-60; *e In Aneona, 180. 7*,; * fa paH* d. famigHa di Bagonio IV, 34-33 r \ ric. 148. 71. Coxdulmkr I.ucio [Glantns] eonalurerebh* come ap partrncntp all'Aecadpmla pomponlaoa contro Pao '182, lo TT, 155, 1, 183, «* Impriglonato, Condut.mrr Pot.is«ena \Poli**na CondmlmaHa] m. dl NlcoIiS Barbo. madre dl Paolo n, 72, l»: soreila di Eugenio TV, 73, 2', notirie c\e la Hjuardano, »j-ioS\ "16 "rlc. 218, IIS,. Conout.mrr Simons recato*! In Orlentc ha It pronoetlco che II fratello aarcWie dtrenuto pp« 4, 27-51. ContarINT Andrra doer* eomanda la gotta contro Ge aova (am. Ijrji), 70, ft. Contarini Andrra cot) il Voigl cHama erroneamnf ContraHo A., 43, 03. Contarini Gabriblr. «cappdlano c auditor* dl Curia •otto Paolo TT. 214. js-ss^ CoxTARnri Stmonr nlpote dl Paolo TI non rlcere al euna dignltA, 56, 3; * faraillare dl Paolo IT, 2I3, U „; " notiHe ckr lo Hgaardaao, »i-j6 „. COHTI (UK') GtovAxm \To*m»nos de Comi/o] ardv. di Cotonsa prtndt part* alia trogma Colonna-Aaguil lara-Orsini, US, or. Co?m (or*) Antrra He. I53, 67. Cown (rAMiouA) He., 133, 44. Conti (do*) di Vai.momto««k Blasio gli i aeeordato il vicariato di Colic Scipio** da Paolo IT, 153, 0S-71. Cox11 (ir') Bruno di Alto spota donna Vanmola fiflia di Francisco Ul"Aagmllara, 128, 00; He., 129, jj. Coim (drO di Poii Carlo lauia ereJi ifratelH, 153, bo-os. Cokti (dr) Giacomu /. di Sttfamo, 153, *s Coim (dO Strfano di Iacopo [tignor* di PoU* S*g**\ complice neU'eresla d. fratelli dl Poll h chluao nelle carceri dl Castel Sant'Angelo, 153. VI1 5 aotiHe e»o oi Hferitcono a aatita pHgtomia, tj-s* Com(dr1) Svrva m. diStcfano come eomfliee * rincsiusa h Costal SamfAngola, 153, 4S-S*. Contrario Andrba e non A. CoNTAann come erronaa monte lo eh'ama il Voigt, 43, »s\ polomica col Tro hison la, *s\ cHtiea la tradawiono di Rarof-io fat/a daJ TreHsenda, 44, 16: gode il favtre di Paolo II, n. 34\ porrgnitaio da Pio TT, 137, S» Contrkras na Marttso • plttor* He, 205, ja lavora Per Sis/o TV, r6 .. CoacMlAWo \Corckianum Oppidum\ * dato in fomdo fer petno airli Ortim da Giovanni XXTTT, 132. oi sge.; e nnlta al domlnl d. Ch. da Paolo TT, 133, I: sue Htende, n. t. ,*-44-. ric., 139. 47 *gg- Passim.; • al tre notiHe, r»3, «-47 Cornaro CATFmrNX rroina ni Cipro * 11 «no iD^retso a BrniclH fun. * dracrlrto In on poemerto d'autore Incerto. XXXT, J7-XXXTI, 13. CornaT7ano Francrsoo tod. di Pool; 152, 4S-4*. Cor.vrto T\rqi:tnia (lo^tia d. tratfc d. tale p d. grano, 101. 6».. — fciTTAOiNi^ r. Vttrlle.vH. Corraoo *ah. dl Sun T.orpnio d'Arersa. tnajfpiordomo dl Paolo TT, 211. si „. CORRADO TrITOVICO He., 17. 17 Cosknta ^vt55m:ovi r. TW Coate G. Cosinot Gt,of.i«.MO 'He, !°2, J».t «20|, ,Sm ; « In rla«o da LuW xn e Paolo TT. 211, 13; 223, to,. Coss\ Baldaksare p. Giovanni XXITI. Cossa PtRTRO \Prttr** Co**a d* rcgione Pinoa«\ sovrennl^ da Paolo TT eon la caHea a vita di emrtod* d. earned IcHa capitoHna, 137. »/ *rf. Cost r. Zacorta P. R. COSTANZA (CARDINAL* ni) V. I*ngnoO R. O. Costasot.r monte Hc„ 133, 04 COIFSINOT GnOT.TRT.MO V. Co*i*Ot G. Crrma. pHorato di San Benedetto He., 51, 73'. vi Htro vano a eonvrgno il dura Francesco S/orra * Paolo Botha amhatciaiore veneHano, 75, 7t *g.- (crrrAOIWrt V. TtensoH A., Momlla G., ATomolli G. Crescbnzi (dt:\ Strpano Francrsco c incaHeato d. ban ehetli popolaH rarnevalotcni, 117, SO. CRRTA fARCTVRSCOVl) f. G. La»do. Crpta fDAl Grkoorio odueoUo mtla loiter* in easa d. B*t raHoae, 34, sS. Crbtiano Francrsoo conotcltore dl geoRrafia. famUlare dl Paolo TI, 18, 10. Crictoporo «famlHare dl Paolo II. 211, Jl .. CROC! Ntcot.o [Parentis tcclestao aatirtitos] Inrlato da Paolo H n controllare I ralracoU d. Madonna dl Ge nazzano, 157, 3-7; "fa parte d. Commlnlonc no mlnata da Paolo II per la rtforma dell'or. d. cara lieri dl Rodl, 185, 35 «famlgllare dl Paolo U, 213, », 214, tJ ^ Cavpra F«rrata ». Grottafarrata. : [Cuitibono-Eugento IT] INDICE ALFABRTICO Cot-tibowo [Sametmt Laarrntint rle Ckltohoaa] dtoorsi aV Ftttele, Paolo IT no crea cemmrndalario il Cusa (da) Nicoto \Nicelans cardinal!* Sand! Petri ad VimcHla, episeoput britinttnsit, cmtanut] trova dodiei nnevc commtdl* di PIauto, 31, ay; nomlna auol esr cutorl teatamentarl i cardd. Barbo e Carraglat, 92, 1, 34-41 \ sua contesa eon Slglsmondo «PAtiatrla, 93, & alutato In eiu da Paolo II, 5-T; e prc 1-7, •ente alia stipulaslone delta tregua Angulltara-Co lonna-Oralnl, 118, II,; *e eolto da febbrl e fa Todl, 181, 21 *ggi *. 6 m CvsMtm t». Cn$a jV. One Gian Battista v. Iwnootnto VIII. 239 Rlibrrt CARsnrALS v. AUrtt Ltd. Emo Giovahvt oralort d. Stfnoria di V*n*ria pr. holta Malatesta rtecv* ordine di ternare a Venotim, 167, rti. BnRksarius StrphaMlts v. Tnfeitmra Slepiamu. Rnobarri da essl derlTerebbe la famlglla Barbo, 70, I. Ewocii v. Atcoli B. Eurico " cublcularlo, 190, 3 „. Eprao veaaato dal Turchl, 183, 37 ,; r. Caslritta. Erou Bernardo \Cardinalh spotctanut, namirniis, San cine SaHaao] aua conoacenaa d. dlritto, 35, 11; ca rattere, 11-15: creato card, da Plo TI che al aerre dl lul come leg., 15-13; gode conaldcrarione aotto Paolo IT, 11-11, 40-70: nominate eteentor* iatamenla Dailman Ekrico tedeaco famlllare dl Paolo II, 16, 1; aaw' Cemfuta Canicularii, nr. men prende/rBordinimatr ciori, it: amice delP Ammanmati, wi\ t*a morl*,t6\ eammalato,3:*cnb!cularlodlPaoloTT, 211,37; 217, 14,: 'He., 198, 7: 208. !; 210. 3.. Dalmata Giovanni teolpisc* in Santa Maria d. Minerva la temfa d. card. Ti*atdi, 31. s Damiano f Damfannt Tnscns\ coaplra con gll accademlel contro Paolo IT, 155, 1. Dati Bardo m Michat.a * conserratore d. c. dl Vlterbo, 219. 51 Iati Leonardo «lodato da Gaspare Veronese, X„:se gretario dl Paolo II. 23. !«-M; notitii MografieU, 23, 6-40: reac dl Masaa, 51. II; ha a' suol serrlgt Slglsmondo de* Contl dl Foligno, 63, 33; 64, 13; ha a' suol serrtgl Domenlco GaTtettl, 11; eompone Innl per la proceaalone fatta a Roma In occaalone d. pace d'ltalla, 159. 3 ; « famlgllare dl Paolo IT. 213, IS.; * rapporH eon la Curia papale, 219, 3S-S3 Dectomu Pint Catjutoo contraila a Leonardo Dati il favar» di Paolo IT, 23, 34-37. T« Gbstis Paolo II t. Caspart da Verona, Paolo TT. Dtano Giovanni 12, to. Diroo Prarao ric, 12, 19. Dtjci Francksco • ambaacfafore fiorentlno pr. lo Sforxa, 20!, S3; 302, »7 .. Dtodoro Sicvlo "tradotto e oflerto dal Fllelfo a Pao lo IT, IX, 24 Dionmi d'Alicarhasso fatto copiaro da Paolo II, IX, m. t. Dionisio \Dionisisa TJ/*rti, presbyter lo»di*ntit\ * fami liar* dl Paolo IT. 213, 42 ^ Domrvico Dl Francesco fARcmraTTo) v. Tfrtnte (da) D. Dominco di Pinto 'gfoleMere, rlc, 188, SO „. Doarnnci Pombxico f Dominicnt Domtnieki, epitcapns torccllannt, MHcntit] gll c uaata rlrerenza dal card. Rcwarlone. 33. 35: tlen un dlacorso In occaslone d. pace Paollna, 159, 4-6; notlzle che lo rlguardano, 37-54; "aaplra alParclveacOTato, 181, 19,; *la sua aaptraalone non h eaandita An Paolo IT, 6 „. Ooxatt Atrromo * ric, !99, 47 Dovadot-a 'terra defl' Imoleae, contew da FIreace e da VeneaU, 198, TT, tl rio dal card. Cusano, 92, Se; e gludlcc dell'eresia di Giorgio Podlebrad. 146. 7; rlr.. 174, %. Eroli Cart.o scrittor* apottoliee, 35, *o. Bscuto fnis) ENOcn r. lined tFAscoK. Esiouo * rerii tradoltl da Gaspare Veroneae, 217, I» „. E&PKRlRTfTE Cau.imaco v. Ruonaccorti C. Estb fo") Borso \ Persins Afareiia, Frrrariae ae Mattno* MarcMe] ricere MarceHo del Bufalo, 45, 13? rlene a Roma ed c accolto onorerolmente da Paolo IT, 170, 3-33-171, 1-7: da Paolo gll viene confcrita la corona ducalc dl Ferrara, 15-17 : dimorn a Roma ml Pa lotto dejrfi ArdpreH di Sou Piotro, 172, at-a*. ESTOUTBV1F.I.E (v*) Grot.rBtMO [Cardmalis rotiomatr*n si, andeiravensit, *Mft'W*1 "gll e dedlcata dal Canenal la Tit* di Paolo TJ, XXT, •; XVI, 33; XVn, I, 2, 5, 10 „: 67: * eaemplare d. vita dl Paolo II of fertagll dal Teac. dl Castro, XLTV, b . : * rlconoace 1 meritl d. aeoperta dell'allunie, 7, 20; cemmisiario d. Creciata, 1-7; orna II magnlflco suo palasao, 31, 21; hovontori d. Ittori d. Palatto, /J-32, s\ tesiamento, 3-14; orna dl nuovc "culture In eh. dl aanta Maria Magglore, 31, 23: sue cure e speae per detta Basilica, 35; 32, 6-10, m. r; parla magntflcamente Itallano, 33, 1 ; gludlca pazso 11 Valla per una sua orasione su tan Tomaso d*Aquino, 3-9: nomlnato da Paolo IT coniralssarlo per le mtnlere dl Tolfa, 112, »: e pre ente alia stlpulazlone d. tregua tra Colonna-Oralnl Angulllara, 118, 1»; ric, 27, 27; * 219, 1»,; *220, 101.. EumA [.Viper Pons] e atsedlato da una flotta turca, 168, 12, 43-51; cade In mano d. Turchl per It tradlmento dl un Alhaneae, 168, 31-169, M, »i-s4\ 'rlc, 201, ». Evorhio IV PAPA \Gahrirte Conrimlmer] ' sue glusHrie deacritte In un codlce ratlcano, XVTII, »- ,; * rap porH con Stefano Porcarl, XXIV, 30-XXV, |-4,; " tratta con qucstl In Firense per la riconclltaslone col Romanl, XXVT, I „; affida al ndfet* Piotro Tiarhe (Paolo IT) la diototi di Vicema forsc prima d. mortc d. vote. UfalipUro, 4, 3o-*r; profetlxxa che Pletro Barbo (Paolo TT) aarebbe dlvennto pp., 16-34; altret tanto era atato profettzaato per lul, 37; 5, 1-15; en tra neil'or. dl aan Giorgio de Alga, 12, e: erea ntl T444 Ebkh, loro parteclpaxlone al carnerale dl Roma, 166, 3; conditio** dtsrlt Bkroi n*ll» Stmto d. CI., 34 tr-f. FatonJB (Sawctus) v. Gilltt (Saint1). Kt-acrua v. Cmmfrta (J*) A. Pallavieini veto, di Repjrio, so; Eugenlo IV e I canonic! dl Saa Glorannl T.aterano, 8, 2 sgg. Inria II card. Carraglal alia diet* dl Francoforte, 27, 51; mom aeeorda il no favore atPorttllio, 18, 4»; crea card. L. Scarampo, 24, 6; pone la curia a Fi renae, II: dl moltl auol heal al approprU lo Sca rampo, 25; crea card. 11 Beaaarione, 34, 11,, asnice • 240 IND1CE ALFABETICO di Stefano Porcori, 10, sti *« P*r eoMculorto fra Afodasto da Verona, 17, ti; aceor la il tuo favor* a R. Roverella, 35, tj; erea card. II Torqttemada, 36, tt; frotio di Lorenao Zone, 52, stx fratoRo dl Polittena m. di JVieoli Barbo, 73. »; dh ai nipoti Pietro r Paolo Barbo mmafart* d, feudo di Ragogna, 74, is\ lncorona Pimp. Stglamondo a Roma, 76, T-«? »a alia sua tori* Giacomo Barbarige, 77, tS\ ra a Ferrara, 32; fug* da fioma e tut divert* sodi, 78, $tgg.\ erea Valeria Caf doriui vote., 79, 44; il ferma per brere tempo a Bo logna, 4; rltorna a Flrenae II: II rolleglo d. card, gll chtede dl noraloare card. Pietro Barbo, 80, j age.; rltorna a Roma, ao; erea IT Barbo card, d'arono dl Santa Maria Xuora, 81, 7: erea il TebaltetcJU eav., 85, 4s' per latanaa d. card. Barbo reatlrulaer al 8a elll I poaaeail arlH da lul prima toltl, 91. 11 IRK. t nomina ah. eommeadotario d. Santi Severo c Afartirio pr. Orvitto il nifote Piatro Barbo. °3, to igg. : la sua tiara * impegnaia for 40,000 dueatf, 108, 13: a farfn/o da fr. Ambrogiti eamaldolot* a rieWamare a pii moderti eostumi eH ' alti frclati, 110. 44-37: affida la eh. dl sin Glnrannl T.aterann al ranon.et dl xitn t'AeoaMno. lit* orfifrttore d. eongreraHoni d. Ge tnati, 111. /,»; aotto II sno ponttflmto II rard. VI telleiehl «posrHa d. fourtt Giacomo dl Vlro. 118. t-\ n. r; aite Infmtrixle ron ^t! Anpnilthra. 173, T ; du rante It tut in/micMt com Alfonto tPAragona Sam Germone ti collara, 134. 331 riunfte* pr. di t if Cit Pitoio generate d. eav. di Rod/. 146, . N; fa etcgutr* dalPorafo Simon* dce-li Tfberti tfade dPonora da ofirire o* priacifi, 149. rrt InHa Giovanni Coett'a a Vitrei* per pnnire i eittadini in eauia d. loro fncurtt'eu* eon Paolo ff alia pulitia L tirade di Roma, 147. 4TVg. Faxkria He, 119, I. Faubr Lvoonco *propone la consegna dt Pomponlo Leto da parte dl Venezta a Paolo H, 185, SO,. Pawo •« la pace d*Italia, 200, M tgg. m ; fortovika la btca Wieolb Perotti, 33. jo. — (ctttaoiwi) r. Vueei bf„ Perotti ff. Fano ArrnaaA procurator! aptntoHce rie. nulla tregna Colouna-Ortini-Anguillara, 1 17, n. t, pattim. : notitit eke lo rigmardomo, 119, fo, yr; rie., J. Faunbts (RPiacorus) v. Croei H. FARmsB Rabriku rie~, 128, $n\ 129, »/. Farnbsr LucRsnA figlta di Ranmeeto, tPota Pramtateo AngmUlara, 129, ts-T4' nottrt* eJt la rfgnarJaua. rs *gg. Farmbkb Ranuccio He., 129, ys. Fasoli Aj»o«.o \opitcoput foJironttti meionentit, Angela* PauoluA Teae. dl Metone pel dt Feltre, ramtgllare dl Paolo TT, 14, 3: malato e eurato da Gaapero Ve ronese, j; ana condotta pla, 50, U; Tlatteal earcere capttollno. IT: cultore d. lettere, 51, J; »«of codlel, »: pr. dl lul sta laeopa Ella da Sebenleo, 63. U; e da Paolo TT Incarlcato dt papare «fl arlpendl non aolutl da Franceaco dal Borgo, 148, J; •glunge In Aneona, 180, TI.; rlc., 176, T; 182, S3\ 213, 6t 214, 11 Fava NicotA fWrel?) di Pietro da Romagin, Mcbofa*? de Paba, Pabiut. de PaMt} lettore d. atudlo Bolo gneBe, maentro d! Gaapare Veroneae, XXTI, 4-*, 73 tro Cerrelo, 150, 6o-6s'- frtdih'ro rOm*micO fttrmeni cM, 15°. 5: ha Rartolomeo RorereII» tra I atiol cublctitarl, 161. *, 43-13'. erea n RovereTta-rene. dl Ravenna. Il ; erea rettort d. fiatrimouio di Viterbo il vote. Atc'aHeeia, 16?. st; il re Alfonso di XafoH gS logHe Ponttcurvo, 166, ff* 'ba per tuo familiare G. Condulmer, 180, 34-3 .: » ba me/Ml eiercito Ga leato e Nieolb Parini, 1W. ff-» lavora alia una torte Permfo Silvettro Paa dalPAonHa. T*»l. a P*r M Porafo Simon* derH TTb*rti, .#„• • rir. i duo ordiui d. Camora eer teirrenrfonj a danotivi H oeeoHoue d. tun morfr. ?ll, ? M, Mi •dttfuta eon Ugo Benti, ts-*b„ Fattxi GAT.RArro « terve eomo toldato Eagonfo fV, 182, * .; *muare in Roma to ». FA»m Marco Ldctpo ]l-nddat, Rpitcopu* tigatnaA "conrfnn. eontro Paolo IT, 182, 2T „j • caro al Poliriane, ,t .: rie., 155, n, ». Factwi Micot.o 'mflita agtt ittpendd di Eugenia TV, 182. 0 Frbkrico TT M 55VRVTA rie., 133, 6r. p. di Eederict J"Antiocm* rfc. " VTTT, 13; !°. 5, I; 23. ttx ?4, l«t 28. »; 175. J-»; 1%. IS Kirotmnru* AwTOwnrs t. Pnniili Antonio da Gubbfo. EtrsaBto Cdi SawtI cxanmni.n v. T.ontrueil R. O. RpBTAcn-a GALr.tfs v. Gallo Euttatbio. Paba W. it. Pava V. Fabiavo f5?Ai« »1 Phato Paolo Tf no eoneade il prio roto a vita a ,V. Porteguerri, 31, n. Famib fea) Mno «orafo He., 18°, * tori da iden tifieare eo* bfoo de PTaviit, 4 *gg- S * lavora par Pio ri. 189, r „. PABlia (nirt Nlcoc.6 1». Pava If. F\naiAMO \Pahriauum\ * vi toggiorua la Corta papal* (an. rita), XXVf, 4* r FAaaXANUM r. Pabriano. Fabhta "rle., 199, Jl FAtcoimM Skbasttaito da Pita, e,tc*iort d. giustiri* a Roma, 104,»*. Frdrrioo TTT Imp., arlma II Bewwrione, 33, 13; 34, a/; manda ambaactatort a Roma In oeoulone delPele alone dl Paolo TT, 97, IJ; al reen In paDagrlnagfflo a Roma, 163, M-M: mia permanenaa a Roma e acco ailenaa dl Paolo TT, n. f: 164-166, 1-5; at tntende pr. Pnolo TT per la Tlbaraalone d. priglonferl, 165, IJ; aul pontn dl Sant' Angelo erea ear^ poeti e dottoci, 3-5, !»-31: concede benefid all* famigUm Polcamigo, 6j-fox tut too ritorno da Roma i aspita in VTtarba, m: 0 card. is-**', il forma In Orrleto, 166, s, Franeeaeo Pleeolomlnl In RatUbona a nome dt Pao lo TT lo Inr ta a prendere parte aJPaztone eontro 1 Tnrehl, 16°, 1» MfX. Fbitrr (vK*co\n) v. Condulmer G., PotoH A, LeMi T. Fan Otaoomo rate. VonttmigSa mandalo da Paolo If a Todi, 135. js-St; Pio ff lo manda rettor* d. pa trimonio di VHtrbo in luogo d. Rovrell*. 162, sr. FRRitfTPfo fciTTAnfMl) f. Monto, Paoloua da P. Fbrmo rl e tmprieionato da Paolo II II figtlo dl Gia como Plcelnlao, 122, 10. — (cTTTAnrfn) 1». EioceU S. Fr.RRARA \Eerraria] vi c vet*. L. RoveraUa, \K, og-o*% ri in,egna Gnarino, 21, /«: vi dtmora Teodoro Goto, 22, »x in octmsiom dolPingrct,* di Pio I/ vi kanuo : fFerrara-Foscari| INDICE ALFABETICO tnoft rafipr$eaiesiom atUftrkk^ 136, /0; Paolo TI la corona ducale A. c. a Hono d' Bate, 170, is-17 ; »1 ritorna Bono dopo la incoronasione, 117, U He, 24, M. 170. a. Frrrara (da) Cristotoro conHnua la costmaione d. roc ca di Cessna, 132. so. Perrarrnus v. AlSaresans G., Rovtrdla L. Frrrau Rcrnardino [Ferrerf] * ric, 214. u± ry-i.i .. Fkrrrr v. Ferrari B. Frrrrtti PxAircaseo dp Ameena, conduce a Roma pri 241 Promote* dot Bergo, 148, /6-u; riceve da Paolo // Pinvito di rilasdart un talvacandotto a Federice III 1 a' tttoi in eccastetm d. one polltgrinaggio a Roma, 163, jo-joi atlaanza eon Perdlnando dl Napoll e 11 doca dl Milano contro Paolo TI e Yenesla, 166. 'S~S.f ; ecdta Paolo II centra Rimini, S3, Inrla alutl a Roberto Malateata, 167. 18 sgg. ; * imprete d. Col leone contro Flrenw, 183, 66 Totto, 102, giom'ere P. Ltto, 154. it sgg. ; netirie eke to rignar dano, ii-ii. KerrIci PlBTRO [Ferris Pietro, drasonends epireopus] audltore d. Rota, 52, JOj nominate commlsiarlo nella catiM d. prlraxione d. eanonleato contro il mandaro da Paolo n a Perdlnando dl Napoll per fario deaiatere dalla guerra contro 1 dominl d. Ch., Ihh 3j opera col Rovertlla for padfi earo Paolo TT con Ferdinands di Napoli, 163. to if/*. ; • fa parte d. commissions noniinata da Paolo IT per la riforma delPor. dl Rodl. 185, Ss„; famtliare di Paolo J! 14, Mi «213. 10; 214, U ,t rlc, 52, a. Fkrrir Pietro v. Ferrid. Ficttlle, castello dl Gentile d. Sala, ric, 3fi. h it FlESotR (Badta) »t i prior* Timoteo Mojfri, 8, s*\ ri costrueione d. Radio, sS-S* — (vkscori) v. DogS AgH A. — (da) Mnro eseanises il dhorio di Santa Maria Mag giore, 32, 47 Pilbx.ro Prancbsoo •Mografo, VTTI,; * toe traduzlonl dl stortrl arecl per Paoto TI, IX * precettore dl Mariano Porcarl. XXTII, II,; va a Firontt (am. '4*7\ XXTV, so-so: * annota an cod. di Giovemale, XXV, jo-.u • polemica col Morula on Turd o Tur cao, 22, 3]-fa; accuse of Loll, 4*-S'~ altacca il Loli. SSmST\ ota in corrispendtnaa epittolare con Falcone Sinibaldi, 61, fO± afrrma cho Paolo II *a tatdato grandi rtcckttwe, 176. s6-eo. Filklfo Gian Mario ric, 28, u. Fn.KTico Martino «Hetto professore alia Saplenza dl Roma, XXXI, S=am: rlc. 2J7, It Pixjtpo di Noccfao ric. 205, u .. Fwi Francesco da Flrenze Mbralo, IX, a. /. Pioccm Saute da Fbrmo \Ftrmanns Sane/us] medico dl Paolo II. 12. IJj mon e medico cubicnlarto ma ae coEto, 13, r-ro; sua mart*, tlx Fior (dr) Mattro * glolelllere, 188. il FlRKNZB « in lVa col ro dl Napoll * il data di Milano (an. ipSt), XX, »S r\vi*proft$*or* Maffoi Timoloo, 8, jo5 t! pone dlmora Buejenlo IV, 24 , i fa praticko torch* done lascinti alia CaUedrale L donativi d. card. Searampo, 25, 50 tfe- ; lono mandatt A. Panfill e Palcone Sinibaldi a frattare dell'erediti d. Sea rampo, Z, li tfg- ; regain alio Scaramfo U palaxto conp'seato agH ArdingleIS, 26, /2 • concede la Httadi naowa at fortnti d. Scarampo, at; manda amiatcia " Flrentc e la ;)ace d' Italia, 196-203,•. "trattatiT* con Venesla per Per tl*ta e DoradoU. 1S8T 7o-»T , ; * / fuoruoriri eercane tfimpadronird di Prate (an. 1470), 2QI, * LmigiXI tconfeetn Pintna tra L fuorurcid o P ambaoriatore *ao, a,,; * aembra arabire I'alleansa tra lo Sfbrra 0 Perdlnando dl Napoll, la . 5 * Flrertie e gll Scarampl, 21L i» ,; rlc. 34, "iudmxtria d. lana in de cadent* al tempo tU Gaspare Veronese, XXI, tt-it„ "•odeta letterarla, XXTH, uin n. — (ainuoTicKn) "cod. Riccard. (r^ric , XXXVI, oo-s»w — (CTTTADIvi) v. Amedei G„ Casa (delta). Dad L., Giovanni da F., AgH A., Satso A., Temabuoni, Ac daJmoli, Gntcdar liai, VtccolM, Ridolfi. — (da) Bartolomro di Prancbsoo "iamlllare dl Pao lo If, 2M, 41 — (ua) Domkxico, archttetto dl Palaaso d. pp., ric, 111, «1 207. to. sgr. — (da) Dokntvico * Francesco « ric^ 207. Is , ; * fa mlllare dl Paolo fj, 212» U,. — (da) Prakcrsoo /. cH Domonico " rlc, 207, U „ — (da) Gtvuano mfniatoro ric, 167. tsx * ric, 215, IT — (da) SmoHS p. Stmonc degH UherH. Firm*mm s, r, Ftocchi S„ Capranica D. Fi.avis (dp,) Mro v. FaHis (de) Moo. Foliono (da) Grrmano [Gormanus Fulgtmates] famlllare di Paolo TT, lodato. 64, 1^4, Foliono (da) Siobmootio [Sigismundus Fnlginatos], v. ConH S. Fonzio Baktolomso 'rlc, XXXVI, »„•, pro1stto dot card. B. Zone, 55, it. FoRCALqviKR (dr) Gauthirr I Gangtrim vapicends] vesc. dt Gap e mandate da Paolo II a Genazaano per ertflcare I mtracoU d. Verglne, 157, 15 PorlI; delta drnoria i privata Lncreda Ordelafi, 130, 90 x rlc, 193J AL. Berii I* — (crrtADuri) v. Biende, Xordtni FoRii (da) Antonio agglunto da Paolo II come com misaario nelle miniere di Tolfa, 112, Ilk Formrllo ric, 160, IS; notisit riguardanti, *f*t Fornaci (dallr) Giovanw [Johannes Formosa] profev sore nelio studio bolognese, XXII, U, eo-4'. Forkasa v. Fomad G. Foro-Iwlu (a) r. Frinli (del) G. FoRTSGURRRl NlcotA \cardiuaU* theamnds, in Male tori a fcUd/are la nomina di Paolo II, 22, u; Pao lo II da an convito of not amoaeeiatori, 11; gK tcolari dd Lata da San Gemignamo redtano (an. '4Jo) Planto, •TI. eoi al sno aiutt rieorrt il frofngo Ddfobo del VAngmillara, 128, jo-jj. sicondo U Tranchedini t Fioreutini non 00mo contend d. nomina di Paolo II, 143. u; raccomamda alia eltmtnta di Callitto III T. Ill, p. xvi — ilS. Sassetae Cerihae] rende noblle oh e la soa famJglia, 31. 6j sua attltudine a miaaioni polittche, *, 10-11 ; measttene node Paolo II la prevvidone di ijoo ducaH assegnaiagli da Pio II, it~se ; iuo Rmore per I'lauto, U-n. a. J; fc raandato come capo contro gli An guillara, 124. l*j gli i. dal Canntn.fi attriouito ilprin dpal merito d. speditiont, 1a Sgg.; preparatlrl di gucrra, 125. 1 sgg.; Tlnce GUcorao Sabelll, 3i-U; rlnce Sigismondo Malateata, 33-3«; We., 35. *S. Foscari Francbsco [Fnscarus Frandseus] suo riogglo In Orlentc, 5, 1; gll sono profetate alte carldie, 3 242 INDICE ALFABETICO »0; divlene doge dl Venexla, IS, ». 1 «opplanU nel Precuratorate Giorannl Barbo, 71, «J, «• * Fossombrons (da) v. Giralomo da Gigantl. Francesco di Pmito, vonartana, addette ail* mtnitre di Talfa, 104, u tgg. Francbschtni Marco; U Cannentl lo accusa dl com IFossombrone-GiganU] Gallia v. Prancia. Gallo EutTAcmo [ Batted™ Galla*]; tua 1tarnpa, xxxra, L. Gallvs v. Galli Gotta B. Gap (vrscovi) v. Gomthiar da Fercalqairr. Garda (cniBSA di) He, 114. 57. plotto contra Paolo II assleme ad altrl dell'aceade mla Pomponiana, 154, a- 1 55. Ij tmo rolaHeni eon /' aeca&emta Pomponiana, *° tgg. ! * gll e Indlrlzzata una letters da Giovanni Monetli, 181. » m ; * impll cato nella conglura contro Paolo II fuggr, 1 S3, OUJ „. Franciii (db*) Francesco i profosto da Paala II alia rocca dl son Germane, 134. or tgg. Francia [Gallia] " rtc, XXIV, lfclz„. — (crptA) v. Aria*. — (PRIORATO DKIX'OR. OBI CATAUBRI DI RoOl), 1S6, 52. — (RB) to. Lmigi XI. — (di) Nicoldco • famillare dl Paolo II, 211. ii — (di) Pibtro * famlllare dl Paolo II, 211, 7» ,. — (oi) Sdcohr 'mlnlatore, 192, ai .. — [mogitter Francia lo*aardat] eottrmttore d. ricca di Mamteleane, 121. 4L Franciotti mercanti di Corte * trie, 204. X», U, ii, H, M, M, U .. Franciottj Giovam Francesco " depoaltarlo d. Camera papule aotto Sltto IV, 204^ I ,. Franzon* Carlo [Cora/as Mantua**!] hew*fid rieevmH da Paala II, 16, m. Si ocearda earn 11 tea. di toata Anastoata di Verona far Paradtth di aaa tia, so; rlc, 52, «_j famlllare dl Paolo II, 16, »j '212, iTj 213, ^214, sr.. Krascati; da Paala II tartMtre attegnati m Canonici ragatari lo roadite d. eattello di FratcaH, 111, oj tgg. Friit.1 (dal) Guoudjio [Gailelauu a Poro-InMt\ ruo aluto porto a Gaapare Veronese nell'lncendio d. caae dl questl, 6, 37; annunsia al familiar! rlmasti nel palaxso dl tan Marco 1'elealonc d. Barbo a pp., Zl »-13; mnero ol frincifio d. fontificalo di Paala II, LL FRtBUROO (cittadini) p. Mag G. Fuosccmo (da) Benedetto [Baatdttias da Laea] * faml llare dl Paolo II, 2J2, £ Fuloinatss v. Paligna (da) Germane o Sigiamauda. Fvbcaru* PRAHCtacm r. Fotcori P. GaLBRA (ctTTADUn) V. Gaattieroni. Galoako 'macellato, 205. is,. Galoamo (di) Cola v. Cola (di). Gallbsb [effidam Galtetif] h anito al domlnlo d. Ch. da Paolo II, 132, 3j notitie rigmardanti ii eattello, » sgg.; 132, «i atgg. Gallbsb (da) Giouano ric, 127. ga. Gai.lbtti Dombnico [Daminicat aa Mania Diva SmMmo) h al serrigl dl Lorenzo Dati, 64. JUL Galli Carlo, figlio natural* di Xieoli, ordinate sacer daia, 62, //./ Galu Giovan Carlo medico inalgne, 64, L Galli NicotA m'fato di Stofano Portari, 11, /; chlede die II Maddalenl gll reatltulaea 11 eanonlcato, 10, 25; lo protegge U card. Pletro Barbo, 1_1_, Ij elogio k-t terarlo, 61, io-u; notitia eke la riguetrdamo, 61-7s: sua mortc, 62, ^ Paolo II gll elarglace soccoral, 137. ric, « XI, 15 , ; 10, 22. Garoarios r. Cola di Galgame. Gareia di Lbon [ frater Gargia hiafamaa\ cubiculario dl Paolo n, IL ii ric, 175. i, Garxohi Bbrnardo \B*rnardaa Vemetut) « medico a Bo logna e alia corte di Nicolo V, XXII, \t-23, 34-39 . Gapoerivs v. G. Ponrcalqnier. Gaza Tbodoro f T&eederm TottalomcentU\ maeatro dl Leonoro Leonori, 21, ipj sna dimora a Kama, 22, io-tt; attocca B. Besaariamt, 43, 13; inimidtia col Trthitenda, 4^ ji sgg. (Jbbbxnab r. Ginevrou GaMloifado (Sam) (cittadini) v. Bntmaccorn Piti/fo e Francesco. — (da) Lodovioo log. di Paala It a Lmigi XI, 144, al. — (da) Luca; £ suoi tcolari redtano a Firtaza Plan/a, 31, as. Grxazzano ( lenattanmm] miracoll d. Verglne, 157. *zL T-t9 Gkmova 'pace d'Italia, 201. ja — (cittadini) v. Caldarini Valeria. Gbrack (vBaoovi) v. Cokaafilo A. GBRAMinri Anobjx» vote, di Setta i mandate lag. a Mar eia, 151. it', opera cam il Reverella gtr fadficarr Paala It ten Fardiamda di Xafeli, 163. afcli. Gbrrmia Crmtoporo [Ckrittefkarnt da lertauit, da Man tout] « orefice ric. 191, 35-50. fattim » j rtc, 23, is; ' 214, 33.. Gbrmania ; legaalone d. Carragial, 27. 17. si ; iegaatone d. Beaaarione, 33. 21 1 " priorato dell'or. dl Rodl, 186. t7 ^ Gbrmamo (San) [affidam taac/i Germani] e unlto ai domlnl d. Ch. da Paolo IT, 134. a-4; nodno, tr-rt. Gbrmanvs r. Oaitmam R. Gbsuati [Clrrid afotia!ici\, loro origtne, rapport! con Eugenio IV e Paolo II, 110. 20 ngg., si tgg.; da Paala II hanmo in cattodia la eh. di tan/a Maria delta Qnrrda fr. Viterho, 157, eft*. Ghbrardi Iacopo * da Volterra dedlca dlstlci a Paolo II, 217. I».. Giaoomo \Iacebnt\ 'commentatere di Glovenale, 217. o.. Giacomo oaixico 'famlllare dl Paolo II, 212. il\ 213. 3».. Giacomo da Milamo ' maszlere, famlllare di Paolo II, 211. I3j 212. v: 213. 3*; 214. tA tgg. Giacomo (San) (tbmpio) ric, 2, !L i Giandbroni Giovanni [epittafn* CasteUt] accumula rmo deratamente rtccheazc, 15, l_, aacriata di Paolo IT, 2j denominatieac eptacopua Caatelll inesotta, mo-it. Grmbsio \Iamdnt] ab. dl San Serero dl Lodl e mandato da Paolo II a Lulgi XI per eaortario a entrarc nel l'alleanza contro i Turchl, 170. 1-3; 224. 3i agg. GtOANTI (db1 ) GiroLamo da Pettomirone i nominate da Paolo II cemmittaria td oiattort, 103, SO tgg.; Pao lo II gli Bifida l'incarico d. coatruzlone d. pontt suite rive d. Tercre per lo acarlco d. Imraondlxie, 147, I; natitio'ehe lo rigaardnne, j6-ao ; rieeve danari for i ftstoggiamenH in Roma d. face a"Italia, 15*j, j 243 [Giganti-HostiensJs] 3-u ; INDICE ALFABETICO ria Xueva, Paolo II ai rale ded'opera »ua per pullrc ac quedottl e cloache, 172, 30-31 ; * mandate a procu rare frumento a Roma, 195, 17, 63 *. Gioajtti (db') Nicola He., 147, 97. Gioanti (db*) Simowr, prorvede / gall* fer lefeete car uetyalescie di Rama, 116, to sgg. GaiB (Saint) \Sanctu* Fgiiius] * priorato dell'or. d. car. dl Rodl. 186, 5S Giwkvra f Geiennae] "rlc, 187, »,. Giordawi Paolo \Paulus lerdanut romanus] onto, cvt gutjoe una tiara per Paolo n. 108, 5-13, *s-6?. Giornali di Paolo LT " nel cod. rat. urb. lat. 1639, xvm, i-so, i-is »• Giovacchxno [ToacMm alamaimta] "mlnlatore, rlr. m, M Giovan Frawcbsco « maeatro dl stalla, 205, I- 212, 2» „. Giovahtci Albawbsb tradltce Negroponte al Turchl, 168, M; 169, is egg. Giovajoh (Saw) m Carico \Sanet*i lotanmn in Carried], eaHello d. Ci., tie., 121, 31. Giovanwi da Firrvra, legnaiuolo, rlc, 204, «I „. Giovahhi FaAKCloao * maeatro dl atalla d. pp., rlc, 205, I GiOTAirwi di Guitoibalvo \Tetannet Gnndisalvi elericm Zamerentti] freeetiere di Giovanni de Mella, 4 1, tr-*J GlovANm XXTIT [Baldateare Cotsa] ceiMtnecc in feudo ferfetuo agli Orelni Gallete e Corekiane, 132, e egg. Giove, cattette degti AngHllara ceoordstalo da Federice di Montefeltre, 125, 4o: I too! abitantl ortengono da Paolo IT la reatlhtzlone dl clA che averano loro tolto Francesco d'Alrlano e I mo! fratelll, 129, r 130,3; sue vieende, n. 1; rlc., 129, 6. Giovbkai.b \hvenali*} " hranl d. eetnmente di Gat?are Veronts* alta satira TV ri+ertati, XXT, J?-/*, ei-so XLVIT, 25.: 'altrl commentI dl Gaapare Veroneie, XXXIV, 1-XXXVTI, 77 „: • tediel eonlextnii comments a Glovenale d, see. XV nolle hfftlietecie romane, XXXVI, /-», so-S3 „; * in quelle fiorenttne, es-so * ; umanlstl commentator! e traduttorl dt Glovenale, XXXVI, s-10, 30-33. Ghjuaho 'mlnlatore, rtc.. 192, 45 .. GruuAKi Iacopo 'sue forma Actio Panthea, XXXTT, ii-it m, Gidnta Grouo Francksco, mereante remone, 101, 16. Gicsbppe [feeefi] neofita d. conv. camaldoleac dl Bolo gna, lnaegna II green a Gaspare Veroneae, XXV, W-27, /«-»# ,. Giostihi I^jRaarzo \Laurentiue de luetinit] rende il ea ttello di Glove alia Camera afettoliea, 130, fe-gt. GlifSTrsnAJn Brritaroo, tradnitert di Ttoerate, 35, eo: la repubbllea veneta non lo vuole rlchlamare da Roma, 57, «1 ; sua mitstone alia eorte frameeee, 75, 10 egg. CicsTim di Paolo II *nel cod. vat. urb. lat. 1639, xvm, i-ij ,. Glapcus v. Cendnlmer Z„ Goboto "barblare, 213, 4»; 214, M,. Gomzaoa Barbara; jik corritfiei lenea eon Carlo Frem teni, 16, js. m creato card, da Paolo II, 28, f; rlre regalmente a Roma, It; unica rua menda h che guarda troppo avldamente le ragazze, l%\ Neenriosita dl vita, is; fretettore d. letter*, rf4' : ia farfami Hare PArrivahen* e il Platina, ta\ rapportl con Paolo LT, 23-sft, n. Si * nominate commissario far faccomedamento d. deHti di Paele IT da Stele IV, 92, S3-J6', ia in commenda da Pie IT SaufAgata de' Goti, 94, is-u: pr. dl lul Paolo II dimora.com piute le fimalonl per la pace d' Italia, 159, 7 *gg. / * mandate da Paele II ineentre al mare*. Berte PEt/e eie fi reea a Rema, 170, /*-/*; "rlc, 190, 00,' Gokzaoa Lonovrco "osplta a Mantora Plo II, 28, H-17 Gottifrbdi Cbcco ft. dl Nordo, 12, 64. GomrBBDi Giacomo \Tacob*t Zeculms, de SecuUs\ me dico dl Paolo TT, 12, IJ, 3*\ netiuie Uograficle, 6/13, 6; mediee e veterinaie di Paele TI, 105, 31 egg- ! tur cm/are testamentarie di Francesco dal Barge, 148, Si; *rlc, 190. 12.; 'famlllare dl Paolo H, 213» to,; 'medico d! Paolo II, 215, »„. GoTrrreBDi Na»do dl Cecco, f. dl Giacomo, 13, 64. Gottifrbdi Strtaho frafello dl Giacomo, cublcularlo dl Paolo IT. 13. 5. Gradkxioo Clara fClara Gradenice] m. dl Pietro Mar cello, He., 12, es. Greoorio IX PAPA assegna definlttvamtulo la reeea dl Carean al com. di Rema, 133, es-ei. Greoorio funaro rlc„ 205, 33 .. Grifi Leonardo prende a oreatlto dalla Vatfcana II De Gestis dl Gaapare Veronese, XITT. Grisox Giovawni * famlllare dt Paolo IT, 213, 30 „. Grottapsrrata (abatr) v. Calahre P. Gpakthlmi \Guantelmut, Cantelmnt] BBRKARDnro e aoc corao, Inaleme a on auo fratello. da Paolo II, 140, 1-2: notirie eie lo rtgnardane, iS-3'\ 'ric, 215, 20^ GL-Annw.»« PiBRPAOLO [dun Seranne] netltie eie le rr gaardetno, 140, rS-j ; diefatte da Ftrdtnando cTAra gona, 149, 73. apedlzlone d. re Ferdlnando contro dl Inl comandata da Ono Oralnl, 160, 31 agg.; re lation* eon la tanta Sede, «*-«j-161, /-2; rlc, 140, 1. Guai.ttbroni Olivirro. da Galera, eeeentore d. 'giu siltia . a Rema, 104, to. Guazxbli.iDbmrtrio/i Tsueca rie., I54,J7; 183,21; 199,/. Guardba reeea d. PatHmonie rie„ 130, 46. Gcbbio \EuguMum, I/guile] rie., 125, *s. — (cittadwi) v. Panfili A. GuicciARDisH Giacomo *ambaaclato a Roma rlceve let ters da Flrenae, 201-202,. GtncctARDiKi L0101 ' ambaaclatore florentlno a Milano rlceve latrurionl da Flrenxc per le trattatlTe d. pace d' Italia, 199 Guidi Giacomo \Iacom* Gnidl\ fed. di Gallete, 133, »/. Guin-occi I.bowarin) * orcfice, 215, 1,. Helios v. Peretti N. Gonzaoa Franckssco [eardinalis manfna*nt\ ia a' net tervigi il Platina, 18, 43; Paolo 11 gli astegna ana gemsiene annua tui reddlti d. C*. dl Bamberga, 28, S; Paele TI gli da il titolo di San Letrime in Da •»**», 29, 9; mantiene il titelo di card. «M Semla Ma HBXRiens v. Dallmana B. Hrrolus «. Broil. Hibracrnbis v. Geroce. Hispahia r. Sttes^na. Hispakus v. Carvagial G., Garxia, F. da Toledo, I.xfi P. de Vaya, Mella (de) G. Horoain(oa) Nicoi.4 I Vicotao* Herdensit] v. Piecardo X. Hostiwibib v. EttenieHtle G. 244 IKDICE ALPABETICO Huexta (momAiTitl) v. San/a Maria He, 17, 3. HyADRCNSM v. VaUartsso M. [Huerta-Lesina] Lamktjn Odinrt * teaorlere la Arignona d. toaoro delPor. d. car. dl Rodi, 187, I Iacomxi Anoblo [j4***/*a IacoMma*\ »u« mlrablle rae morla, 62, Ian1STus e. Gomsio. Ia. son ot nun Paolo •merautte romano, 205, a» .. iCHAnco Casaletsm A. iBTAZAinm v. Gtnassano. Ieracr (tkscovo) v. Cateoejflo A. rEREMiM (db) CmiMTornoRUS v. Gtrtmia C. Il.ERIJA (VEKCOVl) ». £• ?• Ikola; * no agagnano U poBsmso I Venexianl, 109, il Ikola (da) Tabdbo *rlc, 197, 17». — (ctttaduo) v. Bonotti B. — (vafloori) v. Gafli M., Stghteoltt G. — (mturoRto) 9. Uovadola. laoLRtw t. /*•#/« {dttadimt, voscovi). TnPBsMmx SnrANo [3K/»*»" .»»/««•«•»] He., 9, io; •MfeaV UograjtejU, os-ssi *ric, 222, 15,. Inokii.trkra [^rVD»»'a] " deacrltta da Gaspare Vero nese, XXVI, rt-Jl»; •lnduatria d. Ian* gludkata •uperlore a quella dl Flrenae e Bologna da Gaspare Veronese, XXI, IJ-IJ»? «prlorato dell'or. d. car. dl Rod!, 186, 5, 40 e — (citta) v. CosnSorimry {Ltmdra). — (rroKi) v. Tamtgi. Inolbsi • residcntl a Roma e dlscepoU di Gaspare Ve ronese, XXV, i-M,. Innocbnto Vin [G. B. Cy*o] ettggo Palcome Sim#aIM a fetoriert gem., 61, is; Falcone Stmibaldi i /art* ooifUcma nil ntoxn'ntonto I*tieraria *dartistieo fromotso da quale /j»., 33-37; da mm assegmo memsilt a Pier Paolo Gnantmlmo, 161, a*; "erea ma praefectua vlnea rufia d, potosso a/ostotico, 208, to iNTSKAacriA [dritnt Interamnentis] v. Ttrni. IoACHltt v. Gtovacchine. IOHANNM iLUMOUS V. Giovanni Alba***. Io«annes v. Zone L. IoKDAmra v. Giordano. Iorch Looonco [Lnd&vicms Ioridi CoJaloimi] frtquenta la Sofienso di Siena, 53, 13 » IokkpH v. GtnStff*. Ipoirro 'familiar* dt Paolo H, 211, lo ,. Iovftroy Giovanni [eardimaJit Atrebat*nds\ create card. da Plo II, 38, a; tua sclenza, 10-U» sua liberal!ti, u-iS; rtc., s; 37, 24. Iovrji Bbknardo, vote, di Castro in Sardegne, XXI, j. Irlantja •priorato dell'or. d. car. di Rodi, 186, 6*,. Isola, cassette d. a., tie., 121, jo. Isolktta, easiellc d. C*., He, 121, jo. IuuANua PlBTko v. Pi'tro G. Iurdi Giovanxi v. Catataao G. Idam Luis r. Mila Loigi G. Icaruns (de) v Gimttbd L. luzzo (di) Cosmo di Giovanni * pasao d. sua cron. di Vlterbo riferito, XX, 17-U, 33-43 , i * contin*«tor. d. eronaca ,ii mo 43-10 *• lu«o (di) Giovanni « sma cronaca di Viiorbo, XX, 46-4$ ,. Ivan III di Russia s/osa Zoe Palooiogo, 59, tj; 139, Kakimirus v. CarMro. KJ.VO Giovannt, // FH**rgo, el. da Sisio IV tttrottor* *g« rcngono ln riatl I danarl raccoW dat tlagoll prloratl delPor. d. car. dl Rodi, I, fassim r Lamola Giovantti [Mamot Ltmola] * lodato da Ga spare Veronese, XXXVII. U * Lancet.ono tbdrsoo {Lantilotas a/am**mu] * orefice, 190, l»-J4 Lanciaro Antonio "rlc, 205, » ^ Lantk GlROLAAfO [doamas Cre/iomsis] * rlprendc l'uflicio dl rlcecamerario, 180, 77»; "atplra al patriarcato dl Veneaia, 181, »,l " oattta sma aspiration* mom i osaadita da Paolo IT, 6 m. LANxiLOTtm v. Lamealotlo. Lace* (da) Robrrto [Rob*rt»s Afnltn ordMs saneti Pramettei] predlca In Santa Maria Maggiore Roma. 32, J; rl fa costrain) noore campane, 10. Lai Catcttna \Cmthtrina Mtmtoboma d* Lois) elargiacc elemoslne da parte dl Paolo II, 138, it; motiwtt ear la risytnrdane, tS Vg. Lb Pnrrao maHie di CttoHma, He, 138, St. Lus (db) Cathkrnta v. IjH C. Lronamr (on.) Biaoio [^AraVM do U^mamum,fadmamms], comndttaHo pafato a Tolfa, 41, sr. Lrgnamk (d«t.) KlLTPT*o \PtMffms do Ligmamtimo] data d. smo odtriomo di an ofora d. eard. Francesco dolla Rtrt*eTo, 55, 14&S04. Ln.ro» THaoDoaTTs v. Lolli T. Lblt.i Trodoro \L*Hm* T%*odorms, Thoodoms Venorus, Theodoras rfiscofns ttrrtstmrns] da Paolo It gli ajWda/o il veSeovado di Trovifi, 9, 15J refcpetldftrio dl Paolo IT. 1.1, I0-I4) nothio biotrajieoe, 19-47; ma malattta, 83. It; nominate commlaaarlo per la cauut dl Andrea da Tocco, 107. 2-3; ranore prima dl e» aere pobbltcato card., 173. »; reac. dl Feltre, 9, 16. Laow (rrono) rl e collettore Leonoro Leonorl, 22, To. I.FON fvaacort) t». Vrmorh. I.Ron (dTTABiNl)-p. Gorsia. LaoicB X He., 170, 4$ Leonora m. di Federico TIT fct/.f /« sna snort* Htarda it felUgHnaggio doIPlmf. a Ifonus, 163, 4*-4V. Lronori (db*) Lsonoro \IjOOnoras Bonontonsis, Lianoro d«" Lianori] 'lodato da Gaspare Veronese, X. 3b i* „ ; cono«cltore profondo d. lertere lattne e grcche, 21, »i acolaro dl Teodoro Gaaa, 10; eeftsta di codid greet', to; seolaro di Cmarine, 13% rafforti con la Curia, tisgg.; htpotro forso il grteo da Ptetro Ca lahro, 4t; da Giovanni Aretino a nome di Nieeli V ha Pimxarieo di tradnrr* la Guernt Gotlca di Proce fio, 4q; ottiem* la eattedra di grteo motto S/noSo o log-nese, 22, /»; tcrHtore dl brerl per Plo II, 7; r«r eon Pto II a Bologna, jo; favori di PiO II, 33', g*n dirio d. Voigl snlla consideration/ di Leonoro Loonori fr. Paolo II, so; cnblcularlo dl Paolo II, »; jtror visionatotda Paolo It, 43; incaricki lOflomntiei avnti da Paolo IT mella Sfagna, je-ftf; stgretario jtentifi de, br; da vecchlo compone reral e filotofeggla, 14: mandate da Paolo IT a dtftmdoro gS amiasciateri im/licati nelle discordit di CasttgHa, 145, jo ; ' fa I. mlllare d! Paolo II, 211, 24,; 'He., XX%rT, w r Lbonoki (dk') Pietro fillprt He., 21, 6. rawA, e. dt Dalmasia; nt i vise. X. Croet, 157, st. [ INDICE ALFABETICO [Leto-nfalate*U] Lkto Giwao Pokponio " prende a preatito dalla Bl blloteca ratlcana 11 D* GesHs d) Gaspare Veronese, XIII, a.3; 'dedlca a Francesco Piccolomlol uiv'opera in lode dl Paolo IJ, 30-41 „ ; la sua Accademla h oop preesa da Paolo II, 153, 3ogg.t ». 4; notisie cat rigvardane I* vicend* so* * d. tna Accademia, 154, -to; 'come cospiratoro contro Paolo II e arrcstato a Veneaia e condotto a Roma, 182, 53-54 „; * h in carcerato, 183, 13,; «e consegnato da Venecia a Paolo n, 184-185 .. LrttO A. v. Campania A. Lbvm (ob) Piuppo \PhlMppms tieLovit efittofius antita mat\ dircnta reac. dl Auch, 94, 9 sgg. Lianori v. Loomori. Lib br Poktiucilis mol continuatori, VII, XIII, IX ,. Libert I) oni^io c. Dioaitto. LlBRi Gcjoliblmo * iue sottrazloni dl codlcl, XII sgg. ^ Lionaaunb (oa) r. Ltgnamo (J*/). Lions • ric, 187, 1« w — (WTTADINl) V. Dionisi*. Lwauo Putro v. Pirtro dm Piacenta. Loot trattato di fact tra Voatsia t Francesco I Sforta, 75, tj tgg.x rlc., 198, 32 ,; " mon., 224, 47 agg... LoLl Goao [Gorru Somentit, Gragorims S*n*Hsis] aegrc tarlo dl Paolo II, 50, 6; tna relation* com lattorati, is-*?', i assisme ad I'*cotomtm pertegnitato dalla Re pnbhlica tenet*, »3-4*J inimieitio col Pilolfo, 42-ej, I«ou NicoLO /. di Gere ric, 50, sj. Lombardia * prlorato dell'or. d. Cav. di Rodi, 186, 30 Lomuardo Martino " mnrater* ctttrutsct mm padiglioma ttrlla vigma pr. it palatxo Vatican*, 208, t Londoniatbs v. Londra. Londra [Londoniates] «ric, XXIV, 3»„. Iajkqvuil Ricoardo Ouvibro [cardimalis censiantiensis, cardinalu Sattcti EntabU, v**ctrvo rTAnge] inerita mentc h creato card., 37» 34; lag* a Perugia, 35-38, 3; h dealgnato card, da Pio II, •; ittitulice un ban cbetto conuncmorativo d. sua morte, 172, 10-14. Lonioo (da) Francesco dirlg* mm'tltgia a Paolo IIper Us sua attune On* Ol pp* 4, sj. Lorkdan At.visa froenrator* dl Sam Marco, ric~, 71, jr. Lorkto (santuabio) visi/aportare il card. Paolo Barbo amntatato, I divennio papa, promuove la ccslruttonc d. basilica, 95, 74-%, J65 vi sosta Fodtrico III not vemiro in p*ll*trrimaggi» a Noma, 163, jo-oj. F.OCANI ric., 35, s. Lucca vi god* brnefid Leonardo Daft, 23, is. — (cittadini) v. Ammanmati IV., Framcki F., Gvaxtclti D., Samdommini IV. — (OA) Bknkdbtto casiodist* la rocca di Saradaosco, 133, J4. — (da) Domxmico • coromluario papale per le rcstltu rionl a Fireaas, 198, U; 199, 3.. — (da) Nicolo incaricaio da Paolo II a siadacare Pope rat* d. castollasti t nJSdali pomisficii, 103, 44. versio eoa ta samU Sod* at tempo di Paolo II, 144, tt-S*\ concede Ingentl 10mme a Paolo II contro 1 Turchl, 144, 4-5, a. 3; Paolo If consegna it ricco colic* denaio da Laigi XIa San Giovanni Loforano, 169, s4-*o\ e sollecltato da Paolo II contro 1 Tur chl, 170, 1-3; • Intcrpone 1 auol buoni uffici per la pace tra Paolo II e Flrenae, 1%, 35-35, 4 , ', * acon fcssA lntelliganxe tra i fuorusclti fiorcnUn; e il auo ambaaclatoro Couainot, 201, 13; 223, 40,. Luna (drlla) Pibtro [Potras Luntnsss] larorito dl Ni colo V, amico di Gaspare Veronese e d. Tortelll, XXIX, 5-7, /-*; XXXVII, so-so. Lunknsis Pctrus v. Dalla llama P. Lupi PiBzxo ub Vava lUspanns] prepara un ungoeato per curare Paolo II, 175, 3; motisd* ct* to rigmar dasto, it-si. LubiardiPutro [Lisiardi, Lamardo] v. PitirodaPlacenta. Lubionano (ol) Goioo [/fax Cipricns] trattatlre dl Pao lo II porche spool Zoe Paieologo, 59, 30-33, sj-jo. Luzardo P. v. P. da Piactnta. Maccai-ani Angblo vrsc. d. Marsi profotto at govern*, d. c di Todi, 135, jO. Maccaranis (ub) Ibkonimo *rlc^ 222, 13,. Mahdalsni Lorknzo [Lanrentits Magdalonas] ric., 10, 35; protamatario, ji; promote* di rottilairo il camomi cato a NUolo Galti, so. Mapfbi AaocriNo * parteclpa alia conglura contro Pao lo HV 182, 37 , ; *-wr*ti do to rigoardomo, 44-04 ,. MavksI Cblso (canonico) [Coltns dt Verona) ric, 8, ». MAirrmi Francxsoo ' stesoro d. boUa di Paolo II sulle rtforme dell'or. d. cbt. di Rodi, 187, 03 MaffbI SclPlONK ric, XXXI, 97. Mafkbi Timorbo [Timothen* Ma/ems voroncatis] agoiti niano 0 ocelto corae veac dai Ragusani, 49, k; 0 coniermaU U sua nomina da Paolo IL l; oveva gia rijintata la dignita arcivescovile, sS\ sua Tttlen tla oratorio, 10, J7-*J; * ocelto da Paolo II come prefctto dell'or. d. Canonicl lateraaensi, 8, 13, oo-tj; predice calamlta al RltninesI, 9, I; dedlca no dla logo a NlcolA V, 3, 4-tt; gli i indirisiato carmc da un Valerio di Son Vemontio, tj\ gli rispoaJ* Br motoo Barbaro con ta tua oration* contro ipoctipa gans, rj-sj; 4 soccorso da Paolo II, 137, S sgg. Maoistris (pa) Mattbo, da iVovara, compu*i~sta dtltAb hondansa di Roma, 101, 00. Maodalkmuo LaDrsntivb t. Ifaddataai L. Maouabkchiana librerU di Firense, XII, la. Maouana (la) jr. Roma, ric, 170, #/. Maoliano dbi Sabini "rlc, 195, 13,. Mainbnti Scipionb true, dl Modsma ha al too ssrvisio — (da) Soionr "rlc., 204, v% 205, 44 „. Lvcidub v. Fastni M. I.. Lvcits (db) v. Maacimi. Luioi XI creerebbe car. Paolo Barbo, 74, 3; manda un'ambascJata a congratularfi con Paolo II per la aa eleslooe a pp., 97, 1«; ainbaoclata rltardaU per la guoxra con Carlo II Temerario, 1»; sat eantra B. Rovorolla, 35, js. Malacarnb Francboco la tna conversation* 4) gradiia a Paolo II, 18, o. Malatbsta Isotta mom pmb liborara Iacopo dot Borgo Sam Sepolcro ci« avtva toelale in Rimini una seM tione comlrosno martto, 166, 40-30; com intrighi ctclndt Roberto dalla snccotsiemt di Rtmirn * a* fa investire smo fgUo Sallnttio, jo-jo; ric, 167, I. Malatbbta Maxatksta Novbllo stipmta con Pio IIdo alia tna morte Cttena sarebbo fassata alia OK, 132, f-to', Bertinoro alia sua morte pasta alia tUptndmta tapiie, „. 246 INDICE ALFABETICO Malatksta Robkrto tenia ismHlments di sutsmtrare nsl dominio d. tie Malaitsta NtrotU», 132, n; si arremde vantaggiosamsute a Paste II, 13-14; astodiato a Rimini dai ponti/icii ha toccorso (Tarmi da Ferdinands tTAra gona, 149, J?; alia morte di Sigismonio vie** escInto da/la signoria di Rimini, 166, at; d'accordo col pp. con raggtri ai impadronisec di Rimini, poi si rlbelU * Paolo II, 70-33; *' rtca e Rimini per const/are la matrigma Isotta, 167, I ; *' tbaratta di Sallmslio, 3 Kirenze Tuole che a lul reati Rimini, 199-201, so\ passim „ ; « Roberto e F*no, 200, M sgg. , ; * Paolo II gli si ofpone, 201, jj ,; * riceve aimto dai Fiorentimf eoutro Paolo II, s ,\ ' rlc, ti-U Malatksta Sallustio laaclato erede dl Rimini, 166, J»; Roberto «1 libera dl lni, 167, 3-ao. Malatksta Sioismondo [Sigismnmdus Arimim domimts] e donate da Paolo It, d. Rota, 47, 11; sua lotta contro 1 Turchl, 14, ss-ST\ minacciato nel domlnio dl Rlmlnl torna In Italia, 50; rapporti con Paolo II, 49-to', 48, //-«; e Tinto da N. Forteguerrl, 126, IS; impress contro NoreU, 151, 4, 67; mortndo ttciade dalla successions il bastardo Roberto, 166, bo. MaLATBSTA Valerio /alsamente ritenstto Jiglio di Itotta, 167, st sgg. Malipiero Francesco vrsc. di Vicenta ric., 4, 40. Maxari Giovam Pibtro msrean/e ric, 101, 14, Mancixblli Antonio *ric, XXXIV, 6; XXX, «„. Mancxni Albssanuro [Alonander Miami Manetmi do Im cUt\ ric, 11, tj. MAJtcim Gtr/UANo ric, 11, so. [Malatcsta-Medicll bldlne, 3; stio lngegno, 7; • notide che lo riguar dano, 218, 3»-219, 17,. Marccllo Lorrnzo *rlc, 218, 135 ^ Marckllo Ludovico 'creatn da Paolo II prior* di San Giovanni d. Templo In Trevlso, 219, 4„. Marcbllo Nicolo /. di Pietro ric, 12, 14. Marcbllo Nicolo 'chlerlco reneslano, 218, 104 agg ,. Marcbllo Pietro f. di GaMeic, 12, Marco • fr. lombardo, 190, 31 Marco di Lazzaro * ric, 204, 14 Marco * panettiere, 205, 34 Marco da Vbnbzia v. Tommast SI. Markrxu (or) fratblu rlc. nella rregua Colonna-Or »lnl-Angulllara, 118 fauhm. M.vria (Santa) d'Avkjnonr 'rlc., 1%, 3,. Maria (Santa) d* Trastbvrrk v. Roma (ciiese). Maria (Santa) Maggiork v. Roma {cUese). Maria (Santa) Nuova p. Roma (diesr). Maria (Santa) sopra Mihsrva v. Roma (eMsss). Marinblli Alkssio gioTaae atudioso romano, 62, 11-13; • maestro dl grammatlca, 220, 101-104 ,. Marini Gaetano • sua eomgettura inform a una edition* qnattrmetntina, XXXI, ss-ts ,; * pubbllca II prima llbro De Gestlt di Paolo II (an. 1784), XL, 30-XLI I ,; dt. «letions Paolo II, 3, 6; trra nel art dors cos am BotHsta cmbicMlario fosse Batttsia Col Isone, msnUrc ceitni i BotHsta da CasHgtiont, 16, 30. Mariotti Annuals 'erudito peruglno, XL, 31-33; XLL, Marsi (vbscovi du) v. Maccafami. Mandalari Mario * tit., XXVI, s ,. Manelli Carlo [Carolus de MancUs canonsens massilisn sis] ric., 144, 60. Manbtti Giannozzo "sua vita dl NicoIA V, VIII, 3, »7 „. Manica (la) * visltata da Gaspare Veroneae, XXXVII,21,. Mantbona Antonio « estguisce il ritratto d. cord. Fran cesco Gonsaga, 28, tf ,. Mantova congresso It! tenuto da Pio II (an. 1459), 28, »1 / *gg\ controversit tra Mantova t Venosia, 144, " VS — (ciTTADun) p. Franxoni Carlo, Geremia C. — (duca) v. Gonsaga. Maktova (ua) Cristoforo v. Geremia C. ManUTIUS r. Manasie. Majtuzio Aldo [Aid™ Manntius] *acolaro dl Gaspare Marsioua (canonici) r. Manelli C Maraitblu, casitllo d. famiglia de* Martri, 118,*/. Marso Pietro [Afarsm] "arreatato quale cosplratore contro Paolo II, 183, 24 ,. Marsupfini Carlo [Carlo d'Aresro, Carolns Arettsuu] ' ric^ XXIII,; « lodato da Gas/or, Veromeu, „-,s interpret* Glovenalc, XXXV, 4; XXXVI, 14, 37-41. Marsus v. Marts P. Martklli Fiuppo • banchierc fiorentlno a Roma, rlc, 190, 50,. MartinsLU Bonifazio da Csstna, easttltano di Saraci nrscc, 133, io,.,os. Martino Lombardo * maestro mmratore d. 206, / ,. Martino IV PAPA not provvedimentiamonariper Roma, Veroneae, XLVII, 7 ,. Maombtto II ric, 140, 4 ; assedia I'Eubea, 768, 12, 43-31 Marano, Paolo II crca il card. Delia Rovcrt arcidioxono di quetla Ci. (an. 1470), 55, oj. Marano (da) Giacomo 'famlllare dl Paolo II, 215, 13; da identificare com meuer Giacomo da (/dime t jSigg. Marasca Bartolomf.o [Marascka Bartio/omaeus] ric, 105, J; maestro di faJtuto totto Paolo II, 15, 37. Marca (dbjxa) Lacopo r. Giacomo del Piccno. Majicsllmi Giovanni enra i banc^iti carnevaltsckifo folari ojf'crti ai fof. da Paolo II, 117, jj. Marcbixo Amurba " marito dl Tolosla Uarbo clt., 216 „. Marcbllo Axoblo *priore geroaollmitano dl Venezla, 218, ill,. Marobllo Bartolomko tic., 12, 13. Marcbllo Bknxdstto f. di Bartolomeo He, 12, ,3. Marcri-lo Gabriklk "dlacepolo dl Ga*pare Veronese, XXVII, J-4,-, 12, 4; nlpote dl Paolo II, 2; ana li 93, 33 tgg. Martino V papa [Oddone CoUnna] * rlc, VII, 7 „ ; * sue giust&e deacrltte In un cod. ymU, XLIII, »-» B; provvtdimsmti per sollevare gli rbrei dalle epos* art nevalesde, 116, 34 *gg-i 'Siatone degli Uberti da Firante ssegutsc* il sue sepolcro, 191, 36 Massa (vkscovo) v. Dati L. Ma&silirn&is v. Marsiglia. Mattuo Giacomo [lacoio Matkeo] « rlc, 204, 49 „. Mattia ro d. Ungkeriariceve da Venetia IJ 000 dmcatiper la gnerra contro i Turcki, 27, 3S-43', * rieere sussidi da Paolo II contro i Turchi, 198, 13,; ric, 146, j. Matolus db Cp^su (db) ToMAfco "ric, 230, 102,. Maurus v. Mora C. Mazzoni Antonio * fr, oratore dl Sisto IV ai principe Ussun-ha*san, 190, 7 ,. Mbdici (banco d«) * 188, 44, 70, »3,; «190, J7 „. Mkdici (ob1 ) Carlo,/amtor* di Ustardo Dati, nr., 23, to-ot. [Medid-Mantecawino] INDICE ALFABETICO Mbdici Cosmo (db*) tatoriere detTor. d. can. di Rodl, 146, jj; ric, 24, s. Mbdici (o*r ) Lorenzo, a Arf scrive it card. M. Barbe, 90, 247 — (ciTTADmt) v. Borromel, Ptllidona Pn Porri St. — (arcivbscovi) v. Nardiai St. — (da) Battista « familiare dl Paolo II, 2J1, 31 ** adojttra par la fact ifItalia, 200, j,; " manda Ottooe Nlccollal ambaaclatore a Ferdinaa do di Napoli, 20L. u Mbdici (di1) Pisro U aimto a Deifabo dell* Angtdllara fro/age, 128, et-jj; /a irtanta a Path II pereke Timateo Mafiwi rilorni alia Badia di Fietole, 8, j»; " ric, 188, 11,. Mbdici (db') Pirtro Francesco *ambaacUtore a Roma, 201 ,; * dealdera tornarc a Flreaae e ne ha la 11 reiizst, 203, Mi sgg. ,. Mkdiolanbnsu v. Pelliccione F., Xardini S. Medoxk (vbscovi) v. Potato A. Mklla (db) Giovanni [feiannei de Helta, eardinalit Za morensis Hitpanus, eardinalit Sancti LanrentH tt Da masi] sua longer!tA, 41, 4j creato card, da Callisto III, 8j sua perlaia nel diritto, Sj suo aipetto de forme, 11 ; rapperti con Paolo II, S-tr. le sue voloata testamentarie sono escgulte dal card. P. Barbo, 92, la. Mkllini Giasibatti&ta [Mattnes Meltinut) centore d. Curia romana, 64, -l0; notitie eke lo riguardano, to-sy, 'familiare di Paolo II, 213. i*j 214. it,. Mrnblao di Vico v. Vie* At. Mkntadona Alsssio \_Alntis Mentaonet, dt Mentebona, da Mentebemt\ ha da Paolo II loo dncatl, 52, I; sua notitie, si-jo; elarglace elemoslne da Paolo II, 138, lfl; allfa ana notitle, s-7t. MbN.'ABONA Catsriha, v. Lai C. Mrntabona Francssco figlia di Alttrio, ric, 13S, za. Mrntabona Giovanni figlia di AUttia, ric, 138, Mentebona O MkNTebonIs (db) v. Mentobana. Me.vtAones v. Mentobana. Mskiale, castello d. Ducato spoletano e frattita da Cal listo III contra Norda, 151, a, Mbrula Giorgio patemiea col Ftlel/o tu Turd a Turcot, 27. «6-/0 ; cura I'editione dl Ptamto, 31, jg tgg. Messina "priorato dell'or. d. car. di Rodl, 186, IS. Metonknsis [Motkonentis] v. Fasolo A. Mktbnsk Giorozo *familiare dl Paolo II, 211. tt: 213, «». Mktkxsis ». G. Da Prima. Micharl v. Micktel. Micmmx. Fantino, oration* fanebre per ltd composia dal Traftsamaia, 44, t± Miotnax Giovanni {Memoes Michael, diaconut cardinalls Sonde Ludae] nipote dl Paolo II creato protono tarlo, 54, I7j notitie eke to riguardano, ja-jj; par ordine dl Paolo II va lncontro a Borao d'Eitc che al recava a Roma, 170. 11-13] modtie eke la rigour done, tt-tt. to agg. ; creato card, da Paolo II, 174. 3± • famlUare dl Paolo 11,213,21214.1»; "clt,21n„ Miouibl Lorbnzo * raarlto dl Nlooloaa Barbo dt, 216 ,. Michxbl Nicolosa v. Barbo Nicelota. Mila Loroi Giovanni [Lais Imam, eardinalit Sanctorum ^mattuor] creato card. d. sio Calliato III. 38. ii\ goveraatore • leg. di Bologna, 32, 1; si reca a Roma, 1} tl ritira a Valenaa, S; el. Paolo II, non si reca a Roma, loj tcbc. dl Ilerda, 11-13. Milaso feUcita la aanuma di Paolo II t L tuoi lag. soma onorati di om cenvilo, 2]_i ot; ric., 115, It 'edlzlool quattruceatiae, XXXIV, 4, tAr — (da) Don Donato «familiare dl Paolo IT, 213, ai — (da) Fujppo *ric, 205, ai .. — (da) Giacomo *familiare dl Paolo II, 214, i% „. — (da) Giovanni maestro di Agootino Barbo, lli^ do. Milrto, ck. d. aaa dioeeai, ric, 112. ao tgg. Millbo Costantino ric, 34, 62, MlLSTAT coov. beoedetliao, residents d. gran maestro d. nnavo or. di tan Giorgio, 165. sj. Mincio, fiamt, deviate, 144, it. Modena [MuHna] ric, 170, 1 — (vbscovi) v. Maioenci S., Sandonnim AT. Modbzia (da) Giovanni [Ukonntt de Madoetia\ ric, 134. SL. Modritssa ric, 157, «3. Moumbjlla (battaoha) vi muort Gentile delta Sata, 91, ao-so;-183, 11,. Monaldbschi CoRRAiJO DI Paolo, cede la tarre dt San Sevtro at card. P. Barbo, 93j jv. Monaldkschi della Cbrvara (vaxioua) He, 93, iS, MOMALDBSCHX DBIXA VlPKRA V. Sola (dalla). Monaldbsciu NaaoNK [Nero de Afonaldensiios] caslellane di Corekiana, 133, jt. Monruj Antonio [Antonins Manellnl], fratallo di Gio vanni, 51, zkl "gl« * indirtzzata una lettera da A. Patrbi, 1S1-I82,. Monbixi Giovanni [Tohamntt Monolint Crementtj] faml Uare dl Paolo U, 16, io; «211. X± 212, i»t 214, as notitie biagraficke, bt tgg. ; git viene dedicate it * Dt adventn Ftdtrici III, da Agotttno Patriri, 164, ti; * malato, da Ancoaa e invlato a Oslmo, 180, 14-1*,; ric, 51, i«j «181. a; 191. u .. Monelu Paolo [Pamius Mooellus Crementii} rettara net PAtenao di Padova, SJ* 6s. MoNVaAMATo (dbl) Tbodoro [TieodoTut Protoaetariut MonHs/errati, Tk. en dominie Montis/errati] creato card, da Paolo II, 55, tj sue notitie, !£, tS-t»\ 174, a. MONILLA Giovanni [lohanntt da Afemitla] abbravtatara telle Pie II, 51, Sj. Montaonola (la) net Patrimonio, ric, 131, e-j; nolMe eke la rtguardono, eA sg$. MostANO Cola "invlta Giorgio '1'rapezunzlo a scrlverc un trattato grammatlcale, XXXIII, u,; * letiere a las' diretta dal Tapetnnsio, ie-e t ,. Montavo di Paolo [Mootaona Paali da terra Catnle] rie., 135, at* Montr Akiata (monastkro di santa Maria) Pia II accorda mm annua ptmione a Leonora Leaneri, 22, it. Monts (dbl) Bartolomuo ' venditor* dl pietre prerlo se, 190,2,. Month (dbl) Leonardo [Leonardo di Monti] * mereante veoezlaao, 205, si m. Monts (dbl) Pibtro [Petrns Brintensis] ric, 92, 6s no titie eke la riguardano, n-n. Monts (di) Amdrooio da Perentino, divenla caste!lane di Arqmata, 1 13. 66. Monte San Savino [Moms Drcmt Sabtnns] (cittadini) v. GallatH D. Montbcasou [de Menteaasnlts] v. Viterbo (da) A., G., C MoNTBCAa&Dio (badia) i retta da Niccolb Sanaonnini, 134. fe. [Montecelio-Nicold V] ; ; 248 INDICE ALFABETICO Montrcelio v. MoticelU. Montrccccoli, pievairia rice 64, J/. MontrRrltro (da) Frdrrico duca di Vrbino intervien* alia epoditione contra gli Angmitlara, L25., rt tgg. ; it mo httervento non e ricordaio dot Camrati m) da Gay ipare da Vtrona, 125. //; eer Guerriero da Gnhbio gti altribuisce it merito deWacaaisto di Giove, montre ritnlta eke Giove Jn aequiUate e coniegnato at pp. Paolo II dagli Amtrim, 130, et-bti " b. dl Molinella, 183, 7J,-, rlc, I67t " 199. ifj 200, io* 202, Mj 224, 5, Montsfiasconk * ric, 218. tl Montelsons nel ducato dl Spoleto, ri h costruita una rocca da Paolo II, 135, 4_j notttio, 135, 4e-zj. Montaromano [JkfoniromanuJ) * tonota d. Patrlmonlo rlc, 196. 1 .. Montsrosou, casttllo d. dioeesi di S'epi venJuto da Paolo II (an. 1464), 35, sb. Monticrxu (oggi Monteeolio), casttllo d. Cb. devaitato digit Ortint, 168. 17. cj. 131. go_ tgg. Montisiana ' tenuta nel Patriroonio, rlc., 196. i .. Moroni Battista [ BapUsta Rtatinnt| da Run * ricere la notina d. raortc di Gaspare Veronese., XXXI, 13 U„; acrittore apostolico, 61, LL Mono Cristoforo [Mourns Ciristopkorus] doge di Vene ila, gli aono da Paolo II dati danarl per pagarc gti Unghcrl, 6, 33; Paolo II gli da 50000 ducati d'oro per guerra cootro 1 Turcbi, 112, 1-a, se-ja. Mokosini Domkmico [Maurocenm* Domimiens] * uno d. Dlcci, propone la oonaegna di Poroponlo da parte dl Veneala a Paolo II, 185, u„. MoRoaon Pibtro orator* venetofor to Imitative) d. face iT Italia at tempo di Paolo II, 158, o± Mozzi (dk) Giacomo [lacobns do Maris\ mereante fioren Napou (rbono) * vialtato da Gaspare Veronese, XXVII, U-H. 21 ,; descrltto da Gaspare Veronese, XXVIII, 1=11 , ? rapforU ettiii eon Paolo IInel/467, 52i *» *gg- \ vi e iraprigionato G. Picciuini, 12_L ?il ^ dimora I'caule Luca Toaolo, 156, ipj • 182, «3j 184j 21 ,. — (da) CARLO oocentere di *ginttitia , a Roma, 104. tSt± — (rr) r. Aragemeu — (vrscovi) o. Cara/a O. Narco (vaixr di) [Valleuarcao) ri pone gli accampa mentl Vlaneslo Albergati, 152. 11 ; notizir, ji-jt, NaRDINI FRAJJCKiCo i nominate CMttode d. Mole Adrian*, 51, so. Naruini GlOVANNA madre di Stcjmno card., ric, 51, aL Nardini Pirtro ric, 144, j*. Naruini Strtamo (cardutalb) [Sntpkann* forolivimni rpiscoput medioiantmtit] re/ereadario di Paolo II, 13. 15-19; ric, 5_lj ISJ di ini ti tern* McoA V in com trovertie gtnriJicie, 51, is egg. ; op'ci ettenuti lotto Callitte III e Pio II, »z-je; enoi rapporti con Pao lo II, si tgg.; compie Upalanmo 0% Goverao Vecchio, eoi fonda II colleglo per student! poverl, 5«j so mlnato commiaaarlo per la causa di Antonio da Tocco, 107, a i mandate leg. in Francia, 144, 23 2*: * to. parte d. commissions nominate da Paolo II per la rlforma dell'or. L car. di Rodi, 185, Sn „ "temigliare di Paolo II, 214, • rlc, 192, s„ Naruo Simoonb * ric, 204. li NaRNI (CtTTADCtl) v. Sroli A, Poteri .Ynccu — (da) Ludovico ric, 22, 7^. de Ritic — (da) Alrssajumio "tamiliare dl Paolo II, 213, as; 214, U r Navarra * i'rlorato d. Car. di Rodi, 186, fetsa timo, 146, mj. Muratoju Antonio Lcdovioo " sua ediaione d. Vita dl Paolo II d. Canenii, XVII, * iu edixione d. Vita di Sitto IV d. Ptattma, XX, 09-30 , 1 * non ha nptUia d. prlmo llbro d. De Geatta Pauli II, XL, 2D,', *non sapplamo di qual cod. d. Do Ge tii ai ila servito U Muratori, XLII, as: XLIU, I», 3 « ediaione d. Vita dl Paolo 1 1 d. Caneoai, XLV, 1-4 . j * prefaaione d. Muratori al De Geatla Nurous v. Mapoti. NrapoUtanus (Bnaoopus) p. Cara/a O. Nroro (drl) Alto ctera thancketti carnovolescMpopelari UtUniU da Paolo II, 117, j*. Nkoro Giovanni */amUtare di Paolo II, 2\\, *o„. Nrgropomtr v. Rubra. Nrpi c, rlc., 119» ij '194, dl Gaspare Veronese, XLVII da vaJora minor* alia tiara apostolica etrgvita per Paolo II da Paolo Gior dano, 108, *s tgg. Nacci Axkssandro [ifAmelia, Amerimu] " canceUiere dl Aquapendentc, 218, u-ts ,. Naoci Antonio di Putam.) « commisaarlo papaie a Ci vitavecchia, 205, ai Nacci Arcangslo * ric, 218, 13 ». Nacci Francesco 8 ric., 218, ti-tj .. Naoci Ippouto 'famlllare e farorito di Paolo II, 1L 22 »gg..: "212, Ui 213, J*i 214^ u. m; «car. Gero sollmitano e prccettorla da lul tenuta, 218^ SJ-7» Nacci PIramo committoriofapait all* Attmmier* di Tot/a, eattttlano di Ceprano, jj-jqx "ricarlo dl Clrl tarecchlii, 218, »1-12 „ Nacci Tito di Piraito * cancelllcre d. com. di Orrleto, 218, ss-8* Naloi Naldo indirina attune elegit a Nicole Scaromfe, 25, 9. — (cittadini di) v. RroU. Nrroni • eettiati jSereulini, 20^ j_ „. Nbroni Giovanni * orciv. di Firenso, protetto da Pao lo II, 20^ a». Nrttuno (citta) rlc, 15u, l Nicouni Ottonr " oratore fiorentlno pr. Paolo II e sua letters ai Dleci dl Bulla ri^uardanta La pace d'Ita lia, 196, 20 , ; « lettere a lul indlrizzate dalla SlgttorU dl Flrense, 198-200,; • rlceve latruzioni, 20L, 10. " gti tnccedone come amtatciotori foeepo Gutcdardtni e Pier Prancetee Medici, 201, jj-*i B ; « ric, 197, U Nigra (cardistalr at) s. Bttearione, Nicolrtti Paolo [Paolo Venoto, Panlnt Vemettu] pro fessore alio studio bolognese gludicato da Gaspare Veronese, XXII, lfr-13, to-rr Nicouno trwtonioo * tamiliare di Paolo II, 212, li r Nicol6 Grrmano ogre a Paolo II mm inn Tolomeo, 18, 1^ NiouLo Prrtr * familiar* di Paolo II, 213, «„. Nicolo (bam) " canal in stso onore compost! daJ Ca nensl, XIX, 13-14 „. Nicqlo V papa [XlchoJotu {uWu, TkomoM Sarotanentis, Tommote Parentncoiif] * fa rettemraro una capptlla d, batiiion Parte—, IX, tj-ob ,; « sue gluatiale ; 249 ICE ALFABETJCO deacritte In on cod. vatlcaao, XVIU, »-»,; ' ora aione • lul dedicate dai Canenai, XIX, 10-11, it~*b «iodl di Nicolo V in detta orazlone, 12-13, 1*-»,; " 11 Canenst implore il suo aluto e gU oftre alcuni " U Canenai acrivo la sua biografia, carml, iO-34 33; XX, 11--// * »u» f«na a Bologna prima d. pontificate, 14*15,; * passa d* Bologna a Ronia (an. 1436), XX111, 5-* t; " beaelattore dl Stetano Por cari, XXIV, 17-U, ; " accoglie neUa aua corta e in nalaa U Tortelll, XXVI, 30-37 * lodato da Uaapare Veronese, XXVII, »-10, jc-j-,; "fugge la pcate (an. 1*49). *M» »5 "-»™ri concesal a Gaapare Vero 111,3; XXXIII, 13,; 84, 1»; 94,21; 18, a/; 21, 175, I. Nicolo da Rjmi.ni v. RimM. Nicolo di AioonIo \NUolaat Antatdi de Rtcca de Corn* dt Aaailm] terivt un cad. dt (iiownale, XXXVI, n-rj. NlGKK Pons v. Enbca. Nocaxo (oa) Airrotiio tttoritrt fa/ait a VUtrbo, 165, oj;-famliiare di Paolo II, 211, 33«. NuCbTO (da) 1'istko, sua caio im Roma, 51, se. Noma hi Dalsiazja (vkscovi) v. Bragadia G. Norcla [Nnrtta] rapporti con Paolo li, 59, agg.; dl nese, XXV111, n-13- rafireddamento vera© Gaspare Veronese, r-13, o-it " promoter* degll etudl gio renaleachi dl Gaspare Veronese, XXXV, «-33 ,; * tea maJftrma taint*, S'"i *' occepa d, Canomici latera menti, 8, 14 tgg.\ gU e uedlcaio un dialog© da Ti moteo Meflel, 9, 3 agg., n. m; toglle 11 canonicato a GaUl Romano, 10, 2*; d serve di Lorenzo Rove rella com* di medico cmbienlario, 15, 6; cacda in edglio il Percolli*, 18, 71; ha Vianedo Albtrgati come fro tonotario e suiUacono aposlolico, 21, atj ojfre a Uanoro Leonori di tradarre (a Guerra Gotlca di Procopio, 21, je;-V. Tancreduu mefade tiJavert, 22, o; crea Barto tomeo Roveretta ardv. di Ravenna, 35, 1 \Jrat*llo ntc rino di Calandrim Rilippo, 39, 7»; crea 11 Iratellastro Teac. e card-, 40, »; fe rialtato In Roma dalla madre Andrcola, 7 ", orrort d. Hforta mti megart tola vtdta, t*-§9\ crea card. I'Alain, 41, j; git cad* in disgratia U. Tredtomda, 43, jo jji il Trebitouda gU traduce i Hbri d. Preparaalone evangellca di EnteHo, 44, t4 ; ti serve d. Nardini in tontrorstrde gimrtdicht, 51, if, crta Lorenxo Zone orciv. di Spalaiio, 52, jj; b rj cordate dal Canensi 1' oral10 dedicatagu, 09, 15; reinirgta i Coloana mtlla eomtoa di Albs, 74, fj; aua predUealone per il Barbo, 81, 1-4; bemevolenxa par Eugene* IV t 1 «»« far—a, 9-*»', InlmicUia di Ererao d'AngidiUra, 84, 30 agg.; ssm bollapcr It lotte dviii di Norda, 85, 14; da pfova di benevolensa a Benedetto da' Riguardati, tax vengqno a lui nun dati orator! daiNorcinl per cluederealuto, 86, 3 agg. prometie aluto ai Norcint, »-13; inrita Ererao dei 1'Angulllara a deporre Je arml, 14-1? ; wanda Gior gio de' Ceaarlnl a comporre le dlacordle di Norcla, ia-23-, SicolA V Informato dal Ceaarlnl d. cose di Norcla manda miiizie per aottomettere Everso, 87, 21 sgg.; Paolo H accorda protezlone ai fratello suo Fliippo Calandrlat, 90, »-14, ja-jt; fttvvtdimtmtif*r Torre Smm Sevara, 93, «1 Agg. j preode Luca Amedal ad ammlnistrare le sue cow private, 101, 1 ; inlmi eimle con gU Anguillara, 123, 7 ; /rtadcfr9Wtdtm4nti far I'er. d, cav. di Radi, 146, ifS7\ apda a Fran cttce dal Borgo la cura iU amove costruzion papnii a Roma, 148, a; ti adafara a **dar* it diicardtt d. Ntrcini, 151, r, lncomincla la tribune dl Saa Pietro In VaOeano, 152, 2; affida miaaioni politichc c governl dl prorlncle a Bartolomeo RoTatella, 161, 13-IS; U Canenal acrire un libro che dedica a Nicold V, 163, S3-34; accorda alia compagnla d. iialvatore di alic acordle civill, 84, 2} agg. ; 1 popoli conflnantl con giurano contro essa, »-12 ; 1 ribelil prendono a cap. Ererao degii Anguillara, 13 agg.; Uroore degll abi tanti, 86, 1 agg.; mandano orator! a Nicold V a chiedere aiuto, s agg.; Nicold V promette aluto, »-13; reaiate a Everso, 34 agg. ; e astaitata da Ererao, 87, 2 sgf.; Paolo II ricoatruiace ia 135, 3; MA. tit c*x riguardano la rocca, f*9\ Paolo II riduoe Norcla ait'obbedkensa, 150, u ; tma tmeartipma contro Ctrrtte, 6s; ai adopra Nicolo V per aedare le dlacor dle Interne, 151, 4; eanviatt Giorgio Cetarimiperch* aa risfettafa la trtgma di an anno con Catcia, n; gU abltantk atablllscouo di ubbidire ai rolerl di Paolo 11 e domandono pace a Vianesio Albergatl, s agg.; per conaiglio dell'Aibergati un'ambaaclata dl Norcinl al reca a Roma per ottenere U perdono d. pp., 152, j-»; aono 1 Norcinl multati dl 5000 du cati, f; Noreia ton rinuncta all* tma atpirasioni di liberta, jo; ti ailea nal col Re di NapoU, aa; gii abuanti di Arqnata ti lagnone, mandando amha tcialori a Histo IV, d.Jertijicationi cottrmile dai Nor dai ad Avendita, tfjo; ric, 131, 1. — (ciTTAlUMl) v. B. de' BardelU, Baomtonii B* Tc baldetckt R. Novaaa (cittaddti) v. Alberto tarto, de MagUtrii A. Novbllo OA Rocca oi Paj-a, rtUOTo di Santo Stefemo deUm Rtgmo in Roma, ric, 138, j N04UMB1IROA (CXTTADIM1) V. Rant G. Nu«ci AUttbo da Famo lAiqtheut Natiut de l'ano\ ccm /** for incarico di Raoto II la rocca di Cttona, 132, «t ric?neiftme*to di creattoper lui dalla Camera afo ttoltca, 132, sj. Nuba1 a v. Sorda. Nutius Matubus v. Jfued M. OaoaLAjryi Lucrksla m. di Pino prtvata d. Sigmoria di ForCt ha U cattalio di (Sieve, J3U, 7ftt. OaoitLAyw Puio marito di Lncreda, 130, 7* Oddi Oddo govtrmeUore d. patrimonto dt Viftrbo, 162, tfit. Ouamo da VaaoWA medico, rieu 16, jj. Ouva Axi-^A.-DRo card, ric, 132, ««. Ouva ToauaASO gii i ofdata da Paolo II la rocca di Rignano llaminia, 132, ij. ORAUO {H»ratitu\ »l',piMtolae d. cod. Catawattnsc MS*7, XXXVI, JO-tu nare II materiale in rorlaa del Coioaaeo, 173, 17-30; per lul etwgulsce lavorl 1'oraio Simone degll Uberti, 191, 3»,; 'Nicolo V e 1 Borgia, 220, U-34,; ric, •XXH, 13, XXIV, »; XXIX, J «J XXXII, U, If; Oaaura (fauiolia) Paolo II dlrime le dlacordie tra Or alni e P. Lulgi Borgia, 90, 14-U ; ai oppgne al patro cinlo dl Paolo II ta farore d. Borgia, 91, 7-«; Paolo II ai adopra per pacificarli alia morte dl Ererao con i oontl deU'AnguUlara, 117, II; fxegua cot Coipnna e con gll AnguilUra, 117-118» iint^ttU4a Sitto IV I [Orsini-PaJeologo] 250 INDICE ALFABETICO d. terre di AMamo, 131. ti-tb; da Giovanni XXIf ka il feude di Cerckiano e Gallue, 132. go-as\ **t~ porti can Paolo II, 167. ?o-168. ft*. Orssimi Antonio ric. trtgna Colonna-(Orsini-Anguillara, 118, a. OasiNl Battibta [Baptista frier Ordim* sancti Mam nil] create gran macitro deli'or. d. car. dl Rodl, 44. I*, 41-75, 146. 70\ trend* fori* ai preparativi d. Crociata di Pie II, 45, *j difende la criatlanlti, I, to-to ; partecipa alia trtgna Colonna-Ortini-Anguil lara, 117. n. m, passim ; ric, 36, jsi Orsini Carlo cont* di Tagliacotto p. d. earJ. latino, 36. j. Orsini Diamhra Lorento dell'Anguillara, 139, 7/-*o. Orsini Francrsco rj'c, 133. Orsini GiaN Antonio [princept Tarentinns] fa face eel r* Ferdinando, 3JL wo: T nniea tuaJiglia tposa Dei fobo dtll* Anguillara, 88, it ; alia sua morte Ever** dttfAnguillara pretend* alia tnccettiom, to; a lui si rivolg* Cattieto III per cemporre il dittidte tra Na foleont Orsini rd Everto, u sgg. ; h inrlato Barto nella tregua con gO Anguillara valuta da Paolo II, 117. §2 passim. Orsini Orso comnnda I'eaerclto dl Re Ferdinando in aiuto d. Signori di Tolfa contro Paolo II, 160. & sgg.» sua spediiione contro Sora, 21 agg. Orhi.ni Paolo toudotttero aistrvigid.pp. GiovanniXXIII, 132, as. Orsini Paolo figlio di Nicolb, perde ilfendo di Gallele * Corceia/4o, 133, it'. 139. *6-eS: ha da Paolo II un umlle aaaegno ntenaile, 5, eo-S7\ gU vongono rtsti tuiti da Sisto IV gli anticki domini, 139. tSu: para la dots a Diambra, m-Jo; gli tono ritolti i heni, to tgg.; erra il Litta ricordaadolo com* fg-Ho di Francesco, 140, 0-171 ric, * 215. 13 36, j/; 93j. 2«: Orslvi Pikrmattto [Permathoms do Orsim's] * p. di Mi llano, ric, 192, i ,. Orsini Pibtro Anoblo ric trtgna Anguillara-Colon Ortini, 1 17, n. Orsini Robrrto ric trtgna Am^uiltara Coloana-Orsini, 117. n.t. lomeo Rorerella come medJatore dl pace nella iua inimlclsia con Ferdinando dl Napoll, 162. m s^g-, a. si ai aottomette • Ferdinando dl Napoll, 163. 1-3; ric, 129, It. Orsini Giordano card, acquiita il cod. centtntnt* dodici nuove cemmedi* di Plant* trovate da Nicolh Casano, 31, il; promoter* degU ttudi, 36, o-/j: possiede il Undo di Formelle, 160. *-U Orsini Giovanni trtgna tra Ang-Hillara-Celouma-Orsim, 118. passim. Orsini GiovannifigliodiPaoloottionoda GiovanniXXIII (an. t+to), il ftndo di Gall*** e Corckiano, 132. a*. Orsini Latino [cardinal* d*i Samti Giovanni * Paolo] nomlna Martlno Filettco lettore Delia Saplcnza di Roma, XXXI, t-s leg., 30, i^i corona a nome di Plo II Ferdinando di Napoll, 2; e arrerao al Bor glR. ii "'"Oi * avverso a Paolo II, *SA abbandona Roma lomendo rappretaglie da Callitto IIIper il dit oidio tra Napoleon* Ortini ed Rvtrso dtif Angniltara, 8'), rj\ i pr*t*nt* alia stipulation* d. trtgna eon gli Angniliara o i Colonna, 118. //; rettitm'sce alPospe daU di Santo Spirito in Satda ii potttste di Giovo, 130, *gg*\ rlene In aiuto dl Paolo LI in grave cure perche 1'eaercito napolctano sta jopra Roma, KA). u-m ric, 150, m " ISO, Ma, Orvikto [ Urbt vetnt] no i fovernatore Valerie Colderiai, 1?, m lotte drill, 90-91 abbazia d. Santl Severo e Martirlo abltata dui card. Pletro Barbo, 93, Z sgg. »0titie c»e cometmen* ditto abbamia, jo-tt: la c. e rl aitata da Federlco HI, 166. 5j 'net cancelllere Tito Naoci, 218, u ^ — (comUNa) r. Canal*. — (castrllani) v. Valiartss* G. — (CITTADINI) v. G. delta Sola. Osimo *rl e mandate Giorannl Monelli, 180^ Udar — (vascovi) v. Zaccki G. Ostia I Nestia] ric, 30, i. Ostirnsb [llotttensi*] v, Estenteville (cardinal*). Ovikdo (vrscovi) v. Same*** It. PacI Stlvbrtro v. DalPAamUa S. Paoova; ri si rlfugia per la pestc che lnfieriace a Ve nezla (an. 1416) Guarino Veronese, 6, Si viimegnu Lorenao Roverelta, 14, i ttoi canemd Lateranen-t soma aiutati da Paolo II, 8, jt-jq. — (CANONIC!) v. Barbo G., Cendulmer G. — (CITTADINI) V. Bongiovanni, Bustacarini, l.egnamr (ilel) .Siaramfo, Zaecaria. — (vrsoovi) 0. Barosst P. PagiOXO BaRTOLOMito magnifica Paolo II eon un earme, Orsini Marino areiv. di Toronto partedpa alia trtgna con gli Angniltara * Colonna, 118. is. passim. Orsini Mattro rlcordata la redova, 129, .ml Orsini Miliano * da Foligno, Zecchiere d. c. dl Roma, m, 9». Orsini Nafolbonb sue inlmiclsle con Everio dell'An guillara, 88, U, n. m; aderisct alia trtgna indetta da Paolo II tra Anguillara-Colonna-Ortini, 117. n. i* passim; acquista Mecca Gngliolma alia CM., 121. if. b inrUto da Paolo II Roberto da Napoll ed e create gen. d. guerra contro Rimini, 167. S-ra segg.; rap* perti col pontefice, 167, 70-77\ h graremente ferito nella b. dl Burgazsano, 168f 3j h esortato ed ani mato da Paolo II, ha rinforzl e vince a Rimini, AOO * inimicisle con Ererao dell'Anguillara, u-n ,; ric, 125, U± Orsini Nicolo inimlclsle con Ererao dell'AngulUara per la contea dl TagiUcoxao, SSj »-U. i*-*b\ si udopra Paokllo Gdgublmo giurtcontnlto present* a Paolo II il cam** di Bartelemee, 4, ssrn ; njfici oti**mti da Paolo II, s'\ * 1"via/o a ricrvtr* * ad onorare Fe dtrico III, 164, t* tgg. Palombara, carttil* d, C*. devastate dagU Ortini, 168. it. Palsntino Alfonso; gli e dirttta mow lettera da Gior gio Trebitomda contro il Gasa * PArgiropulo, 43, a* Palkolooo Andrea figlio dl Tommaso, ottieae un asse gno mentlle dl 300 dncati da Paolo II che to fa lstruirc n«Uc letters latine, 139, 1^ notisie ck* la riguardano, ie-e_. Palrologo Manoblr figlio dl Tommaso, ottieae un aascgno menaile dl 300 dncati da Paolo II che lo fa anche latrulre nelk lettcrc latino, 139. 1-4; noti sie to riguardano, m-ts. Palkolooo Sofia v. Zoe. Palkolooo Tommaso [Ihspoia] ti capoto d. Mores, rl ; ; ; [Paleologo-Paolo II] INDICK ALFABETICO cere la dono per 1 suol figil da Paolo II 300 ducatl al raese, 59, 21| trasporta In Roma la testa dl An* drea apoatolo, 139, 2; netuit ckt lo rignardano, 10-43. Palkoloco Zob (o Sofia) trattative di Paolo II perche 11 re dl Cipro la ipoii, 59, 30-31, »1-3$ ; tfosa Ivan III di ttmtna, 03; notitie rignardanti, 139, 10-43. PaIAAVICXno AtassANDRo; gH i concetto da Paolo II Porekiprtsinterate di tanta Maria di liobiano, 5, 30-36. Pallavicixo Battmta [opitcopm* regions] suo amore per 1'astrologla, 5, 16 sgg., n.3; pronoatica a se il pp., is; e creato da Emgeuio IV veoe. di Reggie, to; rapporti con Paolo II, ls-30, jo-jj; auol scrtttl, 21 tgg., n. 4; carme in ltd* d.JUo a Lodevico Carton*, 40-40', inte nse* vtri im am cel. di Isidore di Siviglia, 40-30 ', git soma Jeru indtrittati otto dislia dot Porcoilio, so-st; aspettando di dlvenire pp. prepara a chl do vrl larglre cariche, 23 sgg. PaI-MIERI MATTSO ambcuciator* jiotentino per la fact eItalia, 158, 67-03; " iettera a ltd Indirtxzata dalia 251 commtnda di San Crisogcme di Zara, to', ettitnt la commenda di Sania Maria di Folli-a, 81, 14-03; dla sldl con Pio II, n. 7; ka da Pio II il vocovado di Padova, 33; card, diacono dl Santa Maria Nuova, card, prete dl San Marco, 10; sue beneoterense per San Marco, II sgg., *. Si I* costrulre II palazso dl san Marco, 82, 10 sgg.; forae fa coniare medaglle da porre nelle fondamenta, 13, «#-«3; spese di co atrudone, 6, 30; procura Indulgease per San Marco, spende rllerantl somme nel palazso dl san Marco, 4, 20-33; 6, s, 13; 48, I; pone a capo d. costrualone d. palazio di san Marco Francesco dal Borgo, S; ajfida la Utrt-ztonc drgii apfartamenti ill San Alari o a Doimo da Vatvaiont, 15, fJ; antminittra la diocoti di Corviaf st; creato resc. dl Vicensa, 14 ; i,*s-JSi *mo ingrttto « loggiorno mtUa dioctti di Viconta, 37 tgg.; 82, *6 sgg. rest, dona sacrl paramenti a Vicenxa, 4, Signorla dl Flreuxe, 197 ,; *rlc, 222, 10» „ Paluue (db) NicoiA orator* di AUuandro S/orta, ric^ 137, 43 Pandouuxi Pikr Fiurro "too commento a Giovtnale, XXXVI, 40-SOw Pakboni G. A. v. Poretttio. PaNFIU AmtoMIO DA Goubjo \Antonius Euguimns) e mandato da Paolo II a Ftrenxe per la questione d. credit* d. Scarampo, 25, 4, notiti* tit I* ri gmardamo, tj-to. Panmonks v. UngirrtH. Paolo II papa (Piutro IIarho) * suol rapporti con la •clcrtxa e con Parte, predllexlone per la Ietteratura storica, IX, 4-27 ,\ "fa copiare le atorie di Dionigl d'Alicarnasso, 30-21, !/•/#,; "rlmuuera 11 Filelfo per la traduaione d. Ciropcdia, 23-34 „; * codlcl d. cron. dl Damaso da lul poascduti, 33, it-tj ,i " *ua pas sione per le raccolte d'antichita, 2*-3o a: " auo go rcrno d. Ch., X, 3-s „; * prorauove blograne di se medealmo, *-n»; "lodato da Gaspare Veronese, 19 31,; *s«h; cublcnlari, 26-Jr,; 'sua figure morale neila blograna d. Flatlna, XVI, 3-31 , ; * sua figure morale In quella d. Caneosi, 33-3» ,; " blografia di lai, dl autore anonimo, neila blbliotcca Vatlcana, XVLU, 6-30, i'is »; protegge il Canenal, XX, 1-3,; * rapporti con Gaspare Veronese, XXX, 7-JS , 1 " In Istrulre a sue cure glovani romani, XXXI, 1-3,; «11 De Gcstls Paull II rlc, XXXVII, 14; XXXVIII, i; XXXIX, IMS.; " suol nlpotl ric, 107, 17-20; font eBvonta vote- di Vienna striata d, merit d. VOtC. Malipitre, 4, 30-41; Vivo loalano dalCepitcopato, la ma aumatieme al //. i fttteggiata a Victna, 82, 44-43; commundatarie d. abtania di Carrara, 47; h accoito onorevolmente a Veneaia, 83, I sgg.; rende ETorao deU'Anguillara deroto a Nlcol6 V, 84, 33; preroga di an ttmtttrt la trtgma tra Mverso Jtglt Anguillara o XapeJtemt Omni, 88, 34; e seelto da Callisto HI e Pio II a prolungare la tregua tra Everso e gll OrslnJ, 89, 4-13, n. o; impresa contro I figli d. conte Krerso dell'Anguillara, 41, IS-21, «. 4; sua opera pacincatrice tra 1 contl deli'Anguillara c gU Oralnl alia morte dl Everso, 117. 11; Paolo II asstgma ««' annua ptnsione a Secmramsa di Vico s/o gliato di Caprare/a dagli Anguillara, 119, 30 sgg. frtndt lotto il dominie dirttto d. C4, Caprarola, 43 pastata Caprarola agll Anguillara, e rlchieato dl aluto dai De Vico, 120, 1 sgg.; si lamenU per Iet tera con gli Anguillara, 3; ricere splegaslonl dagli Anguillara, 7; persJstendo gll Anguillara nel roler conservare Caprarola Paolo II pensa dl punlrll, it; col preteato di muorere contro Ferdlnando prepara un eaercito; manda ralllsie a Poatecorro e Rocca Gngllelmina, 121, 3; dichlara gaerra agll Anguil Lara, 122, 2-»; trova moit, romani awerti al too di sc XXXVII, 3-4»; sua patrla e famiglla, 3, 2-3; 09, 1; igg. ; rapporti con la toretla Ulisaietta, 72, n. 4; suol genitori e sua naacita, 76, i sgg. ; sua iniauzla, j sin da fanciullo frequenta le ciileae, 77, 1) e chiesto a Ferrara dallo slo Eugealo IV, 78, I; il Cammsi cem/eude Ftrrara con Pirento, sr*s\ suol maestri, 3 sgg., jt sgg.; laseia gll aflari ecclesiastic!, «6 sgg. ; e nomlnato protonotario e urcld:acono di Bologna, 79, S-ll; 11 colleglo d. Cardinall chiede a Eugenlo IV che Pletro Barbo sia creato card., 80, 2 sgg. ; ia sua nomlna a card, h aalutata con gioia da Flrense, » sgg. ; gode gll stessi ufficl sotto 1 sue cewort dl Eugenlo IV, 27; e prediletto da Nkold V, Callisto HI, Pio II, 81 1 sgg.; ka da AWJ V I* gno gutrrette, 7, 13, 49 tgg.; fori* qnctio malcon tents i una d. canto d, prtsmnla conginra d, 146S contro Paolo II, 123, 04-035 oraaionc tennta da Pao lo II per gluatificare la guerra, 122, 14-124, it; manda leg. d. spedixione contro gll Anguillara Nlccolo Fortcguerrl, 24 ; comanda a Lorenao Zane dl a»se diare le forteue degll Anguillara, 126, 31 ; U doml alo degll Anguillara passa sotto la sua dlxlone, 128, i sgg. ; tlene prlglonlero neila Mole Adriana Fran cesco dell'Anguillara, 129, 1-4 ; trattamento d. doane degll Anguillara, 2, ij, 40; conpitca Gievt o altri ca itelU agli Anguillara, 130, 43; i mandate dai collegie d. CardinaU a Latino Onini per cemdltarle col pp. (an. 74J7), 89, se; plega Gentile deila Salaal voleri dl Pio II, 90, 1-7; dirime le InlmkUie tra P. Lulgi Borgia e gll Oralnl, 14-11; conduce in salvo P. L. Borgia a Civitavecchia, tlsgg.; non tralasda U pa troclnio d. Borgia non ostaate 1'opposUlone degll Oralnl, 91, 7-*; tiene come auo famlliare 11 prafago Gentile della Sala, 10-13, 49.33; «*. di Sam Severe pr. Orvieto, divitnt amice di GtmtiU delta Sola, it-eo; V 252 INDICE ALFABETICO prointrde a conservare la face m Orvitte, jJ-jg; ne Heme lentano Gentile delta Sale, isl alj commenda tarlo dl San Serero pr. OTTleto, 93, 7, ifso: ottime da Wiceib V (win'«w dalle tout per L celeui di Torr* San Severe, ji-Oj; da 11 benencio di Santa [Paolo II] d. suo pontificato, 50-52x ha per aegretario Goro IvOli, 50, 7_j crca card. Marco Barbo, 10^ rapportl con Steiano Nardlni, 51, 3i_j erea Francesco Nardlni cu^tode d. Mole Adrians, 3*; da aiutl finanziari al Vencsiani contro 1 Turchi, 112, Muttlola a E. S. Plccolomlnt, 94, 3£ godo d. com menda di Sant'Agata de* Goti, J4± segue ad Ancona Plo II per la croclata contro i Turckl e vi si ani mala, 95. 7-io, 6j-7«: tc^ue 11 cadarere dl Pio II, la; arciprete di San Pletro in Vaticano, 4, Hi profesia dl Eugenlo IV che Pletro sarebbe divenuto pp., i$-j4; creato pp., 3. l-l; %. I-U: assume U nome dl Pao lo II, 12 ; it «»«•' di Paolo II iprete/trie m emaggio alia mtmoria d./ratello, 9J, ii-to: escJmde altri wW, n-jd la sua aksione e annunciata da Gugllcimo del Friuli a' tuol famkgilarl rimastl nel palasso di san Marco, 7, 9-12; acccglicnta d. /of. romono, 9, *-/o; la sua elestene t da tuttl testeggiata, 07, 1-19; al prlnciplo d. suo pontificate non pud esaere spJrndldo come vorrebbe, 6, 24j quando il bUanclo la permette h generoso, jftj eJemoslna al porerl dl San Marco, mt; ambaaciatorl fellcltano la sua ele zkone, 9J, 10 sgg.; regaJa gll ainbasclatori, lisgg-i sua fattosa interenasion* in Sam Giovanni, U M ¥£• premia la scoperta ileU'ailume dl Giovanni da Ca stro, 14-33: Paolo II e I Canonici lateraaeual, 8. 3, i *SE- * non a. j_i avrebbt abeiito i Canemsci tccotart lattranenti steondo Bgidie da. VitorOO, a. L; ripens i/ratkelti in Sam Giovanni, *j sgg.} prende proTvcdimenti per dirimere le mlnaccie Interne d. Romanl, -»0; 10-. P'S70 ne' primi meal d. pontificate, ] ] t it- divenuto pontefice non riceve donI, 12, m. / 94, u-i»t abrogate il testamento d. card. Ludovico Scnrampo ne reatituisce alia Cn. e distribulsce con giuatUia le lmmeuae rjccftesse, 24, 33-25, t-»; pu niace i violator! d. scpokro d. Scarampo, Ubia; avoca i btni mobili d. card. Scarampo alia Camera apotlu Uca, 106. or; ambasclerle di obbedienza a Paolo 11, 27. a, /; cardinal! creati nel primi meal d. pontificato dl Paolo II, 27, 7-42; richiama 11 Car TBgial, 71. S: rapport! col card. GcMuaga, 2S, 33-», a, SS rafforii cot Bologmesi, 29, te-je \ uss U card. Tcbaldl, 31, *J Paolo 11 c clamcntc verso Giacomo Tolomei, 26, sj Paolo II e Niccolo Fortcguerri, 31. sssegna per questa Impresa maooo ducati d'oroaulle rendlte L miniera dl Toifa, 5-s; crea una commissions dl tre cardinal! per la miniera di Toils, i sgg.; acco glle con onore Federlco d'Azagona che si recara a Mllano a ricerere Ippolita Sforsa daatlnata sposa al fratello Alfonso c lo Inslgniacc d. roaa d'oro, 115, 1-4; il Piatima accusa Paolo // di estere state com plice d, soppretsieme di Giacomo Piccimne, 122, n-o»\ lofierlsce contro L slgnori d'AJrlauo, 129. 5 • ia re stltulre agli abitanti di Giove cii che loro arerano tolto i slgnori d'AJviano, 130, 3-3; ma*d* mm com mitsario pomijicio a Giovt, AJviamO, Guardea, Atti gliano, 04-17 ; toglle agli Alrlano 1 loro castoiit non rolendo esal a pagara 1 danari trattl dal bottluo dt guerra, i; Incsrccra Francesco d'Alrlano, t; ia come ttipamdiato nel too eterdto Corradino d'Alviamo, 131, io-is; git Aiviano cadomo im diogratia fr. Paolo 11 volendo rientrart netpaitttet deglt Ang-nitiara, t_i *gg' i amplla i domlai d. Ch^ 131-134; fa comfierc la rocca di Cetema, 132. /0; istitniice urnpallia da cor rert Ogmi anno a Bertimoro, it *gg.; Ja demolire la rocca dl Carcari, K"3, j;-, coatrulsce a sue apcae parecchle rocche nel domini d. Ch., 134. t-7; coatrul sce la rocca dl Todi, Hj prepone ttuotestvamtrnte al govermo di Todi L vescovt Giacomo Poo, Amgtlo Mac cmfami, Fortunate Pollicani, 135, js-37'- ri/orma gB statuH d. com, di Todi, oo-ee: costrulace la rocca dl Norcia, 1; costruiace la rocca di Monte Leone, 1=2; curs di conserrare la pace in Italia alia morte di Francesco Stents, 14J, tnanda ambascerie e let ter* per cornerraro la pace, 12 sgg.; rapportl con Francesco Storxa, 143, ,J-*i il Ttamchedimi scrive a Praneetco SJorta eke i Fioremtimi erauo mtatcomtauti d. nomina di Paolo II, 142. til 1 prindpl rlspondono a Paolo U che resteranno in pace, 11; Javarttee la tucceteiome do Galeasso Maria mat dmcato di Milamo, eStgg.; sna compltcttu nolle persecmsiomi dl Galaasto Maria contro it card. Atamanmnii, &tgg. ; invla legatl al re di Francia L.ulgl XI par cotnporre le dlscordie 5- It. »»»: Paolo II o il card. d'Estoutevllle, m sgg. h mnnlfico col Beaaarlone, 34, 2; fredilige B. Ho nevella, 35. Me\ tlene in conalderazione 11 card. Eroll, H.H, eo-Jo; affida al card. Latino Urtinl la Mann d*Ancona, 30, 4^, /7-»»? protagge i Borgia, t-n. ti-ib\ So memuco il card. Latino Ortint, ty tlcne In considerasiooe 1'Albret, 32, Mj reatituisce la carlra dl capo d. abbreriatori al card. Rodrigo Borgia, 38, 3». a. 6j rafforti col card. L Amnuamati, 40, j6-es\ rafporti col card. Media, 4J, t-i?: ambaaciatorl dt Polonla lo rlsltano nel term anno d. suo pontifi cate, 45, 3-D tun cottitHiioor contra sumentes Tlndictam, 46,jj-»/; 105. i»-30. to-to; aidbaseis ii • tori fiorentlni, mUaneal, napoletani trattano col ponteficc, 46, 5-10: trattatlve col re dl Napoll, ll-»; 47, 1-10; »uoi rapport1 col re Perdlnando, 46, t3-47, rapportl con Sigismondo Malatesta, 11-15. a- J 1 priml tre annl d. no pontificato, non aflUtti dalla peste, 40, Uj famlgjia dl Paolo 11 nel term anno con 1 suol prlncipi, 143-144 ; mands. ambaaciatorl al re d. Spagna per pacihcaril, 144- 145 mamda amba Ktatore Leonora del Leonori motto content era Enrico I e Alfonso di Castiglia, a sgg.; agerola il matrimo nio d'Isabella di Castiglia con Alfonso d'Aragona, 4J ; Giovamni II d'Aragona ittvia una legations a Paolo II for amort faffoggio d. samta Soda contro gli insorti Catalans, jS tgg.; imtervitma nelIa oolleva Home di Catalogna, tj; scrive a Jtemato di Provensa ptrcke risarcisca i danni arrecati agli oacleniattici di Caialogna, 76S0: Paolo II e l'eresia di Giorgio Po II diebrad, 146. lo; fa costrulre pontl suUe rlre d. Teycre per lo scarlco d. Immondlzie di Roma, di Incarlco a Girolamo de* Glganti dl fare co strulre 1 suddctti pontl, 147. 1; ajtda aJtri mfid a Girolamo de* Giganti, si-oo: accoglie onorevol mente e eorvienc Giorgio Castrlota, 14S, a-?, li sgg.; dlssldio con Ferdlnando d'Aragona, re di Na poll, 149, 1 sgg., a. ^ non si allot con alcuno, [Paolo III INDICE ALFABETICO , 150, 7- U; rlduce Norela all'ohb-dienzn, IS agg., n.J **//« * intrrdaione f*r Noreia td Arfnaia, 151, «?; 253 dl Napoll, 56, 33; al adopera per sedate le discordie itallaoe, s-31; litigt con Venezla, 57, W, 6-ti\ aue mult. I Norclnl dl 5000 docatl. 152, IS: ordlna a V. Albergatl dl sottoroettere Ponte che infasttdlra Cerreto, 10-13; aua azione e proceaao contro le ereale d. fratleelli dl Poll e di altre terre eocleaiaatlche, 153» *" *-43 Imprlgloiu Stefano de* Contl, II; reprime le tendenze pagane dl gloranl atudloal, 13 egg. •uol rapportl con Poroponlo Leto, IS-154; aecondo II Canensl alcunl Pomponianl arTebbero eomplot tato contro Paolo IT, 4-155, I sgg.? icopre la con glura, 7; qnnta eonginra far* non Ha tsistita, 76-70; capo d. conglura aarebbe I.uca Tosolo, 156, I ; sco pertasl la conglura Paolo n colebra uguahnentc le teste Indrtte, 13-15; "dl quests conglura si parla, XIII, »-«,: 'letter* dl Agoatlno Patrlzl rlguar dante la conglura d. Pomponianl contro Paolo If, 181-182.; Paolo IT prende mlaure dl alcurezza per 3*-s7 la conglura che gll e te*a, Strll »; "la conglura d. Pomponianl e rlcordata da E|»1dlo da Vlterbo nella »ua Iltatorla, 182-184 „t "Paolo IT sopprlme Tor. degll Abbrerlatort, 182, S3 igg. , ; " gll abbrerfatorl ti sollerano Indlgnatt contro dl hil, 183, • agg. »; " Paolo TT etegulace arrestt per toapetto dl conglura, 23-31 „; " aua azione contro 1 canontcl lateranenal, "Paolo II aarebbe ttato d'accordo con Ve nezla nella guerra contro Flrenze. 7S agg. „j Paolo IT si adopra per la pace, 184, 1 agg. "teste e gluo chl dl Paolo H, 10agg. „; " trepldasTone dl Paolo IT per la toco corsa rhe II Toszoll soTtecltasae aluM dal re Ferdlnando contro dl lul e a! frowamie a Vellefrl, "»5 "Venezla gll eonsefjna Pomron!o T^eto, 184 185 Paolo II al adopra per la pare d*Italia e Indlee una croclata contro I Turchl, 158, 1-4,^; vteme coniata una medaglia a Paolo TT fontore d. faea PItalia, 15°, 13-iy: Interrlene alia procesalone fatta per rlngraztare Tlo d. pace d'ltalfa, 1-3; "Paolo IT e le pact d'ltalla d. 146R, 1470, 196-203 . ? •rapportl tra Flrenze e Paolo n. I«»7. 4-1«? 196, 3-t "Paolo IT csorta Flrenze alia pace per com battere 1 Turchl, »7, 197. 93: 198, 50 "brevl dl Paolo n at Plorentlnl. 1%. 197.; "Paolo TT deal dera una croclata contro I Turchl. 198, J-lo.: "stta sldl daH a princfpl per comhattere 1 Turcbl, Iosrk. "arbltro dl Perslceta, 199, 17,; Venttia ccrea di conciHargli to Sforta, 46 .: * totpeffato dot Flortn tini di eonnncnta con gli cttllnti Scroti, ?fll. 3 .; " tf offone a Roberto Malatenta, *$ . 5 attpulata la pace cura la coatntalone d. palazzo dl san Marco, 159, is; rataura riccamente la ch. dl aan Marco c rl agglunge H palnzzo e It jrlarrftno, 156, It-M: aua campagna dlsgraztata contro I.iidovlco e Plctro al gnorl dl Tolfa Vecchla, 160. I-IS: acqulsta dal pred. algnorl Tolfa Vwchla. 18-JO; mtiitf» rivnardanti la etimfairnn tud-trtla r la vndtfa dl Tolfa Veeehia, 10-41; csaendo 1'eaerclto napoletano andato In afuto d. algnorl dt Tolfa aopra Roma Paolo II fa portare i tesorl In Caste! Sant'Angelo e pcn*a dl fitg^lre da Roma, 10-14; Inrla II Ferricl e B. Rorerella a Fer dlnando dt Napoll che preparava una spedlzlone contro I domlnl d. Chtesa, 161, l-i: 163, ls-77: si volt delPofera d. Roverella for sedar* discordU tra RUti. CittolmcmU, 13-13 i rlfiuta 1 don! dl Ferdlnando accogllenae a Federlco III a Roma, 163, 35, n. 3 166, 1-5; in occasione d. renuta dl Federlco ITI latltuiace Por. carallcreaoo dl aan Giorgio nella ch. di san Glorannl Laterano, 164, 33-165, I, 4-9; libera per intcrccaalone dt Federlco III prlglonleri, 1-3; si allea con Venesia contro l'alleansa d. Sforza, Fl renze, Napoll, 166, t-li, it-3S\ * b»f*r»ato ntlla guai'Va A Rfwatai, vaolo apocaro RHatai alia 36 Igp. ; si adofra fr. Ttotta Malaieita for la scar etrasiem* dt Iatofo dal Borgo di Sat Srfelcro im frigionato frr vnn mditione ccniro Sirr. Mitfn!*ttn, i? S4\ contro Rimini tftnto da VrmHa * PTrmrr, s3-Si; fa rostaurart to mora di Pontrcorvo i la recta, 36 ..-j : da llccnxa a Roberto Malatesta dt recaral a Rlm ni, 167, I: rlbellatoat Roberto Inrla un eserctto contr dl lul, 3-8; 44-69; Paolo II ti lamewta eon ffivw dtgH at'nti inriatt a Rt^ertn Afalattsta, 43-46% '«."/ dta i Vonetiani « darfH utmto nella /Fuvrra contro il Malattsta, 47\ otttem net eoneiitor* d. p a/r+sto 1460 dot cardtmnll il etmsonto alia eventunh ctottono dt Ri mini ai Vtnesiani, j«-4*: rleende d. gnerra con Ro berto Malateata, 9-168, 10* e costernato per Passedlo d. Turchl a Negroponte, 13; ordlna pubblldw pre Rhlere per Paluto dlrlno, 14-U; proceasfnnalmente si reca a San Pletro, IJ: per combattere I Turchl Indlce la pace generale d'Italia tra t prlncipl ed egli atesso tralascla la gaerra dl Rlmlnt, 169, $-/*. ss-io; manda a snllecttare T.u!|d XI ad airlre contro I Turchl, Clanlslo ah. dl San Serero dl Lodt, 17^, 1-3; accogtte onore-rolmente In Roma dando featc e gluochl In ano onore II march. Rorso d'Este. 3-3J. j- 171, 1-T, 3-u; conferlace la corona ducale dl Ferrara a Ttnrao d'Este, 170, U-1T; ricere don! da Bono d'Este, 171. 4-J, ».t-»»: con onore ricere Ca terlna regtna-mad'e dl Bosnia, 60, l-S, 6-36% sue malattle, 174. Hizg: *! iff.; notlzle e dlcerle sulla sua morte, 175, is-aT. vstrg.'. «nol funerall. I»; suo carattere, 3, s-JO; aiia carlt*. 33i coltore d. mcdletna. 3J-3S, to-tr; 4. r-re; aua pleti nel celebrare I aacrl rltt, 3, 11-13; 4, 1-3 ; cultore d. archeolocrla e d. nu mismatlca. 3-* ; *we colUttoni artisticlr, 11-44% avr*hte uvula foca cum nctl*tmfedire Pnode di oggttti arti stici dalla ., 173. 4i-w. fesorl rarcolH dl Paolo U. 176, 4-t; la aua raccolta e I »esorl rengono dlapersl da S'ato IV. 4S-6S; presta eodlcf, 3, 30; codtct tf* ri gnardano it toxclav* di Paolo TT, S-to'. card, legge llbrl dl atorla, dt aanta Scrlttnra, dl dlritto pontlflclo. 4. 13-13; Frameotto da Lonig-o * Bartolomto Pagollo gli indirittano earmi, 43-33' frrdiltg' PagvOo Gn S-Ntlmo, 31 • concede rarcifreMterato di Santa Maria di BoMaue ad Alexandra Pallavtdno, 5. 30-3JS rap font eon Battitta Pa/lavietno, rf 4ggr. : e falso che egll fosse araro, 6, 16; erogando beneflcl e danaro premla chl lo ha beneficeato, 31-33 ; aluto portato a Gaapare Veronese quando a queatl al Incendla la 7, oaaa, 30 agg.; aua bonta e mltezxa, 7, 33 agg.; sua rlta intlma e famllfare, suol coatuml e abltudlni, 171, 10-3T, 4Stgg.-172, 1-1»; suoamore pcrlastorla. 171, 24-37; /« ricopiare rronacke, 30-46' sua gtuatMa, sua liberal!!!, S3; reantJene quattrocento cor tlglant,; sua dolcena e maosuetudlne, 10, 31; si 254 INDICE ALFABETICO ndopera per fare reatitulre un canonlcato * Nlcoli Gallo implicate nella conglura dl Stefano Porcari, 2S; bcnevolenaa verso Stefano Porcari, 30, n. j mal non commette IngtustUls, 11, 4 sgg.; famillare d. pontrfcc, I2t compatlsce le debolexae dl Gabriele Marcello, 12, 4; ebbe tro incdlcl, «; prudenza d. pontefice nella ac«lta d. familiar!, 15, IS; ama le detcritioai d. viaggi, 18, i$\ attarchi da parte d. [Paolo II] per le bolle papall, 112, 11-13, 13 agg.; "amore per la atorio^ratia. 217, 3-34,5 libera Giorgio da Trebltonda dalla prlgionla dl Castel Sant'Angelo, 43, 1«; acolaro d. Trebltonda, 10, a. *; ha acarao favoreU Trebtaonda, 44,7; elegga Battlata Oralnl gran maeatro dl Rodl, 11; 146, 6» agg. 5 ctorta POr siai alia resiitenta centre i TarcH, 1-7 \ "aua bolla Platlna, U, a. J; vlve pr. di lul Ltanoro Llanori, 22, 7, 43-77; gli e dedicate da Brmoloo Barharo it Giovane POratio centra postal, 5, 6S; alia morte dl Plo II da a Crlstoforo Moro sussldl in aInto d. croclata d. Ungheresl, 6, 32-24; sua figura ftalca, 9, 11; 175, ll-li; elbl prefcritl, 172, u-21: pr. di lul rive Marco Rarbo a ctil cede H veacovado di Vlcenaa, 9, 12-24, 34-4,- di a Stefmne fafestmra 1« pottUeria di Sntri, moada L. RovoreUa ana do e orators papalc in Boemu'a dirantt la lotto re Ugiosa col Poditbrad, 14, St\ cone*Jo una vicaria aella Ch. di Raatberga a G. Ram*, 17, 4»; ri dilotta d. comvertarioae di Francesco Malacame, 18, 1; gli i o/forta da Giovanni Bntsi l'e&ii*ne prindpe di Stra bono, /rate Meol» Germane gli offre nn tmo To lomeo, mo; manttrne alia tna corIt Giroltmo Bellavi «/«, *4\ da an mttidio al PoredHe, 19, »3: le imprest tdilitie di P,lole TT tono celebrate dal PercelHo, 14', alia sua corte si trova Vtamesio A&ergati, 11, to\aflitla al Leenori mitHoni nella Spagna, jo sgg. ; ha raro U Iatl, 23, 17, 03-33; aiie elemoslne, 52. 6 sgg.; crea tesorlere Lorenao Zane, 13; auol orefid, 53, 1-4: fa compter* U core di Santa Maria sepra Minerva, 6s 67; provvede al blaognl d. card. Torquemada, 54, l *•'*; mantlene glorani nellc acuole, s, 13-06; amore per 1 letterati, J-7; carlt* per I cardinalI, 7; sua temperansa nel vltto, 11 ; nlpoti dl Paolo n, 16-56, 1; cardlnall elettl lnsleme a Marco Barb©, 55-56. 12» crea dodlcl cardinal) nel tecondo anno d. »uo pon tlficato, 173, 4-174, 3; auo amore per le gerarae, 10 17: introduce la stamps a Roma, 57, 1-13, n. 3; rap portl col Norclnl, 59, sue rlceheaae, 7-12; aua pletu e carlta, 2«-32; 83, 5; auo carattere, 84; gio Taal che fiorlrono aotto U pontificate di Paolo n, 60, u-64; h a lul «ccetto Falcone Slnfbaldl, 61, 3; manda Falcone Slntbaldl come leg. al re dl Fran cla, 4; nomina Giovan Battitta Mellini referonJarie e datario, 64, n\ favorl a Giovanni Ceaarlnl, 12, *J-J0 5 ha dalle tie Eugenia IV parte d. fendo di Ragogaa, 74, 3; amleo dl Barbarlgo Filippo, 77, 4; rapporti con Amttmino degli Agli, 79. «, ,s ; acco gUe alia saa corte Pellogrino degli Agli, 33-61; crea Aniico Agnifilo card, dl Santa Maria in Traatevcre, 3; rapportl con Pietro de' Tebaldeachl, 85,41; aua bcncvolenza rerao gll amlcl, 90, i agg. ; accorda pro tcalone ai SareUl, 91, 12 agg.; rapportl con Pietro del Monte, 92, 7, 1S-J3; emnle d. Scarom/o, *?; lo Scarampo attenU alia aua vita, 24, 12; eaecutore tc atamentarlo dl vari cardd., 92, Ml? sua generosita e debit!, 13, 41-63 ; aluta 11 card. Cuaano prlglonlero dl Slgismondo d'Auatrla, 93, S; intervlene ai pub blici spettacoli, 94, 37; auo amore per la numlama tlca, 4, 3-4; 92, 2-5, io-6e; * notlzie aulle collezloni artiatlche e prezloae dl Paolo II e augli artlati alia aua corte, 188-192 tiuovl e piu artificiosi pioiubl per la rlforma deli'or. di Rodl, 185-188 ,5 nomina una commtaalone per la rlforma deli'or., 185, 36, *8aV » 5 " "lire bolle e hrevi di Paolo // rignardanti Per. d. CttV.di Rodi, 186-187, note,; provredimentl preai per dette or., 145, 3-», «.^; ne prealede 11 capitolo generale e lo paeifica, 1; 146, 61-76; aceglie per carcerl la Mole Adrlana e U carcere capitolfno, 48, 12-14 ; fa rlnchludere nella Mole Adrlana U pi rata Cantalico preao ad Ancona, 49, 3; Paolo II gll accorda clemenaa, 3: auol prowedlmentl annonarl, 98. 193, 96; growelimeaH per la earestia d. 1467 146S, 100-99, ,3-37; aaaume nella famlglla pontlfi cla Luca Amedel, 101, se agg; "nota dl credit© d. tuo famillare Luca Amedel verao la Camera apo atollca, 203-205 daai Impoitl, 101, i-S, it. *; "crea Angelo Soro prefetto deU'Annona, 193, 3»,; 'no " breve che/ermctte a Ceeeaa Pet/ortanene d. grano, »•*„: 'concession! dl terre per 1' agrlcoltura nel patrimonlo d. Ch., 195 „; crea giudlcl Istruttorl, 103, s sgg. ; procede contro Giorgio Tolorael, 13-13: rlfugge dalle esecuzlonl capltall. 104, n agg.. libera prlgloneri, 17 agg., eo-eo; permette che un certo numero dl prigionlerl »la adlblto aUe galere pontifide, 105, 3 sgg.. 11-30; sue parole contro la pena di mortc, ; auo amore per gll animal), 10 sgg.. 31-30; toglle un canontcnto d. ch. di san I^orenzo In Damaso ad Antonio da Tocco, 107, 1 ; per II pro ccsao contro Antonio da Tocco nomina una com mlsslone, 3-3t avrebbe fatto lmpr!glonare 11 Platlna per llbelll scrittl contro d! lul, 3-4; sue pratlche re ligiose, 7 agg.; frequenta la ch. d'Ara Codl, ls-3* nel conveato di Ara Coeli ha nn sno frtvoto apfor tameato, 16-14; fa coatrulre in Ara Coell un'arca In legno per I sacri librl, 13-14; forniace dl vaaellame prexioso II palaaxo apoatollco, 30 sgg., a. j; aua tian prezloslaalma, 108. s-3; fa eeegulre una Hara a Paolo Giordano, 3-13, 03-07; taa mania di roceogliere jtie tre fieiiote, 43 $gg. ; artefice d. toconia Hara d, pp. sarebbe Simone di Giovanni, 109, rj-K : Introduce 1'uso dl portare U trlregno nelle oerlmonle religiose, 3-S, 39-ssx distingue 1 prelatl con dlverslta dl ablti, 12 sgg., a. 3; affida al Canonicl regolari dl aanfAgo stlno la ch. Iatcranenae, togliendola al Canonlcl ie colari, 110, 7 sgg.; protegge e dlfende 1 Canonlcl re golari di sant'Agosttno dalla folia. 111. 4 agg.; el. pp. solennemente richlama I Canonlcl regolari In San Gio vanni In Laterano, 13-15 ; conferisce carlchc ecclesla stlche secondo i merltl, 112, 14-16; rlordlna gll ufficl d. Curia e d. atato ecclealaatico, 113, 1-2, es-ejx forme introdotte nella cancelleria papale, 229, 25 2*,; prepone dignltari ecclealaatici alle principal! forteaae d. stato, 113, 3-S, 44-73; sua prudenza e rl serbo pel pubbllcl affarl, 6-11; raflrena la auperbia de* suoi parentl, 114, 1-4; crea suddiacono aposto Hi-o Giovanni Condulmer, 7; crea due auol nlpoti cardd., 7-»; concede ma canemcoto in Verona al m . : [Paolo II-Perotti] INDICE ALFABETICO fate Agostine, rs-fi; premi dl carnevale, 115, losgg., •• Sf riforma d. /est* dl carnevale. Stiff.; prow* dimenti per alleggeriro gli ebrei d. 'pete earaevale scMe, 116. jj. sgg.S dopo le corse d. paOio Paolo IT suole oflrtre nel palazxo dl tan Marco an ban chetto at maglstrati romanl , a sgg. ; banchetti datI al pop., 117. 1-3, i*-fj\ h »e»ero con I rlbelll e 1 contumacl, isgg.; ajKJa la enstodia di Castrl Samt'AmgeJo ad Andrea da Fane, ll1 ), M-ji: spese fatte da Paolo II per gluochl e teste, 135, 6-1-%, * ! dettri*ione di am trionfo fatto rappretentar* da Pao 255 sool 'computa cubtcularll „, 2Wi-210-; * toeoado ti Platiaa Paolo tiff, moor*for indigtstion* di fio foni, 206, ta-to .'. "la famlgDa dt Paolo II secondo i mandati earnerall, 211-215 „; "gll sono dedlcatl dl stlcl da Iacopo Gherardl, 217. U.; "suo officio dl penitenstere magglore, 218. »-32 „; 'Paolo rt e i ben! d. Searampo, 219, SfcZJ.; "notble suH'ainba sclata dlPolonla. 220. JDsal.; • presta arazxt al re Ferdlnando, 7«-si «notlzle sulla sua carrlera ec clesiastics. 22T, Uiii „ ; " Paolo n e I mottl satlrtcl dl Plo II. 70-» „ ; « buone quallta moralI attiibuitegll lo II, 6 Mfg.; sua benlgnltl e munificent nell'eiar glr* elemoslne, 5-141. 15; da un asaegno menslle at figli dl Tommmo Paleologo, e II fa Istruire nelle lettere latine, 13°, da un assegno roenallc a Paolo Orslnl profugo in Roma, 4-5; aoccorre prln clpl spodcstatl, 13^-140; atabillsce un asaegno dl IflQ ducatl pel card I nail poverl, t, n. e_i protegg* i farenti di L. Zone e G. Baroni, 141, to\ e rtluttante a concedere udienxe, I5j reglia buona parte d. notte, !*j al dllctta a tenere papagalll, 142» 3, rt-71; rior diaa la magistratura d. strade, 147. 10-40, passim; 4 accuaato dl lentessa nel pagamento degll stipend!, ll lmprlglona Francesco dal Borgo, perche tardo solvltore, 5-148, a, st-irt da ad Angelo Fasoll V Inca rlco dl pagare gll stipend! arretrati per colpa d. Dal Borgo, J; afia pnWiei concetti a HttadM di Moreia, 152, i-s/} rlprende la costruslone d. tribtina dl San Pletro comlnciata da Nicolo V, 152, til manda a GcnKzzano 1 rescorl Gauthler de Forcalquler e Nl coli Crocl a verificare I mIraroll d. Vergine, id ; con cede Permione d. ci. di tania Maria delta Querela t ne afida la eaUodia al Ge&mati, 41-44: visits e venera 1'immagloed. Vergine aUefalde d. Campidogllo, alia quale innalxa una ch. detta d. Consolaalone, s-». S» SI dintnato pp. ma U Dominiei govematore di Roma, 159, m dlmlnulsce II numero delle mlllsle P*P«», »t-U: Paolo II rlserra al pp. 11 dlrlMo dt coniacrarione degU Agnus Del. 165, ^ j*-rn i*r»**gf i fratelR Polcenigo, box h costernato per la morte d. card. Prospero Colonna, 17_L It-IT; arrebbe offerto In Laterano un banchetto per la sua Incoronaalone, 172, SJ. fcaaj ha enra d. dou che e degll acqnedottl dl Roma, restaurs antlchl monumenH, 30-33. jj_ sgg. • amplla e orna 11 palaaao apostollco. 33j frena U lusso d. donne romane. 173» 1 UK- 37-7* \ * lettere dl Slmone dl Ratfttsa rlguar dw»*! H sogglorno dl Paolo n quando era card, in Ancona, 179-181 .; 'amicttfa di Mafro Vallaresso far Path IT allora card., 129, fcm « Paolo TT afida imferlaaH mffid a Giaeomo Vallaresso. 10-14 .: " entra In Ancona al segulto dl PIo n, Z r ; • In An cona h colto da febbre, 180, t=i.; «e conrale acente, *sU, : ' commendatario deirabbasla dl san Crlaogono dl Zara, 179, ta=2a.; "sua (rratltudlne per Mafleo Vallaresso, 180, u sgg. da Tacopo Zeno, 222. 1-Si „ ; « cura la pullzla d. strade dl Roma, 223, M-75 ,; * manda leg. a Lulgl XI per la croclata l'ab. Gcneslo, 224. aa-M , ; • cura la con servaatone d. mura dl Roma, KhAJ»; * muore nel palaxso dl san Marco, eS=»a„; *ric, 21fi»: " rlc, VIII, J4i XIV, 3L 21i XV, I», 1^ 32 ». PaPJA-r. Pavia. Paoujwk da Fkrkntimo \Paulonu* Antontni dt Ptroniino] amminittrator* di 6*wi immoNli d. Camera afottoliea, n\,**fg. Paraors (na) Alfonso vnc. di Ciadad Rodrigo, 144, vt. P\npvriTia.M Anorsola v. Calaadrint-PartntnctlH A. Parewtocbj.li Tommaso r. Nieolb V. Pauox vf inttgna Lorcato Rovrrttla, 14. 40. Parma gli Antiani d. c oerivono a Timoito Afaffei, R, 47 lene espulaa dalla e. la famlglla del Barbo, 70, g-i«. — (da) Giovajwi f Mannei Parmensu] * muore in An cona, 180. 1 „ Parmcnsib Iohattkks t». G. da Parma. Paruta Bartot,om*o " ab. dl San Gregorlo in Venecia, rlc , 189. ».. Pascou \Pa*cnlnm\ terra d. Patrimonio, ric, 13^. 6s. Pasini Simovf \Svmon Pai(mmi) " h messo dt MafTeo Vallaresso, ISO UJl . • « parte da Ancona, 181. 12 „ ; •ric. 129, tn L8IL 1», a. 3... Pasti Cdb* Mattbo tna medaglia rafigmrante T. Afaf fei, 49, iu Pa*Hs (na*) v. Aamilano Stfraftr*. Pastor Ludovico * sua ofinione rigaardanie Sisto IV « /« Vito del pafi l- Platina disensta, XVI, 3-11,\ ' too tcritto tall* corrrti&ni alio vita taddeUt, ir-13 , "se^nala la eststenaa detla Oratio ad Wiee laum V A. Canensl, XIX, I Oil Patrict AoosTiiro for incarico di Paolo II scriv* U De advent* Frederiei III imporatari*, 165. *-to: "217. 30 * x * sua letters ad Antonio Mo nelll, HUiS2„- * notitU eke lo rigaardano, 181, 15 3«,; 'fsmlllarc dl Paolo 11.213, a.; ric, 158. 12* PAVIA (CARDINALS Dt) [Pafiienrii] v. L Ammanaati Pie eolomim. Pazzaolia Giovanni "condottlero rlc, 205, is Pazzi (dbO Antonio [Antoniat de Paris] ric, 146. $3. Pazzi (dr*) Guouruio « ric., 197, $ m. *h Tlsltato In An cona da Giaeomo Bragadln, l$L 32=11 . : *ha per suo cerlmoniere Agostlno Patrlrt, so.; « ha per ammlnl stratore de* auol benl a Venesla Bartolomeo Paruta, 139, a,; « di la fodoHaria di Harborano a an ma gtster Angelus de Roma aurlfex, 19^ to-wi , ; ' tlar gUea USO. dncaH a Angola di Ameona, u ; *ha pa recchl friulanl alia sua corte, 193, 2^12 * "eatrattl dal Paxinvs a v. Patt'ni. Prlucaxi Portonato vote, di Sarstna fro/otto al go verno d. c. di TodV da Paolo II, 135. ji. Pklucionk Faxero medico a Bologna e alia corte di Nlcolo V, XXII, 15-1». ti-tj. Pbx.oponnr*o rte„ 139, l. Psnitinziiki Magoiorx v. Paolo IT, Cafrani ea D. Pkrotxi Blio v. Sever* P. 256 1NDICE ALFABETICO Pkrotti Giovaitwi Mratello ttt Nicolo, 219, n„ 1'ttwn Nioolo [epitcofnt Sifontinat, Nicatatu Melius] gll um rlverensa tl card. Beasarloae, 33, »; U card, lo conduce eeco, ij fflio 4 nome ttafa al fratttlo, is **fxier*6 in Germanta, at? ctlmat* ffonori da Fo Uric6 III onamdo qnestt pntm fer Bologna, »*-*6; raffortt con Pool* II, st-to: polemica cot TreMtonda, 43, mi oVfende if Bettariome, ii\ * rfc, XXXIV, ft.. Pattern Ssvmo • h la stessa persona ohe BHo, 215, 54 Pr*sio « commento umanisttco allc satire, In nn cod. d. [Perottl-Pio II] } Ui/alo per Vattaecamrmto verto Framctsco * lacofo PUeohmaut, 181, «-«.• r!c^ 36, I6j * 224. 21 ,. Piocoiomini Iacopo 1: Ammaaaati Picrolomim L. PlCCOLOMlHl Nicoi.6 tetoriere privato di Pit II, 6, «; * mnore in Roma, 180. u . Picwiko Pisro, « rlc^ 209, u Pickwo (oat) Giacomo [lacopo delta Marea] ha cura de Pic«no g\l orfanl dt T. Paleologo la Roma, 139, 2fe2L Lwcruo * rlc, 182. Si V«Hi-ana, XXIV, «-10: 11-16. /i„: * altri commenti a Persia In codd. oV Roma e di Firenre, XXXVI, LJi 'h atudiato In Italia ncl Quattrocento, ftj Psrsicbta (torrr di) • trattatlve tra Flrenw e Venwla per IJ possemo dt etsa, 155, » : * Flrenrt ruole Paolo II arbltro per Pertleeta. U PaatmiA nr i et. foil. Giocomo Cetarini, 86, ttX /•orernaiore Gentile Savelli, 5L Tjua Tottoto dcfigaatd alTn fodeUaria di Pcrueia, 156. /«: • edi rtoni p*tfroee*tint prvba-Mfmentr tvt atette. XXXT, Y-" — (cTTTAnm) V. IThntliut .V. Pktrarca Frastcrsoo *ll Canxonlere rfc. nelle open* dl Gaapare Veronese, XXXVI, n r Prtrbjits v. faetro. PlACinttA fl»A) CrJstoRoRo * cnblrularlo dl Paolo IT, X „t rlc^ 23, 315 *218, •» PiAciortA (xk) Fraiscmco * famtgllare dl Paolo IL 214. »„• Piac*««a (da) Ptsttro "famtllare dl Paolo II, 211. 11,. Piadkna (crrTAOrwi) v. Plattna B. Piano hi Santa ScotAsncA, fr. Xbrda, ric, 87_, ll. Pica Bkjimh,tto 'famlglfare dl Paolo II. 21 1. I».; PlJW*A (chii«a) fttint frivilagi da Paolo II, 3IL ^ PintTVS v. Baonateorti F. Pibtro [Pw/reias] «egretario delPAmnjannati, accademico poraponlano conglurerebbe Contro Paolo II, 154. 1_1 •rlc. per la conglura, 182. »t 183. aa„. Piarao ricamatore alemanno rlc, *L ^lh » « famillare dt Plo n, 21L » »• PilTTRO (Sax IN TiraciA [Sametas Patras in Tmtcin) r. Roma (San Pittro in Vatieano). PirtrO (cardinalb) v. Ptotro Barbo. Pirtro GruuANO v. ffotaa (da) Pie&o. Pn.1 (drI Andrka t. A. da Fane. Pnm Cwar« •ric., XX, j* Pto II (Znx\ SrLvro Prccoi.oKiNl) "auol commentarl, Vm, XI 'toomot/a nairico sat card. P. Barba, XV, Sz2,; «aue gluitlzte deacritte fh uncod. vati eano, xvm, iri.s "da a Gaapare Veronese una cattedra netla Sapteitaa dl Roma, XXIV, ratl, 6, 11, ». . • materotmente gludlcato da Gaapare Veronese, XXX, LJ4n : alia ana moi+e «ono trorall 40000 du col procraatlnare non rtmuoera Domenleo da Pkdora e Giovanni da Caatro, 7j rt: crta l.orrnro PovoroUa vote, df Frrrara, li- .* : ha for famtHaro Luca Amtdoi, 17, foi *a per /ami • notirie eta lo rigmardnua, tu-6l » : " frestdente del Paromntarla fontificia, 21?. 30 „ PifCARDo Kicot.rvo 'spendltore rlc, 205, a, *, 212. a .. Plcc-rtriNO GiaC"»»o \faco'Hs PieeMmt] e acelto da Plo IT come cap. contro Gentile deDa Sala, 50i ll e man date da Franeearo Sform tn ahito di Perdfnando •PAraRona. 121. Hi tratta per pataare at «crvl(rl ill Delfobo dHI*Antulllara. li-fl: c fmprl^Idnato da Ferdtnanrto e mnorv In earcere, 122, L: tttftlti ci* mflt fntlfie /ft' Frrdina*Ao contro Hi M Paolo II losff conflict, ty-a: h ma aatorita, 183. 4^ u ». Picrtwivo Ntet»t.6 fA7c#/ra.t Piect*im*s) tna rlltorla dl Anghlarl. 7°. 13» Ptccihimvs v. Pierinino. PiccoLoHrtHT AvrOfflo e casrellano d. Mole Adrians, 26, JO. Piccotoirrm ANnakA He., 30, 34. Piccot.omi*! Cristoforo ' Jitceptlo di Caspar* Vrro nev, XXXI, 6-7 .. PiccoioMrn Rmiia Sit.v» v. Plo II. Prccor.omm Fkancksco (cAarti!»AT.a) fF. P. Todetchini, eardimalis Sfnowtis] " sma legmiont i* Gormamia, XV, u^u,: creato card, da Plo II, 30, 1: lnimlclxla d. Scarampo, 1: funge da leg. a Roma nclla aaacnxa di Plo II, *i faralgllare dl Paolo IT, I3i sua monda ait'A, 4-r} \ two falatwo, to-tt: relarbai com Paolo II, so-33; gU dodieata an'oftra da Pompernio l*to, ti: c*rd. dlacono dl Sant'Eujfachlo, lb9. |Ti man dato ambasclatorc a Rattsbona a Fedarlco III e ad altrl princlpl germantci, U agg.; " A^osttmt PatYiti Bare O. Bar*etrlro, 12, tsx facan'ca Grrolamo Bel lavitta di ttetrniro an maffamomdo, 18, lAl protegge 11 Porcelllo, 19, tt: tue reUzlonl con I^onoro I^eo norl, 22_; »n care it Dati, 2i Ai ere* Antonio Pan filH proenratnre d. Ftaeo. 25, Hi i oxeamfaeaato da! Carrnrial im Aneaaa, 27, 6r; onora * tttma tl Car va/riot, rt: crea Gatfare Zarem' vote, dt Ostma, 34, 33: crea card. Francesco Gonxaga, 28, H sogglorna a Mintora, Lll otpHatlta rlcevut* a Mantora, H-IT: crea card. 11 Capranica. 29, i; In-Ha II Capranica alia legaxtone dl Bologna, li crea card. Francoaco TodearWnl Plccolomlnl. 30, I; (nlmtclda rerso lo Scarampo, i£i 11 Plccolomlnl ftinge da leg. a Roma durante la itm aaaenaa, &j afflda mlt«lonl polftlche a Nlccolo Forteguerrl, 31, U ' crea etrrd. B. Rorerolla. 35. £2 si serve d. Roverella per leg.. 1^», j-et; ha caro U Rnveretla e si vale dell'opera dt lol. 161, ft agg. ; non aceof/fe h frtp-hhr* d. \Iterhen eke r» levano eontervalo tl Roverella net rettorato e invia torn Giacomo Fro, 162. jc~s6 ; ordin* at Roverella di frocedare contro il gwamatore di BeHevmto, fix *gg.\ manda it Roverella a dirimer* te controvorst* tra jrii .ffinrfti for il fottetto dt alenne terre di ArHma. re-Tf '. prepone 11 Roverella al govcrno dl Benevento, 163. «•5: crea II Roverella card, anrhe a lstanta dl Fer 'llnnndo dl Napolt. 5-16: crea card. B. Eroll, 35. 15-lli »V»e come leg. ntlla Marea tPAncona Francesco Piccofomini. 36. t-ri: crea card. Lodovico d'Albret, 37. 21: crea card. Riccardo Longtieil, M: crea card. Giovanni Jonnroy, 38, sj togtle a Rodrlgo Borgia Digitized by GoogI : ; 257 [Pisa-Porcari] INDICE AT.FARETICO la carlca dl president* d. collcglo degll abbrcvlatori, 38. Jo, *. dj crea card. Iacopo Aramannati Pleeolo mlnl, 40, d. Filelfo, non i favorevole a Giorgio Trtbisonda, 43, 30-41: promnoTe la croclata eontro I Turchl, 45, 6j t affabit* eol T*oH, 50, t: fertoentione d. Re fmbbiiea di Siena, it• e difeso dal T.oU dagli attactM da uffiei a Stefano KardM, 51. ir: ha fer abbroviator* Giovanni Manilla, t&l romlnrla a trarre 1'allume da Tolfa, 52. 2L eonferitee a Fal con* Sim'baldi un canonieato in San Pietra in Vati cano, 6Jj tl ha nella ana eancellerla Battlsta Moron!, Ill »1 serve dell'opera d. card. P. Barbo. 81^ li dls aldi col Barbo, £, a. j; di at Rarbo il vtseovado di Padova, ifj favorlsce Agaplto de Ruetlcl, 83, 3m crea senators di Roma Pirtro de TebaldescM, 85, SI • a lul si rlbclla Gentile della Sala, 50, hhi tratta mtmto di Gentile, si-rt: gli da PnfUcio di eommista rio nella Marca PAncona, Mil top-lie castelli at Sa vrlli, «i ha tl henenclo dl sapta Mustlola 94, li da in commenda a Francesco Gonxaga Sant'Airafa PlSTOIA (crTTADIMl) V. ForttgmOTTl JV. PlTTl LUCA "rtc, 222, 44 „. PLAcawnwis (db v. Verona (da) Cristo/oro. PtjwrxA Bavtolombo (Saccm petto nj sue vlte d. papl VII.: "sua vita dl Calllato III, Vin,; «bi bliotecarlo di Slsto IV.xm.XIV,; "suo odlo eontro Paolo II, XV. 34-3* T ; «complele vlt* d. papl, XVI, 4-J . : * ffludlslo sulla sua btojrrana dl Paolo II, XVI, Izll . : * corretiomi alia strua, ti-io " tma vita dl Sisto /VfnWicata da Muratori, XX, at-.ii „ ; malato * vin'tato no/la molo Adriana da Cristoforo da Vi rona, L2. gj^ prammatlco, 18, m attacchi eontro Paolo TT, u, n. y: familiar* d. card, Gontaga, 28, 101 «legia a GiambattUta Mellini, [lL IL1 Imprlglo nato, per avere scrlttl Hbelll eontro Paolo n. 107. h*l totfetla eh* PaoTo II fort* eomfliee d. toffret st'one di Giacomo Pierinino, rj-** : disemfe eon Rodrigo Sane'ret d. bgnefiei d, face * d. gnerra, 1 1*1 * h Imprlrflonatocomr co^plratore eontro Paolo IT, de" Goti, 15-2«: spedlzlonc eontro I Turchl. 25» ll muore ad Ancona, Ui crea Tolomc! Giacomo co atellano d. Mole Adriana, 103. 13: »1 nerve dfl I'orafo Slmone dl Giovanni per la *ua tiaro, 100. JJj, prima dl morire conseena al eardd. rnyin du catl d'oro per comhattere i Turchl. Mi Hi ha * SJ \ smoi strtn'gi stifendi Hfenefao e Seeuranea di \1co, 1 19. »»• Sna oration* fee sfinprre i. Pomani alia gmerra eontro Fr+rro ,/e.'PAnp«i'lara, 123. ,r: tat tnisee eon Malatttta do" Malatesti ek» la sirniria di Ctstna motto luisarehh* Janata a/la Ch.. 13? r-tn: at *no ingretso in Ferrara onnratn di ratfrrsrnfa-ioti allegoriche, 136. ull ferseguiia Andrea Contraries 137. sotto II suo pontificato Toma*o Palr«olo«o porta a Roma la tetta di Andrea Apnstoto, 13!L 1=21 Plo TT c l'cresfa dl Giorelo Pod'chrad, lifi^ H tovrien* Giorgio Cattrieta di letaet ducati, MS. zl ' gimra refubWicana eontro Pit TT nella frnale i imf-H cat* Lmca Tottoli, tit *a lotto Li tma immrdia/a fottth il dHcate di Sora, 160. si km nelle no costrutioni il maieriale depli antieti e fifici in rm-ioa, 173, ir-u; «entra io!ennemrite In Ancona. T7**. »•10,; 'ttene In Ancona nn conclatoro per la Cro cUta, Utia „ .. «»econdo alctml Plo n non avrehhe aruto U aerlo pronoaHo di «alpare *°» : Anropa. 115. I7'*». *S-i6.\ «ln Anrtina h vl*o Hn iehhr?. LSfL "per la ma Infernilta non pn^ ciirare nlcnn negozio, 18X u SRr-. 1 traJaaciare I " ^ prepato da Vrnc^Ta dl Impreaa. k.it „: « »«« en llano Apa stino Patriti, ta n ; "ha +rr amieo r rorritfnndmte Francosco ^ua lraeci, 152. 2ii lH a.: ' rtr.. XVTT. » .. Piatove *e t»ll aeea^emlcl pomponlant, 184. Jn»f(g. Plauto nn end. A rhiesfa da Paolo Sarremete a Francesco Darharo, f\ ttiat-idl di Nleeolo Fortefruerri, e aco perte dl commHI» miore. 3_|_, U«fnf.» .-/- ;. Pi.ittarco * Imlfafo dal Mojrrnfl ouattrocentlsH. VTT. 21 PonreiiRAn Giobhio fGertien* rr* Ttoemorum} r* di Ttoe mia, H4- tj tax err«ila, 146. 2. lflj 14. (i. POT.ANI NicotA • famiilare dl Paolo IT. 215. u POT.CPVlOO fFR»Tr;"T. frtVTT Pi) (MOM* da P'deriCO TT il frrpll'rio di rreare notni e lepo-t'ttimeire bastardi e np-ginnfre Panuifa bieiftte nella ttemma comitalt, to5. 6i-*a: tnno firotetti da Paolo IT, 6sl* Pot CKWton fnt) Crtstoforo * rir., 123. 1 — Por.ci'.vir.o fr»0 Proovk r'c, liiS. zi * IM. S, Uli 192, 3«: 133. I « f.imitlare dl Paolo TT, 2LL »i 212, «, U: 211 as? 21L 14 Potj Tpbattci.tt ti) loro cresla repressa da Paolo TT, 15.1. 3-n Pom r. Conti Stefan* * Carlo. PnT.TmARTHJM V. TtommOTtO. Poi.tttawo Aisvni.o* baearo Marco TMfldo Fatini, 182,a m. PmjWA Paoln TTrta Polonla, 45, 4, ». rj_ ^220,30:11». "oiovrr f»v ni) r. Catimiro. PoroHTA 'ottt.muvtI Safyon.ity. Pomtavi fFAfir.T.tA' deriravti da Pont*, 152. tS-J7 Powt:corvo JPons Corrw, Pont Corbi, Pons Corbatins] ric., 12L. J2J e cttatodlto da Roberto Malatesta, 166. notitie, X.f-oo- rlc. |2L "-- * f-er lui larera J* Flaviii, l.SQ. x * for Me$«cui*ee lavori Simono Jffii Uborti, 191. si.: " fiorite* durante il tmo fon~ tificato com* fit/oro Antonio del Satto, 305. £ „; * fa eottruir* eon padiptione net giardino d. fialatto Va tican*, 20JL I,'.' molo di famiglia di Pio II, TIL I " ha nella sua famlglla Don Donnto, lh „ : ' e suo famiilare II prete Nlcol6 mlnlatorr, ?15. 2B . "suoi motti satlrlcl eontro Paolo II, 22L '»-3n Plo II e I pacer 11 Urbls. 332, Sfcaa,; rlc. 190, 76; 1%, U.; 3, «: 126. ii. Pisa " priormto dell'or. d. cav. dl Rodi, 186^ U r — (CITTAUItfl) v. Falconitri S. T. HI, p. xn — it. 122i il Powtk sua In-iolenna eontro Cerreto, 152, lojsl sottomette nl voleri d. pp., 152. »-153. 1 : fioJria di insigni lette rati, 152. t-t7: re/to da «n eastellano fatalt, jt-sS. Porcaiii AnAnto ni Fn.tppo \Poremt, PortiuA * acrivc sulla morte e virtu di Gaspare Veronese. XXXI, 13-30. 11-11} „ : " rUiede nel 14^4 a Siena c a Flrenie, Hail * notirie e li Aw. X'XXT, £±t- : sue letter*, 20*6. ». Porcari Battista p. di Paolo. Porcari Fjlippo * p. dl Ajraplto, XXXI ,,. Porcari Mariano u dlsccpolo dl Gaspare Veronese, XVIII, IfcJA.-, "dlscepolo dl Ambroglo TrareTsart, !7-30r it-si . ; * ottieneit frotonotariaio afostolico, tpi gramma a lax dirttto dal PorcelHo, una. ; * suoi * rinfjgl in Occidente, XXIV, » sfjg. * gll serivc 11 Traveraarl, XXV, la,! " ri*---. 2»» 258 INDICK ALFABETICO Porcari Mattbo "dlscepolo dl Gaspare Veronese, con glunto dl messere Stefano Porcarl, XXrV, fcl , ; * e al senrlst d. card. Colonna e dl Calllsto, ITT, fclfl . ' tma lettera amtograja a Gasfare Veronese, /»-/4 m Porcari Paolo dx Battbta porta fretta gimramente come temdiero of onore d. ff. Siste IV, II, /«; mifote di Falconr Simfiatdi, 6_L-»Jm*9 eh'Hgt ** efigramma a lacote RUa da Sebenico, 63, itrci Porcari Stbfaxo *cap. d. pop. a Firrttxe nel 1 417-1428, XXIII, 11-».; affida Plstrasione d. fratell* Ma Porcari-Rheatinus] I Primis (db) filovAMHl \amtistet teelesiae MHemsi» eardi nalit Savetar SaHnae] rlc, 94» Jj beneficlo dl Santa A(;nta delta Suburra, a. Prisciako * ImlUto dal grammaticl dell'Uroanealmo, XXXII. T-t .; * compendiato da Giorgio Trapcsun zlo, XXXIII, Lfcia „. Prospkro " caliettaro rlc, 204. il Provbnza (di) Giovanni, duca di Calabriafiglio di Rt natt He., 145. js Provbnza (di) Rrmato a M si da la Catalogna, 145, riano a Gaspare Veronese, lHt; "rlo, tt-M .-. " lettara di Stefano ml Troversari, rr-ir .; 'dlmora a TItoII con Gaspare Veronese e con Matteo Por cari, XXIV, U„: «rlagglanel 1433 nell'Oceldente d'Europa, XXIV, VII, 21-33, 22,5 • vlnggla In Pu glla, XXV, 3-4, ii-u „; ' i tmjfato da mn ingle** tmo famigHore, f-to * e nel 1433-1433 pod. dl Bologna, M, 13» • e nel 1434 rlaltato In FIrenie da Gaspare Veronese, u » • nd 1434 pod. a Siena, 11.: * tratta la rlconclllaztone d. Roman! con Eugcnlo TV del 1434, XXVI, u„: *e amato da Gaspare Vero nese nelle sue calamlta. XXIX, n-» „ ; * rlc., XXXI, 11»; sua morte, 10, 34_, rlc, 3t-3S; benerolensa dl Paolo IT Tcrso il Porcari, 30» a. j; fa amtea di Emge nie IV, 321 fugge da Bologna, dorc era relegato da Nleolo V, 11, 3j amice di Wee*/* GaOt, 6_L 6j. Porcari Francesco • rie„ 204, 14 „. Porceujo (ob* Pattooio) Giawwajitowio «blografo, VHT,; «attaccato da Gaspare Veronese, X, XIV, XXXIV, „ • * sme efigramma far Moriana Por cari, XXIII, 17-)3 . ; non ha placere d. nomlna d. Barbo a pp., Lit I: tenia dt otttmro il farore di Bmgemto IV, 18, A»I gludlilo dl Gaspare Veronese, 19, 5_! non gl! ! permesso dal ponteficl dl essere pubbllco lettore, 3j rtlati*mi d. Poraellte eoi fafi, VJt', sua Ignorania d. greco, 1_, a. £J met tma forma tnodito Peltria Hearda finterv—to a Ptmfresadi FeeUHeo da Montefettro centre gR Angaillara, 135. //-/»! caMra la face d* Italia, 159, 10: "questlone sul nome Porcelllo,, ?I9. «-34 », Porous v. Porcari. Fortius t. Porcari. Porrt StUFAno \StefhoHHi 4* Porru] eastellano fafale U Carcari, \33, ^ Porta (dklla) Avgpo *eomfmtitta d, ff., 213. si »• Porta (nm.u) Awtomio * henefieat» da Paolo //.213. js Porta (drlla) Oiwawi, Venetian*, comfntitta e fami liart di Paolo II, MR. 70-^13, 49 sgg. Porta (dklla) Mattbo * auditort di Rota a emffellttno lane di Paolo II, 213, SZ .• Porto tenuta dal Patrimonio He., 139. is± PortooAu/) * Prlomto d. car, dl RodI, 186. 6J »*. " rle-. — (r« di) • rie.. 18^ s* Porhaxo \Castrum Pertiani] nel Patrimonio, dUtruttO, 131, at Potbri Giovanni da Narwi frtflto dalPAnaona a Roma mel /467-1463 a missiomi avnte da Paolo II, 99, «t-oa : «194, in ,. Prato, friorato di San PaUamo He., 3L i; * ifkoratdti fiorontim! carcano di imfadrtnirti di Prato (an. 1470}, Ml.**- Priapm v. BHahi. Ptolomabus t. Tolomeo. Poolia [Afulia] rlsitata da Gaspare Veroneae e Stefano Porcari, XXV, 3^ ll-U — (ciTTADi!*!) r. Roberto da l^cct. PoLCcnnw (or) Proomb ». Polcemigo P. PlfSTBRLA Prrrao luo raffoHo a Francetee Sforta tatla con lot/a di Ptrdinando PAragona nttta gaerra di Paolo II contro gli Angaillara, l?7. ul. PvciiifYJ* Robkrto "sue relarfonl col prlorato d' In KhlHerra dell'or. d. eav. dl Rodi, 186, SJ QllADRAOCI PRATES \^madrati, Qnatraeci, do Sqaatraedt] *sono arrestati come cosplratorl contro Paolo II, 183, 33 .: * notiwie, t^O.,. Quadracci Cola • He., 183. to .. QiTADRACCi Gaspare * He., 183. tS w QOADRACCI Fraxcrsco \$madrantini] * avvoeato cemeirto Hole 0foata, corHifondomf* di R. S. Piccolomini, 183. 0-/6,. Quadracci Mario *medico r letterate, 183. t-tt ,. QniRnn Amobt.o Maria «scopre e pubbllca II rltacl mento d. Vita dl Paolo It del Canensl, XVIJ, fcj sua edWone d. Vita suddetta, XI.V, 4=11,\ «rleer che d. testo dt Gaspare Veroneae e sua corrlspon denxa col Muratorl, XLVIT, 11 agg. mta inesatta valutatiane d. tiara etegnita da Paolo Giordano far Paolo IT, 108, ts sgg. .. Qviann HaBr1rle "tmmlllare dt Paolo IT. 215. 10 m Raciio Iacopo v. Rata L Raoovaso [RaJova»Mt] *e rlc. II genero, 179, «I .. Raffable famlllare dl Paolo IT, 211. 33-. Raffaxkllo (db) Rleha He. nella tregma Angnillara-Ce lenna- Orrini, 118. 67. Raoooita femdo d. dieeati di Aeailma, He, 74, /4. Raousa (vrtscovi) r. DogU AgH A., Mufti T. — (oa) SrMoifR 'sue lettere a Matfeo Vaflaresao sul sogglomo d. card. P. Barbo In Anconm, 179-181 „. RAousrjfo rlc, • 189, 3» .. Rao Iacopo *. Rant £ Ratishowa f Urft ratitfenenrii] rl e mandate come am basclatore pr. Federlco III Francesco PtccolomlnJ, 163» 12 »RR. Raos Iacopo \Rccm, Raeko, Ram, Rao] famlllare dl Pao lo IT, 17, U\ ottlmo suonatore, Hi mo netirie, ts-rf, Rafemwa "rlc, 198, 11 — (cardtxalb) v. I~ Reverella. — (CTTTADrsn) V. Temmati P. Raw Iacopo r. Rem* L Rkoas Bartolombo " famlllare dl Paolo IT, 215, II , ; * tma notiwie, i-o ^ RbOOIo (vkjcovz) 9. pallavieini B. KirxATDfUS^c. Caframica A., Moroni B. DV ^jOOvIC ; 259 [Riario-Roma] INDICE AI-FAHFTICO Riario Gikolamo ha ana villa ami G/anicolo, 7^ it. RfBBKTi (sbr) Stt.vrstro * rlc, 204, 13 „. Riciototts Tacobus v. Ritzom G. Rinot.Fl AiTTomo *amiatdatore fiorentino in Roma, 196. is , : 'in Napoll, 199, H^. Rfuolfi Ixwrnzo amhatciatortfiorenline a Roma fa pra tick* per feredita t. Scarampo, 25, 14. RlBTl Mplace ammalato Sipismondo Malatesia, 4JT, yo; Poole IT crrca sedate It discords* 41 Rieti ton Citta dneale, 163. i3~i$* — (vrscovi) r. Capraniea A. — (CTTTAUIWO f. Moroni B. Riowamo Fr.AMtxiA \Ar/pnannm\ terra e fnrteaa d. Sa velll vlene da Paolo TI unita a! doralnl d. Ch.. 13?. 2j sue vieende, 6r-tt: ' tI al fa Incetta dl grano per l'Abbondanxa dl Roma. 195. A3 sgg. m Riodardati (or*) Brvedbtto « ealgltafo da Norcla, 85» nolir/e che to ripnardano, m-h. Rimtni Tlmoteo Mattel predlce al Rlmlnrtl ealamtta e mlwrlr, 9, I • vi £ asstdia/o dot pontificii Roberta Stalatesta, 149. *r: sedMone di laeopo dal Rorpo Sao Sefolero, 166. ei-s: alia t dl S'gismondo Malatesfn Paolo IT lenta dl Inslgnorlrst dl Rlmlnl. 166- 1f7? Pnolo II Invla un eserctto contro Rlmlnl, 3 'g?. Icende d. giierra tra Paolo II e Roberto Malafesta, t-168. ULi "Rlmlnl e la pace d'Ttalla, 199-201 „. — (Srojwmt) t. Malatesta Roberto, Sallustio, Sipismondo. — (da) NlCOfY m'dico dl Paolo IT, enra Sipismondo Malatesta, 47, tl± Rii*i (df") Cart o *rl\, 205, u „. RiorRKonn e protetto da Catllsto ITT dalla rendetta dl Norcla, 151^ 11 Rtsts (drI Kditm da Xarn/ preposio da Paolo IT alia eostrnr/on* d. pond per lo searieo d. immonditie dl Roma, 147. t-is. RtVA (oRi.f.» Ftr.lPPA " m. dl MaHno Rarbo clt„ 2M Rl«70Vl Giacomo \Iaropvs Rier/emias'] maestro d/Paolo TI, 73. s» 'PP.: not/tie. e%t To ripnardano, tS-tot • * altre nottrle, 2?1. 9-6a ROAWO (mOTSTOWOR T0 T. BstOUtevltle. Robrrt GtroTTRI.MO 'familiar* dl Paolo TT, 215, U „. Robrrto DA T^ROCR V. I.teef (da} R. Rocca Gtrotrai-MtXA \Arx Gnplirlmina\ rlc, 121. Mw»; ne fono frudolari fit Sjtnolli, 162. RocfA Gcot.iri.mo f Protionoforfu* Poena] amhantdatorr do! ro dl Ya+oll fir. Paolo II, rif., I5& 2» *tr Rocca nt Papa (crrrAnimi r. MovoRo. Rocca SihIbAI.oa \Rorea Sinialdf\ fimdo d. PamlpHa do* Mareri, 16^ fa RoccamcoRXO JRoecta do Coma dt Aon/la] p. Nicolh dl Antonio. Root (cAVAtim) fRoTipto notpttntl* oaneH Manm's Wo roiolimi/anf] dlacordte dell'or., 145. 185-188 dl letter*, U „ vItc a Roma Glorannl Barbo, XV, J2„5 'hlblloteca degli Agoitlgnani, XVIT, *giu. bllo d. RomanI pel rltorno dl Nlcolo V, XIX, 12 .: *Nlcol5 V fugge da Roma perche ! infierlaec la peate, 13 * U Canenal rl cerra forruna, U,;' rerao It 1 4;o ) dlmora Gaapare Veroneae, XXI, 5»: "l!lmolese Ronettl Barerlo h chlaraato a Roma da Nlcolo V, XXII, 12, j£j£„; • Gaapare Veroneae ae gue I Porcarl nel loro rltorno a Roma, XXIII, 14 „ • Intrlosi retfdonti a Roma, XXV, fto m ; * traftattre dl rlconclllaalone d. Roman! col prottigo pootefice EuRenlo IV, XXVI ,• « Mtcodemo Tranehedini am haidatore milanen fr. /§ corto dl Roma, XXX, J, Jj »; Roma e 1 canontel lateranenat. 8 agg.! O Maf foi »1 roea a Roma dal ff. 9, /£1 dlacordle fra gll Alberlnl e 1 Caffarelll, »-in: ouM trorasl ntlfeMtrato 1466 Barotti Giorvnai, Xi.f2lH rivt it Pandont, 18, 721 ML tl trovati nel Loonero Ltonori a Roma. 22, »0: il Dati trovati a Roma tin dal tempo di Pnpem'o TV, 23» to. : nri 146T il Carvapial ritorna a Roma, 27, so\ il card. Piccolomini avrrMe fatto ve nire merrtrie! savoiard* a Roma, 30, u ; mmore nel T47o a Roma il firedteator* Arropnidi, 32j **; Ponpo dale di Santo Spirito rende nel 1470 il Cattrlle di Campanara, 35, 69x il pof. romano, ittigato dapH OrtM rt tolleva contro Pier Lnipi Borpia creato da Callitto TTI prefttto d. c, 36, j*j I.nla Tnan Mlla a Roma. 39, n-to. 1 fratelll dl Nlcolo V rlaftano la Rtadre a Roma, 40, J ijrg\ ; dlmora a Roma d. madre di Nieolb V, ti tpp, ; cettmtiomi d. card. CalandrlM in Roma, jo tpp.i II card. G. de Mella rive In Roma, 41. t, u. 3; Rlisa^elta depll Anpmfllara fonda in Roma nna eaia dl more di tarn Pomenieo, 42, muore a Roma Pletro Ratmondo Za*osfa. 11, M, SO. tpp.; ri mnore il TrafernnHo, jjj a Roma Itp. napoletnbo don Giovanni de C*rdona, til leg. d. re dl Polonla al reeano a Roma per rlilrnre Paoln IT. 45, li dlacordle tra I Del Bufalo e I Capucclnl, a agg.-. oratorl napoletanl e mtlaneal, iiu ll Borao d'Este a Roma (an. i.tfiV SLi aroppla una peitllenza nel prlml meal d. pontlficato dl Paolo IT, 49, 13-«^ tpp.; Stefano .Vardtnt tt frova in Roma fin dal tempo di AVcoli V, 5L m venuta dl Pedenco III a Roma, Si: si recano a Roma 1 nlporl dl Paolo TT, 51. it_I Introduzlone deTIa atampa a Roma, 52, a agg., a. entra In Roma la replna dl Bosnia, 60, 5. «. /; IT Stnibaldl ta parte conpicna snl movimemto letlerario t arrtttico di Roma ratio Innocents VIIT, 6_L Jj_l it Smsmna I tra t conservator! d. Camera di Roma, 63, t ; Bnpente IV emit da Roma, 74, »4j la Curia da Roma A trasportata a Ptrente, 7JL 11 ritorna a Roma Rugenlo TV. 80. 30: Eugenlo TV tI Incorona dltastroio con dition/fiuantiarir dolPor., 145. to tpf. : * 185. St ngg. rlforme deiror., 115. a??. ; lolta contro i Tnrchi, 169, ji *re-; 'holla dl Paolo TT per la rlforma delPor.. bml affarton^ntt alfor. n*l ttrrltorlo di %Tter*o, lit in 'noHale aal prlorato dl Vencala, 218, ill, uii rle^ 19. I .. Rooobrojte da Ckt.axo t. RoHperono. Roma 'nella Curta fiortacono gll trudl IX, 15 „: * Tao lo TT ruole Inttaurarrl I'ordlae e la dlaclpllna, X, 3 'KS- ? * Gaspare Veronese rl profaaaa Inaegnamcnto l'lmp. Slgfsmondo, 76, T-l: Benedetto de' Ripnardati ha in Roma evidenti prove di benevolenta da A7 colh V, 85, 102. il Tehaldeschi I vicosenatore di Roma, 86, st: atcunl soldatf degll Orslnl inradono la caaa dl Ererso dell' Angulllara. 88, U: glola d. Roman! per l'elezlone dl Paolo II, 9J, 3 agg.: da Paolo II aono sedate 'nteatlne dlacordle, 102; sono pnnltl da Paolo TI 1 gtoranl facinorost, 103. J_i career/ di Ro ma, 104, ». S •* Pederlco prtnclpe d! Taranto a Roma, 115. 3j n. 3i carneTale, 10, n. i-Wl Paolo II dopo la cordft A. Pnlflo offre nel palaxao dl San Marco 260 INDICE ALFABETICO un banchetto «1 magistratl RomanI, 116, 4 igg. banchettl datt in Roma da Paolo II al pop., 117. 1-3. 14-33; ne i pre/etto Francesco Orsint, 118. e_x ne i pre/etto Lmdoviee Borgia, 120. s$\ vi at troves Sicmrama di Viet, sj.', lo slate digntrra nel Patrimo nie i pariicolarmenie temnte dot Remoni a cagione degli ingtnti damn', 122, jo tgg. ; vivono in Roma alcune damme degli Angnillara, ahbattnla la lore [Roma] XXIir, », isj VTTT, iTj XV, 21 ; XXTV, m XXVin, h. h.ssi xxxi, i7i xxxv, jsj xxxvra, in XLvrr, la.; 3. 12, M; 5t J/; 36, IT_1 32, M, »3, glj jjx ££j 54^ 11: 73,a«i 88,5,7189, »-15; 9L ssi 9A ^ J2, 7S, S; : 10Q, i £2, i£i 5»i *i »ii 4rJ HUi h «1 12, jr, m. ss\ ILL Hi U2i i£l L l*t '.li ai 105. t3i se; 136, 4j 127, /0; 12^ *il 131, 3; 135, 6; 137. «: 138.4. i»\ 14Q, so, se, in HL trnoria, 129, u. iff.; gioochl, 135. a »gR- irionfo rappresentato in oner* d. pp., 136. u Sgg.t tnssidi dests'natl da Paolo II ai poveri, 138, 6±\ Tomato Palcologo porta a Roma U capo dl aant*Andrea Apottolo, 139. !• vemnta d. Paleotogo a Roma, tu r_l Paolo Oralnl e accolio da Paolo TT in Roma, Jj Pamhasdata d^obbedionta invicUa dal data di Milano n Paolo II i aceoIla eon dlstinti omori a Roma, 143, It 3i ; manutenilone e pullila dl Roma, 146. 11 'sr.; * *ff-'i *ono coatrultt pontl ml Tevere per lo aca rlco d. Immondeaze, 141 1 * it Ri* *" emra d. eestm xiome di dttti ponti, fe, s*t manutenrione d. (trade, a ; 11 i_i dtcembre 1466 giunge a Roma Gior gio Caatriota, 148. 3, n. Tfltolb V ajftda m Fran rtse* dal Borgo la emra d. move eotirmioni papali a Roma, [s_l Carcarl t umila da Gregon'o IXal com, li Roma, 133. 41: aono lnviati ambaaclatori a Roma da Federlco ITI per reMone dl Paolo TT. 97, m senators di Roma Ptrretti Francesco, 154, «; amba aclatori dl Norcla «I recano a Roma per ottenere 11 perdono da Paolo TT, 152, i senator* di Roma il Teoaldetcti, £5 nelle carcerl capltollne aono poitl akunl d. condannatl per ereata nella cauaa d. fra tlcelU di Poll, 15^ s_: vtcende dell'accademla d! Pomponio Leto, L3 agR., n. /-154; ghiochl agonal!, 155j »• acopertaal la congiura Paolo Ilcelehra ogual mentc 1 gluoehl e le fette Indette, ISSl infie rise* la pest*, 158. n vi mi tvolgono per ofera di Paolo II trattative di fat* Ira i primedfit cT Italia, *o-ji\ t1 e fetfcgglata la pace d'ltaJIa, t-n. n. j: Paolo II apfema create pp. crea il DomemieUgover natore di Roma, 1 5°, vlrlno a Romn «I accampano le mlllsle napoletane mandate in aluto i. Slgnori di ToMr, 160, la-li; non avendo mflUIf per reatatere all'eaerelto reglo Paolo TT penaa dl abbandonare Roma, 11-w •, vl al reca In pellegrinagglo Federlco TTT, 163. »-35: rl loggloma Federlco TIT e vlene accolto magnlneamente d. pp., 164-166. Sj vi al reca 11 march. Borao d'Esto che h accolto onorevolmente da Paolo TT, 170. 3 agg.s giuoehl agonall In ocea lone d. venuta di Borso, 22, *ji egg*: corae dl tori ai Teataceto nella medeslma occailone, U; NU0I0 V accorJa alia Compagnia f Salva/ere di allemare il material* in rovina d. Coloteeo, 173. /y-aat * nel 1464 per la febbre e la peate neatun card, rl rimane ec cetto U Carraglal, ISO, n-H * prorredlmentl an nonarl preal da Paolo TT, 193-1% r; "aocleti com mercial!, 219T im,; Francesco degli AgH trasporla gramo a Roma per la carettia d. 146*, *9. ge-ty: U llcnarlone ha intenrione dl donare la sua blbllotcca a Roma, 24. F. Bmomaecoru fugge da Roma dopo la cemgiura ordila centre Paolo II, 59, 30% Roma i ai bandonala dal card. Latino Orsim temendA rapprrsa glie da Callisto IIIper il disHehe Ira Napoleon* Or sini * Bverto delrAngtdllara, 89» ezx ric, * XVI!I, Mj Roma (arcrx) di Tito e di Seltimio Severe rettattrati da Paolo II, 1J2, jj. — (amnova) latttuxionl, proTredlmentl annonari d. papl, 98.101. — (bihtjotrchk) * Barbouha . XLVII, 23-. — Casanatrnsb 'descritto il eed. 397 conttnente il comment* di Gatpar* Veronese alle Satire di Giore note, XXVII, 4=24 „; U end. nSj, content* le Regn lae grammaticae aV Gaipare Veronese, XXXII, **14% XXXII, tSzjt»', 'cod. 893, TS*l, '7»9 eonte menti Gievenato, PerHo, Orotic, XXXVI, est' w — (padri prboicatoki di Sawta Maria sopka Mi Hbrva), xi.vn, 21 — (vatxcaka) v. Vatican*. — (cabcbju), 48, isj 50, 17 agg.: 104, s* *gg' (CABTBt SAirr'ANGKt.o) \Mol* Adrietna] vi giace nuUalo o prigione il Platin*, 12, £jj ISi f' rl fe Ppi gloniero G. Treblaonda, 43, li tI e prigione Angelo del Bnfalo, 45, iij e adtblto a careere da Paolo II, 48, Uj i ocenpato dad Seneti dope la morte di Pie II, y; "* nssnme la enit9(Ha R. Sancket do Arovalo, Zi Vg; 113,/*; serve da career*, 105, r; da Paolo II ajfdata la enstodia ad Andrea da Fano, 119,44*^y vi i prigione Francesco delCAngnillara, 1?S, g6i Paolo II vl tlen prigione Fraoceaco d'Alviano, 130. •i ri c raeaao In prigione da Paolo II Stcfano del Contl, 153. 9-U: vi sono rimciiusi alensu aecademiei Pompeniami, Lil passim ; vi si diteute daiprigionieri fomfomani interna alia pat* d*Italia conesins* da Paolo II, 159, 09 sgg.x Paolo II ri porta tutti 1 teaorl all'arrlclnarai d. mllbde napoletane, 160. 13 H; alia morte dl Paolo II rl e portato e conaer rato U auo teaoro, 176, a agg. ; * vl langue prigione Agoatlno Campano, 182. 30 .; «acoperta la congiura contro Paolo II vi aono dbpoatl prealdll, 31,; per U prlglonla d. Platina; v. Plaiineu — (CHIBSS): (Saht'Aoata dbi Goti o dbxla Sdbvbba) rlc, 94. 3; fuol commendatarl; v. Barbo P. (Paolo II) De Primis G., F. Gontaga. (Sakt'Aqkbsb) il earcofago di sent* Costasua S tremportato da SaafAgnese nalla piatta di San Marco, 19, es. (SAMT'AooSTOfO) rlc 28, flti 2±a oa± (Hant'Anabtabio ruoRi lb mora) ric., 35, n, (SANr'AKI)RBA ORGLI ACARICARl) He., 106. JtU (Samt'Anoblo) (cardinals) v. Carvagial. (Sant'Angrlo in Pbschbria) ric* HQ, u± (Saxt'Afoixinarr) tie., 31, st, (Aracbu) iserixion* tepoltral* diSeat*FioccV, 13, tb; h frequentata da Paolo II che tlene la quel conv. un appartamento, 107, 12, ib^ex notitio eke lo ri gnardane, e*-eo\ nel mon. Paolo II rlcovera parte d. Canonict di aant*Agoatlno cacciati dal Latcrano, [Roma] 111, 1 INDICE ALFABETICO J; i fr. sono inearieati di stahili eiemosine mm ssUda Paolo II, 137, ss-ss; guardlano d. conv„ 138, 8; vi i indetta da Paolo Ilia pac, d Italiapresents gli ambasciatori d. van prindpi, 158, s gg Roma (ciiisse): — — (Santa Crock in Gkrusalkmmi) ric, 190, 79. — — (San Giacomo) ne « eappellcotofro? Gattia, 17, r (San Giacomo sul Gianicolo) ric, 7, 3i. (San Giorgio) [ad velum aaremm] ric, 171, 17. (San Giovanni Latkrano) vi i incoronato Pat io II, 7, si; rlcende d. Canonlci, 8, 3 agg.; ric, 9, 7 ; Paolo II affida la ch. al Canonlcl regolari In luogo d. Canonlcl aecolari, 110, 7; 111, 13-M; anchc Euge nlo IV rlmuove 1 canonlcl aecolari per affidare 1* ch. al Canonlcl agoatialani, 110, 11; Callisto III rl mette 1 Canonlcl aecolari In luogo degll Agoatinlanl, 111, 3; 1 Canonic! dl aant' Agostlno tono cacciatl con violcnza, t ; Paolo II prowtde a/la costruzione d. core, 3S\ Paolo II asscgna rendlte al Canonlei di sant* Agoatino, 19-20, 44 sgg.\ 11 i° gennalo 1469 Paolo II celebra le funatonl rellgioao preaente Fe derlco lit, 164, IS ; vine censegnaio da Paolo II it calico ojftrto dm Lmigi XI, 169, /,-«; • Paolo II pro code contro I canonlci aecolari, 183, 36-37 ,; "I'or. d. canonlci aecolari h soppresao, 184, so ,. — — (San Lorenzo in Damaso) vi al rcca la proces alone fatta per la pace d*Italia, 159, 1 ; vi c aepolto il card. Scanunpo, 25, it; 1 canonlci ne derubano il cadaTere, 30 agg. (cakdinali) v. Do JkO/la G., Scarampo L. — — (San Lorknzo in Lucina) ne h card. Klllppo Calandrlnl e la riataura, 40, 12; * ric, 220, 1M — — (San Lorknzo ad Sancta Sanctorum) Paolo II affida la ch. al canonlci aecolari lateraneal, 111, 16. (Santa Hjcia) (cardinals) v. AhcUr/ C. (MAOONNA DDXA CoNSOLAZIOMS) notitie che si riftrxtceno alia sua origint, 157, 70 sgg. — — (Sam Marco) Paolo II vi coatruiace vicino.il pa lasso, 4, 33; coatruzlonl e apeae di Paolo II, 6, 1; ric, 9, 7; 81, 10; Paolo 11 accorda indulgence, 11, 10, ts-jo; accorda prlvilegl, 81, S9-7»; ric, 116, 7; c rlnnovaU da Paolo II, 156, 1»; vi tpubblieata la pace d' Italia, *; vl e ornato d. Inaegne cavallcreache Napoleone Oralnl, 167, 7; " acoperta la conglura con tro Paolo II 11 pp. vi fa disporre preaidi, 182, 36,. — (cardinale) v. Sarbo P. (Santa Maria Maooiork) e ornata dl aculture dal card. Estotitcville, 31, 33; 32, tj sgg. (Santa Maria soi'RA Minerva) " sua blbllotoca, XLVII, 23,; lavori eacgultl dal card. G. Tebaldl, 30, 33, a* tgg.; ric, 36, 34, 43 sgg.; 53, ; 61, u. (Santa Maria Nwova) ric, 81, jo; 111, W; ' 190, to ,. (San Paolo allb Trk Fontanr) * risUa/a da Federtc* III, 165, 60-bs. (San Pibtro in Vaticano) ne e arciprete 11 card. Pietro Barbo, 4, 12; vi e canonlco Doimo da Valva sone, 15, 70; altari eostrniti da Paolo II ad enore di Ragtnio IV, 80, is-st; vi i tofolto Francesco dal Borgo, 148, st\ Paolo II riprende la coatruzione dell'abalde corainclata da Nlcolo V, 157, I ; Paolo II nel glorno dl Natal* (an. 1468) celebra la roeaaa alia pregcnui di Federlco III, 164, 5 agg.; vi at reca pro ceialonalmente Paolo II, 168, 11; palaxxo degll ar cipreti d. baaillca, 172, II, «-j»; vl sono celebratt 1 funerall dl Paolo II, che vi e tumulato, 175, 27-2»; ae polcro dl Bugenlol V, 2»; * scopcrtn la conglura con tro Paolo II vl aonopoatl preaidi, 128, 31,; ric, 9, 6» (CANONICI) v. Sinibaldi P., Albano (di) AnlonsUo. — — (San Pibtro in Vincoh (cardinau) v. Cnsano. (Santa Sabina) (cardinal*) v. G. Do Primit, EroH B., E. S. Piceolomini. (Santo Stkfano in Cacco) ric, 138, 10. — — (Santo Stbpano in Piscivola) ric, 106, si — (CITTADINl) t — — (da) Angblo *ha la podeatarla dl Barbarano, 191, 30-33,. (da) Paolo orefice lnalgne, 53, l; notstit cko lo riguardano, 52, tb-tS; v. Amirta Romano, Antonio Romano, Asparo G., Albertit, Ardita, Archiani, Bar berini, Boccacei, Cajfarelli, Capaceini, Bardolti M., Bona lies, CaetaM, Caprtoli A., Cafreoli G. B., Co lomna, Costa P., Giordamf P., GotHfrodi, Gmidi G., Marintlii A., Mentabona, Orsixi, ^nadracH, Salo mon G., F. de Sangmmois, Sarti C, Sinibaldi, Sfrc cit G., Susanna G. B., Tobaldi, ToxMolo L. — — (da) Pibtro Giuliano [Petrus Ialiasm* do Roma] i incaricato di faro elsmosins da Paolo II, 137, *7 sg. — (Confratkrnitb) " Comfagnia d. Salvatore, XXXI, 11-is. — (coi.ossbo) combattimtnto di tori, 181, to; rovino, 173, 17 sg. — (colossi dbi. quiRTNALB) rtsionrati da Paolo II, 172, 37. — (Gianicolo) vl ha una v;lla 11 card. Tebaldi, 7, 30; e una Girolamo Riario, 7, is. — (oiustkib) eaeguite aotto Paolo II, 104-105, 153, is tgg. — (moms nrronis) r. Vaticano (coll*). — (Ospkdau) Santo Spwito in Sassia [Sania] vicendo d. suo j*ostesso d. caste!lo di Giove, 130, S4 sg,, 69 sg.; vend* il cattetto di Campanara a Carlo Eroli, 35, bo. — (palazzi): (Govkrno Viiccmo) I comfitUo da Stofano Sor dini, 51, 49. — — (San Marco) sua coatruzione, 4, 23; ne i ar chltetto Francesco dal Borgo, 48, s ; la sorvoglianta degli afparlamenti * affidata a Doimo da Valvatont, 15, 7t. — (wazzb)i (Agonalb) gluochl carnevaleschi, 155, 6. (Givdba) ' ric, 204, 4» (San Marco) vi trasportato ii tarcofago disania Cottama, 19, a*; ric, 136, af, as. — — (Parionb) ric, 136, 31. (PAaquiNo) vi arigo nnacasa G. Gotti/rtdi, 19, 93. (Campo db' Fiori) ric, 136, 30. — (pontb) Sa»t»Anoblo rlcn 9, *4% vl aono cret.tl da Federlco III cav., poetl dottori, 165, 3-$, ia-Jt. (Mammolo) " ric, 205, is „. — (ports) : (Maggiorb) ric, 11, at. (Pbrtusa) " ric, 191, S» ,. (Sumaniculahis) [Stttimiana] ric, 104, ». — (Mura) reUaurat* da Paolo II, 224, 60-04. « iRo 262 Roma (rjoni): (Arbnula) nr., 136, to, (Campitsuj) ric., 136, or. — — (Campomarzio) ric, 136, s7 — IND1CE ALFABETICO Rosso Gabriblb « ric, 204, *-S4 — — (Colonna) ric, 136, S7. (Monti) ric., 136, 14. (Piona) ric, 136, so; 157, U; 158, n. (Pontu) ric, 38, it. (Ripa) He, 136, 42. — — (Sant'Anuklo) ric, 156, 6. (Trastbvbxb) ric, 136, 4. (Trbvi) ric, 136, jo. — (RUPB TarPBa) vi voagomo giastitiati i condannaH, 158, //. — (Sapibnza) * vl profess* Gaspare Veronese, XXV11I, 11-1»,; X. GatU, 61, 7/", P. L*to, 154, ji-So; * II PandonL, 219, as.; ric, « XXVII, 1»; XXVI, u ,. — (Scuot-A Palatika) studi ck* vi sifro/etsavano, 54, — (Statua m Marco AuRK.ro) rtstaarata da Paolo II, 172, 34. — (Suburra) ric, 94, /». — (TrrmediCostantimo)rtitamrat* da PaoloII, 172,jt. — (Tbstaccio) gimochi carmevaletchi, 116, it; cots* di di tori, 170, jt »gg. — (Vaticano) * blblioteca papale, codlci appartenenti a Paolo IX, 25-3», 14, "codlci I)e G est Is di Gaapare Veronese In essa conservati, XHI, 1»; XIV, ttato di abbamlomo alia mortt di Paolo II, frovvedimenti di &Mo IV, 1-$ *\ " d**critiont d. cod. Otlobon. Iat. IS47 conteaonte trattati grammati cali, XXXII, jj-43 "id. cod. Vatic. Iat. Ml10 contemnto Porrio e Uiovtnale, XXXIV, ?-tt " cod. barb. lat. (Barb. XI, 3) contemnlt Giovenalt com mentato da F. Filel/o, XXXVI, jo-jj ,; 'cod. Vat. Barborin. lat. 1809 tontenonl* la corrit/omdoma epistotare di Maffro Vallarttso, 179, 2-4, 14-tS „; * nel tuo reclnto sonu tcnutl sotto sorveglianza I Pom ponianl, 154, 56; vi i frofarato faffartamonto for Fodtrico III, 164, jj; * scoperta la congiura contro Paolo U vi aono disposti preiidl, 182, 3»,. — (Vaticano colls, Moss Ncronis) vi si seofrono vasi antUki, 173, 4 sgg. — (vie) maautinzion d. vio di Roma, 146-//, 147, /. (Awditoris Cauuai) ric., 136, 30. (della Minbrva) ric, 136, 30. ROUBN (CAROINALB Di) V. KstOUtcvillt U. Rovkrb (duj.a) Francusco v. Sitto IV. Rovekklla Bartolombo [Cardinalis ravenmas, tfiscofns (ra i ravtmnas, Robortllus, cardinalis Sancti ('lomtntis] e preiati piu coaslderatl da Eugenic IV, 35, 2; non per prosapta, ma per merltl t creato card., 4 ; rcndc amico al pp. U re dl Napoli, 4-»; e creato arci-v. di Raw*** da Xicoli V, card, da Pit II, 1-6; promotorc degli studi di umaniti, 10, 00-40; trttimom'o d. tre gma sti/uiata da Paolo II tra AuguillaTa-Colonna Ortiai, 118, //; legation* a Ferdinando iPAragona, 149, Ms; 161, 1-4; sue notiiie, 41-60; Eugenlo IV lo prende tra 1 suoi cubicuJari e lo elegge suo »e gretarlo e poscia rose dl Ravenna, «-11; Nicolo V gll affida misslonl polltichc c governl di proTlncle, 12-1«, ha ufficl da Caliisto III e da Pio 11, 16 sgg.; suo gorerno dl Viterbo, 162; famiHare d. vetc Ac daficda, *j; Invlato da Paolo II come mediatore d. pace tra Ferdinando di Napoli e gll Orslnl, 10, m. St 163, l; govemaiort di Beuovcnto, 162, 7/; 163, a; ka missioat da Pio II di dirimert lo corneroversie tragli H/inelli, lt2,T4-77\ h» per famUiare Bonadco da Brescia, 163, 1, «-/»-, da Pio II h posto al goreroo di Benevcnto, 4-5 ; b creato da Pio II card, anche ad istmnza dl Ferdinando di Napoli, 5-16; Paolo II lo Invia leg. a Ferdinando, 16-33; o accolto onorerol mcntc dal rc che gll va Incontro ad Arersa, 17-JO; e mandato da Paolo II a tedaro le ditcordto tra Rieti e CUtadutait, ij-,s; * r;c, 1S9, 61». RovBRBlXA Lorbnzo \cfisco(*t Forraricnns] filosofo, teo logo, medico fam.Hare dl Paolo II, 14, 34; motia'o bibliograjickt, «f-15, 7; "fa parte d. coiumlsstone per la rlforma deU'or. dl RodI, 185, 55,; " familiars dl Paolo II,-'13, »,. Rovioo (ciTTADIMl) v. Rovertll* B. c L. Rovira (db) Bartolomco " ric, 220, is m Ru.'iTicl (on') Aoapito [Agafitm} Citrii, fraosul Eccle* tiao camerimae\ d. sua mortc prova dolore Paolo II, 83, 33, »#-//-84, tj-jj. Rubtici (d*.) Ckncio p. dl Agaplto, S3, 23. Saubadini Rbmioio " suo giudizlo sopra le R egulae di Gaspare Veronese, XXXII, S-», tj , ; « ric , XXVIII, n-*9 r (papalr) ric, 136, to. Romaona [Romamiiola] ric, 131, 4. ROHANDIOLA v. Rotnagna. Romano c. Roma (dttaoUni). Romano Antoniazzo difing* la ch. d. Comsolaxiono a Roma, 157, 77-7*5 ric, 158, 37-4'. Romeoia (da) v. Fava X. Ronciolionb la cattellama i ajptata a Ricdardo da Val vatono, 16, 4. — (da) Lorsnzo medico cura Paolo II, 175, *. RoNCONB AnokLo t incaricato da Xicoli V di tagliar la ritiraia a Everto degli Angnillara, 87, tt; i to~ sfUtato di tradimonto, 04. Ronokronb \Roggerone, leront] da Cblano foatUtario di Baliorano nr. r ifogliato da Ferdinamio iCAragona forcbe fartigiamo dogli Amgioimi, 160, fJ4 \ " noti »ie cbe lo rlguardano, 223, «2 agg. Sabma v. SavcM. Savulij Giacomo [lacobmt Sabelltu] rlnto da Nicolo Forteguerri, leg. dl Pio II, 126, 23. Sadicluco Marco Antonio « dlscepolo dl Gaspare Ve ronese, XXXVIII, 7-1 „. Sahinblla ralle pr. Norcia, Everso degil Anguillara vi i' schiera le sue rruppe contro i Nortiai, 87, 14, o~ib. Sagrrdo Albano "marito di Bianca Barbo, cit., 216». Sala (dkixa) Gbntilb [G. dri Mo*«tdo*cki dtlla Viftra] notijica la proroga d. tregua a Xafolo»t iJrtiii e a Everto degli Anguillara, S8, 3» ; si ribeUa a Pio II e per opera d. card. P. Barbo fa pace con lul, 90, 1-6; accolto profugo da Paolo II, 91, 10-13; relation* con Paolo II, is sgg.; muorr nclla /. di Meliml/a, 40-y. Sala (uklla) Pibr Antonio, st riconcilia coi Monaldoifii dttla Ctrvarm, i fmvorito ,la Paolo //,91, Salbrno (cittadimi) 9. BrioH. Salomon!-Sepolcro] [ INDICE ALFABETICO Salomon! Giovanni procnratore nella tregna Colonna Orsini-Anguillara, 118, 6s. SAMnirci castello di Francesco iPAtUiockia, 133, is. Sanciisz Rodrigo db Arkvalo assume la custodia d. Melt Adriana, 48. 7s sgg.; sno ofnscolo trnlla pcstt, 49, U\ i U prima d. castellani vescovi d. Mole Adriana, 113, js\ discutt col Platina nd bet*fid d. pace e d. guerra, 159, to-ji. Sanuonnimi Nicolo governatore df San Gcrmano, 134, S; notitie eke lo rignardano, 6jSj; ' famlliare di Paolo n, 21 1, t ,. 263 alia morte d. zio portando via le sue glole, 106, 1 »gg-i '9-JJi ric., 25, r. Scarampo Bartolombo dlssifa i beni d. card. Lndovtco, 106, 31-33. Scarampo Francesco fratello di Barfoloraeo riceve la cittadinansa da Firenxe, 26, Vs. Scarampo Girolamo fratello dl Bartolomeo riceve la cittadlnanza da Fircnzc, 26, 21. Scarampo Ludovico \Ladovicn* Scarambus, Patri&rcka Sanoallo (ba) Antonio trasforma la rocca di Corekiano in magnifico palasso, 131, 4J. San Gkmionano (da) v. Buonaccorsi Filippo « Francesco. San Giovanni (da) «. SigkicelH G. SANNITI [Sannites] rlc, 35, ». Sanskvkrino Roberto * rlc, 224, 31 Santacrocb Andrea «pacierc a Roma sorto Plo II o Paolo II, 222, 6*-7o „ Santacrocb Paolo «ric, 205, tt, 40,. Santa Maria di Avignonk [Sae/a A/aria AvinJonis] tenuta d. Patrlraonlo, rlc., 196, 3 ^ Santi Giovanni podesta pontifido di Bertinore, 132. ts Sanudo Marino fa derivare lafamiglia Barbo dd Bar bolani, 69, »-70, a. Sapybnzkv Giovanni ambasdatore d. re di Polenta Paolo II (an. M67), 45. 17. Saracinbsco castello agghinto da Paolo II al dorolnl d. Ch. 133, 2; me notisit, 63 sgg. Sarazansxsis v. Nicelb V, Sartana (da). Sardbona *fr. minorc pratlco di pletre prczlose, 189, 5»,;-rlc, 190, 2»,. Sarsina (vrscovi) v. Ptliicani P. Sarto (del) Cmstofoho e depntato alia enstodia d. Ca stello di Saracintsco, 133, go. Sarzana (da) Paolo [Paulas Saratttnensts] aspira al cardlnalato aenxa successo, 6, 2-7; notitie biografi cie, 1-st. &AR2ANA (VBSCOVI) V. RetStUiti T. Samo (drl) Antonio • ptttore fiorentlno a Roma, rlc, 205, 21, 24, T-'4 Sassopsrrato Paolo II me notnina eastoltane Berardo do' Bardolli, 152, 13-is. — (ciTTADun) v. Oliva T., PoroUi N. Savblu (pamiqlia) fendataria di Rignant Flaminia, 132,*. Savelu Giovan BattistA [lohanne* Baftisla do Sabellis] per opera d. card. P. Barbo rlottiene gli avltl pos sess! da Eagenio IV, 91, 12 sgg.; e noralnato da Paolo II protonotarlo apostolico, IS; governatore di Perugia, jo; governatore di Bologna, 92, U; smoi ra/porti con Norda, 151, 6*. Savblli Mariano [Marianus do SabttHs] ricupera gli avitl posseaal da Eugenlo IV, 91, 12 agg.; notisit cJkt lo rignardano, 37-60; gli seme afidait tlargitions da Paolo II, 137, 34. Savblu, lecallta pr. Norda, He, 87, to. Savoia alleantut d, data Amedee IX con Paolo II e Ve ntsia contra Milano, Fircnts, o NafoK, 166, so. Savonensus v. CaldtriM V., Delia Rovort Francesco. Scanobrmbd v. Caslriota. SCAKAMHU8 r. Scarampo. Scarampo Alvi»b cubicularlo d. card. Ludovico, tcappa aauilegensis, L, PotavinsH, eardtnmUs in titnlo Sancto rmm LamrtntH ot Damam\ " sua morte rlc, X, M „; 24, »; suol rapporti con Paolo II, 7, JS, n. 4; creato card, da Eagenio IV, 24, J; e uno d. plu ricehi card., 23, l; avrebbe voluto la morte dl Pietro Barbo e gli resta nemlco, 24, 11-16; piccola parte delie sue aoitonze tono date al poverl e alia Chn 21 ; lastla. eredl i nlpotl, 23; le sue rlcchezie erano venute dal maneggio d. soatanze d. Chleaa al tempo dl Euge nlo IV, 23; II teatamento h abrogmto, U-n; laacia ricchezae e pararaentl a Flrense, 25, S; sue rlcchecse dlvise tra leg. pli e rellgioal, e date in parte agli eredl, 26, u-17; il suo cadavere e spogllato dal ca nonic! di San Lorenzo In Damaso, 25, 13 sgg.; gli viono conctssa la dttadsnanta fiorrntina, 27, *s\ lnl mkizla verso Francesco Piccolomlni, 30, 3; inlml clzla dl Paolo II, *; sua amiciiU per il Tcbaldl, 31, 1 ; ierma una trcgua tra gli Angulllara e gli Or slnl, 89, I ; amice di Pietro del Monte ed emnlo J. card. P. Barbo, 92, sj-s?'t da un canonirato di San Lorenzo e Damaso a Antonio da Tocco, 106, ( . itu mulato nella ch. dl san Lorenzo e Damaso, 10; 11 suo cadavere vlene profanato da Antonio da Tocco, 10-17; ha per faraillarc Buzzacarini Gregorio, 141, 1; w J forse segrttario B. Roverella, 161, it; * ric., 106, 1, »; 201, »„-, * vertenza tra Fircnzc c Paolo II per la eredita d. Scarampo, 219, 33-73,. Scarampo Nicoi.6 fratello di Bttrtotomee, gli tono indi riMsatt elegit da Waldo NalJi, 25, 1 sgg,; eublcula rlo d. card. Ludovico fugge alia sua morte portando via lo glole, 106, 1 sgg., /0-3*; erede d. Scarampo, 24-23. Scarampo Rinaldo * ric, 222, ft Scotia v. Scotia. Scozia « ric, XXIV, it SckbIA (LA) castello d.famigtia de Mareri, 118, j/. Scux-cuRi p. Sgnrgoleu Scutari d'Albania da Scutari miracelcsamsntt viette tra sportata la Madonna a Genatxano, 157, //; cade in mano al Turchl, 12. Sbbastiano * familUre dl Paolo II, 211, 12; 212, 27,. Skiiknico (da) Giacomo Eua [lacobns Hoiia Sibimteensis Dalmata) sta pr. Angelo Fasoll e a lui dlrlge un eplgramma 11 Porcarl, 63, 2»-45. Securanza di Vico v. Vice S. Skgni r. Coats' di S, — (vbscovi) v. Fatini M. I,. Senkca h studlato da Paolo Sarzanese, 6, 6» Ssnensis v. Amtdei L., Btnmi Un Fava M., Loli, Picco lomini, Tolomd G. Sbpolcro (Boroo San) (da) Iacopo sua stdisiont in Rimini contro U Malatetta, 166, 49; Pool*) II st ado/era pr. Iacopo Malatetta per la scarceratione, so-so. ; ; 2b4 SkptkmULkIUS v. Camfano A. Skbmonrta * descrltta da Gaspare Veronese, XII ,. •SliRMONBTA (SlONUKi) V. CattanI. Sbua (vkscovi) v. Geraldim A. Skatino ; SiuiUl'elli Gaspare [Gasfar Saneti Manmi$\ * profea sorc nello studio bolognese, XXII, 23 , ; * vsc. dt Imola, 43-43 .. SioisMoNOO u*Austria ha contesc con Nicolo da Cut* casteUo dl Komagna, ridotto in dl retta poteata d. Ch., 132, *, g& sgg. SSVJCRUII NlCOLd raffrtseuta ta refubblica di Sioua nclla ratifica L face T Italia, 158. oo-ot. Stvuo (San) di Loai [Sanctis Severus LauJensit] mon. rlc, 17«» L SPORZA Albssandko signer* di Pesaro, ties* un ambtucia * tore fr. ilft; 137, 4S\ i lnrlato da Paolo II con tro Roberto Malatota, 167. 4, i£j gravcmcnte ferlto nella b. dl Burgaxxano, 168, 2± tie, 173. eb. Sforza Framcusco uuca di Milanu * sua biografia, VIII, *i« leg* con Flrenxo e U re dl Napoli, XX, JA„; per opera di Paolo Barbo ta pace con Venezla, 75, i-n, 03-9* \ frtdtiigt Benedetto de' Higuardati, 85. as ; col tuo favor* fa ettenert U carte* di unators a Pictro a*' TtbaltLscni, *S; manda G. Piccinino la alulo dl Ferdlnando d'Araguna, 121. frouUa for la sof frcstione di Giacomo Pscctmno, 122. jit; Ic sue letterc dlrette agll AnguiJiara tuuv intcrccttatc dall'csercifo pontinclo, 127. 4_i intervtnto neiia guerra dtgli An gmiliara centre Paolo II, i_s_ „ • i informato dal sue ambaia'atore Xicodtmo Tranc^edmi d, cost dtgli An guHlara td i fregato d sue intervento, 12S, ; rleace « inantenere confederal! 1 prmclpl d' Italia, 142. 10; alia sua morte sorgono inimicizle tra Lprin clpl d* Italia, 13; rafforli con Paolo II, 113, 17-jt; ric, 1J5, 11 13^ ta. Sforza Galrazzo Maria uuca 01 Milano gli aono in rlati leg. da Paolo II \cr coniervarc la pace in Ita lia dopo la f dl Francesco, 142. li: favor* utatogli n*Ua succession* da Paolo II, 143, 4J. sgg.; sua at leanxa con Firense «- Nupoll contro il pp., Venczla. SavoU, 166. t-ll. n-ss : '• Ventiia va in amto d. ff. contro Rimini egii r i Fioreitim scendtreb^ero in cam/0 in aimto d. Alalattsta, 167. so-.it : manda I suoi leg. a Paolo II per comporre la pace In tutta Italia cd aglr contro i Turchl, lb', n- "si oppone al disegni dl BartoKuneo Colleone, I S3, u sgg. * , * tuoI rimettere la dcterinlnazione d. guerra o d. pace al Re di Napoli, 199, u»; 'tuc tratfattTc c propoato per la pace d' Italia (an. nM)-tsj.), 199 21L1 »; " umbra svanire rilUaneti tra hi, l-'iront* t 3 ; per 11 veac. di Bressanone, 2i Li 9'*J Sii.vmtrini Giacomo e cacciato da Norcla, S5j « ; no tixi* c\r lo rigmardano, jj~6o; c p u rulte senatore In Roma, & StMONB * maestro dl caaa d. card. Beaaarione muore in Roma, 180, Zfl Simons di Asoulo " Utttrato ferngino in rrlationt con dotfar* Vtrentse c G. Torttlli, XXVIt, tukn StMoNt di Giovanni v. Ubrrti S. Simonbtta Qttu, suoi rafforti con Falcone OinibaJdi, bh Hi SlMUALDl Falcokk [FaJco Sintbatdms, dt Sinibaldii] * crea to nel 1455 segrctario papale, XXIX. m ; clile rlco d. Camera apostollcu, e lnriato a Firenae per la questione dell'eredlta d. ."5Cai anipu, 25, 7, sa sgg.; fiorlsce al tempo dl Paolo II, WJj bj-ot-bl, i-10: leg. al rc di Francis, fcj ha al auol aerrigl Lorenzo dcgll Att., 6-j iJj (aJj sj; b luandato leg. a Lulgi XI, 144. I sgg. ; ric, ±2i Al V£- ' "Otiti* ckt rignardtmo le sue legutient /r. it re di Francia, 1 ottiene ttiuti tinanziari dal la Francia per spedlzloni contro i Turch , S^ij a* ' nitre notizlc sulle sue legazionl la Francia, 223. M-M,; " rlc, 217. it r. Siniualoi Francesco frmuer* al frattllo Falcone * L jigli ili jnrsf ultimo eredttano It teitante d. fie, 61, SlPONTINUS KPtSCOPUS v. X. Perotti, Sisto IV papa [Franciscus Savomtnsis, Francesco delta Jlov*r*\ * suoi frot'vedimtnti fer ta bibiioteca ftifale, XIV, i-j . i.'a "Sisto IV c la biografia dl Paolo II scritta dal Platina, XVI, |g-3lt j-ie-• " rapport! col Caoensi, XX, Uzii t\ sancisce I'esfulsione d.fradc- tit Sju Giovanni tn Laterano, ^ jj sgg.; crea vote. Stefane Gottifredi 13j t; rafforti co* Paolo II, 55, £2 s gg• 5 Leoneri nuncio • colltltort in Itfagna, 2^2»;* crcato card, da Paolo II, 55^ Si 1 74. lj morta Caterina di Bosnia, manticnt alle quettlre denme st : rtmtft di sua famiglia la tolita fentione, 00, ji manda Falcon* Sinikatdi come gevernator* d. allm mirr* di I'oifa, 61, 10 ; crea card. G. Ji. MelUni, i4, crea una commissione di card, for ta solutiene d. drftiti di Paolo II, 92, si-bj ; frovvedimr.-rt: .tanemari, Nafoli, 201, ta sgg. „, SroazA Irroi.lTA spot* Alfonso ducu di Calabria, 1 15, pasta for it stala fontificio, *.-j*. Sourooi-A (dbu-a) Pjkrpaoi-o [Prints PanI*s dt in Sen/ euri\ parfeclpa alia tregua Ortinl-Anguillara, IIS, 1£ gg SlKBKNKIKTKM Giovanni gran maestro driver. cavaUt reteo iti son Giorgio, 16*1. tj: gli rimt il*ngnata com* rrsidtmta Milstat, is SicuLO Giovanni v, Catatano. Siena Paolo II perscguita I fSenesI, 1 7. .u-n: vigodr btntjici L. Vati, 23^ jjj monantiTl, 'H^ ,1 tg-. — (plTTABlNi) v, AmtJci Luca, tlcruardtno da (.San), Piccolomini, Spannoic&i, Tolo'ifi, Turco O. — (vrsl-ovi) t'. Piccolomini Francesco. — (da) Giovanni ric, [5^ &x. ilOATTl, casttllo L famiglia de* Mnreri, 1 li, */, it V*T' Jnseta fortart senxa far /agar* oner* frnntnto in Uguria a' suoifartnti, 23j. masttient Luca Amed.i nell' Hjfirio di Reffort d. Patrtsnonio, 101. 7j; "«» on brev* tottofone Giovanni Burba alia tut' la d. card, Marco Barbo, 1 14. 15-1»; da ac! Ago stino Barbo in Coramcnda I'ubbasia bcnedettlna dl Valla]ta, 115, it-io\ Jit una sei-venti.ir a Afrnelao di Vico sui frovfonti d. Crociata, 119, 41-41', fa rtstau rarc la rocca di Budu, 1 28, tti scorera Francesco di It 1'Aiguiliara, gli ordiua il fagamtmto d. dote di Lncr ?ia F'arntse, 129, go; ricouetct i Jiritti detfesfe di .Santo Sfirilo su Giove, 130. al tgg.; esorta L signOri tPAJviano a drsittrre dalla frtsecttxionc dt ait uni ahitttnti di Alviano, 131, 13-71 ft invtstc mm Or tint l. trrrc drgli AJviano, 77-.l1* sorto il pontificato dUtrutta la rocca dl Galkao. 133. \ \ forse in Inoge d. rocca di GalUse fu diitrutta qutlla tU Corckiane, [Somma-Tivoli] INDICE ALFABETICO jtf-ij ; fa com/tere la rocea di Toils', 135, c , totto di lui umbra ritorga la fortuna degli Ortini, 139, ji\ erea it /rinei/e Araniio Cattriota frotonotarie a/o ttolico, 140. si \ riorganirza it magittrato d. tirade, 147. tt ; affida la manuimtione d. tirade a Gtrolamo de' Giganti, 6gj libera Ferdinando d'Aragona dali'ob bligo d. ecHSO alia Co., 150. to; nttta tua incoronatione gli ahitanti di Arquata dot Tromto ft tagnano d. A'or cimi, 152, tj-jo; riaitumc ai tervigi d, tania Sod* Cetule Lmca Tottoli, 156. to-jo; concede indulgent*/er la Co. d. Contolasione in Roma, 158, to-ts: atcorda frotetiont a Pier Paolo Guantelmi, 161. is; fromie dtmcnii frr impeiire I'etodo di oggttti antichi da/la 173. n-js'i concede a Piotro Lm/i certa attoiutione /er godimento di benefici d. tuo ordine, 175. i8-to\ avrebbe /er medico Valerio da Vlterbo, 175. je-eo; gli rcngono contegnatl i te»ori di Paolo 11 conscr vati nelia Mole Adrtana dopo la »ua morte, 176, 265 Stasius v. Barattani S. Stkfano, famigliare di metier Francesco daI Borgo, 148. Svkfano « maeatro dl ttalla d. pp., 204. Hi 212. w Stkfanelu Dombnico */eseivendolo'a Roma, 207. t „. Stklla Anoelo *arclprete dl Sutri, famlltare di Pao lo II, 2LL ill 212, 21,. Storiourafia papalc mil SBC. XV • VII, i^g. Strabonk tradotto da Gregorio Tif«mate e ojtrto dot Butti a Paolo II, 18, 10-19. Subiaco moo. govcrnalo dal card. Torquemada, 3_7, 2^ 53, U fei tgg.; ttamf* ivi etegmUo, 57, at tgg. Sulmona [Sulmo] *ric., XXXVII, It,; 63, Z. Susanna Giovanni \nhat do Ciocti*, dot/it] tuo acame, 62, 30; notitie ml cognome, j4-/J-63, 6-11. Sutri [Sutrina lirbt] ue e data da Paolo II la fodetta ria alPInfeumra, 9, j*i k visitata da Paolo II, 105, I6i « rlc., 194, A3 t-10; secondo it Platina avrebbe dovuto fagart ingenti debiti ai creditor! di Paolo II, eo-et: impegna e vende raoltc gloie appartenutc a Paolo II «3 sgg-j " crta notaio a/ottoiico Agottino Majfti, 182, u\ m j mo breve in favore dell'or. di Jiodi, 18J, ts * i totto di lui defOntario d. Camera /a/at* G. France tee FrandotH, 204, X-o „\ " Martina Controrat et*~ guiice /itture /er lui, 205. lA , ; * ha /or familiar* ISaldattare da Biandrate, 212. jt m ; " ia/er ekierico di camera B. Regat, 215. r 'ha per acudlero d'onore Antonio da Noceto, 214, Za„; " XIII, Mj XVI, u XXX, a Souma (ua) Pxutro 4 incaricato da Nicolh V di tagItar* ia ritirata a Everto detfAnguittara, 8_7_, JO. 6.JMMA1UVA Giorgio " traduce Giovcnale, XXXV, t-w .. Sonsa Giovanni * rlc., 190, ii „. Soka ric, 121. jo; spedixiono di Ferdinando di Napoll contro Sora, 160, 21 ; fu quetto dmcato totto Udominio immtdtato d. Cl„ at tgg.; ne e govcrnatore papale Angelo de CarU, 161. ai not/tie tui snot stgnori * tmlta gnerra, 16t. a* S' Sora (ovctu) v. Guantelmi o Cant11mi. Soranzo Giovanni * uno d. Died propone che Venezia n.Qscgni Pomponio Leto a Paolo II, IS.1 ;, ii „. Soranzo Or&a * m. dl Paolo Uarbo etc, 216 „. buRo Giacomo (da Sorai) prefetto dell'Annona dl Roma nel 1467-1468, 97^ i£i « 193. 17 Spaona [Mit/ania\ * Pi© II In Ancona tiene un oonci storo tulle provvlaloni ecclcaiastlche, 181. LJ B• Nfalatro (vuscovi) v. Lorenzo Zone. Spannocchi * mercantl seneai a Roma rlc, 205. 41 Spbcciii (ds') Giovanni {lokamnet Sfecut] " romano, rlc, 189. u SpkCUS r. S/eccki G. Spinblli, tignori di Rocca GngHelmina, 121, is~as\ con trovertic /er it fottetto di atenat ferre, 176^ 1j-tr. Spinklli * mercanti a Roma, rlc, 204. 32 Spiriti Gioroio da Vlterbo ottitne Votercitio d. dogana d. tratto d. tale e d. grano, 191, ji-ss » Sholbto tinodo ivi lennto (an. 1469), 3^ ^ — (vkscovi) v. Eroli B. Spolrtani *1 alleano col rlbelli dl Norela, 85, a. SquATRACCls (dk) v, *uadracci. Sta m pa introduzione dcli'arle a Roma totto Paolo If, 52, L58, l — (arclfrsti) if. Stella A. Svrtowio • imitato dal biografi quattrocentetchi, VII Taddko m Giovanni • dlpintore rlc., 204, 44, /2 »• Tadobo di Tommaso, * dlpintore, rlc, 204, jl„. Taouacozzo, freteto dagU Anguittara, 88, n, 1 ; ric, 129, go. Tamioi [Tiamit] ric, XXIV, at.. Tarazona v. Tiratonenstt. TARBNTQfUa "XXVII, 10,. — (princbps) v. Ortini G. A. — (kpiscopus) v. Ortini M. Tartarimi Giovanni « eatentore d. bolla di Paolo n per la rlforma dell'or. d. car. dl Rodl, 188, Trano [Tteanmm] (caruinaLr) Forleguerri. Tbbaujrschi (di") Pibtro i forte dal Cameuti confute con Giacomo Sitvettrini, 85, at; creato cav. da Bmge nio IV, 4t; notitie cue to rigmardamo, *Stgg.; creato da Paolo II ttnattre di Roma, 152, b-^ • altre no tice, 22L ttigg. ric, «220, 4, Tkbaldi (db») Frakcbsco af/artien* at ca/itoto di San fAmattatia, 30, &l Trbalui (ob') Giacomo [cardinaMt Sand* Anattatiat] creato card, da CalUato III, 30, U; fabbrlca una ca pella nel tempio dl Santa Maria aopra Minerva, Mi e amato dallo Scarampo, 31, ij ha una villa tul Gianicolo, 7j 30, 11-17; ric, 34, 77j 10, t; 24. U. Tbbaloi (az1 ) Simonk medico rlc, 10, 6; 30, 16; cancel Here di Roma, 12, zZi Tbrxnzio "tplegato da Gaapare Veroneae, XXV1TI, U.. Tbbni «ric, 199, U^Xlr Terni (da) Francesco • rlc., 207, 4 Tbrracwa «e governaU da Giorgio Tolomel, 205, at,. Tbssalonica (i»a) Tbodoro v. Gata T. TbSTACCIO rlc., 170, tt; ir. Roma. Tbotonxcub v. Corrado. Tbvbrr [Tiberit, Ttbrit) ric, 91, a. Tubanum v. Teano. Tmoniani (cakohici latbranksi?) ric, 8, 10, 0-10. Tivbrnatb Grbgorio traduce Strabone, 18, £i Tiovu (dk) Giovanni t-. Tiveli (da) G. Tiumano • famlllare dl Paolo II, 215, u TlMOTBO v. Mafei T. TiRASONKN&u v. Fcrrid. TivoLi [Hburtina Urbt\ ric, 133, a; 210, egg. 266 Tivoli (da) Giovanni [Man*** de Tigu/i] * famillare dl Paolo II, 211^ IT; 213, Wj 214, 1 ,. Tocco [Tocekum] paesc U. regione aquilana, 106. L Toeco (da) Antonio [Antomas dc Toccia] Paolo II cter cita au di lul la gluttlsia, 106. fainiliure d. card. Ludovlco iiearampo ottiene il canonlcato d. clu d. santi Lorenzo c Pamaso, jj c accusato dl aver de rubato di vestl e gwnmc 11 cadarcrc d. card. S-a rampo, 10-17- e dcstltulto da Paolo II dal canoni d. Santi I.oreiuo c Damaao, 107, Li fro/ana il ca daverc d. Scaramfo, 26, 34. Tocco (da) Axdrua f. di Egidio, 111, it. Tocco (da) Eoioio ka Tincurico da Paolo II di costrmirt il coro di Ham Giovanni J.atcrano, 111, t-so. ToDRScllTKI PiccolomINI Francesco v. Piecolomini F. Tool [civilas Tudertina] ne i originaria lafamiglia Atti, 63. itr-iS: Paolo II vi la cottruire una rocca, 134. II; no/isie riguardanti la rocca, to sgg.; vescovi fotti da Paolo II al governo d. c, 13j, jj-jj ; " rl tl amroala e muorc II card. NicolA da Cuaa, 181. 21 sgg., s, d „ * caateUani, 2Ux & *8K- ~ — (caSTUXani) v. Del Carrtito U. — (cittadini) v. CiiaravallcscH G. Toffia (db) Antonio * cnplatorc di codlci, IX, a. 171. jo-jj. Toffia (db) Dombnico " /. di Antonio, IX, a. / ToLboo (da) Francesco \Franciscus kisfanus\ pronuocla I'oraalone funebre di Paolo II, 176. y nunzlo d. re dl Spagna, 2j * nottxio cat to ncnardano, si-js .. Tolpa "nel 1461 rl e scoperto 1'allume, XXIX, 2Zz2±„? ricerche di Gaspare da Verona, 52, 24j 54, 4, 00-61 ; i gorermator* d. aUumitre Falcon* Sinibaldi, 61, /0; Inlmiciilc degll Oraini, 167. ?o-75; Tolfa Nuora h feudo dcgli Oraini; campagna di Paolo II contro Tolfa, 160. '-'» ; e venduta da Ludovlco e Pletro suoi slgoori a Paolo II, u so; noHxit, 10-41 ; ric., " XXXI, iJLai iti ill iilii tLl iiA 4. Tolfa (sionori di) 1« jigli* d. nignori di Tnt/a ricevono dots da Paolo JI, 137, 41 ; Ferdimanlo d'Aragoaa in trrvien* n*l conjHtto tra la santa SeJr 4 i. signeri di Tolfa, 149, 62.. Tolfa (dblla) Lt/oovico \ T*Jfha» dominus] at lamenta di non riccvere da Paolo II compenso per le ml nlere dcll'allume, 59, jj, b-10; campagna dl Pao lo II contro di lui e il fratello, ItiO, 1-)»; vende per 17 000 ducatl a Paolo II TolfaTecchla, ls-30 notisie Hguardanti qmctli /atti, to-41 \ ric, 32, 22. ToiLFA (diXLA) Piktko ric. insitmn a Lodovico. loLOktul Andrba ric, 2!i, 7^ TolomuI Giacomo DI Pibtro Uttort nollo studio di Sie na, 26, 221 ottion* da Paolo II una froxrvituano, 73. Tot.oMBl Giacomo [/acoius Ptolomatut mmuu| favo rite dl Plo II, fuggc da Roma al tempo d. morte jj • dl Paolo II, 26, i 5 arrettato, tenta di evadere dalla Mole Adrian*, 3^ elemenxa dl Paolo II verso di lul, »i tcrivc cafitoli in terra rima tulla sua frigio nia, JJ frigione per la cougiura contro Paolo If, non si conjonda costui con Giacomo di Pittro let tore nolle studio di Siena, *£j procesao e priglonla sotto Paolo II, c llberato da Siato IV, 103, 12 tgg., 3j-6T% "»ua priglonla, 219j 74SJ Tolomxm GioROio di Pranio • governatorc dl Tcrrael na, 205, 66,. [Tivolt-Tozrolol Tot.omio; una Grografia di Tolemea illnstroia da Nieotb Gtrmann t ojferta a Paolo II dallo ttessc illuttratore, 18, jo. Tolosa la e. reads un frftioso cammeo a Paolo II, 108, SJ-si: «prlornto d. Car. dl Rodl, 186, SI Tomacklu Mari.vo * arobawiatore napoletano pr. Kl renae, '199, 2 , ; ric-, ' 203, 10 Tomaonahi Costanzo utcrcante Veronese, ric, 101. jj. Tomarozbi r. RardtUa M. ToMASl BARTot.oatBo [BortkolomfOs d* Tomariis *V I neHis} ' gloiclierc ric, 169. t± ,. Tomasi Marco \ Marcus de Tomatiis, dc Vencciis] " gio • lelllere ric, 189, I7J0, 190, it, 3» m Tommasi Pikko, ravtnnatf, sue etogio di Agottino Barho, 115, SL. Tommaso D'AqiriNo, orar.lone dl Lorenxo Valla lntorno a lul, 33, A. Tomma-'o (s\n) di Caktbrbvry " mo sepolcro deacrltto da Gaspare Veroneae, XXIV, 3ft-2? „. Torano [eastrum Torani] asaoggettato da Par lo II, 133. 2; ifot'ti d. sua identification*, 1^4. 21-4$ Torckllo (vbscovo) v. Dominici D. ToRqui:MAi»A Fkrsando, figtio di Pietro, ric^ 53, is. ToRqtrnMADA Giovanni (cardinals) [eardiaalit Stieti Xytti, Manssss de Turrecrmtata] sua vita acritta da Gaspare Veroneae, XII, 26, / tgg.; creato card, da Eugenlo IV, 36, \2± non deciders, il ponttficatn, I3_i s\ta malferraa salute e carattere tracondo, Mr pro nefici, duzione letteraria, 15-21: severlta rerao L frati dl aan Domenlco, 2I1 restaur* e arrlcch ace la ch. dl Santa Maria aopra Minerva, 5_i r\ lascla II govcr no dell'abbula di Subiaco, 13, iS-79; non vuole be a* suol blsognl prorvede Paolo II, 54. Torqukmada Pibtro, fratello d, card, Giovanni, benefi cato da Paolo II, 53, 4-14* Torqubacaba Samtc, figlio di Pittro, ric., 54, uu Torrb San Ssvruo pr. Orvleto, ) tsonrrata da Xiccoli V da curH oueri, 93, As. tgg. ToRJtlCBlXA ric, 139. 6s. TORqUATKLUUS Iohannbjs v. Tortelli G. Tortklli Giovanki [lokannes Torquattllus, Torquattl Hut, Aretiuus] "lodato da Gaspare Veronese, XXIIT, 11-12 „; * viene a Roma raccomanriato a Gaspare Veronese e conquista U. favore e la fiducla dl Nl col6 V, XXVI, U-XXV17, 2 m; too soggiorno a Roma sotto Bugtnio IV, XXVI, tb~3t #; suol rapporti con Gaspare Veronese, XXVII, 33-33. 0-1S. ss-Ji: XXVIQ, 1-33^ t-so, 16-S4, jo-so; XXIX, ti,; •InterpreU Glovenaia, XXV, S_j XXXVI, u, jj j6 ,\ 'sua ertografia iedata da Gat/are Veronese, XXXVII, u-is .: famlllare dl Paolo II, 15, I2j ric, 2L so, 421 21, li Toscanklla Giovanni osfila in Roma Sigismondo Ma laysia, 47j 6j. Toscanklla Paolo avoeeato auditorial* inviaio amhtt sdatore a Luigi XI, 144. 40 Tonus p. Tostolo. T07.7.01.0 Luca [de Tostolo, Lucas Totelus, Totins) ar vocato conclstoriale h aospettato di congiura per ucridcre Paolo II e scoporto ha scampo nclla ruga, 15b, I tgg.; motsxie eke lo riguardano, s-40: la con giura non lartbbt esittita, 60-0j; fugge Del Napols ; 267 [Tramutola-Valla] TraMutola; 1NDICE ALFABETICO tano, t; * 182, 41,; alcuai credono che il Tozzoli non lone complice nelia conglum, »; "avrebbe raandato merccnarl per aggrcdirc Paolo II, 182, 41 if „; " «ccondo Egldlo da Vlterbo sarebbe com rote che egll, sollecltato da Ferdinando dl Napoli, muo vesse con an eacrcito contro Paolo II, 184, 2«-3o ,. ne sono dgnori i Cafcct, 15, sj. Trancmkxuni Nicodkku ambasetalore di Francesco Sfor to, tit** in/ormato to 6/orsa dtgli avvemmenli d. lotta tra gli Anguillara e Paolo II, 128, 39-41', an nsmda cite la mmim Ji Paolo II i rinsdia sgradita at Fiortntini, 143, u 5 gode le dmfatie di Nieotd V, 22, 5; ric, 21, 25; " 200,3,. Than1 [Trantm] visitata da Gaspare Veronese, XXV, i*-i4 »\ »* * «*»«• G. Ordd, 118, /fl. Tranum v. Trani. Trapkzumzio v. Trebisonda. Tkaverkari Ambkooio [/rater Ambrosias camaldolends] stringe amlclzia con Gaspare Veronese, XXLU, 14 15, 1« , ; "guida negli studi Mariano Porcari, it, 30 30 , ; strive di lui a Ste/ano Porcari, ij-st , ; " sue lettere a Mariano Porcari, 21-24 , ; * promuove la nomina di qutsto a frotonotario afostotico, 04-06 „; * nel 1432 trovaal a Roma, XXIV, 21-2»,; * narra 1'entrata dl Gaspare Veronese neli'or. Camaldolcse, XXV, 13-1» , ; " sua fiducla e interessaniento per Ga spare, 20-2T ,; 41 villtato a Flrensse da Gaspare, 28,; « lo esorta a pretcntar3i al pp., XXVI, 3 ,; * ne sorreggc il vacilLante aplrito ascctico, 4-11 ,; "niuore (an. 1439), 9,; eiorta UngiHiO IV a rickiamart a fiu modes* cotiumi gli alii frotati, 110, 44-77i ric,- XXIV, 17; XXXVU, Is,. Trebisonda (oa) Andrea " suo p. Giorgio gli dedica il trattato grammatical, XXXUI, U, 19-ss ,; amore per il p. suo, 44, 1 ; notitie biograjicke, ij-jd. Trbbjsonim (da) Giorgio suo trattato grammaticale o sua composizlone, XXXIil, U-14, 10-41 „ ; * oppositore di Lorenzo VaUa nello Studio romano, XXXIX, S , suoi rapporti col Bessarione, 33, 13, 13-20, jc-44 ; prigione In Castel Sant'Angelo, 43, 9; cause d. fri gioma, /-jo; h Uberato da Paolo II di cui era stato maestro, 10-U, n. t; traduce fer Xicolo V liustbio, 44, i4\ * criticato dal Contrari» e dal Bossi, ij-st; ric, 'XI, 4; XXXVII, 19,. Trkvi&an Zaccaria * ric., 205, s Trbviso (vascovi) v. Barho M., LelU T. Trbviso (da) Zaccaria tiene il ditcorsa J'obbtdtenza pei Venedaui a Paolo II, 27, so. Trsviso abbada di Santa Maria del Ptro, ric, 81, sf, " ric. San Giovanni del Templo, priorato deU'or. dl Rodi, 219, 5; 221, 27 ,. TaiuixUM v. Tristo. Trino (da) [de Tridimo] v. Bias:Jrate B. Troia (Sam Giovanni m) "prasau Foggia, precettoria deU'or. dl Rodi tenuta da Ippolito Naccl, 218, 7*,. Tropba (vbscovi) v. Aedaficcim N. Tiovri Iacopo 'raffrtsentante a\ data di Modtnafer la face PItalia, 158, 00 TmxcKRTTO [TmrcMetns, Turauctus] " faralliare dl Paolo IT, 211, IS; 212, »,. Venttia IJ 000 dmtati a Mattia Corvine r* d'Ungbe ria fer combattcrli, 27, ss-*s; Faolo II da 50000 du catt al doge dl Venezla per la guerra contro i Tur chi, 112, l-2,»4-Jo . 1 Turchi assediano Negroponte, 168, 12; Negroponte cade in loro roano, 31-169, 1-»; "croclata di Pio II c prcparalivl in Ancona, 179 181 ,; * loro imprese, 182, 3» sgg. , ; * Paolo II desi dcra la pace d'Italia per combatterll, 1% sgg. , ; * la Signoria dl Firense scrirc che il principale rlmedio contro 11 pericolo Turco e 1'unita d'ltaUa, 202, 100,; ric, 25, U; 27, 4; 30, 4»; 47 fasti**; 56, IS; 57, 47; 60, 2; 02, 1«; 95, 7 ; 148, 5; 150, 4,.», 7, ». J. Tuaco Cincinkllo * ambaaciatore napolctano pr. 11 duca dl Mllano Galeazzo Maria Storaa, 199, 23 ,;' 20U, 43; 203,9. Turco Giacumo « tamUlare dl Pio IX, 212, 30 TuKDirmtos v. Todi. TURttunTus P. Turcietto. Turrkcr&mata (db) p. Torouemada. UbaLDI NlCOLAt uditore d. Rota, i istviato come ambuscia tore a Luigi XI, 144, 40. Ubkrti Simont di Giovanni Itymon de Plorentia] ora/o jSorentino al tervicio di vari ff., commissione e /a vori riccvmti da Paolo II, 53,josgg.; 109, so sgg.; efegaiscc fareccMe sfade oPonOr* offerle dai fafi at friadfi cristiani, 149, jo-jo ; • HOtitle chr lo riguarda uo, 191, S4-4» , ; " JaTori cseguitl per Paolo II, S6-9J ». UulNit, "fatria di Paolo Veneto, XXII, so ,. — (pa) Giacomo; dogi fer i frovvtdimenti fresi da Paolo II fer la carestia J. 1468-1469, 99, // sgg.; " sua orazionc per Fannona dl Roma, 193-194 ,; v. Marano {da) Giacomo. Uohrixi Francbsco * si rllcva un errore cronologico nella sua Italia Sacra, XX, 11-12, 14-10 ,; * di per il prlmo notlzia dell'csistenza d, De Gestis dl Gaspare da Verona, XLiI, 34 sgg. Ugo \Ugo credemdarius) " famigllare d. card. Barbo, muorc In Ancona, 180, * Uouccionb "grammdisco criticato da Gasfart Veronese, XXXII, S9-*»,. Unohsrssi [Pannones] ambasclata d'obbedlenaa a I'ao lo II, 27, 3 ; scendono spesso in Italia per avere da nari da combattere i Turchi, 4, n. t; rlcevoao buon aiuto finanziario da Paolo H, 6 ; alia morte dl Pio II ricevono un sussldio da Paolo II, 6, Jl-24, 1S-/7; parte d. ricchesze d. Scarampo b data ad east per com battere 1 Turchi, 25, 1«; loro veneraslono per U card. Carragial, 27, 14. — (ciTTADlNl) v. De Varda S. Uauixo; biblioteca dncale trasfortata a Roma, XVIII, — (da) Frdkrjco v. Momtt/eltro F. — (da) Gkntilb * amlco dl G. A. Campano, XV — (vbbcovi) v. Mdlid. Urbs Varus v. Orvieto, Urunum f. Oram. UsaciiHassan [l/soncassan] prlnctpe maomettano, «rlc, 190, 97,. Turcki ; polemica tra il Morula * il Filel/0 fcr i voca~ boH Turd e Turcot, 27, 43-S°\ lotta col Torch! Sl gismondo MalateUa, 47, 14, 4S St; s*uo dmti dm VAGNOLO tenuta d. Pairimcnio concessa da Ststo IVagli Ordni di Gallesc, 139, tS s£g. Valbnza • e 1 Borgia, 220, 15-24 ^ Valla Giorgio • ric, XXXVI, 9.. ; [Valla-Verona] 268 INDICE ALFABETICO Vaixa Lorknzo [Lanrcntins Vallsnsis] «emulo dl Ga spare Veronese, XXXVIII, 16,; "crcato acgretarlo papale, XXIX, il ,; * interpreta Glorenale, XXXV, J-3 •* e giudlcato pazso dal card. d'Estoutcvillc, 33, 3-t; $ua inixicitia can Gasfare Verones*, o-eji orailone su man Tomimuo d'Aquino, *\ amice di L. Leonori, ric, 21, ValLADOUd [ Va/leeleUm] men. di san Benedetto, ric., 17, t4. VaIXALTA, abbaxla benedetUna nella iliocesi ti Bergamo, ric, 1 15, to. Vallaresso Giacomo /rateHo di Majfta ha njfici imfor tanti da Paolo II, 179, 10-14. Vallarbsso Giacomo nipote di Mafia i create cartel lano di Orvieto e pot di Catena, 132, fo. Vallarbsso Mafpeo [archiepiseopa* hyadrentit] tee let text at card. Pietro Barbe intorno all* collexioni ar tistic** di qmest'ultimo, 4, it-si; ardvtscovo di Zttra, 132, jJ scriv* a IV. Sotndonnini ologiandolo, 134, rs; * gli tamo indiristat* da Simon* da Ragnsa tre totter* riguardanti il toggiorno d. card, P. Barbe in Aneona, 179-181,; "InrU m Paolo II aJlorm card.ua raesso e danarl per U croclata, 180, it sgg. , ; * fua lite in Curia, n , ; "partep*r Zara, 13-»4 " rnanda d. pe acl la dono a Paolo II, 210, 30 „. Vallati Giacomo " maestro dell'aromaUria d. palaizo apostolico, 212, 33,. Vallk (oklla) I!kknAiLui.fo [Bernardino* Vat/etuis] ric. 220, los-ilo,. Vallr (deixa) Lkuo p. dl Bernardino, 62, 7. Vallb (dsixa) Nicolo poota, 62, 3-10; tradattor* dipoeti greet, tt-e*. Vallrvarco (da) Bartolomro, ric, 152, 43. Vallkmarcum v. Xarco. Vallkkano, eastet/o smi menti Cimini, ric, 131, 47. Vauo di Nkaa [Valium Valtitnarci], ric, 152, so. Valmomtonr (conti) ». De% Conti. VaLVASOHR (da) Doimo [Doymnt Valvatonentis] fedcle famUUre di Paolo U, 15, 17 ; " 214, If ,; notitie bio grafiche, 15, n. 4; ric^ « 193, *; 224, $0». Valvasowk (da) Ricciardo ottiene da Paolo II la ca ttellania di iloncigttoxe, 16, 4, VAFIcawns v. Gap, Forcalquier. VaRDA (db) Stekano [Stephanas archiepiscopns Collocrn sit, Pannoniat) creato card, da Paolo II, 56. l; le inrta legatl per conaerrare la pace d'ltalia dopo la murte dl Francesco Sforza, 112, 13; si ailea con Paolo II contro il rc di Napoll, 149, fO; il Senate rispomle a Paolo II eke t'aveva sellicUato a maitte mere la pace alia mort* di Franceses) S/orsa, 143. 40 sgg.; celebra con feste i'alleaaza aUbillta con Paolo II contro lo Sforza, Firenze e Napoli, 166, •11, 1S-33; intrigki per la tignoria di Rimini, n.j; h sollecltata da Paolo II a mandare alutl contro Roberto Malatesta, 167, «7 ; Paolo II net cancittere d. 9 agoste 14613 ottiene il contentimento alia cesaone di Rimini (ore foste necestario) at Venexiani, 167, 30-64 ; pr. Paolo U yengono I legati vcnetl per com porre la pace generale d'ltalia e promuovere gucrra ai Turclv, 169, t.io, 3j-bb\ h el. patriarca di Vene zla da Paolo II Giovanni Barozzi, 173, t; * f il pa triarca Andrea BondUnario e aspira a succedergli Girulamo I.ando, 181, a-10,; "guerra contro Flreazc. 183, IS sgg. ,; " Veuexla consegna Pomponlo I^to a Paolo II, 184-185 .;- priorato dell'or. d. Car. di Rodl, 186, 7.1,; trattative con Firenxe per la rest! tuzione di Penic*ta e Doradola, 198, 70-J7 , ; •prati eie per condHare Paolo II con lo Sforta, 199, ^j-ja — (ciTTADUil) v. Aman, Barbarigo, Barbo, Barbolami, Barotti, Bragadin, Caravetli, Condnlmer, Fasolt, Fo ttari, Ginttimani, Loredan, MarceUo, Michiel, Monte (rfr/),^a»Ww, Trevisani, Temmasi, Zone, Zone, Zerxi. — (patriarcui) v. Barotti G., Bondimario A. — (via)1 Bakbaria ; il name a delta contrada mom view* daJla famiglia Barbo, ma dot barbieri, 72, st-47. — (da) Antonio v. Abnrta A. — (da) Bartolomro "orcfice, 189, 64, 6i, »», 71, 73, 75 — (da) Uomrnico «rlc^ 189, «7, 6«, n; 190, », w, 73, 75 — (da) Marco * glolelllere veneto, 189, so, 41; 190, — (da) Pibtro /. di Vomtnieo * ric, 189, 47 ,. — (da) Tommaso di Marco, 189, to ,. VRNBRIS (dr) Anto.VIO, leg. papal* net regno di Casti gUa, 145, ji. Vrjtirr Francesco maaJato ambasa'aUre a Mattia re P Ungkeria, 27, 40-43. 173, 11. Vkixktri "ric, 156, 3,; * 184, Jo VsMRRia (dr) Amtonio mandate ambasciatorr per le di scordie di CastigUa, 145, 34. Vrnbtus 0. Barbaro Srmolao, Barbo, Bondimario A., Gmrsoni B., Letii T„ Michael o Michiel, Nicotetti P., Zemo B. Vkxezia "aileata net 1481 con SUto IV, XX, If, to; net 1416 vi injierisee la pest*, 6, s; vi dimera dal 14/4 at Paolo Sarrants*, j; vi i patriarca G. Barotti dnrant* la contesa tra Paolo II e Venetia, 13,6o; manda una solemn* ambatceria d'obbedienta at nuovo pp. Paolo II, 27, o-aj; ricev* in dono la biblio toca del Betsarione eke viene a originare la biblio teca di San Marco, 34, 63SV; lltigi con Paolo II, 57, 3-7, 6-6/; adibitce navi per il tratporto digrano durante la caresHa di Roma (an. 3467), 99, 71 sgg. aluta gli Unghcrt contro i Turchi, 27, J; Paolo II Vrntimioua (vrscovi) v. Fee G, Vercblu, otpedate di tant'Andrea, ric, 55, it. VkroHA (AORO VERONssa) pascoli atti alfallevameato d. pecere, XXI, t-n; taperstittoni d. contadimi narrate da Gaspare Veronese, 01-3*. — Anastasia (Santa) man., 16, 30; accordo tra Carlo Franzonl e U mon. per il testamento d. redova dl maestro OUano, 50. — (canonici) v. Barbo A., Condnlmer G. — (cariunau) v. Barbara E., Michiel G. — (ciimsb): Sakt'Aoostimo; il com, d. Canonici regtr tari i retto da Timoteo Majfei, 8, 43. — (cittadixi) v. Tamagnimi C, Majei, Broeupina G., Rimteni, — (diocksi) mon. di tan Gimtiane, ric, 78, jy. — (inuustwa dkixa lana) fiortnte net 400, XXI, is t3, ib-ta. — (oruini RKUGI081) v. Getaati. — (scuolk) v. Gaarino Veronese. — Zbwo (San) me * ah. Pietro di Marco Barbo, 78,3S. — (da) Cristoforo [Christopher** VeronenHt de Pla 5 [Verona-Veronese] INDICE ALFABETICO centJmh] medico predllctto dl Paolo If, 12, »; ana TaJentla, 10; notiric biograficke, 30-64; "altTe nottrie, 218, $».« „. Vkroma (da) Fraxcbscofiglio di Cristoforo raccollo t mantenuto da Paolo TT, 12, 6i. — (da) Prahcksco Dt Gasparr \mas;iiier Franciscan mogistri Gosforit dt Verona] " vineola una casa da 269 gresso in Brescia di Calerina Comoro a tuifaliamente attribulto, rr-XXXTI, 1-0; le Regulae grammatica les, Importanza, tempo d. composition^ 5-31; crl tica d. grammatici medioevaU in esse contenute, /6-jo .; * sono dttcritti il cod. Casanatense t it cod. Vatic. Oitohoetano d. Regulae, »-47 „; *l*edlzlone bre aclana d. Regulae, XXXIII, 3-30, Imi possedata in Rama, XXVITT, j6-4f ». — (da) Gasfark [Caspar Veromensii, Voroneus] suo prima e aecondo llbro del De Gestls Panll TI descrlttt, X; 11 terao llbro, perduto, del Te Gestta, XI, 3; U quarto llbro, descrttto. X, »; gludlzlo ml De Gestla, X eg.: 11 qulnto llbro, oggl icomparao, XII sgg.; acomparu di tre librl del De Gestls dalla blbtioteca papule, XTTIsgg.; * loda Glorannl Barbo. XV, 31-33 „: «11 De Geatls In rapporto alia Vita d. Canenal, XVII, 37-XVTII, 4 . ; " obllo d. moderna emdiztone Intomo a Gaspare Veronese, XXI, 4-13! stia nasclfa, orlglne, puerlzla, prlml studl, 14-35,; "allWrerslta di Bologna, XXTT, J-34: XXTTT, I-6 . ; * a Flrenze, relasfonl col clrcolo letterarlo fio rentfno, »-14, i-ij; precettore dl Mariano Porcarl, raceOmanda eon una lettera ad Ambroglo Trarer sari, 14-30, 17-09; XXIV, i-« „; * rlagglo nella Pran cla e In InghUterra da lul descrlttl, »-37 , ; vlaggla nella Puglla, XXV, 3-4, t no ricorda alcune c, si-n; * not rapforti can Tngleti resident* a Roma, i-n . ; a a Bologna (an. 1433) ed entra nell'or. d, Camal dolesl, dlrenendo predlletto d. Trayersarl, 5-33; latrulto nel greco da un frate camaldoleae, 36-37, 10 »/-, e da Pietro Calahro, »1-30: fa a Flrenze e qulrl h probabllmente conoaeluto da Kugenlo IV pp., Jft XXVI, 3»; moI traacoral nel tempo d. rlta mona stic*, 3-7; • sentlmentl dl affetto e gratltudlne per 11 Trarersarl, 10, ss-s6 ,; al ttablllice nuoramente a Roma, dore stringe amlclzla con Glorannl Tortelll • cerca la protazione dl Nlcolo V pp., 10-37 ,; tlenc scuola prlrata in Roma, XXVII, 3-5: aforal per ot tenere una cattedra nelta Saplenza Romana, offre a Nlcolo V It suo commento alia saHra VI dl Glore nale, 6-11, rj-ST, rlaastinto d. proemlo dl esaa, I3-|»; ol Tlaggt nel reame dl Kapoll, 13, 33; faltn notitia d. sua morte, s»:to'. stima for tl Tertelli, 6-16; serfre al Tortelll per arere una cattedra dal pp., 33-XXVTIT, 10; al argomenta che la oftenesse (an. c. 1451) da un'altra lettera al Tortelll, dore sono notlsle sulle me condlzloni famlgllarl, 11-31; gll muorela moglle, 31-33 ; descrfve le sue peregrinasioui noT Ream*, 1-1 ; notisit sulla sua famiglia, 30-36; raffreddnmento del l'amlclzla col Tortelll, XXIX, 1-7: e d. farore dl Nlcolo V, »-is, 0-11: ottlene II aceretariato In Curia da Califato ITT pp., it-30; e la cattedra nella Saplenza dl Roma da Plo II pp., 34-35; parfeclpa a rlcerche mlnerarle nel montl d. Tolfa, 36-31; rlsentimento contro Plo n, amlrlzla per 1 Colonna, adulazlone per II pp. Barbo, XXX, 1-10 . : * rtferita una lettera di GasOar* Veronese a Ntcodemo Tranckedini, in cui «loro caratterlstlca e fortuna, 35-XXXIV, 6 „; • 1 comroemti dl G. atle satire dl GloTenale, 8-XXXVn, 37.; « professore a Roma sotto Nlcolo V, XXXV, 13-35 „: " asptrazlonl a umel In Curia, 35-33 ocolaro d. Marsufpini a Firenref, XXXVT, 40-41.; "mo In segnamento a Roma, tcolarl, competitor!, XXXVII, 3*-XXXTX, 1».; «gludWo sulla produzlone dl Ga spare, 14-XT-, 1S„: «figura morale dl Gaapare. 16-35.; codlct d. De Geatls. 3»-XT,TTT, 11 .: " prlmo llbro d. De Geatls fatto eonosrere dal Marlnl, XL, 30.; * ms, d. prlmo llbro perdufo, Xl,T, 1-8 .; "cod. Va tic. ^621 rontlene H seeondo llbro, 10-13, #*-j/.; "11 cod. 3630 contlene II quarto llbro, 16-33, ** XLTT, 1 .; "cod. Vatic, lat. 6 1 68. n. / "cod. tr tlc. lat. «6a6, 13-14, «.^.; "cod. XXXII. 181 Bibl. Barberlnl, 15-17, n. 4 . ; * codici minor!, 17-34 incendlo d. sua casa, 6. 34; 7. 13: gratltudlne per I'aluto rlceruto da Paolo IT in occaslone In un Incen dlo, *: suo Interesaamento per tare fare rlarere II canonlcato a NlcolA Galll, 10. », 30-. rlcorda le ac cogllenze d. pop romano fafte a Paolo IT, 9, 6: Tlmoteo Maflel e sao compare, IS: maestro dl Ga brlele Marcello, 12. 4: si lamenta d. sua ImmoralIt4 pr. Paolo IT. 3-»; cura Angelo Faaoli, 14, 5-1»; glu dlzlo sul Porcelllo. I", 5-10: gll e confesaata I'aTvcr slone dl Lodorlro Scarampo rerso Paolo II, 24, 1»; scusa. le llcenzloslta d. card. Gonzaga. 28, 30. it; nemlco d. Valla rfranga II gludlzlo d. card. Baton terllle, 53, 3-», 10-lS; precettore dl Rndrlgo Borgia, 1; amlco c compagno dl sogrcterla a I. Ammannatl Plecolomlnl, 40, J4: ode che a Tolfa tI sono trac cle d'oro e d*arg-«nto, 52, 21 : rl eomlncla acarl, 34; 53, 5; severo gludlzlo sul gludlce Domenlco Car re!!!, 60, »-17: maestro di Falcone Sint^aldi, 61-66; loda Nlcolo Galll, B. Moroni. T. Ammanatl Pleco lomlnl, 61, 10-15: Interroga sulla ana proaapla Loren zo Attl e ne ha rtsposta In rersl latlnt. 62, 33-63, 1-10; dh il principal merit* d. ffeditioue degli An gnillara a Lorrnso Zone, menfre il Canemsi Pattri f^tisce a Micold Fortegnerri, 1-4, to *gg-i omttte di ricordar* Pintercento di Federieo of UrMno in qnetta impress, 125, //; "Gamare Veronese e IMnsegna mento dl Gloveuale, 217, 41-67 ,: "ultimo perlodo d. suo Insegnamento, 214, »7.: * suol rersl e tra duslone dl alcunl pasal d'Eaiodo In un cod. Vati cano, 217, 57-63^ VaxowA (da) Giacomina, vodova d. medico OUano, 16, S'-S*. — (da) GlovAinn \magister Tokannos de Verona] 'me dico do/Pirn/. Federieo TIT, XXTT, 11-13,. H forla d. card. Prosfero Colonna o d. card. Camer trngo (Lodovico Scaromfof), /-J»; rapport! con Pao lo U: Insegnamento nella Saplenza e In prlvato, II-34; XXXT, 1-3, /-r; si rltrae In Vlterbo e rl muore (an. 1474), 3-11; ne fa I'eloglo Agaplto Porcarl, 13 34; is-f, opere letterarie, 37-3»; descrisione dtlPin — (oa) Modmto fr., 17, 3, notisie che lo riguardano, tt-oi. — (da) Oliaxo \Olianns do Verona] medico ric., 16, $s. — (da) TntoTso Mavtu [Timetoot Maftu* voronen sis\ v. Mafei T. Vbrombsk t». Verona {da). INDICE ALFABETICO Vbhomksr Guariho * sun Insegnamento pubbllco e pri vate In Verona, XXI, «-u n ^ • lodaio da Gaspare Veronese, XXII, ii^Ll,; ' rlc, XXTV, 6.; 4. »; * lntcrpreta Glovenale, XXXV, n XXXVI, si ll„: maotfro a Ferrara di Ltonoro I^onori. 22. n \ ha for seo/are Bartolomeo Roverella, 35, tr ; ha ftr tk'seepofo Paolo Sartanete, 6, j : ti rifusria a Padova for la ftste eht iniSrri'e* a Vrnetia, .»: gli iffrrt/a una letttra aft Paolo Sarrants*, j_; mantro dt Kr molan Barharo, L. Vimtojj Giovawi *sue relnzlonl con il prlorafo d'ln [Veronese-Zaccarial ViseoHTi GlAy GAtRArro, dnea di Afflano, xdnto da Giovanni Rar?o, eaf. dtlfarmata rrmttiana, a Dor gofon, IL q-irc. Viscoxri Giovawwi, areiv. di \tilano, snff-otto /. di Giovanni di Otnrgio, 130. si. Vitali t». Calahro P. VlTRII-KTrSTin InmiNts v. Vitolletchi G. VlTRt.i.Kscni Brttik^CIo vendr f-rano alt ' Ahiondanta di Roma, 22j VrTKLr facm Giovajtti (ca»di»iai.b) [Mannet WMltn •Chllterra dell'or. d. car. dl Rodl. 186. & .. Veraam.A \Forum Cut*/'] eaittllo d'gli Anruitlara riru ferato da Paolo FT al domimo d. Ch., 125. 4^ £*l! 1^7. /; notixi- sn VetraVa, jz tgg. — (ia) Oomkmico, areifrete aV Cafraniea, rie., 127. m. Vicrnza e donata dl aacrl pnrnmcnfl dal vcscovo sun Pletro Parbo, L 6-10: 107. IT-yi; fetteggia Tassnr Hon* d. Barho al fontifieatn, £j. — (vbscovi) v. Barho M. t P., Malifirro. — (da) Francesco /. di Giovan Xleola, 152. a. i. — (nA) GlOVAW Nicot.a eattrllano di Ponte, IS?. ^ Vico fcASiRti.o) fatta dal dominio drgti Angnillara a quollo dl Cafrarola {an. 14fj), 110. tr. Vtco (famioma out PRSFRTTt pi) loro rrlAxIonl con Caprarola, L2fL Vico (di) FRA*rcRsco eontratta la roeea di Careari al com. di Roma, 133. *. Vico (di) Frawcesco aderlioe agll Orslnl, WL U noti tit eh* to riguardone, sz »Kg Vico (di) Giacomo e rpogtlato de' auol feudl ed e fatto Bliutlilare dal card. Giovanni Vltelll, 118, j, B W Vico (di) T.ftonarda a». dl Struranr* contemn urn otto gno dofo la mart* d. marito, 1 19, ss\ rlc, 123. H. Vico (di) Mhjoh.ao adMace aglt Orslnl, 118, u a.\ no tirio ch* to ritmardano, ez *frg. : rII rcrta la iota Ca prnrota, U contrasto eon Evrrto dtlPAntrnillara, 110. t£*ez.i rterv* ana tovrmriont da Sitto TV tut firo veutt d. Crootala, tt-ttx He 1?3. i. Vioo (di) Shcttrawta adcrlfce brII Orttnl, 118. ^no titi* eh* to rienardamo, ot tfrr-' rH reata la sola Ca prarola, £i contrasts eongliAnfnillarat 1 1*1, tt iff.; ha nn'annua penslone da Paolo n, 3D; pataata Ca prarola aijll Anrulllara chlede alnto a Paolo IT, 120. 1 *t&.: rlc, IMj ». VicovAao, /l»»*'!» f. J^if# r/r., * XXTV, u»t IIS, 54. Vibdi tr. Bleda. VtoxAWRlt.o. eai/tllo tni monti Cinini, rie., 1.11. **. VrtLAniH (dr t. VilUdteu A. VrLi.KDiBV fni) At.RSSA?nRO * e la gramraatlca medloc ale XXXTT, U 'tool trrori riltvaH da Goofor* Vtronett, id-in F. Vipera (drlla) r. /W7a 5Vt/it. Vraoruo \Vtrriltut] 'rie., XXVT, Ga«pare Veroneae, XXVITT, II ^ ViRorLins v. VirgOio. VraaoLiAwo • rlc, 224. * "tplegato da Vracoim di Oxbgoio Pnjppo, /. * Giovanni, rie., 130. to. Viacoxn di Oucooio Giotawiti acqvtfa il cattoilo di Giova, 130, tl-.n. Viacoxn Piuppo Maria, dnea dl MIIano, ana guerra coo Veneala, 70, 20^ emmeamtnf rie*, 75j j» tint earaVnalit ae fatriareha Alaandrinm-t] apogtla d. feudl c fn ffiuntlxlare Gfacomo dt Vico, 118, 1-3 data d. sua f, 161. it. Vitbrbo I lriter*iam} * r! dtmora Gaspare Veronese, XXXT, 3=1 lodata. 63, fcli r\ dimora Vlcoli For tepiierrl. 124. 31; ne i govmafort Baoneont* aV Rnonronti, 152. r-»: mlraroll d. Madonna dclla Quer ela, 157. ft-». n. £i ?•/ rettort d. Patrimonii MieoR Cafraniea alia morl* di Callisto ITT, 161. jo tgg.t Bartolomeo Roverella rl aeda 1 tumult! e le guerre Inteatlne, 162. / ngj;., n. r_i 1 n*l /-W governator* d. Patrimonii Oddo Oddi, ir-tlt: tue henemcrenze ncl rettorato, vi i. otfitr il zn. gennaio 1469 Ftd* rii-o III, 165. gf teg.; *ne e conaenratore Bardo di Atlchele Datl. 2J0, si — (chibsr) * Santa Greet, rie., 1"2. — (cITTadini) v. Atti I,., Fasti P., Canensi AT., Cttn m'sio P., Tutto C. * G , Sfiriti G. — (croiacrr) v. lutto C. t G. — (scdolk) v. Veronese Gaspare. — (da) AfDRiiA \Andreat XleoM d* .VontoeatmRs dt VHeriio] « orifice, IS^ l*j ZZi !L IL Hi V^L » » •l«»or! eaegufM per Paolo TT, 1^1, 6*, P2, &5 ,. — (da) Costamta •aoretla dl Andrea, rlc-, 192. St „. — (da) Poidio *rlc. XT/X. 10-11 .t notitit tnlPoMRtione d. eanoniei retrolari aV San Giovanniin Laterano. 8, mosstrvationi sullt route d. difidio tra Ferdinands* ifAragona t Paolo II, 14°. SS '. *cod. Angel I c0 35 t contenente la ana Hlatorla Tlglntl aae culorum. 182. tfcll.: * rratta nella ana Hlato rla d. congtui» eontro Paolo II, 1S2-1S4 — (da) (1IACOMO *figlio dt Andrea, rie., 1*2, g .. — (da) GtovAjfNi "fratello dl Andrea, rlc., 192. So .. — (da) Giovaw Rattista * fratello dl Andrea rlc, ln, 17.. zi * 22^. lftMOT ». — (da) Lorrttto rie., 63, — (da) Tartaoua eatttllano ft Careari sotto Paolo IT, 133. .0. — (da) Vatjwio medico, da conalgll a Paolo II per conaervailone d. aua aalute, 175. 2Qj notitit eh* lo rignardano, n*-to: * nitre nottxle, 224. U-*i Voi-ATRRRAW! v. Zatehi G., Ghtrardi T. Vot.tbrra (vbscovi) v. Agti (doglt) A. — (da) Cbrardo "notalo d. Camera apostollca. 212. ^ *a»: * rie., fu VotTRi Tito v*tr. dt Caitro in Sardogna, rie., XXI, /. Zaccaria Davmoo [ Dominieui Zaeharia Paiavinui] *aatrologo, eaplora 1 montt d. Tolfa e rl acopre Palhrme, XXTX, 2ii2L. il.', L lil IL lii acopre nel Patrlmonto gtaclmentl dl solfo, 14a »0» tt trovan* notitit di lui, it-30; forte fn di Gonova, so^o; «ue rlcerebe ralnerarte, 52, la. [Zaccaria-Zuane] INDICE ALFABET1CO Zaocar!A iI NataLk, cH*rie.o vtnrtiamo ric, 114. jt. Zaccaria Givuano corn'sfon Unit d. Mtdtd a Lione, 145, ,4. Zacchi Gaspakk [Gasfar Volati-rranut\ lodato da (in tfart Vrrevest, XXXVtl, to-n „; itgretario d, card* BessarUne, sua tU/triaa, 34, 4S'S'1 create vtscovo di Osimo, sj-ji; ha eura dcgtt or/am di Tomato Pa Icologo, 139. tj-ij. Zacosta Pibtro RaImOnuo [Pe/rmt Raimmmtus Cost, ntagnus magitier Rkodi, princeps summas cruet ugma tarum fttodiensium] muore forsc dl morto violcntn In Roma, 44, y_i lua tnordai'ita; notiti* cie 1» ri gnardano, jtf-jj; viene a Roma per comporre le diacordle d. mio or. e rlene accolto da Paolo H, 145. 2 sgg. ; • lntervlene a] rapliolo gen. dcll'or. con rocato in Roma da Paolo II per la riforma dcll'or., 185. 271 20, a. £i tesortore di Paolo II, 52, Hi notitit ehe lo rigttardune, ss-ji ; gli A attrihuila il maggior mtrilo da G. Veronrt* nella gmcrra fafah contro gli Am guillara, 124, sgg. ; da Paolo IT hft 1* Incarleo dl aasedlare alcune forteiOe degll Angtilllara o dl aase condaro lo operazlonl t!i Fcrdinando d'Aragona, 126, 31 ric, 127. 3j c Invlato con un cicrdto contro Ri mini, lf»7. £, '1-1*; governatore dl Cetrma, " ric, 211. »j 212, 7j. 213, 1,. Zajla (aroiviscovi) v. Vallar*ss» At. — (arbazia ii san Crmooono) " 17') . ik ZitLANUM p. Ce/ane. Zknna V. Zone. Zkn-o Battist.v [RafttMla Ztnus] creato protonotarlo dallo %\o Paolo II, 54, 11; nolitic che lo rigmtrdamn, ric, 44, 66. 7, Zambmccari Tommasa m. di Antaldo Antaldl e dl Ber nardo Garxonl, XXII, IT, jj. AMORA (cmUSA) tuoi henefici, 41, iou. Zamorbnsis v. Carvagial C, Dc SOIla O. Zamb (famxglia) celehrata da Francesco Bmwirini, 141, at ZaNB Lorenzo [Ltmrentims «fiscofms spalalensis, 1mm rentius Ztmna, lohamnet architpiscofrnt sfalatrensis\ queatore e tesorlere, famlllare dl Paolo II, 14, sue lodl, 11-17; »uoi rapport1 con gli Angulllara, il^ S3 'gg-i creato cjirL, 174. 3j ? fam:Hare dt Paolo II, 2J3, u„; "cit., 216,. Zeso Elisabktta t. Rarbo E. Ze.no Giacomo * loda in una aua orazione le qnalita monll di Paolo II, 222, usa,; "ric, 219, s„. Zkno NlCCOLo marito di Elisahetta Rarbo, 72^ M? * apeae dl oreficerin fatte per Paolo II, 188, a,. Zbxo Tokmaso /. di Xicelb, 7_2, 62. Zoculus Iacobcs v. Gottifr«di G. Zor/i Marco ric, 18^ 3i Zuamb « ric, 18^ as [AJL 1331-1*54] INDICE CRONOLOGICO 1321 aprlle 1A- Pandelf* dtgli AmgmUlara fa testa mento, 130. to. 1367 febbraio 3- Pirtre degli Angnillara vend* II ta ttolio di Giev* m Biagio d* BelintO, 130. aft. 1367 aprile 16- Giovanni Viteonti da Oleggio temper,, il eastello H Gieve, 130, jo. 1 38 1 marzo 14 • L'otfedale romtemo di smnto Spirit* in Soma atquitta il eastello di Glove, 130, si. 1341 dicembre 1- Urban* Vf cede a eastello di Giev* agli Angnillara, 130, if, 1415 Erennaio 22- Franc*tea Festmri i fatta frotura t&ra H San Marce, L A 1417 febbraio 22 • Nim Ptoho Barbo, pol pp. Pao lo 76, 6. 1434 dicembre 1- Patio 41 MfeoRi Burba vUn* am mest* al bfoggier Consiglio di Veuttia, T2± j6, 1435 settembre 2fi- Viene gimtHtimto Gimetmofeefttte di Vice, 118, of. 1436 febbraio 12 • Pelitsenm Boric, tnadre di Pnaie II, of opfretta a laseiare Firm', Ji. rot. 1436 giugno 13 (?)- *Eugenlo IV concede • Pletro Parho on prlorato, 721, IS » 1436 agosto U • Bella di Bmgento TV in favor* dot Gttuati di Verona, !I_L 143S maggio 2- Nate* FiHffo Buenatxersi (* Calh'mac* Rsperient* ,), 155."». 1439 maggio 11- 'EngtnloIV concede una proposi ti!!* a Plefro Barbo, 221» St » 1439 Ollobre 2D- * t Ambroglo Trarersart eamaldo 1440 aprile 2- Bottittm Ortfmi, m. aH Brant degli An gnillnra, fa ttttamenf*, 133, *a. 1440 H"?no 29- B. d*Anghl*rl perdnta da Nicola Ptedntno, 79, H-IJ. 1441 aprile 2- * a emrd. Lad*trie* Scarampa, 161, b*. 1447 marzo ft- "Elnrfone dl Nleolo V al pontlfleatn, XXVI7. 3*w 1 448 marzo 21 • *Nleolo V eonferma 1 nlpott d. card. Borgia nel posstsso dl cerH bent ecdeslastlcl, 770, 15.. 1447 tu?Ho L8 • .Vltelb Vtooted* alemrd, Pietro Bart* "aboaria di son Critoirena di Zara, S_L to. 1447 settembre 27.- Nicole V Wa mi commitsarie a tadare It left* era Norda a CerretO, 151, j. T. IH, p. XTI — l8. 1 443 ollobre 24- * Ammim'one di Gabriel* Martelle Venetian* al Maggior Consiglio, 12. u-u ., 1449 riugno 22- Nicotb V erea Leonardo Barbe ah. dl Santa Maria del Pert, dttceti di Trovise, 81, 'S-n 1449 agosto 13- // card. Pietro Barb*) framed* al irovtrnt delPabbamia di torn Severe fr. Orvieto, 93, J». 1450 aprile 21- NieelA V rmmna frewedimentiftr Ja riferma delPer. di Rtdt, 146, 17. 1450 agOSto 2ft . Nteotb V amteritta Pinvtnlarie d. betd del?abbatia di tan Severe fr.Orvieto, 93. n. 1450 Ottobre 2- Afmrtt Bmrbo, in name d. emrd. Pietro Barbe, frende feu«t*e d, Terr* di tan Severe (Orviett), 93, et. 1450 dicembre 23 • Prevvediment* di Nlcelb V per Per. di Redt, 146, jta, 1451 maggio 25 • Bella di Mcolb Vinterne aglt etbusi nolle dieeeti di Padeva, Verona e Vicrnta, 83, 64. 1451 giugno fl- f iL vete. di Vitenta Demenice Mali' fiero, 4, g. 1451 glugno L6- Rletton* d. card. Pietro Barbo a vete. di Vitenta, 8_2i ti. 14S1 ottobre 1ft- Solenn* ingrtaie d.tmrd, Pietro Barha neffa tede veteevilt di Vitenta, 4, tr-*a. 1451 dicembre L5- Rltoma a Roma, da Vitenta, il emrd. Pietro Borne, 87^ jj. 1452 marzo 26- 'Gaspare Veronese annnncta a G. Tortelll la f !• "., XXVTIT, a „• 1453 marzo 29- Benedetto Rignardati da Nertia si duele eel data dl Milauo, for ettere state cat date dalle ftatria, 85. tt. 1454 marzo 3J.- Paolo Harbo, ambasclatore venestano, al reca a Crema per trattare la pace con Fran cesco Sforza, 75, 7/ 1 454 aprile ft- Trattmte di Lads, 75, bj* 1454 maggio 1- * VTtelb V topprime I eanenta rego lari T.ateranenti, 8, s$ 1454 ma^do 22- * Giorgio Cttmrini iinviato dalff. a far etefwire la tregmm trm Nertia * Cntda, 15L«». 1454 lu^to 4 • *T Priori dl VIterbo so-Irono al card. Pietro Barbo circa I possess!•delPord. dl Rodl nd Vlterbeae, 318, H r 274 INDICE CRONOLOGICO 1455 aprile 1- Rrmolao Barharo dedica al card. Pie tro Barbo la sua omHo contra poetaa, 5, 63-04. 1455 aprile 20- * Bolla dl Callisto III circa i pOMCMi dell'ord. di Rodl nel Vlterbeae, 218, «4 „. 1455 aprile 20- /meoronasiome di Callisto III, SS, or 1453 maggio 20 • Xieoli V conferma i priviltgi d*t Pahhaxia di sum Stvtro Or. Orvitto, 93, 04. 1455 maggio 31- *G. Veroneae presta giuramento qual segretarlo papair, XXIX, It „. 1455 giugno 13- Rlexiom* d. rose, di Stgovia Ja$$i [AA. 1455-1464) 461 agOStO 25- // Scnato di Venttia cl,gg* gli am fxtsdatori a Luigi XI di Francia, 75, 4». 461 dicembre 8- Paolo Barbo, ambaaciatorc rene ziano, tk-ne una alloeuzlone a Luigi XI a Tourn 75, ,t. /man Afifa a govarnatort di Bologna, 39, 7'-7J 1455 giugao 20- Paolo da Sartana fr«tta il gimra momto di stgrttario papalt, 6, n-to. 1455 agosto 13-/7 card. G. Torqmemata i nomimalo ammimistratort d*li"akbaria its Surface, 37, ao. 1455 setlembre 29- * Enoch d'Ascoll presta il glura mento dl segretarlo p.ipnle, XXIX, /.»-/9. 1456 febbraio 20- Majfto Vallartsso $i comgratmta com Marco Barho, tl. vttc. di Trcrtso, 1 74, jj. 1456 aprile 19- Bolla di Callisto ftI area la tregua fra Wafoltont Orstei t Hvtrso dtgli Amguillara, 88, sr. 1 156 settembre 29 • " Calllato HI concede a Nlcolo Marcello nn canonlcato, 218, 102 1456 OttObre 9- Bolla di Callisto III in diftta di Mo rtal* t Rxofreddo eomlro Xorcia, 151, /0. 1457 genoalO 12- f il cara\ Pittro dtl Mont*, 92. „. 1457 febbraio 19- CnlHsto III in He* mmova trtrna fra Ortini * Amguillara, 89, 44. 1457 maggio 1- CalUtlo III crta il card, Rodrigo Borgia victcancellitrt d. Co., 38, 40. 1457 Settembre 30- Co/Otto III indico attra tregua fra Orsimi e Amguillara, 89, ss . 1458 magglo 5- Callitto IIIpuhbUca indmlgtmse a fu rore d. rtitauro di San Marco a Roma, 81, j. 1458 agOStO 6- il Collegia d. cardd. motifica al com. di Vittrho la f di Callisto lit, 161. r/. 1458 agosto 14- t '/ card. Domtnico Cafearnica, LSI, o6: 62, 14. 1458 Settembre 30- Tregma di nn anno fra Ortini * Amgmillara, 90, /0. 1458 OttObre 13- Pio II nomima Piatro Tthaldtseki da Xorcia no familiar*, 85, 37, 1459 settembre Bando in favor* d. eittadini di Vi ttrho mom partecipi d. rivoUa contro ilpp., 162, ss. 1460 marzo 5- Rletiome di Angtlo Cafranica al car dinalato, 29, ».»-». 1460 aprile 13-11 com. di llttrho implora ilpp. ptr ci* mtsnttnga il card. Hartolomro Rovtrtlla al gOVtrmo d. c, 162. .fj. 1460 agosto 29- Pio 11 ordina al card, Rovtrtlla di procedtre contro il governatore di Btntvtnto, 162, 07. 1460 agosto 30- Pio It accorda mnu pension* annua a Leouoro Ltonori, 11, 34-30. 1460 agOStO 31- Pio II nomima Gospar* Xacch vtfc. di Otimo, 34. 33. 1460 OttObre 15- "Pio II nomina Antonio Ciifl«Mli c Andrea Santacroce paclerl nella citti dl Romn, 210, j; „, cf. 10. 10-12. 1461 geanaio 29- // card. Paolo Har^o I- risarcito d. sfet,' fntie per a tracts™ contra Stgismomdo d'Anstrta, 93, ig. 461 dic mbre 14- Pio It crta card. Francesco Gom raga, 28, 7. 461 dicembre 18- EUxion* di Bartolomoo Rovtrella al cardinalato, 35, 4. 462 gennaio 6 • Paolo Bar^o, amhasdator* ventxiamo, tiem* una oratiw iliiumti a J.migi XI, 75, jj. 462 maggio 8- Ritorna a Vcntxia Pambasctria im a Luigi XI, 75. 47. 462 novembre 19- Paolo di Nlcold Barbo fa mento, 74, ioi. 463 luglio 29- Rocca Guglielmo si arremdc a Xafo Item* Orsimi cap, d. Ch., 121, ij. 463 novembre 14- t (: Amtomio Orsimi prirndfe di Taramto, 47, SS. 464 marzo 24- Ftrdinando di Xapoli paga alia Ca mera apostolica parte d. lascito fatto dal p. in favort d. Crociata, 47, 31 464 agosto 11 • " f a To ll it card. Nicoli Cnoano, ISI,,,,. 464 agosto 13- Vitn* eomeesso «« mjficio im Roma al porta Paolo Porcari, 61, «4. 464 agOStO 17- Cons*g*a al dagt di VtmtHa d. d nmri raecolti dalta ictnta S*dr ftr la Crociata, 6, S4 464 agosto 30- Eleilone di Pletro Barbo al ponti tjiUttij, 3, j. 464 agosto 31- Panto II nomima Xicoli Parotti go vernatort d. Palrimoiio, 34, JJ-J6. 464 settembre 1- Paolo It ding* nn hrtvt al data iii Mtlamo, 143, (7. 464 Settembre 4- f Rvrso dtll'Amguillara, 13,6/. 464 Setlembre 4- Paolo ft crta ttsoritre gtn. d. Ct. Lortnxo Zan*, 51, jj. 464 settembre 14-- Imcoromaiion; di Paolo II, X, 4-3,. 464 settembre 14- Comstgma di Casttt Samt'AmgtU a Paolo II, 48, 7/. 464 settembre 15- Insodianunto d, nmovo catttttano di Casttt Sam?Angela, 113, $* 464 settembre 21- Paolo II Indice una tregua fra gli AuguliJara e gli Ortini, 117, 10 sg. 464 Settembre 30- Iconsorts dtgli Angmiltara e dtgli Orsiui adtrifomo alia trtgua mittla da Paolo II, US, S3. 464 OttObre 2- Contralto fra Giovanni All-trims * D*i fo6o dtgli Amguillara p*r Pnso d. pascal', 102, jo. 464 OttObre 3- Paolo II ordina am'imciieJla smti'am ministration* d. slato pentificio, 103, J7 464 OttObre H- II Hemat0 venasimno invia raUgram*mti a Paolo II par la sua elatiomt, 112, 39. 464 Ottobre 16- Deertto di Paolo 11 contro It frodi a danno d. Camera apostolica, 103, st 464 OttObre 20- Uecreto dl Paolo II aul U. peace in Roma, 99, W-lUO, 47. 464 novembre 6- Pasta per Bologna venatiana a Paolo II, 27, tfto. 464 novembre 8- " Paolo II rimttt* i Canonfci rogo lari im Oian Giovanni Lateramo, 8, 17,. [AA. 1464-14661 INDICE CRONOLOGICO 1464 novembre 11- Paolo II nomina an ufficiale per la putitia di tirade di Roma, 147. 47. 1464 novembre 12- Paolo IT nomina Pietro Costa eu ttode 4, cancelleria d. Campidoglio, 137, 6x. 1 464 novembre 21- Paolo II convita tolcnntmente U amhatcerie di Milano e Firenre, 27, 1464 dicembre 3- Paolo If rlforma it cottcgio drgli 275 Vetralla, di Ttleia « di (Hove tornati in logge zione d. Ck., L2L SJJ 12^ i_4\ L3H 4S 1465 settembre 4- " t il card. D'Albret, X. 3L t. 1465 settembre 23- Paolo II conferma i frivilegi dri com. di Alvlano, tornato in toggetiont d. Ck., 131. is. abbreviatori, 32* aS. 1464 dicembre 12- Paolo IT crta chicrito di Camera Falcone Sinibaldi, bl^ six 1464 dicembre 1_Z- Selrnne convita it Laterano at eardd. » amhasciatori di C.orte, 21a JSHUt 1464 dicembre 25-11 card. camerlengo fa rei/uisire foraggi per la c. di Roma, 22» JO. 1 463 gennalo 4.- Paolo II nan*a indulgent* in favor* di San Marco in Roma, J 1, tAi 1 465 gennaio 12 • Decreto di Paolo IT tnll'nto d. b.-r retto rotto per L prelati, ll]i 12* 146S marzo IS- Decreto d. card, camerlengo per vet tOTOgliare Roma, 97. to. 1465 marzo 28-aprite 24- Trattative fra Firem* e Paolo If area Percditli d, card, I.od. Srarampi, 25. tt-eo. 1465 aprile 14- Paolo II benedlce la rota iforo desti nat* al duca dl Calabria, 1 15. j. 1465 aprile 25- I.a Camera apostolica paga mill* du caii agli eredi card. Scarampi, 26, Z2i 1465 aprile 21 • "Letters d. Slgnoria di Ftrenze al pp. circa la eredlta rf. card. Scanimpi, 211. S&„. 1465 aprile 311- Isfrutioni 4. Senato di Venetia agli oratori jr. it pp., 166, 4S 1465 maggio 6- Paolo II ricev* ramba-tctria di En rico 1 1' re di Cattiglia, 115» ift. 1465 mag^io 26- Paolo It concede una disfenta ccclr tiattica a metier Antonio de^li Agli, 7JL ti. 1465 giugno 1 • H earI. Marco Barbo, committario d. pp., fa restitnire la dote eonSscaia a Literttin degli Angnillara, 179, 7J. 1405 giugno 2- Elczlnne di Nlcol6 Sandonninl a vesc. dl Modcna, 131, S. 1465 giugno 8- Paolo TT inearlca it card. Bartolomet) Roverelta di comporre I* Hti fra Rieti * Citia ducale, 163. / t. 1465 giugno 3D • "La SlRnorla di Flreme protest* presso II pp. per la eredlti d. card. Scarampi, 1465 luglio 2=2- Feterieo ffWw, cap. d. Ck., oocufa i eastelli d. Patrimtnio appartenenti agli Anguil lara, ]2L 1465 luglio 12- Deifobo degli Angnillara, spossetsato dal fp,, $i rifugia a Firente, 128. a&. 1465 !u^!io 13- I.a Signoria di Firente raccomnnda Oeifobo degli Angnillara al pp., I2S. it. 1465 'U^lio 211- Paolo IT dona lUtrta al figli di Dei foho e Prancetco degli Angnillara, 129. si. 1465 luglio 2fl- Paolo II socrorr* Elena degli Angnil lara, redova di fiiacomo di Vice, 129. u. 1465 agOSto 15.- Contralto di matrimonii fra Bruno di Alto tie' Conti e Y'annola de.'li Angnillara, 128. S.8. 1465 agOSto Ln,- Iteerete d. card, camerlengo circa gli ohhligki d. maestri d. tirade di Roma, \ 17, jo. 1465 settembre 1- Paolo II couftrma I privilegi di 1465 settrmbre 25- ProTvedlmenfl per 1'approvigiO namento di carni d. cltti dl Roma, MO. UL 1465 settembre 3Q- Paolo IIrtorta L frattcelli di Potf a sottomcttersi, 1 3. 1465 ottobre 2- "Francesco Naccl Amelia h creato podenta dl Assist, 218. tt 1465 Ottobre 22- Paolo II ricrpe Caprarola totto il dirrtto dominie d. Ci„ USa LL 1 465 Ottobre 26.- * La Signoria di Pirente tollecita da Paolo It la contegna d. leg. tettamtntario d" card. Scaramfi, 25j Co. 1465 novembre lfl- Contralto per la costrutiono d. coro d. Capitolo lattranente. 111. ,T. 1465 novembre 13- Paolo IT ricev* in protctiont Ca leotto degli Angnillara, I28j Zli 1465 novembre 2fl • Paolo TT conferma ai Ttolognrti 1* liberth conceit* dai pp. procodenti, 2fL 4'-47 1465 dicembre Z- La Signoria tli Firentt ringrazia Paolo TT di aver conferito la dignith epitcopale ad Antonio degli Act', 79, if, 1465 dicembre 12- Fahianti Itcnti * el. govematore d. terr* d. Patrimonii telle agli Angnillara e a?li Oriini, 12, id-tt 1465 dicembre 21- FJetione di Antonio degli Agli al veteovade di Raguta, 7JL jr. 1466 gennaio 4- 'Paolo IT dona una tenuta ai cano nt'ei di San Marco in Roma, 1 1, ttt .. 1466 gennaio 1- " Prorredlmento dl Paolo II In fa rore d. conv. dl Araecll, 223. 1 1 466 gennaio 15.- Paolo It rettituiirt i t-eni teqnettrati alia famivlia Alferini, 102. At. 1466 gennaio lfi- Paolo IT ittitnitee un *fallte , per la c. di Rertinoro, 132, tb. 1466 gennaio 12- Paolo U riccre In ImmedUta sog gezlone Bertlnoro, 132. 1» sz *g. 1466 gennaio 21- Paolo TT regola L rapporti (ra Bo logna t la santa Sede, 22» *(*u' 1466 gennaio 23- * Pletro Tcbaldencht e creato sena torc di Roma, 221. I03 1466 febbralo fl- "Paolo II tcrive al duca dt Raviera interna alia quettione eeelesiastica borma, LL 1466 febbralo 14- Ilolle di Paolo II per la rlforma dell'or. dl Rodi, 1S5, ijj 186. t .. 1466 marzo 5- Con*.c«tion- Ira la Camera afosiolica e tftppaltatore detl*Abbondanra di Roma, 100. to. 1 466 marro fl- } il duca di Milano Francesco Sforta, H3. JS. 1466 m.irzo 12»- "Paolo Tt preibise* ai govtrnatort d, stato d. ( di ricevere doni, [2± x „. 1466 marzo 2fl • J hr vc dl Paolo It ai Kiorentlnl in torno alia •'" dl Francesco Sforza, 22J» a »• 1466 marzo 26- Paolo fl pronuncia il lodo ntlla eon troversia tra L figli di Petruca'o di Antiockia, 133. 22» 1466 marzo il- "f Teodoro 13» 41 „• vote, di Treviso, 276 INDICE CRONOLOGICO 1166 aprile 9--*f Gtowm )fcr«rf patriarut * Ve naria, 14, »9 [1466 aprile 9- fl»w « /VwA // circa le " (AA. 1466-14681 1467 tHutno 11- • La Sigmoid* di Ftrent* invia rin rratiomenH a Lmigi XI di PranHm, fer avrla , a Jfana]; r. 7^67 a/r/7# o. 1466 anrtle 11-/7 interne a/la f ,// renetiano strive a /W« // Sforta, 143, 1466 aprile 27- * /Vwfomr l-Vancetco Faretri a vtse. di Treviso, 213, it. 1466 maggio 7- • Andrea PIT1 e create gorernatore dl Cltf4 dl C*%M\o, 223. « , 1466 magglo 13- Dtereto papal* rigaorlante it com merde d. calce in Roma, 102, ,3. 1466 lugllo 10- fa Camera apottalica paga il soldo a Sigitmondo Matafesta, 47. i'. 1466 lugllo 18- «T.a Stgnorla \\ Flremw lntercedi» pr. II pp. In farorc d. nlpotl d. card. Scarampo, 23?, 10»„. 1466 apostO 12- ItSenate, Venetian* rlngraria ilpf.f*r .nvcra eelato nella eontrovorsia tulle dcetme, 57, .»». 1466 settembre 21- * F.f dour di Sttfnno Infrttara a pot. 'ft Sufri, 9, *j-* „. 146b ottobre If)- * T.a Stpnorta di Firsts Intrecede pr. II pp. !n farorc dc£j!t Scarampl, 2??, tin,. 1466 novembre 5- Valerie Caldtrint, e. di Sarona, t frn'feri/o alt-, diocesi ft AP-enga, 79, 67. 1466 dlcembrr 12- Cominda a Roma il eaPUolo pen. delPor. ,li Red,; 146, /». *t. 1466 dieembre 12- Gtunxc a Romn Glorqlo CaiWota fSrandcrhfg) prtnclpe d'Atbanla. 148, J. 1 166 dieembre 25- Paolo TI In spada d'onore alio Rcanderbeg, 149, I. 1467 gennalo 20- Paolo II eUedc at Fiorcnltni tatro eendotto per Pimp. Icteric* III ene vael record a Roma, 163, 34. 1 467 febbralo 7- Ifa Irrmine il capital* .ire*. delPor. tti Ra ti, 146, 4). 1467 febbralo 17- • /mitdcri pendKd teno richiomatt al Hover* dot pp., 214, /j ». 1467 febbralo 22- t a Romn II Ora* Maestro di Rett Raimonlo Zaeosta, 44, 47. 1467 febbraio 24- Presta triaramenio il naovo castcl lono di Arrnata, 3, dl. 1 467 rnarZO 4- Paolo If eoneefe indvfgente a vanfag trio d, ek. fi saa Marco ia Roma, II, »4 1467 marzo 7- Paolo H eh-^c 01o»nn Batthta Or slnl Gran Maestro rtell'or. dl Ro II, 44, 17. 1467 aprile 1- Panto ff crea protonotari i nipoti fr. Mictiel * P. 7.eno, 55, to. 1467 aprile 9- flrare ti Paolo Hal Soaatore di Roma drea It * tvadet/e „ 45, 4*; cf. * 220, U r \tj66 afrit* g\. 1467 aprile 23- « Paoto II concede a locofo t Angela Rarotrt eerti fea fi d. vetcovado di Bergamo, 14» 1467 aprile 25- Afpnrirton* miracotota d. Vergt** a Gtnattato, 157,7. 1467 aprile 27- Paolo II Mora dot cttrear* iV maettre minotar* Frttaeetco di Pietro. 104, n. 1467 magglo 4- Blatio** li Timotoa Afafri a vttc. di Ragiaa, 49, ja, 1467 mi^ino 4- Antonio Agti, verc li Raptta, tra tferite alia dioceti di Fiesote, 79, 40, 1467 magglo 18- Paolo It nomina Ciacomo de rim fod. di Perugia, 86, tj. ricauciliata eon Paolo II, 1%, 4. 14*7 riu"n ' , 2*- Apparition* miraeotota d. Vtrrln* a Roma, 157, to tp. 1467 lutjHo fi- Pool* ft erea eatteltano di Totfa Ro giovannt ft Luirri Ja Patorn, 41, so^r. 1467 settenbre 7- Paolo If approve la dotatieue d. HWi d. Restarione aRa republic* di Venetta, 35, 1467 settembre 17- Heard, fl. Carvaialtoraa a Roma daRa taa legation* TOnetiana, 57, 60. 1467 settetnbre 17 *t Nlcol^ Galll ronano, XT, 1»,. 1467 settembre 17- Fletfr"" H Lronarde Daft a ree. di Massa, 23, *j-to 1467 settembre 18- Paoto II puWiea i nuori cart,!., 55, n. 1467 Otlobre 6- Paolo II notiSca al Fiortatim e*e il vianrio delPimp. Federieo lit a Roma h froera tfinale, 163,/«. 1467 ottobre 15- Paolo ft cancel* al card. Froneafco aonnra tl ttiotn ft San f^rento in Parnate, 29, H-te. 1467 novrmbre 1 Comlnrlano 1 *it«i!dt datl dal n a Catcrlna retina dl Ho^nla, 60, /j. 14"7 novembre 12 • Paolo ff attetve da e*rte ahUige Ciovflnni Centnlmer, IH. Si. 1 467 novembre 19 • Paolo ff coated* veei henetiei a (Giovanni Cenarini, 64, to 1467 dlcembrr 1- nianr* a Paolo II Panaancio d. prostimo arrive delfimt-. Federieo Iff, 164, r. 1467 dlcembre 6-23- Prove limeuti * Hrcparativi la vm«fa 't'tfime. a Rami, 164, i*-*o. 14'j7 dfr^mbr" 22- Paolo ff minacein Pinter letto ai earn, di tVarcta * d! Arqaata, 151, r 1 67 dlcembre 24- fnsrretio ft Federieo III in Roma, 164. t. 1467 dlcembre 28- f.'fmp. Federieo flf vi*ila Pa»a tia 1. Tre Fnntane, 16^, if. 1 467 dlcembre 31- Paoto If erdia* at retlere d. Pa trimonfa provredimenti per il pattasrgie del/imp. Federieo fff. 165, 1 468 cennalo 1- Paoto ff ittituite* it nnevo or. eaval lerttee di tan Cier-no, 165, it. 1468 eennaio 4- Parte da Roma Federieo fit. 165. i4. 1468 gennalo 10- Siprovve to a'ta rifaratieaa d. tfra ta fro Pont* Mollr e Cirita Ca*t*llana, 147, »4 14rB pennalo 10- Filerieo HI vlen* otpitalo a VI teroo, 165. If. 1468 cennalo 10- * La Sisrnorir di Ftramtt ehiede la inelHtion* d. rt di Franria nella foe* dIfalia, 1%, it 1468 gennaio 16- La Sigmoria di Ftrento imvta an nmlitcioior* nIPimp. Federieo fit, 166, #J 1468 gennalo 17 • + to Seaaderheg, frindpa d'Alhonio, 149, t$, 1458 gennalo 18- Bolla di Paolo II in farore dalPam hatdatert potacee O. Safyanttf, 45, »$. 1468 febbralo 1- Paolo II dtcrria Pnatmtioaa d. aco rn-men toutro V*fwt * Aramnla,, 151, jt. 1468 febbralo 2- Paolo It intimo fa pace agtt PItalia, Krlla ei. (PAraceli, 158, JJ. 1468 febbralo 25-28;- Arrette degli . foniani a Roma, 155,*». [AA. 1468-1469] 1NDICE CRONOLOGICO 1464 marzo 1- II Senato oemeaiaao deliiera di cease gnmrt Pompom* Lett al pp., 154. j. 1468 marzo 29 • Francesco Ferretti I imdenmittato per ia tradmtien* di Pomponie Leto da Amcona a Roma, 154, to. 1468 aprile 14- Paolo II astolvt LHoroni dalle pen* 277 1403 dicembre 21- • l*o Scandorhog Have toecorti dm commistari papati i. Croeiata, 15, ot-so. 1469 febbraio 23- Paolo II nomina Prancetco da Cor matano pod. di Pont*, 152, «7. imflitte tart prtctdentememtt, 151. dt. 1468 aprile 25- Paolo II fabblica la 'face JItalia „ mtlla basilica di tarn Marco di Itoma, 158. 70, 1468 apriie 2tl- Fission* di Giovun Battttta Mellini al vescvado di L'rbtno, 04, sjl 1468 maggio 1- " Indnlgtmte di Paolo II for San Marco in Roma, 1_1, totj ; Slj ft „. 1468 maggio S- Ratijica d. trattato d. 'face tPItalia, da parte degii ambasciatori d. potent* interestate, 158. ql 1468 maggio 12- " Frowdintenti di Paolo II /or for. di Ro.lt, lbTj J' 1468 UiagglO 14- I'aolo II da in commtnia al curd. Francesco delta tiovcrc I'ospedali Ji stmt'Andrea ,li Verceili, 55^ u. 1468 maggio lfi- ISr^ve di Paolo II ui t-ioremlini circa ia Craetata, 1 1J, jo. 1468 maggio 22 It card, Francisco U'oniaga otpita il pp. aelpalaxzo di tan Lvrmxo in JJumaso,-V,jo-jj. 140d maggio 20- Cerimvmc e Jn.te oi*uni a Roma, per ia *pne d'Italia , ttiputata dot /p., lo», St. 1468 glugao 16- * Paolo II tonctU* cunonicuti ai ni poti Agttoitvo o Oiuvavni Hurbo, 15^ sj-si .. 1408 giugno *il • Atia prssenxa d. pp. e drgti amba sciatori di^.i Ualt tta.iant, xengono Stckiartiii i_ participants a..a *puCe •t'lltuia „, 0.1. 1-iUd gili^QO 22- Ai.camttl tra Fir,me, Ml.i.no * .Vu poii contro Paotu li, V,Helta c it duel Ji Sa veja, 100, ti. 140d llig.lO 12- PuOiO II prou.uo-.fi agii cult t st.cn Curto, /tgtio Ui Auolo Oailo, 0J, to. 140d tUf.Uo 2li- Provxetiimenti d. card, cu».ei-\ $o contro ia carcstia in Roma, TV, ij. 1408 »cUcutbrc- f card, uioiannt Tur^Hemada, ia, 7J. 1-100 oltOOrc y- I CM^iimondv Maialctta, Signor,. di itiwi i t . ;v. 1 wo oUuOlc 10 • " a.u.gi \i Ji 1' raiw.u rii_cvc una uljtt corte ii Je^. uci p^., 2.6, si»#. Oltobic iji- // ^enato Ut r\nctia dtu'tra tocevrti a Jtotta c Oatiutiio MoiatcMa, attaiitt da Ro berto Matatctta, 100, 1468 OUobrc ljt- La rtpmboitut di Vtnttia ptrmttu it tratporto di grant da Ancena a Uoma ut uavi vomtriaat, VV, n. 1400 OUobrc 4ii • Hootrto MtuaUtta i"impairomitc* di RiauM, I06, fa, 1468 Ottobre • Paolo IIfa roqmmrogramap*r PAb bondamna di Mama, 147» Or. 1468 OUobrc ii- Paolo IItlogao btagto dot Lagname committer)* d. aiinmtar* di Tot/a, 41^ j/. 1468 novembre 21- Puot» IIcrta card. Giovanni Mi' chai, 54,4». 1468 novembre 22- La rtfmbbltca di Vcnttia ritira il tuo timlatcialort da Rimini, 107, o. 1468 dicembre 15- Pool* IIeoncod*friviUgi alia Ok. di Pitma, 2\ *s *r. 1S69 mano 15- " Paolo II nomina Uardo de' D*ti Cornervatore d. c dl Vlterbo, 219. ii„ 1469 marzo 17-aprile 2fl- Rlargitioni di Paolo II a favor* Accademici pomponiam, 154, jt-tj. 1469 marzo 22 Paolo II ratijica la convention* tra Carlo Framoni * il mon. di tan?Anattatia tit Ve rona, 10, 4± is. 1469 marzo 25- Paolo II annuila la cetsionc di an he ncjicio J. Ci. H Aamom, 4l,s-tt. 1469 marzo il- Paolo II concede ad Alettandro Pal /ariano farctprctura ii Santa Maria di Bohiano, 5, 3V34. 14by aprile 12- Decrrto d. card, camtrlengo snlta ven dita d. pace d. logo Iratimetto in Roma, 100, s6. 1469 maggio 2- Paolo II concede un snuidio al porta J 'orccllie, 1^ ti-tt. 1469 maggio Ui- Paolo II si aliia con Venetia contro il re di A'apoti, 149. ig; 166. **. 1469 giugno i- I signori di Tot/a rendono alia tanta Scde Toljaxccchia, loO, is. 1409 giugllO 8- L'aerato papal* s'impadronifee di an soMorgo Ji Rimini, 107, jt. 1469 giugno &- So/cn ii onorantc in Roma al condot tiero papale Xapoteonc Orsini, 167. 73. 1169 giugno 15 Bola di Paolo 11 relativa at redditi d. vitcovado di Caiort, 37_i t2i 1469 giugno 22- I" Signeria ili Finns* si tcusa col pp. di av.-r* toccorto Roherto Mulntetta, 16, *f, 1469 iuglio 10- .Wroni de' Mo/tatJcscM, cafttllano pa pale di Corciiano, presta giuramento, joJ. jt. 1469 lugUo 12- Paolo IIconceit- ccrtiprivilcgi ail* to rtile Elita!*tta Zcno * Xicoiosa Bragadim, 7Jj 19. 1469 lugllO US- " // Censigtio Maggiore di Venetia ratijica L patti ttipnlati con Mitamo * Napoli, 1469 agoSlO 4-6- J Brevi dt I'aoio IIcirca Parbitrate Ira Firrnxe * Venetia per il potsctso J. Torre di Persiata, 199. J J .. 1 469 agOStO 9- tYel Concistoro ri acco-nente alia evm tnalc cession* di Rimini ai Venexiani per part* del pp., 167j Oil. 1469 agOStO 22- Paolo II ringraxia i Venesiani d. seccorsi frestaligli nella gnerra contro Rimini, lo7,to. 1469 agOStO 3Q- Vien* pnbblicata a Venetia la l.ga sttpmlata col pp., 166, jo. 1469 agoato 22- B. di Ccruolo tr« i pontilici e Fe dcrko d'Urblno, 167, /^j 168, ej; cL '223, I3i *g-t* 1469 settembre 1 • lirrardo Bard*lit da Nordm i create castcllano papale dt Satso/errato, 151, 14. 1469 settembre 4- Marctllo del Bnfato liiviemc sauliero papale, 40, to. 1469 settembre 1- "Tito Nacci ill Amelia c crcato canteMcrc d. com. di Orvieto, 218, u. B. 1469 aettembre 24- * Paolo Porcariprettaginrammm come temdiero d. pp., 1 i, ib-ia 1469 settembre 26- Poole IIfa elmrgitioni ad alcani ctttadtmi di Sorcia, 152. it. Diaiti 278 INDICE CRONOLOG1CO 1469 settembrc 27- Paolo II beneftcn Pietro fratello d. carl. l'ar;utmvla, 51, j. 1469 Ottobre 3- Catcrinn rgina di Hojnin abbandon.l la iua dimon ;r. San Marco rli Roma, 60, ij. |AA. 1469-1474] 471 gennaio 5- Paolo II esoria Renato d'Amgii a far ccstare la persoottiont contro it clrro in Ca la/.^m,i, 145. 70. 1469 dicembre 11 P«.*.;, // vende it cm-llo H Mon terotoli, 35, ss-sa. 1470 gennaio 8- " Al^saandro N.tcci dl Amelia o «-reato cuiicfllii're d. run. dt Ai[ii;ipeii'lcnff, 2H, «7,. 1470 gennaio 12- Xomiia d. card. Itirtolomeo !'crr retla ii trg. Ji Per„-:a, 35, 3S-40. Fw 1470 febbraio 14- Paolo II eonferma at card. ctsco i.otzaga f amministrazion* 1. fioeesi .{ M.mlo.a, 2S, si-j.. 1470 aprile 1j- IJiagio W Conti di ValtOntote «/. vicario pupair n (otir .Vei/-io• , 15.5,6.3. 1470 aprile 30- Anto-io Agli,-esc. di Fiesole, tra sferito a.'la dioeesi ,ii Volttrra, 7'', 4S 1470 luglio 8 (?)- Solennc processionr -»pl.itnia a R nu per la libtnxione dt Ncgropontc, ibS, 1*. 1470 lu^lio 12- Ca1u(» dl Isv^rojiontc in mano d. Turchi, 168, n. 1470 lugiio 16- Paolo II frcvi-r.tr nlla conserrnzione ln San Giovanni I.ateraic I. atl-cr fn-ioso lo nato ,la Luigi XI di Fromin, li\ to. 1470 luglio 23- * Paolo II minaeri., i Fiorrxti*i a ca gionr J. deeima da .».«" imptWa at eltro, 117. 14*. 1470 agOStO 9- * Robert.! Malattsta invoca faiuto ili Firente contro it ff., 202, 6 1470 agOStO 10- Paolo II dona c*»to ducat: a Strfano Colonma, 43, is 1470 agOStO 25- // card. B-ss.irione scire a Pao/o It in favor* d. ' roaata, 33, ij-is. 1470 settembre 17 e 30- Brcvi d. Pacto II at duca di Milano Gahatto Maria S/orta. 144, I. 1 470 Settembre 26- " \ a Bo na Patu'unciatortfioren lino Ottonr Xiccotini, 201, 40 „ 1470 otlobre 7- 'Paolo II eoneede al r.mriano An tonio delta Porta alcuni ben'/id .ccle'iastiei, 213, jt m. 1470 ottobre 11- Paolo If libera la CS. di Vahn-.n dalia giurisduione d. vt.se. ti J arazoua, 3S, a-ts, 1470 Ottobre 22- Paolo II era it card. Delta Rorerc arcidiacoto d. C*. di Man-no, 55, 1470 Ottobre 22- Paolo II crea Andrea Piti easiellano Ji Casttl San?Angela, 1 1'», 67. 1470 novembre 3-6 coisacrata la c'i. Consolation* a Itoma, 157, 70. 1470 novembre 13- Putro ti Hartolommeo da Vatlo narco I nomitato fod. di Ponte, 152, 4i. 1470 novembre 25- It zovcrnatore Loroixo Xane ra tlfica Ar" stafnti dcWArt' d. tana di Ccscna, 52, sj. 1470 dicembre 6- f Giovanni d'Angio, duca di Cala bria, 145, 4s. 1470 dicembre 12- Paolo II scrire a llorso itTKste fercki acce.la aila pace t fItalia, 170, ,0. 1470 dicembre 20- l'aolo II nomlnn Franccvo Fran eht da I.ii.-ra caitfllimodi San (KTinano, 134,^. 1470 dicembre 22- Taolo II pubblic* la secomln " pa c d'Kalia „. !*»', U, 15 1471 gennaio 1- Sdfulanone delPallranTa tra it /•/., Vtntxia t A a/ols contro i Turcki, lo9, 40 171 gennaio 6- A l-irmte si/"Uggia la "face ,fIta lia „. 203, 6. 471 rmnaio 20-25- Prrre Hmenti di Paolo II per ror. ti llodi, ISO, t4 1 IS7. 11. 471 gennaio 29- Paolo II aisrg-na una rendita a met rer Giovanni Ct'arini, 64. jA. per \ 471 febbraio 22- * Ilrevc dl Paolo It «Irca la Hie powessl dell' or. dl Rodl ncl Vlterheic, 213, 71 „. 471 aprile 5- S»/r;v,• ingrttto ili llorso d' I sle a Ilo ma, 170, tj. 471 aprile 7- Pnolo II farteci/a al Collogio car.li •t.iiitio di ro.'rr conlrrire la corona dneale di Fr rara a llorso d'/Csie, 170, )f 471 aprile 17 Tom o-nt Monte Tataecio in oncre .fi Borse .riiit, , 171, ". 471 lUtr'io 5- Xomina d. card, hrantesco liemaga a tec. in Ilowagna, 2"*, J4-'2), 4. 471 luglio 20- P.:»lo II ringrana Bono d'Ftte 1. do*i inviatifti, ss. 471 luglio 26- r Paolo II. 175, 19. 4: 471 agOStO 6- li sacro Cotlr^io imfegna It gioie af fartenutr a Paolo II, HIS. si. 471 agOStO 11- Deereto di Sisto IV eontro la e'for t,i:ifie d: ii?rtt; a-tticH da Roma, 173,77. 471 agOSIO 19- .Sisto /1 fa rickiamare alPotfiedienta d. Ci. i Xorrini, 152, s~. 471 agOStO 20- t il- trd. Uxccardo Longneit, 172, si. 471 Ottobre 14- Sisto IV concede nn smfri.'ia a .*• fano dei Centi di Seg-i, 153, ss 471 novembre 6- Sisto IV fa richiamare i Xoreiri alfo'i'-r dirnsa d. C*., 132, so. 472 gennaio 10- (,iacomo de' Tolomet ottime nn tal voeondolto per io .'ta/o d. C*., 1"3. i.t. 472 febbraio 2a- Holla di Si,to IV circa il'censo. d. reame di Xafoli, 150, jj. 472 marzo 1- Consiglio gen. d. com. li Viterbo con tro il luiSO, 173, 72, 472 aprile 24- .Sisto IV tcrive al card. Bossariom l.g.i' Francia, 175, jj. 473 giu^no 5- Sitto IV emana indxlgento a favore d. eh. 1. Cenwlatioae a Itoma, I5S, so. 472 giu^no 17- Sisto IV da in cowot i Lt a Agottino Barbo Pab^a-ia di Vallalta net Btrgam 115, IT. 472 settembre 21- ProiTtlfmenti di Sisto IV ftr compterc la rocca di Todi, 135, it. 472 novembre 10- //turd, camerlengo ordina alforafo Simon* degti Uberti di restituire terta somma datagU da Paolo II, 109, jt. 473 gennaio 31- " M.»rt;no Kiletlco c oominato pro fcetore nell' Unlreralta romana. XXXI, 5». 473 giugno 29- L'ambasciatorc di Perdinando di Xa foli preienta •/ ff. la chinea, 150. ji. 473 Ottobre 5- I.a Camera aposiolica rtttitnisce aleuni beni a Marcelio d-' llnstici, assoito lalta imputa tion* di omii idio, 103, 473 i!icembre 7- Sito IV nomina Girotamo (iiganti rommisS'irio sopra lr sirad* di Roma, 147, 79. 471 aprile 13- f Xovtllo da Recta di Pafa, rotter* [AA. 1474-15061 INDICE CRONOLOGICO d. ck. di tanto Strfano delta figrna in Roma, 1479 138, ss. 1474 dicembre 1- Vict-) Giganti i nominato da Si- 1480 UP IV tollt ttoro drlle taste tngli ehrei, 147, oz. 1475 giugno 22- " I^eonardo Grifi prcnde a prestlto dalla Vatlcana il De g.stis Fault II di Gaspare 1480 Veronese, XIII, lizli*. 1475 Ottobre 2- "Pomponlo Le(o prcnde a prestlto daJla Vati cans un libro d. De getlis di Ga«pare 1483 279 DOVembre 13- " Agostino Maffri i errata no/aio afostolico, IS2, 16. „. febbraio 3- " Sisto IV concede una caffetlania a Tacofo dr' Montccatoti, fratello detl'orafo Andrea da Viterbo, 192, j. giugno 16- fiotla di Sito IV. in favore di Pie tro di Lnfo da IJsbona car, di San Giaeomo, 175, ,S. Veronese, XIII, 2Q „. 1476 febbraio A- Sin'o IV inform* il duca di Mi.'ano 1483 !i avert mitigate i dari nelto tlato d. Ch,, 102, m. 1483 1476 marZO 28- La Camera afostolica ordt'na il se,;ue Stro d. bent affartennti a I.aca degii Amrdri, 1484 101, 1484 1476 agOStO 2- Decreto di Suto IV fer t'incremento dejl'agricoltnra net Lath, 98, tlx 1435 1477 gennaio 31- "Mkhcle C.mensl, vesc. dl Castro, prende possesso d. rrtc.-a dl Todi, quale govcr natore papale, 217. 45 1477 aprile il- La Camera afottolica rettitttitce at- 1487 fo.ifedale di laxto Sfirito in Satia it fe*te*0 cattello di Giove, 130, u. 1490 1477 aprile 21- La teaItor* Bonomo da Romafa testa mento, 158, jo, 1492 1477 maggio 111- II card. Marco Barba invocn Lorento 1405 il Magmfico in favor* di un nifote d. card. Fi liffo Calandriml, 90, /J. 1478 giutno 3- Giaeomo Guidi, fod. di Gallete, fiesta 1502 ginramemto in Camera afostolica, 133, »s 1478 Ottobre 25- t a Roma Caterina rrgina di Ser- 1504 bia, 60, jo. 1479 aprile 15- Sislo IV rtorta For. di Rodi a fro:- 1506 vedere fer la salvetta d. frofriefinanse, 187, if. gennaio 14- // card. G. d'Estontevitlefa testa mrnlo, 32, 6-t. gennaio 22- t l card, d'Euonttri/lr, 3^ o-n. setterabre 2Q- t metser Lnea Tottolo, avvocato condstoriale, 15bt n. agosto 12- t a Roma Giorgio Traftinntio, 44, j6. agoslo 21- Gli Anguillara rientrano in fossetso d. cattello di Giove, 130, Sy. febbraio 11- Lnfo de Vaya da l.itbona e conJaw nato a rcstituire alia Camera afostolica i denari ricrnti fer nn'imfresa contro i Mori, non com finta, 175. il. Ottobre 15-- Carlo de' Conti di Poti fa t'tta mento, 153, 66. maggio 23- Fa tettamento Deifoho drgli Anguil lara, 129, 4£. agosto 1Z- t a Roma Giorgio Trafe.snnzio, 44, jg, aprile 21- Filantamento di Gregorio de? Margam eon Giulia di mester Agnbito de* Cafrioli, 62, Jfjo. agosto 23- t Gregorio Buttacarini da Padova, HI, Si giugno 20.- Agahito da' Cafrioli romanefa tetta mento, 62, ti. pennaio 22- Lodovica vedova di mester Agabito tie' Cafrioli fa tettamento, 62j $3 [Abbate-DellaJTorre] ELENCO DELLE OPERE CITATE ABBREVIATAMENTE Abratc E., Gnida dei/a Provimtia di Roma, Roma, 1890. Adinolm Pas^uale, Roma mell'tia di Mt», Roma, 18811 2 TolumL Affu Iri.h&o, Mcmorie degli terit/ori * lettered Parmi giani, Parma, 1787. Aoosnm (dbou) Giovanni, JVctvie ttorieo-erittcka in terna la vita * im afire degli terittori vtneriom, toml I-II, Veneala, 17s2. Altkri M. Amt* Li Nnftiali, pubblicati da E. Nardiicci, Roma, 1873. Amaydbw, Famiglit nobUi romon* (ma, nella Blblioteca Caaanatense di Roma). AMttASTNATl GlACOMO v. Pieeolominta* lacabnu Arckivio tforico far It frovinde Nafo/otane, pubbllcato a curs della Socicta dl storia patrla, vol. I NapoU, 1876 »g£. ArekMo dttia rtgia Socutb Reman* ,ii storia /atria, voL I agg., Roma, 187S igg. • Arckivio ttorico Itaiiamo, 5» »eri«, Kirenxe, 1842-1889; 6* acria, Firenxe, 1890 ArcJUvio Vtneto, vol, 1 agg., Venea.'a, 1870 Arckivio (AiwtJ Vtneto, vol. I sga^ Venezia, 1891 agg. Armku-WI Mariano, La dies* di Homo, da//* loro ori gin* at toe. XV/, Roma, 1807. Audiffrsdi G. B., Catalog** kutorico-critiau romanormm EMtiannm uutnti XV, Romae, 1783. Bianccl (da) VaaPASlAMO, Vit* di nomim ilinstri del «. colt XV, edlte a cura dl A. Bartoll, Firaow, 1868. UoUttHno della Socitta abbrnntta di Maria /atria L. A. Am***, vol. I agg., 1883 agg. Boaio PwplNAWDO, litstoria deila tacra religion* e mi litia di Sam Giovanni (jierotoiimiiano, Roma, 1594, 2 volumL BmUmrtmm Romanmm nevinimmm «fe, Romae, 1688. BuacKHAJlirr I, La civtith d*l rinottimemlo im Italia, a* edlz. accreacluta, a cura d: G. Zlppd, Flrenzc, vol I, 1899; roL II, 1901. Krrcharuus JoiiAtofae, IJber notarmm ai a. tats ***** ad a. 1sob, a cura dl B. Celaai, vol. I, Cltta dl Ca stello [1906-1910] (auovi RR. It. SS* tomo XXXII, parte I). BuRsaxuas Hirronymus, Anaalts BononUnoe* ah a. 140S um^uc ad a. X497, In RR. II. SS., tomo XXIII. BUSKR B., Di* Brti*hunge» dor Afedictor tm Frankreick manr*n,i der lakrt» 1434 1494, in ikrtm Zdsammen kange mil den altgemcimtn VerkHllmiuen Italitn, Lei palg, 1879. BusaiFuliciano, Ittoriad*//a dtth di Vilerbe, Roma, 1 74a. Camfamus I. A., Ofera omnia, Venetiia, per Bern. Ver ceUenacm [1495]. Canbm&iiw Vm Qurini. Cafhxbtti GluaKPPB, L* Chute a"Italia, Jal/a loro ori gin* fino ai giomi nattri, vol. XXI, Venezia, 1844 1871. Carmina illnttrium foaiotum ilo/omm, vol, 11, KJoren tiae, 1719-1726, CaccAaui-Li A., HitUrta di caia Monaldtsea, Aicoll, 1580. Cardblla Lorioizo, Mtmorie Uoriek* do* cardinal* delta Santa Romana Cbiesa, 9 volumi, Roma, 1791-1497. ClAOONIUS Alpiu, Vita* et r*t gala* tnmmerum faati/i cam *t S. R. £. cardinalinm, rec. A. Oldolno, toIL I-IV, Romae, 1677. Cicoona EMAMUU.B, L* itcruioni di Vtnesia raccotl* * iUnstrate, Venezia, 1824-1842, 5 volumi. Cwolla Carlo, La Sigmeri* d*l 1300 a/ /j*o (aella Storia politlca d'ltalia, pubblicata da una Societa dl profeiiori), Milaao, 1S81. CoutTTl G., R*gtsta del/* gtrgamene della famiglia An gmillara, in Archlvlo della Soc Romaua di atorla patria, vol. X (1887). ComBar losaPM, Lomu XI tt le S*i*t-Sug* (/^), Paris, 1903. CoRMaUua FLAMUiiua, Kccletiat V(Hctae atitiijkii woail mentit iltuttrata» at tm decade* liittribntot, mm enm illmUrotitnt *cc/*M«w Torctltana* tt tnfflamtmto ad mudem, Veoetila, 1749, iS volumi. CrbIokton M. A, Hiitory ofike Pafacy daring tk*f*~ riod of tk* reformation, Loodoa, 1882-1894, 5 vo lumi. DsLLA Torrb Armaldo, Storia delVAcoademia Platonic* di Firtnmt, Firenae, 1906. DaLLA Torrr Arn., Pietr* Morn da Ptsdma, Lauciano •908. 262 ELENCO DELLE OPERE CITATE Dblla Tdccia Nicola, Cronacudi Vittrho, in Cro ni che c Statatl dell* citta dl Vlterbo a a cura dl I. Ciampl, Firenzc, 1873. DicjARulNS A., Xtgociations diftomatiqi,.s lU la France le Toscan* rtcuo/lies far G. CameUHni of /mitt, far A. £)., 6 roluml, Paris, 1849-14%. IK V'ECCIOS P. A., Cotteetio constitutionnm etc. Romano rum Pontificnm fro bono rcgimtne etc. Status KccU (Delia Tucda-Perreil Libri (i) commomoriali delta Refnbbiica di Venetitu Rege sti, a cura di R. Predelli, vol. V, Venezia, 1901. Utta P., Famiglie nobiti itafiano, dlap. 1-183, MlUno e Torino, 1810-18S1. LotikrI Antonio, Diario Xrfesiuo (faJa-jtfS), pubbll rato per cura di Guldo Levi (nell'Arc hi tIo della Regla SocletA Romana dl atorla patria, siae, Roraac, 173». Duchksnk J,., Le 'Liber I'ontijicalis „ 3 voluml, Pari*, Kciul PlJtTRO, XcrrtJogi t libri afini dt-Ma l'ro:incia Mo ntana, vol. I (h'onti fr la sioria U'Italia pubblicatc dallMstltuto storlco Italano, AntUhlU, ae coli XF-XV), Roma, 190S. Euutt. Conrad, literarcMa tatholica Mrdii acii, vol). 1 II, Monaiterll, 18901901. KacciolatI IaCuPo, Fasti gymnasii fatavini usque ad an. 17J6, Patarli, 1457-1458, 2 voluml. FaNTUZzi G., Xotitie degli scrittori bologneti, Bologna, 1781-1794, 9 volumi. Fkdkrici Vinck.nzo, / monastnri di SoHaco, Roma, a cura e spcae del Minlatero dcUa pubblica iatruzione, 1704. FoRCELLA Vincsnzo, Itcrioioni delta ekUst e Xoltri edi j,ti di Roma dal stcoto XI fino at giorni nostri, Roma, 1869-1885, 14 roluml. FosCARINI, Memorie della iMteraiura vencsiana ed altri scritti interno ad esta, Veneala, 1854. (JaBotto F. e Badini Conpalonikri A., Delta vita di Antonio Merita, Alessandria, 1894. I. Gams U., Series cfiscoforum oectosiat cathoHeat quotquol iunotueruut a btate Pttro afottolo, Ratlsbonae, 1873. [Garampi], Haggio di ostervationi tut valor* della anti cic monttt foutijicit, com affendic* di doenmenti, a. ni a. [Roma, 176ft]. GilSRARDi Giacomo da Voltrrra, // Diario Romano, a cura dl E. Carual, Citta di Castello, 1904 (nuovi RR. IT. SS* £aac. 26, 17, 44). 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Arciuvio ni Stato Vrnrziano (Arogaria di Comi.n; balta .foro- Matrtmoni dei nobiti veneti- Senatns Stcreta), ERRATArCORRIGE p. TTI| 1. 3 1 col lettore del corr. del lettore cot — p. xvi, I 1 1 PUtUu cerr. Caneasl — p. xix, L 32s elc culiradonl «orr. elucabnmionl — p. xxt, L n 148$ corr. 1480 — p. »""«, L ii Cooper w. Cooplngar — p. xxxvi, U. notes o dl Horclo corr. e dl Persio — p. xxxviu, L d note1 DloctloAibus corr. Dlctionibus — p. xu. L 2± note1 verso vorto corr. vert* — p. xi.111, L i» : Norrotar corr. Nerranimr — p. ddla Pleve «#rr. dell* Plave — p. 77, 1. 48 notes.Plo.ll corr, Paolo II — p. 8s, L 3_: confeMlone corr. conacs alone — p. 8J, L 103 Solitua est '. Domum corr. Sol.tux ext. Domum 1 — p. 83, L 53 notes 1751 corr. 1451 — P- 21i i» ii notes Cervera corr. Cervara — p. 93» I. 65 notes execuxioni corr. cscnilonl — p. tos. 1. l& note: tomo XXIX corr. tomo XXXIV — p. so7. L 3£ notes L 33 s erat er*t c»rr. erat — p. 4j L 35.: novatorusu corr. novaturum — p. 6, L 9: vcraimilo corr. verUluilie — p. 6, 1. J^s pau bcribtiaque c»rr. pauperlbusquc — p. to. U »S« »u corr. an — p. to, L ia: reaigaatarum corr. rexlgnaluruui — p. Hi 1« IS note: dc NuccU corr. de Naccie — p. 11, L 11 note: BelU corr. UoJia — p. y, 11» 8-os cubila riot corr. cubicularios — p. 14, L 39 noteI Cardcruii «rr, Calderlni — p. is. L 13: Xorquatellinum corr. 'Cot' quatelllum — p. 15, L 6 note: cubiculario corr. e cu biculaxiO — p. is. L ^6 note: 1480 wrr. 140O — p. 10, I, 42 note: 11 marxo corr. 12 marxo 1409 — p. 16. 1. jot Uenvenuto corr. Bencvento — p. 17, i. ikl Infi Bum corr. iatiruurn — p. 19, 1. 1: quacrens.... eva risiet corr. querena.... evaxtXset — p, 33, L b_i quer uadmodutit corr. quejnadmoduin — p. 33, L sji note: 2j settembre corr. 33 settenibre 1470 — p. 34, 1. 4i In* thoblmaa corr. Inchoabimua — p. 34, L itU censuerut corr. ccaiuerunt — p. 35, L S7 note: 11 12. corr. U ii aprlle — p. 36, 1» 31 note: Platxma corr. Canax uus — p. J2i 1- iMJ occultut corr. occultant — p. 39, L 75 note: I3J7 corr. 1457 — p. 40» 1. Hi tunc oorr. turn — p. 42,1. s_i note: Teodoro corr. Giorgio — p. 45, L li note* 1418 corr. 1468 — p. 45, 1» 46 note: Capac clnl corr. Capuccinl — p. 4J1 !• 22 notc! Rimini corr. Rtetl — p. S3. L 43 notes quceto corr. dl quexto — p. S3, 1. 50 note; tolas corr. tcntd dl togllere — p. £7j L 72 notes Torquemuda corr. Carvaglal — p. 63. L 3 ve rUnttt rowo; delPamtoro corr. rotto, doJFmmtoro — p. 70, U ai notes in quelle corr. in qnelia — P- 77» 3° not«« del 1467 corr. del 146S — p. 107, L 40 note: octuaglnta, duo corr. octuaglnta duo, — p. 108. 1. 64 note : 12Q du catl corr. uxi luila ducatl — p. 109, L £3 note: aaeculi corr. aaeculU- p. too, L 51 note: 11 vocabolo corr. al vorabolo — p. X13, L 2S note: glorni corr. meal — p. no, I. £2 notes 183 corr. 1883 — p. 118. i. 70 note: ipal corr. ipxil —p. 125, U 35 note; de giugno corr. de giugno 1 1465J — p. 134, 1. sjj in nostra corr. In no strum — p. 137, L 31 note: note 3 corr. numero 3 — p. 137. L 3j notes note 1 corr. note 3 — p. 138. !• 40. note : Orainio corr. Orxini — p. 140. 1- tfi note s poli tico corr. poliUca — p. 343, L 45 notes piatecbi corr. ;jiiUchi — p. 143, 1, iJii diffidere corr. diuiderc — p. 146, ag. L 50 note* (V) corr. (Ill) — p. 1461 1. 6a notes Quisu, 92 xg. corr. Qui*., — p. 147, L 19. notes dipea deaae corr. pare dlpeadease — p. isi. protonoterl corr. proioooterii — p. 151, 1« 3jj notes 4_ agoato corr. 14 ago sto — p. isx. L £ notes 6 marao corr. 2 n*xxo — p. 161. L 7J. note: 14O3 corr. 1458 — p. 164. 1. 4 notes 14SS corr. 146S — p. 166. L 13 note: 1469 corr. 1468 — p. 167, L 43 note: la lettcra corr. le Icttere — p. 173, U 74 note: del papa corr. dal papa — p. sot, 1. 2 notes Ittam ratio** corr. Juration! — p. 304, 1. 1: Franclso corr. Francioso — p. 307, L SOJ famacla corr. lameia — p. 308, note: a que L 32i Albertno corr. Bartho — p. 313, L ato corr. questo — p. 314, 1- 4J note : Reg. Vatic. J46 corr. Rig. Vatic. 356 — p. 314, L 52 note : magUtrl corr. iiiugistris — p. 33a. I 7Ai dcl M01 cerr. del 12 settem bre 1466 — p. 334, L 362 1489 corr. «469. )ogle INDICE GENERALE PREFAZIONTi PftgTAZlONR DI GtUSBPPK ZlPPBt T. La sforlografla papale nel «ecolo XV. — Paolo IT e gll etodl srorlcl. II D* g*»Ht tmtftrt Pault StewmH dl Gaspare da Verona. — I llbrt perdtttt del /J» geatta, — G. A. Campano e Paolo II. — Le blografle dl Paolo IT del Ptattaa, det Canensl e dl altri. IT. Cenno tnlla vita dl Michele Canensl. — Gaspare Veronese. Naadta; priml stud11 rela slonl col Porearl e con Ambrogto Trarersarl* vita monastics. — Sao rltomo nl teeolo e a Roma; rapportt con Nlecolo V e col TortelH. — Rapport! con Calllsto HI • Plo Ht e Paolo H. Sua morte. ITT. Op«r« grammatical! dl Gaspare Veronese. I.e Regula* ^rammaHea/tt. — T Comment! a Glorenale. — AfHrltl pedagogic* e letterarta e carattere dl Gaspare TV. T codlcl del Dr trtttin 41 Gaspare da Verona. — I codlel deTIa Vila del Canensl. — Mc todo delta presente edlzJone * Pn«rA«iojT« Di L. A. Mbr*tb*l GASPARIS VTSROMENSIS OE GESTIS TEMPORE PONTTPTCIS MAXIMI PAULT SffCUNDI I.ibto Prtmtts p«g. „ , * , , Lrem Sbcvndus Liwm Qoaktvb. MICHAELTS CANENSIT DE VITA ET PONTIFICATU PAUL! SECUNDT P. M. . . , M „ , I. H cardinal Pletro Rarbo In Aneona IT. La 'conRlura, degll AccademTcl pomponlant contro Paolo IT ITT. Per la rlforma dell'Ordlne dl Rod! IV. Notlsfe anile eolleztonl artistlche e prexlosc d! Paolo IT e gll artlstl alia ana corte. . . , V. Prorredlmentl annonarll d! Paolo TT » , , VI. I* pad d*Italia del 1468 e del t4ro vn. Nora dl eredlto dl Lnca AmeAsl, famtMare d! Paolo IT, rrno la Camera apottollca ... VITI. Tal libit dl conto dello Spendltore dl Palasso sotto Paolo IT IX. La •FamtgHo , dl Paolo II X. Datla genealojrla delta famlgtia Barto Glunte e corresW INDICT* Indloe aJftbetle* Indlce cronologloo ElXWCO DKLLB OFBKK CTTATS Cominciato a stamfate nel mesc dt marso del?emtio 1904. Finite di stamfare nel mesc di novetnbrc delTanm lgn. » » , , * * , » vn nt xxxi xr. xvm I 3 11 43 65 IT^ iRl i8s 188 »93 19« »03 *crt »11 ai »17 a»7 173 l8l »«4

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